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DOSSIER “ALITALIA”

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T ARTICOLI DEL  1°- 25 Agosto 2008      #TOP


IN EVIDENZA

Alitalia: ecco la cordata per il salvataggio Gi.C.) (Il Sole 24 Ore 25-8-08)

 

Sacconi: esuberi Alitalia? Io me ne occupo dopo il Piano

 

 

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Riparte la macchina per il salvataggio dell'Alitalia. Il sorriso stampato sulle labbra dell'a.d. di Intesa SanPaolo, Corrado Passera al termine del lungo incontro che si è tenuto lunedi' 25 agosto nella sede milanese dell'istituto (advisor del Governo) non è solo l'effetto benefico della pausa estiva ma anche il segnale che ormai il più sembra fatto: il piano è pronto, ed è stato presentato alla cordata composta da una decina di imprenditori disposti a investire in una newco che acquisisca le attività più redditizie di Alitalia. Costituiranno il "nocciolino duro" della nuova compagnia ma le adesioni restano aperte anche ad altri, magari quando scatterà la "fase2" che non potrà prescindere da una solida alleanza con un partner internazionale. Tra gli indiziati c'è Lufthansa che però non ha commentato i rumors.

L'incontro alla Ca' de Sass

Alla Ca' de Sass in via Monte di Pietà, sede storica milanese della banca scelta dal Governo come advisor per trovare una soluzione alla delicata situazione della compagnia di bandiera, si è tenuta dunque la prima riunione formale degli imprenditori che si sono detti disponibili ad entrare nella cordata. A loro è stato illustrato - dall'ad in pectore Rocco Sabelli - il piano «Fenice», messo a punto dall'advisor nel corso dell'estate. Secondo le indiscrezioni, il piano prevede un'offerta per la parte sana della compagnia di bandiera e per il pacchetto di controllo di Air One con un numero ancora imprecisato di esuberi. Si tratterà comunque di alcune migliaia: nelle scorse settimane le ipotesi peggiori parlavano di 6mila dipendenti di troppo, secondo il piano. Ma queste indiscrezioni finora non hanno trovato conferme. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, interpellato al Meeting di CL in corso a Rimini, ha rinviato a dopo l'approvazione del piano il momento in cui dovrà occuparsi dello scottante dossier.

Il gruppo dei dieci investitori che hanno preso parte all'incontro - spiegano fonti finanziarie - rappresenta il nuclo principale del capitale della nuova società che rileverebbe le attività di Alitalia. La lista resta comunque aperta a ulteriori contributi. Prima di procedere, a questo punto, sono necessari alcuni passaggi formali a cominciare dalla modifica della Legge Marzano che potrebbe andare in Consiglio dei Ministri giovedì 28 agosto in forma di decreto legge: la modifica consentirebbe di separare in tempi rapidi Alitalia in due società: una "bad company" con le attività in perdita e una "new company" che dovrebbe passare alla nuova cordata. Il giorno successivo è già convocata una riunione del cda Alitalia.

L'incontro si è concluso dopo oltre tre ore. All'uscita nessuno dei partecipanti all'incontro ha rilasciato dichiarazioni, contrariamente a quanto era avvenuto all'entrata. Alla riunione hanno partecipato, tra gli altri, il patron di Equinox, Salvatore Mancuso, l'amministratore delegato di Atlantia e di Autostrade Giovanni Castellucci (gruppo Benetton), il patron di Air One Carlo Toto, l'armatore Gianluigi Aponte, Fausto Marchionni del gruppo Ligresti, l'industriale siderurgico Emilio Riva (che però all'ingresso, come Castellucci) ha negato di essere in Intesa Sanpaolo per parlare di Alitalia). Il piano «Fenice» prevede che nel capitale della nuova Alitalia entrino anche Marcellino Gavio, il Fondo Clessidra (rappresentato all'incontro da Sandro Grimaldi) l'imprenditore Marco Fossati (della famiglia cha ha fondato al Star), e il gruppo fiorentino Fingen, fondato dai fratelli Fratini e attivo nell'immobiliare e nell'abbigliamento.

Alla riunione ha preso parte anche Roberto Colaninno, intercettato al termine dell'incontro nella veranda del centralissimo Caffè Trussardi assieme a Sabelli. «Alitalia? Io sono a Milano per vedere il Duomo. Chiedete a Banca Intesa», ha detto Colaninno. Alla riunione hanno partecipato anche il responsabile corporate di Intesa Sanpaolo Gaetano Miccichè e il consulente del Governo, Bruno Ermolli. (Gi.C.)



Report "Alitalia 2"

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Alitalia 2 (216)


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Sezione principale: Alitalia 2

"così i tagli cresceranno ora rimpiangiamo i francesi" - ferdinando giugliano ( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che parla di Alitalia come di un patrimonio nazionale che però è "per il 90% radicato nella Capitale". Ma se nella Capitale il problema è Alitalia, altrove il problema è Fiumicino. Per il leghista Boni, è lo spostamento su Fiumicino ad essere una mossa "disastrosa", "non il segnale che la Lega si aspettava".

Mister ryanair all'attacco "il premier ama i jet privati" - giorgio lonardi ( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Che ne pensa del piano di rilancio di Alitalia? "Alitalia può avere un futuro solo se il governo italiano smette di intervenire. L'unica soluzione per salvare Alitalia è privatizzarla e venderla. Ormai in Europa solo in Grecia e in Italia ci sono interferenze pubbliche nelle compagnie aeree.

"per alitalia trattiamo con compagnie straniere" - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tra le compagnie straniere che potrebbero ancora credere in una alleanza con Alitalia, Air France fa però un passo indietro. Attraverso fonti vicine al cda fa sapere che "il dossier Alitalia è chiuso. Quando si era parlato della fusione il prezzo del petrolio era sugli 80 dollari al barile. Ora è sopra i 120 e una fusione oggi non creerebbe valore".

Alitalia, la rabbia di fiumicino ( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Marrazzo: "Lunedì un vertice" Alitalia, la rabbia di Fiumicino Migliaia di posti a rischio. Rutelli attacca: "Roma perderà 1,5 miliardi" L'annunciato piano di riassetto Alitalia, che potrebbe sacrificare sull'altare del risanamento 5mila posti di lavoro, fa esplodere la rabbia a Fiumicino e accende la polemica politica.

Piano alitalia, fiumicino trema "da noi il 70% degli esuberi" - anna rita cillis ( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina II - Roma Piano Alitalia, Fiumicino trema "Da noi il 70% degli esuberi" I conti dei sindacati. Marrazzo: "Serve una mobilitazione" ANNA RITA CILLIS Migliaia di esuberi, la gran parte concentrati a Roma, secondo i tagli ipotizzati dal piano di Intesa-Sanpaolo per Alitalia e l'integrazione con Air One.

Rutelli: "tremonti contro roma in finanziaria tagli per 1,5 miliardi" - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Allarmato non solo per gli esuberi previsti dal piano Alitalia, per l'analoga ristrutturazione in Telecom che potrebbe cancellare altrettanti posti di lavoro, per la fusione Unicredit che ha già messo in mobilità e trasferito centinaia di dipendenti, per il calo del turismo che è uno dei motori dello sviluppo cittadino.

Sette capitali a prezzi stracciati - luigi spezia ( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: consente di colmare il gap che avevamo su questo settore e di creare un importante effetto volano nel territorio". Ryanair dà l'ultimo brivido: "Ai due milioni di passeggeri faremo risparmiare più di 208 milioni di euro, visto che le nostre tariffe sono mediamente inferiori di 106 euro a quelle di Alitalia". Parola di O'Leary.

Lo show di mister volare low cost ( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: eterna assistita Alitalia e la battuta forte la riserva al presidente Berlusconi. "E' interessante che Berlusconi proponga come slogan "Amo l'Italia, volo Alitalia", invece dovrebbe dire "Amo l'Italia, ma volo su jet privati". Con la mimica giusta, fa ridere tutta la platea senza bisogno della traduzione della responsabile del marketing di Ryanair per il Sud Europa (

Ryanair, voli low cost dal marconi per sette capitali ( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il gran capo della compagnia irlandese Michael O'Leary (nella foto), che ieri ha attaccato di nuovo il governo italiano, Berlusconi e Alitalia, mette all'asta 25 mila biglietti a dieci euro l'uno. Forlì si consola con un'altra base più piccola, ma attuata prima di quella bolognese e nuovi voli soprattutto verso il Sud. SPEZIA A PAGINA III.

Voto unanime per il trattato l'italia dice sì all'europa - anais ginori ( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha precisato - è quello di tenere vivo il sogno europeo e restituire un'anima a istituzioni che l'opinione pubblica percepisce come lontane". In tempi in cui l'Italia colleziona più che mai incidenti e diverbi con Bruxelles (dal dossier Alitalia alle leggi sull'immigrazione), quell'applauso è sembrato davvero benefico.

La fabbrica di emergenze ( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che sostituiscono con l'obbedienza ai loro interessi, in subordine a quelli del padrone. Il grand'uomo che ha trovato per Alitalia la soluzione patriottica: accollare i costi ai contribuenti e ai lavoratori. Soluzione che non a caso piace pure a Bossi, il dito più veloce della padania. FRONTE DEL VIDEO.

Alitalia: Berlusconi promette pure lo straniero... in autunno ( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Alitalia: Berlusconi promette pure lo straniero... in autunno di Roberto Rossi/ Roma Doveva trattarsi di una cosa veloce. D'altronde a marzo, dopo aver cacciato Air France, Silvio Berlusconi lo aveva promesso: il problema Alitalia sarebbe stato risolto nel "giro di un mese" con l'intervento di imprenditori italiani.

Passera ci crede davvero? ( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oggi è advisor di Alitalia. A breve presenterà il famoso piano Fenice per il salvataggio della compagnia. Legge Marzano sì, legge Marzano no e quindi normativa ad hoc; partner internazionale da subito o a distanza di tempo; costituzione, e in quale modo, della newco e della bad company;

O'Leary (Ryanair): Ama l'Italia... ma se usa solo il jet privato Il numero uno dei voli low cost ironizza sugli slogan e prevede un futuro riservato a pochi, grandi operatori ( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Altro che volare Alitalia, Berlusconi farebbe meglio a salvare Alitalia" dice Michael O'Leary, certo di assistere invece all'ennesima pezza messa dagli aiuti di Stato. Il numero uno della compagnia irlandese non si fa maggiori problemi nel riprendere il ministro Umberto Bossi, immortalato con il dito medio alzato in campagna pubblicitaria:

Piano industriale Ok del sindacato ( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sea Handling e sindacati sulla "condivisione del piano industriale 2009-2016" dopo l'abbandono di Alitalia. "Il percorso di condivisione - scrive Sea in una nota- è stato segnato da diverse tappe che hanno, fra l'altro, portato all'accordo programmatico del 13 giugno scorso finalizzato al recupero di produttività e al risanamento di Sea Handling".

No al referendum, un regalo a Berlusconi Veltroni annuncia: niente firme sul Lodo Alfano. E attacca il governo: non fa nulla per la crisi ( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come dimostra la vicenda dell'Ici e dell'Alitalia, ed è lì che il Pd concentrerà gli sforzi. Non a caso, ieri, presentando insieme a Tenaglia e Lumia una proposta di legge del Pd per la riforma del regime carcerario duro contro i boss, Veltroni ha attaccato su inflazione e Alitalia, due temi su cui non c'è l'allarme necessario.

Nebbia fuori stagione ( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, è polemica? Gli editorialisti, i cultori del mercato sarebbero stati zitti? Eppure, a cominciare da tv e giornali (in prima fila il Corriere) una grande quantità di nebbia fuori stagione sta scendendo su aeroporti e opinione pubblica per ovattare tutto, per non sparare sul manovratore e i manovratori (le banche,

Tremonti punta al raddoppio: subito la manovra d'autunno ( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Esuberi Alitalia, famiglie taglieggiate dall'inflazione al rientro delle vacanze, opposizione pronta a scendere in piazza, sindacati sul piede di guerra. Il peso dei tagli varati con il voto di oggi si vedrà tutto: scula impoverita (-7,8 miliardi in 4 anni), sanità taglieggiata (-8 miliardi nel triennio), Comuni con bilanci disseccati,

Esercito per le strade Operazione di facciata Cara Unità, intervengo premettendo che d ( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Roma Alitalia, non ci resta che piangere Cara Unità, Alitalia deve essere salvata, altrimenti il cosidetto premier perderà anche l'ultimo briciolo di credibilità rimasto. Ma da chi verrà salvata? Si parla di Benetton (tutt'altra mission aziendale e, si vociferà, con alcune difficoltà di carattere finanziario),

Tre ore per andare da Roma a Fiumicino È in ritardo di un'ora il treno per l'aeroporto. Quando finalmente arriva i due piani sono affollati ( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ad aspettare in stazione ci sono anche tre hostess dell'Alitalia in divisa. Diventano subito oggetto di dibattito. Un signore, leggendo il nome sul cartellino di una di loro, domanda: "Roberta non vi bastano i guai che già avete, ci si mette pure il treno. Ma se arrivate in ritardo per colpa delle ferrovie siete giustificate no?

Una mazzata finanziaria su Roma Rutelli: i 500 milioni sono un'illusione, solo una anticipazione sui trasferimenti futuri Nella manovra tagli per 1200 milioni . Le crisi di Alitali ( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e con il disastro che si sta abbattendo su Alitalia. "Quanti posti di lavoro ci saranno a Roma in autunno? Alemanno deve rispondere", incalza Rutelli, scorrendo rapidamente una stima preoccupante che conta già tra i 5 e i 7mila posti in meno per Alitalia-Air One, centinaia di quadri dirigenziali in esodo da Telecom e un numero impreciso di uscite dovute alla fusione Unicredit-

Buone vacanze ai 5.000 esuberi dell'Alitalia ( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Paolo Ojetti Le cose vanno male: inflazione alle stelle, Alitalia alla deriva, immigrazione che cresce nonostante le barricate minacciate, estate con consumi azzerati, prezzi in orbita. Ma le cose, nonostante l'informazione televisiva così carente, hanno una loro forza e questa forza - guarda un po' - finisce dritta dritta a devastare la stolta propaganda berlusconiana (

Fabbriche in vacanza sull'orlo di una crisi ( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: da Alitalia a Telecom, ma anche imprese di varie dimensioni, alcune prestigiose: Riello, Sogefi, Siemens, Mivar, Electrolux,Granarolo, Colussi, Ineos, tra cassa integrazione e chiusure... C artoline dall'industria. Si chiudono i cancelli di buona parte delle fabbriche italiane per la pausa estiva, ma c'è poco da rilassarsi:

Berlusconi: all'Italia serve un bel drizzone ( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: resta il nodo Alitalia. Che il Cavaliere spera di sciogliere "in autunno" quando "credo che riusciremo a raggiungere il risultato di mantenere Alitalia una compagnia di bandiera che abbia i conti in attivo". "Abbiamo la certezza di un piano industriale che tiene, ci sono i capitali, ci sono i soci per la nuova compagine azionaria e stiamo trattando con delle compagnie straniere"

Berlusconi: <In autunno la nuova Alitalia> ( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In autunno la nuova Alitalia" di Enrico Bonzio "Riusciremo a ottenere il risultato che vogliamo, mantenere una compagnia di bandiera con i conti in attivo. A settembre i nomi della cordata" da Milano Altri tasselli si sono aggiunti ieri al mosaico per il salvataggio di Alitalia, mentre si intensificano le polemiche politiche.

ROMA - Soluzione ad inizio autunno per Alitalia. Berlusconi - intervistato dal Tg5 - detta i ( da "Messaggero, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: assemblea di Alitalia che dovrà autorizzare Police a varare l'operazione. Il ministro Scajola potrebbe presentare un emendamento in tal senso col provvedimento salva-Alitalia proprio al Cipe. Misura fondamentale per il futuro della Nuova Alitalia. Da una parte infatti - si legge nel Piano Fenice a pagina 17 - andranno le "attività valorizzabili di Alitalia ed Air One"

AirOne ( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: data: 2008-08-01 num: - pag: 28 categoria: BREVI AirOne Carlo Toto è nato a Chieti 64 anni fa. Dopo una lunga esperienza nel settore delle costruzioni, nel 1995 ha fondato AirOne, la prima compagnia a rompere il monopolio Alitalia sulla tratta Milano-Roma. AirOne ha attiva una partnership col colosso tedesco Lufthansa.

Alitalia, restano 375 milioni Il premier: trattative estere ( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rivela un dettaglio inedito del salvataggio di Alitalia, e assicura risultati "all'inizio dell'autunno". Il premier ammette l'esistenza di un problema-esuberi: "Ci sarà da verificare con quante persone dovrà funzionare la nuova Alitalia, ma contro questa eventualità - osserva - ce n'è una sola, che è il fallimento, quindi 20 mila persone che perdono il posto di lavoro"

Crisi Alitalia, allarme per gli esuberi Marrazzo apre il tavolo, Alemanno accetta ( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Lunedì incontro con i sindacati Crisi Alitalia, allarme per gli esuberi Marrazzo apre il tavolo, Alemanno accetta Regione, Provincia e Comune insieme ai sindacati per difendere il posto di lavoro dei dipendenti Alitalia. è stata convocato per lunedì dal presidente Piero Marrazzo il tavolo interistituzionale, a cui partecipano gli enti locali e i sindacati.

Alitalia, governo pronto a riferire. Gli esuberi potrebbero arrivare a 7mila ( da "Campanile, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia si sta rivelando per quello che è, una bufala. Trattiamo le cose con il loro nome, non con nomi diversi perchè un conto è dire che c'è una cordata che rileva Alitalia, un conto è prendere le voragini nere di Alitalia, scaricarle sul pubblico, sulla collettività e tenere, sostanzialmente, una piccola enclave positiva che si dà a dei privati che poi magari hanno anche interessi

Elogio dell'annuncio ( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è, per così dire, ancora sospesa ma gli aerei volano senza uno sciopero. A Chiaiano la piazza langue. Che diavolo succede? Vuoi vedere che siamo diventando un paese normale? I teorici, anche un po' criminologi, della politica virtuale ci hanno spiegato che in politica "verba volant" e la pubblica opinione è troppo disincantata per dare credito ai governi.

L' effetto contagio dell'emendamento ( da "Manifesto, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: all'editoria, ai call-center, ad Alitalia. Tutto all'insegna della deregolamentazione. "Si tratta - continua il portavoce di articolo 21 - della classica manovra ad aziendam, che però sostanzialmente modifica le ripartizioni preservando i vertici a scapito di tutte le categorie considerate meno protette".

ULTIM'ORA ( da "Manifesto, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: (DANIELE LUTTAZZI) Alitalia, cordata col cappio. Scajola chiede scusa a quei rompicoglioni di operai. Su una luna di Saturno scoperto un lago di idrocarburi, Bush: "Saturno ha armi di distruzione di massa". Londra, Times: "Italiani i più maleducati del pianeta".

SALVATAGGIO POSSIBILE E NON SOLO PER AMOR DI PATRIA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Puro spirito di italianità oppure lei, da imprenditore, crede nel futuro di Alitalia? "Fermo restando il mio amor di patria, io nel futuro di Alitalia ci credo. Perché credo nella professionalità, nella tecnologia, nell'esperienza. Ed Alitalia tutte queste cose le ha per cui sarebbe un delitto darle via, regalarle ad altri.

Anche in Italia chi è di centrodestra è più felice? ( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)

Volo papale, 20 ore con i telefoni muti ( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, infatti, dopo aver funzionato per le prime due ore, sono andati completamente in tilt! Così, la conferenza stampa del Papa, che ci ha parlato alle 11, è stata trasmessa a spizzichi e bocconi da qualche agenzia, mentre noi giornalisti dei quotidiani e delle Tv, che abbiamo tentato di trasmettere i nostri articoli poco dopo,

La veglia di Randwick, la messa finale ( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, infatti, dopo aver funzionato per le prime due ore, sono andati completamente in tilt! Così, la conferenza stampa del Papa, che ci ha parlato alle 11, è stata trasmessa a spizzichi e bocconi da qualche agenzia, mentre noi giornalisti dei quotidiani e delle Tv, che abbiamo tentato di trasmettere i nostri articoli poco dopo,

"Se vuoi rimanere giovane, cerca Cristo" ( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, infatti, dopo aver funzionato per le prime due ore, sono andati completamente in tilt! Così, la conferenza stampa del Papa, che ci ha parlato alle 11, è stata trasmessa a spizzichi e bocconi da qualche agenzia, mentre noi giornalisti dei quotidiani e delle Tv, che abbiamo tentato di trasmettere i nostri articoli poco dopo,

Papa Ratzinger prega per gli anglicani ( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, infatti, dopo aver funzionato per le prime due ore, sono andati completamente in tilt! Così, la conferenza stampa del Papa, che ci ha parlato alle 11, è stata trasmessa a spizzichi e bocconi da qualche agenzia, mentre noi giornalisti dei quotidiani e delle Tv, che abbiamo tentato di trasmettere i nostri articoli poco dopo,

"tv e legge per le europee ultima chance per walter" - claudio tito ( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si affastelleranno una serie di nodi che possono strangolare l'attività dell'esecutivo: l'Alitalia, il pubblico impiego, la riforma della Giustizia, la Finanziaria. E poi il Cda della Rai e la legge elettorale europea. Anzi, proprio questi due ultimi argomenti per l'inquilino di Palazzo Chigi rappresentano il vero test "per capire se si può riprendere il dialogo".

Lampedusa, scatta il trasferimento di massa su aerei e navi verso altri centri d'accoglienza - gabriele isman ( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La giornata di ieri è trascorsa tra i voli dei due C130 e dei due aerei Alitalia e la partenza dell'aliscafo della Ustica Lines. Gli immigrati arrivano dal Cpa al molo in pullman, con scarpe bianche nuove senza lacci - "potrebbero essere pericolosi" - e sorridono. A tutti vengono dati viveri e acqua per il viaggio, ai bambini anche i peluches, le famiglie andranno a Trapani.

British airways, i profitti netti crollano del 90% - stefano parola ( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si nasconde e ci ha fatto sapere cortesemente che martedì non verrà in commissione a rispondere sul caso Alitalia. Forse questo luogo non è degno?". Nel frattempo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha fornito ulteriori rassicurazioni: "Stiamo lavorando proficuamente alla vicenda Alitalia. Ci sono i soci, c'è il piano industriale, ci sono i capitali".

Ministro giocondo ( da "Unita, L'" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: indifendibile azione di Berlusconi su Alitalia. E a Enrico Letta, che ricordava come nel piano attuale si parli di 5000 (o addirittura 7000) esuberi, mentre nel piano Air France ce n'erano 2000, Rotondi replicava che si tratta solo di notizie giornalistiche. Infatti, ci sono notizie non giornalistiche e giornali che non pubblicano notizie,

L'attacco di Geronzi: in Mediobanca comando io Clamorosa intervista al Sole-24 Ore. Sotto tiro i manager Pagliaro e Nagel. Processi? Non temo nulla ( da "Unita, L'" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Al punto d'esser pronto a scommettere qualche cartina su Alitalia? Bisogna guardare i bilanci, poi eventualmente dire di no, non si fa nulla per forza. Altro capitolo, ancora: la giustizia. Geronzi ha i suoi problemi (da Parmalat in avanti), ma non è vero che cerca un "riparo" all'ombra dei suoi poteri bancari.

Regole e banche alla sperimentazione, Intesa <ferma> ( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E formalmente Bazoli è intervenuto nel board di gestione solo su "invito", come nel caso delle decisioni sul dossier Alitalia. Aggiustamenti e ritocchi dovranno infine farli Ubi e Banco Popolare, quest'ultimo in riferimento anche alle questioni relative alle banche popolari, quindi non attinenti alle generali regole di governo societario e ai paletti di Bankitalia.

Geronzi, i manager Generali e il possibile intervento in Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: i manager Generali e il possibile intervento in Alitalia MILANO - Il confronto a distanza non c'è stato. Alessandro Profumo ieri ha preferito una replica solo indiretta alle dichiarazioni di Cesare Geronzi: "Unicredit, in quanto azionista ", spera che Mediobanca individui nella riforma della governance la "migliore soluzione" che "porti alla creazione di valore".

British Airways, il caro-petrolio falcia l'utile del 90% ( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BERNABE' A PALAZZO CHIGI L'amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, ieri è stato a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. ALITALIA, PIU' PASSEGGERI A FIUMICINO A giugno i passeggeri di Alitalia a Fiumicino sono aumentati del 29,6% e del 29,3% dal 1 al 28 luglio.

Doccia e aragosta quei lussi da nababbi nella "nave dei cieli" - (segue dalla prima pagina) dal nostro inviato ( da "Repubblica, La" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sembra quasi di tornare agli anni d'oro dell'Alitalia. Pare un secolo fa? "Alitalia? Hanno detto che c'interessava. Ma non è vero. Non faremo acquisizioni né alleanze - dice Clark - Abbiamo già abbastanza da fare così". Bisogna riallacciare le cinture di sicurezza. Il "capodoglio volante" piega sull'ala.

E naomi vola italiano "meglio di british" ( da "Repubblica, La" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia E Naomi vola italiano "Meglio di British" La Venere nera vola Alitalia. Secondo il periodico Star, Naomi Campbell sbarcherà a Olbia e Genova da aerei italiani: "Basta British Airways, meglio Alitalia" avrebbe detto la modella che peraltro dopo uno scontro a Heathrow per lo smarrimento dei suoi bagagli è stata bandita dai voli BA.

Alitalia, dieci indagati per insider bonanni: più esuberi con air france - valentina conte ( da "Repubblica, La" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, dieci indagati per insider Bonanni: più esuberi con Air France VALENTINA CONTE ROMA - Il titolo che va su e poi giù, poi di nuovo su. In momenti critici per Alitalia. Oscillazioni sospette per le quali ora spuntano dieci indagati accusati di insider trading, l'abuso di informazioni riservate per lucrare sulle quotazioni.

Il premier predica fiducia, ma si arrende: il pil non sta crescendo Berlusconi concede un' intervista a Fede. L'Iva cala, l'Alitalia la salva lui e le intercettazioni solo per mafi ( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia la salva lui e le intercettazioni solo per mafiosi e terroristi di Natalia Lombardo / Roma LA VISIONE Anche il presidente del Consiglio si è accorto che "Il Pil non cresce e l'Iva è diminuita del 7%". nell'ultimo mese. Da qui i tagli alla spesa pubblica in una Finanziaria che non intende mettere in discussione,

Governo Berlusconi: ecco il lungo elenco delle mie paure Cara Unità, io mi sento me ( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ho paura di tutta quella manodopera specializzata gettata via con la scusa degli esuberi, ho paura perché i nostri politici invece di affrontare i processi cercano con le leggi di evitarli, ho paura di fare la fine di Eluana cioè di non poter morire in modo naturale, ho paura della Casta che per morire dopo 16 anni vogliono prolungare la sofferenza di Eluana e della sua

Il muro ( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, alla fuga dei turisti. Nessuno decide di fare vacanza in un Paese in cui "la sicurezza" (parola codice per indicare il rigetto verso i Rom e gli immigrati in genere, quegli stessi immigrati che muoiono di fatica e di lavoro, ma senza pensione) diventa "emergenza" (parola gravissima, molto dannosa e mai spiegata)

Bicamerale d'autunno per i poteri della finanza ( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: a partire dal salvataggio di Alitalia per passare a Telecom e alle Generali, con inedite alleanze bancarie. Sullo sfondo, intanto, spioni e rivelazioni inquinano le falde del sistema... Q uesta svolta, di riflesso, si ripercuoterà su larga parte del sistema economico e finanziario, oggi turbato dalla crisi, dall'instabilità di colossi come Alitalia e Telecom,

La prova iniziale di Geronzi e Bazoli può essere l'Alitalia: Intesa SanPaolo ha ormai un ruolo politico e non più solo tecnico ( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
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Abstract: Stai consultando l'edizione del La prova iniziale di Geronzi e Bazoli può essere l'Alitalia: Intesa SanPaolo ha ormai un ruolo politico e non più solo tecnico.

Naomi Campbell: preferisco Alitalia ( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia... Prima Berlusconi ("Sono italiano e volo Alitalia") anche se poi di solito preferisce i suoi jet. Adesso Naomi Campbell la cui segretaria è stata vista comprare una decina di biglietti della nostra malmessa compagnia di bandiera. Per Alitalia è tutto un fiorire di dichiarazioni d'amore, anche se una cliente come la top model americana forse è meglio perderla che trovarla.

Il premier: Pil fermo, tagliare le spese ( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: "Stiamo lavorando con buonissime prospettive di riuscita. Un grande Paese non può non avere una compagnia di bandiera ". Non è ancora chiaro se il Consiglio dei ministri di martedì si limiterà ad avviare l'esame del disegno di legge finanziaria o se sul tavolo il ministro dell'Economia metterà il dettaglio delle tabelle con i tagli di spesa a carico di molti suoi colleghi.

Aerei, viaggi premio. Con supplemento ( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E soprattutto perché alcune compagnie, come Alitalia, non esplicitano chiaramente cosa contiene la voce "tasse e supplementi"? E come mai il pagamento del sovrapprezzo per il carburante non è previsto dal regolamento "Millemiglia"? è quanto ha denunciato al Garante della Concorrenza, un cittadino: Pierpaolo Poli, imprenditore.

Naomi: basta British, ora volo con Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ora volo con Alitalia MILANO - Naomi Campbell dice basta alla British Airways e sceglie l'Alitalia. Dopo il contenzioso con la compagnia inglese (dopo la rissa dell'aprile scorso all'aeroporto londinese di Heathrow per lo smarrimento di alcuni bagagli) la top avrebbe chiuso con gli inglesi e per quest'estate, tramite la sua segretaria,

"Il pil non cresce, tagliamo le spese" ( da "Giornale.it, Il" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Berlusconi ha anche affrontato altri temi scottanti, a partire da Alitalia: "Stiamo lavorando con buonissime prospettive di riuscita. Un grande paese non può non avere una compagnia di bandiera". Il prestigio dell'Italia Il Cavaliere è sempre più convinto di essere la "ricetta giusta per il Paese": "Ho la certezza che il prestigio internazionale dell'

Matteoli: Esuberi? Mai visti ( da "Manifesto, Il" del 04-08-2008)
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Abstract: Mai visti" "Per Alitalia, non ho visto un foglio che parlasse di esuberi". È il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, a intervenire sul caso caso Alitalia, smentendo lo stesso Silvio Berlusconi che aveva indicato in 5000 persone la cifra degli esuberi del nuovo piano di ristrutturazione dell'aviolinea.

Silvio insiste: Intercettare solo mafiosi e terroristi ( da "Manifesto, Il" del 04-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Infine, le promesse su Alitalia - "stiamo lavorando con buonissime prospettive di riuscita, un grande paese non può non avere una compagnia di bandiera". E infine l'invito alla prudenza sulle strade dell'esodo estivo e un paio di promesse sulla crisi economica: "Vanno diminuite le spese.

Il premier sposa la linea tremonti "siamo realisti, situazione peggiorata" - claudio tito ( da "Repubblica, La" del 04-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Che dovrà fare i conti con partite infuocate come quella di Alitalia. "Dobbiamo trovare un modo per far crescere i consumi", è la richiesta avanzata da Berlusconi a Tremonti. Il capitolo stipendi, dunque, sta tornando al centro dell'agenda dell'esecutivo. "Perché se non troviamo qualche soluzione su quel fronte è difficile affrontare questo momento".

<Troppi terminal deserti Oggi le torri di controllo sono i nuovi campanili> ( da "Giornale.it, Il" del 04-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dato che Alitalia, la comatosa compagnia di bandiera nazionale, serve solo 19 aeroporti, tutti gli altri scali si arrangiano come possono, cercando di accaparrarsi la presenza di compagnie minori e low cost: le galline d'oro del trasporto aereo, nonostante il recentemente crollo dei profitti di Ryanair, possono assicurare infatti passeggeri e voli in quantità,

Alitalia, al tavolo anche gli imprenditori ( da "Corriere della Sera" del 04-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Pisana Parte il confronto voluto da Marrazzo con Alemanno e Zingaretti Alitalia, al tavolo anche gli imprenditori Oggi Marrazzo, Zingaretti e Alemanno si vedranno in Regione per parlare di Alitalia: degli esuberi, ovviamente, ma anche e soprattutto del contraccolpo che porterebbe per l'intera zona il ridimensionamento di Fiumicino.

Precari, dubbi sulla legge "è incostituzionale" ( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, scontro sul governo in aula Precari, dubbi sulla legge "è incostituzionale" ROMA - Diventerà oggi legge la manovra economica proposta dal governo. Ma l'ufficio tecnico della Camera solleva dubbi di costituzionalità sulla norma riguardante i precari.

Allarme alitalia: "gli esuberi ricadranno su roma" - anna rita cillis a pagina vii ( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina I - Roma Allarme Alitalia: "Gli esuberi ricadranno su Roma" ANNA RITA CILLIS A PAGINA VII SEGUE A PAGINA VII.

Alitalia, allarme esuberi "la crisi pesa su roma" - anna rita cillis ( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)
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Abstract: Il 14 Consiglio comunale straordinario Alitalia, allarme esuberi "La crisi pesa su Roma" Vertice tra Alemanno, Zingaretti e Marrazzo "Le ricadute occupazionali possono diventare dirompenti" ANNA RITA CILLIS Pesa in gran parte su Roma e su tutto il Lazio la vicenda Alitalia. Migliaia gli esuberi ipotizzati sino ad ora, oltre a quelli che si trascinerà l'indotto.

Alitalia, salta l'audizione di tremonti pd all'attacco: "governo in fuga" ( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)
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Abstract: Economia Alitalia, salta l'audizione di Tremonti Pd all'attacco: "Governo in fuga" E senza il piano di Intesa può slittare anche la semestrale In Senato va Vito Toto da Letta. A Roma tavolo tra comune, provincia e Regione ETTORE LIVINI MILANO - La partita per il salvataggio di Alitalia, in eterna attesa della fantomatica cordata italiana,

TRA L'INCUDINE e il martello. Sono giorni difficili per il sindaco di Roma in bilico di fronte a ( da "Unita, L'" del 05-08-2008)
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Abstract: giorni difficili per il sindaco di Roma in bilico di fronte alla crisi Alitalia. Da una parte c'è il suo ruolo di amministratore locale che gli imponorrebbe di prendere a cuore il problema degli esuberi dei lavoratori (5mila più i 2mila di Airone secondo le indiscrezioni uscite in questi giorni) e quello di Fiumicino notevolmente ridimensionato, se non ridotto a scalo regionale,

Crisi Alitalia, al via il tavolo delle istituzioni locali All'incontro voluto da Regione e Provincia c'era anche il sindaco di Roma incerto tra fedeltà al governo e difesa di Fiumi ( da "Unita, L'" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Crisi Alitalia, al via il tavolo delle istituzioni locali All'incontro voluto da Regione e Provincia c'era anche il sindaco di Roma incerto tra fedeltà al governo e difesa di Fiumicino.

Expo, perché la Moratti vuole decidere da sola ( da "Unita, L'" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: impresa salva Alitalia promessa da Berlusconi, tante attese non possono andare deluse. Certo Ferrante di consensi potrebbe ottenerne molti, anche se per capire se la sua sia una candidatura reale o se si tratti semplicemente di un colpo per affondare quella di Glisenti bisognerà attendere il famoso decreto della presidenza del consiglio,

Complimenti per la storia di Leoncelli Caro direttore, ho letto nel locale bar Arci dove tu ( da "Unita, L'" del 05-08-2008)
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Abstract: Barone Tutti zitti sugli esuberi Alitalia Tutti zitti. Per molto meno, quando c'era Prodi, i tassisti hanno bloccato Roma e minacciato sfracelli. Ora si parla di 5000 "esuberi" e, mi pare, all'orizzonte tutto tranquillo. Bruno Poggio, Asti Bene Pollastrini sui temi etici Cara Unità, a seguito della garbata intervista comparsa ieri su l'Unità vorrei ringraziare l'

Alitalia, Tremonti si nega al Parlamento Avrebbe dovuto riferire oggi sul caso, ma il ministro fugge. In forse anche il cda sui conti ( da "Unita, L'" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Alitalia, Tremonti si nega al Parlamento Avrebbe dovuto riferire oggi sul caso, ma il ministro fugge. In forse anche il cda sui conti di Laura Matteucci / Milano FERIE La cosa certa è che oggi Tremonti non parlerà in Parlamento di Alitalia, come invece chiedevano non solo le opposizioni, ma anche i presidenti delle commissioni Bilancio e Trasporti della Camera.

Consiglio straordinario sul caso-Alitalia ( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 185 del 2008-08-05 pagina 2 Consiglio straordinario sul caso-Alitalia di Redazione "Considero la situazione di Alitalia meritevole di ogni tipo di approfondimento. Prendendo atto delle indicazioni dei presidenti dei gruppi consiliari ho convocato un consiglio comunale straordinario per il giorno 14 agosto.

Il governo attacca lo statuto dei lavoratori ( da "Manifesto, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e via dicendo, ma anche nel settore privato (turismo e commercio per dirne due). Tra l'altro, i dati Istat dicono che è proprio il contratto a tempo determinato la forma più frequente di precarietà. Cosa che, spiegano diversi giuslavoristi, ha a che fare con una questione di potere e di ricattabilità del lavoratore,

Tremonti si sottrae al Parlamento ( da "Manifesto, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: caso Alitalia. Il governo si nasconde e, costretto, affida la patata bollente a un ministro di serie B che non interverrà nemmeno in aula ma davanti alle commissioni bilancio e lavori pubblici del senato oggi pomeriggio alle 15. L'esigenza è quella di prendere (e perdere) tempo, segno evidente del caso che regna sotto il cielo del governo e soprattutto per i lavoratori Alitalia.

Salvataggio Alitalia, governo in aula ( da "Corriere della Sera" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2 miliardi Salvataggio Alitalia, governo in aula MILANO - Il confronto tra il parlamento e il ministro dell'Economia Tremonti sul dossier Alitalia pare definitivamente rimandato a settembre. Dopo l'indisponibilità del ministro dell'Economia, la cui presenza era stata sollecitata alla Camera anche dai presidenti di commissione Giancarlo Giorgetti (

<Chiarezza sul futuro dei lavoratori> ( da "Corriere della Sera" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cronaca di Roma - data: 2008-08-05 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia Gli enti locali "Chiarezza sul futuro dei lavoratori" "Per quanto riguarda gli esuberi dei dipendenti di Alitalia che lavorano all'aeroporto di Fiumicino, dovremmo considerare una percentuale compresa fra l'ottanta e il novanta per cento".

Norma anti precari a rischio Costituzione ( da "Manifesto, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e via dicendo, ma anche nel settore privato (turismo e commercio per dirne due). Tra l'altro, i dati Istat dicono che è proprio il contratto a tempo determinato la forma più frequente di precarietà. Cosa che, spiegano diversi giuslavoristi, ha a che fare con una questione di potere e di ricattabilità del lavoratore,

Le Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore ( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)

Alitalia, Berlusconi: "Faremo un miracolo" ( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 05 pagina 0 Alitalia, Berlusconi: "Faremo un miracolo" di Redazione Il premier: "Regaleremo all'Italia una 'sua', profittevole, compagnia di bandiera". Intanto si profila il conferimento di Air One alla newco in cambio di denaro, azioni e un rappresentante alla vicepresidenza Roma - "Quanto aspetteremo per una soluzione sul caso Alitalia?

AirOne contro Ryanair ( da "Unita, L'" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: coinvolta nella partita del salvataggio di Alitalia, chiede ai giudici amministrativi di imporre all'enac di pronunciarsi sugli atti di diffida presentati nei mesi scorsi (senza ricevere risposta) per ottenere provvedimenti inibitori nei confronti della compagnia irlandese sulla rotta in questione al fine di ripristinare una parità di condizioni concorrenziali.

Alitalia, Berlusconi promette miracoli. Ma il governo scappa Tremonti in Parlamento solo il 10 settembre. Il piano industriale scivola ancora e Vito chiede un impegno congiunto ( da "Unita, L'" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: uscivano le dichiarazioni del premier secondo le quali sarebbe vicino il miracolo per Alitalia". Un totale scollamento, sembrerebbe di capire, tra quello che si va raccontando in Parlamento e quello che si getta in pasto all'opinione pubblica, mentre cresce la tensione e la preoccupazione tra i dipendenti Alitalia che cominciano a credere che forse 5mila esuberi non basteranno.

"alitalia, faremo un altro miracolo" - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, faremo un altro miracolo" Semestrale a settembre. Air France e Iberia, utili a picco ma meglio delle attese ETTORE LIVINI MILANO - "Alitalia? Stiamo lavorando, faremo un altro miracolo". L'ottimismo di Silvio Berlusconi sul salvataggio della Magliana ("c'è una cordata italiana, bastano 3-4 settimane per due diligence e offerta"

PRESI A TESTATE ( da "Manifesto, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In attesa che Berlusconi faccia "'o miracolo" - ieri l'ha promesso anche per Alitalia - con la manovra approvata ieri dalla Camera è iniziato il count down che rischia di far chiudere il manifesto e parecchie altre testate la cui unica colpa è di esprimere "idee" e di non essere unicamente contenitori di pubblicità e gadget.

'O miracolo di Berlusconi ( da "Manifesto, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA Un futuro radioso: la nuova promessa del presidente del consiglio "'O miracolo" di Berlusconi Slitta però a settembre l'approvazione del piano di salvataggio Sara Farolfi ROMA Un'altro miracolo all'italiana, promette il cavaliere conversando di Alitalia con un settimanale.

British e Iberia nei guai ( da "Manifesto, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anche Alitalia è vittima del caro petrolio: dotata di una flotta di aerei ad alto consumo, spende oltre il 40% del proprio budget in carburante. L'alto numero di voli che Alitalia copre aumenta il peso del costo del carburante, e la fusione con Air One viene vista da molti come indispensabile per razionalizzare le spese.

<Era meglio Air France La cordata è sparita> ( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "abbiamo dato 300 milioni ad Alitalia a fondo perduto, soldi dei cittadini buttati nel pozzo dell'Alitalia. La cordata dei salvatori annunciata da Berlusconi in campagna elettorale si è volatilizzata. E se arriverà poi a prendersi la parte minimale depurata dei debiti a privatizzare così son buoni tutti".

<Per l'alleanza meglio un partner arabo> ( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per Alitalia, invece, più verosimile l'ipotesi di futuri accordi "leggeri". Che cosa ha dato la scossa al settore? "Lo scenario fosco per l'industria del trasporto aereo, causato dal caro-petrolio e dalla domanda in calo dei passeggeri, soprattutto della clientela d'affari che è quella più premiante.

Alitalia, si fa avanti il Veneto <Salvataggio federale> ( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Italia avrà la sua compagnia di bandiera Alitalia, si fa avanti il Veneto "Salvataggio federale" Manzato: "Per la Sabena sono intervenute le Regioni" Vito alla Camera: il piano di Intesa entro poche settimane. Cadono i profitti di Air France e British Airways MILANO - Arriva da Nordest una nuova candidatura per la cordata, in lunga incubazione,

Galan: farò il partito veneto. Silvio è con me ( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un errore storico: era meglio vendere Alitalia ad Air France". E' come se, in attesa del federalismo fiscale, Galan si fosse cucito addosso una sorta di federalismo ad personam, di libertà di strappo: "E se non me la danno, me la prendo!". Che succede? Succede che Galan, il soldato fedele al Cavaliere, sta andando alla guerra.

Si guasta il volo, deputati a terra: <Vicenda penosa> ( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Aereo Alitalia Si guasta il volo, deputati a terra: "Vicenda penosa" MILANO - Certo in questo momento per l'Alitalia non ci voleva proprio. Lo ha sottolineato il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato, che si è trovato a terra all'aeroporto di Fiumicino per un guasto all'aereo insieme al capogruppo della Lega Nord a Palazzo Marino,

Pronta la Nuova Alitalia: ecco il piano ( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pronta la Nuova Alitalia: ecco il piano di Redazione Un miliardo dai privati, accorpamento con Air One e accordi con Air France o Lufthansa La "nuova" Alitalia comincia a delinearsi. Intesa Sanpaolo, chiamata dal governo a dare le idee, le ha date. Adesso le scelte sono politiche, e impegneranno alcune settimane, permettendo agli italiani di superare agosto senza blocchi o barriere.

Berlusconi: <Faremo il miracolo> ( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ieri è stata rinviata a fine mese la riunione del consiglio di amministrazione di Alitalia per l'approvazione dei conti semestrali. Era in programma per venerdì, ora è stata spostata al 29 agosto, ultimo giorno utile per approvare il bilancio a giugno. L'approvazione della semestrale è un momento cruciale per lo sviluppo degli avvenimenti;

<'O miracolo> di Berlusconi ( da "Manifesto, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA "'O miracolo" di Berlusconi Un futuro radioso: la nuova promessa del presidente del consiglio Slitta però a settembre l'approvazione del piano di salvataggio Sara Farolfi ROMA Un'altro miracolo all'italiana, promette il cavaliere conversando di Alitalia con un settimanale.

Il progetto è pronto: ecco la "Nuova Alitalia" ( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il ministro Tremonti), azionista di Alitalia, dovrà decidere se e come accollarsi debiti e personale che la "nuova" Alitalia non potrà permettersi. Dovrà trovare uno strumento adatto a "ritagliare" un pezzo della compagnia attuale, quello buono, per separarlo dai rottami e conferirlo a chi se ne farà carico.

Girotondo attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog

L'autunno caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog

Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza ( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog

Walter fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia ( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
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Abstract: Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog

La guerra (in)civile degli psico-comici della politica ( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
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Abstract: Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog

Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali ( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
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Abstract: Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog

La Sapienza e il rito dell'intolleranza ( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
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Abstract: Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog

Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog

Passeggeri in aumento negli scali gestiti da adr ( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Adr segnala che la seconda parte del semestre ha beneficiato degli effetti del trasferimento dei voli, operato da Alitalia, dallo scalo di Malpensa a quello di Fiumicino. Secondo il testo, sono in salita del 2,4% anche i ricavi complessivi.

"su alitalia risposte in parlamento" ( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia "Su Alitalia risposte in Parlamento" Tremonti: se ne riparla a settembre. Ok dell'antitrust Ue a Northwest-Delta Lufthansa smentisce il coinvolgimento. Advisor a lavoro anche ad agosto ROMA - "Alitalia? Ne riparleremo solo nelle sedi istituzionali".

Economia Il capitalismo di relazioni italiano, malgrado il cattivo stato di salute di qualcuno dei s... ( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in Alitalia, forte di quella ragnatela di partecipazioni e interessi che sta ridisegnando sottotraccia i rapporti di forza della finanza nazionale. Il biglietto d'ingresso in questo club esclusivo è però spesso costosissimo. Ne sa qualcosa Gilberto Benetton.

(segue dalla prima pagina) autore1 ( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha tenuto bene malgrado il trasloco di molti voli Alitalia abbia fatto lievitare i passeggeri già a giugno a quota 130mila, picchi che ad agosto 2007 avevano paralizzato lo scalo mandando dispersi migliaia di bagagli. E anche quando si smarriscono le valigie o si finisce in overbooking, l'assistenza della compagnie sembra funzionare molto meglio di una volta.

Battute e gag, Letta ruba la scena ai ministri ( da "Giornale.it, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Va avanti così, e Letta, giocando d'anticipo, risponde pure a un quesito su Alitalia posto al ministro. "Posso dirle già io cosa le dirà - replica al cronista -. Sulla vicenda parlerà il 10 settembre in Parlamento". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Quei dualismi incrociati e la sfida sul manager ( da "Corriere della Sera" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: banchieri di punta di Intesa che sta lavorando al dossier Alitalia al quale è interessato anche Salvatore Ligresti. Per ritrovare dove il bianco è bianco e il nero è nero, bisogna affrontare un altro scenario. La madre di tutti gli scontri. Berlusconi e Tremonti non si fidano politicamente di Paolo Glisenti, il manager a cui la Moratti vuole affidare la società di gestione di Expo.

Galan scatena la guerra veneta Brancher: mai un Pdl regionale ( da "Corriere della Sera" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, solo per citarne due), si respirano venti gelidi ai piani alti del centrodestra. Aldo Brancher, forzista e sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle riforme, bollato da Galan come "centralista" e ritenuto parte integrante di quella "nomenklatura berlusconiana che non capisce la voglia d'autonomia del Veneto "

Aeroporto, trenta piloti abilitati all'atterraggio notturno al Panero ( da "Stampa, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Express abilitati all'atterraggio notturno all'aeroporto Clemente Panero di Villanova (a bordo degli Atr72) sono diventati 30. Le abilitazioni notturne, da parte dell'Enac (Ente nazionale aviazione civile), sono iniziate il 20 luglio a bordo dei 7 velivoli Atr72 di cui dispone la linea aerea consociata con l'Alitalia.

<Adr vuole i terreni di Alitalia> ( da "Giornale.it, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 07 pagina 18 "Adr vuole i terreni di Alitalia" di Redazione da Milano Adr, la società che gestisce gli Aeroporti di Roma, resta interessata all'acquisto di terreni di proprietà di Alitalia nell'area di Fiumicino, perché ritenuti strategici. Lo ha detto il presidente, Fabrizio Palenzona, presentando i risultati semestrali.

Castelli su Alitalia: "Berlusconi, se lo dice lui mi fido" ( da "Voce d'Italia, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Su Alitalia, il sottosegretario spiega: "Alitalia è una società in gravissima difficoltà il Presidente del Consiglio è convinto di trovare una soluzione, se lo dice lui mi fido". Per il Direttore di Panorama, Maurizio Belpietro “in Italia ci vorrebbe un Gordon Brown locale: occorre cioè impedire ai comitati locali di fermare le grandi opere.

Nel toto-alleanze rispunta lufthansa per convincere gli investitori nazionali - ferdinando giugliano ( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non si fermano le voci su possibili alleanze straniere di Alitalia. Nonostante le smentite di mercoledì da parte della portavoce del gruppo, è Lufthansa ad essere in pole position per una eventuale alleanza. I membri italiani della cordata formata dal governo vogliono infatti rassicurazioni sulla presenza di un alleato estero con forti competenze nel settore.

"non sarà autunno caldo, tratto per alitalia" - gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tratto per Alitalia" Berlusconi show a Napoli: fa lo "spazzino"e loda Bassolino. "Dialogo? Serve rispetto" "Manifestare contro la manovra è un po' come farlo contro la grandine" "Il presidente della Campania ha fatto bene a non firmare l'appello di Veltroni" GIANLUCA LUZI NAPOLI - Quello che aspetta il governo alla ripresa "non sarà un autunno caldo"

Il tibet d'italia - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il nostro Tibet è la messa in esubero della forza lavoro qualificata dell'Alitalia. Il nostro Tibet è legittimare i licenziamenti in nome della flessibilità ('accà nisciuno è flesso, caro ministro della Funzione pubblica). Il nostro Tibet è il Parlamento italiano nominato ? grazie alla legge porcellum ? dai capipartito e non scelto dal popolo.

Berlusconi-ramazza: non sarà autunno caldo Dal premier elogi a Bassolino per non aver appoggiato Veltroni. Per Alitalia trattiamo con una compagnia straniera ( da "Unita, L'" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Per Alitalia trattiamo con una compagnia straniera" di Natalia Lombardo inviata a Napoli SILVIO RAMAZZA SHOW: è andato in scena ieri a Napoli, dove il presidente del Consiglio è tornato per la settima volta e si è esibito nel ruolo di "Presidente spazzino" che raccoglie la carta e alza una ramazza nuova di zecca,

L'Italia? Sembra la Colombia ( da "Unita, L'" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'Economist non si ferma qui: in un altro articolo spiega che nel dibattito governativo per Alitalia, molti dentro Forza Italia ritengono che il vero miracolo evocato da Berlusconi sia un eventuale ripresa della trattativa con Air France-Klm. Insomma, sempre e solo un "paese da melodramma".

Verso un ottobre nero martini: allarme economia - simona poli ( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: bisogna far capire che il dibattito sullo sviluppo non può ruotare solo intorno al destino di Fiat, Alitalia e qualche grande banca". Entro ottobre la giunta presenterà il "manifesto sulla attrattività degli investimenti in Toscana" che porterà in tour nella capitali mondiali del mercato, New York, Londra, Shanghai, Mosca, San Paolo del Brasile, Pechino.

Toto: "airone è solida, faremo la nostra parte in alitalia" ( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Lettera ai dipendenti Toto: "Airone è solida, faremo la nostra parte in Alitalia" Citigroup si accorda con la Sec: maxirimborso da 7,5 miliardi ai risparmiatori.

Carloforte, terra ligure in Sardegna ( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Da Milano garantiscono collegamenti Meridiana, Volareweb, Airone, Easyjet, Alitalia. Una volta allo scalo di Elmas, si noleggia una vettura e si punta su Siliqua, si attraversa la splendida, intensa regione del Sulcis con quello che resta delle sue miniere, si sfiora Iglesias, si passa Gonnesa e si arriva all'imbarco di Portoscuso.

Carloforte, terra ligure in Sardegna ( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Da Milano garantiscono collegamenti Meridiana, Volareweb, Airone, Easyjet, Alitalia. Una volta allo scalo di Elmas, si noleggia una vettura e si punta su Siliqua, si attraversa la splendida, intensa regione del Sulcis con quello che resta delle sue miniere, si sfiora Iglesias, si passa Gonnesa e si arriva all'imbarco di Portoscuso.

Berlusconi, primo bilancio <Finanziaria rivoluzionaria L'autunno non sarà caldo> ( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, dialogo con l'opposizione; e, ovviamente, manovra economica. È un Silvio Berlusconi a 360 gradi quello che si presenta a Napoli e alle telecamere del Tg1 per un bilancio provvisorio dei primi cento giorni di governo. "Avevamo promesso più sicurezza - osserva - e abbiamo fatto provvedimenti che danno più sicurezza.

Toto alla svolta: conferire o vendere ( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 08 pagina 26 Toto alla svolta: conferire o vendere di Redazione Alitalia Carlo Toto difende l'integrità della sua Air One e, con una lettera, rassicura i dipendenti, che non devono temere l'integrazione con Alitalia. "Faremo la nostra parte", afferma orgogliosamente, convinto che Air One in questo momento sia essenziale per il rilancio di Alitalia;

Berlusconi: Alitalia, si tratta con una compagnia straniera ( da "Corriere della Sera" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Air France voleva 7000 esuberi Berlusconi: Alitalia, si tratta con una compagnia straniera Il premier: riforme, sì all'invito di Napolitano Il premier elogia Bassolino: non ha firmato la petizione contro di me? E' una persona intelligente DAL NOSTRO INVIATO NAPOLI - "è u Papa e cumanna ": la gente che gli sciama intorno, che lo acclama o lo critica,

E a palazzo Chigi sbucò all'improvviso l'altro Bondi ( da "Corriere della Sera" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: uscita di Bondi dalla Parmalat per "missione completata" e nei giorni scorsi il suo nome era circolato a proposito della Regione Lazio perché sembrava imminente la nomina di un commissario per la sanità. Non è però da escludere del tutto un'altra clamorosa ipotesi ovvero che palazzo Chigi possa aver pensato a Bondi per guidare la "nuova" Alitalia.

Industria, a giugno produzione in calo del 4,4% ( da "Corriere della Sera" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La tedesca Allianz ha chiuso il secondo trimestre con l'utile a 1,5 miliardi di euro, -28%. TOTO: "L'INTEGRITà DI AIR ONE NON SI DISCUTE" Il patron Carlo Toto in una lettera ai dipendenti: "Air One nella privatizzazione di Alitalia farà la propria parte ma l'integrità della compagnia non si discute".

IN BREVE ( da "Manifesto, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A cura della redazione politica ALITALIA BERLUSCONI: TRATTIAMO CON COMPAGNIA ESTERA "Ci sono i soci e i capitali per il rilancio". Silvio Berlusconi continua a infondere ottimismo su Alitalia e ieri sera al Tg1 ha detto che "stiamo trattando l'alleanza con una compagnia straniera".

Berlusconi: "Spazzerò via anche l'autunno caldo" ( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sei italiani su dieci stanno con il Cavaliere Roma - Nessun autunno caldo, Olimpiadi, Alitalia, dialogo con l'opposizione; e, ovviamente, manovra economica. è un Silvio Berlusconi a 360 gradi quello che si presenta a Napoli e alle telecamere del Tg1 per un bilancio provvisorio dei primi cento giorni di governo. "Avevamo promesso più sicurezza –

Dossier Alitalia Lufthansa favorita "Entrerà col 25%" ( da "Stampa, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Lufthansa favorita "Entrerà col 25%" Toto ai dipendenti: non temete, non farò alcun accordo a danno della nostra compagnia [FIRMA]LUIGI GRASSIA Nel giorno in cui il premier Berlusconi ha detto al Tg1 che il suo governo sta trattando per Alitalia con "una grande compagnia aerea straniera" (non identificata) dalla Germania un consigliere di amministrazione della Lufthansa,

Una buona idea per fermare i clandestini ( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)

Una nuova scommessa - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Soprattutto se l'affare è Malpensa e se il dato (un quarto di passeggeri persi a luglio) sconta l'addio improvviso e brutale del proprio (ex) miglior cliente, l'Alitalia. La fredda logica delle cifre non inganni: Malpensa sta recuperando più rapidamente del previsto lo strappo della Magliana. SEGUE A PAGINA V.

La nuova scommessa si chiama lufthansa - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I numeri: a luglio i passeggeri di Alitalia a Malpensa sono stati poco più di 185mila, l'82,7% in meno del milione e 70mila del luglio 2007. Pagando non solo il taglio dell'offerta ma anche la relativa disaffezione dei viaggiatori per la società che ha visto il suo load factor meneghino crollare dal 79,8% al 64,9%.

Brevi, schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A malpensa Sono i viaggiatori transitati da Malpensa nei primi sette mesi del 2008, mentre nello stesso periodo dell'anno scorso erano stati oltre 13 milioni: un calo provocato dall'addio di Alitalia e che è comunque inferiore alle previsioni.

Malpensa perde ma il futuro è rosa - luca de vito ( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Inferiore al previsto il calo post Alitalia (-25%), boom degli altri vettori Seicentomila viaggiatori in meno a luglio Ritardi in calo di circa un terzo LUCA DE VITO Sembra destinato a migliorare lo stato di salute dell'aeroporto di Malpensa. Il dato del traffico passeggeri nei primi mesi dell'anno ha davanti il segno meno, ma a guardar bene le cose potevano andare molto peggio.

Fantuzzi, il colosso delle gru è in vendita scerni corre contro gli americani di terex ( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Come per Alitalia, - conferma Carlo Paris, advisor di Scerni con la Carlo Paris&Partners - ci batteremo per mantenere in Italia questa azienda che nello specifico settore è leader mondiale e rappresenta il futuro nel settore delle navi e della logistica.

Alitalia, passeggeri in forte calo tiene banco il partner straniero ( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, passeggeri in forte calo tiene banco il partner straniero Denuncia del Codacons per bancarotta fraudolenta. Biglietti: -21,7% MILANO - La crisi Alitalia continua a penalizzare l'operativo della compagnia mentre il piano di salvataggio (tra le polemiche politiche sui potenziali esuberi) resta in stand-by in attesa dei ritocchi alla Marzano e di una svolta nella caccia al

Impregilo vince la battaglia legale sullo scandalo dei rifiuti ( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Gavio e i Benetton spettatori attenti della partita Alitalia). Che per fare veramente filotto dovrebbero però sperare adesso anche nella riapertura del dossier del ponte sullo stretto di Messina, appalto in passato aggiudicato al gruppo. E il chiarimento della partita campana potrebbe anche riaprire l'ipotesi, accarezzata in passato, di un'Opa per togliere il titolo dal listino.

Schermaglie - antonio dipollina ( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di stampa nella sola giornata di ieri il Codacons ha protestato anche contro la crisi Alitalia, il prezzo della benzina, la mancata portabilità dei mutui, la base americana di Vicenza, il calo del Pil). Con un po' di memoria si può dire che è andata benissimo, quattro anni fa la cerimonia di Atene fu attraversata da molti spot e perfino funestata da un edizione del telegiornale.

Alitalia, i passeggeri scappano: a giugno flessione del 21% Berlusconi: Il piano Air France prevedeva una svendita da 7mila esuberi . Bersani: Menzogne, erano solo 2.150 ( da "Unita, L'" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Alitalia, i passeggeri scappano: a giugno flessione del 21% Berlusconi: "Il piano Air France prevedeva una svendita da 7mila esuberi". Bersani: "Menzogne, erano solo 2.150" / Milano Alitalia: crollano traffico e passeggeri. Secondo l'Aea, Association of European Airlines, a giugno la compagnia di bandiera sull'orlo del fallimento ha incassato un calo dei passeggeri del 21,

Malpensa perde il 25% dei turisti <Ecco i danni dei tagli di Alitalia> ( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: volontà della nuova cordata predisposta da Alitalia di riposizionare i voli su Malpensa. "Se così sarà - è ottimista Cattaneo - Malpensa si riprenderà e Alitalia tornerà a essere il vettore di riferimento. E questo farà bene sia a Malpensa sia ad Alitalia". Altra ipotesi, a questo punto meno probabile, è che Malpensa faccia da sé, trovando una propria strada in totale autonomia,

Berlusconi: <Congresso Pdl già a gennaio> ( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: inoltre, torna ad affrontare la vicenda Alitalia. "Sarebbe sempre meglio poter assumere in più piuttosto che dire a qualcuno "cercati un altro lavoro" - sottolinea -. Ma Alitalia è arrivata ad avere 20mila persone. Air France, quando stava tentando di acquisirla, aveva parlato di oltre settemila esuberi.

A giugno (-22%) crollano i passeggeri ( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha 20mila persone. Tutti gli studi hanno portato alla necessità di una riduzione. Quella di Air France sarebbe stata una svendita e si parlò di oltre 7mila esuberi. Noi pensiamo si possano fare meno tagli". Lo ha detto ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo che giovedì aveva anticipato trattative con una grande compagnia internazionale.

Lo Stato privatizzato in barba alla Costituzione ( da "Corriere della Sera" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dell'Alitalia, delle numerose aziende ex municipalizzate diventate società per azioni private. Secondo i dati ufficiali, la media non sarebbe, comunque, superiore a quella di altri Paesi: 54 per ogni mille abitanti. In queste condizioni, è possibile procedere a una qualche razionalizzazione della Pubblica amministrazione?

Alitalia, il traffico passeggeri crolla del 21,7% ( da "Corriere della Sera" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 33 categoria: REDAZIONALE Panorama Alitalia, il traffico passeggeri crolla del 21,7% A giugno, il calo dei passeggeri Alitalia è stato del 21,7%, del 16,4 sul semestre. Il traffico a giugno è sceso del 20,7%. FIERA, PIU' RICAVI E PIU' UTILI. Fiera Milano ha chiuso il semestre con ricavi in crescita del 17% a 191,2 milioni di euro.

O'Leary (Ryanair) in ritiro con gli amici di Enrico Letta ( da "Corriere della Sera" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'appuntamento anche quest'anno si terrà presso la centrale idroelettrica Fies a Dro, a partire dal 24 agosto. Ospite d'eccezione, il 27 agosto, l'amministratore delegato di Ryanair che parlerà del futuro dell'industria del trasporto aereo e non potrà evitare di dire la sua sull'argomento Alitalia.

Malpensa ha perso un quarto dei viaggiatori ( da "Corriere della Sera" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dopo il piano di ridimensionamento avviato da Alitalia. L'aeroporto ha perso il 25 per cento dei passeggeri a luglio (1.761.330), rispetto allo stesso mese di un anno fa. Un calo che si assesta al 14 per cento dei viaggiatori (11.531.049) nei primi sette mesi dell'anno (confrontati sul pari periodo del 2007).

Berlusconi: "Congresso Pdl già a gennaio" ( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: torna ad affrontare la vicenda Alitalia. "Sarebbe sempre meglio poter assumere in più piuttosto che dire a qualcuno “cercati un altro lavoro” - sottolinea -. Ma Alitalia è arrivata ad avere 20mila persone. Air France, quando stava tentando di acquisirla, aveva parlato di oltre settemila esuberi.

Guerra nell'Ossezia del Sud: un disastro per l'Occidente? ( da "Giornale.it, Il" del 10-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)

Alitalia, police potrebbe guidare la bad company ( da "Repubblica, La" del 10-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Il caso Alitalia, Police potrebbe guidare la bad company ROMA - Aristide Police potrebbe guidare la "bad company" di Alitalia, il troncone di società destinato a raccogliere le attività in perdita della compagnia di bandiera. Secondo l'agenzia Agi, Police, attuale numero uno dell'aviolinea, affiancherebbe così Rocco Sabelli,

Ma l'hinterland rimane isolato - filippo azimonti ( da "Repubblica, La" del 10-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è un buon punto di partenza, ammettiamolo dopo anni nei quali la gestione si preoccupava solo di chiudere i conti in pareggio abbandonando il servizio all'inevitabile degrado. Sarà forse l'esperienza, molto simile, vissuta da protagonista in Alitalia a suggerire a Catania un approccio tutto diverso. SEGUE A PAGINA VIII.

Bus e metrò ora la sfida è l'hinterland ( da "Repubblica, La" del 10-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ben vengano dunque tutte le migliorie al servizio che Catania saprà assicurare a suoi "colleghi" passeggeri. Ma anche Atm, al di fuori di un più ampio progetto che certo non può creare da sola, avrà un destino non diverso da quello di Alitalia. FILIPPO AZIMONTI.

Mediolanum, scatta l'ora di Doris jr <Il modello di mio padre, con più estero> ( da "Corriere della Sera" del 10-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Entrerebbe in Alitalia? "No. Ecco, questa è una mission impossible". \\ Mio padre fa le strategie, io il business. E non cambieranno le alleanze: Fininvest terrà la sua quota \\ La governance di Mediobanca? Il modello dualistico non l'ho mai capito: chi investe molto in un'azienda vuole stare in consiglio Sergio Bocconi.

I lupi cattivi e il libero mercato ( da "Corriere della Sera" del 10-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non penalizzare i milioni di passeggeri Alitalia per proteggere i piloti e i lavoratori degli aeroporti; non accelerare la devolution senza un forte potere regolatorio e sanzionatorio centrale da utilizzare contro quegli enti locali che si oppongono alle liberalizzazioni in quanto preda di mille lobby locali.

Nel blog di uno stewart i disservizi di alitalia - servizi a pagina 17 ( da "Repubblica, La" del 14-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: " L'arte di arrangiarsi in volo tra toilette rotte e divise bucate" Nel blog di uno stewart i disservizi di Alitalia servizi a pagina 17 SEGUE A PAGINA 17.

Tutto normale ( da "Repubblica, La" del 14-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Tutto normale Freddo fai-da-te Niente che metta in gioco la sicurezza, se non si è in regola in Alitalia non si parte Al momento più bello si rompe il frigo, ce la caviamo col ghiaccio.

Alitalia, l'arte di arrangiarsi in volo ( da "Repubblica, La" del 14-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E comunque si tratta in tutti i casi di disfunzioni su cui Alitalia così come tutte le altre compagnie, interviene con la sua manutenzione ordinaria". "Per le presunte allusioni sulla sicurezza ? continuano ai vertici della compagnia ? fanno fede le statistiche internazionali secondo cui Alitalia è tra le aerolinee più sicure al mondo e non gli sfoghi di chi,

Alitalia tra disservizi e inefficienze enac: nessun allarme sicurezza ( da "Repubblica, La" del 15-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia tra disservizi e inefficienze Enac: nessun allarme sicurezza "Occhio alle dotazioni di bordo". Lo steward chiude il blog-denuncia MILANO - Non esiste alcun problema di sicurezza sugli aerei di Alitalia. A ribadirlo è stato ieri l'Enac dopo il caso delle foto su alcuni disservizi e a bordo di aerei della compagnia documentati su un blog di uno steward del gruppo:

La svolta di bossi sull'inno si alza in piedi e lo canta - paolo berizzi ( da "Repubblica, La" del 15-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: adesso sotto con Alitalia"). Sarà la pausa estiva, saranno i sondaggi che premiano i suoi ministri, sarà la famiglia riunita quasi al completo qui a Ponte di Legno: Bossi è in forma, se ne sta buono buono e in scia con le scelte del governo. "Le truppe in Ossezia possono andare bene, se servono a frapporsi tra le due forze e non a combattere"

Berlusconi: ecco come taglierò le tasse ( da "Giornale.it, Il" del 15-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il premier fa il bilancio dei primi 100 giorni di governo, anticipa le mosse d'autunno, dalla riforma della giustizia all'Alitalia, parla dei giovani ministri, del rapporto con Bossi e Veltroni. E racconta il suo Ferragosto in famiglia © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

British e American Airlines si alleano ( da "Manifesto, Il" del 16-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: AEREI British e American Airlines si alleano Si rafforzano le alleanze tra compagnie aeree mentre l'Alitalia - nei piani del governo Berlusconi - deve restare "italiana" dopo avere fatto fuggire Air France. Ieri British Airlines, Iberia e America Airlines hanno siglato un accordo sui voli transatlantici. Le tre compagnie amplieranno il code sharing in Europa e negli Usa.

Questioni di pil ( da "Manifesto, Il" del 16-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come per l'Alitalia. Buon Ferragosto a chi? Le donne e gli uomini di Pechino (grandissimo squadrone che continua a regalarci emozioni notte e giorno) dovrebbero sapere che non è tutto oro ciò che luccica. E che pagare le tasse sul loro sudatissimo e meritato guadagno - quasi dieci volte in più del compenso statunitense,

Formigoni: expo, soluzione vicina - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: soluzione vicina Sulla sanità non possiamo essere trattati come le Regioni che accumulano deficit Non accetteremo di pagare per le colpe degli altri I nuovi acquirenti di Alitalia dovranno garantire alla compagnia un futuro internazionale senza rinunciare al rilancio di Malpensa ANDREA MONTANARI SEGUE A PAGINA III.

"sull'expo la soluzione è vicina" - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia dovrà garantire alla compagnia un futuro internazionale competitivo senza rinunciare allo scalo varesino La Lombardia non può essere trattata come le regioni che accumulano debiti: le basi economiche vanno ridiscusse Il presidente della Regione: io e Penati abbiamo pensato alla sostanza dei problemi per l'Esposizione del 2015 ANDREA MONTANARI Presidente Roberto Formigoni,

La funzione sociale della banca alla prova di Alitalia ( da "Unita, L'" del 17-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: discussione sul ruolo del sistema bancario La funzione sociale della banca alla prova di Alitalia Angelo De Mattia L'opinione Giovanni Bazoli, presidente Intesa-S.Paolo con un intervento pubblicato in estratto sul "Sole 24Ore", torna a riflettere su di un tema a lui caro: la responsabilità sociale del banchiere. L'ordinamento da tempo ha riconosciuto alla banca la natura di impresa;

Dagli anziani ai precari, a Varese il Pd è porta a porta ( da "Unita, L'" del 17-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Così come il prestito di 300 milioni per Alitalia, in realtà, sia stata un'operazione fatta sottraendo quei soldi al sistema delle piccole imprese". Il "signore del tesseramento", ma non chiamatelo così, accusa anche qualche colpo: "Lo so che molti mi rimproverano l'amicizia che ho con Bossi e Maroni - continua Marantelli - ma intanto noi facciamo e avviciniamo la gente,

LEZIONI AMERICANE ( da "Corriere della Sera" del 17-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: meglio le nostre banche che si fanno carico della loro responsabilità sociale" (cioè di salvare Alitalia). Eppure sono le nostre economie a fermarsi, i nostri ricercatori a emigrare oltre Atlantico: gli Stati Uniti continuano, seppur rallentando, a crescere e ad attrarre intelligenze dal resto del mondo. Le crisi in America sono ricorrenti.

Scajola e il milione di euro stanziato per il volo Albenga-Roma ( da "Corriere della Sera" del 17-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Questa volta però l'Alitalia non c'entra, fanno sapere dall'entourage del ministro, è un finanziamento dato all'aeroporto di Albenga. Tratto dal fondo destinato agli aeroporti in fase di start up. C'è da dire però che il volo Albenga-Fiumicino è già stato ripristinato, con dei Charter, il 14 luglio scorso, assieme a quello per Malpensa,

<Indifendibili gli otto dei cartellini Ma sulla sicurezza meglio il dialogo> ( da "Corriere della Sera" del 17-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azienda ha bisogno di ristrutturarsi, altrimenti rischia di fare la fine di Alitalia. Ma questo deve avvenire in un quadro che tenga assieme tutti gli aspetti del problema, senza trascurare quindi gli investimenti per garantire l'adeguatezza del servizio, che nel Mezzogiorno è ancora ottocentesco, e degli standard di sicurezza".

La promessa elettorale si trasforma in dramma ( da "Unita, L'" del 18-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia resta per ora un miraggio, mentre l'unica certezza al momento è che qualsiasi piano prevederà un numero di esuberi pari al doppio o più (tra i 5000 e i 7000) rispetto a quelli ipotizzati nel progetto di Air France. A fine agosto l'advisor Intesa SanPaolo e il governo dovranno svelare le carte e comunicare ai contribuenti italiani quale altro sacrificio dovranno sostenere.

Affari, processi e bugie I primi tre mesi di Silvio IV ( da "Unita, L'" del 18-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 000 esuberi Alitalia. Allo scadere dei primi cento giorni di governo, il presidente del Consiglio ha vinto la prima battaglia della guerra ai rifiuti, ma lascia sull'orlo della voragine fallimentare la compagnia di bandiera. Una partita più rischiosa di una mano giocata a poker da un incallito bluffatore.

La guerra lampo di Tremonti ci ha portato la recessione ( da "Unita, L'" del 18-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 100 giorni di silenzio: Alitalia Gli annunci si sono spenti invece sul caso Alitalia. Il ministro riferirà solo in Parlamento. Indiscrezioni rivelano che avrebbe preferito chiudere la partita con Air France. ma in pubblico dall'Economia non filtra nulla. Peccato che prima del voto la soluzione era data come pronta: cordata padana,

Matteoli: Carlo in errore Sì alla scelta delle Ferrovie ( da "Corriere della Sera" del 18-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: addirittura che senza il sostegno finanziario dello Stato le Fs faranno "la fine di Alitalia". Ma a Matteoli le immagini a effetto non piacciono: "A me Moretti questo non lo ha mai detto". Il ministro richiama piuttosto alla concretezza: "Lui ha le capacità e le competenze per presentare il piano che ci aspettiamo". Stessa cosa su Alitalia, l'altro dossier che il ministro ha sul tavolo.

"Mutui, il virus dell'economia" ( da "Stampa, La" del 18-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è la crisi Alitalia: "Il vero problema è che per funzionare bene c'è bisogno di due poli aeronautici, Milano e Roma, ma l'economia europea indica che se ne può sopportare soltanto uno, come negli altri paesi europei. La crisi Alitalia dimostra la monumentale ignoranza dei politici in questo settore.

Due sprechi (tutti italiani) da eliminare ( da "Giornale.it, Il" del 18-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)

Trenitalia, nuove indagini a Treviso per timbrature sospette Cipolletta: De Angelis licenziato perché ha detto cose false. Lo Sdl avvia le procedure per lo sciopero dei ferrovieri ( da "Unita, L'" del 19-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il parlamento intervenga prima che succeda come per l'Alitalia". Sul dossier Ferrovie la maggioranza sembra spaccata: da una parte Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che si scaglia contro il "clima da caccia alle streghe", dall'altro il ministro dei Trasporti Altero Matteoli che appoggia le scelte del gruppo ferroviario.

Emergenza rifiuti a napoli la tentazione di berlusconi - umberto de gregorio ( da "Repubblica, La" del 19-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia al rilancio dell'economia (inflazione e recessione sembrano flagellare senza pietà consumi e investimenti). Su molte questioni il governo è leggermente in affanno nella realizzazione dei suoi buoni propositi e, vista anche la difficile congiuntura internazionale, è verosimile pensare che l'affanno possa in breve trasformarsi in pesante fiatone.

Treni, l'ad Moretti: "Licenziamenti, così salveremo le ferrovie" ( da "Giornale.it, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Solo così eviterò alle ferrovie di far la fine di Alitalia" "Dobbiamo attraversare il guado". Quale guado, ingegner Moretti? "Quello che separa il pubblico impiego da un'impresa vera". Per evitare di finire come l'Alitalia? "Non mi piace sentire parlare di Alitalia, perché noi siamo ancora in tempo per evitare il disastro".

"La Bussola riaprirà tra due settimane" ( da "Stampa, La" del 19-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha legami con Alitalia, che invia il personale per i turni di riposo tra i voli, e con Malpensa. Il ristorante "Vecchio Pendolo" è da tempo riferimento per cerimonie e per serate a tema. Offre anche il piano bar. Don Zeno ha studiato tutto: "L'ala annerita può essere coperta con teli, mentre si ristruttura.

Licenziati, Trenitaliadifende la decisione ( da "Secolo XIX, Il" del 20-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Spauracchio di Moretti è il paragone con Alitalia: "Non mi piace sentire parlare di Alitalia, perché noi siamo ancora in tempo per evitare il disastro", afferma, annunciando che nella semestrale di settembre "si vedranno segnali positivi". Sempre a settembre, annuncia il numero uno di Fs, si ricomincerà a parlare dell'introduzione del macchinista unico: "Ci sono delle frange riottose -

Corsa contro il tempo per l'alitalia ( da "Repubblica, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia MILANO - Il conto alla rovescia per il tentativo di salvataggio Alitalia è ormai agli sgoccioli. Verso la fine della prossima settimana ? in contemporanea con l'annuncio della semestrale della Magliana ? dovrebbe partire la divisione in due della compagnia (aerei e rotte da una parte, le attività in perdita dall'

"la magliana si salva solo se riparte da zero, emirates vola da sola" - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il nostro hub è un ponte tra i due mondi ETTORE LIVINI MILANO - "La ricetta per salvare Alitalia è una sola: chiuderla e ripartire da zero. Il mercato c'è. Ma serve un piano industriale che capovolga le logiche del passato, mettendo i bisogni dei clienti davanti a tutto. Se c'è il progetto i soldi si trovano". Parola di Tim Clark.

Avvenire attacca Scajola ( da "Stampa, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: editoriale di Avvenire si fa riferimento alla crisi tuttora irrisolta di Alitalia. "L'auspicio è che il federalismo non si traduca solo in una corsa ad assicurare benefici al proprio collegio elettorale". Altrettanto decisa la risposta del ministero alle Attività produttive: "Non c'è stato alcun finanziamento e la segreteria ha svolto esclusivamente un ruolo di carattere informativo".

L'America è debole e il mondo ne approfitta. Per sempre? ( da "Giornale.it, Il" del 20-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)

Veltroni: così il governo fa a pezzi il Paese I destini d'Italia sono confusi con i destini giudiziari di un solo uomo . Reazioni nervose nel centrodestra ( da "Unita, L'" del 21-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E intanto perdiamo pezzi: l'Alitalia, il carovita, i salari inadeguati, l'immigrazione senza risposte serie. Fra giovani precari, cinquantenni neodisoccupati, anziani in difficoltà, l'unica cosa che sanno balbettare sono slogan sull'esercito mandato a vigilare nelle strade".

Il segretario: Il governo litiga su tutto E punta il dito su Alitalia, carovita, salari inadeguati, l'immigrazione senza risposte ( da "Unita, L'" del 21-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Il segretario: "Il governo litiga su tutto" E punta il dito su "Alitalia, carovita, salari inadeguati, l'immigrazione senza risposte".

Oggetti in pista e uccelli I rischi dei primi 5 minuti ( da "Corriere della Sera" del 21-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 80 Alitalia e rappresentante della Uilt -. Raffiche così, con vento in coda e laterale, potrebbero aver concorso nel rendere estremamente difficile il controllo dell'aereo ". Alessandra Mangiarotti Peso massimo In fase di decollo, con i serbatoi pieni di carburante per il viaggio, l'aeroplano è particolarmente pesante 2008 Il disastro in Congo:

Prezzi, rincaro record per la pasta - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 21-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la complicata privatizzazione di Alitalia esploderanno alla ripresa autunnale. Ma già ora tiene banco la vicenda dei licenziamenti alle Ferrovie: "Dopo quasi una settimana di polemiche, attendo ancora di sapere dalle Ferrovie - dice il sottosegretario alla presidenza, Carlo Giovanardi - se gli otto operai di Genova sono stati licenziati in tronco per una mera irregolarità formale,

Scontro tribale nel Pd "Finiamo come Prodi" ( da "Giornale.it, Il" del 21-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: da Alitalia al federalismo fiscale alla crisi economica", ripete ai suoi. Convinto dunque che alle Europee il Pdl sarà penalizzato e il Pd non potrà che guadagnarne: tanto più che la sconfitta di Vendola e Bertinotti nel Prc ha sepolto i soggetti unitari di sinistra, e il Pd può recuperare socialisti, verdi e Sd.

"risparmiare sulla manutenzione potrebbe essere stato fatale" - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 194 mezzi in volo di cui 75 nella flotta Alitalia e centinaia in quelle dei big Usa, malgrado la produzione sia stata chiusa nel 1999. In quarant'anni di onorata carriera ha registrato 21 incidenti mortali con 1.193 morti, un numero relativamente basso rispetto alle centinaia di milioni di passeggeri trasportati da una parte all'altra del mondo.

Air france "archivia" alitalia ora nel mirino c'è austrian - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In pista anche Lufthansa Air France "archivia" Alitalia ora nel mirino c'è Austrian In vendita la holding pubblica che controlla il 42,8% della compagnia LUCIO CILLIS ROMA - I vertici di Lufthansa, forse, hanno atteso fin troppo a lungo prima di sferrare l'attacco ad Austrian Airlines. La tecnica "dell'acquisto ultimo minuto" al prezzo più basso, quindi,

Morto steward italiano con il compagno e il figlio di tre anni ( da "Corriere della Sera" del 22-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anni e anni passati in volo, prima per l'Alitalia, poi per l'Air France. Domenico Riso, cresciuto sotto il sole e davanti al mare della Sicilia, prendeva più aerei che autostrade, vedeva più nuvole che palazzi. è l'unico italiano morto fra le lamiere e le fiamme dell'Md-82, sulla pista di Barajas.

Al volante con la cocaina uccide ragazza incinta ( da "Corriere della Sera" del 22-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Era così bella che aveva fatto anche la hostess per l'Alitalia, ma poi aveva conosciuto Gianluca e il suo sogno ora era solo quello di diventare mamma. L'altra notte, però, in fondo al rettilineo buio dell'Ardeatina, all'incrocio col lungomare delle Sirene, poco dopo i bagni del Tortuga, mentre Nelly tornava a casa verso Roma con Gianluca che la scortava davanti,

I romani i più indebitati d'Italia I dati della Cgia: ogni famiglia spende 21.949 euro in più di quello che guadagna. Sale il rischio usura L'allarme della Cgil: troppi lavoratori ( da "Unita, L'" del 22-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pesano le crisi di Alitalia ed Ericsson di Gioia Salvatori Sommersi dalle rate, indebitati per migliaia di euro con banche e finanziarie, persi tra contratti di credito, ricevute e rate per casa e automobile, vacanza e pc ma anche cellulare e palestra. I romani sono in prima posizione in Italia nella graduatoria degli indebitati,

Madrid, anche un italiano morto nel disastro aereo Era uno steward palermitano della Air France Crescono le polemiche sulla manutenzione ( da "Unita, L'" del 22-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ex assistente di bordo Alitalia, era stato assunto dalla compagnia di bandiera transalpina dove tuttora lavorava. Il volo Spanair avrebbe dovuto portarlo alle Canarie, dove aveva deciso di trascorrere le vacanze insieme ad un suo amico francese ed al figlio di questi.

<Bene Brunetta Il fannullone? Se lo educhi, lo eviti> ( da "Giornale.it, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, dal 2006 è presidente della Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa controllata dal Comune di Milano; carica che aveva già ricoperto tra il 1997 e il 1999. Spiega: "La particolarità della mia azione sta nel fatto che in un'azienda controllata da capitale pubblico i temi legati al lavoro sono considerati in maniera particolarmente delicata"

La manutenzione segue procedure uguali per tutti ( da "Manifesto, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nel caso di Alitalia, per esempio, lo possiamo affermare tranquillamente. In Atitech, che Alitalia ha creato proprio per fare la manutenzione degli Md80 (l'aereo di Madrid è una variante di questo modello, ndr), si va oltre. Se per fare un passo di "check C", dopo 15.

"Il fannullone? Se lo educhi, lo eviti" ( da "Giornale.it, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, dal 2006 è presidente della Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa controllata dal Comune di Milano; carica che aveva già ricoperto tra il 1997 e il 1999. Spiega: "La particolarità della mia azione sta nel fatto che in un'azienda controllata da capitale pubblico i temi legati al lavoro sono considerati in maniera particolarmente delicata"

La privatizzazione ( da "Corriere della Sera" del 23-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008-08-23 num: - pag: 35 categoria: BREVI La privatizzazione Il governo ha deciso la vendita del 49,9% di Alitalia ai privati. Intesa sta mettendo a punto il piano per conto della stessa compagnia Venerdì si riunisce il consiglio di amministrazione di Alitalia, chiamato ad approvare i conti del primo semestre del 2008.

Alitalia, Intesa stringe sui soci Commissario per la bad company ( da "Corriere della Sera" del 23-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ultimo giorno a disposizione del Cda di Alitalia per esaminare il bilancio semestrale, dal quale nessuno si attende risultati positivi. Senza una soluzione normativa che permetta la scissione di Alitalia in due società, facendo entrare i privati nella parte buona, e relegando al commissariamento la "bad company", una delle ipotesi tecniche più gettonata,

Alitalia, si decide: in settimana cda e nuovi soci ( da "Giornale.it, Il" del 23-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 201 del 2008-08-23 pagina 29 Alitalia, si decide: in settimana cda e nuovi soci di Redazione da Milano L'elenco dei soci italiani di Alitalia. Il ruolo di Air One e le scelte di Carlo Toto. Le nuove norme governative sull'amministrazione straordinaria. Il cda della compagnia sulla semestrale.

Il partito noi lo facciamo qui non dal notaio ( da "Unita, L'" del 24-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la destra ha vinto e faccia politiche liberiste anziché salvare Alitalia con i nostri soldi, e il Pd faccia qualcosa di sinistra". Non perderà l'incontro con il gotha padano Salvatore Pantano, ex contadino-garzone-calzaturiere: "Il Pd ha fatto bene a invitarli. Ormai per le rivoluzioni armate è tardi, ma per quelle democratiche no".

L'opposizione ( da "Unita, L'" del 24-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Perché avere sul palco Matteoli invece dei lavoratori dell'Alitalia, che avrebbero dato voce alla paura del loro futuro, reso ormai quasi impossibile dalla falsa promessa (capitali italiani, forse anche capitali dei suoi figli) del candidato Berlusconi? Ma la danza dei mutanti continua. Mi devo rendere conto che il maggiore partito di opposizione, di cui sono parte,

Dagli aumenti alla ztl ( da "Repubblica, La" del 24-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Malpensa può vivere con Alitalia, può vivere senza Alitalia ma sconta questa lunga fase in cui non è "con", perché i voli sono stati tagliati, né "senza", perché una nuova compagnia nazionale guarderebbe per forza all'hub varesino. Il risanamento di Alitalia non sarà breve né semplice e nel frattempo al castello non è comparso un nuovo principe azzurro,

A palese gli americani di skyone - piero ricci ( da "Repubblica, La" del 24-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e complici le alterne vicissitudini di Alitalia, sbarcare in Puglia come compagnia low cost ma di gran lusso. Un salto di qualità, dopo aver scorrazzato in lungo e in largo per i cinque continenti vip del calibro di Bob Dylan, Bruce Springsteen, Phil Collins, Robbie Williams, Spice Girls e Rolling Stones, in giro con le rispettive tournée internazionali.

A fine settimana liquidazione e nuova società? ( da "Manifesto, Il" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA A fine settimana liquidazione e nuova società? Fr. Pi. Per l'Alitalia arriva l'ora della mannaia. Nei giorni di ferragosto avrebbe preso definitivamente forma il piano studiato dall'advisor e principale azionista della Nuova Alitalia, IntesaSanPaolo.

La missione dimenticata - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e viene in mente il disastro dell'Alitalia e della sua "bad company". Vedremo. Certo, le università non sono società calcistiche. Se lo fossero qualcuno si preoccuperebbe. Statene sicuri. In una situazione come questa tornare a ricercare nell'identità nazionale italiana l'anima perduta della scuola è una fuga verso un passato concluso.

L'educazione dei figli, tra utopie e piccolissime virtù ( da "Giornale.it, Il" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)

Alitalia, decolla il piano fenice - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, decolla il piano Fenice L'ad "in pectore" Sabelli presenta il progetto alla cordata italiana Colaninno verso la presidenza forte Ma restano i nodi degli esuberi e della Marzano ETTORE LIVINI MILANO - Sarà Rocco Sabelli, nel ruolo di ad in pectore della nuova Alitalia, a gestire oggi il primo incontro formale dei soci della cordata italiana pronta a presentare un'

Conti in rosso e leggi ad hoc, Alitalia tenta un nuovo decollo Settimana decisiva per la compagnia. Il governo pronto alla revisione della Marzano. Il 29 la semestrale ( da "Unita, L'" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Conti in rosso e leggi ad hoc, Alitalia tenta un nuovo decollo Settimana decisiva per la compagnia. Il governo pronto alla revisione della Marzano. Il 29 la semestrale di Roberto Rossi/ Roma Giovedì 28 il consiglio dei ministri, venerdì 29 il consiglio di amministrazione della compagnia.

Le regole liberali e la tutela dei soggetti deboli ( da "Corriere della Sera" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, servizi pubblici locali e quanto passa il convento del nostro Paese) vanno escluse, se non passano il test di una giustificazione rigorosa. "Socialità" alla Ludwig Ehrard vuol dire che, nel pieno rispetto del mercato e della concorrenza, e con politiche fiscali universalistiche, i ceti più deboli devono essere protetti dalle peggiori avversità del ciclo economico.

Perché la Rai non è al passo con i tempi ( da "Corriere della Sera" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il fatto triste è che se la Rai non cambia radicalmente e non ritrova la sua antica e apprezzata professionalità (lontano dalla politica), se non viene ridimensionata la Casta interna che la governa, si avvia inesorabilmente al declino. Come Alitalia. Diretta Una spettatrice cinese (Joe/Afp).

Rientrati a casa in 350mila, i turisti non sono più padroni ( da "Giornale.it, Il" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mentre il 17 si incroceranno diverse agitazioni - Alitalia, Air One, Meridiana, personale Sea - per cui le partenze e gli arrivi saranno a rischio per tutta la giornata. Salvo retromarcia, i sindacati dei tassisti sciopereranno invece sia il 18 che il 23 settembre. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.

Gli acquisti di quote rilevanti di imprese da parte di Stati asiatici suscitano speranze e sospetti ( da "Stampa, La" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: volesse rilevare l'Alitalia: ma non è una speranza fondata, perché i problemi dell'Alitalia non sono temporanei. E non è un buon segno nemmeno se vuol dire che i più o meno giustificati sospetti dei tedeschi sulle mire degli stranieri sono irrilevanti in un Paese che si sente tagliato fuori dai giochi strategici globali,


Articoli

"così i tagli cresceranno ora rimpiangiamo i francesi" - ferdinando giugliano (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia A Fiumicino cresce il timore di una "cura" drastica "Così i tagli cresceranno ora rimpiangiamo i francesi" FERDINANDO GIUGLIANO ROMA - "Sarebbe stato più saggio accettare la proposta di Air France". A parlare è Alessandra, una hostess di Alitalia con quasi vent'anni di anzianità sul lungo raggio. Parole di una sola voce, ma emblematiche della delusione e della paura che si respiravano ieri a Fiumicino. La causa: le indiscrezioni che vedrebbero aumentare a 7.000 i tagli dell'operazione di salvataggio di Alitalia. Perché i numeri, ricorda Paolo R., addetto al carico e scarico bagagli, sono persone, e deve essere ben chiaro a tutti "che qui si sta giocando con le sorti di migliaia di lavoratori". E in migliaia si contano le differenze fra questo e i precedenti piani: 7.000 esuberi sono quasi 5.000 in più dei 2.150 previsti nel piano Air France, e 2.000 oltre la già drastica riduzione di 5.000 unità annunciata pochi giorni fa dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ed è proprio al premier che i lavoratori non risparmiano attacchi, neanche troppo velati. "Un fatto concreto è la fusione tra British ed Iberia, non le chiacchiere che si susseguono da prima delle elezioni su presunti salvatori", dichiara Elena S., impiegata di terra da 15 anni. La poca chiarezza dell'operazione è anche la principale preoccupazione dei sindacati. Come dichiara il coordinatore nazionale Sdl Paolo Maras, "il governo ci deve far capire se ci sono i soldi e i presupposti per andare avanti". E, soprattutto, quale sia il futuro di Fiumicino. Un futuro su cui le forze politiche di opposizione vogliono vederci chiaro. Il governatore del Lazio, Piero Marrazzo, ha convocato per lunedì prossimo un tavolo interistituzionale con le autorità locali e le organizzazioni sindacali. Già pervenuta l'adesione del presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, mentre tarda ad arrivare la risposta del sindaco di Roma, Alemanno. Un silenzio, il suo, che provoca dure reazioni all'interno del consiglio comunale. Il consigliere del Pd, Athos de Luca, domanda la convocazione di un consiglio straordinario, per avere "risposte certe prima della pausa estiva". Il rischio è quello di arrivare a settembre "con tutte le carte già scritte". Una posizione condivisa dall'Udc, che parla di Alitalia come di un patrimonio nazionale che però è "per il 90% radicato nella Capitale". Ma se nella Capitale il problema è Alitalia, altrove il problema è Fiumicino. Per il leghista Boni, è lo spostamento su Fiumicino ad essere una mossa "disastrosa", "non il segnale che la Lega si aspettava". Questione di attese, insomma: dei politici, certo, ma anche e soprattutto dei lavoratori.

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Mister ryanair all'attacco "il premier ama i jet privati" - giorgio lonardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia O'Leary: il governo italiano non intervenga Mister Ryanair all'attacco "Il premier ama i jet privati" Entro l'inverno in Europa rimarranno solo cinque compagnie, non la vostra GIORGIO LONARDI MILANO - Esuberante, a tratti sfottente, ("Perché Berlusconi invece di lanciare lo slogan "Amo l'Italia, volo Alitalia", non dice "Amo l'Italia, ma volo sui jet privati?") Michael O'Leary, "Mister Ryanair" affronta la stampa milanese in maniche di camicia e col sorriso sulla bocca. Fa le smorfie ai fotografi a cavalcioni su un modellino di aereo lungo un metro e mezzo, O'Leary e poi non si sottrae a un botta e risposta con i giornalisti. Che ne pensa del piano di rilancio di Alitalia? "Alitalia può avere un futuro solo se il governo italiano smette di intervenire. L'unica soluzione per salvare Alitalia è privatizzarla e venderla. Ormai in Europa solo in Grecia e in Italia ci sono interferenze pubbliche nelle compagnie aeree. Alitalia è continuamente sovvenzionata: questo deve finire". Lei se la comprerebbe la nostra compagnia di bandiera? "Non ci penso nemmeno. Lo devono fare le compagnie di bandiera come Lufthansa o Air France. Anche perché entro il prossimo inverno in Europa rimarremo solo in cinque: Ryanair, Easy Jet, British Airways-Iberia, Air France-Klm e Lufthansa: gli altri falliranno o dovranno profondamente rinnovarsi, con alleanze non semplici". Come la mette con la sua pubblicità su Bossi con il dito alzato? Perché si è rifiutato di scusarsi? "Chi si dovrebbe scusare è il ministro Bossi, che ha fatto un gesto abbastanza vile. E poi le cose che abbiamo detto nella nostra pubblicità sono vere". Il sottosegretario Castelli ha detto che bisogna indagare sulle sovvenzioni che Ryanair riceverebbe dagli aeroporti italiani. Teme ritorsioni? "Finora non c'è stata nessuna ritorsione ma solo delle lamentele. Quanto alle indagini si accomodino pure: non abbiamo nulla da nascondere. Credo, invece, che ci starebbe bene un'indagine sul prestito pubblico illegale da 300 milione elargito ad Alitalia" La Lega dice che Ryanair si comporta come un partito politico. "Noi abbiamo scelto quella pubblicità perché è buffo vedere un'immagine del genere di un ministro italiano. E siamo rimasti molto sorpresi per le lamentele. D'altronde più si lamentano e più siamo contenti: è tutta pubblicità gratis per Ryanair". E se i leghisti smettono di prendere Ryanair? "Io sono antipatico a molta gente, non solo in Italia. Anche Ryanair è antipatica ad un sacco di gente. Ma quando queste persone confrontano le nostre tariffe con quelle dei concorrenti, ad esempio l'Alitalia, non hanno dubbi: vince il portafoglio. E scelgono noi".

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"per alitalia trattiamo con compagnie straniere" - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia "Per Alitalia trattiamo con compagnie straniere" Berlusconi: si parte a inizio autunno. E rispunta Lufthansa come possibile partner Primi contatti con il gruppo tedesco. Air France chiude: con il petrolio a 120 non si creerebbe valore LUCIO CILLIS ROMA - Alitalia risanata in autunno, piano industriale in dirittura d'arrivo, soci pronti ad intervenire, esuberi da ridurre al minimo e compagnie straniere interessate alla nuova compagnia. Stavolta il presidente del Consiglio preferisce affidare le sue parole sul futuro del vettore in crisi, direttamente ai microfoni del Tg5 e non alle indiscrezioni fatte filtrare dai più fedeli senatori del Pdl. E ieri sera, Silvio Berlusconi ha tracciato le linee della rinascita di Alitalia: "In autunno potremo raggiungere il risultato che ci eravamo prefissati: mantenere una compagnia di bandiera con i conti in attivo", ha detto il premier. Oggi, a differenza del passato, si ha la "certezza di un piano industriale, ci sono i capitali, ci sono soci per la nuova compagine e in più stiamo trattando con compagnie straniere. Ma qui mi fermo: siamo in una fase di impostazione delle trattative, è meglio non rivelare altro". C'è però il tempo di tornare sulla delicata questione degli esuberi, che potrebbero essere gestiti con un decreto ad hoc mentre resta sul tavolo una revisione della Marzano per traghettarla verso la rinascita: i sacrifici occupazionali, infatti ci saranno anche se prima, "occorrerà verificare con quante persone può funzionare la nuova Alitalia". Nessun numero, dunque. "Perché - ha spiegato il premier - ai tagli, c'è solo un'altra alternativa: far fallire la compagnia, chiuderla e mettere per strada 20mila persone. Cercheremo di far sì che questo numero sia il minore possibile", ha concluso assicurando comunque che quella che verrà individuata sarà "una soluzione di buon senso, e darà all'Italia quello che un Paese e una potenza economica deve avere". Tra le compagnie straniere che potrebbero ancora credere in una alleanza con Alitalia, Air France fa però un passo indietro. Attraverso fonti vicine al cda fa sapere che "il dossier Alitalia è chiuso. Quando si era parlato della fusione il prezzo del petrolio era sugli 80 dollari al barile. Ora è sopra i 120 e una fusione oggi non creerebbe valore". Dietro le quinte, invece, secondo quanto risulta a Repubblica, si starebbero muovendo emissari di governo e Lufthansa, interessata ad una compagnia risanata e più leggera, con marchio e slot attraenti. E sul fronte dei conti la compagnia ha reso noti indebitamento e liquidità al 30 giugno. La posizione finanziaria netta del gruppo è stabile e resta negativa per 1,115 miliardi. La liquidità è pari a 375 milioni, con un lieve flessione dai 388 milioni di fine maggio. Intanto prosegue il lavoro dell'advisor Intesa-Sanpaolo che sta lavorando al piano per la Magliana puntando tutto sull'integrazione tra Air One e la compagnia di bandiera, senza la cessione di rami di azienda della compagnia di Carlo Toto. Infine, le reazioni alle parole del premier. Dall'opposizione la prima replica alle parole del premier arriva da Antonio Di Pietro: "Berlusconi la smetta di prendere in giro gli italiani. Una nuova compagnia vuol dire una nuova società che per definizione non può che partire in attivo. Il problema - per il leader dell'Idv - è che fine faranno la vecchia compagnia e i dipendenti".

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Alitalia, la rabbia di fiumicino (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Roma Tra i dipendenti della linea aerea. Il Pd chiede un consiglio comunale all'aeroporto. Il Pdl lo nega. Marrazzo: "Lunedì un vertice" Alitalia, la rabbia di Fiumicino Migliaia di posti a rischio. Rutelli attacca: "Roma perderà 1,5 miliardi" L'annunciato piano di riassetto Alitalia, che potrebbe sacrificare sull'altare del risanamento 5mila posti di lavoro, fa esplodere la rabbia a Fiumicino e accende la polemica politica. Il presidente della Regione, Piero Marrazzo, ha convocato per lunedì un tavolo interistituzionale con i sindaci della capitale e di Fiumicino, il presidente della Provincia, i sindacati, i rappresentanti della compagnia di bandiera e di Adr. L'opposizione capitolina ha chiesto un consiglio comunale straordinario, mentre il senatore del Pd, Francesco Rutelli, ha attaccato: "Per l'economia romana sarà un autunno nero. La manovra di Tremonti taglierà a Roma oltre un miliardo e mezzo di euro". BRERA, CILLIS E VITALE ALLE PAGINE II E III.

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Piano alitalia, fiumicino trema "da noi il 70% degli esuberi" - anna rita cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Roma Piano Alitalia, Fiumicino trema "Da noi il 70% degli esuberi" I conti dei sindacati. Marrazzo: "Serve una mobilitazione" ANNA RITA CILLIS Migliaia di esuberi, la gran parte concentrati a Roma, secondo i tagli ipotizzati dal piano di Intesa-Sanpaolo per Alitalia e l'integrazione con Air One. Numeri al momenti non ancora ufficiali, mancando il piano di riassetto, che comunque surriscalda gli animi a Fiumicino creando tensione tra i lavoratori. Sul piede di guerra anche l'opposizione che in Campidoglio ha chiesto un Consiglio comunale straordinario e un intervento al sindaco Gianni Alemanno per conoscere le sorti dei lavoratori romani. "Se fino ad ora non sono intervenuto sulla questione è semplicemente perché, come qualsiasi altra autorità istituzionale, non ho ancora letto il piano di ristrutturazione - è stata la risposta del sindaco - non appena avremo il progetto, interverremo per tutelare gli interessi del territorio, così come abbiamo fatto quando abbiamo impedito la svendita di Alitalia ad Air France". Una giornata convulsa quella di ieri in Campidoglio che ha prodotto un botta e risposta tra il capogruppo del Pd, Umberto Marroni, il primo a chiedere un consiglio straordinario poi appoggiato anche da esponenti politici, e il presidente del Consiglio Comunale Marco Pomarici. "Alitalia è una cosa seria, non serve a nulla fare un consiglio comunale passerella - dice Pomarici che poi corregge il tiro - anche se con il termine passerella non avevo nessuna intenzione di svilire la funzione del Consiglio comunale. Il riferimento è ad una discussione che, senza il necessario supporto di documentazione, rischia di essere inutile e non approfondita". In serata approvata in Consiglio una mozione bipartisan in difesa dell'occupazione. In attesa di conoscere il piano di riassetto il senatore del Pd Francesco Rutelli è intervenuto sulla questione chiedendo al sindaco Alemanno di dire ai romani "quanti posti di lavoro perderà la città", aggiungendo che per la compagnia di bandiera "si è gettata alle ortiche una soluzione che già c'era" riferendosi alla mancata fusione con Air France. I sindacati che parlano di "esuberi che potrebbero contenere altre migliaia di perdite di posti di lavoro se sommati a quello dell'indotto", come spiegano dalla Filt Cgil. "A preoccuparci è tutta la vicenda Alitalia - aggiunge Marco Veneziani, segretario nazionale della Uil Trasporto Aereo - ancor di più l'alto numero di esuberi ipotizzato sino ad ora: il 70 per cento circa andrà a colpire lavoratori romani". Nel frattempo Alemanno ha deciso partecipare lunedì, con i sindacati e il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, al tavolo interistituzionale su Alitalia indetto dal presidente della Regione Piero Marrazzo; una decisione apprezzata, tra gli altri anche da Michele Meta, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

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Rutelli: "tremonti contro roma in finanziaria tagli per 1,5 miliardi" - giovanna vitale (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Roma L'ex vice-premier accusa. "Capitale sotto attacco: i 500 milioni dati dal governo sono un'illusione" Rutelli: "Tremonti contro Roma in Finanziaria tagli per 1,5 miliardi" GIOVANNA VITALE "Sarà un autunno nero per l'economia romana", avverte Francesco Rutelli. Allarmato non solo per gli esuberi previsti dal piano Alitalia, per l'analoga ristrutturazione in Telecom che potrebbe cancellare altrettanti posti di lavoro, per la fusione Unicredit che ha già messo in mobilità e trasferito centinaia di dipendenti, per il calo del turismo che è uno dei motori dello sviluppo cittadino. A preoccupare l'ex vicepremier sono soprattutto "le ricadute che la disastrosa manovra Tremonti avrà sulla capitale". Un pacchetto di norme che il Senato licenzierà oggi "senza possibilità di modifica perché è stata posta la fiducia", con il quale il governo con una mano dà ("500 milioni che potrebbero però rivelarsi un'illusione") e l'altra toglie: "In base alla nuova disciplina del patto di stabilità interno", spiega infatti Rutelli, "il Comune vedrà prosciugato il proprio bilancio di oltre 1.200 milioni di euro in tre anni. Cui aggiungere altri 300 milioni di minori entrate causate da un'errata valutazione del gettito Ici sulla prima casa, che è stato sottostimato". "Altro che governo amico", tuona il senatore democratico, "il sindaco ha il dovere di informare i cittadini", esorta affiancato dal segretario del Pd Riccardo Milana, dall'onorevole Marco Causi e dal capogruppo consiliare Umberto Marroni: "La finanziaria sarà una mannaia per la capitale". Tanto più alla luce delle "pessime sorprese" contenute nel decreto: "I 500 milioni che Alemanno ha rivendicato come un grande successo sono purtroppo un punto interrogativo" ragiona Rutelli: "Non si capisce infatti se siano una mera anticipazione da restituire o un trasferimento strutturale, utilizzabile tra l'altro solo per il piano di rientro e non per la spesa corrente". Nient'altro che fumo negli occhi dei romani, denuncia, visto che la modifica al patto di stabilità interno costringerà il Campidoglio a fare a meno di "189 milioni nel 2009, 382 nel 2010, 650 nel 2011". Mentre i tagli ai ministeri colpiranno alcuni dei settori più strategici della città: le università perderanno 200 milioni in 5 anni, gli investimenti nella Cultura saranno ridotti di un terzo, idem quelli nella ricerca. La dimostrazione, secondo il Pd, di quanto Roma sia "sotto attacco": la controprova sarebbe la bozza Calderoli sul Federalismo, dove "non c'è alcun riferimento né alle funzioni né all'autonomia finanziaria della capitale d'Italia". Ecco perché "Alemanno deve dire la verità sui tagli di Tremonti", invita Rutelli, "c'è un silenzio totale, serve una cura di verità". Che l'opposizione ha deciso di portare avanti: "Chiederemo al sindaco di venire a illustrare la manovra in aula Giulio Cesare", dice il capogruppo Marroni, "di fronte a questi tagli non può continuare a nascondere la testa sotto la sabbia". Stizzita la replica di Alemanno: "Rutelli non ha letto bene le carte: l'erogazione dei 500 milioni da parte del governo è definitiva; non ci sarà il taglio, da lui paventato, di 1.200 milioni perché la gestione commissariale è stata esclusa dai vincoli del patto di stabilità; la restituzione del gettito Ici sarà integrale". Nemmeno una parola sugli esuberi Alitalia, i posti di lavoro persi per strada. Ironico il coordinatore Milana: "Alemanno mente sapendo di mentire. è tutto scritto nero su bianco: i romani non si faranno ingannare". SEGUE A PAGINA VI.

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Sette capitali a prezzi stracciati - luigi spezia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Bologna Sette capitali a prezzi stracciati Ryanair mette base al Marconi. Per un mese voli a 10 euro Da ottobre i nuovi collegamenti: dovrebbero portare 7-800 mila passeggeri in più LUIGI SPEZIA "EXCELLENT". L'accordo soddisfa tutti, persino Forlì, anche se non è esente da rischi in un momento di difficoltà del traffico aereo. Ryanair, la prima compagnia low cost d'Europa, avrà una base all'aeroporto Marconi, giudicato "eccellente", dove porterà le sette rotte europee forlivesi: da ottobre si partirà da Bologna per Barcellona (Girona), Birmingham, Bruxelles (Charleroi), Dublino, Francoforte (Hahn), Londra (Stansted), Valencia. Dal 27 ottobre a fine novembre, su queste sette tratte Ryanair offre 25 mila biglietti a 10 euro, solo andata tasse incluse (anche se a un controllo sul sito della compagnia, non è così sicuro). Un totale di 26 partenze settimanali e 7-800 mila nuovi passeggeri nel 2009 come primo piatto, seguito da sostanziose pietanze: nel giugno del 2010 sarà operativa al Marconi la 30esima base Ryanair in Europa, con un investimento di 140 milioni di sterline e due aeromobili (nuovissimi Boeing 737-800), che diverranno cinque nel 2012. Alla fine dell'escalation di Ryanair, le rotte saranno 25, due i milioni di passeggeri/anno che voleranno a tariffa ridotta con gli aerei del guru dei cieli Michael O'Leary e ci sarà una positiva ricaduta sull'economia del territorio che, secondo le stime di Sab, vuol dire da duemila a tremilacinquecento nuovi posti di lavoro nell'indotto e un miliardo di valore aggiunto. I servizi a terra saranno gestiti da Marconi Handling, la società controllata da Sab che, dopo essere stata sfiorata dall'inchiesta su Doro Group a causa del suo ex direttore Sante Cordeschi, ora spera di risalire la china dopo anni di profonde perdite e di mettersi sul mercato con maggiori chance di successo. Il vulcanico Micheal O'Leary ammette che costa di più volare da Bologna rispetto a Forlì, "ma Bologna è più rinomata. Anche adesso nei nostri voli di Forlì aggiungiamo Bologna tra parentesi". Forlì perde questi sette voli internazionali, l'accordo prevede però anche lì una base Ryanair con un aereo un anno prima di Bologna e la creazione di sei nuove rotte iniziali, quattro delle quali per il Sud e due per l'Europa. Anche a Forlì sono soddisfatti per il mantenimento del livello di passeggeri e posti di lavoro. Però, chiarisce O'Leary, "la nostra crescita sarà più su Bologna". Per l'ad della compagnia low cost, Sab non sborserà nulla per ciascun passeggero che Ryanair farà volare a Bologna. Il direttore generale di Sab Armando Brunini non nega però che ci siano incentivi per ogni passeggero: "Abbiamo una politica strutturata e trasparente di incentivazione verso chiunque porti sviluppo e investimenti nel nostro scalo. Chi più fa, più è premiato. Alla fine, però, è Ryanair che paga noi". Nessuna indiscrezione sul valore dell'incentivo accordato a Ryanair né sui termini dell'accordo privato con Marconi Handling. Sab conta che l'aumento dei passeggeri (il settore low cost non supererà il 30 per cento del traffico) garantito dalla nuova compagnia avrà effetti importanti sul settore commerciale, che oggi vale il 40 per cento degli introiti. La presidente Sab Giuseppina Gualtieri è raggiante: "Questo accordo, fatto con parametri sostenibili, subordinato al raggiungimento degli obiettivi fissati anno per anno, consente di colmare il gap che avevamo su questo settore e di creare un importante effetto volano nel territorio". Ryanair dà l'ultimo brivido: "Ai due milioni di passeggeri faremo risparmiare più di 208 milioni di euro, visto che le nostre tariffe sono mediamente inferiori di 106 euro a quelle di Alitalia". Parola di O'Leary.

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Lo show di mister volare low cost (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Bologna L'ad di Ryanair presenta il piano di espansione. "Berlusconi ama Alitalia? Ma se usa solo jet privati...." Lo show di mister volare low cost O'Leary scatenato: bacia la Gualtieri e abbraccia il sindaco "La presidente è molto bella, ma il Marconi costa. Spero che mi faccia lo sconto" Scuote come uno shaker Cofferati che si arrende: "Bologna sarà la capitale della Ryanair region" Davanti a una fila di dirigenti compassati si presenta in camicia a righe come una rockstar Ci voleva l'estro di mister Michael O'Leary per dare una scossa al Marconi. Uno che l'accordo con la presidente Giuseppina Gualtieri l'ha voluto chiudere a tutti i costi (bassi, naturalmente) prima della vacanze, altro che proroghe come quelle chieste da Joe Tacopina per il Bologna calcio. Grande business e spettacolo alla conferenza stampa del Marconi (proprio mentre alle partenze sfila il Barcellona di ritorno da Firenze). Il personaggio è un vero showman, uomo-sandwich della compagnia più "cool" d'Europa. "E' come una rockstar", dice il direttore Armando Brunini in perfetto completo blu, mentre O'Leary accanto a lui è in camicia a righe. Un mimo alla Benigni. Davanti ad una prima fila di dirigenti e politici compassati, O'Leary è un folletto volato via dalla terra di Yeats per fare l'istrione. Alla fine chiama di nuovo i fotografi sul palco per non farsi sfuggire l'occasione della foto ricordo con Sergio Cofferati. Per Cofferati è un piccolo trauma. O'Leary, che finalmente s'è messo anche lui la giacca, ma forse solo perché ha freddo per l'aria condizionata, abbraccia e scuote il sindaco come uno "shaker" davanti alla cartina della "catchment area", quella che quando al Marconi non si parlava ancora inglese si chiamava "bacino d'utenza". Il sindaco ride un po' imbarazzato, ma dallo scuotimento esce benissimo: "Ecco, vedete questa cartina? Questa è una nuova regione d'Italia con al centro Bologna". Ovviamente battezzata "Ryanair Region". O'Leary approfitta bolognese per volare alto. Attacca la politica del governo sull'eterna assistita Alitalia e la battuta forte la riserva al presidente Berlusconi. "E' interessante che Berlusconi proponga come slogan "Amo l'Italia, volo Alitalia", invece dovrebbe dire "Amo l'Italia, ma volo su jet privati". Con la mimica giusta, fa ridere tutta la platea senza bisogno della traduzione della responsabile del marketing di Ryanair per il Sud Europa (ripartizione che ricorda un po' quella della Nato), Alessia Viviani. Poi non si fa mancare nemmeno Bossi. Proiettano alle sue spalle l'ormai famosa immagine del leader padano con il dito indice puntato contro i passeggeri di Alitalia, diventata pubblicità Ryanair: "Le scuse non le chiediamo per la nostra pubblicità, il ministro dei Trasporti chieda lui le scuse a Bossi per quel gesto. L'ha fatto Bossi, non noi". Ma è con Giuseppina Gualtieri che l'imprenditore-mimo esalta la sua anima di showman. Tutta la trattativa triangolare Sea-Seaf-Ryanair ha un retroscena: "Giuseppina Gualtieri è molto bella e quindi costa molto trasferire tutte le rotte da Forlì a Bologna. Spero ora di ricevere degli sconti". Eccolo che al tavolo della conferenza poggia la testa sulla spalla della presidente vestita di rosa e lei finge di dargli un pugno in faccia, eccolo che in piedi davanti alle cartine di Ryanair che vola su Bologna finge di darle un bacio con trasporto. Non c'è dubbio, O'Leary il suo prodotto lo sa vendere molto bene. E con logica low cost: il suo testimonial non ha bisogno di pagarlo, è lui stesso. (l. sp.).

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Ryanair, voli low cost dal marconi per sette capitali (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Bologna La compagnia irlandese sbarca a Bologna senza abbandonare Forlì. Per un mese offerte di viaggi a soli dieci euro Ryanair, voli low cost dal Marconi per sette capitali Si brinda al Marconi per l'arrivo di Ryanair, prima compagnia low cost europea che porta in dote i sette voli internazionali strappati a Forlì e promette una base con prima due e poi cinque Boeing 737 entro il 2012. Per il lancio delle nuove linee (26 voli settimanali a partire dal 27 ottobre, 800 mila passeggeri/anno iniziali), il gran capo della compagnia irlandese Michael O'Leary (nella foto), che ieri ha attaccato di nuovo il governo italiano, Berlusconi e Alitalia, mette all'asta 25 mila biglietti a dieci euro l'uno. Forlì si consola con un'altra base più piccola, ma attuata prima di quella bolognese e nuovi voli soprattutto verso il Sud. SPEZIA A PAGINA III.

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Voto unanime per il trattato l'italia dice sì all'europa - anais ginori (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Voto unanime per il Trattato l'Italia dice sì all'Europa Napolitano: "Titolo d'onore". E la Lega si allinea Applausi bipartisan. Solo i deputati leghisti sono rimasti immobili L'approvazione alla Camera accolta con un sospiro di sollievo da Bruxelles ANAIS GINORI ROMA - Poco dopo mezzogiorno, l'emiciclo di Montecitorio si stringe in un unico applauso. I deputati si alzano per festeggiare l'approvazione del Trattato di Lisbona che dovrebbe rilanciare l'Unione europea. Un voto unanime: 551 favorevoli, nessun contrario. "Un titolo d'onore per il Parlamento italiano e un fattore di rinnovato prestigio per il ruolo europeo del nostro paese" si è congratulato il presidente Giorgio Napolitano. Una "bella pagina", ha commentato anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Peccato che al momento dell'applauso i deputati della Lega Nord siano rimasti seduti, fermi. Un deputato del Pd, il lombardo Emmanuele Fiano, ha inveito contro la loro indifferenza, ma poi si è fatto zittire da Fini. Durante la discussione in aula, i leghisti non avevano perso occasione di esprimere la loro "amarezza" per questo voto, definendo il Trattato "deludente". Il Carroccio ha però dovuto allinearsi al voto di maggioranza e opposizione, abbandonando posizioni più oltranziste, come l'idea di un referendum evocata in campagna elettorale. "C'è una verità per l'aula e una per le piazze" ha ironizzato Lapo Pistelli del Partito democratico. "Bisogna smettere di accarezzare questo populismo antieuropeo - ha poi avvertito - che, alla lunga, può essere un rischio mortale". Silvio Berlusconi, raggiante, ha finto di ignorare le bordate leghiste. Il premier ha incassato voto unanime e applauso, visibilmente soddisfatto di poter mostrare alla comunità internazionale un rarissimo esempio di concordia politica tra gli schieramenti. "Questa ratifica - ha detto Berlusconi - rappresenta il contributo dell'Italia al rilancio dell'Europa che sta attraversando una fase di difficoltà". Qualche "malumore" anche nell'opposizione, ma extra-parlamentare: "Se fossimo stati presenti - ha detto Fabio Amato di Rifondazione comunista - saremmo stati l'unica voce fuori dal coro". L'approvazione italiana è stata accolta con grande sollievo dall'Europa. Dopo il "no" al Trattato degli irlandesi, l'imperativo per le istituzioni di Bruxelles è incassare - il più rapidamente possibile - tutte le altre ratifiche (dunque 26 su 27), lasciando all'Irlanda la possibilità di rivotare in futuro, magari con qualche modifica studiata appositamente. Nell'ultimo mese, sono arrivate le approvazioni di Olanda, Gran Bretagna, Spagna e ora dell'Italia, il ventiquattresimo membro a ratificare la riforma delle istituzioni europee. Il Trattato di Lisbona prevede infatti di cambiare la vita democratica delle istituzioni a Bruxelles. Tra le novità, la nomina di un presidente del Consiglio Ue destinato a restare in carica per due anni e mezzo (rinnovabili) e di un ministro degli Esteri e della Difesa europeo. La riforma prevede un rafforzamento del parlamento europeo, con la procedura della cosiddetta "codecisione". E sarà anche introdotta una procedura che permetterà l'intervento dei parlamenti nazionali, il voto a maggioranza qualificata nel Consiglio Ue, e proposte di legge da semplici cittadini che abbiano raccolto più di un milione di firme. Nonostante alcuni limiti, il Trattato di Lisbona è ormai l'unico strumento con cui far ripartire l'integrazione europea, fermata nel 2005 dal fallimento del progetto di Costituzione bocciato da Francia e Olanda. "L'Italia conferma così di voler essere parte attiva dell'Unione europea" ha commentato il ministro per le politiche europee, Andrea Ronchi. "L'obiettivo - ha precisato - è quello di tenere vivo il sogno europeo e restituire un'anima a istituzioni che l'opinione pubblica percepisce come lontane". In tempi in cui l'Italia colleziona più che mai incidenti e diverbi con Bruxelles (dal dossier Alitalia alle leggi sull'immigrazione), quell'applauso è sembrato davvero benefico.

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La fabbrica di emergenze (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del La fabbrica di emergenze Maria Novella Oppo PENSAVAMO che tutti i tg ci avrebbero mostrato l'arrivo delle truppe nelle città con il ghigno festante di La Russa in testa. Invece niente. L'annunciata militarizzazione somiglia tutta alla presenza dei vigili di quartiere: assolutamente inconsistente, invisibile e quindi inutile. Però una cosa bisogna riconoscerla: le destre (che sono tante, ma tutte uguali) sono soprattutto grandi fabbriche di emergenze. Chi parla della scomparsa di ogni distinzione tra destra e sinistra si sbaglia. Noi di sinistra (che al momento siamo pochi, ma tutti diversi) non saremmo mai capaci di indicare un'emergenza e poi tutti quanti insieme sostenere che per risolverla sarebbe essenziale un tipetto rassicurante come La Russa. Invece alle destre è lecita la totale assenza di senso del ridicolo, che sostituiscono con l'obbedienza ai loro interessi, in subordine a quelli del padrone. Il grand'uomo che ha trovato per Alitalia la soluzione patriottica: accollare i costi ai contribuenti e ai lavoratori. Soluzione che non a caso piace pure a Bossi, il dito più veloce della padania. FRONTE DEL VIDEO.

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Alitalia: Berlusconi promette pure lo straniero... in autunno (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia: Berlusconi promette pure lo straniero... in autunno di Roberto Rossi/ Roma Doveva trattarsi di una cosa veloce. D'altronde a marzo, dopo aver cacciato Air France, Silvio Berlusconi lo aveva promesso: il problema Alitalia sarebbe stato risolto nel "giro di un mese" con l'intervento di imprenditori italiani. Oggi che i francesi non ci sono più e la cordata industriale non sembra così solida i tempi si allungano. "Credo che all'inizio dell'autunno riusciremo a raggiungere il risultato che vogliamo - ha detto ieri Berlusconi in un'intervista al Tg5 - e cioè di mantenere Alitalia una compagnia di bandiera che abbia i conti in attivo". Ci sarà da verificare, secondo il presidente del Consiglio, "con quante persone dovrà funzionare la nuova Alitalia, ma contro questa eventualità ce ne è una sola che è il fallimento. Quindi 20mila persone che perdono il posto di lavoro. Cercheremo di far sì che siano il meno possibile - ha assicurato - che debbano cercarsi un altro lavoro, che tuttavia assisteremo con gli strumenti dello Stato, con il prepensionamento". Non ventimila quindi ma setto-ottomila di sicuro. Il piano Intesa su questo punto non è ancora del tutto chiaro ma le cifre sembrano ormai consolidarsi. Se a marzo la compagnia si fosse integrata con Air France, invece, gli esuberi sarebbero stati circa 2100. "Credo che la soluzione sarà di buon senso - ha aggiunto - come tutte le cose che cerchiamo di fare. Una soluzione - ha concluso - che darà all'Italia quello che un paese, una potenza economica importante, deve avere". E cioè, se il piano di Intesa Sanpaolo andrà in porto, una compagnia piccola nelle dimensioni e nel fatturato, che potrà raggiungere "l'attivo" nel giro di molti mesi, molto concentrata sul mercato domestico e alla ricerca di un partner straniero col quale intraprendere un percorso comune che porti a un'alleanza prima e a un'integrazione poi. Chi? "Stiamo trattando con compagnie straniere" ha riferito Berlusconi, precisando di doversi "fermare qua perché, essendo nella fase iniziale delle trattative, è meglio non rivelare" altri dettagli. Che per ora appaiono molto oscuri. Nessuno dei candidati papabili ha dato segnali di interesse. Non Air France, cacciato qualche mese prima, né Lufthansa che si sta concentrando sul mercato scandinavo, neanche British Airways alle prese con la fusione con la spagnola Iberia. Per questo le parole del premier sembrano affrettate. Tanto più che anche la mitica cordata di imprenditori traballa. Colaninno, Benetton, pronti a entrare nel capitale Alitalia (il cui debito è stabile a 1,115 miliardi), cominciano a nutrire seri dubbi sulla riuscita dell'operazione. Perché un conto è investire denaro in una società ripulita dai debiti con rotte e aerei, un conto è regalare denaro alla patria entrando nella compagnia di bandiera attuale senza garanzie. Il pallino per la risoluzione del problema è nelle mani del governo. Il nodo resta l'ipotesi di commissariamento dell'azienda, voluto da Tremonti ma non da Alleanza Nazionale preoccupata per i riflessi occupazionali su Fiumicino, sui cui graveranno il maggior numero di tagli. Senza questa assicurazione Colaninno e Benetton stanno meditando di sfilarsi. Senza il loro sforzo finanziario sarà difficile reperire i 700 milioni, ai quali si aggiungerebbero i 300 del prestito ponte, destinati al rilancio. Già adesso si è sul filo del rasoio. Tanto che Intesa ha dovuto chiedere aiuto a banche come Morgan Stanley e Nomura. Non a caso Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, ha detto che la cordata sarà resa nota a "settembre". "Si ha l'impressione di una soluzione senza strategia industriale" ha detto ieri il segretario del Pd Walter Veltroni. "Alitalia era un problema risolto, qualcuno ha fatto saltare la soluzione". "Il risultato in autunno?" ha aggiunto Pierluigi Bersani, ministro ombra dell'Economia, "viene da chiedersi: autunno di quale anno?". Oltre al commissario, per entrare in campo Colaninno avrebbe posto anche la condizione della presidenza, ruolo che faceva gola anche a Carlo Toto patron di AirOne. Il quale però appare spacciato. Intesa Sanpaolo, che lo ha finanziato per tutti questi anni, lo sta liquidando. E questo dopo che per mesi la banca, con il suo amministratore delegato Corrado Passera, ha sostenuto la fattibilità dell'integrazione tra la stessa AirOne e Alitalia. Invece, ieri, nel colloquio avuto con il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari, Passera ha scaricato Toto, il suo campione nazionale. Secondo Passera, AirOne non verrebbe fusa con Alitalia ma le sue attività, flotta e rotte, vendute alla nuova compagnia. "Debiti e ogni tipo di obbligazione" rimarrebbero in capo a Toto. Che verrebbe pagato non in denaro ma in azioni della nuova compagnia. In un colpo solo, quindi, Intesa risolverebbe i suoi problemi creditori con AirOne dando sostanza alla nuova Alitalia.

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Passera ci crede davvero? (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del PIANI Il ruolo decisivo di Intesa SanPaolo, che mette alla prova la propria credibilità Passera ci crede davvero? Angelo De Mattia L'opinione Intesa-SanPaolo è una banca di rilievo internazionale. Non ha avuto esitazione, in passato, a definirsi come una banca dello sviluppo del Paese, sensibile alle esigenze del rafforzamento del tessuto imprenditoriale e della crescita dell'economia, in una logica di sistema. Il suo Presidente, Giovanni Bazoli, ha fatto propria una visione temperata del capitalismo, in opposizione alle diffuse concezioni di liberismo spinto. È una banca che gode di particolare credibilità e - in quanto risultato di una lunga serie di concentrazioni - ha alle spalle rispettabili tradizioni. Ha una compagine del personale e dirigenziale caratterizzantesi per professionalità e per impegno. Oggi è advisor di Alitalia. A breve presenterà il famoso piano Fenice per il salvataggio della compagnia. Legge Marzano sì, legge Marzano no e quindi normativa ad hoc; partner internazionale da subito o a distanza di tempo; costituzione, e in quale modo, della newco e della bad company; più in generale, quale progetto industriale e come confrontare il tutto con il piano Air France: sono i principali temi - di maggior o minore spettanza dell'advisor - in discussione in queste giornate insieme con quello, cruciale, degli esuberi. L'amministratore delegato di Intesa-SanPaolo, Corrado Passera, che a suo tempo aveva sostenuto il piano AirOne per l'acquisizione di Alitalia, ha avuto un'impegnata conversazione con il "fondatore" Eugenio Scalfari riportata ieri da Repubblica, nella quale ritiene fondamentale che l'Italia abbia una compagnia di bandiera con un azionariato e un management radicati nel nostro Paese: di qui scaturiscono le altre considerazioni - intervallate da alcuni silenzi su temi non di stretta sua competenza - che attesterebbero la determinazione della banca nel condurre in porto il piano. La serietà e la professionalità dell'amministratore delegato e, prima ancora, la credibilità che Intesa-SanPaolo deve preservare fanno sì che - nel marasma delle responsabilità e delle incapacità politiche e sociali che hanno lungamente attraversato la vicenda Alitalia, in larga parte riportate da Scalfari - la banca in questione costituisca un fondamentale punto di riferimento. Certo, per come si è sviluppata questa vicenda sarebbe assurdo un ragionamento del tipo "se sta bene a Intesa, allora l'operazione è senz'altro da condividersi". E tuttavia le proposte che formulerà la banca - proprio per la dichiarata sua natura - avranno un indubbio valore, almeno sotto il profilo della credibilità e solidità del progetto, delle sue non nebulose prospettive, se così potrà essere nonostante i dubbi. Ciò carica ancor più di responsabilità l'istituto di credito, chiamato a una difficilissima prova di bilanciamento tra valutazioni economico-finanziarie e valutazioni di sistema, dalle quali non sono affatto escluse quelle occupazionali. Non è, la banca, un fideiussore improprio. Ma appunto per il suo standing, la presentazione del piano è un avallo morale. È giusto attendere, dunque, Intesa-SanPaolo a questa prova. Hic Rhodus, hic salta.

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O'Leary (Ryanair): Ama l'Italia... ma se usa solo il jet privato Il numero uno dei voli low cost ironizza sugli slogan e prevede un futuro riservato a pochi, grandi operatori (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del O'Leary (Ryanair): "Ama l'Italia... ma se usa solo il jet privato" Il numero uno dei voli low cost ironizza sugli slogan e prevede un futuro riservato a pochi, grandi operatori di Luigina Venturelli FRIZZI E LAZZI L'espressione ironica sul volto è quella di chi è consapevole di sparare sulla croce rossa: "Da che pulpito viene la predica! Come può dire una cosa simile se da anni usa solo jet privati?". Vittima del sarcasmo è Silvio Berlusconi, orgoglioso di aver ideato in prima persona lo slogan che dovrebbe accompagnare il rilancio della disastrata compagnia di bandiera nazionale: "Amo l'Italia, volo Alitalia". A farci sopra una bella risata è nientemeno che Mister Ryanair, l'amministratore delegato della low cost delle meraviglie, che in questi giorni festeggia il traguardo dei 14 milioni di viaggiatori trasportati in sei anni dal solo aeroporto di Bergamo Orio al Serio. "Altro che volare Alitalia, Berlusconi farebbe meglio a salvare Alitalia" dice Michael O'Leary, certo di assistere invece all'ennesima pezza messa dagli aiuti di Stato. Il numero uno della compagnia irlandese non si fa maggiori problemi nel riprendere il ministro Umberto Bossi, immortalato con il dito medio alzato in campagna pubblicitaria: "Non so chi sia, mai sentito. Ma ho visto la fotografia e lo slogan molto divertente che abbiamo scelto per dire che il governo se ne frega dei passeggeri italiani per supportare le alte tariffe di Alitalia". A scusarsi, come gli hanno chiesto inorriditi i politici leghisti, non ci pensa nemmeno: "Perchè? È tutto vero". Non stupisce che O'Leary parli volentieri dei travagli di Alitalia: per la sua azienda sono manna dal cielo, tutto grasso che cola, grazie al quale Ryanair non fatica a definirsi "linea aerea preferita in Italia". Il nocciolo della faccenda è sempre lo stesso: "Il problema della vostra compagnia è la politica, l'unica soluzione possibile è la sua completa privatizzazione, può avere un futuro solo se il governo smette di intervenire"" sentenzia il manager del vettore irlandese, ortodosso credente alle regole di mercato, tanto da solcare i cieli del caro petrolio senza il paracadute di un extra prezzo. "Ryanair non applicherà mai la sovratassa sul carburante, anche se il prezzo del petrolio salirà a 200 dollari al barile, noi continueremo ad abbassare le nostre tariffe" promette l'amministratore delegato, che con spavalderia preannuncia successi anche in tempi di sventura. "La crisi c'è per le compagnie low cost che perdono soldi, non per noi che vediamo crescere il nostro traffico del 20% al mese". Dunque: ad ottobre il vettore sbarcherà anche all'aeroporto Marconi di Bologna, con 140 milioni di dollari d'investimento e la creazione di 2mila posti di lavoro; Forlì diventerà dal 2009 la quarta base operativa italiana dopo quelle di Ciampino, Orio al Serio e Pisa; nell'autunno arriverà a Bergamo il settimo aeromobile, grazie a un investimento di 70 milioni di dollari; l'anno prossimo saranno introdotte nuove rotte internazionali da svariati aeroporti italiani. Insomma, per O'Leary il futuro sarà roseo, nonostante i profitti del primo trimestre 2008 siano scesi dell'85% rispetto allo stesso periodo del 2007: "Il caro petrolio coinvolge tutti, ma prima o poi passerà". E Ryanair sarà una delle cinque compagnie aeree che sopravviveranno in Europa quando, tra un quinquennio, le aggregazioni o le scomparse dei piccoli ed inefficienti vettori avranno lasciato il campo libero alle "big five". Il manager irlandese si mette in cima alla lista, insieme a Easyjet, British Airways, Lufthansa e Airfrance. Alla povera Alitalia, invece, non resta che sperare in un buon matrimonio dopo che l'attuale governo ha fatto saltare quello con la compagnia di bandiera francese: "Magari in futuro Airfrance farà un'altra offerta". E allo scalo lombardo di Malpensa, che pure snobbò come troppo bassa l'offerta avanzata mesi fa dal vettore irlandese, non resta che attendere la soluzione delle proprie carenze strutturali: "Per ora non ci interessa volare a Malpensa, anzi, dovrebbe essere un loro interesse avere noi, ma ora non hanno lo spazio fisico per tenere a terra i nostri dieci aerei".

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Piano industriale Ok del sindacato (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del SEA Piano industriale Ok del sindacato Accordo siglato tra SeaSea, Sea Handling e sindacati sulla "condivisione del piano industriale 2009-2016" dopo l'abbandono di Alitalia. "Il percorso di condivisione - scrive Sea in una nota- è stato segnato da diverse tappe che hanno, fra l'altro, portato all'accordo programmatico del 13 giugno scorso finalizzato al recupero di produttività e al risanamento di Sea Handling". Nei giorni scorsi il sindacato ha incontrato su questi temi anche l'azionista di maggioranza della società, cioè il Comune di Milano. Con l'accordo Sea si è impegnata, tra l'altro, nella pianificazione di investimenti in favore dei propri dipendenti (in particolare per ambienti di lavoro, quali spogliatoi, servizi ecc.) e al rinnovamento dei mezzi operativi di Sea Handling.

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No al referendum, un regalo a Berlusconi Veltroni annuncia: niente firme sul Lodo Alfano. E attacca il governo: non fa nulla per la crisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "No al referendum, un regalo a Berlusconi" Veltroni annuncia: niente firme sul Lodo Alfano. E attacca il governo: non fa nulla per la crisi di Bruno Miserendino/ Roma IL REFERENDUM sul lodo Alfano? Lasciamo perdere, dice Veltroni, le priorità sono ben altre, tutte economiche: pensioni, stipendi, prezzi, con quell'inflazione record contro cui il governo non fa niente. È su questo che il Pd sta raccogliendo le firme. In- somma, è la linea che si intuiva già l'altro giorno. Veltroni non vuole seguire Di Pietro, perché quello sarebbe il vero regalo a Berlusconi e quindi rimanda alle "saggissime parole di Oscar Luigi Scalfaro" per spiegare il suo no. L'ex presidente della Repubblica ha invitato a riflettere prima di sottoscrivere il referendum perché "a ogni partito che lo promuove, a prescindere dagli esiti, porta sempre visibilità, ma se per caso il quesito dovesse fallire, anche per mancanza del quorum, tutta l'opposizione ne uscirebbe male" e si rischierebbe "di far passare Berlusconi per uno invincibile". Insomma, il referendum dipietrista potrebbe trasformarsi in un boomerang, è il ragionamento di Scalfaro che Veltroni condivide totalmente. Il che non vuol dire che per il segretario democratico il lodo Alfano sia una bella legge, e non vuol dire che l'Italia non resti un'anomalia, con questo presidente del consiglio. Veltroni lo fa capire con una dichiarazione di ammirazione per il premier israeliano Olmert, che ha annunciato le sue dimissioni per il coinvolgimento in una inchiesta giudiziaria: "Vorrei esprimere apprezzamento per il funzionamento ed il senso delle istituzioni della democrazia israeliana, che in un passaggio molto delicato ha dimostrato senso delle istituzioni e una grande responsabilità, penso che l'Italia debba guardare con grande rispetto a questo paese". Ovvio il paragone: Olmert si è sempre difeso ma non ha mai accusato i giudici di complotto, nè ha invocato scudi legislativi. Però il referendum contro una legge che non piace è un'altra cosa e può essere un danno. Il no di Veltroni è approvato da buona parte del Pd, anche se la scelta fa mugugnare qualche prodiano, ad esempio Monaco, che chiede quale organismo abbia deciso, e ovviamente incontra le critiche molto aspre dell'ex alleato Di Pietro: "Se c'è un modo per perdere sempre è proprio quello di non giocare mai la partita", dice il leader dell'Idv. Segue attacco personale: "Fanno come Ponzio Pilato, ci sono battaglie che si combattono, non perché bisogna per forza vincerle, ma per mantenere la dignità e potersi guardare allo specchio la sera quando si torna a casa". Parole che al Pd suonano come una conferma: "Di Pietro non pensa di vincere il referendum, pensa solo di farsi pubblicità e così fa un altro regalo a Berlusconi". Dice Stefano Ceccanti senatore e giurista del Pd, veltroniano: "Non si scelgono gli strumenti per esprimere indignazione ma per ottenere risultati, e poi - aggiunge - veniamo da un'intensa opposizione parlamentare, che rende irricevibile qualsiasi accusa di fare come Ponzio Pilato, senza contare che contro una legge che si pensa incostituzionale non si promuove un referendum, si attende rispettosamente la decisione della Corte Costituzionale, che non sarà così lontana nel tempo". Di Pietro controreplica: "Il lodo Alfano ad una parte del Pd va bene, e di questo deve renderne conto al Paese e non a IdV". È chiara la strada imboccata da Di Pietro, saranno ancora mesi di attacco al Pd. Commenta Follini: "La scelta di Veltroni di non appoggiare il referendum contro il lodo Alfano è giusta, seria e saggia, la apprezzo molto, anche perché so che queste scelte possono avere un costo". Infatti al Pd lasciano intendere che nessuno griderà allo scandalo se individualmente dirigenti e simpatizzanti del Pd firmeranno. Il referendum, sostengono, "è un rischio non solo perché rischia di non arrivare al quorum, ma perché spacca il paese e distoglie lo sguardo dai veri problemi su cui Berlusconi è più debole": ossia le condizioni economiche degli italiani e la crescita. Qui, pensa Veltroni, le sue ricette sono piccole e demagogiche, come dimostra la vicenda dell'Ici e dell'Alitalia, ed è lì che il Pd concentrerà gli sforzi. Non a caso, ieri, presentando insieme a Tenaglia e Lumia una proposta di legge del Pd per la riforma del regime carcerario duro contro i boss, Veltroni ha attaccato su inflazione e Alitalia, due temi su cui non c'è l'allarme necessario. Nemmeno sulla lotta alla mafia, è l'opinione del Pd, il governo fa abbastanza, nonostante la circolare emessa sul 41/bis. "Negli ultimi mesi 37 padrini hanno lasciato il regime del carcere duro e sono tornati detenuti comuni, nonostante la condanna all'ergastolo, sono cose che non devono accadere", dice Veltroni. Il segretario fa suo l'appello dei magistrati e, al termine della riunione del governo ombra, annuncia una proposta di legge dei democratici per una stretta sul carcere duro. Lui in campagna elettorale ha invitato i mafiosi a non votare per il Pd, la Destra non sembra così preoccupata.

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Nebbia fuori stagione (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Nebbia fuori stagione Qualcuno inizia a chiederselo: ma se al posto di Berlusconi ci fosse stato Prodi, questo piano di salvataggio, si fa per dire, della compagnia di bandiera, avrebbe avuto lo stesso trattamento da parte dei media? La circostanza che si è fatta fallire una trattativa che prevedeva la metà dei licenziati e non gravava sul contribuente, per arrivare, dopo mesi, a una soluzione che prevede il doppio degli esuberi e che graverà sui cittadini italiani, è un argomento che tv e giornali avrebbero raccontato sotto il narcotizzante titolo, Alitalia, è polemica? Gli editorialisti, i cultori del mercato sarebbero stati zitti? Eppure, a cominciare da tv e giornali (in prima fila il Corriere) una grande quantità di nebbia fuori stagione sta scendendo su aeroporti e opinione pubblica per ovattare tutto, per non sparare sul manovratore e i manovratori (le banche, il presidente di Confindustria che partecipa al capolavoro di Berlusconi) e spiegare che la cosa non sarà splendida ma va digerita così. In fondo, a pensarci bene, il piano di Air France non era poi così bello e chissà se sarebbe stato rispettato con tutto questo rincaro del greggio. E mentre Televideo ammorbidiva spiegando che gli esuberi saranno 5mila "ma con scivoli", sulla radio pubblica pagata da tutti, il conduttore di una nota trasmissione serale interloquiva seccato con qualche ascoltatore critico sull'operazione: "Il doppio degli esuberi? Eh no signora, quella ad Air France era una svendita, era un'altra cosa..." Bello, no? Diventa verità inconfutabile un giudizio interessato di Berlusconi. Non c'è un ordine di scuderia per questo spargimento di nettare, diciamo che con Berlusconi, viene naturale. La vocazione italica a correre in soccorso dei vincitori non vale sempre. Quei Silenzi.

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Tremonti punta al raddoppio: subito la manovra d'autunno (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Tremonti punta al raddoppio: subito la manovra d'autunno di Bianca Di Giovanni / Roma Giulio Tremonti tenta l'ennesimo blitz. Mentre in Senato il decreto con la manovra triennale approda in Aula dove oggi si voterà la fiducia, filtra l'intenzione del ministro di portare già oggi all'esame del consiglio dei ministri la Finanziaria d'autunno. Si diffondono i malumori, così arriva la smentita: non sarà oggi. Ma sarà comunque prima della pausa estiva. Uno sprint che ha tutta l'aria del pugno di ferro piantato sulla testa dei colleghi di governo e della maggioranza. Ancora una volta il ministro si smarca, persino dal suo partito: si muove da solo. Tanto che ha rinunciato persino a partecipare alla cena con i parlamentari Pdl e Berlusconi, preferendo la cena con la Lega. Come mai tanta fretta sulla manovra? Semplice: a settembre arriveranno al pettine parecchi nodi. Esuberi Alitalia, famiglie taglieggiate dall'inflazione al rientro delle vacanze, opposizione pronta a scendere in piazza, sindacati sul piede di guerra. Il peso dei tagli varati con il voto di oggi si vedrà tutto: scula impoverita (-7,8 miliardi in 4 anni), sanità taglieggiata (-8 miliardi nel triennio), Comuni con bilanci disseccati, pubblici dipendenti con buste paga ridotte, lavoratori dipendenti precarizzati, spese per investimenti diminuite di 9 miliardi nel triennio, con un conto salatisismo per il Sud. Una cura da cavallo. Per questo Tremonti vuole chiudere subito: mettere l'imprimatur sulle tabelle, sui numeri, sui saldi, evitare qualsiasi assalto. E soprattutto sottrarre all'agenda il tema conti, in modo da disinnescare l'autunno caldo. Ma i mal di pancia nel governo e in Parlamento si fanno già sentire. Tanto che Maurizio Gasparri gli lancia un primo altolà. "Apprendo dalle agenzie che il ministro Tremonti anticiperebbe a sorpresa al consiglio dei ministri di domani (oggi, ndr) la Finanziaria - dichiara il capogruppo Pdl in Senato - È evidente che si dovrà prevedere un confronto preventivo tra governo e gruppi parlamentari del Pdl". Gasparri ricorda che si sono presi degli impegni, per esempio sulla sicurezza. Se si blinderanno già da oggi le tabelle di spesa, sarà impossibile rispettarli. La sua dichiarazione dice tutta l'irritazione dei parlamentari del centrodestra per le continue blindature del Tesoro, se non per il protagonismo in solitaria del ministro. pare che la stessa, parallela irritazione si sia respirata invece in Via Venti Settembre. A Tremonti non sarebbe andato giù il fatto che la notizia dell'anticipo sia filtrata proprio dai corridoi di Palazzo Madama. Insomma, una prova di nervi a distanza. Così come, più tardi, si è assistito a un nuovo confronto a distanza, stavolta nelle stanze di Palazzo Chigi. Incontrando le Regioni il sottosegretario Gianni Letta avverte che il federalismo comincia proprio dal confronto con le Regioni. Al governatore Nichi Vendola sembra una allusione, neanche troppo nascosta, al titolare del tesoro, che ha fatto del federalismo la sua nuova frontiera senza però mai discuterne con le amministrazioni locali. Anzi: i governatori si sono ritrovati tagli lineari su sanità e posti letto, tanto che perfino Roberto Formigoni è stato costretto a intervenire. Anche lui zittito in nome della manovra d'urgenza di mezza estate. Ma quanto durerà la sopportazione silenziosa del centro-destra? Quanto resisteranno sindaci, governatori e parlamentari colpiti da tagli indiscriminati senza neanche un accenno di riforma? Come si attuerà, per esempio, il taglio delle classi nelle scuole? Quanti paesi di montagna del profondo nord resteranno senza istituti per l'istruzione dell'obbligo? Quanti anziani resteranno senza servizi essenziali? Quanti e quali uffici pubblici dovranno essere soppressi per ottenere i risparmi previsti? A tutte queste domande la manovra non risponde: ci sono solo tagli. Se funzioneranno il Paese si fermerà in una recessione senza scampo, se non funzioneranno si falliranno i target concordati con l'Europa. Sta in questa strettoia fatale il prezzo pagato alla fretta di Tremonti. Nella giornata di ieri si sono accavallate smentite ufficiali, chiarimenti formali, indiscrezioni ufficiose. Alla fine è arrivata la conferma: Tremonti non rinuncia alla sua finanziaria-light ad agosto, cioè venerdì prossimo. Ieri, in un'aula vuota e silenziosa, si è snodato il dibattito in Senato, dopo che la commissione aveva approvato 7 modifiche e 66 correzioni. Oggi ci saranno gli interventi sulla fiducia. Martedì prossimo il varo definitivo della Camera. Così la stangata diventerà legge.

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Esercito per le strade Operazione di facciata Cara Unità, intervengo premettendo che d (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Esercito per le strade Operazione di facciata Cara Unità, intervengo premettendo che da un po' di tempo, da cittadino non mi sento affatto sicuro sia per la strada che all'interno della mia abitazione. Comunque non sono affatto d'accordo con il Governo per l'impiego dei militari in questo settore. Si tratta solo di una operazione di "facciata" come lo fu per il famoso poliziotto di quartiere, quando risultò poi alla sua attuazione che venivano interessate le sole zone centrali delle città e nelle "sole ore giornaliere". È ora, a mio avviso, di smetterla con le solite operazioni demagogiche tendenti ad aumentare indiscriminatamente gli organici dei vari Corpi di Polizia e di prendere il coraggio per promuovere una vera riforma dei Corpi di polizia che vada verso il loro accorpamento od alloggiamento in uniche strutture, sia locali che centrali, con il risultato di ottenere un loro impiego più efficiente e responsabile (unici Dirigenti locali e centrali) (non negli uffici come accade oggi ma sul territorio per la sua vigilanza continua) a beneficio esclusivo di una "vera sicurezza" per tutti i cittadini. Distinti saluti. Luciano Ronchini, Lugo (Ra) Scajola, un ministro non può dire quelle cose Cara Unità, è chiaro, ora, perché Scajola è tornato a fare il ministro; chi meglio di lui può rappresentare Berlusconi ed il suo governo "del fare"... gli interessi propri e quelli delle lobby al seguito, passando come un rullo compressore su tutto e tutti: l'etica pubblica, gli interessi generali, la legalità, la legittimità delle nuove leggi, i sentimenti umani. Tutti orpelli insopportabili per chi riconosce solo il "valore" dei soldi. Basta osservare la vicenda Alitalia, lasciata marcire per i propri interessi elettorali, per poi scaricare sui lavoratori ed il bilancio pubblico, il prezzo salato di un pugno di voti. L'arroganza è nel loro Dna; nel paese dei furbi loro si sentono i migliori, tanto da non soppesare l'effetto delle parole che pronunciano e far ritenere che gliene sfugga il significato. Così il ministro poté considerare una vittima del terrorismo un "rompicoglioni", così come ora può dire di due vittime sul lavoro "dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita umana." senza neppure ricordare il loro nome e spendere una parola di cordoglio per i familiari. Poi, anziché scusarsi rilancia la propria arroganza con un freddo e burocratico comunicato ministeriale. Questa è la loro concezione del valore e della dignità del lavoro. Un ministro non può, dopo aver giurato fedeltà alla Costituzione, esprimere in un discorso pubblico parole che contrastano con lo spirito dell'art. 1: "...Repubblica fondata sul lavoro...", dove il valore riconosciuto al lavoro è base della vita umana; e dell'art. 3: "...tutti i cittadini hanno pari dignità sociale." senza distinzione alcuna. Si dimetta sig. Ministro. Mario Sacchi, Milano Accusato, Olmert si dimette Berlusconi che cosa fa? Cara Unità, il premier israeliano ha annunciato le proprie dimissioni perché i giudici lo stanno indagando per corruzione? Il premier italiano, sotto processo per gli stessi ed altri reati, afferma che i giudici sono il "cancro della democrazia", una "metastasi" da estirpare, e va avanti per la sua strada. Il premier israeliano si dichiara "orgoglioso di vivere in un paese dove anche un primo ministro può essere posto sotto indagine"? Quello italiano fa approvare in fretta e furia dal Parlamento il Lodo Orwell (come lo chiama Antonio Tabucchi), che stabilisce che quattro cittadini sono più uguali degli altri. Negli atti compiuti e nelle parole pronunciate, la superiorità di una democrazia sulla dolce dittatura italiana è schiacciante. Alberto Antonetti, Roma Alitalia, non ci resta che piangere Cara Unità, Alitalia deve essere salvata, altrimenti il cosidetto premier perderà anche l'ultimo briciolo di credibilità rimasto. Ma da chi verrà salvata? Si parla di Benetton (tutt'altra mission aziendale e, si vociferà, con alcune difficoltà di carattere finanziario), di Banca Intesa (quindi soldi dei risparmiatori italiani), di AirOne (i debiti sono il piatto forte di questa nano-compagnia che ha così l'opportunità di ripianarli vendendo i suoi aeromobili alla nuova alitalia), infine di Ligresti, il famoso finanziere siciliano dalle origini misteriose, pregiudicato di tangentopoli e affidato ai servizi sociali, già sull'orlo del fallimento e salvato dalle banche anche lui, spesso indicato da varie fonti come il "cavallo di Troia" di Berlusconi per entrare nel Corriere della Sera. Dopo avere dilapidato l'opportunità Air France per misere speculazioni politiche e vedere ora più che raddoppiati i possibili licenziamenti, non ci resta che piangere e sperare in un miracolo... cosa ardua da realizzarsi con tale ipotesi sul piatto e con la concorrenza che ogni giorno diventa sempre più forte e potente come la fusione tra Iberia e British airways sta lì a testimoniare. Oreste Ferri, Ariccia (Roma).

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Tre ore per andare da Roma a Fiumicino È in ritardo di un'ora il treno per l'aeroporto. Quando finalmente arriva i due piani sono affollati (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del Tre ore per andare da Roma a Fiumicino È in ritardo di un'ora il treno per l'aeroporto. Quando finalmente arriva i due piani sono affollati di Alfonso Bianchi IN ITALIA prendere un aereo è spesso un'impresa. Quando non sono le compagnie a creare disagi, ci pensano le ferrovie. Solo ieri mattina sono state soppresse due corse del treno per Fiumicino creando grossi problemi a chi partiva per le vacanze. A Trastevere alle 11:20 del treno delle 10:50 non c'è ancora traccia. Dall'altoparlante una voce annuncia mezz'ora di ritardo, scusandosi per il disagio. Ma dopo poco il ritardo annunciato diventa di 40 minuti, poi di 50 e poi miracolosamente torna a 30. "Meno male!" esulta ingenuamente un uomo seduto sul suo bagaglio. "Guarda che sono trenta minuti ma il treno è quello delle undici e venti, quello delle undici meno dieci lo hanno soppresso direttamente" gli fa notare un amico, facendolo ripiombare nello sconforto. A quel punto Monique, una signora francese che sta andando a prendere un aereo con suo figlio, comincia a preoccuparsi. "Ma come faccio adesso? Finisce che perdo il volo, non mi converrà prendere un taxi?". Si apre una piccola discussione e alla fine prevale la linea dell'attesa. "Col taxi se trova traffico finisce che non ci arriva proprio a Fiumicino" le fanno notare. Lei non è convinta ma decide di seguire il consiglio, e parlando in francese spiega tutto a suo figlio, curioso di capire cosa succede. La calura non aiuta ad alleggerire l'attesa. Luisa, che è in partenza per le vacanze, maledice le ferrovie: "E se perdo il volo li denuncio e mi faccio pagare i danni! Sono scesa di casa due ore e mezza prima proprio per non fare tardi e questi mi fanno aspettare un'ora!". L'Fr1 è il regionale che da Orte arriva all'aeroporto passando per Tiburtina, Tuscolana, Ostiense e Trastevere. Il viaggio costa cinque euro e cinquanta. Le corse normalmente sono quattro ogni ora, ma nel mese di agosto vengono ridotte a due e quando si aggiungono ritardi e guasti i disagi sono forti. Molti lo prendono per comodità, altri per risparmiare (il Leonardo express, l'altro treno per Fiumicino che parte da Termini, è più confortevole ma costa il doppio), ma il servizio è spesso soggetto a inconvenienti. Ad aspettare in stazione ci sono anche tre hostess dell'Alitalia in divisa. Diventano subito oggetto di dibattito. Un signore, leggendo il nome sul cartellino di una di loro, domanda: "Roberta non vi bastano i guai che già avete, ci si mette pure il treno. Ma se arrivate in ritardo per colpa delle ferrovie siete giustificate no?". E lei - che alle lamentele per i ritardi sarà di certo abituata - risponde con la calma tipica di un'assistente di volo "se la responsabilità del ritardo non è di Alitalia allora è nostra e ne paghiamo le conseguenze". Alla fine il treno arriva alle undici e cinquanta. Un'ora di ritardo. Pur avendo due piani è stracolmo e si fa difficoltà ad entrare. Dopo un po' che la gente si spinge il macchinista prova a chiudere le porte. "Ma che sei matto?" gli urlano quelli che ancora stanno sulla banchina "così all'aeroporto ci arriviamo domani!". I corridoi sono pieni di persone in piedi e fa molto caldo. Qualcuno asciuga il sudore con un fazzoletto, qualcun altro si fa vento con il giornale. Per fortuna il viaggio non dura molto e a mezzogiorno e un quarto il treno arriva a destinazione. L'ultima fatica è riuscire a scendere. Le banchine di Fiumicino sono piene di gente in attesa del treno per Roma. "Che schifo - continua a lamentarsi Luisa - con i turisti stranieri ci facciamo sicuramente una pessima figura". Monique sorride e ammette: "A dire il vero sì".

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Una mazzata finanziaria su Roma Rutelli: i 500 milioni sono un'illusione, solo una anticipazione sui trasferimenti futuri Nella manovra tagli per 1200 milioni . Le crisi di Alitali (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del Una mazzata finanziaria su Roma Rutelli: i 500 milioni sono un'illusione, solo una anticipazione sui trasferimenti futuri Nella manovra tagli per 1200 milioni . Le crisi di Alitalia e Telecom, la fusione Capitalia di Mariagrazia Gerina Un giubileo al rovescio. È quello che la finanziaria-lampo di Tremonti ha riservato alla capitale: "Altro che governo amico, su Roma le cifre di Tremonti si abbatteranno come una mannaia", ripete Rutelli mentre scorre, con l'ausilio di Marco Causi, il conteggio dei tagli contenuti tra gli articoli della manovra economica che in queste ore il parlamento è chiamato a votare, con tanto di fiducia imposta dal governo, che, d'altra parte, all'esame della manovra in Consiglio dei ministri ha dedicato ben 9 minuti. La portata reale dei tagli - avverte Rutelli, insieme anche al segretario romano del Pd Milana - si vedrà nei prossimi mesi, ma una prima ricognizione fatta dal Pd dà l'idea di cosa dovrà attendersi la capitale: un nuovo giubileo ma al contrario perché i soldi che il governo Prodi diede a Rutelli negli anni '90, Berlusconi si accinge a toglierli ad Alemanno. Solo il Patto di stabilità a cui sono vincolati i Comuni imporrebbe al Campidoglio - secondo i conti del Pd - un sacrificio di circa 1,2 miliardi in tre anni: 189 milioni di risparmi da mettere subito sul piatto nel 2009, 382 milioni nel 2010, 650 nel 2011. Poi ci sono gli introiti venuti meno con l'abolizione dell'Ici sulla prima casa: il governo ha detto che provvederà a reintegrarli, ma ha calcolato al ribasso il mancato gettito con il risultato che a Roma verranno restituiti circa 300milioni in meno in tre anni. E i 500 milioni di euro incassati da Alemanno come una apertura di credito a lui e alla capitale? "Sono di fatto un punto interrogativo", avverte Rutelli: "La relazione introduttiva lascia intendere che si tratti di una misura permanente, ma nel testo normativo si parla di una anticipazione che dovrà essere restituita", spiega chiedendo al sindaco un'operazione verità. Doverosa anche perché a rischiare la crisi non sono solo le casse capitoline. Solo agli atenei capitolini, la manovra di Tremonti sottrae circa 200 milioni di euro in cinque anni, ai Beni culturali riduce i trasferimenti di un terzo, al Cnr e agli enti di ricerca impone un taglio del 30%. E poi ci sono i fondi stanziati dal governo per la cosiddetta cura del ferro: 350 milioni di euro accantonati per il prolungamento delle metropolitane oltre il Raccordo, ora a rischio per via della decisione di accentrare (e rivedere) le risorse del Cipe e del Fondo per le aree disagiate. "Ma Alemanno si è accorto della mazzata in arrivo per Roma? Possibile che non dica nulla?", ripete Rutelli ripercorrendo la strategia tremontiana. Un vero e proprio attacco a tenaglia. Da una parte il prosciugamento delle casse capitoline, bloccate oltretutto dal commissariamento fino a nuovo ordine. Dall'altra, le ricadute delle scelte governative sull'economia reale, alle prese con pesanti flessioni nel settore del turismo (6,2 arrivi in meno contro un incremento dell'11,4 nel 2007 e 6,9 presenze in meno contro l'incremento dell'8,7 nel 2007) e con il disastro che si sta abbattendo su Alitalia. "Quanti posti di lavoro ci saranno a Roma in autunno? Alemanno deve rispondere", incalza Rutelli, scorrendo rapidamente una stima preoccupante che conta già tra i 5 e i 7mila posti in meno per Alitalia-Air One, centinaia di quadri dirigenziali in esodo da Telecom e un numero impreciso di uscite dovute alla fusione Unicredit-Capitalia. "Non è possibile che Roma rischi attacchi di questo tipo senza che l'amministrazione comunale si decide a mettere in campo uno straccio di idea di sviluppo", insiste Rutelli. Mentre il capogruppo del Pd Umberto Marroni invita formalmente Alemanno a riferire in aula sui tagli della finanziaria e a convocare un Consiglio comunale straordinario sulla crisi Alitalia. "Il vero buco - attacca Marroni - lo stanno creando Tremonti e Berlusconi e il sindaco non può fare lo struzzo". Anche perché il rischio è che mentre Alemanno prende tempo, il futuro di Roma si decida altrove: segue a pagina II ICI Anche i trasferimenti per l'abolizione della tassa sulla prima casa saranno al di sotto delle aspettative. Alemanno: non è vero, la gestione commissariale fuori dal patto di stabilità.

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Buone vacanze ai 5.000 esuberi dell'Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Buone vacanze ai 5.000 esuberi dell'Alitalia Paolo Ojetti Le cose vanno male: inflazione alle stelle, Alitalia alla deriva, immigrazione che cresce nonostante le barricate minacciate, estate con consumi azzerati, prezzi in orbita. Ma le cose, nonostante l'informazione televisiva così carente, hanno una loro forza e questa forza - guarda un po' - finisce dritta dritta a devastare la stolta propaganda berlusconiana (anche ieri sul Tg5 "a tutto campo"). Le cifre - in primo piano o seminascoste - non si discutono: l'inflazione, dopo 12 anni, ha superato il 4 % su base annua, spinta anche dal boom dei prezzi industriali. Ma è agosto, e il governo è già in spiaggia, del tutto inerte. E prendiamo l'Alitalia: il giulivo Paolo Bonaiuti annuncia che "la cordata sarà resa nota a settembre". Belle vacanze per 5000 "esuberi", che Berlusconi considera un fastidio e che alla cordata fantasma possono pure impiccarsi. Persino l'improbabile Fede si è accorto che i suoi giochetti non reggono più. Ieri, sparsa un'altra vagonata di paure metropolitane, ha avuto un soprassalto: "È tutta eredità di Prodi, mica si può pretendere che questo governo possa risolvere i problemi". Eh già: mica si può pretendere.

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Fabbriche in vacanza sull'orlo di una crisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Fabbriche in vacanza sull'orlo di una crisi AGOSTO Si chiude per le ferie ma sull'industria italiana s'addensano nubi nere. Le minacce non toccano solo i grandi gruppi, da Alitalia a Telecom, ma anche imprese di varie dimensioni, alcune prestigiose: Riello, Sogefi, Siemens, Mivar, Electrolux,Granarolo, Colussi, Ineos, tra cassa integrazione e chiusure... C artoline dall'industria. Si chiudono i cancelli di buona parte delle fabbriche italiane per la pausa estiva, ma c'è poco da rilassarsi: l'occupazione nelle grandi imprese è stagnante (insieme alle retribuzioni). "È lo specchio della situazione del Paese", dice Fulvio Fammoni, segretario nazionale Cgil: "Blocco dello sviluppo e contrazione dei consumi interni". L'Istat certifica quello che le cronache sindacali e locali riportano quasi quotidianamente. Le aziende, quando va bene, traslocano verso paesi dove il costo del lavoro è inferiore al nostro. Quando va male, chiudono. I sindacati rassicurano ("abbiamo passato momenti peggiori"), ma l'autunno industriale resta di difficile interpretazione. Andrea Tredesini ha 37 anni, una moglie che "fortunatamente" lavora e una bambina che ad ottobre compirà tre anni. "In vacanza in agosto? Non ci andavo già da un po', per via dei prezzi. Quest'estate, fugurarsi, senza lavoro dove vuoi che vada". Lo raggiungiamo alla Fim-Cisl di Lecco mentre insieme ai suoi ex colleghi della Riello - 140 persone in cassa integrazione da pochi giorni - scrive il curriculum da mandare alle imprese della zona. "Stiamo creando una banca dati con tutti i nostri profili", racconta. "Visto che siamo in pausa forzata...". Dopo quasi trent'anni, la Riello ha deciso di trasferire la produzione di caldaie in Polonia, e loro sono rimasti a spasso. Mercoledì scorso, confermano i sindacati, l'azienda ha anche chiuso due partite: un'acquisizione a Bordeaux, ma si tratta di una produzione diversa da quella sospesa a Lecco, e un investimento di circa dieci milioni di euro per creare a Shanghai la Riello Heating Equipment. A Lecco, fortunatamente, l'accordo tra azienda e sindacati ammortizza discretamente i licenziamenti. Come a Mantova, dove i 230 lavoratori della Sogefi, filtri per auto di proprietà del gruppo De Benedetti, dopo il forfait dell'azienda hanno ottenuto due anni di cassa integrazione, utili per trovare un nuovo impiego. Per chi ci riesce. Per chi non ha superato la soglia - forse anche psicologica - degli "anta". Di recente la Cgil ha pubblicato i dati relativi alla cassa integrazione dall'inizio dell'anno al mese di giugno. Numeri che testimoniano un percorso poco virtuoso da parte delle nostre imprese: sia la cassa ordinaria che quella straordinaria hanno toccato il picco massimo dell'anno in maggio, con quasi undici milioni di richieste. Una per lavoratore. Scorrendo lo stivale in un virtuale crisi-tour, da Nord a Sud, la prima - immediata - tappa è nella produttiva Lombardia. Roberto Benaglia, segretario generale della Fim-Cisl all'ombra del Pirellone, teme "che la ripresa, dopo la pausa estiva, possa essere ancora più appesantita dalle difficoltà industriali e occupazionali che la Lombardia sta vivendo in questi giorni. A lungo termine, chi non ha puntato sull'innovazione pagherà un prezzo alto". Nella sua Regione, dove si sforna un bel pezzo del Pil del Paese, "preoccupa il fatto che, spesso, non si tagliano più i posti di lavoro per snellire gli organici e rilanciare le imprese. Qui, sovente, il taglio del personale è l'anticamera della chiusura". Ad Abbiategrasso (Mi), il 90 per cento dei lavoratori della Mivar, storico marchio di televisori, è a rischio. Mentre da qualche giorno, e torniamo a Lecco, i 280 dipendenti della Erc - componenti elettrici per illuminazione - hanno perso il posto: azienda in liquidazione. Mercoledì i dipendenti milanesi della Siemens, hanno manifestato davanti la sede della multinazionale dei telefoni: 111 su 500 i lavoratori italiani che rischiano il posto a causa di bilanci non felici. Per Benaglia, "Siemens è un esempio di come le multinazionali stiano abbandonando il nostro territorio". Lasciamo la Lombardia per andare a Salerno. L'azienda si chiama Ideal Clima. Lì a rischio ci sono 250 posti, e ieri è stato sottoscritto un protocollo presso la regione Campania, per attrarre nuovi investitori che possano rilevare il sito in dismissione.Campania... tra le altre cose, viene in mente la mozzarella. Ricordate la "Pettinicchio"? Bé, la facevano a Sermoneta, in provincia di Latina, dove 150 dipendenti della Granarolo sono in cassa integrazione da metà luglio. Come i loro colleghi della Centrale del Latte di Rimini, venti persone. Dopo sette mesi di trattative, i sindacati sono riusciti a chiudere degli accordi per tutelare i dipendenti investiti dalla riorganizzazione del gruppo. A Vittorio Veneto, invece, non si produrrà più lo storico Baicolo, biscotto tipico della tradizione veneziana. Non ne soffriranno solo i golosi. Il problema più grave sono i cento dipendenti, la maggior parte donne, che con la chiusura dello storico sito veneto di Colussi (causa ristrutturazione aziendale), perdono il posto: cassa integrazione dal primo settembre. Mentre forse andrà meglio ai 450 dell'Electrolux di Scandicci (Fi). Mercoledì la multinazionale svedese ha indicato in Energia Futura il soggeto industriale idoneo a rilevare il sito fiorentino. Troppo lunga l'Italia o l'elenco di crisi e ristrutturazioni? Le più gravi investono tutta la Penisola: sono Alitalia (almeno 5mila tagli) e Telecom (5mila). Per non parlare dei nodi strategici, come il rilancio della chimica a Marghera dove, se all'inglese Ineos non subentreranno altri, saranno guai. Il prossimo autunno porterà con sè i nodi dell'industria: "Si concentreranno - sostiene il segretario nazionale Cgil Susanna Camusso - gli effetti di una politica sbagliata: che non valorizza i lavoratori come risorsa, e che appesantisce la crisi congiunturale e quella dei consumi". di Giuseppe Vespo / Milano.

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Berlusconi: all'Italia serve un bel drizzone (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 182 del 2008-08-01 pagina 5 Berlusconi: all'Italia serve un bel drizzone di Adalberto Signore Il confronto con il presidente della Romania: "Sulle impronte ai rom c'è disinformazione assoluta, lo faremo anche con gli italiani" da Roma L'Italia ha bisogno di un "drizzone" e per questo "farò poche vacanze", così da "preparare" le "tre riforme" che il governo varerà "in autunno": "Giustizia, federalismo fiscale e legge elettorale per le Europee". Silvio Berlusconi fa il bilancio dei primi mesi di legislatura e dai microfoni del Tg5 spiega che alla ripresa dei lavori, finita la pausa estiva, il governo ha intenzione di "rimboccarsi le maniche" affinché l'Italia possa "essere competitiva con gli altri Paesi". Riforme e dialogo. E anche in quest'ottica il premier non chiude al confronto con l'opposizione. Anche se, ci tiene a dire Berlusconi, "per dialogare bisogna essere in due". Insomma, "servono un minimo di rispetto ed un comportamento leale" che "dall'altra parte non trovo". Se alla fine non si riuscirà ad aprire un confronto serio, quindi, il governo "andrà avanti lo stesso e farà le riforme". Rifiuti e Alitalia. A poche ore dal suo ritorno a Napoli previsto per questo pomeriggio, Berlusconi parla anche dell'emergenza rifiuti. "Finalmente - spiega - a Napoli è ritornato lo Stato, che con la gestione del governo delle sinistre sia era praticamente assentato da tante situazioni dove la legalità non era stata rispettata". Risolta la questione campana, però, in agenda resta il nodo Alitalia. Che il Cavaliere spera di sciogliere "in autunno" quando "credo che riusciremo a raggiungere il risultato di mantenere Alitalia una compagnia di bandiera che abbia i conti in attivo". "Abbiamo la certezza di un piano industriale che tiene, ci sono i capitali, ci sono i soci per la nuova compagine azionaria e stiamo trattando con delle compagnie straniere". Quanto agli esuberi "ci sarà da verificare con quante persone dovrà funzionare la nuova compagnia", ma "contro questa possibilità ce ne è una sola": che Alitalia "fallisca" e che "ventimila persone perdano il posto di lavoro". Per questo "cercheremo di far sì che siano il meno possibile le persone che debbano cercarsi un altro lavoro, che tuttavia assisteremo con gli strumenti dello Stato". Impronte e rom. Sul fronte immigrazione, il premier ha avuto un lungo incontro con il presidente della Romania Traian Basescu. Berlusconi è convinto che sulla questione delle impronte digitali per i bambini rom ci sia stata "una disinformazione assoluta" ed è per questo che l'Europa è critica. Insomma, "il Parlamento europeo" ha dato "una risposta politica basata su una irrealtà". Perché, spiega il Cavaliere, "non si tratta di una misura restrittiva, ma di un provvedimento che vuole garantire a questi bambini la possibilità di andare a scuola". Peraltro, "l'identificazione tramite le impronte digitali è una pratica corrente in molti Paesi europei e che estenderemo probabilmente a tutti i cittadini italiani e ad altri cittadini stranieri che verranno in Italia". Resta critica, però, la posizione di Basescu. In Italia, spiega, "non c'è stato un comportamento negativo nei confronti della comunità romena e non crediamo al fatto che ci siano cittadini romeni discriminati". Detto questo, aggiunge, "voglio chiarire che il governo romeno non approva parte o gran parte delle misure del governo italiano" perché i romeni, "anche quelli di etnia rom", sono "a pieno titolo cittadini dell'Unione europea". Il trattato di Lisbona. E proprio sul fronte Ue, ieri mattina la Camera ha ratificato all'unanimità - anche con i voti della Lega - il Trattato di Lisbona, la nuova carta fondamentale dell'Europa. Soddisfatto il Cavaliere, che ha assistito alla votazione in Aula. "È il contributo dell'Italia - spiega il premier - al rilancio dell'Europa che sta attraversando una fase di difficoltà". Un voto, dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che "conferma l'ampiezza dell'impegno italiano nel processo di integrazione europea". E con una telefonata al Cavaliere, anche il presidente della Commissione Ue José Barroso si è detto "impressionato" dal fatto che il voto è stato bipartisan. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi: <In autunno la nuova Alitalia> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)

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N. 182 del 2008-08-01 pagina 22 Berlusconi: "In autunno la nuova Alitalia" di Enrico Bonzio "Riusciremo a ottenere il risultato che vogliamo, mantenere una compagnia di bandiera con i conti in attivo. A settembre i nomi della cordata" da Milano Altri tasselli si sono aggiunti ieri al mosaico per il salvataggio di Alitalia, mentre si intensificano le polemiche politiche. Il governo troverà una soluzione per la compagnia all'inizio di autunno. Dopo le indiscrezioni di questi giorni su possibili 5mila esuberi contenuti nel piano dell'advisor Intesa Sanpaolo, il premier Silvio Berlusconi al Tg5 della sera ha garantito che si troverà una soluzione di buon senso e che se Alitalia fallisse sarebbero 20mila le persone senza lavoro. "Dal punto vista dei tempi - ha detto - credo che all'inizio dell'autunno riusciremo a ottenere il risultato che vogliamo: mantenere una compagnia di bandiera con i conti in attivo. Abbiamo la certezza di un piano industriale, abbiamo i capitali, i soci, stiamo trattando con compagnie straniere". Sugli esuberi Berlusconi ha risposto: "Credo che ci sarà da verificare con quante persone dovrà funzionare la nuova compagnia, ma contro questa possibilità ce ne è una sola: che fallisca e che 20mila persone perdano il posto di lavoro". "La soluzione sarà di buon senso", ha concluso il premier. "Tutti i nomi saranno resi noti a settembre", aveva affermato in precedenza il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Paolo Bonaiuti, nel corso della trasmissione Unomattina, parlando della cordata italiana per Alitalia. Rispondendo alle critiche avanzate da Veltroni, Bonaiuti ha aggiunto: "Vorrei ricordare una cosa che Veltroni sembra dimenticare: cioè che quando venne presentato il piano per l'ingresso di Air France con le Borse ancora aperte, il titolo perse il 19,5%. Quella soluzione, quindi, non veniva considerata un buon affare". Il governo ha anche dichiarato la propria disponibilità a fare una trattazione congiunta presso le commissioni Bilancio e Trasport di Camera e Senato, e in quella unica e contestuale sede il governo, tramite il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, fornirà tutti i chiarimenti richiesti dal Parlamento. Riguardo il piano, il "punto centrale" per Alitalia, spiegano fonti vicine all'advisor Intesa Sanpaolo, è rappresentato dall'integrazione tra Air One e la compagnia di bandiera, e in tale contesto non è prevista la cessione di rami di azienda della compagnia di Carlo Toto. Secondo le stesse fonti "il processo di integrazione tra Alitalia e Air One si avvarrà del ruolo di rilievo che Air One è stata in grado di sviluppare sul mercato, unito al valore rappresentato da una flotta moderna e di qualità, alle numerose professionalità e alle capacità gestionali che il gruppo guidato da Toto ha mostrato di possedere". Al 30 giugno, infine, Alitalia ha in cassa una liquidità, tra disponibilità e crediti finanziari a breve, pari a 375 milioni a livello di gruppo. È in calo di 13 milioni, meno 3,4%, rispetto alla fine del mese precedente. Lo comunica la società nell'aggiornamento diffuso mensilmente su richiesta della Consob. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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ROMA - Soluzione ad inizio autunno per Alitalia. Berlusconi - intervistato dal Tg5 - detta i (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROSARIO DIMITO E UMBERTO MANCINI ROMA - Soluzione ad inizio autunno per Alitalia. Berlusconi - intervistato dal Tg5 - detta i tempi per il salvataggio. Assicura che ci sono i soci e i capitali. E, sopratutto, che si sta trattando con un partner estero. Lufthansa è in pole position. Ma entrerà solo a patto che nasca la Nuova Alitalia "sana" e senza debiti, così come "disegnata" dal Piano Fenice di Intesa Sanpaolo. Così come daranno l'ok Benetton, Gavio, Ligresti, Aponte e Marcegaglia quando sarà chiaro che la newco sarà libera da ogni impegno con i creditori della "vecchia" compagnia. E il rebus esuberi? Il premier non dà cifre. "Mi auguro - dice - che siano il meno possibile, comunque interverremo con scivoli e prepensionamenti". Di certo bisogna trattare con i sindacati, trovare un'intesa, altrimenti si "andrà verso il fallimento e potrebbero perdere il posto 20 mila persone". "L'obiettivo - conclude il presidente del consiglio - è costruire con il buon senso una compagnia di bandiera in grado di essere attiva e solida". Per far decollare la Nuova Alitalia i legali del ministero dell'Economia e quelli dello Sviluppo economico coordinati dall'avvocato Francesco Ago dello studio legale Chiomenti, stanno lavorando al provvedimento "salva compagnia", alla codificazione cioè di quanto chiede Intesa Sanpaolo: "un percorso legislativo innovativo e costruito ad hoc" che divida in due la società, salvaguardando i nuovi azionisti dai creditori. Il provvedimento in fase di elaborazione in queste ore, secondo quanto risulta a Il Messaggero, sarebbe davvero uno strumento innovativo, diverso dalla legge Marzano. In pratica consentirebbe al cda di Alitalia di vendere alcuni asset alla newco dei nuovi investitori come se si operasse in una procedura concorsuale e di avviare verso la liquidazione la parte restante. Non sarebbe più necessaria la nomina del commissario, secondo la "Marzano": ma la bad Alitalia, per far fronte ai debiti che eccedono dai soldi incassati dalla vendita degli asset "sani", dovrebbe usufruire di un finanziamento a fondo perduto erogato dallo stato. Con questa soluzione i creditori della compagnia sarebbero ben disposti a votare a favore della vendita di asset alla newco, all'assemblea di Alitalia che dovrà autorizzare Police a varare l'operazione. Il ministro Scajola potrebbe presentare un emendamento in tal senso col provvedimento salva-Alitalia proprio al Cipe. Misura fondamentale per il futuro della Nuova Alitalia. Da una parte infatti - si legge nel Piano Fenice a pagina 17 - andranno le "attività valorizzabili di Alitalia ed Air One", cioè flotta, marchio, slot. Dall'altra la "bad company", con dentro alcune attività, debiti ed esuberi. Ma la costruzione della norma è particolarmente complessa. Non solo perchè deve liberare i nuovi soci da ogni possibile causa futura, ma deve "manlevare" anche il presidente della compagnia Police. Sciolto questo nodo, che è tecnico ma anche politico, il decollo del piano Intesa sarebbe immediato. Sullo sfondo la polemica politica non si placa. Con il Pd che chiede lumi, i sindacati sul piede di guerra ed il governo che martedì darà una informativa alla Camera. Certo il tempo stringe visto che l'indebitamento è a quota 1,1 miliardi con 375 milioni in cassa. L'ad di Intesa Sanpaolo Passera ha precisato che non è prevista alcuna fusione con Air One ma semplicemente l'acquisto da parte della nuova Alitalia di alcune attività di Air One (la flotta aerea, tutte le autorizzazioni di cui dispone sulle varie rotte e tutti i contratti di acquisto di nuovi aerei) mentre i debiti e ogni tipo di obbligazioni dovrebbero rimanere nel perimetro societario di Toto.

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AirOne (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-01 num: - pag: 28 categoria: BREVI AirOne Carlo Toto è nato a Chieti 64 anni fa. Dopo una lunga esperienza nel settore delle costruzioni, nel 1995 ha fondato AirOne, la prima compagnia a rompere il monopolio Alitalia sulla tratta Milano-Roma. AirOne ha attiva una partnership col colosso tedesco Lufthansa.

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Alitalia, restano 375 milioni Il premier: trattative estere (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-01 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE La compagnia Berlusconi: "Senza esuberi c'è solo il fallimento" Alitalia, restano 375 milioni Il premier: trattative estere Scoppia il "caso" AirOne, ma Intesa: sarà integrata tutta Rinviata la semestrale, decisioni non prima di fine agosto. In un mese bruciati 13 milioni. L'impegno dell'Antitrust ROMA - "Stiamo trattando con compagnie straniere". Silvio Berlusconi, in un'intervista al Tg5, rivela un dettaglio inedito del salvataggio di Alitalia, e assicura risultati "all'inizio dell'autunno". Il premier ammette l'esistenza di un problema-esuberi: "Ci sarà da verificare con quante persone dovrà funzionare la nuova Alitalia, ma contro questa eventualità - osserva - ce n'è una sola, che è il fallimento, quindi 20 mila persone che perdono il posto di lavoro". Nella giornata di ieri è arrivata anche una precisazione sul ruolo di AirOne nel salvataggio di Alitalia. Il "punto centrale" del piano, spiegano fonti vicine all'advisor, è rappresentato dall'integrazione tra AirOne e Alitalia, ed in tale contesto non è prevista la cessione di rami di azienda della compagnia di Carlo Toto. Si spiega inoltre che l'integrazione "si avvarrà del ruolo di rilievo che AirOne è stata in grado di sviluppare sul mercato" del "valore rappresentato da una flotta moderna e di qualità", e delle "numerose professionalità " e "capacità gestionali" del gruppo. Ma secondo indiscrezioni il caso non sarebbe risolto, così come andrebbe definito il ruolo di Carlo Toto e dei suoi figli, oggi inseriti nell'azienda. Del resto il quadro resta ancora mosso. Di certo c'è solo il rinvio della semestrale di Alitalia, deciso dal cda guidato da Aristide Police, e lo slittamento di ogni decisione a fine mese. In cassa il 30 giugno erano rimasti 375 milioni, 13 in meno rispetto a maggio. Il 29 agosto, malgrado le smentite governative, potrebbe essere il giorno dell'emanazione della norma che modifica la legge sul commissariamento e quello della morte e rinascita di Alitalia. Lo stesso ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ieri ha ammesso che una modifica è allo studio. Sfida il governo il leader del Pd, Walter Veltroni: "Si è smentita ogni ipotesi di commissariamento - ha affermato -, sarebbe grave se il Consiglio dei ministri di fine agosto lo facesse. Ma siamo certi che non succederà". "Spero che non presentino una soluzione quando tutti sono andati in ferie" avverte il segretario generale della Cisl, Raffele Bonanni. Tirano il freno invece Anpac, Anpav e Avia che si dicono fiduciosi nella "coerenza e determinazione" del premier. Al contrario il sindacato di base Cub passa all'attacco e proclama uno sciopero per il 17 settembre, da anticipare nel periodo di franchigia, durante il quale le astensioni sono vietate, nel caso gli eventi precipitino. Intanto martedì il governo dovrebbe riferire in Parlamento sulla vicenda. Il giorno prima, presso la Regione Lazio, si terrà il tavolo interistituzionale per approfondire le ricadute occupazionali del piano, cui parteciperà la Provincia e anche il Comune. C'è da registrare infine la posizione del Garante Antitrust, Antonio Catricalà, che, a proposito della fusione Alitalia-AirOne assicura procedure veloci: "Trenta giorni se non ci sono problemi, altri 45 se viene aperta una istruttoria". Presidente Aristide Police Manager A destra Carlo Toto, patron di AirOne. Il suo ruolo nella nuova Alitalia è in via di definizione in questi giorni Antonella Baccaro.

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Crisi Alitalia, allarme per gli esuberi Marrazzo apre il tavolo, Alemanno accetta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-08-01 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Lunedì incontro con i sindacati Crisi Alitalia, allarme per gli esuberi Marrazzo apre il tavolo, Alemanno accetta Regione, Provincia e Comune insieme ai sindacati per difendere il posto di lavoro dei dipendenti Alitalia. è stata convocato per lunedì dal presidente Piero Marrazzo il tavolo interistituzionale, a cui partecipano gli enti locali e i sindacati. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sarà presente all'incontro: "Stiamo lavorando ad un progetto per intervenire nella tutela degli interessi del nostro territorio, così come abbiamo fatto quando abbiamo impedito la svendita di Alitalia ad Airfrance. Siamo convinti che la cordata italiana sia assolutamente garante degli interessi dei lavoratori rispetto a qualsiasi gruppo estero". Per il tavolo tra istituzioni e sindacati si è subito espresso positivamente Michele Meta, capogruppo Pd alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati: "La pronta risposta del presidente Marrazzo è una notizia che ci solleva e ci fa sperare sulla costituzione di un fronte locale bipartisan". Per il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, "Marrazzo convocando il tavolo e annunciando una forte mobilitazione nel nostro territorio ha fatto la cosa giusta. E la provincia sarà in prima fila nella difesa dei posti di lavoro Alitalia". E in attesa dell'incontro di lunedì ieri la conferenza dei capigruppo in Campidoglio ha chiesto un consiglio straordinario sulla vicenda Alitalia. "Sarebbe opportuno tenerlo proprio all'aeroporto di Fiumicino", ha proposto il vicepresidente del Consiglio, Mirko Coratti.

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Alitalia, governo pronto a riferire. Gli esuberi potrebbero arrivare a 7mila (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Ai 5mila tagli della compagnia di bandiera con molta probabilità se ne aggiungeranno 2mila di Airone. Critiche da parte dall'opposizione. Pd: "Si scarica la voragine sui contribuenti". Casini: "Alitalia si sta rivelando quella che è, una bufala" Il governo è pronto a fornire al Parlamento tutti "i chiarimenti richiesti sulla vicenda Alitalia". Lo ha detto il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito, secondo cui il governo dichiara la propria disponibilità a fare una trattazione congiunta presso le commissioni parlamentari di Camera e Senato Bilancio e Trasporti. Non si placano le polemiche dopo che sono uscite le prime indiscrezioni sul piano di rilancio della compagnia di bandiera che dovrebbe prevedere cinquemila esuberi. "In quell'unica e contestuale sede il governo, - fa sapere ancora Vito tramite i propri rappresentanti del ministero economia, fornirà tutti i chiarimenti richiesti dal Parlamento". Sulla vicenda Alitalia, c'è già stata un'audizione del ministro Tremonti ? spiega ancora Vito ? c'è stato un dibattito nelle sedi parlamentari collegato alla trattazione ai provvedimenti relativi al salvataggio della compagnia. Qualche informazione in più sul piano Alitalia la concede Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che durante la trasmissione Uno mattina annuncia: "Tutti i nomi saranno resi noti a settembre". Rispondendo alle critiche avanzate da Veltroni, Bonaiuti aggiunge: "Vorrei ricordare una cosa che Veltroni si dimentica e cioé che quando venne presentato il piano per l'ingresso di Air France con le borse ancora aperte, il titolo perse il 19,5%. Quella soluzione quindi non veniva considerata un buon affare". Il sottosegretario alla Presidenza, inoltre, smentisce che ci sarà un Cdm a fine mese: "Appena è uscita la notizia ieri l'abbiamo smentita". Il nuovo piano proposto dall'advisor, che poi non è stato ancora presentato in via ufficiale, proprio non piace all'opposizione. Il ministro ombra dello Sviluppo, Pierluigi Bersani, se la prende direttamente con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che definì un massacro i 2 mila esuberi del trattato con Air France: "Non so come possa presentare un piano che ne prevede tra i 5 e i 7 mila. Stiamo pagando il prezzo di un cinismo elettorale micidiale e senza precedenti". Torna sull'ipotesi, smentita, del commissariamento, Walter Veltroni, leader Pd. "Ieri palazzo Chigi ha smentito che ci sarà il commissariamento nel mese di agosto. Sarebbe gravissimo se dovessimo scoprire che poi, invece, lo faranno. Credo che non sarà così, ma se dovesse verificarsi sarebbe un danno molto serio e grave". Tutta la vicenda, prosegue il leader del Pd, dimostra "che il governo non ha una strategia" ed ha creato "un clima confuso e nebbioso". Critiche all'operato del governo anche dal leader dell'Udc, Pierferdinando Casini: "Alitalia si sta rivelando per quello che è, una bufala. Trattiamo le cose con il loro nome, non con nomi diversi perchè un conto è dire che c'è una cordata che rileva Alitalia, un conto è prendere le voragini nere di Alitalia, scaricarle sul pubblico, sulla collettività e tenere, sostanzialmente, una piccola enclave positiva che si dà a dei privati che poi magari hanno anche interessi di altro tipo con il pubblico (01-08-2008).

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Elogio dell'annuncio (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 182 del 2008-08-01 pagina 1 Elogio dell'annuncio di Peppino Caldarola L'unica manifestazione di immigrati è stata contro il comune di Napoli tre-quattro giorni fa. Nel giro di poche settimane i fannulloni che si dichiaravano malati sono diminuiti dell'11%. L'Alitalia è, per così dire, ancora sospesa ma gli aerei volano senza uno sciopero. A Chiaiano la piazza langue. Che diavolo succede? Vuoi vedere che siamo diventando un paese normale? I teorici, anche un po' criminologi, della politica virtuale ci hanno spiegato che in politica "verba volant" e la pubblica opinione è troppo disincantata per dare credito ai governi. Il mio amico Vincenzo Visco aveva una sua persuasione sul rapporto fra governo e opinione pubblica e provava regolarmente a fare la faccia feroce per indurre i renitenti a pagare le tasse, pressoché inutilmente. Al governo Berlusconi sta andando, invece, tutto bene. Brunetta domina il mondo dei boatos. Con due o tre annunci clamorosi, l'attivissimo ministro ha indotto i renitenti a pensare che lavorare stanca ma è sempre meglio che venire licenziati. Le piazze di Napoli e della Campania, che si erano riempite di gente che voleva liberarsi della monnezza ma non accettava né discariche né inceneritori, si sono svuotate appena c'è stato l'annuncio dell'arrivo dell'esercito e la minaccia di pene severe. La politica anti-immigrazione che tanti malumori ha suscitato, anche in me, si è risolta senza proteste verso norme più severe e dissuasive. Persino il censimento dei nomadi, con le impronte digitali ai bambini, si è tradotto nella proposta delle senatrici del Pd di estendere identificazione e carta di identità a tutti i bambini di questo paese. Un trionfo per Maroni. Invece di assistere a sfracelli, ci accorgiamo che qualcosa funziona. La verità è che talvolta "verba manent". Ma talvolta, quando? Le tecniche della comunicazione si rivelano produttive quando incontrano una predisposizione favorevole della pubblica opinione. L'effetto d'annuncio storicamente serve a dissuadere, a lanciare una minaccia credibile, a promettere la soluzione di problemi atavici. Assai di rado funzionano quando è la politica che adopera l'annuncio come forma di governo. A meno che non si verifichino alcune condizioni. La prima è che la politica sembri credibile. Annuncio, quindi farò. Come scrivevo prima da "verba volant" a "verba manent". Ma questo passaggio non basta da solo se non si realizzano altre due condizioni, più una quarta che dirò alla fine. La seconda condizione è che chi promette appaia autorevole e credibile. L'ha detto... E questi puntini di sospensione sono riempiti da un nome, da una sigla, da un mezzo di comunicazione. In questo caso abbiamo ministri e premier che appaiono credibili. La terza condizione è che la pubblica opinione abbia voglia di essere governata. È il caso italiano, almeno sulla base di quello che vediamo ora. L'Italia ha da decenni voglia di essere governata. Una vittoria elettorale senza discussione, una maggioranza salda e un premier ottimista facilitano l'incontro fra l'annuncio e la voglia di credere in esso. Infine, la quarta circostanza è l'assenza di alternative. Le condizioni in cui si svolge l'azione dell'opposizione, balbettante quella democratica, demagogica quella dipietrista, rendono più credibile l'effetto d'annuncio in quanto unica proposta possibile. Abbiamo citato fatti oggettivi che prescindono dall'appartenenza politica di chi deve esaminarli e compiacersene o rammaricarsene. Sta di fatto che i governi di centrosinistra hanno fatto uso a mani basse di effetti d'annuncio senza trovare riscontri nella pubblica opinione. Il governo Berlusconi, dalla monnezza all'Alitalia, ai fannulloni viene preso sul serio. Qui c'è un cambiamento della pubblica opinione che vale come cambiamento di sistema, ossia può diventare una virtù che domani potrà essere ereditata da chiunque governi. Da "chiunque" governi, ma non da "comunque" governi. Quella che emerge è una generale domanda di decisione, di stabilità, di fermezza, di solidità della politica. Chi ha votato per il governo è contento, chi ha votato contro non sente crescere in sé la ribellione. Questo si chiama politica della credibilità. E l'esperimento che stiamo osservando fa certamente bene al governo Berlusconi, ma fa bene anche all'opposizione se trova parole chiare, messaggi precisi e linguaggi non élitari e chiusi nelle vecchie liturgie. È il caso di dire che l'ambasciator non porta pena, ma se la porta, la gente ci crede e si adegua. Peppino Caldarola © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L' effetto contagio dell'emendamento (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

ARTICOLO 21 L'"effetto contagio" dell'emendamento Per Maurizio Sacconi, ministro del Welfare, il nuovo emendamento del governo sui lavoratori precari approvato mercoledì in commissione Bilancio del Senato, circoscrivendo la norma (che preclude la stabilizzazione a fronte di un indennizzo) ai soli contenziosi in corso, dovrebbe riguardare solo i lavoratori delle Poste. Tuttavia "questo nella norma non c'è scritto da nessuna parte". A rilevarlo è Giuseppe Giulietti, portavoce dell'associazione per la libertà di informazione Articolo 21. "Si tratta di un provvedimento dovuto alla pressione di alcune lobby, fra cui le Poste, ma anche alcune aziende del Nord" spiega Giulietti, ammonendo sull'"effetto contagio" per cui di fatto esso si estenderà a tutti i settori, dal sistema delle telecomunicazioni, con Rai e Mediaset in testa, all'editoria, ai call-center, ad Alitalia. Tutto all'insegna della deregolamentazione. "Si tratta - continua il portavoce di articolo 21 - della classica manovra ad aziendam, che però sostanzialmente modifica le ripartizioni preservando i vertici a scapito di tutte le categorie considerate meno protette". Il giudizio di Giulietti è netto: "Si tratta di una norma palesemente incostituzionale e che diffonde scientificamente il senso dell'ineguaglianza, cosa che ha un dirompente valore simbolico". Martedì Articolo 21 aveva fatto un appello al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per spiegare "il contrasto dell'emendamento sul precariato con le norme dell'Unione Europea e con la Costituzione".

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ULTIM'ORA (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 01-08-2008)

Argomenti: Alitalia

(DANIELE LUTTAZZI) Alitalia, cordata col cappio. Scajola chiede scusa a quei rompicoglioni di operai. Su una luna di Saturno scoperto un lago di idrocarburi, Bush: "Saturno ha armi di distruzione di massa". Londra, Times: "Italiani i più maleducati del pianeta". Ci sottovalutano.

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SALVATAGGIO POSSIBILE E NON SOLO PER AMOR DI PATRIA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-08-2008)

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"Salvataggio possibile e non solo per amor di patria" BIANCA D'ANTONIO Associare il suo nome a questa o quell'azienda in difficoltà, specialmente nel Mezzogiorno, non fa quasi più notizia. E lui, Gianluigi Aponte, l'armatore di origini sorrentine re incontrastato dello shipping (trasporto merci e passeggeri via mare) non ci fa più molto caso. Ma stavolta è diverso perché di Aponte si parla come uno degli imprenditori italiani che hanno detto sì alla cordata per salvare Alitalia dal fallimento. "Un richiamo patriottico, chiamiamolo così" dice, quasi schernendosi, da Ginevra dove ha sede il quartier generale del gruppo, leader internazionale nel settore, dai contenitori alle crociere, dai mezzi veloci ai terminal. Si sente una sorta di salvatore della patria? "Diciamo che quando c'è bisogno di me non dimentico mai le mie origini. E poi se posso contribuire a salvare dei posti di lavoro sono ben felice di farlo". Puro spirito di italianità oppure lei, da imprenditore, crede nel futuro di Alitalia? "Fermo restando il mio amor di patria, io nel futuro di Alitalia ci credo. Perché credo nella professionalità, nella tecnologia, nell'esperienza. Ed Alitalia tutte queste cose le ha per cui sarebbe un delitto darle via, regalarle ad altri. Devono rimanere in Italia così come sono convinto che Alitalia debba rimanere una società nazionale". Secondo il progetto dell'advisor Intesa Sanpaolo, la newco, la società priva di debiti, nascerebbe con un capitale di un miliardo di euro, di cui 700 milioni provenienti dai soci privati. Lei in che misura vi partecipa? Si è parlato di 50milioni di euro". "La cifra non è ancora definita. Dipende da tante cose e comunque questo al momento è l'ultimo pensiero. Sarà l'advisor a stabilire le quote". Dal mare all'aria: i suoi interessi si stanno focalizzando anche sul settore aereo. Tra i suoi obiettivi c'è anche l'acquisizione di una parte delle quote dell'aeroporto di Genova, quel 60% attualmente detenuto dall'Autorità Portuale. Come mai? "L'aeroporto di Genova fa parte di una strategia legata alle crociere. Oggi Genova è mal collegata, ha poche linee aeree internazionali. Io punto ad una massiccia intensificazione dei collegamenti sul capoluogo ligure così da poter portare sempre più crocieristi europei ad imbarcare sulle banchine genovesi. E un aeroporto più efficiente con un direttore generale di alta professionalità e con un numero maggiore di collegamenti facilita indubbiamente la possibilità di raggiungere questo obiettivo". Intende allora portare sempre più navi con un numero maggiore di approdi sotto la Lanterna? "Sì, il mio obiettivo è questo ma non creiamo equivoci e malintesi: le navi di Msc Crociere continueranno ad essere sempre più numerose anche a Napoli".

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Anche in Italia chi è di centrodestra è più felice? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)

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Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena. In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il mondo 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado, degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 50 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche) perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 42 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell'ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si interessa di politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle società occidentali? Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto questa analisi. Tra l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di colore alcun vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per lui, negli Usa McCain - dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara non è ancora decisa. Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa Commenti ( 47 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di Mameli Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di ricoprire posti di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole "schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe, queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161 anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 99 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Jul 08 Napoli senza rifiuti. Bene ma. qualcuno pagherà? Di ritorno dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole 24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa (anche) da qui. Scritto in Italia Commenti ( 40 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jun 08 Nomadi, ha ragione Maroni (e con lui Cacciari) Dunque, secondo alcuni media Maroni vuole schedare i bambini rom, prendendo loro le impronte digitali; dunque il ministro, leghista, avrebbe sotto sotto intenzioni razziste. In realtà il ministro degli Interni ha elaborato un piano tutt'altro che impulsivo e men che meno razzista . Infatti: 1) Non è una schedatura, ma un censimento più che mai necessario perché non si sa quanti nomadi ci siano oggi in Italia da dove vengano e quanti figli abbiano. Maroni dice: "Voglio porre fine allo sconcio di vedere tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico modo è con il censimento. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la composizione delle famiglie. Soltanto in questo modo posso dar loro un documento e fissare regole per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i requisiti". 2) La Ue ha approvato una norma che prevede l'obbligo di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni prima del rilascio del permesso di soggiorno. Siccome non si sa con certezza se i nomadi in Italia siano o no extracomunitari la misura è plausibile. Tra l'altro oggi arrivando in un aeroporto americano prendono a ogni straniero le impronte digitali e quelle dell'iride; la pratica, insomma, è diffusa. 3) Il censimento è necessario perché i bambini sfruttati per compiere reati vengono spostati da una città all'altra proprio per sfuggire ai controlli. Con le impronte invece si riuscirà sempre a sapere chi sono, combattendo efficacemente gli sfruttattori e tentando di garantire a questi fanciulli un'educazione adeguata. Maroni mi ha sempre dato l'impressione di una persona perbene e ragionevole. In questo caso mi sembra che intenda porre fine a una grande ingiustizia umana e legale. Non è un caso che anche una personalità di spicco della sinistra, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, abbia elogiato le dichiarazioni di Maroni affermando che: "A chi ha diritto di stare in Italia, specialmente se cittadino italiano, deve essere garantito di vivere in condizioni decorose e decenti, e non in campi che sono una vergogna, alla quale bisogna porre fine". Razzista anche Cacciari? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 224 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.56 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jun 08 Galimberti, filosofo copia e incolla, continua a pontificare. Umberto Galimberti è considerato negli ambienti colti della sinistra un guru, uno di quei filosofi profondi, seri e pensosi che dall'alto della propria cultura sanno analizzare con amara precisione il disagio esistenziale della nostra società. Confesso che fino a qualche tempo fa mi capitava di apprezzare qualche suo articolo, ma ora non riesco proprio a prenderlo sul serio. Non che Galimberti sia improvvisamente rimbecillito. Al contrario, è troppo intelligente; anzi troppo italianamente furbo. Il Giornale ha infatti scoperto che l'Umberto ha l'abitudine di copiare testi altrui, senza virgolettarli, senza citare la fonte. Nei giorni scorsi Roberto Farneti e Matteo Sacchi hanno scoperto ben quattro casi di plagio. Dico quattro casi. Stamane nuovo scoop, a firma di Sacchi: il filosofo ottenne la cattedra di filosofia a Venezia presentando, tra gli altri, due testi clonati. La vicenda ispira diverse considerazioni: 1) Con quale credibilità un professore che copia intere pagine può continuare a insegnare? Oggi il rettore dell'Università Ca Foscari di Venezia afferma che non spetta a lui prendere provvedimenti e che bisognerebbe creare un giurì per valutare l'accaduto. Come dire: meglio soprassedere; il che la dice lunga sugli standard etici di certi ambienti accademici italiani (non di tutti, per fortuna). 2) Diversi giornali, tra cui Corriere della Sera, Foglio, Avvenire, hanno ripreso le denunce del Giornale, sollecitando un chiarimento pubblico di Galimberti, che invece continua a tacere. O meglio: si è scusato controvoglia in un'intervista con il Giornale solo dopo il primo scoop, ma dopo si è chiuso nel silenzio. 3) La Repubblica non ha scritto una riga sulla vicenda. Di fatto i lettori del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari non sono al corrente delle gravi e documentate accuse rivolte contro il filosofo, il cui ultimo libro continua infatti a vendere moltissimo. Non solo: la Repubblica continua a pubblicare i suoi editoriali in prima pagina, densi di giudizi morali sulla nostra società così corrotta e insincera. Insomma, anziché distanziarsi da un personaggio perlomeno imbarazzante, ne alimenta il mito. Un po' di decoro, a cominciare proprio da Galimberti, no? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 79 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.11 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Jun 08 L'immigrazione? E' come un domino.. Sul Giornale di oggi si racconta che i romeni che vivono in Italia non vogliono tornare in patria anche quando hanno la garanzia di un posto di lavoro. Preferiscono vivere di espedienti nel nostro Paese anziché in regola ma con uno stipendio basso nel proprio Paese. Ma l'economia rumena è in pieno boom con una forte richiesta della manodopera, soprattutto nelle fabbriche. Domanda: chi lavora nelle fabbriche? Come spiega Matthias Pfaender in un altro articolo, i posti vacanti sono coperti da moldavi, ucraini turchi, persino pakistani, indiani, srilankesi e gli immancabili cinesi. Qualche tempo da un demografo francese spiegava su una rivista come ormai l'immigrazione in Europa sia come un domino. Polacchi e slovacchi, ad esempio, tendono ad emigrare in Gran Bretagna e in altri Paesi ricchi del nord Europa, i loro posti vengono occupati da immigrati provenienti da altri Paesi della Ue ed extra Ue, i quali a loro volta aprono dei buchi nei Paesi d'origine. In Ungheria c'è una forte penuria di medici, in Romania di operai, in Polonia di idraulici. Mi chiedo: tutto questo ha senso? la conseguenza mi sembra evidente: le società diventano rapidamente multietniche e sempre più simili nella loro struttura sociale. I costi sono enormi, i benefici dubbi, ma a qualcuno evidentemente conviene. Scritto in europa, globalizzazione, Italia, immigrazione Commenti ( 21 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (24) europa (3) francia (16) germania (2) giornalismo (37) gli usa e il mondo (25) globalizzazione (8) immigrazione (24) islam (12) Italia (101) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (9) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (14) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails L'immigrazione? E' come un domino.... - 2 Emails Ultime discussioni Valentina: No caro Foà, aimè, ainoi e soprattutto aitè..in Italia non è felice nessuno. Nè il più incallito... Damy: Marcello, vero ke oggi non si può vivere con 1200 euro al mese, ma anke vero ke ki ha lo stipendio fisso si... Franco Parpaiola: Salve Antonio personalmente non ti ho mai offeso,io me la prendevo con il milite che mentre... Marcello (Omonimo): bruno sono d'accordissimo con te, il problema è come vengono visti i poliziotti!!! Genova... Marcello (Omonimo): ripeto e ribadisco il mio punto! 1) non sono cattocomunista 2) antonio il tuo discorso è il mio,... 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Volo papale, 20 ore con i telefoni muti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari amici, mi trovo in vacanza in una zona della Spagna dove c'è una copertura scarsissima di rete e non riesco a collegarmi (ora lo sto facendo stando seduto sui gradini della splendida cattedrale gotica di Girona, che ho appena visitato): per questo non mi è possibile intervenire o sbloccare i commenti in moderazione. Chiedo scusa a tutti e vi do appuntamento al 12 agosto, quando sarò di ritorno! Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Quel "vivo desiderio" di felicità Cari amici, da domani sono in vacanza. Vi auguro di trascorrere una buona estate con queste parole scritte da Giovanni Battista Montini a diciassette anni: Una volta camminando di sera guardavo le stelle del firmamento e procuravo che la mia mente fosse compresa dell'immensità del creato; capivo che tutti gli astri non erano che pulviscoli giranti rispetto all'immensità dell spazio, pure il pensiero d'essere confinato in questo mondo, per l'uomo così vasto, ma, in relazione cogli astri e collo spazio, vero atomo al microscopio, e il vedere al di sopra di me migliaia di mondi ignoti, rappresentanti per me bellezze e attrattive fantastiche e grandemente superiori a tutto ciò ch'è nel mondo, provavo un vivo desiderio d'una felicità non legata al misero fango della terra. E a me stesso davo la risposta: "Sei destinato ad essere assunto principe nel regno che governa il cielo". Scritto in Varie Commenti ( 368 ) " (4 votes, average: 4.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Jul 08 Sono tornato. Nuove regole per il blog Cari amici, ieri sera alle 23 il Jumbo della Qantas con il Papa, il seguito e noi giornalisti è atterrano all'aeroporto di Ciampino: siamo stati chiusi in aereo per 22 ore (anche durante lo scalo tecnico a Darwin non ci è stato permesso di scendere). Poco dopo la partenza, Benedetto XVI è venuto a salutarci e a ringraziarci per il lavoro che abbiamo svolto. Volevo dire innanzitutto a quanti che mi invitavano a moderare certi scontri delle ultime ore, che ovviamente sono stato impossibilitato a fare alcunché durante un intero giorno di volo. Ho letto tutti i commenti, e ci sono rimasto piuttosto male per la piega che hanno preso, le espressioni usate, etc. Vi comunico quindi che d'ora in avanti non intendo più lasciare spazio agli "off topic": il blog "Sacri Palazzi" non è una pubblica arena dove mettere in piazza scontri o risolvere beghe private o partire per la tangente montando polemiche. Vi chiedo dunque di intervenire rimanendo sull'argomento proposto e di cercare il più possibile di non svicolare. Vi chiedo inoltre di usare SEMPRE espressioni rispettose nei confronti di tutti. E' possibile dissentire nella maniera più radicale senza offendere colui o colei dalla quale si prendono le distanze. Fino ad oggi sono stato troppo tollerante. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (15 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Jul 08 La veglia di Randwick, la messa finale Cari amici, ieri sera (in Italia era sabato pomeriggio), con Luigi Accattoli sono andato alla veglia, all'ippodromo di Randwick. Abbiamo girato tra i ragazzi accampati che attendevano Benedetto XVI. Mi hanno colpito le file di giovani davanti ai sacerdoti per le confessioni, e la presenza di famiglie con bambini. Hanno dormito nei sacchi a pelo, sotto le tende o ripari di fortuna. Ora - da voi sono le tre di notte - il Papa sta celebrando la messa conclusiva della Gmg. Nell'omelia ha detto: "Rafforzata dallo Spirito e attingendo a una ricca visione di fede, una nuova generazione di cristiani è chiamata a contribuire all'edificazione di un mondo in cui la vita sia accolta, rispettata e curata amorevolmente, non respinta o temuta come una minaccia e perciò distrutta". Scritto in Varie Commenti ( 248 ) " (13 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Jul 08 L'accoglienza di Sydney e il tassista musulmano Sul Giornale di oggi troverete due cronache dedicate agli eventi di ieri, in particolare la festa di accoglienza dei giovani al Papa e l'importante discorso che Benedetto ha rivolto loro; e un approfondimento sul tema degli aborigeni australiani, pure citati nei discorsi papali. Vi volevo raccontare un piccolo episodio accaduto sempre ieri: due volontari italiani della Gmg hanno preso un taxi nel centro di Sydney chiedendo di essere accompagnati al centro stampa, nella baia di Darling Harbour. Il tassista era un fedele musulmano. Quando è arrivato il momento di pagare, si sono sentiti rispondere: "Non mi dovete nulla, siete miei ospiti". E' un piccolo segno che bene descrive l'ottima accoglienza degli australiani nei confronti dei giovani che hanno invaso Sydney. Durante tutto il percorso che ha riportato ieri sera il Papa nella sua residenza a fianco della cattedrale, c'era una grande folla che si accalcava lungo le transenne. Cari amici, mi dispiace che per tutto ieri e tutt'oggi non sia consultabile sul nostro sito Internet il pezzo principale di cronaca che ho scritto sulla festa di accoglienza con le parole del Papa. Copio il testo come commento di questo post, che se a quest'ora avrete letto i testi di Benedetto XVI e molti altri servizi. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (15 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Jul 08 Il Papa tra koala e serpenti Cari amici, tra qualche ora il Papa termina le due giornate di riposo a Richmond e arriva a Sydney: visiterà la cattedrale, quindi da domani si entra nel vivo della Gmg con la festa di accoglienza. Stamattina gli addetti dello zoo di Sidney hanno portato nella residenza papale un po' di fauna tipica australiana: un cucciolo di canguro, dei koala, una specie di istrice e anche un serpente. Benedetto XVI appariva molto divertito. Immagino che vedrete queste scene sui prossimi tg. Sul Giornale di oggi trovate il mio resoconto della conferenza stampa che ieri ha fatto Bagnasco. Questa mattina sono iniziate le varie catechesi per i gruppi nazionali e nel pomeriggio (qui la giornata è ormai alla fine.) si è svolta la festa degli italiani, preceduta da una breve liturgia della parola, presieduta da Bagnasco. Quella dei telefoni sembra una maledizione: è andato in tilt il sistema dell'operatore gsm a cui si "agganciano" i telefonini Tim, e per ore non siamo riusciti a comunicare neanche tra noi. Poi abbiamo scoperto che bastava selezionare un altro operatore. Scritto in Varie Commenti ( 98 ) " (18 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jul 08 Da Sydney un abbraccio a Gianluca Apprendo dal giornale online Petrus che il suo direttore Gianluca Barile, è stato colpito da un ictus. Gli sono vicino, anche se mi trovo dall'altra parte del globo. Oggi il Papa si è riposato e noi abbiamo visitato i luoghi della Gmg. Nella cattedrale di Sydney, come sapete, c'è un pellegrino speciale che non si muoveva da Torino dal 1925, anno della sua morte prematura: è il beato Pier Giorgio Frassati, uno dei patroni della Giornata mondiale della Gioventù, davanti alla cui bara i giovani si fermano a pregare. La sua vita è un esempio di come seguendo Cristo si può trasformare il mondo iniziando da se stessi. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jul 08 "Se vuoi rimanere giovane, cerca Cristo" Siamo arrivati a Sydney, dopo il lunghissimo viaggio e la sosta per il carburante a Darwin. L'aereo papale, essendo in anticipo di mezz'ora, ha girato un po' intorno per permettere alle autorità di essere presenti ad accogliere Benedetto XVI. Noi giornalisti, con un viaggio di circa un'ora di pulmann, abbiamo raggiunto il Novotel di Sidney on Darling Harbour; il seguito papale (cardinali, monsignori, etc) invece si è fermata al Sofitel, in una zona poco distante. Papa Ratzinger e il suo seguito più ristretto, invece, hanno ragiunto Richmond, un sobborgo semirurale dove si trova il centro dell'Opsu Dei che ospiterà Benedetto XVI nei tre giorni di riposo (fino a mercoledì sera) che precederanno le cerimonie della Gmg. Il Papa si è fatto precedere di qualche ora in Australia da un messaggio. Ve ne riporto un passo. "Molti giovani oggi mancano di speranza. Rimangono perplessi di fronte alle domande che si presentano loro in modo sempre più incalzante in un mondo che li confonde, e sono spesso incerti verso dove rivolgersi per trovare risposte. Vedono la povertà e l'ingiustizia e desiderano trovare soluzioni. Sono sfidati dagli argomenti di coloro che negano l'esistenza di Dio e si domandano come rispondervi. Vedono i grandi danni recati all'ambiente naturale dall'avidità umana e lottano per trovare modi per vivere in maggiore armonia con la natura e con gli altri. Dove possiamo cercare risposte? Lo Spirito ci orienta verso la via che conduce alla vita, all'amore e alla verità. Lo Spirito ci orienta verso Gesù Cristo. Vi è un detto attribuito a Sant'Agostino: "Se vuoi rimanere giovane, cerca Cristo". In lui troviamo le risposte che cerchiamo, troviamo le mete per le quali vale veramente la pena di vivere, troviamo la forza per continuare il cammino con cui far nascere un mondo migliore". Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (19 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jul 08 Papa Ratzinger prega per gli anglicani Benedetto XVI è "vicino" ai vescovi anglicani con la preghiera e si augura che possono essere evitate "nuove fratture" e scismi, dopo la contestata decisione della Chiesa d'Inghilterra, baluardo della tradizione anglicana, di ammettere le donne all'episcopato. Sul lungo volo che lo conduce a Sydney, dove arriverà stamattina per la 23 Giornata mondiale della Gioventù, Papa Ratzinger incontra i 43 giornalisti che lo accompagnano. Per la prima volta il Pontefice, rispondendo a una domanda, interviene sul dibattito in corso nella Chiesa anglicana: nei giorni scorsi il sinodo di York ha dato il via libera all'ordinazione delle donne vescovo e la comunione anglicana che si riunisce il 16 luglio nella Lambeth Conference è attraversata da minacce di scismi da parte delle comunità più tradizionali che non accettano la decisione. Tre vescovi anglicani hanno avuto contatti con i responsabili della Congregazione per la dottrina della fede, chiedendo di essere ammessi nella Chiesa cattolica. La risposta vaticana è stata attendista, dato che i problemi da affrontare sono molteplici, e ai prelati che chiedono di entrare nella comunione con Roma verrà a loro volta chiesto di accettare integralmente la dottrina cattolica."Il mio essenziale contributo ha detto il Papa parlando della prossima riunione generale della Chiesa anglicana può essere solo la preghiera, e la mia preghiera sarà molto vicina ai vescovi anglicani che si riuniscono. Noi non possiamo e non dobbiamo ha aggiunto intervenire immediatamente nelle loro discussioni, rispettiamo la loro responsabilità". Benedetto XVI ha quindi spiegato: "Il desiderio è che possano evitare nuove fratture e si trovi la soluzione nella responsabilità davanti al nostro tempo e al Vangelo. Le due cose devono andare assieme. Il cristianesimo contemporaneo deve rendere presente tutto il messaggio di Cristo e dare il proprio contributo essendo fedele a questo messaggio. Speriamo ha detto ancora il Papa che trovino insieme la strada per rendere presente il vangelo nel nostro tempo, questo è il mio augurio per la comunione anglicana". Scritto in Varie Commenti ( 136 ) " (12 votes, average: 2.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jul 08 Volo papale, 20 ore con i telefoni muti Sono le due di notte ora italiana e siamo appena atterrati a Darwin, in Australia, per uno scalo tecnico di un'ora e mezza. Qui è pieno giorno. Vi scrivo due righe per informarvi sul perché su Giornale e negli altri quotidiani di oggi non troverete pezzi firmati dagli inviati sul Volo Papale. I telefoni di bordo del Boeing 777 dell'Alitalia, infatti, dopo aver funzionato per le prime due ore, sono andati completamente in tilt! Così, la conferenza stampa del Papa, che ci ha parlato alle 11, è stata trasmessa a spizzichi e bocconi da qualche agenzia, mentre noi giornalisti dei quotidiani e delle Tv, che abbiamo tentato di trasmettere i nostri articoli poco dopo, abbiamo passato l'intero giorno attaccati a telefoni che non funzionavano, dicendoci che la linea satellitare era assente. Ora chiudo, augurandovi buona notte. In giornata vi racconterò delle parole di Benedetto XVI. Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (9 votes, average: 2.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (227) Ultime discussioni Remo Di Medio: @ Savigni scrive: ".un atteggiamento più cordiale ed evangelico (che non vuol dire per... Remo Di Medio: Raffaele Savigni Scrive ".mons. Marcinkus (che non voglio mandare all'inferno: ma un... Parrocchiano: Sono proprio convinto che se Torniellino postasse un thread sulle parole e l'azione di Gesù... vincent!: mi domando: quale attinenza hanno la stragrande maggioranza degli ultimi post con la frase del 17enne... bo,mario: Savigni penso che sia contenta anche Marina della piega della discussione. Almeno si parla di fatti e non... 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La veglia di Randwick, la messa finale (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari amici, mi trovo in vacanza in una zona della Spagna dove c'è una copertura scarsissima di rete e non riesco a collegarmi (ora lo sto facendo stando seduto sui gradini della splendida cattedrale gotica di Girona, che ho appena visitato): per questo non mi è possibile intervenire o sbloccare i commenti in moderazione. Chiedo scusa a tutti e vi do appuntamento al 12 agosto, quando sarò di ritorno! Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Quel "vivo desiderio" di felicità Cari amici, da domani sono in vacanza. Vi auguro di trascorrere una buona estate con queste parole scritte da Giovanni Battista Montini a diciassette anni: Una volta camminando di sera guardavo le stelle del firmamento e procuravo che la mia mente fosse compresa dell'immensità del creato; capivo che tutti gli astri non erano che pulviscoli giranti rispetto all'immensità dell spazio, pure il pensiero d'essere confinato in questo mondo, per l'uomo così vasto, ma, in relazione cogli astri e collo spazio, vero atomo al microscopio, e il vedere al di sopra di me migliaia di mondi ignoti, rappresentanti per me bellezze e attrattive fantastiche e grandemente superiori a tutto ciò ch'è nel mondo, provavo un vivo desiderio d'una felicità non legata al misero fango della terra. E a me stesso davo la risposta: "Sei destinato ad essere assunto principe nel regno che governa il cielo". Scritto in Varie Commenti ( 368 ) " (4 votes, average: 4.75 out of 5) Loading ... 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Ho letto tutti i commenti, e ci sono rimasto piuttosto male per la piega che hanno preso, le espressioni usate, etc. Vi comunico quindi che d'ora in avanti non intendo più lasciare spazio agli "off topic": il blog "Sacri Palazzi" non è una pubblica arena dove mettere in piazza scontri o risolvere beghe private o partire per la tangente montando polemiche. Vi chiedo dunque di intervenire rimanendo sull'argomento proposto e di cercare il più possibile di non svicolare. Vi chiedo inoltre di usare SEMPRE espressioni rispettose nei confronti di tutti. E' possibile dissentire nella maniera più radicale senza offendere colui o colei dalla quale si prendono le distanze. Fino ad oggi sono stato troppo tollerante. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (15 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... 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E' un piccolo segno che bene descrive l'ottima accoglienza degli australiani nei confronti dei giovani che hanno invaso Sydney. Durante tutto il percorso che ha riportato ieri sera il Papa nella sua residenza a fianco della cattedrale, c'era una grande folla che si accalcava lungo le transenne. Cari amici, mi dispiace che per tutto ieri e tutt'oggi non sia consultabile sul nostro sito Internet il pezzo principale di cronaca che ho scritto sulla festa di accoglienza con le parole del Papa. Copio il testo come commento di questo post, che se a quest'ora avrete letto i testi di Benedetto XVI e molti altri servizi. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (15 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... 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Quella dei telefoni sembra una maledizione: è andato in tilt il sistema dell'operatore gsm a cui si "agganciano" i telefonini Tim, e per ore non siamo riusciti a comunicare neanche tra noi. Poi abbiamo scoperto che bastava selezionare un altro operatore. Scritto in Varie Commenti ( 98 ) " (18 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jul 08 Da Sydney un abbraccio a Gianluca Apprendo dal giornale online Petrus che il suo direttore Gianluca Barile, è stato colpito da un ictus. Gli sono vicino, anche se mi trovo dall'altra parte del globo. Oggi il Papa si è riposato e noi abbiamo visitato i luoghi della Gmg. Nella cattedrale di Sydney, come sapete, c'è un pellegrino speciale che non si muoveva da Torino dal 1925, anno della sua morte prematura: è il beato Pier Giorgio Frassati, uno dei patroni della Giornata mondiale della Gioventù, davanti alla cui bara i giovani si fermano a pregare. La sua vita è un esempio di come seguendo Cristo si può trasformare il mondo iniziando da se stessi. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jul 08 "Se vuoi rimanere giovane, cerca Cristo" Siamo arrivati a Sydney, dopo il lunghissimo viaggio e la sosta per il carburante a Darwin. L'aereo papale, essendo in anticipo di mezz'ora, ha girato un po' intorno per permettere alle autorità di essere presenti ad accogliere Benedetto XVI. Noi giornalisti, con un viaggio di circa un'ora di pulmann, abbiamo raggiunto il Novotel di Sidney on Darling Harbour; il seguito papale (cardinali, monsignori, etc) invece si è fermata al Sofitel, in una zona poco distante. Papa Ratzinger e il suo seguito più ristretto, invece, hanno ragiunto Richmond, un sobborgo semirurale dove si trova il centro dell'Opsu Dei che ospiterà Benedetto XVI nei tre giorni di riposo (fino a mercoledì sera) che precederanno le cerimonie della Gmg. Il Papa si è fatto precedere di qualche ora in Australia da un messaggio. Ve ne riporto un passo. "Molti giovani oggi mancano di speranza. Rimangono perplessi di fronte alle domande che si presentano loro in modo sempre più incalzante in un mondo che li confonde, e sono spesso incerti verso dove rivolgersi per trovare risposte. Vedono la povertà e l'ingiustizia e desiderano trovare soluzioni. Sono sfidati dagli argomenti di coloro che negano l'esistenza di Dio e si domandano come rispondervi. Vedono i grandi danni recati all'ambiente naturale dall'avidità umana e lottano per trovare modi per vivere in maggiore armonia con la natura e con gli altri. Dove possiamo cercare risposte? Lo Spirito ci orienta verso la via che conduce alla vita, all'amore e alla verità. Lo Spirito ci orienta verso Gesù Cristo. Vi è un detto attribuito a Sant'Agostino: "Se vuoi rimanere giovane, cerca Cristo". In lui troviamo le risposte che cerchiamo, troviamo le mete per le quali vale veramente la pena di vivere, troviamo la forza per continuare il cammino con cui far nascere un mondo migliore". Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (19 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jul 08 Papa Ratzinger prega per gli anglicani Benedetto XVI è "vicino" ai vescovi anglicani con la preghiera e si augura che possono essere evitate "nuove fratture" e scismi, dopo la contestata decisione della Chiesa d'Inghilterra, baluardo della tradizione anglicana, di ammettere le donne all'episcopato. Sul lungo volo che lo conduce a Sydney, dove arriverà stamattina per la 23 Giornata mondiale della Gioventù, Papa Ratzinger incontra i 43 giornalisti che lo accompagnano. Per la prima volta il Pontefice, rispondendo a una domanda, interviene sul dibattito in corso nella Chiesa anglicana: nei giorni scorsi il sinodo di York ha dato il via libera all'ordinazione delle donne vescovo e la comunione anglicana che si riunisce il 16 luglio nella Lambeth Conference è attraversata da minacce di scismi da parte delle comunità più tradizionali che non accettano la decisione. Tre vescovi anglicani hanno avuto contatti con i responsabili della Congregazione per la dottrina della fede, chiedendo di essere ammessi nella Chiesa cattolica. La risposta vaticana è stata attendista, dato che i problemi da affrontare sono molteplici, e ai prelati che chiedono di entrare nella comunione con Roma verrà a loro volta chiesto di accettare integralmente la dottrina cattolica."Il mio essenziale contributo ha detto il Papa parlando della prossima riunione generale della Chiesa anglicana può essere solo la preghiera, e la mia preghiera sarà molto vicina ai vescovi anglicani che si riuniscono. Noi non possiamo e non dobbiamo ha aggiunto intervenire immediatamente nelle loro discussioni, rispettiamo la loro responsabilità". Benedetto XVI ha quindi spiegato: "Il desiderio è che possano evitare nuove fratture e si trovi la soluzione nella responsabilità davanti al nostro tempo e al Vangelo. Le due cose devono andare assieme. Il cristianesimo contemporaneo deve rendere presente tutto il messaggio di Cristo e dare il proprio contributo essendo fedele a questo messaggio. Speriamo ha detto ancora il Papa che trovino insieme la strada per rendere presente il vangelo nel nostro tempo, questo è il mio augurio per la comunione anglicana". Scritto in Varie Commenti ( 136 ) " (12 votes, average: 2.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jul 08 Volo papale, 20 ore con i telefoni muti Sono le due di notte ora italiana e siamo appena atterrati a Darwin, in Australia, per uno scalo tecnico di un'ora e mezza. Qui è pieno giorno. Vi scrivo due righe per informarvi sul perché su Giornale e negli altri quotidiani di oggi non troverete pezzi firmati dagli inviati sul Volo Papale. I telefoni di bordo del Boeing 777 dell'Alitalia, infatti, dopo aver funzionato per le prime due ore, sono andati completamente in tilt! Così, la conferenza stampa del Papa, che ci ha parlato alle 11, è stata trasmessa a spizzichi e bocconi da qualche agenzia, mentre noi giornalisti dei quotidiani e delle Tv, che abbiamo tentato di trasmettere i nostri articoli poco dopo, abbiamo passato l'intero giorno attaccati a telefoni che non funzionavano, dicendoci che la linea satellitare era assente. Ora chiudo, augurandovi buona notte. In giornata vi racconterò delle parole di Benedetto XVI. Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (9 votes, average: 2.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (227) Ultime discussioni Remo Di Medio: @ Savigni scrive: ".un atteggiamento più cordiale ed evangelico (che non vuol dire per... Remo Di Medio: Raffaele Savigni Scrive ".mons. Marcinkus (che non voglio mandare all'inferno: ma un... Parrocchiano: Sono proprio convinto che se Torniellino postasse un thread sulle parole e l'azione di Gesù... vincent!: mi domando: quale attinenza hanno la stragrande maggioranza degli ultimi post con la frase del 17enne... bo,mario: Savigni penso che sia contenta anche Marina della piega della discussione. Almeno si parla di fatti e non... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Amato ai santi e il gesuita spagnolo Ladaria al Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Ultime news Eluana, anche il Senato contro i giudiciRai, il cda sposta Saccà: "Illegale, farò ricorso" A Rai Fiction Del NoceEsami a settembre, grembiule e condotta: le novità sui banchiDal Molin, tensione davanti alla prefetturaRifiuti, Berlusconi: "L'emergenza è superata"Week end da bollino nero: caldo, afa e trafficoLa Grande Mela finisce in bolletta: il ponte di Brooklyn è in venditaPatente, niente corsi di recupero? Non ti possono togliere i puntiIo, accattona a Milano col placet della polizia: "Se vai in stazione..."Sulla riviera romagnola le olimpiadi da spiaggia Blog Amici Dio: pace o dominio il blog del settimanale Vita Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. 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Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale. it/tornielli/2008/07/02/roma-e -fraternita-san-pio-x-il-dialo go-va-avanti/Read "How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts Avviso urgente ai naviganti (dalla Spagna) Quel "vivo desiderio" di felicità Sono tornato. Nuove regole per il blog La veglia di Randwick, la messa finale L'accoglienza di Sydney e il tassista musulmano Il Papa tra koala e serpenti Da Sydney un abbraccio a Gianluca "Se vuoi rimanere giovane, cerca Cristo" Papa Ratzinger prega per gli anglicani Volo papale, 20 ore con i telefoni muti Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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"Se vuoi rimanere giovane, cerca Cristo" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari amici, mi trovo in vacanza in una zona della Spagna dove c'è una copertura scarsissima di rete e non riesco a collegarmi (ora lo sto facendo stando seduto sui gradini della splendida cattedrale gotica di Girona, che ho appena visitato): per questo non mi è possibile intervenire o sbloccare i commenti in moderazione. Chiedo scusa a tutti e vi do appuntamento al 12 agosto, quando sarò di ritorno! Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Quel "vivo desiderio" di felicità Cari amici, da domani sono in vacanza. Vi auguro di trascorrere una buona estate con queste parole scritte da Giovanni Battista Montini a diciassette anni: Una volta camminando di sera guardavo le stelle del firmamento e procuravo che la mia mente fosse compresa dell'immensità del creato; capivo che tutti gli astri non erano che pulviscoli giranti rispetto all'immensità dell spazio, pure il pensiero d'essere confinato in questo mondo, per l'uomo così vasto, ma, in relazione cogli astri e collo spazio, vero atomo al microscopio, e il vedere al di sopra di me migliaia di mondi ignoti, rappresentanti per me bellezze e attrattive fantastiche e grandemente superiori a tutto ciò ch'è nel mondo, provavo un vivo desiderio d'una felicità non legata al misero fango della terra. E a me stesso davo la risposta: "Sei destinato ad essere assunto principe nel regno che governa il cielo". Scritto in Varie Commenti ( 368 ) " (4 votes, average: 4.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Jul 08 Sono tornato. Nuove regole per il blog Cari amici, ieri sera alle 23 il Jumbo della Qantas con il Papa, il seguito e noi giornalisti è atterrano all'aeroporto di Ciampino: siamo stati chiusi in aereo per 22 ore (anche durante lo scalo tecnico a Darwin non ci è stato permesso di scendere). Poco dopo la partenza, Benedetto XVI è venuto a salutarci e a ringraziarci per il lavoro che abbiamo svolto. Volevo dire innanzitutto a quanti che mi invitavano a moderare certi scontri delle ultime ore, che ovviamente sono stato impossibilitato a fare alcunché durante un intero giorno di volo. Ho letto tutti i commenti, e ci sono rimasto piuttosto male per la piega che hanno preso, le espressioni usate, etc. Vi comunico quindi che d'ora in avanti non intendo più lasciare spazio agli "off topic": il blog "Sacri Palazzi" non è una pubblica arena dove mettere in piazza scontri o risolvere beghe private o partire per la tangente montando polemiche. Vi chiedo dunque di intervenire rimanendo sull'argomento proposto e di cercare il più possibile di non svicolare. Vi chiedo inoltre di usare SEMPRE espressioni rispettose nei confronti di tutti. E' possibile dissentire nella maniera più radicale senza offendere colui o colei dalla quale si prendono le distanze. Fino ad oggi sono stato troppo tollerante. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (15 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Jul 08 La veglia di Randwick, la messa finale Cari amici, ieri sera (in Italia era sabato pomeriggio), con Luigi Accattoli sono andato alla veglia, all'ippodromo di Randwick. Abbiamo girato tra i ragazzi accampati che attendevano Benedetto XVI. Mi hanno colpito le file di giovani davanti ai sacerdoti per le confessioni, e la presenza di famiglie con bambini. Hanno dormito nei sacchi a pelo, sotto le tende o ripari di fortuna. Ora - da voi sono le tre di notte - il Papa sta celebrando la messa conclusiva della Gmg. Nell'omelia ha detto: "Rafforzata dallo Spirito e attingendo a una ricca visione di fede, una nuova generazione di cristiani è chiamata a contribuire all'edificazione di un mondo in cui la vita sia accolta, rispettata e curata amorevolmente, non respinta o temuta come una minaccia e perciò distrutta". Scritto in Varie Commenti ( 248 ) " (13 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Jul 08 L'accoglienza di Sydney e il tassista musulmano Sul Giornale di oggi troverete due cronache dedicate agli eventi di ieri, in particolare la festa di accoglienza dei giovani al Papa e l'importante discorso che Benedetto ha rivolto loro; e un approfondimento sul tema degli aborigeni australiani, pure citati nei discorsi papali. Vi volevo raccontare un piccolo episodio accaduto sempre ieri: due volontari italiani della Gmg hanno preso un taxi nel centro di Sydney chiedendo di essere accompagnati al centro stampa, nella baia di Darling Harbour. Il tassista era un fedele musulmano. Quando è arrivato il momento di pagare, si sono sentiti rispondere: "Non mi dovete nulla, siete miei ospiti". E' un piccolo segno che bene descrive l'ottima accoglienza degli australiani nei confronti dei giovani che hanno invaso Sydney. Durante tutto il percorso che ha riportato ieri sera il Papa nella sua residenza a fianco della cattedrale, c'era una grande folla che si accalcava lungo le transenne. Cari amici, mi dispiace che per tutto ieri e tutt'oggi non sia consultabile sul nostro sito Internet il pezzo principale di cronaca che ho scritto sulla festa di accoglienza con le parole del Papa. Copio il testo come commento di questo post, che se a quest'ora avrete letto i testi di Benedetto XVI e molti altri servizi. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (15 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Jul 08 Il Papa tra koala e serpenti Cari amici, tra qualche ora il Papa termina le due giornate di riposo a Richmond e arriva a Sydney: visiterà la cattedrale, quindi da domani si entra nel vivo della Gmg con la festa di accoglienza. Stamattina gli addetti dello zoo di Sidney hanno portato nella residenza papale un po' di fauna tipica australiana: un cucciolo di canguro, dei koala, una specie di istrice e anche un serpente. Benedetto XVI appariva molto divertito. Immagino che vedrete queste scene sui prossimi tg. Sul Giornale di oggi trovate il mio resoconto della conferenza stampa che ieri ha fatto Bagnasco. Questa mattina sono iniziate le varie catechesi per i gruppi nazionali e nel pomeriggio (qui la giornata è ormai alla fine.) si è svolta la festa degli italiani, preceduta da una breve liturgia della parola, presieduta da Bagnasco. Quella dei telefoni sembra una maledizione: è andato in tilt il sistema dell'operatore gsm a cui si "agganciano" i telefonini Tim, e per ore non siamo riusciti a comunicare neanche tra noi. Poi abbiamo scoperto che bastava selezionare un altro operatore. Scritto in Varie Commenti ( 98 ) " (18 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jul 08 Da Sydney un abbraccio a Gianluca Apprendo dal giornale online Petrus che il suo direttore Gianluca Barile, è stato colpito da un ictus. Gli sono vicino, anche se mi trovo dall'altra parte del globo. Oggi il Papa si è riposato e noi abbiamo visitato i luoghi della Gmg. Nella cattedrale di Sydney, come sapete, c'è un pellegrino speciale che non si muoveva da Torino dal 1925, anno della sua morte prematura: è il beato Pier Giorgio Frassati, uno dei patroni della Giornata mondiale della Gioventù, davanti alla cui bara i giovani si fermano a pregare. La sua vita è un esempio di come seguendo Cristo si può trasformare il mondo iniziando da se stessi. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jul 08 "Se vuoi rimanere giovane, cerca Cristo" Siamo arrivati a Sydney, dopo il lunghissimo viaggio e la sosta per il carburante a Darwin. L'aereo papale, essendo in anticipo di mezz'ora, ha girato un po' intorno per permettere alle autorità di essere presenti ad accogliere Benedetto XVI. Noi giornalisti, con un viaggio di circa un'ora di pulmann, abbiamo raggiunto il Novotel di Sidney on Darling Harbour; il seguito papale (cardinali, monsignori, etc) invece si è fermata al Sofitel, in una zona poco distante. Papa Ratzinger e il suo seguito più ristretto, invece, hanno ragiunto Richmond, un sobborgo semirurale dove si trova il centro dell'Opsu Dei che ospiterà Benedetto XVI nei tre giorni di riposo (fino a mercoledì sera) che precederanno le cerimonie della Gmg. Il Papa si è fatto precedere di qualche ora in Australia da un messaggio. Ve ne riporto un passo. "Molti giovani oggi mancano di speranza. Rimangono perplessi di fronte alle domande che si presentano loro in modo sempre più incalzante in un mondo che li confonde, e sono spesso incerti verso dove rivolgersi per trovare risposte. Vedono la povertà e l'ingiustizia e desiderano trovare soluzioni. Sono sfidati dagli argomenti di coloro che negano l'esistenza di Dio e si domandano come rispondervi. Vedono i grandi danni recati all'ambiente naturale dall'avidità umana e lottano per trovare modi per vivere in maggiore armonia con la natura e con gli altri. Dove possiamo cercare risposte? Lo Spirito ci orienta verso la via che conduce alla vita, all'amore e alla verità. Lo Spirito ci orienta verso Gesù Cristo. Vi è un detto attribuito a Sant'Agostino: "Se vuoi rimanere giovane, cerca Cristo". In lui troviamo le risposte che cerchiamo, troviamo le mete per le quali vale veramente la pena di vivere, troviamo la forza per continuare il cammino con cui far nascere un mondo migliore". Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (19 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... 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Tre vescovi anglicani hanno avuto contatti con i responsabili della Congregazione per la dottrina della fede, chiedendo di essere ammessi nella Chiesa cattolica. La risposta vaticana è stata attendista, dato che i problemi da affrontare sono molteplici, e ai prelati che chiedono di entrare nella comunione con Roma verrà a loro volta chiesto di accettare integralmente la dottrina cattolica."Il mio essenziale contributo ha detto il Papa parlando della prossima riunione generale della Chiesa anglicana può essere solo la preghiera, e la mia preghiera sarà molto vicina ai vescovi anglicani che si riuniscono. Noi non possiamo e non dobbiamo ha aggiunto intervenire immediatamente nelle loro discussioni, rispettiamo la loro responsabilità". Benedetto XVI ha quindi spiegato: "Il desiderio è che possano evitare nuove fratture e si trovi la soluzione nella responsabilità davanti al nostro tempo e al Vangelo. Le due cose devono andare assieme. Il cristianesimo contemporaneo deve rendere presente tutto il messaggio di Cristo e dare il proprio contributo essendo fedele a questo messaggio. Speriamo ha detto ancora il Papa che trovino insieme la strada per rendere presente il vangelo nel nostro tempo, questo è il mio augurio per la comunione anglicana". Scritto in Varie Commenti ( 136 ) " (12 votes, average: 2.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jul 08 Volo papale, 20 ore con i telefoni muti Sono le due di notte ora italiana e siamo appena atterrati a Darwin, in Australia, per uno scalo tecnico di un'ora e mezza. Qui è pieno giorno. Vi scrivo due righe per informarvi sul perché su Giornale e negli altri quotidiani di oggi non troverete pezzi firmati dagli inviati sul Volo Papale. I telefoni di bordo del Boeing 777 dell'Alitalia, infatti, dopo aver funzionato per le prime due ore, sono andati completamente in tilt! Così, la conferenza stampa del Papa, che ci ha parlato alle 11, è stata trasmessa a spizzichi e bocconi da qualche agenzia, mentre noi giornalisti dei quotidiani e delle Tv, che abbiamo tentato di trasmettere i nostri articoli poco dopo, abbiamo passato l'intero giorno attaccati a telefoni che non funzionavano, dicendoci che la linea satellitare era assente. Ora chiudo, augurandovi buona notte. In giornata vi racconterò delle parole di Benedetto XVI. Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (9 votes, average: 2.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (227) Ultime discussioni Remo Di Medio: @ Savigni scrive: ".un atteggiamento più cordiale ed evangelico (che non vuol dire per... Remo Di Medio: Raffaele Savigni Scrive ".mons. Marcinkus (che non voglio mandare all'inferno: ma un... Parrocchiano: Sono proprio convinto che se Torniellino postasse un thread sulle parole e l'azione di Gesù... vincent!: mi domando: quale attinenza hanno la stragrande maggioranza degli ultimi post con la frase del 17enne... bo,mario: Savigni penso che sia contenta anche Marina della piega della discussione. Almeno si parla di fatti e non... 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Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale. it/tornielli/2008/07/02/roma-e -fraternita-san-pio-x-il-dialo go-va-avanti/Read "How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts Avviso urgente ai naviganti (dalla Spagna) Quel "vivo desiderio" di felicità Sono tornato. 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Papa Ratzinger prega per gli anglicani (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari amici, mi trovo in vacanza in una zona della Spagna dove c'è una copertura scarsissima di rete e non riesco a collegarmi (ora lo sto facendo stando seduto sui gradini della splendida cattedrale gotica di Girona, che ho appena visitato): per questo non mi è possibile intervenire o sbloccare i commenti in moderazione. Chiedo scusa a tutti e vi do appuntamento al 12 agosto, quando sarò di ritorno! Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Quel "vivo desiderio" di felicità Cari amici, da domani sono in vacanza. Vi auguro di trascorrere una buona estate con queste parole scritte da Giovanni Battista Montini a diciassette anni: Una volta camminando di sera guardavo le stelle del firmamento e procuravo che la mia mente fosse compresa dell'immensità del creato; capivo che tutti gli astri non erano che pulviscoli giranti rispetto all'immensità dell spazio, pure il pensiero d'essere confinato in questo mondo, per l'uomo così vasto, ma, in relazione cogli astri e collo spazio, vero atomo al microscopio, e il vedere al di sopra di me migliaia di mondi ignoti, rappresentanti per me bellezze e attrattive fantastiche e grandemente superiori a tutto ciò ch'è nel mondo, provavo un vivo desiderio d'una felicità non legata al misero fango della terra. E a me stesso davo la risposta: "Sei destinato ad essere assunto principe nel regno che governa il cielo". Scritto in Varie Commenti ( 368 ) " (4 votes, average: 4.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Jul 08 Sono tornato. Nuove regole per il blog Cari amici, ieri sera alle 23 il Jumbo della Qantas con il Papa, il seguito e noi giornalisti è atterrano all'aeroporto di Ciampino: siamo stati chiusi in aereo per 22 ore (anche durante lo scalo tecnico a Darwin non ci è stato permesso di scendere). Poco dopo la partenza, Benedetto XVI è venuto a salutarci e a ringraziarci per il lavoro che abbiamo svolto. Volevo dire innanzitutto a quanti che mi invitavano a moderare certi scontri delle ultime ore, che ovviamente sono stato impossibilitato a fare alcunché durante un intero giorno di volo. Ho letto tutti i commenti, e ci sono rimasto piuttosto male per la piega che hanno preso, le espressioni usate, etc. Vi comunico quindi che d'ora in avanti non intendo più lasciare spazio agli "off topic": il blog "Sacri Palazzi" non è una pubblica arena dove mettere in piazza scontri o risolvere beghe private o partire per la tangente montando polemiche. Vi chiedo dunque di intervenire rimanendo sull'argomento proposto e di cercare il più possibile di non svicolare. Vi chiedo inoltre di usare SEMPRE espressioni rispettose nei confronti di tutti. E' possibile dissentire nella maniera più radicale senza offendere colui o colei dalla quale si prendono le distanze. Fino ad oggi sono stato troppo tollerante. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (15 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Jul 08 La veglia di Randwick, la messa finale Cari amici, ieri sera (in Italia era sabato pomeriggio), con Luigi Accattoli sono andato alla veglia, all'ippodromo di Randwick. Abbiamo girato tra i ragazzi accampati che attendevano Benedetto XVI. Mi hanno colpito le file di giovani davanti ai sacerdoti per le confessioni, e la presenza di famiglie con bambini. Hanno dormito nei sacchi a pelo, sotto le tende o ripari di fortuna. Ora - da voi sono le tre di notte - il Papa sta celebrando la messa conclusiva della Gmg. Nell'omelia ha detto: "Rafforzata dallo Spirito e attingendo a una ricca visione di fede, una nuova generazione di cristiani è chiamata a contribuire all'edificazione di un mondo in cui la vita sia accolta, rispettata e curata amorevolmente, non respinta o temuta come una minaccia e perciò distrutta". Scritto in Varie Commenti ( 248 ) " (13 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Jul 08 L'accoglienza di Sydney e il tassista musulmano Sul Giornale di oggi troverete due cronache dedicate agli eventi di ieri, in particolare la festa di accoglienza dei giovani al Papa e l'importante discorso che Benedetto ha rivolto loro; e un approfondimento sul tema degli aborigeni australiani, pure citati nei discorsi papali. Vi volevo raccontare un piccolo episodio accaduto sempre ieri: due volontari italiani della Gmg hanno preso un taxi nel centro di Sydney chiedendo di essere accompagnati al centro stampa, nella baia di Darling Harbour. Il tassista era un fedele musulmano. Quando è arrivato il momento di pagare, si sono sentiti rispondere: "Non mi dovete nulla, siete miei ospiti". E' un piccolo segno che bene descrive l'ottima accoglienza degli australiani nei confronti dei giovani che hanno invaso Sydney. Durante tutto il percorso che ha riportato ieri sera il Papa nella sua residenza a fianco della cattedrale, c'era una grande folla che si accalcava lungo le transenne. Cari amici, mi dispiace che per tutto ieri e tutt'oggi non sia consultabile sul nostro sito Internet il pezzo principale di cronaca che ho scritto sulla festa di accoglienza con le parole del Papa. Copio il testo come commento di questo post, che se a quest'ora avrete letto i testi di Benedetto XVI e molti altri servizi. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (15 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Jul 08 Il Papa tra koala e serpenti Cari amici, tra qualche ora il Papa termina le due giornate di riposo a Richmond e arriva a Sydney: visiterà la cattedrale, quindi da domani si entra nel vivo della Gmg con la festa di accoglienza. Stamattina gli addetti dello zoo di Sidney hanno portato nella residenza papale un po' di fauna tipica australiana: un cucciolo di canguro, dei koala, una specie di istrice e anche un serpente. Benedetto XVI appariva molto divertito. Immagino che vedrete queste scene sui prossimi tg. Sul Giornale di oggi trovate il mio resoconto della conferenza stampa che ieri ha fatto Bagnasco. Questa mattina sono iniziate le varie catechesi per i gruppi nazionali e nel pomeriggio (qui la giornata è ormai alla fine.) si è svolta la festa degli italiani, preceduta da una breve liturgia della parola, presieduta da Bagnasco. Quella dei telefoni sembra una maledizione: è andato in tilt il sistema dell'operatore gsm a cui si "agganciano" i telefonini Tim, e per ore non siamo riusciti a comunicare neanche tra noi. Poi abbiamo scoperto che bastava selezionare un altro operatore. Scritto in Varie Commenti ( 98 ) " (18 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jul 08 Da Sydney un abbraccio a Gianluca Apprendo dal giornale online Petrus che il suo direttore Gianluca Barile, è stato colpito da un ictus. Gli sono vicino, anche se mi trovo dall'altra parte del globo. Oggi il Papa si è riposato e noi abbiamo visitato i luoghi della Gmg. Nella cattedrale di Sydney, come sapete, c'è un pellegrino speciale che non si muoveva da Torino dal 1925, anno della sua morte prematura: è il beato Pier Giorgio Frassati, uno dei patroni della Giornata mondiale della Gioventù, davanti alla cui bara i giovani si fermano a pregare. La sua vita è un esempio di come seguendo Cristo si può trasformare il mondo iniziando da se stessi. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jul 08 "Se vuoi rimanere giovane, cerca Cristo" Siamo arrivati a Sydney, dopo il lunghissimo viaggio e la sosta per il carburante a Darwin. L'aereo papale, essendo in anticipo di mezz'ora, ha girato un po' intorno per permettere alle autorità di essere presenti ad accogliere Benedetto XVI. Noi giornalisti, con un viaggio di circa un'ora di pulmann, abbiamo raggiunto il Novotel di Sidney on Darling Harbour; il seguito papale (cardinali, monsignori, etc) invece si è fermata al Sofitel, in una zona poco distante. Papa Ratzinger e il suo seguito più ristretto, invece, hanno ragiunto Richmond, un sobborgo semirurale dove si trova il centro dell'Opsu Dei che ospiterà Benedetto XVI nei tre giorni di riposo (fino a mercoledì sera) che precederanno le cerimonie della Gmg. Il Papa si è fatto precedere di qualche ora in Australia da un messaggio. Ve ne riporto un passo. "Molti giovani oggi mancano di speranza. Rimangono perplessi di fronte alle domande che si presentano loro in modo sempre più incalzante in un mondo che li confonde, e sono spesso incerti verso dove rivolgersi per trovare risposte. Vedono la povertà e l'ingiustizia e desiderano trovare soluzioni. Sono sfidati dagli argomenti di coloro che negano l'esistenza di Dio e si domandano come rispondervi. Vedono i grandi danni recati all'ambiente naturale dall'avidità umana e lottano per trovare modi per vivere in maggiore armonia con la natura e con gli altri. Dove possiamo cercare risposte? Lo Spirito ci orienta verso la via che conduce alla vita, all'amore e alla verità. Lo Spirito ci orienta verso Gesù Cristo. Vi è un detto attribuito a Sant'Agostino: "Se vuoi rimanere giovane, cerca Cristo". In lui troviamo le risposte che cerchiamo, troviamo le mete per le quali vale veramente la pena di vivere, troviamo la forza per continuare il cammino con cui far nascere un mondo migliore". Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (19 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jul 08 Papa Ratzinger prega per gli anglicani Benedetto XVI è "vicino" ai vescovi anglicani con la preghiera e si augura che possono essere evitate "nuove fratture" e scismi, dopo la contestata decisione della Chiesa d'Inghilterra, baluardo della tradizione anglicana, di ammettere le donne all'episcopato. Sul lungo volo che lo conduce a Sydney, dove arriverà stamattina per la 23 Giornata mondiale della Gioventù, Papa Ratzinger incontra i 43 giornalisti che lo accompagnano. Per la prima volta il Pontefice, rispondendo a una domanda, interviene sul dibattito in corso nella Chiesa anglicana: nei giorni scorsi il sinodo di York ha dato il via libera all'ordinazione delle donne vescovo e la comunione anglicana che si riunisce il 16 luglio nella Lambeth Conference è attraversata da minacce di scismi da parte delle comunità più tradizionali che non accettano la decisione. Tre vescovi anglicani hanno avuto contatti con i responsabili della Congregazione per la dottrina della fede, chiedendo di essere ammessi nella Chiesa cattolica. La risposta vaticana è stata attendista, dato che i problemi da affrontare sono molteplici, e ai prelati che chiedono di entrare nella comunione con Roma verrà a loro volta chiesto di accettare integralmente la dottrina cattolica."Il mio essenziale contributo ha detto il Papa parlando della prossima riunione generale della Chiesa anglicana può essere solo la preghiera, e la mia preghiera sarà molto vicina ai vescovi anglicani che si riuniscono. Noi non possiamo e non dobbiamo ha aggiunto intervenire immediatamente nelle loro discussioni, rispettiamo la loro responsabilità". Benedetto XVI ha quindi spiegato: "Il desiderio è che possano evitare nuove fratture e si trovi la soluzione nella responsabilità davanti al nostro tempo e al Vangelo. Le due cose devono andare assieme. Il cristianesimo contemporaneo deve rendere presente tutto il messaggio di Cristo e dare il proprio contributo essendo fedele a questo messaggio. Speriamo ha detto ancora il Papa che trovino insieme la strada per rendere presente il vangelo nel nostro tempo, questo è il mio augurio per la comunione anglicana". Scritto in Varie Commenti ( 136 ) " (12 votes, average: 2.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jul 08 Volo papale, 20 ore con i telefoni muti Sono le due di notte ora italiana e siamo appena atterrati a Darwin, in Australia, per uno scalo tecnico di un'ora e mezza. Qui è pieno giorno. Vi scrivo due righe per informarvi sul perché su Giornale e negli altri quotidiani di oggi non troverete pezzi firmati dagli inviati sul Volo Papale. I telefoni di bordo del Boeing 777 dell'Alitalia, infatti, dopo aver funzionato per le prime due ore, sono andati completamente in tilt! Così, la conferenza stampa del Papa, che ci ha parlato alle 11, è stata trasmessa a spizzichi e bocconi da qualche agenzia, mentre noi giornalisti dei quotidiani e delle Tv, che abbiamo tentato di trasmettere i nostri articoli poco dopo, abbiamo passato l'intero giorno attaccati a telefoni che non funzionavano, dicendoci che la linea satellitare era assente. Ora chiudo, augurandovi buona notte. In giornata vi racconterò delle parole di Benedetto XVI. Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (9 votes, average: 2.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (227) Ultime discussioni Remo Di Medio: @ Savigni scrive: ".un atteggiamento più cordiale ed evangelico (che non vuol dire per... Remo Di Medio: Raffaele Savigni Scrive ".mons. Marcinkus (che non voglio mandare all'inferno: ma un... Parrocchiano: Sono proprio convinto che se Torniellino postasse un thread sulle parole e l'azione di Gesù... vincent!: mi domando: quale attinenza hanno la stragrande maggioranza degli ultimi post con la frase del 17enne... bo,mario: Savigni penso che sia contenta anche Marina della piega della discussione. Almeno si parla di fatti e non... 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"tv e legge per le europee ultima chance per walter" - claudio tito (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)

Argomenti: Alitalia

"Tv e legge per le europee ultima chance per Walter" L'attesa del premier. E a Viale Mazzini asse Pd-Udc Centristi e Democratici verso la definizione di una strategia comune sull'azienda di Stato per settembre CLAUDIO TITO ROMA - "Non bisogna attaccare Cofferati, con lui abbiamo dialogato bene. E comunque in questa fase non è il caso di esagerare. Non ci serve...". Quella frase buttata là da Silvio Berlusconi durante il consiglio dei ministri ha colpito molti dei presenti alla riunione. Le polemiche sull'anniversario della strage di Bologna avevano innervosito buona parte del centrodestra. Quell'invito ad abbassare i toni, allora, sembrava in controtendenza. Eppure il Cavaliere ha fatto di tutto per sdrammatizzare. Per non acuire una tensione già alta. Forse è stata solo una mossa "istituzionale". Un modo per "andare in vacanza tranquilli". Al momento, infatti, il premier non scommette nemmeno un centesimo sul dialogo bipartisan. Ma è pronto a tenersi un "piano di riserva". A offrire "un'ultima chance" a Walter Veltroni. Dopo lo scontro al fulmicotone delle ultime settimane, dunque, non vuole chiudere definitivamente le porte in vista della ripresa estiva. Quando, cioè, si affastelleranno una serie di nodi che possono strangolare l'attività dell'esecutivo: l'Alitalia, il pubblico impiego, la riforma della Giustizia, la Finanziaria. E poi il Cda della Rai e la legge elettorale europea. Anzi, proprio questi due ultimi argomenti per l'inquilino di Palazzo Chigi rappresentano il vero test "per capire se si può riprendere il dialogo". "Io non ci scommetto - ripete - ma se fosse possibile...". Anche per questo l'altro ieri ha dato il suo placet all'incontro tra il presidente del Senato, Renato Schifani, e il segretario demcoratico. Non è neppure un caso che prima del consiglio dei ministri, Berlusconi abbia chiesto al ministro leghista Roberto Calderoli di rinviare l'approvazione del testo sul nuovo sistema per le europee. Di mezzo ci sono le perplessità sullo sbarramento (che il capo del governo vuole al 5%) e sulle preferenze ("non voglio dare vantaggi a Casini". Ma c'è anche dell'altro. "Vediamo - è stato il suo ragionamento - se può rientrare nella trattativa". Perché "se si può aprire un discorso" lo si può "verificare" già su quel provvedimento. Una piattaforma, insomma, su cui poggiare tutto il resto. Compresa la riforma elettorale nazionale. E soprattutto un clima meno infuocato per affrontare il temuto "autunno caldo". Superabile con una stagione di "non belligeranza". Anche "a tempo". Che duri qualche mese non di più. Del resto, il presidente del consiglio non si scorda mai di rammentare a tutti i suoi ministri che "bisogna essere concreti". E quindi ricorrere a tutti gli strumenti per raggiungere gli obiettivi. Sta di fatto, che al di là delle dichiarazioni ufficiali, persino il siluramento di Agostino Saccà da RaiFiction non ha per niente infastidito il Cavaliere. Così come non lo ha preoccupato l'asse che lentamente si sta componendo tra Pd e Udc. Una pre-intesa tra Veltroni e Casini che ieri ha preso le forme dello spostamento del consigliere centrista Marco Staderini verso i membri del centrosinistra. E che a settembre dovrebbe produrre un altro passo: la definizione di una comune strategia sulla tv di Stato. Con l'addio alla candidatura di Leoluca Orlando per la Vigilanza e la presentazione di un rappresentante democratico: Nicola Latorre, Gianni Cuperlo o Giovanna Melandri (in alternativa ci potrebbe essere anche il centrista Roberto Rao). Quindi la ricerca di un presidente della Rai che raccolga il gradimento dell'intera opposizione. "è evidente - ammette allora Paolo Bonaiuti, il portavoce di Berlusconi - che se rinunciano a Orlando, l'accordo lo troviamo in un secondo. Sicuramente a quel punto il dialogo verrebbe facilitato anche sul resto". Allo stato, certo, l'unico punto fermo è che Pd e Udc stanno concordando la linea in vista della prossima riunione della commissione di Vigilanza. A settembre, però, il presidente del Consiglio metterà sullo stesso tavolo di trattativa l'assetto di Viale Mazzini e la legge elettorale europea. "A quel punto - è la riflessione che il premier sta compiendo con i suoi fedelissimi - capirò se si può riprendere a discutere. Capirò se Veltroni riesce a resistere a Di Pietro, se si decide a impegnarsi su questa strada. O se dovrò aspettare che arrivi un altro leader del Pd. In quel caso, andremo avanti da soli".

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Lampedusa, scatta il trasferimento di massa su aerei e navi verso altri centri d'accoglienza - gabriele isman (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca Il Cpa al collasso è arrivato ad accogliere 1.700 immigrati, costretti a dormire per terra. Uno su tre chiederà asilo. "Meglio vivi qui che rischiare la vita nei nostri paesi" Lampedusa, scatta il trasferimento di massa su aerei e navi verso altri centri d'accoglienza GABRIELE ISMAN DAL NOSTRO INVIATO LAMPEDUSA - Oltre 12mila sbarchi dall'inizio dell'anno, più di 1.500 negli ultimi tre giorni, ieri appena 33 in una sola barca (ma altri 180 sono arrivati attorno a mezzanotte a Porto Empedocle). Benvenuti a Lampedusa, isola dell'emergenza, come dice il sindaco Bernardino De Rubeis, che ieri è tornato a chiedere l'aiuto del governo - "il ministro Maroni potrebbe arrivare a giorni" dice il primo cittadino - e della Chiesa, "perché conventi e abbazie ormai semivuote ospitino almeno donne e bambini. Qui siamo al collasso". Per liberare il Centro di prima accoglienza dell'isola - che nei giorni scorsi è arrivato a ospitare 1.701 immigrati con 805 posti letto - è partito un piano di spostamento di massa, con ponti aerei verso Foggia e Bari e aliscafi verso Porto Empedocle: da qui i migranti saranno portati in altri centri, come Trapani, Caltanissetta, Sciacca, Marina di Massa. Giovedì sono partiti in 184, ieri circa 500, altrettanti partono oggi, quando, per protesta, la vicesindaco e senatrice leghista Angela Maraventano salirà su un peschereccio con la bandiera della Lega e inizierà lo sciopero della fame. Lunedì poi arriveranno 70 uomini dell'Aeronautica a dar man forte agli operatori del centro. La giornata di ieri è trascorsa tra i voli dei due C130 e dei due aerei Alitalia e la partenza dell'aliscafo della Ustica Lines. Gli immigrati arrivano dal Cpa al molo in pullman, con scarpe bianche nuove senza lacci - "potrebbero essere pericolosi" - e sorridono. A tutti vengono dati viveri e acqua per il viaggio, ai bambini anche i peluches, le famiglie andranno a Trapani. "Ho pagato 1.500 euro. E comunque sono in Italia" dice un algerino mentre, sorvegliato a vista dalla polizia, prende posto sull'aliscafo. Al Cpa chi si aspetta la disperazione rimane deluso. "Ci sono 3 milioni di africani pronti a partire dalla Libia" racconta Meri, 40 anni, che in Tunisia faceva il cameriere. "La Ue - prosegue - deve intervenire. I soldi che mandate in Africa finiscono ai dittatori. Nel mio Paese, per aver parlato male del presidente, sono stato torturato per 78 ore, nudo, legato anche a testa in giù. Poi sono scappato in Libia, chiuso in una casa per 4 mesi, dopo aver dato 2mila euro per sbarcare in Italia. E da 4 giorni sono qui", e consegna al cronista tre negativi fotografici. Si intravede un uomo nudo, legato e bendato. "Meglio rischiare di morire in mare, in tre giorni di viaggio, che morire di certo nel mio Paese. Eravamo 110 in quella barca di 7 metri. E ora sono vivo". La filosofia del "comunque vivi" regna nel Cpa, con i materassi a terra nei padiglioni per le donne e qualche rissa tra immigrati. Un centinaio sono qui da 20 giorni: "Avevano i polpastrelli feriti - dice Paola Silvino, 32 anni, vicedirettore e psicologa del centro - e non è stato possibile prendere le impronte digitali. Bisogna aspettare. Violenze sulle donne? Qualche caso c'è stato". Secondo la Croce Rossa gli stupri sarebbero molti, per lo più avverrebbero in Libia prima delle partenze. Nel Centro, a chi arriva, vengono dati magliette bianche, scarpe e il ticket in italiano e arabo per colazione, pranzo e cena. Sono somali, etiopi, eritrei, algerini, tunisini, marocchini. Uno su tre chiederà l'asilo politico. C'è Ghemmet, 29 anni, con la sua bambina di due e mezzo: "L'importante - spiega a una mediatrice culturale di Lampedusa accoglienza, l'associazione che gestisce il centro - è che mia figlia possa un giorno studiare, e che mio marito torni con me: ora è a Malta. Il viaggio? Gratis". Ma mente: la spesa va dai 1.500 ai 3 mila euro per un tragitto di 180 miglia dalla Libia. Si parla di navi fabbricate ad hoc in Egitto. Di certo c'è l'aumento degli sbarchi: qualcuno azzarda un 150% in più rispetto al 2007. "La possibilità di una nuova legge sull'immigrazione in Italia fa accelerare gli sbarchi" dice Ahmed, 36 anni, arrivato al Cpa tre giorni fa. La Guardia costiera, i carabinieri, la marina militare e la guardia di finanza lavorano con la prospettiva che il peggio possa ancora arrivare: il mare sarà calmo fino a martedì.

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British airways, i profitti netti crollano del 90% - stefano parola (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia British Airways, i profitti netti crollano del 90% Berlusconi: ci sono soldi e soci, Alitalia resterà italiana. Polemica Pd-Tremonti STEFANO PAROLA ROMA - Il caro-petrolio continua a pesare sui conti delle compagnie aeree. Ieri la British Airways, il principale vettore britannico ha reso noti i risultati del primo trimestre, in cui emerge un netto crollo dei profitti: 27 milioni di sterline nei primi tre mesi del 2008, ovvero il 90% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un "flop" in buona parte causato dall'impennata del costo del carburante, lievitato del 49%. "Ci troviamo - ha commentato Willie Walsh, ad della compagnia che sta valutando la fusione con la spagnola Iberia - nel peggior momento che l'industria abbia mai affrontato. La combinazione di prezzi del petrolio senza precedenti, il rallentamento economico e la fiducia dei consumatori indebolita hanno portato a utili trimestrali più bassi". British Airways ha così dovuto rivedere al ribasso le stime sui ricavi (cresceranno del 3% e non del 4%, come previsto in precedenza) ed è corsa ai ripari annunciando una serie di misure: una riduzione del 5% della capacità di trasporto passeggeri, un freno alle assunzioni e un aumento delle tariffe. Intanto nuova polemica, questa volta squisitamente politica, sul caso Alitalia. A sollevarla è Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, che in sede di dichiarazione di voto sulla fiducia alla manovra ha attaccato il ministro dell'Economia: "Tremonti - ha detto la senatrice democratica - si nasconde e ci ha fatto sapere cortesemente che martedì non verrà in commissione a rispondere sul caso Alitalia. Forse questo luogo non è degno?". Nel frattempo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha fornito ulteriori rassicurazioni: "Stiamo lavorando proficuamente alla vicenda Alitalia. Ci sono i soci, c'è il piano industriale, ci sono i capitali". Tra questi potrebbero esserci anche quelli di Mediobanca, dato che ieri Cesare Geronzi non lo ha escluso: "Mediobanca - ha spiegato il numero uno di Piazzetta Cuccia - è sempre stata al centro del sistema, non può emarginarsi". Infine, Alitalia ha fatto sapere che il traffico su Fiumicino è aumentato a giugno del 29,6% e a luglio del 29,3%. Il motivo va cercato nella crescita dei posti offerti (32% a giugno e 29,9% a luglio), conseguenza del piano Prato che prevedeva un utilizzo maggiore dello scalo romano rispetto a Malpensa.

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Ministro giocondo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 02-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Ministro giocondo Maria Novella Oppo IL MINISTRO Rotondi è un tipo divertente. Già il fatto che sia ministro all'attuazione del programma fa morire dal ridere, al pensiero che, senza di lui, il governo del programma se ne farebbe un baffo (come in effetti fa). L'altra sera a Primo piano è stato mandato a difendere l'indifendibile azione di Berlusconi su Alitalia. E a Enrico Letta, che ricordava come nel piano attuale si parli di 5000 (o addirittura 7000) esuberi, mentre nel piano Air France ce n'erano 2000, Rotondi replicava che si tratta solo di notizie giornalistiche. Infatti, ci sono notizie non giornalistiche e giornali che non pubblicano notizie, ma dichiarazioni di certi ministri che non sanno neanche quello che dicono. Comunque, per questo suo carattere ilare e incongruo, Rotondi è stato scelto per rappresentare il governo, oggi, alla commemorazione della strage di Bologna. Una cerimonia che vede sempre le destre in imbarazzo perché, dopo 28 anni, ancora non sono riuscite a prendere le distanze dagli stragisti. FRONTE DEL VIDEO.

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L'attacco di Geronzi: in Mediobanca comando io Clamorosa intervista al Sole-24 Ore. Sotto tiro i manager Pagliaro e Nagel. Processi? Non temo nulla (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 02-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del L'attacco di Geronzi: in Mediobanca comando io Clamorosa intervista al Sole-24 Ore. Sotto tiro i manager Pagliaro e Nagel. "Processi? Non temo nulla" di Oreste Pivetta / Milano SENTENZE Cesare Geronzi si concede al garbo di Ferruccio De Bortoli, direttore del Sole 24ore, dopo le faticosa discussione sulla governance duale di Mediobanca, cioè attorno al modo di governare in due una banca, che vorrebbe e potrebbe governa- re molto meglio lui da solo, lasciando i suoi manager che scalpitano al disbrigo delle pratiche correnti, cioè là dove li aveva trovati sedici anni fa, quando lui arrivò e loro "erano funzionari o dirigenti alle prime armi". Roba da licenziamento in tronco. Geronzi parla di Renato Pagliaro e di Alberto Nagel, presidente del consiglio di gestione e consigliere delegato. Ma, "abrasivo" e "cossighiano" (definizioni di un noto commentatore), ne ha per tutti e per tutto a cominciare dalla storia della governance duale, cioè del governo doppio e diviso tra il "consiglio di gestione" dei manager e il "consiglio di sorveglianza". Si vede che non gli va giù. Francesco Giavazzi, due giorni prima sul Corriere della Sera, l'aveva spiegata così: la governance duale è nata quando si sono unite imprese pubbliche, "quando gli azionisti non sono interessati al prezzo ma a potere e poltrone". Ci auguriamo non sia questo il caso in questione, anche se Ferruccio De Bertoli lo sospetta: un prezzo salato pagato alla fusione dei due azionisti di Mediobanca, e cioè Unicredit (Profumo) e Capitalia (Geronzi). Sta di fatto che adesso si ridiscute ciò che era stato deciso non tanti mesi fa e che Geronzi non è più contento del "duale", che manda a quel paese pure Profumo, anche se nei modi dovuti ("La dialettica tra le persone intelligenti è assolutamente normale..."), che batte i pugni sul tavolo per chiarire che "il referente degli azionisti" è lui (che azionista non è). Che arriccia il naso a sentire pronunciare il nome di Draghi (ancora nei dovuti modi: "Anche in questa vicenda il mio rapporto con il Governatore è stato eccellente"), ma è evidente che non gradisce che la Banca d'Italia per colpa della legge Vietti gli impedisca di sedere in un paio di consigli d'amministrazione (Rcs e Generali) essendo già lui presidente del consiglio di sorveglianza di Mediobanca, anche se subito smentisce nella sostanza, cioè riguardo le poltrone: no, a lui Generali non interessa, si arrangi Bermheim a trovarsi un successore. Però non rinuncia al colpo: due amministratori delegati a Trieste sono troppi. Chi buttare? Perissinotto o Balbinot? Altro capitolo: la politica. Tremonti è diventato "il vero punto di forza del Governo ed è molto maturato: meno professore e più uomo politico di Stato". Grazie a Tremonti, il settantreenne banchiere riscopre anche Berlusconi, che non sente da prima delle elezioni, promosso: "...finora si è mosso bene, con autorevolezza". Al punto d'esser pronto a scommettere qualche cartina su Alitalia? Bisogna guardare i bilanci, poi eventualmente dire di no, non si fa nulla per forza. Altro capitolo, ancora: la giustizia. Geronzi ha i suoi problemi (da Parmalat in avanti), ma non è vero che cerca un "riparo" all'ombra dei suoi poteri bancari. "Falsità": ecco la risposta, si immagina con tono sdegnato. La conclusione "biografica" sta al centro dell'articolo: "Geronzi ribadisce di non avere mire personali, di essere a fine carriera...". Ma questo è l'"autoritratto" understatement dell'uomo che ha sempre inteso l'erogazione del credito come la via per rimanere in sella, in questo la quintessenza della continuità e del trasformismo, un "campione" del costume nazionale, con l'aggiunta, poi, nell'eco di Silvio, di una vocazione "registica" e della presunzione di poter metter mano dappertutto. Capitalismo arcaico.

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Regole e banche alla sperimentazione, Intesa <ferma> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-02 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE Giuristi al lavoro Dopo Piazzetta Cuccia, l'esperienza della Ca' de Sass e il caso del Banco Popolare Regole e banche alla sperimentazione, Intesa "ferma" MILANO - Mediobanca cambia governance, lascia il dualistico e ritorna al tradizionale. Intesa Sanpaolo, Ubi e Banco Popolare, le banche che hanno adottato il doppio consiglio (di sorveglianza e di gestione) in occasione delle fusioni risolvendo così anche problemi di geografia delle cariche, adeguano governi societari e statuti alle recenti disposizioni di Banca d'Italia senza svolte, ma con un lavoro che sta impegnando a fondo giuristi e consulenti. In vista della scadenza, giugno 2009, che tutti anticiperanno per sottoporre le variazioni in primavera alle rispettive assemblee annuali. Se Mediobanca sarà la prima a rivedere governo societario e statuto in occasione dell'assemblea di ottobre (anticipata rispetto alle altre perché l'esercizio della banca d'affari chiude a giugno), un certo impegno toccherà a Intesa Sanpaolo. Il presidente dell'istituto, Giovanni Bazoli, ha sottolineato che Intesa manterrà "sicuramente" il dualistico perché convinta di "validità e funzionalità del sistema ". Bazoli ha poi speso apprezzamenti per le regole di Bankitalia, che consentono di "scegliere" fra più model-li: "E' opportuno si lasci sperimentare a ciascuno, secondo le proprie preferenze". La banca, che ha scelto il dualistico in occasione delle nozze con il Sanpaolo dovrà, ha detto Bazoli, fare "ritocchi" allo statuto, il cui impianto è "sostanzialmente aderente alle disposizioni" di Via Nazionale. Ritocchi che dovranno comunque riguardare la composizione del consiglio di gestione: diversamente da quanto prescrive Bankitalia in Intesa Sanpaolo questo board non è caratterizzato dalla "prevalenza di esecutivi", anzi il solo manager interno è l'amministratore delegato Corrado Passera. In linea invece con le disposizioni dell'authority, a cominciare dalla prassi, la banca ha subito regolato i flussi di informazione fra i due consigli. E formalmente Bazoli è intervenuto nel board di gestione solo su "invito", come nel caso delle decisioni sul dossier Alitalia. Aggiustamenti e ritocchi dovranno infine farli Ubi e Banco Popolare, quest'ultimo in riferimento anche alle questioni relative alle banche popolari, quindi non attinenti alle generali regole di governo societario e ai paletti di Bankitalia. Paletti che certo sono allo studio di tutti perché dispongono barriere fra consiglio di sorveglianza e di gestione. Separazioni che certo hanno pesato nel "ripensamento " di Mediobanca. Sergio Bocconi Giovanni Bazoli.

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Geronzi, i manager Generali e il possibile intervento in Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-02 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE Finanza e strategie Geronzi, i manager Generali e il possibile intervento in Alitalia MILANO - Il confronto a distanza non c'è stato. Alessandro Profumo ieri ha preferito una replica solo indiretta alle dichiarazioni di Cesare Geronzi: "Unicredit, in quanto azionista ", spera che Mediobanca individui nella riforma della governance la "migliore soluzione" che "porti alla creazione di valore". Il presidente di Piazzetta Cuccia, in un'intervista a "Il Sole 24 Ore" pubblicata sempre ieri, aveva sottolineato che Unicredit era prima d'accordo con la revisione della governance, poi ha cambiato rotta: "Stranamente una domenica appaiono idee diverse ". Ma Profumo non si è mosso così su iniziativa anche di Bankitalia, preoccupata di fratture interne all'istituto? "Mah", ha tagliato corto Geronzi, "il mio rapporto con il Governatore, anche in questa vicenda, è stato eccellente". Il presidente di Mediobanca ha appena incassato il sì del consiglio di sorveglianza al ritorno alla governance tradizionale, e nella lunga intervista al direttore del quotidiano economico, Ferruccio de Bortoli, delinea le ragioni del cambiamento e traccia l'agenda che nei prossimi mesi interesserà non solo Piazzetta Cuccia, bensì l'intero sistema italiano: le relazioni con i manager e il ruolo della banca d'affari, il governo delle Generali, il dossier Alitalia. Coglie inoltre l'occasione per un doppio elogio al ministro dell'Economia Giulio Tremonti: lo definisce "maturato, meno professore e più uomo politico e di Stato"; e lo indica come il "vero punto di forza del governo". Ai manager di Mediobanca, in disaccordo sul cambio di governance, il presidente conferma la "piena fiducia ". Ma, aggiunge, non poteva accettare "avessero una sorta di diritto di veto contro gli azionisti. O che volessero la maggioranza del comitato esecutivo". O ancora, che dicessero "se fate così ce ne andiamo ". Geronzi poi dedica grande attenzione al "dossier" Generali: dice che non andrà nel consiglio del Leone, opzione resa possibile dall'abbandono del sistema dualistico: "No, Bernheim troverà lui un successore ". Però, come principale azionista della compagnia, interviene sulla sua governance: "Il presidente delle Generali deve avere più poteri e due amministratori delegati sono troppi". Mediobanca, secondo Geronzi, "è sempre stata al centro del sistema " e "non può emarginarsi". Dunque, se c'è da salvare Alitalia, "può decidere di non esserci, e non escludo possa essere coinvolta, ma deve guardare le carte e poi eventualmente dire no". L'indipendenza di Piazzetta Cuccia "si difende giocandone appieno il ruolo". Come in Telecom, dove l'istituto "ha fatto la sua parte e sostiene il management". S. Bo. Vertice Cesare Geronzi.

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British Airways, il caro-petrolio falcia l'utile del 90% (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-02 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Panorama British Airways, il caro-petrolio falcia l'utile del 90% Il caro-petrolio pesa sui conti di British Airways: nel primo trimestre risultato netto in calo del 90,1% a 27 milioni di sterline, con 2,59 miliardi di fatturato (+2,8%). DUE NUOVI SOMMERGIBILI PER FINCANTIERI Fincantieri realizzerà due nuovi sommergibili della classe "Todaro" tipo U212A per la Marina Militare italiana. GOTTI TEDESCHI CONSIGLIERE DI TREMONTI Ettore Gotti Tedeschi diventa consigliere del Tesoro. TOTAL ESCE DA SANOFI AVENTIS Total venderà la sua partecipazione in Sanofi-Aventis . Il gruppo petrolifero francese guidato da Thierry Desmarest (foto), a fine dicembre deteneva il 13,6% del capitale del gruppo farmaceutico. MAURI PRESIDENTE MONDADORI FRANCE Ernesto Mauri è stato nominato presidente di Mondadori France. BERNABE' A PALAZZO CHIGI L'amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, ieri è stato a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. ALITALIA, PIU' PASSEGGERI A FIUMICINO A giugno i passeggeri di Alitalia a Fiumicino sono aumentati del 29,6% e del 29,3% dal 1 al 28 luglio.

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Doccia e aragosta quei lussi da nababbi nella "nave dei cieli" - (segue dalla prima pagina) dal nostro inviato (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca Il transatlantico dell'aria Doccia e aragosta quei lussi da nababbi nella "nave dei cieli" Sul primo volo dell'Airbus380 Dubai-New York Il biglietto costa 14mila euro, gli 800 posti sono tutti pieni. In tempi di crisi, qui non si respira certo aria di austerity (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAL NOSTRO INVIATO ettore livini La doccia più alta (in questo momento 35.555 piedi, 10.970 metri sopra la verticale di Lvov, in Ucraina) e più cara (14mila dollari, il prezzo andata/ritorno della suite di Jack) del mondo. Benvenuti a bordo del volo Emirates Airlines Ek3801 dell'1° agosto 2008, in servizio da Dubai a New York. L'aereo di linea più grande (il nuovissimo Airbus A380 in grado di portare oltre 800 passeggeri) e più lussuoso del pianeta. Pieno come un uovo, la prova vivente di come subprime e recessione non abbiano ancora contagiato tutti gli angoli del cielo e della terra. Certo, il petrolio viaggia oltre i 120 dollari al barile e quasi tutte le compagnie hanno varato ristrutturazioni lacrime e sangue per far quadrare i conti. Ma questo albergo a due piani e a cinque stelle con le ali vola controcorrente. "Si accomodi, poltrona 16F", ci ha guidato tre ore fa Samatha, la biondissima capocabina. Accomodarsi è la parola giusta. Mentre un po' tutti restringono i sedili e accorciano i pollici di distanza tra le file, l'Ek3801 ha imboccato la direzione opposta. "Se vuole una coppa di champagne o qualche snack non si preoccupi, la lounge è aperta per tutto il viaggio", dice la hostess. Un bar vero e proprio, bancone, scaffali dei superalcolici e poltrone comprese, in un salotto alle spalle della business. Non solo. Più avanti, verso il muso dell'A380 ("a me piace sembra un po' capodoglio", confida Samantha) ci sono 14 suite extralusso come quella di Snow. Non proprio piazze d'armi. Ma vere camerette private con pareti di legno, fiori freschi nei vasi, frigo bar, schermo 23 pollici, poltrona-letto e scrivania con tutti i comfort dell'era hi-tech. Affiancate - una chicca per l'aeronautica mondiale - dalle ampie sale doccia con specchio a tutta parete ("ingresso consentito a un massimo di due persone", puntualizza malizioso il cartello all'ingresso) da cui dopo cinque minuti di relax riemerge, pulito e rilassato, un sorridente Jack Snow. "Un'esperienza unica - - confessa passando la mano nei capelli ancora bagnati - . Soldi ben spesi. Sembra di essere in un hotel di lusso. Poi ti affacci dall'oblò e là sotto vedi le nubi?". Altro che l'austerity delle arrembanti low-cost, dove un bicchiere d'acqua naturale costa come un calice di Brunello. Qui le cose vanno in un altro modo: "Cosa desidera da bere per pranzo?", chiede Samantha. La carta dei vini include tra gli altri un Grand Cru Corton Charlemagne bianco del 1991 o un Chateau Gruaud Larose del 1989 ("retrogusto ribes, ciliegia, erba, mentolo e quercia tostata", recita la presentazione dove non si parla d'uva). Gratuiti. "La scelta migliore da quando, e sono già 10 anni, faccio il sommelier ad alta quota", dice John, il barman della lounge. Tim Clark, l'uomo che in poco più di vent'anni ha trasformato la Emirates in una superpotenza del trasporto aereo mondiale, preferisce rimanere con i piedi per terra. "Un pazzo io? Me lo dicono in molti. Ma le assicuro che so quello che faccio - assicura il numero uno della compagnia dell'emirato - Il trasporto aereo è passato indenne attraverso tante recessioni, è sopravvissuto a due choc petroliferi, altrettante guerre del Golfo e alle Torri Gemelle. Ed è rimasto sempre in piedi. Sarà così anche questa volta. E come al solito ne uscirà meglio chi ha tenuto i nervi saldi ed è rimasto sul mercato, scommettendo sulla ripresa anche nei momenti più bui". Lui l'ha fatto, ordinando 58 di questi giganteschi aerei con un assegno da 32 miliardi. I 30 uomini d'equipaggio dell'Ek3801 (più i 4 piloti) si preparano a servire un pasto caldo prima dell'atterraggio. Sei portate, in lista (va da sé) aragoste e scampi. Sembra quasi di tornare agli anni d'oro dell'Alitalia. Pare un secolo fa? "Alitalia? Hanno detto che c'interessava. Ma non è vero. Non faremo acquisizioni né alleanze - dice Clark - Abbiamo già abbastanza da fare così". Bisogna riallacciare le cinture di sicurezza. Il "capodoglio volante" piega sull'ala. Dai finestrini spuntano i grattacieli di Manhattan. Seduti in poltrona sembra di essere al Grande fratello. Tre telecamere riprendono l'atterraggio. Ognuno può selezionare sul suo schermo personale la visuale preferita. Dalla coda, dalla cabina di pilotaggio, dalla "pancia" dell'aereo, con la terra che si avvicina a vista d'occhio. Alle ore 16.25, puntuale, la matricola A6-EDA, appoggia le ruote a terra in una nuvola di fumo azzurrognolo. è il primo Airbus A380 a toccare il suolo Usa, a violare quello che da sempre è il santuario del rivale Boeing. Il mondo cambia. La tecnologia europea e i petrodollari del Golfo vanno alla conquista della patria dei fratelli Wright. L'Ek3801 arriva al terminal. "Look the big bird!", guarda che razza di grande volatile, dice William Holmes, l'addetto ai tre finger che agganciano l'aereo come tentacoli per sbarcare i passeggeri. Non è tardissimo. Chi vuole può persino fare un salto in ufficio a Manhattan. Per una volta (la prima nella storia del trasporto aereo) fresco di doccia.

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E naomi vola italiano "meglio di british" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia E Naomi vola italiano "Meglio di British" La Venere nera vola Alitalia. Secondo il periodico Star, Naomi Campbell sbarcherà a Olbia e Genova da aerei italiani: "Basta British Airways, meglio Alitalia" avrebbe detto la modella che peraltro dopo uno scontro a Heathrow per lo smarrimento dei suoi bagagli è stata bandita dai voli BA.

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Alitalia, dieci indagati per insider bonanni: più esuberi con air france - valentina conte (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Inchiesta della Procura di Milano sulle oscillazioni del titolo: tra gli "avvisati" Zannoni (Unione Trasporti) Alitalia, dieci indagati per insider Bonanni: più esuberi con Air France VALENTINA CONTE ROMA - Il titolo che va su e poi giù, poi di nuovo su. In momenti critici per Alitalia. Oscillazioni sospette per le quali ora spuntano dieci indagati accusati di insider trading, l'abuso di informazioni riservate per lucrare sulle quotazioni. A renderlo noto è il sindacato dell'Unione trasporti che vede tra le persone messe sotto inchiesta il suo ex segretario nazionale, Pietro Zannoni. "Sono l'anello debole della catena che rischia di pagare per tutti, come Cusani per Enimont", si difende. Rivelando poi di aver ricevuto il documento oggetto dell'ipotesi di insider trading (la transazione gestita da Deutsche Bank sulla vendita delle quote cedibili di proprietà del Ministero del Tesoro) "nell'estate 2002 e non nel 2006 da un esponente di Rifondazione comunista ora presidente di una giunta provinciale". L'inchiesta, avviata dalla procura di Roma un anno fa, all'indomani del fallimento dell'asta per l'acquisizione di Alitalia, si è poi spezzata in due tronconi: a Roma l'ipotesi di aggiotaggio (pm Stefano Rocco Fava) e a Milano l'insider trading (pm Carlo Nocerino). Su Alitalia è intervenuto ieri anche il segretario della Cisl. "Air France voleva tenersi tutta la polpa e lasciarci le grane - ha detto Raffaele Bonanni in un'intervista al Riformista - Gli esuberi sarebbero stati 7 mila e non 2 mila come si vuol far credere. Una colossale bugia, perché i 2 mila riguardavano Az Fly, mentre Az Servizi l'avrebbero mollata a noi, e piano piano sarebbe andata a Fintecna". Sulle critiche relative al fallimento della trattativa con i francesi si dice tranquillo: "Io volo tutti i giorni con Alitalia e nessuno mi ha mai contestato".

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Il premier predica fiducia, ma si arrende: il pil non sta crescendo Berlusconi concede un' intervista a Fede. L'Iva cala, l'Alitalia la salva lui e le intercettazioni solo per mafi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il premier predica fiducia, ma si arrende: il pil non sta crescendo Berlusconi concede un'"intervista" a Fede. L'Iva cala, l'Alitalia la salva lui e le intercettazioni solo per mafiosi e terroristi di Natalia Lombardo / Roma LA VISIONE Anche il presidente del Consiglio si è accorto che "Il Pil non cresce e l'Iva è diminuita del 7%". nell'ultimo mese. Da qui i tagli alla spesa pubblica in una Finanziaria che non intende mettere in discussione, tagli dolorosi per tutti, nonostante il premier dica: "non metteremo le mani nelle tasche degli italiani". Ma accanto alla preoccupazione per "il momento difficile dell'economia mondiale", Berlusconi in un'intervista al Tg4 affianca la sua personale priorità: i divieti per le intercettazioni dovrebbero riguardare solo "i reati di mafia e terrorismo" e non quelli di corruzione. L'intervista era stata registrara venerdì a Napoli, ma è stata trasmessa ieri dal Tg più fedele di Casa. Il premier riconosce che la situazione è difficile, con il Pil fermo e l'Iva in calo del 7% "nel mese passato rispetto ai precedenti". E ripete: "Le strade sono due: o si aumentano le tasse o si taglia la spesa. Il governo non ha avuto dubbi: ridurre spese, privilegi, sprechi, enti inutili" (e poco male se si tagliano posti di lavoro). Il calo delle entrate Iva, ribatte dal Pd Enrico Letta, è segno "che è tornata l'evasione fiscale". Ma Berlusconi glissa. Chiama "innovazione" l'aver presentato una Finanziaria che vale tre anni (nonostante le preoccupazioni del Quirinale) e con la quale avrebbe previsto "l'ammodernamento e la diminuzione dei costi della Pubblica amministrazione". Con i tagli alla scuola e alla sanità... Una manovra blindata perché, è il Silvio-Tremonti pensiero, "non sarà sommersa dalle lobby che in Parlamento chiedono spese in più", che "hanno moltiplicato per 8 il nostro debito pubblico tra gli anni '80 e '90". Il pessimismo sparisce quando parla di Alitalia, Dei 5000 più duemila esuberi non parla dalla tv di famiglia, il presidente del Consiglio, però ripete il solito vuoto ritornello: "Stiamo lavorando con buonissime prospettive di riuscita", perché "un grande paese non può non avere una compagnia di bandiera". Berlusconi conta sulla sua fama di "tycon stimato non soltanto per il suo essere politico, ma anche per ciò che ha fatto nella vita". Poi si loda da solo, dell'essere "capace di avere un peso qualche volta determinante nei forum internazionali" ( la politica estera delle pacche sulle spalle) e di "difendere gli interessi dell'Italia e degli italiani come invece precedentemente non veniva fatto". Non parla di riforme, né di dialogo. Lo cerca, invece, Paolo Ferrero: il neo-segretario di Rifondazione ha scritto a Berlusconi chiedendo un incontro sulla legge elettorale per le Europee, ponendo il problema che una modifica (con sbarramento alto) porterebbe all'esclusione delle forze di sinistra, cancellate nel Parlamento, anche in Europa: sarebbe un "inaccettabile distacco tra il Paese reale e la rappresentanza istituzionale", scrive Ferrero. Al Tg4 il premier elenca i "40 provvedimenti" attuati dall'"ottima squadra" di governo. Vanta il successo personale sull'emergenza rifiuti a Napoli, risolta "in tempi record". Sarebbero pure "diminuiti i reati di strada, quelli più odiosi", grazie al decreto sicurezza e all'arrivo delle ronde di Stato come "esercito del bene". Poi l'abolizione dell'Ici per "l'80% delle famiglie italiane", gonfia "la diminuzione verticale della tassazione sugli straordinari" e l'intervento illusorio sui mutui. Ma il pallino torna sulle intercettazioni. Gli alleati gli hanno imposto di esentare dal divieto i reati di corruzione. Ma Silvio rilancia il suo diktat: "Mi auguro che dal Parlamento esca un provvedimento che tenga conto di queste mie indicazioni".

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Governo Berlusconi: ecco il lungo elenco delle mie paure Cara Unità, io mi sento me (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Governo Berlusconi: ecco il lungo elenco delle mie paure Cara Unità, io mi sento meno sicuro da quando Berlusconi è tornato al governo. Andando a fare la spesa ho paura dei continui aumenti dei generi di prima necessità, ho paura per i miei figli, che non hanno più la sicurezza del posto di lavoro, ho paura di non avere la sicurezza di essere curato, nelle strutture sanitarie pubbliche, avendo una invalidità del 100% sia io che mia moglie, ho paura dell'esercito per le strade perché le dittature iniziano sempre così, ho paura di quel ministro che ha gestito i fatti di Genova ed ora vuole costruire nuove centrali nucleari (la Francia non insegna niente), essendo un ex dipendente Alitalia ho paura di tutta quella manodopera specializzata gettata via con la scusa degli esuberi, ho paura perché i nostri politici invece di affrontare i processi cercano con le leggi di evitarli, ho paura di fare la fine di Eluana cioè di non poter morire in modo naturale, ho paura della Casta che per morire dopo 16 anni vogliono prolungare la sofferenza di Eluana e della sua famiglia (una autentica atrocità). Ora smetto di elencare le mie paure per non superare il limite dello spazio concessomi. Ettore Bianchi, Ostia Lido La Sicilia non è quella che ha in mente Lombardo Gentile Direttore, molto più che con Cuffaro, con Lombardo, a smentire l'antico nomen-omen, minaccia di infuriare il vento del sicilianismo. Resta da vedere se si tratta di una smentita o se il sicilianismo del nuovo "governatore" della Sicilia non sia in buona parte "made in Lombardia". Quel che è certo è che fin dal suo atto di nascita, con il Comitato Pro Sicilia ai tempi del processo per il delitto Notarbartolo (1893) e poi con il separatismo nel secondo dopoguerra, il sicilianismo ha avuto una precisa funzione. Quella di fare da collante ideologico di un blocco sociale interclassista, a sostegno di soggetti delle classi dominanti, più o meno definibili come borghesia mafiosa (un'ipotesi analitica su cui chi scrive lavora da alcuni decenni), interessati a rafforzare e perpetuare il loro potere. A questo sistema clientelare, che creava subalternità e dipendenza, gli strati popolari hanno cercato di sottrarsi, soprattutto nel periodo delle lotte contadine. Purtroppo quella stagione di lotte si è conclusa nel sangue e nell'emigrazione. A cosa mirano oggi Lombardo e i suoi seguaci, lanciando una crociata contro l'Unità d'Italia e in particolare contro Garibaldi e Cavour e rivolgendo qualche moccolo a Ulisse che accecò il corregionale Polifemo? Pensano di chiamare a raccolta i siciliani e di evitare in questo modo di fare la fine del vaso di coccio accanto a Berlusconi e Bossi, assicurandosi una buona fetta di risorse per la Sicilia, con le grandi opere e un federalismo fiscale conveniente per l'isola? Pensano di fare grandi passi su questa strada prendendo a martellate qualche lapide e cambiando nome a qualche strada? E per sottrarsi ad antiche voracità pensano che basti avere come assessore qualche magistrato, come aveva già fatto Cuffaro? Staremo a vedere. Il Centro Impastato dalla sua fondazione svolge una "campagna della memoria", avviata con il convegno nazionale "Portella della Ginestra: una strage per il centrismo" del 1977, continuata con l'attività per salvare la memoria di Peppino, quando era uno sconosciuto e per tanti un terrorista-suicida, con la pubblicazione della Storia del movimento antimafia, con la proposta di costruzione di un Memoriale-laboratorio della lotta alla mafia, ancora in alto mare, e nell'ottobre dell'anno scorso con la pubblicazione di un libro di Giovanni Abbagnato su Giovanni Orcel e la collocazione, in collaborazione con la Cgil regionale, di una lapide sulla facciata della Biblioteca regionale, in Corso Vittorio Emanuele, per ricordarlo sul luogo del suo assassinio. Anche recenti pubblicazioni, come "Storie di donne", "L'agenda dell'antimafia", "Breve storia della mafia e dell'antimafia", si inseriscono in questa "strategia della memoria". E abbiamo più volte proposto di collocare una lapide al numero 97 di Via Alloro, nel palazzo dove il 21 e 22 maggio del 1893 si svolse il congresso dei delegati dei Fasci. Questi segni gioverebbero a ricordare eventi dimenticati e probabilmente invoglierebbero a conoscere un po' meglio la storia della Sicilia, senza sicilianismi. Umberto Santino Presidente del Centro Impastato di Palermo L'esempio francese: più flessibilità ma anche più formazione Cara Unità, leggo spesso le notizie economiche di diversi giornali e mi sorprende notare la scarsa attenzione al mondo della formazione universitaria e professionale. Non vale certo la pena ricordare che esiste uno stretto legame tra la produttività e il grado di formazione delle persone; mi sembra invece meriti attenzione il dibattito che si è svolto in Francia sulla flessibilità del lavoro. Il Presidente francese, contrariamente a quanto avviene in Italia, ha apertamente sottolineato che una maggiore flessibilità del lavoro deve essere controbilanciata da maggiori opportunità di formazione per facilitare il reintegro delle persone che vengono espulse dal ciclo produttivo. "Più flessibilità, più formazione" è lo slogan che è stato ripetuto da cugini francesi. Ora, considerato che anche la destra italiana guarda al modello della destra francese (come per la defiscalizzazione degli starordinari), non sarebbe opportuno rammentare integralmente le posizioni che vengono d'Oltralpe? Luca Del Vecchi, Milano Grazie per averci ridato Jack Folla Caro Direttore, a nome di tutta l'associazione Articolo21, vorrei ringraziarti per averci nuovamente regalato le storie di Jack Folla. I suoi racconti ci hanno sempre aiutato ad andare oltre lo spirito dei tempi , fortemente segnato dai conformismi e dalle banalità. Forse, proprio per queste ragioni i media, pubblici e privati, non hanno più ritenuto di dar voce e presenza a programmi quali Alcatraz che hanno davvero segnato una pagina della programmazione della Rai. Giuseppe Giulietti Portavoce Articolo21 Bene la voce di Jack Folla sull'online: a quando il video? Bellissimo l'audio di Jack Folla sul sito dell'Unità. Ora però vorrei lanciare una proposta ulteriore: diamogli un video, diamogli delle immagini a quell'audio. Valerio Dionigi.

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Il muro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il muro Furio Colombo Segue dalla Prima E comunque ha bisogno di Bossi, Borghezio, dei leghisti peggiori, tipo Salvini con cane anti-negro al guinzaglio, tipo Cota, che invece offre il candore di non saper leggere le parole di Mameli (crede e dice alla Camera che l'Italia, e non la vittoria, è "schiava di Roma" nell'Inno che lui crede dei calciatori, e gli sfugge la metafora, seguendo l'esempio del futuro condottiero Renzo Bossi). E butta avanti la "sicurezza" presieduta dai militari come in Honduras. Lancieri e granatieri occuperanno le città italiane d'agosto e daranno man forte, insieme alla crisi di abbandono dell'Alitalia, alla fuga dei turisti. Nessuno decide di fare vacanza in un Paese in cui "la sicurezza" (parola codice per indicare il rigetto verso i Rom e gli immigrati in genere, quegli stessi immigrati che muoiono di fatica e di lavoro, ma senza pensione) diventa "emergenza" (parola gravissima, molto dannosa e mai spiegata) ed è necessaria l'azione continua e convulsa del ministro dell'Interno e del ministro della Difesa, i Graziani e i Badoglio della nuova Italia di destra, finalmente tornata libera di sognare il peggio. Del resto, la sapete l'ultima? Il sindaco leghista di Novara, Massimo Giordano, vieta gli assembramenti di più di tre persone, proprio come nell'Italia del 1933. Di là dalla barriera un po' folle di poliziotti senza paga e senza benzina e di soldati "ad arma corta" mandati a cercare nemici che non ci sono, nelle città vuote, si intravedono ospedali sul punto di chiudere (dalla Lombardia al Lazio) per i tagli della prodigiosa nuova Legge finanziaria che rifiuta di rimborsare le Regioni. Se sono ancora in funzione e ancora senza ticket, quegli ospedali sono infestati dalla nuova piaga della Sanità italiana: i medici obiettori. Sono medici che, di giorno, negano di essere obiettori per preservare l'inclita clientela della ricca pratica privata. Ma improvvisamente diventano obiettori di notte, al Pronto soccorso, a voce ben alta, preferibilmente di fronte alle suore, in modo che la coraggiosa dichiarazione giovi alla tanto attesa promozione a primario. Quando si tratta di negare l'iniezione anti-dolore alla donna povera che viene all'ospedale pubblico per partorire, quando si tratta di negare la pillola del giorno dopo o assistenza e indicazioni anticoncezionali a sciagurate ragazze che non solo non sono caste, ma non sono neanche ricche, i medici obiettori esibiscono tutta la loro fede e ubbidienza cristiana. Qualcuno deve pur insegnare a queste pazienti pretenziose che non sono a Copenaghen o a Lione, quando cercano assistenza in un ospedale pubblico italiano. Sono in territorio Vaticano. E in territorio Vaticano "partorirai nel dolore" (roba che ha a che fare col peccato originale) ma vivrai per sempre. Vedi la condanna del Parlamento italiano e della Procura generale di Milano che comandano a Eluana Englaro, la giovane donna in stato vegetativo da 16 anni, di restare legata ai sondini per sempre perché in questo Paese è proibito, per rifiuto di fare la legge, il testamento biologico. Ed è proibito morire con dignità perché non c'è la legge. * * * Altri muri sono in corso di rapida costruzione a Sud e a Nord del Paese per impedire la libera circolazione della normalità e della media civiltà occidentale attraverso l'Italia. A Sud il separatista siciliano Lombardo, divenuto avventurosamente Presidente della Regione, ha dato il via alla spaccatura, pubblica e simbolica, di tutte le targhe di piazze e di vie che si riferiscono all'Unità d'Italia. Si spaccano davanti alle telecamere le targhe che indicano luoghi, celebrazioni o memorie di Garibaldi, dei Garibaldini, dell'impresa dei Mille, dei plebisciti che hanno votato l'Unità d'Italia, di eventi del Risorgimento italiano, di personaggi come Cavour. Al Nord sindaci xenofobi opportunamente dotati di poteri speciali di polizia che scardinano in ogni senso la norma costituzionale "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali di fronte alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione", governano con cattiveria contro immigrati e Rom (anche se cittadini italiani) guidati dalle loro piccole menti senza storia, ispirati dalla grettezza, isolati persino dal contesto produttivo delle loro città dove le fabbriche cercano e chiedono nuovi lavoratori. Hanno denominato il loro finto paese "Padania", nei loro luoghi invocano la secessione, al punto di far giocare la loro "nazionale" di calcio nel campionato degli Stati non riconosciuti (che vuol dire ovviamente "non ancora riconosciuti, cioè non ancora liberati). Ma occupano a Roma vari ministeri, fra cui il ministero dell'Interno, realizzando per la prima volta l'operazione inversa: il partito secessionista occupa il Paese da cui dichiara di separarsi e impone a tutti gli altri italiani i suoi "valori", inventati o recuperati nelle sottoculture locali. Dovreste ascoltarli a Roma, quando in Parlamento parlano e insultano in nome della Padania senza che il Presidente dell'Assemblea li interrompa per dire: "Scusi onorevole, ma lei è un deputato italiano e questo è il Parlamento italiano. In questo Parlamento nessuno ha mai detto, o anche solo discusso, che cosa sia la Padania". Indifferenti, questi secessionisti operano sul territorio per far apparire "emergenza" e allarmata richiesta di sicurezza il meno pericoloso Paese d'Europa (con l'eccezione, mai più citata, della criminalità organizzata e indisturbata che occupa tre regioni del Sud italiano, con solide filiali al Nord e le sue mattanze senza fine). E all'interno dello Stato praticano la crudeltà di privare gli immigrati di pensioni minime, anche se sono immigrati legali, anche se hanno lavorato come schiavi nella nuova civiltà padana. Al Sud un muro isola e protegge il siciliano Lombardo, e nessuno sembra aver notato il ritorno (originariamente mafioso e fascista) del separatismo. È un muro di omertà giornalistica e di silenzio politico. Al Nord la Lega si è ormai rivelata, come ci avverte con allarme l'Europa, il movimento secessionista più estremo, generatore di rancore, vendetta, razzismo. Non esita a dichiarare le sue intenzioni, letteralmente "di lotta e di governo". Incassa, senza imbarazzo, autorevoli rimproveri per il grado estremo di volgarità, che è pronta a ripetere subito, contando sul fatto che le poche frasi o gesti o iniziative non apertamente offensive, non dichiaratamente minacciose della Lega Nord vengono subito salutate, più o meno da tutti, come grandiosi atti di civiltà. Stampa e politica hanno già alzato un muro a protezione della Lega che - a quanto pare - interpreta sentimenti profondi degli italiani. Come il fascismo. Nel profondo, infatti, ci sono anche i sentimenti peggiori. Basta incoraggiarli, e alla fine avvelenano i pozzi del comportamento comune. * ** Il muro più alto, insopportabile per molti cittadini che non hanno altre fonti di informazione oltre la Tv, sono i media. La sera del 31 luglio il Presidente del Senato Schifani era seduto nello studio del TG 1, ore 20, per spiegare se stesso. Purtroppo non come istituzione dello Stato ma come esponente del partito di governo detto "Popolo delle libertà". È un privilegio che altrove i titolari delle istituzioni non ricevono mai in quanto militanti politici. Persino il Presidente degli Stati Uniti - se chiede di parlare al Paese - deve dire perché. Ronald Reagan, George Bush padre e Bill Clinton si sono visti rifiutare (Reagan tre volte) le reti unificate delle più importanti televisioni americane con questa risposta: "Il suo è un discorso politico, non presidenziale. Se vuole, lo trasmettiamo a pagamento". Renato Schifani, Presidente del Senato in veste di voce di Berlusconi, si è sentito rivolgere questa domanda dal conduttore del Tg1: "Presidente Schifani, perché la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura non è uno scandalo?". Ma sentite come inizia il suo servizio da Napoli, il giorno 1 agosto, Sky Tg 24, ore 14: "È tornato lo Stato. Con questo spirito il presidente del Consiglio arriva per la sesta volta a Napoli". Non un tentativo di dire al pubblico se e quale rapporto c'è tra quello spirito e la realtà, ovvero la differenza fra pubbliche relazioni, che celebrano, e giornalismo, che verifica. Quando tocca a Berlusconi, ha questo da dire sul tanto invocato dialogo: "Per ora, da parte dell'opposizione, mancano rispetto e lealtà". Ha elencato, nell'ordine, le classiche virtù dei cani. furiocolombo@unita.it.

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Bicamerale d'autunno per i poteri della finanza (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Bicamerale d'autunno per i poteri della finanza CAPITALISTI La svolta neo-bonapartista in Mediobanca con lo strappo di Geronzi apre un nuovo scenario nel mondo finanziario e industriale, a partire dal salvataggio di Alitalia per passare a Telecom e alle Generali, con inedite alleanze bancarie. Sullo sfondo, intanto, spioni e rivelazioni inquinano le falde del sistema... Q uesta svolta, di riflesso, si ripercuoterà su larga parte del sistema economico e finanziario, oggi turbato dalla crisi, dall'instabilità di colossi come Alitalia e Telecom, dall'incerto assetto delle Assicurazioni Generali e dai veleni sparsi ad arte da spioni e truffatori.Ed è facile prevedere che con protagonisti Geronzi e il capo di Intesa SanPaolo, Giovanni Bazoli, che forse dovranno andare d'accordo nonostante le incomprensioni del passato, assisteremo in autunno a una inedita bicamerale del capitalismo italiano non per discutere di regole, bensì di alleanze e affari.Il potere finanziario non pare aver timore di smentirsi, di rettificare quelle che un anno fa venivano presentate come riforme epocali, innovazioni tali da suscitare grida di gioia di severi commentatori dei giornali di lor signori, e che oggi vengono archiviate come un fastidioso capriccio di alcuni. La decisione di Mediobanca di abbandonare il sistema di governo duale (quello che rappresenta gli azionisti nel Consiglio di sorveglianza eletto dall'assemblea e affida ai manager il Consiglio di gestione) per tornare a un sistema tradizionale (tutti i poteri al Consiglio di amministrazione) non è un provvedimento tecnico, ma rappresenta, invece, una scelta politica e oligarchica, oggi ben impersonificata da Geronzi, che non teme nemmeno lo scontro, la critica severa verso i propri manager, nè una certa durezza nei confronti di altri colleghi banchieri o addirittura la Banca d'Italia. La svolta estiva in Mediobanca non deve sorprendere perchè, piaccia o no, è realizzata nel solco della tradizione: è in realtà la riscoperta del passato, la valorizzazione della filosofia cucciana delle "azioni si pesano e non si contano", dell'esercizio personale del potere che neutralizza o limita i conflitti di interessi, anche se è arduo identificare in Geronzi un nuovo Enrico Cuccia. Ma Geronzi, "l'unico banchiere non di sinistra" secondo una definizione di Berlusconi, ha il merito di parlar chiaro, di mettere i piedi nel piatto e di smuovere le acque limacciose di un capitalismo di relazione incapace di alzare la testa. Le soprese, dopo l'affondo del banchiere romano, forse sono due. La prima: non si vede chi possa davvero ostacolare il disegno di Geronzi. Alcuni potrebbero, forse, contare su Alessandro Profumo, ma quanto il gioco si fa duro il capo di Unicredit, chissà perchè, scompare dalla scena. La seconda novità è storica: per la prima volta dal dopoguerra i ribaltoni in Mediobanca non vedono come protagonista la Fiat o qualcuno della famiglia Agnelli. Questo è il vero segno riformatore di Sergio Marchionne che un anno fa decise di vendere la partecipazione in piazzetta Cuccia. Se decidesse di uscire anche dal Corriere della Sera sarebbe il candidato favorito al Nobel del capitalismo tricolore. *** La prima prova della bicamerale sarà l'Alitalia. La disponibilità dichiarata dal presidente di Mediobanca a prendere in esame il dossier della compagnia di bandiera può rappresentare un sostegno al progetto del governo e soprattutto può alleviare il ruolo di Intesa SanPaolo. Quest'ultima, sotto l'azione dell'amministratore delegato Corrado Passera, sta trasformando il suo ruolo tecnico di advisor in un ruolo "politico" e oggi, per l'opinione pubblica, il piano di salvataggio e rilancio di Intesa SanPaolo è, nei fatti, il piano del governo. Anzi il rischio è che se dovesse fallire, per qualsiasi ragione, il progetto della soluzione italiana opposizione, dipendenti e sindacati potrebbero attribuire la responsabilità non a Berlusconi e a Tremonti, cui fa comodo giocare con la sponda bancaria, ma a Intesa SanPaolo. Ecco perchè la partecipazione della Mediobanca di Geronzi, che concede parole di pubblico apprezzamento al ministro dell'Economia, garantirebbe la divisione del rischio davanti agli effetti di un piano di cui per ora si sa soprattutto che perderanno il posto dalle 5000 persone in su e che i contribuenti saranno chiamati a pagare. Passera, di cui Eugenio Scalfari ha ricordato il suo passato alla Olivetti e questo potrebbe aver suscitato qualche perplessità tra i dipendenti Alitalia viste come andarono alla fine le cose per la gloriosa fabbrica di Ivrea, ha messo in campo tutto il suo prestigio e la sua professionalità. Ma se va male rischia che il placido Bazoli e il tremendo Salza non gli regalino il panettone di Natale. *** Un altro che vuole licenziare 5000 lavoratori senza spiegare il motivo, se non per una generica esigenza di "efficienza", è Franco Bernabè. Da quando è tornato alla guida di Telecom Italia il titolo ha perso oltre il 60% e circolano, tra la Borsa e i palazzi della politica, le voci più strane sul futuro. C'è chi parla di un'opa strisciante della spagnola Telefonica, di uno sfaldamento del gruppo di comando di Telco (la società che ha il controllo di Telecom) da cui uscirebbero i Benetton, fino alla sostituzione a breve dei vertici. Geronzi ha promesso che si occuperà della questione e ha duramente criticato i manager operativi di Mediobanca, Pagliaro e Nagel, per aver incontrato la scorsa settimana Bernabè. Inoltre il leader di Mediobanca ha detto che i problemi di Telecom nascerebbero da una privatizzazione affrettata. Può darsi. Ma ormai sono passati dieci anni dall'uscita dello Stato e ci sono state tre gestioni private: quella del "nocciolo duro", poi Roberto Colaninno e quindi Marco Tronchetti Provera. Ora c'è un nuovo gruppo di controllo e Bernabè alla guida. Dovremmo rimpiangere Ernesto Pascale e i suoi boiardi? *** Di Telecom, purtroppo, si parla soprattutto per l'inchiesta sugli spioni. La Procura di Milano ha chiuso le indagini, escludendo responsabilità personali di Tronchetti Provera e di Carlo Buora. I magistrati hanno imputato solo la responsabilità oggettiva alle aziende Pirelli e Telecom perchè non avrebbero adeguatamente controllato l'ex capo della security Giuliano Tavaroli. Forse ad alcuni può non piacere, ma l'inchiesta si è chiusa e Tronchetti Provera non è stato indagato. Stop. Certo se l'ex presidente dei Telecom fosse stato inquisito l' estate sarebbe stata ben più eccitante per i giornali. Ma così non è: anche Tronchetti, per certi versi, è una vittima delle trame di Tavaroli. L'industriale milanese può aver peccato di ingenuità (ed è certo grave per un imprenditore della sua fama), ma secondo i giudici non è il capo degli spioni. Meglio ingenuo che mascalzone. Queste conclusioni, che attendono il passaggio processuale, sono state però subito contestate dallo stesso Tavaroli, teorico della doppia o forse tripla verità, che ha utilizzato un'ampia intervista su Repubblica per spargere veleni, in particolare contro esponenti di primissimo piano dei ds che avrebbero incassato tangenti per la scalata dell'Olivetti a Telecom. L'operazione ha ricordato un'altra esclusiva dei giornalisti investigativi di Repubblica: il famoso scandalo Telekom Serbia, denunciato in prima pagina il 16 febbraio 2001 con lo splendido titolo "Le tangenti di Milosevic". Il caso Telekom Serbia non è mai esistito. Era una montatura. Ma la vicenda fu strumentalizzata dalla destra nella campagna elettorale del 2001 e cavalcata dalla Commissione parlamentare d'inchiesta. Purtroppo furono necessari quattro anni di indagini della magistratura di Torino per restituire l'onore e la rispettabilità a manager e imprese ingiustamente accusate. Ora la storia pare ripetersi con il fondo Oak. Nel caso delle ultime "rivelazioni" di Tavaroli è toccato all'editore Carlo De Benedetti telefonare a imprenditori e politici colpiti dagli schizzi di fango per tentare di giustificare lo scoop del suo giornale. *** P.S. Giovanni Consorte, ex presidente di Unipol, tra chiusure d'inchieste e processi, si è fatto una banca. Circa 160 investitori gli hanno messo a disposizione milioni di euro per questo progetto. In autunno lo presenterà. La Procura di Milano gli ha restituito 50 milioni di euro che erano stati bloccati. Sono soldi suoi. In Banca d'Italia, intanto, si starebbero rivedendo i criteri di onorabilità per gli amministratori delle banche. Nella passata legislatura via Nazionale inviò una lettera al ministro Padoa Schioppa per valutare criteri più severi. Ora l'argomento sarebbe tornato di attualità. Non sappiamo se Consorte avrà l'onorabilità e in questo caso andrebbe riscritta la storia delle scalate del 2005. Ma certo Mario Draghi manterrà un criterio uniforme per tutti. Perchè non si può pensare che Geronzi (condannato in primo grado per il crac di Italcase, rinviato a giudizio per Cirio e Parmalat) possa ballare la rumba in piazzetta Cuccia mentre altri, ai quali va esteso il diritto della presunzione d'innocenza fino al giudizio finale, devono fare i salti mortali per aprire uno sportello bancario. di Rinaldo Gianola / Segue dalla prima.

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La prova iniziale di Geronzi e Bazoli può essere l'Alitalia: Intesa SanPaolo ha ormai un ruolo politico e non più solo tecnico (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-08-2008)

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Naomi Campbell: preferisco Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del SPOT Naomi Campbell: preferisco Alitalia... Prima Berlusconi ("Sono italiano e volo Alitalia") anche se poi di solito preferisce i suoi jet. Adesso Naomi Campbell la cui segretaria è stata vista comprare una decina di biglietti della nostra malmessa compagnia di bandiera. Per Alitalia è tutto un fiorire di dichiarazioni d'amore, anche se una cliente come la top model americana forse è meglio perderla che trovarla. Chiedere in British dopo la rissa che l'ha vista protagonista all'aeroporto di Heatrow per lo smarrimento dei suoi bagagli. Ai cinquemila "esuberi" farà piacere tanto interesse dei Vip anche se qualcuno si chiede " Non sarebbe meglio che tante dichiarazioni d'amore venissero dalla famosa cordta?".

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Il premier: Pil fermo, tagliare le spese (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-03 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il premier: Pil fermo, tagliare le spese Berlusconi: è l'unica strada che abbiamo per non aumentare le tasse "C'è stata una riduzione delle entrate Iva del 7%. La Finanziaria non potrà essere sommersa dalle lobby" ROMA - Silvio Berlusconi, come Giulio Tremonti, ha fretta di chiudere la partita della Finanziaria, per metterla al riparo "dalle lobby, che da sempre si sono esercitate in Parlamento introducendo spese in più". Il decreto con la manovra triennale da 36 miliardi sarà approvato definitivamente martedì dalla Camera, molto probabilmente ancora col voto di fiducia (il quinto in meno di tre mesi di governo). E sempre martedì, nell'ultimo Consiglio dei ministri prima delle vacanze, l'esecutivo avvierà la discussione sulla Finanziaria, che quest'anno sarà fatta prevalentemente di tabelle che recepiscono gli effetti del decreto della manovra. Formalmente il disegno di legge sarà presentato a settembre, insieme col bilancio di assestamento, come prevedono le leggi di contabilità, al cui rispetto il governo è stato richiamato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ma l'obiettivo del ministro dell'Economia Tremonti, che appare sostenuto in questo dal presidente del Consiglio, è di blindare il provvedimento. Berlusconi lo ha ripetuto ieri in un'intervista al Tg4. La Finanziaria, ha detto, "non sarà sommersa dalle lobby". La situazione economica non lo consente, ha aggiunto. "Credo che si debba assolutamente intervenire con una riduzione delle spese. Con il prodotto interno che non cresce, con una riduzione dell'Iva del 7%, si hanno solo due soluzioni possibili: o aumentare la pressione fiscale o tagliare le spese. Abbiamo naturalmente scelto di seguire questa seconda strada". Il premier ha quindi rivendicato il lavoro svolto finora dal governo ("quaranta provvedimenti") e ha ribadito il suo ottimismo su Alitalia: "Stiamo lavorando con buonissime prospettive di riuscita. Un grande Paese non può non avere una compagnia di bandiera ". Non è ancora chiaro se il Consiglio dei ministri di martedì si limiterà ad avviare l'esame del disegno di legge finanziaria o se sul tavolo il ministro dell'Economia metterà il dettaglio delle tabelle con i tagli di spesa a carico di molti suoi colleghi. Tagli che sono il cuore della manovra. Dalla riduzione della spesa dei ministeri dovranno infatti arrivare circa 15 miliardi di risparmi. Ma i ministri interessati (dal-l'Istruzione alla Difesa, dal Welfare alla Pubblica amministrazione) non gradirebbero veder spuntare le tabelle, senza prima averle discusse con l'Economia. In allarme anche i sindacati, che puntano al ripristino delle voci accessorie di retribuzione tagliate ai ministeriali e ai dipendenti degli enti pubblici ("da gennaio sono 400 euro lordi in meno", denuncia Gianni Baratta della Cisl) e allo stanziamento dei fondi per il rinnovo dei contratti degli statali. L'autunno sarà "turbolento", dice il ministro ombra dell'Economia Pier Luigi Bersani (Pd) perché il governo non ha affrontato l'emergenza salari e pensioni, aggiunge. Ma il sottosegretario alla presidenza, Paolo Bonaiuti, replica: "è stato il governo Prodi, aumentando le tasse, a ridurre il potere d'acquisto ". Enrico Marro.

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Aerei, viaggi premio. Con supplemento (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-03 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Il caso Sui programmi-fedeltà si paga il sovrapprezzo carburante Aerei, viaggi premio. Con supplemento ROMA - Biglietto aereo gratuito con sorpresa. A quanti viaggiatori è capitato di pagare anche un centinaio di euro per un volo teoricamente a costo zero? Tutta colpa delle tasse si dirà, ma non è proprio così. Tra le voci che ricadono sull'ignaro viaggiatore non ci sono solo quelle che la compagnia riscuote per lo Stato, i Comuni o gli aeroporti, ma alcune che finiscono nelle proprie casse. è il caso del "supplemento carburante", la voce più pesante del biglietto premio. Ma perché il viaggiatore dovrebbe farsene carico? E soprattutto perché alcune compagnie, come Alitalia, non esplicitano chiaramente cosa contiene la voce "tasse e supplementi"? E come mai il pagamento del sovrapprezzo per il carburante non è previsto dal regolamento "Millemiglia"? è quanto ha denunciato al Garante della Concorrenza, un cittadino: Pierpaolo Poli, imprenditore. Nell'esposto si fa notare che il regolamento "Millemiglia " addebita al socio soltanto "le tasse d'imbarco relative al premio". In nessun punto cita eventuali supplementi, come quello per il carburante. Salvo poi farlo pagare. Il programma fedeltà di Alitalia differisce, ad esempio, da quello "Miles and More" del gruppo Star Alliance (Lufthansa), il cui regolamento annovera esplicitamente tra i costi a carico del socio le "maggiorazioni" e tra queste si porta a esempio quelle per l'assicurazione, che hanno la stessa sigla identificativa del sovrapprezzo per il carburante: IQ. Resta misterioso in ogni caso perché questi biglietti continuino a definirsi "premio ". Se lo fossero davvero le compagnie dovrebbero farsi carico di tutti i costi relativi, quelli che c'erano quando è partito il programma e quelli che si sono aggiunti successivamente. Esclusi solo i balzelli dovuti a terzi. Altrimenti che premio è? Ricorsi Un imprenditore ha fatto ricorso all'Antitrust dopo aver pagato il supplemento carburante Antonella Baccaro.

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Naomi: basta British, ora volo con Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-03 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Dopo la lite Naomi: basta British, ora volo con Alitalia MILANO - Naomi Campbell dice basta alla British Airways e sceglie l'Alitalia. Dopo il contenzioso con la compagnia inglese (dopo la rissa dell'aprile scorso all'aeroporto londinese di Heathrow per lo smarrimento di alcuni bagagli) la top avrebbe chiuso con gli inglesi e per quest'estate, tramite la sua segretaria, ha fatto prenotare solo voli "Az": Londra-Genova, Londra-Roma, Londra-Olbia. Scali per le mete di vacanza: Portofino, Capri, Porto Cervo. Viaggi programmati fra metà di questa settimana e sino al 20 agosto. Ospite dei molti amici della Venere nera: da Flavio Briatore ai Dolce e Gabbana.

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"Il pil non cresce, tagliamo le spese" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 184 del 2008-08-03 pagina 0 "Il pil non cresce, tagliamo le spese" di Redazione Il premier Silvio Berlusconi: "Siamo in un momento difficile per l'economia mondiale. Con il pil che non cresce c'erano due sole soluzioni, o aumentare la pressione fiscale o tagliare le spese. Abbiamo scelto la strada dei tagli. Con la finanziaria riduciamo i costi della Pubblica amministrazione". Intercettazioni "solo per mafia e terrorismo" Milano - La situazione economica preoccupa il governo ma il premier sa bene cosa fare per fronteggiarla. "Siamo in un momento difficile per l'economia mondiale - argomenta Berlusconi -. Il pil non cresce. C'è una diminuzione del 7% dell'Iva del mese passato rispetto ai mesi precedenti". Lo dichiara il presidente del Consiglio in una intervista al Tg4. Berlusconi aggiunge: "Vanno diminuite le spese. Con il pil che non cresce, c'erano due sole soluzioni: o aumentare la pressione fiscale o tagliare le spese. Abbiamo scelto la strada dei tagli. Con la finanziaria riduciamo i costi della pubblica amministrazione". Intercettazioni Il premier è tornato poi sul tema delle intercettazioni: "Auspico che, come succede in Europa, siano consentite solo per indagini su organizzazioni criminali come mafia, n'drangheta e via di seguito, oppure che riguardino il terrorismo internazionale. Spero che dal parlamento esca la legge che auspico". Alitalia Berlusconi ha anche affrontato altri temi scottanti, a partire da Alitalia: "Stiamo lavorando con buonissime prospettive di riuscita. Un grande paese non può non avere una compagnia di bandiera". Il prestigio dell'Italia Il Cavaliere è sempre più convinto di essere la "ricetta giusta per il Paese": "Ho la certezza che il prestigio internazionale dell'Italia sia aumentato. Ho messo in campo l'esperienza che deriva da 14 anni di politica. Questo non mi piace tanto, ma io sono il più antico nelle varie situazioni, sia anagraficamente sia come presenza nel ruolo. Rappresento la memoria storica. Sono anche un tycoon, stimato non solo per il suo essere politico, ma anche per quello che ha fatto nella vita. La politica dell'amicizia che ho saputo impostare con i colleghi, mi porta ad avere un peso qualche volta determinante nei fori internazionali, dove difendo gli interessi dell'Italia, come invece precedentemente non veniva fatto". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Matteoli: Esuberi? Mai visti (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 04-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Matteoli: "Esuberi? Mai visti" "Per Alitalia, non ho visto un foglio che parlasse di esuberi". È il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, a intervenire sul caso caso Alitalia, smentendo lo stesso Silvio Berlusconi che aveva indicato in 5000 persone la cifra degli esuberi del nuovo piano di ristrutturazione dell'aviolinea. "Non posso negare di aver avuto contatti con il dottor Passera - dice Matteoli in un'intervista a Il Sole 24 Ore - ma un piano io non l'ho ancora visto. E non ho mai visto un foglio che parlasse di esuberi. Parlerò solo dopo aver visto il progetto". Un gioco al massacro del governo, che ora deve riferire in parlamento nei primi giorni della settimana, come da richiesta delle opposizioni. A rappresentare l'Esecutivo in aula non ci saranno tuttavia né berlusconi né Matteoli ma il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, e il sottosegretario al ministero dell'Economia, Luigi Casero. Con ogni probabilità, questo passaggio parlamentare dovrebbe essere l'ultimo atto del caso Alitalia prima delle vacanze. L'altro appuntamento cruciale, quello dell'esame della semestrale di Alitalia, che consente di verificare se esistano i presupposti di continuità aziendale, sembra ormai saltato. Per l'8 agosto, il calendario ufficiale degli eventi finanziari della corporate prevede, tuttora, l'approvazione dei conti al 30 giugno scorso ma da giorni circola con insistenza l'ipotesi, non smentita, di un rinvio a fine mese.

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Silvio insiste: Intercettare solo mafiosi e terroristi (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 04-08-2008)

Argomenti: Alitalia

GIUSTIZIA Silvio insiste: "Intercettare solo mafiosi e terroristi" Le uniche intercettazioni davvero utili sono quelle "per mafia e terrorismo", ripete il cavalier Berlusconi. Ma poi spazia su tutto, dalla prudenza sulle strade dell'esodo alla sua figura di tycoon internazionale che ha dato prestigio all'Italia. E' un vero saluto di fine anno, quello che il presidente del consiglio Silvio Berlusconi invia in esclusiva attraverso i microfoni del Tg4. Dialogo registrato venerdì a Napoli ma mandato in onda solo ieri, per la delizia degli italiani in partenza. Il primo argomento è, ovviamente la giustizia, e soprattutto le intercettazioni, che vanno fatte "solo per mafia e terrorismo". "C'è un disegno di legge che colpisce con pene sufficientemente gravi" chi esegue le intercettazioni fuori dai limiti previsti dalla legge, "chi le diffonde e chi le pubblica". "Spero proprio - si augura Berlusconi - che dal parlamento esca un provvedimento che risponda a queste indicazioni". Poi parla di se, un "tycoon stimato non soltanto per il suo essere politico, ma anche per ciò che ha fatto nella vita", capace di "avere un peso qualche volta determinante nei forum internazionali" e di "difendere gli interessi dell'Italia e degli italiani come invece precedentemente non veniva fatto". "Ho messo in campo un'esperienza che mi deriva da 14 anni di presenza nella politica - afferma il premier -. E anche se questo non mi piace tanto, sono anche il più "antico" nelle varie situazioni, sia anagraficamente che come presenza nel ruolo. Rappresento quindi, in certi casi, la memoria storica dell'istituzione stessa, come nel Consiglio d'Europa". Infine, le promesse su Alitalia - "stiamo lavorando con buonissime prospettive di riuscita, un grande paese non può non avere una compagnia di bandiera". E infine l'invito alla prudenza sulle strade dell'esodo estivo e un paio di promesse sulla crisi economica: "Vanno diminuite le spese. Con il pil che non cresce, c'erano 2 sole soluzioni: o aumentare la pressione fiscale o tagliare le spese. Abbiamo scelto la strada dei tagli".

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Il premier sposa la linea tremonti "siamo realisti, situazione peggiorata" - claudio tito (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Dopo il colloquio di giovedì scorso con il ministro, Berlusconi raffredda gran parte del suo ottimismo Il premier sposa la linea Tremonti "Siamo realisti, situazione peggiorata" "Non c'è da stare allegri ma ora dobbiamo evitare l'assalto alla diligenza" CLAUDIO TITO ROMA - Un resoconto nerissimo. Una prospettiva allarmante. Dati preoccupanti. Non solo il crollo delle entrate Iva, ma anche una crescita del Pil che quest'anno supererà di pochissimo lo 0%. Giovedì scorso il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si incontrano. Un colloquio a quattr'occhi per definire gli ultimi ritocchi alla Finanziaria 2009. Ma anche per aggiornare il capo del governo sullo stato di salute dell'economia italiana. Un quadro davvero a tinte fosche che impressiona il Cavaliere. E che lo costringe ad una vera e propria "inversione" di rotta. "Non dobbiamo perdere l'ottimismo, ma dobbiamo essere realisti", ha ripetuto il premier dopo quel faccia a faccia. Una riunione che ha fatto slittare decisamente il capo del governo sulla linea "tremontiana". Quella più prudente all'interno dell'esecutivo. Quella di chi evoca il "rischio '29". Tant'è che da giovedì sera i toni del presidente del Consiglio sono mutati. Non è più il tempo del "sole in tasca" ma della "prudenza". Una prima avvisaglia, in realtà, Berlusconi l'aveva avuta il 16 luglio scorso nella cena a Villa Madama con quasi tutti i "big" dell'imprenditoria italiana. E nella quale il menu era dominato dagli scenari ben poco confortanti delle aziende nostrane. "Di certo - ha ammonito il capo del governo anche durante il Consiglio dei ministri di venerdì scorso - non c'è da stare allegri". Così, mentre il ministro dell'Economia ha bacchettato quasi tutti i suoi interlocutori con un "ve l'avevo detto io", l'inquilino di Palazzo Chigi ha "coperto" Giulio anche sulla tattica da seguire per la presentazione della Finanziaria. "Dobbiamo evitare il pressing delle lobby e l'assalto alla diligenza". Ma l'allarme rosso non è scattato solo per i dati che riguardano l'Italia. La congiuntura internazionale, infatti, secondo il Tesoro non è affatto destinata a rasserenarsi. Anche la "locomotiva" tedesca potrebbe essere "frenata" nei prossimi mesi. Ma, in particolare, sono i numeri provenienti dagli Usa a non confortare le previsioni. I fondamentali non confermano la crescita in autunno. L'andamento negativo di alcuni settori come quello dell'auto e la possibilità che la crisi dei subprime si allarghi ulteriormente anche al mercato dei fondi rappresentano un vero spauracchio per l'Economia. E ora pure per Palazzo Chigi. Anche perché la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva non si prospetta semplice per il centrodestra. La Finanziaria è solo uno dei dossier sul tavolo del Cavaliere. Che dovrà fare i conti con partite infuocate come quella di Alitalia. "Dobbiamo trovare un modo per far crescere i consumi", è la richiesta avanzata da Berlusconi a Tremonti. Il capitolo stipendi, dunque, sta tornando al centro dell'agenda dell'esecutivo. "Perché se non troviamo qualche soluzione su quel fronte è difficile affrontare questo momento". "Ma dobbiamo far capire - è l'ammonimento berlusconiano - che la colpa non è nostra". "Se poi Bersani ci viene a spiegare che il calo dell'Iva è colpa di Berlusconi - sbotta Paolo Bonaiuti - allora non si può rimanere in silenzio. Stiamo al governo da maggio e sarebbe colpa nostra? è solo ridicolo". O meglio, chiosa il ministro per le politiche comunitarie, Andrea Ronchi, "paghiamo noi le scelte disastrose del passato. Le scelte di Prodi. In più dobbiamo far fronte ad una congiuntura negativa che tocca l'Italia, l'Europa e l'America. Il prezzo del petrolio e degli alimentari che salgono, i consumi che scendono. Dobbiamo fare i conti con tutto questo". Quindi, è la linea imboccata a questo punto dal premier, "dobbiamo rimanere ottimisti ma con realismo. In questa fase giochiamo in difesa".

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<Troppi terminal deserti Oggi le torri di controllo sono i nuovi campanili> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-08-2008)

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N. 31 del 2008-08-04 pagina 2 "Troppi terminal deserti Oggi le torri di controllo sono i nuovi campanili" di Redazione Il presidente dell'Enac Vito Riggio: "Ogni Comune vuole un suo scalo, ma così i bilanci vanno in rosso. E l'Italia non riesce a competere con gli snodi internazionali" I campanili dell'Italia contemporanea sono le torri di controllo. Simbolo di importanza e modernità, le torri sovrastate dai radar sono lo status symbol delle città; e poco importa poi se sulle piste di atterraggio gli aerei arrivano col contagocce, se il micro-scalo non è collegato con il resto della rete di trasporti o se i bilanci delle società di gestione sono in rosso: se la cittadina a meno di trenta chilometri ha un suo aeroporto, un sindaco non può privare i suoi elettori di uno scalo sotto casa. "Il principio è quello di sempre, l'impronta culturale che ha segnato, e continua a segnare, la vita italiana. Che oggi, però, invece che nel costruire campanili, si combatte tirando su terminal". Vito Riggio, presidente dell'Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, sintetizza così la situazione italiana. E precisa: "Sotto la mia gestione non sono stati aperti altri aeroporti. Anche quello di Cosimo, che è da poco entrato in funzione, era stato approvato già nel 2000". Perché ci troviamo una situazione del genere? Perché in tutto lo stivale non è mai sorto su aeroporto delle dimensioni di quelli di Madrid, Parigi, Francoforte o Londra? "Eppure le potenzialità ci sono tutte - spiega Riggio -. L'Italia potrebbe certamente competere con gli hub internazionali. Specie al nord, i numeri, considerando traffico commerciale e turistico, ci sono tutti. Ma se poi guardiamo alla situazione...". La situazione del ricco nord: tanto ricco quanto colonizzato senza discontinuità da piste di atterraggio. Da est a ovest: Aeroporto di Trieste, Venezia, Treviso, Vicenza, Verona, Bergamo, Milano (Linate e Malpensa), Parma, Genova, Torino, Villanova, Cuneo, Aosta. Senza considerare quelli un po' più a nord, Trento e Bolzano, e quelli un po' più a sud: Firenze, Bologna, Forlì, Reggio Emilia, Rimini. Le lotte intestine rinascimentali sono riproposte in chiave moderna ma ora, invece che con cavalleria e arcieri i potestà (leggi sindaci e assessori) si sfidano a colpi di prezzario. Perché, dato che Alitalia, la comatosa compagnia di bandiera nazionale, serve solo 19 aeroporti, tutti gli altri scali si arrangiano come possono, cercando di accaparrarsi la presenza di compagnie minori e low cost: le galline d'oro del trasporto aereo, nonostante il recentemente crollo dei profitti di Ryanair, possono assicurare infatti passeggeri e voli in quantità, (ne sa qualcosa Orio al Serio, l'aeroporto bergamasco che sulle frotte di inglesi che vengono in giornata a fare compere in Italia ci ha costruito una fortuna) ma chiedono al contempo tariffe scontatissime, quando non vere e proprie sovvenzioni. "E il risultato è questo - illustra Riggio -. A fronte di numeri che garantirebbero uno scalo internazionale di primo livello, tutti quei passeggeri vengono sparpagliati in un pulviscolo di scali. Il bacino di utenza però è talmente ricco da far vivere, o sopravvivere, tutti quanti". E al sud, dove i numeri dei viaggiatori, soprattutto del traffico degli affari, non sono così alti, come si spiega la proliferazione di piste di atterraggio? "Lì valgono altre considerazioni. Per la conformità del territorio, è stato storicamente più difficile creare una rete di trasporti efficiente. Quindi moltissimi uomini politici hanno visto in un aeroporto la carta giusta per lo sviluppo di un'area. Compiendo però in numerosi casi un errore: perché uno scalo aereo non può essere gestito solo dal pubblico, deve sempre essere capace di trovare nuovi clienti ed essere competitivo sul mercato. E per fare questo occorre trovare partner privati". Come fare allora per entrare nella seria A del traffico aereo mondiale? "Ci vuole la volontà delle istituzioni. Così come la politica ha avallato la proliferazione campanilistica di scali e terminal, ora occorre che qualcuno prenda il coraggio a due mani, e dica che la rete aeroportuale italiana deve essere basata su non più di quindici o diciotto aeroporti. Tutti gli altri sono aeroporti regionali utili per altre cose, non per il traffico commerciale". A quanto pare, però, la tendenza rimane quella di ampliare, costruire, rinnovare. A Viterbo, dove sorgerà il terzo aeroporto del Lazio, i cittadini hanno dovuto abbattere la concorrenza di Frosinone. La capitale ciociara sarà però salvata dal presidente della regione Lazio Piero Marrazzo, che ha annunciato la possibilità di costruirvi un quarto aeroporto laziale: "Uno scalo a carattere regionale, una struttura che serva il bacino del Sud del Lazio e del Nord della Campania". In fondo, un aeroporto non si nega a nessuno. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, al tavolo anche gli imprenditori (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-08-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-08-04 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Pisana Parte il confronto voluto da Marrazzo con Alemanno e Zingaretti Alitalia, al tavolo anche gli imprenditori Oggi Marrazzo, Zingaretti e Alemanno si vedranno in Regione per parlare di Alitalia: degli esuberi, ovviamente, ma anche e soprattutto del contraccolpo che porterebbe per l'intera zona il ridimensionamento di Fiumicino. Per questo, nel tavolo che vede coinvolte, convocate dalla Regione di Piero Marrazzo, anche la Provincia di Nicola Zingaretti e il Comune di Gianni Alemanno, saranno presto coinvolti gli imprenditori locali, con la speranza di costruire una barriera che permetta di arginare il disastro Alitalia e l'eventuale maggiore attenzione del governo nazionale per Malpensa. In quale forma saranno coinvolti gli imprenditori è da stabilire, il tavolo interistituzionale - permanente, seguirà tutte le trattative - servirà anche per questo. Di certo, la situazione Alitalia sembra drammatica: "Bisogna innanzitutto capire - dice il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti - a quanti esuberi ci troveremo di fronte, e purtroppo si tratta di numeri che, a dispetto di quanto diceva il governo di Berlusconi, sembrano continuare a crescere. In ogni caso, si tratta di una vicenda centrale e strategica per il tema dello sviluppo locale". Secondi calcoli dei sindacati - anche le varie sigle faranno parte del tavolo - c'è un'altra cifra che preoccupa non poco i lavoratori dello scalo di Fiumicino: oltre all'alto numero di esuberi previsto, infatti, i sindacati si dicono convinti che la scure si abbatterà per il settanta per cento del torale sui lavoratori romani. Ovviamente, se fosse vero, il contraccolpo sarebbe di difficile gestione: per questo Marrazzo ha convocato il tavolo. Certo: fare pressioni sul governo, evitare che Malpensa sia tutelata più di Fiumicino, ma soprattutto agire, creare altre possibilità d'intervento nella zona. Si spiega così l'intenzione di coinvolgere nella "battaglia" anche gli imprenditori del posto. Non solo parole e polemiche politiche, dunque, ma anche proposte e progetti concreti. Ciò che è certo, al momento, è che anche in Campidoglio sulla vicenda Alitalia le polemiche non mancano. è di pochi giorni fa lo scontro in consiglio comunale tra il presidente Marco Pomarici, Pdl, e il capogruppo dell'opposizione, Umberto Marroni del Pd, che ha più volte richiesto un consiglio straordinario per discutere della complessa vicenda. La lite si è conclusa con l'approvazione di una mozione bipartisan in difesa dello stato occupazionale.

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Precari, dubbi sulla legge "è incostituzionale" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)

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Oggi il via alla manovra. Alitalia, scontro sul governo in aula Precari, dubbi sulla legge "è incostituzionale" ROMA - Diventerà oggi legge la manovra economica proposta dal governo. Ma l'ufficio tecnico della Camera solleva dubbi di costituzionalità sulla norma riguardante i precari. Ed è polemica sulla vicenda Alitalia: salta l'audizione, prevista per oggi, del ministro dell'Economia Tremonti alla Camera. Il Pd accusa: "Governo in fuga". PETRINI A PAGINA 4 LIVINI A PAGINA 21.

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Allarme alitalia: "gli esuberi ricadranno su roma" - anna rita cillis a pagina vii (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)

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Pagina I - Roma Allarme Alitalia: "Gli esuberi ricadranno su Roma" ANNA RITA CILLIS A PAGINA VII SEGUE A PAGINA VII.

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Alitalia, allarme esuberi "la crisi pesa su roma" - anna rita cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)

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Pagina VII - Roma Deciso un "tavolo permanente". Il 14 Consiglio comunale straordinario Alitalia, allarme esuberi "La crisi pesa su Roma" Vertice tra Alemanno, Zingaretti e Marrazzo "Le ricadute occupazionali possono diventare dirompenti" ANNA RITA CILLIS Pesa in gran parte su Roma e su tutto il Lazio la vicenda Alitalia. Migliaia gli esuberi ipotizzati sino ad ora, oltre a quelli che si trascinerà l'indotto. Un problema che ha spinto il presidente della Regione Piero Marrazzo, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il sindaco di Fiumicino Mario Canapini, il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, e i rappresentanti locali di Cgil, Uil, Cisl, Ugl e Sdl a dar vita a un tavolo permanente. Una decisione presa alla fine di un incontro tra le parti convocato ieri pomeriggio nella sede della Regione dallo stesso governatore e al quale ha partecipato per Alitalia anche il presidente Aristide Police. La richiesta di Comune, Regione, Provincia e sindacati è di essere "ascoltati" dal governo visti i "i riflessi che il futuro della compagnia di bandiera avrà sul territorio", per un "effettivo coinvolgimento" all'interno dei processi di determinazione del futuro di Alitalia "e dello strategico scalo di Fiumicino", dicono all'unisono le parti attraverso un documento congiunto. La preoccupazione è "che le ricadute occupazionali sul territorio, visto che l'80-90% dei lavoratori Alitalia risiede nel Lazio - ha spiegato al riguardo Piero Marrazzo - possano diventare dirompenti". "Il nostro interesse non è strumentale - ha spiegato Nicola Zingaretti - in parte è anche legato a una vocazione produttiva di sviluppo e competitività del sistema regionale e provinciale. Penso sia un segnale positivo per sollecitare al governo la presentazione di un piano, ma soprattutto per conoscere e verificare le condizioni necessarie affinché il sistema locale possa intervenire con le proprie decisioni non a cose fatte, ma contribuendo ad orientare le scelte che si faranno". Meno concilianti i sindacati: "Vogliamo riaffermare un concetto semplice: ciò che non abbiamo concesso al governo Prodi e al ministro Padoa Schioppa non lo concederemo al governo Berlusconi e al ministro Tremonti. Ci deve essere un coinvolgimento vero dei sindacati sulla cordata che si sta mettendo in campo per il risanamento di Alitalia", ha detto al riguardo il segretario aggiunto della Cisl Roma, Salvatore Biondo. Per il segretario regionale della Filt Cgil, Paolo Ricciotti: "Non è pensabile fare piani industriali che non tengano conto dei nostri asset: Fiumicino rimane un nodo fondamentale", mentre il segretario regionale Uil, Felice Alfonsi puntualizza: "Abbiamo bisogno di una strategia del sistema paese per uno sviluppo di Fiumicino e Alitalia che sia inscindibile. Segnali incoraggianti arrivano dalla Compagnia aerea che ha registrato a Fiumicino, nell'ambito del trend di crescita del traffico, un aumento dei passeggeri del 29,6% a giugno e del 29,3% dal 1° al 28 luglio, a fronte di una crescita dei posti offerti rispettivamente del 32% e del 29,9%.

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Alitalia, salta l'audizione di tremonti pd all'attacco: "governo in fuga" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)

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Economia Alitalia, salta l'audizione di Tremonti Pd all'attacco: "Governo in fuga" E senza il piano di Intesa può slittare anche la semestrale In Senato va Vito Toto da Letta. A Roma tavolo tra comune, provincia e Regione ETTORE LIVINI MILANO - La partita per il salvataggio di Alitalia, in eterna attesa della fantomatica cordata italiana, si trasferisce in Parlamento. Giulio Tremonti, che la scorsa settimana si era impegnato a riferire sulla situazione della Magliana, non sarebbe invece più disponibile per l'audizione prevista oggi alla Camera, malgrado la richiesta dei presidenti delle Commissioni bilancio e trasporti e dell'opposizione. A presentarsi per un'informativa sarà il ministro dei Rapporti con il Parlamento Elio Vito, il quale riferirà in Senato davanti alle Commissioni riunite Bilancio e Lavori Pubblici di Palazzo Madama. . Un "declassamento" duramente criticato dal Partito Democratico che accusa l'esecutivo di "fuga" da una crisi aziendale per cui, malgrado le dichiarazioni ottimistiche, si fatica a trovare una soluzione: "La decisione di Tremonti di non presentarsi rappresenta un tentativo del governo di rinviare qualsiasi discussione parlamentare su questo tema", ha detto ieri Pierpaolo Baretta, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera, invocando un intervento del presidente di Montecitorio, Fini. Le commissioni si riuniranno comunque oggi per dirimere la situazione e sembra probabile che in assenza di Tremonti la discussione possa in ogni caso scivolare a dopo la stagione estiva. Tutta la partita Alitalia, del resto, sembra essere stata congelata per questo mese per evitare scontri sindacali. è ai box l'intervento legislativo per ritoccare la legge Marzano, così come, in assenza di novità su questo fronte, anche Banca Intesa Sanpaolo non ha nuove carte da presentare ai potenziali investitori, ancora in attesa di un vero e proprio piano industriale. A muoversi, per ora, è solo Carlo Carlo Toto, numero uno Air One, che ieri ha incontrato Gianni Letta. Questo rinvio (malgrado la disponibilità mostrata da Cesare Geronzi a rimettere in pista Mediobanca sul dossier) rischia però di mettere un po' in difficoltà il management, in teoria chiamato a redigere la semestrale per il cda di venerdì prossimo. Non è un mistero che il presidente Aristide Police non veda di buon occhio un piano (come quello di Intesa) che segni una forte discontinuità della Vecchia Alitalia, destinata a diventare una bad company, dalla nuova destinata a nascere dalle nozze con Air One. Il rischio per lui, che ha firmato bilancio con l'impegno a garantire una continuità aziendale, è quello di trovarsi con il cerino in mano, travolto da una valanga di cause. Degli azionisti Alitalia, ad esempio, che in un eventuale piano di rilancio rischiano di vedere i loro titoli (congelati in Borsa) trasformati in carta straccia. Non a caso secondo fonti attendibili, il cda di venerdì prossimo per l'approvazione della semestrale potrebbe slittare in attesa di una maggior visibilità sui piani del governo. In teoria, la Magliana ha tempo fino alla fine d'agosto per dare l'ok ai conti. Roma e il Lazio infine hanno deciso di unire le forze per far sentire la loro voce: "Chiediamo al governo di essere ascoltati congiuntamente", ha detto il presidente della Regione Piero Marrazzo annunciando la nascita di un tavolo permanente tra Regione, Comune di Roma, Provincia e organizzazioni sindacali.

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TRA L'INCUDINE e il martello. Sono giorni difficili per il sindaco di Roma in bilico di fronte a (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del di Livia Ermini TRA L'INCUDINE e il martello. Sono giorni difficili per il sindaco di Roma in bilico di fronte alla crisi Alitalia. Da una parte c'è il suo ruolo di amministratore locale che gli imponorrebbe di prendere a cuore il problema degli esuberi dei lavoratori (5mila più i 2mila di Airone secondo le indiscrezioni uscite in questi giorni) e quello di Fiumicino notevolmente ridimensionato, se non ridotto a scalo regionale, se dovesse andare in porto il piano Intesa-San Paolo. Dall'altra parte c'è la fedeltà allo schieramento politico di appartenenza e ad una campagna elettorale giocata proprio sull'alternativa, tutta nostrana, alla vendita ad Air France. Il diktat di Berlusconi si fa sentire forte e chiaro. Per questo, pur condividendo il documento comune uscito dal tavolo interistituzionale di confronto di ieri con Marrazzo, Zingaretti e i rappresentanti delle sigle sindacali che chiede al Governo un confronto diretto e maggior chiarezza sul piano industriale, il sindaco non può che confermare: "A titolo personale ho sempre difeso l'idea di una cordata nazionale perché ritengo possa dare maggiori garanzie di responsabilità sociale e radicamento sul territorio di qualsiasi cordata internazionale. Ritengo invece che tutto il territorio italiano è segnato da privatizzazioni che hanno regalato pezzi di sistema industriale all'estero che non ha mai funzionato anzi si e' trattato di uno stillicidio nel tempo". Dunque un colpo al cerchio e una alla botte perché uscire dal dilemma non è facile. Il problema dei licenziamenti e della cassa integrazione pesa come un macigno. Da fonte sindacale si apprende che durante questa prima riunione (di quello che sarà un tavolo permanente) il presidente di Alitalia Aristide Police avrebbe confermato i 5mila esuberi di cui l'80% sarebbero concentrati proprio sull'aeroporto di Fiumicino, notizia frettolosamente smentita da Via della Magliana. Poi c'è l'indotto delle società che satellitano intorno alla compagnia aerea. Per non parlare delle ricadute sull'intero territorio regionale. "Il destino di Alitalia - ha detto il presidente della Provincia Zingaretti - ha un impatto strategico anche per quanto riguarda il sistema produttivo locale. Concerne il futuro di un'area che riguarda non solo il suo aeroporto ma anche l'aeroporto di Ciampino, quello di Civitavecchia, le reti infrastrutturali che Comune e Provincia devono programmare per il futuro e la competitivita' sul territorio". Posizione ovviamente condivisa dal presidente della Regione che parla di "tenuta di una compagnia nazionale che veda nell'aeroporto di Fiumicino il perno di un hub intercontinentale nel Mediterraneo".

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Crisi Alitalia, al via il tavolo delle istituzioni locali All'incontro voluto da Regione e Provincia c'era anche il sindaco di Roma incerto tra fedeltà al governo e difesa di Fiumi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del Crisi Alitalia, al via il tavolo delle istituzioni locali All'incontro voluto da Regione e Provincia c'era anche il sindaco di Roma incerto tra fedeltà al governo e difesa di Fiumicino.

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Expo, perché la Moratti vuole decidere da sola (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del Expo, perché la Moratti vuole decidere da sola di Oreste Pivetta / Milano La vicenda dell'Expo che era nata e cresciuta sotto la stella dell'unità nazionale sta già invecchiando con le rughe della politica, cioè dei pasticci di potere per il potere e per i soldi. Film di quart'ordine con la Moratti che recita sempre la stessa parte: che faccia il ministro o che faccia il sindaco si sente sempre il commissario straordinario che non deve rendere conto a nessuno. Per accontentarla Gianni Letta aveva messo in piedi una piramide sbilenca, per metà Comitato di indirizzo e di programmazione (Cipem), inzeppato di ministeri con l'aggiunta delle rappresentanze locali, per l'altra metà un consiglio di gestione capitanato da un amministratore unico che avrebbe dovuto rispondere solo a lei. Insomma un padrone (il Cipem) che non può alzare un dito: tutto nella mani dell'accoppiata commissario straordinario - amministratore unico. Tremonti, dopo averci riflettuto una notte, aveva mandato all'aria il progetto di Letta ( progetto giudicato dai più, anche da Berlusconi un mostro giuridico) e aveva fatto piangere un'altra volta la Moratti, che non gli è mai stata simpatica. Così che si torna da capo, con una riunione programmata per mercoledì a Roma e non ancora convocata e il ritardo lascia intendere che si possa rinviare tutto a settembre. Per quale soluzione? Tutto dipende da quanti passi indietro sarà a disposta a compiere la Moratti e in primo luogo se saprà accettare l'accantonamento di Paolo Glisenti, l'uomo che si porta appresso dai tempi della Rai e di Murdoch, al ministero e a Palazzo Marino (il co.co.co, come denunciò l'Unità, più ricco d'Italia, a 180 euro l'ora). Perchè proprio Paolo Glisenti sarebbe dovuto diventare l'amministratore unico della Soge, cioè della società di gestione dell'Expo, che secondo il sindaco-commissario avrebbe dovuto governare tutto, proprio tutto: dalle infrastrutture fino all'ultimo degli eventi... Paolo Glisenti vanta una bella tradizione di famiglia (il padre Giuseppe, morto tre anni fa, fu tra i manager democristiani più influenti dagli anni cinquanta agli anni ottanta, tra l'altro direttore generale dell'Iri, direttore della Rai ai tempi di Paolo Grassi, presidente di Finmeccanica, consigliere dell'amministrazione nell'Iri di Prodi), ma non altrettanto bei risultati quando si è messo in proprio. Si potrebbero ricordare la sua avventura alla guida di Rcs Video, dopo Luca di Montezemolo, e il disastro della Carolco, casa cinematografica americana, di cui la Rcs Video con Montezemolo aveva acquistato un 3,7% poi salito fino al 12% e svalutato più volte. La partecipazione si rivelò fallimentare e alla fine, nel 1995, fu ceduta alla 20th Century Fox di Murdoch, evitando ulteriori danni, danni che il bilancio di Rcs valutò in quasi 44 miliardi di lire (ma Mediobanca, sui conti di Rcs Video tra il 1992 e il 1998, con Montezemolo prima e con Glisenti poi, arrivò a sommare 350 miliardi perdite). Naturalmente Glisenti continuò tra alti e bassi imprenditoriali e consulenze, fino ad arrivare alla corte della Moratti, ai tempi in cui il sindaco di Milano stava alla Rai. Amore a prima vista. Glisenti seguirà la Moratti prima al ministero e poi a Milano. La Moratti non gli ha negato ruoli di primo piano (ad esempio nella costituzione della utility bresciano-milanese A2A) e non ha temuto di spendere una parola di incoraggiamento a favore di Eliana Miglio, attrice e seconda moglie di Glisenti, per un provino presso Agostino Saccà (come da intercettazioni). Ma nel grande affare Expo Paolo Glisenti diventa non solo "l'uomo dei pieni poteri" sotto l'ala del sindaco, ma anche l'uomo della famiglia Moratti, cioè dei poteri petrolieri che hanno da riaffermare una sorta di supremazia cittadina (anche di fronte agli arabi degli emirati che paiono disposti a investire ben più di dieci miliardi). Così nel gioco delle cordate, non è un caso che salti fuori il nome di Bruno Ferrante, ex questore, candidato sindaco del centrosinistra proprio contro la Moratti, in ottimi rapporti con tante e diverse aree della maggioranza di centrodestra (vedi le belle parole di La Russa) e assai vicino a Salvatore Ligresti, che tanto ha avuto dalla Moratti, ma soprattutto dal suo predecessore, Gabriele Albertini, e che tanto s'attende dall'Expo. E visto che proprio Ligresti sì è fatto colonna dell'impresa salva Alitalia promessa da Berlusconi, tante attese non possono andare deluse. Certo Ferrante di consensi potrebbe ottenerne molti, anche se per capire se la sua sia una candidatura reale o se si tratti semplicemente di un colpo per affondare quella di Glisenti bisognerà attendere il famoso decreto della presidenza del consiglio, a questo punto più probabile in settembre, e quindi una soluzione meno infernale di quella ideata da Letta. La strada più semplice sarebbe quella indicata dal presidente della provincia di Milano, Filippo Penati: un consiglio d'amministrazione rappresentativo e un amministratore delegato, una cultura della collegialità che sappia coinvolgere tante voci a partire da quelle degli enti locali. E cita gli esempi positivo del Giubileo e delle Olimpiadi di Torino. L'augurio di Penati: "Che si chiuda definitivamente questa fase di dibattito, che definerei lunare".

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Complimenti per la storia di Leoncelli Caro direttore, ho letto nel locale bar Arci dove tu (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del Complimenti per la storia di Leoncelli Caro direttore, ho letto nel locale bar Arci dove tutti i giorni vado a leggere i giornali, tra cui l'Unità, la storia di Omar Venturelli Leoncelli. Per un italiano che sa come vanno le cose di "giustizia" nel nostro paese, sapere che la tenacia di moglie e figlia viene premiata dopo 35 anni per una coincidenza perché quel giorno di turno era proprio il PM Baltazar Garzon,...Cile - Spagna - Praga - Italia, mandato di cattura internazionale per tanto tempo ignorato,...sa quasi di volere divino, di tante strane coincidenze,...che una volta tanto aiutano la giustizia. Ogni tanto la giustizia funziona. Mi rammenta la tenacia di Viesenthal con i criminali nazisti a distanza di decenni e decenni. Complimenti per avere dato tanto risalto a questa notizia, quasi assente del tutto dagli altri giornali e dai TG. Grazie. Adriano Fontani, Ponte d'Arbia (Siena) Chi altri poteva coprire la Verità? Cara Unità, la censura al quadro del Tiepolo "La verità svelata dal tempo", con un pudico velo sul rigoglioso seno della Verità, è un bellissimo lapsus freudiano: chi, se non l'uomo che mente talmente bene da convincersi delle sue bugie, come scriveva Montanelli, potrebbe voler velare la verità? Angela Rigoli I più poveri tra i poveri Caro Direttore, anche la spiaggia può essere un prezioso osservatorio sociale. Frequento la spiaggia di Mondello (Palermo) nella sua zona libera piena zeppa di bagnanti ed attraversata sempre da diecine e diecine di "vu-cumprà". Sono generalmente marocchini o indiani del Bangladesh ed offrono poverissime cose: collane e monili di pietre dure, palloni, teli da mare, tatuaggi trasferelli, orologi cinesi da cinque euro, salvagenti per i bambini, vestitini indiani, occhiali da sole, borse, cappelli di paglia.....Ebbene vedo questi poveri venditori sempre più disperati, sempre più accasciati. Vendono sempre di meno, di meno... Qualcuno di loro, specialmente tra gli ultimi arrivati che non hanno ancora imparato la dura legge della strada e della sopravvivenza, anche molto denutrito, con le ossa delle spalle sporgenti come i nostri poveri di tanti anni fa... Vendono molto di meno e fanno fatica guadagnare i dieci o quindici euro giornalieri per sopravvivere. La gente è diventata assai attenta a come spende i soldi ed anche l'acquisto di una collanina di pochi euro è diventato difficile. I "vu cumprà" avevano un mercato nella popolazione meno abbiente. Ma questa ora stenta a vivere e di conseguenza riduce tutto a cominciare dal superfluo che questi venditori offrono. I poveri dei poveri sono i primi a cadere. Pietro Ancona Fare l'amore in un prato ecco il vero crimine Cari due minorenni modenesi anonimi, vi scrivo per esprimervi tutta la mia solidarietà. Mentre voi giustamente amoreggiavate felici su un prato, il Parlamento varava di sottecchi norme anticostituzionali, il governo schierava per le strade l'esercito come a Beirut (per "proteggerci" non si sa bene da quale attacco), le poche decine di migranti che sbarcano disperati sulle nostre venivano considerate "emergenza nazionale", i rom venivano schedati come durante il nazismo, la giustizia boccheggiava e la mafia, la camorra e la corruzione impazzavano. In un Paese senza più speranza di riscatto, a cosa pensano le mamme preoccupate o i vigili urbani in motocicletta? Naturalmente, a intervenire "in pochi minuti" per fermare dei pericolosi delinquenti come voi. Chissà quando mostreranno la stessa solerzia per combattere le ingiustizie vere. Luca T. Barone Tutti zitti sugli esuberi Alitalia Tutti zitti. Per molto meno, quando c'era Prodi, i tassisti hanno bloccato Roma e minacciato sfracelli. Ora si parla di 5000 "esuberi" e, mi pare, all'orizzonte tutto tranquillo. Bruno Poggio, Asti Bene Pollastrini sui temi etici Cara Unità, a seguito della garbata intervista comparsa ieri su l'Unità vorrei ringraziare l'onorevole Barbara Pollastrini per la sensibilità dimostrata - ancora una volta- nei confronti di temi etici e sociali che sebbene forse interessino solo una parte dell'elettorato del PD (e magari danno anche fastidio ad una parte di esso) sono alla base della concezione di un partito laico e con aspettative di governo di un Paese che sempre più, ahimè! appare sottoposto alle richieste di un altro stato, quello Vaticano! Carla Fenoglio, Pavia L'incubo del divorzio all'italiana Cara Unità, in Italia solo chi non è passato per una separazione non può capire l'incubo della legge sul divorzio italiana. Personalmente per essere completamente libero da un matrimonio fallito ci ho messo 4 anni (3 anni di separazione e 1 per il divorzio: 1460 giorni)! Un tempo infinitamente lungo paragonato ai tempi del divorzio nei restanti paesi europei e nel resto del mondo civile e avanzato socialmente. Per quale motivo in Italia i tempi devono essere così lunghi e le fasi devono essere 2 (3 anni di separazione più divorzio)? Qualcuno ha tentato di giustificarmi che i 3 anni di separazione sono importanti perché in qualche caso moglie e marito si sono riconciliati. Al che mi chiedo: per un 1% di riconciliazioni (per esempio) ci deve essere un restante 99% che deve pagare un prezzo altissimo? In quel 99% ci sono anche donne rimaste incinta di un nuovo compagno che sono impossibilitate a risposarsi e dare una famiglia al nuovo nascituro in quanto ancora legate legalmente al vecchio matrimonio ormai fallito. Tutto questo in barba alla difesa dell'"Istituzione della Famiglia" tanto sbandierata. Ci siamo mai chiesti perché molte nuove coppie vanno a vivere insieme senza sposarsi? Forse perché il matrimonio è visto in Italia come "un legame per la vita" tanto che per scioglierlo ci vogliono 4 anni e tanti soldi da dare agli avvocati? Guardando l'Onorevole Fini (ancora legato a sua moglie in quanto separato), l'Onorevole Casini (appena separato e risposato dopo una lunga convivenza con la sua attuale moglie) o Berlusconi (divorziato e risposato) non mi sembra che noi cittadini italiani siamo molto diversi da chi difende l'istituzione della famiglia in Parlamento e nelle Piazze. Allora, nel rispetto della famiglia e dei cittadini italiani in generale, eliminiamo il periodo della separazione, permettiamo a nuove famiglie di formarsi rapidamente senza intoppi assurdi che ci allontanano dal resto dell'Europa. Alessandro Arbitrio.

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Alitalia, Tremonti si nega al Parlamento Avrebbe dovuto riferire oggi sul caso, ma il ministro fugge. In forse anche il cda sui conti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, Tremonti si nega al Parlamento Avrebbe dovuto riferire oggi sul caso, ma il ministro fugge. In forse anche il cda sui conti di Laura Matteucci / Milano FERIE La cosa certa è che oggi Tremonti non parlerà in Parlamento di Alitalia, come invece chiedevano non solo le opposizioni, ma anche i presidenti delle commissioni Bilancio e Trasporti della Camera. Quanto al fatto se ci sarà o meno un'informativa da par- te del governo, si deciderà stamattina. Questa la situazione: la compagnia di bandiera perde 2-3 milioni di euro al giorno, è sospesa dalle contrattazioni di Piazza Affari da ormai due mesi, Berlusconi ha annunciato una cordata di salvataggio che al momento ha garantito solo 5mila esuberi (circa 3.500 per l'aeroporto di Fiumicino, secondo i sindacati il dato sarebbe stato confermato dal presidente Aristide Police ieri al tavolo enti locali-sindacati della Regione Lazio), ma il ministro all'Economia no, lui ha già chiuso per ferie e sarà disponibile "per la ripresa del lavoro parlamentare", chiarisce il ministro Elio Vito, Rapporti con il Parlamento. Che si tratti davvero di irrinunciabili ferie o, più probabile, di un rinvio diplomatico in assenza di novità e nomi da spendere, il risultato non cambia. Il governo ha pure tentato lo "scambio del fustino": due ministri (lo stesso Vito, e Altero Matteoli, Infrastrutture e trasporti) al posto di uno. Tentativo fallimentare. "È come il calciomercato: al posto di uno - ironizza Bruno Tabacci (Udc) - offrono due ministri. Non ha senso". "È molto strano che il ministro dell'economia non ritenga non solo opportuno, ma anche doveroso, riferire al Parlamento le intenzioni del governo sulla compagnia di bandiera", dice la senatrice Pd Marina Magistrelli, che fa parte della commissione Lavori pubblici. Il senatore Pd Enrico Morando si appella al presidente Schifani: "Non si può chiudere i battenti prima di aver avuto tutte le informazioni disponibili sulla difficilissima evoluzione della vicenda Alitalia". L'opposizione minaccia di ricorrere all'ostruzionismo sulla manovra economica, oggi al voto conclusivo: si potrebbero, sostanzialmente, allungare i tempi di esame degli ordini del giorno e delle dichiarazioni di voto finali che inizialmente dovevano essere abbastanza brevi. Ma questo non cambia le cose per Alitalia. Questa avrebbe dovuta essere l'ultima settimana di lavoro per il dossier, prima della pausa ferragostana, con due appuntamenti di rilievo: la relazione di Tremonti, appunto, e il cda sui conti semestrali, previsto per venerdì. Ma anche questo potrebbe slittare, e venire posticipato a fine mese. Una conferma che la tensione resta alta e che si preferisce far decantare la vicenda. Intesa Sanpaolo, che a giugno ha avuto il mandato di disegnare un piano, sarebbe ormai pronta a chiudere il dossier: il punto centrale è l'integrazione dell'intera AirOne con le attività operative di Alitalia (tra l'altro ieri il presidente Carlo Toto ha incontrato a Palazzo Chigi il sottosegretario Gianni Letta), mentre è esclusa la cessione di rami d'azienda della compagnia di Toto. La scadenza formale resta il 10 agosto, ma la presentazione ai vertici della compagnia potrebbe arrivare anche prima. Poi toccherà al governo. Resta l'ipotesi di modifiche alla legge Marzano, la procedura prefallimentare per il salvataggio delle grandi aziende in crisi.

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Consiglio straordinario sul caso-Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 185 del 2008-08-05 pagina 2 Consiglio straordinario sul caso-Alitalia di Redazione "Considero la situazione di Alitalia meritevole di ogni tipo di approfondimento. Prendendo atto delle indicazioni dei presidenti dei gruppi consiliari ho convocato un consiglio comunale straordinario per il giorno 14 agosto. Nella riunione dei capigruppo di oggi verrà, inoltre, stabilito se proseguire su questa linea o aggiornare la convocazione in data successiva". Lo afferma in una nota Marco Pomarici, presidente del consiglio comunale. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il governo attacca lo statuto dei lavoratori (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Alitalia

IL CASO RAI 600 stabilizzati a rischio "Il governo attacca lo statuto dei lavoratori" S. F. ROMA Dopo avvocati e giuslavoristi, è l'ufficio studi della Camera a sollevare dubbi di costituzionalità sulla norma che preclude ai lavoratori con contratto a tempo determinato, giudicato "irregolare", la possibilità di essere reintegrati (dunque stabilizzati) da un magistrato. Ignorati i primi, il governo dà segno di non curarsi neppure dei rilievi dei tecnici del parlamento. In definitiva, e senza tanti giri di parole, dell'articolo 3 della nostra Costituzione, che sancisce il principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Il sottosegretario all'economia, Giuseppe Vegas, la spiega così: "Il problema non è se la norma sia costituzionale o meno, ma se sia ammissibile o meno aprire le porte della spesa pubblica a precari che non hanno titolo per essere assunti". In paese normale parole del genere (pur se in piena sintonia con quanto finora praticato dal governo) dovrebbero destare scompiglio e indignazione. Invece ieri a tenere banco sono stati i 'non-detti maligni' del sottosegretario. "Sui precari la norma è stata fatta con l'accordo...", allude Vegas davanti a una platea di giornalisti. Accordo con chi, scusi? "Accordo significa con il consenso generale", suona la blanda rettifica. Apriti cielo: "Nessun consenso generale sulla norma anti precari, né durante la discussione, né nella famosa notte in commissione bilancio della camera, né dopo le modifiche del senato", tuona il capogruppo Pd in commissione bilancio, l'ex sindacalista Cisl Pierpaolo Baretta, "è arrivato il momento di chiudere una stucchevole quanto pretestuosa insinuazione polemica". I dubbi di costituzionalità dell'odiosa norma erano stati sollevati in mattinata dai tecnici del servizio studi della camera, nella relazione di analisi sulle modifiche apportate dal senato alla manovra d'estate (che oggi sarà approvata dal governo con la fiducia). "Sembra opportuna un'attenta valutazione della distinzione introdotta dalla norma in esame, alla luce del principio di ragionevolezza di cui all'articolo 3 della Costituzione". La "distinzione" allude al differente trattamento, che l'emendamento introduce, tra i precari con contenzioso aperto (che sono moltissimi, non solo alle Poste) - che non potranno più essere stabilizzati da un magistrato, ma irrisoriamente 'liquidati' dall'azienda con un indennizzo dalle 2,5 alle 6 mensilità - e coloro che invece siano già stati stabilizzati, con sentenza definitiva, o decidano in futuro di aprire un contenzioso (per costoro la possibilità di essere stabilizzati resta integra). L'articolo 3 della Costituzione è invece quello che sancisce l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Uguaglianza che, è il rilievo dei tecnici della camera, a "sanatoria" approvata, verrebbe meno. Simbolicamente, la possibilità di essere stabilizzati da un giudice, qualora si dimostri che i contratti a tempo determinato siano stati stipulati "irregolarmente", equivale ad un 'articolo 18' per i precari. Lo dimostra anche la mole consistente di cause in corso, non solo in Rai, Poste, Alitalia e via dicendo, ma anche nel settore privato (turismo e commercio per dirne due). Tra l'altro, i dati Istat dicono che è proprio il contratto a tempo determinato la forma più frequente di precarietà. Cosa che, spiegano diversi giuslavoristi, ha a che fare con una questione di potere e di ricattabilità del lavoratore, trattandosi di un contratto oneroso dal punto di vista economico quanto uno a tempo indeterminato. Ma il governo tira dritto. In aperto spregio del dettato costituzionale. "Ci sono state innumerevoli volte norme del genere", argomenta Vegas. E sull'ipotesi (già annunciata dalla Cgil) di ricorsi alla Corte costituzionale: "Vedremo... L'importante per i conti pubblici è che non venga assunto chi non ha i requisiti". "La distinzione tra i lavoratori che, alla data del decreto, avevano una causa aperta e tutti gli altri che l'apriranno in un altro momento è chiaramente discriminatoria e crea una nuova categoria di precari tra i precari", denunciano dal Pd Pierpaolo Baretta e Alberto Fluvi: "L'unica strada era e resta quella di togliere di mezzo l'emendamento". Secondo il neosegretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, "la norma lede il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione": "I precari italiani hanno già abbastanza guai per conto loro, e le odiose norme di Sacconi e Tremonti non faranno che aggravarli". ROMA "Come ci si sente?". "Incazzati, angosciati, e molto preoccupati". Età media, dai 35 ai 40 anni. Lavoro qualificato, dal montaggio alla regia. Nessuna certezza per anni. E prospettive oggi ancora più fosche. Anni di contratti precari (a tempo determinato) rinnovati sempre all'ultimo. Fino a quella che tutti definiscono l'extrema ratio: "Perchè chi ce lo avrebbe fatto fare di aprire un contenzioso con l'azienda, con tutto quello che questo comporta anche in termini economici, se non il fatto che era l'unico modo per fare valere i nostri diritti?". Il caso Rai mostra perfettamente quale mannaia rischia di abbattersi sulla vita di centinaia, più probabilmente migliaia, di persone con l'approvazione della norma (o sanatoria che dir si voglia) cosiddetta anti precari. Un attacco ai diritti del lavoro, in questo caso a quell'unico diritto 'concesso' ai precari: la possibilità di ottenere dal magistrato la stabilizzazione del rapporto di lavoro. Secondo le stime di alcuni avvocati, sono circa 600 le persone reintegrate a tempo indeterminato, molte di loro anche da quattro o cinque anni, ma ancora in mezzo al guado del contenzioso (dal momento che tre sono i gradi di giudizio). A rischio ora di essere messi alla porta, con un indennizzo irrisorio dalle 2,5 alle 6 mensilità. Trentasette anni di età, Angelo (ma il nome, come tutti quelli a seguire, è di fantasia) è riuscito ad accumulare 11 contratti a tempo determinato, ciascuno di diversa durata, dal '99 al 2006. E' allora che decide di aprire il contenzioso con l'azienda. Nel 2007, il giudice riconosce l'"irregolarità" del suo contratto a tempo determinato e impone la sua stabilizzazione. Ma non si tratta che del primo grado di giudizio. E il reintegro domani, a norma approvata, potrebbe essere messo in discussione dall'azienda. Al contenzioso, d'altro canto, "non c'erano alternative", spiegano un po' tutti. Nessun seguito hanno mai avuto le selezioni finalizzate alla stabilizzazione promosse dalla Rai: nel 2001, Angelo era risultato idoneo, insieme ad altre 29 persone. "Ma non se ne fece nulla". Dall'altra parte, c'erano gli accordi sindacali. "Ma anche lì, la garanzia della stabilizzazione è venuta col tempo - spiega Angelo - Negli anni scorsi, tra il 2001 e il 2003, ci veniva chiesto di rinunciare alla causa ma senza alcuna contropartita. Nessun riconoscimento degli scatti di anzianità, nessuna certezza della stabilizzazione". E' così che in molti hanno deciso di aprire un contenzioso. "Contenzioso a cui rinuncerei subito, con la garanzia di un'assunzione", dice Valentina, assistente alla regia in Rai dal '95, reintegrata due anni fa in primo grado di giudizio ("ma al livello più basso, il quinto"), e ora in attesa di sentenza definitiva: "Qui si tocca lo statuto dei lavoratori, non si tratta solo di noi". L'ultimo accordo tra azienda e sindacati è stato siglato lo scorso maggio. La risposta Rai alla traduzione in legge del protocollo sul welfare - che prevedeva la possibilità di un unico rinnovo per i contratti a tempo determinato già prorogati o rinnovati per 36 mesi - era stata il 'congelamento' dei contratti a tempo determinato. Poi l'accordo, per la stabilizzazione, di qui ai prossimi sei anni, di circa 3 mila lavoratori precari (e al quale possono accedere anche coloro con contenzioso in corso, previa rinuncia). Molti di loro non hanno ancora deciso se tentare l'ingresso o meno in uno dei bacini per la stabilizzazione: "Le graduatorie non sono ancora uscite, e bisogna vedere quali sono le condizioni, quanti gli anni di anzianità riconosciuta...", spiega Giulia, 39 anni. "E poi, quale garanzia abbiamo che gli accordi saranno rispettati?", chiede Angelo, "per chi già faceva parte dei bacini per la stabilizzazione forse non ci saranno problemi, ma per chi ha un contenzioso aperto, cosa succede?".

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Tremonti si sottrae al Parlamento (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Alitalia

TAGLI ALLA STAMPA Tremonti si sottrae al Parlamento Sarà il ministro dei rapporti con il parlamento Elivo Vito a riferire oggi in parlamento sugli sviluppi del caso Alitalia. Il governo si nasconde e, costretto, affida la patata bollente a un ministro di serie B che non interverrà nemmeno in aula ma davanti alle commissioni bilancio e lavori pubblici del senato oggi pomeriggio alle 15. L'esigenza è quella di prendere (e perdere) tempo, segno evidente del caso che regna sotto il cielo del governo e soprattutto per i lavoratori Alitalia. Mentre ieri è stato confermato che il piano prevede cinquemila esuberi di cui il 70% (circa 3.500 lavoratori) concentrati sull'aeroporto di Fiumicino, secondo quanto riferiscono fonti sindacali su indicazione del presidente di Via della Magliana, Aristide Police. Ma forti polemiche ci sono state da parte dell'opposizione per il fatto che non sarà il ministro dell'economia Giulio Tremonti a riferire e chiarire al Parlamento sulla situazione di Alitalia. Al suo posto è stata annunciata la presenza del ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito. "Ci era stato promesso l'intervento di Tremonti. Con tutto l'assoluto rispetto che ho per Vito, questo viola l'impegno preso dal presidente della Camera nei confronti dell'opposizione", ha detto Roberto Giachetti del Pd nel corso della discussione sul decreto manovra. "Il ministro - ha aggiunto - avrebbe potuto scomodarsi per venire a dirci cosa sta facendo o non facendo" sulla questione Alitalia. Sull'argomento è intervenuto anche Bruno Tabacci dell'Udc sottolineando che "il ministro dell'economia avrebbe dovuto venire qui in Aula". Tabacci ha anche osservato che con gli interventi previsti per la compagnia di bandiera il governo "le mani nelle tasche degli italiani le mette ancora". Ieri pomeriggio Carlo Toto, numero uno di AirOne che nell'ipotesi di salvataggio della compagnia di bandiera studiata da banca Intesa SanPaolo dovrebbe fondersi con Alitalia, ha fatto visita a Palazzo Chigi.

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Salvataggio Alitalia, governo in aula (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-05 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Vito parlerà al Senato. Sea pronta a trattare sulla maxi-causa da 1,2 miliardi Salvataggio Alitalia, governo in aula MILANO - Il confronto tra il parlamento e il ministro dell'Economia Tremonti sul dossier Alitalia pare definitivamente rimandato a settembre. Dopo l'indisponibilità del ministro dell'Economia, la cui presenza era stata sollecitata alla Camera anche dai presidenti di commissione Giancarlo Giorgetti (Bilancio-Lega) e Mario Valducci (Trasporti-Pdl) oltre che dall'opposizione, il governo ha informalmente offerto l'audizione del titolare delle infrastrutture Matteoli o del ministro dei Rapporti col Parlamento Elio Vito. La scelta è caduta su quest'ultimo che oggi riferirà in Senato, presso le commissioni Bilancio e Lavori pubblici, nonostante per tutta la giornata l'opposizione abbia ribadito di volere un confronto diretto con Tremonti. Sempre ieri, dal tavolo interistituzionale tra enti locali e sindacati, sono arrivate voci che attribuivano al presidente della Magliana Aristide Police la conferma della cifra di 5mila esuberi, di cui 3.500 a Fiumicino. Nel tardo pomeriggio la società presieduta da Police, che resta contrario al commissariamento, ha smentito seccamente i rumors, precisando inoltre che nell'incontro il presidente non ha parlato di "nessun tema legato al piano a cui sta lavorando l'advisor Intesa Sanpaolo". E mentre attorno a Fiumicino vanno addensandosi le preoccupazioni delle sigle sindacali regionali di comparto riunite ieri al tavolo interistituzionale, il sottosegretario leghista Castelli ha ribadito che non ci sono rimpianti per Air France, perché "voleva uccidere Malpensa, perché fa concorrenza al Charles De Gaulle", hub di Parigi. Intanto, sul versante della contesa tra Alitalia e Sea, società che gestisce Malpensa e che ha chiesto un risarcimento di 1,25 miliardi alla Magliana dopo il de-hubbing deciso da Maurizio Prato e che il piano di Air France recepiva appieno, ci sarebbe qualche segnale di disgelo. Dalla Brughiera è stata recapitata a Palazzo Chigi una disponibilità a valutare un'offerta di transazione. Un tassello in più, da aggiungere al già composito puzzle d'agosto. \\ Vertice alla Regione Lazio sulla compagnia, al via il tavolo permanente Jacopo Tondelli jtondelli@corriere.it.

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<Chiarezza sul futuro dei lavoratori> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-08-05 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia Gli enti locali "Chiarezza sul futuro dei lavoratori" "Per quanto riguarda gli esuberi dei dipendenti di Alitalia che lavorano all'aeroporto di Fiumicino, dovremmo considerare una percentuale compresa fra l'ottanta e il novanta per cento". Cifre drammatiche quelle snocciolate dal presidente della Regione, Piero Marrazzo, nell'annunciare la nascita del tavolo interistituzionale permanente con Regione, Comune, Provincia e organizzazioni sindacali sulla vicenda Alitalia. Alla fine dell'incontro - presenti come detto anche il sindaco Alemanno e il presidente della Provincia Nicola Zingaretti - è stato diramato un comunicato nel quale, "in relazione alle ultime notizie concernenti l'ipotesi di rilancio della compagnia Alitalia, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali, rappresentative del territorio, chiedono al Governo un effettivo coinvolgimento all'interno dei processi di determinazione del futuro della compagnia aerea di bandiera e dello strategico scalo di Fiumicino". Nel documento congiunto firmato nel corso del tavolo interistituzionale da Marrazzo, Zingaretti e Alemanno, è anche detto che, "considerata l'importanza rivestita dall'asset aeroportuale per il sistema di Roma e del Lazio, si chiede quindi una maggiore chiarezza sulle ipotesi di piano industriale e la necessità di comunicazioni formali da parte del Governo rispetto al futuro dei lavoratori di Alitalia, di quelli legati al suo indotto e dei programmi di sviluppo dell'intero comparto aeroportuale". Altra richiesta fondamentale: le istituzioni presenti al tavolo "vorrebbero conoscere la capacità e la reale consistenza del Fondo di sostegno al reddito previsto per i lavoratori. La crescita di questo territorio, la salvaguardia dei livelli occupazionali, lo sguardo a concrete partnership internazionali e in generale la scelta di credere in un futuro di Alitalia non può che passare per un costante confronto tra tutte le istituzioni, a tutti i livelli, e con tutte le parti sociali. In un mercato tanto competitivo e in un momento economico difficile per tutto il Paese non sarebbe accettabile in alcun modo una concreta riduzione del ruolo di Alitalia e dell'aeroporto Leonardo da Vinci".

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Norma anti precari a rischio Costituzione (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Sara Farolfi ROMA Dopo avvocati e giuslavoristi, è l'ufficio studi della Camera a sollevare dubbi di costituzionalità sulla norma che preclude ai lavoratori con contratto a tempo determinato, giudicato "irregolare", la possibilità di essere reintegrati (dunque stabilizzati) da un magistrato. Ignorati i primi, il governo dà segno di non curarsi neppure dei rilievi dei tecnici del parlamento. In definitiva, e senza tanti giri di parole, dell'articolo 3 della nostra Costituzione, che sancisce il principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Il sottosegretario all'economia, Giuseppe Vegas, la spiega così: "Il problema non è se la norma sia costituzionale o meno, ma se sia ammissibile o meno aprire le porte della spesa pubblica a precari che non hanno titolo per essere assunti". In paese normale parole del genere (pur se in piena sintonia con quanto finora praticato dal governo) dovrebbero destare scompiglio e indignazione. Invece ieri a tenere banco sono stati i 'non-detti maligni' del sottosegretario. "Sui precari la norma è stata fatta con l'accordo...", allude Vegas davanti a una platea di giornalisti. Accordo con chi, scusi? "Accordo significa con il consenso generale", suona la blanda rettifica. Apriti cielo: "Nessun consenso generale sulla norma anti precari, né durante la discussione, né nella famosa notte in commissione bilancio della camera, né dopo le modifiche del senato", tuona il capogruppo Pd in commissione bilancio, l'ex sindacalista Cisl Pierpaolo Baretta, "è arrivato il momento di chiudere una stucchevole quanto pretestuosa insinuazione polemica". I dubbi di costituzionalità dell'odiosa norma erano stati sollevati in mattinata dai tecnici del servizio studi della camera, nella relazione di analisi sulle modifiche apportate dal senato alla manovra d'estate (che oggi sarà approvata dal governo con la fiducia). "Sembra opportuna un'attenta valutazione della distinzione introdotta dalla norma in esame, alla luce del principio di ragionevolezza di cui all'articolo 3 della Costituzione". La "distinzione" allude al differente trattamento, che l'emendamento introduce, tra i precari con contenzioso aperto (che sono moltissimi, non solo alle Poste) - che non potranno più essere stabilizzati da un magistrato, ma irrisoriamente 'liquidati' dall'azienda con un indennizzo dalle 2,5 alle 6 mensilità - e coloro che invece siano già stati stabilizzati, con sentenza definitiva, o decidano in futuro di aprire un contenzioso (per costoro la possibilità di essere stabilizzati resta integra). L'articolo 3 della Costituzione è invece quello che sancisce l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Uguaglianza che, è il rilievo dei tecnici della camera, a "sanatoria" approvata, verrebbe meno. Simbolicamente, la possibilità di essere stabilizzati da un giudice, qualora si dimostri che i contratti a tempo determinato siano stati stipulati "irregolarmente", equivale ad un 'articolo 18' per i precari. Lo dimostra anche la mole consistente di cause in corso, non solo in Rai, Poste, Alitalia e via dicendo, ma anche nel settore privato (turismo e commercio per dirne due). Tra l'altro, i dati Istat dicono che è proprio il contratto a tempo determinato la forma più frequente di precarietà. Cosa che, spiegano diversi giuslavoristi, ha a che fare con una questione di potere e di ricattabilità del lavoratore, trattandosi di un contratto oneroso dal punto di vista economico quanto uno a tempo indeterminato. Ma il governo tira dritto. In aperto spregio del dettato costituzionale. "Ci sono state innumerevoli volte norme del genere", argomenta Vegas. E sull'ipotesi (già annunciata dalla Cgil) di ricorsi alla Corte costituzionale: "Vedremo... L'importante per i conti pubblici è che non venga assunto chi non ha i requisiti". "La distinzione tra i lavoratori che, alla data del decreto, avevano una causa aperta e tutti gli altri che l'apriranno in un altro momento è chiaramente discriminatoria e crea una nuova categoria di precari tra i precari", denunciano dal Pd Pierpaolo Baretta e Alberto Fluvi: "L'unica strada era e resta quella di togliere di mezzo l'emendamento". Secondo il neosegretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, "la norma lede il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione": "I precari italiani hanno già abbastanza guai per conto loro, e le odiose norme di Sacconi e Tremonti non faranno che aggravarli".

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Le Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto misure analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le ragioni note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di più di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano "purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le descrizioni di massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in francese. Inaudito. Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una grande manovra di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi, due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi (a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina Non commentato " (1 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra è più felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena. In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il mondo Commenti ( 35 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado, degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 56 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche) perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 42 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell'ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si interessa di politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle società occidentali? Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto questa analisi. Tra l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di colore alcun vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per lui, negli Usa McCain - dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara non è ancora decisa. Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa Commenti ( 47 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di Mameli Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di ricoprire posti di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole "schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe, queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161 anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 100 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Jul 08 Napoli senza rifiuti. Bene ma. qualcuno pagherà? Di ritorno dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole 24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa (anche) da qui. Scritto in Italia Commenti ( 41 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jun 08 Nomadi, ha ragione Maroni (e con lui Cacciari) Dunque, secondo alcuni media Maroni vuole schedare i bambini rom, prendendo loro le impronte digitali; dunque il ministro, leghista, avrebbe sotto sotto intenzioni razziste. In realtà il ministro degli Interni ha elaborato un piano tutt'altro che impulsivo e men che meno razzista . Infatti: 1) Non è una schedatura, ma un censimento più che mai necessario perché non si sa quanti nomadi ci siano oggi in Italia da dove vengano e quanti figli abbiano. Maroni dice: "Voglio porre fine allo sconcio di vedere tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico modo è con il censimento. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la composizione delle famiglie. Soltanto in questo modo posso dar loro un documento e fissare regole per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i requisiti". 2) La Ue ha approvato una norma che prevede l'obbligo di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni prima del rilascio del permesso di soggiorno. Siccome non si sa con certezza se i nomadi in Italia siano o no extracomunitari la misura è plausibile. Tra l'altro oggi arrivando in un aeroporto americano prendono a ogni straniero le impronte digitali e quelle dell'iride; la pratica, insomma, è diffusa. 3) Il censimento è necessario perché i bambini sfruttati per compiere reati vengono spostati da una città all'altra proprio per sfuggire ai controlli. Con le impronte invece si riuscirà sempre a sapere chi sono, combattendo efficacemente gli sfruttattori e tentando di garantire a questi fanciulli un'educazione adeguata. Maroni mi ha sempre dato l'impressione di una persona perbene e ragionevole. In questo caso mi sembra che intenda porre fine a una grande ingiustizia umana e legale. Non è un caso che anche una personalità di spicco della sinistra, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, abbia elogiato le dichiarazioni di Maroni affermando che: "A chi ha diritto di stare in Italia, specialmente se cittadino italiano, deve essere garantito di vivere in condizioni decorose e decenti, e non in campi che sono una vergogna, alla quale bisogna porre fine". Razzista anche Cacciari? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 224 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.56 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jun 08 Galimberti, filosofo copia e incolla, continua a pontificare. Umberto Galimberti è considerato negli ambienti colti della sinistra un guru, uno di quei filosofi profondi, seri e pensosi che dall'alto della propria cultura sanno analizzare con amara precisione il disagio esistenziale della nostra società. Confesso che fino a qualche tempo fa mi capitava di apprezzare qualche suo articolo, ma ora non riesco proprio a prenderlo sul serio. Non che Galimberti sia improvvisamente rimbecillito. Al contrario, è troppo intelligente; anzi troppo italianamente furbo. Il Giornale ha infatti scoperto che l'Umberto ha l'abitudine di copiare testi altrui, senza virgolettarli, senza citare la fonte. Nei giorni scorsi Roberto Farneti e Matteo Sacchi hanno scoperto ben quattro casi di plagio. Dico quattro casi. Stamane nuovo scoop, a firma di Sacchi: il filosofo ottenne la cattedra di filosofia a Venezia presentando, tra gli altri, due testi clonati. La vicenda ispira diverse considerazioni: 1) Con quale credibilità un professore che copia intere pagine può continuare a insegnare? Oggi il rettore dell'Università Ca Foscari di Venezia afferma che non spetta a lui prendere provvedimenti e che bisognerebbe creare un giurì per valutare l'accaduto. Come dire: meglio soprassedere; il che la dice lunga sugli standard etici di certi ambienti accademici italiani (non di tutti, per fortuna). 2) Diversi giornali, tra cui Corriere della Sera, Foglio, Avvenire, hanno ripreso le denunce del Giornale, sollecitando un chiarimento pubblico di Galimberti, che invece continua a tacere. O meglio: si è scusato controvoglia in un'intervista con il Giornale solo dopo il primo scoop, ma dopo si è chiuso nel silenzio. 3) La Repubblica non ha scritto una riga sulla vicenda. Di fatto i lettori del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari non sono al corrente delle gravi e documentate accuse rivolte contro il filosofo, il cui ultimo libro continua infatti a vendere moltissimo. Non solo: la Repubblica continua a pubblicare i suoi editoriali in prima pagina, densi di giudizi morali sulla nostra società così corrotta e insincera. Insomma, anziché distanziarsi da un personaggio perlomeno imbarazzante, ne alimenta il mito. Un po' di decoro, a cominciare proprio da Galimberti, no? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 79 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.11 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (14) democrazia (24) europa (3) francia (16) germania (2) giornalismo (37) gli usa e il mondo (25) globalizzazione (8) immigrazione (24) islam (12) Italia (101) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (9) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (14) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails L'immigrazione? E' come un domino.... - 2 Emails Ultime discussioni Luca: Sinceramente, paragonare la sinistra italiana al Partito Democratico statunitense mi sembra una cosa assai... marista urru: Si può confondere una triglia con una cernia? Direi di si, con un opportuno paio di occhiali si può... antonio: L'ULTIMO DEI FESSI 2.IO pago le tasse tutte le tasse. compilo un 730 veritiero. non vado mai in... Francesco: Che cosa significa che chi è di destra è più felice di chi è di sinistra? Come è possibile affrontare... Sally: Penso anche io che il paragone tra destra e sinistra italiana e right e left wing americana sia davvero poco... 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Alitalia, Berlusconi: "Faremo un miracolo" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 185 del 2008-08-05 pagina 0 Alitalia, Berlusconi: "Faremo un miracolo" di Redazione Il premier: "Regaleremo all'Italia una 'sua', profittevole, compagnia di bandiera". Intanto si profila il conferimento di Air One alla newco in cambio di denaro, azioni e un rappresentante alla vicepresidenza Roma - "Quanto aspetteremo per una soluzione sul caso Alitalia? Non molto. Stiamo lavorando. Faremo un altro miracolo e regaleremo all'Italia una 'sua', profittevole, compagnia di bandiera". è quanto afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una intervista al settimanale Chi. Il nodo intercettazioni Il presidente del Consiglio torna a pralare anche di intercettazioni. "I calunniatori sono sempre in pista - ha spiegato Berlusconi - bisogna mettere fine alla pratica criminale delle intercettazioni che sono un'intromissione violenta e inaccettabile nella vita di ciascuno di noi". In tarda mattinata il cavaliere aveva, infatti, incontrato a Palazzo Grazioli il Guardasigilli, Angelino Alfano, e il parlamentare del Pdl, Niccolò Ghedini. Il conferimento dell'intera Air One alla nuova alitalia in cambio di denaro e azioni della newco e di un rappresentante del gruppo alla vicepresidenza: è lo schema, secondo quanto risulta a Radiocor, su cui l'advisor Intesa Sanpaolo sta trattando con il gruppo air one per la nascita della nuova compagnia di bandiera con un peso molto forte sul mercato nazionale del trasporto aereo, da aggregare poi con un partner straniero. Il nodo è rappresentato dalla valutazione di air one. La richiesta iniziale di toto era di almeno 400 milioni. Attualmente però si sta trattando su valori intorno a 250-300 milioni. Una parte della somma, non meno di 100 milioni, secondo lo schema dell'accordo, verrà reinvestita in una partecipazione di toto alla newco. A un esponente del gruppo toccherà la vicepresidenza. In capo ad alitalia finirebbe anche il debito di air one, che ammonta a circa 110 milioni. Il gruppo air one, inoltre, ha acceso dei finanziamenti per l'acquisizione di 90 aerei da medio raggio a320, di cui 16 sono già in flotta mentre gli altri saranno consegnati entro il 2013. Il premier e la first lady "Non si può fare pace se non c'è stata guerra". Con queste parole il premier pone fine alle interpretazioni sulla "riappacificazione forzata" con la moglie Veronica Lario. "Le solite bugie", dice il presidente del Consiglio, che smentisce qualsiasi crisi nel suo matrimonio: "Non è assolutamente vero". A proposito della rinuncia al ruolo di first lady da parte della moglie, Berlusconi dice: "Apprezzo e molto la sua riservatezza". L'intervista è corredata da un servizio fotografico esclusivo in cui, dopo diversi anni, Silvio Berlusconi posa insieme con la moglie Veronica, a Villa Certosa. Con loro, nelle foto, c'è il nipotino Alessandro, figlio della primogenita Barbara. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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AirOne contro Ryanair (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del TARIFFE BASSE AirOne contro Ryanair Guerra delle tariffe tra Airone e Ryanair, la compagnia britannica di voli loow cost. Le tariffe applicate da Ryanair sulla rotta Alghero-Roma Ciampino sono troppo basse. Lo sostiene Airone in un ricorso presentato ieri al Tar del Lazio. La compagnia aerea di Carlo Toto, coinvolta nella partita del salvataggio di Alitalia, chiede ai giudici amministrativi di imporre all'enac di pronunciarsi sugli atti di diffida presentati nei mesi scorsi (senza ricevere risposta) per ottenere provvedimenti inibitori nei confronti della compagnia irlandese sulla rotta in questione al fine di ripristinare una parità di condizioni concorrenziali.

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Alitalia, Berlusconi promette miracoli. Ma il governo scappa Tremonti in Parlamento solo il 10 settembre. Il piano industriale scivola ancora e Vito chiede un impegno congiunto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, Berlusconi promette miracoli. Ma il governo scappa Secondo indiscrezioni AirOne confluirebbe nella nuova compagnia per 400 milioni di euro e una vicepresidenza Tremonti in Parlamento solo il 10 settembre. Il piano industriale scivola ancora e Vito chiede un "impegno congiunto" /Milano "Faremo un nuovo miracolo, quello di una compagnia di bandiera italiana e profittevole". Berlusconi, ormai alle strette con i tempi, spara alto sulla vicenda Alitalia,proprio mentre il suo governo pensa bene di darsela agambe e di non affrontare il Parlamento. Giulio Tremonti ha pensato fosse meglio prendere tempo e rimandare tutto al 10 settembre, lasciando al povero ministro dei rapporti con il Parlamento Elio Vito il compito di arrampicarsi sugli specchi davanti alle Commissioni Lavori pubblici e Bilancio del Senato. "Progetto particolarmente difficile", "situazione estremamente critica", "trattativa di estrema delicatezza" "un forte impegno bipartisan" sono state le frasi di circostanza con cui Vito ha detto che, allo stato attuale dei fatti, Alitalia sta come prima, anzi peggio e che un piano industriale credibile e soprattutto sorretto da una cordata di imprenditori solidi ancora non c'è. Secondo alcune voci IntesaSan Paolo nel suo ruolo di advosr starebbe lavorando all'ipotesi del passaggio di AirOne alla nuova Alitalia in cambo di denaro e azioni della newco e di un rappresentante del gruppo alla vicepresidenza.Lo scoglio sarebbe la cifra che il presidente di AirOne Toto avrebbe chiesto: 400 milioni di euro diventati ora 250-300 cui si aggiungerebbero anche tutti i suoi debiti, circa 110 milioni di euro. Il tutto per presentarsi sul mercato alla ricerca di un partner straniero. "Uno spettacolo desolante".ha bollato l'audizione di Vito Marco Filippi capogruppo del pd in commissione lavori pubblici al senato- abbiamo posto domande secche su questioni di cui ormai si parla da più di un mese. il ministro si è di fatto trincerato dietro un incomprensibile e ingiustificabile riserbo mentre in contemporanea, sulle agenzie, uscivano le dichiarazioni del premier secondo le quali sarebbe vicino il miracolo per Alitalia". Un totale scollamento, sembrerebbe di capire, tra quello che si va raccontando in Parlamento e quello che si getta in pasto all'opinione pubblica, mentre cresce la tensione e la preoccupazione tra i dipendenti Alitalia che cominciano a credere che forse 5mila esuberi non basteranno. E se Alitalia, in attesa dei comodi di Tremonti convoca il suo consiglio di amministrazione per il 29 settembre a Roma ci si comincia a muovere per Fiumicino che, dai tagli dovrebbe essere il più penalizzato. Il 15 settembre è infatti previsto un consiglio comunale straordinario che potrebbe però anche essere anticipato nel caso di novità. Alle quali però, Berlusconi escluso, nessuno sembra credere sul serio.

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"alitalia, faremo un altro miracolo" - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Berlusconi rilancia, ma Vito (Pdl) tira il freno: "Obiettivo ogni giorno più difficile, serve l'impegno bipartisan". Casini (Udc): meglio i francesi "Alitalia, faremo un altro miracolo" Semestrale a settembre. Air France e Iberia, utili a picco ma meglio delle attese ETTORE LIVINI MILANO - "Alitalia? Stiamo lavorando, faremo un altro miracolo". L'ottimismo di Silvio Berlusconi sul salvataggio della Magliana ("c'è una cordata italiana, bastano 3-4 settimane per due diligence e offerta", vaticinava già a fine marzo) non va in vacanza nemmeno ad agosto. "Stiamo lavorando - ha confessato in un'intervista al settimanale Chi (gruppo Mondadori, controllato al 50% dalla Fininvest) - riusciremo a regalare all'Italia una sua profittevole compagnia di bandiera". I tempi per il salvataggio, però, continuano ad allungarsi e il costo del regalo, dopo il primo anticipo di 300 milioni del prestito ponte, sembra destinato ad essere sempre più alto, sia in termini occupazionali che di utilizzo di denaro pubblico. La compagnia di bandiera, infatti, in difficoltà a firmare un bilancio senza la presenza di un piano di sopravvivenza, ha rimandato al 29 agosto il cda per la semestrale mentre Giulio Tremonti ha delegato ieri a Elio Vito (ministro dei rapporti con il Parlamento) il compito di fare il punto della situazione sul salvataggio in Parlamento, impegnandosi a dire la sua davanti alle commissioni trasporti e bilancio della Camera il prossimo 10 settembre. Vito comunque ha usato toni più prudenti rispetto al leader del Popolo delle libertà. "Banca Intesa presenterà nelle prossime settimane i risultati della propria attività - ha detto - il Governo ha fatto la sua parte e continuerà ancora di più a farla". La situazione però, ha aggiunto, "diventa ogni giorno più difficile". "Al punto in cui siamo giunti la questione Alitalia richiede uno sforzo congiunto di tutte le energie del Paese, le forze politiche, le istituzioni nazionali e locali, i sindacati e le imprese. Sarebbe irresponsabile - ha concluso - ridurre il confronto ad una sterile contrapposizione fra maggioranza ed opposizione". Come è successo, ad esempio, a marzo, con la compagnia di bandiera trascinata a forza da Silvio Berlusconi nell'arena della campagna elettorale con il risultato di far scappare Air France che aveva presentato un'offerta (a giudicare dalle indiscrezioni) meno penalizzante sotto il profilo occupazionale di quella in arrivo adesso. "Siamo preoccupatissimi perché sull'Alitalia si va avanti ad indiscrezioni e questo ulteriore rinvio conferma le nostre preoccupazioni ? ha detto ieri il ministro ombra del welfare Enrico Letta criticando l'assenza di Tremonti ? questa decisione mostra l'assenza di strategia da parte del governo in una partita che è diventata una corsa contro il tempo e dove ogni settimana persa peggiora la situazione". E il leader dell'Udc, Casini, ha detto al Tg1: "Per me era meglio la soluzione Air France". E proprio Air France-Klm ha chiuso il secondo trimestre dell'anno con 168 milioni di profitti, il 60% in meno del 2007 ma molto più delle stime con ricavi in crescita del 5,8%. I titoli del gruppo di Jean Cyril Spinetta hanno chiuso in rialzo del 9,8%. Stesso andamento per Iberia: gli utili sono crollati del 72%, meglio delle attese e il titolo è salito dell'8,8%.

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PRESI A TESTATE (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Galapagos Succede, casualmente su un aereo, di "orecchiare" un paio di persone che parlano tra di loro. E, non casualmente visto che parlano di legge dell'editoria, succede di "drizzare" le orecchie. I due (un ministro e un sottosegretario) parlano della "incazzatura" e delle minacce di Feltri di far diventare Libero un quotidiano ferocemente anti-berlusconiano. Non succederà, garantisce il ministro: Berlusconi ha già pronta una soluzione. Sarebbe stato interessante sapere quale. Anche perché un paio di settimane fa in un editoriale Vittorio Feltri aveva espresso "nervosismo" per una riforma vera che salverebbe i giornali di partito e quelli editi da cooperative di giornalisti, unici editori puri in Italia. Rischierebbe invece di non salvarsi il suo giornale, il cui editore (Angelucci) è un imprenditore. Proprietario, peraltro, di un altro giornale (il Riformista) che riceve contributi per l'editoria. Ma Feltri non deve temere. In attesa che Berlusconi faccia "'o miracolo" - ieri l'ha promesso anche per Alitalia - con la manovra approvata ieri dalla Camera è iniziato il count down che rischia di far chiudere il manifesto e parecchie altre testate la cui unica colpa è di esprimere "idee" e di non essere unicamente contenitori di pubblicità e gadget. I contributi diretti all'editoria costano circa 180-190 milioni l'anno rispetto ai 305 milioni di contributi per le spese postali che in larga parte finiscono in poche capienti mani di gruppi editoriali spesso quotati in borsa con bilanci largamente in attivo. Con il risultato che gli utili distribuiti agli azionisti derivano in parte dalla generosità dello stato. Se la legge fosse modificata con intelligenza si potrebbe risparmiare un bel po'. In ogni caso sono soldi che contribuiscono a rendere plurale il mondo dell'informazione nel quale, altrimenti, avrebbero diritto di opinione solo poche testate, tutte legate a grandi gruppi economici. Grandi testate che, oltretutto, convogliano quasi tutta la pubblicità residua che non viene intercettata dai colossi televisivi. Ma c'è la certezza che una riforma seria Berlusconi e i suoi non la vogliano: l'obiettivo è togliersi di torno parecchi critici scomodi. Per non far chiudere i giornali "amici", un po' di soldi il presidente del consiglio è pronto a trovarli. Ma a rischiare grosso con l'approvazione della manovra non è solo il manifesto: i tagli triennali programmati (oltre 36 miliardi di euro) rischiano di deprimere ulteriormente, e per alcuni anni, l'economia italiana. In questa ottica - magari molti lettori si scandalizzeranno - non possiamo che essere d'accordo con un commento di Cirino Pomicino che sul Sole 24 ore di ieri impartisce una lezione di economia a Tremonti accusandolo di una politica economica pro-ciclica, cioè di tagliare spesa corrente in una fase nella quale la spesa dovrebbe essere sostenuta per rilanciare l'economia. Pomicino non critica i tagli, ma il fattto di non aver indirizzato le risorse che si erano liberate per interventi diretti nell'economia, dando soprattutto impluso agli investimenti. Ma c'è di più: le critiche ai contenuti economici non sono tutto. Il peggio è nei contenuti sociali che prefigurano uno stato leggero nel quale spariscono i diritti: dalla scuola alla pensione, dall'assitenza alla previdenza. Ma soprattutto i diritti dei lavoratori.

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'O miracolo di Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA Un futuro radioso: la nuova promessa del presidente del consiglio "'O miracolo" di Berlusconi Slitta però a settembre l'approvazione del piano di salvataggio Sara Farolfi ROMA Un'altro miracolo all'italiana, promette il cavaliere conversando di Alitalia con un settimanale. Un po' come a Napoli forse, il che non promette nulla di buono. Anche perchè, date le condizioni in versa il trasporto aereo, in tutto il globo messo in ginocchio dal caro petrolio, con un'operazione di facciata non si andrà molto lontano. Il piano a cui sta lavorando l'advisor Intesa-San Paolo per il salvataggio della compagnia di bandiera viaggia ancora in mare aperto. E burrascoso, considerato lo stato finanziario della compagnia. Il governo di fatto ha rimandato tutto a settembre. Il cda dell'aviolinea con all'ordine del giorno i conti semestrali, previsto per venerdì prossimo, è slittato al 27 agosto. Come pure l'informativa del ministro dell'economia Tremonti al parlamento, che è stata rimandata al 10 settembre. Ieri invece a riferire al senato è stato Elio Vito, ministro per i rapporti con il parlamento. Altro che 'o miracolo'. Ribadendo la volontà del governo di una soluzione italianissima, Vito ha parlato di un "progetto particolarmente difficile da realizzare, condizionato da tempi strettissimi e da una situazione della compagnia - finanziariamente, patrimonialmente e industrialmente - particolarmente critica". Intesa Sanpaolo presenterà il piano di salvataggio nelle prossime settimane, ha aggiunto. Ma il problema principale resta quello noto: la cordata italiana - di cui farebbero parte oltre a Intesa, Benetton, Ligresti, forse Colaninno, e poi, con un impegno finanziario inferiore, Fossati, Gavio, Marcegaglia e Tronchetti Provera - pretende la consegna di una compagnia 'ripulita' di tutti i debiti. Debiti che, al contrario, Air France era disposta ad accollarsi. Il piano a cui l'amministratore delegato di Intesa sta lavorando prevede il conferimento dell'intera AirOne (debiti inclusi, e si parla di 110 milioni di euro) alla nuova Alitalia e la creazione di una nuova compagnia con un peso molto forte sul mercato nazionale del trasporto aereo, da aggregare poi con un partner straniero. La contropartita per Carlo Toto, patron di AirOne, consisterebbe in denaro (pare si stia trattando su una cifra intorno a 250-300 milioni), azioni della nuova compagnia, e un rappresentante del gruppo alla vicepresidenza, secondo quanto ieri riportava l'agenzia di stampa Radiocor. In termini sociali, la ristrutturazione si annuncia feroce, con non meno di 5 mila esuberi (come ha detto Berlusconi qualche giorno fa), tra prepensionamenti, cassa integrazione, e esternalizzazioni in altre società come Fintecna e Finmeccanica. "Al punto in cui siamo giunti - ha detto ieri il ministro per i rapporti con il parlamento - la questione Alitalia richiede uno sforzo congiunto di tutte le energie del paese, forze politiche, istituzioni locali, sindacati e imprese, per raggiungere un obiettivo che diventa ogni giorno più difficile". Duro il giudizio che arriva dalle fila del partito democratico. Secondo Pierluigi Bersani, "è evidente che il governo non sa che pesci pigliare. E il problema - aggiunge - diventa sostanziale perchè mentre Air France si sarebbe caricata di tutti i debiti, le soluzioni che si affacciano ora pretendono che si debbano scorporare le difficoltà, per poter attrarre azionisti, e questo pone problemi procedurali dal punto di vista della tutela dei creditori, dei lavoratori e dei concorrenti, che sicuramente si farebbero sentire". Quanto al piano industriale, Bersani considera la prospettiva offerta dal governo "molto debole, perchè non assicura una partnership internazionale adeguata": "La soluzione - conclude - deve esprimere una soluzione certa e immediata con un vettore internazionale. Con meno di questo avremo un problema subito e un problemone tra due anni".

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British e Iberia nei guai (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Alitalia

CARO CARBURANTE British e Iberia nei guai Momento difficile per le compagnie aeree: il caro carburante penalizza i bilanci trimestrali. Le prime a pubblicare rendiconti preoccupanti sono state Ryanair e British Airways, che hanno registrato un crollo degli utili netti: uno scivolone dell'88% per la compagnia inglese, che ha registrato 230 milioni di sterline in meno rispetto all'anno scorso, mentre il vettore irlandese ha visto scendere da 140 a 21 milioni di euro (l'85% in meno) i profitti trimestrali. Per la compagnia low cost è il primo conto "in rosso" dalla quotazione in borsa del 1997. Ora c'è il rischio di chiudere l'anno con una perdita di 60 milioni di euro. Anche sul continente europeo le compagnie scontano l'alto costo dei carburanti: AirFrance-Klm vede scendere i propri profitti di quasi 60%, mentre in Spagna l'Iberia vede scendere del 66% gli utili netti rispetto all'anno scorso. Anche Alitalia è vittima del caro petrolio: dotata di una flotta di aerei ad alto consumo, spende oltre il 40% del proprio budget in carburante. L'alto numero di voli che Alitalia copre aumenta il peso del costo del carburante, e la fusione con Air One viene vista da molti come indispensabile per razionalizzare le spese. Oltreoceano molte compagnie aeree statunitensi hanno bloccato nei mesi scorsi le tariffe nei contratti di fornitura del carburante, per evitare ulteriori scalate del prezzo. Ora, con la riduzione del prezzo di mercato, i contratti diventano troppo onerosi, peggiorando la competitività.

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<Era meglio Air France La cordata è sparita> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-06 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Il leader Udc Casini "Era meglio Air France La cordata è sparita" "Era meglio Air France". Il parere è di Pier Ferdinando Casini. Per il leader dell'Udc, "abbiamo dato 300 milioni ad Alitalia a fondo perduto, soldi dei cittadini buttati nel pozzo dell'Alitalia. La cordata dei salvatori annunciata da Berlusconi in campagna elettorale si è volatilizzata. E se arriverà poi a prendersi la parte minimale depurata dei debiti a privatizzare così son buoni tutti".

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<Per l'alleanza meglio un partner arabo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-06 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Intervista Per Jarach (Sda Bocconi) sarebbe decisivo poter contare su un hub nel Medio Oriente "Per l'alleanza meglio un partner arabo" MILANO - Con l'annuncio della fusione tra British Airways e la spagnola Iberia, il settore aereo europeo è entrato in una nuova fase di consolidamento. Le voci di altri movimenti si rincorrono e secondo David Jarach, docente di Marketing del trasporto aereo alla Sda Bocconi, potrebbero riguardare vettori come Sas, Austrian o qualche low cost. Per Alitalia, invece, più verosimile l'ipotesi di futuri accordi "leggeri". Che cosa ha dato la scossa al settore? "Lo scenario fosco per l'industria del trasporto aereo, causato dal caro-petrolio e dalla domanda in calo dei passeggeri, soprattutto della clientela d'affari che è quella più premiante. La tendenza del settore è strettamente legata all'andamento economico: se cala la crescita, frena la domanda di biglietti. L'incertezza dei ricavi e la certezza dell'aumento dei costi sono stati l'incentivo a consolidarsi per fare massa critica. La fusione tra BA e Iberia non è la prima fusione e non sarà certo neanche l'ultima". Quale potrebbe essere la prossima? "Le prede oggi sono la scandinava Sas, l'Austrain Airlines di cui il governo austriaco ha detto di voler mettere in vendita la quota di maggioranza - e qualche altro vettore low-cost nell'Est Europa". Chi potrebbe avere interesse ad allearsi con chi? "British Airways la sua mossa l'ha già fatta. Ed è un'integrazione logica, che completa il suo focus che è il Nord-America con quello di Iberia che è l'America Latina. Attualmente la compagnia più liquida è Lufthansa. La società tedesca è sana e ha grande disponibilità finanziaria. Sta aspettando l'occasione migliore. L'interesse principale è per Sas e in secondo luogo per Austrian Airlines. Gli austriaci sono anche nelle mire di Aeroflot e di alcuni vettori arabi". E Alitalia? "Né Lufthansa, BA, Air France o altre società credo saranno disposte a entrare senza prima aver visto che cosa succederà a livello di ristrutturazione. Ritengo, poi, che il possibile candidato non procederà subito con un'alleanza societaria, ma comincerà con un accordo operativo, senza esporsi con finanziariamente. Penso, per esempio, al code-sharing, l'accordo con cui una linea aerea commercializza un servizio o un volo di un'altra linea. Si tratta della formula di cooperazione più diffusa, meno vincolante e di breve durata: si rinnova, in genere, ogni sei mesi". Nessun'altra possibilità? "Per Alitalia sarebbe interessante un'alleanza con una compagnia araba, perché nel Medio Oriente avrebbe una piattaforma hub che le permetterebbero di raggiungere aree dove non vola più, come l'Australia o l'Estremo Oriente. Ma tutte finora hanno smentito un interesse. Aeroflot era un'ipotesi più politica che reale. La società russa sarebbe un "investitore dormiente", si limiterebbe a un apporto finanziario senza fornire il valore industriale che altri vettori, invece, possono mettere in campo. Ma il tempo delle alleanze, comunque, non è ancora maturo. E quando lo sarà? "In ottobre, quando arriverà la bassa stagione. Le compagnie che lasceranno a terra gli apparecchi saranno quelle più predabili, perché il loro valore di impresa sarà compromesso. Certo, se il prezzo del carburante continuerà a scendere, le prede potrebbero avere una boccata d'ossigeno". Fausta Chiesa.

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Alitalia, si fa avanti il Veneto <Salvataggio federale> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-06 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Verso il piano Il premier: faremo un altro miracolo, l'Italia avrà la sua compagnia di bandiera Alitalia, si fa avanti il Veneto "Salvataggio federale" Manzato: "Per la Sabena sono intervenute le Regioni" Vito alla Camera: il piano di Intesa entro poche settimane. Cadono i profitti di Air France e British Airways MILANO - Arriva da Nordest una nuova candidatura per la cordata, in lunga incubazione, che dovrebbe finanziare il rilancio di Alitalia. A bussare alle stanze della politica e della finanza impegnate nel progetto però non è un imprenditore ma la regione Veneto. L'ipotesi, lanciata per la prima volta nello scorso fine settimana dal vicepresidente regionale, il leghista Franco Manzato, fa perno sul ruolo della holding di partecipazioni Veneto Sviluppo, controllata al 51% dalla Regione ma partecipata con quote importanti da Unicredit (15%) e Intesa Sanpaolo (8%), advisor del governo sul dossier Alitalia. La proposta ha suscitato qualche polemica a livello regionale, e un sicuro interesse tra chi lavora ad ogni livello al dossier. "Parliamo di un grande asset per il turismo italiano e del Veneto " spiega oggi Manzato. "Naturalmente, la nostra proposta potrà eventualmente definirsi solo con un piano preciso, che abbia chiari orizzonti internazionali e rispetti i criteri economici dell'investimento, tracciando una netta cesura con la pesante eredità del passato". Come molti degli attori privati raccolti in cordata, anche in Veneto sembra indispensabile che i debiti della vecchia Alitalia non siano esigibili da quella "nuova ". Questa istanza è ben presente al governo e, secondo fonti interne alla maggioranza, sarebbe stata integralmente recepita dalle prime bozze di modifica della Legge Marzano. La discussione sul punto è stata per ora rinviata, ma è possibile che venga riaperta in sede governativa prima del 29 agosto, data a cui ieri è stata rinviata la presentazione dei conti semestrali fissata per l'8. A far sintesi del momento presente, ieri, è intervenuto il premier Silvio Berlusconi che ha promesso "un altro miracolo", mentre Elio Vito, intervenendo in Senato, ha invocato uno "sforzo unanime" in vista del piano d'Intesa atteso tra "poche settimane". Tra chi attende che la politica romana compia il suo versante dell'opera, dunque, potrebbe esserci anche la Regione Veneto, il cui presidente Giancarlo Galan peraltro s'è finora mostrato molto prudente. Sempre Manzato indica anche un modello, la Sn Brussels, poi confluita in Brussels Airlines dopo la fusione con Virgin, e nata dalle ceneri di Sabena. Non è il passaggio fallimentare, ovviamente, che interessa a Manzato, ma le partecipazioni azionarie della Brussels, cui contribuirono nel 2002 i tre governi regionali insieme a 12 investitori privati. E quanto potrebbe investire, il Veneto? Questo Manzato non lo dice. Il bilancio 2007 di Veneto Sviluppo, approvato lo scorso maggio, porta a libri oltre 42 milioni di euro di utile netto, una gestione di partecipazioni per oltre 46, erogazione di varie tipologie di finanziamenti per diverse centinaia di milioni, e un aumento di capitale a 112 milioni, dai precedenti 24, e lo sviluppo di un fondo di private equity. Le banche Il perno è Veneto Sviluppo, controllata dalla Regione e partecipata da Unicredit e Intesa Sanpaolo Jacopo Tondelli jtondelli@corriere.it.

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Galan: farò il partito veneto. Silvio è con me (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-06 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE L' "eretico" Il governatore va alla guerra: la nomenklatura berlusconiana mi ostacola. E intanto qui la Lega si sta prendendo tutto Galan: farò il partito veneto. Silvio è con me "Bossi e il dito contro l'inno? Sbaglia. Sacconi, politico datato. Brancher è un centralista" DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA - Non toccategli Silvio Berlusconi. Giancarlo Galan lo segue da 22 anni, da quando, fresco del master alla Bocconi in business administration, si fece convincere dal Cavaliere, che ancora Cavaliere non era, che era meglio lavorare al servizio della neonata Publitalia (per 19 milioni di lire all'anno) piuttosto che accettare offerte molto più allettanti: "Caro il mio ragazzo - gli disse il Berlusca -: il futuro è qui". "Ho rischiato di prenderle da mio padre - racconta ora il governatore del Veneto -, in molti mi hanno dato del pazzo. Ma aveva ragione lui, un genio...". E quando, nel '94, il Cavaliere propose a Galan (che nel frattempo aveva scalato i gradini di Publitalia, divenendone direttore centrale) di mollare tutto per gettarsi in politica, lui, ben lontano dall'immaginare che per i successivi 14 anni avrebbe governato il Veneto, vacillò paurosamente nell'apprendere che il nuovo partito si sarebbe chiamato Forza Italia: "Oddio, siamo rovinati, con quel nome non arriviamo al 2%" osò. E naturalmente si accodò. Eppure, nonostante anche l'aneddotica venga in soccorso, negli ultimi tempi il "doge" forzista qualche gomitata l'ha tirata al suo ex datore di lavoro e ora premier. Punture di spillo rispetto ai ceffoni che sono volati tra lo stesso Galan e alcuni alleati. Ma la spia, comunque, di un disagio sull'asse Veneto-Pdl-Lega. Galan l'eretico, ormai lo chiamano. Il Gianburrasca. Ha scritto un libro, "Il Nordest sono io!", che già dal titolo sembra fatto apposta per fare incazzare alleati presenti e futuri. E poi uno strappo dietro l'altro. Sulle impronte ai rom: "E' razzismo". Contro il Gentilini di Treviso: "Troppo duro con i gay". Contro chi a Palazzo Chigi ha velato il seno del Tiepolo: "Un'assurdità ". Contro il dito alzato da Bossi: "I ministri non fanno queste cose". Contro quei leghisti che portano a pascolare maiali "nei luoghi sacri per altre religioni". Su Malpensa: "Un errore storico: era meglio vendere Alitalia ad Air France". E' come se, in attesa del federalismo fiscale, Galan si fosse cucito addosso una sorta di federalismo ad personam, di libertà di strappo: "E se non me la danno, me la prendo!". Che succede? Succede che Galan, il soldato fedele al Cavaliere, sta andando alla guerra. Contro la Lega di Bossi. Contro una parte del suo stesso partito, Forza Italia. La posta in palio è la conquista del Nordest: "E' una sfida - dice il governatore, arrotolandosi le maniche della camicia - per la guida della rappresentanza politica ed economica del Veneto. La prossima primavera andranno al voto 5 province su 7 e 300 comuni su 500. E lì ci giochiamo tanto". Qui, alle ultime Politiche, FI ha perso quasi l'8% a vantaggio della Lega. E Galan ne ha ricavato la certezza che "o si fa qualcosa di rivoluzionario oppure Bossi si pappa tutto". Perché, aggiunge, "il Pdl ha di fatto lasciato l'esclusiva sul Veneto alla Lega. Che è stata brava, certo, ad interpretare gli umori della gente, ma non ha trovato ostacoli. Io, che qui ho fondato Fi nel '94, ho il dovere di non lasciare ad altri gli ideali di chi mi ha seguito". Cercasi "eresia", allora. Galan la vede nella nascita di un Partito Veneto, modello bavarese, legato al Pdl nazionale, ma dotato di larghissima autonomia patrimoniale e politica. "Le liste vanno fatte qui, i candidati scelti qui, i sindaci pure. E poi voglio ministri che non diventino di colpo centralisti appena arrivano a Roma ". Con Berlusconi ha parlato ("E' interessato"). "Il problema - aggiunge - sono i berlusconiani, la nomenklatura... C'è chi frena. Chi spera che Bossi faccia fuori quel gran rompiscatole di Galan. Chi aspetta gli eventi". Le legioni sono già scese in campo: un migliaio di amministratori veneti (gli "autoconvocati ") e i cosiddetti sindaci del 20% (dalla quota Irpef che vorrebbero mantenere sul territorio). "Un movimento che viene dal basso, guai a tradirlo" ringhia il governatore. Che si fida solo di Berlusconi: "Le grandi eresie nascono da uomini fuori dagli schemi. Spero che il premier metta la testa su questo progetto. Il Veneto fa scuola dal welfare alla sanità, dalla raccolta differenziata dei rifiuti all'uso dei fondi europei. Ci prendano a modello". E invece si respirano atmosfere romanocentriche. "Brunetta? Bravo, ma abituato a far calare sul Veneto schemi nazionali. Sacconi? Preparato, ma il suo modo di fare politica è datato. Brancher? Centralista, siamo arrivati ai ferri corti. Formigoni? Sogna un ministero, io sono allergico". Dicono che Bossi farà di tutto per impedire a Galan di tagliare il traguardo del quarto mandato. "Magari vado in pensione o a tonni" gigioneggia il governatore. Che non intende però appaltare la successione al Senatur: "Comunque farò campagna elettorale in prima persona, un certo peso ce l'ho...". Francesco Alberti.

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Si guasta il volo, deputati a terra: <Vicenda penosa> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-06 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Aereo Alitalia Si guasta il volo, deputati a terra: "Vicenda penosa" MILANO - Certo in questo momento per l'Alitalia non ci voleva proprio. Lo ha sottolineato il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato, che si è trovato a terra all'aeroporto di Fiumicino per un guasto all'aereo insieme al capogruppo della Lega Nord a Palazzo Marino, Matteo Salvini, Renato Farina e Elena Centemero (Pdl): "Una situazione simile, in questo periodo in cui stiamo cercando di salvare Alitalia - ha detto De Corato - è una cosa penosa". I deputati milanesi, ieri impegnati alla Camera per il voto sulla manovra finanziaria, sono stati vittima di una piccola disavventura, con una lunga attesa per riuscire a prendere un aereo Alitalia per Linate e alcuni successivi trasbordi da un velivolo a un altro per guasti al sistema informatico. Il vicesindaco ha raccontato che i problemi sono cominciati con un volo delle 18: i passeggeri sono stati fatti salire e poi scendere per un guasto al sistema informatico. Posticipata la partenza con il volo delle 20.15. Al quale però è toccata la stessa sorte. E sono rimasti in attesa di poter partire con l'ultimo aereo utile per Milano.

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Pronta la Nuova Alitalia: ecco il piano (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)

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N. 186 del 2008-08-06 pagina 1 Pronta la Nuova Alitalia: ecco il piano di Redazione Un miliardo dai privati, accorpamento con Air One e accordi con Air France o Lufthansa La "nuova" Alitalia comincia a delinearsi. Intesa Sanpaolo, chiamata dal governo a dare le idee, le ha date. Adesso le scelte sono politiche, e impegneranno alcune settimane, permettendo agli italiani di superare agosto senza blocchi o barriere. Ecco i dettagli del piano: un miliardo dai privati, aggregazione con Air One e accordi con Air France o Lufthansa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi: <Faremo il miracolo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)

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N. 186 del 2008-08-06 pagina 7 Berlusconi: "Faremo il miracolo" di Redazione "Regaleremo all'Italia un'aviolinea profittevole". Il consiglio per la semestrale rinviato a fine agosto. Tremonti il 10 settembre alla Camera da Milano "Faremo un altro miracolo e regaleremo all'Italia una "sua" profittevole compagnia di bandiera", ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Quanto aspetteremo per una soluzione? Non molto. Stiamo lavorando". Tutto, comunque, slitta a fine mese. Ieri è stata rinviata a fine mese la riunione del consiglio di amministrazione di Alitalia per l'approvazione dei conti semestrali. Era in programma per venerdì, ora è stata spostata al 29 agosto, ultimo giorno utile per approvare il bilancio a giugno. L'approvazione della semestrale è un momento cruciale per lo sviluppo degli avvenimenti; in quella sede, infatti, sarà confermata, o no, la "continuità aziendale", e in base a questa decisione potrà essere avviato il piano industriale messo a punto da Intesa Sanpaolo. Intanto ieri la Camera ha deciso che l'informativa del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, si terrà dopo la pausa estiva, il 10 settembre. Per quella data è plausibile che alcune delle decisioni fondamentali per il futuro della compagnia siano già state prese. Intervenendo ieri in Senato, il ministro dei Rapporti col Parlamento Elio Vito ha spiegato che occorrerà uno sforzo unanime: "Al punto in cui siamo giunti, la questione Alitalia richiede uno sforzo congiunto di tutte le energie del Paese - le forze politiche, le istituzioni, nazionali e locali, le organizzazioni dei lavoratori, le imprese, per raggiungere un obiettivo che diventa ogni giorno più difficile. In questa prospettiva credo che, pur nel normale svolgersi della dialettica politica e parlamentare, debba prevalere - ha sottolineato Vito - la consapevolezza che il recupero di efficienze e di competitività dell'azienda rappresenta un interesse nazionale di rilevanza strategica, rispetto al quale sarebbe irresponsabile ridurre il confronto ad una sterile contrapposizione tra maggioranza ed opposizione". Critica l'opposizione: "È il solito rinvio. Il governo non sa che pesci prendere", ha commentato il ministro ombra dell'Economia, Pier Luigi Bersani. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<'O miracolo> di Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA "'O miracolo" di Berlusconi Un futuro radioso: la nuova promessa del presidente del consiglio Slitta però a settembre l'approvazione del piano di salvataggio Sara Farolfi ROMA Un'altro miracolo all'italiana, promette il cavaliere conversando di Alitalia con un settimanale. Un po' come a Napoli forse, il che non promette nulla di buono. Anche perchè, date le condizioni in versa il trasporto aereo, in tutto il globo messo in ginocchio dal caro petrolio, con un'operazione di facciata non si andrà molto lontano. Il piano a cui sta lavorando l'advisor Intesa-San Paolo per il salvataggio della compagnia di bandiera viaggia ancora in mare aperto. E burrascoso, considerato lo stato finanziario della compagnia. Il governo di fatto ha rimandato tutto a settembre. Il cda dell'aviolinea con all'ordine del giorno i conti semestrali, previsto per venerdì prossimo, è slittato al 27 agosto. Come pure l'informativa del ministro dell'economia Tremonti al parlamento, che è stata rimandata al 10 settembre. Ieri invece a riferire al senato è stato Elio Vito, ministro per i rapporti con il parlamento. Altro che 'o miracolo'. Ribadendo la volontà del governo di una soluzione italianissima, Vito ha parlato di un "progetto particolarmente difficile da realizzare, condizionato da tempi strettissimi e da una situazione della compagnia - finanziariamente, patrimonialmente e industrialmente - particolarmente critica". Intesa Sanpaolo presenterà il piano di salvataggio nelle prossime settimane, ha aggiunto. Ma il problema principale resta quello noto: la cordata italiana - di cui farebbero parte oltre a Intesa, Benetton, Ligresti, forse Colaninno, e poi, con un impegno finanziario inferiore, Fossati, Gavio, Marcegaglia e Tronchetti Provera - pretende la consegna di una compagnia 'ripulita' di tutti i debiti. Debiti che, al contrario, Air France era disposta ad accollarsi. Il piano a cui l'amministratore delegato di Intesa sta lavorando prevede il conferimento dell'intera AirOne (debiti inclusi, e si parla di 110 milioni di euro) alla nuova Alitalia e la creazione di una nuova compagnia con un peso molto forte sul mercato nazionale del trasporto aereo, da aggregare poi con un partner straniero. La contropartita per Carlo Toto, patron di AirOne, consisterebbe in denaro (pare si stia trattando su una cifra intorno a 250-300 milioni), azioni della nuova compagnia, e un rappresentante del gruppo alla vicepresidenza, secondo quanto ieri riportava l'agenzia di stampa Radiocor. In termini sociali, la ristrutturazione si annuncia feroce, con non meno di 5 mila esuberi (come ha detto Berlusconi qualche giorno fa), tra prepensionamenti, cassa integrazione, e esternalizzazioni in altre società come Fintecna e Finmeccanica. "Al punto in cui siamo giunti - ha detto ieri il ministro per i rapporti con il parlamento - la questione Alitalia richiede uno sforzo congiunto di tutte le energie del paese, forze politiche, istituzioni locali, sindacati e imprese, per raggiungere un obiettivo che diventa ogni giorno più difficile". Duro il giudizio che arriva dalle fila del partito democratico. Secondo Pierluigi Bersani, "è evidente che il governo non sa che pesci pigliare. E il problema - aggiunge - diventa sostanziale perchè mentre Air France si sarebbe caricata di tutti i debiti, le soluzioni che si affacciano ora pretendono che si debbano scorporare le difficoltà, per poter attrarre azionisti, e questo pone problemi procedurali dal punto di vista della tutela dei creditori, dei lavoratori e dei concorrenti, che sicuramente si farebbero sentire". Quanto al piano industriale, Bersani considera la prospettiva offerta dal governo "molto debole, perchè non assicura una partnership internazionale adeguata": "La soluzione - conclude - deve esprimere una soluzione certa e immediata con un vettore internazionale. Con meno di questo avremo un problema subito e un problemone tra due anni".

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Il progetto è pronto: ecco la "Nuova Alitalia" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)

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N. 186 del 2008-08-06 pagina 0 Il progetto è pronto: ecco la "Nuova Alitalia" di Paolo Stefanato Il piano messo a punto da Intesa Sanpaolo per il rilancio del vettore in crisi. Un miliardo dai privati. Aggregazione con Air One. La società sarà leader sul mercato nazionale e per il lungo raggio stringerà un "profit sharing" con Air France o Lufthansa. Berlusconi: Faremo il miracolo" Milano - La "nuova" Alitalia comincia a delinearsi. Intesa Sanpaolo, chiamata dal governo a dare le idee, le ha date. Adesso le scelte sono politiche, e impegneranno alcune settimane, permettendo agli italiani di superare agosto senza blocchi o barriere (poi, si vedrà). Scelte non facili: il Tesoro (alias, il ministro Tremonti), azionista di Alitalia, dovrà decidere se e come accollarsi debiti e personale che la "nuova" Alitalia non potrà permettersi. Dovrà trovare uno strumento adatto a "ritagliare" un pezzo della compagnia attuale, quello buono, per separarlo dai rottami e conferirlo a chi se ne farà carico. E chi se ne farà carico? Un gruppo di privati italiani, di imprenditori che mai e poi mai metterebbero nemmeno un chip in "questa" compagnia, ma che a una società "pulita", carica solo di un ragionevole rischio industriale, parteciperanno con 50-100 milioni a testa. è proprio questa "newco" la chiave del piano industriale proposto da Intesa per consentire all'Italia di mantenere un servizio di trasporto aereo nazionale, che svolga quella funzione pubblica che non è solo turistica o di business, ma proprio di collegamento tra le varie città di un Paese lungo e stretto. La Svizzera o il Belgio si possono girare in bicicletta; l'Italia no. Benetton, innanzitutto; poi Ligresti, Aponte, Marcegaglia, Riva, Colaninno, sono già pronti. Potranno entrare nel capitale anche Intesa Sanpaolo, e altre banche e istituzioni finanziarie internazionali (Nomura, Morgan Stanley). A Colaninno verrà ritagliato un ruolo di primo piano, con responsabilità ancora da definire: un uomo a lui vicino, Rocco Sabelli, sarà l'amministratore delegato e sta già studiando il piano industriale della nuova Alitalia. I capitali freschi necessari sono quantificati in un miliardo di euro: ma non bastano i soldi per rilanciare Alitalia, occorre quello che si chiama "massa critica". Oggi la compagnia pubblica ha all'incirca il 40% del mercato domestico, dopo aver subito una costante erosione negli anni, anche per le barriere create dall'Antitrust alle alleanze nazionali che via via si sono profilate: il 40% è troppo poco, specie a confronto con Air France, Lufthansa, British Airways, che nei rispettivi Paesi hanno quote tra il 70 e il 90%. Così, assieme al capitale, l'altro cardine del progetto di Intesa è l'accorpamento di Air One, seconda compagnia italiana, con una quota di mercato intorno al 22%. Proprio in questi giorni si sta discutendo il "come". Carlo Toto potrebbe conferire la sua compagnia, in particolare la flotta, gli ordini per i nuovi aerei e i debiti relativi (un aereo è come una casa comprata col mutuo); gli aerei di Air One sono essenziali per svecchiare e razionalizzare la flotta di Alitalia. Se Toto conferirà la sua compagnia, otterrà in cambio azioni, pari all'incirca al 30% del capitale. In questo caso diventerebbe il primo azionista singolo e potrebbe essere nominato presidente o vicepresidente. Ma può anche essere che Toto decida, semplicemente, di vendere alla newco, di incassare una cifra tra i 250 e i 400 milioni, e di reinvestirne una tranche nella nuova Alitalia. Le dimensioni di quest'ultima non sono ben definite, ma il piano prevede che fin dal primo esercizio il fatturato sarà superiore a quello attuale di Alitalia. In altre parole, o saliranno sensibilmente i prezzi, o l'attività non sarà ridimensionata; c'è da augurarsi, ovviamente, che prevalga il secondo aspetto. La compagnia sarà fortemente radicata sul mercato domestico, dove avrà una leadership forte; questa volta la bacchetta dell'Antitrust dovrebbe fermarsi a mezz'aria perché nel giudizio sulla tratta Milano-Roma (una delle più trafficate e più profittevoli del mondo) entrerà in gioco anche la concorrenza dei treni ad alta velocità. I collegamenti internazionali saranno confermati e poi sviluppati. Quelli intercontinentali, la cui espansione negli anni passati si è intrecciata con la scelta (mai completamente realizzata) dell'hub a Malpensa, seguiranno invece un altro modello: quello di una forte alleanza, in tempi stretti, con un grande vettore europeo (in pratica, Air France o Lufthansa), che non sia un semplice "code sharing", ma un vero "profit sharing"; significa dividere gli utili, come in una società comune, e non solo dare continuità di servizio. Questo non significa che il piano preveda la cessione della "nuova Alitalia", che, al contrario, conta sulla propria autonomia. Una volta avviata, la compagnia, completamente privata, sarà quotata in Borsa. Il Tesoro perderà tutto, capitale e obbligazioni: del resto, già da anni Alitalia è tecnicamente fallita e viene tenuta in vita con l'ossigeno (l'ultima boccata è stato il prestito-ponte di 300 milioni che, va osservato, non entrerà nella newco e quindi resterà a carico della "vecchia" società). Le obbligazioni (il famoso Mengozzi bond) hanno un valore nominale di 700 milioni, di cui circa 500 nel portafoglio del Tesoro e 200 in quello di investitori privati. L'obiettivo è di coinvolgere questi ultimi nella nuova società, per evitare che i loro bond diventino carta straccia; l'ipotesi è quelli di trasformarli in warrant. I tempi sono stretti e le scelte devono essere fatte rapidamente. Tremonti dovrà farsi carico dei debiti di Alitalia (1,1 miliardi), del personale in esubero (5-6mila dipendenti), delle aree di business non funzionali alla nuova società. Non c'è alternativa. Ma sull'altro piatto della bilancia ci sarà un vettore italiano autonomo, che potrà scongiurare i traumi di un fallimento, fatto di aerei a terra e di aeroporti nel caos. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Girotondo attorno a Walter (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)

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Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non commentato " (1 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (40 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 38 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni valentino: Certo che dal '45 in poi " i comunisti" hanno fatto delle belle "iniezioni"... valentino: Esatto Luciano " .non poter mettere le mani sulle casse dello Stato.." !!! Perchè... Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con la strategia di Veltroni; moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo quanto brillantemente scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole cambiare Andate avanti così , fatemi sognare , create... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Olimpiadi, Petrucci ammonisce: "Lo sport non sostituisca la politica"Città più sicure Superpoteri ai sindaciSomalia, l'incubo è finito Liberi i due italiani rapitiTragedia sul Monte Rosa Precipita una cordata: una vittima, 3 feriti graviIl progetto è pronto: ecco la "Nuova Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille August 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non commentato " (1 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (40 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 38 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni valentino: Certo che dal '45 in poi " i comunisti" hanno fatto delle belle "iniezioni"... valentino: Esatto Luciano " .non poter mettere le mani sulle casse dello Stato.." !!! Perchè... Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con la strategia di Veltroni; moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo quanto brillantemente scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole cambiare Andate avanti così , fatemi sognare , create... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Olimpiadi, Petrucci ammonisce: "Lo sport non sostituisca la politica"Città più sicure Superpoteri ai sindaciSomalia, l'incubo è finito Liberi i due italiani rapitiTragedia sul Monte Rosa Precipita una cordata: una vittima, 3 feriti graviIl progetto è pronto: ecco la "Nuova Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille August 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non commentato " (1 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (40 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 38 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni valentino: Certo che dal '45 in poi " i comunisti" hanno fatto delle belle "iniezioni"... valentino: Esatto Luciano " .non poter mettere le mani sulle casse dello Stato.." !!! Perchè... Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con la strategia di Veltroni; moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo quanto brillantemente scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole cambiare Andate avanti così , fatemi sognare , create... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Olimpiadi, Petrucci ammonisce: "Lo sport non sostituisca la politica"Città più sicure Superpoteri ai sindaciSomalia, l'incubo è finito Liberi i due italiani rapitiTragedia sul Monte Rosa Precipita una cordata: una vittima, 3 feriti graviIl progetto è pronto: ecco la "Nuova Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille August 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Walter fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non commentato " (1 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (40 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 38 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... 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I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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La guerra (in)civile degli psico-comici della politica (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non commentato " (1 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (40 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 38 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni valentino: Certo che dal '45 in poi " i comunisti" hanno fatto delle belle "iniezioni"... valentino: Esatto Luciano " .non poter mettere le mani sulle casse dello Stato.." !!! Perchè... Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con la strategia di Veltroni; moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo quanto brillantemente scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole cambiare Andate avanti così , fatemi sognare , create... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non commentato " (1 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (40 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 38 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni valentino: Certo che dal '45 in poi " i comunisti" hanno fatto delle belle "iniezioni"... valentino: Esatto Luciano " .non poter mettere le mani sulle casse dello Stato.." !!! Perchè... Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con la strategia di Veltroni; moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo quanto brillantemente scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole cambiare Andate avanti così , fatemi sognare , create... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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La Sapienza e il rito dell'intolleranza (sezione: Alitalia 2)

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Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (40 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 38 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni valentino: Certo che dal '45 in poi " i comunisti" hanno fatto delle belle "iniezioni"... valentino: Esatto Luciano " .non poter mettere le mani sulle casse dello Stato.." !!! Perchè... Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con la strategia di Veltroni; moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo quanto brillantemente scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole cambiare Andate avanti così , fatemi sognare , create... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Olimpiadi, Petrucci ammonisce: "Lo sport non sostituisca la politica"Città più sicure Superpoteri ai sindaciSomalia, l'incubo è finito Liberi i due italiani rapitiTragedia sul Monte Rosa Precipita una cordata: una vittima, 3 feriti graviIl progetto è pronto: ecco la "Nuova Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille August 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non commentato " (1 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (40 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 38 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni valentino: Certo che dal '45 in poi " i comunisti" hanno fatto delle belle "iniezioni"... valentino: Esatto Luciano " .non poter mettere le mani sulle casse dello Stato.." !!! Perchè... Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con la strategia di Veltroni; moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo quanto brillantemente scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole cambiare Andate avanti così , fatemi sognare , create... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Olimpiadi, Petrucci ammonisce: "Lo sport non sostituisca la politica"Città più sicure Superpoteri ai sindaciSomalia, l'incubo è finito Liberi i due italiani rapitiTragedia sul Monte Rosa Precipita una cordata: una vittima, 3 feriti graviIl progetto è pronto: ecco la "Nuova Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille August 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Passeggeri in aumento negli scali gestiti da adr (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Roma Nel primo semestre crescita del 7,2% Passeggeri in aumento negli scali gestiti da Adr Nei primi sei mesi del 2008 cresce del 7,2% il traffico dei passeggeri negli scali gestiti da Aeroporti di Roma. Questo il contenuto della Relazione finanziaria semestrale, approvata ieri da Adr, e presentata all'aeroporto "Leonardo da Vinci". L'aumento è in riferimento allo stesso periodo del 2007. Adr segnala che la seconda parte del semestre ha beneficiato degli effetti del trasferimento dei voli, operato da Alitalia, dallo scalo di Malpensa a quello di Fiumicino. Secondo il testo, sono in salita del 2,4% anche i ricavi complessivi.

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"su alitalia risposte in parlamento" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)

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Economia "Su Alitalia risposte in Parlamento" Tremonti: se ne riparla a settembre. Ok dell'antitrust Ue a Northwest-Delta Lufthansa smentisce il coinvolgimento. Advisor a lavoro anche ad agosto ROMA - "Alitalia? Ne riparleremo solo nelle sedi istituzionali". Giulio Tremonti continua a tenere il profilo basso sul salvataggio della compagnia di bandiera. E ieri, in occasione della presentazione della Finanziaria 2009, ha ribadito che del futuro della Magliana tratterà in Parlamento solo il prossimo 10 settembre. L'estate degli italiani, dunque, in attesa del piano di ristrutturazione di Intesa Sanpaolo che verrà presentato solo tra diverse settimane, è così salva. Senza piano e senza esuberi non ci saranno scioperi e agosto (il mese per tradizione più ricco per le casse della compagnia) potrà così filar via liscio riportando magari un po' di soldi in cassa. Il silenzio politico non significa, però, che il cantiere Alitalia sia fermo. L'advisor, in attesa dell'intervento normativo del Governo previsto dopo Ferragosto, sta cercando di mettere a posto tutti i tasselli del puzzle per evitare il crac. Una lotta contro il tempo anche per consentire alla compagnia di approvare senza problemi la semestrale il prossimo 29 agosto. Lo schema è sempre lo stesso. La fusione con Air One, la bad company dove lasciare i business in perdita, le azioni e i bond e i tagli (da 5 a 7mila) da gestire con ammortizzatori sociali. I potenziali soci privati, Roberto Colaninno in testa, continuano a chiedere con insistenza di accelerare anche sul fronte del partner estero anche se Lufthansa - chiamata in ballo da indiscrezioni de Il Sole-24 Ore - ha negato di aver trattative dirette con la Magliana. Sul futuro della compagnia di bandiera continua però a pesare come una spada di Damocle il prezzo del greggio. Il calo degli ultimi giorni ha ridato un po' d'ossigeno anche al lavoro degli advisor. Anche se il consolidamento del settore prosegue a tappe forzate: l'Unione Europea ha approvato ieri tra l'altro la fusione tra Northwest e la Delta, primo passo della semplificazione dei cieli Usa. Il rientro di Alitalia a Roma con diversi voli intercontinentali non basta intanto a rimettere in rotta i conti di Fiumicino. Aeroporti di Roma spa ha chiuso il primo semestre con una perdita di 4,6 milioni, sia per quanto riguarda il risultato netto che quello operativo. I ricavi, si legge in una nota, sono cresciuti del 2,4% a 269,7 milioni di euro. Nel 2007, la società aveva comunicato di aver riportato un utile nei primi sei mesi pari a 4,5 milioni. "Il primo semestre 2008 - spiega la nota - è stato caratterizzato da un andamento del traffico passeggeri del 7,2% rispetto all'analogo periodo del 2007", ma, "a fronte di tale crescita, che per una parte rilevante, e cioè quella legata al trasferimento dei voli Alitalia, incorpora una significativa componente di incertezza dovuta al futuro della compagnia, non si evidenzia una coerente crescita dal punto di vista economico". Il margine operativo lordo è infatti sceso del 4,8%, in "conseguenza sia dell'aumento dei costi per acquisto di beni e servizi (+12,3%), su cui ha inciso in modo particolare l'aumento dei prezzi delle fonti energetiche, oltre che dell'aumento del costo del personale (+5,5%).

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Economia Il capitalismo di relazioni italiano, malgrado il cattivo stato di salute di qualcuno dei s... (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il capitalismo di relazioni italiano, malgrado il cattivo stato di salute di qualcuno dei suoi gioielli, vive un periodo d'oro. Ha stretto il controllo su Mediobanca, si prepara a fare la sua parte ? con l'applauso del governo ? in Alitalia, forte di quella ragnatela di partecipazioni e interessi che sta ridisegnando sottotraccia i rapporti di forza della finanza nazionale. Il biglietto d'ingresso in questo club esclusivo è però spesso costosissimo. Ne sa qualcosa Gilberto Benetton. "Avevamo già perso molti soldi con Olimpia ? ha confessato in una recente intervista ? ma ci hanno chiesto di rimanere in Telecom e l'abbiamo fatto". Perdendone altri. Gliel'hanno chiesto anche per Rcs, Generali e Mediobanca. Lui ha risposto sempre sì. E il saldo per le casse di Ponzano è disastroso: 1,2 miliardi persi sulle tlc, 110 (su 168 investiti) in via Solferino, 120 (su 280) in Piazzetta Cuccia e una trentina su Trieste. Ora il sistema lo tira per la giacchetta per Alitalia. "Non vogliamo diventare una piccola Iri", ha timidamente protestato Gilberto. In teoria, è semplice: basta per una volta rispondere "no". Ma con il recente ok del governo al nuovo sistema di calcolo per le tariffe autostradali (potenza del capitalismo di relazioni) la piccola Iri finirà con ogni probabilità per fare la sua parte anche sulla Magliana. Ettore Livini [brown e la crisi] Negli ultimi giorni in Gran Bretagna il governo Brown ha più volte fatto riferimento al pericolo delle ripercussioni interne della crisi alimentare mondiale e parlato della necessità di un piano per la sicurezza alimentare. In realtà gli analisti hanno ritenuto un tale allarme ingiustificato, per di più lanciato con l'uso di un termine, "sicurezza", che in Europa e in Gran Bretagna ha un impatto emotivo capace di agitare spauracchi da carestie dell'epoca della Seconda Guerra mondiale. Ne hanno approfittato però per chiedere, una volta di più, l'aumento delle produzioni e l'eliminazione delle barriere commerciali, nella convinzione che solo il libero commercio possa garantire la vera sicurezza alimentare. Il dibattito è uno dei capitoli della lunga serie di dispute tra Londra e Ue sulla Politica alimentare comune (Pac), come è apparso chiaro lo scorso aprile quando, alla vigilia del semestre di presidenza francese, il ministro dell'Agricoltura Michel Barnier aveva annunciato un'iniziativa parigina in sede europea per la sicurezza alimentare e per un dibattito sul futuro della Pac dopo il 2013, quando scadrà il regime di finanziamento in vigore. Nel 1985 l'81% dei sussidi comunitari andarono all'agricoltura, ma la Ue ha deciso di ridurli al 37% entro il 2013. A ben vedere il dibattito auspicato da Barnier è già cominciato e si prospetta quanto mai acceso. Cristina Nadotti.

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(segue dalla prima pagina) autore1 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il primo intralcio è il caro benzina. Poi ci sono gli aerei in overbooking, le code in autostrada. E finanche le zecche in traghetto. Quest'anno l'Italia si presenta al grande esodo di Ferragosto in un clima sempre più cupo. Ma a sorpresa anche con qualche schiarita I reclami inviati all'Authority dell'aviazione civile sono il 20% in meno Lo scorso week end il 91% dei treni è arrivato entro 15 minuti dall'ora prevista La Milano-Trieste ha vissuto sabato scorso il solito ingorgo di venti chilometri (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) AUTORE1 (segue dalla copertina) ettore livini Il numero di incidenti stradali del primo week-end di agosto ? complice anche l'inflessibile tutor attivo su 1.398 chilometri di carreggiate ? è stato inferiore a quello degli anni scorsi. Una magra consolazione in uno scenario, che per il resto è stata la solita Caporetto a quattroruote, con 2 ore di attesa sabato scorso al Tunnel del Monte Bianco, code fino all'alba sulla A14 da Bologna alla riviera adriatica e il tradizionale biscione d'auto di 10 chilometri verso il San Gottardo. Stesso discorso per i treni. Tra sabato e domenica scorso il 91% i convogli dei treni delle Ferrovie dello Stato è arrivato in orario (vale a dire entro 15 minuti dall'orario previsto) malgrado l'onda d'urto di 2 milioni di passeggeri e di un'offerta aggiuntiva di 1.200 convogli straordinari. Un netto miglioramento rispetto al 79% del 2006 e all'82% del 2007. Ma puntualità a parte, i centralini delle associazioni dei consumatori sono stati bombardati dalle proteste per l'aria condizionata rotta (un malanno cronico per il sistema rotabile) e la pulizia dei vagoni mentre su molti treni del lungo mare ? Cinque terre in testa ? in diversi orari della giornata è stato impossibile riuscire a imbarcarsi su vagoni pieni come uova. Qualche spiraglio ? su uno sfondo sempre un po' desolante ? arriva anche dal trasporto aereo: "Incrocio le dita ? dice Vito Riggio, numero uno del'Enac ? ma fino ad oggi questa è stata la mia estate più tranquilla negli ultimi sei anni". Certo, già a inizio giugno 140 vacanzieri in partenza per Atene si sono visti cancellare (guasto tecnico del loro aereo nella capitale greca) il volo della Olympic. A metà luglio un trattore all'aeroporto di Casablanca ha urtato un aereo Myair (finito in manutenzione) mandando in tilt l'operativo della compagnia per qualche giorno e costringendo l'Enac a un'indagine ? ora rientrata ? sui pesanti disagi per i viaggiatori. La scorsa settimana 200 passeggeri di un volo Eurofly Milano-Mauritius sono stati costretti a un'attesa estenuante di 24 ore, accampati in aeroporto, prima di poter partire per le spiagge tropicali. Solo ieri cento turisti siciliani hanno atteso nove ore per la partenza del loro volo su Budapest mentre i clienti Myair a Bergamo, in serata, erano ancora in attesa dei loro aerei. A tutt'oggi però i reclami di passeggeri arrivati sul tavolo dell'Authority dell'aviazione civile da inizio anno sono stati 2.958, il 20% in meno dei primi sette mesi del 2007, il primo dato in calo dal 2004. Le cancellazioni ? malgrado i 1.094 reclami arrivati ad Enac da gennaio per casi di questo tipo ? "sono in netta flessione". dice Riggio. Fiumicino (per adesso) ha tenuto bene malgrado il trasloco di molti voli Alitalia abbia fatto lievitare i passeggeri già a giugno a quota 130mila, picchi che ad agosto 2007 avevano paralizzato lo scalo mandando dispersi migliaia di bagagli. E anche quando si smarriscono le valigie o si finisce in overbooking, l'assistenza della compagnie sembra funzionare molto meglio di una volta. Il merito ? dicono gli operatori ? è del giro di vite sulle sanzioni, che arrivano a un massimo di 50mila euro a caso. "Il numero di multe degli ultimi anni è andato sempre crescendo ? continua Riggio ? e soprattutto tutte quelle impugnate sono state convalidate dai tribunali". Fino all'estremo di Alpi Eagles cui dopo una lunga serie di disservizi è stata ritirata la licenza. "Il miglioramento della situazione è figlio proprio dell'effetto dissuasivo delle pene pecuniarie ? conclude il numero uno dell'aviazione civile nazionale ?. Le compagnie sono più responsabilizzate e le cose funzionano meglio". Le sanzioni, appunto, sembrano l'arma migliore in mano ai viaggiatori per tutelare, quando possono, i loro diritti. A maggior ragione in un agosto in cui i disagi per ritardi "gravi" di aerei (625 casi già segnalati nel 2008) o di treni e le code in autostrada sono sempre in agguato. I diritti dell'automobilista sono in apparenza i più labili. Le code sono considerate un fatto fisiologico. E le richiesta di rimborso del pedaggio autostradale dopo Odissee da imbottigliamento sotto la canicola estiva sono state accolte in giurisprudenza raramente e solo come danno esistenziale legato a una mancata segnalazione dell'ingorgo. La carta dei servizi del concessionario ? siglata con le associazioni dei consumatori ? prevede procedure di conciliazione legate allo smarrimento del biglietto (in questo caso viene applicato il prezzo dal casello più lontano), agli incidenti causati da buche o da animali in carreggiata o a urti con le barriere del Telepass. Qualche certezza in più c'è per chi viaggia sulla rotaia. In caso di ritardi (ma solo quelli "imputabili a Trenitalia") si ha diritto a un rimborso. La soglia del ritardo sono i 25 minuti per Eurostar e T-Biz, 30 minuti per gli Intercity, 60 per gli espressi e i notturni. Il rimborso è sotto forma di un bonus valido sei mesi per l'acquisto di un altro biglietto pari al 50% della tariffa Eurostar o dell'Alta velocità, il 30% per gli Intercity e il 20% per le cuccette. Se salta l'aria condizionata nel proprio vagone e non è possibile sedersi in un'altra carrozza, scatta il diritto a un altro bonus (non cumulabile sul ritardo). Ma è necessario chiedere al personale di bordo di annotare il guasto sul proprio biglietto. I diritti dei viaggiatori in aereo sono invece stabiliti per legge e stampati in un depliant che dovrebbe essere in teoria a disposizione in ogni aeroporto. La cancellazione di un volo per eventi eccezionali (nebbia, scioperi) dà diritto alla riprotezione su un altro volo o al rimborso e all'assistenza a terra (pasti, eventuale albergo e due telefonate). Se il viaggio salta per colpa della compagnia si ha diritto in più a una compensazione pecuniaria che va da un minimo di 250 euro per le tratte più brevi fino ai 600 delle intercontinentali. Una penale salata, certo, ma sempre meglio dei rischi che si corrono quando le regole non ci sono. Come è successo la scorsa settimana a Yunnan, in Cina: la China Southern ha annullato tre voli per il maltempo. E i suoi 170 passeggeri lasciati a terra a digiuno e senza un letto per 24 ore si sono fatti giustizia da soli. Distruggendo l'aeroporto.

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Battute e gag, Letta ruba la scena ai ministri (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 187 del 2008-08-07 pagina 4 Battute e gag, Letta ruba la scena ai ministri di Redazione Il braccio destro del Cavaliere: "Giulio è geniale. Calderoli non tagli anche questa legge". L'ironia su Brunetta: "È un fannullone..." da Roma Si complimenta con il "geniale" Giulio Tremonti. Lo elogia a lungo - "quasi troppo", replica un po' intimidito il diretto interessato - per una Finanziaria che "rivoluziona". E, soprattutto, lo afferma in pubblico, per suggellare la pace, per smentire ogni tipo di attrito. Poi rimarca il lavoro di gruppo, a dispetto dei "maligni". Sorride, scherza. Chiede a Roberto Calderoli di non tagliare, con la "mannaia", pure questa legge. Dà bonariamente del "fannullone" a Renato Brunetta, salvo subito dopo definirlo "antidoto" per gli scansafatiche. Spiega ai cronisti, da ex direttore, che sull'Expo 2015 si discute, non si litiga. Un po' come avviene nelle riunioni di redazione, dentro i giornali, per disegnare la prima pagina. Gianni Letta spiazza tutti. Si accomoda al centro del palco e "ruba" la scena. Forse senza volerlo, ma è lui, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, insolitamente loquace, a far da regista. A dettare i tempi ai ministri economici, seduti attorno a lui in conferenza stampa, per raccontare manovra e Finanziaria. "Quest'anno, per la prima volta, è stato compiuto un passo serio, deciso, verso la riforma del nostro sistema - attacca Letta -. E lo si deve a Tremonti, ministro che conoscete per intelligenza, fantasia, genialità e capacità innovativa, che ha saputo portare nel giro di pochissimi giorni, e prima di settembre, una riforma da completare, ma che rappresenta una grande novità, una rivoluzione". Letta non nega "malumori e difficoltà", fisiologici. Ma "lavorando ottimamente in squadra - sottolinea - abbiamo raggiunto un grandissimo risultato", nonostante "alcune malignità che abbiamo letto in questi giorni". Poi una battuta. "Il vero taglio fatto è sull'aria condizionata - ironizza con i giornalisti accaldati in sala stampa -. State mostrando insofferenza, ma nessuno si muove". Una metafora, aggiunge, da "tenere a mente". Tremonti, in maniche di camicia, sta al gioco: "Ho fatto una manovra tessile...". Va avanti così, e Letta, giocando d'anticipo, risponde pure a un quesito su Alitalia posto al ministro. "Posso dirle già io cosa le dirà - replica al cronista -. Sulla vicenda parlerà il 10 settembre in Parlamento". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Quei dualismi incrociati e la sfida sul manager (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-07 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Retroscena Quei dualismi incrociati e la sfida sul manager MILANO - Cosa c'è dietro la battaglia di Expo? O meglio, cosa c'è dietro un evento che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, quantifica in 50 miliardi di euro, pari a sei finanziarie? Facile a prima vista. Nessuno vuole restare ai bordi del campo. è una semplificazione. Nella battaglia dell'Expo si sovrappongono infiniti livelli. Tante matrioske che ne nascondono altre. Ci sono i personalismi. Come quello che ha contrapposto per lungo tempo il governatore Roberto Formigoni alla Moratti. Scontro di personalità? Non solo. Dietro a Formigoni c'è tutta la galassia della Cdo che spinge per un posto al sole. C'è la questione politica. è la partita che gioca il presidente "democratico" della Provincia di Milano, Filippo Penati. L'anno prossimo si va alle urne, e Penati non vuole restare schiacciato tra due vasi di ferro e un governo nemico. Strappa, rientra e addirittura elogia Tremonti. Altro scontro. Tremonti-Moratti. I due non si sono mai amati. Già ai tempi del Berlusconi bis, le frecciate di Tremonti alla Moratti sono restate proverbiali: "Mia cara - disse il ministro dell'Economia alla collega dell'Istruzione durante un Consiglio dei ministri -, non puoi continuare a chiedere soldi. Questo è il governo, mica tuo marito ". O come quando liquidò con una battuta feroce le critiche dei petrolieri e di Gian Marco Moratti contro la Robin tax: "Vorrà dire che ridurranno un po' l'ingaggio a Mourinho, tanto l'Inter è sempre forte". Ma la decisione di inserire il Cipe romano nella partita Expo sembra contraddire il credo federalista del ministro Tremonti. A Milano c'è chi fa notare che il sottosegretario con delega al Cipe è Gianfranco Miccichè, fratello di Gaetano, uno dei banchieri di punta di Intesa che sta lavorando al dossier Alitalia al quale è interessato anche Salvatore Ligresti. Per ritrovare dove il bianco è bianco e il nero è nero, bisogna affrontare un altro scenario. La madre di tutti gli scontri. Berlusconi e Tremonti non si fidano politicamente di Paolo Glisenti, il manager a cui la Moratti vuole affidare la società di gestione di Expo. A Roma si raccolgono informazioni, si ricostruiscono le frequentazioni delle terrazze romane, anche le sue vacanze a Capalbio. Ma soprattutto la sua "discendenza " dal mondo delle partecipazioni statali e dell'Iri. Suo padre Giuseppe, scomparso tre anni fa, è stato presidente di Finmeccanica e consigliere dell'Iri. Insomma: "Glisenti non è dei nostri" avrebbero detto i vertici del Pdl. Ma quando la Moratti si è trovata a colloquio con Berlusconi non ha voluto sentire ragioni: "Se non volete Glisenti allora non solo mi dimetto da commissario straordinario del-l'Expo, ma anche da sindaco di Milano ". M.Gian. Gli incarichi e gli uomini La polemica sul ruolo di Glisenti e il sottosegretario Micciché, che ha la delega sul Cipe.

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Galan scatena la guerra veneta Brancher: mai un Pdl regionale (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-07 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Il caso Gli attacchi del governatore alla dirigenza di Forza Italia e ai ministri corregionali Galan scatena la guerra veneta Brancher: mai un Pdl regionale Brunetta e Sacconi: le critiche? Siamo impegnati. E lui va in vacanza col premier ROMA - La partita sul Veneto scalda il centrodestra. Il governatore Giancarlo Galan, che sogna di mettere in piedi un Pdl in salsa veneta, modello Csu bavarese con una forte declinazione autonomista su candidature e risorse, si giocherà una carta importante nei prossimi giorni. La sua agenda, a quanto si è saputo, prevede infatti una settimana o poco meno di vacanza con Silvio Berlusconi. Stesso mare, stessa villa. Un'occasione irripetibile per cercare di convincere il premier della bontà del suo progetto, "unica strada - è convinzione di Galan - per consentire al Pdl di riappropriarsi della rappresentanza economica e politica del Veneto, mai come ora insidiata dall'avanzata leghista ". Non sarà un'opera di convinzione semplice. Non foss'altro perché il Cavaliere è il primo a rendersi conto di quanto i disegni del governatore siano in rotta di collisione con le aspirazioni di Bossi, a sua volta deciso a mettere la parola fine al regno del "doge" Galan, che dura da 14 anni. Senza considerare che non è interesse di Berlusconi, in questa fase di governo, aprire un fronte polemico con l'alleato padano. Ma i problemi di Galan non finiscono qui. Attorno alla sua strategia, condita in questi mesi da numerosi strappi nei confronti del Pdl e dell'operato del governo (sulle impronte ai rom e sull'Alitalia, solo per citarne due), si respirano venti gelidi ai piani alti del centrodestra. Aldo Brancher, forzista e sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle riforme, bollato da Galan come "centralista" e ritenuto parte integrante di quella "nomenklatura berlusconiana che non capisce la voglia d'autonomia del Veneto ", lo ha fatto capire ieri, parlando con il Corriere. "Ho l'impressione - ha affermato - che Galan abbia imboccato la strada del "faccio tutto io". Non si confronta con nessuno. Va avanti a testa bassa". Sul progetto del Pdl Veneto, Brancher preferisce non pronunciarsi, ma che non lo convinca è evidente: "Mi limito a sottolineare che Verdini (coordinatore nazionale di Forza Italia; ndr) ha detto chiaramente che non ne vuole sapere. E io ne prendo atto". Il fatto che Galan gli dia del "centralista " pare non turbarlo più di tanto: "A Palazzo Chigi ci siamo fatti una risata io, Brunetta e Sacconi. E comunque io ho un capo, che si chiama Berlusconi, e prendo ordini solo da lui". Si tengono invece a debita distanza dalle polemiche i ministri Brunetta e Sacconi, entrati pure loro nel mirino di Galan: "No comment, siamo impegnati con il governo". Partita tutta da giocare. In settembre sarà battaglia sul tasso di federalismo da inserire nello statuto del neonato Pdl. Ma intanto si combatte nel sottobosco. Con il governatore, forte dell'appoggio di alcune centinaia di amministratori locali (i cosiddetti "autoconvocati") e convinto di intercettare gli umori della base. E i suoi avversari interni, ai quali va aggiunta la Lega, pronti a studiare contromosse. Alla fine, come sempre da queste parti, tutto sarà deciso ad Arcore. Francesco Alberti Alleati Aldo Brancher, a destra, con il leghista Roberto Calderoli Brancher /1 "Mi pare che il governatore abbia imboccato la strada del "faccio tutto io". Non si confronta con nessuno, va avanti a testa bassa" Brancher /2 "A Palazzo Chigi ci siamo fatti una risata io, Brunetta e Sacconi. E comunque ho un capo: si chiama Berlusconi".

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Aeroporto, trenta piloti abilitati all'atterraggio notturno al Panero (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 07-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Villanova D'Albenga Aeroporto, trenta piloti abilitati all'atterraggio notturno al Panero Con gli ultimi due voli di ieri, i piloti dell'Alitalia Express abilitati all'atterraggio notturno all'aeroporto Clemente Panero di Villanova (a bordo degli Atr72) sono diventati 30. Le abilitazioni notturne, da parte dell'Enac (Ente nazionale aviazione civile), sono iniziate il 20 luglio a bordo dei 7 velivoli Atr72 di cui dispone la linea aerea consociata con l'Alitalia. Tali vettori serviranno i voli charter che l'Explora Italia di Stefano My sta effettuando da meno di un mese. Il Panero sta vivendo una intensa stagione: dal potenziamento della "business aviation" con Fox Air (con l'ingresso degli Orsero) all'annuncio dell'arrivo di un elicottero sanitario, dall'avvio definitivo della costruzione dello nuovo stabilimento della Piaggio ai voli di Explora Italia.\.

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<Adr vuole i terreni di Alitalia> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 187 del 2008-08-07 pagina 18 "Adr vuole i terreni di Alitalia" di Redazione da Milano Adr, la società che gestisce gli Aeroporti di Roma, resta interessata all'acquisto di terreni di proprietà di Alitalia nell'area di Fiumicino, perché ritenuti strategici. Lo ha detto il presidente, Fabrizio Palenzona, presentando i risultati semestrali. "È un'area per noi strategica e necessaria allo sviluppo delle infrastrutture; si attende un assetto definitivo per arrivare alla trattativa con basi solide". Palenzona ha anche sollecitato, per il sistema aeroportuale italiano, un nuovo piano tariffario che "remuneri gli investimenti". Nel confermare le critiche al blocco in vigore dal 2002, egli ha avvertito che in assenza di nuove tariffe le società di gestione aeroportuali non saranno in grado di realizzare nuove infrastrutture. Palenzona ha poi annunciato che nel prossimo autunno gli aeroporti italiani andranno a bussare alle porte del governo per chiedere un adeguamento delle tariffe e un nuovo sistema di regolazione dei prezzi assistito dal contratto di programma per ogni società di gestione aeroportuale. È necessario, ha sottolineato, "un sistema tariffario che remuneri gli investimenti". "Noi - ha proseguito - ci siamo comportati come se non fosse successo nulla facendo molti investimenti, ma così non si può andare avanti". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Castelli su Alitalia: "Berlusconi, se lo dice lui mi fido" (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 07-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Belpietro: "In Italia ci vorrebbe un Gordon Brown locale" Castelli su Alitalia: "Berlusconi, se lo dice lui mi fido" Durante un incontro sulle infrastrutture si e' affrontato il discorso delle Grandi Opere Milano, 7 ago. - "La maggioranza è coesa e decisa a far ripartire le infrastrutture. Ci vogliono tempi certi e regole chiare, perchè solo così si possono attirare capitali privati" queste le parole di Luigi Grillo, presidente della commissione Lavori pubblici del Senato, sul tema “Fate (grandi) opere buone - Senza le infrastrutture non si “ricostruisce” l'Italia”. "In Italia serve uno scatto culturale, per cui si capisca che non si guadagna solo a costruire un'infrastruttura, ma anche a gestirla dopo. E' stata la legge Merloni del 1993 – ha aggiunto - a produrre la paralisi nelle infrastrutture. Le Grandi Opere sono possibili solo con capitali privati e, per attrarre capitali privati, servono procedure semplificate e tempi corti”. “Le Grandi Opere – secondo Castelli, il sottosegretario alle Infrastrutture - devono essere utili, devono costare poco o meglio nulle e devono essere fatte...lontano da casa mia. Il mio auspicio – prosegue - è che venga preso a modello quello che Berlusconi ha fatto a Napoli, dove il problema rifiuti si è risolto.” Su Alitalia, il sottosegretario spiega: "Alitalia è una società in gravissima difficoltà il Presidente del Consiglio è convinto di trovare una soluzione, se lo dice lui mi fido". Per il Direttore di Panorama, Maurizio Belpietro “in Italia ci vorrebbe un Gordon Brown locale: occorre cioè impedire ai comitati locali di fermare le grandi opere. Sono i piccoli comuni e i comitati a fermare le grandi opere o a comportare gravi e inutili sprechi con le “opere compensative”. Secondo Paolo Astaldi, vicepresidente Astaldi SpA e Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Società Autostrade, i problemi delle infrastrutture del Sud Italia sono profondamente diversi. Per Astaldi “lavorare nel Sud, non è come lavorare al Centro o al Nord. Non si possono lasciare da sole le aziende! E invece le aziende oggi sono sole davanti alla criminalità del Sud. Se non si affronta questo problema, l'Italia resterà un paese a due velocità”. Per Castellucci, invece, il problema sono “le lungaggini burocratiche che rendono obsoleti i progetti strutturali - e ha concluso - in questo momento il nostro obiettivo è di riqualificare 900 km di autostrade e costruirne 350 di nuovi. La nostra priorità è rendere fruibili le autostrade che abbiamo: le autostrade a bassa densità sono un lusso che non penso ci possiamo ancora permettere”. Valentina Pellegrino.

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Nel toto-alleanze rispunta lufthansa per convincere gli investitori nazionali - ferdinando giugliano (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)

Argomenti: Alitalia

L'advisor Intesa cerca un partner forte in Germania. Air One scrive ai dipendenti Nel toto-alleanze rispunta Lufthansa per convincere gli investitori nazionali FERDINANDO GIUGLIANO ROMA - Non si fermano le voci su possibili alleanze straniere di Alitalia. Nonostante le smentite di mercoledì da parte della portavoce del gruppo, è Lufthansa ad essere in pole position per una eventuale alleanza. I membri italiani della cordata formata dal governo vogliono infatti rassicurazioni sulla presenza di un alleato estero con forti competenze nel settore. Gilberto Benetton, uno dei possibili investitori, ha definito questa condizione assolutamente vitale. I nomi che continuano a circolare sono quelli di Air France e Lufthansa. Ed è su quest'ultima che sembra aver puntato l'advisor del governo, Intesa Sanpaolo. I rapporti fra Lufthansa e Carlo Toto, amministratore delegato di Airone, sono infatti molto buoni e la stessa compagnia tedesca aveva già in passato mostrato interesse nei confronti di Malpensa. Secondo voci vicine all'operazione, Lufthansa potrebbe così unirsi ad Ap Holding, ai fondi di investimento e alla cordata italiana ed essere così "la quarta zampa del tavolo, che in questo momento manca, e che permetterà alla nuova Alitalia di poter competere sul mercato". Dalla Germania non arrivano per ora conferme ufficiali. Ma nella giornata di ieri le reazioni sono state sicuramente meno fredde di quelle ascoltate in passato. Stefan Lauer, membro del board del gruppo tedesco, ha dichiarato che il mercato italiano resta "di interesse primario" e che la compagnia segue con attenzione "gli sviluppi della vicenda". Se Lufthansa non si smarca, Airone ci tiene a chiarire il suo ruolo nell'operazione. In una lettera ai dipendenti, l'amministratore delegato di Airone, Carlo Toto, ha confermato che la sua compagnia "è pronta a fare la sua parte". Il coinvolgimento di Airone, prosegue ancora Toto, non avverrà, però, "a scapito della nostra azienda, della sua integrità ed ancor più, dei suoi dipendenti". Nella missiva, Toto si preoccupa anche di difendere Airone dalle critiche piovute negli scorsi circa le condizioni finanziarie della società. "La nostra - aggiunge Toto - è un'azienda solida che fa fronte alle difficoltà nel settore con vitalità e reattività. Airone presenta un livello di indebitamento assolutamente sano e garantito dal valore dei nuovi aeromobili entrati in flotta". Sulla vicenda arriva anche il duro giudizio dell'Economist. L'autorevole settimanale britannico si mostra piuttosto scettico del piano presentato dal governo, parlando di "miracolo rimandato". Il vero miracolo, secondo la testata, sarebbe l'intervento di un partner estero. Un intervento che, in queste ore, sembra quanto meno più probabile.

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"non sarà autunno caldo, tratto per alitalia" - gianluca luzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)

Argomenti: Alitalia

"Non sarà autunno caldo, tratto per Alitalia" Berlusconi show a Napoli: fa lo "spazzino"e loda Bassolino. "Dialogo? Serve rispetto" "Manifestare contro la manovra è un po' come farlo contro la grandine" "Il presidente della Campania ha fatto bene a non firmare l'appello di Veltroni" GIANLUCA LUZI NAPOLI - Quello che aspetta il governo alla ripresa "non sarà un autunno caldo", e se il centrosinistra pensa di scendere in piazza, "sappia che può fare tutte le manifestazioni che vuole, ma se sono contro la manovra economica sarà come manifestare contro la grandine". Del resto "sono molto soddisfatto della squadra di governo e di quello che abbiamo fatto". Per la Finanziaria "non ci sarà più l'assalto autunnale alla diligenza. Abbiamo tagliato gli sprechi: non saranno felici quelli cui li abbiamo tagliati, ma lo saranno i cittadini ai quali non mettiamo le mani nelle tasche". A settembre Berlusconi dovrà entrare nel concreto del nodo Alitalia: "L'obiettivo - annuncia il premier - è che l'Italia possa avere una sua compagnia di bandiera che faccia profitti". Poi assicura che ci sono "soci e capitali" per il rilancio. E su questa base si starebbe già trattando "l'alleanza con una grande compagnia straniera". Superata l'emergenza rifiuti Berlusconi torna a Napoli: si dice d'accordo con il presidente Napolitano sul dialogo ed elogia Bassolino che "ha fatto benissimo a non firmare l'appello di Veltroni contro il governo". Aveva cominciato tre mesi fa con un consiglio dei ministri a Palazzo reale, ha voluto chiudere prima delle vacanze estive con uno show anti-spazzatura nel centro storico di Napoli. Ma prima di esibirsi davanti alla telecamere come premier spazzino con tanto di ramazza in mano e di concludere la serata in una pizzeria di Posillipo, Berlusconi torna sul dialogo che il presidente Napolitano ha auspicato per la ripresa dell'attività politica in autunno. "Il suo auspicio è anche il mio", è il commento di Berlusconi. Ma subito dopo il premier, come aveva fatto nei giorni scorsi, torna a dettare le condizioni: "Per avere un dialogo - avverte il premier - bisogna avere rispetto degli altri e comportamenti leali". E questo "finora non si è verificato nell'opposizione". Il dialogo, comunque, non è in cima ai pensieri del presidente del consiglio. Infatti, conclude, "se le cose cambieranno saremo i più felici. Altrimenti andremo avanti a realizzare tutte le riforme promesse agli elettori". Non è una posizione nuova, anzi è da mesi che Berlusconi fa capire che del dialogo non gli interessa un granchè. Ma la novità è che comincia a mettere qualche cuneo nel campo avversario. A distinguere, cioè, fra "buoni" e "cattivi" nel campo avversario. E' in questo quadro che si devono leggere i complimenti a Bassolino, che era stato uno dei suoi principali bersagli durante la campagna elettorale. Il Governatore della Campania, additato come uno dei responsabili principali dell'emergenza rifiuti, ora è stato riabilitato. "Da lui - attesta il presidente del consiglio - ho ricevuto un'ottima collaborazione, per questo devo ringraziarlo". Nella soluzione dell'emergenza rifiuti "si è comportato in maniera perfetta". Non solo, ma "ha fatto benissimo a non firmare l'appello di Veltroni contro il governo". Esempio poi seguito anche da Cacciari e altri amministratori di primo piano del Partito democratico. Poi comincia lo show. Nella piccola piazza Carolina, adiacente a Piazza Plebiscito, i volontari dispongono per terra qualche cartaccia e alcuni bicchieri di plastica che il premier-spazzino dovrà, appunto, spazzare per dare il buon esempio. Si raduna come sempre una discreta folla. Turisti armati di videofonini chiamano eccitati per annunciare che "c'è Berlusconi". "Chillo che ha tolto l'Ici", come lo definisce un anziano partenopeo. "E' un dovere morale fare la raccolta differenziata. - intima saggiamente il premier - Basta, bisogna non buttare più le carte e i rifiuti per strada. Conosco città dove non si butta per terra neanche un pezzo di carta". Il riferimento è a Tokyo che lo ha impressionato per la pulizia in occasione del G8. "D'ora in poi - ammonisce Berlusconi accanto a Bertolaso - a Napoli e in ogni regione non bisogna più buttare immondizia per strada". Quindi l'appello è: "Trattate Napoli come la vostra casa". E raccogliendo da terra un bicchiere di plastica conia lo slogan per le telecamere: "In tasca non lo metto. In terra non lo butto. Lo getterò nel prossimo contenitore della plastica che incontro". La giornata napoletana non poteva finire senza la pizza a Posillipo: "Sono senza soldi, spero che me la paghino". Lo aveva promesso agli uomini dell'Esercito e alla Protezione civile che però, oltre ai fritti e ai babà, sulla pizza "tricolore", invece del classico basilico, si sono trovati la rucola.

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Il tibet d'italia - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti IL TIBET D'ITALIA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) E il don Rodrigo Maroni fa il viso dell'arme a tutti i fra' Galdino mendicanti. E a Firenze il sindaco di sinistra, dopo avere sgombrato gli ingombri dei senzatetto, ha messo il verboten persino ai panni stesi in strada. L'idea è quella di bandire l'umanità che sta sotto i mille euro, perché il lamento è incostituzionale, la questua disturba la quiete e distrae la cittadinanza da cose più importanti. Il Tibet italiano è dunque il divieto dell'infelicità sociale (sulla quale, come si sa, speculano gli avvoltoi della sinistra). Manca solo che vengano vietati le ambulanze, i pronti soccorsi e, per decreto legge, anche gli incidenti stradali. Come si vede non c'entrano nulla né con la destra né tanto meno con la sinistra questi governanti italiani ? compresi certi sindaci, appunto, di sinistra ? che un giorno battono le battone e lapidano le Maddalene, un altro giorno licenziano i precari, un altro ancora multano gli accattoni, poi partono in crociata contro i fannulloni e Hegelianamente ? Ci Si Passi l'Omaggio alla "Maiuscolità" del Sindaco Cacciari ? sanzionano (con la confisca degli stracci?) gli straccioni che chiedono l'elemosina davanti agli ospedali e alle chiese di Venezia o, veri e propri uomini-topo, si sfamano razzolando tra i rifiuti urbani di Roma. Chissà che presto, insieme ai clienti delle prostitute, non vengano multati anche i parenti dei donatori di organi: cinquecento euro a marchetta e cinquecento euro a rene. Vogliamo dire che c'è una filosofia sociale della destra che può non piacere, ma che comunque ha una sua forte rappresentazione storica: guerriera, nazionalista, corporativista, antioperaia, autoritaria? Si sa che in Italia, dopo il regime fascista, non ci sono stati né un De Gaulle né una Thatcher né un Reagan o un Sarkozy. Ma qui siamo alla dissoluzione di qualsiasi tensione etica e intellettuale che non sia la bastonatura del cane che annega, qui non c'è nemmeno la destra italiana del manganello e dell'aspersorio (ricordate Scelba?) e ovviamente neppure quella nobile dei Prezzolini e dei liberali alla Malagodi sino a Montanelli. Insomma, qui non c'è la destra, con la sua visione del mondo. C'è, invece, una patologia da affidare alla psicanalisi perché ? accanto all'evidente crudeltà di punire un disgraziato che raspa nei bidoni ? c'è la stupidità di un macellaio che per eliminare una piaga ne apre un'altra. O se volete c'è la stupidità intrinsecamente crudele, la stupidità che invece di avere intelligenza delle cose le elimina, nascondendole sotto il tappeto, beandosi della sua assolutezza, del suo finto coraggio, della sua baldanza. Il paradosso del ministro dell'Interno è svuotare l'Interno. Se gli architetti tendono a riempire gli spazi per animarli, Maroni li vuole svuotati, deserti, ordinati ed esanimi. Ovviamente noi sappiamo bene che nelle strade d'Italia c'è il rapinatore e che lo stupratore c'è. L'immigrazione comporta rischi di delinquenza. La prostituzione, che non è un crimine, è però in mano ai criminali. E magari sarà vero che il mondo si è imbruttito e che in una brutta Italia viene fuori il brutto Maroni perché è diventata impossibile quella sicurezza che rimanda al latino "sine cura", nel senso che non si può più vivere senza affanno, senza problemi e senza preoccupazioni. Ma maltrattare e perseguitare il mendicante che cosa c'entra con la sicurezza? Forse sarebbe di destra dare in appalto la sicurezza ai gorilla e alle guardie private e sarebbe di sinistra cercare di coniugare la durezza della repressione con l'equità e la pietà. Intendiamoci, si possono inventare nuove forme di solidarietà e nuove forme di controllo del territorio. Ma cosa c'entrano i lavavetri con la sicurezza? Se li sposti e non li fai vedere non hai certo aumentato la sicurezza. è vero che è uno sconcio vedere la gente che rovista nell'immondizia, ma è molto peggio reprimerla, opprimerla, cacciarla, punirla. Ricorda quella vecchia idea ? questa sì criminale ? che per combattere la disoccupazione basta ammazzare i disoccupati. Allo stesso modo: se vuoi ridurre gli accattoni, falli sparire. E speriamo di non avere suggerito così un'altra bella pensata a Maroni e a Brunetta, i nostri due titani (non nel senso dei giganti, ma dell'ipotetico plurale di titanio). Questi non sono gli allievi di Carl Schmitt, di Jung, di Spengler e nemmeno di Evola. Sono gli allievi dell'egro Bossi, lo stesso che rimprovera al presidente Napolitano la sua vecchiaia che, al contrario, è invidiabile. è Bossi ad incarnare l'acciaccato Zeitgeist che ispira il governo italiano, vale a dire: picchiare i deboli, sputacchiare e sbavare sugli emarginati, insolentire i donatori di sangue, accanirsi sui sofferenti, inventarsi i fannulloni. E chiamare tutto questo sicurezza. No, il nostro Tibet è abbassare le tasse degli imprenditori ma tempestare di multe i nullatenenti. Il nostro Tibet è mettere la divisa alla scuola invece di immettere risorse nella scuola. Il nostro Tibet è la messa in esubero della forza lavoro qualificata dell'Alitalia. Il nostro Tibet è legittimare i licenziamenti in nome della flessibilità ('accà nisciuno è flesso, caro ministro della Funzione pubblica). Il nostro Tibet è il Parlamento italiano nominato ? grazie alla legge porcellum ? dai capipartito e non scelto dal popolo. Il nostro Tibet è questa assurda guerra del miserabile contro il povero: del miserabile di testa e di cuore contro il povero di euro e di opportunità. State dunque attenti alle liti sul Tibet dentro il governo, a questo scontro di grandi ideali sui diritti civili dei monaci tibetani. è un modo di indicare un luogo diverso sul quale deviare l'attenzione e le sensibilità. La Cina è solo un alibi che in latino significa appunto "altrove" ed è roba da colpevoli, i quali trovano nei diritti umani dei monaci tibetani un altrove su misura. Da italiani i nostri governanti sono contro i bambini rom. Se fossero cinesi sarebbero contro i monaci tibetani e da furbi protesterebbero contro i lontanissimi italiani. Già Vitaliano Brancati si meravigliava molto che nessuno nella sua città si occupasse delle prostitute e del degrado del quartiere San Berillo. "In compenso - notava - qui escono bellissimi articoli intitolati "dove va la Cina?"".

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Berlusconi-ramazza: non sarà autunno caldo Dal premier elogi a Bassolino per non aver appoggiato Veltroni. Per Alitalia trattiamo con una compagnia straniera (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 08-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Berlusconi-ramazza: non sarà autunno caldo Dal premier elogi a Bassolino per non aver appoggiato Veltroni. "Per Alitalia trattiamo con una compagnia straniera" di Natalia Lombardo inviata a Napoli SILVIO RAMAZZA SHOW: è andato in scena ieri a Napoli, dove il presidente del Consiglio è tornato per la settima volta e si è esibito nel ruolo di "Presidente spazzino" che raccoglie la carta e alza una ramazza nuova di zecca, in un "set" studiato di tutto pun- to con volontari della protezione civile. E, forte di un concentrato bagno di folla, Berlusconi ha vantato i risultati dei primi cento giorni di governo, non ancora raggiunti. Tanto da dare uno schiaffo all'opposizione: Non ci sarà nessun autunno caldo", afferma disprezzando la mobilitazione che sta organizzando il Pd: "Le opposizioni possono fare anche le manifestazioni, ma se sono contro la finanziaria è come manifestare contro la grandine". Vinta la prima battaglia sui rifiuti, e consapevole di aver superato solo il primo scoglio, Berlusconi ha parole di grande apprezzamento per il presidente della Regione Campania: "Ho ricevuto da Bassolino un'ottima collaborazione e per questo devo ringraziarlo. Si è comportato in maniera perfetta". Sull'emergenza rifiuti, ma non solo: "anche per non aver firmato l'appello di Veltroni contro il governo". Motivo principale per rafforzare la lode e il ringraziamento al Governatore. Sul famoso dialogo, come sempre, il premier mostra una disponibilità condizionata al cambiamento di rotta del Pd (ovvero che si smarchi da Di Pietro), nonostante dica che l'auspicio del presidente Napolitano per un "confronto produttivo" sulle riforme "è anche il mio auspicio". Il presidente del Consiglio ripete di aspettarsi "lealtà" dal Pd: "Se l'opposizione cambierà atteggiamento ne saremo felici", ha affermato Berlusconi, "sennò andremo avanti per realizzare le riforme che abbiamo garantito agli elettori". Elogia la squadra di governo, dalla sicurezza alla manovra, dall'aver tolto l'Ici al pugno di ferro sull'accordo con la Libia e, su Alitalia, ora ripesca una compagnia straniera: "Abbiamo già un piano industriale, i soci, i capitali necessari e stiamo trattando con una grande compagnia straniera per un'alleanza internazionale". Ma non parla di esuberi. Arrivato alle cinque del pomeriggio a Napoli, fuori dal palazzo della Prefettura in Piazza Plebiscito, dove il premier ha fatto il punto con Guido Bertolaso, il prefetto Pansa e i vertici militari, era tutto pronto per l'esibizione dimostrativa del Presidente Spazzino. Un vero set da musical hollywoodiano nella città di Totò. Volontari dell'associazione nazionale Carabinieri per la Protezione civile aspettavano a due passi, a Piazza Carolina. Armati di scope e ramazze in plastica verde-blu nuove di zecca e pulitissime, palette e cestini per i rifiuti. Per terra non cè una carta, tanto che nella salitella di Vico Santo Spirito le "spazzine" volontarie ce la mettono apposta, un po' di mondezza. Una bottiglia di plastica, un po' di cartacce, sennò Silvio cosa spazza? Non serve, perché tutto si confonde nella ressa. Dopo aver fatto interviste a raffica a tg e gr Rai (trasmesse da ieri a oggi), il Cavaliere Blu (blazer, camicia sbottonata sul petto non villoso e bretelle), fa i complimenti alle volontarie dell'Azimut e alza una ramazza verde "per dare l'esempio", dice. Qualcuno getta una carta per terra: "Eh no, non si fa", rimbrotta Silvio che la raccoglie e la mette nel cestino. Gesti "simbolici", spiega, per educare i napoletani a tenere la città "come la casa". Sognando sempre la pulizia di Tokyo. Circondato da un alone di folla (non troppa ma entusiasta di "Zio santo Silvio"), si fa veder che ficca un imballaggio di carta piegato nel camioncino compressore. Il premier igienista, insomma, si sporca le mani pur di fare il suo show. Scende per Via Chiaia e torna in Prefettura. Poi fa un salto alla pizzeria Rosiello a Posillipo per la "pizza tricolore", fritto e babà con i vertici militari e della protezione civile. "Se me la offrono mangio la pizza, perché sono venuto senza soldi". Sulla "monnezza" il premier è preoccupato per il futuro: "C'è ancora tanto da fare. Ora servono gli impianti. Finora si sono fabbricate tonnellate di rifiuti, ma anche tonnellate di bugie sul fatto che un termovalorizzatore e una discarica inquinino l'atmosfera e l'ambiente", ne approfitta per attacca vedi e centrosinistra.

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L'Italia? Sembra la Colombia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 08-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del L'ECONOMIST "L'Italia? Sembra la Colombia" "L'Italia non è la Colombia, ma potrebbe incominciare ad assomigliarle". È il settimanale inglese L'Economist a raccontare così il nostro Paese, e che - in aggiunta - sotto alla foto che ritrae due soldati armati in una città italiana, mette la didascalia "Bogotà sul Mediteraneo". Le critiche riguardano infatti lo spiegamento di militari per le strade che, scrive il settimanale in edicola domani, "potrebbero spaventare i turisti". L'Economist non si ferma qui: in un altro articolo spiega che nel dibattito governativo per Alitalia, molti dentro Forza Italia ritengono che il vero miracolo evocato da Berlusconi sia un eventuale ripresa della trattativa con Air France-Klm. Insomma, sempre e solo un "paese da melodramma".

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Verso un ottobre nero martini: allarme economia - simona poli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Firenze Ultimatum sulla legge elettorale: a settembre il testo sennò lo farà la giunta. Al Prc: la maggioranza tiene Verso un ottobre nero Martini: allarme economia "Porterò Scajola nei distretti in crisi" "Firmerò la petizione di Veltroni e continuerò a collaborare con il governo, non c'è contraddizione" SIMONA POLI Se Rifondazione ha intenzione di aprire una crisi in Regione di certo non lo farà con la complicità di Claudio Martini. "Negli ultimi sei mesi la giunta ha approvato sedici proposte di legge, nove piani regionali e il protocollo d'intesa per l'acquisizione della Fortezza", dice il presidente toscano. "Questa massa di lavoro è il risultato della tenuta e della compattezza della maggioranza, sono state smentite le Cassandre del centrodestra che nella seduta straordinaria del consiglio del 16 agosto 2007 dissero che l'ingresso di Rifondazione in giunta ci avrebbe paralizzati. Non c'è stato nessun ricatto da parte della Sinistra e in autunno ripartiremo da qui". Martini non potrebbe essere più chiaro. "Per me le priorità restano l'azione di governo e il rispetto degli accordi, quindi ho convocato i capigruppo della maggioranza il 10 settembre per discutere i temi da affrontare nei prossimi mesi e l'attuazione dei piani approvati nei singoli territori. Partiamo dalla mia impostazione, comunque, e non da verifiche chieste da altri". Le tensioni tra Pd e sinistra, insomma, devono restare fuori dalla Toscana: "Sono consapevole della situazione che si è creata a livello nazionale", spiega Martini, "ma non la riscontro nella nostra attività quotidiana. Qui c'è un clima diverso e devo dare atto anche al Pdl di aver puntato negli ultimi tempi più sui contenuti veri dei provvedimenti che sulle polemiche". Della collaborazione tra forze politiche, dice ancora, ci sarà un grande bisogno. "L'economia va male e le previsioni parlano di una crisi serissima a fine anno. Sono negativi i numeri della moda, del settore dei caravan, di certe aree turistiche frequentate dagli americani che ora vengono sempre meno. Ho proposto a Nencini di dedicare un consiglio straordinario all'economia e ho invitato il ministro Scajola a visitare insieme a me i distretti del tessile e del conciario, bisogna far capire che il dibattito sullo sviluppo non può ruotare solo intorno al destino di Fiat, Alitalia e qualche grande banca". Entro ottobre la giunta presenterà il "manifesto sulla attrattività degli investimenti in Toscana" che porterà in tour nella capitali mondiali del mercato, New York, Londra, Shanghai, Mosca, San Paolo del Brasile, Pechino. "Stanno entrando a regime i nuovi fondi strutturali europei utili a riposizionare le imprese toscane a livelli più alti di innovazione e di internazionalizzazione". Aspettando risposte dalle piazze finanziarie estere, Martini ammette che i rapporti con Palazzo Chigi non sono dei migliori: "Per ora ho avuto contatti solo con i ministri Matteoli e Bondi", racconta, "ma a questi incontri non hanno fatto seguito fatti concreti. E sul "dossier Toscana" che ho inviato a Berlusconi non ho ottenuto nessuna risposta. Il dialogo tra istituzioni è importante, io collaboro con il governo come presidente di Regione anche se firmo la petizione del Pd come uomo di partito. Finora prendiamo atto di una serie di annunci e decisioni unilaterali, dalla soppressione delle Comunità montane (su questo in consiglio regionale il Pd ha presentato una mozione per chiedere a governo e Parlamento che sia revocata la decurtazione di altri 30 milioni all'anno dal fondo nazionale per la montagna, ndr) al Cie di Campi Bisenzio alla drammatica riduzione del fondo sanitario nazionale nei prossimi tre anni. Per non parlare dei tagli all'università che hanno sollevato il grido d'allarme dei rettori. Questo tema riguarda il futuro del paese e non può essere sottovalutato, come sta facendo anche il mio partito. Ho incontrato i ricercatori e mi hanno detto che dovranno scappare o cambiare mestiere, perché la loro strada è bloccata. E' un problema che riguarda migliaia di persone in Italia, ne vogliamo discutere?". In autunno c'è un'altra questione spinosa che il consiglio regionale dovrà affrontare, quella della diminuzione del numero degli eletti, che dal 2005 sono passati da 50 a 65 in Toscana. "Il tempo non abbonda più", avverte Martini. "Il 1° settembre mancheranno diciotto mesi alla fine della legislatura e diventa a questo punto obbligatorio avviare l'iter per la riforma. Sollecito pacatamente i gruppi a presentare proposte di legge , ricordando che ci sarà bisogno di una doppia lettura e che dovremo rispettare i tempi tecnici previsti per eventuali referendum. Se a settembre ci sarà un documento da discutere bene, altrimenti la giunta prenderà un'iniziativa autonoma. Ma spero e credo che non ce ne sarà bisogno". Alla vigilia delle sue vacanze estive, Martini affronta anche l'inestinguibile tema delle infrastrutture fiorentine. "Sul sottoattraversamento dell'Alta velocità l'appalto è assegnato e i finanziamenti ci sono", taglia corto, "quindi non capisco di cosa si discuta. Se ci fossero manovre contrarie a questo progetto noi faremmo una battaglia durissima perché l'Alta velocità è fondamentale per Firenze e per la Toscana". Una parola sulla tramvia, da "semplice cittadino" precisa. "Le decisioni sono già assunte. Il problema, semmai, è che i lavori sono durati troppo ma da residente mi auguro che vadano avanti e che l'opera si completi tutta".

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Toto: "airone è solida, faremo la nostra parte in alitalia" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)

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Economia Lettera ai dipendenti Toto: "Airone è solida, faremo la nostra parte in Alitalia" Citigroup si accorda con la Sec: maxirimborso da 7,5 miliardi ai risparmiatori.

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Carloforte, terra ligure in Sardegna (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)

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N. 188 del 2008-08-08 pagina 6 Carloforte, terra ligure in Sardegna di Paolo Marchi nostro inviato a Carloforte C'è solo l'imbarazzo della scelta se uno decide di volare a Cagliari per ritemprarsi a Carloforte sull'isola di San Pietro, poco al largo della costa sud occidentale sarda. Da Milano garantiscono collegamenti Meridiana, Volareweb, Airone, Easyjet, Alitalia. Una volta allo scalo di Elmas, si noleggia una vettura e si punta su Siliqua, si attraversa la splendida, intensa regione del Sulcis con quello che resta delle sue miniere, si sfiora Iglesias, si passa Gonnesa e si arriva all'imbarco di Portoscuso. Da lì il viaggio in traghetto dura mezzora, da Calasetta la metà, ma la strada per raggiungerla è più lunga. Per alcuni mesi, i ferry boat attraccheranno ancora davanti piazza Carlo Emanuele III (è il Carlo Forte celebrato nel nome), poi verranno spostati lontano dagli occhi e dal centro perché il sindaco Agostino Stefanelli intende chiudere il paese al traffico, introducendo le vetture elettriche. Ottima mossa perché chi viene fin qui lo fa per rilassarsi. La cosa che più stupisce è l'anima della popolazione che non è affatto sarda bensì di radici liguri, di Pegli. Pescatori di corallo, vennero trasferiti qui nel 1736 dall'isola tunisina di Tabarka e da allora formano una sorta di terra genovese d'oltremare. Chiudi gli occhi e pensi di essere in qualche carrugio della Superba. Camminare, nuotare, riposarsi tutto bello. Per la notte, da un mese ha aperto, in un'isola dove gli alberghi scarseggiano (e le seconde case abbondano), un gradevole tre stelle in collina, il Pimpina, 0781 854 180, a due passi dal Tonno di Corsa, 0781 855 106, il ristorante tutta tradizione di Secondo Borghero, con Luigi Pomata che sul lungomare cura i riti golosi del Nicolo, 0781 854 048. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Carloforte, terra ligure in Sardegna (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 188 del 2008-08-08 pagina 11 Carloforte, terra ligure in Sardegna di Paolo Marchi nostro inviato a Carloforte C'è solo l'imbarazzo della scelta se uno decide di volare a Cagliari per ritemprarsi a Carloforte sull'isola di San Pietro, poco al largo della costa sud occidentale sarda. Da Milano garantiscono collegamenti Meridiana, Volareweb, Airone, Easyjet, Alitalia. Una volta allo scalo di Elmas, si noleggia una vettura e si punta su Siliqua, si attraversa la splendida, intensa regione del Sulcis con quello che resta delle sue miniere, si sfiora Iglesias, si passa Gonnesa e si arriva all'imbarco di Portoscuso. Da lì il viaggio in traghetto dura mezzora, da Calasetta la metà, ma la strada per raggiungerla è più lunga. Per alcuni mesi, i ferry boat attraccheranno ancora davanti piazza Carlo Emanuele III (è il Carlo Forte celebrato nel nome), poi verranno spostati lontano dagli occhi e dal centro perché il sindaco Agostino Stefanelli intende chiudere il paese al traffico, introducendo le vetture elettriche. Ottima mossa perché chi viene fin qui lo fa per rilassarsi. La cosa che più stupisce è l'anima della popolazione che non è affatto sarda bensì di radici liguri, di Pegli. Pescatori di corallo, vennero trasferiti qui nel 1736 dall'isola tunisina di Tabarka e da allora formano una sorta di terra genovese d'oltremare. Chiudi gli occhi e pensi di essere in qualche carrugio della Superba. Camminare, nuotare, riposarsi tutto bello. Per la notte, da un mese ha aperto, in un'isola dove gli alberghi scarseggiano (e le seconde case abbondano), un gradevole tre stelle in collina, il Pimpina, 0781 854 180, a due passi dal Tonno di Corsa, 0781 855 106, il ristorante tutta tradizione di Secondo Borghero, con Luigi Pomata che sul lungomare cura i riti golosi del Nicolo, 0781 854 048. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi, primo bilancio <Finanziaria rivoluzionaria L'autunno non sarà caldo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 188 del 2008-08-08 pagina 7 Berlusconi, primo bilancio "Finanziaria rivoluzionaria L'autunno non sarà caldo" di Fabrizio Ravoni Il presidente del Consiglio ai microfoni del Tg1: "In cento giorni già molti obiettivi raggiunti, più sicurezza e aiuti alle famiglie" da Roma Nessun autunno caldo, Olimpiadi, Alitalia, dialogo con l'opposizione; e, ovviamente, manovra economica. È un Silvio Berlusconi a 360 gradi quello che si presenta a Napoli e alle telecamere del Tg1 per un bilancio provvisorio dei primi cento giorni di governo. "Avevamo promesso più sicurezza - osserva - e abbiamo fatto provvedimenti che danno più sicurezza. Avevamo promesso di aiutare le famiglie, ed abbiamo abolito l'Ici". In più, "abbiamo approvato con una mossa rivoluzionaria una legge di bilancio per i prossimi tre anni. Una finanziaria rivoluzionaria perché evita incrementi di spesa, taglia i privilegi e non comporta nessun aumento di tasse". Autunno caldo. "Non ci sarà nessun autunno caldo per le forze politiche", osserva il premier a Napoli. "L'opposizione può manifestare contro la finanziaria, ma è come manifestare contro la grandine". Ed aggiunge: "abbiamo fatto una finanziaria di tre anni e non ci sarà nessun assalto alla diligenza". Al Tg1 precisa che la manovra "non mette le mani nelle tasche dei cittadini". E forse - dice - "non saranno felici quelli a cui abbiamo tagliato. Ci sarà una svolta rispetto alle politiche del governo precedente che ha fatto politiche di spesa". Olimpiadi. Il premier declassa a "proposta isolata e personale" le polemiche interne alla maggioranza sulla partecipazione alla cerimonia inaugurale dei nostri atleti alle Olimpiadi. "Il governo ha deciso di inviare gli atleti - commenta Berlusconi - E quando si fa una cosa, la si deve fare completa". Le Olimpiadi - aggiunge - "sono un segno di fratellanza. La difesa dei diritti dell'uomo è qualcosa che deve preoccuparci con continuità, non soltanto in un'occasione come quella delle Olimpiadi". Alitalia. "Stiamo trattando con una grande compagnia aerea straniera". L'annuncio del presidente del Consiglio arriva dalle telecamere del Tg1. L'obbiettivo di fondo del governo è che "l'Italia possa tornare ad avere una compagnia di bandiera profittevole, con una flotta moderna". In televisione, Berlusconi mette sul piatto le tessere del mosaico Alitalia: "abbiamo un piano industriale, abbiamo i soci, abbiamo i capitali". E con la compagnia straniera (rumors di mercato indicano la Lufthansa) arriva anche il partner industriale "per fare un'alleanza che ci pone sul piano internazionale. Esattamente l'ipotesi opposta a quella della svendita ad Air France, che voleva fare il precedente governo e che prevedeva 7 mila esuberi. Di esuberi - riconosce - ce ne saranno, ma cercheremo di ridurli al minimo. Ma la scelta è tra mandare a casa 20 mila persone e un numero molto inferiore". Dialogo. L'auspicio del capo dello Stato a un ritorno a un clima sereno fra le forze politiche "è anche il mio", commenta il presidente del Consiglio. "Per avere un dialogo - aggiunge - bisogna avere rispetto degli altri e comportamenti leali" fra gli schieramenti. "E questo finora non si è verificato con l'opposizione. Se le cose cambieranno saremo felici. Altrimenti andremo avanti a realizzare le riforme promesse agli elettori". E il primo banco di prova sarà proprio, alla ripresa dopo la pausa estiva, il federalismo: tema che il governo conta di agganciare alla legge finanziaria con il disegno di legge collegato. "C'è la piena disponibilità ad avviare un clima costruttivo con il centrosinistra", osserva Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. Gli risponde il suo omologo del Pd, Antonello Soro: "Non sarà facile riprendere il filo del processo riformatore, ma è necessario provarci". E invita il premier ad un cambio di toni. "Va ritrovato quello spirito costituente dichiarato da tutti alla vigilia del voto". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Toto alla svolta: conferire o vendere (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 188 del 2008-08-08 pagina 26 Toto alla svolta: conferire o vendere di Redazione Alitalia Carlo Toto difende l'integrità della sua Air One e, con una lettera, rassicura i dipendenti, che non devono temere l'integrazione con Alitalia. "Faremo la nostra parte", afferma orgogliosamente, convinto che Air One in questo momento sia essenziale per il rilancio di Alitalia; ed esclude qualunque scorporo di attività per la sua compagnia. Come si configurerà l'"apporto" di Air One ad Alitalia ancora non si sa: proprio in queste ore Carlo Toto, che di Air One possiede il 100%, sta discutendo le modalità. E cioè, se conferire o se vendere. Nel caso di conferimento, Toto diventerebbe, con una quota del 30% circa della Nuova Alitalia, il socio di maggioranza relativa, e potrebbe assumere la presidenza. Nel secondo caso, egli potrebbe vendere il proprio gruppo per una cifra tra i 250 e i 300 milioni, impegnandosi a reinvestirne una quota nella newco; in questo caso potrebbe ottenere la vicepresidenza. La decisione, che ruota soprattutto sul "quantum", sarà presa in tempi presumibilmente molto rapidi. Se tutto andrà come pianificato dall'advisor Intesa Sanpaolo, "la nuova compagnia diventerà profittevole nel 2009 e tornerà in Borsa dal 2010". Lo scrive a proposito di Alitalia The economist. Il settimanale inglese ricorda che il progetto prevede la creazione di una newco, a cui farebbero capo circa 15mila dipendenti, e una bad company con i debiti, gli asset non profittevoli e il personale in esubero. Ieri sera Silvio Berlusconi ha intanto confermato l'esistenza di una trattativa con una compagnia straniera. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi: Alitalia, si tratta con una compagnia straniera (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 08-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-08 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Il centrodestra Il capo del governo: Air France voleva 7000 esuberi Berlusconi: Alitalia, si tratta con una compagnia straniera Il premier: riforme, sì all'invito di Napolitano Il premier elogia Bassolino: non ha firmato la petizione contro di me? E' una persona intelligente DAL NOSTRO INVIATO NAPOLI - "è u Papa e cumanna ": la gente che gli sciama intorno, che lo acclama o lo critica, usa sintesi tutte locali mentre osserva il bagno di folla. La ressa si snoda dietro e intorno alla prefettura, per una buona mezz'ora: accorrono turisti stranieri, si scattano fotografie mentre il Cavaliere a beneficio delle telecamere impugna una ramazza, si mette in posa e spiega ai napoletani che "la strada deve essere la continuazione delle vostre case". è tornato nel capoluogo campano, il presidente del Consiglio, per ringraziare i militari e cenare con loro, per fare il punto dell'emergenza rifiuti ("la fase acuta è alle nostre spalle"), ma anche per commentare le ultime vicende politiche prima delle vacanze. Le parole del capo dello Stato, la speranza che in autunno vi sia una ripresa del dialogo, sono accolte dal premier a braccia aperte: "L'auspicio di Napolitano è anche il mio, spero anche io che si vada incontro a un periodo di serenità". Poco prima, alle telecamere del Tg1, ha però ribadito lo scetticismo che non ha mai nascosto nelle ultime settimane: "Per avere un dialogo bisogna avere rispetto e comportamenti leali. Questo fino ad oggi non l'abbiamo verificato nell'opposizione. Se le cose cambieranno noi saremo i più felici, viceversa andremo avanti a realizzare quelle riforme garantite agli elettori". Sia in strada che nelle interviste alla Rai il premier sottolinea il bilancio dei primi mesi di governo: più sicurezza con i militari per le strade, aiuti alle famiglie con l'abolizione del-l'Ici, ma soprattutto la manovra economica. "Con una mossa rivoluzionaria abbiamo approvato una legge di bilancio per i prossimi tre anni. Una Finanziaria rivoluzionaria perché evita gli incrementi della spesa, gli assalti alla diligenza, taglia i privilegi non comporta nessun aumento delle tasse, non mette le mani nelle tasche degli italiani". E se l'opposizione si appresta a scendere in piazza, in autunno, Berlusconi fa spallucce: "Credo non ci sarà nessun autunno caldo. L'opposizione può manifestare contro la finanziaria, ma è come manifestare contro la grandine ". Al Tg1 il capo del governo parla anche del dossier Alitalia: "Stiamo trattando con una grande compagnia straniera, faremo un'alleanza sul piano internazionale, esattamente l'ipotesi opposta della svendita ad Air France che voleva fare il precedente governo e che comportava fra l'altro 7000 esuberi. Esuberi ce ne saranno, ma cercheremo di ridurli al minimo". Prima di arrivare a Napoli, la settima volta dall'inizio della legislatura, Berlusconi ha incontrato a Roma il premier libico: "Entro un mese - riassume- troveremo un accordo". La serata è invece a Posillipo, cena in pizzeria con i militari che hanno contribuito a risolvere l'emergenza rifiuti: nel menù babà al limoncello e pizza tricolore. L'ultima battuta è per Bassolino: "Non ha firmato la petizione contro di me? Ha fatto bene, è una persona intelligente, e sui rifiuti c'è stata una collaborazione perfetta". A Napoli con la ramazza Silvio Berlusconi ieri ha impugnato una ramazza, si è messo in posa e ha spiegato ai napoletani che "la strada deve essere la continuazione delle vostre case" Marco Galluzzo.

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E a palazzo Chigi sbucò all'improvviso l'altro Bondi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 08-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-08 num: - pag: 35 categoria: REDAZIONALE Il manager Parmalat E a palazzo Chigi sbucò all'improvviso l'altro Bondi L'amministratore delegato della Parmalat, Enrico Bondi ( nella foto), è stato ricevuto ieri (a sorpresa) a palazzo Chigi. La circostanza ha immediatamente alimentato le voci su possibili offerte che il governo avrebbe intenzione di fare a quello che è considerato uno dei manager italiani dal curriculum più ricco. Indiscrezioni di mercato danno come plausibile un'uscita di Bondi dalla Parmalat per "missione completata" e nei giorni scorsi il suo nome era circolato a proposito della Regione Lazio perché sembrava imminente la nomina di un commissario per la sanità. Non è però da escludere del tutto un'altra clamorosa ipotesi ovvero che palazzo Chigi possa aver pensato a Bondi per guidare la "nuova" Alitalia.

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Industria, a giugno produzione in calo del 4,4% (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 08-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-08 num: - pag: 39 categoria: REDAZIONALE Panorama Industria, a giugno produzione in calo del 4,4% A giugno la produzione industriale è calata del 4,4% rispetto allo scorso anno (-1,8% il dato corretto per giorni lavorativi), in leggero miglioramento dal -6,5% di maggio. Vanno bene solo pochi settori, tra cui abbigliamento e alimentari. Crolla la produzione di auto. L'Isae, stima per luglio-settembre una produzione industriale "stagnante". GEMINA, PERDITA 5,8 MILIONI. Gemina ha chiuso il primo semestre 2008 con una perdita di 5,8 milioni di euro, contro un utile di 2,7 milioni nel 2007. DUCATI, UTILE +123%. Ducati chiude il primo semestre 2008 con un utile di 36,4 milioni di euro, in crescita del 123% e ricavi per 318 milioni, +34,7%. "Risultati migliori del previsto" per Gabriele Del Torchio, ad della società (foto). AXA, FATTURATO STABILE. Axa ha chiuso il primo semestre con l'utile a 2,162 miliardi, -29%. Fatturato a 49,319 miliardi, -0,4%. ALLIANZ, UTILE -28%. La tedesca Allianz ha chiuso il secondo trimestre con l'utile a 1,5 miliardi di euro, -28%. TOTO: "L'INTEGRITà DI AIR ONE NON SI DISCUTE" Il patron Carlo Toto in una lettera ai dipendenti: "Air One nella privatizzazione di Alitalia farà la propria parte ma l'integrità della compagnia non si discute".

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IN BREVE (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 08-08-2008)

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A cura della redazione politica ALITALIA BERLUSCONI: TRATTIAMO CON COMPAGNIA ESTERA "Ci sono i soci e i capitali per il rilancio". Silvio Berlusconi continua a infondere ottimismo su Alitalia e ieri sera al Tg1 ha detto che "stiamo trattando l'alleanza con una compagnia straniera". Resta il mistero sul nome, che autorizza tutti i dubbi sulla reale portate della trattativa promessa dal governo. In ogni caso secondo il premier si tratterebbe di un'intesa migliore di quella che era in campo ai tempi del governo Prodi con Air France, trattativa che proprio le sortite di Berlusconi in campagna elettorale hanno fatto naufragare. "Quella - ha detto ieri sera Berlusconi - era un'intesa che prevedeva settemila esuberi, mentre noi cercheremo di ridurli al minimo". Ma in ogni caso anche secondo il premier "quello degli esuberi è un epilogo inevitabile, preferibile però a che vadano a casa tutti i dipendenti". riforme il premier: sì al dialogo ma pronti a fare da soli Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano insiste nel richiamo alle forze politiche perché trovino soluzioni condivise sulle riforme istituzionali e sulla modifica della legge elettorale. Il presidente del Consiglio risponde che la maggioranza è disponibile, ma è prontissima anche a fare da sola. "Per avere dialogo - ha detto ieri sera Silvio Berlusconi - bisogna avere rispetto degli altri e comportamenti leali. E questo finora non si è verificato nell'opposizione". Non sono piaciuti al premier gli attacchi per le leggi ad personam, per quanto il Pd non abbia fatto le barricate e in piazza contro il Lodo Alfano tra le opposizioni parlamentari ci sia andato solo Di Pietro. "Se le cose cambieranno - ha concluso il presidente del Consiglio - saremo ben felici, altrimenti andremo avanti a realizzare le riforme promesse agli elettori". BASE DI VICENZA REFERENDUM IL 5 OTTOBRE FIRMATA L'ORDINANZA Il sindaco di Vicenza Achille Variati ha firmato mercoledì l'ordinanza che dispone, per il 5 ottobre, il referendum cittadino sulla destinazione dell'area aeroportuale "Dal Molin", dove è prevista la nuova base Usa. Lo stesso giorno la zona era stata consegnata alle imprese che dovranno realizzarla. Il quesito riguarda l'acquisizione dell'area al patrimonio comunale, per destinarla ad usi di interesse collettivo. NO WAR 70MILA FIRME CONTRO TRATTATI E BASI MILITARI Settantamila firme sulla legge di iniziativa popolare contro i trattati, le basi e le servitù militari sono state consegnate ieri mattina al parlamento dai movimenti No War. "E' tempo di prendere di petto - scrivono - i trattati militari, in gran parte segreti (come quello del 1954) che determinano l'insediamento delle basi Usa e Nato sul nostro territorio, e che ci costano più di 300 milioni di dollari all'anno. E poi - aggiungono - c'è il problema delle armi nucleari stoccate in quelle basi".

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Berlusconi: "Spazzerò via anche l'autunno caldo" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)

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N. 188 del 2008-08-08 pagina 0 Berlusconi: "Spazzerò via anche l'autunno caldo" di Fabrizio Ravoni Il presidente del Consiglio: "In cento giorni già molti obiettivi raggiunti, più sicurezza e aiuti alle famiglie". Il premier spazza Napoli: "Non gettate cartacce". E' ancora luna di miele con gli italiani: sei italiani su dieci stanno con il Cavaliere Roma - Nessun autunno caldo, Olimpiadi, Alitalia, dialogo con l'opposizione; e, ovviamente, manovra economica. è un Silvio Berlusconi a 360 gradi quello che si presenta a Napoli e alle telecamere del Tg1 per un bilancio provvisorio dei primi cento giorni di governo. "Avevamo promesso più sicurezza – osserva – e abbiamo fatto provvedimenti che danno più sicurezza. Avevamo promesso di aiutare le famiglie, ed abbiamo abolito l'Ici". In più, "abbiamo approvato con una mossa rivoluzionaria una legge di bilancio per i prossimi tre anni. Una finanziaria rivoluzionaria perché evita incrementi di spesa, taglia i privilegi e non comporta nessun aumento di tasse". Autunno caldo "Non ci sarà nessun autunno caldo per le forze politiche", osserva il premier a Napoli. "L'opposizione può manifestare contro la finanziaria, ma è come manifestare contro la grandine". Ed aggiunge: "abbiamo fatto una finanziaria di tre anni e non ci sarà nessun assalto alla diligenza". Al Tg1 precisa che la manovra "non mette le mani nelle tasche dei cittadini". E forse – dice – "non saranno felici quelli a cui abbiamo tagliato. Ci sarà una svolta rispetto alle politiche del governo precedente che ha fatto politiche di spesa". Olimpiadi Il premier declassa a "proposta isolata e personale" le polemiche interne alla maggioranza sulla partecipazione alla cerimonia inaugurale dei nostri atleti alle Olimpiadi. "Il governo ha deciso di inviare gli atleti – commenta Berlusconi – E quando si fa una cosa, la si deve fare completa". Le Olimpiadi – aggiunge – "sono un segno di fratellanza. La difesa dei diritti dell'uomo è qualcosa che deve preoccuparci con continuità, non soltanto in un'occasione come quella delle Olimpiadi". Alitalia "Stiamo trattando con una grande compagnia aerea straniera". L'annuncio del presidente del Consiglio arriva dalle telecamere del Tg1. L'obbiettivo di fondo del governo è che "l'Italia possa tornare ad avere una compagnia di bandiera profittevole, con una flotta moderna". In televisione, Berlusconi mette sul piatto le tessere del mosaico Alitalia: "abbiamo un piano industriale, abbiamo i soci, abbiamo i capitali". E con la compagnia straniera (rumors di mercato indicano la Lufthansa) arriva anche il partner industriale "per fare un'alleanza che ci pone sul piano internazionale. Esattamente l'ipotesi opposta a quella della svendita ad Air France, che voleva fare il precedente governo e che prevedeva 7 mila esuberi. Di esuberi – riconosce – ce ne saranno, ma cercheremo di ridurli al minimo. Ma la scelta è tra mandare a casa 20 mila persone e un numero molto inferiore". Dialogo L'auspicio del capo dello Stato a un ritorno a un clima sereno fra le forze politiche "è anche il mio", commenta il presidente del Consiglio. "Per avere un dialogo – aggiunge – bisogna avere rispetto degli altri e comportamenti leali" fra gli schieramenti. "E questo finora non si è verificato con l'opposizione. Se le cose cambieranno saremo felici. Altrimenti andremo avanti a realizzare le riforme promesse agli elettori". E il primo banco di prova sarà proprio, alla ripresa dopo la pausa estiva, il federalismo: tema che il governo conta di agganciare alla legge finanziaria con il disegno di legge collegato. "C'è la piena disponibilità ad avviare un clima costruttivo con il centrosinistra", osserva Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. Gli risponde il suo omologo del Pd, Antonello Soro: "Non sarà facile riprendere il filo del processo riformatore, ma è necessario provarci". E invita il premier ad un cambio di toni. "Va ritrovato quello spirito costituente dichiarato da tutti alla vigilia del voto". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Dossier Alitalia Lufthansa favorita "Entrerà col 25%" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 08-08-2008)

Argomenti: Alitalia

L'ECONOMIST SCETTICO: "PARTNER IDEALE, MA SAREBBE UN MIRACOLO" Dossier Alitalia Lufthansa favorita "Entrerà col 25%" Toto ai dipendenti: non temete, non farò alcun accordo a danno della nostra compagnia [FIRMA]LUIGI GRASSIA Nel giorno in cui il premier Berlusconi ha detto al Tg1 che il suo governo sta trattando per Alitalia con "una grande compagnia aerea straniera" (non identificata) dalla Germania un consigliere di amministrazione della Lufthansa, Stefan Lauer, ha commentato che la sua società "ha un grandissimo interesse per il mercato italiano" e sta "seguendo dappresso gli sviluppi della vicenda Alitalia". Fonti vicine all'operazione, citate dall'Agi, dicono che è proprio Lufthansa la compagnia favorita per entrare nell'azionariato in base al piano che sta preparando Intesa Sanpaolo. La quota d'ingresso sarebbe contenuta al 20-25%, quindi molto più bassa di quella che avrebbe avuto Air France; non si tratterebbe, quindi, di una cessione della compagnia di bandiera italiana, ma di un accordo più equilibrato. La stessa Air France resta comunque in corsa per Alitalia, anche se dovrà accettare (nel caso) queste nuove condizioni. Il gruppo tedesco non ha voluto commentare le indiscrezioni. Nel capitale oltre a Lufthansa entrerebbero alcuni fondi d'investimento (tra cui Clessidra), le banche (probabilmente la stessa Intesa e Mediobanca) e AirOne. Una delle ragioni per preferire Lufthansa sarebbero gli ottimi rapporti che intercorrono da sempre fra la compagnia tedesca e quella di Carlo Toto, la cui società Ap Holding sarebbe comunque destinata ad avere un ruolo in Alitalia, quale che sia la compagine azionaria finale. Ieri Il fondatore e presidente Carlo Toto ha ritenuto necessario scrivere una lettera ai suoi 3 mila dipendenti per garantire che "il possibile ruolo di AirOne nella privatizzazione di Alitalia non avverrà a scapito della nostra azienda. Non ho mai inteso disperdere il valore che noi di Air One abbiamo saputo costruire in questi anni. L'integrità della compagnia non è in discussione". Toto spiega: "Non conosciamo quali saranno gli esiti di questo faticoso processo di riorganizzazione del trasporto aereo, ma pur seguendone le evoluzioni, è importante che continuiamo a concentrarci sui nostri obiettivi. AirOne continuerà a lavorare nel rispetto e per la salvaguardia di tutto ciò che insieme abbiamo costruito". Sul possibile arrivo di Lufthansa in Alitalia si registra lo scetticismo dell'Economist: nel suo numero in edicola oggi il settimanale britannico scrive che "sarebbe un miracolo se Lufthansa facesse un'offerta o se Air France-Klm riaprisse le trattative". L'Economist è d'accordo nel qualificare il gruppo Lufthansa come candidato ideale all'accordo, ma segnala che i tedeschi "non hanno finora mostrato alcun interesse ufficiale". Il settimanale rilancia l'ipotesi di una divisione di Alitalia in due: la parte sana ai privati e quella che perde soldi allo Stato. Ma si tratterebbe di una soluzione che susciterebbe a sua volta molti problemi. Una non-soluzione.

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Una buona idea per fermare i clandestini (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)

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I clandestini continuano ad arrivare a Lampedusa: siamo a quota 12500 di cui oltre tremila solo negli ultimi dieci giorni. Il 125% in più rispetto al 2007. Come spiego in un articolo pubblicato oggi, questo afflusso non è casuale, ma tollerato da Gheddafi che ha allentato i controlli sulle coste per mettere sotto pressione l'Italia e strappare accordi a lui favorevoli con il nostro governo e, più in generale, con l'Unione europea. Un gioco al rialzo che sa tanto di ricatto. Ma Tripoli ospita un'iniziativa davvero felice, di cui si parla poco e che rischia di concludersi a breve. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (in inglese Iom), in due anni è riuscita a far rimpatriare su base volontaria 2.500 migranti bloccati nel Paese africano. Il meccanismo è semplice: anziché rimpatriarli con la forza, ha offerto loro un incentivo per avviare una piccola attività economia nel proprio Paese. La cifra a testa è irrisoria (400-5o0 euro), come mi ha spiegato il capo missione Laurence Hart ma permette all'emigrante di salvare l'onore rispetto alla propria famiglia e al propio clan e di restare in patria con soddisfazione. Complessivamente - calcolando il biglietto aereo e le spese burocratiche - il costo complessivo è di mille euro a persona; molto, molto meno delle spese da sostenere per manetenere i clandestini nei Cpt per settimane e poi, eventualmente, per espellerli. Questo programma rischia di finire perché i fondi europei si stanno esaurendo; e dire che ci vogliono un milione e duecentomila euro per arrivare alla fine del 2008. Io dico: è un'idea eccellente ed è triste che lo Iom sia costretto a supplicare i governi per ricevere finanziamenti. Questo programma è equo, umano, poco oneroso e dà speranza nei Paesi africani. Dovrebbe diventare sistematico. O sbaglio? Scritto in notizie nascoste, Italia, immigrazione 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Aug 08 Le Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto misure analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le ragioni note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di più di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano "purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le descrizioni di massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in francese. Inaudito. Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una grande manovra di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi, due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi (a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina Commenti ( 29 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra è più felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena. In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il mondo Commenti ( 38 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado, degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 57 ) " (1 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche) perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 43 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell'ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si interessa di politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle società occidentali? Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto questa analisi. Tra l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di colore alcun vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per lui, negli Usa McCain - dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara non è ancora decisa. Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa Commenti ( 48 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di Mameli Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di ricoprire posti di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole "schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe, queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161 anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 100 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Jul 08 Napoli senza rifiuti. Bene ma. qualcuno pagherà? Di ritorno dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole 24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa (anche) da qui. Scritto in Italia Commenti ( 41 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jun 08 Nomadi, ha ragione Maroni (e con lui Cacciari) Dunque, secondo alcuni media Maroni vuole schedare i bambini rom, prendendo loro le impronte digitali; dunque il ministro, leghista, avrebbe sotto sotto intenzioni razziste. In realtà il ministro degli Interni ha elaborato un piano tutt'altro che impulsivo e men che meno razzista . Infatti: 1) Non è una schedatura, ma un censimento più che mai necessario perché non si sa quanti nomadi ci siano oggi in Italia da dove vengano e quanti figli abbiano. Maroni dice: "Voglio porre fine allo sconcio di vedere tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico modo è con il censimento. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la composizione delle famiglie. Soltanto in questo modo posso dar loro un documento e fissare regole per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i requisiti". 2) La Ue ha approvato una norma che prevede l'obbligo di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni prima del rilascio del permesso di soggiorno. Siccome non si sa con certezza se i nomadi in Italia siano o no extracomunitari la misura è plausibile. Tra l'altro oggi arrivando in un aeroporto americano prendono a ogni straniero le impronte digitali e quelle dell'iride; la pratica, insomma, è diffusa. 3) Il censimento è necessario perché i bambini sfruttati per compiere reati vengono spostati da una città all'altra proprio per sfuggire ai controlli. Con le impronte invece si riuscirà sempre a sapere chi sono, combattendo efficacemente gli sfruttattori e tentando di garantire a questi fanciulli un'educazione adeguata. Maroni mi ha sempre dato l'impressione di una persona perbene e ragionevole. In questo caso mi sembra che intenda porre fine a una grande ingiustizia umana e legale. Non è un caso che anche una personalità di spicco della sinistra, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, abbia elogiato le dichiarazioni di Maroni affermando che: "A chi ha diritto di stare in Italia, specialmente se cittadino italiano, deve essere garantito di vivere in condizioni decorose e decenti, e non in campi che sono una vergogna, alla quale bisogna porre fine". Razzista anche Cacciari? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 225 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.56 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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E' come un domino.... - 2 Emails Ultime discussioni Francesco: Paolo vatti a documentare per favore: 1) I talebani quando sono andati al potere hanno azzerato la... PaoloDB: La risposta al suo quesito è: certo che sì. Tuttavia, il problema della immigrazione selvaggia non verrà... Francesco: Il barile arriverà a 200 $ alla fine di dicembre. Questo è stato già deciso dagli illuminati alla... Francesco: Obama è il pupazzo designato dagli illuminati delle banche e delle corporations per portare avanti il... willy: la tv azzurra l'avete spenta per protesta contro le olimpiadi? 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Una nuova scommessa - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Milano UNA NUOVA SCOMMESSA ETTORE LIVINI Si può essere contenti quando i propri affari vanno il 25% peggio rispetto all'anno precedente? Sì, si può. Soprattutto se l'affare è Malpensa e se il dato (un quarto di passeggeri persi a luglio) sconta l'addio improvviso e brutale del proprio (ex) miglior cliente, l'Alitalia. La fredda logica delle cifre non inganni: Malpensa sta recuperando più rapidamente del previsto lo strappo della Magliana. SEGUE A PAGINA V.

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La nuova scommessa si chiama lufthansa - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Milano LA NUOVA SCOMMESSA SI CHIAMA LUFTHANSA Se l'intesa con i tedeschi va in porto, lo scalo tornerà un hub importante ETTORE LIVINI Certo il buco rimane. E i conti 2008-2009, come ha sempre detto il numero uno della Sea Giuseppe Bonomi, pagheranno un pedaggio pesantissimo alla voragine aperta dalla compagnia di bandiera. Il vuoto si sta però riempiendo in fretta. I numeri: a luglio i passeggeri di Alitalia a Malpensa sono stati poco più di 185mila, l'82,7% in meno del milione e 70mila del luglio 2007. Pagando non solo il taglio dell'offerta ma anche la relativa disaffezione dei viaggiatori per la società che ha visto il suo load factor meneghino crollare dal 79,8% al 64,9%. La buona notizia però è un'altra: per un'Alitalia che se ne va ci sono tante altre compagnie pronte a conquistarsi una fetta del mercato aereo più ricco del paese. A luglio 2007 i rivali della Magliana avevano fatto volare dallo scalo bustocco 997mila persone, quest'anno sono saliti a 1.326.803. Se le cose continuano in questo modo, la Sea potrebbe riuscire a chiudere l'anno ancor meglio delle sue previsioni: puntava a perdere "solo" 4,8 milioni di clienti malgrado il taglio di 7,3 milioni di passeggeri Alitalia, ma il saldo finale rischia di essere più positivo. E il futuro? La vera scommessa in questo caso si chiama Lufthansa. Bonomi ha firmato con i tedeschi un'intesa di massima destinata a partir piano (6 aerei nel 2009) ma che in teoria potrebbe fare di Milano il quarto hub del gruppo dopo Monaco, Berlino e Zurigo. Sul dossier sono attivi una serie di gruppi di studio, con l'incognita a questo punto di un possibile coinvolgimento della società guidata da Wolfgang Mayrhuber nella partita per il salvataggio di Alitalia. Banca Intesa, secondo indiscrezioni, avrebbe già bussato alla porta della Sea per attivare un contatto. E con i buoni uffici dei vertici del gestore milanese il dialogo (per ora embrionale) tra l'advisor della Magliana e Francoforte sarebbe decollato. Malpensa però ha poco da temere da un'eventuale ingresso di Lufthansa in Alitalia. Anzi. Il piano di rilancio della nostra compagnia di bandiera potrebbe prevedere nuovi voli intercontinentali da Milano. Che però a questo punto dovrebbero per forza essere complementari ai programmi del nuovo partner. L'economia e il turismo lombardo (ma anche i conti della Sea) ne avrebbero tutto da guadagnare.

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Brevi, schede e richiami 2 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)

Argomenti: Alitalia

A malpensa Sono i viaggiatori transitati da Malpensa nei primi sette mesi del 2008, mentre nello stesso periodo dell'anno scorso erano stati oltre 13 milioni: un calo provocato dall'addio di Alitalia e che è comunque inferiore alle previsioni.

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Malpensa perde ma il futuro è rosa - luca de vito (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)

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Pagina V - Milano Malpensa perde ma il futuro è rosa Inferiore al previsto il calo post Alitalia (-25%), boom degli altri vettori Seicentomila viaggiatori in meno a luglio Ritardi in calo di circa un terzo LUCA DE VITO Sembra destinato a migliorare lo stato di salute dell'aeroporto di Malpensa. Il dato del traffico passeggeri nei primi mesi dell'anno ha davanti il segno meno, ma a guardar bene le cose potevano andare molto peggio. Soprattutto se si tiene conto delle prospettive di qualche mese fa. La dismissione del 66 per cento dei voli di Alitalia sull'aeroporto di Milano aveva lasciato spazio a fosche previsioni: solo 550 movimenti giornalieri e 35mila passeggeri al giorno, dicevano dalla Sea. Le cifre diffuse dall'Ente nazionale aviazione civile (Enac), invece, descrivono una situazione leggermente migliore. A giugno la media giornaliera di viaggiatori era 54mila 276 e a luglio di 56mila 817. La ferita lasciata da Alitalia sembra dunque sulla via della guarigione. Secondo i dati, Malpensa ha registrato una diminuzione del 25 per cento nei primi sette mesi dell'anno. Nello stesso periodo del 2007 sullo scalo varesino circolavano oltre 13 milioni di passeggeri, contro gli 11 milioni 531mila 49 di quest'anno. Nel mese di luglio sono stati persi quasi 600 mila viaggiatori - da due milioni 300mila a poco più di un milione 700mila - con una variazione negativa del 14 per cento. Con il segno meno anche Linate, che registra una diminuzione dell'1,2 per cento per la prima metà dell'anno e un - 5,2 per il mese di luglio. Un paio di settimane fa il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, aveva avvertito tutti. "Il consuntivo 2007 ha segnato un traffico di 33,6 milioni di persone, mentre nel 2008 scenderanno a 28,8". Sempre secondo Bonomi, i voli Alitalia sui due aeroporti milanesi hanno registrato una diminuzione di passeggeri da 11,4 milioni a 4,1. Prudenza che però lasciava intravedere grandi progetti per il futuro. Nel piano strategico 2009-2016 della Sea si parla di una previsione di 42 milioni di passeggeri nel 2015 "se Malpensa tornerà a essere un hub". Se invece la prospettiva dello scalo è quella di un grande aeroporto internazionale, i passeggeri saranno 38,2 milioni. La chiave di questi progetti e speranze è l'alleanza con Lufthansa. Dopo l'accordo di aprile per sei nuovi aerei Embraer 175 - con una stima di circa 800mila passeggeri in più a Malpensa - la compagnia tedesca guarda con molta attenzione all'aeroporto milanese: dopo Francoforte, Monaco e Zurigo, lo scalo varesino sembra destinato a diventare il quarto hub di Lufthansa nel cuore dell'Europa. Ottime notizie per Malpensa anche sul fronte ritardi. La percentuale sui voli in arrivo è scesa del 30 per cento nel mese di giugno e del 23 a luglio, mentre per quelli in partenza è scesa rispettivamente del 32 e del 29. Quasi tutti gli aeroporti d'Italia hanno migliorato le proprie prestazioni riducendo il numero di voli con attese superiori ai 15 minuti. Dando un'occhiata ai dati relativi agli altri aeroporti italiani per il traffico passeggeri, infine, ci si accorge che fra i risultati migliori c'è quello del principale aeroporto romano. A Fiumicino nei primi sette mesi dell'anno il traffico è aumentato del 10,6 per cento, con oltre 20 milioni di passeggeri. Un dato che potrebbe però trarre in inganno. La società Aeroporti di Roma, che gestisce lo scalo, ha i conti in rosso: il gruppo guidato da Fabrizio Palenzona ha chiuso il primo semestre dell'anno con un risultato netto di meno 4,6 milioni di euro. Il crollo degli utili, nonostante il forte aumento del traffico passeggeri, è dovuto all'aumento dei costi e al mancato adeguamento delle tariffe aeroportuali.

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Fantuzzi, il colosso delle gru è in vendita scerni corre contro gli americani di terex (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Genova La trattativa Fantuzzi, il colosso delle gru è in vendita Scerni corre contro gli americani di Terex Scerni pronto a rilevare il gruppo Fantuzzi. Lo rivela il quotidiano on line Affaritaliani. La società genovese attiva nel campo dello shipping e guidata da Gianni Scerni sarebbe pronta a fare un'offerta per rilevare il gruppo Fantuzzi sulla base di un piano industriale che verrà studiato e redatto in modo da dare adeguate garanzie ai creditori, e salvaguardare al massimo l'occupazione. Bocche cucite sul quantum, ma, a quanto sembra, l'offerta sarà migliorativa. "Come per Alitalia, - conferma Carlo Paris, advisor di Scerni con la Carlo Paris&Partners - ci batteremo per mantenere in Italia questa azienda che nello specifico settore è leader mondiale e rappresenta il futuro nel settore delle navi e della logistica. Abbiamo già incontrato Fantuzzi e trovato il suo gradimento, siamo ora pronti a studiare una cordata di imprenditori italiani e a trovare l'appoggio delle banche italiane e regionali. Chiediamo solo il tempo di fare la nostra offerta e di convincere i creditori che la nostra proposta è quella migliore per l'azienda e per il Paese". Colpo di scena, dunque, sulla cessione del colosso italiano delle gru. Dopo il mancato pagamento di un bond da 55 milioni di euro lo scorso 26 agosto, la Fantuzzi era in pratica stata costretta dagli obbligazionisti alla cessione in tempi brevi del gruppo. In pole position, stando alle ultime indiscrezioni, c'erano gli americani di Terex, società quotata a Wall Street.

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Alitalia, passeggeri in forte calo tiene banco il partner straniero (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)

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Economia Sondata Lufthansa che smentisce. E Berlusconi insiste: meno esuberi che con Air France. Bersani: falso Alitalia, passeggeri in forte calo tiene banco il partner straniero Denuncia del Codacons per bancarotta fraudolenta. Biglietti: -21,7% MILANO - La crisi Alitalia continua a penalizzare l'operativo della compagnia mentre il piano di salvataggio (tra le polemiche politiche sui potenziali esuberi) resta in stand-by in attesa dei ritocchi alla Marzano e di una svolta nella caccia al partner internazionale. Una partita che vede oggi in pole position Lufthansa sul cui tavolo in queste ore sarebbe arrivato già un dossier informale messo a punto da Banca Intesa. E su tutta la vicenda pesa la spada di Damocle di una denuncia del Codacons per bancaraotta fraudolenta. L'attesa prolungata di una soluzione continua però a frenare il business: Alitalia - secondo i dati dell'Associazione delle aerolinee europee - ha perso il 16,4% di passeggeri nel primo semestre 2008 rispetto allo lo stesso periodo dello scorso anno. Un dato ancor più preoccupante se si considera che la capacità di posti offerta - dopo l'austerity del piano Prato - è diminuita "solo" del 10,3%. Le cose sono andate ancora peggio prendendo come unità di misura solo il mese di giugno. In questo periodo il calo dei passeggeri è stato del 21,7% a fronte di una riduzione del 14,4% della capacità. Le cose sono andate molto meglio per Air One che da inizio anno (in parte grazie anche ai guai della Magliana) ha visto salire del 12,5% i biglietti venduti con un aumento del 6,4% dei posti disponibili. In attesa dell'intervento del governo sul fronte normativo - atteso per fine mese destinato ad adattare la Legge Marzano al caso Alitalia - l'advisor Banca Intesa continua a lavorare sulla cordata italiana e i partner estero per il gruppo. Quest'ultimo è oggi il fronte più caldo. Anche perchè diversi dei potenziali soci industriali italiani (Roberto Colaninno in testa) avrebbero condizionato il loro impegno all'alleanza internazionale. Banca Intesa non a caso, pur consapevole di non poter chiudere un accordo in poche settimane, ha iniziato a sondare il terreno con Lufthansa, da molti ritenuto il partner più interessante anche perché disposto a scommettere sulla Malpensa. E non a caso i primi contatti con la compagnia di Wolfgang Nayrhuber sarebbero partiti grazie anche ai buoni uffici di Giuseppe Bonomi, numero uno della Sea che ha appena firmato una partnership con Francoforte. Un primo dossier informale sarebbe già stato spedito al board tedesco che però anche ieri - come ha fatto Air France - ha negato contatti con Alitalia. Sul fronte politico, in attesa della Marzano-bis, continua la polemica sugli esuberi potenziali. "Ce ne saranno meno dei 7mila di cui si parlava all'epoca di Air France", ha detto ieri Silvio Berlusconi, che, alla ricerca di un atterraggio politicamente e sindacalmente morbido, continua a far circolare la leggenda dei 7.000 esuberi del piano francese. Affermazione contestata da Pierluigi Bersani: "Si tratta notoriamente di una menzogna - ha detto ieri il ministro ombra dell'Economia - . Gli esuberi previsti da Parigi erano 2.150 e non c'era previsione alcuna di "bad company". Anch'io penso che serva un partner internazionale, ma lo si era già trovato. E se rimarrà lo schema new-bad company qualcuno sarebbe destinato a pagare e qualche altro a guadagnare. Non mi sembra una prospettiva accettabile". (e.l.).

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Impregilo vince la battaglia legale sullo scandalo dei rifiuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Global market Impregilo vince la battaglia legale sullo scandalo dei rifiuti Il colosso britannico Diageo, numero uno mondiale del whisky, spenderà 82 milioni di euro per produrre biocarburanti nella sua principale distilleria Impregilo vince (un anno dopo) la partita sul sequestri dei suoi beni nell'ambito dell'inchiesta sul presunto smaltimento di rifiuti illegali in Campania. Il tribunale del riesame di Napoli ha disposto il dissequestro di 750 milioni di beni del gruppo. Che così, tra l'altro, ha rimesso le mani anche su 120 milioni di liquidità fondamentali per ridisegnare il futuro della società. Il titolo del gruppo, a lungo tempo condizionato dall'inchiesta della magistratura, è ripartito ieri al rialzo con un balzo del 13%. Una buona notizia per i soci di controllo (Ligresti, Gavio e i Benetton spettatori attenti della partita Alitalia). Che per fare veramente filotto dovrebbero però sperare adesso anche nella riapertura del dossier del ponte sullo stretto di Messina, appalto in passato aggiudicato al gruppo. E il chiarimento della partita campana potrebbe anche riaprire l'ipotesi, accarezzata in passato, di un'Opa per togliere il titolo dal listino. Ettore Livini[Il credito toglie benzina all'economia] La grande crisi del credito, esplosa un anno fa, sta togliendo la benzina all'economia ed è questa, forse, l'ombra più inquietante sulla possibilità di evitare una recessione. Nel secondo trimestre, fa sapere la Fed, il credito bancario Usa si è ristretto dell'1,5%, rispetto ai primi tre mesi dell'anno: è la maggiore contrazione trimestrale dal 1948. Serve a poco che il tasso base sia, oggi, negativo, al di sotto dell'inflazione. Il credito è scarso e anche caro. Nonostante una selvaggia politica di sette tagli dei tassi base, il credito bancario costa, di fatto, quanto un anno fa. La Chrysler si appresta a rifinanziare un prestito di 30 miliardi di dollari a condizioni peggiori dell'agosto 2007, quando il tasso base era al 5,25 e non al 2 per cento. Dietro, c'è il principio della leva. Di norma, le banche tradizionali tendono a mantenere un rapporto di 1 a 10, fra il proprio capitale e i crediti concessi (per le banche di investimento si arriva facilmente a 20). Quindi, per ogni dollaro di perdita da mettere a bilancio, i crediti devono essere ridotti di 10 dollari, a meno di non trovare nuovo capitale. Secondo uno studio appena apparso sulla rivista della Deutsche Bank il de-leveraging in corso comporterà un taglio del 14,5 per cento del credito totale Usa, cioè una cifra vicina a 3.500 miliardi di dollari. Il risultato sarà che il Pil americano crescerà dell'1,5 per cento in meno nei prossimi tre anni. In Europa, l'effetto sarà appena inferiore. Maurizio Ricci.

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Schermaglie - antonio dipollina (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Sport SCHERMAGLIE I DIRITTI DELLO SPOT ANTONIO DIPOLLINA La Cerimonia in tv è una sfida di resistenza niente male. Il clou è il fiato sospeso alla fine per l'ultimo tedoforo Li Ning, ex ginnasta, che secondo il telecronista Claudio Icardi "Ha la stessa plasticità che aveva da atleta". A molti è sembrato invece un commovente omaggio a milioni di telespettatori in sovrappeso. Ma ci sono consensi per il chilometrico commento: i nostri si sono divisi i compiti. Icardi ricordava ogni dieci minuti le soperchierie cinesi, il corrispondente Paolo Longo replicava che la Cina sta cambiando davvero, Franco Bragagna si esaltava ogni volta che appariva uno dell'atletica leggera. * * * Il simbolo televisivo contro le magagne cinesi è Richard Gere. Ieri il suo spot con l'automobile e i bimbi tibetani sulla neve è passato prima, durante e subito dopo la Cerimonia d'apertura. Eppure i pochi stacchi pubblicitari hanno provocato proteste. Per esempio dal Codacons (stando alle agenzie di stampa nella sola giornata di ieri il Codacons ha protestato anche contro la crisi Alitalia, il prezzo della benzina, la mancata portabilità dei mutui, la base americana di Vicenza, il calo del Pil). Con un po' di memoria si può dire che è andata benissimo, quattro anni fa la cerimonia di Atene fu attraversata da molti spot e perfino funestata da un edizione del telegiornale. * * * Spunti aulici da Raisport. "Il vecchio sogno del nostro amico De Coubertin arriva in Cina" (Franco Bragagna). "Pechino è un posto incredibile, non trovi una cartaccia per terra ma se provi ad attraversare la strada ti mettono sotto con la macchina" (Nino Benvenuti). "Il nostro Presidente del consiglio non è venuto a Pechino, aveva detto che faceva troppo caldo e che ci sarebbero stati 50 gradi: beh, ce ne sono molti meno". (Franco Bragagna). "Alla mia prima Olimpiade non avevo nemmeno i baffi" (Marino Bartoletti).

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Alitalia, i passeggeri scappano: a giugno flessione del 21% Berlusconi: Il piano Air France prevedeva una svendita da 7mila esuberi . Bersani: Menzogne, erano solo 2.150 (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, i passeggeri scappano: a giugno flessione del 21% Berlusconi: "Il piano Air France prevedeva una svendita da 7mila esuberi". Bersani: "Menzogne, erano solo 2.150" / Milano Alitalia: crollano traffico e passeggeri. Secondo l'Aea, Association of European Airlines, a giugno la compagnia di bandiera sull'orlo del fallimento ha incassato un calo dei passeggeri del 21,7 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Nei primi sei mesi del 2008, invece, la fuga dal check-in si è attestata a quota meno 16,4 per cento, a fronte di una diminuzione del traffico (misurato in ricavi per passeggero a chilometro) del 16,6 per cento. Mentre l'offerta di posti è scesa del 10,3 per cento. Sono le ultime brutte notizie sulla compagnia alle quali, sempre ieri, si sono unite le affrettatissime smentite di AirFrance e Lufthansa circa possibili partnership con il gruppo di bandiera italiano. Le precisazioni arrivano dopo che giovedì sera il premier Berlusconi aveva affermato che il governo stava trattando per la compagnia con un parner internazionale. Come dire: noi non c'entriamo. Nel frattempo il Codacons ha presentato una denuncia alla procura di Roma sulla gestione del gruppo aereo con la quale si ipotizzano i reati di malversazione e truffa aggravata ai danni dello Stato. I consumatori fanno riferimento all'avvicendarsi delle voci di vendita di Alitalia, al ritiro dell'offerta Klm-Air France "e il conseguente prestito ponte promesso dal governo". Nel marasma, si inserisce anche il botta e risposta tra Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia del governo ombra, Pierluigi Bersani. La diatriba si gioca tutta sul numero degli esuberi previsti, prima ai tempi del governo Prodi dal piano AirFrance, e oggi dal piano Berlusconi. "L'Alitalia ha ventimila persone - ha detto il presidente del Consiglio intervistato da Radiorai - Tutti gli studi hanno portato alla necessità di una riduzione. Quella di Air France sarebbe stata una svendita e si parlò di oltre 7.000 esuberi. Noi pensiamo se ne possano fare meno". "Si tratta notoriamente di una menzogna - è stata la replica di Bersani - Alla ricerca di un atterraggio politicamente e sindacalmente morbido si continua a far circolare la leggenda dei 7.000 tagli del piano Air France. Gli esuberi previsti erano 2.150".

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Malpensa perde il 25% dei turisti <Ecco i danni dei tagli di Alitalia> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 189 del 2008-08-09 pagina 3 Malpensa perde il 25% dei turisti "Ecco i danni dei tagli di Alitalia" di Maria Sorbi L'assessore regionale alle Infrastrutture Cattaneo: "Brutto colpo, ma i dati sono meno gravi del previsto" Malpensa ha perso un passeggero su quattro. Ecco il risultato del tira e molla di Alitalia, del super taglio dei voli e delle rotte soppresse. A luglio, in fila al check-in della compagnia c'è stato il 25 per cento di turisti in meno rispetto all'anno scorso. A confermarlo sono i registri Enac: dall'inizio dell'anno lo scalo lombardo ha perso il 14 per cento dei passeggeri mentre Fiumicino, nello stesso periodo, ha registrato una crescita del 10,6 per cento. "Questo conferma - sostiene l'assessore lombardo alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo - che la scelta di Alitalia ha fatto dei bei danni all'aeroporto e a tutto l'indotto. Il dato non è positivo, ma è meno preoccupante di quello che potrebbe sembrare". Sì, perché la vecchia compagnia di bandiera ha tagliato l'80 per cento dei voli, mentre la riduzione dei passeggeri è inferiore al calo di traffico prodotto. Si era detto che le scelte della compagnia aerea si sarebbero abbattute su Malpensa "come una mannaia". E in effetti il colpo c'è stato. Ma meno grave del previsto. Malpensa insomma ha saputo fare velocemente buon viso a cattivo gioco. "Il calo dei passeggeri - commenta Cattaneo - va incrociato con altri dati". Ad esempio con quelli di Easyjet, la compagnia low cost che mentre Alitalia "precipitava" ha conquistato il 67 per cento dei passeggeri in più. La compagnia da gennaio ha ospitato a bordo quasi 400mila persone da e per l'aeroporto di Malpensa, e a luglio ha ulteriormente migliorato dell'11 per cento i dati rispetto a giugno, con più di 307mila passeggeri. "I numeri - sostiene il braccio destro di Roberto Formigoni - dimostrano chiaramente quello che da mesi stiamo dicendo: chi sta vicino a Malpensa fa affari e aumenta il fatturato, chi si allontana invece ha perdite enormi". A Malpensa sono diminuiti ovviamente anche i bagagli in partenza: il 32 per cento in meno a giugno e il 30 per cento in meno a luglio. Aspetto positivo: sono meno anche i voli in ritardo. Pensando al futuro dello scalo lombardo, soprattutto con Expo alle porte, si spera prenda piede la volontà della nuova cordata predisposta da Alitalia di riposizionare i voli su Malpensa. "Se così sarà - è ottimista Cattaneo - Malpensa si riprenderà e Alitalia tornerà a essere il vettore di riferimento. E questo farà bene sia a Malpensa sia ad Alitalia". Altra ipotesi, a questo punto meno probabile, è che Malpensa faccia da sé, trovando una propria strada in totale autonomia, "con tante piccole Easyjet". Per ora i numeri giocano in favore di Fiumicino, ma la situazione si potrebbe presto ribaltare, o almeno compensare. Malpensa, tra gennaio e luglio, ha imbarcato 11,5 milioni di passeggeri e nel mese di luglio 1,7 milioni. Parallelamente l'hub romano ha registrato 20,5 milioni di passeggeri da gennaio a luglio e nell'ultimo mese 3,6 milioni, il 10 per cento in più rispetto all'anno prima. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi: <Congresso Pdl già a gennaio> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 189 del 2008-08-09 pagina 6 Berlusconi: "Congresso Pdl già a gennaio" di Vincenzo La Manna da Roma Arrestare l'impennata dei prezzi. Silvio Berlusconi lo ripete da tempo. È una priorità. Come la nascita del Pdl, che "avrà a gennaio il suo primo congresso nazionale". Ma intanto, cosa fare contro il caro-vita? La risposta ancora non c'è. Potrebbe essere utile, però, un veloce "aggiornamento" personale. E così, a ora di pranzo, il Cavaliere lascia palazzo Grazioli, piombando a sorpresa a Campo de' Fiori. Un blitz nello storico mercatino. Un giro tra le bancarelle, un breve sopralluogo, nel "primo giorno di vacanza". Con l'intento di interrogare i commercianti. Sul costo dei pomodori, ad esempio ("un po' cari, ma forse sono io che non ho più orecchio sui prezzi", scherza). E perché no, pure su quello della carne. A fine tour, ecco il responso: "Ho verificato che ci sono stati aumenti fino al 30%, che sono l'effetto a cascata dell'aumento del prezzo del greggio, della benzina e dei trasporti". Il rischio, quindi, è che l'inflazione galoppi. E il premier butta lì una possibile soluzione: "Accordi con la grande distribuzione". Tra una foto e l'altra, Berlusconi preferisce non soffermarsi sui dati negativi del Pil. Così, dopo aver ascoltato chi gli chiede pubblicamente una raccomandazione per partecipare al Grande Fratello, evidenzia la "crescita impalpabile". Poi aggiunge: i dati "sono purtroppo sotto gli occhi di tutti e alimentano anche cali dei consumi". E prima di recarsi in uno dei suoi negozi preferiti, per acquistare i ciondoli di vetro di Murano ("li regalo ai bambini di elementari e medie che vengono a trovarmi", riferisce), breve scambio di battute "improvvisato" con il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Anche lei a Campo de' Fiori, in posa per alcuni scatti a corredo di un servizio giornalistico. "Ma guarda un po', dai banchi di scuola alle piazze", esordisce il premier, che poi si complimenta con la Gelmini (capelli raccolti, vestito colorato stretto in vita, stile Anni '60, décolleté e tacco alto): "Guarda come sei bella, sembri una bambina". Dall'inflazione alla Finanziaria il passo è breve. E Berlusconi, ai microfoni di RadioRai, in un'intervista registrata giovedì a Napoli, rimarca che la principale legge economica arriverà in Aula "blindata". Il premier, infatti, ricorda che "porterà solo tabelle e numeri", sottolineando che "non ci saranno aperture ad emendamenti". Quindi, spiega, "entrerà in Parlamento e uscirà così come è stata voluta e ragionata dal governo". "Dobbiamo raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2011 - aggiunge il presidente del Consiglio - e andare nella direzione dei tagli di spese inutili, sprechi e privilegi". Il Cavaliere, poi, assicura che "c'è un senso di responsabilità generalizzato", smentendo pure la "leggenda" sui malumori di ministri contro Giulio Tremonti. Ognuno, fa notare, "preferisce chiaramente poter spendere di più, piuttosto che preoccuparsi di fare dei tagli e dei sacrifici. Ma è anche chiaro che, se non avessimo fatto così, avremmo continuato la politica della ricerca del consenso attraverso l'aumento della spesa". Il premier, inoltre, torna ad affrontare la vicenda Alitalia. "Sarebbe sempre meglio poter assumere in più piuttosto che dire a qualcuno "cercati un altro lavoro" - sottolinea -. Ma Alitalia è arrivata ad avere 20mila persone. Air France, quando stava tentando di acquisirla, aveva parlato di oltre settemila esuberi. Noi pensiamo che se ne possano fare meno". Passando a questioni prettamente politiche, Berlusconi definisce "stucchevole" il continuo tam-tam sul dialogo con l'opposizione sulle riforme. E al Tg2, rispondendo alla domanda se preferirebbe prendere un caffè con Veltroni, Di Pietro o Casini, afferma: "Lo prendo con tutti. Se c'è uno che non ha difficoltà a dialogare ed a capire le ragioni degli altri, questo sono io". Invece, sul percorso che porta al partito unitario, aggiunge, che "a gennaio avremo il primo congresso nazionale del Popolo della Libertà". E il suo reggente verrà deciso in quell'occasione, rispettando le "regole democratiche" al 100%. Sul versante Olimpiadi, invece, si dice convinto che i Giochi possano "contribuire ad aprire nuovi spiragli di libertà". Augurando agli atleti azzurri, al tempo stesso, di "vincere e di fare comunque bella figura, rappresentando con decoro il nostro Paese". Berlusconi ricorda infine la figura di Antonio Gava, "capace, determinato, integerrimo". La sua morte, puntualizza, "non cancella il torto che ha subito". Ovvero, un "calvario giudiziario di tredici anni, che ne ha minato la salute, anche se si è concluso con la piena assoluzione da un'accusa infamante ed infondata". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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A giugno (-22%) crollano i passeggeri (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 189 del 2008-08-09 pagina 17 A giugno (-22%) crollano i passeggeri di Redazione da Milano "L'Alitalia ha 20mila persone. Tutti gli studi hanno portato alla necessità di una riduzione. Quella di Air France sarebbe stata una svendita e si parlò di oltre 7mila esuberi. Noi pensiamo si possano fare meno tagli". Lo ha detto ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo che giovedì aveva anticipato trattative con una grande compagnia internazionale. Ieri sia Lufthansa sia Air France-Klm, i due vettori con i quali un'alleanza sarebbe più ragionevole, hanno smentito. Tuttavia, tutte le indiscrezioni convergono perché sia uno di questi due il partner in "profit sharing" per i voli di lungo raggio. Intanto, in giugno, Alitalia ha imbarcato 1,72 milioni di passeggeri, con una riduzione su base annua del 21,7%. Nell'intero semestre i passeggeri sono stati 9,95 milioni con un calo del 16,4%. È quanto si rileva dai dati dell'Aea, l'Associazione delle aerolinee europee. In Europa il traffico registra una riduzione complessiva dell'1% e una crescita dell'1,5% nel semestre. Ieri il Codacons ha presentato una denuncia alla Procura di Roma per vari reati, tra cui truffa ai danni dello Stato, ipotizzabili nella vicenda della privatizzazione dell'Alitalia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Lo Stato privatizzato in barba alla Costituzione (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-08-09 num: - pag: 39 categoria: REDAZIONALE Il dubbio di Piero Ostellino Lo Stato privatizzato in barba alla Costituzione L' onorevole Giuliano Cazzola (Pdl) aveva depositato in Parlamento un ordine del giorno con il quale si impegnava il governo a intraprendere un'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori delle Poste per l'assunzione di un certo numero di precari, in violazione della legge, che aveva messo in gravi difficoltà la società. Il ritiro di tutti gli ordini del giorno (meno uno), per accelerare l'approvazione della manovra economica, ha indotto successivamente lo stesso Cazzola, con il collega Aldo Di Biagio, a presentare, sullo stesso argomento, un'interrogazione al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. è probabile che la lodevole iniziativa lasci il tempo che trova. Il caso delle Poste italiane spa è, infatti, paradigmatico della surreale situazione del pubblico impiego in Italia. La Costituzione prescrive che "agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge" (art. 97). La Pubblica amministrazione non fa (quasi) più concorsi e assume come precari gli "amici degli amici" - dei sindacati, dei partiti, delle corporazioni, degli stessi funzionari pubblici già in servizio, e così via - che poi, dopo una decina d'anni, trasforma in dipendenti stabili con la solita sanatoria. Quanti siano i dipendenti pubblici, fra centrali e periferici, stabili e precari, nella Pubblica amministrazione e nelle società private che svolgono funzioni di servizio pubblico, è uno dei segreti meglio custoditi della Repubblica. Si passa dai 3-3,5 milioni delle statistiche ufficiali ai 9 milioni dei sindacati, per arrivare a quasi il doppio secondo stime non ufficiali. Se, per calcolarne il numero, si assume la normativa applicata per disciplinare il rapporto di lavoro, sono relativamente pochi, intorno a 600mila, fra Forze armate, Polizia di Stato, insegnanti, docenti universitari, magistrati e altri. Se, invece, li si calcola secondo la natura del datore di lavoro, salgono a circa 3,2 milioni, dei quali più della metà nella Pubblica amministrazione centrale. Sono molti di più, infine, se si includono i dipendenti delle Ferrovie dello Stato, delle Poste, dell'Alitalia, delle numerose aziende ex municipalizzate diventate società per azioni private. Secondo i dati ufficiali, la media non sarebbe, comunque, superiore a quella di altri Paesi: 54 per ogni mille abitanti. In queste condizioni, è possibile procedere a una qualche razionalizzazione della Pubblica amministrazione? Non credo. Innanzi tutto, perché è lo Stato stesso che opera in totale illegalità, in violazione persino della Costituzione, non promuovendo i concorsi per ogni accesso nella P.A. In secondo luogo, perché i sindacati, i partiti, le corporazioni si sono sostituiti, di fatto, allo Stato, "privatizzandolo" secondo criteri clientelari e parentali. Infine, perché, per cambiare le cose, bisogna almeno conoscerle. Ministro dell'Innovazione e della Funzione pubblica, Renato Brunetta, se c'è, batta un colpo. postellino@corriere.it \\ Nel settore pubblico le clientele hanno ucciso i concorsi.

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Alitalia, il traffico passeggeri crolla del 21,7% (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-09 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE Panorama Alitalia, il traffico passeggeri crolla del 21,7% A giugno, il calo dei passeggeri Alitalia è stato del 21,7%, del 16,4 sul semestre. Il traffico a giugno è sceso del 20,7%. FIERA, PIU' RICAVI E PIU' UTILI. Fiera Milano ha chiuso il semestre con ricavi in crescita del 17% a 191,2 milioni di euro. Cresce, il risultato netto di 17,6 milioni di euro, dai 6,4 milioni del 2007. ITALMOBILIARE, UTILE DI 237,6 MILIONI. Italmobiliare ha registrato nel primo semestre un utile di 237,6 milioni, -35,3% rispetto allo stesso periodo del 2007 e ricavi a 3.028 milioni (-4,1%). CAMPARI, UTILE +5,1%. Campari ha chiuso il primo semestre con l'utile netto a 59,8 milioni, +5,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Con vendite nette pari a 431,2 milioni, -2,1% (nella foto l'ad Bob Kunze-Concewitz). TISCALI, RICAVI +36%. Tiscali chiude il semestre con ricavi a 535,2 milioni, +36%. Giù la perdita del 22%. OPEC DEL GAS, VERTICE A NOVEMBRE. A Mosca per il 17 novembre i big del gas discuteranno un possibile cartello del gas. STEFANEL, FATTURATO IN CALO. Il gruppo Stefanel nel primo semestre ha realizzato un fatturato a 139,4 milioni (contro 148,9 milioni nel 2007) e un ebitda di 2 milioni (2,7 milioni nel 2007).

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O'Leary (Ryanair) in ritiro con gli amici di Enrico Letta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-09 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE VeDrò O'Leary (Ryanair) in ritiro con gli amici di Enrico Letta Ci sarà anche Michael O'Leary (nella foto) in Trentino alla riunione estiva di VeDrò, l'incontro generazionale e politicamente trasversale promosso da Enrico Letta, Giulia Bongiorno, Luisa Todini e Anna Maria Artoni. L'appuntamento anche quest'anno si terrà presso la centrale idroelettrica Fies a Dro, a partire dal 24 agosto. Ospite d'eccezione, il 27 agosto, l'amministratore delegato di Ryanair che parlerà del futuro dell'industria del trasporto aereo e non potrà evitare di dire la sua sull'argomento Alitalia.

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Malpensa ha perso un quarto dei viaggiatori (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-09 num: - pag: 58 categoria: REDAZIONALE Aeroporto Malpensa ha perso un quarto dei viaggiatori "Emorragia" Malpensa, dopo il piano di ridimensionamento avviato da Alitalia. L'aeroporto ha perso il 25 per cento dei passeggeri a luglio (1.761.330), rispetto allo stesso mese di un anno fa. Un calo che si assesta al 14 per cento dei viaggiatori (11.531.049) nei primi sette mesi dell'anno (confrontati sul pari periodo del 2007). Sono i dati sul traffico aereo diffusi ieri dall'Ente per l'aviazione civile. Lo scalo varesino, un passato recente da hub del Nord Italia, segna un calo del 22 per cento nella media passeggeri di giugno rispetto all'anno scorso e del 28 a luglio. Segno negativo anche per lo scalo cittadino di Linate, che rispetto al 2007 cala dell'1,2 per cento nei primi sette mesi dell'anno e del 5,2 a luglio. Non solo. Diminuiscono anche i bagagli in partenza smistati a Malpensa: meno 32 per cento a giugno (668.927) e meno 30 a luglio (803.031). Unica nota positiva: il crollo del traffico s'è tradotto in maggiore puntualità degli aerei. Sia quelli in arrivo a Malpensa, sia quelli in partenza dell'aeroporto varesino.

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Berlusconi: "Congresso Pdl già a gennaio" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 189 del 2008-08-09 pagina 0 Berlusconi: "Congresso Pdl già a gennaio" di Vincenzo La Manna Il leader del centrodestra annuncia: "Il reggente del partito verrà deciso rispettando le regole democratiche al 100%". Il vicecoordinatore di Forza Italia, Gian Carlo Abelli: "Niente primarie alle amministrative" Roma - Arrestare l'impennata dei prezzi. Silvio Berlusconi lo ripete da tempo. è una priorità. Come la nascita del Pdl, che "avrà a gennaio il suo primo congresso nazionale". Ma intanto, cosa fare contro il caro-vita? La risposta ancora non c'è. Potrebbe essere utile, però, un veloce "aggiornamento" personale. E così, a ora di pranzo, il Cavaliere lascia palazzo Grazioli, piombando a sorpresa a Campo de' Fiori. Un blitz nello storico mercatino. Un giro tra le bancarelle, un breve sopralluogo, nel "primo giorno di vacanza". Con l'intento di interrogare i commercianti. Sul costo dei pomodori, ad esempio ("un po' cari, ma forse sono io che non ho più orecchio sui prezzi", scherza). E perché no, pure su quello della carne. A fine tour, ecco il responso: "Ho verificato che ci sono stati aumenti fino al 30%, che sono l'effetto a cascata dell'aumento del prezzo del greggio, della benzina e dei trasporti". Il rischio, quindi, è che l'inflazione galoppi. E il premier butta lì una possibile soluzione: "Accordi con la grande distribuzione". Tra una foto e l'altra, Berlusconi preferisce non soffermarsi sui dati negativi del Pil. Così, dopo aver ascoltato chi gli chiede pubblicamente una raccomandazione per partecipare al Grande Fratello, evidenzia la "crescita impalpabile". Poi aggiunge: i dati "sono purtroppo sotto gli occhi di tutti e alimentano anche cali dei consumi". E prima di recarsi in uno dei suoi negozi preferiti, per acquistare i ciondoli di vetro di Murano ("li regalo ai bambini di elementari e medie che vengono a trovarmi", riferisce), breve scambio di battute "improvvisato" con il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Anche lei a Campo de' Fiori, in posa per alcuni scatti a corredo di un servizio giornalistico. "Ma guarda un po', dai banchi di scuola alle piazze", esordisce il premier, che poi si complimenta con la Gelmini (capelli raccolti, vestito colorato stretto in vita, stile Anni '60, décolleté e tacco alto): "Guarda come sei bella, sembri una bambina". Dall'inflazione alla Finanziaria il passo è breve. E Berlusconi, ai microfoni di RadioRai, in un'intervista registrata giovedì a Napoli, rimarca che la principale legge economica arriverà in Aula "blindata". Il premier, infatti, ricorda che "porterà solo tabelle e numeri", sottolineando che "non ci saranno aperture ad emendamenti". Quindi, spiega, "entrerà in Parlamento e uscirà così come è stata voluta e ragionata dal governo". "Dobbiamo raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2011 - aggiunge il presidente del Consiglio - e andare nella direzione dei tagli di spese inutili, sprechi e privilegi". Il Cavaliere, poi, assicura che "c'è un senso di responsabilità generalizzato", smentendo pure la "leggenda" sui malumori di ministri contro Giulio Tremonti. Ognuno, fa notare, "preferisce chiaramente poter spendere di più, piuttosto che preoccuparsi di fare dei tagli e dei sacrifici. Ma è anche chiaro che, se non avessimo fatto così, avremmo continuato la politica della ricerca del consenso attraverso l'aumento della spesa". Il premier, inoltre, torna ad affrontare la vicenda Alitalia. "Sarebbe sempre meglio poter assumere in più piuttosto che dire a qualcuno “cercati un altro lavoro” - sottolinea -. Ma Alitalia è arrivata ad avere 20mila persone. Air France, quando stava tentando di acquisirla, aveva parlato di oltre settemila esuberi. Noi pensiamo che se ne possano fare meno". Passando a questioni prettamente politiche, Berlusconi definisce "stucchevole" il continuo tam-tam sul dialogo con l'opposizione sulle riforme. E al Tg2, rispondendo alla domanda se preferirebbe prendere un caffè con Veltroni, Di Pietro o Casini, afferma: "Lo prendo con tutti. Se c'è uno che non ha difficoltà a dialogare ed a capire le ragioni degli altri, questo sono io". Invece, sul percorso che porta al partito unitario, aggiunge, che "a gennaio avremo il primo congresso nazionale del Popolo della Libertà". E il suo reggente verrà deciso in quell'occasione, rispettando le "regole democratiche" al 100%. Sul versante Olimpiadi, invece, si dice convinto che i Giochi possano "contribuire ad aprire nuovi spiragli di libertà". Augurando agli atleti azzurri, al tempo stesso, di "vincere e di fare comunque bella figura, rappresentando con decoro il nostro Paese". Berlusconi ricorda infine la figura di Antonio Gava, "capace, determinato, integerrimo". La sua morte, puntualizza, "non cancella il torto che ha subito". Ovvero, un "calvario giudiziario di tredici anni, che ne ha minato la salute, anche se si è concluso con la piena assoluzione da un'accusa infamante ed infondata". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Guerra nell'Ossezia del Sud: un disastro per l'Occidente? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 10-08-2008)

Argomenti: Alitalia

In un'analisi pubblicata oggi sul Giornale spiego le ragioni che hanno provocato la drammatica guerra nell'Ossezia del Sud. L'Occidente sconta l'effetto Kosovo e la questione Nato: Nel febbraio 2008 Pristina si stacca dalla Serbia con la benedizione dell'Occidente. E il quadro cambia. Putin protesta veementemente per "l'amputazione della Serbia"; l'Occidente, però, lo snobba e lui rilancia annunciando la reciprocità. Se il mondo si arroga il diritto di strappare il Kosovo, Mosca si riserva di fare lo stesso con l'Ossezia del Sud e con l'altra repubblica ribelle georgiana, l'Abkhazia. Altri due mesi e al vertice di Bucarest, la Nato, pur evitando di avviare la procedura d'adesione, annuncia che in futuro la Georgia e l'Ucraina, l'altro grande Stato uscito dall'orbita russa, potranno diventare membri dell'Alleanza atlantica. Un'eventualità inaccettabile per il Cremlino, che infatti riaccende le tensioni nel Caucaso. Chi ha provocato l'esclation dell'altra notte? Verosimilmente il presidente georgiano Saakashvili, nel tentativo di anticipare le mosse di Mosca e approfittando della distrazione del mondo nel giorno dell'apertura dei Giochi Olimpici. Ma ha fatto male i conti, a quanto pare. Militarmente la Russia è superiore e ora Saakashvili rischia di perdere non solo il controllo dell'Ossezia del Sud, ma anche quello del suo Paese. E se cadesse Tbilisi, l'Occidente vedrebbe svanire uno snodo cruciale nello scacchiere euroasiastico, a favore, ovviamente, di Mosca. Valeva la pena di rischiare? Perché Washington non ha imbrigliato il suo vulcanico alleato? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 3 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Aug 08 Una buona idea per fermare i clandestini I clandestini continuano ad arrivare a Lampedusa: siamo a quota 12500 di cui oltre tremila solo negli ultimi dieci giorni. Il 125% in più rispetto al 2007. Come spiego in un articolo pubblicato oggi, questo afflusso non è casuale, ma tollerato da Gheddafi che ha allentato i controlli sulle coste per mettere sotto pressione l'Italia e strappare accordi a lui favorevoli con il nostro governo e, più in generale, con l'Unione europea. Un gioco al rialzo che sa tanto di ricatto. Ma Tripoli ospita un'iniziativa davvero felice, di cui si parla poco e che rischia di concludersi a breve. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (in inglese Iom), in due anni è riuscita a far rimpatriare su base volontaria 2.500 migranti bloccati nel Paese africano. Il meccanismo è semplice: anziché rimpatriarli con la forza, ha offerto loro un incentivo per avviare una piccola attività economia nel proprio Paese. La cifra a testa è irrisoria (400-5o0 euro), come mi ha spiegato il capo missione Laurence Hart ma permette all'emigrante di salvare l'onore rispetto alla propria famiglia e al propio clan e di restare in patria con soddisfazione. Complessivamente - calcolando il biglietto aereo e le spese burocratiche - il costo complessivo è di mille euro a persona; molto, molto meno delle spese da sostenere per manetenere i clandestini nei Cpt per settimane e poi, eventualmente, per espellerli. Questo programma rischia di finire perché i fondi europei si stanno esaurendo; e dire che ci vogliono un milione e duecentomila euro per arrivare alla fine del 2008. Io dico: è un'idea eccellente ed è triste che lo Iom sia costretto a supplicare i governi per ricevere finanziamenti. Questo programma è equo, umano, poco oneroso e dà speranza nei Paesi africani. Dovrebbe diventare sistematico. O sbaglio? Scritto in notizie nascoste, Italia, immigrazione Commenti ( 17 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Aug 08 Le Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto misure analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le ragioni note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di più di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano "purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le descrizioni di massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in francese. Inaudito. Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una grande manovra di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi, due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi (a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina Commenti ( 34 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra è più felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena. In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il mondo Commenti ( 39 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado, degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 57 ) " (1 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche) perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 44 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell'ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si interessa di politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle società occidentali? Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto questa analisi. Tra l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di colore alcun vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per lui, negli Usa McCain - dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara non è ancora decisa. Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa Commenti ( 48 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di Mameli Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di ricoprire posti di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole "schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe, queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161 anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 100 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Jul 08 Napoli senza rifiuti. Bene ma. qualcuno pagherà? Di ritorno dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole 24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa (anche) da qui. Scritto in Italia Commenti ( 41 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (14) democrazia (24) europa (3) francia (16) germania (2) giornalismo (37) gli usa e il mondo (26) globalizzazione (8) immigrazione (25) islam (12) Italia (102) medio oriente (8) notizie nascoste (28) presidenziali usa (9) russia (10) svizzera (3) turchia (12) Varie (14) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails L'immigrazione? E' come un domino.... - 2 Emails Ultime discussioni Giuseppe Flavio: Mi domando: ma se l'Occidente e l'Europa sono per la pace, che bisogno c'è di... valentino: Marista.credo che tu parlando di "triglie" e di "cernie" (... Giuseppe Flavio: A proposito della Libia e di Gheddfi. Ricordate circa venti anni fa circa (o di più?) aerei Usa e... Franco Parpaiola: Salve. Tanti problemi internazionali l'America e con essa l'Europa occidentale se li va a... lepanto: Putin ha insegnato all'Occidente una regola che abbiamo dimenticato da tempo: non serve mostrare i... Ultime news La Georgia sotto le bombe russe Il conflitto si allarga all'Abkhazia L'ultima di Grillo: i giornalisti alla gognaTromba d'aria a Grado: morti due norvegesiTragedia a Palermo, 13enne folgorata da un palo della luceGiochi, Sanchez beffa Rebellin: è argento Pechino, cinese uccide turista Usa e si suicida Rovigo, 16enne si uccide L'ex fidanzato diffuse sue immagini eroticheAntonio Gava, boss dei moderati Dc assolto dopo 13 anni di calvarioVacanze, vietati i massaggi in spiaggia "Ambulanti impreparati nella pratica"Adrenalina a San Vigilio di Marebbe Ecco la zip line più grande d'EuropaSan Lorenzo: le stelle tra la natura e il sogno Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Orientalia 4 all Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani per Ron Paul, un bel blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera Italiana Siti di Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it August 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post August 2008 (4) July 2008 (6) June 2008 (11) May 2008 (8) April 2008 (14) March 2008 (16) February 2008 (14) January 2008 (15) December 2007 (14) November 2007 (21) October 2007 (24) September 2007 (24) August 2007 (32) July 2007 (15) Recent Trackbacks Haramlik: E per smettere di fumare, una bella Cristoterapia Il Blog di Marcello Foa: Attenti, in Veneto è iniziata la rivolta dei comuni I più votati Ancora su Vasco Rossi e la droga - 53 Votes Una vita meritocratica... - 33 Votes I mutui subprime, la frode della Casta delle banche - 24 Votes Petrolio, libero mercato o libera speculazione? - 19 Votes E la sicurezza? 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Alitalia, police potrebbe guidare la bad company (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il caso Alitalia, Police potrebbe guidare la bad company ROMA - Aristide Police potrebbe guidare la "bad company" di Alitalia, il troncone di società destinato a raccogliere le attività in perdita della compagnia di bandiera. Secondo l'agenzia Agi, Police, attuale numero uno dell'aviolinea, affiancherebbe così Rocco Sabelli, il nome più gettonato per la nuova Alitalia che nascerebbe dalla ceneri della "cattiva" grazie alla cordata di banche e imprenditori predisposta nel Piano Fenice dall'advisor Intesa Sanpaolo. La nomina di Police in realtà è solo un'indiscrezione e non si hanno conferme ufficiali. Il manager poi non sembrerebbe convinto dell'operazione e avrebbe manifestato più di una perplessità, nonostante recenti dichiarazioni di apprezzamento per "una soluzione in continuità aziendale". Nei giorni scorsi erano circolati anche altri nomi, primo fra tutti quello di Enrico Bondi, attuale numero uno di Parmalat, ma fonti vicine al gruppo di Collecchio avrebbero smentito questa ipotesi. Bisognerà vedere quindi se il ministero dell'Economia riuscirà a convincere Police a farsi carico di traghettare e smaltire esuberi e attività in perdita o se pensare a una soluzione alternativa.

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Ma l'hinterland rimane isolato - filippo azimonti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-08-2008)

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Pagina I - Milano MA L'HINTERLAND RIMANE ISOLATO FILIPPO AZIMONTI Elio Catania si dichiara uno dei 620 milioni di passeggeri che l'azienda che presiede trasporta ogni anno. E ammette che molti suoi compagni di viaggio non sono affatto soddisfatti del servizio Atm. è un buon punto di partenza, ammettiamolo dopo anni nei quali la gestione si preoccupava solo di chiudere i conti in pareggio abbandonando il servizio all'inevitabile degrado. Sarà forse l'esperienza, molto simile, vissuta da protagonista in Alitalia a suggerire a Catania un approccio tutto diverso. SEGUE A PAGINA VIII.

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Bus e metrò ora la sfida è l'hinterland (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VIII - Milano BUS E METRò ORA LA SFIDA è L'HINTERLAND Ed ecco allora l'impegno per gli investimenti con un orientamento preciso sull'innovazione. è in questo quadro che spunta (finalmente) il biglietto ricaricabile, gli sms per informare gli utenti delle condizione della rete, il restauro delle tristi stazioni del metrò e anche le futuribili attrezzature di verifica e controllo. Oltre che, naturalmente, il progressivo rinnovo di un parco mezzi ormai invecchiato. Tutti ottimi propositi che speriamo diventino realtà. Ma... C'è un ma. Per quanto scrupoloso e innovativo possa essere l'intervento, fin quando Atm non sarà in grado di proiettare il proprio servizio su una scala più ampia di quella cittadina, Milano resterà strangolata nel suo traffico. E non aiutano certo a imporre questa prospettiva i sogni dell'Expo che scavando metropolitane e ridisegnando percorsi li immagina sempre in una dimensione milanocentrica che ha ormai scarsa corrispondenza con la realtà. Come interpretare diversamente la rissa continua sulla tariffa unica, le incomunicabilità con chi gestisce il traffico pendolare regionale, la sorte riservata a un'opera miliardaria come il Passante integrata con nulla se non con se stessa fino all'assurdo di una fermata a una stazione che nei 25 anni che ci sono voluti per raggiungerla è stata abbattuta dalle ruspe, Porta Vittoria. Ben vengano dunque tutte le migliorie al servizio che Catania saprà assicurare a suoi "colleghi" passeggeri. Ma anche Atm, al di fuori di un più ampio progetto che certo non può creare da sola, avrà un destino non diverso da quello di Alitalia. FILIPPO AZIMONTI.

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Mediolanum, scatta l'ora di Doris jr <Il modello di mio padre, con più estero> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 10-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-10 num: - pag: 24 categoria: REDAZIONALE Svolte L'alleanza con Mediobanca? Esperia va benissimo. "Con Fininvest non cambierà nulla" Mediolanum, scatta l'ora di Doris jr "Il modello di mio padre, con più estero" Il quarantenne Massimo: guardiamo a Francia o Polonia, ma dal 2010 Da pochi giorni è stato nominato amministratore delegato e direttore generale di Banca Mediolanum MILANO - Il passaggio di generazione nelle imprese è spesso difficile. Ma in questo caso potrebbe sembrare una "mission impossible": il padre è Ennio Doris, fondatore di Mediolanum, spesso definita una one-man-company da quanto è forte l'impronta del "numero uno"; il figlio è Massimo, 40 anni, nominato pochi giorni fa amministratore delegato e direttore generale di Banca Mediolanum, quindi numero due del gruppo. Il "ragazzo" tuttavia appare tranquillo: "Sarà una missione impegnativa. Ma sa, ho fatto la gavetta in tutti gli angoli del gruppo. E ho imparato una cosa: a non chiedermi se sarò all'altezza di mio padre, ma dell'azienda ". Frase di circostanza? Forse un po'. Probabilmente il giovane Doris non ha scelta: "Siamo diversi e non potrò mai imitarlo. Sarebbe un disastro: mi vede "trascinare" la rete di vendita come fa lui nelle convention? Ma no, io sono tranquillo e riflessivo..." Si, ma chi comanda adesso? "Che domanda: lui". E lei? "Mio padre fa le strategie, io il business". C'è però una piccola o grande rivoluzione che vorrebbe fare nel gruppo? "No. Mediolanum, con il modello di family banker, è la mia passione. Ci credo e non intendo cambiare nulla. Dobbiamo "solo" crescere. Soprattutto all'estero". Dove? "Siamo in Spagna e Germania. Guardiamo a Francia o Polonia, ma non prima del 2010". Non cambieranno nemmeno le alleanze? "Intende dire con Silvio Berlusconi? Proprio no. Quando, nell'82, mio padre aveva l'idea ma gli occorrevano partner ed esperienza, Berlusconi gli ha dato carta bianca. E non ha mai voluto metter bocca. In compenso mio padre ha presentato il primo bilancio già in utile. Le pare che un'alleanza così possa interrompersi? E poi c'è una sincera amicizia". Anche fra lei e i figli di Berlusconi? "Siamo in ottimi rapporti. Le nostre vite sono però diverse e finora abbiamo avuto poche occasioni per frequentarci ". In Mediolanum voi comunque siete cresciuti al 41%, mentre Fininvest è rimasta al 35-36%. "Mio padre ritiene l'azienda molto sottovalutata e ha investito. Si deve fermare perché ormai il flottante è un po' scarso ". E l'alleanza con Mediobanca? "La comune società Esperia va benissimo. Noi abbiamo appena aumentato la presenza nel patto di sindacato. Non vedo ragione di cambiare le cose ". Lei potrebbe entrare nel board di Piazzetta Cuccia, lasciando suo padre nel patto? "No. Di Mediobanca continuerà a occuparsi lui". Ma come valuta l'ingresso nel retail di Mediobanca? "Che banca! è un buon progetto. Ma continuo a preferire il modello del family banker: una ricerca europea ha dimostrato che per la clientela sono più importanti le relazioni con la banca che tassi e costi". Sarà comunque un vostro concorrente. "Beh, lo sarà di diversi soci di Mediobanca. E poi di concorrenti ne abbiamo già almeno 700. Uno in più...". E cosa pensa del cambio di governance in Piazzetta Cuccia? "Il modello dualistico non l'ho mai capito fino in fondo: i grandi azionisti si trovano di fronte a scelte già fatte". Beh, se sono in conflitto di interessi... "Chi ha investito molto in un'azienda vuole partecipare al consiglio e non essere escluso dalle scelte strategiche". Di lei si conosce il curriculum: banche d'affari a Londra, la trafila nel gruppo, promotore, impiegato, dirigente, amministratore delegato in Spagna. Ma poco si sa del resto. "Non c'è nulla di "sexy" da sapere. Sposato con due figli. Hobby, lo sport: sci e bici, mountain bike e da corsa". Ha il braccialetto di Lance Armstrong, vedo. "Sì, stimo l'uomo e lo sportivo: sette Tour de France! Le sue vicende e il suo libro mi hanno commosso". Veniamo alla politica. Leader preferito? "Ovvio: Berlusconi". Ministro più apprezzato? "Ci devo pensare". E dell'opposizione, chi non butterebbe dalla torre? "Massimo D'Alema, Walter Veltroni e stimo Fausto Bertinotti: fa proposte, non si limita a dire no". Chi butterebbe invece? "Non faccio nomi". Quando ascolta musica, cosa sceglie? "Il rock. Mi ha entusiasmato il concerto di Robin Williams, sull'Ipod ho di tutto: da Acdc a Doors, passando per gli U2". Veste a Londra o in Italia? "Mi piace lo stile Dolce & Gabbana". L'imprenditore preferito? "Beh, mio padre". Suvvia, nessun difetto? "Ha una personalità così forte che gli è difficile trovare interlocutori critici. E le critiche fanno bene a tutti". Altri imprenditori? "I Benetton, hanno costruito un business e saputo diversificare. E Nerio Alessandri, l'inventore della Technogym: idea geniale". Domanda da un milione di dollari (o quasi). Entrerebbe in Alitalia? "No. Ecco, questa è una mission impossible". \\ Mio padre fa le strategie, io il business. E non cambieranno le alleanze: Fininvest terrà la sua quota \\ La governance di Mediobanca? Il modello dualistico non l'ho mai capito: chi investe molto in un'azienda vuole stare in consiglio Sergio Bocconi.

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I lupi cattivi e il libero mercato (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 10-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-08-10 num: - pag: 27 autore: di ROGER ABRAVANEL categoria: REDAZIONALE IL PETROLIO E LA GLOBALIZZAZIONE I lupi cattivi e il libero mercato L a notizia è veramente pessima: il Pil italiano è sceso nel secondo trimestre di ben 0,3 per cento. Di chi è la colpa di questa pessima performance? Della crisi economica mondiale? Sì e no. Sì perché non vi è dubbio che l'economia mondiale è in forte rallentamento e ciò penalizza anche la nostra. No, perché l'Italia è in declino da trent'anni, ben prima che iniziasse questa crisi mondiale. è cresciuta più del resto dell'Europa solo tra il 1950 e il 1980, tra il 1980 e il 1992 si è sviluppata al ritmo dell'Europa, ma con una crescita "drogata" dalla svalutazione della lira e dal deficit pubblico. Quando queste "droghe" sono terminate ha smesso di crescere ed è stata superata perfino dai Paesi "ex poveri" come l'Irlanda, la Spagna e la Grecia. I policy makers italiani continuano invece a riferirsi alla congiuntura mondiale negativa e a prendersela con i "lupi cattivi " che sfruttano la globalizzazione. Emblematico è il caso del petrolio. Come viene affrontato questo problema? Identificando "colpevoli" e "beneficiari ". I "colpevoli" sono la Cina che fa esplodere la domanda di greggio perché cresce a dismisura grazie a esportazioni favorite dal basso costo del lavoro e gli speculatori finanziari mondiali che lucrano sulla volatilità del prezzo del petrolio. I "beneficiari" sono le aziende petrolifere italiane che fanno troppi profitti dall'aumento del prezzo del petrolio e non fanno scendere tempestivamente i prezzi alla pompa quando scende il costo della benzina. I rimedi: la "Robin tax" per tassare gli "extra profitti" e la moral suasion sui petrolieri(il Ministro per lo Sviluppo ai petrolieri: "Giù i prezzi"!) e iniziative non meglio definite per scoraggiare l'utilizzo di strumenti finanziari derivati legati al petrolio. Ma combattere i presunti "lupi cattivi " e extratassare i "beneficiari" è veramente la soluzione? La domanda di petrolio cinese è frutto di una crescita vertiginosa che si spiega con l'aritmetica: quando la economia cinese era piccola e cresceva del 10 per cento non la notava nessuno, adesso che è molto più grande ha un impatto estremamente più significativo. E le multinazionali cinesi si espandono all'estero al suon di acquisizioni e tecnologia, non del basso costo del lavoro, come dimostra la Lenovo che ha acquistato la divisione personal computer della IBM. Quanto alla volatilità del prezzo del petrolio, l'Economist ha spiegato che gli speculatori hanno un ruolo chiave per ridurre il rischio dei grandi consumatori di petrolio come le linee aeree. Per quanto concerne i petrolieri italiani bisogna distinguere tra petrolio e benzina: l'Eni sta facendo grandi profitti nelle attività petrolifere e non ha nessun senso tassarla di più perché estrae il petrolio soprattutto fuori dall'Italia. Diversa è la situazione di Agip (una divisione dell'Eni), Erg, Api che operano nella distribuzione di carburanti. Nel loro caso condannare a gran voce i ritardi negli adeguamenti del prezzo serve a poco, perché l'unica azione veramente efficace sarebbe forzare il più possibile la concorrenza. Invece di "combattere i lupi cattivi" bisognerebbe sfruttare le opportunità che si creano nel nuovo scenario mondiale. La Cina è un mercato gigantesco dove le nostre imprese sono sottorappresentate. Le fonti rinnovabili di energia creano un megatrend mondiale per i prossimi anni dove purtroppo i leader oggi non sono italiani ma tedeschi, spagnoli e giapponesi. Liberalizzare ulteriormente la distribuzione permettendo ai supermercati di vendere prodotti petroliferi e alle stazioni di benzina di vendere prodotti non-oil, creerebbe nuove opportunità di crescita. Il caso del prezzo del petrolio è emblematico di un atteggiamento più generale: la crisi economica italiana viene correlata unicamente alla crisi congiunturale mondiale e si fa poco aspettando che questa ultima passi, sperando che i "lupi cattivi " ("gnomi" di Wall Street, trader di petrolio, dumpers cinesi e così via) vengano ridimensionati. Sino ad allora si impone di tagliare i costi e si tenta di proteggere i più deboli (social card) e le imprese. In realtà le opportunità che si apriranno quando la economia mondiale si riprenderà rischiano di non essere sfruttate dalla nostra economia che soffre gravemente di problemi strutturali e non solo congiunturali. La causa di fondo è la carenza di quei valori di base della meritocrazia che nell'ultimo quarto di secolo ha prodotto una classe dirigente non adeguata nei policy makers, nella amministrazione pubblica ma anche nel settore privato dove purtroppo raramente gli azionisti si sono meritati la proprietà della propria impresa. Parlare di "Meritocrazia" è oggi di moda, ma è essenziale ricordare che uno dei suoi valori irrinunciabili è il libero mercato che crea opportunità per i migliori. Il che significa ad esempio: avere come massima priorità la battaglia all'evasione fiscale che ne falsa le regole; non penalizzare i milioni di passeggeri Alitalia per proteggere i piloti e i lavoratori degli aeroporti; non accelerare la devolution senza un forte potere regolatorio e sanzionatorio centrale da utilizzare contro quegli enti locali che si oppongono alle liberalizzazioni in quanto preda di mille lobby locali. Le iniziative di Ministri come Renato Brunetta e Maria Stella Gelmini sembrano bene impostate per riscoprire efficienza e meritocrazia nel settore pubblico. Per esse, il successo si misurerà con una vera trasformazione in chiave di qualità e di classe dirigente, ben oltre quella sacrosanta paura per i "fannulloni" che sta riducendo l'assenteismo nel settore pubblico . Da questo governo ci attendiamo però anche quella drastica iniezione di concorrenza nella economia di mercato tipica delle destre liberali per recuperare lo status che ci è dovuto nella economia internazionale quando questa crisi mondiale sarà finalmente passata.

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Nel blog di uno stewart i disservizi di alitalia - servizi a pagina 17 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-08-2008)

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" L'arte di arrangiarsi in volo tra toilette rotte e divise bucate" Nel blog di uno stewart i disservizi di Alitalia servizi a pagina 17 SEGUE A PAGINA 17.

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Tutto normale (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-08-2008)

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Economia Tutto normale Freddo fai-da-te Niente che metta in gioco la sicurezza, se non si è in regola in Alitalia non si parte Al momento più bello si rompe il frigo, ce la caviamo col ghiaccio.

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Alitalia, l'arte di arrangiarsi in volo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-08-2008)

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Economia Alitalia, l'arte di arrangiarsi in volo Il blog di uno steward svela i disservizi della compagnia, tra toilette rotte e divise bucate MILANO - Non bastavano il caro-petrolio, la crisi di liquidità e i tre milioni di perdita al giorno. In casa Alitalia, adesso, arriva anche il giallo di AviatorAz. Il nickname di un blog (http://blog.libero.it/AviatorAZ/) gestito in forma anonima da un assistente di volo della Magliana ? così almeno garantisce l'autore ? che in 1.105 messaggi racconta spesso con ironia le curiosità e i mille disservizi legati al suo lavoro e alla nostra compagnia di bandiera. Frigoriferi rotti, tazze della toilette scardinate dal muro (dai passeggeri), pannelli e armadietti rappezzati con lo scotch, divise bucate e cambiate solo dopo due mesi. Persino una ruota di un Md80 priva del paraspruzzi per proteggere fusoliera e motore ("si può andare in giro se non piove ? scherza AviatorAz ? andiamo tranquilli fino a settembre, ma solo al sud..."). "Niente che metta in gioco la sicurezza. Se non si è in regola con norme e dettami in Alitalia non si parte" ha precisato l'anonimo steward dopo che su www.repubblica.it è apparso un articolo sul suo blog. Ma certo non un gran servizio, a giudicare dalle foto, alla compagnia di bandiera. Il diario di bordo è una via crucis dei disagi nei cieli: "Al momento più bello si rompe il frigorifero ? recita la nota del 16 luglio ? ce la caviamo con il ghiaccio". Il 10 dello stesso mese, sempre nel nome dell'arte d'arrangiarsi c'è la fotocronaca di un pranzo in Magnifica (la classe più lussuosa di Alitalia) in cui manca un vassoio per un passeggero, ricostruito lavando e riutilizzando le posate e i piatti altrui. "Finchè si tratta di fare queste cose ci facciamo una risata", minimizza AviatorAZ. Chi non ha alcuna voglia di scherzare è però l'Alitalia. "Premesso che molte delle foto pubblicate sul blog potrebbero riguardare aerei fermi per manutenzione e quindi non operativi ? ribattono dalla Magliana ?, è indubbio che possano riguardare anche situazioni che spesso si verificano al termine di un volo (bagno sporco o inutilizzabile). E comunque si tratta in tutti i casi di disfunzioni su cui Alitalia così come tutte le altre compagnie, interviene con la sua manutenzione ordinaria". "Per le presunte allusioni sulla sicurezza ? continuano ai vertici della compagnia ? fanno fede le statistiche internazionali secondo cui Alitalia è tra le aerolinee più sicure al mondo e non gli sfoghi di chi, a differenza di tutti gli altri colleghi, forse non si rende conto della situazione delicata che stiamo vivendo". Acqua sul fuoco getta pure Massimo Muccioli, presidente dell'Anpav, l'associazione degli assistenti di volo: "Frigoriferi e forni rotti sono cose che succedono su tutti i voli di tutte le compagnie ? assicura ?. I conti Alitalia non saranno in ordine ma il livello e la qualità della sua manutenzione non sono mai stati messi in discussione". Per gli esperti è normale anche l'assenza del paraspruzzi sull'Md80. "Non è obbligatorio ? spiega Ferdinando Capitani del dipartimento tecnico dell'Anpac (piloti) ?. Ogni compagnia ha una sua "Lista di anomalie compatibili" che indicano con chiarezza se e quando un aereo può partire. E un aereo non in regola non parte". (e.l.).

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Alitalia tra disservizi e inefficienze enac: nessun allarme sicurezza (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-08-2008)

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Economia Alitalia tra disservizi e inefficienze Enac: nessun allarme sicurezza "Occhio alle dotazioni di bordo". Lo steward chiude il blog-denuncia MILANO - Non esiste alcun problema di sicurezza sugli aerei di Alitalia. A ribadirlo è stato ieri l'Enac dopo il caso delle foto su alcuni disservizi e a bordo di aerei della compagnia documentati su un blog di uno steward del gruppo: "Le ispezioni finora effettuate sulla flotta non hanno rivelato problematiche di questo tipo", ha spiegato l'ente di sorveglianza dell'aviazione civile nazionale. Gli aerei Alitalia, prosegue la nota "sono sottoposti a un rigoroso ed assiduo programma di sorveglianza sulla sicurezza da parte degli ingegneri e ispettori di volo dell'Enac allo scopo di verificare il permanere degli standard di efficienza delle strutture e delle dotazioni interne prescritti dalle normative europee alle quali tutti i vettori aerei devono conformarsi". "In particolare - prosegue il comunicato - vengono effettuate ispezioni anche senza preavviso a terra ed in volo il cui numero nel periodo estivo, anche in base ad una direttiva del ministro dei trasporti Altero Matteoli, è stato incrementato a 150". Le foto nel blog riproducevano sedili di toilette divelti, portelloni fissati con lo scotch, il carrello di un Md80 privo di paraspruzzi (non obbligatorio peraltro) e raccontavano spesso con ironia di altri disagi quotidiani della vita da steward. L'Alitalia, conclude la nota dell'Enac, è stata comunque "richiamata alla tempestiva correzione di tutte le anomalie che si verificano sulle dotazioni di bordo in modo da assicurare la massima regolarità dei voli ed il confort dei passeggeri". Il blog di AviatorAz, il nickname dell'assistente di volo della Magliana che ha costretto l'Enac a emettere il suo comunicato, è stato intanto chiuso ieri dopo un record di contatti e di polemiche tra i suoi utenti. Divisi tra chi difendeva l'autore e la sua ironica cronistoria di tutti i disagi ad alta quota a bordo degli aerei Alitalia e chi invece lo attaccava, accusandolo di violazione della privacy per le foto "rubate" ai passeggeri e di "sputare nel piatto dove mangiava". Alitalia - che alla vigilia aveva ricordato come i maggiori studi mondiali considerino la manutenzione della Magliana superiore alla media delle compagnie internazionali - ha smentito ieri di aver preso alcuna iniziativa per far cancellare il sito dello steward.

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La svolta di bossi sull'inno si alza in piedi e lo canta - paolo berizzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-08-2008)

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Il leader della Lega in Val Camonica. "Alle Olimpiadi tifo Italia, Pellegrini la mia prediletta" La svolta di Bossi sull'inno si alza in piedi e lo canta PAOLO BERIZZI DAL NOSTRO INVIATO PONTE DI LEGNO - La montagna e il Ferragosto possono fare miracoli: e così, tra le vette della Val Camonica, trascinato dai fiati della Fanfara, al suo secondo giorno di vacanza in quota, Umberto Bossi si è lasciato andare e, a sorpresa, ha canticchiato l'inno di Mameli. Di più: non solo il dito medio del ministro delle Riforme è stato a riposo, ma le mani hanno addirittura accompagnato, ritmandole, le strofe - non proprio amate - che celebrano la nazione "schiava di Roma". E' accaduto a Edolo, vicino a Ponte di Legno, il buen retiro estivo del senatùr. Seduto in prima fila a una festa dell'Arma, quando in chiusura sono partite le note di Mameli, Bossi si è alzato in piedi e si è esibito in un labiale che nemmeno un calciatore della Nazionale. La performance ha sorpreso anche il suo entourage, che da dietro il palco assisteva alla scena tra lo stupito e il divertito. La giornata, del resto, è stata foriera di sentimenti patriottici. "Alle Olimpiadi faccio il tifo per l'Italia" ha precisato il leader del Caroccio spiegando di preferirla decisamente alla Cina. "Quando gareggiano degli atleti azzurri non si può non sostenerli. La mia prediletta è la Pellegrini". E' in vena di voti Bossi. E li distribuisce alla politica. Sette meno al governo ("Fin qui abbastanza bene, è un governo rivoluzionario"). Sette alla Lega con lodi a Maroni ("Non si è fatto intimorire e ha tirato dritto"). Otto e mezzo a Berlusconi ("Ha risolto il caso Napoli alla grande, adesso sotto con Alitalia"). Sarà la pausa estiva, saranno i sondaggi che premiano i suoi ministri, sarà la famiglia riunita quasi al completo qui a Ponte di Legno: Bossi è in forma, se ne sta buono buono e in scia con le scelte del governo. "Le truppe in Ossezia possono andare bene, se servono a frapporsi tra le due forze e non a combattere". D'altronde, spiega raddrizzando le posizioni sin qui assunte dal Carroccio, "se ce lo chiede la Ue non possiamo ritirarci". Prima della cena e di dare i voti anche alle concorrenti di Miss Padania, Bossi si sofferma su altri temi. Federalismo: "Ne parlerò in questi giorni con Tremonti che mi raggiungerà qui". Dialogo con la sinistra: "Spero. Voglio che sul federalismo siano d'accordo anche loro. Andrò alla festa del Pd a Firenze". Infine la scuola: "Io sono per l'insegnante unico. Costa meno e è un punto di riferimento per ragazzi e genitori". E poi i libri di testo: "Sono troppi. La matematica, da Talete in poi, è sempre uguale, e l'acqua è sempre H2O".

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Berlusconi: ecco come taglierò le tasse (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 15-08-2008)

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N. 194 del 2008-08-15 pagina 1 Berlusconi: ecco come taglierò le tasse di Mario Giordano "Le tasse? Le taglieremo ancora dopo aver eliminato sprechi e privilegi". Lo dice Silvio Berlusconi in un'intervista esclusiva al Giornale. Il premier fa il bilancio dei primi 100 giorni di governo, anticipa le mosse d'autunno, dalla riforma della giustizia all'Alitalia, parla dei giovani ministri, del rapporto con Bossi e Veltroni. E racconta il suo Ferragosto in famiglia © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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British e American Airlines si alleano (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 16-08-2008)

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AEREI British e American Airlines si alleano Si rafforzano le alleanze tra compagnie aeree mentre l'Alitalia - nei piani del governo Berlusconi - deve restare "italiana" dopo avere fatto fuggire Air France. Ieri British Airlines, Iberia e America Airlines hanno siglato un accordo sui voli transatlantici. Le tre compagnie amplieranno il code sharing in Europa e negli Usa. "American Airlines, British Airways e Iberia hanno siglato un accordo di joint business sui voli fra il nord America e l'Europa e prevedono di ampliare la loro collaborazione mondiale", si legge in un comunicato congiunto, in cui si spiega che dell'accordo beneficeranno i consumatori ai quali saranno così "offerti viaggi più convenienti verso destinazioni globali con connessioni migliori e benefit di frequent flyer rafforzati". Le tre compagnie prevedono di presentare al Dipartimento dei Trasporti americano la richiesta di immunità antitrust e di notificare l'accordo alle autorità dell'Unione Europea. "In base all'accordo, le compagnie coopereranno sui voli commerciali fra Stati Uniti, Messico e Canada e l'Unione Europea, la Svizzera e la Norvegia continuando comunque a operare come entità legali separate. Espanderanno - prosegue il comunicato - gli accordi di code sharing sui voli dentro e fra Unione Europea e Stati Uniti, ampliando significativamente il numero di destinazioni". "L'accordo consentirà una riduzione dei costi e offrirà la possibilità di attrarre nuovi consumatori, aiutando a mitigare la pressione sulle tariffe - prosegue il comunicato - delle quotazioni del petrolio". L'aumento del prezzo del petrolio ha messo in forte difficoltà il settore aeronautico, provocando squarci nei bilanci di tutte le compagnie. Con il risultato che alleanze e fusioni sono state accelerate, Alitalia esclusa. E' dell'altro giorno la notizia che Austrian Air, privatizzata, è ora in vendita. La tedesca Lufhtansa potrebbe essere l'acquirente.

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Questioni di pil (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 16-08-2008)

Argomenti: Alitalia

FERRAGOSTO Questioni di pil Francesco Paternò È la prima volta che succede dall'introduzione della moneta unica, da quel 2002 in cui, in un solo giorno, un paio di jeans Levi's da 100mila lire costarono 100 euro. Insomma, il prodotto interno lordo - la ricchezza che produciamo - è diminuito dello 0,2 per cento nel secondo trimestre dell'anno, un passo del gambero che non si vedeva addirittura dal 1993. Proviamo a tradurre molto liberamente: se prendete un barometro, la lancetta oscillerà fortemente verso destra. Oppure: se prendete i dati dell'Aci sulle radiazioni delle automobili in Italia nei primi sei mesi dell'anno, si scopre una diminuzione del 16,5 per cento, la vecchia macchina non si rottama più. Questioni di pil. CONTINUA PAGINA 12 L'Economist scrive adesso che gli effetti peggiori della crisi del credito statunitense innescata dalla inesigibilità dei mutui concessi per l'acquisto della casa potrebbero ricadere sull'Europa, "possibile principale vittima", benché da noi per ottenere un mutuo in banca ci sia da penare se non si è un Fiorani, quello scivolato dall'Antonveneta al karaoke. E altre previsioni dicono che nel 2009 potrebbe essere peggio che nel 2008. Troppo facile, grazie: già nel 2007 l'Italia era sul podio più alto per i prezzi fuori controllo e i salari più bassi d'Europa. Nessun miracolo né in 100 né in 1000 giorni, come per l'Alitalia. Buon Ferragosto a chi? Le donne e gli uomini di Pechino (grandissimo squadrone che continua a regalarci emozioni notte e giorno) dovrebbero sapere che non è tutto oro ciò che luccica. E che pagare le tasse sul loro sudatissimo e meritato guadagno - quasi dieci volte in più del compenso statunitense, quasi il triplo del francese (stando alla classifica dei premi per ogni medaglia pubblicata ieri dal Sole 24 ore) - è davvero meraviglioso, come diceva Padoa Schioppa chissà se sognando il welfare scandinavo: perché alle donne e agli uomini d'oro di Pechino toccano netti quanto tre anni di stipendio (lordo) di un insegnante di liceo. Di questi tempi, c'è uno Zapatero che torna di corsa a Madrid al primo segno di recessione e c'è perfino un Sarkozy che (forse) abbandona Carla e yacht di qualche amico finanziere e sollecita una riunione straordinaria di governo. Di questi tempi, Berlusconi resta in Sardegna e telefona a Bush sicuro di non essere intercettato, o dalla vacanza in montagna Tremonti in calzettoni triplo filo continua a rilasciare interviste per dire che il "risparmio delle famiglie è in sicurezza". Mentre Frattini si spalma e si incolla alle Maldive, benché siamo tutti infilati in una crisi internazionale da brivido che un tempo si diceva bipolare. Se poi uno sfoglia il giornale sulla sabbia, scopre pure che i prossimi treni di lusso di Montezemolo fanno gola a francesi e tedeschi (e la famosa italianità aziendal-bancaria?) o che la Maserati è tornata finalmente in attivo dopo anni di rosso. E' il paese, bellezza. Cronache dall'altro mondo raccontano che per le strade glamour di Beverly Hills non si vede più un Suv e che i gipponi stanno fermi semmai davanti alla case di coreani, filippini e messicani di Los Angeles. Simboli di un lusso che non è più di moda e di una ostentazione destinata a impolverarsi, perché la benzina costa troppo cara per muoverli davvero. Una contraddizione che può essere elevata a segno di questi tempi, per orizzonte un mare di guai e una corsa a ostacoli al 30 del mese per nulla olimpica. Ma sì, buon Ferragosto.

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Formigoni: expo, soluzione vicina - andrea montanari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)

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Pagina I - Milano L'intervista Formigoni: Expo, soluzione vicina Sulla sanità non possiamo essere trattati come le Regioni che accumulano deficit Non accetteremo di pagare per le colpe degli altri I nuovi acquirenti di Alitalia dovranno garantire alla compagnia un futuro internazionale senza rinunciare al rilancio di Malpensa ANDREA MONTANARI SEGUE A PAGINA III.

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"sull'expo la soluzione è vicina" - andrea montanari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)

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Pagina III - Milano Federalismo Primarie Malpensa Sanità "Sull'Expo la soluzione è vicina" Formigoni: pronta la struttura per inventare un evento unico L'intervista Con il governo sarà un confronto duro: niente sconti, puntiamo a strappare tutte e dodici le materie Rimango della mia idea, andrebbero stabilite per legge, mi auguro che le decida il congresso Chi acquisterà Alitalia dovrà garantire alla compagnia un futuro internazionale competitivo senza rinunciare allo scalo varesino La Lombardia non può essere trattata come le regioni che accumulano debiti: le basi economiche vanno ridiscusse Il presidente della Regione: io e Penati abbiamo pensato alla sostanza dei problemi per l'Esposizione del 2015 ANDREA MONTANARI Presidente Roberto Formigoni, sulla governance dell'Expo ammetterà che siete partiti con il piede sbagliato. "Con un passo lento, ma nella direzione giusta. Ho sempre sostenuto che un passo veloce ci avrebbe portato a sbagliare. L'Expo è un evento unico, che va inventato come fatto culturale, politico e mediatico. è chiaro che qualche problema c'è, ma l'importante era stabilire una struttura societaria in grado di garantire la realizzazione migliore". Sta di fatto che per il veto del sindaco Letizia Moratti non avete ancora trovato una soluzione. "Non mi sembra un dramma se ci vorrà qualche settimana in più. In fondo siamo in agosto. Ormai sappiamo tutti che siamo vicini alla soluzione". è un'impressione o lei sembra andare più d'accordo con Filippo Penati che con Letizia Moratti? "Da lombardi siamo abituati a trattare la sostanza dei problemi, ma non ci sono schemi di gioco prefissati. Si discute della sostanza dei problemi, senza nessun secondo fine all'orizzonte". Dall'Expo alla sanità. Il governo garantisce la copertura dei ticket sanitari solo fino a giugno. Che cosa succederà dopo in Lombardia? "C'è un appuntamento già fissato per discutere col governo il nuovo patto della salute. C'è l'impegno di tutte le regioni. è chiaro le basi economiche della sanità vanno ridiscusse. Non è più accettabile che regioni che spendono allegramente, accumulando debiti spaventosi, vengano trattate come quelle virtuose. Se si fa sul serio, ci sono tutte le condizioni per arrivare ad un accordo. La nostra posizione non è cambiata. Ne ho già parlato con il ministro Giulio Tremonti. Non accetteremo di pagare per le colpe degli altri. Del resto il governo presenterà ufficialmente il suo progetto sul federalismo il 12 settembre". A proposito di federalismo. Il governo non ha scelto il modello lombardo. "L'importante è che si cominci con qualche passo significativo. Sono consapevole che sarà un confronto serio e duro. Si può accettare una maggiore gradualità, ma solo se si prende la direzione giusta". Finora però tutti i governi, a prescindere dal loro orientamento, hanno impugnato le sue leggi. "Perché c'è una fortissima anima centralista nel governo nazionale e nelle strutture dei ministeri. Che dimostra che il lavoro verso l'autonomia va fatto con estrema determinazione". è veramente convinto di poter strappare tutte le 12 materie che ha chiesto? "E perché no. Dovrà essere il governo, eventualmente, a spiegarmi perché non lo ritiene possibile. Molte regioni a statuto speciale le hanno già. Non faremo sconti a nessuno". L'anno prossimo si voterà per la Provincia, il candidato del Pdl sarà il vicesindaco Riccardo De Corato? "Può essere un buon candidato, ma non è l'unico". Il centrodestra avrà un candidato comune? "Spero in uno schieramento compatto. Altrimenti gli elettori non capirebbero e finiremmo per indebolirci da soli". Sarà veramente lei il candidato del centrodestra alle Regionali del 2010? "C'è un chiaro impegno di Silvio Berlusconi in questa direzione. Ma abbiamo ancora davanti un anno e mezzo". Malpensa: non rimpiange l'ex ministro Antonio Di Pietro? "No, ma è vero che settembre si avvicina. E coloro che si occupano di Alitalia dovranno mettere le carte sul tavolo. Sappiano che ci saranno dei sacrifici, ma i nuovi acquirenti dovranno garantire alla nuova compagnia un futuro internazionale competitivo senza rinunciare a Malpensa". Il piano di Sea, però, prescinde da Alitalia. "La società fa bene a muoversi in questo modo, ma mi auguro che non sia necessario". Tornando alla politica. Il Pdl nasce per aprire a nuove alleanze? "Che il Pdl nasca in Lombardia conferma che i processi politici importanti in Italia partono da qui. Non vale più il vecchio adagio che in Lombardia si lavora soltanto e si delega la politica agli altri. Il nuovo sarà un partito democratico aperto al confronto con un'area come quella che si riconosce nel Ppe". Il coordinatore nazionale azzurro Verdini e il suo vice Abelli hanno già bocciato la sua proposta delle primarie. "Non ho cambiato idea. Le primarie andrebbero stabilite per legge. Come le preferenze. Mi auguro che quando si riparlerà di legge elettorale la maturità del dibattito permetta di ristabilire questo meccanismo. E che il congresso di gennaio decida un nuovo metodo di consultazione della base anche in vista dei nuovi congressi locali". Tra qualche settimana Milano ospiterà le feste del Pd e del Pdl. Crede nella possibilità di una vera stagione del dialogo? "Ne sono convinto. Ben vengano i dibattiti bipartisan. Ma a patto che siano dibattiti veri. Dove ci si confronti su temi concreti e non astratti".

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La funzione sociale della banca alla prova di Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 17-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del DIBATTITO Un intervento del presidente di Intesa SanPaolo, Bazoli, riapre una discussione sul ruolo del sistema bancario La funzione sociale della banca alla prova di Alitalia Angelo De Mattia L'opinione Giovanni Bazoli, presidente Intesa-S.Paolo con un intervento pubblicato in estratto sul "Sole 24Ore", torna a riflettere su di un tema a lui caro: la responsabilità sociale del banchiere. L'ordinamento da tempo ha riconosciuto alla banca la natura di impresa; nel contempo, è stata realizzata la quasi totale privatizzazione del sistema creditizio. Ciò, tuttavia, non esclude affatto che il banchiere debba operare per conciliare gli obiettivi di efficienza e di redditività con gli interessi generali, insomma con l'obiettivo di far crescere intorno a sè una economia sostenibile, nell'interesse della stessa profittabilità, perché questa sia solida e duratura. Risalendo alle fonti, sta qui la differenza tra la via del capitalismo americano - che sembra essere diventato il codice esclusivo della globalizzazione e che esige il perseguimento, da parte delle imprese, in maniera parossistica di profitti in tempi brevissimi - è quella di un capitalismo temperato, proprio dell'economia sociale di mercato voluta, afferma Bazzoli, dalla nostra Costituzione. Perché il discorso non appaia utopistico, il presidente di Intesa-S.Paolo avverte l'esigenza di alcune puntualizzazioni. Innanzitutto, la conquista della natura imprenditoriale dell'attività bancaria è irreversibile, a meno che non si leda l'indipendenza degli Organi di controllo. C'è qui un non espresso richiamo allo scottante tema della sistemazione della proprietà della Banca d'Italia che, in base alla cosiddetta legge sulla tutela del risparmio, dovrebbe essere nazionalizzata entro il corrente anno: una previsione legislativa che, invece, andrebbe rapidamente soppressa, anziché immaginare dannose alchimie finanziarie come si starebbe meditando nel Governo. In secondo luogo, mentre la raccolta e la gestione del risparmio sono soggette a una regolamentazione molto penetrante, l'erogazione dei finanziamenti è affidata - come è giusto - alla responsabilità del banchiere. Ma quest'ultima attività può influire in maniera rilevante sulla crescita economica e sociale del Paese. Di qui la necessità di tenere conto degli "interessi generali". E tuttavia, ciò non significa affatto ridurre l'autonomia, la professionalità, la capacità del banchiere, né violare le regole del mercato. Gli obbiettivi di redditività restano fermi. Essi possono però essere inquadrati in una prospettiva più ampia, sostenendo anche, per esempio, progetti a redditività sicura, ma differita nel tempo, sviluppando forme avanzate di consulenza alle imprese, tornando soprattutto a concentrare l'attività bancaria nei rapporti diretti con la clientela: insomma, riscoprendo la classica funzione dell'istituto di credito, dopo ciò che è accaduto, soprattutto negli Usa, con la vicenda dei mutui e la crisi finanziaria internazionale che è stata poi provocata (ma questo Bazoli non lo dice). Che un banchiere parli di interessi generali, dopo che si sono sentiti per anni gli slogan sull'obiettivo - unico, assoluto - del creare valore per gli azionisti, può sembrare l'uomo che morde il cane. Eppure la via additata da Bazoli fa giustizia delle stupidaggini, spesso ascoltate, che contrappongono la "banca di profitto" alla "banca di sistema", come se non si potesse avvertire responsabilità sociale senza danneggiare efficienza e produttività. Altra cosa è chiedersi se anche sul versante dei finanziamenti l'attività di regolamentazione e di controllo da parte delle Autorità monetarie possa sospingere la banche a una maggiore condivisone degli interessi generali. Ma qui gli spazi sono assai ristretti, se non si vuole cadere nel dirigismo o nella super gestione. A questo punto ci si potrebbe chiedere come la Magna Carta di Bazoli - che il caso ha voluto sia stata pubblicata dopo un convergente intervento del premio Nobel Stiglitz - si possa applicare alla soluzione della vicenda Alitalia, nella quale il suo istituto è impegnato. Dalle argomentazioni teoriche dovrebbe discendere che solo un progetto industriale solido, non assistenzialistico, sia pure a reddività differita, potrebbe avere il sostegno della Banca. Dovrebbe essere, quindi, uno scrutinio bancario cruciale - che finirà con l'orientare la politica e l'economia - idoneo a far valutare una soluzione più volte data per imminente e poi regolarmente rinviata. Quale migliore occasione per sperimentare sul campo la praticabilità di una sintesi tra economicità e responsabilità sociale? Un test importantissimo, dunque per un banchiere "eforo" (giudice) dell'economia alla Shumpeter. Intanto, sarebbe importante che sulla tesi di Bazoli si aprisse un dibattito, innanzitutto nel mondo bancario.

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Dagli anziani ai precari, a Varese il Pd è porta a porta (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 17-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del IL CASO Il deputato Marantelli assieme ai consiglieri Mirabelli e Tosi: "Ci chiamano e noi andiamo ad ascoltare. Anche beghe per ascensori" Dagli anziani ai precari, a Varese il Pd è "porta a porta" Massimo Palladino Ricomincio da qui sembra dire Daniele Marantelli, deputato del Pd di Varese. Insieme a Fabrizio Mirabelli, consigliere comunale e Stefano Tosi, consigliere regionale, ha passato la settimana di ferragosto al telefono nella federazione di Varese. Dall'altra parte del filo, gente alle prese con difficoltà quotidiane: il giovane precario che guadagna 500 euro al mese, il pensionato che quando chiama dice: "Sono solo, non so ccon chi parlare", la signora che malata di cuore non esce di casa perché "c'è l'ascensore bloccato tra il secondo e terzo piano". Per non dire delle centraline telefoniche andate in tilt, fino alla richiesta di alcuni Vigili del fuoco, precari anch'essi, che cercano di sapere "cosa dice la Finanziaria sulle assunzioni". La lista delle disfunzioni è lunga, problemi che nel mezzo dell'estate sono appesantiti dalla solitudine. "Sia chiaro - ammonisce Marantelli, da poco nominato responsabile nazionale della campagna di adesioni che dovrà portare il Pd al congresso nel 2009 - noi non vendiamo nulla. Cerchiamo di ascoltare e capire. Prendiamo nota, ci rechiamo sul posto e parliamo con chi ha chiamato". Degenti di case di cura, anziani soli, farmaci che per intoppi burocratici non arrivano ai malati, famiglie che faticano a tagliare il traguardo di fine mese. L'idea di partenza dei fautori dell'iniziativa è semplice: se non si va in giro ad ascoltare, non si possono dare risposte. E così l'agenda del Pd di Varese, o almeno una parte, sotto il sole di agosto si riempie di nomi anonimi che con le loro avversità delle quali si prende nota, diventano priorità. Tante priorità. Perché in una delle zone più produttive d'Europa, ci si può scoprire soli, abbandonati in un letto di ospedale, cassintegrati feriti nei diritti di lavoratori e nella dignità di uomini. "È un'esperienza che consiglierei al gruppo dirigente sia del nostro partito che di altri - risponde al telefono Fabrizio Mirabelli, mentre sull'altra linea è alle prese con un anziano solo -. Un bagno di umiltà che ti riempie le giornate". Il telefono della federazione di Varese, lo 0332/286754, squilla. Numeri, nomi e cognomi, qualche volta anche il menù "perché non c'è sosta neanche all'ora di pranzo, e così ci si trova a tavola con gente che fino a un minuto prima non conoscevi e loro non conoscevano te". Le storie si susseguono. Il "porta a porta" pure. Si prende nota, ci si reca sul posto e "quando sei a contatto con le persone, - ci dice Mirabelli mentre concorda un altro appuntamento - scopri che stai già facendo politica". È la volta della signora in pensione, ex operaia. Vive sola dalle parti di san Fermo. L'agenda dice alle 18,00. Va bene, ma si fa prima una telefonata di conferma. Poi alle 19,00 è la volta di... Un approccio pragmatico, lo definisce Marantelli: "Mi arrivano telefonate in federazione e sulla segreteria telefonica - spiega - e grazie a questo modo di fare sono riuscito ad avvicinare diversi cittadini. Con i tradizionali canali della politica sarebbe stato impossibile". Un esempio? "Parlando con alcuni artigiani e imprenditori della zona, alle prese con problemi di ordine burocratico - spiega il deputato Pd - sono riuscito a far capire come dopo tante promesse l'operazione Autostrade, targata centrodestra, sia un regalo ai poteri forti. Così come il prestito di 300 milioni per Alitalia, in realtà, sia stata un'operazione fatta sottraendo quei soldi al sistema delle piccole imprese". Il "signore del tesseramento", ma non chiamatelo così, accusa anche qualche colpo: "Lo so che molti mi rimproverano l'amicizia che ho con Bossi e Maroni - continua Marantelli - ma intanto noi facciamo e avviciniamo la gente, proviamo a riconquistarla". "Noi siamo in prima linea - conclude Marantelli - altri preferiscono perdere tempo a dissertare se Giuliano Amato abbia fatto bene o no ad accettare l'invito nella commissione voluta da Gianni Alemanno per Roma. Con tutto il rispetto per le persone in questione, questa storia è durata anche un po' troppo. Basta andare in giro e chiedere all'uomo della strada. Lavoratori che non arrivano a mille euro al mese, anziani con la pensione a 800 e precari fermi a meno di 600. Ecco, chiediamo a loro cosa ne pensano della presenza di Amato in quella commissione... ".

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LEZIONI AMERICANE (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 17-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-17 num: - pag: 1 autore: di FRANCESCO GIAVAZZI categoria: REDAZIONALE RECESSIONE E TASSE LEZIONI AMERICANE E' una crisi nata al di là dell'Atlantico. Ma è l'economia europea, non quella americana a essere entrata in recessione. Abbiamo letto che "il modello americano, incalzato da una logica di mercato competitiva e quasi spietata, si è manifestato per quello che è, un fallimento: meglio le nostre banche che si fanno carico della loro responsabilità sociale" (cioè di salvare Alitalia). Eppure sono le nostre economie a fermarsi, i nostri ricercatori a emigrare oltre Atlantico: gli Stati Uniti continuano, seppur rallentando, a crescere e ad attrarre intelligenze dal resto del mondo. Le crisi in America sono ricorrenti. Negli anni '50, ai tempi dello Sputnik, fu la paura di essere superati dall'Urss, negli anni '80 dai giapponesi; nel '75 fu il Watergate e la sconfitta in Vietnam; nel 2002 lo scandalo di Enron, oggi lo smarrimento di un Paese diviso sull'Iraq e preoccupato per l'economia e per il valore delle proprie case. Ma ogni volta l'America reagisce. Osserva l'Economist: "Così come il capitalismo americano favorisce il fallimento delle aziende decotte e la loro pronta sostituzione con imprese nuove, con altrettanta rapidità reagisce il sistema politico. In Europa i leader emergono a fatica e durano a lungo; negli Stati Uniti le primarie consentono a faville sorte quasi dal nulla di trasformarsi in men che non si dica in coscienza collettiva" e talvolta in presidenti. Forse questa volta neppure gli Usa sfuggiranno alla recessione, ma certamente il governo sta facendo di tutto per evitarla. La Federal Reserve ha lasciato perdere l'ideologia e ha salvato le banche per evitare il rischio di fallimenti a catena. Nei mesi scorsi ciascuna famiglia ha ricevuto un rimborso fiscale di circa mille dollari: abbastanza per consentirle di difendere il tenore di vita, anche con la benzina balzata a 4 dollari il gallone. E già si prepara un secondo rimborso. E infatti, per ora, i consumi tengono. E noi che facciamo per uscire da una recessione che, diversamente dagli Usa, qui è già iniziata? Il ministro dell'Economia è stato fra i primi a evocare il pericolo di una crisi simile a quella del '29. E tuttavia egli rischia di ripetere gli errori di Herbert Hoover, il presidente che, nel tentativo di raggiungere il pareggio di bilancio nel mezzo di una recessione, creò le premesse per la grande depressione. La bussola di Giulio Tremonti è il pareggio di bilancio. Per raggiungerlo il Dpef prevede che la pressione fiscale rimanga invariata per un triennio, al livello elevatissimo al quale l'aveva lasciata Prodi. E invece - come ha spiegato con grande chiarezza Guido Tabellini sul Sole 24 Ore del 6 luglio - ciò che servirebbe è un'energica riduzione delle tasse sul lavoro. La via maestra sarebbe quella di una riduzione delle spese correnti più coraggiosa di quella prevista nel Dpef (solo un punto e mezzo di Pil in tre anni, con una spesa che nel 2011 sarà ancora di un punto più elevata rispetto a 10 anni fa). Ma non c'è bisogno di azzerare il deficit nel 2011: di fronte a una recessione, le regole europee consentono di spostare in là il pareggio di bilancio, soprattutto se ciò serve per ridurre le tasse. La misura dello scostamento dipende dalla propria credibilità, e qui temo che Giulio Tremonti sconti un po' lo scetticismo verso l'Europa che egli manifesta nei suoi libri.

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Scajola e il milione di euro stanziato per il volo Albenga-Roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 17-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-17 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Aerei Scajola e il milione di euro stanziato per il volo Albenga-Roma ROMA - Torna il volo tra Albenga e Roma. La notizia, comparsa su La Stampa e rilanciata da Dagospia, è stata comunicata a Pietro Balestri, presidente della società che gestisce l'aeroporto (Ava) dal gabinetto del ministro Scajola. "Mi ha telefonato Giuseppe Guerrera, il segretario del ministro - ha detto Balestri -, per comunicarmi che, grazie allo stanziamento di un milione di euro, il ripristino del collegamento era cosa fatta. Aveva ricevuto la notizia ufficiale da Silvano Manera, dg dell'Enac". Soddisfatto il vicesindaco di Villanova, che ringrazia il ministro Claudio Scajola, che abita nella vicina Imperia, per il milione di euro stanziato per il suo aeroporto: "Spero di poter velocizzare l'iter burocratico in ogni modo", cosicché, "prima di dicembre si torni a decollare verso la capitale". Ma ha senso un collegamento aereo Albenga-Roma? La tratta è stata già inaugurata due volte, nel 2002 e nel 2004 e per due volte soppressa. Ora il finanziamento consente di ripartire. Questa volta però l'Alitalia non c'entra, fanno sapere dall'entourage del ministro, è un finanziamento dato all'aeroporto di Albenga. Tratto dal fondo destinato agli aeroporti in fase di start up. C'è da dire però che il volo Albenga-Fiumicino è già stato ripristinato, con dei Charter, il 14 luglio scorso, assieme a quello per Malpensa, Bastia (Corsica) e Tortolì (Sardegna). Sono Atr da 66 posti che non riscuotono enorme successo. Secondo fonti aeroportuali non sono rari i voli per Fiumicino con 8-10 passeggeri. Il ministro Claudio Scajola ha stanziato un milione di euro per ripristinare il volo tra Roma e lo scalo di Villanova-Albenga.

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<Indifendibili gli otto dei cartellini Ma sulla sicurezza meglio il dialogo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 17-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-17 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Paolo Pirani Il segretario Uil: l'altro caso era diverso, qui colpita un'opinione "Indifendibili gli otto dei cartellini Ma sulla sicurezza meglio il dialogo" ROMA - Quando alcuni giorni fa Trenitalia ha licenziato 8 dipendenti perché si facevano timbrare il cartellino da un altro, Paolo Pirani, segretario confederale della Uil, ha preso una posizione coraggiosa per un sindacalista, definendo "indifendibile" la posizione di quei lavoratori. Ma ora, davanti al licenziamento di Dante De Angelis, macchinista e delegato per la sicurezza, Pirani è molto più cauto. Perché? "Si tratta di due casi molto diversi. Nel primo ci troviamo di fronte a comportamenti inaccettabili, al di là della sanzione del licenziamento sulla quale dovrà evidentemente decidere il giudice. Nel caso del delegato licenziato ieri, invece, la decisione dell'azienda è scattata in seguito a opinioni manifestate dal lavoratore sulle cause di alcuni incidenti ". Gli Etr che si spezzano. "Esatto. Ora, bisognerà valutare quanto le affermazioni di De Angelis siano distanti dalla verità e quindi se ci sono i presupposti per il venir meno del rapporto di fiducia tra azienda e dipendente. E anche qui valuterà il giudice. Detto questo però, non si può neppure far finta che il problema degli investimenti nelle ferrovie, in tutti i settori, non esista. Né si può pensare di affrontare un tema delicato come quello della sicurezza con la linea del muro contro muro". A settembre si aprirà una trattativa con l'azienda che vuole passare dal doppio macchinista al macchinista unico. "Appunto. Il sindacato è disponibile a un negoziato senza pregiudiziali. Sappiamo che l'azienda ha bisogno di ristrutturarsi, altrimenti rischia di fare la fine di Alitalia. Ma questo deve avvenire in un quadro che tenga assieme tutti gli aspetti del problema, senza trascurare quindi gli investimenti per garantire l'adeguatezza del servizio, che nel Mezzogiorno è ancora ottocentesco, e degli standard di sicurezza". Esiste un problema sicurezza? "Le ferrovie dicono di no e per questo hanno reagito col licenziamento alle denunce di De Angelis. Una reazione che probabilmente va inserita anche nel contesto di tensioni e disagio che certamente ci sono in vista della nuova ristrutturazione che deve affrontare l'azienda". Si parla di 4-5 mila esuberi tra i macchinisti col passaggio al conducente unico. "La trattativa non può partire facendo il conteggio degli esuberi prima. Si deve invece cominciare dal piano di rilancio e investimenti. In Italia abbiamo fatto grosse ristrutturazioni con la collaborazione del sindacato, anche in settori strategici, dalla siderurgia alle telecomunicazioni, alle poste. Ma anche quando si sono ridotti gli organici lo abbiamo sempre fatto partendo dal piano, mai dagli esuberi. Questo deve essere vero a maggior ragione per le ferrovie, che non sono un ferro vecchio da buttare ma un asse strategico nella capacità di competere del Paese". I licenziamenti di questi giorni influiranno sulla trattativa? "Mi auguro di no, pur ribadendo che il caso di De Angelis è più delicato, perché più opinabile. L'azienda deve dimostrare che le denunce del delegato sono destituite di qualsiasi fondamento". \\ L'azienda deve ristrutturarsi, altrimenti rischia la fine dell'Alitalia. Ma non trascuri gli investimenti sulla sicurezza Enrico Marro.

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La promessa elettorale si trasforma in dramma (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 18-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del La promessa elettorale si trasforma in dramma La cordata tricolore per il salvataggio e il rilancio di Alitalia resta per ora un miraggio, mentre l'unica certezza al momento è che qualsiasi piano prevederà un numero di esuberi pari al doppio o più (tra i 5000 e i 7000) rispetto a quelli ipotizzati nel progetto di Air France. A fine agosto l'advisor Intesa SanPaolo e il governo dovranno svelare le carte e comunicare ai contribuenti italiani quale altro sacrificio dovranno sostenere. Berlusconi ha già avvertito i sindacati: o accettate questo piano oppure salta tutto Alitalia.

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Affari, processi e bugie I primi tre mesi di Silvio IV (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 18-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del Affari, processi e bugie I primi tre mesi di Silvio IV di Natalia Lombardo Con la ramazza alzata come Mary Poppins in una piazza di Napoli per farsi immolare dalle telecamere nel monumento al Presidente Spazzino, versione in bretelle blu del mussoliniano torso nudo, Silvio Berlusconi ha spazzato via la "monnezza" ma anche 5.000 esuberi Alitalia. Allo scadere dei primi cento giorni di governo, il presidente del Consiglio ha vinto la prima battaglia della guerra ai rifiuti, ma lascia sull'orlo della voragine fallimentare la compagnia di bandiera. Una partita più rischiosa di una mano giocata a poker da un incallito bluffatore. È stato il cavallo di battaglia della campagna elettorale: far saltare la trattativa con Air France in nome della "cordata italiana", poi sciolta come una medusa al sole. Surclassata la filosofia liberista dalla coazione statalista a rifondere aiuti pubblici. In questi tre mesi solo una sequenza di annunci incartati nello slogan semplice semplice coniato dal Gran Comunicatore: "Io amo l'Italia, io volo Alitalia". Bello e impossibile, giacché ora il premier ammette che nella trattativa rientrerà una compagnia straniera. La prossima mossa a settembre; sugli esuberi Silvio fa lo Smemorato di Cologno e bluffa ancora: "Con Air France erano 7000, ora saranno molti di meno". Lo corregge Bersani dal Pd, mostrandogli la bilancia impazzita: "Con Air France erano solo 2150". Coerente con la sua testa mediatica, Berlusconi ha voluto esordire con un Consiglio dei ministri evento andato in scena a Napoli il 31 maggio nella pomposa cornice di Palazzo Reale, location borbonica inadeguata e troppo scomoda per trasformarsi in una dependance di Palazzo Chigi. In Piazza Plebiscito il premier disegnò i primi tratti di governo funzionali a modellare il consenso: la carota (togliere l'Ici sulla prima casa)e il bastone sulle discariche equiparate a zone militari, il pugno di ferro sull'immigrazione e le concessioni xenofobe alla Lega. Con l'amico Umberto Bossi il rapporto è sempre privilegiato, come lo fu nel quinquennio 2001-2006. Berlusconi al Senatur perdona il fucile e il dito medio sempre branditi, confidando nell'alleato "leale" se pure è il Gianburrasca di governo. L'altro puntello delle certezze è il superministro dell'Economia, della cui autonomia diffidano già gli alleati. Silvio invece ha dato di nuovo carta bianca a Giulio Tremonti oer la "rivoluzione" culturale: una Finanziaria blindata da qui a tre anni, zeppa di tagli alla spesa pubblica che faranno versare parecchie "lacrime" agli italiani ormai in vuoto pneumatico di soldi e speranze, passioni e cultura. Nella gara fra ministri si vuole far notare Maurizio Sacconi, ex socialista che demolisce i tasselli dei diritti sindacali conquistati in anni di lotte dei lavoratori e istituzionalizza come norma l'eccezione del lavoro a tempo determinato. Ma Berlusconi si vende lo smantellamento dei diritti come "azioni di sinistra", efficacemente rese da quella Robin Tax, travestita da penalizzazione dei "poteri forti". Ma alla terza visita di Silvio IV nella città partenopea, ecco che il politico si confonde nel personale: mentre il presidente del Consiglio è in Prefettura in veste istituzionale, è quel "refuso" nel fax spedito da Palazzo Chigi per annunciare il "decreto" sulle intercettazioni a rivelare le vere intenzioni del cavaliere sulla giustizia. Il "refuso" subito corretto ("decreto" anziché "disegno di legge") proietta su un maxischermo ideale l'assurdità di una rabbiosa campagna contro i giudici, intrapresa da Berlusconi senza curarsi di quel conflitto d'interessi gigantesco che, come un panzer, incrina il rapporto con il Colle. Il capo impone agli alleati la Priorità indicata dall'Azzeccagarbugli Ghedini, ministro ombra del giovane Guardasigilli Alfano. Il cui nome è diventato un Lodo per congelare ogni processo. Passaggio obbligato imposto dal premier-padrone, male minore rispetto a quel trabocchetto feudale ad personam infilato a tradimento che avrebbe bloccato 100mila processi per evitare una condanna. In realtà, a parte quella che chiama lui stesso la "fissa" dei rifiuti a Napoli (tanto da aver fatto l'ennesima gaffe immaginando come in una vignetta di Mordillo di riempirci il Quirinale), Silvio IV si è occupato prevalentemente dei suoi Affari & Processi, Veline & Veroniche. Tanto da mettere nei guai le sue ministre, le opportunità svelate di Mara Carfagna e la "quanto sei bella" Gelmini che corre ai ripari con il grembiulino della castità. Una prova lampante si può leggere in quel foglio di agenda mostrato senza pudore alla ministra Meloni e colto da velocissimi fotografi: gli appuntamenti privati aggiunti a penna da Berlusconi (Previti, le attrici raccomandate a Saccà, fino alla misteriosa "20,30 Selvaggia") cancellavano gli impegni istituzionali fissati dallo staff di Palazzo Chigi. Silvio gioca (mica tanto, manovra sempre la gestione della Rai) e affida ai ministri in prima linea il compito di un attivismo sfrenato per raggiungere l'esaltate verdetto dal suo oracolo statistico: il 62,8 per cento di popolarità, per sé, e di riflesso per il governo. La campagna capeggiata dalla Lega sulla sicurezza (gonfiata come emergenza virtuale in campagna elettorale tanto da far scappare i turisti dalle città, come sta verificando Alemanno a Roma) col ministro dell'Interno Maroni, che cerca di sintetizzare il razzismo delle impronte prese ai bambini rom con assistenzialismo caritatevole. La tolleranza zero sugli immigrati azzera anche le pensioni sociali rischiando che a tanti vecchietti venisse un "coccolone" estivo. Altro errore di zelo, recuperato per un pelo. Maroni poi ha dotato i sindaci di super poteri da super sceriffi, anche se si è sempre dovuto misurare in un braccio di ferro con Ignazio La Russa, ministro della Difesa e "reggente" di An, altalenante nel proteggere le sue truppe dall'uso domestico (tipo spazzare la munnezza a Napoli) e la dimostrazione di forza messa in scena con i soldati nelle città. Con il risultato di creare uno Stato poliziesco, autoritario se non fascista, con una pesante azione revisionista e censoria sulla cultura e sullo spettacolo. Uno Stato Controllore & Bacchettone che annoia e contraddice persino lo spirito libertino e giocherellone del cavaliere di Arcore. Attivissimo anche Renato Brunetta, più Savonarola moralizzatore dei Fannulloni che Davide contro l'assenteista Golia. In pieno agosto viene esaltata l'efficacia dell'effetto deterrente (farcito di strafalcioni pericolosi, come le punizioni per le assenze motivate dei donatori di sangue). Il Fannullone, ora, ha paura. Di veder circolare Brunetta e le sue circolari che parcellizzano anche i permessi pagati, in modo incalcolabile. L'autunno, per Silvio, "non sarà caldo" e l'opposizione manifesterà "contro la grandine". È durato sei mesi da novembre ad aprile, si è consumato nello spazio dal "predellino" di San Babila a Palazzo Chigi, l'altro bluff di Silvio: quello del "dialogo" con Walter Veltroni, del confronto adulto fra i due grandi partiti, il Pd e la sua ultima invenzione, il Pdl. Populista anche nel nome (scelto da finte primarie nei gazebo), un regno più che un partito, nel quale il cavaliere è riuscito ad annichilire Alleanza Nazionale e a liberarsi della destra storaciana (salvo recuperi, già avvenuti con Daniela Santanchè). E ci ha messo un attimo, Berlusconi, a buttare a mare la retorica del confronto, con lo stesso disprezzo col quale, all'apertura della campagna elettorale a Milano, strappò il programma del Pd sul palco. Sul collo di Veltroni Re Silvio ha piazzato la pietra del Di Pietro "giustizialista" per affondarlo. Operazione da due soldi, per un miliardario, nella pretesa che l'opposizione "più riformatrice", come dice lui, accettasse con un sorriso le sue leggi ad personam. Questa volta varate a tempo di record nei primi cento giorni. Ed è solo l'inizio.

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La guerra lampo di Tremonti ci ha portato la recessione (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 18-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del La guerra lampo di Tremonti ci ha portato la recessione di Bianca Di Giovanni / Roma Giulio Tremonti "compatta" tre anni nei primi 100 giorni. L'immaginifico ministro dell'Economia ingaggia una sorta di guerra-lampo. Il motto è: tutto e subito. Nel giro di qualche settimana vara il cosiddetto decreto Ici e a seguire la manovra triennale. I decreti economici sono blindatissimi: il Parlamento esegue. Dopo l'ultimo voto, già in agosto, l'annuncio è trionfale. "Il governo ha avuto la fiducia 81 giorni fa, il documento è stato promulgato 42 giorni fa". Tutto cronometrato: come i 9 minuti e mezzo impiegati per esaminare la manovra in consiglio dei ministri. Conti pubblici sotto controllo di qui al 2011, quando ci sarà il pareggio concordato con Bruxelles. Così sulla carta. Ma i fatti sono un'altra cosa. Chi paga la manovra In un lampo il Paese si ritrova dopo tre mesi di governo con tagli indiscriminati per 30 miliardi alla "macchina" pubblica: sanità, scuola, sicurezza, Comuni (chiamati a pagare anche l'eliminazione dell'Ici) e Regioni, investimenti pubblici per strade e nuove strutture. E con circa 5 miliardi di maggiori tasse su imprese petrolifere, banche e assicurazioni, che molto probabilmente nel tempo faranno pagare i maggiori costi ai clienti. Tremonti vuole correre e taglia. Dieci miliardi di risparmi nel 2009, altri 7 nel 2010 e 14 nel 2011. I risparmi riguardano per circa la metà i ministeri. Tradotto: sicurezza, giustizia, cultura, scuola. Un terzo (10 miliardi nel triennio) gli enti locali. Ovvero, servizi come asili nido e assistenza agli anziani. Il resto è affidato ai risparmi nel pubblico impiego. Ma i tagli non esauriscono la manovra. Attacco al lavoro e al salario C'è anche la sanatoria per i precari in causa, che non verranno più assunti, il depotenziamento del contratto a tempo indeterminato, il blocco delle assunzioni avviate dal governo Prodi. Lavoro istabile, salario più leggero. L'inflazione programmata, cioè il numeretto su cui si basano gli aumenti contrattuali, viene fissata all'1,7% per quest'anno e all'1,5% negli anni successivi. Per i lavoratori è una rapina legalizzata: i prezzi oggi aumentano del 4%, e quelli dei beni di largo consumo del 6%. Tremonti scarica le responsabilità sulla Bce, che ha chiesto ai governi di tenere sotto controllo le spirali inflazionistiche. Il ministro sottace, però, l'invito di Joaquin Almunia ad avviare politiche di sostegno al reddito. Esattamente quello che chiede l'opposizione: detrazioni fiscali sul lavoro. Il centro-destra si difende: abbiamo detassato premi e straordinari. Ma il miliardo circa destinato a questa misura non andrà che a una parte minima del lavoro. Potranno approfittare sperimentalmente solo per 6 mesi dell'aliquota "flat" al 10% su premi e straordinari (fino a un massimo di 3mila euro) i lavoratori con un reddito annuo di 30mila euro che lavorano nella grande impresa del nord. Non tutti infatti hanno il secondo livello di contrattazione e non tutti riescono a fare straordinari. Le donne quasi mai. La misura non comprende il lavoro pubblico. Che si ritrova beffato due volte: i circa 3 miliardi stanziati per il rinnovo contrattuale coprono a malapena l'inflazione programmata. Risultato: 3 milioni di famiglie impoverite. Tallonato da chi chiede di proteggere il potere d'acquisto, il ministro replica stizzito: meglio proteggere il salario o il posto di lavoro? Come dire: la crisi si scarica sui lavoratori. In questo scenario depressivo, non manca comunque chi ci guadagna dalla manovra. Chi ci guadagna Prima di tutto le imprese. Le quali "godono" dell'eliminazione di molti vincoli, soprattutto fiscali. Ad esempio, niente registro clienti-fornitori: l'unica bussola degli 007 del fisco per valutare la congruità delle attività. Confindustria esulta per molte misure: a cominciare dalla sanatoria per i precari in causa, spacciata sui mass media come misura per risolvere il problema Poste. In realtà quella norma libera moltissime imprese da fardelli "ingombranti" e da pesanti spese legali. Pochi giorni fa solo un giornale inglese ricorda come la moglie del ministro del welfare e sanità lavori per Farmindustria: legame ad alto rischio di conflitto di interesse. Ma per l'Italia di Berlusconi questa è una "non notizia". Quanto alle banche, in cambio di una tassa in più (da scaricare sui clienti), ottengono una convenzione sui mutui che le mette al riparo dalla concorrenza. Tutto in tre mesi: come mai tanta fretta? Più propaganda, meno economia Tremonti sa che la scommessa è politica: conquistare la maggioranza e conservarla "a tempo indeterminato". Lo dice quasi esplicitamente nella conferenza stampa di presentazione della manovra. "L'Italia possiede un punto di forza: la stabilità politica. Che resterà per 5, 10, forse 15 anni", dichiara con noncuranza. L'egemonia dev'essere a tenuta stagna: nessun margine va lasciato all'Italia di prima. Per sé ritaglia il ruolo del gran tessitore, minacciando quello di Gianni Letta. Sicuramente il suo asse preferito è con la Lega. Occorre approfittare della luna di miele, dell'annientamento della sinistra radicale, degli sbandamenti del Pd, delle frizioni interne al sindacato. Momento propizio per spianare la strada alle constituency della destra: imprese (grandi e piccole) e lavoratori autonomi. Il ministro comincia scrivendo un libro, in cui riscrive gli equilibri sociali. Sotto accusa la globalizzazione, il mercato e i "mercatisti" rappresentati in Italia dal governatore Mario Draghi. Ancora una volta il duello con via Nazionale. I nuovi deboli non sono i lavoratori, garantiti da un contratto o dal sindacato. È l'individuo solo, insidiato da "nemici" lontanissimi, cinesi e indiani, e dagli speculatori. Ci penserà lui, con la social card, ad aiutarlo. Il resto va spazzato via: avanti tutta con la deregulation di Sacconi e con la denigrazione continua sul lavoro pubblico di Brunetta. Arriva Robin Hood È così che l'Italia si trasforma in una novella foresta di Sherwood, di cui Tremonti è l'unico eroe: quel Robin Hood che ruba ai ricchi e redistribuisce ai poveri. Eliminato dall'immaginario lo Stato sociale e lo Statuto dei lavoratori, resta il solo ministro a edificare le difese contro le insidie della globalizzazione. Quattrocento euro l'anno a un milione di pensionati più poveri (platea ancora non identificata) per fermare il mondo. Circa 33 euro al mese. Prodi aveva concesso all'incirca quella cifra come quattordicesima, e aveva assegnato il bonus incapienti a fine anno sostanzialmente equivalente. Ma per Tremonti (e per Maurizio Sacconi) la social card è l'unico intervento strutturale in aiuto della povertà: vi parteciperanno contributi privati e accordi con i commercianti. Sta di fatto che il meccanismo ancora non si conosce: per ora siamo agli annunci mediatici, e al taglio reale di servizi e di salario. 100 giorni di silenzio: Alitalia Gli annunci si sono spenti invece sul caso Alitalia. Il ministro riferirà solo in Parlamento. Indiscrezioni rivelano che avrebbe preferito chiudere la partita con Air France. ma in pubblico dall'Economia non filtra nulla. Peccato che prima del voto la soluzione era data come pronta: cordata padana, soldi italiani. Oggi c'è il prestito pubblico (soldi di tutti i cittadini), un advisor con il doppio ruolo di probabile azionista, una società sull'orlo del fallimento, la possibile cessione ai privati della parte redditizia e al pubblico dei debiti futuri e infine circa 7000 esuberi (contando quelli di AirOne). Si comprende il silenzio. Alitalia si può annoverare con un caso di propaganda terribilmente efficace. La bandiera "glocal" agitata dai leghisti per Malpensa, dagli uomini di Fini per il tricolore con il verde, non con il blu della Francia, oggi si rivela un bluff costosissimo. Autunno di piazze Finora però nulla ha fatto da detonatore. Il rientro sarà di fuoco. Sarà difficile evitare gli scioperi nei cieli. Sarà difficile evitare le proteste dei pubblici dipendenti, se le risorse per il contratto non saranno aumentate. In particolare per la sicurezza, per cui sono scesi in campo anche parlamentari della maggioranza. L'autunno sarà la prova del fuoco per un governo che finora si è creduto onnipotente.

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Matteoli: Carlo in errore Sì alla scelta delle Ferrovie (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 18-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-18 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Il ministro "Su De Angelis mi fido delle valutazioni di Moretti ma gli chiederò una nota" Matteoli: Carlo in errore Sì alla scelta delle Ferrovie ROMA - "Stimo molto Giovanardi, ma in questa occasione non condivido la sua opinione". La tensione sul dossier ferrovie, il primo che il ministro dei Trasporti dovrà esaminare al rientro dalle vacanze, è alta. E l'uscita del sottosegretario che difende gli otto dipendenti licenziati da Trenitalia perché si facevano timbrare il cartellino da un altro, apre un nuovo fronte anche nel governo. La cosa non fa piacere ad Altero Matteoli, che ribadisce il suo sostegno alla decisione dell'azienda: "Non posso che essere d'accordo con l'ingegner Moretti (amministratore delegato; ndr), perché è inconcepibile che un dipendente timbri il cartellino per altri che non lavorano ". Qualche dubbio, invece affiora sul licenziamento del delegato alla sicurezza, Dante De Angelis, che aveva accusato le Fs per i cosiddetti Etr che si spezzano. Ma non tale da incrinare la fiducia che il ministro ha in Moretti: "Conosce molto bene il suo mestiere. Mi ha detto che non c'era alcun pericolo per la sicurezza dei treni. Venerdì comunque torno a Roma e gli chiederò una nota su tutta la questione". Intanto De Angelis è stato licenziato. "Chi lavora nelle Ferrovie dello Stato deve rendersi conto che ora l'azienda è in concorrenza e che quindi certe dichiarazioni possono creare danno all'azienda ", dice il ministro. La tensione sui licenziamenti guasta il clima anche vista della ristrutturazione delle Fs. I sindacati sono in allarme. Temono 4-5 mila esuberi per il passaggio al macchinista unico. "è un passaggio necessario - afferma Matteoli -. Negli altri Paesi i treni viaggiano con un solo macchinista. Certo si dovranno fare le cose con criterio, guardando ai lavoratori che sono più vicini alla pensione". Ma la ristrutturazione è indispensabile, anche secondo il ministro: "L'azienda deve prepararsi alla concorrenza. Tra un paio d'anni arriverà la società di Montezemolo e Della Valle (Ntv) che farà correre i suoi treni sulle tratte ad alta velocità. Moretti giustamente dice: io devo far fronte anche alle linee in perdita, al servizio universale e per questo chiede il sostegno del governo ". Quanto chiede? "Prima di arrivare a questo, vediamo che piano di rilancio presenterà. A settembre vedremo il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che ci chiederà garanzie sul fatto che le Fs siano in grado di chiudere i bilanci in attivo". E se Moretti tornasse alla carica chiedendo nuovi aumenti dei biglietti? "Esamineremo anche questo, tenendo però conto che l'inflazione è in ripresa. E comunque sono contrario a qualsiasi rincaro per i pendolari ". Insomma, Moretti è avvertito: il ministro è dalla sua parte, compreso sulla vicenda dei licenziamenti, ma deve presentare un piano credibile di rilancio. L'amministratore delegato si è preparato il terreno dicendo addirittura che senza il sostegno finanziario dello Stato le Fs faranno "la fine di Alitalia". Ma a Matteoli le immagini a effetto non piacciono: "A me Moretti questo non lo ha mai detto". Il ministro richiama piuttosto alla concretezza: "Lui ha le capacità e le competenze per presentare il piano che ci aspettiamo". Stessa cosa su Alitalia, l'altro dossier che il ministro ha sul tavolo. Già circolano i nomi dei possibili commissari, da Rocco Sabelli a Massimo Varazzani. "Io non ho candidati. Prima voglio vedere il piano dell'advisor BancaIntesa". Ma non è pronto da settimane? "Io non l'ho visto e sono una delle poche persone che dovrei, quindi deduco di no". Enrico Marro \\ Inconcepibile timbrare un cartellino per un altro che non lavora.

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"Mutui, il virus dell'economia" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 18-08-2008)

Argomenti: Alitalia

La metafora è quella sanitaria. Economia globale malata di un virus non molto aggressivo, ma che è per ora senza cura perché ha prodotto mutazioni. Ne soffre il mondo per il disastro dei mutui negli Stati Uniti che ha fatto perdere alle banche quanto l'intero Pil italiano, ne soffrono di conseguenza l'Europa e l'Italia che è un paziente con "una gamba rotta". Il medico che fa questa diagnosi è Mario Deaglio, economista, editorialista de "La Stampa". Ne parla pungolato dal presidente della Fondazione Courmayeur Lodovico Passerin d'Entrèves che usa un'altra metafora, quella di "un grande tunnel in cui si vedono luci, ma non sappiamo se sono quelle della fine della galleria o magari di un treno Tgv che ci viene in faccia". La conclusione di Deaglio, dopo un'ora di analisi davanti a un pubblico numeroso e attento, è che la situazione è "molto confusa". Le luci, comunque non sono di un treno che travolgerà l'economia, ma di un cambiamento, seppur lento. Molto, dice l'economista, dipende dal prossimo gennaio, quando si insedierà il nuovo presidente degli Stati Uniti che "si troverà dossier complessi e dovrà decidere". Il quadro dell'economia mondiale ha due aspetti: il virus dei prestiti, dei mutui americani, che pur rappresentando il 4 per cento del sistema finanziaria, hanno bloccato l'edilizia statunitense con "conseguenze sull'economia reale". Deaglio: "Il rischio è stato sottovalutato, quei prestiti nessuno sapeva più dove fossero. Le banche hanno smesso di prestarsi denaro e di farlo ai clienti. Sono stati stoppati i mutui all'edilizia e i prezzi delle case sono precipitati del 20 per cento in un anno". Quanto succederà ora è impossibile saperlo. Per di più si sono aggiunte complicazioni, quelle dell'inflazione dei prodotti agricoli e di quelli petroliferi. Ma il "medico" Deaglio dice: "Proprio questi due aspetti rappresentano le lucine. Perché si annuncia una raccolta record di grano nell'Europa dell'Est e perché il petrolio è destinata a scendere di prezzo. Era salito a 150 dollari il barile per le previsioni di guerra, di intervento statunitense contro l'Iran. Doveva essere Israele a fare il primo passo, poi il premier si è dimesso e gli Stati Uniti hanno cominciato a dialogare con Teheran e i prezzi del petrolio, non rischiando più di essere bloccato il golfo arabico, hanno cominciato a scendere". L'Europa ha cominciato a comportarsi in economia come un unico grande paese. Deaglio fa gli esempi di Telecom in Spagna, dei supermercati francesi e tedeschi, degli investimenti dell'Enel e dell'energia tedesca in Russia. Dice: "Prima di parlare male della Russia dovremmo sempre ricordarci che abbiamo investito moltissimo nel sistema di quel paese". E l'Italia? L'economista parla da un lato di "esplosione di debolezza" e dall'altro di "regressione storica". La debolezza ha due aspetti, uno interno quello che ha come esempio la questione rifiuti di Napoli: "Indica l'incapacità di decidere a livello locale. Poi c'è il ''no'' degli aiuti da parte delle altre regioni che segna il venir meno della solidarietà nazionale". Il secondo aspetto ha riflessi internazionale, è la crisi Alitalia: "Il vero problema è che per funzionare bene c'è bisogno di due poli aeronautici, Milano e Roma, ma l'economia europea indica che se ne può sopportare soltanto uno, come negli altri paesi europei. La crisi Alitalia dimostra la monumentale ignoranza dei politici in questo settore. Il piano Air France era il migliore perché offriva anche aerei nuovi di cui Alitalia ha grande necessità". L'Italia, secondo Deaglio, si sta riproponendo come nel 1600, quando era un paese di eccellenza produttiva in molti settori "e dell'unità italiana non aveva bisogno". Il riferimento è ai distretti industriali che "sempre più saltano il livello paese e si rivolgono a Bruxelles, c'è da interrogarsi su questo".

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Due sprechi (tutti italiani) da eliminare (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 18-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Torno ad occuparmi un po' di vicende italiane, rilanciando qualche riflessione. La prima: perché in Italia i cantieri autostradali durano in eterno? Ad esempio sulla Milano-Genova i lavori di ampliamento per la terza corsia sono in corso da molti anni. E' un'autostrada che percorro abbastanza frequentemente in settimana, il sabato, la domenica, di giorno e la sera. Non vedo mai operai al lavoro, sembra tutto fermo. e infatti i progressi sono lentissimi. Negli altri Paesi a inizio lavori viene fissata una data per la conclusione che, salvo imprevisti e documentati motivi, viene rispettata. In Italia invece si sfora sui tempi e, naturalmente, sulla spesa. Domanda per Tremonti e Brunetta che finora si stanno comportando molto bene a mio giudizio: non è il caso di porre fine a questa indecenza? La seconda considerazione: sono d'accordo che vengano tagliate le spese statali e, di conseguenza, anche quelle agli enti locali. Ma perché punire tutti indiscriminatamente? Nella sanità, ad esempio, ci sono alcune regioni che gestiscono bene i fondi a disposizione, altre invece dove regna l'inefficienza e gli sprechi sono colossali. Perché non introdurre una linea meritocratica anche in materia? I tagli dovrebbero colpire soprattutto le regioni che sprecano, ho l'impressione che, se così, fosse, diventerebbero improvvisamente più virtuose. Sbaglio? Scritto in Italia 1 Commento " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Aug 08 La guerra è finita o inizia solo adesso? Sì, i cannoni non sparano più in Georgia, ma se esaminiamo quel che è accaduto in questi giorni da un punto di vista strategico, non c'è da stare allegri. La guerra potrebbe essere solo agli inizi. Mi spiego: 1) Dal 1989 al 2004 gli Stati Uniti hanno applicato una politica di accerchiamento della Russia, facendo cadere sotto la propria influenza molti Stati nell'Europa dell'Est e nell'Asia centrale, come spiego in questa analisi. 2) Dal 2004 Putin ha cercato di contrastare gli Stati Uniti, ottenendo qualche successo, ma non riuscendo mai a portare il colpo del Ko. In un approfondimento sostengo che la guerra in Georgia segna una svolta. Il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo da parte dell'Occidente legittima le pretese secessionistiche delle tante minoranze russe sparse nell'ex impero sovietico. La questione etnica diventa così il grimaldello strategico del Cremlino: è alquanto probabile che quanto accaduto in Ossezia del Sud e in Abkhazia possa essere ripetuto in altri Stati. Quali? Ucrania e Moldavia, ma attenzione ai Baltici e, all'occorrenza, anche anche Kazakistan e Kirghizistan. La crisi, probabilmente, è solo agli inizi e l'Occidente non sembra avere gli strumenti per prevenirla. L'America in queste ore ha dato una triste dimostrazione di impotenza e la mediazione di Sarkozy in realtà recepisce soprattutto le condizioni poste dal Cremlino (tema che ho affrontato qui). Anzi, quando ieri il presidente francese ha affermato che "Mosca ha diritto di proteggere le minoranze russe" ha di fatto ulteriormente legittimato il ricorso all'arma "etnica" da parte della Russia. Il modello Georgia rischia di fare scuola, mettendo in crisi il grande piano Usa per il controllo dello scacchiere eurosiatico. Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 55 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Aug 08 Guerra nell'Ossezia del Sud: un disastro per l'Occidente? In un'analisi pubblicata oggi sul Giornale spiego le ragioni che hanno provocato la drammatica guerra nell'Ossezia del Sud. L'Occidente sconta l'effetto Kosovo e la questione Nato: Nel febbraio 2008 Pristina si stacca dalla Serbia con la benedizione dell'Occidente. E il quadro cambia. Putin protesta veementemente per "l'amputazione della Serbia"; l'Occidente, però, lo snobba e lui rilancia annunciando la reciprocità. Se il mondo si arroga il diritto di strappare il Kosovo, Mosca si riserva di fare lo stesso con l'Ossezia del Sud e con l'altra repubblica ribelle georgiana, l'Abkhazia. Altri due mesi e al vertice di Bucarest, la Nato, pur evitando di avviare la procedura d'adesione, annuncia che in futuro la Georgia e l'Ucraina, l'altro grande Stato uscito dall'orbita russa, potranno diventare membri dell'Alleanza atlantica. Un'eventualità inaccettabile per il Cremlino, che infatti riaccende le tensioni nel Caucaso. Chi ha provocato l'esclation dell'altra notte? Verosimilmente il presidente georgiano Saakashvili, nel tentativo di anticipare le mosse di Mosca e approfittando della distrazione del mondo nel giorno dell'apertura dei Giochi Olimpici. Ma ha fatto male i conti, a quanto pare. Militarmente la Russia è superiore e ora Saakashvili rischia di perdere non solo il controllo dell'Ossezia del Sud, ma anche quello del suo Paese. E se cadesse Tbilisi, l'Occidente vedrebbe svanire uno snodo cruciale nello scacchiere euroasiastico, a favore, ovviamente, di Mosca. Valeva la pena di rischiare? Perché Washington non ha imbrigliato il suo vulcanico alleato? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 53 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Aug 08 Una buona idea per fermare i clandestini I clandestini continuano ad arrivare a Lampedusa: siamo a quota 12500 di cui oltre tremila solo negli ultimi dieci giorni. Il 125% in più rispetto al 2007. Come spiego in un articolo pubblicato oggi, questo afflusso non è casuale, ma tollerato da Gheddafi che ha allentato i controlli sulle coste per mettere sotto pressione l'Italia e strappare accordi a lui favorevoli con il nostro governo e, più in generale, con l'Unione europea. Un gioco al rialzo che sa tanto di ricatto. Ma Tripoli ospita un'iniziativa davvero felice, di cui si parla poco e che rischia di concludersi a breve. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (in inglese Iom), in due anni è riuscita a far rimpatriare su base volontaria 2.500 migranti bloccati nel Paese africano. Il meccanismo è semplice: anziché rimpatriarli con la forza, ha offerto loro un incentivo per avviare una piccola attività economia nel proprio Paese. La cifra a testa è irrisoria (400-5o0 euro), come mi ha spiegato il capo missione Laurence Hart ma permette all'emigrante di salvare l'onore rispetto alla propria famiglia e al propio clan e di restare in patria con soddisfazione. Complessivamente - calcolando il biglietto aereo e le spese burocratiche - il costo complessivo è di mille euro a persona; molto, molto meno delle spese da sostenere per manetenere i clandestini nei Cpt per settimane e poi, eventualmente, per espellerli. Questo programma rischia di finire perché i fondi europei si stanno esaurendo; e dire che ci vogliono un milione e duecentomila euro per arrivare alla fine del 2008. Io dico: è un'idea eccellente ed è triste che lo Iom sia costretto a supplicare i governi per ricevere finanziamenti. Questo programma è equo, umano, poco oneroso e dà speranza nei Paesi africani. Dovrebbe diventare sistematico. O sbaglio? Scritto in notizie nascoste, Italia, immigrazione Commenti ( 35 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Aug 08 Le Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto misure analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le ragioni note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di più di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano "purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le descrizioni di massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in francese. Inaudito. Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una grande manovra di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi, due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi (a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina Commenti ( 35 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra è più felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena. In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il mondo Commenti ( 40 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado, degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 59 ) " (1 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche) perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 44 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell'ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si interessa di politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle società occidentali? Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto questa analisi. Tra l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di colore alcun vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per lui, negli Usa McCain - dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara non è ancora decisa. Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa Commenti ( 48 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di Mameli Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di ricoprire posti di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole "schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe, queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161 anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 100 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (14) democrazia (24) europa (3) francia (16) germania (2) giornalismo (37) gli usa e il mondo (27) globalizzazione (8) immigrazione (25) islam (12) Italia (103) medio oriente (8) notizie nascoste (28) presidenziali usa (9) russia (11) svizzera (3) turchia (12) Varie (14) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Mi devono spiegare e... Ultime news Pakistan, Musharraf: "Mi dimetto"Terrorismo: manette per l'imam di VaresePalermo, esplode un palazzo: otto feritiPalmi, uomo ucciso a fucilate. Ferito un bimboMosca: missili su Tbilisi. Tensione sul ritiroDalle spiagge all'acqua Ecco l'Italia regalataÈ già un SuperMilan. 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Trenitalia, nuove indagini a Treviso per timbrature sospette Cipolletta: De Angelis licenziato perché ha detto cose false. Lo Sdl avvia le procedure per lo sciopero dei ferrovieri (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 19-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Trenitalia, nuove indagini a Treviso per timbrature sospette Cipolletta: De Angelis licenziato perché ha detto cose false. Lo Sdl avvia le procedure per lo sciopero dei ferrovieri / Milano FERROVIE Lettere, timbri e polemiche. Dopo il licenziamento del macchinista Dante De Angelis, una nuova ipotesi di timbratori scelti: "C'è un'inchiesta in cor- so e il massimo riserbo da parte dell'azienda". Così il gruppo Fs liquida l'ultimo caso di false timbrature scoppiato a Treviso, dopo quello che alcuni giorni fa ha portato al licenziamernto di otto ferrovieri a Genova. I lavoratori coinvolti sarebbero sei: anche stavolta uno avrebbe timbrato per gli altri. "Se verranno riscontrati comportamenti irregolari rispetto al codice etico aziendale ed al contratto nazionale, il gruppo prenderà provvedimenti". Sulla vicenda bocche cucite. Alle Ferrovie si attende la chiusura dell'indagine interna. Intanto tiene banco il licenziamento del macchinista e rappresentante per la sicurezza Dante De Angelis, allontanato dal suo lavoro per le dichiarazioni fatte in merito all'Eurostar spezzatosi il 14 di luglio a Milano. "Affermazioni false - ha ribadito ieri il presidente di Fs, Innocenzo Cipolletta - e pregiudizievoli per l'azienda, perché ha dato l'idea che i treni fossero insicuri, che si potessero spezzare durante la corsa, cosa che è totalmente impossibile", De Angelis - che ieri ha ritirato la lettera con cui l'azienda lo licenzia "per giusta causa" contestando le gravi responsabilità e il venir meno del rapporto fiduciario - si è detto "turbato" dall'accusa di falso, ponendo il problema della "libertà di opinione e il diritto di critica" di tutti e sostenendo di aver subito un'ingiustizia. Parole che sono state raccolte dal sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro (Pdl), secondo cui "è necessario che i dirigenti delle Ferrovie chiariscano cosa è accaduto il 14 e il 22 luglio a Milano quando due treni Eurostar si sono spezzati". E mentre il Sindacato dei lavoratori (Sdl) minaccia uno sciopero, perché si tratta di "inaccettabili atti di intimidazione nei confronti di tutti i ferrovieri e delle loro rappresentanze sindacali", il parlamentare del Pdl Italo Bocchino chiede un radicale spoil system: "Governo e Parlamento - sostiene il presidente vicario del gruppo Pdl alla Camera - devono urgentemente avviare una profonda riflessione sulla qualità delle ferrovie e sulla adeguatezza dei suoi manager. Troppo politicizzati e poco inclini a garantire al Paese e agli italiani un servizio ferroviario di stampo occidentale. Il parlamento intervenga prima che succeda come per l'Alitalia". Sul dossier Ferrovie la maggioranza sembra spaccata: da una parte Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che si scaglia contro il "clima da caccia alle streghe", dall'altro il ministro dei Trasporti Altero Matteoli che appoggia le scelte del gruppo ferroviario. È della partita anche Raffaele Bonanni, leader della Cisl, per il quale il maggior timore è "che questi comportamenti, oltre che obbedire al clima che si sta alimentando nel Paese" con riferimento al cosiddetto effetto Brunetta "obbediscano anche a logiche volte a coprire altre carenze, storture evidenti, che finora non sono state denunciate nelle Ferrovie". g.ves.

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Emergenza rifiuti a napoli la tentazione di berlusconi - umberto de gregorio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 19-08-2008)

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Pagina IX - Napoli EMERGENZA RIFIUTI A NAPOLI LA TENTAZIONE DI BERLUSCONI UMBERTO DE GREGORIO N on altrettanto si può dire circa la realizzazione di altri punti del programma del governo, dalla crisi dell'Alitalia al rilancio dell'economia (inflazione e recessione sembrano flagellare senza pietà consumi e investimenti). Su molte questioni il governo è leggermente in affanno nella realizzazione dei suoi buoni propositi e, vista anche la difficile congiuntura internazionale, è verosimile pensare che l'affanno possa in breve trasformarsi in pesante fiatone. In questo contesto il capo del governo sembra subire il fascino della tentazione di assegnare alla questione "Napoli" un ruolo strategico molto più ampio che non la risoluzione (per quanto complessa) della crisi rifiuti. Napoli, infatti, potrebbe comodamente diventare il vessillo dietro cui nascondere progetti impopolari e sogni irrealizzabili. Progetti impopolari come la realizzazione del federalismo fiscale a tutto svantaggio delle regioni deboli del paese e sogni irrealizzabili come il rilancio dello sviluppo economico nel paese intero. Quale migliore strumento di propaganda che non rilanciare (e non ci vuol molto visto il punto in cui siamo) la capitale del Mezzogiorno, magari con un G8 in strade pulite e sorridenti? Un po' di soldi e di maquillage, qualche frustata qui e là sugli sprechi e le incapacità delle autorità locali al momento opportuno, qualche uomo davvero nuovo al posto giusto ed il gioco potrebbe riuscire: chi avrebbe la capacità persuasiva di sostenere che il salvatore della capitale del Mezzogiorno vuole in realtà affossare il Mezzogiorno intero con un federalismo fiscale a vantaggio del nord e con una politica di drenaggio di risorse pubbliche che colpisce più pesantemente - inevitabilmente - chi sopravvive storicamente proprio grazie a queste risorse? Un patto con Umberto Bossi in questo senso (un po' più di soldi a Napoli e molti in meno al sud) potrebbe riuscire, oltretutto senza grossi traumi nella maggioranza di governo. Se fosse davvero questa la strategia di Berlusconi - e molte delle sue mosse in questo periodo lasciano pensare che l'ipotesi non è inverosimile - è allora chiaro che l'elezione del nuovo governatore della Campania assumerebbe un significato particolarmente profondo. In un territorio dove per battere la destra, secondo alcuni, altra strada non resta al centrosinistra che candidare l'uomo più a "destra" all'interno del Partito democratico campano, l'avversario storico di Bassolino, ovvero il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca; in un territorio in cui la destra è alla ricerca di un nuovo leader che abbia connotati in grado di ammaliare la società civile delusa dalla sinistra e interessata a riciclarsi - a patto, ben inteso, che ci siano le condizioni "di etichetta" per poterlo fare in modo elegante; in un simile territorio tutto è ancora possibile, nel percorso verso le elezioni regionali. Se davvero la strategia di Berlusconi assegna a Napoli un ruolo centrale non solo nel breve termine, la battaglia politica del Partito democratico in Campania sarà nei prossimi mesi particolarmente difficile e per avere qualche chance di successo dovrà rapidamente riqualificare (e radicalmente) i suoi protagonisti e il suo linguaggio. Si tratta d'inventarsi qualcosa, di osare, e non di fare calcoli di medie ponderate tanto precise, quanto noiose e poco accattivanti.

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Treni, l'ad Moretti: "Licenziamenti, così salveremo le ferrovie" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 19-08-2008)

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N. 197 del 2008-08-19 pagina 0 Treni, l'ad Moretti: "Licenziamenti, così salveremo le ferrovie" di Redazione L'ad delle Fs:"Licenziamenti? Via chi non rispetta le regole. I prezzi dei biglietti? Devono aumentare ancora. Macchinista unico? E' necessario subito. Solo così eviterò alle ferrovie di far la fine di Alitalia" "Dobbiamo attraversare il guado". Quale guado, ingegner Moretti? "Quello che separa il pubblico impiego da un'impresa vera". Per evitare di finire come l'Alitalia? "Non mi piace sentire parlare di Alitalia, perché noi siamo ancora in tempo per evitare il disastro". Quanto tempo? "Due anni. Non sono molti, ma ce la possiamo fare". Una rivoluzione. E come tutte le rivoluzioni comporta qualche spargimento di sangue. Cominciamo dagli otto licenziati di Genova? Qualcuno dice che avete esagerato… "Abbiamo esagerato? Mi dica lei. Quando non si timbra il cartellino… Il fatto è che nel settore pubblico si è perso il senso dell'impresa. Nel privato nessuno si scandalizzerebbe". E De Angelis, il responsabile della sicurezza, licenziato per aver detto che gli Etr 500 si spezzano? "No, lui è stato licenziato perché ha detto che gli Etr 500 si spezzano causa manutenzione e usura, e non è vero. E che quelle rotture possono avere effetti catastrofici, e anche questo non è vero". Però è vero che gli Etr 500 si spezzano… "Sì, i treni si spezzano. Ma non l'ha mica scoperto De Angelis, sa? è da più di un secolo che i ferrovieri conoscono il problema: si tratta di un caso classico, di scuola. Tanto è vero che i treni sono costruiti in modo che, in caso di rottura, frenino entrambi i pezzi. Così si evitano disastri. E questo un macchinista come De Angelis dovrebbe saperlo". Era il delegato alla sicurezza: non aveva il dovere di denunciare un pericolo? "Il delegato alla sicurezza deve dire cose esatte. Altrimenti si fa un danno ad un'impresa che deve stare sul mercato. E sa chi ci rimette? Mica i vertici. Ci rimettono tutti i lavoratori". Ma i sindacati, che lei conosce bene, lo capiranno? "C'è una inevitabile resistenza al cambiamento. Soprattutto perché in azienda nelle ultime settimane stanno prendendo piede quelle che sono le organizzazioni più estreme, i sindacati di base". I sindacati confederali invece sono più ragionevoli? "Hanno la consapevolezza che se non c'è un aumento di produttività non riusciamo a svoltare". L'aumento di produttività significa anche il macchinista unico? "Certo. Ma le pare? Abbiamo investito quasi 4 miliardi in sicurezza: quella tecnologia va sfruttata. Anche perché il doppio macchinista esiste solo nelle nostre Fs…". Vuol dire che all'estero è stato abolito da un pezzo? "Certo. Ma voglio dire anche di più. Ci dimentichiamo che in Italia ci sono 5.000 chilometri di ferrovie che non sono Fs, dalle Nord Milano a quelle di Bari: ebbene lì il macchinista unico c'è già. Ma le pare possibile? Come facciamo a reggere la concorrenza se, dopo avere investito 4 miliardi in sicurezza, siamo costretti a usare standard che altri non usano?". Quando pensa di introdurre il macchinista unico? "Ricominciamo a parlarne a settembre. C'è resistenza, anche psicologica, si capisce. Ci sono delle frange riottose. Ma è un cambiamento che, con tutte le forme di gradualità e sperimentazione possibili, bisogna fare. Senza indugio". Quali sono gli altri cambiamenti più urgenti? "Intanto bisogna introdurre nuove regole per il trasporto delle merci su strada. E mi sembra che il ministro Matteoli ci stia lavorando". Merci su strada? Ha intenzione di dedicarsi ai camion? "Non facciamo dell'umorismo: è un problema serio. Il fatto che i Tir possano muoversi al di fuori delle regole costituisce un problema per il Paese (basti pensare agli incidenti) e anche per noi. è una concorrenza sleale cui non possiamo far fronte". Non sarà che siete troppo cari? "Non siamo cari. Anzi, in altri Paesi, dove le regole si rispettano davvero, riusciamo a tenere prezzi del 30 per cento superiori". A proposito di prezzi: ci sono molte lamentele per gli aumenti dei biglietti… "Ho letto. Ma ci si dimentica di dire gli aumenti non si concentrano su pendolari e treni a lunga percorrenza, ma su quelli di alta gamma, in sostanza gli eurostar. Siamo sotto la media europea. E il costo dell'elettricità è salito del 35 per cento. Quindi, ragionando in termini di impresa, sulle tratte commerciali, non quelle di servizio pubblico, ci vorrebbero altri rincari". Ancora? "Ascolti: andare da Roma a Milano costa 85 euro. Per una medesima tratta in Spagna se ne spendono 140. In Germania 200". Forse noi abbiamo lo sconto zecche… "Ho sentito l'accusa per il Torino-Napoli di questi giorni. Ma si tratta di un treno su 9mila. Non mi sembra una percentuale così grave". Non le sembra grave? Di zecca ne basta una... "A parte il fatto che quelle, secondo me, non sono nemmeno zecche, siamo d'accordo. Noi cerchiamo di evitarlo. Ma lì si tratta semplicemente di un'impresa di pulizia che non ha fatto il suo dovere". Che cosa aspetta a intervenire? Nelle imprese di pulizie delle Fs c'è del marcio… "Lo sanno tutti che c'è del marcio. Ma, a proposito di concorrenza, lo sa che io quell'azienda che fa le pulizie male non la posso cacciare?". Perché? "Se fossi azienda privata l'avrei già fatto. Essendo impresa pubblica, invece, devo fare una gara europea. Ci vogliono mesi. Forse sarebbe il caso di cominciare a ragionare su questi fatti: se dobbiamo competere coi privati non possiamo stare a tutti i lacci e lacciuoli del pubblico". A proposito di competizione: la spaventano i nuovi imprenditori interessati all'Alta Velocità? "No, ben vengano. Se non ci fosse questa sfida, forse non avremmo l'opportunità di rifondare l'azienda. E invece il 13 dicembre inaugureremo la Milano-Bologna dell'Alta Velocità. E dal 2009 faremo un altro passo avanti… ". E il passo avanti nei bilanci economici? "Stiamo rimettendo in sesto i conti. Nella semestrale di settembre si vedranno segnali positivi". Basterà per consolare i ferrovieri? "La stragrande maggioranza degli 87mila dipendenti (87mila, non 100mila come scrivete sempre), capisce e ci segue. Ma lei lo sa cosa diceva Bertrand Russell?". Confesso: no "Diceva: se scioperano i professori sono tutti contenti, se scioperano i ferrovieri si paralizza il Paese. C'è un potere contrattuale spropositato nelle mani dei ferrovieri. Spero che sia usato in modo intelligente". Ci sta annunciando un autunno di scioperi? "Spero di no". Be', lei i sindacati li conosce bene… "Senta io, proprio in questi giorni, il 20 agosto, compio 30 anni nelle Ferrovie". Auguri. "Non posso, dopo 30 anni, lasciare un'azienda di macerie. Voglio lasciarla forte e sana". Qui, per dirla con Andreotti, siamo a Napoleone. "Non scherzi. Abbiamo un progetto chiaro, c'è una strategia. Ce la possiamo fare. Ma il presupposto è che si cambi mentalità. E che si rispettino le regole". Anche a costo di licenziare… "Sappiamo che sono decisioni difficili, che creano problemi. Le prendiamo a malincuore. Ma le dobbiamo prendere, altrimenti si spappola tutto. Un'azienda è fatto di comportamenti e esempi. Se si lascia correre, si va alla deriva". MG © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"La Bussola riaprirà tra due settimane" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 19-08-2008)

Argomenti: Alitalia

NOVARA. DOPO L'INCENDIO DI FERRAGOSTO "La Bussola riaprirà tra due settimane" Don Zeno: stiamo lavorando. I vigili del fuoco frenano [FIRMA]CRISTINA MENEGHINI NOVARA "Ci mettiamo subito al lavoro, i nostri dipendenti partecipano alle operazioni di pulizia. Apriremo presto". Davanti all'hotel Don Zeno Prevosti, gestore della Bussola, è ottimista. Ma i vigili del fuoco, con una stringata dichiarazione, frenano: "Nel momento in cui ci verrà sottoposta la pratica di apertura dell'hotel, faremo le verifiche necessarie. Al momento è stata dichiarata l'inagibilità dei due fabbricati, cioè del Carrefour e dell'hotel, quest'ultimo considerato nel complesso totale del fabbricato. Allo stato attuale è inagibile, lo abbiamo comunicato agli enti competenti". Don Zeno, che ha traghettato l'hotel da "Maya" alle quattro stelle di "La Bussola", è deciso a non farsi sommergere dalle macerie e dal fumo. Per lui la riapertura di una parte dell'hotel non è lontana: "Le porte tagliafuoco hanno retto benissimo, l'ala a destra è integra. I dipendenti sono tutti qui, si sono messi al lavoro con me. Chi era in ferie è rientrato, pur di dare una mano. Penso che nel giro di due settimane questa parte sarà a nuovo, con 50 camere". L'agenda della reception è densa di scadenze e prenotazioni: "Ci sono battesimi e matrimoni. A questa gente dobbiamo dare delle risposte. Abbiamo ripristinato la linea telefonica dopo giorni di interruzione". L'hotel, che impiega oltre una ventina di persone, ha legami con Alitalia, che invia il personale per i turni di riposo tra i voli, e con Malpensa. Il ristorante "Vecchio Pendolo" è da tempo riferimento per cerimonie e per serate a tema. Offre anche il piano bar. Don Zeno ha studiato tutto: "L'ala annerita può essere coperta con teli, mentre si ristruttura. Intanto i sindacati lavorano per chiarire la situazione dei dipendenti del Carrefour. I fratelli Maritan, propritari dell'immobile, ieri hanno voluto verificare la situazione con i vigili del fuoco. Nel contempo alla sede di corso della Vittoria si è tenuta un'assemblea dei dipendenti, nel corso della quale direzione e sindacati hanno fatto il punto della situazione. Giorgio Milani, della Cgil: "L'azienda si sta già muovendo ed ha interessato l'Inps. Lo strumento principale è la cassa integrazione, ma parte del personale sarà ricollocato negli altri centri. Non sarà facile, stiamo parlando di oltre cento persone tra part-time e full-time". Altri servizi A PAGINA 56.

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Licenziati, Trenitaliadifende la decisione (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 20-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Ma la regione accusa l'azienda L'ad Moretti: "Se si lascia correre si va alla deriva". L'assessore regionale Vesco: "Nascondono l'inefficienza del servizio" 20/08/2008 Genova. Sul licenziamento degli otto manutentori di Brignole - uno aveva timbrato per tutti gli altri - le Ferrovie dello Stato continuano ad arroccarsi sulla caduta del rapporto di fiducia. Posizione accentuata, ieri, dall'amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, che ha difeso lo strumento del licenziamento. Sono "decisioni difficili - ha detto in un'intervista al Giornale - ma le dobbiamo prendere, altrimenti si spappola tutto. Un'azienda è fatta di comportamenti e esempi. Se si lascia correre, si va alla deriva". Ed in questa chiave invita a leggere oltre al licenziamento degli otto genovesi, anche quello del macchinista romano Dante De Angelis. "Abbiamo un progetto chiaro, c'è una strategia. Ma il presupposto è che si cambi mentalità. E che si rispettino le regole", afferma Moretti, che proprio il 20 agosto compie 30 anni nelle Ferrovie e vuole lasciare l'azienda "forte e sana". Spauracchio di Moretti è il paragone con Alitalia: "Non mi piace sentire parlare di Alitalia, perché noi siamo ancora in tempo per evitare il disastro", afferma, annunciando che nella semestrale di settembre "si vedranno segnali positivi". Sempre a settembre, annuncia il numero uno di Fs, si ricomincerà a parlare dell'introduzione del macchinista unico: "Ci sono delle frange riottose - ammette Moretti - Ma è un cambiamento che, con tutte le forme di gradualità e sperimentazione possibili, bisogna fare. Senza indugio". Sulla vicenda di De Angelis, che aveva denunciato problemi relativi alla sicurezza degli Eurostar, ieri è intervenuto anche l'assessore ai trasporti della Regione Liguria, Enrico Vesco: "Le Ferrovie dello Stato stanno cercando di nascondere, distogliendo l'attenzione dei cittadini e delle istituzioni, l'inefficienza raggiunta dal servizio ferroviario. Questo grave atto, che segue di pochi giorni il licenziamento di otto ferrovieri a Genova e la notizia di un analogo provvedimento nell'aria per cinque ferrovieri di Treviso, rappresenta l' ennesimo gesto di arroganza di una azienda ancora in totale partecipazione pubblica nei confronti dei suoi lavoratori". Con Moretti, Vesco duella a distanza: "Magari si è trattato di un colpo di sole ferragostano a cui porre quanto prima rimedio: invito l'azienda ad un ripensamento e alla revoca dei licenziamenti" afferma e subito dopo esprime solidarietà"all'amico Dante De Angelis, macchinista e responsabile della sicurezza ingiustamente licenziato da Trenitalia per aver reso dichiarazioni in merito alla rottura di due Eurostar a Milano". Sugli otto licenziamenti genovesi i sindacati - Fast, Orsa, Filt Cgil e Fit Cisl - attendono di pronunciarsi dopo una riunione plenaria in programma nei prossimi giorni, al rientro dalle ferie. Solo dopo questa riunione, un summit per stabilire la strategia, l'avvocato Agostino Califano (lo stesso che aveva difeso il macchinista licenziato per aver parlato con Report) presenterà ricorso contro i licenziamenti al giudice del lavoro anche perché Fs non ha mai smentito la ricostruzione dei lavoratori: vero che uno stava timbrando per tutti, ma gli altri avevano già finito di lavorare e si stavano avviando alle docce. 20/08/2008.

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Corsa contro il tempo per l'alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Corsa contro il tempo per l'Alitalia MILANO - Il conto alla rovescia per il tentativo di salvataggio Alitalia è ormai agli sgoccioli. Verso la fine della prossima settimana ? in contemporanea con l'annuncio della semestrale della Magliana ? dovrebbe partire la divisione in due della compagnia (aerei e rotte da una parte, le attività in perdita dall'altra). E politica e finanza stanno mettendo a punto gli ultimi tasselli di questa delicatissima operazione. Banca Intesa, malgrado il silenzio degli ultimi giorni, non ha mai smesso di lavorare. Le ultime due settimane sono servite a trasformare in impegni vincolanti le generiche manifestazioni d'interesse degli imprenditori della cordata italiana. E qualche firma impegnativa sarebbe stata già raccolta tra il pool di industriali (Roberto Colaninno, la famiglia Ligresti, Emilio Riva e le famiglie Aponte, Benetton e Fossati) disposti a scommettere sul futuro del gruppo. La partita politica è invece ancora in alto mare. L'unico passo in avanti sarebbe ad oggi la disponibilità del Tesoro a concedere una sorta di manleva agli amministratori, che verrebbero scaricati di ogni responsabilità amministrativa nel probabilissimo caso di commissariamento della cosiddetta "bad company". Una scelta necessaria per consentire al cda guidato da Aristide Police di firmare la semestrale in attesa anche di approvazione da parte dei revisori. Manca invece ancora la quadra sullo strumento normativo necessario alla divisione in due di Alitalia anche se pare probabile una rivisitazione ad hoc della Legge Marzano, che potrebbe passare nel consiglio dei ministri prima della fine del mese. La strada è comunque ancora in salita e irta di ostacoli. Tutti i tasselli infatti devono andare a posto in pochi giorni e alla perfezione per evitare che un qualsiasi contrattempo possa mettere a repentaglio il salvataggio della Magliana. Lo schema di massima c'è già. Una newco assorbirebbe i "resti" di un'Alitalia ridimensionata e Air One con i soci privati che ci metterebbero i soldi (Carlo Toto reinvestirebbe parte della liquidità incassata dalla vendita della sua compagnia) e lo Stato che forte di questa privatizzazione potrebbe convertire definitivamente il suo prestito ponte in capitale senza guai da Bruxelles. Poi si dovrebbe in tempi brevi arrivare a una partnership internazionale (richiesta come pre-condizione da molti degli imprenditori della cordata) con Lufthansa in pole position. Resta da risolvere il problema più delicato, quello degli esuberi che molti indicano in circa 7mila ("sempre meglio dei 20mila posti di lavoro che andrebbero persi con il crac", ha detto Silvio Berlusconi). Qualche sigla minore dei sindacati inizia già a mettere le mani avanti: "Non accetteremo soluzioni prendere o lasciare", ha scritto in una lettera aperta Fabrizio Tomaselli, segretario nazionale Sdl. Mentre Renata Polverini, segretario generale dell'Ugl ha incitato il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola ad occuparsi del salvataggio della compagnia "prima di impegnarsi sulle nuove rotte". (e.l.).

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"la magliana si salva solo se riparte da zero, emirates vola da sola" - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Le strategie Intese fai-da-te Parla Tim Clark, numero uno del vettore del Dubai "La Magliana si salva solo se riparte da zero, Emirates vola da sola" "Recessione e caro greggio non ci spaventano, si deve continuare a investire" Alla compagnia italiana serve prima un nuovo piano, poi si trovano i soldi. A noi non interessa Noi camminiamo con le nostre gambe, senza interesse alle alleanze. Il nostro hub è un ponte tra i due mondi ETTORE LIVINI MILANO - "La ricetta per salvare Alitalia è una sola: chiuderla e ripartire da zero. Il mercato c'è. Ma serve un piano industriale che capovolga le logiche del passato, mettendo i bisogni dei clienti davanti a tutto. Se c'è il progetto i soldi si trovano". Parola di Tim Clark. Ed è una parola che conta qualcosa. Il manager inglese dagli occhi di ghiaccio ha preso nel 1985 ? quando le strade del Dubai correvano solo in mezzo a un mare di sabbia ? le redini della compagnia Emirates. Poi, in parallelo al boom dell'Emirato, ha trasformato questa minuscola compagnia aerea regionale in uno dei colossi più in salute del trasporto aereo mondiale, capace di macinare 1,4 miliardi di utili nel 2007 e di diventare il maggior cliente di Airbus con ordini per oltre 50 miliardi di dollari. Il progetto per Alitalia, mister Clark, sembra sia quasi pronto. I soldi potreste metterli anche voi? "Lo escludo. Qualcuno ha detto che ci interessava. Ma non è mai stato vero. Certo, ogni giorno arrivano decine di persone a offrirci di comprare compagnie in crisi. Nelle scorse settimane ci hanno proposto anche di entrare in Austrian Airlines. Ma abbiamo già abbastanza progetti sul tavolo per imbarcarci in avventure di questo genere. Siamo in grado di crescere da soli". In questo siete un'eccezione. Iberia, British e American hanno deciso di unire le forze sull'Atlantico. Air France è pronta a rafforzare i legami con la Delta. Tutti si guardano attorno cercando alleati. E voi? "Noi camminiamo con le nostre gambe. Se hai bisogno di appoggiarti a qualcun altro, significa che il tuo piano è già sbagliato in partenza. La nostra strategia è semplice. Un hub, Dubai, che fa da ponte tra Oriente e Occidente, con una ragnatela di collegamenti completa per tutto il mondo. Siamo un'aerolinea davvero globale e non a caso siamo tra i leader per il tasso di passeggeri internazionali trasportati". Avete ordinato aerei per oltre 50 miliardi di dollari, 32 dei quali per il gigante dei cieli, il nuovo lussuosissimo Airbus A380. Non le sembra un piano troppo ambizioso soprattutto in un mercato che sembra battere qualche colpo in testa? "No. La recessione non mi spaventa. Faccio questo mestiere da trent'anni. Ho visto passare due guerre del Golfo, due choc petroliferi, le Torri gemelle. So benissimo che nel nostro settore un anno fai un sacco di soldi e l'anno dopo ne perdi altrettanti. L'importante è mantenere il sangue freddo. Non bisogna fare il passo più lungo della gamba ma nemmeno smettere di investire. Il trasporto aereo prima o poi riparte. Lo dice la storia. E se tu non hai l'offerta pronta al momento in cui torna la domanda, perdi il treno della ripresa. L'A380 ? più capiente e più economico di tutti i suoi concorrenti ? ci consentirà di offrire più posti negli aeroporti ormai saturi come Londra e New York"". Siete un'aerolinea nata grazie ai petrodollari. Anche voi però dovete riempire i serbatoi dei vostri aerei... "Certo. E paghiamo caro come tutti. Quest'anno ad esempio prevedevamo di far crescere i profitti di circa 500 milioni a quasi due miliardi di dollari, ma il rialzo del greggio ci costa già più o meno altrettanto. Stiamo varando anche noi un piano di taglio ai costi. Ma non a caso. E non a scapito dello standard e dell'immagine della compagnia. Le ricordo che, malgrado tutto, lo scorso anno abbiamo aumentato del 25% la nostra offerta e il tasso d'occupazione dei nostri aerei è cresciuto lo stesso del 2%". Pensa che il greggio sia destinato a rimanere a questi prezzi? "Lo escludo. C'è molta speculazione. Tolta questa, credo a metà dell'anno prossimo, il prezzo del barile si assesterà tra 65 e 85 dollari, un livello che mi sembra più giusto".

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Avvenire attacca Scajola (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 20-08-2008)

Argomenti: Alitalia

VILLANOVA POLEMICA PER IL COLLEGAMENTO CON ROMA Avvenire attacca Scajola [FIRMA]MAURIZIO FICO VILLANOVA Un articolo di Avvenire, il quotidiano dei vescovi, intitolato "Quando il provincialismo fa rima con lo spreco", apre un caso che tira direttamente in causa il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, dopo l'annuncio di un contributo da un milione di euro che consentirà il ripristino del collegamento giornaliero Villanova-Roma, interotto alla fine di ottobre del 2007. La polemica è subito "decollata". Dal ministero è partita una lunga nota di risposta mentre, a livello locale, si registrano le prese di posizione di Pietro Balestra, presidente dell'Ava spa, società che gestisce lo scalo del ponente ligure, e Ciro My, presidente di Exploraitalia, tour operator che attualmente effettua alcuni voli settimanali verso la Corsica e la Sardegna ed eventuali "charter" per Roma. Nell'editoriale di Avvenire si fa riferimento alla crisi tuttora irrisolta di Alitalia. "L'auspicio è che il federalismo non si traduca solo in una corsa ad assicurare benefici al proprio collegio elettorale". Altrettanto decisa la risposta del ministero alle Attività produttive: "Non c'è stato alcun finanziamento e la segreteria ha svolto esclusivamente un ruolo di carattere informativo". Si precisa inoltre che "dal 1999, per legge, sono previsti e stanziati gli aiuti degli scali sottoposti all'imposizione di oneri di servizio pubblico, per favorire gli aeroporti che servono regioni periferiche, in via di sviluppo o una rotta a bassa densità di traffico, qualora sia considerata essenziale per lo sviluppo economico della regione in cui si trova l'aeroporto stesso". Secondo il ministero di Scajola è dal 2002 che tali disposizioni sono applicate agli scali di Albenga, Cuneo, Taranto, Trapani, Crotone, Bolzano, Aosta, Pantelleria e Lampedusa. Il presidente Balestra risponde anche agli attacchi dell'Associazione Aviazione civile, che ha definito il contributo governativo per Villanova "l'ennesimo regalino pubblico": "Si tratta di un attacco gratuito al nostro scalo. Parole che colpiscono tutto il territorio: il nostro scalo invece ha le carte in regola per diventare il volano del rilancio economico del ponente ligure e del Nord Ovest". Balestra, vice sindaco di Villanova, spiega che i contributi per la continuità territoriale sono stati introdotti nel 2002 da un emendamento alla finanziaria sottoscritto da tutti i partiti. Nessun nuovo finanziamento quindi ma l'assegnazione di quella parte di contributi attribuiti nel 2005 ma non utilizzati dopo la sospensione del volo per Roma". Cyro My, precisa che "Expolaraitalia, in quanto tour operator, non ha nulla a che fare con ipotetici finanziamenti o contributi pubblici, erogabili solo ed esclusivamente a compagnie aeree: i nostri collegamenti organizzati da Albenga, per ora con la collaborazione di Alitalia express, fanno parte di un più ampio progetto turistico che coinvolge la Corsica (Bastia), la Sardegna (Tortoli) e a breve Bolzano". Il caso però non sembra chiuso. L'attacco di Avvenire, che definisce uno spreco gli aeroporti "sotto casa", sta facendo discutere tutto il mondo politico e anche per oggi sono attese dichiarazioni e prese di posizione, anche ai massimi livelli.

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L'America è debole e il mondo ne approfitta. Per sempre? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 20-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Dopo la Russia, altre brutte notizie per l'Occidente. Il terrorismo islamico si è risvegliato: attentati in Algeria, ripresa dei kamikaze in Irak, i talebani all'offensiva in Afghanistan, dove hanno ucciso 10 soldati francesi, non sono mai stati così vicini alla capitale Kabul. Intanto, in Pakistan gli Usa perdono il fido Musharraf e mentre il mondo pensa alle Olimpiadi, la Cina prosegue la penetrazione in Africa. Come previsto l'opposizione alla Russia in Georgia è risultata sterile e Mosca continua a gestire la situazione a proprio piacimento (e infatti oggi l'Abkhazia ha chiesto l'indipendenza). L'accordo firmato dalla Rice con la Polonia per la fornitura di missili nell'ambito del progetto di scudo spaziale non proietta un'immagine di forza, bensì, per la fretta che ha caratterizzato le ultime trattative, di ansia. L'America è in disagio e la sua debolezza evidente: ho l'impressione che molti dei suoi antagonisti ne stiano approfittando per conquistare fette di potere o per rialzare la testa. Fino a dove si spingeranno? La debolezza geostrategica americana è strutturale o transitoria? Basterà un nuovo presidente a ridare lo smalto perduto? Come paiono lontani i tempi dell'America arrembante, eppure era appena il 2003. Scritto in gli usa e il mondo 1 Commento " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Aug 08 Due sprechi (tutti italiani) da eliminare Torno ad occuparmi un po' di vicende italiane, rilanciando qualche riflessione. La prima: perché in Italia i cantieri autostradali durano in eterno? Ad esempio sulla Milano-Genova i lavori di ampliamento per la terza corsia sono in corso da molti anni. E' un'autostrada che percorro abbastanza frequentemente in settimana, il sabato, la domenica, di giorno e la sera. Non vedo mai operai al lavoro, sembra tutto fermo. e infatti i progressi sono lentissimi. Negli altri Paesi a inizio lavori viene fissata una data per la conclusione che, salvo imprevisti e documentati motivi, viene rispettata. In Italia invece si sfora sui tempi e, naturalmente, sulla spesa. Domanda per Tremonti e Brunetta che finora si stanno comportando molto bene a mio giudizio: non è il caso di porre fine a questa indecenza? La seconda considerazione: sono d'accordo che vengano tagliate le spese statali e, di conseguenza, anche quelle agli enti locali. Ma perché punire tutti indiscriminatamente? Nella sanità, ad esempio, ci sono alcune regioni che gestiscono bene i fondi a disposizione, altre invece dove regna l'inefficienza e gli sprechi sono colossali. Perché non introdurre una linea meritocratica anche in materia? I tagli dovrebbero colpire soprattutto le regioni che sprecano, ho l'impressione che, se così, fosse, diventerebbero improvvisamente più virtuose. Sbaglio? Scritto in Italia Commenti ( 20 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Aug 08 La guerra è finita o inizia solo adesso? Sì, i cannoni non sparano più in Georgia, ma se esaminiamo quel che è accaduto in questi giorni da un punto di vista strategico, non c'è da stare allegri. La guerra potrebbe essere solo agli inizi. Mi spiego: 1) Dal 1989 al 2004 gli Stati Uniti hanno applicato una politica di accerchiamento della Russia, facendo cadere sotto la propria influenza molti Stati nell'Europa dell'Est e nell'Asia centrale, come spiego in questa analisi. 2) Dal 2004 Putin ha cercato di contrastare gli Stati Uniti, ottenendo qualche successo, ma non riuscendo mai a portare il colpo del Ko. In un approfondimento sostengo che la guerra in Georgia segna una svolta. Il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo da parte dell'Occidente legittima le pretese secessionistiche delle tante minoranze russe sparse nell'ex impero sovietico. La questione etnica diventa così il grimaldello strategico del Cremlino: è alquanto probabile che quanto accaduto in Ossezia del Sud e in Abkhazia possa essere ripetuto in altri Stati. Quali? Ucrania e Moldavia, ma attenzione ai Baltici e, all'occorrenza, anche anche Kazakistan e Kirghizistan. La crisi, probabilmente, è solo agli inizi e l'Occidente non sembra avere gli strumenti per prevenirla. L'America in queste ore ha dato una triste dimostrazione di impotenza e la mediazione di Sarkozy in realtà recepisce soprattutto le condizioni poste dal Cremlino (tema che ho affrontato qui). Anzi, quando ieri il presidente francese ha affermato che "Mosca ha diritto di proteggere le minoranze russe" ha di fatto ulteriormente legittimato il ricorso all'arma "etnica" da parte della Russia. Il modello Georgia rischia di fare scuola, mettendo in crisi il grande piano Usa per il controllo dello scacchiere eurosiatico. Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 62 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Aug 08 Guerra nell'Ossezia del Sud: un disastro per l'Occidente? In un'analisi pubblicata oggi sul Giornale spiego le ragioni che hanno provocato la drammatica guerra nell'Ossezia del Sud. L'Occidente sconta l'effetto Kosovo e la questione Nato: Nel febbraio 2008 Pristina si stacca dalla Serbia con la benedizione dell'Occidente. E il quadro cambia. Putin protesta veementemente per "l'amputazione della Serbia"; l'Occidente, però, lo snobba e lui rilancia annunciando la reciprocità. Se il mondo si arroga il diritto di strappare il Kosovo, Mosca si riserva di fare lo stesso con l'Ossezia del Sud e con l'altra repubblica ribelle georgiana, l'Abkhazia. Altri due mesi e al vertice di Bucarest, la Nato, pur evitando di avviare la procedura d'adesione, annuncia che in futuro la Georgia e l'Ucraina, l'altro grande Stato uscito dall'orbita russa, potranno diventare membri dell'Alleanza atlantica. Un'eventualità inaccettabile per il Cremlino, che infatti riaccende le tensioni nel Caucaso. Chi ha provocato l'esclation dell'altra notte? Verosimilmente il presidente georgiano Saakashvili, nel tentativo di anticipare le mosse di Mosca e approfittando della distrazione del mondo nel giorno dell'apertura dei Giochi Olimpici. Ma ha fatto male i conti, a quanto pare. Militarmente la Russia è superiore e ora Saakashvili rischia di perdere non solo il controllo dell'Ossezia del Sud, ma anche quello del suo Paese. E se cadesse Tbilisi, l'Occidente vedrebbe svanire uno snodo cruciale nello scacchiere euroasiastico, a favore, ovviamente, di Mosca. Valeva la pena di rischiare? Perché Washington non ha imbrigliato il suo vulcanico alleato? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 56 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Aug 08 Una buona idea per fermare i clandestini I clandestini continuano ad arrivare a Lampedusa: siamo a quota 12500 di cui oltre tremila solo negli ultimi dieci giorni. Il 125% in più rispetto al 2007. Come spiego in un articolo pubblicato oggi, questo afflusso non è casuale, ma tollerato da Gheddafi che ha allentato i controlli sulle coste per mettere sotto pressione l'Italia e strappare accordi a lui favorevoli con il nostro governo e, più in generale, con l'Unione europea. Un gioco al rialzo che sa tanto di ricatto. Ma Tripoli ospita un'iniziativa davvero felice, di cui si parla poco e che rischia di concludersi a breve. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (in inglese Iom), in due anni è riuscita a far rimpatriare su base volontaria 2.500 migranti bloccati nel Paese africano. Il meccanismo è semplice: anziché rimpatriarli con la forza, ha offerto loro un incentivo per avviare una piccola attività economia nel proprio Paese. La cifra a testa è irrisoria (400-5o0 euro), come mi ha spiegato il capo missione Laurence Hart ma permette all'emigrante di salvare l'onore rispetto alla propria famiglia e al propio clan e di restare in patria con soddisfazione. Complessivamente - calcolando il biglietto aereo e le spese burocratiche - il costo complessivo è di mille euro a persona; molto, molto meno delle spese da sostenere per manetenere i clandestini nei Cpt per settimane e poi, eventualmente, per espellerli. Questo programma rischia di finire perché i fondi europei si stanno esaurendo; e dire che ci vogliono un milione e duecentomila euro per arrivare alla fine del 2008. Io dico: è un'idea eccellente ed è triste che lo Iom sia costretto a supplicare i governi per ricevere finanziamenti. Questo programma è equo, umano, poco oneroso e dà speranza nei Paesi africani. Dovrebbe diventare sistematico. O sbaglio? Scritto in notizie nascoste, Italia, immigrazione Commenti ( 35 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Aug 08 Le Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto misure analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le ragioni note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di più di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano "purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le descrizioni di massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in francese. Inaudito. Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una grande manovra di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi, due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi (a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina Commenti ( 35 ) " (7 voti, il voto medio è: 3.57 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra è più felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena. In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il mondo Commenti ( 40 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado, degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 59 ) " (2 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche) perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 45 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell'ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si interessa di politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle società occidentali? Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto questa analisi. Tra l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di colore alcun vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per lui, negli Usa McCain - dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara non è ancora decisa. Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa Commenti ( 48 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (14) democrazia (24) europa (3) francia (16) germania (2) giornalismo (37) gli usa e il mondo (28) globalizzazione (8) immigrazione (25) islam (12) Italia (103) medio oriente (8) notizie nascoste (28) presidenziali usa (9) russia (11) svizzera (3) turchia (12) Varie (14) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Paolo Mazzarri: Caro Marcello, penso che poche cose accadano per caso, e la durata infinita dei cantieri autostradali... 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Veltroni: così il governo fa a pezzi il Paese I destini d'Italia sono confusi con i destini giudiziari di un solo uomo . Reazioni nervose nel centrodestra (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del Veltroni: così il governo fa a pezzi il Paese "I destini d'Italia sono confusi con i destini giudiziari di un solo uomo". Reazioni nervose nel centrodestra di Roberto Brunelli / Roma OGNI GIORNO questo paese perde pezzi. E c'è un solo antidoto: ricostruire la fiducia. Walter Veltroni è uno che sceglie le parole con cura, e sa che un'opposizione forte si costruisce sulla base di un consenso il cui primo mattone è fatto, appunto, di quella strana materia che in italiano si chiama "fiducia". Così il leader democratico ha preso carta e penna per scrivere un messaggio in occasione del lancio della prima Festa del Pd, in partenza il 22 agosto a Firenze, un messaggio che non fosse fatto di pura ritualità: un colpo a chi ha, oggi, la responsabilità di guidare il Paese e una risposta velata a chi, oggi, si dibatte nella conflittualità interna al Pd. Primo, il governo che, scrive Veltroni, "si alambicca su questioni bizantine e litiga su tutto". Uno smottamento continuo, fa capire il segretario: "I destini del Paese sono confusi con i destini giudiziari di un solo uomo". Non solo: "Dicono di togliere tasse e imposte e poi giocano a rimetterle. E intanto perdiamo pezzi: l'Alitalia, il carovita, i salari inadeguati, l'immigrazione senza risposte serie. Fra giovani precari, cinquantenni neodisoccupati, anziani in difficoltà, l'unica cosa che sanno balbettare sono slogan sull'esercito mandato a vigilare nelle strade". Parole pesanti. Ma Veltroni è convinto che il Pd sia la risposta giusta per "l'Italia dei talenti soffocati e che vorrebbero emergere, quella delle intelligenze costrette a emigrare, quella di chi vorrebbe colorare il futuro e ha davanti solo grigio e mediocrità, quella di chi vorrebbe riconoscere i suoi nuovi vicini ma ha paura e avverte insicurezza". È l'Italia "degli spettatori muti", come ha scritto pochi giorni fa in una lettera a Repubblica, quella in cui si è unito all'allarme di Nanni Moretti per la "scomparsa dell'opinione pubblica", ossia di un'idea viva e attiva di cittadinanza: che è ciò che più teme Veltroni e su cui più volte ha ribadito la totale alterità rispetto al "pensiero unico", alla politica e alla pratica berlusconiana. Dunque, scrive ancora il segretario, "il compito del Pd non è quello di piantare steccati per dividere i buoni dai cattivi, l'Occidente dall'Oriente, il Sud dal Nord. Il suo compito è invece quello di creare nuovi orizzonti per risvegliare la fiducia, per indossare le vesti del coraggio e non della paura". Nuovi orizzonti: un messaggio, quello di Veltroni, che è rivolto a due interlocutori. Il centrodestra, ma anche a quelli che alimentano la polemica interna al Partito democratico, che comprende un po' di tutto, le discussioni più o meno accese su leaderismo e correnti, primarie e partito, congresso sì congresso no. "Ci sono mura che non chiudono ma accolgono, mura che non segnano confini ma aprono nuove frontiere". Sono le mura della Fortezza da Basso di Firenze, dice Veltroni, che ospiterà la Festa democratica numero uno e che, così rappresentate, arrivano a rappresentare l'idea di Pd che Veltroni vuole costruire. Com'è come non è, l'attacco di Veltroni non è passato inosservato nel campo destro. Non è vero che il governa "litiga su tutto", dice il coordinatore nazionale di Forza Italia Denis Verdini, "è l'opposizione che è lacerata". Ancora: quella del capo del Pd è "una rappresentazione della realtà che non ha né capo né coda", "Veltroni è uscito dal letargo di Ferragosto" e il precedente governo ci avrebbe consegnato un'Italia "porto franco dei clandestini". Così la pensa anche il leghista Roberto Cota, che parla di "un linguaggio da vecchia politica, pieno di frase fatte", mentre Italo Bocchino, per An, sibila: "Veltroni dimentica di aver perso le elezioni"... Reazioni nervose, non c'è che dire.

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Il segretario: Il governo litiga su tutto E punta il dito su Alitalia, carovita, salari inadeguati, l'immigrazione senza risposte (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 21-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il segretario: "Il governo litiga su tutto" E punta il dito su "Alitalia, carovita, salari inadeguati, l'immigrazione senza risposte".

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Oggetti in pista e uccelli I rischi dei primi 5 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-21 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Oggetti in pista e uccelli I rischi dei primi 5 minuti Dal Concorde al disastro di Linate: ecco cosa accade MILANO - Otto ottobre 2001: un MD-80 della Sas si scontra con un Cessna a Linate, 118 le vittime. Sedici luglio 2004: un Boeing 767 della Blu Panorama, appena decollato da Fiumicino, compie un atterraggio d'emergenza per un incendio al motore, tutti salvi i 273 passeggeri. Undici giorni dopo, 27 luglio: stesso scalo, stesso tipo d'aereo, stessa tipologia di incidente e stesso lieto fine. Unica variante: il comandante del volo East African aveva chiesto, prima del decollo, un intervento per problemi tecnici. Proprio come quello della Spanair. Fase delicata Scontri in pista, motori in fiamme o invasi da uccelli, pneumatici che scoppiano, raffiche di vento. La fase del decollo, assieme a quella dell'atterraggio, rappresenta uno dei momenti più delicati per un volo. "I due terzi degli incidenti, il 67%, avvengono proprio in queste due fasi", spiega il direttore generale dell'Ente nazionale dell'aviazione civile Silvano Manera. Che, comandante di MD-80 per 12 anni e buon conoscitore della geografia dell'aeroporto di Madrid, dice: "Quello che è successo non può che essere una concatenazione di fattori, di per sé l'incendio di un motore è un evento al quale un pilota è pronto a far fronte in fase di decollo". Gli handicap è una variabile, una delle tante, che in un momento così delicato può però trasformare un inconveniente in una tragedia. Ma perché la fase del distacco dell'aereo da terra è così a rischio? Primo: "In decollo un aereo è particolarmente pesante - spiega Fabio Berti, presidente dell'associazione dei piloti Anpac -. Ci sono i passeggeri, i bagagli, ma c'è anche il serbatoio pieno di carburante". Secondo: "I motori sono sollecitati al massimo e sottoposti a un forte sforzo strutturale". Terzo: "Le ali, come tutte le superfici aerodinamiche, non hanno ancora raggiunto la massima efficienza". Quarto: "La velocità alla quale l'aereo è lanciato al decollo è tale da imporre tempi di reazione brevissimi per affrontare ogni imprevisto". C'è però uno spartiacque che aiuta il pilota in ogni scelta. Afferma Enrico Deodati, responsabile dell'Ufficio operatori stranieri dell'Enac: "Sotto una determinata velocità, chiamata in gergo V1, il pilota deve interrompere il decollo: togliere motore, frenare e fermarsi in pista. Sopra la V1, bisogna per forza decollare, perché la pista potrebbe non bastare". Un motore in panne Almeno una volta ogni sei mesi, in alcune compagnie ogni tre, i piloti effettuano al simulatore una prova di decollo problematico. "Con motore guasto e con motore in fiamme. Perché ogni aereo è costruito in modo da poter volare con un solo motore", continua il direttore Manera. Nella realtà, però, un incidente non è mai causato da un solo inconveniente: "Ma da una catena di quattro-cinque-sei eventi, lo dicono le statistiche", aggiunge Berti. Un esempio: "Dal motore si dipartono tutti i sistemi: alimentazione idraulica, elettrica e pneumatica. Un'esplosione al motore può causare così anche problemi indiretti al controllo del volo con esiti tragici". Ci sono poi handicap legati alla particolarità del volo e dell'aeroporto e alle condizioni meteo. Gli handicap di ieri: "Aereo a pieno carico, temperatura elevata e area rarefatta per la quota ". Altre cause Le statistiche dimostrano però che spesso le cause di incidenti sono esterne. Elenca Bruno Franchi, presidente dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo: "Una runway incursion (incursione in pista), come nel caso dell'MD-80 di Linate. Un oggetto perso da un altro volo in pista, come nel caso del Concorde di Parigi". Ma non solo: "Tra le cause, oltre all'insufficiente spinta dei motori o a un calo di potenza, all'accensione di spie di segnalazione fumo in cabina o di fiamme ai motori, ci può essere anche l'ingestione di volatili da parte dei motori". Ma anche la ridotta visibilità o la presenza di condizioni meteorologiche particolari: "Come il wind-shear o forte vento laterale ". Ecco perché, su un sito di addetti ai lavori, è stato pubblicato un bollettino meteo di Madrid di ieri pomeriggio: "Vento da ovest sud-ovest, con raffiche fino a 19 nodi". "Un particolare da non sottovalutare - dice Flavio Sordi, comandante di MD-80 Alitalia e rappresentante della Uilt -. Raffiche così, con vento in coda e laterale, potrebbero aver concorso nel rendere estremamente difficile il controllo dell'aereo ". Alessandra Mangiarotti Peso massimo In fase di decollo, con i serbatoi pieni di carburante per il viaggio, l'aeroplano è particolarmente pesante 2008 Il disastro in Congo: schianto al decollo, 85 morti Motori sotto sforzo I motori sono al massimo e sottoposti a un forte sforzo strutturale. Le ali non hanno ancora raggiunto la massima funzionalità La velocità La velocità impone tempi di reazione immediati: sopra una certa soglia l'aereo deve decollare perché la pista può non bastare Le statistiche A provocare i peggiori incidenti sono gli imprevisti esterni, come i pneumatici che scoppiano o la scarsa visibilità.

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Prezzi, rincaro record per la pasta - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-08-2008)

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Economia Prezzi, rincaro record per la pasta Tesoro: +30% in sei mesi. Sindacati, altolà al governo sulle pensioni Sul licenziamento dei ferrovieri interviene Palazzo Chigi: aspettiamo spiegazioni LUCA IEZZI ROMA - Carovita, pensioni, rinnovi contrattuali e licenziamenti. L'agenda del confronto sindacati-governo preannuncia un autunno pieno d'insidie e con un forte rischio scioperi, specie nei trasporti. In cima ai problemi la continua perdita di potere d'acquisto causata dalla corsa dei prezzi di prima necessità. La tendenza è stata certificata ieri dallo stesso ministero del Tesoro secondo cui nei primi sei mesi la pasta è cresciuta del 30,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, un dato ancora più allarmante di quello dell'Istat che a luglio si era fermata a +25%. Aumenti a due cifre anche per pane (+13,2%) e latte (+11,8%). Tra le tariffe amministrate luce e gas fanno segnare un +9%, i pedaggi autostradali crescono del +7,7%, i trasporti urbani sono saliti del 9,2% e i traghetti del 6,2%, trend simile per i treni (+6,4%). Comune denominatore è la corsa del benzina e gasolio (+24,5% e +31,9%). Sotto la media invece gli alberghi che, per la prima volta nell'ultimo decennio, mostrano una contrazione dei prezzi: -0,8%, fermi o in calo i medicinali. Una prima risposta alla necessità di difesa dei redditi dovrebbe arrivare dalle trattative tra Confindustria e sindacati per riformare il meccanismo dei rinnovi contrattuali. Si discute di come calcolare un'inflazione più realistica senza innescare spirali prezzi-salari. Il problema è anche la scadenza del 30 settembre per trovare un'intesa, accettata dalle parti tranne che dalla Cgil. Ma il vero confronto sarà con il governo da cui i sindacati confederali si aspettano proposte a favore dello sviluppo e della giustizia sociale. Invece è arrivata l'ipotesi di un nuovo intervento sulle pensioni: innalzare a 62 anni l'età minima per le donne. Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha smentito: "Non ci sarà nessuna campagna autunnale sulle pensioni sarà limitata alla delega per i lavori usuranti e all'istituzione della commissione per la definizione dei coefficienti nei tempi stabiliti dal precedente governo in accordo con le Parti sociali". Ma le sigle rimangono diffidenti: "In questo momento è sbagliato riaprire il capitolo età, a meno che non si mettano sul piatto incentivi alla permanenza al lavoro forti e basati sulla volontarietà", ha incalzato il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. Rapporti tesi anche quando lo Stato è il datore di lavoro: le vertenze sui rinnovi agli statali e la complicata privatizzazione di Alitalia esploderanno alla ripresa autunnale. Ma già ora tiene banco la vicenda dei licenziamenti alle Ferrovie: "Dopo quasi una settimana di polemiche, attendo ancora di sapere dalle Ferrovie - dice il sottosegretario alla presidenza, Carlo Giovanardi - se gli otto operai di Genova sono stati licenziati in tronco per una mera irregolarità formale, che non ha procurato nessun danno all'azienda. O se, viceversa, hanno tenuto comportamenti talmente gravi da meritare una sanzione così pesante". La scelta di Trenitalia ha suscitato la protesta dei sindacati che lamentano, come denunciato ieri su Repubblica dal Segretario della Cgil Guglielmo Epifani, un "clima esagerato" contro i lavoratori al fine di nascondere le vere emergenze del paese.

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Scontro tribale nel Pd "Finiamo come Prodi" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 21-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 199 del 2008-08-21 pagina 0 Scontro tribale nel Pd "Finiamo come Prodi" di Laura Cesaretti Mentre il segretario si rilassa a Sabaudia, nelle regioni rosse si scatenano le correnti. Da Torino alla Calabria, cento giunte sull'orlo della crisi. E i colonnelli avvertono: "Pericolo di dissoluzione". Un dirigente: "Rischiamo di perdere pure Bologna" Roma - Dal Piemonte alla Sicilia, dalla Campania al Trentino, dalla Liguria alla Sardegna. Persino nella Roma (già) veltroniana, dove il potente ex assessore all'Urbanistica di Walter, Roberto Morassut, non riesce a diventare segretario del partito del Lazio per le feroci resistenze di rutelliani e diessini. E fin dentro il cuore delle regioni rosse, con le lotte intestine per la successione al sindaco Domenici che lacerano Firenze e con una Bologna dove tra pochi mesi – i prodiani, che in città contano, se ne dicono certi – "rischia di ripetersi il caso Guazzaloca", una sconfitta simbolica epocale. "Lo sai che rischiamo di perdere Bologna?", ha chiesto nelle settimane scorse il prodiano Andrea Papini al vice segretario Pd Dario Franceschini. "Lo so, ma che ci possiamo fare? Cofferati è Cofferati", racconta di essersi sentito rispondere. Walter Veltroni, sulle dune di Sabaudia, cerca di godersi l'ultimo scampolo di vacanze e per ora tace, rinviando ai prossimi appuntamenti di partito, a cominciare dalla Festa democratica di Firenze. Ma il suo Pd, in questo scorcio di fine estate, sembra un vespaio impazzito, il campo di battaglia di una serie infinita di guerre feudali e scontri tribali. I focolai sono innumerevoli: apparati locali di partito contro sindaci e presidenti di Regione; correnti in lotta tra loro; battaglie sotterranee ma furibonde tra aspiranti candidati alla prossima tornata elettorale. Il Pd, per citare uno dei principali protagonisti di questi giorni, Sergio Chiamparino, "rischia l'implosione". E anche un veltroniano di prima linea come Giorgio Tonini lancia un allarme da brivido: "Se non la smettiamo, si stanno creando le stesse condizioni che hanno portato alla fine del governo Prodi e alla dissoluzione dell'Unione". Solo che stavolta non ci sarebbe nessun alleato irresponsabile con cui prendersela, tutto si consumerebbe in casa Pd. Arturo Parisi, oppositore indefesso del segretario democratico, insiste a chiedere un congresso anticipato che faccia chiarezza su leadership e linea politica, "per il bene dello stesso Veltroni", spiega il parisiano Monaco. Altrimenti, se si tiene il Pd "a bagnomaria in attesa delle Europee quale improprio surrogato di congresso", il partito va verso "il suicidio politico differito". Già, la sensazione diffusa è che sia Veltroni sia quelli che vengono visti come i principali referenti della fronda anti-Veltroni, a cominciare da D'Alema, puntino a temporeggiare fino alle Europee del 2009. Con obiettivi diversi: Veltroni perché pensa che il momento più nero per l'opposizione sia questo, e che d'ora in poi la situazione non possa che migliorare: "Il governo comincia a perdere colpi e popolarità, la maggioranza a dividersi e litigare: nei prossimi mesi non potrà che andare peggio davanti ai problemi reali, da Alitalia al federalismo fiscale alla crisi economica", ripete ai suoi. Convinto dunque che alle Europee il Pdl sarà penalizzato e il Pd non potrà che guadagnarne: tanto più che la sconfitta di Vendola e Bertinotti nel Prc ha sepolto i soggetti unitari di sinistra, e il Pd può recuperare socialisti, verdi e Sd. Gli anti-veltroniani, invece, puntano a tenere Veltroni a bagnomaria nella convinzione che le Europee e soprattutto le amministrative andranno male, e a quel punto il segretario dovrà assumersi la responsabilità della nuova sconfitta. Ma c'è anche chi teme che la situazione possa precipitare prima: a ottobre si vota in Trentino, e il Pd (anche lì diviso, in due liste) rischia di perdere la provincia autonoma che controlla da molti anni. E poco dopo ci sarà il voto anticipato in Abruzzo: la sconfitta del centrosinistra, dopo la decapitazione per via giudiziaria della giunta Del Turco, è data per certa. Ma potrebbe diventare più dolorosa per Veltroni a causa di Antonio Di Pietro. Il quale vuol fare dell'Abruzzo la rampa di lancio per la propria conquista di egemonia nell'opposizione: minaccia la propria candidatura a presidente (contro il Pd, ovviamente), lavora ad un'alleanza con il Prc di Paolo Ferrero per isolare Veltroni, sta organizzando lì sia il congresso dell'Idv sia il lancio del referendum contro il lodo Alfano. Se, com'è probabile, il Pd in Abruzzo perderà voti e Di Pietro invece ne guadagnerà, le ripercussioni a Roma potrebbero diventare letali già in autunno. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"risparmiare sulla manutenzione potrebbe essere stato fatale" - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Le ipotesi di tecnici e piloti italiani: l'età dell'aereo? Più importante la crisi della compagnia "Risparmiare sulla manutenzione potrebbe essere stato fatale" In estate i ranghi sono all'osso e spesso si chiude un occhio per non far saltare i voli ETTORE LIVINI MILANO - Il rebus di Barajas già da mercoledì pomeriggio ha mandato in fibrillazione tutte le autorità sulla sicurezza aerea d'Europa. Per capire davvero cos'è successo a Madrid ? come spiega il presidente dell'Enac Vito Riggio ? "bisogna aspettare i risultati dell'inchiesta" evitando il toto-guasto che segue ogni tragedia come questa. Ma visto che le verifiche sugli aerei del Vecchio continente "hanno maglie strettissime attraverso cui è difficile farla franca" la caccia alla falla nel sistema da parte degli sceriffi dei cieli è già aperta. "Ricordando ? raccomanda Riggio ? che nell'80% dei disastri aerei la causa è il fattore umano". I controlli non sembrano essere in discussione. L'aereo coinvolto nell'incidente (sigla Echfp, costruito nel 1993, utilizzato da Korean Air fino al '99 e poi dalla controllata della Sas) ha subito l'ultima radicale revisione il 24 gennaio scorso. Spanair è stata sottoposta da inizio anno a 24 controlli a sorpresa di cui tre in Italia (l'ultimo proprio a Ferragosto) e non è mai stata riscontrata alcuna anomalia. "Non c'è da stupirsene ? spiega Riggio ?. In tutte le classifiche ufficiali sulla sicurezza la compagnia spagnola è sempre risultata tra le migliori". Difficile dare la colpa all'Md80. è il modello più diffuso al mondo con 1.194 mezzi in volo di cui 75 nella flotta Alitalia e centinaia in quelle dei big Usa, malgrado la produzione sia stata chiusa nel 1999. In quarant'anni di onorata carriera ha registrato 21 incidenti mortali con 1.193 morti, un numero relativamente basso rispetto alle centinaia di milioni di passeggeri trasportati da una parte all'altra del mondo. La sindrome low-cost e le accuse all'età anagrafica dell'Md82 Spanair sono, secondo gli esperti, furovianti. "Bisogna farla finita con questi luoghi comuni. Una compagnia è a basso costo solo per il cliente che paga meno il biglietto ? assicura Riggio ?. Per le autorità di sicurezza non esistono low o high cost ma solo aerei che possono volare e aerei che devono rimanere a terra. I controlli sono uguali per tutti". E allora cos'è successo a Barajas? Nel mirino c'è il primo tentativo di decollo rinviato per un'anomalia. "Ma succede spessissimo ? assicura Francesco D'Arrigo, pilota Alitalia e analista del Ceas ?. E nessun comandate, almeno in teoria, riprende il volo se i guasti sono seri o non sono risolti". Il rischio piuttosto ? dicono gli esperti ? è che qualche compagnia in crisi finanziaria finisca per risparmiare sulla manutenzione. "In effetti la tensione economica può portare a qualche disfunzione ? ammette Riggio ?. Ma proprio per questo noi interveniamo con la prevenzione e in qualche caso, com'è successo con Alpi Eagles, arriviamo a ritirare la licenza". Più articolato il parere di D'Arrigo: "Lo standard tecnico-qualitativo dei grandi gruppi come Alitalia o Iberia è e rimane altissimo anche in periodi di difficoltà come questo ? sostiene ?. Ma è possibile che qualche piccola compagnia in crisi possa in qualche caso ritardare la manutenzione ordinaria in maniera occulta o farla solo sulla carta, magari facendo pressione su personale più ricattabile per chiudere un occhio". L'estate, come al solito, è il periodo in cui questi rischi tendono a moltiplicarsi. Gli aerei sono pieni, agosto è uno dei pochi periodi dell'anno in cui anche chi è nei guai riesce a fare cassa. Gli operativi sono tirati all'osso e un piccolo guasto o la cancellazione di un volo rischia di far saltare il delicato meccanismo del funzionamento di una compagnia per diversi giorni. Così qualche aerolinea in difficoltà con la complicità di due piloti tolleranti può chiudere un occhio su anomalie tecniche in apparenza banali. La scatola nera del volo Spanair Jk5022 da Madrid a Las Palmas racconterà tra qualche mese se all'aeroporto di Barajas è successo qualcosa di questo genere.

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Air france "archivia" alitalia ora nel mirino c'è austrian - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)

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Economia Mandato a Lazard per un'eventuale offerta. In pista anche Lufthansa Air France "archivia" Alitalia ora nel mirino c'è Austrian In vendita la holding pubblica che controlla il 42,8% della compagnia LUCIO CILLIS ROMA - I vertici di Lufthansa, forse, hanno atteso fin troppo a lungo prima di sferrare l'attacco ad Austrian Airlines. La tecnica "dell'acquisto ultimo minuto" al prezzo più basso, quindi, stavolta potrebbe non essere vincente: Air France-Klm, pur non commentando le indiscrezioni, entra in gioco per l'acquisizione della compagnia messa in vendita dal governo austriaco. I manager di Parigi hanno incaricato l'advisor Lazard di analizzare il dossier e procedere a breve ad un'offerta. I franco-olandesi, dopo l'abbandono del piano di fusione con Alitalia puntano ad entrare di prepotenza nel ghiotto mercato di collegamenti del centro Europa, dell'Est e del Medio Oriente che vede proprio Austrian in pole position. Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France, anche di recente non ha mai nascosto la volontà di partecipare alla vendita della compagnia austriaca, 50 anni di seconda vita alle spalle dopo i fasti degli anni Venti (suo, novant'anni fa il primo collegamento internazionale) interrotti dalla guerra mondiale. "L'evoluzione si farà sia con la scomparsa di alcune compagnie aeree sia con le alleanze", aveva sottolineato solo pochi giorni fa Spinetta, "negli Usa è probabile che le grandi passeranno da sei a tre. In Europa vettori come Austrian sceglieranno di andare a nozze con uno dei grandi europei, come Lufthansa, Air France-Klm o British". Il governo austriaco prima di Ferragosto, ha approvato il piano per vendere la sua partecipazione del 43% di Austrian, a condizione che il 25% resti in mano ad un socio austriaco. Una scelta che si annuncia però tutta in salita per i tedeschi: il volto del nuovo "padrone" da tempo annunciato, quello di Wolfgang Mayrhuber, ad alla cloche di Lufthansa, non piace granché al ministro delle Finanze austriaco che non ha mai nascosto la sua avversione ad una possibile offerta dei tedeschi. Il rischio, è quello di una erosione del mercato dei voli verso il cuore dell'Europa. Ed in questo spiraglio lasciato aperto dalle polemiche si sta infilando Air France che potrebbe togliere da sotto il naso di Lufthansa uno dei vettori che, tra l'altro, fa parte dell'alleanza Star Alliance, guidata, appunto, da Lufthansa. La scacchiera delle alleanze potrebbe così cambiare a breve. Allo stesso modo Alitalia potrebbe riuscire ad entrare in extremis nel gioco, grazie al crescente interesse di Lufthansa per il nostro mercato.

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Morto steward italiano con il compagno e il figlio di tre anni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 22-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-22 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Dalla Sicilia Domenico Riso stava andando in vacanza Morto steward italiano con il compagno e il figlio di tre anni Lavorava all'Air France, viveva a Parigi L'ultima telefonata al padre: vado via per un po'. Ma la famiglia non sapeva dove. Il giallo dell'identificazione DAL NOSTRO INVIATO MADRID - Domenico aveva osato sognare una vita accanto al suo amico più amato, Pierrick. Diceva che "solo chi sa sognare può volare" e chi l'ha conosciuto giura che quelle parole non avevano niente a che fare con la sua professione di steward. Anni e anni passati in volo, prima per l'Alitalia, poi per l'Air France. Domenico Riso, cresciuto sotto il sole e davanti al mare della Sicilia, prendeva più aerei che autostrade, vedeva più nuvole che palazzi. è l'unico italiano morto fra le lamiere e le fiamme dell'Md-82, sulla pista di Barajas. Aveva 41 anni e la pretesa di chi è felice: vivere cent'anni assieme alle persone più amate. Pierrick e il suo bambino di tre anni, Ethan: erano loro quelle persone. Erano la sua "famiglia", le sue vacanze, i suoi sogni, i suoi coinquilini nella bella casa di Parigi, "una piccola reggia accogliente e calda " conferma il cugino dello steward, suo omonimo. Pierrick Charilas ed Ethan erano accanto a lui sul volo della catastrofe. Sono morti seduti l'uno vicino all'altro perché martedì pomeriggio Domenico era fra i passeggeri: non era salito su quell'aereo per servizio. Stavolta si partiva per le vacanze, tutti e tre assieme, come al solito, per qualche giorno di riposo sulle spiagge delle Canarie. Domenico aveva ottenuto dalla Spanair una tariffa agevolata, quella riservata ai bambini. Per questo accanto al suo nome, nella lista dei passeggeri, c'era scritto "niÑo", bambino, e per questo è stato difficile identificarlo. Nessuno fino a ieri mattina aveva chiesto informazioni su quel passeggero dal nome italiano. Non una chiamata di un parente o di un amico allarmato. Sembrava un giallo. All'ambasciata e alla Spanair hanno capito dopo il perché. Domenico era sempre in volo e spesso non chiamava nemmeno casa per dire dove stesse andando. Un volo per lui era come spostarsi in macchina di pochi chilometri. Aveva telefonato al padre Pietro poche ore prima di partire, martedì. Ma erano state soltanto due parole: "Vado in vacanza per un po'", nessun dettaglio sulla destinazione. Così né il vecchio marinaio Pietro né le sorelle di Domenico (Concetta e Marianna) potevano immaginarlo sull'aereo della morte (la madre è scomparsa qualche anno fa). Lo hanno saputo ieri mattina, a casa Riso. E hanno saputo anche di Pierrick ed Ethan, nomi tante volte sentiti dalla voce di lui. Pierrick una volta era campione di aerobica, ha avuto una storia d'amore poco fortunata con la madre di Ethan e poi ha deciso di vivere con il bambino e Domenico nell'appartamento parigino, come fossero una famiglia fra tante, con il bambino da tirare su assieme. Non che la cosa sia sfuggita alle malelingue di Isola delle Femmine, borgo marinaro alle porte di Palermo che "l'uomo dei cieli" (come lo chiamavano gli amici) aveva lasciato nel 1997 per la capitale francese. Due uomini che vivono assieme, si sa, sono fonte di chiacchiere e in paese non sono certo le chiacchiere che mancano. Se poi c'è di mezzo un bambino piccolo, amatissimo da tutti e due e che per Domenico era come un figlio, si può arrivare fino ai pettegolezzi più velenosi. Ma lui, Domenico, ha sempre tirato dritto per la sua strada. Come fece quella volta che decise di mettersi l'orecchino. Pazienza se qualcuno non gradiva. Se qualche parola di troppo lo irritava respingeva la rabbia cantando, lirica soprattutto, una delle sue tante passioni. Non era tipo che non osasse, Domenico. Lui volava. E "solo chi sa sognare può volare". La vittima italiana Domenico Riso, 41enne siciliano, steward dell'Air France morto nell'incidente aereo. Riso si trovava con il compagno e il figlio di lui Giusi Fasano (ha collaborato Enzo Mignosi) GUARDA IL VIDEO dei primi soccorsi su www.corriere.it.

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Al volante con la cocaina uccide ragazza incinta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 22-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-22 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Anzio Lei lavorò con Costanzo. Arrestato il guidatore di 20 anni Al volante con la cocaina uccide ragazza incinta Morta sotto gli occhi del fidanzato, tentato anche un cesareo Sulla vettura che ha provocato l'incidente c'erano quattro ragazzi. Due ore prima erano stati fermati dai carabinieri ANZIO (Roma) - Quando arriva l'ambulanza, Gianluca Godente va incontro ai medici, urla, è disperato. Ha visto l'incidente dallo specchietto retrovisore. C'è la sua Nelly nel fosso, prigioniera nell'auto ribaltata, dopo l'impatto tremendo sull'Ardeatina. Sono le due di ieri notte: i pompieri stanno già provando a liberarla, tagliando le lamiere della Suzuki Swift con la fiamma ossidrica. Ma bisogna far presto, perché Nelly Gerardi, 24 anni, la sua ragazza, non è sola. è incinta di cinque mesi e in grembo ha una bambina. è loro figlia. Intanto, dall'altra parte della strada, mezza distrutta tra le palme e gli oleandri, è finita l'Audi A3 che ha causato tutto questo: la curva presa a folle velocità, l'auto che sbanda e invade la corsia opposta. Poi lo schianto. A bordo, quattro ragazzi. Tutti illesi. Il guidatore, Pietro Galasso, 20 anni, ha la faccia insanguinata e "vaga come uno zombie " - raccontano i testimoni - in mezzo alla carreggiata. Sta vomitando. Più tardi, quando i carabinieri del colonnello Rosario Castello lo sottoporranno al narcotest, scopriranno che è drogato. Nel suo sangue c'è cocaina. Ma i medici ora hanno ben altro a cui pensare. C'è Nelly da salvare, con in grembo la sua creatura. E parte allora la corsa a sirene spiegate agli Ospedali Riuniti di Anzio. Per la mamma, però, non c'è già più niente da fare: lo scontro frontale l'ha uccisa. I sanitari tentano l'impossibile: un parto cesareo per salvare il feto. è una corsa contro il tempo. Un medico del pronto soccorso qualche ora dopo racconterà: "I miei colleghi hanno provato a rianimarlo, hanno fatto di tutto per salvare la vita di quel cuoricino". Gianluca Godente, che gestisce "Lo sbarco di Anzio", uno dei ristoranti più rinomati sul litorale, quando capisce che ogni speranza è vana, crolla ("Era un angelo, era un angelo...", ripete tra i singhiozzi). Con Nelly si sarebbero dovuti sposare tra poco. Lei, bellissima ragazza, aveva fatto la ballerina, lavorato a teatro, con Maria De Filippi e Maurizio Costanzo. Era iscritta al Dipartimento di arte musica e spettacolo all'Università romana di Tor Vergata. Calcare le scene, era sempre stato il suo sogno. Era così bella che aveva fatto anche la hostess per l'Alitalia, ma poi aveva conosciuto Gianluca e il suo sogno ora era solo quello di diventare mamma. L'altra notte, però, in fondo al rettilineo buio dell'Ardeatina, all'incrocio col lungomare delle Sirene, poco dopo i bagni del Tortuga, mentre Nelly tornava a casa verso Roma con Gianluca che la scortava davanti, a bordo di un'altra auto, ecco spuntare invece l'Audi A3 diretta ad Anzio, con a bordo quei quattro ragazzi assatanati. Tutti romani, tutti ventenni. Due ore prima, erano stati già fermati dai carabinieri a un posto di blocco nel paese di Lavinio, a pochi chilometri di distanza. Sottoposti alla prova dell'etilometro, erano risultati perfettamente sobri. Due ore dopo, invece, avevano la cocaina nel sangue (tre su quattro positivi al narcotest, il quarto si è solo rifiutato). Uno di loro D.A. ha dei precedenti: già denunciato per spaccio. "Un bravo ragazzo, gran lavoratore ", dicono ora i vicini di Pietro Galasso, nella zona dei Due Leoni, estrema periferia est della Capitale. Il papà ha un'impresa edile e Pietro lavora con lui. L'Audi è intestata alla famiglia. Ora è recluso nel carcere di Velletri, accusato di omicidio colposo, aggravato dal fatto di essersi messo alla guida sotto l'effetto della cocaina. In base alle nuove norme inserite nel Pacchetto Sicurezza dal governo, rischia una pena che va dai 3 ai 10 anni di carcere (il doppio rispetto al passato). Ma gli amici di Nelly la pensano in un altro modo: "Poteva finire lui contro un muro, anziché ammazzare due persone". Ex ballerina Nelly Gerardi, 24 anni, incinta di 5 mesi, morta nell'incidente di ieri Fabrizio Caccia LA STORIA della vittima su www.corriere.it Lo schianto Sotto, i resti dell'Audi guidata da Pietro Galasso, 20 anni. Il ragazzo era al volante sotto l'effetto della cocaina. Nel tondo, fiori sul luogo dell'incidente in ricordo di Nelly.

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I romani i più indebitati d'Italia I dati della Cgia: ogni famiglia spende 21.949 euro in più di quello che guadagna. Sale il rischio usura L'allarme della Cgil: troppi lavoratori (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 22-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del I romani i più indebitati d'Italia I dati della Cgia: ogni famiglia spende 21.949 euro in più di quello che guadagna. Sale il rischio usura L'allarme della Cgil: troppi lavoratori sono sulla soglia di povertà, pesano le crisi di Alitalia ed Ericsson di Gioia Salvatori Sommersi dalle rate, indebitati per migliaia di euro con banche e finanziarie, persi tra contratti di credito, ricevute e rate per casa e automobile, vacanza e pc ma anche cellulare e palestra. I romani sono in prima posizione in Italia nella graduatoria degli indebitati, secondo una ricerca della Cgia di Mestre. Seguiti a ruota da milanesi, lodigiani, reggiani e riminesi, si indebitano per 21.949 euro per famiglia: 6mila euro in più della media nazionale di indebitamento, pari a 15.765 euro per famiglia. Dal 2002 alla fine del 2007, nella Capitale, il debito è aumentato del 91 %. Segno che con il calare del potere d'acquisto aumentano le famiglie medie che si indebitano, quelle che con 2500 euro non ce la fanno più ad arrivare a fine mese. Un trend già rilevato dalla Cgil Roma e Lazio che, viste le numerose segnalazioni arrivate dai delegati bancari negli ultimi due anni, a settembre avvierà una campagna di informazione sul prestito che coinvolgerà anche l'associazione Libera contro il rischio usura. Non solo, questionari per stilare un profilo degli indebitati di Roma saranno distribuiti tra qualche migliaio di lavoratori dipendenti in aziende pubbliche di servizi, aziende private e del terziario: sicuramente tra i precari di un call center. Un'iniziativa che accompagnerà un autunno caldo, dove il tema dell'indebitamento delle famiglie medie e sarà solo uno di quelli sul tavolo: "Non dobbiamo dimenticare che Roma è una delle città d'Italia con il più alto reddito pro-capite - Commenta il segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Walter Schiavella - L'indebitamento delle famiglie medie e i rilievi che danno la metà dei lavoratori dipendenti di Roma al di sotto dei mille euro mensili di salario, confermano che c'è una fascia di proletariato urbano che cresce insieme a una sempre più iniqua redistribuzione della ricchezza. L'autunno, con sullo sfondo la crisi Alitalia, quella di Ericsson, il crollo del turismo e dei consumi, si preannuncia molto difficile: il sindaco di Roma non può non tenerne conto. Per questo ci aspettiamo un serio confronto con le parti sociali piuttosto di iniziative di facciata che di certo non potranno sostituire il ruolo chiave della concertazione. Il riferimento è alla commissione Attali di Roma istituita da Alemanno, un pensario da cui saremo ben felici di cogliere buone idee per lo sviluppo, ma una città si governa con altri metodi". "I nostri bancari ci dicono che aumentano le famiglie che fanno crack poiché rateizzando perdono il conto delle uscite - spiega il segretario regionale con delega al credito della Cgil Roma e Lazio, Gabriele Mazzariello - Alla cessione del quinto dello stipendio, a cui prima i dipendenti ricorrevano solo per pagare casa e auto, poi, oggi si ricorre per l'acquisto di beni voluttuari. Così senza rendersi conto le famiglie raggiungono livelli di indebitamento per cui non riescono più ad ottenere prestiti dalle banche, rischiando di finire facilmente nelle mani degli usurai. Per questo abbiamo coinvolto Libera nella nostra campagna sul credito". Campagna e indagine sul credito della Cgil, riguarderanno tutta la Regione. Ma se Roma ha la maglia nera dei debiti, le altre province se la cavano decisamente meglio: nella graduatoria della Cgia Viterbo è al 66esimo posto, seguita a breve distanza da Latina (68esimo); Rieti è 80esima e Frosinone 89esima. SI CHIEDONO PRESTITI per la casa e l'automobile, la vacanza e il pc, ma ora anche per comprare il cellulare o per pagare la palestra ai figli.

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Madrid, anche un italiano morto nel disastro aereo Era uno steward palermitano della Air France Crescono le polemiche sulla manutenzione (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 22-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del Madrid, anche un italiano morto nel disastro aereo Era uno steward palermitano della Air France Crescono le polemiche sulla manutenzione di Emiliano Dario Esposito ANCHE UN ITALIANO, lo steward dell'Air France Domenico Riso, tra le 153 vittime del disastro aereo all'aeroporto Barajas di Madrid. La Farnesina lo ha reso noto ieri intorno alle 13, confermando le voci che si rincorrevano fin dal primo mattino. Continuano intanto le indagini degli inquirenti spagnoli e le polemiche sulle condizioni del velivolo della Spanair schiantatosi subito dopo il decollo. La vittima italiana del disastro era nata a Isola delle Femmine, un piccolo comune marinaro alle porte di Palermo, Domenico Riso, 41 anni, risiedeva dal 2000 a Parigi. Ex assistente di bordo Alitalia, era stato assunto dalla compagnia di bandiera transalpina dove tuttora lavorava. Il volo Spanair avrebbe dovuto portarlo alle Canarie, dove aveva deciso di trascorrere le vacanze insieme ad un suo amico francese ed al figlio di questi. I familiari non sapevano fosse su quel volo. "Sapevamo soltanto che stesse andando in vacanza - spiegano - non ci aveva detto che sarebbe andato nelle Canarie. Eravamo tranquilli". Aveva anche sentito suo padre pochi minuti prima di salire sull'aereo. Il paesino palermitano è comprensibilmente sotto choc. Il sindaco, Gaspare Portobello, ha deciso di proclamare tre giorni di lutto cittadino. "Siamo attoniti - dice - conoscevamo tutti Domenico. Era il nostro orgoglio, uno dei nostri ragazzi che si era affermato: uno steward che girava il mondo per poi tornare nel suo paese a raccontarci ogni cosa". Il padre di Domenico, Pietro Riso, 82 anni, e le sorelle, Marianna e Concetta, sono rimasti chiusi tutto il giorno nella loro abitazione in via Trapani, dove è cominciato un commosso pellegrinaggio di parenti e amici. Oggi le sorelle della vittima partiranno per Madrid per il riconoscimento della salma, la compagnia aerea Spanair ed il governo spagnolo si sono offerti di ospitarle a proprie spese. Rimangono ancora nell'ombra, intanto, le cause della tragedia.Esclusa categoricamente dagli inquirenti - ancora alle prese con le due scatole nere dell'aereo - ogni pista che non riguardi il guasto tecnico, c'è da capire quale problema abbia causato la caduta del velivolo e se esistano delle responsabilità. Di certo c'è che l'apparecchio aveva chiesto assistenza tecnica pochi minuti prima del decollo. Il comandante del volo Antonio Luna, in attesa del via libera dalla torre, aveva preferito rientrare al gate di partenza per un problema di surriscaldamento ad una presa d'aria. Due ore di riparazioni, la nuova partenza e poi il terribile - immediato - schianto dopo un incendio al motore sinistro e forse il suo distacco. La Spanair, finita prevedibilmente al centro delle polemiche, sostiene che non ci sia alcun nesso tra il primo problema e quello che ha determinato il disastro, e di aver "rispettato tutte le regole dell'aviazione civile" nei controlli e nelle riparazioni del velivolo. I dubbi sulla compagnia spagnola - in profonda crisi economica e sconvolta da tagli al personale ed alle rotte - restano però forti: pare che nei giorni scorsi fossero stati cancellati, per problemi tecnici, due voli dello stesso apparecchio precipitato a Barajas.

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<Bene Brunetta Il fannullone? Se lo educhi, lo eviti> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 22-08-2008)

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N. 200 del 2008-08-22 pagina 0 "Il fannullone? Se lo educhi, lo eviti" di Paolo Stefanato Parla il presidente degli aeroporti di Milano, Giuseppe Bonomi: "Giusta la linea del rigore, ma senza estremismi". Nel 2008 due licenziamenti in tronco Milano - Lei che è un manager pubblico... "Devo interromperla subito. Non mi ritengo un manager pubblico, ma un manager e basta". Giuseppe Bonomi, 50 anni, avvocato, ex presidente dell'Alitalia, dal 2006 è presidente della Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa controllata dal Comune di Milano; carica che aveva già ricoperto tra il 1997 e il 1999. Spiega: "La particolarità della mia azione sta nel fatto che in un'azienda controllata da capitale pubblico i temi legati al lavoro sono considerati in maniera particolarmente delicata". Proprio qui la volevo. Quello che sta accadendo in Italia ci dice che sta cambiando la cultura del lavoro e delle relazioni tra aziende (pubbliche) e lavoratori. Nello stesso tempo si sta minacciando un autunno caldo. Che ne dice? "Il ministro Renato Brunetta e il governo stanno facendo una forte opera di sensibilizzazione". ... sui fannulloni? "Sì, e non solo. Ma la Sea, e lo dico senza squilli di fanfare, è già entrata nella fase due". Cioè? "La fase uno, per dirla con Brunetta, è quella che ha per obiettivo la necessità di scandalizzarsi rispetto a una cultura del lavoro anacronistica. Mette in evidenza un aspetto sacrosanto: che chi viola le regole va sanzionato". E la fase due? "Entra nel meccanismo delle motivazioni e della prevenzione. Noi siamo già qui. Abbiamo individuato le criticità e le stiamo affrontando con una forte opera di prevenzione. Che viene, appunto, prima dell'eventuale sanzione". Ci fa un esempio? "Il concetto è questo. L'assenteismo e forme patologiche di non lavoro trovano terreno fertile in aziende (pubbliche e private, ma soprattutto pubbliche), che non sanno esprimere valori, visioni e progetti; e di conseguenza non hanno una linea di comando chiara. Nel nostro caso stiamo facendo il serio tentativo di esprimere questi principi e di premiare il lavoro e le prestazioni di chi li condivide". Come agite? "Facciamo opera di prevenzione, prima che contenzioso con i singoli. La sanzione dev'essere l'extrema ratio". E quindi? "Quindi abbiamo impostato una massiccia campagna di colloqui con i dipendenti il cui carico di assenze faccia dubitare della loro correttezza. Abbiamo parallelamente intensificato, di concerto con l'Asl, il ricorso alle visite fiscali. Il tutto con comunicazioni periodiche ai sindacati, con i quali abbiamo un filo diretto". Che cosa dicono? Da voi le sigle sono tante... "Sono nove. Ma hanno capito che il mondo sta cambiando e c'è un atteggiamento costruttivo reciproco. Noi portiamo avanti una linea di rigore ma senza estremizzazioni, consideriamo il profilo sanzionatorio una delle leve, non "la" leva. Loro ci appoggiano. Ci si è resi conto tutti quanti che bisogna lavorare di più. Sembra banale invece è fondamentale". Avete ottenuto risultati? "Sì, in un anno il tasso di assenteismo è calato di un punto, dal 10% al 9%. Le ricordo che nel settore dei trasporti il tasso è mediamente più alto che altrove, qui si lavora ventiquattrore al giorno, 365 giorni, anche nei fine settimana estivi... ". Un possibile autunno caldo la preoccupa? "Noi abbiamo già superato la fase della conflittualità, quindi una ventata di scioperi, se ci saranno, verranno dal contesto esterno, che è sofferente, e non da motivazioni interne". Una battaglia che si preannuncia sanguinosa nelle Ferrovie è quella per il macchinista unico. Mauro Moretti, l'amministratore delegato delle Fs, è fermo nel voler raggiungere questo obiettivo e i sindacati sembrano pronti a difendere il secondo conducente... "Noi avevamo una situazione simile nell'handling (i servizi di terra negli aeroporti, ndr). Le squadre sottobordo con il compito di caricare o scaricare i bagagli erano composte prevalentemente da coordinatori. Poteva capitare che in quattro coordinassero e due soli faticassero". Mica male, e com'era possibile? "Un retaggio del monopolio, quando i privilegi venivano dispensati generosamente". Com'è andata a finire? "Abbiamo accorpato le figure di coordinamento in una sola, così si sono creati i giusti rapporti tra chi scarica e chi controlla". Non mi dica però che sono tutte rose e fiori. Anche voi, come le ferrovie, avrete ben licenziato qualcuno. Anni fa ci furono casi di furti... "Nell'ultimo anno abbiamo cacciato due persone, in tronco" Che cos'avevano combinato? "Un dipendente durante le assenze con certificato medico partecipava a tornei di biliardo in giro per l'Italia. Abbiamo monitorato a lungo e siamo intervenuti. Senza sconti". L'altro? "Una giusta causa per ripetute assenze ingiustificate. In passato non si faceva, non c'era controllo: ma c'è un contratto nazionale da rispettare. La presenza è il presupposto del lavoro, è il patrimonio del lavoratore. Nel rispetto dei colleghi. Ma lo sa che noi d'estate riceviamo certificati medici dalle più disparate località di villeggiatura? Un dipendente prossimo alla pensione ha annunciato un mese di malattia e precisato: sono reperibile nella mia residenza secondaria di Pantelleria". Cos'avete fatto? "Lo abbiamo indotto ad avvalersi immediatamente della mobilità". Lei è stato anche presidente dell'Alitalia, sindacalizzata, conflittuale e disastrosamente in perdita. Qui nel 2003 migliaia di hostess hanno presentato contemporaneamente un certificato medico paralizzando la compagnia. La questione, allora, finì in fumo. Secondo lei oggi l'azienda avrebbe un atteggiamento più duro? "Sicuramente. Ma me lo lasci dire: con il clima di oggi un'azione del genere non sarebbe nemmeno più possibile". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La manutenzione segue procedure uguali per tutti (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 22-08-2008)

Argomenti: Alitalia

INTERVISTA "La manutenzione segue procedure uguali per tutti" Francesco Piccioni Nel film dell'incidente di Madrid una parte importante spetta ai controlli in pista, eseguiti mentre i passeggeri erano già a bordo. Alcuni di loro hanno telefonato a parenti e amici per dire che si stava addirittura attendendo un cambio di aereo, salvo poi comunicare che invece "i problemi non erano così gravi", l'aereo sarebbe rimasto lo stesso. Di mezzo c'è una compagnia low cost, le domande si affollano. Abbiamo sentito Pasquale Vitiello, della segreteria nazionale del Sdl-Trasporto aereo, dipendente dell'Atitech, società di manutenzione interna al gruppo Alitalia. Le compagnie low cost seguono le stesse procedure delle grandi compagnie nazionali o commerciali? In linea di principio funziona così: gli standard di sicurezza vengono imposti dalle autorità nazionali e internazionali, e tutte le compagnie li devono rispettare. Negli Usa li fissa l'Agenzia federale per il trasporto aereo, in Italia dall'Enac e così via. I "passi di manutenzione" vengono invece dettati dalle case costruttrici, in base al numero delle ore di volo. Per esempio, si parte da un "passo A", più frequente e ravvicinato nel tempo, e si arriva a un "check D" che comporta invece una revisione completa dell'aeromobile. I tempi e le frequenze delle varie fasi sono imposte dal costruttore. Come il libretto di manutenzione di un'automobile... Grosso modo. Dipende dal modello, dall'età, ecc. Il vettore (la compagnia che impiega l'aereo, ndr) deve rispettare scrupolosamente questi standard, senza eccezione. Però si può andare anche oltre questi standard. Nel senso che - stabilito un minimo - si può essere anche più severi? Nel caso di Alitalia, per esempio, lo possiamo affermare tranquillamente. In Atitech, che Alitalia ha creato proprio per fare la manutenzione degli Md80 (l'aereo di Madrid è una variante di questo modello, ndr), si va oltre. Se per fare un passo di "check C", dopo 15.000 ore di volo, la procedura prescrive che dobbiamo controllare un determinato "pezzo A", il tecnico controlla quel pezzo ma anche altri a questo collegati. Anche se la procedura del "libretto di manutenzione" non lo obbligherebbe a farlo. È una scelta del singolo tecnico o una linea aziendale? È la linea applicata dall'Atitech, che - ricordiamolo - fa parte integralmente dell'"area tecnica" dell'Alitalia. La stessa cosa avviene nella manutenzione di Fiumicino, alla Tmo, o quando viene fatta l'ispezione a Milano. Da questo punto di vista possiamo dire che questi processi in Alitalia vengono attentamente controllati; anche perché c'è ancora una manodopera molto specializzata. Il tutto sotto lo stretto controllo dell'Enac. Le compagnie low cost dove fanno tutta questa manutenzione? Non è che si può portare un aereo da un meccanico qualsiasi. Esistono molte società di manutenzione, ma tutte certificate e controllate. Durante la trattativa per la vendita di Alitalia noi ci siamo opposti all'esternalizzazione della manutenzione e delle altre attività connesse al volo, perché una cosa è che il vettore abbia il controllo delle attività di manutenzione e quindi possa in qualsiasi momento intervenire, avere a disposizione il cartaceo dei controlli fatti, verificare e monitorare l'andamento delle lavorazioni. Altra cosa è portare un aereo presso un'azienda esterna - magari anche più brava di noi - e non avere il controllo diretto. Le compagnie low cost, insomma, si devono affidare a terzi. Qualcuna magari effettuerà le revisioni anche in proprio, la maggior parte deve andare da "terzi", comunque certificati. Il problema non è la professionalità delle società di manutenzione, ma manca da parte del vettore il controllo completo di tutto il ciclo. Le autorità preposte, comunque, controllano tutti questi processi con personale proprio all'interno delle società. Quando si fanno i controlli in pista, come a Madrid, si dispone di tutte le informazioni necessarie? Lì c'è un nucleo tecnico che deve dare l'ok per la partenza. Noi non possiamo sapere se è stato fatto tutto a puntino oppure no, ma sicuramente è previsto. Così come il fatto che il pilota comandante debba fare una "ispezione" esterna e interna all'aeromobile ed eventualmente chiedere l'intervento dei tecnici. L'aereo parte solo quando tutti, e soprattutto il pilota, se la sentono di farlo partire. Per capire. È possibile che il fatto di affidare la manutenzione a terzi provochi qualche perdita di informazione al momento di fare le ultime verifiche, direttamente sulla pista? Teoricamente non è possibile. Si devono effettuare delle procedure e solo alla fine i tecnici danno l'ok. Entrare nel dettaglio di quello che è avvenuto a Madrid non è possibile, per ora. I dati relativi agli apparati e la registrazione delle voci dei piloti in cabina sono però certamente recuperabili nella scatola nera. Alla fine sapremo tutto.

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"Il fannullone? Se lo educhi, lo eviti" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 22-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 200 del 2008-08-22 pagina 0 "Il fannullone? Se lo educhi, lo eviti" di Paolo Stefanato Parla il presidente degli aeroporti di Milano, Giuseppe Bonomi: "Giusta la linea del rigore, ma senza estremismi". Nel 2008 due licenziamenti in tronco. E in Germania la caccia ai fannulloni va in onda in tv Milano - Lei che è un manager pubblico... "Devo interromperla subito. Non mi ritengo un manager pubblico, ma un manager e basta". Giuseppe Bonomi, 50 anni, avvocato, ex presidente dell'Alitalia, dal 2006 è presidente della Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa controllata dal Comune di Milano; carica che aveva già ricoperto tra il 1997 e il 1999. Spiega: "La particolarità della mia azione sta nel fatto che in un'azienda controllata da capitale pubblico i temi legati al lavoro sono considerati in maniera particolarmente delicata". Proprio qui la volevo. Quello che sta accadendo in Italia ci dice che sta cambiando la cultura del lavoro e delle relazioni tra aziende (pubbliche) e lavoratori. Nello stesso tempo si sta minacciando un autunno caldo. Che ne dice? "Il ministro Renato Brunetta e il governo stanno facendo una forte opera di sensibilizzazione". ... sui fannulloni? "Sì, e non solo. Ma la Sea, e lo dico senza squilli di fanfare, è già entrata nella fase due". Cioè? "La fase uno, per dirla con Brunetta, è quella che ha per obiettivo la necessità di scandalizzarsi rispetto a una cultura del lavoro anacronistica. Mette in evidenza un aspetto sacrosanto: che chi viola le regole va sanzionato". E la fase due? "Entra nel meccanismo delle motivazioni e della prevenzione. Noi siamo già qui. Abbiamo individuato le criticità e le stiamo affrontando con una forte opera di prevenzione. Che viene, appunto, prima dell'eventuale sanzione". Ci fa un esempio? "Il concetto è questo. L'assenteismo e forme patologiche di non lavoro trovano terreno fertile in aziende (pubbliche e private, ma soprattutto pubbliche), che non sanno esprimere valori, visioni e progetti; e di conseguenza non hanno una linea di comando chiara. Nel nostro caso stiamo facendo il serio tentativo di esprimere questi principi e di premiare il lavoro e le prestazioni di chi li condivide". Come agite? "Facciamo opera di prevenzione, prima che contenzioso con i singoli. La sanzione dev'essere l'extrema ratio". E quindi? "Quindi abbiamo impostato una massiccia campagna di colloqui con i dipendenti il cui carico di assenze faccia dubitare della loro correttezza. Abbiamo parallelamente intensificato, di concerto con l'Asl, il ricorso alle visite fiscali. Il tutto con comunicazioni periodiche ai sindacati, con i quali abbiamo un filo diretto". Che cosa dicono? Da voi le sigle sono tante... "Sono nove. Ma hanno capito che il mondo sta cambiando e c'è un atteggiamento costruttivo reciproco. Noi portiamo avanti una linea di rigore ma senza estremizzazioni, consideriamo il profilo sanzionatorio una delle leve, non "la" leva. Loro ci appoggiano. Ci si è resi conto tutti quanti che bisogna lavorare di più. Sembra banale invece è fondamentale". Avete ottenuto risultati? "Sì, in un anno il tasso di assenteismo è calato di un punto, dal 10% al 9%. Le ricordo che nel settore dei trasporti il tasso è mediamente più alto che altrove, qui si lavora ventiquattrore al giorno, 365 giorni, anche nei fine settimana estivi... ". Un possibile autunno caldo la preoccupa? "Noi abbiamo già superato la fase della conflittualità, quindi una ventata di scioperi, se ci saranno, verranno dal contesto esterno, che è sofferente, e non da motivazioni interne". Una battaglia che si preannuncia sanguinosa nelle Ferrovie è quella per il macchinista unico. Mauro Moretti, l'amministratore delegato delle Fs, è fermo nel voler raggiungere questo obiettivo e i sindacati sembrano pronti a difendere il secondo conducente... "Noi avevamo una situazione simile nell'handling (i servizi di terra negli aeroporti, ndr). Le squadre sottobordo con il compito di caricare o scaricare i bagagli erano composte prevalentemente da coordinatori. Poteva capitare che in quattro coordinassero e due soli faticassero". Mica male, e com'era possibile? "Un retaggio del monopolio, quando i privilegi venivano dispensati generosamente". Com'è andata a finire? "Abbiamo accorpato le figure di coordinamento in una sola, così si sono creati i giusti rapporti tra chi scarica e chi controlla". Non mi dica però che sono tutte rose e fiori. Anche voi, come le ferrovie, avrete ben licenziato qualcuno. Anni fa ci furono casi di furti... "Nell'ultimo anno abbiamo cacciato due persone, in tronco" Che cos'avevano combinato? "Un dipendente durante le assenze con certificato medico partecipava a tornei di biliardo in giro per l'Italia. Abbiamo monitorato a lungo e siamo intervenuti. Senza sconti". L'altro? "Una giusta causa per ripetute assenze ingiustificate. In passato non si faceva, non c'era controllo: ma c'è un contratto nazionale da rispettare. La presenza è il presupposto del lavoro, è il patrimonio del lavoratore. Nel rispetto dei colleghi. Ma lo sa che noi d'estate riceviamo certificati medici dalle più disparate località di villeggiatura? Un dipendente prossimo alla pensione ha annunciato un mese di malattia e precisato: sono reperibile nella mia residenza secondaria di Pantelleria". Cos'avete fatto? "Lo abbiamo indotto ad avvalersi immediatamente della mobilità". Lei è stato anche presidente dell'Alitalia, sindacalizzata, conflittuale e disastrosamente in perdita. Qui nel 2003 migliaia di hostess hanno presentato contemporaneamente un certificato medico paralizzando la compagnia. La questione, allora, finì in fumo. Secondo lei oggi l'azienda avrebbe un atteggiamento più duro? "Sicuramente. Ma me lo lasci dire: con il clima di oggi un'azione del genere non sarebbe nemmeno più possibile". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La privatizzazione (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-23 num: - pag: 35 categoria: BREVI La privatizzazione Il governo ha deciso la vendita del 49,9% di Alitalia ai privati. Intesa sta mettendo a punto il piano per conto della stessa compagnia Venerdì si riunisce il consiglio di amministrazione di Alitalia, chiamato ad approvare i conti del primo semestre del 2008.

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Alitalia, Intesa stringe sui soci Commissario per la bad company (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-23 num: - pag: 35 categoria: REDAZIONALE Il salvataggio British Airways: non siamo interessati. Le opzioni Lufthansa e Air France Alitalia, Intesa stringe sui soci Commissario per la bad company L'advisor chiama gli investitori. Il nodo dell'alleanza internazionale Entro mercoledì il vertice con i potenziali azionisti. Due ipotesi per il governo: un decreto o la correzione della Marzano ROMA - Al ministero dello Sviluppo i tecnici continuano a lavorare, ma la modifica della legge Marzano per agevolare il salvataggio di Alitalia non è ancora a punto. Né è detto che la riforma sia pronta per giovedì prossimo, quando il Consiglio dei ministri, alla vigilia di un Consiglio di amministrazione decisivo per la compagnia di bandiera, tornerà a riunirsi. Fonti del ministero guidato da Claudio Scajola spiegano che quella della Marzano è una riforma ampia, che va oltre il caso specifico dell'Alitalia, e che sul tavolo ci sono ancora diverse opzioni. Una verifica approfondita con gli altri ministeri coinvolti, e cioè l'Economia e i Trasporti, non c'è ancora stata. Si comincerà lunedì, ma in questo frangente, a meno di una forte accelerazione sulla riforma della Marzano, sta riprendendo quota anche la possibilità di un intervento del governo con una norma "ad hoc" per il salvataggio della compagnia. I tempi sono strettissimi: il 29 è l'ultimo giorno a disposizione del Cda di Alitalia per esaminare il bilancio semestrale, dal quale nessuno si attende risultati positivi. Senza una soluzione normativa che permetta la scissione di Alitalia in due società, facendo entrare i privati nella parte buona, e relegando al commissariamento la "bad company", una delle ipotesi tecniche più gettonata, ma esclusa dal regime attuale della Marzano, il presupposto della continuità aziendale necessario per l'approvazione dei conti è a forte rischio. E gli ammini-stratori della compagnia potrebbero essere costretti a non approvare i conti semestrali, rilevando perdite ancora una volta superiori al limite legale. Il governo avrebbe formalizzato con una lettera al Cda dell'Alitalia l'impegno a intervenire prima del 29, ma l'individuazione dello strumento più appropriato sembra più difficile del previsto. All'inizio della prossima settimana si riuniranno anche i potenziali nuovi soci della compagnia di bandiera messi insieme da Intesa. Colaninno, Ligresti, Gavio, Benetton, Aponte dovrebbero essere chiamati a confermare la propria adesione al piano, che coinvolgerebbe anche l'AirOne di Carlo Toto, ma prima che il governo scopra le sue carte è impossibile pensare a decisioni di carattere operativo e tanto meno giuridico. Nel frattempo British Airways, tirata in ballo da indiscrezioni giornalistiche come possibile partner industriale della nuova Alitalia, ha voluto smentire ogni interesse. "British Airways non considererebbe ipotesi di alleanza con Alitalia" hanno fatto sapere ieri fonti della società britannica. "No comment ", invece, da parte di Air France-Klm, anch'essa indicata tra i potenziali partner. Silenzio assoluto, infine, da parte di Lufthansa, che in molti indicano come la più interessata all'operazione. Mario Sensini 495 i milioni di euro persi da Alitalia nell'esercizio 2007 Il governo studia una correzione della legge Marzano per Alitalia.

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Alitalia, si decide: in settimana cda e nuovi soci (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 201 del 2008-08-23 pagina 29 Alitalia, si decide: in settimana cda e nuovi soci di Redazione da Milano L'elenco dei soci italiani di Alitalia. Il ruolo di Air One e le scelte di Carlo Toto. Le nuove norme governative sull'amministrazione straordinaria. Il cda della compagnia sulla semestrale. La prossima settimana, dopo una pausa estiva durante la quale il lavoro non si è mai fermato, sarà decisiva per il futuro della compagnia. Tutto ruota intorno alla data del 29 agosto, venerdì: nell'approvare i conti a giugno, che saranno ancora pesanti, il cda guidato da Aristide Police dovrà dichiarare, o no, la continuità aziendale, e cioè la suscettibilità della società di essere in grado, in prospettiva, di avere un'economicità di gestione. Già dichiarata in sede di bilancio, non senza affanni, la continuità ha valenze fondamentali: negarla significherebbe aprire la strada al commissario, ma significherebbe anche, per gli amministratori, dichiarare l'opposto di pochi mesi fa ed esporsi a responsabilità di varia natura. Risulta che Police abbia chiesto al governo una manleva su questo tema, e che la otterrà. Prima del cda, il consiglio dei ministri dovrebbe dettare le scelte politiche: lo scorporo, cioè, delle attività in perdita, per permettere a quelle fly di andare avanti. Contemporaneamente, arriveranno i nomi dei membri della cordata voluta da Silvio Berlusconi; pare non ci siano sorprese rispetto alle indiscrezioni di questi mesi. Carlo Toto, infine, scioglierà le riserve e dichiarerà se vuol conferire Air One nella nuova Alitalia oppure venderla per entrarvi come socio versando denaro contante. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il partito noi lo facciamo qui non dal notaio (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "Il partito noi lo facciamo qui non dal notaio" "Il congresso? Sarebbe nell'ottobre 2009 Potremmo anticiparlo se ci fossero divergenze drammatiche" di Federica Fantozzi / Firenze Un luogo simbolico dove la contaminazione divenga realtà, per "mescolarsi e lavorare insieme smettendo di essere ex qualcosa". Ma anche, più prosaicamente, un grande studio televisivo: dalla luce purpurea dei faretti allo sfondo di losanghe in tutte le nuances del rosso-verde, alla scelta di anticipare l'orario dei dibattiti in favore di Tg, alla presenza dei più noti anchormen a intervistare i politici. Debutta la prima Festa Democratica nazionale. 16 giorni, 5mila volontari e 20mila presenze al giorno previste per la kermesse che si tiene alla fiorentina Fortezza da Basso secondo la nuova liturgia voluta da Veltroni. Che manda il suo saluto ai volontari: "Il Pd è alla sua prima Festa, può farla per il lavoro generoso dei volontari. Chi ama raccontare le feste come occasioni per mangiare fuori probabilmente non ci ha mai messo piede. Qui c'è impegno, cultura, confronto politico, passione condivisa, vera e propria comunità. Mi è capitato tante volte di parlare di bella politica, la festa per merito inanzitutto dei volontari che l'hanno costruita, è davvero bella politica". Tempi rapidi, niente comizio finale del segretario sostituito da una più interattiva intervista, addio a segni del passato come magliette di Che Guevara, baffoni di Lenin, satira berlusconiana. Sulle magliette, al massimo, impronte digitali: "Orgoglioso di esibirle". Oggi cala il poker di big che attrae e spiazza il neo-popolo piddì: doppio misto con Bossi, Tremonti, Chiamparino e Bersani. In serata, diventa un full: si aggiunge al tavolo Calderoli. Ma quando le agenzie battono la notizia, dall'organizzazione della Festa trasecolano: "Non ne sappiamo nulla". Padrone di casa all'inaugurazione è Goffredo Bettini, arrivato col pullman salva-Italia reduce dal giro toscano: Piombino, Livorno, Castiglion Fiorentino. Gli darà il cambio Fioroni. Dal palco della mastodontica libreria, che contamina pietre secolari e tecno-panche, il braccio destro veltroniano disegna l'autunno del Pd: "Siamo un partito radicato, l'unico vero. Gli altri risolvono le polemiche preventivamente dal notaio. Non ci sono fazioni. Si apre una nuova fase dove conteranno gli iscritti. In strutture di base legittimate, avranno potere non solo di discutere ma anche di decidere". Bettini pensa a una sorta di referendum permanente: "Sulle grandi scelte i dirigenti istruiscano il dibattito, gli iscritti votino circolo per circolo. La disciplina verrà dal basso, e i personalismi finiranno". Spiega il "valore simbolico di mescolanza" di questa Festa. La sua novità: "Intrattenimento e dialogo ma anche proposte e combattimento politico. Sentiamo l'esigenza di reimmergerci nel popolo". Intanto con la manifestazione di ottobre, ripresa di "un'opposizione di massa". E sul congresso non chiude: "L'abbiamo previsto a ottobre 2009, se ci fossero divergenze drammatiche potremmo anticiparlo, ma non per contarci". La mescolanza: desiderio o realtà? Quella gastronomica è nei fatti: pizza, piadina e cannoli siciliani, carne argentina alla brace, hot dog, birre colombiane, cocktail del Caribe, caffé al maracuja, tajine marocchine e menù thai. Il Giornale se la prende con il kebab, emblema di un'Italia multietnica che gli italiani non vogliono ergo la sinistra perde? I due stand che "spacciano" kebab a 4 euro e falafel a poco meno fanno spallucce: non hanno letto, nessuno gliel'è venuto a dire, e i loro cartocci si vendono come il pane casereccio. Meno stand di merchandising: la crisi si fa sentire anche qui. "Prima c'era la fila per affittare uno spazio, quest'anno no - spiega Osvaldo Miraglia, architetto che da maggio ha trascurato il suo studio per organizzare la Festa - Anche la quota delle coop è scesa. Ma puntiamo sul riscontro mediatico. Il nemico è il Meeting di Rimini". Già, in questa fine estate orfana della festa Udeur a Telese: "Su questo, chapeau a Mastella: con un partito piccolo, in un luogo dimenticato da Dio ha costruito un evento". Le note della "Canzone popolare" evocano Prodi: l'unica cosa, insieme a un paio di ulivetti in vaso. Donatella, artigiana in pensione da otto mesi, nessuna tessera di partito, scuote la testa: "Vedo troppi ristoranti. Se invece di mangiare pensassero ai problemi del paese.". Verrà a vedere Bossi e Tremonti? "Ma no, mi fanno venire la pelle d'oca. In tv cambio canale". Stessa domanda a un gruppo di emiliane con il badge Pd: "No, siamo in gita e torniamo a casa". La guida ammonisce: "Se ci si perde, ci si vede al parcheggio pullman". Disinteressata anche una famiglia di Sesto con padre bancario e figlioletta: "Dopo le elezioni ho spento la tv. Ho capito che le radici italiane sono fasciste. Il Pd? Troppo mollacchione". La moglie è più possibilista: "Bersani mi piace, è tosto". Drastico Riccardo, operaio livornese: "Non mi interessa la politica che accontenta tutti, la destra ha vinto e faccia politiche liberiste anziché salvare Alitalia con i nostri soldi, e il Pd faccia qualcosa di sinistra". Non perderà l'incontro con il gotha padano Salvatore Pantano, ex contadino-garzone-calzaturiere: "Il Pd ha fatto bene a invitarli. Ormai per le rivoluzioni armate è tardi, ma per quelle democratiche no". Per Enrico Letta, qui per un dibattito, la strada della contaminazione è giusta ma tutta da percorrere: "C'è ancora la logica dell'alternanza tra ex Ds e ex Dl". Lapo Pistelli è con i figli: "Non mi sento ospite di una festa dell'Unità travestita". Anche se lo storico deus ex machina Lino Paganelli non rimpiange il brand: "La Festa è riuscita a vivere da 45 anni a oggi perché sa stare al passo con i tempi. Non è un museo, sono uomini e donne che decidono il da farsi".

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L'opposizione (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del L'opposizione Furio Colombo Segue dalla Prima M a se qualcuna di queste ombre avesse anche una minima consistenza, come non nutrire il sospetto (vedete come è mite la parola) che alcuni di noi siano parte del problema, e non della soluzione del problema, se il problema è davvero l'opposizione? C'è un'altra questione. Berlusconi e il suo potere mediatico totalitario sono sempre sul fondo di ogni questione italiana, specialmente se riguarda l'informazione. Però non è Berlusconi ad aver detto "grazie, Padellaro, va bene così". E anche "grazie, Unità, ma sempre la stessa musica ci ha stufato". Mi sembra più ragionevole pensare che tutto ciò sia nato nell'ambito del Partito Democratico. Si sentiva sfasato rispetto all'Unità (o, viceversa, "un giornale che non ci rappresenta")? Se è così il problema che ha di fronte a sé il nuovo direttore non è facilissimo: fare una cosa che non è il Foglio, che non è il Riformista, che non è Europa, che non è l'Unità di adesso, e, ovviamente, non è né il manifesto né Liberazione. Auguri, davvero. Ma se è così, resta da spiegare tutto questo silenzio nell'ambito del Pd. Quale sarà stata la ragione, discrezione, cautela, segretezza, a consigliare di non dire una sola parola ad alcuno degli interessati, compresi quelli che, come me, sono lì a un passo, in Parlamento? Come vedete, nessuna di queste questioni riguarda la persona cui tocca il nuovo mandato. Ma se questo fosse un giornale a fumetti, si vedrebbe un fumetto grande come una casa con un vistoso punto interrogativo sulla testa. Spiace non sapere dove indirizzare la domanda. Ma più ci si pensa e più sei costretto a inquadrarla dentro la storia del Pd (anche il Pd comincia ad avere una storia), non dell'editore. Forse uno spunto di ottimismo potrebbe essere questo: finalmente il Pd comincia a prendere decisioni. Forse non è la prima decisione che dodici milioni di italiani che hanno votato centrosinistra si aspettavano, mandare a casa Padellaro, e con lui, fatalmente, qualche firma della Unità rinata, della serie rifondata dopo la fondazione di Gramsci. A questo punto non resta che vedere come la situazione si ambienterà con le altre decisioni del prossimo futuro. Qual è la linea del più grande partito di opposizione che più si armonizza con questo deliberato e netto gesto di "discontinuità" (per usare una delle parole chiave della politica. L'altra sarebbe, se Padellaro ed io parlassimo politichese, chiederci - come Chiamparino - "ma noi siamo una risorsa?")? * * * Certo il momento è strano. Ti muovi in un paesaggio da fantascienza popolato di mutanti. A Milano il più importante simbolo istituzionale del Pd, il presidente della Provincia Penati, improvvisamente dichiara: "Con la Lega Nord è possibile fare un lavoro importante per Milano". E noi che pensavamo che la Lega Nord fosse impegnata soprattutto a sfrattare le Moschee e a proibire luoghi di preghiera per gli immigrati islamici. A Firenze la prima Festa Nazionale del Partito Democratico è dedicata a Bossi, Tremonti, Bondi, Fini, Matteoli, Frattini, Maroni. Praticamente tutto il governo che già domina tutte le televisioni. Prima di giudicare il senso politico c'è da domandarsi, in senso elementare e prepolitico: perché? Una Festa di partito costa, e costa ancora di più per un partito lontano dal potere e dai benefici del potere. Perché il nostro ospite d'onore deve essere Bossi, invece del giovane angolano picchiato a sangue da un branco di ragazzi italiani a Genova? Perché dobbiamo festeggiare Tremonti invece di ascoltare il macchinista delle Ferrovie dello Stato licenziato per avere fatto sapere che il treno Eurostar che stava manovrando, si è spezzato (e per fortuna non c'erano passeggeri)? Perché invitare Maroni invece di Xavian Santino Spinelli, il Rom italiano docente universitario, che rappresenta la sua gente (dunque anche la nostra: i Rom sono in buona parte italiani), ma rappresenta soprattutto i bambini forzati al trauma delle impronte digitali? Perché tutti in piedi per Frattini invece di accogliere cittadini osseti e georgiani, testimoni di una breve, sporca guerra di cui ancora sappiamo nulla, se non che uno dei protagonisti spietati, Putin, è il miglior amico di Berlusconi? Perché avere sul palco Matteoli invece dei lavoratori dell'Alitalia, che avrebbero dato voce alla paura del loro futuro, reso ormai quasi impossibile dalla falsa promessa (capitali italiani, forse anche capitali dei suoi figli) del candidato Berlusconi? Ma la danza dei mutanti continua. Mi devo rendere conto che il maggiore partito di opposizione, di cui sono parte, produce tutto in casa, con una autonomia che sarebbe sorprendente se non fosse come un autobus che salta la fermata lasciando a terra la folla dei viaggiatori in attesa. Il più grande partito di opposizione produce da solo il dialogo, benché Berlusconi attraversi la scena pronunciando frasi altezzose e insultanti. Benché alzi ogni giorno il prezzo di un ambito contatto con lui. Il Pd produce da solo una cordiale collaborazione con la Lega, nonostante la caccia agli immigrati, il reato di clandestinità, le botte ai "negri", l'orina di maiale (iniziativa di Calderoli) sul terreno in cui si doveva costruire una Moschea, la proclamazione fatta da Borghezio - in occasione delle Olimpiadi - della superiorità della razza padana (parlava della nuotatrice Pellegrini come di una mucca). Invita e festeggia Bossi proprio quando lui dice (ripetendo con sempre maggiore frequenza la minaccia): "O si fa il federalismo come dico io o il popolo passerà alla maniere spicce". Produce da solo una certa ostilità verso giudici, una denuncia quasi quotidiana del "giustizialismo" (sarebbero coloro che sostengono il diritto dei giudici di non essere insultati e di non essere costretti al silenzio). Dice Luciano Violante a La Stampa (22 agosto) che i magistrati "conducono una battaglia di solo potere". Sono gli stessi magistrati definiti "dementi" dal primo governo Berlusconi e "cloaca" dal presente titolare di Palazzo Chigi. Ma a quanto pare la volontà di dialogo supera questi dettagli. Si forma una cultura che trova normale lo "stato di emergenza" che ha indotto a far presidiare le strade delle città italiane dai soldati come se fossero in Pakistan, trova normale che Berlusconi si vanti di avere parlato 40 minuti con Putin senza far sapere al Paese o almeno al Parlamento una sola parola di quel suo dialogo (finalmente dialoga con qualcuno). E trova normale che - mentre scoppia la guerra in Georgia che potrebbe contrapporre Stati Uniti e Russia, Nato e impero di Putin (e di Sardegna)- il ministro degli Esteri resti in vacanza mentre i suoi colleghi europei si incontrano in una riunione di emergenza. O forse è stato un grande, scoperto favore all'amico Putin (dimostrare che la crisi non era così grave), tanto è vero che il ministro Frattini riferirà al Parlamento (Commissioni estere Camera e Senato) soltanto il 24 agosto, dopo avere partecipato alla Festa del Partito democratico come ospite d'onore. Si forma una cultura, abbiamo detto, fatta di buone maniere e di acquiescenza al governo, sia pubblico (Berlusconi) che privato (Mediaset). Questo spiega la necessità che sia Enrico Mentana a intervistare Veltroni in un grande incontro finale a conclusione della Festa del Pd. E spiega l'annuncio di Lilli Gruber, deputata europea di primo piano e importante giornalista italiana: sarà Berlusconi a scrivere la prefazione del suo nuovo libro sulle donne dell'Islam. Chi altro? Con l'aria che tira è già una conquista democratica che quella prefazione non sia stata commissionata a Borghezio. * * * Mi ha colpito la notizia che alla Festa del Partito democratico di Firenze ci saranno collegamenti con la "Convention" del Partito Democratico americano di Denver. Spero che spiegheranno perché, a quella festosa assemblea di militanti politici di opposizione, non sia stato invitato e applaudito e festeggiato, per un bel dialogo, il vicepresidente Cheney, l'uomo delle false prove della guerra in Iraq. O qualche "neo-con" di rilievo, di quelli che amano Guantanamo e le maniere forti. Qualcuno - spero - spiegherà che gli americani, nel loro Partito Democratico, sono un po' più rozzi degli italiani: quando fanno opposizione, fanno opposizione. E quando vogliono essere eletti contro qualcuno che - secondo loro - ha fatto danno al Paese, prendono le distanze, dicono cose diverse, invitano e ascoltano le loro migliori voci, quelle più vibranti e appassionate, non quelle dei Repubblicani che intendono sconfiggere. Inoltre sanno - ma forse anche questo è un segno della loro cultura elementare - che i loro leader non si fanno intervistare dai giornalisti della Fox Television, alcuni bravissimi ma tutti di destra. In tanti vanno alla convenzione democratica, scrittori, registi, celebrità delle grandi università e dello spettacolo. Ma sono tutti testardamente democratici. Vanno tutti per parlare di pace, non di guerra, di poveri, non di ricchi, di affamati del mondo e di crisi del pianeta, di bambini da salvare e di medicine salva-vita di cui bisogna abbattere i prezzi. Certo, l'America non è un Paese perfetto. Anche là ci sono tanti Giovanardi e tante Gelmini. Ma (a differenza di quanto avviene nell'altra festa del Pd italiano, quella di Modena) i democratici americani non li invitano. Saranno primitivi ma (se starà bene) vogliono Ted Kennedy. E se Ted Kennedy starà bene dirà tutto quello che pensa con l'irruenza che l'America democratica ammira da mezzo secolo, e che da noi si chiama "politica urlata" e irrita molto persino Ritanna Armeni, ma solo se è "politica urlata" di sinistra. * * * Ecco le ragioni del mio disorientamento nel Partito Democratico che ho contribuito a creare partecipando anche alle primarie ("Sinistra per Veltroni") e nel quale adesso non so dove mettermi, perché ogni spazio è occupata da un ministro ombra che intrattiene la sua educata, amichevole conversazione col ministro-ministro. Ognuno di essi (i ministri-ministri) è occupato a prendere impronte, a presidiare le strade italiane con l'esercito, a insultare i giudici. Ma comunque appaiono come statisti mai smentiti e sempre in grado di incassare apprezzamenti (oltre che inviti alle nostre Feste) e di dire l'ultima parola in ogni radio e in ogni televisione. La descrizione perfetta è di Nadia Urbinati (la Repubblica, 20 agosto) "Questa Italia assomiglia a una grande caserma, docile, assuefatta, mansueta. Che si tratti di persone di destra o di sinistra, la musica non sembra purtroppo cambiare: addomesticati a pensare in un modo che sembra diventato naturale come l'aria che respiriamo. Come bambini siamo fatto oggetto della cura di chi ci amministra. E come bambini bene addomesticati diventiamo così mansueti da non sentire più il peso del potere. È come se, dopo anni di allenamento televisivo, siamo mutati nel temperamento e possiamo fare senza sforzo quello che, in condizione di spontanea libertà, sarebbe semplicemente un insopportabile giogo". Quanto sia esatto ciò che scrive Urbinati lo dimostra questa e-mail appena ricevuta: "Attento, alla sua età è pericoloso agitarsi. Ma comunque la sua perdita nessuno la noterebbe, insignificante comunista. Si spenga serenamente come giornalista e scribacchino. L'umanità e l'Unità le saranno grate eternamente". Curiosamente la e-mail mi è giunta mentre una collega - che preparava un pezzo sul cambiamento in questo giornale -, mi chiedeva: "Ma temi la normalizzazione de l'Unità?". La mia risposta meravigliata è stata che a me questa Unità appare un giornale normale. Un normale, intransigente, preciso giornale di opposizione. La storia del suo e del nostro futuro è tutta qui, fra questa "normalità", la descrizione di Nadia Urbinati e la e-mail che ho trascritto e che offre una bella testimonianza del ferreo contenitore culturale in cui ci hanno indotti a vivere. Non resta che attendere il nuovo giornale. furiocolombo@unita.it.

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Dagli aumenti alla ztl (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Milano LE SORPRESE DI SETTEMBRE Guida per il rientro in città tra misure antitraffico esami di riparazione e decisioni per la politica Dagli aumenti alla ztl Rinviata in extremis di una settimana l'apertura degli asili comunali. Parte la chiusura alle auto di via Paolo Sarpi Tra oggi e domani in trecentomila tornano dalle ferie estive: dietro l'angolo la stangata su prezzi e tariffe Smog. Era andato in vacanze per tre settimane, come la maggior parte dei milanesi e dei mezzi pubblici della città. Ma da domani si ricomincia: ritorna l'Ecopass, dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30. E ritorna il rischio di prendere una multa se si attraverseranno i varchi elettronici della Cerchia dei Bastioni con un'auto inquinante senza aver pagato il ticket. In attesa di una decisione diversa di Palazzo Marino, rimane prorogata fino al 31 dicembre, invece, l'esenzione per i veicoli Euro 4 diesel. Le telecamere si riaccendono in concomitanza con l'aumento dei mezzi pubblici, ma anche del traffico e del Pm10. Anche se per ora, più che di pollution charge, un pedaggio anti-inquinamento, si dovrebbe parlare di Ecopass come di una congestion charge. Dopo i primi mesi di sperimentazione, i dati raccontano un maggiore impatto sul traffico rispetto allo smog. (a. gall.) Zona a traffico limitato. I lavori per installare le cinque telecamere che presidieranno l'area sono partiti due settimane fa. L'obiettivo è essere pronti per la fine di settembre, quando dovrebbe partire la ztl di Chinatown, sfrattando i carrellini dei grossisti cinesi da via Paolo Sarpi. è la novità di quest'autunno e di un piano di aree pedonali che rimane sulla carta. Come l'isola pedonale dei Navigli: per ora è un esperimento estivo che si concluderà il 28 settembre. Anche in via Sarpi si traccerà un primo bilancio dopo sessanta giorni. Dai primi di ottobre - ma il Comune deve ancora comunicare i dettagli - potranno transitare nell'area protetta (escluse via Lomazzo, Morazzone e Giordano Bruno) solo le auto dei residenti e i taxi. Il carico e scarico sarà consentito dalle 19.30 alle 24, dalle 5 alle 7.30 e probabilmente tra le 11 e le 13. Tra le proteste dei commercianti cinesi. (a. gall.) Inter. Finora ha vinto tutte le conferenze stampa e anche i trofei all'estero. Ora Josè Mourinho dovrà iniziare a vincere anche le partite vere. Si comincia stasera a San Siro con la Supercoppa, come sempre con la Roma, si prosegue il 31 in campionato contro la Samp a Genova. E siccome il calcio è ancor più frenetico dei tempi in cui viviamo, già dopo le prime partite ufficiali (quelle che non valgono coppone estive) qualcuno inizierà a tirar bilanci della rivoluzione nerazzurra e a definire fallimento o successo l'arrivo dell'allenatore portoghese e soprattutto la cacciata di Mancini con cui - a tavolino e sul campo - Moratti ha ri-assaporato il gusto dello scudetto che aveva conosciuto da figlio del presidente. Le prospettive sulla carta sono buone. Come negli anni di Hodgson, Bianchi e Lippi. Di certo non ci annoieremo: se non in campo, almeno fuori. (luigi bolognini) Leoncavallo. Il 22 settembre in via Watteau aspettano l'ennesimo arrivo dell'ufficiale giudiziario con un ordine di sfratto in mano. Sarà la giornata del grande sgombero? Al Leoncavallo sperano di no. Confidando sulla trattativa triangolare riaperta a luglio da Letizia Moratti: Comune, giovani del centro sociale e proprietà (Cabassi) sono a un passo da un accordo che lasci il centro sociale nell'ex stamperia di via Watteau. La road map prevede che quelli del Leoncavallo inizino a pagare un affitto regolare ma inferiore al mercato, e la differenza sia recuperata dai proprietari con un'operazione immobiliare concessa dal Comune altrove. In più, i giovani di via Watteau dovrebbero fare una simbolica "abiura" della violenza e una promessa di regolarizzazione direttamente al prefetto. Restano da convincere tutti i partiti della Cdl prima che arrivi l'ufficiale giudiziario. (gi. pi.) Milan. L'ultimo colpo di scena è di ieri sera alle 19: c'è anche Andriy Shevchenko, dopo il tira e molla sul prezzo col Chelsea, nell'attacco che Carlo Ancelotti dovrà tarare e ricalibrare per la prossima stagione. Inzaghi e Pato, Ronaldinho e l'acciaccato Kakà, Seedorf e Borriello, c'è di che abbuffarsi. E non è detto che il ritorno del bomber ucraino sia l'ultimo arrivo, visto che la caccia a un difensore (più Kovac che Senderos) è ancora aperta. Il campionato è alle porte: si parte il 31 agosto, al Meazza, col neopromosso Bologna. Poi, dopo la sosta per le nazionali, si fa sul serio: a Marassi, col Genoa, il 14 settembre; andata di coppa Uefa a metà settimana; Lazio in casa il 21; trasferta a Reggio Calabria il 24; e a completare il tour de force, quinta partita in due settimane, ecco il derby. Milan-Inter, subito alla 5ª giornata, mai così presto. Non arrivarci pronti sarebbe un delitto. (m. pi.) Hub. L'anno andrà a chiudersi con 4,8 milioni di passeggeri in meno a Malpensa e Linate. Un brutto colpo, anche se lo scenario è un po' meno cupo di quanto adombrato mesi fa (ma si trattava di convincere il governo a concedere alla Sea la cassa integrazione e i maligni dicono che la Sea l'avrebbe chiesta comunque): insomma il calo c'è ma meno devastante del temuto. Il periodo, certo, resta di transizione. Malpensa può vivere con Alitalia, può vivere senza Alitalia ma sconta questa lunga fase in cui non è "con", perché i voli sono stati tagliati, né "senza", perché una nuova compagnia nazionale guarderebbe per forza all'hub varesino. Il risanamento di Alitalia non sarà breve né semplice e nel frattempo al castello non è comparso un nuovo principe azzurro, se non la timida Lufthansa che per ora in dote porta sei nuovi collegamenti. Un po' poco. (ste. ro.) GRATTA E SOSTA. Si amplia il piano dei parcheggi a pagamento e arriva alle zone Molino Dorino, Bisceglie, viale Monza. Con una piccola rivoluzione d'autunno. L'assessore alla Mobilità Edoardo Croci è pronto a presentare alla prima riunione di giunta di settembre il nuovo disegno delle strisce gialle e blu. Anzi, delle strisce blu, dove i residenti potranno lasciare l'auto gratuitamente al posto delle gialle, che scompariranno. Attenzione, però: le novità saranno valide solo per le tre aree che verranno create in futuro. Entro l'anno, seguendo le mappe e i tempi che verranno approvati da Palazzo Marino, verranno tracciati posteggi a pagamento seguendo gli assi della metropolitana. Gli operai avrebbero potuto lavorare già ad agosto, ma il Comune ha voluto evitare ai residenti la sorpresa di trovare le strisce al loro rientro. Prima dovranno essere informati. (a. gall.) Taxi. Qualche turista di ritorno dall'aeroporto rischia di avere già scoperto che molti tassisti non praticano più la tariffa fissa per la corsa aeroportuale come concordato con la Regione. E che i 70 euro "calmierati" per rientrare a Milano da Malpensa si possono trasformare in novanta o più. La vertenza sull'aumento delle tariffe ha vissuto un'estate di passione e polemiche, l'autunno è una scommessa. Si riprenderà a trattare dal 5 settembre, con due scioperi di categoria già programmati: il 18 settembre, primo giorno della fiera Mipel di pelletteria, e il 23, data d'inizio dei mondiali di ciclismo a Varese. Per la verità una buona parte del sindacato è contraria a scioperare proprio nel momento in cui riprende la trattativa. è già accaduto a luglio e la Regione ha lasciato il tavolo. E che tavolo: con tutti quei sindacati, la somma delle delegazioni arriva fino a 80 rappresentanti di categoria. (ste. ro.) Feste. Stesso posto come da tradizione: il Palasharp. Stesso periodo: di ritorno dalle vacanze, da giovedì prossimo al 22 settembre. Ma, a cominciare dal nome, per il Pd sarà un debutto. Addio Festa dell'Unità, inizia la Festa democratica, con il federalismo al centro del dibattito. E una prima volta sarà anche l'appuntamento nazionale che il Pdl organizza in città dal 26 settembre al 4 ottobre: otto giorni al Palalido con ministri in trasferta, il premier Berlusconi in chiusura e molti ospiti del governo ombra di centrosinistra tra gli invitati. All'insegna del dialogo anche i dibattiti del Pd: in attesa di Walter Veltroni (il 20), il 4 si confrontano Letizia Moratti e il suo collega torinese Sergio Chiamparino; il 17, Roberto Formigoni e Filippo Penati. Il governatore sarà nel frattempo padrone di casa a Rimini, dove oggi si inaugura il meeting di Cl a cui è attesa anche Moratti. (alessia gallione) Cultura. Il licenziamento in tronco del vulcanico Vittorio Sgarbi risale ormai a maggio. E ormai i tempi sono maturi perché il suo successore sbarchi a Palazzo Marino. Non sarà un politico ma un tecnico, magari straniero, di certo con una visibilità e una vocazione internazionale, insistono a Palazzo Marino. Quel nome Letizia Moratti continua a tenerselo per sé. Come per sé continua a tenere la delega orfana di Sgarbi. "Ci sarà un nuovo assessore alla Cultura, ma non ora", ha tagliato corto lei ancora a Ferragosto. Gli esegeti della giunta, gli stessi che sottolineano come l'evocato rimpastino di metà mandato non si è visto e mai si vedrà, traducono: quando il sindaco avrà chiara la partita della nuova società-Expo, con relativi organigrammi e spostamenti di tecnici tra Comune e regia per il 2015, c'è da scommetterci che il nome salterà fuori. (giuseppina piano) Expo. Tra liti furibonde si sono lasciati prima delle ferie. Ma adesso i grandi duellanti dell'Expo dovranno giocoforza trovare un armistizio. Un accordo sulla "governance" di cantieri e appalti. Un accordo che entro settembre deve diventare un decreto che formalmente metta in moto la macchina dell'organizzazione oggi paralizzata. I rumors dicono che Letizia Moratti non ha nessuna intenzione di mollare sulla sostanza, e lo spiegherà bene a Berlusconi appena tornata dalle ferie: alla guida della società (Soge) che gestirà i cantieri dell'Expo deve andare il suo fedelissimo Paolo Glisenti. Ma la via d'uscita potrebbe essere la concessione di un consiglio d'amministrazione, per accontentare almeno un po' Tremonti e Formigoni. E magari anche un presidente di "garanzia" per la Soge come Lucio Stanca, sponsorizzato da Berlusconi. (gi. pi.) Disturbi. Mare, sole, cene in compagnia. L'estate passa così, ma quando si torna in città lo specchio diventa il peggior nemico. I chili in più, frutto di grigliate e gelati, sono tutti lì, i capelli sono sfibrati dalla salsedine, le zanzare hanno lasciato il segno. L'organismo si ribella, e anche noi: quindi, via a diete rigide, trattamenti di bellezza, sedute nei solarium. Attenzione, però: oltre che per le tasche, la remise en forme può essere dannosa anche per la salute. E se le conseguenze di regimi alimentari drastici e di impacchi fai-da-te sono noti, dall'America arriva un nuovo allarme. La tanoressia, l'ossessione per la tintarella: come un anoressico non si vede mai abbastanza magro, così un tanoressico non si vede mai abbastanza abbronzato. Un disturbo serio, per alcuni ricercatori, che fa dimenticare i rischi di tumori alla pelle ai patiti dei raggi Uva. (oriana liso) Basket. Settembre è il mese in cui Piero Bucchi dovrà plasmare l'Armani Jeans per la nuova stagione. Il mese in cui la nuova Olimpia, orba fino al 21 settembre dei nazionali Vitali, Bulleri e Mordente, toccherà il parquet, anche se lontano da Milano: primo quadrangolare il 6 e 7 a Sondrio, sfida di lusso il 10 contro il Cska Mosca campione d'Europa a Verona, altri tre quadrangolari a Caorle (il 12 e 13, con Udine, Treviso e Salonicco), a Verbania (il 20 e 21 con Varese, Cantù e Fortitudo) e a Bologna (il 27 e 28 con Biella, Virtus Bologna e Olympiacos) intramezzate da due amichevoli con Soresina e Reggio Emilia. Per fine mese, intorno al 23, la squadra al completo si ripresenterà ai tifosi al Palalido e quel giorno, pare, ci sarà anche Re Giorgio. Infine, a settembre, l'Armani definirà con Milanosport gli accordi sull'uso esclusivo del Palalido e sull'attività nelle scuole e col minibasket. (massimo pisa) Nidi. Erano sempre suonate insieme, le campanelle di nidi e materne. Una consuetudine, come quella di far partire l'attività degli asili comunali il primo lunedì di settembre. Anche quest'anno le mamme potranno lasciare i bambini al nido dal 1 settembre. Non quanti hanno un figlio iscritto alla scuola dell'infanzia, però: il Comune ha deciso di cambiare e, per la prima volta, ha scelto di seguire il calendario scolastico regionale dando avvio alle lezioni delle materne l'8 settembre. Una sorpresa per molte famiglie che torneranno: la circolare di Palazzo Marino è stata firmata il 14 agosto ed è online sul sito del Comune da due giorni. A luglio, gli asili avevano chiuso tra gli scioperi e le proteste delle maestre. E, almeno a giudicare dalle dichiarazioni bellicose dei sindacati, sembra che anche settembre sarà un mese caldo per le educatrici. (a. gall.) Ordinanze. Dai graffittari ai mendicanti a cui sarà vietato chiedere l'elemosina in tutta la zona Duomo. Dai clienti delle lucciole al piccolo spaccio nei parchi, ai venditori di griffe false. Dopo l'agosto dei militari arriva un settembre di ordinanze creative. Sempre in nome della sicurezza. Le emanerà il sindaco Letizia Moratti, prima di andare in ferie ha lasciato agli uffici la missione di preparare testi con divieti per un giro di vite contro spaccio di droga, prostituzione, accattoni, venditori abusivi, writers. C'è da risolvere un problema: quali nuovi regole comunali inventarsi per combattere lo spaccio di droga che dalla legge è già vietatissimo? E all'opposto, come vietare agli adulti di chiedere la carità che invece è del tutto legale? I tecnici della Moratti ancora non hanno saputo rispondere. Il tempo stringe: entro settembre il sindaco vuole firmare l'infornata di ordinanze. (gi. pi.) Ramadan. Come il giro d'Italia, ormai la preghiera dei fedeli musulmani si fa a tappe. A luglio il ministro Maroni tuonò: "Niente più preghiera del venerdì sui marciapiedi di viale Jenner". Così, in quattro e quattr'otto, i musulmani della comunità più numerosa di Milano sono stati trasferiti d'ufficio al velodromo Vigorelli, "ma solo temporaneamente", accolti dai lucchetti non proprio d'amore di Daniela Santanchè. Mentre i partiti si accapigliavano per trovare e affondare soluzioni, tirando in ballo il prefetto per dire che le decisioni spettano a lui e per scavalcarlo ogni volta che c'era da annunciare una soluzione, si è arrivati alla seconda tappa, anche questa a tempo, ovvero il PalaSharp, in condivisione con la festa del Pd. Ma a settembre, per il Ramadan, nuovo trasloco al teatro Ciak alla Fabbrica del vapore. Sempre in attesa di una soluzione definitiva, naturalmente. (or. li.) Quadrilatero della moda. Ufficialmente i saldi estivi si chiuderanno il 2 settembre ma già ora, nella maggior parte dei negozi dal centro alla periferia, non è rimasto quasi nulla. Qualche affare si fa ancora nelle catene low-cost, con magliette (magari di due stagioni fa) ribassate al settanta per cento. Mentre per sognare stole di pelliccia e caldi abiti di cachemire per il prossimo inverno la meta per eccellenza è via Montenapoleone, con deviazioni nelle stradine limitrofe. Già in pieno agosto i turisti arabi sbarcati in città facevano incetta di tutto quel che trovavano nei (pochi) negozi delle grandi griffe rimasti aperti. Dior da gran sera, borse Prada, stiletti Versace. Prezzi da capogiro e schiaffi all'understatement. Il lusso tiene, nonostante la crisi, e i negozianti che hanno rinunciato alle ferie d'agosto lo sanno. Vedremo cosa succederà in autunno. (or. li.) Piste ciclabili. Milano, come ha calcolato Legambiente qualche anno fa, aveva e continua ad avere circa 3 centimetri di piste per abitante. Tanto per capirsi, Sondrio ne ha 70. Eppure, mentre aumenta di mese in mese la schiera di chi usa la bici in città, il piano per la mobilità ciclabile è sempre lì, congelato, in eterna attesa di passare in giunta: non solo piste ciclabili ma anche zone a velocità limitata per le auto, rastrelliere, bike sharing. Finora s'è visto, appunto, qualche nuovo posteggio bici qua e là, assieme a sporadici interventi (come il rifacimento in asfalto dell'assurda ciclabile in ghiaia sul cavalcavia di viale Molise) e a ingloriosi flop come quello del tanto propagandato progetto Raggi Verdi. Per l'autunno si attende, almeno, l'inizio del bike sharing: le prime tre stazioni in Duomo, San Babila e Cadorna, da inaugurare a metà luglio scorso, sono ancora lì, coperte da scotch e teloni. (arturo buzzolan) UNIVERSITà. Chiostri, aule studio, voti e notti in bianco. L'università, con i suoi 200mila iscritti nei soli atenei milanesi - di cui 40mila fuorisede - tra una settimana riapre i battenti a pieno regime. Pronta ad affrontare l'arrivo di circa 30mila matricole fresche di diploma. Un ritorno alla routine che quest'anno, fin da subito, dovrà fare i conti anche con docenti e ricercatori che annunciano battaglia contro i tagli previsti dalla Finanziaria. E che, a settembre, dopo un'assemblea, decideranno come protestare: chiedono più fondi per l'università. Mentre per le matricole è tempo di test d'ingresso. I primi, il 2, all'Università San Raffaele per Medicina, Chirurgia e Scienze psicologiche, tra gli altri. Stessa sorte per i futuri ingegneri del Politecnico, alle prese con una tre giorni di selezioni fino al 5. Designer e architetti, invece, si metteranno alla prova l'8: e domani scadono le iscrizioni. (ilaria carra) VERIFICHE. Per uno studente su tre, il ritorno dalle vacanze ha il sapore amaro del ripasso dell'ultima ora. Oltre un terzo degli iscritti alle superiori a giugno è stato rimandato in almeno una materia, e adesso tocca studiare. Perché a settembre ci saranno le prove, scritte e orali. Chi non passa ripete l'anno, come succedeva una volta. La maggior parte delle scuole comincerà i test lunedì primo settembre. E' così al Parini, dove i promossi e bocciati si sapranno il 6, ed è così al Berchet, che ha fatto slittare il primo giorno di scuola dall'8 al 15 per riuscire a fare gli scrutini. Iniziano il primo settembre anche le verifiche allo scientifico Severi, traslocato quest'anno dai Bastioni di Porta Volta alla zona Fiera, e al classico Manzoni. Si parte più tardi allo scientifico Einstein, dove gli studenti hanno tempo per ripassare fino a giovedì 4. Ma la sostanza non cambia: tocca studiare. (franco vanni).

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A palese gli americani di skyone - piero ricci (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Bari A Palese gli americani di Skyone I Boeing dei charter di lusso scelgono Bari come base europea Tra i progetti anche una scuola di pilotaggio Finanziamenti dal governo Usa PIERO RICCI Un aeroporto a stelle e strisce. Come la bandiera degli Usa. Perché il quartier generale di Skyone, la compagnia di charter extra lusso che ha messo gli occhi sul sistema aeroportuale pugliese, si trova dall'altra parte dell'Atlantico, nella Carolina del Sud, ma ha tanta voglia di collocarsi anche a queste latitudini. Fare il salto di qualità, conquistare nuovi mercati e prenotare un posto in prima fila in quella piattaforma logistica puntata verso Est, che è l'Italia e, in Italia, la Puglia. "Sì, è vero ci sono stati i primi contatti", conferma a denti stretti l'amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola. "Ma guardate, è qualcosa che non chiamerei nemmeno un'opportunità: un'ipotesi". In realtà, una trattativa tra la compagnia americana, che ha un suo referente in Italia, e la società della Regione Puglia che gestisce gli scali aeroportuali pugliesi è in corso. I primi contatti ci sono stati nella primavera scorsa e nelle ultime settimane avrebbe raggiunto una fase piuttosto avanzata con la negoziazione delle tariffe che gli americani devono all'ex Seap. Di certo Skyone vuole radicarsi nell'area del Mediterraneo, e complici le alterne vicissitudini di Alitalia, sbarcare in Puglia come compagnia low cost ma di gran lusso. Un salto di qualità, dopo aver scorrazzato in lungo e in largo per i cinque continenti vip del calibro di Bob Dylan, Bruce Springsteen, Phil Collins, Robbie Williams, Spice Girls e Rolling Stones, in giro con le rispettive tournée internazionali. La nuova aerostazione di Palese risponderebbe alle loro esigenze: intanto vorrebbero affittare qualche ufficio per diventare operativi con i primi voli intercontinentali per New York e Miami già dal prossimo dicembre con prezzi assolutamente concorrenziali: 1.300 euro andata e ritorno, ma con aerei attrezzati solo come all business. Il Boeing 777 costruito per 400 posti, nella versione Skyone ne avrebbe la metà. E anche il 767, l'altro che opererebbe per i due voli intercontinentali settimanali, da 250 posti diventa di 150. In prospettiva, sempre sull'intercontinentale, ci sarebbero mete come Pechino e Tokyo. La compagnia non disdegnerebbe i collegamenti nazionali (Alitalia permettendo) e quelli di medio raggio internazionali, a cominciare da Londra e Mosca, già sperimentati a Bari. Gli americani della Skyone avrebbero insomma un piano dettagliato che farebbe della Puglia un loro mini hub in Europa anche per il trasporto cargo, che in quel caso non punterebbe su Bari ma sugli scali salentini, a cominciare da Brindisi per finire a Grottaglie. L'investimento, che probabilmente potrà contare su un finanziamento di tre milioni di euro da parte del governo Usa, va anche oltre il low cost di lusso e il trasporto cargo, puntando a realizzare anche una scuola di pilotaggio. Altro che "mordi e fuggi", insomma. "Preferisco mantenere la massima prudenza", avverte Di Paola. Ma l'interesse di questa compagnia sembra cogliere il senso del forum che lo stesso Di Paola organizzò nell'aprile del 2007 sul progetto di integrare il sistema portuale e aeroportuale della Puglia nel triangolo Bari-Brindisi-Taranto. Di Paola sorride quasi compiaciuto: "Penso che bisogna accelerare sul passante ferroviario e pensare all'ampliamento dell'aeroporto, perché già ora i finger qualche volta non bastano". Per lui, che da quando è alla guida degli aeroporti pugliesi ha visto raddoppiare il numero dei passeggeri, lo sbarco degli americani sarebbe la classica ciliegina sulla torta.

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A fine settimana liquidazione e nuova società? (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 25-08-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA A fine settimana liquidazione e nuova società? Fr. Pi. Per l'Alitalia arriva l'ora della mannaia. Nei giorni di ferragosto avrebbe preso definitivamente forma il piano studiato dall'advisor e principale azionista della Nuova Alitalia, IntesaSanPaolo. Stando alle indiscrezioni pubblicate su diversi giornali, alla fine della prossima settimana l'attuale compagnia sarà messa in liquidazione (complice anche un bilancio negativo da record), per risorgere il lunedì successivo come "una Fenice dalle sue ceneri". Naturalmente perdendo parecchi pezzi, tra cui un quarto dei dipendenti (i 5.000 licenziamenti già "promessi" da Berlusconi). Le Alitalia a quel punto diventerebbero due: una good company che mantiene tutte le attività in attivo dell'attuale gruppo, e una bad company destinata a caricarsi delle passività, chiudendo la corsa in pochi e dolorosi passi. La prima dovrebbe avere come amministratore delegato Rocco Sabelli, già protagonista del rilancio della Piaggio acquistata da Colaninno. E proprio quest'ultimo appare come il vero protagonista industriale della "cordata italiana" messa insieme in mesi di trattative. Alla testa della società da liquidare, invece, verrebbe chiamato in qualità di commissario Augusto Fantozzi, ex ministro diniano e prodiano, ritenuto in grado di trovare consensi bipartisan a livello politico e una benevola comprensione da parte del sindacato (la Cisl, soprattutto, del suo amico Raffaele Bonanni). Il dispositivo immaginato è reso possibile da una rivisitazione della legge Marzano (già utilizzata per il salvataggio di Parmalat), ma il modello di riferimento è la vicenda del Banco Ambrosiano, venticinque anni fa. Non manca l'elemento di continuità: fu proprio Giovanni Bazoli, attuale presidente di IntesasanPaolo, ad architettare il salvataggio della banca che Roberto Calvi aveva portato al dissesto. Le uniche preoccupazioni dei ristrutturatori non riguardano i lavoratori (è previsto un uso massiccio degli ammortizzatori sociali, anche se non si sa quanto possano coprire una platea fondamentalmente giovane, causa le numerose riduzioni di personale operate negli ultimi anni), ma azionisti e sottoscrittori di obbligazioni. Il valore attuale delle azioni è di fatto zero, mentre i possessori dei "Mengozzi bond" emessi qualche anno fa potrebbero farsi saltare la mosca al naso e adire vie giudiziarie. Tutta da esplorare, infine, la via delle alleanze con partner stranieri forti. Chiusa (e male) la partita con Air France, l'unica alternativa potrebbe diventare Lufthansa, che si dice come sempre non interessata. Ancora più drastico il disinteresse esibito da British Airways. L'aumento del prezzo dei carburanti sta infatti strangolando tutte le compagnie internazionali (25 sono fallite, fin qui), mentre i biglietti più cari e la crisi economica stanno già riducendo il numero globale dei passeggeri. Anche stavolta, insomma i "miracoli" di Berlusconi rischiano di restare soltanto parole da campagna elettorale.

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La missione dimenticata - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)

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Commenti LA MISSIONE DIMENTICATA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) In Italia, paese senza "grandeur" dove i ministri sono i primi a sbeffeggiare alla bandiera nazionale, il segnale della fine della ricreazione lo dà la voce gentile ma ferma della ministra dell'istruzione pubblica: cinque in condotta, grembiulino per i piccoli e gerarchia per tutti. Gli insegnanti meridionali in particolare sono nell'occhio del ciclone: abbassano la qualità della scuola italiana, dovranno fare corsi di riqualificazione. I mezzi? li daranno i risparmi sugli sprechi. Non è un messaggio confortante, anzi sembra proprio confermare quello che ha scritto Galli della Loggia (Corriere della sera, 21 agosto) sul sostanziale disprezzo con cui i ministri attuali guardano alla scuola. Hanno ragione? secondo lui sì, perché la scuola italiana non ha al suo centro "un'idea, una visione generale del mondo". Tra la minuteria pedagogica della ministra e la visione del mondo c'è posto per tutte le nostre lagnanze. Quando si parla della scuola è facile evadere nelle opposte direzioni delle grandi prospettive ideologiche e della minuta quotidianità. Da tempo i ministri che si succedono, in mancanza di risorse, si limitano a ritocchi dell'intonaco invece di verificare lo stato delle fondamenta e dei muri portanti: non c'è ministro che non abbia modificato il sistema dei voti o la formula degli esami di maturità. Sullo sfondo si svolge il grande dibattito ideologico ed è sempre pronto a riaccendersi lo scontro fra laici e cattolici, fra scuola statale e scuola privata. Oggi la scuola statale è la grande accusata. Se ne ricerca il cuore identitario: che deve "aprirsi al contesto territoriale", afferma la ministra; deve riappropriarsi di "un'idea del nostro passato", dice più ambiziosamente Galli della Loggia. In materia di ideologie, a costo di apparire del tutto fuori tempo tra i cultori di questa "incerta modernità", vorremmo ricordare la frase di un filosofo che era di moda citare in un non lontano passato: non è la coscienza a determinare le condizioni sociali, sono le condizioni sociali a premere in modo determinante sulla coscienza. Dalle condizioni sociali in cui si svolge la scuola nasce una disaffezione profonda e diffusa; nasce anche un minaccioso processo di produzione di disadattati. Gli studenti che si preparano a tornare a scuola troveranno ancora una volta edifici malconci, docenti demotivati e mal pagati; non potranno contare sulla biblioteca della scuola per studiare ? anche se tutti sanno che è la biblioteca pubblica il luogo dove si impara a studiare, a confrontare le idee, a informarsi liberamente. Le famiglie dovranno ancora una volta acquistare chili e chili di libri: e non sarebbe un gran male, anche se nel nostro paese la spesa in libri scolastici appartiene al genere voluttuario ed è vissuta come una violenza intollerabile da chi è pronto a fare ogni genere di sacrifici per i consumi voluttuari dei figli, incluse auto dalla potenza assassina. Ma il fatto è che quei libri si chiamano "di testo", sono quelli che i professori "adottano" (talvolta dopo averli partoriti) e sono destinati a morire dopo un anno o poco più, sostituiti da stampe "aggiornate" da un'industria editoriale che è facile criticare ma che nessuno vuole in realtà sostituire. è più facile prendersela coi sintomi che affrontare le cause della malattia. Una malattia che avanza: oggi il libro di testo ha proliferato ben al di là delle scuole secondarie e ha messo radici all'università, come prodotto della famigerata formula del 3x2. Dunque libro di testo e telefonino saranno ancora gli strumenti scolastici, il primo desueto, ingombrante, spesso mai aperto, il secondo pronto a sfornare compiti già fatti senza bisogno di perdere tempo nell'aula dei computer ? che dovrebbe esserci ma in genere non c'è. Ma il punto è un altro: che cosa attende il giovane al termine dei suoi studi, quando la rivoluzione del sistema in atto gli dirà con un voto finalmente e chiaramente espresso in numeri se ce l'ha fatta o no? quale immagine del suo futuro gli propone il luogo deputato agli studi e alla disciplina sociale? è qui che si deve misurare la salute della scuola come sistema di promozione del paese, nelle aspettative che suscita e nelle risposte che dà. Oggi tutti sanno che il sistema sfocia sul vuoto. Lo sanno per primi i giovani. La società italiana non premia i migliori. A nessun livello. Per gli impieghi pubblici, più degli studi valgono le reti del potere locale e nazionale e la forza delle corporazioni di ogni genere. E non parliamo del potere economico, che seleziona e forma le nuove leve che gli servono senza tener conto dei percorsi scolastici. Nemmeno la scuola di ogni ordine e grado funziona più col sistema dei concorsi. E non sembra che ci si muova nel senso giusto per cambiare le cose. Non è il caso di ripetere quel che è stato detto tante volte. Certo, quando uno scienziato vince il Nobel è bello scoprire che ha i genitori italiani. Ma perché oltre ai geni ereditari quell'italiano non ha trovato qui un sistema in grado di farlo crescere? e dove vanno oggi gli italiani che vogliono davvero studiare? il mondo è aperto, oggi: andare per il mondo a costruire la propria vita è quello che tutti cercano di fare. C'è anche un'emigrazione intellettuale accanto a quella dei disperati in cerca di lavoro. Ebbene, il nostro paese ha un saldo intellettuale deficitario: vede partire i migliori e intercetta solo una frangia trascurabile del grande movimento migratorio di cervelli in cerca di formazione qualificata. Per questo si pone oggi da noi con speciale, drammatica e poco avvertita urgenza il problema dei finanziamenti destinati alla formazione e alla ricerca. Che sono scarsi lo sappiamo. Che saranno ancora minori in futuro è già stato detto. Ma qual è, se esiste, il criterio delle erogazioni? in questa stagione vediamo spuntare nella pubblicità dei quotidiani tante sigle di scuole "alte", "eccellenti", mentre la cronaca ci informa sullo stato comatoso di antiche università che si dibattono in drammatici problemi di bilancio, aumentano le tasse degli studenti, riducono i servizi, minacciano fallimento. Si parla di fondazioni; e viene in mente il disastro dell'Alitalia e della sua "bad company". Vedremo. Certo, le università non sono società calcistiche. Se lo fossero qualcuno si preoccuperebbe. Statene sicuri. In una situazione come questa tornare a ricercare nell'identità nazionale italiana l'anima perduta della scuola è una fuga verso un passato concluso. La scuola italiana ha conosciuto il suo momento migliore non quando ha indottrinato gli italiani al culto dei martiri risorgimentali o alla mistica del fascismo, ma quando ha dato ai figli delle classi popolari gli stessi strumenti per comunicare che fino ad allora erano riservati alle classi dominanti. Giuseppe Di Vittorio studiava il vocabolario cercando di impadronirsi di tutte le parole come strumenti essenziali nella lotta per i diritti dei lavoratori, Don Milani apriva ai suoi scolari la via del riscatto sociale attraverso un duro lavoro sui linguaggi, quello della letteratura e quello della matematica. Oggi la sfida che si presenta alla rinnovata scuola pubblica è ancora una volta la promozione sociale dei figli di quelle diverse culture che abitano la penisola e che saranno la società italiana di domani. Ed è ancora alla scuola che si deve ricorrere come l'unica agenzia capace di creare l'unità del paese non comunicando messaggi identitari precostituiti nei laboratori pedagogici di un qualche ministero ma promuovendo la partecipazione alla vita democratica di una società aperta attraverso la conoscenza e la tutela dei diritti umani: una scuola che sia capace di far apprendere ai suoi studenti i linguaggi necessari per accedere al possesso e al rispetto del grandissimo patrimonio culturale italiano come un'eredità vivente. è nella libertà e nell'apertura al dialogo accanto al duro e severo lavoro dell'apprendimento che la scuola pubblica può tornare a essere il luogo di formazione indispensabile per una moderna democrazia: un luogo dove la ricerca sia aperta e non chiusa dogmaticamente su identità territoriali, regionali, confessionali, calate dall'alto, sorvegliate da agenzie ideologiche dominate dal sospetto e dalla volontà di dominio: o peggio ancora, sorvegliate dai tutori di localismi tanto feroci quanto fondamentalmente stupidi, incredibilmente stupidi, pronti come sono a credere che il male venga da fuori, che la qualità degli insegnanti sia delimitata da confini regionali e da latitudini geografiche.

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L'educazione dei figli, tra utopie e piccolissime virtù (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 25-08-2008)

Argomenti: Alitalia

E' capitato, in qualche post, di parlare un tema fondamentale e delicato come quello dell'educazione dei figli. Ora un caro amico, Giovanni Scirocco, mi segnala questo brano di Natalia Ginzburg, che propongo sul blog perché offre molti spunti di riflessione: Per quanto riguarda l'educazione dei figli, penso che si debbano insegnar loro non le piccole virtù, ma le grandi. Non il risparmio, ma la generosità e l'indifferenza al denaro; non la prudenza, ma il coraggio e lo sprezzo del pericolo; non l'astuzia, ma la schiettezza e l'amore alla verità; non la diplomazia, ma l'amore al prossimo e all'abnegazione; non il desiderio del successo, ma il desiderio di essere e di sapere. Di solito invece facciamo il contrario: ci affrettiamo a insegnare il rispetto per le piccole virtù, fondando su di esse tutto il nostro sistema educativo. Scegliamo, in questo modo, la via più comoda: perché le piccole virtù non racchiudono alcun pericolo materiale, e anzi tengono al riparo dai colpi della fortuna (.) L'educazione non è che un certo rapporto che stabiliamo fra noi e i nostri figli, un certo clima in cui fioriscono i sentimenti, gli istinti, i pensieri. Ora io credo che un clima tutto ispirato al rispetto per le piccole virtù maturi insensibilmente al cinismo, o alla paura di vivere. Le piccole virtù, in se stesse, non hanno nulla da fare col cinismo, o con la paura di vivere: ma tutte insieme, e senza le grandi, generano un'atmosfera che porta a quelle conseguenze (.) Il modo di esercitare le piccole virtù, in misura temperata e quando sia del tutto indispensabile, l'uomo può trovarlo intorno a sé e berlo nell'aria: perché le piccole virtù sono di un ordine assai comune e diffuso tra gli uomini. Ma le grandi virtù, quelle non si respirano nell'aria: e debbono essere la prima sostanza del nostro rapporto coi nostri figli, il primo fondamento dell'educazione. Inoltre, il grande può anche contenere il piccolo: ma il piccolo, per legge di natura, non può in alcun modo contenere il grande. Domanda a tutti voi: la Ginzburg ha ragione? Personalmente ritengo la citazione bella ma un po' troppo in bianco e nero. Seguendo quel che dice la Ginzburg si rischia di far crescere dei piccoli esaltati, fuori dal mondo; d'accordo sulla necessità di coltivare l'amore, la generosità, l'abnegazione, ma ritengo che queste siano virtù ancora più grandi se abbinate all'equilibrio interiore e all'armonia con se stessi. Questa è, secondo me, la vera sfida. Scritto in Italia, Varie Non commentato " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Aug 08 L'America è debole e il mondo ne approfitta. Per sempre? Dopo la Russia, altre brutte notizie per l'Occidente. Il terrorismo islamico si è risvegliato: attentati in Algeria, ripresa dei kamikaze in Irak, i talebani all'offensiva in Afghanistan, dove hanno ucciso 10 soldati francesi, non sono mai stati così vicini alla capitale Kabul. Intanto, in Pakistan gli Usa perdono il fido Musharraf e mentre il mondo pensa alle Olimpiadi, la Cina prosegue la penetrazione in Africa. Come previsto l'opposizione alla Russia in Georgia è risultata sterile e Mosca continua a gestire la situazione a proprio piacimento (e infatti oggi l'Abkhazia ha chiesto l'indipendenza). L'accordo firmato dalla Rice con la Polonia per la fornitura di missili nell'ambito del progetto di scudo spaziale non proietta un'immagine di forza, bensì, per la fretta che ha caratterizzato le ultime trattative, di ansia. L'America è in disagio e la sua debolezza evidente: ho l'impressione che molti dei suoi antagonisti ne stiano approfittando per conquistare fette di potere o per rialzare la testa. Fino a dove si spingeranno? La debolezza geostrategica americana è strutturale o transitoria? Basterà un nuovo presidente a ridare lo smalto perduto? Come paiono lontani i tempi dell'America arrembante, eppure era appena il 2003. Scritto in gli usa e il mondo Commenti ( 57 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Aug 08 Due sprechi (tutti italiani) da eliminare Torno ad occuparmi un po' di vicende italiane, rilanciando qualche riflessione. La prima: perché in Italia i cantieri autostradali durano in eterno? Ad esempio sulla Milano-Genova i lavori di ampliamento per la terza corsia sono in corso da molti anni. E' un'autostrada che percorro abbastanza frequentemente in settimana, il sabato, la domenica, di giorno e la sera. Non vedo mai operai al lavoro, sembra tutto fermo. e infatti i progressi sono lentissimi. Negli altri Paesi a inizio lavori viene fissata una data per la conclusione che, salvo imprevisti e documentati motivi, viene rispettata. In Italia invece si sfora sui tempi e, naturalmente, sulla spesa. Domanda per Tremonti e Brunetta che finora si stanno comportando molto bene a mio giudizio: non è il caso di porre fine a questa indecenza? La seconda considerazione: sono d'accordo che vengano tagliate le spese statali e, di conseguenza, anche quelle agli enti locali. Ma perché punire tutti indiscriminatamente? Nella sanità, ad esempio, ci sono alcune regioni che gestiscono bene i fondi a disposizione, altre invece dove regna l'inefficienza e gli sprechi sono colossali. Perché non introdurre una linea meritocratica anche in materia? I tagli dovrebbero colpire soprattutto le regioni che sprecano, ho l'impressione che, se così, fosse, diventerebbero improvvisamente più virtuose. Sbaglio? Scritto in Italia Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Aug 08 La guerra è finita o inizia solo adesso? Sì, i cannoni non sparano più in Georgia, ma se esaminiamo quel che è accaduto in questi giorni da un punto di vista strategico, non c'è da stare allegri. La guerra potrebbe essere solo agli inizi. Mi spiego: 1) Dal 1989 al 2004 gli Stati Uniti hanno applicato una politica di accerchiamento della Russia, facendo cadere sotto la propria influenza molti Stati nell'Europa dell'Est e nell'Asia centrale, come spiego in questa analisi. 2) Dal 2004 Putin ha cercato di contrastare gli Stati Uniti, ottenendo qualche successo, ma non riuscendo mai a portare il colpo del Ko. In un approfondimento sostengo che la guerra in Georgia segna una svolta. Il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo da parte dell'Occidente legittima le pretese secessionistiche delle tante minoranze russe sparse nell'ex impero sovietico. La questione etnica diventa così il grimaldello strategico del Cremlino: è alquanto probabile che quanto accaduto in Ossezia del Sud e in Abkhazia possa essere ripetuto in altri Stati. Quali? Ucrania e Moldavia, ma attenzione ai Baltici e, all'occorrenza, anche anche Kazakistan e Kirghizistan. La crisi, probabilmente, è solo agli inizi e l'Occidente non sembra avere gli strumenti per prevenirla. L'America in queste ore ha dato una triste dimostrazione di impotenza e la mediazione di Sarkozy in realtà recepisce soprattutto le condizioni poste dal Cremlino (tema che ho affrontato qui). Anzi, quando ieri il presidente francese ha affermato che "Mosca ha diritto di proteggere le minoranze russe" ha di fatto ulteriormente legittimato il ricorso all'arma "etnica" da parte della Russia. Il modello Georgia rischia di fare scuola, mettendo in crisi il grande piano Usa per il controllo dello scacchiere eurosiatico. Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 63 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Aug 08 Guerra nell'Ossezia del Sud: un disastro per l'Occidente? In un'analisi pubblicata oggi sul Giornale spiego le ragioni che hanno provocato la drammatica guerra nell'Ossezia del Sud. L'Occidente sconta l'effetto Kosovo e la questione Nato: Nel febbraio 2008 Pristina si stacca dalla Serbia con la benedizione dell'Occidente. E il quadro cambia. Putin protesta veementemente per "l'amputazione della Serbia"; l'Occidente, però, lo snobba e lui rilancia annunciando la reciprocità. Se il mondo si arroga il diritto di strappare il Kosovo, Mosca si riserva di fare lo stesso con l'Ossezia del Sud e con l'altra repubblica ribelle georgiana, l'Abkhazia. Altri due mesi e al vertice di Bucarest, la Nato, pur evitando di avviare la procedura d'adesione, annuncia che in futuro la Georgia e l'Ucraina, l'altro grande Stato uscito dall'orbita russa, potranno diventare membri dell'Alleanza atlantica. Un'eventualità inaccettabile per il Cremlino, che infatti riaccende le tensioni nel Caucaso. Chi ha provocato l'esclation dell'altra notte? Verosimilmente il presidente georgiano Saakashvili, nel tentativo di anticipare le mosse di Mosca e approfittando della distrazione del mondo nel giorno dell'apertura dei Giochi Olimpici. Ma ha fatto male i conti, a quanto pare. Militarmente la Russia è superiore e ora Saakashvili rischia di perdere non solo il controllo dell'Ossezia del Sud, ma anche quello del suo Paese. E se cadesse Tbilisi, l'Occidente vedrebbe svanire uno snodo cruciale nello scacchiere euroasiastico, a favore, ovviamente, di Mosca. Valeva la pena di rischiare? Perché Washington non ha imbrigliato il suo vulcanico alleato? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 59 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Aug 08 Una buona idea per fermare i clandestini I clandestini continuano ad arrivare a Lampedusa: siamo a quota 12500 di cui oltre tremila solo negli ultimi dieci giorni. Il 125% in più rispetto al 2007. Come spiego in un articolo pubblicato oggi, questo afflusso non è casuale, ma tollerato da Gheddafi che ha allentato i controlli sulle coste per mettere sotto pressione l'Italia e strappare accordi a lui favorevoli con il nostro governo e, più in generale, con l'Unione europea. Un gioco al rialzo che sa tanto di ricatto. Ma Tripoli ospita un'iniziativa davvero felice, di cui si parla poco e che rischia di concludersi a breve. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (in inglese Iom), in due anni è riuscita a far rimpatriare su base volontaria 2.500 migranti bloccati nel Paese africano. Il meccanismo è semplice: anziché rimpatriarli con la forza, ha offerto loro un incentivo per avviare una piccola attività economia nel proprio Paese. La cifra a testa è irrisoria (400-5o0 euro), come mi ha spiegato il capo missione Laurence Hart ma permette all'emigrante di salvare l'onore rispetto alla propria famiglia e al propio clan e di restare in patria con soddisfazione. Complessivamente - calcolando il biglietto aereo e le spese burocratiche - il costo complessivo è di mille euro a persona; molto, molto meno delle spese da sostenere per manetenere i clandestini nei Cpt per settimane e poi, eventualmente, per espellerli. Questo programma rischia di finire perché i fondi europei si stanno esaurendo; e dire che ci vogliono un milione e duecentomila euro per arrivare alla fine del 2008. Io dico: è un'idea eccellente ed è triste che lo Iom sia costretto a supplicare i governi per ricevere finanziamenti. Questo programma è equo, umano, poco oneroso e dà speranza nei Paesi africani. Dovrebbe diventare sistematico. O sbaglio? Scritto in notizie nascoste, Italia, immigrazione Commenti ( 35 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Aug 08 Le Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto misure analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le ragioni note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di più di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano "purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le descrizioni di massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in francese. Inaudito. Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una grande manovra di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi, due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi (a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina Commenti ( 36 ) " (8 voti, il voto medio è: 3.25 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra è più felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena. In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il mondo Commenti ( 41 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado, degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 60 ) " (2 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche) perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 46 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Dannato tempo per un Lupo randagio vecchio mio, ero appena arrivato oltre la metà... dellelmodiscipio: Che la debolezza dell'America significhi la fine del mondo? Forse i Testimoni di Geova lo... Ambrogio: Sai Franco, la tua teoria che i missili balistici costino di meno di un piccolo esercito di professionisti... bo,mario: Marina come darti torto. Aspettiamo le due righe di Foa su queste armi dove vanno e chi le fà. Dopo aver... marina: Scusi Franco lei dice: Morale della Favola: Una guerra in Europa senza l'uso di Armi Nucleari non è... 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Alitalia, decolla il piano fenice - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)

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Economia Alitalia, decolla il piano Fenice L'ad "in pectore" Sabelli presenta il progetto alla cordata italiana Colaninno verso la presidenza forte Ma restano i nodi degli esuberi e della Marzano ETTORE LIVINI MILANO - Sarà Rocco Sabelli, nel ruolo di ad in pectore della nuova Alitalia, a gestire oggi il primo incontro formale dei soci della cordata italiana pronta a presentare un'offerta vincolante per il salvataggio della compagnia. Banca Intesa riunirà infatti gli imprenditori che hanno messo sul tavolo la propria disponibilità all'operazione, garantendo una cifra non troppo lontana da un miliardo di euro. Il primo passo di una settimana che si preannuncia decisiva per la Magliana: giovedì il governo ? salvo sorprese ? approverà il decreto legge ad hoc per la modifica della Marzano in consiglio dei ministri. E venerdì, assieme ai conti semestrali, il cda dell'aerolinea ? con i manager garantiti da una manleva dal Tesoro ? dovrebbe approvare la procedura di amministrazione straordinaria spianando la strada alla morte della vecchia Alitalia (finirà commissariata assieme ai suoi debiti e alle attività in perdita) e alla nascita della nuova. Il primo appuntamento, quello di oggi tra i soci privati, dovrebbe filar via abbastanza liscio. Sabelli illustrerà il piano Fenice messo a punto da Banca Intesa che prevede un'offerta per la parte "sana" di Alitalia e per il pacchetto di controllo di Air One, valutata circa 300 milioni. Il parterre degli azionisti è già quasi definito. Roberto Colaninno ? che era in attesa di segnali forti sul fronte del socio internazionale ? sembra aver sciolto la riserva, convinto dai primi contatti con Lufthansa (anche se per un'intesa ci vorrà del tempo). Anzi il numero uno della Piaggio potrebbe mettere mano al portafoglio per un investimento consistente, ritagliandosi il ruolo di presidente "forte". Nel capitale della nuova Alitalia dovrebbero entrare Benetton, Gavio, Ligresti, Aponte, Riva, il fondo Clessidra e forse anche i Fossati. Carlo Toto deve invece ancora decidere se entrare o farsi da parte, fermo restando che venderà Air One alla cordata italiana. La presentazione vera e propria dell'offerta però non sarà oggi. La cordata italiana ha vincolato infatti la proposta alle modifiche normative necessarie per dividere in due Alitalia, evitando di ereditare i guai della vecchia gestione. Il piano Fenice potrebbe quindi decollare già venerdì, con l'invio della proposta d'acquisto di rami d'azienda al cda o più tardi, girandola al nuovo commissario. Sistemati i tasselli economico-finanziari, resta però la grande incognita delle reazioni dei sindacati. Il piano Fenice prevede tra i 5 e i 7mila esuberi. Ben più di quelli previsti dal vecchio piano di Air France. Banca Intesa ha con discrezione sondato le maggiori organizzazioni di rappresentanze dei lavoratori, forte anche dell'impegno del governo a gestire i tagli con tutti gli ammortizzatori sociali disponibili. "Meglio qualche migliaio di esuberi che i 20mila se si dovesse chiudere Alitalia", ha detto Berlusconi. Ma certo un atteggiamento conflittuale dei lavoratori (c'è da mettere in conto anche le reazioni dei dipendenti Air One) potrebbe raffreddare gli interessi della cordata italiana aumentando i rischi di fallimento. Un'altra incertezza è quella legata alle reazioni dei vecchi azionisti, degli obbligazionisti e dei creditori della cosiddetta bad company. Destinati con ogni probabilità a ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. In questo caso potrebbero partire le carte bollate e proprio per questo Aristide Police, il numero uno della compagnia, ha chiesto al governo un lasciapassare che lo mettesse al riparo da offensive legali prima di dare l'ok all'ultimo bilancio della vecchia Alitalia.

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Conti in rosso e leggi ad hoc, Alitalia tenta un nuovo decollo Settimana decisiva per la compagnia. Il governo pronto alla revisione della Marzano. Il 29 la semestrale (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 25-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del Conti in rosso e leggi ad hoc, Alitalia tenta un nuovo decollo Settimana decisiva per la compagnia. Il governo pronto alla revisione della Marzano. Il 29 la semestrale di Roberto Rossi/ Roma Giovedì 28 il consiglio dei ministri, venerdì 29 il consiglio di amministrazione della compagnia. Il destino di Alitalia, dopo mesi di trattative, annunci, promesse, polemiche e ritardi, dovrebbe giocarsi tutto in questi due giorni. "La prossima è la settimana decisiva - ha detto il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli - il 29 c'è il cda, dobbiamo presentare una soluzione prima di quella data. I privati che partecipano all'operazione ci sono, le banche anche, dobbiamo trovare una compagnia come partner". Compito non facile. Il cda di Alitalia avrebbe dovuto esaminare i disastrati conti del semestre il 9 agosto. La riunione è stata poi rinviata per una serie di ragioni. La prima è quella di rasserenare il clima intorno alla compagnia evitando proteste e scioperi visto che agosto è un mese tradizionalmente impegnato e critico. La seconda, e non meno importante, è di dare materialmente il tempo per preparare una revisione delle legge Marzano. Un intervento ad hoc, varato appunto dal Consiglio dei ministri del 28, che permetta l'attuazione del Piano Fenice, e cioè il piano di salvataggio ideato da Intesa Sanpaolo su incarico del governo. Che prevede la divisione in due del gruppo. Da un lato la parte operativa di Alitalia, da integrare con Air One in una nuova società sostenuta da una cordata italiana - tutelata giuridicamente dalla "nuova Marzano" -, dall'altro quel che resta: una "bad company" con il macigno dei debiti e degli esuberi. Una società che andrebbe liquidata passando probabilmente per il commissariamento (anche questo indicato dalla "nuova Marzano"). Questo sarà il capitolo più difficile da gestire. In ballo ci sono settemila esuberi che potrebbero anche diventare molti di più. Il Tesoro, secondo indiscrezioni, avrebbe pensato di affidare questo incarico a Massimo Varazzani, che in passato è stato anche amministratore dell'Enav. Nei giorni scorsi si è parlato anche di Guido Rossi, dell'ex ministro Fantozzi, o dello stesso presidente di Alitalia Aristide Police. Per completare il quadro del Piano Fenice è ancora da riempire la casella dell'alleanza internazionale. A inizio agosto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva accennato a trattative in corso. C'è l'ipotesi Lufthansa per un ingresso nell'azionariato con una quota di minoranza, ma anche quella di Air France-Klm se l'accordo si limitasse ad un rafforzamento della collaborazione commerciale. British Airways invece si è tirata fuori. Accordi che potrebbero non bastare. Il caro petrolio sta rivoluzionando il mercato aereo. Per sopravvivere molte compagnie scelgono di fondersi (vedi British - Iberia). Alitalia l'occasione l'ha persa lo scorso marzo.

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Le regole liberali e la tutela dei soggetti deboli (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-08-25 num: - pag: 31 autore: di MICHELE SALVATI categoria: REDAZIONALE ECONOMIA SOCIALE DI MERCATO Le regole liberali e la tutela dei soggetti deboli SEGUE DALLA PRIMA Il mercato ha regole che vanno rispettate e le eccezioni (Alitalia, servizi pubblici locali e quanto passa il convento del nostro Paese) vanno escluse, se non passano il test di una giustificazione rigorosa. "Socialità" alla Ludwig Ehrard vuol dire che, nel pieno rispetto del mercato e della concorrenza, e con politiche fiscali universalistiche, i ceti più deboli devono essere protetti dalle peggiori avversità del ciclo economico. Liberalismo, sì, ma assai diverso da quello americano, per il quale consiglio l'impressionante lettura di Supercapitalismo, di Robert Reich. Un liberalismo, quello auspicato da Monti, meno tollerante nei confronti di divaricazioni estreme nella distribuzione del reddito e delle chances di vita; ma anche meno interventista, discrezionale e distorsivo rispetto alle regole di mercato. Chi è il più liberale? Rimaneva poco spazio a Monti e ne rimane ancor meno a me, per affrontare il quarto tema: siccome lo stesso Tremonti preannuncia per settembre una discussione sull'economia sociale di mercato, come si confronta con questo ideale l'effettiva azione di governo? Monti riconosce agevolmente i meriti del ministro dell'Economia nell'impostare e far rispettare una disciplina di bilancio rigorosa. Manifesta dubbi nei confronti della strategia di sviluppo che si intravede nei provvedimenti del governo, e che non escludono confusione di ruoli tra Stato e mercato, politica e impresa. Non è questo, aggiungo a quanto dice Monti, il significato proprio dell'aggettivo "sociale" che qualifica "economia di mercato". Un vero provvedimento "sociale" sarebbe stato, nelle attuali condizioni dell'economia italiana, una forte riduzione della pressione fiscale sui redditi più bassi, i più colpiti dal ristagno e dall'inflazione. Ovviamente compensato da ancor maggiori risparmi di spesa. Ma forse, per quanto forte in termini numerici, la coalizione di governo non è forte abbastanza da potersi attenere ai principi di una vera economia sociale di mercato. Ammesso che voglia attenervisi. \\ Un vero provvedimento "sociale" sarebbe stato una forte riduzione della pressione fiscale a vantaggio dei redditi più bassi, compensato da un risparmio di spesa.

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Perché la Rai non è al passo con i tempi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-08-25 num: - pag: 49 autore: di ALDO GRASSO categoria: REDAZIONALE La critica La televisione di stato ha ripetuto in parte gli stessi errori degli Europei Perché la Rai non è al passo con i tempi "Ma ti sei reso conto di quello che hai fatto?". Ecco, in questa frase di rara inutilità (dopo 4 anni di duro allenamento, un atleta che vince una medaglia, possibile non si renda conto di quello che ha fatto?) si racchiude perfettamente il senso della spedizione Rai all'Olimpiade di Pechino. Nel dopo gara, Elisabetta Caporale si è avvicinata spesso al campione con l'aria del cronista che chiede a una persona che ha appena patito una tremenda disgrazia: "Cosa ha provato in quel momento?". Purtroppo non è solo una questione di persone, di singoli (anche se...), di inviati o di commentatori sbagliati (anche se...); no, il problema è più generale e riguarda la Rai come servizio pubblico. Già l'esperienza degli Europei di calcio non è stata esaltante; come si fa, allora, a commettere gli stessi errori, mostrare la stessa inadeguatezza, farsi sbertucciare per tutta la durata di un evento così importante come l'Olimpiade? Nonostante le ovvie difese d'ufficio del presidente Petruccioli, la situazione è complicata e rischia di aggravarsi. Quello che in maniera drammatica Pechino 2008 ha messo in luce è che la Rai non è più al passo coi tempi: le ragioni sono molteplici ed essenzialmente politiche (storicamente complicate da quella anomala situazione italiana che si chiama duopolio). Quindi non ci sentiamo di gettare la croce su nessuno e scriviamo queste note con profonda amarezza. La carenza della Rai è prima di tutto una carenza tecnologica: non è più pensabile investire così tanto in diritti (era Antonio Marano il responsabile degli acquisti?) se non si hanno a disposizione diversi canali su cui spalmare un evento complesso e articolato come l'Olimpiade. Solo dopo le nostre critiche, la Rai ha cominciato a diversificare sensibilmente l'offerta tra il canale analogico e digitale, incorrendo inevitabilmente in alcuni errori di scelta, tipo la partita Argentina-Brasile. La Rai deve finalmente prendere atto che esiste la concorrenza e che non opera più in regime di monopolio. Non si può mandare a Pechino un commentatore senza idee solo perché ti è stato "suggerito" da qualche politico e soprattutto molti inviati dovrebbero qualche volta perdere quell'arroganza o supponenza che deriva loro dall'imprinting del monopolio, quando, arrivato a occupare un posto, eri anche l'unico e nessuno ti metteva più in discussione. In una situazione di concorrenza, un direttore agli ennesimi "risvolti umani" di un Carlo Paris o di un Claudio Icardi dice basta; all'ennesima battuta infelice o banalità mascherata di un prof. Dal Monte o di un Bartoletti dice basta. A rimetterci, sono i più bravi, i più scrupolosi che vedono rovinare il loro lavoro da un diffuso clima di provincialismo. La cosa più fastidiosa delle telecronache Rai è l'insieme di tifo e contiguità che le rende obsolete e irritanti. Siamo tutti tifosi degli atleti italiani ma non per questo dobbiamo essere ciechi di fronte al resto del mondo; trasformare la telecronaca in incitamento (ahimè, succede anche su altre emittenti) è una scorciatoia sentimentale ma poco professionale. E poi, specie nei talk di approfondimento, viene fuori una vicinanza, una confidenza, quasi una dipendenza fra cronisti, atleti ed ex atleti davvero indisponente. Si cresce con il confronto, non con la complicità, non con la connivenza. Il fatto triste è che se la Rai non cambia radicalmente e non ritrova la sua antica e apprezzata professionalità (lontano dalla politica), se non viene ridimensionata la Casta interna che la governa, si avvia inesorabilmente al declino. Come Alitalia. Diretta Una spettatrice cinese (Joe/Afp).

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Rientrati a casa in 350mila, i turisti non sono più padroni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 25-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 34 del 2008-08-25 pagina 4 Rientrati a casa in 350mila, i turisti non sono più padroni di Redazione Ieri code alle barriere e 600mila presenze in Centrale Da settembre tornano pure gli scioperi: il 6 voli a rischio Turisti padroni della città? Non più: nel fine settimana sono rientrate a casa secondo l'Osservatorio di Milano almeno 350mila persone, da oggi insomma si rialzano le serrande e si riempiono gli uffici. I milanesi tornano a ripopolare la città che per tutta la settimana è stata invasa da stranieri divisi tra mostre, monumenti e le strade dello shopping, con un po' di delusione per le tante saracinesche abbassate. I residenti di nuovo "in circolazione" - tra chi torna e chi non è mai partito -, dovrebbero essere oggi almeno 850mila, che diventeranno 1,2 milioni nel prossimo weekend. Ieri, qualche coda alle barriere di Milano per chi arrivava in autostrada e traffico lungo le tangenziali. Prese d'assalto, specialmente da chi è ritornato in treno carico di bagagli, le stazioni della metropolitana anche se preventivando il possibile caos Atm aveva potenziato i treni rispetto a quelli tradizionalmente in servizio la domenica. Trenitalia ieri ha stimato invece in stazione Centrale il passaggio di seicentomila persone nel corso di tutta la giornata, in maggioranza si è trattato di rientri. Situazione tranquilla negli aeroporti di Malpensa e Linate, con un'affluenza di passeggeri sostenuta ma senza affollamenti particolari. E se questa settimana sul fronte dei trasporti non ci dovrebbero essere problemi, dalla prossima con la fine delle vacanze si riaccendono invece gli scioperi, il primo quello di quattro ore, il 6 settembre, dalle 12 alle 16, proclamato dal personale aereo Enav a Linate e Malpensa, mentre il 17 si incroceranno diverse agitazioni - Alitalia, Air One, Meridiana, personale Sea - per cui le partenze e gli arrivi saranno a rischio per tutta la giornata. Salvo retromarcia, i sindacati dei tassisti sciopereranno invece sia il 18 che il 23 settembre. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Gli acquisti di quote rilevanti di imprese da parte di Stati asiatici suscitano speranze e sospetti (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 25-08-2008)

Argomenti: Alitalia

In Occidente. Le speranze sono legate all'inaridimento del credito. Finanziare imprese in difficoltà può essere un buon investimento: le pur gravi insolvenze dei mutui immobiliari di per sé non giustificano che, ad esempio, molte banche abbiano perso due terzi del loro valore nel giro di un anno. Le azioni si possono comprare a prezzi tanto bassi perché il rallentamento dell'attività economica fa scarseggiare risparmio e liquidità nei Paesi industrializzati, e rischia d'innescare una spirale di fallimenti e insolvenze. Per limitare i ribassi e uscire dalla crisi occorre trovare fondi freschi, da investire adesso. Di questi tempi se ne trovano dove ci sono risorse naturali, come in Medio Oriente e in Russia, e nelle vaste zone dell'Asia che, avendo solo di recente cominciato a industrializzarsi e a commerciare, stanno ancora accumulando ricchezza. E' saggio per chi ha petrolio risparmiare e investire altrove, perché il prezzo del petrolio può oscillare moltissimo. Anche chi è cresciuto velocemente fa bene a risparmiare, perché la crescita può non essere duratura. Chi possiede imprese in temporanea difficoltà può, vendendone una parte al giusto prezzo, venire incontro a queste disponibilità a investire. Può capitare che l'acquirente sia un "fondo sovrano", controllato da uno Stato, perché spesso sono i governi a gestire le risorse naturali o le riserve valutarie accumulate da surplus di bilancia di pagamenti. Non è sempre un problema. Nessuno al di fuori della Norvegia si curava del fatto che quello Stato destinasse molti dei proventi del suo petrolio a fondi governativi per le generazioni future. Qualche preoccupazione poteva esserci per gli investimenti dei Paesi arabi. Ma, nei fatti, alla Fiat fece piacere che entità statali libiche comprassero nel 1976 più del 10% delle sue azioni (rivendendole con profitto dieci anni dopo). E i libici si sono anche a lungo occupati di distribuzione di carburanti in Italia, rafforzando la concorrenza a beneficio degli automobilisti italiani. Se nel mondo del 2008 i fondi sovrani suscitano sospetti, è perché la Cina e la Russia sono diverse dai piccoli Paesi che si ponevano il problema d'investire i proventi del petrolio. Sono Stati poco democratici e seriamente intenzionati a giocare un ruolo importante nel quadro geopolitico mondiale. Potrebbero investire non per tutelare la vecchiaia dei loro cittadini e il benessere dei loro discendenti, ma per orientare a fini strategici in conflitto con i nostri la gestione delle imprese che controllano. È questo sospetto a indurre la Germania a sottoporre ad autorizzazione gli acquisti stranieri di quote oltre il 25% delle sue imprese, senza distinguere tra fondi governativi e imprenditori che, seppur privati, possono come in Russia essere legati ai giochi politici dei loro Paesi. L'Italia degli Anni 2000, pur tanto riluttante a consentire che linee aeree e autostrade siano gestite da imprese francesi o spagnole, non ha urgenza di porre limiti agli investimenti dei Paesi emergenti. Non è un buon segno se vuol dire che le nostre imprese non attirano compratori. Potremmo anche noi nutrire la speranza che qualche ricco Stato estero, ingolosito dalla prospettiva di ricchi dividendi futuri, volesse rilevare l'Alitalia: ma non è una speranza fondata, perché i problemi dell'Alitalia non sono temporanei. E non è un buon segno nemmeno se vuol dire che i più o meno giustificati sospetti dei tedeschi sulle mire degli stranieri sono irrilevanti in un Paese che si sente tagliato fuori dai giochi strategici globali, e non si scandalizza di commistioni tra potere politico e potere economico. All'inizio della seconda guerra mondiale, Roosevelt raccomandò agli americani di non temere altro che la paura. A noi italiani, se le nostre imprese non interessassero ai fondi sovrani, dovrebbe semmai far paura l'assenza di speranze e di sospetti. giuseppe.bertola@unito.it.

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