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DOSSIER “ALITALIA” |
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T ARTICOLI DEL 1°- 25 Agosto
2008 #TOP
IN EVIDENZA
Alitalia: ecco la cordata per il salvataggio Gi.C.) (Il Sole 24 Ore 25-8-08)
Sacconi:
esuberi Alitalia? Io me ne occupo dopo il Piano
Articoli Correlati –
Compagnie aeree,
ecco la lista nera della Ue
Lufthansa
interessata a una quota di Austrian Airlines
Alitalia, si
chiude l'offerta
Scheda / L'Md-82
Alitalia, al
Senato ok al prestito. Pd all'attacco su Ermolli
Riparte
la macchina per il salvataggio dell'Alitalia. Il sorriso stampato sulle
labbra dell'a.d. di Intesa SanPaolo, Corrado Passera al termine del
lungo incontro che si è tenuto lunedi' 25 agosto nella sede milanese
dell'istituto (advisor del Governo) non è solo l'effetto benefico della pausa
estiva ma anche il segnale che ormai il più sembra fatto: il piano è
pronto, ed è stato presentato alla cordata composta da una decina di
imprenditori disposti a investire in una newco che acquisisca le attività più
redditizie di Alitalia. Costituiranno il "nocciolino duro"
della nuova compagnia ma le adesioni restano aperte anche ad altri, magari
quando scatterà la "fase2" che non potrà prescindere da una solida alleanza
con un partner internazionale. Tra gli
indiziati c'è Lufthansa che però non ha commentato i rumors.
L'incontro alla Ca' de Sass
Alla Ca' de Sass in via Monte di Pietà, sede
storica milanese della banca scelta dal Governo come advisor per trovare una
soluzione alla delicata situazione della compagnia di bandiera, si è tenuta
dunque la prima riunione formale degli imprenditori che si sono detti
disponibili ad entrare nella cordata. A loro è stato illustrato - dall'ad in
pectore Rocco Sabelli - il piano «Fenice», messo a punto
dall'advisor nel corso dell'estate. Secondo le indiscrezioni, il piano prevede
un'offerta per la parte sana della compagnia di bandiera e per il pacchetto di
controllo di Air One con un numero ancora imprecisato di esuberi. Si
tratterà comunque di alcune migliaia: nelle scorse settimane le ipotesi peggiori
parlavano di 6mila dipendenti di troppo, secondo il piano. Ma queste
indiscrezioni finora non hanno trovato conferme. Il ministro del Welfare, Maurizio
Sacconi, interpellato al Meeting di CL in corso a Rimini, ha
rinviato a dopo l'approvazione del piano il momento in cui dovrà occuparsi
dello scottante dossier.
Il gruppo dei dieci investitori che hanno preso
parte all'incontro - spiegano fonti finanziarie - rappresenta il nuclo
principale del capitale della nuova società che rileverebbe le attività di
Alitalia. La lista resta comunque aperta a ulteriori contributi. Prima di
procedere, a questo punto, sono necessari alcuni passaggi formali a cominciare
dalla modifica della Legge Marzano che potrebbe andare in Consiglio
dei Ministri giovedì 28 agosto in forma di decreto legge: la modifica
consentirebbe di separare in tempi rapidi Alitalia in due società: una "bad
company" con le attività in perdita e una "new company"
che dovrebbe passare alla nuova cordata. Il giorno successivo è già convocata
una riunione del cda Alitalia.
L'incontro si è concluso dopo oltre tre ore.
All'uscita nessuno dei partecipanti all'incontro ha rilasciato dichiarazioni,
contrariamente a quanto era avvenuto all'entrata. Alla riunione hanno
partecipato, tra gli altri, il patron di Equinox, Salvatore Mancuso,
l'amministratore delegato di Atlantia e di Autostrade Giovanni Castellucci
(gruppo Benetton), il patron di Air One Carlo Toto,
l'armatore Gianluigi Aponte, Fausto Marchionni del gruppo Ligresti,
l'industriale siderurgico Emilio Riva (che però all'ingresso, come
Castellucci) ha negato di essere in Intesa Sanpaolo per parlare di Alitalia).
Il piano «Fenice» prevede che nel capitale della nuova Alitalia entrino anche
Marcellino Gavio, il Fondo Clessidra (rappresentato all'incontro
da Sandro Grimaldi) l'imprenditore Marco Fossati (della famiglia cha ha
fondato al Star), e il gruppo fiorentino Fingen, fondato dai fratelli
Fratini e attivo nell'immobiliare e nell'abbigliamento.
Alla riunione ha preso parte anche Roberto Colaninno, intercettato al
termine dell'incontro nella veranda del centralissimo Caffè Trussardi assieme a
Sabelli. «Alitalia? Io sono a Milano per vedere il Duomo. Chiedete a Banca
Intesa», ha detto Colaninno. Alla riunione hanno partecipato anche il
responsabile corporate di Intesa Sanpaolo Gaetano Miccichè e il
consulente del Governo, Bruno Ermolli. (Gi.C.)
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Articoli
Alitalia 2 (216)
"così i tagli cresceranno ora rimpiangiamo i
francesi" - ferdinando giugliano ( da "Repubblica, La" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che parla di Alitalia come di un patrimonio nazionale che però è "per il 90% radicato nella Capitale". Ma se nella Capitale il problema è Alitalia, altrove il problema è Fiumicino. Per il leghista Boni, è lo spostamento su Fiumicino ad essere una mossa "disastrosa", "non il segnale che la Lega si aspettava".
Mister
ryanair all'attacco "il premier ama i jet privati" - giorgio lonardi ( da "Repubblica, La" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Che ne pensa del piano di rilancio di Alitalia? "Alitalia può avere un futuro solo se il governo italiano smette di intervenire. L'unica soluzione per salvare Alitalia è privatizzarla e venderla. Ormai in Europa solo in Grecia e in Italia ci sono interferenze pubbliche nelle compagnie aeree.
"per
alitalia trattiamo con compagnie straniere" - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tra le compagnie straniere che potrebbero ancora credere in una alleanza con Alitalia, Air France fa però un passo indietro. Attraverso fonti vicine al cda fa sapere che "il dossier Alitalia è chiuso. Quando si era parlato della fusione il prezzo del petrolio era sugli 80 dollari al barile. Ora è sopra i 120 e una fusione oggi non creerebbe valore".
Alitalia,
la rabbia di fiumicino ( da "Repubblica, La" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Marrazzo: "Lunedì un vertice" Alitalia, la rabbia di Fiumicino Migliaia di posti a rischio. Rutelli attacca: "Roma perderà 1,5 miliardi" L'annunciato piano di riassetto Alitalia, che potrebbe sacrificare sull'altare del risanamento 5mila posti di lavoro, fa esplodere la rabbia a Fiumicino e accende la polemica politica.
Piano
alitalia, fiumicino trema "da noi il 70% degli esuberi" - anna rita
cillis ( da "Repubblica, La" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina II - Roma Piano Alitalia, Fiumicino trema "Da noi il 70% degli esuberi" I conti dei sindacati. Marrazzo: "Serve una mobilitazione" ANNA RITA CILLIS Migliaia di esuberi, la gran parte concentrati a Roma, secondo i tagli ipotizzati dal piano di Intesa-Sanpaolo per Alitalia e l'integrazione con Air One.
Rutelli:
"tremonti contro roma in finanziaria tagli per 1,5 miliardi" -
giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Allarmato non solo per gli esuberi previsti dal piano Alitalia, per l'analoga ristrutturazione in Telecom che potrebbe cancellare altrettanti posti di lavoro, per la fusione Unicredit che ha già messo in mobilità e trasferito centinaia di dipendenti, per il calo del turismo che è uno dei motori dello sviluppo cittadino.
Sette
capitali a prezzi stracciati - luigi spezia ( da "Repubblica, La" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: consente di colmare il gap che avevamo su questo settore e di creare un importante effetto volano nel territorio". Ryanair dà l'ultimo brivido: "Ai due milioni di passeggeri faremo risparmiare più di 208 milioni di euro, visto che le nostre tariffe sono mediamente inferiori di 106 euro a quelle di Alitalia". Parola di O'Leary.
Lo
show di mister volare low cost ( da "Repubblica, La" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: eterna assistita Alitalia e la battuta forte la riserva al presidente Berlusconi. "E' interessante che Berlusconi proponga come slogan "Amo l'Italia, volo Alitalia", invece dovrebbe dire "Amo l'Italia, ma volo su jet privati". Con la mimica giusta, fa ridere tutta la platea senza bisogno della traduzione della responsabile del marketing di Ryanair per il Sud Europa (
Ryanair,
voli low cost dal marconi per sette capitali ( da "Repubblica, La" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il gran capo della compagnia irlandese Michael O'Leary (nella foto), che ieri ha attaccato di nuovo il governo italiano, Berlusconi e Alitalia, mette all'asta 25 mila biglietti a dieci euro l'uno. Forlì si consola con un'altra base più piccola, ma attuata prima di quella bolognese e nuovi voli soprattutto verso il Sud. SPEZIA A PAGINA III.
Voto
unanime per il trattato l'italia dice sì all'europa - anais ginori ( da "Repubblica, La" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ha precisato - è quello di tenere vivo il sogno europeo e restituire un'anima a istituzioni che l'opinione pubblica percepisce come lontane". In tempi in cui l'Italia colleziona più che mai incidenti e diverbi con Bruxelles (dal dossier Alitalia alle leggi sull'immigrazione), quell'applauso è sembrato davvero benefico.
La
fabbrica di emergenze ( da "Unita, L'" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che sostituiscono con l'obbedienza ai loro interessi, in subordine a quelli del padrone. Il grand'uomo che ha trovato per Alitalia la soluzione patriottica: accollare i costi ai contribuenti e ai lavoratori. Soluzione che non a caso piace pure a Bossi, il dito più veloce della padania. FRONTE DEL VIDEO.
Alitalia:
Berlusconi promette pure lo straniero... in autunno ( da "Unita, L'" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del Alitalia: Berlusconi promette pure lo straniero... in autunno di Roberto Rossi/ Roma Doveva trattarsi di una cosa veloce. D'altronde a marzo, dopo aver cacciato Air France, Silvio Berlusconi lo aveva promesso: il problema Alitalia sarebbe stato risolto nel "giro di un mese" con l'intervento di imprenditori italiani.
Passera
ci crede davvero? ( da "Unita, L'" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Oggi è advisor di Alitalia. A breve presenterà il famoso piano Fenice per il salvataggio della compagnia. Legge Marzano sì, legge Marzano no e quindi normativa ad hoc; partner internazionale da subito o a distanza di tempo; costituzione, e in quale modo, della newco e della bad company;
O'Leary
(Ryanair): Ama l'Italia... ma se usa solo il jet privato Il numero uno dei voli
low cost ironizza sugli slogan e prevede un futuro riservato a pochi, grandi
operatori ( da "Unita, L'" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Altro che volare Alitalia, Berlusconi farebbe meglio a salvare Alitalia" dice Michael O'Leary, certo di assistere invece all'ennesima pezza messa dagli aiuti di Stato. Il numero uno della compagnia irlandese non si fa maggiori problemi nel riprendere il ministro Umberto Bossi, immortalato con il dito medio alzato in campagna pubblicitaria:
Piano
industriale Ok del sindacato ( da "Unita, L'" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sea Handling e sindacati sulla "condivisione del piano industriale 2009-2016" dopo l'abbandono di Alitalia. "Il percorso di condivisione - scrive Sea in una nota- è stato segnato da diverse tappe che hanno, fra l'altro, portato all'accordo programmatico del 13 giugno scorso finalizzato al recupero di produttività e al risanamento di Sea Handling".
No
al referendum, un regalo a Berlusconi Veltroni annuncia: niente firme sul Lodo Alfano.
E attacca il governo: non fa nulla per la crisi ( da "Unita, L'" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: come dimostra la vicenda dell'Ici e dell'Alitalia, ed è lì che il Pd concentrerà gli sforzi. Non a caso, ieri, presentando insieme a Tenaglia e Lumia una proposta di legge del Pd per la riforma del regime carcerario duro contro i boss, Veltroni ha attaccato su inflazione e Alitalia, due temi su cui non c'è l'allarme necessario.
Nebbia
fuori stagione ( da "Unita, L'" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, è polemica? Gli editorialisti, i cultori del mercato sarebbero stati zitti? Eppure, a cominciare da tv e giornali (in prima fila il Corriere) una grande quantità di nebbia fuori stagione sta scendendo su aeroporti e opinione pubblica per ovattare tutto, per non sparare sul manovratore e i manovratori (le banche,
Tremonti
punta al raddoppio: subito la manovra d'autunno ( da "Unita, L'" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Esuberi Alitalia, famiglie taglieggiate dall'inflazione al rientro delle vacanze, opposizione pronta a scendere in piazza, sindacati sul piede di guerra. Il peso dei tagli varati con il voto di oggi si vedrà tutto: scula impoverita (-7,8 miliardi in 4 anni), sanità taglieggiata (-8 miliardi nel triennio), Comuni con bilanci disseccati,
Esercito
per le strade Operazione di facciata Cara Unità, intervengo premettendo che d ( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Roma Alitalia, non ci resta che piangere Cara Unità, Alitalia deve essere salvata, altrimenti il cosidetto premier perderà anche l'ultimo briciolo di credibilità rimasto. Ma da chi verrà salvata? Si parla di Benetton (tutt'altra mission aziendale e, si vociferà, con alcune difficoltà di carattere finanziario),
Tre
ore per andare da Roma a Fiumicino È in ritardo di un'ora il treno per
l'aeroporto. Quando finalmente arriva i due piani sono affollati ( da "Unita, L'" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ad aspettare in stazione ci sono anche tre hostess dell'Alitalia in divisa. Diventano subito oggetto di dibattito. Un signore, leggendo il nome sul cartellino di una di loro, domanda: "Roberta non vi bastano i guai che già avete, ci si mette pure il treno. Ma se arrivate in ritardo per colpa delle ferrovie siete giustificate no?
Una
mazzata finanziaria su Roma Rutelli: i 500 milioni sono un'illusione, solo una
anticipazione sui trasferimenti futuri Nella manovra tagli per 1200 milioni .
Le crisi di Alitali ( da "Unita, L'" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e con il disastro che si sta abbattendo su Alitalia. "Quanti posti di lavoro ci saranno a Roma in autunno? Alemanno deve rispondere", incalza Rutelli, scorrendo rapidamente una stima preoccupante che conta già tra i 5 e i 7mila posti in meno per Alitalia-Air One, centinaia di quadri dirigenziali in esodo da Telecom e un numero impreciso di uscite dovute alla fusione Unicredit-
Buone
vacanze ai 5.000 esuberi dell'Alitalia ( da "Unita, L'" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia Paolo Ojetti Le cose vanno male: inflazione alle stelle, Alitalia alla deriva, immigrazione che cresce nonostante le barricate minacciate, estate con consumi azzerati, prezzi in orbita. Ma le cose, nonostante l'informazione televisiva così carente, hanno una loro forza e questa forza - guarda un po' - finisce dritta dritta a devastare la stolta propaganda berlusconiana (
Fabbriche
in vacanza sull'orlo di una crisi ( da "Unita, L'" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: da Alitalia a Telecom, ma anche imprese di varie dimensioni, alcune prestigiose: Riello, Sogefi, Siemens, Mivar, Electrolux,Granarolo, Colussi, Ineos, tra cassa integrazione e chiusure... C artoline dall'industria. Si chiudono i cancelli di buona parte delle fabbriche italiane per la pausa estiva, ma c'è poco da rilassarsi:
Berlusconi:
all'Italia serve un bel drizzone ( da "Giornale.it, Il" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: resta il nodo Alitalia. Che il Cavaliere spera di sciogliere "in autunno" quando "credo che riusciremo a raggiungere il risultato di mantenere Alitalia una compagnia di bandiera che abbia i conti in attivo". "Abbiamo la certezza di un piano industriale che tiene, ci sono i capitali, ci sono i soci per la nuova compagine azionaria e stiamo trattando con delle compagnie straniere"
Berlusconi:
<In autunno la nuova Alitalia> ( da "Giornale.it, Il" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: In autunno la nuova Alitalia" di Enrico Bonzio "Riusciremo a ottenere il risultato che vogliamo, mantenere una compagnia di bandiera con i conti in attivo. A settembre i nomi della cordata" da Milano Altri tasselli si sono aggiunti ieri al mosaico per il salvataggio di Alitalia, mentre si intensificano le polemiche politiche.
ROMA
- Soluzione ad inizio autunno per Alitalia. Berlusconi - intervistato dal Tg5 -
detta i ( da "Messaggero, Il" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: assemblea di Alitalia che dovrà autorizzare Police a varare l'operazione. Il ministro Scajola potrebbe presentare un emendamento in tal senso col provvedimento salva-Alitalia proprio al Cipe. Misura fondamentale per il futuro della Nuova Alitalia. Da una parte infatti - si legge nel Piano Fenice a pagina 17 - andranno le "attività valorizzabili di Alitalia ed Air One"
AirOne ( da "Corriere della Sera" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
data:
2008-08-01 num: - pag: 28 categoria: BREVI AirOne Carlo Toto è nato a Chieti 64
anni fa. Dopo una lunga esperienza nel settore delle costruzioni, nel
Alitalia,
restano 375 milioni Il premier: trattative estere ( da "Corriere della Sera" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: rivela un dettaglio inedito del salvataggio di Alitalia, e assicura risultati "all'inizio dell'autunno". Il premier ammette l'esistenza di un problema-esuberi: "Ci sarà da verificare con quante persone dovrà funzionare la nuova Alitalia, ma contro questa eventualità - osserva - ce n'è una sola, che è il fallimento, quindi 20 mila persone che perdono il posto di lavoro"
Crisi
Alitalia, allarme per gli esuberi Marrazzo apre il tavolo, Alemanno accetta ( da "Corriere della Sera" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Lunedì incontro con i sindacati Crisi Alitalia, allarme per gli esuberi Marrazzo apre il tavolo, Alemanno accetta Regione, Provincia e Comune insieme ai sindacati per difendere il posto di lavoro dei dipendenti Alitalia. è stata convocato per lunedì dal presidente Piero Marrazzo il tavolo interistituzionale, a cui partecipano gli enti locali e i sindacati.
Alitalia,
governo pronto a riferire. Gli esuberi potrebbero arrivare a 7mila ( da "Campanile, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia si sta rivelando per quello che è, una bufala. Trattiamo le cose con il loro nome, non con nomi diversi perchè un conto è dire che c'è una cordata che rileva Alitalia, un conto è prendere le voragini nere di Alitalia, scaricarle sul pubblico, sulla collettività e tenere, sostanzialmente, una piccola enclave positiva che si dà a dei privati che poi magari hanno anche interessi
Elogio
dell'annuncio ( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è, per così dire, ancora sospesa ma gli aerei volano senza uno sciopero. A Chiaiano la piazza langue. Che diavolo succede? Vuoi vedere che siamo diventando un paese normale? I teorici, anche un po' criminologi, della politica virtuale ci hanno spiegato che in politica "verba volant" e la pubblica opinione è troppo disincantata per dare credito ai governi.
L'
effetto contagio dell'emendamento ( da "Manifesto, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: all'editoria, ai call-center, ad Alitalia. Tutto all'insegna della deregolamentazione. "Si tratta - continua il portavoce di articolo 21 - della classica manovra ad aziendam, che però sostanzialmente modifica le ripartizioni preservando i vertici a scapito di tutte le categorie considerate meno protette".
ULTIM'ORA ( da "Manifesto, Il" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: (DANIELE LUTTAZZI) Alitalia, cordata col cappio. Scajola chiede scusa a quei rompicoglioni di operai. Su una luna di Saturno scoperto un lago di idrocarburi, Bush: "Saturno ha armi di distruzione di massa". Londra, Times: "Italiani i più maleducati del pianeta".
SALVATAGGIO
POSSIBILE E NON SOLO PER AMOR DI PATRIA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Puro spirito di italianità oppure lei, da imprenditore, crede nel futuro di Alitalia? "Fermo restando il mio amor di patria, io nel futuro di Alitalia ci credo. Perché credo nella professionalità, nella tecnologia, nell'esperienza. Ed Alitalia tutte queste cose le ha per cui sarebbe un delitto darle via, regalarle ad altri.
Anche
in Italia chi è di centrodestra è più felice? ( da "Giornale.it, Il" del
01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)
Volo
papale, 20 ore con i telefoni muti ( da "Giornale.it, Il" del
02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, infatti, dopo aver funzionato per le prime due ore, sono andati completamente in tilt! Così, la conferenza stampa del Papa, che ci ha parlato alle 11, è stata trasmessa a spizzichi e bocconi da qualche agenzia, mentre noi giornalisti dei quotidiani e delle Tv, che abbiamo tentato di trasmettere i nostri articoli poco dopo,
La
veglia di Randwick, la messa finale ( da "Giornale.it, Il" del
02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, infatti, dopo aver funzionato per le prime due ore, sono andati completamente in tilt! Così, la conferenza stampa del Papa, che ci ha parlato alle 11, è stata trasmessa a spizzichi e bocconi da qualche agenzia, mentre noi giornalisti dei quotidiani e delle Tv, che abbiamo tentato di trasmettere i nostri articoli poco dopo,
"Se
vuoi rimanere giovane, cerca Cristo" ( da "Giornale.it, Il" del
02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, infatti, dopo aver funzionato per le prime due ore, sono andati completamente in tilt! Così, la conferenza stampa del Papa, che ci ha parlato alle 11, è stata trasmessa a spizzichi e bocconi da qualche agenzia, mentre noi giornalisti dei quotidiani e delle Tv, che abbiamo tentato di trasmettere i nostri articoli poco dopo,
Papa
Ratzinger prega per gli anglicani ( da "Giornale.it, Il" del
02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, infatti, dopo aver funzionato per le prime due ore, sono andati completamente in tilt! Così, la conferenza stampa del Papa, che ci ha parlato alle 11, è stata trasmessa a spizzichi e bocconi da qualche agenzia, mentre noi giornalisti dei quotidiani e delle Tv, che abbiamo tentato di trasmettere i nostri articoli poco dopo,
"tv
e legge per le europee ultima chance per walter" - claudio tito ( da "Repubblica, La" del
02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: si affastelleranno una serie di nodi che possono strangolare l'attività dell'esecutivo: l'Alitalia, il pubblico impiego, la riforma della Giustizia, la Finanziaria. E poi il Cda della Rai e la legge elettorale europea. Anzi, proprio questi due ultimi argomenti per l'inquilino di Palazzo Chigi rappresentano il vero test "per capire se si può riprendere il dialogo".
Lampedusa,
scatta il trasferimento di massa su aerei e navi verso altri centri
d'accoglienza - gabriele isman ( da "Repubblica, La" del
02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La giornata di ieri è trascorsa tra i voli dei due C130 e dei due aerei Alitalia e la partenza dell'aliscafo della Ustica Lines. Gli immigrati arrivano dal Cpa al molo in pullman, con scarpe bianche nuove senza lacci - "potrebbero essere pericolosi" - e sorridono. A tutti vengono dati viveri e acqua per il viaggio, ai bambini anche i peluches, le famiglie andranno a Trapani.
British
airways, i profitti netti crollano del 90% - stefano parola ( da "Repubblica, La" del
02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: si nasconde e ci ha fatto sapere cortesemente che martedì non verrà in commissione a rispondere sul caso Alitalia. Forse questo luogo non è degno?". Nel frattempo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha fornito ulteriori rassicurazioni: "Stiamo lavorando proficuamente alla vicenda Alitalia. Ci sono i soci, c'è il piano industriale, ci sono i capitali".
Ministro
giocondo ( da "Unita, L'" del
02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: indifendibile azione di Berlusconi su Alitalia. E a Enrico Letta, che ricordava come nel piano attuale si parli di 5000 (o addirittura 7000) esuberi, mentre nel piano Air France ce n'erano 2000, Rotondi replicava che si tratta solo di notizie giornalistiche. Infatti, ci sono notizie non giornalistiche e giornali che non pubblicano notizie,
L'attacco
di Geronzi: in Mediobanca comando io Clamorosa intervista al Sole-24 Ore. Sotto
tiro i manager Pagliaro e Nagel. Processi? Non temo nulla ( da "Unita, L'" del
02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Al punto d'esser pronto a scommettere qualche cartina su Alitalia? Bisogna guardare i bilanci, poi eventualmente dire di no, non si fa nulla per forza. Altro capitolo, ancora: la giustizia. Geronzi ha i suoi problemi (da Parmalat in avanti), ma non è vero che cerca un "riparo" all'ombra dei suoi poteri bancari.
Regole
e banche alla sperimentazione, Intesa <ferma> ( da "Corriere della Sera" del
02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E formalmente Bazoli è intervenuto nel board di gestione solo su "invito", come nel caso delle decisioni sul dossier Alitalia. Aggiustamenti e ritocchi dovranno infine farli Ubi e Banco Popolare, quest'ultimo in riferimento anche alle questioni relative alle banche popolari, quindi non attinenti alle generali regole di governo societario e ai paletti di Bankitalia.
Geronzi,
i manager Generali e il possibile intervento in Alitalia ( da "Corriere della Sera" del
02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: i manager Generali e il possibile intervento in Alitalia MILANO - Il confronto a distanza non c'è stato. Alessandro Profumo ieri ha preferito una replica solo indiretta alle dichiarazioni di Cesare Geronzi: "Unicredit, in quanto azionista ", spera che Mediobanca individui nella riforma della governance la "migliore soluzione" che "porti alla creazione di valore".
British
Airways, il caro-petrolio falcia l'utile del 90% ( da "Corriere della Sera" del
02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BERNABE' A PALAZZO CHIGI L'amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, ieri è stato a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. ALITALIA, PIU' PASSEGGERI A FIUMICINO A giugno i passeggeri di Alitalia a Fiumicino sono aumentati del 29,6% e del 29,3% dal 1 al 28 luglio.
Doccia
e aragosta quei lussi da nababbi nella "nave dei cieli" - (segue
dalla prima pagina) dal nostro inviato ( da "Repubblica, La" del
03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sembra quasi di tornare agli anni d'oro dell'Alitalia. Pare un secolo fa? "Alitalia? Hanno detto che c'interessava. Ma non è vero. Non faremo acquisizioni né alleanze - dice Clark - Abbiamo già abbastanza da fare così". Bisogna riallacciare le cinture di sicurezza. Il "capodoglio volante" piega sull'ala.
E
naomi vola italiano "meglio di british" ( da "Repubblica, La" del
03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia E Naomi vola italiano "Meglio di British" La Venere nera vola Alitalia. Secondo il periodico Star, Naomi Campbell sbarcherà a Olbia e Genova da aerei italiani: "Basta British Airways, meglio Alitalia" avrebbe detto la modella che peraltro dopo uno scontro a Heathrow per lo smarrimento dei suoi bagagli è stata bandita dai voli BA.
Alitalia,
dieci indagati per insider bonanni: più esuberi con air france - valentina
conte ( da "Repubblica, La" del
03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, dieci indagati per insider Bonanni: più esuberi con Air France VALENTINA CONTE ROMA - Il titolo che va su e poi giù, poi di nuovo su. In momenti critici per Alitalia. Oscillazioni sospette per le quali ora spuntano dieci indagati accusati di insider trading, l'abuso di informazioni riservate per lucrare sulle quotazioni.
Il
premier predica fiducia, ma si arrende: il pil non sta crescendo Berlusconi
concede un' intervista a Fede. L'Iva cala, l'Alitalia la salva lui e le
intercettazioni solo per mafi ( da "Unita, L'" del
03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia la salva lui e le intercettazioni solo per mafiosi e terroristi di Natalia Lombardo / Roma LA VISIONE Anche il presidente del Consiglio si è accorto che "Il Pil non cresce e l'Iva è diminuita del 7%". nell'ultimo mese. Da qui i tagli alla spesa pubblica in una Finanziaria che non intende mettere in discussione,
Governo
Berlusconi: ecco il lungo elenco delle mie paure Cara Unità, io mi sento me ( da "Unita, L'" del
03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ho paura di tutta quella manodopera specializzata gettata via con la scusa degli esuberi, ho paura perché i nostri politici invece di affrontare i processi cercano con le leggi di evitarli, ho paura di fare la fine di Eluana cioè di non poter morire in modo naturale, ho paura della Casta che per morire dopo 16 anni vogliono prolungare la sofferenza di Eluana e della sua
Il
muro ( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, alla fuga dei turisti. Nessuno decide di fare vacanza in un Paese in cui "la sicurezza" (parola codice per indicare il rigetto verso i Rom e gli immigrati in genere, quegli stessi immigrati che muoiono di fatica e di lavoro, ma senza pensione) diventa "emergenza" (parola gravissima, molto dannosa e mai spiegata)
Bicamerale
d'autunno per i poteri della finanza ( da "Unita, L'" del
03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: a partire dal salvataggio di Alitalia per passare a Telecom e alle Generali, con inedite alleanze bancarie. Sullo sfondo, intanto, spioni e rivelazioni inquinano le falde del sistema... Q uesta svolta, di riflesso, si ripercuoterà su larga parte del sistema economico e finanziario, oggi turbato dalla crisi, dall'instabilità di colossi come Alitalia e Telecom,
La
prova iniziale di Geronzi e Bazoli può essere l'Alitalia: Intesa SanPaolo ha
ormai un ruolo politico e non più solo tecnico ( da "Unita, L'" del
03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del La prova iniziale di Geronzi e Bazoli può essere l'Alitalia: Intesa SanPaolo ha ormai un ruolo politico e non più solo tecnico.
Naomi
Campbell: preferisco Alitalia ( da "Unita, L'" del
03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia... Prima Berlusconi ("Sono italiano e volo Alitalia") anche se poi di solito preferisce i suoi jet. Adesso Naomi Campbell la cui segretaria è stata vista comprare una decina di biglietti della nostra malmessa compagnia di bandiera. Per Alitalia è tutto un fiorire di dichiarazioni d'amore, anche se una cliente come la top model americana forse è meglio perderla che trovarla.
Il
premier: Pil fermo, tagliare le spese ( da "Corriere della Sera" del
03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia: "Stiamo lavorando con buonissime prospettive di riuscita. Un grande Paese non può non avere una compagnia di bandiera ". Non è ancora chiaro se il Consiglio dei ministri di martedì si limiterà ad avviare l'esame del disegno di legge finanziaria o se sul tavolo il ministro dell'Economia metterà il dettaglio delle tabelle con i tagli di spesa a carico di molti suoi colleghi.
Aerei,
viaggi premio. Con supplemento ( da "Corriere della Sera" del
03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E soprattutto perché alcune compagnie, come Alitalia, non esplicitano chiaramente cosa contiene la voce "tasse e supplementi"? E come mai il pagamento del sovrapprezzo per il carburante non è previsto dal regolamento "Millemiglia"? è quanto ha denunciato al Garante della Concorrenza, un cittadino: Pierpaolo Poli, imprenditore.
Naomi:
basta British, ora volo con Alitalia ( da "Corriere della Sera" del
03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ora volo con Alitalia MILANO - Naomi Campbell dice basta alla British Airways e sceglie l'Alitalia. Dopo il contenzioso con la compagnia inglese (dopo la rissa dell'aprile scorso all'aeroporto londinese di Heathrow per lo smarrimento di alcuni bagagli) la top avrebbe chiuso con gli inglesi e per quest'estate, tramite la sua segretaria,
"Il
pil non cresce, tagliamo le spese" ( da "Giornale.it, Il" del
03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia Berlusconi ha anche affrontato altri temi scottanti, a partire da Alitalia: "Stiamo lavorando con buonissime prospettive di riuscita. Un grande paese non può non avere una compagnia di bandiera". Il prestigio dell'Italia Il Cavaliere è sempre più convinto di essere la "ricetta giusta per il Paese": "Ho la certezza che il prestigio internazionale dell'
Matteoli:
Esuberi? Mai visti ( da "Manifesto, Il" del
04-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Mai visti" "Per Alitalia, non ho visto un foglio che parlasse di esuberi". È il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, a intervenire sul caso caso Alitalia, smentendo lo stesso Silvio Berlusconi che aveva indicato in 5000 persone la cifra degli esuberi del nuovo piano di ristrutturazione dell'aviolinea.
Silvio
insiste: Intercettare solo mafiosi e terroristi ( da "Manifesto, Il" del
04-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Infine, le promesse su Alitalia - "stiamo lavorando con buonissime prospettive di riuscita, un grande paese non può non avere una compagnia di bandiera". E infine l'invito alla prudenza sulle strade dell'esodo estivo e un paio di promesse sulla crisi economica: "Vanno diminuite le spese.
Il
premier sposa la linea tremonti "siamo realisti, situazione
peggiorata" - claudio tito ( da "Repubblica, La" del
04-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Che dovrà fare i conti con partite infuocate come quella di Alitalia. "Dobbiamo trovare un modo per far crescere i consumi", è la richiesta avanzata da Berlusconi a Tremonti. Il capitolo stipendi, dunque, sta tornando al centro dell'agenda dell'esecutivo. "Perché se non troviamo qualche soluzione su quel fronte è difficile affrontare questo momento".
<Troppi
terminal deserti Oggi le torri di controllo sono i nuovi campanili> ( da "Giornale.it, Il" del
04-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dato che Alitalia, la comatosa compagnia di bandiera nazionale, serve solo 19 aeroporti, tutti gli altri scali si arrangiano come possono, cercando di accaparrarsi la presenza di compagnie minori e low cost: le galline d'oro del trasporto aereo, nonostante il recentemente crollo dei profitti di Ryanair, possono assicurare infatti passeggeri e voli in quantità,
Alitalia,
al tavolo anche gli imprenditori ( da "Corriere della Sera" del
04-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Pisana Parte il confronto voluto da Marrazzo con Alemanno e Zingaretti Alitalia, al tavolo anche gli imprenditori Oggi Marrazzo, Zingaretti e Alemanno si vedranno in Regione per parlare di Alitalia: degli esuberi, ovviamente, ma anche e soprattutto del contraccolpo che porterebbe per l'intera zona il ridimensionamento di Fiumicino.
Precari,
dubbi sulla legge "è incostituzionale" ( da "Repubblica, La" del
05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, scontro sul governo in aula Precari, dubbi sulla legge "è incostituzionale" ROMA - Diventerà oggi legge la manovra economica proposta dal governo. Ma l'ufficio tecnico della Camera solleva dubbi di costituzionalità sulla norma riguardante i precari.
Allarme
alitalia: "gli esuberi ricadranno su roma" - anna rita cillis a
pagina vii ( da "Repubblica, La" del
05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina I - Roma Allarme Alitalia: "Gli esuberi ricadranno su Roma" ANNA RITA CILLIS A PAGINA VII SEGUE A PAGINA VII.
Alitalia,
allarme esuberi "la crisi pesa su roma" - anna rita cillis ( da "Repubblica, La" del
05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il 14 Consiglio comunale straordinario Alitalia, allarme esuberi "La crisi pesa su Roma" Vertice tra Alemanno, Zingaretti e Marrazzo "Le ricadute occupazionali possono diventare dirompenti" ANNA RITA CILLIS Pesa in gran parte su Roma e su tutto il Lazio la vicenda Alitalia. Migliaia gli esuberi ipotizzati sino ad ora, oltre a quelli che si trascinerà l'indotto.
Alitalia,
salta l'audizione di tremonti pd all'attacco: "governo in fuga" ( da "Repubblica, La" del
05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Alitalia, salta l'audizione di Tremonti Pd all'attacco: "Governo in fuga" E senza il piano di Intesa può slittare anche la semestrale In Senato va Vito Toto da Letta. A Roma tavolo tra comune, provincia e Regione ETTORE LIVINI MILANO - La partita per il salvataggio di Alitalia, in eterna attesa della fantomatica cordata italiana,
TRA
L'INCUDINE e il martello. Sono giorni difficili per il sindaco di Roma in
bilico di fronte a ( da "Unita, L'" del
05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: giorni difficili per il sindaco di Roma in bilico di fronte alla crisi Alitalia. Da una parte c'è il suo ruolo di amministratore locale che gli imponorrebbe di prendere a cuore il problema degli esuberi dei lavoratori (5mila più i 2mila di Airone secondo le indiscrezioni uscite in questi giorni) e quello di Fiumicino notevolmente ridimensionato, se non ridotto a scalo regionale,
Crisi
Alitalia, al via il tavolo delle istituzioni locali All'incontro voluto da
Regione e Provincia c'era anche il sindaco di Roma incerto tra fedeltà al
governo e difesa di Fiumi ( da "Unita, L'" del
05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Crisi Alitalia, al via il tavolo delle istituzioni locali All'incontro voluto da Regione e Provincia c'era anche il sindaco di Roma incerto tra fedeltà al governo e difesa di Fiumicino.
Expo,
perché la Moratti vuole decidere da sola ( da "Unita, L'" del
05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: impresa salva Alitalia promessa da Berlusconi, tante attese non possono andare deluse. Certo Ferrante di consensi potrebbe ottenerne molti, anche se per capire se la sua sia una candidatura reale o se si tratti semplicemente di un colpo per affondare quella di Glisenti bisognerà attendere il famoso decreto della presidenza del consiglio,
Complimenti
per la storia di Leoncelli Caro direttore, ho letto nel locale bar Arci dove tu ( da "Unita, L'" del
05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Barone Tutti zitti sugli esuberi Alitalia Tutti zitti. Per molto meno, quando c'era Prodi, i tassisti hanno bloccato Roma e minacciato sfracelli. Ora si parla di 5000 "esuberi" e, mi pare, all'orizzonte tutto tranquillo. Bruno Poggio, Asti Bene Pollastrini sui temi etici Cara Unità, a seguito della garbata intervista comparsa ieri su l'Unità vorrei ringraziare l'
Alitalia,
Tremonti si nega al Parlamento Avrebbe dovuto riferire oggi sul caso, ma il
ministro fugge. In forse anche il cda sui conti ( da "Unita, L'" del
05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del Alitalia, Tremonti si nega al Parlamento Avrebbe dovuto riferire oggi sul caso, ma il ministro fugge. In forse anche il cda sui conti di Laura Matteucci / Milano FERIE La cosa certa è che oggi Tremonti non parlerà in Parlamento di Alitalia, come invece chiedevano non solo le opposizioni, ma anche i presidenti delle commissioni Bilancio e Trasporti della Camera.
Consiglio
straordinario sul caso-Alitalia ( da "Giornale.it, Il" del
05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 185 del 2008-08-05 pagina 2 Consiglio straordinario sul caso-Alitalia di Redazione "Considero la situazione di Alitalia meritevole di ogni tipo di approfondimento. Prendendo atto delle indicazioni dei presidenti dei gruppi consiliari ho convocato un consiglio comunale straordinario per il giorno 14 agosto.
Il
governo attacca lo statuto dei lavoratori ( da "Manifesto, Il" del
05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e via dicendo, ma anche nel settore privato (turismo e commercio per dirne due). Tra l'altro, i dati Istat dicono che è proprio il contratto a tempo determinato la forma più frequente di precarietà. Cosa che, spiegano diversi giuslavoristi, ha a che fare con una questione di potere e di ricattabilità del lavoratore,
Tremonti
si sottrae al Parlamento ( da "Manifesto, Il" del
05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
caso
Alitalia. Il governo si nasconde e, costretto, affida la patata bollente a un
ministro di serie B che non interverrà nemmeno in aula ma davanti alle
commissioni bilancio e lavori pubblici del senato oggi pomeriggio alle
Salvataggio
Alitalia, governo in aula ( da "Corriere della Sera" del
05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2 miliardi Salvataggio Alitalia, governo in aula MILANO - Il confronto tra il parlamento e il ministro dell'Economia Tremonti sul dossier Alitalia pare definitivamente rimandato a settembre. Dopo l'indisponibilità del ministro dell'Economia, la cui presenza era stata sollecitata alla Camera anche dai presidenti di commissione Giancarlo Giorgetti (
<Chiarezza
sul futuro dei lavoratori> ( da "Corriere della Sera" del
05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Cronaca di Roma - data: 2008-08-05 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia Gli enti locali "Chiarezza sul futuro dei lavoratori" "Per quanto riguarda gli esuberi dei dipendenti di Alitalia che lavorano all'aeroporto di Fiumicino, dovremmo considerare una percentuale compresa fra l'ottanta e il novanta per cento".
Norma
anti precari a rischio Costituzione ( da "Manifesto, Il" del
05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e via dicendo, ma anche nel settore privato (turismo e commercio per dirne due). Tra l'altro, i dati Istat dicono che è proprio il contratto a tempo determinato la forma più frequente di precarietà. Cosa che, spiegano diversi giuslavoristi, ha a che fare con una questione di potere e di ricattabilità del lavoratore,
Le
Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore ( da "Giornale.it, Il" del
05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)
Alitalia,
Berlusconi: "Faremo un miracolo" ( da "Giornale.it, Il" del
05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 05 pagina 0 Alitalia, Berlusconi: "Faremo un miracolo" di Redazione Il premier: "Regaleremo all'Italia una 'sua', profittevole, compagnia di bandiera". Intanto si profila il conferimento di Air One alla newco in cambio di denaro, azioni e un rappresentante alla vicepresidenza Roma - "Quanto aspetteremo per una soluzione sul caso Alitalia?
AirOne
contro Ryanair ( da "Unita, L'" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: coinvolta nella partita del salvataggio di Alitalia, chiede ai giudici amministrativi di imporre all'enac di pronunciarsi sugli atti di diffida presentati nei mesi scorsi (senza ricevere risposta) per ottenere provvedimenti inibitori nei confronti della compagnia irlandese sulla rotta in questione al fine di ripristinare una parità di condizioni concorrenziali.
Alitalia,
Berlusconi promette miracoli. Ma il governo scappa Tremonti in Parlamento solo il
10 settembre. Il piano industriale scivola ancora e Vito chiede un impegno
congiunto ( da "Unita, L'" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: uscivano le dichiarazioni del premier secondo le quali sarebbe vicino il miracolo per Alitalia". Un totale scollamento, sembrerebbe di capire, tra quello che si va raccontando in Parlamento e quello che si getta in pasto all'opinione pubblica, mentre cresce la tensione e la preoccupazione tra i dipendenti Alitalia che cominciano a credere che forse 5mila esuberi non basteranno.
"alitalia,
faremo un altro miracolo" - ettore livini ( da "Repubblica, La" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, faremo un altro miracolo" Semestrale a settembre. Air France e Iberia, utili a picco ma meglio delle attese ETTORE LIVINI MILANO - "Alitalia? Stiamo lavorando, faremo un altro miracolo". L'ottimismo di Silvio Berlusconi sul salvataggio della Magliana ("c'è una cordata italiana, bastano 3-4 settimane per due diligence e offerta"
PRESI
A TESTATE ( da "Manifesto, Il" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: In attesa che Berlusconi faccia "'o miracolo" - ieri l'ha promesso anche per Alitalia - con la manovra approvata ieri dalla Camera è iniziato il count down che rischia di far chiudere il manifesto e parecchie altre testate la cui unica colpa è di esprimere "idee" e di non essere unicamente contenitori di pubblicità e gadget.
'O
miracolo di Berlusconi ( da "Manifesto, Il" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA Un futuro radioso: la nuova promessa del presidente del consiglio "'O miracolo" di Berlusconi Slitta però a settembre l'approvazione del piano di salvataggio Sara Farolfi ROMA Un'altro miracolo all'italiana, promette il cavaliere conversando di Alitalia con un settimanale.
British
e Iberia nei guai ( da "Manifesto, Il" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Anche Alitalia è vittima del caro petrolio: dotata di una flotta di aerei ad alto consumo, spende oltre il 40% del proprio budget in carburante. L'alto numero di voli che Alitalia copre aumenta il peso del costo del carburante, e la fusione con Air One viene vista da molti come indispensabile per razionalizzare le spese.
<Era
meglio Air France La cordata è sparita> ( da "Corriere della Sera" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "abbiamo dato 300 milioni ad Alitalia a fondo perduto, soldi dei cittadini buttati nel pozzo dell'Alitalia. La cordata dei salvatori annunciata da Berlusconi in campagna elettorale si è volatilizzata. E se arriverà poi a prendersi la parte minimale depurata dei debiti a privatizzare così son buoni tutti".
<Per
l'alleanza meglio un partner arabo> ( da "Corriere della Sera" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per Alitalia, invece, più verosimile l'ipotesi di futuri accordi "leggeri". Che cosa ha dato la scossa al settore? "Lo scenario fosco per l'industria del trasporto aereo, causato dal caro-petrolio e dalla domanda in calo dei passeggeri, soprattutto della clientela d'affari che è quella più premiante.
Alitalia,
si fa avanti il Veneto <Salvataggio federale> ( da "Corriere della Sera" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Italia avrà la sua compagnia di bandiera Alitalia, si fa avanti il Veneto "Salvataggio federale" Manzato: "Per la Sabena sono intervenute le Regioni" Vito alla Camera: il piano di Intesa entro poche settimane. Cadono i profitti di Air France e British Airways MILANO - Arriva da Nordest una nuova candidatura per la cordata, in lunga incubazione,
Galan:
farò il partito veneto. Silvio è con me ( da "Corriere della Sera" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Un errore storico: era meglio vendere Alitalia ad Air France". E' come se, in attesa del federalismo fiscale, Galan si fosse cucito addosso una sorta di federalismo ad personam, di libertà di strappo: "E se non me la danno, me la prendo!". Che succede? Succede che Galan, il soldato fedele al Cavaliere, sta andando alla guerra.
Si
guasta il volo, deputati a terra: <Vicenda penosa> ( da "Corriere della Sera" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Aereo Alitalia Si guasta il volo, deputati a terra: "Vicenda penosa" MILANO - Certo in questo momento per l'Alitalia non ci voleva proprio. Lo ha sottolineato il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato, che si è trovato a terra all'aeroporto di Fiumicino per un guasto all'aereo insieme al capogruppo della Lega Nord a Palazzo Marino,
Pronta
la Nuova Alitalia: ecco il piano ( da "Giornale.it, Il" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pronta la Nuova Alitalia: ecco il piano di Redazione Un miliardo dai privati, accorpamento con Air One e accordi con Air France o Lufthansa La "nuova" Alitalia comincia a delinearsi. Intesa Sanpaolo, chiamata dal governo a dare le idee, le ha date. Adesso le scelte sono politiche, e impegneranno alcune settimane, permettendo agli italiani di superare agosto senza blocchi o barriere.
Berlusconi:
<Faremo il miracolo> ( da "Giornale.it, Il" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ieri è stata rinviata a fine mese la riunione del consiglio di amministrazione di Alitalia per l'approvazione dei conti semestrali. Era in programma per venerdì, ora è stata spostata al 29 agosto, ultimo giorno utile per approvare il bilancio a giugno. L'approvazione della semestrale è un momento cruciale per lo sviluppo degli avvenimenti;
<'O
miracolo> di Berlusconi ( da "Manifesto, Il" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA "'O miracolo" di Berlusconi Un futuro radioso: la nuova promessa del presidente del consiglio Slitta però a settembre l'approvazione del piano di salvataggio Sara Farolfi ROMA Un'altro miracolo all'italiana, promette il cavaliere conversando di Alitalia con un settimanale.
Il
progetto è pronto: ecco la "Nuova Alitalia" ( da "Giornale.it, Il" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il ministro Tremonti), azionista di Alitalia, dovrà decidere se e come accollarsi debiti e personale che la "nuova" Alitalia non potrà permettersi. Dovrà trovare uno strumento adatto a "ritagliare" un pezzo della compagnia attuale, quello buono, per separarlo dai rottami e conferirlo a chi se ne farà carico.
Girotondo
attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog
L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog
Avviso
ai bloggers, finalmente in vacanza ( da "Giornale.it, Il" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog
Walter
fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia ( da "Giornale.it, Il" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog
La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica ( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog
Walter
e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali ( da "Giornale.it, Il" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog
La
Sapienza e il rito dell'intolleranza ( da "Giornale.it, Il" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog
Così
le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del
06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter di José Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog
Passeggeri
in aumento negli scali gestiti da adr ( da "Repubblica, La" del
07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Adr segnala che la seconda parte del semestre ha beneficiato degli effetti del trasferimento dei voli, operato da Alitalia, dallo scalo di Malpensa a quello di Fiumicino. Secondo il testo, sono in salita del 2,4% anche i ricavi complessivi.
"su
alitalia risposte in parlamento" ( da "Repubblica, La" del
07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia "Su Alitalia risposte in Parlamento" Tremonti: se ne riparla a settembre. Ok dell'antitrust Ue a Northwest-Delta Lufthansa smentisce il coinvolgimento. Advisor a lavoro anche ad agosto ROMA - "Alitalia? Ne riparleremo solo nelle sedi istituzionali".
Economia
Il capitalismo di relazioni italiano, malgrado il cattivo stato di salute di
qualcuno dei s... ( da "Repubblica, La" del
07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: in Alitalia, forte di quella ragnatela di partecipazioni e interessi che sta ridisegnando sottotraccia i rapporti di forza della finanza nazionale. Il biglietto d'ingresso in questo club esclusivo è però spesso costosissimo. Ne sa qualcosa Gilberto Benetton.
(segue
dalla prima pagina) autore1 ( da "Repubblica, La" del
07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ha tenuto bene malgrado il trasloco di molti voli Alitalia abbia fatto lievitare i passeggeri già a giugno a quota 130mila, picchi che ad agosto 2007 avevano paralizzato lo scalo mandando dispersi migliaia di bagagli. E anche quando si smarriscono le valigie o si finisce in overbooking, l'assistenza della compagnie sembra funzionare molto meglio di una volta.
Battute
e gag, Letta ruba la scena ai ministri ( da "Giornale.it, Il" del
07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Va avanti così, e Letta, giocando d'anticipo, risponde pure a un quesito su Alitalia posto al ministro. "Posso dirle già io cosa le dirà - replica al cronista -. Sulla vicenda parlerà il 10 settembre in Parlamento". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Quei
dualismi incrociati e la sfida sul manager ( da "Corriere della Sera" del
07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: banchieri di punta di Intesa che sta lavorando al dossier Alitalia al quale è interessato anche Salvatore Ligresti. Per ritrovare dove il bianco è bianco e il nero è nero, bisogna affrontare un altro scenario. La madre di tutti gli scontri. Berlusconi e Tremonti non si fidano politicamente di Paolo Glisenti, il manager a cui la Moratti vuole affidare la società di gestione di Expo.
Galan
scatena la guerra veneta Brancher: mai un Pdl regionale ( da "Corriere della Sera" del
07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, solo per citarne due), si respirano venti gelidi ai piani alti del centrodestra. Aldo Brancher, forzista e sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle riforme, bollato da Galan come "centralista" e ritenuto parte integrante di quella "nomenklatura berlusconiana che non capisce la voglia d'autonomia del Veneto "
Aeroporto,
trenta piloti abilitati all'atterraggio notturno al Panero ( da "Stampa, La" del
07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia Express abilitati all'atterraggio notturno all'aeroporto Clemente Panero di Villanova (a bordo degli Atr72) sono diventati 30. Le abilitazioni notturne, da parte dell'Enac (Ente nazionale aviazione civile), sono iniziate il 20 luglio a bordo dei 7 velivoli Atr72 di cui dispone la linea aerea consociata con l'Alitalia.
<Adr
vuole i terreni di Alitalia> ( da "Giornale.it, Il" del
07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 07 pagina 18 "Adr vuole i terreni di Alitalia" di Redazione da Milano Adr, la società che gestisce gli Aeroporti di Roma, resta interessata all'acquisto di terreni di proprietà di Alitalia nell'area di Fiumicino, perché ritenuti strategici. Lo ha detto il presidente, Fabrizio Palenzona, presentando i risultati semestrali.
Castelli
su Alitalia: "Berlusconi, se lo dice lui mi fido" ( da "Voce d'Italia, La" del
07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Su Alitalia, il sottosegretario spiega: "Alitalia è una società in gravissima difficoltà il Presidente del Consiglio è convinto di trovare una soluzione, se lo dice lui mi fido". Per il Direttore di Panorama, Maurizio Belpietro “in Italia ci vorrebbe un Gordon Brown locale: occorre cioè impedire ai comitati locali di fermare le grandi opere.
Nel
toto-alleanze rispunta lufthansa per convincere gli investitori nazionali -
ferdinando giugliano ( da "Repubblica, La" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non si fermano le voci su possibili alleanze straniere di Alitalia. Nonostante le smentite di mercoledì da parte della portavoce del gruppo, è Lufthansa ad essere in pole position per una eventuale alleanza. I membri italiani della cordata formata dal governo vogliono infatti rassicurazioni sulla presenza di un alleato estero con forti competenze nel settore.
"non
sarà autunno caldo, tratto per alitalia" - gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: tratto per Alitalia" Berlusconi show a Napoli: fa lo "spazzino"e loda Bassolino. "Dialogo? Serve rispetto" "Manifestare contro la manovra è un po' come farlo contro la grandine" "Il presidente della Campania ha fatto bene a non firmare l'appello di Veltroni" GIANLUCA LUZI NAPOLI - Quello che aspetta il governo alla ripresa "non sarà un autunno caldo"
Il
tibet d'italia - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il nostro Tibet è la messa in esubero della forza lavoro qualificata dell'Alitalia. Il nostro Tibet è legittimare i licenziamenti in nome della flessibilità ('accà nisciuno è flesso, caro ministro della Funzione pubblica). Il nostro Tibet è il Parlamento italiano nominato ? grazie alla legge porcellum ? dai capipartito e non scelto dal popolo.
Berlusconi-ramazza:
non sarà autunno caldo Dal premier elogi a Bassolino per non aver appoggiato
Veltroni. Per Alitalia trattiamo con una compagnia straniera ( da "Unita, L'" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Per Alitalia trattiamo con una compagnia straniera" di Natalia Lombardo inviata a Napoli SILVIO RAMAZZA SHOW: è andato in scena ieri a Napoli, dove il presidente del Consiglio è tornato per la settima volta e si è esibito nel ruolo di "Presidente spazzino" che raccoglie la carta e alza una ramazza nuova di zecca,
L'Italia?
Sembra la Colombia ( da "Unita, L'" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: L'Economist non si ferma qui: in un altro articolo spiega che nel dibattito governativo per Alitalia, molti dentro Forza Italia ritengono che il vero miracolo evocato da Berlusconi sia un eventuale ripresa della trattativa con Air France-Klm. Insomma, sempre e solo un "paese da melodramma".
Verso
un ottobre nero martini: allarme economia - simona poli ( da "Repubblica, La" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: bisogna far capire che il dibattito sullo sviluppo non può ruotare solo intorno al destino di Fiat, Alitalia e qualche grande banca". Entro ottobre la giunta presenterà il "manifesto sulla attrattività degli investimenti in Toscana" che porterà in tour nella capitali mondiali del mercato, New York, Londra, Shanghai, Mosca, San Paolo del Brasile, Pechino.
Toto:
"airone è solida, faremo la nostra parte in alitalia" ( da "Repubblica, La" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Lettera ai dipendenti Toto: "Airone è solida, faremo la nostra parte in Alitalia" Citigroup si accorda con la Sec: maxirimborso da 7,5 miliardi ai risparmiatori.
Carloforte,
terra ligure in Sardegna ( da "Giornale.it, Il" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Da Milano garantiscono collegamenti Meridiana, Volareweb, Airone, Easyjet, Alitalia. Una volta allo scalo di Elmas, si noleggia una vettura e si punta su Siliqua, si attraversa la splendida, intensa regione del Sulcis con quello che resta delle sue miniere, si sfiora Iglesias, si passa Gonnesa e si arriva all'imbarco di Portoscuso.
Carloforte,
terra ligure in Sardegna ( da "Giornale.it, Il" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Da Milano garantiscono collegamenti Meridiana, Volareweb, Airone, Easyjet, Alitalia. Una volta allo scalo di Elmas, si noleggia una vettura e si punta su Siliqua, si attraversa la splendida, intensa regione del Sulcis con quello che resta delle sue miniere, si sfiora Iglesias, si passa Gonnesa e si arriva all'imbarco di Portoscuso.
Berlusconi,
primo bilancio <Finanziaria rivoluzionaria L'autunno non sarà caldo> ( da "Giornale.it, Il" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, dialogo con l'opposizione; e, ovviamente, manovra economica. È un Silvio Berlusconi a 360 gradi quello che si presenta a Napoli e alle telecamere del Tg1 per un bilancio provvisorio dei primi cento giorni di governo. "Avevamo promesso più sicurezza - osserva - e abbiamo fatto provvedimenti che danno più sicurezza.
Toto
alla svolta: conferire o vendere ( da "Giornale.it, Il" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 08 pagina 26 Toto alla svolta: conferire o vendere di Redazione Alitalia Carlo Toto difende l'integrità della sua Air One e, con una lettera, rassicura i dipendenti, che non devono temere l'integrazione con Alitalia. "Faremo la nostra parte", afferma orgogliosamente, convinto che Air One in questo momento sia essenziale per il rilancio di Alitalia;
Berlusconi:
Alitalia, si tratta con una compagnia straniera ( da "Corriere della Sera" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Air France voleva 7000 esuberi Berlusconi: Alitalia, si tratta con una compagnia straniera Il premier: riforme, sì all'invito di Napolitano Il premier elogia Bassolino: non ha firmato la petizione contro di me? E' una persona intelligente DAL NOSTRO INVIATO NAPOLI - "è u Papa e cumanna ": la gente che gli sciama intorno, che lo acclama o lo critica,
E
a palazzo Chigi sbucò all'improvviso l'altro Bondi ( da "Corriere della Sera" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: uscita di Bondi dalla Parmalat per "missione completata" e nei giorni scorsi il suo nome era circolato a proposito della Regione Lazio perché sembrava imminente la nomina di un commissario per la sanità. Non è però da escludere del tutto un'altra clamorosa ipotesi ovvero che palazzo Chigi possa aver pensato a Bondi per guidare la "nuova" Alitalia.
Industria,
a giugno produzione in calo del 4,4% ( da "Corriere della Sera" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La tedesca Allianz ha chiuso il secondo trimestre con l'utile a 1,5 miliardi di euro, -28%. TOTO: "L'INTEGRITà DI AIR ONE NON SI DISCUTE" Il patron Carlo Toto in una lettera ai dipendenti: "Air One nella privatizzazione di Alitalia farà la propria parte ma l'integrità della compagnia non si discute".
IN
BREVE ( da "Manifesto, Il" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: A cura della redazione politica ALITALIA BERLUSCONI: TRATTIAMO CON COMPAGNIA ESTERA "Ci sono i soci e i capitali per il rilancio". Silvio Berlusconi continua a infondere ottimismo su Alitalia e ieri sera al Tg1 ha detto che "stiamo trattando l'alleanza con una compagnia straniera".
Berlusconi:
"Spazzerò via anche l'autunno caldo" ( da "Giornale.it, Il" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sei italiani su dieci stanno con il Cavaliere Roma - Nessun autunno caldo, Olimpiadi, Alitalia, dialogo con l'opposizione; e, ovviamente, manovra economica. è un Silvio Berlusconi a 360 gradi quello che si presenta a Napoli e alle telecamere del Tg1 per un bilancio provvisorio dei primi cento giorni di governo. "Avevamo promesso più sicurezza –
Dossier
Alitalia Lufthansa favorita "Entrerà col 25%" ( da "Stampa, La" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia Lufthansa favorita "Entrerà col 25%" Toto ai dipendenti: non temete, non farò alcun accordo a danno della nostra compagnia [FIRMA]LUIGI GRASSIA Nel giorno in cui il premier Berlusconi ha detto al Tg1 che il suo governo sta trattando per Alitalia con "una grande compagnia aerea straniera" (non identificata) dalla Germania un consigliere di amministrazione della Lufthansa,
Una
buona idea per fermare i clandestini ( da "Giornale.it, Il" del
08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)
Una
nuova scommessa - ettore livini ( da "Repubblica, La" del
09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Soprattutto se l'affare è Malpensa e se il dato (un quarto di passeggeri persi a luglio) sconta l'addio improvviso e brutale del proprio (ex) miglior cliente, l'Alitalia. La fredda logica delle cifre non inganni: Malpensa sta recuperando più rapidamente del previsto lo strappo della Magliana. SEGUE A PAGINA V.
La
nuova scommessa si chiama lufthansa - ettore livini ( da "Repubblica, La" del
09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I numeri: a luglio i passeggeri di Alitalia a Malpensa sono stati poco più di 185mila, l'82,7% in meno del milione e 70mila del luglio 2007. Pagando non solo il taglio dell'offerta ma anche la relativa disaffezione dei viaggiatori per la società che ha visto il suo load factor meneghino crollare dal 79,8% al 64,9%.
Brevi,
schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La" del
09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: A malpensa Sono i viaggiatori transitati da Malpensa nei primi sette mesi del 2008, mentre nello stesso periodo dell'anno scorso erano stati oltre 13 milioni: un calo provocato dall'addio di Alitalia e che è comunque inferiore alle previsioni.
Malpensa
perde ma il futuro è rosa - luca de vito ( da "Repubblica, La" del
09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Inferiore al previsto il calo post Alitalia (-25%), boom degli altri vettori Seicentomila viaggiatori in meno a luglio Ritardi in calo di circa un terzo LUCA DE VITO Sembra destinato a migliorare lo stato di salute dell'aeroporto di Malpensa. Il dato del traffico passeggeri nei primi mesi dell'anno ha davanti il segno meno, ma a guardar bene le cose potevano andare molto peggio.
Fantuzzi,
il colosso delle gru è in vendita scerni corre contro gli americani di terex ( da "Repubblica, La" del
09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Come per Alitalia, - conferma Carlo Paris, advisor di Scerni con la Carlo Paris&Partners - ci batteremo per mantenere in Italia questa azienda che nello specifico settore è leader mondiale e rappresenta il futuro nel settore delle navi e della logistica.
Alitalia,
passeggeri in forte calo tiene banco il partner straniero ( da "Repubblica, La" del
09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, passeggeri in forte calo tiene banco il partner straniero Denuncia del Codacons per bancarotta fraudolenta. Biglietti: -21,7% MILANO - La crisi Alitalia continua a penalizzare l'operativo della compagnia mentre il piano di salvataggio (tra le polemiche politiche sui potenziali esuberi) resta in stand-by in attesa dei ritocchi alla Marzano e di una svolta nella caccia al
Impregilo
vince la battaglia legale sullo scandalo dei rifiuti ( da "Repubblica, La" del
09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Gavio e i Benetton spettatori attenti della partita Alitalia). Che per fare veramente filotto dovrebbero però sperare adesso anche nella riapertura del dossier del ponte sullo stretto di Messina, appalto in passato aggiudicato al gruppo. E il chiarimento della partita campana potrebbe anche riaprire l'ipotesi, accarezzata in passato, di un'Opa per togliere il titolo dal listino.
Schermaglie
- antonio dipollina ( da "Repubblica, La" del
09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di stampa nella sola giornata di ieri il Codacons ha protestato anche contro la crisi Alitalia, il prezzo della benzina, la mancata portabilità dei mutui, la base americana di Vicenza, il calo del Pil). Con un po' di memoria si può dire che è andata benissimo, quattro anni fa la cerimonia di Atene fu attraversata da molti spot e perfino funestata da un edizione del telegiornale.
Alitalia,
i passeggeri scappano: a giugno flessione del 21% Berlusconi: Il piano Air
France prevedeva una svendita da 7mila esuberi . Bersani: Menzogne, erano solo
2.150 ( da "Unita, L'" del
09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del Alitalia, i passeggeri scappano: a giugno flessione del 21% Berlusconi: "Il piano Air France prevedeva una svendita da 7mila esuberi". Bersani: "Menzogne, erano solo 2.150" / Milano Alitalia: crollano traffico e passeggeri. Secondo l'Aea, Association of European Airlines, a giugno la compagnia di bandiera sull'orlo del fallimento ha incassato un calo dei passeggeri del 21,
Malpensa
perde il 25% dei turisti <Ecco i danni dei tagli di Alitalia> ( da "Giornale.it, Il" del
09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: volontà della nuova cordata predisposta da Alitalia di riposizionare i voli su Malpensa. "Se così sarà - è ottimista Cattaneo - Malpensa si riprenderà e Alitalia tornerà a essere il vettore di riferimento. E questo farà bene sia a Malpensa sia ad Alitalia". Altra ipotesi, a questo punto meno probabile, è che Malpensa faccia da sé, trovando una propria strada in totale autonomia,
Berlusconi:
<Congresso Pdl già a gennaio> ( da "Giornale.it, Il" del
09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: inoltre, torna ad affrontare la vicenda Alitalia. "Sarebbe sempre meglio poter assumere in più piuttosto che dire a qualcuno "cercati un altro lavoro" - sottolinea -. Ma Alitalia è arrivata ad avere 20mila persone. Air France, quando stava tentando di acquisirla, aveva parlato di oltre settemila esuberi.
A
giugno (-22%) crollano i passeggeri ( da "Giornale.it, Il" del
09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ha 20mila persone. Tutti gli studi hanno portato alla necessità di una riduzione. Quella di Air France sarebbe stata una svendita e si parlò di oltre 7mila esuberi. Noi pensiamo si possano fare meno tagli". Lo ha detto ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo che giovedì aveva anticipato trattative con una grande compagnia internazionale.
Lo
Stato privatizzato in barba alla Costituzione ( da "Corriere della Sera" del
09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dell'Alitalia, delle numerose aziende ex municipalizzate diventate società per azioni private. Secondo i dati ufficiali, la media non sarebbe, comunque, superiore a quella di altri Paesi: 54 per ogni mille abitanti. In queste condizioni, è possibile procedere a una qualche razionalizzazione della Pubblica amministrazione?
Alitalia,
il traffico passeggeri crolla del 21,7% ( da "Corriere della Sera" del
09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 33 categoria: REDAZIONALE Panorama Alitalia, il traffico passeggeri crolla del 21,7% A giugno, il calo dei passeggeri Alitalia è stato del 21,7%, del 16,4 sul semestre. Il traffico a giugno è sceso del 20,7%. FIERA, PIU' RICAVI E PIU' UTILI. Fiera Milano ha chiuso il semestre con ricavi in crescita del 17% a 191,2 milioni di euro.
O'Leary
(Ryanair) in ritiro con gli amici di Enrico Letta ( da "Corriere della Sera" del
09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: L'appuntamento anche quest'anno si terrà presso la centrale idroelettrica Fies a Dro, a partire dal 24 agosto. Ospite d'eccezione, il 27 agosto, l'amministratore delegato di Ryanair che parlerà del futuro dell'industria del trasporto aereo e non potrà evitare di dire la sua sull'argomento Alitalia.
Malpensa
ha perso un quarto dei viaggiatori ( da "Corriere della Sera" del
09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dopo il piano di ridimensionamento avviato da Alitalia. L'aeroporto ha perso il 25 per cento dei passeggeri a luglio (1.761.330), rispetto allo stesso mese di un anno fa. Un calo che si assesta al 14 per cento dei viaggiatori (11.531.049) nei primi sette mesi dell'anno (confrontati sul pari periodo del 2007).
Berlusconi:
"Congresso Pdl già a gennaio" ( da "Giornale.it, Il" del
09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: torna ad affrontare la vicenda Alitalia. "Sarebbe sempre meglio poter assumere in più piuttosto che dire a qualcuno “cercati un altro lavoro” - sottolinea -. Ma Alitalia è arrivata ad avere 20mila persone. Air France, quando stava tentando di acquisirla, aveva parlato di oltre settemila esuberi.
Guerra
nell'Ossezia del Sud: un disastro per l'Occidente? ( da "Giornale.it, Il" del
10-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)
Alitalia,
police potrebbe guidare la bad company ( da "Repubblica, La" del
10-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Il caso Alitalia, Police potrebbe guidare la bad company ROMA - Aristide Police potrebbe guidare la "bad company" di Alitalia, il troncone di società destinato a raccogliere le attività in perdita della compagnia di bandiera. Secondo l'agenzia Agi, Police, attuale numero uno dell'aviolinea, affiancherebbe così Rocco Sabelli,
Ma
l'hinterland rimane isolato - filippo azimonti ( da "Repubblica, La" del
10-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è un buon punto di partenza, ammettiamolo dopo anni nei quali la gestione si preoccupava solo di chiudere i conti in pareggio abbandonando il servizio all'inevitabile degrado. Sarà forse l'esperienza, molto simile, vissuta da protagonista in Alitalia a suggerire a Catania un approccio tutto diverso. SEGUE A PAGINA VIII.
Bus
e metrò ora la sfida è l'hinterland ( da "Repubblica, La" del
10-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ben vengano dunque tutte le migliorie al servizio che Catania saprà assicurare a suoi "colleghi" passeggeri. Ma anche Atm, al di fuori di un più ampio progetto che certo non può creare da sola, avrà un destino non diverso da quello di Alitalia. FILIPPO AZIMONTI.
Mediolanum,
scatta l'ora di Doris jr <Il modello di mio padre, con più estero> ( da "Corriere della Sera" del
10-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Entrerebbe in Alitalia? "No. Ecco, questa è una mission impossible". \\ Mio padre fa le strategie, io il business. E non cambieranno le alleanze: Fininvest terrà la sua quota \\ La governance di Mediobanca? Il modello dualistico non l'ho mai capito: chi investe molto in un'azienda vuole stare in consiglio Sergio Bocconi.
I
lupi cattivi e il libero mercato ( da "Corriere della Sera" del
10-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: non penalizzare i milioni di passeggeri Alitalia per proteggere i piloti e i lavoratori degli aeroporti; non accelerare la devolution senza un forte potere regolatorio e sanzionatorio centrale da utilizzare contro quegli enti locali che si oppongono alle liberalizzazioni in quanto preda di mille lobby locali.
Nel
blog di uno stewart i disservizi di alitalia - servizi a pagina 17 ( da "Repubblica, La" del
14-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: " L'arte di arrangiarsi in volo tra toilette rotte e divise bucate" Nel blog di uno stewart i disservizi di Alitalia servizi a pagina 17 SEGUE A PAGINA 17.
Tutto
normale ( da "Repubblica, La" del
14-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Tutto normale Freddo fai-da-te Niente che metta in gioco la sicurezza, se non si è in regola in Alitalia non si parte Al momento più bello si rompe il frigo, ce la caviamo col ghiaccio.
Alitalia,
l'arte di arrangiarsi in volo ( da "Repubblica, La" del
14-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E comunque si tratta in tutti i casi di disfunzioni su cui Alitalia così come tutte le altre compagnie, interviene con la sua manutenzione ordinaria". "Per le presunte allusioni sulla sicurezza ? continuano ai vertici della compagnia ? fanno fede le statistiche internazionali secondo cui Alitalia è tra le aerolinee più sicure al mondo e non gli sfoghi di chi,
Alitalia
tra disservizi e inefficienze enac: nessun allarme sicurezza ( da "Repubblica, La" del
15-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Alitalia tra disservizi e inefficienze Enac: nessun allarme sicurezza "Occhio alle dotazioni di bordo". Lo steward chiude il blog-denuncia MILANO - Non esiste alcun problema di sicurezza sugli aerei di Alitalia. A ribadirlo è stato ieri l'Enac dopo il caso delle foto su alcuni disservizi e a bordo di aerei della compagnia documentati su un blog di uno steward del gruppo:
La
svolta di bossi sull'inno si alza in piedi e lo canta - paolo berizzi ( da "Repubblica, La" del
15-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: adesso sotto con Alitalia"). Sarà la pausa estiva, saranno i sondaggi che premiano i suoi ministri, sarà la famiglia riunita quasi al completo qui a Ponte di Legno: Bossi è in forma, se ne sta buono buono e in scia con le scelte del governo. "Le truppe in Ossezia possono andare bene, se servono a frapporsi tra le due forze e non a combattere"
Berlusconi:
ecco come taglierò le tasse ( da "Giornale.it, Il" del
15-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il premier fa il bilancio dei primi 100 giorni di governo, anticipa le mosse d'autunno, dalla riforma della giustizia all'Alitalia, parla dei giovani ministri, del rapporto con Bossi e Veltroni. E racconta il suo Ferragosto in famiglia © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
British
e American Airlines si alleano ( da "Manifesto, Il" del
16-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: AEREI British e American Airlines si alleano Si rafforzano le alleanze tra compagnie aeree mentre l'Alitalia - nei piani del governo Berlusconi - deve restare "italiana" dopo avere fatto fuggire Air France. Ieri British Airlines, Iberia e America Airlines hanno siglato un accordo sui voli transatlantici. Le tre compagnie amplieranno il code sharing in Europa e negli Usa.
Questioni
di pil ( da "Manifesto, Il" del
16-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: come per l'Alitalia. Buon Ferragosto a chi? Le donne e gli uomini di Pechino (grandissimo squadrone che continua a regalarci emozioni notte e giorno) dovrebbero sapere che non è tutto oro ciò che luccica. E che pagare le tasse sul loro sudatissimo e meritato guadagno - quasi dieci volte in più del compenso statunitense,
Formigoni:
expo, soluzione vicina - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del
17-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: soluzione vicina Sulla sanità non possiamo essere trattati come le Regioni che accumulano deficit Non accetteremo di pagare per le colpe degli altri I nuovi acquirenti di Alitalia dovranno garantire alla compagnia un futuro internazionale senza rinunciare al rilancio di Malpensa ANDREA MONTANARI SEGUE A PAGINA III.
"sull'expo
la soluzione è vicina" - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del
17-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia dovrà garantire alla compagnia un futuro internazionale competitivo senza rinunciare allo scalo varesino La Lombardia non può essere trattata come le regioni che accumulano debiti: le basi economiche vanno ridiscusse Il presidente della Regione: io e Penati abbiamo pensato alla sostanza dei problemi per l'Esposizione del 2015 ANDREA MONTANARI Presidente Roberto Formigoni,
La
funzione sociale della banca alla prova di Alitalia ( da "Unita, L'" del
17-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: discussione sul ruolo del sistema bancario La funzione sociale della banca alla prova di Alitalia Angelo De Mattia L'opinione Giovanni Bazoli, presidente Intesa-S.Paolo con un intervento pubblicato in estratto sul "Sole 24Ore", torna a riflettere su di un tema a lui caro: la responsabilità sociale del banchiere. L'ordinamento da tempo ha riconosciuto alla banca la natura di impresa;
Dagli
anziani ai precari, a Varese il Pd è porta a porta ( da "Unita, L'" del
17-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Così come il prestito di 300 milioni per Alitalia, in realtà, sia stata un'operazione fatta sottraendo quei soldi al sistema delle piccole imprese". Il "signore del tesseramento", ma non chiamatelo così, accusa anche qualche colpo: "Lo so che molti mi rimproverano l'amicizia che ho con Bossi e Maroni - continua Marantelli - ma intanto noi facciamo e avviciniamo la gente,
LEZIONI
AMERICANE ( da "Corriere della Sera" del
17-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: meglio le nostre banche che si fanno carico della loro responsabilità sociale" (cioè di salvare Alitalia). Eppure sono le nostre economie a fermarsi, i nostri ricercatori a emigrare oltre Atlantico: gli Stati Uniti continuano, seppur rallentando, a crescere e ad attrarre intelligenze dal resto del mondo. Le crisi in America sono ricorrenti.
Scajola
e il milione di euro stanziato per il volo Albenga-Roma ( da "Corriere della Sera" del
17-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Questa volta però l'Alitalia non c'entra, fanno sapere dall'entourage del ministro, è un finanziamento dato all'aeroporto di Albenga. Tratto dal fondo destinato agli aeroporti in fase di start up. C'è da dire però che il volo Albenga-Fiumicino è già stato ripristinato, con dei Charter, il 14 luglio scorso, assieme a quello per Malpensa,
<Indifendibili
gli otto dei cartellini Ma sulla sicurezza meglio il dialogo> ( da "Corriere della Sera" del
17-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: azienda ha bisogno di ristrutturarsi, altrimenti rischia di fare la fine di Alitalia. Ma questo deve avvenire in un quadro che tenga assieme tutti gli aspetti del problema, senza trascurare quindi gli investimenti per garantire l'adeguatezza del servizio, che nel Mezzogiorno è ancora ottocentesco, e degli standard di sicurezza".
La
promessa elettorale si trasforma in dramma ( da "Unita, L'" del
18-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia resta per ora un miraggio, mentre l'unica certezza al momento è che qualsiasi piano prevederà un numero di esuberi pari al doppio o più (tra i 5000 e i 7000) rispetto a quelli ipotizzati nel progetto di Air France. A fine agosto l'advisor Intesa SanPaolo e il governo dovranno svelare le carte e comunicare ai contribuenti italiani quale altro sacrificio dovranno sostenere.
Affari,
processi e bugie I primi tre mesi di Silvio IV ( da "Unita, L'" del
18-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 000 esuberi Alitalia. Allo scadere dei primi cento giorni di governo, il presidente del Consiglio ha vinto la prima battaglia della guerra ai rifiuti, ma lascia sull'orlo della voragine fallimentare la compagnia di bandiera. Una partita più rischiosa di una mano giocata a poker da un incallito bluffatore.
La
guerra lampo di Tremonti ci ha portato la recessione ( da "Unita, L'" del
18-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 100 giorni di silenzio: Alitalia Gli annunci si sono spenti invece sul caso Alitalia. Il ministro riferirà solo in Parlamento. Indiscrezioni rivelano che avrebbe preferito chiudere la partita con Air France. ma in pubblico dall'Economia non filtra nulla. Peccato che prima del voto la soluzione era data come pronta: cordata padana,
Matteoli:
Carlo in errore Sì alla scelta delle Ferrovie ( da "Corriere della Sera" del
18-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: addirittura che senza il sostegno finanziario dello Stato le Fs faranno "la fine di Alitalia". Ma a Matteoli le immagini a effetto non piacciono: "A me Moretti questo non lo ha mai detto". Il ministro richiama piuttosto alla concretezza: "Lui ha le capacità e le competenze per presentare il piano che ci aspettiamo". Stessa cosa su Alitalia, l'altro dossier che il ministro ha sul tavolo.
"Mutui,
il virus dell'economia" ( da "Stampa, La" del
18-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è la crisi Alitalia: "Il vero problema è che per funzionare bene c'è bisogno di due poli aeronautici, Milano e Roma, ma l'economia europea indica che se ne può sopportare soltanto uno, come negli altri paesi europei. La crisi Alitalia dimostra la monumentale ignoranza dei politici in questo settore.
Due
sprechi (tutti italiani) da eliminare ( da "Giornale.it, Il" del
18-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)
Trenitalia,
nuove indagini a Treviso per timbrature sospette Cipolletta: De Angelis
licenziato perché ha detto cose false. Lo Sdl avvia le procedure per lo
sciopero dei ferrovieri ( da "Unita, L'" del
19-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il parlamento intervenga prima che succeda come per l'Alitalia". Sul dossier Ferrovie la maggioranza sembra spaccata: da una parte Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che si scaglia contro il "clima da caccia alle streghe", dall'altro il ministro dei Trasporti Altero Matteoli che appoggia le scelte del gruppo ferroviario.
Emergenza
rifiuti a napoli la tentazione di berlusconi - umberto de gregorio ( da "Repubblica, La" del
19-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia al rilancio dell'economia (inflazione e recessione sembrano flagellare senza pietà consumi e investimenti). Su molte questioni il governo è leggermente in affanno nella realizzazione dei suoi buoni propositi e, vista anche la difficile congiuntura internazionale, è verosimile pensare che l'affanno possa in breve trasformarsi in pesante fiatone.
Treni,
l'ad Moretti: "Licenziamenti, così salveremo le ferrovie" ( da "Giornale.it, Il" del
19-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Solo così eviterò alle ferrovie di far la fine di Alitalia" "Dobbiamo attraversare il guado". Quale guado, ingegner Moretti? "Quello che separa il pubblico impiego da un'impresa vera". Per evitare di finire come l'Alitalia? "Non mi piace sentire parlare di Alitalia, perché noi siamo ancora in tempo per evitare il disastro".
"La
Bussola riaprirà tra due settimane" ( da "Stampa, La" del
19-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ha legami con Alitalia, che invia il personale per i turni di riposo tra i voli, e con Malpensa. Il ristorante "Vecchio Pendolo" è da tempo riferimento per cerimonie e per serate a tema. Offre anche il piano bar. Don Zeno ha studiato tutto: "L'ala annerita può essere coperta con teli, mentre si ristruttura.
Licenziati,
Trenitaliadifende la decisione ( da "Secolo XIX, Il" del
20-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Spauracchio di Moretti è il paragone con Alitalia: "Non mi piace sentire parlare di Alitalia, perché noi siamo ancora in tempo per evitare il disastro", afferma, annunciando che nella semestrale di settembre "si vedranno segnali positivi". Sempre a settembre, annuncia il numero uno di Fs, si ricomincerà a parlare dell'introduzione del macchinista unico: "Ci sono delle frange riottose -
Corsa
contro il tempo per l'alitalia ( da "Repubblica, La" del
20-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia MILANO - Il conto alla rovescia per il tentativo di salvataggio Alitalia è ormai agli sgoccioli. Verso la fine della prossima settimana ? in contemporanea con l'annuncio della semestrale della Magliana ? dovrebbe partire la divisione in due della compagnia (aerei e rotte da una parte, le attività in perdita dall'
"la
magliana si salva solo se riparte da zero, emirates vola da sola" - ettore
livini ( da "Repubblica, La" del
20-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il nostro hub è un ponte tra i due mondi ETTORE LIVINI MILANO - "La ricetta per salvare Alitalia è una sola: chiuderla e ripartire da zero. Il mercato c'è. Ma serve un piano industriale che capovolga le logiche del passato, mettendo i bisogni dei clienti davanti a tutto. Se c'è il progetto i soldi si trovano". Parola di Tim Clark.
Avvenire
attacca Scajola ( da "Stampa, La" del
20-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: editoriale di Avvenire si fa riferimento alla crisi tuttora irrisolta di Alitalia. "L'auspicio è che il federalismo non si traduca solo in una corsa ad assicurare benefici al proprio collegio elettorale". Altrettanto decisa la risposta del ministero alle Attività produttive: "Non c'è stato alcun finanziamento e la segreteria ha svolto esclusivamente un ruolo di carattere informativo".
L'America
è debole e il mondo ne approfitta. Per sempre? ( da "Giornale.it, Il" del
20-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)
Veltroni:
così il governo fa a pezzi il Paese I destini d'Italia sono confusi con i
destini giudiziari di un solo uomo . Reazioni nervose nel centrodestra ( da "Unita, L'" del
21-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E intanto perdiamo pezzi: l'Alitalia, il carovita, i salari inadeguati, l'immigrazione senza risposte serie. Fra giovani precari, cinquantenni neodisoccupati, anziani in difficoltà, l'unica cosa che sanno balbettare sono slogan sull'esercito mandato a vigilare nelle strade".
Il
segretario: Il governo litiga su tutto E punta il dito su Alitalia, carovita,
salari inadeguati, l'immigrazione senza risposte ( da "Unita, L'" del
21-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Il segretario: "Il governo litiga su tutto" E punta il dito su "Alitalia, carovita, salari inadeguati, l'immigrazione senza risposte".
Oggetti
in pista e uccelli I rischi dei primi 5 minuti ( da "Corriere della Sera" del
21-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 80 Alitalia e rappresentante della Uilt -. Raffiche così, con vento in coda e laterale, potrebbero aver concorso nel rendere estremamente difficile il controllo dell'aereo ". Alessandra Mangiarotti Peso massimo In fase di decollo, con i serbatoi pieni di carburante per il viaggio, l'aeroplano è particolarmente pesante 2008 Il disastro in Congo:
Prezzi,
rincaro record per la pasta - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del
21-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la complicata privatizzazione di Alitalia esploderanno alla ripresa autunnale. Ma già ora tiene banco la vicenda dei licenziamenti alle Ferrovie: "Dopo quasi una settimana di polemiche, attendo ancora di sapere dalle Ferrovie - dice il sottosegretario alla presidenza, Carlo Giovanardi - se gli otto operai di Genova sono stati licenziati in tronco per una mera irregolarità formale,
Scontro
tribale nel Pd "Finiamo come Prodi" ( da "Giornale.it, Il" del
21-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: da Alitalia al federalismo fiscale alla crisi economica", ripete ai suoi. Convinto dunque che alle Europee il Pdl sarà penalizzato e il Pd non potrà che guadagnarne: tanto più che la sconfitta di Vendola e Bertinotti nel Prc ha sepolto i soggetti unitari di sinistra, e il Pd può recuperare socialisti, verdi e Sd.
"risparmiare
sulla manutenzione potrebbe essere stato fatale" - ettore livini ( da "Repubblica, La" del
22-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
194 mezzi in
volo di cui 75 nella flotta Alitalia e centinaia in quelle dei big Usa,
malgrado la produzione sia stata chiusa nel
Air
france "archivia" alitalia ora nel mirino c'è austrian - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del
22-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: In pista anche Lufthansa Air France "archivia" Alitalia ora nel mirino c'è Austrian In vendita la holding pubblica che controlla il 42,8% della compagnia LUCIO CILLIS ROMA - I vertici di Lufthansa, forse, hanno atteso fin troppo a lungo prima di sferrare l'attacco ad Austrian Airlines. La tecnica "dell'acquisto ultimo minuto" al prezzo più basso, quindi,
Morto
steward italiano con il compagno e il figlio di tre anni ( da "Corriere della Sera" del
22-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Anni e anni passati in volo, prima per l'Alitalia, poi per l'Air France. Domenico Riso, cresciuto sotto il sole e davanti al mare della Sicilia, prendeva più aerei che autostrade, vedeva più nuvole che palazzi. è l'unico italiano morto fra le lamiere e le fiamme dell'Md-82, sulla pista di Barajas.
Al
volante con la cocaina uccide ragazza incinta ( da "Corriere della Sera" del
22-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Era così bella che aveva fatto anche la hostess per l'Alitalia, ma poi aveva conosciuto Gianluca e il suo sogno ora era solo quello di diventare mamma. L'altra notte, però, in fondo al rettilineo buio dell'Ardeatina, all'incrocio col lungomare delle Sirene, poco dopo i bagni del Tortuga, mentre Nelly tornava a casa verso Roma con Gianluca che la scortava davanti,
I
romani i più indebitati d'Italia I dati della Cgia: ogni famiglia spende 21.949
euro in più di quello che guadagna. Sale il rischio usura L'allarme della Cgil:
troppi lavoratori ( da "Unita, L'" del
22-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: pesano le crisi di Alitalia ed Ericsson di Gioia Salvatori Sommersi dalle rate, indebitati per migliaia di euro con banche e finanziarie, persi tra contratti di credito, ricevute e rate per casa e automobile, vacanza e pc ma anche cellulare e palestra. I romani sono in prima posizione in Italia nella graduatoria degli indebitati,
Madrid,
anche un italiano morto nel disastro aereo Era uno steward palermitano della
Air France Crescono le polemiche sulla manutenzione ( da "Unita, L'" del
22-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ex assistente di bordo Alitalia, era stato assunto dalla compagnia di bandiera transalpina dove tuttora lavorava. Il volo Spanair avrebbe dovuto portarlo alle Canarie, dove aveva deciso di trascorrere le vacanze insieme ad un suo amico francese ed al figlio di questi.
<Bene
Brunetta Il fannullone? Se lo educhi, lo eviti> ( da "Giornale.it, Il" del
22-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, dal 2006 è presidente della Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa controllata dal Comune di Milano; carica che aveva già ricoperto tra il 1997 e il 1999. Spiega: "La particolarità della mia azione sta nel fatto che in un'azienda controllata da capitale pubblico i temi legati al lavoro sono considerati in maniera particolarmente delicata"
La
manutenzione segue procedure uguali per tutti ( da "Manifesto, Il" del
22-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nel caso di Alitalia, per esempio, lo possiamo affermare tranquillamente. In Atitech, che Alitalia ha creato proprio per fare la manutenzione degli Md80 (l'aereo di Madrid è una variante di questo modello, ndr), si va oltre. Se per fare un passo di "check C", dopo 15.
"Il
fannullone? Se lo educhi, lo eviti" ( da "Giornale.it, Il" del
22-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, dal 2006 è presidente della Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa controllata dal Comune di Milano; carica che aveva già ricoperto tra il 1997 e il 1999. Spiega: "La particolarità della mia azione sta nel fatto che in un'azienda controllata da capitale pubblico i temi legati al lavoro sono considerati in maniera particolarmente delicata"
La
privatizzazione ( da "Corriere della Sera" del
23-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2008-08-23 num: - pag: 35 categoria: BREVI La privatizzazione Il governo ha deciso la vendita del 49,9% di Alitalia ai privati. Intesa sta mettendo a punto il piano per conto della stessa compagnia Venerdì si riunisce il consiglio di amministrazione di Alitalia, chiamato ad approvare i conti del primo semestre del 2008.
Alitalia,
Intesa stringe sui soci Commissario per la bad company ( da "Corriere della Sera" del
23-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ultimo giorno a disposizione del Cda di Alitalia per esaminare il bilancio semestrale, dal quale nessuno si attende risultati positivi. Senza una soluzione normativa che permetta la scissione di Alitalia in due società, facendo entrare i privati nella parte buona, e relegando al commissariamento la "bad company", una delle ipotesi tecniche più gettonata,
Alitalia,
si decide: in settimana cda e nuovi soci ( da "Giornale.it, Il" del
23-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 201 del 2008-08-23 pagina 29 Alitalia, si decide: in settimana cda e nuovi soci di Redazione da Milano L'elenco dei soci italiani di Alitalia. Il ruolo di Air One e le scelte di Carlo Toto. Le nuove norme governative sull'amministrazione straordinaria. Il cda della compagnia sulla semestrale.
Il
partito noi lo facciamo qui non dal notaio ( da "Unita, L'" del
24-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la destra ha vinto e faccia politiche liberiste anziché salvare Alitalia con i nostri soldi, e il Pd faccia qualcosa di sinistra". Non perderà l'incontro con il gotha padano Salvatore Pantano, ex contadino-garzone-calzaturiere: "Il Pd ha fatto bene a invitarli. Ormai per le rivoluzioni armate è tardi, ma per quelle democratiche no".
L'opposizione ( da "Unita, L'" del
24-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Perché avere sul palco Matteoli invece dei lavoratori dell'Alitalia, che avrebbero dato voce alla paura del loro futuro, reso ormai quasi impossibile dalla falsa promessa (capitali italiani, forse anche capitali dei suoi figli) del candidato Berlusconi? Ma la danza dei mutanti continua. Mi devo rendere conto che il maggiore partito di opposizione, di cui sono parte,
Dagli
aumenti alla ztl ( da "Repubblica, La" del
24-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Malpensa può vivere con Alitalia, può vivere senza Alitalia ma sconta questa lunga fase in cui non è "con", perché i voli sono stati tagliati, né "senza", perché una nuova compagnia nazionale guarderebbe per forza all'hub varesino. Il risanamento di Alitalia non sarà breve né semplice e nel frattempo al castello non è comparso un nuovo principe azzurro,
A
palese gli americani di skyone - piero ricci ( da "Repubblica, La" del
24-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e complici le alterne vicissitudini di Alitalia, sbarcare in Puglia come compagnia low cost ma di gran lusso. Un salto di qualità, dopo aver scorrazzato in lungo e in largo per i cinque continenti vip del calibro di Bob Dylan, Bruce Springsteen, Phil Collins, Robbie Williams, Spice Girls e Rolling Stones, in giro con le rispettive tournée internazionali.
A
fine settimana liquidazione e nuova società? ( da "Manifesto, Il" del
25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA A fine settimana liquidazione e nuova società? Fr. Pi. Per l'Alitalia arriva l'ora della mannaia. Nei giorni di ferragosto avrebbe preso definitivamente forma il piano studiato dall'advisor e principale azionista della Nuova Alitalia, IntesaSanPaolo.
La
missione dimenticata - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del
25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e viene in mente il disastro dell'Alitalia e della sua "bad company". Vedremo. Certo, le università non sono società calcistiche. Se lo fossero qualcuno si preoccuperebbe. Statene sicuri. In una situazione come questa tornare a ricercare nell'identità nazionale italiana l'anima perduta della scuola è una fuga verso un passato concluso.
L'educazione
dei figli, tra utopie e piccolissime virtù ( da "Giornale.it, Il" del
25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)
Alitalia,
decolla il piano fenice - ettore livini ( da "Repubblica, La" del
25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Alitalia, decolla il piano Fenice L'ad "in pectore" Sabelli presenta il progetto alla cordata italiana Colaninno verso la presidenza forte Ma restano i nodi degli esuberi e della Marzano ETTORE LIVINI MILANO - Sarà Rocco Sabelli, nel ruolo di ad in pectore della nuova Alitalia, a gestire oggi il primo incontro formale dei soci della cordata italiana pronta a presentare un'
Conti
in rosso e leggi ad hoc, Alitalia tenta un nuovo decollo Settimana decisiva per
la compagnia. Il governo pronto alla revisione della Marzano. Il 29 la
semestrale ( da "Unita, L'" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Conti in rosso e leggi ad hoc, Alitalia tenta un nuovo decollo Settimana decisiva per la compagnia. Il governo pronto alla revisione della Marzano. Il 29 la semestrale di Roberto Rossi/ Roma Giovedì 28 il consiglio dei ministri, venerdì 29 il consiglio di amministrazione della compagnia.
Le
regole liberali e la tutela dei soggetti deboli ( da "Corriere della Sera" del
25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, servizi pubblici locali e quanto passa il convento del nostro Paese) vanno escluse, se non passano il test di una giustificazione rigorosa. "Socialità" alla Ludwig Ehrard vuol dire che, nel pieno rispetto del mercato e della concorrenza, e con politiche fiscali universalistiche, i ceti più deboli devono essere protetti dalle peggiori avversità del ciclo economico.
Perché
la Rai non è al passo con i tempi ( da "Corriere della Sera" del
25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il fatto triste è che se la Rai non cambia radicalmente e non ritrova la sua antica e apprezzata professionalità (lontano dalla politica), se non viene ridimensionata la Casta interna che la governa, si avvia inesorabilmente al declino. Come Alitalia. Diretta Una spettatrice cinese (Joe/Afp).
Rientrati
a casa in 350mila, i turisti non sono più padroni ( da "Giornale.it, Il" del
25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: mentre il 17 si incroceranno diverse agitazioni - Alitalia, Air One, Meridiana, personale Sea - per cui le partenze e gli arrivi saranno a rischio per tutta la giornata. Salvo retromarcia, i sindacati dei tassisti sciopereranno invece sia il 18 che il 23 settembre. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Gli
acquisti di quote rilevanti di imprese da parte di Stati asiatici suscitano
speranze e sospetti ( da "Stampa, La" del
25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: volesse rilevare l'Alitalia: ma non è una speranza fondata, perché i problemi dell'Alitalia non sono temporanei. E non è un buon segno nemmeno se vuol dire che i più o meno giustificati sospetti dei tedeschi sulle mire degli stranieri sono irrilevanti in un Paese che si sente tagliato fuori dai giochi strategici globali,
( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia A Fiumicino
cresce il timore di una "cura" drastica "Così i tagli
cresceranno ora rimpiangiamo i francesi" FERDINANDO GIUGLIANO ROMA -
"Sarebbe stato più saggio accettare la proposta di Air France". A
parlare è Alessandra, una hostess di Alitalia con
quasi vent'anni di anzianità sul lungo raggio. Parole di una sola voce, ma
emblematiche della delusione e della paura che si respiravano ieri a Fiumicino.
La causa: le indiscrezioni che vedrebbero aumentare a 7.000 i tagli
dell'operazione di salvataggio di Alitalia. Perché i
numeri, ricorda Paolo R., addetto al carico e scarico bagagli, sono persone, e
deve essere ben chiaro a tutti "che qui si sta giocando con le sorti di
migliaia di lavoratori". E in migliaia si contano le differenze fra questo
e i precedenti piani: 7.000 esuberi sono quasi
( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia O'Leary: il
governo italiano non intervenga Mister Ryanair all'attacco "Il premier ama
i jet privati" Entro l'inverno in Europa rimarranno solo cinque compagnie,
non la vostra GIORGIO LONARDI MILANO - Esuberante, a tratti sfottente,
("Perché Berlusconi invece di lanciare lo slogan "Amo l'Italia, volo Alitalia", non dice "Amo l'Italia, ma volo sui jet
privati?") Michael O'Leary, "Mister Ryanair" affronta la stampa
milanese in maniche di camicia e col sorriso sulla bocca. Fa le smorfie ai
fotografi a cavalcioni su un modellino di aereo lungo un metro e mezzo, O'Leary
e poi non si sottrae a un botta e risposta con i giornalisti. Che ne pensa del piano di rilancio di Alitalia? "Alitalia può avere un futuro solo se il governo italiano smette di
intervenire. L'unica soluzione per salvare Alitalia è
privatizzarla e venderla. Ormai in Europa solo in Grecia e in Italia ci sono
interferenze pubbliche nelle compagnie aeree. Alitalia
è continuamente sovvenzionata: questo deve finire". Lei se la comprerebbe
la nostra compagnia di bandiera? "Non ci penso nemmeno. Lo devono fare le
compagnie di bandiera come Lufthansa o Air France. Anche perché entro il
prossimo inverno in Europa rimarremo solo in cinque: Ryanair, Easy Jet, British
Airways-Iberia, Air France-Klm e Lufthansa: gli altri falliranno o dovranno
profondamente rinnovarsi, con alleanze non semplici". Come la mette con la
sua pubblicità su Bossi con il dito alzato? Perché si è rifiutato di scusarsi?
"Chi si dovrebbe scusare è il ministro Bossi, che ha fatto un gesto
abbastanza vile. E poi le cose che abbiamo detto nella nostra pubblicità sono
vere". Il sottosegretario Castelli ha detto che bisogna indagare sulle
sovvenzioni che Ryanair riceverebbe dagli aeroporti italiani. Teme ritorsioni?
"Finora non c'è stata nessuna ritorsione ma solo delle lamentele. Quanto
alle indagini si accomodino pure: non abbiamo nulla da nascondere. Credo,
invece, che ci starebbe bene un'indagine sul prestito pubblico illegale da 300
milione elargito ad Alitalia" La Lega dice che
Ryanair si comporta come un partito politico. "Noi abbiamo scelto quella
pubblicità perché è buffo vedere un'immagine del genere di un ministro
italiano. E siamo rimasti molto sorpresi per le lamentele. D'altronde più si
lamentano e più siamo contenti: è tutta pubblicità gratis per Ryanair". E
se i leghisti smettono di prendere Ryanair? "Io sono antipatico a molta
gente, non solo in Italia. Anche Ryanair è antipatica ad un sacco di gente. Ma
quando queste persone confrontano le nostre tariffe con quelle dei concorrenti,
ad esempio l'Alitalia, non hanno dubbi: vince il
portafoglio. E scelgono noi".
( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia "Per Alitalia trattiamo con compagnie straniere" Berlusconi:
si parte a inizio autunno. E rispunta Lufthansa come possibile partner Primi
contatti con il gruppo tedesco. Air France chiude: con il petrolio a 120 non si
creerebbe valore LUCIO CILLIS ROMA - Alitalia risanata
in autunno, piano industriale in dirittura d'arrivo, soci pronti ad
intervenire, esuberi da ridurre al minimo e compagnie straniere interessate
alla nuova compagnia. Stavolta il presidente del Consiglio preferisce affidare
le sue parole sul futuro del vettore in crisi, direttamente ai microfoni del
Tg5 e non alle indiscrezioni fatte filtrare dai più fedeli senatori del Pdl. E
ieri sera, Silvio Berlusconi ha tracciato le linee della rinascita di Alitalia: "In autunno potremo raggiungere il risultato
che ci eravamo prefissati: mantenere una compagnia di bandiera con i conti in
attivo", ha detto il premier. Oggi, a differenza del passato, si ha la
"certezza di un piano industriale, ci sono i capitali, ci sono soci per la
nuova compagine e in più stiamo trattando con compagnie straniere. Ma qui mi
fermo: siamo in una fase di impostazione delle trattative, è meglio non
rivelare altro". C'è però il tempo di tornare sulla delicata questione
degli esuberi, che potrebbero essere gestiti con un decreto ad hoc mentre resta
sul tavolo una revisione della Marzano per traghettarla verso la rinascita: i
sacrifici occupazionali, infatti ci saranno anche se prima, "occorrerà
verificare con quante persone può funzionare la nuova Alitalia".
Nessun numero, dunque. "Perché - ha spiegato il premier - ai tagli, c'è
solo un'altra alternativa: far fallire la compagnia, chiuderla e mettere per
strada 20mila persone. Cercheremo di far sì che questo numero sia il minore
possibile", ha concluso assicurando comunque che quella che verrà
individuata sarà "una soluzione di buon senso, e darà all'Italia quello
che un Paese e una potenza economica deve avere". Tra
le compagnie straniere che potrebbero ancora credere in una alleanza con Alitalia, Air France fa però un passo indietro. Attraverso fonti vicine
al cda fa sapere che "il dossier Alitalia è chiuso.
Quando si era parlato della fusione il prezzo del petrolio era sugli 80 dollari
al barile. Ora è sopra i 120 e una fusione oggi non creerebbe valore".
Dietro le quinte, invece, secondo quanto risulta a Repubblica, si starebbero
muovendo emissari di governo e Lufthansa, interessata ad una compagnia risanata
e più leggera, con marchio e slot attraenti. E sul fronte dei conti la
compagnia ha reso noti indebitamento e liquidità al 30 giugno. La posizione
finanziaria netta del gruppo è stabile e resta negativa per 1,115 miliardi. La
liquidità è pari a 375 milioni, con un lieve flessione dai 388 milioni di fine
maggio. Intanto prosegue il lavoro dell'advisor Intesa-Sanpaolo che sta
lavorando al piano per la Magliana puntando tutto sull'integrazione tra Air One
e la compagnia di bandiera, senza la cessione di rami di azienda della
compagnia di Carlo Toto. Infine, le reazioni alle parole del premier.
Dall'opposizione la prima replica alle parole del premier arriva da Antonio Di
Pietro: "Berlusconi la smetta di prendere in giro gli italiani. Una nuova
compagnia vuol dire una nuova società che per definizione non può che partire
in attivo. Il problema - per il leader dell'Idv - è che fine faranno la vecchia
compagnia e i dipendenti".
( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Roma Tra
i dipendenti della linea aerea. Il Pd chiede un consiglio comunale all'aeroporto.
Il Pdl lo nega. Marrazzo: "Lunedì un vertice" Alitalia, la rabbia di Fiumicino Migliaia di posti a rischio. Rutelli
attacca: "Roma perderà 1,5 miliardi" L'annunciato piano di riassetto Alitalia, che potrebbe sacrificare sull'altare del risanamento 5mila
posti di lavoro, fa esplodere la rabbia a Fiumicino e accende la polemica
politica. Il presidente della Regione, Piero Marrazzo, ha convocato per
lunedì un tavolo interistituzionale con i sindaci della capitale e di
Fiumicino, il presidente della Provincia, i sindacati, i rappresentanti della
compagnia di bandiera e di Adr. L'opposizione capitolina ha chiesto un
consiglio comunale straordinario, mentre il senatore del Pd, Francesco Rutelli,
ha attaccato: "Per l'economia romana sarà un autunno nero. La manovra di
Tremonti taglierà a Roma oltre un miliardo e mezzo di euro". BRERA, CILLIS
E VITALE ALLE PAGINE II E III.
( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
II - Roma Piano Alitalia, Fiumicino
trema "Da noi il 70% degli esuberi" I conti dei sindacati. Marrazzo:
"Serve una mobilitazione" ANNA RITA CILLIS Migliaia di esuberi, la
gran parte concentrati a Roma, secondo i tagli ipotizzati dal piano di
Intesa-Sanpaolo per Alitalia e
l'integrazione con Air One. Numeri al momenti non ancora ufficiali, mancando il piano
di riassetto, che comunque surriscalda gli animi a Fiumicino creando tensione
tra i lavoratori. Sul piede di guerra anche l'opposizione che in Campidoglio ha
chiesto un Consiglio comunale straordinario e un intervento al sindaco Gianni
Alemanno per conoscere le sorti dei lavoratori romani. "Se fino ad ora non
sono intervenuto sulla questione è semplicemente perché, come qualsiasi altra
autorità istituzionale, non ho ancora letto il piano di ristrutturazione - è
stata la risposta del sindaco - non appena avremo il progetto, interverremo per
tutelare gli interessi del territorio, così come abbiamo fatto quando abbiamo
impedito la svendita di Alitalia ad Air France".
Una giornata convulsa quella di ieri in Campidoglio che ha prodotto un botta e
risposta tra il capogruppo del Pd, Umberto Marroni, il primo a chiedere un
consiglio straordinario poi appoggiato anche da esponenti politici, e il
presidente del Consiglio Comunale Marco Pomarici. "Alitalia
è una cosa seria, non serve a nulla fare un consiglio comunale passerella -
dice Pomarici che poi corregge il tiro - anche se con il termine passerella non
avevo nessuna intenzione di svilire la funzione del Consiglio comunale. Il
riferimento è ad una discussione che, senza il necessario supporto di
documentazione, rischia di essere inutile e non approfondita". In serata
approvata in Consiglio una mozione bipartisan in difesa dell'occupazione. In
attesa di conoscere il piano di riassetto il senatore del Pd Francesco Rutelli
è intervenuto sulla questione chiedendo al sindaco Alemanno di dire ai romani
"quanti posti di lavoro perderà la città", aggiungendo che per la
compagnia di bandiera "si è gettata alle ortiche una soluzione che già
c'era" riferendosi alla mancata fusione con Air France. I sindacati che
parlano di "esuberi che potrebbero contenere altre migliaia di perdite di
posti di lavoro se sommati a quello dell'indotto", come spiegano dalla
Filt Cgil. "A preoccuparci è tutta la vicenda Alitalia
- aggiunge Marco Veneziani, segretario nazionale della Uil Trasporto Aereo -
ancor di più l'alto numero di esuberi ipotizzato sino ad ora: il 70 per cento
circa andrà a colpire lavoratori romani". Nel frattempo Alemanno ha deciso
partecipare lunedì, con i sindacati e il presidente della Provincia Nicola
Zingaretti, al tavolo interistituzionale su Alitalia
indetto dal presidente della Regione Piero Marrazzo; una decisione apprezzata,
tra gli altri anche da Michele Meta, capogruppo del Partito Democratico nella
Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.
( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Roma
L'ex vice-premier accusa. "Capitale sotto attacco: i 500 milioni dati dal
governo sono un'illusione" Rutelli: "Tremonti contro Roma in
Finanziaria tagli per 1,5 miliardi" GIOVANNA VITALE "Sarà un autunno
nero per l'economia romana", avverte Francesco Rutelli. Allarmato non solo per gli esuberi previsti dal piano Alitalia, per l'analoga ristrutturazione in Telecom che potrebbe
cancellare altrettanti posti di lavoro, per la fusione Unicredit che ha già
messo in mobilità e trasferito centinaia di dipendenti, per il calo del turismo
che è uno dei motori dello sviluppo cittadino. A preoccupare l'ex
vicepremier sono soprattutto "le ricadute che la disastrosa manovra
Tremonti avrà sulla capitale". Un pacchetto di norme che il Senato
licenzierà oggi "senza possibilità di modifica perché è stata posta la
fiducia", con il quale il governo con una mano dà ("500 milioni che
potrebbero però rivelarsi un'illusione") e l'altra toglie: "In base
alla nuova disciplina del patto di stabilità interno", spiega infatti
Rutelli, "il Comune vedrà prosciugato il proprio bilancio di oltre 1.200
milioni di euro in tre anni. Cui aggiungere altri 300 milioni di minori entrate
causate da un'errata valutazione del gettito Ici sulla prima casa, che è stato
sottostimato". "Altro che governo amico", tuona il senatore democratico,
"il sindaco ha il dovere di informare i cittadini", esorta affiancato
dal segretario del Pd Riccardo Milana, dall'onorevole Marco Causi e dal
capogruppo consiliare Umberto Marroni: "La finanziaria sarà una mannaia
per la capitale". Tanto più alla luce delle "pessime sorprese"
contenute nel decreto: "I 500 milioni che Alemanno ha rivendicato come un
grande successo sono purtroppo un punto interrogativo" ragiona Rutelli:
"Non si capisce infatti se siano una mera anticipazione da restituire o un
trasferimento strutturale, utilizzabile tra l'altro solo per il piano di
rientro e non per la spesa corrente". Nient'altro che fumo negli occhi dei
romani, denuncia, visto che la modifica al patto di stabilità interno
costringerà il Campidoglio a fare a meno di "189 milioni nel 2009, 382 nel
2010, 650 nel 2011". Mentre i tagli ai ministeri colpiranno alcuni dei
settori più strategici della città: le università perderanno 200 milioni in 5
anni, gli investimenti nella Cultura saranno ridotti di un terzo, idem quelli
nella ricerca. La dimostrazione, secondo il Pd, di quanto Roma sia "sotto
attacco": la controprova sarebbe la bozza Calderoli sul Federalismo, dove
"non c'è alcun riferimento né alle funzioni né all'autonomia finanziaria
della capitale d'Italia". Ecco perché "Alemanno deve dire la verità
sui tagli di Tremonti", invita Rutelli, "c'è un silenzio totale,
serve una cura di verità". Che l'opposizione ha deciso di portare avanti:
"Chiederemo al sindaco di venire a illustrare la manovra in aula Giulio Cesare",
dice il capogruppo Marroni, "di fronte a questi tagli non può continuare a
nascondere la testa sotto la sabbia". Stizzita la replica di Alemanno:
"Rutelli non ha letto bene le carte: l'erogazione dei 500 milioni da parte
del governo è definitiva; non ci sarà il taglio, da lui paventato, di 1.200
milioni perché la gestione commissariale è stata esclusa dai vincoli del patto
di stabilità; la restituzione del gettito Ici sarà integrale". Nemmeno una
parola sugli esuberi Alitalia, i posti di lavoro persi
per strada. Ironico il coordinatore Milana: "Alemanno mente sapendo di
mentire. è tutto scritto nero su bianco: i romani non si faranno
ingannare". SEGUE A PAGINA VI.
( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Bologna
Sette capitali a prezzi stracciati Ryanair mette base al Marconi. Per un mese
voli a 10 euro Da ottobre i nuovi collegamenti: dovrebbero portare 7-800 mila
passeggeri in più LUIGI SPEZIA "EXCELLENT". L'accordo soddisfa tutti,
persino Forlì, anche se non è esente da rischi in un momento di difficoltà del
traffico aereo. Ryanair, la prima compagnia low cost d'Europa, avrà una base
all'aeroporto Marconi, giudicato "eccellente", dove porterà le sette
rotte europee forlivesi: da ottobre si partirà da Bologna per Barcellona
(Girona), Birmingham, Bruxelles (Charleroi), Dublino, Francoforte (Hahn),
Londra (Stansted), Valencia. Dal 27 ottobre a fine novembre, su queste sette
tratte Ryanair offre 25 mila biglietti a 10 euro, solo andata tasse incluse
(anche se a un controllo sul sito della compagnia, non è così sicuro). Un
totale di 26 partenze settimanali e 7-800 mila nuovi passeggeri nel 2009 come primo
piatto, seguito da sostanziose pietanze: nel giugno del 2010 sarà operativa al
Marconi la 30esima base Ryanair in Europa, con un investimento di 140 milioni
di sterline e due aeromobili (nuovissimi Boeing 737-800), che diverranno cinque
nel 2012. Alla fine dell'escalation di Ryanair, le rotte saranno 25, due i
milioni di passeggeri/anno che voleranno a tariffa ridotta con gli aerei del
guru dei cieli Michael O'Leary e ci sarà una positiva ricaduta sull'economia
del territorio che, secondo le stime di Sab, vuol dire da duemila a
tremilacinquecento nuovi posti di lavoro nell'indotto e un miliardo di valore
aggiunto. I servizi a terra saranno gestiti da Marconi Handling, la società
controllata da Sab che, dopo essere stata sfiorata dall'inchiesta su Doro Group
a causa del suo ex direttore Sante Cordeschi, ora spera di risalire la china
dopo anni di profonde perdite e di mettersi sul mercato con maggiori chance di
successo. Il vulcanico Micheal O'Leary ammette che costa di più volare da
Bologna rispetto a Forlì, "ma Bologna è più rinomata. Anche adesso nei
nostri voli di Forlì aggiungiamo Bologna tra parentesi". Forlì perde
questi sette voli internazionali, l'accordo prevede però anche lì una base
Ryanair con un aereo un anno prima di Bologna e la creazione di sei nuove rotte
iniziali, quattro delle quali per il Sud e due per l'Europa. Anche a Forlì sono
soddisfatti per il mantenimento del livello di passeggeri e posti di lavoro.
Però, chiarisce O'Leary, "la nostra crescita sarà più su Bologna". Per
l'ad della compagnia low cost, Sab non sborserà nulla per ciascun passeggero
che Ryanair farà volare a Bologna. Il direttore generale di Sab Armando Brunini
non nega però che ci siano incentivi per ogni passeggero: "Abbiamo una
politica strutturata e trasparente di incentivazione verso chiunque porti
sviluppo e investimenti nel nostro scalo. Chi più fa, più è premiato. Alla
fine, però, è Ryanair che paga noi". Nessuna indiscrezione sul valore
dell'incentivo accordato a Ryanair né sui termini dell'accordo privato con Marconi
Handling. Sab conta che l'aumento dei passeggeri (il settore low cost non
supererà il 30 per cento del traffico) garantito dalla nuova compagnia avrà
effetti importanti sul settore commerciale, che oggi vale il 40 per cento degli
introiti. La presidente Sab Giuseppina Gualtieri è raggiante: "Questo
accordo, fatto con parametri sostenibili, subordinato al raggiungimento degli
obiettivi fissati anno per anno, consente di colmare il gap
che avevamo su questo settore e di creare un importante effetto volano nel
territorio". Ryanair dà l'ultimo brivido: "Ai due milioni di
passeggeri faremo risparmiare più di 208 milioni di euro, visto che le nostre
tariffe sono mediamente inferiori di 106 euro a quelle di Alitalia". Parola di O'Leary.
( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Bologna
L'ad di Ryanair presenta il piano di espansione. "Berlusconi ama Alitalia? Ma se usa solo jet privati...." Lo show di
mister volare low cost O'Leary scatenato: bacia la Gualtieri e abbraccia il
sindaco "La presidente è molto bella, ma il Marconi costa. Spero che mi
faccia lo sconto" Scuote come uno shaker Cofferati che si arrende:
"Bologna sarà la capitale della Ryanair region" Davanti a una fila di
dirigenti compassati si presenta in camicia a righe come una rockstar Ci voleva
l'estro di mister Michael O'Leary per dare una scossa al Marconi. Uno che
l'accordo con la presidente Giuseppina Gualtieri l'ha voluto chiudere a tutti i
costi (bassi, naturalmente) prima della vacanze, altro che proroghe come quelle
chieste da Joe Tacopina per il Bologna calcio. Grande business e spettacolo alla
conferenza stampa del Marconi (proprio mentre alle partenze sfila il Barcellona
di ritorno da Firenze). Il personaggio è un vero showman, uomo-sandwich della
compagnia più "cool" d'Europa. "E' come una rockstar", dice
il direttore Armando Brunini in perfetto completo blu, mentre O'Leary accanto a
lui è in camicia a righe. Un mimo alla Benigni. Davanti ad una prima fila di
dirigenti e politici compassati, O'Leary è un folletto volato via dalla terra
di Yeats per fare l'istrione. Alla fine chiama di nuovo i fotografi sul palco
per non farsi sfuggire l'occasione della foto ricordo con Sergio Cofferati. Per
Cofferati è un piccolo trauma. O'Leary, che finalmente s'è messo anche lui la
giacca, ma forse solo perché ha freddo per l'aria condizionata, abbraccia e scuote
il sindaco come uno "shaker" davanti alla cartina della
"catchment area", quella che quando al Marconi non si parlava ancora
inglese si chiamava "bacino d'utenza". Il sindaco ride un po'
imbarazzato, ma dallo scuotimento esce benissimo: "Ecco, vedete questa
cartina? Questa è una nuova regione d'Italia con al centro Bologna".
Ovviamente battezzata "Ryanair Region". O'Leary approfitta bolognese
per volare alto. Attacca la politica del governo sull'eterna
assistita Alitalia e la battuta forte la riserva al presidente Berlusconi. "E'
interessante che Berlusconi proponga come slogan "Amo l'Italia, volo Alitalia", invece dovrebbe dire "Amo l'Italia, ma volo su jet
privati". Con la mimica giusta, fa ridere tutta la platea senza bisogno
della traduzione della responsabile del marketing di Ryanair per il Sud Europa
(ripartizione che ricorda un po' quella della Nato), Alessia Viviani.
Poi non si fa mancare nemmeno Bossi. Proiettano alle sue spalle l'ormai famosa
immagine del leader padano con il dito indice puntato contro i passeggeri di Alitalia, diventata pubblicità Ryanair: "Le scuse non
le chiediamo per la nostra pubblicità, il ministro dei Trasporti chieda lui le
scuse a Bossi per quel gesto. L'ha fatto Bossi, non noi". Ma è con
Giuseppina Gualtieri che l'imprenditore-mimo esalta la sua anima di showman.
Tutta la trattativa triangolare Sea-Seaf-Ryanair ha un retroscena:
"Giuseppina Gualtieri è molto bella e quindi costa molto trasferire tutte
le rotte da Forlì a Bologna. Spero ora di ricevere degli sconti". Eccolo
che al tavolo della conferenza poggia la testa sulla spalla della presidente
vestita di rosa e lei finge di dargli un pugno in faccia, eccolo che in piedi
davanti alle cartine di Ryanair che vola su Bologna finge di darle un bacio con
trasporto. Non c'è dubbio, O'Leary il suo prodotto lo sa vendere molto bene. E
con logica low cost: il suo testimonial non ha bisogno di pagarlo, è lui
stesso. (l. sp.).
( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Bologna
La compagnia irlandese sbarca a Bologna senza abbandonare Forlì. Per un mese
offerte di viaggi a soli dieci euro Ryanair, voli low cost dal Marconi per
sette capitali Si brinda al Marconi per l'arrivo di Ryanair, prima compagnia
low cost europea che porta in dote i sette voli internazionali strappati a
Forlì e promette una base con prima due e poi cinque Boeing 737 entro il 2012.
Per il lancio delle nuove linee (26 voli settimanali a partire dal 27 ottobre,
800 mila passeggeri/anno iniziali), il gran capo della
compagnia irlandese Michael O'Leary (nella foto), che ieri ha attaccato di
nuovo il governo italiano, Berlusconi e Alitalia, mette
all'asta 25 mila biglietti a dieci euro l'uno. Forlì si consola con un'altra
base più piccola, ma attuata prima di quella bolognese e nuovi voli soprattutto
verso il Sud. SPEZIA A PAGINA III.
( da "Repubblica, La" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Voto unanime per il
Trattato l'Italia dice sì all'Europa Napolitano: "Titolo d'onore". E la
Lega si allinea Applausi bipartisan. Solo i deputati leghisti sono rimasti
immobili L'approvazione alla Camera accolta con un sospiro di sollievo da
Bruxelles ANAIS GINORI ROMA - Poco dopo mezzogiorno, l'emiciclo di Montecitorio
si stringe in un unico applauso. I deputati si alzano per festeggiare
l'approvazione del Trattato di Lisbona che dovrebbe rilanciare l'Unione
europea. Un voto unanime: 551 favorevoli, nessun contrario. "Un titolo
d'onore per il Parlamento italiano e un fattore di rinnovato prestigio per il
ruolo europeo del nostro paese" si è congratulato il presidente Giorgio
Napolitano. Una "bella pagina", ha commentato anche il presidente
della Camera, Gianfranco Fini. Peccato che al momento dell'applauso i deputati
della Lega Nord siano rimasti seduti, fermi. Un deputato del Pd, il lombardo
Emmanuele Fiano, ha inveito contro la loro indifferenza, ma poi si è fatto
zittire da Fini. Durante la discussione in aula, i leghisti non avevano perso
occasione di esprimere la loro "amarezza" per questo voto, definendo
il Trattato "deludente". Il Carroccio ha però dovuto allinearsi al
voto di maggioranza e opposizione, abbandonando posizioni più oltranziste, come
l'idea di un referendum evocata in campagna elettorale. "C'è una verità
per l'aula e una per le piazze" ha ironizzato Lapo Pistelli del Partito
democratico. "Bisogna smettere di accarezzare questo populismo antieuropeo
- ha poi avvertito - che, alla lunga, può essere un rischio mortale".
Silvio Berlusconi, raggiante, ha finto di ignorare le bordate leghiste. Il
premier ha incassato voto unanime e applauso, visibilmente soddisfatto di poter
mostrare alla comunità internazionale un rarissimo esempio di concordia
politica tra gli schieramenti. "Questa ratifica - ha detto Berlusconi -
rappresenta il contributo dell'Italia al rilancio dell'Europa che sta
attraversando una fase di difficoltà". Qualche "malumore" anche
nell'opposizione, ma extra-parlamentare: "Se fossimo stati presenti - ha
detto Fabio Amato di Rifondazione comunista - saremmo stati l'unica voce fuori
dal coro". L'approvazione italiana è stata accolta con grande sollievo
dall'Europa. Dopo il "no" al Trattato degli irlandesi, l'imperativo
per le istituzioni di Bruxelles è incassare - il più rapidamente possibile -
tutte le altre ratifiche (dunque 26 su 27), lasciando all'Irlanda la
possibilità di rivotare in futuro, magari con qualche modifica studiata
appositamente. Nell'ultimo mese, sono arrivate le approvazioni di Olanda, Gran
Bretagna, Spagna e ora dell'Italia, il ventiquattresimo membro a ratificare la
riforma delle istituzioni europee. Il Trattato di Lisbona prevede infatti di
cambiare la vita democratica delle istituzioni a Bruxelles. Tra le novità, la
nomina di un presidente del Consiglio Ue destinato a restare in carica per due
anni e mezzo (rinnovabili) e di un ministro degli Esteri e della Difesa
europeo. La riforma prevede un rafforzamento del parlamento europeo, con la
procedura della cosiddetta "codecisione". E sarà anche introdotta una
procedura che permetterà l'intervento dei parlamenti nazionali, il voto a
maggioranza qualificata nel Consiglio Ue, e proposte di legge da semplici
cittadini che abbiano raccolto più di un milione di firme. Nonostante alcuni
limiti, il Trattato di Lisbona è ormai l'unico strumento con cui far ripartire
l'integrazione europea, fermata nel 2005 dal fallimento del progetto di
Costituzione bocciato da Francia e Olanda. "L'Italia conferma così di
voler essere parte attiva dell'Unione europea" ha commentato il ministro
per le politiche europee, Andrea Ronchi. "L'obiettivo - ha precisato - è quello di tenere vivo il sogno europeo e
restituire un'anima a istituzioni che l'opinione pubblica percepisce come
lontane". In tempi in cui l'Italia colleziona più che mai incidenti e
diverbi con Bruxelles (dal dossier Alitalia alle
leggi sull'immigrazione), quell'applauso è sembrato davvero benefico.
( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del La fabbrica di emergenze Maria Novella Oppo PENSAVAMO che tutti
i tg ci avrebbero mostrato l'arrivo delle truppe nelle città con il ghigno
festante di La Russa in testa. Invece niente. L'annunciata militarizzazione
somiglia tutta alla presenza dei vigili di quartiere: assolutamente
inconsistente, invisibile e quindi inutile. Però una cosa bisogna riconoscerla:
le destre (che sono tante, ma tutte uguali) sono soprattutto grandi fabbriche
di emergenze. Chi parla della scomparsa di ogni distinzione tra destra e
sinistra si sbaglia. Noi di sinistra (che al momento siamo pochi, ma tutti
diversi) non saremmo mai capaci di indicare un'emergenza e poi tutti quanti
insieme sostenere che per risolverla sarebbe essenziale un tipetto rassicurante
come La Russa. Invece alle destre è lecita la totale assenza di senso del
ridicolo, che sostituiscono con l'obbedienza ai loro
interessi, in subordine a quelli del padrone. Il grand'uomo che ha trovato per Alitalia la soluzione patriottica: accollare i costi ai contribuenti e ai
lavoratori. Soluzione che non a caso piace pure a Bossi, il dito più veloce
della padania. FRONTE DEL VIDEO.
( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Alitalia: Berlusconi promette pure
lo straniero... in autunno di Roberto Rossi/ Roma Doveva trattarsi di una cosa veloce.
D'altronde a marzo, dopo aver cacciato Air France, Silvio Berlusconi lo aveva
promesso: il problema Alitalia sarebbe stato risolto nel "giro di un mese" con
l'intervento di imprenditori italiani. Oggi che i francesi non ci sono
più e la cordata industriale non sembra così solida i tempi si allungano.
"Credo che all'inizio dell'autunno riusciremo a raggiungere il risultato
che vogliamo - ha detto ieri Berlusconi in un'intervista al Tg5 - e cioè di
mantenere Alitalia una compagnia di bandiera che abbia
i conti in attivo". Ci sarà da verificare, secondo il presidente del
Consiglio, "con quante persone dovrà funzionare la nuova Alitalia, ma contro questa eventualità ce ne è una sola che
è il fallimento. Quindi 20mila persone che perdono il posto di lavoro.
Cercheremo di far sì che siano il meno possibile - ha assicurato - che debbano
cercarsi un altro lavoro, che tuttavia assisteremo con gli strumenti dello
Stato, con il prepensionamento". Non ventimila quindi ma setto-ottomila di
sicuro. Il piano Intesa su questo punto non è ancora del tutto chiaro ma le
cifre sembrano ormai consolidarsi. Se a marzo la compagnia si fosse integrata
con Air France, invece, gli esuberi sarebbero stati circa 2100. "Credo che
la soluzione sarà di buon senso - ha aggiunto - come tutte le cose che
cerchiamo di fare. Una soluzione - ha concluso - che darà all'Italia quello che
un paese, una potenza economica importante, deve avere". E cioè, se il
piano di Intesa Sanpaolo andrà in porto, una compagnia piccola nelle dimensioni
e nel fatturato, che potrà raggiungere "l'attivo" nel giro di molti
mesi, molto concentrata sul mercato domestico e alla ricerca di un partner
straniero col quale intraprendere un percorso comune che porti a un'alleanza
prima e a un'integrazione poi. Chi? "Stiamo trattando con compagnie
straniere" ha riferito Berlusconi, precisando di doversi "fermare qua
perché, essendo nella fase iniziale delle trattative, è meglio non
rivelare" altri dettagli. Che per ora appaiono molto oscuri. Nessuno dei
candidati papabili ha dato segnali di interesse. Non Air France, cacciato
qualche mese prima, né Lufthansa che si sta concentrando sul mercato
scandinavo, neanche British Airways alle prese con la fusione con la spagnola
Iberia. Per questo le parole del premier sembrano affrettate. Tanto più che
anche la mitica cordata di imprenditori traballa. Colaninno, Benetton, pronti a
entrare nel capitale Alitalia (il cui debito è stabile
a 1,115 miliardi), cominciano a nutrire seri dubbi sulla riuscita
dell'operazione. Perché un conto è investire denaro in una società ripulita dai
debiti con rotte e aerei, un conto è regalare denaro alla patria entrando nella
compagnia di bandiera attuale senza garanzie. Il pallino per la risoluzione del
problema è nelle mani del governo. Il nodo resta l'ipotesi di commissariamento
dell'azienda, voluto da Tremonti ma non da Alleanza Nazionale preoccupata per i
riflessi occupazionali su Fiumicino, sui cui graveranno il maggior numero di
tagli. Senza questa assicurazione Colaninno e Benetton stanno meditando di
sfilarsi. Senza il loro sforzo finanziario sarà difficile reperire i 700
milioni, ai quali si aggiungerebbero i 300 del prestito ponte, destinati al
rilancio. Già adesso si è sul filo del rasoio. Tanto che Intesa ha dovuto
chiedere aiuto a banche come Morgan Stanley e Nomura. Non a caso Paolo
Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, ha detto che la cordata sarà resa nota a
"settembre". "Si ha l'impressione di una soluzione senza
strategia industriale" ha detto ieri il segretario del Pd Walter Veltroni.
"Alitalia era un problema risolto, qualcuno ha
fatto saltare la soluzione". "Il risultato in autunno?" ha
aggiunto Pierluigi Bersani, ministro ombra dell'Economia, "viene da
chiedersi: autunno di quale anno?". Oltre al commissario, per entrare in
campo Colaninno avrebbe posto anche la condizione della presidenza, ruolo che
faceva gola anche a Carlo Toto patron di AirOne. Il quale però appare
spacciato. Intesa Sanpaolo, che lo ha finanziato per tutti questi anni, lo sta
liquidando. E questo dopo che per mesi la banca, con il suo amministratore
delegato Corrado Passera, ha sostenuto la fattibilità dell'integrazione tra la
stessa AirOne e Alitalia. Invece, ieri, nel colloquio
avuto con il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari, Passera ha scaricato
Toto, il suo campione nazionale. Secondo Passera, AirOne non verrebbe fusa con Alitalia ma le sue attività, flotta e rotte, vendute alla
nuova compagnia. "Debiti e ogni tipo di obbligazione" rimarrebbero in
capo a Toto. Che verrebbe pagato non in denaro ma in azioni della nuova
compagnia. In un colpo solo, quindi, Intesa risolverebbe i suoi problemi
creditori con AirOne dando sostanza alla nuova Alitalia.
( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del PIANI Il ruolo decisivo di Intesa SanPaolo, che mette alla prova
la propria credibilità Passera ci crede davvero? Angelo De Mattia L'opinione
Intesa-SanPaolo è una banca di rilievo internazionale. Non ha avuto esitazione,
in passato, a definirsi come una banca dello sviluppo del Paese, sensibile alle
esigenze del rafforzamento del tessuto imprenditoriale e della crescita
dell'economia, in una logica di sistema. Il suo Presidente, Giovanni Bazoli, ha
fatto propria una visione temperata del capitalismo, in opposizione alle
diffuse concezioni di liberismo spinto. È una banca che gode di particolare
credibilità e - in quanto risultato di una lunga serie di concentrazioni - ha
alle spalle rispettabili tradizioni. Ha una compagine del personale e
dirigenziale caratterizzantesi per professionalità e per impegno. Oggi è advisor di Alitalia. A breve
presenterà il famoso piano Fenice per il salvataggio della compagnia. Legge
Marzano sì, legge Marzano no e quindi normativa ad hoc; partner internazionale
da subito o a distanza di tempo; costituzione, e in quale modo, della newco e
della bad company; più in generale, quale progetto industriale e come
confrontare il tutto con il piano Air France: sono i principali temi - di
maggior o minore spettanza dell'advisor - in discussione in queste giornate
insieme con quello, cruciale, degli esuberi. L'amministratore delegato di
Intesa-SanPaolo, Corrado Passera, che a suo tempo aveva sostenuto il piano
AirOne per l'acquisizione di Alitalia, ha avuto
un'impegnata conversazione con il "fondatore" Eugenio Scalfari
riportata ieri da Repubblica, nella quale ritiene fondamentale che l'Italia
abbia una compagnia di bandiera con un azionariato e un management radicati nel
nostro Paese: di qui scaturiscono le altre considerazioni - intervallate da
alcuni silenzi su temi non di stretta sua competenza - che attesterebbero la
determinazione della banca nel condurre in porto il piano. La serietà e la
professionalità dell'amministratore delegato e, prima ancora, la credibilità
che Intesa-SanPaolo deve preservare fanno sì che - nel marasma delle
responsabilità e delle incapacità politiche e sociali che hanno lungamente
attraversato la vicenda Alitalia, in larga parte
riportate da Scalfari - la banca in questione costituisca un fondamentale punto
di riferimento. Certo, per come si è sviluppata questa vicenda sarebbe assurdo
un ragionamento del tipo "se sta bene a Intesa, allora l'operazione è
senz'altro da condividersi". E tuttavia le proposte che formulerà la banca
- proprio per la dichiarata sua natura - avranno un indubbio valore, almeno
sotto il profilo della credibilità e solidità del progetto, delle sue non
nebulose prospettive, se così potrà essere nonostante i dubbi. Ciò carica ancor
più di responsabilità l'istituto di credito, chiamato a una difficilissima
prova di bilanciamento tra valutazioni economico-finanziarie e valutazioni di
sistema, dalle quali non sono affatto escluse quelle occupazionali. Non è, la
banca, un fideiussore improprio. Ma appunto per il suo standing, la
presentazione del piano è un avallo morale. È giusto attendere, dunque,
Intesa-SanPaolo a questa prova. Hic Rhodus, hic salta.
( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
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l'edizione del O'Leary (Ryanair): "Ama l'Italia... ma se usa solo il jet
privato" Il numero uno dei voli low cost ironizza sugli slogan e prevede
un futuro riservato a pochi, grandi operatori di Luigina Venturelli FRIZZI E
LAZZI L'espressione ironica sul volto è quella di chi è consapevole di sparare
sulla croce rossa: "Da che pulpito viene la predica! Come può dire una
cosa simile se da anni usa solo jet privati?". Vittima del sarcasmo è
Silvio Berlusconi, orgoglioso di aver ideato in prima persona lo slogan che
dovrebbe accompagnare il rilancio della disastrata compagnia di bandiera
nazionale: "Amo l'Italia, volo Alitalia". A
farci sopra una bella risata è nientemeno che Mister Ryanair, l'amministratore
delegato della low cost delle meraviglie, che in questi giorni festeggia il
traguardo dei 14 milioni di viaggiatori trasportati in sei anni dal solo
aeroporto di Bergamo Orio al Serio. "Altro che volare Alitalia, Berlusconi farebbe meglio a salvare Alitalia"
dice Michael O'Leary, certo di assistere invece all'ennesima pezza messa dagli
aiuti di Stato. Il numero uno della compagnia irlandese non si fa maggiori
problemi nel riprendere il ministro Umberto Bossi, immortalato con il dito
medio alzato in campagna pubblicitaria: "Non so chi sia, mai
sentito. Ma ho visto la fotografia e lo slogan molto divertente che abbiamo
scelto per dire che il governo se ne frega dei passeggeri italiani per
supportare le alte tariffe di Alitalia". A
scusarsi, come gli hanno chiesto inorriditi i politici leghisti, non ci pensa
nemmeno: "Perchè? È tutto vero". Non stupisce che O'Leary parli
volentieri dei travagli di Alitalia: per la sua
azienda sono manna dal cielo, tutto grasso che cola, grazie al quale Ryanair
non fatica a definirsi "linea aerea preferita in Italia". Il nocciolo
della faccenda è sempre lo stesso: "Il problema della vostra compagnia è
la politica, l'unica soluzione possibile è la sua completa privatizzazione, può
avere un futuro solo se il governo smette di intervenire"" sentenzia
il manager del vettore irlandese, ortodosso credente alle regole di mercato,
tanto da solcare i cieli del caro petrolio senza il paracadute di un extra
prezzo. "Ryanair non applicherà mai la sovratassa sul carburante, anche se
il prezzo del petrolio salirà a 200 dollari al barile, noi continueremo ad
abbassare le nostre tariffe" promette l'amministratore delegato, che con
spavalderia preannuncia successi anche in tempi di sventura. "La crisi c'è
per le compagnie low cost che perdono soldi, non per noi che vediamo crescere
il nostro traffico del 20% al mese". Dunque: ad ottobre il vettore
sbarcherà anche all'aeroporto Marconi di Bologna, con 140 milioni di dollari
d'investimento e la creazione di 2mila posti di lavoro; Forlì diventerà dal
2009 la quarta base operativa italiana dopo quelle di Ciampino, Orio al Serio e
Pisa; nell'autunno arriverà a Bergamo il settimo aeromobile, grazie a un
investimento di 70 milioni di dollari; l'anno prossimo saranno introdotte nuove
rotte internazionali da svariati aeroporti italiani. Insomma, per O'Leary il
futuro sarà roseo, nonostante i profitti del primo trimestre 2008 siano scesi
dell'85% rispetto allo stesso periodo del 2007: "Il caro petrolio
coinvolge tutti, ma prima o poi passerà". E Ryanair sarà una delle cinque
compagnie aeree che sopravviveranno in Europa quando, tra un quinquennio, le
aggregazioni o le scomparse dei piccoli ed inefficienti vettori avranno
lasciato il campo libero alle "big five". Il manager irlandese si
mette in cima alla lista, insieme a Easyjet, British Airways, Lufthansa e
Airfrance. Alla povera Alitalia, invece, non resta che
sperare in un buon matrimonio dopo che l'attuale governo ha fatto saltare
quello con la compagnia di bandiera francese: "Magari in futuro Airfrance
farà un'altra offerta". E allo scalo lombardo di Malpensa, che pure snobbò
come troppo bassa l'offerta avanzata mesi fa dal vettore irlandese, non resta
che attendere la soluzione delle proprie carenze strutturali: "Per ora non
ci interessa volare a Malpensa, anzi, dovrebbe essere un loro interesse avere
noi, ma ora non hanno lo spazio fisico per tenere a terra i nostri dieci
aerei".
( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
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l'edizione del SEA Piano industriale Ok del sindacato Accordo siglato tra
SeaSea, Sea Handling e sindacati sulla "condivisione
del piano industriale 2009-2016" dopo l'abbandono di Alitalia. "Il percorso di condivisione - scrive Sea in una nota- è
stato segnato da diverse tappe che hanno, fra l'altro, portato all'accordo
programmatico del 13 giugno scorso finalizzato al recupero di produttività e al
risanamento di Sea Handling". Nei giorni scorsi il sindacato ha
incontrato su questi temi anche l'azionista di maggioranza della società, cioè
il Comune di Milano. Con l'accordo Sea si è impegnata, tra l'altro, nella
pianificazione di investimenti in favore dei propri dipendenti (in particolare
per ambienti di lavoro, quali spogliatoi, servizi ecc.) e al rinnovamento dei
mezzi operativi di Sea Handling.
( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
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l'edizione del "No al referendum, un regalo a Berlusconi" Veltroni
annuncia: niente firme sul Lodo Alfano. E attacca il governo: non fa nulla per
la crisi di Bruno Miserendino/ Roma IL REFERENDUM sul lodo Alfano? Lasciamo
perdere, dice Veltroni, le priorità sono ben altre, tutte economiche: pensioni,
stipendi, prezzi, con quell'inflazione record contro cui il governo non fa
niente. È su questo che il Pd sta raccogliendo le firme. In- somma, è la linea
che si intuiva già l'altro giorno. Veltroni non vuole seguire Di Pietro, perché
quello sarebbe il vero regalo a Berlusconi e quindi rimanda alle
"saggissime parole di Oscar Luigi Scalfaro" per spiegare il suo no.
L'ex presidente della Repubblica ha invitato a riflettere prima di
sottoscrivere il referendum perché "a ogni partito che lo promuove, a
prescindere dagli esiti, porta sempre visibilità, ma se per caso il quesito
dovesse fallire, anche per mancanza del quorum, tutta l'opposizione ne
uscirebbe male" e si rischierebbe "di far passare Berlusconi per uno
invincibile". Insomma, il referendum dipietrista potrebbe trasformarsi in
un boomerang, è il ragionamento di Scalfaro che Veltroni condivide totalmente.
Il che non vuol dire che per il segretario democratico il lodo Alfano sia una
bella legge, e non vuol dire che l'Italia non resti un'anomalia, con questo
presidente del consiglio. Veltroni lo fa capire con una dichiarazione di
ammirazione per il premier israeliano Olmert, che ha annunciato le sue
dimissioni per il coinvolgimento in una inchiesta giudiziaria: "Vorrei esprimere
apprezzamento per il funzionamento ed il senso delle istituzioni della
democrazia israeliana, che in un passaggio molto delicato ha dimostrato senso
delle istituzioni e una grande responsabilità, penso che l'Italia debba
guardare con grande rispetto a questo paese". Ovvio il paragone: Olmert si
è sempre difeso ma non ha mai accusato i giudici di complotto, nè ha invocato
scudi legislativi. Però il referendum contro una legge che non piace è un'altra
cosa e può essere un danno. Il no di Veltroni è approvato da buona parte del
Pd, anche se la scelta fa mugugnare qualche prodiano, ad esempio Monaco, che
chiede quale organismo abbia deciso, e ovviamente incontra le critiche molto
aspre dell'ex alleato Di Pietro: "Se c'è un modo per perdere sempre è proprio
quello di non giocare mai la partita", dice il leader dell'Idv. Segue
attacco personale: "Fanno come Ponzio Pilato, ci sono battaglie che si
combattono, non perché bisogna per forza vincerle, ma per mantenere la dignità
e potersi guardare allo specchio la sera quando si torna a casa". Parole
che al Pd suonano come una conferma: "Di Pietro non pensa di vincere il
referendum, pensa solo di farsi pubblicità e così fa un altro regalo a
Berlusconi". Dice Stefano Ceccanti senatore e giurista del Pd,
veltroniano: "Non si scelgono gli strumenti per esprimere indignazione ma
per ottenere risultati, e poi - aggiunge - veniamo da un'intensa opposizione
parlamentare, che rende irricevibile qualsiasi accusa di fare come Ponzio
Pilato, senza contare che contro una legge che si pensa incostituzionale non si
promuove un referendum, si attende rispettosamente la decisione della Corte
Costituzionale, che non sarà così lontana nel tempo". Di Pietro
controreplica: "Il lodo Alfano ad una parte del Pd va bene, e di questo
deve renderne conto al Paese e non a IdV". È chiara la strada imboccata da
Di Pietro, saranno ancora mesi di attacco al Pd. Commenta Follini: "La
scelta di Veltroni di non appoggiare il referendum contro il lodo Alfano è
giusta, seria e saggia, la apprezzo molto, anche perché so che queste scelte
possono avere un costo". Infatti al Pd lasciano intendere che nessuno
griderà allo scandalo se individualmente dirigenti e simpatizzanti del Pd
firmeranno. Il referendum, sostengono, "è un rischio non solo perché rischia
di non arrivare al quorum, ma perché spacca il paese e distoglie lo sguardo dai
veri problemi su cui Berlusconi è più debole": ossia le condizioni
economiche degli italiani e la crescita. Qui, pensa Veltroni, le sue ricette
sono piccole e demagogiche, come dimostra la vicenda
dell'Ici e dell'Alitalia, ed è lì che il Pd concentrerà gli sforzi. Non a caso, ieri,
presentando insieme a Tenaglia e Lumia una proposta di legge del Pd per la
riforma del regime carcerario duro contro i boss, Veltroni ha attaccato su inflazione
e Alitalia, due temi su cui non c'è l'allarme necessario. Nemmeno
sulla lotta alla mafia, è l'opinione del Pd, il governo fa abbastanza,
nonostante la circolare emessa sul 41/bis. "Negli ultimi mesi 37 padrini
hanno lasciato il regime del carcere duro e sono tornati detenuti comuni,
nonostante la condanna all'ergastolo, sono cose che non devono accadere",
dice Veltroni. Il segretario fa suo l'appello dei magistrati e, al termine
della riunione del governo ombra, annuncia una proposta di legge dei democratici
per una stretta sul carcere duro. Lui in campagna elettorale ha invitato i
mafiosi a non votare per il Pd, la Destra non sembra così preoccupata.
( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
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l'edizione del Nebbia fuori stagione Qualcuno inizia a chiederselo: ma se al
posto di Berlusconi ci fosse stato Prodi, questo piano di salvataggio, si fa
per dire, della compagnia di bandiera, avrebbe avuto lo stesso trattamento da
parte dei media? La circostanza che si è fatta fallire una trattativa che
prevedeva la metà dei licenziati e non gravava sul contribuente, per arrivare,
dopo mesi, a una soluzione che prevede il doppio degli esuberi e che graverà
sui cittadini italiani, è un argomento che tv e giornali avrebbero raccontato
sotto il narcotizzante titolo, Alitalia, è polemica? Gli editorialisti, i cultori del mercato sarebbero
stati zitti? Eppure, a cominciare da tv e giornali (in prima fila il Corriere)
una grande quantità di nebbia fuori stagione sta scendendo su aeroporti e
opinione pubblica per ovattare tutto, per non sparare sul manovratore e i
manovratori (le banche, il presidente di Confindustria che partecipa al
capolavoro di Berlusconi) e spiegare che la cosa non sarà splendida ma va
digerita così. In fondo, a pensarci bene, il piano di Air France non era poi
così bello e chissà se sarebbe stato rispettato con tutto questo rincaro del
greggio. E mentre Televideo ammorbidiva spiegando che gli esuberi saranno 5mila
"ma con scivoli", sulla radio pubblica pagata da tutti, il conduttore
di una nota trasmissione serale interloquiva seccato con qualche ascoltatore
critico sull'operazione: "Il doppio degli esuberi? Eh no signora, quella
ad Air France era una svendita, era un'altra cosa..." Bello, no? Diventa
verità inconfutabile un giudizio interessato di Berlusconi. Non c'è un ordine
di scuderia per questo spargimento di nettare, diciamo che con Berlusconi, viene
naturale. La vocazione italica a correre in soccorso dei vincitori non vale
sempre. Quei Silenzi.
( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
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l'edizione del Tremonti punta al raddoppio: subito la manovra d'autunno di
Bianca Di Giovanni / Roma Giulio Tremonti tenta l'ennesimo blitz. Mentre in
Senato il decreto con la manovra triennale approda in Aula dove oggi si voterà
la fiducia, filtra l'intenzione del ministro di portare già oggi all'esame del
consiglio dei ministri la Finanziaria d'autunno. Si diffondono i malumori, così
arriva la smentita: non sarà oggi. Ma sarà comunque prima della pausa estiva.
Uno sprint che ha tutta l'aria del pugno di ferro piantato sulla testa dei
colleghi di governo e della maggioranza. Ancora una volta il ministro si
smarca, persino dal suo partito: si muove da solo. Tanto che ha rinunciato
persino a partecipare alla cena con i parlamentari Pdl e Berlusconi, preferendo
la cena con la Lega. Come mai tanta fretta sulla manovra? Semplice: a settembre
arriveranno al pettine parecchi nodi. Esuberi Alitalia, famiglie taglieggiate dall'inflazione al rientro delle vacanze,
opposizione pronta a scendere in piazza, sindacati sul piede di guerra. Il peso
dei tagli varati con il voto di oggi si vedrà tutto: scula impoverita (-7,8
miliardi in 4 anni), sanità taglieggiata (-8 miliardi nel triennio), Comuni con
bilanci disseccati, pubblici dipendenti con buste paga ridotte,
lavoratori dipendenti precarizzati, spese per investimenti diminuite di 9
miliardi nel triennio, con un conto salatisismo per il Sud. Una cura da
cavallo. Per questo Tremonti vuole chiudere subito: mettere l'imprimatur sulle
tabelle, sui numeri, sui saldi, evitare qualsiasi assalto. E soprattutto
sottrarre all'agenda il tema conti, in modo da disinnescare l'autunno caldo. Ma
i mal di pancia nel governo e in Parlamento si fanno già sentire. Tanto che Maurizio
Gasparri gli lancia un primo altolà. "Apprendo dalle agenzie che il
ministro Tremonti anticiperebbe a sorpresa al consiglio dei ministri di domani
(oggi, ndr) la Finanziaria - dichiara il capogruppo Pdl in Senato - È evidente
che si dovrà prevedere un confronto preventivo tra governo e gruppi
parlamentari del Pdl". Gasparri ricorda che si sono presi degli impegni,
per esempio sulla sicurezza. Se si blinderanno già da oggi le tabelle di spesa,
sarà impossibile rispettarli. La sua dichiarazione dice tutta l'irritazione dei
parlamentari del centrodestra per le continue blindature del Tesoro, se non per
il protagonismo in solitaria del ministro. pare che la stessa, parallela
irritazione si sia respirata invece in Via Venti Settembre. A Tremonti non
sarebbe andato giù il fatto che la notizia dell'anticipo sia filtrata proprio
dai corridoi di Palazzo Madama. Insomma, una prova di nervi a distanza. Così
come, più tardi, si è assistito a un nuovo confronto a distanza, stavolta nelle
stanze di Palazzo Chigi. Incontrando le Regioni il sottosegretario Gianni Letta
avverte che il federalismo comincia proprio dal confronto con le Regioni. Al
governatore Nichi Vendola sembra una allusione, neanche troppo nascosta, al
titolare del tesoro, che ha fatto del federalismo la sua nuova frontiera senza
però mai discuterne con le amministrazioni locali. Anzi: i governatori si sono
ritrovati tagli lineari su sanità e posti letto, tanto che perfino Roberto
Formigoni è stato costretto a intervenire. Anche lui zittito in nome della
manovra d'urgenza di mezza estate. Ma quanto durerà la sopportazione silenziosa
del centro-destra? Quanto resisteranno sindaci, governatori e parlamentari
colpiti da tagli indiscriminati senza neanche un accenno di riforma? Come si
attuerà, per esempio, il taglio delle classi nelle scuole? Quanti paesi di
montagna del profondo nord resteranno senza istituti per l'istruzione
dell'obbligo? Quanti anziani resteranno senza servizi essenziali? Quanti e
quali uffici pubblici dovranno essere soppressi per ottenere i risparmi
previsti? A tutte queste domande la manovra non risponde: ci sono solo tagli.
Se funzioneranno il Paese si fermerà in una recessione senza scampo, se non
funzioneranno si falliranno i target concordati con l'Europa. Sta in questa
strettoia fatale il prezzo pagato alla fretta di Tremonti. Nella giornata di
ieri si sono accavallate smentite ufficiali, chiarimenti formali, indiscrezioni
ufficiose. Alla fine è arrivata la conferma: Tremonti non rinuncia alla sua
finanziaria-light ad agosto, cioè venerdì prossimo. Ieri, in un'aula vuota e
silenziosa, si è snodato il dibattito in Senato, dopo che la commissione aveva
approvato 7 modifiche e 66 correzioni. Oggi ci saranno gli interventi sulla
fiducia. Martedì prossimo il varo definitivo della Camera. Così la stangata
diventerà legge.
( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
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l'edizione del Esercito per le strade Operazione di facciata Cara Unità,
intervengo premettendo che da un po' di tempo, da cittadino non mi sento
affatto sicuro sia per la strada che all'interno della mia abitazione. Comunque
non sono affatto d'accordo con il Governo per l'impiego dei militari in questo
settore. Si tratta solo di una operazione di "facciata" come lo fu
per il famoso poliziotto di quartiere, quando risultò poi alla sua attuazione
che venivano interessate le sole zone centrali delle città e nelle "sole
ore giornaliere". È ora, a mio avviso, di smetterla con le solite
operazioni demagogiche tendenti ad aumentare indiscriminatamente gli organici
dei vari Corpi di Polizia e di prendere il coraggio per promuovere una vera
riforma dei Corpi di polizia che vada verso il loro accorpamento od
alloggiamento in uniche strutture, sia locali che centrali, con il risultato di
ottenere un loro impiego più efficiente e responsabile (unici Dirigenti locali
e centrali) (non negli uffici come accade oggi ma sul territorio per la sua
vigilanza continua) a beneficio esclusivo di una "vera sicurezza" per
tutti i cittadini. Distinti saluti. Luciano Ronchini, Lugo (Ra) Scajola, un
ministro non può dire quelle cose Cara Unità, è chiaro, ora, perché Scajola è
tornato a fare il ministro; chi meglio di lui può rappresentare Berlusconi ed
il suo governo "del fare"... gli interessi propri e quelli delle
lobby al seguito, passando come un rullo compressore su tutto e tutti: l'etica
pubblica, gli interessi generali, la legalità, la legittimità delle nuove
leggi, i sentimenti umani. Tutti orpelli insopportabili per chi riconosce solo
il "valore" dei soldi. Basta osservare la vicenda Alitalia,
lasciata marcire per i propri interessi elettorali, per poi scaricare sui
lavoratori ed il bilancio pubblico, il prezzo salato di un pugno di voti.
L'arroganza è nel loro Dna; nel paese dei furbi loro si sentono i migliori,
tanto da non soppesare l'effetto delle parole che pronunciano e far ritenere
che gliene sfugga il significato. Così il ministro poté considerare una vittima
del terrorismo un "rompicoglioni", così come ora può dire di due
vittime sul lavoro "dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita
umana." senza neppure ricordare il loro nome e spendere una parola di
cordoglio per i familiari. Poi, anziché scusarsi rilancia la propria arroganza
con un freddo e burocratico comunicato ministeriale. Questa è la loro
concezione del valore e della dignità del lavoro. Un ministro non può, dopo
aver giurato fedeltà alla Costituzione, esprimere in un discorso pubblico
parole che contrastano con lo spirito dell'art. 1: "...Repubblica fondata
sul lavoro...", dove il valore riconosciuto al lavoro è base della vita
umana; e dell'art. 3: "...tutti i cittadini hanno pari dignità
sociale." senza distinzione alcuna. Si dimetta sig. Ministro. Mario
Sacchi, Milano Accusato, Olmert si dimette Berlusconi che cosa fa? Cara Unità,
il premier israeliano ha annunciato le proprie dimissioni perché i giudici lo
stanno indagando per corruzione? Il premier italiano, sotto processo per gli
stessi ed altri reati, afferma che i giudici sono il "cancro della
democrazia", una "metastasi" da estirpare, e va avanti per la
sua strada. Il premier israeliano si dichiara "orgoglioso di vivere in un
paese dove anche un primo ministro può essere posto sotto indagine"?
Quello italiano fa approvare in fretta e furia dal Parlamento il Lodo Orwell
(come lo chiama Antonio Tabucchi), che stabilisce che quattro cittadini sono
più uguali degli altri. Negli atti compiuti e nelle parole pronunciate, la
superiorità di una democrazia sulla dolce dittatura italiana è schiacciante.
Alberto Antonetti, Roma Alitalia, non ci
resta che piangere Cara Unità, Alitalia deve essere salvata,
altrimenti il cosidetto premier perderà anche l'ultimo briciolo di credibilità
rimasto. Ma da chi verrà salvata? Si parla di Benetton (tutt'altra mission
aziendale e, si vociferà, con alcune difficoltà di carattere finanziario),
di Banca Intesa (quindi soldi dei risparmiatori italiani), di AirOne (i debiti
sono il piatto forte di questa nano-compagnia che ha così l'opportunità di
ripianarli vendendo i suoi aeromobili alla nuova alitalia), infine di Ligresti,
il famoso finanziere siciliano dalle origini misteriose, pregiudicato di
tangentopoli e affidato ai servizi sociali, già sull'orlo del fallimento e
salvato dalle banche anche lui, spesso indicato da varie fonti come il
"cavallo di Troia" di Berlusconi per entrare nel Corriere della Sera.
Dopo avere dilapidato l'opportunità Air France per misere speculazioni
politiche e vedere ora più che raddoppiati i possibili licenziamenti, non ci
resta che piangere e sperare in un miracolo... cosa ardua da realizzarsi con
tale ipotesi sul piatto e con la concorrenza che ogni giorno diventa sempre più
forte e potente come la fusione tra Iberia e British airways sta lì a
testimoniare. Oreste Ferri, Ariccia (Roma).
( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
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del Tre ore per andare da Roma a Fiumicino È in ritardo di un'ora il treno per
l'aeroporto. Quando finalmente arriva i due piani sono affollati di Alfonso
Bianchi IN ITALIA prendere un aereo è spesso un'impresa. Quando non sono le
compagnie a creare disagi, ci pensano le ferrovie. Solo ieri mattina sono state
soppresse due corse del treno per Fiumicino creando grossi problemi a chi
partiva per le vacanze. A Trastevere alle 11:20 del treno delle 10:50 non c'è
ancora traccia. Dall'altoparlante una voce annuncia mezz'ora di ritardo,
scusandosi per il disagio. Ma dopo poco il ritardo annunciato diventa di 40
minuti, poi di 50 e poi miracolosamente torna a 30. "Meno male!"
esulta ingenuamente un uomo seduto sul suo bagaglio. "Guarda che sono
trenta minuti ma il treno è quello delle undici e venti, quello delle undici
meno dieci lo hanno soppresso direttamente" gli fa notare un amico,
facendolo ripiombare nello sconforto. A quel punto Monique, una signora
francese che sta andando a prendere un aereo con suo figlio, comincia a
preoccuparsi. "Ma come faccio adesso? Finisce che perdo il volo, non mi
converrà prendere un taxi?". Si apre una piccola discussione e alla fine
prevale la linea dell'attesa. "Col taxi se trova traffico finisce che non
ci arriva proprio a Fiumicino" le fanno notare. Lei non è convinta ma
decide di seguire il consiglio, e parlando in francese spiega tutto a suo
figlio, curioso di capire cosa succede. La calura non aiuta ad alleggerire
l'attesa. Luisa, che è in partenza per le vacanze, maledice le ferrovie:
"E se perdo il volo li denuncio e mi faccio pagare i danni! Sono scesa di
casa due ore e mezza prima proprio per non fare tardi e questi mi fanno
aspettare un'ora!". L'Fr1 è il regionale che da Orte arriva all'aeroporto
passando per Tiburtina, Tuscolana, Ostiense e Trastevere. Il viaggio costa
cinque euro e cinquanta. Le corse normalmente sono quattro ogni ora, ma nel
mese di agosto vengono ridotte a due e quando si aggiungono ritardi e guasti i
disagi sono forti. Molti lo prendono per comodità, altri per risparmiare (il
Leonardo express, l'altro treno per Fiumicino che parte da Termini, è più
confortevole ma costa il doppio), ma il servizio è spesso soggetto a
inconvenienti. Ad aspettare in stazione ci sono anche tre
hostess dell'Alitalia in divisa. Diventano subito oggetto di dibattito. Un signore,
leggendo il nome sul cartellino di una di loro, domanda: "Roberta non vi
bastano i guai che già avete, ci si mette pure il treno. Ma se arrivate in
ritardo per colpa delle ferrovie siete giustificate no?". E lei -
che alle lamentele per i ritardi sarà di certo abituata - risponde con la calma
tipica di un'assistente di volo "se la responsabilità del ritardo non è di
Alitalia allora è nostra e ne paghiamo le
conseguenze". Alla fine il treno arriva alle undici e cinquanta. Un'ora di
ritardo. Pur avendo due piani è stracolmo e si fa difficoltà ad entrare. Dopo
un po' che la gente si spinge il macchinista prova a chiudere le porte.
"Ma che sei matto?" gli urlano quelli che ancora stanno sulla banchina
"così all'aeroporto ci arriviamo domani!". I corridoi sono pieni di
persone in piedi e fa molto caldo. Qualcuno asciuga il sudore con un
fazzoletto, qualcun altro si fa vento con il giornale. Per fortuna il viaggio
non dura molto e a mezzogiorno e un quarto il treno arriva a destinazione.
L'ultima fatica è riuscire a scendere. Le banchine di Fiumicino sono piene di
gente in attesa del treno per Roma. "Che schifo - continua a lamentarsi
Luisa - con i turisti stranieri ci facciamo sicuramente una pessima
figura". Monique sorride e ammette: "A dire il vero sì".
( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
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l'edizione del Una mazzata finanziaria su Roma Rutelli: i 500 milioni sono un'illusione,
solo una anticipazione sui trasferimenti futuri Nella manovra tagli per 1200
milioni . Le crisi di Alitalia e Telecom, la fusione
Capitalia di Mariagrazia Gerina Un giubileo al rovescio. È quello che la
finanziaria-lampo di Tremonti ha riservato alla capitale: "Altro che
governo amico, su Roma le cifre di Tremonti si abbatteranno come una
mannaia", ripete Rutelli mentre scorre, con l'ausilio di Marco Causi, il
conteggio dei tagli contenuti tra gli articoli della manovra economica che in
queste ore il parlamento è chiamato a votare, con tanto di fiducia imposta dal
governo, che, d'altra parte, all'esame della manovra in Consiglio dei ministri
ha dedicato ben 9 minuti. La portata reale dei tagli - avverte Rutelli, insieme
anche al segretario romano del Pd Milana - si vedrà nei prossimi mesi, ma una
prima ricognizione fatta dal Pd dà l'idea di cosa dovrà attendersi la capitale:
un nuovo giubileo ma al contrario perché i soldi che il governo Prodi diede a
Rutelli negli anni '90, Berlusconi si accinge a toglierli ad Alemanno. Solo il
Patto di stabilità a cui sono vincolati i Comuni imporrebbe al Campidoglio -
secondo i conti del Pd - un sacrificio di circa 1,2 miliardi in tre anni: 189
milioni di risparmi da mettere subito sul piatto nel 2009, 382 milioni nel
2010, 650 nel 2011. Poi ci sono gli introiti venuti meno con l'abolizione
dell'Ici sulla prima casa: il governo ha detto che provvederà a reintegrarli,
ma ha calcolato al ribasso il mancato gettito con il risultato che a Roma
verranno restituiti circa 300milioni in meno in tre anni. E i 500 milioni di
euro incassati da Alemanno come una apertura di credito a lui e alla capitale?
"Sono di fatto un punto interrogativo", avverte Rutelli: "La
relazione introduttiva lascia intendere che si tratti di una misura permanente,
ma nel testo normativo si parla di una anticipazione che dovrà essere
restituita", spiega chiedendo al sindaco un'operazione verità. Doverosa
anche perché a rischiare la crisi non sono solo le casse capitoline. Solo agli
atenei capitolini, la manovra di Tremonti sottrae circa 200 milioni di euro in
cinque anni, ai Beni culturali riduce i trasferimenti di un terzo, al Cnr e
agli enti di ricerca impone un taglio del 30%. E poi ci sono i fondi stanziati
dal governo per la cosiddetta cura del ferro: 350 milioni di euro accantonati
per il prolungamento delle metropolitane oltre il Raccordo, ora a rischio per
via della decisione di accentrare (e rivedere) le risorse del Cipe e del Fondo
per le aree disagiate. "Ma Alemanno si è accorto della mazzata in arrivo
per Roma? Possibile che non dica nulla?", ripete Rutelli ripercorrendo la
strategia tremontiana. Un vero e proprio attacco a tenaglia. Da una parte il
prosciugamento delle casse capitoline, bloccate oltretutto dal commissariamento
fino a nuovo ordine. Dall'altra, le ricadute delle scelte governative
sull'economia reale, alle prese con pesanti flessioni nel settore del turismo
(6,2 arrivi in meno contro un incremento dell'11,4 nel 2007 e 6,9 presenze in
meno contro l'incremento dell'8,7 nel 2007) e con il
disastro che si sta abbattendo su Alitalia.
"Quanti posti di lavoro ci saranno a Roma in autunno? Alemanno deve
rispondere", incalza Rutelli, scorrendo rapidamente una stima preoccupante
che conta già tra i 5 e i 7mila posti in meno per Alitalia-Air One,
centinaia di quadri dirigenziali in esodo da Telecom e un numero impreciso di
uscite dovute alla fusione Unicredit-Capitalia. "Non è possibile
che Roma rischi attacchi di questo tipo senza che l'amministrazione comunale si
decide a mettere in campo uno straccio di idea di sviluppo", insiste
Rutelli. Mentre il capogruppo del Pd Umberto Marroni invita formalmente
Alemanno a riferire in aula sui tagli della finanziaria e a convocare un
Consiglio comunale straordinario sulla crisi Alitalia.
"Il vero buco - attacca Marroni - lo stanno creando Tremonti e Berlusconi
e il sindaco non può fare lo struzzo". Anche perché il rischio è che
mentre Alemanno prende tempo, il futuro di Roma si decida altrove: segue a
pagina II ICI Anche i trasferimenti per l'abolizione della tassa sulla prima
casa saranno al di sotto delle aspettative. Alemanno: non è vero, la gestione
commissariale fuori dal patto di stabilità.
( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
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l'edizione del Buone vacanze ai 5.000 esuberi dell'Alitalia Paolo
Ojetti Le cose vanno male: inflazione alle stelle, Alitalia alla deriva,
immigrazione che cresce nonostante le barricate minacciate, estate con consumi
azzerati, prezzi in orbita. Ma le cose, nonostante l'informazione televisiva
così carente, hanno una loro forza e questa forza - guarda un po' - finisce
dritta dritta a devastare la stolta propaganda berlusconiana (anche ieri
sul Tg5 "a tutto campo"). Le cifre - in primo piano o seminascoste -
non si discutono: l'inflazione, dopo 12 anni, ha superato il 4 % su base annua,
spinta anche dal boom dei prezzi industriali. Ma è agosto, e il governo è già
in spiaggia, del tutto inerte. E prendiamo l'Alitalia:
il giulivo Paolo Bonaiuti annuncia che "la cordata sarà resa nota a
settembre". Belle vacanze per 5000 "esuberi", che Berlusconi
considera un fastidio e che alla cordata fantasma possono pure impiccarsi.
Persino l'improbabile Fede si è accorto che i suoi giochetti non reggono più.
Ieri, sparsa un'altra vagonata di paure metropolitane, ha avuto un soprassalto:
"È tutta eredità di Prodi, mica si può pretendere che questo governo possa
risolvere i problemi". Eh già: mica si può pretendere.
( da "Unita, L'" del 01-08-2008)
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l'edizione del Fabbriche in vacanza sull'orlo di una crisi AGOSTO Si chiude per
le ferie ma sull'industria italiana s'addensano nubi nere. Le minacce non
toccano solo i grandi gruppi, da Alitalia a
Telecom, ma anche imprese di varie dimensioni, alcune prestigiose: Riello,
Sogefi, Siemens, Mivar, Electrolux,Granarolo, Colussi, Ineos, tra cassa
integrazione e chiusure... C artoline dall'industria. Si chiudono i cancelli di
buona parte delle fabbriche italiane per la pausa estiva, ma c'è poco da
rilassarsi: l'occupazione nelle grandi imprese è stagnante (insieme alle
retribuzioni). "È lo specchio della situazione del Paese", dice
Fulvio Fammoni, segretario nazionale Cgil: "Blocco dello sviluppo e
contrazione dei consumi interni". L'Istat certifica quello che le cronache
sindacali e locali riportano quasi quotidianamente. Le aziende, quando va bene,
traslocano verso paesi dove il costo del lavoro è inferiore al nostro. Quando
va male, chiudono. I sindacati rassicurano ("abbiamo passato momenti peggiori"),
ma l'autunno industriale resta di difficile interpretazione. Andrea Tredesini
ha 37 anni, una moglie che "fortunatamente" lavora e una bambina che
ad ottobre compirà tre anni. "In vacanza in agosto? Non ci andavo già da
un po', per via dei prezzi. Quest'estate, fugurarsi, senza lavoro dove vuoi che
vada". Lo raggiungiamo alla Fim-Cisl di Lecco mentre insieme ai suoi ex
colleghi della Riello - 140 persone in cassa integrazione da pochi giorni -
scrive il curriculum da mandare alle imprese della zona. "Stiamo creando
una banca dati con tutti i nostri profili", racconta. "Visto che
siamo in pausa forzata...". Dopo quasi trent'anni, la Riello ha deciso di
trasferire la produzione di caldaie in Polonia, e loro sono rimasti a spasso.
Mercoledì scorso, confermano i sindacati, l'azienda ha anche chiuso due
partite: un'acquisizione a Bordeaux, ma si tratta di una produzione diversa da
quella sospesa a Lecco, e un investimento di circa dieci milioni di euro per
creare a Shanghai la Riello Heating Equipment. A Lecco, fortunatamente,
l'accordo tra azienda e sindacati ammortizza discretamente i licenziamenti.
Come a Mantova, dove i 230 lavoratori della Sogefi, filtri per auto di
proprietà del gruppo De Benedetti, dopo il forfait dell'azienda hanno ottenuto
due anni di cassa integrazione, utili per trovare un nuovo impiego. Per chi ci
riesce. Per chi non ha superato la soglia - forse anche psicologica - degli
"anta". Di recente la Cgil ha pubblicato i dati relativi alla cassa
integrazione dall'inizio dell'anno al mese di giugno. Numeri che testimoniano
un percorso poco virtuoso da parte delle nostre imprese: sia la cassa ordinaria
che quella straordinaria hanno toccato il picco massimo dell'anno in maggio,
con quasi undici milioni di richieste. Una per lavoratore. Scorrendo lo stivale
in un virtuale crisi-tour, da Nord a Sud, la prima - immediata - tappa è nella
produttiva Lombardia. Roberto Benaglia, segretario generale della Fim-Cisl
all'ombra del Pirellone, teme "che la ripresa, dopo la pausa estiva, possa
essere ancora più appesantita dalle difficoltà industriali e occupazionali che
la Lombardia sta vivendo in questi giorni. A lungo termine, chi non ha puntato
sull'innovazione pagherà un prezzo alto". Nella sua Regione, dove si
sforna un bel pezzo del Pil del Paese, "preoccupa il fatto che, spesso,
non si tagliano più i posti di lavoro per snellire gli organici e rilanciare le
imprese. Qui, sovente, il taglio del personale è l'anticamera della
chiusura". Ad Abbiategrasso (Mi), il 90 per cento dei lavoratori della Mivar,
storico marchio di televisori, è a rischio. Mentre da qualche giorno, e
torniamo a Lecco, i 280 dipendenti della Erc - componenti elettrici per
illuminazione - hanno perso il posto: azienda in liquidazione. Mercoledì i
dipendenti milanesi della Siemens, hanno manifestato davanti la sede della
multinazionale dei telefoni: 111 su 500 i lavoratori italiani che rischiano il
posto a causa di bilanci non felici. Per Benaglia, "Siemens è un esempio
di come le multinazionali stiano abbandonando il nostro territorio".
Lasciamo la Lombardia per andare a Salerno. L'azienda si chiama Ideal Clima. Lì
a rischio ci sono 250 posti, e ieri è stato sottoscritto un protocollo presso
la regione Campania, per attrarre nuovi investitori che possano rilevare il
sito in dismissione.Campania... tra le altre cose, viene in mente la
mozzarella. Ricordate la "Pettinicchio"? Bé, la facevano a Sermoneta,
in provincia di Latina, dove 150 dipendenti della Granarolo sono in cassa
integrazione da metà luglio. Come i loro colleghi della Centrale del Latte di
Rimini, venti persone. Dopo sette mesi di trattative, i sindacati sono riusciti
a chiudere degli accordi per tutelare i dipendenti investiti dalla
riorganizzazione del gruppo. A Vittorio Veneto, invece, non si produrrà più lo
storico Baicolo, biscotto tipico della tradizione veneziana. Non ne soffriranno
solo i golosi. Il problema più grave sono i cento dipendenti, la maggior parte
donne, che con la chiusura dello storico sito veneto di Colussi (causa
ristrutturazione aziendale), perdono il posto: cassa integrazione dal primo
settembre. Mentre forse andrà meglio ai 450 dell'Electrolux di Scandicci (Fi).
Mercoledì la multinazionale svedese ha indicato in Energia Futura il soggeto
industriale idoneo a rilevare il sito fiorentino. Troppo lunga l'Italia o
l'elenco di crisi e ristrutturazioni? Le più gravi investono tutta la Penisola:
sono Alitalia (almeno 5mila tagli) e Telecom (5mila).
Per non parlare dei nodi strategici, come il rilancio della chimica a Marghera
dove, se all'inglese Ineos non subentreranno altri, saranno guai. Il prossimo
autunno porterà con sè i nodi dell'industria: "Si concentreranno -
sostiene il segretario nazionale Cgil Susanna Camusso - gli effetti di una
politica sbagliata: che non valorizza i lavoratori come risorsa, e che
appesantisce la crisi congiunturale e quella dei consumi". di Giuseppe
Vespo / Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)
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N. 182 del
2008-08-01 pagina 5 Berlusconi: all'Italia serve un bel drizzone di Adalberto
Signore Il confronto con il presidente della Romania: "Sulle impronte ai
rom c'è disinformazione assoluta, lo faremo anche con gli italiani" da
Roma L'Italia ha bisogno di un "drizzone" e per questo "farò
poche vacanze", così da "preparare" le "tre riforme"
che il governo varerà "in autunno": "Giustizia, federalismo
fiscale e legge elettorale per le Europee". Silvio Berlusconi fa il
bilancio dei primi mesi di legislatura e dai microfoni del Tg5 spiega che alla
ripresa dei lavori, finita la pausa estiva, il governo ha intenzione di
"rimboccarsi le maniche" affinché l'Italia possa "essere
competitiva con gli altri Paesi". Riforme e dialogo. E anche in
quest'ottica il premier non chiude al confronto con l'opposizione. Anche se, ci
tiene a dire Berlusconi, "per dialogare bisogna essere in due".
Insomma, "servono un minimo di rispetto ed un comportamento leale"
che "dall'altra parte non trovo". Se alla fine non si riuscirà ad
aprire un confronto serio, quindi, il governo "andrà avanti lo stesso e
farà le riforme". Rifiuti e Alitalia. A poche ore
dal suo ritorno a Napoli previsto per questo pomeriggio, Berlusconi parla anche
dell'emergenza rifiuti. "Finalmente - spiega - a Napoli è ritornato lo
Stato, che con la gestione del governo delle sinistre sia era praticamente
assentato da tante situazioni dove la legalità non era stata rispettata".
Risolta la questione campana, però, in agenda resta il nodo
Alitalia. Che il Cavaliere spera di sciogliere "in autunno"
quando "credo che riusciremo a raggiungere il risultato di mantenere Alitalia una compagnia di bandiera che abbia i conti in attivo".
"Abbiamo la certezza di un piano industriale che tiene, ci sono i
capitali, ci sono i soci per la nuova compagine azionaria e stiamo trattando
con delle compagnie straniere". Quanto agli esuberi "ci sarà
da verificare con quante persone dovrà funzionare la nuova compagnia", ma
"contro questa possibilità ce ne è una sola": che Alitalia
"fallisca" e che "ventimila persone perdano il posto di
lavoro". Per questo "cercheremo di far sì che siano il meno possibile
le persone che debbano cercarsi un altro lavoro, che tuttavia assisteremo con
gli strumenti dello Stato". Impronte e rom. Sul fronte immigrazione, il
premier ha avuto un lungo incontro con il presidente della Romania Traian
Basescu. Berlusconi è convinto che sulla questione delle impronte digitali per
i bambini rom ci sia stata "una disinformazione assoluta" ed è per
questo che l'Europa è critica. Insomma, "il Parlamento europeo" ha
dato "una risposta politica basata su una irrealtà". Perché, spiega
il Cavaliere, "non si tratta di una misura restrittiva, ma di un
provvedimento che vuole garantire a questi bambini la possibilità di andare a
scuola". Peraltro, "l'identificazione tramite le impronte digitali è
una pratica corrente in molti Paesi europei e che estenderemo probabilmente a
tutti i cittadini italiani e ad altri cittadini stranieri che verranno in
Italia". Resta critica, però, la posizione di Basescu. In Italia, spiega,
"non c'è stato un comportamento negativo nei confronti della comunità
romena e non crediamo al fatto che ci siano cittadini romeni discriminati".
Detto questo, aggiunge, "voglio chiarire che il governo romeno non approva
parte o gran parte delle misure del governo italiano" perché i romeni,
"anche quelli di etnia rom", sono "a pieno titolo cittadini
dell'Unione europea". Il trattato di Lisbona. E proprio sul fronte Ue,
ieri mattina la Camera ha ratificato all'unanimità - anche con i voti della
Lega - il Trattato di Lisbona, la nuova carta fondamentale dell'Europa.
Soddisfatto il Cavaliere, che ha assistito alla votazione in Aula. "È il
contributo dell'Italia - spiega il premier - al rilancio dell'Europa che sta
attraversando una fase di difficoltà". Un voto, dice il presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano, che "conferma l'ampiezza dell'impegno
italiano nel processo di integrazione europea". E con una telefonata al
Cavaliere, anche il presidente della Commissione Ue José Barroso si è detto
"impressionato" dal fatto che il voto è stato bipartisan. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)
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N. 182 del
2008-08-01 pagina 22 Berlusconi: "In autunno la nuova Alitalia" di Enrico Bonzio "Riusciremo a ottenere il risultato
che vogliamo, mantenere una compagnia di bandiera con i conti in attivo. A
settembre i nomi della cordata" da Milano Altri tasselli si sono aggiunti
ieri al mosaico per il salvataggio di Alitalia, mentre
si intensificano le polemiche politiche. Il governo troverà una
soluzione per la compagnia all'inizio di autunno. Dopo le indiscrezioni di
questi giorni su possibili 5mila esuberi contenuti nel piano dell'advisor
Intesa Sanpaolo, il premier Silvio Berlusconi al Tg5 della sera ha garantito
che si troverà una soluzione di buon senso e che se Alitalia
fallisse sarebbero 20mila le persone senza lavoro. "Dal punto vista dei
tempi - ha detto - credo che all'inizio dell'autunno riusciremo a ottenere il
risultato che vogliamo: mantenere una compagnia di bandiera con i conti in
attivo. Abbiamo la certezza di un piano industriale, abbiamo i capitali, i
soci, stiamo trattando con compagnie straniere". Sugli esuberi Berlusconi
ha risposto: "Credo che ci sarà da verificare con quante persone dovrà
funzionare la nuova compagnia, ma contro questa possibilità ce ne è una sola:
che fallisca e che 20mila persone perdano il posto di lavoro". "La
soluzione sarà di buon senso", ha concluso il premier. "Tutti i nomi
saranno resi noti a settembre", aveva affermato in precedenza il
sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Paolo Bonaiuti, nel corso della
trasmissione Unomattina, parlando della cordata italiana per Alitalia.
Rispondendo alle critiche avanzate da Veltroni, Bonaiuti ha aggiunto:
"Vorrei ricordare una cosa che Veltroni sembra dimenticare: cioè che
quando venne presentato il piano per l'ingresso di Air France con le Borse
ancora aperte, il titolo perse il 19,5%. Quella soluzione, quindi, non veniva
considerata un buon affare". Il governo ha anche dichiarato la propria
disponibilità a fare una trattazione congiunta presso le commissioni Bilancio e
Trasport di Camera e Senato, e in quella unica e contestuale sede il governo,
tramite il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, fornirà tutti i chiarimenti
richiesti dal Parlamento. Riguardo il piano, il "punto centrale" per Alitalia, spiegano fonti vicine all'advisor Intesa Sanpaolo,
è rappresentato dall'integrazione tra Air One e la compagnia di bandiera, e in
tale contesto non è prevista la cessione di rami di azienda della compagnia di
Carlo Toto. Secondo le stesse fonti "il processo di integrazione tra Alitalia e Air One si avvarrà del ruolo di rilievo che Air
One è stata in grado di sviluppare sul mercato, unito al valore rappresentato
da una flotta moderna e di qualità, alle numerose professionalità e alle
capacità gestionali che il gruppo guidato da Toto ha mostrato di
possedere". Al 30 giugno, infine, Alitalia ha in
cassa una liquidità, tra disponibilità e crediti finanziari a breve, pari a 375
milioni a livello di gruppo. È in calo di 13 milioni, meno 3,4%, rispetto alla
fine del mese precedente. Lo comunica la società nell'aggiornamento diffuso
mensilmente su richiesta della Consob. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Messaggero, Il" del 01-08-2008)
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Di ROSARIO DIMITO E
UMBERTO MANCINI ROMA - Soluzione ad inizio autunno per Alitalia.
Berlusconi - intervistato dal Tg5 - detta i tempi per il salvataggio. Assicura
che ci sono i soci e i capitali. E, sopratutto, che si sta trattando con un
partner estero. Lufthansa è in pole position. Ma entrerà solo a patto che nasca
la Nuova Alitalia "sana" e senza debiti,
così come "disegnata" dal Piano Fenice di Intesa Sanpaolo. Così come
daranno l'ok Benetton, Gavio, Ligresti, Aponte e Marcegaglia quando sarà chiaro
che la newco sarà libera da ogni impegno con i creditori della
"vecchia" compagnia. E il rebus esuberi? Il premier non dà cifre.
"Mi auguro - dice - che siano il meno possibile, comunque interverremo con
scivoli e prepensionamenti". Di certo bisogna trattare con i sindacati,
trovare un'intesa, altrimenti si "andrà verso il fallimento e potrebbero
perdere il posto 20 mila persone". "L'obiettivo - conclude il
presidente del consiglio - è costruire con il buon senso una compagnia di
bandiera in grado di essere attiva e solida". Per far decollare la Nuova Alitalia i legali del ministero dell'Economia e quelli dello
Sviluppo economico coordinati dall'avvocato Francesco Ago dello studio legale
Chiomenti, stanno lavorando al provvedimento "salva compagnia", alla
codificazione cioè di quanto chiede Intesa Sanpaolo: "un percorso
legislativo innovativo e costruito ad hoc" che divida in due la società,
salvaguardando i nuovi azionisti dai creditori. Il provvedimento in fase di
elaborazione in queste ore, secondo quanto risulta a Il Messaggero, sarebbe
davvero uno strumento innovativo, diverso dalla legge Marzano. In pratica
consentirebbe al cda di Alitalia di vendere alcuni
asset alla newco dei nuovi investitori come se si operasse in una procedura
concorsuale e di avviare verso la liquidazione la parte restante. Non sarebbe
più necessaria la nomina del commissario, secondo la "Marzano": ma la
bad Alitalia, per far fronte ai debiti che eccedono
dai soldi incassati dalla vendita degli asset "sani", dovrebbe
usufruire di un finanziamento a fondo perduto erogato dallo stato. Con questa
soluzione i creditori della compagnia sarebbero ben disposti a votare a favore
della vendita di asset alla newco, all'assemblea di Alitalia che dovrà autorizzare Police a varare l'operazione. Il ministro
Scajola potrebbe presentare un emendamento in tal senso col provvedimento
salva-Alitalia proprio al Cipe. Misura fondamentale per il futuro della Nuova Alitalia. Da una parte infatti - si legge nel Piano Fenice a pagina 17 -
andranno le "attività valorizzabili di Alitalia ed Air
One", cioè flotta, marchio, slot. Dall'altra la "bad
company", con dentro alcune attività, debiti ed esuberi. Ma la costruzione
della norma è particolarmente complessa. Non solo perchè deve liberare i nuovi
soci da ogni possibile causa futura, ma deve "manlevare" anche il
presidente della compagnia Police. Sciolto questo nodo, che è tecnico ma anche
politico, il decollo del piano Intesa sarebbe immediato. Sullo sfondo la
polemica politica non si placa. Con il Pd che chiede lumi, i sindacati sul
piede di guerra ed il governo che martedì darà una informativa alla Camera.
Certo il tempo stringe visto che l'indebitamento è a quota 1,1 miliardi con 375
milioni in cassa. L'ad di Intesa Sanpaolo Passera ha precisato che non è
prevista alcuna fusione con Air One ma semplicemente l'acquisto da parte della
nuova Alitalia di alcune attività di Air One (la
flotta aerea, tutte le autorizzazioni di cui dispone sulle varie rotte e tutti
i contratti di acquisto di nuovi aerei) mentre i debiti e ogni tipo di
obbligazioni dovrebbero rimanere nel perimetro societario di Toto.
( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-01 num: -
pag: 28 categoria: BREVI AirOne Carlo Toto è nato a Chieti 64 anni fa. Dopo una
lunga esperienza nel settore delle costruzioni, nel
( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-01 num: - pag: 28 categoria:
REDAZIONALE La compagnia Berlusconi: "Senza esuberi c'è solo il
fallimento" Alitalia, restano 375 milioni Il
premier: trattative estere Scoppia il "caso" AirOne, ma Intesa: sarà
integrata tutta Rinviata la semestrale, decisioni non prima di fine agosto. In
un mese bruciati 13 milioni. L'impegno dell'Antitrust ROMA - "Stiamo
trattando con compagnie straniere". Silvio Berlusconi, in un'intervista al
Tg5, rivela un dettaglio inedito del salvataggio di Alitalia, e assicura risultati "all'inizio dell'autunno". Il
premier ammette l'esistenza di un problema-esuberi: "Ci sarà da verificare
con quante persone dovrà funzionare la nuova Alitalia, ma
contro questa eventualità - osserva - ce n'è una sola, che è il fallimento,
quindi 20 mila persone che perdono il posto di lavoro". Nella
giornata di ieri è arrivata anche una precisazione sul ruolo di AirOne nel
salvataggio di Alitalia. Il "punto centrale"
del piano, spiegano fonti vicine all'advisor, è rappresentato dall'integrazione
tra AirOne e Alitalia, ed in tale contesto non è
prevista la cessione di rami di azienda della compagnia di Carlo Toto. Si
spiega inoltre che l'integrazione "si avvarrà del ruolo di rilievo che
AirOne è stata in grado di sviluppare sul mercato" del "valore rappresentato
da una flotta moderna e di qualità", e delle "numerose
professionalità " e "capacità gestionali" del gruppo. Ma secondo
indiscrezioni il caso non sarebbe risolto, così come andrebbe definito il ruolo
di Carlo Toto e dei suoi figli, oggi inseriti nell'azienda. Del resto il quadro
resta ancora mosso. Di certo c'è solo il rinvio della semestrale di Alitalia, deciso dal cda guidato da Aristide Police, e lo
slittamento di ogni decisione a fine mese. In cassa il 30 giugno erano rimasti
375 milioni,
( da "Corriere della Sera" del 01-08-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-08-01 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Lunedì incontro con i sindacati Crisi Alitalia, allarme per gli esuberi Marrazzo apre il tavolo, Alemanno
accetta Regione, Provincia e Comune insieme ai sindacati per difendere il posto
di lavoro dei dipendenti Alitalia. è stata convocato per lunedì dal presidente Piero Marrazzo il
tavolo interistituzionale, a cui partecipano gli enti locali e i sindacati.
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sarà presente all'incontro: "Stiamo
lavorando ad un progetto per intervenire nella tutela degli interessi del
nostro territorio, così come abbiamo fatto quando abbiamo impedito la svendita
di Alitalia ad Airfrance. Siamo convinti che la
cordata italiana sia assolutamente garante degli interessi dei lavoratori
rispetto a qualsiasi gruppo estero". Per il tavolo tra istituzioni e
sindacati si è subito espresso positivamente Michele Meta, capogruppo Pd alla
Commissione Trasporti della Camera dei Deputati: "La pronta risposta del
presidente Marrazzo è una notizia che ci solleva e ci fa sperare sulla
costituzione di un fronte locale bipartisan". Per il presidente della
Provincia, Nicola Zingaretti, "Marrazzo convocando il tavolo e annunciando
una forte mobilitazione nel nostro territorio ha fatto la cosa giusta. E la
provincia sarà in prima fila nella difesa dei posti di lavoro Alitalia". E in attesa dell'incontro di lunedì ieri la
conferenza dei capigruppo in Campidoglio ha chiesto un consiglio straordinario
sulla vicenda Alitalia. "Sarebbe opportuno
tenerlo proprio all'aeroporto di Fiumicino", ha proposto il vicepresidente
del Consiglio, Mirko Coratti.
( da "Campanile, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Ai 5mila tagli della
compagnia di bandiera con molta probabilità se ne aggiungeranno 2mila di
Airone. Critiche da parte dall'opposizione. Pd: "Si scarica la voragine
sui contribuenti". Casini: "Alitalia si sta
rivelando quella che è, una bufala" Il governo è pronto a fornire al
Parlamento tutti "i chiarimenti richiesti sulla vicenda Alitalia".
Lo ha detto il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito, secondo cui
il governo dichiara la propria disponibilità a fare una trattazione congiunta
presso le commissioni parlamentari di Camera e Senato Bilancio e Trasporti. Non
si placano le polemiche dopo che sono uscite le prime indiscrezioni sul piano
di rilancio della compagnia di bandiera che dovrebbe prevedere cinquemila
esuberi. "In quell'unica e contestuale sede il governo, - fa sapere ancora
Vito tramite i propri rappresentanti del ministero economia, fornirà tutti i
chiarimenti richiesti dal Parlamento". Sulla vicenda Alitalia,
c'è già stata un'audizione del ministro Tremonti ? spiega ancora Vito ? c'è
stato un dibattito nelle sedi parlamentari collegato alla trattazione ai
provvedimenti relativi al salvataggio della compagnia. Qualche informazione in
più sul piano Alitalia la concede Paolo Bonaiuti,
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che durante la trasmissione Uno
mattina annuncia: "Tutti i nomi saranno resi noti a settembre".
Rispondendo alle critiche avanzate da Veltroni, Bonaiuti aggiunge: "Vorrei
ricordare una cosa che Veltroni si dimentica e cioé che quando venne presentato
il piano per l'ingresso di Air France con le borse ancora aperte, il titolo
perse il 19,5%. Quella soluzione quindi non veniva considerata un buon
affare". Il sottosegretario alla Presidenza, inoltre, smentisce che ci
sarà un Cdm a fine mese: "Appena è uscita la notizia ieri l'abbiamo smentita".
Il nuovo piano proposto dall'advisor, che poi non è stato ancora presentato in
via ufficiale, proprio non piace all'opposizione. Il ministro ombra dello
Sviluppo, Pierluigi Bersani, se la prende direttamente con il presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi, che definì un massacro i 2 mila esuberi del
trattato con Air France: "Non so come possa presentare un piano che ne
prevede tra i 5 e i 7 mila. Stiamo pagando il prezzo di un cinismo elettorale
micidiale e senza precedenti". Torna sull'ipotesi, smentita, del
commissariamento, Walter Veltroni, leader Pd. "Ieri palazzo Chigi ha
smentito che ci sarà il commissariamento nel mese di agosto. Sarebbe gravissimo
se dovessimo scoprire che poi, invece, lo faranno. Credo che non sarà così, ma
se dovesse verificarsi sarebbe un danno molto serio e grave". Tutta la
vicenda, prosegue il leader del Pd, dimostra "che il governo non ha una
strategia" ed ha creato "un clima confuso e nebbioso". Critiche
all'operato del governo anche dal leader dell'Udc, Pierferdinando Casini:
"Alitalia si sta rivelando per quello che è, una bufala. Trattiamo le cose
con il loro nome, non con nomi diversi perchè un conto è dire che c'è una
cordata che rileva Alitalia, un conto è prendere le voragini nere di Alitalia, scaricarle sul pubblico, sulla collettività e tenere,
sostanzialmente, una piccola enclave positiva che si dà a dei privati che poi
magari hanno anche interessi di altro tipo con il pubblico (01-08-2008).
( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 182 del
2008-08-01 pagina 1 Elogio dell'annuncio di Peppino Caldarola L'unica manifestazione
di immigrati è stata contro il comune di Napoli tre-quattro giorni fa. Nel giro
di poche settimane i fannulloni che si dichiaravano malati sono diminuiti
dell'11%. L'Alitalia è, per così dire, ancora sospesa ma gli aerei volano senza uno
sciopero. A Chiaiano la piazza langue. Che diavolo succede? Vuoi vedere che
siamo diventando un paese normale? I teorici, anche un po' criminologi, della
politica virtuale ci hanno spiegato che in politica "verba volant" e
la pubblica opinione è troppo disincantata per dare credito ai governi.
Il mio amico Vincenzo Visco aveva una sua persuasione sul rapporto fra governo
e opinione pubblica e provava regolarmente a fare la faccia feroce per indurre
i renitenti a pagare le tasse, pressoché inutilmente. Al governo Berlusconi sta
andando, invece, tutto bene. Brunetta domina il mondo dei boatos. Con due o tre
annunci clamorosi, l'attivissimo ministro ha indotto i renitenti a pensare che
lavorare stanca ma è sempre meglio che venire licenziati. Le piazze di Napoli e
della Campania, che si erano riempite di gente che voleva liberarsi della
monnezza ma non accettava né discariche né inceneritori, si sono svuotate
appena c'è stato l'annuncio dell'arrivo dell'esercito e la minaccia di pene
severe. La politica anti-immigrazione che tanti malumori ha suscitato, anche in
me, si è risolta senza proteste verso norme più severe e dissuasive. Persino il
censimento dei nomadi, con le impronte digitali ai bambini, si è tradotto nella
proposta delle senatrici del Pd di estendere identificazione e carta di
identità a tutti i bambini di questo paese. Un trionfo per Maroni. Invece di
assistere a sfracelli, ci accorgiamo che qualcosa funziona. La verità è che
talvolta "verba manent". Ma talvolta, quando? Le tecniche della comunicazione
si rivelano produttive quando incontrano una predisposizione favorevole della
pubblica opinione. L'effetto d'annuncio storicamente serve a dissuadere, a
lanciare una minaccia credibile, a promettere la soluzione di problemi atavici.
Assai di rado funzionano quando è la politica che adopera l'annuncio come forma
di governo. A meno che non si verifichino alcune condizioni. La prima è che la
politica sembri credibile. Annuncio, quindi farò. Come scrivevo prima da
"verba volant" a "verba manent". Ma questo passaggio non
basta da solo se non si realizzano altre due condizioni, più una quarta che
dirò alla fine. La seconda condizione è che chi promette appaia autorevole e
credibile. L'ha detto... E questi puntini di sospensione sono riempiti da un
nome, da una sigla, da un mezzo di comunicazione. In questo caso abbiamo
ministri e premier che appaiono credibili. La terza condizione è che la
pubblica opinione abbia voglia di essere governata. È il caso italiano, almeno
sulla base di quello che vediamo ora. L'Italia ha da decenni voglia di essere
governata. Una vittoria elettorale senza discussione, una maggioranza salda e
un premier ottimista facilitano l'incontro fra l'annuncio e la voglia di
credere in esso. Infine, la quarta circostanza è l'assenza di alternative. Le
condizioni in cui si svolge l'azione dell'opposizione, balbettante quella
democratica, demagogica quella dipietrista, rendono più credibile l'effetto
d'annuncio in quanto unica proposta possibile. Abbiamo citato fatti oggettivi
che prescindono dall'appartenenza politica di chi deve esaminarli e
compiacersene o rammaricarsene. Sta di fatto che i governi di centrosinistra
hanno fatto uso a mani basse di effetti d'annuncio senza trovare riscontri
nella pubblica opinione. Il governo Berlusconi, dalla monnezza all'Alitalia, ai fannulloni viene preso sul serio. Qui c'è un
cambiamento della pubblica opinione che vale come cambiamento di sistema, ossia
può diventare una virtù che domani potrà essere ereditata da chiunque governi.
Da "chiunque" governi, ma non da "comunque" governi. Quella
che emerge è una generale domanda di decisione, di stabilità, di fermezza, di
solidità della politica. Chi ha votato per il governo è contento, chi ha votato
contro non sente crescere in sé la ribellione. Questo si chiama politica della
credibilità. E l'esperimento che stiamo osservando fa certamente bene al
governo Berlusconi, ma fa bene anche all'opposizione se trova parole chiare,
messaggi precisi e linguaggi non élitari e chiusi nelle vecchie liturgie. È il
caso di dire che l'ambasciator non porta pena, ma se la porta, la gente ci
crede e si adegua. Peppino Caldarola © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Manifesto, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
ARTICOLO
( da "Manifesto, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
(DANIELE
LUTTAZZI) Alitalia, cordata col
cappio. Scajola chiede scusa a quei rompicoglioni di operai. Su una luna di
Saturno scoperto un lago di idrocarburi, Bush: "Saturno ha armi di
distruzione di massa". Londra, Times: "Italiani i più maleducati del
pianeta".
Ci sottovalutano.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
"Salvataggio
possibile e non solo per amor di patria" BIANCA D'ANTONIO Associare il suo
nome a questa o quell'azienda in difficoltà, specialmente nel Mezzogiorno, non
fa quasi più notizia. E lui, Gianluigi Aponte, l'armatore di origini sorrentine
re incontrastato dello shipping (trasporto merci e passeggeri via mare) non ci
fa più molto caso. Ma stavolta è diverso perché di Aponte si parla come uno
degli imprenditori italiani che hanno detto sì alla cordata per salvare Alitalia dal fallimento. "Un richiamo patriottico,
chiamiamolo così" dice, quasi schernendosi, da Ginevra dove ha sede il
quartier generale del gruppo, leader internazionale nel settore, dai
contenitori alle crociere, dai mezzi veloci ai terminal. Si sente una sorta di
salvatore della patria? "Diciamo che quando c'è bisogno di me non
dimentico mai le mie origini. E poi se posso contribuire a salvare dei posti di
lavoro sono ben felice di farlo". Puro spirito di
italianità oppure lei, da imprenditore, crede nel futuro di Alitalia? "Fermo restando il mio amor di patria, io nel futuro di Alitalia ci credo. Perché credo nella professionalità, nella tecnologia,
nell'esperienza. Ed Alitalia tutte queste cose le ha per cui sarebbe un delitto darle via,
regalarle ad altri. Devono rimanere in Italia così come sono convinto
che Alitalia debba rimanere una società
nazionale". Secondo il progetto dell'advisor Intesa Sanpaolo, la newco, la
società priva di debiti, nascerebbe con un capitale di un miliardo di euro, di
cui 700 milioni provenienti dai soci privati. Lei in che misura vi partecipa?
Si è parlato di 50milioni di euro". "La cifra non è ancora definita.
Dipende da tante cose e comunque questo al momento è l'ultimo pensiero. Sarà
l'advisor a stabilire le quote". Dal mare all'aria: i suoi interessi si
stanno focalizzando anche sul settore aereo. Tra i suoi obiettivi c'è anche
l'acquisizione di una parte delle quote dell'aeroporto di Genova, quel 60%
attualmente detenuto dall'Autorità Portuale. Come mai? "L'aeroporto di
Genova fa parte di una strategia legata alle crociere. Oggi Genova è mal
collegata, ha poche linee aeree internazionali. Io punto ad una massiccia
intensificazione dei collegamenti sul capoluogo ligure così da poter portare
sempre più crocieristi europei ad imbarcare sulle banchine genovesi. E un
aeroporto più efficiente con un direttore generale di alta professionalità e
con un numero maggiore di collegamenti facilita indubbiamente la possibilità di
raggiungere questo obiettivo". Intende allora portare sempre più navi con
un numero maggiore di approdi sotto la Lanterna? "Sì, il mio obiettivo è
questo ma non creiamo equivoci e malintesi: le navi di Msc Crociere
continueranno ad essere sempre più numerose anche a Napoli".
( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Negli Stati Uniti
diverse inchieste sociologiche dimostrano che i conservatori sono più felici
dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il matrimonio, la fede, una visione
più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali emergenti americani Arthur
C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di grande successo e ora lo
stesso Brooks è stato nominato alla guida dell'American Enterprise Institute.
La svolta è epocale, perché questo centro studi era il feudo dei
neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena. In America sta nascendo
una nuova destra, moderata persino spirituale che riscopre i valori della
libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata dalla
sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova filosofia
nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali
conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull'ambiente,
sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo
con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la destra
liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo
nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice
di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il
mondo 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jul
08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza,
approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che prevede la
confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in regola. La
norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla non c'è in
teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili urbani
ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado, degli
abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in condizioni
disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il
provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede
il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso
per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza
con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini
per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di
aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un
semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli
affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi
farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con
Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare
fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in
Italia, immigrazione Commenti ( 50 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog
di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile.
La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere,
Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos,
confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile
oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le
quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno.
Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni
sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures
Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato
il mercato dei futures nel marzo
( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari amici, mi trovo
in vacanza in una zona della Spagna dove c'è una copertura scarsissima di rete
e non riesco a collegarmi (ora lo sto facendo stando seduto sui gradini della
splendida cattedrale gotica di Girona, che ho appena visitato): per questo non
mi è possibile intervenire o sbloccare i commenti in moderazione. Chiedo scusa
a tutti e vi do appuntamento al 12 agosto, quando sarò di ritorno! Scritto in
Varie Commenti ( 32 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog
di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 25Jul 08 Quel "vivo desiderio" di felicità Cari
amici, da domani sono in vacanza. Vi auguro di trascorrere una buona estate con
queste parole scritte da Giovanni Battista Montini a diciassette anni: Una volta
camminando di sera guardavo le stelle del firmamento e procuravo che la mia
mente fosse compresa dell'immensità del creato; capivo che tutti gli astri non
erano che pulviscoli giranti rispetto all'immensità dell spazio, pure il
pensiero d'essere confinato in questo mondo, per l'uomo così vasto, ma, in
relazione cogli astri e collo spazio, vero atomo al microscopio, e il vedere al
di sopra di me migliaia di mondi ignoti, rappresentanti per me bellezze e
attrattive fantastiche e grandemente superiori a tutto ciò ch'è nel mondo,
provavo un vivo desiderio d'una felicità non legata al misero fango della
terra. E a me stesso davo la risposta: "Sei destinato ad essere assunto
principe nel regno che governa il cielo". Scritto in Varie Commenti ( 368
) " (4 votes, average: 4.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 22Jul 08 Sono tornato. Nuove regole per il blog Cari amici, ieri sera
alle 23 il Jumbo della Qantas con il Papa, il seguito e noi giornalisti è
atterrano all'aeroporto di Ciampino: siamo stati chiusi in aereo per 22 ore
(anche durante lo scalo tecnico a Darwin non ci è stato permesso di scendere).
Poco dopo la partenza, Benedetto XVI è venuto a salutarci e a ringraziarci per
il lavoro che abbiamo svolto. Volevo dire innanzitutto a quanti che mi
invitavano a moderare certi scontri delle ultime ore, che ovviamente sono stato
impossibilitato a fare alcunché durante un intero giorno di volo. Ho letto
tutti i commenti, e ci sono rimasto piuttosto male per la piega che hanno
preso, le espressioni usate, etc. Vi comunico quindi che d'ora in avanti non
intendo più lasciare spazio agli "off topic": il blog "Sacri
Palazzi" non è una pubblica arena dove mettere in piazza scontri o
risolvere beghe private o partire per la tangente montando polemiche. Vi chiedo
dunque di intervenire rimanendo sull'argomento proposto e di cercare il più
possibile di non svicolare. Vi chiedo inoltre di usare SEMPRE espressioni
rispettose nei confronti di tutti. E' possibile dissentire nella maniera più
radicale senza offendere colui o colei dalla quale si prendono le distanze.
Fino ad oggi sono stato troppo tollerante. Scritto in Varie Commenti ( 65 )
" (15 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 20Jul 08 La veglia di Randwick, la messa finale Cari amici, ieri sera (in
Italia era sabato pomeriggio), con Luigi Accattoli sono andato alla veglia, all'ippodromo
di Randwick. Abbiamo girato tra i ragazzi accampati che attendevano Benedetto
XVI. Mi hanno colpito le file di giovani davanti ai sacerdoti per le
confessioni, e la presenza di famiglie con bambini. Hanno dormito nei sacchi a
pelo, sotto le tende o ripari di fortuna. Ora - da voi sono le tre di notte -
il Papa sta celebrando la messa conclusiva della Gmg. Nell'omelia ha detto:
"Rafforzata dallo Spirito e attingendo a una ricca visione di fede, una
nuova generazione di cristiani è chiamata a contribuire all'edificazione di un
mondo in cui la vita sia accolta, rispettata e curata amorevolmente, non
respinta o temuta come una minaccia e perciò distrutta". Scritto in Varie
Commenti ( 248 ) " (13 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog
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articolo a un amico 18Jul
( da "Giornale.it, Il" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari amici, mi trovo
in vacanza in una zona della Spagna dove c'è una copertura scarsissima di rete
e non riesco a collegarmi (ora lo sto facendo stando seduto sui gradini della
splendida cattedrale gotica di Girona, che ho appena visitato): per questo non
mi è possibile intervenire o sbloccare i commenti in moderazione. Chiedo scusa
a tutti e vi do appuntamento al 12 agosto, quando sarò di ritorno! Scritto in
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amici, da domani sono in vacanza. Vi auguro di trascorrere una buona estate con
queste parole scritte da Giovanni Battista Montini a diciassette anni: Una
volta camminando di sera guardavo le stelle del firmamento e procuravo che la
mia mente fosse compresa dell'immensità del creato; capivo che tutti gli astri
non erano che pulviscoli giranti rispetto all'immensità dell spazio, pure il pensiero
d'essere confinato in questo mondo, per l'uomo così vasto, ma, in relazione
cogli astri e collo spazio, vero atomo al microscopio, e il vedere al di sopra
di me migliaia di mondi ignoti, rappresentanti per me bellezze e attrattive
fantastiche e grandemente superiori a tutto ciò ch'è nel mondo, provavo un vivo
desiderio d'una felicità non legata al misero fango della terra. E a me stesso
davo la risposta: "Sei destinato ad essere assunto principe nel regno che
governa il cielo". Scritto in Varie Commenti ( 368 ) " (4 votes,
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tornato. Nuove regole per il blog Cari amici, ieri sera alle 23 il Jumbo della
Qantas con il Papa, il seguito e noi giornalisti è atterrano all'aeroporto di
Ciampino: siamo stati chiusi in aereo per 22 ore (anche durante lo scalo
tecnico a Darwin non ci è stato permesso di scendere). Poco dopo la partenza,
Benedetto XVI è venuto a salutarci e a ringraziarci per il lavoro che abbiamo
svolto. Volevo dire innanzitutto a quanti che mi invitavano a moderare certi
scontri delle ultime ore, che ovviamente sono stato impossibilitato a fare
alcunché durante un intero giorno di volo. Ho letto tutti i commenti, e ci sono
rimasto piuttosto male per la piega che hanno preso, le espressioni usate, etc.
Vi comunico quindi che d'ora in avanti non intendo più lasciare spazio agli
"off topic": il blog "Sacri Palazzi" non è una pubblica
arena dove mettere in piazza scontri o risolvere beghe private o partire per la
tangente montando polemiche. Vi chiedo dunque di intervenire rimanendo
sull'argomento proposto e di cercare il più possibile di non svicolare. Vi
chiedo inoltre di usare SEMPRE espressioni rispettose nei confronti di tutti.
E' possibile dissentire nella maniera più radicale senza offendere colui o
colei dalla quale si prendono le distanze. Fino ad oggi sono stato troppo
tollerante. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (15 votes, average: 3.67
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la messa finale Cari amici, ieri sera (in Italia era sabato pomeriggio), con
Luigi Accattoli sono andato alla veglia, all'ippodromo di Randwick. Abbiamo
girato tra i ragazzi accampati che attendevano Benedetto XVI. Mi hanno colpito
le file di giovani davanti ai sacerdoti per le confessioni, e la presenza di
famiglie con bambini. Hanno dormito nei sacchi a pelo, sotto le tende o ripari
di fortuna. Ora - da voi sono le tre di notte - il Papa sta celebrando la messa
conclusiva della Gmg. Nell'omelia ha detto: "Rafforzata dallo Spirito e
attingendo a una ricca visione di fede, una nuova generazione di cristiani è
chiamata a contribuire all'edificazione di un mondo in cui la vita sia accolta,
rispettata e curata amorevolmente, non respinta o temuta come una minaccia e
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mia mente fosse compresa dell'immensità del creato; capivo che tutti gli astri
non erano che pulviscoli giranti rispetto all'immensità dell spazio, pure il
pensiero d'essere confinato in questo mondo, per l'uomo così vasto, ma, in
relazione cogli astri e collo spazio, vero atomo al microscopio, e il vedere al
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Ciampino: siamo stati chiusi in aereo per 22 ore (anche durante lo scalo
tecnico a Darwin non ci è stato permesso di scendere). Poco dopo la partenza,
Benedetto XVI è venuto a salutarci e a ringraziarci per il lavoro che abbiamo
svolto. Volevo dire innanzitutto a quanti che mi invitavano a moderare certi
scontri delle ultime ore, che ovviamente sono stato impossibilitato a fare
alcunché durante un intero giorno di volo. Ho letto tutti i commenti, e ci sono
rimasto piuttosto male per la piega che hanno preso, le espressioni usate, etc.
Vi comunico quindi che d'ora in avanti non intendo più lasciare spazio agli
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tangente montando polemiche. Vi chiedo dunque di intervenire rimanendo
sull'argomento proposto e di cercare il più possibile di non svicolare. Vi
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attingendo a una ricca visione di fede, una nuova generazione di cristiani è
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impossibilitato a fare alcunché durante un intero giorno di volo. Ho letto
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preso, le espressioni usate, etc. Vi comunico quindi che d'ora in avanti non
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private o partire per la tangente montando polemiche. Vi chiedo dunque di
intervenire rimanendo sull'argomento proposto e di cercare il più possibile di
non svicolare. Vi chiedo inoltre di usare SEMPRE espressioni rispettose nei
confronti di tutti. E' possibile dissentire nella maniera più radicale senza
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di Randwick, la messa finale Cari amici, ieri sera (in Italia era sabato
pomeriggio), con Luigi Accattoli sono andato alla veglia, all'ippodromo di
Randwick. Abbiamo girato tra i ragazzi accampati che attendevano Benedetto XVI.
Mi hanno colpito le file di giovani davanti ai sacerdoti per le confessioni, e
la presenza di famiglie con bambini. Hanno dormito nei sacchi a pelo, sotto le
tende o ripari di fortuna. Ora - da voi sono le tre di notte - il Papa sta
celebrando la messa conclusiva della Gmg. Nell'omelia ha detto:
"Rafforzata dallo Spirito e attingendo a una ricca visione di fede, una
nuova generazione di cristiani è chiamata a contribuire all'edificazione di un
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respinta o temuta come una minaccia e perciò distrutta". Scritto in Varie
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( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
"Tv e legge per
le europee ultima chance per Walter" L'attesa del premier. E a Viale
Mazzini asse Pd-Udc Centristi e Democratici verso la definizione di una strategia
comune sull'azienda di Stato per settembre CLAUDIO TITO ROMA - "Non
bisogna attaccare Cofferati, con lui abbiamo dialogato bene. E comunque in
questa fase non è il caso di esagerare. Non ci serve...". Quella frase
buttata là da Silvio Berlusconi durante il consiglio dei ministri ha colpito
molti dei presenti alla riunione. Le polemiche sull'anniversario della strage
di Bologna avevano innervosito buona parte del centrodestra. Quell'invito ad
abbassare i toni, allora, sembrava in controtendenza. Eppure il Cavaliere ha
fatto di tutto per sdrammatizzare. Per non acuire una tensione già alta. Forse
è stata solo una mossa "istituzionale". Un modo per "andare in
vacanza tranquilli". Al momento, infatti, il premier non scommette nemmeno
un centesimo sul dialogo bipartisan. Ma è pronto a tenersi un "piano di
riserva". A offrire "un'ultima chance" a Walter Veltroni. Dopo
lo scontro al fulmicotone delle ultime settimane, dunque, non vuole chiudere
definitivamente le porte in vista della ripresa estiva. Quando, cioè, si affastelleranno una serie di nodi che possono strangolare
l'attività dell'esecutivo: l'Alitalia, il pubblico impiego, la
riforma della Giustizia, la Finanziaria. E poi il Cda della Rai e la legge
elettorale europea. Anzi, proprio questi due ultimi argomenti per l'inquilino
di Palazzo Chigi rappresentano il vero test "per capire se si può
riprendere il dialogo". "Io non ci scommetto - ripete - ma se
fosse possibile...". Anche per questo l'altro ieri ha dato il suo placet
all'incontro tra il presidente del Senato, Renato Schifani, e il segretario de
( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Il Cpa al collasso
è arrivato ad accogliere 1.700 immigrati, costretti a dormire per terra. Uno su
tre chiederà asilo. "Meglio vivi qui che rischiare la vita nei nostri
paesi" Lampedusa, scatta il trasferimento di massa su aerei e navi verso
altri centri d'accoglienza GABRIELE ISMAN DAL NOSTRO INVIATO LAMPEDUSA - Oltre
12mila sbarchi dall'inizio dell'anno, più di 1.500 negli ultimi tre giorni,
ieri appena
( da "Repubblica, La" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia British
Airways, i profitti netti crollano del 90% Berlusconi: ci sono soldi e soci, Alitalia resterà italiana. Polemica Pd-Tremonti STEFANO
PAROLA ROMA - Il caro-petrolio continua a pesare sui conti delle compagnie
aeree. Ieri la British Airways, il principale vettore britannico ha reso noti i
risultati del primo trimestre, in cui emerge un netto crollo dei profitti: 27
milioni di sterline nei primi tre mesi del 2008, ovvero il 90% in meno rispetto
allo stesso periodo dell'anno precedente. Un "flop" in buona parte
causato dall'impennata del costo del carburante, lievitato del 49%. "Ci
troviamo - ha commentato Willie Walsh, ad della compagnia che sta valutando la
fusione con la spagnola Iberia - nel peggior momento che l'industria abbia mai
affrontato. La combinazione di prezzi del petrolio senza precedenti, il
rallentamento economico e la fiducia dei consumatori indebolita hanno portato a
utili trimestrali più bassi". British Airways ha così dovuto rivedere al
ribasso le stime sui ricavi (cresceranno del 3% e non del 4%, come previsto in
precedenza) ed è corsa ai ripari annunciando una serie di misure: una riduzione
del 5% della capacità di trasporto passeggeri, un freno alle assunzioni e un
aumento delle tariffe. Intanto nuova polemica, questa volta squisitamente
politica, sul caso Alitalia. A sollevarla è Anna
Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, che in sede di dichiarazione di voto
sulla fiducia alla manovra ha attaccato il ministro dell'Economia:
"Tremonti - ha detto la senatrice democratica - si
nasconde e ci ha fatto sapere cortesemente che martedì non verrà in commissione
a rispondere sul caso Alitalia. Forse questo luogo non è degno?". Nel frattempo il
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha fornito ulteriori rassicurazioni:
"Stiamo lavorando proficuamente alla vicenda Alitalia. Ci sono
i soci, c'è il piano industriale, ci sono i capitali". Tra questi
potrebbero esserci anche quelli di Mediobanca, dato che ieri Cesare Geronzi non
lo ha escluso: "Mediobanca - ha spiegato il numero uno di Piazzetta Cuccia
- è sempre stata al centro del sistema, non può emarginarsi". Infine, Alitalia ha fatto sapere che il traffico su Fiumicino è
aumentato a giugno del 29,6% e a luglio del 29,3%. Il motivo va cercato nella
crescita dei posti offerti (32% a giugno e 29,9% a luglio), conseguenza del
piano Prato che prevedeva un utilizzo maggiore dello scalo romano rispetto a
Malpensa.
( da "Unita, L'" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Ministro giocondo Maria Novella Oppo IL MINISTRO Rotondi è un
tipo divertente. Già il fatto che sia ministro all'attuazione del programma fa
morire dal ridere, al pensiero che, senza di lui, il governo del programma se
ne farebbe un baffo (come in effetti fa). L'altra sera a Primo piano è stato
mandato a difendere l'indifendibile azione di Berlusconi su
Alitalia. E a Enrico Letta, che ricordava come nel piano attuale si parli
di 5000 (o addirittura 7000) esuberi, mentre nel piano Air France ce n'erano
2000, Rotondi replicava che si tratta solo di notizie giornalistiche. Infatti,
ci sono notizie non giornalistiche e giornali che non pubblicano notizie,
ma dichiarazioni di certi ministri che non sanno neanche quello che dicono.
Comunque, per questo suo carattere ilare e incongruo, Rotondi è stato scelto
per rappresentare il governo, oggi, alla commemorazione della strage di
Bologna. Una cerimonia che vede sempre le destre in imbarazzo perché, dopo 28
anni, ancora non sono riuscite a prendere le distanze dagli stragisti. FRONTE
DEL VIDEO.
( da "Unita, L'" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del L'attacco di Geronzi: in Mediobanca comando io Clamorosa
intervista al Sole-24 Ore. Sotto tiro i manager Pagliaro e Nagel.
"Processi? Non temo nulla" di Oreste Pivetta / Milano SENTENZE Cesare
Geronzi si concede al garbo di Ferruccio De Bortoli, direttore del Sole 24ore,
dopo le faticosa discussione sulla governance duale di Mediobanca, cioè attorno
al modo di governare in due una banca, che vorrebbe e potrebbe governa- re
molto meglio lui da solo, lasciando i suoi manager che scalpitano al disbrigo
delle pratiche correnti, cioè là dove li aveva trovati sedici anni fa, quando lui
arrivò e loro "erano funzionari o dirigenti alle prime armi". Roba da
licenziamento in tronco. Geronzi parla di Renato Pagliaro e di Alberto Nagel,
presidente del consiglio di gestione e consigliere delegato. Ma,
"abrasivo" e "cossighiano" (definizioni di un noto
commentatore), ne ha per tutti e per tutto a cominciare dalla storia della
governance duale, cioè del governo doppio e diviso tra il "consiglio di
gestione" dei manager e il "consiglio di sorveglianza". Si vede
che non gli va giù. Francesco Giavazzi, due giorni prima sul Corriere della
Sera, l'aveva spiegata così: la governance duale è nata quando si sono unite
imprese pubbliche, "quando gli azionisti non sono interessati al prezzo ma
a potere e poltrone". Ci auguriamo non sia questo il caso in questione,
anche se Ferruccio De Bertoli lo sospetta: un prezzo salato pagato alla fusione
dei due azionisti di Mediobanca, e cioè Unicredit (Profumo) e Capitalia
(Geronzi). Sta di fatto che adesso si ridiscute ciò che era stato deciso non
tanti mesi fa e che Geronzi non è più contento del "duale", che manda
a quel paese pure Profumo, anche se nei modi dovuti ("La dialettica tra le
persone intelligenti è assolutamente normale..."), che batte i pugni sul
tavolo per chiarire che "il referente degli azionisti" è lui (che
azionista non è). Che arriccia il naso a sentire pronunciare il nome di Draghi
(ancora nei dovuti modi: "Anche in questa vicenda il mio rapporto con il
Governatore è stato eccellente"), ma è evidente che non gradisce che la
Banca d'Italia per colpa della legge Vietti gli impedisca di sedere in un paio
di consigli d'amministrazione (Rcs e Generali) essendo già lui presidente del
consiglio di sorveglianza di Mediobanca, anche se subito smentisce nella
sostanza, cioè riguardo le poltrone: no, a lui Generali non interessa, si
arrangi Bermheim a trovarsi un successore. Però non rinuncia al colpo: due
amministratori delegati a Trieste sono troppi. Chi buttare? Perissinotto o
Balbinot? Altro capitolo: la politica. Tremonti è diventato "il vero punto
di forza del Governo ed è molto maturato: meno professore e più uomo politico
di Stato". Grazie a Tremonti, il settantreenne banchiere riscopre anche
Berlusconi, che non sente da prima delle elezioni, promosso: "...finora si
è mosso bene, con autorevolezza". Al punto d'esser
pronto a scommettere qualche cartina su Alitalia? Bisogna
guardare i bilanci, poi eventualmente dire di no, non si fa nulla per forza.
Altro capitolo, ancora: la giustizia. Geronzi ha i suoi problemi (da Parmalat
in avanti), ma non è vero che cerca un "riparo" all'ombra dei suoi
poteri bancari. "Falsità": ecco la risposta, si immagina con
tono sdegnato. La conclusione "biografica" sta al centro
dell'articolo: "Geronzi ribadisce di non avere mire personali, di essere a
fine carriera...". Ma questo è l'"autoritratto" understatement
dell'uomo che ha sempre inteso l'erogazione del credito come la via per
rimanere in sella, in questo la quintessenza della continuità e del
trasformismo, un "campione" del costume nazionale, con l'aggiunta,
poi, nell'eco di Silvio, di una vocazione "registica" e della
presunzione di poter metter mano dappertutto. Capitalismo arcaico.
( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-02 num: - pag: 28 categoria:
REDAZIONALE Giuristi al lavoro Dopo Piazzetta Cuccia, l'esperienza della Ca' de
Sass e il caso del Banco Popolare Regole e banche alla sperimentazione, Intesa
"ferma" MILANO - Mediobanca cambia governance, lascia il dualistico e
ritorna al tradizionale. Intesa Sanpaolo, Ubi e Banco Popolare, le banche che
hanno adottato il doppio consiglio (di sorveglianza e di gestione) in occasione
delle fusioni risolvendo così anche problemi di geografia delle cariche,
adeguano governi societari e statuti alle recenti disposizioni di Banca
d'Italia senza svolte, ma con un lavoro che sta impegnando a fondo giuristi e
consulenti. In vista della scadenza, giugno 2009, che tutti anticiperanno per
sottoporre le variazioni in primavera alle rispettive assemblee annuali. Se
Mediobanca sarà la prima a rivedere governo societario e statuto in occasione
dell'assemblea di ottobre (anticipata rispetto alle altre perché l'esercizio
della banca d'affari chiude a giugno), un certo impegno toccherà a Intesa
Sanpaolo. Il presidente dell'istituto, Giovanni Bazoli, ha sottolineato che
Intesa manterrà "sicuramente" il dualistico perché convinta di
"validità e funzionalità del sistema ". Bazoli ha poi speso
apprezzamenti per le regole di Bankitalia, che consentono di
"scegliere" fra più model-li: "E' opportuno si lasci
sperimentare a ciascuno, secondo le proprie preferenze". La banca, che ha
scelto il dualistico in occasione delle nozze con il Sanpaolo dovrà, ha detto
Bazoli, fare "ritocchi" allo statuto, il cui impianto è
"sostanzialmente aderente alle disposizioni" di Via Nazionale.
Ritocchi che dovranno comunque riguardare la composizione del consiglio di
gestione: diversamente da quanto prescrive Bankitalia in Intesa Sanpaolo questo
board non è caratterizzato dalla "prevalenza di esecutivi", anzi il
solo manager interno è l'amministratore delegato Corrado Passera. In linea
invece con le disposizioni dell'authority, a cominciare dalla prassi, la banca
ha subito regolato i flussi di informazione fra i due consigli. E formalmente Bazoli è intervenuto nel board di gestione solo su
"invito", come nel caso delle decisioni sul dossier Alitalia. Aggiustamenti e ritocchi dovranno infine farli Ubi e Banco
Popolare, quest'ultimo in riferimento anche alle questioni relative alle banche
popolari, quindi non attinenti alle generali regole di governo societario e ai
paletti di Bankitalia. Paletti che certo sono allo studio di tutti
perché dispongono barriere fra consiglio di sorveglianza e di gestione.
Separazioni che certo hanno pesato nel "ripensamento " di Mediobanca.
Sergio Bocconi Giovanni Bazoli.
( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-02 num: - pag: 28 categoria:
REDAZIONALE Finanza e strategie Geronzi, i manager Generali
e il possibile intervento in Alitalia MILANO - Il confronto a
distanza non c'è stato. Alessandro Profumo ieri ha preferito una replica solo
indiretta alle dichiarazioni di Cesare Geronzi: "Unicredit, in quanto
azionista ", spera che Mediobanca individui nella riforma della governance
la "migliore soluzione" che "porti alla creazione di
valore". Il presidente di Piazzetta Cuccia, in un'intervista a
"Il Sole 24 Ore" pubblicata sempre ieri, aveva sottolineato che
Unicredit era prima d'accordo con la revisione della governance, poi ha
cambiato rotta: "Stranamente una domenica appaiono idee diverse ". Ma
Profumo non si è mosso così su iniziativa anche di Bankitalia, preoccupata di
fratture interne all'istituto? "Mah", ha tagliato corto Geronzi,
"il mio rapporto con il Governatore, anche in questa vicenda, è stato
eccellente". Il presidente di Mediobanca ha appena incassato il sì del
consiglio di sorveglianza al ritorno alla governance tradizionale, e nella
lunga intervista al direttore del quotidiano economico, Ferruccio de Bortoli,
delinea le ragioni del cambiamento e traccia l'agenda che nei prossimi mesi
interesserà non solo Piazzetta Cuccia, bensì l'intero sistema italiano: le
relazioni con i manager e il ruolo della banca d'affari, il governo delle
Generali, il dossier Alitalia. Coglie inoltre
l'occasione per un doppio elogio al ministro dell'Economia Giulio Tremonti: lo
definisce "maturato, meno professore e più uomo politico e di Stato";
e lo indica come il "vero punto di forza del governo". Ai manager di
Mediobanca, in disaccordo sul cambio di governance, il presidente conferma la
"piena fiducia ". Ma, aggiunge, non poteva accettare "avessero
una sorta di diritto di veto contro gli azionisti. O che volessero la
maggioranza del comitato esecutivo". O ancora, che dicessero "se fate
così ce ne andiamo ". Geronzi poi dedica grande attenzione al
"dossier" Generali: dice che non andrà nel consiglio del Leone,
opzione resa possibile dall'abbandono del sistema dualistico: "No,
Bernheim troverà lui un successore ". Però, come principale azionista
della compagnia, interviene sulla sua governance: "Il presidente delle
Generali deve avere più poteri e due amministratori delegati sono troppi".
Mediobanca, secondo Geronzi, "è sempre stata al centro del sistema "
e "non può emarginarsi". Dunque, se c'è da salvare Alitalia,
"può decidere di non esserci, e non escludo possa essere coinvolta, ma
deve guardare le carte e poi eventualmente dire no". L'indipendenza di
Piazzetta Cuccia "si difende giocandone appieno il ruolo". Come in
Telecom, dove l'istituto "ha fatto la sua parte e sostiene il
management". S. Bo. Vertice Cesare Geronzi.
( da "Corriere della Sera" del 02-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-02 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE Panorama British Airways, il caro-petrolio falcia l'utile del 90%
Il caro-petrolio pesa sui conti di British Airways: nel primo trimestre
risultato netto in calo del 90,1% a 27 milioni di sterline, con 2,59 miliardi
di fatturato (+2,8%). DUE NUOVI SOMMERGIBILI PER FINCANTIERI Fincantieri
realizzerà due nuovi sommergibili della classe "Todaro" tipo U212A
per la Marina Militare italiana. GOTTI TEDESCHI CONSIGLIERE DI TREMONTI Ettore
Gotti Tedeschi diventa consigliere del Tesoro. TOTAL ESCE DA SANOFI AVENTIS
Total venderà la sua partecipazione in Sanofi-Aventis . Il gruppo petrolifero
francese guidato da Thierry Desmarest (foto), a fine dicembre deteneva il 13,6%
del capitale del gruppo farmaceutico. MAURI PRESIDENTE MONDADORI FRANCE Ernesto
Mauri è stato nominato presidente di Mondadori France. BERNABE'
A PALAZZO CHIGI L'amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè,
ieri è stato a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
Gianni Letta. ALITALIA, PIU' PASSEGGERI A FIUMICINO A giugno i passeggeri di Alitalia a Fiumicino sono aumentati del 29,6% e del 29,3% dal 1 al 28
luglio.
( da "Repubblica, La" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Il
transatlantico dell'aria Doccia e aragosta quei lussi da nababbi nella
"nave dei cieli" Sul primo volo dell'Airbus380 Dubai-New York Il
biglietto costa 14mila euro, gli 800 posti sono tutti pieni. In tempi di crisi,
qui non si respira certo aria di austerity (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAL NOSTRO
INVIATO ettore livini La doccia più alta (in questo momento
( da "Repubblica, La" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
E Naomi vola italiano "Meglio di British" La Venere nera vola Alitalia. Secondo il
periodico Star, Naomi Campbell sbarcherà a Olbia e Genova da aerei italiani:
"Basta British Airways, meglio Alitalia" avrebbe
detto la modella che peraltro dopo uno scontro a Heathrow per lo smarrimento
dei suoi bagagli è stata bandita dai voli BA.
( da "Repubblica, La" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Inchiesta
della Procura di Milano sulle oscillazioni del titolo: tra gli
"avvisati" Zannoni (Unione Trasporti) Alitalia, dieci
indagati per insider Bonanni: più esuberi con Air France VALENTINA CONTE ROMA -
Il titolo che va su e poi giù, poi di nuovo su. In momenti critici per Alitalia. Oscillazioni sospette per le quali ora spuntano dieci indagati
accusati di insider trading, l'abuso di informazioni riservate per lucrare
sulle quotazioni. A renderlo noto è il sindacato dell'Unione trasporti
che vede tra le persone messe sotto inchiesta il suo ex segretario nazionale,
Pietro Zannoni. "Sono l'anello debole della catena che rischia di pagare
per tutti, come Cusani per Enimont", si difende. Rivelando poi di aver
ricevuto il documento oggetto dell'ipotesi di insider trading (la transazione
gestita da Deutsche Bank sulla vendita delle quote cedibili di proprietà del
Ministero del Tesoro) "nell'estate 2002 e non nel 2006 da un esponente di
Rifondazione comunista ora presidente di una giunta provinciale".
L'inchiesta, avviata dalla procura di Roma un anno fa, all'indomani del
fallimento dell'asta per l'acquisizione di Alitalia, si
è poi spezzata in due tronconi: a Roma l'ipotesi di aggiotaggio (pm Stefano
Rocco Fava) e a Milano l'insider trading (pm Carlo Nocerino). Su Alitalia è intervenuto ieri anche il segretario della Cisl.
"Air France voleva tenersi tutta la polpa e lasciarci le grane - ha detto
Raffaele Bonanni in un'intervista al Riformista - Gli esuberi sarebbero stati 7
mila e non 2 mila come si vuol far credere. Una colossale bugia, perché i 2
mila riguardavano Az Fly, mentre Az Servizi l'avrebbero mollata a noi, e piano
piano sarebbe andata a Fintecna". Sulle critiche relative al fallimento
della trattativa con i francesi si dice tranquillo: "Io volo tutti i
giorni con Alitalia e nessuno mi ha mai
contestato".
( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Il premier predica fiducia, ma si arrende: il pil non sta
crescendo Berlusconi concede un'"intervista" a Fede. L'Iva cala, l'Alitalia la salva lui e le intercettazioni solo per mafiosi e terroristi
di Natalia Lombardo / Roma LA VISIONE Anche il presidente del Consiglio si è
accorto che "Il Pil non cresce e l'Iva è diminuita del 7%".
nell'ultimo mese. Da qui i tagli alla spesa pubblica in una Finanziaria che non
intende mettere in discussione, tagli dolorosi per tutti, nonostante il
premier dica: "non metteremo le mani nelle tasche degli italiani". Ma
accanto alla preoccupazione per "il momento difficile dell'economia
mondiale", Berlusconi in un'intervista al Tg4 affianca la sua personale
priorità: i divieti per le intercettazioni dovrebbero riguardare solo "i
reati di mafia e terrorismo" e non quelli di corruzione. L'intervista era
stata registrara venerdì a Napoli, ma è stata trasmessa ieri dal Tg più fedele
di Casa. Il premier riconosce che la situazione è difficile, con il Pil fermo e
l'Iva in calo del 7% "nel mese passato rispetto ai precedenti". E
ripete: "Le strade sono due: o si aumentano le tasse o si taglia la spesa.
Il governo non ha avuto dubbi: ridurre spese, privilegi, sprechi, enti inutili"
(e poco male se si tagliano posti di lavoro). Il calo delle entrate Iva,
ribatte dal Pd Enrico Letta, è segno "che è tornata l'evasione
fiscale". Ma Berlusconi glissa. Chiama "innovazione" l'aver
presentato una Finanziaria che vale tre anni (nonostante le preoccupazioni del
Quirinale) e con la quale avrebbe previsto "l'ammodernamento e la
diminuzione dei costi della Pubblica amministrazione". Con i tagli alla
scuola e alla sanità... Una manovra blindata perché, è il Silvio-Tremonti
pensiero, "non sarà sommersa dalle lobby che in Parlamento chiedono spese
in più", che "hanno moltiplicato per 8 il nostro debito pubblico tra
gli anni '80 e '90". Il pessimismo sparisce quando parla di Alitalia, Dei 5000 più duemila esuberi non parla dalla tv di
famiglia, il presidente del Consiglio, però ripete il solito vuoto ritornello:
"Stiamo lavorando con buonissime prospettive di riuscita", perché
"un grande paese non può non avere una compagnia di bandiera".
Berlusconi conta sulla sua fama di "tycon stimato non soltanto per il suo
essere politico, ma anche per ciò che ha fatto nella vita". Poi si loda da
solo, dell'essere "capace di avere un peso qualche volta determinante nei
forum internazionali" ( la politica estera delle pacche sulle spalle) e di
"difendere gli interessi dell'Italia e degli italiani come invece
precedentemente non veniva fatto". Non parla di riforme, né di dialogo. Lo
cerca, invece, Paolo Ferrero: il neo-segretario di Rifondazione ha scritto a
Berlusconi chiedendo un incontro sulla legge elettorale per le Europee, ponendo
il problema che una modifica (con sbarramento alto) porterebbe all'esclusione
delle forze di sinistra, cancellate nel Parlamento, anche in Europa: sarebbe un
"inaccettabile distacco tra il Paese reale e la rappresentanza
istituzionale", scrive Ferrero. Al Tg4 il premier elenca i "40
provvedimenti" attuati dall'"ottima squadra" di governo. Vanta
il successo personale sull'emergenza rifiuti a Napoli, risolta "in tempi
record". Sarebbero pure "diminuiti i reati di strada, quelli più
odiosi", grazie al decreto sicurezza e all'arrivo delle ronde di Stato
come "esercito del bene". Poi l'abolizione dell'Ici per "l'80%
delle famiglie italiane", gonfia "la diminuzione verticale della
tassazione sugli straordinari" e l'intervento illusorio sui mutui. Ma il
pallino torna sulle intercettazioni. Gli alleati gli hanno imposto di esentare
dal divieto i reati di corruzione. Ma Silvio rilancia il suo diktat: "Mi
auguro che dal Parlamento esca un provvedimento che tenga conto di queste mie
indicazioni".
( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del Governo Berlusconi: ecco il lungo elenco delle mie paure Cara Unità, io mi
sento meno sicuro da quando Berlusconi è tornato al governo. Andando a fare la
spesa ho paura dei continui aumenti dei generi di prima necessità, ho paura per
i miei figli, che non hanno più la sicurezza del posto di lavoro, ho paura di
non avere la sicurezza di essere curato, nelle strutture sanitarie pubbliche,
avendo una invalidità del 100% sia io che mia moglie, ho paura dell'esercito
per le strade perché le dittature iniziano sempre così, ho paura di quel
ministro che ha gestito i fatti di Genova ed ora vuole costruire nuove centrali
nucleari (la Francia non insegna niente), essendo un ex dipendente Alitalia ho paura di tutta quella manodopera specializzata gettata via
con la scusa degli esuberi, ho paura perché i nostri politici invece di
affrontare i processi cercano con le leggi di evitarli, ho paura di fare la
fine di Eluana cioè di non poter morire in modo naturale, ho paura della Casta
che per morire dopo 16 anni vogliono prolungare la sofferenza di Eluana e della
sua famiglia (una autentica atrocità). Ora smetto di elencare le mie
paure per non superare il limite dello spazio concessomi. Ettore Bianchi, Ostia
Lido La Sicilia non è quella che ha in mente Lombardo Gentile Direttore, molto
più che con Cuffaro, con Lombardo, a smentire l'antico nomen-omen, minaccia di
infuriare il vento del sicilianismo. Resta da vedere se si tratta di una
smentita o se il sicilianismo del nuovo "governatore" della Sicilia
non sia in buona parte "made in Lombardia". Quel che è certo è che
fin dal suo atto di nascita, con il Comitato Pro Sicilia ai tempi del processo
per il delitto Notarbartolo (1893) e poi con il separatismo nel secondo
dopoguerra, il sicilianismo ha avuto una precisa funzione. Quella di fare da
collante ideologico di un blocco sociale interclassista, a sostegno di soggetti
delle classi dominanti, più o meno definibili come borghesia mafiosa
(un'ipotesi analitica su cui chi scrive lavora da alcuni decenni), interessati
a rafforzare e perpetuare il loro potere. A questo sistema clientelare, che
creava subalternità e dipendenza, gli strati popolari hanno cercato di
sottrarsi, soprattutto nel periodo delle lotte contadine. Purtroppo quella
stagione di lotte si è conclusa nel sangue e nell'emigrazione. A cosa mirano
oggi Lombardo e i suoi seguaci, lanciando una crociata contro l'Unità d'Italia
e in particolare contro Garibaldi e Cavour e rivolgendo qualche moccolo a
Ulisse che accecò il corregionale Polifemo? Pensano di chiamare a raccolta i
siciliani e di evitare in questo modo di fare la fine del vaso di coccio
accanto a Berlusconi e Bossi, assicurandosi una buona fetta di risorse per la
Sicilia, con le grandi opere e un federalismo fiscale conveniente per l'isola?
Pensano di fare grandi passi su questa strada prendendo a martellate qualche
lapide e cambiando nome a qualche strada? E per sottrarsi ad antiche voracità
pensano che basti avere come assessore qualche magistrato, come aveva già fatto
Cuffaro? Staremo a vedere. Il Centro Impastato dalla sua fondazione svolge una
"campagna della memoria", avviata con il convegno nazionale
"Portella della Ginestra: una strage per il centrismo" del 1977,
continuata con l'attività per salvare la memoria di Peppino, quando era uno sconosciuto
e per tanti un terrorista-suicida, con la pubblicazione della Storia del
movimento antimafia, con la proposta di costruzione di un Memoriale-laboratorio
della lotta alla mafia, ancora in alto mare, e nell'ottobre dell'anno scorso
con la pubblicazione di un libro di Giovanni Abbagnato su Giovanni Orcel e la
collocazione, in collaborazione con la Cgil regionale, di una lapide sulla
facciata della Biblioteca regionale, in Corso Vittorio Emanuele, per ricordarlo
sul luogo del suo assassinio. Anche recenti pubblicazioni, come "Storie di
donne", "L'agenda dell'antimafia", "Breve storia della
mafia e dell'antimafia", si inseriscono in questa "strategia della
memoria". E abbiamo più volte proposto di collocare una lapide al numero
97 di Via Alloro, nel palazzo dove il 21 e 22 maggio del 1893 si svolse il
congresso dei delegati dei Fasci. Questi segni gioverebbero a ricordare eventi
dimenticati e probabilmente invoglierebbero a conoscere un po' meglio la storia
della Sicilia, senza sicilianismi. Umberto Santino Presidente del Centro
Impastato di Palermo L'esempio francese: più flessibilità ma anche più
formazione Cara Unità, leggo spesso le notizie economiche di diversi giornali e
mi sorprende notare la scarsa attenzione al mondo della formazione universitaria
e professionale. Non vale certo la pena ricordare che esiste uno stretto legame
tra la produttività e il grado di formazione delle persone; mi sembra invece
meriti attenzione il dibattito che si è svolto in Francia sulla flessibilità
del lavoro. Il Presidente francese, contrariamente a quanto avviene in Italia,
ha apertamente sottolineato che una maggiore flessibilità del lavoro deve
essere controbilanciata da maggiori opportunità di formazione per facilitare il
reintegro delle persone che vengono espulse dal ciclo produttivo. "Più
flessibilità, più formazione" è lo slogan che è stato ripetuto da cugini
francesi. Ora, considerato che anche la destra italiana guarda al modello della
destra francese (come per la defiscalizzazione degli starordinari), non sarebbe
opportuno rammentare integralmente le posizioni che vengono d'Oltralpe? Luca
Del Vecchi, Milano Grazie per averci ridato Jack Folla Caro Direttore, a nome
di tutta l'associazione Articolo21, vorrei ringraziarti per averci nuovamente
regalato le storie di Jack Folla. I suoi racconti ci hanno sempre aiutato ad
andare oltre lo spirito dei tempi , fortemente segnato dai conformismi e dalle
banalità. Forse, proprio per queste ragioni i media, pubblici e privati, non
hanno più ritenuto di dar voce e presenza a programmi quali Alcatraz che hanno
davvero segnato una pagina della programmazione della Rai. Giuseppe Giulietti
Portavoce Articolo21 Bene la voce di Jack Folla sull'online: a quando il video?
Bellissimo l'audio di Jack Folla sul sito dell'Unità. Ora però vorrei lanciare
una proposta ulteriore: diamogli un video, diamogli delle immagini a
quell'audio. Valerio Dionigi.
( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Il muro Furio Colombo Segue dalla Prima E comunque ha bisogno di
Bossi, Borghezio, dei leghisti peggiori, tipo Salvini con cane anti-negro al
guinzaglio, tipo Cota, che invece offre il candore di non saper leggere le
parole di Mameli (crede e dice alla Camera che l'Italia, e non la vittoria, è
"schiava di Roma" nell'Inno che lui crede dei calciatori, e gli
sfugge la metafora, seguendo l'esempio del futuro condottiero Renzo Bossi). E
butta avanti la "sicurezza" presieduta dai militari come in Honduras.
Lancieri e granatieri occuperanno le città italiane d'agosto e daranno man
forte, insieme alla crisi di abbandono dell'Alitalia, alla
fuga dei turisti. Nessuno decide di fare vacanza in un Paese in cui "la
sicurezza" (parola codice per indicare il rigetto verso i Rom e gli
immigrati in genere, quegli stessi immigrati che muoiono di fatica e di lavoro,
ma senza pensione) diventa "emergenza" (parola gravissima, molto
dannosa e mai spiegata) ed è necessaria l'azione continua e convulsa del
ministro dell'Interno e del ministro della Difesa, i Graziani e i Badoglio
della nuova Italia di destra, finalmente tornata libera di sognare il peggio.
Del resto, la sapete l'ultima? Il sindaco leghista di Novara, Massimo Giordano,
vieta gli assembramenti di più di tre persone, proprio come nell'Italia del
1933. Di là dalla barriera un po' folle di poliziotti senza paga e senza
benzina e di soldati "ad arma corta" mandati a cercare nemici che non
ci sono, nelle città vuote, si intravedono ospedali sul punto di chiudere
(dalla Lombardia al Lazio) per i tagli della prodigiosa nuova Legge finanziaria
che rifiuta di rimborsare le Regioni. Se sono ancora in funzione e ancora senza
ticket, quegli ospedali sono infestati dalla nuova piaga della Sanità italiana:
i medici obiettori. Sono medici che, di giorno, negano di essere obiettori per
preservare l'inclita clientela della ricca pratica privata. Ma improvvisamente
diventano obiettori di notte, al Pronto soccorso, a voce ben alta, preferibilmente
di fronte alle suore, in modo che la coraggiosa dichiarazione giovi alla tanto
attesa promozione a primario. Quando si tratta di negare l'iniezione
anti-dolore alla donna povera che viene all'ospedale pubblico per partorire,
quando si tratta di negare la pillola del giorno dopo o assistenza e
indicazioni anticoncezionali a sciagurate ragazze che non solo non sono caste,
ma non sono neanche ricche, i medici obiettori esibiscono tutta la loro fede e
ubbidienza cristiana. Qualcuno deve pur insegnare a queste pazienti pretenziose
che non sono a Copenaghen o a Lione, quando cercano assistenza in un ospedale
pubblico italiano. Sono in territorio Vaticano. E in territorio Vaticano
"partorirai nel dolore" (roba che ha a che fare col peccato originale)
ma vivrai per sempre. Vedi la condanna del Parlamento italiano e della Procura
generale di Milano che comandano a Eluana Englaro, la giovane donna in stato
vegetativo da 16 anni, di restare legata ai sondini per sempre perché in questo
Paese è proibito, per rifiuto di fare la legge, il testamento biologico. Ed è
proibito morire con dignità perché non c'è la legge. * * * Altri muri sono in
corso di rapida costruzione a Sud e a Nord del Paese per impedire la libera
circolazione della normalità e della media civiltà occidentale attraverso
l'Italia. A Sud il separatista siciliano Lombardo, divenuto avventurosamente
Presidente della Regione, ha dato il via alla spaccatura, pubblica e simbolica,
di tutte le targhe di piazze e di vie che si riferiscono all'Unità d'Italia. Si
spaccano davanti alle telecamere le targhe che indicano luoghi, celebrazioni o
memorie di Garibaldi, dei Garibaldini, dell'impresa dei Mille, dei plebisciti
che hanno votato l'Unità d'Italia, di eventi del Risorgimento italiano, di
personaggi come Cavour. Al Nord sindaci xenofobi opportunamente dotati di
poteri speciali di polizia che scardinano in ogni senso la norma costituzionale
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali di fronte alla
legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione",
governano con cattiveria contro immigrati e Rom (anche se cittadini italiani)
guidati dalle loro piccole menti senza storia, ispirati dalla grettezza,
isolati persino dal contesto produttivo delle loro città dove le fabbriche cercano
e chiedono nuovi lavoratori. Hanno denominato il loro finto paese
"Padania", nei loro luoghi invocano la secessione, al punto di far
giocare la loro "nazionale" di calcio nel campionato degli Stati non
riconosciuti (che vuol dire ovviamente "non ancora riconosciuti, cioè non
ancora liberati). Ma occupano a Roma vari ministeri, fra cui il ministero
dell'Interno, realizzando per la prima volta l'operazione inversa: il partito
secessionista occupa il Paese da cui dichiara di separarsi e impone a tutti gli
altri italiani i suoi "valori", inventati o recuperati nelle
sottoculture locali. Dovreste ascoltarli a Roma, quando in Parlamento parlano e
insultano in nome della Padania senza che il Presidente dell'Assemblea li
interrompa per dire: "Scusi onorevole, ma lei è un deputato italiano e
questo è il Parlamento italiano. In questo Parlamento nessuno ha mai detto, o
anche solo discusso, che cosa sia la Padania". Indifferenti, questi
secessionisti operano sul territorio per far apparire "emergenza" e
allarmata richiesta di sicurezza il meno pericoloso Paese d'Europa (con
l'eccezione, mai più citata, della criminalità organizzata e indisturbata che
occupa tre regioni del Sud italiano, con solide filiali al Nord e le sue
mattanze senza fine). E all'interno dello Stato praticano la crudeltà di
privare gli immigrati di pensioni minime, anche se sono immigrati legali, anche
se hanno lavorato come schiavi nella nuova civiltà padana. Al Sud un muro isola
e protegge il siciliano Lombardo, e nessuno sembra aver notato il ritorno
(originariamente mafioso e fascista) del separatismo. È un muro di omertà
giornalistica e di silenzio politico. Al Nord la Lega si è ormai rivelata, come
ci avverte con allarme l'Europa, il movimento secessionista più estremo,
generatore di rancore, vendetta, razzismo. Non esita a dichiarare le sue
intenzioni, letteralmente "di lotta e di governo". Incassa, senza
imbarazzo, autorevoli rimproveri per il grado estremo di volgarità, che è
pronta a ripetere subito, contando sul fatto che le poche frasi o gesti o
iniziative non apertamente offensive, non dichiaratamente minacciose della Lega
Nord vengono subito salutate, più o meno da tutti, come grandiosi atti di
civiltà. Stampa e politica hanno già alzato un muro a protezione della Lega che
- a quanto pare - interpreta sentimenti profondi degli italiani. Come il
fascismo. Nel profondo, infatti, ci sono anche i sentimenti peggiori. Basta
incoraggiarli, e alla fine avvelenano i pozzi del comportamento comune. * ** Il
muro più alto, insopportabile per molti cittadini che non hanno altre fonti di
informazione oltre la Tv, sono i media. La sera del 31 luglio il Presidente del
Senato Schifani era seduto nello studio del TG 1, ore 20, per spiegare se
stesso. Purtroppo non come istituzione dello Stato ma come esponente del
partito di governo detto "Popolo delle libertà". È un privilegio che
altrove i titolari delle istituzioni non ricevono mai in quanto militanti
politici. Persino il Presidente degli Stati Uniti - se chiede di parlare al
Paese - deve dire perché. Ronald Reagan, George Bush padre e Bill Clinton si
sono visti rifiutare (Reagan tre volte) le reti unificate delle più importanti
televisioni americane con questa risposta: "Il suo è un discorso politico,
non presidenziale. Se vuole, lo trasmettiamo a pagamento". Renato
Schifani, Presidente del Senato in veste di voce di Berlusconi, si è sentito
rivolgere questa domanda dal conduttore del Tg1: "Presidente Schifani,
perché la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura non è uno
scandalo?". Ma sentite come inizia il suo servizio da Napoli, il giorno 1
agosto, Sky Tg 24, ore 14: "È tornato lo Stato. Con questo spirito il
presidente del Consiglio arriva per la sesta volta a Napoli". Non un
tentativo di dire al pubblico se e quale rapporto c'è tra quello spirito e la
realtà, ovvero la differenza fra pubbliche relazioni, che celebrano, e
giornalismo, che verifica. Quando tocca a Berlusconi, ha questo da dire sul
tanto invocato dialogo: "Per ora, da parte dell'opposizione, mancano
rispetto e lealtà". Ha elencato, nell'ordine, le classiche virtù dei cani.
furiocolombo@unita.it.
( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Bicamerale d'autunno per i poteri della finanza CAPITALISTI La
svolta neo-bonapartista in Mediobanca con lo strappo di Geronzi apre un nuovo
scenario nel mondo finanziario e industriale, a partire dal
salvataggio di Alitalia per passare a Telecom e alle Generali, con inedite alleanze
bancarie. Sullo sfondo, intanto, spioni e rivelazioni inquinano le falde del
sistema... Q uesta svolta, di riflesso, si ripercuoterà su larga parte del
sistema economico e finanziario, oggi turbato dalla crisi, dall'instabilità di
colossi come Alitalia e Telecom, dall'incerto assetto delle Assicurazioni
Generali e dai veleni sparsi ad arte da spioni e truffatori.Ed è facile
prevedere che con protagonisti Geronzi e il capo di Intesa SanPaolo, Giovanni
Bazoli, che forse dovranno andare d'accordo nonostante le incomprensioni del
passato, assisteremo in autunno a una inedita bicamerale del capitalismo
italiano non per discutere di regole, bensì di alleanze e affari.Il potere
finanziario non pare aver timore di smentirsi, di rettificare quelle che un
anno fa venivano presentate come riforme epocali, innovazioni tali da suscitare
grida di gioia di severi commentatori dei giornali di lor signori, e che oggi
vengono archiviate come un fastidioso capriccio di alcuni. La decisione di
Mediobanca di abbandonare il sistema di governo duale (quello che rappresenta
gli azionisti nel Consiglio di sorveglianza eletto dall'assemblea e affida ai
manager il Consiglio di gestione) per tornare a un sistema tradizionale (tutti
i poteri al Consiglio di amministrazione) non è un provvedimento tecnico, ma
rappresenta, invece, una scelta politica e oligarchica, oggi ben
impersonificata da Geronzi, che non teme nemmeno lo scontro, la critica severa
verso i propri manager, nè una certa durezza nei confronti di altri colleghi
banchieri o addirittura la Banca d'Italia. La svolta estiva in Mediobanca non
deve sorprendere perchè, piaccia o no, è realizzata nel solco della tradizione:
è in realtà la riscoperta del passato, la valorizzazione della filosofia
cucciana delle "azioni si pesano e non si contano", dell'esercizio
personale del potere che neutralizza o limita i conflitti di interessi, anche
se è arduo identificare in Geronzi un nuovo Enrico Cuccia. Ma Geronzi,
"l'unico banchiere non di sinistra" secondo una definizione di
Berlusconi, ha il merito di parlar chiaro, di mettere i piedi nel piatto e di
smuovere le acque limacciose di un capitalismo di relazione incapace di alzare
la testa. Le soprese, dopo l'affondo del banchiere romano, forse sono due. La
prima: non si vede chi possa davvero ostacolare il disegno di Geronzi. Alcuni
potrebbero, forse, contare su Alessandro Profumo, ma quanto il gioco si fa duro
il capo di Unicredit, chissà perchè, scompare dalla scena. La seconda novità è
storica: per la prima volta dal dopoguerra i ribaltoni in Mediobanca non vedono
come protagonista la Fiat o qualcuno della famiglia Agnelli. Questo è il vero
segno riformatore di Sergio Marchionne che un anno fa decise di vendere la
partecipazione in piazzetta Cuccia. Se decidesse di uscire anche dal Corriere
della Sera sarebbe il candidato favorito al Nobel del capitalismo tricolore.
*** La prima prova della bicamerale sarà l'Alitalia.
La disponibilità dichiarata dal presidente di Mediobanca a prendere in esame il
dossier della compagnia di bandiera può rappresentare un sostegno al progetto
del governo e soprattutto può alleviare il ruolo di Intesa SanPaolo.
Quest'ultima, sotto l'azione dell'amministratore delegato Corrado Passera, sta
trasformando il suo ruolo tecnico di advisor in un ruolo "politico" e
oggi, per l'opinione pubblica, il piano di salvataggio e rilancio di Intesa
SanPaolo è, nei fatti, il piano del governo. Anzi il rischio è che se dovesse
fallire, per qualsiasi ragione, il progetto della soluzione italiana
opposizione, dipendenti e sindacati potrebbero attribuire la responsabilità non
a Berlusconi e a Tremonti, cui fa comodo giocare con la sponda bancaria, ma a
Intesa SanPaolo. Ecco perchè la partecipazione della Mediobanca di Geronzi, che
concede parole di pubblico apprezzamento al ministro dell'Economia,
garantirebbe la divisione del rischio davanti agli effetti di un piano di cui
per ora si sa soprattutto che perderanno il posto dalle 5000 persone in su e
che i contribuenti saranno chiamati a pagare. Passera, di cui Eugenio Scalfari
ha ricordato il suo passato alla Olivetti e questo potrebbe aver suscitato
qualche perplessità tra i dipendenti Alitalia viste
come andarono alla fine le cose per la gloriosa fabbrica di Ivrea, ha messo in
campo tutto il suo prestigio e la sua professionalità. Ma se va male rischia
che il placido Bazoli e il tremendo Salza non gli regalino il panettone di
Natale. *** Un altro che vuole licenziare 5000 lavoratori senza spiegare il
motivo, se non per una generica esigenza di "efficienza", è Franco
Bernabè. Da quando è tornato alla guida di Telecom Italia il titolo ha perso
oltre il 60% e circolano, tra la Borsa e i palazzi della politica, le voci più
strane sul futuro. C'è chi parla di un'opa strisciante della spagnola
Telefonica, di uno sfaldamento del gruppo di comando di Telco (la società che
ha il controllo di Telecom) da cui uscirebbero i Benetton, fino alla
sostituzione a breve dei vertici. Geronzi ha promesso che si occuperà della
questione e ha duramente criticato i manager operativi di Mediobanca, Pagliaro
e Nagel, per aver incontrato la scorsa settimana Bernabè. Inoltre il leader di
Mediobanca ha detto che i problemi di Telecom nascerebbero da una
privatizzazione affrettata. Può darsi. Ma ormai sono passati dieci anni
dall'uscita dello Stato e ci sono state tre gestioni private: quella del
"nocciolo duro", poi Roberto Colaninno e quindi Marco Tronchetti
Provera. Ora c'è un nuovo gruppo di controllo e Bernabè alla guida. Dovremmo
rimpiangere Ernesto Pascale e i suoi boiardi? *** Di Telecom, purtroppo, si
parla soprattutto per l'inchiesta sugli spioni. La Procura di Milano ha chiuso
le indagini, escludendo responsabilità personali di Tronchetti Provera e di
Carlo Buora. I magistrati hanno imputato solo la responsabilità oggettiva alle
aziende Pirelli e Telecom perchè non avrebbero adeguatamente controllato l'ex
capo della security Giuliano Tavaroli. Forse ad alcuni può non piacere, ma
l'inchiesta si è chiusa e Tronchetti Provera non è stato indagato. Stop. Certo
se l'ex presidente dei Telecom fosse stato inquisito l' estate sarebbe stata
ben più eccitante per i giornali. Ma così non è: anche Tronchetti, per certi
versi, è una vittima delle trame di Tavaroli. L'industriale milanese può aver
peccato di ingenuità (ed è certo grave per un imprenditore della sua fama), ma
secondo i giudici non è il capo degli spioni. Meglio ingenuo che mascalzone.
Queste conclusioni, che attendono il passaggio processuale, sono state però
subito contestate dallo stesso Tavaroli, teorico della doppia o forse tripla
verità, che ha utilizzato un'ampia intervista su Repubblica per spargere
veleni, in particolare contro esponenti di primissimo piano dei ds che
avrebbero incassato tangenti per la scalata dell'Olivetti a Telecom. L'operazione
ha ricordato un'altra esclusiva dei giornalisti investigativi di Repubblica: il
famoso scandalo Telekom Serbia, denunciato in prima pagina il 16 febbraio 2001
con lo splendido titolo "Le tangenti di Milosevic". Il caso Telekom
Serbia non è mai esistito. Era una montatura. Ma la vicenda fu strumentalizzata
dalla destra nella campagna elettorale del 2001 e cavalcata dalla Commissione
parlamentare d'inchiesta. Purtroppo furono necessari quattro anni di indagini
della magistratura di Torino per restituire l'onore e la rispettabilità a
manager e imprese ingiustamente accusate. Ora la storia pare ripetersi con il
fondo Oak. Nel caso delle ultime "rivelazioni" di Tavaroli è toccato
all'editore Carlo De Benedetti telefonare a imprenditori e politici colpiti
dagli schizzi di fango per tentare di giustificare lo scoop del suo giornale.
*** P.S. Giovanni Consorte, ex presidente di Unipol, tra chiusure d'inchieste e
processi, si è fatto una banca. Circa 160 investitori gli hanno messo a
disposizione milioni di euro per questo progetto. In autunno lo presenterà. La
Procura di Milano gli ha restituito 50 milioni di euro che erano stati
bloccati. Sono soldi suoi. In Banca d'Italia, intanto, si starebbero rivedendo
i criteri di onorabilità per gli amministratori delle banche. Nella passata
legislatura via Nazionale inviò una lettera al ministro Padoa Schioppa per
valutare criteri più severi. Ora l'argomento sarebbe tornato di attualità. Non
sappiamo se Consorte avrà l'onorabilità e in questo caso andrebbe riscritta la
storia delle scalate del 2005. Ma certo Mario Draghi manterrà un criterio
uniforme per tutti. Perchè non si può pensare che Geronzi (condannato in primo
grado per il crac di Italcase, rinviato a giudizio per Cirio e Parmalat) possa
ballare la rumba in piazzetta Cuccia mentre altri, ai quali va esteso il
diritto della presunzione d'innocenza fino al giudizio finale, devono fare i
salti mortali per aprire uno sportello bancario. di Rinaldo Gianola / Segue
dalla prima.
( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
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consultando l'edizione del La prova iniziale di Geronzi e Bazoli può essere l'Alitalia: Intesa
SanPaolo ha ormai un ruolo politico e non più solo tecnico.
( da "Unita, L'" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del SPOT Naomi Campbell: preferisco Alitalia... Prima
Berlusconi ("Sono italiano e volo Alitalia")
anche se poi di solito preferisce i suoi jet. Adesso Naomi Campbell la cui
segretaria è stata vista comprare una decina di biglietti della nostra malmessa
compagnia di bandiera. Per Alitalia è tutto un fiorire di
dichiarazioni d'amore, anche se una cliente come la top model americana forse è
meglio perderla che trovarla. Chiedere in British dopo la rissa che l'ha
vista protagonista all'aeroporto di Heatrow per lo smarrimento dei suoi
bagagli. Ai cinquemila "esuberi" farà piacere tanto interesse dei Vip
anche se qualcuno si chiede " Non sarebbe meglio che tante dichiarazioni
d'amore venissero dalla famosa cordta?".
( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-03 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Il premier: Pil fermo, tagliare le spese Berlusconi: è l'unica
strada che abbiamo per non aumentare le tasse "C'è stata una riduzione
delle entrate Iva del 7%. La Finanziaria non potrà essere sommersa dalle
lobby" ROMA - Silvio Berlusconi, come Giulio Tremonti, ha fretta di
chiudere la partita della Finanziaria, per metterla al riparo "dalle
lobby, che da sempre si sono esercitate in Parlamento introducendo spese in
più". Il decreto con la manovra triennale da 36 miliardi sarà approvato
definitivamente martedì dalla Camera, molto probabilmente ancora col voto di
fiducia (il quinto in meno di tre mesi di governo). E sempre martedì,
nell'ultimo Consiglio dei ministri prima delle vacanze, l'esecutivo avvierà la
discussione sulla Finanziaria, che quest'anno sarà fatta prevalentemente di
tabelle che recepiscono gli effetti del decreto della manovra. Formalmente il
disegno di legge sarà presentato a settembre, insieme col bilancio di
assestamento, come prevedono le leggi di contabilità, al cui rispetto il
governo è stato richiamato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Ma l'obiettivo del ministro dell'Economia Tremonti, che appare sostenuto in questo
dal presidente del Consiglio, è di blindare il provvedimento. Berlusconi lo ha
ripetuto ieri in un'intervista al Tg4. La Finanziaria, ha detto, "non sarà
sommersa dalle lobby". La situazione economica non lo consente, ha
aggiunto. "Credo che si debba assolutamente intervenire con una riduzione
delle spese. Con il prodotto interno che non cresce, con una riduzione dell'Iva
del 7%, si hanno solo due soluzioni possibili: o aumentare la pressione fiscale
o tagliare le spese. Abbiamo naturalmente scelto di seguire questa seconda
strada". Il premier ha quindi rivendicato il lavoro svolto finora dal
governo ("quaranta provvedimenti") e ha ribadito il suo ottimismo su Alitalia: "Stiamo lavorando con buonissime prospettive di riuscita. Un
grande Paese non può non avere una compagnia di bandiera ". Non è ancora
chiaro se il Consiglio dei ministri di martedì si limiterà ad avviare l'esame
del disegno di legge finanziaria o se sul tavolo il ministro dell'Economia
metterà il dettaglio delle tabelle con i tagli di spesa a carico di molti suoi
colleghi. Tagli che sono il cuore della manovra. Dalla riduzione della
spesa dei ministeri dovranno infatti arrivare circa 15 miliardi di risparmi. Ma
i ministri interessati (dal-l'Istruzione alla Difesa, dal Welfare alla Pubblica
amministrazione) non gradirebbero veder spuntare le tabelle, senza prima averle
discusse con l'Economia. In allarme anche i sindacati, che puntano al
ripristino delle voci accessorie di retribuzione tagliate ai ministeriali e ai dipendenti
degli enti pubblici ("da gennaio sono 400 euro lordi in meno",
denuncia Gianni Baratta della Cisl) e allo stanziamento dei fondi per il
rinnovo dei contratti degli statali. L'autunno sarà "turbolento",
dice il ministro ombra dell'Economia Pier Luigi Bersani (Pd) perché il governo
non ha affrontato l'emergenza salari e pensioni, aggiunge. Ma il
sottosegretario alla presidenza, Paolo Bonaiuti, replica: "è stato il
governo Prodi, aumentando le tasse, a ridurre il potere d'acquisto ". Enrico
Marro.
( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-03 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Il caso Sui programmi-fedeltà si paga il sovrapprezzo carburante
Aerei, viaggi premio. Con supplemento ROMA - Biglietto aereo gratuito con
sorpresa. A quanti viaggiatori è capitato di pagare anche un centinaio di euro
per un volo teoricamente a costo zero? Tutta colpa delle tasse si dirà, ma non
è proprio così. Tra le voci che ricadono sull'ignaro viaggiatore non ci sono
solo quelle che la compagnia riscuote per lo Stato, i Comuni o gli aeroporti,
ma alcune che finiscono nelle proprie casse. è il caso del "supplemento
carburante", la voce più pesante del biglietto premio. Ma perché il
viaggiatore dovrebbe farsene carico? E soprattutto perché
alcune compagnie, come Alitalia, non esplicitano chiaramente cosa contiene la voce "tasse e
supplementi"? E come mai il pagamento del sovrapprezzo per il carburante
non è previsto dal regolamento "Millemiglia"? è quanto ha denunciato
al Garante della Concorrenza, un cittadino: Pierpaolo Poli, imprenditore.
Nell'esposto si fa notare che il regolamento "Millemiglia " addebita
al socio soltanto "le tasse d'imbarco relative al premio". In nessun
punto cita eventuali supplementi, come quello per il carburante. Salvo poi
farlo pagare. Il programma fedeltà di Alitalia
differisce, ad esempio, da quello "Miles and More" del gruppo Star
Alliance (Lufthansa), il cui regolamento annovera esplicitamente tra i costi a
carico del socio le "maggiorazioni" e tra queste si porta a esempio
quelle per l'assicurazione, che hanno la stessa sigla identificativa del
sovrapprezzo per il carburante: IQ. Resta misterioso in ogni caso perché questi
biglietti continuino a definirsi "premio ". Se lo fossero davvero le
compagnie dovrebbero farsi carico di tutti i costi relativi, quelli che c'erano
quando è partito il programma e quelli che si sono aggiunti successivamente.
Esclusi solo i balzelli dovuti a terzi. Altrimenti che premio è? Ricorsi Un
imprenditore ha fatto ricorso all'Antitrust dopo aver pagato il supplemento
carburante Antonella Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 03-08-2008)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-03 num: - pag: 23 categoria:
REDAZIONALE Dopo la lite Naomi: basta British, ora volo con
Alitalia MILANO - Naomi Campbell dice basta alla British Airways e
sceglie l'Alitalia. Dopo il contenzioso con la compagnia inglese (dopo la rissa
dell'aprile scorso all'aeroporto londinese di Heathrow per lo smarrimento di
alcuni bagagli) la top avrebbe chiuso con gli inglesi e per quest'estate,
tramite la sua segretaria, ha fatto prenotare solo voli "Az":
Londra-Genova, Londra-Roma, Londra-Olbia. Scali per le mete di vacanza:
Portofino, Capri, Porto Cervo. Viaggi programmati fra metà di questa settimana
e sino al 20 agosto. Ospite dei molti amici della Venere nera: da Flavio
Briatore ai Dolce e Gabbana.
( da "Giornale.it, Il" del 03-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 184 del
2008-08-03 pagina 0 "Il pil non cresce, tagliamo le spese" di
Redazione Il premier Silvio Berlusconi: "Siamo in un momento difficile per
l'economia mondiale. Con il pil che non cresce c'erano due sole soluzioni, o
aumentare la pressione fiscale o tagliare le spese. Abbiamo scelto la strada
dei tagli. Con la finanziaria riduciamo i costi della Pubblica
amministrazione". Intercettazioni "solo per mafia e terrorismo"
Milano - La situazione economica preoccupa il governo ma il premier sa bene
cosa fare per fronteggiarla. "Siamo in un momento difficile per l'economia
mondiale - argomenta Berlusconi -. Il pil non cresce. C'è una diminuzione del
7% dell'Iva del mese passato rispetto ai mesi precedenti". Lo dichiara il
presidente del Consiglio in una intervista al Tg4. Berlusconi aggiunge:
"Vanno diminuite le spese. Con il pil che non cresce, c'erano due sole
soluzioni: o aumentare la pressione fiscale o tagliare le spese. Abbiamo scelto
la strada dei tagli. Con la finanziaria riduciamo i costi della pubblica
amministrazione". Intercettazioni Il premier è tornato poi sul tema delle
intercettazioni: "Auspico che, come succede in Europa, siano consentite
solo per indagini su organizzazioni criminali come mafia, n'drangheta e via di
seguito, oppure che riguardino il terrorismo internazionale. Spero che dal
parlamento esca la legge che auspico". Alitalia
Berlusconi ha anche affrontato altri temi scottanti, a partire da Alitalia: "Stiamo lavorando con buonissime prospettive di riuscita.
Un grande paese non può non avere una compagnia di bandiera". Il prestigio
dell'Italia Il Cavaliere è sempre più convinto di essere la "ricetta
giusta per il Paese": "Ho la certezza che il prestigio internazionale
dell'Italia sia aumentato. Ho messo in campo l'esperienza che deriva da
14 anni di politica. Questo non mi piace tanto, ma io sono il più antico nelle
varie situazioni, sia anagraficamente sia come presenza nel ruolo. Rappresento
la memoria storica. Sono anche un tycoon, stimato non solo per il suo essere
politico, ma anche per quello che ha fatto nella vita. La politica
dell'amicizia che ho saputo impostare con i colleghi, mi porta ad avere un peso
qualche volta determinante nei fori internazionali, dove difendo gli interessi
dell'Italia, come invece precedentemente non veniva fatto". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Manifesto, Il" del 04-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Matteoli:
"Esuberi? Mai visti" "Per Alitalia, non ho visto un foglio che parlasse di esuberi". È il
ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, a intervenire sul
caso caso Alitalia, smentendo lo stesso Silvio Berlusconi che aveva indicato in
5000 persone la cifra degli esuberi del nuovo piano di ristrutturazione
dell'aviolinea. "Non posso negare di aver avuto contatti con il
dottor Passera - dice Matteoli in un'intervista a Il Sole 24 Ore - ma un piano
io non l'ho ancora visto. E non ho mai visto un foglio che parlasse di esuberi.
Parlerò solo dopo aver visto il progetto". Un gioco al massacro del
governo, che ora deve riferire in parlamento nei primi giorni della settimana,
come da richiesta delle opposizioni. A rappresentare l'Esecutivo in aula non ci
saranno tuttavia né berlusconi né Matteoli ma il ministro per i Rapporti con il
Parlamento, Elio Vito, e il sottosegretario al ministero dell'Economia, Luigi
Casero. Con ogni probabilità, questo passaggio parlamentare dovrebbe essere
l'ultimo atto del caso Alitalia prima delle vacanze. L'altro
appuntamento cruciale, quello dell'esame della semestrale di Alitalia,
che consente di verificare se esistano i presupposti di continuità aziendale,
sembra ormai saltato. Per l'8 agosto, il calendario ufficiale degli eventi
finanziari della corporate prevede, tuttora, l'approvazione dei conti al 30
giugno scorso ma da giorni circola con insistenza l'ipotesi, non smentita, di
un rinvio a fine mese.
( da "Manifesto, Il" del 04-08-2008)
Argomenti: Alitalia
GIUSTIZIA Silvio
insiste: "Intercettare solo mafiosi e terroristi" Le uniche
intercettazioni davvero utili sono quelle "per mafia e terrorismo",
ripete il cavalier Berlusconi. Ma poi spazia su tutto, dalla prudenza sulle
strade dell'esodo alla sua figura di tycoon internazionale che ha dato
prestigio all'Italia. E' un vero saluto di fine anno, quello che il presidente
del consiglio Silvio Berlusconi invia in esclusiva attraverso i microfoni del
Tg4. Dialogo registrato venerdì a Napoli ma mandato in onda solo ieri, per la
delizia degli italiani in partenza. Il primo argomento è, ovviamente la
giustizia, e soprattutto le intercettazioni, che vanno fatte "solo per
mafia e terrorismo". "C'è un disegno di legge che colpisce con pene
sufficientemente gravi" chi esegue le intercettazioni fuori dai limiti
previsti dalla legge, "chi le diffonde e chi le pubblica".
"Spero proprio - si augura Berlusconi - che dal parlamento esca un
provvedimento che risponda a queste indicazioni". Poi parla di se, un
"tycoon stimato non soltanto per il suo essere politico, ma anche per ciò
che ha fatto nella vita", capace di "avere un peso qualche volta
determinante nei forum internazionali" e di "difendere gli interessi
dell'Italia e degli italiani come invece precedentemente non veniva
fatto". "Ho messo in campo un'esperienza che mi deriva da 14 anni di
presenza nella politica - afferma il premier -. E anche se questo non mi piace
tanto, sono anche il più "antico" nelle varie situazioni, sia
anagraficamente che come presenza nel ruolo. Rappresento quindi, in certi casi,
la memoria storica dell'istituzione stessa, come nel Consiglio d'Europa". Infine, le promesse su Alitalia - "stiamo
lavorando con buonissime prospettive di riuscita, un grande paese non può non
avere una compagnia di bandiera". E infine l'invito alla prudenza sulle
strade dell'esodo estivo e un paio di promesse sulla crisi economica:
"Vanno diminuite le spese. Con il pil che non cresce, c'erano 2
sole soluzioni: o aumentare la pressione fiscale o tagliare le spese. Abbiamo
scelto la strada dei tagli".
( da "Repubblica, La" del 04-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Dopo il
colloquio di giovedì scorso con il ministro, Berlusconi raffredda gran parte
del suo ottimismo Il premier sposa la linea Tremonti "Siamo realisti,
situazione peggiorata" "Non c'è da stare allegri ma ora dobbiamo
evitare l'assalto alla diligenza" CLAUDIO TITO ROMA - Un resoconto
nerissimo. Una prospettiva allarmante. Dati preoccupanti. Non solo il crollo
delle entrate Iva, ma anche una crescita del Pil che quest'anno supererà di
pochissimo lo 0%. Giovedì scorso il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e
il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si incontrano. Un colloquio a
quattr'occhi per definire gli ultimi ritocchi alla Finanziaria 2009. Ma anche
per aggiornare il capo del governo sullo stato di salute dell'economia
italiana. Un quadro davvero a tinte fosche che impressiona il Cavaliere. E che
lo costringe ad una vera e propria "inversione" di rotta. "Non
dobbiamo perdere l'ottimismo, ma dobbiamo essere realisti", ha ripetuto il
premier dopo quel faccia a faccia. Una riunione che ha fatto slittare
decisamente il capo del governo sulla linea "tremontiana". Quella più
prudente all'interno dell'esecutivo. Quella di chi evoca il "rischio
'29". Tant'è che da giovedì sera i toni del presidente del Consiglio sono
mutati. Non è più il tempo del "sole in tasca" ma della
"prudenza". Una prima avvisaglia, in realtà, Berlusconi l'aveva avuta
il 16 luglio scorso nella cena a Villa Madama con quasi tutti i "big"
dell'imprenditoria italiana. E nella quale il menu era dominato dagli scenari
ben poco confortanti delle aziende nostrane. "Di certo - ha ammonito il
capo del governo anche durante il Consiglio dei ministri di venerdì scorso -
non c'è da stare allegri". Così, mentre il ministro dell'Economia ha
bacchettato quasi tutti i suoi interlocutori con un "ve l'avevo detto
io", l'inquilino di Palazzo Chigi ha "coperto" Giulio anche
sulla tattica da seguire per la presentazione della Finanziaria. "Dobbiamo
evitare il pressing delle lobby e l'assalto alla diligenza". Ma l'allarme
rosso non è scattato solo per i dati che riguardano l'Italia. La congiuntura
internazionale, infatti, secondo il Tesoro non è affatto destinata a rasserenarsi.
Anche la "locomotiva" tedesca potrebbe essere "frenata" nei
prossimi mesi. Ma, in particolare, sono i numeri provenienti dagli Usa a non
confortare le previsioni. I fondamentali non confermano la crescita in autunno.
L'andamento negativo di alcuni settori come quello dell'auto e la possibilità
che la crisi dei subprime si allarghi ulteriormente anche al mercato dei fondi
rappresentano un vero spauracchio per l'Economia. E ora pure per Palazzo Chigi.
Anche perché la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva non si prospetta
semplice per il centrodestra. La Finanziaria è solo uno dei dossier sul tavolo
del Cavaliere. Che dovrà fare i conti con partite infuocate
come quella di Alitalia. "Dobbiamo trovare un modo per far crescere i
consumi", è la richiesta avanzata da Berlusconi a Tremonti. Il capitolo
stipendi, dunque, sta tornando al centro dell'agenda dell'esecutivo.
"Perché se non troviamo qualche soluzione su quel fronte è difficile
affrontare questo momento". "Ma dobbiamo far capire - è
l'ammonimento berlusconiano - che la colpa non è nostra". "Se poi
Bersani ci viene a spiegare che il calo dell'Iva è colpa di Berlusconi - sbotta
Paolo Bonaiuti - allora non si può rimanere in silenzio. Stiamo al governo da
maggio e sarebbe colpa nostra? è solo ridicolo". O meglio, chiosa il
ministro per le politiche comunitarie, Andrea Ronchi, "paghiamo noi le
scelte disastrose del passato. Le scelte di Prodi. In più dobbiamo far fronte
ad una congiuntura negativa che tocca l'Italia, l'Europa e l'America. Il prezzo
del petrolio e degli alimentari che salgono, i consumi che scendono. Dobbiamo
fare i conti con tutto questo". Quindi, è la linea imboccata a questo
punto dal premier, "dobbiamo rimanere ottimisti ma con realismo. In questa
fase giochiamo in difesa".
( da "Giornale.it, Il" del 04-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 31 del 2008-08-04
pagina 2 "Troppi terminal deserti Oggi le torri di controllo sono i nuovi
campanili" di Redazione Il presidente dell'Enac Vito Riggio: "Ogni
Comune vuole un suo scalo, ma così i bilanci vanno in rosso. E l'Italia non
riesce a competere con gli snodi internazionali" I campanili dell'Italia
contemporanea sono le torri di controllo. Simbolo di importanza e modernità, le
torri sovrastate dai radar sono lo status symbol delle città; e poco importa
poi se sulle piste di atterraggio gli aerei arrivano col contagocce, se il micro-scalo
non è collegato con il resto della rete di trasporti o se i bilanci delle
società di gestione sono in rosso: se la cittadina a meno di trenta chilometri
ha un suo aeroporto, un sindaco non può privare i suoi elettori di uno scalo
sotto casa. "Il principio è quello di sempre, l'impronta culturale che ha
segnato, e continua a segnare, la vita italiana. Che oggi, però, invece che nel
costruire campanili, si combatte tirando su terminal". Vito Riggio,
presidente dell'Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, sintetizza così
la situazione italiana. E precisa: "Sotto la mia gestione non sono stati
aperti altri aeroporti. Anche quello di Cosimo, che è da poco entrato in
funzione, era stato approvato già nel 2000". Perché ci troviamo una situazione
del genere? Perché in tutto lo stivale non è mai sorto su aeroporto delle
dimensioni di quelli di Madrid, Parigi, Francoforte o Londra? "Eppure le
potenzialità ci sono tutte - spiega Riggio -. L'Italia potrebbe certamente
competere con gli hub internazionali. Specie al nord, i numeri, considerando
traffico commerciale e turistico, ci sono tutti. Ma se poi guardiamo alla
situazione...". La situazione del ricco nord: tanto ricco quanto
colonizzato senza discontinuità da piste di atterraggio. Da est a ovest: Aeroporto
di Trieste, Venezia, Treviso, Vicenza, Verona, Bergamo, Milano (Linate e
Malpensa), Parma, Genova, Torino, Villanova, Cuneo, Aosta. Senza considerare
quelli un po' più a nord, Trento e Bolzano, e quelli un po' più a sud: Firenze,
Bologna, Forlì, Reggio Emilia, Rimini. Le lotte intestine rinascimentali sono
riproposte in chiave moderna ma ora, invece che con cavalleria e arcieri i
potestà (leggi sindaci e assessori) si sfidano a colpi di prezzario. Perché, dato che Alitalia, la comatosa compagnia di bandiera nazionale, serve solo 19
aeroporti, tutti gli altri scali si arrangiano come possono, cercando di
accaparrarsi la presenza di compagnie minori e low cost: le galline d'oro del
trasporto aereo, nonostante il recentemente crollo dei profitti di Ryanair,
possono assicurare infatti passeggeri e voli in quantità, (ne sa
qualcosa Orio al Serio, l'aeroporto bergamasco che sulle frotte di inglesi che
vengono in giornata a fare compere in Italia ci ha costruito una fortuna) ma
chiedono al contempo tariffe scontatissime, quando non vere e proprie
sovvenzioni. "E il risultato è questo - illustra Riggio -. A fronte di
numeri che garantirebbero uno scalo internazionale di primo livello, tutti quei
passeggeri vengono sparpagliati in un pulviscolo di scali. Il bacino di utenza
però è talmente ricco da far vivere, o sopravvivere, tutti quanti". E al
sud, dove i numeri dei viaggiatori, soprattutto del traffico degli affari, non
sono così alti, come si spiega la proliferazione di piste di atterraggio?
"Lì valgono altre considerazioni. Per la conformità del territorio, è
stato storicamente più difficile creare una rete di trasporti efficiente.
Quindi moltissimi uomini politici hanno visto in un aeroporto la carta giusta
per lo sviluppo di un'area. Compiendo però in numerosi casi un errore: perché
uno scalo aereo non può essere gestito solo dal pubblico, deve sempre essere
capace di trovare nuovi clienti ed essere competitivo sul mercato. E per fare
questo occorre trovare partner privati". Come fare allora per entrare
nella seria A del traffico aereo mondiale? "Ci vuole la volontà delle
istituzioni. Così come la politica ha avallato la proliferazione campanilistica
di scali e terminal, ora occorre che qualcuno prenda il coraggio a due mani, e
dica che la rete aeroportuale italiana deve essere basata su non più di
quindici o diciotto aeroporti. Tutti gli altri sono aeroporti regionali utili
per altre cose, non per il traffico commerciale". A quanto pare, però, la
tendenza rimane quella di ampliare, costruire, rinnovare. A Viterbo, dove
sorgerà il terzo aeroporto del Lazio, i cittadini hanno dovuto abbattere la
concorrenza di Frosinone. La capitale ciociara sarà però salvata dal presidente
della regione Lazio Piero Marrazzo, che ha annunciato la possibilità di
costruirvi un quarto aeroporto laziale: "Uno scalo a carattere regionale,
una struttura che serva il bacino del Sud del Lazio e del Nord della
Campania". In fondo, un aeroporto non si nega a nessuno. © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Corriere della Sera" del 04-08-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-08-04 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Pisana Parte il confronto voluto da Marrazzo con
Alemanno e Zingaretti Alitalia, al tavolo anche gli imprenditori Oggi Marrazzo, Zingaretti e
Alemanno si vedranno in Regione per parlare di Alitalia: degli
esuberi, ovviamente, ma anche e soprattutto del contraccolpo che porterebbe per
l'intera zona il ridimensionamento di Fiumicino. Per questo, nel tavolo
che vede coinvolte, convocate dalla Regione di Piero Marrazzo, anche la Provincia
di Nicola Zingaretti e il Comune di Gianni Alemanno, saranno presto coinvolti
gli imprenditori locali, con la speranza di costruire una barriera che permetta
di arginare il disastro Alitalia e l'eventuale
maggiore attenzione del governo nazionale per Malpensa. In quale forma saranno
coinvolti gli imprenditori è da stabilire, il tavolo interistituzionale -
permanente, seguirà tutte le trattative - servirà anche per questo. Di certo,
la situazione Alitalia sembra drammatica:
"Bisogna innanzitutto capire - dice il presidente della Provincia, Nicola
Zingaretti - a quanti esuberi ci troveremo di fronte, e purtroppo si tratta di
numeri che, a dispetto di quanto diceva il governo di Berlusconi, sembrano
continuare a crescere. In ogni caso, si tratta di una vicenda centrale e
strategica per il tema dello sviluppo locale". Secondi calcoli dei
sindacati - anche le varie sigle faranno parte del tavolo - c'è un'altra cifra
che preoccupa non poco i lavoratori dello scalo di Fiumicino: oltre all'alto
numero di esuberi previsto, infatti, i sindacati si dicono convinti che la
scure si abbatterà per il settanta per cento del torale sui lavoratori romani.
Ovviamente, se fosse vero, il contraccolpo sarebbe di difficile gestione: per
questo Marrazzo ha convocato il tavolo. Certo: fare pressioni sul governo,
evitare che Malpensa sia tutelata più di Fiumicino, ma soprattutto agire,
creare altre possibilità d'intervento nella zona. Si spiega così l'intenzione
di coinvolgere nella "battaglia" anche gli imprenditori del posto.
Non solo parole e polemiche politiche, dunque, ma anche proposte e progetti
concreti. Ciò che è certo, al momento, è che anche in Campidoglio sulla vicenda
Alitalia le polemiche non mancano. è di pochi giorni
fa lo scontro in consiglio comunale tra il presidente Marco Pomarici, Pdl, e il
capogruppo dell'opposizione, Umberto Marroni del Pd, che ha più volte richiesto
un consiglio straordinario per discutere della complessa vicenda. La lite si è
conclusa con l'approvazione di una mozione bipartisan in difesa dello stato
occupazionale.
( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi il via alla
manovra. Alitalia, scontro sul governo in aula Precari, dubbi sulla legge "è
incostituzionale" ROMA - Diventerà oggi legge la manovra economica
proposta dal governo. Ma l'ufficio tecnico della Camera solleva dubbi di
costituzionalità sulla norma riguardante i precari. Ed è polemica sulla
vicenda Alitalia: salta l'audizione, prevista per
oggi, del ministro dell'Economia Tremonti alla Camera. Il Pd accusa:
"Governo in fuga". PETRINI A PAGINA 4 LIVINI A PAGINA 21.
( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
I - Roma Allarme Alitalia: "Gli
esuberi ricadranno su Roma" ANNA RITA CILLIS A PAGINA VII SEGUE A PAGINA
VII.
( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Roma
Deciso un "tavolo permanente". Il 14 Consiglio
comunale straordinario Alitalia, allarme esuberi "La crisi pesa su Roma" Vertice tra
Alemanno, Zingaretti e Marrazzo "Le ricadute occupazionali possono
diventare dirompenti" ANNA RITA CILLIS Pesa in gran parte su Roma e su
tutto il Lazio la vicenda Alitalia. Migliaia gli esuberi
ipotizzati sino ad ora, oltre a quelli che si trascinerà l'indotto. Un
problema che ha spinto il presidente della Regione Piero Marrazzo, il sindaco
di Roma, Gianni Alemanno, il sindaco di Fiumicino Mario Canapini, il presidente
della Provincia, Nicola Zingaretti, e i rappresentanti locali di Cgil, Uil,
Cisl, Ugl e Sdl a dar vita a un tavolo permanente. Una decisione presa alla
fine di un incontro tra le parti convocato ieri pomeriggio nella sede della
Regione dallo stesso governatore e al quale ha partecipato per Alitalia anche il presidente Aristide Police. La richiesta
di Comune, Regione, Provincia e sindacati è di essere "ascoltati" dal
governo visti i "i riflessi che il futuro della compagnia di bandiera avrà
sul territorio", per un "effettivo coinvolgimento" all'interno
dei processi di determinazione del futuro di Alitalia
"e dello strategico scalo di Fiumicino", dicono all'unisono le parti
attraverso un documento congiunto. La preoccupazione è "che le ricadute
occupazionali sul territorio, visto che l'80-90% dei lavoratori Alitalia risiede nel Lazio - ha spiegato al riguardo Piero
Marrazzo - possano diventare dirompenti". "Il nostro interesse non è
strumentale - ha spiegato Nicola Zingaretti - in parte è anche legato a una
vocazione produttiva di sviluppo e competitività del sistema regionale e
provinciale. Penso sia un segnale positivo per sollecitare al governo la
presentazione di un piano, ma soprattutto per conoscere e verificare le
condizioni necessarie affinché il sistema locale possa intervenire con le
proprie decisioni non a cose fatte, ma contribuendo ad orientare le scelte che
si faranno". Meno concilianti i sindacati: "Vogliamo riaffermare un
concetto semplice: ciò che non abbiamo concesso al governo Prodi e al ministro
Padoa Schioppa non lo concederemo al governo Berlusconi e al ministro Tremonti.
Ci deve essere un coinvolgimento vero dei sindacati sulla cordata che si sta
mettendo in campo per il risanamento di Alitalia",
ha detto al riguardo il segretario aggiunto della Cisl Roma, Salvatore Biondo.
Per il segretario regionale della Filt Cgil, Paolo Ricciotti: "Non è
pensabile fare piani industriali che non tengano conto dei nostri asset:
Fiumicino rimane un nodo fondamentale", mentre il segretario regionale
Uil, Felice Alfonsi puntualizza: "Abbiamo bisogno di una strategia del
sistema paese per uno sviluppo di Fiumicino e Alitalia
che sia inscindibile. Segnali incoraggianti arrivano dalla Compagnia aerea che
ha registrato a Fiumicino, nell'ambito del trend di crescita del traffico, un
aumento dei passeggeri del 29,6% a giugno e del 29,3% dal 1° al 28 luglio, a
fronte di una crescita dei posti offerti rispettivamente del 32% e del 29,9%.
( da "Repubblica, La" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Alitalia, salta l'audizione di Tremonti Pd
all'attacco: "Governo in fuga" E senza il piano di Intesa può
slittare anche la semestrale In Senato va Vito Toto da Letta. A Roma tavolo tra
comune, provincia e Regione ETTORE LIVINI MILANO - La partita per il salvataggio
di Alitalia, in eterna attesa della
fantomatica cordata italiana, si trasferisce in Parlamento. Giulio Tremonti, che la
scorsa settimana si era impegnato a riferire sulla situazione della Magliana,
non sarebbe invece più disponibile per l'audizione prevista oggi alla Camera,
malgrado la richiesta dei presidenti delle Commissioni bilancio e trasporti e
dell'opposizione. A presentarsi per un'informativa sarà il ministro dei
Rapporti con il Parlamento Elio Vito, il quale riferirà in Senato davanti alle
Commissioni riunite Bilancio e Lavori Pubblici di Palazzo Madama. . Un
"declassamento" duramente criticato dal Partito Democratico che
accusa l'esecutivo di "fuga" da una crisi aziendale per cui, malgrado
le dichiarazioni ottimistiche, si fatica a trovare una soluzione: "La
decisione di Tremonti di non presentarsi rappresenta un tentativo del governo
di rinviare qualsiasi discussione parlamentare su questo tema", ha detto
ieri Pierpaolo Baretta, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera, invocando
un intervento del presidente di Montecitorio, Fini. Le commissioni si
riuniranno comunque oggi per dirimere la situazione e sembra probabile che in
assenza di Tremonti la discussione possa in ogni caso scivolare a dopo la
stagione estiva. Tutta la partita Alitalia, del resto,
sembra essere stata congelata per questo mese per evitare scontri sindacali. è
ai box l'intervento legislativo per ritoccare la legge Marzano, così come, in
assenza di novità su questo fronte, anche Banca Intesa Sanpaolo non ha nuove
carte da presentare ai potenziali investitori, ancora in attesa di un vero e
proprio piano industriale. A muoversi, per ora, è solo Carlo Carlo Toto, numero
uno Air One, che ieri ha incontrato Gianni Letta. Questo rinvio (malgrado la
disponibilità mostrata da Cesare Geronzi a rimettere in pista Mediobanca sul
dossier) rischia però di mettere un po' in difficoltà il management, in teoria
chiamato a redigere la semestrale per il cda di venerdì prossimo. Non è un
mistero che il presidente Aristide Police non veda di buon occhio un piano
(come quello di Intesa) che segni una forte discontinuità della Vecchia Alitalia, destinata a diventare una bad company, dalla nuova
destinata a nascere dalle nozze con Air One. Il rischio per lui, che ha firmato
bilancio con l'impegno a garantire una continuità aziendale, è quello di
trovarsi con il cerino in mano, travolto da una valanga di cause. Degli
azionisti Alitalia, ad esempio, che in un eventuale
piano di rilancio rischiano di vedere i loro titoli (congelati in Borsa)
trasformati in carta straccia. Non a caso secondo fonti attendibili, il cda di
venerdì prossimo per l'approvazione della semestrale potrebbe slittare in
attesa di una maggior visibilità sui piani del governo. In teoria, la Magliana
ha tempo fino alla fine d'agosto per dare l'ok ai conti. Roma e il Lazio infine
hanno deciso di unire le forze per far sentire la loro voce: "Chiediamo al
governo di essere ascoltati congiuntamente", ha detto il presidente della
Regione Piero Marrazzo annunciando la nascita di un tavolo permanente tra
Regione, Comune di Roma, Provincia e organizzazioni sindacali.
( da "Unita, L'" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del di Livia Ermini TRA L'INCUDINE e il martello. Sono giorni difficili per il sindaco di Roma in bilico di fronte alla
crisi Alitalia. Da una parte c'è il suo ruolo di amministratore locale che gli
imponorrebbe di prendere a cuore il problema degli esuberi dei lavoratori
(5mila più i 2mila di Airone secondo le indiscrezioni uscite in questi giorni)
e quello di Fiumicino notevolmente ridimensionato, se non ridotto a scalo
regionale, se dovesse andare in porto il piano Intesa-San Paolo.
Dall'altra parte c'è la fedeltà allo schieramento politico di appartenenza e ad
una campagna elettorale giocata proprio sull'alternativa, tutta nostrana, alla
vendita ad Air France. Il diktat di Berlusconi si fa sentire forte e chiaro.
Per questo, pur condividendo il documento comune uscito dal tavolo
interistituzionale di confronto di ieri con Marrazzo, Zingaretti e i
rappresentanti delle sigle sindacali che chiede al Governo un confronto diretto
e maggior chiarezza sul piano industriale, il sindaco non può che confermare:
"A titolo personale ho sempre difeso l'idea di una cordata nazionale
perché ritengo possa dare maggiori garanzie di responsabilità sociale e
radicamento sul territorio di qualsiasi cordata internazionale. Ritengo invece
che tutto il territorio italiano è segnato da privatizzazioni che hanno
regalato pezzi di sistema industriale all'estero che non ha mai funzionato anzi
si e' trattato di uno stillicidio nel tempo". Dunque un colpo al cerchio e
una alla botte perché uscire dal dilemma non è facile. Il problema dei
licenziamenti e della cassa integrazione pesa come un macigno. Da fonte
sindacale si apprende che durante questa prima riunione (di quello che sarà un
tavolo permanente) il presidente di Alitalia Aristide
Police avrebbe confermato i 5mila esuberi di cui l'80% sarebbero concentrati
proprio sull'aeroporto di Fiumicino, notizia frettolosamente smentita da Via
della Magliana. Poi c'è l'indotto delle società che satellitano intorno alla
compagnia aerea. Per non parlare delle ricadute sull'intero territorio
regionale. "Il destino di Alitalia - ha detto il
presidente della Provincia Zingaretti - ha un impatto strategico anche per
quanto riguarda il sistema produttivo locale. Concerne il futuro di un'area che
riguarda non solo il suo aeroporto ma anche l'aeroporto di Ciampino, quello di
Civitavecchia, le reti infrastrutturali che Comune e Provincia devono
programmare per il futuro e la competitivita' sul territorio". Posizione
ovviamente condivisa dal presidente della Regione che parla di "tenuta di
una compagnia nazionale che veda nell'aeroporto di Fiumicino il perno di un hub
intercontinentale nel Mediterraneo".
( da "Unita, L'" del 05-08-2008)
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consultando l'edizione del Crisi Alitalia, al via il
tavolo delle istituzioni locali All'incontro voluto da Regione e Provincia
c'era anche il sindaco di Roma incerto tra fedeltà al governo e difesa di
Fiumicino.
( da "Unita, L'" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Expo, perché la Moratti vuole decidere da sola di Oreste Pivetta
/ Milano La vicenda dell'Expo che era nata e cresciuta sotto la stella
dell'unità nazionale sta già invecchiando con le rughe della politica, cioè dei
pasticci di potere per il potere e per i soldi. Film di quart'ordine con la
Moratti che recita sempre la stessa parte: che faccia il ministro o che faccia
il sindaco si sente sempre il commissario straordinario che non deve rendere
conto a nessuno. Per accontentarla Gianni Letta aveva messo in piedi una
piramide sbilenca, per metà Comitato di indirizzo e di programmazione (Cipem),
inzeppato di ministeri con l'aggiunta delle rappresentanze locali, per l'altra
metà un consiglio di gestione capitanato da un amministratore unico che avrebbe
dovuto rispondere solo a lei. Insomma un padrone (il Cipem) che non può alzare
un dito: tutto nella mani dell'accoppiata commissario straordinario -
amministratore unico. Tremonti, dopo averci riflettuto una notte, aveva mandato
all'aria il progetto di Letta ( progetto giudicato dai più, anche da Berlusconi
un mostro giuridico) e aveva fatto piangere un'altra volta la Moratti, che non
gli è mai stata simpatica. Così che si torna da capo, con una riunione
programmata per mercoledì a Roma e non ancora convocata e il ritardo lascia
intendere che si possa rinviare tutto a settembre. Per quale soluzione? Tutto
dipende da quanti passi indietro sarà a disposta a compiere la Moratti e in
primo luogo se saprà accettare l'accantonamento di Paolo Glisenti, l'uomo che
si porta appresso dai tempi della Rai e di Murdoch, al ministero e a Palazzo
Marino (il co.co.co, come denunciò l'Unità, più ricco d'Italia, a 180 euro
l'ora). Perchè proprio Paolo Glisenti sarebbe dovuto diventare l'amministratore
unico della Soge, cioè della società di gestione dell'Expo, che secondo il
sindaco-commissario avrebbe dovuto governare tutto, proprio tutto: dalle
infrastrutture fino all'ultimo degli eventi... Paolo Glisenti vanta una bella
tradizione di famiglia (il padre Giuseppe, morto tre anni fa, fu tra i manager
democristiani più influenti dagli anni cinquanta agli anni ottanta, tra l'altro
direttore generale dell'Iri, direttore della Rai ai tempi di Paolo Grassi,
presidente di Finmeccanica, consigliere dell'amministrazione nell'Iri di
Prodi), ma non altrettanto bei risultati quando si è messo in proprio. Si
potrebbero ricordare la sua avventura alla guida di Rcs Video, dopo Luca di
Montezemolo, e il disastro della Carolco, casa cinematografica americana, di
cui la Rcs Video con Montezemolo aveva acquistato un 3,7% poi salito fino al
12% e svalutato più volte. La partecipazione si rivelò fallimentare e alla
fine, nel 1995, fu ceduta alla 20th Century Fox di Murdoch, evitando ulteriori
danni, danni che il bilancio di Rcs valutò in quasi 44 miliardi di lire (ma
Mediobanca, sui conti di Rcs Video tra il 1992 e il 1998, con Montezemolo prima
e con Glisenti poi, arrivò a sommare 350 miliardi perdite). Naturalmente
Glisenti continuò tra alti e bassi imprenditoriali e consulenze, fino ad
arrivare alla corte della Moratti, ai tempi in cui il sindaco di Milano stava
alla Rai. Amore a prima vista. Glisenti seguirà la Moratti prima al ministero e
poi a Milano. La Moratti non gli ha negato ruoli di primo piano (ad esempio
nella costituzione della utility bresciano-milanese A2A) e non ha temuto di
spendere una parola di incoraggiamento a favore di Eliana Miglio, attrice e
seconda moglie di Glisenti, per un provino presso Agostino Saccà (come da
intercettazioni). Ma nel grande affare Expo Paolo Glisenti diventa non solo
"l'uomo dei pieni poteri" sotto l'ala del sindaco, ma anche l'uomo
della famiglia Moratti, cioè dei poteri petrolieri che hanno da riaffermare una
sorta di supremazia cittadina (anche di fronte agli arabi degli emirati che
paiono disposti a investire ben più di dieci miliardi). Così nel gioco delle
cordate, non è un caso che salti fuori il nome di Bruno Ferrante, ex questore,
candidato sindaco del centrosinistra proprio contro la Moratti, in ottimi
rapporti con tante e diverse aree della maggioranza di centrodestra (vedi le
belle parole di La Russa) e assai vicino a Salvatore Ligresti, che tanto ha
avuto dalla Moratti, ma soprattutto dal suo predecessore, Gabriele Albertini, e
che tanto s'attende dall'Expo. E visto che proprio Ligresti sì è fatto colonna
dell'impresa salva Alitalia promessa
da Berlusconi, tante attese non possono andare deluse. Certo Ferrante di
consensi potrebbe ottenerne molti, anche se per capire se la sua sia una
candidatura reale o se si tratti semplicemente di un colpo per affondare quella
di Glisenti bisognerà attendere il famoso decreto della presidenza del
consiglio, a questo punto più probabile in settembre, e quindi una
soluzione meno infernale di quella ideata da Letta. La strada più semplice
sarebbe quella indicata dal presidente della provincia di Milano, Filippo
Penati: un consiglio d'amministrazione rappresentativo e un amministratore
delegato, una cultura della collegialità che sappia coinvolgere tante voci a
partire da quelle degli enti locali. E cita gli esempi positivo del Giubileo e
delle Olimpiadi di Torino. L'augurio di Penati: "Che si chiuda
definitivamente questa fase di dibattito, che definerei lunare".
( da "Unita, L'" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Complimenti per la storia di Leoncelli Caro direttore, ho letto
nel locale bar Arci dove tutti i giorni vado a leggere i giornali, tra cui
l'Unità, la storia di Omar Venturelli Leoncelli. Per un italiano che sa come
vanno le cose di "giustizia" nel nostro paese, sapere che la tenacia
di moglie e figlia viene premiata dopo 35 anni per una coincidenza perché quel
giorno di turno era proprio il PM Baltazar Garzon,...Cile - Spagna - Praga -
Italia, mandato di cattura internazionale per tanto tempo ignorato,...sa quasi
di volere divino, di tante strane coincidenze,...che una volta tanto aiutano la
giustizia. Ogni tanto la giustizia funziona. Mi rammenta la tenacia di
Viesenthal con i criminali nazisti a distanza di decenni e decenni. Complimenti
per avere dato tanto risalto a questa notizia, quasi assente del tutto dagli
altri giornali e dai TG. Grazie. Adriano Fontani, Ponte d'Arbia (Siena) Chi
altri poteva coprire la Verità? Cara Unità, la censura al quadro del Tiepolo
"La verità svelata dal tempo", con un pudico velo sul rigoglioso seno
della Verità, è un bellissimo lapsus freudiano: chi, se non l'uomo che mente
talmente bene da convincersi delle sue bugie, come scriveva Montanelli,
potrebbe voler velare la verità? Angela Rigoli I più poveri tra i poveri Caro
Direttore, anche la spiaggia può essere un prezioso osservatorio sociale.
Frequento la spiaggia di Mondello (Palermo) nella sua zona libera piena zeppa
di bagnanti ed attraversata sempre da diecine e diecine di
"vu-cumprà". Sono generalmente marocchini o indiani del Bangladesh ed
offrono poverissime cose: collane e monili di pietre dure, palloni, teli da
mare, tatuaggi trasferelli, orologi cinesi da cinque euro, salvagenti per i
bambini, vestitini indiani, occhiali da sole, borse, cappelli di
paglia.....Ebbene vedo questi poveri venditori sempre più disperati, sempre più
accasciati. Vendono sempre di meno, di meno... Qualcuno di loro, specialmente
tra gli ultimi arrivati che non hanno ancora imparato la dura legge della
strada e della sopravvivenza, anche molto denutrito, con le ossa delle spalle
sporgenti come i nostri poveri di tanti anni fa... Vendono molto di meno e
fanno fatica guadagnare i dieci o quindici euro giornalieri per sopravvivere.
La gente è diventata assai attenta a come spende i soldi ed anche l'acquisto di
una collanina di pochi euro è diventato difficile. I "vu cumprà" avevano
un mercato nella popolazione meno abbiente. Ma questa ora stenta a vivere e di
conseguenza riduce tutto a cominciare dal superfluo che questi venditori
offrono. I poveri dei poveri sono i primi a cadere. Pietro Ancona Fare l'amore
in un prato ecco il vero crimine Cari due minorenni modenesi anonimi, vi scrivo
per esprimervi tutta la mia solidarietà. Mentre voi giustamente amoreggiavate
felici su un prato, il Parlamento varava di sottecchi norme anticostituzionali,
il governo schierava per le strade l'esercito come a Beirut (per
"proteggerci" non si sa bene da quale attacco), le poche decine di
migranti che sbarcano disperati sulle nostre venivano considerate
"emergenza nazionale", i rom venivano schedati come durante il
nazismo, la giustizia boccheggiava e la mafia, la camorra e la corruzione
impazzavano. In un Paese senza più speranza di riscatto, a cosa pensano le
mamme preoccupate o i vigili urbani in motocicletta? Naturalmente, a
intervenire "in pochi minuti" per fermare dei pericolosi delinquenti
come voi. Chissà quando mostreranno la stessa solerzia per combattere le
ingiustizie vere. Luca T. Barone Tutti zitti sugli esuberi Alitalia Tutti zitti. Per molto meno, quando c'era Prodi, i tassisti
hanno bloccato Roma e minacciato sfracelli. Ora si parla di 5000 "esuberi"
e, mi pare, all'orizzonte tutto tranquillo. Bruno Poggio, Asti Bene Pollastrini
sui temi etici Cara Unità, a seguito della garbata intervista comparsa ieri su
l'Unità vorrei ringraziare l'onorevole Barbara Pollastrini per la
sensibilità dimostrata - ancora una volta- nei confronti di temi etici e
sociali che sebbene forse interessino solo una parte dell'elettorato del PD (e
magari danno anche fastidio ad una parte di esso) sono alla base della
concezione di un partito laico e con aspettative di governo di un Paese che
sempre più, ahimè! appare sottoposto alle richieste di un altro stato, quello
Vaticano! Carla Fenoglio, Pavia L'incubo del divorzio all'italiana Cara Unità,
in Italia solo chi non è passato per una separazione non può capire l'incubo della
legge sul divorzio italiana. Personalmente per essere completamente libero da
un matrimonio fallito ci ho messo 4 anni (3 anni di separazione e 1 per il
divorzio: 1460 giorni)! Un tempo infinitamente lungo paragonato ai tempi del
divorzio nei restanti paesi europei e nel resto del mondo civile e avanzato
socialmente. Per quale motivo in Italia i tempi devono essere così lunghi e le
fasi devono essere 2 (3 anni di separazione più divorzio)? Qualcuno ha tentato
di giustificarmi che i 3 anni di separazione sono importanti perché in qualche
caso moglie e marito si sono riconciliati. Al che mi chiedo: per un 1% di
riconciliazioni (per esempio) ci deve essere un restante 99% che deve pagare un
prezzo altissimo? In quel 99% ci sono anche donne rimaste incinta di un nuovo
compagno che sono impossibilitate a risposarsi e dare una famiglia al nuovo
nascituro in quanto ancora legate legalmente al vecchio matrimonio ormai
fallito. Tutto questo in barba alla difesa dell'"Istituzione della
Famiglia" tanto sbandierata. Ci siamo mai chiesti perché molte nuove
coppie vanno a vivere insieme senza sposarsi? Forse perché il matrimonio è
visto in Italia come "un legame per la vita" tanto che per
scioglierlo ci vogliono 4 anni e tanti soldi da dare agli avvocati? Guardando
l'Onorevole Fini (ancora legato a sua moglie in quanto separato), l'Onorevole
Casini (appena separato e risposato dopo una lunga convivenza con la sua
attuale moglie) o Berlusconi (divorziato e risposato) non mi sembra che noi
cittadini italiani siamo molto diversi da chi difende l'istituzione della
famiglia in Parlamento e nelle Piazze. Allora, nel rispetto della famiglia e
dei cittadini italiani in generale, eliminiamo il periodo della separazione,
permettiamo a nuove famiglie di formarsi rapidamente senza intoppi assurdi che
ci allontanano dal resto dell'Europa. Alessandro Arbitrio.
( da "Unita, L'" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Alitalia, Tremonti si nega al
Parlamento Avrebbe dovuto riferire oggi sul caso, ma il ministro fugge. In
forse anche il cda sui conti di Laura Matteucci / Milano FERIE La cosa certa è
che oggi Tremonti non parlerà in Parlamento di Alitalia, come
invece chiedevano non solo le opposizioni, ma anche i presidenti delle
commissioni Bilancio e Trasporti della Camera. Quanto al fatto se ci
sarà o meno un'informativa da par- te del governo, si deciderà stamattina.
Questa la situazione: la compagnia di bandiera perde 2-3 milioni di euro al
giorno, è sospesa dalle contrattazioni di Piazza Affari da ormai due mesi,
Berlusconi ha annunciato una cordata di salvataggio che al momento ha garantito
solo 5mila esuberi (circa 3.500 per l'aeroporto di Fiumicino, secondo i
sindacati il dato sarebbe stato confermato dal presidente Aristide Police ieri
al tavolo enti locali-sindacati della Regione Lazio), ma il ministro
all'Economia no, lui ha già chiuso per ferie e sarà disponibile "per la
ripresa del lavoro parlamentare", chiarisce il ministro Elio Vito,
Rapporti con il Parlamento. Che si tratti davvero di irrinunciabili ferie o,
più probabile, di un rinvio diplomatico in assenza di novità e nomi da
spendere, il risultato non cambia. Il governo ha pure tentato lo "scambio
del fustino": due ministri (lo stesso Vito, e Altero Matteoli,
Infrastrutture e trasporti) al posto di uno. Tentativo fallimentare. "È
come il calciomercato: al posto di uno - ironizza Bruno Tabacci (Udc) - offrono
due ministri. Non ha senso". "È molto strano che il ministro
dell'economia non ritenga non solo opportuno, ma anche doveroso, riferire al
Parlamento le intenzioni del governo sulla compagnia di bandiera", dice la
senatrice Pd Marina Magistrelli, che fa parte della commissione Lavori
pubblici. Il senatore Pd Enrico Morando si appella al presidente Schifani:
"Non si può chiudere i battenti prima di aver avuto tutte le informazioni
disponibili sulla difficilissima evoluzione della vicenda Alitalia".
L'opposizione minaccia di ricorrere all'ostruzionismo sulla manovra economica,
oggi al voto conclusivo: si potrebbero, sostanzialmente, allungare i tempi di
esame degli ordini del giorno e delle dichiarazioni di voto finali che
inizialmente dovevano essere abbastanza brevi. Ma questo non cambia le cose per
Alitalia. Questa avrebbe dovuta essere l'ultima
settimana di lavoro per il dossier, prima della pausa ferragostana, con due appuntamenti
di rilievo: la relazione di Tremonti, appunto, e il cda sui conti semestrali,
previsto per venerdì. Ma anche questo potrebbe slittare, e venire posticipato a
fine mese. Una conferma che la tensione resta alta e che si preferisce far
decantare la vicenda. Intesa Sanpaolo, che a giugno ha avuto il mandato di
disegnare un piano, sarebbe ormai pronta a chiudere il dossier: il punto
centrale è l'integrazione dell'intera AirOne con le attività operative di Alitalia (tra l'altro ieri il presidente Carlo Toto ha
incontrato a Palazzo Chigi il sottosegretario Gianni Letta), mentre è esclusa
la cessione di rami d'azienda della compagnia di Toto. La scadenza formale
resta il 10 agosto, ma la presentazione ai vertici della compagnia potrebbe
arrivare anche prima. Poi toccherà al governo. Resta l'ipotesi di modifiche
alla legge Marzano, la procedura prefallimentare per il salvataggio delle
grandi aziende in crisi.
( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 185 del 2008-08-05 pagina 2 Consiglio straordinario sul caso-Alitalia di Redazione "Considero la situazione di Alitalia meritevole di ogni tipo di approfondimento. Prendendo atto delle
indicazioni dei presidenti dei gruppi consiliari ho convocato un consiglio
comunale straordinario per il giorno 14 agosto. Nella riunione dei
capigruppo di oggi verrà, inoltre, stabilito se proseguire su questa linea o
aggiornare la convocazione in data successiva". Lo afferma in una nota
Marco Pomarici, presidente del consiglio comunale. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Manifesto, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
IL CASO RAI 600
stabilizzati a rischio "Il governo attacca lo statuto dei lavoratori"
S. F. ROMA Dopo avvocati e giuslavoristi, è l'ufficio studi della Camera a
sollevare dubbi di costituzionalità sulla norma che preclude ai lavoratori con
contratto a tempo determinato, giudicato "irregolare", la possibilità
di essere reintegrati (dunque stabilizzati) da un magistrato. Ignorati i primi,
il governo dà segno di non curarsi neppure dei rilievi dei tecnici del
parlamento. In definitiva, e senza tanti giri di parole, dell'articolo 3 della
nostra Costituzione, che sancisce il principio di uguaglianza di tutti i
cittadini davanti alla legge. Il sottosegretario all'economia, Giuseppe Vegas,
la spiega così: "Il problema non è se la norma sia costituzionale o meno,
ma se sia ammissibile o meno aprire le porte della spesa pubblica a precari che
non hanno titolo per essere assunti". In paese normale parole del genere
(pur se in piena sintonia con quanto finora praticato dal governo) dovrebbero
destare scompiglio e indignazione. Invece ieri a tenere banco sono stati i
'non-detti maligni' del sottosegretario. "Sui precari la norma è stata
fatta con l'accordo...", allude Vegas davanti a una platea di giornalisti.
Accordo con chi, scusi? "Accordo significa con il consenso generale",
suona la blanda rettifica. Apriti cielo: "Nessun consenso generale sulla
norma anti precari, né durante la discussione, né nella famosa notte in
commissione bilancio della camera, né dopo le modifiche del senato", tuona
il capogruppo Pd in commissione bilancio, l'ex sindacalista Cisl Pierpaolo
Baretta, "è arrivato il momento di chiudere una stucchevole quanto
pretestuosa insinuazione polemica". I dubbi di costituzionalità
dell'odiosa norma erano stati sollevati in mattinata dai tecnici del servizio
studi della camera, nella relazione di analisi sulle modifiche apportate dal
senato alla manovra d'estate (che oggi sarà approvata dal governo con la
fiducia). "Sembra opportuna un'attenta valutazione della distinzione
introdotta dalla norma in esame, alla luce del principio di ragionevolezza di
cui all'articolo 3 della Costituzione". La "distinzione" allude
al differente trattamento, che l'emendamento introduce, tra i precari con
contenzioso aperto (che sono moltissimi, non solo alle Poste) - che non
potranno più essere stabilizzati da un magistrato, ma irrisoriamente
'liquidati' dall'azienda con un indennizzo dalle 2,5 alle 6 mensilità - e
coloro che invece siano già stati stabilizzati, con sentenza definitiva, o
decidano in futuro di aprire un contenzioso (per costoro la possibilità di
essere stabilizzati resta integra). L'articolo 3 della Costituzione è invece
quello che sancisce l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Uguaglianza che, è il rilievo dei tecnici della camera, a "sanatoria"
approvata, verrebbe meno. Simbolicamente, la possibilità di essere stabilizzati
da un giudice, qualora si dimostri che i contratti a tempo determinato siano
stati stipulati "irregolarmente", equivale ad un 'articolo 18' per i
precari. Lo dimostra anche la mole consistente di cause in corso, non solo in
Rai, Poste, Alitalia e via dicendo, ma anche nel settore privato (turismo e commercio
per dirne due). Tra l'altro, i dati Istat dicono che è proprio il contratto a
tempo determinato la forma più frequente di precarietà. Cosa che, spiegano
diversi giuslavoristi, ha a che fare con una questione di potere e di ricattabilità
del lavoratore, trattandosi di un contratto oneroso dal punto di vista
economico quanto uno a tempo indeterminato. Ma il governo tira dritto. In
aperto spregio del dettato costituzionale. "Ci sono state innumerevoli
volte norme del genere", argomenta Vegas. E sull'ipotesi (già annunciata
dalla Cgil) di ricorsi alla Corte costituzionale: "Vedremo... L'importante
per i conti pubblici è che non venga assunto chi non ha i requisiti".
"La distinzione tra i lavoratori che, alla data del decreto, avevano una
causa aperta e tutti gli altri che l'apriranno in un altro momento è
chiaramente discriminatoria e crea una nuova categoria di precari tra i
precari", denunciano dal Pd Pierpaolo Baretta e Alberto Fluvi:
"L'unica strada era e resta quella di togliere di mezzo
l'emendamento". Secondo il neosegretario di Rifondazione comunista, Paolo
Ferrero, "la norma lede il principio di uguaglianza sancito dalla
Costituzione": "I precari italiani hanno già abbastanza guai per
conto loro, e le odiose norme di Sacconi e Tremonti non faranno che
aggravarli". ROMA "Come ci si sente?". "Incazzati,
angosciati, e molto preoccupati". Età media, dai 35 ai 40 anni. Lavoro
qualificato, dal montaggio alla regia. Nessuna certezza per anni. E prospettive
oggi ancora più fosche. Anni di contratti precari (a tempo determinato)
rinnovati sempre all'ultimo. Fino a quella che tutti definiscono l'extrema
ratio: "Perchè chi ce lo avrebbe fatto fare di aprire un contenzioso con
l'azienda, con tutto quello che questo comporta anche in termini economici, se
non il fatto che era l'unico modo per fare valere i nostri diritti?". Il
caso Rai mostra perfettamente quale mannaia rischia di abbattersi sulla vita di
centinaia, più probabilmente migliaia, di persone con l'approvazione della
norma (o sanatoria che dir si voglia) cosiddetta anti precari. Un attacco ai
diritti del lavoro, in questo caso a quell'unico diritto 'concesso' ai precari:
la possibilità di ottenere dal magistrato la stabilizzazione del rapporto di
lavoro. Secondo le stime di alcuni avvocati, sono circa 600 le persone
reintegrate a tempo indeterminato, molte di loro anche da quattro o cinque
anni, ma ancora in mezzo al guado del contenzioso (dal momento che tre sono i
gradi di giudizio). A rischio ora di essere messi alla porta, con un indennizzo
irrisorio dalle 2,5 alle 6 mensilità. Trentasette anni di età, Angelo (ma il
nome, come tutti quelli a seguire, è di fantasia) è riuscito ad accumulare 11
contratti a tempo determinato, ciascuno di diversa durata, dal '99 al 2006. E'
allora che decide di aprire il contenzioso con l'azienda. Nel 2007, il giudice
riconosce l'"irregolarità" del suo contratto a tempo determinato e
impone la sua stabilizzazione. Ma non si tratta che del primo grado di
giudizio. E il reintegro domani, a norma approvata, potrebbe essere messo in
discussione dall'azienda. Al contenzioso, d'altro canto, "non c'erano
alternative", spiegano un po' tutti. Nessun seguito hanno mai avuto le
selezioni finalizzate alla stabilizzazione promosse dalla Rai: nel 2001, Angelo
era risultato idoneo, insieme ad altre 29 persone. "Ma non se ne fece
nulla". Dall'altra parte, c'erano gli accordi sindacali. "Ma anche
lì, la garanzia della stabilizzazione è venuta col tempo - spiega Angelo -
Negli anni scorsi, tra il 2001 e il 2003, ci veniva chiesto di rinunciare alla
causa ma senza alcuna contropartita. Nessun riconoscimento degli scatti di
anzianità, nessuna certezza della stabilizzazione". E' così che in molti
hanno deciso di aprire un contenzioso. "Contenzioso a cui rinuncerei
subito, con la garanzia di un'assunzione", dice Valentina, assistente alla
regia in Rai dal '95, reintegrata due anni fa in primo grado di giudizio
("ma al livello più basso, il quinto"), e ora in attesa di sentenza
definitiva: "Qui si tocca lo statuto dei lavoratori, non si tratta solo di
noi". L'ultimo accordo tra azienda e sindacati è stato siglato lo scorso
maggio. La risposta Rai alla traduzione in legge del protocollo sul welfare -
che prevedeva la possibilità di un unico rinnovo per i contratti a tempo determinato
già prorogati o rinnovati per 36 mesi - era stata il 'congelamento' dei
contratti a tempo determinato. Poi l'accordo, per la stabilizzazione, di qui ai
prossimi sei anni, di circa 3 mila lavoratori precari (e al quale possono
accedere anche coloro con contenzioso in corso, previa rinuncia). Molti di loro
non hanno ancora deciso se tentare l'ingresso o meno in uno dei bacini per la
stabilizzazione: "Le graduatorie non sono ancora uscite, e bisogna vedere
quali sono le condizioni, quanti gli anni di anzianità riconosciuta...",
spiega Giulia, 39 anni. "E poi, quale garanzia abbiamo che gli accordi
saranno rispettati?", chiede Angelo, "per chi già faceva parte dei
bacini per la stabilizzazione forse non ci saranno problemi, ma per chi ha un
contenzioso aperto, cosa succede?".
( da "Manifesto, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
TAGLI ALLA STAMPA Tremonti
si sottrae al Parlamento Sarà il ministro dei rapporti con il parlamento Elivo
Vito a riferire oggi in parlamento sugli sviluppi del caso Alitalia. Il governo si nasconde e, costretto, affida la patata bollente
a un ministro di serie B che non interverrà nemmeno in aula ma davanti alle
commissioni bilancio e lavori pubblici del senato oggi pomeriggio alle
( da "Corriere della Sera" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-05 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Vito parlerà al Senato. Sea pronta a trattare sulla maxi-causa da
1,2 miliardi Salvataggio Alitalia, governo
in aula MILANO - Il confronto tra il parlamento e il ministro dell'Economia
Tremonti sul dossier Alitalia pare definitivamente rimandato a settembre. Dopo l'indisponibilità
del ministro dell'Economia, la cui presenza era stata sollecitata alla Camera
anche dai presidenti di commissione Giancarlo Giorgetti (Bilancio-Lega)
e Mario Valducci (Trasporti-Pdl) oltre che dall'opposizione, il governo ha
informalmente offerto l'audizione del titolare delle infrastrutture Matteoli o
del ministro dei Rapporti col Parlamento Elio Vito. La scelta è caduta su
quest'ultimo che oggi riferirà in Senato, presso le commissioni Bilancio e
Lavori pubblici, nonostante per tutta la giornata l'opposizione abbia ribadito
di volere un confronto diretto con Tremonti. Sempre ieri, dal tavolo
interistituzionale tra enti locali e sindacati, sono arrivate voci che
attribuivano al presidente della Magliana Aristide Police la conferma della cifra
di 5mila esuberi, di cui
( da "Corriere della Sera" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-08-05 num: -
pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia Gli enti locali
"Chiarezza sul futuro dei lavoratori" "Per quanto riguarda gli
esuberi dei dipendenti di Alitalia che lavorano all'aeroporto
di Fiumicino, dovremmo considerare una percentuale compresa fra l'ottanta e il
novanta per cento". Cifre drammatiche quelle snocciolate dal
presidente della Regione, Piero Marrazzo, nell'annunciare la nascita del tavolo
interistituzionale permanente con Regione, Comune, Provincia e organizzazioni
sindacali sulla vicenda Alitalia. Alla fine
dell'incontro - presenti come detto anche il sindaco Alemanno e il presidente
della Provincia Nicola Zingaretti - è stato diramato un comunicato nel quale,
"in relazione alle ultime notizie concernenti l'ipotesi di rilancio della
compagnia Alitalia, le istituzioni locali e le
organizzazioni sindacali, rappresentative del territorio, chiedono al Governo
un effettivo coinvolgimento all'interno dei processi di determinazione del
futuro della compagnia aerea di bandiera e dello strategico scalo di
Fiumicino". Nel documento congiunto firmato nel corso del tavolo
interistituzionale da Marrazzo, Zingaretti e Alemanno, è anche detto che,
"considerata l'importanza rivestita dall'asset aeroportuale per il sistema
di Roma e del Lazio, si chiede quindi una maggiore chiarezza sulle ipotesi di
piano industriale e la necessità di comunicazioni formali da parte del Governo
rispetto al futuro dei lavoratori di Alitalia, di
quelli legati al suo indotto e dei programmi di sviluppo dell'intero comparto
aeroportuale". Altra richiesta fondamentale: le istituzioni presenti al
tavolo "vorrebbero conoscere la capacità e la reale consistenza del Fondo
di sostegno al reddito previsto per i lavoratori. La crescita di questo
territorio, la salvaguardia dei livelli occupazionali, lo sguardo a concrete partnership
internazionali e in generale la scelta di credere in un futuro di Alitalia non può che passare per un costante confronto tra
tutte le istituzioni, a tutti i livelli, e con tutte le parti sociali. In un
mercato tanto competitivo e in un momento economico difficile per tutto il
Paese non sarebbe accettabile in alcun modo una concreta riduzione del ruolo di
Alitalia e dell'aeroporto Leonardo da Vinci".
( da "Manifesto, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Sara Farolfi ROMA
Dopo avvocati e giuslavoristi, è l'ufficio studi della Camera a sollevare dubbi
di costituzionalità sulla norma che preclude ai lavoratori con contratto a
tempo determinato, giudicato "irregolare", la possibilità di essere
reintegrati (dunque stabilizzati) da un magistrato. Ignorati i primi, il
governo dà segno di non curarsi neppure dei rilievi dei tecnici del parlamento.
In definitiva, e senza tanti giri di parole, dell'articolo 3 della nostra
Costituzione, che sancisce il principio di uguaglianza di tutti i cittadini
davanti alla legge. Il sottosegretario all'economia, Giuseppe Vegas, la spiega
così: "Il problema non è se la norma sia costituzionale o meno, ma se sia
ammissibile o meno aprire le porte della spesa pubblica a precari che non hanno
titolo per essere assunti". In paese normale parole del genere (pur se in
piena sintonia con quanto finora praticato dal governo) dovrebbero destare scompiglio
e indignazione. Invece ieri a tenere banco sono stati i 'non-detti maligni' del
sottosegretario. "Sui precari la norma è stata fatta con
l'accordo...", allude Vegas davanti a una platea di giornalisti. Accordo
con chi, scusi? "Accordo significa con il consenso generale", suona
la blanda rettifica. Apriti cielo: "Nessun consenso generale sulla norma
anti precari, né durante la discussione, né nella famosa notte in commissione
bilancio della camera, né dopo le modifiche del senato", tuona il capogruppo
Pd in commissione bilancio, l'ex sindacalista Cisl Pierpaolo Baretta, "è
arrivato il momento di chiudere una stucchevole quanto pretestuosa insinuazione
polemica". I dubbi di costituzionalità dell'odiosa norma erano stati
sollevati in mattinata dai tecnici del servizio studi della camera, nella
relazione di analisi sulle modifiche apportate dal senato alla manovra d'estate
(che oggi sarà approvata dal governo con la fiducia). "Sembra opportuna
un'attenta valutazione della distinzione introdotta dalla norma in esame, alla
luce del principio di ragionevolezza di cui all'articolo 3 della
Costituzione". La "distinzione" allude al differente
trattamento, che l'emendamento introduce, tra i precari con contenzioso aperto
(che sono moltissimi, non solo alle Poste) - che non potranno più essere
stabilizzati da un magistrato, ma irrisoriamente 'liquidati' dall'azienda con
un indennizzo dalle 2,5 alle 6 mensilità - e coloro che invece siano già stati
stabilizzati, con sentenza definitiva, o decidano in futuro di aprire un
contenzioso (per costoro la possibilità di essere stabilizzati resta integra).
L'articolo 3 della Costituzione è invece quello che sancisce l'uguaglianza dei
cittadini di fronte alla legge. Uguaglianza che, è il rilievo dei tecnici della
camera, a "sanatoria" approvata, verrebbe meno. Simbolicamente, la
possibilità di essere stabilizzati da un giudice, qualora si dimostri che i
contratti a tempo determinato siano stati stipulati "irregolarmente",
equivale ad un 'articolo 18' per i precari. Lo dimostra anche la mole
consistente di cause in corso, non solo in Rai, Poste, Alitalia e via
dicendo, ma anche nel settore privato (turismo e commercio per dirne due). Tra
l'altro, i dati Istat dicono che è proprio il contratto a tempo determinato la
forma più frequente di precarietà. Cosa che, spiegano diversi giuslavoristi, ha
a che fare con una questione di potere e di ricattabilità del lavoratore,
trattandosi di un contratto oneroso dal punto di vista economico quanto uno a
tempo indeterminato. Ma il governo tira dritto. In aperto spregio del dettato
costituzionale. "Ci sono state innumerevoli volte norme del genere",
argomenta Vegas. E sull'ipotesi (già annunciata dalla Cgil) di ricorsi alla
Corte costituzionale: "Vedremo... L'importante per i conti pubblici è che
non venga assunto chi non ha i requisiti". "La distinzione tra i
lavoratori che, alla data del decreto, avevano una causa aperta e tutti gli
altri che l'apriranno in un altro momento è chiaramente discriminatoria e crea
una nuova categoria di precari tra i precari", denunciano dal Pd Pierpaolo
Baretta e Alberto Fluvi: "L'unica strada era e resta quella di togliere di
mezzo l'emendamento". Secondo il neosegretario di Rifondazione comunista,
Paolo Ferrero, "la norma lede il principio di uguaglianza sancito dalla
Costituzione": "I precari italiani hanno già abbastanza guai per
conto loro, e le odiose norme di Sacconi e Tremonti non faranno che
aggravarli".
( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Il ministro della
Gioventù Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia
stato posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e
tifosi italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i
diritti da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si
viene intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli
strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto
misure analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le
ragioni note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni
del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi
come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono
blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha
stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori
schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di
più di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i
libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano
"purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il
regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le
descrizioni di massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in
francese. Inaudito. Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito
vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che
può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi
occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una
grande manovra di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche
nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience
straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che
di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters
sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi,
due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi
(a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una
cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina
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questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra è più
felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i
conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il
matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli
intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in
un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida
dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro
studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena.
In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che
riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più
ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa
nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli
intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società
sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre
i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la
destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare
questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più
felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa
e il mondo Commenti ( 35 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello
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30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto
sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che
prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in
regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla
non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili
urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado,
degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in
condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il
provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede
il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso
per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza
con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini
per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di
aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un
semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli
affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi
farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con
Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare
fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in
Italia, immigrazione Commenti ( 56 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di
Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è
insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes
Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli
di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80
dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero.
Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa
sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio
e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha
messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures
nel marzo
( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 185 del 2008-08-05 pagina 0 Alitalia, Berlusconi: "Faremo
un miracolo" di Redazione Il premier: "Regaleremo all'Italia una
'sua', profittevole, compagnia di bandiera". Intanto si profila il
conferimento di Air One alla newco in cambio di denaro, azioni e un
rappresentante alla vicepresidenza Roma - "Quanto aspetteremo per una
soluzione sul caso Alitalia? Non molto. Stiamo lavorando. Faremo un altro miracolo e
regaleremo all'Italia una 'sua', profittevole, compagnia di bandiera". è
quanto afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una
intervista al settimanale Chi. Il nodo intercettazioni Il presidente del
Consiglio torna a pralare anche di intercettazioni. "I calunniatori sono
sempre in pista - ha spiegato Berlusconi - bisogna mettere fine alla pratica
criminale delle intercettazioni che sono un'intromissione violenta e
inaccettabile nella vita di ciascuno di noi". In tarda mattinata il
cavaliere aveva, infatti, incontrato a Palazzo Grazioli il Guardasigilli,
Angelino Alfano, e il parlamentare del Pdl, Niccolò Ghedini. Il conferimento
dell'intera Air One alla nuova alitalia in cambio di denaro e azioni della
newco e di un rappresentante del gruppo alla vicepresidenza: è lo schema,
secondo quanto risulta a Radiocor, su cui l'advisor Intesa Sanpaolo sta
trattando con il gruppo air one per la nascita della nuova compagnia di
bandiera con un peso molto forte sul mercato nazionale del trasporto aereo, da
aggregare poi con un partner straniero. Il nodo è rappresentato dalla
valutazione di air one. La richiesta iniziale di toto era di almeno 400
milioni. Attualmente però si sta trattando su valori intorno a 250-300 milioni.
Una parte della somma, non meno di 100 milioni, secondo lo schema dell'accordo,
verrà reinvestita in una partecipazione di toto alla newco. A un esponente del
gruppo toccherà la vicepresidenza. In capo ad alitalia finirebbe anche il
debito di air one, che ammonta a circa 110 milioni. Il gruppo air one, inoltre,
ha acceso dei finanziamenti per l'acquisizione di 90 aerei da medio raggio
a320, di cui 16 sono già in flotta mentre gli altri saranno consegnati entro il
2013. Il premier e la first lady "Non si può fare pace se non c'è stata
guerra". Con queste parole il premier pone fine alle interpretazioni sulla
"riappacificazione forzata" con la moglie Veronica Lario. "Le
solite bugie", dice il presidente del Consiglio, che smentisce qualsiasi
crisi nel suo matrimonio: "Non è assolutamente vero". A proposito
della rinuncia al ruolo di first lady da parte della moglie, Berlusconi dice:
"Apprezzo e molto la sua riservatezza". L'intervista è corredata da
un servizio fotografico esclusivo in cui, dopo diversi anni, Silvio Berlusconi
posa insieme con la moglie Veronica, a Villa Certosa. Con loro, nelle foto, c'è
il nipotino Alessandro, figlio della primogenita Barbara. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Unita, L'" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del TARIFFE BASSE AirOne contro Ryanair Guerra delle tariffe tra
Airone e Ryanair, la compagnia britannica di voli loow cost. Le tariffe
applicate da Ryanair sulla rotta Alghero-Roma Ciampino sono troppo basse. Lo
sostiene Airone in un ricorso presentato ieri al Tar del Lazio. La compagnia
aerea di Carlo Toto, coinvolta nella partita del
salvataggio di Alitalia, chiede ai giudici amministrativi di imporre all'enac di
pronunciarsi sugli atti di diffida presentati nei mesi scorsi (senza ricevere
risposta) per ottenere provvedimenti inibitori nei confronti della compagnia
irlandese sulla rotta in questione al fine di ripristinare una parità di
condizioni concorrenziali.
( da "Unita, L'" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Alitalia, Berlusconi promette miracoli.
Ma il governo scappa Secondo indiscrezioni AirOne confluirebbe nella nuova
compagnia per 400 milioni di euro e una vicepresidenza Tremonti in Parlamento
solo il 10 settembre. Il piano industriale scivola ancora e Vito chiede un
"impegno congiunto" /Milano "Faremo un nuovo miracolo, quello di
una compagnia di bandiera italiana e profittevole". Berlusconi, ormai alle
strette con i tempi, spara alto sulla vicenda Alitalia,proprio
mentre il suo governo pensa bene di darsela agambe e di non affrontare il
Parlamento. Giulio Tremonti ha pensato fosse meglio prendere tempo e rimandare
tutto al 10 settembre, lasciando al povero ministro dei rapporti con il
Parlamento Elio Vito il compito di arrampicarsi sugli specchi davanti alle
Commissioni Lavori pubblici e Bilancio del Senato. "Progetto
particolarmente difficile", "situazione estremamente critica",
"trattativa di estrema delicatezza" "un forte impegno
bipartisan" sono state le frasi di circostanza con cui Vito ha detto che,
allo stato attuale dei fatti, Alitalia sta come prima,
anzi peggio e che un piano industriale credibile e soprattutto sorretto da una cordata
di imprenditori solidi ancora non c'è. Secondo alcune voci IntesaSan Paolo nel
suo ruolo di advosr starebbe lavorando all'ipotesi del passaggio di AirOne alla
nuova Alitalia in cambo di denaro e azioni della newco
e di un rappresentante del gruppo alla vicepresidenza.Lo scoglio sarebbe la
cifra che il presidente di AirOne Toto avrebbe chiesto: 400 milioni di euro
diventati ora 250-300 cui si aggiungerebbero anche tutti i suoi debiti, circa
110 milioni di euro. Il tutto per presentarsi sul mercato alla ricerca di un
partner straniero. "Uno spettacolo desolante".ha bollato l'audizione
di Vito Marco Filippi capogruppo del pd in commissione lavori pubblici al
senato- abbiamo posto domande secche su questioni di cui ormai si parla da più
di un mese. il ministro si è di fatto trincerato dietro un incomprensibile e
ingiustificabile riserbo mentre in contemporanea, sulle agenzie, uscivano le dichiarazioni del premier secondo le quali sarebbe
vicino il miracolo per Alitalia". Un totale scollamento, sembrerebbe di capire, tra quello
che si va raccontando in Parlamento e quello che si getta in pasto all'opinione
pubblica, mentre cresce la tensione e la preoccupazione tra i dipendenti Alitalia che cominciano a credere che forse 5mila esuberi non basteranno.
E se Alitalia, in attesa dei comodi di Tremonti
convoca il suo consiglio di amministrazione per il 29 settembre a Roma ci si
comincia a muovere per Fiumicino che, dai tagli dovrebbe essere il più
penalizzato. Il 15 settembre è infatti previsto un consiglio comunale
straordinario che potrebbe però anche essere anticipato nel caso di novità.
Alle quali però, Berlusconi escluso, nessuno sembra credere sul serio.
( da "Repubblica, La" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Berlusconi
rilancia, ma Vito (Pdl) tira il freno: "Obiettivo ogni giorno più
difficile, serve l'impegno bipartisan". Casini (Udc): meglio i francesi
"Alitalia, faremo un altro miracolo" Semestrale a settembre. Air
France e Iberia, utili a picco ma meglio delle attese ETTORE LIVINI MILANO -
"Alitalia? Stiamo lavorando, faremo un altro miracolo". L'ottimismo
di Silvio Berlusconi sul salvataggio della Magliana ("c'è una cordata
italiana, bastano 3-4 settimane per due diligence e offerta",
vaticinava già a fine marzo) non va in vacanza nemmeno ad agosto. "Stiamo
lavorando - ha confessato in un'intervista al settimanale Chi (gruppo
Mondadori, controllato al 50% dalla Fininvest) - riusciremo a regalare
all'Italia una sua profittevole compagnia di bandiera". I tempi per il
salvataggio, però, continuano ad allungarsi e il costo del regalo, dopo il
primo anticipo di 300 milioni del prestito ponte, sembra destinato ad essere
sempre più alto, sia in termini occupazionali che di utilizzo di denaro
pubblico. La compagnia di bandiera, infatti, in difficoltà a firmare un
bilancio senza la presenza di un piano di sopravvivenza, ha rimandato al 29
agosto il cda per la semestrale mentre Giulio Tremonti ha delegato ieri a Elio
Vito (ministro dei rapporti con il Parlamento) il compito di fare il punto
della situazione sul salvataggio in Parlamento, impegnandosi a dire la sua
davanti alle commissioni trasporti e bilancio della Camera il prossimo 10
settembre. Vito comunque ha usato toni più prudenti rispetto al leader del
Popolo delle libertà. "Banca Intesa presenterà nelle prossime settimane i
risultati della propria attività - ha detto - il Governo ha fatto la sua parte
e continuerà ancora di più a farla". La situazione però, ha aggiunto,
"diventa ogni giorno più difficile". "Al punto in cui siamo
giunti la questione Alitalia richiede uno sforzo
congiunto di tutte le energie del Paese, le forze politiche, le istituzioni nazionali
e locali, i sindacati e le imprese. Sarebbe irresponsabile - ha concluso -
ridurre il confronto ad una sterile contrapposizione fra maggioranza ed
opposizione". Come è successo, ad esempio, a marzo, con la compagnia di
bandiera trascinata a forza da Silvio Berlusconi nell'arena della campagna
elettorale con il risultato di far scappare Air France che aveva presentato
un'offerta (a giudicare dalle indiscrezioni) meno penalizzante sotto il profilo
occupazionale di quella in arrivo adesso. "Siamo preoccupatissimi perché
sull'Alitalia si va avanti ad indiscrezioni e questo
ulteriore rinvio conferma le nostre preoccupazioni ? ha detto ieri il ministro
ombra del welfare Enrico Letta criticando l'assenza di Tremonti ? questa
decisione mostra l'assenza di strategia da parte del governo in una partita che
è diventata una corsa contro il tempo e dove ogni settimana persa peggiora la
situazione". E il leader dell'Udc, Casini, ha detto al Tg1: "Per me
era meglio la soluzione Air France". E proprio Air France-Klm ha chiuso il
secondo trimestre dell'anno con 168 milioni di profitti, il 60% in meno del
2007 ma molto più delle stime con ricavi in crescita del 5,8%. I titoli del
gruppo di Jean Cyril Spinetta hanno chiuso in rialzo del 9,8%. Stesso andamento
per Iberia: gli utili sono crollati del 72%, meglio delle attese e il titolo è
salito dell'8,8%.
( da "Manifesto, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Galapagos Succede,
casualmente su un aereo, di "orecchiare" un paio di persone che
parlano tra di loro. E, non casualmente visto che parlano di legge
dell'editoria, succede di "drizzare" le orecchie. I due (un ministro
e un sottosegretario) parlano della "incazzatura" e delle minacce di
Feltri di far diventare Libero un quotidiano ferocemente anti-berlusconiano.
Non succederà, garantisce il ministro: Berlusconi ha già pronta una soluzione.
Sarebbe stato interessante sapere quale. Anche perché un paio di settimane fa
in un editoriale Vittorio Feltri aveva espresso "nervosismo" per una
riforma vera che salverebbe i giornali di partito e quelli editi da cooperative
di giornalisti, unici editori puri in Italia. Rischierebbe invece di non
salvarsi il suo giornale, il cui editore (Angelucci) è un imprenditore.
Proprietario, peraltro, di un altro giornale (il Riformista) che riceve
contributi per l'editoria. Ma Feltri non deve temere. In
attesa che Berlusconi faccia "'o miracolo" - ieri l'ha promesso anche
per Alitalia - con la manovra approvata ieri dalla Camera è iniziato il count
down che rischia di far chiudere il manifesto e parecchie altre testate la cui
unica colpa è di esprimere "idee" e di non essere unicamente
contenitori di pubblicità e gadget. I contributi diretti all'editoria
costano circa 180-190 milioni l'anno rispetto ai 305 milioni di contributi per
le spese postali che in larga parte finiscono in poche capienti mani di gruppi
editoriali spesso quotati in borsa con bilanci largamente in attivo. Con il
risultato che gli utili distribuiti agli azionisti derivano in parte dalla
generosità dello stato. Se la legge fosse modificata con intelligenza si
potrebbe risparmiare un bel po'. In ogni caso sono soldi che contribuiscono a
rendere plurale il mondo dell'informazione nel quale, altrimenti, avrebbero
diritto di opinione solo poche testate, tutte legate a grandi gruppi economici.
Grandi testate che, oltretutto, convogliano quasi tutta la pubblicità residua
che non viene intercettata dai colossi televisivi. Ma c'è la certezza che una
riforma seria Berlusconi e i suoi non la vogliano: l'obiettivo è togliersi di
torno parecchi critici scomodi. Per non far chiudere i giornali
"amici", un po' di soldi il presidente del consiglio è pronto a
trovarli. Ma a rischiare grosso con l'approvazione della manovra non è solo il
manifesto: i tagli triennali programmati (oltre 36 miliardi di euro) rischiano
di deprimere ulteriormente, e per alcuni anni, l'economia italiana. In questa
ottica - magari molti lettori si scandalizzeranno - non possiamo che essere
d'accordo con un commento di Cirino Pomicino che sul Sole 24 ore di ieri
impartisce una lezione di economia a Tremonti accusandolo di una politica
economica pro-ciclica, cioè di tagliare spesa corrente in una fase nella quale
la spesa dovrebbe essere sostenuta per rilanciare l'economia. Pomicino non
critica i tagli, ma il fattto di non aver indirizzato le risorse che si erano
liberate per interventi diretti nell'economia, dando soprattutto impluso agli
investimenti. Ma c'è di più: le critiche ai contenuti economici non sono tutto.
Il peggio è nei contenuti sociali che prefigurano uno stato leggero nel quale
spariscono i diritti: dalla scuola alla pensione, dall'assitenza alla
previdenza. Ma soprattutto i diritti dei lavoratori.
( da "Manifesto, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
Un futuro radioso: la nuova promessa del presidente del consiglio "'O
miracolo" di Berlusconi Slitta però a settembre l'approvazione del piano
di salvataggio Sara Farolfi ROMA Un'altro miracolo all'italiana, promette il
cavaliere conversando di Alitalia con un
settimanale. Un
po' come a Napoli forse, il che non promette nulla di buono. Anche perchè, date
le condizioni in versa il trasporto aereo, in tutto il globo messo in ginocchio
dal caro petrolio, con un'operazione di facciata non si andrà molto lontano. Il
piano a cui sta lavorando l'advisor Intesa-San Paolo per il salvataggio della
compagnia di bandiera viaggia ancora in mare aperto. E burrascoso, considerato
lo stato finanziario della compagnia. Il governo di fatto ha rimandato tutto a
settembre. Il cda dell'aviolinea con all'ordine del giorno i conti semestrali, previsto
per venerdì prossimo, è slittato al 27 agosto. Come pure l'informativa del
ministro dell'economia Tremonti al parlamento, che è stata rimandata al 10
settembre. Ieri invece a riferire al senato è stato Elio Vito, ministro per i
rapporti con il parlamento. Altro che 'o miracolo'. Ribadendo la volontà del
governo di una soluzione italianissima, Vito ha parlato di un "progetto
particolarmente difficile da realizzare, condizionato da tempi strettissimi e
da una situazione della compagnia - finanziariamente, patrimonialmente e
industrialmente - particolarmente critica". Intesa Sanpaolo presenterà il
piano di salvataggio nelle prossime settimane, ha aggiunto. Ma il problema
principale resta quello noto: la cordata italiana - di cui farebbero parte oltre
a Intesa, Benetton, Ligresti, forse Colaninno, e poi, con un impegno
finanziario inferiore, Fossati, Gavio, Marcegaglia e Tronchetti Provera -
pretende la consegna di una compagnia 'ripulita' di tutti i debiti. Debiti che,
al contrario, Air France era disposta ad accollarsi. Il piano a cui
l'amministratore delegato di Intesa sta lavorando prevede il conferimento
dell'intera AirOne (debiti inclusi, e si parla di 110 milioni di euro) alla
nuova Alitalia e la creazione di una nuova compagnia con
un peso molto forte sul mercato nazionale del trasporto aereo, da aggregare poi
con un partner straniero. La contropartita per Carlo Toto, patron di AirOne,
consisterebbe in denaro (pare si stia trattando su una cifra intorno a 250-300
milioni), azioni della nuova compagnia, e un rappresentante del gruppo alla
vicepresidenza, secondo quanto ieri riportava l'agenzia di stampa Radiocor. In
termini sociali, la ristrutturazione si annuncia feroce, con non meno di 5 mila
esuberi (come ha detto Berlusconi qualche giorno fa), tra prepensionamenti,
cassa integrazione, e esternalizzazioni in altre società come Fintecna e
Finmeccanica. "Al punto in cui siamo giunti - ha detto ieri il ministro
per i rapporti con il parlamento - la questione Alitalia
richiede uno sforzo congiunto di tutte le energie del paese, forze politiche,
istituzioni locali, sindacati e imprese, per raggiungere un obiettivo che
diventa ogni giorno più difficile". Duro il giudizio che arriva dalle fila
del partito democratico. Secondo Pierluigi Bersani, "è evidente che il
governo non sa che pesci pigliare. E il problema - aggiunge - diventa
sostanziale perchè mentre Air France si sarebbe caricata di tutti i debiti, le
soluzioni che si affacciano ora pretendono che si debbano scorporare le difficoltà,
per poter attrarre azionisti, e questo pone problemi procedurali dal punto di
vista della tutela dei creditori, dei lavoratori e dei concorrenti, che
sicuramente si farebbero sentire". Quanto al piano industriale, Bersani
considera la prospettiva offerta dal governo "molto debole, perchè non
assicura una partnership internazionale adeguata": "La soluzione -
conclude - deve esprimere una soluzione certa e immediata con un vettore
internazionale. Con meno di questo avremo un problema subito e un problemone
tra due anni".
( da "Manifesto, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
CARO CARBURANTE
British e Iberia nei guai Momento difficile per le compagnie aeree: il caro
carburante penalizza i bilanci trimestrali. Le prime a pubblicare rendiconti
preoccupanti sono state Ryanair e British Airways, che hanno registrato un
crollo degli utili netti: uno scivolone dell'88% per la compagnia inglese, che
ha registrato 230 milioni di sterline in meno rispetto all'anno scorso, mentre
il vettore irlandese ha visto scendere da
( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-06 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Il leader Udc Casini "Era meglio Air France La cordata è
sparita" "Era meglio Air France". Il parere è di Pier Ferdinando
Casini. Per il leader dell'Udc, "abbiamo dato 300
milioni ad Alitalia a fondo perduto, soldi dei cittadini buttati nel pozzo dell'Alitalia. La cordata dei salvatori annunciata da Berlusconi in campagna
elettorale si è volatilizzata. E se arriverà poi a prendersi la parte minimale
depurata dei debiti a privatizzare così son buoni tutti".
( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-06 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Intervista Per Jarach (Sda Bocconi) sarebbe decisivo poter contare
su un hub nel Medio Oriente "Per l'alleanza meglio un partner arabo"
MILANO - Con l'annuncio della fusione tra British Airways e la spagnola Iberia,
il settore aereo europeo è entrato in una nuova fase di consolidamento. Le voci
di altri movimenti si rincorrono e secondo David Jarach, docente di Marketing
del trasporto aereo alla Sda Bocconi, potrebbero riguardare vettori come Sas,
Austrian o qualche low cost. Per Alitalia, invece,
più verosimile l'ipotesi di futuri accordi "leggeri". Che cosa ha
dato la scossa al settore? "Lo scenario fosco per l'industria del
trasporto aereo, causato dal caro-petrolio e dalla domanda in calo dei
passeggeri, soprattutto della clientela d'affari che è quella più premiante.
La tendenza del settore è strettamente legata all'andamento economico: se cala
la crescita, frena la domanda di biglietti. L'incertezza dei ricavi e la
certezza dell'aumento dei costi sono stati l'incentivo a consolidarsi per fare
massa critica. La fusione tra BA e Iberia non è la prima fusione e non sarà
certo neanche l'ultima". Quale potrebbe essere la prossima? "Le prede
oggi sono la scandinava Sas, l'Austrain Airlines di cui il governo austriaco ha
detto di voler mettere in vendita la quota di maggioranza - e qualche altro
vettore low-cost nell'Est Europa". Chi potrebbe avere interesse ad
allearsi con chi? "British Airways la sua mossa l'ha già fatta. Ed è
un'integrazione logica, che completa il suo focus che è il Nord-America con
quello di Iberia che è l'America Latina. Attualmente la compagnia più liquida è
Lufthansa. La società tedesca è sana e ha grande disponibilità finanziaria. Sta
aspettando l'occasione migliore. L'interesse principale è per Sas e in secondo
luogo per Austrian Airlines. Gli austriaci sono anche nelle mire di Aeroflot e
di alcuni vettori arabi". E Alitalia? "Né
Lufthansa, BA, Air France o altre società credo saranno disposte a entrare
senza prima aver visto che cosa succederà a livello di ristrutturazione.
Ritengo, poi, che il possibile candidato non procederà subito con un'alleanza
societaria, ma comincerà con un accordo operativo, senza esporsi con
finanziariamente. Penso, per esempio, al code-sharing, l'accordo con cui una
linea aerea commercializza un servizio o un volo di un'altra linea. Si tratta
della formula di cooperazione più diffusa, meno vincolante e di breve durata:
si rinnova, in genere, ogni sei mesi". Nessun'altra possibilità? "Per
Alitalia sarebbe interessante un'alleanza con una compagnia
araba, perché nel Medio Oriente avrebbe una piattaforma hub che le
permetterebbero di raggiungere aree dove non vola più, come l'Australia o
l'Estremo Oriente. Ma tutte finora hanno smentito un interesse. Aeroflot era
un'ipotesi più politica che reale. La società russa sarebbe un
"investitore dormiente", si limiterebbe a un apporto finanziario
senza fornire il valore industriale che altri vettori, invece, possono mettere
in campo. Ma il tempo delle alleanze, comunque, non è ancora maturo. E quando
lo sarà? "In ottobre, quando arriverà la bassa stagione. Le compagnie che
lasceranno a terra gli apparecchi saranno quelle più predabili, perché il loro
valore di impresa sarà compromesso. Certo, se il prezzo del carburante
continuerà a scendere, le prede potrebbero avere una boccata d'ossigeno".
Fausta Chiesa.
( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-06 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Verso il piano Il premier: faremo un altro miracolo, l'Italia avrà la sua compagnia di bandiera Alitalia, si fa avanti il Veneto "Salvataggio federale"
Manzato: "Per la Sabena sono intervenute le Regioni" Vito alla
Camera: il piano di Intesa entro poche settimane. Cadono i profitti di Air
France e British Airways MILANO - Arriva da Nordest una nuova candidatura per
la cordata, in lunga incubazione, che dovrebbe finanziare il rilancio di
Alitalia. A bussare alle stanze della politica e della
finanza impegnate nel progetto però non è un imprenditore ma la regione Veneto.
L'ipotesi, lanciata per la prima volta nello scorso fine settimana dal
vicepresidente regionale, il leghista Franco Manzato, fa perno sul ruolo della
holding di partecipazioni Veneto Sviluppo, controllata al 51% dalla Regione ma
partecipata con quote importanti da Unicredit (15%) e Intesa Sanpaolo (8%),
advisor del governo sul dossier Alitalia. La proposta
ha suscitato qualche polemica a livello regionale, e un sicuro interesse tra
chi lavora ad ogni livello al dossier. "Parliamo di un grande asset per il
turismo italiano e del Veneto " spiega oggi Manzato. "Naturalmente,
la nostra proposta potrà eventualmente definirsi solo con un piano preciso, che
abbia chiari orizzonti internazionali e rispetti i criteri economici
dell'investimento, tracciando una netta cesura con la pesante eredità del
passato". Come molti degli attori privati raccolti in cordata, anche in
Veneto sembra indispensabile che i debiti della vecchia Alitalia
non siano esigibili da quella "nuova ". Questa istanza è ben presente
al governo e, secondo fonti interne alla maggioranza, sarebbe stata integralmente
recepita dalle prime bozze di modifica della Legge Marzano. La discussione sul
punto è stata per ora rinviata, ma è possibile che venga riaperta in sede
governativa prima del 29 agosto, data a cui ieri è stata rinviata la
presentazione dei conti semestrali fissata per l'
( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-06 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE L' "eretico" Il governatore va alla guerra: la
nomenklatura berlusconiana mi ostacola. E intanto qui la Lega si sta prendendo
tutto Galan: farò il partito veneto. Silvio è con me "Bossi e il dito
contro l'inno? Sbaglia. Sacconi, politico datato. Brancher è un
centralista" DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA - Non toccategli Silvio Berlusconi.
Giancarlo Galan lo segue da 22 anni, da quando, fresco del master alla Bocconi
in business administration, si fece convincere dal Cavaliere, che ancora
Cavaliere non era, che era meglio lavorare al servizio della neonata Publitalia
(per 19 milioni di lire all'anno) piuttosto che accettare offerte molto più
allettanti: "Caro il mio ragazzo - gli disse il Berlusca -: il futuro è
qui". "Ho rischiato di prenderle da mio padre - racconta ora il
governatore del Veneto -, in molti mi hanno dato del pazzo. Ma aveva ragione
lui, un genio...". E quando, nel '94, il Cavaliere propose a Galan (che
nel frattempo aveva scalato i gradini di Publitalia, divenendone direttore
centrale) di mollare tutto per gettarsi in politica, lui, ben lontano
dall'immaginare che per i successivi 14 anni avrebbe governato il Veneto,
vacillò paurosamente nell'apprendere che il nuovo partito si sarebbe chiamato
Forza Italia: "Oddio, siamo rovinati, con quel nome non arriviamo al
2%" osò. E naturalmente si accodò. Eppure, nonostante anche l'aneddotica
venga in soccorso, negli ultimi tempi il "doge" forzista qualche
gomitata l'ha tirata al suo ex datore di lavoro e ora premier. Punture di
spillo rispetto ai ceffoni che sono volati tra lo stesso Galan e alcuni
alleati. Ma la spia, comunque, di un disagio sull'asse Veneto-Pdl-Lega. Galan
l'eretico, ormai lo chiamano. Il Gianburrasca. Ha scritto un libro, "Il
Nordest sono io!", che già dal titolo sembra fatto apposta per fare
incazzare alleati presenti e futuri. E poi uno strappo dietro l'altro. Sulle
impronte ai rom: "E' razzismo". Contro il Gentilini di Treviso:
"Troppo duro con i gay". Contro chi a Palazzo Chigi ha velato il seno
del Tiepolo: "Un'assurdità ". Contro il dito alzato da Bossi: "I
ministri non fanno queste cose". Contro quei leghisti che portano a
pascolare maiali "nei luoghi sacri per altre religioni". Su Malpensa:
"Un errore storico: era meglio vendere Alitalia ad Air France". E' come se, in attesa del federalismo
fiscale, Galan si fosse cucito addosso una sorta di federalismo ad personam, di
libertà di strappo: "E se non me la danno, me la prendo!". Che
succede? Succede che Galan, il soldato fedele al Cavaliere, sta andando alla
guerra. Contro la Lega di Bossi. Contro una parte del suo stesso
partito, Forza Italia. La posta in palio è la conquista del Nordest: "E'
una sfida - dice il governatore, arrotolandosi le maniche della camicia - per
la guida della rappresentanza politica ed economica del Veneto. La prossima
primavera andranno al voto 5 province su 7 e 300 comuni su 500. E lì ci
giochiamo tanto". Qui, alle ultime Politiche, FI ha perso quasi l'8% a
vantaggio della Lega. E Galan ne ha ricavato la certezza che "o si fa
qualcosa di rivoluzionario oppure Bossi si pappa tutto". Perché, aggiunge,
"il Pdl ha di fatto lasciato l'esclusiva sul Veneto alla Lega. Che è stata
brava, certo, ad interpretare gli umori della gente, ma non ha trovato
ostacoli. Io, che qui ho fondato Fi nel '94, ho il dovere di non lasciare ad
altri gli ideali di chi mi ha seguito". Cercasi "eresia",
allora. Galan la vede nella nascita di un Partito Veneto, modello bavarese,
legato al Pdl nazionale, ma dotato di larghissima autonomia patrimoniale e
politica. "Le liste vanno fatte qui, i candidati scelti qui, i sindaci
pure. E poi voglio ministri che non diventino di colpo centralisti appena
arrivano a Roma ". Con Berlusconi ha parlato ("E' interessato").
"Il problema - aggiunge - sono i berlusconiani, la nomenklatura... C'è chi
frena. Chi spera che Bossi faccia fuori quel gran rompiscatole di Galan. Chi
aspetta gli eventi". Le legioni sono già scese in campo: un migliaio di
amministratori veneti (gli "autoconvocati ") e i cosiddetti sindaci
del 20% (dalla quota Irpef che vorrebbero mantenere sul territorio). "Un
movimento che viene dal basso, guai a tradirlo" ringhia il governatore.
Che si fida solo di Berlusconi: "Le grandi eresie nascono da uomini fuori
dagli schemi. Spero che il premier metta la testa su questo progetto. Il Veneto
fa scuola dal welfare alla sanità, dalla raccolta differenziata dei rifiuti all'uso
dei fondi europei. Ci prendano a modello". E invece si respirano atmosfere
romanocentriche. "Brunetta? Bravo, ma abituato a far calare sul Veneto
schemi nazionali. Sacconi? Preparato, ma il suo modo di fare politica è datato.
Brancher? Centralista, siamo arrivati ai ferri corti. Formigoni? Sogna un
ministero, io sono allergico". Dicono che Bossi farà di tutto per impedire
a Galan di tagliare il traguardo del quarto mandato. "Magari vado in
pensione o a tonni" gigioneggia il governatore. Che non intende però appaltare
la successione al Senatur: "Comunque farò campagna elettorale in prima
persona, un certo peso ce l'ho...". Francesco Alberti.
( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-06 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Aereo Alitalia Si guasta
il volo, deputati a terra: "Vicenda penosa" MILANO - Certo in questo
momento per l'Alitalia non ci voleva proprio. Lo ha sottolineato il vicesindaco di
Milano Riccardo De Corato, che si è trovato a terra all'aeroporto di Fiumicino
per un guasto all'aereo insieme al capogruppo della Lega Nord a Palazzo Marino,
Matteo Salvini, Renato Farina e Elena Centemero (Pdl): "Una situazione
simile, in questo periodo in cui stiamo cercando di salvare Alitalia
- ha detto De Corato - è una cosa penosa". I deputati milanesi, ieri
impegnati alla Camera per il voto sulla manovra finanziaria, sono stati vittima
di una piccola disavventura, con una lunga attesa per riuscire a prendere un
aereo Alitalia per Linate e alcuni successivi
trasbordi da un velivolo a un altro per guasti al sistema informatico. Il vicesindaco
ha raccontato che i problemi sono cominciati con un volo delle 18: i passeggeri
sono stati fatti salire e poi scendere per un guasto al sistema informatico.
Posticipata la partenza con il volo delle 20.15. Al quale però è toccata la
stessa sorte. E sono rimasti in attesa di poter partire con l'ultimo aereo
utile per Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
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N. 186 del
2008-08-06 pagina 1 Pronta la Nuova Alitalia: ecco il piano di Redazione Un miliardo dai privati,
accorpamento con Air One e accordi con Air France o Lufthansa La
"nuova" Alitalia comincia a delinearsi. Intesa Sanpaolo, chiamata dal governo a
dare le idee, le ha date. Adesso le scelte sono politiche, e impegneranno
alcune settimane, permettendo agli italiani di superare agosto senza blocchi o
barriere. Ecco i dettagli del piano: un miliardo dai privati,
aggregazione con Air One e accordi con Air France o Lufthansa. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
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N. 186 del
2008-08-06 pagina 7 Berlusconi: "Faremo il miracolo" di Redazione
"Regaleremo all'Italia un'aviolinea profittevole". Il consiglio per la
semestrale rinviato a fine agosto. Tremonti il 10 settembre alla Camera da
Milano "Faremo un altro miracolo e regaleremo all'Italia una
"sua" profittevole compagnia di bandiera", ha detto il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Quanto aspetteremo per una
soluzione? Non molto. Stiamo lavorando". Tutto, comunque, slitta a fine
mese. Ieri è stata rinviata a fine mese la riunione del
consiglio di amministrazione di Alitalia per
l'approvazione dei conti semestrali. Era in programma per venerdì, ora è stata
spostata al 29 agosto, ultimo giorno utile per approvare il bilancio a giugno.
L'approvazione della semestrale è un momento cruciale per lo sviluppo degli
avvenimenti; in quella sede, infatti, sarà confermata, o no, la
"continuità aziendale", e in base a questa decisione potrà essere
avviato il piano industriale messo a punto da Intesa Sanpaolo. Intanto ieri la
Camera ha deciso che l'informativa del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti,
si terrà dopo la pausa estiva, il 10 settembre. Per quella data è plausibile
che alcune delle decisioni fondamentali per il futuro della compagnia siano già
state prese. Intervenendo ieri in Senato, il ministro dei Rapporti col
Parlamento Elio Vito ha spiegato che occorrerà uno sforzo unanime: "Al
punto in cui siamo giunti, la questione Alitalia
richiede uno sforzo congiunto di tutte le energie del Paese - le forze
politiche, le istituzioni, nazionali e locali, le organizzazioni dei
lavoratori, le imprese, per raggiungere un obiettivo che diventa ogni giorno
più difficile. In questa prospettiva credo che, pur nel normale svolgersi della
dialettica politica e parlamentare, debba prevalere - ha sottolineato Vito - la
consapevolezza che il recupero di efficienze e di competitività dell'azienda
rappresenta un interesse nazionale di rilevanza strategica, rispetto al quale
sarebbe irresponsabile ridurre il confronto ad una sterile contrapposizione tra
maggioranza ed opposizione". Critica l'opposizione: "È il solito
rinvio. Il governo non sa che pesci prendere", ha commentato il ministro
ombra dell'Economia, Pier Luigi Bersani. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Manifesto, Il" del 06-08-2008)
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ALITALIA
"'O miracolo" di Berlusconi Un futuro radioso: la nuova promessa del
presidente del consiglio Slitta però a settembre l'approvazione del piano di
salvataggio Sara Farolfi ROMA Un'altro miracolo all'italiana, promette il
cavaliere conversando di Alitalia con un
settimanale. Un
po' come a Napoli forse, il che non promette nulla di buono. Anche perchè, date
le condizioni in versa il trasporto aereo, in tutto il globo messo in ginocchio
dal caro petrolio, con un'operazione di facciata non si andrà molto lontano. Il
piano a cui sta lavorando l'advisor Intesa-San Paolo per il salvataggio della
compagnia di bandiera viaggia ancora in mare aperto. E burrascoso, considerato
lo stato finanziario della compagnia. Il governo di fatto ha rimandato tutto a
settembre. Il cda dell'aviolinea con all'ordine del giorno i conti semestrali,
previsto per venerdì prossimo, è slittato al 27 agosto. Come pure l'informativa
del ministro dell'economia Tremonti al parlamento, che è stata rimandata al 10
settembre. Ieri invece a riferire al senato è stato Elio Vito, ministro per i
rapporti con il parlamento. Altro che 'o miracolo'. Ribadendo la volontà del
governo di una soluzione italianissima, Vito ha parlato di un "progetto particolarmente
difficile da realizzare, condizionato da tempi strettissimi e da una situazione
della compagnia - finanziariamente, patrimonialmente e industrialmente -
particolarmente critica". Intesa Sanpaolo presenterà il piano di
salvataggio nelle prossime settimane, ha aggiunto. Ma il problema principale
resta quello noto: la cordata italiana - di cui farebbero parte oltre a Intesa,
Benetton, Ligresti, forse Colaninno, e poi, con un impegno finanziario
inferiore, Fossati, Gavio, Marcegaglia e Tronchetti Provera - pretende la
consegna di una compagnia 'ripulita' di tutti i debiti. Debiti che, al
contrario, Air France era disposta ad accollarsi. Il piano a cui
l'amministratore delegato di Intesa sta lavorando prevede il conferimento
dell'intera AirOne (debiti inclusi, e si parla di 110 milioni di euro) alla
nuova Alitalia e la creazione di una nuova compagnia
con un peso molto forte sul mercato nazionale del trasporto aereo, da aggregare
poi con un partner straniero. La contropartita per Carlo Toto, patron di AirOne,
consisterebbe in denaro (pare si stia trattando su una cifra intorno a 250-300
milioni), azioni della nuova compagnia, e un rappresentante del gruppo alla
vicepresidenza, secondo quanto ieri riportava l'agenzia di stampa Radiocor. In
termini sociali, la ristrutturazione si annuncia feroce, con non meno di 5 mila
esuberi (come ha detto Berlusconi qualche giorno fa), tra prepensionamenti,
cassa integrazione, e esternalizzazioni in altre società come Fintecna e
Finmeccanica. "Al punto in cui siamo giunti - ha detto ieri il ministro
per i rapporti con il parlamento - la questione Alitalia
richiede uno sforzo congiunto di tutte le energie del paese, forze politiche,
istituzioni locali, sindacati e imprese, per raggiungere un obiettivo che
diventa ogni giorno più difficile". Duro il giudizio che arriva dalle fila
del partito democratico. Secondo Pierluigi Bersani, "è evidente che il
governo non sa che pesci pigliare. E il problema - aggiunge - diventa
sostanziale perchè mentre Air France si sarebbe caricata di tutti i debiti, le
soluzioni che si affacciano ora pretendono che si debbano scorporare le
difficoltà, per poter attrarre azionisti, e questo pone problemi procedurali
dal punto di vista della tutela dei creditori, dei lavoratori e dei
concorrenti, che sicuramente si farebbero sentire". Quanto al piano
industriale, Bersani considera la prospettiva offerta dal governo "molto
debole, perchè non assicura una partnership internazionale adeguata":
"La soluzione - conclude - deve esprimere una soluzione certa e immediata
con un vettore internazionale. Con meno di questo avremo un problema subito e
un problemone tra due anni".
( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 186 del
2008-08-06 pagina 0 Il progetto è pronto: ecco la "Nuova Alitalia" di Paolo Stefanato Il piano messo a punto da
Intesa Sanpaolo per il rilancio del vettore in crisi. Un miliardo dai privati.
Aggregazione con Air One. La società sarà leader sul mercato nazionale e per il
lungo raggio stringerà un "profit sharing" con Air France o
Lufthansa. Berlusconi: Faremo il miracolo" Milano - La "nuova" Alitalia comincia a delinearsi. Intesa Sanpaolo, chiamata
dal governo a dare le idee, le ha date. Adesso le scelte sono politiche, e
impegneranno alcune settimane, permettendo agli italiani di superare agosto
senza blocchi o barriere (poi, si vedrà). Scelte non facili: il Tesoro (alias, il ministro Tremonti), azionista di Alitalia, dovrà
decidere se e come accollarsi debiti e personale che la "nuova" Alitalia non potrà permettersi. Dovrà trovare uno strumento adatto a
"ritagliare" un pezzo della compagnia attuale, quello buono, per
separarlo dai rottami e conferirlo a chi se ne farà carico. E chi se ne
farà carico? Un gruppo di privati italiani, di imprenditori che mai e poi mai
metterebbero nemmeno un chip in "questa" compagnia, ma che a una
società "pulita", carica solo di un ragionevole rischio industriale,
parteciperanno con 50-100 milioni a testa. è proprio questa "newco"
la chiave del piano industriale proposto da Intesa per consentire all'Italia di
mantenere un servizio di trasporto aereo nazionale, che svolga quella funzione
pubblica che non è solo turistica o di business, ma proprio di collegamento tra
le varie città di un Paese lungo e stretto. La Svizzera o il Belgio si possono
girare in bicicletta; l'Italia no. Benetton, innanzitutto; poi Ligresti,
Aponte, Marcegaglia, Riva, Colaninno, sono già pronti. Potranno entrare nel
capitale anche Intesa Sanpaolo, e altre banche e istituzioni finanziarie
internazionali (Nomura, Morgan Stanley). A Colaninno verrà ritagliato un ruolo
di primo piano, con responsabilità ancora da definire: un uomo a lui vicino,
Rocco Sabelli, sarà l'amministratore delegato e sta già studiando il piano
industriale della nuova Alitalia. I capitali freschi
necessari sono quantificati in un miliardo di euro: ma non bastano i soldi per
rilanciare Alitalia, occorre quello che si chiama
"massa critica". Oggi la compagnia pubblica ha all'incirca il 40% del
mercato domestico, dopo aver subito una costante erosione negli anni, anche per
le barriere create dall'Antitrust alle alleanze nazionali che via via si sono
profilate: il 40% è troppo poco, specie a confronto con Air France, Lufthansa,
British Airways, che nei rispettivi Paesi hanno quote tra il 70 e il 90%. Così,
assieme al capitale, l'altro cardine del progetto di Intesa è l'accorpamento di
Air One, seconda compagnia italiana, con una quota di mercato intorno al 22%.
Proprio in questi giorni si sta discutendo il "come". Carlo Toto
potrebbe conferire la sua compagnia, in particolare la flotta, gli ordini per i
nuovi aerei e i debiti relativi (un aereo è come una casa comprata col mutuo);
gli aerei di Air One sono essenziali per svecchiare e razionalizzare la flotta
di Alitalia. Se Toto conferirà la sua compagnia,
otterrà in cambio azioni, pari all'incirca al 30% del capitale. In questo caso
diventerebbe il primo azionista singolo e potrebbe essere nominato presidente o
vicepresidente. Ma può anche essere che Toto decida, semplicemente, di vendere
alla newco, di incassare una cifra tra i 250 e i 400 milioni, e di reinvestirne
una tranche nella nuova Alitalia. Le dimensioni di
quest'ultima non sono ben definite, ma il piano prevede che fin dal primo
esercizio il fatturato sarà superiore a quello attuale di Alitalia.
In altre parole, o saliranno sensibilmente i prezzi, o l'attività non sarà
ridimensionata; c'è da augurarsi, ovviamente, che prevalga il secondo aspetto.
La compagnia sarà fortemente radicata sul mercato domestico, dove avrà una
leadership forte; questa volta la bacchetta dell'Antitrust dovrebbe fermarsi a
mezz'aria perché nel giudizio sulla tratta Milano-Roma (una delle più trafficate
e più profittevoli del mondo) entrerà in gioco anche la concorrenza dei treni
ad alta velocità. I collegamenti internazionali saranno confermati e poi
sviluppati. Quelli intercontinentali, la cui espansione negli anni passati si è
intrecciata con la scelta (mai completamente realizzata) dell'hub a Malpensa,
seguiranno invece un altro modello: quello di una forte alleanza, in tempi
stretti, con un grande vettore europeo (in pratica, Air France o Lufthansa),
che non sia un semplice "code sharing", ma un vero "profit
sharing"; significa dividere gli utili, come in una società comune, e non
solo dare continuità di servizio. Questo non significa che il piano preveda la
cessione della "nuova Alitalia", che, al
contrario, conta sulla propria autonomia. Una volta avviata, la compagnia,
completamente privata, sarà quotata in Borsa. Il Tesoro perderà tutto, capitale
e obbligazioni: del resto, già da anni Alitalia è
tecnicamente fallita e viene tenuta in vita con l'ossigeno (l'ultima boccata è
stato il prestito-ponte di 300 milioni che, va osservato, non entrerà nella
newco e quindi resterà a carico della "vecchia" società). Le
obbligazioni (il famoso Mengozzi bond) hanno un valore nominale di 700 milioni,
di cui circa 500 nel portafoglio del Tesoro e
( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
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me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non
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10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di
ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che
Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2,
sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti,
sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito
da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è
trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa
c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il
"Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd.
Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte
da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in
fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la
sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è
andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e
trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista.
Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e
del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece
riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo
Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio
opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli
attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così
come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che
aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito
che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes, average: 3.54 out
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Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare
proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun
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Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri
terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2,
sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti,
sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato
arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav
Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la
Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già
annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna,
Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in
fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra
(in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per
abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza
Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro
violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non
ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista
del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza,
a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre"
si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci
saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (40
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08
Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla
(anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro
(leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea
al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il
Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare
tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red"
(prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve
subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle
intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti
interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli
altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito
c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione
dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una
manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e
scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di
Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io
e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è
costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere
il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni
città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori
saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd,
dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a
quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione
stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour
servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà
condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di
vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere
lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione
è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano
anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni
abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono
proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere
Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su
Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise
nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla
testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio?
A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di
un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare
quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e
radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi
insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex
ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in
particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca
lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35
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( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non
commentato " (1 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di
ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che
Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti
e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando
Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma
reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la
vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
Varie Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con
Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già
scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la
Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato
fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la
loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano
Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio
questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo)
dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza
contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza
(oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle
estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo
qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una
Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
Varie Commenti ( 208 ) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del
Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro
sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su
due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti
dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome
della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella
convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol,
banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con
Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo.
io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter
è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a
riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere
il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità .
"Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da
settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare
in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza:
lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine
compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista
al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se
l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma
lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante
divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) "
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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi
vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni,
creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo,
tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal
parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere
all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di
un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare
quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e
radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi
insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex
ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni,
in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non
cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35
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( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento.
Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog
sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla
home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione.
Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non commentato "
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Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri
terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2,
sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti,
sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato
arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav
Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la
Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già
annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna,
Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in
fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra
(in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per
abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza
Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro
violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non
ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista
del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza,
a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre"
si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci
saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (40
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08
Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla
(anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro
(leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea
al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il
Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare
tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red"
(prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve
subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle
intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti
interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli
altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito
c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione
dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una
manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e
scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di
Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io
e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è
costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere
il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni
città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori
saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd,
dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a
quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione
stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour
servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà
condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di
vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere
lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione
è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano
anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni
abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono
proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere
Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su
Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise
nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla
testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio?
A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di
un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare
quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e
radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi
insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex
ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in
particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca
lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35
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( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non
commentato " (1 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di
ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che
Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con
travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti
e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia",
qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio
per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile
finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (52
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Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio
mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza
Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì,
compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a
soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato
improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio
grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo
per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina
da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e
Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro
Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso:
Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista
e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo
simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero:
sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi
Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti):
anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice,
"è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza
senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e
sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro
chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (40 votes, average: 3.7 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul
bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e
Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura
Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la
Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato
il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano
il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai
servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano,
almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della
giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma
con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si
allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo
dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a
prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con
Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il
segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente
manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che
mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a
caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia.
Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come
annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega
Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad
attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare,
a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani",
a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes, average: 3.54 out
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Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala
Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del
giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza:
unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere
Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su
Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise
nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla
testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio?
A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di
un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare
quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical
chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già,
perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro
della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in
particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca
lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35
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( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento.
Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog
sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla
home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione.
Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non commentato "
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Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri
terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13
votes, average: 3.23 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2,
sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti,
sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato
arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav
Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la
Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già
annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna,
Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in
fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra
(in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per
abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza
Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro
violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non
ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista
del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza,
a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre"
si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci
saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (40
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08
Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla
(anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro
(leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea
al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il
Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare
tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red"
(prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve
subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle
intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti
interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli
altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito
c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione
dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una
manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e
scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di
Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io
e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è
costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere
il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni
città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori
saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd,
dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a
quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione
stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour
servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà
condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di
vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere
lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione
è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano
anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni
abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono
proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere
Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su
Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise
nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla
testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio?
A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di
un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare
quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e
radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi
insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex
ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in
particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca
lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35
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( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non
commentato " (1 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di
ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che
Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti
e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando
Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma
reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la
vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
Varie Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con
Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già
scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la
Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato
fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la
loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano
Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio
questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo)
dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza
contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza
(oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle
estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo
qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una
Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni
di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché
questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie
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a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
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Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere
all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di
un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare
quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e
radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi
insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex
ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni,
in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non
cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35
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( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non
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10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di
ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che
Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno
delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista
del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza,
a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (40 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro-
che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad
andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare
il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun
( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Roma
Nel primo semestre crescita del 7,2% Passeggeri in aumento negli scali gestiti
da Adr Nei primi sei mesi del 2008 cresce del 7,2% il traffico dei passeggeri
negli scali gestiti da Aeroporti di Roma. Questo il contenuto della Relazione
finanziaria semestrale, approvata ieri da Adr, e presentata all'aeroporto
"Leonardo da Vinci". L'aumento è in riferimento allo stesso periodo
del 2007. Adr segnala che la seconda parte del semestre ha
beneficiato degli effetti del trasferimento dei voli, operato da Alitalia, dallo scalo di Malpensa a quello di Fiumicino. Secondo il
testo, sono in salita del 2,4% anche i ricavi complessivi.
( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
"Su Alitalia risposte in
Parlamento" Tremonti: se ne riparla a settembre. Ok dell'antitrust Ue a
Northwest-Delta Lufthansa smentisce il coinvolgimento. Advisor a lavoro anche ad
agosto ROMA - "Alitalia? Ne
riparleremo solo nelle sedi istituzionali". Giulio Tremonti continua a tenere
il profilo basso sul salvataggio della compagnia di bandiera. E ieri, in
occasione della presentazione della Finanziaria
( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il
capitalismo di relazioni italiano, malgrado il cattivo stato di salute di
qualcuno dei suoi gioielli, vive un periodo d'oro. Ha stretto il controllo su
Mediobanca, si prepara a fare la sua parte ? con l'applauso del governo ? in Alitalia, forte di quella ragnatela di partecipazioni e interessi che sta
ridisegnando sottotraccia i rapporti di forza della finanza nazionale. Il
biglietto d'ingresso in questo club esclusivo è però spesso costosissimo. Ne sa
qualcosa Gilberto Benetton. "Avevamo già perso molti soldi con
Olimpia ? ha confessato in una recente intervista ? ma ci hanno chiesto di
rimanere in Telecom e l'abbiamo fatto". Perdendone altri. Gliel'hanno
chiesto anche per Rcs, Generali e Mediobanca. Lui ha risposto sempre sì. E il
saldo per le casse di Ponzano è disastroso: 1,2 miliardi persi sulle tlc, 110
(su 168 investiti) in via Solferino, 120 (su 280) in Piazzetta Cuccia e una
trentina su Trieste. Ora il sistema lo tira per la giacchetta per Alitalia. "Non vogliamo diventare una piccola
Iri", ha timidamente protestato Gilberto. In teoria, è semplice: basta per
una volta rispondere "no". Ma con il recente ok del governo al nuovo
sistema di calcolo per le tariffe autostradali (potenza del capitalismo di
relazioni) la piccola Iri finirà con ogni probabilità per fare la sua parte
anche sulla Magliana. Ettore Livini [brown e la crisi] Negli ultimi giorni in
Gran Bretagna il governo Brown ha più volte fatto riferimento al pericolo delle
ripercussioni interne della crisi alimentare mondiale e parlato della necessità
di un piano per la sicurezza alimentare. In realtà gli analisti hanno ritenuto
un tale allarme ingiustificato, per di più lanciato con l'uso di un termine,
"sicurezza", che in Europa e in Gran Bretagna ha un impatto emotivo
capace di agitare spauracchi da carestie dell'epoca della Seconda Guerra
mondiale. Ne hanno approfittato però per chiedere, una volta di più, l'aumento
delle produzioni e l'eliminazione delle barriere commerciali, nella convinzione
che solo il libero commercio possa garantire la vera sicurezza alimentare. Il
dibattito è uno dei capitoli della lunga serie di dispute tra Londra e Ue sulla
Politica alimentare comune (Pac), come è apparso chiaro lo scorso aprile
quando, alla vigilia del semestre di presidenza francese, il ministro
dell'Agricoltura Michel Barnier aveva annunciato un'iniziativa parigina in sede
europea per la sicurezza alimentare e per un dibattito sul futuro della Pac
dopo il 2013, quando scadrà il regime di finanziamento in vigore. Nel
( da "Repubblica, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il primo
intralcio è il caro benzina. Poi ci sono gli aerei in overbooking, le code in
autostrada. E finanche le zecche in traghetto. Quest'anno l'Italia si presenta
al grande esodo di Ferragosto in un clima sempre più cupo. Ma a sorpresa anche
con qualche schiarita I reclami inviati all'Authority dell'aviazione civile
sono il 20% in meno Lo scorso week end il 91% dei treni è arrivato entro 15
minuti dall'ora prevista La Milano-Trieste ha vissuto sabato scorso il solito
ingorgo di venti chilometri (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) AUTORE1 (segue dalla
copertina) ettore livini Il numero di incidenti stradali del primo week-end di
agosto ? complice anche l'inflessibile tutor attivo su
( da "Giornale.it, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 187 del
2008-08-07 pagina 4 Battute e gag, Letta ruba la scena ai ministri di Redazione
Il braccio destro del Cavaliere: "Giulio è geniale. Calderoli non tagli
anche questa legge". L'ironia su Brunetta: "È un fannullone..."
da Roma Si complimenta con il "geniale" Giulio Tremonti. Lo elogia a
lungo - "quasi troppo", replica un po' intimidito il diretto
interessato - per una Finanziaria che "rivoluziona". E, soprattutto,
lo afferma in pubblico, per suggellare la pace, per smentire ogni tipo di
attrito. Poi rimarca il lavoro di gruppo, a dispetto dei "maligni".
Sorride, scherza. Chiede a Roberto Calderoli di non tagliare, con la
"mannaia", pure questa legge. Dà bonariamente del
"fannullone" a Renato Brunetta, salvo subito dopo definirlo
"antidoto" per gli scansafatiche. Spiega ai cronisti, da ex
direttore, che sull'Expo 2015 si discute, non si litiga. Un po' come avviene
nelle riunioni di redazione, dentro i giornali, per disegnare la prima pagina.
Gianni Letta spiazza tutti. Si accomoda al centro del palco e "ruba"
la scena. Forse senza volerlo, ma è lui, il sottosegretario alla presidenza del
Consiglio, insolitamente loquace, a far da regista. A dettare i tempi ai
ministri economici, seduti attorno a lui in conferenza stampa, per raccontare
manovra e Finanziaria. "Quest'anno, per la prima volta, è stato compiuto
un passo serio, deciso, verso la riforma del nostro sistema - attacca Letta -.
E lo si deve a Tremonti, ministro che conoscete per intelligenza, fantasia,
genialità e capacità innovativa, che ha saputo portare nel giro di pochissimi
giorni, e prima di settembre, una riforma da completare, ma che rappresenta una
grande novità, una rivoluzione". Letta non nega "malumori e
difficoltà", fisiologici. Ma "lavorando ottimamente in squadra -
sottolinea - abbiamo raggiunto un grandissimo risultato", nonostante "alcune
malignità che abbiamo letto in questi giorni". Poi una battuta. "Il
vero taglio fatto è sull'aria condizionata - ironizza con i giornalisti
accaldati in sala stampa -. State mostrando insofferenza, ma nessuno si
muove". Una metafora, aggiunge, da "tenere a mente". Tremonti,
in maniche di camicia, sta al gioco: "Ho fatto una manovra
tessile...". Va avanti così, e Letta, giocando
d'anticipo, risponde pure a un quesito su Alitalia posto al
ministro. "Posso dirle già io cosa le dirà - replica al cronista -. Sulla
vicenda parlerà il 10 settembre in Parlamento". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Corriere della Sera" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-07 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Retroscena Quei dualismi incrociati e la sfida sul manager MILANO -
Cosa c'è dietro la battaglia di Expo? O meglio, cosa c'è dietro un evento che
il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, quantifica in 50 miliardi di
euro, pari a sei finanziarie? Facile a prima vista. Nessuno vuole restare ai
bordi del campo. è una semplificazione. Nella battaglia dell'Expo si
sovrappongono infiniti livelli. Tante matrioske che ne nascondono altre. Ci
sono i personalismi. Come quello che ha contrapposto per lungo tempo il
governatore Roberto Formigoni alla Moratti. Scontro di personalità? Non solo.
Dietro a Formigoni c'è tutta la galassia della Cdo che spinge per un posto al
sole. C'è la questione politica. è la partita che gioca il presidente
"democratico" della Provincia di Milano, Filippo Penati. L'anno
prossimo si va alle urne, e Penati non vuole restare schiacciato tra due vasi
di ferro e un governo nemico. Strappa, rientra e addirittura elogia Tremonti.
Altro scontro. Tremonti-Moratti. I due non si sono mai amati. Già ai tempi del
Berlusconi bis, le frecciate di Tremonti alla Moratti sono restate proverbiali:
"Mia cara - disse il ministro dell'Economia alla collega dell'Istruzione
durante un Consiglio dei ministri -, non puoi continuare a chiedere soldi.
Questo è il governo, mica tuo marito ". O come quando liquidò con una
battuta feroce le critiche dei petrolieri e di Gian Marco Moratti contro la
Robin tax: "Vorrà dire che ridurranno un po' l'ingaggio a Mourinho, tanto
l'Inter è sempre forte". Ma la decisione di inserire il Cipe romano nella
partita Expo sembra contraddire il credo federalista del ministro Tremonti. A
Milano c'è chi fa notare che il sottosegretario con delega al Cipe è Gianfranco
Miccichè, fratello di Gaetano, uno dei banchieri di punta
di Intesa che sta lavorando al dossier Alitalia al quale
è interessato anche Salvatore Ligresti. Per ritrovare dove il bianco è bianco e
il nero è nero, bisogna affrontare un altro scenario. La madre di tutti gli
scontri. Berlusconi e Tremonti non si fidano politicamente di Paolo Glisenti,
il manager a cui la Moratti vuole affidare la società di gestione di Expo.
A Roma si raccolgono informazioni, si ricostruiscono le frequentazioni delle
terrazze romane, anche le sue vacanze a Capalbio. Ma soprattutto la sua
"discendenza " dal mondo delle partecipazioni statali e dell'Iri. Suo
padre Giuseppe, scomparso tre anni fa, è stato presidente di Finmeccanica e
consigliere dell'Iri. Insomma: "Glisenti non è dei nostri" avrebbero
detto i vertici del Pdl. Ma quando la Moratti si è trovata a colloquio con
Berlusconi non ha voluto sentire ragioni: "Se non volete Glisenti allora
non solo mi dimetto da commissario straordinario del-l'Expo, ma anche da
sindaco di Milano ". M.Gian. Gli incarichi e gli uomini La polemica sul
ruolo di Glisenti e il sottosegretario Micciché, che ha la delega sul Cipe.
( da "Corriere della Sera" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-07 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE Il caso Gli attacchi del governatore alla dirigenza di Forza Italia
e ai ministri corregionali Galan scatena la guerra veneta Brancher: mai un Pdl
regionale Brunetta e Sacconi: le critiche? Siamo impegnati. E lui va in vacanza
col premier ROMA - La partita sul Veneto scalda il centrodestra. Il governatore
Giancarlo Galan, che sogna di mettere in piedi un Pdl in salsa veneta, modello
Csu bavarese con una forte declinazione autonomista su candidature e risorse,
si giocherà una carta importante nei prossimi giorni. La sua agenda, a quanto
si è saputo, prevede infatti una settimana o poco meno di vacanza con Silvio
Berlusconi. Stesso mare, stessa villa. Un'occasione irripetibile per cercare di
convincere il premier della bontà del suo progetto, "unica strada - è
convinzione di Galan - per consentire al Pdl di riappropriarsi della
rappresentanza economica e politica del Veneto, mai come ora insidiata
dall'avanzata leghista ". Non sarà un'opera di convinzione semplice. Non
foss'altro perché il Cavaliere è il primo a rendersi conto di quanto i disegni
del governatore siano in rotta di collisione con le aspirazioni di Bossi, a sua
volta deciso a mettere la parola fine al regno del "doge" Galan, che
dura da 14 anni. Senza considerare che non è interesse di Berlusconi, in questa
fase di governo, aprire un fronte polemico con l'alleato padano. Ma i problemi
di Galan non finiscono qui. Attorno alla sua strategia, condita in questi mesi
da numerosi strappi nei confronti del Pdl e dell'operato del governo (sulle
impronte ai rom e sull'Alitalia, solo per citarne due), si respirano venti gelidi ai piani alti
del centrodestra. Aldo Brancher, forzista e sottosegretario alla presidenza del
Consiglio con delega alle riforme, bollato da Galan come
"centralista" e ritenuto parte integrante di quella
"nomenklatura berlusconiana che non capisce la voglia d'autonomia del
Veneto ", lo ha fatto capire ieri, parlando con il Corriere.
"Ho l'impressione - ha affermato - che Galan abbia imboccato la strada del
"faccio tutto io". Non si confronta con nessuno. Va avanti a testa
bassa". Sul progetto del Pdl Veneto, Brancher preferisce non pronunciarsi,
ma che non lo convinca è evidente: "Mi limito a sottolineare che Verdini
(coordinatore nazionale di Forza Italia; ndr) ha detto chiaramente che non ne
vuole sapere. E io ne prendo atto". Il fatto che Galan gli dia del
"centralista " pare non turbarlo più di tanto: "A Palazzo Chigi
ci siamo fatti una risata io, Brunetta e Sacconi. E comunque io ho un capo, che
si chiama Berlusconi, e prendo ordini solo da lui". Si tengono invece a
debita distanza dalle polemiche i ministri Brunetta e Sacconi, entrati pure
loro nel mirino di Galan: "No comment, siamo impegnati con il
governo". Partita tutta da giocare. In settembre sarà battaglia sul tasso
di federalismo da inserire nello statuto del neonato Pdl. Ma intanto si
combatte nel sottobosco. Con il governatore, forte dell'appoggio di alcune
centinaia di amministratori locali (i cosiddetti "autoconvocati") e
convinto di intercettare gli umori della base. E i suoi avversari interni, ai
quali va aggiunta la Lega, pronti a studiare contromosse. Alla fine, come
sempre da queste parti, tutto sarà deciso ad Arcore. Francesco Alberti Alleati
Aldo Brancher, a destra, con il leghista Roberto Calderoli Brancher /1 "Mi
pare che il governatore abbia imboccato la strada del "faccio tutto
io". Non si confronta con nessuno, va avanti a testa bassa" Brancher
/2 "A Palazzo Chigi ci siamo fatti una risata io, Brunetta e Sacconi. E
comunque ho un capo: si chiama Berlusconi".
( da "Stampa, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Villanova D'Albenga
Aeroporto, trenta piloti abilitati all'atterraggio notturno al Panero Con gli
ultimi due voli di ieri, i piloti dell'Alitalia Express
abilitati all'atterraggio notturno all'aeroporto Clemente Panero di Villanova
(a bordo degli Atr72) sono diventati 30. Le abilitazioni notturne, da parte
dell'Enac (Ente nazionale aviazione civile), sono iniziate il 20 luglio a bordo
dei 7 velivoli Atr72 di cui dispone la linea aerea consociata con l'Alitalia. Tali vettori serviranno i voli charter che l'Explora
Italia di Stefano My sta effettuando da meno di un mese. Il Panero sta vivendo
una intensa stagione: dal potenziamento della "business aviation" con
Fox Air (con l'ingresso degli Orsero) all'annuncio dell'arrivo di un elicottero
sanitario, dall'avvio definitivo della costruzione dello nuovo stabilimento
della Piaggio ai voli di Explora Italia.\.
( da "Giornale.it, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 187 del 2008-08-07 pagina 18 "Adr vuole i terreni di Alitalia" di Redazione da Milano Adr, la società che gestisce gli
Aeroporti di Roma, resta interessata all'acquisto di terreni di proprietà di Alitalia nell'area di Fiumicino, perché ritenuti strategici. Lo ha detto
il presidente, Fabrizio Palenzona, presentando i risultati semestrali.
"È un'area per noi strategica e necessaria allo sviluppo delle infrastrutture;
si attende un assetto definitivo per arrivare alla trattativa con basi
solide". Palenzona ha anche sollecitato, per il sistema aeroportuale
italiano, un nuovo piano tariffario che "remuneri gli investimenti".
Nel confermare le critiche al blocco in vigore dal 2002, egli ha avvertito che
in assenza di nuove tariffe le società di gestione aeroportuali non saranno in
grado di realizzare nuove infrastrutture. Palenzona ha poi annunciato che nel
prossimo autunno gli aeroporti italiani andranno a bussare alle porte del
governo per chiedere un adeguamento delle tariffe e un nuovo sistema di
regolazione dei prezzi assistito dal contratto di programma per ogni società di
gestione aeroportuale. È necessario, ha sottolineato, "un sistema tariffario
che remuneri gli investimenti". "Noi - ha proseguito - ci siamo
comportati come se non fosse successo nulla facendo molti investimenti, ma così
non si può andare avanti". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Voce d'Italia, La" del 07-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Belpietro:
"In Italia ci vorrebbe un Gordon Brown locale" Castelli su Alitalia: "Berlusconi, se lo dice lui mi fido"
Durante un incontro sulle infrastrutture si e' affrontato il discorso delle
Grandi Opere Milano, 7 ago. - "La maggioranza è coesa e decisa a far
ripartire le infrastrutture. Ci vogliono tempi certi e regole chiare, perchè
solo così si possono attirare capitali privati" queste le parole di Luigi
Grillo, presidente della commissione Lavori pubblici del Senato, sul tema “Fate
(grandi) opere buone - Senza le infrastrutture non si “ricostruisce” l'Italia”.
"In Italia serve uno scatto culturale, per cui si capisca che non si
guadagna solo a costruire un'infrastruttura, ma anche a gestirla dopo. E' stata
la legge Merloni del 1993 – ha aggiunto - a produrre la paralisi nelle
infrastrutture. Le Grandi Opere sono possibili solo con capitali privati e, per
attrarre capitali privati, servono procedure semplificate e tempi corti”. “Le
Grandi Opere – secondo Castelli, il sottosegretario alle Infrastrutture -
devono essere utili, devono costare poco o meglio nulle e devono essere
fatte...lontano da casa mia. Il mio auspicio – prosegue - è che venga preso a
modello quello che Berlusconi ha fatto a Napoli, dove il problema rifiuti si è
risolto.” Su Alitalia, il
sottosegretario spiega: "Alitalia è una società in gravissima
difficoltà il Presidente del Consiglio è convinto di trovare una soluzione, se
lo dice lui mi fido". Per il Direttore di Panorama, Maurizio Belpietro “in
Italia ci vorrebbe un Gordon Brown locale: occorre cioè impedire ai comitati
locali di fermare le grandi opere. Sono i piccoli comuni e i comitati a
fermare le grandi opere o a comportare gravi e inutili sprechi con le “opere
compensative”. Secondo Paolo Astaldi, vicepresidente Astaldi SpA e Giovanni
Castellucci, amministratore delegato di Società Autostrade, i problemi delle
infrastrutture del Sud Italia sono profondamente diversi. Per Astaldi “lavorare
nel Sud, non è come lavorare al Centro o al Nord. Non si possono lasciare da
sole le aziende! E invece le aziende oggi sono sole davanti alla criminalità
del Sud. Se non si affronta questo problema, l'Italia resterà un paese a due
velocità”. Per Castellucci, invece, il problema sono “le lungaggini
burocratiche che rendono obsoleti i progetti strutturali - e ha concluso - in
questo momento il nostro obiettivo è di riqualificare
( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
L'advisor Intesa
cerca un partner forte in Germania. Air One scrive ai dipendenti Nel
toto-alleanze rispunta Lufthansa per convincere gli investitori nazionali
FERDINANDO GIUGLIANO ROMA - Non si fermano le voci su
possibili alleanze straniere di Alitalia. Nonostante
le smentite di mercoledì da parte della portavoce del gruppo, è Lufthansa ad
essere in pole position per una eventuale alleanza. I membri italiani della
cordata formata dal governo vogliono infatti rassicurazioni sulla presenza di
un alleato estero con forti competenze nel settore. Gilberto Benetton,
uno dei possibili investitori, ha definito questa condizione assolutamente
vitale. I nomi che continuano a circolare sono quelli di Air France e
Lufthansa. Ed è su quest'ultima che sembra aver puntato l'advisor del governo,
Intesa Sanpaolo. I rapporti fra Lufthansa e Carlo Toto, amministratore delegato
di Airone, sono infatti molto buoni e la stessa compagnia tedesca aveva già in
passato mostrato interesse nei confronti di Malpensa. Secondo voci vicine
all'operazione, Lufthansa potrebbe così unirsi ad Ap Holding, ai fondi di
investimento e alla cordata italiana ed essere così "la quarta zampa del
tavolo, che in questo momento manca, e che permetterà alla nuova Alitalia di poter competere sul mercato". Dalla
Germania non arrivano per ora conferme ufficiali. Ma nella giornata di ieri le
reazioni sono state sicuramente meno fredde di quelle ascoltate in passato.
Stefan Lauer, membro del board del gruppo tedesco, ha dichiarato che il mercato
italiano resta "di interesse primario" e che la compagnia segue con
attenzione "gli sviluppi della vicenda". Se Lufthansa non si smarca,
Airone ci tiene a chiarire il suo ruolo nell'operazione. In una lettera ai
dipendenti, l'amministratore delegato di Airone, Carlo Toto, ha confermato che
la sua compagnia "è pronta a fare la sua parte". Il coinvolgimento di
Airone, prosegue ancora Toto, non avverrà, però, "a scapito della nostra
azienda, della sua integrità ed ancor più, dei suoi dipendenti". Nella missiva,
Toto si preoccupa anche di difendere Airone dalle critiche piovute negli scorsi
circa le condizioni finanziarie della società. "La nostra - aggiunge Toto
- è un'azienda solida che fa fronte alle difficoltà nel settore con vitalità e
reattività. Airone presenta un livello di indebitamento assolutamente sano e
garantito dal valore dei nuovi aeromobili entrati in flotta". Sulla
vicenda arriva anche il duro giudizio dell'Economist. L'autorevole settimanale
britannico si mostra piuttosto scettico del piano presentato dal governo,
parlando di "miracolo rimandato". Il vero miracolo, secondo la
testata, sarebbe l'intervento di un partner estero. Un intervento che, in
queste ore, sembra quanto meno più probabile.
( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
"Non sarà
autunno caldo, tratto per Alitalia"
Berlusconi show a Napoli: fa lo "spazzino"e loda Bassolino. "Dialogo?
Serve rispetto" "Manifestare contro la manovra è un po' come farlo
contro la grandine" "Il presidente della Campania ha fatto bene a non
firmare l'appello di Veltroni" GIANLUCA LUZI NAPOLI - Quello che aspetta
il governo alla ripresa "non sarà un autunno caldo", e se il
centrosinistra pensa di scendere in piazza, "sappia che può fare tutte le
manifestazioni che vuole, ma se sono contro la manovra economica sarà come
manifestare contro la grandine". Del resto "sono molto soddisfatto
della squadra di governo e di quello che abbiamo fatto". Per la
Finanziaria "non ci sarà più l'assalto autunnale alla diligenza. Abbiamo
tagliato gli sprechi: non saranno felici quelli cui li abbiamo tagliati, ma lo
saranno i cittadini ai quali non mettiamo le mani nelle tasche". A
settembre Berlusconi dovrà entrare nel concreto del nodo Alitalia:
"L'obiettivo - annuncia il premier - è che l'Italia possa avere una sua
compagnia di bandiera che faccia profitti". Poi assicura che ci sono
"soci e capitali" per il rilancio. E su questa base si starebbe già
trattando "l'alleanza con una grande compagnia straniera". Superata
l'emergenza rifiuti Berlusconi torna a Napoli: si dice d'accordo con il
presidente Napolitano sul dialogo ed elogia Bassolino che "ha fatto benissimo
a non firmare l'appello di Veltroni contro il governo". Aveva cominciato
tre mesi fa con un consiglio dei ministri a Palazzo reale, ha voluto chiudere
prima delle vacanze estive con uno show anti-spazzatura nel centro storico di
Napoli. Ma prima di esibirsi davanti alla telecamere come premier spazzino con
tanto di ramazza in mano e di concludere la serata in una pizzeria di
Posillipo, Berlusconi torna sul dialogo che il presidente Napolitano ha
auspicato per la ripresa dell'attività politica in autunno. "Il suo auspicio
è anche il mio", è il commento di Berlusconi. Ma subito dopo il premier,
come aveva fatto nei giorni scorsi, torna a dettare le condizioni: "Per
avere un dialogo - avverte il premier - bisogna avere rispetto degli altri e
comportamenti leali". E questo "finora non si è verificato
nell'opposizione". Il dialogo, comunque, non è in cima ai pensieri del
presidente del consiglio. Infatti, conclude, "se le cose cambieranno
saremo i più felici. Altrimenti andremo avanti a realizzare tutte le riforme
promesse agli elettori". Non è una posizione nuova, anzi è da mesi che
Berlusconi fa capire che del dialogo non gli interessa un granchè. Ma la novità
è che comincia a mettere qualche cuneo nel campo avversario. A distinguere,
cioè, fra "buoni" e "cattivi" nel campo avversario. E' in
questo quadro che si devono leggere i complimenti a Bassolino, che era stato
uno dei suoi principali bersagli durante la campagna elettorale. Il Governatore
della Campania, additato come uno dei responsabili principali dell'emergenza rifiuti,
ora è stato riabilitato. "Da lui - attesta il presidente del consiglio -
ho ricevuto un'ottima collaborazione, per questo devo ringraziarlo". Nella
soluzione dell'emergenza rifiuti "si è comportato in maniera
perfetta". Non solo, ma "ha fatto benissimo a non firmare l'appello
di Veltroni contro il governo". Esempio poi seguito anche da Cacciari e
altri amministratori di primo piano del Partito democratico. Poi comincia lo
show. Nella piccola piazza Carolina, adiacente a Piazza Plebiscito, i volontari
dispongono per terra qualche cartaccia e alcuni bicchieri di plastica che il
premier-spazzino dovrà, appunto, spazzare per dare il buon esempio. Si raduna
come sempre una discreta folla. Turisti armati di videofonini chiamano eccitati
per annunciare che "c'è Berlusconi". "Chillo che ha tolto
l'Ici", come lo definisce un anziano partenopeo. "E' un dovere morale
fare la raccolta differenziata. - intima saggiamente il premier - Basta,
bisogna non buttare più le carte e i rifiuti per strada. Conosco città dove non
si butta per terra neanche un pezzo di carta". Il riferimento è a Tokyo
che lo ha impressionato per la pulizia in occasione del G8. "D'ora in poi
- ammonisce Berlusconi accanto a Bertolaso - a Napoli e in ogni regione non
bisogna più buttare immondizia per strada". Quindi l'appello è:
"Trattate Napoli come la vostra casa". E raccogliendo da terra un
bicchiere di plastica conia lo slogan per le telecamere: "In tasca non lo
metto. In terra non lo butto. Lo getterò nel prossimo contenitore della plastica
che incontro". La giornata napoletana non poteva finire senza la pizza a
Posillipo: "Sono senza soldi, spero che me la paghino". Lo aveva
promesso agli uomini dell'Esercito e alla Protezione civile che però, oltre ai
fritti e ai babà, sulla pizza "tricolore", invece del classico
basilico, si sono trovati la rucola.
( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti IL TIBET
D'ITALIA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) E il don Rodrigo Maroni fa il viso
dell'arme a tutti i fra' Galdino mendicanti. E a Firenze il sindaco di
sinistra, dopo avere sgombrato gli ingombri dei senzatetto, ha messo il
verboten persino ai panni stesi in strada. L'idea è quella di bandire l'umanità
che sta sotto i mille euro, perché il lamento è incostituzionale, la questua
disturba la quiete e distrae la cittadinanza da cose più importanti. Il Tibet
italiano è dunque il divieto dell'infelicità sociale (sulla quale, come si sa,
speculano gli avvoltoi della sinistra). Manca solo che vengano vietati le
ambulanze, i pronti soccorsi e, per decreto legge, anche gli incidenti
stradali. Come si vede non c'entrano nulla né con la destra né tanto meno con
la sinistra questi governanti italiani ? compresi certi sindaci, appunto, di
sinistra ? che un giorno battono le battone e lapidano le Maddalene, un altro
giorno licenziano i precari, un altro ancora multano gli accattoni, poi partono
in crociata contro i fannulloni e Hegelianamente ? Ci Si Passi l'Omaggio alla
"Maiuscolità" del Sindaco Cacciari ? sanzionano (con la confisca
degli stracci?) gli straccioni che chiedono l'elemosina davanti agli ospedali e
alle chiese di Venezia o, veri e propri uomini-topo, si sfamano razzolando tra
i rifiuti urbani di Roma. Chissà che presto, insieme ai clienti delle
prostitute, non vengano multati anche i parenti dei donatori di organi:
cinquecento euro a marchetta e cinquecento euro a rene. Vogliamo dire che c'è una
filosofia sociale della destra che può non piacere, ma che comunque ha una sua
forte rappresentazione storica: guerriera, nazionalista, corporativista,
antioperaia, autoritaria? Si sa che in Italia, dopo il regime fascista, non ci
sono stati né un De Gaulle né una Thatcher né un Reagan o un Sarkozy. Ma qui
siamo alla dissoluzione di qualsiasi tensione etica e intellettuale che non sia
la bastonatura del cane che annega, qui non c'è nemmeno la destra italiana del
manganello e dell'aspersorio (ricordate Scelba?) e ovviamente neppure quella
nobile dei Prezzolini e dei liberali alla Malagodi sino a Montanelli. Insomma,
qui non c'è la destra, con la sua visione del mondo. C'è, invece, una patologia
da affidare alla psicanalisi perché ? accanto all'evidente crudeltà di punire
un disgraziato che raspa nei bidoni ? c'è la stupidità di un macellaio che per
eliminare una piaga ne apre un'altra. O se volete c'è la stupidità
intrinsecamente crudele, la stupidità che invece di avere intelligenza delle
cose le elimina, nascondendole sotto il tappeto, beandosi della sua
assolutezza, del suo finto coraggio, della sua baldanza. Il paradosso del
ministro dell'Interno è svuotare l'Interno. Se gli architetti tendono a
riempire gli spazi per animarli, Maroni li vuole svuotati, deserti, ordinati ed
esanimi. Ovviamente noi sappiamo bene che nelle strade d'Italia c'è il
rapinatore e che lo stupratore c'è. L'immigrazione comporta rischi di
delinquenza. La prostituzione, che non è un crimine, è però in mano ai
criminali. E magari sarà vero che il mondo si è imbruttito e che in una brutta
Italia viene fuori il brutto Maroni perché è diventata impossibile quella
sicurezza che rimanda al latino "sine cura", nel senso che non si può
più vivere senza affanno, senza problemi e senza preoccupazioni. Ma maltrattare
e perseguitare il mendicante che cosa c'entra con la sicurezza? Forse sarebbe
di destra dare in appalto la sicurezza ai gorilla e alle guardie private e
sarebbe di sinistra cercare di coniugare la durezza della repressione con l'equità
e la pietà. Intendiamoci, si possono inventare nuove forme di solidarietà e
nuove forme di controllo del territorio. Ma cosa c'entrano i lavavetri con la
sicurezza? Se li sposti e non li fai vedere non hai certo aumentato la
sicurezza. è vero che è uno sconcio vedere la gente che rovista
nell'immondizia, ma è molto peggio reprimerla, opprimerla, cacciarla, punirla.
Ricorda quella vecchia idea ? questa sì criminale ? che per combattere la
disoccupazione basta ammazzare i disoccupati. Allo stesso modo: se vuoi ridurre
gli accattoni, falli sparire. E speriamo di non avere suggerito così un'altra
bella pensata a Maroni e a Brunetta, i nostri due titani (non nel senso dei
giganti, ma dell'ipotetico plurale di titanio). Questi non sono gli allievi di
Carl Schmitt, di Jung, di Spengler e nemmeno di Evola. Sono gli allievi
dell'egro Bossi, lo stesso che rimprovera al presidente Napolitano la sua
vecchiaia che, al contrario, è invidiabile. è Bossi ad incarnare l'acciaccato
Zeitgeist che ispira il governo italiano, vale a dire: picchiare i deboli,
sputacchiare e sbavare sugli emarginati, insolentire i donatori di sangue,
accanirsi sui sofferenti, inventarsi i fannulloni. E chiamare tutto questo
sicurezza. No, il nostro Tibet è abbassare le tasse degli imprenditori ma
tempestare di multe i nullatenenti. Il nostro Tibet è mettere la divisa alla
scuola invece di immettere risorse nella scuola. Il nostro
Tibet è la messa in esubero della forza lavoro qualificata dell'Alitalia. Il nostro Tibet è legittimare i licenziamenti in nome della
flessibilità ('accà nisciuno è flesso, caro ministro della Funzione pubblica).
Il nostro Tibet è il Parlamento italiano nominato ? grazie alla legge porcellum
? dai capipartito e non scelto dal popolo. Il nostro Tibet è questa
assurda guerra del miserabile contro il povero: del miserabile di testa e di
cuore contro il povero di euro e di opportunità. State dunque attenti alle liti
sul Tibet dentro il governo, a questo scontro di grandi ideali sui diritti
civili dei monaci tibetani. è un modo di indicare un luogo diverso sul quale
deviare l'attenzione e le sensibilità. La Cina è solo un alibi che in latino
significa appunto "altrove" ed è roba da colpevoli, i quali trovano
nei diritti umani dei monaci tibetani un altrove su misura. Da italiani i
nostri governanti sono contro i bambini rom. Se fossero cinesi sarebbero contro
i monaci tibetani e da furbi protesterebbero contro i lontanissimi italiani.
Già Vitaliano Brancati si meravigliava molto che nessuno nella sua città si
occupasse delle prostitute e del degrado del quartiere San Berillo. "In
compenso - notava - qui escono bellissimi articoli intitolati "dove va la
Cina?"".
( da "Unita, L'" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Berlusconi-ramazza: non sarà autunno caldo Dal premier elogi a
Bassolino per non aver appoggiato Veltroni. "Per Alitalia trattiamo con una compagnia straniera" di Natalia Lombardo
inviata a Napoli SILVIO RAMAZZA SHOW: è andato in scena ieri a Napoli, dove il
presidente del Consiglio è tornato per la settima volta e si è esibito nel
ruolo di "Presidente spazzino" che raccoglie la carta e alza una
ramazza nuova di zecca, in un "set" studiato di tutto pun- to
con volontari della protezione civile. E, forte di un concentrato bagno di
folla, Berlusconi ha vantato i risultati dei primi cento giorni di governo, non
ancora raggiunti. Tanto da dare uno schiaffo all'opposizione: Non ci sarà
nessun autunno caldo", afferma disprezzando la mobilitazione che sta
organizzando il Pd: "Le opposizioni possono fare anche le manifestazioni,
ma se sono contro la finanziaria è come manifestare contro la grandine".
Vinta la prima battaglia sui rifiuti, e consapevole di aver superato solo il
primo scoglio, Berlusconi ha parole di grande apprezzamento per il presidente
della Regione Campania: "Ho ricevuto da Bassolino un'ottima collaborazione
e per questo devo ringraziarlo. Si è comportato in maniera perfetta".
Sull'emergenza rifiuti, ma non solo: "anche per non aver firmato l'appello
di Veltroni contro il governo". Motivo principale per rafforzare la lode e
il ringraziamento al Governatore. Sul famoso dialogo, come sempre, il premier
mostra una disponibilità condizionata al cambiamento di rotta del Pd (ovvero
che si smarchi da Di Pietro), nonostante dica che l'auspicio del presidente
Napolitano per un "confronto produttivo" sulle riforme "è anche
il mio auspicio". Il presidente del Consiglio ripete di aspettarsi
"lealtà" dal Pd: "Se l'opposizione cambierà atteggiamento ne
saremo felici", ha affermato Berlusconi, "sennò andremo avanti per
realizzare le riforme che abbiamo garantito agli elettori". Elogia la
squadra di governo, dalla sicurezza alla manovra, dall'aver tolto l'Ici al
pugno di ferro sull'accordo con la Libia e, su Alitalia,
ora ripesca una compagnia straniera: "Abbiamo già un piano industriale, i
soci, i capitali necessari e stiamo trattando con una grande compagnia
straniera per un'alleanza internazionale". Ma non parla di esuberi.
Arrivato alle cinque del pomeriggio a Napoli, fuori dal palazzo della Prefettura
in Piazza Plebiscito, dove il premier ha fatto il punto con Guido Bertolaso, il
prefetto Pansa e i vertici militari, era tutto pronto per l'esibizione
dimostrativa del Presidente Spazzino. Un vero set da musical hollywoodiano
nella città di Totò. Volontari dell'associazione nazionale Carabinieri per la
Protezione civile aspettavano a due passi, a Piazza Carolina. Armati di scope e
ramazze in plastica verde-blu nuove di zecca e pulitissime, palette e cestini
per i rifiuti. Per terra non cè una carta, tanto che nella salitella di Vico
Santo Spirito le "spazzine" volontarie ce la mettono apposta, un po'
di mondezza. Una bottiglia di plastica, un po' di cartacce, sennò Silvio cosa
spazza? Non serve, perché tutto si confonde nella ressa. Dopo aver fatto
interviste a raffica a tg e gr Rai (trasmesse da ieri a oggi), il Cavaliere Blu
(blazer, camicia sbottonata sul petto non villoso e bretelle), fa i complimenti
alle volontarie dell'Azimut e alza una ramazza verde "per dare
l'esempio", dice. Qualcuno getta una carta per terra: "Eh no, non si
fa", rimbrotta Silvio che la raccoglie e la mette nel cestino. Gesti
"simbolici", spiega, per educare i napoletani a tenere la città
"come la casa". Sognando sempre la pulizia di Tokyo. Circondato da un
alone di folla (non troppa ma entusiasta di "Zio santo Silvio"), si
fa veder che ficca un imballaggio di carta piegato nel camioncino compressore.
Il premier igienista, insomma, si sporca le mani pur di fare il suo show.
Scende per Via Chiaia e torna in Prefettura. Poi fa un salto alla pizzeria
Rosiello a Posillipo per la "pizza tricolore", fritto e babà con i
vertici militari e della protezione civile. "Se me la offrono mangio la
pizza, perché sono venuto senza soldi". Sulla "monnezza" il
premier è preoccupato per il futuro: "C'è ancora tanto da fare. Ora
servono gli impianti. Finora si sono fabbricate tonnellate di rifiuti, ma anche
tonnellate di bugie sul fatto che un termovalorizzatore e una discarica
inquinino l'atmosfera e l'ambiente", ne approfitta per attacca vedi e centrosinistra.
( da "Unita, L'" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del L'ECONOMIST "L'Italia? Sembra la Colombia"
"L'Italia non è la Colombia, ma potrebbe incominciare ad
assomigliarle". È il settimanale inglese L'Economist a raccontare così il
nostro Paese, e che - in aggiunta - sotto alla foto che ritrae due soldati armati
in una città italiana, mette la didascalia "Bogotà sul Mediteraneo".
Le critiche riguardano infatti lo spiegamento di militari per le strade che,
scrive il settimanale in edicola domani, "potrebbero spaventare i
turisti". L'Economist non si ferma qui: in un altro
articolo spiega che nel dibattito governativo per Alitalia, molti
dentro Forza Italia ritengono che il vero miracolo evocato da Berlusconi sia un
eventuale ripresa della trattativa con Air France-Klm. Insomma, sempre e solo
un "paese da melodramma".
( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Firenze
Ultimatum sulla legge elettorale: a settembre il testo sennò lo farà la giunta.
Al Prc: la maggioranza tiene Verso un ottobre nero Martini: allarme economia
"Porterò Scajola nei distretti in crisi" "Firmerò la petizione
di Veltroni e continuerò a collaborare con il governo, non c'è
contraddizione" SIMONA POLI Se Rifondazione ha intenzione di aprire una
crisi in Regione di certo non lo farà con la complicità di Claudio Martini.
"Negli ultimi sei mesi la giunta ha approvato sedici proposte di legge,
nove piani regionali e il protocollo d'intesa per l'acquisizione della
Fortezza", dice il presidente toscano. "Questa massa di lavoro è il
risultato della tenuta e della compattezza della maggioranza, sono state
smentite le Cassandre del centrodestra che nella seduta straordinaria del
consiglio del 16 agosto 2007 dissero che l'ingresso di Rifondazione in giunta
ci avrebbe paralizzati. Non c'è stato nessun ricatto da parte della Sinistra e
in autunno ripartiremo da qui". Martini non potrebbe essere più chiaro.
"Per me le priorità restano l'azione di governo e il rispetto degli
accordi, quindi ho convocato i capigruppo della maggioranza il 10 settembre per
discutere i temi da affrontare nei prossimi mesi e l'attuazione dei piani
approvati nei singoli territori. Partiamo dalla mia impostazione, comunque, e
non da verifiche chieste da altri". Le tensioni tra Pd e sinistra,
insomma, devono restare fuori dalla Toscana: "Sono consapevole della
situazione che si è creata a livello nazionale", spiega Martini, "ma
non la riscontro nella nostra attività quotidiana. Qui c'è un clima diverso e
devo dare atto anche al Pdl di aver puntato negli ultimi tempi più sui
contenuti veri dei provvedimenti che sulle polemiche". Della
collaborazione tra forze politiche, dice ancora, ci sarà un grande bisogno.
"L'economia va male e le previsioni parlano di una crisi serissima a fine
anno. Sono negativi i numeri della moda, del settore dei caravan, di certe aree
turistiche frequentate dagli americani che ora vengono sempre meno. Ho proposto
a Nencini di dedicare un consiglio straordinario all'economia e ho invitato il
ministro Scajola a visitare insieme a me i distretti del tessile e del
conciario, bisogna far capire che il dibattito sullo
sviluppo non può ruotare solo intorno al destino di Fiat, Alitalia e qualche grande banca". Entro ottobre la giunta presenterà
il "manifesto sulla attrattività degli investimenti in Toscana" che
porterà in tour nella capitali mondiali del mercato, New York, Londra,
Shanghai, Mosca, San Paolo del Brasile, Pechino. "Stanno entrando a
regime i nuovi fondi strutturali europei utili a riposizionare le imprese
toscane a livelli più alti di innovazione e di internazionalizzazione".
Aspettando risposte dalle piazze finanziarie estere, Martini ammette che i rapporti
con Palazzo Chigi non sono dei migliori: "Per ora ho avuto contatti solo
con i ministri Matteoli e Bondi", racconta, "ma a questi incontri non
hanno fatto seguito fatti concreti. E sul "dossier Toscana" che ho
inviato a Berlusconi non ho ottenuto nessuna risposta. Il dialogo tra
istituzioni è importante, io collaboro con il governo come presidente di
Regione anche se firmo la petizione del Pd come uomo di partito. Finora
prendiamo atto di una serie di annunci e decisioni unilaterali, dalla
soppressione delle Comunità montane (su questo in consiglio regionale il Pd ha
presentato una mozione per chiedere a governo e Parlamento che sia revocata la
decurtazione di altri 30 milioni all'anno dal fondo nazionale per la montagna,
ndr) al Cie di Campi Bisenzio alla drammatica riduzione del fondo sanitario
nazionale nei prossimi tre anni. Per non parlare dei tagli all'università che
hanno sollevato il grido d'allarme dei rettori. Questo tema riguarda il futuro
del paese e non può essere sottovalutato, come sta facendo anche il mio
partito. Ho incontrato i ricercatori e mi hanno detto che dovranno scappare o
cambiare mestiere, perché la loro strada è bloccata. E' un problema che
riguarda migliaia di persone in Italia, ne vogliamo discutere?". In
autunno c'è un'altra questione spinosa che il consiglio regionale dovrà
affrontare, quella della diminuzione del numero degli eletti, che dal 2005 sono
passati da
( da "Repubblica, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Lettera ai dipendenti Toto: "Airone è solida, faremo la nostra parte in Alitalia"
Citigroup si accorda con la Sec: maxirimborso da 7,5 miliardi ai risparmiatori.
( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 188 del
2008-08-08 pagina 6 Carloforte, terra ligure in Sardegna di Paolo Marchi nostro
inviato a Carloforte C'è solo l'imbarazzo della scelta se uno decide di volare
a Cagliari per ritemprarsi a Carloforte sull'isola di San Pietro, poco al largo
della costa sud occidentale sarda. Da Milano garantiscono
collegamenti Meridiana, Volareweb, Airone, Easyjet, Alitalia. Una
volta allo scalo di Elmas, si noleggia una vettura e si punta su Siliqua, si
attraversa la splendida, intensa regione del Sulcis con quello che resta delle
sue miniere, si sfiora Iglesias, si passa Gonnesa e si arriva all'imbarco di
Portoscuso. Da lì il viaggio in traghetto dura mezzora, da Calasetta la
metà, ma la strada per raggiungerla è più lunga. Per alcuni mesi, i ferry boat
attraccheranno ancora davanti piazza Carlo Emanuele III (è il Carlo Forte
celebrato nel nome), poi verranno spostati lontano dagli occhi e dal centro
perché il sindaco Agostino Stefanelli intende chiudere il paese al traffico,
introducendo le vetture elettriche. Ottima mossa perché chi viene fin qui lo fa
per rilassarsi. La cosa che più stupisce è l'anima della popolazione che non è
affatto sarda bensì di radici liguri, di Pegli. Pescatori di corallo, vennero
trasferiti qui nel 1736 dall'isola tunisina di Tabarka e da allora formano una
sorta di terra genovese d'oltremare. Chiudi gli occhi e pensi di essere in
qualche carrugio della Superba. Camminare, nuotare, riposarsi tutto bello. Per
la notte, da un mese ha aperto, in un'isola dove gli alberghi scarseggiano (e
le seconde case abbondano), un gradevole tre stelle in collina, il Pimpina,
( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 188 del
2008-08-08 pagina 11 Carloforte, terra ligure in Sardegna di Paolo Marchi
nostro inviato a Carloforte C'è solo l'imbarazzo della scelta se uno decide di
volare a Cagliari per ritemprarsi a Carloforte sull'isola di San Pietro, poco
al largo della costa sud occidentale sarda. Da Milano
garantiscono collegamenti Meridiana, Volareweb, Airone, Easyjet, Alitalia. Una volta allo scalo di Elmas, si noleggia una vettura e si
punta su Siliqua, si attraversa la splendida, intensa regione del Sulcis con
quello che resta delle sue miniere, si sfiora Iglesias, si passa Gonnesa e si
arriva all'imbarco di Portoscuso. Da lì il viaggio in traghetto dura
mezzora, da Calasetta la metà, ma la strada per raggiungerla è più lunga. Per
alcuni mesi, i ferry boat attraccheranno ancora davanti piazza Carlo Emanuele
III (è il Carlo Forte celebrato nel nome), poi verranno spostati lontano dagli
occhi e dal centro perché il sindaco Agostino Stefanelli intende chiudere il
paese al traffico, introducendo le vetture elettriche. Ottima mossa perché chi viene
fin qui lo fa per rilassarsi. La cosa che più stupisce è l'anima della
popolazione che non è affatto sarda bensì di radici liguri, di Pegli. Pescatori
di corallo, vennero trasferiti qui nel 1736 dall'isola tunisina di Tabarka e da
allora formano una sorta di terra genovese d'oltremare. Chiudi gli occhi e
pensi di essere in qualche carrugio della Superba. Camminare, nuotare,
riposarsi tutto bello. Per la notte, da un mese ha aperto, in un'isola dove gli
alberghi scarseggiano (e le seconde case abbondano), un gradevole tre stelle in
collina, il Pimpina,
( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 188 del
2008-08-08 pagina 7 Berlusconi, primo bilancio "Finanziaria rivoluzionaria
L'autunno non sarà caldo" di Fabrizio Ravoni Il presidente del Consiglio
ai microfoni del Tg1: "In cento giorni già molti obiettivi raggiunti, più
sicurezza e aiuti alle famiglie" da Roma Nessun autunno caldo, Olimpiadi, Alitalia, dialogo con l'opposizione; e, ovviamente, manovra economica. È
un Silvio Berlusconi a 360 gradi quello che si presenta a Napoli e alle
telecamere del Tg1 per un bilancio provvisorio dei primi cento giorni di
governo. "Avevamo promesso più sicurezza - osserva - e abbiamo fatto
provvedimenti che danno più sicurezza. Avevamo promesso di aiutare le
famiglie, ed abbiamo abolito l'Ici". In più, "abbiamo approvato con
una mossa rivoluzionaria una legge di bilancio per i prossimi tre anni. Una
finanziaria rivoluzionaria perché evita incrementi di spesa, taglia i privilegi
e non comporta nessun aumento di tasse". Autunno caldo. "Non ci sarà
nessun autunno caldo per le forze politiche", osserva il premier a Napoli.
"L'opposizione può manifestare contro la finanziaria, ma è come
manifestare contro la grandine". Ed aggiunge: "abbiamo fatto una
finanziaria di tre anni e non ci sarà nessun assalto alla diligenza". Al
Tg1 precisa che la manovra "non mette le mani nelle tasche dei
cittadini". E forse - dice - "non saranno felici quelli a cui abbiamo
tagliato. Ci sarà una svolta rispetto alle politiche del governo precedente che
ha fatto politiche di spesa". Olimpiadi. Il premier declassa a
"proposta isolata e personale" le polemiche interne alla maggioranza
sulla partecipazione alla cerimonia inaugurale dei nostri atleti alle
Olimpiadi. "Il governo ha deciso di inviare gli atleti - commenta Berlusconi
- E quando si fa una cosa, la si deve fare completa". Le Olimpiadi -
aggiunge - "sono un segno di fratellanza. La difesa dei diritti dell'uomo
è qualcosa che deve preoccuparci con continuità, non soltanto in un'occasione
come quella delle Olimpiadi". Alitalia.
"Stiamo trattando con una grande compagnia aerea straniera".
L'annuncio del presidente del Consiglio arriva dalle telecamere del Tg1.
L'obbiettivo di fondo del governo è che "l'Italia possa tornare ad avere
una compagnia di bandiera profittevole, con una flotta moderna". In
televisione, Berlusconi mette sul piatto le tessere del mosaico Alitalia: "abbiamo un piano industriale, abbiamo i
soci, abbiamo i capitali". E con la compagnia straniera (rumors di mercato
indicano la Lufthansa) arriva anche il partner industriale "per fare
un'alleanza che ci pone sul piano internazionale. Esattamente l'ipotesi opposta
a quella della svendita ad Air France, che voleva fare il precedente governo e
che prevedeva 7 mila esuberi. Di esuberi - riconosce - ce ne saranno, ma
cercheremo di ridurli al minimo. Ma la scelta è tra mandare a casa 20 mila
persone e un numero molto inferiore". Dialogo. L'auspicio del capo dello
Stato a un ritorno a un clima sereno fra le forze politiche "è anche il
mio", commenta il presidente del Consiglio. "Per avere un dialogo -
aggiunge - bisogna avere rispetto degli altri e comportamenti leali" fra
gli schieramenti. "E questo finora non si è verificato con l'opposizione.
Se le cose cambieranno saremo felici. Altrimenti andremo avanti a realizzare le
riforme promesse agli elettori". E il primo banco di prova sarà proprio,
alla ripresa dopo la pausa estiva, il federalismo: tema che il governo conta di
agganciare alla legge finanziaria con il disegno di legge collegato. "C'è
la piena disponibilità ad avviare un clima costruttivo con il
centrosinistra", osserva Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla
Camera. Gli risponde il suo omologo del Pd, Antonello Soro: "Non sarà
facile riprendere il filo del processo riformatore, ma è necessario provarci".
E invita il premier ad un cambio di toni. "Va ritrovato quello spirito
costituente dichiarato da tutti alla vigilia del voto". © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 188 del 2008-08-08 pagina 26 Toto alla svolta: conferire o vendere di Redazione Alitalia Carlo Toto difende l'integrità della sua Air One e, con una
lettera, rassicura i dipendenti, che non devono temere l'integrazione con Alitalia. "Faremo la nostra parte", afferma orgogliosamente,
convinto che Air One in questo momento sia essenziale per il rilancio di Alitalia; ed esclude qualunque scorporo di attività per la sua
compagnia. Come si configurerà l'"apporto" di Air One ad Alitalia ancora non si sa: proprio in queste ore Carlo Toto,
che di Air One possiede il 100%, sta discutendo le modalità. E cioè, se
conferire o se vendere. Nel caso di conferimento, Toto diventerebbe, con una
quota del 30% circa della Nuova Alitalia, il socio di
maggioranza relativa, e potrebbe assumere la presidenza. Nel secondo caso, egli
potrebbe vendere il proprio gruppo per una cifra tra i 250 e i 300 milioni,
impegnandosi a reinvestirne una quota nella newco; in questo caso potrebbe
ottenere la vicepresidenza. La decisione, che ruota soprattutto sul
"quantum", sarà presa in tempi presumibilmente molto rapidi. Se tutto
andrà come pianificato dall'advisor Intesa Sanpaolo, "la nuova compagnia
diventerà profittevole nel 2009 e tornerà in Borsa dal 2010". Lo scrive a
proposito di Alitalia The economist. Il settimanale
inglese ricorda che il progetto prevede la creazione di una newco, a cui
farebbero capo circa 15mila dipendenti, e una bad company con i debiti, gli
asset non profittevoli e il personale in esubero. Ieri sera Silvio Berlusconi
ha intanto confermato l'esistenza di una trattativa con una compagnia
straniera. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Corriere della Sera" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-08 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Il centrodestra Il capo del governo: Air France
voleva 7000 esuberi Berlusconi: Alitalia, si
tratta con una compagnia straniera Il premier: riforme, sì all'invito di
Napolitano Il premier elogia Bassolino: non ha firmato la petizione contro di
me? E' una persona intelligente DAL NOSTRO INVIATO NAPOLI - "è u Papa e
cumanna ": la gente che gli sciama intorno, che lo acclama o lo critica,
usa sintesi tutte locali mentre osserva il bagno di folla. La ressa si snoda
dietro e intorno alla prefettura, per una buona mezz'ora: accorrono turisti
stranieri, si scattano fotografie mentre il Cavaliere a beneficio delle
telecamere impugna una ramazza, si mette in posa e spiega ai napoletani che
"la strada deve essere la continuazione delle vostre case". è tornato
nel capoluogo campano, il presidente del Consiglio, per ringraziare i militari
e cenare con loro, per fare il punto dell'emergenza rifiuti ("la fase
acuta è alle nostre spalle"), ma anche per commentare le ultime vicende
politiche prima delle vacanze. Le parole del capo dello Stato, la speranza che
in autunno vi sia una ripresa del dialogo, sono accolte dal premier a braccia
aperte: "L'auspicio di Napolitano è anche il mio, spero anche io che si
vada incontro a un periodo di serenità". Poco prima, alle telecamere del
Tg1, ha però ribadito lo scetticismo che non ha mai nascosto nelle ultime settimane:
"Per avere un dialogo bisogna avere rispetto e comportamenti leali. Questo
fino ad oggi non l'abbiamo verificato nell'opposizione. Se le cose cambieranno
noi saremo i più felici, viceversa andremo avanti a realizzare quelle riforme
garantite agli elettori". Sia in strada che nelle interviste alla Rai il
premier sottolinea il bilancio dei primi mesi di governo: più sicurezza con i
militari per le strade, aiuti alle famiglie con l'abolizione del-l'Ici, ma
soprattutto la manovra economica. "Con una mossa rivoluzionaria abbiamo
approvato una legge di bilancio per i prossimi tre anni. Una Finanziaria
rivoluzionaria perché evita gli incrementi della spesa, gli assalti alla
diligenza, taglia i privilegi non comporta nessun aumento delle tasse, non
mette le mani nelle tasche degli italiani". E se l'opposizione si appresta
a scendere in piazza, in autunno, Berlusconi fa spallucce: "Credo non ci
sarà nessun autunno caldo. L'opposizione può manifestare contro la finanziaria,
ma è come manifestare contro la grandine ". Al Tg1 il capo del governo
parla anche del dossier Alitalia: "Stiamo
trattando con una grande compagnia straniera, faremo un'alleanza sul piano
internazionale, esattamente l'ipotesi opposta della svendita ad Air France che
voleva fare il precedente governo e che comportava fra l'altro 7000 esuberi.
Esuberi ce ne saranno, ma cercheremo di ridurli al minimo". Prima di
arrivare a Napoli, la settima volta dall'inizio della legislatura, Berlusconi
ha incontrato a Roma il premier libico: "Entro un mese - riassume- troveremo
un accordo". La serata è invece a Posillipo, cena in pizzeria con i
militari che hanno contribuito a risolvere l'emergenza rifiuti: nel menù babà
al limoncello e pizza tricolore. L'ultima battuta è per Bassolino: "Non ha
firmato la petizione contro di me? Ha fatto bene, è una persona intelligente, e
sui rifiuti c'è stata una collaborazione perfetta". A Napoli con la
ramazza Silvio Berlusconi ieri ha impugnato una ramazza, si è messo in posa e
ha spiegato ai napoletani che "la strada deve essere la continuazione
delle vostre case" Marco Galluzzo.
( da "Corriere della Sera" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-08 num: - pag: 35 categoria:
REDAZIONALE Il manager Parmalat E a palazzo Chigi sbucò all'improvviso l'altro
Bondi L'amministratore delegato della Parmalat, Enrico Bondi ( nella foto), è
stato ricevuto ieri (a sorpresa) a palazzo Chigi. La circostanza ha
immediatamente alimentato le voci su possibili offerte che il governo avrebbe
intenzione di fare a quello che è considerato uno dei manager italiani dal
curriculum più ricco. Indiscrezioni di mercato danno come plausibile un'uscita di Bondi dalla Parmalat per "missione
completata" e nei giorni scorsi il suo nome era circolato a proposito
della Regione Lazio perché sembrava imminente la nomina di un commissario per
la sanità. Non è però da escludere del tutto un'altra clamorosa ipotesi ovvero
che palazzo Chigi possa aver pensato a Bondi per guidare la "nuova" Alitalia.
( da "Corriere della Sera" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-08 num: - pag: 39 categoria:
REDAZIONALE Panorama Industria, a giugno produzione in calo del 4,4% A giugno
la produzione industriale è calata del 4,4% rispetto allo scorso anno (-1,8% il
dato corretto per giorni lavorativi), in leggero miglioramento dal -6,5% di
maggio. Vanno bene solo pochi settori, tra cui abbigliamento e alimentari. Crolla
la produzione di auto. L'Isae, stima per luglio-settembre una produzione
industriale "stagnante". GEMINA, PERDITA 5,8 MILIONI. Gemina ha
chiuso il primo semestre 2008 con una perdita di 5,8 milioni di euro, contro un
utile di 2,7 milioni nel 2007. DUCATI, UTILE +123%. Ducati chiude il primo
semestre 2008 con un utile di 36,4 milioni di euro, in crescita del 123% e
ricavi per 318 milioni, +34,7%. "Risultati migliori del previsto" per
Gabriele Del Torchio, ad della società (foto). AXA, FATTURATO STABILE. Axa ha
chiuso il primo semestre con l'utile a 2,162 miliardi, -29%. Fatturato a 49,319
miliardi, -0,4%. ALLIANZ, UTILE -28%. La tedesca Allianz ha
chiuso il secondo trimestre con l'utile a 1,5 miliardi di euro, -28%. TOTO:
"L'INTEGRITà DI AIR ONE NON SI DISCUTE" Il patron Carlo Toto in una
lettera ai dipendenti: "Air One nella privatizzazione di Alitalia farà la propria parte ma l'integrità della compagnia non si
discute".
( da "Manifesto, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
A
cura della redazione politica ALITALIA BERLUSCONI: TRATTIAMO CON COMPAGNIA
ESTERA "Ci sono i soci e i capitali per il rilancio". Silvio Berlusconi
continua a infondere ottimismo su Alitalia e ieri sera al
Tg1 ha detto che "stiamo trattando l'alleanza con una compagnia
straniera".
Resta il mistero sul nome, che autorizza tutti i dubbi sulla reale portate
della trattativa promessa dal governo. In ogni caso secondo il premier si
tratterebbe di un'intesa migliore di quella che era in campo ai tempi del
governo Prodi con Air France, trattativa che proprio le sortite di Berlusconi
in campagna elettorale hanno fatto naufragare. "Quella - ha detto ieri
sera Berlusconi - era un'intesa che prevedeva settemila esuberi, mentre noi
cercheremo di ridurli al minimo". Ma in ogni caso anche secondo il premier
"quello degli esuberi è un epilogo inevitabile, preferibile però a che
vadano a casa tutti i dipendenti". riforme il premier: sì al dialogo ma
pronti a fare da soli Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano insiste
nel richiamo alle forze politiche perché trovino soluzioni condivise sulle
riforme istituzionali e sulla modifica della legge elettorale. Il presidente
del Consiglio risponde che la maggioranza è disponibile, ma è prontissima anche
a fare da sola. "Per avere dialogo - ha detto ieri sera Silvio Berlusconi
- bisogna avere rispetto degli altri e comportamenti leali. E questo finora non
si è verificato nell'opposizione". Non sono piaciuti al premier gli
attacchi per le leggi ad personam, per quanto il Pd non abbia fatto le
barricate e in piazza contro il Lodo Alfano tra le opposizioni parlamentari ci
sia andato solo Di Pietro. "Se le cose cambieranno - ha concluso il
presidente del Consiglio - saremo ben felici, altrimenti andremo avanti a
realizzare le riforme promesse agli elettori". BASE DI VICENZA REFERENDUM
IL 5 OTTOBRE FIRMATA L'ORDINANZA Il sindaco di Vicenza Achille Variati ha firmato
mercoledì l'ordinanza che dispone, per il 5 ottobre, il referendum cittadino
sulla destinazione dell'area aeroportuale "Dal Molin", dove è
prevista la nuova base Usa. Lo stesso giorno la zona era stata consegnata alle
imprese che dovranno realizzarla. Il quesito riguarda l'acquisizione dell'area
al patrimonio comunale, per destinarla ad usi di interesse collettivo. NO WAR
70MILA FIRME CONTRO TRATTATI E BASI MILITARI Settantamila firme sulla legge di
iniziativa popolare contro i trattati, le basi e le servitù militari sono state
consegnate ieri mattina al parlamento dai movimenti No War. "E' tempo di
prendere di petto - scrivono - i trattati militari, in gran parte segreti (come
quello del 1954) che determinano l'insediamento delle basi Usa e Nato sul
nostro territorio, e che ci costano più di 300 milioni di dollari all'anno. E
poi - aggiungono - c'è il problema delle armi nucleari stoccate in quelle
basi".
( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 188 del
2008-08-08 pagina 0 Berlusconi: "Spazzerò via anche l'autunno caldo"
di Fabrizio Ravoni Il presidente del Consiglio: "In cento giorni già molti
obiettivi raggiunti, più sicurezza e aiuti alle famiglie". Il premier
spazza Napoli: "Non gettate cartacce". E' ancora luna di miele con
gli italiani: sei italiani su dieci stanno con il Cavaliere
Roma - Nessun autunno caldo, Olimpiadi, Alitalia, dialogo
con l'opposizione; e, ovviamente, manovra economica. è un Silvio Berlusconi a
360 gradi quello che si presenta a Napoli e alle telecamere del Tg1 per un
bilancio provvisorio dei primi cento giorni di governo. "Avevamo promesso
più sicurezza – osserva – e abbiamo fatto provvedimenti che danno più
sicurezza. Avevamo promesso di aiutare le famiglie, ed abbiamo abolito
l'Ici". In più, "abbiamo approvato con una mossa rivoluzionaria una
legge di bilancio per i prossimi tre anni. Una finanziaria rivoluzionaria perché
evita incrementi di spesa, taglia i privilegi e non comporta nessun aumento di
tasse". Autunno caldo "Non ci sarà nessun autunno caldo per le forze
politiche", osserva il premier a Napoli. "L'opposizione può
manifestare contro la finanziaria, ma è come manifestare contro la
grandine". Ed aggiunge: "abbiamo fatto una finanziaria di tre anni e
non ci sarà nessun assalto alla diligenza". Al Tg1 precisa che la manovra
"non mette le mani nelle tasche dei cittadini". E forse – dice –
"non saranno felici quelli a cui abbiamo tagliato. Ci sarà una svolta
rispetto alle politiche del governo precedente che ha fatto politiche di
spesa". Olimpiadi Il premier declassa a "proposta isolata e
personale" le polemiche interne alla maggioranza sulla partecipazione alla
cerimonia inaugurale dei nostri atleti alle Olimpiadi. "Il governo ha
deciso di inviare gli atleti – commenta Berlusconi – E quando si fa una cosa,
la si deve fare completa". Le Olimpiadi – aggiunge – "sono un segno
di fratellanza. La difesa dei diritti dell'uomo è qualcosa che deve
preoccuparci con continuità, non soltanto in un'occasione come quella delle
Olimpiadi". Alitalia "Stiamo trattando con
una grande compagnia aerea straniera". L'annuncio del presidente del
Consiglio arriva dalle telecamere del Tg1. L'obbiettivo di fondo del governo è
che "l'Italia possa tornare ad avere una compagnia di bandiera
profittevole, con una flotta moderna". In televisione, Berlusconi mette
sul piatto le tessere del mosaico Alitalia:
"abbiamo un piano industriale, abbiamo i soci, abbiamo i capitali". E
con la compagnia straniera (rumors di mercato indicano la Lufthansa) arriva
anche il partner industriale "per fare un'alleanza che ci pone sul piano
internazionale. Esattamente l'ipotesi opposta a quella della svendita ad Air France,
che voleva fare il precedente governo e che prevedeva 7 mila esuberi. Di
esuberi – riconosce – ce ne saranno, ma cercheremo di ridurli al minimo. Ma la
scelta è tra mandare a casa 20 mila persone e un numero molto inferiore".
Dialogo L'auspicio del capo dello Stato a un ritorno a un clima sereno fra le
forze politiche "è anche il mio", commenta il presidente del
Consiglio. "Per avere un dialogo – aggiunge – bisogna avere rispetto degli
altri e comportamenti leali" fra gli schieramenti. "E questo finora
non si è verificato con l'opposizione. Se le cose cambieranno saremo felici.
Altrimenti andremo avanti a realizzare le riforme promesse agli elettori".
E il primo banco di prova sarà proprio, alla ripresa dopo la pausa estiva, il
federalismo: tema che il governo conta di agganciare alla legge finanziaria con
il disegno di legge collegato. "C'è la piena disponibilità ad avviare un
clima costruttivo con il centrosinistra", osserva Fabrizio Cicchitto,
capogruppo del Pdl alla Camera. Gli risponde il suo omologo del Pd, Antonello
Soro: "Non sarà facile riprendere il filo del processo riformatore, ma è
necessario provarci". E invita il premier ad un cambio di toni. "Va
ritrovato quello spirito costituente dichiarato da tutti alla vigilia del voto".
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
L'ECONOMIST
SCETTICO: "PARTNER IDEALE, MA SAREBBE UN MIRACOLO" Dossier Alitalia Lufthansa favorita "Entrerà col 25%" Toto ai
dipendenti: non temete, non farò alcun accordo a danno della nostra compagnia
[FIRMA]LUIGI GRASSIA Nel giorno in cui il premier Berlusconi ha detto al Tg1
che il suo governo sta trattando per Alitalia con
"una grande compagnia aerea straniera" (non identificata) dalla
Germania un consigliere di amministrazione della Lufthansa, Stefan
Lauer, ha commentato che la sua società "ha un grandissimo interesse per
il mercato italiano" e sta "seguendo dappresso gli sviluppi della
vicenda Alitalia". Fonti vicine all'operazione,
citate dall'Agi, dicono che è proprio Lufthansa la compagnia favorita per
entrare nell'azionariato in base al piano che sta preparando Intesa Sanpaolo.
La quota d'ingresso sarebbe contenuta al 20-25%, quindi molto più bassa di
quella che avrebbe avuto Air France; non si tratterebbe, quindi, di una
cessione della compagnia di bandiera italiana, ma di un accordo più equilibrato.
La stessa Air France resta comunque in corsa per Alitalia,
anche se dovrà accettare (nel caso) queste nuove condizioni. Il gruppo tedesco
non ha voluto commentare le indiscrezioni. Nel capitale oltre a Lufthansa
entrerebbero alcuni fondi d'investimento (tra cui Clessidra), le banche
(probabilmente la stessa Intesa e Mediobanca) e AirOne. Una delle ragioni per
preferire Lufthansa sarebbero gli ottimi rapporti che intercorrono da sempre
fra la compagnia tedesca e quella di Carlo Toto, la cui società Ap Holding
sarebbe comunque destinata ad avere un ruolo in Alitalia,
quale che sia la compagine azionaria finale. Ieri Il fondatore e presidente
Carlo Toto ha ritenuto necessario scrivere una lettera ai suoi 3 mila
dipendenti per garantire che "il possibile ruolo di AirOne nella
privatizzazione di Alitalia non avverrà a scapito
della nostra azienda. Non ho mai inteso disperdere il valore che noi di Air One
abbiamo saputo costruire in questi anni. L'integrità della compagnia non è in
discussione". Toto spiega: "Non conosciamo quali saranno gli esiti di
questo faticoso processo di riorganizzazione del trasporto aereo, ma pur
seguendone le evoluzioni, è importante che continuiamo a concentrarci sui
nostri obiettivi. AirOne continuerà a lavorare nel rispetto e per la
salvaguardia di tutto ciò che insieme abbiamo costruito". Sul possibile
arrivo di Lufthansa in Alitalia si registra lo
scetticismo dell'Economist: nel suo numero in edicola oggi il settimanale
britannico scrive che "sarebbe un miracolo se Lufthansa facesse un'offerta
o se Air France-Klm riaprisse le trattative". L'Economist è d'accordo nel
qualificare il gruppo Lufthansa come candidato ideale all'accordo, ma segnala
che i tedeschi "non hanno finora mostrato alcun interesse ufficiale".
Il settimanale rilancia l'ipotesi di una divisione di Alitalia
in due: la parte sana ai privati e quella che perde soldi allo Stato. Ma si
tratterebbe di una soluzione che susciterebbe a sua volta molti problemi. Una
non-soluzione.
( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Alitalia
I clandestini
continuano ad arrivare a Lampedusa: siamo a quota 12500 di cui oltre tremila solo
negli ultimi dieci giorni. Il 125% in più rispetto al 2007. Come spiego in un
articolo pubblicato oggi, questo afflusso non è casuale, ma tollerato da
Gheddafi che ha allentato i controlli sulle coste per mettere sotto pressione
l'Italia e strappare accordi a lui favorevoli con il nostro governo e, più in
generale, con l'Unione europea. Un gioco al rialzo che sa tanto di ricatto. Ma
Tripoli ospita un'iniziativa davvero felice, di cui si parla poco e che rischia
di concludersi a breve. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (in
inglese Iom), in due anni è riuscita a far rimpatriare su base volontaria 2.500
migranti bloccati nel Paese africano. Il meccanismo è semplice: anziché
rimpatriarli con la forza, ha offerto loro un incentivo per avviare una piccola
attività economia nel proprio Paese. La cifra a testa è irrisoria (400-5o0
euro), come mi ha spiegato il capo missione Laurence Hart ma permette
all'emigrante di salvare l'onore rispetto alla propria famiglia e al propio
clan e di restare in patria con soddisfazione. Complessivamente - calcolando il
biglietto aereo e le spese burocratiche - il costo complessivo è di mille euro
a persona; molto, molto meno delle spese da sostenere per manetenere i
clandestini nei Cpt per settimane e poi, eventualmente, per espellerli. Questo
programma rischia di finire perché i fondi europei si stanno esaurendo; e dire
che ci vogliono un milione e duecentomila euro per arrivare alla fine del 2008.
Io dico: è un'idea eccellente ed è triste che lo Iom sia costretto a supplicare
i governi per ricevere finanziamenti. Questo programma è equo, umano, poco
oneroso e dà speranza nei Paesi africani. Dovrebbe diventare sistematico. O
sbaglio? Scritto in notizie nascoste, Italia, immigrazione 1 Commento "
(Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Aug 08 Le Olimpiadi?
Boicottiamole spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni
teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato posto il problema
dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi italiani "a
compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti da rispettare:
dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene intervistati al
gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli strumenti". Sono
d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto misure analoghe.
L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le ragioni note:
l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni del Tesoro, il
mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi come Francia e
Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono blandissime e
il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha stretta ancor di
più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori schiavizzati, su
chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di più di quanti si
creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i libri stranieri
stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano "purgati",
come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il regime chiede che
vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le descrizioni di massacri
compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in francese. Inaudito. Le
notizie sugli attentati non mi convincono: di solito vengono censurate, ora
invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che può rivendicare di
essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi occidentali) e
giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una grande manovra
di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche nostro: le
Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience
straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che
di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters
sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi,
due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi
(a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una
cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina
Commenti ( 29 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra
è più felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i
conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il
matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli
intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in
un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida
dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro
studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena.
In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che
riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più
ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa
nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli
intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società
sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre
i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la
destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare
questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più
felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa
e il mondo Commenti ( 38 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello
Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto
sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che
prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in
regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla
non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili
urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado,
degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in
condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il
provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede
il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso
per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza
con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini
per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di
aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un
semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli
affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi
farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con
Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare
fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in
Italia, immigrazione Commenti ( 57 ) " (1 voti, il voto medio è: 3 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del
petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal
Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di
Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il
prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a
spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il
38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare
le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la
Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese
per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo
( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Milano
UNA NUOVA SCOMMESSA ETTORE LIVINI Si può essere contenti quando i propri affari
vanno il 25% peggio rispetto all'anno precedente? Sì, si può. Soprattutto se l'affare è Malpensa e se il dato (un quarto di
passeggeri persi a luglio) sconta l'addio improvviso e brutale del proprio (ex)
miglior cliente, l'Alitalia. La fredda logica delle cifre non inganni: Malpensa sta
recuperando più rapidamente del previsto lo strappo della Magliana. SEGUE A
PAGINA V.
( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Milano LA
NUOVA SCOMMESSA SI CHIAMA LUFTHANSA Se l'intesa con i tedeschi va in porto, lo
scalo tornerà un hub importante ETTORE LIVINI Certo il buco rimane. E i conti
2008-2009, come ha sempre detto il numero uno della Sea Giuseppe Bonomi,
pagheranno un pedaggio pesantissimo alla voragine aperta dalla compagnia di
bandiera. Il vuoto si sta però riempiendo in fretta. I
numeri: a luglio i passeggeri di Alitalia a
Malpensa sono stati poco più di 185mila, l'82,7% in meno del milione e 70mila
del luglio 2007. Pagando non solo il taglio dell'offerta ma anche la relativa
disaffezione dei viaggiatori per la società che ha visto il suo load factor
meneghino crollare dal 79,8% al 64,9%. La buona notizia però è un'altra:
per un'Alitalia che se ne va ci sono tante altre
compagnie pronte a conquistarsi una fetta del mercato aereo più ricco del
paese. A luglio 2007 i rivali della Magliana avevano fatto volare dallo scalo
bustocco 997mila persone, quest'anno sono saliti a 1.326.803. Se le cose
continuano in questo modo, la Sea potrebbe riuscire a chiudere l'anno ancor
meglio delle sue previsioni: puntava a perdere "solo" 4,8 milioni di
clienti malgrado il taglio di 7,3 milioni di passeggeri Alitalia,
ma il saldo finale rischia di essere più positivo. E il futuro? La vera
scommessa in questo caso si chiama Lufthansa. Bonomi ha firmato con i tedeschi
un'intesa di massima destinata a partir piano (6 aerei nel 2009) ma che in
teoria potrebbe fare di Milano il quarto hub del gruppo dopo Monaco, Berlino e
Zurigo. Sul dossier sono attivi una serie di gruppi di studio, con l'incognita
a questo punto di un possibile coinvolgimento della società guidata da Wolfgang
Mayrhuber nella partita per il salvataggio di Alitalia.
Banca Intesa, secondo indiscrezioni, avrebbe già bussato alla porta della Sea
per attivare un contatto. E con i buoni uffici dei vertici del gestore milanese
il dialogo (per ora embrionale) tra l'advisor della Magliana e Francoforte
sarebbe decollato. Malpensa però ha poco da temere da un'eventuale ingresso di
Lufthansa in Alitalia. Anzi. Il piano di rilancio
della nostra compagnia di bandiera potrebbe prevedere nuovi voli
intercontinentali da Milano. Che però a questo punto dovrebbero per forza
essere complementari ai programmi del nuovo partner. L'economia e il turismo
lombardo (ma anche i conti della Sea) ne avrebbero tutto da guadagnare.
( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
A
malpensa Sono i viaggiatori transitati da Malpensa nei primi sette mesi del
2008, mentre nello stesso periodo dell'anno scorso erano stati oltre 13
milioni: un calo provocato dall'addio di Alitalia e che è
comunque inferiore alle previsioni.
( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Milano
Malpensa perde ma il futuro è rosa Inferiore al previsto il
calo post Alitalia (-25%), boom degli altri vettori Seicentomila viaggiatori in
meno a luglio Ritardi in calo di circa un terzo LUCA DE VITO Sembra destinato a
migliorare lo stato di salute dell'aeroporto di Malpensa. Il dato del traffico
passeggeri nei primi mesi dell'anno ha davanti il segno meno, ma a guardar bene
le cose potevano andare molto peggio. Soprattutto se si tiene conto
delle prospettive di qualche mese fa. La dismissione del 66 per cento dei voli
di Alitalia sull'aeroporto di Milano aveva lasciato
spazio a fosche previsioni: solo 550 movimenti giornalieri e 35mila passeggeri
al giorno, dicevano dalla Sea. Le cifre diffuse dall'Ente nazionale aviazione
civile (Enac), invece, descrivono una situazione leggermente migliore. A giugno
la media giornaliera di viaggiatori era 54mila 276 e a luglio di 56mila 817. La
ferita lasciata da Alitalia sembra dunque sulla via
della guarigione. Secondo i dati, Malpensa ha registrato una diminuzione del 25
per cento nei primi sette mesi dell'anno. Nello stesso periodo del 2007 sullo
scalo varesino circolavano oltre 13 milioni di passeggeri, contro gli 11
milioni 531mila 49 di quest'anno. Nel mese di luglio sono stati persi quasi 600
mila viaggiatori - da due milioni 300mila a poco più di un milione 700mila -
con una variazione negativa del 14 per cento. Con il segno meno anche Linate,
che registra una diminuzione dell'1,2 per cento per la prima metà dell'anno e
un - 5,2 per il mese di luglio. Un paio di settimane fa il presidente di Sea,
Giuseppe Bonomi, aveva avvertito tutti. "Il consuntivo
( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Genova
La trattativa Fantuzzi, il colosso delle gru è in vendita Scerni corre contro
gli americani di Terex Scerni pronto a rilevare il gruppo Fantuzzi. Lo rivela
il quotidiano on line Affaritaliani. La società genovese attiva nel campo dello
shipping e guidata da Gianni Scerni sarebbe pronta a fare un'offerta per
rilevare il gruppo Fantuzzi sulla base di un piano industriale che verrà
studiato e redatto in modo da dare adeguate garanzie ai creditori, e
salvaguardare al massimo l'occupazione. Bocche cucite sul quantum, ma, a quanto
sembra, l'offerta sarà migliorativa. "Come per Alitalia, - conferma Carlo Paris, advisor di Scerni con la Carlo
Paris&Partners - ci batteremo per mantenere in Italia questa azienda che
nello specifico settore è leader mondiale e rappresenta il futuro nel settore
delle navi e della logistica. Abbiamo già incontrato Fantuzzi e trovato
il suo gradimento, siamo ora pronti a studiare una cordata di imprenditori
italiani e a trovare l'appoggio delle banche italiane e regionali. Chiediamo
solo il tempo di fare la nostra offerta e di convincere i creditori che la
nostra proposta è quella migliore per l'azienda e per il Paese". Colpo di
scena, dunque, sulla cessione del colosso italiano delle gru. Dopo il mancato
pagamento di un bond da 55 milioni di euro lo scorso 26 agosto, la Fantuzzi era
in pratica stata costretta dagli obbligazionisti alla cessione in tempi brevi
del gruppo. In pole position, stando alle ultime indiscrezioni, c'erano gli
americani di Terex, società quotata a Wall Street.
( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Sondata
Lufthansa che smentisce. E Berlusconi insiste: meno esuberi che con Air France.
Bersani: falso Alitalia, passeggeri in forte calo tiene banco il partner straniero
Denuncia del Codacons per bancarotta fraudolenta. Biglietti: -21,7% MILANO - La
crisi Alitalia continua a penalizzare l'operativo della compagnia mentre il
piano di salvataggio (tra le polemiche politiche sui potenziali esuberi) resta
in stand-by in attesa dei ritocchi alla Marzano e di una svolta nella caccia al
partner internazionale. Una partita che vede oggi in pole position Lufthansa
sul cui tavolo in queste ore sarebbe arrivato già un dossier informale messo a
punto da Banca Intesa. E su tutta la vicenda pesa la spada di Damocle di una
denuncia del Codacons per bancaraotta fraudolenta. L'attesa prolungata di una
soluzione continua però a frenare il business: Alitalia
- secondo i dati dell'Associazione delle aerolinee europee - ha perso il 16,4% di
passeggeri nel primo semestre 2008 rispetto allo lo stesso periodo dello scorso
anno. Un dato ancor più preoccupante se si considera che la capacità di posti
offerta - dopo l'austerity del piano Prato - è diminuita "solo" del
10,3%. Le cose sono andate ancora peggio prendendo come unità di misura solo il
mese di giugno. In questo periodo il calo dei passeggeri è stato del 21,7% a
fronte di una riduzione del 14,4% della capacità. Le cose sono andate molto
meglio per Air One che da inizio anno (in parte grazie anche ai guai della
Magliana) ha visto salire del 12,5% i biglietti venduti con un aumento del 6,4%
dei posti disponibili. In attesa dell'intervento del governo sul fronte
normativo - atteso per fine mese destinato ad adattare la Legge Marzano al caso
Alitalia - l'advisor Banca Intesa continua a lavorare
sulla cordata italiana e i partner estero per il gruppo. Quest'ultimo è oggi il
fronte più caldo. Anche perchè diversi dei potenziali soci industriali italiani
(Roberto Colaninno in testa) avrebbero condizionato il loro impegno
all'alleanza internazionale. Banca Intesa non a caso, pur consapevole di non
poter chiudere un accordo in poche settimane, ha iniziato a sondare il terreno
con Lufthansa, da molti ritenuto il partner più interessante anche perché
disposto a scommettere sulla Malpensa. E non a caso i primi contatti con la
compagnia di Wolfgang Nayrhuber sarebbero partiti grazie anche ai buoni uffici
di Giuseppe Bonomi, numero uno della Sea che ha appena firmato una partnership
con Francoforte. Un primo dossier informale sarebbe già stato spedito al board
tedesco che però anche ieri - come ha fatto Air France - ha negato contatti con
Alitalia. Sul fronte politico, in attesa della
Marzano-bis, continua la polemica sugli esuberi potenziali. "Ce ne saranno
meno dei 7mila di cui si parlava all'epoca di Air France", ha detto ieri
Silvio Berlusconi, che, alla ricerca di un atterraggio politicamente e
sindacalmente morbido, continua a far circolare la leggenda dei 7.000 esuberi
del piano francese. Affermazione contestata da Pierluigi Bersani: "Si
tratta notoriamente di una menzogna - ha detto ieri il ministro ombra
dell'Economia - . Gli esuberi previsti da Parigi erano 2.150 e non c'era
previsione alcuna di "bad company". Anch'io penso che serva un
partner internazionale, ma lo si era già trovato. E se rimarrà lo schema
new-bad company qualcuno sarebbe destinato a pagare e qualche altro a
guadagnare. Non mi sembra una prospettiva accettabile". (e.l.).
( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Global
market Impregilo vince la battaglia legale sullo scandalo dei rifiuti Il
colosso britannico Diageo, numero uno mondiale del whisky, spenderà 82 milioni
di euro per produrre biocarburanti nella sua principale distilleria Impregilo
vince (un anno dopo) la partita sul sequestri dei suoi beni nell'ambito
dell'inchiesta sul presunto smaltimento di rifiuti illegali in Campania. Il
tribunale del riesame di Napoli ha disposto il dissequestro di 750 milioni di
beni del gruppo. Che così, tra l'altro, ha rimesso le mani anche su 120 milioni
di liquidità fondamentali per ridisegnare il futuro della società. Il titolo
del gruppo, a lungo tempo condizionato dall'inchiesta della magistratura, è
ripartito ieri al rialzo con un balzo del 13%. Una buona notizia per i soci di
controllo (Ligresti, Gavio e i Benetton spettatori attenti
della partita Alitalia). Che per fare veramente filotto dovrebbero però sperare adesso
anche nella riapertura del dossier del ponte sullo stretto di Messina, appalto
in passato aggiudicato al gruppo. E il chiarimento della partita campana
potrebbe anche riaprire l'ipotesi, accarezzata in passato, di un'Opa per
togliere il titolo dal listino. Ettore Livini[Il credito toglie benzina
all'economia] La grande crisi del credito, esplosa un anno fa, sta togliendo la
benzina all'economia ed è questa, forse, l'ombra più inquietante sulla possibilità
di evitare una recessione. Nel secondo trimestre, fa sapere la Fed, il credito
bancario Usa si è ristretto dell'1,5%, rispetto ai primi tre mesi dell'anno: è
la maggiore contrazione trimestrale dal 1948. Serve a poco che il tasso base
sia, oggi, negativo, al di sotto dell'inflazione. Il credito è scarso e anche
caro. Nonostante una selvaggia politica di sette tagli dei tassi base, il
credito bancario costa, di fatto, quanto un anno fa. La Chrysler si appresta a
rifinanziare un prestito di 30 miliardi di dollari a condizioni peggiori
dell'agosto 2007, quando il tasso base era al 5,25 e non al 2 per cento.
Dietro, c'è il principio della leva. Di norma, le banche tradizionali tendono a
mantenere un rapporto di
( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Sport SCHERMAGLIE I
DIRITTI DELLO SPOT ANTONIO DIPOLLINA La Cerimonia in tv è una sfida di
resistenza niente male. Il clou è il fiato sospeso alla fine per l'ultimo
tedoforo Li Ning, ex ginnasta, che secondo il telecronista Claudio Icardi
"Ha la stessa plasticità che aveva da atleta". A molti è sembrato
invece un commovente omaggio a milioni di telespettatori in sovrappeso. Ma ci
sono consensi per il chilometrico commento: i nostri si sono divisi i compiti.
Icardi ricordava ogni dieci minuti le soperchierie cinesi, il corrispondente
Paolo Longo replicava che la Cina sta cambiando davvero, Franco Bragagna si
esaltava ogni volta che appariva uno dell'atletica leggera. * * * Il simbolo
televisivo contro le magagne cinesi è Richard Gere. Ieri il suo spot con l'automobile
e i bimbi tibetani sulla neve è passato prima, durante e subito dopo la
Cerimonia d'apertura. Eppure i pochi stacchi pubblicitari hanno provocato
proteste. Per esempio dal Codacons (stando alle agenzie di
stampa nella sola giornata di ieri il Codacons ha protestato anche contro la
crisi Alitalia, il prezzo della benzina, la mancata portabilità dei mutui, la
base americana di Vicenza, il calo del Pil). Con un po' di memoria si può dire
che è andata benissimo, quattro anni fa la cerimonia di Atene fu attraversata
da molti spot e perfino funestata da un edizione del telegiornale. * * *
Spunti aulici da Raisport. "Il vecchio sogno del nostro amico De Coubertin
arriva in Cina" (Franco Bragagna). "Pechino è un posto incredibile,
non trovi una cartaccia per terra ma se provi ad attraversare la strada ti
mettono sotto con la macchina" (Nino Benvenuti). "Il nostro
Presidente del consiglio non è venuto a Pechino, aveva detto che faceva troppo
caldo e che ci sarebbero stati 50 gradi: beh, ce ne sono molti meno".
(Franco Bragagna). "Alla mia prima Olimpiade non avevo nemmeno i
baffi" (Marino Bartoletti).
( da "Unita, L'" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Alitalia, i passeggeri scappano: a
giugno flessione del 21% Berlusconi: "Il piano Air France prevedeva una
svendita da 7mila esuberi". Bersani: "Menzogne, erano solo
2.150" / Milano Alitalia: crollano traffico e passeggeri. Secondo l'Aea, Association of
European Airlines, a giugno la compagnia di bandiera sull'orlo del fallimento
ha incassato un calo dei passeggeri del 21,7 per cento rispetto allo
stesso mese dell'anno scorso. Nei primi sei mesi del 2008, invece, la fuga dal
check-in si è attestata a quota meno 16,4 per cento, a fronte di una
diminuzione del traffico (misurato in ricavi per passeggero a chilometro) del
16,6 per cento. Mentre l'offerta di posti è scesa del 10,3 per cento. Sono le
ultime brutte notizie sulla compagnia alle quali, sempre ieri, si sono unite le
affrettatissime smentite di AirFrance e Lufthansa circa possibili partnership
con il gruppo di bandiera italiano. Le precisazioni arrivano dopo che giovedì
sera il premier Berlusconi aveva affermato che il governo stava trattando per
la compagnia con un parner internazionale. Come dire: noi non c'entriamo. Nel
frattempo il Codacons ha presentato una denuncia alla procura di Roma sulla
gestione del gruppo aereo con la quale si ipotizzano i reati di malversazione e
truffa aggravata ai danni dello Stato. I consumatori fanno riferimento
all'avvicendarsi delle voci di vendita di Alitalia, al
ritiro dell'offerta Klm-Air France "e il conseguente prestito ponte
promesso dal governo". Nel marasma, si inserisce anche il botta e risposta
tra Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia del governo ombra, Pierluigi
Bersani. La diatriba si gioca tutta sul numero degli esuberi previsti, prima ai
tempi del governo Prodi dal piano AirFrance, e oggi dal piano Berlusconi.
"L'Alitalia ha ventimila persone - ha detto il
presidente del Consiglio intervistato da Radiorai - Tutti gli studi hanno
portato alla necessità di una riduzione. Quella di Air France sarebbe stata una
svendita e si parlò di oltre 7.000 esuberi. Noi pensiamo se ne possano fare
meno". "Si tratta notoriamente di una menzogna - è stata la replica
di Bersani - Alla ricerca di un atterraggio politicamente e sindacalmente
morbido si continua a far circolare la leggenda dei 7.000 tagli del piano Air
France. Gli esuberi previsti erano 2.150".
( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 189 del
2008-08-09 pagina 3 Malpensa perde il 25% dei turisti "Ecco i danni dei
tagli di Alitalia" di Maria Sorbi L'assessore
regionale alle Infrastrutture Cattaneo: "Brutto colpo, ma i dati sono meno
gravi del previsto" Malpensa ha perso un passeggero su quattro. Ecco il
risultato del tira e molla di Alitalia, del super
taglio dei voli e delle rotte soppresse. A luglio, in fila al check-in della
compagnia c'è stato il 25 per cento di turisti in meno rispetto all'anno
scorso. A confermarlo sono i registri Enac: dall'inizio dell'anno lo scalo
lombardo ha perso il 14 per cento dei passeggeri mentre Fiumicino, nello stesso
periodo, ha registrato una crescita del 10,6 per cento. "Questo conferma -
sostiene l'assessore lombardo alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo - che la
scelta di Alitalia ha fatto dei bei danni
all'aeroporto e a tutto l'indotto. Il dato non è positivo, ma è meno
preoccupante di quello che potrebbe sembrare". Sì, perché la vecchia
compagnia di bandiera ha tagliato l'80 per cento dei voli, mentre la riduzione
dei passeggeri è inferiore al calo di traffico prodotto. Si era detto che le
scelte della compagnia aerea si sarebbero abbattute su Malpensa "come una
mannaia". E in effetti il colpo c'è stato. Ma meno grave del previsto.
Malpensa insomma ha saputo fare velocemente buon viso a cattivo gioco. "Il
calo dei passeggeri - commenta Cattaneo - va incrociato con altri dati".
Ad esempio con quelli di Easyjet, la compagnia low cost che mentre Alitalia "precipitava" ha conquistato il 67 per
cento dei passeggeri in più. La compagnia da gennaio ha ospitato a bordo quasi
400mila persone da e per l'aeroporto di Malpensa, e a luglio ha ulteriormente
migliorato dell'11 per cento i dati rispetto a giugno, con più di 307mila
passeggeri. "I numeri - sostiene il braccio destro di Roberto Formigoni -
dimostrano chiaramente quello che da mesi stiamo dicendo: chi sta vicino a
Malpensa fa affari e aumenta il fatturato, chi si allontana invece ha perdite
enormi". A Malpensa sono diminuiti ovviamente anche i bagagli in partenza:
il 32 per cento in meno a giugno e il 30 per cento in meno a luglio. Aspetto
positivo: sono meno anche i voli in ritardo. Pensando al futuro dello scalo
lombardo, soprattutto con Expo alle porte, si spera prenda piede la volontà della nuova cordata predisposta da Alitalia di riposizionare i voli su Malpensa. "Se così sarà - è
ottimista Cattaneo - Malpensa si riprenderà e Alitalia tornerà a
essere il vettore di riferimento. E questo farà bene sia a Malpensa sia ad Alitalia". Altra ipotesi, a questo punto meno probabile, è che
Malpensa faccia da sé, trovando una propria strada in totale autonomia,
"con tante piccole Easyjet". Per ora i numeri giocano in favore di
Fiumicino, ma la situazione si potrebbe presto ribaltare, o almeno compensare.
Malpensa, tra gennaio e luglio, ha imbarcato 11,5 milioni di passeggeri e nel
mese di luglio 1,7 milioni. Parallelamente l'hub romano ha registrato 20,5
milioni di passeggeri da gennaio a luglio e nell'ultimo mese 3,6 milioni, il 10
per cento in più rispetto all'anno prima. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 189 del
2008-08-09 pagina 6 Berlusconi: "Congresso Pdl già a gennaio" di
Vincenzo La Manna da Roma Arrestare l'impennata dei prezzi. Silvio Berlusconi
lo ripete da tempo. È una priorità. Come la nascita del Pdl, che "avrà a
gennaio il suo primo congresso nazionale". Ma intanto, cosa fare contro il
caro-vita? La risposta ancora non c'è. Potrebbe essere utile, però, un veloce
"aggiornamento" personale. E così, a ora di pranzo, il Cavaliere
lascia palazzo Grazioli, piombando a sorpresa a Campo de' Fiori. Un blitz nello
storico mercatino. Un giro tra le bancarelle, un breve sopralluogo, nel
"primo giorno di vacanza". Con l'intento di interrogare i
commercianti. Sul costo dei pomodori, ad esempio ("un po' cari, ma forse
sono io che non ho più orecchio sui prezzi", scherza). E perché no, pure
su quello della carne. A fine tour, ecco il responso: "Ho verificato che
ci sono stati aumenti fino al 30%, che sono l'effetto a cascata dell'aumento
del prezzo del greggio, della benzina e dei trasporti". Il rischio,
quindi, è che l'inflazione galoppi. E il premier butta lì una possibile
soluzione: "Accordi con la grande distribuzione". Tra una foto e
l'altra, Berlusconi preferisce non soffermarsi sui dati negativi del Pil. Così,
dopo aver ascoltato chi gli chiede pubblicamente una raccomandazione per partecipare
al Grande Fratello, evidenzia la "crescita impalpabile". Poi
aggiunge: i dati "sono purtroppo sotto gli occhi di tutti e alimentano
anche cali dei consumi". E prima di recarsi in uno dei suoi negozi
preferiti, per acquistare i ciondoli di vetro di Murano ("li regalo ai
bambini di elementari e medie che vengono a trovarmi", riferisce), breve
scambio di battute "improvvisato" con il ministro dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini. Anche lei a Campo de' Fiori, in posa per alcuni scatti a
corredo di un servizio giornalistico. "Ma guarda un po', dai banchi di
scuola alle piazze", esordisce il premier, che poi si complimenta con la
Gelmini (capelli raccolti, vestito colorato stretto in vita, stile Anni '60,
décolleté e tacco alto): "Guarda come sei bella, sembri una bambina".
Dall'inflazione alla Finanziaria il passo è breve. E Berlusconi, ai microfoni
di RadioRai, in un'intervista registrata giovedì a Napoli, rimarca che la
principale legge economica arriverà in Aula "blindata". Il premier,
infatti, ricorda che "porterà solo tabelle e numeri", sottolineando
che "non ci saranno aperture ad emendamenti". Quindi, spiega,
"entrerà in Parlamento e uscirà così come è stata voluta e ragionata dal
governo". "Dobbiamo raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2011
- aggiunge il presidente del Consiglio - e andare nella direzione dei tagli di
spese inutili, sprechi e privilegi". Il Cavaliere, poi, assicura che
"c'è un senso di responsabilità generalizzato", smentendo pure la
"leggenda" sui malumori di ministri contro Giulio Tremonti. Ognuno,
fa notare, "preferisce chiaramente poter spendere di più, piuttosto che
preoccuparsi di fare dei tagli e dei sacrifici. Ma è anche chiaro che, se non
avessimo fatto così, avremmo continuato la politica della ricerca del consenso
attraverso l'aumento della spesa". Il premier, inoltre,
torna ad affrontare la vicenda Alitalia. "Sarebbe sempre
meglio poter assumere in più piuttosto che dire a qualcuno "cercati un
altro lavoro" - sottolinea -. Ma Alitalia è
arrivata ad avere 20mila persone. Air France, quando stava tentando di
acquisirla, aveva parlato di oltre settemila esuberi. Noi pensiamo che
se ne possano fare meno". Passando a questioni prettamente politiche,
Berlusconi definisce "stucchevole" il continuo tam-tam sul dialogo
con l'opposizione sulle riforme. E al Tg2, rispondendo alla domanda se
preferirebbe prendere un caffè con Veltroni, Di Pietro o Casini, afferma:
"Lo prendo con tutti. Se c'è uno che non ha difficoltà a dialogare ed a
capire le ragioni degli altri, questo sono io". Invece, sul percorso che
porta al partito unitario, aggiunge, che "a gennaio avremo il primo
congresso nazionale del Popolo della Libertà". E il suo reggente verrà
deciso in quell'occasione, rispettando le "regole democratiche" al
100%. Sul versante Olimpiadi, invece, si dice convinto che i Giochi possano
"contribuire ad aprire nuovi spiragli di libertà". Augurando agli
atleti azzurri, al tempo stesso, di "vincere e di fare comunque bella
figura, rappresentando con decoro il nostro Paese". Berlusconi ricorda
infine la figura di Antonio Gava, "capace, determinato, integerrimo".
La sua morte, puntualizza, "non cancella il torto che ha subito".
Ovvero, un "calvario giudiziario di tredici anni, che ne ha minato la
salute, anche se si è concluso con la piena assoluzione da un'accusa infamante
ed infondata". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 189 del
2008-08-09 pagina
( da "Corriere della Sera" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-08-09 num: - pag: 39 categoria:
REDAZIONALE Il dubbio di Piero Ostellino Lo Stato privatizzato in barba alla
Costituzione L' onorevole Giuliano Cazzola (Pdl) aveva depositato in Parlamento
un ordine del giorno con il quale si impegnava il governo a intraprendere
un'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori delle Poste per
l'assunzione di un certo numero di precari, in violazione della legge, che
aveva messo in gravi difficoltà la società. Il ritiro di tutti gli ordini del
giorno (meno uno), per accelerare l'approvazione della manovra economica, ha
indotto successivamente lo stesso Cazzola, con il collega Aldo Di Biagio, a
presentare, sullo stesso argomento, un'interrogazione al ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti. è probabile che la lodevole iniziativa lasci il
tempo che trova. Il caso delle Poste italiane spa è, infatti, paradigmatico
della surreale situazione del pubblico impiego in Italia. La Costituzione
prescrive che "agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede
mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge" (art. 97). La
Pubblica amministrazione non fa (quasi) più concorsi e assume come precari gli
"amici degli amici" - dei sindacati, dei partiti, delle corporazioni,
degli stessi funzionari pubblici già in servizio, e così via - che poi, dopo
una decina d'anni, trasforma in dipendenti stabili con la solita sanatoria.
Quanti siano i dipendenti pubblici, fra centrali e periferici, stabili e
precari, nella Pubblica amministrazione e nelle società private che svolgono
funzioni di servizio pubblico, è uno dei segreti meglio custoditi della
Repubblica. Si passa dai 3-3,5 milioni delle statistiche ufficiali ai 9 milioni
dei sindacati, per arrivare a quasi il doppio secondo stime non ufficiali. Se,
per calcolarne il numero, si assume la normativa applicata per disciplinare il rapporto
di lavoro, sono relativamente pochi, intorno a 600mila, fra Forze armate,
Polizia di Stato, insegnanti, docenti universitari, magistrati e altri. Se,
invece, li si calcola secondo la natura del datore di lavoro, salgono a circa
3,2 milioni, dei quali più della metà nella Pubblica amministrazione centrale.
Sono molti di più, infine, se si includono i dipendenti delle Ferrovie dello
Stato, delle Poste, dell'Alitalia, delle
numerose aziende ex municipalizzate diventate società per azioni private. Secondo
i dati ufficiali, la media non sarebbe, comunque, superiore a quella di altri
Paesi: 54 per ogni mille abitanti. In queste condizioni, è possibile procedere
a una qualche razionalizzazione della Pubblica amministrazione? Non
credo. Innanzi tutto, perché è lo Stato stesso che opera in totale illegalità,
in violazione persino della Costituzione, non promuovendo i concorsi per ogni
accesso nella P.A. In secondo luogo, perché i sindacati, i partiti, le
corporazioni si sono sostituiti, di fatto, allo Stato, "privatizzandolo"
secondo criteri clientelari e parentali. Infine, perché, per cambiare le cose,
bisogna almeno conoscerle. Ministro dell'Innovazione e della Funzione pubblica,
Renato Brunetta, se c'è, batta un colpo. postellino@corriere.it \\ Nel settore pubblico
le clientele hanno ucciso i concorsi.
( da "Corriere della Sera" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-09 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE Panorama Alitalia, il
traffico passeggeri crolla del 21,7% A giugno, il calo dei passeggeri Alitalia è stato del 21,7%, del 16,4 sul semestre. Il traffico a giugno è
sceso del 20,7%. FIERA, PIU' RICAVI E PIU' UTILI. Fiera Milano ha chiuso il
semestre con ricavi in crescita del 17% a 191,2 milioni di euro. Cresce,
il risultato netto di 17,6 milioni di euro, dai 6,4 milioni del 2007.
ITALMOBILIARE, UTILE DI 237,6 MILIONI. Italmobiliare ha registrato nel primo
semestre un utile di 237,6 milioni, -35,3% rispetto allo stesso periodo del
2007 e ricavi a 3.028 milioni (-4,1%). CAMPARI, UTILE +5,1%. Campari ha chiuso
il primo semestre con l'utile netto a 59,8 milioni, +5,1% rispetto allo stesso
periodo dello scorso anno. Con vendite nette pari a 431,2 milioni, -2,1% (nella
foto l'ad Bob Kunze-Concewitz). TISCALI, RICAVI +36%. Tiscali chiude il
semestre con ricavi a 535,2 milioni, +36%. Giù la perdita del 22%. OPEC DEL
GAS, VERTICE A NOVEMBRE. A Mosca per il 17 novembre i big del gas discuteranno
un possibile cartello del gas. STEFANEL, FATTURATO IN CALO. Il gruppo Stefanel
nel primo semestre ha realizzato un fatturato a 139,4 milioni (contro 148,9
milioni nel 2007) e un ebitda di 2 milioni (2,7 milioni nel 2007).
( da "Corriere della Sera" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-09 num: - pag: 33 categoria:
REDAZIONALE VeDrò O'Leary (Ryanair) in ritiro con gli amici di Enrico Letta Ci
sarà anche Michael O'Leary (nella foto) in Trentino alla riunione estiva di
VeDrò, l'incontro generazionale e politicamente trasversale promosso da Enrico
Letta, Giulia Bongiorno, Luisa Todini e Anna Maria Artoni. L'appuntamento
anche quest'anno si terrà presso la centrale idroelettrica Fies a Dro, a
partire dal 24 agosto. Ospite d'eccezione, il 27 agosto, l'amministratore
delegato di Ryanair che parlerà del futuro dell'industria del trasporto aereo e
non potrà evitare di dire la sua sull'argomento Alitalia.
( da "Corriere della Sera" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-09 num: - pag: 58
categoria: REDAZIONALE Aeroporto Malpensa ha perso un quarto dei viaggiatori
"Emorragia" Malpensa, dopo il piano di
ridimensionamento avviato da Alitalia. L'aeroporto ha perso il 25
per cento dei passeggeri a luglio (1.761.330), rispetto allo stesso mese di un
anno fa. Un calo che si assesta al 14 per cento dei viaggiatori (11.531.049)
nei primi sette mesi dell'anno (confrontati sul pari periodo del 2007).
Sono i dati sul traffico aereo diffusi ieri dall'Ente per l'aviazione civile.
Lo scalo varesino, un passato recente da hub del Nord Italia, segna un calo del
22 per cento nella media passeggeri di giugno rispetto all'anno scorso e del
( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 189 del
2008-08-09 pagina 0 Berlusconi: "Congresso Pdl già a gennaio" di
Vincenzo La Manna Il leader del centrodestra annuncia: "Il reggente del
partito verrà deciso rispettando le regole democratiche al 100%". Il
vicecoordinatore di Forza Italia, Gian Carlo Abelli: "Niente primarie alle
amministrative" Roma - Arrestare l'impennata dei prezzi. Silvio Berlusconi
lo ripete da tempo. è una priorità. Come la nascita del Pdl, che "avrà a
gennaio il suo primo congresso nazionale". Ma intanto, cosa fare contro il
caro-vita? La risposta ancora non c'è. Potrebbe essere utile, però, un veloce
"aggiornamento" personale. E così, a ora di pranzo, il Cavaliere
lascia palazzo Grazioli, piombando a sorpresa a Campo de' Fiori. Un blitz nello
storico mercatino. Un giro tra le bancarelle, un breve sopralluogo, nel
"primo giorno di vacanza". Con l'intento di interrogare i
commercianti. Sul costo dei pomodori, ad esempio ("un po' cari, ma forse
sono io che non ho più orecchio sui prezzi", scherza). E perché no, pure
su quello della carne. A fine tour, ecco il responso: "Ho verificato che
ci sono stati aumenti fino al 30%, che sono l'effetto a cascata dell'aumento
del prezzo del greggio, della benzina e dei trasporti". Il rischio,
quindi, è che l'inflazione galoppi. E il premier butta lì una possibile
soluzione: "Accordi con la grande distribuzione". Tra una foto e
l'altra, Berlusconi preferisce non soffermarsi sui dati negativi del Pil. Così,
dopo aver ascoltato chi gli chiede pubblicamente una raccomandazione per
partecipare al Grande Fratello, evidenzia la "crescita impalpabile".
Poi aggiunge: i dati "sono purtroppo sotto gli occhi di tutti e alimentano
anche cali dei consumi". E prima di recarsi in uno dei suoi negozi
preferiti, per acquistare i ciondoli di vetro di Murano ("li regalo ai
bambini di elementari e medie che vengono a trovarmi", riferisce), breve
scambio di battute "improvvisato" con il ministro dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini. Anche lei a Campo de' Fiori, in posa per alcuni scatti a
corredo di un servizio giornalistico. "Ma guarda un po', dai banchi di
scuola alle piazze", esordisce il premier, che poi si complimenta con la
Gelmini (capelli raccolti, vestito colorato stretto in vita, stile Anni '60,
décolleté e tacco alto): "Guarda come sei bella, sembri una bambina".
Dall'inflazione alla Finanziaria il passo è breve. E Berlusconi, ai microfoni
di RadioRai, in un'intervista registrata giovedì a Napoli, rimarca che la
principale legge economica arriverà in Aula "blindata". Il premier, infatti,
ricorda che "porterà solo tabelle e numeri", sottolineando che
"non ci saranno aperture ad emendamenti". Quindi, spiega,
"entrerà in Parlamento e uscirà così come è stata voluta e ragionata dal
governo". "Dobbiamo raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2011
- aggiunge il presidente del Consiglio - e andare nella direzione dei tagli di
spese inutili, sprechi e privilegi". Il Cavaliere, poi, assicura che
"c'è un senso di responsabilità generalizzato", smentendo pure la
"leggenda" sui malumori di ministri contro Giulio Tremonti. Ognuno,
fa notare, "preferisce chiaramente poter spendere di più, piuttosto che
preoccuparsi di fare dei tagli e dei sacrifici. Ma è anche chiaro che, se non
avessimo fatto così, avremmo continuato la politica della ricerca del consenso
attraverso l'aumento della spesa". Il premier, inoltre, torna ad affrontare la vicenda Alitalia.
"Sarebbe sempre meglio poter assumere in più piuttosto che dire a qualcuno
“cercati un altro lavoro” - sottolinea -. Ma Alitalia è
arrivata ad avere 20mila persone. Air France, quando stava tentando di
acquisirla, aveva parlato di oltre settemila esuberi. Noi pensiamo che
se ne possano fare meno". Passando a questioni prettamente politiche,
Berlusconi definisce "stucchevole" il continuo tam-tam sul dialogo
con l'opposizione sulle riforme. E al Tg2, rispondendo alla domanda se
preferirebbe prendere un caffè con Veltroni, Di Pietro o Casini, afferma:
"Lo prendo con tutti. Se c'è uno che non ha difficoltà a dialogare ed a
capire le ragioni degli altri, questo sono io". Invece, sul percorso che
porta al partito unitario, aggiunge, che "a gennaio avremo il primo
congresso nazionale del Popolo della Libertà". E il suo reggente verrà
deciso in quell'occasione, rispettando le "regole democratiche" al
100%. Sul versante Olimpiadi, invece, si dice convinto che i Giochi possano
"contribuire ad aprire nuovi spiragli di libertà". Augurando agli
atleti azzurri, al tempo stesso, di "vincere e di fare comunque bella
figura, rappresentando con decoro il nostro Paese". Berlusconi ricorda
infine la figura di Antonio Gava, "capace, determinato, integerrimo".
La sua morte, puntualizza, "non cancella il torto che ha subito".
Ovvero, un "calvario giudiziario di tredici anni, che ne ha minato la
salute, anche se si è concluso con la piena assoluzione da un'accusa infamante
ed infondata". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 10-08-2008)
Argomenti: Alitalia
In un'analisi
pubblicata oggi sul Giornale spiego le ragioni che hanno provocato la
drammatica guerra nell'Ossezia del Sud. L'Occidente sconta l'effetto Kosovo e la
questione Nato: Nel febbraio 2008 Pristina si stacca dalla Serbia con la
benedizione dell'Occidente. E il quadro cambia. Putin protesta veementemente
per "l'amputazione della Serbia"; l'Occidente, però, lo snobba e lui
rilancia annunciando la reciprocità. Se il mondo si arroga il diritto di
strappare il Kosovo, Mosca si riserva di fare lo stesso con l'Ossezia del Sud e
con l'altra repubblica ribelle georgiana, l'Abkhazia. Altri due mesi e al
vertice di Bucarest, la Nato, pur evitando di avviare la procedura d'adesione,
annuncia che in futuro la Georgia e l'Ucraina, l'altro grande Stato uscito
dall'orbita russa, potranno diventare membri dell'Alleanza atlantica.
Un'eventualità inaccettabile per il Cremlino, che infatti riaccende le tensioni
nel Caucaso. Chi ha provocato l'esclation dell'altra notte? Verosimilmente il
presidente georgiano Saakashvili, nel tentativo di anticipare le mosse di Mosca
e approfittando della distrazione del mondo nel giorno dell'apertura dei Giochi
Olimpici. Ma ha fatto male i conti, a quanto pare. Militarmente la Russia è
superiore e ora Saakashvili rischia di perdere non solo il controllo
dell'Ossezia del Sud, ma anche quello del suo Paese. E se cadesse Tbilisi,
l'Occidente vedrebbe svanire uno snodo cruciale nello scacchiere euroasiastico,
a favore, ovviamente, di Mosca. Valeva la pena di rischiare? Perché Washington
non ha imbrigliato il suo vulcanico alleato? Scritto in russia, gli usa e il
mondo Commenti ( 3 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Aug
08 Una buona idea per fermare i clandestini I clandestini continuano ad
arrivare a Lampedusa: siamo a quota 12500 di cui oltre tremila solo negli
ultimi dieci giorni. Il 125% in più rispetto al 2007. Come spiego in un
articolo pubblicato oggi, questo afflusso non è casuale, ma tollerato da
Gheddafi che ha allentato i controlli sulle coste per mettere sotto pressione
l'Italia e strappare accordi a lui favorevoli con il nostro governo e, più in
generale, con l'Unione europea. Un gioco al rialzo che sa tanto di ricatto. Ma
Tripoli ospita un'iniziativa davvero felice, di cui si parla poco e che rischia
di concludersi a breve. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (in
inglese Iom), in due anni è riuscita a far rimpatriare su base volontaria 2.500
migranti bloccati nel Paese africano. Il meccanismo è semplice: anziché
rimpatriarli con la forza, ha offerto loro un incentivo per avviare una piccola
attività economia nel proprio Paese. La cifra a testa è irrisoria (400-5o0
euro), come mi ha spiegato il capo missione Laurence Hart ma permette
all'emigrante di salvare l'onore rispetto alla propria famiglia e al propio
clan e di restare in patria con soddisfazione. Complessivamente - calcolando il
biglietto aereo e le spese burocratiche - il costo complessivo è di mille euro
a persona; molto, molto meno delle spese da sostenere per manetenere i
clandestini nei Cpt per settimane e poi, eventualmente, per espellerli. Questo
programma rischia di finire perché i fondi europei si stanno esaurendo; e dire
che ci vogliono un milione e duecentomila euro per arrivare alla fine del 2008.
Io dico: è un'idea eccellente ed è triste che lo Iom sia costretto a supplicare
i governi per ricevere finanziamenti. Questo programma è equo, umano, poco
oneroso e dà speranza nei Paesi africani. Dovrebbe diventare sistematico. O
sbaglio? Scritto in notizie nascoste, Italia, immigrazione Commenti ( 17 )
" (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Aug 08 Le Olimpiadi?
Boicottiamole spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni
teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato posto il problema
dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi italiani "a
compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti da rispettare:
dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene intervistati al
gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli strumenti". Sono
d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto misure analoghe.
L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le ragioni note:
l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni del Tesoro, il
mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi come Francia e
Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono blandissime e
il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha stretta ancor di
più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori schiavizzati, su
chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di più di quanti si
creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i libri stranieri
stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano "purgati",
come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il regime chiede che
vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le descrizioni di massacri
compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in francese. Inaudito. Le
notizie sugli attentati non mi convincono: di solito vengono censurate, ora
invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che può rivendicare di
essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi occidentali) e
giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una grande manovra
di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche nostro: le
Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience
straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che
di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters
sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi,
due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi
(a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una
cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina
Commenti ( 34 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5)
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questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra è più
felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i
conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il
matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli
intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in
un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida
dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro
studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena.
In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che
riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più
ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa
nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli
intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società
sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre
i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la
destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare
questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più
felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa
e il mondo Commenti ( 39 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello
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30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto
sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che
prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in
regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla
non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili
urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado,
degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in
condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il
provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede
il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso
per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza
con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini
per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di
aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un
semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli
affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi
farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con
Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare
fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in
Italia, immigrazione Commenti ( 57 ) " (1 voti, il voto medio è: 3 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del
petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal
Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di
Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il
prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a
spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il
38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare
le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la
Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese
per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo
( da "Repubblica, La" del 10-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Il caso Alitalia, Police
potrebbe guidare la bad company ROMA - Aristide Police potrebbe guidare la
"bad company" di Alitalia, il troncone
di società destinato a raccogliere le attività in perdita della compagnia di
bandiera. Secondo l'agenzia Agi, Police, attuale numero uno dell'aviolinea,
affiancherebbe così Rocco Sabelli, il nome più gettonato per la nuova Alitalia
che nascerebbe dalla ceneri della "cattiva" grazie alla cordata di
banche e imprenditori predisposta nel Piano Fenice dall'advisor Intesa
Sanpaolo. La nomina di Police in realtà è solo un'indiscrezione e non si hanno
conferme ufficiali. Il manager poi non sembrerebbe convinto dell'operazione e
avrebbe manifestato più di una perplessità, nonostante recenti dichiarazioni di
apprezzamento per "una soluzione in continuità aziendale". Nei giorni
scorsi erano circolati anche altri nomi, primo fra tutti quello di Enrico
Bondi, attuale numero uno di Parmalat, ma fonti vicine al gruppo di Collecchio
avrebbero smentito questa ipotesi. Bisognerà vedere quindi se il ministero
dell'Economia riuscirà a convincere Police a farsi carico di traghettare e
smaltire esuberi e attività in perdita o se pensare a una soluzione
alternativa.
( da "Repubblica, La" del 10-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Milano MA
L'HINTERLAND RIMANE ISOLATO FILIPPO AZIMONTI Elio Catania si dichiara uno dei
620 milioni di passeggeri che l'azienda che presiede trasporta ogni anno. E
ammette che molti suoi compagni di viaggio non sono affatto soddisfatti del
servizio Atm. è un buon punto di partenza, ammettiamolo
dopo anni nei quali la gestione si preoccupava solo di chiudere i conti in
pareggio abbandonando il servizio all'inevitabile degrado. Sarà forse
l'esperienza, molto simile, vissuta da protagonista in Alitalia a suggerire a Catania un approccio tutto diverso. SEGUE A PAGINA
VIII.
( da "Repubblica, La" del 10-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VIII - Milano
BUS E METRò ORA LA SFIDA è L'HINTERLAND Ed ecco allora l'impegno per gli
investimenti con un orientamento preciso sull'innovazione. è in questo quadro
che spunta (finalmente) il biglietto ricaricabile, gli sms per informare gli
utenti delle condizione della rete, il restauro delle tristi stazioni del metrò
e anche le futuribili attrezzature di verifica e controllo. Oltre che,
naturalmente, il progressivo rinnovo di un parco mezzi ormai invecchiato. Tutti
ottimi propositi che speriamo diventino realtà. Ma... C'è un ma. Per quanto
scrupoloso e innovativo possa essere l'intervento, fin quando Atm non sarà in
grado di proiettare il proprio servizio su una scala più ampia di quella
cittadina, Milano resterà strangolata nel suo traffico. E non aiutano certo a
imporre questa prospettiva i sogni dell'Expo che scavando metropolitane e
ridisegnando percorsi li immagina sempre in una dimensione milanocentrica che
ha ormai scarsa corrispondenza con la realtà. Come interpretare diversamente la
rissa continua sulla tariffa unica, le incomunicabilità con chi gestisce il
traffico pendolare regionale, la sorte riservata a un'opera miliardaria come il
Passante integrata con nulla se non con se stessa fino all'assurdo di una
fermata a una stazione che nei 25 anni che ci sono voluti per raggiungerla è
stata abbattuta dalle ruspe, Porta Vittoria. Ben vengano
dunque tutte le migliorie al servizio che Catania saprà assicurare a suoi
"colleghi" passeggeri. Ma anche Atm, al di fuori di un più ampio
progetto che certo non può creare da sola, avrà un destino non diverso da
quello di Alitalia. FILIPPO AZIMONTI.
( da "Corriere della Sera" del 10-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-10 num: - pag: 24 categoria:
REDAZIONALE Svolte L'alleanza con Mediobanca? Esperia va benissimo. "Con
Fininvest non cambierà nulla" Mediolanum, scatta l'ora di Doris jr
"Il modello di mio padre, con più estero" Il quarantenne Massimo:
guardiamo a Francia o Polonia, ma dal 2010 Da pochi giorni è stato nominato
amministratore delegato e direttore generale di Banca Mediolanum MILANO - Il
passaggio di generazione nelle imprese è spesso difficile. Ma in questo caso
potrebbe sembrare una "mission impossible": il padre è Ennio Doris,
fondatore di Mediolanum, spesso definita una one-man-company da quanto è forte
l'impronta del "numero uno"; il figlio è Massimo, 40 anni, nominato
pochi giorni fa amministratore delegato e direttore generale di Banca
Mediolanum, quindi numero due del gruppo. Il "ragazzo" tuttavia
appare tranquillo: "Sarà una missione impegnativa. Ma sa, ho fatto la
gavetta in tutti gli angoli del gruppo. E ho imparato una cosa: a non chiedermi
se sarò all'altezza di mio padre, ma dell'azienda ". Frase di circostanza?
Forse un po'. Probabilmente il giovane Doris non ha scelta: "Siamo diversi
e non potrò mai imitarlo. Sarebbe un disastro: mi vede "trascinare"
la rete di vendita come fa lui nelle convention? Ma no, io sono tranquillo e
riflessivo..." Si, ma chi comanda adesso? "Che domanda: lui". E
lei? "Mio padre fa le strategie, io il business". C'è però una piccola
o grande rivoluzione che vorrebbe fare nel gruppo? "No. Mediolanum, con il
modello di family banker, è la mia passione. Ci credo e non intendo cambiare
nulla. Dobbiamo "solo" crescere. Soprattutto all'estero". Dove?
"Siamo in Spagna e Germania. Guardiamo a Francia o Polonia, ma non prima
del 2010". Non cambieranno nemmeno le alleanze? "Intende dire con
Silvio Berlusconi? Proprio no. Quando, nell'82, mio padre aveva l'idea ma gli
occorrevano partner ed esperienza, Berlusconi gli ha dato carta bianca. E non
ha mai voluto metter bocca. In compenso mio padre ha presentato il primo
bilancio già in utile. Le pare che un'alleanza così possa interrompersi? E poi
c'è una sincera amicizia". Anche fra lei e i figli di Berlusconi?
"Siamo in ottimi rapporti. Le nostre vite sono però diverse e finora
abbiamo avuto poche occasioni per frequentarci ". In Mediolanum voi
comunque siete cresciuti al 41%, mentre Fininvest è rimasta al 35-36%.
"Mio padre ritiene l'azienda molto sottovalutata e ha investito. Si deve
fermare perché ormai il flottante è un po' scarso ". E l'alleanza con
Mediobanca? "La comune società Esperia va benissimo. Noi abbiamo appena
aumentato la presenza nel patto di sindacato. Non vedo ragione di cambiare le
cose ". Lei potrebbe entrare nel board di Piazzetta Cuccia, lasciando suo
padre nel patto? "No. Di Mediobanca continuerà a occuparsi lui". Ma
come valuta l'ingresso nel retail di Mediobanca? "Che banca! è un buon
progetto. Ma continuo a preferire il modello del family banker: una ricerca
europea ha dimostrato che per la clientela sono più importanti le relazioni con
la banca che tassi e costi". Sarà comunque un vostro concorrente.
"Beh, lo sarà di diversi soci di Mediobanca. E poi di concorrenti ne
abbiamo già almeno 700. Uno in più...". E cosa pensa del cambio di
governance in Piazzetta Cuccia? "Il modello dualistico non l'ho mai capito
fino in fondo: i grandi azionisti si trovano di fronte a scelte già
fatte". Beh, se sono in conflitto di interessi... "Chi ha investito
molto in un'azienda vuole partecipare al consiglio e non essere escluso dalle
scelte strategiche". Di lei si conosce il curriculum: banche d'affari a
Londra, la trafila nel gruppo, promotore, impiegato, dirigente, amministratore
delegato in Spagna. Ma poco si sa del resto. "Non c'è nulla di
"sexy" da sapere. Sposato con due figli. Hobby, lo sport: sci e bici,
mountain bike e da corsa". Ha il braccialetto di Lance Armstrong, vedo.
"Sì, stimo l'uomo e lo sportivo: sette Tour de France! Le sue vicende e il
suo libro mi hanno commosso". Veniamo alla politica. Leader preferito?
"Ovvio: Berlusconi". Ministro più apprezzato? "Ci devo
pensare". E dell'opposizione, chi non butterebbe dalla torre?
"Massimo D'Alema, Walter Veltroni e stimo Fausto Bertinotti: fa proposte,
non si limita a dire no". Chi butterebbe invece? "Non faccio
nomi". Quando ascolta musica, cosa sceglie? "Il rock. Mi ha
entusiasmato il concerto di Robin Williams, sull'Ipod ho di tutto: da Acdc a
Doors, passando per gli U2". Veste a Londra o in Italia? "Mi piace lo
stile Dolce & Gabbana". L'imprenditore preferito? "Beh, mio
padre". Suvvia, nessun difetto? "Ha una personalità così forte che
gli è difficile trovare interlocutori critici. E le critiche fanno bene a
tutti". Altri imprenditori? "I Benetton, hanno costruito un business
e saputo diversificare. E Nerio Alessandri, l'inventore della Technogym: idea
geniale". Domanda da un milione di dollari (o quasi). Entrerebbe
in Alitalia? "No. Ecco, questa è una mission impossible". \\ Mio
padre fa le strategie, io il business. E non cambieranno le alleanze: Fininvest
terrà la sua quota \\ La governance di Mediobanca? Il modello dualistico non
l'ho mai capito: chi investe molto in un'azienda vuole stare in consiglio
Sergio Bocconi.
( da "Corriere della Sera" del 10-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-08-10 num: - pag: 27 autore: di
ROGER ABRAVANEL categoria: REDAZIONALE IL PETROLIO E LA GLOBALIZZAZIONE I lupi
cattivi e il libero mercato L a notizia è veramente pessima: il Pil italiano è
sceso nel secondo trimestre di ben 0,3 per cento. Di chi è la colpa di questa
pessima performance? Della crisi economica mondiale? Sì e no. Sì perché non vi
è dubbio che l'economia mondiale è in forte rallentamento e ciò penalizza anche
la nostra. No, perché l'Italia è in declino da trent'anni, ben prima che
iniziasse questa crisi mondiale. è cresciuta più del resto dell'Europa solo tra
il 1950 e il 1980, tra il 1980 e il 1992 si è sviluppata al ritmo dell'Europa,
ma con una crescita "drogata" dalla svalutazione della lira e dal
deficit pubblico. Quando queste "droghe" sono terminate ha smesso di
crescere ed è stata superata perfino dai Paesi "ex poveri" come
l'Irlanda, la Spagna e la Grecia. I policy makers italiani continuano invece a
riferirsi alla congiuntura mondiale negativa e a prendersela con i "lupi
cattivi " che sfruttano la globalizzazione. Emblematico è il caso del petrolio.
Come viene affrontato questo problema? Identificando "colpevoli" e
"beneficiari ". I "colpevoli" sono la Cina che fa esplodere
la domanda di greggio perché cresce a dismisura grazie a esportazioni favorite
dal basso costo del lavoro e gli speculatori finanziari mondiali che lucrano
sulla volatilità del prezzo del petrolio. I "beneficiari" sono le
aziende petrolifere italiane che fanno troppi profitti dall'aumento del prezzo
del petrolio e non fanno scendere tempestivamente i prezzi alla pompa quando scende
il costo della benzina. I rimedi: la "Robin tax" per tassare gli
"extra profitti" e la moral suasion sui petrolieri(il Ministro per lo
Sviluppo ai petrolieri: "Giù i prezzi"!) e iniziative non meglio
definite per scoraggiare l'utilizzo di strumenti finanziari derivati legati al
petrolio. Ma combattere i presunti "lupi cattivi " e extratassare i
"beneficiari" è veramente la soluzione? La domanda di petrolio cinese
è frutto di una crescita vertiginosa che si spiega con l'aritmetica: quando la
economia cinese era piccola e cresceva del 10 per cento non la notava nessuno,
adesso che è molto più grande ha un impatto estremamente più significativo. E
le multinazionali cinesi si espandono all'estero al suon di acquisizioni e
tecnologia, non del basso costo del lavoro, come dimostra la Lenovo che ha
acquistato la divisione personal computer della IBM. Quanto alla volatilità del
prezzo del petrolio, l'Economist ha spiegato che gli speculatori hanno un ruolo
chiave per ridurre il rischio dei grandi consumatori di petrolio come le linee
aeree. Per quanto concerne i petrolieri italiani bisogna distinguere tra
petrolio e benzina: l'Eni sta facendo grandi profitti nelle attività
petrolifere e non ha nessun senso tassarla di più perché estrae il petrolio
soprattutto fuori dall'Italia. Diversa è la situazione di Agip (una divisione
dell'Eni), Erg, Api che operano nella distribuzione di carburanti. Nel loro
caso condannare a gran voce i ritardi negli adeguamenti del prezzo serve a
poco, perché l'unica azione veramente efficace sarebbe forzare il più possibile
la concorrenza. Invece di "combattere i lupi cattivi" bisognerebbe
sfruttare le opportunità che si creano nel nuovo scenario mondiale. La Cina è
un mercato gigantesco dove le nostre imprese sono sottorappresentate. Le fonti
rinnovabili di energia creano un megatrend mondiale per i prossimi anni dove
purtroppo i leader oggi non sono italiani ma tedeschi, spagnoli e giapponesi.
Liberalizzare ulteriormente la distribuzione permettendo ai supermercati di
vendere prodotti petroliferi e alle stazioni di benzina di vendere prodotti
non-oil, creerebbe nuove opportunità di crescita. Il caso del prezzo del
petrolio è emblematico di un atteggiamento più generale: la crisi economica
italiana viene correlata unicamente alla crisi congiunturale mondiale e si fa
poco aspettando che questa ultima passi, sperando che i "lupi cattivi
" ("gnomi" di Wall Street, trader di petrolio, dumpers cinesi e
così via) vengano ridimensionati. Sino ad allora si impone di tagliare i costi
e si tenta di proteggere i più deboli (social card) e le imprese. In realtà le
opportunità che si apriranno quando la economia mondiale si riprenderà
rischiano di non essere sfruttate dalla nostra economia che soffre gravemente
di problemi strutturali e non solo congiunturali. La causa di fondo è la
carenza di quei valori di base della meritocrazia che nell'ultimo quarto di
secolo ha prodotto una classe dirigente non adeguata nei policy makers, nella
amministrazione pubblica ma anche nel settore privato dove purtroppo raramente
gli azionisti si sono meritati la proprietà della propria impresa. Parlare di
"Meritocrazia" è oggi di moda, ma è essenziale ricordare che uno dei
suoi valori irrinunciabili è il libero mercato che crea opportunità per i
migliori. Il che significa ad esempio: avere come massima priorità la battaglia
all'evasione fiscale che ne falsa le regole; non
penalizzare i milioni di passeggeri Alitalia per
proteggere i piloti e i lavoratori degli aeroporti; non accelerare la
devolution senza un forte potere regolatorio e sanzionatorio centrale da
utilizzare contro quegli enti locali che si oppongono alle liberalizzazioni in
quanto preda di mille lobby locali. Le iniziative di Ministri come
Renato Brunetta e Maria Stella Gelmini sembrano bene impostate per riscoprire
efficienza e meritocrazia nel settore pubblico. Per esse, il successo si
misurerà con una vera trasformazione in chiave di qualità e di classe
dirigente, ben oltre quella sacrosanta paura per i "fannulloni" che
sta riducendo l'assenteismo nel settore pubblico . Da questo governo ci
attendiamo però anche quella drastica iniezione di concorrenza nella economia
di mercato tipica delle destre liberali per recuperare lo status che ci è
dovuto nella economia internazionale quando questa crisi mondiale sarà
finalmente passata.
( da "Repubblica, La" del 14-08-2008)
Argomenti: Alitalia
"
L'arte di arrangiarsi in volo tra toilette rotte e divise bucate" Nel blog
di uno stewart i disservizi di Alitalia servizi a
pagina 17 SEGUE A PAGINA 17.
( da "Repubblica, La" del 14-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Tutto normale Freddo fai-da-te Niente che metta in gioco la sicurezza, se non
si è in regola in Alitalia non si parte
Al momento più bello si rompe il frigo, ce la caviamo col ghiaccio.
( da "Repubblica, La" del 14-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia, l'arte di arrangiarsi in volo Il blog di uno
steward svela i disservizi della compagnia, tra toilette rotte e divise bucate
MILANO - Non bastavano il caro-petrolio, la crisi di liquidità e i tre milioni
di perdita al giorno. In casa Alitalia, adesso, arriva
anche il giallo di AviatorAz. Il nickname di un blog
(http://blog.libero.it/AviatorAZ/) gestito in forma anonima da un assistente di
volo della Magliana ? così almeno garantisce l'autore ? che in 1.105 messaggi
racconta spesso con ironia le curiosità e i mille disservizi legati al suo
lavoro e alla nostra compagnia di bandiera. Frigoriferi rotti, tazze della
toilette scardinate dal muro (dai passeggeri), pannelli e armadietti rappezzati
con lo scotch, divise bucate e cambiate solo dopo due mesi. Persino una ruota
di un Md80 priva del paraspruzzi per proteggere fusoliera e motore ("si
può andare in giro se non piove ? scherza AviatorAz ? andiamo tranquilli fino a
settembre, ma solo al sud..."). "Niente che metta in gioco la
sicurezza. Se non si è in regola con norme e dettami in Alitalia
non si parte" ha precisato l'anonimo steward dopo che su www.repubblica.it
è apparso un articolo sul suo blog. Ma certo non un gran servizio, a giudicare
dalle foto, alla compagnia di bandiera. Il diario di bordo è una via crucis dei
disagi nei cieli: "Al momento più bello si rompe il frigorifero ? recita
la nota del 16 luglio ? ce la caviamo con il ghiaccio". Il 10 dello stesso
mese, sempre nel nome dell'arte d'arrangiarsi c'è la fotocronaca di un pranzo
in Magnifica (la classe più lussuosa di Alitalia) in
cui manca un vassoio per un passeggero, ricostruito lavando e riutilizzando le
posate e i piatti altrui. "Finchè si tratta di fare queste cose ci
facciamo una risata", minimizza AviatorAZ. Chi non ha alcuna voglia di
scherzare è però l'Alitalia. "Premesso che molte
delle foto pubblicate sul blog potrebbero riguardare aerei fermi per
manutenzione e quindi non operativi ? ribattono dalla Magliana ?, è indubbio
che possano riguardare anche situazioni che spesso si verificano al termine di
un volo (bagno sporco o inutilizzabile). E comunque si
tratta in tutti i casi di disfunzioni su cui Alitalia così come
tutte le altre compagnie, interviene con la sua manutenzione ordinaria".
"Per le presunte allusioni sulla sicurezza ? continuano ai vertici della
compagnia ? fanno fede le statistiche internazionali secondo cui Alitalia è tra le aerolinee più sicure al mondo e non gli sfoghi di chi,
a differenza di tutti gli altri colleghi, forse non si rende conto della
situazione delicata che stiamo vivendo". Acqua sul fuoco getta pure
Massimo Muccioli, presidente dell'Anpav, l'associazione degli assistenti di
volo: "Frigoriferi e forni rotti sono cose che succedono su tutti i voli
di tutte le compagnie ? assicura ?. I conti Alitalia
non saranno in ordine ma il livello e la qualità della sua manutenzione non
sono mai stati messi in discussione". Per gli esperti è normale anche
l'assenza del paraspruzzi sull'Md80. "Non è obbligatorio ? spiega
Ferdinando Capitani del dipartimento tecnico dell'Anpac (piloti) ?. Ogni
compagnia ha una sua "Lista di anomalie compatibili" che indicano con
chiarezza se e quando un aereo può partire. E un aereo non in regola non
parte". (e.l.).
( da "Repubblica, La" del 15-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Alitalia tra disservizi e inefficienze
Enac: nessun allarme sicurezza "Occhio alle dotazioni di bordo". Lo
steward chiude il blog-denuncia MILANO - Non esiste alcun problema di sicurezza
sugli aerei di Alitalia. A ribadirlo è
stato ieri l'Enac dopo il caso delle foto su alcuni disservizi e a bordo di
aerei della compagnia documentati su un blog di uno steward del gruppo: "Le ispezioni finora
effettuate sulla flotta non hanno rivelato problematiche di questo tipo",
ha spiegato l'ente di sorveglianza dell'aviazione civile nazionale. Gli aerei Alitalia, prosegue la nota "sono sottoposti a un
rigoroso ed assiduo programma di sorveglianza sulla sicurezza da parte degli
ingegneri e ispettori di volo dell'Enac allo scopo di verificare il permanere
degli standard di efficienza delle strutture e delle dotazioni interne
prescritti dalle normative europee alle quali tutti i vettori aerei devono
conformarsi". "In particolare - prosegue il comunicato - vengono
effettuate ispezioni anche senza preavviso a terra ed in volo il cui numero nel
periodo estivo, anche in base ad una direttiva del ministro dei trasporti
Altero Matteoli, è stato incrementato a 150". Le foto nel blog
riproducevano sedili di toilette divelti, portelloni fissati con lo scotch, il
carrello di un Md80 privo di paraspruzzi (non obbligatorio peraltro) e
raccontavano spesso con ironia di altri disagi quotidiani della vita da
steward. L'Alitalia, conclude la nota dell'Enac, è
stata comunque "richiamata alla tempestiva correzione di tutte le anomalie
che si verificano sulle dotazioni di bordo in modo da assicurare la massima regolarità
dei voli ed il confort dei passeggeri". Il blog di AviatorAz, il nickname
dell'assistente di volo della Magliana che ha costretto l'Enac a emettere il
suo comunicato, è stato intanto chiuso ieri dopo un record di contatti e di
polemiche tra i suoi utenti. Divisi tra chi difendeva l'autore e la sua ironica
cronistoria di tutti i disagi ad alta quota a bordo degli aerei Alitalia e chi invece lo attaccava, accusandolo di
violazione della privacy per le foto "rubate" ai passeggeri e di
"sputare nel piatto dove mangiava". Alitalia
- che alla vigilia aveva ricordato come i maggiori studi mondiali considerino
la manutenzione della Magliana superiore alla media delle compagnie
internazionali - ha smentito ieri di aver preso alcuna iniziativa per far
cancellare il sito dello steward.
( da "Repubblica, La" del 15-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Il leader della Lega
in Val Camonica. "Alle Olimpiadi tifo Italia, Pellegrini la mia
prediletta" La svolta di Bossi sull'inno si alza in piedi e lo canta PAOLO
BERIZZI DAL NOSTRO INVIATO PONTE DI LEGNO - La montagna e il Ferragosto possono
fare miracoli: e così, tra le vette della Val Camonica, trascinato dai fiati
della Fanfara, al suo secondo giorno di vacanza in quota, Umberto Bossi si è
lasciato andare e, a sorpresa, ha canticchiato l'inno di Mameli. Di più: non
solo il dito medio del ministro delle Riforme è stato a riposo, ma le mani
hanno addirittura accompagnato, ritmandole, le strofe - non proprio amate - che
celebrano la nazione "schiava di Roma". E' accaduto a Edolo, vicino a
Ponte di Legno, il buen retiro estivo del senatùr. Seduto in prima fila a una
festa dell'Arma, quando in chiusura sono partite le note di Mameli, Bossi si è
alzato in piedi e si è esibito in un labiale che nemmeno un calciatore della
Nazionale. La performance ha sorpreso anche il suo entourage, che da dietro il
palco assisteva alla scena tra lo stupito e il divertito. La giornata, del
resto, è stata foriera di sentimenti patriottici. "Alle Olimpiadi faccio
il tifo per l'Italia" ha precisato il leader del Caroccio spiegando di
preferirla decisamente alla Cina. "Quando gareggiano degli atleti azzurri
non si può non sostenerli. La mia prediletta è la Pellegrini". E' in vena
di voti Bossi. E li distribuisce alla politica. Sette meno al governo
("Fin qui abbastanza bene, è un governo rivoluzionario"). Sette alla
Lega con lodi a Maroni ("Non si è fatto intimorire e ha tirato
dritto"). Otto e mezzo a Berlusconi ("Ha risolto il caso Napoli alla
grande, adesso sotto con Alitalia").
Sarà la pausa estiva, saranno i sondaggi che premiano i suoi ministri, sarà la
famiglia riunita quasi al completo qui a Ponte di Legno: Bossi è in forma, se
ne sta buono buono e in scia con le scelte del governo. "Le truppe in
Ossezia possono andare bene, se servono a frapporsi tra le due forze e non a
combattere". D'altronde, spiega raddrizzando le posizioni sin qui
assunte dal Carroccio, "se ce lo chiede la Ue non possiamo
ritirarci". Prima della cena e di dare i voti anche alle concorrenti di
Miss Padania, Bossi si sofferma su altri temi. Federalismo: "Ne parlerò in
questi giorni con Tremonti che mi raggiungerà qui". Dialogo con la
sinistra: "Spero. Voglio che sul federalismo siano d'accordo anche loro.
Andrò alla festa del Pd a Firenze". Infine la scuola: "Io sono per
l'insegnante unico. Costa meno e è un punto di riferimento per ragazzi e
genitori". E poi i libri di testo: "Sono troppi. La matematica, da
Talete in poi, è sempre uguale, e l'acqua è sempre H2O".
( da "Giornale.it, Il" del 15-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 194 del
2008-08-15 pagina 1 Berlusconi: ecco come taglierò le tasse di Mario Giordano
"Le tasse? Le taglieremo ancora dopo aver eliminato sprechi e
privilegi". Lo dice Silvio Berlusconi in un'intervista esclusiva al
Giornale. Il premier fa il bilancio dei primi 100 giorni di
governo, anticipa le mosse d'autunno, dalla riforma della giustizia all'Alitalia, parla dei giovani ministri, del rapporto con Bossi e Veltroni.
E racconta il suo Ferragosto in famiglia © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Manifesto, Il" del 16-08-2008)
Argomenti: Alitalia
AEREI
British e American Airlines si alleano Si rafforzano le alleanze tra compagnie
aeree mentre l'Alitalia - nei piani
del governo Berlusconi - deve restare "italiana" dopo avere fatto
fuggire Air France. Ieri British Airlines, Iberia e America Airlines hanno
siglato un accordo sui voli transatlantici. Le tre compagnie amplieranno il
code sharing in Europa e negli Usa. "American Airlines, British Airways e Iberia hanno
siglato un accordo di joint business sui voli fra il nord America e l'Europa e
prevedono di ampliare la loro collaborazione mondiale", si legge in un
comunicato congiunto, in cui si spiega che dell'accordo beneficeranno i
consumatori ai quali saranno così "offerti viaggi più convenienti verso
destinazioni globali con connessioni migliori e benefit di frequent flyer
rafforzati". Le tre compagnie prevedono di presentare al Dipartimento dei
Trasporti americano la richiesta di immunità antitrust e di notificare
l'accordo alle autorità dell'Unione Europea. "In base all'accordo, le
compagnie coopereranno sui voli commerciali fra Stati Uniti, Messico e Canada e
l'Unione Europea, la Svizzera e la Norvegia continuando comunque a operare come
entità legali separate. Espanderanno - prosegue il comunicato - gli accordi di
code sharing sui voli dentro e fra Unione Europea e Stati Uniti, ampliando
significativamente il numero di destinazioni". "L'accordo consentirà
una riduzione dei costi e offrirà la possibilità di attrarre nuovi consumatori,
aiutando a mitigare la pressione sulle tariffe - prosegue il comunicato - delle
quotazioni del petrolio". L'aumento del prezzo del petrolio ha messo in
forte difficoltà il settore aeronautico, provocando squarci nei bilanci di
tutte le compagnie. Con il risultato che alleanze e fusioni sono state accelerate,
Alitalia esclusa. E' dell'altro giorno la notizia che
Austrian Air, privatizzata, è ora in vendita. La tedesca Lufhtansa potrebbe
essere l'acquirente.
( da "Manifesto, Il" del 16-08-2008)
Argomenti: Alitalia
FERRAGOSTO Questioni
di pil Francesco Paternò È la prima volta che succede dall'introduzione della
moneta unica, da quel
( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Milano
L'intervista Formigoni: Expo, soluzione vicina Sulla sanità
non possiamo essere trattati come le Regioni che accumulano deficit Non
accetteremo di pagare per le colpe degli altri I nuovi acquirenti di Alitalia dovranno garantire alla compagnia un futuro internazionale senza
rinunciare al rilancio di Malpensa ANDREA MONTANARI SEGUE A PAGINA III.
( da "Repubblica, La" del 17-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Milano Federalismo
Primarie Malpensa Sanità "Sull'Expo la soluzione è vicina" Formigoni:
pronta la struttura per inventare un evento unico L'intervista Con il governo
sarà un confronto duro: niente sconti, puntiamo a strappare tutte e dodici le
materie Rimango della mia idea, andrebbero stabilite per legge, mi auguro che
le decida il congresso Chi acquisterà Alitalia dovrà garantire alla
compagnia un futuro internazionale competitivo senza rinunciare allo scalo
varesino La Lombardia non può essere trattata come le regioni che accumulano
debiti: le basi economiche vanno ridiscusse Il presidente della Regione: io e
Penati abbiamo pensato alla sostanza dei problemi per l'Esposizione del 2015
ANDREA MONTANARI Presidente Roberto Formigoni, sulla governance
dell'Expo ammetterà che siete partiti con il piede sbagliato. "Con un
passo lento, ma nella direzione giusta. Ho sempre sostenuto che un passo veloce
ci avrebbe portato a sbagliare. L'Expo è un evento unico, che va inventato come
fatto culturale, politico e mediatico. è chiaro che qualche problema c'è, ma
l'importante era stabilire una struttura societaria in grado di garantire la
realizzazione migliore". Sta di fatto che per il veto del sindaco Letizia
Moratti non avete ancora trovato una soluzione. "Non mi sembra un dramma
se ci vorrà qualche settimana in più. In fondo siamo in agosto. Ormai sappiamo
tutti che siamo vicini alla soluzione". è un'impressione o lei sembra
andare più d'accordo con Filippo Penati che con Letizia Moratti? "Da
lombardi siamo abituati a trattare la sostanza dei problemi, ma non ci sono
schemi di gioco prefissati. Si discute della sostanza dei problemi, senza
nessun secondo fine all'orizzonte". Dall'Expo alla sanità. Il governo
garantisce la copertura dei ticket sanitari solo fino a giugno. Che cosa
succederà dopo in Lombardia? "C'è un appuntamento già fissato per
discutere col governo il nuovo patto della salute. C'è l'impegno di tutte le
regioni. è chiaro le basi economiche della sanità vanno ridiscusse. Non è più
accettabile che regioni che spendono allegramente, accumulando debiti
spaventosi, vengano trattate come quelle virtuose. Se si fa sul serio, ci sono
tutte le condizioni per arrivare ad un accordo. La nostra posizione non è
cambiata. Ne ho già parlato con il ministro Giulio Tremonti. Non accetteremo di
pagare per le colpe degli altri. Del resto il governo presenterà ufficialmente
il suo progetto sul federalismo il 12 settembre". A proposito di
federalismo. Il governo non ha scelto il modello lombardo. "L'importante è
che si cominci con qualche passo significativo. Sono consapevole che sarà un
confronto serio e duro. Si può accettare una maggiore gradualità, ma solo se si
prende la direzione giusta". Finora però tutti i governi, a prescindere
dal loro orientamento, hanno impugnato le sue leggi. "Perché c'è una
fortissima anima centralista nel governo nazionale e nelle strutture dei
ministeri. Che dimostra che il lavoro verso l'autonomia va fatto con estrema
determinazione". è veramente convinto di poter strappare tutte le 12 materie
che ha chiesto? "E perché no. Dovrà essere il governo, eventualmente, a
spiegarmi perché non lo ritiene possibile. Molte regioni a statuto speciale le
hanno già. Non faremo sconti a nessuno". L'anno prossimo si voterà per la
Provincia, il candidato del Pdl sarà il vicesindaco Riccardo De Corato?
"Può essere un buon candidato, ma non è l'unico". Il centrodestra
avrà un candidato comune? "Spero in uno schieramento compatto. Altrimenti
gli elettori non capirebbero e finiremmo per indebolirci da soli". Sarà
veramente lei il candidato del centrodestra alle Regionali del 2010? "C'è
un chiaro impegno di Silvio Berlusconi in questa direzione. Ma abbiamo ancora
davanti un anno e mezzo". Malpensa: non rimpiange l'ex ministro Antonio Di
Pietro? "No, ma è vero che settembre si avvicina. E coloro che si occupano
di Alitalia dovranno mettere le carte sul tavolo.
Sappiano che ci saranno dei sacrifici, ma i nuovi acquirenti dovranno garantire
alla nuova compagnia un futuro internazionale competitivo senza rinunciare a
Malpensa". Il piano di Sea, però, prescinde da Alitalia.
"La società fa bene a muoversi in questo modo, ma mi auguro che non sia
necessario". Tornando alla politica. Il Pdl nasce per aprire a nuove
alleanze? "Che il Pdl nasca in Lombardia conferma che i processi politici
importanti in Italia partono da qui. Non vale più il vecchio adagio che in
Lombardia si lavora soltanto e si delega la politica agli altri. Il nuovo sarà
un partito democratico aperto al confronto con un'area come quella che si
riconosce nel Ppe". Il coordinatore nazionale azzurro Verdini e il suo
vice Abelli hanno già bocciato la sua proposta delle primarie. "Non ho
cambiato idea. Le primarie andrebbero stabilite per legge. Come le preferenze.
Mi auguro che quando si riparlerà di legge elettorale la maturità del dibattito
permetta di ristabilire questo meccanismo. E che il congresso di gennaio decida
un nuovo metodo di consultazione della base anche in vista dei nuovi congressi
locali". Tra qualche settimana Milano ospiterà le feste del Pd e del Pdl.
Crede nella possibilità di una vera stagione del dialogo? "Ne sono
convinto. Ben vengano i dibattiti bipartisan. Ma a patto che siano dibattiti
veri. Dove ci si confronti su temi concreti e non astratti".
( da "Unita, L'" del 17-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del DIBATTITO Un intervento del presidente di Intesa SanPaolo,
Bazoli, riapre una discussione sul ruolo del sistema
bancario La funzione sociale della banca alla prova di Alitalia Angelo De Mattia L'opinione Giovanni Bazoli, presidente
Intesa-S.Paolo con un intervento pubblicato in estratto sul "Sole
24Ore", torna a riflettere su di un tema a lui caro: la responsabilità
sociale del banchiere. L'ordinamento da tempo ha riconosciuto alla banca la
natura di impresa; nel contempo, è stata realizzata la quasi totale
privatizzazione del sistema creditizio. Ciò, tuttavia, non esclude affatto che
il banchiere debba operare per conciliare gli obiettivi di efficienza e di
redditività con gli interessi generali, insomma con l'obiettivo di far crescere
intorno a sè una economia sostenibile, nell'interesse della stessa
profittabilità, perché questa sia solida e duratura. Risalendo alle fonti, sta
qui la differenza tra la via del capitalismo americano - che sembra essere
diventato il codice esclusivo della globalizzazione e che esige il
perseguimento, da parte delle imprese, in maniera parossistica di profitti in
tempi brevissimi - è quella di un capitalismo temperato, proprio dell'economia
sociale di mercato voluta, afferma Bazzoli, dalla nostra Costituzione. Perché
il discorso non appaia utopistico, il presidente di Intesa-S.Paolo avverte l'esigenza
di alcune puntualizzazioni. Innanzitutto, la conquista della natura
imprenditoriale dell'attività bancaria è irreversibile, a meno che non si leda
l'indipendenza degli Organi di controllo. C'è qui un non espresso richiamo allo
scottante tema della sistemazione della proprietà della Banca d'Italia che, in
base alla cosiddetta legge sulla tutela del risparmio, dovrebbe essere
nazionalizzata entro il corrente anno: una previsione legislativa che, invece,
andrebbe rapidamente soppressa, anziché immaginare dannose alchimie finanziarie
come si starebbe meditando nel Governo. In secondo luogo, mentre la raccolta e
la gestione del risparmio sono soggette a una regolamentazione molto
penetrante, l'erogazione dei finanziamenti è affidata - come è giusto - alla responsabilità
del banchiere. Ma quest'ultima attività può influire in maniera rilevante sulla
crescita economica e sociale del Paese. Di qui la necessità di tenere conto
degli "interessi generali". E tuttavia, ciò non significa affatto
ridurre l'autonomia, la professionalità, la capacità del banchiere, né violare
le regole del mercato. Gli obbiettivi di redditività restano fermi. Essi
possono però essere inquadrati in una prospettiva più ampia, sostenendo anche,
per esempio, progetti a redditività sicura, ma differita nel tempo, sviluppando
forme avanzate di consulenza alle imprese, tornando soprattutto a concentrare
l'attività bancaria nei rapporti diretti con la clientela: insomma, riscoprendo
la classica funzione dell'istituto di credito, dopo ciò che è accaduto,
soprattutto negli Usa, con la vicenda dei mutui e la crisi finanziaria
internazionale che è stata poi provocata (ma questo Bazoli non lo dice). Che un
banchiere parli di interessi generali, dopo che si sono sentiti per anni gli
slogan sull'obiettivo - unico, assoluto - del creare valore per gli azionisti,
può sembrare l'uomo che morde il cane. Eppure la via additata da Bazoli fa
giustizia delle stupidaggini, spesso ascoltate, che contrappongono la
"banca di profitto" alla "banca di sistema", come se non si
potesse avvertire responsabilità sociale senza danneggiare efficienza e
produttività. Altra cosa è chiedersi se anche sul versante dei finanziamenti
l'attività di regolamentazione e di controllo da parte delle Autorità monetarie
possa sospingere la banche a una maggiore condivisone degli interessi generali.
Ma qui gli spazi sono assai ristretti, se non si vuole cadere nel dirigismo o
nella super gestione. A questo punto ci si potrebbe chiedere come la Magna
Carta di Bazoli - che il caso ha voluto sia stata pubblicata dopo un
convergente intervento del premio Nobel Stiglitz - si possa applicare alla
soluzione della vicenda Alitalia, nella quale il suo
istituto è impegnato. Dalle argomentazioni teoriche dovrebbe discendere che
solo un progetto industriale solido, non assistenzialistico, sia pure a
reddività differita, potrebbe avere il sostegno della Banca. Dovrebbe essere,
quindi, uno scrutinio bancario cruciale - che finirà con l'orientare la
politica e l'economia - idoneo a far valutare una soluzione più volte data per
imminente e poi regolarmente rinviata. Quale migliore occasione per
sperimentare sul campo la praticabilità di una sintesi tra economicità e
responsabilità sociale? Un test importantissimo, dunque per un banchiere
"eforo" (giudice) dell'economia alla Shumpeter. Intanto, sarebbe
importante che sulla tesi di Bazoli si aprisse un dibattito, innanzitutto nel
mondo bancario.
( da "Unita, L'" del 17-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del IL CASO Il deputato Marantelli assieme ai consiglieri Mirabelli
e Tosi: "Ci chiamano e noi andiamo ad ascoltare. Anche beghe per ascensori"
Dagli anziani ai precari, a Varese il Pd è "porta a porta" Massimo
Palladino Ricomincio da qui sembra dire Daniele Marantelli, deputato del Pd di
Varese. Insieme a Fabrizio Mirabelli, consigliere comunale e Stefano Tosi,
consigliere regionale, ha passato la settimana di ferragosto al telefono nella
federazione di Varese. Dall'altra parte del filo, gente alle prese con
difficoltà quotidiane: il giovane precario che guadagna 500 euro al mese, il
pensionato che quando chiama dice: "Sono solo, non so ccon chi
parlare", la signora che malata di cuore non esce di casa perché "c'è
l'ascensore bloccato tra il secondo e terzo piano". Per non dire delle
centraline telefoniche andate in tilt, fino alla richiesta di alcuni Vigili del
fuoco, precari anch'essi, che cercano di sapere "cosa dice la Finanziaria
sulle assunzioni". La lista delle disfunzioni è lunga, problemi che nel
mezzo dell'estate sono appesantiti dalla solitudine. "Sia chiaro -
ammonisce Marantelli, da poco nominato responsabile nazionale della campagna di
adesioni che dovrà portare il Pd al congresso nel 2009 - noi non vendiamo
nulla. Cerchiamo di ascoltare e capire. Prendiamo nota, ci rechiamo sul posto e
parliamo con chi ha chiamato". Degenti di case di cura, anziani soli,
farmaci che per intoppi burocratici non arrivano ai malati, famiglie che
faticano a tagliare il traguardo di fine mese. L'idea di partenza dei fautori
dell'iniziativa è semplice: se non si va in giro ad ascoltare, non si possono
dare risposte. E così l'agenda del Pd di Varese, o almeno una parte, sotto il
sole di agosto si riempie di nomi anonimi che con le loro avversità delle quali
si prende nota, diventano priorità. Tante priorità. Perché in una delle zone
più produttive d'Europa, ci si può scoprire soli, abbandonati in un letto di ospedale,
cassintegrati feriti nei diritti di lavoratori e nella dignità di uomini.
"È un'esperienza che consiglierei al gruppo dirigente sia del nostro
partito che di altri - risponde al telefono Fabrizio Mirabelli, mentre
sull'altra linea è alle prese con un anziano solo -. Un bagno di umiltà che ti
riempie le giornate". Il telefono della federazione di Varese, lo
0332/286754, squilla. Numeri, nomi e cognomi, qualche volta anche il menù
"perché non c'è sosta neanche all'ora di pranzo, e così ci si trova a
tavola con gente che fino a un minuto prima non conoscevi e loro non
conoscevano te". Le storie si susseguono. Il "porta a porta"
pure. Si prende nota, ci si reca sul posto e "quando sei a contatto con le
persone, - ci dice Mirabelli mentre concorda un altro appuntamento - scopri che
stai già facendo politica". È la volta della signora in pensione, ex
operaia. Vive sola dalle parti di san Fermo. L'agenda dice alle 18,00. Va bene,
ma si fa prima una telefonata di conferma. Poi alle 19,00 è la volta di... Un
approccio pragmatico, lo definisce Marantelli: "Mi arrivano telefonate in
federazione e sulla segreteria telefonica - spiega - e grazie a questo modo di
fare sono riuscito ad avvicinare diversi cittadini. Con i tradizionali canali
della politica sarebbe stato impossibile". Un esempio? "Parlando con
alcuni artigiani e imprenditori della zona, alle prese con problemi di ordine
burocratico - spiega il deputato Pd - sono riuscito a far capire come dopo
tante promesse l'operazione Autostrade, targata centrodestra, sia un regalo ai
poteri forti. Così come il prestito di 300 milioni per Alitalia, in realtà, sia stata un'operazione fatta sottraendo quei soldi
al sistema delle piccole imprese". Il "signore del
tesseramento", ma non chiamatelo così, accusa anche qualche colpo:
"Lo so che molti mi rimproverano l'amicizia che ho con Bossi e Maroni -
continua Marantelli - ma intanto noi facciamo e avviciniamo la gente,
proviamo a riconquistarla". "Noi siamo in prima linea - conclude
Marantelli - altri preferiscono perdere tempo a dissertare se Giuliano Amato
abbia fatto bene o no ad accettare l'invito nella commissione voluta da Gianni
Alemanno per Roma. Con tutto il rispetto per le persone in questione, questa
storia è durata anche un po' troppo. Basta andare in giro e chiedere all'uomo
della strada. Lavoratori che non arrivano a mille euro al mese, anziani con la
pensione a 800 e precari fermi a meno di 600. Ecco, chiediamo a loro cosa ne
pensano della presenza di Amato in quella commissione... ".
( da "Corriere della Sera" del 17-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-17 num: - pag: 1 autore: di
FRANCESCO GIAVAZZI categoria: REDAZIONALE RECESSIONE E TASSE LEZIONI AMERICANE
E' una crisi nata al di là dell'Atlantico. Ma è l'economia europea, non quella
americana a essere entrata in recessione. Abbiamo letto che "il modello
americano, incalzato da una logica di mercato competitiva e quasi spietata, si
è manifestato per quello che è, un fallimento: meglio le
nostre banche che si fanno carico della loro responsabilità sociale" (cioè
di salvare Alitalia). Eppure sono le nostre economie a fermarsi, i nostri ricercatori
a emigrare oltre Atlantico: gli Stati Uniti continuano, seppur rallentando, a
crescere e ad attrarre intelligenze dal resto del mondo. Le crisi in America
sono ricorrenti. Negli anni '50, ai tempi dello Sputnik, fu la paura di
essere superati dall'Urss, negli anni '80 dai giapponesi; nel '75 fu il
Watergate e la sconfitta in Vietnam; nel 2002 lo scandalo di Enron, oggi lo
smarrimento di un Paese diviso sull'Iraq e preoccupato per l'economia e per il
valore delle proprie case. Ma ogni volta l'America reagisce. Osserva
l'Economist: "Così come il capitalismo americano favorisce il fallimento
delle aziende decotte e la loro pronta sostituzione con imprese nuove, con
altrettanta rapidità reagisce il sistema politico. In Europa i leader emergono
a fatica e durano a lungo; negli Stati Uniti le primarie consentono a faville
sorte quasi dal nulla di trasformarsi in men che non si dica in coscienza
collettiva" e talvolta in presidenti. Forse questa volta neppure gli Usa
sfuggiranno alla recessione, ma certamente il governo sta facendo di tutto per
evitarla. La Federal Reserve ha lasciato perdere l'ideologia e ha salvato le
banche per evitare il rischio di fallimenti a catena. Nei mesi scorsi ciascuna
famiglia ha ricevuto un rimborso fiscale di circa mille dollari: abbastanza per
consentirle di difendere il tenore di vita, anche con la benzina balzata a 4
dollari il gallone. E già si prepara un secondo rimborso. E infatti, per ora, i
consumi tengono. E noi che facciamo per uscire da una recessione che, diversamente
dagli Usa, qui è già iniziata? Il ministro dell'Economia è stato fra i primi a
evocare il pericolo di una crisi simile a quella del '29. E tuttavia egli
rischia di ripetere gli errori di Herbert Hoover, il presidente che, nel
tentativo di raggiungere il pareggio di bilancio nel mezzo di una recessione,
creò le premesse per la grande depressione. La bussola di Giulio Tremonti è il
pareggio di bilancio. Per raggiungerlo il Dpef prevede che la pressione fiscale
rimanga invariata per un triennio, al livello elevatissimo al quale l'aveva
lasciata Prodi. E invece - come ha spiegato con grande chiarezza Guido
Tabellini sul Sole 24 Ore del 6 luglio - ciò che servirebbe è un'energica
riduzione delle tasse sul lavoro. La via maestra sarebbe quella di una riduzione
delle spese correnti più coraggiosa di quella prevista nel Dpef (solo un punto
e mezzo di Pil in tre anni, con una spesa che nel 2011 sarà ancora di un punto
più elevata rispetto a 10 anni fa). Ma non c'è bisogno di azzerare il deficit
nel 2011: di fronte a una recessione, le regole europee consentono di spostare
in là il pareggio di bilancio, soprattutto se ciò serve per ridurre le tasse.
La misura dello scostamento dipende dalla propria credibilità, e qui temo che
Giulio Tremonti sconti un po' lo scetticismo verso l'Europa che egli manifesta
nei suoi libri.
( da "Corriere della Sera" del 17-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-17 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE Aerei Scajola e il milione di euro stanziato per il volo Albenga-Roma
ROMA - Torna il volo tra Albenga e Roma. La notizia, comparsa su La Stampa e
rilanciata da Dagospia, è stata comunicata a Pietro Balestri, presidente della
società che gestisce l'aeroporto (Ava) dal gabinetto del ministro Scajola.
"Mi ha telefonato Giuseppe Guerrera, il segretario del ministro - ha detto
Balestri -, per comunicarmi che, grazie allo stanziamento di un milione di
euro, il ripristino del collegamento era cosa fatta. Aveva ricevuto la notizia
ufficiale da Silvano Manera, dg dell'Enac". Soddisfatto il vicesindaco di
Villanova, che ringrazia il ministro Claudio Scajola, che abita nella vicina
Imperia, per il milione di euro stanziato per il suo aeroporto: "Spero di
poter velocizzare l'iter burocratico in ogni modo", cosicché, "prima
di dicembre si torni a decollare verso la capitale". Ma ha senso un
collegamento aereo Albenga-Roma? La tratta è stata già inaugurata due volte,
nel 2002 e nel 2004 e per due volte soppressa. Ora il finanziamento consente di
ripartire. Questa volta però l'Alitalia non
c'entra, fanno sapere dall'entourage del ministro, è un finanziamento dato
all'aeroporto di Albenga. Tratto dal fondo destinato agli aeroporti in fase di
start up. C'è da dire però che il volo Albenga-Fiumicino è già stato
ripristinato, con dei Charter, il 14 luglio scorso, assieme a quello per
Malpensa, Bastia (Corsica) e Tortolì (Sardegna). Sono Atr da 66 posti
che non riscuotono enorme successo. Secondo fonti aeroportuali non sono rari i
voli per Fiumicino con 8-10 passeggeri. Il ministro Claudio Scajola ha
stanziato un milione di euro per ripristinare il volo tra Roma e lo scalo di
Villanova-Albenga.
( da "Corriere della Sera" del 17-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-17 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE Paolo Pirani Il segretario Uil: l'altro caso era diverso, qui
colpita un'opinione "Indifendibili gli otto dei cartellini Ma sulla
sicurezza meglio il dialogo" ROMA - Quando alcuni giorni fa Trenitalia ha
licenziato 8 dipendenti perché si facevano timbrare il cartellino da un altro,
Paolo Pirani, segretario confederale della Uil, ha preso una posizione
coraggiosa per un sindacalista, definendo "indifendibile" la
posizione di quei lavoratori. Ma ora, davanti al licenziamento di Dante De
Angelis, macchinista e delegato per la sicurezza, Pirani è molto più cauto. Perché?
"Si tratta di due casi molto diversi. Nel primo ci troviamo di fronte a
comportamenti inaccettabili, al di là della sanzione del licenziamento sulla
quale dovrà evidentemente decidere il giudice. Nel caso del delegato licenziato
ieri, invece, la decisione dell'azienda è scattata in seguito a opinioni
manifestate dal lavoratore sulle cause di alcuni incidenti ". Gli Etr che
si spezzano. "Esatto. Ora, bisognerà valutare quanto le affermazioni di De
Angelis siano distanti dalla verità e quindi se ci sono i presupposti per il
venir meno del rapporto di fiducia tra azienda e dipendente. E anche qui
valuterà il giudice. Detto questo però, non si può neppure far finta che il
problema degli investimenti nelle ferrovie, in tutti i settori, non esista. Né
si può pensare di affrontare un tema delicato come quello della sicurezza con
la linea del muro contro muro". A settembre si aprirà una trattativa con
l'azienda che vuole passare dal doppio macchinista al macchinista unico.
"Appunto. Il sindacato è disponibile a un negoziato senza pregiudiziali.
Sappiamo che l'azienda ha bisogno di ristrutturarsi,
altrimenti rischia di fare la fine di Alitalia. Ma
questo deve avvenire in un quadro che tenga assieme tutti gli aspetti del
problema, senza trascurare quindi gli investimenti per garantire l'adeguatezza
del servizio, che nel Mezzogiorno è ancora ottocentesco, e degli standard di
sicurezza". Esiste un problema sicurezza? "Le ferrovie dicono
di no e per questo hanno reagito col licenziamento alle denunce di De Angelis.
Una reazione che probabilmente va inserita anche nel contesto di tensioni e
disagio che certamente ci sono in vista della nuova ristrutturazione che deve
affrontare l'azienda". Si parla di 4-5 mila esuberi tra i macchinisti col
passaggio al conducente unico. "La trattativa non può partire facendo il
conteggio degli esuberi prima. Si deve invece cominciare dal piano di rilancio
e investimenti. In Italia abbiamo fatto grosse ristrutturazioni con la
collaborazione del sindacato, anche in settori strategici, dalla siderurgia
alle telecomunicazioni, alle poste. Ma anche quando si sono ridotti gli
organici lo abbiamo sempre fatto partendo dal piano, mai dagli esuberi. Questo
deve essere vero a maggior ragione per le ferrovie, che non sono un ferro
vecchio da buttare ma un asse strategico nella capacità di competere del
Paese". I licenziamenti di questi giorni influiranno sulla trattativa?
"Mi auguro di no, pur ribadendo che il caso di De Angelis è più delicato,
perché più opinabile. L'azienda deve dimostrare che le denunce del delegato
sono destituite di qualsiasi fondamento". \\ L'azienda deve
ristrutturarsi, altrimenti rischia la fine dell'Alitalia.
Ma non trascuri gli investimenti sulla sicurezza Enrico Marro.
( da "Unita, L'" del 18-08-2008)
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l'edizione del La promessa elettorale si trasforma in dramma La cordata
tricolore per il salvataggio e il rilancio di Alitalia resta per
ora un miraggio, mentre l'unica certezza al momento è che qualsiasi piano
prevederà un numero di esuberi pari al doppio o più (tra i 5000 e i 7000)
rispetto a quelli ipotizzati nel progetto di Air France. A fine agosto
l'advisor Intesa SanPaolo e il governo dovranno svelare le carte e comunicare
ai contribuenti italiani quale altro sacrificio dovranno sostenere.
Berlusconi ha già avvertito i sindacati: o accettate questo piano oppure salta
tutto Alitalia.
( da "Unita, L'" del 18-08-2008)
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l'edizione del Affari, processi e bugie I primi tre mesi di Silvio IV di
Natalia Lombardo Con la ramazza alzata come Mary Poppins in una piazza di
Napoli per farsi immolare dalle telecamere nel monumento al Presidente
Spazzino, versione in bretelle blu del mussoliniano torso nudo, Silvio Berlusconi
ha spazzato via la "monnezza" ma anche 5.000
esuberi Alitalia. Allo scadere dei primi cento giorni di governo, il presidente
del Consiglio ha vinto la prima battaglia della guerra ai rifiuti, ma lascia sull'orlo
della voragine fallimentare la compagnia di bandiera. Una partita più rischiosa
di una mano giocata a poker da un incallito bluffatore. È stato il
cavallo di battaglia della campagna elettorale: far saltare la trattativa con
Air France in nome della "cordata italiana", poi sciolta come una
medusa al sole. Surclassata la filosofia liberista dalla coazione statalista a
rifondere aiuti pubblici. In questi tre mesi solo una sequenza di annunci
incartati nello slogan semplice semplice coniato dal Gran Comunicatore:
"Io amo l'Italia, io volo Alitalia". Bello e
impossibile, giacché ora il premier ammette che nella trattativa rientrerà una
compagnia straniera. La prossima mossa a settembre; sugli esuberi Silvio fa lo
Smemorato di Cologno e bluffa ancora: "Con Air France erano 7000, ora
saranno molti di meno". Lo corregge Bersani dal Pd, mostrandogli la
bilancia impazzita: "Con Air France erano solo 2150". Coerente con la
sua testa mediatica, Berlusconi ha voluto esordire con un Consiglio dei
ministri evento andato in scena a Napoli il 31 maggio nella pomposa cornice di
Palazzo Reale, location borbonica inadeguata e troppo scomoda per trasformarsi
in una dependance di Palazzo Chigi. In Piazza Plebiscito il premier disegnò i
primi tratti di governo funzionali a modellare il consenso: la carota (togliere
l'Ici sulla prima casa)e il bastone sulle discariche equiparate a zone
militari, il pugno di ferro sull'immigrazione e le concessioni xenofobe alla
Lega. Con l'amico Umberto Bossi il rapporto è sempre privilegiato, come lo fu
nel quinquennio 2001-2006. Berlusconi al Senatur perdona il fucile e il dito
medio sempre branditi, confidando nell'alleato "leale" se pure è il
Gianburrasca di governo. L'altro puntello delle certezze è il superministro
dell'Economia, della cui autonomia diffidano già gli alleati. Silvio invece ha
dato di nuovo carta bianca a Giulio Tremonti oer la "rivoluzione"
culturale: una Finanziaria blindata da qui a tre anni, zeppa di tagli alla
spesa pubblica che faranno versare parecchie "lacrime" agli italiani
ormai in vuoto pneumatico di soldi e speranze, passioni e cultura. Nella gara
fra ministri si vuole far notare Maurizio Sacconi, ex socialista che demolisce
i tasselli dei diritti sindacali conquistati in anni di lotte dei lavoratori e
istituzionalizza come norma l'eccezione del lavoro a tempo determinato. Ma
Berlusconi si vende lo smantellamento dei diritti come "azioni di
sinistra", efficacemente rese da quella Robin Tax, travestita da
penalizzazione dei "poteri forti". Ma alla terza visita di Silvio IV
nella città partenopea, ecco che il politico si confonde nel personale: mentre
il presidente del Consiglio è in Prefettura in veste istituzionale, è quel
"refuso" nel fax spedito da Palazzo Chigi per annunciare il
"decreto" sulle intercettazioni a rivelare le vere intenzioni del
cavaliere sulla giustizia. Il "refuso" subito corretto
("decreto" anziché "disegno di legge") proietta su un
maxischermo ideale l'assurdità di una rabbiosa campagna contro i giudici, intrapresa
da Berlusconi senza curarsi di quel conflitto d'interessi gigantesco che, come
un panzer, incrina il rapporto con il Colle. Il capo impone agli alleati la
Priorità indicata dall'Azzeccagarbugli Ghedini, ministro ombra del giovane
Guardasigilli Alfano. Il cui nome è diventato un Lodo per congelare ogni
processo. Passaggio obbligato imposto dal premier-padrone, male minore rispetto
a quel trabocchetto feudale ad personam infilato a tradimento che avrebbe
bloccato 100mila processi per evitare una condanna. In realtà, a parte quella che
chiama lui stesso la "fissa" dei rifiuti a Napoli (tanto da aver
fatto l'ennesima gaffe immaginando come in una vignetta di Mordillo di
riempirci il Quirinale), Silvio IV si è occupato prevalentemente dei suoi
Affari & Processi, Veline & Veroniche. Tanto da mettere nei guai le sue
ministre, le opportunità svelate di Mara Carfagna e la "quanto sei
bella" Gelmini che corre ai ripari con il grembiulino della castità. Una
prova lampante si può leggere in quel foglio di agenda mostrato senza pudore alla
ministra Meloni e colto da velocissimi fotografi: gli appuntamenti privati
aggiunti a penna da Berlusconi (Previti, le attrici raccomandate a Saccà, fino
alla misteriosa "20,30 Selvaggia") cancellavano gli impegni
istituzionali fissati dallo staff di Palazzo Chigi. Silvio gioca (mica tanto,
manovra sempre la gestione della Rai) e affida ai ministri in prima linea il
compito di un attivismo sfrenato per raggiungere l'esaltate verdetto dal suo
oracolo statistico: il 62,8 per cento di popolarità, per sé, e di riflesso per
il governo. La campagna capeggiata dalla Lega sulla sicurezza (gonfiata come
emergenza virtuale in campagna elettorale tanto da far scappare i turisti dalle
città, come sta verificando Alemanno a Roma) col ministro dell'Interno Maroni,
che cerca di sintetizzare il razzismo delle impronte prese ai bambini rom con
assistenzialismo caritatevole. La tolleranza zero sugli immigrati azzera anche
le pensioni sociali rischiando che a tanti vecchietti venisse un
"coccolone" estivo. Altro errore di zelo, recuperato per un pelo.
Maroni poi ha dotato i sindaci di super poteri da super sceriffi, anche se si è
sempre dovuto misurare in un braccio di ferro con Ignazio La Russa, ministro
della Difesa e "reggente" di An, altalenante nel proteggere le sue truppe
dall'uso domestico (tipo spazzare la munnezza a Napoli) e la dimostrazione di
forza messa in scena con i soldati nelle città. Con il risultato di creare uno
Stato poliziesco, autoritario se non fascista, con una pesante azione
revisionista e censoria sulla cultura e sullo spettacolo. Uno Stato Controllore
& Bacchettone che annoia e contraddice persino lo spirito libertino e
giocherellone del cavaliere di Arcore. Attivissimo anche Renato Brunetta, più
Savonarola moralizzatore dei Fannulloni che Davide contro l'assenteista Golia.
In pieno agosto viene esaltata l'efficacia dell'effetto deterrente (farcito di
strafalcioni pericolosi, come le punizioni per le assenze motivate dei donatori
di sangue). Il Fannullone, ora, ha paura. Di veder circolare Brunetta e le sue
circolari che parcellizzano anche i permessi pagati, in modo incalcolabile.
L'autunno, per Silvio, "non sarà caldo" e l'opposizione manifesterà
"contro la grandine". È durato sei mesi da novembre ad aprile, si è
consumato nello spazio dal "predellino" di San Babila a Palazzo
Chigi, l'altro bluff di Silvio: quello del "dialogo" con Walter
Veltroni, del confronto adulto fra i due grandi partiti, il Pd e la sua ultima
invenzione, il Pdl. Populista anche nel nome (scelto da finte primarie nei
gazebo), un regno più che un partito, nel quale il cavaliere è riuscito ad
annichilire Alleanza Nazionale e a liberarsi della destra storaciana (salvo
recuperi, già avvenuti con Daniela Santanchè). E ci ha messo un attimo,
Berlusconi, a buttare a mare la retorica del confronto, con lo stesso disprezzo
col quale, all'apertura della campagna elettorale a Milano, strappò il
programma del Pd sul palco. Sul collo di Veltroni Re Silvio ha piazzato la
pietra del Di Pietro "giustizialista" per affondarlo. Operazione da
due soldi, per un miliardario, nella pretesa che l'opposizione "più
riformatrice", come dice lui, accettasse con un sorriso le sue leggi ad
personam. Questa volta varate a tempo di record nei primi cento giorni. Ed è
solo l'inizio.
( da "Unita, L'" del 18-08-2008)
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l'edizione del La guerra lampo di Tremonti ci ha portato la recessione di Bianca
Di Giovanni / Roma Giulio Tremonti "compatta" tre anni nei primi 100
giorni. L'immaginifico ministro dell'Economia ingaggia una sorta di
guerra-lampo. Il motto è: tutto e subito. Nel giro di qualche settimana vara il
cosiddetto decreto Ici e a seguire la manovra triennale. I decreti economici
sono blindatissimi: il Parlamento esegue. Dopo l'ultimo voto, già in agosto,
l'annuncio è trionfale. "Il governo ha avuto la fiducia 81 giorni fa, il
documento è stato promulgato 42 giorni fa". Tutto cronometrato: come i 9
minuti e mezzo impiegati per esaminare la manovra in consiglio dei ministri.
Conti pubblici sotto controllo di qui al 2011, quando ci sarà il pareggio
concordato con Bruxelles. Così sulla carta. Ma i fatti sono un'altra cosa. Chi
paga la manovra In un lampo il Paese si ritrova dopo tre mesi di governo con
tagli indiscriminati per 30 miliardi alla "macchina" pubblica:
sanità, scuola, sicurezza, Comuni (chiamati a pagare anche l'eliminazione
dell'Ici) e Regioni, investimenti pubblici per strade e nuove strutture. E con
circa 5 miliardi di maggiori tasse su imprese petrolifere, banche e
assicurazioni, che molto probabilmente nel tempo faranno pagare i maggiori
costi ai clienti. Tremonti vuole correre e taglia. Dieci miliardi di risparmi
nel 2009, altri 7 nel 2010 e 14 nel 2011. I risparmi riguardano per circa la
metà i ministeri. Tradotto: sicurezza, giustizia, cultura, scuola. Un terzo (10
miliardi nel triennio) gli enti locali. Ovvero, servizi come asili nido e
assistenza agli anziani. Il resto è affidato ai risparmi nel pubblico impiego.
Ma i tagli non esauriscono la manovra. Attacco al lavoro e al salario C'è anche
la sanatoria per i precari in causa, che non verranno più assunti, il
depotenziamento del contratto a tempo indeterminato, il blocco delle assunzioni
avviate dal governo Prodi. Lavoro istabile, salario più leggero. L'inflazione
programmata, cioè il numeretto su cui si basano gli aumenti contrattuali, viene
fissata all'1,7% per quest'anno e all'1,5% negli anni successivi. Per i
lavoratori è una rapina legalizzata: i prezzi oggi aumentano del 4%, e quelli
dei beni di largo consumo del 6%. Tremonti scarica le responsabilità sulla Bce,
che ha chiesto ai governi di tenere sotto controllo le spirali
inflazionistiche. Il ministro sottace, però, l'invito di Joaquin Almunia ad
avviare politiche di sostegno al reddito. Esattamente quello che chiede
l'opposizione: detrazioni fiscali sul lavoro. Il centro-destra si difende:
abbiamo detassato premi e straordinari. Ma il miliardo circa destinato a questa
misura non andrà che a una parte minima del lavoro. Potranno approfittare
sperimentalmente solo per 6 mesi dell'aliquota "flat" al 10% su premi
e straordinari (fino a un massimo di 3mila euro) i lavoratori con un reddito
annuo di 30mila euro che lavorano nella grande impresa del nord. Non tutti
infatti hanno il secondo livello di contrattazione e non tutti riescono a fare
straordinari. Le donne quasi mai. La misura non comprende il lavoro pubblico.
Che si ritrova beffato due volte: i circa 3 miliardi stanziati per il rinnovo
contrattuale coprono a malapena l'inflazione programmata. Risultato: 3 milioni
di famiglie impoverite. Tallonato da chi chiede di proteggere il potere
d'acquisto, il ministro replica stizzito: meglio proteggere il salario o il
posto di lavoro? Come dire: la crisi si scarica sui lavoratori. In questo
scenario depressivo, non manca comunque chi ci guadagna dalla manovra. Chi ci
guadagna Prima di tutto le imprese. Le quali "godono"
dell'eliminazione di molti vincoli, soprattutto fiscali. Ad esempio, niente
registro clienti-fornitori: l'unica bussola degli 007 del fisco per valutare la
congruità delle attività. Confindustria esulta per molte misure: a cominciare
dalla sanatoria per i precari in causa, spacciata sui mass media come misura per
risolvere il problema Poste. In realtà quella norma libera moltissime imprese
da fardelli "ingombranti" e da pesanti spese legali. Pochi giorni fa
solo un giornale inglese ricorda come la moglie del ministro del welfare e
sanità lavori per Farmindustria: legame ad alto rischio di conflitto di
interesse. Ma per l'Italia di Berlusconi questa è una "non notizia".
Quanto alle banche, in cambio di una tassa in più (da scaricare sui clienti),
ottengono una convenzione sui mutui che le mette al riparo dalla concorrenza.
Tutto in tre mesi: come mai tanta fretta? Più propaganda, meno economia
Tremonti sa che la scommessa è politica: conquistare la maggioranza e
conservarla "a tempo indeterminato". Lo dice quasi esplicitamente
nella conferenza stampa di presentazione della manovra. "L'Italia possiede
un punto di forza: la stabilità politica. Che resterà per 5, 10, forse 15
anni", dichiara con noncuranza. L'egemonia dev'essere a tenuta stagna:
nessun margine va lasciato all'Italia di prima. Per sé ritaglia il ruolo del
gran tessitore, minacciando quello di Gianni Letta. Sicuramente il suo asse
preferito è con la Lega. Occorre approfittare della luna di miele,
dell'annientamento della sinistra radicale, degli sbandamenti del Pd, delle
frizioni interne al sindacato. Momento propizio per spianare la strada alle
constituency della destra: imprese (grandi e piccole) e lavoratori autonomi. Il
ministro comincia scrivendo un libro, in cui riscrive gli equilibri sociali.
Sotto accusa la globalizzazione, il mercato e i "mercatisti"
rappresentati in Italia dal governatore Mario Draghi. Ancora una volta il
duello con via Nazionale. I nuovi deboli non sono i lavoratori, garantiti da un
contratto o dal sindacato. È l'individuo solo, insidiato da "nemici"
lontanissimi, cinesi e indiani, e dagli speculatori. Ci penserà lui, con la
social card, ad aiutarlo. Il resto va spazzato via: avanti tutta con la
deregulation di Sacconi e con la denigrazione continua sul lavoro pubblico di
Brunetta. Arriva Robin Hood È così che l'Italia si trasforma in una novella
foresta di Sherwood, di cui Tremonti è l'unico eroe: quel Robin Hood che ruba
ai ricchi e redistribuisce ai poveri. Eliminato dall'immaginario lo Stato
sociale e lo Statuto dei lavoratori, resta il solo ministro a edificare le
difese contro le insidie della globalizzazione. Quattrocento euro l'anno a un
milione di pensionati più poveri (platea ancora non identificata) per fermare
il mondo. Circa 33 euro al mese. Prodi aveva concesso all'incirca quella cifra
come quattordicesima, e aveva assegnato il bonus incapienti a fine anno
sostanzialmente equivalente. Ma per Tremonti (e per Maurizio Sacconi) la social
card è l'unico intervento strutturale in aiuto della povertà: vi parteciperanno
contributi privati e accordi con i commercianti. Sta di fatto che il meccanismo
ancora non si conosce: per ora siamo agli annunci mediatici, e al taglio reale
di servizi e di salario. 100 giorni di silenzio: Alitalia Gli annunci si sono spenti invece sul caso Alitalia. Il ministro riferirà solo in Parlamento. Indiscrezioni rivelano
che avrebbe preferito chiudere la partita con Air France. ma in pubblico
dall'Economia non filtra nulla. Peccato che prima del voto la soluzione era
data come pronta: cordata padana, soldi italiani. Oggi c'è il prestito
pubblico (soldi di tutti i cittadini), un advisor con il doppio ruolo di
probabile azionista, una società sull'orlo del fallimento, la possibile
cessione ai privati della parte redditizia e al pubblico dei debiti futuri e
infine circa 7000 esuberi (contando quelli di AirOne). Si comprende il
silenzio. Alitalia si può annoverare con un caso di
propaganda terribilmente efficace. La bandiera "glocal" agitata dai
leghisti per Malpensa, dagli uomini di Fini per il tricolore con il verde, non
con il blu della Francia, oggi si rivela un bluff costosissimo. Autunno di
piazze Finora però nulla ha fatto da detonatore. Il rientro sarà di fuoco. Sarà
difficile evitare gli scioperi nei cieli. Sarà difficile evitare le proteste
dei pubblici dipendenti, se le risorse per il contratto non saranno aumentate.
In particolare per la sicurezza, per cui sono scesi in campo anche parlamentari
della maggioranza. L'autunno sarà la prova del fuoco per un governo che finora
si è creduto onnipotente.
( da "Corriere della Sera" del 18-08-2008)
Argomenti: Alitalia
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NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-18 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Il ministro "Su De Angelis mi fido delle valutazioni di
Moretti ma gli chiederò una nota" Matteoli: Carlo in errore Sì alla scelta
delle Ferrovie ROMA - "Stimo molto Giovanardi, ma in questa occasione non
condivido la sua opinione". La tensione sul dossier ferrovie, il primo che
il ministro dei Trasporti dovrà esaminare al rientro dalle vacanze, è alta. E
l'uscita del sottosegretario che difende gli otto dipendenti licenziati da
Trenitalia perché si facevano timbrare il cartellino da un altro, apre un nuovo
fronte anche nel governo. La cosa non fa piacere ad Altero Matteoli, che
ribadisce il suo sostegno alla decisione dell'azienda: "Non posso che
essere d'accordo con l'ingegner Moretti (amministratore delegato; ndr), perché
è inconcepibile che un dipendente timbri il cartellino per altri che non
lavorano ". Qualche dubbio, invece affiora sul licenziamento del delegato
alla sicurezza, Dante De Angelis, che aveva accusato le Fs per i cosiddetti Etr
che si spezzano. Ma non tale da incrinare la fiducia che il ministro ha in
Moretti: "Conosce molto bene il suo mestiere. Mi ha detto che non c'era
alcun pericolo per la sicurezza dei treni. Venerdì comunque torno a Roma e gli
chiederò una nota su tutta la questione". Intanto De Angelis è stato
licenziato. "Chi lavora nelle Ferrovie dello Stato deve rendersi conto che
ora l'azienda è in concorrenza e che quindi certe dichiarazioni possono creare
danno all'azienda ", dice il ministro. La tensione sui licenziamenti
guasta il clima anche vista della ristrutturazione delle Fs. I sindacati sono
in allarme. Temono 4-5 mila esuberi per il passaggio al macchinista unico.
"è un passaggio necessario - afferma Matteoli -. Negli altri Paesi i treni
viaggiano con un solo macchinista. Certo si dovranno fare le cose con criterio,
guardando ai lavoratori che sono più vicini alla pensione". Ma la
ristrutturazione è indispensabile, anche secondo il ministro: "L'azienda
deve prepararsi alla concorrenza. Tra un paio d'anni arriverà la società di
Montezemolo e Della Valle (Ntv) che farà correre i suoi treni sulle tratte ad
alta velocità. Moretti giustamente dice: io devo far fronte anche alle linee in
perdita, al servizio universale e per questo chiede il sostegno del governo
". Quanto chiede? "Prima di arrivare a questo, vediamo che piano di
rilancio presenterà. A settembre vedremo il ministro dell'Economia, Giulio
Tremonti, che ci chiederà garanzie sul fatto che le Fs siano in grado di chiudere
i bilanci in attivo". E se Moretti tornasse alla carica chiedendo nuovi
aumenti dei biglietti? "Esamineremo anche questo, tenendo però conto che
l'inflazione è in ripresa. E comunque sono contrario a qualsiasi rincaro per i
pendolari ". Insomma, Moretti è avvertito: il ministro è dalla sua parte,
compreso sulla vicenda dei licenziamenti, ma deve presentare un piano credibile
di rilancio. L'amministratore delegato si è preparato il terreno dicendo addirittura che senza il sostegno finanziario dello Stato le Fs
faranno "la fine di Alitalia". Ma a Matteoli le immagini a effetto non piacciono:
"A me Moretti questo non lo ha mai detto". Il ministro richiama
piuttosto alla concretezza: "Lui ha le capacità e le competenze per
presentare il piano che ci aspettiamo". Stessa cosa su Alitalia, l'altro dossier che il ministro ha sul tavolo. Già
circolano i nomi dei possibili commissari, da Rocco Sabelli a Massimo
Varazzani. "Io non ho candidati. Prima voglio vedere il piano dell'advisor
BancaIntesa". Ma non è pronto da settimane? "Io non l'ho visto e sono
una delle poche persone che dovrei, quindi deduco di no". Enrico Marro \\
Inconcepibile timbrare un cartellino per un altro che non lavora.
( da "Stampa, La" del 18-08-2008)
Argomenti: Alitalia
La metafora è quella
sanitaria. Economia globale malata di un virus non molto aggressivo, ma che è
per ora senza cura perché ha prodotto mutazioni. Ne soffre il mondo per il
disastro dei mutui negli Stati Uniti che ha fatto perdere alle banche quanto
l'intero Pil italiano, ne soffrono di conseguenza l'Europa e l'Italia che è un
paziente con "una gamba rotta". Il medico che fa questa diagnosi è
Mario Deaglio, economista, editorialista de "La Stampa". Ne parla
pungolato dal presidente della Fondazione Courmayeur Lodovico Passerin
d'Entrèves che usa un'altra metafora, quella di "un grande tunnel in cui
si vedono luci, ma non sappiamo se sono quelle della fine della galleria o
magari di un treno Tgv che ci viene in faccia". La conclusione di Deaglio,
dopo un'ora di analisi davanti a un pubblico numeroso e attento, è che la
situazione è "molto confusa". Le luci, comunque non sono di un treno
che travolgerà l'economia, ma di un cambiamento, seppur lento. Molto, dice
l'economista, dipende dal prossimo gennaio, quando si insedierà il nuovo
presidente degli Stati Uniti che "si troverà dossier complessi e dovrà
decidere". Il quadro dell'economia mondiale ha due aspetti: il virus dei
prestiti, dei mutui americani, che pur rappresentando il 4 per cento del
sistema finanziaria, hanno bloccato l'edilizia statunitense con
"conseguenze sull'economia reale". Deaglio: "Il rischio è stato
sottovalutato, quei prestiti nessuno sapeva più dove fossero. Le banche hanno
smesso di prestarsi denaro e di farlo ai clienti. Sono stati stoppati i mutui
all'edilizia e i prezzi delle case sono precipitati del 20 per cento in un
anno". Quanto succederà ora è impossibile saperlo. Per di più si sono
aggiunte complicazioni, quelle dell'inflazione dei prodotti agricoli e di
quelli petroliferi. Ma il "medico" Deaglio dice: "Proprio questi
due aspetti rappresentano le lucine. Perché si annuncia una raccolta record di
grano nell'Europa dell'Est e perché il petrolio è destinata a scendere di
prezzo. Era salito a 150 dollari il barile per le previsioni di guerra, di
intervento statunitense contro l'Iran. Doveva essere Israele a fare il primo
passo, poi il premier si è dimesso e gli Stati Uniti hanno cominciato a dialogare
con Teheran e i prezzi del petrolio, non rischiando più di essere bloccato il
golfo arabico, hanno cominciato a scendere". L'Europa ha cominciato a
comportarsi in economia come un unico grande paese. Deaglio fa gli esempi di
Telecom in Spagna, dei supermercati francesi e tedeschi, degli investimenti
dell'Enel e dell'energia tedesca in Russia. Dice: "Prima di parlare male
della Russia dovremmo sempre ricordarci che abbiamo investito moltissimo nel
sistema di quel paese". E l'Italia? L'economista parla da un lato di
"esplosione di debolezza" e dall'altro di "regressione
storica". La debolezza ha due aspetti, uno interno quello che ha come
esempio la questione rifiuti di Napoli: "Indica l'incapacità di decidere a
livello locale. Poi c'è il ''no'' degli aiuti da parte delle altre regioni che
segna il venir meno della solidarietà nazionale". Il secondo aspetto ha
riflessi internazionale, è la crisi Alitalia: "Il vero problema è che per funzionare bene c'è bisogno di
due poli aeronautici, Milano e Roma, ma l'economia europea indica che se ne può
sopportare soltanto uno, come negli altri paesi europei. La crisi Alitalia dimostra la monumentale ignoranza dei politici in questo
settore. Il piano Air France era il migliore perché offriva anche aerei
nuovi di cui Alitalia ha grande necessità".
L'Italia, secondo Deaglio, si sta riproponendo come nel 1600, quando era un
paese di eccellenza produttiva in molti settori "e dell'unità italiana non
aveva bisogno". Il riferimento è ai distretti industriali che "sempre
più saltano il livello paese e si rivolgono a Bruxelles, c'è da interrogarsi su
questo".
( da "Giornale.it, Il" del 18-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Torno ad occuparmi
un po' di vicende italiane, rilanciando qualche riflessione. La prima: perché
in Italia i cantieri autostradali durano in eterno? Ad esempio sulla
Milano-Genova i lavori di ampliamento per la terza corsia sono in corso da
molti anni. E' un'autostrada che percorro abbastanza frequentemente in
settimana, il sabato, la domenica, di giorno e la sera. Non vedo mai operai al
lavoro, sembra tutto fermo. e infatti i progressi sono lentissimi. Negli altri
Paesi a inizio lavori viene fissata una data per la conclusione che, salvo
imprevisti e documentati motivi, viene rispettata. In Italia invece si sfora
sui tempi e, naturalmente, sulla spesa. Domanda per Tremonti e Brunetta che
finora si stanno comportando molto bene a mio giudizio: non è il caso di porre
fine a questa indecenza? La seconda considerazione: sono d'accordo che vengano
tagliate le spese statali e, di conseguenza, anche quelle agli enti locali. Ma
perché punire tutti indiscriminatamente? Nella sanità, ad esempio, ci sono
alcune regioni che gestiscono bene i fondi a disposizione, altre invece dove
regna l'inefficienza e gli sprechi sono colossali. Perché non introdurre una
linea meritocratica anche in materia? I tagli dovrebbero colpire soprattutto le
regioni che sprecano, ho l'impressione che, se così, fosse, diventerebbero
improvvisamente più virtuose. Sbaglio? Scritto in Italia 1 Commento " (1
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13Aug 08 La guerra è finita o inizia solo adesso? Sì, i cannoni non sparano più
in Georgia, ma se esaminiamo quel che è accaduto in questi giorni da un punto
di vista strategico, non c'è da stare allegri. La guerra potrebbe essere solo
agli inizi. Mi spiego: 1) Dal 1989 al 2004 gli Stati Uniti hanno applicato una
politica di accerchiamento della Russia, facendo cadere sotto la propria
influenza molti Stati nell'Europa dell'Est e nell'Asia centrale, come spiego in
questa analisi. 2) Dal 2004 Putin ha cercato di contrastare gli Stati Uniti,
ottenendo qualche successo, ma non riuscendo mai a portare il colpo del Ko. In
un approfondimento sostengo che la guerra in Georgia segna una svolta. Il
riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo da parte dell'Occidente legittima
le pretese secessionistiche delle tante minoranze russe sparse nell'ex impero
sovietico. La questione etnica diventa così il grimaldello strategico del
Cremlino: è alquanto probabile che quanto accaduto in Ossezia del Sud e in
Abkhazia possa essere ripetuto in altri Stati. Quali? Ucrania e Moldavia, ma
attenzione ai Baltici e, all'occorrenza, anche anche Kazakistan e Kirghizistan.
La crisi, probabilmente, è solo agli inizi e l'Occidente non sembra avere gli strumenti
per prevenirla. L'America in queste ore ha dato una triste dimostrazione di
impotenza e la mediazione di Sarkozy in realtà recepisce soprattutto le
condizioni poste dal Cremlino (tema che ho affrontato qui). Anzi, quando ieri
il presidente francese ha affermato che "Mosca ha diritto di proteggere le
minoranze russe" ha di fatto ulteriormente legittimato il ricorso all'arma
"etnica" da parte della Russia. Il modello Georgia rischia di fare
scuola, mettendo in crisi il grande piano Usa per il controllo dello scacchiere
eurosiatico. Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 55 ) " (5
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09Aug 08 Guerra nell'Ossezia del Sud: un disastro per l'Occidente? In
un'analisi pubblicata oggi sul Giornale spiego le ragioni che hanno provocato
la drammatica guerra nell'Ossezia del Sud. L'Occidente sconta l'effetto Kosovo
e la questione Nato: Nel febbraio 2008 Pristina si stacca dalla Serbia con la
benedizione dell'Occidente. E il quadro cambia. Putin protesta veementemente
per "l'amputazione della Serbia"; l'Occidente, però, lo snobba e lui
rilancia annunciando la reciprocità. Se il mondo si arroga il diritto di
strappare il Kosovo, Mosca si riserva di fare lo stesso con l'Ossezia del Sud e
con l'altra repubblica ribelle georgiana, l'Abkhazia. Altri due mesi e al
vertice di Bucarest, la Nato, pur evitando di avviare la procedura d'adesione,
annuncia che in futuro la Georgia e l'Ucraina, l'altro grande Stato uscito
dall'orbita russa, potranno diventare membri dell'Alleanza atlantica.
Un'eventualità inaccettabile per il Cremlino, che infatti riaccende le tensioni
nel Caucaso. Chi ha provocato l'esclation dell'altra notte? Verosimilmente il
presidente georgiano Saakashvili, nel tentativo di anticipare le mosse di Mosca
e approfittando della distrazione del mondo nel giorno dell'apertura dei Giochi
Olimpici. Ma ha fatto male i conti, a quanto pare. Militarmente la Russia è
superiore e ora Saakashvili rischia di perdere non solo il controllo
dell'Ossezia del Sud, ma anche quello del suo Paese. E se cadesse Tbilisi,
l'Occidente vedrebbe svanire uno snodo cruciale nello scacchiere euroasiastico,
a favore, ovviamente, di Mosca. Valeva la pena di rischiare? Perché Washington
non ha imbrigliato il suo vulcanico alleato? Scritto in russia, gli usa e il
mondo Commenti ( 53 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 08Aug 08 Una buona idea per fermare i
clandestini I clandestini continuano ad arrivare a Lampedusa: siamo a quota
12500 di cui oltre tremila solo negli ultimi dieci giorni. Il 125% in più rispetto
al 2007. Come spiego in un articolo pubblicato oggi, questo afflusso non è
casuale, ma tollerato da Gheddafi che ha allentato i controlli sulle coste per
mettere sotto pressione l'Italia e strappare accordi a lui favorevoli con il
nostro governo e, più in generale, con l'Unione europea. Un gioco al rialzo che
sa tanto di ricatto. Ma Tripoli ospita un'iniziativa davvero felice, di cui si
parla poco e che rischia di concludersi a breve. L'Organizzazione
internazionale per le migrazioni (in inglese Iom), in due anni è riuscita a far
rimpatriare su base volontaria 2.500 migranti bloccati nel Paese africano. Il
meccanismo è semplice: anziché rimpatriarli con la forza, ha offerto loro un
incentivo per avviare una piccola attività economia nel proprio Paese. La cifra
a testa è irrisoria (400-5o0 euro), come mi ha spiegato il capo missione
Laurence Hart ma permette all'emigrante di salvare l'onore rispetto alla
propria famiglia e al propio clan e di restare in patria con soddisfazione.
Complessivamente - calcolando il biglietto aereo e le spese burocratiche - il
costo complessivo è di mille euro a persona; molto, molto meno delle spese da
sostenere per manetenere i clandestini nei Cpt per settimane e poi,
eventualmente, per espellerli. Questo programma rischia di finire perché i
fondi europei si stanno esaurendo; e dire che ci vogliono un milione e
duecentomila euro per arrivare alla fine del 2008. Io dico: è un'idea
eccellente ed è triste che lo Iom sia costretto a supplicare i governi per
ricevere finanziamenti. Questo programma è equo, umano, poco oneroso e dà
speranza nei Paesi africani. Dovrebbe diventare sistematico. O sbaglio? Scritto
in notizie nascoste, Italia, immigrazione Commenti ( 35 ) " (2 voti, il
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Aug 08
Le Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù
Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato
posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi
italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti
da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene
intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli
strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto
misure analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le
ragioni note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni
del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi
come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono
blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha
stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori
schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di
più di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i
libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano
"purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il
regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le
descrizioni di massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in
francese. Inaudito. Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito
vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che
può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi
occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una
grande manovra di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche
nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience
straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che
di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters
sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi,
due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi
(a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una
cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina
Commenti ( 35 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.33 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra
è più felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i
conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il
matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli
intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in
un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida
dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro
studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena.
In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che
riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più
ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa
nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli
intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società
sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre
i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la
destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo
nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice
di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il
mondo Commenti ( 40 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 30Jul 08 E ora chi farà rispettare il
pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza, approvato pochi giorni fa in via
definitiva, c'è la norma che prevede la confisca dell'appartamento a chi lo
affitta agli stranieri non in regola. La norma piace a tanti, anche alle forze
dell'ordine. E per applicarla non c'è in teoria problema: da anni i
commissariati e gli uffici dei vigili urbani ricevono le lamentele di cittadini
esasperati: la mappa del degrado, degli abusi, degli appartamenti dove i
clandestini vivono ammassati in condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti
per un posto letto, c'è già. Il provvedimento, inoltre, amplia le competenze
del sindaco in materia e prevede il ricorso ai militari, sebbene in numero
limitato. Bene, è giusto e doveroso per un Paese civile porre fine a questa
vergogna. Ma quando parli in confidenza con i carabinieri e con i poliziotti ti
dicono che non hanno abbastanza uomini per intervenire se non quando c'è
un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver paura ad entrare nelle case
abitate dagli stranieri anche solo per un semplice controllo d'identità;
figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti irregolari. La mia domanda
è semplice: se la situazione è questa, chi farà rispettare il pacchetto
sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con Berlusoni e Maroni il clima è
cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare fiducia alle forze
dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in Italia,
immigrazione Commenti ( 59 ) " (1 voti, il voto medio è: 3 su un massimo
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Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio?
80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole
24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos
Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del
barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le
quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno.
Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni
sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures
Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato
il mercato dei futures nel marzo
( da "Unita, L'" del 19-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del Trenitalia, nuove indagini a Treviso per timbrature sospette Cipolletta: De
Angelis licenziato perché ha detto cose false. Lo Sdl avvia le procedure per lo
sciopero dei ferrovieri / Milano FERROVIE Lettere, timbri e polemiche. Dopo il
licenziamento del macchinista Dante De Angelis, una nuova ipotesi di timbratori
scelti: "C'è un'inchiesta in cor- so e il massimo riserbo da parte
dell'azienda". Così il gruppo Fs liquida l'ultimo caso di false timbrature
scoppiato a Treviso, dopo quello che alcuni giorni fa ha portato al
licenziamernto di otto ferrovieri a Genova. I lavoratori coinvolti sarebbero
sei: anche stavolta uno avrebbe timbrato per gli altri. "Se verranno
riscontrati comportamenti irregolari rispetto al codice etico aziendale ed al
contratto nazionale, il gruppo prenderà provvedimenti". Sulla vicenda
bocche cucite. Alle Ferrovie si attende la chiusura dell'indagine interna.
Intanto tiene banco il licenziamento del macchinista e rappresentante per la
sicurezza Dante De Angelis, allontanato dal suo lavoro per le dichiarazioni
fatte in merito all'Eurostar spezzatosi il 14 di luglio a Milano.
"Affermazioni false - ha ribadito ieri il presidente di Fs, Innocenzo
Cipolletta - e pregiudizievoli per l'azienda, perché ha dato l'idea che i treni
fossero insicuri, che si potessero spezzare durante la corsa, cosa che è
totalmente impossibile", De Angelis - che ieri ha ritirato la lettera con
cui l'azienda lo licenzia "per giusta causa" contestando le gravi
responsabilità e il venir meno del rapporto fiduciario - si è detto
"turbato" dall'accusa di falso, ponendo il problema della
"libertà di opinione e il diritto di critica" di tutti e sostenendo
di aver subito un'ingiustizia. Parole che sono state raccolte dal
sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro (Pdl), secondo cui "è
necessario che i dirigenti delle Ferrovie chiariscano cosa è accaduto il 14 e
il 22 luglio a Milano quando due treni Eurostar si sono spezzati". E
mentre il Sindacato dei lavoratori (Sdl) minaccia uno sciopero, perché si tratta
di "inaccettabili atti di intimidazione nei confronti di tutti i
ferrovieri e delle loro rappresentanze sindacali", il parlamentare del Pdl
Italo Bocchino chiede un radicale spoil system: "Governo e Parlamento -
sostiene il presidente vicario del gruppo Pdl alla Camera - devono urgentemente
avviare una profonda riflessione sulla qualità delle ferrovie e sulla
adeguatezza dei suoi manager. Troppo politicizzati e poco inclini a garantire
al Paese e agli italiani un servizio ferroviario di stampo occidentale. Il parlamento intervenga prima che succeda come per l'Alitalia". Sul dossier Ferrovie la maggioranza sembra spaccata: da
una parte Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che
si scaglia contro il "clima da caccia alle streghe", dall'altro il
ministro dei Trasporti Altero Matteoli che appoggia le scelte del gruppo
ferroviario. È della partita anche Raffaele Bonanni, leader della Cisl,
per il quale il maggior timore è "che questi comportamenti, oltre che
obbedire al clima che si sta alimentando nel Paese" con riferimento al
cosiddetto effetto Brunetta "obbediscano anche a logiche volte a coprire
altre carenze, storture evidenti, che finora non sono state denunciate nelle
Ferrovie". g.ves.
( da "Repubblica, La" del 19-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IX - Napoli
EMERGENZA RIFIUTI A NAPOLI LA TENTAZIONE DI BERLUSCONI UMBERTO DE GREGORIO N on
altrettanto si può dire circa la realizzazione di altri punti del programma del
governo, dalla crisi dell'Alitalia al rilancio dell'economia (inflazione e recessione sembrano
flagellare senza pietà consumi e investimenti). Su molte questioni il governo è
leggermente in affanno nella realizzazione dei suoi buoni propositi e, vista
anche la difficile congiuntura internazionale, è verosimile pensare che
l'affanno possa in breve trasformarsi in pesante fiatone. In questo
contesto il capo del governo sembra subire il fascino della tentazione di
assegnare alla questione "Napoli" un ruolo strategico molto più ampio
che non la risoluzione (per quanto complessa) della crisi rifiuti. Napoli,
infatti, potrebbe comodamente diventare il vessillo dietro cui nascondere
progetti impopolari e sogni irrealizzabili. Progetti impopolari come la
realizzazione del federalismo fiscale a tutto svantaggio delle regioni deboli
del paese e sogni irrealizzabili come il rilancio dello sviluppo economico nel
paese intero. Quale migliore strumento di propaganda che non rilanciare (e non
ci vuol molto visto il punto in cui siamo) la capitale del Mezzogiorno, magari
con un G8 in strade pulite e sorridenti? Un po' di soldi e di maquillage,
qualche frustata qui e là sugli sprechi e le incapacità delle autorità locali
al momento opportuno, qualche uomo davvero nuovo al posto giusto ed il gioco
potrebbe riuscire: chi avrebbe la capacità persuasiva di sostenere che il
salvatore della capitale del Mezzogiorno vuole in realtà affossare il
Mezzogiorno intero con un federalismo fiscale a vantaggio del nord e con una
politica di drenaggio di risorse pubbliche che colpisce più pesantemente -
inevitabilmente - chi sopravvive storicamente proprio grazie a queste risorse?
Un patto con Umberto Bossi in questo senso (un po' più di soldi a Napoli e
molti in meno al sud) potrebbe riuscire, oltretutto senza grossi traumi nella
maggioranza di governo. Se fosse davvero questa la strategia di Berlusconi - e
molte delle sue mosse in questo periodo lasciano pensare che l'ipotesi non è
inverosimile - è allora chiaro che l'elezione del nuovo governatore della
Campania assumerebbe un significato particolarmente profondo. In un territorio
dove per battere la destra, secondo alcuni, altra strada non resta al
centrosinistra che candidare l'uomo più a "destra" all'interno del
Partito democratico campano, l'avversario storico di Bassolino, ovvero il
sindaco di Salerno Vincenzo De Luca; in un territorio in cui la destra è alla
ricerca di un nuovo leader che abbia connotati in grado di ammaliare la società
civile delusa dalla sinistra e interessata a riciclarsi - a patto, ben inteso,
che ci siano le condizioni "di etichetta" per poterlo fare in modo
elegante; in un simile territorio tutto è ancora possibile, nel percorso verso
le elezioni regionali. Se davvero la strategia di Berlusconi assegna a Napoli
un ruolo centrale non solo nel breve termine, la battaglia politica del Partito
democratico in Campania sarà nei prossimi mesi particolarmente difficile e per
avere qualche chance di successo dovrà rapidamente riqualificare (e
radicalmente) i suoi protagonisti e il suo linguaggio. Si tratta d'inventarsi
qualcosa, di osare, e non di fare calcoli di medie ponderate tanto precise,
quanto noiose e poco accattivanti.
( da "Giornale.it, Il" del 19-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 197 del 2008-08-19
pagina 0 Treni, l'ad Moretti: "Licenziamenti, così salveremo le
ferrovie" di Redazione L'ad delle Fs:"Licenziamenti? Via chi non
rispetta le regole. I prezzi dei biglietti? Devono aumentare ancora.
Macchinista unico? E' necessario subito. Solo così eviterò
alle ferrovie di far la fine di Alitalia"
"Dobbiamo attraversare il guado". Quale guado, ingegner Moretti?
"Quello che separa il pubblico impiego da un'impresa vera". Per
evitare di finire come l'Alitalia? "Non mi piace sentire parlare di Alitalia, perché
noi siamo ancora in tempo per evitare il disastro". Quanto tempo?
"Due anni. Non sono molti, ma ce la possiamo fare". Una rivoluzione.
E come tutte le rivoluzioni comporta qualche spargimento di sangue. Cominciamo
dagli otto licenziati di Genova? Qualcuno dice che avete esagerato…
"Abbiamo esagerato? Mi dica lei. Quando non si timbra il cartellino… Il
fatto è che nel settore pubblico si è perso il senso dell'impresa. Nel privato
nessuno si scandalizzerebbe". E De Angelis, il responsabile della sicurezza,
licenziato per aver detto che gli Etr 500 si spezzano? "No, lui è stato
licenziato perché ha detto che gli Etr 500 si spezzano causa manutenzione e
usura, e non è vero. E che quelle rotture possono avere effetti catastrofici, e
anche questo non è vero". Però è vero che gli Etr 500 si spezzano…
"Sì, i treni si spezzano. Ma non l'ha mica scoperto De Angelis, sa? è da
più di un secolo che i ferrovieri conoscono il problema: si tratta di un caso
classico, di scuola. Tanto è vero che i treni sono costruiti in modo che, in
caso di rottura, frenino entrambi i pezzi. Così si evitano disastri. E questo
un macchinista come De Angelis dovrebbe saperlo". Era il delegato alla
sicurezza: non aveva il dovere di denunciare un pericolo? "Il delegato alla
sicurezza deve dire cose esatte. Altrimenti si fa un danno ad un'impresa che
deve stare sul mercato. E sa chi ci rimette? Mica i vertici. Ci rimettono tutti
i lavoratori". Ma i sindacati, che lei conosce bene, lo capiranno?
"C'è una inevitabile resistenza al cambiamento. Soprattutto perché in
azienda nelle ultime settimane stanno prendendo piede quelle che sono le
organizzazioni più estreme, i sindacati di base". I sindacati confederali
invece sono più ragionevoli? "Hanno la consapevolezza che se non c'è un
aumento di produttività non riusciamo a svoltare". L'aumento di
produttività significa anche il macchinista unico? "Certo. Ma le pare?
Abbiamo investito quasi 4 miliardi in sicurezza: quella tecnologia va
sfruttata. Anche perché il doppio macchinista esiste solo nelle nostre
Fs…". Vuol dire che all'estero è stato abolito da un pezzo? "Certo.
Ma voglio dire anche di più. Ci dimentichiamo che in Italia ci sono
( da "Stampa, La" del 19-08-2008)
Argomenti: Alitalia
NOVARA. DOPO
L'INCENDIO DI FERRAGOSTO "La Bussola riaprirà tra due settimane" Don
Zeno: stiamo lavorando. I vigili del fuoco frenano [FIRMA]CRISTINA MENEGHINI
NOVARA "Ci mettiamo subito al lavoro, i nostri dipendenti partecipano alle
operazioni di pulizia. Apriremo presto". Davanti all'hotel Don Zeno
Prevosti, gestore della Bussola, è ottimista. Ma i vigili del fuoco, con una
stringata dichiarazione, frenano: "Nel momento in cui ci verrà sottoposta
la pratica di apertura dell'hotel, faremo le verifiche necessarie. Al momento è
stata dichiarata l'inagibilità dei due fabbricati, cioè del Carrefour e
dell'hotel, quest'ultimo considerato nel complesso totale del fabbricato. Allo
stato attuale è inagibile, lo abbiamo comunicato agli enti competenti".
Don Zeno, che ha traghettato l'hotel da "Maya" alle quattro stelle di
"La Bussola", è deciso a non farsi sommergere dalle macerie e dal
fumo. Per lui la riapertura di una parte dell'hotel non è lontana: "Le
porte tagliafuoco hanno retto benissimo, l'ala a destra è integra. I dipendenti
sono tutti qui, si sono messi al lavoro con me. Chi era in ferie è rientrato,
pur di dare una mano. Penso che nel giro di due settimane questa parte sarà a
nuovo, con 50 camere". L'agenda della reception è densa di scadenze e
prenotazioni: "Ci sono battesimi e matrimoni. A questa gente dobbiamo dare
delle risposte. Abbiamo ripristinato la linea telefonica dopo giorni di
interruzione". L'hotel, che impiega oltre una ventina di persone, ha legami con Alitalia, che invia il personale per
i turni di riposo tra i voli, e con Malpensa. Il ristorante "Vecchio
Pendolo" è da tempo riferimento per cerimonie e per serate a tema. Offre
anche il piano bar. Don Zeno ha studiato tutto: "L'ala annerita può essere
coperta con teli, mentre si ristruttura. Intanto i sindacati lavorano
per chiarire la situazione dei dipendenti del Carrefour. I fratelli Maritan,
propritari dell'immobile, ieri hanno voluto verificare la situazione con i
vigili del fuoco. Nel contempo alla sede di corso della Vittoria si è tenuta
un'assemblea dei dipendenti, nel corso della quale direzione e sindacati hanno fatto
il punto della situazione. Giorgio Milani, della Cgil: "L'azienda si sta
già muovendo ed ha interessato l'Inps. Lo strumento principale è la cassa
integrazione, ma parte del personale sarà ricollocato negli altri centri. Non
sarà facile, stiamo parlando di oltre cento persone tra part-time e
full-time". Altri servizi A PAGINA 56.
( da "Secolo XIX, Il" del 20-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Ma la regione accusa
l'azienda L'ad Moretti: "Se si lascia correre si va alla deriva".
L'assessore regionale Vesco: "Nascondono l'inefficienza del servizio"
20/08/2008 Genova. Sul licenziamento degli otto manutentori di Brignole - uno
aveva timbrato per tutti gli altri - le Ferrovie dello Stato continuano ad
arroccarsi sulla caduta del rapporto di fiducia. Posizione accentuata, ieri,
dall'amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, che ha difeso lo strumento
del licenziamento. Sono "decisioni difficili - ha detto in un'intervista
al Giornale - ma le dobbiamo prendere, altrimenti si spappola tutto. Un'azienda
è fatta di comportamenti e esempi. Se si lascia correre, si va alla
deriva". Ed in questa chiave invita a leggere oltre al licenziamento degli
otto genovesi, anche quello del macchinista romano Dante De Angelis.
"Abbiamo un progetto chiaro, c'è una strategia. Ma il presupposto è che si
cambi mentalità. E che si rispettino le regole", afferma Moretti, che
proprio il 20 agosto compie 30 anni nelle Ferrovie e vuole lasciare l'azienda
"forte e sana". Spauracchio di Moretti è il
paragone con Alitalia: "Non mi piace sentire parlare di Alitalia, perché
noi siamo ancora in tempo per evitare il disastro", afferma, annunciando
che nella semestrale di settembre "si vedranno segnali positivi".
Sempre a settembre, annuncia il numero uno di Fs, si ricomincerà a parlare
dell'introduzione del macchinista unico: "Ci sono delle frange riottose -
ammette Moretti - Ma è un cambiamento che, con tutte le forme di gradualità e
sperimentazione possibili, bisogna fare. Senza indugio". Sulla vicenda di
De Angelis, che aveva denunciato problemi relativi alla sicurezza degli
Eurostar, ieri è intervenuto anche l'assessore ai trasporti della Regione
Liguria, Enrico Vesco: "Le Ferrovie dello Stato stanno cercando di
nascondere, distogliendo l'attenzione dei cittadini e delle istituzioni,
l'inefficienza raggiunta dal servizio ferroviario. Questo grave atto, che segue
di pochi giorni il licenziamento di otto ferrovieri a Genova e la notizia di un
analogo provvedimento nell'aria per cinque ferrovieri di Treviso, rappresenta
l' ennesimo gesto di arroganza di una azienda ancora in totale partecipazione
pubblica nei confronti dei suoi lavoratori". Con Moretti, Vesco duella a
distanza: "Magari si è trattato di un colpo di sole ferragostano a cui
porre quanto prima rimedio: invito l'azienda ad un ripensamento e alla revoca
dei licenziamenti" afferma e subito dopo esprime
solidarietà"all'amico Dante De Angelis, macchinista e responsabile della
sicurezza ingiustamente licenziato da Trenitalia per aver reso dichiarazioni in
merito alla rottura di due Eurostar a Milano". Sugli otto licenziamenti
genovesi i sindacati - Fast, Orsa, Filt Cgil e Fit Cisl - attendono di pronunciarsi
dopo una riunione plenaria in programma nei prossimi giorni, al rientro dalle
ferie. Solo dopo questa riunione, un summit per stabilire la strategia,
l'avvocato Agostino Califano (lo stesso che aveva difeso il macchinista
licenziato per aver parlato con Report) presenterà ricorso contro i
licenziamenti al giudice del lavoro anche perché Fs non ha mai smentito la
ricostruzione dei lavoratori: vero che uno stava timbrando per tutti, ma gli
altri avevano già finito di lavorare e si stavano avviando alle docce. 20/08/2008.
( da "Repubblica, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Corsa
contro il tempo per l'Alitalia MILANO - Il conto alla rovescia per il tentativo di salvataggio Alitalia è ormai agli sgoccioli. Verso la fine della prossima settimana ?
in contemporanea con l'annuncio della semestrale della Magliana ? dovrebbe
partire la divisione in due della compagnia (aerei e rotte da una parte, le
attività in perdita dall'altra). E politica e finanza stanno mettendo a
punto gli ultimi tasselli di questa delicatissima operazione. Banca Intesa,
malgrado il silenzio degli ultimi giorni, non ha mai smesso di lavorare. Le
ultime due settimane sono servite a trasformare in impegni vincolanti le
generiche manifestazioni d'interesse degli imprenditori della cordata italiana.
E qualche firma impegnativa sarebbe stata già raccolta tra il pool di
industriali (Roberto Colaninno, la famiglia Ligresti, Emilio Riva e le famiglie
Aponte, Benetton e Fossati) disposti a scommettere sul futuro del gruppo. La
partita politica è invece ancora in alto mare. L'unico passo in avanti sarebbe
ad oggi la disponibilità del Tesoro a concedere una sorta di manleva agli
amministratori, che verrebbero scaricati di ogni responsabilità amministrativa
nel probabilissimo caso di commissariamento della cosiddetta "bad
company". Una scelta necessaria per consentire al cda guidato da Aristide
Police di firmare la semestrale in attesa anche di approvazione da parte dei
revisori. Manca invece ancora la quadra sullo strumento normativo necessario
alla divisione in due di Alitalia anche se pare
probabile una rivisitazione ad hoc della Legge Marzano, che potrebbe passare
nel consiglio dei ministri prima della fine del mese. La strada è comunque
ancora in salita e irta di ostacoli. Tutti i tasselli infatti devono andare a
posto in pochi giorni e alla perfezione per evitare che un qualsiasi
contrattempo possa mettere a repentaglio il salvataggio della Magliana. Lo
schema di massima c'è già. Una newco assorbirebbe i "resti" di un'Alitalia ridimensionata e Air One con i soci privati che ci
metterebbero i soldi (Carlo Toto reinvestirebbe parte della liquidità incassata
dalla vendita della sua compagnia) e lo Stato che forte di questa
privatizzazione potrebbe convertire definitivamente il suo prestito ponte in
capitale senza guai da Bruxelles. Poi si dovrebbe in tempi brevi arrivare a una
partnership internazionale (richiesta come pre-condizione da molti degli
imprenditori della cordata) con Lufthansa in pole position. Resta da risolvere
il problema più delicato, quello degli esuberi che molti indicano in circa
7mila ("sempre meglio dei 20mila posti di lavoro che andrebbero persi con
il crac", ha detto Silvio Berlusconi). Qualche sigla minore dei sindacati
inizia già a mettere le mani avanti: "Non accetteremo soluzioni prendere o
lasciare", ha scritto in una lettera aperta Fabrizio Tomaselli, segretario
nazionale Sdl. Mentre Renata Polverini, segretario generale dell'Ugl ha
incitato il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola ad occuparsi del
salvataggio della compagnia "prima di impegnarsi sulle nuove rotte".
(e.l.).
( da "Repubblica, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Le strategie
Intese fai-da-te Parla Tim Clark, numero uno del vettore del Dubai "La
Magliana si salva solo se riparte da zero, Emirates vola da sola"
"Recessione e caro greggio non ci spaventano, si deve continuare a
investire" Alla compagnia italiana serve prima un nuovo piano, poi si
trovano i soldi. A noi non interessa Noi camminiamo con le nostre gambe, senza
interesse alle alleanze. Il nostro hub è un ponte tra i due
mondi ETTORE LIVINI MILANO - "La ricetta per salvare Alitalia è una sola: chiuderla e ripartire da zero. Il mercato c'è. Ma
serve un piano industriale che capovolga le logiche del passato, mettendo i
bisogni dei clienti davanti a tutto. Se c'è il progetto i soldi si
trovano". Parola di Tim Clark. Ed è una parola che conta qualcosa.
Il manager inglese dagli occhi di ghiaccio ha preso nel 1985 ? quando le strade
del Dubai correvano solo in mezzo a un mare di sabbia ? le redini della
compagnia Emirates. Poi, in parallelo al boom dell'Emirato, ha trasformato
questa minuscola compagnia aerea regionale in uno dei colossi più in salute del
trasporto aereo mondiale, capace di macinare 1,4 miliardi di utili nel 2007 e
di diventare il maggior cliente di Airbus con ordini per oltre 50 miliardi di
dollari. Il progetto per Alitalia, mister Clark,
sembra sia quasi pronto. I soldi potreste metterli anche voi? "Lo escludo.
Qualcuno ha detto che ci interessava. Ma non è mai stato vero. Certo, ogni
giorno arrivano decine di persone a offrirci di comprare compagnie in crisi.
Nelle scorse settimane ci hanno proposto anche di entrare in Austrian Airlines.
Ma abbiamo già abbastanza progetti sul tavolo per imbarcarci in avventure di
questo genere. Siamo in grado di crescere da soli". In questo siete
un'eccezione. Iberia, British e American hanno deciso di unire le forze sull'Atlantico.
Air France è pronta a rafforzare i legami con la Delta. Tutti si guardano
attorno cercando alleati. E voi? "Noi camminiamo con le nostre gambe. Se
hai bisogno di appoggiarti a qualcun altro, significa che il tuo piano è già
sbagliato in partenza. La nostra strategia è semplice. Un hub, Dubai, che fa da
ponte tra Oriente e Occidente, con una ragnatela di collegamenti completa per
tutto il mondo. Siamo un'aerolinea davvero globale e non a caso siamo tra i
leader per il tasso di passeggeri internazionali trasportati". Avete
ordinato aerei per oltre 50 miliardi di dollari, 32 dei quali per il gigante
dei cieli, il nuovo lussuosissimo Airbus A380. Non le sembra un piano troppo
ambizioso soprattutto in un mercato che sembra battere qualche colpo in testa?
"No. La recessione non mi spaventa. Faccio questo mestiere da trent'anni.
Ho visto passare due guerre del Golfo, due choc petroliferi, le Torri gemelle.
So benissimo che nel nostro settore un anno fai un sacco di soldi e l'anno dopo
ne perdi altrettanti. L'importante è mantenere il sangue freddo. Non bisogna
fare il passo più lungo della gamba ma nemmeno smettere di investire. Il
trasporto aereo prima o poi riparte. Lo dice la storia. E se tu non hai
l'offerta pronta al momento in cui torna la domanda, perdi il treno della
ripresa. L'A380 ? più capiente e più economico di tutti i suoi concorrenti ? ci
consentirà di offrire più posti negli aeroporti ormai saturi come Londra e New
York"". Siete un'aerolinea nata grazie ai petrodollari. Anche voi
però dovete riempire i serbatoi dei vostri aerei... "Certo. E paghiamo
caro come tutti. Quest'anno ad esempio prevedevamo di far crescere i profitti
di circa 500 milioni a quasi due miliardi di dollari, ma il rialzo del greggio
ci costa già più o meno altrettanto. Stiamo varando anche noi un piano di
taglio ai costi. Ma non a caso. E non a scapito dello standard e dell'immagine
della compagnia. Le ricordo che, malgrado tutto, lo scorso anno abbiamo
aumentato del 25% la nostra offerta e il tasso d'occupazione dei nostri aerei è
cresciuto lo stesso del 2%". Pensa che il greggio sia destinato a rimanere
a questi prezzi? "Lo escludo. C'è molta speculazione. Tolta questa, credo
a metà dell'anno prossimo, il prezzo del barile si assesterà tra 65 e 85
dollari, un livello che mi sembra più giusto".
( da "Stampa, La" del 20-08-2008)
Argomenti: Alitalia
VILLANOVA POLEMICA
PER IL COLLEGAMENTO CON ROMA Avvenire attacca Scajola [FIRMA]MAURIZIO FICO
VILLANOVA Un articolo di Avvenire, il quotidiano dei vescovi, intitolato
"Quando il provincialismo fa rima con lo spreco", apre un caso che
tira direttamente in causa il ministro delle Attività produttive, Claudio
Scajola, dopo l'annuncio di un contributo da un milione di euro che consentirà
il ripristino del collegamento giornaliero Villanova-Roma, interotto alla fine
di ottobre del 2007. La polemica è subito "decollata". Dal ministero è
partita una lunga nota di risposta mentre, a livello locale, si registrano le
prese di posizione di Pietro Balestra, presidente dell'Ava spa, società che
gestisce lo scalo del ponente ligure, e Ciro My, presidente di Exploraitalia,
tour operator che attualmente effettua alcuni voli settimanali verso la Corsica
e la Sardegna ed eventuali "charter" per Roma. Nell'editoriale di Avvenire si fa riferimento alla crisi tuttora
irrisolta di Alitalia. "L'auspicio è che il federalismo non si traduca solo in
una corsa ad assicurare benefici al proprio collegio elettorale".
Altrettanto decisa la risposta del ministero alle Attività produttive:
"Non c'è stato alcun finanziamento e la segreteria ha svolto
esclusivamente un ruolo di carattere informativo". Si precisa inoltre
che "dal 1999, per legge, sono previsti e stanziati gli aiuti degli scali
sottoposti all'imposizione di oneri di servizio pubblico, per favorire gli
aeroporti che servono regioni periferiche, in via di sviluppo o una rotta a
bassa densità di traffico, qualora sia considerata essenziale per lo sviluppo
economico della regione in cui si trova l'aeroporto stesso". Secondo il
ministero di Scajola è dal 2002 che tali disposizioni sono applicate agli scali
di Albenga, Cuneo, Taranto, Trapani, Crotone, Bolzano, Aosta, Pantelleria e
Lampedusa. Il presidente Balestra risponde anche agli attacchi
dell'Associazione Aviazione civile, che ha definito il contributo governativo
per Villanova "l'ennesimo regalino pubblico": "Si tratta di un
attacco gratuito al nostro scalo. Parole che colpiscono tutto il territorio: il
nostro scalo invece ha le carte in regola per diventare il volano del rilancio
economico del ponente ligure e del Nord Ovest". Balestra, vice sindaco di
Villanova, spiega che i contributi per la continuità territoriale sono stati
introdotti nel 2002 da un emendamento alla finanziaria sottoscritto da tutti i
partiti. Nessun nuovo finanziamento quindi ma l'assegnazione di quella parte di
contributi attribuiti nel 2005 ma non utilizzati dopo la sospensione del volo
per Roma". Cyro My, precisa che "Expolaraitalia, in quanto tour
operator, non ha nulla a che fare con ipotetici finanziamenti o contributi
pubblici, erogabili solo ed esclusivamente a compagnie aeree: i nostri
collegamenti organizzati da Albenga, per ora con la collaborazione di Alitalia express, fanno parte di un più ampio progetto
turistico che coinvolge la Corsica (Bastia), la Sardegna (Tortoli) e a breve
Bolzano". Il caso però non sembra chiuso. L'attacco di Avvenire, che
definisce uno spreco gli aeroporti "sotto casa", sta facendo
discutere tutto il mondo politico e anche per oggi sono attese dichiarazioni e
prese di posizione, anche ai massimi livelli.
( da "Giornale.it, Il" del 20-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Dopo la Russia,
altre brutte notizie per l'Occidente. Il terrorismo islamico si è risvegliato:
attentati in Algeria, ripresa dei kamikaze in Irak, i talebani all'offensiva in
Afghanistan, dove hanno ucciso 10 soldati francesi, non sono mai stati così
vicini alla capitale Kabul. Intanto, in Pakistan gli Usa perdono il fido
Musharraf e mentre il mondo pensa alle Olimpiadi, la Cina prosegue la penetrazione
in Africa. Come previsto l'opposizione alla Russia in Georgia è risultata
sterile e Mosca continua a gestire la situazione a proprio piacimento (e
infatti oggi l'Abkhazia ha chiesto l'indipendenza). L'accordo firmato dalla
Rice con la Polonia per la fornitura di missili nell'ambito del progetto di
scudo spaziale non proietta un'immagine di forza, bensì, per la fretta che ha
caratterizzato le ultime trattative, di ansia. L'America è in disagio e la sua
debolezza evidente: ho l'impressione che molti dei suoi antagonisti ne stiano
approfittando per conquistare fette di potere o per rialzare la testa. Fino a
dove si spingeranno? La debolezza geostrategica americana è strutturale o
transitoria? Basterà un nuovo presidente a ridare lo smalto perduto? Come
paiono lontani i tempi dell'America arrembante, eppure era appena il 2003.
Scritto in gli usa e il mondo 1 Commento " (1 voti, il voto medio è: 5 su
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Aug 08 Due sprechi (tutti
italiani) da eliminare Torno ad occuparmi un po' di vicende italiane,
rilanciando qualche riflessione. La prima: perché in Italia i cantieri
autostradali durano in eterno? Ad esempio sulla Milano-Genova i lavori di
ampliamento per la terza corsia sono in corso da molti anni. E' un'autostrada
che percorro abbastanza frequentemente in settimana, il sabato, la domenica, di
giorno e la sera. Non vedo mai operai al lavoro, sembra tutto fermo. e infatti
i progressi sono lentissimi. Negli altri Paesi a inizio lavori viene fissata
una data per la conclusione che, salvo imprevisti e documentati motivi, viene
rispettata. In Italia invece si sfora sui tempi e, naturalmente, sulla spesa.
Domanda per Tremonti e Brunetta che finora si stanno comportando molto bene a
mio giudizio: non è il caso di porre fine a questa indecenza? La seconda
considerazione: sono d'accordo che vengano tagliate le spese statali e, di
conseguenza, anche quelle agli enti locali. Ma perché punire tutti
indiscriminatamente? Nella sanità, ad esempio, ci sono alcune regioni che
gestiscono bene i fondi a disposizione, altre invece dove regna l'inefficienza
e gli sprechi sono colossali. Perché non introdurre una linea meritocratica
anche in materia? I tagli dovrebbero colpire soprattutto le regioni che
sprecano, ho l'impressione che, se così, fosse, diventerebbero improvvisamente
più virtuose. Sbaglio? Scritto in Italia Commenti ( 20 ) " (4 voti, il
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Aug 08
La guerra è finita o inizia solo adesso? Sì, i cannoni non sparano più in
Georgia, ma se esaminiamo quel che è accaduto in questi giorni da un punto di vista
strategico, non c'è da stare allegri. La guerra potrebbe essere solo agli
inizi. Mi spiego: 1) Dal 1989 al 2004 gli Stati Uniti hanno applicato una
politica di accerchiamento della Russia, facendo cadere sotto la propria
influenza molti Stati nell'Europa dell'Est e nell'Asia centrale, come spiego in
questa analisi. 2) Dal 2004 Putin ha cercato di contrastare gli Stati Uniti,
ottenendo qualche successo, ma non riuscendo mai a portare il colpo del Ko. In
un approfondimento sostengo che la guerra in Georgia segna una svolta. Il
riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo da parte dell'Occidente legittima
le pretese secessionistiche delle tante minoranze russe sparse nell'ex impero
sovietico. La questione etnica diventa così il grimaldello strategico del Cremlino:
è alquanto probabile che quanto accaduto in Ossezia del Sud e in Abkhazia possa
essere ripetuto in altri Stati. Quali? Ucrania e Moldavia, ma attenzione ai
Baltici e, all'occorrenza, anche anche Kazakistan e Kirghizistan. La crisi,
probabilmente, è solo agli inizi e l'Occidente non sembra avere gli strumenti
per prevenirla. L'America in queste ore ha dato una triste dimostrazione di
impotenza e la mediazione di Sarkozy in realtà recepisce soprattutto le
condizioni poste dal Cremlino (tema che ho affrontato qui). Anzi, quando ieri
il presidente francese ha affermato che "Mosca ha diritto di proteggere le
minoranze russe" ha di fatto ulteriormente legittimato il ricorso all'arma
"etnica" da parte della Russia. Il modello Georgia rischia di fare
scuola, mettendo in crisi il grande piano Usa per il controllo dello scacchiere
eurosiatico. Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 62 ) " (6
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09Aug 08 Guerra nell'Ossezia del Sud: un disastro per l'Occidente? In
un'analisi pubblicata oggi sul Giornale spiego le ragioni che hanno provocato
la drammatica guerra nell'Ossezia del Sud. L'Occidente sconta l'effetto Kosovo
e la questione Nato: Nel febbraio 2008 Pristina si stacca dalla Serbia con la
benedizione dell'Occidente. E il quadro cambia. Putin protesta veementemente
per "l'amputazione della Serbia"; l'Occidente, però, lo snobba e lui
rilancia annunciando la reciprocità. Se il mondo si arroga il diritto di
strappare il Kosovo, Mosca si riserva di fare lo stesso con l'Ossezia del Sud e
con l'altra repubblica ribelle georgiana, l'Abkhazia. Altri due mesi e al
vertice di Bucarest, la Nato, pur evitando di avviare la procedura d'adesione,
annuncia che in futuro la Georgia e l'Ucraina, l'altro grande Stato uscito
dall'orbita russa, potranno diventare membri dell'Alleanza atlantica.
Un'eventualità inaccettabile per il Cremlino, che infatti riaccende le tensioni
nel Caucaso. Chi ha provocato l'esclation dell'altra notte? Verosimilmente il
presidente georgiano Saakashvili, nel tentativo di anticipare le mosse di Mosca
e approfittando della distrazione del mondo nel giorno dell'apertura dei Giochi
Olimpici. Ma ha fatto male i conti, a quanto pare. Militarmente la Russia è
superiore e ora Saakashvili rischia di perdere non solo il controllo
dell'Ossezia del Sud, ma anche quello del suo Paese. E se cadesse Tbilisi,
l'Occidente vedrebbe svanire uno snodo cruciale nello scacchiere euroasiastico,
a favore, ovviamente, di Mosca. Valeva la pena di rischiare? Perché Washington
non ha imbrigliato il suo vulcanico alleato? Scritto in russia, gli usa e il
mondo Commenti ( 56 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 08Aug 08 Una buona idea per fermare i
clandestini I clandestini continuano ad arrivare a Lampedusa: siamo a quota
12500 di cui oltre tremila solo negli ultimi dieci giorni. Il 125% in più
rispetto al 2007. Come spiego in un articolo pubblicato oggi, questo afflusso
non è casuale, ma tollerato da Gheddafi che ha allentato i controlli sulle
coste per mettere sotto pressione l'Italia e strappare accordi a lui favorevoli
con il nostro governo e, più in generale, con l'Unione europea. Un gioco al
rialzo che sa tanto di ricatto. Ma Tripoli ospita un'iniziativa davvero felice,
di cui si parla poco e che rischia di concludersi a breve. L'Organizzazione
internazionale per le migrazioni (in inglese Iom), in due anni è riuscita a far
rimpatriare su base volontaria 2.500 migranti bloccati nel Paese africano. Il
meccanismo è semplice: anziché rimpatriarli con la forza, ha offerto loro un
incentivo per avviare una piccola attività economia nel proprio Paese. La cifra
a testa è irrisoria (400-5o0 euro), come mi ha spiegato il capo missione
Laurence Hart ma permette all'emigrante di salvare l'onore rispetto alla
propria famiglia e al propio clan e di restare in patria con soddisfazione.
Complessivamente - calcolando il biglietto aereo e le spese burocratiche - il
costo complessivo è di mille euro a persona; molto, molto meno delle spese da
sostenere per manetenere i clandestini nei Cpt per settimane e poi, eventualmente,
per espellerli. Questo programma rischia di finire perché i fondi europei si
stanno esaurendo; e dire che ci vogliono un milione e duecentomila euro per
arrivare alla fine del 2008. Io dico: è un'idea eccellente ed è triste che lo
Iom sia costretto a supplicare i governi per ricevere finanziamenti. Questo
programma è equo, umano, poco oneroso e dà speranza nei Paesi africani.
Dovrebbe diventare sistematico. O sbaglio? Scritto in notizie nascoste, Italia,
immigrazione Commenti ( 35 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo
di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 05Aug 08 Le Olimpiadi? Boicottiamole
spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni teme che
"cali il sipario sui Giochi senza che sia stato posto il problema dei
diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi italiani "a compiere
un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti da rispettare:
dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene intervistati al
gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli strumenti". Sono
d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto misure analoghe.
L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le ragioni note:
l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni del Tesoro, il
mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi come Francia e
Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono blandissime e
il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha stretta ancor di
più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori schiavizzati, su
chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di più di quanti si
creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i libri stranieri
stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano "purgati",
come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il regime chiede che
vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le descrizioni di massacri
compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in francese. Inaudito. Le
notizie sugli attentati non mi convincono: di solito vengono censurate, ora
invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che può rivendicare di
essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi occidentali) e
giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una grande manovra
di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche nostro: le
Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience straordinariamente
bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che di olimpico non
hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters sans frontieres
organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi, due
manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi (a
Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una
cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina
Commenti ( 35 ) " (7 voti, il voto medio è: 3.57 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra
è più felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i
conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il
matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli
intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in
un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida
dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro
studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena.
In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che
riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più
ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa
nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali
conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull'ambiente,
sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo
con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la destra
liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo
nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice
di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il
mondo Commenti ( 40 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 30Jul 08 E ora chi farà rispettare il
pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza, approvato pochi giorni fa in via
definitiva, c'è la norma che prevede la confisca dell'appartamento a chi lo
affitta agli stranieri non in regola. La norma piace a tanti, anche alle forze
dell'ordine. E per applicarla non c'è in teoria problema: da anni i
commissariati e gli uffici dei vigili urbani ricevono le lamentele di cittadini
esasperati: la mappa del degrado, degli abusi, degli appartamenti dove i
clandestini vivono ammassati in condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti
per un posto letto, c'è già. Il provvedimento, inoltre, amplia le competenze
del sindaco in materia e prevede il ricorso ai militari, sebbene in numero
limitato. Bene, è giusto e doveroso per un Paese civile porre fine a questa
vergogna. Ma quando parli in confidenza con i carabinieri e con i poliziotti ti
dicono che non hanno abbastanza uomini per intervenire se non quando c'è
un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver paura ad entrare nelle case
abitate dagli stranieri anche solo per un semplice controllo d'identità;
figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti irregolari. La mia domanda
è semplice: se la situazione è questa, chi farà rispettare il pacchetto
sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con Berlusoni e Maroni il clima è
cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare fiducia alle forze
dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in Italia,
immigrazione Commenti ( 59 ) " (2 voti, il voto medio è: 4 su un massimo
di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio?
80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole
24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos
Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del
barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le
quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno.
Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni
sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures
Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato
il mercato dei futures nel marzo
( da "Unita, L'" del 21-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Veltroni: così il governo fa a pezzi il Paese "I destini
d'Italia sono confusi con i destini giudiziari di un solo uomo". Reazioni
nervose nel centrodestra di Roberto Brunelli / Roma OGNI GIORNO questo paese
perde pezzi. E c'è un solo antidoto: ricostruire la fiducia. Walter Veltroni è
uno che sceglie le parole con cura, e sa che un'opposizione forte si costruisce
sulla base di un consenso il cui primo mattone è fatto, appunto, di quella
strana materia che in italiano si chiama "fiducia". Così il leader
democratico ha preso carta e penna per scrivere un messaggio in occasione del
lancio della prima Festa del Pd, in partenza il 22 agosto a Firenze, un
messaggio che non fosse fatto di pura ritualità: un colpo a chi ha, oggi, la
responsabilità di guidare il Paese e una risposta velata a chi, oggi, si
dibatte nella conflittualità interna al Pd. Primo, il governo che, scrive
Veltroni, "si alambicca su questioni bizantine e litiga su tutto".
Uno smottamento continuo, fa capire il segretario: "I destini del Paese
sono confusi con i destini giudiziari di un solo uomo". Non solo: "Dicono
di togliere tasse e imposte e poi giocano a rimetterle. E
intanto perdiamo pezzi: l'Alitalia, il carovita, i salari
inadeguati, l'immigrazione senza risposte serie. Fra giovani precari,
cinquantenni neodisoccupati, anziani in difficoltà, l'unica cosa che sanno
balbettare sono slogan sull'esercito mandato a vigilare nelle strade".
Parole pesanti. Ma Veltroni è convinto che il Pd sia la risposta giusta per
"l'Italia dei talenti soffocati e che vorrebbero emergere, quella delle
intelligenze costrette a emigrare, quella di chi vorrebbe colorare il futuro e
ha davanti solo grigio e mediocrità, quella di chi vorrebbe riconoscere i suoi
nuovi vicini ma ha paura e avverte insicurezza". È l'Italia "degli
spettatori muti", come ha scritto pochi giorni fa in una lettera a
Repubblica, quella in cui si è unito all'allarme di Nanni Moretti per la
"scomparsa dell'opinione pubblica", ossia di un'idea viva e attiva di
cittadinanza: che è ciò che più teme Veltroni e su cui più volte ha ribadito la
totale alterità rispetto al "pensiero unico", alla politica e alla
pratica berlusconiana. Dunque, scrive ancora il segretario, "il compito
del Pd non è quello di piantare steccati per dividere i buoni dai cattivi,
l'Occidente dall'Oriente, il Sud dal Nord. Il suo compito è invece quello di
creare nuovi orizzonti per risvegliare la fiducia, per indossare le vesti del
coraggio e non della paura". Nuovi orizzonti: un messaggio, quello di
Veltroni, che è rivolto a due interlocutori. Il centrodestra, ma anche a quelli
che alimentano la polemica interna al Partito democratico, che comprende un po'
di tutto, le discussioni più o meno accese su leaderismo e correnti, primarie e
partito, congresso sì congresso no. "Ci sono mura che non chiudono ma
accolgono, mura che non segnano confini ma aprono nuove frontiere". Sono
le mura della Fortezza da Basso di Firenze, dice Veltroni, che ospiterà la
Festa democratica numero uno e che, così rappresentate, arrivano a
rappresentare l'idea di Pd che Veltroni vuole costruire. Com'è come non è,
l'attacco di Veltroni non è passato inosservato nel campo destro. Non è vero
che il governa "litiga su tutto", dice il coordinatore nazionale di
Forza Italia Denis Verdini, "è l'opposizione che è lacerata". Ancora:
quella del capo del Pd è "una rappresentazione della realtà che non ha né
capo né coda", "Veltroni è uscito dal letargo di Ferragosto" e
il precedente governo ci avrebbe consegnato un'Italia "porto franco dei
clandestini". Così la pensa anche il leghista Roberto Cota, che parla di
"un linguaggio da vecchia politica, pieno di frase fatte", mentre
Italo Bocchino, per An, sibila: "Veltroni dimentica di aver perso le
elezioni"... Reazioni nervose, non c'è che dire.
( da "Unita, L'" del 21-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Il segretario: "Il governo litiga su
tutto" E punta il dito su "Alitalia, carovita,
salari inadeguati, l'immigrazione senza risposte".
( da "Corriere della Sera" del 21-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-21 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Oggetti in pista e uccelli I rischi dei primi 5 minuti Dal Concorde
al disastro di Linate: ecco cosa accade MILANO - Otto ottobre 2001: un MD-80
della Sas si scontra con un Cessna a Linate, 118 le vittime. Sedici luglio
2004: un Boeing 767 della Blu Panorama, appena decollato da Fiumicino, compie
un atterraggio d'emergenza per un incendio al motore, tutti salvi i 273
passeggeri. Undici giorni dopo, 27 luglio: stesso scalo, stesso tipo d'aereo,
stessa tipologia di incidente e stesso lieto fine. Unica variante: il
comandante del volo East African aveva chiesto, prima del decollo, un
intervento per problemi tecnici. Proprio come quello della Spanair. Fase
delicata Scontri in pista, motori in fiamme o invasi da uccelli, pneumatici che
scoppiano, raffiche di vento. La fase del decollo, assieme a quella
dell'atterraggio, rappresenta uno dei momenti più delicati per un volo. "I
due terzi degli incidenti, il 67%, avvengono proprio in queste due fasi",
spiega il direttore generale dell'Ente nazionale dell'aviazione civile Silvano
Manera. Che, comandante di MD-80 per 12 anni e buon conoscitore della geografia
dell'aeroporto di Madrid, dice: "Quello che è successo non può che essere
una concatenazione di fattori, di per sé l'incendio di un motore è un evento al
quale un pilota è pronto a far fronte in fase di decollo". Gli handicap è
una variabile, una delle tante, che in un momento così delicato può però
trasformare un inconveniente in una tragedia. Ma perché la fase del distacco
dell'aereo da terra è così a rischio? Primo: "In decollo un aereo è
particolarmente pesante - spiega Fabio Berti, presidente dell'associazione dei
piloti Anpac -. Ci sono i passeggeri, i bagagli, ma c'è anche il serbatoio
pieno di carburante". Secondo: "I motori sono sollecitati al massimo
e sottoposti a un forte sforzo strutturale". Terzo: "Le ali, come
tutte le superfici aerodinamiche, non hanno ancora raggiunto la massima
efficienza". Quarto: "La velocità alla quale l'aereo è lanciato al
decollo è tale da imporre tempi di reazione brevissimi per affrontare ogni
imprevisto". C'è però uno spartiacque che aiuta il pilota in ogni scelta.
Afferma Enrico Deodati, responsabile dell'Ufficio operatori stranieri
dell'Enac: "Sotto una determinata velocità, chiamata in gergo V1, il
pilota deve interrompere il decollo: togliere motore, frenare e fermarsi in
pista. Sopra la V1, bisogna per forza decollare, perché la pista potrebbe non
bastare". Un motore in panne Almeno una volta ogni sei mesi, in alcune
compagnie ogni tre, i piloti effettuano al simulatore una prova di decollo
problematico. "Con motore guasto e con motore in fiamme. Perché ogni aereo
è costruito in modo da poter volare con un solo motore", continua il
direttore Manera. Nella realtà, però, un incidente non è mai causato da un solo
inconveniente: "Ma da una catena di quattro-cinque-sei eventi, lo dicono
le statistiche", aggiunge Berti. Un esempio: "Dal motore si dipartono
tutti i sistemi: alimentazione idraulica, elettrica e pneumatica. Un'esplosione
al motore può causare così anche problemi indiretti al controllo del volo con
esiti tragici". Ci sono poi handicap legati alla particolarità del volo e
dell'aeroporto e alle condizioni meteo. Gli handicap di ieri: "Aereo a
pieno carico, temperatura elevata e area rarefatta per la quota ". Altre
cause Le statistiche dimostrano però che spesso le cause di incidenti sono
esterne. Elenca Bruno Franchi, presidente dell'Agenzia nazionale per la
sicurezza del volo: "Una runway incursion (incursione in pista), come nel
caso dell'MD-80 di Linate. Un oggetto perso da un altro volo in pista, come nel
caso del Concorde di Parigi". Ma non solo: "Tra le cause, oltre all'insufficiente
spinta dei motori o a un calo di potenza, all'accensione di spie di
segnalazione fumo in cabina o di fiamme ai motori, ci può essere anche
l'ingestione di volatili da parte dei motori". Ma anche la ridotta
visibilità o la presenza di condizioni meteorologiche particolari: "Come
il wind-shear o forte vento laterale ". Ecco perché, su un sito di addetti
ai lavori, è stato pubblicato un bollettino meteo di Madrid di ieri pomeriggio:
"Vento da ovest sud-ovest, con raffiche fino a 19 nodi". "Un
particolare da non sottovalutare - dice Flavio Sordi, comandante di MD-80 Alitalia e rappresentante della Uilt -. Raffiche così, con vento in coda
e laterale, potrebbero aver concorso nel rendere estremamente difficile il
controllo dell'aereo ". Alessandra Mangiarotti Peso massimo In fase di
decollo, con i serbatoi pieni di carburante per il viaggio, l'aeroplano è
particolarmente pesante 2008 Il disastro in Congo: schianto al decollo,
85 morti Motori sotto sforzo I motori sono al massimo e sottoposti a un forte
sforzo strutturale. Le ali non hanno ancora raggiunto la massima funzionalità
La velocità La velocità impone tempi di reazione immediati: sopra una certa
soglia l'aereo deve decollare perché la pista può non bastare Le statistiche A
provocare i peggiori incidenti sono gli imprevisti esterni, come i pneumatici
che scoppiano o la scarsa visibilità.
( da "Repubblica, La" del 21-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Prezzi,
rincaro record per la pasta Tesoro: +30% in sei mesi. Sindacati, altolà al
governo sulle pensioni Sul licenziamento dei ferrovieri interviene Palazzo
Chigi: aspettiamo spiegazioni LUCA IEZZI ROMA - Carovita, pensioni, rinnovi
contrattuali e licenziamenti. L'agenda del confronto sindacati-governo
preannuncia un autunno pieno d'insidie e con un forte rischio scioperi, specie
nei trasporti. In cima ai problemi la continua perdita di potere d'acquisto causata
dalla corsa dei prezzi di prima necessità. La tendenza è stata certificata ieri
dallo stesso ministero del Tesoro secondo cui nei primi sei mesi la pasta è
cresciuta del 30,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, un dato
ancora più allarmante di quello dell'Istat che a luglio si era fermata a +25%.
Aumenti a due cifre anche per pane (+13,2%) e latte (+11,8%). Tra le tariffe
amministrate luce e gas fanno segnare un +9%, i pedaggi autostradali crescono
del +7,7%, i trasporti urbani sono saliti del 9,2% e i traghetti del 6,2%,
trend simile per i treni (+6,4%). Comune denominatore è la corsa del benzina e
gasolio (+24,5% e +31,9%). Sotto la media invece gli alberghi che, per la prima
volta nell'ultimo decennio, mostrano una contrazione dei prezzi: -0,8%, fermi o
in calo i medicinali. Una prima risposta alla necessità di difesa dei redditi
dovrebbe arrivare dalle trattative tra Confindustria e sindacati per riformare
il meccanismo dei rinnovi contrattuali. Si discute di come calcolare
un'inflazione più realistica senza innescare spirali prezzi-salari. Il problema
è anche la scadenza del 30 settembre per trovare un'intesa, accettata dalle
parti tranne che dalla Cgil. Ma il vero confronto sarà con il governo da cui i
sindacati confederali si aspettano proposte a favore dello sviluppo e della
giustizia sociale. Invece è arrivata l'ipotesi di un nuovo intervento sulle
pensioni: innalzare a 62 anni l'età minima per le donne. Il ministro del
Welfare Maurizio Sacconi ha smentito: "Non ci sarà nessuna campagna
autunnale sulle pensioni sarà limitata alla delega per i lavori usuranti e
all'istituzione della commissione per la definizione dei coefficienti nei tempi
stabiliti dal precedente governo in accordo con le Parti sociali". Ma le
sigle rimangono diffidenti: "In questo momento è sbagliato riaprire il
capitolo età, a meno che non si mettano sul piatto incentivi alla permanenza al
lavoro forti e basati sulla volontarietà", ha incalzato il segretario
della Cisl Raffaele Bonanni. Rapporti tesi anche quando lo Stato è il datore di
lavoro: le vertenze sui rinnovi agli statali e la
complicata privatizzazione di Alitalia esploderanno alla ripresa
autunnale. Ma già ora tiene banco la vicenda dei licenziamenti alle Ferrovie:
"Dopo quasi una settimana di polemiche, attendo ancora di sapere dalle
Ferrovie - dice il sottosegretario alla presidenza, Carlo Giovanardi - se gli
otto operai di Genova sono stati licenziati in tronco per una mera irregolarità
formale, che non ha procurato nessun danno all'azienda. O se, viceversa,
hanno tenuto comportamenti talmente gravi da meritare una sanzione così
pesante". La scelta di Trenitalia ha suscitato la protesta dei sindacati
che lamentano, come denunciato ieri su Repubblica dal Segretario della Cgil
Guglielmo Epifani, un "clima esagerato" contro i lavoratori al fine
di nascondere le vere emergenze del paese.
( da "Giornale.it, Il" del 21-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 199 del
2008-08-21 pagina 0 Scontro tribale nel Pd "Finiamo come Prodi" di
Laura Cesaretti Mentre il segretario si rilassa a Sabaudia, nelle regioni rosse
si scatenano le correnti. Da Torino alla Calabria, cento giunte sull'orlo della
crisi. E i colonnelli avvertono: "Pericolo di dissoluzione". Un
dirigente: "Rischiamo di perdere pure Bologna" Roma - Dal Piemonte
alla Sicilia, dalla Campania al Trentino, dalla Liguria alla Sardegna. Persino
nella Roma (già) veltroniana, dove il potente ex assessore all'Urbanistica di
Walter, Roberto Morassut, non riesce a diventare segretario del partito del
Lazio per le feroci resistenze di rutelliani e diessini. E fin dentro il cuore
delle regioni rosse, con le lotte intestine per la successione al sindaco
Domenici che lacerano Firenze e con una Bologna dove tra pochi mesi – i
prodiani, che in città contano, se ne dicono certi – "rischia di ripetersi
il caso Guazzaloca", una sconfitta simbolica epocale. "Lo sai che
rischiamo di perdere Bologna?", ha chiesto nelle settimane scorse il
prodiano Andrea Papini al vice segretario Pd Dario Franceschini. "Lo so,
ma che ci possiamo fare? Cofferati è Cofferati", racconta di essersi
sentito rispondere. Walter Veltroni, sulle dune di Sabaudia, cerca di godersi
l'ultimo scampolo di vacanze e per ora tace, rinviando ai prossimi appuntamenti
di partito, a cominciare dalla Festa democratica di Firenze. Ma il suo Pd, in
questo scorcio di fine estate, sembra un vespaio impazzito, il campo di
battaglia di una serie infinita di guerre feudali e scontri tribali. I focolai
sono innumerevoli: apparati locali di partito contro sindaci e presidenti di
Regione; correnti in lotta tra loro; battaglie sotterranee ma furibonde tra
aspiranti candidati alla prossima tornata elettorale. Il Pd, per citare uno dei
principali protagonisti di questi giorni, Sergio Chiamparino, "rischia
l'implosione". E anche un veltroniano di prima linea come Giorgio Tonini
lancia un allarme da brivido: "Se non la smettiamo, si stanno creando le
stesse condizioni che hanno portato alla fine del governo Prodi e alla
dissoluzione dell'Unione". Solo che stavolta non ci sarebbe nessun alleato
irresponsabile con cui prendersela, tutto si consumerebbe in casa Pd. Arturo
Parisi, oppositore indefesso del segretario democratico, insiste a chiedere un
congresso anticipato che faccia chiarezza su leadership e linea politica,
"per il bene dello stesso Veltroni", spiega il parisiano Monaco.
Altrimenti, se si tiene il Pd "a bagnomaria in attesa delle Europee quale
improprio surrogato di congresso", il partito va verso "il suicidio
politico differito". Già, la sensazione diffusa è che sia Veltroni sia
quelli che vengono visti come i principali referenti della fronda
anti-Veltroni, a cominciare da D'Alema, puntino a temporeggiare fino alle
Europee del 2009. Con obiettivi diversi: Veltroni perché pensa che il momento
più nero per l'opposizione sia questo, e che d'ora in poi la situazione non
possa che migliorare: "Il governo comincia a perdere colpi e popolarità,
la maggioranza a dividersi e litigare: nei prossimi mesi non potrà che andare
peggio davanti ai problemi reali, da Alitalia al federalismo fiscale alla crisi economica", ripete ai
suoi. Convinto dunque che alle Europee il Pdl sarà penalizzato e il Pd non
potrà che guadagnarne: tanto più che la sconfitta di Vendola e Bertinotti nel
Prc ha sepolto i soggetti unitari di sinistra, e il Pd può recuperare
socialisti, verdi e Sd. Gli anti-veltroniani, invece, puntano a tenere
Veltroni a bagnomaria nella convinzione che le Europee e soprattutto le
amministrative andranno male, e a quel punto il segretario dovrà assumersi la
responsabilità della nuova sconfitta. Ma c'è anche chi teme che la situazione
possa precipitare prima: a ottobre si vota in Trentino, e il Pd (anche lì diviso,
in due liste) rischia di perdere la provincia autonoma che controlla da molti
anni. E poco dopo ci sarà il voto anticipato in Abruzzo: la sconfitta del
centrosinistra, dopo la decapitazione per via giudiziaria della giunta Del
Turco, è data per certa. Ma potrebbe diventare più dolorosa per Veltroni a
causa di Antonio Di Pietro. Il quale vuol fare dell'Abruzzo la rampa di lancio
per la propria conquista di egemonia nell'opposizione: minaccia la propria
candidatura a presidente (contro il Pd, ovviamente), lavora ad un'alleanza con
il Prc di Paolo Ferrero per isolare Veltroni, sta organizzando lì sia il
congresso dell'Idv sia il lancio del referendum contro il lodo Alfano. Se,
com'è probabile, il Pd in Abruzzo perderà voti e Di Pietro invece ne
guadagnerà, le ripercussioni a Roma potrebbero diventare letali già in autunno.
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Le ipotesi di
tecnici e piloti italiani: l'età dell'aereo? Più importante la crisi della
compagnia "Risparmiare sulla manutenzione potrebbe essere stato
fatale" In estate i ranghi sono all'osso e spesso si chiude un occhio per
non far saltare i voli ETTORE LIVINI MILANO - Il rebus di Barajas già da
mercoledì pomeriggio ha mandato in fibrillazione tutte le autorità sulla
sicurezza aerea d'Europa. Per capire davvero cos'è successo a Madrid ? come
spiega il presidente dell'Enac Vito Riggio ? "bisogna aspettare i
risultati dell'inchiesta" evitando il toto-guasto che segue ogni tragedia
come questa. Ma visto che le verifiche sugli aerei del Vecchio continente
"hanno maglie strettissime attraverso cui è difficile farla franca"
la caccia alla falla nel sistema da parte degli sceriffi dei cieli è già
aperta. "Ricordando ? raccomanda Riggio ? che nell'80% dei disastri aerei
la causa è il fattore umano". I controlli non sembrano essere in
discussione. L'aereo coinvolto nell'incidente (sigla Echfp, costruito nel 1993,
utilizzato da Korean Air fino al '99 e poi dalla controllata della Sas) ha
subito l'ultima radicale revisione il 24 gennaio scorso. Spanair è stata sottoposta
da inizio anno a 24 controlli a sorpresa di cui tre in Italia (l'ultimo proprio
a Ferragosto) e non è mai stata riscontrata alcuna anomalia. "Non c'è da
stupirsene ? spiega Riggio ?. In tutte le classifiche ufficiali sulla sicurezza
la compagnia spagnola è sempre risultata tra le migliori". Difficile dare
la colpa all'Md80. è il modello più diffuso al mondo con 1.194
mezzi in volo di cui 75 nella flotta Alitalia e
centinaia in quelle dei big Usa, malgrado la produzione sia stata chiusa nel
( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Mandato a
Lazard per un'eventuale offerta. In pista anche Lufthansa
Air France "archivia" Alitalia ora nel
mirino c'è Austrian In vendita la holding pubblica che controlla il 42,8% della
compagnia LUCIO CILLIS ROMA - I vertici di Lufthansa, forse, hanno atteso fin
troppo a lungo prima di sferrare l'attacco ad Austrian Airlines. La tecnica
"dell'acquisto ultimo minuto" al prezzo più basso, quindi,
stavolta potrebbe non essere vincente: Air France-Klm, pur non commentando le
indiscrezioni, entra in gioco per l'acquisizione della compagnia messa in
vendita dal governo austriaco. I manager di Parigi hanno incaricato l'advisor
Lazard di analizzare il dossier e procedere a breve ad un'offerta. I
franco-olandesi, dopo l'abbandono del piano di fusione con Alitalia
puntano ad entrare di prepotenza nel ghiotto mercato di collegamenti del centro
Europa, dell'Est e del Medio Oriente che vede proprio Austrian in pole
position. Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France, anche di recente non
ha mai nascosto la volontà di partecipare alla vendita della compagnia
austriaca, 50 anni di seconda vita alle spalle dopo i fasti degli anni Venti
(suo, novant'anni fa il primo collegamento internazionale) interrotti dalla
guerra mondiale. "L'evoluzione si farà sia con la scomparsa di alcune
compagnie aeree sia con le alleanze", aveva sottolineato solo pochi giorni
fa Spinetta, "negli Usa è probabile che le grandi passeranno da sei a tre.
In Europa vettori come Austrian sceglieranno di andare a nozze con uno dei
grandi europei, come Lufthansa, Air France-Klm o British". Il governo
austriaco prima di Ferragosto, ha approvato il piano per vendere la sua
partecipazione del 43% di Austrian, a condizione che il 25% resti in mano ad un
socio austriaco. Una scelta che si annuncia però tutta in salita per i
tedeschi: il volto del nuovo "padrone" da tempo annunciato, quello di
Wolfgang Mayrhuber, ad alla cloche di Lufthansa, non piace granché al ministro
delle Finanze austriaco che non ha mai nascosto la sua avversione ad una
possibile offerta dei tedeschi. Il rischio, è quello di una erosione del
mercato dei voli verso il cuore dell'Europa. Ed in questo spiraglio lasciato
aperto dalle polemiche si sta infilando Air France che potrebbe togliere da
sotto il naso di Lufthansa uno dei vettori che, tra l'altro, fa parte
dell'alleanza Star Alliance, guidata, appunto, da Lufthansa. La scacchiera
delle alleanze potrebbe così cambiare a breve. Allo stesso modo Alitalia potrebbe riuscire ad entrare in extremis nel gioco,
grazie al crescente interesse di Lufthansa per il nostro mercato.
( da "Corriere della Sera" del 22-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-22 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE
Dalla Sicilia Domenico Riso stava andando in vacanza Morto steward italiano con
il compagno e il figlio di tre anni Lavorava all'Air France, viveva a Parigi
L'ultima telefonata al padre: vado via per un po'. Ma la famiglia non sapeva
dove. Il giallo dell'identificazione DAL NOSTRO INVIATO MADRID - Domenico aveva
osato sognare una vita accanto al suo amico più amato, Pierrick. Diceva che
"solo chi sa sognare può volare" e chi l'ha conosciuto giura che
quelle parole non avevano niente a che fare con la sua professione di steward. Anni e anni passati in volo, prima per l'Alitalia, poi per l'Air France. Domenico Riso, cresciuto sotto il sole e
davanti al mare della Sicilia, prendeva più aerei che autostrade, vedeva più
nuvole che palazzi. è l'unico italiano morto fra le lamiere e le fiamme
dell'Md-82, sulla pista di Barajas. Aveva 41 anni e la pretesa di chi è
felice: vivere cent'anni assieme alle persone più amate. Pierrick e il suo
bambino di tre anni, Ethan: erano loro quelle persone. Erano la sua "famiglia",
le sue vacanze, i suoi sogni, i suoi coinquilini nella bella casa di Parigi,
"una piccola reggia accogliente e calda " conferma il cugino dello
steward, suo omonimo. Pierrick Charilas ed Ethan erano accanto a lui sul volo della
catastrofe. Sono morti seduti l'uno vicino all'altro perché martedì pomeriggio
Domenico era fra i passeggeri: non era salito su quell'aereo per servizio.
Stavolta si partiva per le vacanze, tutti e tre assieme, come al solito, per
qualche giorno di riposo sulle spiagge delle Canarie. Domenico aveva ottenuto
dalla Spanair una tariffa agevolata, quella riservata ai bambini. Per questo
accanto al suo nome, nella lista dei passeggeri, c'era scritto
"niÑo", bambino, e per questo è stato difficile identificarlo. Nessuno
fino a ieri mattina aveva chiesto informazioni su quel passeggero dal nome
italiano. Non una chiamata di un parente o di un amico allarmato. Sembrava un
giallo. All'ambasciata e alla Spanair hanno capito dopo il perché. Domenico era
sempre in volo e spesso non chiamava nemmeno casa per dire dove stesse andando.
Un volo per lui era come spostarsi in macchina di pochi chilometri. Aveva
telefonato al padre Pietro poche ore prima di partire, martedì. Ma erano state
soltanto due parole: "Vado in vacanza per un po'", nessun dettaglio
sulla destinazione. Così né il vecchio marinaio Pietro né le sorelle di
Domenico (Concetta e Marianna) potevano immaginarlo sull'aereo della morte (la
madre è scomparsa qualche anno fa). Lo hanno saputo ieri mattina, a casa Riso.
E hanno saputo anche di Pierrick ed Ethan, nomi tante volte sentiti dalla voce
di lui. Pierrick una volta era campione di aerobica, ha avuto una storia
d'amore poco fortunata con la madre di Ethan e poi ha deciso di vivere con il
bambino e Domenico nell'appartamento parigino, come fossero una famiglia fra
tante, con il bambino da tirare su assieme. Non che la cosa sia sfuggita alle
malelingue di Isola delle Femmine, borgo marinaro alle porte di Palermo che
"l'uomo dei cieli" (come lo chiamavano gli amici) aveva lasciato nel
1997 per la capitale francese. Due uomini che vivono assieme, si sa, sono fonte
di chiacchiere e in paese non sono certo le chiacchiere che mancano. Se poi c'è
di mezzo un bambino piccolo, amatissimo da tutti e due e che per Domenico era
come un figlio, si può arrivare fino ai pettegolezzi più velenosi. Ma lui,
Domenico, ha sempre tirato dritto per la sua strada. Come fece quella volta che
decise di mettersi l'orecchino. Pazienza se qualcuno non gradiva. Se qualche
parola di troppo lo irritava respingeva la rabbia cantando, lirica soprattutto,
una delle sue tante passioni. Non era tipo che non osasse, Domenico. Lui
volava. E "solo chi sa sognare può volare". La vittima italiana
Domenico Riso, 41enne siciliano, steward dell'Air France morto nell'incidente
aereo. Riso si trovava con il compagno e il figlio di lui Giusi Fasano (ha
collaborato Enzo Mignosi) GUARDA IL VIDEO dei primi soccorsi su
www.corriere.it.
( da "Corriere della Sera" del 22-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-22 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE
Anzio Lei lavorò con Costanzo. Arrestato il guidatore di 20 anni Al volante con
la cocaina uccide ragazza incinta Morta sotto gli occhi del fidanzato, tentato
anche un cesareo Sulla vettura che ha provocato l'incidente c'erano quattro
ragazzi. Due ore prima erano stati fermati dai carabinieri ANZIO (Roma) -
Quando arriva l'ambulanza, Gianluca Godente va incontro ai medici, urla, è
disperato. Ha visto l'incidente dallo specchietto retrovisore. C'è la sua Nelly
nel fosso, prigioniera nell'auto ribaltata, dopo l'impatto tremendo
sull'Ardeatina. Sono le due di ieri notte: i pompieri stanno già provando a
liberarla, tagliando le lamiere della Suzuki Swift con la fiamma ossidrica. Ma
bisogna far presto, perché Nelly Gerardi, 24 anni, la sua ragazza, non è sola.
è incinta di cinque mesi e in grembo ha una bambina. è loro figlia. Intanto,
dall'altra parte della strada, mezza distrutta tra le palme e gli oleandri, è
finita l'Audi A3 che ha causato tutto questo: la curva presa a folle velocità,
l'auto che sbanda e invade la corsia opposta. Poi lo schianto. A bordo, quattro
ragazzi. Tutti illesi. Il guidatore, Pietro Galasso, 20 anni, ha la faccia
insanguinata e "vaga come uno zombie " - raccontano i testimoni - in
mezzo alla carreggiata. Sta vomitando. Più tardi, quando i carabinieri del
colonnello Rosario Castello lo sottoporranno al narcotest, scopriranno che è
drogato. Nel suo sangue c'è cocaina. Ma i medici ora hanno ben altro a cui
pensare. C'è Nelly da salvare, con in grembo la sua creatura. E parte allora la
corsa a sirene spiegate agli Ospedali Riuniti di Anzio. Per la mamma, però, non
c'è già più niente da fare: lo scontro frontale l'ha uccisa. I sanitari tentano
l'impossibile: un parto cesareo per salvare il feto. è una corsa contro il
tempo. Un medico del pronto soccorso qualche ora dopo racconterà: "I miei
colleghi hanno provato a rianimarlo, hanno fatto di tutto per salvare la vita
di quel cuoricino". Gianluca Godente, che gestisce "Lo sbarco di
Anzio", uno dei ristoranti più rinomati sul litorale, quando capisce che
ogni speranza è vana, crolla ("Era un angelo, era un angelo...",
ripete tra i singhiozzi). Con Nelly si sarebbero dovuti sposare tra poco. Lei,
bellissima ragazza, aveva fatto la ballerina, lavorato a teatro, con Maria De
Filippi e Maurizio Costanzo. Era iscritta al Dipartimento di arte musica e
spettacolo all'Università romana di Tor Vergata. Calcare le scene, era sempre
stato il suo sogno. Era così bella che aveva fatto anche la
hostess per l'Alitalia, ma poi aveva conosciuto Gianluca e il suo sogno ora era solo
quello di diventare mamma. L'altra notte, però, in fondo al rettilineo buio
dell'Ardeatina, all'incrocio col lungomare delle Sirene, poco dopo i bagni del
Tortuga, mentre Nelly tornava a casa verso Roma con Gianluca che la scortava
davanti, a bordo di un'altra auto, ecco spuntare invece l'Audi A3
diretta ad Anzio, con a bordo quei quattro ragazzi assatanati. Tutti romani,
tutti ventenni. Due ore prima, erano stati già fermati dai carabinieri a un
posto di blocco nel paese di Lavinio, a pochi chilometri di distanza.
Sottoposti alla prova dell'etilometro, erano risultati perfettamente sobri. Due
ore dopo, invece, avevano la cocaina nel sangue (tre su quattro positivi al
narcotest, il quarto si è solo rifiutato). Uno di loro D.A. ha dei precedenti:
già denunciato per spaccio. "Un bravo ragazzo, gran lavoratore ",
dicono ora i vicini di Pietro Galasso, nella zona dei Due Leoni, estrema
periferia est della Capitale. Il papà ha un'impresa edile e Pietro lavora con
lui. L'Audi è intestata alla famiglia. Ora è recluso nel carcere di Velletri,
accusato di omicidio colposo, aggravato dal fatto di essersi messo alla guida
sotto l'effetto della cocaina. In base alle nuove norme inserite nel Pacchetto
Sicurezza dal governo, rischia una pena che va dai 3 ai 10 anni di carcere (il
doppio rispetto al passato). Ma gli amici di Nelly la pensano in un altro modo:
"Poteva finire lui contro un muro, anziché ammazzare due persone". Ex
ballerina Nelly Gerardi, 24 anni, incinta di 5 mesi, morta nell'incidente di
ieri Fabrizio Caccia LA STORIA della vittima su www.corriere.it Lo schianto
Sotto, i resti dell'Audi guidata da Pietro Galasso, 20 anni. Il ragazzo era al
volante sotto l'effetto della cocaina. Nel tondo, fiori sul luogo
dell'incidente in ricordo di Nelly.
( da "Unita, L'" del 22-08-2008)
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l'edizione del I romani i più indebitati d'Italia I dati della Cgia: ogni
famiglia spende 21.949 euro in più di quello che guadagna. Sale il rischio
usura L'allarme della Cgil: troppi lavoratori sono sulla soglia di povertà, pesano le crisi di Alitalia ed
Ericsson di Gioia Salvatori Sommersi dalle rate, indebitati per migliaia di
euro con banche e finanziarie, persi tra contratti di credito, ricevute e rate
per casa e automobile, vacanza e pc ma anche cellulare e palestra. I romani
sono in prima posizione in Italia nella graduatoria degli indebitati,
secondo una ricerca della Cgia di Mestre. Seguiti a ruota da milanesi,
lodigiani, reggiani e riminesi, si indebitano per 21.949 euro per famiglia:
6mila euro in più della media nazionale di indebitamento, pari a 15.765 euro
per famiglia. Dal 2002 alla fine del 2007, nella Capitale, il debito è aumentato
del 91 %. Segno che con il calare del potere d'acquisto aumentano le famiglie
medie che si indebitano, quelle che con 2500 euro non ce la fanno più ad
arrivare a fine mese. Un trend già rilevato dalla Cgil Roma e Lazio che, viste
le numerose segnalazioni arrivate dai delegati bancari negli ultimi due anni, a
settembre avvierà una campagna di informazione sul prestito che coinvolgerà
anche l'associazione Libera contro il rischio usura. Non solo, questionari per
stilare un profilo degli indebitati di Roma saranno distribuiti tra qualche
migliaio di lavoratori dipendenti in aziende pubbliche di servizi, aziende
private e del terziario: sicuramente tra i precari di un call center.
Un'iniziativa che accompagnerà un autunno caldo, dove il tema dell'indebitamento
delle famiglie medie e sarà solo uno di quelli sul tavolo: "Non dobbiamo
dimenticare che Roma è una delle città d'Italia con il più alto reddito
pro-capite - Commenta il segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Walter
Schiavella - L'indebitamento delle famiglie medie e i rilievi che danno la metà
dei lavoratori dipendenti di Roma al di sotto dei mille euro mensili di
salario, confermano che c'è una fascia di proletariato urbano che cresce
insieme a una sempre più iniqua redistribuzione della ricchezza. L'autunno, con
sullo sfondo la crisi Alitalia, quella di Ericsson, il
crollo del turismo e dei consumi, si preannuncia molto difficile: il sindaco di
Roma non può non tenerne conto. Per questo ci aspettiamo un serio confronto con
le parti sociali piuttosto di iniziative di facciata che di certo non potranno
sostituire il ruolo chiave della concertazione. Il riferimento è alla
commissione Attali di Roma istituita da Alemanno, un pensario da cui saremo ben
felici di cogliere buone idee per lo sviluppo, ma una città si governa con
altri metodi". "I nostri bancari ci dicono che aumentano le famiglie
che fanno crack poiché rateizzando perdono il conto delle uscite - spiega il
segretario regionale con delega al credito della Cgil Roma e Lazio, Gabriele
Mazzariello - Alla cessione del quinto dello stipendio, a cui prima i
dipendenti ricorrevano solo per pagare casa e auto, poi, oggi si ricorre per
l'acquisto di beni voluttuari. Così senza rendersi conto le famiglie
raggiungono livelli di indebitamento per cui non riescono più ad ottenere
prestiti dalle banche, rischiando di finire facilmente nelle mani degli usurai.
Per questo abbiamo coinvolto Libera nella nostra campagna sul credito".
Campagna e indagine sul credito della Cgil, riguarderanno tutta la Regione. Ma
se Roma ha la maglia nera dei debiti, le altre province se la cavano
decisamente meglio: nella graduatoria della Cgia Viterbo è al 66esimo posto,
seguita a breve distanza da Latina (68esimo); Rieti è 80esima e Frosinone
89esima. SI CHIEDONO PRESTITI per la casa e l'automobile, la vacanza e il pc,
ma ora anche per comprare il cellulare o per pagare la palestra ai figli.
( da "Unita, L'" del 22-08-2008)
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l'edizione del Madrid, anche un italiano morto nel disastro aereo Era uno
steward palermitano della Air France Crescono le polemiche sulla manutenzione
di Emiliano Dario Esposito ANCHE UN ITALIANO, lo steward dell'Air France
Domenico Riso, tra le 153 vittime del disastro aereo all'aeroporto Barajas di
Madrid. La Farnesina lo ha reso noto ieri intorno alle 13, confermando le voci
che si rincorrevano fin dal primo mattino. Continuano intanto le indagini degli
inquirenti spagnoli e le polemiche sulle condizioni del velivolo della Spanair
schiantatosi subito dopo il decollo. La vittima italiana del disastro era nata
a Isola delle Femmine, un piccolo comune marinaro alle porte di Palermo,
Domenico Riso, 41 anni, risiedeva dal
( da "Giornale.it, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 200 del
2008-08-22 pagina 0 "Il fannullone? Se lo educhi, lo eviti" di Paolo
Stefanato Parla il presidente degli aeroporti di Milano, Giuseppe Bonomi:
"Giusta la linea del rigore, ma senza estremismi". Nel 2008 due
licenziamenti in tronco Milano - Lei che è un manager pubblico... "Devo
interromperla subito. Non mi ritengo un manager pubblico, ma un manager e
basta". Giuseppe Bonomi, 50 anni, avvocato, ex presidente dell'Alitalia, dal 2006 è presidente della Sea, la società che gestisce gli
aeroporti di Linate e Malpensa controllata dal Comune di Milano; carica che
aveva già ricoperto tra il 1997 e il 1999. Spiega: "La particolarità della
mia azione sta nel fatto che in un'azienda controllata da capitale pubblico i
temi legati al lavoro sono considerati in maniera particolarmente
delicata". Proprio qui la volevo. Quello che sta accadendo in
Italia ci dice che sta cambiando la cultura del lavoro e delle relazioni tra
aziende (pubbliche) e lavoratori. Nello stesso tempo si sta minacciando un
autunno caldo. Che ne dice? "Il ministro Renato Brunetta e il governo
stanno facendo una forte opera di sensibilizzazione". ... sui fannulloni?
"Sì, e non solo. Ma la Sea, e lo dico senza squilli di fanfare, è già
entrata nella fase due". Cioè? "La fase uno, per dirla con Brunetta,
è quella che ha per obiettivo la necessità di scandalizzarsi rispetto a una
cultura del lavoro anacronistica. Mette in evidenza un aspetto sacrosanto: che
chi viola le regole va sanzionato". E la fase due? "Entra nel
meccanismo delle motivazioni e della prevenzione. Noi siamo già qui. Abbiamo
individuato le criticità e le stiamo affrontando con una forte opera di
prevenzione. Che viene, appunto, prima dell'eventuale sanzione". Ci fa un
esempio? "Il concetto è questo. L'assenteismo e forme patologiche di non
lavoro trovano terreno fertile in aziende (pubbliche e private, ma soprattutto
pubbliche), che non sanno esprimere valori, visioni e progetti; e di
conseguenza non hanno una linea di comando chiara. Nel nostro caso stiamo
facendo il serio tentativo di esprimere questi principi e di premiare il lavoro
e le prestazioni di chi li condivide". Come agite? "Facciamo opera di
prevenzione, prima che contenzioso con i singoli. La sanzione dev'essere
l'extrema ratio". E quindi? "Quindi abbiamo impostato una massiccia
campagna di colloqui con i dipendenti il cui carico di assenze faccia dubitare
della loro correttezza. Abbiamo parallelamente intensificato, di concerto con
l'Asl, il ricorso alle visite fiscali. Il tutto con comunicazioni periodiche ai
sindacati, con i quali abbiamo un filo diretto". Che cosa dicono? Da voi
le sigle sono tante... "Sono nove. Ma hanno capito che il mondo sta
cambiando e c'è un atteggiamento costruttivo reciproco. Noi portiamo avanti una
linea di rigore ma senza estremizzazioni, consideriamo il profilo sanzionatorio
una delle leve, non "la" leva. Loro ci appoggiano. Ci si è resi conto
tutti quanti che bisogna lavorare di più. Sembra banale invece è fondamentale".
Avete ottenuto risultati? "Sì, in un anno il tasso di assenteismo è calato
di un punto, dal 10% al 9%. Le ricordo che nel settore dei trasporti il tasso è
mediamente più alto che altrove, qui si lavora ventiquattrore al giorno, 365
giorni, anche nei fine settimana estivi... ". Un possibile autunno caldo
la preoccupa? "Noi abbiamo già superato la fase della conflittualità,
quindi una ventata di scioperi, se ci saranno, verranno dal contesto esterno,
che è sofferente, e non da motivazioni interne". Una battaglia che si
preannuncia sanguinosa nelle Ferrovie è quella per il macchinista unico. Mauro
Moretti, l'amministratore delegato delle Fs, è fermo nel voler raggiungere
questo obiettivo e i sindacati sembrano pronti a difendere il secondo
conducente... "Noi avevamo una situazione simile nell'handling (i servizi
di terra negli aeroporti, ndr). Le squadre sottobordo con il compito di
caricare o scaricare i bagagli erano composte prevalentemente da coordinatori.
Poteva capitare che in quattro coordinassero e due soli faticassero". Mica
male, e com'era possibile? "Un retaggio del monopolio, quando i privilegi
venivano dispensati generosamente". Com'è andata a finire? "Abbiamo
accorpato le figure di coordinamento in una sola, così si sono creati i giusti
rapporti tra chi scarica e chi controlla". Non mi dica però che sono tutte
rose e fiori. Anche voi, come le ferrovie, avrete ben licenziato qualcuno. Anni
fa ci furono casi di furti... "Nell'ultimo anno abbiamo cacciato due
persone, in tronco" Che cos'avevano combinato? "Un dipendente durante
le assenze con certificato medico partecipava a tornei di biliardo in giro per
l'Italia. Abbiamo monitorato a lungo e siamo intervenuti. Senza sconti".
L'altro? "Una giusta causa per ripetute assenze ingiustificate. In passato
non si faceva, non c'era controllo: ma c'è un contratto nazionale da
rispettare. La presenza è il presupposto del lavoro, è il patrimonio del
lavoratore. Nel rispetto dei colleghi. Ma lo sa che noi d'estate riceviamo
certificati medici dalle più disparate località di villeggiatura? Un dipendente
prossimo alla pensione ha annunciato un mese di malattia e precisato: sono
reperibile nella mia residenza secondaria di Pantelleria". Cos'avete
fatto? "Lo abbiamo indotto ad avvalersi immediatamente della mobilità".
Lei è stato anche presidente dell'Alitalia,
sindacalizzata, conflittuale e disastrosamente in perdita. Qui nel 2003
migliaia di hostess hanno presentato contemporaneamente un certificato medico
paralizzando la compagnia. La questione, allora, finì in fumo. Secondo lei oggi
l'azienda avrebbe un atteggiamento più duro? "Sicuramente. Ma me lo lasci
dire: con il clima di oggi un'azione del genere non sarebbe nemmeno più
possibile". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Manifesto, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Alitalia
INTERVISTA "La
manutenzione segue procedure uguali per tutti" Francesco Piccioni Nel film
dell'incidente di Madrid una parte importante spetta ai controlli in pista,
eseguiti mentre i passeggeri erano già a bordo. Alcuni di loro hanno telefonato
a parenti e amici per dire che si stava addirittura attendendo un cambio di
aereo, salvo poi comunicare che invece "i problemi non erano così
gravi", l'aereo sarebbe rimasto lo stesso. Di mezzo c'è una compagnia low
cost, le domande si affollano. Abbiamo sentito Pasquale Vitiello, della
segreteria nazionale del Sdl-Trasporto aereo, dipendente dell'Atitech, società
di manutenzione interna al gruppo Alitalia. Le
compagnie low cost seguono le stesse procedure delle grandi compagnie nazionali
o commerciali? In linea di principio funziona così: gli standard di sicurezza
vengono imposti dalle autorità nazionali e internazionali, e tutte le compagnie
li devono rispettare. Negli Usa li fissa l'Agenzia federale per il trasporto
aereo, in Italia dall'Enac e così via. I "passi di manutenzione"
vengono invece dettati dalle case costruttrici, in base al numero delle ore di
volo. Per esempio, si parte da un "passo A", più frequente e
ravvicinato nel tempo, e si arriva a un "check D" che comporta invece
una revisione completa dell'aeromobile. I tempi e le frequenze delle varie fasi
sono imposte dal costruttore. Come il libretto di manutenzione di
un'automobile... Grosso modo. Dipende dal modello, dall'età, ecc. Il vettore
(la compagnia che impiega l'aereo, ndr) deve rispettare scrupolosamente questi
standard, senza eccezione. Però si può andare anche oltre questi standard. Nel
senso che - stabilito un minimo - si può essere anche più severi? Nel caso di Alitalia, per esempio, lo possiamo
affermare tranquillamente. In Atitech, che Alitalia ha creato
proprio per fare la manutenzione degli Md80 (l'aereo di Madrid è una variante
di questo modello, ndr), si va oltre. Se per fare un passo di "check
C", dopo 15.000 ore di volo, la procedura prescrive che dobbiamo
controllare un determinato "pezzo A", il tecnico controlla quel pezzo
ma anche altri a questo collegati. Anche se la procedura del "libretto di
manutenzione" non lo obbligherebbe a farlo. È una scelta del singolo
tecnico o una linea aziendale? È la linea applicata dall'Atitech, che -
ricordiamolo - fa parte integralmente dell'"area tecnica" dell'Alitalia. La stessa cosa avviene nella manutenzione di
Fiumicino, alla Tmo, o quando viene fatta l'ispezione a Milano. Da questo punto
di vista possiamo dire che questi processi in Alitalia
vengono attentamente controllati; anche perché c'è ancora una manodopera molto
specializzata. Il tutto sotto lo stretto controllo dell'Enac. Le compagnie low
cost dove fanno tutta questa manutenzione? Non è che si può portare un aereo da
un meccanico qualsiasi. Esistono molte società di manutenzione, ma tutte
certificate e controllate. Durante la trattativa per la vendita di Alitalia noi ci siamo opposti all'esternalizzazione della
manutenzione e delle altre attività connesse al volo, perché una cosa è che il
vettore abbia il controllo delle attività di manutenzione e quindi possa in
qualsiasi momento intervenire, avere a disposizione il cartaceo dei controlli
fatti, verificare e monitorare l'andamento delle lavorazioni. Altra cosa è
portare un aereo presso un'azienda esterna - magari anche più brava di noi - e
non avere il controllo diretto. Le compagnie low cost, insomma, si devono
affidare a terzi. Qualcuna magari effettuerà le revisioni anche in proprio, la
maggior parte deve andare da "terzi", comunque certificati. Il
problema non è la professionalità delle società di manutenzione, ma manca da
parte del vettore il controllo completo di tutto il ciclo. Le autorità
preposte, comunque, controllano tutti questi processi con personale proprio
all'interno delle società. Quando si fanno i controlli in pista, come a Madrid,
si dispone di tutte le informazioni necessarie? Lì c'è un nucleo tecnico che
deve dare l'ok per la partenza. Noi non possiamo sapere se è stato fatto tutto
a puntino oppure no, ma sicuramente è previsto. Così come il fatto che il
pilota comandante debba fare una "ispezione" esterna e interna
all'aeromobile ed eventualmente chiedere l'intervento dei tecnici. L'aereo
parte solo quando tutti, e soprattutto il pilota, se la sentono di farlo
partire. Per capire. È possibile che il fatto di affidare la manutenzione a
terzi provochi qualche perdita di informazione al momento di fare le ultime
verifiche, direttamente sulla pista? Teoricamente non è possibile. Si devono
effettuare delle procedure e solo alla fine i tecnici danno l'ok. Entrare nel
dettaglio di quello che è avvenuto a Madrid non è possibile, per ora. I dati
relativi agli apparati e la registrazione delle voci dei piloti in cabina sono
però certamente recuperabili nella scatola nera. Alla fine sapremo tutto.
( da "Giornale.it, Il" del 22-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 200 del
2008-08-22 pagina 0 "Il fannullone? Se lo educhi, lo eviti" di Paolo
Stefanato Parla il presidente degli aeroporti di Milano, Giuseppe Bonomi:
"Giusta la linea del rigore, ma senza estremismi". Nel 2008 due
licenziamenti in tronco. E in Germania la caccia ai fannulloni va in onda in tv
Milano - Lei che è un manager pubblico... "Devo interromperla subito. Non
mi ritengo un manager pubblico, ma un manager e basta". Giuseppe Bonomi,
50 anni, avvocato, ex presidente dell'Alitalia, dal 2006 è presidente
della Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa
controllata dal Comune di Milano; carica che aveva già ricoperto tra il 1997 e
il 1999. Spiega: "La particolarità della mia azione sta nel fatto che in
un'azienda controllata da capitale pubblico i temi legati al lavoro sono
considerati in maniera particolarmente delicata". Proprio qui la
volevo. Quello che sta accadendo in Italia ci dice che sta cambiando la cultura
del lavoro e delle relazioni tra aziende (pubbliche) e lavoratori. Nello stesso
tempo si sta minacciando un autunno caldo. Che ne dice? "Il ministro
Renato Brunetta e il governo stanno facendo una forte opera di
sensibilizzazione". ... sui fannulloni? "Sì, e non solo. Ma la Sea, e
lo dico senza squilli di fanfare, è già entrata nella fase due". Cioè?
"La fase uno, per dirla con Brunetta, è quella che ha per obiettivo la
necessità di scandalizzarsi rispetto a una cultura del lavoro anacronistica.
Mette in evidenza un aspetto sacrosanto: che chi viola le regole va
sanzionato". E la fase due? "Entra nel meccanismo delle motivazioni e
della prevenzione. Noi siamo già qui. Abbiamo individuato le criticità e le
stiamo affrontando con una forte opera di prevenzione. Che viene, appunto,
prima dell'eventuale sanzione". Ci fa un esempio? "Il concetto è
questo. L'assenteismo e forme patologiche di non lavoro trovano terreno fertile
in aziende (pubbliche e private, ma soprattutto pubbliche), che non sanno
esprimere valori, visioni e progetti; e di conseguenza non hanno una linea di
comando chiara. Nel nostro caso stiamo facendo il serio tentativo di esprimere
questi principi e di premiare il lavoro e le prestazioni di chi li
condivide". Come agite? "Facciamo opera di prevenzione, prima che
contenzioso con i singoli. La sanzione dev'essere l'extrema ratio". E
quindi? "Quindi abbiamo impostato una massiccia campagna di colloqui con i
dipendenti il cui carico di assenze faccia dubitare della loro correttezza.
Abbiamo parallelamente intensificato, di concerto con l'Asl, il ricorso alle
visite fiscali. Il tutto con comunicazioni periodiche ai sindacati, con i quali
abbiamo un filo diretto". Che cosa dicono? Da voi le sigle sono tante...
"Sono nove. Ma hanno capito che il mondo sta cambiando e c'è un
atteggiamento costruttivo reciproco. Noi portiamo avanti una linea di rigore ma
senza estremizzazioni, consideriamo il profilo sanzionatorio una delle leve, non
"la" leva. Loro ci appoggiano. Ci si è resi conto tutti quanti che
bisogna lavorare di più. Sembra banale invece è fondamentale". Avete
ottenuto risultati? "Sì, in un anno il tasso di assenteismo è calato di un
punto, dal 10% al 9%. Le ricordo che nel settore dei trasporti il tasso è
mediamente più alto che altrove, qui si lavora ventiquattrore al giorno, 365
giorni, anche nei fine settimana estivi... ". Un possibile autunno caldo
la preoccupa? "Noi abbiamo già superato la fase della conflittualità, quindi
una ventata di scioperi, se ci saranno, verranno dal contesto esterno, che è
sofferente, e non da motivazioni interne". Una battaglia che si
preannuncia sanguinosa nelle Ferrovie è quella per il macchinista unico. Mauro
Moretti, l'amministratore delegato delle Fs, è fermo nel voler raggiungere
questo obiettivo e i sindacati sembrano pronti a difendere il secondo
conducente... "Noi avevamo una situazione simile nell'handling (i servizi
di terra negli aeroporti, ndr). Le squadre sottobordo con il compito di
caricare o scaricare i bagagli erano composte prevalentemente da coordinatori.
Poteva capitare che in quattro coordinassero e due soli faticassero". Mica
male, e com'era possibile? "Un retaggio del monopolio, quando i privilegi
venivano dispensati generosamente". Com'è andata a finire? "Abbiamo
accorpato le figure di coordinamento in una sola, così si sono creati i giusti
rapporti tra chi scarica e chi controlla". Non mi dica però che sono tutte
rose e fiori. Anche voi, come le ferrovie, avrete ben licenziato qualcuno. Anni
fa ci furono casi di furti... "Nell'ultimo anno abbiamo cacciato due
persone, in tronco" Che cos'avevano combinato? "Un dipendente durante
le assenze con certificato medico partecipava a tornei di biliardo in giro per
l'Italia. Abbiamo monitorato a lungo e siamo intervenuti. Senza sconti".
L'altro? "Una giusta causa per ripetute assenze ingiustificate. In passato
non si faceva, non c'era controllo: ma c'è un contratto nazionale da
rispettare. La presenza è il presupposto del lavoro, è il patrimonio del
lavoratore. Nel rispetto dei colleghi. Ma lo sa che noi d'estate riceviamo
certificati medici dalle più disparate località di villeggiatura? Un dipendente
prossimo alla pensione ha annunciato un mese di malattia e precisato: sono
reperibile nella mia residenza secondaria di Pantelleria". Cos'avete
fatto? "Lo abbiamo indotto ad avvalersi immediatamente della
mobilità". Lei è stato anche presidente dell'Alitalia,
sindacalizzata, conflittuale e disastrosamente in perdita. Qui nel 2003 migliaia
di hostess hanno presentato contemporaneamente un certificato medico
paralizzando la compagnia. La questione, allora, finì in fumo. Secondo lei oggi
l'azienda avrebbe un atteggiamento più duro? "Sicuramente. Ma me lo lasci
dire: con il clima di oggi un'azione del genere non sarebbe nemmeno più
possibile". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Corriere della Sera" del 23-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-23 num: -
pag: 35 categoria: BREVI La privatizzazione Il governo ha deciso la vendita del
49,9% di Alitalia ai privati. Intesa sta mettendo a punto il piano per conto della
stessa compagnia Venerdì si riunisce il consiglio di amministrazione di Alitalia, chiamato ad approvare i conti del primo semestre del 2008.
( da "Corriere della Sera" del 23-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-23 num: - pag: 35 categoria: REDAZIONALE
Il salvataggio British Airways: non siamo interessati. Le opzioni Lufthansa e
Air France Alitalia, Intesa stringe sui soci
Commissario per la bad company L'advisor chiama gli investitori. Il nodo
dell'alleanza internazionale Entro mercoledì il vertice con i potenziali
azionisti. Due ipotesi per il governo: un decreto o la correzione della Marzano
ROMA - Al ministero dello Sviluppo i tecnici continuano a lavorare, ma la
modifica della legge Marzano per agevolare il salvataggio di Alitalia
non è ancora a punto. Né è detto che la riforma sia pronta per giovedì
prossimo, quando il Consiglio dei ministri, alla vigilia di un Consiglio di
amministrazione decisivo per la compagnia di bandiera, tornerà a riunirsi.
Fonti del ministero guidato da Claudio Scajola spiegano che quella della
Marzano è una riforma ampia, che va oltre il caso specifico dell'Alitalia, e che sul tavolo ci sono ancora diverse opzioni.
Una verifica approfondita con gli altri ministeri coinvolti, e cioè l'Economia
e i Trasporti, non c'è ancora stata. Si comincerà lunedì, ma in questo
frangente, a meno di una forte accelerazione sulla riforma della Marzano, sta
riprendendo quota anche la possibilità di un intervento del governo con una
norma "ad hoc" per il salvataggio della compagnia. I tempi sono
strettissimi: il 29 è l'ultimo giorno a disposizione del
Cda di Alitalia per esaminare il bilancio semestrale, dal quale nessuno si
attende risultati positivi. Senza una soluzione normativa che permetta la
scissione di Alitalia in due società, facendo entrare i privati nella parte buona, e
relegando al commissariamento la "bad company", una delle ipotesi
tecniche più gettonata, ma esclusa dal regime attuale della Marzano, il
presupposto della continuità aziendale necessario per l'approvazione dei conti
è a forte rischio. E gli ammini-stratori della compagnia potrebbero essere
costretti a non approvare i conti semestrali, rilevando perdite ancora una
volta superiori al limite legale. Il governo avrebbe formalizzato con una
lettera al Cda dell'Alitalia l'impegno a intervenire
prima del 29, ma l'individuazione dello strumento più appropriato sembra più
difficile del previsto. All'inizio della prossima settimana si riuniranno anche
i potenziali nuovi soci della compagnia di bandiera messi insieme da Intesa.
Colaninno, Ligresti, Gavio, Benetton, Aponte dovrebbero essere chiamati a
confermare la propria adesione al piano, che coinvolgerebbe anche l'AirOne di
Carlo Toto, ma prima che il governo scopra le sue carte è impossibile pensare a
decisioni di carattere operativo e tanto meno giuridico. Nel frattempo British
Airways, tirata in ballo da indiscrezioni giornalistiche come possibile partner
industriale della nuova Alitalia, ha voluto smentire
ogni interesse. "British Airways non considererebbe ipotesi di alleanza
con Alitalia" hanno fatto sapere ieri fonti della
società britannica. "No comment ", invece, da parte di Air
France-Klm, anch'essa indicata tra i potenziali partner. Silenzio assoluto,
infine, da parte di Lufthansa, che in molti indicano come la più interessata
all'operazione. Mario Sensini 495 i milioni di euro persi da Alitalia
nell'esercizio 2007 Il governo studia una correzione della legge Marzano per Alitalia.
( da "Giornale.it, Il" del 23-08-2008)
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N. 201 del 2008-08-23 pagina 29 Alitalia, si
decide: in settimana cda e nuovi soci di Redazione da Milano L'elenco dei soci italiani
di Alitalia. Il ruolo di Air One e le scelte di Carlo Toto. Le nuove norme
governative sull'amministrazione straordinaria. Il cda della compagnia sulla
semestrale. La prossima settimana, dopo una pausa estiva durante la
quale il lavoro non si è mai fermato, sarà decisiva per il futuro della
compagnia. Tutto ruota intorno alla data del 29 agosto, venerdì: nell'approvare
i conti a giugno, che saranno ancora pesanti, il cda guidato da Aristide Police
dovrà dichiarare, o no, la continuità aziendale, e cioè la suscettibilità della
società di essere in grado, in prospettiva, di avere un'economicità di
gestione. Già dichiarata in sede di bilancio, non senza affanni, la continuità
ha valenze fondamentali: negarla significherebbe aprire la strada al commissario,
ma significherebbe anche, per gli amministratori, dichiarare l'opposto di pochi
mesi fa ed esporsi a responsabilità di varia natura. Risulta che Police abbia
chiesto al governo una manleva su questo tema, e che la otterrà. Prima del cda,
il consiglio dei ministri dovrebbe dettare le scelte politiche: lo scorporo,
cioè, delle attività in perdita, per permettere a quelle fly di andare avanti.
Contemporaneamente, arriveranno i nomi dei membri della cordata voluta da
Silvio Berlusconi; pare non ci siano sorprese rispetto alle indiscrezioni di
questi mesi. Carlo Toto, infine, scioglierà le riserve e dichiarerà se vuol
conferire Air One nella nuova Alitalia oppure venderla
per entrarvi come socio versando denaro contante. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Unita, L'" del 24-08-2008)
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l'edizione del "Il partito noi lo facciamo qui non dal notaio"
"Il congresso? Sarebbe nell'ottobre 2009 Potremmo anticiparlo se ci
fossero divergenze drammatiche" di Federica Fantozzi / Firenze Un luogo
simbolico dove la contaminazione divenga realtà, per "mescolarsi e lavorare
insieme smettendo di essere ex qualcosa". Ma anche, più prosaicamente, un
grande studio televisivo: dalla luce purpurea dei faretti allo sfondo di
losanghe in tutte le nuances del rosso-verde, alla scelta di anticipare
l'orario dei dibattiti in favore di Tg, alla presenza dei più noti anchormen a
intervistare i politici. Debutta la prima Festa Democratica nazionale. 16
giorni, 5mila volontari e 20mila presenze al giorno previste per la kermesse
che si tiene alla fiorentina Fortezza da Basso secondo la nuova liturgia voluta
da Veltroni. Che manda il suo saluto ai volontari: "Il Pd è alla sua prima
Festa, può farla per il lavoro generoso dei volontari. Chi ama raccontare le
feste come occasioni per mangiare fuori probabilmente non ci ha mai messo piede.
Qui c'è impegno, cultura, confronto politico, passione condivisa, vera e
propria comunità. Mi è capitato tante volte di parlare di bella politica, la
festa per merito inanzitutto dei volontari che l'hanno costruita, è davvero
bella politica". Tempi rapidi, niente comizio finale del segretario
sostituito da una più interattiva intervista, addio a segni del passato come
magliette di Che Guevara, baffoni di Lenin, satira berlusconiana. Sulle
magliette, al massimo, impronte digitali: "Orgoglioso di esibirle".
Oggi cala il poker di big che attrae e spiazza il neo-popolo piddì: doppio
misto con Bossi, Tremonti, Chiamparino e Bersani. In serata, diventa un full:
si aggiunge al tavolo Calderoli. Ma quando le agenzie battono la notizia,
dall'organizzazione della Festa trasecolano: "Non ne sappiamo nulla".
Padrone di casa all'inaugurazione è Goffredo Bettini, arrivato col pullman
salva-Italia reduce dal giro toscano: Piombino, Livorno, Castiglion Fiorentino.
Gli darà il cambio Fioroni. Dal palco della mastodontica libreria, che
contamina pietre secolari e tecno-panche, il braccio destro veltroniano disegna
l'autunno del Pd: "Siamo un partito radicato, l'unico vero. Gli altri
risolvono le polemiche preventivamente dal notaio. Non ci sono fazioni. Si apre
una nuova fase dove conteranno gli iscritti. In strutture di base legittimate,
avranno potere non solo di discutere ma anche di decidere". Bettini pensa
a una sorta di referendum permanente: "Sulle grandi scelte i dirigenti
istruiscano il dibattito, gli iscritti votino circolo per circolo. La
disciplina verrà dal basso, e i personalismi finiranno". Spiega il
"valore simbolico di mescolanza" di questa Festa. La sua novità:
"Intrattenimento e dialogo ma anche proposte e combattimento politico.
Sentiamo l'esigenza di reimmergerci nel popolo". Intanto con la
manifestazione di ottobre, ripresa di "un'opposizione di massa". E
sul congresso non chiude: "L'abbiamo previsto a ottobre 2009, se ci
fossero divergenze drammatiche potremmo anticiparlo, ma non per contarci".
La mescolanza: desiderio o realtà? Quella gastronomica è nei fatti: pizza,
piadina e cannoli siciliani, carne argentina alla brace, hot dog, birre
colombiane, cocktail del Caribe, caffé al maracuja, tajine marocchine e menù
thai. Il Giornale se la prende con il kebab, emblema di un'Italia multietnica
che gli italiani non vogliono ergo la sinistra perde? I due stand che
"spacciano" kebab a 4 euro e falafel a poco meno fanno spallucce: non
hanno letto, nessuno gliel'è venuto a dire, e i loro cartocci si vendono come
il pane casereccio. Meno stand di merchandising: la crisi si fa sentire anche
qui. "Prima c'era la fila per affittare uno spazio, quest'anno no - spiega
Osvaldo Miraglia, architetto che da maggio ha trascurato il suo studio per
organizzare la Festa - Anche la quota delle coop è scesa. Ma puntiamo sul
riscontro mediatico. Il nemico è il Meeting di Rimini". Già, in questa
fine estate orfana della festa Udeur a Telese: "Su questo, chapeau a
Mastella: con un partito piccolo, in un luogo dimenticato da Dio ha costruito
un evento". Le note della "Canzone popolare" evocano Prodi:
l'unica cosa, insieme a un paio di ulivetti in vaso. Donatella, artigiana in
pensione da otto mesi, nessuna tessera di partito, scuote la testa: "Vedo
troppi ristoranti. Se invece di mangiare pensassero ai problemi del
paese.". Verrà a vedere Bossi e Tremonti? "Ma no, mi fanno venire la
pelle d'oca. In tv cambio canale". Stessa domanda a un gruppo di emiliane
con il badge Pd: "No, siamo in gita e torniamo a casa". La guida
ammonisce: "Se ci si perde, ci si vede al parcheggio pullman".
Disinteressata anche una famiglia di Sesto con padre bancario e figlioletta:
"Dopo le elezioni ho spento la tv. Ho capito che le radici italiane sono
fasciste. Il Pd? Troppo mollacchione". La moglie è più possibilista:
"Bersani mi piace, è tosto". Drastico Riccardo, operaio livornese:
"Non mi interessa la politica che accontenta tutti, la
destra ha vinto e faccia politiche liberiste anziché salvare Alitalia con i nostri soldi, e il Pd faccia qualcosa di sinistra". Non
perderà l'incontro con il gotha padano Salvatore Pantano, ex
contadino-garzone-calzaturiere: "Il Pd ha fatto bene a invitarli. Ormai
per le rivoluzioni armate è tardi, ma per quelle democratiche no".
Per Enrico Letta, qui per un dibattito, la strada della contaminazione è giusta
ma tutta da percorrere: "C'è ancora la logica dell'alternanza tra ex Ds e
ex Dl". Lapo Pistelli è con i figli: "Non mi sento ospite di una
festa dell'Unità travestita". Anche se lo storico deus ex machina Lino
Paganelli non rimpiange il brand: "La Festa è riuscita a vivere da 45 anni
a oggi perché sa stare al passo con i tempi. Non è un museo, sono uomini e
donne che decidono il da farsi".
( da "Unita, L'" del 24-08-2008)
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l'edizione del L'opposizione Furio Colombo Segue dalla Prima M a se qualcuna di
queste ombre avesse anche una minima consistenza, come non nutrire il sospetto
(vedete come è mite la parola) che alcuni di noi siano parte del problema, e
non della soluzione del problema, se il problema è davvero l'opposizione? C'è
un'altra questione. Berlusconi e il suo potere mediatico totalitario sono
sempre sul fondo di ogni questione italiana, specialmente se riguarda
l'informazione. Però non è Berlusconi ad aver detto "grazie, Padellaro, va
bene così". E anche "grazie, Unità, ma sempre la stessa musica ci ha
stufato". Mi sembra più ragionevole pensare che tutto ciò sia nato
nell'ambito del Partito Democratico. Si sentiva sfasato rispetto all'Unità (o,
viceversa, "un giornale che non ci rappresenta")? Se è così il
problema che ha di fronte a sé il nuovo direttore non è facilissimo: fare una
cosa che non è il Foglio, che non è il Riformista, che non è Europa, che non è
l'Unità di adesso, e, ovviamente, non è né il manifesto né Liberazione. Auguri,
davvero. Ma se è così, resta da spiegare tutto questo silenzio nell'ambito del
Pd. Quale sarà stata la ragione, discrezione, cautela, segretezza, a
consigliare di non dire una sola parola ad alcuno degli interessati, compresi
quelli che, come me, sono lì a un passo, in Parlamento? Come vedete, nessuna di
queste questioni riguarda la persona cui tocca il nuovo mandato. Ma se questo
fosse un giornale a fumetti, si vedrebbe un fumetto grande come una casa con un
vistoso punto interrogativo sulla testa. Spiace non sapere dove indirizzare la
domanda. Ma più ci si pensa e più sei costretto a inquadrarla dentro la storia
del Pd (anche il Pd comincia ad avere una storia), non dell'editore. Forse uno
spunto di ottimismo potrebbe essere questo: finalmente il Pd comincia a
prendere decisioni. Forse non è la prima decisione che dodici milioni di
italiani che hanno votato centrosinistra si aspettavano, mandare a casa
Padellaro, e con lui, fatalmente, qualche firma della Unità rinata, della serie
rifondata dopo la fondazione di Gramsci. A questo punto non resta che vedere
come la situazione si ambienterà con le altre decisioni del prossimo futuro.
Qual è la linea del più grande partito di opposizione che più si armonizza con
questo deliberato e netto gesto di "discontinuità" (per usare una
delle parole chiave della politica. L'altra sarebbe, se Padellaro ed io
parlassimo politichese, chiederci - come Chiamparino - "ma noi siamo una
risorsa?")? * * * Certo il momento è strano. Ti muovi in un paesaggio da
fantascienza popolato di mutanti. A Milano il più importante simbolo
istituzionale del Pd, il presidente della Provincia Penati, improvvisamente
dichiara: "Con la Lega Nord è possibile fare un lavoro importante per
Milano". E noi che pensavamo che la Lega Nord fosse impegnata soprattutto
a sfrattare le Moschee e a proibire luoghi di preghiera per gli immigrati
islamici. A Firenze la prima Festa Nazionale del Partito Democratico è dedicata
a Bossi, Tremonti, Bondi, Fini, Matteoli, Frattini, Maroni. Praticamente tutto
il governo che già domina tutte le televisioni. Prima di giudicare il senso
politico c'è da domandarsi, in senso elementare e prepolitico: perché? Una Festa
di partito costa, e costa ancora di più per un partito lontano dal potere e dai
benefici del potere. Perché il nostro ospite d'onore deve essere Bossi, invece
del giovane angolano picchiato a sangue da un branco di ragazzi italiani a
Genova? Perché dobbiamo festeggiare Tremonti invece di ascoltare il macchinista
delle Ferrovie dello Stato licenziato per avere fatto sapere che il treno
Eurostar che stava manovrando, si è spezzato (e per fortuna non c'erano
passeggeri)? Perché invitare Maroni invece di Xavian Santino Spinelli, il Rom
italiano docente universitario, che rappresenta la sua gente (dunque anche la
nostra: i Rom sono in buona parte italiani), ma rappresenta soprattutto i
bambini forzati al trauma delle impronte digitali? Perché tutti in piedi per
Frattini invece di accogliere cittadini osseti e georgiani, testimoni di una
breve, sporca guerra di cui ancora sappiamo nulla, se non che uno dei
protagonisti spietati, Putin, è il miglior amico di Berlusconi? Perché avere sul palco Matteoli invece dei lavoratori dell'Alitalia, che avrebbero dato voce alla paura del loro futuro, reso ormai
quasi impossibile dalla falsa promessa (capitali italiani, forse anche capitali
dei suoi figli) del candidato Berlusconi? Ma la danza dei mutanti continua. Mi
devo rendere conto che il maggiore partito di opposizione, di cui sono parte,
produce tutto in casa, con una autonomia che sarebbe sorprendente se non fosse
come un autobus che salta la fermata lasciando a terra la folla dei viaggiatori
in attesa. Il più grande partito di opposizione produce da solo il dialogo,
benché Berlusconi attraversi la scena pronunciando frasi altezzose e
insultanti. Benché alzi ogni giorno il prezzo di un ambito contatto con lui. Il
Pd produce da solo una cordiale collaborazione con la Lega, nonostante la
caccia agli immigrati, il reato di clandestinità, le botte ai
"negri", l'orina di maiale (iniziativa di Calderoli) sul terreno in
cui si doveva costruire una Moschea, la proclamazione fatta da Borghezio - in
occasione delle Olimpiadi - della superiorità della razza padana (parlava della
nuotatrice Pellegrini come di una mucca). Invita e festeggia Bossi proprio
quando lui dice (ripetendo con sempre maggiore frequenza la minaccia): "O
si fa il federalismo come dico io o il popolo passerà alla maniere
spicce". Produce da solo una certa ostilità verso giudici, una denuncia
quasi quotidiana del "giustizialismo" (sarebbero coloro che
sostengono il diritto dei giudici di non essere insultati e di non essere
costretti al silenzio). Dice Luciano Violante a La Stampa (22 agosto) che i
magistrati "conducono una battaglia di solo potere". Sono gli stessi
magistrati definiti "dementi" dal primo governo Berlusconi e
"cloaca" dal presente titolare di Palazzo Chigi. Ma a quanto pare la
volontà di dialogo supera questi dettagli. Si forma una cultura che trova
normale lo "stato di emergenza" che ha indotto a far presidiare le
strade delle città italiane dai soldati come se fossero in Pakistan, trova
normale che Berlusconi si vanti di avere parlato 40 minuti con Putin senza far
sapere al Paese o almeno al Parlamento una sola parola di quel suo dialogo
(finalmente dialoga con qualcuno). E trova normale che - mentre scoppia la
guerra in Georgia che potrebbe contrapporre Stati Uniti e Russia, Nato e impero
di Putin (e di Sardegna)- il ministro degli Esteri resti in vacanza mentre i
suoi colleghi europei si incontrano in una riunione di emergenza. O forse è
stato un grande, scoperto favore all'amico Putin (dimostrare che la crisi non
era così grave), tanto è vero che il ministro Frattini riferirà al Parlamento
(Commissioni estere Camera e Senato) soltanto il 24 agosto, dopo avere
partecipato alla Festa del Partito democratico come ospite d'onore. Si forma
una cultura, abbiamo detto, fatta di buone maniere e di acquiescenza al
governo, sia pubblico (Berlusconi) che privato (Mediaset). Questo spiega la
necessità che sia Enrico Mentana a intervistare Veltroni in un grande incontro
finale a conclusione della Festa del Pd. E spiega l'annuncio di Lilli Gruber,
deputata europea di primo piano e importante giornalista italiana: sarà
Berlusconi a scrivere la prefazione del suo nuovo libro sulle donne dell'Islam.
Chi altro? Con l'aria che tira è già una conquista democratica che quella
prefazione non sia stata commissionata a Borghezio. * * * Mi ha colpito la
notizia che alla Festa del Partito democratico di Firenze ci saranno
collegamenti con la "Convention" del Partito Democratico americano di
Denver. Spero che spiegheranno perché, a quella festosa assemblea di militanti
politici di opposizione, non sia stato invitato e applaudito e festeggiato, per
un bel dialogo, il vicepresidente Cheney, l'uomo delle false prove della guerra
in Iraq. O qualche "neo-con" di rilievo, di quelli che amano
Guantanamo e le maniere forti. Qualcuno - spero - spiegherà che gli americani,
nel loro Partito Democratico, sono un po' più rozzi degli italiani: quando
fanno opposizione, fanno opposizione. E quando vogliono essere eletti contro
qualcuno che - secondo loro - ha fatto danno al Paese, prendono le distanze,
dicono cose diverse, invitano e ascoltano le loro migliori voci, quelle più
vibranti e appassionate, non quelle dei Repubblicani che intendono sconfiggere.
Inoltre sanno - ma forse anche questo è un segno della loro cultura elementare
- che i loro leader non si fanno intervistare dai giornalisti della Fox
Television, alcuni bravissimi ma tutti di destra. In tanti vanno alla
convenzione democratica, scrittori, registi, celebrità delle grandi università
e dello spettacolo. Ma sono tutti testardamente democratici. Vanno tutti per
parlare di pace, non di guerra, di poveri, non di ricchi, di affamati del mondo
e di crisi del pianeta, di bambini da salvare e di medicine salva-vita di cui
bisogna abbattere i prezzi. Certo, l'America non è un Paese perfetto. Anche là
ci sono tanti Giovanardi e tante Gelmini. Ma (a differenza di quanto avviene
nell'altra festa del Pd italiano, quella di Modena) i democratici americani non
li invitano. Saranno primitivi ma (se starà bene) vogliono Ted Kennedy. E se
Ted Kennedy starà bene dirà tutto quello che pensa con l'irruenza che l'America
democratica ammira da mezzo secolo, e che da noi si chiama "politica
urlata" e irrita molto persino Ritanna Armeni, ma solo se è "politica
urlata" di sinistra. * * * Ecco le ragioni del mio disorientamento nel
Partito Democratico che ho contribuito a creare partecipando anche alle
primarie ("Sinistra per Veltroni") e nel quale adesso non so dove
mettermi, perché ogni spazio è occupata da un ministro ombra che intrattiene la
sua educata, amichevole conversazione col ministro-ministro. Ognuno di essi (i
ministri-ministri) è occupato a prendere impronte, a presidiare le strade
italiane con l'esercito, a insultare i giudici. Ma comunque appaiono come
statisti mai smentiti e sempre in grado di incassare apprezzamenti (oltre che
inviti alle nostre Feste) e di dire l'ultima parola in ogni radio e in ogni
televisione. La descrizione perfetta è di Nadia Urbinati (la Repubblica, 20
agosto) "Questa Italia assomiglia a una grande caserma, docile, assuefatta,
mansueta. Che si tratti di persone di destra o di sinistra, la musica non
sembra purtroppo cambiare: addomesticati a pensare in un modo che sembra
diventato naturale come l'aria che respiriamo. Come bambini siamo fatto oggetto
della cura di chi ci amministra. E come bambini bene addomesticati diventiamo
così mansueti da non sentire più il peso del potere. È come se, dopo anni di
allenamento televisivo, siamo mutati nel temperamento e possiamo fare senza
sforzo quello che, in condizione di spontanea libertà, sarebbe semplicemente un
insopportabile giogo". Quanto sia esatto ciò che scrive Urbinati lo
dimostra questa e-mail appena ricevuta: "Attento, alla sua età è
pericoloso agitarsi. Ma comunque la sua perdita nessuno la noterebbe,
insignificante comunista. Si spenga serenamente come giornalista e
scribacchino. L'umanità e l'Unità le saranno grate eternamente".
Curiosamente la e-mail mi è giunta mentre una collega - che preparava un pezzo
sul cambiamento in questo giornale -, mi chiedeva: "Ma temi la normalizzazione
de l'Unità?". La mia risposta meravigliata è stata che a me questa Unità
appare un giornale normale. Un normale, intransigente, preciso giornale di
opposizione. La storia del suo e del nostro futuro è tutta qui, fra questa
"normalità", la descrizione di Nadia Urbinati e la e-mail che ho
trascritto e che offre una bella testimonianza del ferreo contenitore culturale
in cui ci hanno indotti a vivere. Non resta che attendere il nuovo giornale.
furiocolombo@unita.it.
( da "Repubblica, La" del 24-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Milano
LE SORPRESE DI SETTEMBRE Guida per il rientro in città tra misure antitraffico
esami di riparazione e decisioni per la politica Dagli aumenti alla ztl
Rinviata in extremis di una settimana l'apertura degli asili comunali. Parte la
chiusura alle auto di via Paolo Sarpi Tra oggi e domani in trecentomila tornano
dalle ferie estive: dietro l'angolo la stangata su prezzi e tariffe Smog. Era
andato in vacanze per tre settimane, come la maggior parte dei milanesi e dei
mezzi pubblici della città. Ma da domani si ricomincia: ritorna l'Ecopass, dal
lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30. E ritorna il rischio di prendere una
multa se si attraverseranno i varchi elettronici della Cerchia dei Bastioni con
un'auto inquinante senza aver pagato il ticket. In attesa di una decisione
diversa di Palazzo Marino, rimane prorogata fino al 31 dicembre, invece,
l'esenzione per i veicoli Euro 4 diesel. Le telecamere si riaccendono in
concomitanza con l'aumento dei mezzi pubblici, ma anche del traffico e del
Pm10. Anche se per ora, più che di pollution charge, un pedaggio
anti-inquinamento, si dovrebbe parlare di Ecopass come di una congestion
charge. Dopo i primi mesi di sperimentazione, i dati raccontano un maggiore
impatto sul traffico rispetto allo smog. (a. gall.) Zona a traffico limitato. I
lavori per installare le cinque telecamere che presidieranno l'area sono partiti
due settimane fa. L'obiettivo è essere pronti per la fine di settembre, quando
dovrebbe partire la ztl di Chinatown, sfrattando i carrellini dei grossisti
cinesi da via Paolo Sarpi. è la novità di quest'autunno e di un piano di aree
pedonali che rimane sulla carta. Come l'isola pedonale dei Navigli: per ora è
un esperimento estivo che si concluderà il 28 settembre. Anche in via Sarpi si
traccerà un primo bilancio dopo sessanta giorni. Dai primi di ottobre - ma il
Comune deve ancora comunicare i dettagli - potranno transitare nell'area
protetta (escluse via Lomazzo, Morazzone e Giordano Bruno) solo le auto dei
residenti e i taxi. Il carico e scarico sarà consentito dalle 19.30 alle 24,
dalle 5 alle 7.30 e probabilmente tra le 11 e le 13. Tra le proteste dei
commercianti cinesi. (a. gall.) Inter. Finora ha vinto tutte le conferenze
stampa e anche i trofei all'estero. Ora Josè Mourinho dovrà iniziare a vincere
anche le partite vere. Si comincia stasera a San Siro con la Supercoppa, come
sempre con la Roma, si prosegue il
( da "Repubblica, La" del 24-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XI - Bari A
Palese gli americani di Skyone I Boeing dei charter di lusso scelgono Bari come
base europea Tra i progetti anche una scuola di pilotaggio Finanziamenti dal
governo Usa PIERO RICCI Un aeroporto a stelle e strisce. Come la bandiera degli
Usa. Perché il quartier generale di Skyone, la compagnia di charter extra lusso
che ha messo gli occhi sul sistema aeroportuale pugliese, si trova dall'altra
parte dell'Atlantico, nella Carolina del Sud, ma ha tanta voglia di collocarsi
anche a queste latitudini. Fare il salto di qualità, conquistare nuovi mercati
e prenotare un posto in prima fila in quella piattaforma logistica puntata
verso Est, che è l'Italia e, in Italia, la Puglia. "Sì, è vero ci sono
stati i primi contatti", conferma a denti stretti l'amministratore unico
di Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola. "Ma guardate, è qualcosa che
non chiamerei nemmeno un'opportunità: un'ipotesi". In realtà, una trattativa
tra la compagnia americana, che ha un suo referente in Italia, e la società
della Regione Puglia che gestisce gli scali aeroportuali pugliesi è in corso. I
primi contatti ci sono stati nella primavera scorsa e nelle ultime settimane
avrebbe raggiunto una fase piuttosto avanzata con la negoziazione delle tariffe
che gli americani devono all'ex Seap. Di certo Skyone vuole radicarsi nell'area
del Mediterraneo, e complici le alterne vicissitudini di Alitalia, sbarcare in Puglia come compagnia low cost ma di gran lusso. Un
salto di qualità, dopo aver scorrazzato in lungo e in largo per i cinque
continenti vip del calibro di Bob Dylan, Bruce Springsteen, Phil Collins,
Robbie Williams, Spice Girls e Rolling Stones, in giro con le rispettive
tournée internazionali. La nuova aerostazione di Palese risponderebbe
alle loro esigenze: intanto vorrebbero affittare qualche ufficio per diventare
operativi con i primi voli intercontinentali per New York e Miami già dal
prossimo dicembre con prezzi assolutamente concorrenziali: 1.300 euro andata e
ritorno, ma con aerei attrezzati solo come all business. Il Boeing 777
costruito per 400 posti, nella versione Skyone ne avrebbe la metà. E anche il
( da "Manifesto, Il" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
A fine settimana liquidazione e nuova società? Fr. Pi. Per l'Alitalia arriva l'ora della
mannaia. Nei giorni di ferragosto avrebbe preso definitivamente forma il piano
studiato dall'advisor e principale azionista della Nuova Alitalia,
IntesaSanPaolo.
Stando alle indiscrezioni pubblicate su diversi giornali, alla fine della
prossima settimana l'attuale compagnia sarà messa in liquidazione (complice
anche un bilancio negativo da record), per risorgere il lunedì successivo come
"una Fenice dalle sue ceneri". Naturalmente perdendo parecchi pezzi,
tra cui un quarto dei dipendenti (i 5.000 licenziamenti già
"promessi" da Berlusconi). Le Alitalia a
quel punto diventerebbero due: una good company che mantiene tutte le attività
in attivo dell'attuale gruppo, e una bad company destinata a caricarsi delle
passività, chiudendo la corsa in pochi e dolorosi passi. La prima dovrebbe
avere come amministratore delegato Rocco Sabelli, già protagonista del rilancio
della Piaggio acquistata da Colaninno. E proprio quest'ultimo appare come il
vero protagonista industriale della "cordata italiana" messa insieme in
mesi di trattative. Alla testa della società da liquidare, invece, verrebbe
chiamato in qualità di commissario Augusto Fantozzi, ex ministro diniano e
prodiano, ritenuto in grado di trovare consensi bipartisan a livello politico e
una benevola comprensione da parte del sindacato (la Cisl, soprattutto, del suo
amico Raffaele Bonanni). Il dispositivo immaginato è reso possibile da una
rivisitazione della legge Marzano (già utilizzata per il salvataggio di
Parmalat), ma il modello di riferimento è la vicenda del Banco Ambrosiano,
venticinque anni fa. Non manca l'elemento di continuità: fu proprio Giovanni
Bazoli, attuale presidente di IntesasanPaolo, ad architettare il salvataggio
della banca che Roberto Calvi aveva portato al dissesto. Le uniche preoccupazioni
dei ristrutturatori non riguardano i lavoratori (è previsto un uso massiccio
degli ammortizzatori sociali, anche se non si sa quanto possano coprire una
platea fondamentalmente giovane, causa le numerose riduzioni di personale
operate negli ultimi anni), ma azionisti e sottoscrittori di obbligazioni. Il
valore attuale delle azioni è di fatto zero, mentre i possessori dei
"Mengozzi bond" emessi qualche anno fa potrebbero farsi saltare la
mosca al naso e adire vie giudiziarie. Tutta da esplorare, infine, la via delle
alleanze con partner stranieri forti. Chiusa (e male) la partita con Air
France, l'unica alternativa potrebbe diventare Lufthansa, che si dice come
sempre non interessata. Ancora più drastico il disinteresse esibito da British
Airways. L'aumento del prezzo dei carburanti sta infatti strangolando tutte le
compagnie internazionali (25 sono fallite, fin qui), mentre i biglietti più
cari e la crisi economica stanno già riducendo il numero globale dei
passeggeri. Anche stavolta, insomma i "miracoli" di Berlusconi
rischiano di restare soltanto parole da campagna elettorale.
( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti LA MISSIONE
DIMENTICATA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) In Italia, paese senza
"grandeur" dove i ministri sono i primi a sbeffeggiare alla bandiera
nazionale, il segnale della fine della ricreazione lo dà la voce gentile ma ferma
della ministra dell'istruzione pubblica: cinque in condotta, grembiulino per i
piccoli e gerarchia per tutti. Gli insegnanti meridionali in particolare sono
nell'occhio del ciclone: abbassano la qualità della scuola italiana, dovranno
fare corsi di riqualificazione. I mezzi? li daranno i risparmi sugli sprechi.
Non è un messaggio confortante, anzi sembra proprio confermare quello che ha
scritto Galli della Loggia (Corriere della sera, 21 agosto) sul sostanziale
disprezzo con cui i ministri attuali guardano alla scuola. Hanno ragione?
secondo lui sì, perché la scuola italiana non ha al suo centro "un'idea,
una visione generale del mondo". Tra la minuteria pedagogica della
ministra e la visione del mondo c'è posto per tutte le nostre lagnanze. Quando
si parla della scuola è facile evadere nelle opposte direzioni delle grandi
prospettive ideologiche e della minuta quotidianità. Da tempo i ministri che si
succedono, in mancanza di risorse, si limitano a ritocchi dell'intonaco invece
di verificare lo stato delle fondamenta e dei muri portanti: non c'è ministro
che non abbia modificato il sistema dei voti o la formula degli esami di
maturità. Sullo sfondo si svolge il grande dibattito ideologico ed è sempre
pronto a riaccendersi lo scontro fra laici e cattolici, fra scuola statale e
scuola privata. Oggi la scuola statale è la grande accusata. Se ne ricerca il
cuore identitario: che deve "aprirsi al contesto territoriale",
afferma la ministra; deve riappropriarsi di "un'idea del nostro passato",
dice più ambiziosamente Galli della Loggia. In materia di ideologie, a costo di
apparire del tutto fuori tempo tra i cultori di questa "incerta
modernità", vorremmo ricordare la frase di un filosofo che era di moda
citare in un non lontano passato: non è la coscienza a determinare le
condizioni sociali, sono le condizioni sociali a premere in modo determinante
sulla coscienza. Dalle condizioni sociali in cui si svolge la scuola nasce una
disaffezione profonda e diffusa; nasce anche un minaccioso processo di
produzione di disadattati. Gli studenti che si preparano a tornare a scuola
troveranno ancora una volta edifici malconci, docenti demotivati e mal pagati;
non potranno contare sulla biblioteca della scuola per studiare ? anche se
tutti sanno che è la biblioteca pubblica il luogo dove si impara a studiare, a
confrontare le idee, a informarsi liberamente. Le famiglie dovranno ancora una
volta acquistare chili e chili di libri: e non sarebbe un gran male, anche se
nel nostro paese la spesa in libri scolastici appartiene al genere voluttuario
ed è vissuta come una violenza intollerabile da chi è pronto a fare ogni genere
di sacrifici per i consumi voluttuari dei figli, incluse auto dalla potenza
assassina. Ma il fatto è che quei libri si chiamano "di testo", sono
quelli che i professori "adottano" (talvolta dopo averli partoriti) e
sono destinati a morire dopo un anno o poco più, sostituiti da stampe
"aggiornate" da un'industria editoriale che è facile criticare ma che
nessuno vuole in realtà sostituire. è più facile prendersela coi sintomi che
affrontare le cause della malattia. Una malattia che avanza: oggi il libro di
testo ha proliferato ben al di là delle scuole secondarie e ha messo radici
all'università, come prodotto della famigerata formula del 3x2. Dunque libro di
testo e telefonino saranno ancora gli strumenti scolastici, il primo desueto,
ingombrante, spesso mai aperto, il secondo pronto a sfornare compiti già fatti
senza bisogno di perdere tempo nell'aula dei computer ? che dovrebbe esserci ma
in genere non c'è. Ma il punto è un altro: che cosa attende il giovane al
termine dei suoi studi, quando la rivoluzione del sistema in atto gli dirà con
un voto finalmente e chiaramente espresso in numeri se ce l'ha fatta o no?
quale immagine del suo futuro gli propone il luogo deputato agli studi e alla
disciplina sociale? è qui che si deve misurare la salute della scuola come
sistema di promozione del paese, nelle aspettative che suscita e nelle risposte
che dà. Oggi tutti sanno che il sistema sfocia sul vuoto. Lo sanno per primi i
giovani. La società italiana non premia i migliori. A nessun livello. Per gli
impieghi pubblici, più degli studi valgono le reti del potere locale e
nazionale e la forza delle corporazioni di ogni genere. E non parliamo del
potere economico, che seleziona e forma le nuove leve che gli servono senza
tener conto dei percorsi scolastici. Nemmeno la scuola di ogni ordine e grado
funziona più col sistema dei concorsi. E non sembra che ci si muova nel senso
giusto per cambiare le cose. Non è il caso di ripetere quel che è stato detto
tante volte. Certo, quando uno scienziato vince il Nobel è bello scoprire che
ha i genitori italiani. Ma perché oltre ai geni ereditari quell'italiano non ha
trovato qui un sistema in grado di farlo crescere? e dove vanno oggi gli italiani
che vogliono davvero studiare? il mondo è aperto, oggi: andare per il mondo a
costruire la propria vita è quello che tutti cercano di fare. C'è anche
un'emigrazione intellettuale accanto a quella dei disperati in cerca di lavoro.
Ebbene, il nostro paese ha un saldo intellettuale deficitario: vede partire i
migliori e intercetta solo una frangia trascurabile del grande movimento
migratorio di cervelli in cerca di formazione qualificata. Per questo si pone
oggi da noi con speciale, drammatica e poco avvertita urgenza il problema dei
finanziamenti destinati alla formazione e alla ricerca. Che sono scarsi lo
sappiamo. Che saranno ancora minori in futuro è già stato detto. Ma qual è, se
esiste, il criterio delle erogazioni? in questa stagione vediamo spuntare nella
pubblicità dei quotidiani tante sigle di scuole "alte",
"eccellenti", mentre la cronaca ci informa sullo stato comatoso di
antiche università che si dibattono in drammatici problemi di bilancio,
aumentano le tasse degli studenti, riducono i servizi, minacciano fallimento.
Si parla di fondazioni; e viene in mente il disastro dell'Alitalia e della sua "bad company". Vedremo. Certo, le
università non sono società calcistiche. Se lo fossero qualcuno si
preoccuperebbe. Statene sicuri. In una situazione come questa tornare a
ricercare nell'identità nazionale italiana l'anima perduta della scuola è una
fuga verso un passato concluso. La scuola italiana ha conosciuto il suo
momento migliore non quando ha indottrinato gli italiani al culto dei martiri
risorgimentali o alla mistica del fascismo, ma quando ha dato ai figli delle
classi popolari gli stessi strumenti per comunicare che fino ad allora erano
riservati alle classi dominanti. Giuseppe Di Vittorio studiava il vocabolario
cercando di impadronirsi di tutte le parole come strumenti essenziali nella
lotta per i diritti dei lavoratori, Don Milani apriva ai suoi scolari la via
del riscatto sociale attraverso un duro lavoro sui linguaggi, quello della
letteratura e quello della matematica. Oggi la sfida che si presenta alla
rinnovata scuola pubblica è ancora una volta la promozione sociale dei figli di
quelle diverse culture che abitano la penisola e che saranno la società
italiana di domani. Ed è ancora alla scuola che si deve ricorrere come l'unica
agenzia capace di creare l'unità del paese non comunicando messaggi identitari
precostituiti nei laboratori pedagogici di un qualche ministero ma promuovendo
la partecipazione alla vita democratica di una società aperta attraverso la
conoscenza e la tutela dei diritti umani: una scuola che sia capace di far
apprendere ai suoi studenti i linguaggi necessari per accedere al possesso e al
rispetto del grandissimo patrimonio culturale italiano come un'eredità vivente.
è nella libertà e nell'apertura al dialogo accanto al duro e severo lavoro
dell'apprendimento che la scuola pubblica può tornare a essere il luogo di
formazione indispensabile per una moderna democrazia: un luogo dove la ricerca
sia aperta e non chiusa dogmaticamente su identità territoriali, regionali, confessionali,
calate dall'alto, sorvegliate da agenzie ideologiche dominate dal sospetto e
dalla volontà di dominio: o peggio ancora, sorvegliate dai tutori di localismi
tanto feroci quanto fondamentalmente stupidi, incredibilmente stupidi, pronti
come sono a credere che il male venga da fuori, che la qualità degli insegnanti
sia delimitata da confini regionali e da latitudini geografiche.
( da "Giornale.it, Il" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
E' capitato, in
qualche post, di parlare un tema fondamentale e delicato come quello
dell'educazione dei figli. Ora un caro amico, Giovanni Scirocco, mi segnala
questo brano di Natalia Ginzburg, che propongo sul blog perché offre molti
spunti di riflessione: Per quanto riguarda l'educazione dei figli, penso che si
debbano insegnar loro non le piccole virtù, ma le grandi. Non il risparmio, ma
la generosità e l'indifferenza al denaro; non la prudenza, ma il coraggio e lo
sprezzo del pericolo; non l'astuzia, ma la schiettezza e l'amore alla verità;
non la diplomazia, ma l'amore al prossimo e all'abnegazione; non il desiderio
del successo, ma il desiderio di essere e di sapere. Di solito invece facciamo
il contrario: ci affrettiamo a insegnare il rispetto per le piccole virtù,
fondando su di esse tutto il nostro sistema educativo. Scegliamo, in questo
modo, la via più comoda: perché le piccole virtù non racchiudono alcun pericolo
materiale, e anzi tengono al riparo dai colpi della fortuna (.) L'educazione
non è che un certo rapporto che stabiliamo fra noi e i nostri figli, un certo
clima in cui fioriscono i sentimenti, gli istinti, i pensieri. Ora io credo che
un clima tutto ispirato al rispetto per le piccole virtù maturi insensibilmente
al cinismo, o alla paura di vivere. Le piccole virtù, in se stesse, non hanno
nulla da fare col cinismo, o con la paura di vivere: ma tutte insieme, e senza
le grandi, generano un'atmosfera che porta a quelle conseguenze (.) Il modo di
esercitare le piccole virtù, in misura temperata e quando sia del tutto
indispensabile, l'uomo può trovarlo intorno a sé e berlo nell'aria: perché le
piccole virtù sono di un ordine assai comune e diffuso tra gli uomini. Ma le
grandi virtù, quelle non si respirano nell'aria: e debbono essere la prima
sostanza del nostro rapporto coi nostri figli, il primo fondamento
dell'educazione. Inoltre, il grande può anche contenere il piccolo: ma il
piccolo, per legge di natura, non può in alcun modo contenere il grande.
Domanda a tutti voi: la Ginzburg ha ragione? Personalmente ritengo la citazione
bella ma un po' troppo in bianco e nero. Seguendo quel che dice la Ginzburg si
rischia di far crescere dei piccoli esaltati, fuori dal mondo; d'accordo sulla
necessità di coltivare l'amore, la generosità, l'abnegazione, ma ritengo che
queste siano virtù ancora più grandi se abbinate all'equilibrio interiore e
all'armonia con se stessi. Questa è, secondo me, la vera sfida. Scritto in
Italia, Varie Non commentato " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di
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( da "Repubblica, La" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Alitalia, decolla il piano Fenice L'ad
"in pectore" Sabelli presenta il progetto alla cordata italiana
Colaninno verso la presidenza forte Ma restano i nodi degli esuberi e della
Marzano ETTORE LIVINI MILANO - Sarà Rocco Sabelli, nel ruolo di ad in pectore
della nuova Alitalia, a gestire
oggi il primo incontro formale dei soci della cordata italiana pronta a
presentare un'offerta
vincolante per il salvataggio della compagnia. Banca Intesa riunirà infatti gli
imprenditori che hanno messo sul tavolo la propria disponibilità
all'operazione, garantendo una cifra non troppo lontana da un miliardo di euro.
Il primo passo di una settimana che si preannuncia decisiva per la Magliana:
giovedì il governo ? salvo sorprese ? approverà il decreto legge ad hoc per la
modifica della Marzano in consiglio dei ministri. E venerdì, assieme ai conti
semestrali, il cda dell'aerolinea ? con i manager garantiti da una manleva dal
Tesoro ? dovrebbe approvare la procedura di amministrazione straordinaria
spianando la strada alla morte della vecchia Alitalia
(finirà commissariata assieme ai suoi debiti e alle attività in perdita) e alla
nascita della nuova. Il primo appuntamento, quello di oggi tra i soci privati,
dovrebbe filar via abbastanza liscio. Sabelli illustrerà il piano Fenice messo
a punto da Banca Intesa che prevede un'offerta per la parte "sana" di
Alitalia e per il pacchetto di controllo di Air One,
valutata circa 300 milioni. Il parterre degli azionisti è già quasi definito.
Roberto Colaninno ? che era in attesa di segnali forti sul fronte del socio
internazionale ? sembra aver sciolto la riserva, convinto dai primi contatti con
Lufthansa (anche se per un'intesa ci vorrà del tempo). Anzi il numero uno della
Piaggio potrebbe mettere mano al portafoglio per un investimento consistente,
ritagliandosi il ruolo di presidente "forte". Nel capitale della
nuova Alitalia dovrebbero entrare Benetton, Gavio,
Ligresti, Aponte, Riva, il fondo Clessidra e forse anche i Fossati. Carlo Toto
deve invece ancora decidere se entrare o farsi da parte, fermo restando che
venderà Air One alla cordata italiana. La presentazione vera e propria dell'offerta
però non sarà oggi. La cordata italiana ha vincolato infatti la proposta alle
modifiche normative necessarie per dividere in due Alitalia,
evitando di ereditare i guai della vecchia gestione. Il piano Fenice potrebbe
quindi decollare già venerdì, con l'invio della proposta d'acquisto di rami
d'azienda al cda o più tardi, girandola al nuovo commissario. Sistemati i
tasselli economico-finanziari, resta però la grande incognita delle reazioni
dei sindacati. Il piano Fenice prevede tra i 5 e i 7mila esuberi. Ben più di
quelli previsti dal vecchio piano di Air France. Banca Intesa ha con
discrezione sondato le maggiori organizzazioni di rappresentanze dei
lavoratori, forte anche dell'impegno del governo a gestire i tagli con tutti
gli ammortizzatori sociali disponibili. "Meglio qualche migliaio di
esuberi che i 20mila se si dovesse chiudere Alitalia",
ha detto Berlusconi. Ma certo un atteggiamento conflittuale dei lavoratori (c'è
da mettere in conto anche le reazioni dei dipendenti Air One) potrebbe
raffreddare gli interessi della cordata italiana aumentando i rischi di
fallimento. Un'altra incertezza è quella legata alle reazioni dei vecchi
azionisti, degli obbligazionisti e dei creditori della cosiddetta bad company.
Destinati con ogni probabilità a ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. In
questo caso potrebbero partire le carte bollate e proprio per questo Aristide
Police, il numero uno della compagnia, ha chiesto al governo un lasciapassare
che lo mettesse al riparo da offensive legali prima di dare l'ok all'ultimo
bilancio della vecchia Alitalia.
( da "Unita, L'" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Conti in rosso e leggi ad hoc, Alitalia tenta un nuovo
decollo Settimana decisiva per la compagnia. Il governo pronto alla revisione
della Marzano. Il 29 la semestrale di Roberto Rossi/ Roma Giovedì 28 il
consiglio dei ministri, venerdì 29 il consiglio di amministrazione della
compagnia. Il
destino di Alitalia, dopo mesi di trattative, annunci,
promesse, polemiche e ritardi, dovrebbe giocarsi tutto in questi due giorni.
"La prossima è la settimana decisiva - ha detto il ministro delle
Infrastrutture Altero Matteoli - il 29 c'è il cda, dobbiamo presentare una
soluzione prima di quella data. I privati che partecipano all'operazione ci
sono, le banche anche, dobbiamo trovare una compagnia come partner".
Compito non facile. Il cda di Alitalia avrebbe dovuto
esaminare i disastrati conti del semestre il 9 agosto. La riunione è stata poi
rinviata per una serie di ragioni. La prima è quella di rasserenare il clima
intorno alla compagnia evitando proteste e scioperi visto che agosto è un mese
tradizionalmente impegnato e critico. La seconda, e non meno importante, è di
dare materialmente il tempo per preparare una revisione delle legge Marzano. Un
intervento ad hoc, varato appunto dal Consiglio dei ministri del 28, che
permetta l'attuazione del Piano Fenice, e cioè il piano di salvataggio ideato
da Intesa Sanpaolo su incarico del governo. Che prevede la divisione in due del
gruppo. Da un lato la parte operativa di Alitalia, da
integrare con Air One in una nuova società sostenuta da una cordata italiana -
tutelata giuridicamente dalla "nuova Marzano" -, dall'altro quel che
resta: una "bad company" con il macigno dei debiti e degli esuberi.
Una società che andrebbe liquidata passando probabilmente per il
commissariamento (anche questo indicato dalla "nuova Marzano").
Questo sarà il capitolo più difficile da gestire. In ballo ci sono settemila esuberi
che potrebbero anche diventare molti di più. Il Tesoro, secondo indiscrezioni,
avrebbe pensato di affidare questo incarico a Massimo Varazzani, che in passato
è stato anche amministratore dell'Enav. Nei giorni scorsi si è parlato anche di
Guido Rossi, dell'ex ministro Fantozzi, o dello stesso presidente di Alitalia Aristide Police. Per completare il quadro del Piano
Fenice è ancora da riempire la casella dell'alleanza internazionale. A inizio
agosto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva accennato a
trattative in corso. C'è l'ipotesi Lufthansa per un ingresso nell'azionariato
con una quota di minoranza, ma anche quella di Air France-Klm se l'accordo si
limitasse ad un rafforzamento della collaborazione commerciale. British Airways
invece si è tirata fuori. Accordi che potrebbero non bastare. Il caro petrolio
sta rivoluzionando il mercato aereo. Per sopravvivere molte compagnie scelgono
di fondersi (vedi British - Iberia). Alitalia
l'occasione l'ha persa lo scorso marzo.
( da "Corriere della Sera" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-08-25 num: - pag: 31 autore: di
MICHELE SALVATI categoria: REDAZIONALE ECONOMIA SOCIALE DI MERCATO Le regole
liberali e la tutela dei soggetti deboli SEGUE DALLA PRIMA Il mercato ha regole
che vanno rispettate e le eccezioni (Alitalia, servizi pubblici locali e
quanto passa il convento del nostro Paese) vanno escluse, se non passano il
test di una giustificazione rigorosa. "Socialità" alla Ludwig Ehrard
vuol dire che, nel pieno rispetto del mercato e della concorrenza, e con
politiche fiscali universalistiche, i ceti più deboli devono essere protetti
dalle peggiori avversità del ciclo economico. Liberalismo, sì, ma assai
diverso da quello americano, per il quale consiglio l'impressionante lettura di
Supercapitalismo, di Robert Reich. Un liberalismo, quello auspicato da Monti,
meno tollerante nei confronti di divaricazioni estreme nella distribuzione del
reddito e delle chances di vita; ma anche meno interventista, discrezionale e
distorsivo rispetto alle regole di mercato. Chi è il più liberale? Rimaneva
poco spazio a Monti e ne rimane ancor meno a me, per affrontare il quarto tema:
siccome lo stesso Tremonti preannuncia per settembre una discussione
sull'economia sociale di mercato, come si confronta con questo ideale
l'effettiva azione di governo? Monti riconosce agevolmente i meriti del
ministro dell'Economia nell'impostare e far rispettare una disciplina di
bilancio rigorosa. Manifesta dubbi nei confronti della strategia di sviluppo
che si intravede nei provvedimenti del governo, e che non escludono confusione
di ruoli tra Stato e mercato, politica e impresa. Non è questo, aggiungo a
quanto dice Monti, il significato proprio dell'aggettivo "sociale"
che qualifica "economia di mercato". Un vero provvedimento
"sociale" sarebbe stato, nelle attuali condizioni dell'economia italiana,
una forte riduzione della pressione fiscale sui redditi più bassi, i più
colpiti dal ristagno e dall'inflazione. Ovviamente compensato da ancor maggiori
risparmi di spesa. Ma forse, per quanto forte in termini numerici, la
coalizione di governo non è forte abbastanza da potersi attenere ai principi di
una vera economia sociale di mercato. Ammesso che voglia attenervisi. \\ Un
vero provvedimento "sociale" sarebbe stato una forte riduzione della
pressione fiscale a vantaggio dei redditi più bassi, compensato da un risparmio
di spesa.
( da "Corriere della Sera" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-08-25 num: - pag: 49 autore: di ALDO
GRASSO categoria: REDAZIONALE La critica La televisione di stato ha ripetuto in
parte gli stessi errori degli Europei Perché la Rai non è al passo con i tempi
"Ma ti sei reso conto di quello che hai fatto?". Ecco, in questa
frase di rara inutilità (dopo 4 anni di duro allenamento, un atleta che vince
una medaglia, possibile non si renda conto di quello che ha fatto?) si
racchiude perfettamente il senso della spedizione Rai all'Olimpiade di Pechino.
Nel dopo gara, Elisabetta Caporale si è avvicinata spesso al campione con
l'aria del cronista che chiede a una persona che ha appena patito una tremenda
disgrazia: "Cosa ha provato in quel momento?". Purtroppo non è solo
una questione di persone, di singoli (anche se...), di inviati o di
commentatori sbagliati (anche se...); no, il problema è più generale e riguarda
la Rai come servizio pubblico. Già l'esperienza degli Europei di calcio non è
stata esaltante; come si fa, allora, a commettere gli stessi errori, mostrare
la stessa inadeguatezza, farsi sbertucciare per tutta la durata di un evento
così importante come l'Olimpiade? Nonostante le ovvie difese d'ufficio del
presidente Petruccioli, la situazione è complicata e rischia di aggravarsi.
Quello che in maniera drammatica Pechino
( da "Giornale.it, Il" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 34 del 2008-08-25
pagina 4 Rientrati a casa in 350mila, i turisti non sono più padroni di
Redazione Ieri code alle barriere e 600mila presenze in Centrale Da settembre
tornano pure gli scioperi: il 6 voli a rischio Turisti padroni della città? Non
più: nel fine settimana sono rientrate a casa secondo l'Osservatorio di Milano
almeno 350mila persone, da oggi insomma si rialzano le serrande e si riempiono
gli uffici. I milanesi tornano a ripopolare la città che per tutta la settimana
è stata invasa da stranieri divisi tra mostre, monumenti e le strade dello
shopping, con un po' di delusione per le tante saracinesche abbassate. I
residenti di nuovo "in circolazione" - tra chi torna e chi non è mai
partito -, dovrebbero essere oggi almeno 850mila, che diventeranno 1,2 milioni
nel prossimo weekend. Ieri, qualche coda alle barriere di Milano per chi
arrivava in autostrada e traffico lungo le tangenziali. Prese d'assalto,
specialmente da chi è ritornato in treno carico di bagagli, le stazioni della
metropolitana anche se preventivando il possibile caos Atm aveva potenziato i
treni rispetto a quelli tradizionalmente in servizio la domenica. Trenitalia
ieri ha stimato invece in stazione Centrale il passaggio di seicentomila
persone nel corso di tutta la giornata, in maggioranza si è trattato di
rientri. Situazione tranquilla negli aeroporti di Malpensa e Linate, con
un'affluenza di passeggeri sostenuta ma senza affollamenti particolari. E se
questa settimana sul fronte dei trasporti non ci dovrebbero essere problemi,
dalla prossima con la fine delle vacanze si riaccendono invece gli scioperi, il
primo quello di quattro ore, il 6 settembre, dalle 12 alle 16, proclamato dal
personale aereo Enav a Linate e Malpensa, mentre il 17 si
incroceranno diverse agitazioni - Alitalia, Air One,
Meridiana, personale Sea - per cui le partenze e gli arrivi saranno a rischio
per tutta la giornata. Salvo retromarcia, i sindacati dei tassisti
sciopereranno invece sia il 18 che il 23 settembre. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 25-08-2008)
Argomenti: Alitalia
In Occidente. Le speranze
sono legate all'inaridimento del credito. Finanziare imprese in difficoltà può
essere un buon investimento: le pur gravi insolvenze dei mutui immobiliari di
per sé non giustificano che, ad esempio, molte banche abbiano perso due terzi
del loro valore nel giro di un anno. Le azioni si possono comprare a prezzi
tanto bassi perché il rallentamento dell'attività economica fa scarseggiare
risparmio e liquidità nei Paesi industrializzati, e rischia d'innescare una
spirale di fallimenti e insolvenze. Per limitare i ribassi e uscire dalla crisi
occorre trovare fondi freschi, da investire adesso. Di questi tempi se ne
trovano dove ci sono risorse naturali, come in Medio Oriente e in Russia, e
nelle vaste zone dell'Asia che, avendo solo di recente cominciato a
industrializzarsi e a commerciare, stanno ancora accumulando ricchezza. E'
saggio per chi ha petrolio risparmiare e investire altrove, perché il prezzo
del petrolio può oscillare moltissimo. Anche chi è cresciuto velocemente fa
bene a risparmiare, perché la crescita può non essere duratura. Chi possiede
imprese in temporanea difficoltà può, vendendone una parte al giusto prezzo,
venire incontro a queste disponibilità a investire. Può capitare che
l'acquirente sia un "fondo sovrano", controllato da uno Stato, perché
spesso sono i governi a gestire le risorse naturali o le riserve valutarie
accumulate da surplus di bilancia di pagamenti. Non è sempre un problema.
Nessuno al di fuori della Norvegia si curava del fatto che quello Stato
destinasse molti dei proventi del suo petrolio a fondi governativi per le
generazioni future. Qualche preoccupazione poteva esserci per gli investimenti
dei Paesi arabi. Ma, nei fatti, alla Fiat fece piacere che entità statali
libiche comprassero nel 1976 più del 10% delle sue azioni (rivendendole con
profitto dieci anni dopo). E i libici si sono anche a lungo occupati di
distribuzione di carburanti in Italia, rafforzando la concorrenza a beneficio
degli automobilisti italiani. Se nel mondo del 2008 i fondi sovrani suscitano
sospetti, è perché la Cina e la Russia sono diverse dai piccoli Paesi che si
ponevano il problema d'investire i proventi del petrolio. Sono Stati poco
democratici e seriamente intenzionati a giocare un ruolo importante nel quadro
geopolitico mondiale. Potrebbero investire non per tutelare la vecchiaia dei
loro cittadini e il benessere dei loro discendenti, ma per orientare a fini
strategici in conflitto con i nostri la gestione delle imprese che controllano.
È questo sospetto a indurre la Germania a sottoporre ad autorizzazione gli
acquisti stranieri di quote oltre il 25% delle sue imprese, senza distinguere
tra fondi governativi e imprenditori che, seppur privati, possono come in
Russia essere legati ai giochi politici dei loro Paesi. L'Italia degli Anni
2000, pur tanto riluttante a consentire che linee aeree e autostrade siano
gestite da imprese francesi o spagnole, non ha urgenza di porre limiti agli
investimenti dei Paesi emergenti. Non è un buon segno se vuol dire che le
nostre imprese non attirano compratori. Potremmo anche noi nutrire la speranza
che qualche ricco Stato estero, ingolosito dalla prospettiva di ricchi
dividendi futuri, volesse rilevare l'Alitalia: ma non è una speranza fondata, perché i problemi dell'Alitalia non sono temporanei. E non è un buon segno nemmeno se vuol dire
che i più o meno giustificati sospetti dei tedeschi sulle mire degli stranieri
sono irrilevanti in un Paese che si sente tagliato fuori dai giochi strategici
globali, e non si scandalizza di commistioni tra potere politico e potere
economico. All'inizio della seconda guerra mondiale, Roosevelt raccomandò agli
americani di non temere altro che la paura. A noi italiani, se le nostre
imprese non interessassero ai fondi sovrani, dovrebbe semmai far paura
l'assenza di speranze e di sospetti. giuseppe.bertola@unito.it.