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T ARTICOLI DEL 1° settembre 2008 #TOP
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ROMA
- «L'auspicio è quello di trovarci di fronte a una trattativa vera» aveva detto
Franco Nasso, segretario generale della Filt-Cgil in vista dell'apertura,
lunedì pomeriggio, del tavolo tra governo e sindacati sul piano di salvataggio
per Alitalia. Ma a poche ore dall'incontro arriva una "doccia fredda"
Roberto Colaninno, presidente della newco Compagnia aerea italiana. In
un’intervista al Financial Times il presidente di Immsi ha detto che non ci
potrà essere una «normale trattativa» e che i sindacati «devono capire che
l’alternativa è il fallimento». Interpellato sulla possibilità di resistenze ai
tagli dell’organico e a rinegoziazioni contrattuali, il manager avverte che gli
attuali contratti di lavoro dei dipendenti Alitalia non sono più validi.
Guardando al compito che lo attende parla di «una sfida molto eccitante. Mi
piace molto, questo fa parte della mia personalità». Secondo il quotidiano
britannico il manager italiano, 65 anni, è uno «specialista dei rilanci», con
importanti precedenti in Olivetti e in Piaggio. Guardando alla situazione
generale del Paese, Colaninno dice che «è ora di finirla di piangerci addosso e
metterci a fare qualcosa: smettiamola di discutere al bar per non fare nulla.
Se non faremo così, il futuro dell’Italia sarà molto cupo».
«CONFRONTO
VERO» - Molto distante la posizione del segretario generale della Cgil,
Guglielmo Epifani, che in un'intervista all'Unità sottolinea che quello con il
governo «deve essere un confronto vero sul piano industriale, non un prendere o
lasciare. Se non fosse così non ci sarebbe il nostro consenso» avverte. «La
nostra posizione è chiara - dice il leader della Cgil -. Non siamo disposti a
discutere di esuberi se non si discute di piano industriale. Solo dopo aver
convenuto su questi punti è possibile affrontare il tema organici. Passera dice
che è fondamentale l'accordo con il sindacato? Bene. Ma questo significa confrontarsi
con le nostre opinioni». Quanto la piano di salvataggio, «la mia opinione -
dice Epifani - è che questa cordata, sulla quale Passera stava lavorando da
tempo e per la quale il governo ha cambiato in corsa le regole, sia formata da
imprenditori che, per una parte, hanno altri interessi (penso a quelli che
operano nell'edilizia o nel campo delle concessioni pubbliche) e per l'altra
puntano sul guadagno finanziario». E «se gli azionisti non si concentrano sul
cuore dell'attività c'è il rischio di fallire nell'intento». Un interesse
industriale «allo stato non è visibile».
ROMA
- Nessun ultimatum. Come sempre Guglielmo Epifani usa i
toni pacati, ma è altrettanto netta la sua strategia per affrontare una partita
decisiva anche per il futuro del sindacato: l'ultima crisi dell'Alitalia con le
nuove regole del gioco approvate dal governo Berlusconi, con la cordata di
imprenditori italiani guidata da Roberto Colaninno e benedetta dalla
Confindustria. E con i sindacati considerati i primi responsabili del mancato
accordo con Air France.
Appena tornato da Denver, dove ospite dei sindacati americani ha partecipato
all'incoronazione di Barack Obama, Epifani ha fatto il punto con la delegazione
della Cgil che da oggi affronterà al ministero del Lavoro il negoziato per
l'Alitalia. "Non possiamo accettare la logica del prendere o
lasciare", ha detto il leader della Cgil impostando la trattativa. E sarà
questa la risposta che arriverà al tavolo di Via Flavia anche all'advisor Corrado
Passera per il quale senza l'accordo con il sindacato il progetto per la Nuova
Alitalia rientrerà nel cassetto.
Le regole di una trattativa, per la Cgil, restano quelle di sempre. Anche se
l'Alitalia è fallita, anche se il suo commissariamento è del tutto anomalo,
anche se sulla carta c'è già una nuova compagnia, anche, infine, se è difficile
immaginare un'alternativa che non sia baratro per i ventimila dipendenti della
Magliana. "Bisogna negoziare. Ci vuole una trattativa vera", ha insistito
Epifani. "Aprire un confronto a partire dal piano industriale". Poi
ci sarà la gestione degli esuberi.
Ma c'è anche un altro fronte che ora interessa l'Alitalia e che domani potrà
riguardare qualsiasi altra impresa in difficoltà: la possibilità di cedere rami
d'azienda e anche di singoli lavoratori a un'altra società. "Nel decreto
del governo - è allora la tesi di Epifani - ci sono problemi seri. Va rimesso a
posto, cambiato". Perché il rischio è che di fronte a una fase di
difficoltà un'azienda possa disfarsi di alcuni pezzi. È una questione che la
Cgil ha già osteggiato all'epoca della legge Biagi.
Insomma la Cgil punta a un confronto a tutto campo: capire, da una parte, se
l'obiettivo rilanciare l'Alitalia oppure ridimensionarla a un vettore regionale
con scarse prospettive sul terreno della competitività e chiarire, dall'altra,
tutte le implicazioni del decreto che ha fissato le nuove procedure
fallimentari.
Ragionamento che vale anche per gli ammortizzatori sociali. Perché se per gli
esuberi dell'Alitalia sarà possibile ricevere per quattro anni l'indennità di
cassa integrazione e per tre, senza alcuna interruzione, quella di mobilità,
indipendentemente dall'età e dalla regione di residenza, questo dovrà essere
possibile per tutti gli altri lavoratori. "Le regole - sostiene Epifani -
devono essere uguali per tutti".
Sul negoziato peserà, indirettamente, pure il ruolo degli industriali, quelli
che hanno dato vita alla cordata, ma non solo. "Il loro atteggiamento - ha
sostenuto Epifani - non mi stupisce. Conosco bene gli industriali italiani. In
quella cordata c'è chi ci si è messo per una sfida, come Colaninno, ma pure chi
lo fa visibilmente per altri fini (penso ai costruttori o agli assicuratori) e
chi ancora con qualche conflitto di interesse (Benetton tra tutti).
E invece il successo di un'azienda, come insegnano i rilanci di Fiat e Piaggio,
dipende proprio dalla concentrazione sul core business". Né si può dire
che "le regole del gioco le fissa le politica e l'imprenditore si
adegua". "Perché quando il centrosinistra ha approvato alcune norme
pro labour la Confindustria si è fatta sentire, ha protestato. Eccome".
Ecco, la Confindustria di Emma Marcegaglia, il cui gruppo è entrato nel
capitale della Compagnia aerea italiana, e con la quale da domani si riparlerà
della riforma dei contratti.
Ed è una critica forte quella che Epifani ha rivelato ai suoi: "Colpisce
la disinvoltura della Confindustria rispetto al tema dei conflitti di
interesse, delle leggi ad hoc. Mi pare più "adattabile", meno ferma
sui principi di fondo rispetto a poco tempo fa".
(1
settembre 2008)
Chi
sia il presidente del Consiglio e quale la maggioranza che lo sostiene, al fine
delle nostre decisioni è irrilevante. Anche al governo Prodi abbiamo offerto la
nostra collaborazione sul dossier Alitalia, ma non si sono create le
condizioni».
MILANO
- «E' un piano serio, è un piano che può permettere ad Alitalia di tornare a
competere e crescere sul mercato. E' un piano difficile, perché difficilissima
è la situazione in cui si trova Alitalia. Non è paragonabile al piano di Air
France, perché quest'ultimo faceva scomparire Alitalia come azienda autonoma e
comunque era prima della crisi del petrolio che ha fatto fallire decine di
linee aeree e che la Iata definisce paragonabile a quella post 11 settembre.
Anche il presidente di Air France, Spinetta, mi ha confermato che la loro
proposta sarebbe stata del tutto inadeguata a risanare Alitalia alla luce degli
eventi successivi. In ogni caso se ci saranno offerte migliori il commissario
le valuterà sicuramente».
Ma cosa qualifica il piano rispetto alle precedenti ipotesi?
«Il raggiungimento, grazie ad AirOne, di una dimensione sufficiente per il
rilancio del vettore sul mercato non solo domestico, ma anche internazionale. La
produttività e un servizio che saranno in linea con i migliori concorrenti. Il
completo rinnovo della flotta unito al ridisegno del network per soddisfare le
esigenze del mercato italiano. E poi una grande alleanza internazionale».
Eppure la critica che vi viene rivolta è di far arretrare la cultura di
mercato.
«Al contrario, è un piano di mercato ed è finalmente una privatizzazione di
Alitalia da tanti anni tentata e mai riuscita. Credo nel libero mercato e credo
di aver contribuito allo sviluppo della concorrenza sia ai tempi della
telefonia mobile, che alle poste, che in banca. Se oggi l'Italia ha due banche
tra le prime del mondo è grazie alla formidabile iniezione di concorrenza che
si è saputo introdurre nel settore. Privatizzazioni e liberalizzazioni che
hanno portato al consolidamento, alla crescita e a uno standard di innovazione
mai viste precedentemente».
Ammetterà che il rilancio dell'Alitalia avviene però sotto il segno della
cultura dei campioni nazionali e della deroga alle norme antitrust.
«Ogni settore ha le sue regole del gioco e non esistono schemi di
privatizzazione validi per tutti. Ogni grande compagnia europea è prima di
tutto campione nazionale a casa propria, con posizioni dominanti che arrivano
in qualche caso al 90%, come in Francia. La nuova Alitalia arriverà a meno del
60% ed in ogni caso l'Antitrust vigilerà. Se poi lei si riferisce alla tratta
Roma-Milano il vero concorrente è il treno che in un paio di anni potrà
raggiungere anche il 50% del mercato».
Il rischio però è che si tratti di una privatizzazione pagata dai consumatori.
«Non sarà così. Il nostro piano è nell'interesse sia dei consumatori sia dei
cittadini. E' nell'interesse dei consumatori perché migliora il servizio e
aumenta l'efficienza. Tiene conto anche degli interessi della comunità
nazionale. Salvaguardare l'italianità della compagnia di bandiera serve a
rafforzare le chance dell'Italia in campo turistico e renderla più aperta agli
scambi e all'internazionalizzazione. Sono valori economici anche questi».
Italianità? Ma Air France o Lufthansa o British Airways potrebbero fare un
calcolo di questo tipo: mettiamo un piede dentro pagando solo il 10% e poi
domani facciamo il colpo dando un po' di soldi agli imprenditori e ci prendiamo
tutto. Nel frattempo il "lavoro sporco" lo avranno fatto gli
italiani. Qualcuno è arrivato a evocare il paragone con l'ingresso di
Telefonica in Telco.
«A parte che l'operazione Telefonica- Telco aveva ed ha una sua logica di cui
non ha senso parlare in questa sede, il paragone è comunque sbagliato. La
stragrande maggioranza del capitale di Alitalia resterà in mani italiane e
tutti gli azionisti hanno accettato di vincolarsi per cinque anni. Noi abbiamo
creato le condizioni perché nel 2013 arrivi una compagnia tricolore viva, più
efficiente, più competitiva. A seconda di come sarà l'industria del volo allora
sarà possibile tracciare il miglior futuro per questa compagnia».
Si dice che gli imprenditori che sono entrati in Alitalia hanno realizzato una
sorta di scambio con la politica. Eugenio Scalfari lo chiama
"imbroglio". Puntano una fiche sugli aerei ma intanto ricavano
migliori condizioni nelle concessioni autostradali, fanno il pieno dei lavori
dell'Expo e godono di tanta tanta benevolenza governativa.
«E' una insinuazione sbagliata, pregiudiziale e non vera. Tutti gli azionisti
hanno esaminato con grande attenzione il piano ed hanno deciso di investire
perché lo apprezzavano come imprenditori e per i risultati economici che si
propone di raggiungere. Certamente tutti hanno dato importanza anche al fatto
di poter contribuire ad un progetto utile per il nostro Paese, ma la
valutazione fondamentale è stata per tutti di tipo imprenditoriale. Guardando
la lista di investitori, la maggioranza non ha neanche rapporti con il mondo
pubblico».
Ma la figura di Roberto Colaninno primus inter pares non rischia di
compromettere l'equilibrio della compagine azionaria?
«Tutti si sono riconosciuti nella scelta di nominare Colaninno presidente e
Sabelli amministratore delegato. Sabelli ha condiviso fin dall'inizio le scelte
del piano e ha contribuito alla sua messa a punto. Quando anche Colaninno si è
aggiunto alla squadra si è potuto riformare un tandem che ha già conseguito
grandi risultati in altre operazioni. Contiamo poi sul contributo di tutti gli
azionisti e, in particolare, saranno importanti la competenza e le
professionalità apportate da Carlo Toto. Senza AirOne l'operazione non sarebbe
stata possibile e non avremmo le dimensioni necessarie, gli aerei, la quota di
mercato per riuscire».
Quale sarà il ruolo di Intesa?
«Nelle ultime settimane abbiamo svolto un ruolo strategico di pianificazione e
coordinamento del progetto. A questa prima conclusione positiva si è arrivati
innanzitutto grazie all'impegno di Gaetano Micciché e del suo gruppo di lavoro
e poi di tutti gli imprenditori che hanno creduto in questo progetto. Ora come
Intesa Sanpaolo assumiamo il ruolo di azionisti insieme agli altri».
E il dibattito interno al gruppo Intesa Sanpaolo come prosegue? La stampa ha
parlato di visioni diverse tra il Consiglio di Sorveglianza e quello di
Gestione con il timore da parte del primo di favorire eccessivamente il governo
Berlusconi.
«La dialettica è sempre utile per arrivare a decisioni giuste e condivise. Sia
il Consiglio di Gestione che quello di Sorveglianza hanno interpretato al
meglio il proprio ruolo e fornito il loro contributo. Tutte le scelte su
quest'operazione sono state fatte all'unanimità sia nei due consigli sia nei
comitati strategici della banca. Non è mai sorto il problema del cui prodest,
ma si è discusso sempre e solo della validità del progetto, così come nei molti
altri casi in cui la banca ha impegnato del capitale per rendere possibili
grandi progetti di ristrutturazione e rilancio di aziende italiane».
Un indirizzo che avete seguito e seguirete con tutti i governi?
«Da sempre ci muoviamo così senza badare al colore della coalizione che governa
il Paese. Chi sia il presidente del Consiglio e quale la maggioranza che lo
sostiene, ai fini delle nostre decisioni è irrilevante. Anche al governo Prodi
abbiamo offerto la nostra collaborazione sul dossier Alitalia, ma non si sono
create le condizioni ».
A suo tempo la banca sostenne la proposta d'acquisto da parte di AirOne.
«Seguiamo la vicenda da due anni. In una prima fase abbiamo sostenuto l'offerta
AirOne ma non si è creduto nella bontà del nostro piano e non siamo stati
ammessi neanche alla due diligence. Nella fase successiva in cui la crisi di
Alitalia si è aggravata e siamo entrati in una fase diversa e più critica. La
somma Toto più Alitalia non era più sufficiente per affrontare l'emergenza
Alitalia e i nuovi prezzi del carburante; servivano altre energie
imprenditoriali e le abbiamo trovate. L'Alitalia, per poter attirare capitali,
aveva bisogno di un risanamento e riorganizzazione ancor più profonda».
Lei la chiama riorganizzazione profonda ma i suoi critici dicono che si tratta
di un revival della vecchia e perniciosa attitudine italiana a privatizzare i
benefici e a socializzare i costi. Addossando allo Stato esuberi di personale,
indennizzi ai piccoli risparmiatori e quant'altro.
«Penso solo una cosa: il fallimento dell' Alitalia scaricherebbe sulle spalle
dello Stato oneri di tutti i tipi. Qualcuno fa finta di dimenticarselo e
dimentica anche che la compagnia è stata ridotta in fin di vita da anni e anni
di cattiva gestione e di responsabilità diffuse».
Si parla molto in questi giorni di una collaborazione tra il governo di centro-
destra e le più importanti realtà imprenditoriali e bancarie del Paese. C'è chi
è arrivato a paragonare il piano di risanamento Alitalia alla commissione
Attali varata in Francia dal governo Sarkozy. E del resto anche lei in più
occasioni e in tempi non sospetti ha sostenuto che una esperienza à la Attali
avrebbe fatto bene all'Italia.
«Accetto il paragone almeno in parte. La commissione Attali è stato sinonimo di
un impegno no partisan, di interventi economici e infrastrutturali coordinati
in vari settori, di progetti di lungo termine che mobilitano risorse pubbliche
e private. Anche in questo caso la ristrutturazione di Alitalia non potrà, ad
esempio, prescindere da una riorganizzazione del sistema aeroportuale.
L'Alitalia non è né di destra né di sinistra. Questo è il nostro modo di
lavorare».
Ma la logica Attali può estendersi dall' Alitalia anche ad altri progetti.
Senza essere particolarmente originale penso alle infrastrutture…
«Ci sono progetti Paese che vanno sicuramente al di là dei tempi della
politica. Ci sono opere nel campo della scuola, della giustizia, dei trasporti
che ogni governo dovrebbe portare avanti facendo il suo pezzo di strada. Credo
sinceramente che questo sia l'auspicio di moltissimi italiani, che magari non
hanno mai sentito parlare di Attali, ma che vogliono vedere i problemi risolti
e non ricominciare da capo in una direzione diversa ad ogni cambio di governo».
Non tutti ricordano che in definitiva è stato il sindacato a bocciare il
vecchio piano Spinetta e ad affossare l'ipotesi Air France, non teme che possa
accadere lo stesso anche questa volta con il piano Intesa?
«Tutti i progetti di risanamento e rilancio che ho vissuto, li ho condivisi con
il sindacato. La mia esperienza dimostra che anche in caso di ristrutturazioni
aziendali difficili, di fronte a piani credibili, onesti e di sviluppo il
sindacato non si è mai tirato indietro. Confido che anche questa volta vada
così e che si abbia il coraggio di fare in Alitalia ciò di cui l'azienda ha
bisogno e che non ha fatto negli ultimi anni».
Dario
Di Vico
·
Articoli
Alitalia 2 (48)
I
liberisti dei puffi ( da "Manifesto, Il"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
rimanga italiana. Soltanto una sostanza collosa e maleodorante come il
capitalismo italiano può fregiarsi di un simile simbolo, vantarsi di
un'operazione altamente schifosa come il cosiddetto "salvataggio"
Alitalia. Mettere i debiti, gli esuberi, le vite di 7mila persone, sul groppone
degli italiani è tipico di un capitalismo straccione e vigliacco che tende a
socializzare
Anticipazioni
( da "Manifesto,
Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Anticipazioni
ALITALIA | PAGINA 8 ROMA | PAGINA 4 ROMA | PAGINA
Alitalia,
dubbi europei ( da "Manifesto, Il"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
rispettare le
regole Ue Alitalia, dubbi europei ROMA Dopo le polemiche degli ultimi giorni
sul nuovo assetto dell'Alitalia, ieri le critiche sono venute da oltre
frontiera. A esprimersi sull'operazione è stato il quotidiano tedesco
Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz), che senza troppi giri di parole ha
intitolato il suo lungo editoriale "Il piano sfacciato di Berlusconi"
Agenda
d'autunno ( da "Stampa, La"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
In tre giorni
ha dato una soluzione al "caso Alitalia", ha siglato l'accordo con
Gheddafi per assicurarsi un partner indispensabile nella lotta all'immigrazione
clandestina e nel prossimo mese si prepara a svolgere un ruolo di primo piano
sulla crisi georgiana forte delle strette relazioni che ha con George Bush e
Vladimir Putin.
Alitalia,
epifani attacca "il piano va cambiato"
( da "Repubblica,
La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
accordo con
Air France Alitalia, Epifani attacca "Il piano va cambiato" ROMA - Il
segretario della Cgil Guglielmo Epifani attacca il piano del governo Berlusconi
per il salvataggio di Alitalia e si scaglia anche contro Confindustria:
"Dalle crisi aziendali alla cassa integrazione, le regole devono essere
uguali per tutti.
Al
fianco di colaninno anche lehman, sopaf e intek
( da "Repubblica,
La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
150 milioni
che la la sua holding Immsi ha promesso di investire nella nuova Alitalia? A
quanto risulta non vi sarà alcun aumento di capitale ma più probabilmente
qualche dismissione, almeno fino a reperire i primi 100 milioni. Nella pancia
di Immsi, infatti, si trovano asset che i soci valutano tra i 350 e 400 milioni
tra cui una quota di Unicredit, la maggioranza della Rodriquez,
La
nuova alitalia più vicina a air france - luca pagni
( da "Repubblica,
La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia più vicina
a Air France Ore decisive per la scelta del partner, oggi parte il negoziato
sul piano LUCA PAGNI MILANO - La corsa per la nuova Alitalia entra nel vivo.
Già da oggi, quando nella sede del ministero del Lavoro a Roma ci sarà il primo
appuntamento che conta per decidere le sorti dei lavoratori che con tutta
probabilità non faranno parte della nuova società che
L'affondo
di epifani "non accetto ultimatum industriali senza etica" - roberto
mania ( da "Repubblica, La"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sindacato il
progetto per la Nuova Alitalia rientrerà nel cassetto. Le regole di una
trattativa, per la Cgil, restano quelle di sempre. Anche se l'Alitalia è
fallita, anche se il suo commissariamento è del tutto anomalo, anche se sulla
carta c'è già una nuova compagnia, anche, infine, se è difficile immaginare
un'alternativa che non sia baratro per i ventimila dipendenti della Magliana.
Prestito,
esuberi e rimborso agli azionisti per lo stato un costo da 1 miliardo e mezzo -
lucio cillis ( da "Repubblica, La"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
tutto il
network di Alitalia puntava su Fiumicino e altre nove basi minori. Sul numero
di aerei da impiegare, invece, la differenza è minore: 153 (compresi i velivoli
AirOne) per Fenice, e 137 per i francesi. E c'è da dire che oggi Alitalia
utilizza ormai in pista solo 140 aeroplani nonostante disponga di 173 unità.
Il
falso mito del patriottismo - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia è
tale luogo comune ? la difesa dell'italianità ? che garantisce a Berlusconi
l'aureola di difensore dell'interesse nazionale. Guai a chi si oppone. Ma se si
dà per scontato che la sopravvivenza della compagnia di bandiera rappresenti
una priorità vitale della nostra economia, ne consegue che le alterazioni delle
regole di mercato e gli esborsi di denaro pubblico siano tollerabili
Settembre
nero per 13 mila lavoratori - cristina zagaria
( da "Repubblica,
La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
legata ai
destini Alitalia. Dalle 18 alle
Niente
atti di forza su Alitalia Intervista a Epifani: il governo non inizi il
confronto parlando di esuberi La cordata di imprenditori? I loro interessi sono
solo edilizi e finan ( da "Unita, L'"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
"Niente
atti di forza su Alitalia" Intervista a Epifani: il governo non inizi il
confronto parlando di esuberi "La cordata di imprenditori? I loro
interessi sono solo edilizi e finanziari" Crisi Alitalia, con una cordata
di salvataggio che - dice - non sembra essere mossa da interessi industriali.
Intercettazioni,
l'assedio della destra al Pd È succube di Di Pietro, lo molli . Il partito di
Veltroni: Un progetto ce l'abbiamo, voteremo quello
( da "Unita,
L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
da Alitalia,
per finire a giustizia e intercettazioni, nessuno si preoccupa. Certo l'ascolto
dei tg e la lettura dei giornali sono da tempo un'attività poco piacevole in
casa Pd. Un giorno tiene banco il flop, vero o presunto delle feste
democratiche, una volta è la nascita di un fronte interno nel Pd di
filo-berlusconiani in fatto di intercettazioni,
Epifani:
su Alitalia molti interessi ma poca attenzione industriale
( da "Unita,
L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
si
"tengono" tutti: Alitalia, inflazione, emergenza salariale, crisi dei
consumi, riforma del modello contrattuale. Come li affronterà il sindacato?
Cominciamo da Alitalia e dal suo carico di esuberi. "La nostra posizione è
chiara. Non siamo disposti a discutere di esuberi se non si discute di piano
industriale.
Finita
la tregua estiva, venerdì ripartono gli scioperi nei trasporti
( da "Unita,
L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
proclamata
dal Sdl per Alitalia. MARTEDÌ 9: sciopero di 24 ore del personale marittimo di
Tirrenia. MERCOLEDÌ 17: la Cub Trasporti ha dichiarato 4 ore di sciopero, dalle
12 alle 16, per i dipendenti Alitalia e Alitalia Servizi. Nelle stesse ore
anche Cgil, Cisl, Uil, Ugl hanno chiamato all'astensione dal lavoro tutto il
personale di terra delle Compagnie aeree italiane.
Piano
Fenice, i sindacati vogliono una trattativa vera Oggi il primo incontro con
quattro ministri. Le nove sigle al tavolo d'accordo: non si parli soltanto di
esuberi ( da "Unita, L'"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nove sigle
sindacali che rappresentano i dipendenti Alitalia. Sul responsabile dei
Trasporti Matteoli incombe la grana dello scontro Malpensa-Fiumicino. Su quello
delle Attività produttive Scajola pesano gli avvertimenti di Bruxelles al
rispetto delle regole europee (il salvataggio di Alitalia avverrà "senza
aiuti di Stato, nè alla vecchia nè alla nuova compagnia" ha abbozzato
ieri)
<La
nuova Alitalia? Né a destra né a sinistra>
( da "Corriere
della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
REDAZIONALE
Le interviste CORRADO PASSERA "La nuova Alitalia? Né a destra né a
sinistra" "Da sempre ci muoviamo così senza badare al colore della
coalizione che governa il Paese - dice l'amministratore delegato di Banca Intesa
Sanpaolo -. Chi sia il presidente del Consiglio e quale la maggioranza che lo
sostiene, al fine delle nostre decisioni è irrilevante.
La
nuova compagnia ( da "Corriere della Sera"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
REDAZIONALE
La nuova compagnia Settimana di vertici e incontri Oggi sarà il ministro del
Welfare, Maurizio Sacconi, a incontrare le 10 sigle sindacali che rappresentano
le varie categorie di lavoratori della vecchia Alitalia, ormai vicina alla liquidazione
Previsto anche un vertice a Palazzo Chigi con i leader di Cgil, Cisl e Uil.
Alitalia
( da "Corriere
della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-01 num: - pag: 5
categoria: BREVI Alitalia \\ Divisioni nella banca? Dialettica utile, ma tutte
le decisioni sono state prese all'unanimità \\ Non sono un mercatista, credo
nella concorrenza.
<È
una soluzione per il Paese, né di destra né di sinistra>
( da "Corriere
della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nella fase
successiva in cui la crisi di Alitalia si è aggravata e siamo entrati in una
fase diversa e più critica. La somma Toto più Alitalia non era più sufficiente
per affrontare l'emergenza Alitalia e i nuovi prezzi del carburante; servivano
altre energie imprenditoriali e le abbiamo trovate.
Alitalia,
piloti e sindacati: alta tensione sugli esuberi
( da "Corriere
della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
REDAZIONALE
Alitalia, piloti e sindacati: alta tensione sugli esuberi Per la Cisl i soci in
cordata potrebbero ricollocare i lavoratori La Uilt: nessuno sia lasciato per
strada. Il ministro Sacconi dovrebbe incontrare anche Colaninno ROMA - Parte
oggi alle 18 la trattativa tra il governo e i sindacati sul salvataggio di
Alitalia,
I
protagonisti ( da "Corriere della Sera"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
5 categoria:
BREVI I protagonisti Roberto Colaninno, presidente di Piaggio, sarà presidente
di "Cai" Jean-Cyril Spinetta, numero uno del gruppo Air France-Klm
Gaetano Micciché, responsabile della divisione corporate di Intesa Sanpaolo
Rocco Sabelli sarà amministratore delegato della Compagnia aerea italiana, la
nuova Alitalia.
La
cordata ( da "Corriere della Sera"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
BREVI La
cordata La cordata per la nuova Alitalia è composta da alcuni imprenditori
italiani. Accanto alla banca Intesa Sanpaolo e al gruppo dei Colaninno,
l'Immsi, parteciperà all'operazione Gianluigi Aponte di Msc Crociere, il gruppo
Ligresti, il gruppo Atlantia dei Benetton, Emilio Riva dell'omonimo gruppo
dell'acciaio, Marco Fossati di Findim,
<Colaninno
grande imprenditore> ( da "Corriere della Sera"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Me lo disse
D'Alema in un incontro segreto che avemmo anni fa - riferisce il governatore
del Veneto Giancarlo Galan - A una cena, che pagai io, mi disse: è l'unico
imprenditore vero in Italia. E lo dimostra prendendosi la patata bollente di
Alitalia".
Alitalia,
da oggi in scena i sindacati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
cedere in
tempi stretti gli asset operativi di Alitalia ad una newco, che può contare
sulla cordata di 16 investitori italiani destinata a crescere, e che creerà la
"nuova Alitalia" integrando anche Air One. Il compito più difficile
sarà poi quello di gestire quel che resta della "vecchia" compagnia:
esuberi, debiti, asset da liquidare, azionisti e obbligazionisti da
indennizzare.
Alitalia
si dichiara insolvente e si affida alla nuova legge per il salvataggio delle
aziende in cri ( da "Messaggero, Il"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Si. I debiti
vengono concentrati in una "bad company" destinata a vendere i beni
operativi alla Nuova Alitalia.
ROMA
Quattro ministri da una parte del tavolo, nove sindacati dall'altro. E ago, per
così ( da "Messaggero, Il"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
avvertendo
allo stesso tempo che per il decollo di Alitalia questo è "l'ultimo
slot"; e il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, sul
cui settore impattano ovviamente ruolo e funzionalità del vettore aereo e del
sistema aeroportuale italiano. I dipendenti Alitalia saranno rappresentati da
tutte le sigle riconosciute al tavolo di confronto con l'azienda:
ROMA
No ad un'Alitalia ridotta a compagnia regionale. Renata Polverini, numero uno
dell'U ( da "Messaggero, Il"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
SIAMO
i più longevi d'Europa, una buona notizia per tutti tranne che per l'Inps,
( da "Messaggero,
Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
della
straordinaria capacità cardiaca del nostro popolo, una riflessione ci appare
del tutto inevitabile: come si spiega lo stato della nostra economia,
dell'inflazione, dell'Alitalia? Visti i dati della Società Europea di
Cardiologia ci aspetteremmo che qualcuno prendesse le questioni, come dire...
un po' più a cuore.
Sfida
di An: niente patti con l'Udc di De Mita
( da "Corriere
della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, la
spazzatura a Napoli, la crisi con la Libia", e questo grazie alla sua
"straordinaria coesione interna, alla condivisione di ideali, programmi,
obiettivi" può permettersi di sopportare la "fibrillazione" di
una possibile nuova alleanza con un partito come l'Udc che ha tra le sue fila
"uomini come Ciriaco De Mita che ha definito il Pdl "
Sbagliato
il piano di Marrazzo, così la sanità peggiorerà
( da "Tempo,
Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
così la
sanità peggiorerà" Ci sono questioni, come i rifiuti a Napoli o le sorti
dell'Alitalia che hanno un livello di impatto sociale talmente elevato che
sarebbe assurdo catalogarle come di questa o di quella parte politica. E quindi
tutti dovrebbero augurarsi la loro risoluzione. Senza pregiudizi. Ed è quello
che ho fatto anch'io.
A
Veltroni non rimane che giocare a Rosiko
( da "Opinione,
L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
America ci ha
consegnato la battuta migliore del suo ultimo anno politico: "Alitalia è
una compagnia di bandierina". Una battuta che racchiude anche il vero
motivo della visita di Walter e corte a Denver: come si disce a Roma, stà
rosicando. E già, nel giorno in cui Berlusconi porta a termine il suo
capolavoro, il premier ombra scompare, si eclissa, o meglio, si adombra.
Contro
banche e pirati d'impresa ( da "Opinione, L'"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
affare
Alitalia ma, soprattutto, alle banche. Infatti il ministro dell'economia sa
bene che gran colpa della trasformazione di noi italiani da risparmiatori
(oculati e familistici) in spreconi egoisti è dovuta alla politica creditizia.
Un messaggio soprattutto ad Abi e Patti Chiari, che con le loro dispendiose campagne
pubblicitarie,
Air
Silvio One ( da "Opinione, L'"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nessuno
avrebbe puntato un soldo bucato su Alitalia, ma, alla lunga, ha vinto la
politica del "fare". "Fare" Napoli e "fare"
Alitalia, due operazioni che per mesi, per non dire anni per il caso Alitalia,
hanno tenuto il Belpaese sulla bocca di tutta la stampa straniera, colpevole,
in primo luogo, di non saper smaltire i rifiuti partenopei e, in secondo luogo,
Coraggio,
Matteo! ( da "Opinione, L'"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia da
parte di Silvio Berlusconi ironizzando sulla fattibilità dell'operazione e
definendo "inesistente" una cordata guidata da suo padre Roberto. E
che nel giorno in cui il babbo spiegava la validità del progetto di rilancio
della Compagnia di Bandiera alleata alla pari con Air France, se n'è uscito con
la solita cantilena della sinistra piena di rimpianto per la mancata svendita
Alitalia:
firmato il decreto di nomina commissario per Fantozzi
( da "Voce
d'Italia, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
molto
solido" Alitalia: firmato il decreto di nomina commissario per Fantozzi
Richiesta l' ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria Milano,
30 ago. - Alitalia ha richiesto 'l'ammissione alla procedura di amministrazione
straordinaria'. La notizia è data proprio da Alitalia in un comunicato stampa,
''Ci
lasciano in mutande, ci toglieremo anche quelle''
( da "Quotidiano.net"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
futuro per
Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i
gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino. Uno ha la pelle bianca, l'altro
nera, è un caso rarissimo. I genitori, Florence Addo-Gerth e Stephan Gerth,
presentano con orgoglio i loro bambini RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno:
1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera:
Ragazza
strangolata in casa Il fidanzato trovato impiccato
( da "Quotidiano.net"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quale futuro
per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Via alla campagna contro l'abbandono degli
animali Arriverà questo inverno una lista degli alberghi e delle strutture
turistiche dove andare in vacanza con il proprio animale: lo ha annunciato oggi
il sottosegretario alla salute Francesca Martini.
Notte
di controlli: "Un conducente su due è drogato o ubriaco"
( da "Quotidiano.net"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quale futuro
per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Via alla campagna contro l'abbandono degli
animali Arriverà questo inverno una lista degli alberghi e delle strutture
turistiche dove andare in vacanza con il proprio animale: lo ha annunciato oggi
il sottosegretario alla salute Francesca Martini.
El
Gordo confessa l'omicidio: "Una voce mi diceva di ucciderla"
( da "Quotidiano.net"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quale futuro
per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Via alla campagna contro l'abbandono degli
animali Arriverà questo inverno una lista degli alberghi e delle strutture
turistiche dove andare in vacanza con il proprio animale: lo ha annunciato oggi
il sottosegretario alla salute Francesca Martini.
Tre
alpinisti morti nel Cuneese ( da "Quotidiano.net"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quale futuro
per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Via alla campagna contro l'abbandono degli
animali Arriverà questo inverno una lista degli alberghi e delle strutture
turistiche dove andare in vacanza con il proprio animale: lo ha annunciato oggi
il sottosegretario alla salute Francesca Martini.
Summit
Ue, toni forti ma niente rottura con Mosca
( da "Quotidiano.net"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
futuro per
Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i
gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino. Uno ha la pelle bianca, l'altro
nera, è un caso rarissimo. I genitori, Florence Addo-Gerth e Stephan Gerth,
presentano con orgoglio i loro bambini RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno:
1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera:
I
piloti della Ryanair denunciano: "Costretti a volare col minimo di
carburante" ( da "Quotidiano.net"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quale futuro
per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Cupido allo zoo L'amore supera ogni ostacolo.
Ne sa qualcosa Arava, una tartaruga disabile che per potersi muovere è stata
dotata di una speciale struttura con rotelle. L'esemplare ha comunque
conquistato il cuore di un maschio LEGGI L'ARTICOLO GUARDA LE IMMAGINI RICERCA
ANNUNCI Archivio Notizie Anno:
Shakira
duetterà in arabo "Canterà per difendere l'Islam"
( da "Quotidiano.net"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quale futuro
per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Le vacanze del 'Boss' Dopo il successo del
tour, Bruce Springsteen si gode un po' di relax in Italia insieme con la moglie
Patti e alcuni amici. La comitiva ha fatto un giro sul lago di Como in
motoscafo fino a Laglio per vedere la Villa di Clooney GUARDA LE IMMAGINI
RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno:
Rallenta
l'inflazione, pasta alle stelle ( da "Quotidiano.net"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quale futuro per
Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Quante sono le intercettazioni in Italia Il
consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno
possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica
amministrazione RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003
2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera:
Sacconi:
per Alitalia èl'ultimo slot ( da "Tempo, Il"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per Alitalia
è l'ultimo slot Il piano di salvataggio è per Alitalia "l'ultima
possibilità, l'ultimo slot per il decollo della nostra compagnia di
bandiera". Alla vigilia dell'apertura della trattativa con i sindacati sul
piano Alitalia, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi mette in chiaro che la
situazione non concede al governo ampi margini di manovra.
Il
cda chiede il commissariamento Berlusconi nomina Augusto Fantozzi
( da "Quotidiano.net"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il cda di
Alitalia ha dichiarato lo stato di insolvenza della compagnia e chiesto
l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria. In una nota al
termine del consiglio di amministrazione la società spiega che "Alitalia
ha richiesto, in conformità alle determinazioni assunte in data odierna dal
consiglio di cmministrazione della ompagnia,
Vertice
con i sindacati ( da "Stampa, La"
del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il caso
Alitalia è oggi ovviamente sintomatico (ma lo stesso si potrebbe dire del caso
Telecom in passato). Alitalia ha perso più di due miliardi di euro in quattro
anni (dai dati di bilancio 2004-2007) offrendo ai propri dipendenti (incluso il
management) condizioni notevolmente favorevoli rispetto a quelle di mercato.
( da "Manifesto, Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
VOI SIETE QUI I
liberisti dei puffi Alessandro Robecchi È giusto che Alitalia rimanga
italiana. Soltanto una sostanza collosa e maleodorante come il capitalismo
italiano può fregiarsi di un simile simbolo, vantarsi di un'operazione
altamente schifosa come il cosiddetto "salvataggio" Alitalia. Mettere i debiti, gli esuberi, le vite di 7mila persone, sul
groppone degli italiani è tipico di un capitalismo straccione e vigliacco che
tende a socializzare le perdite e a privatizzare gli utili. Cosa sarà di
quei 7mila disoccupati (che sarebbero stati 2mila con il piano Air France) non
è dato sapere. CONTINUA|PAGINA8 Prima hanno detto che li spedivano alle poste.
Poi hanno ventilato un improbabile riassorbimento sul mercato privato, ma non
risulta che alcun imprenditore abbia alzato la mano per dire: ehi, io me ne
prendo un centinaio! Ora che c'è da far digerire il piano ai media (tanto
digeriscono tutto) si dice che i 7mila espulsi saranno garantiti per 7 anni, ma
è ovvio che non sarà così, e se sarà così pagherà il famoso debito pubblico. Un
altro astuto colpo dei nostri liberisti dei puffi. Hanno dovuto modificare una
legge: Silvio chiede e le leggi si riscrivono quasi da sole, una legge ad
aziendam. Divertente assai la mappa dei coraggiosi imprenditori che partecipano
alla "cordata". Alcuni vivono di concessioni dello stato: al prossimo
rincaro delle tariffe autostradali sapremo chi veramente ha pagato la nuova Alitalia (noi). Altri vengono dal mercato immobiliare
(alcuni ci sono entrati ieri), certi che il favore reso al sovrano sulla
questione Alitalia si tradurrà in sostanziosi appalti
(leggi Expo). Il rischio di impresa viene trasferito sui lavoratori, e gli
imprenditori ne sono magicamente immuni: verranno ripagati in favori e
privilegi. Al sindacato si punta la pistola alla tempia: o si risolve in un
mese o salta tutto ed è colpa tua. Ecco perché Alitalia
rimane italiana, perché è un coerente frutto del capitalismo italiano. Quanto a
etica, Vallanzasca è messo meglio. Sapete come dice la barzelletta: non dite a
mia madre che faccio l'imprenditore in Italia, lei mi crede violinista in un bordello.
( da "Manifesto, Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Anticipazioni
ALITALIA | PAGINA 8 ROMA | PAGINA 4 ROMA | PAGINA 4 IN CAMPO l PAGINE 2 E 3
SICUREZZA STRADALE | PAGINE 6 E 7 Nottata "spettacolo", al via la
linea dura dei test anti-droga Il monito dell'Ue: "Rispettate le
regole" Colpiti con catene e coltelli, agguato nero alla festa per
Biagetti.
( da "Manifesto, Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
AEREI I tedeschi
attaccano: Berlusconi viola la concorrenza. Almunia: rispettare
le regole Ue Alitalia, dubbi europei ROMA Dopo le polemiche degli ultimi giorni sul
nuovo assetto dell'Alitalia, ieri le critiche sono venute da oltre frontiera. A esprimersi
sull'operazione è stato il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung
(Faz), che senza troppi giri di parole ha intitolato il suo lungo editoriale
"Il piano sfacciato di Berlusconi". Nonostante le "lodi a
se stesso" del premier, il piano, scrive il quotidiano, "non merita
lode" perché questo risanamento "si fa beffa di tutte le regole del
mercato". Berlusconi è "tornato ai principi dell'economia di Stato
che potrebbe provenire da un programma dei sindacati o da un libro di testo
comunista". Fino al 2002 Alitalia, ricorda il
Frankfurter, ha ricevuto la somma di 1,4 miliardi di euro come sussidi dello
Stato. Ma il nuovo piano "è ancora più sfacciato, ricorda il modo di agire
che legalmente viene bollato come "bancarotta fraudolenta":
Berlusconi intende separare i pezzi di valore per venderli a una cordata di
imprenditori, mentre i debiti, i dipendenti in esubero e altri problemi restano
aperti e sarà lo Stato italiano a occuparsi degli scarti". "Si tratta
nient'altro che di un immenso nuovo sussidio - è la conclusione del quotidiano
tedesco, che invoca l'intervento della Commissione Ue - E' uno scandalo di
dimensioni europee". Una prima risposta, seppure in forma di un semplice
commento a voce, dall'Europa è arrivata: il commissario agli affari economici,
Joaquin Almunia, dice che "Alitalia deve trovare
una soluzione in accordo con le regole europee e che sia buona per la
compagnia, per i passeggeri e per i lavoratori". Almunia ha
successivamente aggiunto di "non conoscere esattamente i termini, ma spero
che si troverà una buona soluzione". Insomma, non è certamente un monito
ufficiale, ma la Ue - spinta più volte dalle compagnie concorrenti e dalle
proteste degli altri paesi - ha voluto ricordare che esistono regole comuni.
Intanto ieri ha parlato per la prima volta il nuovo commissario straordinario
incaricato a traghettare questa fase, Augusto Fantozzi: ha chiesto il consenso
"sia della maggioranza che dell'opposizione", e poi ha affermato di
sentirsi "come il ragionier Fantozzi che cerca di prendere al volo un
aereo in corsa, un aereo che per di più sta finendo la benzina". Sul
delicato incontro che terrà domani con i sindacati ha parlato il ministro del
Lavoro Sacconi, affermando che si lavorerà "a partire dalla relazione del
nuovo commissario". Sacconi ha detto di augurarsi che gli esuberi siano
"meno di 5 mila", ma ha comunque escluso la ricollocazione presso la
pubblica amministrazione o addirittura alle Poste, come era stato ventilato nei
giorni scorsi. Ha detto la sua anche il ministro della Pubblica amministrazione,
Renato Brunetta, parlando per la prima volta di "incentivi per la
ricollocazione presso i privati". "Se fossi un'azienda privata - ha
aggiunto - prenderei volentieri i dipendenti di Alitalia
che sono qualificati e spesso bilingue. Non sarei così pessimista". Duro
rispetto all'operazione è stato invece - come i tedeschi - Antonio Di Pietro,
leader dell'Italia dei Valori: sul suo blog ha attaccato il decreto del governo
che ha ritoccato ad hoc le regole dell'amministrazione straordinaria, tra cui
la possibilità di vendere asset "a trattativa privata, cioè nel chiuso di
una stanza come se fosse roba propria". Per Di Pietro, "insomma,
Berlusconi, imparata la lezione che si possono fare le leggi ad personam, ha
esteso questo concetto". E' un "decreto-truffa", ha aggiunto,
anche perché "prevede l'esclusione della responsabilità dell'acquirente
per i debiti sorti prima del trasferimento". Debiti che "pagano tutti
gli italiani". E "chi ci guadagna? Il fior fiore degli imprenditori
italiani, anzi degli imprenditori all'italiana". Infine l'Unione piloti ha
messo in guardia il governo: "Vogliamo vedere il piano e se ci sarà un
vero rilancio lo appoggeremo. Altrimenti siamo pronti a osteggiarlo".
( da "Stampa, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Augusto Minzolini
Agenda d'autunno IL GOVERNO VEDE ROSA All'inizio dell'estate, mentre il governo
Berlusconi varava provvedimenti su provvedimenti sull'altare del decisionismo,
il Pd riponeva tutte le sue chance in una speranza che contemporaneamente
rappresentava l'unico timore del Cavaliere: passati i cento giorni, esauritasi
la luna di miele tra l'esecutivo e l'opinione pubblica, Berlusconi avrebbe
registrato in autunno un calo fisiologico nell'indice di gradimento e Veltroni
finalmente avrebbe respirato una boccata d'ossigeno. In realtà l'agosto è
appena trascorso e, sorprendendo gli stessi sondaggisti, il governo macina
consensi mentre l'opposizione continua a declinare. I motivi? Berlusconi ha
studiato attentamente una rentrée in grande stile proprio per ridare slancio
all'immagine del suo governo. In tre giorni ha dato una
soluzione al "caso Alitalia", ha siglato l'accordo con Gheddafi per assicurarsi un partner
indispensabile nella lotta all'immigrazione clandestina e nel prossimo mese si
prepara a svolgere un ruolo di primo piano sulla crisi georgiana forte delle
strette relazioni che ha con George Bush e Vladimir Putin. In più in
autunno l'esecutivo si giocherà altre tre carte decisive: federalismo fiscale,
riforma della giustizia e scelta nucleare. Raggiunti questi traguardi il
Cavaliere, di fatto, avrebbe già attuato il suo programma. Resterebbe un unico
neo: a parte l'abolizione dell'Ici non c'è stata una svolta nella riduzione
della pressione fiscale. Sono ancora in auge, infatti, alcuni dei provvedimenti
di Visco e il tutto sembra rinviato a una fase economica più favorevole.
Insomma, la politica del Cavaliere è tutta affidata al governo, alla "magia
del fare". La politica dei partiti - quella più "politichese",
come si diceva una tempo - gioca un ruolo di secondo piano. Le beghe con An
sulla nascita del Pdl, al di là delle polemiche di giornata, sono già state
risolte dal notaio. Gli umori di Bossi e dei suoi sono sotto controllo: i
leghisti sono i primi a sapere che per avere il federalismo debbono tenere
unita questa maggioranza e poi, semmai, dialogare con l'opposizione. Infine,
l'ipotesi di un allargamento all'Udc è legata a una prospettiva chiara. Dato
che le cose vanno bene, il premier non è in ansia: Pier Ferdinando Casini, per
tornare nel centro-destra e al governo, deve fare quello che non ha fatto
qualche mese fa: entrare nel Pdl. Per allungare la luna di miele con il Paese,
quindi, Berlusconi si è affidato a un'azione di governo "decisa" e a
una linea politica indubitabilmente chiara. Nulla di stravolgente: ha attuato
quello che aveva promesso. La filosofia della concretezza gli è bastata per
mantenere i consensi e, fatto nuovo, per fare breccia in ambienti che gli
avevano sempre chiuso la porta in faccia. Una parte del mondo
dell'imprenditoria e della finanza che lo aveva sempre snobbato lo accetta come
interlocutore (vedi il caso Alitalia) a costo di
beccarsi l'accusa di collaborazionismo o di tradimento dalla sinistra. Hanno
cominciato Corrado Passera e Roberto Colaninno, ma presto se ne aggiungeranno
altri. Con il "pragmatismo" che li contraddistingue, gli imprenditori
di ogni colore si sono convinti che nei prossimi cinque anni il quadro politico
non subirà terremoti, il Cavaliere resterà in auge e ne hanno preso atto. In
questa presa d'atto, però, non pesano solo i "meriti" di Berlusconi
ma anche i "demeriti" dell'opposizione. Nel Pd, infatti, il
"politichese" in questo momento spadroneggia sia nelle liturgie sia
nei costumi. Non è stato convocato un congresso ma si assiste a un congresso
permanente. C'è una leadership ma è continuamente messa in discussione. Si
moltiplicano le correnti con tanto di tv al seguito, ma al posto di un confronto
limpido su strategie e programmi (che nella penuria di idee potrebbe risultare
salutare) si assiste a un tatticismo esasperato. A sentire i discorsi alla
Festa Democratica di Firenze sul "tipo di opposizione" viene in mente
una celebre battuta di Nanni Moretti: "il dibattito no". Veltroni,
per restare in sella, invece di dar battaglia asseconda le politiche degli
altri: dal bipartitismo siamo arrivati al vano corteggiamento dell'Udc, dal
dialogo con Berlusconi siamo passati alla competizione con Di Pietro. Di
contro, i suoi oppositori più o meno espliciti, da D'Alema al redivivo Prodi,
usano tutti gli strumenti possibili per metterlo in difficoltà. Appunto, da una
parte il "decisionismo" di Berlusconi dall'altra la Babele del Pd. In
queste condizioni viene meno nell'immaginario dell'opinione pubblica il
sentimento principale che un'opposizione dovrebbe suscitare: la possibilità di
un'alternativa. Al momento la stragrande maggioranza del Paese, compresi gli
imprenditori, è convinta che un "dopo-Berlusconi" non è immaginabile,
ogni ipotesi diversa appare poco credibile o velleitaria. C'è da chiedersi se è
il risultato dei meriti del Cavaliere o, ancor di più, degli errori dei suoi
avversari.
( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il leader Cgil
critica Confindustria. Più vicino l'accordo con Air France Alitalia, Epifani attacca "Il piano va cambiato" ROMA - Il
segretario della Cgil Guglielmo Epifani attacca il piano del governo Berlusconi
per il salvataggio di Alitalia e si scaglia anche contro Confindustria: "Dalle crisi
aziendali alla cassa integrazione, le regole devono essere uguali per tutti.
Mi colpisce la disinvoltura di certi industriali rispetto ai conflitti
d'interesse e alle leggi ad hoc". E rilancia: "Il sindacato vuole una
trattativa vera e non accetterà ultimatum". Intanto, sul fronte del
partner internazionale della "nuova" Alitalia,
sarebbe più vicino l'accordo con Air France. CILLIS, MANIA E PAGNI ALLE PAGINE
10 E 11.
( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Le
indiscrezioni Al fianco di Colaninno anche Lehman, Sopaf e Intek MILANO - Dove
troverà Roberto Colaninno i 150 milioni che la la sua
holding Immsi ha promesso di investire nella nuova Alitalia? A quanto
risulta non vi sarà alcun aumento di capitale ma più probabilmente qualche
dismissione, almeno fino a reperire i primi 100 milioni. Nella pancia di Immsi,
infatti, si trovano asset che i soci valutano tra i 350 e 400 milioni tra cui
una quota di Unicredit, la maggioranza della Rodriquez, il complesso
turistico di Is Molas in Sardegna, immobili a Pietra Ligure e a Roma. I
restanti 50 milioni arriveranno invece da nuovi soci che hanno manifestato il
loro interesse a far parte dell'iniziativa. Si tratta della Sopaf, finanziaria
quotata in Borsa e guidata da Giorgio Magnoni, della Intek di Vincenzo Manes e
della Lehman Brothers di cui Ruggero Magnoni, advisor di Colaninno fin dai
tempi dell'Opa Telecom, è vicepresidente europeo. Le ultime indiscrezioni
sull'operazione riferiscono poi di un minor impegno da parte di Carlo Toto,
fondatore di AirOne. Le attività che verranno acquisite dalla Cai (nuova Alitalia) saranno valutate circa 240 milioni di cui 60
milioni verranno reinvestiti dall'imprenditore. La proprietà degli aerei AirOne
e i debiti ad essi collegati resteranno però in capo a una società di Toto che
li concederà in leasing alla nuova Alitalia sotto la
vigile amministrazione di Rocco Sabelli. In questo modo Toto dovrebbe riuscire
a far fronte ai circa 800 milioni di indebitamento che assillano il suo gruppo
da qualche tempo a questa parte, rinunciando però a ruoli di primo piano nel
rilancio della compagnia di bandiera. (g.po.).
( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La nuova Alitalia più vicina a Air France Ore decisive per la scelta del partner,
oggi parte il negoziato sul piano LUCA PAGNI MILANO - La corsa per la nuova Alitalia entra nel vivo. Già da oggi, quando nella sede del ministero del
Lavoro a Roma ci sarà il primo appuntamento che conta per decidere le sorti dei
lavoratori che con tutta probabilità non faranno parte della nuova società che
nascerà dalla ceneri della compagnia di bandiera. Non solo: la prima settimana
di settembre si annuncia decisiva anche sul fronte delle alleanze
internazionali. Nei prossimi giorni, i consulenti del gruppo di industriali
guidati da Roberto Colannino che hanno aderito alla cordata per il salvataggio
di Alitalia, avranno incontri con i rappresentanti di
Lufthansa. Inoltre, non è escluso che possano esserci contatti anche con
British Airways. Anche se da più fonti finanziaria, si sottolinea come - in
realtà - i giochi siano fatti con Air France. Clima assai più teso si respirerà
questo pomeriggio in via Flavia, al tavolo dove sederanno sia i ministri del
governo Berlusconi i cui dicasteri sono coinvolti nella vicenda, sia il
complesso fronte delle sigle sindacali. In verità, il primo a prendere la
parola sarà Augusto Fantozzi, l'ex ministro pochi giorni nominato commissario
straordinario dell'Alitalia. Il suo compito sarà
quello di spiegare come intende muoversi tra la liquidazione della vecchia
società e la nascita della nuova. Da una parte, dovrà lavorare con gli advisor
della Compagnia Aerea Italiana (secondo il nome che si è data la cordata Colaninno)
per il passaggio dei beni che faranno parte della nuova Alitalia;
dall'altra dovrà iniziare a spiegare il percorso che porterà alla liquidazione
della vecchia, soprattutto in merito al personale in eccesso, i debiti e i
contenziosi dei fornitori. Attesa anche per gli interventi dei ministri
interessati. Soprattutto per capire come Giulio Tremonti, titolare
dell'Economia, farà fronte alle promesse avanzate nei confronti di piccoli
azionisti e obbligazionisti di Alitalia cui ha
garantito che non perderanno i loro soldi. Ma, soprattutto, l'attesa è per
Maurizio Sacconi, ministro del Welfare. il quale ha dichiarato a Repubblica di
sperare che gli esuberi siano meno di 5mila, quando in realtà di parla di una
cifra che va dai 6 ai 7mila. Ma di tagli al personale, almeno in questo primo
giro, i sindacati non vorrebbero nemmeno sentire parlare. A loro, stando alle
dichiarazioni della vigilia, preme molto di più capire le strategie industriali
della cordata Colaninno. Come ha sottolineato già ieri, il presidente dell'Anpac,
il numero uno del sindacato piloti Fabio Berti. Il quale si è detto
"abbastanza deluso" per il fatto che "ci si aspettava un
confronto preventivo per discutere le linee strategiche del piano: l'Anpac sarà
al tavolo con lo spirito di affrontare i temi industriali e di non parlare di
esuberi fino a quando non sarà di fronte a un percorso che possa portare a un
effettivo risanamento". Al contrario, "di fronte a un piano non
condiviso, e che a nostro giudizio possa pregiudicare le prospettive di rilancio,
le reazioni saranno durissime".
( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Ritorno da
Denver Il leader Cgil al governo: trattativa vera L'affondo di Epifani
"Non accetto ultimatum industriali senza etica" "Dalle crisi
aziendali alla cassa integrazione le regole siano uguali per tutti"
"Quando Prodi approvò le norme pro labour Confindustria si fece
sentire" ROBERTO MANIA ROMA - Nessun ultimatum. Come sempre Guglielmo
Epifani usa i toni pacati, ma è altrettanto netta la sua strategia per
affrontare una partita decisiva anche per il futuro del sindacato: l'ultima
crisi dell'Alitalia con le nuove regole del gioco
approvate dal governo Berlusconi, con la cordata di imprenditori italiani
guidata da Roberto Colaninno e benedetta dalla Confindustria. E con i sindacati
considerati i primi responsabili del mancato accordo con Air France. Appena
tornato da Denver, dove ospite dei sindacati americani ha partecipato
all'incoronazione di Barack Obama, Epifani ha fatto il punto con la delegazione
della Cgil che da oggi affronterà al ministero del Lavoro il negoziato per l'Alitalia. "Non possiamo accettare la logica del
prendere o lasciare", ha detto il leader della Cgil impostando la
trattativa. E sarà questa la risposta che arriverà al tavolo di Via Flavia
anche all'advisor Corrado Passera per il quale senza l'accordo con il sindacato il progetto per la Nuova Alitalia rientrerà
nel cassetto. Le regole di una trattativa, per la Cgil, restano quelle di
sempre. Anche se l'Alitalia è fallita, anche se il suo commissariamento è del tutto anomalo,
anche se sulla carta c'è già una nuova compagnia, anche, infine, se è difficile
immaginare un'alternativa che non sia baratro per i ventimila dipendenti della
Magliana. "Bisogna negoziare. Ci vuole una trattativa vera",
ha insistito Epifani. "Aprire un confronto a partire dal piano industriale".
Poi ci sarà la gestione degli esuberi. Ma c'è anche un altro fronte che ora
interessa l'Alitalia e che domani potrà riguardare
qualsiasi altra impresa in difficoltà: la possibilità di cedere rami d'azienda
e anche di singoli lavoratori a un'altra società. "Nel decreto del governo
- è allora la tesi di Epifani - ci sono problemi seri. Va rimesso a posto,
cambiato". Perché il rischio è che di fronte a una fase di difficoltà
un'azienda possa disfarsi di alcuni pezzi. è una questione che la Cgil ha già
osteggiato all'epoca della legge Biagi. Insomma la Cgil punta a un confronto a
tutto campo: capire, da una parte, se l'obiettivo rilanciare l'Alitalia oppure ridimensionarla a un vettore regionale con
scarse prospettive sul terreno della competitività e chiarire, dall'altra,
tutte le implicazioni del decreto che ha fissato le nuove procedure
fallimentari. Ragionamento che vale anche per gli ammortizzatori sociali.
Perché se per gli esuberi dell'Alitalia sarà possibile
ricevere per quattro anni l'indennità di cassa integrazione e per tre, senza
alcuna interruzione, quella di mobilità, indipendentemente dall'età e dalla
regione di residenza, questo dovrà essere possibile per tutti gli altri
lavoratori. "Le regole - sostiene Epifani - devono essere uguali per
tutti". Sul negoziato peserà, indirettamente, pure il ruolo degli
industriali, quelli che hanno dato vita alla cordata, ma non solo. "Il
loro atteggiamento - ha sostenuto Epifani - non mi stupisce. Conosco bene gli
industriali italiani. In quella cordata c'è chi ci si è messo per una sfida,
come Colaninno, ma pure chi lo fa visibilmente per altri fini (penso ai
costruttori o agli assicuratori) e chi ancora con qualche conflitto di
interesse (Benetton tra tutti). E invece il successo di un'azienda, come
insegnano i rilanci di Fiat e Piaggio, dipende proprio dalla concentrazione sul
core business". Né si può dire che "le regole del gioco le fissa le
politica e l'imprenditore si adegua". "Perché quando il
centrosinistra ha approvato alcune norme pro labour la Confindustria si è fatta
sentire, ha protestato. Eccome". Ecco, la Confindustria di Emma
Marcegaglia, il cui gruppo è entrato nel capitale della Compagnia aerea
italiana, e con la quale da domani si riparlerà della riforma dei contratti. Ed
è una critica forte quella che Epifani ha rivelato ai suoi: "Colpisce la
disinvoltura della Confindustria rispetto al tema dei conflitti di interesse,
delle leggi ad hoc. Mi pare più "adattabile", meno ferma sui principi
di fondo rispetto a poco tempo fa".
( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Prestito,
esuberi e rimborso agli azionisti per lo Stato un costo da 1 miliardo e mezzo A
confronto i tagli previsti da Spinetta e quelli della cordata italiana Il
dossier Air France era pronta ad investire in totale quasi un miliardo e 800
milioni LUCIO CILLIS ROMA - Messi su un tavolo, uno a fianco all'altro, il
piano Spinetta e il progetto Fenice hanno poco in comune. Il salvataggio sul
filo di lana e il caro-greggio pesano sull'operazione-Alitalia
per oltre un miliardo e mezzo di euro tra costi per gli ammortizzatori sociali,
rimborsi ai risparmiatori (2-300 milioni) e prestito ponte (300 milioni). E
questo al netto dei bond del Tesoro (450 milioni). Sono passati 5 mesi dal
dietrofront del numero uno di Air France Jean-Cyril Spinetta. Da allora i
margini di salvezza per la compagnia di bandiera si sono ristretti e i costi
per tirarla fuori dalle sabbie mobili del fallimento si sono impennati. Oggi
però Air France torna sui propri passi. "è il segno che le condizioni
offerte da una compagnia ripulita e alleggerita sono ottime - spiega Marco
Ponti, docente di economia dei trasporti al Politecnico di Milano - di gran
lunga migliori rispetto a pochi mesi fa. Se Spinetta si affretta a dire che è
pronto a rilevare una quota fino al 25% allora è un buon affare". Nessuno,
peraltro, scioglie il nodo degli esuberi, su cui si aprirà stasera il confronto
coi sindacati. Sulle pagine di Repubblica l'ad di Intesa-Sanpaolo Corrado
Passera ha indicato in seimila le uscite previste, mentre Spinetta annunciò tagli
per 2.100 dipendenti su 18mila. I due piani non entrano nel merito del tema dei
7.700 dipendenti di Az Servizi, la società di manutenzione e servizi
aeroportuali. Qui Fintecna, infatti, ha da tempo consolidato la sua presenza
con il 49,4% delle azioni più l'1,6% di quote in usufrutto legale, ottenendo il
51% dei voti nell'assemblea degli azionisti. Un escamotage che ha permesso ad Alitalia di portare a bilancio solo 10mila dipendenti del
Fly sui 18mila complessivi. "Questo resta un punto sul quale non è stata
fatta ancora chiarezza", conferma Marco Ponti. E i costi dell'operazione
ammortizzatori sociali? Se vi accederanno 6mila persone per 7 anni il saldo
negativo sarà vicino al miliardo di euro, secondo alcuni studi. Anche la parte
economica contenuta nei due progetti mostra delle forti differenze. Air France
era pronta ad investire 1,8 miliardi. La cordata italiana si ritroverà a
gestire una compagnia ripulita dai debiti e dagli esuberi. Ed è pronta a
mettere sul piatto poco più di un miliardo di euro. I due disegni hanno alle
spalle filosofie operative differenti che derivano, è bene precisarlo,
dall'impennata improvvisa del costo del petrolio, passato da dicembre a oggi da
80 dollari al barile (nel caso del piano stilato a Parigi) a 120 (la cordata
italiana). Fenice si innesta su una rete di sei basi operative in Italia e
senza un hub di riferimento. Al contrario nel dossier preparato dal gruppo
franco-olandese, tutto il network di Alitalia puntava su Fiumicino e altre nove basi minori. Sul numero di
aerei da impiegare, invece, la differenza è minore: 153 (compresi i velivoli
AirOne) per Fenice, e 137 per i francesi. E c'è da dire che oggi Alitalia utilizza ormai in pista solo 140 aeroplani nonostante disponga
di 173 unità. Il piano Spinetta, a Magliana, è già operativo da aprile
scorso: l'hub, come voleva Parigi, è Fiumicino. Lo stesso vale per le rotte e
per il numero di aerei destinati a coprirle, scesi ai livelli indicati dai
francesi. Con la differenza che il personale è ancora quello di un Alitalia da vacche grasse: 18mila dipendenti con costi per
unità che per il Fly ammontano a oltre 70mila euro e per il Service a 42mila.
( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti il falso
mito del Patriottismo (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Viene assunto come un dogma da
cui dipende il consenso popolare, dunque criticabile solo da economisti
"apolidi" e irresponsabili. Nella vicenda Alitalia è tale
luogo comune ? la difesa dell'italianità ? che garantisce a Berlusconi
l'aureola di difensore dell'interesse nazionale. Guai a chi si oppone. Ma se si
dà per scontato che la sopravvivenza della compagnia di bandiera rappresenti
una priorità vitale della nostra economia, ne consegue che le alterazioni delle
regole di mercato e gli esborsi di denaro pubblico siano tollerabili
come male minore, necessario al perseguimento di una non meglio precisata
"strategia-Paese". In fondo anche stavolta pagheremo senza
accorgercene? L'argomento vincente è che tutti i grandi paesi hanno una
compagnia di bandiera (falso) e dunque per non venir colonizzati dobbiamo
avercela pure noi (perché?). Se si prova a chiedere una motivazione meno
generica, la risposta è che siamo una nazione a forte vocazione turistica. Come
se dipendesse da Alitalia il calo delle presenze
straniere nel Bel Paese. O ancora si sostiene che l'industria del Nord
necessita di collegamenti migliori. Vero, ma il piano Fenice non può certo
garantirli, e perciò mira a concentrare i suoi profitti sulle tratte locali.
L'accordo con Air France tentato dal governo Prodi fu bocciato come svendita
del patrimonio nazionale. Il fallimento di Alitalia
viene respinto all'unanimità come ipotesi catastrofica. Ma si può star certi
che se a varare un piano come quello di Intesa Sanpaolo fosse stato il governo
Prodi, la destra lo avrebbe bollato di comunismo. Sospensione della libera
concorrenza, favoritismo degli imprenditori "amici", dirigismo,
aggravio di spesa pubblica? Che confusione, povera sinistra riformista: ha
faticato tanto per assimilare le regole dell'economia di mercato, e ora subisce
l'accusa di essere antiquata da parte di chi? Di un ministro come Tremonti che
a Rimini ha rivendicato con disinvoltura il motto: "Dio, patria, famiglia".
Dopo anni di predicazione "meno tasse, meno Stato". Bisogna
riconoscere che se la sinistra patisce oggi l'accusa populista di
"mercatismo" e sudditanza allo straniero, se i rilievi europeisti di
Mario Monti vengono snobbati come prediche inutili, ciò deriva dalla timidezza
con cui anch'essa ha venerato il tabù dell'italianità quando era al governo. Il
cattivo esempio dello statalismo francese suscita per lo più ammirazione. E
perfino l'astuzia dei finanzieri d'oltralpe Bernheim, Bolloré, Ben Ammar, che
spergiurano di operare a tutela dell'italianità di Generali e Mediobanca, gode
di buona stampa. Patrioti di una patria altrui? Peccato non siano servite di
lezione le manovre dei vari Fazio, Consorte, Fiorani, Ricucci che concertavano
scalate bancarie anch'essi con la scusa dell'italianità. Tranne che nel caso
della Fiat, è opinabile che gli altri interventi bancari motivati come difesa
del "sistema-Paese" abbiano rafforzato le nostre imprese. Né il veto
alla fusione italo-spagnola delle autostrade ha comportato vantaggi per i
consumatori. Certo l'Italia non può fare a meno di una politica industriale, e
soprattutto in tempi di crisi lo Stato deve fare la sua parte in economia. Una
visione meramente liberista sarebbe irresponsabile, ma di qui a illudersi che
le crisi aziendali si superano ricorrendo al patriottismo degli imprenditori,
ce ne corre. Mentre le nostre imprese più dinamiche si rafforzano grazie a
fusioni internazionali o diventando competitive sui mercati esteri, i difensori
(trasversali) dell'italianità perseguono la falsa idea che la libera
concorrenza sia un lusso che questo Paese non potrebbe permettersi. La loro
aspirazione è una deroga perenne alle norme antitrust, da ottenere tramite il
collateralismo politico-bancario e il perpetuarsi dell'economia di relazione.
Nel breve periodo a giovarsene sono settori di classe dirigente abituati a
realizzare profitti soprattutto nell'ambito di mercati domestici e protetti.
Pare faccia scuola il modello Mediaset, cioè il miraggio di un'economia
imperniata su campioni nazionali squilibrati, forti in casa e deboli in
trasferta. Del resto gli ostacoli posti alla nascita di un terzo polo
televisivo italiano non hanno impedito la penetrazione dell'impero di Murdoch.
Pensiamo davvero che farebbe bene all'economia italiana replicare la protezione
di altri piccoli monopoli tricolori nei diversi settori di concessione
pubblica? Questa è una visione miope del nostro futuro, un tirare a campare che
penalizza i consumatori e le imprese più attrezzate a vincere in campo aperto.
Ne scaturisce una ricorrente contrapposizione alle regole comunitarie che non
solo ci indebolisce a Bruxelles ma rischia di ostacolare il consolidamento di
una potenza economica europea. Il falso patriottismo giova alla popolarità del
governo di destra ma non è in grado di impedire che, nel medio periodo, i
nostri piccoli campioni nazionali vengano integrati nei colossi globali. Remare
contro è una pessima politica: può arricchire i soliti noti ma impoverisce il
Paese.
( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Napoli
Settembre nero per 13 mila lavoratori Oggi assemblea all'Atitech. E alla Fiat
di Pomigliano scatta la cassa integrazione CRISTINA ZAGARIA Settembre, riaprono
le fabbriche. Ma sarà un mese difficile per circa 13 mila lavoratori in Campania,
tra piani di cassa integrazione, prepensionamenti e commissariamenti. La crisi
va dai timori degli operai Atitech alle due settimane di stop forzato per
alcuni lavoratori della Fiat di Pomigliano, senza dimenticare l'Idealclima di
Salerno, la crisi dilagante nell'industria casertana e la chiusura della
Rinascente, che scompare da via Toledo, a Napoli. Oggi, assemblea all'Atitech,
azienda napoletana per la manutenzione degli aerei, legata
ai destini Alitalia. Dalle 18 alle 20, in concomitanza con l'incontro
governo-sindacati a Roma, i lavoratori napoletani saranno in assemblea.
"Bisogna tenere alta la concentrazione - afferma il segretario Rsa
Atitech, Giovanni Aruta - è una vertenza difficile, ma con un solo obiettivo,
quello di tutelare i lavoratori e garantire i posti di lavoro".
Atitech è un polo di eccellenza con 750 dipendenti oltre a 150 lavoratori
dell'indotto. "Rinunciare alle elevate professionalità dei lavoratori,
caratterizzata da una età media anagrafica bassa, non serve a risanare una
compagnia aerea la cui attuale situazione è strettamente legata a scelte
manageriali inopportune e fallimentari e alla latitanza dei vari governi"
dicono a una sola voce Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Sdl,
che annunciano "una dura e determinata risposta senza precedenti del
sindacato napoletano e di tutti i lavoratori". Clima di attesa anche alla
Fiat di Pomigliano, dove lo stabilimento rimane fermo per due settimane. Al
rientro dalla pausa estiva, gli oltre 5.000 dipendenti saranno in cassa integrazione
da oggi fino al 16 settembre, con il salario tagliato del 33 per cento.
Un'altra settimana è prevista a ottobre e una terza a novembre, nonostante
l'arrivo della Bravo, che Pomigliano produrrà da metà settembre. "Queste
due settimane di cassa integrazione arrivano dopo ferie lunghissime, cinque
settimane per gli operai che lavorano alla produzione della 147 e quattro per
la catena do lavoro della 159 - dice il segretario regionale Fiom-Cgil,
Maurizio Mascoli - il che vuol dire una micidiale onda di ricaduta anche
sull'indotto di primo livello, metalmeccanico, chimico e servizi". Oltre
un terzo dell'indotto (che oscilla tra i 12 e i 15 mila posti di lavoro)
potrebbe essere travolto da una cassa integrazione a catena: una stima di
5-6.000 posti di lavoro. I sindacati hanno già avuto richieste di cassa
integrazione, per esempio, dalla Lear di Caivano, dove si producono i sedili
delle Alfa, dalla Fma (azienda del gruppo Fiat, con 2.000 addetti) di Napoli,
la Ergom di San Giovanni, azienda che produce e assembla componenti in plastica
(oltre 700 dipendenti). Tutte aziende concentrate nella provincia di Napoli. A
Napoli il 15 settembre chiude anche la Rinascente di via Toledo, con il
prepensionamento per 60 dipendenti e la mobilità per tutti gli altri. E, oggi,
alle 12, protestano davanti Palazzo San Giacomo anche i 15 ex dipendenti del
Consorzio Italia Servizi, licenziati il primo agosto. La crisi non lascia
indenne il Salernitano, con i 250 dipendenti della Idealclima in cassa
integrazione, dopo la cessata attività della fonderia. "Abbiamo chiuso un
accordo proprio prima dell'estate - dice Mascoli - Ma i patti prevedono anche
la reindustrializzazione dell'area e ci sarà da combattere". Sono almeno
quattro i punti di crisi nel casertano. Alla Ixfin (ex Olivetti) di Marcianise,
800 operai sono in cassa integrazione. Stessa situazione per i circa 300 operai
della Silia di Pignataro (azienda che produce elettrodomestici. Tensione anche
per il gruppo Jabil (ex Nokia-Siemens) di Marcianise. Il consiglio dei ministri,
invece, ha appena prorogato di un anno il commissariamento della Finmek, di
Santa Maria Capua Vetere e San Marco, allungando così il periodo di cassa
integrazione dei 140 dipendenti, che si affiancherà a un massiccio piano di
prepensionamenti. "L'iniziativa è una boccata di ossigeno per le
maestranze - commenta l'assessore provinciale alle Attività produttive, Franco
Capobianco, - ma occorre cominciare subito a lavorare per definire un futuro
occupazionale stabile per i lavoratori". "Non voglio chiamarlo un
"settembre nero". Preferisco parlare di un settembre complicato -
dice il segretario generale regionale Cgil, Michele Gravano - Le nostre
emergenze ovviamente sono Pomigliano e Atitech, ma non dimentichiamo anche la
provincia di Caserta e Salerno. Infine siamo molto preoccupati per il peso
sociale dei tagli nel mondo della scuola e dei livelli occupazionali nel
pubblico impiego".
( da "Unita, L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Niente
atti di forza su Alitalia"
Intervista a Epifani: il governo non inizi il confronto parlando di esuberi
"La cordata di imprenditori? I loro interessi sono solo edilizi e
finanziari" Crisi Alitalia, con una
cordata di salvataggio che - dice - non sembra essere mossa da interessi
industriali. E
poi inflazione, bassi salari, riforma del modello contrattuale, emergenze per
affrontare le quali il governo ha fatto finora poco o nulla. Appena tornato
dagli Usa dove, ospite dei sindacati americani, ha partecipato alla convention
democratica per l'investitura di Barack Obama per la corsa alla Casa Bianca, il
leader della Cgil, Guglielmo Epifani, si trova a dover fare i conti con una
situazione difficile. Ma con qualche speranza in più. segue a pagina 3.
( da "Unita, L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Intercettazioni,
l'assedio della destra al Pd "È succube di Di Pietro, lo molli". Il
partito di Veltroni: "Un progetto ce l'abbiamo, voteremo quello" di
Bruno Miserendino/ Roma C'È CHI la prende con ironia, come Piero Martino,
braccio destro di Franceschini: "Editorialisti contro il Pd? È estate, si
vede che non c'è molto da scrivere...". E chi la prende molto più
seriosamente come il prodiano Franco Monaco: "È ossessiva e incal- zante
la campagna di opinione tesa ad alimentare nel Pd il complesso di
un'opposizione non abbastanza compiacente e collaborativa, sempre e su
tutto". Comunque la si veda, dalla giustizia alle intercettazioni,
l'impressione diffusa è che il partito democratico sia sotto attacco su vari
fronti. Sono tempi di magra, non c'è dubbio. La Destra si sente forte, e
dipinge un Pd subalterno a Di Pietro, senza proposte politiche. L'invito che il
Pdl rivolge al partito di Veltroni è semplice: rompa i rapporti con l'ex pm e
dica sì su giustizia e intercettazioni. Invito seguito da avvertimento:
comunque, come spiega Ghedini, che è il vero ministro della giustizia,
"noi andiamo avanti in ogni caso, se il Pd ci sta bene, se no
pazienza". Non c'è un legame diretto con questo attacco però una buona
fetta di media e di editorialisti sembra sentire questo clima e parla del
partito di Veltroni solo per segnalare divisioni al suo interno. Comprese
quelle sul tema giustizia e intercettazioni, dove in realtà il Pd ha da tempo
presentato le sue proposte e su cui quasi tutti, assicurano al partito, si
riconoscono. Opinioni e sfumature diverse sì, blocchi contrapposti no. Sindrome
da assedio al Pd? La circostanza viene negata, "l'ultima cosa a cui
pensiamo è fare del vittimismo", spiegano i leader, e infatti degli
editorialisti che consigliano al Pd di fare un'opposizione-non opposizione su
tutto, da Alitalia, per finire a giustizia e
intercettazioni, nessuno si preoccupa. Certo l'ascolto dei tg e la lettura dei
giornali sono da tempo un'attività poco piacevole in casa Pd. Un giorno tiene
banco il flop, vero o presunto delle feste democratiche, una volta è la nascita
di un fronte interno nel Pd di filo-berlusconiani in fatto di intercettazioni,
una volta tiene banco persino il conflitto di interessi (sic) tra Colaninno
padre, che guida la cordata degli imprenditori su Alitalia,
e Colaninno figlio che nel Pd si occupa di infrastrutture. Ieri il ministro
ombra della giustizia ha dovuto scrivere al Corriere della Sera per segnalare a
un suo autorevole commentatore che sia sulle intercettazioni che sulla
giustizia il Pd non è a rimorchio di nessuno e ha presentato le sue proposte,
che sembrano più equilibrate e meno propagandistiche di quelle di Berlusconi.
Il caso intercettazioni è emblematico: il Pd vuole una stretta per garantire la
privacy, ossia per evitare la diffusione di colloqui privati non attinenti ai
processi, ma non vuole limitare l'uso delle intercettazioni che sono per la
magistratura uno strumento indispensabile per le indagini. La differenza con
l'orientamento del Pdl, peraltro diviso al suo interno, perchè la Lega sta
puntando i piedi, è evidente, visto che Berlusconi vuole drasticamente ridurre
l'uso delle intercettazioni escludendo tutti i reati "sensibili per
lui", per usare le parole di Anna Finocchiaro. Perchè mai, dicono al Pd,
dovremmo sdraiarci sulle idee di Berlusconi? Stesso discorso per il tema,
collegato, della riforma della giustizia. Il Pd è pronto a confrontarsi sulla
velocità dei processi, ma non sull'unica cosa che sembra interessare il
premier, ossia separare le carriere, addomesticare i pm, e togliere
l'obbligatorietà dell'azione penale. L'obiettivo della Destra è chiaro: accusa
di Pd di essere succube di Di Pietro sperando in un via libera morbido a questi
temi. Ma è difficile che le cose vadano così. Il Pd, nonostante le varie
sfumature di pensiero, non può uscire dal solco tracciato da Veltroni:
convergenza, se possibile, sulle regole del gioco e sulle riforme
istituzionali, per tutto il resto opposizione riformista limpida, con proprie
proposte, e dura. Il contrario del consociativismo. È una fase difficile per il
segretario, perchè il Pd sembra tutto ripiegato su stesso, dedito
masochisticamente a coltivare più le divisioni interne che non a rispondere
all'offensiva della Destra, mentre Veltroni avrebbe bisogno di un partito che
si mobilita sulle vere emergenze del paese, che sono i temi economici, e
prepari la manifestazione del 25 ottobre, alla cui riuscita sono legate molte
cose. Anche per questo pochi scommettono su possibilità di accordi.
( da "Unita, L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Angelo Faccinetto
/ Milano/ Segue dalla prima Epifani, qual è il messaggio che porta da Denver?
"I giornali, anche in Italia, hanno dato molto risalto ai contenuti della
convention democratica. Un punto, però, è rimasto in ombra: il sostegno di tutte
le organizzazioni sindacali alla candidatura di Obama e il grande peso che
hanno avuto i temi del lavoro in tutti gli interventi. Da quelli del candidato
presidente a quelli di Ted Kennedy, di Joe Biden, di Bill e di Hillary Clinton.
È il segno di uno spostamento a sinistra del Partito democratico americano ed è
un segnale importante anche per l'Europa e per l'Italia". Perché?
"Perché in quella che Obama chiama la "promessa americana" c'è
il superamento della teoria reaganiana che ha dominato gli ultimi decenni, c'è
la proposta di una società non più fondata sugli interessi individuali ma sulla
coesione sociale. Non a caso è partito un segnale forte per una nuova politica
del welfare, per una nuova legislazione del lavoro, per una politica fiscale
esplicitamente redistributiva, Ed è stato sottolineato il principio "paga
uguale a lavoro uguale", che permette il superamento delle differenze di
genere e si è insistito sull'importanza del contratto collettivo, un richiamo
di grande attualità anche per noi". In che modo questi orientamenti
potrebbe incidere sulle scelte politiche italiane ed europee? "Incidono
come sempre incidono le grandi scelte americane. Se Obama vincerà la sfida per
la Casa Bianca diventeranno decisivi e imporranno anche da noi una riflessione
seria. E poi, più in generale, anche se Obama ha sottolineato che la sua non è
una candidatura di razza, una sua vittoria sarebbe un segnale in fortissima
controtendenza con la cultura xenofoba, razzista e discriminatoria, oggi
presente in Europa, Italia compresa. Come dimostrano l'atteggiamento del
governo e di diverse amministrazioni locali". Uno stimolo anche per il
nostro Partito democratico che oggi appare in difficoltà? "Penso di sì.
Una parte del gruppo dirigente, guidato dal segretario Veltroni, ha partecipato
alla convention. Mi aspetto che malgrado le difficoltà, questa scelta netta del
partito americano possa aiutare il dibattito interno al Pd a decollare".
Come interpreta queste difficoltà? "Non sono una sorpresa, per me. Come
ricorderà, avevo mosso diverse critiche sul modo in cui il Pd è nato. Andava
seguito un percorso diverso ed inverso rispetto a quello intrapreso. Adesso
bisogna correre ai ripari. Non può essere che la più grande forza di
opposizione non abbia una sua fisionomia forte e un altrettanto forte
radicamento sociale. Ma credo che il gruppo dirigente lo abbia chiaro".
Intanto, con la sfida elettorale americana alle porte e, in Italia, un Pd in
cerca di identità, comincia un autunno carico di problemi. Cito i principali
che, come si dice, si "tengono" tutti: Alitalia, inflazione, emergenza salariale, crisi dei consumi, riforma del
modello contrattuale. Come li affronterà il sindacato? Cominciamo da Alitalia e dal suo carico di esuberi. "La nostra posizione è chiara.
Non siamo disposti a discutere di esuberi se non si discute di piano
industriale. E piano industriale vuol dire investimenti, qualità e
quantità dei collegamenti, della flotta. Significa perimetro aziendale, cioè
attività da tenere e da abbandonare. Solo dopo aver convenuto su questi punti è
possibile affrontare il tema organici". A proposito dei quali il ministro
Sacconi, l'altro giorno ha parlato, di circa 5mila unità. Più o meno del
previsto? "Lo ripeto: noi non vogliamo partire dagli esuberi. Passera dice
che è fondamentale l'accordo con il sindacato? Bene. Ma questo significa
confrontarsi con le nostre opinioni. Quello che si aprirà domani (oggi per chi
legge, ndr) deve essere un confronto vero sul piano industriale, non un
prendere o lasciare. Se fosse così non ci sarebbe il nostro consenso".
Intanto però un'idea sulla cordata se la sarà fatta... "La mia opinione è
che questa cordata - sulla quale Passera stava lavorando da tempo e per la
quale il governo ha cambiato in corsa le regole - sia formata da imprenditori
che, per una parte, hanno altri interessi (penso a quelli che operano
nell'edilizia o nel campo delle concessioni pubbliche) e per l'altra puntano
sul guadagno finanziario. E ciò è un problema, perché in un mercato difficile
come quello del trasporto aereo, se gli azionisti non si concentrano sul cuore
dell'attività, c'è il rischio di fallire nell'intento" . Non vede nessun
interesse industriale in questa cordata? "Allo stato non è visibile. E mi
chiedo quali problemi porrà, nell'immediato e in prospettiva, il vincolo
temporale di cinque anni che questi imprenditori si sono posti. Perciò è
importate un piano industriale all'altezza dei problemi di Alitalia.
Chiediamo un impegno che sia, insieme, di risanamento e di sviluppo, non
accetteremo una politica dei due tempi. E non c'è solo l'Alitalia.
L'inflazione non scende, i consumi crollano, lavoratori e pensionati perdono
giorno dopo giorno potere d'acquisto. Come è stata sin qui l'azione del
governo? "Questa è la grande emergenza nazionale e su questo il governo ha
fatto poco. Poco sui prezzi, poco sulle tariffe, niente sulla restituzione
fiscale a lavoratori e pensionati. Questo segna oggi il maggior dissenso tra
noi e il governo. Ovviamente tutto ciò rende anche più difficile il confronto
sulla riforma dei contratti". Che sembra irto di ostacoli. "Un
intervento di redistribuzione fiscale l'avrebbe sostenuto, non averlo fatto
acuisce i problemi. Noi puntiamo ad un aumento dei salari attraverso tutti i
livelli contrattuali, mentre non pare che Confindustria si muova in questa
direzione". I tempi? Sacconi e industriali, ma anche Cisl e Uil, fanno
pressing perché si concluda tutto entro settembre. "Anche noi abbiamo
l'esigenza di non diluire i tempi, ma non accettiamo diktat. Né dal governo, né
da Confindustria, né da altri sindacati. Credo che dopo la metà del mese avremo
un quadro più preciso che ci consentirà di capire se sarà possibile giungere o
meno ad un accordo". Lei ha sottolineato che, mentre tutti i governi
europei si stanno muovendo per fronteggiare la crisi, il nostro rimane inerte.
Cosa pensa di fare per dargli la sveglia? "Penso che a sostegno dei nostri
obiettivi si debba avviare una vasta mobilitazione di massa. Nei prossimi
giorni faremo una verifica con Cisl e Uil, poi decideremo". Tra i problemi
al centro dell'attenzione mediatica non c'è l'occupazione. Il ministro Sacconi
magnifica l'aumento delle ore di straordinario ottenuto grazie ai suoi
provvedimenti, mentre si tace il fatto che la cassa integrazione continua ad
aumentare. Come mai? "Il governo non intende rappresentare la realtà
italiana per quello che è, con la sua economia in recessione, con la cassa
integrazione che cresce, con le sue filiere produttive in crisi. Non solo,
credo, per una questione di immagine, ma anche perché non ha una proposta. Per
questo preferisce dare una lettura ideologica della situazione plaudendo
all'incremento del 9% delle ore di straordinario e dimenticando che, nel
complesso, il Paese perde ore di lavoro. Per via della crisi".
( da "Unita, L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Con l'ultimo grande
rientro di ieri, si chiude anche la tregua estiva per gli scioperi nel settore
trasporti. Ecco la mappa dei possibili disagi, riportati dal sito del Garante
www.commissionegaranzia sciopero.it dove sono riportate anche le agitazione delle
ferrovie a livello regionale e locale. VENERDÌ 6: gli assistenti di volo
dell'Enav fermi per quattro ore, e protesta simbolica di 1 minuto. dalle 12
alle 12,01, proclamata dal Sdl per Alitalia. MARTEDÌ 9: sciopero di 24 ore del personale marittimo di Tirrenia.
MERCOLEDÌ 17: la Cub Trasporti ha dichiarato 4 ore di sciopero, dalle 12 alle
16, per i dipendenti Alitalia e Alitalia Servizi. Nelle stesse ore anche Cgil, Cisl, Uil, Ugl hanno
chiamato all'astensione dal lavoro tutto il personale di terra delle Compagnie
aeree italiane. GIOVEDÌ 25: comincia lo stop di 48 ore dei di Tirrenia,
che ripeteranno l'agitazione di due giorni anche martedì 7 e mercoledì 8
ottobre, Sul fronte aereo sciopero di 4 ore dei controllori di volo Enav
DOMENICA 28: fermi dalle 12 alle 16 i controllori Licta di Enav.
( da "Unita, L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Luigina
Venturelli / Milano ATTESA Come ogni travaglio, pure quello per dare alla luce
la Nuova Alitalia si preannuncia impegnativo e
doloroso. La rinascita della compagnia in formato Fenice entra oggi nella fase
operativa, con il primo incontro ufficiale tra azienda, governo e sindacati
nell'era post-commissariamento. I dubbi sulla volontà della cordata di puntare
al rilancio industriale e le preoccupazioni sulle migliaia di esuberi che tutti
aspettano ma che nessuno ancora ufficializza non preannunciano un'atmosfera
distesa. "L'auspicio - afferma il segretario generale della Filt-Cgil,
Franco Nasso - è quello di trovarci di fronte ad una trattativa vera". Che
significa discussione aperta, senza pregiudiziali, sul profilo industriale del
piano che le organizzazioni sindacali hanno finora appreso dalla stampa:
"Si dovrà parlare di perimetro aziendale, di dotazione di aeromobili, e
solo di conseguenza potremo discutere degli effetti sul lavoro" conclude
Nasso. Insomma: il governo e l'azienda non si aspettino un sindacato disposto a
comprare il pacchetto Fenice a scatola chiusa, chiamato solo a trattare e certificare
i tagli al personale. "Vogliamo conoscere il progetto, speriamo che sia un
piano coerente - dice il segretario nazionale della UilTrasporti Marco
Veneziani - e solo successivamente parleremo degli esuberi". Non sarà una
passeggiata per il commissario straordinario Fantozzi, che aprirà il confronto
con una relazione sullo stato dell'azienda. Nè per i ministri che questo
pomeriggio si siederanno al tavolo con le nove sigle
sindacali che rappresentano i dipendenti Alitalia. Sul
responsabile dei Trasporti Matteoli incombe la grana dello scontro
Malpensa-Fiumicino. Su quello delle Attività produttive Scajola pesano gli
avvertimenti di Bruxelles al rispetto delle regole europee (il salvataggio di Alitalia avverrà "senza aiuti di Stato, nè alla vecchia nè alla nuova
compagnia" ha abbozzato ieri). E ai titolari dell'economia Tremonti
e del lavoro Sacconi spetta il cuore della trattativa, l'impatto industriale e
occupazionale. Il sindacato dei piloti Anpac è pronto alla battaglia: "Di
fronte ad un piano non condiviso e che, a nostro giudizio, possa pregiudicare
le prospettive di rilancio, le reazioni saranno durissime". Anche perchè
"non partiranno solo dai vertici sindacali ma dai lavoratori stessi
stremati da anni di crisi" dice senza mezzi termini il presidente dell'organizzazione
Fabio Berti. Il coro è unanime: il sindacato pretende "un piano
finalizzato al rilancio". I dubbi sulle reali intenzioni della cordata non
sono un mistero: "Il piano di Intesa Sanpaolo è identico a quello di
Spinetta - ha spiegato Fabrizio Solari, segretario confederale della Cgil - una
compagnia regionale al servizio di un grande concorrente, probabilmente la
stessa Air France-Klm". Ma con una sostanziale differenza rispetto al
vecchio progetto: "Qui qualcuno ci guadagnerà, e non è lo Stato".
( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-01 num: - pag: 1 autore: di
DARIO DI VICO categoria: REDAZIONALE Le interviste CORRADO
PASSERA "La nuova Alitalia? Né a destra né a sinistra" "Da sempre ci muoviamo
così senza badare al colore della coalizione che governa il Paese - dice
l'amministratore delegato di Banca Intesa Sanpaolo -. Chi sia il presidente del
Consiglio e quale la maggioranza che lo sostiene, al fine delle nostre
decisioni è irrilevante. Anche al governo Prodi abbiamo offerto la
nostra collaborazione sul dossier Alitalia, ma non si
sono create le condizioni". A PAGINA 5 \\.
( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-01 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La nuova compagnia Settimana di vertici e incontri
Oggi sarà il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a incontrare le 10 sigle
sindacali che rappresentano le varie categorie di lavoratori della vecchia Alitalia, ormai vicina alla liquidazione Previsto anche un vertice a
Palazzo Chigi con i leader di Cgil, Cisl e Uil.
( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-01 num: - pag: 5
categoria: BREVI Alitalia \\ Divisioni
nella banca? Dialettica utile, ma tutte le decisioni sono state prese
all'unanimità \\ Non sono un mercatista, credo nella concorrenza.
( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-01 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE "è una soluzione per il Paese, né di destra né di
sinistra" Passera: su Alitalia offrimmo la nostra
collaborazione anche a Prodi MILANO - "E' un piano serio, è un piano che
può permettere ad Alitalia di tornare a competere e
crescere sul mercato. E' un piano difficile, perché difficilissima è la
situazione in cui si trova Alitalia. Non è
paragonabile al piano di Air France, perché quest'ultimo faceva scomparire Alitalia come azienda autonoma e comunque era prima della
crisi del petrolio che ha fatto fallire decine di linee aeree e che la Iata definisce
paragonabile a quella post 11 settembre. Anche il presidente di Air France,
Spinetta, mi ha confermato che la loro proposta sarebbe stata del tutto
inadeguata a risanare Alitalia alla luce degli eventi
successivi. In ogni caso se ci saranno offerte migliori il commissario le
valuterà sicuramente". Ma cosa qualifica il piano rispetto alle precedenti
ipotesi? "Il raggiungimento, grazie ad AirOne, di una dimensione
sufficiente per il rilancio del vettore sul mercato non solo domestico, ma anche
internazionale. La produttività e un servizio che saranno in linea con i
migliori concorrenti. Il completo rinnovo della flotta unito al ridisegno del
network per soddisfare le esigenze del mercato italiano. E poi una grande
alleanza internazionale". Eppure la critica che vi viene rivolta è di far
arretrare la cultura di mercato. "Al contrario, è un piano di mercato ed è
finalmente una privatizzazione di Alitalia da tanti
anni tentata e mai riuscita. Credo nel libero mercato e credo di aver
contribuito allo sviluppo della concorrenza sia ai tempi della telefonia
mobile, che alle poste, che in banca. Se oggi l'Italia ha due banche tra le
prime del mondo è grazie alla formidabile iniezione di concorrenza che si è
saputo introdurre nel settore. Privatizzazioni e liberalizzazioni che hanno
portato al consolidamento, alla crescita e a uno standard di innovazione mai
viste precedentemente". Ammetterà che il rilancio dell'Alitalia
avviene però sotto il segno della cultura dei campioni nazionali e della deroga
alle norme antitrust. "Ogni settore ha le sue regole del gioco e non
esistono schemi di privatizzazione validi per tutti. Ogni grande compagnia
europea è prima di tutto campione nazionale a casa propria, con posizioni
dominanti che arrivano in qualche caso al 90%, come in Francia. La nuova Alitalia arriverà a meno del 60% ed in ogni caso l'Antitrust
vigilerà. Se poi lei si riferisce alla tratta Roma-Milano il vero concorrente è
il treno che in un paio di anni potrà raggiungere anche il 50% del
mercato". Il rischio però è che si tratti di una privatizzazione pagata
dai consumatori. "Non sarà così. Il nostro piano è nell'interesse sia dei
consumatori sia dei cittadini. E' nell'interesse dei consumatori perché
migliora il servizio e aumenta l'efficienza. Tiene conto anche degli interessi
della comunità nazionale. Salvaguardare l'italianità della compagnia di
bandiera serve a rafforzare le chance dell'Italia in campo turistico e renderla
più aperta agli scambi e all'internazionalizzazione. Sono valori economici
anche questi". Italianità? Ma Air France o Lufthansa o British Airways
potrebbero fare un calcolo di questo tipo: mettiamo un piede dentro pagando
solo il 10% e poi domani facciamo il colpo dando un po' di soldi agli
imprenditori e ci prendiamo tutto. Nel frattempo il "lavoro sporco"
lo avranno fatto gli italiani. Qualcuno è arrivato a evocare il paragone con
l'ingresso di Telefonica in Telco. "A parte che l'operazione Telefonica-
Telco aveva ed ha una sua logica di cui non ha senso parlare in questa sede, il
paragone è comunque sbagliato. La stragrande maggioranza del capitale di Alitalia resterà in mani italiane e tutti gli azionisti
hanno accettato di vincolarsi per cinque anni. Noi abbiamo creato le condizioni
perché nel 2013 arrivi una compagnia tricolore viva, più efficiente, più
competitiva. A seconda di come sarà l'industria del volo allora sarà possibile
tracciare il miglior futuro per questa compagnia". Si dice che gli
imprenditori che sono entrati in Alitalia hanno
realizzato una sorta di scambio con la politica. Eugenio Scalfari lo chiama
"imbroglio". Puntano una fiche sugli aerei ma intanto ricavano
migliori condizioni nelle concessioni autostradali, fanno il pieno dei lavori
dell'Expo e godono di tanta tanta benevolenza governativa. "E' una insinuazione
sbagliata, pregiudiziale e non vera. Tutti gli azionisti hanno esaminato con
grande attenzione il piano ed hanno deciso di investire perché lo apprezzavano
come imprenditori e per i risultati economici che si propone di raggiungere.
Certamente tutti hanno dato importanza anche al fatto di poter contribuire ad
un progetto utile per il nostro Paese, ma la valutazione fondamentale è stata
per tutti di tipo imprenditoriale. Guardando la lista di investitori, la
maggioranza non ha neanche rapporti con il mondo pubblico". Ma la figura
di Roberto Colaninno primus inter pares non rischia di compromettere
l'equilibrio della compagine azionaria? "Tutti si sono riconosciuti nella
scelta di nominare Colaninno presidente e Sabelli amministratore delegato.
Sabelli ha condiviso fin dall'inizio le scelte del piano e ha contribuito alla
sua messa a punto. Quando anche Colaninno si è aggiunto alla squadra si è
potuto riformare un tandem che ha già conseguito grandi risultati in altre
operazioni. Contiamo poi sul contributo di tutti gli azionisti e, in
particolare, saranno importanti la competenza e le professionalità apportate da
Carlo Toto. Senza AirOne l'operazione non sarebbe stata possibile e non avremmo
le dimensioni necessarie, gli aerei, la quota di mercato per riuscire".
Quale sarà il ruolo di Intesa? "Nelle ultime settimane abbiamo svolto un
ruolo strategico di pianificazione e coordinamento del progetto. A questa prima
conclusione positiva si è arrivati innanzitutto grazie all'impegno di Gaetano
Micciché e del suo gruppo di lavoro e poi di tutti gli imprenditori che hanno
creduto in questo progetto. Ora come Intesa Sanpaolo assumiamo il ruolo di
azionisti insieme agli altri". E il dibattito interno al gruppo Intesa
Sanpaolo come prosegue? La stampa ha parlato di visioni diverse tra il
Consiglio di Sorveglianza e quello di Gestione con il timore da parte del primo
di favorire eccessivamente il governo Berlusconi. "La dialettica è sempre
utile per arrivare a decisioni giuste e condivise. Sia il Consiglio di Gestione
che quello di Sorveglianza hanno interpretato al meglio il proprio ruolo e
fornito il loro contributo. Tutte le scelte su quest'operazione sono state
fatte all'unanimità sia nei due consigli sia nei comitati strategici della
banca. Non è mai sorto il problema del cui prodest, ma si è discusso sempre e
solo della validità del progetto, così come nei molti altri casi in cui la
banca ha impegnato del capitale per rendere possibili grandi progetti di
ristrutturazione e rilancio di aziende italiane". Un indirizzo che avete
seguito e seguirete con tutti i governi? "Da sempre ci muoviamo così senza
badare al colore della coalizione che governa il Paese. Chi sia il presidente
del Consiglio e quale la maggioranza che lo sostiene, ai fini delle nostre
decisioni è irrilevante. Anche al governo Prodi abbiamo offerto la nostra
collaborazione sul dossier Alitalia, ma non si sono
create le condizioni ". A suo tempo la banca sostenne la proposta
d'acquisto da parte di AirOne. "Seguiamo la vicenda da due anni. In una
prima fase abbiamo sostenuto l'offerta AirOne ma non si è creduto nella bontà
del nostro piano e non siamo stati ammessi neanche alla due diligence. Nella fase successiva in cui la crisi di Alitalia si è aggravata e siamo entrati in una fase diversa e più
critica. La somma Toto più Alitalia non era più sufficiente per
affrontare l'emergenza Alitalia e i nuovi prezzi del carburante; servivano altre energie
imprenditoriali e le abbiamo trovate. L'Alitalia,
per poter attirare capitali, aveva bisogno di un risanamento e riorganizzazione
ancor più profonda". Lei la chiama riorganizzazione profonda ma i suoi
critici dicono che si tratta di un revival della vecchia e perniciosa
attitudine italiana a privatizzare i benefici e a socializzare i costi.
Addossando allo Stato esuberi di personale, indennizzi ai piccoli risparmiatori
e quant'altro. "Penso solo una cosa: il fallimento dell' Alitalia scaricherebbe sulle spalle dello Stato oneri di
tutti i tipi. Qualcuno fa finta di dimenticarselo e dimentica anche che la
compagnia è stata ridotta in fin di vita da anni e anni di cattiva gestione e
di responsabilità diffuse". Si parla molto in questi giorni di una
collaborazione tra il governo di centro- destra e le più importanti realtà
imprenditoriali e bancarie del Paese. C'è chi è arrivato a paragonare il piano
di risanamento Alitalia alla commissione Attali varata
in Francia dal governo Sarkozy. E del resto anche lei in più occasioni e in
tempi non sospetti ha sostenuto che una esperienza à la Attali avrebbe fatto
bene all'Italia. "Accetto il paragone almeno in parte. La commissione
Attali è stato sinonimo di un impegno no partisan, di interventi economici e
infrastrutturali coordinati in vari settori, di progetti di lungo termine che
mobilitano risorse pubbliche e private. Anche in questo caso la
ristrutturazione di Alitalia non potrà, ad esempio,
prescindere da una riorganizzazione del sistema aeroportuale. L'Alitalia non è né di destra né di sinistra. Questo è il
nostro modo di lavorare". Ma la logica Attali può estendersi dall' Alitalia anche ad altri progetti. Senza essere
particolarmente originale penso alle infrastrutture… "Ci sono progetti
Paese che vanno sicuramente al di là dei tempi della politica. Ci sono opere
nel campo della scuola, della giustizia, dei trasporti che ogni governo dovrebbe
portare avanti facendo il suo pezzo di strada. Credo sinceramente che questo
sia l'auspicio di moltissimi italiani, che magari non hanno mai sentito parlare
di Attali, ma che vogliono vedere i problemi risolti e non ricominciare da capo
in una direzione diversa ad ogni cambio di governo". Non tutti ricordano
che in definitiva è stato il sindacato a bocciare il vecchio piano Spinetta e
ad affossare l'ipotesi Air France, non teme che possa accadere lo stesso anche
questa volta con il piano Intesa? "Tutti i progetti di risanamento e
rilancio che ho vissuto, li ho condivisi con il sindacato. La mia esperienza
dimostra che anche in caso di ristrutturazioni aziendali difficili, di fronte a
piani credibili, onesti e di sviluppo il sindacato non si è mai tirato
indietro. Confido che anche questa volta vada così e che si abbia il coraggio
di fare in Alitalia ciò di cui l'azienda ha bisogno e
che non ha fatto negli ultimi anni". Dario Di Vico I sindacati di fronte a
progetti seri e credibili anche in situazioni difficili non si sono mai tirati
indietro \\.
( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-01 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Alitalia, piloti e sindacati: alta
tensione sugli esuberi Per la Cisl i soci in cordata potrebbero ricollocare i
lavoratori La Uilt: nessuno sia lasciato per strada. Il ministro Sacconi
dovrebbe incontrare anche Colaninno ROMA - Parte oggi alle 18 la trattativa tra
il governo e i sindacati sul salvataggio di Alitalia,
nella stessa giornata in cui i soci della Compagnia aerea italiana (Cai)
dovrebbero presentare l'offerta al commissario Augusto Fantozzi. Presso il
ministero del Lavoro, Maurizio Sacconi riceverà le nove sigle coinvolte, Cgil,
Cisl, Uil, Ugl, Sdl, Anpac, Up, Anpav e Avia. A seguire, saranno ricevuti anche
altri sindacati tra cui la Cub che rappresenta il sindacalismo di base e che ha
già proclamato uno sciopero per il 17 settembre. In ballo ci sono i 5-7 mila
esuberi individuati dal piano Intesa-Sanpaolo. A fianco di Sacconi ci saranno
certamente il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e quello dei
Trasporti, Altero Matteoli. Mentre per il Tesoro potrebbe non esserci Giulio
Tremonti. Non sarebbe prevista la presenza dell'advisor, né di rappresentanti
della Cai, almeno finché l'offerta non sarà stata formalizzata. Del resto
l'incontro di oggi non è che il primo di una serie che dovrebbe concludersi
entro un mese o poco più. E' questa infatti la scadenza ultima che sarà
indicata ai sindacati dal commissario Augusto Fantozzi cui sarà affidata la
relazione illustrativa aggiornata allo stato attuale di Alitalia.
L'idea è quella di dare ai sindacati il quadro preciso della situazione in modo
che non ci siano equivoci sull'ultimatività del piano. Ma i sindacati non
vogliono sentire parlare di ultimatum. Ricompattandosi, hanno chiesto di poter
avere una discussione a tutto campo che non si esaurisca sul tema degli
esuberi. Saranno accontentati: dopo il primo incontro di oggi sullo stato
dell'arte, ne seguiranno altri sul piano, illustrato dagli interessati, e
infine sulla parte che più interessa i sindacati: le ricadute occupazionali, su
cui è previsto anche che ci possa essere una trattativa diretta tra l'offerente
e i sindacati. Il ministro Sacconi, che oggi dovrebbe incontrare anche il
capo-cordata Roberto Colaninno, ha auspicato che gli esuberi siano meno di 5
mila. Molto dipenderà dalla disponibilità dei sindacati a rivedere gli
strumenti contrattuali. Da parte di questi c'è molta attesa: "L'auspicio è
quello di trovarci di fronte ad una trattativa vera", dice Franco Nasso,
segretario generale della Filt-Cgil. Insomma niente "prendere o
lasciare". Anche i piloti dell'Anpac sono molto determinati: "Di
fronte a un piano non condiviso - spiega il presidente Fabio Berti -, e che a
nostro giudizio possa pregiudicare le prospettive di rilancio, le reazioni
saranno durissime, anche perché non partiranno solo dai vertici sindacali ma
dai lavoratori stessi stremati da anni di crisi". Più cauta appare la
posizione della Cisl: il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, non
ha ancora preso posizione dopo l'emersione della cordata italiana, ma prima che
questo avvenisse si era mostrato possibilista. Certo, per Bonanni molto
dipenderà anche dalla buona volontà che i nuovi azionisti mostreranno: il punto
di snodo è la ricollocazione dei lavoratori in esubero. Escludendo la
riassunzione in aziende pubbliche, sarà essenziale la disponibilità di aziende
private, che potrebbero essere le stesse degli azionisti di Cai. Per acquisire
questo nuovo impegno potrebbe servire un incontro con il governo. La
UilTrasporti garantisce "uno spirito costruttivo": "Vogliamo
conoscere il progetto - dice il segretario nazionale Marco Veneziani -:
speriamo sia un piano coerente ". Si tengono un passo indietro gli
autonomi di Sdl, forti nel comparto terra, quello che più rischia nella
ristrutturazione. In assenza di un confronto vero, fa sapere Sdl, "il
governo si assumerà la responsabilità delle determinate forme di lotta che
inevitabilmente saranno indette". Al momento però non si registrano
particolari situazioni di tensione tra i lavoratori. Antonella Baccaro Il
ministro Maurizio Sacconi Gli azionisti Con i titoli Alitalia
sospesi, per i soci resta il dilemma sul recupero dell'investimento.
( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-01 num: - pag: 5 categoria: BREVI I protagonisti Roberto Colaninno, presidente
di Piaggio, sarà presidente di "Cai" Jean-Cyril Spinetta, numero uno
del gruppo Air France-Klm Gaetano Micciché, responsabile della divisione
corporate di Intesa Sanpaolo Rocco Sabelli sarà amministratore delegato della
Compagnia aerea italiana, la nuova Alitalia.
( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-01 num: - pag: 5 categoria: BREVI La cordata La cordata per la nuova Alitalia è composta da alcuni imprenditori italiani. Accanto alla banca
Intesa Sanpaolo e al gruppo dei Colaninno, l'Immsi, parteciperà all'operazione
Gianluigi Aponte di Msc Crociere, il gruppo Ligresti, il gruppo Atlantia dei
Benetton, Emilio Riva dell'omonimo gruppo dell'acciaio, Marco Fossati di
Findim, Corrado Fratini di Fingen, Alessandro Grimaldi del fondo
Clessidra, Salvatore Mancuso della società d'investimento Equinox, Marco
Tronchetti Provera di Pirelli, Marcellino Gavio del gruppo Gavio, il gruppo
Marcegaglia e Francesco Bellavista Caltagirone dell'Acqua Marcia. Accanto a
questa cordata di imprenditori italiani, il gruppo franco-olandese Air
France-Klm potrebbe rilevare una quota fino al 20% e lo stesso, ma per un
ammontare probabilmente minore, potrebbe fare la banca d'affari americana
Morgan Stanley. Per i soci fondatori ci sarà un vincolo di cinque anni a non
vendere le quote.
( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-01 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Giancarlo Galan "Colaninno grande imprenditore"
"Colaninno è un grande imprenditore. Me lo disse
D'Alema in un incontro segreto che avemmo anni fa - riferisce il governatore
del Veneto Giancarlo Galan - A una cena, che pagai io, mi disse: è l'unico
imprenditore vero in Italia. E lo dimostra prendendosi la patata bollente di Alitalia".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
01-09-2008)
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Primo Piano Pagina
105 Parte il confronto con il governo sul piano Fenice: i piloti sono sul piede
di guerra Alitalia, da oggi in scena i sindacati Parte
il confronto con il governo sul piano Fenice: i piloti sono sul piede di guerra
--> ROMA I sindacati chiederanno oggi al governo di fare un passo indietro
nel percorso avviato per il salvataggio di Alitalia.
Sosterranno l'esigenza di riaprire il dossier del Piano Fenice, chiuso prima di
discuterne i contenuti con i rappresentanti dei lavoratori, e giudicato dalle
sigle troppo debole per aprire la strada ad un percorso di rilancio che
giustifichi l'alto prezzo da pagare in posti di lavoro. Solo di fronte ad una
strategia industriale convincente, avvertono le sigle, ci sarà poi la
disponibilità a parlare di esuberi e ammortizzatori sociali. Aprire un
confronto che non sia spalle al muro non sarà facile. È chiara la posizione del
governo: la soluzione trovata è "l'unica scelta possibile", come
alternativa "c'era solo il fallimento". Il presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi lo ha sottolineato giovedì, dopo il decreto che ha ritoccato
la procedura prefallimentare dell'amministrazione controllata spianando la
strada al piano dell'advisor Intesa Sanpaolo: il commissario, nominato venerdì
scorso, ha ora poteri adeguati per cedere in tempi stretti
gli asset operativi di Alitalia ad una newco, che può contare sulla cordata di 16 investitori
italiani destinata a crescere, e che creerà la "nuova Alitalia" integrando anche Air One. Il compito più difficile sarà
poi quello di gestire quel che resta della "vecchia" compagnia:
esuberi, debiti, asset da liquidare, azionisti e obbligazionisti da
indennizzare. Oggi il tavolo governo-sindacati verrà aperto, presso la
sede del ministero del Lavoro di via Flavia, con una relazione del
neocommissario straordinario di Alitalia Augusto
Fantozzi. Il confronto con le nove sigle sindacali sarà "a tutto
campo" - ha preannunciato il ministero -, non solo sui temi del lavoro ma
con tutti i ministri interessati ai diversi aspetti dell'operazione:
l'azionista di controllo di Alitalia, il ministro
dell'Economia Giulio Tremonti; per i Trasporti, Altero Matteoli; per lo
Sviluppo economico, Claudio Scajola; e per il Lavoro, Maurizio Sacconi. I
sindacati sono "abbastanza delusi", dice il leader dei piloti, il
presidente dell'Anpac Fabio Berti, "perchè - spiega - ci aspettavano un
confronto preventivo per discutere le linee strategiche del piano".
L'Anpac sarà al tavolo con "lo spirito di affrontare i temi industriali, e
di non parlare di esuberi fino a quando non sarà di fronte ad un percorso che
possa portare ad un risanamento effettivo". Al contrario "di fronte
di un piano non condiviso, e che a nostro giudizio possa pregiudicare le
prospettive di rilancio, le reazioni saranno durissime, anche perchè non
partiranno solo dai vertici sindacali ma dai lavoratori stessi stremati da anni
di crisi". La UilTrasporti garantisce "uno spirito costruttivo".
"Vogliamo conoscere il progetto, e speriamo che sia un piano
coerente", dice il segretario nazionale Marco Veneziani. "E solo
successivamente parleremo degli esuberi, che auspichiamo siano molto meno di
quelli che si leggono da indiscrezioni".
( da "Messaggero, Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Si.
I debiti vengono concentrati in una "bad company" destinata a vendere
i beni operativi alla Nuova Alitalia.
( da "Messaggero, Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Dire, della bilancia
con la sua relazione d'apertura, il commissario Augusto Fantozzi. È lo scenario
previsto per il delicatissimo confronto governo-sindacati sul piano di
salvataggio per Alitalia, fissato per oggi. Il
ministro dell'Economia Giulio Tremonti, azionista di controllo della compagnia
(il Tesoro ha il 49,9%); il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola,
direttamente interessato alla procedura di amministrazione straordinaria cui Alitalia è stata ammessa venerdì scorso; il ministro del
Lavoro Maurizio Sacconi, titolare degli ammortizzatori sociali, che ieri si è
detto fiduciso di poter contenere sotto i 5.000 il numero degli esuberi, avvertendo allo stesso tempo che per il decollo di Alitalia questo è "l'ultimo slot"; e il ministro delle
Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, sul cui settore impattano
ovviamente ruolo e funzionalità del vettore aereo e del sistema aeroportuale
italiano. I dipendenti Alitalia saranno rappresentati da tutte le sigle riconosciute al tavolo
di confronto con l'azienda: Filt-Cgil, UilTrasporti, Fit-Cisl, Ugl
Trasporti, la SdL Trasporti, le organizzazioni dei piloti Anpac e Up, e quelle
degli assistenti di volo Anpav e Avia. Toccherà, come detto, a Fantozzi, aprire
i giochi. Ricordare cioè a tutti da dove si parte, e a cosa, e come, si tenta
di rimediare. Fantozzi, il cui mandato prevede da un lato il lavoro in tandem
con la cordata guidata da Colaninno per la cessione degli asset eventualmente
oggetto di offerta, e dall'altro il complicato percorso alla guida della
cosiddetta "bad company" in cui resteranno, oltre al personale
giudicato in esubero, i debiti e tutti i contenziosi con fornitori e creditori,
illustrerà dunque le ragioni che hanno portato alla procedura prefallimentare
del commissariamento. E solo se avrà già formalmente ricevuto il dossier
dell'advisor Intesa Sanpaolo, quindi la richiesta di cedere gli asset operativi
della compagnia alla newco creata dalla cordata dei 16, potrà delineare anche
le prime prospettive di futuro della compagnia con la mimesi nella nuova
società. Ma soprattutto, guardando all'immediato e alle attese e ai timori
delle controparti sindacali, toccherà a lui illustrare il pezzo più difficile
delle cose da fare: come gestirà cioè quel che resterà nella
"vecchia" Alitalia, a partire dagli esuberi,
cifra e composizione ancora non precisata, per passare al debito da 1.172 milioni
(più i 300 del prestito ponte pubblico) e agli indennizzi previsti dal governo
per i risparmiatori, azionisti e possessori di obbligazioni della compagnia.
Quasi inutile ripetere che lo attende un confronto tutt'altro che agevole. Se
le schermaglie preliminari hanno visto ieri una Uilt (la più
"morbida" forse tra gli schieramenti) che garantisce "spirito
costruttivo", e che auspica "molti meno esuberi di quelli
temuti", tutti gli altri chiedono al governo di fare, di fatto, un passo
indietro. Cioè di non dare il dossier del Piano Fenice come acquisito, ma di
discutere contenuti e strategie a fondo con i rappresentanti dei lavoratori. E
così, la Filt-Cgil avverte che intende trovarsi di fronte a "una
trattativa vera" che parta "dal profilo industriale del piano e dai
problemi che emergono; dunque, di perimetro aziendale, di dotazione di
aeromobili, e solo di conseguenza di effetti sul lavoro". E i piloti fanno
praticamente eco: il tavolo sia "sulle strategie e non sui tagli",
chiede l'Anpac. Che poi minaccia: "Di fronte di un piano non condiviso, le
reazioni saranno durissime". An. Pa.
( da "Messaggero, Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Gl, si siede oggi al
tavolo con un'idea precisa sul futuro della società. Come parte la trattativa?
"Intanto il coinvolgimento del sindacato arriva un po' in ritardo, e parte
dalla fine. Di solito prima si condivide il piano industriale, poi si passa a
ragionare degli esuberi che ne possono derivare, sui quali si fa una
valutazione responsabile. Poi ci dispiace che la convocazione sia presso il
ministero del Lavoro: vista l'importanza della vicenda il posto più giusto
sarebbe stato Palazzo Chigi; anche se il fatto che sia stata assicurata la
presenza di tre ministri è sicuramente positivo". Che differenza c'è tra
questo tavolo e quello con Air France? "Sono due situazioni diverse.
Allora il governo aveva fatto una certa scelta, noi con grande senso
istituzionale siamo andati a trattare le migliori condizioni possibili per i
lavoratori. C'erano 2000-2.300 esuberi, con il nodo della manutenzione che
doveva essere assorbita da Fintecna. Abbiamo discusso fino in fondo, è stato
Spinetta ad abbandonare il tavolo. Stavolta se va bene gli esuberi sono 5.000,
c'è una presenza di imprenditori italiani che a noi fa piacere, andiamo di
nuovo a trattare. Spero solo che sia la fase conclusiva di una vicenda che si
trascina da almeno dieci anni". In attesa che il piano ve lo facciano
vedere, lei che idea si è fatta? "La compagnia che si profila, almeno
stando a quello che è uscito sui giornali, è più piccola, di dimensione
regionale. Questo non fa ben sperare. Spero non vada a finire così. Già
all'epoca della precedente trattativa con Air France avevo detto che è meglio
stare in un grande progetto europeo: quindi è decisivo il ruolo del partner
internazionale". Il piano comporta il ritorno a una situazione di quasi
monopolio su molte tratte, e un probabile aumento dei prezzi per l'utente. Si
poteva evitare? "Io avevo detto in tempi non sospetti che l'interesse
della compagnia poteva passare sopra ai problemi di Antitrust. Certo sentirlo
dire ora da imprenditori che tutti i giorni parlano di concorrenza fa un po' un
altro effetto". L. Ci.
( da "Messaggero, Il" del 01-09-2008)
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Di ANTONELLO DOSE e
MARCO PRESTA SIAMO i più longevi d'Europa, una buona notizia per tutti tranne
che per l'Inps, naturalmente. Il merito è del nostro cuore che, a detta del
professor Roberto Ferrari, direttore della Clinica Cardiologica dell'Università
di Ferrara, è il più forte del vecchio continente e ci garantisce una
prospettiva di vita più alta degli altri europei. Che avessimo lo stomaco forte
in Italia si sapeva (basta considerare tutto quello che gli italiani hanno
dovuto mandar giù negli ultimi vent'anni, tra scandali politici, finanziari e
sportivi), ma che anche il cuore italico fosse leader nel suo settore, non ce
lo aspettavamo proprio. Il professor Ferrari, primo italiano, eletto proprio in
questi giorni, presidente della Società Europea di Cardiologia, ci spiega che
la salute del nostro organo cardiaco dipende dalla dieta mediterranea, da
un'ottima legge antifumo e da un servizio sanitario di grande livello (nonché,
ci permettiamo di aggiungere, dal campionato più bello del mondo che, con le
sue tante emozioni, ce lo tiene costantemente in allenamento). A questo punto
non ci resta che sperare che la fuga dei cervelli di cui tanto si parla in
Italia, venga sostituita da una fuga di cuori, che sono senza dubbio molto più
numerosi e, a sentire gli scienziati, meglio funzionanti. Del resto, di cuore
si è sempre parlato moltissimo nel nostro Paese, da Catullo e Ovidio fino ai
giorni nostri, anche se la televisione e le riviste di gossip stanno cercando
di convincerci che siano altri gli organi protagonisti della cronaca nazionale.
Non a caso, uno dei libri più famosi della nostra letteratura non si intitola
orecchio o pancreas, né tantomeno tetta, ma appunto "Cuore",
ribadendo la predilezione della nostra gente per questo muscolo così delicato e
vitale. Da "Core Ingrato" a "Cuore Matto", passando per il
"cuore di panna" che ha accompagnato tante nostre estati, la vecchia
pompa del sangue, con i suoi atri, ventricoli e valvole, è sempre stato uno dei
marchi di fabbrica del migliore Made in Italy. Per tradizione, noi italiani
abbiamo il cuore grande nel quale, come cantano centinaia di canzoni e di
poesie, trova posto l'amore per la mamma, per la sposa, per l'amante, per i
figli, per la macchina nuova e per la squadra del cuore. Più che un cuore
abbiamo un garage, un hangar, un tendone da circo. Oltre a essere così
capiente, una vera station wagon tra gli organi vitali, funziona anche a
dovere, al punto da regalarci sei anni di vita in più rispetto ai nostri
partner europei (un lasso di tempo considerevole, nel quale si può ad esempio
evadere l'Iva per ben 24 volte, approfittare dei saldi 12 volte e parcheggiare
in doppia fila mediamente 624 volte). A minare la straordinaria robustezza di
questo prezioso muscolo involontario pare non ce l'abbia fatta nemmeno la fine
dell'amore fra Nicoletta Romanoff e Giorgio Pasotti, una notizia che fa
veramente male al cuore. Non possiamo lamentarci davvero. Preso atto quindi,
con soddisfazione, della straordinaria capacità cardiaca
del nostro popolo, una riflessione ci appare del tutto inevitabile: come si
spiega lo stato della nostra economia, dell'inflazione, dell'Alitalia? Visti i dati della Società Europea di Cardiologia ci
aspetteremmo che qualcuno prendesse le questioni, come dire... un po' più a
cuore.
( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-01 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE L'altolà del ministro "Ciriaco insultò il Pdl e
Berlusconi" Sfida di An: niente patti con l'Udc di De Mita Ronchi: devono
condividere tutto con il governo ROMA - Un governo che potrebbe passare alla
storia "come il migliore di sempre", che in tre mesi con la
leadership di Berlusconi "ha saputo risolvere emergenze che si
trascinavano da anni, come la sicurezza, l'Alitalia, la
spazzatura a Napoli, la crisi con la Libia", e questo grazie alla sua
"straordinaria coesione interna, alla condivisione di ideali, programmi,
obiettivi" può permettersi di sopportare la "fibrillazione" di
una possibile nuova alleanza con un partito come l'Udc che ha tra le sue fila
"uomini come Ciriaco De Mita che ha definito il Pdl "un guscio
vuoto" e Berlusconi "un venditore ambulante""? Se lo chiede
retoricamente Andrea Ronchi, ministro per le Politiche Comunitarie, portavoce
di An. E la risposta è decisa: "No, non si può, se si tratta di stipulare
solo patti di potere per guadagnare un sindaco o un assessore in più".
Perché "allargare l'alleanza per costruire un progetto riformatore, come
quello a cui abbiamo dato vita con il Pdl, è una cosa. Allargare solo per allargare,
disorienterebbe gli italiani, e finirebbe per renderci meno credibili".
Gianfranco Fini è in Giappone dove sarà ricevuto dall'imperatore Akihito e
tocca a Ronchi precisare la linea di An sul tema delle alleanze. Ma allora è
chiusura al dialogo con Casini? "Io sono stato tra coloro che fino
all'ultimo hanno sperato che Casini restasse con noi, e non sono ancora
riuscito a capire il perché di una rottura che evidentemente è risultata
incomprensibile anche agli elettori, che hanno premiato il Pdl in maniera clamorosa.
Dunque, sarei il primo a dire sì al ritorno dell'Udc: ma solo se ci fosse
reale, convinta adesione al nostro progetto". Eppure dal segretario
dell'Udc, Lorenzo Cesa, sembrano venire espressioni sincere. Ma Ronchi questa
buona volontà non la vede? Risponde il ministro: "Apprezzo le parole di
Cesa, quando dice che intende confermare le alleanze locali con il
centrodestra. Ma apprezzo meno che si dichiari che alle amministrative si
sceglierà "caso per caso"". Un chiaro no ad alleanze locali a
macchia di leopardo. "Le macchie di leopardo ormai non si vedono più
nemmeno nella giungla... Poi è chiaro che in qualche singola realtà locale si
possano fare alleanze anomale, ma qui sento parlare di intese dell'Udc col Pd
da Trento a Bagheria. E io dico che non si può confondere il nostro elettorato:
il modello vincente è quello chiaro e coerente che ha portato Alemanno a
diventare sindaco di Roma: il confronto era su come salvare Roma, non sui posti
di potere". E il discorso torna su Ciriaco De Mita. "Non mi sono mai
permesso - tiene a precisare Ronchi - di esprimere giudizi sulle persone, tanto
meno ora. La mia è una riflessione politica. Di fronte a certe dichiarazioni,
in campagna elettorale e non solo, non vedo le condizioni per un'alleanza. Ma
il dialogo deve restare aperto. Io chiedo: si condividono la nostra politica
estera, il progetto sicurezza, il welfare to work, la politica per l'ambiente,
quello che è stato fatto per Alitalia, che è
straordinario? Su questi temi ci si misura". Ma Umberto Bossi ha detto che
se l'Udc vota il federalismo, lui è pronto a cedere il suo ministero proprio a
Casini. Non è che An teme un eventuale ridimensionamento? "Bossi ha detto
quello che dico io: se c'è condivisione, ovviamente su tutto e non su un solo
tema, ben vengano ad allargare la nostra coalizione, le nostre poltrone sono
tutte a disposizione. Ma altrimenti, lo ripeto, allargarsi senza progetto non
ci servirebbe. E per quanto riguarda An, noi lavoriamo a un partito del 40,
forse 50%, abbiamo una classe dirigente competente. Di cosa dovremmo avere
paura?" Paola Di Caro Contro Il ministro Andrea Ronchi e, nel tondo,
Ciriaco De Mita.
( da "Tempo, Il" del 01-09-2008)
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L'interventoIl senatore del Pdl critica i provvedimenti del commissario di
governo per rientrare dal deficit accumulato "Sbagliato il piano di
Marrazzo, così la sanità peggiorerà" Ci sono
questioni, come i rifiuti a Napoli o le sorti dell'Alitalia che hanno
un livello di impatto sociale talmente elevato che sarebbe assurdo catalogarle
come di questa o di quella parte politica. E quindi tutti dovrebbero augurarsi
la loro risoluzione. Senza pregiudizi. Ed è quello che ho fatto anch'io.
Lo stato di crisi in cui versa, però, la sanità laziale e la concomitante
incapacità di assumere contromisure adeguate da parte di chi ne ha l'autorità,
stanno assumendo caratteri drammatici che non potranno, a breve, non avere
ripercussioni a livello nazionale. Rischiano di minare, fin da subito, il
progetto di federalismo fiscale allo studio in Parlamento. Sono preoccupato non
tanto per l'inconsistenza dei provvedimenti rilevata dai tecnici per le
proposte avanzate dal Commissario ad acta Marrazzo, quanto dall'atteggiamento
globale con cui si è affrontata tale situazione. Voglio ricordare che la
Regione Lazio ha sottoscritto liberamente, nel febbraio 2006, con il Governo
Prodi, un piano di rientro che non è stato ancora attuato nemmeno in minima
parte. Il disavanzo tendenziale 2008 continua a registrare livelli record,
circa 1,9 miliardi di euro, ci si è impegnati entro il 2009 alla chiusura di
circa 4700 posti letto, e che cosa fa la Regione in regime di gestione
commissariale? Approva, nella legge di assestamento di bilancio, tutta una
serie di misure, non più di propria competenza, che di fatto nulla, o poco,
cambiano nel sistema dei conti della sanità laziale, vengono sottratte al
controllo ministeriale e, per di più, sanciscono inaspettatamente la riconferma
di tutti i direttori generali delle Asl, proprio a testimoniare la sfida col
Governo nazionale. Ecco, credo, che tale modo di agire abbia denotato a chiare
lettere due cose molto più gravi del magro contenuto dei provvedimenti di
questi giorni: la debolezza politica del Commissario ad acta, che ha dimostrato
chiaramente la propria incapacità di poter assumere decisioni di un certo peso,
e il forte scontro all'interno della maggioranza regionale sugli indirizzi da
intraprendere in materia sanitaria. Anche il braccio di ferro di inizio agosto
sullo sblocco dei fondi statali non è stata una pagina felice. Un passo
indietro. La relazione che i tecnici hanno inviato al Governo evidenzia in
maniera inequivocabile la debolezza di portata dei provvedimenti presentati
dalla Regione. Il Governo, opportunamente, ha preso qualche giorno per decidere
sulle azioni da assumere. C'è stata, però, in queste ore, cattiva informazione.
Il provvedimento sui farmaci, ad esempio, sbandierato alla stampa da parte
della Regione come vera panacea ai mali della sanità laziale, in realtà, è al
vaglio, in queste ore, per un approfondito esame da parte dell'Agenzia del
Farmaco, che non ha ancora dato nessun parere. è una delibera piuttosto
articolata che prevede due distinte fasi attuative: la prima concentra lo
sforzo di medici e farmacisti a consigliare l'utilizzo di farmaci equivalenti
con costo unitario minore e la seconda prevede una forma di compartecipazione
(cioè ticket) per l'acquisto dei farmaci griffati: è difficile tradurre in
termini economici e attuativi la percorribilità della delibera. Quanto agli
altri provvedimenti c'è di tutto un po'. Ma siamo ben lontani dall'obiettivo
concordato.
( da "Opinione, L'" del 01-09-2008)
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Oggi è Lun, 01 Set
2008 Edizione 180 del 03-08-2008 Dopo i ripetuti successi del Cavaliere A
Veltroni non rimane che giocare a Rosiko di Francesco Blasilli Qualcuno si sarà
chiesto, soprattutto se lo ha votato, cosa è andato a fare Veltroni in America,
proprio nel momento in cui si celebra "Democratica", la prima festa
del partito di cui Walter è segretario. Ufficialmente, lui e il suo compagno di
sventure Cicciobello Rutelli (la "sfiga" si sa, avvicina le persone)
sono andati per studiare da vicino il loro nuovo idolo, il nuovo simbolo del
riformismo di sinistra: quello un po' radical, un po' chic, un po' black ma
sempre politically correct. Forse, perché dopo tante sconfitte elettorali, i
nostri sfortunati eroi volevano salire un po' sul carro del vincitore, tanto
per vedere un po' che effetto fà; solo che, non è poi detto che l'amato Obama vinca
le presidenziali Usa. Fosse per la nostra stampa, Obama sarebbe già santo,
dall'altra parte dell'oceano, forse, la pensano diversamente. Qualunque sia il
motivo che ha indotto Veltroni & Rutelli ad andare fino a Denver (forse
come scrive Giordano su Il Giornale, "non hanno trovato un posto più
lontano), di certo il cambio di fuso orario ha fatto bene all'ex sindaco di
Roma, ex golden boy della sinistra italiana e, a breve, ex segretario del Pd.
Dall'America ci ha consegnato la battuta migliore del suo
ultimo anno politico: "Alitalia è una compagnia di
bandierina". Una battuta che racchiude anche il vero motivo della visita
di Walter e corte a Denver: come si disce a Roma, stà rosicando. E già, nel
giorno in cui Berlusconi porta a termine il suo capolavoro, il premier ombra
scompare, si eclissa, o meglio, si adombra. Nel giorno in cui
Repubblica, un tempo ferrea nemica del Cavaliere, apre con una intervista a
Colaninno senior, nella quale lo "sdoganamento" dell'uomo venuto da
Arcore è completato (anzi, sembra già avviato il processo di beatificazione),
Veltroni è in altre faccende impegnato. Per tacere del fatto che, proprio ieri,
a sorpresa e forse ? ma non troppo ? ironicamente, Liberazione assegna i voti
al governo, dando un bel 10 al nemico Berlusconi e un "non pervenuto"
al governo ombra. Insomma, Veltroni è un uomo in fuga, colpito da
"rosicamento acuto". La stessa Liberazione scrive che Berlusconi
merita dieci perché "sta realizzando esattamente quanto promesso in
campagna elettorale, né più, né meno". Pensiero comune ad altri esponenti
della sinistra, ala radicale compresa, se è vero come è vero, che persone dello
staff del fu ministro Pecoraro Scanio ammettono candidamente che "questo
governo sta lavorando bene" e che "a Napoli i problemi sono rimasti,
ma la mondezza è sparita e questo non è poco". Andando con ordine.
Abolizione Ici, mondezza a Napoli, manovra finanziaria triennale ed Alitalia. Per di più la compagnia di bandiera salvata con
l'aiuto concreto del padre di un tuo ministro ombra. Insomma, visto che ormai
da tempo Veltroni sapeva che la "cordata" c'era, se non altro per una
soffiata di Colaninno junior, meglio emigrare in America a cercare fortuna.
Perché sfumata la possibilità di attaccare il premier sul caso Alitalia, al leader del Pd non rimane altro che giocare a
Rosiko.
( da "Opinione, L'" del 01-09-2008)
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Oggi è Lun, 01 Set
2008 Edizione 180 del 03-08-2008 Tra l'incudine delle rate e il martello delle
banche Contro banche e pirati d'impresa di Ruggiero Capone "Il risparmio è
un bene pubblico che va tutelato. I piccoli risparmiatori saranno
tutelati", ha assicurato più volte il ministro dell'Economia Giulio
Tremonti. Tremonti manda così un segnale non solo agli imprenditori coinvolti
nell'affare Alitalia ma,
soprattutto, alle banche. Infatti il ministro dell'economia sa bene che gran
colpa della trasformazione di noi italiani da risparmiatori (oculati e
familistici) in spreconi egoisti è dovuta alla politica creditizia. Un
messaggio soprattutto ad Abi e Patti Chiari, che con le loro dispendiose
campagne pubblicitarie, per dimostrare che le banche tutelano chi
risparmia, hanno addebitato indirettamente (e totalmente) i costi sugli utenti.
Infatti sul tavolo dell'Antitrust finiscono periodicamente le denunce delle
associazioni dei piccoli risparmiatori. Denunce circostanziate, che dimostrano
come il lievitare dei costi delle operazioni bancarie gravi totalmente sui
piccoli risparmiatori, cioè sulla fascia che gravita tra i 1.000 ed i 50 mila
euro di risparmio: si tratta di gente vicina alla pensione o di padri di
famiglia che risparmiano su tutto, conducendo una vita sacrificata. Gente che
non tocca il gruzzoletto, pensando ai periodi difficili. Ma anche gli italiani
che risparmiano fino all'osso per pagare il mutuo casa sono oggetto di molestie
bancarie. A questa tipologia di clientela le banche fanno pagare l'aumento dei
costi industriali. In parole povere, sottoscrittori di mutui e piccoli
risparmiatori pagano la pubblicità ingannevole delle banche ed i buchi al
sistema creditizio italiano generati dai casi Cirio, Parmalat, bond argentini,
prodotti derivati ed atipici, credito facile ad imprenditori di nuova ed
incerta generazione. In pratica il piccolo risparmio è usato dalle banche come
copertura contro i rischi del mercato creditizio, garantendo comunque bilanci
attivi agli istituti di credito. E' stato calcolato che un milione di piccoli
risparmiatori italiani hanno pagato i crac Cirio e Parmalat. Mentre circa un
paio di milioni di piccoli risparmiatori (pensionati e gente oculata) stanno
ripianando la truffa dei bond argentini ed i tanti buchi creati dall'imprenditoria
che accede al credito tramite raccomandazione politica. Questi fenomeni hanno
di fatto creato disaffezione verso il risparmio, dando la sensazione
dell'inutilità di fare sacrifici per il gruzzoletto: quest'ultimo eroso non
solo dai fisiologici andamenti inflattivi ma anche, e soprattutto, da un
ingiustificato gravare di costi sulla fascia bassa del risparmio. Il ministro
Tremonti sa bene come il piccolo risparmio era fino agli anni '60
generalizzato, polverizzato e diffuso. Certamente oggi non è più proponibile la
politica familiare del non mangiare per mettere i soldi da parte, che però ha
caratterizzato l'Italia post-bellica dalla Val Brembana fino alla Sicilia. Ma
una nuova politica di risparmio familiare permetterebbe che ragguardevoli
risorse italiane non vadano all'estero. Aspetto che ha tanto in comune col
federalismo, soprattutto fiscale. Perché questo si concretizzi necessiterebbe
un effettivo controllo sugli investimenti delle banche, le stesse che nel 90
per cento dei casi preferiscono aprire linee di credito a grandi imprenditori
che delocalizzano le produzioni piuttosto che all'artigiano italiano. Emerge
che il non rispetto del piccolo risparmio incrementa eventi inflattivi,
disoccupazione ed indebitamento delle famiglie. Del resto enormi sono tutt'oggi
i dubbi sulla fruibilità immediata dei depositi bancari da parte dei piccoli
risparmiatori. Sul piccolo risparmiatore si concentrano le misure di legge atte
a prevenire l'uso mafioso dei capitali, così in base al decreto Bersani-Visco
quando l'uomo qualunque preleva o versa somme superiori a 5 mila euro è
costretto a firmare modelli che certifichino la provenienza non mafiosa della
somma e, parimenti, l'uso non criminoso della stessa. Certamente l'uomo di
strada ha prelevato quei quattrini per ristrutturarsi cucina e bagno. Meno
formalità ci sono sui rapporti che gli industriali intrattengono con le banche.
Ne deriva che il metodo del contagocce è utilizzato solo con i piccoli
risparmiatori, che di fatto utilizzano capitali propri. E' evidente che le
banche cerchino in tutti i modi di pilotare l'uso che il piccolo risparmiatore
fa del suo gruzzoletto. Su internet si moltiplicano i blog sull'argomento.
Pensate che un cliente d'una banca di Parma ha scritto così su un blog di
consumatori: "Mi sono recato in banca per prelevare 8 mila euro in
contanti, volevo cambiare la mia auto. Pagarla in contanti mi farebbe
risparmiare rispetto ai moderni sistemi di rateizzo. Alla richiesta di
prelevare la somma il cassiere mi ha amichevolmente chiesto cosa ne dovessi
fare. Quindi ho parlato dell'auto nuova. Lui si è messo a ridere ed ha detto
che sbagliavo, che è certamente meglio comprarla a rate. Mentre mi diceva tutto
questo, si aggiungeva al coro una consulente finanziaria. La gentile signorina
mi consigliava di prendere l'auto a rate e di investire la somma contante in
obbligazioni". Così le banche cercano in tutti i modi di pilotare le
volontà dei piccoli risparmiatori. Che ci sia un tentativo di fuga dei
risparmiatori dalle banche emerge anche dalle parole di un esperto come
Giuseppe Turani: "A maggio, i riscatti (cioè i clienti che sono scappati
con i soldi) sono ammontati a oltre 8 miliardi e nei primi cinque mesi
dell'anno i riscatti sono arrivati a 35 miliardi di euro. C'è da domandarsi che
cosa sta succedendo". Così Turani, che nel lontano 1980 ha documentato la
nascita dei Fondi Comuni, è costretto ad ammettere che sono serviti al sistema
bancario italiano anche per bruciare l'enorme quantitativo di piccolo
risparmio. "La questione, detta in termini un po' spicci e brutale, è
questa - continua Turani - la gente si è stancata di dare soldi ai Fondi perché
glieli perdessero. Se si tratta di bruciare del denaro, ognuno può fare per sé,
non ha bisogno di pagare ricche commissioni. Se uno decide di perdere soldi in
proprio magari può anche divertirsi. Ma c'è di più e di peggio. E tutto ci
riporta alla maledetta crisi dei prestiti sub-prime. Questa, come si sa, ha
creato seri problemi di liquidità a tutte le banche". Emerge la principale
motivazione della morte del piccolo risparmiatore, e cioè che l'italiano medio
non si sente padrone del proprio risparmio: in primis perché la banca decide
per lui e tende ad eroderlo voracemente, e poi perché lo stato s'è sempre
dimostrato nemico del risparmiatore e pronto ad acciuffare il suo gruzzoletto
(tutti ricordano il famigerato prelievo retroattivo sui conti correnti del
primo governo Amato). Oggi le banche cercano di evitare che chi ha qualche
soldo da parte possa investirlo di testa propria, gli spiegano che è meglio disfarsi
dei fondi e comperare obbligazioni (ovviamente emesse dalla stessa banca).
"In questo modo le banche ottengono un doppio risultato - dice Turani -:
prendono soldi dai loro clienti in cambio di carta (le obbligazioni) e, in più,
incassano anche qualche buona commissione (per aver organizzato il
tutto)". Nei primi quattro mesi del 2008 i soldi ritirati dai Fondi sono
ammontati a 27 miliardi, ma le banche hanno piazzato 33 miliardi di
obbligazioni. Il piccolo risparmiatore s'è volutamente suicidato trasformandosi
in cicala, e perché nessun governo riesce a mettere in riga l'Abi. Tremonti è
stato il primo ad ammettere che la morte dell'economia italiana è coincisa con
quella del piccolo risparmiatore. Ora occorrono i fatti, occorrono leggi che
tutelino, e come in una riserva indiana, le piccole economie che hanno fatto
grande il nostro Paese. (2 - continua).
( da "Opinione, L'" del 01-09-2008)
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Oggi è Lun, 01 Set
2008 Edizione 180 del 03-08-2008 Nonostante le accuse di "imbroglio"
anche stavolta ha risolto il problema Air Silvio One di Biagio Marzo Ove non
arrivò l'ex presidente Prodi, è arrivato il presidente Berlusconi. Piaccia o
no, così è, se vi pare. Nessuno avrebbe puntato un soldo
bucato su Alitalia, ma, alla lunga, ha vinto la politica del "fare".
"Fare" Napoli e "fare" Alitalia, due
operazioni che per mesi, per non dire anni per il caso Alitalia, hanno tenuto il Belpaese sulla bocca di tutta la stampa
straniera, colpevole, in primo luogo, di non saper smaltire i rifiuti
partenopei e, in secondo luogo, di non sapersi liberare della compagnia
di bandiera nazionale diventata un pozzo di San Patrizio al cui fondo andavano
giù più di 2 milioni di euro al giorno. Soldi tolti, chiaramente, al
contribuente e per questo diventata l'icona dello sperpero di Stato. A ben
vedere, l'intervento è stato compiuto quando il malato stava all'ultimo
respiro. Ora o mai più. E solo e soltanto il governo ha avuto la medicina per
farla vivere. Vivere, o meglio, volare alla grande, speriamo. A questo punto
c'è da domandarsi, ovviamente, se ne è valsa la pena. Delle due, l'una: o si
svendeva all'Air France-Kml o si doveva procedere seguendo il piano industriale
di Berlusconi. Che ha come nucleo centrale la cordata di imprenditori, convinti
che si può fare, vincendo la cultura catastrofista e del sospetto che gira in
certi ambiente economici, politici, dell'informazione e non solo. In più, c'è
il matrimonio tra Alitalia e Air One. Epperò, i soliti
ambienti di cui sopra, liberali alle vongole, quando si tratta degli affari non
di famiglia, bensì degli altri, accusano l'aggregazione italo-italiana di
creare una concentrazione monopolistica sulle tratte nazionali in generale,
infrangendo così le regole e il non rispetto del mercato. Lungi queste critiche
nel resto dell'Europa: l'Air France ha l'80% dei voli nazionali, Lufthansa il
90% in Germania, Iberia l'80% in Spagna. Gli imprenditori, di tutti i colori
politici e con forte senso di responsabilità, si sono gettati nell'avventura.
Dopotutto, il gruppo franco-olandese avrebbe acquistato non per fare un favore
all'Italia, semmai per fare i propri interessi. E se trovava conveniente
prenderla in un contesto più difficile di quello di oggi, significa che l'Alitalia tutta moribonda è ancora una mucca da mungere.
Perché allora gli imprenditori italiani non avrebbero dovuto giocare d'azzardo,
per risanare una compagnia dal marchio prestigioso, ancora? In verità, un
campione nazionale nel sistema del trasporto aereo serve per il sistema Italia,
troppo debole per le sfide del mercato globale. Il caso Alitalia
è stato affrontato dal governo e risolto a modo suo. Si vedrà solo in seguito
se il piano industriale approvato avrà successo o, viceversa, sarà un
fallimento. Nessuno può mettere la mano sul fuoco, visto che il progetto è
legato a numerosi fattori interni ed esterni, ma una cosa certa, tra le tante
incertezze, è che, da oggi, la compagnia di bandiera nazionale resta in mani
italiane. A ben pensarci, non è stata svenduta, come è accaduto in altri casi
di privatizzazione in cui alcuni "gioielli di famiglia" sono stati
ceduti a prezzi stracciati. Alitalia è patrimonio
italiano e avrà, probabilmente ironia della sorte, come partner l'Air France
Klm. Cioè quella compagnia che aveva abbandonato la trattativa, sbattendo la
porta, facendo dire alle cassandre italiane che Berlusconi aveva messo il
bastone tra le ruote per meri scopi elettorali, senza curarsi del bene del
Paese. A quel tempo, guarda caso, Prodi era a Palazzo Chigi, potendo fare e
disfare, mentre Berlusconi, in Via del Plebiscito, relegato all'opposizione.
L'ex premier per due volte si mise di buzzo buono per privatizzare il 48% di Alitalia in mano dello Stato, ma entrambe le volte furono
occasioni mancate. La prima volta fu una gara pubblica, in cui parteciparono
numerosi concorrenti alcuni buoni e altri fasulli, ma, alla fine, si
ritirarono, a mano a mano, tutti. E comunque sia, la gara fu annullata e Alitalia fu senza acquirente. La seconda volta, con un
procedimento discutibile, si aprì una trattativa tra Alitalia
e Air France ? Kml che finì, come visto, che Spinetta lasciò Roma per Parigi
con l'amaro in bocca, non avendo potuto concludere, come avrebbe voluto lui,
l'affare. E comunque, il gruppo franco ? olandese potrebbe ritornare ad essere,
nell'ambito del processo di internazionalizzazione, come alleato principe e non
come il cavaliere bianco con la mentalità di conquistare, o, meglio ancora, di
colonizzatore. Non è una differenza di poco conto. Il rischio di cedere in
blocco Alitalia all'Air France ? Klm c'è stato sotto
il governo Prodi e, a ben vedere, è stato sventato. L'opposizione sparata a
sostenere Air France ? Klm, ora, è dell'avviso che tutto è un imbroglio
all'italiana, anzi, una patacca alla berlusconiani maniera. Non scommette sulla
buona riuscita dell'operazione salvataggio. Si potrebbe dire che ha questo
atteggiamento per partito preso, non potendo dire che dall'esperienza Alitalia è uscita con le ossa rotte. Oltretutto, al momento
non ha digerito la presenza dei privati, che si sono esposti in prima persona e
con i propri soldi. Per un capitalismo senza capitali, questa discesa in campo
dei privati lascia il segno. Positivamente intendiamoci. Hanno costituito una
cordata e si sono mossi a favore dell'Alitalia. E,
comunque vada a finire, va riconosciuto loro coraggio in un mondo in cui
scarseggia. Singolarmente, hanno cacciato dalle proprie tasche milioni di euro,
rischiando così in proprio..Di certo lo hanno fatto non perché fanno parte
della compagnia di San Vincenzo, ma perché hanno le loro convenienze a
investire. Chi per un motivo e chi per l'altro sborseranno moneta sonante. Per
dirla tutta, comunque hanno il loro tornaconto imprenditoriale. Per esempio. La
famiglia Benetton, avendo già avuto quello che si aspettavano dal governo
(azienda Autostrade) hanno fatto, conseguentemente, il loro passo decisivo.
Questo è solo un acconto. Essendo socia di Aeroporti di Roma si aspetta un
altro vantaggio imprenditoriale. Così come Ligresti per quanto riguarda l'Expo;
per non parlare del siderurgico Riva che sogna l'arrivo del nucleare, e così di
seguito Gavio, Colaninno, Tronchetti Provera, Bellavista Caltagirone e compagnia
bella. Sono, perlopiù, imprenditori del settore trasporti e costruzioni che lo
fanno per i loro interessi, senz'altro, ma anche con il gusto delle sfide. La
sfida Alitalia è il loro banco di prova.
( da "Opinione, L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Lun, 01 Set
2008 Edizione 180 del 03-08-2008 Coraggio, Matteo! di Orso Di Pietra Matteo
deve stare tranquillo e non temere. È vero che facendo il giovane imprenditore
rampante alla corte di Walter Veltroni ha detto una sequela di stupidaggini
prima e dopo le elezioni. Che nei giorni scorsi ha sparato a zero
sull'operazione di salvataggio dell'Alitalia da parte di Silvio
Berlusconi ironizzando sulla fattibilità dell'operazione e definendo
"inesistente" una cordata guidata da suo padre Roberto. E che nel
giorno in cui il babbo spiegava la validità del progetto di rilancio della
Compagnia di Bandiera alleata alla pari con Air France, se n'è uscito con la
solita cantilena della sinistra piena di rimpianto per la mancata svendita
alla stessa Air France. Insomma, è vero tutto. Soprattutto che Matteo un po' ci
fa ed un po' c'è (altrimenti il capostipite lo avrebbe informato e allertato a
non dire cazzate). Ma nessuno pensi che corre il rischio di essere diseredato.
In fondo siamo in Italia. E da noi anche per i "capitani coraggiosi"
vale la regola dell' "ogni scarrafone è bello a papà sojo".
( da "Voce d'Italia, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Corrado
Passera: "Questo e' un piano serio, molto solido"
Alitalia: firmato il decreto di nomina commissario per Fantozzi Richiesta
l' ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria Milano, 30 ago. -
Alitalia ha richiesto 'l'ammissione alla procedura di amministrazione
straordinaria'. La notizia è data proprio da Alitalia in un
comunicato stampa, che afferma che "l'istanza di ammissione è stata
motivata e corredata di idonea documentazione". Intanto la compagnia ha
presentato al Tribunale di Roma il ricorso per la dichiarazione dello stato di
insolvenza. In una nota, l'azienda ha comunicato anche i conti del Gruppo. Le
disponibilità ed i crediti finanziari a breve, sempre al 31 luglio 2008, a livello
Gruppo ed Alitalia, risultano pari rispettivamente a
314 e 338 milioni di euro. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha
firmato il decreto di nomina del commissario straordinario di Alitalia. Augusto Fantozzi. "Spero che risulterà chiaro
a tutti che questo è un piano serio, molto solido, difficile, molto impegnativo
che comporta impegni di lungo periodo ma in grado di ristrutturare e rilanciare
Alitalia": sono queste le Parole di Corrado
Passera, di Intesa SanPaolo. Intanto Fabio Pirotta, portavoce del commissario
Ue ai Trasporti Antonio Tajani, riferisce come la Commissione europea abbia
ricevuto notifica del decreto legge finalizzato alla ristrutturazione delle
aziende di rilievo, in questo caso relativo ad Alitalia.
Martina Saldi.
( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Con questo slogan
undici centraliniste dell'ospedale di Legnano, licenziate perche' il servizio
sara' affidato ad un altro call center, hanno deciso di attuare una singolare
forma di protesta: mettersi all'asta su You Tube. Le offerte piu' gradite
saranno quelle di un posto di lavoro
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lasciano in mutande, ci toglieremo anche quelle'' Guarda il video della
protesta Con questo slogan undici centraliniste dell'ospedale di Legnano,
licenziate perche' il servizio sara' affidato ad un altro call center, hanno
deciso di attuare una singolare forma di protesta: mettersi all'asta su You
Tube. Le offerte piu' gradite saranno quelle di un posto di lavoro Commenti
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Sondaggi Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo (246 commenti)
Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse" (56
commenti) Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri (52
commenti) Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele
pure" (50 commenti) Gelmini: "Torna il voto in pagella Bocciati con 5
in condotta" (50 commenti) 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La
replica del titolare della gelateria (47 commenti) Piste ciclabili, un percorso
a ostacoli (36 commenti) Bologna in serie A: manda un 'in bocca al lupo' alla
squadra (33 commenti) 15:08:36 - seguito : Poi che la RAI mantenga Mediaset a
causa di implicite limitazioni di fatturato pubblicitar[...] Le immersioni
proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri15:06:29 - Bravo Prodi , la
solidarietà berlusconi se la tenga per lui, sei un signore a dire "
pubblicate quel[...] Berlusconi solidale con Prodi Il Professore:
"Pubblicatele pure"14:59:01 - ... E con ciò?!? E chi se ne frega !!.
Chi li ha invitati, forse lei o quei pochi (per fortuna) rima[...] Indossa il
velo islamico, lasciata fuori dal museo14:56:37 - se foste in grado di leggere
avreste anche letto "con disegni e scritte inequivocabili, uno di essi
[...] 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La replica del titolare della
gelateria14:54:52 - Sara e Madrid o sono 2 troll o provengono da un altro
pianeta buonista del piffero magico, lasciatel[...] Indossa il velo islamico,
lasciata fuori dal museo14:54:00 - Allo SNAI ho puntato 10 euro sulla vittoria
del Bologna, ne ho vinti 100. Non sono diventato ricco, [...] Grande impresa
del Bologna Scrivi il messaggio alla squadra14:47:00 - Sono fallite negli anni
passati fior di compagnie aeree : Panamerican,TWA,Swissair: Sono scomparse
p[...] Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri Accordo
Italia-Libia, che ne pensi?Cosa farà l'Ascoli nella stagione 2008/2009?Cosa
farà l'Ancona nella stagione 2008/2009?Vorresti cambiare l'inno nazionale
italiano?Una donna come vice, sarà un vantaggio per McCain?I sorteggi di
Champions League sono stati favorevoli alle italiane?Scuola, il ministro
Gelmini annuncia il ritorno al voto in pagella, sei d'accordo?Pedonalizzazione
del centro storico a Massa. Cosa ne pensi?Il dibattito troppo acceso sul
federalismo rischia di spaccare l'identità nazionale del nostro
Paese?Braccialetto per i condannati per reati non gravi, sei d'accordo?Caro
scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa
ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio
dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più
povere del 2008?Quale futuro per Alitalia? LA FOTO
DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo
Gerth sono nati a Berlino. Uno ha la pelle bianca, l'altro nera, è un caso
rarissimo. I genitori, Florence Addo-Gerth e Stephan Gerth, presentano con
orgoglio i loro bambini RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001
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Argomenti: Alitalia
Luca Ferri è stato
trovato dal padre in un terreno agricolo in provincia di Forlì-Cesena. Il
ragazzo aveva fatto perdere le proprie tracce dopo la morte di Silvia Zanchi,
la fidanzata con la quale avrebbe dovuto sposarsi
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa GIALLO A SANSEPOLCRO Ragazza strangolata in
casa Il fidanzato trovato impiccato Luca Ferri è stato trovato dal padre in un
terreno agricolo in provincia di Forlì-Cesena. Il ragazzo aveva fatto perdere
le proprie tracce dopo la morte di Silvia Zanchi, la fidanzata con la quale
avrebbe dovuto sposarsi Arezzo, 30 agosto 2008 - è stato trovato impiccato a un
albero, in un terreno agricolo in provincia di Forlì-Cesena, il 26enne Luca
Ferri, il convivente di Silvia Zanchi, la ragazza di 24 anni trovata uccisa
strangolata venerdì 22 agosto nell'abitazione in cui i due vivevano insieme a
San Sepolcro (Arezzo). Il ritrovamento è avvenuto nella tarda mattinata, e a
ritrovare il corpo senza vita di Luca Ferri sarebbe stato il padre. Luca Ferri
si era reso irreperibile dal giorno in cui venne ritrovata uccisa la sua
fidanzata. Si è allontanato a bordo della sua Seat Ibiza rossa, che venne ritrovata
sabato scorso sotto un ponte della E45, nel comune di Verghereto
(Forlì-Cesena). Nell'auto vennero rinvenuti del nastro adesivo e un tubo di
gomma, posizionati in modo tale da far pensare che il giovane abbia tentato di
togliersi la vita con i gas di scarico dell'auto. Da allora gli inquirenti
hanno esteso le ricerche del giovane a tutta la zona compresa tra la provincia
di Arezzo e l'appennino romagnolo. Alcuni testimoni avrebbero visto tra venerdì
e sabato scorsi Luca Ferri aggirarsi nella zona, in stato confusionale. Poi, da
allora, più nessuna traccia. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il
giovane avrebbe ucciso la sua fidanzata a seguito di una lite, e l'omicidio
sarebbe avvenuto giovedì 21, nel pomeriggio. Secondo quanto stabilito dalla polizia,
Silvia Zanchi è stata strangolata con una cintura dei pantaloni. I due erano
andati a convivere da alcuni mesi, ma la loro relazione era vicina alla fine e
Silvia stava pensando di lasciarlo. I funerali della 24enne si sono svolti
mercoledì scorso, nella cattedrale di San Sepolcro. Dopo il ritrovamento del
nastro adesivo e del tubo di gomma nella macchina di Ferri, gli inquirenti
temevano che il giovane, in un modo o nell'altro, avrebbe portato a termine i
suoi propositi suicidi: stamattina il ritrovamento del cadavere del giovane,
che si è tolto la vita impiccandosi a un albero, in una zona non lontana da
dove aveva lasciato la macchina nelle ore successive alla fuga. L'omicidio di
Silvia - L'ultimo saluto Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico:
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basse" (56 commenti) Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di
Giannutri (52 commenti) Berlusconi solidale con Prodi Il Professore:
"Pubblicatele pure" (50 commenti) Gelmini: "Torna il voto in
pagella Bocciati con 5 in condotta" (50 commenti) 'Non ho picchiato nessun
ragazzo Rom' La replica del titolare della gelateria (47 commenti) Piste ciclabili,
un percorso a ostacoli (36 commenti) Bologna in serie A: manda un 'in bocca al
lupo' alla squadra (33 commenti) 15:41:12 - Grandissimi non ho parole adesso un
ottimo difensore e Crespo Marco adesso tocca alla Fiorentina e a[...] Grande
impresa del Bologna Scrivi il messaggio alla squadra15:13:39 - hanno seguito un
corso??? per cosa ??? mimetizzazione e appostamento?? o in maleducazione et
arrogan[...] Sindacati a difesa degli ausiliari: "Il loro lavoro è
legittimo"15:10:02 - Sono anchio del parere di rendere sicure le strade.
Più controlli faranno sicuramente bene. Il punto[...] Notte di controlli:
"Un conducente su due è drogato o ubriaco"15:08:36 - seguito : Poi
che la RAI mantenga Mediaset a causa di implicite limitazioni di fatturato
pubblicitar[...] Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di
Giannutri15:06:29 - Bravo Prodi , la solidarietà berlusconi se la tenga per
lui, sei un signore a dire " pubblicate quel[...] Berlusconi solidale con
Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure"14:59:01 - ... E con ciò?!? E
chi se ne frega !!. Chi li ha invitati, forse lei o quei pochi (per fortuna)
rima[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo14:56:37 - se foste
in grado di leggere avreste anche letto "con disegni e scritte
inequivocabili, uno di essi [...] 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La
replica del titolare della gelateria Accordo Italia-Libia, che ne pensi?Cosa
farà l'Ascoli nella stagione 2008/2009?Cosa farà l'Ancona nella stagione
2008/2009?Vorresti cambiare l'inno nazionale italiano?Una donna come vice, sarà
un vantaggio per McCain?I sorteggi di Champions League sono stati favorevoli
alle italiane?Scuola, il ministro Gelmini annuncia il ritorno al voto in
pagella, sei d'accordo?Pedonalizzazione del centro storico a Massa. Cosa ne
pensi?Il dibattito troppo acceso sul federalismo rischia di spaccare l'identità
nazionale del nostro Paese?Braccialetto per i condannati per reati non gravi,
sei d'accordo?Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale
di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi
patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più
ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Via alla campagna contro l'abbandono degli
animali Arriverà questo inverno una lista degli alberghi e delle strutture
turistiche dove andare in vacanza con il proprio animale: lo ha annunciato oggi
il sottosegretario alla salute Francesca Martini. In Italia i randagi
sono 600mila LEGGI LA NOTIZIA SONDAGGIO: TU COME FAI? RICERCA ANNUNCI Archivio
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( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Test nel Veronese:
al setaccio il popolo delle disco. Dati choc nella prima notte di controlli
medici, su 80 conducenti solo 43 in regola. Giovanardi estende l'esperimento
"
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa SICUREZZA SULLE STRADE Notte di controlli:
"Un conducente su due è drogato o ubriaco" Test nel Veronese: al
setaccio il popolo delle disco. Dati choc nella prima notte di controlli
medici, su 80 conducenti solo 43 in regola. Giovanardi estende l'esperimento
VERONA -SONO un esercito gli automobilisti ubriachi o drogati che guidano,
soprattutto di notte, con grave rischio per se stessi e per gli altri. Ormai
non ci sono dubbi. Lo dice il Dipartimento di medicina preventiva dell'Asl 20
di Verona che in un anno ha sottoposto a test oltre 1.000 conducenti: quasi uno
su due (per la precisione il 47,5%) è risultato positivo all'alcol o alle
sostanze stupefacenti. Se n'è avuta conferma l'altra notte, durante la
presentazione ufficiale, con tanto di sperimentazione, del protocollo di
accertamento e prevenzione Drugs on street, droghe sulle strade, messo a punto
da Giovanni Serpelloni, direttore del Centro politiche antidroga che dipende
dal sottosegretario Carlo Giovanardi, per fermare le stragi: 700 giovani morti
ogni anno nel weekend, 10.000 in 15 anni. LA SPERIMENTAZIONE si è svolta dalla
mezzanotte di venerdì alle 8 di sabato in due aree della provincia di Verona:
la zona di Peschiera del Garda ricca di discoteche, dove era stata collocato
una unità mobile completa di laboratori dell'Asl 20, e il Centro di medicina
preventiva situato in via Germania, al quale affluivano gli automobilisti
fermati dalle pattuglie che presidiavano i dintorni del capoluogo. Impegnate
nell'operazione un centinaio di persone fra polizia, polizia stradale,
carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale, Protezione civile. Due
gruppi cinofili erano stati dislocati a Torricelle e in zona Ghetto,
notoriamente frequentate da tossici e spacciatori. IL BILANCIO, agghiacciante,
è stato illustrato ieri dal prefetto veronese Italia Fortunati, che ha
coordinato le operazioni: gli accertamenti medici hanno interessato 80
conducenti: 11 sono risultati positivi ai test antidroga, 17 all'alcol, 9 al
mix di droga e alcol. Cinquantasei patenti ritirate. In buona sostanza: il 46%
dei conducenti è risultato positivo a droga e alcol mentre il 20,4%, negativo
al test dell'alcol, era positivo al narcotest. "Ricordate Anzio? - ha
detto durante la presentazione dei risultati il professor Serpelloni, che ha
ideato e perfezionato il protocollo all'interno dell'Asl di Verona -. Un
giovane sfuggito al test contro l'ebbrezza, ma sotto l'effetto della coca, ha
ucciso una ragazza incinta. Noi vogliamo che Anzio non si ripeta".
SODDISFATTO dell'efficacia del protocollo il sottosegretario alla presidenza
del Consiglio, Carlo Giovanardi, che conta di proporre il progetto alla
prossima Conferenza Stato-Regioni. "Noi non possiamo imporre alle Regioni
di adottarlo - dice - ma lo mettiamo a disposizione di chi voglia farlo,
ricordando che il ministero ha messo in bilancio per la sicurezza stradale 500
milioni di euro lo scorso anno, ne mette 500 quest'anno e ne metterà altri 500
il prossimo. Il modello sperimentato non porta costi aggiuntivi, perché è
fondato sulla collaborazione tra forze già operative. Pertanto, è un modello
esportabile". Molte città sarebbero pronte ad adottarlo. Il sindaco di
Ravenna, Fabrizio Matteucci, ha già chiesto di sperimentare il test nel proprio
Comune - spiega Giovanardi - perché, come altre zone, il Ravennate è tra quelle
considerate a rischio. Soprattutto la Puglia, che sta facendo oggi i conti con
questo fenomeno. dall'inviato DARIO C. NICOLI Droga o alcol al volante, che
fare? - Giusti i test antidroga sulle strade? Commenti Invia commento Segnala
ad un amico 31/08/2008 09:31 paolo hanno scoperto l'acqua calda....ciao
31/08/2008 09:43 vanny Benissimo Giovanardi, ora se il parlamento rappresenta
gli italiani sarà bene estendere i controlli anche ai nostri parlamentari ed
espellere quelli che si drogano. Non mi piacciono gli autisti che guidano
drogati ma ancor meno i parlamemtari che votano le leggi sotto l'influsso della
droga. 31/08/2008 10:02 Claudio Aspettiamo sempre i controlli sul "popolo
di montecitorio e di palazzo madama",ma sembra che lì non si possa
controllare niente,loro hanno la "privacy" ed il lodo alfano e
l'impunità per tutti loro,i signori della casta. 31/08/2008 10:59 Stefano1
visti i risultati , applaudiamo e sosteniamo l'iniziativa del ministro
giovanardi. l'importante è che vengano presi provvedimenti adeguati, altrimenti
si tratterà di un inutile dispendio di energie. troppe vittime innocenti a
causa della incoscienza di chi guida e della mollezza delle istituzioni.
qualche volta mi è capitato di pensare che dietro la troppa tolleranza dello
stato, ci siano le pressioni di forti lobbi. 31/08/2008 11:39 gabriele o via
vediamo i che succede,facendo cosi'se calano gli incidenti mortali o non.ad
ogni modo per ora rimango sulla mia idea,quella che manca in maniera totale il
rispetto per le regole,e menefreghismo,piu' mancanza di strade,da paese
evoluto..saluti 31/08/2008 13:03 Comitato Sicurezza Stradale "F.
Paglierini" Non possimao che plaudire all'iniziativa del ministro
Giovanardi, al suo impegno e alla costanza che lo contraddistingue in questa
difficilissima guerra, contro le lobby sia fuori che dentro al Parlamento. E ci
auguriamo che la sperimentazione venga estesa e resa abitudinaria in tutte le
province italiane. Ai controlli sulla alterazione psicofisica alla guida,
tuttavia, aggiungiamo urgono anche i controlli e le sanzioni, altrettanto
efficaci, per accrescere l'informazione e ridurre i rischi di insidie e
ostacoli sulle strade da parte dei gestori. Come ha fatto negli ultimi 3-4 anni
la società Autostrade per l'Italia S.p.A.. I cui risultati, seppur ancora in
ritardo su qualche specificità come le situazioni viarie in caso di nebbie,
sono evidenti. 31/08/2008 14:53 yastaman Ci sono troppe persone che tirano il
sasso e nascondono la mano dando la colpa agli altri. Fate le macchine più
lente e resistenti invece di partorire cessi superveloci di vetroresina. Ah già
ma siete culo e camicia con tutti questi industriali fabbricanti di morte.
Alzate la soglia del tasso alcolico, è una barzelletta perdere la patente per
due birre. Se avete bisogno di racimolare qualche soldo vendetevi lo yatch e
andate meno a pxxxxe, politicanti senza valore. 31/08/2008 16:28 alexbz bene!
anzi male...anche se pasteggiare con un buon bicchiere è, in questi tempi di
proibizionismo strisciante, considerato "doping" o stato di
ubriachezza o se (il conducente è albanese o rumeno) nn addirittura coma
etilico...ormai oggi si risolve tutto proibendo il tutto a tutti (x colpa di
qualcuno nn alza + il gomito nessuno) mentre sarebbe ora di alzare il velo di
ipocrisia e cominciare ad affrontare il problema di supercilindrate; di auto
che come bolidi, in mano a neopatentati, svrecciano nelle strade di questo
paese grande come 1 sputo ma percorso da 20 milioni (x difetto?) di
automobilisti... 31/08/2008 16:57 Carmen Cassani Sono favorevolissima ai
controlli sulle strade antidroga e antialcol.In caso di investimento con
decesso è normale e giusto che l'investitore venga arrestato con l'accusa di
omicidio colposo e scontare in maniera produttiva la pena adeguata all'omicidio
commesso sotto l'effetto della droga e/o alcool. Credo che sarebbe molto utile intervenire
fin dalla prima infanzia con poche regole semplici e chiare che portino il
bambino ad abituarsi alle regole e al rispetto verso gli altri. Perchè dalle
scuole elementari oltre al voto in condotta, non inseriscono nelle materie
obbligatorie educazione stradale e del comportamento??A proposito sono
favorevole a fare indossare il grembiule agli studenti così in classe sono
tutti uguali (se vogliono sfoggiare abiti di Armani o altro lo possono fare
fuori dalla scuola). 31/08/2008 17:37 jo Bene, Ora che è stato appurato di
quanta gente guidi sotto l'effetto di alcool e di droghe ci si aspetta una
vigorosa stretta di vite da parte del governo. Visto che con i gestori dei
locali non ci si può accordare si deve prendere un'altra direzione :
l'immediato sequestro del mezzo che diventa proprietà dello Stato. Chi è cotto
non può mettersi alla guida e diventare una mina vagante per le strade. Alla
guida si deve mettere una persona sobria e non un incosciente !!!!! 31/08/2008
17:44 marco quindi? oggi i tifosi del napoli, almeno 5/6 dei quali di sicuro
drogati, hanno 'sequestrato' un treno delle fs, ossia nostro. a verona ci si
accanisce su ogni aspetto mentre a Napoli si può fare qualunque cosa? siamo al
limite! 31/08/2008 19:46 wxyz4 Mezzo secolo fa le persone "per bene"
di giorno lavoravano o studiavano e di notte si riposavano (salvo ovviamente
guardiani notturni, ecc.). Oggi alle 1 di ogni notte il traffico in città è da
ore di punta, e si tratta di gente che sta uscendo, non che torna a casa.
Quelle che una volta si chiamavano porcherie ora sono coperte dal manto
luccicante della "trasgressione". E' ben giusto sanzionare
pesantemente chi si mette al volante pieno di alcool, droga, o anche solo
rincretinito dal frastuono e dalle luci di una discoteca, ma se vogliamo
cominciare a rimettere le cose a posto occorre agire più a fondo: chi il giorno
dopo non rende sul lavoro o a scuola perché ha passato la notte a gozzovigliare
va licenziato o bocciato senza troppi complimenti. 01/09/2008 07:11 gabriele
yastaman,congratulazioni per il suo commento.parole sante.ed sono sorpreso
perche' la redazione l'ha messo dentro.c'e' sempre i quadrini di mezzo,ciaoo
01/09/2008 15:10 Matteo Sono anchio del parere di rendere sicure le strade. Più
controlli faranno sicuramente bene. Il punto è che già l'alcol test risulta
abbastanza variabile, ma comunque giusto, questi controlli sulle droghe sono a
mio parere ingiusti. Premettendo che non esiste in italia il diritto ad
assumere sostanze stupefacenti dobbiamo ragionare se sia giusto oppure no
ritirare la patente a una persona lucida ma che ne abbia fatto uso nei giorni
precedenti. Dobbiamo individuare il pericolo sulle strade giusto?? Quindi
sarebbe giusto ritirare la patente a un autista che ha bevuto alcolici un paio
di giorni prima?? Il problema dell'utilizzo delle sostanze stupefacenti
dovrebbe essere analizzato affondo. A mio parere molti di questi test non
individuino in modo oggettivo "gli incauti al volante" o meglio
sicuramente individueranno la maggior parte di questi ma a farne le spese
saranno sempre "altri". MaTTeo Sono presenti 14 commenti, invia il
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Sondaggi Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo (246 commenti) Domenica
niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse" (56 commenti)
Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri (52 commenti)
Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure" (50
commenti) Gelmini: "Torna il voto in pagella Bocciati con 5 in
condotta" (50 commenti) 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La replica
del titolare della gelateria (47 commenti) Piste ciclabili, un percorso a
ostacoli (36 commenti) Bologna in serie A: manda un 'in bocca al lupo' alla squadra
(33 commenti) 15:08:36 - seguito : Poi che la RAI mantenga Mediaset a causa di
implicite limitazioni di fatturato pubblicitar[...] Le immersioni proibite di
Fini nell'area protetta di Giannutri15:06:29 - Bravo Prodi , la solidarietà
berlusconi se la tenga per lui, sei un signore a dire " pubblicate
quel[...] Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele
pure"14:59:01 - ... E con ciò?!? E chi se ne frega !!. Chi li ha invitati,
forse lei o quei pochi (per fortuna) rima[...] Indossa il velo islamico,
lasciata fuori dal museo14:56:37 - se foste in grado di leggere avreste anche
letto "con disegni e scritte inequivocabili, uno di essi [...] 'Non ho
picchiato nessun ragazzo Rom' La replica del titolare della gelateria14:54:52 -
Sara e Madrid o sono 2 troll o provengono da un altro pianeta buonista del
piffero magico, lasciatel[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal
museo14:54:00 - Allo SNAI ho puntato 10 euro sulla vittoria del Bologna, ne ho
vinti 100. Non sono diventato ricco, [...] Grande impresa del Bologna Scrivi il
messaggio alla squadra14:47:00 - Sono fallite negli anni passati fior di
compagnie aeree : Panamerican,TWA,Swissair: Sono scomparse p[...] Le immersioni
proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri Accordo Italia-Libia, che ne
pensi?Cosa farà l'Ascoli nella stagione 2008/2009?Cosa farà l'Ancona nella
stagione 2008/2009?Vorresti cambiare l'inno nazionale italiano?Una donna come
vice, sarà un vantaggio per McCain?I sorteggi di Champions League sono stati
favorevoli alle italiane?Scuola, il ministro Gelmini annuncia il ritorno al
voto in pagella, sei d'accordo?Pedonalizzazione del centro storico a Massa.
Cosa ne pensi?Il dibattito troppo acceso sul federalismo rischia di spaccare
l'identità nazionale del nostro Paese?Braccialetto per i condannati per reati
non gravi, sei d'accordo?Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i
libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di
Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state
più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Via alla campagna contro l'abbandono degli
animali Arriverà questo inverno una lista degli alberghi e delle strutture
turistiche dove andare in vacanza con il proprio animale: lo ha annunciato oggi
il sottosegretario alla salute Francesca Martini. In Italia i randagi
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( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La confessione
di Victor Diaz Silva è registrata nei verbali, riportati oggi in parte dai
quotidiani. Federica è morta perchè non aveva voluto avere un rapporto
sessuale con il suo assassino
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Scommesse Casa L'ASSASSINIO FEDERICA SQUARISE El Gordo confessa l'omicidio:
"Una voce mi diceva di ucciderla" La confessione di Victor Diaz Silva
è registrata nei verbali, riportati oggi in parte dai quotidiani. Federica è
morta perchè non aveva voluto avere un rapporto sessuale con il suo assassino
Roma, 31 agosto 2008 - Federica Squarise è stata uccisa perchè una voce nella
testa di Victor Diaz Silva, 'El Gordo', gli diceva 'uccidila'. A confessarlo è
stato lo stesso Silva alla polizia catalana: la confessione è registrata nei verbali,
riportati oggi in parte dai quotidiani del gruppo Finegil. Federica è morta a
Lloret De Mar, in Spagna, dove si era recata con una amica per una vacanza: ad
ucciderla è stato 'El Gordo', perchè la ragazza non aveva voluto avere un
rapporto sessuale con lui. "Ci eravamo appartati, l'ho baciata, poi l'ho
toccata, ma lei ha rifiutato il rapporto completo", ha raccontato Silva
alla polizia. Poi, la rabbia e la frustrazione nel rendersi conto che la
giovane padovana avrebbe potuto denunciarlo per violenza sessuale: "Ho
avuto paura di una denuncia - racconta l'uomo - e le ho stretto le mani al
collo. Ho iniziato a stringere". La tragica vacanza di Federica Segnala ad
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gelateria (47 commenti) Piste ciclabili, un percorso a ostacoli (36 commenti)
Bologna in serie A: manda un 'in bocca al lupo' alla squadra (33 commenti)
15:08:36 - seguito : Poi che la RAI mantenga Mediaset a causa di implicite
limitazioni di fatturato pubblicitar[...] Le immersioni proibite di Fini
nell'area protetta di Giannutri15:06:29 - Bravo Prodi , la solidarietà
berlusconi se la tenga per lui, sei un signore a dire " pubblicate
quel[...] Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele
pure"14:59:01 - ... E con ciò?!? E chi se ne frega !!. Chi li ha invitati,
forse lei o quei pochi (per fortuna) rima[...] Indossa il velo islamico,
lasciata fuori dal museo14:56:37 - se foste in grado di leggere avreste anche
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picchiato nessun ragazzo Rom' La replica del titolare della gelateria14:54:52 -
Sara e Madrid o sono 2 troll o provengono da un altro pianeta buonista del
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vinti 100. Non sono diventato ricco, [...] Grande impresa del Bologna Scrivi il
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proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri Accordo Italia-Libia, che ne
pensi?Cosa farà l'Ascoli nella stagione 2008/2009?Cosa farà l'Ancona nella
stagione 2008/2009?Vorresti cambiare l'inno nazionale italiano?Una donna come
vice, sarà un vantaggio per McCain?I sorteggi di Champions League sono stati
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Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state
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( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Sono precipitati da
un'altezza di 200 metri mentre scalavano i torrioni Saragat, nelle montagne del
cuneese al confine con la Francia
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Cuneese Sono precipitati da un'altezza di 200 metri mentre scalavano i torrioni
Saragat, nelle montagne del cuneese al confine con la Francia Segnala ad un
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chi se ne frega !!. Chi li ha invitati, forse lei o quei pochi (per fortuna)
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inequivocabili, uno di essi [...] 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La
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puntato 10 euro sulla vittoria del Bologna, ne ho vinti 100. Non sono diventato
ricco, [...] Grande impresa del Bologna Scrivi il messaggio alla squadra14:47:00
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Panamerican,TWA,Swissair: Sono scomparse p[...] Le immersioni proibite di Fini
nell'area protetta di Giannutri Accordo Italia-Libia, che ne pensi?Cosa farà
l'Ascoli nella stagione 2008/2009?Cosa farà l'Ancona nella stagione
2008/2009?Vorresti cambiare l'inno nazionale italiano?Una donna come vice, sarà
un vantaggio per McCain?I sorteggi di Champions League sono stati favorevoli
alle italiane?Scuola, il ministro Gelmini annuncia il ritorno al voto in
pagella, sei d'accordo?Pedonalizzazione del centro storico a Massa. Cosa ne
pensi?Il dibattito troppo acceso sul federalismo rischia di spaccare l'identità
nazionale del nostro Paese?Braccialetto per i condannati per reati non gravi,
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Argomenti: Alitalia
Dalla riunione
straordinaria di Bruxelles non dovrebbero venire sanzioni ma un monito chiaro
al Cremlino. I temi del vertice dei 27 saranno tre: gli aiuti alla
Georgia, la ricerca di una soluzione politica al conflitto e una riflessione
sui rapporti tra Ue e Russia
"
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Scommesse Casa CRISI IN CAUCASO Summit Ue, toni forti ma niente rottura con
Mosca Berlusconi: "Nessuna sanzione alla Russia" Dalla riunione
straordinaria di Bruxelles non dovrebbero venire sanzioni ma un monito chiaro
al Cremlino. I temi del vertice dei 27 saranno tre: gli aiuti alla Georgia, la
ricerca di una soluzione politica al conflitto e una riflessione sui rapporti
tra Ue e Russia Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email
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basse" (56 commenti) Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di
Giannutri (52 commenti) Berlusconi solidale con Prodi Il Professore:
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ragazzo Rom' La replica del titolare della gelateria (47 commenti) Piste
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'in bocca al lupo' alla squadra (33 commenti) 15:41:12 - Grandissimi non ho
parole adesso un ottimo difensore e Crespo Marco adesso tocca alla Fiorentina e
a[...] Grande impresa del Bologna Scrivi il messaggio alla squadra15:13:39 -
hanno seguito un corso??? per cosa ??? mimetizzazione e appostamento?? o in
maleducazione et arrogan[...] Sindacati a difesa degli ausiliari: "Il loro
lavoro è legittimo"15:10:02 - Sono anchio del parere di rendere sicure le
strade. Più controlli faranno sicuramente bene. Il punto[...] Notte di
controlli: "Un conducente su due è drogato o ubriaco"15:08:36 -
seguito : Poi che la RAI mantenga Mediaset a causa di implicite limitazioni di
fatturato pubblicitar[...] Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di
Giannutri15:06:29 - Bravo Prodi , la solidarietà berlusconi se la tenga per
lui, sei un signore a dire " pubblicate quel[...] Berlusconi solidale con
Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure"14:59:01 - ... E con ciò?!? E
chi se ne frega !!. Chi li ha invitati, forse lei o quei pochi (per fortuna)
rima[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo14:56:37 - se foste
in grado di leggere avreste anche letto "con disegni e scritte
inequivocabili, uno di essi [...] 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La
replica del titolare della gelateria Accordo Italia-Libia, che ne pensi?Cosa
farà l'Ascoli nella stagione 2008/2009?Cosa farà l'Ancona nella stagione
2008/2009?Vorresti cambiare l'inno nazionale italiano?Una donna come vice, sarà
un vantaggio per McCain?I sorteggi di Champions League sono stati favorevoli
alle italiane?Scuola, il ministro Gelmini annuncia il ritorno al voto in
pagella, sei d'accordo?Pedonalizzazione del centro storico a Massa. Cosa ne
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ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre
tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino. Uno ha la pelle
bianca, l'altro nera, è un caso rarissimo. I genitori, Florence Addo-Gerth e
Stephan Gerth, presentano con orgoglio i loro bambini RICERCA ANNUNCI Archivio
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Argomenti: Alitalia
Ne dà notizia il
Sunday Times, che pubblica un documento interno della compagnia low cost come
conferma indiretta delle accuse dei piloti
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Scommesse Casa L'ALLARME I piloti della Ryanair denunciano: "Costretti a
volare col minimo di carburante" Ne dà notizia il Sunday Times, che
pubblica un documento interno della compagnia low cost come conferma indiretta
delle accuse dei piloti Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico:
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ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Cupido allo zoo L'amore supera ogni
ostacolo. Ne sa qualcosa Arava, una tartaruga disabile che per potersi muovere
è stata dotata di una speciale struttura con rotelle. L'esemplare ha comunque
conquistato il cuore di un maschio LEGGI L'ARTICOLO GUARDA LE IMMAGINI RICERCA
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( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La pop star ha
raggiunto un accordo per realizzare un duetto con la cantante americana di
origini arabe Dania Youssef. Il video clip sarà girato a Dubai e sarà sul
mercato agli inizi del prossimo anno
"
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Scommesse Casa LA COLLABORAZIONE Shakira duetterà in arabo "Canterà per
difendere l'Islam" La pop star ha raggiunto un accordo per realizzare un
duetto con la cantante americana di origini arabe Dania Youssef. Il video clip
sarà girato a Dubai e sarà sul mercato agli inizi del prossimo anno Roma, 29
agosto 2008 - La famosa pop star Shakira ha raggiunto un accordo per realizzare
"un duetto" con la cantante americana di origini arabe Dania Youssef.
Il testo della canzona metterà a fuoco la difesa "degli arabi e dell'Islam
per promuovere la pace". Lo scrive stamane il sito web della tv al Arabiya
che riporta quanto annunciato dalla Mbc, una emittente satellitare araba.
Shakira scriverà i versi in lingua inglese. Mentre la parte cantata in lingua
araba sarà scritta e composta dall egiziano Mohammed Saad. "La canzona -
scrive il sito web - cerca di contrastare il pregiudizio dei media occidentali
che vede gli arabi come terroristi", e "promuoverà la diffusione
della cultura della tolleranza che rischia di far estinguere la razza umana a
causa di uno stato di guerra permanente". Il video clip sarà prodotto da
una casa Usa e sarà girato a Dubai negli Emirati arabi Uniti. Secondo l'Mbc, il
video clip sarà sul mercato agli inizi del prossimo anno. Annoverata tra i
principali esponenti del pop latino, Shakira, ha debuttato nel mercato
discografico latinoamericano nel 1991, dominandone la scena per oltre un
decennio. Nel 2001 ha conseguito un successo mondiale con l'album 'Laundry
Service', che ha venduto 30 milioni di copie piazzandosi tra i 100 album più
venduti di sempre. Miguel Bosè e Shakira - 'Si tu no vuelves' Segnala ad un
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Gelmini: "Torna il voto in pagella Bocciati con 5 in condotta" (50
commenti) 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La replica del titolare della
gelateria (47 commenti) Piste ciclabili, un percorso a ostacoli (36 commenti)
Bologna in serie A: manda un 'in bocca al lupo' alla squadra (33 commenti)
15:41:12 - Grandissimi non ho parole adesso un ottimo difensore e Crespo Marco
adesso tocca alla Fiorentina e a[...] Grande impresa del Bologna Scrivi il
messaggio alla squadra15:13:39 - hanno seguito un corso??? per cosa ??? mimetizzazione
e appostamento?? o in maleducazione et arrogan[...] Sindacati a difesa degli
ausiliari: "Il loro lavoro è legittimo"15:10:02 - Sono anchio del
parere di rendere sicure le strade. Più controlli faranno sicuramente bene. Il
punto[...] Notte di controlli: "Un conducente su due è drogato o
ubriaco"15:08:36 - seguito : Poi che la RAI mantenga Mediaset a causa di
implicite limitazioni di fatturato pubblicitar[...] Le immersioni proibite di
Fini nell'area protetta di Giannutri15:06:29 - Bravo Prodi , la solidarietà
berlusconi se la tenga per lui, sei un signore a dire " pubblicate
quel[...] Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele
pure"14:59:01 - ... E con ciò?!? E chi se ne frega !!. Chi li ha invitati,
forse lei o quei pochi (per fortuna) rima[...] Indossa il velo islamico,
lasciata fuori dal museo14:56:37 - se foste in grado di leggere avreste anche
letto "con disegni e scritte inequivocabili, uno di essi [...] 'Non ho
picchiato nessun ragazzo Rom' La replica del titolare della gelateria Accordo
Italia-Libia, che ne pensi?Cosa farà l'Ascoli nella stagione 2008/2009?Cosa
farà l'Ancona nella stagione 2008/2009?Vorresti cambiare l'inno nazionale
italiano?Una donna come vice, sarà un vantaggio per McCain?I sorteggi di
Champions League sono stati favorevoli alle italiane?Scuola, il ministro
Gelmini annuncia il ritorno al voto in pagella, sei d'accordo?Pedonalizzazione
del centro storico a Massa. Cosa ne pensi?Il dibattito troppo acceso sul
federalismo rischia di spaccare l'identità nazionale del nostro
Paese?Braccialetto per i condannati per reati non gravi, sei d'accordo?Caro
scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa
ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio
dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più
povere del 2008?Quale futuro per Alitalia? LA FOTO
DEL GIORNO Le vacanze del 'Boss' Dopo il successo del tour, Bruce Springsteen
si gode un po' di relax in Italia insieme con la moglie Patti e alcuni amici.
La comitiva ha fatto un giro sul lago di Como in motoscafo fino a Laglio per
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( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il costo della vita
ha segnato una crescita del 4%, in discesa rispetto al 4,1 registrato a luglio.
Crollano le vendite al dettaglio, meno 3,4% a giugno: per pane e pasta vendite
a meno 38%
"
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa ISTAT Rallenta l'inflazione, pasta alle stelle
Il costo della vita ha segnato una crescita del 4%, in discesa rispetto al 4,1
registrato a luglio. Crollano le vendite al dettaglio, meno 3,4% a giugno: per
pane e pasta vendite a meno 38% Roma, 29 agosto 2008 - L'inflazione rallenta
lievemente ad agosto ma il prezzo della spesa resta alle stelle. Secondo i dati
preliminari dell'Istat, il costo della vita ha segnato una crescita del 4%, in
discesa rispetto al 4,1 registrato a luglio, quando l'inflazione segnò il
record da giugno 1996. La variazione congiunturale di agosto è stata invece del
+0,1%. Male anche le vendite al dettaglio che, a giugno, crollano del 3,4%. Ma
è il costo dei beni alimentari essenziali a preoccupare: +12,1% per il pane,
+25,6% per la pasta (con un picco del 35,2% per quella di semola di grano
duro), +4,2% per la carne con il bovino che fa segnare un +5,1% mentre il
pollame registra un +4,4%. Per il comparto latte, formaggi e uova, l'Istat
segnala un lieve rallentamento: +8,6% contro l'8,7% di luglio. La frutta balza
del 7,4%. E gli incremento non riguardano solo la tavola. Il costo dei viaggi
in aereo registra un vero e proprio 'boom': +40,7%. Un segnale positivo arriva
invece dai carburanti: il prezzo della verde è sceso del 4,2% mensile per un
incremento tendenziale del 10,6% rispetto al 13,1% registrato a luglio. Il
gasolio segna un calo congiunturale del 4,8% mentre su base annua cresce del
23,9%. Immediata la reazione dei sindacati: il segretario generale della Uil,
Luigi Angeletti, sottolinea che "c'è molta speculazione nel passaggio dal
produttore al consumatore". Il segretario confederale della Cgil, Agostino
Megale, chiede un "misure concrete di sostegno ai consumi e al potere
d'acquisto dei salari per migliorare le condizioni delle famiglie". In
allarme anche i consumatori che stimano una stangata annua da 565 euro a
famiglia per il comparto alimentare e rilanciano lo 'sciopero della pagnotta'
per il 18 settembre. Ma la categoria dei panificatori si difende e parla di
"inversione di tendenza" e di prezzo ormai "stabilizzato".
Anche il governo si fa sentire. Il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola
promette un aumento della sorveglianza sui prezzi e ricorda di avere già
programmato un incontro per il 10 settembre con l'industria molitoria.
"Con la Guardia di Finanza - annuncia - verrà poi definito il programma di
ispezioni di settembre e ottobre, anche per seguire il processo di formazione
dei prezzi del settore cerealicolo". Una ricetta contro il caro-cibo è
proposta dalla Coldiretti che suggerisce di scegliere i prodotti locali e di
stagione, risparmiando così sui costi di trasporto della merce. Sempre alla
Coldiretti ribadisce l'idea di creare i 'farmers market' (mercato esclusivo
degli agricoltori) per combattere il caro prezzi con la vendita diretta e senza
intermediazioni dei prodotti alimentari. Carovita, di chi è la colpa? Segnala
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il velo islamico, lasciata fuori dal museo (246 commenti) Domenica niente gol
in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse" (56 commenti) Le
immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri (52 commenti)
Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure" (50
commenti) Gelmini: "Torna il voto in pagella Bocciati con 5 in
condotta" (50 commenti) 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La replica
del titolare della gelateria (47 commenti) Piste ciclabili, un percorso a
ostacoli (36 commenti) Bologna in serie A: manda un 'in bocca al lupo' alla
squadra (33 commenti) 15:41:12 - Grandissimi non ho parole adesso un ottimo
difensore e Crespo Marco adesso tocca alla Fiorentina e a[...] Grande impresa
del Bologna Scrivi il messaggio alla squadra15:13:39 - hanno seguito un
corso??? per cosa ??? mimetizzazione e appostamento?? o in maleducazione et
arrogan[...] Sindacati a difesa degli ausiliari: "Il loro lavoro è
legittimo"15:10:02 - Sono anchio del parere di rendere sicure le strade.
Più controlli faranno sicuramente bene. Il punto[...] Notte di controlli:
"Un conducente su due è drogato o ubriaco"15:08:36 - seguito : Poi
che la RAI mantenga Mediaset a causa di implicite limitazioni di fatturato
pubblicitar[...] Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di
Giannutri15:06:29 - Bravo Prodi , la solidarietà berlusconi se la tenga per
lui, sei un signore a dire " pubblicate quel[...] Berlusconi solidale con
Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure"14:59:01 - ... E con ciò?!? E
chi se ne frega !!. Chi li ha invitati, forse lei o quei pochi (per fortuna)
rima[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo14:56:37 - se foste
in grado di leggere avreste anche letto "con disegni e scritte inequivocabili,
uno di essi [...] 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La replica del titolare
della gelateria Accordo Italia-Libia, che ne pensi?Cosa farà l'Ascoli nella
stagione 2008/2009?Cosa farà l'Ancona nella stagione 2008/2009?Vorresti
cambiare l'inno nazionale italiano?Una donna come vice, sarà un vantaggio per
McCain?I sorteggi di Champions League sono stati favorevoli alle
italiane?Scuola, il ministro Gelmini annuncia il ritorno al voto in pagella,
sei d'accordo?Pedonalizzazione del centro storico a Massa. Cosa ne pensi?Il
dibattito troppo acceso sul federalismo rischia di spaccare l'identità
nazionale del nostro Paese?Braccialetto per i condannati per reati non gravi,
sei d'accordo?Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale
di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi
patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più
ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Quante sono le intercettazioni in Italia Il
consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno
possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica
amministrazione RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003
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( da "Tempo, Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa il piano di
salvataggio Sacconi: per Alitalia è
l'ultimo slot Il piano di salvataggio è per Alitalia
"l'ultima possibilità, l'ultimo slot per il decollo della nostra compagnia
di bandiera". Alla vigilia dell'apertura della trattativa con i sindacati
sul piano Alitalia, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi mette in chiaro che la
situazione non concede al governo ampi margini di manovra. Non è un
ultimatum ai sindacati ma il messaggio è chiaro: se questa volta qualcuno
impedisce l'applicazione del piano di salvataggio il rischio è che salti tutto
e il fallimento della compagnia sarà inevitabile. Ci sono, dice, "tutte le
condizioni per una soluzione robusta dal punto di vista imprenditoriale e del
progetto industriale" dice Sacconi sottolineando che gli esuberi "non
saranno oltre i cinquemila e potrebbero essere anche meno". Si apre in
salita la trattativa. I sindacati oggi chiederanno al governo di fare un passo
indietro nel percorso avviato per il salvataggio di Alitalia.
Sosterranno l'esigenza di riaprire il dossier del Piano Fenice, chiuso prima di
discuterne i contenuti con i rappresentanti dei lavoratori, e giudicato dalle
sigle troppo debole per aprire la strada ad un percorso di rilancio che
giustifichi l'alto prezzo da pagare in posti di lavoro. Solo di fronte ad una
strategia industriale convincente, avvertono le sigle, ci sarà poi la
disponibilità a parlare di esuberi e ammortizzatori sociali. Aprire un
confronto che non sia spalle al muro non sarà facile. è chiara la posizione del
governo: la soluzione trovata è "l'unica scelta possibile", come
alternativa "c'era solo il fallimento". Il presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi lo ha sottolineato giovedì, dopo il decreto che ha ritoccato
la procedura prefallimentare dell'amministrazione controllata spianando la
strada al piano dell'advisor Intesa Sanpaolo: il commissario, nominato venerdì
scorso, ha ora poteri adeguati per cedere in tempi stretti gli asset operativi
di Alitalia ad una newco, che può contare sulla
cordata di 16 investitori italiani destinata a crescere, e che creerà la
"nuova Alitalia" integrando anche Air One.
Il compito più difficile sarà poi quello di gestire quel che resta della
"vecchia" compagnia: esuberi, debiti, asset da liquidare, azionisti e
obbligazionisti da indennizzare. Oggi il tavolo governo-sindacati verrà aperto,
presso la sede del ministero del Lavoro di via Flavia, con una relazione del
neocommissario straordinario di Alitalia Augusto
Fantozzi. Il confronto con le nove sigle sindacali sarà "a tutto
campo" - ha preannunciato il ministero -, non solo sui temi del lavoro ma
con tutti i ministri interessati ai diversi aspetti dell'operazione:
l'azionista di controllo di Alitalia, il ministro
dell'Economia Giulio Tremonti; per i Trasporti, Altero Matteoli; per lo Sviluppo
economico, Claudio Scajola; e per il Lavoro, Maurizio Sacconi. I sindacati sono
"abbastanza delusi", dice il leader dei piloti, il presidente
dell'Anpac Fabio Berti, "perchè - spiega - ci aspettavano un confronto
preventivo per discutere le linee strategiche del piano". L'Anpac sarà al
tavolo con "lo spirito di affrontare i temi industriali, e di non parlare
di esuberi fino a quando non sarà di fronte ad un percorso che possa portare ad
un risanamento effettivo". Al contrario "di fronte di un piano non
condiviso, e che a nostro giudizio possa pregiudicare le prospettive di
rilancio, le reazioni saranno durissime". La UilTrasporti garantisce
"uno spirito costruttivo". "Vogliamo conoscere il progetto, e
speriamo che sia un piano coerente", dice il segretario nazionale Marco
Veneziani. "E solo successivamente parleremo degli esuberi, che
auspichiamo siano molto meno di quelli che si leggono da indiscrezioni".
Andranno gestiti "insieme al sindacato, e va chiarito che nessuno deve
restare a terra".
( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La compagnia di
bandiera ha presentato ricorso per lo stato di insolvenza al tribunale di Roma.
Il consiglio d'amministrazione ha chiesto l'ammissione alla procedura di
amministrazione straordinaria
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Berlusconi nomina Augusto Fantozzi La compagnia di bandiera ha presentato
ricorso per lo stato di insolvenza al tribunale di Roma. Il consiglio
d'amministrazione ha chiesto l'ammissione alla procedura di amministrazione
straordinaria Roma, 29 agosto 2008 - Il cda di Alitalia ha dichiarato lo stato di insolvenza della compagnia e chiesto
l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria. In una nota al
termine del consiglio di amministrazione la società spiega che "Alitalia ha richiesto, in conformità alle determinazioni assunte in data
odierna dal consiglio di cmministrazione della ompagnia, l'ammissione
alla procedura di amministrazione straordinaria di cui alla Legge 18 febbraio
2004, numero 39 e successive modificazioni, da ultimo con il decreto legge 28
agosto 2008,n.134". L'istanza di ammissione è stata motivata e corredata
di idonea documentazione. Contestualmente, come previsto dalla citata
normativa, Alitalia ha presentato ricorso per la
dichiarazione dello stato di insolvenza al Tribunale di Roma. LA NOMINA Il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a quanto si apprende, ha firmato
il decreto di nomina di Augusto Fantozzi a commissario straordinario di Alitalia. Passera: "Senza l'accordo con i sindacati non
si parte" - Berlusconi: "Non peserà sui contribuenti" - Air
France pronta a rilevare quota di minoranzaQuale futuro per Alitalia?
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commenti) Gelmini: "Torna il voto in pagella Bocciati con 5 in
condotta" (51 commenti) Berlusconi solidale con Prodi Il Professore:
"Pubblicatele pure" (50 commenti) 'Non ho picchiato nessun ragazzo
Rom' La replica del titolare della gelateria (47 commenti) Piste ciclabili, un
percorso a ostacoli (36 commenti) Bologna in serie A: manda un 'in bocca al
lupo' alla squadra (33 commenti) 17:33:57 - Caro Direttore, io sono un tifoso
del Bologna, ho visto la partita ed ho esultato; ma non è per ques[...] La vera
lezione del Bologna al Milan17:32:00 - Vergogna. I diritti vanno bene, ma un
minimo di rispetto pr gli altri mai?[...] Scavi chiusi per assemblea sindacale
Turisti in attesa per due ore: una vergogna mondiale17:30:36 - ... che
emozione. Il grande piccolo (a detta di altri)bologna ha sbancato San Siro. Non
ci volevo cr[...] Grande impresa del Bologna Scrivi il messaggio alla
squadra17:20:36 - ci sono tanti altri lavori che gli ausiliari del traffico
possono fare suggerisco di reintegrarli co[...] Sindacati a difesa degli
ausiliari: "Il loro lavoro è legittimo"17:01:59 - Ovvero: lo Stato
Italiano paga alla Libia l'autostrada. In cambio la Libia dara' condizioni di
favor[...] Gheddafi: "Per l'Italia priorità per petrolio, gas e
investimenti"16:52:24 - Bravissima Ministro Gelmini! Si potrebbe titolare
"Ritorno al futuro"![...] Gelmini: "Torna il voto in pagella
Bocciati con 5 in condotta"16:49:16 - Se gli ausiliari venissero
utilizzati per far rispettare regole prioritarie come la precedenza ai pe[...]
Sindacati a difesa degli ausiliari: "Il loro lavoro è legittimo"
Tifosi violenti, sei favorevole allo stop delle trasferte?Accordo Italia-Libia,
che ne pensi?Cosa farà l'Ascoli nella stagione 2008/2009?Cosa farà l'Ancona
nella stagione 2008/2009?Vorresti cambiare l'inno nazionale italiano?Una donna
come vice, sarà un vantaggio per McCain?I sorteggi di Champions League sono
stati favorevoli alle italiane?Scuola, il ministro Gelmini annuncia il ritorno
al voto in pagella, sei d'accordo?Pedonalizzazione del centro storico a Massa.
Cosa ne pensi?Il dibattito troppo acceso sul federalismo rischia di spaccare
l'identità nazionale del nostro Paese?Braccialetto per i condannati per reati
non gravi, sei d'accordo?Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i
libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di
Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state
più ricche o più povere del 2008? LA FOTO DEL GIORNO Quante sono le
intercettazioni in Italia Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl.
Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche
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( da "Stampa, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Alberto Bisin
Vertice con i sindacati ALITALIA, STATO E MERCATO Il presupposto concettuale di
ogni dibattito di politica economica è la contrapposizione tra Stato e mercato.
Sotto quali condizioni è auspicabile l'intervento dello Stato in una economia
di mercato? Una risposta corretta a questa domanda non può essere puramente
dettata da considerazioni ideologiche astratte: non può infatti prescindere
dalle condizioni strutturali del sistema economico. In una economia in cui i
salari siano determinati in un mercato del lavoro competitivo e in cui
l'istruzione e la sanità siano privati, forme di assicurazione sociale pubblica
sarebbero in generale desiderabili, e spesso necessarie. In una economia
socialista sarebbe invece generalmente vero l'opposto. In Italia il dibattito
su Stato e mercato è meno ideologico di quanto ci si potrebbe aspettare. Lo
stesso trucchetto retorico, infatti, falsa gli argomenti sia a destra sia a
sinistra. La sinistra alternativa e quella di governo concordano sulla
"morte del pensiero unico monetarista e liberista". Critiche al
"neoliberismo estremista", al "fondamentalismo di mercato",
hanno fornito supporto, a sinistra come a destra, a politiche protezionistiche
nei confronti di prodotti cinesi e a politiche industriali di intervento a
difesa dell'"italianità" di banche e imprese. Nel mercato del lavoro,
poi, a ogni accenno alla liberalizzazione dei contratti si prefigura un mondo
neoliberista popolato da soli precari indigenti. Il trucchetto retorico è ovvio
(e anche poco sofisticato): si critica una posizione estrema e irragionevole e
si ricavano da questa critica conclusioni che riguardano questioni di politica
economica specifiche hic et nunc, in Italia oggi. Ma in Italia oggi è difficile
trovare un neoliberista estremista, di quelli che "il mercato funziona
comunque e ovunque". Ma soprattutto, in Italia oggi, non si può proprio
dire che tutto sia libero mercato e concorrenza perfetta: i salari sono per la
maggior parte determinati a mezzo di contrattazione centralizzata, con minima
considerazione per le differenze di produttività e di potere d'acquisto,
l'istruzione è pubblica, la sanità è pubblica (così pubblica che i primari
ospedalieri sono spesso espressione della politica, così come gli imprenditori
le cui case di cura sono convenzionate col sistema sanitario), le banche e i
mercati finanziari si stanno solo ora aprendo alla concorrenza (ma non i fondi
pensione), rendite monopolistiche sono liberamente offerte all'imprenditoria
privata (dalle tariffe autostradali ai canoni demaniali sulle spiagge), e così
via. Ma proprio per questo il trucchetto retorico di criticare una posizione
estrema e inesistente è necessario. Addirittura Giulio Tremonti, mente economica
della PdL e ora ministro dell'Economia, conia con successo il termine
"mercatismo" per definire il nemico intellettuale da criticare (in La
paura e la speranza, Mondadori, 2008). E naturalmente ricava da questa critica
supporto a politiche economiche "colbertiste" di protezionismo
mercantile. Data la qualità del dibattito su Stato e mercato in Italia, non è
poi sorprendente che la politica economica sia caratterizzata da una mancanza
di rispetto (ma vorrei dire di comprensione) per il funzionamento dell'economia
di mercato. Il caso Alitalia è oggi
ovviamente sintomatico (ma lo stesso si potrebbe dire del caso Telecom in
passato). Alitalia ha perso più di due miliardi di euro in quattro anni (dai dati
di bilancio 2004-2007) offrendo ai propri dipendenti (incluso il management)
condizioni notevolmente favorevoli rispetto a quelle di mercato. In
questo contesto il governo si adopera per un piano di salvataggio che prevede
la copertura a carico del bilancio dello Stato delle perdite passate e di
quelle che sono in effetti perdite future (il costo degli esuberi) e
l'elargizione di eventuali profitti futuri a imprenditori privati, scelti
secondo procedure non certo degne di un mercato dei capitali trasparente. Sarà
anche colbertismo, ma non è diverso dal buon vecchio statalismo. Non solo, ma i
profitti futuri agli imprenditori privati sono in qualche forma garantiti da
rendite monopolistiche; cioè a scapito dei consumatori che pagheranno tariffe
aeree più elevate. Si annulla infatti la concorrenza tra Alitalia
e AirOne e si parla della chiusura dell'aeroporto di Milano-Linate per blindare
la rotta Milano-Roma dalle compagnie straniere. Tutto questo è per giunta
realizzato modificando con grave precedente la disciplina antitrust e in
disprezzo della normativa europea. È davvero "fondamentalismo di
mercato" sostenere una trasparente liquidazione fallimentare di un'azienda
quotata in Borsa?.