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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “ALITALIA” |
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nuovi
collegamenti per roma e napoli e l'aeroporto si allunga la concessione al 2027
( da "Repubblica,
La" del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
aeroporto si
allunga la concessione al 2027 Salgono da 14 a 16 i voli operati giornalmente
da Alitalia e Air One tra Genova e Roma e da 4 a 6 i voli tra Genova e Napoli.
Le nuove frequenze aumentano l´offerta di voli già operativi tra Genova e Roma,
Napoli e Catania. Il nuovo volo Genova-Roma partirà alle 8.45 mentre il volo
Roma-Genova alle 21.
scattano
i rincari sulle autostrade alitalia, differito lo sciopero di lunedì
( da "Repubblica,
La" del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia I
trasporti Scattano i rincari sulle autostrade Alitalia, differito lo sciopero
di lunedì ROMA - Scattano oggi aumenti del pedaggio su diverse autostrade
italiane, mentre la sola Anas beneficerà anche di un aumento del sovrapprezzo
chilometrico. L´aumento è del 2,4% per Autostrade; dello 0,51% per il Raccordo
Valle d´Aosta;
Lo
storico accordo di Marchionne parte dalle fabbriche a Detroit
( da "Corriere
della Sera" del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia), ha
permesso infatti a Marchionne di trattare direttamente con il governo Usa,
lasciando ai Tribunali la procedura di scioglimento della vecchia Chrysler. Con
un quadro così chiaro, si può incominciare subito a lavorare. «Nelle prossime
settimane e nei prossimi mesi è stata una delle prime dichiarazioni di
Marchionne passerò molto tempo a incontrare i lavoratori della Chrysler
Sul
primo maggio pesa la rma separata degli statali
( da "EUROPA
ON-LINE" del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sulla
violazione degli accordi della nuova Alitalia e, in parte, anche sull'accordo
Fiat-Chrysler accomuna Bonanni, Angeletti ed Epifani. Se oggi all'Aquila il
sindacato confederale si riunirà intorno ai suoi valori fondanti, il primo
maggio in giro per l'Europa sarà specchio soprattutto delle condizioni di un
mercato del lavoro in rapido deterioramento.
TITTI
MARRONE LA GAG MIGLIORE DEL GENIALE ANTONIO ALBANESE è QUELLA SUL CORROTTO E ASSATANAT...
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dalla riforma
scolastica alla demografia alla crisi Alitalia. Ma soprattutto, gli editoriali
restituiscono istantanee di realtà italiana in momenti complessi, come quello
delle elezioni politiche del 2008, inchiodando con i giudizi «tranchant»
tipicamente sartoriani la parabola perdente di Veltroni, i dilemmi
inconcludenti dei «democrat», la rissa continua a sinistra.
LA
NUOVA SOCIETà CHE RILEVERà ATITECH ORA HA FINALMENTE UN NOME: SI CHIAMA
MANUTENZIONE AE... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Gianni
Lettieri per rilevare il polo partenopeo di manutenzione pesante dell'ex
Alitalia. IesMed che ieri mattina, proprio attraverso la società
neo-costituita, ha presentato una manifestazione di interesse non vincolante
per l'acquisizione del controllo di Atitech, rispondendo così al bando
pubblicato a fine marzo dal commissario straordinario della vecchia Alitalia
Augusto Fantozzi,
"Gli
operai in Cda sono un vantaggio per le aziende"
( da "Stampa,
La" del 03-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nella
gestione sono quasi sempre negative, basti pensare alla vicenda Alitalia. «Era
un caso molto particolare. Ma se in Italia il sindacato è espressione
tendenzialmente di una cultura antagonista conflittuale, i segnali più recenti
- la tensione tra Cisl-Uil e la Cgil - riguarda proprio la natura e il ruolo
del sindacato.
Cambiare
a mano una ruota di 70 chili, in tre, perché la macchina che dovrebbe farlo è
ko.... ( da "Unita, L'"
del 03-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ultima fase
della vecchia gestione Alitalia, succede oggi, nonostante un prestito
governativo per Cai di 300 milioni e un restyling aziendale pagato dagli ex
lavoratori Alitalia con migliaia di esuberi. «Sono anni che ci mettiamo del
nostro per far volare gli aerei - racconta un operaio - Vaghiamo ore negli
hangar alla ricerca di mezzo litro d'olio o una guarnizione,
Famiglia
risarcita per i Bond argentini trattati da una banca
( da "Stampa,
La" del 04-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per tutti i
risparmiatori coinvolti nei crack finanziari degli ultimi anni (bond Cirio,
Argentina, Parmalat, Finmek, Giacomelli, Lehman Brother e Alitalia), che sono
ancora pienamente in tempo - essendo stato riconosciuto il termine decennale di
prescrizione - per proporre le loro richieste di risarcimento dei danni patiti
nei confronti delle banche».
Parlamento
Ue i voti di quelli che ci riprovano
( da "Stampa,
La" del 04-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il voto
imminente lo ha smosso e convinto ad una interrogazione sul futuro degli slot
Alitalia a Malpensa. Guarda caso. Dietro, staccati, sono quelli che la parola
non l'hanno mai presa. Il forzista Aldo Patriciello (24 le interrogazioni,
molte sul natio Molise), inquisito, uno dei pochi a cui hanno tolto l'immunità
parlamentare.
L'integrazione
Alitalia-AirOne porterà nuovi disoccupati
( da "Unita,
L'" del 04-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
integrazione
Alitalia-AirOne porterà nuovi disoccupati» Ancora problemi per Alitalia. Filt
Cgil Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti, riuniranno oggi una segreteria
unitaria per definire «una piattaforma sindacale coerente con le intese di
Palazzo Chigi (violate da Alitalia) e condividere le iniziative unitarie a
sostegno della stessa»
Ex
Alitalia, 60 sedi da chiudere ( da "Corriere della Sera"
del 04-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
estero Ex
Alitalia, 60 sedi da chiudere di SERGIO RIZZO L'ex Alitalia, la compagnia di
bandiera ormai in liquidazione, aveva 60 sedi estere, che il commissario
straordinario Augusto Fantozzi sta cercando di chiudere. Non senza trovare
sorprese: tesoretti depositati in banche locali (50 milioni), dipendenti
alloggiati in hotel di lusso.
L'ex
Alitalia degli sprechi: 60 sedi all'estero da chiudere
( da "Corriere
della Sera" del 04-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dove
l'Alitalia non vola più da tempo, e dal 2008 ha soppresso anche i collegamenti
cargo. Quindici dipendenti e un conto di 1.200 dollari al giorno per il
lussuoso hotel Hyatt. Per ironia della sorte, la filiale di Hong Kong
dell'Alitalia, cioè una compagnia aerea fallita, aveva 7 milioni e mezzo di
euro, liquidi.
SEGRETERIA
UNITARIA DI FILT CGIL FIT CISL, UILTRASPORTI E UGL TRASPORTI, OGGI PER DEFINIRE
UNA... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 04-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
violate da
Alitalia) e condividere le iniziative unitarie a sostegno della stessa».
L'incontro è stato deciso dopo quello che le quattro sigle sindacali hanno
avuto con una delegazione di Alitalia, il 28 aprile scorso, su obiettivi e fasi
dell'integrazione dei gruppi Alitalia ed Airone, prevista per il primo luglio
prossimo,
Franceschini:
Complotto? Berlusconi è patetico ( da "Unita, L'"
del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2 ore e 40
minuti di ritardo per un volo Fiumicino-Malpensa della nuova Alitalia è davvero
troppo. Franceschini è a Milano per sostenere Filippo Penati che si ripresenta
in Provincia e tutti i candidati («Berlusconi dice che mettiamo in lista
persone anziane, gli ricordo che il più vecchio dei nostri candidati è un suo
coetaneo»).
elezioni,
il pd all'attacco su malpensa - andrea montanari
( da "Repubblica,
La" del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
un guasto a
Fiumicino al suo aereo dell´Alitalia lo ha fatto arrivare con ben due ore e
quaranta minuti di ritardo. Costringendolo a saltare sia il viaggio a bordo del
Malpensa Express che l´incontro con le piccole e medie imprese a un convegno
alle Stelline. L´affondo: «Avevano detto che avrebbero fatto un consiglio dei
ministri a Malpensa.
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dove è
atterrato con un volo Alitalia che ha riportato due ore e 40 minuti di ritardo.
Il leader democratico ha ricordato l'annuncio da parte del governo della
volontà di tenere all'interno della struttura milanese una riunione
straordinaria del consiglio dei ministri, invece «sono passati due mesi e non
hanno il coraggio di metterci piede,
Pool
di banche per Antonio Merloni Con la garanzia dello Stato
( da "Corriere
della Sera" del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
cassa
integrazione, agevolazioni fiscali, caso Alitalia, etc. si aggiunge adesso un
caso a sette cifre (30 milioni di euro) a favore della Antonio Merloni in
amministrazione straordinaria. Non si tratta di un vero e proprio esborso, ma
della garanzia pubblica al nuovo maxi finanziamento da una decina di banche.
La
Filt-Cgil e il caso delle hostess con figli: finisce in Procura il dossier sul
lavoro notturno ( da "Corriere della Sera"
del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
33 Nuova
Alitalia La Filt-Cgil e il caso delle hostess con figli: finisce in Procura il
dossier sul lavoro notturno ROMA ( a. bac.) Un esposto alla Procura di Roma
contro l'amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli. Lo ha depositato
ieri Mauro Rossi, segretario della Filt-Cgil, denunciando il mancato rispetto
delle norme sull'
Incontro
Moratti-Berlusconi: rispetteremo i patti con l'Udc
( da "Corriere
della Sera" del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Dopo le
durissime polemiche su Alitalia, su Malpensa, sull'Expo, il sindaco ha deciso
di eliminare ogni intermediazione tra lei e il Cavaliere. Incontri settimanali.
Di norma, il lunedì. Un po' come le cene ad Arcore tra Berlusconi e Bossi. Si
ripetono da diverse settimane senza che ne sia a conoscenza nessuno se non i
più stretti collaboratori della Moratti.
Franceschini:
Malpensa tradita dal Pdl Expo non decolla, accuse a Stanca
( da "Corriere
della Sera" del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e a
pagare sono soprattutto i lombardi «Malpensa è il luogo simbolo del tradimento
del Nord»: dove, a tradire è stato il Popolo della Libertà e i traditi sono i
lombardi. Il giudizio è di Dario Franceschini, oltremodo convinto del
fallimento dell'operazione Cai dopo che l'aereo della compagnia italiana che
avrebbe dovuto portarlo a Milano è atterrato ieri con due ore e quaranta
MARCO
TORIELLO MANCAVA SOLO L'UFFICIALITà, ARRIVATA IERI POMERIGGIO DA ROMA: L'UNI...
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
A
certificarlo è un comunicato diffuso dal commissario straordinario della
vecchia Alitalia Augusto Fantozzi. Una nota che in realtà non fa esplicitamente
il nome della società di investimenti guidata dal leader dell'Unione
industriali di Napoli, ma si limita a indicare che sul tavolo del commissario è
arrivata una sola offerta per il polo di manutenzione napoletano.
L'Enac
sferza Alitalia In ritardo il 30% dei voli
( da "Stampa,
La" del 06-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Enac sferza
Alitalia In ritardo il 30% dei voli La compagnia: «I problemi si sono
concentrati in aprile Ora va molto meglio» le cancellazioni per la Sicilia
Riggio: "Correggere le disfunzioni prima dell'estate" [FIRMA]LUIGI
GRASSIA Una volta il nome di Alitalia veniva scomposto in sigla e sbertucciato
come Always Late In Take-off And Late In Arrival (
Sul
Milano-Roma per Formigoni solo posti in piedi
( da "Unita,
L'" del 06-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il
governatore ha commentato: «È l'ennesima conferma di quanto sia improrogabile
l'apertura della concorrenza. Alitalia continua a collezionare disservizi
mentre il Nord piange. Il monopolio di Alitalia sulla rotta Milano-Roma non ha
più ragion d'essere». ALITALIA
accordo
tra sea e sindacati via ai 390 esuberi per la crisi
( da "Repubblica,
La" del 06-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
prepensionati
I tagli distribuiti a Malpensa e a Linate tra tutti i settori colpiti dalla
riduzione di Alitalia Dalla mobilità al pensionamento incentivato. Questo in
sintesi l´accordo raggiunto ieri tra Sea e sindacati sulla procedura di
mobilità avviata lo scorso 15 aprile riguardante 390 lavoratori, 240 dipendenti
della capofila Sea spa e 150 di Sea handling sia di Linate che di Malpensa.
"alitalia,
in ritardo un volo su quattro" - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 06-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, in
ritardo un volo su quattro" L´affondo dell´Enac. Fantozzi: 23mila
creditori, 19mila sono dipendenti Il governatore della Lombardia Formigoni
senza posto sul Linate-Fiumicino LUCIO CILLIS ROMA - L´Enac bacchetta Alitalia.
Troppi voli soffrono di inspiegabili ritardi al punto che nella media dei primi
quattro mesi di vita della rinata compagnia l´
Alitalia,
Fantozzi pronto a intervenire per gli obbligazionisti
( da "Corriere
della Sera" del 06-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
31 Mengozzi
bond Alitalia, Fantozzi pronto a intervenire per gli obbligazionisti MILANO
Un'eventuale azione contro il Tesoro per tutelare gli obbligazionisti Alitalia
è, al momento, un'ipotesi «peregrina», ma se necessario verrà avviata in un
secondo tempo. Augusto Fantozzi, commissario straordinario di Alitalia in
amministrazione straordinaria,
SONO
ORE DI ANSIA PER GLI OLTRE TREMILA LAVORATORI DEL GRUPPO TIRRENIA, SOPRATTUTTO
AL SUD E IN CAMP... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 06-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
processo di
privatizzazione della società possa generare un nuovo caso Alitalia». «Si
impone una iniziativa forte da intraprendere in tempi stretti», è la posizione
delle rsu aziendali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, mentre l'Ugl
Trasporti spiega: «Si prospettano, e sono voci mai smentite a livello
ministeriale, tagli di linee come la Genova-Porto Torres e la Genova-Olbia,
Spinetta:
La cassa di Alitalia meglio delle attese
( da "Stampa,
La" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il bilancio
dei primi 100 giorni a Palazzo Chigi Spinetta: «La cassa di Alitalia meglio
delle attese» Che nella nuova Alitalia ci fosse qualche problema operativo lo
aveva notato anche lui, che pure vola con tutt'altri aerei. Silvio Berlusconi
lo dice senza remore: «I primi mesi di gestione hanno presentato dei problemi,
e non poteva essere diversamente.
Lannutti
Il senatore dipietrista capo dei consumatori: Così andiamo a braccetto con i
truffatori ( da "Stampa, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ogni
possibilità di azione collettiva da parte degli obbligazionisti Alitalia, per i
quali il decreto anticrisi prevede un rimborso soltanto parziale. Se
l'emendamento sarà approvato, infatti, l'azione sarà possibile solo per gli
illeciti che verranno commessi dopo l'approvazione del collegato «sviluppo»,
ora all'esame del Senato e che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera.
La
nuova class action salva anche Alitalia
( da "Stampa,
La" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
RISPARMIO
TRADITO La nuova class action salva anche Alitalia LE NUOVE REGOLE AL VIA
L'emendamento introdotto in un testo che dovrebbe regolare il nucleare Tempi
Cause collettive ammesse solo per i fatti accaduti dopo l'approvazione del provvedimento
[FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA Uno dei primi atti del governo Berlusconi fu il
congelamento per sei mesi dell'entrata in vigore della «
colaninno
e sabelli: "così alitalia batterà la concorrenza delle ferrovie"
( da "Repubblica,
La" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pagina 1 -
Prima Pagina ETTORE LIVINI ALLE PAGINE 12 E 13 L´intervista Colaninno e
Sabelli: "Così Alitalia batterà la concorrenza delle ferrovie" SEGUE
A PAGINA 12
"noi
marziani per i sindacati alitalia e malpensa non sarà mai un hub" - ettore
livini ( da "Repubblica, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ricapitalizzazioni
Il nodo assenteismo Aerei sempre più pieni "Noi marziani per i sindacati
Alitalia e Malpensa non sarà mai un hub" Colaninno e Sabelli: un nostro
treno a Fiumicino per battere le Fs Il forum Alitalia è stata salvata e vola. E
questo, viste le condizioni in cui era solo cinque mesi fa, è già un risultato
importante Ad aprile solo il 66-67% dei voli era in orario.
"il
primo no di air france colpa di sigle sindacali e greggio puntiamo sulle città
d'arte" - lucio cillis ( da "Repubblica, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cyril
Spinetta e i vertici di Alitalia, il presidente Roberto Colaninno e l´ad Rocco
Sabelli, hanno fatto ieri il punto sull´alleanza e sul rilancio delle città
d´arte italiane che avverrà grazie ad Alitalia e a Sky Team. Un matrimonio che
funziona bene, nonostante i ritardi, i disservizi emersi sul network fin dal
gennaio scorso,
l'aereo
ha le gomme lisce il colombo vieta il decollo - giuseppe filetto
( da "Repubblica,
La" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
accaduto è
confermato dalla stessa compagnia (recentemente accorpata con Alitalia).
Attraverso il suo ufficio stampa, ammette che "l´aereo non era in
condizioni di atterrare". Inoltre, sottolinea che "la sicurezza viene
prima di ogni altra cosa e che si è deciso, in comune accordo con l´Enac, di
sostituire entrambe le ruote".
class
action, via la retroattività - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
magari gli
obbligazionisti Alitalia truffati dal Tesoro, possano rivendicare i loro
diritti» commenta il senatore dell´Idv e presidente dell´Adusbef, Elio
Lannutti. Non solo, il Popolo delle libertà, propone di eliminare il divieto di
monomandato per gli agenti assicurativi che ora devono vendere prodotti di
compagnie differenti.
Class
action non retroattiva Il governo salva i truffatori
( da "Unita,
L'" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
azionista
Tesoro della vecchia Alitalia, che hanno lasciato gli obbligazionisti della
compagnia di Stato con pochi spiccioli in tasca (solo il 33% del valore). È
stato depositato ieri in Senato l'emendamento che cancella la retroattività
alla class action, l'azione collettiva che i consumatori possono sporgere in
gruppo contro grandi società.
Il
lento decollo di Alitalia Berlusconi e Spinetta a difesa dei patrioti
( da "Unita,
L'" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il lento
decollo di Alitalia Berlusconi e Spinetta a difesa dei «patrioti» MARCO
TEDESCHI È capitato persino a Formigoni, presidente della regione Lombardia,
grande elettore di Berlusconi: un Milano-Roma con ore di ritardo e posti solo
in piedi. È la nuova Alitalia.
Nuovo
colpo alla class action: restano fuori anche i creditori di Alitalia
( da "Manifesto,
Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
della Telecom o delle banche sanzionate dall'Antitrust per pubblicità
ingannevole di prodotti finanziari. «E' un modo di fare le leggi che va
incontro ai poteri forti e che esclude i piccoli obbligazionisti dell'Alitalia
che, truffati dal Tesoro che li rimborserà solo parzialmente, potevano mettersi
insieme e rivendicare i propri diritti»
Class
action solo per il futuro ( da "Corriere della Sera"
del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
possibilità
di risarcimento degli obbligazionisti e dei piccoli risparmiatori del-- l'Alitalia,
colti di sorpresa dalla cancellazione del titolo in Borsa per il passaggio di
proprietà della compagnia. Attualmente per il loro indennizzo, dal decreto
incentivi, è stato previsto un tetto massimo complessivo di 100 milioni di
euro, una somma che non accontenta per nulla gli interessati.
Sanchez,
Argomenti: Alitalia
Abstract:
papà pilota
Alitalia e mamma casalinga. «Vivo in Italia da 37 anni scherza giocando sui
colori e prima ero una mosca bianca: alle elementari, alle medie, al liceo
scientifico Cannizzaro dell'Eur, sono sempre stato l'unico nero. Poi la società
e cambiata e l'Esercito ha rispecchiato, persino in meglio, questa crescita.
Il
premier promette: Alitalia puntuale
( da "Corriere
della Sera" del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Furono i
sindacati a dire 'no' all'offerta di Air France su Alitalia ». Sul punto si è
espresso anche Spinetta: «Dal 2001 al 2008 ha chiarito abbiamo cercato di
ampliare la collaborazione con Alitalia, ma non è stato possibile per due
motivi: l'opposizione dei sindacati di Alitalia e poi il prezzo del petrolio ».
MANUELA
TULLI ROMA. STOP ALLA RETROATTIVITà PER LA CLASS ACTION. L'AZIONE COLLETTIVA
ARRIVER... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
fuori così la
possibilità di una azione collettiva da parte degli obbligazionisti Alitalia,
per i quali il decreto anticrisi prevede solo un rimborso parziale. L'ennesimo
rinvio è sancito da un emendamento della maggioranza (a firmarlo è Alberto
Balboni del Pdl) al disegno di legge Sviluppo che contiene norme sull'energia e
il nucleare e sulla competitività delle imprese italiane.
MARCO
TORIELLO RITARDI, DISSERVIZI E CRITICHE, ARRIVATE ANCHE DA PERSONALITà
AUTOREVOLI COME... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
opposizione
dei sindacati di Alitalia e poi il prezzo del petrolio». Qualche ora prima
dell'incontro di Palazzo Chigi, i manager di Alitalia e Air France avevano
partecipato al primo comitato esecutivo con pieni poteri dell'Alitalia targata
Cai, durante il quale si è fatto il punto sui risultati del gruppo nei primi
tre mesi dell'anno,
Diventa
legge il cosiddetto decreto Alitalia che spiana la strada al piano di
salvataggio ( da "Stampa, La"
del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA 24
OTTOBRE 2008 Diventa legge il cosiddetto decreto Alitalia che spiana la strada
al piano di salvataggio
Uno
slalom tra crisi e sisma sempre a caccia di consensi
( da "Stampa,
La" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
trattativa di
Alitalia, e nonostante la nuova compagnia abbia salvato l'italianità ma non
ancora la mobilità. Tutti sfiancati, si limitano a qualche inchiesta di
quotidiano o a qualche strillo d'agenzia che non smuove nessuno. E, anzi,
Berlusconi è riuscito ad acchiapparsi persino il 25 Aprile e i partigiani,
smossi dalla fissa del neofascismo da due belle frasi pronunciate a Onna.
il
papa in terra santa, minacce e insulti - orazio la rocca
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia il
Papa raggiungerà Amman, in Giordania. L´11 maggio arriverà a Tel Aviv, in
Israele, dove resterà fino a venerdì 15 prossimo. Il pellegrinaggio, però, ieri
è stato salutato da un sinistro messaggio lanciato attraverso un sito web
vicino ai taliban afghani, che hanno chiesto «al papa cristiano Benedetto XVI
di impegnarsi per impedire che le sciocche e irresponsabili azioni
colaninno
seppellisce malpensa, la rivolta del nord - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La nuova
Alitalia targata Cai ha scelto Fiumicino come hub. E da lì non si muoverà. E
Malpensa dovrà rimboccarsi le maniche per colmare la voragine aperta da
Alitalia, che con il de-hubbing ha cancellato mille voli alla settimana
togliendo dal bilancio dell´aeroporto 8 milioni di passeggeri l´anno.
sangalli:
basta farsi del male ora il governo liberi le rotte
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ma secondo
Alitalia non potrà mai ritornare ad essere un punto di riferimento per i voli
intercontinentali nemmeno per Lufthansa. «Il concetto di hub si qualifica per i
collegamenti con gli altri aeroporti. è ovvio che se Alitalia ha abbandonato
Malpensa si è verificato un problema.
tutti
contro la nuova alitalia "noi difendiamo malpensa" - andrea montanari
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Milano Tutti
contro la nuova Alitalia "Noi difendiamo Malpensa" Politici e
imprenditori: più collegamenti con il mondo La paura è di mettere in crisi
anche il sistema Expo. «Intervenga Berlusconi, ci venga di persona» No comment
dei vertici di Sea ANDREA MONTANARI Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, il
vertice della nuova Alitalia,
gli
investimenti e la lufthansa il futuro si gioca in dodici mesi - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia. è
partito il Progetto Scala, l´alleanza strategica con Lufthansa che ha
consentito di piazzare già a Milano nove aerei della compagnia tedesca attivi
su diverse destinazioni europee e italiane. Con la speranza - secondo le
indiscrezioni forse anche qualcosa di più - che entro fine anno Francoforte
possa annunciare il lancio dei suoi primi voli intercontinentali da Malpensa,
Il
peggio deve ancora venire: Cai è un modello contro i diritti del lavoro
( da "Manifesto,
Il" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il «problema
Alitalia» non c'è più, come la monnezza napoletana. Ma se si pensa che deve
ancora la fusione effettiva tra le cinque aziende che compongono oggi la nuova
Alitalia, è facile prevedere nuovi «esuberi» causati da queste sinergie. Ma se
già ora nell'«operativo» gli addetti sono pochi.
Franceschini
boccia il governo Un anno di annunci e di danni
( da "Unita,
L'" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E tanti
danni, a cominciare da Alitalia e Malpensa. Ieri il leader del Pd ha presentato
cinque proposte del Pd per sostenere le famiglie nella crisi economica, mirate
per i nuclei più deboli, dall'aumento degli assegni familiari, alla gratuità
dei libri di testo, agli asili nido, agli sgravi fiscali per i figli.
l'alitalia
al contrattacco debutta nel low cost
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
L´Alitalia al contrattacco debutta nel low cost Sui voli interni e
internazionali. Cgil: qualità servizi ancora inadeguata La compagnia aumenta
l´offerta su Venezia per intercettare il traffico turistico Dal 13 maggio
arrivano proposte con prezzi ribassati e flessibili ROMA - Alitalia tenta la
via del low cost.
La
prima volta di Paolo VI (che non nominò Israele)
( da "Corriere
della Sera" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il viaggio
avviene con un DC8 dell'Alitalia, che la mattina del 4 gennaio porta il papa ad
Amman. Re Hussein di Giordania appassionato di aeronautica presiede alle
operazioni di atterraggio dalla torre di controllo e poi segue dall'alto, in
elicottero, il corteo di macchine che conduce il papa a Gerusalemme.
Alitalia
scommette su Venezia Il Marco Polo guarda a Shanghai
( da "Corriere
della Sera" del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
accordo
Alitalia scommette su Venezia Il Marco Polo guarda a Shanghai DAL NOSTRO
INVIATO VENEZIA Un memorandum d'intesa per rilanciare l'aeroporto «Marco Polo».
Le parti ieri a Palazzo Balbi erano rappresentate da Roberto Colaninno e Rocco
Sabelli (presidente e amministratore delegato di Alitalia), da Giancarlo Galan
(governatore del Veneto)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il «problema
Alitalia» non c'è più, come la monnezza napoletana. Ma se si pensa che deve
ancora la fusione effettiva tra le cinque aziende che compongono oggi la nuova
Alitalia, è facile prevedere nuovi «esuberi» causati da queste sinergie. Ma se
già ora nell'«operativo» gli addetti sono pochi.
UN'ALTRA
INDISCREZIONE DI STAMPA, SEMPRE DALLA GERMANIA. E PER LA SECONDA VOLTA IN 48
ORE è... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
del piano Cai
per Alitalia), un progetto di riassetto del nuovo gruppo nel quale, oltre al
taglio dei due impianti italiani, subirebbero ridimensionamenti anche fabbriche
tedesche, svedesi e inglesi ma garantirebbe un risparmio di un miliardo.
Torino, che martedì aveva smentito con un comunicato ufficiale la notizia, ieri
ha preferito il silenzio.
ROMA.
ALITALIA, SULLA SCIA DI FERROVIE, A CACCIA DI CLIENTI LOW COST. DAL 13 MAGGIO,
PARTE L'OFFERTA... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
sulla scia di Ferrovie, a caccia di clienti low cost. Dal 13 maggio, parte
l'offerta di voli nazionali e internazionali a tariffe flessibili negli orari
meno richiesti, cioè dalle 10-11 fino alle 16-17. L'annuncio arriva da Venezia,
dove per l'aeroporto Marco Polo, terzo scalo per Alitalia dopo Roma e Milano,
L'Alitalia,
le assistenti e la battaglia del notturno
( da "Corriere
della Sera" del 09-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera sezione: Focus data: 09/05/2009 - pag: 11 Il caso L'Alitalia, le
assistenti e la battaglia del notturno ROMA Dall'inizio di quest'anno le mamme
lavoratrici della nuova Alitalia con figli fino ai 3 anni di età, non
usufruiscono più, come è accaduto fino al dicembre 2008, dell'esonero dal
lavoro notturno.
Rischio
scioperi, Alitalia chiama i sindacati
( da "Corriere
della Sera" del 09-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
chiama i sindacati ROMA ( a. bac.) Alitalia apre al dialogo con i sindacati.
Alla vigilia dell'estate, con i dati di regolarità e puntualità ancora da
migliorare, l'amministratore delegato Rocco Sabelli, rilancia il confronto con
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl sulla piattaforma unitaria da questi
presentata sull'
lavoro,
la rabbia in piazza ( da "Repubblica, La"
del 09-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ieri protesta
dei dipendenti e dell´indotto Atitech a Capodichino: minaccia di altre 48 ore
di sciopero nei prossimi giorni per tutti i lavoratori di Alitalia-Cai. E alla
Fiat di Pomigliano sale la tensione dopo le voci di tagli. I lavoratori della
Tirrenia: si mobilitino la città e la chiesa. ROBERTO FUCCILLO A PAGINA II E
III
atitech,
ritorna la protesta - roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 09-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
si dice
fiducioso delle mosse con le quali il commissario liquidatore di Alitalia,
Augusto Fantozzi, ha intrapreso la via del salvataggio di Atitech. Ma, dopo la
chiusura del bando, è ora in corso la "due diligence", ovvero
l´accertamento delle reali condizioni dell´azienda da parte della cordata di
acquirenti guidata dal leader degli industriali napoletani Gianni Lettieri.
si
rompe gomma al decollo rientro d'emergenza a fiumicino
( da "Repubblica,
La" del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
emergenza a
Fiumicino Un MD80 Alitalia diretto a Napoli è stato costretto a rientrare ieri
mattina a Fiumicino per la rottura di una gomma avvenuta durante le fasi di
decollo. Il forzato dietrofront, avvenuto in piena sicurezza, non ha avuto
alcuna conseguenza né per l´aereo né per i 126 passeggeri a bordo più i cinque
membri d´equipaggio.
alitalia
scarica genova, scatta la protesta
( da "Repubblica,
La" del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pagina V -
Genova Alitalia scarica Genova, scatta la protesta POCO meno di trenta voli
cancellati da inizio anno, ore e ore di ritardi sui voli, rabbia crescente dei
passeggeri che prendono di mira i pochi dipendenti Alitalia ancora rimasti a
difendere la posizione.
merlo:
"aerei e binari, stavolta si cambia l'obiettivo è quello di affidarsi ai
privati" ( da "Repubblica, La"
del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Genova ha
ormai deciso di aprire una vertenza con Alitalia per il servizio reso. Qual è
secondo lei il problema di fondo? «Ci sono carenze di mezzi e di personale. Non
a caso, mi risulta che l´Enac abbia aperto procedure di approfondimento su
alcuni collegamenti». E voi come vi attrezzate? «Lavoriamo per trovare altre
compagnie che possano affiancarsi ad Alitalia».
voli
tagliati, dipendenti a casa così alitalia cancella genova - massimo minella
( da "Repubblica,
La" del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dipendenti a
casa così Alitalia cancella Genova Protesta dei sindacati: da domani nuove
iniziative di lotta MASSIMO MINELLA Poco meno di trenta voli cancellati da
inizio anno, ore e ore di ritardi sui voli, rabbia crescente dei passeggeri che
prendono di mira i pochi dipendenti Alitalia ancora rimasti a difendere la
posizione.
Scoppia
una gomma, atterraggio d'emergenza
( da "Corriere
della Sera" del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cronaca di
Roma data: 10/05/2009 - pag: 7 Aereo dell'Alitalia a Fiumicino Scoppia una
gomma, atterraggio d'emergenza Momenti di apprensione ieri mattina nei cieli di
Fiumicino su un volo Roma-Napoli dell'Alitalia. In fase di decollo all'Az1263,
con 126 passeggeri e 5 membri dell'equipaggio, si è rotta una gomma del
carrello.
Crisi
Malpensa Viaggio nell'aeroporto senza Alitalia
( da "Unita,
L'" del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Crisi
Malpensa Viaggio nell'aeroporto senza Alitalia L'inchiesta Abbandonato dal
governo, così un hub cerca di rivivere ALLE PAGINE 26- 27
Malpensa
è come il bicchiere: mezzo vuoto o mezzo pieno. Dipende. Viaggiando sul trenino
che da... ( da "Unita, L'"
del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Si dovrebbe
aggiungere che il 2008 è stato l'anno nero e che aprile è stato il mese nero di
Alitalia. La sintesi corretta sarebbe: quasi 24 milioni di passeggeri nel 2007,
19 milioni nel 2008, quando sono stati persi poco meno di 8 milioni di
passeggeri per il ritiro di Alitalia e se ne sono guadagnati tre milioni grazie
ad altri vettori.
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E poi c'è la
questione economica, insiste Riggio: «Servono agenti particolarmente addestrati
per svolgere questo compito. I costi dell'operazione, che dovranno essere
sostenuti dalla compagnie, incideranno certamente sul prezzo dei biglietti». Su
questo l'Alitalia non ha espresso una posizione ufficiale Dino Martirano
I
bluff del Cavaliere per scalare il Colle
( da "Unita,
L'" del 11-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Gli italiani
forse ancora non hanno capito, ad esempio, che la vicenda Alitalia la pagheremo
tutti a lungo; che la questione rifiuti è tutt'altro che risolta, esploderà di
nuovo a breve, è evidente che la Campania ancora oggi resta la discarica del
paese. Arriviamo al terremoto: grandi promesse, parrucchiere, tailleur alle
signore.
Due
sconfitte di misura per l'Elettra Energia
( da "Stampa,
La" del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
due ore di
ritardo dell'Alitalia, ha costretto la squadra ad arrivare allo stadio
direttamente dall'areoporto, tra l'altro senza pranzare, scendendo in campo
(nel primo incontro) praticamente senza riscaldamento. Le due partite, malgrado
la doppia sconfitta, devono aver comunque dato ai giocatori del Novara la
convinzione della loro forza;
Presentata
la hostess Alitalia candidata ( da "Stampa, La"
del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Presentata la
hostess Alitalia candidata Tappa astigiana per Maruska Piredda, l'assistente di
volo di «Alitalia» candidata alle Europee con l'Italia dei valori, il movimento
politico di Antonio Di Pietro. Affiancata dal coordinatore provinciale Mario
Colucciello e dal capogruppo in Comune Alberto Pasta ha presentato il suo
programma: particolare attenzione alla lotta al precariato.
Le
mani del governo sul cinema Cinecittà si prende l'Istituto Luce
( da "Unita,
L'" del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
UNA VICENDA
TIPO ALITALIA I parlamentari sottolineano che «i nuovi organi societari di
Cinecittà dovrebbero provvedere, secondo le decisioni ministeriali, alla
riorganizzazione della struttura e alla definizione di un piano di attività, mantenendo
i livelli occupazionali, e che tutto ciò potrebbe configurare un problema di
posizione dominante per Medusa,
decollano
i voli a basso costo ( da "Repubblica, La"
del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pagina I -
Genova Scatta la concorrenza ad Alitalia sulla rotta più ambita. Dieci
collegamenti al giorno per la Capitale Decollano i voli a basso costo
Genova-Roma, da giugno a 45 euro con Blue Panorama Dalla metà di giugno saranno
dieci al giorno i voli che collegheranno Genova a Roma.
genova-roma,
arriva blue panorama l'aereo diventa meno caro del treno - massimo minella
( da "Repubblica,
La" del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dalla seconda
di metà di giugno, per rompere il monopolio di Alitalia sulla rotta
Genova-Roma. Sarà la compagnia low cost Blue Panorama ha lanciare la sfida al
gruppo presieduto da Roberto Colaninno, che da pochi giorni ha portato da sette
a otto i suoi collegamenti con la capitale. Totale, dieci voli al giorno.
ora
colaninno scommette su venezia e spegne la lanterna - luigi gia
( da "Repubblica,
La" del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
la
"rinata" Alitalia ha dimostrata, dall´inizio dell´anno, di non
considerare strategici i collegamenti genovesi. E così, mentre il presidente
Roberto Colaninno annunciava con grande enfasi il potenziamento di Venezia, la
"sua" Cai continuava a tagliare i voli programmati al Cristoforo
Colombo e a ridurre il personale.
MARCO
TORIELLO SI CONSUMA UNO STRAPPO NEL FRONTE FINORA UNITARIO DEI SINDACATI
ATITECH, CON L&14... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
strada allo
sciopero di tutti i lavoratori del gruppo Alitalia. Un vertice con la presenza
delle segreterie nazionali, durante il quale i sindacati hanno discusso anche
di Atitech, ribadendo ancora una volta al governo le loro richieste per il polo
di manutenzione pesante di Capodichino: rispetto degli accordi di Palazzo Chigi
e quindi no a qualsiasi ipotesi di tagli all'occupazione,
Roma-Genova
con solo 45 euro Due nuovi voli low-cost al giorno
( da "Stampa,
La" del 13-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
orari
lasciati da Alitalia. La compagnia Blu Panrama, infatti, prevede una partenza
da Roma alle 7,30 con arrivo al Colombo alle 8,30, e poi partenza da Genova
alle 9 per atterrare nella Capitale alle 10; la sera partenza da Roma alle 19 e
arrivo a Genova alle 20, decollo dal Colombo alle 20,30 e atterraggio a Rom
alle 21,
Stanno
scomparendo in modo lento e silenzioso. E dire che quando erano nate nel luglio
del 2006 furo... ( da "Unita, L'"
del 13-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
ringrazia. LIBERE PROFESSIONI È tuttora in discussione. Ci sono state forti
pressioni da parte di alcune associazioni (avvocati, notai) per azzerare le
norme su pubblicità, tariffe e società tra professionisti. Authority È in atto
il tentativo di ricondurre sotto il controllo del governo alcune competenze
dell'Authority per l'
aeroporto,
la sfida del low cost "raddoppieremo i passeggeri" - costantino
malatto ( da "Repubblica, La"
del 13-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
aeroporto
genovese sia quasi quotidianamente funestato dai disservizi della
"nuova" Alitalia. Tanto è vero che nei primi quattro mesi del 2009
sono stati cancellati trenta voli circa, praticamente due a settimana. L´ultimo
caso è accaduto proprio ieri mattina, con il Genova-Roma delle 8,45 cancellato
senza che i passeggeri fossero stati avvertiti e senza fornire spiegazioni.
tirrenia
in secca, tagli alle rotte e al personale - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 13-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
autunno sarà
caos Si rischia un nuovo caso Alitalia, con le perdite allo Stato e gli asset
"buoni" ai privati LUCA IEZZI ROMA - Tirrenia, l´Alitalia dei mari, o
anche peggio. L´ennesimo tracollo dei trasporti di Stato, con inevitabile
sequela di multe europee, licenziamenti, polemiche e vendite contrastate vivrà
oggi un passaggio decisivo.
"il
servizio migliorerà solo con i privati"
( da "Repubblica,
La" del 13-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Insomma,
Tirrenia come Alitalia? «Il rischio c´è anche se Tirrenia è più piccola di
Alitalia». Come la mettiamo con l´occupazione? «Anche Alitalia, come Tirrenia,
aveva troppi dipendenti. è un sistema classico per giustificare gli interessi
politici che gravano su un soggetto economico debole».
Tremonti
traballa, la Lega lo ri-blinda ( da "EUROPA ON-LINE"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Prima delle
elezioni il Cavaliere in fondo l'aveva già piegato: facendogli digerire i
bocconi di Alitalia e dell'Ici che a Tremonti non piacevano affatto. Da quando
è nato il governo invece l'ha lasciato fare nascondendosi dietro il parafulmine
dei suoi no e del «non ci sono soldi» fino a ieri. Anche se non ci sono,
stavolta i soldi li deve trovare.
La
scelta romana di Alitalia, con Fiumicino che prevarrà strategicamente su
Malpensa, non manch... ( da "Stampa, La"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La scelta
romana di Alitalia, con Fiumicino che prevarrà strategicamente su Malpensa, non
mancherà di stimolare reazioni anche nel Novarese, da sempre legato alle sorti
e al successo dell'aeroporto. Servizi ALLE PAGINE NAZIONALI
Alitalia
prende casa a Roma ( da "Stampa, La"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quella di
oggi è una vittoria attesa In questi mesi ci ho lavorato a lungo» Alitalia
prende casa a Roma Gli ultimi cinque mesi della trattativa [FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA «Roma è la base principale di Alitalia. Nei prossimi giorni
firmeremo un accordo strategico con Aeroporti di Roma del valore di oltre cento
milioni di euro l'anno».
26/09/2008
La resa dei piloti Anche il sindacato dei piloti firma il contratto con Cai. Il
gio... ( da "Stampa, La"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2008 Caos nei
cieli Cento voli cancellati: i lavoratori Alitalia indicono una serie di
assemblee. Accusano Cai di non rispettare le promesse fatte ai lavoratori al
momento della firma. 13/01/2009 Il primo giorno Debutta ufficialmente la nuova
Alitalia. Intanto i francesi di Air France entrano nella società: ne comprano
il 25% pagando 322 milioni di euro.
"Ma
io spero che Milano torni in pista"
( da "Stampa,
La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
finalmente ha scelto. E vince Fiumicino. Lei, romano e romanista, che fa,
esulta? «Mica tanto. Non mi sembra il tempo di mettersi a gridare "Forza
Roma, Forza Lupi". S'è fatta una scelta. Mi auguro che sia una fase
temporanea e che in futuro si possa tornare anche a considerare Malpensa un
hub».
L'ira
di Penati "Moratti battuta cinque a zero"
( da "Stampa,
La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Che tutto il
centrodestra sia felice per la scelta di Alitalia è una bugia. L'assessore alla
Mobilità della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo ce l'ha con lo spostamento
degli obiettivi di Alitalia: «Errata scelta romanocentrica». Contro Roma
ladrona governativa, tuona pure il capogruppo a Palazzo Marino Matteo Salvini:
«E' una scelta folle.
class
action, il senato blocca la retroattività insorgono i consumatori: meglio
rinunciare ( da "Repubblica, La"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
come gli
obbligazionisti Alitalia». Per l´associazione dei consumatori Adoc, l´azione
collettiva avrà scarsa applicazione pratica e non solo per la mancanza della
retroattività, mentre il Codacons chiede di rinunciare del tutto alla norma,
visto che sarà più conveniente continuare con le cause individuali.
"un
crac costato 5 miliardi così hanno affondato l'alitalia" - autore1
( da "Repubblica,
La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Un crac
costato 5 miliardi così hanno affondato l´Alitalia" Roma, i pm accusano
Cimoli, Mengozzi e Zanichelli La storia di una eutanasia finanziaria per
"dissipazione delle risorse" Il disastro del settore cargo, e quei
cinque aerei zavorrati a prua con i mattoni AUTORE1 CARLO BONINI ROMA - La
bancarotta di Alitalia non è una notte in cui tutti i gatti sono neri,
quei
270 milioni di obbligazioni che hanno scatenato la protesta
( da "Repubblica,
La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia La
scheda Quei 270 milioni di obbligazioni che hanno scatenato la protesta ROMA -
Tra i "bond-people" di Alitalia, ci sono investitori grandi, medi e
piccoli. Ci sono Sgr ed ex dipendenti della compagnia, tutti vittime dei 270
milioni di "Mengozzi bond" e tutti pronti a lanciare azioni legali
pur di avere indietro almeno una parte dei loro investimenti.
fiumicino
batte malpensa "sarà base principale di cai" - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Fiumicino
centro di gravità di Alitalia. Mancava solo l´annuncio ufficiale, che ieri i
vertici di Alitalia hanno consacrato pubblicamente. Il Leonardo da Vinci sarà
l´hub, lo snodo principale del vettore. è l´ennesimo e forse definitivo
schiaffo alla Lombardia che ha dovuto digerire pure il congelamento da parte
della Ue degli slot di Malpensa.
fiumicino,
una "navetta" per milano
( da "Repubblica,
La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ieri i
vertici di Alitalia hanno ufficializzato che l´aeroporto romano di Fiumicino è
la «base principale», ora la compagnia punterà a migliorare il servizio sulla
tratta Roma-Milano, anche con offerte sui biglietti. Per questa ragione sarà
siglato un accordo con Aeroporti di Roma.
alitalia,
fiumicino batte malpensa cosa ne pensate?
( da "Repubblica,
La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pagina VII -
Roma Il forum su Roma.repubblica.it Alitalia, Fiumicino batte Malpensa Cosa ne
pensate?
ma
i cassintegrati scendono in piazza "ancora niente soldi"
( da "Repubblica,
La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Roma Si sono
incontrati con Marrazzo Ma i cassintegrati scendono in piazza "Ancora
niente soldi" «Come va Alitalia? Per i cassintegrati sta andando
malissimo». A parlare è Fabio Frati della Cub Trasporti che con Sdl ha animato
ieri mattina un corteo di protesta davanti alla sede di Alitalia mentre dentro
la palazzina prendevano la parola i vertici della compagnia.
fiumicino,
voli scontati per milano - paola coppola
( da "Repubblica,
La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Creare un
gate Alitalia nel centro di Roma. Ora che i vertici di Alitalia hanno
ufficializzato che l´aeroporto romano di Fiumicino è la «base principale» (il
mercato della capitale vale 4 miliardi di euro e qui è concentrato il 60% del
traffico entrante), lo sforzo della compagnia sarà di migliorare il servizio.
senza
trasporto - enzo costa ( da "Repubblica, La"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
piano
Alitalia di Silvio, precipita nel vuoto. Per la serie "Di mare in
peggio", la già scalcinata Tirrenia, sull´onda delle vaghezze ministeriali
di Matteoli, rischia il naufragio dei collegamenti con la Sardegna. Per carità,
le compatibilità economiche, il rigore, le richieste dell´Europa: ma il
trionfalistico trasporto con cui ci era stato detto che la destra di governo,
Cai
punta tutto su Fiumicino, ma i lavoratori restano a terra
( da "Manifesto,
Il" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
di puntualità
siano persino migliori della media storica di Alitalia, continuano a rimanere
numerosi disservizi, che la società non attribuisce - sarebbe il colmo - alla
carenza di personale. Per Sabelli la causa andrebbe ricercata nelle differenze
contrattuali fra i lavoratori Air One e quelli Alitalia: differenze che non
dureranno a lungo, visto che si andrà a breve - annuncia -
Alitalia
declassa Malpensa ( da "Corriere della Sera"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
porremo il
problema del monopolio Alitalia declassa Malpensa Roma scelta come hub.
Moratti: Milano ce la farà lo stesso Alitalia ha scelto: sarà Fiumicino l'hub
della compagnia. Lo ha annunciato ieri il presidente, Roberto Colaninno. Il
sindaco Alemanno: è una festa. Il braccio di ferro con Malpensa è a una svolta,
ma il governatore della Lombardia,
Ma
la Moratti: non mi sento tradita Abbiamo investito e Milano ce la può fare
( da "Corriere
della Sera" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
In
conclusione Alitalia per Malpensa non è l'ago della bilancia? «Non lo dico io,
lo dimostrano i dati. Nove aerei in più di Lufthansa, 7 in più di Easyjet, 7
voli settimanali di Emirates». E Linate? «Lo scalo di Linate è molto collegato
a Alitalia. Adesso, inoltre, sconta la concorrenza con la Freccia Rossa.
Alitalia
punta su Roma Malpensa fuori gioco
( da "Corriere
della Sera" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2 Alitalia
punta su Roma Malpensa fuori gioco Scelta la base. Formigoni protesta: è un
monopolio ROMA Che ieri fosse la giornata del riscatto di Roma e del suo
aeroporto, in guerra con gli scali milanesi, lo si è capito subito dal gran
numero di istituzioni intervenute alla conferenza stampa di Alitalia sullo
sviluppo di Fiumicino.
Dai
passeggeri ai negozi fine del sogno del Nord
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Fino al 30
marzo 2008 Alitalia aveva 1.238 frequenze settimanali targate Mpx. Da allora il
declino è stato inesorabile: oggi siamo a quota 185. I passeggeri Alitalia sono
diminuiti dell'87,9% (gennaio 2009 rispetto allo stesso mese del 2008). La
perdita è stata almeno in parte compensata da altre compagnie (in particolare
Lufthansa e Easyjet)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il problema
sostiene è principalmente l'integrazione tra Alitalia e AirOne e dei loro
contratti di lavoro, sia per gli equipaggi che per il personale di terra. Non è
possibile che un aereo livrea AirOne non parta perché manca un membro di
equipaggio AirOne, mentre ce ne sarebbe pronto uno di Alitalia che però non si
può utilizzare».
Le
ombre di una ricostruzione calata dall'alto
( da "Unita,
L'" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
vice-presidenti Corrado Crialese e Vincenzo Dettori (già presidente di Fintecna,
poltrone che vanno e che vengono). L'attività di Fintecna è consistita nella
gestione e nella vendita del patrimonio immobiliare pubblico. Secondo il
decreto 39/09 del governo, la società dovrà occuparsi dei contratti di
finanziamento fra lo Stato e i privati per il recupero delle case lesionate
Class
action, salvi i truffatori Gli evasori tornano di moda
( da "Unita,
L'" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia che
hanno danneggiato i piccoli azionisti e gli obbligazionisti. Ma il testo va
anche oltre la semplice cancellazione della retroattività. «È vietato
ribellarsi per i comportamenti fraudolenti, scorretti e vessatori delle imprese
- spiega Elio Lannutti, senatore Idv e presidente Adusbef - perché i cittadini
potrebbero essere pesantemente sanzionati dal giudice che rilevasse
No
R 81,6 ( da "Corriere della Sera"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera sezione: Lettere al Corriere data: 14/05/2009 - pag: 49 La tua
opinione su corriere.it La Ferrari potrebbe non iscriversi nel 2010. Seguirete
comunque la Formula Uno? SUL WEB Risposte alle 19 di ieri Sì R 18,4 No R 81,6
La domanda di oggi Alitalia rinuncia a Malpensa e come hub sceglie Fiumicino.
Una scelta giusta?
Alitalia:
Fiumicino hub internazionale Al nord riesplode lo scontro politico
( da "Unita,
L'" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia:
Fiumicino hub internazionale Al nord riesplode lo scontro politico FELICIA
MASOCCO Roma è l'hub internazionale della nuova Alitalia. La scelta di
Fiumicino era nei fatti, è dal 2007 che Malpensa è passata da 1200 a 120 voli
settimanali.
Respingere
per tutelare L'assoluta priorità politica anche nel contrasto della t...
( da "Stampa,
La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
DIOTTO Quel
volo per Roma Alitalia non c'entra I passeggeri del volo Torino-Roma, di cui si
parla nell'articolo «Imbarcati sul volo sbagliato» pubblicato su La Stampa di
lunedì 11 maggio, sono stati accompagnati a bordo di un altro volo (per Napoli
anziché per Roma) non per colpa di Alitalia, ma a causa di un errore dipeso
dalla società responsabile del servizio di navetta interpista.
Strade
e treni: e Fiumicino sarà hub ( da "Corriere della Sera"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
traguardo del
terminal unico Alitalia », hanno spiegato l'amministratore delegato Alitalia
Rocco Sabelli e il presidente Adr Fabrizio Palenzona. In attesa, arriveranno
nuovi «gate» e «finger» sulla Roma-Milano. Per Marrazzo, la Regione dovrà avere
la «regia» delle infrastrutture (comprese le strade) che collegheranno
Fiumicino con la Capitale «e dopo aver sentito il ministro Matteoli,
Abstract: Corriere della Sera sezione: PRIMA PAGINA data: 14/05/2009 - pag: 1 L'Alitalia su Fiumicino «Per l'hub servono treni e strade» Alitalia punta su Fiumicino, ma chiede treni e strade, per i collegamenti ( foto Graffiti: il presidente Enac, Riggio, con Alemanno e Marrazzo) A PAGINA 2 Alessandro Fulloni
Argomenti: Alitalia
Abstract:
destinare
metà aeroporto solo ad Alitalia e ai partners Sky. «Del resto è lo spazio che
oggi occupiamo con le nostre attività». I "dioscuri" della nuova
Alitalia annunciano anche tre nuove sale Club Freccia Alata che saranno
ultimate entro l'anno. E soprattutto confermano tariffe low cost per l'Italia,
l'Europa e per il Mondo.
[FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA Roma è la base principale di Alitalia. Nei prossimi ...
( da "Stampa,
La" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Roma è la
base principale di Alitalia. Nei prossimi giorni firmeremo un accordo
strategico con Aeroporti di Roma del valore di oltre cento milioni di euro
l'anno». Benché la decisione sia stata presa da tempo, le parole di ieri
dell'amministratore delegato della compagnia Rocco Sabelli hanno riacceso le
proteste della lobby milanese.
ALITALIA
HA SCELTO: LA BASE SARà FIUMICINO
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
A GIORNI LA
FIRMA, L'UNICO HUB A ROMA. MALPENSA DELUSA Alitalia ha scelto: la base sarà
Fiumicino
LA
RIVOLTA DEL NORD VIAGGIA SU DUE FRONTI. DA UN LATO LE ISTITUZIONI, DALL'ALTRO
IL POPOLO. RID... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ridimensionata
dalla scelta della nuova Alitalia, la Lombardia passa al contrattacco e studia
nuove forme di protesta per rivitalizzare Malpensa. Così, da una parte, il
presidente della Regione Roberto Formigoni annuncia un ricorso contro il
«monopolio dell'ex compagnia di bandiera sulle tratte nazionali» e dall'altra
il parlamentare della Lega Matteo Salvini,
ALESSIO
FANUZZI ROMA BATTE MILANO. NON è IL RISULTATO DI UNA SFIDA DI CALCIO MA LA
SINTESI ... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
alcuni dei
quali traducono la decisione di Alitalia in scelta dell'hub (aeroporto di
scambio per voli intercontinentali) nell'annosa battaglia con la rivale
Malpensa. Il presidente di Alitalia Roberto Colaninno, però, stempera l'euforia
romana e prova a rassicurare i milanesi: «Lo sviluppo di Fiumicino è
assolutamente compatibile con quello di Milano»,
DUE
DIVERSI COMUNICATI, ATTRAVERSO I QUALI, PUR SE CON DIVERSE SFUMATURE, SI
RIBADISCE LO STESSO CON... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
appello alla
nuova Alitalia è invece quello di assicurare ad Atitech contratti duraturi per
tutte le attività di manutenzione pesante, comprese quelle da effettuare sugli
aerei Air One. Dall'altra parte il comunicato dell'Sdl, critico con le sigle
confederali, alle quali si chiede di «uscire dall'ambiguità», e durissimo con
la cordata di imprenditori guidata dall'
( da "Repubblica, La"
del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Genova
L´annuncio Nuovi collegamenti per Roma e Napoli e l´aeroporto
si allunga la concessione al 2027 Salgono da 14 a 16 i voli operati
giornalmente da Alitalia e
Air One tra Genova e Roma e da 4 a 6 i voli tra Genova e Napoli. Le nuove
frequenze aumentano l´offerta di voli già operativi tra Genova e Roma, Napoli e
Catania. Il nuovo volo Genova-Roma partirà alle 8.45 mentre il volo Roma-Genova
alle 21. Da Genova a Napoli i clienti avranno tutti i giorni un volo in
più alle 12.35 e da Napoli verso Genova alle 10.40. Prorogata intanto la
concessione all´aeroporto fino al 2027.
( da "Repubblica, La"
del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 23 - Economia I trasporti Scattano i rincari sulle autostrade Alitalia, differito lo sciopero di
lunedì ROMA - Scattano oggi aumenti del pedaggio su diverse autostrade
italiane, mentre la sola Anas beneficerà anche di un aumento del sovrapprezzo
chilometrico. L´aumento è del 2,4% per Autostrade; dello 0,51% per il Raccordo
Valle d´Aosta; dello 0,73% per la Torino-Savona. Cresce addirittura del
5,14% il costo della Tirrenica e del 6,63% quello della Tangenziale di Napoli.
Più 4,89% per le Autostrade Meridionali. Lunedì, intanto, voli regolari per Alitalia, Eurofly, Meridiana. Il ministro dei Trasporti
Altero Matteoli ha differito tutti gli scioperi.
( da "Corriere della Sera"
del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Primo Piano data: 01/05/2009 - pag: 3 Il manager Al Lingotto una quota
del 20%, poi potrà salire al 51% dal 2013 Lo storico accordo di Marchionne
parte dalle fabbriche a Detroit La svolta della bancarotta pilotata: dialogo
diretto con il socio-governo MILANO Per Sergio Marchionne quello di ieri è
stato il giorno più lungo di una trattativa durata quasi un anno. L'«uomo del
pullover», come ormai viene chiamato anche negli Usa, ha firmato l'accordo
nelle prime ore del mattino. Poi è arrivato l'annuncio ufficiale da parte di
Barack Obama. Da quel momento è scattata la fase più «burocratica», fatta
soprattutto di carte da siglare. Quindi i ringraziamenti di rito e, infine, la
partenza per l'Italia, insieme con l'inseparabile Alfredo Altavilla, il numero
uno di Powertrain e da sempre il «ministro degli esteri» della Fiat. Un rientro
trionfale. Non solo per gli applausi unanimi di politici ed economisti (a
cominciare dallo stesso presidente del Consiglio), ma soprattutto perché
l'operazione si è conclusa nel miglior modo possibile. Paradossalmente
l'intransigenza dei creditori «minori», in pratica gli hedge funds, fortemente
criticati da Obama, ha favorito la Fiat. Le loro resistenze hanno reso
inevitabile il ricorso alla procedura di liquidazione, che alla fine si è
rivelata la strada più favorevole per il Lingotto. La costituzione di una nuova
società, con la precedente in liquidazione (sul modello utilizzato da noi per Alitalia), ha permesso infatti a
Marchionne di trattare direttamente con il governo Usa, lasciando ai Tribunali
la procedura di scioglimento della vecchia Chrysler. Con un quadro così chiaro,
si può incominciare subito a lavorare. «Nelle prossime settimane e nei prossimi
mesi è stata una delle prime dichiarazioni di Marchionne passerò molto tempo a
incontrare i lavoratori della Chrysler e a visitare i suoi
stabilimenti». E ancora: «Siamo solo agli inizi. Con i nostri partner
lavoreremo per valorizzare l'enorme potenziale di questa alleanza e per
reintrodurre sul mercato nordamericano alcuni dei nostri marchi più famosi,
inclusa l'Alfa Romeo e la Cinquecento ». Ma all'orizzonte c'è anche la
possibilità che la Fiat diventi proprietaria di Chrysler: tra il gennaio 2013 e
il giugno 2016, infatti, potrà esercitare un'opzione per acquistare il 16% del
capitale della nuova Chrysler, che, aggiunto al 35% ottenuto nel frattempo
attraverso la cessione di tecnologie, porterebbe al 51% la sua quota azionaria.
È fondata, dunque, la soddisfazione di Marchionne. «Credo che questa operazione
rappresenti per la Fiat e per tutta l'industria italiana un momento storico»,
ha detto il manager abruzzese plurilaureato (giurisprudenza, economia,
filosofia e, ad honorem, ingegneria). E anche «un importante passo avanti
nell'impegno di gettare nuove e solide basi per il futuro». Tutto questo è
stato possibile grazie alla collaborazione del Governo Usa, dei sindacati
americani e canadesi, delle quattro grandi banche (JP Morgan, Citigroup, Goldman
Sachs e Morgan Stanley) che hanno accettato di tagliare i propri crediti.
Marchionne li ha ringraziati tutti. Ricordando «la costante dedizione,
l'impegno e la creatività dei componenti la task-force automobilistica
statunitense e dei loro colleghi canadesi». E dando atto ai responsabili delle
organizzazioni sindacali dei metalmeccanici, l'americana Uaw e la canadese Caw,
di avere offerto «la loro costruttiva partecipazione alla nostra sfida comune,
che è quella di ricreare una grande Chrysler». Dai ringraziamenti, infine, non
potevano essere esclusi i dipendenti italiani. «Oggi è un giorno di grande
soddisfazione per tutte le donne e gli uomini della Fiat ha concluso Marchionne
. Il fatto che il know-how della nostra azienda sia stato apprezzato dai più alti
livelli dei governi americano e canadese è per noi un forte stimolo per il
lavoro che ci attende. Siamo certi che da questa alleanza uscirà una Fiat più
forte e più internazionale, con maggiore capacità di competere sui mercati di
tutto il mondo». Giacomo Ferrari Sergio Marchionne, ad del gruppo Fiat
( da "EUROPA ON-LINE"
del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Articolo Sei in
Interni 1 maggio 2009 Sul primo maggio pesa la rma separata degli statali
Epifani: nessuna convocazione, il governo non nasconde di voler dividere
Sfileranno uniti per accentuare la pressione sul governo affinché cambi
strategia nel contrastare la crisi. Perché così testimonieranno la febbre
sociale di un paese pronto a sostenere una nuova giornata di mobilitazione e a
supportare le rivendicazioni sindacali sul lavoro, il potere d'acquisto, il
rilancio dell'economia. Perché sono convinti che l'unità sindacale sia
essenziale per esprimere un sentimento di malessere generale e conseguire
risultati concreti. Sarà un primo maggio storico per i sindacati francesi che,
per la prima volta dopo decenni, si trovano compatti contro una crisi economica
che distrugge i posti di lavoro. Sarà, invece, un primo maggio sobrio quello
che si svolgerà in Italia. E non solo perché i tre sindacati confederali hanno
deciso di celebrare il primo maggio all'Aquila, accanto ai lavoratori e ai
cittadini duramente colpiti dal terremoto. Non tanto perché l'obiettivo dei
confederali è quello di esprimere un forte messaggio di solidarietà alla
popolazione. Quanto piuttosto perché è tregua armata tra Cgil, Cisl e Uil dopo
che nei mesi, nelle scorse settimane e, perfino, nei giorni scorsi
dichiarazioni, manifestazioni e fiumi di parole hanno approfondito il solco
tracciato con la firma dell'accordo separato sulla riforma del modello
contrattuale dello scorso 22 gennaio. Una tregua infranta ieri da quello che,
in casa Cgil, è stato interpretato come l'ultimo tentativo in ordine di tempo
di isolare la confederazione guidata da Guglielmo Epifani. Ieri pomeriggio,
infatti, alla vigilia del primo maggio, il ministro della pubblica
amministrazione Renato Brunetta e i sindacati, ad esclusione della Cgil, hanno
firmato l'intesa che dà applicazione nel comparto del pubblico impiego
all'accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali. Una polpetta
avvelenata per la Cgil tanto più che arriva alla vigilia della festa dei
lavoratori al punto che il leader di Corso Italia, Guglielmo Epifani, prende
carta e penna e scrive al presidente del consiglio Berlusconi per denunciare
«una grave violazione delle regole democratiche». Epifani, che ricorda al
premier la volontà del governo di dividere le organizzazioni sindacali provando
ad isolare la Cgil e sostiene che Confindustria si è mostrata più rispettosa
delle relazioni industriali, scrive di non conoscere il testo dell'intesa e
lamenta il fatto di non essere stato convocato né per la firma di oggi nè per
le riunioni preparatorie. Epifani punta il dito contro il governo che non ha
tenuto conto della volontà espressa già a gennaio dalla Cgil di partecipare
alle fasi successive del confronto e ammonisce che farà valere «le nostre
ragioni e quelle dei lavoratori in tutte le sedi nelle quali tale accordo
separato potrebbe attuarsi ad iniziare dai tavoli contrattuali relativi al
pubblico impiego». In Italia sale la febbre delle divisioni sindacali anche se
gli aspetti conflittuali riguardano soprattutto i vertici sindacali visto che i
rapporti a livello locale e gli accordi aziendali vedono abbastanza concordi
Cgil- Cisl e Uil. Non sarà facile il primo maggio in alcune province dove il
riflesso del clima non idilliaco ai vertici è più forte. Non sarà facile
nemmeno all'Aquila dove Epifani, Bonanni e Angeletti saliranno tutti sullo
stesso palco per parlare di terremoto, ricostruzione, crisi, mezzogiorno e
occupazione. Dove però, come era già accaduto nel 2002 con le divisioni
sull'articolo 18, pesa l'accordo separato sulla riforma del modello
contrattuale. Il problema non è tanto la tensione avvertita tra i leader quanto
piuttosto il rischio che cgiellini e cislini non si cerchino più, si
allontanino, diventino lo specchio di un mercato del lavoro in disgregazione.
Oggi la Cgil rilancia chiedendo la firma dell'accordo sulla rappresentanza e
sulla democrazia interna. La Cisl è disponibile ad avviare la trattativa.
Eppure il giudizio sulla perdita dei posti di lavoro, sulla
violazione degli accordi della nuova Alitalia e, in parte, anche sull'accordo Fiat-Chrysler accomuna Bonanni,
Angeletti ed Epifani. Se oggi all'Aquila il sindacato confederale si riunirà
intorno ai suoi valori fondanti, il primo maggio in giro per l'Europa sarà
specchio soprattutto delle condizioni di un mercato del lavoro in rapido
deterioramento. In Francia, dove il fronte sindacale si è ricompattato
sui numeri della crisi, le domande di lavoro dall'inizio dell'anno sono
aumentate di 240 mila nuove unità raggiungendo i 2,44 milioni di persone. Se,
tuttavia, anche grazie al piano di rilancio da 28,6 miliardi di euro, la
Francia mostra una maggiore resistenza alla crisi con un calo di
"appena" il 2,5% del Pil 2009, peggio di tutti sta la Germania dove
per fine anno è atteso un crollo del Pil di 6 punti percentuali. Proprio le
ultime cifre sulla disoccupazione tedesca dicono che, ad aprile per il sesto
mese consecutivo, è salita raggiungendo l'8,3%. Il fatto che il numero dei
disoccupati sia aumentato a 3,46 milioni renderà il primo maggio
particolarmente agitato nelle strade di Berlino tanto più che il governo stima
in 4,6 milioni i disoccupati nel 2010. Per il presidente della federazione dei
sindacati tedeschi Michael Sommer licenziamenti di massa saranno interpretati
come una "dichiarazione di guerra". Raffaella Cascioli
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Titti Marrone La gag
migliore del geniale Antonio Albanese è quella sul corrotto e assatanato
politicante calabrese Cetto La Qualunque, intento a urlare in concitati comizi
uno slogan di gran presa popolare, a perfetta misura dei tempi: «Cchiù pilu pe'
tutti!». Ora, almeno ufficialmente, è da quando a Ilona Staller-Cicciolina fu
propiziato dai radicali l'ingresso a Montecitorio che il «valore aggiunto»
evocato dal mitico Cetto è entrato trionfalmente nella politica italiana. E
mentre da casa Berlusconi parte la stoccata contro la banalizzazione delle
donne in politica, arriva in libreria un volume di Giovanni Sartori, Il
sultanato (Laterza, pagg. 169, euro 15) che indica quel «valore aggiunto» come
simbolo autoritario. Intendiamoci, il volume laterziano è un testo serissimo,
né poteva essere diversamente, essendo firmato dal maggiore politologo
italiano, padre di una schiera di epigoni non solo italiani e dell'idea stessa
della politologia come scienza. Si tratta di una raccolta di editoriali
dell'autorevole studioso, severo e insieme ironico censore dell'italico costume
politico, apparsi sul «Corriere della sera» tra il 2006 e il 2008. Si spazia
tra argomenti vari, dalla riforma scolastica alla
demografia alla crisi Alitalia. Ma soprattutto, gli editoriali restituiscono istantanee di
realtà italiana in momenti complessi, come quello delle elezioni politiche del
2008, inchiodando con i giudizi «tranchant» tipicamente sartoriani la parabola
perdente di Veltroni, i dilemmi inconcludenti dei «democrat», la rissa continua
a sinistra. Come tutte le raccolte di articoli, neanche questa sfugge al
sospetto del narcisismo da «io l'avevo detto» né al sapore datato assunto, con
il senno di poi, da qualche analisi. Ma a conferire unità e organicità alla
raccolta è proprio la categoria introdotta nel titolo, che conferma il talento
di Sartori per le definizioni fulminanti. Il sultanato in questione è
naturalmente l'Italia berlusconiana. Quella che in questi giorni riempie pagine
di giornali con le avventure del premier, ottime per far sognare e svagare
molti maschi italiani, distraendoli da più gravi questioni. Il post-scriptum
del volume individua l'origine del sultanato nelle incapacità della sinistra al
potere tra il '96 e il 2001. Paralizzati dalla sconfitta del referendum del '95
contro gli spot televisivi, D'Alema e Prodi avrebbero così perso l'occasione di
varare un'efficace legge sul conflitto di interessi. Scrive Sartori, «a suo
tempo scoraggiai quel referendum» («io l'avevo detto»). Da quella consultazione
popolare fallita, di cui pochi italiani hanno memoria, nascerebbe tutto,
inclusa l'attuale legge elettorale, il «Porcellum». Legge che evoca una
splendida battuta di Antonio Martino sull'importanza dell'avvicendamento: «I
politici sono come i pannolini dei bambini, andrebbero cambiati spesso». La
definizione di «sultanato» fa la sua prima apparizione in un editoriale del 5
luglio 2008 scritto «a babbo morto», cioè a Pd sconfitto. «Altro che
bipartitismo compiuto! Qui siamo al sultanato, alla peggiore delle corti»,
scriveva Sartori. Poi: «Cavour diceva: meglio una Camera che un'anticamera. Ma
quando un'anticamera si sovrappone alla Camera, non so più che cosa sia
peggio». L'anticamera cui qui si allude è il luogo del potere berlusconiano,
come si precisa nella prefazione fresca di stampa. Qui, sgombrando il campo dal
giudizio su Berlusconi come dittatore, il politologo ravvisa segni che dal
personalismo possono però portare alla svolta autoritaria «all'interno di
Palazzo Chigi, e alla sua personale sfera di potere, un sultanato. Mi sono
divertito a battezzarlo così perché il termine (islamico) è insieme evocativo
di fasto e di potere dispotico», aggiunge, indentificando ciò con la presenza,
«nel suo governo, di un gradevole harem di belle donne». Beh, Sartori l'aveva
pur detto.
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Alitalia
La nuova società che
rileverà Atitech ora ha finalmente un nome: si chiama Manutenzione Aeronautiche
Srl ed è stata costituita dalla IesMed del numero uno dell'Unione industriali
di Napoli Gianni Lettieri per rilevare il polo partenopeo
di manutenzione pesante dell'ex Alitalia. IesMed che ieri mattina, proprio attraverso la società
neo-costituita, ha presentato una manifestazione di interesse non vincolante
per l'acquisizione del controllo di Atitech, rispondendo così al bando
pubblicato a fine marzo dal commissario straordinario della vecchia Alitalia Augusto Fantozzi, che
scadeva appunto ieri a mezzogiorno. La notizia, ampiamente attesa, è stata
ufficializzata in serata da un comunicato della IesMed, investment company
dedicata alle piccole e medie imprese del Centro-Sud. Nella nota si chiarisce
che Manutenzione Aeronautiche annovera tra i propri soci Aviation-Management
Consulting Gmbh&CO Kh, società tedesca specializzata nella manutenzione di
aeromobili di linea e operativa in territorio europeo ed extraeuropeo, la Dema
di Vincenzo Starace, attiva nel campo della progettazione e produzione di
componenti aeronautici, e la Alven24 spa, società leader della produzione di
interni e poltrone per aerei. Nomi, questi, che erano già circolati nei giorni
scorsi e ai quali si dovrebbe aggiungere la Livingston, compagnia aerea con una
flotta di 8 aeromobili (e altri 8 in via d'acquisizione), e probabilmente altre
piccole aziende riunite nel consorzio aeronautico campano Chain, guidato
dall'ex leader della Confapi regionale Dario Scalella. Alla cordata di
Lettieri, che rileverà il 71% di Atitech, si affiancheranno, con quote di
minoranza, la nuova Alitalia di Colaninno e Sabelli e
Finmeccanica. Il prossimo passaggio sarà l'apertura della due diligence, cioè
della verifica da parte di Manutenzione Aeronautiche dei bilanci e delle
condizioni di Atitech. Soltanto dopo, si legge nella nota diffusa da IesMed,
«sarà inviata ai soggetti ammessi un'ulteriore comunicazione con l'indicazione
dei termini e delle modalità di presentazione e di valutazione di un'offerta
vincolante». In ogni caso, le operazioni di due diligence non dureranno meno di
30 giorni e sarà comunque garantito un intervallo di tempo di almeno altri 15
giorni tra la conclusione della due diligence e il termine per la presentazione
dell'offerta vincolante. Vale a dire, cioè, che l'offerta vincolante non
dovrebbe essere presentata prima della metà di giugno. Ma ora molto dipende
dall'esito della trattativa di certo non facile avviata con i sindacati venerdì
scorso e che proseguirà nei prossimi giorni, secondo un calendario che verrà
stabilito dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. I
sindacati non sono stati rassicurati dalla riunione a Palazzo Chigi del 24
aprile, temono pesanti tagli occupazionali e si preparano quindi ad affilare le
armi. «Atitech ha bisogno di essere salvata da una cordata più consistente,
perché quella attuale non garantisce né i livelli occupazionali né le
condizioni di lavoro - sostiene Antonio Cepparulo, della segreteria nazionale
Filt-Cgil -. Per questo il governo deve spingere per un coinvolgimento più
forte di Finmeccanica, senza escludere la possibilità che la stessa Fintecna
partecipi alla nuova società per un certo periodo di tempo. Ma se ci metteranno
di fronte all'alternativa prendere o lasciare, si andrà verso uno scontro
durissimo». ma.to.
( da "Stampa, La" del
03-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Intervista Il
modello Detroit e il dibattito sulla partecipazione "Gli operai in Cda
sono un vantaggio per le aziende" Michele Tiraboschi ROBERTO GIOVANNINI
ROMA Professor Michele Tiraboschi, lei insegna diritto del lavoro a Modena, è
stato collaboratore di Marco Biagi e oggi è anche consulente del ministro del
Lavoro Sacconi. Come commenta il ruolo importante che i sindacati hanno nella
nuova Chrysler, dopo l'intesa con la Fiat, o che potrebbero avere in caso di
accordo per l'Opel? In Italia non siamo molto abituati... «In effetti nel
panorama italiano non è un caso molto frequente, ma non lo è nemmeno negli Usa,
dove semmai i sindacati entrano nelle aziende attraverso fondi d'investimento
previdenziale o di altra natura. È comunque un modello diffuso in molti paesi;
talvolta istituzionalizzato per legge, come in Germania. Ricordo però che in
Parlamento si sta discutendo da qualche mese una norma sulla partecipazione».
Che potrebbe subire un'accelerazione, dopo l'accordo su Chrysler. «È possibile:
il tema ormai è nell'aria. Il ministro Sacconi nel Libro Verde aveva lanciato
l'idea di una partecipazione, anche se non nel senso della cogestione alla
tedesca. Schemi leggeri ma che cominciano ad essere discussi, almeno dagli
addetti ai lavori». Certo è che i sindacati americani e canadesi avranno una
presenza imponente, nell'azionariato e nel Cda di Chrysler. Una azienda
italiana reggerebbe? «Non solo ce la farebbe, ma sarebbe avvantaggiata, perché
un sindacato presente in Cda è un sindacato responsabilizzato, che non alimenta
conflitto e antagonismo, ma che capisce che è nel suo interesse che l'impresa
faccia scelte di lungo periodo, che sia sana e solida. Del resto, la nostra
Costituzione all'art. 46 - inattuato - rinvia a leggi per prevedere le forme di
partecipazione dei lavoratori anche alla gestione dell'imprese». Ipotizziamo
un'intesa tra Fiat e Opel. Sarebbe la stessa logica del caso Chrysler? «Sì; la
differenza è che in Germania la presenza dei sindacati nei Cda è tradizionale,
in Italia o negli Usa no. In Germania c'è una cultura e un atteggiamento del
sindacato favorevole...» Eppure il sindacato tedesco è partecipativo e
responsabile, ma quando contratta fa richieste «toste» e non si fa grandi
problemi a scioperare... «Il caso tedesco dimostra che la cogestione o la
partecipazione non sono l'antitesi del conflitto: ci può essere collaborazione
anche in sistemi che riconoscono il conflitto. Nel sistema tedesco sono i
lavoratori che eleggono i rappresentanti del Consiglio di amministrazione o del
consiglio di sorveglianza». In Italia però le esperienze di presenza sindacale
«forte» nella gestione sono quasi sempre negative, basti
pensare alla vicenda Alitalia. «Era un caso molto particolare. Ma se in Italia il sindacato è
espressione tendenzialmente di una cultura antagonista conflittuale, i segnali
più recenti - la tensione tra Cisl-Uil e la Cgil - riguarda proprio la natura e
il ruolo del sindacato. Cisl e Uil spingono per la democrazia e la
partecipazione». Però un conto è la partecipazione dei lavoratori, un conto
dare la gestione a burocrazie sindacali autonominate. È per questo che la
Confindustria di Emma Marcegaglia sembra poco interessata alla partecipazione?
«Se nei Consigli ci sono personalità che non hanno competenza ed esperienza di
gestione, è chiaro che sono guai. È un processo lungo, ma che può trovare
spunti importanti dall'esperienza Fiat-Chrysler. Significativa perché nasce in
un contesto dove non c'è una filosofia della partecipazione, e dimostra che un
sindacato può giocare un ruolo decisivo in una situazione disperata».
( da "Unita, L'" del
03-05-2009)
Argomenti: Alitalia
GIOIA SALVATORI
Cambiare a mano una ruota di 70 chili, in tre, perché la macchina che dovrebbe
farlo è ko. Andare negli uffici a cercare i fazzoletti di carta perché non c'è
neppure uno straccio per pulirsi le mani in tutto l'hangar. Lasciare a terra un
aereo, cancellare un volo, perché non c'è nessuno che cambi una lampadina in
cabina per volare la notte. Ecco perché a cento giorni dal debutto di Cai-Alitalia gli aerei non decollano o decollano in ritardo,
magari semivuoti perché mancano gli assistenti di volo, magari senza un pezzo
perché i pochi operai in turno non hanno trovato il ricambio. Succedeva prima,
soprattutto nell'ultima fase della vecchia gestione Alitalia, succede oggi, nonostante un
prestito governativo per Cai di 300 milioni e un restyling aziendale pagato
dagli ex lavoratori Alitalia con migliaia di esuberi. «Sono anni che ci mettiamo del nostro
per far volare gli aerei - racconta un operaio - Vaghiamo ore negli hangar alla
ricerca di mezzo litro d'olio o una guarnizione, di una scala più alta o
un collega che ripari trapani, muletti, automobili». Gli strumenti di lavoro in
panne o scarsi, sono il principale difetto, nel 99% dei casi sono riparazioni o
carenze banali che fanno perdere ore di lavoro. Qualcuno aveva creduto che il
fondo del barile fosse stato raschiato, invece è arrivata Cai e un'altra cassa
integrazione: in 50, su 200 tecnici di linea, sono andati a casa. In 80 sono
stati chiamati al trasferimento in basi diverse da Roma e hanno messo su uno
«sciopero bianco»: se ogni più piccolo dettaglio non è a punto, l'aereo non
decolla. In otto, da operai specializzati molto richiesti dal mercato, sono
andati a lavorare con Air France-Klm, altri sono in trattativa con la compagnia
d'oltralpe che così ha già messo un piede negli hangar del Leonardo Da Vinci.
Uno scalo da dove partire in orario con un volo Cai-Alitalia
è davvero cosa rara. Giovedì 30 è stato cancellato il volo delle 11 da Roma a
Linate: rotto il computer di bordo, è stato detto ai passeggeri. Si parte col
volo delle 12, in ritardo di 25 minuti. Domenica 19 aprile, lunedì e martedì 21,
dallo scalo di Fiumicino sono partiti in ritardo quasi la metà dei voli della
compagnia di bandiera, 30 su 70. Il picco di disagi è sulla tratta Roma-Milano,
sui cui i ritardi, in generale, vanno da 20 minuti a oltre due ore. Due ore per
un intervento importante: manutenzione al pilota automatico o al motore; 30
minuti invece per l'«ordinaria amministrazione»: mantenere una poltrona, per
esempio. Oppure cambiare un fusibile. Il 27 aprile un volo programmato in
partenza da Linate per Fiumicino alle 18.20 è stato prima ritardato due volte,
quindi cancellato, riprogrammato con un volo delle 20 e partito solo alle
20.30. Nel 99% dei casi è una banalità che ferma tutto. Ma ci sono anche gravi
carenze che pesano sulla sicurezza dei lavoratori: «È successo più di una volta
che fosse rotta la culla, lo strumento che serve per spostare le ruote da
cambiare, così in tre abbiamo spostato a mano la ruota di 70 chili di un Boing
767 - racconta Luca - Se ci si deve spostare in aeroporto spesso bisogna
aspettare anche mezz'ora perché il 10% delle automobili sono fuori uso. Succede
ormai 3 o 4 volte al giorno che i telex dall'estero con gli interventi di
manutenzione da effettuare non arrivino all'hangar, che restino arenati negli
uffici. È il comandante, quando è sul punto di partire, ad accorgersi che c'è
qualcosa che non va». Il risultato sono ritardi e cancellazioni di cui Enac ha
chiesto conto a Cai-Alitalia: l'Ad Rocco Sabelli
riferirà al presidente Vito Riggio martedì 5 maggio. L'ente dell'aviazione
civile ha monitorato i ritardi: un volo su quattro è in ritardo sistematico;
una volta su due accade per mancanza di personale a terra, una su tre per
ritardi nella manutenzione degli aerei, è il dato ufficiale. Per le
cancellazioni l'Enac si appresterebbe a multare Cai e anche l'Antitrust indaga,
soprattutto sull'uso della tratta Roma-Milano su cui Cai è in posizione
dominante. Risposte che arrivano mentre i lavoratori scioperano (lunedì sono in
programma 24 ore di astensione dal lavoro per gli aderenti al sindacato Sdl) o
minacciano, con i confederali, uno sciopero che potrebbe arrivare entro 15
giorni. Il dossier
( da "Stampa, La" del
04-05-2009)
Argomenti: Alitalia
SENTENZA.TRIBUNALE
DI ALBA Famiglia risarcita per i Bond argentini trattati da una banca
[FIRMA]VALTER MANZONE BRA E' stato restituito l'intero capitale ad una famiglia
di risparmiatori di Cortemilia, che avevano investito 58 mila euro nelle
obbligazioni argentine. La sentenza - una delle prime di questo tenore - è
stata emessa dal Tribunale di Alba, presieduto da Aldo Bochicchio. Condannata
la Banca Regionale Europea che deve restituire l'intera somma investita. Spiega
l'avvocato braidese Massimiliano Pani, che ha seguito la causa insieme al
collega di studio Alberto Rizzo: «Abbiamo accettato la difesa di questa
famiglia di Cortemilia (composta da padre, madre e un figlio) che si è trovata
a impegnare una somma cospicua, frutto del risparmio di una vita e della
liquidazione del capofamiglia. Le operazioni erano state compiute ad uno
sportello della Bre dal marzo 1999 al luglio 2001. Quando abbiamo esaminato la
documentazione che avevano ricevuto dalla banca, abbiamo deciso di contestare
la modalità operativa messa in atto da chi aveva venduto loro quelle
obbligazioni». Analizzando le carte prodotte dai risparmiatori, gli avvocati si
sono accorti che la Banca Regionale Europea aveva operato in modo - a loro
parere - «non conforme alle procedure in materia», in quanto non aveva
consegnato ai clienti le «condizioni generali disciplinanti la negoziazione, la
ricezione e la trasmissione di ordini e la mediazione di strumenti finanziari»
ovvero le condizioni economiche applicabili al contratto stesso. Continua
l'avvocato Alberto Rizzo: «Per questo motivo, abbiamo ritenuto che l'istituto
di credito abbia violato l'articolo 23 del Testo Unico Finanza: quindi le tre
operazioni oggetto della causa, concluse in assenza di un regolare contratto di
negoziazione, sono state dichiarate nulle ed i risparmiatori hanno avuto la
possibilità di vedersi restituita la somma originariamente investita, decurtata
degli interessi netti generati dalle stesse obbligazioni e maggiorata degli
interessi dalla notificazione della citazione, oltre il pagamento delle spese
di lite». Conclude il collega Pani: «Con questa sentenza il Tribunale albese ha
stabilito che il requisito della forma scritta non può certo ritenersi
soddisfatto dalla sottoscrizione, da parte degli attori, del modulo prodotto
dalla controparte - nel quale erano semplicemente richiamate, ma non
sottoscritte - le norme che regolavano il rapporto. Il documento scritto deve
infatti riguardare non solo la manifestazione della volontà di concludere uno
specifico contratto di investimento, ma anche il contenuto minimo del contratto
previsto all'articolo 30 del regolamento Consob». Concludono allo Sportello dei
consumatori: «Una sentenza importante, quella del Tribunale albese, per tutti i risparmiatori coinvolti nei crack finanziari degli
ultimi anni (bond Cirio, Argentina, Parmalat, Finmek, Giacomelli, Lehman
Brother e Alitalia), che
sono ancora pienamente in tempo - essendo stato riconosciuto il termine
decennale di prescrizione - per proporre le loro richieste di risarcimento dei
danni patiti nei confronti delle banche».
( da "Stampa, La" del
04-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Inchiesta PREMIO
«STAKANOV» DONNE AL TOP MARCO ZATTERIN La cantante Iva Zanicchi si è esibita in
aula una volta sola in dodici mesi. Con un discorso sulla «Strategia di
Lisbona» Il record 368 interventi per Mario Mauro (Pdl), primo italiano che
potrebbe diventare presidente dell'Europarlamento Parlamento Ue i voti di
quelli che ci riprovano Grandi ex e carneadi, ecco le pagelle dell'Europa
Presenze assidue per il leghista Mario Borghezio e il socialista Gianni Pittella
Tra le migliori Roberta Angelilli e Cristiana Muscardini, entrambe di An. E la
verde Monica Frassoni CORRISPONDENTE DA BRUXELLES Iva Zanicchi si è esibita in
aula una volta sola in dodici mesi. Non cantava. Recitava, piuttosto, un testo
in politichese in cui parlava della Strategia di Lisbona come della «linea
guida per un proficuo e inarrestabile processo di integrazione, modernizzazione
e sviluppo di questa nostra casa comune». Era il 2 settembre 2008 e da allora
all'Europarlamento s'è vista solo nel backstage, in genere dietro occhiali da
sole grandi e retrò. A un periodico ha detto che magari non si sarebbe
ricandidata perchè facendo serate guadagna di più. Ci ha ripensato: il 7 giugno
sarà in lista (al fondo, però) per tentare di tornare in Europa «senza amore».
E' un caso piuttosto isolato. Gli eurodeputati sono una categoria che gode di
visibilità ridotta e, alla lunga, inseguono una vocazione piuttosto che una
necessità. Certo a Strasburgo transitano pattuglie di trombati di lusso e
«grandi ex», ma si tratta di una minoranza. I più lavorano duro mentre la
penisola si dimentica di loro. «Cinque anni quassù tagliano i ponti con
l'Italia» ammette Luigi Cocilovo (pd), vicepresidente che ha scelto di tornare
a casa. Vero, sopratutto a sinistra. Lo dimostra il fatto che uno solo dei
cinque capilista del Pd è un parlamentare uscente (Luigi Berlinguer) e due
protagonisti della legislatura che si chiude, Paolo Costa e Guido Sacconi, sono
stati congedati. Nel Pdl, invece, se non ci fosse Berlusconi, i deputati in
carica ai piani alti sarebbero quattro. Nel complesso si ricandidano in una
cinquantina su 78 in carica, quasi tutti maratoneti delle europrocedure. Tre
esempi al femminile, per cominciare. Come Roberta Angelilli, pasionaria di An,
paladina dei deboli, grafomane di scuola An che ha messo la firma su 582
interrogazioni in cinque anni. O la storica esponente della destra a Bruxelles,
Cristiana Muscardini, plurirelatrice il cui nome appare in calce a 418
questioni sollevate davanti alle istituzioni Ue. O a Monica Frassoni,
copresidente dei verdi, oratrice dai settanta discorsi che ha strapazzato
Gordon Brown per l'europeismo «solo di facciata». Berlusconi ha puntato
parecchio sugli uscenti, sopratutto su Mario Mauro da San Giovanni Rotondo, di
dieci giorni più vecchio di Obama, vicepresidente candidato alla presidenza,
primo italiano che potrebbe farcela da trent'anni. E' un supercattolico che
crede anche in Facebook e vanta 368 interventi in aula, record nazionale. Guida
la classifica degli attivi, più numerosi di quanto la loro celebrità relativa
lasci immaginare. In corsa per un Premio Assiduità il leghista Borghezio, mite
di persona e furia antislamica su carta, immancabile come il numero uno degli
italiani del gruppo socialista Pittella, avanguardia del centrosinistra con
Fava e Cappato. Non sorprenderà che il loro flusso di email ai giornalisti è al
limite dello spam. Sempre presenti, e si vedono, il presidente della
Commissione giuridica Gargani (Forza Italia), i LibDem Prodi, Toia e Susta,
l'astronauta comunista Guidoni, i rifondaroli Musacchio e Catania, tutti
parlamentari impegnati per opere, comunicati, e missioni. Nei corridoi dicono
che Francesco Ferrari (pd, 10 interventi in 19 mesi), scuola Coldiretti, è
«inchiodato alla poltrona pure se non c'è sessione». Lo stesso per il
capogruppo Pdl, Francesco Zappalà, celeberrimo su Youtube per avere negato fra
i fischi in ventitre lingue che il premier possieda delle televisioni. I
confronti sono difficili, meno della metà dei nostri deputati ha fatto tutta la
legislatura. Però colpisce che Eleonora Gardini sia intervenuta una sola volta
in aula in dodici mesi - sullo «Scambio di quote di emissioni dei gas a effetto
serra» -, un discorso tecnico in cui è comunque riuscita a parlar bene di
Berlusconi. Deve essere l'influenza dell'ex sindaco meneghino Albertini, con
vanta appena undici discorsi in cinque anni, neanche uno memorabile come quelli
del suo alias Teo Teocoli: il voto imminente lo ha smosso e
convinto ad una interrogazione sul futuro degli slot Alitalia a Malpensa. Guarda caso. Dietro, staccati, sono quelli che la
parola non l'hanno mai presa. Il forzista Aldo Patriciello (24 le
interrogazioni, molte sul natio Molise), inquisito, uno dei pochi a cui hanno
tolto l'immunità parlamentare. E il golden boy di Italia-Germania 4 a 3,
Gianni Rivera (Udc), zero interventi, zero interrogazioni, non aiutato
dall'essere un «non iscritto», il gruppo di chi non ha un gruppo. Sono soli sul
fondo classifica. Dove, se fosse restato, sarebbero in compagnia di Umberto Bossi
che, in tre anni, non mai fatto sentire la sua roca voce in aula ai colleghi
europei.
( da "Unita, L'" del
04-05-2009)
Argomenti: Alitalia
«L'integrazione Alitalia-AirOne porterà nuovi disoccupati» Ancora problemi per Alitalia. Filt Cgil Fit Cisl,
Uiltrasporti e Ugl Trasporti, riuniranno oggi una segreteria unitaria per
definire «una piattaforma sindacale coerente con le intese di Palazzo Chigi
(violate da Alitalia) e
condividere le iniziative unitarie a sostegno della stessa». L'incontro
è stato deciso dopo quello che le quattro sigle sindacali hanno avuto con una
delegazione di Alitalia, il 28 aprile scorso, su
obiettivi e fasi dell'integrazione dei gruppi Alitalia
ed Airone, prevista per il primo luglio prossimo, in cui le quattro sigle hanno
individuato alcune criticità che riguardano i livelli occupazionali e le
condizioni di lavoro. In particolare, una riduzione della somma degli organici
attuali che «rischia di essere scaricata sui molti lavoratori a termine,
compresi i contratti con scadenza stipulati agli ex dipendenti Alitalia e un approccio sulla necessariaarmonizzazione dei
contratti Cai-Airone-Assaeroporti che i sindacati intendono negoziare a tutto
tondo». Per quanto riguarda gli obiettivi indicati dall'azienda, riferiscono i
sindacati, ci sono «l'ottimizzazione dei mezzi a disposizione dei due gruppi,
del personale, delle risorse e delle procedure operative già in atto e il
potenziamento delle basi». L'ottimizzazione, secondo la presentazione fatta da Alitalia, «viene perseguita attraverso sinergie che
riguardano il network, con la razionalizzazione delle frequenze, i costi commerciali,
la manutenzione, l'integrazione delle strutture e del personale sulle basi,
l'handling (attività di assistenza a terra), il quartier generale e le spese
generali, l'utilizzo delle best practice (le pratiche che danno i migliori
risultati) già in uso nei due gruppi». «Le ricadute di questa operazione sul
personale non sono di poco conto» rilevano i sindacati. P«revedono il passaggio
del personale AirOne in Alitalia attraverso una
cessione di ramo d'azienda con un successivo spostamento di personale di nuovo
in AirOne, per le necessità legate alla flotta dei B737 utilizzando il
meccanismo del distacco».
( da "Corriere della Sera"
del 04-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Prima Pagina data: 04/05/2009 - pag: 1 Sprechi Fantozzi e i mega-costi
dei dipendenti all'estero Ex Alitalia, 60 sedi da chiudere di SERGIO RIZZO L'ex Alitalia, la compagnia di bandiera ormai
in liquidazione, aveva 60 sedi estere, che il commissario straordinario Augusto
Fantozzi sta cercando di chiudere. Non senza trovare sorprese: tesoretti
depositati in banche locali (50 milioni), dipendenti alloggiati in hotel di
lusso. A PAGINA 22
( da "Corriere della Sera"
del 04-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Cronache data: 04/05/2009 - pag: 22 La compagnia Il commissario
Fantozzi trova depositi sconosciuti per 50 milioni L'ex Alitalia
degli sprechi: 60 sedi all'estero da chiudere A Hong Kong 15 dipendenti in
hotel senza alcuna rotta ROMA Immagina se stesso, Augusto Fantozzi, nei panni
di Fausto Coppi sullo Stelvio. Ma a differenza del Campionissimo il commissario
di quella che fu l'Alitalia non alza mai la testa dal
manubrio. «Condannato a pedalare e basta», ripete tutti i giorni ai suoi collaboratori.
La salita è ripida e a ogni tornante c'è una sorpresa. Un nuovo creditore, o
una rogna che nessuno poteva prevedere. Per esempio quella, pazzesca, con cui
Fantozzi è alle prese adesso: le sedi dell'ex Alitalia
all'estero. Sapete quante? Sessanta. Tante erano ai tempi d'oro, per intenderci
quando (fino a poco tempo fa) all'aeroporto londinese di Heathrow la compagnia
di bandiera italiana stipendiava 300 (trecento) persone, e tante sono rimaste
dopo, quando le destinazioni internazionali dell'Alitalia
si erano ridotte a una sparuta quindicina. Magari ci sarà una spiegazione. Ma
che questo possa essere considerato accettabile, no davvero. Soprattutto
considerando i costi assurdi che ancora adesso gravano sulla liquidazione della
compagnia di bandiera. C'era una sede in Libia, chiusa giovedì scorso. Una in
Senegal. Addirittura due in India: a Mumbai e Nuova Delhi. E via così.
Abbassare la serranda di quegli uffici è complicatissimo, come sta
sperimentando Fantozzi. Si deve liquidare il personale, battagliare con i
sindacati, risolvere le grane con il fisco locale. Ma non è soltanto per questo
che l'Alitalia ha continuato a far correre per anni
gli stipendi, i conti dell'albergo, i bonifici ai fornitori. Talvolta si è
giustificato il mantenimento in vita di quelle costose strutture con la
necessità di conservare gli slot, cioè i diritti di decollo e atterraggio: per
una rotta abolita! In altri casi è stata solo inerzia. Costosissima inerzia.
Prendiamo la sede di Hong Kong, dove l'Alitalia non vola più da tempo, e dal
2008 ha soppresso anche i collegamenti cargo. Quindici dipendenti e un conto di
1.200 dollari al giorno per il lussuoso hotel Hyatt. Per ironia della sorte, la
filiale di Hong Kong dell'Alitalia, cioè una compagnia aerea fallita, aveva 7 milioni e mezzo di
euro, liquidi. Erano depositati in una banca locale. Un tesoretto che a
quanto pare c'è anche in Brasile, Argentina, Venezuela e chissà in quanti altri
posti. Fantozzi e i suoi hanno calcolato che nelle banche in giro per il mondo
l'Alitalia abbia depositi per molti milioni di euro.
Quanti? Decine. Forse una cinquantina. Non saranno la soluzione, ma perché
lasciarli lì? Soprattutto, perché non fermare al più presto l'emorragia degli
uffici esteri? Tanto più che ogni euro speso per mandare avanti quelle baracche
è un euro sottratto ai creditori. Nessuno è in grado di dire quale sia
esattamente il loro numero. Ma non sono meno di 23 mila, compresi i dipendenti
che devono avere circa 205 milioni di liquidazioni. Di conseguenza, non si può
sapere con precisione quanti soldi servano per pagarli. Unica certezza: i
debiti con migliaia di fornitori accumulati dall'Alitalia
prima del commissariamento, il 29 agosto 2008, saranno gli ultimi a essere
onorati. Se ci saranno ancora soldi. È la dura legge delle liquidazioni. Prima
si paga la «prededuzione», cioè i costi della liquidazione e gli impegni
contratti dai liquidatori dopo il commissariamento. Poi i dipendenti. Quindi
gli enti di previdenza, gli avvocati e i consulenti. In fondo, gli altri. Cioè
i fornitori «ante» 29 agosto. E lo Stato, verso cui l'Alitalia
in liquidazione ha un debito di 300 milioni: il «prestito ponte» concesso per
evitare il fallimento dopo che era saltata la trattativa con Air France. Che a
questo punto sarebbe forse meglio chiamare «regalo ponte». A complicare
ulteriormente le cose c'è la prospettiva di un contenzioso immane. Dalle piccole
cause di lavoro dei dipendenti (molti anche obbligazionisti) alle controversie
internazionali. Un assaggio? L'Alitalia si era coperta
dal rischio di cambio sul prezzo del petrolio con derivati del Credit Suisse.
Al commissariamento, la banca ha esercitato il diritto di recesso incamerando
50 milioni. Almeno 7, sostiene Fantozzi, non dovuti. Così inevitabilmente si è
arrivati alle carte bollate. La fotografia degli sfortunati creditori scattata
il 29 agosto 2008 è la sconcertante premessa di una liquidazione destinata a
battere ogni record di durata. Roba da far impallidire la procedura
dell'Itavia, compagnia del Dc9 abbattuto nel 1980 sui cieli di Ustica: iniziata
nel 1981, ventotto anni dopo è ancora aperta. Per la gioia di avvocati e
consulenti. I pochi che in queste situazioni guadagnano davvero. La lista dei
vecchi fornitori che vantano soldi è tanto sterminata quanto (pare) incompleta.
Al punto che balla pure la cifra totale: 320 milioni? 350? O 400? Boh. Ci sono
società aeroportuali (gli Aeroporti di Roma hanno pendenze per una quarantina
di milioni), compagnie petrolifere, albergatori. Autonoleggi, ristoranti, bar
degli aeroporti, editori: dal Financial times (39.091 euro) al gruppo
l'Espresso (667.567), alla Rcs quotidiani che edita il Corriere (293.333), al
Messaggero (15.069). Poi Telecom Italia, con 3,5 milioni di bollette arretrate.
Ma anche le autorità aeroportuali di mezzo mondo. La Coca Cola (574.505 euro).
Il profumiere Yves Saint Laurent (14.605 euro). Non manca nemmeno Peccati di
Capri, la piccola ditta napoletana che forniva i cioccolatini di benvenuto ai
passeggeri (3.852 euro). E neppure la Ince 2002 srl, società alla quale venne
affidato durante la gestione di Giancarlo Cimoli il restyling della rivista di
bordo, Ulisse 2000, e che era posseduta al 50% dall'attore Pino Insegno.
Credito: 77.259 euro. E 60 centesimi. Sergio Rizzo
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 04-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Segreteria unitaria
di Filt Cgil Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti, oggi per definire «una
piattaforma sindacale coerente con le intese di Palazzo Chigi (violate da Alitalia) e condividere le iniziative unitarie a sostegno della stessa».
L'incontro è stato deciso dopo quello che le quattro sigle sindacali hanno
avuto con una delegazione di Alitalia, il 28 aprile scorso, su obiettivi e fasi dell'integrazione dei
gruppi Alitalia ed Airone,
prevista per il primo luglio prossimo, in cui le quattro sigle hanno
individuato alcune criticità che riguardano i livelli occupazionali e le
condizioni di lavoro. In particolare, una riduzione della somma degli organici
attuali che «rischia di essere scaricata sui molti lavoratori a termine,
compresi i contratti con scadenza stipulati agli ex dipendenti Alitalia e un approccio sulla necessaria armonizzazione dei
contratti Cai-Airone-Assaeroporti che i sindacati intendono negoziare a tutto
tondo». Per quanto riguarda gli obiettivi indicati dall'azienda, riferiscono i
sindacati, ci sono «l'ottimizzazione dei mezzi a disposizione dei due gruppi,
del personale, delle risorse e delle procedure operative già in atto e il
potenziamento delle basi». L'ottimizzazione, secondo la presentazione fatta da Alitalia, viene perseguita attraverso sinergie che
riguardano il network, con la razionalizzazione delle frequenze e i costi
commerciali.
( da "Unita, L'" del
05-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Franceschini:
«Complotto? Berlusconi è patetico» LAURA MATTEUCCI Patetico. Che persino la
richiesta di separazione della moglie sia «un complotto preparato dalla
sinistra» ai suoi danni, che la signora sia stata «sobillata» dai media è «una
cosa davvero patetica», Berlusconi «smetta subito di dirla». È visibilmente
infastidito Dario Franceschini, segretario del Pd, dalle prime controffensive
dell'«Houdini italiano», come lo chiama il Times, ormai «incastrato» nel suo
«destreggiarsi tra l'immagine del padre di famiglia devoto e quella del playboy
di 72 anni». Proprio lui, l'uomo-catodico, che per primo ha invaso le case
italiane con la sua biografia, e le foto Silvio-Veronica-figli, che adesso
parla di «criminalità mediatica» e riparla di complotto. Già la giornata per
Franceschini è partita male: 2 ore e 40 minuti di ritardo
per un volo Fiumicino-Malpensa della nuova Alitalia è davvero troppo. Franceschini è a Milano per sostenere Filippo
Penati che si ripresenta in Provincia e tutti i candidati («Berlusconi dice che
mettiamo in lista persone anziane, gli ricordo che il più vecchio dei nostri
candidati è un suo coetaneo»). Appena riesce a liberarsi dell'aereo e
mette piede nell'aeroporto fantasma sbotta, e il suo filo rosso è una parola
che nell'Italia di Berlusconi non ha ormai alcun sapore, la parola è serietà.
La usa per la politica, la usa per l'annunciato divorzio dell'anno: «Ci siamo
comportati da persone serie lasciando fuori la politica da una vicenda
personale. Vogliamo continuare così, però Berlusconi eviti di parlare di
complotto unicamente per coprire il merito e depistare l'attenzione degli
italiani». UMILIATO E OFFESO Berlusconi è chiuso nella villa di Arcore,
Veronica Lario poco distante, a Macherio. Si parlano per avvocati, il fidato
Niccolò Ghedini, parlamentare del Pdl per lui, una donna, Maria Cristina
Morelli, avvocato civilista che nella prima fase ha seguito la vicenda
giudiziaria di Eluana Englaro, sostenendo le tesi di papà Beppino, per lei. Le
cui uniche parole sono «mi occupo di una vicenda che non va gestita sui
giornali». Affilano armi, preparano tattiche di un divorzio che muove miliardi,
spartisce aziende e coinvolge, tra protagonisti, figli e nipoti, una nutrita
tribù. Berlusconi accusa la stampa di «criminalità mediatica», e la moglie di
avele parlato, e poi fa lo stesso, affidando a Stampa e Corriere lo sfogo di un
marito che, più che «addolorato», s'è fatto furioso. Umiliato e offeso. «È lei
che deve chiedermi scusa pubblicamente. È la terza volta che in campagna
elettorale mi gioca uno scherzo di questo tipo», dice. «È caduta in un
tranello, e io so chi la sobilla». I tre figli? Tutti dalla sua parte,
«solidali con me». Noemi Letizia, la 18enne che, surreale e non lo sa, chiama
il presidente del Consiglio «papi» e si candida aspirante Cuccarini? (peraltro
ridotta al silenzio, scomparsa anche da Facebook) «Sono amico di suo padre». Le
fanciulle prima in lista poi estromesse? «Brave ragazze plurilaureate». Tocco
di classe: «E che male c'è se sono anche carine? Non possiamo candidare tutte
Rosy Bindi». La classe invece la dimostra lei, la vicepresidente della Camera,
che premette «lasciamo perdere le scuse, non mi interessano», e poi mette un
punto fermo: «Berlusconi ha un dovere di trasparenza verso gli italiani, la
signora Lario ha ragione - dice Bindi - non possiamo far finta di nulla, non
possono restare dubbi sulla natura dei rapporti tra il capo del governo e una
minorenne. Per molto meno il presidente degli Usa ha dovuto rendere ragione ai
suoi concittadini». Anche l'Idv ci prova, con un'interrogazione parlamentare.
Il complotto si allarga. Berlusconi chiuso nella villa di Arcore con amici
fidati e la figlia Marina affila le armi per un divorzio che muove miliardi.
Grida al complotto e accusa la moglie Veronica: si deve scusare lei, so da chi
è sobillata.
( da "Repubblica, La"
del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Milano Elezioni,
il Pd all´attacco su Malpensa Franceschini: "Berlusconi ha tradito le
promesse sull´aeroporto" Il segretario apre la campagna lombarda: "Il
governo da mesi ha paura a venire qui" Castelli: "Straparla: lo scalo
è già in fase di recupero" ANDREA MONTANARI Parte ancora una volta da
Malpensa il secondo viaggio in Lombardia di Dario Franceschini, a Milano per la
presentazione ufficiale delle candidature del Pd alle Provinciali. «Qui c´è la
prova fisica - dice - delle promesse da marinaio di Silvio Berlusconi. è una
vergogna. L´aeroporto è ancora più deserto di prima». Il segretario del Pd è
arrabbiato al suo arrivo nell´ex hub lombardo. Manco a dirlo, un guasto a Fiumicino al suo aereo dell´Alitalia lo ha fatto arrivare con ben due ore e quaranta minuti di
ritardo. Costringendolo a saltare sia il viaggio a bordo del Malpensa Express
che l´incontro con le piccole e medie imprese a un convegno alle Stelline.
L´affondo: «Avevano detto che avrebbero fatto un consiglio dei ministri a
Malpensa. Li ho già invitati a farlo due mesi fa, ma non hanno il
coraggio di mettere piede qui dove si vede nel frattempo che cosa è successo. I
voli sono passati da 1238 a 147. Quelli di Alitalia
sono diminuiti di oltre l´ottanta per cento. Questi sono i numeri che la gente
deve valutare perché la serietà degli uomini politici si misura sulla
corrispondenza delle promesse fatte in campagna elettorale e le cose realmente
fatte. Malpensa e Alitalia sono stati uno degli
argomenti centrali dell´ultima campagna elettorale della Lega e di Berlusconi».
Un passaggio che gli serve anche per tirare la volata alla rielezione di
Filippo Penati alla guida di Palazzo Isimbardi. «è ora che torni la serietà
anche in Italia. E Penati è la prova di come il centrosinistra sappia ben
governare». Concetto ripetuto anche dal segretario regionale Pd Maurizio
Martina, durante un pranzo con i militanti organizzato da una cooperativa della
Barona. «Milano e i milanesi - aggiunge - hanno uno dei migliori presidenti di
Provincia del Paese. Che si è battuto come un leone e ha fatto vivere questa
istituzione più vicina ai cittadini di quanto era avvenuto nei cinque anni
precedenti». Il presidente della Provincia ringrazia e rilancia anche sui
ritardi dell´organizzazione dell´Expo: «Dopo un anno di ritardi dovuti a
litigi, in un mese, il nuovo amministratore Lucio Stanca si è preso 40mila euro
di compenso e non ha nemmeno convocato un cda. Così tutti sanno fare il secondo
lavoro». Secca la replica del senatore leghista e sottosegretario alle
Infrastrutture Roberto Castelli: «Ormai Franceschini straparla. non passa
giorno senza che un talk show o un articolo di giornale non si interroghi sulle
motivazioni per cui il Pd continua a perdere voti. Basta ascoltare il capo del
partito per capirlo. Malpensa sta già recuperando e nel medio termine tornerà
come e meglio di prima. Abbiamo sempre detto che dopo il "tradimento"
di Alitalia ci sarebbero voluti tre anni per
recuperare. E questo accadrà». Controreplica del responsabile infrastrutture
del Pd Andrea Martella: «Ma cosa dice Castelli? Malpensa è un aeroporto
fantasma». C´è anche il tempo per una breve visita del leader del Pd al Giardino
dei giusti al Monte Stella, accompagnato dal deputato Emanuele Fiato, già
presidente della Comunità ebraica. «è una bellissima idea avere un luogo dove
ricordare i giusti - commenta Franceschini - Spero che l´esempio possa essere
seguito da altre città». Poi di corsa per un breve tour in Brianza. Per tornare
in serata in città. Un nuovo bagno di folla tra i militanti in centro e la
presentazione ufficiale dei candidati alla Fabbrica del Vapore.
( da "EUROPA ON-LINE"
del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Articolo Sei in
Pagine Dem 5 maggio 2009 «Da Berlusconi promesse da marinaio» MALPENSA
FRANCESCHINI: «HA FATTO BUTTARE VIA AGLI ITALIANI 2,9 MILIARDI» Era stata la
prima visita che aveva scelto di fare da segretario del Pd. E ieri Dario
Franceschini è tornato a Malpensa, per visitare quello che ha definito un
«aeroporto fantasma», dove è atterrato con un volo Alitalia che ha riportato due ore e 40
minuti di ritardo. Il leader democratico ha ricordato l'annuncio da parte del
governo della volontà di tenere all'interno della struttura milanese una
riunione straordinaria del consiglio dei ministri, invece «sono passati due
mesi e non hanno il coraggio di metterci piede, perché altrimenti si
vedrebbe cosa è successo nel frattempo». Se «Malpensa e Alitalia
sono stati gli argomenti della campagna elettorale di Berlusconi e Lega»,
Franceschini invita polemicamente il centrodestra a ripetere la stessa cosa
anche per le prossime europee, dato che «qui c'è la prova fisica, visibile
della distanza fra le promesse da marinaio fatte in campagna elettorale da
Berlusconi e i comportamenti successivi. La serietà degli uomini politici si
misura tra la corrispondenza tra le promesse e le cose realizzate». E i
risultati elencati dal segretario dem sono i seguenti: i voli che partono o
arrivano a Malpensa sono passati da 1.238 a 147, con un calo dell'82,7 per
cento in particolare di quelli gestiti da Alitalia.
«Non solo gli italiani hanno pagato di tasca loro 2,9 miliardi di euro, soldi
che sono stati buttati via, ma Malpensa è un aeroporto fantasma». Come
sottolinea anche il responsabile infrastrutture del Pd, Andrea Martella, «è
chiaro come il sole che l'operazione Alitalia non ha fatto
recuperare alla struttura nessuna capacità competitiva». «La gente del Nord ha
aggiunto Franceschini misura il consenso che dà e quello che toglie in base ai
fatti, in base alla corrispondenza tra le promesse roboanti e le
realizzazioni». Rudy Francesco Calvo
( da "Corriere della Sera"
del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Economia data: 05/05/2009 - pag: 33 Rilancio Operazione guidata
dall'advisor Mediobanca Pool di banche per Antonio Merloni Con la garanzia
dello Stato MILANO C'è un nuovo dossier nella lunga lista degli aiuti e misure
di Stato, diretti o indiretti. All'elenco di Tremontibond, cassa
integrazione, agevolazioni fiscali, caso Alitalia, etc. si aggiunge adesso un caso a sette cifre (30 milioni di
euro) a favore della Antonio Merloni in amministrazione straordinaria. Non si
tratta di un vero e proprio esborso, ma della garanzia pubblica al nuovo maxi
finanziamento da una decina di banche. L'Unione europea, infatti, ha
dato il suo ok affinché lo Stato italiano si faccia garante dei prestiti
concessi alla Antonio Merloni (fino a un massimo di 67,8 milioni di euro), e
alcuni istituti hanno dato la propria disponibilità per 30 milioni. Nella lista
delle banche ci sono Unicredit, Intesa, Mps, Banca Marche, Banco Popolare,
Banca popolare di Ancona, Cassa di risparmio di Fabriano e Cupramontana, Cassa
di risparmio di Rimini, Cassa di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno e Cassa di
risparmio di Ferrara. Dietro l'operazione c'è il decreto numero 319 del
dicembre 2004, una normativa già utilizzata in passato per dare «sostegno»
statale ai finanziamenti pubblici. Ma, vista la somma messa sul piatto in
questo frangente dalle banche, il dossier Antonio Merloni dovrebbe
rappresentare uno dei casi recenti più significativi. La ricerca degli istituti
finanziatori, in pieno credit crunch, è stata condotta da Mediobanca, advisor
finanziario della procedura. Manca ora l'ok, che sarebbe atteso nei prossimi
giorni, del Ministero dell'Economia. La nuova liquidità dovrebbe consentire
alla Antonio Merloni di realizzare il programma dei commissari, una volta che saranno
arrivate tutte le autorizzazioni. Inoltre, sarebbero ormai diverse le
manifestazioni di interesse degli investitori a proposito della Merloni, ma su
questo dossier vige uno stretto riserbo. Giovanni Stringa
( da "Corriere della Sera"
del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Economia data: 05/05/2009 - pag: 33 Nuova Alitalia La Filt-Cgil e il caso delle
hostess con figli: finisce in Procura il dossier sul lavoro notturno ROMA ( a.
bac.) Un esposto alla Procura di Roma contro l'amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli. Lo ha
depositato ieri Mauro Rossi, segretario della Filt-Cgil, denunciando il mancato
rispetto delle norme sull'esenzione del lavoro notturno per le
lavoratrici-madri, richiamate negli accordi aziendali. Bisogna ricordare che la
legge invocata dalla Cgil, che consente l'esonero delle mamme uniche
affidatarie di minori, è finita di recente nel mirino dell'Ue perché ritenuta
discriminatoria per le donne stesse, cui verrebbe impedito di conseguire una
retribuzione piena (ricevono infatti un'indennità dell'80%). Secondo l'Ue
l'esonero dovrebbe essere disposto solo per comprovate esigenze di salute. Il
governo ha già deciso che modificherà la norma che al momento però, è da
considerarsi in vigore.
( da "Corriere della Sera"
del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Cronaca di Milano data: 05/05/2009 - pag: 2 Il sindaco «replica» a
Podestà Incontro Moratti-Berlusconi: rispetteremo i patti con l'Udc SEGUE DA
PAGINA 1 È il nuovo corso. Dopo le durissime polemiche su Alitalia, su Malpensa, sull'Expo, il
sindaco ha deciso di eliminare ogni intermediazione tra lei e il Cavaliere.
Incontri settimanali. Di norma, il lunedì. Un po' come le cene ad Arcore tra
Berlusconi e Bossi. Si ripetono da diverse settimane senza che ne sia a
conoscenza nessuno se non i più stretti collaboratori della Moratti. «È
un rapporto molto forte spiega il sindaco . Ma è anche la normalità, visto che
sono incontri che si ripetono da parecchio tempo». E nel penultimo incontro si
è parlato anche delle elezioni amministrative alle porte e del rapporto con
l'Udc. Proprio, l'altro giorno, il candidato del Pdl a Palazzo Isimbardi, Guido
Podestà (coordinatore regionale del Pdl) aveva posto un ultimatum ai centristi:
o si scioglie il nodo del voto o gli uomini di Casini e Cesa devono restare
fuori dalle nomine delle aziende (A2A, Trivulzio, Golgi-Redaelli). Possibile
premessa di una «cacciata» dalle giunte governate dal centrodestra, a partire
da Palazzo Marino. Ma, ieri, la Moratti ha messo i puntini sulle i: «Con il
premier abbiamo parlato anche di amministrative. Pochi giorni fa e la decisione
presa è stata quella di rispettare il patto elettorale del 2006». Quello, cioè
che ha portato la coalizione del centrodestra (FI, An, Lega e Udc) a
conquistare Palazzo Marino per l'ennesima volta. Quindi, l'Udc sembra destinato
a rimanere sia in giunta che nella maggioranza che governa il Consiglio
comunale. Uno stop a Podestà. O quantomeno l'indicazione che esiste un rapporto
diretto con il numero uno del Pdl che va oltre le segreterie e gli apparati
politici. «Ma perché vi stupite? continua la Moratti . Il rapporto con
Berlusconi è molto forte, fin da quando ci siamo conosciuti». La polemica
Letizia Moratti Maurizio Giannattasio
( da "Corriere della Sera"
del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Cronaca di Milano data: 05/05/2009 - pag: 2 Franceschini: Malpensa
tradita dal Pdl Expo non decolla, accuse a Stanca Il leader Pd: fallita
l'operazione Cai-Alitalia e a
pagare sono soprattutto i lombardi «Malpensa è il luogo simbolo del tradimento
del Nord»: dove, a tradire è stato il Popolo della Libertà e i traditi sono i
lombardi. Il giudizio è di Dario Franceschini, oltremodo convinto del
fallimento dell'operazione Cai dopo che l'aereo della compagnia italiana che
avrebbe dovuto portarlo a Milano è atterrato ieri con due ore e quaranta
di ritardo. «È stato spiega all'inizio della sua giornata milanese un episodio
sfortunato. Ma atterrando a Malpensa, che era il primo luogo visitato
all'indomani della mia elezione a segretario, ho ritrovato lo stesso deserto di
allora. Il Pdl ha spento i riflettori tenuti accesi fino a che facevano
comodo». Franceschini ha anche alcuni numeri da elencare: spiega che i voli su
Malpensa sono calati da 1500 a 180, che quelli di Alitalia-Cai
sono diminuiti dell'82 per cento «e intanto gli italiani si sono accollati un
debito da quasi tre miliardi di euro». A Franceschini risponde il sottosegretario
alle Infrastrutture, Roberto Castelli: «Malpensa sta già recuperando e nel
medio termine tornerà come e meglio di prima. Abbiamo sempre detto che dopo il
tradimento di Alitalia ci sarebbero voluti tre anni
per recuperare ». Il leader dell'opposizione trascorre la sua giornata milanese
fra un pranzo alla Barona, una visita al Giardino dei Giusti, due tappe in
provincia, un aperitivo, un incontro pubblico in Galleria Meravigli e il bagno
di folla serale al teatro Ciak. Al suo fianco compare più volte il candidato
alla presidenza della Provincia, Filippo Penati: «È la prova dice di lui il
segretario di come si possa essere vincenti al Nord dimostrando serietà e
competenza». Franceschini parla della composizione delle liste per le
amministrative: «Abbiamo scelto persone del territorio, lasciando poi ai
candidati sindaci e presidenti la libertà di fare alleanze sulla base delle
esigenze di ogni territorio. Noi abbiamo indicato soltanto i cinque capilista,
scelti in base all'autorevolezza e all'esperienza». Anche Penati dice la sua e
affonda sulla questione Expo: «Dopo aver perso un anno, hanno nominato Lucio
Stanca come amministratore delegato. In un mese non ha neppure riunito un cda,
anche se si è guadagnato i suoi bei 40 mila euro da ad, oltre a quelli che prende
come parlamentare. Così, siamo capaci tutti...». Penati è ottimista: «Possiamo
farcela. E ce la faremo perché il Pdl si è dimenticato del Nord». Ci crede
anche Franceschini: «Qui non si fanno prendere in giro, riconosceranno la
nostra serietà». L'arrivo del leader Pd Dario Franceschini dopo l'atterraggio
di ieri allo scalo di Malpensa Elisabetta Soglio
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 05-05-2009)
Argomenti: Alitalia
MARCO TORIELLO
Mancava solo l'ufficialità, arrivata ieri pomeriggio da Roma: l'unica
manifestazione d'interesse presentata per Atitech entro il 30 aprile, giorno in
cui è scaduto il bando di cessione, è quella della cordata di imprenditori
messa insieme dalla IesMed di Gianni Lettieri. A
certificarlo è un comunicato diffuso dal commissario straordinario della
vecchia Alitalia Augusto
Fantozzi. Una nota che in realtà non fa esplicitamente il nome della società di
investimenti guidata dal leader dell'Unione industriali di Napoli, ma si limita
a indicare che sul tavolo del commissario è arrivata una sola offerta per il
polo di manutenzione napoletano. Un'offerta che non può che essere
quella della IesMed, che proprio giovedì 30 aprile ha ufficializzato il proprio
impegno per Atitech. Miglior fortuna ha avuto l'Ams di Fiumicino, altra società
in liquidazione dell'ex Alitalia, attiva nella
revisione dei motori, per la quale sono state presentate ben 5 manifestazioni
d'interesse. Nessuna offerta, invece, per il call center palermitano Alicos,
per il quale Fantozzi si riserva di chiedere la riapertura della procedura di
aggiudicazione. A Napoli intanto si lavora alla composizione della cordata di
imprenditori che rileverà il 71% dell'azienda di Capodichino (l'altro 29% sarà
acquisito dalla nuova Alitalia e da Finmeccanica).
Ribadito che, oltre a IesMed, faranno parte del nuovo corso di Atitech anche la
Dema di Pozzuoli, i tedeschi della Aviation management consulting, la Alven24 e
la piccola compagnia aerea italiana Livingston, Lettieri sta ora cercando di
coinvolgere nel progetto di rilancio del polo campano di manutenzione pesante
anche le aziende aeronautiche riunite nel consorzio Chain, guidato dall'ex
numero uno della Confapi regionale (e per un breve periodo anche di quella
nazionale) Dario Scalella. Un consorzio che attualmente mette insieme 16
imprese aeronautiche campane, alcune delle quali - tra cui Oma Sud, Mta, Laer,
Wind, Omtm e Sia - interessate a una partecipazione nell'affare Atitech. «Le
aziende del nostro consorzio hanno un importante know-how nel settore
aeronautico e possono contribuire al rinnovamento di Atitech - spiega Scalella,
che nei prossimi giorni sarà impegnato a definire con Lettieri i termini del
coinvolgimento del consorzio Chain -. Insomma, possono rappresentare il partner
tecnologico e industriale più adatto a evitare un ridimensionamento
dell'azienda. Il rilancio di Atitech non passa soltanto dall'immissione di
nuove risorse finanziarie, ma anche dal miglioramento del processo produttivo.
E in questo senso il nostro apporto può essere più importante di quanto si
possa immaginare». Mentre gli industriali studiano il nuovo assetto di Atitech,
a Capodichino i lavoratori sono tutt'altro che tranquillizzati dal percorso
individuato per salvare l'azienda in cui operano da anni. A rasserenare gli
animi non basta nemmeno la nuova commessa ottenuta dalla compagnia greca
Olympic, che proprio oggi dovrebbe inviare a Napoli il primo aereo (un Boeing
737) da sottoporre a revisione negli hangar dello scalo partenopeo. «Siamo
riusciti a battere la concorrenza di Lufthansa Technik - rivela Antonio D'Auria
(Filt-Cgil) -. È l'ulteriore riprova dell'affidabilità del nostro sito
produttivo». I sindacati, nazionali e regionali, non hanno al momento in
programma altre iniziative di lotta nei prossimi giorni, ma si sono dati
appuntamento a Roma lunedì prossimo con l'obiettivo di mettere a punto una
strategia unitaria per affrontare i prossimi passaggi della vertenza Atitech a
Palazzo Chigi.
( da "Stampa, La" del
06-05-2009)
Argomenti: Alitalia
LA NUOVA PROPRIETÀ
DI COLANINNO E SOCI NON HA RISOLTO I VECCHI PROBLEMI 10% L'Enac
sferza Alitalia In ritardo
il 30% dei voli La compagnia: «I problemi si sono concentrati in aprile Ora va
molto meglio» le cancellazioni per la Sicilia Riggio: "Correggere le
disfunzioni prima dell'estate" [FIRMA]LUIGI GRASSIA Una volta il nome di Alitalia veniva scomposto in sigla e
sbertucciato come Always Late In Take-off And Late In Arrival (cioè
«sempre in ritardo al decollo e in atterraggio»). E adesso, con la nuova
gestione tutta privata di Colaninno e Sabelli? Il minimo che si possa dire è
che qualche problema resta da risolvere. Ieri c'è stato un consulto fra i
vertici della compagnia e quelli dell'Enac (l'ente di controllo dell'aviazione
civile) e in questa sede sono stati formalizzati dei numeri tutt'altro che
buoni riguardo ai ritardi: i voli di Alitalia
risultano puntuali nel 70,8% dei casi, il che significa che quasi il 30% porta
invece ritardo. Il quadro non è tutto nero, dall'incontro sono emersi anche
alcuni aspetti positivi della nuova compagnia, inoltre c'è l'impressione che
sia in corso un deterioramento nelle condizioni di volo offerte da quasi tutti
gli operatori aerei; ancora, va riconosciuto che che Alitalia
ha dovuto affrontare le difficoltà della transizione. Ma non si può neanche
negare che il pubblico si aspettava ben altro, cioè un taglio netto con i vizi
del passato. Per ora non è andata così. Il dato Enac sui ritardi riguarda il
periodo dal 13 gennaio a oggi, cioè copre la nuova gestione, e si fonda sulla
prassi internazionale che considera puntuali gli aerei che arrivano al massimo
entro 15 minuti dall'orario previsto. La situazione non è omogenea perché ci
sono diverse rotte dove le cose vanno meglio e altre (in particolare i
collegamenti con la Sicilia) dove la media è molto peggiore e le proteste del
pubblico sono frequentissime. Nell'incontro, il direttore generale di Alitalia, Giancarlo Schisano, ha detto che i problemi che
hanno abbassato la media della puntualità si sono concentrati soprattutto nel
mese di aprile ma adesso, a suo dire, sarebbero in gran parte risolti. L'Enac
ha deciso di far sentire ad Alitalia il suo fiato sul
collo e ha disposto di istituire un comitato congiunto «per l'analisi
settimanale dei dati e delle prestazioni e per la valutazione delle eventuali
azioni correttive». Invece non risulta fuori norma la cancellazione dei voli,
che pure fa arrabbiare migliaia di passeggeri (ma non solo di Alitalia). La percentuale di voli che ci sono stati davvero,
rispetto a quelli programmati, per la compagnia di Colaninno è pari al 98,6%
cioè non lontano dalla media europea. Però nei collegamenti con la Sicilia il
dato scende vicino al 90%, e quasi un volo cancellato ogni dieci non è poco.
Anche i disguidi che coinvolgono i bagagli rientrano nella media europea.
Quando i bagagli vengono persi, nell'80% dei casi tornano al proprietario in 48
ore e il 95% entro 5 giorni. Il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ha detto
alla fine che «le disfunzioni emerse si possono e si devono correggere,
nell'interesse di milioni di passeggeri ma anche di Alitalia.
Chiedo sin d'ora a tutti gli operatori del settore una particolare attenzione,
soprattutto in vista del periodo estivo, per garantire elevati standard di
qualità nel servizio».
( da "Unita, L'" del
06-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Sul Milano-Roma per
Formigoni solo posti in piedi Ventitremila. Tanti sono, «grosso modo», i
creditori di Alitalia secondo Augusto Fantozzi, il
commissario straordinario di ciò che resta della compagnia di bandiera. Poco
meno di ventimila sono dipendenti. Ma, come ha spiegato Fantozzi, «la bad
company è una cosa ancora viva, che cambia quotidianamente», precisando di «creditori
che si sono insinuati e che vanno esaminati uno per uno». Sulla nuova Alitalia si è espresso invece il presidente della Regione
Lombardia, Roberto Formigoni, coinvolto ieri mattina in quello che lui stesso
ha definito l'ennesimo «disservizio» sulla tratta Milano-Roma. Sul volo in
partenza da Linate alle 8.30, giunto all'imbarco, Formigoni si è imbattuto in
una doppia sorpresa: Alitalia ha prima dovuto
accorpare due voli per ovviare a un guasto tecnico, generando mezz'ora di
ritardo, poi c'è stato un errore nel conteggio dei posti assegnati e così,
assieme a Formigoni, che viaggiava con due collaboratori, altri passeggeri si
sono ritrovati solo con posti in piedi. Il governatore ha
commentato: «È l'ennesima conferma di quanto sia improrogabile l'apertura della
concorrenza. Alitalia
continua a collezionare disservizi mentre il Nord piange. Il monopolio di Alitalia sulla rotta Milano-Roma non ha
più ragion d'essere». ALITALIA
( da "Repubblica, La"
del 06-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina X - Milano
Accordo tra Sea e sindacati via ai 390 esuberi per la crisi L´intesa: in
mobilità solo i prepensionati I tagli distribuiti a
Malpensa e a Linate tra tutti i settori colpiti dalla riduzione di Alitalia Dalla mobilità al pensionamento
incentivato. Questo in sintesi l´accordo raggiunto ieri tra Sea e sindacati
sulla procedura di mobilità avviata lo scorso 15 aprile riguardante 390
lavoratori, 240 dipendenti della capofila Sea spa e 150 di Sea handling sia di
Linate che di Malpensa. Tutti vittime del pesante ridimensionamento del
traffico aereo negli aeroporti milanesi a causa della crisi economica e
dell´abbandono di Alitalia. «L´accordo - spiega
l´azienda in una nota - prevede che questi dipendenti saranno individuati tra
coloro che sono prossimi alla maturazione dei requisiti pensionistici entro il
2014». In altre parole, l´azienda si è impegnata a riconoscere, oltre a quanto
è previsto dalla legge, un numero di mensilità proporzionale ai mesi di
mobilità e sotto forma di incentivo, che consentirà a questi lavoratori di non
subire riduzioni di salario. La procedura è la stessa che ha permesso di mettere
in cassa integrazione per due anni altri 500 dipendenti evitando che gli
effetti della crisi Alitalia si scaricassero sui
lavoratori di Sea. Ora l´accordo dovrà passare al vaglio della Regione, come
previsto dalle norme che regolano le procedure di mobilità. La Iata,
l´associazione internazionale per il Trasporto aereo ha di recente rivisto al
ribasso le prospettive per quest´anno per il settore, con perdite per le
compagnie aeree che si aggireranno sui 3,4 miliardi di euro, con una
contrazione del traffico passeggeri del 5,7 per cento. «L´accordo conferma che
si possono gestire anche le più pesanti crisi produttive ed occupazionali -
commenta il segretario generale della Filt Cgil Nino Cortorillo - se gli
obiettivi strategici sono condivisi e le relazioni sindacali diventano un
vincolo ed una opportunità positiva». Secondo il sindacato, infatti, si tratta,
anche con questo accordo, frutto di un percorso di relazioni avviato già lo
scorso anno, di procedere più rapidamente verso una fase di riorganizzazione
della Sea che la renda capace di affrontare il mercato del trasporto aereo e lo
sviluppo, fattore decisivo per l´uscita dalla crisi attuale. Da questo punto di
vista, l´azienda si è impegnata ad avviare con i sindacati una verifica
complessiva della situazione dell´azienda. (a. m.)
( da "Repubblica, La"
del 06-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 26 - Economia
"Alitalia, in ritardo un volo
su quattro" L´affondo dell´Enac. Fantozzi: 23mila creditori, 19mila sono
dipendenti Il governatore della Lombardia Formigoni senza posto sul
Linate-Fiumicino LUCIO CILLIS ROMA - L´Enac bacchetta Alitalia. Troppi voli soffrono di inspiegabili ritardi al punto che nella
media dei primi quattro mesi di vita della rinata compagnia l´indice di
puntualità si è fermato al 73% di media. Peggio ancora sui collegamenti per
Palermo e Catania. Ovvero, più di un volo ogni quattro atterra con più di 15
minuti di ritardo, un limite che rappresenta lo standard a livello
internazionale. Secondo la stessa Alitalia, dal 13
gennaio 2009 ad oggi la puntualità è stata invece del 70,8%. Sulla regolarità
del servizio (intesa come percentuale di voli realmente effettuati rispetto a
quelli programmati) la media Alitalia è stata del
98,6%, (del 90% sulla Sicilia) con un minimo nel mese di aprile pari al 98,1%.
Il coefficiente di disguidi bagagli rientra nella norma dei concorrenti, con
l´80% dei disguidi risolto in 48 ore ed il 95% risolto entro 5 giorni. Secondo
i manager Alitalia i disservizi sarebbero stati
causati da «alcune criticità nel mancato funzionamento dei servizi di
assistenza a terra nello scalo di Roma Fiumicino», oltre che «a problemi
nell´avvio del decentramento della manutenzione» e «alla composizione degli
equipaggi». L´ente guidato da Vito Riggio, ha disposto l´istituzione un
comitato per l´analisi settimanale della situazione. Alitalia
ad oggi, avrebbe già speso circa 1 milione di euro per riprotezioni, rimborsi e
altre forme di tutela dei passeggeri. I ritardi e i disservizi del vettore
romano ieri mattina hanno travolto anche il governatore della Lombardia Roberto
Formigoni, salito su uno dei voli che collegano Linate a Fiumicino e rimasto in
piedi senza posto. Dopo 30 minuti di attesa e la cancellazione del volo per
Roma a causa di una guasto tecnico, sul collegamento successivo la compagnia
avrebbe sbagliato il conteggio dei posti assegnati. Risultato: insieme a Formigoni,
che viaggiava con due collaboratori, altri passeggeri si sono ritrovati senza
poltrona. Il caso è stato risolto con poco meno di un´ora di ritardo
complessiva e diversi mugugni. Resta infine aperta la questione della
"vecchia" Alitalia. I creditori di ciò che
resta della Magliana, secondo il commissario Augusto Fantozzi ospite di Radio
Anch´io su Radio Uno, «sono grosso modo 23mila, e di questi 19mila sono
dipendenti». Parlando della vendita degli aerei, Fantozzi ha detto che ci sono
state delle «difficoltà iniziali» perché i documenti di tutte le componenti
devono essere a posto e «metterli in fila è molto difficoltoso». Infine, sul
nodo degli obbligazionisti Alitalia, Fantozzi si dice
convinto di una prossima «revisione della percentuale originaria di indennizzo:
certamente gli obbligazionisti meritano molta attenzione, anche perché molti
sono dipendenti della compagnia». «Stiamo valutando questo aspetto», gli fa eco
il presidente della Commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci. E
dall´opposizione Michele Meta (Pd) parla di «caute aperture della maggioranza».
( da "Corriere della Sera"
del 06-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Economia data: 06/05/2009 - pag: 31 Mengozzi bond Alitalia, Fantozzi pronto a intervenire
per gli obbligazionisti MILANO Un'eventuale azione contro il Tesoro per
tutelare gli obbligazionisti Alitalia è, al momento, un'ipotesi «peregrina», ma se necessario verrà
avviata in un secondo tempo. Augusto Fantozzi, commissario straordinario di Alitalia in amministrazione
straordinaria, esclude per ora un'iniziativa legale contro il Tesoro
sollecitata in particolare da Anima Sgr, la società di gestione del risparmio
in rappresentanza di possessori dei «Mengozzi bond». E in merito a eventuali
indennizzi per gli azionisti, Fantozzi ha aggiunto che la decisione «spetterà
al ministero dell'Economia».
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 06-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Sono ore di ansia
per gli oltre tremila lavoratori del gruppo Tirrenia, soprattutto al Sud e in
Campania. Un'assemblea unitaria, che si è svolta ieri nella sede napoletana
della compagnia di navigazione, al rione Sirignano, con la partecipazione di
marittimi ed amministrativi, ha sancito lo stato di agitazione dei dipendenti
della società. Nelle loro parole il timore che l'avviato processo
di privatizzazione della società possa generare un nuovo caso Alitalia». «Si impone una iniziativa
forte da intraprendere in tempi stretti», è la posizione delle rsu aziendali di
Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, mentre l'Ugl Trasporti spiega: «Si
prospettano, e sono voci mai smentite a livello ministeriale, tagli di linee
come la Genova-Porto Torres e la Genova-Olbia, la Napoli-Eolie, la
Ischia-Procida-Napoli e la Napoli-Sorrento-Capri. Tutto questo metterebbe a
rischio il lavoro di oltre 500 famiglie, localizzate quasi tutte in Campania».
In un comunicato diffuso al termine dell'assemblea, i dipendenti della Tirrenia
minacciano «azioni di lotta dure» e invocano l'intervento delle istituzioni
locali e dei sindacati, ribadendo il loro no a «ingiustificati e indiscriminati
tagli di servizi per decreto, a una svalutazione economico-patrimoniale
dell'azienda, che porti a un'inevitabile svendita e a una privatizzazione
selvaggia senza accordi sindacali». E già ieri lo stato di agitazione dei
lavoratori della compagnia di navigazione ha causato i primi disagi ai
passeggeri in partenza dal porto Napoli, costretti a lunghe attese sulle
banchine, con tre navi interessate dal blocco di due ore deciso nell'ambito
della protesta Tirrenia. All'ancora sono rimaste la Raffaele Rubattino,
ormeggiata al molo 16 per Palermo e che sarebbe dovuta partire alle 20, la
Laurana, ormeggiata al molo 6, per le isole Eolie, sempre con partenza fissata
per le 20, e la Toscana, al molo 15/bis, destinazione Cagliari, con partenza
alle 19.30.
( da "Stampa, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Il
bilancio dei primi 100 giorni a Palazzo Chigi Spinetta: «La cassa di Alitalia meglio delle
attese» Che nella nuova Alitalia ci fosse qualche problema
operativo lo aveva notato anche lui, che pure vola con tutt'altri aerei. Silvio
Berlusconi lo dice senza remore: «I primi mesi di gestione hanno presentato dei
problemi, e non poteva essere diversamente. Ma in poco tempo il servizio sarà
quello che tutti si aspettano da una compagnia di bandiera: assolutamente
preciso, confortevole e puntuale». L'occasione per fare il punto dei primi
cento giorni della compagnia è un inaspettato «incontro stampa» (le domande non
erano contemplate) convocato nel pomeriggio di ieri a Palazzo Chigi insieme ad
un altrettanto inaspettato ospite: il numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril
Spinetta, da qualche giorno anche presidente del consiglio di sorveglianza di
Areva, il leader mondiale nella costruzione e gestione di impianti nucleari.
Spinetta si mostra altrettanto ottimista: «I primi tre mesi di Alitalia si confermano in linea con il piano stilato per la
rinascita della linea aerea, e la situazione di cassa è addirittura migliore
delle attese». Secondo il piano Fenice messo a punto da Intesa Sanpaolo, Alitalia punta a chiudere il primo anno di attività con un
passivo di 291 milioni di euro. Piccolo bisticcio verbale fra il premier e
Spinetta durante l'incontro: quando il manager definisce «quota» il 75% degli
azionisti italiani (Air France-Klm ha il 25%), il premier lo stoppa con un «è
la maggioranza...». «Maggioranza, maggioranza», si corregge subito Spinetta. \
( da "Stampa, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Lannutti Il senatore
dipietrista capo dei consumatori: «Così andiamo a braccetto con i truffatori»
Zanda L'esponente Pd: «Il governo vuol fare calare il sipario su vicende che
hanno contribuito alla crisi» Obbligazionisti Chi ha acquistato i bond dell'ex
compagnia di bandiera avrà solo un rimborso del 30% [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI
ROMA Uno dei primi atti del governo Berlusconi fu il congelamento per sei mesi
dell'entrata in vigore della «class action», la norma che consente azioni
legali collettive a tutela di consumatori e risparmiatori. Stavolta un emendamento
- inserito addirittura nel disegno di legge che dovrebbe regolamentare il
nucleare, all'esame del Senato - in pratica comporterà non solo un totale colpo
di spugna su vicende clamorose come Cirio e Parmalat. Ma addirittura impedirà ogni possibilità di azione collettiva da parte degli
obbligazionisti Alitalia,
per i quali il decreto anticrisi prevede un rimborso soltanto parziale. Se
l'emendamento sarà approvato, infatti, l'azione sarà possibile solo per gli
illeciti che verranno commessi dopo l'approvazione del collegato «sviluppo»,
ora all'esame del Senato e che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera.
La cosa era nell'aria, ma ieri mattina è stato formalmente presentato
l'emendamento della maggioranza (a firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno
di legge collegato. La proposta dovrà superare il vaglio dell'Aula di Palazzo
Madama, che ha cominciato a votare gli emendamenti al ddl ieri pomeriggio. Ma
sembra proprio che su questa proposta possa convergere il «sì» di gran parte
della maggioranza «perché la retroattività delle norme giuridiche - commenta
fuori il relatore Antonio Paravia, Pdl, a margine dei lavori in Senato - è
sempre molto difficile da accettare». Un principio dunque di correttezza
giuridica che rischia di passare però sopra le aspettative di migliaia di
consumatori frodati dai grandi crack che hanno investito il Paese negli ultimi
anni, da Cirio a Parmalat, per citare le storie più importanti. Anche se, per
essere precisi, il testo licenziato dalla Commissione Industria del Senato già
limitava parecchio la retroattività ammettendola solo dal luglio 2008. «Ora
invece - afferma il senatore dell'Idv Elio Lannutti - rimarranno fuori anche i
piccoli obbligazionisti Alitalia che, già truffati dal
Tesoro con un rimborso parziale, avrebbero potuto deciso di far valere i propri
diritti in modo collettivo». Tutta l'opposizione è furiosa. Non solo Elio
Lannutti che, come presidente dell'Adusbef, sostiene che «ogni altro rinvio
della class action significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri
e truffatori». È una «scelta inaccettabile» per il capogruppo dei senatori Pd
Anna Finocchiaro. Luigi Zanda, sempre del Pd, commenta: «Su quelle vicende che
negli ultimi anni hanno contribuito alla crisi italiana, il centrodestra vuol
far calare definitivamente il sipario». Alberto Balboni difende però la propria
proposta: «non toglie i diritti che possono essere comunque essere fatti valere
in altro modo - spiega - e la non retroattività per una norma nuova che si
applica per la prima volta è un provvedimento di buon senso». Intanto, l'aula
di Palazzo Madama ha approvato alcuni articoli che semplificano la burocrazia a
danno delle imprese (per fare domande ed accedere a fondi e partecipare a gare)
ma anche per un adeguamento alla normativa europea delle leggi italiane in tema
di certificazione, in assenza del quale alcuni prodotti made in Italy avrebbero
difficoltà a essere collocati sul mercato europeo. E tra gli emendamenti al ddl
da segnalare quello che toglie la proroga, dal 2010 al 2015, ai tetti antitrust
sulla distribuzione del gas e quello (voluto da Maurizio Gasparri) che
ripristina l'agente monomandatario nelle assicurazioni, una delle norme di
liberalizzazione di Bersani.
( da "Stampa, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
RISPARMIO
TRADITO La nuova class action salva anche Alitalia LE NUOVE
REGOLE AL VIA L'emendamento introdotto in un testo che dovrebbe regolare il
nucleare Tempi Cause collettive ammesse solo per i fatti accaduti dopo
l'approvazione del provvedimento [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA Uno dei primi
atti del governo Berlusconi fu il congelamento per sei mesi dell'entrata in
vigore della «class
action», la norma che consente azioni legali collettive a tutela di consumatori
e risparmiatori. Stavolta un emendamento - inserito addirittura nel disegno di
legge che dovrebbe regolamentare il nucleare, all'esame del Senato - in pratica
comporterà non solo un totale colpo di spugna su vicende clamorose come Cirio e
Parmalat. Ma addirittura impedirà ogni possibilità di azione collettiva da
parte degli obbligazionisti Alitalia, per i quali il
decreto anticrisi prevede un rimborso soltanto parziale. Se l'emendamento sarà
approvato, infatti, l'azione sarà possibile solo per gli illeciti che verranno
commessi dopo l'approvazione del collegato «sviluppo», ora all'esame del Senato
e che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera. La cosa era nell'aria, ma
ieri mattina è stato formalmente presentato l'emendamento della maggioranza (a
firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno di legge collegato. La proposta
dovrà superare il vaglio dell'Aula di Palazzo Madama, che ha cominciato a
votare gli emendamenti al ddl ieri pomeriggio. Ma sembra proprio che su questa
proposta possa convergere il «sì» di gran parte della maggioranza «perché la
retroattività delle norme giuridiche - commenta fuori il relatore Antonio
Paravia, Pdl, a margine dei lavori in Senato - è sempre molto difficile da
accettare». Un principio dunque di correttezza giuridica che rischia di passare
però sopra le aspettative di migliaia di consumatori frodati dai grandi crack che
hanno investito il Paese negli ultimi anni, da Cirio a Parmalat, per citare le
storie più importanti. Anche se, per essere precisi, il testo licenziato dalla
Commissione Industria del Senato già limitava parecchio la retroattività
ammettendola solo dal luglio 2008. «Ora invece - afferma il senatore dell'Idv
Elio Lannutti - rimarranno fuori anche i piccoli obbligazionisti Alitalia che, già truffati dal Tesoro con un rimborso
parziale, avrebbero potuto deciso di far valere i propri diritti in modo
collettivo». Tutta l'opposizione è furiosa. Non solo Elio Lannutti che, come
presidente dell'Adusbef, sostiene che «ogni altro rinvio della class action
significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri e truffatori». È
una «scelta inaccettabile» per il capogruppo dei senatori Pd Anna Finocchiaro.
Luigi Zanda, sempre del Pd, commenta: «Su quelle vicende che negli ultimi anni
hanno contribuito alla crisi italiana, il centrodestra vuol far calare
definitivamente il sipario». Alberto Balboni difende però la propria proposta:
«non toglie i diritti che possono essere comunque essere fatti valere in altro
modo - spiega - e la non retroattività per una norma nuova che si applica per
la prima volta è un provvedimento di buon senso». Intanto, l'aula di Palazzo
Madama ha approvato alcuni articoli che semplificano la burocrazia a danno
delle imprese (per fare domande ed accedere a fondi e partecipare a gare) ma
anche per un adeguamento alla normativa europea delle leggi italiane in tema di
certificazione, in assenza del quale alcuni prodotti made in Italy avrebbero
difficoltà a essere collocati sul mercato europeo. E tra gli emendamenti al ddl
da segnalare quello che toglie la proroga, dal 2010 al 2015, ai tetti antitrust
sulla distribuzione del gas e quello (voluto da Maurizio Gasparri) che
ripristina l'agente monomandatario nelle assicurazioni, una delle norme di
liberalizzazione di Bersani.
( da "Repubblica, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina
1 - Prima Pagina ETTORE LIVINI ALLE PAGINE 12 E 13 L´intervista Colaninno e
Sabelli: "Così Alitalia batterà la concorrenza delle
ferrovie" SEGUE A PAGINA 12
( da "Repubblica, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 12 - Economia
La compagnia vola ed è salva Sui ritardi dobbiamo migliorare Niente ricapitalizzazioni Il nodo assenteismo Aerei sempre più pieni
"Noi marziani per i sindacati Alitalia e Malpensa non sarà mai un hub" Colaninno e Sabelli: un
nostro treno a Fiumicino per battere le Fs Il forum Alitalia è stata salvata e vola. E questo, viste le condizioni in cui era
solo cinque mesi fa, è già un risultato importante Ad aprile solo il 66-67% dei
voli era in orario. Siamo intervenuti: la puntualità è risalita al 70%,
ma dobbiamo fare molto meglio Il nostro piano non prevede ricapitalizzazioni.
Se ce ne fosse bisogno, le farebbe qualcun altro: io mi farei da parte La
risposta di tutto il personale è stata straordinaria, salvo l´eccezione di
200-300 assistenti ad alto tasso di assenteismo A gennaio volavamo con solo 43
posti su 100 occupati. Ora siamo al 65-66%, appena sotto il 67-68% che è il
punto di pareggio ETTORE LIVINI ROMA - «Alitalia?
Fatemi dire una cosa: è stata salvata e vola. E questo, viste le condizioni in
cui era solo cinque mesi fa, è già un risultato importante. I ritardi? Certo,
ci sono stati. Colpa di una serie di problemi, alcuni indipendenti da noi,
arrivati tutti assieme ad aprile. Ma li abbiamo affrontati e si stanno già
risolvendo. Io preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno: i nostri aerei
viaggiano pieni al 65-66% e il bilancio di questi primi mesi alla Magliana è
positivo». Roberto Colaninno non è pentito dell´avventura alla cloche della
ex-compagnia di bandiera («è successo tutto all´improvviso l´estate scorsa
confessa ma rifarei ogni cosa»). E assieme all´amministratore delegato
Rocco Sabelli fa il punto in un incontro con Repubblica sullo stato di salute
della società.
Guardando al presente «i nostri conti sono in linea con il
budget», assicura Sabelli ma anche ragionando su un futuro che potrebbe
viaggiare su rotaia: «La concorrenza dell´alta velocità sulla Roma-Milano si fa
sentire. E va combattuta con la qualità del servizio. Potremmo lanciare un collegamento ferroviario
targato Alitalia dalla capitale a Fiumicino. Veloce e
che dia la possibilità di fare il check-in e consegnare i bagagli già a
Termini». Partiamo, se permettete, dal bicchiere mezzo vuoto. Il 27% degli
aerei nei primi quattro mesi di gestione Cai è atterrato con ritardi superiori
ai 15 minuti. L´Enac vi ha messo sotto osservazione. Cos´è successo? SABELLI:
Fino a marzo, quando viaggiavamo con pochi passeggeri
senza cancellare voli come avremmo potuto fare le cose funzionavano. Poi ad
aprile con il nuovo network e l´aumento dei clienti è cresciuta la pressione.
Colpa della difficoltà dell´integrazione tra Alitalia ed Air One, in via di
soluzione, e del rodaggio dei nuovi servizi di catering e pulizia, che non
sempre hanno funzionato a dovere. Quindi sono arrivati i problemi con la
manutenzione: il nostro piano ne prevede il decentramento da Fiumicino su 6
basi nazionali. Abbiamo annunciato i primi 60 trasferimenti e 11 tecnici non li
hanno accettati. Si sono messi in malattia ed è scattata la solidarietà di
categoria, rallentando la consegna degli aerei dopo i controlli negli hangar.
Ad aprile con questa situazione solo il 66-67% dei voli era in
orario. Siamo intervenuti. E le cose stanno migliorando: la puntualità è risalita al 70%, anche se
so che dobbiamo e possiamo fare molto meglio. COLANINNO: Qualche attenuante
c´è: quattro mesi fa abbiamo ereditato una compagnia vuota, con zero
prenotazioni intercontinentali. E da allora abbiamo fatto tre cose in una: la
gestione del rilancio, la fusione di due aerolinee e una grande alleanza
internazionale. Il nostro è anche un problema di etica di gestione. L´approccio
imprenditoriale di Cai ci rende dei marziani per un mondo (dai fornitori ai sindacati
fino alla manutenzione) abituato a un altro modello di Alitalia.
Comunque la risposta di tutto il personale è stata straordinaria. SABELLI:
Salvo l´eccezione di 200-300 assistenti ad alto tasso di assenteismo che
obiettivamente ci creano difficoltà. Se avessi le mani libere sulle assunzioni
molte di quelle persone non sarebbero mai entrate nella mia Alitalia.
Passiamo al business. Quanta gente vola Alitalia? E
come vanno i conti? COLANINNO: Siamo partiti a gennaio con solo 43 posti su 100
occupati. Ora siamo a quota 65-66%, appena sotto il 67-68% che è il punto di
pareggio. I conti sono in linea con il budget. SABELLI: Noi abbiamo avuto una
fortuna: abbiamo disegnato, per ovvi motivi, un network molto ridimensionato
rispetto alla vecchia Alitalia. Facendo in anticipo
quello che in nostri concorrenti, causa crisi, sono costretti a fare oggi.
Qualcuno sostiene che presto, a causa della crisi, sarete costretti a fare un
aumento di capitale, spianando la strada alla cessione ad Air France...
COLANINNO è falso. Il nostro piano non prevede ricapitalizzazioni. Se ce ne
fosse bisogno, le farebbe qualcun altro perché significherebbe che il
turnaround non avrebbe funzionato. E allora io mi farei da parte. Ma penso che
non sarà così: e se le cose vanno bene, tutti gli scenari saranno aperti con
grande profitto per la dignità del sistema paese. Il controllo del trasporto
aereo è un asset vitale per non essere tagliati fuori dal mondo. SABELLI: In
caso di aumento confermo che a farci da parte saremmo in due. Se Alitalia finisse i soldi, comunque, l´unica soluzione
sarebbe davvero andare a Parigi con il piattino. La vostra Alitalia
è una compagnia più piccola e ha rinunciato a molti collegamenti
intercontinentali. Non è una contraddizione per un asset strategico del sistema
paese? COLANINNO. Inutile sognare in grande se poi si perdono decine di
milioni. Il vero atout di Alitalia è il controllo del
mercato domestico. E su questo fronte le cose vanno bene: eravamo a una quota
del 54% a gennaio e ora siamo saliti al 61-62%. Poi dobbiamo recuperare
sull´intercontinentale con le sinergie. Oggi far volare un aereo Alitalia costa meno che farne decollare uno di Air France o
Klm. E stiamo studiando con i partner se aggiungere nuovi collegamenti targati
Cai da Malpensa o Roma a Shanghai e Buenos Aires in collaborazione con loro.
Nel breve però, vista la congiuntura, il nostro network non cambierà molto.
Guadagnare spazio in Italia non è difficile viste le condizioni di monopolio
che il Governo vi ha garantito per decreto... SABELLI: La concorrenza in Italia
c´è, quella delle low cost. Oggi i biglietti costano meno di un anno fa. Tra
Fiumicino e Linate il taglio è del 10-15%. Di più: l´Authority ci obbliga a
vendere almeno il 10% dei posti a sconti fortissimi. E le assicuro che questo
ci penalizza molto. La tratta su cui abbiamo più problemi, per dire, è proprio
la Roma-Milano dove è arrivata l´alta velocità e il coefficiente di riempimento
è sceso al 51%. COLANINNO: è indubbio che la concorrenza del Frecciarossa si
senta. Molte aziende con la recessione hanno imposto ai dipendenti l´uso della
ferrovia. Comunque ora la situazione pare assestata. Il servizio puntuale è il
nostro atout. Poi penseremo ad altre iniziative. Stiamo ad esempio valutando
come migliorare i collegamenti tra Fiumicino e il centro di Roma. Magari con un
treno targato Alitalia, che garantisca rapidità e il
check-in a Termini, consegnando i bagagli per il viaggio già in stazione.
Milano o Roma? La questione dell´hub, dopo lo strumentale uso elettorale,
sembra essere sparita dall´agenda. E Alitalia è
saldamente posizionata a Fiumicino. è una scelta definitiva? COLANINNO: In
Italia non esiste nessun aeroporto con la "densità" di passeggeri
necessaria per essere un vero hub. Si volerà sempre più punto a punto e noi dovremo
essere capaci di vendere bene all´estero i tesori del nostro paese, come
Venezia e le città d´arte. Malpensa poi non potrà mai essere ciò per cui è
stata disegnata, un hub. è mal collegata con il resto del nord. Ormai è uno
scalo che per salvarsi punta sulle low-cost. A Milano sperano, o fan finta di
sperare, in Lufthansa. Ma i tedeschi per ora hanno messo solo rotte a breve
raggio. Noi abbiamo deciso di riposizionarci su Linate, tanto i milanesi non
rinunceranno mai al loro city airport. Da Parigi stanno arrivando decine di
nuovi manager. Segno che la nuova Alitalia è sempre
più targata Air France? SABELLI: Non è così. Abbiamo assunto un dirigente
proveniente dall´aerolinea francese come responsabile vendite. Poi arriveranno
15 esperti di gestione delle rotte. Ma è solo una fetta di un gruppo di 90
persone che già seguivano Alitalia da Parigi con la
vecchia gestione. Know-how che ora riportiamo a casa per imparare a fare da
noi. COLANINNO: Quello con Air France è un accordo storico. I francesi erano obbligati
ad allearsi con Alitalia per stoppare Lufthansa. E noi
abbiamo giocato bene la partita firmando tutto in una sera, a cena. Se avessimo
tirato in lungo con quello che è successo all´economia
sarebbe stato un disastro. L´intesa ci garantisce di dividere i profitti non solo sui
voli da Milano e Roma a Parigi com´era prima ma anche su
tutti gli altri collegamenti tra Italia, Francia e Olanda. Non solo. Oggi
guadagniamo qualcosa anche sui passeggeri italiani che una volta a Parigi o
Amsterdam salgono su
voli intercontinentali. Nessun rimpianto insomma dopo questi primi mesi?
COLANINNO: Tutt´altro. è stata ed è una bella avventura. Mi sono divertito. La
sfida non è ancora vinta. Ma non tornerei di sicuro indietro.
( da "Repubblica, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 13 - Economia
Il presidente del gruppo francese, Spinetta, incontra Berlusconi "Il primo
no di Air France colpa di sigle sindacali e greggio Puntiamo sulle città
d´arte" LUCIO CILLIS ROMA - I conti sono a posto, le previsioni dei primi
tre mesi rispettate e il futuro appare migliore rispetto a quello di tanti
altri concorrenti «che oggi lasciano aerei a terra». Nel corso di un incontro a
Palazzo Chigi il premier Silvio Berlusconi, il numero uno di Air France-Klm
Jean-Cyril Spinetta e i vertici di Alitalia, il presidente Roberto
Colaninno e l´ad Rocco Sabelli, hanno fatto ieri il punto sull´alleanza e sul
rilancio delle città d´arte italiane che avverrà grazie ad Alitalia e a Sky Team. Un matrimonio che
funziona bene, nonostante i ritardi, i disservizi emersi sul network fin dal
gennaio scorso, per non parlare del caso degli obbligazionisti rimasti
impigliati nei Mengozzi bond. Spinetta in particolare, sposta l´attenzione dai
guai operativi della compagnia italiana evidenziando la bontà del lavoro svolto
fin qui dal management Alitalia: i conti «sono in
linea con le previsioni», anche in tempi di bufera economica globale. «E questa
è certamente una buona notizia». E il presidente del Consiglio, tende una mano
alla creatura che, nonostante il fallimento, ha tenuto in vita e consegnato
nelle mani di Cai e Air France: «Alitalia - è in un
periodo di rodaggio e, come in tutte le cose, la prima gestione presenta dei
problemi. Ma presto - scommette il premier - il servizio sarà quello che tutti
i viaggiatori si aspettano». Berlusconi non ha mancato di tornare sui motivi
che un anno fa provocarono la retromarcia di Air France: «Ribadisco che non fu
qualcosa ostacolato dall´opposizione con a capo il sottoscritto: furono i
sindacati a dire no a Spinetta, oltre al boom del petrolio». Tesi confermata
anche da Spinetta durante la conferenza stampa. Nei piani di Alitalia
c´è dunque il progetto di rilancio delle Regioni e delle città d´arte italiane.
Un piano benedetto dal premier. L´operazione che sarà presentata oggi, vedrà la
collaborazione di tutti i vettori che formano Sky Team. L´alleanza punta ad
aggredire i concorrenti proprio nelle aree ancora non presidiate del nostro
Paese. Il progetto prevede di incrementare i voli delle compagnie
"alleate" di Alitalia, come Delta, Aeroflot
o Klm, là dove le low cost più aggressive hanno da tempo collegamenti
sperimentati. Si parte da Venezia. Seguiranno Roma, Firenze, Napoli, Palermo.
Infine, sul fronte degli scali italiani, va segnalato l´arrivo al vertice di
Assaeroporti di Fabrizio Palenzona, nominato ieri presidente dell´associazione
che riunisce i gestori degli aeroporti nazionali e già al timone di Aeroporti
di Roma.
( da "Repubblica, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina XI - Genova
L´aereo ha le gomme lisce il Colombo vieta il decollo "Non idoneo ad
atterrare", stop al Genova-Roma L´Airbus di Air One fermato dopo un
controllo effettuato dagli ispettori dell´Ente Nazionale Aviazione Civile
GIUSEPPE FILETTO L´aereo ha le gomme lisce. Entrambe. "Non è idoneo a
sopportare l´atterraggio". Con queste motivazioni un Airbus 320 dell´Air
One è stato bloccato dagli ispettori dell´Enac ed il volo delle 15.20
cancellato. è successo martedì, quando gli uomini dell´Ente Nazionale Aviazione
Civile si sono portati sotto l´aereo, pronto per decollare con destinazione
Roma. "è stato riscontrato che la tela interna, in corda, fuoriusciva dal
copertone - si limitano a dire i tecnici dell´organo ispettivo - durante
l´atterraggio si sarebbe rischiato l´esplosione dei pneumatici". L´accaduto è confermato dalla stessa compagnia (recentemente
accorpata con Alitalia).
Attraverso il suo ufficio stampa, ammette che "l´aereo non era in
condizioni di atterrare". Inoltre, sottolinea che "la sicurezza viene
prima di ogni altra cosa e che si è deciso, in comune accordo con l´Enac, di
sostituire entrambe le ruote". L´Air One dice di scusarsi con i 62
passeggeri e assicura che tutti sono stati "riprotetti" con il primo
volo utile, quello delle 18. La vicenda, comunque, ieri è finita in Parlamento,
con una interrogazione (primo firmatario il deputato Mario Tullo) al Ministro
dei Trasporti e delle Infrastrutture: "Per sapere se corrisponde al vero
che la soppressione del volo si sia determinata a seguito dell´ispezione
dell´Enac, quali e quanto gravi siano stati i motivi tecnici, che non hanno
consentito a Cai un pronto intervento al fine di garantire l´operatività del
volo". La compagnia risponde che per riparare il guasto tecnico si sarebbe
dovuto attendere l´arrivo delle gomme nuove dal deposito di Roma. Per ragioni
di tempo ha preferito cancellare il volo e trasferire i passeggeri sul
successivo. In ogni modo, l´infrazione alle regole di sicurezza, commessa da
Air One, da Genova è stata segnalata alla direzione Enac della Capitale, che
potrebbe far scattare una pesante sanzione.
( da "Repubblica, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 27 - Economia
Class action, via la retroattività Gas, stop al tetto antitrust. Faro del
Garante su Eni, Acea e A2a LUCA IEZZI ROMA - Liberalizzazioni martoriate dagli
emendamenti della maggioranza presentati al ddl Sviluppo. La class action, la
possibilità cioè per i consumatori di indire cause collettive contro le società
in caso di truffa, perde la retroattività, peraltro già limitata finora al 30
giugno 2008 (escludendo a priori i grandi scandali finanziari Cirio e Parmalat).
Il relatore del provvedimento, il senatore Antonio Paravia, ha ribadito la
volontà delle maggioranza di proteggere solo da illeciti che si verificheranno
dopo l´entrata in vigore della legge. «Non vogliono che i risparmiatori, magari gli obbligazionisti Alitalia truffati dal Tesoro, possano rivendicare i loro diritti»
commenta il senatore dell´Idv e presidente dell´Adusbef, Elio Lannutti. Non
solo, il Popolo delle libertà, propone di eliminare il divieto di monomandato
per gli agenti assicurativi che ora devono vendere prodotti di compagnie
differenti. Modifica già definita anticoncorrenziale dall´Antitrust.
Confermato l´emendamento per sopprimere la proroga, dal 2010 al 2015, ai tetti
antitrust sulla distribuzione del gas che limitano il dominio dell´Eni nel
settore. «In materia di liberalizzazioni se non si va avanti è perché si vuole
andare indietro» ha commentato l´ex ministro Pierluigi Bersani portando ad
esempio un altro cambiamento presente nel ddl sviluppo: nel trasporto
ferroviario si torna all´affidamento diretto per le tratte anziché definire e
mettere in gara i servizi. D´altronde in questi stessi giorni alla Camera è
stato bloccato il tentativo di far valere riportare il numero di notai a 6152
come prevede la legge contro i 4723 attuali. Sempre in tema di concorrenza,
l´Antitrust ha aperto tre distinte istruttorie contro alcuni distributori di
gas ed elettricità (Italgas, Acea, A2a) per verificare se hanno impedito ai
nuovi entranti di guadagnare clienti. L´indagine, riferisce il garante, è stata
avviata alla luce di una serie di segnalazioni inviate dalla società Sorgenia
in base alle quali i tre gruppi, attraverso le loro società di distribuzione,
avrebbero rallentato e bloccato in numerose città le procedure necessarie per
consentire il passaggio dei clienti come previsto dalla legge e dall´Autorità
per l´Energia.
( da "Unita, L'" del
07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Class action non
retroattiva Il governo salva i truffatori BIANCA DI GIOVANNI I «furbetti» sono
tutti salvi. I patron di Cirio e Parmalat, le banche che hanno rifilato
prodotti ad alto rischio alle famiglie, e anche l'azionista
Tesoro della vecchia Alitalia, che hanno lasciato gli obbligazionisti della compagnia di Stato
con pochi spiccioli in tasca (solo il 33% del valore). È stato depositato ieri
in Senato l'emendamento che cancella la retroattività alla class action,
l'azione collettiva che i consumatori possono sporgere in gruppo contro grandi
società. La firma in calce alla proposta è del Senatore Pdl (ex An)
Alberto Balboni: ma il mandante è chiaramente il governo, visto che da quando è
entrato in carica ha demolito pezzo per pezzo la norma varata nell'ultima
Finanziaria Prodi. Nel novembre 2007 Confindustria la accolse come «un atto
ostile». Ieri nessun commento: arriverà forse al momento del voto finale, la
prossima settimana. levata di scudi Dall'opposizione si è levata una salve di
proteste. «la scelta della maggioranza è molto grave - ha attaccato Anna
Finocchiaro (Pd) - Oggi il centrodestra sancisce l'impossibilità per le vittime
degli scandali finanziari di vedere tutelati i propri diritti. per noi è
inaccettabile». «È un vero colpo di mano - ha aggiunto Luigi Zanda (pd) - che
fa calare il sipario sugli scandali degli ultimi anni». «Non vogliono che i
risparmiatori, magari gli obbligazionisti Alitalia
truffati dal Tesoro, possano rivendicare i loro diritti», va all'attacco Elio
Lannutti, senatore Idv e presidente Adusbef. Anche l'udc si compatta con il
centrosinistra. « Un regalo per i furbetti di ieri, da parte di un governo
nemico dei consumatori», commenta il senatore Gianpiero D'Alia. Quello della
retroattività è l'ultimo atto di una lunga opera di «sminamento» avviata dal
governo Berlusconi quater. Per la verità, anche il primo varo con il
centrosinistra fu burrascoso: ci volle un'intera giornata di voto in Senato e
tutto passò sul filo di lana. Il testo originario prevedeva un filtro
giurisdizionale che «selezionava» le cause presentate delle associazioni dei
consumatori più rappresentative. Un accorgimento volto a evitare azioni
temerarie. La norma doveva entrare in vigore 6 mesi dopo l'approvazione (giugno
2008). La retroattività era quella stabilita nella prescrizione del codice
civile. Con la nuova maggioranza cambia tutto. Sono solo 11 in Italia i
tribunali che possono giudicare, che corrispondono ai capoluoghi con alcune
macroaree. Già nella «geografia» della giustizia per i consumatori si profilano
intasamenti: a Roma si giudicano i casi di Lazio, marche, umbria, Abruzzo e
Molise. A Torino anche quelli della Val d'Aosta, a venezia quelli del Veneto,
del Trentino e del Friuli. Napoli copre anche Calabria e Basilicata. Altro che
filtro: è un vero tappo. Poi, l'azzeramento della retroattività proposto ieri,
dopo che era già stata ridotta a un anno salvando Cirio e Parmalat.
Evidentemente mancava Alitalia. E magari tanti altri.
«Basta andare a vedere tutte le multe comminate dall'Antitrust a Telecom e ad
altre imprese», insiste Lannutti. Come - azzardano altri - le assicurazioni o
le banche, pressate dalle liberalizzazioni di Pier Luigi Bersani, e oggi
«salvate» da Claudio Scajola. la difesa della destra Balboni, che ieri ha
difeso la sua proposta definendola «di buon senso visto che si tratta di una
nuova norma» (che aspettiamo da due anni, verrebbe da dire), nega che ci sia un
danno per gli obbligazionisti Alitalia. «Già esistono
strumenti nel nostro ordinamento per chiedere risarcimenti». Obiezione
bizzarra: se fosse così semplice, non servirebbe a nulla la class action. Ma a
Balboni va in aiuto il collega Antonio Paravia, il quale ritiene che «la
retroattività delle norme giuridiche è sempre difficile da accettare».
L'emendamento del Pdl esclude la retroattività, che era già stata ridotta a un
anno. «Così si salva anche il tesoro con Alitalia»
attacca Lannutti (Idv). La destra lede i diritti dei consumatori, accusa
Finocchiaro.
( da "Unita, L'" del
07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Il
lento decollo di Alitalia Berlusconi e Spinetta a difesa dei
«patrioti» MARCO TEDESCHI È capitato persino a Formigoni, presidente della
regione Lombardia, grande elettore di Berlusconi: un Milano-Roma con ore di
ritardo e posti solo in piedi. È la nuova Alitalia. Questa la realtà. L'assessore ai
trasporti lombardo, Raffaele Cattaneo, varesotto, ha consigliato al suo
presidente: «Abbandoni Alitalia e i suoi disservizi e
venga a Malpensa anche per recarsi a Roma». Magari con Lufthansa. Formigoni non
s'è accontentato: «Il servizio che offre Alitalia non
è sufficiente. Urge aprire le rotte nazionali, la stessa Roma-Milano, ad altre
compagnie che potrebbero, in concorrenza con Alitalia,
garantire un servizio migliore a prezzi più bassi. Quelli del Roma-Milano sono
veramente inaccettabili». Tariffe troppo alte Alla nuova compagnia non si
risparmiano le critiche: ritardi, disservizi e tariffe troppo alte. Ieri sono
stati i suoi vertici (Colaninno e Sabelli per Cai, Spinetta per Air France) a
dare spiegazioni al regista "elettorale" della operazione, cioè al
presidente del Consiglio. Nella conferenza stampa Berlusconi ha mostrato
ottimismo: «Nella prima fase erano inevitabili i problemi, ma in poco tempo ci
sarà un servizio preciso e confortevole come ci si aspetta da una compagnia di
bandiera. Personalmente ho potuto constatare in tutti l'assoluta fiducia in una
soluzione dei problemi». Tutto a posto, dunque. E i conti vanno anche meglio di
quanto si potesse pensare. «La situazione della tesoreria di Alitalia
è addirittura migliore del previsto», ha commentato il presidente di Air
France, Spinetta, che ha ha poi parlato di un rilancio dei voli sulle città e
sulle regioni italiane, idea che piace al premier: «È importante che Alitalia venda nel mondo le nostre città d'arte», ha
commentato Berlusconi. Il seguito è stato, con Berlusconi, la ripresa della
polemica con i sindacati, colpevoli secondo lui di aver fatto fallire il primo
accordo con Air France. Il primo commento è arrivato da Pierluigi Bersani,
responsabile conomico del Pd: «La prossima volta Berlusconi chiami a
partecipare anche gli azionisti, i contribuenti e i lavoratori cassaintegrati,
perchè a questo punto mi pare giusto tirare le somme con tutti su una vicenda
per cui tanti hanno da chiedere conto al governo». In particolare, Bersani ha
sollecitato una risposta chiara su «dove è finita quella garanzia di continuità
aziendale che aveva promesso e che ha intrappolato in una truffa di Stato
migliaia di cittadini». Ritardi, disservizi, tariffe troppo alte. Anche il
presidente della Lombardia, Formigoni, protesta. Ma per Berlusconi, che ieri ha
incontrato Colaninno, Sabelli e Spinetta, va tutto bene: «Un servizio preciso e
confortevole».
( da "Manifesto, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
TUTELA CONSUMATORI
Un emendamento del Pdl annulla la già limitata retroattività e salva dalle
cause pure banche e compagnie telefoniche Nuovo colpo alla class action:
restano fuori anche i creditori di Alitalia Giulia
Torbidoni C'è mancato poco che si potesse fare un po' di giustizia su
importanti scandali finanziari di questo paese. Ieri, in Senato, si è discusso
il disegno di legge di sviluppo che introduce anche la class action, cioè la
possibilità, per le persone che hanno subito uno stesso danno, di portare
avanti un'azione legale collettiva. Il testo iniziale, uscito dalla commissione
Industria, prevedeva la class action per le frodi commesse dopo il 30 giugno
2008, ma il senatore del Pdl Alberto Balboni ha presentato un emendamento che
cancella questa già limitata retroattività. La nuova data stabilita sarà il
giorno di approvazione del ddl sviluppo. Il testo prevede il risarcimento solo
ai cittadini che hanno denunciato un illecito (e non a tutti coloro che ne sono
stati colpiti) e non considera i danni prodotti dagli illeciti
extracontrattuali, cioè quelli che non sono prevedibili quando si stipula un
contratto. Il limite del 30 giugno 2008 teneva già fuori i grandi scandali di
Parmalat, Cirio e dei bond argentini, ma lasciava aperta la partita almeno sui
casi dell'Alitalia, della Telecom
o delle banche sanzionate dall'Antitrust per pubblicità ingannevole di prodotti
finanziari. «E' un modo di fare le leggi che va incontro ai poteri forti e che
esclude i piccoli obbligazionisti dell'Alitalia che, truffati dal Tesoro che li rimborserà solo parzialmente,
potevano mettersi insieme e rivendicare i propri diritti», afferma Elio
Lannutti dell'Italia dei valori. «La scelta compiuta dalla maggioranza di
cancellare la retroattività dell'azione collettiva di risarcimento è molto
grave e per noi è inaccettabile», sottolinea dal canto suo Anna Finocchiaro,
capogruppo del Pd al Senato. «Il governo così volta le spalle a tanti cittadini
truffati», sostiene Gianpiero D'Alia, presidente dei senatori dell'Udc.
Critiche arrivano anche dal Movimento di difesa del cittadino (Mdc) e dalla
Federconsumatori, che nota come «a questo governo la class action non piace
minimamente e non si capisce il perché dal momento che si definisce governo
liberale». Negli Usa la musica è diversa e la class action funziona davvero.
Colossi come le multinazionali del tabacco Philip Morris e Reynolds, o
produttori di pneumatici come Ford e Firestone hanno risarcito i cittadini che
avevano leso fino all'ultimo centesimo. Un consumatore da solo non potrebbe
pagare un'accusa tanto potente da contrastare la difesa di grandi aziende. Ma
più cittadini insieme sì. Inoltre la legge americana prevede che agli avvocati
della parte lesa vada come compenso una parte del risarcimento che riescono a
strappare per i loro clienti. In questo modo anche gli studi legali più
prestigiosi appoggiano class action di cittadini comuni. Balboni, intanto,
difende il suo emendamento perché «chiunque oggi può far valere i propri
diritti se si sente leso e può intraprendere una serie di azioni davanti a un
tribunale». La legge, secondo il Pdl, è già «uguale» per tutti.
( da "Corriere della Sera"
del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Cronache data: 07/05/2009 - pag: 27 La legge Balboni, autore
dell'emendamento: la norma precedente andava indietro solo di qualche mese, era
insensata Class action solo per il futuro Il Pdl: no ai risarcimenti
retroattivi. Il Pd: penalizzate le vittime degli scandali finanziari ROMA Si
riaccendono in Parlamento i contrasti sulla class action, l'azione collettiva
di risarcimento dei danni introdotta con l'ultima Finanziaria del governo Prodi
e poi prorogata per due volte, prima nel giugno 2008 e poi a gennaio scorso dal
governo Berlusconi con l'obiettivo anche di perfezionarne la struttura. In
questi giorni il Senato è impegnato nel terzo tentativo, forse definitivo, di
rendere operativa la nuova forma di difesa giudiziaria dei consumatori di
matrice anglosassone. E ciò tramite l'inserimento della norma nel mega
provvedimento sullo Sviluppo che comprende essenzialmente norme su gas,
elettricità e nucleare. Ma a far discutere, ancora una volta, è la
retroattività della class action, chiesta a gran voce dai consumatori,
dall'Italia dei Valori, dall'Udc e dal Pd ed invece negata dalla maggioranza.
Che ha dalla sua i desiderata del mondo confindustriale, che chiede cautela
nell'introduzione del nuovo meccanismo. Anche per evitare la babele di cause su
cinque o dieci anni (tanto è il termine della prescrizione) di storia, e di
scandali, italiani. In ballo infatti non c'è, ovviamente, la retroattività
della class action che potrà essere utilizzata solo dopo l'entrata in vigore,
ma quella dei danni da risarcire. Escludere la retroattività vuol dire,
insomma, togliere la possibilità di promuovere azioni collettive di
risarcimento per i crac Cirio e Parmalat. In un primo testo, in commissione, il
Senato aveva previsto di limitare la retroattività al 30 giugno 2008, ma ieri
il senatore del Pdl, Alberto Balboni ha presentato un emendamento per eliminare
tout court tale eventualità. «Per una questione di coerenza legislativa. Che
senso ha prevedere una retroattività di qualche mese o di un anno? O c'è o non
c'è, è più semplice», spiega Balboni che di professione fa l'avvocato. E che
comunque è convinto che un nuovo meccanismo di procedimento giudiziario, tutto
da rodare, debba partire su questioni nuove. «Si tratta di buon senso»,
afferma. Ma nell'opposizione esplode la protesta: anche perché la modifica,
spiega Maura Leddi del Pd alla quale fa eco Elio Lannutti dell'Italia dei
Valori, «sterilizza » le possibilità di risarcimento degli
obbligazionisti e dei piccoli risparmiatori del-- l'Alitalia, colti di sorpresa dalla cancellazione del titolo in Borsa per
il passaggio di proprietà della compagnia. Attualmente per il loro indennizzo,
dal decreto incentivi, è stato previsto un tetto massimo complessivo di 100
milioni di euro, una somma che non accontenta per nulla gli interessati.
Balboni che nega di aver preso di mira proprio questo caso, accenna ad una
difesa: «La mia proposta non toglie i diritti che possono essere comunque fatti
valere in altro modo, secondo le norme vigenti» spiega. Luigi Zanda (Pd) però
non la pensa come lui. «È estremamente grave che la maggioranza di centrodestra
abbia deciso, con un colpo di mano, di privare i cittadini che sono stati
vittime dei più grandi scandali finanziari degli ultimi anni degli strumenti
legislativi per esercitare un diritto consolidato in molte parti del mondo,
l'azione collettiva di risarcimento» dice. E poi insiste: «Su quelle vicende
che negli ultimi anni hanno contribuito alla crisi italiana, il centrodestra
vuol far calare definitivamente il sipario ». Per un altro senatore del Pd,
Enrico Morando il problema è anche un altro: «Con i suoi emendamenti la
maggioranza non fa altro che ritardare la messa a punto e l'approvazione della
class action. È una sorta di boicottaggio». «La retroattività delle norme
giuridiche incalza il relatore Antonio Paravia del Pdl - è sempre molto
difficile da accettare». Ma l'opposizione è compatta. Anche l'Udc con il
presidente dei senatori Giuseppe D'Alia prende posizione e accusa il governo e
la maggioranza di «voler voltare le spalle a tanti cittadini truffati» mentre
Anna Finocchiaro, presidente del gruppo dei senatori del Pd, definisce
l'iniziativa del Pdl «una scelta grave». Stefania Tamburello
( da "Corriere della Sera"
del 07-05-2009)
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Corriere della Sera
sezione: Cronache data: 07/05/2009 - pag: 31 La storia Sono mille e
cinquecento. «A Cuneo una signora mi ha chiamata 'la negretta' degli alpini»
Sanchez, «Pocahontas» e gli altri I nuovi italiani con le stellette Esordio dei
militari di origine straniera in una parata ufficiale ROMA Indossano il fez da
bersagliere, la penna degli alpini, il basco amaranto dei parà. Uno ha la pelle
nera, un altro lineamenti orientali, la giovane caporale uno splendido profilo
sudamericano. Alcuni sono veterani di missioni all'estero. Escono in coppia, in
squadra, in plotone. Ma li si può trovare anche nelle città, incaricati della
sorveglianza di caserme o ambasciate, e in queste ore in Abruzzo, impegnati nel
soccorso ai terremotati. Sono i «nuovi italiani» con le stellette. Un
«reggimento » in aumento: figli di immigrati di seconda generazione, ex bambini
«multicolori» nati da coppie miste, oppure ragazzini adottati negli anni '70 e
'80 e poi cresciuti nelle nostre scuole, fino al momento della scelta di
servire e onorare la Patria. La loro Patria adottiva. Eccola, la brigata
multietnica del-- l'Esercito: stamattina sette di loro, in rappresentanza dei
circa 1.500 militari di cittadinanza italiana e origine straniera, faranno il
loro esordio in una parata ufficiale. Saranno in tribuna d'onore per celebrare
l'avvenuta «piena e felice integrazione». È stato il capo di Stato Maggiore,
generale Fabrizio Castagnetti, a scegliere una giornata solenne come quella di
oggi, 148Ú anniversario della fondazione dell'Esercito italiano, per dare il
suo suggello: alle 10.30, nel corso della cerimonia presso la caserma «Gandin»
alla presenza del capo dello Stato, l'alto ufficiale oltre a ringraziare tutti
i suoi soldati per la loro «professionalità, dedizione e umanità » dedicherà un
saluto proprio a loro, i militari di origine straniera. E la consacrazione
avverrà in un modo particolare, chiamandoli uno alla volta, per nome: prima i
più alti in grado i caporalmaggiori Luis Paudice, originario del Brasile,
Murthi Sello (India) e Gailson Silva Lopes (Capoverde), poi l'alpina Vivian
Peña (Colombia), e infine i caporali Harol Alfonso Corrales Medina (Colombia),
Walter De Luca (Filippine) e l'artigliere Monica Mary Sighel, seconda donna del
gruppo, nata in Sri Lanka. Gongola uno degli ufficiali che ha organizzato
l'evento: «Noi dell'Esercito siamo fatti così: a 40 gradi all'ombra e zaino in
spalle, ciò che conta è la capacità, lavorare gomito a gomito e coprire le
spalle al compagno. Non abbiamo pregiudizi né difficoltà di integrazione. E le
storie di questi ragazzi lo dimostrano». C'è ad esempio il sorriso e l'energia
del caporalmaggiore Vivian Peña, soprannominata dai colleghi «Pocahontas», che
dalla Colombia dove nacque 24 anni fa ha già rischiato la vita sotto le nostre
insegne per tre volte, nelle due missioni svolte in Afghanistan e una in
Kosovo. «All'estero nessun problema con i colleghi. Mai. Però una volta,
sfilando a Cuneo con il mio battaglione, una signora esclamò: 'Toh, c'è una
negretta tra gli alpini!'». Gailson Silva Lopes, originario di Capoverde e
accento romanesco, è il basco amaranto che ride accanto a due suoi colleghi
davanti al temibile «Centauro », il blindo pesante di cavalleria. «Di
discriminazioni razziali giura non ne ho mai subite». Cresciuto a Gallicano,
paesino in provincia di Roma, adesso semmai lo prendono in giro per la divisa
da parà della Folgore quando gira per le strade di Pisa. Walter De Luca è il
basco nero al centro della foto: padre italiano e madre filippina. Si conobbero
e innamorarono durante una vacanza 21 anni fa e ora loro figlio, VFP1 in
fanteria, è in ferma di un anno presso la Scuola sottufficiali di Viterbo e
sogna di diventare effettivo. E c'è anche chi ha fatto carriera: il capitano
Edmondo Tito, 37 anni, sposato con un'informatrice farmaceutica abruzzese e
padre di due bimbi, è nato in Senegal. «I miei genitori naturali non li ho mai
conosciuti ». Fu abbandonato a sette giorni in un orfanotrofio e adottato a 10
mesi da una coppia romana, papà pilota Alitalia e mamma casalinga. «Vivo in
Italia da 37 anni scherza giocando sui colori e prima ero una mosca bianca:
alle elementari, alle medie, al liceo scientifico Cannizzaro dell'Eur, sono
sempre stato l'unico nero. Poi la società e cambiata e l'Esercito ha
rispecchiato, persino in meglio, questa crescita. Non potrebbe essere
diversamente: noi abbiamo una vocazione internazionale, nelle mie missioni in Bosnia,
Kosovo, Libano e Afghanistan ho fatto esperienze indimenticabili». Il capitano
Tito si è laureato in Scienze politiche alla «Sapienza» e oggi lavora
nell'Ufficio Informazione dello Stato Maggiore: «Potrà sembrare strano, ma tra
militari abbiamo una mentalità più aperta racconta . Se un'idea buona viene a
un caporale, vale lo stesso. Sarà perché in maggioranza siamo giovani, abituati
a conoscere altri popoli, ad andare in vacanza all'estero». È fuori dalla
caserma, semmai, che al capitano Tito qualcuno non manca di ricordare le sue
origini: «Per esempio quando vado al ristorante, qui a Roma: spesso capita che
a mia moglie il cameriere dia del 'lei' mentre a me del 'tu'. Oppure quella
volta che, non ancora sposato, prestavo servizio a Perugia e con un collega ci
presentammo da una signora per chiedere una stanza in affitto: a lui la
diedero, a me no». Fabrizio Peronaci
( da "Corriere della Sera"
del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Economia data: 07/05/2009 - pag: 34 I vertici della compagnia a
Palazzo Chigi. Berlusconi: la rottura con Air France? Colpa dei sindacati Il
premier promette: Alitalia puntuale Spinetta: cassa
meglio del previsto, siamo in linea con le previsioni ROMA «Il servizio di Alitalia sarà preciso, confortevole e puntuale». Lo ha
assicurato ieri il premier Silvio Berlusconi dopo aver ricevuto a palazzo Chigi
il presidente della compagnia, Roberto Colaninno, l'amministratore, Rocco
Sabelli, e, per la prima volta, il presidente di Air France-Klm (socio al 25%),
Jean-Cyril Spinetta, reduci dal primo comitato esecutivo dell'azienda. Le buone
notizie sulla compagnia sono state annunciate proprio da quest'ultimo: «La
situazione della tesoreria di Alitalia ha detto
Spinetta è addirittura migliore del previsto ». Un risultato che l'azienda non
ha voluto ancora tradurre in numeri e che sarebbe dovuto al minor prezzo del
petrolio e all'efficientamento dei costi. Con la liquidità a posto, Alitalia non avrebbe dunque problemi di ricorso al credito.
«Sabelli ha aggiunto Spinetta ha mostrato come Alitalia
si trovi esattamente, sia da un punto di vista commerciale che economico, in
linea con il business plan stabilito all'inizio della nostra collaborazione ».
Si tratta, ha concluso, di una «gran bella notizia, vista la situazione
dell'economia mondiale ». Circa le quotidiane denunce di ritardi e
cancellazioni, Berlusconi ha voluto spendersi personalmente, quasi che il
vettore fosse ancora di proprietà dello Stato: «Alitalia
ha affermato ha incontrato un primo periodo di avviamento e, come per tutte le
cose, la prima gestione ha presentato dei problemi. Ma ho constatato da parte
di tutti di essere già sulle soluzioni e credo che in poco tempo il servizio
sarà quello che tutti si aspettano da una compagnia di bandiera». Il presidente
è poi tornato sulle cause che spinsero Air France a abbandonare la trattativa
con il precedente governo Prodi: quell'acquisto, ha spiegato, «non fu qualcosa
di ostacolato e definitivamente negato dall'opposizione di allora, di cui il
sottoscritto ne era a capo. Furono i sindacati a dire 'no'
all'offerta di Air France su Alitalia ». Sul punto si è espresso anche Spinetta: «Dal 2001 al 2008 ha
chiarito abbiamo cercato di ampliare la collaborazione con Alitalia, ma non è stato possibile per
due motivi: l'opposizione dei sindacati di Alitalia e poi il prezzo del petrolio ». Dall'opposizione è giunto
il commento del responsabile Economia del Pd, Pierluigi Bersani: «Il governo ha
detto risponda sulla truffa che ha fatto agli obbligazionisti ». Anche il
leader del-- l'Idv, Antonio Di Pietro, è intervenuto: «Berlusconi mente sapendo
di mentire. Sa bene che ad imporsi sul caso Alitalia e
a far saltare la trattativa furono la Lega e Forza Italia». Oggi i vertici di Alitalia saranno a Venezia per sviluppare il progetto di
fare del capoluogo veneto una delle sei basi della compagnia utilizzando anche
i partner di Skyteam. Antonella Baccaro Skyteam L'alleanza globale Skyteam
scende in campo con Alitalia per rilanciare i
collegamenti da città e regioni italiane. Il progetto, annunciato dal numero
uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, partirà da Venezia
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
MANUELA TULLI Roma.
Stop alla retroattività per la class action. L'azione collettiva arriverà in
Italia ma varrà solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l'approvazione
del «collegato Sviluppo», ora all'esame del Senato e che comunque vedrà un
altro passaggio alla Camera. Rimarrebbe fuori così la
possibilità di una azione collettiva da parte degli obbligazionisti Alitalia, per i quali il decreto
anticrisi prevede solo un rimborso parziale. L'ennesimo rinvio è sancito da un
emendamento della maggioranza (a firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno
di legge Sviluppo che contiene norme sull'energia e il nucleare e sulla competitività
delle imprese italiane. La proposta di modifica deve avere ancora l'ok
dell'aula di Palazzo Madama, che ha cominciato a votare gli emendamenti al ddl,
ma sembra evidente che su questa proposta dovrebbe convergere il sì di gran
parte della maggioranza «perché la retroattività delle norme giuridiche -
commenta fuori dall'ufficialità il relatore Antonio Paravia del Pdl a margine
dei lavori in Senato - è sempre molto difficile da accettare». Un principio
dunque di correttezza giuridica che rischia di passare però sopra le
aspettative di migliaia di consumatori frodati dai grandi crac che hanno
investito il Paese negli ultimi anni, da Cirio a Parmalat, per citare le storie
più importanti. Anche se, per essere precisi, il testo licenziato dalla commissione
Industria del Senato già limitava parecchio la retroattività ammettendola solo
dal luglio 2008. «Ora invece - afferma il senatore dell'Idv Elio Lannutti -
rimarranno fuori anche i piccoli obbligazionisti Alitalia
che, già truffati dal Tesoro con un rimborso parziale, avrebbero potuto deciso
di far valere i propri diritti in modo collettivo». Tutta l'opposizione è
furiosa. Non solo Lannutti che, come presidente dell'Adusbef, sostiene che
«ogni altro rinvio della class action significa continuare ad andare a
braccetto con bancarottieri e truffatori». È una «scelta inaccettabile» per il
capogruppo dei senatori Pd Anna Finocchiaro. Luigi Zanda, sempre del Pd,
commenta: «Su quelle vicende che negli ultimi anni hanno contribuito alla crisi
italiana, il centrodestra vuol far calare definitivamente il sipario». Alberto
Balboni difende però la propria proposta: «Non toglie i diritti che possono
essere comunque essere fatti valere in altro modo - spiega - e la non
retroattività per una norma nuova che si applica per la prima volta è un
provvedimento di buon senso». L'emendamento sulla class action è su uno degli
ultimi articoli del ddl Sviluppo e dunque occorrerà vedere nei prossimi giorni
quale decisione verrà alla fine assunta dal Senato. L'aula di Palazzo Madama è
però riuscita ad approvare alcuni articoli che semplificano la burocrazia delle
imprese (per fare domande ed accedere a fondi e partecipare a gare) ma anche
per un adeguamento alla normativa europea delle leggi italiane in tema di
certificazione, in assenza del quale alcuni prodotti made in Italy avrebbero
difficoltà a essere collocati sul mercato europeo.
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 07-05-2009)
Argomenti: Alitalia
MARCO TORIELLO
Ritardi, disservizi e critiche, arrivate anche da personalità autorevoli come
il numero uno dell'Enac Vito Riggio e il presidente della Lombardia Roberto
Formigoni, non preoccupano i vertici di Alitalia e
quelli del partner straniero Air France, che sono stati ricevuti ieri a Palazzo
Chigi dal premier Silvio Berlusconi e dal sottosegretario alla presidenza del
Consiglio Gianni Letta. Un incontro seguito da una conferenza stampa
all'insegna dell'ottimismo, in cui a prendere la parola sono il premier e il
leader della compagnia aerea francese Jean-Cyrill Spinetta. «Alitalia
ha incontrato un primo periodo di avviamento e, come per tutte le cose, la
prima gestione ha presentato dei problemi - spiega Berlusconi -. Non poteva
essere diversamente, ma credo che in poco tempo il servizio sarà quello che
tutti si aspettano da una compagnia di bandiera: assolutamente preciso,
confortevole e puntuale». Riferendosi al piano di Alitalia
per il rilancio delle tratte del Nord-Est, che mira a potenziare gli arrivi
nelle città d'arte, Berlusconi ringrazia il presidente della società Roberto
Colaninno e l'ad Rocco Sabelli (che oggi incontreranno il governatore del
Veneto Giancarlo Galan e il sindaco della città lagunare Massimo Cacciari) per
aver «dato vita al progetto di "vendere" le nostre città d'arte, con
in testa Venezia, che è un patrimonio dell'umanità». Il premier ribadisce poi
che «furono i sindacati a dire no all'offerta di Air France su Alitalia», un'offerta arrivata nel marzo 2008, quando il
Cavaliere era ancora all'opposizione. La tesi di Berlusconi, che pure un anno
fa aveva definito la proposta dei francesi «impossibile da accogliere», è
pienamente condivisa da Spinetta: «Dal 2001 al 2008 abbiamo cercato di ampliare
la collaborazione, ma questo non è stato possibile per due motivi - sostiene il
presidente di Air France - l'opposizione dei sindacati di Alitalia e poi il prezzo del petrolio».
Qualche ora prima dell'incontro di Palazzo Chigi, i manager di Alitalia e Air France avevano
partecipato al primo comitato esecutivo con pieni poteri dell'Alitalia targata Cai, durante il quale
si è fatto il punto sui risultati del gruppo nei primi tre mesi dell'anno,
vale a dire i primi del nuovo corso della compagnia di bandiera. Risultati
molto positivi, a sentir parlare Spinetta, secondo cui «Alitalia
si trova, sia da un punto di vista commerciale che economico, in linea con il
business plan stabilito all'inizio della nostra collaborazione» e lo stato della
tesoreria «è addirittura migliore del previsto, una gran bella notizia, vista
la situazione economica mondiale». E mentre il governatore della Lombardia
Formigoni torna a ribadire che «il servizio che l'Alitalia
rende al Nord Italia è del tutto insufficiente», il vertice tra il governo e la
compagnia di bandiera e le parole di Berlusconi sul ruolo dei sindacati nel
bocciare l'offerta Air France finiscono nel mirino dell'opposizione. Se il
responsabile economico del Pd Pierluigi Bersani chiede a Berlusconi di
convocare anche «gli obbligazionisti, gli azionisti, i cassintegrati e i
contribuenti, perché a questo punto mi pare giusto tirare le somme con tutti di
una vicenda sulla quale tanti hanno da chiedere conto al governo», il leader
dell'Idv Antonio Di Pietro sostiene che il premier «mente sapendo di mentire,
perché sa bene che a imporsi sul caso Alitalia e a far
saltare la trattativa con Air France furono la Lega e Forza Italia».
( da "Stampa, La" del
08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
24 OTTOBRE 2008 Diventa legge il cosiddetto decreto Alitalia che spiana la
strada al piano di salvataggio
( da "Stampa, La" del
08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
L'anniversario
dell'esecutivo La storia IL DATO IL CICLONE 365 giorni al comando Oggi le
nomine IL GOVERNO MATTIA FELTRI Primo anno per Berlusconi nell'Italia che passa
da una grana all'altra Più le stime vanno giù più Silvio sale nella fiducia Da
Veltroni a Soru tutti «abbattuti» e ora nel Pd c'è Franceschini Uno slalom tra
crisi e sisma sempre a caccia di consensi Brambilla ministro e cinque
viceministri IL BILANCIO Il gradimento Il giorno del giuramento il Cavaliere
era al 53% di popolarità, ora è salito al 65% ROMA Promozioni in arrivo nel
governo. Michela Vittoria Brambilla diventerà ministro e quattro, forse cinque
sottosegretari, (Adolfo Urso, Paolo Romani, Roberto Castelli, Ferruccio Fazio
e, probabilmente, Giuseppe Vegas) saranno promossi viceministri. Avanzamenti
che hanno ricevuto un via libera informale dal Quirinale, dopo un colloquio fra
il capo dello Stato Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi. Nel corso dell'incontro di ieri, durato circa un ora ed al quale ha
preso parte anche il sottosegretario Gianni Letta, il premier ha illustrato al
presidente della Repubblica quanto già annunciato in Consiglio dei ministri:
l'intenzione, cioè, di «promuovere» la Brambilla ministro senza portafogli e
dare il rango di viceministri ad alcuni sottosegretari.Diceva l'astrologo:
Giove non transiterà in Acquario e saranno guai. La funesta effemeride di
Silvio Berlusconi prevedeva grane da febbraio a luglio, e fra i terremoti
abruzzesi e quelli domestici la botta c'è stata. Più forte delle stelle, però,
il premier compie un anno di governo e i sondaggi lo baciano in fronte: tenendo
per buone le inchieste di Ipr, il maggio scorso la sua popolarità era al
cinquantatré per cento, oggi è al sessantasei, e lui vola sui solidi ottimismi
di Alessandra Ghisleri: sei al settantacinque. Così, dall'8 maggio 2008, quando
il premier giurò al Quirinale, all'8 maggio 2009, l'Italia è passata da una
grana all'altra, dal prodotto interno lordo che a dicembre ha chiuso al meno
uno per cento e ora viaggia verso il meno quattro virgola quattro, alla cassa
integrazione che in dodici mesi è salita dell'864 per cento, alla
disoccupazione che crescerà dell'otto virgola otto, eccetera eccetera, in un
delirio di numeri - il deficit, il debito pubblico - che prevedono un'Italia in
mutande per un bel pezzo. Ma più le stime vanno giù, più Silvio sale, un
surfista della politica che scavalla sulle macerie e sulle lacrime dell'Aquila
come sullo straziato sbalordimento di Veronica, e lascia gli italiani a bocca
aperta. E così l'Italia cambia un po', in un anno, vede il Consiglio dei
ministri in tournée, prima a Napoli, dove si raccatta la monnezza, si ripulisce
la città, e il governo guadagna la gratitudine degli ultimi oppositori: i
cantautori alla Pino Daniele. Fu una conferenza stampa, quella dopo il primo
cdm, che pareva la festa del Santo Patrono, interminabile e lampeggiante, tutto
il piano per lo sterminio della spazzatura, i termovalorizzatori, i
commissariamenti dei sindaci scaldapanche, e poi la sicurezza in un antologia
di provvedimenti che ora, faticosamente, dopo aggiustamenti e annacquamenti e
lotte intestine e accuse di razzismo, sta arrivando al traguardo. Ma, insomma,
come è cambiata quest'Italia finalmente federalista, in cui i dipendenti
pubblici atterriti da Renato Brunetta recuperano una salute accettabile, e
riducono le assenze per malattia del quarantacinque per cento? Un anno fa c'era
il Partito democratico di Walter Veltroni, c'erano tutti i buoni propositi per
un civile dialogo che si ridurrà a un solo incontro fra il capo del governo -
«se po' fa'», aveva detto gigione - e il capo delle minoranze. Oggi il Pd è in
mano di un cattolico, Dario Franceschini, e il premier impila la sua matrioska
coi leader di sinistra che si vanta di aver raso al suolo in sedici anni, e le
ultime due bamboline sono quelle di Veltroni e di Renato Soru, abbattuto in
Sardegna dal figlio del suo (di Berlusconi) commercialista. Travolto da un
insolito temporale giudiziario (Ottaviano Del Turco, Firenze, Napoli), il
Partito democratico cede lentamente nei confronti elettorali e in quello con
Antonio Di Pietro, che in fondo fa il gioco del governo spossandone il rivale
più pericoloso. Che fine ha fatto l'opposizione? Nemmeno i registi e gli
scrittori, quelli del Caimano e di Citizen Berlusconi, sembrano ritrovare le
forze, sostituiti dai morbidi saggi alla Massimo Giannini. Scomparso Beppe
Grillo, divorato dal vero campione del grillismo, e cioè il Cavaliere,
scomparsa l'intera famiglia Guzzanti (rimane il pugnace babbo, Paolo), scomparsi
tutti i Luttazzi, rimane giusto Michele Santoro con il suo irriducibile
caravanserraglio, e Marco Travaglio con la sua impressionante produzione. Il Pd
si mette a ruota, anche dell'onda studentesca che sfila nelle strade contro il
cinque in condotta e il maestro unico, in una spettacolare dimostrazione di
sterilità. Il sindacato si aggira pallido e litigiosissimo sin dai tempi della trattativa di Alitalia, e nonostante la nuova compagnia abbia salvato l'italianità ma
non ancora la mobilità. Tutti sfiancati, si limitano a qualche inchiesta di
quotidiano o a qualche strillo d'agenzia che non smuove nessuno. E, anzi,
Berlusconi è riuscito ad acchiapparsi persino il 25 Aprile e i partigiani,
smossi dalla fissa del neofascismo da due belle frasi pronunciate a Onna.
E così è passato liscio pure il Primo Maggio, e si discute sul perché si sia
oscurato Riccardo Muti e si sia dato tanto spazio a Vasco Rossi, il massimo
dello sfregio al Principe col suo grido in piazza San Giovanni: «Silvio, vieni
qui!». E dunque, in un progressivo ritorno alla Prima Repubblica, già
assaggiato da Romano Prodi con la sua armata Brancaleone, la vera opposizione
il premier se la ritrova in casa, in tutti i sensi, dalle pulsioni
istituzionali e politicamente corrette di Gianfranco Fini, a quelle
turgidissime della Lega, fino alle recenti geremiadi coniugali. E c'è chi si
aggrappa al Quirinale, altro palazzo in cui si respira un po' di strapazzo
davanti alla frenetica fertilità del governo in materia di fiducie e decreti.
Un ciclone che travolge gli avversari, la crisi globale, le calamità naturali,
qualche volta il buon senso: è una maggioranza che si accoltella in grande
solidità e detta l'agenda in un turbine settimanale di trovate, proposte,
disegni di legge, un monte di iniziative che si perde negli archivi e nel tempo
e di cui è impossibile seguire l'evoluzione. Qualcosa è cambiato, una poltrona
qui, una poltrona là, una riforma adesso, una riforma dopo, e chi si lagna si
affidi agli astri: Saturno è di traverso per tutto il 2009.
( da "Repubblica, La"
del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 17 - Esteri
Il Papa in Terra Santa, minacce e insulti Oggi il via alla visita. I taliban:
"Crociato". E per i coloni è "un usurpatore" Ma sulla
stampa israeliana cento rabbini lo salutano: "La sua presenza aiuterà il
dialogo" ORAZIO LA ROCCA CITTà DEL VATICANO - Minacce e «avvertimenti al
papa cristiano a non fare proselitismo» lanciati da taliban afghani; insulti
formulati via radio da coloni ebrei ultraconservatori; ma anche tanti messaggi
di benvenuto, a partire da quello sottoscritto da oltre 100 rabbini apparso sui
quotidiani israeliani. Sono tante e variegate le voci che nelle ultime ore si
sono levate in direzione di Benedetto XVI, che inizia oggi il suo
difficilissimo viaggio in Terra Santa, il terzo pontefice a visitare i luoghi
di Gesù dopo Paolo VI nel 1964 e Giovanni Paolo II nel 2000. In passato,
Ratzinger - prima dell´elezione pontificia - era già stato nella terra di
Cristo 4 volte. Ma sarà la prima volta che ripercorrerà quegli stessi posti
come successore dell´ebreo San Pietro e l´attesa è - naturalmente - grande.
L´Osservatore Romano, il giornale della Santa Sede, non a caso, nell´edizione
odierna titola in prima pagina «Un pellegrinaggio nel rispetto dei diritti di
ogni popolo», con chiaro riferimento a israeliani e palestinesi. La partenza è
fissata per le 9,30 dall´aeroporto di Fiumicino, da dove con un volo dell´Alitalia il Papa raggiungerà Amman, in
Giordania. L´11 maggio arriverà a Tel Aviv, in Israele, dove resterà fino a
venerdì 15 prossimo. Il pellegrinaggio, però, ieri è stato salutato da un
sinistro messaggio lanciato attraverso un sito web vicino ai taliban afghani,
che hanno chiesto «al papa cristiano Benedetto XVI di impegnarsi per impedire
che le sciocche e irresponsabili azioni dei crociati turbino i
sentimenti dei ribelli musulmani, senza attendere le conseguenze di una severa
reazione». Nel testo, oltre a criticare il governo di Karzai, i taliban
«esortano con forza i mujaheddin, gli studiosi e tutti i circoli religiosi a
controllare le attività degli invasori e dei crociati, e a non permettere a
nessuno di fare proselitismo con le religioni abolite, eccetto quella
islamica». Dal versante oltranzista ebraico, pesanti e violenti insulti contro
Benedetto XVI sono stati lanciati dall´emittente radiofonica Israel national radio
dei coloni israeliani. Nel servizio si afferma, tra l´altro, che Ratzinger,
«l´ex giovane nazista», viene in Israele da «crociato» per chiedere agli ebrei
«di svendere parte della Terra Santa alla sua Chiesa». Invece, il Papa «deve
venire come una persona umile, non come un usurpatore», per cui «speriamo che
quando va all´aeroporto di Roma il motore dell´aereo non parta». Ma non tutti
in Terra Santa la pensano così. Nel loro messaggio di benvenuto pubblicato
dalla stampa israeliana, i 100 rabbini firmatari si dicono certi che il viaggio
di Ratzinger servirà a riaffermare «l´impegno per il dialogo tra ebrei e
cristiani promosso dal documento conciliare Nostra aetate». Le poste giordane
hanno, tra l´altro, emesso una serie di quattro francobolli per commemorare la
visita papale.
( da "Repubblica, La"
del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Milano
Colaninno seppellisce Malpensa, la rivolta del Nord ETTORE LIVINI «Malpensa non
sarà mai un hub. è mal collegata. Serve a malapena Milano e pochi paesi vicini.
Non certo, per dire, il Nord-Est. Noi la nostra scelta strategica l´abbiamo
fatta. E ci siamo riposizionati a Linate». Tutti l´avevano capito da tempo. Ma
Roberto Colaninno ha sgombrato finalmente il tavolo da ogni dubbio. La nuova Alitalia targata Cai ha scelto Fiumicino come hub. E da lì non si
muoverà. E Malpensa dovrà rimboccarsi le maniche per colmare la voragine aperta
da Alitalia, che con il
de-hubbing ha cancellato mille voli alla settimana togliendo dal bilancio
dell´aeroporto 8 milioni di passeggeri l´anno. SEGUE A PAGINA III
( da "Repubblica, La"
del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Milano
"Abbandonare lo scalo varesino è autolesionismo che non possiamo permetterci"
Sangalli: basta farsi del male ora il governo liberi le rotte Carlo Sangalli,
presidente della Camera di Commercio, che cosa risponde ai vertici di Alitalia? «Abbandonare Malpensa al proprio destino è una
manifestazione di autolesionismo che non ci possiamo permettere. Abbiamo una
crisi economica dalla quale non siamo ancora usciti. E l´Expo è un appuntamento
di grande importanza». Sarà, ma per Colaninno e Sabelli non sarà mai un hub.
«Malpensa è un motore fondamentale per lo sviluppo del sistema produttivo del
nord Italia. Il suo depotenziamento ha già provocato riflessi negativi per
l´economia di Milano e della Lombardia. Gli alberghi hanno perso il 30 per
cento della clientela straniera. Anche in negozi del centro hanno subito una
grossa flessione. Se questo è il parere di Colaninno e Sabelli chiediamo al
governo di intervenire al più presto». Cioè? «Bisogna liberalizzare le rotte
intercontinentali non utilizzate da Alitalia e
predisporre un piano di rilancio per Malpensa». Anche se mancano alcuni
collegamenti? «Certamente rappresentano un punto debole dell´aeroporto. Ma va
riconosciuto che sono stati fatti molti passi avanti. Penso all´Alta velocità,
alle nuove autostrade». Ma secondo Alitalia non potrà mai ritornare ad
essere un punto di riferimento per i voli intercontinentali nemmeno per
Lufthansa. «Il concetto di hub si qualifica per i collegamenti con gli altri
aeroporti. è ovvio che se Alitalia ha abbandonato Malpensa si è verificato un problema. Si
tratta sicuramente di un hub potenziale, ma bisogna ricordare che se ci si
riferisce al bacino locale dobbiamo pensare che, per quanto scarsi, questi
collegamenti permettono a circa otto milioni di persone e 800mila imprese, che
rappresentano il 40 per cento del commercio estero, di essere a un´ora di
distanza da Malpensa». Quindi? «Se una compagnia decide o meno di togliere i
collegamenti non lo fa perché un aeroporto è piccolo o grande, ma perché c´è o
manca il mercato. Malpensa è già importante, anche se non sono ancora pronte le
nuove autostrade». (a. m.)
( da "Repubblica, La"
del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Milano Tutti contro la nuova Alitalia "Noi difendiamo Malpensa" Politici e imprenditori: più
collegamenti con il mondo La paura è di mettere in crisi anche il sistema Expo.
«Intervenga Berlusconi, ci venga di persona» No comment dei vertici di Sea
ANDREA MONTANARI Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, il vertice della nuova Alitalia, bocciano in modo
definitivo Malpensa e il mondo politico e delle imprese si ribella. Dopo le
critiche al servizio del governatore Roberto Formigoni arrivano quelle della
Camera di Commercio e della Confapi. «Non si può dire che Malpensa è inutile -
protesta il presidente delle Piccole imprese Paolo Galassi - Ormai c´è e non mi
vengano a dire che l´asse portante economico del Paese, quello che paga le
tasse, ne può fare a meno. Tutti sanno che gli affari si sono spostati
nell´asse del centro Europa. Non l´abbiamo deciso noi. E le imprese non possono
certo competere partendo da Roma o da Trieste. Visto che coloro che hanno
acquistato Alitalia fanno gli imprenditori, non
speculino facendo solo finanzia, ma contribuiscano alla crescita del Paese. E
chiedano al governo semmai cosa gli serve. Sono sempre stato favorevole alla
cordata italiana, ma se si comportano così lo vogliono far morire Malpensa, la
cui malattia è sempre stata l´abbandono». Durissimo il presidente della
Provincia Filippo Penati: «Malpensa è il promemoria delle promesse non
mantenute. L´operazione Cai Alitalia doveva
consegnarci una grande compagnia di bandiera e rilanciare Malpensa. Malpensa
sta morendo, sono tante le persone che restano disoccupate e l´economia di
un´intera area metropolitana è penalizzata». Preoccupato anche l´amministratore
delegato di Fiera spa Enrico Pazzali: «è noto a tutti che la localizzazione
della nuova Fiera è stata decisa proprio in funzione dell´aeroporto. Da allora
abbiamo puntato molto sull´internazionalizzazione delle nostre manifestazioni.
Basti pensare che solo nel 2007 abbiamo avuto oltre 500mila visitatori
stranieri e l´80 per cento di loro ci ha raggiunto in aereo». E anche il deputato
leghista Matteo Salvini punta il dito contro il governo. «Se ad Alitalia non piace Malpensa, tolga il disturbo. Vedremo se
non arriveranno gli americani o i cinesi. Anche Berlusconi, tra una festa a
l´altra, farebbe bene a venirci. I ministri Frattini e Matteoli si occupino
della liberalizzazione degli slot». Ci pensa il governatore veneto Giancarlo
Galan a rompere il fronte del centrodestra: «Gli aeroporti funzionano solo se
la gente ci va. Per questo a noi veneti non è mai interessato Malpensa. Ora la nuova
compagnia c´è e da qui si può partire». Di tutt´altro avviso l´ex sindaco
Gabriele Albertini, che proprio ieri è stato tra i pochi eurodeputati a votare
contro una proposta della Commissione europea che chiedeva si congelare per sei
mesi gli slot delle compagnie che non li usano. «è una decisione - spiega - che
favorisce le grandi compagnie e difende gli interessi di Alitalia
penalizzando invece gli aeroporti come Malpensa e Linate». D´accordo con lui il
candidato del Pdl alla Provincia Guido Podesta: «La via da seguire è quella
della liberalizzazione degli slot. La questione non è essere un hub o meno, ma
che Malpensa sia collegata col resto del mondo. Soprattutto in vista dell´Expo
e dell´interesse del Paese. Severo anche il giudizio del deputato del Pd Luigi
Vimercati: «Pochi mesi fa Colaninno e Sabelli dissero che Malpensa aveva tutte
le potenzialità per ridiventare un hub a patto di ridimensionare Linate. Oggi
sostengono il contrario».
( da "Repubblica, La"
del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Milano
L´ottimismo L´obiettivo I sacrifici L´alternativa Gli investimenti e la
Lufthansa il futuro si gioca in dodici mesi La speranza è entrare nel circuito
multi-hub tedesco Sea ha attivato prepensionamenti e cassa integrazione per
poter reggere il colpo e cercare il rilancio La compagnia di Francoforte ha un
obiettivo: entro l´anno le prime tratte internazionali con i partner Star
Alliance Colaninno e Sabelli hanno chiuso l´era della retorica e delle false
promesse che il centrodestra ha fatto circolare in tutti questi mesi Se la
prima opzione non andrà, Bonomi rimetterà in piedi una rete più fitta di
collegamenti punto a punto L´esperimento dei primi voli posizionati in
Lombardia funziona, gli aerei sono pieni malgrado la recessione ETTORE LIVINI
(segue dalla prima di Milano) La pietra tombale messa da Colaninno sul Malpensa
ha almeno un pregio: chiude l´era della retorica e delle false promesse per lo
scalo lombardo, iniziata nell´ultima campagna elettorale per le politiche 2008
- con Silvio Berlusconi e la Lega nel ruolo di Superman salva-nord - e proseguita
fino a poche settimane fa quando qualcuno, in particolare Roberto Formigoni,
pensava ancora di riuscire a convincere Cai a tornare sui suoi passi. Inutile
però piangere sul latte versato. Mentre la politica viaggiava nelle nuvole,
qualcuno a terra si è rimboccato le maniche iniziando il duro lavoro per
riconquistare, un passeggero alla volta, il terreno perduto con l´addio di Alitalia. è partito il Progetto Scala,
l´alleanza strategica con Lufthansa che ha consentito di piazzare già a Milano
nove aerei della compagnia tedesca attivi su diverse destinazioni europee e
italiane. Con la speranza - secondo le indiscrezioni forse anche qualcosa di
più - che entro fine anno Francoforte possa annunciare il lancio dei suoi primi
voli intercontinentali da Malpensa, potenziando la loro alimentazione
grazie ai partner di Star Alliance. Diverse compagnie, da Emirates alla Korean,
hanno rafforzato i loro servizi. Morale: nel primo esercizio senza Magliana, la
Sea guidata da Giuseppe Bonomi è riuscita a recuperare quasi la metà dei
passeggeri persi con il de-hubbing. Certo ci sono stati sacrifici
occupazionali. La crisi ha costretto ad attivare cassa integrazione e
prepensionamenti. Ma gli investimenti non sono stati sospesi e il bilancio,
malgrado tutto, sembra tenere. Persa la stella polare del ritorno di Alitalia, invece, la politica - che tanto in Lombardia
quanto a Roma è monopolio del centrodestra - ha deciso ora di rilanciare un
altro ritornello: chiedendo la liberalizzazione degli slot. Peccato che il
governo - forse per continuare a difendere una Cai che fatica a decollare - non
faccia seguire i fatti ai buoni propositi. Prima ha impiegato nove mesi ad
approvare una norma che varasse la rinegoziazione degli accordi bilaterali per
aprire i cieli del Nord. Poi ha iniziato questi negoziati senza la fretta che
sarebbe richiesta dalla crisi: a oggi ha ottenuto qualche risultato solo con
Cina, Israele e Corea. E ha spedito decine di lettere in giro del mondo senza
ricevere in molti casi nemmeno una risposta. Non solo: mentre la mano destra
prova senza troppa convinzione a rivedere queste intese, la sinistra, a
Bruxelles, le rema contro. La Commissione trasporti della Ue, grazie al potente
lavoro di lobby del suo presidente Antonio Tajani (Pdl) ha approvato proprio
ieri un altro decreto ammazza-Malpensa. Quello che, con la scusa dei guai del
trasporto aereo, congela per un anno la liberalizzazione automatica degli slot,
sospendendo la norma che toglieva i diritti di atterraggio e decollo alle
compagnie che non utilizzavano almeno all´80% i diritti disponibili (come sta
facendo Alitalia su molte rotte). I prossimi dodici
mesi, comunque, saranno decisivi per capire quale sarà davvero il destino dello
scalo meneghino. Bonomi ha disegnato due scenari: uno - che prevede il ritorno
al ruolo di hub - ha a questo punto solo un candidato, Lufthansa. L´esperimento
dei primi voli posizionati dai tedeschi in Lombardia sembra funzionare: gli
aerei viaggiano pieni malgrado la recessione. E la speranza che Milano entri
nel circuito multi-hub del gruppo (Monaco, Francoforte, Vienna e Zurigo) è più
che fondata. L´alternativa è rimettere in piedi una rete più fitta di
collegamenti punto a punto. Ma in entrambi i casi, se i troppi medici
interessati accorsi al capezzale di Malpensa non metteranno i bastoni tra le
ruote, il vuoto lasciato da Alitalia potrebbe essere
colmato già nel 2011.
( da "Manifesto, Il"
del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA Disservizi,
ritardi, organici largamente insufficienti. Ma «conti migliori del previsto».
Intervista a Paolo Maras (segretario SdL) «Il peggio deve ancora venire: Cai è
un modello contro i diritti del lavoro» Francesco Piccioni Ritardi,
manutenzione incerta, disservizi, carenza di organico. Alitalia
torna in prima pagina, ma con i conti - spiega il socio di riferimento,
Jean-Cyril Spinetta, presidente di air France - «al di sopra delle attese». Ne
parliamo con Paolo Maras, segretario nazionale dell'SdL-trasporto aereo,
steward ora in cassa integrazione. Quanti problemi ha la «nuova» Alitalia? Che si faccia il bilancio dei primi 100 giorni è
doveroso, ma era già noto che i problemi principali - ritardi, inefficienze,
organici e condizioni del lavoro - fossero irrisolti. Non a caso avevamo sempre
detto che attraverso questa operazione non passa solo la trasformazione da Alitalia a Cai, ma un treno micidiale addosso a diritti,
conquiste, condizioni di lavoro. E anche una visione diversa da quella di una
compagnia di bandiera, che presuppone comunque un interesse dello Stato nel
garantire servizi ai cittadini. Oggi vediamo anche Formigoni e Castelli
strapparsi i capelli per Malpensa, dove non funzione più nulla e i passeggeri
rimangono a terra. Certo, se gli organici sono insufficienti, sia a bordo che a
terra, succede questo. Eppure si era detto che si voleva creare una compagnia
grande, forte e «italiana». Fin dall'inizio l'obiettivo era di tenere
bassissimi i costi e il personale ridotto all'osso, confezionando un pacchetto
appetibile per il migliore offerente. Che in Cai sappiamo essere «mister 25%»,
ovvero Air France. Che ora dice - traduco - «come fate a ottenere risultati
superiori alle aspettative»? In Francia sequestrano i manager, qui avete
distrutto sindacato e lavoratori e nessuno dice niente... Previsioni fosche per
i vostri colleghi francesi... Appunto. In secondo luogo, Spinetta ha sollevato
la politica italiana e il governo (quello che diceva «ai francesi, mai») da
ogni responsabilità per la cattiva gestione precedente alla vendita. L'unico
«colpevole» è stato trovato nel sindacato. Tutti, senza eccezione. Noi siamo
convinti che il peggio debba ancora arrivare. Il «problema Alitalia» non c'è più, come la monnezza
napoletana. Ma se si pensa che deve ancora la fusione effettiva tra le cinque
aziende che compongono oggi la nuova Alitalia, è facile prevedere nuovi «esuberi» causati da queste sinergie.
Ma se già ora nell'«operativo» gli addetti sono pochi... Se una macchina
che ha bisogno di quattro assistenti di volo la fai partire con soltanto due,
la legge della «sinergia» funziona anche in quel caso. I numeri delle
assunzioni fatte sono fortemente squilibrati rispetto agli stessi impegni
iniziali. Gli assistenti di volo - a quattro mesi dalla partenza - sono sotto
organico di oltre 400 unità. Si parla ora di 190 assunzioni, che non coprono le
necessità. Le politiche del trasporto dipendono sempre più dalle scelte
europee. Come si fa a tenere il punto del conflitto senza una qualche sponda
politica? La vicenda Alitalia è andata come è andata
proprio perché c'è una desertificazione della politica. C'è necessità di
riportare competenze vere, non ideologiche - insomma esperienze vissute,
«sapere di che si parla» - dentro certe istituzioni. Per esempio, credo che la
scelta di Andrea Cavola, mio compagno di lotte per oltre 20 anni - di
candidarsi come indipendente con Rifondazione, sia assolutamente giusta. La
sensazione di questi anni è che non importa quanto tu abbia ragione, quanti
lavoratori hai dietro; tutto il sistema - anche l'informazione, con poche
eccezioni - si muove a tutela degli interessi del «grande capitale». Basta
vedere il ruolo politico-mediatico del ministro Matteoli: di scioperi nel
trasporto non si parla più, nemmeno a livello di annuncio, perché ogni
giornalista sa che tanto lui li vieta sempre, con la precettazione.
( da "Unita, L'" del
08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Franceschini boccia
il governo «Un anno di annunci e di danni» BRUNO MISERENDINO «Solo gli
elettori, e non opinionisti o sondaggisti, diranno se il progetto del Pd è
valido. La battaglia sarà dura, ma è una questione di democrazia, bisogna
evitare che l'8 giugno l'Italia si svegli con un padrone assoluto».
Franceschini ormai lo sa: la campagna elettorale è in salita non solo perchè
nulla sembra scalfire la luna di miele tra il premier e il paese, ma perchè
buona parte dei media è apertamente schierata con Berlusconi. Le due cose sono
legate e il problema data dall'inizio della legislatura. Ieri ne ha parlato
anche Massimo D'Alema: «In Italia c'è un'informazione largamente prostrata ai
piedi del sovrano». «È - dicono al Nazareno - l'unica stampa occidentale che si
incarica di fare le bucce all'opposizione anzichè al governo». Ha fatto
impressione l'assenza di reazione al monologo berlusconiano a Porta a Porta,
dove il premier ha navigato in solitario senza contraddittorio per un tempo
sconosciuto agli altri leader occidentali. Doppio lavoro, quindi. Non a caso
domani Franceschini sarà in Abruzzo per mettere la parola fine alla tregua
stabilita subito dopo la tragedia. Di fronte ai morti e alle devastazioni il Pd
ha lavorato col governo, evitando di polemizzare sulle passerelle mediatiche
del premier, ma adesso, dopo che si è iniziato a capire che il decreto tanto
strombazzato non contiene affatto quel che è stato promesso, e che l'autunno
dei terremotati sarà molto più duro di quel che si poteva prevedere,
Franceschini ha deciso di mettere le carte in tavola. Quel decreto deve
cambiare, e deve prevedere «soldi veri». LUSTRINI E REALTÀ All'attacco anche
sulla crisi e l'anno berlusconiano. «Molti annunci, poca sostanza». E tanti danni, a cominciare da Alitalia e Malpensa. Ieri il leader del Pd ha presentato cinque proposte
del Pd per sostenere le famiglie nella crisi economica, mirate per i nuclei più
deboli, dall'aumento degli assegni familiari, alla gratuità dei libri di testo,
agli asili nido, agli sgravi fiscali per i figli. «Noi mettiamo in campo
proposte per famiglie normali, che vivono nella vita reale». Realtà contro
fiction, per questo non rinuncia ad attaccare anche sul caso veline: «È stato
proprio il premier a trasformare se stesso nel protagonista di un reality,
basta ricordare il giornale arrivato a tutti gli italiani con tutte le fotografie
della famiglia, i figli, i sorrisi, le case?». In questa partita Franceschini
gode ancora di una certa pax elettorale, anche se ci sono molti movimenti in
vista del congresso. Enrico Letta ha negato di aver già deciso di candidarsi a
leader del Pd, mentre D'Alema ha lanciato un'altra stoccata pesante al recente
passato del partito: «Non abbiamo fatto un congresso fondativo ma la festa
delle primarie, andare ai gazebo è importante ma bisogna anche scrivere
migliaia di pagine, con fatica, perchè senza la fatica del pensiero non si va
da nessuna parte». «La mia sensazione - ha aggiunto l'ex premier - è che il Pd
ora sta meglio, dopo una partenza difficile, ma dobbiamo pensare e discutere i
fondamenti di questo progetto, siccome non è parsa chiara l'identità è accaduto
che le diverse identità che hanno concorso alla formazione del Pd si siano
irrigidite». In attesa di capire se il progetto del Pd ha un futuro, molti si
chiedono che ruolo voglia giocare D'Alema. Franceschini vuol vedere i risultati
per riproporsi come leader, mentre non è scontato l'appoggio di D'Alema a
Bersani, che sta lavorando a un accordo con gli ex popolari. Ieri l'ex ministro
ha replicato a Rutelli sull'affermazione che il Pd «non è sempre la sinistra».
«Sinistra vuol dire uguale dignità, libertà di tutti, vogliamo un partito
popolare molto radicato e di una sinistra democratica, aperta al nuovo, che non
dimentica i valori di uguaglianza». Scendono in campo «i quarantenni», per un
«partito di popolo, laico, autonomo, federalista». Firmato tra gli altri da
Andrea Orlando, Martella, Marantelli, Peluffo, Concia, Boccia. «Il 7 giugno si
vota per la democrazia». Franceschini rilancia l'allarme su Berlusconi padrone
assoluto, e boccia l'anno di governo. Sul terremoto fine della tregua. Al
Nazareno media sotto accusa: schierati col premier.
( da "Repubblica, La"
del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 28 - Economia L´Alitalia al contrattacco debutta nel low cost Sui voli interni e
internazionali. Cgil: qualità servizi ancora inadeguata La compagnia aumenta
l´offerta su Venezia per intercettare il traffico turistico Dal 13 maggio
arrivano proposte con prezzi ribassati e flessibili ROMA - Alitalia tenta la via del low cost.
Dal 13 maggio prossimo, alcuni voli nazionali e internazionali saranno venduti
a prezzi ribassati e flessibili. I posti saranno offerti negli orari meno
richiesti (dalle 10-17) e si concentreranno sulle rotte domestiche. Il
presidente Roberto Colaninno e l´ad Rocco Sabelli, lo hanno annunciato a
Venezia firmando un intesa con il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, il
sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, e il presidente di Save (la società di
gestione degli Aeroporti di Venezia e Treviso), Enrico Marchi che rafforza il
Marco Polo di Venezia come il terzo scalo per importanza della compagnia. In
base all´accordo saranno aumentati i voli con il Sud e le Isole, ma anche le
destinazioni internazionali per «portare il turismo da tutto il mondo nel
Veneto e le imprese del Nord est nel mondo» ha detto Colaninno. L´obiettivo è
di arrivare al 2009 ad un milione di passeggeri in transito sfruttando anche le
sinergie con Air France e le altre dodici aviolinee dell´alleanza SkyTeam. Il
duo Colaninno-Sabelli ha ribadito quanto rivelato a Repubblica ieri, ovvero un
miglioramento del bilancio e del riempimento medio degli aerei. Buone notizie
che non frenano le polemiche: «Non bastano certo i conti in linea con il piano
economico iniziale, a rassicurare la comprensibile ira dei lavoratori in cassa
integrazione, degli obbligazionisti e dei tanti viaggiatori che stanno subendo
disagi e disservizi» ha commentato Michele Meta, capogruppo del Pd nella commissione
trasporti alla Camera. «I clienti Alitalia sono
continuamente alle prese con i disservizi. Il consistente esborso di risorse
pubbliche che hanno sostenuto l´operazione - ha dichiarato il segretario
nazionale Cgil Fabrizio Solari - era stato giustificato con la necessaria
difesa degli interessi nazionali, non per fare guadagnare qualche euro ai soci
di Cai». (l.i.)
( da "Corriere della Sera"
del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Esteri data: 08/05/2009 - pag: 13 Nel 1964 Viaggio molto diverso ma
anche epico, con l'«innovazione» dell'aereo e re Hussein in persona a dirigere
l'atterraggio La prima volta di Paolo VI (che non nominò Israele) Il viaggio in
Terrasanta di Benedetto XVI somiglia come una goccia d'acqua a quello di
Giovanni Paolo dell'anno 2000, mentre è diversissimo dall'altro compiuto da
Paolo VI nel gennaio del 1964, che fu la prima uscita di un papa dall'Italia in
epoca contemporanea. Papa Montini durante la visita non nominò mai lo Stato di
Israele, che allora il Vaticano non riconosceva. Difese la «venerabile memoria»
di Pio XII, che era stato attaccato da Hochhuht con il dramma «Il Vicario». Sul
Monte degli Ulivi incontrò il Patriarca Athenagoras. Fu una visita di tre
giorni scarsi, con partenza da Roma il 4 gennaio e rientro il 6, mentre
Benedetto resterà laggiù una settimana abbondante. Era la prima uscita di un
papa in aereo e in Vaticano non sapevano come regolarsi. Incaricarono della
logistica un giovane monsignore della Segreteria di Stato Paul Marcinkus che
per essere americano aveva padronanza di viaggi in aereo e di pagamenti in
dollari. Fece bene e restò organizzatore dei viaggi papali fino al 1982. Anche
la stampa non aveva parametri per un papa che prendeva l'aereo. Per non farsi
sorprendere il direttore del Corriere della Sera Alfio Russo mandò una squadra
di inviati di cui facevano parte Alberto Cavallari e Dino Buzzati, il poeta
Eugenio Montale e il prete ambrosiano Ernesto Pisoni. Don Pisoni solennizzò la
portata ecumenica del viaggio e «l'importanza per gli anni futuri»
dell'incontro di Montini con Athenagoras. Alla prosa sensitiva di Dino Buzzati
toccò descrivere il clima in cui i cristiani di Terrasanta vissero l'evento:
«Ore magiche in Galilea: si aspetta un qualcosa mai accaduto in duemila anni».
«Terra di Dio» fu intitolato un editoriale di Eugenio Montale che l'ultimo
giorno della visita narrò con «brevi note affidate al telegrafo» la
«impressione di eternità» che aveva ricavato dai luoghi e dai cibi conosciuti
durante quella trasferta. Alberto Cavallari descrisse i «momenti di paura» che
si ebbero nel tragitto tra la Porta di Damasco e il Santo Sepolcro: «Uomini
urlano da ogni tetto. A un certo punto la situazione diventa caotica: per
sottrarlo alla pressione della folla il Pontefice viene fatto sostare in una
cappellina dove si trattiene per 25 minuti». Era la Cappella della sesta
stazione della Via Crucis, quella dell'incontro di Gesù con la Veronica. In
quel «ricetto», trovato dal papa nel luogo dove Cristo era stato «assistito »
da una donna, Vittorio Gorresio altro cronista d'eccezione di quell'impresa
papale ravvisò «il senso arcano del sacro ricorrente». Un testimone oculare
Domenico Del Rio descriverà così quella scena drammatica: «Musulmani e
cristiani esplodono in un entusiasmo incontenibile e tutta una massa di persone
ondeggia verso il papa. Paolo VI, serrato tra gli uomini della Legione araba,
che a un certo punto lo alzano con le braccia, pressato tutto intorno dalla
folla, sale a piedi la Via dolorosa. Le donne gli gettano fiori dalle finestre.
Un petalo di rosa gli si appiccica sulla fronte. Montini è felice». Paolo VI
aveva annunciato l'idea del «pellegrinaggio» ai padri conciliari, in San
Pietro, il 4 dicembre 1963: «Vedremo quel suolo benedetto, donde Pietro partì e
dove non ritornò più un suo successore». Il viaggio avviene
con un DC8 dell'Alitalia,
che la mattina del 4 gennaio porta il papa ad Amman. Re Hussein di Giordania
appassionato di aeronautica presiede alle operazioni di atterraggio dalla torre
di controllo e poi segue dall'alto, in elicottero, il corteo di macchine che
conduce il papa a Gerusalemme. Lungo il percorso avviene una sosta al
«luogo del battesimo di Gesù», dove il papa secondo un titolo del Corriere
«scende sulle rive del Giordano appoggiandosi a due musulmani». Gerusalemme era
allora divisa tra una parte israeliana e una parte giordana. Il Santo Sepolcro
e la residenza del «delegato apostolico», dove il papa dormì due notti, erano
in territorio giordano. Al momento del passaggio in territorio israeliano, il
giorno 5, Montini fu salutato dal presidente Zalman Shazar al quale si presentò
come «pellegrino della pace, venuto per pregare». Al rientro a Roma, il papa fu
accolto a Ciampino dal presidente Antonio Segni e ci fu un trionfo di folla per
le strade, mostrato in diretta dalla televisione. «Ho avuto la fortuna di
abbracciare, dopo secoli e secoli, il Patriarca di Costantinopoli», confidò
emozionato alla folla di piazza San Pietro. Luigi Accattoli
( da "Corriere della Sera"
del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Economia data: 08/05/2009 - pag: 35 L'accordo Alitalia scommette su Venezia Il Marco
Polo guarda a Shanghai DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA Un memorandum d'intesa per
rilanciare l'aeroporto «Marco Polo». Le parti ieri a Palazzo Balbi erano
rappresentate da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli (presidente e amministratore
delegato di Alitalia), da
Giancarlo Galan (governatore del Veneto), Massimo Cacciari (sindaco) ed
Enrico Marchi, (presidente della Save, che gestisce l'aeroporto), il manager
che, con ostinazione, ha fatto pressing affinché la nuova compagnia
considerasse il Veneto e Venezia un mercato chiave. L'obiettivo è centrato.
Anche se il memorandum dovrà superare la prova dei fatti. In altre parole, il
libro dei sogni presentato da Marchi («Venezia, terzo scalo dopo Roma e Milano,
è matura per una crescita esplosiva»), pur con una buona accoglienza («Il
vostro aeroporto è efficiente e va preso a modello», dice Colaninno), in gran
parte, resta tale. Per il momento, Alitalia s'impegna
a sviluppare nuovi collegamenti nazionali verso Centro-Sud e isole (anche con
tariffe quasi low-cost), nuovi voli interni e in Europa, in collaborazione con
i partner italiani della compagnia. Ancora: a potenziare le tratte tra il
«Marco Polo» e i principali hub dell'alleanza SkyTeam: Roma, Parigi, Lione,
Amsterdam, Praga, Mosca e Atlanta. Sui voli intercontinentali, Sabelli non si
sbilancia: «Si analizzeranno le opportunità di crescita». Eppure Marchi
profetizza che, entro il 2010, il «Venezia-Shangai sarà inaugurato». Con i
vettori della China Southern Airlines. I boss della compagnia, in compenso,
assicurano offerte integrate e campagne di marketing per promuovere la Laguna e
il Veneto. Nel 2009, Alitalia e Venezia in tandem
prevedono di movimentare 1 milione di passeggeri. Roberto Colaninno Marisa
Fumagalli
( da "Manifesto, Il"
del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA -
Disservizi, ritardi, organici largamente insufficienti. Ma «conti migliori del
previsto». Intervista a Paolo Maras (segretario SdL) «Il peggio deve ancora
venire: Cai è un modello contro i diritti del lavoro» Francesco Piccioni
Ritardi, manutenzione incerta, disservizi, carenza di organico. Alitalia torna in prima pagina, ma con i conti - spiega il
socio di riferimento, Jean-Cyril Spinetta, presidente di air France - «al di
sopra delle attese». Ne parliamo con Paolo Maras, segretario nazionale
dell'SdL-trasporto aereo, steward ora in cassa integrazione. Quanti problemi ha
la «nuova» Alitalia? Che si faccia il bilancio dei
primi 100 giorni è doveroso, ma era già noto che i problemi principali - ritardi,
inefficienze, organici e condizioni del lavoro - fossero irrisolti. Non a caso
avevamo sempre detto che attraverso questa operazione non passa solo la
trasformazione da Alitalia a Cai, ma un treno
micidiale addosso a diritti, conquiste, condizioni di lavoro. E anche una
visione diversa da quella di una compagnia di bandiera, che presuppone comunque
un interesse dello Stato nel garantire servizi ai cittadini. Oggi vediamo anche
Formigoni e Castelli strapparsi i capelli per Malpensa, dove non funzione più
nulla e i passeggeri rimangono a terra. Certo, se gli organici sono
insufficienti, sia a bordo che a terra, succede questo. Eppure si era detto che
si voleva creare una compagnia grande, forte e «italiana». Fin dall'inizio
l'obiettivo era di tenere bassissimi i costi e il personale ridotto all'osso,
confezionando un pacchetto appetibile per il migliore offerente. Che in Cai
sappiamo essere «mister 25%», ovvero Air France. Che ora dice - traduco - «come
fate a ottenere risultati superiori alle aspettative»? In Francia sequestrano i
manager, qui avete distrutto sindacato e lavoratori e nessuno dice niente...
Previsioni fosche per i vostri colleghi francesi... Appunto. In secondo luogo,
Spinetta ha sollevato la politica italiana e il governo (quello che diceva «ai
francesi, mai») da ogni responsabilità per la cattiva gestione precedente alla
vendita. L'unico «colpevole» è stato trovato nel sindacato. Tutti, senza
eccezione. Noi siamo convinti che il peggio debba ancora arrivare. Il «problema Alitalia» non c'è più, come la monnezza napoletana. Ma se si pensa che
deve ancora la fusione effettiva tra le cinque aziende che compongono oggi la
nuova Alitalia, è facile
prevedere nuovi «esuberi» causati da queste sinergie. Ma se già ora
nell'«operativo» gli addetti sono pochi... Se una macchina che ha
bisogno di quattro assistenti di volo la fai partire con soltanto due, la legge
della «sinergia» funziona anche in quel caso. I numeri delle assunzioni fatte
sono fortemente squilibrati rispetto agli stessi impegni iniziali. Gli
assistenti di volo - a quattro mesi dalla partenza - sono sotto organico di
oltre 400 unità. Si parla ora di 190 assunzioni, che non coprono le necessità.
Le politiche del trasporto dipendono sempre più dalle scelte europee. Come si
fa a tenere il punto del conflitto senza una qualche sponda politica? La
vicenda Alitalia è andata come è andata proprio perché
c'è una desertificazione della politica. C'è necessità di riportare competenze
vere, non ideologiche - insomma esperienze vissute, «sapere di che si parla» -
dentro certe istituzioni. Per esempio, credo che la scelta di Andrea Cavola,
mio compagno di lotte per oltre 20 anni - di candidarsi come indipendente con
Rifondazione, sia assolutamente giusta. La sensazione di questi anni è che non
importa quanto tu abbia ragione, quanti lavoratori hai dietro; tutto il sistema
- anche l'informazione, con poche eccezioni - si muove a tutela degli interessi
del «grande capitale». Basta vedere il ruolo politico-mediatico del ministro
Matteoli: di scioperi nel trasporto non si parla più, nemmeno a livello di
annuncio, perché ogni giornalista sa che tanto lui li vieta sempre, con la
precettazione.
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Un'altra
indiscrezione di stampa, sempre dalla Germania. E per la seconda volta in 48
ore è bufera sulla Fiat che nell'ambito dell'operazione Opel-Gm avrebbe
previsto la chiusura di due stabilimenti in Italia, uno al Nord e uno al Sud.
Dopo il Franfurter Allgemaine Zeitung, ieri è il quotidiano economico
Handelsblatt a ritornare sull'argomento, parlando di un documento di 46 pagine
preparato dal Lingotto e contenente i tagli. Si tratterebbe del «progetto
Phenix» (curiosamente lo stesso nome, fenice in italiano, del
piano Cai per Alitalia), un
progetto di riassetto del nuovo gruppo nel quale, oltre al taglio dei due
impianti italiani, subirebbero ridimensionamenti anche fabbriche tedesche, svedesi
e inglesi ma garantirebbe un risparmio di un miliardo. Torino, che martedì
aveva smentito con un comunicato ufficiale la notizia, ieri ha preferito il
silenzio. Un no comment che sindacati, enti locali e forze politiche
hanno interpretato come un segnale, una sorta di conferma. Inevitabili, perciò,
polemiche e preoccupazioni. Anche il governo se n'è fatto interprete: il
ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola in una lettera al presidente
della Fiat Luca Cordero di Montezemolo e all'ad Sergio Marchionne ribadisce la
«centralità delle fabbriche italiane» nell'ambito della trattativa che punta
all'acquisizione di Opel e che pure va incoraggiata. Scajola annuncia a breve
un tavolo con azienda e sindacati ma questi ultimi hanno già respinto al mittente,
vero o presunto, qualsiasi ipotesi di riduzione produttiva e occupazionale. «Si
aprirebbe un pesante conflitto sociale» dice la Fiom Cgil, impegnata al pari
delle altre sigle ad organizzare la manifestazione nazionale dei lavoratori
Fiat già prevista per il 16 maggio a Torino. Ma anche Cgil-Cisl-Uil e Ugl
chiedono un confronto immediato con il gruppo. L'articolo di Handelsblatt non
specifica quali impianti rischierebbero la chiusura. Si parla da più parti di
Mirafiori e di Pomigliano in Campania (o di Termini Imerese in Sicilia), ma le
perplessità non mancano. A Torino fanno notare che Mirafiori è l'unico impianto
di assemblaggio nel Nord di Fiat auto e privarsene sarebbe un controsenso alla
luce almeno delle dichiarazioni di Marchionne dell'ultima settimana. Per
Pomigliano il discorso è diverso: da tempo sindacati e enti locali nutrono
forti dubbi sul futuro della fabbrica alla luce della mancanza di nuove mission
produttive (dopo la 159 mancano nuovi progetti) e della dura cassa
integrazione, che in pratica si protrae da 5 mesi con brevissime sospensioni.
Ma nel contempo si osserva che proprio a Pomigliano la Fiat ha investito molto
per la riconversone dello stabilimento e la formazione del personale (5mila
unità): soldi improvvisamente inutili? L'azienda, pur nel silenzio ufficiale,
osserva che i problemi italiani c'erano anche prima della trattativa per Opel e
che lo stesso Marchionne ne aveva parlato a dicembre 2008, annunciando la
strategia di Fiat per resistere alla crisi internazionale, e nel cda di aprile
dopo l'approvazione della trimestrale. Di sicuro la trattativa per Opel non è
affatto in discesa. Non a caso, a prescindere dalle anticipazioni dei media
tedeschi, il titolo in Borsa ha conosciuto un andamento negativo, cedendo alla
fine delle contrattazioni il 5,2%, giustificato peraltro in gran parte dalle
prese di beneficio doppo i forti rialzi dei giorni scorsi. Il vicepresidente
della Fiat John Elkann ribadisce che il matrimonio con Gm darà vita «a un
protagonista europeo del settore auto» e Marchionne in un'intervista
all'Economist conferma che il progetto prospettato al governo di Berlino non
prevede altri debiti ma solo risparmi. L'ad sarà di nuovo oggi in Germania per
proseguire gli incontri preliminari: a Francoforte vedrà i vertici politici
dell'Assia, la regione che ospita l'impianto più grande della Opel e che non
guarda di buon occhio l'eventuale accordo con gli italiani. Ma anche il governo
tedesco è al lavoro: la Merkel pensa ad un piano B, garantendo cioè iniezioni
di liquidità contro un'eventuale insolvenza della casa madre americana, la
General Motors. Ed è sempre a Gm che portano tutte le strade. Secondo il New
York Times, la casa di Detroit - quattro anni dopo avere pagato 2 miliardi di
dollari per disincagliarsi dalla partnership con Fiat -, sarebbe interessata ad
acquisire una quota nella nuova società (quella nata dallo scorporo di Fiat
auto e comprendente anche Chrysler e Opel) «in cambio delle proprie attività in
America Latina, Sudafrica e in Europa». Secondo il giornale, Marchionne sarebbe
disposto a cedere a Gm meno del 10%, ma Gm punterebbe ad almeno il 30%. Per ora
la distanza è ampia ma non si pouò dire. Lo scenario è complesso. Fiat è
interessata al mercato sudamericano di Gm ma non intenderebbe sborsare un euro
per raggiungere l'accordo. Si affiderebbe, cioè, al mercato azionario per
finanziare l'operazione pur sollecitando il governo tedesco ad assicurare un
prestito ponte di 5-7 miliardi. n.sant.
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 08-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Roma. Alitalia, sulla scia di Ferrovie, a
caccia di clienti low cost. Dal 13 maggio, parte l'offerta di voli nazionali e
internazionali a tariffe flessibili negli orari meno richiesti, cioè dalle
10-11 fino alle 16-17. L'annuncio arriva da Venezia, dove per l'aeroporto Marco
Polo, terzo scalo per Alitalia dopo Roma e Milano, sta per aprirsi un'ampia rete di
collegamenti. Il nuovo passo è stato illustrato dal presidente, Roberto
Colaninno, e dall'amministratore delegato, Rocco Sabelli, che hanno firmato
un'intesa con il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, il sindaco di
Venezia, Massimo Cacciari e il presidente di Save (la società di gestione dello
scalo), Enrico Marchi, per lo sviluppo della compagnia e dei partner
dell'alleanza SkyTeam. La scelta, ha spiegato Colaninno, è determinata, tra
l'altro, dal valore turistico della città e dal tessuto industriale e culturale
dell'intero Veneto. Quindi, l'obiettivo è portare il turismo da tutto il mondo
nel Veneto e le imprese del Nord est nel mondo. Alitalia
svilupperà presto da Venezia nuovi collegamenti con il centro-sud e le isole
dell'Italia. Poi potenzierà la rete con collegamenti tra Venezia, Roma, Parigi,
Lione, Amsterdam, Praga, Mosca e Atlanta (Usa) e altre città del Nord America e
dell'Asia.
( da "Corriere della Sera"
del 09-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera sezione: Focus data: 09/05/2009 - pag: 11 Il caso L'Alitalia, le assistenti
e la battaglia del notturno ROMA Dall'inizio di quest'anno le mamme lavoratrici
della nuova Alitalia con figli fino ai 3 anni di età,
non usufruiscono più, come è accaduto fino al dicembre 2008, dell'esonero dal
lavoro notturno.
Racconta Mirella, 42 anni, assistente di volo, una bambina di un anno e mezzo e
due figli di 10 e 14 anni nati da un precedente matrimonio: «La situazione per
me è diventata difficile. Con una bambina così piccola devo assentarmi a volte
anche per 5 giorni di seguito perché i nostri turni comprendono avvicendamenti
con 3-4 notti fuori casa. Dormo in albergo per poi riprendere il turno la
mattina seguente ma stare fuori così a lungo con una bambina tanto piccola è
davvero dura». Nel suo caso, il problema è raddoppiato perché anche il marito,
Bernardo, fa l'assistente di volo e sta fuori fino a 5 giorni. La vicenda nasce
da un'interpretazione della normativa europea che, riguardo al comma uno
dell'articolo 53 della legge 151 sulla tutela della maternità, ha raccomandato all'Italia
di superare il concetto di divieto assoluto di lavoro notturno per le donne dal
momento in cui rimangono incinte fino al compimento del primo anno di età del
bambino. Dice in sostanza l'Unione europea: il divieto di lavorare di notte,
nel caso le condizioni di salute lo permettano e le mamme stesse se la sentano,
è discriminatorio perché il lavoro notturno consente di guadagnare di più. Di
conseguenza le donne devono poter scegliere se lavorare di notte oppure no. Su
questo punto il governo è intervenuto dichiarando l'intenzione di modificare la
legge nel senso indicato dall'Unione europea. I pronunciamenti dell'Ue e del
governo italiano, seguiti da una sentenza di un tribunale italiano che per la
prima volta ha dato torto ad un lavoratore della vecchia Alitalia
su questo punto, hanno di fatto consentito alla nuova Alitalia
di non far valere più la norma dell'esonero dal lavoro notturno per le mamme
con figli fino a 3 anni di età e per le mamme uniche affidatarie, quindi
separate o single, con figli fino a 12 anni di età, oltre che per i genitori di
bambini disabili. Da gennaio l'Alitalia non applica
più il secondo comma dell'articolo 53. Ma le mamme e i sindacati protestano. Di
pochi giorni fa è una nuova denuncia della vicenda da parte della Cgil. «Noi
continuiamo la nostra battaglia dice Mirella . Cerchiamo interlocutori
politici, abbiamo chiesto al sottosegretario Gianni Letta di essere ricevute.
Tutte le altre mamme lavoratrici con figli fino a 3 anni possono scegliere di
non lavorare di notte, e sono quindi tutelate dalla legge, e noi no». M. Io.
( da "Corriere della Sera"
del 09-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Economia data: 09/05/2009 - pag: 31 Sul tavolo anche la fusione con
Air One Rischio scioperi, Alitalia
chiama i sindacati ROMA ( a. bac.) Alitalia apre al dialogo con i sindacati. Alla vigilia dell'estate, con i
dati di regolarità e puntualità ancora da migliorare, l'amministratore delegato
Rocco Sabelli, rilancia il confronto con Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e
Ugl sulla piattaforma unitaria da questi presentata sull'integrazione Alitalia e AirOne. «La piattaforma mi pare ampia e seria -
ha detto il manager - . Su questa base, da parte nostra c'è una grande voglia
di dialogo, anche perché quello che il nostro personale ha dato in questi primi
quattro mesi di vita di Alitalia Cai è stato un
contributo serio, prezioso, professionale». Martedì si apre il primo confronto
sulla fusione delle compagnie: due i temi caldi, l'armonizzazione dei contratti
dei due vettori e gli eventuali esuberi. Secondo indiscrezioni, in forse c'è il
rinnovo dei contratti di 800 dipendenti Alitalia e 200
AirOne, tutti precari. Sulla trattativa pesa l'esposto in Procura presentato
dalla Filt-Cgil sulla tematica delle mamme monoaffidatarie di minore rimaste
prive dell'esonero notturno. I sindacati infine ritengono che il livello
salariale effettivo sia molto inferiore a quello previsto dagli accordi
firmati. L'amministratore delegato di Alitalia Rocco
Sabelli rilancia il confronto con il sindacato
( da "Repubblica, La"
del 09-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Napoli
Sit-in all´aeroporto davanti all´azienda. I dipendenti della Tirrenia in crisi:
si mobilitino la città e la Chiesa Lavoro, la rabbia in piazza Protesta Atitech
a Capodichino. Pomigliano, tensione in Fiat Atitech, Fiat, Atitech, Tirrenia e
Alcatel: si inaspriscono le vertenze, e la rabbia va in piazza. Ieri protesta dei dipendenti e dell´indotto Atitech a
Capodichino: minaccia di altre 48 ore di sciopero nei prossimi giorni per tutti
i lavoratori di Alitalia-Cai.
E alla Fiat di Pomigliano sale la tensione dopo le voci di tagli. I lavoratori
della Tirrenia: si mobilitino la città e la chiesa. ROBERTO FUCCILLO A PAGINA
II E III
( da "Repubblica, La"
del 09-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Napoli
Atitech, ritorna la protesta Sit-in a Capodichino. All´Alcatel 900 posti a
rischio Appello alla città e alla chiesa dei lavoratori della Tirrenia:
"Sciopero nazionale di tutto il settore trasporti" ROBERTO FUCCILLO A
Capodichino, la questione Atitech è lungi dall´essere risolta. Ieri davanti
alla sede dell´azienda hanno incrociato le braccia i lavoratori dell´indotto,
dipendenti delle ditte addette alle pulizie e al lavaggio degli aerei. Una
cinquantina di persone, che ricevono ormai lo stipendio a singhiozzo, segno
delle difficoltà finanziarie della stessa Atitech, i cui dipendenti hanno
peraltro solidarizzato con gli altri lavoratori. Situazione dunque incandescente,
mentre a Fiumicino l´amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, si dice fiducioso delle mosse con le quali il commissario
liquidatore di Alitalia,
Augusto Fantozzi, ha intrapreso la via del salvataggio di Atitech. Ma, dopo la
chiusura del bando, è ora in corso la "due diligence", ovvero
l´accertamento delle reali condizioni dell´azienda da parte della cordata di
acquirenti guidata dal leader degli industriali napoletani Gianni Lettieri.
è solo a conclusione di questo accertamento che verrà formalizzato l´acquisto
da parte della newco. Nel frattempo i sindacati nazionali, Cgil, Cisl, Uil e
Ugl, si preparano, anzi richiamano per l´ennesima volta il governo al rispetto
dei vecchi patti su Atitech e Ams, e mettono sul tappeto 48 ore di sciopero per
tutti i lavoratori Alitalia-Cai e Airone. E lunedì
convocano a Roma un incontro con tutte le sigle rappresentate in azienda, nel
tentativo di cominciare a elaborare una piattaforma unitaria. Ma è il caso Fiat
a tenere banco, con i rischi paventati per Pomigliano. Ieri sulla questione
sono intervenuti il leader Cgil Guglielmo Epifani e quello dell´Ugl Renata
Polverini, mentre a Pomigliano le rappresentanze sindacali unitarie chiedono un
tavolo col governo e l´azienda per capire dove si va a parare. Forte la
preoccupazione anche a Battipaglia per il destino della Alcatel, oggetto ieri
di una audizione presso la terza commissione del consiglio regionale. Caso
sollevato dal consigliere dell´Idv Francesco Manzi e accolto dal presidente
Giuseppe Sarnataro (Pd). Secondo Manzi «è evidente che la proposta
dell´azienda, di cedere le attività ad un gruppo di manager e a non meglio
precisati imprenditori locali, è del tutto inaccettabile». In ballo il destino
di circa 500 lavoratori, più 400 di indotto, una cui delegazione sottopose la
vicenda anche a Dario Franceschini in occasione del suo viaggio in treno da
Eboli e Salerno. E proprio Franceschini presenta una interrogazione, firmata
anche da altri parlamentari pd (Iannuzzi, Cuomo, Graziano, Bonavitacola,
Vaccaro) per chiedere al ministro Scajola di scongiurare la reiterata minaccia
di chiusura o delocalizzazione dello stabilimento. Infine la Tirrenia. Qui a
intervenire è il leader nazionale della Uil Luigi Angeletti, per incassare
l´incontro convocato a Roma dal ministro dei Trasporti Altero Matteoli il 13
maggio: «Un primo passo nella direzione indicata». Si tenta di intervenire
sulla ipotizzata privatizzazione del gruppo. Ma intanto i suoi lavoratori
continuano a denunciare che la scomparsa di Tirrenia lascerà le isole del Sud e
naturalmente Napoli prive di un vettore pubblico. Di più: lanciano un appello
alla città di Napoli e alla chiesa per una mobilitazione generale e chiedono la
convocazione di uno sciopero nazionale generale di tutto il comparto del
trasporto marittimo.
( da "Repubblica, La"
del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina XII - Roma E
nello scalo romano ore d´attesa per 54 turisti diretti nel Mar Rosso Si rompe
gomma al decollo rientro d´emergenza a Fiumicino Un MD80 Alitalia diretto a Napoli è stato
costretto a rientrare ieri mattina a Fiumicino per la rottura di una gomma
avvenuta durante le fasi di decollo. Il forzato dietrofront, avvenuto in piena
sicurezza, non ha avuto alcuna conseguenza né per l´aereo né per i 126
passeggeri a bordo più i cinque membri d´equipaggio. Come da procedura,
una volta presa quota sul mare, il comandante del volo AZ1263 ha chiesto di
rientrare in emergenza nello scalo romano. Lungo la pista, per seguire l´arrivo
dell´MD80, sono stati schierati numerosi mezzi di soccorso dei vigili del fuoco
e ambulanze. Raggiunto il parcheggio, l´aereo è stato quindi fermato per essere
sottoposto alle necessarie riparazioni, mentre i passeggeri sono ripartiti per
Napoli con un altro aeromobile dell´Alitalia decollato
alle 13. Altri disagi si sono registrati sempre ieri a Fiumicino dove un gruppo
di 54 turisti, con alcuni bambini al seguito, sono rimasti per ore bloccati in
attesa di poter partire alla volta di Marsa Alam, nel Mar Rosso, con un volo
della compagnia Air Memphis.
( da "Repubblica, La"
del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina
V - Genova Alitalia scarica Genova, scatta la protesta
POCO meno di trenta voli cancellati da inizio anno, ore e ore di ritardi sui
voli, rabbia crescente dei passeggeri che prendono di mira i pochi dipendenti Alitalia ancora rimasti
a difendere la posizione. Ivano Bosco, segretario genovese della Filt-Cgil, annuncia che da
lunedì salirà il livello della protesta. «Oggi ci sono soltanto quattro
dipendenti a tempo indeterminato - spiega il sindacalista - Poi c´è un gruppo a
tempo determinato, fino al 13 luglio. E tutti gli altri in cassa. Così spesso
resta una sola persona in servizio, come quella che venerdì sera ha dovuto
subire gli insulti dei passeggeri esasperati da oltre due ore di attesa».
MASSIMO MINELLA ALLE PAGINE II E III
( da "Repubblica, La"
del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina VI - Genova
Il presidente dell´authority e le due emergenze esplose all´ombra della
Lanterna: il futuro passa dai bandi di gara Merlo: "Aerei e binari,
stavolta si cambia l´obiettivo è quello di affidarsi ai privati" "Per
far crescere i traffici aerei e ferroviari servono azionisti capaci, come per i
porti" "Dobbiamo uscire dai confini portuali e puntare al servizio
diretto fino ad Alessandria" «La vicenda della Culmv rappresentava uno dei
nodi sociali da risolvere. Gli altri due sono la sicurezza e le manovre
ferroviarie. Con il ritorno al lavoro dei dipendenti della Ferport ritengo che
si siano posti le condizioni per la ripresa del dialogo che ci porterà a
trovare una soluzione definitiva». Luigi Merlo, presidente dell´authority,
riflette sulle nuove emergenze della Lanterna: l´aeroporto, di cui è
l´azionista di riferimento, e le manovre ferroviarie, che riprendono domani a
lavorare. Presidente, Genova ha ormai deciso di aprire una
vertenza con Alitalia per
il servizio reso. Qual è secondo lei il problema di fondo? «Ci sono carenze di
mezzi e di personale. Non a caso, mi risulta che l´Enac abbia aperto procedure
di approfondimento su alcuni collegamenti». E voi come vi attrezzate?
«Lavoriamo per trovare altre compagnie che possano affiancarsi ad Alitalia». Continuate a pensare
alla privatizzazione dello scalo? «Questa è un´altra partita, ma la strada è
ormai decisa. Per noi l´aeroporto va privatizzato. A giugno, in comitato,
presenteremo una delibera unica su tutto il riassetto delle partecipazioni, poi
andremo alla gara per la scelta dell´advisor e infine la società sarà messa sul
mercato. Non ci sono alternative: come per la portualità, servono i privati per
far crescere i traffici». Altro nodo da sciogliere, le manovre ferroviarie.
«L´azienda ha avuto meno entrate rispetto a quanto previsto e ha subito un
decremento dei traffici. L´impressione è che si sia alla conclusione di
un´esperienza e questo braccio di ferro con i dipendenti ha reso tutto più
eclatante». I dipendenti hanno però annunciato il ritorno al lavoro. «Apprezzo
il loro senso di responsabilità e lo ritengo il punto di avvio di un confronto
che deve scattare immediatamente. Ci sarà una gara per trovare un nuovo
aggiudicatario. A me premeva che la situazione non precipitasse oltre e forse
possiamo arrivare a una soluzione». C´erano privati disposti a farsi carico del
servizio? «Trenitalia e Messina hanno chiesto l´autoproduzione, ma così la
situazione sarebbe stata esplosiva. A fine ottobre c´è la scadenza naturale
della concessione del servizio, sfruttiamo questo periodo per pensare al
futuro». Che cosa succederà di questo servizio strategico per l´organizzazione
dello scalo? «Nei prossimi tre anni dobbiamo completare tutti i lavori dentro
al porto, a cominciare dalla nuova galleria del Campasso. In prospettiva
bisogna pensare a una svolta del servizio, non più di gestione delle manovre
dentro al porto, ma di collegamento anche al di fuori della cinta.
Tecnicamente, si parlerà di navettamento». Fino a dove? «Il nostro obiettivo è
Alessandria, nel nuovo retroporto». (mas.m.)
( da "Repubblica, La"
del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina VI - Genova
Voli tagliati, dipendenti a casa così Alitalia cancella Genova Protesta dei
sindacati: da domani nuove iniziative di lotta MASSIMO MINELLA Poco meno di
trenta voli cancellati da inizio anno, ore e ore di ritardi sui voli, rabbia
crescente dei passeggeri che prendono di mira i pochi dipendenti Alitalia ancora rimasti a difendere la
posizione. Annuncia Ivano Bosco, segretario genovese della Filt-Cgil,
che da lunedì salirà il livello della protesta. «Ci scusiamo in anticipo per il
disagio che potremo dare ai clienti dell´aeroporto, ma fin d´ora annunciamo che
la misura è colma - racconta il sindacalista - Non possiamo più accettare
questo atteggiamento di Alitalia nei confronti di
Genova che, alla fine, si scarica sui dipendenti, oggetto di insulti e
aggressioni verbali di una clientela ormai esasperata dal servizio. Potremmo
anche arrivare a proteste eclatanti». Le tensioni sindacali procedono di pari
passo con i disservizi a cui è da mesi costretto il "Colombo", che
pure sta faticosamente tentando di reggere all´onda d´urto della crisi. Peccato
che da inizio d´anno le cancellazioni di voli genovesi non si sono mai
interrotte. Sono state sette a gennaio. E passi perché si era all´inizio della
nuova gestione Alitalia. Infatti, a febbraio e marzo
le cose erano andate meglio (un volo cancellato a febbraio, due a marzo). Ad
aprile, il disastro: quindici voli cancellati. E ieri, 9 maggio, si era già a
quota due, concentrate sull´ottavo volo per Roma, partito il 6 maggio e che con
due cancellazioni e un ritardo alla partenza di 2 ore e un quarto rischia quasi
di essere un volo fantasma. Non è tutto. La vecchia gestione ha lasciato un
buco di bilancio nei conti del "Colombo" di oltre tre milioni di
euro, i ritardi sui voli creano disagi per i bagagli ed esasperano i clienti
che alla fine sfogano la loro rabbia sui dipendenti Alitalia,
pochi e sempre più a disagio. La verità è che la nuova gestione ha cercato di
assecondare le varie richieste dei territori, potendo però contare sulla stessa
coperta, che è sempre corta. «Da sei mesi a questa parte abbiamo visto
praticamente di tutto - continua Bosco - Abbiamo sempre denunciato che
l´operazione Cai avrebbe finito per declassare Genova, ma averlo detto in
anticipo rispetto a tutti gli altri è una consolazione davvero magra». Ciò che
scatena la reazione più dura del sindacato è però la riduzione degli organici.
«Oggi ci sono soltanto quattro dipendenti a tempo indeterminato, che sono i
caposcalo - continua il sindacalista - Poi c´è un gruppo, anche con persone che
hanno vent´anni di anzianità, diventato a tempo determinato, fino al 13 luglio.
E tutti gli altri sono in cassa. Il risultato è che spesso resta una sola
persona in servizio all´aeroporto, come quella che venerdì sera ha dovuto
subire gli insulti dei passeggeri esasperati da oltre due ore di attesa. Anche
oggi (ieri per chi legge n. d. r.) altri 22 minuti di ritardo sul volo delle 7.
Ma ormai chi ci fa più caso?» Così, da domani scatterà la nuova fase della
protesta. «Faremo anche dei volantini per spiegare all´utenza quello che sta
accadendo, i clienti finiscono per prendersela con quelli che ci sono, ma
questa inefficienza aziendale e questa precarietà sono ormai intollerabili -
chiude Bosco - E´ ora che anche le istituzioni locali si facciano sentire,
perché questi disagi continui colpiscono pesantemente l´immagine della città».
( da "Corriere della Sera"
del 10-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Cronaca di Roma data: 10/05/2009 - pag: 7 Aereo
dell'Alitalia a Fiumicino
Scoppia una gomma, atterraggio d'emergenza Momenti di apprensione ieri mattina
nei cieli di Fiumicino su un volo Roma-Napoli dell'Alitalia. In fase di decollo all'Az1263, con 126 passeggeri e 5 membri
dell'equipaggio, si è rotta una gomma del carrello. Il comandante,
raggiunta la quota di sicurezza sul mare, ha chiesto alla torre di controllo di
poter tornare indietro: sembra che l'Md80 abbia anche avuto un problema a un
motore. L'atterraggio è avvenuto senza problemi con i mezzi dei vigili del
fuoco schierati lungo la pista. I passeggeri sono stati trasferiti su un altro
volo Alitalia decollato alle 13. Paura Un Md80 come
quello rientrato al «Leonardo da Vinci»
( da "Unita, L'" del
10-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Crisi
Malpensa Viaggio nell'aeroporto senza Alitalia L'inchiesta
Abbandonato dal governo, così un hub cerca di rivivere ALLE PAGINE 26- 27
( da "Unita, L'" del
10-05-2009)
Argomenti: Alitalia
ORESTE PIVETTA
Malpensa è come il bicchiere: mezzo vuoto o mezzo pieno. Dipende. Viaggiando
sul trenino che da Cadorna porta al terminal, percorrendo i saloni dei check
in, dopo il de-hubbing, dopo insomma che il sogno lombardo di grandeur è
svanito, sembra mezzo vuoto. Ad ascoltare Giuseppe Bonomi, il presidente di
Sea, la società pubblica che ha in gestione l'aereoporto, si direbbe che è
mezzo pieno e che il rischio è di vederlo traboccare di qui a qualche anno,
sempre che si esca dalla crisi, sempre che le rotte vengano liberalizzate e che
arrivino investimenti per i collegamenti, per i servizi, sempre che il governo
si dia una mossa. L'altro ieri, in audizione alla Commissione trasporti della
Camera, Bonomi pare abbia esultato: «Siamo ripartiti: ad aprile abbiamo avuto
un primo dato positivo, l'aumento del 7,9 per cento del traffico passeggeri,
rispetto al 2008». Si dovrebbe aggiungere che il 2008 è
stato l'anno nero e che aprile è stato il mese nero di Alitalia. La sintesi corretta sarebbe:
quasi 24 milioni di passeggeri nel 2007, 19 milioni nel 2008, quando sono stati
persi poco meno di 8 milioni di passeggeri per il ritiro di Alitalia e se ne sono guadagnati tre
milioni grazie ad altri vettori. Il bilancio è questo. Poi si lavora per
il futuro e per il futuro c'è chi continua a sperare in Alitalia,
come il presidente lombardo Formigoni, che ogni volta con gesto risolutore
annuncia: «Parlerò io con Sabelli». C'è chi, come lo stesso Bonomi, ci ha messo
una pietra sopra: «Possiamo farcela da soli...». A settembre di un anno fa,
quando del domani di Alitalia si sapeva ancora meno di
oggi, a Cernobbio, mi aveva detto: «A questo punto possiamo farne a meno».
D'accordo con i sindacati. Dice Nino Cortorillo, numero uno della Filt Cgil in
regione: «Scelta irreversibile, uscita definitiva, quella di Alitalia.
Perchè Malpensa che può togliere qualcosa a Parigi non sta nell'interesse di
Air France». Il "padrone" è stato chiaro (in un'intervista a
Repubblica): «Malpensa non potrà mai essere ciò per cui è stata disegnata, un
hub». Giudizio impietoso (ma fondato) nei confronti dei patrocinatori nordisti
della "causa", addirittura feroce nei confronti del maggior
propagandista: il governatore Formigoni. Così muore un hub (ecco il
de-hubbing), un hub mai nato, eterna ambizione del Nord, alimentata dalla
scelta di una sola compagnia, mortificata da sempre per la penuria delle
infrastrutture e alla fine dal solito compromesso all'italiana per salvare
Fiumicino, consegnata alla dura realtà dall'abbandono di Alitalia
che in un anno da mille e 200 è planata a neanche duecento voli settimanali,
così che a Malpensa è mancato all'appello un quarto dei voli del 2007: un
precipizio, se si pensa che è passato solo un anno, scendendo da poco più di
quattromila movimenti settimanali a poco più di tremila. Nello sconforto di
politici di varia estrazione, affiliati tutti al centrodestra, che hanno dovuto
assistere alla fuga da Malpensa non solo della compagnia di bandiera ma anche
di Berlusconi e del suo governo. In silenzio. «Perchè - sostiene Cortorillo -
nell'accordo con i francesi ci sta un piano industriale e un piano politico».
Per sostenere quest'ultimo e perchè Berlusconi possa presentarsi alle prossime
elezioni da salvatore della patria aerea, non si può cambiare una virgola del
piano industriale, che è protezionista e basta, taglia la concorrenza e
gradisce Malpensa piccolo-piccolo. Alla Lega tocca solo tacere: nello scambio
s'è guadagnata la "sicurezza". Niente allora, ad esempio,
liberalizzazioni degli slot. I cieli, come è noto, non sono tutti liberi: sono
liberi sopra l'Europa dell'Unione e tra l'Europa e il Nord America, per volare
verso paesi extra Ue occorre un accordo e l'Italia ovviamente li accordi
bilaterali li aveva sottoscritti sempre a nome Alitalia.
Nel gennaio scorso l'emendamento salva Malpensa al decreto anti-crisi aveva
impegnato il governo a promuovere entro trenta giorni la rinegoziazione. Poco
s'è fatto fino ad oggi: due pratiche sbloccate, Cina e Corea del Sud. Niente di
fronte alle promesse di una eterna campagna elettorale, evidentemente
insufficiente a muovere passeggeri, aerei, compagnie. Insufficienti sono anche
le promesse della nuova Alitalia: un paio di voli
intercontinentali in più, forse tre. Il piano industriale di Sea individua
altre strade, «che il sindacato - non ha timore Cortorillo a riconoscerlo -
condivide». Quali sono le strade? Intanto una partnership strategica come
quella con Lufthansa, cioè con i tedeschi di una delle più prestigiose
compagnie al mondo. Poi il low cost con Easy Jet. Infine il settore cargo,
definito «risorsa strategica». In questo senso Malpensa può dire di tentare un
primato e rappresenterebbe comunque un'eccezione: Amsterdam fa venti milioni di
passeggeri ed è solo un hub, Palma di Mallorca conta altrettanti passeggeri ed è
un approdo turistico low cost, l'aereoporto varesino tiene insieme un hub (il
progetto di Lufthansa vuole che diventi il suo quarto hub dopo Monaco,
Francoforte e Zurigo), il turismo a basso costo e le merci. Ce la farà?
Possibile perchè l'andamento del mercato è ovviamente ciclico, ma
tendenzialmente sempre in crescita: negli ultimi dieci anni, malgrado tutto, il
traffico passeggeri in Italia è raddoppiato. Sul destino di Malpensa potrebbe
continuare a pesare la questione mai risolta di Linate: il sistema lombardo (in
un sistema "padano" segnato dalla presenza di una infinità di scali
nel raggio di pochi chilometri: basti pensare a Orio al Serio) s'è sempre
complicato la vita da sè. Linate è lì, aereoporto cittadino, che è in realtà
punto di forza nella strategia della nuova Alitalia,
perchè può essere una sorta di banca sicura grazie al monopolio (il 70 per
cento garantito del traffico) sulla tratta Milano-Roma, perchè non confligge
con Fiumicino e tanto meno con Parigi. «Nessuno - spiega Cortorillo - avrebbe
interesse a trasformare Linate in un parco giochi. In tutta questa vicenda,
superata la crisi internazionale, se il piano industriale avesse successo,
Malpensa potrebbe ritrovarsi alla saturazione e Linate potrebbe tornare
d'attualità». Se poi l'Expo milanese si farà davvero... Siamo di fronte a una
partita incerta: la decideranno i vettori, non chi gestisce il
"contenitore". La Sea non può inventarsi altro che il modo per
garantire servizi più efficienti e quindi per esaltare una propria attrattività
(insieme con tariffe competive: e per ora quelle di Sea sono tra le più basse
nell'Unione europea). Ci vogliono investimenti e quindi, come sostiene il
sindacato, ci vuole la forza per mantenere una capacità di autofinanziamento.
Bonomi ricordava che Sea tra il 2004 e il 2008 aveva investito 541 milioni in
autofinanziamento e che tra il 2009 e il 2016 avrebbe investito per un miliardo
e mezzo. Conti stretti e difficili, fino all'azzardo. A pagare sono stati
ancora i lavoratori (Sea gestisce anche l'handling, cioè tutti i servizi a
terra, dallo smistamento bagagli al trasporto passeggeri: tremila dipendenti).
Cortorillo conferma che fu la Filt per prima a chiedere il ricorso agli
ammortizzatori sociali, una novità. Sono arrivati la cassa integrazione, per
alcune migliaia, e anche i pensionamenti: proprio l'altro ieri è stato
raggiunto un accordo per 390 lavoratori. accompagnati con incentivi e cassa
integrazione. Con un bel risultato: aver strappato l'assunzione a tempo
indeterminato per i precari (da più di due anni al lavoro), una volta chiusa la
cig. Un risultato in cui si legge una condivisione tra impresa e sindacato. Il
centrodestra ha recitato la solita scena: i proclami di Formigoni, quelli della
Lega, senza conseguenze di fronte ai progetti di Berlusconi, cioè alla sua
propaganda.
( da "Corriere della Sera"
del 11-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Cronache data: 11/05/2009 - pag: 20 La legge Il testo approvato dalla
Camera introduce i vigilantes contro i dirottamenti «Niente armi sui nostri
aerei» L'Ente per l'aviazione civile: sono più rischiose dei terroristi ROMA Gli
«sceriffi del cielo» dei quali si parlò subito dopo l'11 settembre perché il
loro impiego a bordo degli aerei sembrava fosse la condizione minima per
proteggersi dai terroristi tornano alla carica con la ratifica da parte del--
l'Italia del trattato di Prum. Ma proprio ora che l'impiego di agenti armati
confusi tra i passeggeri sembra cosa fatta, l'Enac, l'Ente nazionale per
l'aviazione civile, mette le mani avanti: «Vedremo. Dopo aver speso molti soldi
per montare le porte blindate alle cabine dei piloti questa ulteriore misura mi
sembra inutile», dice con la consueta schiettezza il presidente dell'Enac Vito
Riggio. Il quale aggiunge: «Già non eravamo d'accordo subito dopo l'11
settembre perché usare un'arma all'interno di un aereo è un'operazione estrema
». E se invece anche l'Italia dovesse adottare questa misura su alcuni voli
ritenuti a rischio? «In ogni caso la certificazione di sicurezza alle compagnie
la dovrà dare l'Enac, altrimenti non se ne farà niente», taglia corto Riggio.
Dopo il voto della Camera, per la ratifica dell'accordo di Prum per la
cooperazione di polizia (Germania, Spagna, Francia, Austria, Belgio, Paesi
Bassi, Lussemburgo e Italia) manca solo un piccolo passaggio tecnico al Senato.
Il ddl di ratifica che ha fatto parlare di sé soprattutto per il prelievo
coatto del Dna anche ai non indagati messi in relazione con la scena di un
delitto nasconde all'articolo 21 i tempi con cui potrà essere messo in piedi
anche in Italia un servizio di «sceriffi del cielo»: entro 60 giorni, infatti,
le competenti autorità nazionali propongono la stipula di un accordo separato
ai sensi dell'articolo 17 del Trattato. La norma condivisa dagli 8 paesi non
obbliga a far volare i Marshall armati (come avviene sui voli della El Al, su
alcune linee Usa e, ora, sembra anche sui vettori pachistani) ma per la prima
volta chiarisce le regole di comportamento: per esempio, «all'uscita
dell'aeromobile le armi (senza colpo in canna e con il caricatore sfilato) e le
munizioni devono essere inserite in contenitori di plastica trasparenti muniti
di sigillo di sicurezza...». Il Trattato, tuttavia, non chiarisce gli standard
di addestramento che dovranno essere raggiunti per evitare che un intervento
armato a bordo degli sceriffi provochi più danni di quelli eventualmente causati
da un dirottamento. E poi c'è la questione economica,
insiste Riggio: «Servono agenti particolarmente addestrati per svolgere questo
compito. I costi dell'operazione, che dovranno essere sostenuti dalla
compagnie, incideranno certamente sul prezzo dei biglietti». Su questo l'Alitalia non ha espresso una posizione
ufficiale Dino Martirano
( da "Unita, L'" del
11-05-2009)
Argomenti: Alitalia
I bluff del
Cavaliere per «scalare» il Colle In Italia vi è uno sbilanciamento di poteri
senza precedenti, mentre si imbarbarisce la vita civile e democratica. Il Pd
deve parlare alla società MARIA ZEGARELLI In questo anno di governo Berlusconi
è avvenuta una mutazione genetica del Paese. Non è più soltanto un problema
della politica, delle alleanze tra partiti. Oggi è necessario creare
un'alleanza con la società, soltanto così si interrompe l'ascesa
dell'imperatore verso il Quirinale». Rosy Bindi, Berlusconi al Colle: ritiene
sia questo l'obiettivo del premier? «È nei fatti, già adesso ha reso la nostra
una Repubblica presidenziale con uno sbilanciamento dei poteri senza
precedenti. E intanto assistiamo all'imbarbarimento della qualità della vita
democratica e civile del Paese». Sarà spronato dal grande consenso popolare di
cui dice di godere: oltre il 70% secondo gli ultimi sondaggi di Palazzo Chigi.
«Quel consenso non nasce da un'azione di governo adeguata ai reali problemi del
Paese, attraversato da una crisi economica che l'esecutivo si ostina a negare.
Raccoglie i frutti di una cultura che ha alimentato con il suo impero
mediatico. Soltanto una settimana fa il premier ha allestito in tutta fretta il
salotto di Bruno Vespa per parlare, senza contradditorio, delle sue vicende.
Non mi stupisce questo, mi stupisce l'imbarazzo della stampa». Guardiamo il
programma elettorale di Berlusconi: l'Italia si è rialzata? «L'Italia rischia
di essere in ginocchio, altro che. Certo, la responsabilità non è soltanto del
governo, questa è una crisi che ha investito tutto il mondo, la differenza è
che da noi l'esecutivo non interviene». Il piano casa per i giovani era un
impegno primario. Che ne dice di quello a cui stanno lavorando governo e regioni?
«L'annuncio elettorale è stato un grande bluff. Se le Regioni non avessero
contestato il piano e il terremoto non avesse rivelato il paradosso di quello
che Berlusconi voleva fare ci saremmo ritrovati con un manifesto di misure
pericolose che aumentavano le diseguaglianze tra chi ha una casa e chi no. In
quel cosiddetto piano casa non c'erano soldi che non fossero quelli già
stanziati dal governo Prodi». L'altra promessa: meno tasse per tutti. Ci
riuscirà ad abbassarle? «Questa è una delle maggiori lacune: abbassare le tasse
in tempo di crisi vuol dire aiutare davvero le famiglie, invece di fronte
all'aumento del 500% della cassaintegrazione pensano a detassare gli
straordinari. Il programma elettorale di Berlusconi era un programma per un
altro Paese, per un'altra epoca della storia». Come se lo spiega allora, che il
giudizio della maggioranza degli italiani resta positivo? «I sondaggi non
dicono tutto ma dobbiamo suonare una campana d'allarme. Il paese è
profondamente cambiato, bisogna riallacciare un dialogo vero, Gli italiani forse ancora non hanno capito, ad esempio, che la
vicenda Alitalia la
pagheremo tutti a lungo; che la questione rifiuti è tutt'altro che risolta,
esploderà di nuovo a breve, è evidente che la Campania ancora oggi resta la
discarica del paese. Arriviamo al terremoto: grandi promesse, parrucchiere,
tailleur alle signore. Nessuna certezza sui tempi della ricostruzione e
presto vedremo anche gli effetti dei tagli strutturali al welfare». Che ne
pensa della "crisi" tra Pdl e Chiesa? «Su quel fronte la luna di
miele sta finendo, la Chiesa cattolica non approva la politica della maggioranza
sull'immigrazione». I cattolici però sono ancora in luna di miele. «I cattolici
sono diventati italiani come gli altri elettori, ma diamo tempo al tempo». Il
Pdl è convinto che questa linea porti popolarità. «Berlusconi cavalca le paure
di fronte alla sfida globale della società multietnica e sparge ottimismo di
fronte alla crisi. In entrambi i casi copre l'inadeguatezza dell'azione di
governo e con la propaganda alimenta il consenso sulla sua persona e la
maggioranza». Intervista a Rosy Bindi
( da "Stampa, La" del
12-05-2009)
Argomenti: Alitalia
BASEBALL.A PATERNO'
Due sconfitte di misura per l'Elettra Energia In serie A2, l'Elettra Energia
torna da Paternò con due immeritate sconfitte dopo aver giocato alla pari con
la capolista, anzi meglio. Il Novara ha battuto molto di più collezionando 15
valide (su Torres) contro 9 nella prima partita ed addirittura 13 (su Quintero
e Piovan) contro 5 nella seconda. Come si possono quindi spiegare le due
sconfitte agli extrainning (7-6 e 5-4) per un punto? Ci sarebbe da obiettare
sull'operato arbitrale apparso decisamente «partigiano». Occorre anche
evidenziare che il viaggio aereo, due ore di ritardo dell'Alitalia, ha costretto la squadra ad
arrivare allo stadio direttamente dall'areoporto, tra l'altro senza pranzare,
scendendo in campo (nel primo incontro) praticamente senza riscaldamento. Le
due partite, malgrado la doppia sconfitta, devono aver comunque dato ai
giocatori del Novara la convinzione della loro forza; non si battono 27
valide sui lanciatori del Paternò se non si possiede potenzialità e qualità del
gioco. Qualcosa va ancora registrato, è vero; tuttavia questa sconfitta deve
essere il classico spartiacque della stagione. La classifica è cortissima: la
seconda in classifica ha perso due sole partite meno del Novara e basterebbe
una doppia vittoria con il Verona sabato prossimo per riportare la squadra del
presidente Peveroni in una posizione di classifica più in linea con il valore
della squadra. \
( da "Stampa, La" del
12-05-2009)
Argomenti: Alitalia
ITALIA DEI VALORI Presentata la hostess Alitalia candidata Tappa astigiana per Maruska Piredda, l'assistente di
volo di «Alitalia»
candidata alle Europee con l'Italia dei valori, il movimento politico di
Antonio Di Pietro. Affiancata dal coordinatore provinciale Mario Colucciello e
dal capogruppo in Comune Alberto Pasta ha presentato il suo programma:
particolare attenzione alla lotta al precariato.
( da "Unita, L'" del
12-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Le mani del governo
sul cinema Cinecittà si «prende» l'Istituto Luce GABRIELLA GALLOZZI Cinecittà
ultimo atto. O quasi. Ieri è stata ufficializzata l'ultima «annessione» nella
Holding dell'ultima controllata, lo storico Istituto Luce. Dopo l'incorporo di
Film-Italia, l'agenzia di promozione del cinema, e la «cessione» delle sale del
circuito Mediaport, una delle voci eternamente in passivo della Holding. Nasce
così Cinecittà-Luce spa con presidente il produttore Roberto Cicutto e
amministratore delegato Luciano Sovena, già presidente del Luce. Nel cda
siedono Nicola Porro, vicedirettore del Giornale di casa Berlusconi, lo
psicologo Roberto Cadonati e l'avvocato Massimo Biasotti Mogliazza. Si porta
così a termine la «missione» di «razionalizzazione» voluta dal ministro per i
Beni culturali Bondi per il gruppo del cinema pubblico. Ma si ristruttura senza
prospettive concrete, a parte le indicazioni sulla carta. C'è la direttiva del
ministro ma non ci sono né fondi, né progetti di sviluppo. È da queste
preoccupazioni che parte l'interrogazione parlamentare rivolta a Bondi dal
senatore Pd Vincenzo Vita e firmata insieme ai senatori del Pd Follini,
Vittoria Franco, Antonio Rusconi, Mariapia Garavaglia, Marcucci e Ranucci.
Nell'interrogazione si fa notare che l'attività della Holding «è ferma da oltre
un anno; le opere prime prodotte e coprodotte, a causa della penuria di investimenti,
vengono distribuite al di sotto delle potenzialità e le risorse a disposizione
di Cinecittà servono quasi esclusivamente a coprire i costi fissi». UNA VICENDA TIPO ALITALIA I parlamentari sottolineano che «i
nuovi organi societari di Cinecittà dovrebbero provvedere, secondo le decisioni
ministeriali, alla riorganizzazione della struttura e alla definizione di un
piano di attività, mantenendo i livelli occupazionali, e che tutto ciò potrebbe
configurare un problema di posizione dominante per Medusa, in quanto il
circuito di Multiplex della Warner è stato appena venduto ad una società che
vede insieme Benetton e Mediaset/Medusa». Di tutto questo si chiede conto al
ministro. A fronte di quella che potrebbe rivelarsi una piccola vicenda Alitalia del cinema. «Non mi convince - rincara Vita -
un'operazione in cui si ravvisa tutta l'inerzia della politica liberista per
cui la parte ghiotta di Cinecittà - gli Studios - vanno ai privati e solo la
parte più di struttura resta pubblica». E tutto mentre si attende ancora la
legge di riforma per il cinema. In questo senso lanciano l'allarme le
associazioni di settore e quella degli autori, l'Anac. La posta in gioco è
alta. Si parla di quell'Agenzia del cinema, su modello del Cnc francese, che la
sinistra vuole completamente autonoma dal potere politico, ma che sembra
destinata a un totale controllo del ministro. Nasce Cinecittà-Luce: la Holding,
cioè il gruppo di società del cinema pubblico, ha infatti annesso l'Istituto
Luce. Bondi porta a termine il suo progetto ma senza prospettive concrete né
fondi.
( da "Repubblica, La"
del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina
I - Genova Scatta la concorrenza ad Alitalia sulla rotta
più ambita. Dieci collegamenti al giorno per la Capitale Decollano i voli a
basso costo Genova-Roma, da giugno a 45 euro con Blue Panorama Dalla metà di
giugno saranno dieci al giorno i voli che collegheranno Genova a Roma. Agli otto di Alitalia
e Air One, infatti, si aggiungeranno i due di Blue Panorama, compagnia low cost
che offrirà ai genovesi biglietti da 45 euro, tasse incluse, per la tratta
d´andata, con la possibilità di usufruire di ulteriori promozioni. L´aereo,
insomma, sarà in concorrenza economica con il treno sullo stesso collegamento.
MASSIMO MINELLA ALLE PAGINE IX E X
( da "Repubblica, La"
del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina IX - Genova
Dalla seconda metà di giugno collegamenti con la capitale a 45 euro, tasse
incluse Genova-Roma, arriva Blue Panorama l´aereo diventa meno caro del treno
MASSIMO MINELLA Due nuovi voli, dalla seconda di metà di
giugno, per rompere il monopolio di Alitalia sulla rotta Genova-Roma. Sarà la compagnia low cost Blue
Panorama ha lanciare la sfida al gruppo presieduto da Roberto Colaninno, che da
pochi giorni ha portato da sette a otto i suoi collegamenti con la capitale.
Totale, dieci voli al giorno. Come lo scorso anno, quando prima del
matrimonio, Alitalia e Air One viaggiavano ognuno per
proprio conto. Ma con orari, tariffe e vettori differenti. L´ex compagnia di
bandiera oggi si ferma nella sua nuova veste a otto, mentre Blue Panorama parte
da due, evitando giustamente l´effetto-francobollo (senza sovrapposizioni sul
concorrente) e tenendo fede alla sua missione "a basso costo". Tasse incluse,
si pagherà 45 euro a tratta, mentre alcuni biglietti saranno offerti
promozionalmente a 25 euro. Aereo più economico del treno e concorrenza
salutare anche per Alitalia, che peraltro da tempo sta
promuovendo i collegamenti con Roma con tariffe a prezzo ridotto. La compagnia
entrerà in gara sui collegamenti per Roma con aerei da 150 posti (Boeing 737 e
Airbus 370) non appena la "macchina" sarà disponibile. Il
collegamento scatterà da Roma alle 7,30, arriverà a Genova alle 8,30 e ripartirà
per la capitale alle 9, con arrivo alle 10. Partenza da Roma alle 19, arrivo a
Genova alle 20, partenza alle 20,30 da Genova e arrivo a Roma alle 21,30. A
questo punto l´offerta della mattina si dispiega con quattro partenze fra le 7
e le 9 (7, 7,45, 8,45 e 9 con il volo low cost). SEGUE A PAGINA X
( da "Repubblica, La"
del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina IX - Genova
ORA COLANINNO SCOMMETTE SU VENEZIA E SPEGNE LA LANTERNA LUIGI GIA La vicenda
dell´aeroporto genovese, con l´acuirsi della crisi in questi ultimi giorni, ha
in sé tutti gli ingredienti per diventare un simbolo, negativo, del caotico declino
della città. Il Cristoforo Colombo avrebbe tutte le carte in regola per essere
uno degli scali più efficienti d´Italia, in grado di erogare servizi di alto
livello a una clientela esigente: è sufficientemente moderno, ben attrezzato e
meglio ancora servito da infrastrutture (strade, autostrade e, se si volesse,
perfino la ferrovia), vicino a uno dei porti più importanti del Mediterraneo. E
non si può, oggi proprio no, gettare la croce addosso al management perché sia
Guido Arato, presidente dell´aeroporto, che Luigi Merlo, presidente
dell´Autorità portuale genovese e socio di maggioranza, sembrano aver fatto più
del necessario per resistere e anche migliorare in condizioni, politiche e di
mercato, al limite dell´impossibilità. Eppure, nonostante queste premesse, in
questi giorni i genovesi sono costretti ad assistere a uno spettacolo
economicamente indecente: la "rinata" Alitalia ha dimostrata, dall´inizio
dell´anno, di non considerare strategici i collegamenti genovesi. E così,
mentre il presidente Roberto Colaninno annunciava con grande enfasi il
potenziamento di Venezia, la "sua" Cai continuava a tagliare i voli
programmati al Cristoforo Colombo e a ridurre il personale. E questo non
è un affare da poco che interessa gli ormai pochi intimi frequentatori dello
scalo: ridurre alla stato comatoso l´aeroporto genovese significa tagliare le
gambe alla crescita della città, già penalizzata da strade e ferrovie al
collasso. E stupisce sempre di più il silenzio che circonda la vicenda, quando
tutte le forze politiche (senza distinzione di appartenenza) dovrebbero
schierarsi al fianco dei sempre più isolati Arato e Merlo. Una mancanza di
sensibilità e di strategia simbolo davvero di una città sempre più isolata e
sempre meno potente. l.giarepubblica.it
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 12-05-2009)
Argomenti: Alitalia
MARCO TORIELLO Si
consuma uno strappo nel fronte finora unitario dei sindacati Atitech, con l'Sdl
che per la prima volta si smarca anche a Napoli da Cgil, Cisl, Uil e Ugl e si
dice pronta a intraprendere percorsi di lotta separati. La spaccatura è andata
in scena ieri a Roma, dove i sindacati confederali e l'Ugl avevano convocato
una riunione intersindacale per preparare la strada allo
sciopero di tutti i lavoratori del gruppo Alitalia. Un vertice con la presenza delle segreterie nazionali, durante
il quale i sindacati hanno discusso anche di Atitech, ribadendo ancora una
volta al governo le loro richieste per il polo di manutenzione pesante di
Capodichino: rispetto degli accordi di Palazzo Chigi e quindi no a qualsiasi
ipotesi di tagli all'occupazione, rivendicazione di una presenza più
consistente di Finmeccanica e di Fintecna nella newco che rileverà Atitech, con
conseguente ridimensionamento del ruolo giocato dalla cordata di imprenditori
messa insieme dal presidente dell'Unione industriali di Napoli Gianni Lettieri.
E proprio quando la discussione si è spostata sul caso Atitech, la riunione è
stata aperta anche ai rappresentanti regionali dell'Sdl giunti a Roma, che però
all'ultimo momento hanno deciso di non sedersi al tavolo. «Quando ci hanno
invitato a prendere parte al vertice, i segretari nazionali erano già andati
via - attacca il responsabile campano dell'Sdl Michele D'Apuzzo (nella foto) -.
A quel punto ci siamo rifiutati di partecipare alla discussione. Una riunione
del genere, con i soli sindacati territoriali, avremmo potuto farla anche a
Napoli». Il leader dell'Sdl, un sindacato che ha oltre 100 iscritti nello
stabilimento napoletano, chiede maggiore chiarezza alle altre quattro sigle
presenti in Atitech: «Devono dire esplicitamente che Lettieri non può acquisire
il 71% della nuova società». L'obiettivo dei sindacati sarà ora quello di
recuperare l'unità perduta, anche se Cgil, Cisl, Uil e Ugl annunciano per oggi
un documento sulla vertenza Atitech che non avrà la firma dell'Sdl. «Ma non
vediamo grosse divergenze tra noi e l'Sdl nel merito della vertenza», spiegano
Antonio Cepparulo e Antonio D'Auria (Filt-Cgil), mentre Giovanni Spina e
Giovanni Aruta (Fit-Cisl) sono convinti che lo strappo «si possa recuperare,
purché non ci siano strumentalizzazioni».
( da "Stampa, La" del
13-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Dal 15 giugno
Roma-Genova con solo 45 euro Due nuovi voli low-cost al giorno Dal prossimo 15
giugno due nuovi voli low cost da 45 euro collegheranno Genova con Roma,
incastrandosi, in concorrenza diretta, nei «vuoti» orari
lasciati da Alitalia. La
compagnia Blu Panrama, infatti, prevede una partenza da Roma alle 7,30 con
arrivo al Colombo alle 8,30, e poi partenza da Genova alle 9 per atterrare
nella Capitale alle 10; la sera partenza da Roma alle 19 e arrivo a Genova alle
20, decollo dal Colombo alle 20,30 e atterraggio a Rom alle 21,30. Gli
aerei della Blu Panorama sono due, un Boeing 737 e un Airbus 370 da 150 posti
ciascuno. \
( da "Unita, L'" del
13-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Stanno scomparendo
in modo lento e silenzioso. E dire che quando erano nate nel luglio del 2006
furono accolte tra scioperi, manifestazioni di piazza e rivolte. Oggi, invece,
un passo alla volta, con emendamenti mirati e nascosti, il governo le sta smontando
pezzo dopo pezzo. Nel giro di qualche mese le liberalizzazioni, o
"lenzuolate", ideate dall'ex ministro dello Sviluppo economico
Pierluigi Bersani, saranno solo un ricordo. Si torna a un passato senza
concorrenza e con poche tutele per i consumatori, al liberismo senza regole, al
monopolio, alla difesa delle corporazioni. Ferrovie L'ultimo pezzo del puzzle a
saltare riguarda il trasporto ferroviario locale. Il 6 maggio scorso la
commissione Industria del Senato ha approvato una norma che ha previsto il ritorno
al meccanismo " dell'affidamento diretto", regolato attraverso il
contratto di servizio. Per i prossimi dodici anni, in sostanza, ogni regione
potrà scegliere senza gara a chi affidare il trasporto su rotaia. Di solito le
Ferrovie dello Stato. Risultato? Si evitano la possibilità di pesanti multe per
disservizi, come quella comminata dal Veneto alle Fs per tre milioni di euro
nel 2008. Assicurazioni Qualche mese fa, nel disegno di legge 11/95 dal titolo
"Sviluppo e internazionalizzazione dell'Energia" il Pdl ha inserito
due emendamenti. Con il primo - ieri ritirato con l'assenso delle compagnie -
si disponeva l'abrogazione del divieto di clausole contrattuali esclusive nella
distribuzione di polizze assicurative nei rami "danni", il cosiddetto
"agente monomandatario". Il secondo, ancora in discussione,
riguardava invece l'abrogazione del diritto di recesso annuale nei contratti di
durata. Il che obbligherebbe a disdettare il contratto solo dopo cinque anni.
Farmacie Con la liberalizzazione si era creato un canale alternativo alle
farmacie, le cosiddette parafarmacie, che oggi conta circa 2750 nuovi punti di
vendita (l'80% sono piccoli esercizi). Il disegno di legge Gasparri - Tomassini
ripristina di fatto il monopolio di quelle tradizionali, prevedendo la
riduzione del numero di farmaci da banco vendibili nelle parafarmacie,
l'eliminazione dell'obbligo di presenza di un farmacista nei punti di vendita
alternativi. Il tutto a fronte di una riduzione del prezzo del 20 e del 30%.
Portabilità Mutui Era stato uno dei provvedimenti più apprezzati da parte dei
consumatori. Solo in pochi però nel 2008 avevano ottenuto un risparmio
effettivo riuscendo a trasferire il mutuo ad un'altra banca con condizioni
migliori. Sia l'accordo con Abi, voluto da Tremonti, sulla rinegoziazione dei
tassi, sia la recente norma sul tetto agli interessi solo per i mutui
variabili, hanno stravolto la norma. Benzinai È il nuovo business del momento
per la grande distribuzione che sta piazzando una serie di distributori con
prezzi scontati. Di fatto ci si è opposti anche a questo. Oggi chi vuole aprire
un distributore sarà obbligato per legge a istallare anche una pompa per il
metano o il gpl. Lo stesso obbligo non c'è per i benzinai già esistenti. Il che
costringe il nuovo entrante a investimenti più alti e all'assunzione di
personale (per sorvegliare il distributore di gas). Class action È stata
riformata la settimana scorsa. Riducendone la portata. Non si dà la possibilità
alle associazioni di agire, impone al singolo consumatore di portare la
documentazione in tribunale (paralizzandoli), impone una sanzione nei confronti
del consumatore nel caso in cui non sia riconosciuta la class action e non
prevede retroattività. Alitalia
ringrazia. LIBERE PROFESSIONI È tuttora in discussione. Ci sono state forti
pressioni da parte di alcune associazioni (avvocati, notai) per azzerare le
norme su pubblicità, tariffe e società tra professionisti. Authority È in atto
il tentativo di ricondurre sotto il controllo del governo alcune competenze
dell'Authority per l'Energia, si sottrarre poteri all'Antitrust, la
soppressione di istituti di controllo come il Commissario Anticontraffazione e
il Commissario Antiracket. Alla faccia del libero Mercato.
( da "Repubblica, La"
del 13-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Genova
Dopo l´annuncio del volo scontato per Roma, ora si punta a Regno Unito e Nord
Europa Aeroporto, la sfida del low cost "Raddoppieremo i passeggeri"
Per il Colombo testa a testa fra Ryanair e Easyjet L´idea è insediare a Genova
una base operativa fissa con due aerei sempre disponibili Dublino, Bruxelles,
Birmingham, Edimburgo, Liverpool le possibili mete per le nuove rotte
COSTANTINO MALATTO (segue dalla prima di cronaca) «Il progetto - spiegano il
presidente Marco Arato e il direttore generale Paolo Sirigu - è quello di
insediare a Genova una base operativa di un vettore low cost, con due aerei
dedicati. Il che significa che le due macchine dovranno fare base fissa
sull´aeroporto genovese, per collegarlo con una serie di aeroporti del nord
Europa». Le mete già identificate, alle quali se ne aggiungeranno altre, sono
città come Machester, Liverpool, Birmingham, Dublino, Edimburgo, Bruxelles. «I
voli saranno un massimo di 56 - annuncia Arato - e corrispondono appunto a
700.000 passeggeri all´anno». Al momento Ryanair sarebbe in vantaggio sulla
concorrente, non fosse altro perché è già operativa sull´aeroporto genovese -
con i voli per Londra, Alghero e Bari - e dunque già conosce già la realtà. Ma
anche Easyjet è interessatissima al Cristoforo Colombo, forse più alle tratte
interne che a quelle internazionali. Recentemente uno dei vertici per l´Europa
è stato a Genova, ha annunciato che, una volta che l´economia sarà ripartita,
la sua compagnia è intenzionata ad allargare su Genova le sue rotte. Peccato
che, mentre si elaborano piani di sviluppo più che ambiziosi, l´aeroporto genovese sia quasi quotidianamente funestato dai
disservizi della "nuova" Alitalia. Tanto è vero che nei primi quattro mesi del 2009 sono stati
cancellati trenta voli circa, praticamente due a settimana. L´ultimo caso è
accaduto proprio ieri mattina, con il Genova-Roma delle 8,45 cancellato senza
che i passeggeri fossero stati avvertiti e senza fornire spiegazioni. Il
deputato Pd Mario Tullo ha rivolto un´interrogazione al ministro dei Trasporti.
«Anche noi abbiamo scritto all´Alitalia e all´Enac,
l´ente di controllo sul traffico aereo - racconta il direttore generale Sirigu
- lamentandoci di queste disfunzioni. Che alla fine danneggiano i passeggeri e
l´aeroporto». Ma torniamo ai progetti. «Per quest´estate, con la novità
dell´ultima ora del collegamento con Roma di Blue Panorama - dice Arato - i
voli sono stabilizzati. Le vere novità ci saranno a partire
dall´autunno-inverno». Ma perché la scommessa della base operativa a Genova
vada in porto occorre il coinvolgimento delle istituzioni locali. «è evidente
che la compagnia che deciderà di investire su Genova dovrà rischiare di suo -
avverte Arato - , ma nello stesso tempo avrà bisogno del supporto, soprattutto
promozionale, delle realtà locali. La Regione si è mossa, anche gli altri enti locali
dovranno dare una mano, ma penso anche alla Camera di Commercio, all´Autorità
portuale, agli albergatori, ai ristoratori, agli industriali. Sarà un vantaggio
per tutti se la scommessa potrà essere vinta». Intanto partirà la gara per
l´ampliamento dell´aerostazione. Tra l´altro saranno spostati i varchi
doganali, dove si formano spesso lunghissime code. I varchi passeranno dagli
attuali quattro a sei o otto. L´ampliamento sarà realizzato a lotti,
l´obiettivo è quello di concludere entro il 2012.
( da "Repubblica, La"
del 13-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 18 - Economia
Tirrenia in secca, tagli alle rotte e al personale Le Regioni provano a salvare
i viaggi delle vacanze, ma dall´autunno sarà caos Si
rischia un nuovo caso Alitalia, con le perdite allo Stato e gli asset "buoni" ai
privati LUCA IEZZI ROMA - Tirrenia, l´Alitalia dei mari, o anche peggio. L´ennesimo tracollo dei trasporti di
Stato, con inevitabile sequela di multe europee, licenziamenti, polemiche e
vendite contrastate vivrà oggi un passaggio decisivo. Il ministro dei
trasporti Altero Matteoli presenterà ai segretari di Cgil, Cisl e Uil una
situazione drammatica: su 600 milioni di fatturato, i 220 milioni di contributi
pubblici statali scenderanno a 174 milioni. Inevitabile un taglio dei costi:
nel mirino soprattutto i collegamenti tra Liguria e Sardegna, e tutti i
collegamenti interni per le isole minori in Sicilia, Toscana e Campania. Le
ultime indiscrezioni dicono che le Regioni, anche loro convocate per oggi,
salveranno l´estate: Sicilia, Toscana, Sardegna e Liguria per mantenere i livelli
di servizio metteranno sul piatto una ventina di milioni di euro. La Sicilia
dovrebbe sostenere lo sforzo maggiore. Nessun collegamento in meno dunque, ma
qualche riduzione delle corse (fino al 10%) e proprio sulle tratte più
turistiche in modo che i privati riescano "naturalmente" a
compensare, limitando così i disagi per i viaggiatori. Nel frattempo 500 dei
3100 lavoratori si avviano alla cassa integrazione con la prospettiva concreta
di non tornare più, perché nel frattempo Fintecna dovrebbe concludere la
cessione. Il governo italiano si è impegnato con Bruxelles a privatizzare la
compagnia entro l´anno. I sindacati, arrivati al cospetto del governo solo dopo
tre scioperi nazionali e mesi di protesta, contestano questo percorso convinti
che, anche per l´abbassamento dei costi della crisi, si possono trovare le
risorse per arrivare alla fine 2009 senza tagli né di personale né di rotte e
nel mentre scegliere il nuovo compratore privato anche sulla base del piano
industriale. «è assurdo che il governo si metta a fare tagli prima di vendere -
commenta il segretario marittimo della Filt-Cgil, Roberto Scotti - già la crisi
costringe a vendere a prezzi bassissimi, ma così riduce ancora di più il valore
dell´azienda». Il segretario della Uil Trasporti Giuseppe Caronia chiede che la
questione sia gestita direttamente a Palazzo Chigi. Anche perché il problema si
ripresenterà a settembre e questa volta i tagli saranno definitivi, facendo
esplodere l´emergenza sociale per i lavoratori e soprattutto il rischio isolamento
invernale per le isole minori del Paese. Proprio come Alitalia,
risalire la catena delle colpe e degli errori è una pratica interminabile: una
gestione lontana da ogni controllo e pretesa di efficienza. L´ad è il
"boiardo" più longevo della storia della Repubblica: Franco Pecorini
gestisce Tirrenia da 25 anni e 18 governi. Uno status quo che le stesse sigle
sindacali hanno avvallato, fino a stipulare con il governo Prodi il piano di
una privatizzazione lunga (entro il 2012) che l´Europa non poteva accettare,
visto che il termine ultimo per l´apertura del mercato dei passeggeri era il
2008. Ora, complice la stretta sui trasferimenti decisa dall´azionista Tesoro,
il processo procederà su un copione già scritto. Difficile che la gara europea
indetta dal ministero faccia il pieno di candidati: l´obbligo di acquistare in
blocco di tutto il gruppo, i 900 milioni di debiti che gravano sulla società e
lo stato di agitazione dei sindacati dissuaderebbe chiunque. Specie se poi i
concorrenti possono automaticamente aumentare le quote di mercato. Se per fine
anno la gara si chiuderà senza esito il modello Alitalia
si riproporrà in toto: lo Stato si accolla debiti e il costo degli esuberi
mentre un gruppo di privati "salvatori" della Tirrenia acquisterà,
con trattativa privata, la flotta e le rotte.
( da "Repubblica, La"
del 13-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 18 - Economia
L´intervista Marco Ponti, docente al Politecnico di Milano: meglio tante
piccole società in concorrenza "Il servizio migliorerà solo con i
privati" MILANO - «Meglio privatizzare». Non ha dubbi Marco Ponti, docente
di Economia dei Trasporti al Politecnico di Milano. Anzi, secondo lui, Ponti,
se proprio vogliamo fare un servizio alla collettività il destino migliore per
un´azienda come Tirrenia è quello dello «spezzatino»: dividere la società in
tanti pezzetti e venderla ai migliori offerenti. Ponti, non sarebbe meglio
mantenere Tirrenia all´interno del settore pubblico? «Direi proprio di no.
Certo se Tirrenia fosse un´azienda strategica per il Paese, ad esempio se
costruisse delle navi ad alta tecnologia ci si potrebbe pensare. Oppure sarebbe
legittimo immaginare un futuro nel settore pubblico se Tirrenia gestisse un
network vitale per gli interessi del Paese». Eppure Tirrenia collega l´Italia
alle isole: non crede che questo servizio sia vitale per milioni di italiani?
«Se vogliamo offrire un buon servizio al costo minore la soluzione c´è già: si
mettono a gare le tratte e che vinca il migliore. Senza gravare sui conti
pubblici». Insomma, Tirrenia come Alitalia? «Il rischio c´è anche se Tirrenia è più piccola di Alitalia». Come la mettiamo con
l´occupazione? «Anche Alitalia, come Tirrenia, aveva troppi dipendenti. è un sistema classico
per giustificare gli interessi politici che gravano su un soggetto economico
debole». Perché lei pensa allo «spezzatino? «Perché nel nostro un
soggetto troppo forte, vedi Alitalia, finisce con
influenzare troppo le autorità pubbliche. è meglio una concorrenza vera fra più
soggetti privati. Questo si, che sarebbe un vantaggio economico per i
cittadini». (g.lon.)
( da "EUROPA ON-LINE"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Articolo Sei in News
Analysis 14 maggio 2009 Tremonti traballa, la Lega lo ri-blinda Così la Lega
blinda il ministro traballante e ammaccato H a usato i buoni rapporti con la
Lega per incunearsi al livello più alto rispetto al Cavaliere. Poi s'è messo a
giocare in proprio, tirando qualche calcio pure a Bossi. È cresciuto, ancora e
ancora. Fino a qualche giorno fa: quando è andato a sbattere contro Letta e
Bertolaso e se l'è vista brutta. Ha dovuto abbassare le penne e il furbo Bossi
l'ha riaccolto nelle sue generose braccia, dicendone ogni bene possibile nel
vertice di ieri sera con Berlusconi. Perché Tremonti avrà del genio, ma le
truppe non ce l'ha: e quando il gioco si fa duro le truppe servono. Come
dimostra quel che è capitato negli ultimi giorni. Già perché il ciclico
vizietto tremontiano di minacciare le dimissioni, stavolta, ha rischiato di
farlo cadere sul serio. È dall'inizio legislatura che Giulio Tremonti, ogni
volta che qualcuno s'azzarda a metterglisi di traverso sulla strada, reagisce
con un: «O così o fate da soli». Ma stavolta, sulla sua strada, il potente
superministro ha trovato due soggetti più rocciosi di lui: Gianni Letta e Guido
Bertolaso, dietro i quali c'era il premier. Ha voglia di smentire, Berlusconi:
«Mai litigato con Tremonti, c'è piena sintonia». Sullo scoglio dei soldi per
l'Abruzzo, invece, Tremonti stava correndo a vele spiegate: un naufragio certo.
Sì perché stavolta non erano all'ordine del giorno le lamentazioni dei ministri
Scajola e Matteoli, o del povero viceministro alla salute Fazio o quelle del
leader dell'Mpa Lombardo. Stavolta Tremonti è andato a spiaccicarsi contro un muro
di cemento armato. Perciò, per la prima volta, Tremonti ha dovuto cedere.
Berlusconi glielo aveva rispiegato per filo e per segno anche nell'incontro a
quattr'occhi di due sere fa a palazzo Grazioli, che sull'Abruzzo non ammetteva
impuntature. Tremonti ha nicchiato ancora, fino a quando s'è reso conto che
attorno alla sua poltronissima di via XX Settembre si stava addensando una
bufera nera e minacciosa come non l'aveva mai vista prima. Soltanto nel 2004,
quando la Lega era a pezzi e ridotta all'ombra di se stessa per via della
brutta malattia di Umberto Bossi, gli era capitato qualcosa del genere: senza
più la solida sponda del Carroccio e sotto l'attacco violentissimo di
Bankitalia e di Alleanza nazionale fu messo alla porta in una notte e
sostituito dal suo direttore generale al tesoro, Domenico Siniscalco. Al di là
del merito dei quattrini per l'Abruzzo è una partita anche politica quella che
s'è giocata in queste ore attorno a Tremonti: il quale esce ridimensionato, con
le sue troppo impolitiche rigidità, dalla vicenda. Il ministro dell'economia è
la pietra angolare della cattedrale del IV governo Berlusconi. Il premier ha
concentrato intenzionalmente un'enorme quantità di potere nelle mani di
Tremonti: per non avere grane con ministri ridotti (come nella Finanziaria
«varata in nove minuti », si compiacque Tremonti) al ruolo di comparse sotto il
profilo della spesa e dei tagli che gli furono comunicati via fax da via XX
Settembre. Il risentimento nel governo nei confronti dell'intoccabile è diffuso
e profondo. Ma in questo caso, essendo in gioco la scommessa personale di
Berlusconi sulla ricostruzione dell'Abruzzo che può essere la sua Austerlitz o
la sua Waterloo per la prima volta il premier ha deciso di forzare la mano su
Tremonti: che sarà certo un ministro illustre, ma resta pur sempre un
"suo" ministro. Prima delle elezioni il Cavaliere
in fondo l'aveva già piegato: facendogli digerire i bocconi di Alitalia e dell'Ici che a Tremonti non
piacevano affatto. Da quando è nato il governo invece l'ha lasciato fare
nascondendosi dietro il parafulmine dei suoi no e del «non ci sono soldi» fino
a ieri. Anche se non ci sono, stavolta i soldi li deve trovare. Isolato,
indebolito e in disgrazia, Tremonti ieri ha recuperato la sponda di Bossi: che
gli ha espresso stima e sostegno ma l'ha invitato a maggior ragionevolezza.
Cioè a cedere. Francesco Lo Sardo
( da "Stampa, La" del
14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
La
scelta romana di Alitalia, con Fiumicino che prevarrà
strategicamente su Malpensa, non mancherà di stimolare reazioni anche nel
Novarese, da sempre legato alle sorti e al successo dell'aeroporto. Servizi
ALLE PAGINE NAZIONALI
( da "Stampa, La" del
14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
AEREI Le tappe LA
GUERRA DEGLI SCALI Alemanno Il sindaco della Capitale «Quella
di oggi è una vittoria attesa In questi mesi ci ho lavorato a lungo» Alitalia prende casa a Roma Gli ultimi
cinque mesi della trattativa [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA «Roma è la base
principale di Alitalia. Nei
prossimi giorni firmeremo un accordo strategico con Aeroporti di Roma del
valore di oltre cento milioni di euro l'anno». Benché la decisione sia
stata presa da tempo, le parole di ieri dell'amministratore delegato della
compagnia Rocco Sabelli hanno riacceso le proteste della lobby milanese. Siamo
in piena campagna elettorale, e nel frattempo è scoppiato il caso Expò. E così,
la conferenza stampa dedicata ai progetti di sviluppo di Alitalia
nello scalo romano è diventata l'occasione per una nuova polemica sull'asse
Roma-Milano. Marco Reguzzoni, plenipotenziaro della Lega per i problemi di
Malpensa protesta: «Le bugie hanno le ali corte. Hanno gettato la maschera, Cai
dimostra di essere quello che è, cioè una compagnia romana con gli interessi a
Fiumicino». Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni minaccia di
sollevare «il problema del monopolio della compagnia», mentre il numero uno
della Provincia - nonché esponente Pd - Filippo Penati gira il coltello nella
piaga: «A furia di fare lo scendiletto del governo amico il sindaco Moratti è
stato battuto da Gianni Alemanno 5 a 0». Il sindaco in questione, inutile
dirlo, canta vittoria: «Quella di oggi è una festa attesa». Insomma, una ridda
di dichiarazioni che nel pomeriggio costringeranno il presidente Roberto
Colaninno ad una dichiarazione di maniera sulla «compatibilità» fra il piano di
sviluppo dell'aeroporto capitolino e quello di Varese. In realtà le questioni
che in queste ore assillano il manager mantovano e il suo amministratore
delegato sono ben altre. Ovvero i dettagli dell'accordo che Alitalia
sta negoziando con Adr e le contropartite che chiede il gestore, il cui
azionista di maggioranza (la famiglia Benetton) è presente anche nel capitale
della compagnia. Sabelli e Colaninno, ieri lo hanno detto chiaramente, si
aspettano ad esempio canoni d'affitto ragionevoli per l'uso degli hangar, delle
palazzine dedicate agli uffici, ma soprattutto la decisione di Adr di dedicare
l'intero molo A dell'aeroporto alla compagnia e all'alleanza Sky Team. Una
richiesta che i vertici avanzano forti dei numeri del network su Roma: 69
destinazioni (23 nazionali, 24 europee e 22 intercontinentali), 1.600 frequenze
settimanali, 15 milioni di passeggeri l'anno. Numeri ai quali Sabelli e
Colaninno ieri hanno sommato il traffico che complessivamente Alitalia, Air France-Klm e gli alleati garantiscono a
Fiumicino: in tutto, secondo i loro calcoli, la metà dei voli che
quotidianamente atterrano nello scalo. «Roma è la capitale del Paese e se si
chiama Roma la discussione è finita», dice Colaninno nella conferenza stampa del
mattino. Nei piani della compagnia entro il 2010 da Fiumicino dovrebbero
esserci altri cinque collegamenti europei (Zurigo, Berlino, Vienna, Praga e
Malaga), due verso le americhe (Los Angeles e Rio de Janeiro), due con
destinazione Seul e Shangai. Adr sta ovviamente trattando su ogni punto, ma a
sua volta chiede la disponibilità della compagnia alla revisione delle tariffe
aeroportuali, ferme da sette anni. Con l'abilità oratoria del politico di
scuola democristiana, il presidente della società Fabrizio Palenzona lo ha
detto chiaramente: «Siamo consapevoli che oggi siamo ad una svolta. Quella di Alitalia è una scelta di impresa rispettosa, ma anche il
gestore dello scalo è un'impresa privata che deve servire lo sviluppo e avere
anche un ritorno economico». Su questo punto Palenzona può contare sul sostegno
sia del presidente dell'Enac Vito Riggio che del numero uno della Regione Lazio
Piero Marrazzo: «La questione delle tariffe è discriminante. Occorre
raggiungere l'obiettivo di un adeguamento delle tariffe». 30/05/2008 L'arrivo
di Intesa Le nozze con Air France sembrano tramontate: il governo cerca
un'alternativa e nomina advisor per l'operazione Intesa Sanpaolo. 26/08/2008
Nasce la Cai Nasce ufficialmente la Compagnia aerea italiana, la cordata
capeggiata da Roberto Colannino. La società rileverà le attività «buone» di Alitalia. 8/09/2008 Si tratta col sindacato Comincia la
trattativa: il personale è sul piede di guerra. Una settimana più tardi i
sindacati si arrendono e firmano, con l'eccezione di Cgil, piloti e sigle degli
assistenti di volo.
( da "Stampa, La" del
14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
26/09/2008 La resa
dei piloti Anche il sindacato dei piloti firma il contratto con Cai. Il giorno
prima, a Palazzo Chigi, anche la Cgil ha accettato l'intesa. 23/12/2008 Caos nei cieli Cento voli cancellati: i lavoratori Alitalia indicono una serie di
assemblee. Accusano Cai di non rispettare le promesse fatte ai lavoratori al
momento della firma. 13/01/2009 Il primo giorno Debutta ufficialmente la nuova Alitalia. Intanto i francesi di Air
France entrano nella società: ne comprano il 25% pagando 322 milioni di euro.
Dopo sei mesi e mezzo s'è tornati a Parigi.
( da "Stampa, La" del
14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Intervista Maurizio
Gasparri "Ma io spero che Milano torni in pista" Siamo in una fase
temporanea che ci serve per superare la crisi Poi potremo pensare al secondo
hub FRANCESCO GRIGNETTI Maurizio Gasparri ROMA Maurizio Gasparri, ha sentito la
novità? Alitalia finalmente ha
scelto. E vince Fiumicino. Lei, romano e romanista, che fa, esulta? «Mica
tanto. Non mi sembra il tempo di mettersi a gridare "Forza Roma, Forza
Lupi". S'è fatta una scelta. Mi auguro che sia una fase temporanea e che
in futuro si possa tornare anche a considerare Malpensa un hub».
Decisione transitoria per una fase transitoria? «Diciamo che il progetto di
Malpensa era nato in un'epoca segnata forse da un eccesso di ottimismo».
Comunque vince la Capitale. «Era inevitabile. Roma è il centro del Paese, è il
Papa, è l'antichità, è il turismo... Fiumicino non poteva non essere l'hub
nazionale». Però questa decisione si porterà dietro una scia di recriminazioni.
«Ma io appunto dico che non è una resa irreversibile. E' una fase di
ripiegamento momentaneo. Dovremo lavorare tutti per lo scopo primario, che è
l'uscita dalla crisi». Tutta colpa della crisi, eh? «E' così nei fatti.
Costringe tutti a rivedere gli obiettivi, a ridimensionare i target». I
politici milanesi, però, l'hanno presa male. «Guardi, è noto che a Malpensa
s'incentra soprattutto il traffico-business e che a Fiumicino sia più quello
turistico. E' una grande metafora di questi tempi. Il business va male.
Scontato che vadano male anche le infrastrutture al suo servizio. Il turismo,
specie quello radicato sulla cultura, o sulla fede religiosa, tiene nonostante
tutto. E quindi non c'è da meravigliarsi se Fiumicino procede meglio». Epperò
Colaninno & Co. l'hanno detta chiara a dispetto dell'impopolarità. «E' la crisi
che costringe tutti a parlare apertamente. Chi poteva mai pensare che da due
aziende, Alitalia e Airone, ne sarebbe nata una nuova?
Nei tempi difficili è necessaria una razionalizzazione. Anche cruda. Ma
indispensabile per ripartire di slancio. Ha presente le potature degli alberi?
Poi i frutti vengono più di prima...». Fuori di metafora, a Milano li avete
potati? «Beh, però anche loro, a Milano, si dovranno pur porre il problema del
dualismo tra Linate e Malpensa. Insomma, considerando poi gli aeroporti tutti'attorno,
tra Torino, Bergamo, Verona, avere due aeroporti è complicato. A Roma, pure ce
ne sono due, Ciampino e Fiumicino. Però il traffico è quasi tutto incentrato
sul secondo. E Ciampino si sta cercando di chiuderlo. Razionalizzare, bisogna
razionalizzare... Poi si riparte con slancio».
( da "Stampa, La" del
14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Reazioni La
Provincia di Milano guida la rivolta L'ira di Penati "Moratti battuta
cinque a zero" FABIO POLETTI MILANO Apparentemente l'unico a non fare un
plissé, è il più diretto interessato a questa sberla che plana su Malpensa.
Giuseppe Bonomi, presidente di Sea la società che gestisce gli scali milanesi,
al telefonino è di poche parole: «Cambia niente, lo sapevamo da tempo. Il
nostro piano industriale prevedeva questa eventualità». Si sapeva, che finiva
così. Si sapeva che Alitalia nuova versione ammiccava
a Roma Fiumicino piuttosto che a Milano Malpensa. Si sapeva, ma dalle parti del
Nord il boccone continua ad essere amarissimo. Il sindaco di Varese Attilio
Fontana leghista doc, non usa troppi giri di parole: «Il Nord è incazzato nero
per tante ragioni. Quella di Fiumicino è solo una in più. Tanto finirà che Alitalia la regaleranno ai francesi, noi passeremo un
periodo magari difficile ma alla fine Malpensa sopravviverà. E' sicuro». E'
sicuro che nella partita per tenere a galla Malpensa, i tedeschi di Lufthansa
giocheranno la partita più importante. Dalla compagnia di Colonia per ora non
arrivano commenti ufficiali: «Ribadiamo comunque il nostro interesse per lo
scalo milanese. Vogliamo continuare ad essere il primo vettore di qualità nel
Nord Italia». Se la Germania pensa di far volare al meglio i suoi aerei sulla
Pianura padana, in Italia volano gli stracci. Il tutti contro tutti è lo sport
preferito di molti. Roberto Formigoni, Governatore della Lombardia, affila la
carta bollata: «Solleveremo il problema del monopolio. Si dia la possibilità ad
altre compagnie internazionali di utilizzare le tratte affinché sia garantito
un servizio adeguato». Filippo Penati, presidente della Provincia in corsa per
mantenere l'incarico targato Pd, se la gioca ancora una volta contro il sindaco
di Milano Moratti: «I soldi del Nord vanno a finanziare il Sud. A furia di fare
lo scendiletto del governo amico il sindaco Letizia Moratti è stato battuto dal
sindaco di Roma Gianni Alemanno 5 a 0». Che a Roma governi il centrodestra di
Silvio Berlusconi è risaputo. Che tutto il centrodestra sia
felice per la scelta di Alitalia è una bugia. L'assessore alla Mobilità della Regione Lombardia
Raffaele Cattaneo ce l'ha con lo spostamento degli obiettivi di Alitalia: «Errata scelta romanocentrica».
Contro Roma ladrona governativa, tuona pure il capogruppo a Palazzo Marino
Matteo Salvini: «E' una scelta folle. Faremo una serrata». Se sarà
serrata si vedrà. Per ora si digrignano i denti. Emanuele Fiano del Pd ce l'ha
con i leghisti: «L'abbandono di Malpensa svela la finzione della Lega».
( da "Repubblica, La"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 12 - Economia
Il caso Class action, il Senato blocca la retroattività Insorgono i
consumatori: meglio rinunciare ROMA - Cancellata dal Senato la retroattività
della Class action. Il nuovo testo prevede che si potrà procedere per le truffe
e i danni a consumatori e utenti «solo per gli illeciti compiuti
successivamente all´entrata in vigore della presente legge». Protesta
l´opposizione: Luigi Zanda, vice presidente dei senatori del Pd sottolinea che
così «vengono archiviati casi come Cirio, Parmalat, Giacomelli». Per Elio
Lannutti (idv) i risparmiatori «sono stati truffati due volte, come gli obbligazionisti Alitalia». Per l´associazione dei consumatori Adoc, l´azione collettiva
avrà scarsa applicazione pratica e non solo per la mancanza della
retroattività, mentre il Codacons chiede di rinunciare del tutto alla norma,
visto che sarà più conveniente continuare con le cause individuali.
( da "Repubblica, La"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 13 - Economia
"Un crac costato 5 miliardi così hanno affondato l´Alitalia" Roma, i pm accusano
Cimoli, Mengozzi e Zanichelli La storia di una eutanasia finanziaria per
"dissipazione delle risorse" Il disastro del settore cargo, e quei
cinque aerei zavorrati a prua con i mattoni AUTORE1 CARLO BONINI ROMA - La
bancarotta di Alitalia non
è una notte in cui tutti i gatti sono neri, del tutti colpevoli perché
nessuno davvero lo sia. Dopo sei mesi di lavoro a fari spenti, oltre sessanta
testimonianze raccolte, ripetuti accessi analitici ai documenti contabili
dell´azienda affidati al nucleo di polizia tributaria di Roma della Guardia di
Finanza, il procuratore aggiunto Nello Rossi e i suoi sostituti Stefano Pesci,
Maria Francesca Loy, Gustavo De Marinis mettono un primo punto al loro lavoro
istruttorio. E nel definire il canovaccio di una catastrofe già costata alle
casse del Paese cinque miliardi di euro in dieci anni, di cui sono oggi la coda
bond per 270 milioni di euro ridotti poco più che carta straccia, ne
individuano e ipotizzano le prime responsabilità penali nelle scelte di Francesco
Mengozzi (amministratore delegato dal 2001 al febbraio 2004), Marco Zanichelli
(direttore delle relazioni esterne nel 1989, direttore centrale nel 1992,
segretario generale nel 2001, presidente Alitalia
Airport nel 2002, direttore generale nel 2003, amministratore delegato per soli
quattro mesi nel 2004) e Giancarlo Cimoli (monarca della compagnia dal 2004 al
2007). La loro iscrizione al registro degli indagati - ormai risalente nel
tempo e condivisa, di ufficio, con tutti gli altri presidenti e amministratori
delegati che si sono avvicendati dal 2001 al fallimento - ha assunto infatti la
forma di un primo articolato capo di imputazione che prelude, con le
informazioni di garanzia per bancarotta, a un prossimo interrogatorio. Ma che,
soprattutto, documenta una storia di eutanasia finanziaria per «dissipazione
delle risorse» che ora comincia ad avere qualche data, qualche numero, qualche
fatto certo. Mengozzi, Zanichelli e Cimoli sono manager diversi. Per formazione
professionale e appartenenza (il primo, voluto dal governo Amato. Gli ultimi
due dal primo gabinetto Berlusconi). Ma tutti e tre condividono il genoma del
manager Alitalia. Si muovono
per quello che l´inchiesta può oggi documentare secondo le regole non
scritte che vogliono la compagnia retrobottega della politica. Barattano retribuzioni d´oro in
cambio di "performance" che ignorano l´interesse economico di
azionisti, obbligazionisti e creditori. Giancarlo Cimoli
per dirne una raggiunge nel 2006 una retribuzione di 6.400 euro al
giorno, mentre
l´azienda perde 626 milioni in soli 12 mesi. Prima di lui, nel 2001, Mengozzi
ne guadagna 630 mila lordi l´anno, firmando il suo primo bilancio con un saldo
negativo per 907 milioni. Ognuno dei tre manager osserva nelle
sue informative la Finanza si presenta con piani industriali che, in una sequenza
schizofrenica, promettono di riportare la baracca in attivo e puntualmente
vengono disattesi. Qualche volta, per imprevedibile contingenza (lo choc post
11 Settembre ne è un esempio). Normalmente, per scelta di quegli stessi manager
che del "piano" hanno fatto pubblicamente la propria linea del Piave.
E´ il caso della vendita di "Eurofly". Siamo nel 2003 (gestione
Mengozzi-Zanichelli), e quella che soltanto tre anni prima è diventata la
compagnia charter ufficiale di Alitalia (la guida
Augusto Angioletti, ex presidente del potente sindacato dei piloti Anpac) viene
venduta alla società "Spinnaker Luxembourg" di Banca Profilo per 13
milioni e mezzo di euro. La mossa è curiosa. Soltanto cinque mesi prima della
vendita, "Eurofly" è stata ricapitalizzata da "Alitalia" con denaro pubblico per 5 milioni di euro. E
quel che è peggio scopre ora la Finanza - i 13 Md-80 che
vengono ceduti con la compagnia charter lo sono a prezzo fuori mercato
(mediamente, 1 milione
e 800 mila euro l´uno). Nell´arco di pochi mesi, gli aerei verranno infatti
rivenduti dal compratore ad altre società per circa il doppio, con plusvalenze
che raggiungono i 13 milioni di euro. Del resto, in quegli stessi anni, i
criteri di "dissipazione" con cui viene gestita la flotta hanno una
loro riprova nel settore Cargo. Centotrenta piloti ruotano su cinque vecchi
aerei passeggeri modificati che per stare in aria volano regolarmente zavorrati
a prua con mattoni e che, alla fine di ogni anno, fanno registrare perdite
medie per 30 milioni di euro. Non andrà meglio con "Volare Group".
Questa volta, 2006, l´Alitalia di Cimoli compra. La
compagnia è già con un piede nella fossa e impiombata da personale
sovradimensionato, ma ciò nonostante sborsa 38 milioni di euro per rilevare
all´asta la low-cost italiana e i suoi 12 slot sull´aeroporto di Linate. Con
"Volare", Cimoli si fa carico anche di 700 addetti, cui viene
garantito il mantenimento degli organici per i successivi tre anni.
"Volare" e i suoi due marchi (Volareweb e Air Europe) cessano la loro
attività neppure due anni dopo. «Eccesso di signorilità», hanno chiosato in
Procura con voluto sarcasmo alcuni dei testimoni sentiti e, pubblicamente, lo
stesso Augusto Fantozzi, oggi commissario liquidatore. Che del resto ha la sua
cartina di tornasole nella politica di «esodi incentivati» dei dirigenti di cui
restano misteriosi i criteri, nell´operazione di separazione di Az servizi,
come anche nella distribuzione delle consulenze. Cimoli, in soli 3 anni, brucia
128 milioni di euro. Sessanta li incassa "McKinsey", 29
"Accenture", per piani di riorganizzazione aziendale e informatica
che, stando alle verifiche della Finanza, restano sulla carta e da cui
l´azienda non trae alcun beneficio. Di «criteri di economicità» ed efficienza
non c´è traccia. Anche quando l´azienda vende e non compra. Accade con i tre
immobili della Magliana che ospitano il quartier generale della compagnia. Nel
2002, Mengozzi li cede alla "Peabody Lamaro srl" per 140 milioni di euro
e ne riaffitta contestualmente uno dal compratore per un canone di 18 milioni e
mezzo di euro l´anno. Una cifra che, in meno di 8 anni, avrebbe consentito alla
Lamaro di rientrare dell´intero acquisto. L´istruttoria della Procura non
finisce evidentemente qui. I magistrati si preparano a chiedere una proroga di
sei mesi di indagine, per poter definire le possibili richieste di rinvio a
giudizio entro l´anno. E per quel che è possibile cogliere, coltivano una
speranza. Che Mengozzi, Zanichelli e Cimoli, ora che l´inchiesta li assedia,
decidano di liberarsi di qualcuno dei segreti della Magliana.
( da "Repubblica, La"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 13 - Economia La scheda Quei 270 milioni di obbligazioni che hanno
scatenato la protesta ROMA - Tra i "bond-people" di Alitalia, ci sono investitori grandi,
medi e piccoli. Ci sono Sgr ed ex dipendenti della compagnia, tutti vittime dei
270 milioni di "Mengozzi bond" e tutti pronti a lanciare azioni
legali pur di avere indietro almeno una parte dei loro investimenti. Tra
i risparmiatori della vecchia Alitalia c´è
paradossalmente anche il Tesoro, che ha in portafoglio il 62% delle
obbligazioni. Il rimborso parziale previsto fin qui dal governo (ma che
potrebbe cambiare a breve), prevede il rimborso del 32,5%, per una soglia
massima di centomila euro per ogni singolo obbligazionista. Uno scambio, senza
cash, che avverrà convertendo i bond in titoli di Stato con scadenza dicembre
2012. Una strada che ad oggi accontenta solo i piccoli risparmiatori, anche se
Silvio Berlusconi ha promesso un innalzamento del rimborso.
( da "Repubblica, La"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 12 - Economia
Fiumicino batte Malpensa "Sarà base principale di Cai" Nuove rotte in
autunno. La Ue congela gli slot milanesi Protesta Formigoni. La Lega prepara il
boicottaggio degli imprenditori del Nord LUCIO CILLIS ROMA - Fiumicino centro di gravità di Alitalia. Mancava solo l´annuncio ufficiale, che ieri i vertici di Alitalia hanno consacrato pubblicamente.
Il Leonardo da Vinci sarà l´hub, lo snodo principale del vettore. è l´ennesimo
e forse definitivo schiaffo alla Lombardia che ha dovuto digerire pure il
congelamento da parte della Ue degli slot di Malpensa. «La capitale - ha
detto il presidente di Alitalia Roberto Colaninno -
deve rappresentare il punto di riferimento principale. Puntare su Roma non vuol
dire esprime un giudizio negativo su Malpensa ma Roma è al centro di un
territorio con varianti molto significative». Restano però aperti i nodi della
mobilità dei collegamenti problematici con il cuore della città: «Alitalia è interessata anche a entrare direttamente in
questo servizio», ovvero a mettere il marchio sulla navetta ferroviaria. Per
l´ad della compagnia Rocco Sabelli «ci sono motivi saldissimi di natura
industriale che fanno di Roma la base principale di Alitalia».
Tra questi «la dimensione del mercato romano che vale 4 miliardi, e la
propensione naturale per la quale il 60% del traffico incoming è concentrato su
Roma oltre al trend di crescita del traffico business che si attesta tra l´8-9%
rispetto al 10% di Milano». Il Leonardo da Vinci è quindi la principale delle 6
basi operative su cui si incentra la strategia e lo sviluppo del network. Alitalia da e per Roma offre oggi 69 destinazioni (23 nazionali,
24 europee e 22 intercontinentali) che diventeranno 78 entro il 2013. A partire
dalla stagione invernale Alitalia aprirà nuove rotte:
Zurigo, Berlino, Vienna, Praga e Malaga per l´Europa, Los Angeles, Shanghai,
Seoul e Rio de Janeiro per il lungo raggio. Novità in arrivo anche sulla tratta
Fiumicino-Linate, dove la concorrenza del ferro inizia a farsi sentire. A breve
saranno implementati dei banchi per il check-in e varchi sicurezza e gate
dedicati ai viaggiatori della "navetta" che collega le due città. In
arrivo anche un´altra novità per i viaggiatori abituali: Alitalia
sta studiando degli abbonamenti, alla stregua di quelli usati per i mezzi
pubblici. In cantiere c´è inoltre, il sospirato progetto che dovrebbe
consegnare nella sola disponibilità di Alitalia-Air
One il Terminal A. Fabrizio Palenzona, presidente di Aeroporti di Roma e neo
presidente di Assaeroporti, plaude alla scelta di Alitalia:
«Siamo consapevoli di essere di fronte ad una svolta, ma occorre adeguare le
tariffe aeroportuali ferme da sette anni, in modo che il gestore possa
rispondere con investimenti alla richiesta di maggiori infrastrutture». Sulla
stessa linea di Palenzona si sono ritrovati il presidente del Lazio e quello
dell´Enac Vito Riggio. Secca e durissima, invece, la replica del governatore
della Lombardia Roberto Formigoni: «Quella che è nata per essere una grande
compagnia nazionale si conferma invece un vettore che riduce i propri piani a
livello regionale che al Nord ha tagliato il 90% dei voli da Malpensa». E la Lega
è pronta a dare battaglia: in arrivo una serrata anti Alitalia
degli imprenditori lombardi per sollecitare il governo alla liberalizzazione
delle rotte.
( da "Repubblica, La"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Roma I
nuovi voli per il capoluogo lombardo dovrebbero fare concorrenza ai supertreni
Frecciarossa Fiumicino, una "navetta" per Milano E per Acea l´advisor
dà il via libera all´accordo con Gaz de Francee La sfida è rendere più veloci i
collegamenti tra Roma e Milano, diventare competitivi. Ieri
i vertici di Alitalia hanno
ufficializzato che l´aeroporto romano di Fiumicino è la «base principale», ora
la compagnia punterà a migliorare il servizio sulla tratta Roma-Milano, anche
con offerte sui biglietti. Per questa ragione sarà siglato un accordo con
Aeroporti di Roma. Intanto oggi nel Cda di Acea sarà discusso il dossier
di Mediobanca, l´advisor nominato dall´ex municipalizzata per valutare
l´accordo di joint-venture con i francesi di Suez-Gdf che il sindaco Alemanno
voleva bloccare. Per Piazzetta Cuccia quell´intesa va corretta ma deve essere
portata avanti. COPPOLA E VITALE ALLE PAGINE II E III
( da "Repubblica, La"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina
VII - Roma Il forum su Roma.repubblica.it Alitalia, Fiumicino
batte Malpensa Cosa ne pensate?
( da "Repubblica, La"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina VIII - Roma Si sono incontrati con Marrazzo Ma i cassintegrati scendono
in piazza "Ancora niente soldi" «Come va Alitalia? Per i cassintegrati sta andando malissimo». A parlare è Fabio
Frati della Cub Trasporti che con Sdl ha animato ieri mattina un corteo di
protesta davanti alla sede di Alitalia mentre dentro la palazzina prendevano la parola i vertici della
compagnia. «Dopo 31 anni di lavoro ho perso la mia dignità», dice Gloria
De Marchis, assistente di lavoro in cassaintegrazione. «Chiediamo una lista
pubblica con i nomi e i cognomi dei cassintegrati e degli ex precari ormai
senza lavoro, basata su anzianità aziendale e carichi familiari con l´obbligo
di Alitalia di assumere da questo elenco fino a
completo esaurimento», continua Frati. Richieste avanzate al presidente della
Regione Marrazzo in un incontro alla fine della conferenza stampa. «I
lavoratori mi hanno fatto presente che non sono stati raggiunti alcuni
obiettivi che congiuntamente ci eravamo proposti, in particolare quelli
relativi alla trasparenza delle assunzioni e alla difesa dei diritti dei
lavoratori più fragili nella nuova Alitalia»,
chiarisce successivamente Marrazzo. Per questo si impegna a riconvocare entro
15 giorni un tavolo interistituzionale per affrontare le questioni discusse
all´inizio di marzo. «Credo che vadano risolte in maniera trasparente e
pubblica», precisa. I sindacati chiedono l´istituzione di una commissione
d´inchiesta sulle «gravi discriminazioni effettuate da Cai» e l´adozione di un
«meccanismo di solidarietà a rotazione» per riassorbire più unità possibile tra
i lavoratori senza lavoro. (p.co.)
( da "Repubblica, La"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina VIII - Roma
Fiumicino, voli scontati per Milano Alitalia prepara
il servizio che farà concorrenza ai supertreni Adr avverte: per fare
investimenti bisogna adeguare le tariffe aeroportuali PAOLA COPPOLA La sfida è
rendere più veloci i collegamenti tra Roma e Milano, ridurre i disagi. Aerei
navetta, dove entrare e sedersi, potrebbero essere il futuro, i vecchi
"carnet di abbonamento" una soluzione vicina per chi viaggia
regolarmente su questa tratta. E ancora puntare sulla viabilità, da e per
Fiumicino. Creare un gate Alitalia nel centro di Roma. Ora che i vertici di Alitalia hanno ufficializzato che
l´aeroporto romano di Fiumicino è la «base principale» (il mercato della
capitale vale 4 miliardi di euro e qui è concentrato il 60% del traffico
entrante), lo sforzo della compagnia sarà di migliorare il servizio.
Renderlo competitivo. Dimenticare velocemente aprile, mese "nero" tra
ritardi e disservizi. L´obiettivo sarà sostenuto da un accordo quadro (che sarà
siglato nei prossimi giorni) con Aeroporti di Roma per la fornitura di servizi
del valore di circa 100 milioni annui dal 2010 al 2013. Che, come chiarisce
l´ad Rocco Sabelli, prevede «il completamento entro settembre delle facilities
sulla tratta Roma-Milano» (servizi dedicati come i finger, cioè i corridoi per
facilitare l´ingresso nell´aereo) e che il terminal A sia dedicato ad Alitalia e ai partner di Sky Team. La tratta Roma-Milano è
«una rotta da difendere e sulla quale non c´è monopolio» per l´ad Sabelli che
ricorda le iniziative per i pendolari, come banchi check-in, varchi sicurezza,
tariffe semplificate, la possibilità di prenotare aereo più auto a noleggio con
conducente e parcheggio riservato all´aeroporto. «Ma - dice - è fondamentale
migliorare la viabilità da e per l´aeroporto e il raccordo con il treno». Entro
giugno sono previsti flotta e personale di terra dedicati alla tratta e
ampliamento dei varchi a Linate. Entro settembre un percorso aeroportuale, la
possibilità di fare il check-in con il cellulare, servizi di WI-FI e di posta
elettronica a bordo. E alcune offerte fino a ottobre per incentivare il viaggio
in aereo dei pendolari. Per la scelta di Fiumicino come base, chiarisce il
presidente di Alitalia, Colaninno ha pesato la
collocazione strategica di Roma per i flussi verso il nord e il sud del mondo e
la vocazione turistica e di business della capitale. «è una festa tanto attesa.
Con Roma ha vinto tutta l´Italia», per Alemanno, che annuncia il progetto di
spostare «la porta di accesso all´aeroporto nel cuore della città» e investire
sulla linea ferroviaria: e per questo a breve incontrerà il presidente di Fs.
«Hanno vinto il mercato, il buonsenso, la politica della Regione e delle
istituzioni locali», dice il governatore Marrazzo, che chiede di definire il
«sistema aeroportuale del Lazio: la chiusura di Ciampino, la decisione
definitiva per l´apertura di Viterbo». E il presidente di Aeroporti di Roma,
Palenzona, ricorda che servono investimenti nelle infrastrutture e critica le
tariffe aeroportuali ferme dal 2001, un ostacolo allo sviluppo di Fiumicino.
( da "Repubblica, La"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Genova
SENZA TRASPORTO ENZO COSTA Per la serie "Rotta di collo", il già
traballante aeroporto Colombo, mercé il "salvifico" piano Alitalia di Silvio, precipita nel vuoto. Per la serie "Di mare in
peggio", la già scalcinata Tirrenia, sull´onda delle vaghezze ministeriali
di Matteoli, rischia il naufragio dei collegamenti con la Sardegna. Per carità,
le compatibilità economiche, il rigore, le richieste dell´Europa: ma il
trionfalistico trasporto con cui ci era stato detto che la destra di governo,
con un ministro ligure, avrebbe rilanciato i nostri trasporti, è affondato.
( da "Manifesto, Il"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
LA NUOVA ALITALIA
Roma sarà l'hub intercontinentale, malumori della Lega. Sdl e confederali verso
la mobilitazione Cai punta tutto su Fiumicino, ma i lavoratori restano a terra
Carlo Leone Del Bello È stato ufficializzato ieri: l'aeroporto di Fiumicino
sarà l'hub intercontinentale di Alitalia. L'annuncio è
arrivato nel corso di una conferenza stampa alla quale erano presenti Roberto
Colaninno e Rocco Sabelli, rispettivamente presidente e amministratore
delegato, oltre al presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e al sindaco
di Roma Gianni Alemanno. Per la compagnia, qualche progetto a breve e a medio
termine, mentre monta l'insoddisfazione dei lavoratori: rimangono infatti
irrisolte tutte le questioni contrattuali e i sindacati (anche i confederali)
sono a un passo dalla mobilitazione. Che l'aeroporto di Fiumicino sarebbe stato
preferito a quello di Malpensa non è stata una sorpresa, anche se le pressioni
politiche da parte leghista sono state forti, nel corso della «telenovela Alitalia». I motivi della scelta sono tutti nei numeri:
transitano per Fiumicino18,5 milioni di passeggeri l'anno e l'aeroporto
accoglie il 60% del totale del traffico in entrata in Italia; in più ha la
migliore capacità di movimenti orari nel Paese. Ciò fa dire a Marrazzo che «ha
vinto il mercato», oltre che il buon senso. Parole tonanti invece da Milano,
dove il governatore della Lombardia Formigoni ha minacciato di sollevare di
fronte al governo il problema del «monopolio». Per il «Leonardo da Vinci», la
nuova Alitalia ha dei progetti, tutti però da
concordare con Enac e Adr. Si tratta di trasferire in un unico terminal i
movimenti di Sky Team - l'alleanza con Air France-Klm. Nel frattempo, si
prevede il miglioramento dei servizi per la tratta Fiumicino-Linate. Nonostante
Sabelli dichiari che i tassi di puntualità siano persino
migliori della media storica di Alitalia, continuano a rimanere numerosi disservizi, che la società non
attribuisce - sarebbe il colmo - alla carenza di personale. Per Sabelli la
causa andrebbe ricercata nelle differenze contrattuali fra i lavoratori Air One
e quelli Alitalia:
differenze che non dureranno a lungo, visto che si andrà a breve - annuncia -
verso l'armonizzazione. La cornice sarà ovviamente il «contratto Cai» e gli
accordi di palazzo Chigi del novembre scorso. L'unificazione delle due società,
che non avverrà comunque nei prossimi due o tre mesi, comporterà anche
ulteriori esuberi. Non ci sono dati ufficiali, ma i numeri che circolano fra i
lavoratori sono pesanti: tra 800 e 1000 esuberi, oltre a 300 mancate assunzioni
e un numero imprecisato di contratti a tempo indeterminato non rinnovati. Basta
anche un po' di aritmetica: Cai prevedeva 12.500 assunzioni, e adesso fra ex-Alitalia e Cai sono in 14 mila. È anche per questo che,
oltre alla irrisolta questione del mancato rispetto degli accordi di palazzo
Chigi sulle retribuzioni, monta la mobilitazione. Martedì è fallita la
trattativa fra società e sindacati confederali, con questi ultimi che hanno
minacciato lo sciopero. Ieri una delegazione di Sdl si è fatta ricevere da
Marrazzo, che si è impegnato nella convocazione di un tavolo «interistituzionale».
C'è molta confusione nell'aria, ma una cosa è certa: gli oltre 20 mila ex
lavoratori Alitalia - fra neoassunti, cassintegrati e
precari «scaduti» - sono sempre più esasperati.
( da "Corriere della Sera"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Prima Pagina data: 14/05/2009 - pag: 1 Alemanno esulta. La protesta di
Formigoni: porremo il problema del monopolio Alitalia declassa Malpensa Roma scelta
come hub. Moratti: Milano ce la farà lo stesso Alitalia ha scelto: sarà Fiumicino l'hub della compagnia. Lo ha
annunciato ieri il presidente, Roberto Colaninno. Il sindaco Alemanno: è una
festa. Il braccio di ferro con Malpensa è a una svolta, ma il governatore della
Lombardia, Formigoni, puntualizza: porremo il problema del monopolio. Il
sindaco di Milano, Letizia Moratti, punta sulle parole di Colaninno («Lo
sviluppo di Fiumicino e quello di Malpensa sono compatibili ») e dice: Milano
ce la farà lo stesso. ALLE PAGINE 2E 3 Baccaro, Querzé, Verga
( da "Corriere della Sera"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Primo Piano data: 14/05/2009 - pag: 3 L'intervista al sindaco Ma la
Moratti: non mi sento tradita Abbiamo investito e Milano ce la può fare MILANO
«Lo sviluppo dell'aeroporto di Roma Fiumicino è assolutamente compatibile con
quello dello scalo di Milano». Il sindaco Letizia Moratti vuole partire da qui.
Legge e rilegge le dichiarazioni del presidente di Alitalia,
Roberto Colaninno, e si convince: «Milano e Roma non sono in concorrenza. Noi
come azionisti Sea procediamo con le scelte di investimento e i risultati di
crescita dei passeggeri su Malpensa, più 7,9% rispetto all'aprile scorso, ci
danno ragione ». Il sistema Milano, secondo il sindaco del Pdl, ha le gambe per
andare da solo, con l'appoggio del governo «che non è mai venuto meno». Non si
sente delusa, Letizia Moratti. E non condivide le posizioni da barricate della
Lega. Signor sindaco, la scelta di Fiumicino come hub di Alitalia
era nell'aria, ma adesso è ufficiale. Come la vede? «Per noi non cambia nulla.
È stato ufficializzato che si passa dall'hub territoriale ad uno di carattere
nazionale che opera su tutto il territorio, ma ciò non pregiudica affatto il
futuro del nostro sistema. Basta guardare i dati». Che cosa dicono i dati? «Dal
primo mese di Malpensa senza Alitalia siamo cresciuti.
Se confrontiamo l'aprile 2009 con lo stesso mese 2008 i numeri di Malpensa sono
molto positivi, in controtendenza con tutti gli aeroporti europei simili che
hanno registrato un decremento di 7-8 punti. La politica degli investimenti ha
pagato. Da qui al 2015 abbiamo un piano da un miliardo e 400 milioni di euro,
nel 2008-2009 abbiamo investito circa 200 milioni. Il risultato sono 390
movimenti settimanali di cui solo 180 Alitalia». Il
governo, però, non ha difeso la centralità del sistema Milano in Italia. «Non è
vero. Il governo ha concesso su nostra richiesta la liberalizzazione dei
diritti di traffico. Ho avanzato questa richiesta in una riunione con il
presidente Berlusconi ed è stata tradotta in un emendamento che è poi passato.
Gli effetti si stanno già vedendo». Anche dalla maggioranza si sono levate
proteste rispetto alla scelta di Fiumicino come hub. Lei si sente tradita? «No,
per nulla. Ripeto: più delle valutazioni personali parlano i dati. E dimostrano
che la politica messa in atto da noi azionisti di Sea, in collaborazione con il
governo, ha portato a risultati positivi in un momento difficile ». Qual è il
futuro del sistema aeroportuale del Nord Italia? «Con questa liberalizzazione
dei diritti di traffico e grazie agli accordi bilaterali ai quali stiamo lavorando
con i ministri Matteoli e Frattini credo di poter dire che pensiamo di
continuare a svilupparci rispetto a un sistema europeo che da qui al 2020 vedrà
60 aeroporti in saturazione ». Un futuro di espansione, quindi? «Sì, di
ulteriore espansione. Come in tutte le cose esistono rischi e opportunità, ma i
nostri investimenti sono stati capaci di attrarre vettori su Malpensa e lo
saranno sempre di più». In conclusione Alitalia per Malpensa non è l'ago della
bilancia? «Non lo dico io, lo dimostrano i dati. Nove aerei in più di
Lufthansa, 7 in più di Easyjet, 7 voli settimanali di Emirates». E Linate? «Lo
scalo di Linate è molto collegato a Alitalia. Adesso, inoltre, sconta la concorrenza con la Freccia Rossa.
Comunque continua a essere un aeroporto con una sua validità e miglioreremo i
collegamenti con la città attraverso i metrò, in particolare con la MM4».
Rossella Verga Fiducia Letizia Moratti resta ottimista sul futuro di Malpensa
\\ Si vedono già risultati positivi. E l'appoggio del governo non è mai venuto
meno
( da "Corriere della Sera"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Primo Piano data: 14/05/2009 - pag: 2 Alitalia punta su Roma Malpensa fuori
gioco Scelta la base. Formigoni protesta: è un monopolio ROMA Che ieri fosse la
giornata del riscatto di Roma e del suo aeroporto, in guerra con gli scali
milanesi, lo si è capito subito dal gran numero di istituzioni intervenute alla
conferenza stampa di Alitalia sullo sviluppo di Fiumicino. Mancava solo il presidente
della Provincia, Nicola Zingaretti, influenzato. Per il resto, ad ascoltare il
presidente della compagnia, Roberto Colaninno, e l'amministratore, Rocco
Sabelli, c'erano il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, quello di Fiumicino,
Mario Canapini, e il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Una festa
«Malgrado il broncio dei nostri ospiti ha scherzato Alemanno quella di oggi
(ieri per chi legge, ndr) è una festa: stabilisce definitivamente che l'hub
(snodo aeroportuale, ndr) fondamentale di Alitalia è
Fiumicino ». A ridimensionare l'entusiasmo non sono serviti né i toni pacati
della compagnia, e scambiati per broncio, né le spiegazioni di Colaninno: «Lo
sviluppo di Fiumicino è assolutamente compatibile con quello dello scalo di
Milano». E ancora: «Si passa da un hub territoriale a quello nazionale,
costituito dalla rete delle sei basi, comprese Roma e Milano». Niente da fare.
«La scelta di Alitalia per Fiumicino è la vittoria del
mercato e del buon senso» ha esordito Marrazzo. C'è da capirli: i numeri comunicati
da Sabelli, circa personale e flotta, danno il senso di una scelta precisa su
Roma. Basti guardare alle rotte: dal prossimo anno da Roma si andrà anche a
Zurigo, Berlino, Vienna, Praga e Malaga, nonché a Los Angeles, Shanghai, Seul e
Rio. Impegni precisi mai esplicitati per Malpensa. «Nel momento in cui Alitalia dirà che non intende garantire il servizio
necessario al Nord, noi solleveremo il problema del monopolio», ha commentato
il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. E Matteo Salvini, capogruppo
leghista al Comune di Milano, propone una serrata regionale di protesta. Le
tariffe C'è poi il capitolo infrastrutture, oggetto di un accordo 2009-2013
ancora da firmare con Aeroporti di Roma (Adr): entro l'anno Alitalia
e i suoi partner di Skyteam avranno il terminal A dedicato ai propri voli senza
passaggio di frontiera. Nel 2011 vi si aggiungerà un pezzo del B, entrambi
serviranno tutte le destinazioni. Nel 2012 ci sarà un nuovo terminal A
dedicato. «Spinetta (presidente di Air France-Klm, socio al 25% di Alitalia, ndr) ha detto Sabelli ancora non ci crede». A
rimettere tutti con i piedi per terra, il presidente di Adr, Fabrizio
Palenzona, che ha ricordato la necessità di avere piani finanziari di lungo
termine per le infrastrutture sostenuti da introiti certi. Al momento le
tariffe aeroportuali sono ferme dal 2001 e i vecchi crediti di Adr sono finiti
nell'amministrazione straordinaria di Alitalia. Un
concetto, quello della necessità di aumentare le tariffe, sostenuto anche dal
presidente dell'Enac (ente aviazione civile), Vito Riggio. Sul punto Sabelli è
apparso prudente: «Siamo ideologicamente d'accordo...». Il trenino veloce I
vertici di Alitalia hanno poi richiamato le
istituzioni locali a impegnarsi per migliorare i collegamenti per Fiumicino,
ipotizzando un varco d'ingresso addirittura in centro città al servizio di un
trenino veloce. «Ci sono dei progetti ha risposto Alemanno , a breve incontrerò
il presidente delle Ferrovie (Innocenzo Cipolletta, ndr) ». Anche Marrazzo ha
spinto sulla necessità di sfruttare il miliardo disponibile per il collegamento
Roma-Viterbo, rompendo gli indugi sulla chiusura di Ciampino a favore del nuovo
scalo low-cost di Viterbo. Fuori dalla sala, Cub e Sdl protestano. Presto
potrebbe esserci uno sciopero. «Una condizione del nostro investimento ha
commentato Colaninno è stata che ci fossero relazioni industriali diverse dal
passato. Non si pensi di tornare alla precedente conflittualità ». Antonella
Baccaro
( da "Corriere della Sera"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Primo Piano data: 14/05/2009 - pag: 2 Nello scalo Dai passeggeri ai
negozi fine del sogno del Nord «Qui volano solo i tagli» MILANO «Sa cosa mi fa
rabbia? Quando Malpensa è stata inaugurata, nel '98, scaricavo bagagli nel
piazzale, sotto la pancia degli aerei. Lo scalo era finito solo per i due
terzi, arrivare fin qui era un'avventura. Adesso che potremmo funzionare a
regime, ci portano via i passeggeri. Che senso ha?». Mauro G. ha passato dieci
dei suoi 35 anni in aeroporto. Come andrà a finire nei prossimi 10 è tutto da
vedere. Così le sue considerazioni iniziano e finiscono con un punto
interrogativo. D'altra parte le certezze, quando si parla di Malpensa, sono
fatte di tagli e segni «meno». Fino al 30 marzo 2008 Alitalia aveva 1.238 frequenze
settimanali targate Mpx. Da allora il declino è stato inesorabile: oggi siamo a
quota 185. I passeggeri Alitalia sono diminuiti dell'87,9% (gennaio 2009 rispetto allo stesso
mese del 2008). La perdita è stata almeno in parte compensata da altre
compagnie (in particolare Lufthansa e Easyjet). Se si considerano tutti
i vettori, il taglio dei passeggeri è del 32%. Comunque un terzo in meno. Più
dei numeri parlano le storie delle persone. «Laggiù c'era il negozio dove ho
lavorato fino a fine febbraio racconta Miriam Gentili, ex commessa della
boutique Valentino . Poi la casa madre ha deciso di abbassare la saracinesca. E
sa cosa le dico? Al posto
( da "Corriere della Sera"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Primo Piano data: 14/05/2009 - pag: 2 Riggio, presidente Enac «Arriva
l'estate, basta rodaggio o sarà l'inferno» ROMA «Il rodaggio di Alitalia deve finire: 5 mesi sono più che sufficienti. La
situazione deve migliorare entro maggio, prima dell'estate». Vito Riggio,
presidente dell'Enac (l'Ente aviazione civile), di telefonate sui servizi resi
dall'ex compagnia di bandiera ne riceve tutti i giorni. «Sono un termometro
della situazione», dice. E il termometro segna ancora una temperatura elevata.
«Il problema sostiene è principalmente l'integrazione tra Alitalia e AirOne e dei loro contratti
di lavoro, sia per gli equipaggi che per il personale di terra. Non è possibile
che un aereo livrea AirOne non parta perché manca un membro di equipaggio
AirOne, mentre ce ne sarebbe pronto uno di Alitalia che però non si può utilizzare». Alitalia
però denuncia anche una sorta di boicottaggio da parte di certi reparti sotto
ristrutturazione, come la manutenzione. «Lungi da me l'idea di imporre tempi
contingentati alla manutenzione. Ma non è possibile che una cosa che si può
controllare in cinque minuti si verifichi in un'ora». Sui servizi a terra di Alitalia è già convocata una riunione: «È possibile che il
personale sia sottodimensionato ipotizza , in questo caso la compagnia dovrà
integrarlo ». Il problema è che l'estate si avvicina: «E quest'estate deve
funzionare tutto avvisa Riggio altrimenti sarà un inferno. Nei primi 3 mesi la
situazione ha girato perché gli aerei non erano pieni. Che succederà con il
pienone estivo?». Alitalia sta già correndo ai ripari
e intanto ha speso circa un milione per riprotezioni, rimborsi e altre forme di
tutela dei clienti. E se i disservizi persistessero? Enac può sanzionare Alitalia? «No, non abbiamo niente. La sanzione è il mercato:
se una compagnia non funziona, perde». È anche vero però che non sempre il
mercato c'è: sulla Milano-Genova, ad esempio, non c'è alternativa. «Questo è
compito dell'Antitrust chiarisce Riggio . Il mio è vigilare, e per questo
abbiamo istituito un controllo settimanale su regolarità e puntualità ». I dati
vengono forniti dalla stessa Alitalia ma possono
essere messi a confronto con quelli dell'Enav (l'Ente assistenza al volo) e
degli aeroporti. Ma per il capo dell'Enac le responsabilità non sono solo di Alitalia: «È colpa anche del clima generale; bisogna
cominciare a capire che la compagnia non è più pubblica e il suo obiettivo
legittimo è fare soldi. Non le si può chiedere di fare cose che non sono di
mercato». A. Bac. \\ Il problema principale è l'integrazione con AirOne, a
partire dall'utilizzo del personale
( da "Unita, L'" del
14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Le ombre di una
ricostruzione calata dall'alto VITTORIO EMILIANI Silvio Berlusconi si è
divertito un mondo a Sharm-el-Sheik osannato dagli italiani in vacanza sul Mar
Rosso. Del resto in patria tutto andava benissimo (secondo lui). Persino nel
terremotato Abruzzo sul quale ha snocciolato a "Porta a Porta" cifre
del tutto rassicuranti, senza che nessuno potesse contraddirlo. Lui, imperatore,
e Bertolaso, suo proconsole delle Emergenze, hanno in mano la situazione degli
aiuti e della ricostruzione che sarà (prima sciocchezza demagogica) "molto
rapida". Invece le cose non stanno propriamente così, nonostante gli
osanna ammirati di giornali inginocchiati e di televisioni sdraiate ai suoi
piedi. Le tendopoli Si sta passando, sotto le tende, dal freddo ancora
invernale (specie di notte) ad un caldo già estivo. La soluzione dei container
è stata giustamente scartata. Ma, grazie alle ubbìe del premier, si è perso
tempo a discutere di "new town" o di Aquila 2 (clonata dalla
prediletta Milano 2) promessa nel termine di pochi mesi, figuriamoci, e poi
seccamente disconosciuta. «La casa è un miraggio, prefabbricati inevitabili» -
ha suggerito un ex commissario di lungo corso, Giuseppe Zamberletti. Solide
case in legno, ben riscaldabili d'inverno, sperimentate positivamente fra
Umbria e Marche. Le stesse offerte, in un centinaio di esemplari, dalla
Provincia di Trento. Senza perdere altro tempo in vecchie/nuove fanfaronate.
Bisogna fare presto. La convivenza di tanta gente in una stessa tenda non può
essere protratta a lungo: è già ora una tortura psicologica. Lo ha più volte
fatto notare il sindaco dell'Aquila, attento e presente, Massimo Cialente, il
primo a criticare l'idea della "New Aquila" berlusconiana che avrebbe
abbandonato la città storica a spettrale maceria senza futuro. Certo, bisogna
che le case in legno, o quelle avveniristiche promesse dal prof. Calvi di
Pavia, non sorgano - come invece sta avvenendo per le prime - in ordine sparso
in zone del tutto agricole deteriorandole stabilmente. Bisogna pianificarle in
forma di villaggi attrezzati, pur considerandole, ovviamente, provvisorie. Il
1° maggio Berlusconi ha affermato che le aree dove montare i prefabbricati per
13.000 persone sono state già individuate. Peccato che i sindaci delle zone
interessate non ne sapessero assolutamente niente. A riprova che tutto, in
questa emergenza abruzzese, viene fatto calare dall'alto. Funzionalmente un
sistema pessimo, oltre che anti-democratico. I finanziamenti I soldi previsti
dal decreto 39/09 del governo Berlusconi erano in origine decisamente pochi e
per giunta dilazionati negli anni. I 150.000 euro a fondo perduto per la
ricostruzione della prima casa verranno attivati con una ordinanza a parte, ma
"Sono un niente", ha seccamente commentato l'attiva e coraggiosa
presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, a fronte degli
edifici distrutti del centro storico dell'Aquila e di alcuni borghi come Onna.
Gli amministratori abruzzesi chiedono di avere coperti al 100 per cento i costi
(come accadde in Umbria e nelle Marche) per le prime e anche per le seconde
case. Il PD, col suo segretario Dario Franceschini ha battuto e ribattuto sulla
richiesta e finalmente, ieri, il governo ha dovuto cambiare il decreto coprendo
(ancora non si sa come però) il 100 per cento dei costi di ricostruzione. Una
bella vittoria per l'opposizione. Fintecna Un ruolo allarmante sta però
assumendo la sempre più potente Finanziaria pubblica, totalmente controllata
dal Ministero dell'Economia. Nel dicembre 2006 è stata creata Fintecna
Immobiliare che ha incorporato le attività di quel tipo. Presieduta da Maurizio
Prato, ex Ad di Alitalia,
vice-presidenti Corrado Crialese e Vincenzo Dettori (già presidente di
Fintecna, poltrone che vanno e che vengono). L'attività di Fintecna è
consistita nella gestione e nella vendita del patrimonio immobiliare pubblico.
Secondo il decreto 39/09 del governo, la società dovrà occuparsi dei contratti
di finanziamento fra lo Stato e i privati per il recupero delle case lesionate
o distrutte dal terremoto. Fintecna potrà subentrare ai proprietari indebitati
«con la contestuale cessione ad essa dei diritti di proprietà» e del mutuo
acceso. Il ministro Tremonti giura che la norma non è stata «pensata per fare
acquisizioni di abitazioni nelle zone abruzzesi colpite dal terremoto». Negli
aquilani si insinua però il sospetto che si voglia, in un futuro non lontano,
acquisire a prezzi stracciati una bella fetta della città antica per poi
privatizzarla rivendendola a soggetti decisamente abbienti. Più di un
amministratore fa notare che la mega-finanziaria pubblica "diventerà
padrona assoluta del centro storico con conseguenze speculative
immaginabili". Una ricostruzione calata dall'alto. Tanti gli interrogativi
che si affacciano a più di un mese dal sisma. I soldi non si vedono, ma intanto
crescono i sospetti che la mano pubblica nasconda la speculazione.
( da "Unita, L'" del
14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Class action, salvi
i truffatori Gli evasori tornano di moda BIANCA DI GIOVANNI Il Senato mette la
pietra tombale sulla class action. L'Aula di Palazzo madama ha votato ieri
l'emendamento presentato dal senatore Pdl Alberto Balboni che cancella la
retroattività della norma. Si salvano così i responsabili dei crack Cirio e
Parmalat, e anche i vertici Alitalia che hanno danneggiato i piccoli azionisti e gli obbligazionisti.
Ma il testo va anche oltre la semplice cancellazione della retroattività. «È
vietato ribellarsi per i comportamenti fraudolenti, scorretti e vessatori delle
imprese - spiega Elio Lannutti, senatore Idv e presidente Adusbef - perché i
cittadini potrebbero essere pesantemente sanzionati dal giudice che rilevasse
l'eventuale inammissibilità della domanda». La nuova formulazione, infatti,
pone dei filtri molto pesanti alla possibilità di avanzare una causa collettiva
da parte dei consumatori, concedendo tra l'altro la possibilità di decidere a
11 tribunali in tutto il territorio italiano. Intervenendo alla fine delle
votazioni sul ddl sviluppo, varato in serata, Claudio Scajola ha confermato di
essere contrario alla retroattività della norma sulla class action. «Questa
norma importante a tutela del consumatore - ha spiegato il ministro - entra in
vigore insieme all'approvazione della legge». Anna Finocchiaro ricorda come
ormai da anni il Paese tenta di dotarsi della class action, cioè la possibilità
per i consumatori di rivalersi collettivamente nei confronti delle aziende. «È
una rivoluzione continua - dichiara la presidente dei senatori Pd - che che ora
il Pdl annacqua ancora, una rivoluzione che a causa del centrodestra forse non
si farà mai più». conti Così il centrodestra procede nella sua marcia ai danni
dei consumatori, mentre le casse pubbliche vengono sempre più prosciugate.
Dalla crisi e non solo. L'ultimo bollettino di Bankitalia certifica l'aumento
del debito e il crollo delle entrate, mentre il Tesoro segnala un fabbisogno in
lieve aumento a marzo (a quota 14,6 miliardi). Il debito tocca la cifra record
di 1.741 miliardi di euro. Un conto che si fa sempre più salato e che vale
29.021 euro per ciascun italiano, ultraottantenni e bebè inclusi. Intanto
l'erario «perde» circa 4 miliardi di euro nei primi 3 mesi del 2009, rispetto
allo stesso periodo del 2008. Il calo percentuale è del 4,8%. L'opposizione
torna all'attacco sull'evasione fiscale. «Il crollo verticale delle entrate
tributarie, oltre 4 miliardi di euro, è drammatico - spiega Francesco Boccia
del Pd - il governo spieghi agli italiani da che cosa è stato provocato, giusto
per chiarezza». Anche Sergio D'Antoni, responsabile Mezzogiorno del Pd,
denuncia «due fatti assai preoccupanti, che purtroppo avevamo previsto», e cioè
«da una parte l'inadeguatezza delle misure adottate dal governo per
fronteggiare la crisi, dall'altra un indubitabile allentamento della lotta
all'evasione». cgil Il segretario Cgil Agostino Megale aggiunge un carico da
novanta sull'impegno dell'esecutivo a portare avanti la lotta all'evasione. La
Cgil, spiega, «ha da tempo lanciato l'allarme sul calo delle entrate che nel
2009, a fronte di una caduta del Pil del 4,4%, rischia di essere addirittura
superiore a quella del 2008. Solo nel primo trimestre 2009 mancano all'appello
4 miliardi di euro, che rischiano di tradursi in una perdita complessiva di più
di 15 miliardi se non si prenderanno seri provvedimenti». Dai dati di
Bankitalia, inoltre, «risulta evidente una corposa ripresa dell'evasione fiscale
- osserva Megale - che non può più spiegarsi con il momento negativo
dell'economia in generale, ma che è il frutto di precise scelte attuate». In
tale contesto, continua, «in cui le risorse per gli Enti Locali si riducono a
causa della crisi così come delle scelte di governo, il tema del contrasto
all'evasione contenuto nella legge sul federalismo potrebbe giocare un ruolo
determinante». Il senato vota la class action depotenziata voluta dal
centrodestra. Lannutti: non si toccano i poteri forti. Intanto i conti pubblici
si deteriorano: crollano le entrate ed esplode il debito, che segna l'ennesimo
record.
( da "Corriere della Sera"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera sezione: Lettere al Corriere data: 14/05/2009 - pag: 49 La tua
opinione su corriere.it La Ferrari potrebbe non iscriversi nel 2010. Seguirete
comunque la Formula Uno? SUL WEB Risposte alle 19 di ieri Sì R 18,4 No R 81,6
La domanda di oggi Alitalia rinuncia a Malpensa e come hub
sceglie Fiumicino. Una scelta giusta?
( da "Unita, L'" del
14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Alitalia: Fiumicino hub
internazionale Al nord riesplode lo scontro politico FELICIA MASOCCO Roma è
l'hub internazionale della nuova Alitalia. La scelta di
Fiumicino era nei fatti, è dal 2007 che Malpensa è passata da 1200 a 120 voli
settimanali.
Dunque l'annuncio ufficiale dato dal presidente di Cai Roberto Colaninno, e
dall'amministratore delegato Rocco Sabelli ieri, nel corso di una conferenza
stampa, se non corrispondeva ad una ratifica dell'esistente, certo gli
somigliava. Nessuna sorpresa insomma, invece ecco il riaccendersi dello scontro
politico per una ferita, quella milanese, rimasta aperta. Con l'aggiunta della
grande delusione verso il governo amico che non ha fatto abbastanza per
difendere gli interessi di un territorio che pure gli garantisce una messe di
voti. ROMA E BASTA «La Capitale di un paese deve rappresentare il punto
principale, se poi si chiama Roma la discussione è finita», ha esordito
Colaninno. Il quale ha tuttavia aggiunto che Malpensa e Linate verranno messi
in rete per fare «l'hub di una nazione». Cai pensa a Roma come «una rete di
infrastrutture» a servizio di turismo, cultura, business. A breve verrà firmato
un accordo con Aeroporti di Roma che, tra il 2010 e il 2013 prevede un esborso
di 100 milioni l'anno. Toni giubilanti si levano dalla Capitale, a cominciare
da quelli del sindaco Gianni Alemanno (anche se è entrato in gioco solo in zona
Cesarini), soddisfatti anche il governatore Piero Marrazzo e il presidente
della provincia Nicola Zingaretti. Strali partono invece da Milano diretti al
governo, al sindaco e quanti nel Pdl hanno lasciato a se stessi gli scali
lombardi. ACCUSE AL GOVERNO AMICO Letizia Moratti viene accusata dal presidente
della provincia, Filippo Penati (centrosinistra), di aver fatto da «scendiletto
del governo amico» «e questo è il risultato» è la conclusione, «con i soldi del
Nord si finanzia il Sud», «ha perso con Alemanno 5 a 0». L'elenco delle accuse
a sindaco e governo va dalla volatilità dei soldi Expo, che rischiano di essere
stornati per il terremoto «mentre quelli per il ponte sullo Stretto sono già
stati messi in sicurezza», alla delibera di Tajani. L'europarlamentare Pdl è
infatti il promotore di una direttiva votata dal Parlamento europeo che congela
gli slot inutilizzati dalle compagnie, «un ostacolo in più per la ripresa di
Malpensa» commenta Penati. Da Toronto il governatore lombardo Roberto Formigoni
grida al «monopolio», «se Alitalia non intende
garantire il servizio necessario al Nord solleveremo il problema», è la
minaccia. «Si dia - è invece la proposta - la possibilità ad altre compagnie
internazionali di utilizzare le tratte (in particolare la Milano-Roma)affinché
sia garantito un adeguato servizio anche al nord e alla Lombardia». E la Lega?
Matteo Salvini, già noto per la proposta dell'apartheid sulla metro, propone la
serrata per un giorno. E se la prende con Tajani e con «qualche ministro troppo
romano», afferma citando Altero Matteoli. «La pattuglia padana - conclude - va
a Bruxelles pronta a ribaltare le scrivanie anche addosso agli amici: venga
Tajani a Varese a dire perché Roma è meglio di Milano». Perché non anche Maroni
o Berlusconi? È Roma l'hub internazionale della nuova Alitalia,
il suo centro nevralgico. La conferma dai vertici Cai ratifica l'esistente ma
riapre la ferita in Lombardia che torna allo scontro e accusa il «governo
amico».
( da "Stampa, La" del
14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Respingere per
tutelare L'assoluta priorità politica anche nel contrasto della tratta di
esseri umani è la tutela e salvaguardia della vita. Nei viaggi della
di-speranza gestiti da organizzazioni criminali militarizzate e ramificate sono
morti e continuano a morire troppi esseri umani (soprattutto donne e bambini) e
quanti sopravvivono in massima parte non si affrancano più dai soprusi di
usura, caporalato, violenza e riduzione in schiavitù con i quali la manovalanza
di tali mafie continua a ricattarli nella clandestinità. Respingere per
proteggere non soltanto i propri cittadini, ma anche perché i passeggeri di tali
viaggi della morte restino o tornino vivi al punto di partenza, scortati e
protetti da possibili vendette da parte degli equipaggi. Respingere per
promuovere il diritto dei popoli migranti a migrare per vie legali. Quando un
collegio docente respinge uno studente lo scopo è duplice: promuovere un
maggior impegno da parte dell'allievo e promuovere un maggior impegno didattico
nei suoi confronti. MATTEO MARIA MARTINOLI, MILANO Si può fermare il corso
della storia? Finalmente siamo forti! Spingiamo indietro, ricacciamo con
violenza e allontaniamo. Certamente non fermiamo il corso della storia.
Respingiamo degli esseri umani, che evidentemente non consideriamo tali, li
ricacciamo in mare, li riportiamo indietro con forza; ci siamo accorti che
l'Italia non è un Paese multietnico, perché non siamo in grado di vivere in una
società basata su «comuni caratteri fisici, storico-demografici, linguistici e
culturali» come è scritto nel dizionario De Mauro. Ma se queste disperate vite
umane non si trovassero in una situazione di estremo bisogno e avessero denaro
ci chiederemmo la provenienza? Ci glorieremmo del respingimento? Evidentemente
respingiamo incuranti del risultato, certi di essere nel giusto, senza paura
delle nostre azioni. ANGELA VITA Punire un boia di 89 anni Il boia di Sobibor,
John Demjanjuk, 89 anni, è stato estradato in Germania. Verrà processato per
complicità in 29 mila omicidi in quanto capo del campo di sterminio di Sobibor.
Per carità, la Giustizia deve fare il suo corso, in questi casi forse più di
altri, però che senso ha processare un vecchio malato di 89 anni? Anche se
venisse condannato all'ergastolo quanto starebbe in carcere? La guerra è finita
da 64 anni: dov'è stata la Giustizia nel frattempo? Del resto non è l'unico
caso di ex nazista caduto nell'oblio e poi ripescato quando prossimo a passare
a miglior vita. Il meglio tardi che mai in questo caso è proprio una magra
consolazione. GIUSEPPE DIOTTO Quel volo per Roma Alitalia non c'entra I passeggeri del
volo Torino-Roma, di cui si parla nell'articolo «Imbarcati sul volo sbagliato»
pubblicato su La Stampa di lunedì 11 maggio, sono stati accompagnati a bordo di
un altro volo (per Napoli anziché per Roma) non per colpa di Alitalia, ma a causa di un errore dipeso
dalla società responsabile del servizio di navetta interpista. Il nostro
equipaggio ha prontamente segnalato l'inconveniente al gestore di servizi
aeroportuali che ha provveduto a trasferire tutti i passeggeri sotto bordo
dell'aeromobile in partenza per Roma, il cui ritardo è dipeso dalla necessità
di eseguire un intervento tecnico a bordo. SIMONE CANTAGALLO RESPONSABILE
ALITALIA RELAZIONE CON I MEDIA Ma Bankitalia è parte offesa L'articolo «Il caso
San Marino agita Bankitalia» di lunedì 11 maggio a firma di Antonio Massari
contiene notizie non veritiere sulla Banca d'Italia. Nell'ambito delle indagini
sui rapporti tra banche sammarinesi e banche italiane, come reso noto dalla
Magistratura di Forlì, la Banca d'Italia figura quale parte offesa per il reato
di ostacolo all'attività di vigilanza. La Banca e l'Unità di Informazione
Finanziaria hanno prestato la massima collaborazione alla competente Procura,
la quale ne ha dato atto in occasione della conferenza stampa del 5 maggio
2009. Le indagini, come pure risulta dagli atti giudiziari, hanno preso avvio
da un'ispezione sulle registrazioni antiriciclaggio di una banca locale
disposta, d'intesa con i Servizi della Vigilanza, all'inizio del 2008 dal dott.
Giovanni Castaldi, appena insediatosi come Direttore dell'Uif. L'articolo
menziona un «buco» nell'archivio unico informatico della Banca d'Italia. In
realtà l'archivio antiriciclaggio deve essere tenuto dalle banche e dagli altri
intermediari; ed è proprio la Banca d'Italia che ha contribuito ad accertare,
sanzionandole, le carenze di registrazione che non avevano consentito la
tracciabilità delle operazioni delle banche con intermediari sammarinesi. Le
gravi asserzioni dell'articolo circa irregolarità o, addirittura
falsificazioni, nell'iscrizione nell'albo del gruppo Delta sono del tutto infondate.
L'istruttoria e la relativa delibera sono assolutamente regolari. Il gruppo
Delta è stato iscritto a seguito dell'entrata in vigore di una nuova normativa
nel 2007; in assenza di tale iscrizione, non sarebbe stato possibile sottoporre
il gruppo ai controlli di vigilanza, che hanno determinato la richiesta di
adeguare il patrimonio e hanno consentito di effettuare ispezioni e controlli
sulla capogruppo e di assumere i conseguenti provvedimenti nei confronti dei
soci e del gruppo, culminati nella nomina di commissari da parte della Banca
d'Italia. Pure la notizia sul presunto scioglimento di una «squadra di
ispettori del vecchio Uic» non corrisponde al vero; anzi, con l'istituzione
dell'Uif, le risorse dedicate ai controlli antiriciclaggio sono nettamente
aumentate, consentendo di intensificare, congiuntamente alla Vigilanza,
l'attività, anche ispettiva, sulle società del Gruppo Delta e sui flussi
finanziari tra l'Italia e San Marino. BANCA D'ITALIA
( da "Corriere della Sera"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
sezione: Cronaca di Roma data: 14/05/2009 - pag: 2 Leonardo da Vinci Colaninno:
necessario il rafforzamento ferroviario, siamo interessati a entrare in questo
servizio Strade e treni: e Fiumicino sarà hub Dopo la scelta di Roma, l'Alitalia punta a ottenere le infrastrutture Circa 45 minuti
per volare da Linate a Fiumicino. Ma almeno un'ora e mezza per raggiungere
piazza Venezia dopo essere usciti dal terminal «arrivi» dello scalo romano.
Comprimere i tempi di questo secondo tragitto cittadino, magari aprendo «un
gate d'imbarco in centro, come succede in molte capitali europee» sarà un
obiettivo prioritario di Alitalia. Lo ha detto ieri il
presidente della compagnia aerea Roberto Colaninno chiarendo, davanti al
governatore della Regione Lazio Piero Marrazzo e al sindaco di Roma Gianni
Alemanno, che il Leonardo da Vinci sarà la «base principale» della nuova
società. Una scelta dettata dall'evidenza delle cifre: circa il 60 per cento
dei passeggeri Alitalia sbarca a Fiumicino dove, per
stare ai primi quattro mesi del 2009, sono passati 4 milioni e 600 mila
viaggiatori. Per questo il grosso dei voli e degli investimenti verrà
concentrato al Leonardo da Vinci, scalo capace di accogliere 90 movimenti
all'ora (record condiviso con Orly e Heathrow) e che si trova «al centro di un
sistema, quello che vede Roma - ha osservato Colaninno - come perno di una rete
con variabili molto significative, quelle del turismo, della cultura, dell'arte
e dell'industria ». Con 1085 voli settimanali in partenza (poco oltre la metà
del totale che decolla da Fiumicino) le esigenze dello scalo sono quelle di un
migliore raccordo con la Capitale. Secondo il presidente Alitalia
«è necessario il potenziamento del collegamento ferroviario con l'aeroporto e
la compagnia è interessata a entrare direttamente in questo servizio». Le
ipotesi sono quelle di un raddoppio del tragitto Termini- Fiumicino e di uno
«shuttle » su rotaie gestito direttamente dalla compagnia e sarà il sindaco
Alemanno a parlarne presto con il presidente delle Ferrovie dello Stato: «Ciò
che chiederemo subito è il rafforzamento della linea con l'aeroporto e la
creazione della stazione della Nuova Fiera di Roma». Nel frattempo è imminente
la firma di un «accordo quadro » - valore 100 milioni di eurocon Aeroporti di
Roma. L'obiettivo è «arrivare al traguardo del terminal
unico Alitalia », hanno
spiegato l'amministratore delegato Alitalia Rocco Sabelli e il presidente Adr Fabrizio Palenzona. In attesa,
arriveranno nuovi «gate» e «finger» sulla Roma-Milano. Per Marrazzo, la Regione
dovrà avere la «regia» delle infrastrutture (comprese le strade) che
collegheranno Fiumicino con la Capitale «e dopo aver sentito il ministro
Matteoli, convocherò nelle sedi opportune enti e istituzioni competenti
per quanto riguarda la mobilità». La condizione è però che vengano adeguate le
tariffe aeroportuali (il «contratto d'affitto » tra vettori e scali, ndr)
«ferme al 2001, una questione che mi vede accanto alle richieste fatte da
Aeroporti di Roma». Alessandro Fulloni Comune Gianni Alemanno Provincia Nicola
Zingaretti Regione Piero Marrazzo
(
da "Corriere della Sera"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera sezione: PRIMA PAGINA data: 14/05/2009 - pag: 1 L'>Alitalia
su Fiumicino «Per l'hub servono treni e strade» Alitalia punta su Fiumicino, ma chiede treni e strade, per i collegamenti ( foto Graffiti: il presidente Enac, Riggio, con Alemanno e Marrazzo) A PAGINA 2 Alessandro Fulloni(
da "Messaggero, Il"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
(
da "Stampa, La"
del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
(
da "Mattino, Il
(Nazionale)" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
(
da "Mattino, Il
(Nazionale)" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
(
da "Mattino, Il
(Nazionale)" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia
(
da "Mattino, Il
(Nazionale)" del 14-05-2009)
Argomenti: Alitalia