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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “ALITALIA”

 

 

 

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Report "Alitalia 2"  1-14 maggio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

nuovi collegamenti per roma e napoli e l'aeroporto si allunga la concessione al 2027 ( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aeroporto si allunga la concessione al 2027 Salgono da 14 a 16 i voli operati giornalmente da Alitalia e Air One tra Genova e Roma e da 4 a 6 i voli tra Genova e Napoli. Le nuove frequenze aumentano l´offerta di voli già operativi tra Genova e Roma, Napoli e Catania. Il nuovo volo Genova-Roma partirà alle 8.45 mentre il volo Roma-Genova alle 21.

scattano i rincari sulle autostrade alitalia, differito lo sciopero di lunedì ( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia I trasporti Scattano i rincari sulle autostrade Alitalia, differito lo sciopero di lunedì ROMA - Scattano oggi aumenti del pedaggio su diverse autostrade italiane, mentre la sola Anas beneficerà anche di un aumento del sovrapprezzo chilometrico. L´aumento è del 2,4% per Autostrade; dello 0,51% per il Raccordo Valle d´Aosta;

Lo storico accordo di Marchionne parte dalle fabbriche a Detroit ( da "Corriere della Sera" del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia), ha permesso infatti a Marchionne di trattare direttamente con il governo Usa, lasciando ai Tribunali la procedura di scioglimento della vecchia Chrysler. Con un quadro così chiaro, si può incominciare subito a lavorare. «Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi è stata una delle prime dichiarazioni di Marchionne passerò molto tempo a incontrare i lavoratori della Chrysler

Sul primo maggio pesa la rma separata degli statali ( da "EUROPA ON-LINE" del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sulla violazione degli accordi della nuova Alitalia e, in parte, anche sull'accordo Fiat-Chrysler accomuna Bonanni, Angeletti ed Epifani. Se oggi all'Aquila il sindacato confederale si riunirà intorno ai suoi valori fondanti, il primo maggio in giro per l'Europa sarà specchio soprattutto delle condizioni di un mercato del lavoro in rapido deterioramento.

TITTI MARRONE LA GAG MIGLIORE DEL GENIALE ANTONIO ALBANESE è QUELLA SUL CORROTTO E ASSATANAT... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dalla riforma scolastica alla demografia alla crisi Alitalia. Ma soprattutto, gli editoriali restituiscono istantanee di realtà italiana in momenti complessi, come quello delle elezioni politiche del 2008, inchiodando con i giudizi «tranchant» tipicamente sartoriani la parabola perdente di Veltroni, i dilemmi inconcludenti dei «democrat», la rissa continua a sinistra.

LA NUOVA SOCIETà CHE RILEVERà ATITECH ORA HA FINALMENTE UN NOME: SI CHIAMA MANUTENZIONE AE... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Gianni Lettieri per rilevare il polo partenopeo di manutenzione pesante dell'ex Alitalia. IesMed che ieri mattina, proprio attraverso la società neo-costituita, ha presentato una manifestazione di interesse non vincolante per l'acquisizione del controllo di Atitech, rispondendo così al bando pubblicato a fine marzo dal commissario straordinario della vecchia Alitalia Augusto Fantozzi,

"Gli operai in Cda sono un vantaggio per le aziende" ( da "Stampa, La" del 03-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nella gestione sono quasi sempre negative, basti pensare alla vicenda Alitalia. «Era un caso molto particolare. Ma se in Italia il sindacato è espressione tendenzialmente di una cultura antagonista conflittuale, i segnali più recenti - la tensione tra Cisl-Uil e la Cgil - riguarda proprio la natura e il ruolo del sindacato.

Cambiare a mano una ruota di 70 chili, in tre, perché la macchina che dovrebbe farlo è ko.... ( da "Unita, L'" del 03-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ultima fase della vecchia gestione Alitalia, succede oggi, nonostante un prestito governativo per Cai di 300 milioni e un restyling aziendale pagato dagli ex lavoratori Alitalia con migliaia di esuberi. «Sono anni che ci mettiamo del nostro per far volare gli aerei - racconta un operaio - Vaghiamo ore negli hangar alla ricerca di mezzo litro d'olio o una guarnizione,

Famiglia risarcita per i Bond argentini trattati da una banca ( da "Stampa, La" del 04-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per tutti i risparmiatori coinvolti nei crack finanziari degli ultimi anni (bond Cirio, Argentina, Parmalat, Finmek, Giacomelli, Lehman Brother e Alitalia), che sono ancora pienamente in tempo - essendo stato riconosciuto il termine decennale di prescrizione - per proporre le loro richieste di risarcimento dei danni patiti nei confronti delle banche».

Parlamento Ue i voti di quelli che ci riprovano ( da "Stampa, La" del 04-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il voto imminente lo ha smosso e convinto ad una interrogazione sul futuro degli slot Alitalia a Malpensa. Guarda caso. Dietro, staccati, sono quelli che la parola non l'hanno mai presa. Il forzista Aldo Patriciello (24 le interrogazioni, molte sul natio Molise), inquisito, uno dei pochi a cui hanno tolto l'immunità parlamentare.

L'integrazione Alitalia-AirOne porterà nuovi disoccupati ( da "Unita, L'" del 04-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: integrazione Alitalia-AirOne porterà nuovi disoccupati» Ancora problemi per Alitalia. Filt Cgil Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti, riuniranno oggi una segreteria unitaria per definire «una piattaforma sindacale coerente con le intese di Palazzo Chigi (violate da Alitalia) e condividere le iniziative unitarie a sostegno della stessa»

Ex Alitalia, 60 sedi da chiudere ( da "Corriere della Sera" del 04-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: estero Ex Alitalia, 60 sedi da chiudere di SERGIO RIZZO L'ex Alitalia, la compagnia di bandiera ormai in liquidazione, aveva 60 sedi estere, che il commissario straordinario Augusto Fantozzi sta cercando di chiudere. Non senza trovare sorprese: tesoretti depositati in banche locali (50 milioni), dipendenti alloggiati in hotel di lusso.

L'ex Alitalia degli sprechi: 60 sedi all'estero da chiudere ( da "Corriere della Sera" del 04-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dove l'Alitalia non vola più da tempo, e dal 2008 ha soppresso anche i collegamenti cargo. Quindici dipendenti e un conto di 1.200 dollari al giorno per il lussuoso hotel Hyatt. Per ironia della sorte, la filiale di Hong Kong dell'Alitalia, cioè una compagnia aerea fallita, aveva 7 milioni e mezzo di euro, liquidi.

SEGRETERIA UNITARIA DI FILT CGIL FIT CISL, UILTRASPORTI E UGL TRASPORTI, OGGI PER DEFINIRE UNA... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 04-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: violate da Alitalia) e condividere le iniziative unitarie a sostegno della stessa». L'incontro è stato deciso dopo quello che le quattro sigle sindacali hanno avuto con una delegazione di Alitalia, il 28 aprile scorso, su obiettivi e fasi dell'integrazione dei gruppi Alitalia ed Airone, prevista per il primo luglio prossimo,

Franceschini: Complotto? Berlusconi è patetico ( da "Unita, L'" del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2 ore e 40 minuti di ritardo per un volo Fiumicino-Malpensa della nuova Alitalia è davvero troppo. Franceschini è a Milano per sostenere Filippo Penati che si ripresenta in Provincia e tutti i candidati («Berlusconi dice che mettiamo in lista persone anziane, gli ricordo che il più vecchio dei nostri candidati è un suo coetaneo»).

elezioni, il pd all'attacco su malpensa - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: un guasto a Fiumicino al suo aereo dell´Alitalia lo ha fatto arrivare con ben due ore e quaranta minuti di ritardo. Costringendolo a saltare sia il viaggio a bordo del Malpensa Express che l´incontro con le piccole e medie imprese a un convegno alle Stelline. L´affondo: «Avevano detto che avrebbero fatto un consiglio dei ministri a Malpensa.

( da "EUROPA ON-LINE" del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dove è atterrato con un volo Alitalia che ha riportato due ore e 40 minuti di ritardo. Il leader democratico ha ricordato l'annuncio da parte del governo della volontà di tenere all'interno della struttura milanese una riunione straordinaria del consiglio dei ministri, invece «sono passati due mesi e non hanno il coraggio di metterci piede,

Pool di banche per Antonio Merloni Con la garanzia dello Stato ( da "Corriere della Sera" del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: cassa integrazione, agevolazioni fiscali, caso Alitalia, etc. si aggiunge adesso un caso a sette cifre (30 milioni di euro) a favore della Antonio Merloni in amministrazione straordinaria. Non si tratta di un vero e proprio esborso, ma della garanzia pubblica al nuovo maxi finanziamento da una decina di banche.

La Filt-Cgil e il caso delle hostess con figli: finisce in Procura il dossier sul lavoro notturno ( da "Corriere della Sera" del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 33 Nuova Alitalia La Filt-Cgil e il caso delle hostess con figli: finisce in Procura il dossier sul lavoro notturno ROMA ( a. bac.) Un esposto alla Procura di Roma contro l'amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli. Lo ha depositato ieri Mauro Rossi, segretario della Filt-Cgil, denunciando il mancato rispetto delle norme sull'

Incontro Moratti-Berlusconi: rispetteremo i patti con l'Udc ( da "Corriere della Sera" del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dopo le durissime polemiche su Alitalia, su Malpensa, sull'Expo, il sindaco ha deciso di eliminare ogni intermediazione tra lei e il Cavaliere. Incontri settimanali. Di norma, il lunedì. Un po' come le cene ad Arcore tra Berlusconi e Bossi. Si ripetono da diverse settimane senza che ne sia a conoscenza nessuno se non i più stretti collaboratori della Moratti.

Franceschini: Malpensa tradita dal Pdl Expo non decolla, accuse a Stanca ( da "Corriere della Sera" del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e a pagare sono soprattutto i lombardi «Malpensa è il luogo simbolo del tradimento del Nord»: dove, a tradire è stato il Popolo della Libertà e i traditi sono i lombardi. Il giudizio è di Dario Franceschini, oltremodo convinto del fallimento dell'operazione Cai dopo che l'aereo della compagnia italiana che avrebbe dovuto portarlo a Milano è atterrato ieri con due ore e quaranta

MARCO TORIELLO MANCAVA SOLO L'UFFICIALITà, ARRIVATA IERI POMERIGGIO DA ROMA: L'UNI... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A certificarlo è un comunicato diffuso dal commissario straordinario della vecchia Alitalia Augusto Fantozzi. Una nota che in realtà non fa esplicitamente il nome della società di investimenti guidata dal leader dell'Unione industriali di Napoli, ma si limita a indicare che sul tavolo del commissario è arrivata una sola offerta per il polo di manutenzione napoletano.

L'Enac sferza Alitalia In ritardo il 30% dei voli ( da "Stampa, La" del 06-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Enac sferza Alitalia In ritardo il 30% dei voli La compagnia: «I problemi si sono concentrati in aprile Ora va molto meglio» le cancellazioni per la Sicilia Riggio: "Correggere le disfunzioni prima dell'estate" [FIRMA]LUIGI GRASSIA Una volta il nome di Alitalia veniva scomposto in sigla e sbertucciato come Always Late In Take-off And Late In Arrival (

Sul Milano-Roma per Formigoni solo posti in piedi ( da "Unita, L'" del 06-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il governatore ha commentato: «È l'ennesima conferma di quanto sia improrogabile l'apertura della concorrenza. Alitalia continua a collezionare disservizi mentre il Nord piange. Il monopolio di Alitalia sulla rotta Milano-Roma non ha più ragion d'essere». ALITALIA

accordo tra sea e sindacati via ai 390 esuberi per la crisi ( da "Repubblica, La" del 06-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: prepensionati I tagli distribuiti a Malpensa e a Linate tra tutti i settori colpiti dalla riduzione di Alitalia Dalla mobilità al pensionamento incentivato. Questo in sintesi l´accordo raggiunto ieri tra Sea e sindacati sulla procedura di mobilità avviata lo scorso 15 aprile riguardante 390 lavoratori, 240 dipendenti della capofila Sea spa e 150 di Sea handling sia di Linate che di Malpensa.

"alitalia, in ritardo un volo su quattro" - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 06-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, in ritardo un volo su quattro" L´affondo dell´Enac. Fantozzi: 23mila creditori, 19mila sono dipendenti Il governatore della Lombardia Formigoni senza posto sul Linate-Fiumicino LUCIO CILLIS ROMA - L´Enac bacchetta Alitalia. Troppi voli soffrono di inspiegabili ritardi al punto che nella media dei primi quattro mesi di vita della rinata compagnia l´

Alitalia, Fantozzi pronto a intervenire per gli obbligazionisti ( da "Corriere della Sera" del 06-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 31 Mengozzi bond Alitalia, Fantozzi pronto a intervenire per gli obbligazionisti MILANO Un'eventuale azione contro il Tesoro per tutelare gli obbligazionisti Alitalia è, al momento, un'ipotesi «peregrina», ma se necessario verrà avviata in un secondo tempo. Augusto Fantozzi, commissario straordinario di Alitalia in amministrazione straordinaria,

SONO ORE DI ANSIA PER GLI OLTRE TREMILA LAVORATORI DEL GRUPPO TIRRENIA, SOPRATTUTTO AL SUD E IN CAMP... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: processo di privatizzazione della società possa generare un nuovo caso Alitalia». «Si impone una iniziativa forte da intraprendere in tempi stretti», è la posizione delle rsu aziendali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, mentre l'Ugl Trasporti spiega: «Si prospettano, e sono voci mai smentite a livello ministeriale, tagli di linee come la Genova-Porto Torres e la Genova-Olbia,

Spinetta: La cassa di Alitalia meglio delle attese ( da "Stampa, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il bilancio dei primi 100 giorni a Palazzo Chigi Spinetta: «La cassa di Alitalia meglio delle attese» Che nella nuova Alitalia ci fosse qualche problema operativo lo aveva notato anche lui, che pure vola con tutt'altri aerei. Silvio Berlusconi lo dice senza remore: «I primi mesi di gestione hanno presentato dei problemi, e non poteva essere diversamente.

Lannutti Il senatore dipietrista capo dei consumatori: Così andiamo a braccetto con i truffatori ( da "Stampa, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ogni possibilità di azione collettiva da parte degli obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi prevede un rimborso soltanto parziale. Se l'emendamento sarà approvato, infatti, l'azione sarà possibile solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l'approvazione del collegato «sviluppo», ora all'esame del Senato e che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera.

La nuova class action salva anche Alitalia ( da "Stampa, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: RISPARMIO TRADITO La nuova class action salva anche Alitalia LE NUOVE REGOLE AL VIA L'emendamento introdotto in un testo che dovrebbe regolare il nucleare Tempi Cause collettive ammesse solo per i fatti accaduti dopo l'approvazione del provvedimento [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA Uno dei primi atti del governo Berlusconi fu il congelamento per sei mesi dell'entrata in vigore della «

colaninno e sabelli: "così alitalia batterà la concorrenza delle ferrovie" ( da "Repubblica, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina ETTORE LIVINI ALLE PAGINE 12 E 13 L´intervista Colaninno e Sabelli: "Così Alitalia batterà la concorrenza delle ferrovie" SEGUE A PAGINA 12

"noi marziani per i sindacati alitalia e malpensa non sarà mai un hub" - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ricapitalizzazioni Il nodo assenteismo Aerei sempre più pieni "Noi marziani per i sindacati Alitalia e Malpensa non sarà mai un hub" Colaninno e Sabelli: un nostro treno a Fiumicino per battere le Fs Il forum Alitalia è stata salvata e vola. E questo, viste le condizioni in cui era solo cinque mesi fa, è già un risultato importante Ad aprile solo il 66-67% dei voli era in orario.

"il primo no di air france colpa di sigle sindacali e greggio puntiamo sulle città d'arte" - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cyril Spinetta e i vertici di Alitalia, il presidente Roberto Colaninno e l´ad Rocco Sabelli, hanno fatto ieri il punto sull´alleanza e sul rilancio delle città d´arte italiane che avverrà grazie ad Alitalia e a Sky Team. Un matrimonio che funziona bene, nonostante i ritardi, i disservizi emersi sul network fin dal gennaio scorso,

l'aereo ha le gomme lisce il colombo vieta il decollo - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accaduto è confermato dalla stessa compagnia (recentemente accorpata con Alitalia). Attraverso il suo ufficio stampa, ammette che "l´aereo non era in condizioni di atterrare". Inoltre, sottolinea che "la sicurezza viene prima di ogni altra cosa e che si è deciso, in comune accordo con l´Enac, di sostituire entrambe le ruote".

class action, via la retroattività - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: magari gli obbligazionisti Alitalia truffati dal Tesoro, possano rivendicare i loro diritti» commenta il senatore dell´Idv e presidente dell´Adusbef, Elio Lannutti. Non solo, il Popolo delle libertà, propone di eliminare il divieto di monomandato per gli agenti assicurativi che ora devono vendere prodotti di compagnie differenti.

Class action non retroattiva Il governo salva i truffatori ( da "Unita, L'" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azionista Tesoro della vecchia Alitalia, che hanno lasciato gli obbligazionisti della compagnia di Stato con pochi spiccioli in tasca (solo il 33% del valore). È stato depositato ieri in Senato l'emendamento che cancella la retroattività alla class action, l'azione collettiva che i consumatori possono sporgere in gruppo contro grandi società.

Il lento decollo di Alitalia Berlusconi e Spinetta a difesa dei patrioti ( da "Unita, L'" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il lento decollo di Alitalia Berlusconi e Spinetta a difesa dei «patrioti» MARCO TEDESCHI È capitato persino a Formigoni, presidente della regione Lombardia, grande elettore di Berlusconi: un Milano-Roma con ore di ritardo e posti solo in piedi. È la nuova Alitalia.

Nuovo colpo alla class action: restano fuori anche i creditori di Alitalia ( da "Manifesto, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, della Telecom o delle banche sanzionate dall'Antitrust per pubblicità ingannevole di prodotti finanziari. «E' un modo di fare le leggi che va incontro ai poteri forti e che esclude i piccoli obbligazionisti dell'Alitalia che, truffati dal Tesoro che li rimborserà solo parzialmente, potevano mettersi insieme e rivendicare i propri diritti»

Class action solo per il futuro ( da "Corriere della Sera" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: possibilità di risarcimento degli obbligazionisti e dei piccoli risparmiatori del-- l'Alitalia, colti di sorpresa dalla cancellazione del titolo in Borsa per il passaggio di proprietà della compagnia. Attualmente per il loro indennizzo, dal decreto incentivi, è stato previsto un tetto massimo complessivo di 100 milioni di euro, una somma che non accontenta per nulla gli interessati.

Sanchez, e gli altri I nuovi italiani con le stellette ( da "Corriere della Sera" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: papà pilota Alitalia e mamma casalinga. «Vivo in Italia da 37 anni scherza giocando sui colori e prima ero una mosca bianca: alle elementari, alle medie, al liceo scientifico Cannizzaro dell'Eur, sono sempre stato l'unico nero. Poi la società e cambiata e l'Esercito ha rispecchiato, persino in meglio, questa crescita.

Il premier promette: Alitalia puntuale ( da "Corriere della Sera" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Furono i sindacati a dire 'no' all'offerta di Air France su Alitalia ». Sul punto si è espresso anche Spinetta: «Dal 2001 al 2008 ha chiarito abbiamo cercato di ampliare la collaborazione con Alitalia, ma non è stato possibile per due motivi: l'opposizione dei sindacati di Alitalia e poi il prezzo del petrolio ».

MANUELA TULLI ROMA. STOP ALLA RETROATTIVITà PER LA CLASS ACTION. L'AZIONE COLLETTIVA ARRIVER... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: fuori così la possibilità di una azione collettiva da parte degli obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi prevede solo un rimborso parziale. L'ennesimo rinvio è sancito da un emendamento della maggioranza (a firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno di legge Sviluppo che contiene norme sull'energia e il nucleare e sulla competitività delle imprese italiane.

MARCO TORIELLO RITARDI, DISSERVIZI E CRITICHE, ARRIVATE ANCHE DA PERSONALITà AUTOREVOLI COME... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: opposizione dei sindacati di Alitalia e poi il prezzo del petrolio». Qualche ora prima dell'incontro di Palazzo Chigi, i manager di Alitalia e Air France avevano partecipato al primo comitato esecutivo con pieni poteri dell'Alitalia targata Cai, durante il quale si è fatto il punto sui risultati del gruppo nei primi tre mesi dell'anno,

Diventa legge il cosiddetto decreto Alitalia che spiana la strada al piano di salvataggio ( da "Stampa, La" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA 24 OTTOBRE 2008 Diventa legge il cosiddetto decreto Alitalia che spiana la strada al piano di salvataggio

Uno slalom tra crisi e sisma sempre a caccia di consensi ( da "Stampa, La" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: trattativa di Alitalia, e nonostante la nuova compagnia abbia salvato l'italianità ma non ancora la mobilità. Tutti sfiancati, si limitano a qualche inchiesta di quotidiano o a qualche strillo d'agenzia che non smuove nessuno. E, anzi, Berlusconi è riuscito ad acchiapparsi persino il 25 Aprile e i partigiani, smossi dalla fissa del neofascismo da due belle frasi pronunciate a Onna.

il papa in terra santa, minacce e insulti - orazio la rocca ( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia il Papa raggiungerà Amman, in Giordania. L´11 maggio arriverà a Tel Aviv, in Israele, dove resterà fino a venerdì 15 prossimo. Il pellegrinaggio, però, ieri è stato salutato da un sinistro messaggio lanciato attraverso un sito web vicino ai taliban afghani, che hanno chiesto «al papa cristiano Benedetto XVI di impegnarsi per impedire che le sciocche e irresponsabili azioni

colaninno seppellisce malpensa, la rivolta del nord - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La nuova Alitalia targata Cai ha scelto Fiumicino come hub. E da lì non si muoverà. E Malpensa dovrà rimboccarsi le maniche per colmare la voragine aperta da Alitalia, che con il de-hubbing ha cancellato mille voli alla settimana togliendo dal bilancio dell´aeroporto 8 milioni di passeggeri l´anno.

sangalli: basta farsi del male ora il governo liberi le rotte ( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma secondo Alitalia non potrà mai ritornare ad essere un punto di riferimento per i voli intercontinentali nemmeno per Lufthansa. «Il concetto di hub si qualifica per i collegamenti con gli altri aeroporti. è ovvio che se Alitalia ha abbandonato Malpensa si è verificato un problema.

tutti contro la nuova alitalia "noi difendiamo malpensa" - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Milano Tutti contro la nuova Alitalia "Noi difendiamo Malpensa" Politici e imprenditori: più collegamenti con il mondo La paura è di mettere in crisi anche il sistema Expo. «Intervenga Berlusconi, ci venga di persona» No comment dei vertici di Sea ANDREA MONTANARI Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, il vertice della nuova Alitalia,

gli investimenti e la lufthansa il futuro si gioca in dodici mesi - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. è partito il Progetto Scala, l´alleanza strategica con Lufthansa che ha consentito di piazzare già a Milano nove aerei della compagnia tedesca attivi su diverse destinazioni europee e italiane. Con la speranza - secondo le indiscrezioni forse anche qualcosa di più - che entro fine anno Francoforte possa annunciare il lancio dei suoi primi voli intercontinentali da Malpensa,

Il peggio deve ancora venire: Cai è un modello contro i diritti del lavoro ( da "Manifesto, Il" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il «problema Alitalia» non c'è più, come la monnezza napoletana. Ma se si pensa che deve ancora la fusione effettiva tra le cinque aziende che compongono oggi la nuova Alitalia, è facile prevedere nuovi «esuberi» causati da queste sinergie. Ma se già ora nell'«operativo» gli addetti sono pochi.

Franceschini boccia il governo Un anno di annunci e di danni ( da "Unita, L'" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E tanti danni, a cominciare da Alitalia e Malpensa. Ieri il leader del Pd ha presentato cinque proposte del Pd per sostenere le famiglie nella crisi economica, mirate per i nuclei più deboli, dall'aumento degli assegni familiari, alla gratuità dei libri di testo, agli asili nido, agli sgravi fiscali per i figli.

l'alitalia al contrattacco debutta nel low cost ( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia L´Alitalia al contrattacco debutta nel low cost Sui voli interni e internazionali. Cgil: qualità servizi ancora inadeguata La compagnia aumenta l´offerta su Venezia per intercettare il traffico turistico Dal 13 maggio arrivano proposte con prezzi ribassati e flessibili ROMA - Alitalia tenta la via del low cost.

La prima volta di Paolo VI (che non nominò Israele) ( da "Corriere della Sera" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il viaggio avviene con un DC8 dell'Alitalia, che la mattina del 4 gennaio porta il papa ad Amman. Re Hussein di Giordania appassionato di aeronautica presiede alle operazioni di atterraggio dalla torre di controllo e poi segue dall'alto, in elicottero, il corteo di macchine che conduce il papa a Gerusalemme.

Alitalia scommette su Venezia Il Marco Polo guarda a Shanghai ( da "Corriere della Sera" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accordo Alitalia scommette su Venezia Il Marco Polo guarda a Shanghai DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA Un memorandum d'intesa per rilanciare l'aeroporto «Marco Polo». Le parti ieri a Palazzo Balbi erano rappresentate da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli (presidente e amministratore delegato di Alitalia), da Giancarlo Galan (governatore del Veneto)

( da "Manifesto, Il" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il «problema Alitalia» non c'è più, come la monnezza napoletana. Ma se si pensa che deve ancora la fusione effettiva tra le cinque aziende che compongono oggi la nuova Alitalia, è facile prevedere nuovi «esuberi» causati da queste sinergie. Ma se già ora nell'«operativo» gli addetti sono pochi.

UN'ALTRA INDISCREZIONE DI STAMPA, SEMPRE DALLA GERMANIA. E PER LA SECONDA VOLTA IN 48 ORE è... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: del piano Cai per Alitalia), un progetto di riassetto del nuovo gruppo nel quale, oltre al taglio dei due impianti italiani, subirebbero ridimensionamenti anche fabbriche tedesche, svedesi e inglesi ma garantirebbe un risparmio di un miliardo. Torino, che martedì aveva smentito con un comunicato ufficiale la notizia, ieri ha preferito il silenzio.

ROMA. ALITALIA, SULLA SCIA DI FERROVIE, A CACCIA DI CLIENTI LOW COST. DAL 13 MAGGIO, PARTE L'OFFERTA... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, sulla scia di Ferrovie, a caccia di clienti low cost. Dal 13 maggio, parte l'offerta di voli nazionali e internazionali a tariffe flessibili negli orari meno richiesti, cioè dalle 10-11 fino alle 16-17. L'annuncio arriva da Venezia, dove per l'aeroporto Marco Polo, terzo scalo per Alitalia dopo Roma e Milano,

L'Alitalia, le assistenti e la battaglia del notturno ( da "Corriere della Sera" del 09-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera sezione: Focus data: 09/05/2009 - pag: 11 Il caso L'Alitalia, le assistenti e la battaglia del notturno ROMA Dall'inizio di quest'anno le mamme lavoratrici della nuova Alitalia con figli fino ai 3 anni di età, non usufruiscono più, come è accaduto fino al dicembre 2008, dell'esonero dal lavoro notturno.

Rischio scioperi, Alitalia chiama i sindacati ( da "Corriere della Sera" del 09-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia chiama i sindacati ROMA ( a. bac.) Alitalia apre al dialogo con i sindacati. Alla vigilia dell'estate, con i dati di regolarità e puntualità ancora da migliorare, l'amministratore delegato Rocco Sabelli, rilancia il confronto con Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl sulla piattaforma unitaria da questi presentata sull'

lavoro, la rabbia in piazza ( da "Repubblica, La" del 09-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ieri protesta dei dipendenti e dell´indotto Atitech a Capodichino: minaccia di altre 48 ore di sciopero nei prossimi giorni per tutti i lavoratori di Alitalia-Cai. E alla Fiat di Pomigliano sale la tensione dopo le voci di tagli. I lavoratori della Tirrenia: si mobilitino la città e la chiesa. ROBERTO FUCCILLO A PAGINA II E III

atitech, ritorna la protesta - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 09-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si dice fiducioso delle mosse con le quali il commissario liquidatore di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha intrapreso la via del salvataggio di Atitech. Ma, dopo la chiusura del bando, è ora in corso la "due diligence", ovvero l´accertamento delle reali condizioni dell´azienda da parte della cordata di acquirenti guidata dal leader degli industriali napoletani Gianni Lettieri.

si rompe gomma al decollo rientro d'emergenza a fiumicino ( da "Repubblica, La" del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: emergenza a Fiumicino Un MD80 Alitalia diretto a Napoli è stato costretto a rientrare ieri mattina a Fiumicino per la rottura di una gomma avvenuta durante le fasi di decollo. Il forzato dietrofront, avvenuto in piena sicurezza, non ha avuto alcuna conseguenza né per l´aereo né per i 126 passeggeri a bordo più i cinque membri d´equipaggio.

alitalia scarica genova, scatta la protesta ( da "Repubblica, La" del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina V - Genova Alitalia scarica Genova, scatta la protesta POCO meno di trenta voli cancellati da inizio anno, ore e ore di ritardi sui voli, rabbia crescente dei passeggeri che prendono di mira i pochi dipendenti Alitalia ancora rimasti a difendere la posizione.

merlo: "aerei e binari, stavolta si cambia l'obiettivo è quello di affidarsi ai privati" ( da "Repubblica, La" del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Genova ha ormai deciso di aprire una vertenza con Alitalia per il servizio reso. Qual è secondo lei il problema di fondo? «Ci sono carenze di mezzi e di personale. Non a caso, mi risulta che l´Enac abbia aperto procedure di approfondimento su alcuni collegamenti». E voi come vi attrezzate? «Lavoriamo per trovare altre compagnie che possano affiancarsi ad Alitalia».

voli tagliati, dipendenti a casa così alitalia cancella genova - massimo minella ( da "Repubblica, La" del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dipendenti a casa così Alitalia cancella Genova Protesta dei sindacati: da domani nuove iniziative di lotta MASSIMO MINELLA Poco meno di trenta voli cancellati da inizio anno, ore e ore di ritardi sui voli, rabbia crescente dei passeggeri che prendono di mira i pochi dipendenti Alitalia ancora rimasti a difendere la posizione.

Scoppia una gomma, atterraggio d'emergenza ( da "Corriere della Sera" del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cronaca di Roma data: 10/05/2009 - pag: 7 Aereo dell'Alitalia a Fiumicino Scoppia una gomma, atterraggio d'emergenza Momenti di apprensione ieri mattina nei cieli di Fiumicino su un volo Roma-Napoli dell'Alitalia. In fase di decollo all'Az1263, con 126 passeggeri e 5 membri dell'equipaggio, si è rotta una gomma del carrello.

Crisi Malpensa Viaggio nell'aeroporto senza Alitalia ( da "Unita, L'" del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Crisi Malpensa Viaggio nell'aeroporto senza Alitalia L'inchiesta Abbandonato dal governo, così un hub cerca di rivivere ALLE PAGINE 26- 27

Malpensa è come il bicchiere: mezzo vuoto o mezzo pieno. Dipende. Viaggiando sul trenino che da... ( da "Unita, L'" del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si dovrebbe aggiungere che il 2008 è stato l'anno nero e che aprile è stato il mese nero di Alitalia. La sintesi corretta sarebbe: quasi 24 milioni di passeggeri nel 2007, 19 milioni nel 2008, quando sono stati persi poco meno di 8 milioni di passeggeri per il ritiro di Alitalia e se ne sono guadagnati tre milioni grazie ad altri vettori.

( da "Corriere della Sera" del 11-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E poi c'è la questione economica, insiste Riggio: «Servono agenti particolarmente addestrati per svolgere questo compito. I costi dell'operazione, che dovranno essere sostenuti dalla compagnie, incideranno certamente sul prezzo dei biglietti». Su questo l'Alitalia non ha espresso una posizione ufficiale Dino Martirano

I bluff del Cavaliere per scalare il Colle ( da "Unita, L'" del 11-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Gli italiani forse ancora non hanno capito, ad esempio, che la vicenda Alitalia la pagheremo tutti a lungo; che la questione rifiuti è tutt'altro che risolta, esploderà di nuovo a breve, è evidente che la Campania ancora oggi resta la discarica del paese. Arriviamo al terremoto: grandi promesse, parrucchiere, tailleur alle signore.

Due sconfitte di misura per l'Elettra Energia ( da "Stampa, La" del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: due ore di ritardo dell'Alitalia, ha costretto la squadra ad arrivare allo stadio direttamente dall'areoporto, tra l'altro senza pranzare, scendendo in campo (nel primo incontro) praticamente senza riscaldamento. Le due partite, malgrado la doppia sconfitta, devono aver comunque dato ai giocatori del Novara la convinzione della loro forza;

Presentata la hostess Alitalia candidata ( da "Stampa, La" del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Presentata la hostess Alitalia candidata Tappa astigiana per Maruska Piredda, l'assistente di volo di «Alitalia» candidata alle Europee con l'Italia dei valori, il movimento politico di Antonio Di Pietro. Affiancata dal coordinatore provinciale Mario Colucciello e dal capogruppo in Comune Alberto Pasta ha presentato il suo programma: particolare attenzione alla lotta al precariato.

Le mani del governo sul cinema Cinecittà si prende l'Istituto Luce ( da "Unita, L'" del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: UNA VICENDA TIPO ALITALIA I parlamentari sottolineano che «i nuovi organi societari di Cinecittà dovrebbero provvedere, secondo le decisioni ministeriali, alla riorganizzazione della struttura e alla definizione di un piano di attività, mantenendo i livelli occupazionali, e che tutto ciò potrebbe configurare un problema di posizione dominante per Medusa,

decollano i voli a basso costo ( da "Repubblica, La" del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina I - Genova Scatta la concorrenza ad Alitalia sulla rotta più ambita. Dieci collegamenti al giorno per la Capitale Decollano i voli a basso costo Genova-Roma, da giugno a 45 euro con Blue Panorama Dalla metà di giugno saranno dieci al giorno i voli che collegheranno Genova a Roma.

genova-roma, arriva blue panorama l'aereo diventa meno caro del treno - massimo minella ( da "Repubblica, La" del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dalla seconda di metà di giugno, per rompere il monopolio di Alitalia sulla rotta Genova-Roma. Sarà la compagnia low cost Blue Panorama ha lanciare la sfida al gruppo presieduto da Roberto Colaninno, che da pochi giorni ha portato da sette a otto i suoi collegamenti con la capitale. Totale, dieci voli al giorno.

ora colaninno scommette su venezia e spegne la lanterna - luigi gia ( da "Repubblica, La" del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la "rinata" Alitalia ha dimostrata, dall´inizio dell´anno, di non considerare strategici i collegamenti genovesi. E così, mentre il presidente Roberto Colaninno annunciava con grande enfasi il potenziamento di Venezia, la "sua" Cai continuava a tagliare i voli programmati al Cristoforo Colombo e a ridurre il personale.

MARCO TORIELLO SI CONSUMA UNO STRAPPO NEL FRONTE FINORA UNITARIO DEI SINDACATI ATITECH, CON L&14... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: strada allo sciopero di tutti i lavoratori del gruppo Alitalia. Un vertice con la presenza delle segreterie nazionali, durante il quale i sindacati hanno discusso anche di Atitech, ribadendo ancora una volta al governo le loro richieste per il polo di manutenzione pesante di Capodichino: rispetto degli accordi di Palazzo Chigi e quindi no a qualsiasi ipotesi di tagli all'occupazione,

Roma-Genova con solo 45 euro Due nuovi voli low-cost al giorno ( da "Stampa, La" del 13-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: orari lasciati da Alitalia. La compagnia Blu Panrama, infatti, prevede una partenza da Roma alle 7,30 con arrivo al Colombo alle 8,30, e poi partenza da Genova alle 9 per atterrare nella Capitale alle 10; la sera partenza da Roma alle 19 e arrivo a Genova alle 20, decollo dal Colombo alle 20,30 e atterraggio a Rom alle 21,

Stanno scomparendo in modo lento e silenzioso. E dire che quando erano nate nel luglio del 2006 furo... ( da "Unita, L'" del 13-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ringrazia. LIBERE PROFESSIONI È tuttora in discussione. Ci sono state forti pressioni da parte di alcune associazioni (avvocati, notai) per azzerare le norme su pubblicità, tariffe e società tra professionisti. Authority È in atto il tentativo di ricondurre sotto il controllo del governo alcune competenze dell'Authority per l'

aeroporto, la sfida del low cost "raddoppieremo i passeggeri" - costantino malatto ( da "Repubblica, La" del 13-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aeroporto genovese sia quasi quotidianamente funestato dai disservizi della "nuova" Alitalia. Tanto è vero che nei primi quattro mesi del 2009 sono stati cancellati trenta voli circa, praticamente due a settimana. L´ultimo caso è accaduto proprio ieri mattina, con il Genova-Roma delle 8,45 cancellato senza che i passeggeri fossero stati avvertiti e senza fornire spiegazioni.

tirrenia in secca, tagli alle rotte e al personale - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 13-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: autunno sarà caos Si rischia un nuovo caso Alitalia, con le perdite allo Stato e gli asset "buoni" ai privati LUCA IEZZI ROMA - Tirrenia, l´Alitalia dei mari, o anche peggio. L´ennesimo tracollo dei trasporti di Stato, con inevitabile sequela di multe europee, licenziamenti, polemiche e vendite contrastate vivrà oggi un passaggio decisivo.

"il servizio migliorerà solo con i privati" ( da "Repubblica, La" del 13-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Insomma, Tirrenia come Alitalia? «Il rischio c´è anche se Tirrenia è più piccola di Alitalia». Come la mettiamo con l´occupazione? «Anche Alitalia, come Tirrenia, aveva troppi dipendenti. è un sistema classico per giustificare gli interessi politici che gravano su un soggetto economico debole».

Tremonti traballa, la Lega lo ri-blinda ( da "EUROPA ON-LINE" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prima delle elezioni il Cavaliere in fondo l'aveva già piegato: facendogli digerire i bocconi di Alitalia e dell'Ici che a Tremonti non piacevano affatto. Da quando è nato il governo invece l'ha lasciato fare nascondendosi dietro il parafulmine dei suoi no e del «non ci sono soldi» fino a ieri. Anche se non ci sono, stavolta i soldi li deve trovare.

La scelta romana di Alitalia, con Fiumicino che prevarrà strategicamente su Malpensa, non manch... ( da "Stampa, La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La scelta romana di Alitalia, con Fiumicino che prevarrà strategicamente su Malpensa, non mancherà di stimolare reazioni anche nel Novarese, da sempre legato alle sorti e al successo dell'aeroporto. Servizi ALLE PAGINE NAZIONALI

Alitalia prende casa a Roma ( da "Stampa, La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quella di oggi è una vittoria attesa In questi mesi ci ho lavorato a lungo» Alitalia prende casa a Roma Gli ultimi cinque mesi della trattativa [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA «Roma è la base principale di Alitalia. Nei prossimi giorni firmeremo un accordo strategico con Aeroporti di Roma del valore di oltre cento milioni di euro l'anno».

26/09/2008 La resa dei piloti Anche il sindacato dei piloti firma il contratto con Cai. Il gio... ( da "Stampa, La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 Caos nei cieli Cento voli cancellati: i lavoratori Alitalia indicono una serie di assemblee. Accusano Cai di non rispettare le promesse fatte ai lavoratori al momento della firma. 13/01/2009 Il primo giorno Debutta ufficialmente la nuova Alitalia. Intanto i francesi di Air France entrano nella società: ne comprano il 25% pagando 322 milioni di euro.

"Ma io spero che Milano torni in pista" ( da "Stampa, La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia finalmente ha scelto. E vince Fiumicino. Lei, romano e romanista, che fa, esulta? «Mica tanto. Non mi sembra il tempo di mettersi a gridare "Forza Roma, Forza Lupi". S'è fatta una scelta. Mi auguro che sia una fase temporanea e che in futuro si possa tornare anche a considerare Malpensa un hub».

L'ira di Penati "Moratti battuta cinque a zero" ( da "Stampa, La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Che tutto il centrodestra sia felice per la scelta di Alitalia è una bugia. L'assessore alla Mobilità della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo ce l'ha con lo spostamento degli obiettivi di Alitalia: «Errata scelta romanocentrica». Contro Roma ladrona governativa, tuona pure il capogruppo a Palazzo Marino Matteo Salvini: «E' una scelta folle.

class action, il senato blocca la retroattività insorgono i consumatori: meglio rinunciare ( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come gli obbligazionisti Alitalia». Per l´associazione dei consumatori Adoc, l´azione collettiva avrà scarsa applicazione pratica e non solo per la mancanza della retroattività, mentre il Codacons chiede di rinunciare del tutto alla norma, visto che sarà più conveniente continuare con le cause individuali.

"un crac costato 5 miliardi così hanno affondato l'alitalia" - autore1 ( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un crac costato 5 miliardi così hanno affondato l´Alitalia" Roma, i pm accusano Cimoli, Mengozzi e Zanichelli La storia di una eutanasia finanziaria per "dissipazione delle risorse" Il disastro del settore cargo, e quei cinque aerei zavorrati a prua con i mattoni AUTORE1 CARLO BONINI ROMA - La bancarotta di Alitalia non è una notte in cui tutti i gatti sono neri,

quei 270 milioni di obbligazioni che hanno scatenato la protesta ( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia La scheda Quei 270 milioni di obbligazioni che hanno scatenato la protesta ROMA - Tra i "bond-people" di Alitalia, ci sono investitori grandi, medi e piccoli. Ci sono Sgr ed ex dipendenti della compagnia, tutti vittime dei 270 milioni di "Mengozzi bond" e tutti pronti a lanciare azioni legali pur di avere indietro almeno una parte dei loro investimenti.

fiumicino batte malpensa "sarà base principale di cai" - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fiumicino centro di gravità di Alitalia. Mancava solo l´annuncio ufficiale, che ieri i vertici di Alitalia hanno consacrato pubblicamente. Il Leonardo da Vinci sarà l´hub, lo snodo principale del vettore. è l´ennesimo e forse definitivo schiaffo alla Lombardia che ha dovuto digerire pure il congelamento da parte della Ue degli slot di Malpensa.

fiumicino, una "navetta" per milano ( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ieri i vertici di Alitalia hanno ufficializzato che l´aeroporto romano di Fiumicino è la «base principale», ora la compagnia punterà a migliorare il servizio sulla tratta Roma-Milano, anche con offerte sui biglietti. Per questa ragione sarà siglato un accordo con Aeroporti di Roma.

alitalia, fiumicino batte malpensa cosa ne pensate? ( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina VII - Roma Il forum su Roma.repubblica.it Alitalia, Fiumicino batte Malpensa Cosa ne pensate?

ma i cassintegrati scendono in piazza "ancora niente soldi" ( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Roma Si sono incontrati con Marrazzo Ma i cassintegrati scendono in piazza "Ancora niente soldi" «Come va Alitalia? Per i cassintegrati sta andando malissimo». A parlare è Fabio Frati della Cub Trasporti che con Sdl ha animato ieri mattina un corteo di protesta davanti alla sede di Alitalia mentre dentro la palazzina prendevano la parola i vertici della compagnia.

fiumicino, voli scontati per milano - paola coppola ( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Creare un gate Alitalia nel centro di Roma. Ora che i vertici di Alitalia hanno ufficializzato che l´aeroporto romano di Fiumicino è la «base principale» (il mercato della capitale vale 4 miliardi di euro e qui è concentrato il 60% del traffico entrante), lo sforzo della compagnia sarà di migliorare il servizio.

senza trasporto - enzo costa ( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: piano Alitalia di Silvio, precipita nel vuoto. Per la serie "Di mare in peggio", la già scalcinata Tirrenia, sull´onda delle vaghezze ministeriali di Matteoli, rischia il naufragio dei collegamenti con la Sardegna. Per carità, le compatibilità economiche, il rigore, le richieste dell´Europa: ma il trionfalistico trasporto con cui ci era stato detto che la destra di governo,

Cai punta tutto su Fiumicino, ma i lavoratori restano a terra ( da "Manifesto, Il" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di puntualità siano persino migliori della media storica di Alitalia, continuano a rimanere numerosi disservizi, che la società non attribuisce - sarebbe il colmo - alla carenza di personale. Per Sabelli la causa andrebbe ricercata nelle differenze contrattuali fra i lavoratori Air One e quelli Alitalia: differenze che non dureranno a lungo, visto che si andrà a breve - annuncia -

Alitalia declassa Malpensa ( da "Corriere della Sera" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: porremo il problema del monopolio Alitalia declassa Malpensa Roma scelta come hub. Moratti: Milano ce la farà lo stesso Alitalia ha scelto: sarà Fiumicino l'hub della compagnia. Lo ha annunciato ieri il presidente, Roberto Colaninno. Il sindaco Alemanno: è una festa. Il braccio di ferro con Malpensa è a una svolta, ma il governatore della Lombardia,

Ma la Moratti: non mi sento tradita Abbiamo investito e Milano ce la può fare ( da "Corriere della Sera" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In conclusione Alitalia per Malpensa non è l'ago della bilancia? «Non lo dico io, lo dimostrano i dati. Nove aerei in più di Lufthansa, 7 in più di Easyjet, 7 voli settimanali di Emirates». E Linate? «Lo scalo di Linate è molto collegato a Alitalia. Adesso, inoltre, sconta la concorrenza con la Freccia Rossa.

Alitalia punta su Roma Malpensa fuori gioco ( da "Corriere della Sera" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2 Alitalia punta su Roma Malpensa fuori gioco Scelta la base. Formigoni protesta: è un monopolio ROMA Che ieri fosse la giornata del riscatto di Roma e del suo aeroporto, in guerra con gli scali milanesi, lo si è capito subito dal gran numero di istituzioni intervenute alla conferenza stampa di Alitalia sullo sviluppo di Fiumicino.

Dai passeggeri ai negozi fine del sogno del Nord ( da "Corriere della Sera" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fino al 30 marzo 2008 Alitalia aveva 1.238 frequenze settimanali targate Mpx. Da allora il declino è stato inesorabile: oggi siamo a quota 185. I passeggeri Alitalia sono diminuiti dell'87,9% (gennaio 2009 rispetto allo stesso mese del 2008). La perdita è stata almeno in parte compensata da altre compagnie (in particolare Lufthansa e Easyjet)

( da "Corriere della Sera" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il problema sostiene è principalmente l'integrazione tra Alitalia e AirOne e dei loro contratti di lavoro, sia per gli equipaggi che per il personale di terra. Non è possibile che un aereo livrea AirOne non parta perché manca un membro di equipaggio AirOne, mentre ce ne sarebbe pronto uno di Alitalia che però non si può utilizzare».

Le ombre di una ricostruzione calata dall'alto ( da "Unita, L'" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, vice-presidenti Corrado Crialese e Vincenzo Dettori (già presidente di Fintecna, poltrone che vanno e che vengono). L'attività di Fintecna è consistita nella gestione e nella vendita del patrimonio immobiliare pubblico. Secondo il decreto 39/09 del governo, la società dovrà occuparsi dei contratti di finanziamento fra lo Stato e i privati per il recupero delle case lesionate

Class action, salvi i truffatori Gli evasori tornano di moda ( da "Unita, L'" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia che hanno danneggiato i piccoli azionisti e gli obbligazionisti. Ma il testo va anche oltre la semplice cancellazione della retroattività. «È vietato ribellarsi per i comportamenti fraudolenti, scorretti e vessatori delle imprese - spiega Elio Lannutti, senatore Idv e presidente Adusbef - perché i cittadini potrebbero essere pesantemente sanzionati dal giudice che rilevasse

No R 81,6 ( da "Corriere della Sera" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera sezione: Lettere al Corriere data: 14/05/2009 - pag: 49 La tua opinione su corriere.it La Ferrari potrebbe non iscriversi nel 2010. Seguirete comunque la Formula Uno? SUL WEB Risposte alle 19 di ieri Sì R 18,4 No R 81,6 La domanda di oggi Alitalia rinuncia a Malpensa e come hub sceglie Fiumicino. Una scelta giusta?

Alitalia: Fiumicino hub internazionale Al nord riesplode lo scontro politico ( da "Unita, L'" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: Fiumicino hub internazionale Al nord riesplode lo scontro politico FELICIA MASOCCO Roma è l'hub internazionale della nuova Alitalia. La scelta di Fiumicino era nei fatti, è dal 2007 che Malpensa è passata da 1200 a 120 voli settimanali.

Respingere per tutelare L'assoluta priorità politica anche nel contrasto della t... ( da "Stampa, La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: DIOTTO Quel volo per Roma Alitalia non c'entra I passeggeri del volo Torino-Roma, di cui si parla nell'articolo «Imbarcati sul volo sbagliato» pubblicato su La Stampa di lunedì 11 maggio, sono stati accompagnati a bordo di un altro volo (per Napoli anziché per Roma) non per colpa di Alitalia, ma a causa di un errore dipeso dalla società responsabile del servizio di navetta interpista.

Strade e treni: e Fiumicino sarà hub ( da "Corriere della Sera" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: traguardo del terminal unico Alitalia », hanno spiegato l'amministratore delegato Alitalia Rocco Sabelli e il presidente Adr Fabrizio Palenzona. In attesa, arriveranno nuovi «gate» e «finger» sulla Roma-Milano. Per Marrazzo, la Regione dovrà avere la «regia» delle infrastrutture (comprese le strade) che collegheranno Fiumicino con la Capitale «e dopo aver sentito il ministro Matteoli,

( da "Corriere della Sera" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera sezione: PRIMA PAGINA data: 14/05/2009 - pag: 1 L'Alitalia su Fiumicino «Per l'hub servono treni e strade» Alitalia punta su Fiumicino, ma chiede treni e strade, per i collegamenti ( foto Graffiti: il presidente Enac, Riggio, con Alemanno e Marrazzo) A PAGINA 2 Alessandro Fulloni

ROMA Una stella formata da tanti aeroporti e al centro della stella Fiumicino. E' cos&...>( da "Messaggero, Il" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: destinare metà aeroporto solo ad Alitalia e ai partners Sky. «Del resto è lo spazio che oggi occupiamo con le nostre attività». I "dioscuri" della nuova Alitalia annunciano anche tre nuove sale Club Freccia Alata che saranno ultimate entro l'anno. E soprattutto confermano tariffe low cost per l'Italia, l'Europa e per il Mondo.

[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Roma è la base principale di Alitalia. Nei prossimi ... ( da "Stampa, La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Roma è la base principale di Alitalia. Nei prossimi giorni firmeremo un accordo strategico con Aeroporti di Roma del valore di oltre cento milioni di euro l'anno». Benché la decisione sia stata presa da tempo, le parole di ieri dell'amministratore delegato della compagnia Rocco Sabelli hanno riacceso le proteste della lobby milanese.

ALITALIA HA SCELTO: LA BASE SARà FIUMICINO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A GIORNI LA FIRMA, L'UNICO HUB A ROMA. MALPENSA DELUSA Alitalia ha scelto: la base sarà Fiumicino

LA RIVOLTA DEL NORD VIAGGIA SU DUE FRONTI. DA UN LATO LE ISTITUZIONI, DALL'ALTRO IL POPOLO. RID... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ridimensionata dalla scelta della nuova Alitalia, la Lombardia passa al contrattacco e studia nuove forme di protesta per rivitalizzare Malpensa. Così, da una parte, il presidente della Regione Roberto Formigoni annuncia un ricorso contro il «monopolio dell'ex compagnia di bandiera sulle tratte nazionali» e dall'altra il parlamentare della Lega Matteo Salvini,

ALESSIO FANUZZI ROMA BATTE MILANO. NON è IL RISULTATO DI UNA SFIDA DI CALCIO MA LA SINTESI ... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alcuni dei quali traducono la decisione di Alitalia in scelta dell'hub (aeroporto di scambio per voli intercontinentali) nell'annosa battaglia con la rivale Malpensa. Il presidente di Alitalia Roberto Colaninno, però, stempera l'euforia romana e prova a rassicurare i milanesi: «Lo sviluppo di Fiumicino è assolutamente compatibile con quello di Milano»,

DUE DIVERSI COMUNICATI, ATTRAVERSO I QUALI, PUR SE CON DIVERSE SFUMATURE, SI RIBADISCE LO STESSO CON... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia

Abstract: appello alla nuova Alitalia è invece quello di assicurare ad Atitech contratti duraturi per tutte le attività di manutenzione pesante, comprese quelle da effettuare sugli aerei Air One. Dall'altra parte il comunicato dell'Sdl, critico con le sigle confederali, alle quali si chiede di «uscire dall'ambiguità», e durissimo con la cordata di imprenditori guidata dall'


Articoli

nuovi collegamenti per roma e napoli e l'aeroporto si allunga la concessione al 2027 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Genova L´annuncio Nuovi collegamenti per Roma e Napoli e l´aeroporto si allunga la concessione al 2027 Salgono da 14 a 16 i voli operati giornalmente da Alitalia e Air One tra Genova e Roma e da 4 a 6 i voli tra Genova e Napoli. Le nuove frequenze aumentano l´offerta di voli già operativi tra Genova e Roma, Napoli e Catania. Il nuovo volo Genova-Roma partirà alle 8.45 mentre il volo Roma-Genova alle 21. Da Genova a Napoli i clienti avranno tutti i giorni un volo in più alle 12.35 e da Napoli verso Genova alle 10.40. Prorogata intanto la concessione all´aeroporto fino al 2027.

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scattano i rincari sulle autostrade alitalia, differito lo sciopero di lunedì (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)

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Pagina 23 - Economia I trasporti Scattano i rincari sulle autostrade Alitalia, differito lo sciopero di lunedì ROMA - Scattano oggi aumenti del pedaggio su diverse autostrade italiane, mentre la sola Anas beneficerà anche di un aumento del sovrapprezzo chilometrico. L´aumento è del 2,4% per Autostrade; dello 0,51% per il Raccordo Valle d´Aosta; dello 0,73% per la Torino-Savona. Cresce addirittura del 5,14% il costo della Tirrenica e del 6,63% quello della Tangenziale di Napoli. Più 4,89% per le Autostrade Meridionali. Lunedì, intanto, voli regolari per Alitalia, Eurofly, Meridiana. Il ministro dei Trasporti Altero Matteoli ha differito tutti gli scioperi.

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Lo storico accordo di Marchionne parte dalle fabbriche a Detroit (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-05-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 01/05/2009 - pag: 3 Il manager Al Lingotto una quota del 20%, poi potrà salire al 51% dal 2013 Lo storico accordo di Marchionne parte dalle fabbriche a Detroit La svolta della bancarotta pilotata: dialogo diretto con il socio-governo MILANO Per Sergio Marchionne quello di ieri è stato il giorno più lungo di una trattativa durata quasi un anno. L'«uomo del pullover», come ormai viene chiamato anche negli Usa, ha firmato l'accordo nelle prime ore del mattino. Poi è arrivato l'annuncio ufficiale da parte di Barack Obama. Da quel momento è scattata la fase più «burocratica», fatta soprattutto di carte da siglare. Quindi i ringraziamenti di rito e, infine, la partenza per l'Italia, insieme con l'inseparabile Alfredo Altavilla, il numero uno di Powertrain e da sempre il «ministro degli esteri» della Fiat. Un rientro trionfale. Non solo per gli applausi unanimi di politici ed economisti (a cominciare dallo stesso presidente del Consiglio), ma soprattutto perché l'operazione si è conclusa nel miglior modo possibile. Paradossalmente l'intransigenza dei creditori «minori», in pratica gli hedge funds, fortemente criticati da Obama, ha favorito la Fiat. Le loro resistenze hanno reso inevitabile il ricorso alla procedura di liquidazione, che alla fine si è rivelata la strada più favorevole per il Lingotto. La costituzione di una nuova società, con la precedente in liquidazione (sul modello utilizzato da noi per Alitalia), ha permesso infatti a Marchionne di trattare direttamente con il governo Usa, lasciando ai Tribunali la procedura di scioglimento della vecchia Chrysler. Con un quadro così chiaro, si può incominciare subito a lavorare. «Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi è stata una delle prime dichiarazioni di Marchionne passerò molto tempo a incontrare i lavoratori della Chrysler e a visitare i suoi stabilimenti». E ancora: «Siamo solo agli inizi. Con i nostri partner lavoreremo per valorizzare l'enorme potenziale di questa alleanza e per reintrodurre sul mercato nordamericano alcuni dei nostri marchi più famosi, inclusa l'Alfa Romeo e la Cinquecento ». Ma all'orizzonte c'è anche la possibilità che la Fiat diventi proprietaria di Chrysler: tra il gennaio 2013 e il giugno 2016, infatti, potrà esercitare un'opzione per acquistare il 16% del capitale della nuova Chrysler, che, aggiunto al 35% ottenuto nel frattempo attraverso la cessione di tecnologie, porterebbe al 51% la sua quota azionaria. È fondata, dunque, la soddisfazione di Marchionne. «Credo che questa operazione rappresenti per la Fiat e per tutta l'industria italiana un momento storico», ha detto il manager abruzzese plurilaureato (giurisprudenza, economia, filosofia e, ad honorem, ingegneria). E anche «un importante passo avanti nell'impegno di gettare nuove e solide basi per il futuro». Tutto questo è stato possibile grazie alla collaborazione del Governo Usa, dei sindacati americani e canadesi, delle quattro grandi banche (JP Morgan, Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley) che hanno accettato di tagliare i propri crediti. Marchionne li ha ringraziati tutti. Ricordando «la costante dedizione, l'impegno e la creatività dei componenti la task-force automobilistica statunitense e dei loro colleghi canadesi». E dando atto ai responsabili delle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici, l'americana Uaw e la canadese Caw, di avere offerto «la loro costruttiva partecipazione alla nostra sfida comune, che è quella di ricreare una grande Chrysler». Dai ringraziamenti, infine, non potevano essere esclusi i dipendenti italiani. «Oggi è un giorno di grande soddisfazione per tutte le donne e gli uomini della Fiat ha concluso Marchionne . Il fatto che il know-how della nostra azienda sia stato apprezzato dai più alti livelli dei governi americano e canadese è per noi un forte stimolo per il lavoro che ci attende. Siamo certi che da questa alleanza uscirà una Fiat più forte e più internazionale, con maggiore capacità di competere sui mercati di tutto il mondo». Giacomo Ferrari Sergio Marchionne, ad del gruppo Fiat

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Sul primo maggio pesa la rma separata degli statali (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 01-05-2009)

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Articolo Sei in Interni 1 maggio 2009 Sul primo maggio pesa la rma separata degli statali Epifani: nessuna convocazione, il governo non nasconde di voler dividere Sfileranno uniti per accentuare la pressione sul governo affinché cambi strategia nel contrastare la crisi. Perché così testimonieranno la febbre sociale di un paese pronto a sostenere una nuova giornata di mobilitazione e a supportare le rivendicazioni sindacali sul lavoro, il potere d'acquisto, il rilancio dell'economia. Perché sono convinti che l'unità sindacale sia essenziale per esprimere un sentimento di malessere generale e conseguire risultati concreti. Sarà un primo maggio storico per i sindacati francesi che, per la prima volta dopo decenni, si trovano compatti contro una crisi economica che distrugge i posti di lavoro. Sarà, invece, un primo maggio sobrio quello che si svolgerà in Italia. E non solo perché i tre sindacati confederali hanno deciso di celebrare il primo maggio all'Aquila, accanto ai lavoratori e ai cittadini duramente colpiti dal terremoto. Non tanto perché l'obiettivo dei confederali è quello di esprimere un forte messaggio di solidarietà alla popolazione. Quanto piuttosto perché è tregua armata tra Cgil, Cisl e Uil dopo che nei mesi, nelle scorse settimane e, perfino, nei giorni scorsi dichiarazioni, manifestazioni e fiumi di parole hanno approfondito il solco tracciato con la firma dell'accordo separato sulla riforma del modello contrattuale dello scorso 22 gennaio. Una tregua infranta ieri da quello che, in casa Cgil, è stato interpretato come l'ultimo tentativo in ordine di tempo di isolare la confederazione guidata da Guglielmo Epifani. Ieri pomeriggio, infatti, alla vigilia del primo maggio, il ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta e i sindacati, ad esclusione della Cgil, hanno firmato l'intesa che dà applicazione nel comparto del pubblico impiego all'accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali. Una polpetta avvelenata per la Cgil tanto più che arriva alla vigilia della festa dei lavoratori al punto che il leader di Corso Italia, Guglielmo Epifani, prende carta e penna e scrive al presidente del consiglio Berlusconi per denunciare «una grave violazione delle regole democratiche». Epifani, che ricorda al premier la volontà del governo di dividere le organizzazioni sindacali provando ad isolare la Cgil e sostiene che Confindustria si è mostrata più rispettosa delle relazioni industriali, scrive di non conoscere il testo dell'intesa e lamenta il fatto di non essere stato convocato né per la firma di oggi nè per le riunioni preparatorie. Epifani punta il dito contro il governo che non ha tenuto conto della volontà espressa già a gennaio dalla Cgil di partecipare alle fasi successive del confronto e ammonisce che farà valere «le nostre ragioni e quelle dei lavoratori in tutte le sedi nelle quali tale accordo separato potrebbe attuarsi ad iniziare dai tavoli contrattuali relativi al pubblico impiego». In Italia sale la febbre delle divisioni sindacali anche se gli aspetti conflittuali riguardano soprattutto i vertici sindacali visto che i rapporti a livello locale e gli accordi aziendali vedono abbastanza concordi Cgil- Cisl e Uil. Non sarà facile il primo maggio in alcune province dove il riflesso del clima non idilliaco ai vertici è più forte. Non sarà facile nemmeno all'Aquila dove Epifani, Bonanni e Angeletti saliranno tutti sullo stesso palco per parlare di terremoto, ricostruzione, crisi, mezzogiorno e occupazione. Dove però, come era già accaduto nel 2002 con le divisioni sull'articolo 18, pesa l'accordo separato sulla riforma del modello contrattuale. Il problema non è tanto la tensione avvertita tra i leader quanto piuttosto il rischio che cgiellini e cislini non si cerchino più, si allontanino, diventino lo specchio di un mercato del lavoro in disgregazione. Oggi la Cgil rilancia chiedendo la firma dell'accordo sulla rappresentanza e sulla democrazia interna. La Cisl è disponibile ad avviare la trattativa. Eppure il giudizio sulla perdita dei posti di lavoro, sulla violazione degli accordi della nuova Alitalia e, in parte, anche sull'accordo Fiat-Chrysler accomuna Bonanni, Angeletti ed Epifani. Se oggi all'Aquila il sindacato confederale si riunirà intorno ai suoi valori fondanti, il primo maggio in giro per l'Europa sarà specchio soprattutto delle condizioni di un mercato del lavoro in rapido deterioramento. In Francia, dove il fronte sindacale si è ricompattato sui numeri della crisi, le domande di lavoro dall'inizio dell'anno sono aumentate di 240 mila nuove unità raggiungendo i 2,44 milioni di persone. Se, tuttavia, anche grazie al piano di rilancio da 28,6 miliardi di euro, la Francia mostra una maggiore resistenza alla crisi con un calo di "appena" il 2,5% del Pil 2009, peggio di tutti sta la Germania dove per fine anno è atteso un crollo del Pil di 6 punti percentuali. Proprio le ultime cifre sulla disoccupazione tedesca dicono che, ad aprile per il sesto mese consecutivo, è salita raggiungendo l'8,3%. Il fatto che il numero dei disoccupati sia aumentato a 3,46 milioni renderà il primo maggio particolarmente agitato nelle strade di Berlino tanto più che il governo stima in 4,6 milioni i disoccupati nel 2010. Per il presidente della federazione dei sindacati tedeschi Michael Sommer licenziamenti di massa saranno interpretati come una "dichiarazione di guerra". Raffaella Cascioli

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TITTI MARRONE LA GAG MIGLIORE DEL GENIALE ANTONIO ALBANESE è QUELLA SUL CORROTTO E ASSATANAT... (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-05-2009)

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Titti Marrone La gag migliore del geniale Antonio Albanese è quella sul corrotto e assatanato politicante calabrese Cetto La Qualunque, intento a urlare in concitati comizi uno slogan di gran presa popolare, a perfetta misura dei tempi: «Cchiù pilu pe' tutti!». Ora, almeno ufficialmente, è da quando a Ilona Staller-Cicciolina fu propiziato dai radicali l'ingresso a Montecitorio che il «valore aggiunto» evocato dal mitico Cetto è entrato trionfalmente nella politica italiana. E mentre da casa Berlusconi parte la stoccata contro la banalizzazione delle donne in politica, arriva in libreria un volume di Giovanni Sartori, Il sultanato (Laterza, pagg. 169, euro 15) che indica quel «valore aggiunto» come simbolo autoritario. Intendiamoci, il volume laterziano è un testo serissimo, né poteva essere diversamente, essendo firmato dal maggiore politologo italiano, padre di una schiera di epigoni non solo italiani e dell'idea stessa della politologia come scienza. Si tratta di una raccolta di editoriali dell'autorevole studioso, severo e insieme ironico censore dell'italico costume politico, apparsi sul «Corriere della sera» tra il 2006 e il 2008. Si spazia tra argomenti vari, dalla riforma scolastica alla demografia alla crisi Alitalia. Ma soprattutto, gli editoriali restituiscono istantanee di realtà italiana in momenti complessi, come quello delle elezioni politiche del 2008, inchiodando con i giudizi «tranchant» tipicamente sartoriani la parabola perdente di Veltroni, i dilemmi inconcludenti dei «democrat», la rissa continua a sinistra. Come tutte le raccolte di articoli, neanche questa sfugge al sospetto del narcisismo da «io l'avevo detto» né al sapore datato assunto, con il senno di poi, da qualche analisi. Ma a conferire unità e organicità alla raccolta è proprio la categoria introdotta nel titolo, che conferma il talento di Sartori per le definizioni fulminanti. Il sultanato in questione è naturalmente l'Italia berlusconiana. Quella che in questi giorni riempie pagine di giornali con le avventure del premier, ottime per far sognare e svagare molti maschi italiani, distraendoli da più gravi questioni. Il post-scriptum del volume individua l'origine del sultanato nelle incapacità della sinistra al potere tra il '96 e il 2001. Paralizzati dalla sconfitta del referendum del '95 contro gli spot televisivi, D'Alema e Prodi avrebbero così perso l'occasione di varare un'efficace legge sul conflitto di interessi. Scrive Sartori, «a suo tempo scoraggiai quel referendum» («io l'avevo detto»). Da quella consultazione popolare fallita, di cui pochi italiani hanno memoria, nascerebbe tutto, inclusa l'attuale legge elettorale, il «Porcellum». Legge che evoca una splendida battuta di Antonio Martino sull'importanza dell'avvicendamento: «I politici sono come i pannolini dei bambini, andrebbero cambiati spesso». La definizione di «sultanato» fa la sua prima apparizione in un editoriale del 5 luglio 2008 scritto «a babbo morto», cioè a Pd sconfitto. «Altro che bipartitismo compiuto! Qui siamo al sultanato, alla peggiore delle corti», scriveva Sartori. Poi: «Cavour diceva: meglio una Camera che un'anticamera. Ma quando un'anticamera si sovrappone alla Camera, non so più che cosa sia peggio». L'anticamera cui qui si allude è il luogo del potere berlusconiano, come si precisa nella prefazione fresca di stampa. Qui, sgombrando il campo dal giudizio su Berlusconi come dittatore, il politologo ravvisa segni che dal personalismo possono però portare alla svolta autoritaria «all'interno di Palazzo Chigi, e alla sua personale sfera di potere, un sultanato. Mi sono divertito a battezzarlo così perché il termine (islamico) è insieme evocativo di fasto e di potere dispotico», aggiunge, indentificando ciò con la presenza, «nel suo governo, di un gradevole harem di belle donne». Beh, Sartori l'aveva pur detto.

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LA NUOVA SOCIETà CHE RILEVERà ATITECH ORA HA FINALMENTE UN NOME: SI CHIAMA MANUTENZIONE AE... (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-05-2009)

Argomenti: Alitalia

La nuova società che rileverà Atitech ora ha finalmente un nome: si chiama Manutenzione Aeronautiche Srl ed è stata costituita dalla IesMed del numero uno dell'Unione industriali di Napoli Gianni Lettieri per rilevare il polo partenopeo di manutenzione pesante dell'ex Alitalia. IesMed che ieri mattina, proprio attraverso la società neo-costituita, ha presentato una manifestazione di interesse non vincolante per l'acquisizione del controllo di Atitech, rispondendo così al bando pubblicato a fine marzo dal commissario straordinario della vecchia Alitalia Augusto Fantozzi, che scadeva appunto ieri a mezzogiorno. La notizia, ampiamente attesa, è stata ufficializzata in serata da un comunicato della IesMed, investment company dedicata alle piccole e medie imprese del Centro-Sud. Nella nota si chiarisce che Manutenzione Aeronautiche annovera tra i propri soci Aviation-Management Consulting Gmbh&CO Kh, società tedesca specializzata nella manutenzione di aeromobili di linea e operativa in territorio europeo ed extraeuropeo, la Dema di Vincenzo Starace, attiva nel campo della progettazione e produzione di componenti aeronautici, e la Alven24 spa, società leader della produzione di interni e poltrone per aerei. Nomi, questi, che erano già circolati nei giorni scorsi e ai quali si dovrebbe aggiungere la Livingston, compagnia aerea con una flotta di 8 aeromobili (e altri 8 in via d'acquisizione), e probabilmente altre piccole aziende riunite nel consorzio aeronautico campano Chain, guidato dall'ex leader della Confapi regionale Dario Scalella. Alla cordata di Lettieri, che rileverà il 71% di Atitech, si affiancheranno, con quote di minoranza, la nuova Alitalia di Colaninno e Sabelli e Finmeccanica. Il prossimo passaggio sarà l'apertura della due diligence, cioè della verifica da parte di Manutenzione Aeronautiche dei bilanci e delle condizioni di Atitech. Soltanto dopo, si legge nella nota diffusa da IesMed, «sarà inviata ai soggetti ammessi un'ulteriore comunicazione con l'indicazione dei termini e delle modalità di presentazione e di valutazione di un'offerta vincolante». In ogni caso, le operazioni di due diligence non dureranno meno di 30 giorni e sarà comunque garantito un intervallo di tempo di almeno altri 15 giorni tra la conclusione della due diligence e il termine per la presentazione dell'offerta vincolante. Vale a dire, cioè, che l'offerta vincolante non dovrebbe essere presentata prima della metà di giugno. Ma ora molto dipende dall'esito della trattativa di certo non facile avviata con i sindacati venerdì scorso e che proseguirà nei prossimi giorni, secondo un calendario che verrà stabilito dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. I sindacati non sono stati rassicurati dalla riunione a Palazzo Chigi del 24 aprile, temono pesanti tagli occupazionali e si preparano quindi ad affilare le armi. «Atitech ha bisogno di essere salvata da una cordata più consistente, perché quella attuale non garantisce né i livelli occupazionali né le condizioni di lavoro - sostiene Antonio Cepparulo, della segreteria nazionale Filt-Cgil -. Per questo il governo deve spingere per un coinvolgimento più forte di Finmeccanica, senza escludere la possibilità che la stessa Fintecna partecipi alla nuova società per un certo periodo di tempo. Ma se ci metteranno di fronte all'alternativa prendere o lasciare, si andrà verso uno scontro durissimo». ma.to.

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"Gli operai in Cda sono un vantaggio per le aziende" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-05-2009)

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Intervista Il modello Detroit e il dibattito sulla partecipazione "Gli operai in Cda sono un vantaggio per le aziende" Michele Tiraboschi ROBERTO GIOVANNINI ROMA Professor Michele Tiraboschi, lei insegna diritto del lavoro a Modena, è stato collaboratore di Marco Biagi e oggi è anche consulente del ministro del Lavoro Sacconi. Come commenta il ruolo importante che i sindacati hanno nella nuova Chrysler, dopo l'intesa con la Fiat, o che potrebbero avere in caso di accordo per l'Opel? In Italia non siamo molto abituati... «In effetti nel panorama italiano non è un caso molto frequente, ma non lo è nemmeno negli Usa, dove semmai i sindacati entrano nelle aziende attraverso fondi d'investimento previdenziale o di altra natura. È comunque un modello diffuso in molti paesi; talvolta istituzionalizzato per legge, come in Germania. Ricordo però che in Parlamento si sta discutendo da qualche mese una norma sulla partecipazione». Che potrebbe subire un'accelerazione, dopo l'accordo su Chrysler. «È possibile: il tema ormai è nell'aria. Il ministro Sacconi nel Libro Verde aveva lanciato l'idea di una partecipazione, anche se non nel senso della cogestione alla tedesca. Schemi leggeri ma che cominciano ad essere discussi, almeno dagli addetti ai lavori». Certo è che i sindacati americani e canadesi avranno una presenza imponente, nell'azionariato e nel Cda di Chrysler. Una azienda italiana reggerebbe? «Non solo ce la farebbe, ma sarebbe avvantaggiata, perché un sindacato presente in Cda è un sindacato responsabilizzato, che non alimenta conflitto e antagonismo, ma che capisce che è nel suo interesse che l'impresa faccia scelte di lungo periodo, che sia sana e solida. Del resto, la nostra Costituzione all'art. 46 - inattuato - rinvia a leggi per prevedere le forme di partecipazione dei lavoratori anche alla gestione dell'imprese». Ipotizziamo un'intesa tra Fiat e Opel. Sarebbe la stessa logica del caso Chrysler? «Sì; la differenza è che in Germania la presenza dei sindacati nei Cda è tradizionale, in Italia o negli Usa no. In Germania c'è una cultura e un atteggiamento del sindacato favorevole...» Eppure il sindacato tedesco è partecipativo e responsabile, ma quando contratta fa richieste «toste» e non si fa grandi problemi a scioperare... «Il caso tedesco dimostra che la cogestione o la partecipazione non sono l'antitesi del conflitto: ci può essere collaborazione anche in sistemi che riconoscono il conflitto. Nel sistema tedesco sono i lavoratori che eleggono i rappresentanti del Consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza». In Italia però le esperienze di presenza sindacale «forte» nella gestione sono quasi sempre negative, basti pensare alla vicenda Alitalia. «Era un caso molto particolare. Ma se in Italia il sindacato è espressione tendenzialmente di una cultura antagonista conflittuale, i segnali più recenti - la tensione tra Cisl-Uil e la Cgil - riguarda proprio la natura e il ruolo del sindacato. Cisl e Uil spingono per la democrazia e la partecipazione». Però un conto è la partecipazione dei lavoratori, un conto dare la gestione a burocrazie sindacali autonominate. È per questo che la Confindustria di Emma Marcegaglia sembra poco interessata alla partecipazione? «Se nei Consigli ci sono personalità che non hanno competenza ed esperienza di gestione, è chiaro che sono guai. È un processo lungo, ma che può trovare spunti importanti dall'esperienza Fiat-Chrysler. Significativa perché nasce in un contesto dove non c'è una filosofia della partecipazione, e dimostra che un sindacato può giocare un ruolo decisivo in una situazione disperata».

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Cambiare a mano una ruota di 70 chili, in tre, perché la macchina che dovrebbe farlo è ko.... (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-05-2009)

Argomenti: Alitalia

GIOIA SALVATORI Cambiare a mano una ruota di 70 chili, in tre, perché la macchina che dovrebbe farlo è ko. Andare negli uffici a cercare i fazzoletti di carta perché non c'è neppure uno straccio per pulirsi le mani in tutto l'hangar. Lasciare a terra un aereo, cancellare un volo, perché non c'è nessuno che cambi una lampadina in cabina per volare la notte. Ecco perché a cento giorni dal debutto di Cai-Alitalia gli aerei non decollano o decollano in ritardo, magari semivuoti perché mancano gli assistenti di volo, magari senza un pezzo perché i pochi operai in turno non hanno trovato il ricambio. Succedeva prima, soprattutto nell'ultima fase della vecchia gestione Alitalia, succede oggi, nonostante un prestito governativo per Cai di 300 milioni e un restyling aziendale pagato dagli ex lavoratori Alitalia con migliaia di esuberi. «Sono anni che ci mettiamo del nostro per far volare gli aerei - racconta un operaio - Vaghiamo ore negli hangar alla ricerca di mezzo litro d'olio o una guarnizione, di una scala più alta o un collega che ripari trapani, muletti, automobili». Gli strumenti di lavoro in panne o scarsi, sono il principale difetto, nel 99% dei casi sono riparazioni o carenze banali che fanno perdere ore di lavoro. Qualcuno aveva creduto che il fondo del barile fosse stato raschiato, invece è arrivata Cai e un'altra cassa integrazione: in 50, su 200 tecnici di linea, sono andati a casa. In 80 sono stati chiamati al trasferimento in basi diverse da Roma e hanno messo su uno «sciopero bianco»: se ogni più piccolo dettaglio non è a punto, l'aereo non decolla. In otto, da operai specializzati molto richiesti dal mercato, sono andati a lavorare con Air France-Klm, altri sono in trattativa con la compagnia d'oltralpe che così ha già messo un piede negli hangar del Leonardo Da Vinci. Uno scalo da dove partire in orario con un volo Cai-Alitalia è davvero cosa rara. Giovedì 30 è stato cancellato il volo delle 11 da Roma a Linate: rotto il computer di bordo, è stato detto ai passeggeri. Si parte col volo delle 12, in ritardo di 25 minuti. Domenica 19 aprile, lunedì e martedì 21, dallo scalo di Fiumicino sono partiti in ritardo quasi la metà dei voli della compagnia di bandiera, 30 su 70. Il picco di disagi è sulla tratta Roma-Milano, sui cui i ritardi, in generale, vanno da 20 minuti a oltre due ore. Due ore per un intervento importante: manutenzione al pilota automatico o al motore; 30 minuti invece per l'«ordinaria amministrazione»: mantenere una poltrona, per esempio. Oppure cambiare un fusibile. Il 27 aprile un volo programmato in partenza da Linate per Fiumicino alle 18.20 è stato prima ritardato due volte, quindi cancellato, riprogrammato con un volo delle 20 e partito solo alle 20.30. Nel 99% dei casi è una banalità che ferma tutto. Ma ci sono anche gravi carenze che pesano sulla sicurezza dei lavoratori: «È successo più di una volta che fosse rotta la culla, lo strumento che serve per spostare le ruote da cambiare, così in tre abbiamo spostato a mano la ruota di 70 chili di un Boing 767 - racconta Luca - Se ci si deve spostare in aeroporto spesso bisogna aspettare anche mezz'ora perché il 10% delle automobili sono fuori uso. Succede ormai 3 o 4 volte al giorno che i telex dall'estero con gli interventi di manutenzione da effettuare non arrivino all'hangar, che restino arenati negli uffici. È il comandante, quando è sul punto di partire, ad accorgersi che c'è qualcosa che non va». Il risultato sono ritardi e cancellazioni di cui Enac ha chiesto conto a Cai-Alitalia: l'Ad Rocco Sabelli riferirà al presidente Vito Riggio martedì 5 maggio. L'ente dell'aviazione civile ha monitorato i ritardi: un volo su quattro è in ritardo sistematico; una volta su due accade per mancanza di personale a terra, una su tre per ritardi nella manutenzione degli aerei, è il dato ufficiale. Per le cancellazioni l'Enac si appresterebbe a multare Cai e anche l'Antitrust indaga, soprattutto sull'uso della tratta Roma-Milano su cui Cai è in posizione dominante. Risposte che arrivano mentre i lavoratori scioperano (lunedì sono in programma 24 ore di astensione dal lavoro per gli aderenti al sindacato Sdl) o minacciano, con i confederali, uno sciopero che potrebbe arrivare entro 15 giorni. Il dossier

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Famiglia risarcita per i Bond argentini trattati da una banca (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 04-05-2009)

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SENTENZA.TRIBUNALE DI ALBA Famiglia risarcita per i Bond argentini trattati da una banca [FIRMA]VALTER MANZONE BRA E' stato restituito l'intero capitale ad una famiglia di risparmiatori di Cortemilia, che avevano investito 58 mila euro nelle obbligazioni argentine. La sentenza - una delle prime di questo tenore - è stata emessa dal Tribunale di Alba, presieduto da Aldo Bochicchio. Condannata la Banca Regionale Europea che deve restituire l'intera somma investita. Spiega l'avvocato braidese Massimiliano Pani, che ha seguito la causa insieme al collega di studio Alberto Rizzo: «Abbiamo accettato la difesa di questa famiglia di Cortemilia (composta da padre, madre e un figlio) che si è trovata a impegnare una somma cospicua, frutto del risparmio di una vita e della liquidazione del capofamiglia. Le operazioni erano state compiute ad uno sportello della Bre dal marzo 1999 al luglio 2001. Quando abbiamo esaminato la documentazione che avevano ricevuto dalla banca, abbiamo deciso di contestare la modalità operativa messa in atto da chi aveva venduto loro quelle obbligazioni». Analizzando le carte prodotte dai risparmiatori, gli avvocati si sono accorti che la Banca Regionale Europea aveva operato in modo - a loro parere - «non conforme alle procedure in materia», in quanto non aveva consegnato ai clienti le «condizioni generali disciplinanti la negoziazione, la ricezione e la trasmissione di ordini e la mediazione di strumenti finanziari» ovvero le condizioni economiche applicabili al contratto stesso. Continua l'avvocato Alberto Rizzo: «Per questo motivo, abbiamo ritenuto che l'istituto di credito abbia violato l'articolo 23 del Testo Unico Finanza: quindi le tre operazioni oggetto della causa, concluse in assenza di un regolare contratto di negoziazione, sono state dichiarate nulle ed i risparmiatori hanno avuto la possibilità di vedersi restituita la somma originariamente investita, decurtata degli interessi netti generati dalle stesse obbligazioni e maggiorata degli interessi dalla notificazione della citazione, oltre il pagamento delle spese di lite». Conclude il collega Pani: «Con questa sentenza il Tribunale albese ha stabilito che il requisito della forma scritta non può certo ritenersi soddisfatto dalla sottoscrizione, da parte degli attori, del modulo prodotto dalla controparte - nel quale erano semplicemente richiamate, ma non sottoscritte - le norme che regolavano il rapporto. Il documento scritto deve infatti riguardare non solo la manifestazione della volontà di concludere uno specifico contratto di investimento, ma anche il contenuto minimo del contratto previsto all'articolo 30 del regolamento Consob». Concludono allo Sportello dei consumatori: «Una sentenza importante, quella del Tribunale albese, per tutti i risparmiatori coinvolti nei crack finanziari degli ultimi anni (bond Cirio, Argentina, Parmalat, Finmek, Giacomelli, Lehman Brother e Alitalia), che sono ancora pienamente in tempo - essendo stato riconosciuto il termine decennale di prescrizione - per proporre le loro richieste di risarcimento dei danni patiti nei confronti delle banche».

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Parlamento Ue i voti di quelli che ci riprovano (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 04-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Inchiesta PREMIO «STAKANOV» DONNE AL TOP MARCO ZATTERIN La cantante Iva Zanicchi si è esibita in aula una volta sola in dodici mesi. Con un discorso sulla «Strategia di Lisbona» Il record 368 interventi per Mario Mauro (Pdl), primo italiano che potrebbe diventare presidente dell'Europarlamento Parlamento Ue i voti di quelli che ci riprovano Grandi ex e carneadi, ecco le pagelle dell'Europa Presenze assidue per il leghista Mario Borghezio e il socialista Gianni Pittella Tra le migliori Roberta Angelilli e Cristiana Muscardini, entrambe di An. E la verde Monica Frassoni CORRISPONDENTE DA BRUXELLES Iva Zanicchi si è esibita in aula una volta sola in dodici mesi. Non cantava. Recitava, piuttosto, un testo in politichese in cui parlava della Strategia di Lisbona come della «linea guida per un proficuo e inarrestabile processo di integrazione, modernizzazione e sviluppo di questa nostra casa comune». Era il 2 settembre 2008 e da allora all'Europarlamento s'è vista solo nel backstage, in genere dietro occhiali da sole grandi e retrò. A un periodico ha detto che magari non si sarebbe ricandidata perchè facendo serate guadagna di più. Ci ha ripensato: il 7 giugno sarà in lista (al fondo, però) per tentare di tornare in Europa «senza amore». E' un caso piuttosto isolato. Gli eurodeputati sono una categoria che gode di visibilità ridotta e, alla lunga, inseguono una vocazione piuttosto che una necessità. Certo a Strasburgo transitano pattuglie di trombati di lusso e «grandi ex», ma si tratta di una minoranza. I più lavorano duro mentre la penisola si dimentica di loro. «Cinque anni quassù tagliano i ponti con l'Italia» ammette Luigi Cocilovo (pd), vicepresidente che ha scelto di tornare a casa. Vero, sopratutto a sinistra. Lo dimostra il fatto che uno solo dei cinque capilista del Pd è un parlamentare uscente (Luigi Berlinguer) e due protagonisti della legislatura che si chiude, Paolo Costa e Guido Sacconi, sono stati congedati. Nel Pdl, invece, se non ci fosse Berlusconi, i deputati in carica ai piani alti sarebbero quattro. Nel complesso si ricandidano in una cinquantina su 78 in carica, quasi tutti maratoneti delle europrocedure. Tre esempi al femminile, per cominciare. Come Roberta Angelilli, pasionaria di An, paladina dei deboli, grafomane di scuola An che ha messo la firma su 582 interrogazioni in cinque anni. O la storica esponente della destra a Bruxelles, Cristiana Muscardini, plurirelatrice il cui nome appare in calce a 418 questioni sollevate davanti alle istituzioni Ue. O a Monica Frassoni, copresidente dei verdi, oratrice dai settanta discorsi che ha strapazzato Gordon Brown per l'europeismo «solo di facciata». Berlusconi ha puntato parecchio sugli uscenti, sopratutto su Mario Mauro da San Giovanni Rotondo, di dieci giorni più vecchio di Obama, vicepresidente candidato alla presidenza, primo italiano che potrebbe farcela da trent'anni. E' un supercattolico che crede anche in Facebook e vanta 368 interventi in aula, record nazionale. Guida la classifica degli attivi, più numerosi di quanto la loro celebrità relativa lasci immaginare. In corsa per un Premio Assiduità il leghista Borghezio, mite di persona e furia antislamica su carta, immancabile come il numero uno degli italiani del gruppo socialista Pittella, avanguardia del centrosinistra con Fava e Cappato. Non sorprenderà che il loro flusso di email ai giornalisti è al limite dello spam. Sempre presenti, e si vedono, il presidente della Commissione giuridica Gargani (Forza Italia), i LibDem Prodi, Toia e Susta, l'astronauta comunista Guidoni, i rifondaroli Musacchio e Catania, tutti parlamentari impegnati per opere, comunicati, e missioni. Nei corridoi dicono che Francesco Ferrari (pd, 10 interventi in 19 mesi), scuola Coldiretti, è «inchiodato alla poltrona pure se non c'è sessione». Lo stesso per il capogruppo Pdl, Francesco Zappalà, celeberrimo su Youtube per avere negato fra i fischi in ventitre lingue che il premier possieda delle televisioni. I confronti sono difficili, meno della metà dei nostri deputati ha fatto tutta la legislatura. Però colpisce che Eleonora Gardini sia intervenuta una sola volta in aula in dodici mesi - sullo «Scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra» -, un discorso tecnico in cui è comunque riuscita a parlar bene di Berlusconi. Deve essere l'influenza dell'ex sindaco meneghino Albertini, con vanta appena undici discorsi in cinque anni, neanche uno memorabile come quelli del suo alias Teo Teocoli: il voto imminente lo ha smosso e convinto ad una interrogazione sul futuro degli slot Alitalia a Malpensa. Guarda caso. Dietro, staccati, sono quelli che la parola non l'hanno mai presa. Il forzista Aldo Patriciello (24 le interrogazioni, molte sul natio Molise), inquisito, uno dei pochi a cui hanno tolto l'immunità parlamentare. E il golden boy di Italia-Germania 4 a 3, Gianni Rivera (Udc), zero interventi, zero interrogazioni, non aiutato dall'essere un «non iscritto», il gruppo di chi non ha un gruppo. Sono soli sul fondo classifica. Dove, se fosse restato, sarebbero in compagnia di Umberto Bossi che, in tre anni, non mai fatto sentire la sua roca voce in aula ai colleghi europei.

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L'integrazione Alitalia-AirOne porterà nuovi disoccupati (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 04-05-2009)

Argomenti: Alitalia

«L'integrazione Alitalia-AirOne porterà nuovi disoccupati» Ancora problemi per Alitalia. Filt Cgil Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti, riuniranno oggi una segreteria unitaria per definire «una piattaforma sindacale coerente con le intese di Palazzo Chigi (violate da Alitalia) e condividere le iniziative unitarie a sostegno della stessa». L'incontro è stato deciso dopo quello che le quattro sigle sindacali hanno avuto con una delegazione di Alitalia, il 28 aprile scorso, su obiettivi e fasi dell'integrazione dei gruppi Alitalia ed Airone, prevista per il primo luglio prossimo, in cui le quattro sigle hanno individuato alcune criticità che riguardano i livelli occupazionali e le condizioni di lavoro. In particolare, una riduzione della somma degli organici attuali che «rischia di essere scaricata sui molti lavoratori a termine, compresi i contratti con scadenza stipulati agli ex dipendenti Alitalia e un approccio sulla necessariaarmonizzazione dei contratti Cai-Airone-Assaeroporti che i sindacati intendono negoziare a tutto tondo». Per quanto riguarda gli obiettivi indicati dall'azienda, riferiscono i sindacati, ci sono «l'ottimizzazione dei mezzi a disposizione dei due gruppi, del personale, delle risorse e delle procedure operative già in atto e il potenziamento delle basi». L'ottimizzazione, secondo la presentazione fatta da Alitalia, «viene perseguita attraverso sinergie che riguardano il network, con la razionalizzazione delle frequenze, i costi commerciali, la manutenzione, l'integrazione delle strutture e del personale sulle basi, l'handling (attività di assistenza a terra), il quartier generale e le spese generali, l'utilizzo delle best practice (le pratiche che danno i migliori risultati) già in uso nei due gruppi». «Le ricadute di questa operazione sul personale non sono di poco conto» rilevano i sindacati. P«revedono il passaggio del personale AirOne in Alitalia attraverso una cessione di ramo d'azienda con un successivo spostamento di personale di nuovo in AirOne, per le necessità legate alla flotta dei B737 utilizzando il meccanismo del distacco».

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Ex Alitalia, 60 sedi da chiudere (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-05-2009)

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Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 04/05/2009 - pag: 1 Sprechi Fantozzi e i mega-costi dei dipendenti all'estero Ex Alitalia, 60 sedi da chiudere di SERGIO RIZZO L'ex Alitalia, la compagnia di bandiera ormai in liquidazione, aveva 60 sedi estere, che il commissario straordinario Augusto Fantozzi sta cercando di chiudere. Non senza trovare sorprese: tesoretti depositati in banche locali (50 milioni), dipendenti alloggiati in hotel di lusso. A PAGINA 22

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L'ex Alitalia degli sprechi: 60 sedi all'estero da chiudere (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-05-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cronache data: 04/05/2009 - pag: 22 La compagnia Il commissario Fantozzi trova depositi sconosciuti per 50 milioni L'ex Alitalia degli sprechi: 60 sedi all'estero da chiudere A Hong Kong 15 dipendenti in hotel senza alcuna rotta ROMA Immagina se stesso, Augusto Fantozzi, nei panni di Fausto Coppi sullo Stelvio. Ma a differenza del Campionissimo il commissario di quella che fu l'Alitalia non alza mai la testa dal manubrio. «Condannato a pedalare e basta», ripete tutti i giorni ai suoi collaboratori. La salita è ripida e a ogni tornante c'è una sorpresa. Un nuovo creditore, o una rogna che nessuno poteva prevedere. Per esempio quella, pazzesca, con cui Fantozzi è alle prese adesso: le sedi dell'ex Alitalia all'estero. Sapete quante? Sessanta. Tante erano ai tempi d'oro, per intenderci quando (fino a poco tempo fa) all'aeroporto londinese di Heathrow la compagnia di bandiera italiana stipendiava 300 (trecento) persone, e tante sono rimaste dopo, quando le destinazioni internazionali dell'Alitalia si erano ridotte a una sparuta quindicina. Magari ci sarà una spiegazione. Ma che questo possa essere considerato accettabile, no davvero. Soprattutto considerando i costi assurdi che ancora adesso gravano sulla liquidazione della compagnia di bandiera. C'era una sede in Libia, chiusa giovedì scorso. Una in Senegal. Addirittura due in India: a Mumbai e Nuova Delhi. E via così. Abbassare la serranda di quegli uffici è complicatissimo, come sta sperimentando Fantozzi. Si deve liquidare il personale, battagliare con i sindacati, risolvere le grane con il fisco locale. Ma non è soltanto per questo che l'Alitalia ha continuato a far correre per anni gli stipendi, i conti dell'albergo, i bonifici ai fornitori. Talvolta si è giustificato il mantenimento in vita di quelle costose strutture con la necessità di conservare gli slot, cioè i diritti di decollo e atterraggio: per una rotta abolita! In altri casi è stata solo inerzia. Costosissima inerzia. Prendiamo la sede di Hong Kong, dove l'Alitalia non vola più da tempo, e dal 2008 ha soppresso anche i collegamenti cargo. Quindici dipendenti e un conto di 1.200 dollari al giorno per il lussuoso hotel Hyatt. Per ironia della sorte, la filiale di Hong Kong dell'Alitalia, cioè una compagnia aerea fallita, aveva 7 milioni e mezzo di euro, liquidi. Erano depositati in una banca locale. Un tesoretto che a quanto pare c'è anche in Brasile, Argentina, Venezuela e chissà in quanti altri posti. Fantozzi e i suoi hanno calcolato che nelle banche in giro per il mondo l'Alitalia abbia depositi per molti milioni di euro. Quanti? Decine. Forse una cinquantina. Non saranno la soluzione, ma perché lasciarli lì? Soprattutto, perché non fermare al più presto l'emorragia degli uffici esteri? Tanto più che ogni euro speso per mandare avanti quelle baracche è un euro sottratto ai creditori. Nessuno è in grado di dire quale sia esattamente il loro numero. Ma non sono meno di 23 mila, compresi i dipendenti che devono avere circa 205 milioni di liquidazioni. Di conseguenza, non si può sapere con precisione quanti soldi servano per pagarli. Unica certezza: i debiti con migliaia di fornitori accumulati dall'Alitalia prima del commissariamento, il 29 agosto 2008, saranno gli ultimi a essere onorati. Se ci saranno ancora soldi. È la dura legge delle liquidazioni. Prima si paga la «prededuzione», cioè i costi della liquidazione e gli impegni contratti dai liquidatori dopo il commissariamento. Poi i dipendenti. Quindi gli enti di previdenza, gli avvocati e i consulenti. In fondo, gli altri. Cioè i fornitori «ante» 29 agosto. E lo Stato, verso cui l'Alitalia in liquidazione ha un debito di 300 milioni: il «prestito ponte» concesso per evitare il fallimento dopo che era saltata la trattativa con Air France. Che a questo punto sarebbe forse meglio chiamare «regalo ponte». A complicare ulteriormente le cose c'è la prospettiva di un contenzioso immane. Dalle piccole cause di lavoro dei dipendenti (molti anche obbligazionisti) alle controversie internazionali. Un assaggio? L'Alitalia si era coperta dal rischio di cambio sul prezzo del petrolio con derivati del Credit Suisse. Al commissariamento, la banca ha esercitato il diritto di recesso incamerando 50 milioni. Almeno 7, sostiene Fantozzi, non dovuti. Così inevitabilmente si è arrivati alle carte bollate. La fotografia degli sfortunati creditori scattata il 29 agosto 2008 è la sconcertante premessa di una liquidazione destinata a battere ogni record di durata. Roba da far impallidire la procedura dell'Itavia, compagnia del Dc9 abbattuto nel 1980 sui cieli di Ustica: iniziata nel 1981, ventotto anni dopo è ancora aperta. Per la gioia di avvocati e consulenti. I pochi che in queste situazioni guadagnano davvero. La lista dei vecchi fornitori che vantano soldi è tanto sterminata quanto (pare) incompleta. Al punto che balla pure la cifra totale: 320 milioni? 350? O 400? Boh. Ci sono società aeroportuali (gli Aeroporti di Roma hanno pendenze per una quarantina di milioni), compagnie petrolifere, albergatori. Autonoleggi, ristoranti, bar degli aeroporti, editori: dal Financial times (39.091 euro) al gruppo l'Espresso (667.567), alla Rcs quotidiani che edita il Corriere (293.333), al Messaggero (15.069). Poi Telecom Italia, con 3,5 milioni di bollette arretrate. Ma anche le autorità aeroportuali di mezzo mondo. La Coca Cola (574.505 euro). Il profumiere Yves Saint Laurent (14.605 euro). Non manca nemmeno Peccati di Capri, la piccola ditta napoletana che forniva i cioccolatini di benvenuto ai passeggeri (3.852 euro). E neppure la Ince 2002 srl, società alla quale venne affidato durante la gestione di Giancarlo Cimoli il restyling della rivista di bordo, Ulisse 2000, e che era posseduta al 50% dall'attore Pino Insegno. Credito: 77.259 euro. E 60 centesimi. Sergio Rizzo

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SEGRETERIA UNITARIA DI FILT CGIL FIT CISL, UILTRASPORTI E UGL TRASPORTI, OGGI PER DEFINIRE UNA... (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 04-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Segreteria unitaria di Filt Cgil Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti, oggi per definire «una piattaforma sindacale coerente con le intese di Palazzo Chigi (violate da Alitalia) e condividere le iniziative unitarie a sostegno della stessa». L'incontro è stato deciso dopo quello che le quattro sigle sindacali hanno avuto con una delegazione di Alitalia, il 28 aprile scorso, su obiettivi e fasi dell'integrazione dei gruppi Alitalia ed Airone, prevista per il primo luglio prossimo, in cui le quattro sigle hanno individuato alcune criticità che riguardano i livelli occupazionali e le condizioni di lavoro. In particolare, una riduzione della somma degli organici attuali che «rischia di essere scaricata sui molti lavoratori a termine, compresi i contratti con scadenza stipulati agli ex dipendenti Alitalia e un approccio sulla necessaria armonizzazione dei contratti Cai-Airone-Assaeroporti che i sindacati intendono negoziare a tutto tondo». Per quanto riguarda gli obiettivi indicati dall'azienda, riferiscono i sindacati, ci sono «l'ottimizzazione dei mezzi a disposizione dei due gruppi, del personale, delle risorse e delle procedure operative già in atto e il potenziamento delle basi». L'ottimizzazione, secondo la presentazione fatta da Alitalia, viene perseguita attraverso sinergie che riguardano il network, con la razionalizzazione delle frequenze e i costi commerciali.

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Franceschini: Complotto? Berlusconi è patetico (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Franceschini: «Complotto? Berlusconi è patetico» LAURA MATTEUCCI Patetico. Che persino la richiesta di separazione della moglie sia «un complotto preparato dalla sinistra» ai suoi danni, che la signora sia stata «sobillata» dai media è «una cosa davvero patetica», Berlusconi «smetta subito di dirla». È visibilmente infastidito Dario Franceschini, segretario del Pd, dalle prime controffensive dell'«Houdini italiano», come lo chiama il Times, ormai «incastrato» nel suo «destreggiarsi tra l'immagine del padre di famiglia devoto e quella del playboy di 72 anni». Proprio lui, l'uomo-catodico, che per primo ha invaso le case italiane con la sua biografia, e le foto Silvio-Veronica-figli, che adesso parla di «criminalità mediatica» e riparla di complotto. Già la giornata per Franceschini è partita male: 2 ore e 40 minuti di ritardo per un volo Fiumicino-Malpensa della nuova Alitalia è davvero troppo. Franceschini è a Milano per sostenere Filippo Penati che si ripresenta in Provincia e tutti i candidati («Berlusconi dice che mettiamo in lista persone anziane, gli ricordo che il più vecchio dei nostri candidati è un suo coetaneo»). Appena riesce a liberarsi dell'aereo e mette piede nell'aeroporto fantasma sbotta, e il suo filo rosso è una parola che nell'Italia di Berlusconi non ha ormai alcun sapore, la parola è serietà. La usa per la politica, la usa per l'annunciato divorzio dell'anno: «Ci siamo comportati da persone serie lasciando fuori la politica da una vicenda personale. Vogliamo continuare così, però Berlusconi eviti di parlare di complotto unicamente per coprire il merito e depistare l'attenzione degli italiani». UMILIATO E OFFESO Berlusconi è chiuso nella villa di Arcore, Veronica Lario poco distante, a Macherio. Si parlano per avvocati, il fidato Niccolò Ghedini, parlamentare del Pdl per lui, una donna, Maria Cristina Morelli, avvocato civilista che nella prima fase ha seguito la vicenda giudiziaria di Eluana Englaro, sostenendo le tesi di papà Beppino, per lei. Le cui uniche parole sono «mi occupo di una vicenda che non va gestita sui giornali». Affilano armi, preparano tattiche di un divorzio che muove miliardi, spartisce aziende e coinvolge, tra protagonisti, figli e nipoti, una nutrita tribù. Berlusconi accusa la stampa di «criminalità mediatica», e la moglie di avele parlato, e poi fa lo stesso, affidando a Stampa e Corriere lo sfogo di un marito che, più che «addolorato», s'è fatto furioso. Umiliato e offeso. «È lei che deve chiedermi scusa pubblicamente. È la terza volta che in campagna elettorale mi gioca uno scherzo di questo tipo», dice. «È caduta in un tranello, e io so chi la sobilla». I tre figli? Tutti dalla sua parte, «solidali con me». Noemi Letizia, la 18enne che, surreale e non lo sa, chiama il presidente del Consiglio «papi» e si candida aspirante Cuccarini? (peraltro ridotta al silenzio, scomparsa anche da Facebook) «Sono amico di suo padre». Le fanciulle prima in lista poi estromesse? «Brave ragazze plurilaureate». Tocco di classe: «E che male c'è se sono anche carine? Non possiamo candidare tutte Rosy Bindi». La classe invece la dimostra lei, la vicepresidente della Camera, che premette «lasciamo perdere le scuse, non mi interessano», e poi mette un punto fermo: «Berlusconi ha un dovere di trasparenza verso gli italiani, la signora Lario ha ragione - dice Bindi - non possiamo far finta di nulla, non possono restare dubbi sulla natura dei rapporti tra il capo del governo e una minorenne. Per molto meno il presidente degli Usa ha dovuto rendere ragione ai suoi concittadini». Anche l'Idv ci prova, con un'interrogazione parlamentare. Il complotto si allarga. Berlusconi chiuso nella villa di Arcore con amici fidati e la figlia Marina affila le armi per un divorzio che muove miliardi. Grida al complotto e accusa la moglie Veronica: si deve scusare lei, so da chi è sobillata.

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elezioni, il pd all'attacco su malpensa - andrea montanari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Milano Elezioni, il Pd all´attacco su Malpensa Franceschini: "Berlusconi ha tradito le promesse sull´aeroporto" Il segretario apre la campagna lombarda: "Il governo da mesi ha paura a venire qui" Castelli: "Straparla: lo scalo è già in fase di recupero" ANDREA MONTANARI Parte ancora una volta da Malpensa il secondo viaggio in Lombardia di Dario Franceschini, a Milano per la presentazione ufficiale delle candidature del Pd alle Provinciali. «Qui c´è la prova fisica - dice - delle promesse da marinaio di Silvio Berlusconi. è una vergogna. L´aeroporto è ancora più deserto di prima». Il segretario del Pd è arrabbiato al suo arrivo nell´ex hub lombardo. Manco a dirlo, un guasto a Fiumicino al suo aereo dell´Alitalia lo ha fatto arrivare con ben due ore e quaranta minuti di ritardo. Costringendolo a saltare sia il viaggio a bordo del Malpensa Express che l´incontro con le piccole e medie imprese a un convegno alle Stelline. L´affondo: «Avevano detto che avrebbero fatto un consiglio dei ministri a Malpensa. Li ho già invitati a farlo due mesi fa, ma non hanno il coraggio di mettere piede qui dove si vede nel frattempo che cosa è successo. I voli sono passati da 1238 a 147. Quelli di Alitalia sono diminuiti di oltre l´ottanta per cento. Questi sono i numeri che la gente deve valutare perché la serietà degli uomini politici si misura sulla corrispondenza delle promesse fatte in campagna elettorale e le cose realmente fatte. Malpensa e Alitalia sono stati uno degli argomenti centrali dell´ultima campagna elettorale della Lega e di Berlusconi». Un passaggio che gli serve anche per tirare la volata alla rielezione di Filippo Penati alla guida di Palazzo Isimbardi. «è ora che torni la serietà anche in Italia. E Penati è la prova di come il centrosinistra sappia ben governare». Concetto ripetuto anche dal segretario regionale Pd Maurizio Martina, durante un pranzo con i militanti organizzato da una cooperativa della Barona. «Milano e i milanesi - aggiunge - hanno uno dei migliori presidenti di Provincia del Paese. Che si è battuto come un leone e ha fatto vivere questa istituzione più vicina ai cittadini di quanto era avvenuto nei cinque anni precedenti». Il presidente della Provincia ringrazia e rilancia anche sui ritardi dell´organizzazione dell´Expo: «Dopo un anno di ritardi dovuti a litigi, in un mese, il nuovo amministratore Lucio Stanca si è preso 40mila euro di compenso e non ha nemmeno convocato un cda. Così tutti sanno fare il secondo lavoro». Secca la replica del senatore leghista e sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli: «Ormai Franceschini straparla. non passa giorno senza che un talk show o un articolo di giornale non si interroghi sulle motivazioni per cui il Pd continua a perdere voti. Basta ascoltare il capo del partito per capirlo. Malpensa sta già recuperando e nel medio termine tornerà come e meglio di prima. Abbiamo sempre detto che dopo il "tradimento" di Alitalia ci sarebbero voluti tre anni per recuperare. E questo accadrà». Controreplica del responsabile infrastrutture del Pd Andrea Martella: «Ma cosa dice Castelli? Malpensa è un aeroporto fantasma». C´è anche il tempo per una breve visita del leader del Pd al Giardino dei giusti al Monte Stella, accompagnato dal deputato Emanuele Fiato, già presidente della Comunità ebraica. «è una bellissima idea avere un luogo dove ricordare i giusti - commenta Franceschini - Spero che l´esempio possa essere seguito da altre città». Poi di corsa per un breve tour in Brianza. Per tornare in serata in città. Un nuovo bagno di folla tra i militanti in centro e la presentazione ufficiale dei candidati alla Fabbrica del Vapore.

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(sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 05-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Articolo Sei in Pagine Dem 5 maggio 2009 «Da Berlusconi promesse da marinaio» MALPENSA   FRANCESCHINI: «HA FATTO BUTTARE VIA AGLI ITALIANI 2,9 MILIARDI» Era stata la prima visita che aveva scelto di fare da segretario del Pd. E ieri Dario Franceschini è tornato a Malpensa, per visitare quello che ha definito un «aeroporto fantasma», dove è atterrato con un volo Alitalia che ha riportato due ore e 40 minuti di ritardo. Il leader democratico ha ricordato l'annuncio da parte del governo della volontà di tenere all'interno della struttura milanese una riunione straordinaria del consiglio dei ministri, invece «sono passati due mesi e non hanno il coraggio di metterci piede, perché altrimenti si vedrebbe cosa è successo nel frattempo». Se «Malpensa e Alitalia sono stati gli argomenti della campagna elettorale di Berlusconi e Lega», Franceschini invita polemicamente il centrodestra a ripetere la stessa cosa anche per le prossime europee, dato che «qui c'è la prova fisica, visibile della distanza fra le promesse da marinaio fatte in campagna elettorale da Berlusconi e i comportamenti successivi. La serietà degli uomini politici si misura tra la corrispondenza tra le promesse e le cose realizzate». E i risultati elencati dal segretario dem sono i seguenti: i voli che partono o arrivano a Malpensa sono passati da 1.238 a 147, con un calo dell'82,7 per cento in particolare di quelli gestiti da Alitalia. «Non solo gli italiani hanno pagato di tasca loro 2,9 miliardi di euro, soldi che sono stati buttati via, ma Malpensa è un aeroporto fantasma». Come sottolinea anche il responsabile infrastrutture del Pd, Andrea Martella, «è chiaro come il sole che l'operazione Alitalia non ha fatto recuperare alla struttura nessuna capacità competitiva». «La gente del Nord ha aggiunto Franceschini misura il consenso che dà e quello che toglie in base ai fatti, in base alla corrispondenza tra le promesse roboanti e le realizzazioni». Rudy Francesco Calvo

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Pool di banche per Antonio Merloni Con la garanzia dello Stato (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-05-2009)

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Corriere della Sera sezione: Economia data: 05/05/2009 - pag: 33 Rilancio Operazione guidata dall'advisor Mediobanca Pool di banche per Antonio Merloni Con la garanzia dello Stato MILANO C'è un nuovo dossier nella lunga lista degli aiuti e misure di Stato, diretti o indiretti. All'elenco di Tremontibond, cassa integrazione, agevolazioni fiscali, caso Alitalia, etc. si aggiunge adesso un caso a sette cifre (30 milioni di euro) a favore della Antonio Merloni in amministrazione straordinaria. Non si tratta di un vero e proprio esborso, ma della garanzia pubblica al nuovo maxi finanziamento da una decina di banche. L'Unione europea, infatti, ha dato il suo ok affinché lo Stato italiano si faccia garante dei prestiti concessi alla Antonio Merloni (fino a un massimo di 67,8 milioni di euro), e alcuni istituti hanno dato la propria disponibilità per 30 milioni. Nella lista delle banche ci sono Unicredit, Intesa, Mps, Banca Marche, Banco Popolare, Banca popolare di Ancona, Cassa di risparmio di Fabriano e Cupramontana, Cassa di risparmio di Rimini, Cassa di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno e Cassa di risparmio di Ferrara. Dietro l'operazione c'è il decreto numero 319 del dicembre 2004, una normativa già utilizzata in passato per dare «sostegno» statale ai finanziamenti pubblici. Ma, vista la somma messa sul piatto in questo frangente dalle banche, il dossier Antonio Merloni dovrebbe rappresentare uno dei casi recenti più significativi. La ricerca degli istituti finanziatori, in pieno credit crunch, è stata condotta da Mediobanca, advisor finanziario della procedura. Manca ora l'ok, che sarebbe atteso nei prossimi giorni, del Ministero dell'Economia. La nuova liquidità dovrebbe consentire alla Antonio Merloni di realizzare il programma dei commissari, una volta che saranno arrivate tutte le autorizzazioni. Inoltre, sarebbero ormai diverse le manifestazioni di interesse degli investitori a proposito della Merloni, ma su questo dossier vige uno stretto riserbo. Giovanni Stringa

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La Filt-Cgil e il caso delle hostess con figli: finisce in Procura il dossier sul lavoro notturno (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-05-2009)

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Corriere della Sera sezione: Economia data: 05/05/2009 - pag: 33 Nuova Alitalia La Filt-Cgil e il caso delle hostess con figli: finisce in Procura il dossier sul lavoro notturno ROMA ( a. bac.) Un esposto alla Procura di Roma contro l'amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli. Lo ha depositato ieri Mauro Rossi, segretario della Filt-Cgil, denunciando il mancato rispetto delle norme sull'esenzione del lavoro notturno per le lavoratrici-madri, richiamate negli accordi aziendali. Bisogna ricordare che la legge invocata dalla Cgil, che consente l'esonero delle mamme uniche affidatarie di minori, è finita di recente nel mirino dell'Ue perché ritenuta discriminatoria per le donne stesse, cui verrebbe impedito di conseguire una retribuzione piena (ricevono infatti un'indennità dell'80%). Secondo l'Ue l'esonero dovrebbe essere disposto solo per comprovate esigenze di salute. Il governo ha già deciso che modificherà la norma che al momento però, è da considerarsi in vigore.

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Incontro Moratti-Berlusconi: rispetteremo i patti con l'Udc (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-05-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 05/05/2009 - pag: 2 Il sindaco «replica» a Podestà Incontro Moratti-Berlusconi: rispetteremo i patti con l'Udc SEGUE DA PAGINA 1 È il nuovo corso. Dopo le durissime polemiche su Alitalia, su Malpensa, sull'Expo, il sindaco ha deciso di eliminare ogni intermediazione tra lei e il Cavaliere. Incontri settimanali. Di norma, il lunedì. Un po' come le cene ad Arcore tra Berlusconi e Bossi. Si ripetono da diverse settimane senza che ne sia a conoscenza nessuno se non i più stretti collaboratori della Moratti. «È un rapporto molto forte spiega il sindaco . Ma è anche la normalità, visto che sono incontri che si ripetono da parecchio tempo». E nel penultimo incontro si è parlato anche delle elezioni amministrative alle porte e del rapporto con l'Udc. Proprio, l'altro giorno, il candidato del Pdl a Palazzo Isimbardi, Guido Podestà (coordinatore regionale del Pdl) aveva posto un ultimatum ai centristi: o si scioglie il nodo del voto o gli uomini di Casini e Cesa devono restare fuori dalle nomine delle aziende (A2A, Trivulzio, Golgi-Redaelli). Possibile premessa di una «cacciata» dalle giunte governate dal centrodestra, a partire da Palazzo Marino. Ma, ieri, la Moratti ha messo i puntini sulle i: «Con il premier abbiamo parlato anche di amministrative. Pochi giorni fa e la decisione presa è stata quella di rispettare il patto elettorale del 2006». Quello, cioè che ha portato la coalizione del centrodestra (FI, An, Lega e Udc) a conquistare Palazzo Marino per l'ennesima volta. Quindi, l'Udc sembra destinato a rimanere sia in giunta che nella maggioranza che governa il Consiglio comunale. Uno stop a Podestà. O quantomeno l'indicazione che esiste un rapporto diretto con il numero uno del Pdl che va oltre le segreterie e gli apparati politici. «Ma perché vi stupite? continua la Moratti . Il rapporto con Berlusconi è molto forte, fin da quando ci siamo conosciuti». La polemica Letizia Moratti Maurizio Giannattasio

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Franceschini: Malpensa tradita dal Pdl Expo non decolla, accuse a Stanca (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 05/05/2009 - pag: 2 Franceschini: Malpensa tradita dal Pdl Expo non decolla, accuse a Stanca Il leader Pd: fallita l'operazione Cai-Alitalia e a pagare sono soprattutto i lombardi «Malpensa è il luogo simbolo del tradimento del Nord»: dove, a tradire è stato il Popolo della Libertà e i traditi sono i lombardi. Il giudizio è di Dario Franceschini, oltremodo convinto del fallimento dell'operazione Cai dopo che l'aereo della compagnia italiana che avrebbe dovuto portarlo a Milano è atterrato ieri con due ore e quaranta di ritardo. «È stato spiega all'inizio della sua giornata milanese un episodio sfortunato. Ma atterrando a Malpensa, che era il primo luogo visitato all'indomani della mia elezione a segretario, ho ritrovato lo stesso deserto di allora. Il Pdl ha spento i riflettori tenuti accesi fino a che facevano comodo». Franceschini ha anche alcuni numeri da elencare: spiega che i voli su Malpensa sono calati da 1500 a 180, che quelli di Alitalia-Cai sono diminuiti dell'82 per cento «e intanto gli italiani si sono accollati un debito da quasi tre miliardi di euro». A Franceschini risponde il sottosegretario alle Infrastrutture, Roberto Castelli: «Malpensa sta già recuperando e nel medio termine tornerà come e meglio di prima. Abbiamo sempre detto che dopo il tradimento di Alitalia ci sarebbero voluti tre anni per recuperare ». Il leader dell'opposizione trascorre la sua giornata milanese fra un pranzo alla Barona, una visita al Giardino dei Giusti, due tappe in provincia, un aperitivo, un incontro pubblico in Galleria Meravigli e il bagno di folla serale al teatro Ciak. Al suo fianco compare più volte il candidato alla presidenza della Provincia, Filippo Penati: «È la prova dice di lui il segretario di come si possa essere vincenti al Nord dimostrando serietà e competenza». Franceschini parla della composizione delle liste per le amministrative: «Abbiamo scelto persone del territorio, lasciando poi ai candidati sindaci e presidenti la libertà di fare alleanze sulla base delle esigenze di ogni territorio. Noi abbiamo indicato soltanto i cinque capilista, scelti in base all'autorevolezza e all'esperienza». Anche Penati dice la sua e affonda sulla questione Expo: «Dopo aver perso un anno, hanno nominato Lucio Stanca come amministratore delegato. In un mese non ha neppure riunito un cda, anche se si è guadagnato i suoi bei 40 mila euro da ad, oltre a quelli che prende come parlamentare. Così, siamo capaci tutti...». Penati è ottimista: «Possiamo farcela. E ce la faremo perché il Pdl si è dimenticato del Nord». Ci crede anche Franceschini: «Qui non si fanno prendere in giro, riconosceranno la nostra serietà». L'arrivo del leader Pd Dario Franceschini dopo l'atterraggio di ieri allo scalo di Malpensa Elisabetta Soglio

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MARCO TORIELLO MANCAVA SOLO L'UFFICIALITà, ARRIVATA IERI POMERIGGIO DA ROMA: L'UNI... (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 05-05-2009)

Argomenti: Alitalia

MARCO TORIELLO Mancava solo l'ufficialità, arrivata ieri pomeriggio da Roma: l'unica manifestazione d'interesse presentata per Atitech entro il 30 aprile, giorno in cui è scaduto il bando di cessione, è quella della cordata di imprenditori messa insieme dalla IesMed di Gianni Lettieri. A certificarlo è un comunicato diffuso dal commissario straordinario della vecchia Alitalia Augusto Fantozzi. Una nota che in realtà non fa esplicitamente il nome della società di investimenti guidata dal leader dell'Unione industriali di Napoli, ma si limita a indicare che sul tavolo del commissario è arrivata una sola offerta per il polo di manutenzione napoletano. Un'offerta che non può che essere quella della IesMed, che proprio giovedì 30 aprile ha ufficializzato il proprio impegno per Atitech. Miglior fortuna ha avuto l'Ams di Fiumicino, altra società in liquidazione dell'ex Alitalia, attiva nella revisione dei motori, per la quale sono state presentate ben 5 manifestazioni d'interesse. Nessuna offerta, invece, per il call center palermitano Alicos, per il quale Fantozzi si riserva di chiedere la riapertura della procedura di aggiudicazione. A Napoli intanto si lavora alla composizione della cordata di imprenditori che rileverà il 71% dell'azienda di Capodichino (l'altro 29% sarà acquisito dalla nuova Alitalia e da Finmeccanica). Ribadito che, oltre a IesMed, faranno parte del nuovo corso di Atitech anche la Dema di Pozzuoli, i tedeschi della Aviation management consulting, la Alven24 e la piccola compagnia aerea italiana Livingston, Lettieri sta ora cercando di coinvolgere nel progetto di rilancio del polo campano di manutenzione pesante anche le aziende aeronautiche riunite nel consorzio Chain, guidato dall'ex numero uno della Confapi regionale (e per un breve periodo anche di quella nazionale) Dario Scalella. Un consorzio che attualmente mette insieme 16 imprese aeronautiche campane, alcune delle quali - tra cui Oma Sud, Mta, Laer, Wind, Omtm e Sia - interessate a una partecipazione nell'affare Atitech. «Le aziende del nostro consorzio hanno un importante know-how nel settore aeronautico e possono contribuire al rinnovamento di Atitech - spiega Scalella, che nei prossimi giorni sarà impegnato a definire con Lettieri i termini del coinvolgimento del consorzio Chain -. Insomma, possono rappresentare il partner tecnologico e industriale più adatto a evitare un ridimensionamento dell'azienda. Il rilancio di Atitech non passa soltanto dall'immissione di nuove risorse finanziarie, ma anche dal miglioramento del processo produttivo. E in questo senso il nostro apporto può essere più importante di quanto si possa immaginare». Mentre gli industriali studiano il nuovo assetto di Atitech, a Capodichino i lavoratori sono tutt'altro che tranquillizzati dal percorso individuato per salvare l'azienda in cui operano da anni. A rasserenare gli animi non basta nemmeno la nuova commessa ottenuta dalla compagnia greca Olympic, che proprio oggi dovrebbe inviare a Napoli il primo aereo (un Boeing 737) da sottoporre a revisione negli hangar dello scalo partenopeo. «Siamo riusciti a battere la concorrenza di Lufthansa Technik - rivela Antonio D'Auria (Filt-Cgil) -. È l'ulteriore riprova dell'affidabilità del nostro sito produttivo». I sindacati, nazionali e regionali, non hanno al momento in programma altre iniziative di lotta nei prossimi giorni, ma si sono dati appuntamento a Roma lunedì prossimo con l'obiettivo di mettere a punto una strategia unitaria per affrontare i prossimi passaggi della vertenza Atitech a Palazzo Chigi.

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L'Enac sferza Alitalia In ritardo il 30% dei voli (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 06-05-2009)

Argomenti: Alitalia

LA NUOVA PROPRIETÀ DI COLANINNO E SOCI NON HA RISOLTO I VECCHI PROBLEMI 10% L'Enac sferza Alitalia In ritardo il 30% dei voli La compagnia: «I problemi si sono concentrati in aprile Ora va molto meglio» le cancellazioni per la Sicilia Riggio: "Correggere le disfunzioni prima dell'estate" [FIRMA]LUIGI GRASSIA Una volta il nome di Alitalia veniva scomposto in sigla e sbertucciato come Always Late In Take-off And Late In Arrival (cioè «sempre in ritardo al decollo e in atterraggio»). E adesso, con la nuova gestione tutta privata di Colaninno e Sabelli? Il minimo che si possa dire è che qualche problema resta da risolvere. Ieri c'è stato un consulto fra i vertici della compagnia e quelli dell'Enac (l'ente di controllo dell'aviazione civile) e in questa sede sono stati formalizzati dei numeri tutt'altro che buoni riguardo ai ritardi: i voli di Alitalia risultano puntuali nel 70,8% dei casi, il che significa che quasi il 30% porta invece ritardo. Il quadro non è tutto nero, dall'incontro sono emersi anche alcuni aspetti positivi della nuova compagnia, inoltre c'è l'impressione che sia in corso un deterioramento nelle condizioni di volo offerte da quasi tutti gli operatori aerei; ancora, va riconosciuto che che Alitalia ha dovuto affrontare le difficoltà della transizione. Ma non si può neanche negare che il pubblico si aspettava ben altro, cioè un taglio netto con i vizi del passato. Per ora non è andata così. Il dato Enac sui ritardi riguarda il periodo dal 13 gennaio a oggi, cioè copre la nuova gestione, e si fonda sulla prassi internazionale che considera puntuali gli aerei che arrivano al massimo entro 15 minuti dall'orario previsto. La situazione non è omogenea perché ci sono diverse rotte dove le cose vanno meglio e altre (in particolare i collegamenti con la Sicilia) dove la media è molto peggiore e le proteste del pubblico sono frequentissime. Nell'incontro, il direttore generale di Alitalia, Giancarlo Schisano, ha detto che i problemi che hanno abbassato la media della puntualità si sono concentrati soprattutto nel mese di aprile ma adesso, a suo dire, sarebbero in gran parte risolti. L'Enac ha deciso di far sentire ad Alitalia il suo fiato sul collo e ha disposto di istituire un comitato congiunto «per l'analisi settimanale dei dati e delle prestazioni e per la valutazione delle eventuali azioni correttive». Invece non risulta fuori norma la cancellazione dei voli, che pure fa arrabbiare migliaia di passeggeri (ma non solo di Alitalia). La percentuale di voli che ci sono stati davvero, rispetto a quelli programmati, per la compagnia di Colaninno è pari al 98,6% cioè non lontano dalla media europea. Però nei collegamenti con la Sicilia il dato scende vicino al 90%, e quasi un volo cancellato ogni dieci non è poco. Anche i disguidi che coinvolgono i bagagli rientrano nella media europea. Quando i bagagli vengono persi, nell'80% dei casi tornano al proprietario in 48 ore e il 95% entro 5 giorni. Il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ha detto alla fine che «le disfunzioni emerse si possono e si devono correggere, nell'interesse di milioni di passeggeri ma anche di Alitalia. Chiedo sin d'ora a tutti gli operatori del settore una particolare attenzione, soprattutto in vista del periodo estivo, per garantire elevati standard di qualità nel servizio».

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Sul Milano-Roma per Formigoni solo posti in piedi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Sul Milano-Roma per Formigoni solo posti in piedi Ventitremila. Tanti sono, «grosso modo», i creditori di Alitalia secondo Augusto Fantozzi, il commissario straordinario di ciò che resta della compagnia di bandiera. Poco meno di ventimila sono dipendenti. Ma, come ha spiegato Fantozzi, «la bad company è una cosa ancora viva, che cambia quotidianamente», precisando di «creditori che si sono insinuati e che vanno esaminati uno per uno». Sulla nuova Alitalia si è espresso invece il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, coinvolto ieri mattina in quello che lui stesso ha definito l'ennesimo «disservizio» sulla tratta Milano-Roma. Sul volo in partenza da Linate alle 8.30, giunto all'imbarco, Formigoni si è imbattuto in una doppia sorpresa: Alitalia ha prima dovuto accorpare due voli per ovviare a un guasto tecnico, generando mezz'ora di ritardo, poi c'è stato un errore nel conteggio dei posti assegnati e così, assieme a Formigoni, che viaggiava con due collaboratori, altri passeggeri si sono ritrovati solo con posti in piedi. Il governatore ha commentato: «È l'ennesima conferma di quanto sia improrogabile l'apertura della concorrenza. Alitalia continua a collezionare disservizi mentre il Nord piange. Il monopolio di Alitalia sulla rotta Milano-Roma non ha più ragion d'essere». ALITALIA

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accordo tra sea e sindacati via ai 390 esuberi per la crisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina X - Milano Accordo tra Sea e sindacati via ai 390 esuberi per la crisi L´intesa: in mobilità solo i prepensionati I tagli distribuiti a Malpensa e a Linate tra tutti i settori colpiti dalla riduzione di Alitalia Dalla mobilità al pensionamento incentivato. Questo in sintesi l´accordo raggiunto ieri tra Sea e sindacati sulla procedura di mobilità avviata lo scorso 15 aprile riguardante 390 lavoratori, 240 dipendenti della capofila Sea spa e 150 di Sea handling sia di Linate che di Malpensa. Tutti vittime del pesante ridimensionamento del traffico aereo negli aeroporti milanesi a causa della crisi economica e dell´abbandono di Alitalia. «L´accordo - spiega l´azienda in una nota - prevede che questi dipendenti saranno individuati tra coloro che sono prossimi alla maturazione dei requisiti pensionistici entro il 2014». In altre parole, l´azienda si è impegnata a riconoscere, oltre a quanto è previsto dalla legge, un numero di mensilità proporzionale ai mesi di mobilità e sotto forma di incentivo, che consentirà a questi lavoratori di non subire riduzioni di salario. La procedura è la stessa che ha permesso di mettere in cassa integrazione per due anni altri 500 dipendenti evitando che gli effetti della crisi Alitalia si scaricassero sui lavoratori di Sea. Ora l´accordo dovrà passare al vaglio della Regione, come previsto dalle norme che regolano le procedure di mobilità. La Iata, l´associazione internazionale per il Trasporto aereo ha di recente rivisto al ribasso le prospettive per quest´anno per il settore, con perdite per le compagnie aeree che si aggireranno sui 3,4 miliardi di euro, con una contrazione del traffico passeggeri del 5,7 per cento. «L´accordo conferma che si possono gestire anche le più pesanti crisi produttive ed occupazionali - commenta il segretario generale della Filt Cgil Nino Cortorillo - se gli obiettivi strategici sono condivisi e le relazioni sindacali diventano un vincolo ed una opportunità positiva». Secondo il sindacato, infatti, si tratta, anche con questo accordo, frutto di un percorso di relazioni avviato già lo scorso anno, di procedere più rapidamente verso una fase di riorganizzazione della Sea che la renda capace di affrontare il mercato del trasporto aereo e lo sviluppo, fattore decisivo per l´uscita dalla crisi attuale. Da questo punto di vista, l´azienda si è impegnata ad avviare con i sindacati una verifica complessiva della situazione dell´azienda. (a. m.)

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"alitalia, in ritardo un volo su quattro" - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 26 - Economia "Alitalia, in ritardo un volo su quattro" L´affondo dell´Enac. Fantozzi: 23mila creditori, 19mila sono dipendenti Il governatore della Lombardia Formigoni senza posto sul Linate-Fiumicino LUCIO CILLIS ROMA - L´Enac bacchetta Alitalia. Troppi voli soffrono di inspiegabili ritardi al punto che nella media dei primi quattro mesi di vita della rinata compagnia l´indice di puntualità si è fermato al 73% di media. Peggio ancora sui collegamenti per Palermo e Catania. Ovvero, più di un volo ogni quattro atterra con più di 15 minuti di ritardo, un limite che rappresenta lo standard a livello internazionale. Secondo la stessa Alitalia, dal 13 gennaio 2009 ad oggi la puntualità è stata invece del 70,8%. Sulla regolarità del servizio (intesa come percentuale di voli realmente effettuati rispetto a quelli programmati) la media Alitalia è stata del 98,6%, (del 90% sulla Sicilia) con un minimo nel mese di aprile pari al 98,1%. Il coefficiente di disguidi bagagli rientra nella norma dei concorrenti, con l´80% dei disguidi risolto in 48 ore ed il 95% risolto entro 5 giorni. Secondo i manager Alitalia i disservizi sarebbero stati causati da «alcune criticità nel mancato funzionamento dei servizi di assistenza a terra nello scalo di Roma Fiumicino», oltre che «a problemi nell´avvio del decentramento della manutenzione» e «alla composizione degli equipaggi». L´ente guidato da Vito Riggio, ha disposto l´istituzione un comitato per l´analisi settimanale della situazione. Alitalia ad oggi, avrebbe già speso circa 1 milione di euro per riprotezioni, rimborsi e altre forme di tutela dei passeggeri. I ritardi e i disservizi del vettore romano ieri mattina hanno travolto anche il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, salito su uno dei voli che collegano Linate a Fiumicino e rimasto in piedi senza posto. Dopo 30 minuti di attesa e la cancellazione del volo per Roma a causa di una guasto tecnico, sul collegamento successivo la compagnia avrebbe sbagliato il conteggio dei posti assegnati. Risultato: insieme a Formigoni, che viaggiava con due collaboratori, altri passeggeri si sono ritrovati senza poltrona. Il caso è stato risolto con poco meno di un´ora di ritardo complessiva e diversi mugugni. Resta infine aperta la questione della "vecchia" Alitalia. I creditori di ciò che resta della Magliana, secondo il commissario Augusto Fantozzi ospite di Radio Anch´io su Radio Uno, «sono grosso modo 23mila, e di questi 19mila sono dipendenti». Parlando della vendita degli aerei, Fantozzi ha detto che ci sono state delle «difficoltà iniziali» perché i documenti di tutte le componenti devono essere a posto e «metterli in fila è molto difficoltoso». Infine, sul nodo degli obbligazionisti Alitalia, Fantozzi si dice convinto di una prossima «revisione della percentuale originaria di indennizzo: certamente gli obbligazionisti meritano molta attenzione, anche perché molti sono dipendenti della compagnia». «Stiamo valutando questo aspetto», gli fa eco il presidente della Commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci. E dall´opposizione Michele Meta (Pd) parla di «caute aperture della maggioranza».

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Alitalia, Fantozzi pronto a intervenire per gli obbligazionisti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 06/05/2009 - pag: 31 Mengozzi bond Alitalia, Fantozzi pronto a intervenire per gli obbligazionisti MILANO Un'eventuale azione contro il Tesoro per tutelare gli obbligazionisti Alitalia è, al momento, un'ipotesi «peregrina», ma se necessario verrà avviata in un secondo tempo. Augusto Fantozzi, commissario straordinario di Alitalia in amministrazione straordinaria, esclude per ora un'iniziativa legale contro il Tesoro sollecitata in particolare da Anima Sgr, la società di gestione del risparmio in rappresentanza di possessori dei «Mengozzi bond». E in merito a eventuali indennizzi per gli azionisti, Fantozzi ha aggiunto che la decisione «spetterà al ministero dell'Economia».

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SONO ORE DI ANSIA PER GLI OLTRE TREMILA LAVORATORI DEL GRUPPO TIRRENIA, SOPRATTUTTO AL SUD E IN CAMP... (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Sono ore di ansia per gli oltre tremila lavoratori del gruppo Tirrenia, soprattutto al Sud e in Campania. Un'assemblea unitaria, che si è svolta ieri nella sede napoletana della compagnia di navigazione, al rione Sirignano, con la partecipazione di marittimi ed amministrativi, ha sancito lo stato di agitazione dei dipendenti della società. Nelle loro parole il timore che l'avviato processo di privatizzazione della società possa generare un nuovo caso Alitalia». «Si impone una iniziativa forte da intraprendere in tempi stretti», è la posizione delle rsu aziendali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, mentre l'Ugl Trasporti spiega: «Si prospettano, e sono voci mai smentite a livello ministeriale, tagli di linee come la Genova-Porto Torres e la Genova-Olbia, la Napoli-Eolie, la Ischia-Procida-Napoli e la Napoli-Sorrento-Capri. Tutto questo metterebbe a rischio il lavoro di oltre 500 famiglie, localizzate quasi tutte in Campania». In un comunicato diffuso al termine dell'assemblea, i dipendenti della Tirrenia minacciano «azioni di lotta dure» e invocano l'intervento delle istituzioni locali e dei sindacati, ribadendo il loro no a «ingiustificati e indiscriminati tagli di servizi per decreto, a una svalutazione economico-patrimoniale dell'azienda, che porti a un'inevitabile svendita e a una privatizzazione selvaggia senza accordi sindacali». E già ieri lo stato di agitazione dei lavoratori della compagnia di navigazione ha causato i primi disagi ai passeggeri in partenza dal porto Napoli, costretti a lunghe attese sulle banchine, con tre navi interessate dal blocco di due ore deciso nell'ambito della protesta Tirrenia. All'ancora sono rimaste la Raffaele Rubattino, ormeggiata al molo 16 per Palermo e che sarebbe dovuta partire alle 20, la Laurana, ormeggiata al molo 6, per le isole Eolie, sempre con partenza fissata per le 20, e la Toscana, al molo 15/bis, destinazione Cagliari, con partenza alle 19.30.

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Spinetta: La cassa di Alitalia meglio delle attese (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 07-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Il bilancio dei primi 100 giorni a Palazzo Chigi Spinetta: «La cassa di Alitalia meglio delle attese» Che nella nuova Alitalia ci fosse qualche problema operativo lo aveva notato anche lui, che pure vola con tutt'altri aerei. Silvio Berlusconi lo dice senza remore: «I primi mesi di gestione hanno presentato dei problemi, e non poteva essere diversamente. Ma in poco tempo il servizio sarà quello che tutti si aspettano da una compagnia di bandiera: assolutamente preciso, confortevole e puntuale». L'occasione per fare il punto dei primi cento giorni della compagnia è un inaspettato «incontro stampa» (le domande non erano contemplate) convocato nel pomeriggio di ieri a Palazzo Chigi insieme ad un altrettanto inaspettato ospite: il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta, da qualche giorno anche presidente del consiglio di sorveglianza di Areva, il leader mondiale nella costruzione e gestione di impianti nucleari. Spinetta si mostra altrettanto ottimista: «I primi tre mesi di Alitalia si confermano in linea con il piano stilato per la rinascita della linea aerea, e la situazione di cassa è addirittura migliore delle attese». Secondo il piano Fenice messo a punto da Intesa Sanpaolo, Alitalia punta a chiudere il primo anno di attività con un passivo di 291 milioni di euro. Piccolo bisticcio verbale fra il premier e Spinetta durante l'incontro: quando il manager definisce «quota» il 75% degli azionisti italiani (Air France-Klm ha il 25%), il premier lo stoppa con un «è la maggioranza...». «Maggioranza, maggioranza», si corregge subito Spinetta. \

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Lannutti Il senatore dipietrista capo dei consumatori: Così andiamo a braccetto con i truffatori (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 07-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Lannutti Il senatore dipietrista capo dei consumatori: «Così andiamo a braccetto con i truffatori» Zanda L'esponente Pd: «Il governo vuol fare calare il sipario su vicende che hanno contribuito alla crisi» Obbligazionisti Chi ha acquistato i bond dell'ex compagnia di bandiera avrà solo un rimborso del 30% [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA Uno dei primi atti del governo Berlusconi fu il congelamento per sei mesi dell'entrata in vigore della «class action», la norma che consente azioni legali collettive a tutela di consumatori e risparmiatori. Stavolta un emendamento - inserito addirittura nel disegno di legge che dovrebbe regolamentare il nucleare, all'esame del Senato - in pratica comporterà non solo un totale colpo di spugna su vicende clamorose come Cirio e Parmalat. Ma addirittura impedirà ogni possibilità di azione collettiva da parte degli obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi prevede un rimborso soltanto parziale. Se l'emendamento sarà approvato, infatti, l'azione sarà possibile solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l'approvazione del collegato «sviluppo», ora all'esame del Senato e che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera. La cosa era nell'aria, ma ieri mattina è stato formalmente presentato l'emendamento della maggioranza (a firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno di legge collegato. La proposta dovrà superare il vaglio dell'Aula di Palazzo Madama, che ha cominciato a votare gli emendamenti al ddl ieri pomeriggio. Ma sembra proprio che su questa proposta possa convergere il «sì» di gran parte della maggioranza «perché la retroattività delle norme giuridiche - commenta fuori il relatore Antonio Paravia, Pdl, a margine dei lavori in Senato - è sempre molto difficile da accettare». Un principio dunque di correttezza giuridica che rischia di passare però sopra le aspettative di migliaia di consumatori frodati dai grandi crack che hanno investito il Paese negli ultimi anni, da Cirio a Parmalat, per citare le storie più importanti. Anche se, per essere precisi, il testo licenziato dalla Commissione Industria del Senato già limitava parecchio la retroattività ammettendola solo dal luglio 2008. «Ora invece - afferma il senatore dell'Idv Elio Lannutti - rimarranno fuori anche i piccoli obbligazionisti Alitalia che, già truffati dal Tesoro con un rimborso parziale, avrebbero potuto deciso di far valere i propri diritti in modo collettivo». Tutta l'opposizione è furiosa. Non solo Elio Lannutti che, come presidente dell'Adusbef, sostiene che «ogni altro rinvio della class action significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri e truffatori». È una «scelta inaccettabile» per il capogruppo dei senatori Pd Anna Finocchiaro. Luigi Zanda, sempre del Pd, commenta: «Su quelle vicende che negli ultimi anni hanno contribuito alla crisi italiana, il centrodestra vuol far calare definitivamente il sipario». Alberto Balboni difende però la propria proposta: «non toglie i diritti che possono essere comunque essere fatti valere in altro modo - spiega - e la non retroattività per una norma nuova che si applica per la prima volta è un provvedimento di buon senso». Intanto, l'aula di Palazzo Madama ha approvato alcuni articoli che semplificano la burocrazia a danno delle imprese (per fare domande ed accedere a fondi e partecipare a gare) ma anche per un adeguamento alla normativa europea delle leggi italiane in tema di certificazione, in assenza del quale alcuni prodotti made in Italy avrebbero difficoltà a essere collocati sul mercato europeo. E tra gli emendamenti al ddl da segnalare quello che toglie la proroga, dal 2010 al 2015, ai tetti antitrust sulla distribuzione del gas e quello (voluto da Maurizio Gasparri) che ripristina l'agente monomandatario nelle assicurazioni, una delle norme di liberalizzazione di Bersani.

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La nuova class action salva anche Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 07-05-2009)

Argomenti: Alitalia

RISPARMIO TRADITO La nuova class action salva anche Alitalia LE NUOVE REGOLE AL VIA L'emendamento introdotto in un testo che dovrebbe regolare il nucleare Tempi Cause collettive ammesse solo per i fatti accaduti dopo l'approvazione del provvedimento [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA Uno dei primi atti del governo Berlusconi fu il congelamento per sei mesi dell'entrata in vigore della «class action», la norma che consente azioni legali collettive a tutela di consumatori e risparmiatori. Stavolta un emendamento - inserito addirittura nel disegno di legge che dovrebbe regolamentare il nucleare, all'esame del Senato - in pratica comporterà non solo un totale colpo di spugna su vicende clamorose come Cirio e Parmalat. Ma addirittura impedirà ogni possibilità di azione collettiva da parte degli obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi prevede un rimborso soltanto parziale. Se l'emendamento sarà approvato, infatti, l'azione sarà possibile solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l'approvazione del collegato «sviluppo», ora all'esame del Senato e che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera. La cosa era nell'aria, ma ieri mattina è stato formalmente presentato l'emendamento della maggioranza (a firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno di legge collegato. La proposta dovrà superare il vaglio dell'Aula di Palazzo Madama, che ha cominciato a votare gli emendamenti al ddl ieri pomeriggio. Ma sembra proprio che su questa proposta possa convergere il «sì» di gran parte della maggioranza «perché la retroattività delle norme giuridiche - commenta fuori il relatore Antonio Paravia, Pdl, a margine dei lavori in Senato - è sempre molto difficile da accettare». Un principio dunque di correttezza giuridica che rischia di passare però sopra le aspettative di migliaia di consumatori frodati dai grandi crack che hanno investito il Paese negli ultimi anni, da Cirio a Parmalat, per citare le storie più importanti. Anche se, per essere precisi, il testo licenziato dalla Commissione Industria del Senato già limitava parecchio la retroattività ammettendola solo dal luglio 2008. «Ora invece - afferma il senatore dell'Idv Elio Lannutti - rimarranno fuori anche i piccoli obbligazionisti Alitalia che, già truffati dal Tesoro con un rimborso parziale, avrebbero potuto deciso di far valere i propri diritti in modo collettivo». Tutta l'opposizione è furiosa. Non solo Elio Lannutti che, come presidente dell'Adusbef, sostiene che «ogni altro rinvio della class action significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri e truffatori». È una «scelta inaccettabile» per il capogruppo dei senatori Pd Anna Finocchiaro. Luigi Zanda, sempre del Pd, commenta: «Su quelle vicende che negli ultimi anni hanno contribuito alla crisi italiana, il centrodestra vuol far calare definitivamente il sipario». Alberto Balboni difende però la propria proposta: «non toglie i diritti che possono essere comunque essere fatti valere in altro modo - spiega - e la non retroattività per una norma nuova che si applica per la prima volta è un provvedimento di buon senso». Intanto, l'aula di Palazzo Madama ha approvato alcuni articoli che semplificano la burocrazia a danno delle imprese (per fare domande ed accedere a fondi e partecipare a gare) ma anche per un adeguamento alla normativa europea delle leggi italiane in tema di certificazione, in assenza del quale alcuni prodotti made in Italy avrebbero difficoltà a essere collocati sul mercato europeo. E tra gli emendamenti al ddl da segnalare quello che toglie la proroga, dal 2010 al 2015, ai tetti antitrust sulla distribuzione del gas e quello (voluto da Maurizio Gasparri) che ripristina l'agente monomandatario nelle assicurazioni, una delle norme di liberalizzazione di Bersani.

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colaninno e sabelli: "così alitalia batterà la concorrenza delle ferrovie" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-05-2009)

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Pagina 1 - Prima Pagina ETTORE LIVINI ALLE PAGINE 12 E 13 L´intervista Colaninno e Sabelli: "Così Alitalia batterà la concorrenza delle ferrovie" SEGUE A PAGINA 12

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"noi marziani per i sindacati alitalia e malpensa non sarà mai un hub" - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-05-2009)

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Pagina 12 - Economia La compagnia vola ed è salva Sui ritardi dobbiamo migliorare Niente ricapitalizzazioni Il nodo assenteismo Aerei sempre più pieni "Noi marziani per i sindacati Alitalia e Malpensa non sarà mai un hub" Colaninno e Sabelli: un nostro treno a Fiumicino per battere le Fs Il forum Alitalia è stata salvata e vola. E questo, viste le condizioni in cui era solo cinque mesi fa, è già un risultato importante Ad aprile solo il 66-67% dei voli era in orario. Siamo intervenuti: la puntualità è risalita al 70%, ma dobbiamo fare molto meglio Il nostro piano non prevede ricapitalizzazioni. Se ce ne fosse bisogno, le farebbe qualcun altro: io mi farei da parte La risposta di tutto il personale è stata straordinaria, salvo l´eccezione di 200-300 assistenti ad alto tasso di assenteismo A gennaio volavamo con solo 43 posti su 100 occupati. Ora siamo al 65-66%, appena sotto il 67-68% che è il punto di pareggio ETTORE LIVINI ROMA - «Alitalia? Fatemi dire una cosa: è stata salvata e vola. E questo, viste le condizioni in cui era solo cinque mesi fa, è già un risultato importante. I ritardi? Certo, ci sono stati. Colpa di una serie di problemi, alcuni indipendenti da noi, arrivati tutti assieme ad aprile. Ma li abbiamo affrontati e si stanno già risolvendo. Io preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno: i nostri aerei viaggiano pieni al 65-66% e il bilancio di questi primi mesi alla Magliana è positivo». Roberto Colaninno non è pentito dell´avventura alla cloche della ex-compagnia di bandiera («è successo tutto all´improvviso l´estate scorsa – confessa – ma rifarei ogni cosa»). E assieme all´amministratore delegato Rocco Sabelli fa il punto in un incontro con Repubblica sullo stato di salute della società. Guardando al presente – «i nostri conti sono in linea con il budget», assicura Sabelli – ma anche ragionando su un futuro che potrebbe viaggiare su rotaia: «La concorrenza dell´alta velocità sulla Roma-Milano si fa sentire. E va combattuta con la qualità del servizio. Potremmo lanciare un collegamento ferroviario targato Alitalia dalla capitale a Fiumicino. Veloce e che dia la possibilità di fare il check-in e consegnare i bagagli già a Termini». Partiamo, se permettete, dal bicchiere mezzo vuoto. Il 27% degli aerei nei primi quattro mesi di gestione Cai è atterrato con ritardi superiori ai 15 minuti. L´Enac vi ha messo sotto osservazione. Cos´è successo? SABELLI: Fino a marzo, quando viaggiavamo con pochi passeggeri – senza cancellare voli come avremmo potuto fare – le cose funzionavano. Poi ad aprile con il nuovo network e l´aumento dei clienti è cresciuta la pressione. Colpa della difficoltà dell´integrazione tra Alitalia ed Air One, in via di soluzione, e del rodaggio dei nuovi servizi di catering e pulizia, che non sempre hanno funzionato a dovere. Quindi sono arrivati i problemi con la manutenzione: il nostro piano ne prevede il decentramento da Fiumicino su 6 basi nazionali. Abbiamo annunciato i primi 60 trasferimenti e 11 tecnici non li hanno accettati. Si sono messi in malattia ed è scattata la solidarietà di categoria, rallentando la consegna degli aerei dopo i controlli negli hangar. Ad aprile – con questa situazione – solo il 66-67% dei voli era in orario. Siamo intervenuti. E le cose stanno migliorando: la puntualità è risalita al 70%, anche se so che dobbiamo e possiamo fare molto meglio. COLANINNO: Qualche attenuante c´è: quattro mesi fa abbiamo ereditato una compagnia vuota, con zero prenotazioni intercontinentali. E da allora abbiamo fatto tre cose in una: la gestione del rilancio, la fusione di due aerolinee e una grande alleanza internazionale. Il nostro è anche un problema di etica di gestione. L´approccio imprenditoriale di Cai ci rende dei marziani per un mondo (dai fornitori ai sindacati fino alla manutenzione) abituato a un altro modello di Alitalia. Comunque la risposta di tutto il personale è stata straordinaria. SABELLI: Salvo l´eccezione di 200-300 assistenti ad alto tasso di assenteismo che obiettivamente ci creano difficoltà. Se avessi le mani libere sulle assunzioni molte di quelle persone non sarebbero mai entrate nella mia Alitalia. Passiamo al business. Quanta gente vola Alitalia? E come vanno i conti? COLANINNO: Siamo partiti a gennaio con solo 43 posti su 100 occupati. Ora siamo a quota 65-66%, appena sotto il 67-68% che è il punto di pareggio. I conti sono in linea con il budget. SABELLI: Noi abbiamo avuto una fortuna: abbiamo disegnato, per ovvi motivi, un network molto ridimensionato rispetto alla vecchia Alitalia. Facendo in anticipo quello che in nostri concorrenti, causa crisi, sono costretti a fare oggi. Qualcuno sostiene che presto, a causa della crisi, sarete costretti a fare un aumento di capitale, spianando la strada alla cessione ad Air France... COLANINNO è falso. Il nostro piano non prevede ricapitalizzazioni. Se ce ne fosse bisogno, le farebbe qualcun altro perché significherebbe che il turnaround non avrebbe funzionato. E allora io mi farei da parte. Ma penso che non sarà così: e se le cose vanno bene, tutti gli scenari saranno aperti con grande profitto per la dignità del sistema paese. Il controllo del trasporto aereo è un asset vitale per non essere tagliati fuori dal mondo. SABELLI: In caso di aumento confermo che a farci da parte saremmo in due. Se Alitalia finisse i soldi, comunque, l´unica soluzione sarebbe davvero andare a Parigi con il piattino. La vostra Alitalia è una compagnia più piccola e ha rinunciato a molti collegamenti intercontinentali. Non è una contraddizione per un asset strategico del sistema paese? COLANINNO. Inutile sognare in grande se poi si perdono decine di milioni. Il vero atout di Alitalia è il controllo del mercato domestico. E su questo fronte le cose vanno bene: eravamo a una quota del 54% a gennaio e ora siamo saliti al 61-62%. Poi dobbiamo recuperare sull´intercontinentale con le sinergie. Oggi far volare un aereo Alitalia costa meno che farne decollare uno di Air France o Klm. E stiamo studiando con i partner se aggiungere nuovi collegamenti targati Cai da Malpensa o Roma a Shanghai e Buenos Aires in collaborazione con loro. Nel breve però, vista la congiuntura, il nostro network non cambierà molto. Guadagnare spazio in Italia non è difficile viste le condizioni di monopolio che il Governo vi ha garantito per decreto... SABELLI: La concorrenza in Italia c´è, quella delle low cost. Oggi i biglietti costano meno di un anno fa. Tra Fiumicino e Linate il taglio è del 10-15%. Di più: l´Authority ci obbliga a vendere almeno il 10% dei posti a sconti fortissimi. E le assicuro che questo ci penalizza molto. La tratta su cui abbiamo più problemi, per dire, è proprio la Roma-Milano dove è arrivata l´alta velocità e il coefficiente di riempimento è sceso al 51%. COLANINNO: è indubbio che la concorrenza del Frecciarossa si senta. Molte aziende con la recessione hanno imposto ai dipendenti l´uso della ferrovia. Comunque ora la situazione pare assestata. Il servizio puntuale è il nostro atout. Poi penseremo ad altre iniziative. Stiamo ad esempio valutando come migliorare i collegamenti tra Fiumicino e il centro di Roma. Magari con un treno targato Alitalia, che garantisca rapidità e il check-in a Termini, consegnando i bagagli per il viaggio già in stazione. Milano o Roma? La questione dell´hub, dopo lo strumentale uso elettorale, sembra essere sparita dall´agenda. E Alitalia è saldamente posizionata a Fiumicino. è una scelta definitiva? COLANINNO: In Italia non esiste nessun aeroporto con la "densità" di passeggeri necessaria per essere un vero hub. Si volerà sempre più punto a punto e noi dovremo essere capaci di vendere bene all´estero i tesori del nostro paese, come Venezia e le città d´arte. Malpensa poi non potrà mai essere ciò per cui è stata disegnata, un hub. è mal collegata con il resto del nord. Ormai è uno scalo che per salvarsi punta sulle low-cost. A Milano sperano, o fan finta di sperare, in Lufthansa. Ma i tedeschi per ora hanno messo solo rotte a breve raggio. Noi abbiamo deciso di riposizionarci su Linate, tanto i milanesi non rinunceranno mai al loro city airport. Da Parigi stanno arrivando decine di nuovi manager. Segno che la nuova Alitalia è sempre più targata Air France? SABELLI: Non è così. Abbiamo assunto un dirigente proveniente dall´aerolinea francese come responsabile vendite. Poi arriveranno 15 esperti di gestione delle rotte. Ma è solo una fetta di un gruppo di 90 persone che già seguivano Alitalia da Parigi con la vecchia gestione. Know-how che ora riportiamo a casa per imparare a fare da noi. COLANINNO: Quello con Air France è un accordo storico. I francesi erano obbligati ad allearsi con Alitalia per stoppare Lufthansa. E noi abbiamo giocato bene la partita firmando tutto in una sera, a cena. Se avessimo tirato in lungo – con quello che è successo all´economia – sarebbe stato un disastro. L´intesa ci garantisce di dividere i profitti non solo sui voli da Milano e Roma a Parigi – com´era prima – ma anche su tutti gli altri collegamenti tra Italia, Francia e Olanda. Non solo. Oggi guadagniamo qualcosa anche sui passeggeri italiani che una volta a Parigi o Amsterdam salgono su voli intercontinentali. Nessun rimpianto insomma dopo questi primi mesi? COLANINNO: Tutt´altro. è stata ed è una bella avventura. Mi sono divertito. La sfida non è ancora vinta. Ma non tornerei di sicuro indietro.

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"il primo no di air france colpa di sigle sindacali e greggio puntiamo sulle città d'arte" - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-05-2009)

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Pagina 13 - Economia Il presidente del gruppo francese, Spinetta, incontra Berlusconi "Il primo no di Air France colpa di sigle sindacali e greggio Puntiamo sulle città d´arte" LUCIO CILLIS ROMA - I conti sono a posto, le previsioni dei primi tre mesi rispettate e il futuro appare migliore rispetto a quello di tanti altri concorrenti «che oggi lasciano aerei a terra». Nel corso di un incontro a Palazzo Chigi il premier Silvio Berlusconi, il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta e i vertici di Alitalia, il presidente Roberto Colaninno e l´ad Rocco Sabelli, hanno fatto ieri il punto sull´alleanza e sul rilancio delle città d´arte italiane che avverrà grazie ad Alitalia e a Sky Team. Un matrimonio che funziona bene, nonostante i ritardi, i disservizi emersi sul network fin dal gennaio scorso, per non parlare del caso degli obbligazionisti rimasti impigliati nei Mengozzi bond. Spinetta in particolare, sposta l´attenzione dai guai operativi della compagnia italiana evidenziando la bontà del lavoro svolto fin qui dal management Alitalia: i conti «sono in linea con le previsioni», anche in tempi di bufera economica globale. «E questa è certamente una buona notizia». E il presidente del Consiglio, tende una mano alla creatura che, nonostante il fallimento, ha tenuto in vita e consegnato nelle mani di Cai e Air France: «Alitalia - è in un periodo di rodaggio e, come in tutte le cose, la prima gestione presenta dei problemi. Ma presto - scommette il premier - il servizio sarà quello che tutti i viaggiatori si aspettano». Berlusconi non ha mancato di tornare sui motivi che un anno fa provocarono la retromarcia di Air France: «Ribadisco che non fu qualcosa ostacolato dall´opposizione con a capo il sottoscritto: furono i sindacati a dire no a Spinetta, oltre al boom del petrolio». Tesi confermata anche da Spinetta durante la conferenza stampa. Nei piani di Alitalia c´è dunque il progetto di rilancio delle Regioni e delle città d´arte italiane. Un piano benedetto dal premier. L´operazione che sarà presentata oggi, vedrà la collaborazione di tutti i vettori che formano Sky Team. L´alleanza punta ad aggredire i concorrenti proprio nelle aree ancora non presidiate del nostro Paese. Il progetto prevede di incrementare i voli delle compagnie "alleate" di Alitalia, come Delta, Aeroflot o Klm, là dove le low cost più aggressive hanno da tempo collegamenti sperimentati. Si parte da Venezia. Seguiranno Roma, Firenze, Napoli, Palermo. Infine, sul fronte degli scali italiani, va segnalato l´arrivo al vertice di Assaeroporti di Fabrizio Palenzona, nominato ieri presidente dell´associazione che riunisce i gestori degli aeroporti nazionali e già al timone di Aeroporti di Roma.

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l'aereo ha le gomme lisce il colombo vieta il decollo - giuseppe filetto (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-05-2009)

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Pagina XI - Genova L´aereo ha le gomme lisce il Colombo vieta il decollo "Non idoneo ad atterrare", stop al Genova-Roma L´Airbus di Air One fermato dopo un controllo effettuato dagli ispettori dell´Ente Nazionale Aviazione Civile GIUSEPPE FILETTO L´aereo ha le gomme lisce. Entrambe. "Non è idoneo a sopportare l´atterraggio". Con queste motivazioni un Airbus 320 dell´Air One è stato bloccato dagli ispettori dell´Enac ed il volo delle 15.20 cancellato. è successo martedì, quando gli uomini dell´Ente Nazionale Aviazione Civile si sono portati sotto l´aereo, pronto per decollare con destinazione Roma. "è stato riscontrato che la tela interna, in corda, fuoriusciva dal copertone - si limitano a dire i tecnici dell´organo ispettivo - durante l´atterraggio si sarebbe rischiato l´esplosione dei pneumatici". L´accaduto è confermato dalla stessa compagnia (recentemente accorpata con Alitalia). Attraverso il suo ufficio stampa, ammette che "l´aereo non era in condizioni di atterrare". Inoltre, sottolinea che "la sicurezza viene prima di ogni altra cosa e che si è deciso, in comune accordo con l´Enac, di sostituire entrambe le ruote". L´Air One dice di scusarsi con i 62 passeggeri e assicura che tutti sono stati "riprotetti" con il primo volo utile, quello delle 18. La vicenda, comunque, ieri è finita in Parlamento, con una interrogazione (primo firmatario il deputato Mario Tullo) al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture: "Per sapere se corrisponde al vero che la soppressione del volo si sia determinata a seguito dell´ispezione dell´Enac, quali e quanto gravi siano stati i motivi tecnici, che non hanno consentito a Cai un pronto intervento al fine di garantire l´operatività del volo". La compagnia risponde che per riparare il guasto tecnico si sarebbe dovuto attendere l´arrivo delle gomme nuove dal deposito di Roma. Per ragioni di tempo ha preferito cancellare il volo e trasferire i passeggeri sul successivo. In ogni modo, l´infrazione alle regole di sicurezza, commessa da Air One, da Genova è stata segnalata alla direzione Enac della Capitale, che potrebbe far scattare una pesante sanzione.

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class action, via la retroattività - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-05-2009)

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Pagina 27 - Economia Class action, via la retroattività Gas, stop al tetto antitrust. Faro del Garante su Eni, Acea e A2a LUCA IEZZI ROMA - Liberalizzazioni martoriate dagli emendamenti della maggioranza presentati al ddl Sviluppo. La class action, la possibilità cioè per i consumatori di indire cause collettive contro le società in caso di truffa, perde la retroattività, peraltro già limitata finora al 30 giugno 2008 (escludendo a priori i grandi scandali finanziari Cirio e Parmalat). Il relatore del provvedimento, il senatore Antonio Paravia, ha ribadito la volontà delle maggioranza di proteggere solo da illeciti che si verificheranno dopo l´entrata in vigore della legge. «Non vogliono che i risparmiatori, magari gli obbligazionisti Alitalia truffati dal Tesoro, possano rivendicare i loro diritti» commenta il senatore dell´Idv e presidente dell´Adusbef, Elio Lannutti. Non solo, il Popolo delle libertà, propone di eliminare il divieto di monomandato per gli agenti assicurativi che ora devono vendere prodotti di compagnie differenti. Modifica già definita anticoncorrenziale dall´Antitrust. Confermato l´emendamento per sopprimere la proroga, dal 2010 al 2015, ai tetti antitrust sulla distribuzione del gas che limitano il dominio dell´Eni nel settore. «In materia di liberalizzazioni se non si va avanti è perché si vuole andare indietro» ha commentato l´ex ministro Pierluigi Bersani portando ad esempio un altro cambiamento presente nel ddl sviluppo: nel trasporto ferroviario si torna all´affidamento diretto per le tratte anziché definire e mettere in gara i servizi. D´altronde in questi stessi giorni alla Camera è stato bloccato il tentativo di far valere riportare il numero di notai a 6152 come prevede la legge contro i 4723 attuali. Sempre in tema di concorrenza, l´Antitrust ha aperto tre distinte istruttorie contro alcuni distributori di gas ed elettricità (Italgas, Acea, A2a) per verificare se hanno impedito ai nuovi entranti di guadagnare clienti. L´indagine, riferisce il garante, è stata avviata alla luce di una serie di segnalazioni inviate dalla società Sorgenia in base alle quali i tre gruppi, attraverso le loro società di distribuzione, avrebbero rallentato e bloccato in numerose città le procedure necessarie per consentire il passaggio dei clienti come previsto dalla legge e dall´Autorità per l´Energia.

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Class action non retroattiva Il governo salva i truffatori (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 07-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Class action non retroattiva Il governo salva i truffatori BIANCA DI GIOVANNI I «furbetti» sono tutti salvi. I patron di Cirio e Parmalat, le banche che hanno rifilato prodotti ad alto rischio alle famiglie, e anche l'azionista Tesoro della vecchia Alitalia, che hanno lasciato gli obbligazionisti della compagnia di Stato con pochi spiccioli in tasca (solo il 33% del valore). È stato depositato ieri in Senato l'emendamento che cancella la retroattività alla class action, l'azione collettiva che i consumatori possono sporgere in gruppo contro grandi società. La firma in calce alla proposta è del Senatore Pdl (ex An) Alberto Balboni: ma il mandante è chiaramente il governo, visto che da quando è entrato in carica ha demolito pezzo per pezzo la norma varata nell'ultima Finanziaria Prodi. Nel novembre 2007 Confindustria la accolse come «un atto ostile». Ieri nessun commento: arriverà forse al momento del voto finale, la prossima settimana. levata di scudi Dall'opposizione si è levata una salve di proteste. «la scelta della maggioranza è molto grave - ha attaccato Anna Finocchiaro (Pd) - Oggi il centrodestra sancisce l'impossibilità per le vittime degli scandali finanziari di vedere tutelati i propri diritti. per noi è inaccettabile». «È un vero colpo di mano - ha aggiunto Luigi Zanda (pd) - che fa calare il sipario sugli scandali degli ultimi anni». «Non vogliono che i risparmiatori, magari gli obbligazionisti Alitalia truffati dal Tesoro, possano rivendicare i loro diritti», va all'attacco Elio Lannutti, senatore Idv e presidente Adusbef. Anche l'udc si compatta con il centrosinistra. « Un regalo per i furbetti di ieri, da parte di un governo nemico dei consumatori», commenta il senatore Gianpiero D'Alia. Quello della retroattività è l'ultimo atto di una lunga opera di «sminamento» avviata dal governo Berlusconi quater. Per la verità, anche il primo varo con il centrosinistra fu burrascoso: ci volle un'intera giornata di voto in Senato e tutto passò sul filo di lana. Il testo originario prevedeva un filtro giurisdizionale che «selezionava» le cause presentate delle associazioni dei consumatori più rappresentative. Un accorgimento volto a evitare azioni temerarie. La norma doveva entrare in vigore 6 mesi dopo l'approvazione (giugno 2008). La retroattività era quella stabilita nella prescrizione del codice civile. Con la nuova maggioranza cambia tutto. Sono solo 11 in Italia i tribunali che possono giudicare, che corrispondono ai capoluoghi con alcune macroaree. Già nella «geografia» della giustizia per i consumatori si profilano intasamenti: a Roma si giudicano i casi di Lazio, marche, umbria, Abruzzo e Molise. A Torino anche quelli della Val d'Aosta, a venezia quelli del Veneto, del Trentino e del Friuli. Napoli copre anche Calabria e Basilicata. Altro che filtro: è un vero tappo. Poi, l'azzeramento della retroattività proposto ieri, dopo che era già stata ridotta a un anno salvando Cirio e Parmalat. Evidentemente mancava Alitalia. E magari tanti altri. «Basta andare a vedere tutte le multe comminate dall'Antitrust a Telecom e ad altre imprese», insiste Lannutti. Come - azzardano altri - le assicurazioni o le banche, pressate dalle liberalizzazioni di Pier Luigi Bersani, e oggi «salvate» da Claudio Scajola. la difesa della destra Balboni, che ieri ha difeso la sua proposta definendola «di buon senso visto che si tratta di una nuova norma» (che aspettiamo da due anni, verrebbe da dire), nega che ci sia un danno per gli obbligazionisti Alitalia. «Già esistono strumenti nel nostro ordinamento per chiedere risarcimenti». Obiezione bizzarra: se fosse così semplice, non servirebbe a nulla la class action. Ma a Balboni va in aiuto il collega Antonio Paravia, il quale ritiene che «la retroattività delle norme giuridiche è sempre difficile da accettare». L'emendamento del Pdl esclude la retroattività, che era già stata ridotta a un anno. «Così si salva anche il tesoro con Alitalia» attacca Lannutti (Idv). La destra lede i diritti dei consumatori, accusa Finocchiaro.

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Il lento decollo di Alitalia Berlusconi e Spinetta a difesa dei patrioti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 07-05-2009)

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Il lento decollo di Alitalia Berlusconi e Spinetta a difesa dei «patrioti» MARCO TEDESCHI È capitato persino a Formigoni, presidente della regione Lombardia, grande elettore di Berlusconi: un Milano-Roma con ore di ritardo e posti solo in piedi. È la nuova Alitalia. Questa la realtà. L'assessore ai trasporti lombardo, Raffaele Cattaneo, varesotto, ha consigliato al suo presidente: «Abbandoni Alitalia e i suoi disservizi e venga a Malpensa anche per recarsi a Roma». Magari con Lufthansa. Formigoni non s'è accontentato: «Il servizio che offre Alitalia non è sufficiente. Urge aprire le rotte nazionali, la stessa Roma-Milano, ad altre compagnie che potrebbero, in concorrenza con Alitalia, garantire un servizio migliore a prezzi più bassi. Quelli del Roma-Milano sono veramente inaccettabili». Tariffe troppo alte Alla nuova compagnia non si risparmiano le critiche: ritardi, disservizi e tariffe troppo alte. Ieri sono stati i suoi vertici (Colaninno e Sabelli per Cai, Spinetta per Air France) a dare spiegazioni al regista "elettorale" della operazione, cioè al presidente del Consiglio. Nella conferenza stampa Berlusconi ha mostrato ottimismo: «Nella prima fase erano inevitabili i problemi, ma in poco tempo ci sarà un servizio preciso e confortevole come ci si aspetta da una compagnia di bandiera. Personalmente ho potuto constatare in tutti l'assoluta fiducia in una soluzione dei problemi». Tutto a posto, dunque. E i conti vanno anche meglio di quanto si potesse pensare. «La situazione della tesoreria di Alitalia è addirittura migliore del previsto», ha commentato il presidente di Air France, Spinetta, che ha ha poi parlato di un rilancio dei voli sulle città e sulle regioni italiane, idea che piace al premier: «È importante che Alitalia venda nel mondo le nostre città d'arte», ha commentato Berlusconi. Il seguito è stato, con Berlusconi, la ripresa della polemica con i sindacati, colpevoli secondo lui di aver fatto fallire il primo accordo con Air France. Il primo commento è arrivato da Pierluigi Bersani, responsabile conomico del Pd: «La prossima volta Berlusconi chiami a partecipare anche gli azionisti, i contribuenti e i lavoratori cassaintegrati, perchè a questo punto mi pare giusto tirare le somme con tutti su una vicenda per cui tanti hanno da chiedere conto al governo». In particolare, Bersani ha sollecitato una risposta chiara su «dove è finita quella garanzia di continuità aziendale che aveva promesso e che ha intrappolato in una truffa di Stato migliaia di cittadini». Ritardi, disservizi, tariffe troppo alte. Anche il presidente della Lombardia, Formigoni, protesta. Ma per Berlusconi, che ieri ha incontrato Colaninno, Sabelli e Spinetta, va tutto bene: «Un servizio preciso e confortevole».

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Nuovo colpo alla class action: restano fuori anche i creditori di Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 07-05-2009)

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TUTELA CONSUMATORI Un emendamento del Pdl annulla la già limitata retroattività e salva dalle cause pure banche e compagnie telefoniche Nuovo colpo alla class action: restano fuori anche i creditori di Alitalia Giulia Torbidoni C'è mancato poco che si potesse fare un po' di giustizia su importanti scandali finanziari di questo paese. Ieri, in Senato, si è discusso il disegno di legge di sviluppo che introduce anche la class action, cioè la possibilità, per le persone che hanno subito uno stesso danno, di portare avanti un'azione legale collettiva. Il testo iniziale, uscito dalla commissione Industria, prevedeva la class action per le frodi commesse dopo il 30 giugno 2008, ma il senatore del Pdl Alberto Balboni ha presentato un emendamento che cancella questa già limitata retroattività. La nuova data stabilita sarà il giorno di approvazione del ddl sviluppo. Il testo prevede il risarcimento solo ai cittadini che hanno denunciato un illecito (e non a tutti coloro che ne sono stati colpiti) e non considera i danni prodotti dagli illeciti extracontrattuali, cioè quelli che non sono prevedibili quando si stipula un contratto. Il limite del 30 giugno 2008 teneva già fuori i grandi scandali di Parmalat, Cirio e dei bond argentini, ma lasciava aperta la partita almeno sui casi dell'Alitalia, della Telecom o delle banche sanzionate dall'Antitrust per pubblicità ingannevole di prodotti finanziari. «E' un modo di fare le leggi che va incontro ai poteri forti e che esclude i piccoli obbligazionisti dell'Alitalia che, truffati dal Tesoro che li rimborserà solo parzialmente, potevano mettersi insieme e rivendicare i propri diritti», afferma Elio Lannutti dell'Italia dei valori. «La scelta compiuta dalla maggioranza di cancellare la retroattività dell'azione collettiva di risarcimento è molto grave e per noi è inaccettabile», sottolinea dal canto suo Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato. «Il governo così volta le spalle a tanti cittadini truffati», sostiene Gianpiero D'Alia, presidente dei senatori dell'Udc. Critiche arrivano anche dal Movimento di difesa del cittadino (Mdc) e dalla Federconsumatori, che nota come «a questo governo la class action non piace minimamente e non si capisce il perché dal momento che si definisce governo liberale». Negli Usa la musica è diversa e la class action funziona davvero. Colossi come le multinazionali del tabacco Philip Morris e Reynolds, o produttori di pneumatici come Ford e Firestone hanno risarcito i cittadini che avevano leso fino all'ultimo centesimo. Un consumatore da solo non potrebbe pagare un'accusa tanto potente da contrastare la difesa di grandi aziende. Ma più cittadini insieme sì. Inoltre la legge americana prevede che agli avvocati della parte lesa vada come compenso una parte del risarcimento che riescono a strappare per i loro clienti. In questo modo anche gli studi legali più prestigiosi appoggiano class action di cittadini comuni. Balboni, intanto, difende il suo emendamento perché «chiunque oggi può far valere i propri diritti se si sente leso e può intraprendere una serie di azioni davanti a un tribunale». La legge, secondo il Pdl, è già «uguale» per tutti.

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Class action solo per il futuro (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-05-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cronache data: 07/05/2009 - pag: 27 La legge Balboni, autore dell'emendamento: la norma precedente andava indietro solo di qualche mese, era insensata Class action solo per il futuro Il Pdl: no ai risarcimenti retroattivi. Il Pd: penalizzate le vittime degli scandali finanziari ROMA Si riaccendono in Parlamento i contrasti sulla class action, l'azione collettiva di risarcimento dei danni introdotta con l'ultima Finanziaria del governo Prodi e poi prorogata per due volte, prima nel giugno 2008 e poi a gennaio scorso dal governo Berlusconi con l'obiettivo anche di perfezionarne la struttura. In questi giorni il Senato è impegnato nel terzo tentativo, forse definitivo, di rendere operativa la nuova forma di difesa giudiziaria dei consumatori di matrice anglosassone. E ciò tramite l'inserimento della norma nel mega provvedimento sullo Sviluppo che comprende essenzialmente norme su gas, elettricità e nucleare. Ma a far discutere, ancora una volta, è la retroattività della class action, chiesta a gran voce dai consumatori, dall'Italia dei Valori, dall'Udc e dal Pd ed invece negata dalla maggioranza. Che ha dalla sua i desiderata del mondo confindustriale, che chiede cautela nell'introduzione del nuovo meccanismo. Anche per evitare la babele di cause su cinque o dieci anni (tanto è il termine della prescrizione) di storia, e di scandali, italiani. In ballo infatti non c'è, ovviamente, la retroattività della class action che potrà essere utilizzata solo dopo l'entrata in vigore, ma quella dei danni da risarcire. Escludere la retroattività vuol dire, insomma, togliere la possibilità di promuovere azioni collettive di risarcimento per i crac Cirio e Parmalat. In un primo testo, in commissione, il Senato aveva previsto di limitare la retroattività al 30 giugno 2008, ma ieri il senatore del Pdl, Alberto Balboni ha presentato un emendamento per eliminare tout court tale eventualità. «Per una questione di coerenza legislativa. Che senso ha prevedere una retroattività di qualche mese o di un anno? O c'è o non c'è, è più semplice», spiega Balboni che di professione fa l'avvocato. E che comunque è convinto che un nuovo meccanismo di procedimento giudiziario, tutto da rodare, debba partire su questioni nuove. «Si tratta di buon senso», afferma. Ma nell'opposizione esplode la protesta: anche perché la modifica, spiega Maura Leddi del Pd alla quale fa eco Elio Lannutti dell'Italia dei Valori, «sterilizza » le possibilità di risarcimento degli obbligazionisti e dei piccoli risparmiatori del-- l'Alitalia, colti di sorpresa dalla cancellazione del titolo in Borsa per il passaggio di proprietà della compagnia. Attualmente per il loro indennizzo, dal decreto incentivi, è stato previsto un tetto massimo complessivo di 100 milioni di euro, una somma che non accontenta per nulla gli interessati. Balboni che nega di aver preso di mira proprio questo caso, accenna ad una difesa: «La mia proposta non toglie i diritti che possono essere comunque fatti valere in altro modo, secondo le norme vigenti» spiega. Luigi Zanda (Pd) però non la pensa come lui. «È estremamente grave che la maggioranza di centrodestra abbia deciso, con un colpo di mano, di privare i cittadini che sono stati vittime dei più grandi scandali finanziari degli ultimi anni degli strumenti legislativi per esercitare un diritto consolidato in molte parti del mondo, l'azione collettiva di risarcimento» dice. E poi insiste: «Su quelle vicende che negli ultimi anni hanno contribuito alla crisi italiana, il centrodestra vuol far calare definitivamente il sipario ». Per un altro senatore del Pd, Enrico Morando il problema è anche un altro: «Con i suoi emendamenti la maggioranza non fa altro che ritardare la messa a punto e l'approvazione della class action. È una sorta di boicottaggio». «La retroattività delle norme giuridiche incalza il relatore Antonio Paravia del Pdl - è sempre molto difficile da accettare». Ma l'opposizione è compatta. Anche l'Udc con il presidente dei senatori Giuseppe D'Alia prende posizione e accusa il governo e la maggioranza di «voler voltare le spalle a tanti cittadini truffati» mentre Anna Finocchiaro, presidente del gruppo dei senatori del Pd, definisce l'iniziativa del Pdl «una scelta grave». Stefania Tamburello

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Sanchez, e gli altri I nuovi italiani con le stellette (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-05-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cronache data: 07/05/2009 - pag: 31 La storia Sono mille e cinquecento. «A Cuneo una signora mi ha chiamata 'la negretta' degli alpini» Sanchez, «Pocahontas» e gli altri I nuovi italiani con le stellette Esordio dei militari di origine straniera in una parata ufficiale ROMA Indossano il fez da bersagliere, la penna degli alpini, il basco amaranto dei parà. Uno ha la pelle nera, un altro lineamenti orientali, la giovane caporale uno splendido profilo sudamericano. Alcuni sono veterani di missioni all'estero. Escono in coppia, in squadra, in plotone. Ma li si può trovare anche nelle città, incaricati della sorveglianza di caserme o ambasciate, e in queste ore in Abruzzo, impegnati nel soccorso ai terremotati. Sono i «nuovi italiani» con le stellette. Un «reggimento » in aumento: figli di immigrati di seconda generazione, ex bambini «multicolori» nati da coppie miste, oppure ragazzini adottati negli anni '70 e '80 e poi cresciuti nelle nostre scuole, fino al momento della scelta di servire e onorare la Patria. La loro Patria adottiva. Eccola, la brigata multietnica del-- l'Esercito: stamattina sette di loro, in rappresentanza dei circa 1.500 militari di cittadinanza italiana e origine straniera, faranno il loro esordio in una parata ufficiale. Saranno in tribuna d'onore per celebrare l'avvenuta «piena e felice integrazione». È stato il capo di Stato Maggiore, generale Fabrizio Castagnetti, a scegliere una giornata solenne come quella di oggi, 148Ú anniversario della fondazione dell'Esercito italiano, per dare il suo suggello: alle 10.30, nel corso della cerimonia presso la caserma «Gandin» alla presenza del capo dello Stato, l'alto ufficiale oltre a ringraziare tutti i suoi soldati per la loro «professionalità, dedizione e umanità » dedicherà un saluto proprio a loro, i militari di origine straniera. E la consacrazione avverrà in un modo particolare, chiamandoli uno alla volta, per nome: prima i più alti in grado i caporalmaggiori Luis Paudice, originario del Brasile, Murthi Sello (India) e Gailson Silva Lopes (Capoverde), poi l'alpina Vivian Peña (Colombia), e infine i caporali Harol Alfonso Corrales Medina (Colombia), Walter De Luca (Filippine) e l'artigliere Monica Mary Sighel, seconda donna del gruppo, nata in Sri Lanka. Gongola uno degli ufficiali che ha organizzato l'evento: «Noi dell'Esercito siamo fatti così: a 40 gradi all'ombra e zaino in spalle, ciò che conta è la capacità, lavorare gomito a gomito e coprire le spalle al compagno. Non abbiamo pregiudizi né difficoltà di integrazione. E le storie di questi ragazzi lo dimostrano». C'è ad esempio il sorriso e l'energia del caporalmaggiore Vivian Peña, soprannominata dai colleghi «Pocahontas», che dalla Colombia dove nacque 24 anni fa ha già rischiato la vita sotto le nostre insegne per tre volte, nelle due missioni svolte in Afghanistan e una in Kosovo. «All'estero nessun problema con i colleghi. Mai. Però una volta, sfilando a Cuneo con il mio battaglione, una signora esclamò: 'Toh, c'è una negretta tra gli alpini!'». Gailson Silva Lopes, originario di Capoverde e accento romanesco, è il basco amaranto che ride accanto a due suoi colleghi davanti al temibile «Centauro », il blindo pesante di cavalleria. «Di discriminazioni razziali giura non ne ho mai subite». Cresciuto a Gallicano, paesino in provincia di Roma, adesso semmai lo prendono in giro per la divisa da parà della Folgore quando gira per le strade di Pisa. Walter De Luca è il basco nero al centro della foto: padre italiano e madre filippina. Si conobbero e innamorarono durante una vacanza 21 anni fa e ora loro figlio, VFP1 in fanteria, è in ferma di un anno presso la Scuola sottufficiali di Viterbo e sogna di diventare effettivo. E c'è anche chi ha fatto carriera: il capitano Edmondo Tito, 37 anni, sposato con un'informatrice farmaceutica abruzzese e padre di due bimbi, è nato in Senegal. «I miei genitori naturali non li ho mai conosciuti ». Fu abbandonato a sette giorni in un orfanotrofio e adottato a 10 mesi da una coppia romana, papà pilota Alitalia e mamma casalinga. «Vivo in Italia da 37 anni scherza giocando sui colori e prima ero una mosca bianca: alle elementari, alle medie, al liceo scientifico Cannizzaro dell'Eur, sono sempre stato l'unico nero. Poi la società e cambiata e l'Esercito ha rispecchiato, persino in meglio, questa crescita. Non potrebbe essere diversamente: noi abbiamo una vocazione internazionale, nelle mie missioni in Bosnia, Kosovo, Libano e Afghanistan ho fatto esperienze indimenticabili». Il capitano Tito si è laureato in Scienze politiche alla «Sapienza» e oggi lavora nell'Ufficio Informazione dello Stato Maggiore: «Potrà sembrare strano, ma tra militari abbiamo una mentalità più aperta racconta . Se un'idea buona viene a un caporale, vale lo stesso. Sarà perché in maggioranza siamo giovani, abituati a conoscere altri popoli, ad andare in vacanza all'estero». È fuori dalla caserma, semmai, che al capitano Tito qualcuno non manca di ricordare le sue origini: «Per esempio quando vado al ristorante, qui a Roma: spesso capita che a mia moglie il cameriere dia del 'lei' mentre a me del 'tu'. Oppure quella volta che, non ancora sposato, prestavo servizio a Perugia e con un collega ci presentammo da una signora per chiedere una stanza in affitto: a lui la diedero, a me no». Fabrizio Peronaci

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Il premier promette: Alitalia puntuale (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 07/05/2009 - pag: 34 I vertici della compagnia a Palazzo Chigi. Berlusconi: la rottura con Air France? Colpa dei sindacati Il premier promette: Alitalia puntuale Spinetta: cassa meglio del previsto, siamo in linea con le previsioni ROMA «Il servizio di Alitalia sarà preciso, confortevole e puntuale». Lo ha assicurato ieri il premier Silvio Berlusconi dopo aver ricevuto a palazzo Chigi il presidente della compagnia, Roberto Colaninno, l'amministratore, Rocco Sabelli, e, per la prima volta, il presidente di Air France-Klm (socio al 25%), Jean-Cyril Spinetta, reduci dal primo comitato esecutivo dell'azienda. Le buone notizie sulla compagnia sono state annunciate proprio da quest'ultimo: «La situazione della tesoreria di Alitalia ha detto Spinetta è addirittura migliore del previsto ». Un risultato che l'azienda non ha voluto ancora tradurre in numeri e che sarebbe dovuto al minor prezzo del petrolio e all'efficientamento dei costi. Con la liquidità a posto, Alitalia non avrebbe dunque problemi di ricorso al credito. «Sabelli ha aggiunto Spinetta ha mostrato come Alitalia si trovi esattamente, sia da un punto di vista commerciale che economico, in linea con il business plan stabilito all'inizio della nostra collaborazione ». Si tratta, ha concluso, di una «gran bella notizia, vista la situazione dell'economia mondiale ». Circa le quotidiane denunce di ritardi e cancellazioni, Berlusconi ha voluto spendersi personalmente, quasi che il vettore fosse ancora di proprietà dello Stato: «Alitalia ha affermato ha incontrato un primo periodo di avviamento e, come per tutte le cose, la prima gestione ha presentato dei problemi. Ma ho constatato da parte di tutti di essere già sulle soluzioni e credo che in poco tempo il servizio sarà quello che tutti si aspettano da una compagnia di bandiera». Il presidente è poi tornato sulle cause che spinsero Air France a abbandonare la trattativa con il precedente governo Prodi: quell'acquisto, ha spiegato, «non fu qualcosa di ostacolato e definitivamente negato dall'opposizione di allora, di cui il sottoscritto ne era a capo. Furono i sindacati a dire 'no' all'offerta di Air France su Alitalia ». Sul punto si è espresso anche Spinetta: «Dal 2001 al 2008 ha chiarito abbiamo cercato di ampliare la collaborazione con Alitalia, ma non è stato possibile per due motivi: l'opposizione dei sindacati di Alitalia e poi il prezzo del petrolio ». Dall'opposizione è giunto il commento del responsabile Economia del Pd, Pierluigi Bersani: «Il governo ha detto risponda sulla truffa che ha fatto agli obbligazionisti ». Anche il leader del-- l'Idv, Antonio Di Pietro, è intervenuto: «Berlusconi mente sapendo di mentire. Sa bene che ad imporsi sul caso Alitalia e a far saltare la trattativa furono la Lega e Forza Italia». Oggi i vertici di Alitalia saranno a Venezia per sviluppare il progetto di fare del capoluogo veneto una delle sei basi della compagnia utilizzando anche i partner di Skyteam. Antonella Baccaro Skyteam L'alleanza globale Skyteam scende in campo con Alitalia per rilanciare i collegamenti da città e regioni italiane. Il progetto, annunciato dal numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, partirà da Venezia

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MANUELA TULLI ROMA. STOP ALLA RETROATTIVITà PER LA CLASS ACTION. L'AZIONE COLLETTIVA ARRIVER... (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 07-05-2009)

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MANUELA TULLI Roma. Stop alla retroattività per la class action. L'azione collettiva arriverà in Italia ma varrà solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l'approvazione del «collegato Sviluppo», ora all'esame del Senato e che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera. Rimarrebbe fuori così la possibilità di una azione collettiva da parte degli obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto anticrisi prevede solo un rimborso parziale. L'ennesimo rinvio è sancito da un emendamento della maggioranza (a firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno di legge Sviluppo che contiene norme sull'energia e il nucleare e sulla competitività delle imprese italiane. La proposta di modifica deve avere ancora l'ok dell'aula di Palazzo Madama, che ha cominciato a votare gli emendamenti al ddl, ma sembra evidente che su questa proposta dovrebbe convergere il sì di gran parte della maggioranza «perché la retroattività delle norme giuridiche - commenta fuori dall'ufficialità il relatore Antonio Paravia del Pdl a margine dei lavori in Senato - è sempre molto difficile da accettare». Un principio dunque di correttezza giuridica che rischia di passare però sopra le aspettative di migliaia di consumatori frodati dai grandi crac che hanno investito il Paese negli ultimi anni, da Cirio a Parmalat, per citare le storie più importanti. Anche se, per essere precisi, il testo licenziato dalla commissione Industria del Senato già limitava parecchio la retroattività ammettendola solo dal luglio 2008. «Ora invece - afferma il senatore dell'Idv Elio Lannutti - rimarranno fuori anche i piccoli obbligazionisti Alitalia che, già truffati dal Tesoro con un rimborso parziale, avrebbero potuto deciso di far valere i propri diritti in modo collettivo». Tutta l'opposizione è furiosa. Non solo Lannutti che, come presidente dell'Adusbef, sostiene che «ogni altro rinvio della class action significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri e truffatori». È una «scelta inaccettabile» per il capogruppo dei senatori Pd Anna Finocchiaro. Luigi Zanda, sempre del Pd, commenta: «Su quelle vicende che negli ultimi anni hanno contribuito alla crisi italiana, il centrodestra vuol far calare definitivamente il sipario». Alberto Balboni difende però la propria proposta: «Non toglie i diritti che possono essere comunque essere fatti valere in altro modo - spiega - e la non retroattività per una norma nuova che si applica per la prima volta è un provvedimento di buon senso». L'emendamento sulla class action è su uno degli ultimi articoli del ddl Sviluppo e dunque occorrerà vedere nei prossimi giorni quale decisione verrà alla fine assunta dal Senato. L'aula di Palazzo Madama è però riuscita ad approvare alcuni articoli che semplificano la burocrazia delle imprese (per fare domande ed accedere a fondi e partecipare a gare) ma anche per un adeguamento alla normativa europea delle leggi italiane in tema di certificazione, in assenza del quale alcuni prodotti made in Italy avrebbero difficoltà a essere collocati sul mercato europeo.

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MARCO TORIELLO RITARDI, DISSERVIZI E CRITICHE, ARRIVATE ANCHE DA PERSONALITà AUTOREVOLI COME... (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 07-05-2009)

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MARCO TORIELLO Ritardi, disservizi e critiche, arrivate anche da personalità autorevoli come il numero uno dell'Enac Vito Riggio e il presidente della Lombardia Roberto Formigoni, non preoccupano i vertici di Alitalia e quelli del partner straniero Air France, che sono stati ricevuti ieri a Palazzo Chigi dal premier Silvio Berlusconi e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Un incontro seguito da una conferenza stampa all'insegna dell'ottimismo, in cui a prendere la parola sono il premier e il leader della compagnia aerea francese Jean-Cyrill Spinetta. «Alitalia ha incontrato un primo periodo di avviamento e, come per tutte le cose, la prima gestione ha presentato dei problemi - spiega Berlusconi -. Non poteva essere diversamente, ma credo che in poco tempo il servizio sarà quello che tutti si aspettano da una compagnia di bandiera: assolutamente preciso, confortevole e puntuale». Riferendosi al piano di Alitalia per il rilancio delle tratte del Nord-Est, che mira a potenziare gli arrivi nelle città d'arte, Berlusconi ringrazia il presidente della società Roberto Colaninno e l'ad Rocco Sabelli (che oggi incontreranno il governatore del Veneto Giancarlo Galan e il sindaco della città lagunare Massimo Cacciari) per aver «dato vita al progetto di "vendere" le nostre città d'arte, con in testa Venezia, che è un patrimonio dell'umanità». Il premier ribadisce poi che «furono i sindacati a dire no all'offerta di Air France su Alitalia», un'offerta arrivata nel marzo 2008, quando il Cavaliere era ancora all'opposizione. La tesi di Berlusconi, che pure un anno fa aveva definito la proposta dei francesi «impossibile da accogliere», è pienamente condivisa da Spinetta: «Dal 2001 al 2008 abbiamo cercato di ampliare la collaborazione, ma questo non è stato possibile per due motivi - sostiene il presidente di Air France - l'opposizione dei sindacati di Alitalia e poi il prezzo del petrolio». Qualche ora prima dell'incontro di Palazzo Chigi, i manager di Alitalia e Air France avevano partecipato al primo comitato esecutivo con pieni poteri dell'Alitalia targata Cai, durante il quale si è fatto il punto sui risultati del gruppo nei primi tre mesi dell'anno, vale a dire i primi del nuovo corso della compagnia di bandiera. Risultati molto positivi, a sentir parlare Spinetta, secondo cui «Alitalia si trova, sia da un punto di vista commerciale che economico, in linea con il business plan stabilito all'inizio della nostra collaborazione» e lo stato della tesoreria «è addirittura migliore del previsto, una gran bella notizia, vista la situazione economica mondiale». E mentre il governatore della Lombardia Formigoni torna a ribadire che «il servizio che l'Alitalia rende al Nord Italia è del tutto insufficiente», il vertice tra il governo e la compagnia di bandiera e le parole di Berlusconi sul ruolo dei sindacati nel bocciare l'offerta Air France finiscono nel mirino dell'opposizione. Se il responsabile economico del Pd Pierluigi Bersani chiede a Berlusconi di convocare anche «gli obbligazionisti, gli azionisti, i cassintegrati e i contribuenti, perché a questo punto mi pare giusto tirare le somme con tutti di una vicenda sulla quale tanti hanno da chiedere conto al governo», il leader dell'Idv Antonio Di Pietro sostiene che il premier «mente sapendo di mentire, perché sa bene che a imporsi sul caso Alitalia e a far saltare la trattativa con Air France furono la Lega e Forza Italia».

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Diventa legge il cosiddetto decreto Alitalia che spiana la strada al piano di salvataggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 08-05-2009)

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ALITALIA 24 OTTOBRE 2008 Diventa legge il cosiddetto decreto Alitalia che spiana la strada al piano di salvataggio

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Uno slalom tra crisi e sisma sempre a caccia di consensi (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 08-05-2009)

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L'anniversario dell'esecutivo La storia IL DATO IL CICLONE 365 giorni al comando Oggi le nomine IL GOVERNO MATTIA FELTRI Primo anno per Berlusconi nell'Italia che passa da una grana all'altra Più le stime vanno giù più Silvio sale nella fiducia Da Veltroni a Soru tutti «abbattuti» e ora nel Pd c'è Franceschini Uno slalom tra crisi e sisma sempre a caccia di consensi Brambilla ministro e cinque viceministri IL BILANCIO Il gradimento Il giorno del giuramento il Cavaliere era al 53% di popolarità, ora è salito al 65% ROMA Promozioni in arrivo nel governo. Michela Vittoria Brambilla diventerà ministro e quattro, forse cinque sottosegretari, (Adolfo Urso, Paolo Romani, Roberto Castelli, Ferruccio Fazio e, probabilmente, Giuseppe Vegas) saranno promossi viceministri. Avanzamenti che hanno ricevuto un via libera informale dal Quirinale, dopo un colloquio fra il capo dello Stato Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nel corso dell'incontro di ieri, durato circa un ora ed al quale ha preso parte anche il sottosegretario Gianni Letta, il premier ha illustrato al presidente della Repubblica quanto già annunciato in Consiglio dei ministri: l'intenzione, cioè, di «promuovere» la Brambilla ministro senza portafogli e dare il rango di viceministri ad alcuni sottosegretari.Diceva l'astrologo: Giove non transiterà in Acquario e saranno guai. La funesta effemeride di Silvio Berlusconi prevedeva grane da febbraio a luglio, e fra i terremoti abruzzesi e quelli domestici la botta c'è stata. Più forte delle stelle, però, il premier compie un anno di governo e i sondaggi lo baciano in fronte: tenendo per buone le inchieste di Ipr, il maggio scorso la sua popolarità era al cinquantatré per cento, oggi è al sessantasei, e lui vola sui solidi ottimismi di Alessandra Ghisleri: sei al settantacinque. Così, dall'8 maggio 2008, quando il premier giurò al Quirinale, all'8 maggio 2009, l'Italia è passata da una grana all'altra, dal prodotto interno lordo che a dicembre ha chiuso al meno uno per cento e ora viaggia verso il meno quattro virgola quattro, alla cassa integrazione che in dodici mesi è salita dell'864 per cento, alla disoccupazione che crescerà dell'otto virgola otto, eccetera eccetera, in un delirio di numeri - il deficit, il debito pubblico - che prevedono un'Italia in mutande per un bel pezzo. Ma più le stime vanno giù, più Silvio sale, un surfista della politica che scavalla sulle macerie e sulle lacrime dell'Aquila come sullo straziato sbalordimento di Veronica, e lascia gli italiani a bocca aperta. E così l'Italia cambia un po', in un anno, vede il Consiglio dei ministri in tournée, prima a Napoli, dove si raccatta la monnezza, si ripulisce la città, e il governo guadagna la gratitudine degli ultimi oppositori: i cantautori alla Pino Daniele. Fu una conferenza stampa, quella dopo il primo cdm, che pareva la festa del Santo Patrono, interminabile e lampeggiante, tutto il piano per lo sterminio della spazzatura, i termovalorizzatori, i commissariamenti dei sindaci scaldapanche, e poi la sicurezza in un antologia di provvedimenti che ora, faticosamente, dopo aggiustamenti e annacquamenti e lotte intestine e accuse di razzismo, sta arrivando al traguardo. Ma, insomma, come è cambiata quest'Italia finalmente federalista, in cui i dipendenti pubblici atterriti da Renato Brunetta recuperano una salute accettabile, e riducono le assenze per malattia del quarantacinque per cento? Un anno fa c'era il Partito democratico di Walter Veltroni, c'erano tutti i buoni propositi per un civile dialogo che si ridurrà a un solo incontro fra il capo del governo - «se po' fa'», aveva detto gigione - e il capo delle minoranze. Oggi il Pd è in mano di un cattolico, Dario Franceschini, e il premier impila la sua matrioska coi leader di sinistra che si vanta di aver raso al suolo in sedici anni, e le ultime due bamboline sono quelle di Veltroni e di Renato Soru, abbattuto in Sardegna dal figlio del suo (di Berlusconi) commercialista. Travolto da un insolito temporale giudiziario (Ottaviano Del Turco, Firenze, Napoli), il Partito democratico cede lentamente nei confronti elettorali e in quello con Antonio Di Pietro, che in fondo fa il gioco del governo spossandone il rivale più pericoloso. Che fine ha fatto l'opposizione? Nemmeno i registi e gli scrittori, quelli del Caimano e di Citizen Berlusconi, sembrano ritrovare le forze, sostituiti dai morbidi saggi alla Massimo Giannini. Scomparso Beppe Grillo, divorato dal vero campione del grillismo, e cioè il Cavaliere, scomparsa l'intera famiglia Guzzanti (rimane il pugnace babbo, Paolo), scomparsi tutti i Luttazzi, rimane giusto Michele Santoro con il suo irriducibile caravanserraglio, e Marco Travaglio con la sua impressionante produzione. Il Pd si mette a ruota, anche dell'onda studentesca che sfila nelle strade contro il cinque in condotta e il maestro unico, in una spettacolare dimostrazione di sterilità. Il sindacato si aggira pallido e litigiosissimo sin dai tempi della trattativa di Alitalia, e nonostante la nuova compagnia abbia salvato l'italianità ma non ancora la mobilità. Tutti sfiancati, si limitano a qualche inchiesta di quotidiano o a qualche strillo d'agenzia che non smuove nessuno. E, anzi, Berlusconi è riuscito ad acchiapparsi persino il 25 Aprile e i partigiani, smossi dalla fissa del neofascismo da due belle frasi pronunciate a Onna. E così è passato liscio pure il Primo Maggio, e si discute sul perché si sia oscurato Riccardo Muti e si sia dato tanto spazio a Vasco Rossi, il massimo dello sfregio al Principe col suo grido in piazza San Giovanni: «Silvio, vieni qui!». E dunque, in un progressivo ritorno alla Prima Repubblica, già assaggiato da Romano Prodi con la sua armata Brancaleone, la vera opposizione il premier se la ritrova in casa, in tutti i sensi, dalle pulsioni istituzionali e politicamente corrette di Gianfranco Fini, a quelle turgidissime della Lega, fino alle recenti geremiadi coniugali. E c'è chi si aggrappa al Quirinale, altro palazzo in cui si respira un po' di strapazzo davanti alla frenetica fertilità del governo in materia di fiducie e decreti. Un ciclone che travolge gli avversari, la crisi globale, le calamità naturali, qualche volta il buon senso: è una maggioranza che si accoltella in grande solidità e detta l'agenda in un turbine settimanale di trovate, proposte, disegni di legge, un monte di iniziative che si perde negli archivi e nel tempo e di cui è impossibile seguire l'evoluzione. Qualcosa è cambiato, una poltrona qui, una poltrona là, una riforma adesso, una riforma dopo, e chi si lagna si affidi agli astri: Saturno è di traverso per tutto il 2009.

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il papa in terra santa, minacce e insulti - orazio la rocca (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 17 - Esteri Il Papa in Terra Santa, minacce e insulti Oggi il via alla visita. I taliban: "Crociato". E per i coloni è "un usurpatore" Ma sulla stampa israeliana cento rabbini lo salutano: "La sua presenza aiuterà il dialogo" ORAZIO LA ROCCA CITTà DEL VATICANO - Minacce e «avvertimenti al papa cristiano a non fare proselitismo» lanciati da taliban afghani; insulti formulati via radio da coloni ebrei ultraconservatori; ma anche tanti messaggi di benvenuto, a partire da quello sottoscritto da oltre 100 rabbini apparso sui quotidiani israeliani. Sono tante e variegate le voci che nelle ultime ore si sono levate in direzione di Benedetto XVI, che inizia oggi il suo difficilissimo viaggio in Terra Santa, il terzo pontefice a visitare i luoghi di Gesù dopo Paolo VI nel 1964 e Giovanni Paolo II nel 2000. In passato, Ratzinger - prima dell´elezione pontificia - era già stato nella terra di Cristo 4 volte. Ma sarà la prima volta che ripercorrerà quegli stessi posti come successore dell´ebreo San Pietro e l´attesa è - naturalmente - grande. L´Osservatore Romano, il giornale della Santa Sede, non a caso, nell´edizione odierna titola in prima pagina «Un pellegrinaggio nel rispetto dei diritti di ogni popolo», con chiaro riferimento a israeliani e palestinesi. La partenza è fissata per le 9,30 dall´aeroporto di Fiumicino, da dove con un volo dell´Alitalia il Papa raggiungerà Amman, in Giordania. L´11 maggio arriverà a Tel Aviv, in Israele, dove resterà fino a venerdì 15 prossimo. Il pellegrinaggio, però, ieri è stato salutato da un sinistro messaggio lanciato attraverso un sito web vicino ai taliban afghani, che hanno chiesto «al papa cristiano Benedetto XVI di impegnarsi per impedire che le sciocche e irresponsabili azioni dei crociati turbino i sentimenti dei ribelli musulmani, senza attendere le conseguenze di una severa reazione». Nel testo, oltre a criticare il governo di Karzai, i taliban «esortano con forza i mujaheddin, gli studiosi e tutti i circoli religiosi a controllare le attività degli invasori e dei crociati, e a non permettere a nessuno di fare proselitismo con le religioni abolite, eccetto quella islamica». Dal versante oltranzista ebraico, pesanti e violenti insulti contro Benedetto XVI sono stati lanciati dall´emittente radiofonica Israel national radio dei coloni israeliani. Nel servizio si afferma, tra l´altro, che Ratzinger, «l´ex giovane nazista», viene in Israele da «crociato» per chiedere agli ebrei «di svendere parte della Terra Santa alla sua Chiesa». Invece, il Papa «deve venire come una persona umile, non come un usurpatore», per cui «speriamo che quando va all´aeroporto di Roma il motore dell´aereo non parta». Ma non tutti in Terra Santa la pensano così. Nel loro messaggio di benvenuto pubblicato dalla stampa israeliana, i 100 rabbini firmatari si dicono certi che il viaggio di Ratzinger servirà a riaffermare «l´impegno per il dialogo tra ebrei e cristiani promosso dal documento conciliare Nostra aetate». Le poste giordane hanno, tra l´altro, emesso una serie di quattro francobolli per commemorare la visita papale.

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colaninno seppellisce malpensa, la rivolta del nord - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)

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Pagina I - Milano Colaninno seppellisce Malpensa, la rivolta del Nord ETTORE LIVINI «Malpensa non sarà mai un hub. è mal collegata. Serve a malapena Milano e pochi paesi vicini. Non certo, per dire, il Nord-Est. Noi la nostra scelta strategica l´abbiamo fatta. E ci siamo riposizionati a Linate». Tutti l´avevano capito da tempo. Ma Roberto Colaninno ha sgombrato finalmente il tavolo da ogni dubbio. La nuova Alitalia targata Cai ha scelto Fiumicino come hub. E da lì non si muoverà. E Malpensa dovrà rimboccarsi le maniche per colmare la voragine aperta da Alitalia, che con il de-hubbing ha cancellato mille voli alla settimana togliendo dal bilancio dell´aeroporto 8 milioni di passeggeri l´anno. SEGUE A PAGINA III

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sangalli: basta farsi del male ora il governo liberi le rotte (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)

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Pagina II - Milano "Abbandonare lo scalo varesino è autolesionismo che non possiamo permetterci" Sangalli: basta farsi del male ora il governo liberi le rotte Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio, che cosa risponde ai vertici di Alitalia? «Abbandonare Malpensa al proprio destino è una manifestazione di autolesionismo che non ci possiamo permettere. Abbiamo una crisi economica dalla quale non siamo ancora usciti. E l´Expo è un appuntamento di grande importanza». Sarà, ma per Colaninno e Sabelli non sarà mai un hub. «Malpensa è un motore fondamentale per lo sviluppo del sistema produttivo del nord Italia. Il suo depotenziamento ha già provocato riflessi negativi per l´economia di Milano e della Lombardia. Gli alberghi hanno perso il 30 per cento della clientela straniera. Anche in negozi del centro hanno subito una grossa flessione. Se questo è il parere di Colaninno e Sabelli chiediamo al governo di intervenire al più presto». Cioè? «Bisogna liberalizzare le rotte intercontinentali non utilizzate da Alitalia e predisporre un piano di rilancio per Malpensa». Anche se mancano alcuni collegamenti? «Certamente rappresentano un punto debole dell´aeroporto. Ma va riconosciuto che sono stati fatti molti passi avanti. Penso all´Alta velocità, alle nuove autostrade». Ma secondo Alitalia non potrà mai ritornare ad essere un punto di riferimento per i voli intercontinentali nemmeno per Lufthansa. «Il concetto di hub si qualifica per i collegamenti con gli altri aeroporti. è ovvio che se Alitalia ha abbandonato Malpensa si è verificato un problema. Si tratta sicuramente di un hub potenziale, ma bisogna ricordare che se ci si riferisce al bacino locale dobbiamo pensare che, per quanto scarsi, questi collegamenti permettono a circa otto milioni di persone e 800mila imprese, che rappresentano il 40 per cento del commercio estero, di essere a un´ora di distanza da Malpensa». Quindi? «Se una compagnia decide o meno di togliere i collegamenti non lo fa perché un aeroporto è piccolo o grande, ma perché c´è o manca il mercato. Malpensa è già importante, anche se non sono ancora pronte le nuove autostrade». (a. m.)

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tutti contro la nuova alitalia "noi difendiamo malpensa" - andrea montanari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Milano Tutti contro la nuova Alitalia "Noi difendiamo Malpensa" Politici e imprenditori: più collegamenti con il mondo La paura è di mettere in crisi anche il sistema Expo. «Intervenga Berlusconi, ci venga di persona» No comment dei vertici di Sea ANDREA MONTANARI Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, il vertice della nuova Alitalia, bocciano in modo definitivo Malpensa e il mondo politico e delle imprese si ribella. Dopo le critiche al servizio del governatore Roberto Formigoni arrivano quelle della Camera di Commercio e della Confapi. «Non si può dire che Malpensa è inutile - protesta il presidente delle Piccole imprese Paolo Galassi - Ormai c´è e non mi vengano a dire che l´asse portante economico del Paese, quello che paga le tasse, ne può fare a meno. Tutti sanno che gli affari si sono spostati nell´asse del centro Europa. Non l´abbiamo deciso noi. E le imprese non possono certo competere partendo da Roma o da Trieste. Visto che coloro che hanno acquistato Alitalia fanno gli imprenditori, non speculino facendo solo finanzia, ma contribuiscano alla crescita del Paese. E chiedano al governo semmai cosa gli serve. Sono sempre stato favorevole alla cordata italiana, ma se si comportano così lo vogliono far morire Malpensa, la cui malattia è sempre stata l´abbandono». Durissimo il presidente della Provincia Filippo Penati: «Malpensa è il promemoria delle promesse non mantenute. L´operazione Cai Alitalia doveva consegnarci una grande compagnia di bandiera e rilanciare Malpensa. Malpensa sta morendo, sono tante le persone che restano disoccupate e l´economia di un´intera area metropolitana è penalizzata». Preoccupato anche l´amministratore delegato di Fiera spa Enrico Pazzali: «è noto a tutti che la localizzazione della nuova Fiera è stata decisa proprio in funzione dell´aeroporto. Da allora abbiamo puntato molto sull´internazionalizzazione delle nostre manifestazioni. Basti pensare che solo nel 2007 abbiamo avuto oltre 500mila visitatori stranieri e l´80 per cento di loro ci ha raggiunto in aereo». E anche il deputato leghista Matteo Salvini punta il dito contro il governo. «Se ad Alitalia non piace Malpensa, tolga il disturbo. Vedremo se non arriveranno gli americani o i cinesi. Anche Berlusconi, tra una festa a l´altra, farebbe bene a venirci. I ministri Frattini e Matteoli si occupino della liberalizzazione degli slot». Ci pensa il governatore veneto Giancarlo Galan a rompere il fronte del centrodestra: «Gli aeroporti funzionano solo se la gente ci va. Per questo a noi veneti non è mai interessato Malpensa. Ora la nuova compagnia c´è e da qui si può partire». Di tutt´altro avviso l´ex sindaco Gabriele Albertini, che proprio ieri è stato tra i pochi eurodeputati a votare contro una proposta della Commissione europea che chiedeva si congelare per sei mesi gli slot delle compagnie che non li usano. «è una decisione - spiega - che favorisce le grandi compagnie e difende gli interessi di Alitalia penalizzando invece gli aeroporti come Malpensa e Linate». D´accordo con lui il candidato del Pdl alla Provincia Guido Podesta: «La via da seguire è quella della liberalizzazione degli slot. La questione non è essere un hub o meno, ma che Malpensa sia collegata col resto del mondo. Soprattutto in vista dell´Expo e dell´interesse del Paese. Severo anche il giudizio del deputato del Pd Luigi Vimercati: «Pochi mesi fa Colaninno e Sabelli dissero che Malpensa aveva tutte le potenzialità per ridiventare un hub a patto di ridimensionare Linate. Oggi sostengono il contrario».

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gli investimenti e la lufthansa il futuro si gioca in dodici mesi - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Milano L´ottimismo L´obiettivo I sacrifici L´alternativa Gli investimenti e la Lufthansa il futuro si gioca in dodici mesi La speranza è entrare nel circuito multi-hub tedesco Sea ha attivato prepensionamenti e cassa integrazione per poter reggere il colpo e cercare il rilancio La compagnia di Francoforte ha un obiettivo: entro l´anno le prime tratte internazionali con i partner Star Alliance Colaninno e Sabelli hanno chiuso l´era della retorica e delle false promesse che il centrodestra ha fatto circolare in tutti questi mesi Se la prima opzione non andrà, Bonomi rimetterà in piedi una rete più fitta di collegamenti punto a punto L´esperimento dei primi voli posizionati in Lombardia funziona, gli aerei sono pieni malgrado la recessione ETTORE LIVINI (segue dalla prima di Milano) La pietra tombale messa da Colaninno sul Malpensa ha almeno un pregio: chiude l´era della retorica e delle false promesse per lo scalo lombardo, iniziata nell´ultima campagna elettorale per le politiche 2008 - con Silvio Berlusconi e la Lega nel ruolo di Superman salva-nord - e proseguita fino a poche settimane fa quando qualcuno, in particolare Roberto Formigoni, pensava ancora di riuscire a convincere Cai a tornare sui suoi passi. Inutile però piangere sul latte versato. Mentre la politica viaggiava nelle nuvole, qualcuno a terra si è rimboccato le maniche iniziando il duro lavoro per riconquistare, un passeggero alla volta, il terreno perduto con l´addio di Alitalia. è partito il Progetto Scala, l´alleanza strategica con Lufthansa che ha consentito di piazzare già a Milano nove aerei della compagnia tedesca attivi su diverse destinazioni europee e italiane. Con la speranza - secondo le indiscrezioni forse anche qualcosa di più - che entro fine anno Francoforte possa annunciare il lancio dei suoi primi voli intercontinentali da Malpensa, potenziando la loro alimentazione grazie ai partner di Star Alliance. Diverse compagnie, da Emirates alla Korean, hanno rafforzato i loro servizi. Morale: nel primo esercizio senza Magliana, la Sea guidata da Giuseppe Bonomi è riuscita a recuperare quasi la metà dei passeggeri persi con il de-hubbing. Certo ci sono stati sacrifici occupazionali. La crisi ha costretto ad attivare cassa integrazione e prepensionamenti. Ma gli investimenti non sono stati sospesi e il bilancio, malgrado tutto, sembra tenere. Persa la stella polare del ritorno di Alitalia, invece, la politica - che tanto in Lombardia quanto a Roma è monopolio del centrodestra - ha deciso ora di rilanciare un altro ritornello: chiedendo la liberalizzazione degli slot. Peccato che il governo - forse per continuare a difendere una Cai che fatica a decollare - non faccia seguire i fatti ai buoni propositi. Prima ha impiegato nove mesi ad approvare una norma che varasse la rinegoziazione degli accordi bilaterali per aprire i cieli del Nord. Poi ha iniziato questi negoziati senza la fretta che sarebbe richiesta dalla crisi: a oggi ha ottenuto qualche risultato solo con Cina, Israele e Corea. E ha spedito decine di lettere in giro del mondo senza ricevere in molti casi nemmeno una risposta. Non solo: mentre la mano destra prova senza troppa convinzione a rivedere queste intese, la sinistra, a Bruxelles, le rema contro. La Commissione trasporti della Ue, grazie al potente lavoro di lobby del suo presidente Antonio Tajani (Pdl) ha approvato proprio ieri un altro decreto ammazza-Malpensa. Quello che, con la scusa dei guai del trasporto aereo, congela per un anno la liberalizzazione automatica degli slot, sospendendo la norma che toglieva i diritti di atterraggio e decollo alle compagnie che non utilizzavano almeno all´80% i diritti disponibili (come sta facendo Alitalia su molte rotte). I prossimi dodici mesi, comunque, saranno decisivi per capire quale sarà davvero il destino dello scalo meneghino. Bonomi ha disegnato due scenari: uno - che prevede il ritorno al ruolo di hub - ha a questo punto solo un candidato, Lufthansa. L´esperimento dei primi voli posizionati dai tedeschi in Lombardia sembra funzionare: gli aerei viaggiano pieni malgrado la recessione. E la speranza che Milano entri nel circuito multi-hub del gruppo (Monaco, Francoforte, Vienna e Zurigo) è più che fondata. L´alternativa è rimettere in piedi una rete più fitta di collegamenti punto a punto. Ma in entrambi i casi, se i troppi medici interessati accorsi al capezzale di Malpensa non metteranno i bastoni tra le ruote, il vuoto lasciato da Alitalia potrebbe essere colmato già nel 2011.

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Il peggio deve ancora venire: Cai è un modello contro i diritti del lavoro (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 08-05-2009)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA Disservizi, ritardi, organici largamente insufficienti. Ma «conti migliori del previsto». Intervista a Paolo Maras (segretario SdL) «Il peggio deve ancora venire: Cai è un modello contro i diritti del lavoro» Francesco Piccioni Ritardi, manutenzione incerta, disservizi, carenza di organico. Alitalia torna in prima pagina, ma con i conti - spiega il socio di riferimento, Jean-Cyril Spinetta, presidente di air France - «al di sopra delle attese». Ne parliamo con Paolo Maras, segretario nazionale dell'SdL-trasporto aereo, steward ora in cassa integrazione. Quanti problemi ha la «nuova» Alitalia? Che si faccia il bilancio dei primi 100 giorni è doveroso, ma era già noto che i problemi principali - ritardi, inefficienze, organici e condizioni del lavoro - fossero irrisolti. Non a caso avevamo sempre detto che attraverso questa operazione non passa solo la trasformazione da Alitalia a Cai, ma un treno micidiale addosso a diritti, conquiste, condizioni di lavoro. E anche una visione diversa da quella di una compagnia di bandiera, che presuppone comunque un interesse dello Stato nel garantire servizi ai cittadini. Oggi vediamo anche Formigoni e Castelli strapparsi i capelli per Malpensa, dove non funzione più nulla e i passeggeri rimangono a terra. Certo, se gli organici sono insufficienti, sia a bordo che a terra, succede questo. Eppure si era detto che si voleva creare una compagnia grande, forte e «italiana». Fin dall'inizio l'obiettivo era di tenere bassissimi i costi e il personale ridotto all'osso, confezionando un pacchetto appetibile per il migliore offerente. Che in Cai sappiamo essere «mister 25%», ovvero Air France. Che ora dice - traduco - «come fate a ottenere risultati superiori alle aspettative»? In Francia sequestrano i manager, qui avete distrutto sindacato e lavoratori e nessuno dice niente... Previsioni fosche per i vostri colleghi francesi... Appunto. In secondo luogo, Spinetta ha sollevato la politica italiana e il governo (quello che diceva «ai francesi, mai») da ogni responsabilità per la cattiva gestione precedente alla vendita. L'unico «colpevole» è stato trovato nel sindacato. Tutti, senza eccezione. Noi siamo convinti che il peggio debba ancora arrivare. Il «problema Alitalia» non c'è più, come la monnezza napoletana. Ma se si pensa che deve ancora la fusione effettiva tra le cinque aziende che compongono oggi la nuova Alitalia, è facile prevedere nuovi «esuberi» causati da queste sinergie. Ma se già ora nell'«operativo» gli addetti sono pochi... Se una macchina che ha bisogno di quattro assistenti di volo la fai partire con soltanto due, la legge della «sinergia» funziona anche in quel caso. I numeri delle assunzioni fatte sono fortemente squilibrati rispetto agli stessi impegni iniziali. Gli assistenti di volo - a quattro mesi dalla partenza - sono sotto organico di oltre 400 unità. Si parla ora di 190 assunzioni, che non coprono le necessità. Le politiche del trasporto dipendono sempre più dalle scelte europee. Come si fa a tenere il punto del conflitto senza una qualche sponda politica? La vicenda Alitalia è andata come è andata proprio perché c'è una desertificazione della politica. C'è necessità di riportare competenze vere, non ideologiche - insomma esperienze vissute, «sapere di che si parla» - dentro certe istituzioni. Per esempio, credo che la scelta di Andrea Cavola, mio compagno di lotte per oltre 20 anni - di candidarsi come indipendente con Rifondazione, sia assolutamente giusta. La sensazione di questi anni è che non importa quanto tu abbia ragione, quanti lavoratori hai dietro; tutto il sistema - anche l'informazione, con poche eccezioni - si muove a tutela degli interessi del «grande capitale». Basta vedere il ruolo politico-mediatico del ministro Matteoli: di scioperi nel trasporto non si parla più, nemmeno a livello di annuncio, perché ogni giornalista sa che tanto lui li vieta sempre, con la precettazione.

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Franceschini boccia il governo Un anno di annunci e di danni (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 08-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Franceschini boccia il governo «Un anno di annunci e di danni» BRUNO MISERENDINO «Solo gli elettori, e non opinionisti o sondaggisti, diranno se il progetto del Pd è valido. La battaglia sarà dura, ma è una questione di democrazia, bisogna evitare che l'8 giugno l'Italia si svegli con un padrone assoluto». Franceschini ormai lo sa: la campagna elettorale è in salita non solo perchè nulla sembra scalfire la luna di miele tra il premier e il paese, ma perchè buona parte dei media è apertamente schierata con Berlusconi. Le due cose sono legate e il problema data dall'inizio della legislatura. Ieri ne ha parlato anche Massimo D'Alema: «In Italia c'è un'informazione largamente prostrata ai piedi del sovrano». «È - dicono al Nazareno - l'unica stampa occidentale che si incarica di fare le bucce all'opposizione anzichè al governo». Ha fatto impressione l'assenza di reazione al monologo berlusconiano a Porta a Porta, dove il premier ha navigato in solitario senza contraddittorio per un tempo sconosciuto agli altri leader occidentali. Doppio lavoro, quindi. Non a caso domani Franceschini sarà in Abruzzo per mettere la parola fine alla tregua stabilita subito dopo la tragedia. Di fronte ai morti e alle devastazioni il Pd ha lavorato col governo, evitando di polemizzare sulle passerelle mediatiche del premier, ma adesso, dopo che si è iniziato a capire che il decreto tanto strombazzato non contiene affatto quel che è stato promesso, e che l'autunno dei terremotati sarà molto più duro di quel che si poteva prevedere, Franceschini ha deciso di mettere le carte in tavola. Quel decreto deve cambiare, e deve prevedere «soldi veri». LUSTRINI E REALTÀ All'attacco anche sulla crisi e l'anno berlusconiano. «Molti annunci, poca sostanza». E tanti danni, a cominciare da Alitalia e Malpensa. Ieri il leader del Pd ha presentato cinque proposte del Pd per sostenere le famiglie nella crisi economica, mirate per i nuclei più deboli, dall'aumento degli assegni familiari, alla gratuità dei libri di testo, agli asili nido, agli sgravi fiscali per i figli. «Noi mettiamo in campo proposte per famiglie normali, che vivono nella vita reale». Realtà contro fiction, per questo non rinuncia ad attaccare anche sul caso veline: «È stato proprio il premier a trasformare se stesso nel protagonista di un reality, basta ricordare il giornale arrivato a tutti gli italiani con tutte le fotografie della famiglia, i figli, i sorrisi, le case?». In questa partita Franceschini gode ancora di una certa pax elettorale, anche se ci sono molti movimenti in vista del congresso. Enrico Letta ha negato di aver già deciso di candidarsi a leader del Pd, mentre D'Alema ha lanciato un'altra stoccata pesante al recente passato del partito: «Non abbiamo fatto un congresso fondativo ma la festa delle primarie, andare ai gazebo è importante ma bisogna anche scrivere migliaia di pagine, con fatica, perchè senza la fatica del pensiero non si va da nessuna parte». «La mia sensazione - ha aggiunto l'ex premier - è che il Pd ora sta meglio, dopo una partenza difficile, ma dobbiamo pensare e discutere i fondamenti di questo progetto, siccome non è parsa chiara l'identità è accaduto che le diverse identità che hanno concorso alla formazione del Pd si siano irrigidite». In attesa di capire se il progetto del Pd ha un futuro, molti si chiedono che ruolo voglia giocare D'Alema. Franceschini vuol vedere i risultati per riproporsi come leader, mentre non è scontato l'appoggio di D'Alema a Bersani, che sta lavorando a un accordo con gli ex popolari. Ieri l'ex ministro ha replicato a Rutelli sull'affermazione che il Pd «non è sempre la sinistra». «Sinistra vuol dire uguale dignità, libertà di tutti, vogliamo un partito popolare molto radicato e di una sinistra democratica, aperta al nuovo, che non dimentica i valori di uguaglianza». Scendono in campo «i quarantenni», per un «partito di popolo, laico, autonomo, federalista». Firmato tra gli altri da Andrea Orlando, Martella, Marantelli, Peluffo, Concia, Boccia. «Il 7 giugno si vota per la democrazia». Franceschini rilancia l'allarme su Berlusconi padrone assoluto, e boccia l'anno di governo. Sul terremoto fine della tregua. Al Nazareno media sotto accusa: schierati col premier.

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l'alitalia al contrattacco debutta nel low cost (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 28 - Economia L´Alitalia al contrattacco debutta nel low cost Sui voli interni e internazionali. Cgil: qualità servizi ancora inadeguata La compagnia aumenta l´offerta su Venezia per intercettare il traffico turistico Dal 13 maggio arrivano proposte con prezzi ribassati e flessibili ROMA - Alitalia tenta la via del low cost. Dal 13 maggio prossimo, alcuni voli nazionali e internazionali saranno venduti a prezzi ribassati e flessibili. I posti saranno offerti negli orari meno richiesti (dalle 10-17) e si concentreranno sulle rotte domestiche. Il presidente Roberto Colaninno e l´ad Rocco Sabelli, lo hanno annunciato a Venezia firmando un intesa con il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, e il presidente di Save (la società di gestione degli Aeroporti di Venezia e Treviso), Enrico Marchi che rafforza il Marco Polo di Venezia come il terzo scalo per importanza della compagnia. In base all´accordo saranno aumentati i voli con il Sud e le Isole, ma anche le destinazioni internazionali per «portare il turismo da tutto il mondo nel Veneto e le imprese del Nord est nel mondo» ha detto Colaninno. L´obiettivo è di arrivare al 2009 ad un milione di passeggeri in transito sfruttando anche le sinergie con Air France e le altre dodici aviolinee dell´alleanza SkyTeam. Il duo Colaninno-Sabelli ha ribadito quanto rivelato a Repubblica ieri, ovvero un miglioramento del bilancio e del riempimento medio degli aerei. Buone notizie che non frenano le polemiche: «Non bastano certo i conti in linea con il piano economico iniziale, a rassicurare la comprensibile ira dei lavoratori in cassa integrazione, degli obbligazionisti e dei tanti viaggiatori che stanno subendo disagi e disservizi» ha commentato Michele Meta, capogruppo del Pd nella commissione trasporti alla Camera. «I clienti Alitalia sono continuamente alle prese con i disservizi. Il consistente esborso di risorse pubbliche che hanno sostenuto l´operazione - ha dichiarato il segretario nazionale Cgil Fabrizio Solari - era stato giustificato con la necessaria difesa degli interessi nazionali, non per fare guadagnare qualche euro ai soci di Cai». (l.i.)

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La prima volta di Paolo VI (che non nominò Israele) (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 08-05-2009)

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Corriere della Sera sezione: Esteri data: 08/05/2009 - pag: 13 Nel 1964 Viaggio molto diverso ma anche epico, con l'«innovazione» dell'aereo e re Hussein in persona a dirigere l'atterraggio La prima volta di Paolo VI (che non nominò Israele) Il viaggio in Terrasanta di Benedetto XVI somiglia come una goccia d'acqua a quello di Giovanni Paolo dell'anno 2000, mentre è diversissimo dall'altro compiuto da Paolo VI nel gennaio del 1964, che fu la prima uscita di un papa dall'Italia in epoca contemporanea. Papa Montini durante la visita non nominò mai lo Stato di Israele, che allora il Vaticano non riconosceva. Difese la «venerabile memoria» di Pio XII, che era stato attaccato da Hochhuht con il dramma «Il Vicario». Sul Monte degli Ulivi incontrò il Patriarca Athenagoras. Fu una visita di tre giorni scarsi, con partenza da Roma il 4 gennaio e rientro il 6, mentre Benedetto resterà laggiù una settimana abbondante. Era la prima uscita di un papa in aereo e in Vaticano non sapevano come regolarsi. Incaricarono della logistica un giovane monsignore della Segreteria di Stato Paul Marcinkus che per essere americano aveva padronanza di viaggi in aereo e di pagamenti in dollari. Fece bene e restò organizzatore dei viaggi papali fino al 1982. Anche la stampa non aveva parametri per un papa che prendeva l'aereo. Per non farsi sorprendere il direttore del Corriere della Sera Alfio Russo mandò una squadra di inviati di cui facevano parte Alberto Cavallari e Dino Buzzati, il poeta Eugenio Montale e il prete ambrosiano Ernesto Pisoni. Don Pisoni solennizzò la portata ecumenica del viaggio e «l'importanza per gli anni futuri» dell'incontro di Montini con Athenagoras. Alla prosa sensitiva di Dino Buzzati toccò descrivere il clima in cui i cristiani di Terrasanta vissero l'evento: «Ore magiche in Galilea: si aspetta un qualcosa mai accaduto in duemila anni». «Terra di Dio» fu intitolato un editoriale di Eugenio Montale che l'ultimo giorno della visita narrò con «brevi note affidate al telegrafo» la «impressione di eternità» che aveva ricavato dai luoghi e dai cibi conosciuti durante quella trasferta. Alberto Cavallari descrisse i «momenti di paura» che si ebbero nel tragitto tra la Porta di Damasco e il Santo Sepolcro: «Uomini urlano da ogni tetto. A un certo punto la situazione diventa caotica: per sottrarlo alla pressione della folla il Pontefice viene fatto sostare in una cappellina dove si trattiene per 25 minuti». Era la Cappella della sesta stazione della Via Crucis, quella dell'incontro di Gesù con la Veronica. In quel «ricetto», trovato dal papa nel luogo dove Cristo era stato «assistito » da una donna, Vittorio Gorresio altro cronista d'eccezione di quell'impresa papale ravvisò «il senso arcano del sacro ricorrente». Un testimone oculare Domenico Del Rio descriverà così quella scena drammatica: «Musulmani e cristiani esplodono in un entusiasmo incontenibile e tutta una massa di persone ondeggia verso il papa. Paolo VI, serrato tra gli uomini della Legione araba, che a un certo punto lo alzano con le braccia, pressato tutto intorno dalla folla, sale a piedi la Via dolorosa. Le donne gli gettano fiori dalle finestre. Un petalo di rosa gli si appiccica sulla fronte. Montini è felice». Paolo VI aveva annunciato l'idea del «pellegrinaggio» ai padri conciliari, in San Pietro, il 4 dicembre 1963: «Vedremo quel suolo benedetto, donde Pietro partì e dove non ritornò più un suo successore». Il viaggio avviene con un DC8 dell'Alitalia, che la mattina del 4 gennaio porta il papa ad Amman. Re Hussein di Giordania appassionato di aeronautica presiede alle operazioni di atterraggio dalla torre di controllo e poi segue dall'alto, in elicottero, il corteo di macchine che conduce il papa a Gerusalemme. Lungo il percorso avviene una sosta al «luogo del battesimo di Gesù», dove il papa secondo un titolo del Corriere «scende sulle rive del Giordano appoggiandosi a due musulmani». Gerusalemme era allora divisa tra una parte israeliana e una parte giordana. Il Santo Sepolcro e la residenza del «delegato apostolico», dove il papa dormì due notti, erano in territorio giordano. Al momento del passaggio in territorio israeliano, il giorno 5, Montini fu salutato dal presidente Zalman Shazar al quale si presentò come «pellegrino della pace, venuto per pregare». Al rientro a Roma, il papa fu accolto a Ciampino dal presidente Antonio Segni e ci fu un trionfo di folla per le strade, mostrato in diretta dalla televisione. «Ho avuto la fortuna di abbracciare, dopo secoli e secoli, il Patriarca di Costantinopoli», confidò emozionato alla folla di piazza San Pietro. Luigi Accattoli

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Alitalia scommette su Venezia Il Marco Polo guarda a Shanghai (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 08-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 08/05/2009 - pag: 35 L'accordo Alitalia scommette su Venezia Il Marco Polo guarda a Shanghai DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA Un memorandum d'intesa per rilanciare l'aeroporto «Marco Polo». Le parti ieri a Palazzo Balbi erano rappresentate da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli (presidente e amministratore delegato di Alitalia), da Giancarlo Galan (governatore del Veneto), Massimo Cacciari (sindaco) ed Enrico Marchi, (presidente della Save, che gestisce l'aeroporto), il manager che, con ostinazione, ha fatto pressing affinché la nuova compagnia considerasse il Veneto e Venezia un mercato chiave. L'obiettivo è centrato. Anche se il memorandum dovrà superare la prova dei fatti. In altre parole, il libro dei sogni presentato da Marchi («Venezia, terzo scalo dopo Roma e Milano, è matura per una crescita esplosiva»), pur con una buona accoglienza («Il vostro aeroporto è efficiente e va preso a modello», dice Colaninno), in gran parte, resta tale. Per il momento, Alitalia s'impegna a sviluppare nuovi collegamenti nazionali verso Centro-Sud e isole (anche con tariffe quasi low-cost), nuovi voli interni e in Europa, in collaborazione con i partner italiani della compagnia. Ancora: a potenziare le tratte tra il «Marco Polo» e i principali hub dell'alleanza SkyTeam: Roma, Parigi, Lione, Amsterdam, Praga, Mosca e Atlanta. Sui voli intercontinentali, Sabelli non si sbilancia: «Si analizzeranno le opportunità di crescita». Eppure Marchi profetizza che, entro il 2010, il «Venezia-Shangai sarà inaugurato». Con i vettori della China Southern Airlines. I boss della compagnia, in compenso, assicurano offerte integrate e campagne di marketing per promuovere la Laguna e il Veneto. Nel 2009, Alitalia e Venezia in tandem prevedono di movimentare 1 milione di passeggeri. Roberto Colaninno Marisa Fumagalli

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(sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 08-05-2009)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA - Disservizi, ritardi, organici largamente insufficienti. Ma «conti migliori del previsto». Intervista a Paolo Maras (segretario SdL) «Il peggio deve ancora venire: Cai è un modello contro i diritti del lavoro» Francesco Piccioni Ritardi, manutenzione incerta, disservizi, carenza di organico. Alitalia torna in prima pagina, ma con i conti - spiega il socio di riferimento, Jean-Cyril Spinetta, presidente di air France - «al di sopra delle attese». Ne parliamo con Paolo Maras, segretario nazionale dell'SdL-trasporto aereo, steward ora in cassa integrazione. Quanti problemi ha la «nuova» Alitalia? Che si faccia il bilancio dei primi 100 giorni è doveroso, ma era già noto che i problemi principali - ritardi, inefficienze, organici e condizioni del lavoro - fossero irrisolti. Non a caso avevamo sempre detto che attraverso questa operazione non passa solo la trasformazione da Alitalia a Cai, ma un treno micidiale addosso a diritti, conquiste, condizioni di lavoro. E anche una visione diversa da quella di una compagnia di bandiera, che presuppone comunque un interesse dello Stato nel garantire servizi ai cittadini. Oggi vediamo anche Formigoni e Castelli strapparsi i capelli per Malpensa, dove non funzione più nulla e i passeggeri rimangono a terra. Certo, se gli organici sono insufficienti, sia a bordo che a terra, succede questo. Eppure si era detto che si voleva creare una compagnia grande, forte e «italiana». Fin dall'inizio l'obiettivo era di tenere bassissimi i costi e il personale ridotto all'osso, confezionando un pacchetto appetibile per il migliore offerente. Che in Cai sappiamo essere «mister 25%», ovvero Air France. Che ora dice - traduco - «come fate a ottenere risultati superiori alle aspettative»? In Francia sequestrano i manager, qui avete distrutto sindacato e lavoratori e nessuno dice niente... Previsioni fosche per i vostri colleghi francesi... Appunto. In secondo luogo, Spinetta ha sollevato la politica italiana e il governo (quello che diceva «ai francesi, mai») da ogni responsabilità per la cattiva gestione precedente alla vendita. L'unico «colpevole» è stato trovato nel sindacato. Tutti, senza eccezione. Noi siamo convinti che il peggio debba ancora arrivare. Il «problema Alitalia» non c'è più, come la monnezza napoletana. Ma se si pensa che deve ancora la fusione effettiva tra le cinque aziende che compongono oggi la nuova Alitalia, è facile prevedere nuovi «esuberi» causati da queste sinergie. Ma se già ora nell'«operativo» gli addetti sono pochi... Se una macchina che ha bisogno di quattro assistenti di volo la fai partire con soltanto due, la legge della «sinergia» funziona anche in quel caso. I numeri delle assunzioni fatte sono fortemente squilibrati rispetto agli stessi impegni iniziali. Gli assistenti di volo - a quattro mesi dalla partenza - sono sotto organico di oltre 400 unità. Si parla ora di 190 assunzioni, che non coprono le necessità. Le politiche del trasporto dipendono sempre più dalle scelte europee. Come si fa a tenere il punto del conflitto senza una qualche sponda politica? La vicenda Alitalia è andata come è andata proprio perché c'è una desertificazione della politica. C'è necessità di riportare competenze vere, non ideologiche - insomma esperienze vissute, «sapere di che si parla» - dentro certe istituzioni. Per esempio, credo che la scelta di Andrea Cavola, mio compagno di lotte per oltre 20 anni - di candidarsi come indipendente con Rifondazione, sia assolutamente giusta. La sensazione di questi anni è che non importa quanto tu abbia ragione, quanti lavoratori hai dietro; tutto il sistema - anche l'informazione, con poche eccezioni - si muove a tutela degli interessi del «grande capitale». Basta vedere il ruolo politico-mediatico del ministro Matteoli: di scioperi nel trasporto non si parla più, nemmeno a livello di annuncio, perché ogni giornalista sa che tanto lui li vieta sempre, con la precettazione.

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UN'ALTRA INDISCREZIONE DI STAMPA, SEMPRE DALLA GERMANIA. E PER LA SECONDA VOLTA IN 48 ORE è... (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Un'altra indiscrezione di stampa, sempre dalla Germania. E per la seconda volta in 48 ore è bufera sulla Fiat che nell'ambito dell'operazione Opel-Gm avrebbe previsto la chiusura di due stabilimenti in Italia, uno al Nord e uno al Sud. Dopo il Franfurter Allgemaine Zeitung, ieri è il quotidiano economico Handelsblatt a ritornare sull'argomento, parlando di un documento di 46 pagine preparato dal Lingotto e contenente i tagli. Si tratterebbe del «progetto Phenix» (curiosamente lo stesso nome, fenice in italiano, del piano Cai per Alitalia), un progetto di riassetto del nuovo gruppo nel quale, oltre al taglio dei due impianti italiani, subirebbero ridimensionamenti anche fabbriche tedesche, svedesi e inglesi ma garantirebbe un risparmio di un miliardo. Torino, che martedì aveva smentito con un comunicato ufficiale la notizia, ieri ha preferito il silenzio. Un no comment che sindacati, enti locali e forze politiche hanno interpretato come un segnale, una sorta di conferma. Inevitabili, perciò, polemiche e preoccupazioni. Anche il governo se n'è fatto interprete: il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola in una lettera al presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo e all'ad Sergio Marchionne ribadisce la «centralità delle fabbriche italiane» nell'ambito della trattativa che punta all'acquisizione di Opel e che pure va incoraggiata. Scajola annuncia a breve un tavolo con azienda e sindacati ma questi ultimi hanno già respinto al mittente, vero o presunto, qualsiasi ipotesi di riduzione produttiva e occupazionale. «Si aprirebbe un pesante conflitto sociale» dice la Fiom Cgil, impegnata al pari delle altre sigle ad organizzare la manifestazione nazionale dei lavoratori Fiat già prevista per il 16 maggio a Torino. Ma anche Cgil-Cisl-Uil e Ugl chiedono un confronto immediato con il gruppo. L'articolo di Handelsblatt non specifica quali impianti rischierebbero la chiusura. Si parla da più parti di Mirafiori e di Pomigliano in Campania (o di Termini Imerese in Sicilia), ma le perplessità non mancano. A Torino fanno notare che Mirafiori è l'unico impianto di assemblaggio nel Nord di Fiat auto e privarsene sarebbe un controsenso alla luce almeno delle dichiarazioni di Marchionne dell'ultima settimana. Per Pomigliano il discorso è diverso: da tempo sindacati e enti locali nutrono forti dubbi sul futuro della fabbrica alla luce della mancanza di nuove mission produttive (dopo la 159 mancano nuovi progetti) e della dura cassa integrazione, che in pratica si protrae da 5 mesi con brevissime sospensioni. Ma nel contempo si osserva che proprio a Pomigliano la Fiat ha investito molto per la riconversone dello stabilimento e la formazione del personale (5mila unità): soldi improvvisamente inutili? L'azienda, pur nel silenzio ufficiale, osserva che i problemi italiani c'erano anche prima della trattativa per Opel e che lo stesso Marchionne ne aveva parlato a dicembre 2008, annunciando la strategia di Fiat per resistere alla crisi internazionale, e nel cda di aprile dopo l'approvazione della trimestrale. Di sicuro la trattativa per Opel non è affatto in discesa. Non a caso, a prescindere dalle anticipazioni dei media tedeschi, il titolo in Borsa ha conosciuto un andamento negativo, cedendo alla fine delle contrattazioni il 5,2%, giustificato peraltro in gran parte dalle prese di beneficio doppo i forti rialzi dei giorni scorsi. Il vicepresidente della Fiat John Elkann ribadisce che il matrimonio con Gm darà vita «a un protagonista europeo del settore auto» e Marchionne in un'intervista all'Economist conferma che il progetto prospettato al governo di Berlino non prevede altri debiti ma solo risparmi. L'ad sarà di nuovo oggi in Germania per proseguire gli incontri preliminari: a Francoforte vedrà i vertici politici dell'Assia, la regione che ospita l'impianto più grande della Opel e che non guarda di buon occhio l'eventuale accordo con gli italiani. Ma anche il governo tedesco è al lavoro: la Merkel pensa ad un piano B, garantendo cioè iniezioni di liquidità contro un'eventuale insolvenza della casa madre americana, la General Motors. Ed è sempre a Gm che portano tutte le strade. Secondo il New York Times, la casa di Detroit - quattro anni dopo avere pagato 2 miliardi di dollari per disincagliarsi dalla partnership con Fiat -, sarebbe interessata ad acquisire una quota nella nuova società (quella nata dallo scorporo di Fiat auto e comprendente anche Chrysler e Opel) «in cambio delle proprie attività in America Latina, Sudafrica e in Europa». Secondo il giornale, Marchionne sarebbe disposto a cedere a Gm meno del 10%, ma Gm punterebbe ad almeno il 30%. Per ora la distanza è ampia ma non si pouò dire. Lo scenario è complesso. Fiat è interessata al mercato sudamericano di Gm ma non intenderebbe sborsare un euro per raggiungere l'accordo. Si affiderebbe, cioè, al mercato azionario per finanziare l'operazione pur sollecitando il governo tedesco ad assicurare un prestito ponte di 5-7 miliardi. n.sant.

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ROMA. ALITALIA, SULLA SCIA DI FERROVIE, A CACCIA DI CLIENTI LOW COST. DAL 13 MAGGIO, PARTE L'OFFERTA... (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Roma. Alitalia, sulla scia di Ferrovie, a caccia di clienti low cost. Dal 13 maggio, parte l'offerta di voli nazionali e internazionali a tariffe flessibili negli orari meno richiesti, cioè dalle 10-11 fino alle 16-17. L'annuncio arriva da Venezia, dove per l'aeroporto Marco Polo, terzo scalo per Alitalia dopo Roma e Milano, sta per aprirsi un'ampia rete di collegamenti. Il nuovo passo è stato illustrato dal presidente, Roberto Colaninno, e dall'amministratore delegato, Rocco Sabelli, che hanno firmato un'intesa con il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari e il presidente di Save (la società di gestione dello scalo), Enrico Marchi, per lo sviluppo della compagnia e dei partner dell'alleanza SkyTeam. La scelta, ha spiegato Colaninno, è determinata, tra l'altro, dal valore turistico della città e dal tessuto industriale e culturale dell'intero Veneto. Quindi, l'obiettivo è portare il turismo da tutto il mondo nel Veneto e le imprese del Nord est nel mondo. Alitalia svilupperà presto da Venezia nuovi collegamenti con il centro-sud e le isole dell'Italia. Poi potenzierà la rete con collegamenti tra Venezia, Roma, Parigi, Lione, Amsterdam, Praga, Mosca e Atlanta (Usa) e altre città del Nord America e dell'Asia.

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L'Alitalia, le assistenti e la battaglia del notturno (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Focus data: 09/05/2009 - pag: 11 Il caso L'Alitalia, le assistenti e la battaglia del notturno ROMA Dall'inizio di quest'anno le mamme lavoratrici della nuova Alitalia con figli fino ai 3 anni di età, non usufruiscono più, come è accaduto fino al dicembre 2008, dell'esonero dal lavoro notturno. Racconta Mirella, 42 anni, assistente di volo, una bambina di un anno e mezzo e due figli di 10 e 14 anni nati da un precedente matrimonio: «La situazione per me è diventata difficile. Con una bambina così piccola devo assentarmi a volte anche per 5 giorni di seguito perché i nostri turni comprendono avvicendamenti con 3-4 notti fuori casa. Dormo in albergo per poi riprendere il turno la mattina seguente ma stare fuori così a lungo con una bambina tanto piccola è davvero dura». Nel suo caso, il problema è raddoppiato perché anche il marito, Bernardo, fa l'assistente di volo e sta fuori fino a 5 giorni. La vicenda nasce da un'interpretazione della normativa europea che, riguardo al comma uno dell'articolo 53 della legge 151 sulla tutela della maternità, ha raccomandato all'Italia di superare il concetto di divieto assoluto di lavoro notturno per le donne dal momento in cui rimangono incinte fino al compimento del primo anno di età del bambino. Dice in sostanza l'Unione europea: il divieto di lavorare di notte, nel caso le condizioni di salute lo permettano e le mamme stesse se la sentano, è discriminatorio perché il lavoro notturno consente di guadagnare di più. Di conseguenza le donne devono poter scegliere se lavorare di notte oppure no. Su questo punto il governo è intervenuto dichiarando l'intenzione di modificare la legge nel senso indicato dall'Unione europea. I pronunciamenti dell'Ue e del governo italiano, seguiti da una sentenza di un tribunale italiano che per la prima volta ha dato torto ad un lavoratore della vecchia Alitalia su questo punto, hanno di fatto consentito alla nuova Alitalia di non far valere più la norma dell'esonero dal lavoro notturno per le mamme con figli fino a 3 anni di età e per le mamme uniche affidatarie, quindi separate o single, con figli fino a 12 anni di età, oltre che per i genitori di bambini disabili. Da gennaio l'Alitalia non applica più il secondo comma dell'articolo 53. Ma le mamme e i sindacati protestano. Di pochi giorni fa è una nuova denuncia della vicenda da parte della Cgil. «Noi continuiamo la nostra battaglia dice Mirella . Cerchiamo interlocutori politici, abbiamo chiesto al sottosegretario Gianni Letta di essere ricevute. Tutte le altre mamme lavoratrici con figli fino a 3 anni possono scegliere di non lavorare di notte, e sono quindi tutelate dalla legge, e noi no». M. Io.

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Rischio scioperi, Alitalia chiama i sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 09/05/2009 - pag: 31 Sul tavolo anche la fusione con Air One Rischio scioperi, Alitalia chiama i sindacati ROMA ( a. bac.) Alitalia apre al dialogo con i sindacati. Alla vigilia dell'estate, con i dati di regolarità e puntualità ancora da migliorare, l'amministratore delegato Rocco Sabelli, rilancia il confronto con Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl sulla piattaforma unitaria da questi presentata sull'integrazione Alitalia e AirOne. «La piattaforma mi pare ampia e seria - ha detto il manager - . Su questa base, da parte nostra c'è una grande voglia di dialogo, anche perché quello che il nostro personale ha dato in questi primi quattro mesi di vita di Alitalia Cai è stato un contributo serio, prezioso, professionale». Martedì si apre il primo confronto sulla fusione delle compagnie: due i temi caldi, l'armonizzazione dei contratti dei due vettori e gli eventuali esuberi. Secondo indiscrezioni, in forse c'è il rinnovo dei contratti di 800 dipendenti Alitalia e 200 AirOne, tutti precari. Sulla trattativa pesa l'esposto in Procura presentato dalla Filt-Cgil sulla tematica delle mamme monoaffidatarie di minore rimaste prive dell'esonero notturno. I sindacati infine ritengono che il livello salariale effettivo sia molto inferiore a quello previsto dagli accordi firmati. L'amministratore delegato di Alitalia Rocco Sabelli rilancia il confronto con il sindacato

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lavoro, la rabbia in piazza (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Napoli Sit-in all´aeroporto davanti all´azienda. I dipendenti della Tirrenia in crisi: si mobilitino la città e la Chiesa Lavoro, la rabbia in piazza Protesta Atitech a Capodichino. Pomigliano, tensione in Fiat Atitech, Fiat, Atitech, Tirrenia e Alcatel: si inaspriscono le vertenze, e la rabbia va in piazza. Ieri protesta dei dipendenti e dell´indotto Atitech a Capodichino: minaccia di altre 48 ore di sciopero nei prossimi giorni per tutti i lavoratori di Alitalia-Cai. E alla Fiat di Pomigliano sale la tensione dopo le voci di tagli. I lavoratori della Tirrenia: si mobilitino la città e la chiesa. ROBERTO FUCCILLO A PAGINA II E III

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atitech, ritorna la protesta - roberto fuccillo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Napoli Atitech, ritorna la protesta Sit-in a Capodichino. All´Alcatel 900 posti a rischio Appello alla città e alla chiesa dei lavoratori della Tirrenia: "Sciopero nazionale di tutto il settore trasporti" ROBERTO FUCCILLO A Capodichino, la questione Atitech è lungi dall´essere risolta. Ieri davanti alla sede dell´azienda hanno incrociato le braccia i lavoratori dell´indotto, dipendenti delle ditte addette alle pulizie e al lavaggio degli aerei. Una cinquantina di persone, che ricevono ormai lo stipendio a singhiozzo, segno delle difficoltà finanziarie della stessa Atitech, i cui dipendenti hanno peraltro solidarizzato con gli altri lavoratori. Situazione dunque incandescente, mentre a Fiumicino l´amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, si dice fiducioso delle mosse con le quali il commissario liquidatore di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha intrapreso la via del salvataggio di Atitech. Ma, dopo la chiusura del bando, è ora in corso la "due diligence", ovvero l´accertamento delle reali condizioni dell´azienda da parte della cordata di acquirenti guidata dal leader degli industriali napoletani Gianni Lettieri. è solo a conclusione di questo accertamento che verrà formalizzato l´acquisto da parte della newco. Nel frattempo i sindacati nazionali, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, si preparano, anzi richiamano per l´ennesima volta il governo al rispetto dei vecchi patti su Atitech e Ams, e mettono sul tappeto 48 ore di sciopero per tutti i lavoratori Alitalia-Cai e Airone. E lunedì convocano a Roma un incontro con tutte le sigle rappresentate in azienda, nel tentativo di cominciare a elaborare una piattaforma unitaria. Ma è il caso Fiat a tenere banco, con i rischi paventati per Pomigliano. Ieri sulla questione sono intervenuti il leader Cgil Guglielmo Epifani e quello dell´Ugl Renata Polverini, mentre a Pomigliano le rappresentanze sindacali unitarie chiedono un tavolo col governo e l´azienda per capire dove si va a parare. Forte la preoccupazione anche a Battipaglia per il destino della Alcatel, oggetto ieri di una audizione presso la terza commissione del consiglio regionale. Caso sollevato dal consigliere dell´Idv Francesco Manzi e accolto dal presidente Giuseppe Sarnataro (Pd). Secondo Manzi «è evidente che la proposta dell´azienda, di cedere le attività ad un gruppo di manager e a non meglio precisati imprenditori locali, è del tutto inaccettabile». In ballo il destino di circa 500 lavoratori, più 400 di indotto, una cui delegazione sottopose la vicenda anche a Dario Franceschini in occasione del suo viaggio in treno da Eboli e Salerno. E proprio Franceschini presenta una interrogazione, firmata anche da altri parlamentari pd (Iannuzzi, Cuomo, Graziano, Bonavitacola, Vaccaro) per chiedere al ministro Scajola di scongiurare la reiterata minaccia di chiusura o delocalizzazione dello stabilimento. Infine la Tirrenia. Qui a intervenire è il leader nazionale della Uil Luigi Angeletti, per incassare l´incontro convocato a Roma dal ministro dei Trasporti Altero Matteoli il 13 maggio: «Un primo passo nella direzione indicata». Si tenta di intervenire sulla ipotizzata privatizzazione del gruppo. Ma intanto i suoi lavoratori continuano a denunciare che la scomparsa di Tirrenia lascerà le isole del Sud e naturalmente Napoli prive di un vettore pubblico. Di più: lanciano un appello alla città di Napoli e alla chiesa per una mobilitazione generale e chiedono la convocazione di uno sciopero nazionale generale di tutto il comparto del trasporto marittimo.

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si rompe gomma al decollo rientro d'emergenza a fiumicino (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina XII - Roma E nello scalo romano ore d´attesa per 54 turisti diretti nel Mar Rosso Si rompe gomma al decollo rientro d´emergenza a Fiumicino Un MD80 Alitalia diretto a Napoli è stato costretto a rientrare ieri mattina a Fiumicino per la rottura di una gomma avvenuta durante le fasi di decollo. Il forzato dietrofront, avvenuto in piena sicurezza, non ha avuto alcuna conseguenza né per l´aereo né per i 126 passeggeri a bordo più i cinque membri d´equipaggio. Come da procedura, una volta presa quota sul mare, il comandante del volo AZ1263 ha chiesto di rientrare in emergenza nello scalo romano. Lungo la pista, per seguire l´arrivo dell´MD80, sono stati schierati numerosi mezzi di soccorso dei vigili del fuoco e ambulanze. Raggiunto il parcheggio, l´aereo è stato quindi fermato per essere sottoposto alle necessarie riparazioni, mentre i passeggeri sono ripartiti per Napoli con un altro aeromobile dell´Alitalia decollato alle 13. Altri disagi si sono registrati sempre ieri a Fiumicino dove un gruppo di 54 turisti, con alcuni bambini al seguito, sono rimasti per ore bloccati in attesa di poter partire alla volta di Marsa Alam, nel Mar Rosso, con un volo della compagnia Air Memphis.

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alitalia scarica genova, scatta la protesta (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Genova Alitalia scarica Genova, scatta la protesta POCO meno di trenta voli cancellati da inizio anno, ore e ore di ritardi sui voli, rabbia crescente dei passeggeri che prendono di mira i pochi dipendenti Alitalia ancora rimasti a difendere la posizione. Ivano Bosco, segretario genovese della Filt-Cgil, annuncia che da lunedì salirà il livello della protesta. «Oggi ci sono soltanto quattro dipendenti a tempo indeterminato - spiega il sindacalista - Poi c´è un gruppo a tempo determinato, fino al 13 luglio. E tutti gli altri in cassa. Così spesso resta una sola persona in servizio, come quella che venerdì sera ha dovuto subire gli insulti dei passeggeri esasperati da oltre due ore di attesa». MASSIMO MINELLA ALLE PAGINE II E III

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merlo: "aerei e binari, stavolta si cambia l'obiettivo è quello di affidarsi ai privati" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina VI - Genova Il presidente dell´authority e le due emergenze esplose all´ombra della Lanterna: il futuro passa dai bandi di gara Merlo: "Aerei e binari, stavolta si cambia l´obiettivo è quello di affidarsi ai privati" "Per far crescere i traffici aerei e ferroviari servono azionisti capaci, come per i porti" "Dobbiamo uscire dai confini portuali e puntare al servizio diretto fino ad Alessandria" «La vicenda della Culmv rappresentava uno dei nodi sociali da risolvere. Gli altri due sono la sicurezza e le manovre ferroviarie. Con il ritorno al lavoro dei dipendenti della Ferport ritengo che si siano posti le condizioni per la ripresa del dialogo che ci porterà a trovare una soluzione definitiva». Luigi Merlo, presidente dell´authority, riflette sulle nuove emergenze della Lanterna: l´aeroporto, di cui è l´azionista di riferimento, e le manovre ferroviarie, che riprendono domani a lavorare. Presidente, Genova ha ormai deciso di aprire una vertenza con Alitalia per il servizio reso. Qual è secondo lei il problema di fondo? «Ci sono carenze di mezzi e di personale. Non a caso, mi risulta che l´Enac abbia aperto procedure di approfondimento su alcuni collegamenti». E voi come vi attrezzate? «Lavoriamo per trovare altre compagnie che possano affiancarsi ad Alitalia». Continuate a pensare alla privatizzazione dello scalo? «Questa è un´altra partita, ma la strada è ormai decisa. Per noi l´aeroporto va privatizzato. A giugno, in comitato, presenteremo una delibera unica su tutto il riassetto delle partecipazioni, poi andremo alla gara per la scelta dell´advisor e infine la società sarà messa sul mercato. Non ci sono alternative: come per la portualità, servono i privati per far crescere i traffici». Altro nodo da sciogliere, le manovre ferroviarie. «L´azienda ha avuto meno entrate rispetto a quanto previsto e ha subito un decremento dei traffici. L´impressione è che si sia alla conclusione di un´esperienza e questo braccio di ferro con i dipendenti ha reso tutto più eclatante». I dipendenti hanno però annunciato il ritorno al lavoro. «Apprezzo il loro senso di responsabilità e lo ritengo il punto di avvio di un confronto che deve scattare immediatamente. Ci sarà una gara per trovare un nuovo aggiudicatario. A me premeva che la situazione non precipitasse oltre e forse possiamo arrivare a una soluzione». C´erano privati disposti a farsi carico del servizio? «Trenitalia e Messina hanno chiesto l´autoproduzione, ma così la situazione sarebbe stata esplosiva. A fine ottobre c´è la scadenza naturale della concessione del servizio, sfruttiamo questo periodo per pensare al futuro». Che cosa succederà di questo servizio strategico per l´organizzazione dello scalo? «Nei prossimi tre anni dobbiamo completare tutti i lavori dentro al porto, a cominciare dalla nuova galleria del Campasso. In prospettiva bisogna pensare a una svolta del servizio, non più di gestione delle manovre dentro al porto, ma di collegamento anche al di fuori della cinta. Tecnicamente, si parlerà di navettamento». Fino a dove? «Il nostro obiettivo è Alessandria, nel nuovo retroporto». (mas.m.)

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voli tagliati, dipendenti a casa così alitalia cancella genova - massimo minella (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina VI - Genova Voli tagliati, dipendenti a casa così Alitalia cancella Genova Protesta dei sindacati: da domani nuove iniziative di lotta MASSIMO MINELLA Poco meno di trenta voli cancellati da inizio anno, ore e ore di ritardi sui voli, rabbia crescente dei passeggeri che prendono di mira i pochi dipendenti Alitalia ancora rimasti a difendere la posizione. Annuncia Ivano Bosco, segretario genovese della Filt-Cgil, che da lunedì salirà il livello della protesta. «Ci scusiamo in anticipo per il disagio che potremo dare ai clienti dell´aeroporto, ma fin d´ora annunciamo che la misura è colma - racconta il sindacalista - Non possiamo più accettare questo atteggiamento di Alitalia nei confronti di Genova che, alla fine, si scarica sui dipendenti, oggetto di insulti e aggressioni verbali di una clientela ormai esasperata dal servizio. Potremmo anche arrivare a proteste eclatanti». Le tensioni sindacali procedono di pari passo con i disservizi a cui è da mesi costretto il "Colombo", che pure sta faticosamente tentando di reggere all´onda d´urto della crisi. Peccato che da inizio d´anno le cancellazioni di voli genovesi non si sono mai interrotte. Sono state sette a gennaio. E passi perché si era all´inizio della nuova gestione Alitalia. Infatti, a febbraio e marzo le cose erano andate meglio (un volo cancellato a febbraio, due a marzo). Ad aprile, il disastro: quindici voli cancellati. E ieri, 9 maggio, si era già a quota due, concentrate sull´ottavo volo per Roma, partito il 6 maggio e che con due cancellazioni e un ritardo alla partenza di 2 ore e un quarto rischia quasi di essere un volo fantasma. Non è tutto. La vecchia gestione ha lasciato un buco di bilancio nei conti del "Colombo" di oltre tre milioni di euro, i ritardi sui voli creano disagi per i bagagli ed esasperano i clienti che alla fine sfogano la loro rabbia sui dipendenti Alitalia, pochi e sempre più a disagio. La verità è che la nuova gestione ha cercato di assecondare le varie richieste dei territori, potendo però contare sulla stessa coperta, che è sempre corta. «Da sei mesi a questa parte abbiamo visto praticamente di tutto - continua Bosco - Abbiamo sempre denunciato che l´operazione Cai avrebbe finito per declassare Genova, ma averlo detto in anticipo rispetto a tutti gli altri è una consolazione davvero magra». Ciò che scatena la reazione più dura del sindacato è però la riduzione degli organici. «Oggi ci sono soltanto quattro dipendenti a tempo indeterminato, che sono i caposcalo - continua il sindacalista - Poi c´è un gruppo, anche con persone che hanno vent´anni di anzianità, diventato a tempo determinato, fino al 13 luglio. E tutti gli altri sono in cassa. Il risultato è che spesso resta una sola persona in servizio all´aeroporto, come quella che venerdì sera ha dovuto subire gli insulti dei passeggeri esasperati da oltre due ore di attesa. Anche oggi (ieri per chi legge n. d. r.) altri 22 minuti di ritardo sul volo delle 7. Ma ormai chi ci fa più caso?» Così, da domani scatterà la nuova fase della protesta. «Faremo anche dei volantini per spiegare all´utenza quello che sta accadendo, i clienti finiscono per prendersela con quelli che ci sono, ma questa inefficienza aziendale e questa precarietà sono ormai intollerabili - chiude Bosco - E´ ora che anche le istituzioni locali si facciano sentire, perché questi disagi continui colpiscono pesantemente l´immagine della città».

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Scoppia una gomma, atterraggio d'emergenza (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 10-05-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 10/05/2009 - pag: 7 Aereo dell'Alitalia a Fiumicino Scoppia una gomma, atterraggio d'emergenza Momenti di apprensione ieri mattina nei cieli di Fiumicino su un volo Roma-Napoli dell'Alitalia. In fase di decollo all'Az1263, con 126 passeggeri e 5 membri dell'equipaggio, si è rotta una gomma del carrello. Il comandante, raggiunta la quota di sicurezza sul mare, ha chiesto alla torre di controllo di poter tornare indietro: sembra che l'Md80 abbia anche avuto un problema a un motore. L'atterraggio è avvenuto senza problemi con i mezzi dei vigili del fuoco schierati lungo la pista. I passeggeri sono stati trasferiti su un altro volo Alitalia decollato alle 13. Paura Un Md80 come quello rientrato al «Leonardo da Vinci»

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Crisi Malpensa Viaggio nell'aeroporto senza Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 10-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Crisi Malpensa Viaggio nell'aeroporto senza Alitalia L'inchiesta Abbandonato dal governo, così un hub cerca di rivivere ALLE PAGINE 26- 27

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Malpensa è come il bicchiere: mezzo vuoto o mezzo pieno. Dipende. Viaggiando sul trenino che da... (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 10-05-2009)

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ORESTE PIVETTA Malpensa è come il bicchiere: mezzo vuoto o mezzo pieno. Dipende. Viaggiando sul trenino che da Cadorna porta al terminal, percorrendo i saloni dei check in, dopo il de-hubbing, dopo insomma che il sogno lombardo di grandeur è svanito, sembra mezzo vuoto. Ad ascoltare Giuseppe Bonomi, il presidente di Sea, la società pubblica che ha in gestione l'aereoporto, si direbbe che è mezzo pieno e che il rischio è di vederlo traboccare di qui a qualche anno, sempre che si esca dalla crisi, sempre che le rotte vengano liberalizzate e che arrivino investimenti per i collegamenti, per i servizi, sempre che il governo si dia una mossa. L'altro ieri, in audizione alla Commissione trasporti della Camera, Bonomi pare abbia esultato: «Siamo ripartiti: ad aprile abbiamo avuto un primo dato positivo, l'aumento del 7,9 per cento del traffico passeggeri, rispetto al 2008». Si dovrebbe aggiungere che il 2008 è stato l'anno nero e che aprile è stato il mese nero di Alitalia. La sintesi corretta sarebbe: quasi 24 milioni di passeggeri nel 2007, 19 milioni nel 2008, quando sono stati persi poco meno di 8 milioni di passeggeri per il ritiro di Alitalia e se ne sono guadagnati tre milioni grazie ad altri vettori. Il bilancio è questo. Poi si lavora per il futuro e per il futuro c'è chi continua a sperare in Alitalia, come il presidente lombardo Formigoni, che ogni volta con gesto risolutore annuncia: «Parlerò io con Sabelli». C'è chi, come lo stesso Bonomi, ci ha messo una pietra sopra: «Possiamo farcela da soli...». A settembre di un anno fa, quando del domani di Alitalia si sapeva ancora meno di oggi, a Cernobbio, mi aveva detto: «A questo punto possiamo farne a meno». D'accordo con i sindacati. Dice Nino Cortorillo, numero uno della Filt Cgil in regione: «Scelta irreversibile, uscita definitiva, quella di Alitalia. Perchè Malpensa che può togliere qualcosa a Parigi non sta nell'interesse di Air France». Il "padrone" è stato chiaro (in un'intervista a Repubblica): «Malpensa non potrà mai essere ciò per cui è stata disegnata, un hub». Giudizio impietoso (ma fondato) nei confronti dei patrocinatori nordisti della "causa", addirittura feroce nei confronti del maggior propagandista: il governatore Formigoni. Così muore un hub (ecco il de-hubbing), un hub mai nato, eterna ambizione del Nord, alimentata dalla scelta di una sola compagnia, mortificata da sempre per la penuria delle infrastrutture e alla fine dal solito compromesso all'italiana per salvare Fiumicino, consegnata alla dura realtà dall'abbandono di Alitalia che in un anno da mille e 200 è planata a neanche duecento voli settimanali, così che a Malpensa è mancato all'appello un quarto dei voli del 2007: un precipizio, se si pensa che è passato solo un anno, scendendo da poco più di quattromila movimenti settimanali a poco più di tremila. Nello sconforto di politici di varia estrazione, affiliati tutti al centrodestra, che hanno dovuto assistere alla fuga da Malpensa non solo della compagnia di bandiera ma anche di Berlusconi e del suo governo. In silenzio. «Perchè - sostiene Cortorillo - nell'accordo con i francesi ci sta un piano industriale e un piano politico». Per sostenere quest'ultimo e perchè Berlusconi possa presentarsi alle prossime elezioni da salvatore della patria aerea, non si può cambiare una virgola del piano industriale, che è protezionista e basta, taglia la concorrenza e gradisce Malpensa piccolo-piccolo. Alla Lega tocca solo tacere: nello scambio s'è guadagnata la "sicurezza". Niente allora, ad esempio, liberalizzazioni degli slot. I cieli, come è noto, non sono tutti liberi: sono liberi sopra l'Europa dell'Unione e tra l'Europa e il Nord America, per volare verso paesi extra Ue occorre un accordo e l'Italia ovviamente li accordi bilaterali li aveva sottoscritti sempre a nome Alitalia. Nel gennaio scorso l'emendamento salva Malpensa al decreto anti-crisi aveva impegnato il governo a promuovere entro trenta giorni la rinegoziazione. Poco s'è fatto fino ad oggi: due pratiche sbloccate, Cina e Corea del Sud. Niente di fronte alle promesse di una eterna campagna elettorale, evidentemente insufficiente a muovere passeggeri, aerei, compagnie. Insufficienti sono anche le promesse della nuova Alitalia: un paio di voli intercontinentali in più, forse tre. Il piano industriale di Sea individua altre strade, «che il sindacato - non ha timore Cortorillo a riconoscerlo - condivide». Quali sono le strade? Intanto una partnership strategica come quella con Lufthansa, cioè con i tedeschi di una delle più prestigiose compagnie al mondo. Poi il low cost con Easy Jet. Infine il settore cargo, definito «risorsa strategica». In questo senso Malpensa può dire di tentare un primato e rappresenterebbe comunque un'eccezione: Amsterdam fa venti milioni di passeggeri ed è solo un hub, Palma di Mallorca conta altrettanti passeggeri ed è un approdo turistico low cost, l'aereoporto varesino tiene insieme un hub (il progetto di Lufthansa vuole che diventi il suo quarto hub dopo Monaco, Francoforte e Zurigo), il turismo a basso costo e le merci. Ce la farà? Possibile perchè l'andamento del mercato è ovviamente ciclico, ma tendenzialmente sempre in crescita: negli ultimi dieci anni, malgrado tutto, il traffico passeggeri in Italia è raddoppiato. Sul destino di Malpensa potrebbe continuare a pesare la questione mai risolta di Linate: il sistema lombardo (in un sistema "padano" segnato dalla presenza di una infinità di scali nel raggio di pochi chilometri: basti pensare a Orio al Serio) s'è sempre complicato la vita da sè. Linate è lì, aereoporto cittadino, che è in realtà punto di forza nella strategia della nuova Alitalia, perchè può essere una sorta di banca sicura grazie al monopolio (il 70 per cento garantito del traffico) sulla tratta Milano-Roma, perchè non confligge con Fiumicino e tanto meno con Parigi. «Nessuno - spiega Cortorillo - avrebbe interesse a trasformare Linate in un parco giochi. In tutta questa vicenda, superata la crisi internazionale, se il piano industriale avesse successo, Malpensa potrebbe ritrovarsi alla saturazione e Linate potrebbe tornare d'attualità». Se poi l'Expo milanese si farà davvero... Siamo di fronte a una partita incerta: la decideranno i vettori, non chi gestisce il "contenitore". La Sea non può inventarsi altro che il modo per garantire servizi più efficienti e quindi per esaltare una propria attrattività (insieme con tariffe competive: e per ora quelle di Sea sono tra le più basse nell'Unione europea). Ci vogliono investimenti e quindi, come sostiene il sindacato, ci vuole la forza per mantenere una capacità di autofinanziamento. Bonomi ricordava che Sea tra il 2004 e il 2008 aveva investito 541 milioni in autofinanziamento e che tra il 2009 e il 2016 avrebbe investito per un miliardo e mezzo. Conti stretti e difficili, fino all'azzardo. A pagare sono stati ancora i lavoratori (Sea gestisce anche l'handling, cioè tutti i servizi a terra, dallo smistamento bagagli al trasporto passeggeri: tremila dipendenti). Cortorillo conferma che fu la Filt per prima a chiedere il ricorso agli ammortizzatori sociali, una novità. Sono arrivati la cassa integrazione, per alcune migliaia, e anche i pensionamenti: proprio l'altro ieri è stato raggiunto un accordo per 390 lavoratori. accompagnati con incentivi e cassa integrazione. Con un bel risultato: aver strappato l'assunzione a tempo indeterminato per i precari (da più di due anni al lavoro), una volta chiusa la cig. Un risultato in cui si legge una condivisione tra impresa e sindacato. Il centrodestra ha recitato la solita scena: i proclami di Formigoni, quelli della Lega, senza conseguenze di fronte ai progetti di Berlusconi, cioè alla sua propaganda.

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(sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 11-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 11/05/2009 - pag: 20 La legge Il testo approvato dalla Camera introduce i vigilantes contro i dirottamenti «Niente armi sui nostri aerei» L'Ente per l'aviazione civile: sono più rischiose dei terroristi ROMA Gli «sceriffi del cielo» dei quali si parlò subito dopo l'11 settembre perché il loro impiego a bordo degli aerei sembrava fosse la condizione minima per proteggersi dai terroristi tornano alla carica con la ratifica da parte del-- l'Italia del trattato di Prum. Ma proprio ora che l'impiego di agenti armati confusi tra i passeggeri sembra cosa fatta, l'Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, mette le mani avanti: «Vedremo. Dopo aver speso molti soldi per montare le porte blindate alle cabine dei piloti questa ulteriore misura mi sembra inutile», dice con la consueta schiettezza il presidente dell'Enac Vito Riggio. Il quale aggiunge: «Già non eravamo d'accordo subito dopo l'11 settembre perché usare un'arma all'interno di un aereo è un'operazione estrema ». E se invece anche l'Italia dovesse adottare questa misura su alcuni voli ritenuti a rischio? «In ogni caso la certificazione di sicurezza alle compagnie la dovrà dare l'Enac, altrimenti non se ne farà niente», taglia corto Riggio. Dopo il voto della Camera, per la ratifica dell'accordo di Prum per la cooperazione di polizia (Germania, Spagna, Francia, Austria, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e Italia) manca solo un piccolo passaggio tecnico al Senato. Il ddl di ratifica che ha fatto parlare di sé soprattutto per il prelievo coatto del Dna anche ai non indagati messi in relazione con la scena di un delitto nasconde all'articolo 21 i tempi con cui potrà essere messo in piedi anche in Italia un servizio di «sceriffi del cielo»: entro 60 giorni, infatti, le competenti autorità nazionali propongono la stipula di un accordo separato ai sensi dell'articolo 17 del Trattato. La norma condivisa dagli 8 paesi non obbliga a far volare i Marshall armati (come avviene sui voli della El Al, su alcune linee Usa e, ora, sembra anche sui vettori pachistani) ma per la prima volta chiarisce le regole di comportamento: per esempio, «all'uscita dell'aeromobile le armi (senza colpo in canna e con il caricatore sfilato) e le munizioni devono essere inserite in contenitori di plastica trasparenti muniti di sigillo di sicurezza...». Il Trattato, tuttavia, non chiarisce gli standard di addestramento che dovranno essere raggiunti per evitare che un intervento armato a bordo degli sceriffi provochi più danni di quelli eventualmente causati da un dirottamento. E poi c'è la questione economica, insiste Riggio: «Servono agenti particolarmente addestrati per svolgere questo compito. I costi dell'operazione, che dovranno essere sostenuti dalla compagnie, incideranno certamente sul prezzo dei biglietti». Su questo l'Alitalia non ha espresso una posizione ufficiale Dino Martirano

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I bluff del Cavaliere per scalare il Colle (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 11-05-2009)

Argomenti: Alitalia

I bluff del Cavaliere per «scalare» il Colle In Italia vi è uno sbilanciamento di poteri senza precedenti, mentre si imbarbarisce la vita civile e democratica. Il Pd deve parlare alla società MARIA ZEGARELLI In questo anno di governo Berlusconi è avvenuta una mutazione genetica del Paese. Non è più soltanto un problema della politica, delle alleanze tra partiti. Oggi è necessario creare un'alleanza con la società, soltanto così si interrompe l'ascesa dell'imperatore verso il Quirinale». Rosy Bindi, Berlusconi al Colle: ritiene sia questo l'obiettivo del premier? «È nei fatti, già adesso ha reso la nostra una Repubblica presidenziale con uno sbilanciamento dei poteri senza precedenti. E intanto assistiamo all'imbarbarimento della qualità della vita democratica e civile del Paese». Sarà spronato dal grande consenso popolare di cui dice di godere: oltre il 70% secondo gli ultimi sondaggi di Palazzo Chigi. «Quel consenso non nasce da un'azione di governo adeguata ai reali problemi del Paese, attraversato da una crisi economica che l'esecutivo si ostina a negare. Raccoglie i frutti di una cultura che ha alimentato con il suo impero mediatico. Soltanto una settimana fa il premier ha allestito in tutta fretta il salotto di Bruno Vespa per parlare, senza contradditorio, delle sue vicende. Non mi stupisce questo, mi stupisce l'imbarazzo della stampa». Guardiamo il programma elettorale di Berlusconi: l'Italia si è rialzata? «L'Italia rischia di essere in ginocchio, altro che. Certo, la responsabilità non è soltanto del governo, questa è una crisi che ha investito tutto il mondo, la differenza è che da noi l'esecutivo non interviene». Il piano casa per i giovani era un impegno primario. Che ne dice di quello a cui stanno lavorando governo e regioni? «L'annuncio elettorale è stato un grande bluff. Se le Regioni non avessero contestato il piano e il terremoto non avesse rivelato il paradosso di quello che Berlusconi voleva fare ci saremmo ritrovati con un manifesto di misure pericolose che aumentavano le diseguaglianze tra chi ha una casa e chi no. In quel cosiddetto piano casa non c'erano soldi che non fossero quelli già stanziati dal governo Prodi». L'altra promessa: meno tasse per tutti. Ci riuscirà ad abbassarle? «Questa è una delle maggiori lacune: abbassare le tasse in tempo di crisi vuol dire aiutare davvero le famiglie, invece di fronte all'aumento del 500% della cassaintegrazione pensano a detassare gli straordinari. Il programma elettorale di Berlusconi era un programma per un altro Paese, per un'altra epoca della storia». Come se lo spiega allora, che il giudizio della maggioranza degli italiani resta positivo? «I sondaggi non dicono tutto ma dobbiamo suonare una campana d'allarme. Il paese è profondamente cambiato, bisogna riallacciare un dialogo vero, Gli italiani forse ancora non hanno capito, ad esempio, che la vicenda Alitalia la pagheremo tutti a lungo; che la questione rifiuti è tutt'altro che risolta, esploderà di nuovo a breve, è evidente che la Campania ancora oggi resta la discarica del paese. Arriviamo al terremoto: grandi promesse, parrucchiere, tailleur alle signore. Nessuna certezza sui tempi della ricostruzione e presto vedremo anche gli effetti dei tagli strutturali al welfare». Che ne pensa della "crisi" tra Pdl e Chiesa? «Su quel fronte la luna di miele sta finendo, la Chiesa cattolica non approva la politica della maggioranza sull'immigrazione». I cattolici però sono ancora in luna di miele. «I cattolici sono diventati italiani come gli altri elettori, ma diamo tempo al tempo». Il Pdl è convinto che questa linea porti popolarità. «Berlusconi cavalca le paure di fronte alla sfida globale della società multietnica e sparge ottimismo di fronte alla crisi. In entrambi i casi copre l'inadeguatezza dell'azione di governo e con la propaganda alimenta il consenso sulla sua persona e la maggioranza». Intervista a Rosy Bindi

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Due sconfitte di misura per l'Elettra Energia (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 12-05-2009)

Argomenti: Alitalia

BASEBALL.A PATERNO' Due sconfitte di misura per l'Elettra Energia In serie A2, l'Elettra Energia torna da Paternò con due immeritate sconfitte dopo aver giocato alla pari con la capolista, anzi meglio. Il Novara ha battuto molto di più collezionando 15 valide (su Torres) contro 9 nella prima partita ed addirittura 13 (su Quintero e Piovan) contro 5 nella seconda. Come si possono quindi spiegare le due sconfitte agli extrainning (7-6 e 5-4) per un punto? Ci sarebbe da obiettare sull'operato arbitrale apparso decisamente «partigiano». Occorre anche evidenziare che il viaggio aereo, due ore di ritardo dell'Alitalia, ha costretto la squadra ad arrivare allo stadio direttamente dall'areoporto, tra l'altro senza pranzare, scendendo in campo (nel primo incontro) praticamente senza riscaldamento. Le due partite, malgrado la doppia sconfitta, devono aver comunque dato ai giocatori del Novara la convinzione della loro forza; non si battono 27 valide sui lanciatori del Paternò se non si possiede potenzialità e qualità del gioco. Qualcosa va ancora registrato, è vero; tuttavia questa sconfitta deve essere il classico spartiacque della stagione. La classifica è cortissima: la seconda in classifica ha perso due sole partite meno del Novara e basterebbe una doppia vittoria con il Verona sabato prossimo per riportare la squadra del presidente Peveroni in una posizione di classifica più in linea con il valore della squadra. \

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Presentata la hostess Alitalia candidata (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 12-05-2009)

Argomenti: Alitalia

ITALIA DEI VALORI Presentata la hostess Alitalia candidata Tappa astigiana per Maruska Piredda, l'assistente di volo di «Alitalia» candidata alle Europee con l'Italia dei valori, il movimento politico di Antonio Di Pietro. Affiancata dal coordinatore provinciale Mario Colucciello e dal capogruppo in Comune Alberto Pasta ha presentato il suo programma: particolare attenzione alla lotta al precariato.

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Le mani del governo sul cinema Cinecittà si prende l'Istituto Luce (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 12-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Le mani del governo sul cinema Cinecittà si «prende» l'Istituto Luce GABRIELLA GALLOZZI Cinecittà ultimo atto. O quasi. Ieri è stata ufficializzata l'ultima «annessione» nella Holding dell'ultima controllata, lo storico Istituto Luce. Dopo l'incorporo di Film-Italia, l'agenzia di promozione del cinema, e la «cessione» delle sale del circuito Mediaport, una delle voci eternamente in passivo della Holding. Nasce così Cinecittà-Luce spa con presidente il produttore Roberto Cicutto e amministratore delegato Luciano Sovena, già presidente del Luce. Nel cda siedono Nicola Porro, vicedirettore del Giornale di casa Berlusconi, lo psicologo Roberto Cadonati e l'avvocato Massimo Biasotti Mogliazza. Si porta così a termine la «missione» di «razionalizzazione» voluta dal ministro per i Beni culturali Bondi per il gruppo del cinema pubblico. Ma si ristruttura senza prospettive concrete, a parte le indicazioni sulla carta. C'è la direttiva del ministro ma non ci sono né fondi, né progetti di sviluppo. È da queste preoccupazioni che parte l'interrogazione parlamentare rivolta a Bondi dal senatore Pd Vincenzo Vita e firmata insieme ai senatori del Pd Follini, Vittoria Franco, Antonio Rusconi, Mariapia Garavaglia, Marcucci e Ranucci. Nell'interrogazione si fa notare che l'attività della Holding «è ferma da oltre un anno; le opere prime prodotte e coprodotte, a causa della penuria di investimenti, vengono distribuite al di sotto delle potenzialità e le risorse a disposizione di Cinecittà servono quasi esclusivamente a coprire i costi fissi». UNA VICENDA TIPO ALITALIA I parlamentari sottolineano che «i nuovi organi societari di Cinecittà dovrebbero provvedere, secondo le decisioni ministeriali, alla riorganizzazione della struttura e alla definizione di un piano di attività, mantenendo i livelli occupazionali, e che tutto ciò potrebbe configurare un problema di posizione dominante per Medusa, in quanto il circuito di Multiplex della Warner è stato appena venduto ad una società che vede insieme Benetton e Mediaset/Medusa». Di tutto questo si chiede conto al ministro. A fronte di quella che potrebbe rivelarsi una piccola vicenda Alitalia del cinema. «Non mi convince - rincara Vita - un'operazione in cui si ravvisa tutta l'inerzia della politica liberista per cui la parte ghiotta di Cinecittà - gli Studios - vanno ai privati e solo la parte più di struttura resta pubblica». E tutto mentre si attende ancora la legge di riforma per il cinema. In questo senso lanciano l'allarme le associazioni di settore e quella degli autori, l'Anac. La posta in gioco è alta. Si parla di quell'Agenzia del cinema, su modello del Cnc francese, che la sinistra vuole completamente autonoma dal potere politico, ma che sembra destinata a un totale controllo del ministro. Nasce Cinecittà-Luce: la Holding, cioè il gruppo di società del cinema pubblico, ha infatti annesso l'Istituto Luce. Bondi porta a termine il suo progetto ma senza prospettive concrete né fondi.

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decollano i voli a basso costo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Genova Scatta la concorrenza ad Alitalia sulla rotta più ambita. Dieci collegamenti al giorno per la Capitale Decollano i voli a basso costo Genova-Roma, da giugno a 45 euro con Blue Panorama Dalla metà di giugno saranno dieci al giorno i voli che collegheranno Genova a Roma. Agli otto di Alitalia e Air One, infatti, si aggiungeranno i due di Blue Panorama, compagnia low cost che offrirà ai genovesi biglietti da 45 euro, tasse incluse, per la tratta d´andata, con la possibilità di usufruire di ulteriori promozioni. L´aereo, insomma, sarà in concorrenza economica con il treno sullo stesso collegamento. MASSIMO MINELLA ALLE PAGINE IX E X

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genova-roma, arriva blue panorama l'aereo diventa meno caro del treno - massimo minella (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Genova Dalla seconda metà di giugno collegamenti con la capitale a 45 euro, tasse incluse Genova-Roma, arriva Blue Panorama l´aereo diventa meno caro del treno MASSIMO MINELLA Due nuovi voli, dalla seconda di metà di giugno, per rompere il monopolio di Alitalia sulla rotta Genova-Roma. Sarà la compagnia low cost Blue Panorama ha lanciare la sfida al gruppo presieduto da Roberto Colaninno, che da pochi giorni ha portato da sette a otto i suoi collegamenti con la capitale. Totale, dieci voli al giorno. Come lo scorso anno, quando prima del matrimonio, Alitalia e Air One viaggiavano ognuno per proprio conto. Ma con orari, tariffe e vettori differenti. L´ex compagnia di bandiera oggi si ferma nella sua nuova veste a otto, mentre Blue Panorama parte da due, evitando giustamente l´effetto-francobollo (senza sovrapposizioni sul concorrente) e tenendo fede alla sua missione "a basso costo". Tasse incluse, si pagherà 45 euro a tratta, mentre alcuni biglietti saranno offerti promozionalmente a 25 euro. Aereo più economico del treno e concorrenza salutare anche per Alitalia, che peraltro da tempo sta promuovendo i collegamenti con Roma con tariffe a prezzo ridotto. La compagnia entrerà in gara sui collegamenti per Roma con aerei da 150 posti (Boeing 737 e Airbus 370) non appena la "macchina" sarà disponibile. Il collegamento scatterà da Roma alle 7,30, arriverà a Genova alle 8,30 e ripartirà per la capitale alle 9, con arrivo alle 10. Partenza da Roma alle 19, arrivo a Genova alle 20, partenza alle 20,30 da Genova e arrivo a Roma alle 21,30. A questo punto l´offerta della mattina si dispiega con quattro partenze fra le 7 e le 9 (7, 7,45, 8,45 e 9 con il volo low cost). SEGUE A PAGINA X

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ora colaninno scommette su venezia e spegne la lanterna - luigi gia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Genova ORA COLANINNO SCOMMETTE SU VENEZIA E SPEGNE LA LANTERNA LUIGI GIA La vicenda dell´aeroporto genovese, con l´acuirsi della crisi in questi ultimi giorni, ha in sé tutti gli ingredienti per diventare un simbolo, negativo, del caotico declino della città. Il Cristoforo Colombo avrebbe tutte le carte in regola per essere uno degli scali più efficienti d´Italia, in grado di erogare servizi di alto livello a una clientela esigente: è sufficientemente moderno, ben attrezzato e meglio ancora servito da infrastrutture (strade, autostrade e, se si volesse, perfino la ferrovia), vicino a uno dei porti più importanti del Mediterraneo. E non si può, oggi proprio no, gettare la croce addosso al management perché sia Guido Arato, presidente dell´aeroporto, che Luigi Merlo, presidente dell´Autorità portuale genovese e socio di maggioranza, sembrano aver fatto più del necessario per resistere e anche migliorare in condizioni, politiche e di mercato, al limite dell´impossibilità. Eppure, nonostante queste premesse, in questi giorni i genovesi sono costretti ad assistere a uno spettacolo economicamente indecente: la "rinata" Alitalia ha dimostrata, dall´inizio dell´anno, di non considerare strategici i collegamenti genovesi. E così, mentre il presidente Roberto Colaninno annunciava con grande enfasi il potenziamento di Venezia, la "sua" Cai continuava a tagliare i voli programmati al Cristoforo Colombo e a ridurre il personale. E questo non è un affare da poco che interessa gli ormai pochi intimi frequentatori dello scalo: ridurre alla stato comatoso l´aeroporto genovese significa tagliare le gambe alla crescita della città, già penalizzata da strade e ferrovie al collasso. E stupisce sempre di più il silenzio che circonda la vicenda, quando tutte le forze politiche (senza distinzione di appartenenza) dovrebbero schierarsi al fianco dei sempre più isolati Arato e Merlo. Una mancanza di sensibilità e di strategia simbolo davvero di una città sempre più isolata e sempre meno potente. l.giarepubblica.it

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MARCO TORIELLO SI CONSUMA UNO STRAPPO NEL FRONTE FINORA UNITARIO DEI SINDACATI ATITECH, CON L
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(sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 12-05-2009)

Argomenti: Alitalia

MARCO TORIELLO Si consuma uno strappo nel fronte finora unitario dei sindacati Atitech, con l'Sdl che per la prima volta si smarca anche a Napoli da Cgil, Cisl, Uil e Ugl e si dice pronta a intraprendere percorsi di lotta separati. La spaccatura è andata in scena ieri a Roma, dove i sindacati confederali e l'Ugl avevano convocato una riunione intersindacale per preparare la strada allo sciopero di tutti i lavoratori del gruppo Alitalia. Un vertice con la presenza delle segreterie nazionali, durante il quale i sindacati hanno discusso anche di Atitech, ribadendo ancora una volta al governo le loro richieste per il polo di manutenzione pesante di Capodichino: rispetto degli accordi di Palazzo Chigi e quindi no a qualsiasi ipotesi di tagli all'occupazione, rivendicazione di una presenza più consistente di Finmeccanica e di Fintecna nella newco che rileverà Atitech, con conseguente ridimensionamento del ruolo giocato dalla cordata di imprenditori messa insieme dal presidente dell'Unione industriali di Napoli Gianni Lettieri. E proprio quando la discussione si è spostata sul caso Atitech, la riunione è stata aperta anche ai rappresentanti regionali dell'Sdl giunti a Roma, che però all'ultimo momento hanno deciso di non sedersi al tavolo. «Quando ci hanno invitato a prendere parte al vertice, i segretari nazionali erano già andati via - attacca il responsabile campano dell'Sdl Michele D'Apuzzo (nella foto) -. A quel punto ci siamo rifiutati di partecipare alla discussione. Una riunione del genere, con i soli sindacati territoriali, avremmo potuto farla anche a Napoli». Il leader dell'Sdl, un sindacato che ha oltre 100 iscritti nello stabilimento napoletano, chiede maggiore chiarezza alle altre quattro sigle presenti in Atitech: «Devono dire esplicitamente che Lettieri non può acquisire il 71% della nuova società». L'obiettivo dei sindacati sarà ora quello di recuperare l'unità perduta, anche se Cgil, Cisl, Uil e Ugl annunciano per oggi un documento sulla vertenza Atitech che non avrà la firma dell'Sdl. «Ma non vediamo grosse divergenze tra noi e l'Sdl nel merito della vertenza», spiegano Antonio Cepparulo e Antonio D'Auria (Filt-Cgil), mentre Giovanni Spina e Giovanni Aruta (Fit-Cisl) sono convinti che lo strappo «si possa recuperare, purché non ci siano strumentalizzazioni».

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Roma-Genova con solo 45 euro Due nuovi voli low-cost al giorno (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 13-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Dal 15 giugno Roma-Genova con solo 45 euro Due nuovi voli low-cost al giorno Dal prossimo 15 giugno due nuovi voli low cost da 45 euro collegheranno Genova con Roma, incastrandosi, in concorrenza diretta, nei «vuoti» orari lasciati da Alitalia. La compagnia Blu Panrama, infatti, prevede una partenza da Roma alle 7,30 con arrivo al Colombo alle 8,30, e poi partenza da Genova alle 9 per atterrare nella Capitale alle 10; la sera partenza da Roma alle 19 e arrivo a Genova alle 20, decollo dal Colombo alle 20,30 e atterraggio a Rom alle 21,30. Gli aerei della Blu Panorama sono due, un Boeing 737 e un Airbus 370 da 150 posti ciascuno. \

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Stanno scomparendo in modo lento e silenzioso. E dire che quando erano nate nel luglio del 2006 furo... (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Stanno scomparendo in modo lento e silenzioso. E dire che quando erano nate nel luglio del 2006 furono accolte tra scioperi, manifestazioni di piazza e rivolte. Oggi, invece, un passo alla volta, con emendamenti mirati e nascosti, il governo le sta smontando pezzo dopo pezzo. Nel giro di qualche mese le liberalizzazioni, o "lenzuolate", ideate dall'ex ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, saranno solo un ricordo. Si torna a un passato senza concorrenza e con poche tutele per i consumatori, al liberismo senza regole, al monopolio, alla difesa delle corporazioni. Ferrovie L'ultimo pezzo del puzzle a saltare riguarda il trasporto ferroviario locale. Il 6 maggio scorso la commissione Industria del Senato ha approvato una norma che ha previsto il ritorno al meccanismo " dell'affidamento diretto", regolato attraverso il contratto di servizio. Per i prossimi dodici anni, in sostanza, ogni regione potrà scegliere senza gara a chi affidare il trasporto su rotaia. Di solito le Ferrovie dello Stato. Risultato? Si evitano la possibilità di pesanti multe per disservizi, come quella comminata dal Veneto alle Fs per tre milioni di euro nel 2008. Assicurazioni Qualche mese fa, nel disegno di legge 11/95 dal titolo "Sviluppo e internazionalizzazione dell'Energia" il Pdl ha inserito due emendamenti. Con il primo - ieri ritirato con l'assenso delle compagnie - si disponeva l'abrogazione del divieto di clausole contrattuali esclusive nella distribuzione di polizze assicurative nei rami "danni", il cosiddetto "agente monomandatario". Il secondo, ancora in discussione, riguardava invece l'abrogazione del diritto di recesso annuale nei contratti di durata. Il che obbligherebbe a disdettare il contratto solo dopo cinque anni. Farmacie Con la liberalizzazione si era creato un canale alternativo alle farmacie, le cosiddette parafarmacie, che oggi conta circa 2750 nuovi punti di vendita (l'80% sono piccoli esercizi). Il disegno di legge Gasparri - Tomassini ripristina di fatto il monopolio di quelle tradizionali, prevedendo la riduzione del numero di farmaci da banco vendibili nelle parafarmacie, l'eliminazione dell'obbligo di presenza di un farmacista nei punti di vendita alternativi. Il tutto a fronte di una riduzione del prezzo del 20 e del 30%. Portabilità Mutui Era stato uno dei provvedimenti più apprezzati da parte dei consumatori. Solo in pochi però nel 2008 avevano ottenuto un risparmio effettivo riuscendo a trasferire il mutuo ad un'altra banca con condizioni migliori. Sia l'accordo con Abi, voluto da Tremonti, sulla rinegoziazione dei tassi, sia la recente norma sul tetto agli interessi solo per i mutui variabili, hanno stravolto la norma. Benzinai È il nuovo business del momento per la grande distribuzione che sta piazzando una serie di distributori con prezzi scontati. Di fatto ci si è opposti anche a questo. Oggi chi vuole aprire un distributore sarà obbligato per legge a istallare anche una pompa per il metano o il gpl. Lo stesso obbligo non c'è per i benzinai già esistenti. Il che costringe il nuovo entrante a investimenti più alti e all'assunzione di personale (per sorvegliare il distributore di gas). Class action È stata riformata la settimana scorsa. Riducendone la portata. Non si dà la possibilità alle associazioni di agire, impone al singolo consumatore di portare la documentazione in tribunale (paralizzandoli), impone una sanzione nei confronti del consumatore nel caso in cui non sia riconosciuta la class action e non prevede retroattività. Alitalia ringrazia. LIBERE PROFESSIONI È tuttora in discussione. Ci sono state forti pressioni da parte di alcune associazioni (avvocati, notai) per azzerare le norme su pubblicità, tariffe e società tra professionisti. Authority È in atto il tentativo di ricondurre sotto il controllo del governo alcune competenze dell'Authority per l'Energia, si sottrarre poteri all'Antitrust, la soppressione di istituti di controllo come il Commissario Anticontraffazione e il Commissario Antiracket. Alla faccia del libero Mercato.

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aeroporto, la sfida del low cost "raddoppieremo i passeggeri" - costantino malatto (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Genova Dopo l´annuncio del volo scontato per Roma, ora si punta a Regno Unito e Nord Europa Aeroporto, la sfida del low cost "Raddoppieremo i passeggeri" Per il Colombo testa a testa fra Ryanair e Easyjet L´idea è insediare a Genova una base operativa fissa con due aerei sempre disponibili Dublino, Bruxelles, Birmingham, Edimburgo, Liverpool le possibili mete per le nuove rotte COSTANTINO MALATTO (segue dalla prima di cronaca) «Il progetto - spiegano il presidente Marco Arato e il direttore generale Paolo Sirigu - è quello di insediare a Genova una base operativa di un vettore low cost, con due aerei dedicati. Il che significa che le due macchine dovranno fare base fissa sull´aeroporto genovese, per collegarlo con una serie di aeroporti del nord Europa». Le mete già identificate, alle quali se ne aggiungeranno altre, sono città come Machester, Liverpool, Birmingham, Dublino, Edimburgo, Bruxelles. «I voli saranno un massimo di 56 - annuncia Arato - e corrispondono appunto a 700.000 passeggeri all´anno». Al momento Ryanair sarebbe in vantaggio sulla concorrente, non fosse altro perché è già operativa sull´aeroporto genovese - con i voli per Londra, Alghero e Bari - e dunque già conosce già la realtà. Ma anche Easyjet è interessatissima al Cristoforo Colombo, forse più alle tratte interne che a quelle internazionali. Recentemente uno dei vertici per l´Europa è stato a Genova, ha annunciato che, una volta che l´economia sarà ripartita, la sua compagnia è intenzionata ad allargare su Genova le sue rotte. Peccato che, mentre si elaborano piani di sviluppo più che ambiziosi, l´aeroporto genovese sia quasi quotidianamente funestato dai disservizi della "nuova" Alitalia. Tanto è vero che nei primi quattro mesi del 2009 sono stati cancellati trenta voli circa, praticamente due a settimana. L´ultimo caso è accaduto proprio ieri mattina, con il Genova-Roma delle 8,45 cancellato senza che i passeggeri fossero stati avvertiti e senza fornire spiegazioni. Il deputato Pd Mario Tullo ha rivolto un´interrogazione al ministro dei Trasporti. «Anche noi abbiamo scritto all´Alitalia e all´Enac, l´ente di controllo sul traffico aereo - racconta il direttore generale Sirigu - lamentandoci di queste disfunzioni. Che alla fine danneggiano i passeggeri e l´aeroporto». Ma torniamo ai progetti. «Per quest´estate, con la novità dell´ultima ora del collegamento con Roma di Blue Panorama - dice Arato - i voli sono stabilizzati. Le vere novità ci saranno a partire dall´autunno-inverno». Ma perché la scommessa della base operativa a Genova vada in porto occorre il coinvolgimento delle istituzioni locali. «è evidente che la compagnia che deciderà di investire su Genova dovrà rischiare di suo - avverte Arato - , ma nello stesso tempo avrà bisogno del supporto, soprattutto promozionale, delle realtà locali. La Regione si è mossa, anche gli altri enti locali dovranno dare una mano, ma penso anche alla Camera di Commercio, all´Autorità portuale, agli albergatori, ai ristoratori, agli industriali. Sarà un vantaggio per tutti se la scommessa potrà essere vinta». Intanto partirà la gara per l´ampliamento dell´aerostazione. Tra l´altro saranno spostati i varchi doganali, dove si formano spesso lunghissime code. I varchi passeranno dagli attuali quattro a sei o otto. L´ampliamento sarà realizzato a lotti, l´obiettivo è quello di concludere entro il 2012.

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tirrenia in secca, tagli alle rotte e al personale - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 18 - Economia Tirrenia in secca, tagli alle rotte e al personale Le Regioni provano a salvare i viaggi delle vacanze, ma dall´autunno sarà caos Si rischia un nuovo caso Alitalia, con le perdite allo Stato e gli asset "buoni" ai privati LUCA IEZZI ROMA - Tirrenia, l´Alitalia dei mari, o anche peggio. L´ennesimo tracollo dei trasporti di Stato, con inevitabile sequela di multe europee, licenziamenti, polemiche e vendite contrastate vivrà oggi un passaggio decisivo. Il ministro dei trasporti Altero Matteoli presenterà ai segretari di Cgil, Cisl e Uil una situazione drammatica: su 600 milioni di fatturato, i 220 milioni di contributi pubblici statali scenderanno a 174 milioni. Inevitabile un taglio dei costi: nel mirino soprattutto i collegamenti tra Liguria e Sardegna, e tutti i collegamenti interni per le isole minori in Sicilia, Toscana e Campania. Le ultime indiscrezioni dicono che le Regioni, anche loro convocate per oggi, salveranno l´estate: Sicilia, Toscana, Sardegna e Liguria per mantenere i livelli di servizio metteranno sul piatto una ventina di milioni di euro. La Sicilia dovrebbe sostenere lo sforzo maggiore. Nessun collegamento in meno dunque, ma qualche riduzione delle corse (fino al 10%) e proprio sulle tratte più turistiche in modo che i privati riescano "naturalmente" a compensare, limitando così i disagi per i viaggiatori. Nel frattempo 500 dei 3100 lavoratori si avviano alla cassa integrazione con la prospettiva concreta di non tornare più, perché nel frattempo Fintecna dovrebbe concludere la cessione. Il governo italiano si è impegnato con Bruxelles a privatizzare la compagnia entro l´anno. I sindacati, arrivati al cospetto del governo solo dopo tre scioperi nazionali e mesi di protesta, contestano questo percorso convinti che, anche per l´abbassamento dei costi della crisi, si possono trovare le risorse per arrivare alla fine 2009 senza tagli né di personale né di rotte e nel mentre scegliere il nuovo compratore privato anche sulla base del piano industriale. «è assurdo che il governo si metta a fare tagli prima di vendere - commenta il segretario marittimo della Filt-Cgil, Roberto Scotti - già la crisi costringe a vendere a prezzi bassissimi, ma così riduce ancora di più il valore dell´azienda». Il segretario della Uil Trasporti Giuseppe Caronia chiede che la questione sia gestita direttamente a Palazzo Chigi. Anche perché il problema si ripresenterà a settembre e questa volta i tagli saranno definitivi, facendo esplodere l´emergenza sociale per i lavoratori e soprattutto il rischio isolamento invernale per le isole minori del Paese. Proprio come Alitalia, risalire la catena delle colpe e degli errori è una pratica interminabile: una gestione lontana da ogni controllo e pretesa di efficienza. L´ad è il "boiardo" più longevo della storia della Repubblica: Franco Pecorini gestisce Tirrenia da 25 anni e 18 governi. Uno status quo che le stesse sigle sindacali hanno avvallato, fino a stipulare con il governo Prodi il piano di una privatizzazione lunga (entro il 2012) che l´Europa non poteva accettare, visto che il termine ultimo per l´apertura del mercato dei passeggeri era il 2008. Ora, complice la stretta sui trasferimenti decisa dall´azionista Tesoro, il processo procederà su un copione già scritto. Difficile che la gara europea indetta dal ministero faccia il pieno di candidati: l´obbligo di acquistare in blocco di tutto il gruppo, i 900 milioni di debiti che gravano sulla società e lo stato di agitazione dei sindacati dissuaderebbe chiunque. Specie se poi i concorrenti possono automaticamente aumentare le quote di mercato. Se per fine anno la gara si chiuderà senza esito il modello Alitalia si riproporrà in toto: lo Stato si accolla debiti e il costo degli esuberi mentre un gruppo di privati "salvatori" della Tirrenia acquisterà, con trattativa privata, la flotta e le rotte.

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"il servizio migliorerà solo con i privati" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 18 - Economia L´intervista Marco Ponti, docente al Politecnico di Milano: meglio tante piccole società in concorrenza "Il servizio migliorerà solo con i privati" MILANO - «Meglio privatizzare». Non ha dubbi Marco Ponti, docente di Economia dei Trasporti al Politecnico di Milano. Anzi, secondo lui, Ponti, se proprio vogliamo fare un servizio alla collettività il destino migliore per un´azienda come Tirrenia è quello dello «spezzatino»: dividere la società in tanti pezzetti e venderla ai migliori offerenti. Ponti, non sarebbe meglio mantenere Tirrenia all´interno del settore pubblico? «Direi proprio di no. Certo se Tirrenia fosse un´azienda strategica per il Paese, ad esempio se costruisse delle navi ad alta tecnologia ci si potrebbe pensare. Oppure sarebbe legittimo immaginare un futuro nel settore pubblico se Tirrenia gestisse un network vitale per gli interessi del Paese». Eppure Tirrenia collega l´Italia alle isole: non crede che questo servizio sia vitale per milioni di italiani? «Se vogliamo offrire un buon servizio al costo minore la soluzione c´è già: si mettono a gare le tratte e che vinca il migliore. Senza gravare sui conti pubblici». Insomma, Tirrenia come Alitalia? «Il rischio c´è anche se Tirrenia è più piccola di Alitalia». Come la mettiamo con l´occupazione? «Anche Alitalia, come Tirrenia, aveva troppi dipendenti. è un sistema classico per giustificare gli interessi politici che gravano su un soggetto economico debole». Perché lei pensa allo «spezzatino? «Perché nel nostro un soggetto troppo forte, vedi Alitalia, finisce con influenzare troppo le autorità pubbliche. è meglio una concorrenza vera fra più soggetti privati. Questo si, che sarebbe un vantaggio economico per i cittadini». (g.lon.)

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Tremonti traballa, la Lega lo ri-blinda (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 14-05-2009)

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Articolo Sei in News Analysis 14 maggio 2009 Tremonti traballa, la Lega lo ri-blinda Così la Lega blinda il ministro traballante e ammaccato H a usato i buoni rapporti con la Lega per incunearsi al livello più alto rispetto al Cavaliere. Poi s'è messo a giocare in proprio, tirando qualche calcio pure a Bossi. È cresciuto, ancora e ancora. Fino a qualche giorno fa: quando è andato a sbattere contro Letta e Bertolaso e se l'è vista brutta. Ha dovuto abbassare le penne e il furbo Bossi l'ha riaccolto nelle sue generose braccia, dicendone ogni bene possibile nel vertice di ieri sera con Berlusconi. Perché Tremonti avrà del genio, ma le truppe non ce l'ha: e quando il gioco si fa duro le truppe servono. Come dimostra quel che è capitato negli ultimi giorni. Già perché il ciclico vizietto tremontiano di minacciare le dimissioni, stavolta, ha rischiato di farlo cadere sul serio. È dall'inizio legislatura che Giulio Tremonti, ogni volta che qualcuno s'azzarda a metterglisi di traverso sulla strada, reagisce con un: «O così o fate da soli». Ma stavolta, sulla sua strada, il potente superministro ha trovato due soggetti più rocciosi di lui: Gianni Letta e Guido Bertolaso, dietro i quali c'era il premier. Ha voglia di smentire, Berlusconi: «Mai litigato con Tremonti, c'è piena sintonia». Sullo scoglio dei soldi per l'Abruzzo, invece, Tremonti stava correndo a vele spiegate: un naufragio certo. Sì perché stavolta non erano all'ordine del giorno le lamentazioni dei ministri Scajola e Matteoli, o del povero viceministro alla salute Fazio o quelle del leader dell'Mpa Lombardo. Stavolta Tremonti è andato a spiaccicarsi contro un muro di cemento armato. Perciò, per la prima volta, Tremonti ha dovuto cedere. Berlusconi glielo aveva rispiegato per filo e per segno anche nell'incontro a quattr'occhi di due sere fa a palazzo Grazioli, che sull'Abruzzo non ammetteva impuntature. Tremonti ha nicchiato ancora, fino a quando s'è reso conto che attorno alla sua poltronissima di via XX Settembre si stava addensando una bufera nera e minacciosa come non l'aveva mai vista prima. Soltanto nel 2004, quando la Lega era a pezzi e ridotta all'ombra di se stessa per via della brutta malattia di Umberto Bossi, gli era capitato qualcosa del genere: senza più la solida sponda del Carroccio e sotto l'attacco violentissimo di Bankitalia e di Alleanza nazionale fu messo alla porta in una notte e sostituito dal suo direttore generale al tesoro, Domenico Siniscalco. Al di là del merito dei quattrini per l'Abruzzo è una partita anche politica quella che s'è giocata in queste ore attorno a Tremonti: il quale esce ridimensionato, con le sue troppo impolitiche rigidità, dalla vicenda. Il ministro dell'economia è la pietra angolare della cattedrale del IV governo Berlusconi. Il premier ha concentrato intenzionalmente un'enorme quantità di potere nelle mani di Tremonti: per non avere grane con ministri ridotti (come nella Finanziaria «varata in nove minuti », si compiacque Tremonti) al ruolo di comparse sotto il profilo della spesa e dei tagli che gli furono comunicati via fax da via XX Settembre. Il risentimento nel governo nei confronti dell'intoccabile è diffuso e profondo. Ma in questo caso, essendo in gioco la scommessa personale di Berlusconi sulla ricostruzione dell'Abruzzo che può essere la sua Austerlitz o la sua Waterloo per la prima volta il premier ha deciso di forzare la mano su Tremonti: che sarà certo un ministro illustre, ma resta pur sempre un "suo" ministro. Prima delle elezioni il Cavaliere in fondo l'aveva già piegato: facendogli digerire i bocconi di Alitalia e dell'Ici che a Tremonti non piacevano affatto. Da quando è nato il governo invece l'ha lasciato fare nascondendosi dietro il parafulmine dei suoi no e del «non ci sono soldi» fino a ieri. Anche se non ci sono, stavolta i soldi li deve trovare. Isolato, indebolito e in disgrazia, Tremonti ieri ha recuperato la sponda di Bossi: che gli ha espresso stima e sostegno ma l'ha invitato a maggior ragionevolezza. Cioè a cedere. Francesco Lo Sardo

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La scelta romana di Alitalia, con Fiumicino che prevarrà strategicamente su Malpensa, non manch... (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 14-05-2009)

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La scelta romana di Alitalia, con Fiumicino che prevarrà strategicamente su Malpensa, non mancherà di stimolare reazioni anche nel Novarese, da sempre legato alle sorti e al successo dell'aeroporto. Servizi ALLE PAGINE NAZIONALI

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Alitalia prende casa a Roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 14-05-2009)

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AEREI Le tappe LA GUERRA DEGLI SCALI Alemanno Il sindaco della Capitale «Quella di oggi è una vittoria attesa In questi mesi ci ho lavorato a lungo» Alitalia prende casa a Roma Gli ultimi cinque mesi della trattativa [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA «Roma è la base principale di Alitalia. Nei prossimi giorni firmeremo un accordo strategico con Aeroporti di Roma del valore di oltre cento milioni di euro l'anno». Benché la decisione sia stata presa da tempo, le parole di ieri dell'amministratore delegato della compagnia Rocco Sabelli hanno riacceso le proteste della lobby milanese. Siamo in piena campagna elettorale, e nel frattempo è scoppiato il caso Expò. E così, la conferenza stampa dedicata ai progetti di sviluppo di Alitalia nello scalo romano è diventata l'occasione per una nuova polemica sull'asse Roma-Milano. Marco Reguzzoni, plenipotenziaro della Lega per i problemi di Malpensa protesta: «Le bugie hanno le ali corte. Hanno gettato la maschera, Cai dimostra di essere quello che è, cioè una compagnia romana con gli interessi a Fiumicino». Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni minaccia di sollevare «il problema del monopolio della compagnia», mentre il numero uno della Provincia - nonché esponente Pd - Filippo Penati gira il coltello nella piaga: «A furia di fare lo scendiletto del governo amico il sindaco Moratti è stato battuto da Gianni Alemanno 5 a 0». Il sindaco in questione, inutile dirlo, canta vittoria: «Quella di oggi è una festa attesa». Insomma, una ridda di dichiarazioni che nel pomeriggio costringeranno il presidente Roberto Colaninno ad una dichiarazione di maniera sulla «compatibilità» fra il piano di sviluppo dell'aeroporto capitolino e quello di Varese. In realtà le questioni che in queste ore assillano il manager mantovano e il suo amministratore delegato sono ben altre. Ovvero i dettagli dell'accordo che Alitalia sta negoziando con Adr e le contropartite che chiede il gestore, il cui azionista di maggioranza (la famiglia Benetton) è presente anche nel capitale della compagnia. Sabelli e Colaninno, ieri lo hanno detto chiaramente, si aspettano ad esempio canoni d'affitto ragionevoli per l'uso degli hangar, delle palazzine dedicate agli uffici, ma soprattutto la decisione di Adr di dedicare l'intero molo A dell'aeroporto alla compagnia e all'alleanza Sky Team. Una richiesta che i vertici avanzano forti dei numeri del network su Roma: 69 destinazioni (23 nazionali, 24 europee e 22 intercontinentali), 1.600 frequenze settimanali, 15 milioni di passeggeri l'anno. Numeri ai quali Sabelli e Colaninno ieri hanno sommato il traffico che complessivamente Alitalia, Air France-Klm e gli alleati garantiscono a Fiumicino: in tutto, secondo i loro calcoli, la metà dei voli che quotidianamente atterrano nello scalo. «Roma è la capitale del Paese e se si chiama Roma la discussione è finita», dice Colaninno nella conferenza stampa del mattino. Nei piani della compagnia entro il 2010 da Fiumicino dovrebbero esserci altri cinque collegamenti europei (Zurigo, Berlino, Vienna, Praga e Malaga), due verso le americhe (Los Angeles e Rio de Janeiro), due con destinazione Seul e Shangai. Adr sta ovviamente trattando su ogni punto, ma a sua volta chiede la disponibilità della compagnia alla revisione delle tariffe aeroportuali, ferme da sette anni. Con l'abilità oratoria del politico di scuola democristiana, il presidente della società Fabrizio Palenzona lo ha detto chiaramente: «Siamo consapevoli che oggi siamo ad una svolta. Quella di Alitalia è una scelta di impresa rispettosa, ma anche il gestore dello scalo è un'impresa privata che deve servire lo sviluppo e avere anche un ritorno economico». Su questo punto Palenzona può contare sul sostegno sia del presidente dell'Enac Vito Riggio che del numero uno della Regione Lazio Piero Marrazzo: «La questione delle tariffe è discriminante. Occorre raggiungere l'obiettivo di un adeguamento delle tariffe». 30/05/2008 L'arrivo di Intesa Le nozze con Air France sembrano tramontate: il governo cerca un'alternativa e nomina advisor per l'operazione Intesa Sanpaolo. 26/08/2008 Nasce la Cai Nasce ufficialmente la Compagnia aerea italiana, la cordata capeggiata da Roberto Colannino. La società rileverà le attività «buone» di Alitalia. 8/09/2008 Si tratta col sindacato Comincia la trattativa: il personale è sul piede di guerra. Una settimana più tardi i sindacati si arrendono e firmano, con l'eccezione di Cgil, piloti e sigle degli assistenti di volo.

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26/09/2008 La resa dei piloti Anche il sindacato dei piloti firma il contratto con Cai. Il gio... (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 14-05-2009)

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26/09/2008 La resa dei piloti Anche il sindacato dei piloti firma il contratto con Cai. Il giorno prima, a Palazzo Chigi, anche la Cgil ha accettato l'intesa. 23/12/2008 Caos nei cieli Cento voli cancellati: i lavoratori Alitalia indicono una serie di assemblee. Accusano Cai di non rispettare le promesse fatte ai lavoratori al momento della firma. 13/01/2009 Il primo giorno Debutta ufficialmente la nuova Alitalia. Intanto i francesi di Air France entrano nella società: ne comprano il 25% pagando 322 milioni di euro. Dopo sei mesi e mezzo s'è tornati a Parigi.

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"Ma io spero che Milano torni in pista" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 14-05-2009)

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Intervista Maurizio Gasparri "Ma io spero che Milano torni in pista" Siamo in una fase temporanea che ci serve per superare la crisi Poi potremo pensare al secondo hub FRANCESCO GRIGNETTI Maurizio Gasparri ROMA Maurizio Gasparri, ha sentito la novità? Alitalia finalmente ha scelto. E vince Fiumicino. Lei, romano e romanista, che fa, esulta? «Mica tanto. Non mi sembra il tempo di mettersi a gridare "Forza Roma, Forza Lupi". S'è fatta una scelta. Mi auguro che sia una fase temporanea e che in futuro si possa tornare anche a considerare Malpensa un hub». Decisione transitoria per una fase transitoria? «Diciamo che il progetto di Malpensa era nato in un'epoca segnata forse da un eccesso di ottimismo». Comunque vince la Capitale. «Era inevitabile. Roma è il centro del Paese, è il Papa, è l'antichità, è il turismo... Fiumicino non poteva non essere l'hub nazionale». Però questa decisione si porterà dietro una scia di recriminazioni. «Ma io appunto dico che non è una resa irreversibile. E' una fase di ripiegamento momentaneo. Dovremo lavorare tutti per lo scopo primario, che è l'uscita dalla crisi». Tutta colpa della crisi, eh? «E' così nei fatti. Costringe tutti a rivedere gli obiettivi, a ridimensionare i target». I politici milanesi, però, l'hanno presa male. «Guardi, è noto che a Malpensa s'incentra soprattutto il traffico-business e che a Fiumicino sia più quello turistico. E' una grande metafora di questi tempi. Il business va male. Scontato che vadano male anche le infrastrutture al suo servizio. Il turismo, specie quello radicato sulla cultura, o sulla fede religiosa, tiene nonostante tutto. E quindi non c'è da meravigliarsi se Fiumicino procede meglio». Epperò Colaninno & Co. l'hanno detta chiara a dispetto dell'impopolarità. «E' la crisi che costringe tutti a parlare apertamente. Chi poteva mai pensare che da due aziende, Alitalia e Airone, ne sarebbe nata una nuova? Nei tempi difficili è necessaria una razionalizzazione. Anche cruda. Ma indispensabile per ripartire di slancio. Ha presente le potature degli alberi? Poi i frutti vengono più di prima...». Fuori di metafora, a Milano li avete potati? «Beh, però anche loro, a Milano, si dovranno pur porre il problema del dualismo tra Linate e Malpensa. Insomma, considerando poi gli aeroporti tutti'attorno, tra Torino, Bergamo, Verona, avere due aeroporti è complicato. A Roma, pure ce ne sono due, Ciampino e Fiumicino. Però il traffico è quasi tutto incentrato sul secondo. E Ciampino si sta cercando di chiuderlo. Razionalizzare, bisogna razionalizzare... Poi si riparte con slancio».

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L'ira di Penati "Moratti battuta cinque a zero" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 14-05-2009)

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Reazioni La Provincia di Milano guida la rivolta L'ira di Penati "Moratti battuta cinque a zero" FABIO POLETTI MILANO Apparentemente l'unico a non fare un plissé, è il più diretto interessato a questa sberla che plana su Malpensa. Giuseppe Bonomi, presidente di Sea la società che gestisce gli scali milanesi, al telefonino è di poche parole: «Cambia niente, lo sapevamo da tempo. Il nostro piano industriale prevedeva questa eventualità». Si sapeva, che finiva così. Si sapeva che Alitalia nuova versione ammiccava a Roma Fiumicino piuttosto che a Milano Malpensa. Si sapeva, ma dalle parti del Nord il boccone continua ad essere amarissimo. Il sindaco di Varese Attilio Fontana leghista doc, non usa troppi giri di parole: «Il Nord è incazzato nero per tante ragioni. Quella di Fiumicino è solo una in più. Tanto finirà che Alitalia la regaleranno ai francesi, noi passeremo un periodo magari difficile ma alla fine Malpensa sopravviverà. E' sicuro». E' sicuro che nella partita per tenere a galla Malpensa, i tedeschi di Lufthansa giocheranno la partita più importante. Dalla compagnia di Colonia per ora non arrivano commenti ufficiali: «Ribadiamo comunque il nostro interesse per lo scalo milanese. Vogliamo continuare ad essere il primo vettore di qualità nel Nord Italia». Se la Germania pensa di far volare al meglio i suoi aerei sulla Pianura padana, in Italia volano gli stracci. Il tutti contro tutti è lo sport preferito di molti. Roberto Formigoni, Governatore della Lombardia, affila la carta bollata: «Solleveremo il problema del monopolio. Si dia la possibilità ad altre compagnie internazionali di utilizzare le tratte affinché sia garantito un servizio adeguato». Filippo Penati, presidente della Provincia in corsa per mantenere l'incarico targato Pd, se la gioca ancora una volta contro il sindaco di Milano Moratti: «I soldi del Nord vanno a finanziare il Sud. A furia di fare lo scendiletto del governo amico il sindaco Letizia Moratti è stato battuto dal sindaco di Roma Gianni Alemanno 5 a 0». Che a Roma governi il centrodestra di Silvio Berlusconi è risaputo. Che tutto il centrodestra sia felice per la scelta di Alitalia è una bugia. L'assessore alla Mobilità della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo ce l'ha con lo spostamento degli obiettivi di Alitalia: «Errata scelta romanocentrica». Contro Roma ladrona governativa, tuona pure il capogruppo a Palazzo Marino Matteo Salvini: «E' una scelta folle. Faremo una serrata». Se sarà serrata si vedrà. Per ora si digrignano i denti. Emanuele Fiano del Pd ce l'ha con i leghisti: «L'abbandono di Malpensa svela la finzione della Lega».

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class action, il senato blocca la retroattività insorgono i consumatori: meglio rinunciare (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)

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Pagina 12 - Economia Il caso Class action, il Senato blocca la retroattività Insorgono i consumatori: meglio rinunciare ROMA - Cancellata dal Senato la retroattività della Class action. Il nuovo testo prevede che si potrà procedere per le truffe e i danni a consumatori e utenti «solo per gli illeciti compiuti successivamente all´entrata in vigore della presente legge». Protesta l´opposizione: Luigi Zanda, vice presidente dei senatori del Pd sottolinea che così «vengono archiviati casi come Cirio, Parmalat, Giacomelli». Per Elio Lannutti (idv) i risparmiatori «sono stati truffati due volte, come gli obbligazionisti Alitalia». Per l´associazione dei consumatori Adoc, l´azione collettiva avrà scarsa applicazione pratica e non solo per la mancanza della retroattività, mentre il Codacons chiede di rinunciare del tutto alla norma, visto che sarà più conveniente continuare con le cause individuali.

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"un crac costato 5 miliardi così hanno affondato l'alitalia" - autore1 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)

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Pagina 13 - Economia "Un crac costato 5 miliardi così hanno affondato l´Alitalia" Roma, i pm accusano Cimoli, Mengozzi e Zanichelli La storia di una eutanasia finanziaria per "dissipazione delle risorse" Il disastro del settore cargo, e quei cinque aerei zavorrati a prua con i mattoni AUTORE1 CARLO BONINI ROMA - La bancarotta di Alitalia non è una notte in cui tutti i gatti sono neri, del tutti colpevoli perché nessuno davvero lo sia. Dopo sei mesi di lavoro a fari spenti, oltre sessanta testimonianze raccolte, ripetuti accessi analitici ai documenti contabili dell´azienda affidati al nucleo di polizia tributaria di Roma della Guardia di Finanza, il procuratore aggiunto Nello Rossi e i suoi sostituti Stefano Pesci, Maria Francesca Loy, Gustavo De Marinis mettono un primo punto al loro lavoro istruttorio. E nel definire il canovaccio di una catastrofe già costata alle casse del Paese cinque miliardi di euro in dieci anni, di cui sono oggi la coda bond per 270 milioni di euro ridotti poco più che carta straccia, ne individuano e ipotizzano le prime responsabilità penali nelle scelte di Francesco Mengozzi (amministratore delegato dal 2001 al febbraio 2004), Marco Zanichelli (direttore delle relazioni esterne nel 1989, direttore centrale nel 1992, segretario generale nel 2001, presidente Alitalia Airport nel 2002, direttore generale nel 2003, amministratore delegato per soli quattro mesi nel 2004) e Giancarlo Cimoli (monarca della compagnia dal 2004 al 2007). La loro iscrizione al registro degli indagati - ormai risalente nel tempo e condivisa, di ufficio, con tutti gli altri presidenti e amministratori delegati che si sono avvicendati dal 2001 al fallimento - ha assunto infatti la forma di un primo articolato capo di imputazione che prelude, con le informazioni di garanzia per bancarotta, a un prossimo interrogatorio. Ma che, soprattutto, documenta una storia di eutanasia finanziaria per «dissipazione delle risorse» che ora comincia ad avere qualche data, qualche numero, qualche fatto certo. Mengozzi, Zanichelli e Cimoli sono manager diversi. Per formazione professionale e appartenenza (il primo, voluto dal governo Amato. Gli ultimi due dal primo gabinetto Berlusconi). Ma tutti e tre condividono il genoma del manager Alitalia. Si muovono – per quello che l´inchiesta può oggi documentare – secondo le regole non scritte che vogliono la compagnia retrobottega della politica. Barattano retribuzioni d´oro in cambio di "performance" che ignorano l´interesse economico di azionisti, obbligazionisti e creditori. Giancarlo Cimoli – per dirne una – raggiunge nel 2006 una retribuzione di 6.400 euro al giorno, mentre l´azienda perde 626 milioni in soli 12 mesi. Prima di lui, nel 2001, Mengozzi ne guadagna 630 mila lordi l´anno, firmando il suo primo bilancio con un saldo negativo per 907 milioni. Ognuno dei tre manager – osserva nelle sue informative la Finanza – si presenta con piani industriali che, in una sequenza schizofrenica, promettono di riportare la baracca in attivo e puntualmente vengono disattesi. Qualche volta, per imprevedibile contingenza (lo choc post 11 Settembre ne è un esempio). Normalmente, per scelta di quegli stessi manager che del "piano" hanno fatto pubblicamente la propria linea del Piave. E´ il caso della vendita di "Eurofly". Siamo nel 2003 (gestione Mengozzi-Zanichelli), e quella che soltanto tre anni prima è diventata la compagnia charter ufficiale di Alitalia (la guida Augusto Angioletti, ex presidente del potente sindacato dei piloti Anpac) viene venduta alla società "Spinnaker Luxembourg" di Banca Profilo per 13 milioni e mezzo di euro. La mossa è curiosa. Soltanto cinque mesi prima della vendita, "Eurofly" è stata ricapitalizzata da "Alitalia" con denaro pubblico per 5 milioni di euro. E quel che è peggio – scopre ora la Finanza - i 13 Md-80 che vengono ceduti con la compagnia charter lo sono a prezzo fuori mercato (mediamente, 1 milione e 800 mila euro l´uno). Nell´arco di pochi mesi, gli aerei verranno infatti rivenduti dal compratore ad altre società per circa il doppio, con plusvalenze che raggiungono i 13 milioni di euro. Del resto, in quegli stessi anni, i criteri di "dissipazione" con cui viene gestita la flotta hanno una loro riprova nel settore Cargo. Centotrenta piloti ruotano su cinque vecchi aerei passeggeri modificati che per stare in aria volano regolarmente zavorrati a prua con mattoni e che, alla fine di ogni anno, fanno registrare perdite medie per 30 milioni di euro. Non andrà meglio con "Volare Group". Questa volta, 2006, l´Alitalia di Cimoli compra. La compagnia è già con un piede nella fossa e impiombata da personale sovradimensionato, ma ciò nonostante sborsa 38 milioni di euro per rilevare all´asta la low-cost italiana e i suoi 12 slot sull´aeroporto di Linate. Con "Volare", Cimoli si fa carico anche di 700 addetti, cui viene garantito il mantenimento degli organici per i successivi tre anni. "Volare" e i suoi due marchi (Volareweb e Air Europe) cessano la loro attività neppure due anni dopo. «Eccesso di signorilità», hanno chiosato in Procura con voluto sarcasmo alcuni dei testimoni sentiti e, pubblicamente, lo stesso Augusto Fantozzi, oggi commissario liquidatore. Che del resto ha la sua cartina di tornasole nella politica di «esodi incentivati» dei dirigenti di cui restano misteriosi i criteri, nell´operazione di separazione di Az servizi, come anche nella distribuzione delle consulenze. Cimoli, in soli 3 anni, brucia 128 milioni di euro. Sessanta li incassa "McKinsey", 29 "Accenture", per piani di riorganizzazione aziendale e informatica che, stando alle verifiche della Finanza, restano sulla carta e da cui l´azienda non trae alcun beneficio. Di «criteri di economicità» ed efficienza non c´è traccia. Anche quando l´azienda vende e non compra. Accade con i tre immobili della Magliana che ospitano il quartier generale della compagnia. Nel 2002, Mengozzi li cede alla "Peabody Lamaro srl" per 140 milioni di euro e ne riaffitta contestualmente uno dal compratore per un canone di 18 milioni e mezzo di euro l´anno. Una cifra che, in meno di 8 anni, avrebbe consentito alla Lamaro di rientrare dell´intero acquisto. L´istruttoria della Procura non finisce evidentemente qui. I magistrati si preparano a chiedere una proroga di sei mesi di indagine, per poter definire le possibili richieste di rinvio a giudizio entro l´anno. E per quel che è possibile cogliere, coltivano una speranza. Che Mengozzi, Zanichelli e Cimoli, ora che l´inchiesta li assedia, decidano di liberarsi di qualcuno dei segreti della Magliana.

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quei 270 milioni di obbligazioni che hanno scatenato la protesta (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)

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Pagina 13 - Economia La scheda Quei 270 milioni di obbligazioni che hanno scatenato la protesta ROMA - Tra i "bond-people" di Alitalia, ci sono investitori grandi, medi e piccoli. Ci sono Sgr ed ex dipendenti della compagnia, tutti vittime dei 270 milioni di "Mengozzi bond" e tutti pronti a lanciare azioni legali pur di avere indietro almeno una parte dei loro investimenti. Tra i risparmiatori della vecchia Alitalia c´è paradossalmente anche il Tesoro, che ha in portafoglio il 62% delle obbligazioni. Il rimborso parziale previsto fin qui dal governo (ma che potrebbe cambiare a breve), prevede il rimborso del 32,5%, per una soglia massima di centomila euro per ogni singolo obbligazionista. Uno scambio, senza cash, che avverrà convertendo i bond in titoli di Stato con scadenza dicembre 2012. Una strada che ad oggi accontenta solo i piccoli risparmiatori, anche se Silvio Berlusconi ha promesso un innalzamento del rimborso.

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fiumicino batte malpensa "sarà base principale di cai" - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina 12 - Economia Fiumicino batte Malpensa "Sarà base principale di Cai" Nuove rotte in autunno. La Ue congela gli slot milanesi Protesta Formigoni. La Lega prepara il boicottaggio degli imprenditori del Nord LUCIO CILLIS ROMA - Fiumicino centro di gravità di Alitalia. Mancava solo l´annuncio ufficiale, che ieri i vertici di Alitalia hanno consacrato pubblicamente. Il Leonardo da Vinci sarà l´hub, lo snodo principale del vettore. è l´ennesimo e forse definitivo schiaffo alla Lombardia che ha dovuto digerire pure il congelamento da parte della Ue degli slot di Malpensa. «La capitale - ha detto il presidente di Alitalia Roberto Colaninno - deve rappresentare il punto di riferimento principale. Puntare su Roma non vuol dire esprime un giudizio negativo su Malpensa ma Roma è al centro di un territorio con varianti molto significative». Restano però aperti i nodi della mobilità dei collegamenti problematici con il cuore della città: «Alitalia è interessata anche a entrare direttamente in questo servizio», ovvero a mettere il marchio sulla navetta ferroviaria. Per l´ad della compagnia Rocco Sabelli «ci sono motivi saldissimi di natura industriale che fanno di Roma la base principale di Alitalia». Tra questi «la dimensione del mercato romano che vale 4 miliardi, e la propensione naturale per la quale il 60% del traffico incoming è concentrato su Roma oltre al trend di crescita del traffico business che si attesta tra l´8-9% rispetto al 10% di Milano». Il Leonardo da Vinci è quindi la principale delle 6 basi operative su cui si incentra la strategia e lo sviluppo del network. Alitalia da e per Roma offre oggi 69 destinazioni (23 nazionali, 24 europee e 22 intercontinentali) che diventeranno 78 entro il 2013. A partire dalla stagione invernale Alitalia aprirà nuove rotte: Zurigo, Berlino, Vienna, Praga e Malaga per l´Europa, Los Angeles, Shanghai, Seoul e Rio de Janeiro per il lungo raggio. Novità in arrivo anche sulla tratta Fiumicino-Linate, dove la concorrenza del ferro inizia a farsi sentire. A breve saranno implementati dei banchi per il check-in e varchi sicurezza e gate dedicati ai viaggiatori della "navetta" che collega le due città. In arrivo anche un´altra novità per i viaggiatori abituali: Alitalia sta studiando degli abbonamenti, alla stregua di quelli usati per i mezzi pubblici. In cantiere c´è inoltre, il sospirato progetto che dovrebbe consegnare nella sola disponibilità di Alitalia-Air One il Terminal A. Fabrizio Palenzona, presidente di Aeroporti di Roma e neo presidente di Assaeroporti, plaude alla scelta di Alitalia: «Siamo consapevoli di essere di fronte ad una svolta, ma occorre adeguare le tariffe aeroportuali ferme da sette anni, in modo che il gestore possa rispondere con investimenti alla richiesta di maggiori infrastrutture». Sulla stessa linea di Palenzona si sono ritrovati il presidente del Lazio e quello dell´Enac Vito Riggio. Secca e durissima, invece, la replica del governatore della Lombardia Roberto Formigoni: «Quella che è nata per essere una grande compagnia nazionale si conferma invece un vettore che riduce i propri piani a livello regionale che al Nord ha tagliato il 90% dei voli da Malpensa». E la Lega è pronta a dare battaglia: in arrivo una serrata anti Alitalia degli imprenditori lombardi per sollecitare il governo alla liberalizzazione delle rotte.

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fiumicino, una "navetta" per milano (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Roma I nuovi voli per il capoluogo lombardo dovrebbero fare concorrenza ai supertreni Frecciarossa Fiumicino, una "navetta" per Milano E per Acea l´advisor dà il via libera all´accordo con Gaz de Francee La sfida è rendere più veloci i collegamenti tra Roma e Milano, diventare competitivi. Ieri i vertici di Alitalia hanno ufficializzato che l´aeroporto romano di Fiumicino è la «base principale», ora la compagnia punterà a migliorare il servizio sulla tratta Roma-Milano, anche con offerte sui biglietti. Per questa ragione sarà siglato un accordo con Aeroporti di Roma. Intanto oggi nel Cda di Acea sarà discusso il dossier di Mediobanca, l´advisor nominato dall´ex municipalizzata per valutare l´accordo di joint-venture con i francesi di Suez-Gdf che il sindaco Alemanno voleva bloccare. Per Piazzetta Cuccia quell´intesa va corretta ma deve essere portata avanti. COPPOLA E VITALE ALLE PAGINE II E III

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alitalia, fiumicino batte malpensa cosa ne pensate? (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Roma Il forum su Roma.repubblica.it Alitalia, Fiumicino batte Malpensa Cosa ne pensate?

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ma i cassintegrati scendono in piazza "ancora niente soldi" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina VIII - Roma Si sono incontrati con Marrazzo Ma i cassintegrati scendono in piazza "Ancora niente soldi" «Come va Alitalia? Per i cassintegrati sta andando malissimo». A parlare è Fabio Frati della Cub Trasporti che con Sdl ha animato ieri mattina un corteo di protesta davanti alla sede di Alitalia mentre dentro la palazzina prendevano la parola i vertici della compagnia. «Dopo 31 anni di lavoro ho perso la mia dignità», dice Gloria De Marchis, assistente di lavoro in cassaintegrazione. «Chiediamo una lista pubblica con i nomi e i cognomi dei cassintegrati e degli ex precari ormai senza lavoro, basata su anzianità aziendale e carichi familiari con l´obbligo di Alitalia di assumere da questo elenco fino a completo esaurimento», continua Frati. Richieste avanzate al presidente della Regione Marrazzo in un incontro alla fine della conferenza stampa. «I lavoratori mi hanno fatto presente che non sono stati raggiunti alcuni obiettivi che congiuntamente ci eravamo proposti, in particolare quelli relativi alla trasparenza delle assunzioni e alla difesa dei diritti dei lavoratori più fragili nella nuova Alitalia», chiarisce successivamente Marrazzo. Per questo si impegna a riconvocare entro 15 giorni un tavolo interistituzionale per affrontare le questioni discusse all´inizio di marzo. «Credo che vadano risolte in maniera trasparente e pubblica», precisa. I sindacati chiedono l´istituzione di una commissione d´inchiesta sulle «gravi discriminazioni effettuate da Cai» e l´adozione di un «meccanismo di solidarietà a rotazione» per riassorbire più unità possibile tra i lavoratori senza lavoro. (p.co.)

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fiumicino, voli scontati per milano - paola coppola (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina VIII - Roma Fiumicino, voli scontati per Milano Alitalia prepara il servizio che farà concorrenza ai supertreni Adr avverte: per fare investimenti bisogna adeguare le tariffe aeroportuali PAOLA COPPOLA La sfida è rendere più veloci i collegamenti tra Roma e Milano, ridurre i disagi. Aerei navetta, dove entrare e sedersi, potrebbero essere il futuro, i vecchi "carnet di abbonamento" una soluzione vicina per chi viaggia regolarmente su questa tratta. E ancora puntare sulla viabilità, da e per Fiumicino. Creare un gate Alitalia nel centro di Roma. Ora che i vertici di Alitalia hanno ufficializzato che l´aeroporto romano di Fiumicino è la «base principale» (il mercato della capitale vale 4 miliardi di euro e qui è concentrato il 60% del traffico entrante), lo sforzo della compagnia sarà di migliorare il servizio. Renderlo competitivo. Dimenticare velocemente aprile, mese "nero" tra ritardi e disservizi. L´obiettivo sarà sostenuto da un accordo quadro (che sarà siglato nei prossimi giorni) con Aeroporti di Roma per la fornitura di servizi del valore di circa 100 milioni annui dal 2010 al 2013. Che, come chiarisce l´ad Rocco Sabelli, prevede «il completamento entro settembre delle facilities sulla tratta Roma-Milano» (servizi dedicati come i finger, cioè i corridoi per facilitare l´ingresso nell´aereo) e che il terminal A sia dedicato ad Alitalia e ai partner di Sky Team. La tratta Roma-Milano è «una rotta da difendere e sulla quale non c´è monopolio» per l´ad Sabelli che ricorda le iniziative per i pendolari, come banchi check-in, varchi sicurezza, tariffe semplificate, la possibilità di prenotare aereo più auto a noleggio con conducente e parcheggio riservato all´aeroporto. «Ma - dice - è fondamentale migliorare la viabilità da e per l´aeroporto e il raccordo con il treno». Entro giugno sono previsti flotta e personale di terra dedicati alla tratta e ampliamento dei varchi a Linate. Entro settembre un percorso aeroportuale, la possibilità di fare il check-in con il cellulare, servizi di WI-FI e di posta elettronica a bordo. E alcune offerte fino a ottobre per incentivare il viaggio in aereo dei pendolari. Per la scelta di Fiumicino come base, chiarisce il presidente di Alitalia, Colaninno ha pesato la collocazione strategica di Roma per i flussi verso il nord e il sud del mondo e la vocazione turistica e di business della capitale. «è una festa tanto attesa. Con Roma ha vinto tutta l´Italia», per Alemanno, che annuncia il progetto di spostare «la porta di accesso all´aeroporto nel cuore della città» e investire sulla linea ferroviaria: e per questo a breve incontrerà il presidente di Fs. «Hanno vinto il mercato, il buonsenso, la politica della Regione e delle istituzioni locali», dice il governatore Marrazzo, che chiede di definire il «sistema aeroportuale del Lazio: la chiusura di Ciampino, la decisione definitiva per l´apertura di Viterbo». E il presidente di Aeroporti di Roma, Palenzona, ricorda che servono investimenti nelle infrastrutture e critica le tariffe aeroportuali ferme dal 2001, un ostacolo allo sviluppo di Fiumicino.

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senza trasporto - enzo costa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Genova SENZA TRASPORTO ENZO COSTA Per la serie "Rotta di collo", il già traballante aeroporto Colombo, mercé il "salvifico" piano Alitalia di Silvio, precipita nel vuoto. Per la serie "Di mare in peggio", la già scalcinata Tirrenia, sull´onda delle vaghezze ministeriali di Matteoli, rischia il naufragio dei collegamenti con la Sardegna. Per carità, le compatibilità economiche, il rigore, le richieste dell´Europa: ma il trionfalistico trasporto con cui ci era stato detto che la destra di governo, con un ministro ligure, avrebbe rilanciato i nostri trasporti, è affondato.

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Cai punta tutto su Fiumicino, ma i lavoratori restano a terra (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 14-05-2009)

Argomenti: Alitalia

LA NUOVA ALITALIA Roma sarà l'hub intercontinentale, malumori della Lega. Sdl e confederali verso la mobilitazione Cai punta tutto su Fiumicino, ma i lavoratori restano a terra Carlo Leone Del Bello È stato ufficializzato ieri: l'aeroporto di Fiumicino sarà l'hub intercontinentale di Alitalia. L'annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa alla quale erano presenti Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, rispettivamente presidente e amministratore delegato, oltre al presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e al sindaco di Roma Gianni Alemanno. Per la compagnia, qualche progetto a breve e a medio termine, mentre monta l'insoddisfazione dei lavoratori: rimangono infatti irrisolte tutte le questioni contrattuali e i sindacati (anche i confederali) sono a un passo dalla mobilitazione. Che l'aeroporto di Fiumicino sarebbe stato preferito a quello di Malpensa non è stata una sorpresa, anche se le pressioni politiche da parte leghista sono state forti, nel corso della «telenovela Alitalia». I motivi della scelta sono tutti nei numeri: transitano per Fiumicino18,5 milioni di passeggeri l'anno e l'aeroporto accoglie il 60% del totale del traffico in entrata in Italia; in più ha la migliore capacità di movimenti orari nel Paese. Ciò fa dire a Marrazzo che «ha vinto il mercato», oltre che il buon senso. Parole tonanti invece da Milano, dove il governatore della Lombardia Formigoni ha minacciato di sollevare di fronte al governo il problema del «monopolio». Per il «Leonardo da Vinci», la nuova Alitalia ha dei progetti, tutti però da concordare con Enac e Adr. Si tratta di trasferire in un unico terminal i movimenti di Sky Team - l'alleanza con Air France-Klm. Nel frattempo, si prevede il miglioramento dei servizi per la tratta Fiumicino-Linate. Nonostante Sabelli dichiari che i tassi di puntualità siano persino migliori della media storica di Alitalia, continuano a rimanere numerosi disservizi, che la società non attribuisce - sarebbe il colmo - alla carenza di personale. Per Sabelli la causa andrebbe ricercata nelle differenze contrattuali fra i lavoratori Air One e quelli Alitalia: differenze che non dureranno a lungo, visto che si andrà a breve - annuncia - verso l'armonizzazione. La cornice sarà ovviamente il «contratto Cai» e gli accordi di palazzo Chigi del novembre scorso. L'unificazione delle due società, che non avverrà comunque nei prossimi due o tre mesi, comporterà anche ulteriori esuberi. Non ci sono dati ufficiali, ma i numeri che circolano fra i lavoratori sono pesanti: tra 800 e 1000 esuberi, oltre a 300 mancate assunzioni e un numero imprecisato di contratti a tempo indeterminato non rinnovati. Basta anche un po' di aritmetica: Cai prevedeva 12.500 assunzioni, e adesso fra ex-Alitalia e Cai sono in 14 mila. È anche per questo che, oltre alla irrisolta questione del mancato rispetto degli accordi di palazzo Chigi sulle retribuzioni, monta la mobilitazione. Martedì è fallita la trattativa fra società e sindacati confederali, con questi ultimi che hanno minacciato lo sciopero. Ieri una delegazione di Sdl si è fatta ricevere da Marrazzo, che si è impegnato nella convocazione di un tavolo «interistituzionale». C'è molta confusione nell'aria, ma una cosa è certa: gli oltre 20 mila ex lavoratori Alitalia - fra neoassunti, cassintegrati e precari «scaduti» - sono sempre più esasperati.

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Alitalia declassa Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 14/05/2009 - pag: 1 Alemanno esulta. La protesta di Formigoni: porremo il problema del monopolio Alitalia declassa Malpensa Roma scelta come hub. Moratti: Milano ce la farà lo stesso Alitalia ha scelto: sarà Fiumicino l'hub della compagnia. Lo ha annunciato ieri il presidente, Roberto Colaninno. Il sindaco Alemanno: è una festa. Il braccio di ferro con Malpensa è a una svolta, ma il governatore della Lombardia, Formigoni, puntualizza: porremo il problema del monopolio. Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, punta sulle parole di Colaninno («Lo sviluppo di Fiumicino e quello di Malpensa sono compatibili ») e dice: Milano ce la farà lo stesso. ALLE PAGINE 2E 3 Baccaro, Querzé, Verga

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Ma la Moratti: non mi sento tradita Abbiamo investito e Milano ce la può fare (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 14/05/2009 - pag: 3 L'intervista al sindaco Ma la Moratti: non mi sento tradita Abbiamo investito e Milano ce la può fare MILANO «Lo sviluppo dell'aeroporto di Roma Fiumicino è assolutamente compatibile con quello dello scalo di Milano». Il sindaco Letizia Moratti vuole partire da qui. Legge e rilegge le dichiarazioni del presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, e si convince: «Milano e Roma non sono in concorrenza. Noi come azionisti Sea procediamo con le scelte di investimento e i risultati di crescita dei passeggeri su Malpensa, più 7,9% rispetto all'aprile scorso, ci danno ragione ». Il sistema Milano, secondo il sindaco del Pdl, ha le gambe per andare da solo, con l'appoggio del governo «che non è mai venuto meno». Non si sente delusa, Letizia Moratti. E non condivide le posizioni da barricate della Lega. Signor sindaco, la scelta di Fiumicino come hub di Alitalia era nell'aria, ma adesso è ufficiale. Come la vede? «Per noi non cambia nulla. È stato ufficializzato che si passa dall'hub territoriale ad uno di carattere nazionale che opera su tutto il territorio, ma ciò non pregiudica affatto il futuro del nostro sistema. Basta guardare i dati». Che cosa dicono i dati? «Dal primo mese di Malpensa senza Alitalia siamo cresciuti. Se confrontiamo l'aprile 2009 con lo stesso mese 2008 i numeri di Malpensa sono molto positivi, in controtendenza con tutti gli aeroporti europei simili che hanno registrato un decremento di 7-8 punti. La politica degli investimenti ha pagato. Da qui al 2015 abbiamo un piano da un miliardo e 400 milioni di euro, nel 2008-2009 abbiamo investito circa 200 milioni. Il risultato sono 390 movimenti settimanali di cui solo 180 Alitalia». Il governo, però, non ha difeso la centralità del sistema Milano in Italia. «Non è vero. Il governo ha concesso su nostra richiesta la liberalizzazione dei diritti di traffico. Ho avanzato questa richiesta in una riunione con il presidente Berlusconi ed è stata tradotta in un emendamento che è poi passato. Gli effetti si stanno già vedendo». Anche dalla maggioranza si sono levate proteste rispetto alla scelta di Fiumicino come hub. Lei si sente tradita? «No, per nulla. Ripeto: più delle valutazioni personali parlano i dati. E dimostrano che la politica messa in atto da noi azionisti di Sea, in collaborazione con il governo, ha portato a risultati positivi in un momento difficile ». Qual è il futuro del sistema aeroportuale del Nord Italia? «Con questa liberalizzazione dei diritti di traffico e grazie agli accordi bilaterali ai quali stiamo lavorando con i ministri Matteoli e Frattini credo di poter dire che pensiamo di continuare a svilupparci rispetto a un sistema europeo che da qui al 2020 vedrà 60 aeroporti in saturazione ». Un futuro di espansione, quindi? «Sì, di ulteriore espansione. Come in tutte le cose esistono rischi e opportunità, ma i nostri investimenti sono stati capaci di attrarre vettori su Malpensa e lo saranno sempre di più». In conclusione Alitalia per Malpensa non è l'ago della bilancia? «Non lo dico io, lo dimostrano i dati. Nove aerei in più di Lufthansa, 7 in più di Easyjet, 7 voli settimanali di Emirates». E Linate? «Lo scalo di Linate è molto collegato a Alitalia. Adesso, inoltre, sconta la concorrenza con la Freccia Rossa. Comunque continua a essere un aeroporto con una sua validità e miglioreremo i collegamenti con la città attraverso i metrò, in particolare con la MM4». Rossella Verga Fiducia Letizia Moratti resta ottimista sul futuro di Malpensa \\ Si vedono già risultati positivi. E l'appoggio del governo non è mai venuto meno

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Alitalia punta su Roma Malpensa fuori gioco (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 14/05/2009 - pag: 2 Alitalia punta su Roma Malpensa fuori gioco Scelta la base. Formigoni protesta: è un monopolio ROMA Che ieri fosse la giornata del riscatto di Roma e del suo aeroporto, in guerra con gli scali milanesi, lo si è capito subito dal gran numero di istituzioni intervenute alla conferenza stampa di Alitalia sullo sviluppo di Fiumicino. Mancava solo il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, influenzato. Per il resto, ad ascoltare il presidente della compagnia, Roberto Colaninno, e l'amministratore, Rocco Sabelli, c'erano il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, quello di Fiumicino, Mario Canapini, e il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Una festa «Malgrado il broncio dei nostri ospiti ha scherzato Alemanno quella di oggi (ieri per chi legge, ndr) è una festa: stabilisce definitivamente che l'hub (snodo aeroportuale, ndr) fondamentale di Alitalia è Fiumicino ». A ridimensionare l'entusiasmo non sono serviti né i toni pacati della compagnia, e scambiati per broncio, né le spiegazioni di Colaninno: «Lo sviluppo di Fiumicino è assolutamente compatibile con quello dello scalo di Milano». E ancora: «Si passa da un hub territoriale a quello nazionale, costituito dalla rete delle sei basi, comprese Roma e Milano». Niente da fare. «La scelta di Alitalia per Fiumicino è la vittoria del mercato e del buon senso» ha esordito Marrazzo. C'è da capirli: i numeri comunicati da Sabelli, circa personale e flotta, danno il senso di una scelta precisa su Roma. Basti guardare alle rotte: dal prossimo anno da Roma si andrà anche a Zurigo, Berlino, Vienna, Praga e Malaga, nonché a Los Angeles, Shanghai, Seul e Rio. Impegni precisi mai esplicitati per Malpensa. «Nel momento in cui Alitalia dirà che non intende garantire il servizio necessario al Nord, noi solleveremo il problema del monopolio», ha commentato il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. E Matteo Salvini, capogruppo leghista al Comune di Milano, propone una serrata regionale di protesta. Le tariffe C'è poi il capitolo infrastrutture, oggetto di un accordo 2009-2013 ancora da firmare con Aeroporti di Roma (Adr): entro l'anno Alitalia e i suoi partner di Skyteam avranno il terminal A dedicato ai propri voli senza passaggio di frontiera. Nel 2011 vi si aggiungerà un pezzo del B, entrambi serviranno tutte le destinazioni. Nel 2012 ci sarà un nuovo terminal A dedicato. «Spinetta (presidente di Air France-Klm, socio al 25% di Alitalia, ndr) ha detto Sabelli ancora non ci crede». A rimettere tutti con i piedi per terra, il presidente di Adr, Fabrizio Palenzona, che ha ricordato la necessità di avere piani finanziari di lungo termine per le infrastrutture sostenuti da introiti certi. Al momento le tariffe aeroportuali sono ferme dal 2001 e i vecchi crediti di Adr sono finiti nell'amministrazione straordinaria di Alitalia. Un concetto, quello della necessità di aumentare le tariffe, sostenuto anche dal presidente dell'Enac (ente aviazione civile), Vito Riggio. Sul punto Sabelli è apparso prudente: «Siamo ideologicamente d'accordo...». Il trenino veloce I vertici di Alitalia hanno poi richiamato le istituzioni locali a impegnarsi per migliorare i collegamenti per Fiumicino, ipotizzando un varco d'ingresso addirittura in centro città al servizio di un trenino veloce. «Ci sono dei progetti ha risposto Alemanno , a breve incontrerò il presidente delle Ferrovie (Innocenzo Cipolletta, ndr) ». Anche Marrazzo ha spinto sulla necessità di sfruttare il miliardo disponibile per il collegamento Roma-Viterbo, rompendo gli indugi sulla chiusura di Ciampino a favore del nuovo scalo low-cost di Viterbo. Fuori dalla sala, Cub e Sdl protestano. Presto potrebbe esserci uno sciopero. «Una condizione del nostro investimento ha commentato Colaninno è stata che ci fossero relazioni industriali diverse dal passato. Non si pensi di tornare alla precedente conflittualità ». Antonella Baccaro

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Dai passeggeri ai negozi fine del sogno del Nord (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-05-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 14/05/2009 - pag: 2 Nello scalo Dai passeggeri ai negozi fine del sogno del Nord «Qui volano solo i tagli» MILANO «Sa cosa mi fa rabbia? Quando Malpensa è stata inaugurata, nel '98, scaricavo bagagli nel piazzale, sotto la pancia degli aerei. Lo scalo era finito solo per i due terzi, arrivare fin qui era un'avventura. Adesso che potremmo funzionare a regime, ci portano via i passeggeri. Che senso ha?». Mauro G. ha passato dieci dei suoi 35 anni in aeroporto. Come andrà a finire nei prossimi 10 è tutto da vedere. Così le sue considerazioni iniziano e finiscono con un punto interrogativo. D'altra parte le certezze, quando si parla di Malpensa, sono fatte di tagli e segni «meno». Fino al 30 marzo 2008 Alitalia aveva 1.238 frequenze settimanali targate Mpx. Da allora il declino è stato inesorabile: oggi siamo a quota 185. I passeggeri Alitalia sono diminuiti dell'87,9% (gennaio 2009 rispetto allo stesso mese del 2008). La perdita è stata almeno in parte compensata da altre compagnie (in particolare Lufthansa e Easyjet). Se si considerano tutti i vettori, il taglio dei passeggeri è del 32%. Comunque un terzo in meno. Più dei numeri parlano le storie delle persone. «Laggiù c'era il negozio dove ho lavorato fino a fine febbraio racconta Miriam Gentili, ex commessa della boutique Valentino . Poi la casa madre ha deciso di abbassare la saracinesca. E sa cosa le dico? Al posto

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(sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 14/05/2009 - pag: 2 Riggio, presidente Enac «Arriva l'estate, basta rodaggio o sarà l'inferno» ROMA «Il rodaggio di Alitalia deve finire: 5 mesi sono più che sufficienti. La situazione deve migliorare entro maggio, prima dell'estate». Vito Riggio, presidente dell'Enac (l'Ente aviazione civile), di telefonate sui servizi resi dall'ex compagnia di bandiera ne riceve tutti i giorni. «Sono un termometro della situazione», dice. E il termometro segna ancora una temperatura elevata. «Il problema sostiene è principalmente l'integrazione tra Alitalia e AirOne e dei loro contratti di lavoro, sia per gli equipaggi che per il personale di terra. Non è possibile che un aereo livrea AirOne non parta perché manca un membro di equipaggio AirOne, mentre ce ne sarebbe pronto uno di Alitalia che però non si può utilizzare». Alitalia però denuncia anche una sorta di boicottaggio da parte di certi reparti sotto ristrutturazione, come la manutenzione. «Lungi da me l'idea di imporre tempi contingentati alla manutenzione. Ma non è possibile che una cosa che si può controllare in cinque minuti si verifichi in un'ora». Sui servizi a terra di Alitalia è già convocata una riunione: «È possibile che il personale sia sottodimensionato ipotizza , in questo caso la compagnia dovrà integrarlo ». Il problema è che l'estate si avvicina: «E quest'estate deve funzionare tutto avvisa Riggio altrimenti sarà un inferno. Nei primi 3 mesi la situazione ha girato perché gli aerei non erano pieni. Che succederà con il pienone estivo?». Alitalia sta già correndo ai ripari e intanto ha speso circa un milione per riprotezioni, rimborsi e altre forme di tutela dei clienti. E se i disservizi persistessero? Enac può sanzionare Alitalia? «No, non abbiamo niente. La sanzione è il mercato: se una compagnia non funziona, perde». È anche vero però che non sempre il mercato c'è: sulla Milano-Genova, ad esempio, non c'è alternativa. «Questo è compito dell'Antitrust chiarisce Riggio . Il mio è vigilare, e per questo abbiamo istituito un controllo settimanale su regolarità e puntualità ». I dati vengono forniti dalla stessa Alitalia ma possono essere messi a confronto con quelli dell'Enav (l'Ente assistenza al volo) e degli aeroporti. Ma per il capo dell'Enac le responsabilità non sono solo di Alitalia: «È colpa anche del clima generale; bisogna cominciare a capire che la compagnia non è più pubblica e il suo obiettivo legittimo è fare soldi. Non le si può chiedere di fare cose che non sono di mercato». A. Bac. \\ Il problema principale è l'integrazione con AirOne, a partire dall'utilizzo del personale

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Le ombre di una ricostruzione calata dall'alto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-05-2009)

Argomenti: Alitalia

Le ombre di una ricostruzione calata dall'alto VITTORIO EMILIANI Silvio Berlusconi si è divertito un mondo a Sharm-el-Sheik osannato dagli italiani in vacanza sul Mar Rosso. Del resto in patria tutto andava benissimo (secondo lui). Persino nel terremotato Abruzzo sul quale ha snocciolato a "Porta a Porta" cifre del tutto rassicuranti, senza che nessuno potesse contraddirlo. Lui, imperatore, e Bertolaso, suo proconsole delle Emergenze, hanno in mano la situazione degli aiuti e della ricostruzione che sarà (prima sciocchezza demagogica) "molto rapida". Invece le cose non stanno propriamente così, nonostante gli osanna ammirati di giornali inginocchiati e di televisioni sdraiate ai suoi piedi. Le tendopoli Si sta passando, sotto le tende, dal freddo ancora invernale (specie di notte) ad un caldo già estivo. La soluzione dei container è stata giustamente scartata. Ma, grazie alle ubbìe del premier, si è perso tempo a discutere di "new town" o di Aquila 2 (clonata dalla prediletta Milano 2) promessa nel termine di pochi mesi, figuriamoci, e poi seccamente disconosciuta. «La casa è un miraggio, prefabbricati inevitabili» - ha suggerito un ex commissario di lungo corso, Giuseppe Zamberletti. Solide case in legno, ben riscaldabili d'inverno, sperimentate positivamente fra Umbria e Marche. Le stesse offerte, in un centinaio di esemplari, dalla Provincia di Trento. Senza perdere altro tempo in vecchie/nuove fanfaronate. Bisogna fare presto. La convivenza di tanta gente in una stessa tenda non può essere protratta a lungo: è già ora una tortura psicologica. Lo ha più volte fatto notare il sindaco dell'Aquila, attento e presente, Massimo Cialente, il primo a criticare l'idea della "New Aquila" berlusconiana che avrebbe abbandonato la città storica a spettrale maceria senza futuro. Certo, bisogna che le case in legno, o quelle avveniristiche promesse dal prof. Calvi di Pavia, non sorgano - come invece sta avvenendo per le prime - in ordine sparso in zone del tutto agricole deteriorandole stabilmente. Bisogna pianificarle in forma di villaggi attrezzati, pur considerandole, ovviamente, provvisorie. Il 1° maggio Berlusconi ha affermato che le aree dove montare i prefabbricati per 13.000 persone sono state già individuate. Peccato che i sindaci delle zone interessate non ne sapessero assolutamente niente. A riprova che tutto, in questa emergenza abruzzese, viene fatto calare dall'alto. Funzionalmente un sistema pessimo, oltre che anti-democratico. I finanziamenti I soldi previsti dal decreto 39/09 del governo Berlusconi erano in origine decisamente pochi e per giunta dilazionati negli anni. I 150.000 euro a fondo perduto per la ricostruzione della prima casa verranno attivati con una ordinanza a parte, ma "Sono un niente", ha seccamente commentato l'attiva e coraggiosa presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, a fronte degli edifici distrutti del centro storico dell'Aquila e di alcuni borghi come Onna. Gli amministratori abruzzesi chiedono di avere coperti al 100 per cento i costi (come accadde in Umbria e nelle Marche) per le prime e anche per le seconde case. Il PD, col suo segretario Dario Franceschini ha battuto e ribattuto sulla richiesta e finalmente, ieri, il governo ha dovuto cambiare il decreto coprendo (ancora non si sa come però) il 100 per cento dei costi di ricostruzione. Una bella vittoria per l'opposizione. Fintecna Un ruolo allarmante sta però assumendo la sempre più potente Finanziaria pubblica, totalmente controllata dal Ministero dell'Economia. Nel dicembre 2006 è stata creata Fintecna Immobiliare che ha incorporato le attività di quel tipo. Presieduta da Maurizio Prato, ex Ad di Alitalia, vice-presidenti Corrado Crialese e Vincenzo Dettori (già presidente di Fintecna, poltrone che vanno e che vengono). L'attività di Fintecna è consistita nella gestione e nella vendita del patrimonio immobiliare pubblico. Secondo il decreto 39/09 del governo, la società dovrà occuparsi dei contratti di finanziamento fra lo Stato e i privati per il recupero delle case lesionate o distrutte dal terremoto. Fintecna potrà subentrare ai proprietari indebitati «con la contestuale cessione ad essa dei diritti di proprietà» e del mutuo acceso. Il ministro Tremonti giura che la norma non è stata «pensata per fare acquisizioni di abitazioni nelle zone abruzzesi colpite dal terremoto». Negli aquilani si insinua però il sospetto che si voglia, in un futuro non lontano, acquisire a prezzi stracciati una bella fetta della città antica per poi privatizzarla rivendendola a soggetti decisamente abbienti. Più di un amministratore fa notare che la mega-finanziaria pubblica "diventerà padrona assoluta del centro storico con conseguenze speculative immaginabili". Una ricostruzione calata dall'alto. Tanti gli interrogativi che si affacciano a più di un mese dal sisma. I soldi non si vedono, ma intanto crescono i sospetti che la mano pubblica nasconda la speculazione.

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Class action, salvi i truffatori Gli evasori tornano di moda (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-05-2009)

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Class action, salvi i truffatori Gli evasori tornano di moda BIANCA DI GIOVANNI Il Senato mette la pietra tombale sulla class action. L'Aula di Palazzo madama ha votato ieri l'emendamento presentato dal senatore Pdl Alberto Balboni che cancella la retroattività della norma. Si salvano così i responsabili dei crack Cirio e Parmalat, e anche i vertici Alitalia che hanno danneggiato i piccoli azionisti e gli obbligazionisti. Ma il testo va anche oltre la semplice cancellazione della retroattività. «È vietato ribellarsi per i comportamenti fraudolenti, scorretti e vessatori delle imprese - spiega Elio Lannutti, senatore Idv e presidente Adusbef - perché i cittadini potrebbero essere pesantemente sanzionati dal giudice che rilevasse l'eventuale inammissibilità della domanda». La nuova formulazione, infatti, pone dei filtri molto pesanti alla possibilità di avanzare una causa collettiva da parte dei consumatori, concedendo tra l'altro la possibilità di decidere a 11 tribunali in tutto il territorio italiano. Intervenendo alla fine delle votazioni sul ddl sviluppo, varato in serata, Claudio Scajola ha confermato di essere contrario alla retroattività della norma sulla class action. «Questa norma importante a tutela del consumatore - ha spiegato il ministro - entra in vigore insieme all'approvazione della legge». Anna Finocchiaro ricorda come ormai da anni il Paese tenta di dotarsi della class action, cioè la possibilità per i consumatori di rivalersi collettivamente nei confronti delle aziende. «È una rivoluzione continua - dichiara la presidente dei senatori Pd - che che ora il Pdl annacqua ancora, una rivoluzione che a causa del centrodestra forse non si farà mai più». conti Così il centrodestra procede nella sua marcia ai danni dei consumatori, mentre le casse pubbliche vengono sempre più prosciugate. Dalla crisi e non solo. L'ultimo bollettino di Bankitalia certifica l'aumento del debito e il crollo delle entrate, mentre il Tesoro segnala un fabbisogno in lieve aumento a marzo (a quota 14,6 miliardi). Il debito tocca la cifra record di 1.741 miliardi di euro. Un conto che si fa sempre più salato e che vale 29.021 euro per ciascun italiano, ultraottantenni e bebè inclusi. Intanto l'erario «perde» circa 4 miliardi di euro nei primi 3 mesi del 2009, rispetto allo stesso periodo del 2008. Il calo percentuale è del 4,8%. L'opposizione torna all'attacco sull'evasione fiscale. «Il crollo verticale delle entrate tributarie, oltre 4 miliardi di euro, è drammatico - spiega Francesco Boccia del Pd - il governo spieghi agli italiani da che cosa è stato provocato, giusto per chiarezza». Anche Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd, denuncia «due fatti assai preoccupanti, che purtroppo avevamo previsto», e cioè «da una parte l'inadeguatezza delle misure adottate dal governo per fronteggiare la crisi, dall'altra un indubitabile allentamento della lotta all'evasione». cgil Il segretario Cgil Agostino Megale aggiunge un carico da novanta sull'impegno dell'esecutivo a portare avanti la lotta all'evasione. La Cgil, spiega, «ha da tempo lanciato l'allarme sul calo delle entrate che nel 2009, a fronte di una caduta del Pil del 4,4%, rischia di essere addirittura superiore a quella del 2008. Solo nel primo trimestre 2009 mancano all'appello 4 miliardi di euro, che rischiano di tradursi in una perdita complessiva di più di 15 miliardi se non si prenderanno seri provvedimenti». Dai dati di Bankitalia, inoltre, «risulta evidente una corposa ripresa dell'evasione fiscale - osserva Megale - che non può più spiegarsi con il momento negativo dell'economia in generale, ma che è il frutto di precise scelte attuate». In tale contesto, continua, «in cui le risorse per gli Enti Locali si riducono a causa della crisi così come delle scelte di governo, il tema del contrasto all'evasione contenuto nella legge sul federalismo potrebbe giocare un ruolo determinante». Il senato vota la class action depotenziata voluta dal centrodestra. Lannutti: non si toccano i poteri forti. Intanto i conti pubblici si deteriorano: crollano le entrate ed esplode il debito, che segna l'ennesimo record.

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No R 81,6 (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-05-2009)

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Corriere della Sera sezione: Lettere al Corriere data: 14/05/2009 - pag: 49 La tua opinione su corriere.it La Ferrari potrebbe non iscriversi nel 2010. Seguirete comunque la Formula Uno? SUL WEB Risposte alle 19 di ieri Sì R 18,4 No R 81,6 La domanda di oggi Alitalia rinuncia a Malpensa e come hub sceglie Fiumicino. Una scelta giusta?

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Alitalia: Fiumicino hub internazionale Al nord riesplode lo scontro politico (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-05-2009)

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Alitalia: Fiumicino hub internazionale Al nord riesplode lo scontro politico FELICIA MASOCCO Roma è l'hub internazionale della nuova Alitalia. La scelta di Fiumicino era nei fatti, è dal 2007 che Malpensa è passata da 1200 a 120 voli settimanali. Dunque l'annuncio ufficiale dato dal presidente di Cai Roberto Colaninno, e dall'amministratore delegato Rocco Sabelli ieri, nel corso di una conferenza stampa, se non corrispondeva ad una ratifica dell'esistente, certo gli somigliava. Nessuna sorpresa insomma, invece ecco il riaccendersi dello scontro politico per una ferita, quella milanese, rimasta aperta. Con l'aggiunta della grande delusione verso il governo amico che non ha fatto abbastanza per difendere gli interessi di un territorio che pure gli garantisce una messe di voti. ROMA E BASTA «La Capitale di un paese deve rappresentare il punto principale, se poi si chiama Roma la discussione è finita», ha esordito Colaninno. Il quale ha tuttavia aggiunto che Malpensa e Linate verranno messi in rete per fare «l'hub di una nazione». Cai pensa a Roma come «una rete di infrastrutture» a servizio di turismo, cultura, business. A breve verrà firmato un accordo con Aeroporti di Roma che, tra il 2010 e il 2013 prevede un esborso di 100 milioni l'anno. Toni giubilanti si levano dalla Capitale, a cominciare da quelli del sindaco Gianni Alemanno (anche se è entrato in gioco solo in zona Cesarini), soddisfatti anche il governatore Piero Marrazzo e il presidente della provincia Nicola Zingaretti. Strali partono invece da Milano diretti al governo, al sindaco e quanti nel Pdl hanno lasciato a se stessi gli scali lombardi. ACCUSE AL GOVERNO AMICO Letizia Moratti viene accusata dal presidente della provincia, Filippo Penati (centrosinistra), di aver fatto da «scendiletto del governo amico» «e questo è il risultato» è la conclusione, «con i soldi del Nord si finanzia il Sud», «ha perso con Alemanno 5 a 0». L'elenco delle accuse a sindaco e governo va dalla volatilità dei soldi Expo, che rischiano di essere stornati per il terremoto «mentre quelli per il ponte sullo Stretto sono già stati messi in sicurezza», alla delibera di Tajani. L'europarlamentare Pdl è infatti il promotore di una direttiva votata dal Parlamento europeo che congela gli slot inutilizzati dalle compagnie, «un ostacolo in più per la ripresa di Malpensa» commenta Penati. Da Toronto il governatore lombardo Roberto Formigoni grida al «monopolio», «se Alitalia non intende garantire il servizio necessario al Nord solleveremo il problema», è la minaccia. «Si dia - è invece la proposta - la possibilità ad altre compagnie internazionali di utilizzare le tratte (in particolare la Milano-Roma)affinché sia garantito un adeguato servizio anche al nord e alla Lombardia». E la Lega? Matteo Salvini, già noto per la proposta dell'apartheid sulla metro, propone la serrata per un giorno. E se la prende con Tajani e con «qualche ministro troppo romano», afferma citando Altero Matteoli. «La pattuglia padana - conclude - va a Bruxelles pronta a ribaltare le scrivanie anche addosso agli amici: venga Tajani a Varese a dire perché Roma è meglio di Milano». Perché non anche Maroni o Berlusconi? È Roma l'hub internazionale della nuova Alitalia, il suo centro nevralgico. La conferma dai vertici Cai ratifica l'esistente ma riapre la ferita in Lombardia che torna allo scontro e accusa il «governo amico».

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Respingere per tutelare L'assoluta priorità politica anche nel contrasto della t... (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 14-05-2009)

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Respingere per tutelare L'assoluta priorità politica anche nel contrasto della tratta di esseri umani è la tutela e salvaguardia della vita. Nei viaggi della di-speranza gestiti da organizzazioni criminali militarizzate e ramificate sono morti e continuano a morire troppi esseri umani (soprattutto donne e bambini) e quanti sopravvivono in massima parte non si affrancano più dai soprusi di usura, caporalato, violenza e riduzione in schiavitù con i quali la manovalanza di tali mafie continua a ricattarli nella clandestinità. Respingere per proteggere non soltanto i propri cittadini, ma anche perché i passeggeri di tali viaggi della morte restino o tornino vivi al punto di partenza, scortati e protetti da possibili vendette da parte degli equipaggi. Respingere per promuovere il diritto dei popoli migranti a migrare per vie legali. Quando un collegio docente respinge uno studente lo scopo è duplice: promuovere un maggior impegno da parte dell'allievo e promuovere un maggior impegno didattico nei suoi confronti. MATTEO MARIA MARTINOLI, MILANO Si può fermare il corso della storia? Finalmente siamo forti! Spingiamo indietro, ricacciamo con violenza e allontaniamo. Certamente non fermiamo il corso della storia. Respingiamo degli esseri umani, che evidentemente non consideriamo tali, li ricacciamo in mare, li riportiamo indietro con forza; ci siamo accorti che l'Italia non è un Paese multietnico, perché non siamo in grado di vivere in una società basata su «comuni caratteri fisici, storico-demografici, linguistici e culturali» come è scritto nel dizionario De Mauro. Ma se queste disperate vite umane non si trovassero in una situazione di estremo bisogno e avessero denaro ci chiederemmo la provenienza? Ci glorieremmo del respingimento? Evidentemente respingiamo incuranti del risultato, certi di essere nel giusto, senza paura delle nostre azioni. ANGELA VITA Punire un boia di 89 anni Il boia di Sobibor, John Demjanjuk, 89 anni, è stato estradato in Germania. Verrà processato per complicità in 29 mila omicidi in quanto capo del campo di sterminio di Sobibor. Per carità, la Giustizia deve fare il suo corso, in questi casi forse più di altri, però che senso ha processare un vecchio malato di 89 anni? Anche se venisse condannato all'ergastolo quanto starebbe in carcere? La guerra è finita da 64 anni: dov'è stata la Giustizia nel frattempo? Del resto non è l'unico caso di ex nazista caduto nell'oblio e poi ripescato quando prossimo a passare a miglior vita. Il meglio tardi che mai in questo caso è proprio una magra consolazione. GIUSEPPE DIOTTO Quel volo per Roma Alitalia non c'entra I passeggeri del volo Torino-Roma, di cui si parla nell'articolo «Imbarcati sul volo sbagliato» pubblicato su La Stampa di lunedì 11 maggio, sono stati accompagnati a bordo di un altro volo (per Napoli anziché per Roma) non per colpa di Alitalia, ma a causa di un errore dipeso dalla società responsabile del servizio di navetta interpista. Il nostro equipaggio ha prontamente segnalato l'inconveniente al gestore di servizi aeroportuali che ha provveduto a trasferire tutti i passeggeri sotto bordo dell'aeromobile in partenza per Roma, il cui ritardo è dipeso dalla necessità di eseguire un intervento tecnico a bordo. SIMONE CANTAGALLO RESPONSABILE ALITALIA RELAZIONE CON I MEDIA Ma Bankitalia è parte offesa L'articolo «Il caso San Marino agita Bankitalia» di lunedì 11 maggio a firma di Antonio Massari contiene notizie non veritiere sulla Banca d'Italia. Nell'ambito delle indagini sui rapporti tra banche sammarinesi e banche italiane, come reso noto dalla Magistratura di Forlì, la Banca d'Italia figura quale parte offesa per il reato di ostacolo all'attività di vigilanza. La Banca e l'Unità di Informazione Finanziaria hanno prestato la massima collaborazione alla competente Procura, la quale ne ha dato atto in occasione della conferenza stampa del 5 maggio 2009. Le indagini, come pure risulta dagli atti giudiziari, hanno preso avvio da un'ispezione sulle registrazioni antiriciclaggio di una banca locale disposta, d'intesa con i Servizi della Vigilanza, all'inizio del 2008 dal dott. Giovanni Castaldi, appena insediatosi come Direttore dell'Uif. L'articolo menziona un «buco» nell'archivio unico informatico della Banca d'Italia. In realtà l'archivio antiriciclaggio deve essere tenuto dalle banche e dagli altri intermediari; ed è proprio la Banca d'Italia che ha contribuito ad accertare, sanzionandole, le carenze di registrazione che non avevano consentito la tracciabilità delle operazioni delle banche con intermediari sammarinesi. Le gravi asserzioni dell'articolo circa irregolarità o, addirittura falsificazioni, nell'iscrizione nell'albo del gruppo Delta sono del tutto infondate. L'istruttoria e la relativa delibera sono assolutamente regolari. Il gruppo Delta è stato iscritto a seguito dell'entrata in vigore di una nuova normativa nel 2007; in assenza di tale iscrizione, non sarebbe stato possibile sottoporre il gruppo ai controlli di vigilanza, che hanno determinato la richiesta di adeguare il patrimonio e hanno consentito di effettuare ispezioni e controlli sulla capogruppo e di assumere i conseguenti provvedimenti nei confronti dei soci e del gruppo, culminati nella nomina di commissari da parte della Banca d'Italia. Pure la notizia sul presunto scioglimento di una «squadra di ispettori del vecchio Uic» non corrisponde al vero; anzi, con l'istituzione dell'Uif, le risorse dedicate ai controlli antiriciclaggio sono nettamente aumentate, consentendo di intensificare, congiuntamente alla Vigilanza, l'attività, anche ispettiva, sulle società del Gruppo Delta e sui flussi finanziari tra l'Italia e San Marino. BANCA D'ITALIA

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Strade e treni: e Fiumicino sarà hub (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-05-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 14/05/2009 - pag: 2 Leonardo da Vinci Colaninno: necessario il rafforzamento ferroviario, siamo interessati a entrare in questo servizio Strade e treni: e Fiumicino sarà hub Dopo la scelta di Roma, l'Alitalia punta a ottenere le infrastrutture Circa 45 minuti per volare da Linate a Fiumicino. Ma almeno un'ora e mezza per raggiungere piazza Venezia dopo essere usciti dal terminal «arrivi» dello scalo romano. Comprimere i tempi di questo secondo tragitto cittadino, magari aprendo «un gate d'imbarco in centro, come succede in molte capitali europee» sarà un obiettivo prioritario di Alitalia. Lo ha detto ieri il presidente della compagnia aerea Roberto Colaninno chiarendo, davanti al governatore della Regione Lazio Piero Marrazzo e al sindaco di Roma Gianni Alemanno, che il Leonardo da Vinci sarà la «base principale» della nuova società. Una scelta dettata dall'evidenza delle cifre: circa il 60 per cento dei passeggeri Alitalia sbarca a Fiumicino dove, per stare ai primi quattro mesi del 2009, sono passati 4 milioni e 600 mila viaggiatori. Per questo il grosso dei voli e degli investimenti verrà concentrato al Leonardo da Vinci, scalo capace di accogliere 90 movimenti all'ora (record condiviso con Orly e Heathrow) e che si trova «al centro di un sistema, quello che vede Roma - ha osservato Colaninno - come perno di una rete con variabili molto significative, quelle del turismo, della cultura, dell'arte e dell'industria ». Con 1085 voli settimanali in partenza (poco oltre la metà del totale che decolla da Fiumicino) le esigenze dello scalo sono quelle di un migliore raccordo con la Capitale. Secondo il presidente Alitalia «è necessario il potenziamento del collegamento ferroviario con l'aeroporto e la compagnia è interessata a entrare direttamente in questo servizio». Le ipotesi sono quelle di un raddoppio del tragitto Termini- Fiumicino e di uno «shuttle » su rotaie gestito direttamente dalla compagnia e sarà il sindaco Alemanno a parlarne presto con il presidente delle Ferrovie dello Stato: «Ciò che chiederemo subito è il rafforzamento della linea con l'aeroporto e la creazione della stazione della Nuova Fiera di Roma». Nel frattempo è imminente la firma di un «accordo quadro » - valore 100 milioni di eurocon Aeroporti di Roma. L'obiettivo è «arrivare al traguardo del terminal unico Alitalia », hanno spiegato l'amministratore delegato Alitalia Rocco Sabelli e il presidente Adr Fabrizio Palenzona. In attesa, arriveranno nuovi «gate» e «finger» sulla Roma-Milano. Per Marrazzo, la Regione dovrà avere la «regia» delle infrastrutture (comprese le strade) che collegheranno Fiumicino con la Capitale «e dopo aver sentito il ministro Matteoli, convocherò nelle sedi opportune enti e istituzioni competenti per quanto riguarda la mobilità». La condizione è però che vengano adeguate le tariffe aeroportuali (il «contratto d'affitto » tra vettori e scali, ndr) «ferme al 2001, una questione che mi vede accanto alle richieste fatte da Aeroporti di Roma». Alessandro Fulloni Comune Gianni Alemanno Provincia Nicola Zingaretti Regione Piero Marrazzo

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(sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-05-2009)

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Corriere della Sera sezione: PRIMA PAGINA data: 14/05/2009 - pag: 1 L'>Alitalia su Fiumicino «Per l'hub servono treni e strade» Alitalia punta su Fiumicino, ma chiede treni e strade, per i collegamenti ( foto Graffiti: il presidente Enac, Riggio, con Alemanno e Marrazzo) A PAGINA 2 Alessandro Fulloni

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ROMA Una stella formata da tanti aeroporti e al centro della stella Fiumicino. E' cos&... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 14-05-2009)

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Giovedì 14 Maggio 2009 Chiudi di LUCIANO COSTANTINI ROMA Una stella formata da tanti aeroporti e al centro della stella Fiumicino. E' così disegnato il progetto operativo della nuova Alitalia. «Roma sarà l'hub del futuro. La Capitale di un Paese deve rappresentare il punto principale...se poi si chiama Roma la discussione è finita». Parole di Roberto Colaninno che, appunto, mette la parola fine all'annosa battaglia tra la Capitale e Milano anche se il governatore della Lombardia minaccia: «Dopo le elezioni porremo al governo la questione del monopolio». «Roma - spiega Colaninno - è il fulcro di una rete dalle variabili significative: turismo, cultura, industria, e il Mediterraneo sarà l'occhio del nostro futuro. Roma è un elemento centrale del sistema». Le garanzie che verbalmente forniscono Colaninno e l'amministratore delegato, Rocco Sabelli, sono accompagnate dai numeri: il "Leonardo da Vinci" oggi può proporre 69 destinazioni (23 nazionali, 24 europee, 22 intercontinentali) che diventeranno 78 entro il 2013; 1.600 frequenze settimanali; 75.000 posti offerti ogni giorno; 15 milioni di passeggeri annui trasportati. Sullo scalo romano Alitalia è presente con 99 aerei; 1.080 piloti; 5 hangar e una struttura di circa 1.100 addetti alla manutenzione; strutture di handling con 3.150 addetti. Numeri acquisiti, ma che dovranno essere incrementati proprio in funzione di un potenziamento di Fiumicino e di Milano Linate che costituisce da sempre l'asse portante della compagnia. In attesa che Colaninno e Sabelli possano veder realizzato il sogno "navetta" intanto sarà migliorato il cosiddetto «prodotto» che viaggia tra le due città. Dunque, banchi check-in e varchi dedicati, finger personalizzati, lancio di tariffe "one way", aerei e personale di bordo addetto esclusivamente alla tratta. Fino ad arrivare ai voli per abbonamento. Ovviamente, il tutto non potrà essere realizzato senza la struttura di sostegno rappresentata dal gestore aeroportuale, cioè Aeroporti di Roma: a giorni verrà sottoscritto un accordo quadro quadriennale da 100 milioni all'anno per la fornitura di servizi. Il sogno di Sabelli è un gate al centro città. Anzi ce n'è un'altro: destinare metà aeroporto solo ad Alitalia e ai partners Sky. «Del resto è lo spazio che oggi occupiamo con le nostre attività». I "dioscuri" della nuova Alitalia annunciano anche tre nuove sale Club Freccia Alata che saranno ultimate entro l'anno. E soprattutto confermano tariffe low cost per l'Italia, l'Europa e per il Mondo. «Anche - se puntualizza Sabelli - non saremo mai una compagnia low cost». Un programma che sembra avere del «miracoloso» (parole di Colaninno) per un vettore che qualche mese fa sembrava in drammatica picchiata. In effetti, le difficoltà c'erano e molte ne restano, a partire dalla scarsa puntualità denunciata nei giorni scorsi dal presidente dell'Enac, Vito Riggio: «Un aereo su quattro è in ritardo». «Però stiamo migliorando», replica Sabelli. Poi le difficoltà croniche nelle operazioni di imbarco e sbarco e nella distribuzione dei bagagli. Ma soprattutto è il collegamento tra l'aeroporto e la Capitale l'autentico punto debole di tutto il progetto: serve un sistema ferroviario adeguato. Alitalia lo ha chiesto e continua a chiederlo alle Fs. «Se non fosse possibile in tempi brevi, potremmo pensarci anche noi», spiega il presidente. Insomma la nuova compagnia - ma soprattutto chi viaggia - ha fame di infrastrutture.

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[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Roma è la base principale di Alitalia. Nei prossimi ... (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 14-05-2009)

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[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA «Roma è la base principale di Alitalia. Nei prossimi giorni firmeremo un accordo strategico con Aeroporti di Roma del valore di oltre cento milioni di euro l'anno». Benché la decisione sia stata presa da tempo, le parole di ieri dell'amministratore delegato della compagnia Rocco Sabelli hanno riacceso le proteste della lobby milanese. Siamo in piena campagna elettorale, e nel frattempo è scoppiato il caso Expò. E così, la conferenza stampa dedicata ai progetti di sviluppo di Alitalia nello scalo romano è diventata l'occasione per una nuova polemica sull'asse Roma-Milano. Marco Reguzzoni, plenipotenziaro della Lega per i problemi di Malpensa protesta: «Le bugie hanno le ali corte. Hanno gettato la maschera, Cai dimostra di essere quello che è, cioè una compagnia romana con gli interessi a Fiumicino». Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni minaccia di sollevare «il problema del monopolio della compagnia», mentre il numero uno della Provincia - nonché esponente Pd - Filippo Penati gira il coltello nella piaga: «A furia di fare lo scendiletto del governo amico il sindaco Moratti è stato battuto da Gianni Alemanno 5 a 0». Il sindaco in questione, inutile dirlo, canta vittoria: «Quella di oggi è una festa attesa». Insomma, una ridda di dichiarazioni che nel pomeriggio costringeranno il presidente Roberto Colaninno ad una dichiarazione di maniera sulla «compatibilità» fra il piano di sviluppo dell'aeroporto capitolino e quello di Varese. In realtà le questioni che in queste ore assillano il manager mantovano e il suo amministratore delegato sono ben altre. Ovvero i dettagli dell'accordo che Alitalia sta negoziando con Adr e le contropartite che chiede il gestore, il cui azionista di maggioranza (la famiglia Benetton) è presente anche nel capitale della compagnia. Sabelli e Colaninno, ieri lo hanno detto chiaramente, si aspettano ad esempio canoni d'affitto ragionevoli per l'uso degli hangar, delle palazzine dedicate agli uffici, ma soprattutto la decisione di Adr di dedicare l'intero molo A dell'aeroporto alla compagnia e all'alleanza Sky Team. Una richiesta che i vertici avanzano forti dei numeri del network su Roma: 69 destinazioni (23 nazionali, 24 europee e 22 intercontinentali), 1.600 frequenze settimanali, 15 milioni di passeggeri l'anno. Numeri ai quali Sabelli e Colaninno ieri hanno sommato il traffico che complessivamente Alitalia, Air France-Klm e gli alleati garantiscono a Fiumicino: in tutto, secondo i loro calcoli, la metà dei voli che quotidianamente atterrano nello scalo. «Roma è la capitale del Paese e se si chiama Roma la discussione è finita», dice Colaninno nella conferenza stampa del mattino. Nei piani della compagnia entro il 2010 da Fiumicino dovrebbero esserci altri cinque collegamenti europei (Zurigo, Berlino, Vienna, Praga e Malaga), due verso le americhe (Los Angeles e Rio de Janeiro), due con destinazione Seul e Shangai. Adr sta ovviamente trattando su ogni punto, ma a sua volta chiede la disponibilità della compagnia alla revisione delle tariffe aeroportuali, ferme da sette anni. Con l'abilità oratoria del politico di scuola democristiana, il presidente della società Fabrizio Palenzona lo ha detto chiaramente: «Siamo consapevoli che oggi siamo ad una svolta. Quella di Alitalia è una scelta di impresa rispettosa, ma anche il gestore dello scalo è un'impresa privata che deve servire lo sviluppo e avere anche un ritorno economico». Su questo punto Palenzona può contare sul sostegno sia del presidente dell'Enac Vito Riggio che del numero uno della Regione Lazio Piero Marrazzo: «La questione delle tariffe è discriminante. Occorre raggiungere l'obiettivo di un adeguamento delle tariffe».

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ALITALIA HA SCELTO: LA BASE SARà FIUMICINO (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-05-2009)

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A GIORNI LA FIRMA, L'UNICO HUB A ROMA. MALPENSA DELUSA Alitalia ha scelto: la base sarà Fiumicino

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LA RIVOLTA DEL NORD VIAGGIA SU DUE FRONTI. DA UN LATO LE ISTITUZIONI, DALL'ALTRO IL POPOLO. RID... (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-05-2009)

Argomenti: Alitalia

La rivolta del Nord viaggia su due fronti. Da un lato le istituzioni, dall'altro il popolo. Ridimensionata dalla scelta della nuova Alitalia, la Lombardia passa al contrattacco e studia nuove forme di protesta per rivitalizzare Malpensa. Così, da una parte, il presidente della Regione Roberto Formigoni annuncia un ricorso contro il «monopolio dell'ex compagnia di bandiera sulle tratte nazionali» e dall'altra il parlamentare della Lega Matteo Salvini, già capogruppo al Comune di Milano, propone un giorno di serrata generale con negozi e pompe di benzina chiusi e uffici vuoti. Il presidente della Provincia Filippo Penati (Pd), invece, ne approfitta per fare campagna elettorale alla vigilia del voto e attacca il sindaco Letizia Moratti (Pdl) «sconfitta 5-0» dal collega romano Gianni Alemanno. «Lasciamo passare la campagna elettorale - spiega Formigoni dal Canada, dov'è in missione da un paio di giorni - ma subito dopo solleveremo davanti al governo il problema del monopolio di una compagnia aerea che non garantisce il servizio a tutto il paese». «Alitalia - sbotta il governatore della Lombardia - era nata come compagnia nazionale ma ora è ridotta a una compagnia che serve solo una parte del paese e non garantisce il servizio al Nord: ha ridotto del 90% i voli a Malpensa e anche Linate è zoppicante». al.fa.

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ALESSIO FANUZZI ROMA BATTE MILANO. NON è IL RISULTATO DI UNA SFIDA DI CALCIO MA LA SINTESI ... (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-05-2009)

Argomenti: Alitalia

ALESSIO FANUZZI Roma batte Milano. Non è il risultato di una sfida di calcio ma la sintesi estrema della scelta della nuova Alitalia. Che, quattro mesi dopo il decollo ufficiale, ha sciolto tutte le riserve puntando definitivamente su Fiumicino. Che non sarà un hub ma la base principale della rete «a stella» che comprende altri cinque aeroporti: Milano, Venezia, Torino, Napoli e Palermo. Allo scalo romano intitolato a Leonardo da Vinci, così, la nuova Alitalia chiede di avere un terminal dedicato ai propri passeggeri e a quelli dei partner dell'alleanza SkyTeam. L'accordo quadro con la società di gestione Aeroporti di Roma sarà firmato tra pochi giorni: entro il 2013, a fronte di 100 milioni di euro l'anno, dovrebbero essere attivati tutti i servizi anche se Adr reclama un adeguamento delle tariffe aeroportuali bloccate da sette anni forte del sostegno dell'Enac, che chiede al governo anche un'authority di vigilanza sugli investimenti, e della Regione Lazio, che assicura sarà al fianco di Adr. Contraria, invece, Meridiana Eurofly, scettica per l'aggravio dei costi per i vettori e, indirettamente, per i loro clienti finali. L'annuncio di Fiumicino come base principale fa cantare vittoria agli enti locali - Regione, Provincia, Comune di Roma - alcuni dei quali traducono la decisione di Alitalia in scelta dell'hub (aeroporto di scambio per voli intercontinentali) nell'annosa battaglia con la rivale Malpensa. Il presidente di Alitalia Roberto Colaninno, però, stempera l'euforia romana e prova a rassicurare i milanesi: «Lo sviluppo di Fiumicino è assolutamente compatibile con quello di Milano», dice. Poi continua: «Invece di creare un hub, abbiamo pensato a una rete infrastrutturale basata sul sistema a stella così che, se gli scali «sono ben collegati, rappresentano più di un hub». Sulla stessa linea l'amministratore delegato Rocco Sabelli, secondo cui «puntare su Roma non significa dare un giudizio negativo su Malpensa, i cui collegamenti intercontinentali sono, peraltro, incompatibili con lo sviluppo di Linate». «Per Alitalia - spiega Sabelli - Fiumicino rappresenta 18,5 milioni di passeggeri e 4 miliardi di euro, con il 9% di clienti d'affari (10% a Milano). Lo scalo ha 90 movimenti (decolli e atterraggi) all'ora, è la principale destinazione di turisti internazionali (circa 60% traffico in entrata) ed è il baricentro del Paese». «La posizione dell'Italia - continua Colaninno - non è molto valorizzata, mentre è strategica: è la porta per il Mediterraneo, l'Africa, il Medio Oriente, il Nord e il Sud del mondo. E Roma è la capitale del Paese e se si chiama Roma la discussione è finita». Accanto alle ventitré destinazioni attive oggi, nel disegno dei vertici dell'ex compagnia di bandiera nel 2010 saranno avviate da Fiumicino altre cinque rotte in Europa (Zurigo, Berlino, Vienna, Praga e Malaga) e quattro tra le Americhe (Los Angeles e Rio de Janeiro) e l'Asia (Seul e Shanghai). E non solo, presto i dirigenti della compagnia andranno in Cina, Vietnam, Australia e Brasile per sondare la possibilità di altri collegamenti. Del resto, ammette Colaninno, Alitalia è ancora lontana «dalla sufficienza meno qualcosa» che punta ad annullare i disservizi (dovuti anche all'integrazione con Air One) e a riconquistare la qualità dell'Alitalia dei vecchi tempi gloriosi. Con Adr, ha detto Sabelli, «litighiamo tutti i giorni» sulle responsabilità dei disservizi, mentre persistono problemi di collegamento ferroviario tra Fiumicino e Roma, dove Alitalia può inserirsi ma mantenendo la pace coi tassisti. E persistono anche i disagi dei lavoratori, che ancora ieri hanno manifestato la loro rabbia a Fiumicino «in modo da testimoniare - sottolinea il Sdl in una nota - la situazione grave che caratterizza tutti i 20.000 ex dipendenti Alitalia: assunti, cassaintegrati e precari. A quest'ultimi sta persino terminando il periodo di copertura dell'assegno di disoccupazione».

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DUE DIVERSI COMUNICATI, ATTRAVERSO I QUALI, PUR SE CON DIVERSE SFUMATURE, SI RIBADISCE LO STESSO CON... (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-05-2009)

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Due diversi comunicati, attraverso i quali, pur se con diverse sfumature, si ribadisce lo stesso concetto: il percorso individuato per salvare Atitech, così com'è, non va proprio giù ai sindacati. Da una parte le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti, che ieri hanno diffuso una nota congiunta in cui esprimono «una comune valutazione e una forte preoccupazione per l'evolversi della vicenda». Le quattro sigle chiedono per il polo di manutenzione pesante di Capodichino un assetto societario «forte e solido finanziariamente e industrialmente», in cui Finmeccanica non si limiti a una presenza simbolica e Fintecna assicuri il necessario sostegno finanziario. L'appello alla nuova Alitalia è invece quello di assicurare ad Atitech contratti duraturi per tutte le attività di manutenzione pesante, comprese quelle da effettuare sugli aerei Air One. Dall'altra parte il comunicato dell'Sdl, critico con le sigle confederali, alle quali si chiede di «uscire dall'ambiguità», e durissimo con la cordata di imprenditori guidata dall'IesMed di Gianni Lettieri, unica candidata a rilevare Atitech. Una cordata che, secondo il sindacato, non garantisce né «un piano di sviluppo serio e credibile», né «la necessaria solidità economico-finanziaria». L'Sdl intende promuovere fin da subito nuove iniziative di lotta, da condividere con gli addetti delle altre due grandi aziende in crisi in Campania, Fiat e Tirrenia. In questo scenario, Atitech ha intanto guadagnato una nuova commessa, su un aereo della compagnia del Bangladesh Gmg Airlines, «a dimostrazione - spiega Antonio D'Auria (Filt) - della competitività del nostro sito produttivo». «Ora - aggiunge Giovanni Aruta (Fit) - il governo non scarichi tutte le responsabilità addosso al sindacato». ma.to.

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