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DOSSIER “ALITALIA”

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- Il presidente della newco intervistato dal «Financial Times». Alitalia, Colaninno "gela" i sindacati: «L'alternativa al piano è il fallimento». 1

Al via il tavolo con il governo, ma «non ci sarà normale trattativa». Epifani: «Discutere di progetto industriale». 1

- L'affondo di Epifani "Il piano va cambiato" Il leader Cgil al governo: "Serve una trattativa vera. Le regole siano uguali per tutti"  "Quando Prodi approvò le norme pro labour Confindustria si fece sentire" di ROBERTO MANIA (La Repubblica 1-9-08) 1

- «La nuova Alitalia? Né a destra né a sinistra». «Da sempre ci muoviamo così senza badare al colore della coalizione che governa il Paese — dice l'amministratore delegato di Banca Intesa Sanpaolo —. (Il Corriere della sera 1-9-08) 1

 


Il presidente della newco intervistato dal «Financial Times». Alitalia, Colaninno "gela" i sindacati: «L'alternativa al piano è il fallimento»

Al via il tavolo con il governo, ma «non ci sarà normale trattativa». Epifani: «Discutere di progetto industriale»

 

ROMA - «L'auspicio è quello di trovarci di fronte a una trattativa vera» aveva detto Franco Nasso, segretario generale della Filt-Cgil in vista dell'apertura, lunedì pomeriggio, del tavolo tra governo e sindacati sul piano di salvataggio per Alitalia. Ma a poche ore dall'incontro arriva una "doccia fredda" Roberto Colaninno, presidente della newco Compagnia aerea italiana. In un’intervista al Financial Times il presidente di Immsi ha detto che non ci potrà essere una «normale trattativa» e che i sindacati «devono capire che l’alternativa è il fallimento». Interpellato sulla possibilità di resistenze ai tagli dell’organico e a rinegoziazioni contrattuali, il manager avverte che gli attuali contratti di lavoro dei dipendenti Alitalia non sono più validi. Guardando al compito che lo attende parla di «una sfida molto eccitante. Mi piace molto, questo fa parte della mia personalità». Secondo il quotidiano britannico il manager italiano, 65 anni, è uno «specialista dei rilanci», con importanti precedenti in Olivetti e in Piaggio. Guardando alla situazione generale del Paese, Colaninno dice che «è ora di finirla di piangerci addosso e metterci a fare qualcosa: smettiamola di discutere al bar per non fare nulla. Se non faremo così, il futuro dell’Italia sarà molto cupo».

«CONFRONTO VERO» - Molto distante la posizione del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che in un'intervista all'Unità sottolinea che quello con il governo «deve essere un confronto vero sul piano industriale, non un prendere o lasciare. Se non fosse così non ci sarebbe il nostro consenso» avverte. «La nostra posizione è chiara - dice il leader della Cgil -. Non siamo disposti a discutere di esuberi se non si discute di piano industriale. Solo dopo aver convenuto su questi punti è possibile affrontare il tema organici. Passera dice che è fondamentale l'accordo con il sindacato? Bene. Ma questo significa confrontarsi con le nostre opinioni». Quanto la piano di salvataggio, «la mia opinione - dice Epifani - è che questa cordata, sulla quale Passera stava lavorando da tempo e per la quale il governo ha cambiato in corsa le regole, sia formata da imprenditori che, per una parte, hanno altri interessi (penso a quelli che operano nell'edilizia o nel campo delle concessioni pubbliche) e per l'altra puntano sul guadagno finanziario». E «se gli azionisti non si concentrano sul cuore dell'attività c'è il rischio di fallire nell'intento». Un interesse industriale «allo stato non è visibile».

 


L'affondo di Epifani "Il piano va cambiato" Il leader Cgil al governo: "Serve una trattativa vera. Le regole siano uguali per tutti"
"Quando Prodi approvò le norme pro labour Confindustria si fece sentire" di ROBERTO MANIA (La Repubblica 1-9-08)

 

ROMA - Nessun ultimatum. Come sempre Guglielmo Epifani usa i toni pacati, ma è altrettanto netta la sua strategia per affrontare una partita decisiva anche per il futuro del sindacato: l'ultima crisi dell'Alitalia con le nuove regole del gioco approvate dal governo Berlusconi, con la cordata di imprenditori italiani guidata da Roberto Colaninno e benedetta dalla Confindustria. E con i sindacati considerati i primi responsabili del mancato accordo con Air France.

Appena tornato da Denver, dove ospite dei sindacati americani ha partecipato all'incoronazione di Barack Obama, Epifani ha fatto il punto con la delegazione della Cgil che da oggi affronterà al ministero del Lavoro il negoziato per l'Alitalia. "Non possiamo accettare la logica del prendere o lasciare", ha detto il leader della Cgil impostando la trattativa. E sarà questa la risposta che arriverà al tavolo di Via Flavia anche all'advisor Corrado Passera per il quale senza l'accordo con il sindacato il progetto per la Nuova Alitalia rientrerà nel cassetto.

Le regole di una trattativa, per la Cgil, restano quelle di sempre. Anche se l'Alitalia è fallita, anche se il suo commissariamento è del tutto anomalo, anche se sulla carta c'è già una nuova compagnia, anche, infine, se è difficile immaginare un'alternativa che non sia baratro per i ventimila dipendenti della Magliana. "Bisogna negoziare. Ci vuole una trattativa vera", ha insistito Epifani. "Aprire un confronto a partire dal piano industriale". Poi ci sarà la gestione degli esuberi.

Ma c'è anche un altro fronte che ora interessa l'Alitalia e che domani potrà riguardare qualsiasi altra impresa in difficoltà: la possibilità di cedere rami d'azienda e anche di singoli lavoratori a un'altra società. "Nel decreto del governo - è allora la tesi di Epifani - ci sono problemi seri. Va rimesso a posto, cambiato". Perché il rischio è che di fronte a una fase di difficoltà un'azienda possa disfarsi di alcuni pezzi. È una questione che la Cgil ha già osteggiato all'epoca della legge Biagi.

Insomma la Cgil punta a un confronto a tutto campo: capire, da una parte, se l'obiettivo rilanciare l'Alitalia oppure ridimensionarla a un vettore regionale con scarse prospettive sul terreno della competitività e chiarire, dall'altra, tutte le implicazioni del decreto che ha fissato le nuove procedure fallimentari.

Ragionamento che vale anche per gli ammortizzatori sociali. Perché se per gli esuberi dell'Alitalia sarà possibile ricevere per quattro anni l'indennità di cassa integrazione e per tre, senza alcuna interruzione, quella di mobilità, indipendentemente dall'età e dalla regione di residenza, questo dovrà essere possibile per tutti gli altri lavoratori. "Le regole - sostiene Epifani - devono essere uguali per tutti".

Sul negoziato peserà, indirettamente, pure il ruolo degli industriali, quelli che hanno dato vita alla cordata, ma non solo. "Il loro atteggiamento - ha sostenuto Epifani - non mi stupisce. Conosco bene gli industriali italiani. In quella cordata c'è chi ci si è messo per una sfida, come Colaninno, ma pure chi lo fa visibilmente per altri fini (penso ai costruttori o agli assicuratori) e chi ancora con qualche conflitto di interesse (Benetton tra tutti).

E invece il successo di un'azienda, come insegnano i rilanci di Fiat e Piaggio, dipende proprio dalla concentrazione sul core business". Né si può dire che "le regole del gioco le fissa le politica e l'imprenditore si adegua". "Perché quando il centrosinistra ha approvato alcune norme pro labour la Confindustria si è fatta sentire, ha protestato. Eccome". Ecco, la Confindustria di Emma Marcegaglia, il cui gruppo è entrato nel capitale della Compagnia aerea italiana, e con la quale da domani si riparlerà della riforma dei contratti.

Ed è una critica forte quella che Epifani ha rivelato ai suoi: "Colpisce la disinvoltura della Confindustria rispetto al tema dei conflitti di interesse, delle leggi ad hoc. Mi pare più "adattabile", meno ferma sui principi di fondo rispetto a poco tempo fa".
(1 settembre 2008)


 

«La nuova Alitalia? Né a destra né a sinistra». «Da sempre ci muoviamo così senza badare al colore della coalizione che governa il Paese — dice l'amministratore delegato di Banca Intesa Sanpaolo —. (Il Corriere della sera 1-9-08)

 

Chi sia il presidente del Consiglio e quale la maggioranza che lo sostiene, al fine delle nostre decisioni è irrilevante. Anche al governo Prodi abbiamo offerto la nostra collaborazione sul dossier Alitalia, ma non si sono create le condizioni».

MILANO - «E' un piano serio, è un piano che può permettere ad Alitalia di tornare a competere e crescere sul mercato. E' un piano difficile, perché difficilissima è la situazione in cui si trova Alitalia. Non è paragonabile al piano di Air France, perché quest'ultimo faceva scomparire Alitalia come azienda autonoma e comunque era prima della crisi del petrolio che ha fatto fallire decine di linee aeree e che la Iata definisce paragonabile a quella post 11 settembre. Anche il presidente di Air France, Spinetta, mi ha confermato che la loro proposta sarebbe stata del tutto inadeguata a risanare Alitalia alla luce degli eventi successivi. In ogni caso se ci saranno offerte migliori il commissario le valuterà sicuramente».
Ma cosa qualifica il piano rispetto alle precedenti ipotesi?
«Il raggiungimento, grazie ad AirOne, di una dimensione sufficiente per il rilancio del vettore sul mercato non solo domestico, ma anche internazionale. La produttività e un servizio che saranno in linea con i migliori concorrenti. Il completo rinnovo della flotta unito al ridisegno del network per soddisfare le esigenze del mercato italiano. E poi una grande alleanza internazionale».
Eppure la critica che vi viene rivolta è di far arretrare la cultura di mercato.
«Al contrario, è un piano di mercato ed è finalmente una privatizzazione di Alitalia da tanti anni tentata e mai riuscita. Credo nel libero mercato e credo di aver contribuito allo sviluppo della concorrenza sia ai tempi della telefonia mobile, che alle poste, che in banca. Se oggi l'Italia ha due banche tra le prime del mondo è grazie alla formidabile iniezione di concorrenza che si è saputo introdurre nel settore. Privatizzazioni e liberalizzazioni che hanno portato al consolidamento, alla crescita e a uno standard di innovazione mai viste precedentemente».
Ammetterà che il rilancio dell'Alitalia avviene però sotto il segno della cultura dei campioni nazionali e della deroga alle norme antitrust.
«Ogni settore ha le sue regole del gioco e non esistono schemi di privatizzazione validi per tutti. Ogni grande compagnia europea è prima di tutto campione nazionale a casa propria, con posizioni dominanti che arrivano in qualche caso al 90%, come in Francia. La nuova Alitalia arriverà a meno del 60% ed in ogni caso l'Antitrust vigilerà. Se poi lei si riferisce alla tratta Roma-Milano il vero concorrente è il treno che in un paio di anni potrà raggiungere anche il 50% del mercato».
Il rischio però è che si tratti di una privatizzazione pagata dai consumatori.
«Non sarà così. Il nostro piano è nell'interesse sia dei consumatori sia dei cittadini. E' nell'interesse dei consumatori perché migliora il servizio e aumenta l'efficienza. Tiene conto anche degli interessi della comunità nazionale. Salvaguardare l'italianità della compagnia di bandiera serve a rafforzare le chance dell'Italia in campo turistico e renderla più aperta agli scambi e all'internazionalizzazione. Sono valori economici anche questi».
Italianità? Ma Air France o Lufthansa o British Airways potrebbero fare un calcolo di questo tipo: mettiamo un piede dentro pagando solo il 10% e poi domani facciamo il colpo dando un po' di soldi agli imprenditori e ci prendiamo tutto. Nel frattempo il "lavoro sporco" lo avranno fatto gli italiani. Qualcuno è arrivato a evocare il paragone con l'ingresso di Telefonica in Telco.
«A parte che l'operazione Telefonica- Telco aveva ed ha una sua logica di cui non ha senso parlare in questa sede, il paragone è comunque sbagliato. La stragrande maggioranza del capitale di Alitalia resterà in mani italiane e tutti gli azionisti hanno accettato di vincolarsi per cinque anni. Noi abbiamo creato le condizioni perché nel 2013 arrivi una compagnia tricolore viva, più efficiente, più competitiva. A seconda di come sarà l'industria del volo allora sarà possibile tracciare il miglior futuro per questa compagnia».
Si dice che gli imprenditori che sono entrati in Alitalia hanno realizzato una sorta di scambio con la politica. Eugenio Scalfari lo chiama "imbroglio". Puntano una fiche sugli aerei ma intanto ricavano migliori condizioni nelle concessioni autostradali, fanno il pieno dei lavori dell'Expo e godono di tanta tanta benevolenza governativa.
«E' una insinuazione sbagliata, pregiudiziale e non vera. Tutti gli azionisti hanno esaminato con grande attenzione il piano ed hanno deciso di investire perché lo apprezzavano come imprenditori e per i risultati economici che si propone di raggiungere. Certamente tutti hanno dato importanza anche al fatto di poter contribuire ad un progetto utile per il nostro Paese, ma la valutazione fondamentale è stata per tutti di tipo imprenditoriale. Guardando la lista di investitori, la maggioranza non ha neanche rapporti con il mondo pubblico».
Ma la figura di Roberto Colaninno primus inter pares non rischia di compromettere l'equilibrio della compagine azionaria?
«Tutti si sono riconosciuti nella scelta di nominare Colaninno presidente e Sabelli amministratore delegato. Sabelli ha condiviso fin dall'inizio le scelte del piano e ha contribuito alla sua messa a punto. Quando anche Colaninno si è aggiunto alla squadra si è potuto riformare un tandem che ha già conseguito grandi risultati in altre operazioni. Contiamo poi sul contributo di tutti gli azionisti e, in particolare, saranno importanti la competenza e le professionalità apportate da Carlo Toto. Senza AirOne l'operazione non sarebbe stata possibile e non avremmo le dimensioni necessarie, gli aerei, la quota di mercato per riuscire».
Quale sarà il ruolo di Intesa?
«Nelle ultime settimane abbiamo svolto un ruolo strategico di pianificazione e coordinamento del progetto. A questa prima conclusione positiva si è arrivati innanzitutto grazie all'impegno di Gaetano Micciché e del suo gruppo di lavoro e poi di tutti gli imprenditori che hanno creduto in questo progetto. Ora come Intesa Sanpaolo assumiamo il ruolo di azionisti insieme agli altri».
E il dibattito interno al gruppo Intesa Sanpaolo come prosegue? La stampa ha parlato di visioni diverse tra il Consiglio di Sorveglianza e quello di Gestione con il timore da parte del primo di favorire eccessivamente il governo Berlusconi.
«La dialettica è sempre utile per arrivare a decisioni giuste e condivise. Sia il Consiglio di Gestione che quello di Sorveglianza hanno interpretato al meglio il proprio ruolo e fornito il loro contributo. Tutte le scelte su quest'operazione sono state fatte all'unanimità sia nei due consigli sia nei comitati strategici della banca. Non è mai sorto il problema del cui prodest, ma si è discusso sempre e solo della validità del progetto, così come nei molti altri casi in cui la banca ha impegnato del capitale per rendere possibili grandi progetti di ristrutturazione e rilancio di aziende italiane».
Un indirizzo che avete seguito e seguirete con tutti i governi?
«Da sempre ci muoviamo così senza badare al colore della coalizione che governa il Paese. Chi sia il presidente del Consiglio e quale la maggioranza che lo sostiene, ai fini delle nostre decisioni è irrilevante. Anche al governo Prodi abbiamo offerto la nostra collaborazione sul dossier Alitalia, ma non si sono create le condizioni ».
A suo tempo la banca sostenne la proposta d'acquisto da parte di AirOne.
«Seguiamo la vicenda da due anni. In una prima fase abbiamo sostenuto l'offerta AirOne ma non si è creduto nella bontà del nostro piano e non siamo stati ammessi neanche alla due diligence. Nella fase successiva in cui la crisi di Alitalia si è aggravata e siamo entrati in una fase diversa e più critica. La somma Toto più Alitalia non era più sufficiente per affrontare l'emergenza Alitalia e i nuovi prezzi del carburante; servivano altre energie imprenditoriali e le abbiamo trovate. L'Alitalia, per poter attirare capitali, aveva bisogno di un risanamento e riorganizzazione ancor più profonda».
Lei la chiama riorganizzazione profonda ma i suoi critici dicono che si tratta di un revival della vecchia e perniciosa attitudine italiana a privatizzare i benefici e a socializzare i costi. Addossando allo Stato esuberi di personale, indennizzi ai piccoli risparmiatori e quant'altro.
«Penso solo una cosa: il fallimento dell' Alitalia scaricherebbe sulle spalle dello Stato oneri di tutti i tipi. Qualcuno fa finta di dimenticarselo e dimentica anche che la compagnia è stata ridotta in fin di vita da anni e anni di cattiva gestione e di responsabilità diffuse».
Si parla molto in questi giorni di una collaborazione tra il governo di centro- destra e le più importanti realtà imprenditoriali e bancarie del Paese. C'è chi è arrivato a paragonare il piano di risanamento Alitalia alla commissione Attali varata in Francia dal governo Sarkozy. E del resto anche lei in più occasioni e in tempi non sospetti ha sostenuto che una esperienza à la Attali avrebbe fatto bene all'Italia.
«Accetto il paragone almeno in parte. La commissione Attali è stato sinonimo di un impegno no partisan, di interventi economici e infrastrutturali coordinati in vari settori, di progetti di lungo termine che mobilitano risorse pubbliche e private. Anche in questo caso la ristrutturazione di Alitalia non potrà, ad esempio, prescindere da una riorganizzazione del sistema aeroportuale. L'Alitalia non è né di destra né di sinistra. Questo è il nostro modo di lavorare».
Ma la logica Attali può estendersi dall' Alitalia anche ad altri progetti. Senza essere particolarmente originale penso alle infrastrutture…
«Ci sono progetti Paese che vanno sicuramente al di là dei tempi della politica. Ci sono opere nel campo della scuola, della giustizia, dei trasporti che ogni governo dovrebbe portare avanti facendo il suo pezzo di strada. Credo sinceramente che questo sia l'auspicio di moltissimi italiani, che magari non hanno mai sentito parlare di Attali, ma che vogliono vedere i problemi risolti e non ricominciare da capo in una direzione diversa ad ogni cambio di governo».
Non tutti ricordano che in definitiva è stato il sindacato a bocciare il vecchio piano Spinetta e ad affossare l'ipotesi Air France, non teme che possa accadere lo stesso anche questa volta con il piano Intesa?
«Tutti i progetti di risanamento e rilancio che ho vissuto, li ho condivisi con il sindacato. La mia esperienza dimostra che anche in caso di ristrutturazioni aziendali difficili, di fronte a piani credibili, onesti e di sviluppo il sindacato non si è mai tirato indietro. Confido che anche questa volta vada così e che si abbia il coraggio di fare in Alitalia ciò di cui l'azienda ha bisogno e che non ha fatto negli ultimi anni».

Dario Di Vico



Report "Alitalia 2"

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Alitalia 2 (48)


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Sezione principale: Alitalia 2

I liberisti dei puffi ( da "Manifesto, Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia rimanga italiana. Soltanto una sostanza collosa e maleodorante come il capitalismo italiano può fregiarsi di un simile simbolo, vantarsi di un'operazione altamente schifosa come il cosiddetto "salvataggio" Alitalia. Mettere i debiti, gli esuberi, le vite di 7mila persone, sul groppone degli italiani è tipico di un capitalismo straccione e vigliacco che tende a socializzare

Anticipazioni ( da "Manifesto, Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anticipazioni ALITALIA | PAGINA 8 ROMA | PAGINA 4 ROMA | PAGINA 4 IN CAMPO l PAGINE 2 E 3 SICUREZZA STRADALE | PAGINE 6 E 7 Nottata "spettacolo", al via la linea dura dei test anti-droga Il monito dell'Ue: "Rispettate le regole" Colpiti con catene e coltelli, agguato nero alla festa per Biagetti.

Alitalia, dubbi europei ( da "Manifesto, Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rispettare le regole Ue Alitalia, dubbi europei ROMA Dopo le polemiche degli ultimi giorni sul nuovo assetto dell'Alitalia, ieri le critiche sono venute da oltre frontiera. A esprimersi sull'operazione è stato il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz), che senza troppi giri di parole ha intitolato il suo lungo editoriale "Il piano sfacciato di Berlusconi"

Agenda d'autunno ( da "Stampa, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In tre giorni ha dato una soluzione al "caso Alitalia", ha siglato l'accordo con Gheddafi per assicurarsi un partner indispensabile nella lotta all'immigrazione clandestina e nel prossimo mese si prepara a svolgere un ruolo di primo piano sulla crisi georgiana forte delle strette relazioni che ha con George Bush e Vladimir Putin.

Alitalia, epifani attacca "il piano va cambiato" ( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accordo con Air France Alitalia, Epifani attacca "Il piano va cambiato" ROMA - Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani attacca il piano del governo Berlusconi per il salvataggio di Alitalia e si scaglia anche contro Confindustria: "Dalle crisi aziendali alla cassa integrazione, le regole devono essere uguali per tutti.

Al fianco di colaninno anche lehman, sopaf e intek ( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 150 milioni che la la sua holding Immsi ha promesso di investire nella nuova Alitalia? A quanto risulta non vi sarà alcun aumento di capitale ma più probabilmente qualche dismissione, almeno fino a reperire i primi 100 milioni. Nella pancia di Immsi, infatti, si trovano asset che i soci valutano tra i 350 e 400 milioni tra cui una quota di Unicredit, la maggioranza della Rodriquez,

La nuova alitalia più vicina a air france - luca pagni ( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia più vicina a Air France Ore decisive per la scelta del partner, oggi parte il negoziato sul piano LUCA PAGNI MILANO - La corsa per la nuova Alitalia entra nel vivo. Già da oggi, quando nella sede del ministero del Lavoro a Roma ci sarà il primo appuntamento che conta per decidere le sorti dei lavoratori che con tutta probabilità non faranno parte della nuova società che

L'affondo di epifani "non accetto ultimatum industriali senza etica" - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sindacato il progetto per la Nuova Alitalia rientrerà nel cassetto. Le regole di una trattativa, per la Cgil, restano quelle di sempre. Anche se l'Alitalia è fallita, anche se il suo commissariamento è del tutto anomalo, anche se sulla carta c'è già una nuova compagnia, anche, infine, se è difficile immaginare un'alternativa che non sia baratro per i ventimila dipendenti della Magliana.

Prestito, esuberi e rimborso agli azionisti per lo stato un costo da 1 miliardo e mezzo - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tutto il network di Alitalia puntava su Fiumicino e altre nove basi minori. Sul numero di aerei da impiegare, invece, la differenza è minore: 153 (compresi i velivoli AirOne) per Fenice, e 137 per i francesi. E c'è da dire che oggi Alitalia utilizza ormai in pista solo 140 aeroplani nonostante disponga di 173 unità.

Il falso mito del patriottismo - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è tale luogo comune ? la difesa dell'italianità ? che garantisce a Berlusconi l'aureola di difensore dell'interesse nazionale. Guai a chi si oppone. Ma se si dà per scontato che la sopravvivenza della compagnia di bandiera rappresenti una priorità vitale della nostra economia, ne consegue che le alterazioni delle regole di mercato e gli esborsi di denaro pubblico siano tollerabili

Settembre nero per 13 mila lavoratori - cristina zagaria ( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: legata ai destini Alitalia. Dalle 18 alle 20, in concomitanza con l'incontro governo-sindacati a Roma, i lavoratori napoletani saranno in assemblea. "Bisogna tenere alta la concentrazione - afferma il segretario Rsa Atitech, Giovanni Aruta - è una vertenza difficile, ma con un solo obiettivo, quello di tutelare i lavoratori e garantire i posti di lavoro"

Niente atti di forza su Alitalia Intervista a Epifani: il governo non inizi il confronto parlando di esuberi La cordata di imprenditori? I loro interessi sono solo edilizi e finan ( da "Unita, L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Niente atti di forza su Alitalia" Intervista a Epifani: il governo non inizi il confronto parlando di esuberi "La cordata di imprenditori? I loro interessi sono solo edilizi e finanziari" Crisi Alitalia, con una cordata di salvataggio che - dice - non sembra essere mossa da interessi industriali.

Intercettazioni, l'assedio della destra al Pd È succube di Di Pietro, lo molli . Il partito di Veltroni: Un progetto ce l'abbiamo, voteremo quello ( da "Unita, L'" del 01-09-2008)
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Abstract: da Alitalia, per finire a giustizia e intercettazioni, nessuno si preoccupa. Certo l'ascolto dei tg e la lettura dei giornali sono da tempo un'attività poco piacevole in casa Pd. Un giorno tiene banco il flop, vero o presunto delle feste democratiche, una volta è la nascita di un fronte interno nel Pd di filo-berlusconiani in fatto di intercettazioni,

Epifani: su Alitalia molti interessi ma poca attenzione industriale ( da "Unita, L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si "tengono" tutti: Alitalia, inflazione, emergenza salariale, crisi dei consumi, riforma del modello contrattuale. Come li affronterà il sindacato? Cominciamo da Alitalia e dal suo carico di esuberi. "La nostra posizione è chiara. Non siamo disposti a discutere di esuberi se non si discute di piano industriale.

Finita la tregua estiva, venerdì ripartono gli scioperi nei trasporti ( da "Unita, L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: proclamata dal Sdl per Alitalia. MARTEDÌ 9: sciopero di 24 ore del personale marittimo di Tirrenia. MERCOLEDÌ 17: la Cub Trasporti ha dichiarato 4 ore di sciopero, dalle 12 alle 16, per i dipendenti Alitalia e Alitalia Servizi. Nelle stesse ore anche Cgil, Cisl, Uil, Ugl hanno chiamato all'astensione dal lavoro tutto il personale di terra delle Compagnie aeree italiane.

Piano Fenice, i sindacati vogliono una trattativa vera Oggi il primo incontro con quattro ministri. Le nove sigle al tavolo d'accordo: non si parli soltanto di esuberi ( da "Unita, L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nove sigle sindacali che rappresentano i dipendenti Alitalia. Sul responsabile dei Trasporti Matteoli incombe la grana dello scontro Malpensa-Fiumicino. Su quello delle Attività produttive Scajola pesano gli avvertimenti di Bruxelles al rispetto delle regole europee (il salvataggio di Alitalia avverrà "senza aiuti di Stato, nè alla vecchia nè alla nuova compagnia" ha abbozzato ieri)

<La nuova Alitalia? Né a destra né a sinistra> ( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Le interviste CORRADO PASSERA "La nuova Alitalia? Né a destra né a sinistra" "Da sempre ci muoviamo così senza badare al colore della coalizione che governa il Paese - dice l'amministratore delegato di Banca Intesa Sanpaolo -. Chi sia il presidente del Consiglio e quale la maggioranza che lo sostiene, al fine delle nostre decisioni è irrilevante.

La nuova compagnia ( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE La nuova compagnia Settimana di vertici e incontri Oggi sarà il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a incontrare le 10 sigle sindacali che rappresentano le varie categorie di lavoratori della vecchia Alitalia, ormai vicina alla liquidazione Previsto anche un vertice a Palazzo Chigi con i leader di Cgil, Cisl e Uil.

Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-01 num: - pag: 5 categoria: BREVI Alitalia \\ Divisioni nella banca? Dialettica utile, ma tutte le decisioni sono state prese all'unanimità \\ Non sono un mercatista, credo nella concorrenza.

<È una soluzione per il Paese, né di destra né di sinistra> ( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nella fase successiva in cui la crisi di Alitalia si è aggravata e siamo entrati in una fase diversa e più critica. La somma Toto più Alitalia non era più sufficiente per affrontare l'emergenza Alitalia e i nuovi prezzi del carburante; servivano altre energie imprenditoriali e le abbiamo trovate.

Alitalia, piloti e sindacati: alta tensione sugli esuberi ( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Alitalia, piloti e sindacati: alta tensione sugli esuberi Per la Cisl i soci in cordata potrebbero ricollocare i lavoratori La Uilt: nessuno sia lasciato per strada. Il ministro Sacconi dovrebbe incontrare anche Colaninno ROMA - Parte oggi alle 18 la trattativa tra il governo e i sindacati sul salvataggio di Alitalia,

I protagonisti ( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 5 categoria: BREVI I protagonisti Roberto Colaninno, presidente di Piaggio, sarà presidente di "Cai" Jean-Cyril Spinetta, numero uno del gruppo Air France-Klm Gaetano Micciché, responsabile della divisione corporate di Intesa Sanpaolo Rocco Sabelli sarà amministratore delegato della Compagnia aerea italiana, la nuova Alitalia.

La cordata ( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BREVI La cordata La cordata per la nuova Alitalia è composta da alcuni imprenditori italiani. Accanto alla banca Intesa Sanpaolo e al gruppo dei Colaninno, l'Immsi, parteciperà all'operazione Gianluigi Aponte di Msc Crociere, il gruppo Ligresti, il gruppo Atlantia dei Benetton, Emilio Riva dell'omonimo gruppo dell'acciaio, Marco Fossati di Findim,

<Colaninno grande imprenditore> ( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Me lo disse D'Alema in un incontro segreto che avemmo anni fa - riferisce il governatore del Veneto Giancarlo Galan - A una cena, che pagai io, mi disse: è l'unico imprenditore vero in Italia. E lo dimostra prendendosi la patata bollente di Alitalia".

Alitalia, da oggi in scena i sindacati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: cedere in tempi stretti gli asset operativi di Alitalia ad una newco, che può contare sulla cordata di 16 investitori italiani destinata a crescere, e che creerà la "nuova Alitalia" integrando anche Air One. Il compito più difficile sarà poi quello di gestire quel che resta della "vecchia" compagnia: esuberi, debiti, asset da liquidare, azionisti e obbligazionisti da indennizzare.

Alitalia si dichiara insolvente e si affida alla nuova legge per il salvataggio delle aziende in cri ( da "Messaggero, Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si. I debiti vengono concentrati in una "bad company" destinata a vendere i beni operativi alla Nuova Alitalia.

ROMA Quattro ministri da una parte del tavolo, nove sindacati dall'altro. E ago, per così ( da "Messaggero, Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: avvertendo allo stesso tempo che per il decollo di Alitalia questo è "l'ultimo slot"; e il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, sul cui settore impattano ovviamente ruolo e funzionalità del vettore aereo e del sistema aeroportuale italiano. I dipendenti Alitalia saranno rappresentati da tutte le sigle riconosciute al tavolo di confronto con l'azienda:

ROMA No ad un'Alitalia ridotta a compagnia regionale. Renata Polverini, numero uno dell'U ( da "Messaggero, Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

SIAMO i più longevi d'Europa, una buona notizia per tutti tranne che per l'Inps, ( da "Messaggero, Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: della straordinaria capacità cardiaca del nostro popolo, una riflessione ci appare del tutto inevitabile: come si spiega lo stato della nostra economia, dell'inflazione, dell'Alitalia? Visti i dati della Società Europea di Cardiologia ci aspetteremmo che qualcuno prendesse le questioni, come dire... un po' più a cuore.

Sfida di An: niente patti con l'Udc di De Mita ( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, la spazzatura a Napoli, la crisi con la Libia", e questo grazie alla sua "straordinaria coesione interna, alla condivisione di ideali, programmi, obiettivi" può permettersi di sopportare la "fibrillazione" di una possibile nuova alleanza con un partito come l'Udc che ha tra le sue fila "uomini come Ciriaco De Mita che ha definito il Pdl "

Sbagliato il piano di Marrazzo, così la sanità peggiorerà ( da "Tempo, Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: così la sanità peggiorerà" Ci sono questioni, come i rifiuti a Napoli o le sorti dell'Alitalia che hanno un livello di impatto sociale talmente elevato che sarebbe assurdo catalogarle come di questa o di quella parte politica. E quindi tutti dovrebbero augurarsi la loro risoluzione. Senza pregiudizi. Ed è quello che ho fatto anch'io.

A Veltroni non rimane che giocare a Rosiko ( da "Opinione, L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: America ci ha consegnato la battuta migliore del suo ultimo anno politico: "Alitalia è una compagnia di bandierina". Una battuta che racchiude anche il vero motivo della visita di Walter e corte a Denver: come si disce a Roma, stà rosicando. E già, nel giorno in cui Berlusconi porta a termine il suo capolavoro, il premier ombra scompare, si eclissa, o meglio, si adombra.

Contro banche e pirati d'impresa ( da "Opinione, L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: affare Alitalia ma, soprattutto, alle banche. Infatti il ministro dell'economia sa bene che gran colpa della trasformazione di noi italiani da risparmiatori (oculati e familistici) in spreconi egoisti è dovuta alla politica creditizia. Un messaggio soprattutto ad Abi e Patti Chiari, che con le loro dispendiose campagne pubblicitarie,

Air Silvio One ( da "Opinione, L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nessuno avrebbe puntato un soldo bucato su Alitalia, ma, alla lunga, ha vinto la politica del "fare". "Fare" Napoli e "fare" Alitalia, due operazioni che per mesi, per non dire anni per il caso Alitalia, hanno tenuto il Belpaese sulla bocca di tutta la stampa straniera, colpevole, in primo luogo, di non saper smaltire i rifiuti partenopei e, in secondo luogo,

Coraggio, Matteo! ( da "Opinione, L'" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia da parte di Silvio Berlusconi ironizzando sulla fattibilità dell'operazione e definendo "inesistente" una cordata guidata da suo padre Roberto. E che nel giorno in cui il babbo spiegava la validità del progetto di rilancio della Compagnia di Bandiera alleata alla pari con Air France, se n'è uscito con la solita cantilena della sinistra piena di rimpianto per la mancata svendita

Alitalia: firmato il decreto di nomina commissario per Fantozzi ( da "Voce d'Italia, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: molto solido" Alitalia: firmato il decreto di nomina commissario per Fantozzi Richiesta l' ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria Milano, 30 ago. - Alitalia ha richiesto 'l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria'. La notizia è data proprio da Alitalia in un comunicato stampa,

''Ci lasciano in mutande, ci toglieremo anche quelle'' ( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino. Uno ha la pelle bianca, l'altro nera, è un caso rarissimo. I genitori, Florence Addo-Gerth e Stephan Gerth, presentano con orgoglio i loro bambini RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera:

Ragazza strangolata in casa Il fidanzato trovato impiccato ( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quale futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Via alla campagna contro l'abbandono degli animali Arriverà questo inverno una lista degli alberghi e delle strutture turistiche dove andare in vacanza con il proprio animale: lo ha annunciato oggi il sottosegretario alla salute Francesca Martini.

Notte di controlli: "Un conducente su due è drogato o ubriaco" ( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quale futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Via alla campagna contro l'abbandono degli animali Arriverà questo inverno una lista degli alberghi e delle strutture turistiche dove andare in vacanza con il proprio animale: lo ha annunciato oggi il sottosegretario alla salute Francesca Martini.

El Gordo confessa l'omicidio: "Una voce mi diceva di ucciderla" ( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quale futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Via alla campagna contro l'abbandono degli animali Arriverà questo inverno una lista degli alberghi e delle strutture turistiche dove andare in vacanza con il proprio animale: lo ha annunciato oggi il sottosegretario alla salute Francesca Martini.

Tre alpinisti morti nel Cuneese ( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quale futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Via alla campagna contro l'abbandono degli animali Arriverà questo inverno una lista degli alberghi e delle strutture turistiche dove andare in vacanza con il proprio animale: lo ha annunciato oggi il sottosegretario alla salute Francesca Martini.

Summit Ue, toni forti ma niente rottura con Mosca ( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino. Uno ha la pelle bianca, l'altro nera, è un caso rarissimo. I genitori, Florence Addo-Gerth e Stephan Gerth, presentano con orgoglio i loro bambini RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera:

I piloti della Ryanair denunciano: "Costretti a volare col minimo di carburante" ( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quale futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Cupido allo zoo L'amore supera ogni ostacolo. Ne sa qualcosa Arava, una tartaruga disabile che per potersi muovere è stata dotata di una speciale struttura con rotelle. L'esemplare ha comunque conquistato il cuore di un maschio LEGGI L'ARTICOLO GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno:

Shakira duetterà in arabo "Canterà per difendere l'Islam" ( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quale futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Le vacanze del 'Boss' Dopo il successo del tour, Bruce Springsteen si gode un po' di relax in Italia insieme con la moglie Patti e alcuni amici. La comitiva ha fatto un giro sul lago di Como in motoscafo fino a Laglio per vedere la Villa di Clooney GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno:

Rallenta l'inflazione, pasta alle stelle ( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quale futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Quante sono le intercettazioni in Italia Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera:

Sacconi: per Alitalia èl'ultimo slot ( da "Tempo, Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per Alitalia è l'ultimo slot Il piano di salvataggio è per Alitalia "l'ultima possibilità, l'ultimo slot per il decollo della nostra compagnia di bandiera". Alla vigilia dell'apertura della trattativa con i sindacati sul piano Alitalia, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi mette in chiaro che la situazione non concede al governo ampi margini di manovra.

Il cda chiede il commissariamento Berlusconi nomina Augusto Fantozzi ( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il cda di Alitalia ha dichiarato lo stato di insolvenza della compagnia e chiesto l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria. In una nota al termine del consiglio di amministrazione la società spiega che "Alitalia ha richiesto, in conformità alle determinazioni assunte in data odierna dal consiglio di cmministrazione della ompagnia,

Vertice con i sindacati ( da "Stampa, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il caso Alitalia è oggi ovviamente sintomatico (ma lo stesso si potrebbe dire del caso Telecom in passato). Alitalia ha perso più di due miliardi di euro in quattro anni (dai dati di bilancio 2004-2007) offrendo ai propri dipendenti (incluso il management) condizioni notevolmente favorevoli rispetto a quelle di mercato.


Articoli

I liberisti dei puffi (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

VOI SIETE QUI I liberisti dei puffi Alessandro Robecchi È giusto che Alitalia rimanga italiana. Soltanto una sostanza collosa e maleodorante come il capitalismo italiano può fregiarsi di un simile simbolo, vantarsi di un'operazione altamente schifosa come il cosiddetto "salvataggio" Alitalia. Mettere i debiti, gli esuberi, le vite di 7mila persone, sul groppone degli italiani è tipico di un capitalismo straccione e vigliacco che tende a socializzare le perdite e a privatizzare gli utili. Cosa sarà di quei 7mila disoccupati (che sarebbero stati 2mila con il piano Air France) non è dato sapere. CONTINUA|PAGINA8 Prima hanno detto che li spedivano alle poste. Poi hanno ventilato un improbabile riassorbimento sul mercato privato, ma non risulta che alcun imprenditore abbia alzato la mano per dire: ehi, io me ne prendo un centinaio! Ora che c'è da far digerire il piano ai media (tanto digeriscono tutto) si dice che i 7mila espulsi saranno garantiti per 7 anni, ma è ovvio che non sarà così, e se sarà così pagherà il famoso debito pubblico. Un altro astuto colpo dei nostri liberisti dei puffi. Hanno dovuto modificare una legge: Silvio chiede e le leggi si riscrivono quasi da sole, una legge ad aziendam. Divertente assai la mappa dei coraggiosi imprenditori che partecipano alla "cordata". Alcuni vivono di concessioni dello stato: al prossimo rincaro delle tariffe autostradali sapremo chi veramente ha pagato la nuova Alitalia (noi). Altri vengono dal mercato immobiliare (alcuni ci sono entrati ieri), certi che il favore reso al sovrano sulla questione Alitalia si tradurrà in sostanziosi appalti (leggi Expo). Il rischio di impresa viene trasferito sui lavoratori, e gli imprenditori ne sono magicamente immuni: verranno ripagati in favori e privilegi. Al sindacato si punta la pistola alla tempia: o si risolve in un mese o salta tutto ed è colpa tua. Ecco perché Alitalia rimane italiana, perché è un coerente frutto del capitalismo italiano. Quanto a etica, Vallanzasca è messo meglio. Sapete come dice la barzelletta: non dite a mia madre che faccio l'imprenditore in Italia, lei mi crede violinista in un bordello.

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Anticipazioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Anticipazioni ALITALIA | PAGINA 8 ROMA | PAGINA 4 ROMA | PAGINA 4 IN CAMPO l PAGINE 2 E 3 SICUREZZA STRADALE | PAGINE 6 E 7 Nottata "spettacolo", al via la linea dura dei test anti-droga Il monito dell'Ue: "Rispettate le regole" Colpiti con catene e coltelli, agguato nero alla festa per Biagetti.

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Alitalia, dubbi europei (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

AEREI I tedeschi attaccano: Berlusconi viola la concorrenza. Almunia: rispettare le regole Ue Alitalia, dubbi europei ROMA Dopo le polemiche degli ultimi giorni sul nuovo assetto dell'Alitalia, ieri le critiche sono venute da oltre frontiera. A esprimersi sull'operazione è stato il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz), che senza troppi giri di parole ha intitolato il suo lungo editoriale "Il piano sfacciato di Berlusconi". Nonostante le "lodi a se stesso" del premier, il piano, scrive il quotidiano, "non merita lode" perché questo risanamento "si fa beffa di tutte le regole del mercato". Berlusconi è "tornato ai principi dell'economia di Stato che potrebbe provenire da un programma dei sindacati o da un libro di testo comunista". Fino al 2002 Alitalia, ricorda il Frankfurter, ha ricevuto la somma di 1,4 miliardi di euro come sussidi dello Stato. Ma il nuovo piano "è ancora più sfacciato, ricorda il modo di agire che legalmente viene bollato come "bancarotta fraudolenta": Berlusconi intende separare i pezzi di valore per venderli a una cordata di imprenditori, mentre i debiti, i dipendenti in esubero e altri problemi restano aperti e sarà lo Stato italiano a occuparsi degli scarti". "Si tratta nient'altro che di un immenso nuovo sussidio - è la conclusione del quotidiano tedesco, che invoca l'intervento della Commissione Ue - E' uno scandalo di dimensioni europee". Una prima risposta, seppure in forma di un semplice commento a voce, dall'Europa è arrivata: il commissario agli affari economici, Joaquin Almunia, dice che "Alitalia deve trovare una soluzione in accordo con le regole europee e che sia buona per la compagnia, per i passeggeri e per i lavoratori". Almunia ha successivamente aggiunto di "non conoscere esattamente i termini, ma spero che si troverà una buona soluzione". Insomma, non è certamente un monito ufficiale, ma la Ue - spinta più volte dalle compagnie concorrenti e dalle proteste degli altri paesi - ha voluto ricordare che esistono regole comuni. Intanto ieri ha parlato per la prima volta il nuovo commissario straordinario incaricato a traghettare questa fase, Augusto Fantozzi: ha chiesto il consenso "sia della maggioranza che dell'opposizione", e poi ha affermato di sentirsi "come il ragionier Fantozzi che cerca di prendere al volo un aereo in corsa, un aereo che per di più sta finendo la benzina". Sul delicato incontro che terrà domani con i sindacati ha parlato il ministro del Lavoro Sacconi, affermando che si lavorerà "a partire dalla relazione del nuovo commissario". Sacconi ha detto di augurarsi che gli esuberi siano "meno di 5 mila", ma ha comunque escluso la ricollocazione presso la pubblica amministrazione o addirittura alle Poste, come era stato ventilato nei giorni scorsi. Ha detto la sua anche il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, parlando per la prima volta di "incentivi per la ricollocazione presso i privati". "Se fossi un'azienda privata - ha aggiunto - prenderei volentieri i dipendenti di Alitalia che sono qualificati e spesso bilingue. Non sarei così pessimista". Duro rispetto all'operazione è stato invece - come i tedeschi - Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori: sul suo blog ha attaccato il decreto del governo che ha ritoccato ad hoc le regole dell'amministrazione straordinaria, tra cui la possibilità di vendere asset "a trattativa privata, cioè nel chiuso di una stanza come se fosse roba propria". Per Di Pietro, "insomma, Berlusconi, imparata la lezione che si possono fare le leggi ad personam, ha esteso questo concetto". E' un "decreto-truffa", ha aggiunto, anche perché "prevede l'esclusione della responsabilità dell'acquirente per i debiti sorti prima del trasferimento". Debiti che "pagano tutti gli italiani". E "chi ci guadagna? Il fior fiore degli imprenditori italiani, anzi degli imprenditori all'italiana". Infine l'Unione piloti ha messo in guardia il governo: "Vogliamo vedere il piano e se ci sarà un vero rilancio lo appoggeremo. Altrimenti siamo pronti a osteggiarlo".

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Agenda d'autunno (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Augusto Minzolini Agenda d'autunno IL GOVERNO VEDE ROSA All'inizio dell'estate, mentre il governo Berlusconi varava provvedimenti su provvedimenti sull'altare del decisionismo, il Pd riponeva tutte le sue chance in una speranza che contemporaneamente rappresentava l'unico timore del Cavaliere: passati i cento giorni, esauritasi la luna di miele tra l'esecutivo e l'opinione pubblica, Berlusconi avrebbe registrato in autunno un calo fisiologico nell'indice di gradimento e Veltroni finalmente avrebbe respirato una boccata d'ossigeno. In realtà l'agosto è appena trascorso e, sorprendendo gli stessi sondaggisti, il governo macina consensi mentre l'opposizione continua a declinare. I motivi? Berlusconi ha studiato attentamente una rentrée in grande stile proprio per ridare slancio all'immagine del suo governo. In tre giorni ha dato una soluzione al "caso Alitalia", ha siglato l'accordo con Gheddafi per assicurarsi un partner indispensabile nella lotta all'immigrazione clandestina e nel prossimo mese si prepara a svolgere un ruolo di primo piano sulla crisi georgiana forte delle strette relazioni che ha con George Bush e Vladimir Putin. In più in autunno l'esecutivo si giocherà altre tre carte decisive: federalismo fiscale, riforma della giustizia e scelta nucleare. Raggiunti questi traguardi il Cavaliere, di fatto, avrebbe già attuato il suo programma. Resterebbe un unico neo: a parte l'abolizione dell'Ici non c'è stata una svolta nella riduzione della pressione fiscale. Sono ancora in auge, infatti, alcuni dei provvedimenti di Visco e il tutto sembra rinviato a una fase economica più favorevole. Insomma, la politica del Cavaliere è tutta affidata al governo, alla "magia del fare". La politica dei partiti - quella più "politichese", come si diceva una tempo - gioca un ruolo di secondo piano. Le beghe con An sulla nascita del Pdl, al di là delle polemiche di giornata, sono già state risolte dal notaio. Gli umori di Bossi e dei suoi sono sotto controllo: i leghisti sono i primi a sapere che per avere il federalismo debbono tenere unita questa maggioranza e poi, semmai, dialogare con l'opposizione. Infine, l'ipotesi di un allargamento all'Udc è legata a una prospettiva chiara. Dato che le cose vanno bene, il premier non è in ansia: Pier Ferdinando Casini, per tornare nel centro-destra e al governo, deve fare quello che non ha fatto qualche mese fa: entrare nel Pdl. Per allungare la luna di miele con il Paese, quindi, Berlusconi si è affidato a un'azione di governo "decisa" e a una linea politica indubitabilmente chiara. Nulla di stravolgente: ha attuato quello che aveva promesso. La filosofia della concretezza gli è bastata per mantenere i consensi e, fatto nuovo, per fare breccia in ambienti che gli avevano sempre chiuso la porta in faccia. Una parte del mondo dell'imprenditoria e della finanza che lo aveva sempre snobbato lo accetta come interlocutore (vedi il caso Alitalia) a costo di beccarsi l'accusa di collaborazionismo o di tradimento dalla sinistra. Hanno cominciato Corrado Passera e Roberto Colaninno, ma presto se ne aggiungeranno altri. Con il "pragmatismo" che li contraddistingue, gli imprenditori di ogni colore si sono convinti che nei prossimi cinque anni il quadro politico non subirà terremoti, il Cavaliere resterà in auge e ne hanno preso atto. In questa presa d'atto, però, non pesano solo i "meriti" di Berlusconi ma anche i "demeriti" dell'opposizione. Nel Pd, infatti, il "politichese" in questo momento spadroneggia sia nelle liturgie sia nei costumi. Non è stato convocato un congresso ma si assiste a un congresso permanente. C'è una leadership ma è continuamente messa in discussione. Si moltiplicano le correnti con tanto di tv al seguito, ma al posto di un confronto limpido su strategie e programmi (che nella penuria di idee potrebbe risultare salutare) si assiste a un tatticismo esasperato. A sentire i discorsi alla Festa Democratica di Firenze sul "tipo di opposizione" viene in mente una celebre battuta di Nanni Moretti: "il dibattito no". Veltroni, per restare in sella, invece di dar battaglia asseconda le politiche degli altri: dal bipartitismo siamo arrivati al vano corteggiamento dell'Udc, dal dialogo con Berlusconi siamo passati alla competizione con Di Pietro. Di contro, i suoi oppositori più o meno espliciti, da D'Alema al redivivo Prodi, usano tutti gli strumenti possibili per metterlo in difficoltà. Appunto, da una parte il "decisionismo" di Berlusconi dall'altra la Babele del Pd. In queste condizioni viene meno nell'immaginario dell'opinione pubblica il sentimento principale che un'opposizione dovrebbe suscitare: la possibilità di un'alternativa. Al momento la stragrande maggioranza del Paese, compresi gli imprenditori, è convinta che un "dopo-Berlusconi" non è immaginabile, ogni ipotesi diversa appare poco credibile o velleitaria. C'è da chiedersi se è il risultato dei meriti del Cavaliere o, ancor di più, degli errori dei suoi avversari.

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Alitalia, epifani attacca "il piano va cambiato" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il leader Cgil critica Confindustria. Più vicino l'accordo con Air France Alitalia, Epifani attacca "Il piano va cambiato" ROMA - Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani attacca il piano del governo Berlusconi per il salvataggio di Alitalia e si scaglia anche contro Confindustria: "Dalle crisi aziendali alla cassa integrazione, le regole devono essere uguali per tutti. Mi colpisce la disinvoltura di certi industriali rispetto ai conflitti d'interesse e alle leggi ad hoc". E rilancia: "Il sindacato vuole una trattativa vera e non accetterà ultimatum". Intanto, sul fronte del partner internazionale della "nuova" Alitalia, sarebbe più vicino l'accordo con Air France. CILLIS, MANIA E PAGNI ALLE PAGINE 10 E 11.

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Al fianco di colaninno anche lehman, sopaf e intek (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Le indiscrezioni Al fianco di Colaninno anche Lehman, Sopaf e Intek MILANO - Dove troverà Roberto Colaninno i 150 milioni che la la sua holding Immsi ha promesso di investire nella nuova Alitalia? A quanto risulta non vi sarà alcun aumento di capitale ma più probabilmente qualche dismissione, almeno fino a reperire i primi 100 milioni. Nella pancia di Immsi, infatti, si trovano asset che i soci valutano tra i 350 e 400 milioni tra cui una quota di Unicredit, la maggioranza della Rodriquez, il complesso turistico di Is Molas in Sardegna, immobili a Pietra Ligure e a Roma. I restanti 50 milioni arriveranno invece da nuovi soci che hanno manifestato il loro interesse a far parte dell'iniziativa. Si tratta della Sopaf, finanziaria quotata in Borsa e guidata da Giorgio Magnoni, della Intek di Vincenzo Manes e della Lehman Brothers di cui Ruggero Magnoni, advisor di Colaninno fin dai tempi dell'Opa Telecom, è vicepresidente europeo. Le ultime indiscrezioni sull'operazione riferiscono poi di un minor impegno da parte di Carlo Toto, fondatore di AirOne. Le attività che verranno acquisite dalla Cai (nuova Alitalia) saranno valutate circa 240 milioni di cui 60 milioni verranno reinvestiti dall'imprenditore. La proprietà degli aerei AirOne e i debiti ad essi collegati resteranno però in capo a una società di Toto che li concederà in leasing alla nuova Alitalia sotto la vigile amministrazione di Rocco Sabelli. In questo modo Toto dovrebbe riuscire a far fronte ai circa 800 milioni di indebitamento che assillano il suo gruppo da qualche tempo a questa parte, rinunciando però a ruoli di primo piano nel rilancio della compagnia di bandiera. (g.po.).

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La nuova alitalia più vicina a air france - luca pagni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La nuova Alitalia più vicina a Air France Ore decisive per la scelta del partner, oggi parte il negoziato sul piano LUCA PAGNI MILANO - La corsa per la nuova Alitalia entra nel vivo. Già da oggi, quando nella sede del ministero del Lavoro a Roma ci sarà il primo appuntamento che conta per decidere le sorti dei lavoratori che con tutta probabilità non faranno parte della nuova società che nascerà dalla ceneri della compagnia di bandiera. Non solo: la prima settimana di settembre si annuncia decisiva anche sul fronte delle alleanze internazionali. Nei prossimi giorni, i consulenti del gruppo di industriali guidati da Roberto Colannino che hanno aderito alla cordata per il salvataggio di Alitalia, avranno incontri con i rappresentanti di Lufthansa. Inoltre, non è escluso che possano esserci contatti anche con British Airways. Anche se da più fonti finanziaria, si sottolinea come - in realtà - i giochi siano fatti con Air France. Clima assai più teso si respirerà questo pomeriggio in via Flavia, al tavolo dove sederanno sia i ministri del governo Berlusconi i cui dicasteri sono coinvolti nella vicenda, sia il complesso fronte delle sigle sindacali. In verità, il primo a prendere la parola sarà Augusto Fantozzi, l'ex ministro pochi giorni nominato commissario straordinario dell'Alitalia. Il suo compito sarà quello di spiegare come intende muoversi tra la liquidazione della vecchia società e la nascita della nuova. Da una parte, dovrà lavorare con gli advisor della Compagnia Aerea Italiana (secondo il nome che si è data la cordata Colaninno) per il passaggio dei beni che faranno parte della nuova Alitalia; dall'altra dovrà iniziare a spiegare il percorso che porterà alla liquidazione della vecchia, soprattutto in merito al personale in eccesso, i debiti e i contenziosi dei fornitori. Attesa anche per gli interventi dei ministri interessati. Soprattutto per capire come Giulio Tremonti, titolare dell'Economia, farà fronte alle promesse avanzate nei confronti di piccoli azionisti e obbligazionisti di Alitalia cui ha garantito che non perderanno i loro soldi. Ma, soprattutto, l'attesa è per Maurizio Sacconi, ministro del Welfare. il quale ha dichiarato a Repubblica di sperare che gli esuberi siano meno di 5mila, quando in realtà di parla di una cifra che va dai 6 ai 7mila. Ma di tagli al personale, almeno in questo primo giro, i sindacati non vorrebbero nemmeno sentire parlare. A loro, stando alle dichiarazioni della vigilia, preme molto di più capire le strategie industriali della cordata Colaninno. Come ha sottolineato già ieri, il presidente dell'Anpac, il numero uno del sindacato piloti Fabio Berti. Il quale si è detto "abbastanza deluso" per il fatto che "ci si aspettava un confronto preventivo per discutere le linee strategiche del piano: l'Anpac sarà al tavolo con lo spirito di affrontare i temi industriali e di non parlare di esuberi fino a quando non sarà di fronte a un percorso che possa portare a un effettivo risanamento". Al contrario, "di fronte a un piano non condiviso, e che a nostro giudizio possa pregiudicare le prospettive di rilancio, le reazioni saranno durissime".

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L'affondo di epifani "non accetto ultimatum industriali senza etica" - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Ritorno da Denver Il leader Cgil al governo: trattativa vera L'affondo di Epifani "Non accetto ultimatum industriali senza etica" "Dalle crisi aziendali alla cassa integrazione le regole siano uguali per tutti" "Quando Prodi approvò le norme pro labour Confindustria si fece sentire" ROBERTO MANIA ROMA - Nessun ultimatum. Come sempre Guglielmo Epifani usa i toni pacati, ma è altrettanto netta la sua strategia per affrontare una partita decisiva anche per il futuro del sindacato: l'ultima crisi dell'Alitalia con le nuove regole del gioco approvate dal governo Berlusconi, con la cordata di imprenditori italiani guidata da Roberto Colaninno e benedetta dalla Confindustria. E con i sindacati considerati i primi responsabili del mancato accordo con Air France. Appena tornato da Denver, dove ospite dei sindacati americani ha partecipato all'incoronazione di Barack Obama, Epifani ha fatto il punto con la delegazione della Cgil che da oggi affronterà al ministero del Lavoro il negoziato per l'Alitalia. "Non possiamo accettare la logica del prendere o lasciare", ha detto il leader della Cgil impostando la trattativa. E sarà questa la risposta che arriverà al tavolo di Via Flavia anche all'advisor Corrado Passera per il quale senza l'accordo con il sindacato il progetto per la Nuova Alitalia rientrerà nel cassetto. Le regole di una trattativa, per la Cgil, restano quelle di sempre. Anche se l'Alitalia è fallita, anche se il suo commissariamento è del tutto anomalo, anche se sulla carta c'è già una nuova compagnia, anche, infine, se è difficile immaginare un'alternativa che non sia baratro per i ventimila dipendenti della Magliana. "Bisogna negoziare. Ci vuole una trattativa vera", ha insistito Epifani. "Aprire un confronto a partire dal piano industriale". Poi ci sarà la gestione degli esuberi. Ma c'è anche un altro fronte che ora interessa l'Alitalia e che domani potrà riguardare qualsiasi altra impresa in difficoltà: la possibilità di cedere rami d'azienda e anche di singoli lavoratori a un'altra società. "Nel decreto del governo - è allora la tesi di Epifani - ci sono problemi seri. Va rimesso a posto, cambiato". Perché il rischio è che di fronte a una fase di difficoltà un'azienda possa disfarsi di alcuni pezzi. è una questione che la Cgil ha già osteggiato all'epoca della legge Biagi. Insomma la Cgil punta a un confronto a tutto campo: capire, da una parte, se l'obiettivo rilanciare l'Alitalia oppure ridimensionarla a un vettore regionale con scarse prospettive sul terreno della competitività e chiarire, dall'altra, tutte le implicazioni del decreto che ha fissato le nuove procedure fallimentari. Ragionamento che vale anche per gli ammortizzatori sociali. Perché se per gli esuberi dell'Alitalia sarà possibile ricevere per quattro anni l'indennità di cassa integrazione e per tre, senza alcuna interruzione, quella di mobilità, indipendentemente dall'età e dalla regione di residenza, questo dovrà essere possibile per tutti gli altri lavoratori. "Le regole - sostiene Epifani - devono essere uguali per tutti". Sul negoziato peserà, indirettamente, pure il ruolo degli industriali, quelli che hanno dato vita alla cordata, ma non solo. "Il loro atteggiamento - ha sostenuto Epifani - non mi stupisce. Conosco bene gli industriali italiani. In quella cordata c'è chi ci si è messo per una sfida, come Colaninno, ma pure chi lo fa visibilmente per altri fini (penso ai costruttori o agli assicuratori) e chi ancora con qualche conflitto di interesse (Benetton tra tutti). E invece il successo di un'azienda, come insegnano i rilanci di Fiat e Piaggio, dipende proprio dalla concentrazione sul core business". Né si può dire che "le regole del gioco le fissa le politica e l'imprenditore si adegua". "Perché quando il centrosinistra ha approvato alcune norme pro labour la Confindustria si è fatta sentire, ha protestato. Eccome". Ecco, la Confindustria di Emma Marcegaglia, il cui gruppo è entrato nel capitale della Compagnia aerea italiana, e con la quale da domani si riparlerà della riforma dei contratti. Ed è una critica forte quella che Epifani ha rivelato ai suoi: "Colpisce la disinvoltura della Confindustria rispetto al tema dei conflitti di interesse, delle leggi ad hoc. Mi pare più "adattabile", meno ferma sui principi di fondo rispetto a poco tempo fa".

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Prestito, esuberi e rimborso agli azionisti per lo stato un costo da 1 miliardo e mezzo - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)

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Economia Prestito, esuberi e rimborso agli azionisti per lo Stato un costo da 1 miliardo e mezzo A confronto i tagli previsti da Spinetta e quelli della cordata italiana Il dossier Air France era pronta ad investire in totale quasi un miliardo e 800 milioni LUCIO CILLIS ROMA - Messi su un tavolo, uno a fianco all'altro, il piano Spinetta e il progetto Fenice hanno poco in comune. Il salvataggio sul filo di lana e il caro-greggio pesano sull'operazione-Alitalia per oltre un miliardo e mezzo di euro tra costi per gli ammortizzatori sociali, rimborsi ai risparmiatori (2-300 milioni) e prestito ponte (300 milioni). E questo al netto dei bond del Tesoro (450 milioni). Sono passati 5 mesi dal dietrofront del numero uno di Air France Jean-Cyril Spinetta. Da allora i margini di salvezza per la compagnia di bandiera si sono ristretti e i costi per tirarla fuori dalle sabbie mobili del fallimento si sono impennati. Oggi però Air France torna sui propri passi. "è il segno che le condizioni offerte da una compagnia ripulita e alleggerita sono ottime - spiega Marco Ponti, docente di economia dei trasporti al Politecnico di Milano - di gran lunga migliori rispetto a pochi mesi fa. Se Spinetta si affretta a dire che è pronto a rilevare una quota fino al 25% allora è un buon affare". Nessuno, peraltro, scioglie il nodo degli esuberi, su cui si aprirà stasera il confronto coi sindacati. Sulle pagine di Repubblica l'ad di Intesa-Sanpaolo Corrado Passera ha indicato in seimila le uscite previste, mentre Spinetta annunciò tagli per 2.100 dipendenti su 18mila. I due piani non entrano nel merito del tema dei 7.700 dipendenti di Az Servizi, la società di manutenzione e servizi aeroportuali. Qui Fintecna, infatti, ha da tempo consolidato la sua presenza con il 49,4% delle azioni più l'1,6% di quote in usufrutto legale, ottenendo il 51% dei voti nell'assemblea degli azionisti. Un escamotage che ha permesso ad Alitalia di portare a bilancio solo 10mila dipendenti del Fly sui 18mila complessivi. "Questo resta un punto sul quale non è stata fatta ancora chiarezza", conferma Marco Ponti. E i costi dell'operazione ammortizzatori sociali? Se vi accederanno 6mila persone per 7 anni il saldo negativo sarà vicino al miliardo di euro, secondo alcuni studi. Anche la parte economica contenuta nei due progetti mostra delle forti differenze. Air France era pronta ad investire 1,8 miliardi. La cordata italiana si ritroverà a gestire una compagnia ripulita dai debiti e dagli esuberi. Ed è pronta a mettere sul piatto poco più di un miliardo di euro. I due disegni hanno alle spalle filosofie operative differenti che derivano, è bene precisarlo, dall'impennata improvvisa del costo del petrolio, passato da dicembre a oggi da 80 dollari al barile (nel caso del piano stilato a Parigi) a 120 (la cordata italiana). Fenice si innesta su una rete di sei basi operative in Italia e senza un hub di riferimento. Al contrario nel dossier preparato dal gruppo franco-olandese, tutto il network di Alitalia puntava su Fiumicino e altre nove basi minori. Sul numero di aerei da impiegare, invece, la differenza è minore: 153 (compresi i velivoli AirOne) per Fenice, e 137 per i francesi. E c'è da dire che oggi Alitalia utilizza ormai in pista solo 140 aeroplani nonostante disponga di 173 unità. Il piano Spinetta, a Magliana, è già operativo da aprile scorso: l'hub, come voleva Parigi, è Fiumicino. Lo stesso vale per le rotte e per il numero di aerei destinati a coprirle, scesi ai livelli indicati dai francesi. Con la differenza che il personale è ancora quello di un Alitalia da vacche grasse: 18mila dipendenti con costi per unità che per il Fly ammontano a oltre 70mila euro e per il Service a 42mila.

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Il falso mito del patriottismo - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)

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Commenti il falso mito del Patriottismo (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Viene assunto come un dogma da cui dipende il consenso popolare, dunque criticabile solo da economisti "apolidi" e irresponsabili. Nella vicenda Alitalia è tale luogo comune ? la difesa dell'italianità ? che garantisce a Berlusconi l'aureola di difensore dell'interesse nazionale. Guai a chi si oppone. Ma se si dà per scontato che la sopravvivenza della compagnia di bandiera rappresenti una priorità vitale della nostra economia, ne consegue che le alterazioni delle regole di mercato e gli esborsi di denaro pubblico siano tollerabili come male minore, necessario al perseguimento di una non meglio precisata "strategia-Paese". In fondo anche stavolta pagheremo senza accorgercene? L'argomento vincente è che tutti i grandi paesi hanno una compagnia di bandiera (falso) e dunque per non venir colonizzati dobbiamo avercela pure noi (perché?). Se si prova a chiedere una motivazione meno generica, la risposta è che siamo una nazione a forte vocazione turistica. Come se dipendesse da Alitalia il calo delle presenze straniere nel Bel Paese. O ancora si sostiene che l'industria del Nord necessita di collegamenti migliori. Vero, ma il piano Fenice non può certo garantirli, e perciò mira a concentrare i suoi profitti sulle tratte locali. L'accordo con Air France tentato dal governo Prodi fu bocciato come svendita del patrimonio nazionale. Il fallimento di Alitalia viene respinto all'unanimità come ipotesi catastrofica. Ma si può star certi che se a varare un piano come quello di Intesa Sanpaolo fosse stato il governo Prodi, la destra lo avrebbe bollato di comunismo. Sospensione della libera concorrenza, favoritismo degli imprenditori "amici", dirigismo, aggravio di spesa pubblica? Che confusione, povera sinistra riformista: ha faticato tanto per assimilare le regole dell'economia di mercato, e ora subisce l'accusa di essere antiquata da parte di chi? Di un ministro come Tremonti che a Rimini ha rivendicato con disinvoltura il motto: "Dio, patria, famiglia". Dopo anni di predicazione "meno tasse, meno Stato". Bisogna riconoscere che se la sinistra patisce oggi l'accusa populista di "mercatismo" e sudditanza allo straniero, se i rilievi europeisti di Mario Monti vengono snobbati come prediche inutili, ciò deriva dalla timidezza con cui anch'essa ha venerato il tabù dell'italianità quando era al governo. Il cattivo esempio dello statalismo francese suscita per lo più ammirazione. E perfino l'astuzia dei finanzieri d'oltralpe Bernheim, Bolloré, Ben Ammar, che spergiurano di operare a tutela dell'italianità di Generali e Mediobanca, gode di buona stampa. Patrioti di una patria altrui? Peccato non siano servite di lezione le manovre dei vari Fazio, Consorte, Fiorani, Ricucci che concertavano scalate bancarie anch'essi con la scusa dell'italianità. Tranne che nel caso della Fiat, è opinabile che gli altri interventi bancari motivati come difesa del "sistema-Paese" abbiano rafforzato le nostre imprese. Né il veto alla fusione italo-spagnola delle autostrade ha comportato vantaggi per i consumatori. Certo l'Italia non può fare a meno di una politica industriale, e soprattutto in tempi di crisi lo Stato deve fare la sua parte in economia. Una visione meramente liberista sarebbe irresponsabile, ma di qui a illudersi che le crisi aziendali si superano ricorrendo al patriottismo degli imprenditori, ce ne corre. Mentre le nostre imprese più dinamiche si rafforzano grazie a fusioni internazionali o diventando competitive sui mercati esteri, i difensori (trasversali) dell'italianità perseguono la falsa idea che la libera concorrenza sia un lusso che questo Paese non potrebbe permettersi. La loro aspirazione è una deroga perenne alle norme antitrust, da ottenere tramite il collateralismo politico-bancario e il perpetuarsi dell'economia di relazione. Nel breve periodo a giovarsene sono settori di classe dirigente abituati a realizzare profitti soprattutto nell'ambito di mercati domestici e protetti. Pare faccia scuola il modello Mediaset, cioè il miraggio di un'economia imperniata su campioni nazionali squilibrati, forti in casa e deboli in trasferta. Del resto gli ostacoli posti alla nascita di un terzo polo televisivo italiano non hanno impedito la penetrazione dell'impero di Murdoch. Pensiamo davvero che farebbe bene all'economia italiana replicare la protezione di altri piccoli monopoli tricolori nei diversi settori di concessione pubblica? Questa è una visione miope del nostro futuro, un tirare a campare che penalizza i consumatori e le imprese più attrezzate a vincere in campo aperto. Ne scaturisce una ricorrente contrapposizione alle regole comunitarie che non solo ci indebolisce a Bruxelles ma rischia di ostacolare il consolidamento di una potenza economica europea. Il falso patriottismo giova alla popolarità del governo di destra ma non è in grado di impedire che, nel medio periodo, i nostri piccoli campioni nazionali vengano integrati nei colossi globali. Remare contro è una pessima politica: può arricchire i soliti noti ma impoverisce il Paese.

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Settembre nero per 13 mila lavoratori - cristina zagaria (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)

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Pagina II - Napoli Settembre nero per 13 mila lavoratori Oggi assemblea all'Atitech. E alla Fiat di Pomigliano scatta la cassa integrazione CRISTINA ZAGARIA Settembre, riaprono le fabbriche. Ma sarà un mese difficile per circa 13 mila lavoratori in Campania, tra piani di cassa integrazione, prepensionamenti e commissariamenti. La crisi va dai timori degli operai Atitech alle due settimane di stop forzato per alcuni lavoratori della Fiat di Pomigliano, senza dimenticare l'Idealclima di Salerno, la crisi dilagante nell'industria casertana e la chiusura della Rinascente, che scompare da via Toledo, a Napoli. Oggi, assemblea all'Atitech, azienda napoletana per la manutenzione degli aerei, legata ai destini Alitalia. Dalle 18 alle 20, in concomitanza con l'incontro governo-sindacati a Roma, i lavoratori napoletani saranno in assemblea. "Bisogna tenere alta la concentrazione - afferma il segretario Rsa Atitech, Giovanni Aruta - è una vertenza difficile, ma con un solo obiettivo, quello di tutelare i lavoratori e garantire i posti di lavoro". Atitech è un polo di eccellenza con 750 dipendenti oltre a 150 lavoratori dell'indotto. "Rinunciare alle elevate professionalità dei lavoratori, caratterizzata da una età media anagrafica bassa, non serve a risanare una compagnia aerea la cui attuale situazione è strettamente legata a scelte manageriali inopportune e fallimentari e alla latitanza dei vari governi" dicono a una sola voce Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Sdl, che annunciano "una dura e determinata risposta senza precedenti del sindacato napoletano e di tutti i lavoratori". Clima di attesa anche alla Fiat di Pomigliano, dove lo stabilimento rimane fermo per due settimane. Al rientro dalla pausa estiva, gli oltre 5.000 dipendenti saranno in cassa integrazione da oggi fino al 16 settembre, con il salario tagliato del 33 per cento. Un'altra settimana è prevista a ottobre e una terza a novembre, nonostante l'arrivo della Bravo, che Pomigliano produrrà da metà settembre. "Queste due settimane di cassa integrazione arrivano dopo ferie lunghissime, cinque settimane per gli operai che lavorano alla produzione della 147 e quattro per la catena do lavoro della 159 - dice il segretario regionale Fiom-Cgil, Maurizio Mascoli - il che vuol dire una micidiale onda di ricaduta anche sull'indotto di primo livello, metalmeccanico, chimico e servizi". Oltre un terzo dell'indotto (che oscilla tra i 12 e i 15 mila posti di lavoro) potrebbe essere travolto da una cassa integrazione a catena: una stima di 5-6.000 posti di lavoro. I sindacati hanno già avuto richieste di cassa integrazione, per esempio, dalla Lear di Caivano, dove si producono i sedili delle Alfa, dalla Fma (azienda del gruppo Fiat, con 2.000 addetti) di Napoli, la Ergom di San Giovanni, azienda che produce e assembla componenti in plastica (oltre 700 dipendenti). Tutte aziende concentrate nella provincia di Napoli. A Napoli il 15 settembre chiude anche la Rinascente di via Toledo, con il prepensionamento per 60 dipendenti e la mobilità per tutti gli altri. E, oggi, alle 12, protestano davanti Palazzo San Giacomo anche i 15 ex dipendenti del Consorzio Italia Servizi, licenziati il primo agosto. La crisi non lascia indenne il Salernitano, con i 250 dipendenti della Idealclima in cassa integrazione, dopo la cessata attività della fonderia. "Abbiamo chiuso un accordo proprio prima dell'estate - dice Mascoli - Ma i patti prevedono anche la reindustrializzazione dell'area e ci sarà da combattere". Sono almeno quattro i punti di crisi nel casertano. Alla Ixfin (ex Olivetti) di Marcianise, 800 operai sono in cassa integrazione. Stessa situazione per i circa 300 operai della Silia di Pignataro (azienda che produce elettrodomestici. Tensione anche per il gruppo Jabil (ex Nokia-Siemens) di Marcianise. Il consiglio dei ministri, invece, ha appena prorogato di un anno il commissariamento della Finmek, di Santa Maria Capua Vetere e San Marco, allungando così il periodo di cassa integrazione dei 140 dipendenti, che si affiancherà a un massiccio piano di prepensionamenti. "L'iniziativa è una boccata di ossigeno per le maestranze - commenta l'assessore provinciale alle Attività produttive, Franco Capobianco, - ma occorre cominciare subito a lavorare per definire un futuro occupazionale stabile per i lavoratori". "Non voglio chiamarlo un "settembre nero". Preferisco parlare di un settembre complicato - dice il segretario generale regionale Cgil, Michele Gravano - Le nostre emergenze ovviamente sono Pomigliano e Atitech, ma non dimentichiamo anche la provincia di Caserta e Salerno. Infine siamo molto preoccupati per il peso sociale dei tagli nel mondo della scuola e dei livelli occupazionali nel pubblico impiego".

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Niente atti di forza su Alitalia Intervista a Epifani: il governo non inizi il confronto parlando di esuberi La cordata di imprenditori? I loro interessi sono solo edilizi e finan (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-09-2008)

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"Niente atti di forza su Alitalia" Intervista a Epifani: il governo non inizi il confronto parlando di esuberi "La cordata di imprenditori? I loro interessi sono solo edilizi e finanziari" Crisi Alitalia, con una cordata di salvataggio che - dice - non sembra essere mossa da interessi industriali. E poi inflazione, bassi salari, riforma del modello contrattuale, emergenze per affrontare le quali il governo ha fatto finora poco o nulla. Appena tornato dagli Usa dove, ospite dei sindacati americani, ha partecipato alla convention democratica per l'investitura di Barack Obama per la corsa alla Casa Bianca, il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, si trova a dover fare i conti con una situazione difficile. Ma con qualche speranza in più. segue a pagina 3.

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Intercettazioni, l'assedio della destra al Pd È succube di Di Pietro, lo molli . Il partito di Veltroni: Un progetto ce l'abbiamo, voteremo quello (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-09-2008)

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Intercettazioni, l'assedio della destra al Pd "È succube di Di Pietro, lo molli". Il partito di Veltroni: "Un progetto ce l'abbiamo, voteremo quello" di Bruno Miserendino/ Roma C'È CHI la prende con ironia, come Piero Martino, braccio destro di Franceschini: "Editorialisti contro il Pd? È estate, si vede che non c'è molto da scrivere...". E chi la prende molto più seriosamente come il prodiano Franco Monaco: "È ossessiva e incal- zante la campagna di opinione tesa ad alimentare nel Pd il complesso di un'opposizione non abbastanza compiacente e collaborativa, sempre e su tutto". Comunque la si veda, dalla giustizia alle intercettazioni, l'impressione diffusa è che il partito democratico sia sotto attacco su vari fronti. Sono tempi di magra, non c'è dubbio. La Destra si sente forte, e dipinge un Pd subalterno a Di Pietro, senza proposte politiche. L'invito che il Pdl rivolge al partito di Veltroni è semplice: rompa i rapporti con l'ex pm e dica sì su giustizia e intercettazioni. Invito seguito da avvertimento: comunque, come spiega Ghedini, che è il vero ministro della giustizia, "noi andiamo avanti in ogni caso, se il Pd ci sta bene, se no pazienza". Non c'è un legame diretto con questo attacco però una buona fetta di media e di editorialisti sembra sentire questo clima e parla del partito di Veltroni solo per segnalare divisioni al suo interno. Comprese quelle sul tema giustizia e intercettazioni, dove in realtà il Pd ha da tempo presentato le sue proposte e su cui quasi tutti, assicurano al partito, si riconoscono. Opinioni e sfumature diverse sì, blocchi contrapposti no. Sindrome da assedio al Pd? La circostanza viene negata, "l'ultima cosa a cui pensiamo è fare del vittimismo", spiegano i leader, e infatti degli editorialisti che consigliano al Pd di fare un'opposizione-non opposizione su tutto, da Alitalia, per finire a giustizia e intercettazioni, nessuno si preoccupa. Certo l'ascolto dei tg e la lettura dei giornali sono da tempo un'attività poco piacevole in casa Pd. Un giorno tiene banco il flop, vero o presunto delle feste democratiche, una volta è la nascita di un fronte interno nel Pd di filo-berlusconiani in fatto di intercettazioni, una volta tiene banco persino il conflitto di interessi (sic) tra Colaninno padre, che guida la cordata degli imprenditori su Alitalia, e Colaninno figlio che nel Pd si occupa di infrastrutture. Ieri il ministro ombra della giustizia ha dovuto scrivere al Corriere della Sera per segnalare a un suo autorevole commentatore che sia sulle intercettazioni che sulla giustizia il Pd non è a rimorchio di nessuno e ha presentato le sue proposte, che sembrano più equilibrate e meno propagandistiche di quelle di Berlusconi. Il caso intercettazioni è emblematico: il Pd vuole una stretta per garantire la privacy, ossia per evitare la diffusione di colloqui privati non attinenti ai processi, ma non vuole limitare l'uso delle intercettazioni che sono per la magistratura uno strumento indispensabile per le indagini. La differenza con l'orientamento del Pdl, peraltro diviso al suo interno, perchè la Lega sta puntando i piedi, è evidente, visto che Berlusconi vuole drasticamente ridurre l'uso delle intercettazioni escludendo tutti i reati "sensibili per lui", per usare le parole di Anna Finocchiaro. Perchè mai, dicono al Pd, dovremmo sdraiarci sulle idee di Berlusconi? Stesso discorso per il tema, collegato, della riforma della giustizia. Il Pd è pronto a confrontarsi sulla velocità dei processi, ma non sull'unica cosa che sembra interessare il premier, ossia separare le carriere, addomesticare i pm, e togliere l'obbligatorietà dell'azione penale. L'obiettivo della Destra è chiaro: accusa di Pd di essere succube di Di Pietro sperando in un via libera morbido a questi temi. Ma è difficile che le cose vadano così. Il Pd, nonostante le varie sfumature di pensiero, non può uscire dal solco tracciato da Veltroni: convergenza, se possibile, sulle regole del gioco e sulle riforme istituzionali, per tutto il resto opposizione riformista limpida, con proprie proposte, e dura. Il contrario del consociativismo. È una fase difficile per il segretario, perchè il Pd sembra tutto ripiegato su stesso, dedito masochisticamente a coltivare più le divisioni interne che non a rispondere all'offensiva della Destra, mentre Veltroni avrebbe bisogno di un partito che si mobilita sulle vere emergenze del paese, che sono i temi economici, e prepari la manifestazione del 25 ottobre, alla cui riuscita sono legate molte cose. Anche per questo pochi scommettono su possibilità di accordi.

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Epifani: su Alitalia molti interessi ma poca attenzione industriale (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Angelo Faccinetto / Milano/ Segue dalla prima Epifani, qual è il messaggio che porta da Denver? "I giornali, anche in Italia, hanno dato molto risalto ai contenuti della convention democratica. Un punto, però, è rimasto in ombra: il sostegno di tutte le organizzazioni sindacali alla candidatura di Obama e il grande peso che hanno avuto i temi del lavoro in tutti gli interventi. Da quelli del candidato presidente a quelli di Ted Kennedy, di Joe Biden, di Bill e di Hillary Clinton. È il segno di uno spostamento a sinistra del Partito democratico americano ed è un segnale importante anche per l'Europa e per l'Italia". Perché? "Perché in quella che Obama chiama la "promessa americana" c'è il superamento della teoria reaganiana che ha dominato gli ultimi decenni, c'è la proposta di una società non più fondata sugli interessi individuali ma sulla coesione sociale. Non a caso è partito un segnale forte per una nuova politica del welfare, per una nuova legislazione del lavoro, per una politica fiscale esplicitamente redistributiva, Ed è stato sottolineato il principio "paga uguale a lavoro uguale", che permette il superamento delle differenze di genere e si è insistito sull'importanza del contratto collettivo, un richiamo di grande attualità anche per noi". In che modo questi orientamenti potrebbe incidere sulle scelte politiche italiane ed europee? "Incidono come sempre incidono le grandi scelte americane. Se Obama vincerà la sfida per la Casa Bianca diventeranno decisivi e imporranno anche da noi una riflessione seria. E poi, più in generale, anche se Obama ha sottolineato che la sua non è una candidatura di razza, una sua vittoria sarebbe un segnale in fortissima controtendenza con la cultura xenofoba, razzista e discriminatoria, oggi presente in Europa, Italia compresa. Come dimostrano l'atteggiamento del governo e di diverse amministrazioni locali". Uno stimolo anche per il nostro Partito democratico che oggi appare in difficoltà? "Penso di sì. Una parte del gruppo dirigente, guidato dal segretario Veltroni, ha partecipato alla convention. Mi aspetto che malgrado le difficoltà, questa scelta netta del partito americano possa aiutare il dibattito interno al Pd a decollare". Come interpreta queste difficoltà? "Non sono una sorpresa, per me. Come ricorderà, avevo mosso diverse critiche sul modo in cui il Pd è nato. Andava seguito un percorso diverso ed inverso rispetto a quello intrapreso. Adesso bisogna correre ai ripari. Non può essere che la più grande forza di opposizione non abbia una sua fisionomia forte e un altrettanto forte radicamento sociale. Ma credo che il gruppo dirigente lo abbia chiaro". Intanto, con la sfida elettorale americana alle porte e, in Italia, un Pd in cerca di identità, comincia un autunno carico di problemi. Cito i principali che, come si dice, si "tengono" tutti: Alitalia, inflazione, emergenza salariale, crisi dei consumi, riforma del modello contrattuale. Come li affronterà il sindacato? Cominciamo da Alitalia e dal suo carico di esuberi. "La nostra posizione è chiara. Non siamo disposti a discutere di esuberi se non si discute di piano industriale. E piano industriale vuol dire investimenti, qualità e quantità dei collegamenti, della flotta. Significa perimetro aziendale, cioè attività da tenere e da abbandonare. Solo dopo aver convenuto su questi punti è possibile affrontare il tema organici". A proposito dei quali il ministro Sacconi, l'altro giorno ha parlato, di circa 5mila unità. Più o meno del previsto? "Lo ripeto: noi non vogliamo partire dagli esuberi. Passera dice che è fondamentale l'accordo con il sindacato? Bene. Ma questo significa confrontarsi con le nostre opinioni. Quello che si aprirà domani (oggi per chi legge, ndr) deve essere un confronto vero sul piano industriale, non un prendere o lasciare. Se fosse così non ci sarebbe il nostro consenso". Intanto però un'idea sulla cordata se la sarà fatta... "La mia opinione è che questa cordata - sulla quale Passera stava lavorando da tempo e per la quale il governo ha cambiato in corsa le regole - sia formata da imprenditori che, per una parte, hanno altri interessi (penso a quelli che operano nell'edilizia o nel campo delle concessioni pubbliche) e per l'altra puntano sul guadagno finanziario. E ciò è un problema, perché in un mercato difficile come quello del trasporto aereo, se gli azionisti non si concentrano sul cuore dell'attività, c'è il rischio di fallire nell'intento" . Non vede nessun interesse industriale in questa cordata? "Allo stato non è visibile. E mi chiedo quali problemi porrà, nell'immediato e in prospettiva, il vincolo temporale di cinque anni che questi imprenditori si sono posti. Perciò è importate un piano industriale all'altezza dei problemi di Alitalia. Chiediamo un impegno che sia, insieme, di risanamento e di sviluppo, non accetteremo una politica dei due tempi. E non c'è solo l'Alitalia. L'inflazione non scende, i consumi crollano, lavoratori e pensionati perdono giorno dopo giorno potere d'acquisto. Come è stata sin qui l'azione del governo? "Questa è la grande emergenza nazionale e su questo il governo ha fatto poco. Poco sui prezzi, poco sulle tariffe, niente sulla restituzione fiscale a lavoratori e pensionati. Questo segna oggi il maggior dissenso tra noi e il governo. Ovviamente tutto ciò rende anche più difficile il confronto sulla riforma dei contratti". Che sembra irto di ostacoli. "Un intervento di redistribuzione fiscale l'avrebbe sostenuto, non averlo fatto acuisce i problemi. Noi puntiamo ad un aumento dei salari attraverso tutti i livelli contrattuali, mentre non pare che Confindustria si muova in questa direzione". I tempi? Sacconi e industriali, ma anche Cisl e Uil, fanno pressing perché si concluda tutto entro settembre. "Anche noi abbiamo l'esigenza di non diluire i tempi, ma non accettiamo diktat. Né dal governo, né da Confindustria, né da altri sindacati. Credo che dopo la metà del mese avremo un quadro più preciso che ci consentirà di capire se sarà possibile giungere o meno ad un accordo". Lei ha sottolineato che, mentre tutti i governi europei si stanno muovendo per fronteggiare la crisi, il nostro rimane inerte. Cosa pensa di fare per dargli la sveglia? "Penso che a sostegno dei nostri obiettivi si debba avviare una vasta mobilitazione di massa. Nei prossimi giorni faremo una verifica con Cisl e Uil, poi decideremo". Tra i problemi al centro dell'attenzione mediatica non c'è l'occupazione. Il ministro Sacconi magnifica l'aumento delle ore di straordinario ottenuto grazie ai suoi provvedimenti, mentre si tace il fatto che la cassa integrazione continua ad aumentare. Come mai? "Il governo non intende rappresentare la realtà italiana per quello che è, con la sua economia in recessione, con la cassa integrazione che cresce, con le sue filiere produttive in crisi. Non solo, credo, per una questione di immagine, ma anche perché non ha una proposta. Per questo preferisce dare una lettura ideologica della situazione plaudendo all'incremento del 9% delle ore di straordinario e dimenticando che, nel complesso, il Paese perde ore di lavoro. Per via della crisi".

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Finita la tregua estiva, venerdì ripartono gli scioperi nei trasporti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Con l'ultimo grande rientro di ieri, si chiude anche la tregua estiva per gli scioperi nel settore trasporti. Ecco la mappa dei possibili disagi, riportati dal sito del Garante www.commissionegaranzia sciopero.it dove sono riportate anche le agitazione delle ferrovie a livello regionale e locale. VENERDÌ 6: gli assistenti di volo dell'Enav fermi per quattro ore, e protesta simbolica di 1 minuto. dalle 12 alle 12,01, proclamata dal Sdl per Alitalia. MARTEDÌ 9: sciopero di 24 ore del personale marittimo di Tirrenia. MERCOLEDÌ 17: la Cub Trasporti ha dichiarato 4 ore di sciopero, dalle 12 alle 16, per i dipendenti Alitalia e Alitalia Servizi. Nelle stesse ore anche Cgil, Cisl, Uil, Ugl hanno chiamato all'astensione dal lavoro tutto il personale di terra delle Compagnie aeree italiane. GIOVEDÌ 25: comincia lo stop di 48 ore dei di Tirrenia, che ripeteranno l'agitazione di due giorni anche martedì 7 e mercoledì 8 ottobre, Sul fronte aereo sciopero di 4 ore dei controllori di volo Enav DOMENICA 28: fermi dalle 12 alle 16 i controllori Licta di Enav.

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Piano Fenice, i sindacati vogliono una trattativa vera Oggi il primo incontro con quattro ministri. Le nove sigle al tavolo d'accordo: non si parli soltanto di esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Luigina Venturelli / Milano ATTESA Come ogni travaglio, pure quello per dare alla luce la Nuova Alitalia si preannuncia impegnativo e doloroso. La rinascita della compagnia in formato Fenice entra oggi nella fase operativa, con il primo incontro ufficiale tra azienda, governo e sindacati nell'era post-commissariamento. I dubbi sulla volontà della cordata di puntare al rilancio industriale e le preoccupazioni sulle migliaia di esuberi che tutti aspettano ma che nessuno ancora ufficializza non preannunciano un'atmosfera distesa. "L'auspicio - afferma il segretario generale della Filt-Cgil, Franco Nasso - è quello di trovarci di fronte ad una trattativa vera". Che significa discussione aperta, senza pregiudiziali, sul profilo industriale del piano che le organizzazioni sindacali hanno finora appreso dalla stampa: "Si dovrà parlare di perimetro aziendale, di dotazione di aeromobili, e solo di conseguenza potremo discutere degli effetti sul lavoro" conclude Nasso. Insomma: il governo e l'azienda non si aspettino un sindacato disposto a comprare il pacchetto Fenice a scatola chiusa, chiamato solo a trattare e certificare i tagli al personale. "Vogliamo conoscere il progetto, speriamo che sia un piano coerente - dice il segretario nazionale della UilTrasporti Marco Veneziani - e solo successivamente parleremo degli esuberi". Non sarà una passeggiata per il commissario straordinario Fantozzi, che aprirà il confronto con una relazione sullo stato dell'azienda. Nè per i ministri che questo pomeriggio si siederanno al tavolo con le nove sigle sindacali che rappresentano i dipendenti Alitalia. Sul responsabile dei Trasporti Matteoli incombe la grana dello scontro Malpensa-Fiumicino. Su quello delle Attività produttive Scajola pesano gli avvertimenti di Bruxelles al rispetto delle regole europee (il salvataggio di Alitalia avverrà "senza aiuti di Stato, nè alla vecchia nè alla nuova compagnia" ha abbozzato ieri). E ai titolari dell'economia Tremonti e del lavoro Sacconi spetta il cuore della trattativa, l'impatto industriale e occupazionale. Il sindacato dei piloti Anpac è pronto alla battaglia: "Di fronte ad un piano non condiviso e che, a nostro giudizio, possa pregiudicare le prospettive di rilancio, le reazioni saranno durissime". Anche perchè "non partiranno solo dai vertici sindacali ma dai lavoratori stessi stremati da anni di crisi" dice senza mezzi termini il presidente dell'organizzazione Fabio Berti. Il coro è unanime: il sindacato pretende "un piano finalizzato al rilancio". I dubbi sulle reali intenzioni della cordata non sono un mistero: "Il piano di Intesa Sanpaolo è identico a quello di Spinetta - ha spiegato Fabrizio Solari, segretario confederale della Cgil - una compagnia regionale al servizio di un grande concorrente, probabilmente la stessa Air France-Klm". Ma con una sostanziale differenza rispetto al vecchio progetto: "Qui qualcuno ci guadagnerà, e non è lo Stato".

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<La nuova Alitalia? Né a destra né a sinistra> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-01 num: - pag: 1 autore: di DARIO DI VICO categoria: REDAZIONALE Le interviste CORRADO PASSERA "La nuova Alitalia? Né a destra né a sinistra" "Da sempre ci muoviamo così senza badare al colore della coalizione che governa il Paese - dice l'amministratore delegato di Banca Intesa Sanpaolo -. Chi sia il presidente del Consiglio e quale la maggioranza che lo sostiene, al fine delle nostre decisioni è irrilevante. Anche al governo Prodi abbiamo offerto la nostra collaborazione sul dossier Alitalia, ma non si sono create le condizioni". A PAGINA 5 \\.

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La nuova compagnia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-01 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La nuova compagnia Settimana di vertici e incontri Oggi sarà il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a incontrare le 10 sigle sindacali che rappresentano le varie categorie di lavoratori della vecchia Alitalia, ormai vicina alla liquidazione Previsto anche un vertice a Palazzo Chigi con i leader di Cgil, Cisl e Uil.

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Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-01 num: - pag: 5 categoria: BREVI Alitalia \\ Divisioni nella banca? Dialettica utile, ma tutte le decisioni sono state prese all'unanimità \\ Non sono un mercatista, credo nella concorrenza.

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<È una soluzione per il Paese, né di destra né di sinistra> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-01 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE "è una soluzione per il Paese, né di destra né di sinistra" Passera: su Alitalia offrimmo la nostra collaborazione anche a Prodi MILANO - "E' un piano serio, è un piano che può permettere ad Alitalia di tornare a competere e crescere sul mercato. E' un piano difficile, perché difficilissima è la situazione in cui si trova Alitalia. Non è paragonabile al piano di Air France, perché quest'ultimo faceva scomparire Alitalia come azienda autonoma e comunque era prima della crisi del petrolio che ha fatto fallire decine di linee aeree e che la Iata definisce paragonabile a quella post 11 settembre. Anche il presidente di Air France, Spinetta, mi ha confermato che la loro proposta sarebbe stata del tutto inadeguata a risanare Alitalia alla luce degli eventi successivi. In ogni caso se ci saranno offerte migliori il commissario le valuterà sicuramente". Ma cosa qualifica il piano rispetto alle precedenti ipotesi? "Il raggiungimento, grazie ad AirOne, di una dimensione sufficiente per il rilancio del vettore sul mercato non solo domestico, ma anche internazionale. La produttività e un servizio che saranno in linea con i migliori concorrenti. Il completo rinnovo della flotta unito al ridisegno del network per soddisfare le esigenze del mercato italiano. E poi una grande alleanza internazionale". Eppure la critica che vi viene rivolta è di far arretrare la cultura di mercato. "Al contrario, è un piano di mercato ed è finalmente una privatizzazione di Alitalia da tanti anni tentata e mai riuscita. Credo nel libero mercato e credo di aver contribuito allo sviluppo della concorrenza sia ai tempi della telefonia mobile, che alle poste, che in banca. Se oggi l'Italia ha due banche tra le prime del mondo è grazie alla formidabile iniezione di concorrenza che si è saputo introdurre nel settore. Privatizzazioni e liberalizzazioni che hanno portato al consolidamento, alla crescita e a uno standard di innovazione mai viste precedentemente". Ammetterà che il rilancio dell'Alitalia avviene però sotto il segno della cultura dei campioni nazionali e della deroga alle norme antitrust. "Ogni settore ha le sue regole del gioco e non esistono schemi di privatizzazione validi per tutti. Ogni grande compagnia europea è prima di tutto campione nazionale a casa propria, con posizioni dominanti che arrivano in qualche caso al 90%, come in Francia. La nuova Alitalia arriverà a meno del 60% ed in ogni caso l'Antitrust vigilerà. Se poi lei si riferisce alla tratta Roma-Milano il vero concorrente è il treno che in un paio di anni potrà raggiungere anche il 50% del mercato". Il rischio però è che si tratti di una privatizzazione pagata dai consumatori. "Non sarà così. Il nostro piano è nell'interesse sia dei consumatori sia dei cittadini. E' nell'interesse dei consumatori perché migliora il servizio e aumenta l'efficienza. Tiene conto anche degli interessi della comunità nazionale. Salvaguardare l'italianità della compagnia di bandiera serve a rafforzare le chance dell'Italia in campo turistico e renderla più aperta agli scambi e all'internazionalizzazione. Sono valori economici anche questi". Italianità? Ma Air France o Lufthansa o British Airways potrebbero fare un calcolo di questo tipo: mettiamo un piede dentro pagando solo il 10% e poi domani facciamo il colpo dando un po' di soldi agli imprenditori e ci prendiamo tutto. Nel frattempo il "lavoro sporco" lo avranno fatto gli italiani. Qualcuno è arrivato a evocare il paragone con l'ingresso di Telefonica in Telco. "A parte che l'operazione Telefonica- Telco aveva ed ha una sua logica di cui non ha senso parlare in questa sede, il paragone è comunque sbagliato. La stragrande maggioranza del capitale di Alitalia resterà in mani italiane e tutti gli azionisti hanno accettato di vincolarsi per cinque anni. Noi abbiamo creato le condizioni perché nel 2013 arrivi una compagnia tricolore viva, più efficiente, più competitiva. A seconda di come sarà l'industria del volo allora sarà possibile tracciare il miglior futuro per questa compagnia". Si dice che gli imprenditori che sono entrati in Alitalia hanno realizzato una sorta di scambio con la politica. Eugenio Scalfari lo chiama "imbroglio". Puntano una fiche sugli aerei ma intanto ricavano migliori condizioni nelle concessioni autostradali, fanno il pieno dei lavori dell'Expo e godono di tanta tanta benevolenza governativa. "E' una insinuazione sbagliata, pregiudiziale e non vera. Tutti gli azionisti hanno esaminato con grande attenzione il piano ed hanno deciso di investire perché lo apprezzavano come imprenditori e per i risultati economici che si propone di raggiungere. Certamente tutti hanno dato importanza anche al fatto di poter contribuire ad un progetto utile per il nostro Paese, ma la valutazione fondamentale è stata per tutti di tipo imprenditoriale. Guardando la lista di investitori, la maggioranza non ha neanche rapporti con il mondo pubblico". Ma la figura di Roberto Colaninno primus inter pares non rischia di compromettere l'equilibrio della compagine azionaria? "Tutti si sono riconosciuti nella scelta di nominare Colaninno presidente e Sabelli amministratore delegato. Sabelli ha condiviso fin dall'inizio le scelte del piano e ha contribuito alla sua messa a punto. Quando anche Colaninno si è aggiunto alla squadra si è potuto riformare un tandem che ha già conseguito grandi risultati in altre operazioni. Contiamo poi sul contributo di tutti gli azionisti e, in particolare, saranno importanti la competenza e le professionalità apportate da Carlo Toto. Senza AirOne l'operazione non sarebbe stata possibile e non avremmo le dimensioni necessarie, gli aerei, la quota di mercato per riuscire". Quale sarà il ruolo di Intesa? "Nelle ultime settimane abbiamo svolto un ruolo strategico di pianificazione e coordinamento del progetto. A questa prima conclusione positiva si è arrivati innanzitutto grazie all'impegno di Gaetano Micciché e del suo gruppo di lavoro e poi di tutti gli imprenditori che hanno creduto in questo progetto. Ora come Intesa Sanpaolo assumiamo il ruolo di azionisti insieme agli altri". E il dibattito interno al gruppo Intesa Sanpaolo come prosegue? La stampa ha parlato di visioni diverse tra il Consiglio di Sorveglianza e quello di Gestione con il timore da parte del primo di favorire eccessivamente il governo Berlusconi. "La dialettica è sempre utile per arrivare a decisioni giuste e condivise. Sia il Consiglio di Gestione che quello di Sorveglianza hanno interpretato al meglio il proprio ruolo e fornito il loro contributo. Tutte le scelte su quest'operazione sono state fatte all'unanimità sia nei due consigli sia nei comitati strategici della banca. Non è mai sorto il problema del cui prodest, ma si è discusso sempre e solo della validità del progetto, così come nei molti altri casi in cui la banca ha impegnato del capitale per rendere possibili grandi progetti di ristrutturazione e rilancio di aziende italiane". Un indirizzo che avete seguito e seguirete con tutti i governi? "Da sempre ci muoviamo così senza badare al colore della coalizione che governa il Paese. Chi sia il presidente del Consiglio e quale la maggioranza che lo sostiene, ai fini delle nostre decisioni è irrilevante. Anche al governo Prodi abbiamo offerto la nostra collaborazione sul dossier Alitalia, ma non si sono create le condizioni ". A suo tempo la banca sostenne la proposta d'acquisto da parte di AirOne. "Seguiamo la vicenda da due anni. In una prima fase abbiamo sostenuto l'offerta AirOne ma non si è creduto nella bontà del nostro piano e non siamo stati ammessi neanche alla due diligence. Nella fase successiva in cui la crisi di Alitalia si è aggravata e siamo entrati in una fase diversa e più critica. La somma Toto più Alitalia non era più sufficiente per affrontare l'emergenza Alitalia e i nuovi prezzi del carburante; servivano altre energie imprenditoriali e le abbiamo trovate. L'Alitalia, per poter attirare capitali, aveva bisogno di un risanamento e riorganizzazione ancor più profonda". Lei la chiama riorganizzazione profonda ma i suoi critici dicono che si tratta di un revival della vecchia e perniciosa attitudine italiana a privatizzare i benefici e a socializzare i costi. Addossando allo Stato esuberi di personale, indennizzi ai piccoli risparmiatori e quant'altro. "Penso solo una cosa: il fallimento dell' Alitalia scaricherebbe sulle spalle dello Stato oneri di tutti i tipi. Qualcuno fa finta di dimenticarselo e dimentica anche che la compagnia è stata ridotta in fin di vita da anni e anni di cattiva gestione e di responsabilità diffuse". Si parla molto in questi giorni di una collaborazione tra il governo di centro- destra e le più importanti realtà imprenditoriali e bancarie del Paese. C'è chi è arrivato a paragonare il piano di risanamento Alitalia alla commissione Attali varata in Francia dal governo Sarkozy. E del resto anche lei in più occasioni e in tempi non sospetti ha sostenuto che una esperienza à la Attali avrebbe fatto bene all'Italia. "Accetto il paragone almeno in parte. La commissione Attali è stato sinonimo di un impegno no partisan, di interventi economici e infrastrutturali coordinati in vari settori, di progetti di lungo termine che mobilitano risorse pubbliche e private. Anche in questo caso la ristrutturazione di Alitalia non potrà, ad esempio, prescindere da una riorganizzazione del sistema aeroportuale. L'Alitalia non è né di destra né di sinistra. Questo è il nostro modo di lavorare". Ma la logica Attali può estendersi dall' Alitalia anche ad altri progetti. Senza essere particolarmente originale penso alle infrastrutture… "Ci sono progetti Paese che vanno sicuramente al di là dei tempi della politica. Ci sono opere nel campo della scuola, della giustizia, dei trasporti che ogni governo dovrebbe portare avanti facendo il suo pezzo di strada. Credo sinceramente che questo sia l'auspicio di moltissimi italiani, che magari non hanno mai sentito parlare di Attali, ma che vogliono vedere i problemi risolti e non ricominciare da capo in una direzione diversa ad ogni cambio di governo". Non tutti ricordano che in definitiva è stato il sindacato a bocciare il vecchio piano Spinetta e ad affossare l'ipotesi Air France, non teme che possa accadere lo stesso anche questa volta con il piano Intesa? "Tutti i progetti di risanamento e rilancio che ho vissuto, li ho condivisi con il sindacato. La mia esperienza dimostra che anche in caso di ristrutturazioni aziendali difficili, di fronte a piani credibili, onesti e di sviluppo il sindacato non si è mai tirato indietro. Confido che anche questa volta vada così e che si abbia il coraggio di fare in Alitalia ciò di cui l'azienda ha bisogno e che non ha fatto negli ultimi anni". Dario Di Vico I sindacati di fronte a progetti seri e credibili anche in situazioni difficili non si sono mai tirati indietro \\.

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Alitalia, piloti e sindacati: alta tensione sugli esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-01 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Alitalia, piloti e sindacati: alta tensione sugli esuberi Per la Cisl i soci in cordata potrebbero ricollocare i lavoratori La Uilt: nessuno sia lasciato per strada. Il ministro Sacconi dovrebbe incontrare anche Colaninno ROMA - Parte oggi alle 18 la trattativa tra il governo e i sindacati sul salvataggio di Alitalia, nella stessa giornata in cui i soci della Compagnia aerea italiana (Cai) dovrebbero presentare l'offerta al commissario Augusto Fantozzi. Presso il ministero del Lavoro, Maurizio Sacconi riceverà le nove sigle coinvolte, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sdl, Anpac, Up, Anpav e Avia. A seguire, saranno ricevuti anche altri sindacati tra cui la Cub che rappresenta il sindacalismo di base e che ha già proclamato uno sciopero per il 17 settembre. In ballo ci sono i 5-7 mila esuberi individuati dal piano Intesa-Sanpaolo. A fianco di Sacconi ci saranno certamente il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e quello dei Trasporti, Altero Matteoli. Mentre per il Tesoro potrebbe non esserci Giulio Tremonti. Non sarebbe prevista la presenza dell'advisor, né di rappresentanti della Cai, almeno finché l'offerta non sarà stata formalizzata. Del resto l'incontro di oggi non è che il primo di una serie che dovrebbe concludersi entro un mese o poco più. E' questa infatti la scadenza ultima che sarà indicata ai sindacati dal commissario Augusto Fantozzi cui sarà affidata la relazione illustrativa aggiornata allo stato attuale di Alitalia. L'idea è quella di dare ai sindacati il quadro preciso della situazione in modo che non ci siano equivoci sull'ultimatività del piano. Ma i sindacati non vogliono sentire parlare di ultimatum. Ricompattandosi, hanno chiesto di poter avere una discussione a tutto campo che non si esaurisca sul tema degli esuberi. Saranno accontentati: dopo il primo incontro di oggi sullo stato dell'arte, ne seguiranno altri sul piano, illustrato dagli interessati, e infine sulla parte che più interessa i sindacati: le ricadute occupazionali, su cui è previsto anche che ci possa essere una trattativa diretta tra l'offerente e i sindacati. Il ministro Sacconi, che oggi dovrebbe incontrare anche il capo-cordata Roberto Colaninno, ha auspicato che gli esuberi siano meno di 5 mila. Molto dipenderà dalla disponibilità dei sindacati a rivedere gli strumenti contrattuali. Da parte di questi c'è molta attesa: "L'auspicio è quello di trovarci di fronte ad una trattativa vera", dice Franco Nasso, segretario generale della Filt-Cgil. Insomma niente "prendere o lasciare". Anche i piloti dell'Anpac sono molto determinati: "Di fronte a un piano non condiviso - spiega il presidente Fabio Berti -, e che a nostro giudizio possa pregiudicare le prospettive di rilancio, le reazioni saranno durissime, anche perché non partiranno solo dai vertici sindacali ma dai lavoratori stessi stremati da anni di crisi". Più cauta appare la posizione della Cisl: il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, non ha ancora preso posizione dopo l'emersione della cordata italiana, ma prima che questo avvenisse si era mostrato possibilista. Certo, per Bonanni molto dipenderà anche dalla buona volontà che i nuovi azionisti mostreranno: il punto di snodo è la ricollocazione dei lavoratori in esubero. Escludendo la riassunzione in aziende pubbliche, sarà essenziale la disponibilità di aziende private, che potrebbero essere le stesse degli azionisti di Cai. Per acquisire questo nuovo impegno potrebbe servire un incontro con il governo. La UilTrasporti garantisce "uno spirito costruttivo": "Vogliamo conoscere il progetto - dice il segretario nazionale Marco Veneziani -: speriamo sia un piano coerente ". Si tengono un passo indietro gli autonomi di Sdl, forti nel comparto terra, quello che più rischia nella ristrutturazione. In assenza di un confronto vero, fa sapere Sdl, "il governo si assumerà la responsabilità delle determinate forme di lotta che inevitabilmente saranno indette". Al momento però non si registrano particolari situazioni di tensione tra i lavoratori. Antonella Baccaro Il ministro Maurizio Sacconi Gli azionisti Con i titoli Alitalia sospesi, per i soci resta il dilemma sul recupero dell'investimento.

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I protagonisti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-01 num: - pag: 5 categoria: BREVI I protagonisti Roberto Colaninno, presidente di Piaggio, sarà presidente di "Cai" Jean-Cyril Spinetta, numero uno del gruppo Air France-Klm Gaetano Micciché, responsabile della divisione corporate di Intesa Sanpaolo Rocco Sabelli sarà amministratore delegato della Compagnia aerea italiana, la nuova Alitalia.

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La cordata (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-01 num: - pag: 5 categoria: BREVI La cordata La cordata per la nuova Alitalia è composta da alcuni imprenditori italiani. Accanto alla banca Intesa Sanpaolo e al gruppo dei Colaninno, l'Immsi, parteciperà all'operazione Gianluigi Aponte di Msc Crociere, il gruppo Ligresti, il gruppo Atlantia dei Benetton, Emilio Riva dell'omonimo gruppo dell'acciaio, Marco Fossati di Findim, Corrado Fratini di Fingen, Alessandro Grimaldi del fondo Clessidra, Salvatore Mancuso della società d'investimento Equinox, Marco Tronchetti Provera di Pirelli, Marcellino Gavio del gruppo Gavio, il gruppo Marcegaglia e Francesco Bellavista Caltagirone dell'Acqua Marcia. Accanto a questa cordata di imprenditori italiani, il gruppo franco-olandese Air France-Klm potrebbe rilevare una quota fino al 20% e lo stesso, ma per un ammontare probabilmente minore, potrebbe fare la banca d'affari americana Morgan Stanley. Per i soci fondatori ci sarà un vincolo di cinque anni a non vendere le quote.

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<Colaninno grande imprenditore> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-01 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Giancarlo Galan "Colaninno grande imprenditore" "Colaninno è un grande imprenditore. Me lo disse D'Alema in un incontro segreto che avemmo anni fa - riferisce il governatore del Veneto Giancarlo Galan - A una cena, che pagai io, mi disse: è l'unico imprenditore vero in Italia. E lo dimostra prendendosi la patata bollente di Alitalia".

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Alitalia, da oggi in scena i sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 105 Parte il confronto con il governo sul piano Fenice: i piloti sono sul piede di guerra Alitalia, da oggi in scena i sindacati Parte il confronto con il governo sul piano Fenice: i piloti sono sul piede di guerra --> ROMA I sindacati chiederanno oggi al governo di fare un passo indietro nel percorso avviato per il salvataggio di Alitalia. Sosterranno l'esigenza di riaprire il dossier del Piano Fenice, chiuso prima di discuterne i contenuti con i rappresentanti dei lavoratori, e giudicato dalle sigle troppo debole per aprire la strada ad un percorso di rilancio che giustifichi l'alto prezzo da pagare in posti di lavoro. Solo di fronte ad una strategia industriale convincente, avvertono le sigle, ci sarà poi la disponibilità a parlare di esuberi e ammortizzatori sociali. Aprire un confronto che non sia spalle al muro non sarà facile. È chiara la posizione del governo: la soluzione trovata è "l'unica scelta possibile", come alternativa "c'era solo il fallimento". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi lo ha sottolineato giovedì, dopo il decreto che ha ritoccato la procedura prefallimentare dell'amministrazione controllata spianando la strada al piano dell'advisor Intesa Sanpaolo: il commissario, nominato venerdì scorso, ha ora poteri adeguati per cedere in tempi stretti gli asset operativi di Alitalia ad una newco, che può contare sulla cordata di 16 investitori italiani destinata a crescere, e che creerà la "nuova Alitalia" integrando anche Air One. Il compito più difficile sarà poi quello di gestire quel che resta della "vecchia" compagnia: esuberi, debiti, asset da liquidare, azionisti e obbligazionisti da indennizzare. Oggi il tavolo governo-sindacati verrà aperto, presso la sede del ministero del Lavoro di via Flavia, con una relazione del neocommissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi. Il confronto con le nove sigle sindacali sarà "a tutto campo" - ha preannunciato il ministero -, non solo sui temi del lavoro ma con tutti i ministri interessati ai diversi aspetti dell'operazione: l'azionista di controllo di Alitalia, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti; per i Trasporti, Altero Matteoli; per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola; e per il Lavoro, Maurizio Sacconi. I sindacati sono "abbastanza delusi", dice il leader dei piloti, il presidente dell'Anpac Fabio Berti, "perchè - spiega - ci aspettavano un confronto preventivo per discutere le linee strategiche del piano". L'Anpac sarà al tavolo con "lo spirito di affrontare i temi industriali, e di non parlare di esuberi fino a quando non sarà di fronte ad un percorso che possa portare ad un risanamento effettivo". Al contrario "di fronte di un piano non condiviso, e che a nostro giudizio possa pregiudicare le prospettive di rilancio, le reazioni saranno durissime, anche perchè non partiranno solo dai vertici sindacali ma dai lavoratori stessi stremati da anni di crisi". La UilTrasporti garantisce "uno spirito costruttivo". "Vogliamo conoscere il progetto, e speriamo che sia un piano coerente", dice il segretario nazionale Marco Veneziani. "E solo successivamente parleremo degli esuberi, che auspichiamo siano molto meno di quelli che si leggono da indiscrezioni".

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Alitalia si dichiara insolvente e si affida alla nuova legge per il salvataggio delle aziende in cri (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Si. I debiti vengono concentrati in una "bad company" destinata a vendere i beni operativi alla Nuova Alitalia.

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ROMA Quattro ministri da una parte del tavolo, nove sindacati dall'altro. E ago, per così (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Dire, della bilancia con la sua relazione d'apertura, il commissario Augusto Fantozzi. È lo scenario previsto per il delicatissimo confronto governo-sindacati sul piano di salvataggio per Alitalia, fissato per oggi. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, azionista di controllo della compagnia (il Tesoro ha il 49,9%); il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, direttamente interessato alla procedura di amministrazione straordinaria cui Alitalia è stata ammessa venerdì scorso; il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, titolare degli ammortizzatori sociali, che ieri si è detto fiduciso di poter contenere sotto i 5.000 il numero degli esuberi, avvertendo allo stesso tempo che per il decollo di Alitalia questo è "l'ultimo slot"; e il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, sul cui settore impattano ovviamente ruolo e funzionalità del vettore aereo e del sistema aeroportuale italiano. I dipendenti Alitalia saranno rappresentati da tutte le sigle riconosciute al tavolo di confronto con l'azienda: Filt-Cgil, UilTrasporti, Fit-Cisl, Ugl Trasporti, la SdL Trasporti, le organizzazioni dei piloti Anpac e Up, e quelle degli assistenti di volo Anpav e Avia. Toccherà, come detto, a Fantozzi, aprire i giochi. Ricordare cioè a tutti da dove si parte, e a cosa, e come, si tenta di rimediare. Fantozzi, il cui mandato prevede da un lato il lavoro in tandem con la cordata guidata da Colaninno per la cessione degli asset eventualmente oggetto di offerta, e dall'altro il complicato percorso alla guida della cosiddetta "bad company" in cui resteranno, oltre al personale giudicato in esubero, i debiti e tutti i contenziosi con fornitori e creditori, illustrerà dunque le ragioni che hanno portato alla procedura prefallimentare del commissariamento. E solo se avrà già formalmente ricevuto il dossier dell'advisor Intesa Sanpaolo, quindi la richiesta di cedere gli asset operativi della compagnia alla newco creata dalla cordata dei 16, potrà delineare anche le prime prospettive di futuro della compagnia con la mimesi nella nuova società. Ma soprattutto, guardando all'immediato e alle attese e ai timori delle controparti sindacali, toccherà a lui illustrare il pezzo più difficile delle cose da fare: come gestirà cioè quel che resterà nella "vecchia" Alitalia, a partire dagli esuberi, cifra e composizione ancora non precisata, per passare al debito da 1.172 milioni (più i 300 del prestito ponte pubblico) e agli indennizzi previsti dal governo per i risparmiatori, azionisti e possessori di obbligazioni della compagnia. Quasi inutile ripetere che lo attende un confronto tutt'altro che agevole. Se le schermaglie preliminari hanno visto ieri una Uilt (la più "morbida" forse tra gli schieramenti) che garantisce "spirito costruttivo", e che auspica "molti meno esuberi di quelli temuti", tutti gli altri chiedono al governo di fare, di fatto, un passo indietro. Cioè di non dare il dossier del Piano Fenice come acquisito, ma di discutere contenuti e strategie a fondo con i rappresentanti dei lavoratori. E così, la Filt-Cgil avverte che intende trovarsi di fronte a "una trattativa vera" che parta "dal profilo industriale del piano e dai problemi che emergono; dunque, di perimetro aziendale, di dotazione di aeromobili, e solo di conseguenza di effetti sul lavoro". E i piloti fanno praticamente eco: il tavolo sia "sulle strategie e non sui tagli", chiede l'Anpac. Che poi minaccia: "Di fronte di un piano non condiviso, le reazioni saranno durissime". An. Pa.

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ROMA No ad un'Alitalia ridotta a compagnia regionale. Renata Polverini, numero uno dell'U (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Gl, si siede oggi al tavolo con un'idea precisa sul futuro della società. Come parte la trattativa? "Intanto il coinvolgimento del sindacato arriva un po' in ritardo, e parte dalla fine. Di solito prima si condivide il piano industriale, poi si passa a ragionare degli esuberi che ne possono derivare, sui quali si fa una valutazione responsabile. Poi ci dispiace che la convocazione sia presso il ministero del Lavoro: vista l'importanza della vicenda il posto più giusto sarebbe stato Palazzo Chigi; anche se il fatto che sia stata assicurata la presenza di tre ministri è sicuramente positivo". Che differenza c'è tra questo tavolo e quello con Air France? "Sono due situazioni diverse. Allora il governo aveva fatto una certa scelta, noi con grande senso istituzionale siamo andati a trattare le migliori condizioni possibili per i lavoratori. C'erano 2000-2.300 esuberi, con il nodo della manutenzione che doveva essere assorbita da Fintecna. Abbiamo discusso fino in fondo, è stato Spinetta ad abbandonare il tavolo. Stavolta se va bene gli esuberi sono 5.000, c'è una presenza di imprenditori italiani che a noi fa piacere, andiamo di nuovo a trattare. Spero solo che sia la fase conclusiva di una vicenda che si trascina da almeno dieci anni". In attesa che il piano ve lo facciano vedere, lei che idea si è fatta? "La compagnia che si profila, almeno stando a quello che è uscito sui giornali, è più piccola, di dimensione regionale. Questo non fa ben sperare. Spero non vada a finire così. Già all'epoca della precedente trattativa con Air France avevo detto che è meglio stare in un grande progetto europeo: quindi è decisivo il ruolo del partner internazionale". Il piano comporta il ritorno a una situazione di quasi monopolio su molte tratte, e un probabile aumento dei prezzi per l'utente. Si poteva evitare? "Io avevo detto in tempi non sospetti che l'interesse della compagnia poteva passare sopra ai problemi di Antitrust. Certo sentirlo dire ora da imprenditori che tutti i giorni parlano di concorrenza fa un po' un altro effetto". L. Ci.

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SIAMO i più longevi d'Europa, una buona notizia per tutti tranne che per l'Inps, (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ANTONELLO DOSE e MARCO PRESTA SIAMO i più longevi d'Europa, una buona notizia per tutti tranne che per l'Inps, naturalmente. Il merito è del nostro cuore che, a detta del professor Roberto Ferrari, direttore della Clinica Cardiologica dell'Università di Ferrara, è il più forte del vecchio continente e ci garantisce una prospettiva di vita più alta degli altri europei. Che avessimo lo stomaco forte in Italia si sapeva (basta considerare tutto quello che gli italiani hanno dovuto mandar giù negli ultimi vent'anni, tra scandali politici, finanziari e sportivi), ma che anche il cuore italico fosse leader nel suo settore, non ce lo aspettavamo proprio. Il professor Ferrari, primo italiano, eletto proprio in questi giorni, presidente della Società Europea di Cardiologia, ci spiega che la salute del nostro organo cardiaco dipende dalla dieta mediterranea, da un'ottima legge antifumo e da un servizio sanitario di grande livello (nonché, ci permettiamo di aggiungere, dal campionato più bello del mondo che, con le sue tante emozioni, ce lo tiene costantemente in allenamento). A questo punto non ci resta che sperare che la fuga dei cervelli di cui tanto si parla in Italia, venga sostituita da una fuga di cuori, che sono senza dubbio molto più numerosi e, a sentire gli scienziati, meglio funzionanti. Del resto, di cuore si è sempre parlato moltissimo nel nostro Paese, da Catullo e Ovidio fino ai giorni nostri, anche se la televisione e le riviste di gossip stanno cercando di convincerci che siano altri gli organi protagonisti della cronaca nazionale. Non a caso, uno dei libri più famosi della nostra letteratura non si intitola orecchio o pancreas, né tantomeno tetta, ma appunto "Cuore", ribadendo la predilezione della nostra gente per questo muscolo così delicato e vitale. Da "Core Ingrato" a "Cuore Matto", passando per il "cuore di panna" che ha accompagnato tante nostre estati, la vecchia pompa del sangue, con i suoi atri, ventricoli e valvole, è sempre stato uno dei marchi di fabbrica del migliore Made in Italy. Per tradizione, noi italiani abbiamo il cuore grande nel quale, come cantano centinaia di canzoni e di poesie, trova posto l'amore per la mamma, per la sposa, per l'amante, per i figli, per la macchina nuova e per la squadra del cuore. Più che un cuore abbiamo un garage, un hangar, un tendone da circo. Oltre a essere così capiente, una vera station wagon tra gli organi vitali, funziona anche a dovere, al punto da regalarci sei anni di vita in più rispetto ai nostri partner europei (un lasso di tempo considerevole, nel quale si può ad esempio evadere l'Iva per ben 24 volte, approfittare dei saldi 12 volte e parcheggiare in doppia fila mediamente 624 volte). A minare la straordinaria robustezza di questo prezioso muscolo involontario pare non ce l'abbia fatta nemmeno la fine dell'amore fra Nicoletta Romanoff e Giorgio Pasotti, una notizia che fa veramente male al cuore. Non possiamo lamentarci davvero. Preso atto quindi, con soddisfazione, della straordinaria capacità cardiaca del nostro popolo, una riflessione ci appare del tutto inevitabile: come si spiega lo stato della nostra economia, dell'inflazione, dell'Alitalia? Visti i dati della Società Europea di Cardiologia ci aspetteremmo che qualcuno prendesse le questioni, come dire... un po' più a cuore.

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Sfida di An: niente patti con l'Udc di De Mita (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-01 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE L'altolà del ministro "Ciriaco insultò il Pdl e Berlusconi" Sfida di An: niente patti con l'Udc di De Mita Ronchi: devono condividere tutto con il governo ROMA - Un governo che potrebbe passare alla storia "come il migliore di sempre", che in tre mesi con la leadership di Berlusconi "ha saputo risolvere emergenze che si trascinavano da anni, come la sicurezza, l'Alitalia, la spazzatura a Napoli, la crisi con la Libia", e questo grazie alla sua "straordinaria coesione interna, alla condivisione di ideali, programmi, obiettivi" può permettersi di sopportare la "fibrillazione" di una possibile nuova alleanza con un partito come l'Udc che ha tra le sue fila "uomini come Ciriaco De Mita che ha definito il Pdl "un guscio vuoto" e Berlusconi "un venditore ambulante""? Se lo chiede retoricamente Andrea Ronchi, ministro per le Politiche Comunitarie, portavoce di An. E la risposta è decisa: "No, non si può, se si tratta di stipulare solo patti di potere per guadagnare un sindaco o un assessore in più". Perché "allargare l'alleanza per costruire un progetto riformatore, come quello a cui abbiamo dato vita con il Pdl, è una cosa. Allargare solo per allargare, disorienterebbe gli italiani, e finirebbe per renderci meno credibili". Gianfranco Fini è in Giappone dove sarà ricevuto dall'imperatore Akihito e tocca a Ronchi precisare la linea di An sul tema delle alleanze. Ma allora è chiusura al dialogo con Casini? "Io sono stato tra coloro che fino all'ultimo hanno sperato che Casini restasse con noi, e non sono ancora riuscito a capire il perché di una rottura che evidentemente è risultata incomprensibile anche agli elettori, che hanno premiato il Pdl in maniera clamorosa. Dunque, sarei il primo a dire sì al ritorno dell'Udc: ma solo se ci fosse reale, convinta adesione al nostro progetto". Eppure dal segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, sembrano venire espressioni sincere. Ma Ronchi questa buona volontà non la vede? Risponde il ministro: "Apprezzo le parole di Cesa, quando dice che intende confermare le alleanze locali con il centrodestra. Ma apprezzo meno che si dichiari che alle amministrative si sceglierà "caso per caso"". Un chiaro no ad alleanze locali a macchia di leopardo. "Le macchie di leopardo ormai non si vedono più nemmeno nella giungla... Poi è chiaro che in qualche singola realtà locale si possano fare alleanze anomale, ma qui sento parlare di intese dell'Udc col Pd da Trento a Bagheria. E io dico che non si può confondere il nostro elettorato: il modello vincente è quello chiaro e coerente che ha portato Alemanno a diventare sindaco di Roma: il confronto era su come salvare Roma, non sui posti di potere". E il discorso torna su Ciriaco De Mita. "Non mi sono mai permesso - tiene a precisare Ronchi - di esprimere giudizi sulle persone, tanto meno ora. La mia è una riflessione politica. Di fronte a certe dichiarazioni, in campagna elettorale e non solo, non vedo le condizioni per un'alleanza. Ma il dialogo deve restare aperto. Io chiedo: si condividono la nostra politica estera, il progetto sicurezza, il welfare to work, la politica per l'ambiente, quello che è stato fatto per Alitalia, che è straordinario? Su questi temi ci si misura". Ma Umberto Bossi ha detto che se l'Udc vota il federalismo, lui è pronto a cedere il suo ministero proprio a Casini. Non è che An teme un eventuale ridimensionamento? "Bossi ha detto quello che dico io: se c'è condivisione, ovviamente su tutto e non su un solo tema, ben vengano ad allargare la nostra coalizione, le nostre poltrone sono tutte a disposizione. Ma altrimenti, lo ripeto, allargarsi senza progetto non ci servirebbe. E per quanto riguarda An, noi lavoriamo a un partito del 40, forse 50%, abbiamo una classe dirigente competente. Di cosa dovremmo avere paura?" Paola Di Caro Contro Il ministro Andrea Ronchi e, nel tondo, Ciriaco De Mita.

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Sbagliato il piano di Marrazzo, così la sanità peggiorerà (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 01-09-2008)

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Stampa L'interventoIl senatore del Pdl critica i provvedimenti del commissario di governo per rientrare dal deficit accumulato "Sbagliato il piano di Marrazzo, così la sanità peggiorerà" Ci sono questioni, come i rifiuti a Napoli o le sorti dell'Alitalia che hanno un livello di impatto sociale talmente elevato che sarebbe assurdo catalogarle come di questa o di quella parte politica. E quindi tutti dovrebbero augurarsi la loro risoluzione. Senza pregiudizi. Ed è quello che ho fatto anch'io. Lo stato di crisi in cui versa, però, la sanità laziale e la concomitante incapacità di assumere contromisure adeguate da parte di chi ne ha l'autorità, stanno assumendo caratteri drammatici che non potranno, a breve, non avere ripercussioni a livello nazionale. Rischiano di minare, fin da subito, il progetto di federalismo fiscale allo studio in Parlamento. Sono preoccupato non tanto per l'inconsistenza dei provvedimenti rilevata dai tecnici per le proposte avanzate dal Commissario ad acta Marrazzo, quanto dall'atteggiamento globale con cui si è affrontata tale situazione. Voglio ricordare che la Regione Lazio ha sottoscritto liberamente, nel febbraio 2006, con il Governo Prodi, un piano di rientro che non è stato ancora attuato nemmeno in minima parte. Il disavanzo tendenziale 2008 continua a registrare livelli record, circa 1,9 miliardi di euro, ci si è impegnati entro il 2009 alla chiusura di circa 4700 posti letto, e che cosa fa la Regione in regime di gestione commissariale? Approva, nella legge di assestamento di bilancio, tutta una serie di misure, non più di propria competenza, che di fatto nulla, o poco, cambiano nel sistema dei conti della sanità laziale, vengono sottratte al controllo ministeriale e, per di più, sanciscono inaspettatamente la riconferma di tutti i direttori generali delle Asl, proprio a testimoniare la sfida col Governo nazionale. Ecco, credo, che tale modo di agire abbia denotato a chiare lettere due cose molto più gravi del magro contenuto dei provvedimenti di questi giorni: la debolezza politica del Commissario ad acta, che ha dimostrato chiaramente la propria incapacità di poter assumere decisioni di un certo peso, e il forte scontro all'interno della maggioranza regionale sugli indirizzi da intraprendere in materia sanitaria. Anche il braccio di ferro di inizio agosto sullo sblocco dei fondi statali non è stata una pagina felice. Un passo indietro. La relazione che i tecnici hanno inviato al Governo evidenzia in maniera inequivocabile la debolezza di portata dei provvedimenti presentati dalla Regione. Il Governo, opportunamente, ha preso qualche giorno per decidere sulle azioni da assumere. C'è stata, però, in queste ore, cattiva informazione. Il provvedimento sui farmaci, ad esempio, sbandierato alla stampa da parte della Regione come vera panacea ai mali della sanità laziale, in realtà, è al vaglio, in queste ore, per un approfondito esame da parte dell'Agenzia del Farmaco, che non ha ancora dato nessun parere. è una delibera piuttosto articolata che prevede due distinte fasi attuative: la prima concentra lo sforzo di medici e farmacisti a consigliare l'utilizzo di farmaci equivalenti con costo unitario minore e la seconda prevede una forma di compartecipazione (cioè ticket) per l'acquisto dei farmaci griffati: è difficile tradurre in termini economici e attuativi la percorribilità della delibera. Quanto agli altri provvedimenti c'è di tutto un po'. Ma siamo ben lontani dall'obiettivo concordato.

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A Veltroni non rimane che giocare a Rosiko (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Lun, 01 Set 2008 Edizione 180 del 03-08-2008 Dopo i ripetuti successi del Cavaliere A Veltroni non rimane che giocare a Rosiko di Francesco Blasilli Qualcuno si sarà chiesto, soprattutto se lo ha votato, cosa è andato a fare Veltroni in America, proprio nel momento in cui si celebra "Democratica", la prima festa del partito di cui Walter è segretario. Ufficialmente, lui e il suo compagno di sventure Cicciobello Rutelli (la "sfiga" si sa, avvicina le persone) sono andati per studiare da vicino il loro nuovo idolo, il nuovo simbolo del riformismo di sinistra: quello un po' radical, un po' chic, un po' black ma sempre politically correct. Forse, perché dopo tante sconfitte elettorali, i nostri sfortunati eroi volevano salire un po' sul carro del vincitore, tanto per vedere un po' che effetto fà; solo che, non è poi detto che l'amato Obama vinca le presidenziali Usa. Fosse per la nostra stampa, Obama sarebbe già santo, dall'altra parte dell'oceano, forse, la pensano diversamente. Qualunque sia il motivo che ha indotto Veltroni & Rutelli ad andare fino a Denver (forse come scrive Giordano su Il Giornale, "non hanno trovato un posto più lontano), di certo il cambio di fuso orario ha fatto bene all'ex sindaco di Roma, ex golden boy della sinistra italiana e, a breve, ex segretario del Pd. Dall'America ci ha consegnato la battuta migliore del suo ultimo anno politico: "Alitalia è una compagnia di bandierina". Una battuta che racchiude anche il vero motivo della visita di Walter e corte a Denver: come si disce a Roma, stà rosicando. E già, nel giorno in cui Berlusconi porta a termine il suo capolavoro, il premier ombra scompare, si eclissa, o meglio, si adombra. Nel giorno in cui Repubblica, un tempo ferrea nemica del Cavaliere, apre con una intervista a Colaninno senior, nella quale lo "sdoganamento" dell'uomo venuto da Arcore è completato (anzi, sembra già avviato il processo di beatificazione), Veltroni è in altre faccende impegnato. Per tacere del fatto che, proprio ieri, a sorpresa e forse ? ma non troppo ? ironicamente, Liberazione assegna i voti al governo, dando un bel 10 al nemico Berlusconi e un "non pervenuto" al governo ombra. Insomma, Veltroni è un uomo in fuga, colpito da "rosicamento acuto". La stessa Liberazione scrive che Berlusconi merita dieci perché "sta realizzando esattamente quanto promesso in campagna elettorale, né più, né meno". Pensiero comune ad altri esponenti della sinistra, ala radicale compresa, se è vero come è vero, che persone dello staff del fu ministro Pecoraro Scanio ammettono candidamente che "questo governo sta lavorando bene" e che "a Napoli i problemi sono rimasti, ma la mondezza è sparita e questo non è poco". Andando con ordine. Abolizione Ici, mondezza a Napoli, manovra finanziaria triennale ed Alitalia. Per di più la compagnia di bandiera salvata con l'aiuto concreto del padre di un tuo ministro ombra. Insomma, visto che ormai da tempo Veltroni sapeva che la "cordata" c'era, se non altro per una soffiata di Colaninno junior, meglio emigrare in America a cercare fortuna. Perché sfumata la possibilità di attaccare il premier sul caso Alitalia, al leader del Pd non rimane altro che giocare a Rosiko.

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Contro banche e pirati d'impresa (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Lun, 01 Set 2008 Edizione 180 del 03-08-2008 Tra l'incudine delle rate e il martello delle banche Contro banche e pirati d'impresa di Ruggiero Capone "Il risparmio è un bene pubblico che va tutelato. I piccoli risparmiatori saranno tutelati", ha assicurato più volte il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Tremonti manda così un segnale non solo agli imprenditori coinvolti nell'affare Alitalia ma, soprattutto, alle banche. Infatti il ministro dell'economia sa bene che gran colpa della trasformazione di noi italiani da risparmiatori (oculati e familistici) in spreconi egoisti è dovuta alla politica creditizia. Un messaggio soprattutto ad Abi e Patti Chiari, che con le loro dispendiose campagne pubblicitarie, per dimostrare che le banche tutelano chi risparmia, hanno addebitato indirettamente (e totalmente) i costi sugli utenti. Infatti sul tavolo dell'Antitrust finiscono periodicamente le denunce delle associazioni dei piccoli risparmiatori. Denunce circostanziate, che dimostrano come il lievitare dei costi delle operazioni bancarie gravi totalmente sui piccoli risparmiatori, cioè sulla fascia che gravita tra i 1.000 ed i 50 mila euro di risparmio: si tratta di gente vicina alla pensione o di padri di famiglia che risparmiano su tutto, conducendo una vita sacrificata. Gente che non tocca il gruzzoletto, pensando ai periodi difficili. Ma anche gli italiani che risparmiano fino all'osso per pagare il mutuo casa sono oggetto di molestie bancarie. A questa tipologia di clientela le banche fanno pagare l'aumento dei costi industriali. In parole povere, sottoscrittori di mutui e piccoli risparmiatori pagano la pubblicità ingannevole delle banche ed i buchi al sistema creditizio italiano generati dai casi Cirio, Parmalat, bond argentini, prodotti derivati ed atipici, credito facile ad imprenditori di nuova ed incerta generazione. In pratica il piccolo risparmio è usato dalle banche come copertura contro i rischi del mercato creditizio, garantendo comunque bilanci attivi agli istituti di credito. E' stato calcolato che un milione di piccoli risparmiatori italiani hanno pagato i crac Cirio e Parmalat. Mentre circa un paio di milioni di piccoli risparmiatori (pensionati e gente oculata) stanno ripianando la truffa dei bond argentini ed i tanti buchi creati dall'imprenditoria che accede al credito tramite raccomandazione politica. Questi fenomeni hanno di fatto creato disaffezione verso il risparmio, dando la sensazione dell'inutilità di fare sacrifici per il gruzzoletto: quest'ultimo eroso non solo dai fisiologici andamenti inflattivi ma anche, e soprattutto, da un ingiustificato gravare di costi sulla fascia bassa del risparmio. Il ministro Tremonti sa bene come il piccolo risparmio era fino agli anni '60 generalizzato, polverizzato e diffuso. Certamente oggi non è più proponibile la politica familiare del non mangiare per mettere i soldi da parte, che però ha caratterizzato l'Italia post-bellica dalla Val Brembana fino alla Sicilia. Ma una nuova politica di risparmio familiare permetterebbe che ragguardevoli risorse italiane non vadano all'estero. Aspetto che ha tanto in comune col federalismo, soprattutto fiscale. Perché questo si concretizzi necessiterebbe un effettivo controllo sugli investimenti delle banche, le stesse che nel 90 per cento dei casi preferiscono aprire linee di credito a grandi imprenditori che delocalizzano le produzioni piuttosto che all'artigiano italiano. Emerge che il non rispetto del piccolo risparmio incrementa eventi inflattivi, disoccupazione ed indebitamento delle famiglie. Del resto enormi sono tutt'oggi i dubbi sulla fruibilità immediata dei depositi bancari da parte dei piccoli risparmiatori. Sul piccolo risparmiatore si concentrano le misure di legge atte a prevenire l'uso mafioso dei capitali, così in base al decreto Bersani-Visco quando l'uomo qualunque preleva o versa somme superiori a 5 mila euro è costretto a firmare modelli che certifichino la provenienza non mafiosa della somma e, parimenti, l'uso non criminoso della stessa. Certamente l'uomo di strada ha prelevato quei quattrini per ristrutturarsi cucina e bagno. Meno formalità ci sono sui rapporti che gli industriali intrattengono con le banche. Ne deriva che il metodo del contagocce è utilizzato solo con i piccoli risparmiatori, che di fatto utilizzano capitali propri. E' evidente che le banche cerchino in tutti i modi di pilotare l'uso che il piccolo risparmiatore fa del suo gruzzoletto. Su internet si moltiplicano i blog sull'argomento. Pensate che un cliente d'una banca di Parma ha scritto così su un blog di consumatori: "Mi sono recato in banca per prelevare 8 mila euro in contanti, volevo cambiare la mia auto. Pagarla in contanti mi farebbe risparmiare rispetto ai moderni sistemi di rateizzo. Alla richiesta di prelevare la somma il cassiere mi ha amichevolmente chiesto cosa ne dovessi fare. Quindi ho parlato dell'auto nuova. Lui si è messo a ridere ed ha detto che sbagliavo, che è certamente meglio comprarla a rate. Mentre mi diceva tutto questo, si aggiungeva al coro una consulente finanziaria. La gentile signorina mi consigliava di prendere l'auto a rate e di investire la somma contante in obbligazioni". Così le banche cercano in tutti i modi di pilotare le volontà dei piccoli risparmiatori. Che ci sia un tentativo di fuga dei risparmiatori dalle banche emerge anche dalle parole di un esperto come Giuseppe Turani: "A maggio, i riscatti (cioè i clienti che sono scappati con i soldi) sono ammontati a oltre 8 miliardi e nei primi cinque mesi dell'anno i riscatti sono arrivati a 35 miliardi di euro. C'è da domandarsi che cosa sta succedendo". Così Turani, che nel lontano 1980 ha documentato la nascita dei Fondi Comuni, è costretto ad ammettere che sono serviti al sistema bancario italiano anche per bruciare l'enorme quantitativo di piccolo risparmio. "La questione, detta in termini un po' spicci e brutale, è questa - continua Turani - la gente si è stancata di dare soldi ai Fondi perché glieli perdessero. Se si tratta di bruciare del denaro, ognuno può fare per sé, non ha bisogno di pagare ricche commissioni. Se uno decide di perdere soldi in proprio magari può anche divertirsi. Ma c'è di più e di peggio. E tutto ci riporta alla maledetta crisi dei prestiti sub-prime. Questa, come si sa, ha creato seri problemi di liquidità a tutte le banche". Emerge la principale motivazione della morte del piccolo risparmiatore, e cioè che l'italiano medio non si sente padrone del proprio risparmio: in primis perché la banca decide per lui e tende ad eroderlo voracemente, e poi perché lo stato s'è sempre dimostrato nemico del risparmiatore e pronto ad acciuffare il suo gruzzoletto (tutti ricordano il famigerato prelievo retroattivo sui conti correnti del primo governo Amato). Oggi le banche cercano di evitare che chi ha qualche soldo da parte possa investirlo di testa propria, gli spiegano che è meglio disfarsi dei fondi e comperare obbligazioni (ovviamen­te emesse dalla stessa banca). "In questo modo le banche ottengono un doppio risultato - dice Turani -: prendono soldi dai loro clienti in cambio di carta (le obbligazioni) e, in più, incassano anche qualche buona commissione (per aver organizzato il tutto)". Nei primi quattro mesi del 2008 i soldi ritirati dai Fondi sono ammontati a 27 miliardi, ma le banche hanno piazzato 33 miliardi di obbligazioni. Il piccolo risparmiatore s'è volutamente suicidato trasformandosi in cicala, e perché nessun governo riesce a mettere in riga l'Abi. Tremonti è stato il primo ad ammettere che la morte dell'economia italiana è coincisa con quella del piccolo risparmiatore. Ora occorrono i fatti, occorrono leggi che tutelino, e come in una riserva indiana, le piccole economie che hanno fatto grande il nostro Paese. (2 - continua).

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Air Silvio One (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 01-09-2008)

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Oggi è Lun, 01 Set 2008 Edizione 180 del 03-08-2008 Nonostante le accuse di "imbroglio" anche stavolta ha risolto il problema Air Silvio One di Biagio Marzo Ove non arrivò l'ex presidente Prodi, è arrivato il presidente Berlusconi. Piaccia o no, così è, se vi pare. Nessuno avrebbe puntato un soldo bucato su Alitalia, ma, alla lunga, ha vinto la politica del "fare". "Fare" Napoli e "fare" Alitalia, due operazioni che per mesi, per non dire anni per il caso Alitalia, hanno tenuto il Belpaese sulla bocca di tutta la stampa straniera, colpevole, in primo luogo, di non saper smaltire i rifiuti partenopei e, in secondo luogo, di non sapersi liberare della compagnia di bandiera nazionale diventata un pozzo di San Patrizio al cui fondo andavano giù più di 2 milioni di euro al giorno. Soldi tolti, chiaramente, al contribuente e per questo diventata l'icona dello sperpero di Stato. A ben vedere, l'intervento è stato compiuto quando il malato stava all'ultimo respiro. Ora o mai più. E solo e soltanto il governo ha avuto la medicina per farla vivere. Vivere, o meglio, volare alla grande, speriamo. A questo punto c'è da domandarsi, ovviamente, se ne è valsa la pena. Delle due, l'una: o si svendeva all'Air France-Kml o si doveva procedere seguendo il piano industriale di Berlusconi. Che ha come nucleo centrale la cordata di imprenditori, convinti che si può fare, vincendo la cultura catastrofista e del sospetto che gira in certi ambiente economici, politici, dell'informazione e non solo. In più, c'è il matrimonio tra Alitalia e Air One. Epperò, i soliti ambienti di cui sopra, liberali alle vongole, quando si tratta degli affari non di famiglia, bensì degli altri, accusano l'aggregazione italo-italiana di creare una concentrazione monopolistica sulle tratte nazionali in generale, infrangendo così le regole e il non rispetto del mercato. Lungi queste critiche nel resto dell'Europa: l'Air France ha l'80% dei voli nazionali, Lufthansa il 90% in Germania, Iberia l'80% in Spagna. Gli imprenditori, di tutti i colori politici e con forte senso di responsabilità, si sono gettati nell'avventura. Dopotutto, il gruppo franco-olandese avrebbe acquistato non per fare un favore all'Italia, semmai per fare i propri interessi. E se trovava conveniente prenderla in un contesto più difficile di quello di oggi, significa che l'Alitalia tutta moribonda è ancora una mucca da mungere. Perché allora gli imprenditori italiani non avrebbero dovuto giocare d'azzardo, per risanare una compagnia dal marchio prestigioso, ancora? In verità, un campione nazionale nel sistema del trasporto aereo serve per il sistema Italia, troppo debole per le sfide del mercato globale. Il caso Alitalia è stato affrontato dal governo e risolto a modo suo. Si vedrà solo in seguito se il piano industriale approvato avrà successo o, viceversa, sarà un fallimento. Nessuno può mettere la mano sul fuoco, visto che il progetto è legato a numerosi fattori interni ed esterni, ma una cosa certa, tra le tante incertezze, è che, da oggi, la compagnia di bandiera nazionale resta in mani italiane. A ben pensarci, non è stata svenduta, come è accaduto in altri casi di privatizzazione in cui alcuni "gioielli di famiglia" sono stati ceduti a prezzi stracciati. Alitalia è patrimonio italiano e avrà, probabilmente ironia della sorte, come partner l'Air France Klm. Cioè quella compagnia che aveva abbandonato la trattativa, sbattendo la porta, facendo dire alle cassandre italiane che Berlusconi aveva messo il bastone tra le ruote per meri scopi elettorali, senza curarsi del bene del Paese. A quel tempo, guarda caso, Prodi era a Palazzo Chigi, potendo fare e disfare, mentre Berlusconi, in Via del Plebiscito, relegato all'opposizione. L'ex premier per due volte si mise di buzzo buono per privatizzare il 48% di Alitalia in mano dello Stato, ma entrambe le volte furono occasioni mancate. La prima volta fu una gara pubblica, in cui parteciparono numerosi concorrenti alcuni buoni e altri fasulli, ma, alla fine, si ritirarono, a mano a mano, tutti. E comunque sia, la gara fu annullata e Alitalia fu senza acquirente. La seconda volta, con un procedimento discutibile, si aprì una trattativa tra Alitalia e Air France ? Kml che finì, come visto, che Spinetta lasciò Roma per Parigi con l'amaro in bocca, non avendo potuto concludere, come avrebbe voluto lui, l'affare. E comunque, il gruppo franco ? olandese potrebbe ritornare ad essere, nell'ambito del processo di internazionalizzazione, come alleato principe e non come il cavaliere bianco con la mentalità di conquistare, o, meglio ancora, di colonizzatore. Non è una differenza di poco conto. Il rischio di cedere in blocco Alitalia all'Air France ? Klm c'è stato sotto il governo Prodi e, a ben vedere, è stato sventato. L'opposizione sparata a sostenere Air France ? Klm, ora, è dell'avviso che tutto è un imbroglio all'italiana, anzi, una patacca alla berlusconiani maniera. Non scommette sulla buona riuscita dell'operazione salvataggio. Si potrebbe dire che ha questo atteggiamento per partito preso, non potendo dire che dall'esperienza Alitalia è uscita con le ossa rotte. Oltretutto, al momento non ha digerito la presenza dei privati, che si sono esposti in prima persona e con i propri soldi. Per un capitalismo senza capitali, questa discesa in campo dei privati lascia il segno. Positivamente intendiamoci. Hanno costituito una cordata e si sono mossi a favore dell'Alitalia. E, comunque vada a finire, va riconosciuto loro coraggio in un mondo in cui scarseggia. Singolarmente, hanno cacciato dalle proprie tasche milioni di euro, rischiando così in proprio..Di certo lo hanno fatto non perché fanno parte della compagnia di San Vincenzo, ma perché hanno le loro convenienze a investire. Chi per un motivo e chi per l'altro sborseranno moneta sonante. Per dirla tutta, comunque hanno il loro tornaconto imprenditoriale. Per esempio. La famiglia Benetton, avendo già avuto quello che si aspettavano dal governo (azienda Autostrade) hanno fatto, conseguentemente, il loro passo decisivo. Questo è solo un acconto. Essendo socia di Aeroporti di Roma si aspetta un altro vantaggio imprenditoriale. Così come Ligresti per quanto riguarda l'Expo; per non parlare del siderurgico Riva che sogna l'arrivo del nucleare, e così di seguito Gavio, Colaninno, Tronchetti Provera, Bellavista Caltagirone e compagnia bella. Sono, perlopiù, imprenditori del settore trasporti e costruzioni che lo fanno per i loro interessi, senz'altro, ma anche con il gusto delle sfide. La sfida Alitalia è il loro banco di prova.

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Coraggio, Matteo! (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Lun, 01 Set 2008 Edizione 180 del 03-08-2008 Coraggio, Matteo! di Orso Di Pietra Matteo deve stare tranquillo e non temere. È vero che facendo il giovane imprenditore rampante alla corte di Walter Veltroni ha detto una sequela di stupidaggini prima e dopo le elezioni. Che nei giorni scorsi ha sparato a zero sull'operazione di salvataggio dell'Alitalia da parte di Silvio Berlusconi ironizzando sulla fattibilità dell'operazione e definendo "inesistente" una cordata guidata da suo padre Roberto. E che nel giorno in cui il babbo spiegava la validità del progetto di rilancio della Compagnia di Bandiera alleata alla pari con Air France, se n'è uscito con la solita cantilena della sinistra piena di rimpianto per la mancata svendita alla stessa Air France. Insomma, è vero tutto. Soprattutto che Matteo un po' ci fa ed un po' c'è (altrimenti il capostipite lo avrebbe informato e allertato a non dire cazzate). Ma nessuno pensi che corre il rischio di essere diseredato. In fondo siamo in Italia. E da noi anche per i "capitani coraggiosi" vale la regola dell' "ogni scarrafone è bello a papà sojo".

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Alitalia: firmato il decreto di nomina commissario per Fantozzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Corrado Passera: "Questo e' un piano serio, molto solido" Alitalia: firmato il decreto di nomina commissario per Fantozzi Richiesta l' ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria Milano, 30 ago. - Alitalia ha richiesto 'l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria'. La notizia è data proprio da Alitalia in un comunicato stampa, che afferma che "l'istanza di ammissione è stata motivata e corredata di idonea documentazione". Intanto la compagnia ha presentato al Tribunale di Roma il ricorso per la dichiarazione dello stato di insolvenza. In una nota, l'azienda ha comunicato anche i conti del Gruppo. Le disponibilità ed i crediti finanziari a breve, sempre al 31 luglio 2008, a livello Gruppo ed Alitalia, risultano pari rispettivamente a 314 e 338 milioni di euro. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha firmato il decreto di nomina del commissario straordinario di Alitalia. Augusto Fantozzi. "Spero che risulterà chiaro a tutti che questo è un piano serio, molto solido, difficile, molto impegnativo che comporta impegni di lungo periodo ma in grado di ristrutturare e rilanciare Alitalia": sono queste le Parole di Corrado Passera, di Intesa SanPaolo. Intanto Fabio Pirotta, portavoce del commissario Ue ai Trasporti Antonio Tajani, riferisce come la Commissione europea abbia ricevuto notifica del decreto legge finalizzato alla ristrutturazione delle aziende di rilievo, in questo caso relativo ad Alitalia. Martina Saldi.

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''Ci lasciano in mutande, ci toglieremo anche quelle'' (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Con questo slogan undici centraliniste dell'ospedale di Legnano, licenziate perche' il servizio sara' affidato ad un altro call center, hanno deciso di attuare una singolare forma di protesta: mettersi all'asta su You Tube. Le offerte piu' gradite saranno quelle di un posto di lavoro

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Cronaca SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa PRECARI / LA PROVOCAZIONE DI 11 CENTRALINISTE ''Ci lasciano in mutande, ci toglieremo anche quelle'' Guarda il video della protesta Con questo slogan undici centraliniste dell'ospedale di Legnano, licenziate perche' il servizio sara' affidato ad un altro call center, hanno deciso di attuare una singolare forma di protesta: mettersi all'asta su You Tube. Le offerte piu' gradite saranno quelle di un posto di lavoro Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento sei già iscritto a Club? Accedi ora! Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo (246 commenti) Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse" (56 commenti) Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri (52 commenti) Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure" (50 commenti) Gelmini: "Torna il voto in pagella Bocciati con 5 in condotta" (50 commenti) 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La replica del titolare della gelateria (47 commenti) Piste ciclabili, un percorso a ostacoli (36 commenti) Bologna in serie A: manda un 'in bocca al lupo' alla squadra (33 commenti) 15:08:36 - seguito : Poi che la RAI mantenga Mediaset a causa di implicite limitazioni di fatturato pubblicitar[...] Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri15:06:29 - Bravo Prodi , la solidarietà berlusconi se la tenga per lui, sei un signore a dire " pubblicate quel[...] Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure"14:59:01 - ... E con ciò?!? E chi se ne frega !!. Chi li ha invitati, forse lei o quei pochi (per fortuna) rima[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo14:56:37 - se foste in grado di leggere avreste anche letto "con disegni e scritte inequivocabili, uno di essi [...] 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La replica del titolare della gelateria14:54:52 - Sara e Madrid o sono 2 troll o provengono da un altro pianeta buonista del piffero magico, lasciatel[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo14:54:00 - Allo SNAI ho puntato 10 euro sulla vittoria del Bologna, ne ho vinti 100. Non sono diventato ricco, [...] Grande impresa del Bologna Scrivi il messaggio alla squadra14:47:00 - Sono fallite negli anni passati fior di compagnie aeree : Panamerican,TWA,Swissair: Sono scomparse p[...] Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri Accordo Italia-Libia, che ne pensi?Cosa farà l'Ascoli nella stagione 2008/2009?Cosa farà l'Ancona nella stagione 2008/2009?Vorresti cambiare l'inno nazionale italiano?Una donna come vice, sarà un vantaggio per McCain?I sorteggi di Champions League sono stati favorevoli alle italiane?Scuola, il ministro Gelmini annuncia il ritorno al voto in pagella, sei d'accordo?Pedonalizzazione del centro storico a Massa. Cosa ne pensi?Il dibattito troppo acceso sul federalismo rischia di spaccare l'identità nazionale del nostro Paese?Braccialetto per i condannati per reati non gravi, sei d'accordo?Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino. Uno ha la pelle bianca, l'altro nera, è un caso rarissimo. I genitori, Florence Addo-Gerth e Stephan Gerth, presentano con orgoglio i loro bambini RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Ragazza strangolata in casa Il fidanzato trovato impiccato (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Luca Ferri è stato trovato dal padre in un terreno agricolo in provincia di Forlì-Cesena. Il ragazzo aveva fatto perdere le proprie tracce dopo la morte di Silvia Zanchi, la fidanzata con la quale avrebbe dovuto sposarsi

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Luca Ferri si era reso irreperibile dal giorno in cui venne ritrovata uccisa la sua fidanzata. Si è allontanato a bordo della sua Seat Ibiza rossa, che venne ritrovata sabato scorso sotto un ponte della E45, nel comune di Verghereto (Forlì-Cesena). Nell'auto vennero rinvenuti del nastro adesivo e un tubo di gomma, posizionati in modo tale da far pensare che il giovane abbia tentato di togliersi la vita con i gas di scarico dell'auto. Da allora gli inquirenti hanno esteso le ricerche del giovane a tutta la zona compresa tra la provincia di Arezzo e l'appennino romagnolo. Alcuni testimoni avrebbero visto tra venerdì e sabato scorsi Luca Ferri aggirarsi nella zona, in stato confusionale. Poi, da allora, più nessuna traccia. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il giovane avrebbe ucciso la sua fidanzata a seguito di una lite, e l'omicidio sarebbe avvenuto giovedì 21, nel pomeriggio. Secondo quanto stabilito dalla polizia, Silvia Zanchi è stata strangolata con una cintura dei pantaloni. I due erano andati a convivere da alcuni mesi, ma la loro relazione era vicina alla fine e Silvia stava pensando di lasciarlo. I funerali della 24enne si sono svolti mercoledì scorso, nella cattedrale di San Sepolcro. Dopo il ritrovamento del nastro adesivo e del tubo di gomma nella macchina di Ferri, gli inquirenti temevano che il giovane, in un modo o nell'altro, avrebbe portato a termine i suoi propositi suicidi: stamattina il ritrovamento del cadavere del giovane, che si è tolto la vita impiccandosi a un albero, in una zona non lontana da dove aveva lasciato la macchina nelle ore successive alla fuga. L'omicidio di Silvia - L'ultimo saluto Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo (246 commenti) Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse" (56 commenti) Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri (52 commenti) Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure" (50 commenti) Gelmini: "Torna il voto in pagella Bocciati con 5 in condotta" (50 commenti) 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La replica del titolare della gelateria (47 commenti) Piste ciclabili, un percorso a ostacoli (36 commenti) Bologna in serie A: manda un 'in bocca al lupo' alla squadra (33 commenti) 15:41:12 - Grandissimi non ho parole adesso un ottimo difensore e Crespo Marco adesso tocca alla Fiorentina e a[...] Grande impresa del Bologna Scrivi il messaggio alla squadra15:13:39 - hanno seguito un corso??? per cosa ??? mimetizzazione e appostamento?? o in maleducazione et arrogan[...] Sindacati a difesa degli ausiliari: "Il loro lavoro è legittimo"15:10:02 - Sono anchio del parere di rendere sicure le strade. Più controlli faranno sicuramente bene. Il punto[...] Notte di controlli: "Un conducente su due è drogato o ubriaco"15:08:36 - seguito : Poi che la RAI mantenga Mediaset a causa di implicite limitazioni di fatturato pubblicitar[...] Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri15:06:29 - Bravo Prodi , la solidarietà berlusconi se la tenga per lui, sei un signore a dire " pubblicate quel[...] Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure"14:59:01 - ... E con ciò?!? E chi se ne frega !!. 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RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec body>.

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Notte di controlli: "Un conducente su due è drogato o ubriaco" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Test nel Veronese: al setaccio il popolo delle disco. Dati choc nella prima notte di controlli medici, su 80 conducenti solo 43 in regola. Giovanardi estende l'esperimento

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Se n'è avuta conferma l'altra notte, durante la presentazione ufficiale, con tanto di sperimentazione, del protocollo di accertamento e prevenzione Drugs on street, droghe sulle strade, messo a punto da Giovanni Serpelloni, direttore del Centro politiche antidroga che dipende dal sottosegretario Carlo Giovanardi, per fermare le stragi: 700 giovani morti ogni anno nel weekend, 10.000 in 15 anni. LA SPERIMENTAZIONE si è svolta dalla mezzanotte di venerdì alle 8 di sabato in due aree della provincia di Verona: la zona di Peschiera del Garda ricca di discoteche, dove era stata collocato una unità mobile completa di laboratori dell'Asl 20, e il Centro di medicina preventiva situato in via Germania, al quale affluivano gli automobilisti fermati dalle pattuglie che presidiavano i dintorni del capoluogo. Impegnate nell'operazione un centinaio di persone fra polizia, polizia stradale, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale, Protezione civile. Due gruppi cinofili erano stati dislocati a Torricelle e in zona Ghetto, notoriamente frequentate da tossici e spacciatori. IL BILANCIO, agghiacciante, è stato illustrato ieri dal prefetto veronese Italia Fortunati, che ha coordinato le operazioni: gli accertamenti medici hanno interessato 80 conducenti: 11 sono risultati positivi ai test antidroga, 17 all'alcol, 9 al mix di droga e alcol. Cinquantasei patenti ritirate. In buona sostanza: il 46% dei conducenti è risultato positivo a droga e alcol mentre il 20,4%, negativo al test dell'alcol, era positivo al narcotest. "Ricordate Anzio? - ha detto durante la presentazione dei risultati il professor Serpelloni, che ha ideato e perfezionato il protocollo all'interno dell'Asl di Verona -. Un giovane sfuggito al test contro l'ebbrezza, ma sotto l'effetto della coca, ha ucciso una ragazza incinta. Noi vogliamo che Anzio non si ripeta". SODDISFATTO dell'efficacia del protocollo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, che conta di proporre il progetto alla prossima Conferenza Stato-Regioni. "Noi non possiamo imporre alle Regioni di adottarlo - dice - ma lo mettiamo a disposizione di chi voglia farlo, ricordando che il ministero ha messo in bilancio per la sicurezza stradale 500 milioni di euro lo scorso anno, ne mette 500 quest'anno e ne metterà altri 500 il prossimo. Il modello sperimentato non porta costi aggiuntivi, perché è fondato sulla collaborazione tra forze già operative. Pertanto, è un modello esportabile". Molte città sarebbero pronte ad adottarlo. Il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, ha già chiesto di sperimentare il test nel proprio Comune - spiega Giovanardi - perché, come altre zone, il Ravennate è tra quelle considerate a rischio. Soprattutto la Puglia, che sta facendo oggi i conti con questo fenomeno. dall'inviato DARIO C. NICOLI Droga o alcol al volante, che fare? - Giusti i test antidroga sulle strade? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 31/08/2008 09:31 paolo hanno scoperto l'acqua calda....ciao 31/08/2008 09:43 vanny Benissimo Giovanardi, ora se il parlamento rappresenta gli italiani sarà bene estendere i controlli anche ai nostri parlamentari ed espellere quelli che si drogano. Non mi piacciono gli autisti che guidano drogati ma ancor meno i parlamemtari che votano le leggi sotto l'influsso della droga. 31/08/2008 10:02 Claudio Aspettiamo sempre i controlli sul "popolo di montecitorio e di palazzo madama",ma sembra che lì non si possa controllare niente,loro hanno la "privacy" ed il lodo alfano e l'impunità per tutti loro,i signori della casta. 31/08/2008 10:59 Stefano1 visti i risultati , applaudiamo e sosteniamo l'iniziativa del ministro giovanardi. l'importante è che vengano presi provvedimenti adeguati, altrimenti si tratterà di un inutile dispendio di energie. troppe vittime innocenti a causa della incoscienza di chi guida e della mollezza delle istituzioni. qualche volta mi è capitato di pensare che dietro la troppa tolleranza dello stato, ci siano le pressioni di forti lobbi. 31/08/2008 11:39 gabriele o via vediamo i che succede,facendo cosi'se calano gli incidenti mortali o non.ad ogni modo per ora rimango sulla mia idea,quella che manca in maniera totale il rispetto per le regole,e menefreghismo,piu' mancanza di strade,da paese evoluto..saluti 31/08/2008 13:03 Comitato Sicurezza Stradale "F. Paglierini" Non possimao che plaudire all'iniziativa del ministro Giovanardi, al suo impegno e alla costanza che lo contraddistingue in questa difficilissima guerra, contro le lobby sia fuori che dentro al Parlamento. E ci auguriamo che la sperimentazione venga estesa e resa abitudinaria in tutte le province italiane. Ai controlli sulla alterazione psicofisica alla guida, tuttavia, aggiungiamo urgono anche i controlli e le sanzioni, altrettanto efficaci, per accrescere l'informazione e ridurre i rischi di insidie e ostacoli sulle strade da parte dei gestori. Come ha fatto negli ultimi 3-4 anni la società Autostrade per l'Italia S.p.A.. I cui risultati, seppur ancora in ritardo su qualche specificità come le situazioni viarie in caso di nebbie, sono evidenti. 31/08/2008 14:53 yastaman Ci sono troppe persone che tirano il sasso e nascondono la mano dando la colpa agli altri. Fate le macchine più lente e resistenti invece di partorire cessi superveloci di vetroresina. Ah già ma siete culo e camicia con tutti questi industriali fabbricanti di morte. Alzate la soglia del tasso alcolico, è una barzelletta perdere la patente per due birre. Se avete bisogno di racimolare qualche soldo vendetevi lo yatch e andate meno a pxxxxe, politicanti senza valore. 31/08/2008 16:28 alexbz bene! anzi male...anche se pasteggiare con un buon bicchiere è, in questi tempi di proibizionismo strisciante, considerato "doping" o stato di ubriachezza o se (il conducente è albanese o rumeno) nn addirittura coma etilico...ormai oggi si risolve tutto proibendo il tutto a tutti (x colpa di qualcuno nn alza + il gomito nessuno) mentre sarebbe ora di alzare il velo di ipocrisia e cominciare ad affrontare il problema di supercilindrate; di auto che come bolidi, in mano a neopatentati, svrecciano nelle strade di questo paese grande come 1 sputo ma percorso da 20 milioni (x difetto?) di automobilisti... 31/08/2008 16:57 Carmen Cassani Sono favorevolissima ai controlli sulle strade antidroga e antialcol.In caso di investimento con decesso è normale e giusto che l'investitore venga arrestato con l'accusa di omicidio colposo e scontare in maniera produttiva la pena adeguata all'omicidio commesso sotto l'effetto della droga e/o alcool. Credo che sarebbe molto utile intervenire fin dalla prima infanzia con poche regole semplici e chiare che portino il bambino ad abituarsi alle regole e al rispetto verso gli altri. Perchè dalle scuole elementari oltre al voto in condotta, non inseriscono nelle materie obbligatorie educazione stradale e del comportamento??A proposito sono favorevole a fare indossare il grembiule agli studenti così in classe sono tutti uguali (se vogliono sfoggiare abiti di Armani o altro lo possono fare fuori dalla scuola). 31/08/2008 17:37 jo Bene, Ora che è stato appurato di quanta gente guidi sotto l'effetto di alcool e di droghe ci si aspetta una vigorosa stretta di vite da parte del governo. Visto che con i gestori dei locali non ci si può accordare si deve prendere un'altra direzione : l'immediato sequestro del mezzo che diventa proprietà dello Stato. Chi è cotto non può mettersi alla guida e diventare una mina vagante per le strade. Alla guida si deve mettere una persona sobria e non un incosciente !!!!! 31/08/2008 17:44 marco quindi? oggi i tifosi del napoli, almeno 5/6 dei quali di sicuro drogati, hanno 'sequestrato' un treno delle fs, ossia nostro. a verona ci si accanisce su ogni aspetto mentre a Napoli si può fare qualunque cosa? siamo al limite! 31/08/2008 19:46 wxyz4 Mezzo secolo fa le persone "per bene" di giorno lavoravano o studiavano e di notte si riposavano (salvo ovviamente guardiani notturni, ecc.). Oggi alle 1 di ogni notte il traffico in città è da ore di punta, e si tratta di gente che sta uscendo, non che torna a casa. Quelle che una volta si chiamavano porcherie ora sono coperte dal manto luccicante della "trasgressione". E' ben giusto sanzionare pesantemente chi si mette al volante pieno di alcool, droga, o anche solo rincretinito dal frastuono e dalle luci di una discoteca, ma se vogliamo cominciare a rimettere le cose a posto occorre agire più a fondo: chi il giorno dopo non rende sul lavoro o a scuola perché ha passato la notte a gozzovigliare va licenziato o bocciato senza troppi complimenti. 01/09/2008 07:11 gabriele yastaman,congratulazioni per il suo commento.parole sante.ed sono sorpreso perche' la redazione l'ha messo dentro.c'e' sempre i quadrini di mezzo,ciaoo 01/09/2008 15:10 Matteo Sono anchio del parere di rendere sicure le strade. Più controlli faranno sicuramente bene. Il punto è che già l'alcol test risulta abbastanza variabile, ma comunque giusto, questi controlli sulle droghe sono a mio parere ingiusti. Premettendo che non esiste in italia il diritto ad assumere sostanze stupefacenti dobbiamo ragionare se sia giusto oppure no ritirare la patente a una persona lucida ma che ne abbia fatto uso nei giorni precedenti. Dobbiamo individuare il pericolo sulle strade giusto?? Quindi sarebbe giusto ritirare la patente a un autista che ha bevuto alcolici un paio di giorni prima?? Il problema dell'utilizzo delle sostanze stupefacenti dovrebbe essere analizzato affondo. A mio parere molti di questi test non individuino in modo oggettivo "gli incauti al volante" o meglio sicuramente individueranno la maggior parte di questi ma a farne le spese saranno sempre "altri". MaTTeo Sono presenti 14 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Cosa ne pensi?Il dibattito troppo acceso sul federalismo rischia di spaccare l'identità nazionale del nostro Paese?Braccialetto per i condannati per reati non gravi, sei d'accordo?Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Via alla campagna contro l'abbandono degli animali Arriverà questo inverno una lista degli alberghi e delle strutture turistiche dove andare in vacanza con il proprio animale: lo ha annunciato oggi il sottosegretario alla salute Francesca Martini. In Italia i randagi sono 600mila LEGGI LA NOTIZIA SONDAGGIO: TU COME FAI? 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El Gordo confessa l'omicidio: "Una voce mi diceva di ucciderla" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La confessione  di Victor Diaz Silva è registrata nei verbali, riportati oggi in parte dai quotidiani. Federica è morta perchè non aveva voluto avere un rapporto sessuale con il suo assassino

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Federica è morta a Lloret De Mar, in Spagna, dove si era recata con una amica per una vacanza: ad ucciderla è stato 'El Gordo', perchè la ragazza non aveva voluto avere un rapporto sessuale con lui. "Ci eravamo appartati, l'ho baciata, poi l'ho toccata, ma lei ha rifiutato il rapporto completo", ha raccontato Silva alla polizia. Poi, la rabbia e la frustrazione nel rendersi conto che la giovane padovana avrebbe potuto denunciarlo per violenza sessuale: "Ho avuto paura di una denuncia - racconta l'uomo - e le ho stretto le mani al collo. Ho iniziato a stringere". La tragica vacanza di Federica Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo (246 commenti) Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse" (56 commenti) Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri (52 commenti) Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure" (50 commenti) Gelmini: "Torna il voto in pagella Bocciati con 5 in condotta" (50 commenti) 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La replica del titolare della gelateria (47 commenti) Piste ciclabili, un percorso a ostacoli (36 commenti) Bologna in serie A: manda un 'in bocca al lupo' alla squadra (33 commenti) 15:08:36 - seguito : Poi che la RAI mantenga Mediaset a causa di implicite limitazioni di fatturato pubblicitar[...] Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri15:06:29 - Bravo Prodi , la solidarietà berlusconi se la tenga per lui, sei un signore a dire " pubblicate quel[...] Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure"14:59:01 - ... E con ciò?!? E chi se ne frega !!. Chi li ha invitati, forse lei o quei pochi (per fortuna) rima[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo14:56:37 - se foste in grado di leggere avreste anche letto "con disegni e scritte inequivocabili, uno di essi [...] 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La replica del titolare della gelateria14:54:52 - Sara e Madrid o sono 2 troll o provengono da un altro pianeta buonista del piffero magico, lasciatel[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo14:54:00 - Allo SNAI ho puntato 10 euro sulla vittoria del Bologna, ne ho vinti 100. Non sono diventato ricco, [...] Grande impresa del Bologna Scrivi il messaggio alla squadra14:47:00 - Sono fallite negli anni passati fior di compagnie aeree : Panamerican,TWA,Swissair: Sono scomparse p[...] Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri Accordo Italia-Libia, che ne pensi?Cosa farà l'Ascoli nella stagione 2008/2009?Cosa farà l'Ancona nella stagione 2008/2009?Vorresti cambiare l'inno nazionale italiano?Una donna come vice, sarà un vantaggio per McCain?I sorteggi di Champions League sono stati favorevoli alle italiane?Scuola, il ministro Gelmini annuncia il ritorno al voto in pagella, sei d'accordo?Pedonalizzazione del centro storico a Massa. Cosa ne pensi?Il dibattito troppo acceso sul federalismo rischia di spaccare l'identità nazionale del nostro Paese?Braccialetto per i condannati per reati non gravi, sei d'accordo?Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Via alla campagna contro l'abbandono degli animali Arriverà questo inverno una lista degli alberghi e delle strutture turistiche dove andare in vacanza con il proprio animale: lo ha annunciato oggi il sottosegretario alla salute Francesca Martini. In Italia i randagi sono 600mila LEGGI LA NOTIZIA SONDAGGIO: TU COME FAI? RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec y>.

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Tre alpinisti morti nel Cuneese (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Sono precipitati da un'altezza di 200 metri mentre scalavano i torrioni Saragat, nelle montagne del cuneese al confine con la Francia

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Summit Ue, toni forti ma niente rottura con Mosca (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Dalla riunione straordinaria di Bruxelles non dovrebbero venire sanzioni ma un monito chiaro al Cremlino. I temi del vertice dei 27 saranno tre: gli aiuti alla Georgia, la ricerca di una soluzione politica al conflitto e una riflessione sui rapporti tra Ue e Russia

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I piloti della Ryanair denunciano: "Costretti a volare col minimo di carburante" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Ne dà notizia il Sunday Times, che pubblica un documento interno della compagnia low cost come conferma indiretta delle accuse dei piloti

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Shakira duetterà in arabo "Canterà per difendere l'Islam" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La pop star ha raggiunto un accordo per realizzare un duetto con la cantante americana di origini arabe Dania Youssef. Il video clip sarà girato a Dubai e sarà sul mercato agli inizi del prossimo anno

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Musica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa LA COLLABORAZIONE Shakira duetterà in arabo "Canterà per difendere l'Islam" La pop star ha raggiunto un accordo per realizzare un duetto con la cantante americana di origini arabe Dania Youssef. Il video clip sarà girato a Dubai e sarà sul mercato agli inizi del prossimo anno Roma, 29 agosto 2008 - La famosa pop star Shakira ha raggiunto un accordo per realizzare "un duetto" con la cantante americana di origini arabe Dania Youssef. Il testo della canzona metterà a fuoco la difesa "degli arabi e dell'Islam per promuovere la pace". Lo scrive stamane il sito web della tv al Arabiya che riporta quanto annunciato dalla Mbc, una emittente satellitare araba. Shakira scriverà i versi in lingua inglese. Mentre la parte cantata in lingua araba sarà scritta e composta dall egiziano Mohammed Saad. "La canzona - scrive il sito web - cerca di contrastare il pregiudizio dei media occidentali che vede gli arabi come terroristi", e "promuoverà la diffusione della cultura della tolleranza che rischia di far estinguere la razza umana a causa di uno stato di guerra permanente". Il video clip sarà prodotto da una casa Usa e sarà girato a Dubai negli Emirati arabi Uniti. Secondo l'Mbc, il video clip sarà sul mercato agli inizi del prossimo anno. Annoverata tra i principali esponenti del pop latino, Shakira, ha debuttato nel mercato discografico latinoamericano nel 1991, dominandone la scena per oltre un decennio. Nel 2001 ha conseguito un successo mondiale con l'album 'Laundry Service', che ha venduto 30 milioni di copie piazzandosi tra i 100 album più venduti di sempre. Miguel Bosè e Shakira - 'Si tu no vuelves' Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo (246 commenti) Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse" (56 commenti) Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri (52 commenti) Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure" (50 commenti) Gelmini: "Torna il voto in pagella Bocciati con 5 in condotta" (50 commenti) 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La replica del titolare della gelateria (47 commenti) Piste ciclabili, un percorso a ostacoli (36 commenti) Bologna in serie A: manda un 'in bocca al lupo' alla squadra (33 commenti) 15:41:12 - Grandissimi non ho parole adesso un ottimo difensore e Crespo Marco adesso tocca alla Fiorentina e a[...] Grande impresa del Bologna Scrivi il messaggio alla squadra15:13:39 - hanno seguito un corso??? per cosa ??? mimetizzazione e appostamento?? o in maleducazione et arrogan[...] Sindacati a difesa degli ausiliari: "Il loro lavoro è legittimo"15:10:02 - Sono anchio del parere di rendere sicure le strade. Più controlli faranno sicuramente bene. Il punto[...] Notte di controlli: "Un conducente su due è drogato o ubriaco"15:08:36 - seguito : Poi che la RAI mantenga Mediaset a causa di implicite limitazioni di fatturato pubblicitar[...] Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri15:06:29 - Bravo Prodi , la solidarietà berlusconi se la tenga per lui, sei un signore a dire " pubblicate quel[...] Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure"14:59:01 - ... E con ciò?!? E chi se ne frega !!. Chi li ha invitati, forse lei o quei pochi (per fortuna) rima[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo14:56:37 - se foste in grado di leggere avreste anche letto "con disegni e scritte inequivocabili, uno di essi [...] 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La replica del titolare della gelateria Accordo Italia-Libia, che ne pensi?Cosa farà l'Ascoli nella stagione 2008/2009?Cosa farà l'Ancona nella stagione 2008/2009?Vorresti cambiare l'inno nazionale italiano?Una donna come vice, sarà un vantaggio per McCain?I sorteggi di Champions League sono stati favorevoli alle italiane?Scuola, il ministro Gelmini annuncia il ritorno al voto in pagella, sei d'accordo?Pedonalizzazione del centro storico a Massa. Cosa ne pensi?Il dibattito troppo acceso sul federalismo rischia di spaccare l'identità nazionale del nostro Paese?Braccialetto per i condannati per reati non gravi, sei d'accordo?Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Le vacanze del 'Boss' Dopo il successo del tour, Bruce Springsteen si gode un po' di relax in Italia insieme con la moglie Patti e alcuni amici. La comitiva ha fatto un giro sul lago di Como in motoscafo fino a Laglio per vedere la Villa di Clooney GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Rallenta l'inflazione, pasta alle stelle (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il costo della vita ha segnato una crescita del 4%, in discesa rispetto al 4,1 registrato a luglio. Crollano le vendite al dettaglio, meno 3,4% a giugno: per pane e pasta vendite a meno 38%

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Ma è il costo dei beni alimentari essenziali a preoccupare: +12,1% per il pane, +25,6% per la pasta (con un picco del 35,2% per quella di semola di grano duro), +4,2% per la carne con il bovino che fa segnare un +5,1% mentre il pollame registra un +4,4%. Per il comparto latte, formaggi e uova, l'Istat segnala un lieve rallentamento: +8,6% contro l'8,7% di luglio. La frutta balza del 7,4%. E gli incremento non riguardano solo la tavola. Il costo dei viaggi in aereo registra un vero e proprio 'boom': +40,7%. Un segnale positivo arriva invece dai carburanti: il prezzo della verde è sceso del 4,2% mensile per un incremento tendenziale del 10,6% rispetto al 13,1% registrato a luglio. Il gasolio segna un calo congiunturale del 4,8% mentre su base annua cresce del 23,9%. Immediata la reazione dei sindacati: il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, sottolinea che "c'è molta speculazione nel passaggio dal produttore al consumatore". Il segretario confederale della Cgil, Agostino Megale, chiede un "misure concrete di sostegno ai consumi e al potere d'acquisto dei salari per migliorare le condizioni delle famiglie". In allarme anche i consumatori che stimano una stangata annua da 565 euro a famiglia per il comparto alimentare e rilanciano lo 'sciopero della pagnotta' per il 18 settembre. Ma la categoria dei panificatori si difende e parla di "inversione di tendenza" e di prezzo ormai "stabilizzato". Anche il governo si fa sentire. Il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola promette un aumento della sorveglianza sui prezzi e ricorda di avere già programmato un incontro per il 10 settembre con l'industria molitoria. "Con la Guardia di Finanza - annuncia - verrà poi definito il programma di ispezioni di settembre e ottobre, anche per seguire il processo di formazione dei prezzi del settore cerealicolo". Una ricetta contro il caro-cibo è proposta dalla Coldiretti che suggerisce di scegliere i prodotti locali e di stagione, risparmiando così sui costi di trasporto della merce. Sempre alla Coldiretti ribadisce l'idea di creare i 'farmers market' (mercato esclusivo degli agricoltori) per combattere il caro prezzi con la vendita diretta e senza intermediazioni dei prodotti alimentari. Carovita, di chi è la colpa? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo (246 commenti) Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse" (56 commenti) Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri (52 commenti) Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure" (50 commenti) Gelmini: "Torna il voto in pagella Bocciati con 5 in condotta" (50 commenti) 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La replica del titolare della gelateria (47 commenti) Piste ciclabili, un percorso a ostacoli (36 commenti) Bologna in serie A: manda un 'in bocca al lupo' alla squadra (33 commenti) 15:41:12 - Grandissimi non ho parole adesso un ottimo difensore e Crespo Marco adesso tocca alla Fiorentina e a[...] Grande impresa del Bologna Scrivi il messaggio alla squadra15:13:39 - hanno seguito un corso??? per cosa ??? mimetizzazione e appostamento?? o in maleducazione et arrogan[...] Sindacati a difesa degli ausiliari: "Il loro lavoro è legittimo"15:10:02 - Sono anchio del parere di rendere sicure le strade. Più controlli faranno sicuramente bene. Il punto[...] Notte di controlli: "Un conducente su due è drogato o ubriaco"15:08:36 - seguito : Poi che la RAI mantenga Mediaset a causa di implicite limitazioni di fatturato pubblicitar[...] Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri15:06:29 - Bravo Prodi , la solidarietà berlusconi se la tenga per lui, sei un signore a dire " pubblicate quel[...] Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure"14:59:01 - ... E con ciò?!? E chi se ne frega !!. Chi li ha invitati, forse lei o quei pochi (per fortuna) rima[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo14:56:37 - se foste in grado di leggere avreste anche letto "con disegni e scritte inequivocabili, uno di essi [...] 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La replica del titolare della gelateria Accordo Italia-Libia, che ne pensi?Cosa farà l'Ascoli nella stagione 2008/2009?Cosa farà l'Ancona nella stagione 2008/2009?Vorresti cambiare l'inno nazionale italiano?Una donna come vice, sarà un vantaggio per McCain?I sorteggi di Champions League sono stati favorevoli alle italiane?Scuola, il ministro Gelmini annuncia il ritorno al voto in pagella, sei d'accordo?Pedonalizzazione del centro storico a Massa. Cosa ne pensi?Il dibattito troppo acceso sul federalismo rischia di spaccare l'identità nazionale del nostro Paese?Braccialetto per i condannati per reati non gravi, sei d'accordo?Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia? LA FOTO DEL GIORNO Quante sono le intercettazioni in Italia Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. 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Sacconi: per Alitalia èl'ultimo slot (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa il piano di salvataggio Sacconi: per Alitalia è l'ultimo slot Il piano di salvataggio è per Alitalia "l'ultima possibilità, l'ultimo slot per il decollo della nostra compagnia di bandiera". Alla vigilia dell'apertura della trattativa con i sindacati sul piano Alitalia, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi mette in chiaro che la situazione non concede al governo ampi margini di manovra. Non è un ultimatum ai sindacati ma il messaggio è chiaro: se questa volta qualcuno impedisce l'applicazione del piano di salvataggio il rischio è che salti tutto e il fallimento della compagnia sarà inevitabile. Ci sono, dice, "tutte le condizioni per una soluzione robusta dal punto di vista imprenditoriale e del progetto industriale" dice Sacconi sottolineando che gli esuberi "non saranno oltre i cinquemila e potrebbero essere anche meno". Si apre in salita la trattativa. I sindacati oggi chiederanno al governo di fare un passo indietro nel percorso avviato per il salvataggio di Alitalia. Sosterranno l'esigenza di riaprire il dossier del Piano Fenice, chiuso prima di discuterne i contenuti con i rappresentanti dei lavoratori, e giudicato dalle sigle troppo debole per aprire la strada ad un percorso di rilancio che giustifichi l'alto prezzo da pagare in posti di lavoro. Solo di fronte ad una strategia industriale convincente, avvertono le sigle, ci sarà poi la disponibilità a parlare di esuberi e ammortizzatori sociali. Aprire un confronto che non sia spalle al muro non sarà facile. è chiara la posizione del governo: la soluzione trovata è "l'unica scelta possibile", come alternativa "c'era solo il fallimento". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi lo ha sottolineato giovedì, dopo il decreto che ha ritoccato la procedura prefallimentare dell'amministrazione controllata spianando la strada al piano dell'advisor Intesa Sanpaolo: il commissario, nominato venerdì scorso, ha ora poteri adeguati per cedere in tempi stretti gli asset operativi di Alitalia ad una newco, che può contare sulla cordata di 16 investitori italiani destinata a crescere, e che creerà la "nuova Alitalia" integrando anche Air One. Il compito più difficile sarà poi quello di gestire quel che resta della "vecchia" compagnia: esuberi, debiti, asset da liquidare, azionisti e obbligazionisti da indennizzare. Oggi il tavolo governo-sindacati verrà aperto, presso la sede del ministero del Lavoro di via Flavia, con una relazione del neocommissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi. Il confronto con le nove sigle sindacali sarà "a tutto campo" - ha preannunciato il ministero -, non solo sui temi del lavoro ma con tutti i ministri interessati ai diversi aspetti dell'operazione: l'azionista di controllo di Alitalia, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti; per i Trasporti, Altero Matteoli; per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola; e per il Lavoro, Maurizio Sacconi. I sindacati sono "abbastanza delusi", dice il leader dei piloti, il presidente dell'Anpac Fabio Berti, "perchè - spiega - ci aspettavano un confronto preventivo per discutere le linee strategiche del piano". L'Anpac sarà al tavolo con "lo spirito di affrontare i temi industriali, e di non parlare di esuberi fino a quando non sarà di fronte ad un percorso che possa portare ad un risanamento effettivo". Al contrario "di fronte di un piano non condiviso, e che a nostro giudizio possa pregiudicare le prospettive di rilancio, le reazioni saranno durissime". La UilTrasporti garantisce "uno spirito costruttivo". "Vogliamo conoscere il progetto, e speriamo che sia un piano coerente", dice il segretario nazionale Marco Veneziani. "E solo successivamente parleremo degli esuberi, che auspichiamo siano molto meno di quelli che si leggono da indiscrezioni". Andranno gestiti "insieme al sindacato, e va chiarito che nessuno deve restare a terra".

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Il cda chiede il commissariamento Berlusconi nomina Augusto Fantozzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La compagnia di bandiera ha presentato ricorso per lo stato di insolvenza al tribunale di Roma. Il consiglio d'amministrazione ha chiesto l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa ALITALIA Il cda chiede il commissariamento Berlusconi nomina Augusto Fantozzi La compagnia di bandiera ha presentato ricorso per lo stato di insolvenza al tribunale di Roma. Il consiglio d'amministrazione ha chiesto l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria Roma, 29 agosto 2008 - Il cda di Alitalia ha dichiarato lo stato di insolvenza della compagnia e chiesto l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria. In una nota al termine del consiglio di amministrazione la società spiega che "Alitalia ha richiesto, in conformità alle determinazioni assunte in data odierna dal consiglio di cmministrazione della ompagnia, l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria di cui alla Legge 18 febbraio 2004, numero 39 e successive modificazioni, da ultimo con il decreto legge 28 agosto 2008,n.134". L'istanza di ammissione è stata motivata e corredata di idonea documentazione. Contestualmente, come previsto dalla citata normativa, Alitalia ha presentato ricorso per la dichiarazione dello stato di insolvenza al Tribunale di Roma. LA NOMINA Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a quanto si apprende, ha firmato il decreto di nomina di Augusto Fantozzi a commissario straordinario di Alitalia. Passera: "Senza l'accordo con i sindacati non si parte" - Berlusconi: "Non peserà sui contribuenti" - Air France pronta a rilevare quota di minoranzaQuale futuro per Alitalia? 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I diritti vanno bene, ma un minimo di rispetto pr gli altri mai?[...] Scavi chiusi per assemblea sindacale Turisti in attesa per due ore: una vergogna mondiale17:30:36 - ... che emozione. Il grande piccolo (a detta di altri)bologna ha sbancato San Siro. Non ci volevo cr[...] Grande impresa del Bologna Scrivi il messaggio alla squadra17:20:36 - ci sono tanti altri lavori che gli ausiliari del traffico possono fare suggerisco di reintegrarli co[...] Sindacati a difesa degli ausiliari: "Il loro lavoro è legittimo"17:01:59 - Ovvero: lo Stato Italiano paga alla Libia l'autostrada. In cambio la Libia dara' condizioni di favor[...] Gheddafi: "Per l'Italia priorità per petrolio, gas e investimenti"16:52:24 - Bravissima Ministro Gelmini! Si potrebbe titolare "Ritorno al futuro"![...] Gelmini: "Torna il voto in pagella Bocciati con 5 in condotta"16:49:16 - Se gli ausiliari venissero utilizzati per far rispettare regole prioritarie come la precedenza ai pe[...] Sindacati a difesa degli ausiliari: "Il loro lavoro è legittimo" Tifosi violenti, sei favorevole allo stop delle trasferte?Accordo Italia-Libia, che ne pensi?Cosa farà l'Ascoli nella stagione 2008/2009?Cosa farà l'Ancona nella stagione 2008/2009?Vorresti cambiare l'inno nazionale italiano?Una donna come vice, sarà un vantaggio per McCain?I sorteggi di Champions League sono stati favorevoli alle italiane?Scuola, il ministro Gelmini annuncia il ritorno al voto in pagella, sei d'accordo?Pedonalizzazione del centro storico a Massa. 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Vertice con i sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Alberto Bisin Vertice con i sindacati ALITALIA, STATO E MERCATO Il presupposto concettuale di ogni dibattito di politica economica è la contrapposizione tra Stato e mercato. Sotto quali condizioni è auspicabile l'intervento dello Stato in una economia di mercato? Una risposta corretta a questa domanda non può essere puramente dettata da considerazioni ideologiche astratte: non può infatti prescindere dalle condizioni strutturali del sistema economico. In una economia in cui i salari siano determinati in un mercato del lavoro competitivo e in cui l'istruzione e la sanità siano privati, forme di assicurazione sociale pubblica sarebbero in generale desiderabili, e spesso necessarie. In una economia socialista sarebbe invece generalmente vero l'opposto. In Italia il dibattito su Stato e mercato è meno ideologico di quanto ci si potrebbe aspettare. Lo stesso trucchetto retorico, infatti, falsa gli argomenti sia a destra sia a sinistra. La sinistra alternativa e quella di governo concordano sulla "morte del pensiero unico monetarista e liberista". Critiche al "neoliberismo estremista", al "fondamentalismo di mercato", hanno fornito supporto, a sinistra come a destra, a politiche protezionistiche nei confronti di prodotti cinesi e a politiche industriali di intervento a difesa dell'"italianità" di banche e imprese. Nel mercato del lavoro, poi, a ogni accenno alla liberalizzazione dei contratti si prefigura un mondo neoliberista popolato da soli precari indigenti. Il trucchetto retorico è ovvio (e anche poco sofisticato): si critica una posizione estrema e irragionevole e si ricavano da questa critica conclusioni che riguardano questioni di politica economica specifiche hic et nunc, in Italia oggi. Ma in Italia oggi è difficile trovare un neoliberista estremista, di quelli che "il mercato funziona comunque e ovunque". Ma soprattutto, in Italia oggi, non si può proprio dire che tutto sia libero mercato e concorrenza perfetta: i salari sono per la maggior parte determinati a mezzo di contrattazione centralizzata, con minima considerazione per le differenze di produttività e di potere d'acquisto, l'istruzione è pubblica, la sanità è pubblica (così pubblica che i primari ospedalieri sono spesso espressione della politica, così come gli imprenditori le cui case di cura sono convenzionate col sistema sanitario), le banche e i mercati finanziari si stanno solo ora aprendo alla concorrenza (ma non i fondi pensione), rendite monopolistiche sono liberamente offerte all'imprenditoria privata (dalle tariffe autostradali ai canoni demaniali sulle spiagge), e così via. Ma proprio per questo il trucchetto retorico di criticare una posizione estrema e inesistente è necessario. Addirittura Giulio Tremonti, mente economica della PdL e ora ministro dell'Economia, conia con successo il termine "mercatismo" per definire il nemico intellettuale da criticare (in La paura e la speranza, Mondadori, 2008). E naturalmente ricava da questa critica supporto a politiche economiche "colbertiste" di protezionismo mercantile. Data la qualità del dibattito su Stato e mercato in Italia, non è poi sorprendente che la politica economica sia caratterizzata da una mancanza di rispetto (ma vorrei dire di comprensione) per il funzionamento dell'economia di mercato. Il caso Alitalia è oggi ovviamente sintomatico (ma lo stesso si potrebbe dire del caso Telecom in passato). Alitalia ha perso più di due miliardi di euro in quattro anni (dai dati di bilancio 2004-2007) offrendo ai propri dipendenti (incluso il management) condizioni notevolmente favorevoli rispetto a quelle di mercato. In questo contesto il governo si adopera per un piano di salvataggio che prevede la copertura a carico del bilancio dello Stato delle perdite passate e di quelle che sono in effetti perdite future (il costo degli esuberi) e l'elargizione di eventuali profitti futuri a imprenditori privati, scelti secondo procedure non certo degne di un mercato dei capitali trasparente. Sarà anche colbertismo, ma non è diverso dal buon vecchio statalismo. Non solo, ma i profitti futuri agli imprenditori privati sono in qualche forma garantiti da rendite monopolistiche; cioè a scapito dei consumatori che pagheranno tariffe aeree più elevate. Si annulla infatti la concorrenza tra Alitalia e AirOne e si parla della chiusura dell'aeroporto di Milano-Linate per blindare la rotta Milano-Roma dalle compagnie straniere. Tutto questo è per giunta realizzato modificando con grave precedente la disciplina antitrust e in disprezzo della normativa europea. È davvero "fondamentalismo di mercato" sostenere una trasparente liquidazione fallimentare di un'azienda quotata in Borsa?.

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