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T ARTICOLI DEL 1-10 novembre 2008 #TOP
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Articoli
Alitalia 2 (250)
Come
il sindacato è tornato sugli altari
( da "EUROPA
ON-LINE" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Dal clamoroso
errore su Alitalia ? la corresponsabilità del fallimento della trattativa con
Air France ? all?inserimento (nel sentimento generale ancor prima che nella
saggistica) nella odiosa ?casta?, dalla proliferazione di nuove sigle alle
divisioni sulla riforma del modello contrattuale, per Cgil Cisl e Uil le cose
si stavano mettendo malissimo.
La
norma salvamanager rientra dalla nestra. Opposizione in allarme
( da "EUROPA
ON-LINE" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sparita dal
decreto Alitalia dopo le prese di distanza del ministro Tremonti, torna in modo
ancora più deflagrante in un altro provvedimento, questa volta presentato alla
camera dallo stesso governo. Per questo motivo alcuni senatori ? Idv, Udc e Pd
? chiedono, con una mozione, presentata a palazzo Madama, al ministro dell?
la
cai parte senza i piloti ( da "Repubblica, La"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
piloti
Frenetiche trattative per salvare Alitalia, poi i confederali firmano ROMA -
Cai ha presentato la proposta d´acquisto per Alitalia al temine di una giornata
convulsa. Dopo aver ottenuto il via libera dei sindacati confederali, infatti,
la cordata di imprenditori guidata da Roberto Colaninno si era scontrata con il
"no" delle sigle autonome dei piloti e degli assistenti di volo.
cai
presenta l'offerta per alitalia ma hostess e piloti non firmano - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pagina 2 -
Economia Cai presenta l´offerta per Alitalia ma hostess e piloti non firmano
Trattativa-thrilling, poi il via libera dei confederali Il premier aveva
profetizzato: "Anche questa volta Letta ci salverà" LUCIO CILLIS ROMA
- Solo quattro firme su nove, ma Cai va avanti lo stesso e Alitalia si salva
sul filo di lana.
gli
autonomi restano in trincea "carte cambiate, lunedì assemblea" - luca
iezzi ( da "Repubblica, La"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
chiamate
dirette» per le assunzioni nella Nuova Alitalia. Così la base diventa l´ultima
trincea dei dissidenti: l´assemblea indetta per lunedì sarà il vero banco di
prova per dimostrare che non possono essere lasciati ai margini. Nel merito i
sindacati autonomi «confermano il giudizio negativo sul metodo del confronto».
berlusconi
si gioca l'ultima carta "è l'ora di fare tutti un passo indietro" -
ettore livini ( da "Repubblica, La"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
arrivati a un
passo dall´addio ad Alitalia in assenza di un ok a 360° dei sindacati
confederali ai nuovi contratti di lavoro. La partita della Magliana ha
rischiato ieri per qualche ora di trasformarsi in un boomerang da incubo per il
governo, già alle prese con le proteste di piazza contro la riforma Gelmini.
"alitalia
fallita, anzi no". fiumicino, altalena della paura
( da "Repubblica,
La" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pagina I -
Roma "Alitalia fallita, anzi no". Fiumicino, altalena della paura Una
giornata da brivido, con l´incubo di nuovo del fallimento senza alternative:
ieri i dipendenti dell´Alitalia hanno trattenuto il respiro per tutto il giorno
in conseguenza della crisi nelle trattative generata dal "no" dei
sindacati autonomi,
"il
mio contratto scade oggi" ( da "Repubblica, La"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ma ha idee
precise: «La nostra azienda, in realtà, è in attivo» (Alitalia-Airport si
occupa dei servizi a terra). «Ma se cade la Cai, crolliamo anche noi. Non ho
troppa fiducia in questa cordata: si tratta di imprenditori che hanno interessi
diversi da quelli di una compagnia area. Si doveva puntare prima su un vettore
straniero».
altalena
alitalia, lavoratori in ansia "per noi un domani ancora incerto" -
carlo alberto bucci flaminia savelli
( da "Repubblica,
La" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Roma Altalena
Alitalia, lavoratori in ansia "Per noi un domani ancora incerto" A
Fiumicino tra dipendenti, piloti e hostess dopo l´offerta Cai "Noi
assistenti di volo siamo 4000, più gli 800-1000 di AirOne. Come avverrà la
selezione?" CARLO ALBERTO BUCCI FLAMINIA SAVELLI «La cai non presenta più
l´offerta per Alitalia?
il
pressing di marrazzo sull'azienda "è il momento della responsabilità"
- renata mambelli ( da "Repubblica, La"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Va convocato
rapidamente il consiglio comunale di Roma: se la trattativa per Alitalia va a
picco, le conseguenze per la città saranno drammatiche». Si ricordava poi che,
secondo i dati forniti dal commissario della compagnia Augusto Fantozzi
nell´incontro con i sindacati della settimana scorsa, l´Alitalia avrebbe
liquidità sufficiente per un altro mese.
Gli
impegni della cordata per la nuova compagnia
( da "Unita,
L'" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
600è il
numero dei dipendenti Alitalia che dovrebbe venire assorbito nella nuova
compagnia. 137saranno gli aerei utiliz- zati dal nuovo vettore per raggiungere
le 65 destinazioni previste dal «piano Fenice». 1,1miliardi è la
ricapitalizzazio- ne decisa martedì dall'as- semblea dei soci di Cai.
Alitalia
all'ultimo respiro ( da "Unita, L'"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ad investire
oltre 1 miliardo di euro per ristrutturare e rilanciare il comparto aereo del
Paese intorno ad Alitalia e Airone e definire i contenuti di un piano
industriale ambizioso ma realistico». Che però potrebbe abortire sul nascere.
«Chi pensa che la partita Alitalia si sia conclusa ieri sera sbaglia» ci dice
una fonte sindacale. E forse è appena iniziato un nuovo capitolo.
La
soluzione lodo Letta per i nuovi contratti
( da "Unita,
L'" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sul contratto
di lavoro dei dipendenti per la nuova Alitalia, firmato da Filt Cgil, Fit Cisl,
Uil trasporti e Ugl. ESCLUSIONE DAL PROCESSO DI SELEZIONE«Cai potrà non
assumere personale che nel periodo di fruizione degli ammortizzatori sociali
maturi il diritto, sulla base del sistema vigente, ad un trattamento
previdenziale».
Ma
sul futuro pesa l'incognita dei sindacati divisi Confederali e Ugl firmano,
mentre piloti e hostess si rifiutano di sottoscrivere l'accordo proposto da Cai
Le condizioni per rip ( da "Unita, L'"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
pazienza i
futuri passeggeri della futura Alitalia. La compagnia aerea ha afferrato il
salvagente del piano Fenice per galleggiare sulle acque della crisi, ma la
ciambella potrebbe non bastare a superare le burrasche sindacali che
l'attendono. Dopo tanto penare, Colaninno e soci hanno presentato l'offerta
vincolante per acquistare l'azienda, ormai non si possono più tirare indietro.
Alitalia
ad alto rischio Epifani: il governo sbaglia
( da "Unita,
L'" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia ad
alto rischio Epifani: il governo sbaglia No di piloti e assistenti La Cai
ritira l'offerta dopo la rottura, solo in extremis la ripresenta Intervista al
leader Cgil: aiuti solo alle imprese e alle banche, ora tocca ai lavoratori e
alle famiglie ALLA P
La
salva-manager è risorta. Tremonti l'ha firmata Ora si dimetta
( da "Unita,
L'" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
fu infilato
nel decreto Alitalia. Cancellato a furor di popolo, il salvacondotto per i
manager sembrava un incidente destinato all'oblio. Invece no. Eccolo
risuscitato, questa volta direttamente dal governo, nel disegno di legge che
riordina la legislazione sulle crisi aziendali: primo firmatario il ministro
dello Sviluppo economico Scajola.
sarno,
bonifica low cost ma il generale anti sprechi adesso rischia il posto - (segue
dalla prima pagina) dal nostro inviato
( da "Repubblica,
La" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia o delle
Ferrovie». Dorme in una caserma dei carabinieri, dall´alba del lunedì al
tramonto del venerdì sale e scende dagli elicotteri per sorvolare fiumi e
campagne, perlustra argini, controlla scavi, verifica come vanno gli ultimi
lavori di recupero di quell´inferno che era il Sarno e la sua valle fino a
qualche tempo fa.
Quasi
due anni di lavoro sul filo della bancarotta
( da "Giornale.it,
Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
pagina 3
Quasi due anni di lavoro sul filo della bancarotta di Redazione 1 dicembre 2006
Il governo Prodi opta per la privatizzazione di Alitalia con la cessione del
controllo della compagnia 21 dicembre 2007 Il cda di Alitalia sceglie Air
France-Klm per la trattativa in esclusiva per la cessione del 49,9% 18 marzo
2008 Il presidente di Air France, Spinetta, annuncia gli esuberi.
Giornata
al cardiopalma È iniziata alle 13 con il vertice a Palazzo Chigi
( da "Giornale.it,
Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
«Per noi
teoricamente la nuova Alitalia potrebbe partire subito. Abbiamo fatto
"allenamento" nei mesi scorsi e con la crisi in corso prima si
comincia meglio è». Vi fidate di Cai? «Non c'è nessuna pregiudiziale di
carattere negativo. Ci auguriamo che vi sia una pratica di relazioni
industriali.
Epifani
fa l'irriducibile e pianifica l'autunno caldo
( da "Giornale.it,
Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
impressione
degli insider è che quello su Alitalia sia stato l'ultimo accordo chiuso con la
Cgil di Epifani. E che adesso si apra una stagione molto simile a quella
inaugurata da Sergio Cofferati, quella del sindacato guastatore e
«antagonista». Come nel 2002, vicino ai movimenti, lontano dal governo, dalle
aziende e dalle altre organizzazioni dei lavoratori.
TUTTI
a terra. Anzi no. Schianto sfiorato per la flotta Alitalia. Che ha volato nel
buio del fal... ( da "Messaggero, Il"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Schianto
sfiorato per la flotta Alitalia. Che ha volato nel buio del fallimento per
almeno 6 ore. Poi i motori hanno ripreso a girare. E lo stop della Cai di
Roberto Colaninno, dopo il dietro front degli autonomi, si è trasformato in un
ponte verso il futuro, verso la Nuova Alitalia.
ROMA
La nuova Alitalia può decollare: Cai ha presentato l'offerta vincolante per
l'a... ( da "Messaggero, Il"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sabato 01
Novembre 2008 Chiudi ROMA La nuova Alitalia può decollare: Cai ha presentato
l'offerta vincolante per l'acquisizione al termine di una giornata in cui si è
sfiorata la rottura. I sindacati confederali e l'Ugl hanno firmato l'accordo
che regola i nuovi contratti. «No» dei piloti e degli assistenti di volo, che
accusano i vertici della nuova aviolinea di aver stravolto l'
Offerta
Cai, al via la nuova Alitalia ( da "Messaggero, Il"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sabato 01
Novembre 2008 Chiudi Ore di tensione, sfiorata la rottura, poi la mediazione
del governo sblocca la proposta d'acquisto Offerta Cai, al via la nuova
Alitalia Confederali e Ugl firmano il contratto. No di piloti e hostess
Nelle
fasi di crisi dell'economia, quando i consumi calano, quando la produzione
langue, e con essa ... ( da "Messaggero, Il"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
e per molti
aspetti clamoroso, il caso dei piloti Alitalia e del loro rifiuto in extremis
di un accordo già raggiunto nelle grandi linee con la nuova compagnia di
bandiera, dopo l'estenuante trattativa di poche settimane fa. Qui la politica
c'entra poco. E parlare di logica sindacale sarebbe riduttivo e fuorviante.
La
Cai di Roberto Colaninno aveva detto "no" inizialmente al cosidetto
"lodo Letta... ( da "Messaggero, Il"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
società
riteneva che fosse necessaria la sigla da parte dei sindacati non solo del
"lodo" proposto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma
anche e sopratutto sul contratto. I confederali hanno accettato questa
soluzione che sblocca la trattativa e che consente ad Alitalia di decollare.
L'accordo con i sindacati era tra le condizioni sospensive previste dal Piano
Fenice
Alitalia
ad alta tensione, poi Cai presenta l'offerta
( da "Messaggero,
Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sabato 01
Novembre 2008 Chiudi Alitalia ad alta tensione, poi Cai presenta l'offerta Il
presidente Colaninno: il commissario Fantozzi risponderà la prossima settimana
ROMA
- La Compagnia aerea italiana (Cai) valuta Alitalia un miliardo di euro. Tondo
tondo. Ma al com... ( da "Messaggero, Il"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
acquisizione
degli asset di Alitalia e sul prestito-ponte da 300 milioni concessi ad aprile
- non contenga oneri che ricadano sugli investitori della nuova Alitalia.
L'altra condicio sine qua non è strettamente collegata alla precedente perchè
riguarda l'avvento del "trustee", cioè del fiduciario indioendente
che governo e Ue dovranno individuare di comune accordo.
ROMA
- Una passeggiata in centro per sgranchirsi le gambe e prendere ...
( da "Messaggero,
Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia per
sopravvivere sino all'arrivo di Cai, non ha però nessuna intenzione di
rimettere mano alla legge Finanziaria e trovare nuove risorse per i colleghi
Matteoli e La Russa che da giorni premono sul Cavaliere. Eppure, salvata
Alitalia e arginata la crisi delle borse con un paio di decreti, rischia di
aprirsi una questione sociale che la crisi delle borse sta scaricando sulle
ROMA
- Potevamo concludere l'accordo prima coi sindacati: era imperativo data la ...
( da "Messaggero,
Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
era
imperativo data la condizione in cui versa Alitalia. Il negoziato è durato più
tempo del previsto». Così Rocco Sabelli commenta con Il Messaggero la lunghissima
e a tratti kafkiana giornata che ha portato alla definizione dell'offerta
vincolante per gli asset di Alitalia. La nuova Compagnia decollerà dal 1°
dicembre utilizzando anche Air One, la società di carlo Toto:
Il
rush finale sul destino di Alitalia infiamma lo scontro fra maggioranza e
opposizione. Sacconi: con l'offerta Cai, smentiti i profeti di sventura
( da "Messaggero,
Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sabato 01
Novembre 2008 Chiudi Il rush finale sul destino di Alitalia infiamma lo scontro
fra maggioranza e opposizione. Sacconi: con l'offerta Cai, smentiti i profeti
di sventura
Con
la crisi economica in pieno svolgimento e gli spettri di recessione sempre più
c... ( da "Messaggero, Il"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia.
Inutile girarci attorno: gli aerei tricolori a terra avrebbero avuto un effetto
devastante. Il fallimento della cordata Cai, infatti, più di ogni altra cosa
avrebbe assestato un duro colpo all'immagine "vincente" del
Cavaliere, oltre che - elemento che non può assolutamente essere sottovalutato
- rappresentare una mazzata di enorme portata al sistema industriale italiano.
ROMA
Dopo la firma dei sindacati confederali e l'offerta in extremis della Compagnia
ae... ( da "Messaggero, Il"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
offerta in
extremis della Compagnia aerea italiana per rilevare l'Alitalia, come al
solito, Silvio Berlusconi si mostra ottimista. «Sono convinto che allo scadere
dei termini, alla mezzanotte di domani, avremo ancora una compagnia di bandiera
italiana- assicura ai cronisti che lo intercettano in un negozio del centro-
sono e resto, come sempre ottimista.
Alitalia
ai privati, la Cai va avanti ( da "Corriere della Sera"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il premier:
sempre stato ottimista Alitalia ai privati, la Cai va avanti La Compagnia
presenta l'offerta, ma resta il no di piloti e hostess ROMA — La Cai ha
presentato l'offerta al commissario di Alitalia. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno
firmato il contratto. No di piloti e hostess.
VETO
È ROTTO ( da "Corriere della Sera"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
l'obiettivo non dichiarato di piloti e hostess ed è perciò importante che i
sindacati confederali abbiano scelto, seppur tra contraddizioni e ripensamenti,
la privatizzazione. Vedremo se i lavoratori dell'Alitalia aderiranno al
contratto offerto loro dalla Cai e vedremo anche se Anpac e Up si spingeranno
fino a bloccare aerei e scali.
Alitalia,
firma ad alta tensione Cai presenta l'offerta vincolante
( da "Corriere
della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Primo Piano -
data: 2008-11-01 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia, firma ad alta
tensione Cai presenta l'offerta vincolante Sì anche della Cgil, no dei piloti e
delle hostess. Ora tocca a Fantozzi Colaninno: gli autonomi non firmano? Non
succederà niente. La proposta scade il 30 novembre. Le condizioni ROMA —
L'offerta
( da "Corriere
della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
639
lavoratori tra Alitalia e AirOne. Mobilità e ammortizzatori L'accordo prevede
procedure di mobilità e ammortizzatori sociali per i dipendenti in esubero di
Alitalia e AirOne. Lock-up di cinque anni I soci della Compagnia aerea italiana
si sono impegnati a non vendere le proprie azioni per un periodo di 5 anni.
Il
commissario ( da "Corriere della Sera"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 2
categoria: BREVI Il commissario Il commissario straordinario di Alitalia,
Augusto Fantozzi, è chiamato a esprimersi sull'adeguatezza dell'offerta di Cai
E
Sabelli: due sere fa ho pensato <è finita>
( da "Corriere
della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è riuscito a
chiudere una trattativa con i sindacati che sembrava ormai persa, e a
presentare l'offerta per Alitalia. «Sono stati due mesi di sofferenza ballati
sul filo del precipizio — racconta il manager a cui Cai ha affidato la cloche
della nuova compagnia di bandiera —. A volte dal fronte sindacale non si capiva
che si stava camminando su un precipizio.
Bruxelles:
da restituire i 300 milioni di prestito
( da "Corriere
della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
qualunque sia, si decide anche a Bruxelles, nel palazzo della Commissione
europea guidata da José Manuel Barroso. Il dossier sulla compagnia di bandiera
è da qualche settimana sulla scrivania del commissario europeo ai Trasporti,
Antonio Tajani ( foto), che lo sta studiando e che dovrà decidere se il piano
di salvataggio e rilancio rispetta in tutto le regole della Ue:
I
dubbi dei privati e la spinta di Intesa
( da "Corriere
della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
C'è stato un
momento, a metà pomeriggio, in cui la questione Alitalia sembrava chiusa. Preso
atto che mancavano le firme dei sindacati confederali sotto i contratti per la
nuova Alitalia, i consiglieri di Cai si sono alzati dal tavolo. C'è chi ha
pensato che l'avventura, durata forse anche troppo per alcuni, era finita.
<Ci
prendono in giro, meglio Air France>
( da "Corriere
della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
hostess
Alitalia da 17 anni, saluta i passeggeri che sbarcano e poi si dirige alla
«navetta» che dal Leonardo da Vinci la porta a casa. Al varco equipaggi alcuni
colleghi davanti alle bacheche sindacali la informano che la trattativa con Cai
è saltata dopo che le sigle autonome hanno lasciato palazzo Chigi sbattendo la
porta.
Notaro:
gli aerei ora chi li pilota? I portabagagli?
( da "Corriere
della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Intanto
vediamo se ci sarà Cai, se ci sarà Alitalia...». Ma guardi che Cai ha già
presentato l'offerta... quindi... Massimo Notaro, leader dell'Up, il secondo
sindacato dei piloti, apprende così la notizia della decisione assunta ieri
sera alle 20 dai soci di Roberto Colaninno. «Ah, hanno fatto l'offerta?
Berlusconi:
ho sempre creduto nel salvataggio
( da "Corriere
della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
governo
informi urgentemente il Parlamento sullo stato della trattativa e su come
intenda risolvere la crisi Alitalia ». Molto ruvida la reazione di Antonio Di
Pietro (Italia dei valori): «La famosa cordata di Berlusconi altro non era che
un maldestro tentativo di accaparrarsi i beni dell'Alitalia alle spalle dei
lavoratori». Lorenzo Fuccaro
C
olpisce ( da "Corriere della Sera"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e le
parole e l'accoglienza ricevuta ieri da Giorgio Napolitano all'Università
Bocconi di Milano. Dipende certamente dal ruolo diverso svolto dal governo e
dal presidente della Repubblica. Ma il capo dello Stato che incontra studenti,
professori e rettori diventa la metafora di un dialogo che palazzo Chigi non
riesce a far partire.
Silvio,
i sondaggi e il <novembre caldo>
( da "Corriere
della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ma se ieri
fosse saltata la trattativa su Alitalia, il Cavaliere avrebbe «perso la
faccia», come ha detto Umberto Bossi, e le ripercussioni sul governo sarebbero
state pesanti. Perché sull'italianità della compagnia di bandiera aveva
scommesso, e il fallimento di Az avrebbe provocato un pericoloso cortocircuito
politico, amplificato mediaticamente —
4
aprile ( da "Corriere della Sera"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 5
categoria: BREVI 4 aprile Il premier e la cordata Il presidente del consiglio
Berlusconi chiede che Alitalia resti italiana e promuove il progetto di una
cordata tricolore
3.250
Gli esuberi previsti dal piano della Cai, Compagnia aerea italiana
( da "Corriere
della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 5
categoria: BREVI 3.250 Gli esuberi previsti dal piano della Cai, Compagnia
aerea italiana 158 Gli aerei a regime, secondo il piano Cai, dopo
l'acquisizione di Alitalia
I
metalmeccanici annunciano lo sciopero generale
( da "Corriere
della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Giudizio
influenzato dall'atteggiamento tenuto dalla Cgil nella vicenda Alitalia.
Seguito dalla bocciatura, che la Fiom aveva sostenuto con veemenza, della
proposta confindustriale sul modello contrattuale. E dal no al contratto del
pubblico impiego, anche quello invece sottoscritto da Cisl, Uil, Ugl (e
Confsal).
Ora
si conterà chi è davvero contro l'accordo
( da "Giornale.it,
Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La trattativa
Alitalia assume così un rilievo che va ben oltre alla stretta trattativa
aziendale. I dipendenti Alitalia aderenti alle sigle autonome si trovano ora
davanti ad un bivio: firmare individualmente il contratto, smentendo così i
propri supposti rappresentanti, oppure autoescludersi dalla nuova azienda.
VENTI
MESI DI LENTA AGONIA ( da "Giornale.it, Il"
del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
quello che
poteva mandare fuori pista Alitalia, il carrozzone che ogni santo giorno perde
un milione. Che in un anno ne spreca 45 per trasportare e alloggiare a Milano i
piloti romani che fanno base a Linate o Malpensa, più altri 7 per prelevarli o
riportarli a casa in pulmino. Che manda gli equipaggi a dormire in alberghi con
piscina, sauna,
La
Cai va avanti: presentata l'offerta Confederali firmano, piloti e hostess no
( da "Giornale.it,
Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi:
"Alitalia si salverà, sono ottimista". Colaninno: "Non succederà
niente. Se vogliono firmare... La compagnia comunque prosegue anche senza di
loro" Milano - Alitalia, la Cai va avanti: i piloti no. L?offerta
vincolante è stata presentata al commissario Augusto Fantozzi alla fine di una
giornata da cardiopalmo,
Angeletti:
"Epifani non è più un sindacalista"
( da "Giornale.it,
Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, è
soddisfatto? «Sì, perché l?obiettivo principale, salvare Alitalia, è stato
raggiunto. C?è ancora da lavorare, non sarà semplice, ma l?Alitalia può tornare
protagonista». Anche senza la firma dei sindacati autonomi? «Era preferibile
che firmassero.
Splendido
isolamento Epifani tentato ( da "EUROPA ON-LINE"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
rafforzato
nel ruolo di leader della protesta così come la gestione della vertenza
Alitalia a settembre lo aveva aiutato ad emergere come negoziatore non disposto
a ?svendere? i diritti dei propri iscritti. La Cgil cercherà di evitare la
rottura (che ieri ha imputato a Cisl e Uil) ma non inseguirà gli altri sindacati
confederali se questi dovessero cercare un accordo a tutti i costi.
Alitalia,
decollo difficile per Cai ( da "Unita, L'"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
decollo difficile per Cai Avellino, prigionieri dell'amianto Tutu: a Gaza un
nuovo Apartheid Nancy: non ci sono più epoche Libri, dischi, videogame e
homevideo
Bonino
contro Veltroni: Devi ammettere gli errori
( da "Unita,
L'" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
in
particolare su Alitalia, «l'emblema di quello che non si dovrebbe fare, con 3
miliardi di debiti scaricati sugli italiani», ma dal palco del congresso dei
Radicali di Chianciano Emma Bonino attacca soprattutto il Pd e Veltroni. «Tra noi
non c'è una sinergia, un dialogo per guardare a medio termine.
Alitalia,
un decollo faticoso Rischio blocchi a Fiumicino
( da "Unita,
L'" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, un
decollo faticoso Rischio blocchi a Fiumicino Caos Alitalia. Fini invita i
piloti a una prova di responsabilità, Bossi chiama Berlusconi per scegliere il
partner straniero, i sindacati autonomi preparano l'assemblea. E Bersani: la
soluzione Cai è debole.
cai,
ecco il piano pro air france bossi con lufthansa
( da "Repubblica,
La" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pagina 1 -
Prima Pagina Alitalia, guerra autonomi-sindacati Cai, ecco il piano pro Air
France Bossi con Lufthansa ROMA - Dopo aver presentato l´offerta per Alitalia,
la Cai punta su Air France. Il piano della compagnia favorisce infatti
l´ingresso dei francesi nell´azionariato.
alitalia,
gli autonomi contro i sindacati la ue: il prestito è della bad company - aldo
fontanarosa ( da "Repubblica, La"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Aerea
Italiana di lasciare a terra tanti dipendenti di Alitalia, arrivano ora due
telegrammi. Mittenti sono Fini e il ministro Sacconi che chiedono entrambi
grande ragionevolezza. Si fa viva anche l´Ue in merito al prestito di 300
milioni che ha permesso ad Alitalia di sopravvivere, ad aprile. Non dovrà
essere Cai a rimborsare i soldi - fa sapere Bruxelles - ma Alitalia (in quanto
"
aerei,
equipaggi e personale di terra il piano cai apre la porta ad air france - lucio
cillis ( da "Repubblica, La"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ai 10 Boeing
777 e ai 6 B767 di Alitalia verranno affiancati 2 Airbus A330 oggi in forza ad
Air One. Con la stagione estiva 2009, tra sei mesi, Alitalia-Air One potrà
invece contare su 5 aerei in più (
sabelli:
"decolleremo a dicembre con a bordo piloti e partner estero" - ettore
livini ( da "Repubblica, La"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è un pezzo
del sindacato in Alitalia che ha vissuto per anni in un mondo suo. E svegliarsi
non è semplice». E adesso chi piloterà gli aerei Alitalia? «Io ritengo la fase
sindacale chiusa. Grazie alla ragionevolezza e alla firma di confederali e Ugl
abbiamo i criteri di selezione, i contratti e il lodo Letta, del quale tra
l´altro spero non avremo bisogno.
"firma
senza tentennamenti" la cgil lascia la trincea del no
( da "Repubblica,
La" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che impone ai
lavoratori clausole brutali discriminatorie e ai limiti della
costituzionalità" ROMA - Quella per Alitalia non è mai stata una
trattativa come tutte le altre. Vuoi per la presenza di nove sigle sindacali
che si dividono le iscrizioni di piloti, assistenti di volo e personale di
terra. Vuoi per il livello altissimo di scontro tra autonomi e confederali.
ragazzi
allegri e burattini di legno - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
avvelenata
tra le molte di questa settimana di passione è arrivata venerdì sera: il
pasticcio Alitalia finisce con il rifiuto del personale navigante di firmare il
protocollo contrattuale. Piloti e assistenti di volo contestano alcuni aspetti
importanti dei loro contratti affermando che siano peggiorativi rispetto
all´accordo-quadro accettato da tutti i sindacati venti giorni fa.
i
piloti alitalia: "è il momento dello sciopero" - flaminia savelli
( da "Repubblica,
La" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pagina VII -
Roma I piloti Alitalia: "è il momento dello sciopero" FLAMINIA
SAVELLI «Siamo pronti a scioperare», annuncia una delle hostess che ieri
mattina, insieme con i colleghi steward e alcuni piloti, si è fermata a parlare
davanti al Centro equipaggi di Fiumicino, il giorno dopo la proposta di acquisto
della Cai.
Il
prestito-ponte sarà rimborsato dalla <bad company>
( da "Giornale.it,
Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
È un problema
che riguarda la vecchia Alitalia. E siccome la vecchia Alitalia incasserà soldi
da Cai il commissario potrà vendere aerei, proprietà di Alitalia, farà fronte e
restituirà al governo italiano questi soldi». Quanto alla scelta di un partner
straniero - che dovrebbe essere annunciata il 12 novembre, secondo
indiscrezioni dei media francesi - Matteoli ha detto che «
alitalia,
è protesta - flaminia savelli ( da "Repubblica, La"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pagina XX -
Roma Alitalia, è protesta FLAMINIA SAVELLI e ra un vento di protesta e
malcontento quello che soffiava tra gli assistenti di volo, i piloti e alcuni
sindacalisti: «Non possiamo prendere alcuna decisione, vogliamo prima un
incontro con tutti i lavoratori» ha ribattuto un delegato della Sdl, Francesco
Straccioli.
ROMA
A Bruxelles il parere è pronto. Il prestito di 300 milioni, concesso dallo
Stato a... ( da "Messaggero, Il"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il prestito
di 300 milioni, concesso dallo Stato ad Alitalia prima dell'estate, è un «aiuto
di Stato illegittimo». In compenso, ricadrà sulle spalle della vecchia
compagnia e non di Cai perché viene riconosciuta la «discontinuità» tra le due
società. Intanto i piloti e gli assistenti di volo fanno ancora muro.
LA
SITUAZIONE Alitalia si modifica di ora in ora ma intanto non diminuisce la
tension... ( da "Messaggero, Il"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Domenica 02
Novembre 2008 Chiudi di MAURZIO COSTANZO LA SITUAZIONE Alitalia si modifica di
ora in ora ma intanto non diminuisce la tensione sul fronte della scuola.
Persino Beppe Grillo è stato contestato in una piazza. Si avvicina il momento
del voto in America. I due candidati sono travolti da un rincorrersi di
sondaggi conclusivi.
ROMA
Il Paese non può più essere gestito con la logica dei veti corporativi . ...
( da "Messaggero,
Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
indomani
della presentazione dell'offerta per rilevare l'Alitalia, il presidente della
Cai, Roberto Colaninno, sollecita una svolta nelle relazioni industriali. In un
colloquio con il Messaggero, Colaninno sottolinea come l'Alitalia non abbia futuro
con la logica dei "no" e parla della difficile trattativa con i
sindacati.
PIER
Ferdinando Casini vede buio sul futuro dell'Alitalia ( Letta ha sfornato la sua
crost... ( da "Messaggero, Il"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Novembre 2008
Chiudi PIER Ferdinando Casini vede buio sul futuro dell'Alitalia («Letta ha
sfornato la sua crostata; però senza nulla togliere ai suoi meriti verso il
Paese, più che un dolce è un pasticcio») e soprattutto, in una intervista al
Messaggero, giudica assai negativamente le mosse di Berlusconi in questa fase
così delicata di emergenza finanziaria: «Davvero non lo capisco.
Colaninno:
basta veti ( da "Messaggero, Il"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Domenica 02
Novembre 2008 Chiudi Il colloquio/Il presidente Cai: la nuova Alitalia non ha
futuro con la logica dei no Colaninno: basta veti «Serve discontinuità a
partire dalle relazioni industriali»
AIUTO
DI STATO ILLEGITTIMO ( da "Messaggero, Il"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Domenica 02
Novembre 2008 Chiudi AIUTO DI STATO ILLEGITTIMO Alitalia dovrà restituire i 300
milioni ma viene accolta la «discontinuità»
1
miliardo ( da "Messaggero, Il"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Domenica 02
Novembre 2008 Chiudi LA VALUTAZIONE 1 miliardo E' la valutazione di Alitalia
fatta da Cai. La società guidata da Colaninno verserà al commissario Fantozzi
un acconto di 100 milioni
Parla
il presidente della Cai all'indomani della presentazione dell'offerta
vincolante per rilevare l'Alitalia
( da "Messaggero,
Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Domenica 02
Novembre 2008 Chiudi Parla il presidente della Cai all'indomani della
presentazione dell'offerta vincolante per rilevare l'Alitalia
ROMA
Il prestito ponte di 300 milioni è un aiuto di Stato illegittimo , ma ricadr&#...
( da "Messaggero,
Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
in modo di
portare l'età media della flotta dai 12,4 anni attuali ad
ROMA
Credo che nessuno possa auspicare il fallimento di Alitalia. Il mio auspicio
... ( da "Messaggero, Il"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Credo che
nessuno possa auspicare il fallimento di Alitalia. Il mio auspicio è che piloti
e personale navigante, che rappresentano certo una risorsa, si assumano come
gli altri una responsabilità e consentano la nascita della nuova compagnia ».
Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini sulle vicende legate alle
scelte delle varie sigle sindacali.
ROMA
- Il giorno più lungo è alle spalle. Roberto Colaninno, il preside...
( da "Messaggero,
Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, è
in partenza per il Vietnam dove inaugurerà uno stabilimento della Piaggio che
rappresenta il più importante investimento italiano in quel Paese. Un giorno
vissuto pericolosamente sul filo della rottura dove l'Alitalia è passata nello
spazio di poche ore dal salvataggio al fallimento e poi ancora al salvataggio.
ROMA
L'università italiana è un motore imballato. Può riprendere a funzionare l...
( da "Messaggero,
Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia ci
voleva molto meno e non si riusciva a trovare una cordata. Figuriamoci se si
trova qualcuno disposto ad accollarsi anche un solo ateneo». Luigi Frati, che
da domani si insedia come rettore della Sapienza, è ancora più esplicito: «Non
solo non ci sono imprenditori con la capacità finanziaria di entrare in
"società"
Appello
di Fini: piloti Alitalia siate responsabili
( da "Corriere
della Sera" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
data:
2008-11-02 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Appello di Fini: piloti
Alitalia siate responsabili Bossi: meglio il partner tedesco, il premier in
campo Il commissario Fantozzi valuta il prezzo dell'offerta La Lega: temiamo i
francesi, concorrenziali con noi sul turismo Duello tra autonomi e confederali
ROMA —
Ma
il governo è pronto anche alla precettazione
( da "Corriere
della Sera" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
troveranno
conveniente aderire alla nuova Alitalia. In caso contrario infatti resterebbero
senza sostegni al reddito. La fase che si apre prevede infatti che i dipendenti
di Alitalia finiscano in cassa integrazione e da qui vengano assunti dalla Cai,
la quale ottiene così i generosi benefici previsti dalla legge per le
assunzioni di lavoratori dal bacino degli ammortizzatori sociali (
<Se
ci chiamano uno per uno resteremo davvero uniti?>
( da "Corriere
della Sera" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E ora, poiché
tu sei un dipendente Alitalia: vieni con noi, o no?», spiega Fabrizio Teresi,
36 anni, assistente di volo da
Primo
sì della Ue ai privati Prestito, rimborso allo Stato
( da "Corriere
della Sera" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
bollandolo come un illegittimo aiuto di Stato; ma questo prestito dovrà essere
rimborsato da chi lo intascò, cioè appunto dalla «bad company» Alitalia in via
di liquidazione con tutti i suoi debiti, e non dalla nuova Cai. In due parole:
quando decollerà con i suoi aerei, la cordata guidata da Roberto Colaninno non
avrà questa zavorra.
Partner
12 ( da "Corriere della Sera"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Entro la
stessa data l'Europa deciderà come valutare il prestito da 300 milioni dello
Stato ad Alitalia Offerta Scade alla fine del mese l'offerta vincolante inviata
venerdì dalla Cai al commissario straordinario Alitalia, Augusto Fantozzi. La
risposta della bad company dovrà arrivare entro il 30 novembre novembre 30
novembre
ROMA
Pier Ferdinando Casini vede buio sul futuro dell'Alitalia ( Non siamo profet...
( da "Messaggero,
Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
(«Non siamo profeti di sventura, è positivo che Gianni Letta abbia sfornato la
sua crostata; però più che un dolce è un pasticcio e si vedrà presto, senza
nulla togliere ai suoi grandi meriti verso il Paese») e soprattutto giudica
assai negativamente le mosse di Silvio Berlusconi in questa fase così delicata
di emergenza finanziaria:
La
terza via delle fondazioni ( da "Corriere della Sera"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E poi le
banche non sono l'Alitalia. Guadagnano ancora miliardi. Se per un anno o due
riducono i dividendi o li distribuiscono come nuove azioni, ecco che la terza
via diventa sostenibile. Del resto, se i titoli bancari fossero convenienti per
lo Stato che, si dice, li potrebbe rivendere bene tra qualche anno, idem dicasi
per le fondazioni.
Alta
tensione a Fiumicino ( da "Corriere della Sera"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
REDAZIONALE Crisi
Alitalia L'Avia: «3.000 posti a rischio, 1.500 esuberi» Alta tensione a
Fiumicino Il sindacato degli steward: accordi stravolti «Testi stravolti
rispetto a quanto concordato a settembre», un numero di esuberi che ora pare
«enorme», «precari cancellati», «incertezze sull'utilizzo degli ammortizzatori
sociali»,
Alitalia,
torna la grande paura ( da "Corriere della Sera"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è stato
stravolto l'accordo di settembre, e i precari cancellati» Alitalia, torna la
grande paura Il sindacato degli assistenti di volo: «1.500 esuberi,
Radicali,
attacco a Veltroni Bonino: <Un cumulo di errori>
( da "Corriere
della Sera" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
bugie colossali»
sull'Alitalia, l'inutile detassazione degli straordinari, che nessuno farà più
con la crisi economica, l'Ici abolita anche per chi guadagna bene, come i
parlamentari. Ma l'obiettivo è puntato sul Pd, il partito che ha eletto nove
radicali nelle sue liste, che è con i radicali negli stessi gruppi
parlamentari.
Infrastrutture,
Bossi: <Più pedaggi sulle strade>
( da "Corriere
della Sera" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
aeroporto e
il suo legame con la nuova Alitalia avevano nei giorni scorsi sollevato i
mugugni di tutte le istituzioni lombarde, preoccupate dal fatto che i soci
della Cai (la cordata che ne erediterà l'attività) non sembrano molto propensi
a spostare traffico al Nord e pongono una serie di condizioni per garantire
investimenti.
Così
la Nuova Alitalia volerà "senza piloti"
( da "Giornale.it,
Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La Nuova
Alitalia, secondo il piano Fenice, avrà bisogno di 1550 piloti. 300 comandanti
arrivano già da AirOne: dunque per Cai è necessario pescare 1250 piloti tra i
2100 attualmente in forza all?Alitalia. Ovviamente il discorso è più
complicato: non tutti i piloti sono abilitati a guidare le macchine di cui si
doterà la Cai.
Benvenuti
nel club delle aquile tra auto blu e alberghi di lusso
( da "Giornale.it,
Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
piloti Alitalia:
un mondo a parte dove – in base al regolamento interno – tutti i mesi hanno 28
giorni, i giorni lavorativi durano sei ore e quelli di riposo 33. Siamo una
categoria che non può permettersi di essere sfiorata dallo stress per non
mettere a rischio la vita di chi è a bordo, motivo per il quale siamo riusciti
a strappare condizioni di lavoro da nababbi.
"E
se gli altri firmano, io che faccio?"
( da "Giornale.it,
Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il giorno
dopo la presentazione dell'offerta Cai per Alitalia e la firma dei contratti e
dei criteri di assunzione da parte dei sindacati confederali, il personale di
Alitalia vive con disagio il materializzarsi di una prospettiva finora
sgradita. Le organizzazioni autonome (Anpac, Unione Piloti, Avia, Anpav e Sdl)
si sono confinate sull?
Io
non voto Obama ( da "Giornale.it, Il"
del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
questo post a
un amico 04Sep 08 I conti su Alitalia Fate voi la somma. +Lo stato esce
definitivamente dal trasporto aereo (Marrazzo permettendo) -Balla un miliardino
di debiti che pagheranno i contribuenti +AirFrance chidedeva che i diritti di
volo in Italia fossero solo suoi, ciò non è previsto dal nuovo progetto -Unire
due debolezze (Ali e Air) amplifica una posizione dominante,
I
tagli agli atenei finanziano le promesse elettorali
( da "Unita,
L'" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ridotte agli
atenei sono servite ad alimentare il decreto Ici e quello Alitalia. In buona
sostanza: nulla di sociale. Molto di propagandistico. D'altronde, erano
promesse elettorali. E il ministro di punta, quello che aziona le leve della
finanza, ha eseguito perfettamente. Più tardi ci si è messa anche la crisi
internazionale.
Piloti:
mai con Cai A Fiumicino sarà il giorno dei ribelli
( da "Unita,
L'" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Oggi entra
nel vivo anche l'esame dell'offerta di Cai da parte del commissario Fantozzi.
L'intenzione è di fare in fretta, entro fine novembre, ma è da valutare il
prezzo offerto da Cai con la stima degli advisor di Alitalia. BIANCA DI
GIOVANNI ROMA bdigiovanni@unita.it
Gli
editori: chiusure? No, ma crollo di affari Dopo l'allarme lanciato dall'Unità
le case editrici in fermento Alcune lamentano l'allarmismo, altre troppi mesi
di silenzio sul tema ( da "Unita, L'"
del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia. Ma
parlare di sicuro fallimento mi sembra eccessivo; la salvezza dei soli editori
"misti" mi sembra conseguenza non diretta e non necessaria del
decreto. Per concludere non vorrei dare l'impressione di sottrarmi a un
giudizio politico della vicenda: i tagli alla scuola e il blocco dei libri di
testo mi sembrano due aspetti di una stessa idea (
L'ENERGUMENO
SLANCIATO ( da "Unita, L'"
del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nuova
Alitalia"); 9) i magistrati italiani sono in media i più produttivi
d'Europa, anche se da anni i governi tagliano loro fondi e personale (-10 mila
persone nell'ultimo triennio); 10) se "il 70% delle udienze finisce con un
rinvio" non è per "gli errori procedurali dei magistrati", ma
perché imputati, testimoni e avvocati non si fan trovare,
alitalia,
autonomi denunciano la cai oggi le assemblee di piloti e hostess - lucio cillis
e aldo fontanarosa a pagina 6 ( da "Repubblica, La"
del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pagina 1 -
Prima Pagina L´azienda replica: non abbiamo mai cambiato il numero degli
esuberi Alitalia, autonomi denunciano la Cai oggi le assemblee di piloti e
hostess lucio cillis e aldo fontanarosa a pagina 6 SEGUE A P
il
fronte delle cinquecento mamme volanti "il contratto è pessimo, ma molte
firmeranno" - lucio cillis ( da "Repubblica, La"
del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
comandante
sul medio raggio di Alitalia. Venti anni passati alla cloche e tanta
insoddisfazione: «L´accordo? Davvero pessimo, e non per la parte economica mi
creda. è pessimo soprattutto se guardo ai colleghi che usciranno da Alitalia e
resteranno fuori. Detto questo però, non me la sento di dire che non accetterò
di lavorare con Cai.
"io,
aggredito dai colleghi difendo l'intesa"
( da "Repubblica,
La" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
30 anni in
Alitalia da pilota. Nella veste di leader della Uil trasporto aereo, è stato
aggredito verbalmente, con urla e insulti, da un gruppo di colleghi Alitalia
all´indomani del via libera a Cai siglato a Palazzo Chigi. Un clima
incandescente che rischia di far esplodere lo scontro all´interno delle stesse
categorie di piloti e assistenti di volo.
alitalia,
autonomi pronti a denunciare cai - aldo fontanarosa
( da "Repubblica,
La" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pagina 6 -
Economia Alitalia, autonomi pronti a denunciare Cai Oggi le assemblee di piloti
e hostess. L´azienda: mai cambiati esuberi e selezioni ALDO FONTANAROSA ROMA -
I 5 sindacati di base - gli arrabbiati di Alitalia - temono che la Cai voglia
giocare sporco.
"niente
aumenti in tredicesima ma premi alla produttività" - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Anche le
proteste dei sindacati autonomi di Alitalia sono legittime? «Considero la
vicenda Alitalia chiusa: questi sono gli ultimi fuochi di una situazione che fa
fatica ad essere metabolizzata, d´altronde i 15-20 anni di lassismo che hanno
caratterizzato l´azienda non sono facili da cancellare».
Obama-McCain,
comunque vada è una questione di cuore
( da "Giornale.it,
Il" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
I più inviati
Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita
meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con
Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Usa,
la tragica ripicca di un popolo a lungo raggirato - 3 Emails In una lettera il
ritratto dell'Italia di oggi -
Filarmonica,
no dei tecnici Scala Rimini: subito un nuovo patto
( da "Corriere
della Sera" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Che ricordano
un po' la vicenda Alitalia. Il presidente dell'associazione della Filarmonica,
Cesare Rimini sorride. Non gli va di commentare il paragone. Però dice di
essere molto triste per la situazione. «Non voglio entrare nel merito o
alimentare polemiche. Me lo impedisce il ruolo».
Alitalia,
sale la protesta dei piloti Cai: ecco i criteri di assunzione
( da "Corriere
della Sera" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia -
data: 2008-11-03 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Alitalia, sale la
protesta dei piloti Cai: ecco i criteri di assunzione Sdl: valutiamo azioni
legali. La società: basta con accuse distorte «Niente discriminazioni per le
donne. L'unica esclusione è per chi va in pensione» Assemblea a Fiumicino ROMA
—
Il
leader di Aquila selvaggia: non firmerei
( da "Corriere
della Sera" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia.
Formica minacciò di riassumere piloti in pensione o farli arrivare dall'estero.
Una cosa simile a quella che tentò di fare nel 1995 Roberto Schisano,
affittando aerei ed equipaggi dalla compagnia australiana Ansett: operazione
che probabilmente contribuì a farlo saltare come un tappo di spumante dalla
poltrona di amministratore delegato.
Sondaggio
Sky-Tg24: bene l'offerta della cordata per 8 votanti su 10
( da "Corriere
della Sera" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Bene il
salvataggio Alitalia da parte di Cai. è il risultato del sondaggio quotidiano
di Sky Tg24 che ieri, dopo che la cordata guidata da Roberto Colaninno ha
deciso di presentare l'offerta per acquistare gli asset della vecchia Alitalia
anche senza il sì delle sigle autonome, ha chiesto al proprio pubblico di
votare.
Piloti,
monta la protesta ( da "Corriere della Sera"
del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
03 num: -
pag: 1 autore: di ALESSANDRO FULLONI categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia ORE
DECISIVE Piloti, monta la protesta Oggi alle 15 assemblea a Fiumicino con
piloti, assistenti di volo e personale di terra decisi a contrastare le
proposte Cai. Una delle ipotesi è che prevalga la linea dura e si arrivi al
blocco dei voli.
Nuova
Alitalia, cresce il fronte del no
( da "Corriere
della Sera" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Fiumicino
Oggi assemblea convocata dalle sigle autonome nel parcheggio: molti premono per
la linea dura Nuova Alitalia, cresce il fronte del no Tensione e disservizi in
aeroporto: addetti alle pulizie e autisti già fermi Alle 15 si riuniscono i
piloti, gli assistenti di volo e il personale di terra più determinati a dare
battaglia alle proposte Cai Fiumicino è una specie di polveriera.
Italia
grande outlet: i nuovi poveri e i valori in svendita
( da "Corriere
della Sera" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La svendita
dell'Alitalia, di aziende un tempo gloriose, di interi settori dell'economia
nazionale. Lo shopping degli stranieri, non solo di capi firmati ma soprattutto
di lavoro, marchi, professionalità. La perdita di valore del denaro: anche la
corsa folle dei prezzi è un aspetto del degrado dei contatti umani.
Crisi
Alitalia? A Linate non è arrivata Al parroco "Una Ferrari in regalo"
( da "Giornale.it,
Il" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
03 pagina 0
Crisi Alitalia? A Linate non è arrivata Al parroco "Una Ferrari in
regalo" di Sabrina Cottone La foto choc pubblicata sulla rivista dello
scalo milanese diretta dal sacerdote. Ma è giallo sul regalo da nababbi. La
replica della Società aeroportuale: "E' solo un articolo ironico, legato
alla diatriba per un posto auto" Milano -
cai,
piloti in trincea "pronti a scioperare"
( da "Repubblica,
La" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
composto
dalle cinque sigle sindacali autonome dei lavoratori Alitalia, ha rifiutato
l´accordo siglato il 31 ottobre a Palazzo Chigi tra la Cai e Cgil, Cisl, Uil e
Ugl sui criteri di selezione del personale. La replica di Alitalia: l´offerta
Cai è vincolante e irrevocabile fino al 30 novembre, l´accettazione sarà
efficace solo se riferita alla stipulazione di tutti i contratti.
alitalia,
autonomi sul piede di guerra - paolo g. brera
( da "Repubblica,
La" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
replica di
Alitalia: «L´offerta presentata da Cai per l´acquisto di complessi di beni e
contratti di "Alitalia linee aeree italiane", di "Alitalia
servizi", di "Alitalia express", di "Alitalia airport"
e di Volare è vincolante e irrevocabile fino al 30 novembre, ed è unica e
inscindibile per cui l´accettazione sarà efficace solo se riferita alla
stipulazione di tutti i contratti»
tra
i ribelli di fiumicino spintoni, lacrime e bimbi "pronti a bloccare i
voli" - lucio cillis ( da "Repubblica, La"
del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Andrea non
sembra interessato al destino di Alitalia. Eppure è lì anche lui, nella sala
mensa di Fiumicino dove dalle 14,30 iniziano a confluire piloti in maniche di
camicia, hostess in jeans attillati, dipendenti di terra con la passione della
moto e il braccio infilato nel casco. C´è anche il personale in divisa che attende
l´inizio dell´assemblea fissato per le 15.
le
virtù della globalizzazione summit di economisti a frascati
( da "Repubblica,
La" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
non gli aiuti
statali all´Alitalia, mascherati in tante forme e già visti negli anni Ottanta
con il caso Alfa Romeo; non i tagli, che - come ha scritto - «applicati
pro-quota colpiranno in egual misura un po´ tutti: sia le attività che sono
puri sprechi sia quelle che dovrebbero essere potenziate».
alitalia,
il no di punta raisi ( da "Repubblica, La"
del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Impegno del
governo per aiutare gli addetti" Alitalia, il no di Punta Raisi Assemblea
contro il taglio di cento dipendenti. Disagi ai check-in I dipendenti Alitalia
di Palermo dicono no al piano di Cai: ieri i lavoratori hanno manifestato
all´aeroporto Falcone Borsellino. Prima un´assemblea, poi la decisione di
rallentare le operazioni di imbarco,
tagli
a punta raisi scoppia la protesta cortei e disagi ai check-in - sara scarafia
( da "Repubblica,
La" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ieri, per la
prima volta, i dipendenti Alitalia di Palermo hanno manifestato all´aeroporto
Falcone Borsellino per dire no al piano di Cai. Prima un´assemblea, poi la
decisione di rallentare le operazioni di imbarco: per tutto il pomeriggio ha
funzionato solo uno dei sette check-in solitamente aperti.
due
secoli in duemila immagini - tiziana cozzi
( da "Repubblica,
La" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia. Più
di 1600 pagine complessive, trenta fotoreporter impegnati soltanto nell´ultimo
volume (tra cui Tano D´amico, Luciano Ferrara, Claudio Corrivetti, Sergio
Siano, Gianni Fiorito, Rino Barillari e agenzie storiche come Contrasto, Getty,
Reuters, Reporters Associati) per un efficace memoriale per immagini che dalle
lontane sequenze della guerra arriva fino ai ricordi più
Alitalia,
è ancora scontro Piloti e hostess sulle barricate
( da "Unita,
L'" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, è
ancora scontro Piloti e hostess sulle barricate Sale la tensione tra piloti e
assistenti di volo del «fronte del no», ieri riuniti a Fiumicino. Dopo tre ore
l'assemblea ha votato due documenti che rigettano l'accordo del 31 ottobre di
Palazzo Chigi.
una
difesa targata inter per arrivare fino in vetta - luigi bolognini
( da "Repubblica,
La" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
(autoironia o scarsa fiducia nei proprio mezzi? Comunque Alitalia va ben
peggio), che ironicamente aveva quasi tutti gli stessi marcatori: proprio
Conti, ma anche Maicon e Acquafresca, a cui aggiungere Bellucci. La differenza
l´hanno fatta i voti dei giocatori che non hanno segnato, su tutti il 5 di
Delvecchio.
ROMA
Il fronte del no boccia l'accordo sui contratti tra Cai e sindacati per la n...
( da "Messaggero,
Il" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Martedì 04
Novembre 2008 Chiudi ROMA Il fronte del «no» boccia l'accordo sui contratti tra
Cai e sindacati per la nuova Alitalia. Piloti e assistenti di volo fanno
scattare la mobilitazione. Il fronte però non sembra più compatto: l'Anpav ha
abbandonato l'assemblea.
<Non
è il '68. Contestazioni manovrate>
( da "Corriere
della Sera" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nelle
generalizzazioni, l'Alitalia e l'università, i piloti degli aerei e i baroni».
Chi li accusa dice che sia i piloti sia i baroni hanno i loro bei privilegi. E
che privilegi. «Non siamo sullo stesso piano. A cominciare dagli stipendi...».
Professore, gli atenei hanno ugualmente una lunga fila di guai.
Alitalia,
si mobilita il fronte del no ( da "Messaggero, Il"
del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Martedì 04
Novembre 2008 Chiudi Piloti e hostess bocciano l'accordo. Ma l'Anpav lascia
l'assemblea Alitalia, si mobilita il fronte del no
ANCHE
la Roma, che inanella una sconfitta dopo l'altra e che tracolla verso la s...
( da "Messaggero,
Il" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
stenta a decollare, addirittura rischia di rimanere ferma nell'hangar, mentre
la Roma ha sbagliato direzione di marcia e anziché verso Nord, va verso Sud;
anziché salire, scende. Mentre il governo può intervenire o cercare di
intervenire, sui problemi Alitalia, per quelli della Roma forse non vale
nemmeno un viaggio della speranza a Lourdes.
Dottor
Gervaso, tutti i suoi lettori aspettano con ansia di poter riprendere la
lettura d... ( da "Messaggero, Il"
del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
fino alla
penosa telenovela dell'Alitalia, allo tsunami borsistico, alle zuffe sulla
riforma scolastica Gelmini. Ad aprile il Cavaliere aveva già vinto le elezioni
con un'inequivocabile maggioranza. Le sorti del Campidoglio, invece, non erano
ancora state decise. I pronostici aggiudicavano la palma a Rutelli, ma i
quiriti lo hanno trombato.
Insulti
e mozioni: tra i piloti del no in assemblea
( da "Corriere
della Sera" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
REDAZIONALE
Trattativa Alitalia Il racconto della riunione segreta dominata da Berti
Insulti e mozioni: tra i piloti del no in assemblea ROMA — Insulti, spinte,
tensione: l'assemblea del fronte del «no», vista dall'interno, è stata tutto
questo, ma è stata anche un piccolo capolavoro del comandante Fabio Berti, gran
capo dell'Anpac,
Il
fronte del <no> resiste <Via l'accordo di ottobre>
( da "Corriere
della Sera" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
esecuzione:
la stipula dei contratti tra Cai e Atitech, e Cai e Alitalia Manutenzione. La
Nuova Alitalia è disponibile infine ad assumere una partecipazione di minoranza
nella società cui verrà ceduto il cargo. Rallenta invece il fronte delle
alleanze: Air France-Klm resta in prima linea, ma l'offensiva della Lega si fa
sentire.
12.566
( da "Corriere
della Sera" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-04 num: - pag: 8
categoria: BREVI 12.566 i dipendenti dell'Alitalia che verranno assunti dalla
Cai e che confluiranno nella Nuova Alitalia dal 1Ë? dicembre
Urla
e mozioni, poi Berti disse: trattiamo
( da "Corriere
della Sera" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Si entra solo
mostrando un tesserino dell'Alitalia. Molti dipendenti senza la divisa, alcune
hostess con i figlioletti in carrozzina. Primi interventi: Antonio Di Vietri,
leader dell'Avia (assistenti di volo), che arringa e poi, posato il microfono,
si volta e fa: «Oggi è la nostra linea del Piave.
Di
Pietro capopopolo delle hostess. Ma Treu lo stoppa
( da "Corriere
della Sera" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ribelli» di
Alitalia, è corsa la voce che il leader dell'Italia dei Valori stesse per
unirsi ai lavoratori. La notizia si è rivelata poi infondata, ma è chiaro che
Tonino deve aver lasciato il segno. Nelle lunghe giornate di settembre, quando
le assemblee di piloti e hostess erano all'ordine del giorno, e poi quel
giovedì 18,
Al
sicuro i punti Millemiglia ( da "Corriere della Sera"
del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
compresi
quelli relativi a «Alicorporate», che è dedicato ai dipendenti delle imprese
che stipulino convenzioni con la compagnia. E a coloro che hanno comprato o
compreranno un biglietto prima del decollo della Nuova Alitalia, per voli da
effettuarsi successivamente a tale data, Cai garantisce la copertura.
Tor
Vergata, insulti e sputi al pdl Bocchino
( da "Corriere
della Sera" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
precari
Alitalia, lavoratori dei call-center Atesia e metalmeccanici, per saldare la
protesta e arrivare a «uno sciopero generale di tutte le categorie ». Sempre
ieri, però, anche i giovani di Azione universitaria (An) sono scesi in campo.
L'hanno fatto all'università di Roma Tre dove hanno occupato simbolicamente il
rettorato (
Fiumicino,
assemblea tesa in vista <agitazioni spontanee>
( da "Corriere
della Sera" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
REDAZIONALE
Crisi Alitalia Piloti e steward del «fronte del no» all'accordo con la Cai
Fiumicino, assemblea tesa in vista «agitazioni spontanee» Minacciati blocchi
sull'autostrada e malattie in massa La crisi dell'indotto: «Mentre noi stiamo
qui a difendere il nostro posto di lavoro c'è già chi da 2 mesi sta senza
stipendio» A Fiumicino comandanti,
Politecnico
e Regione, altolà al governo ( da "Corriere della Sera"
del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Spiccioli
rispetto al salvataggio di Alitalia». Applausi. Poi è la volta di Formigoni: «è
necessario razionalizzare, ma non si può tagliare allo stesso modo nelle
università in cui ci sono sprechi e deficit e in quelle che riescono a far
fronte alle spese». Meglio un sistema che premi gli atenei virtuosi: «C'è
bisogno di una coraggiosa e organica riforma.
ROMA
- Facoltà di Economia, Università La Sapienza di Roma. Se qualcuno pensa che
... ( da "Messaggero, Il"
del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ex membro del
Cda Alitalia, docente di Economia aziendale, Ballerini (Fondamenti di
Matematica finanziaria), Blasi (complementi di Matematica generale), La Torre
(Economia degli intermediari finanziari,e il professor Quattrociocchi. Un
seminario si sarebeb tenuto a Bariloche, Patagonia, confine col Cile.
Sciopero,
la Caporetto del sindacato ( da "Giornale.it, Il"
del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Caporetto del
sindacato di Redazione Sorpresa nel pubblico impiego: nove statali su dieci si
ribellano a Cgil e Uil e vanno a lavorare Alitalia, si rompe il fronte del no:
le hostess lasciano soli i piloti. Ecco la vera posta in palio Fallisce lo
sciopero di Cgil e Uil: ieri hanno lavorato 9 statali su 10. Un plebiscito a
favore di Brunetta: presenze da record persino nei ministeri.
Il
retroscena Ecco le ragioni <inconfessabili> della rottura
( da "Giornale.it,
Il" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia era
di 14,5 milioni di euro. Una cifra alla quale Cai ha reagito facendo marameo:
l'Anpac ha chiesto otto distacchi, Cai è disposta a riconoscerne due, più i
permessi di legge per tutte le nove sigle. I vertici sindacali dei piloti che
hanno rotto le trattative non possono spiegare queste cose alla propria base.
boniek:
"serve un manager con piano industriale"
( da "Repubblica,
La" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
L´ippica
italiana somiglia all´Alitalia. «E forse sta peggio. Non date più soldi
all´Unire, l´Unire va raso al suolo. Togliete la politica dall´ippica e
affidatela a un manager con un piano industriale. Per me è un hobby, ma c´è
gente che vive solo di questo». (c. z.)
"la
finanziaria uccide i nostri atenei" l'allarme del rettore del politecnico
- teresa monestiroli ( da "Repubblica, La"
del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
spiccioli
rispetto al salvataggio di Alitalia» - sposato a sorpresa dal presidente della
Lombardia Roberto Formigoni che, nel chiedere al governo un «ripensamento»
lancia un appello: «Bisogna uscire alla logica dei finanziamenti a pioggia».
Pur sottolineando la «necessità di una razionalizzazione della spesa», il
governatore di centrodestra bacchetta l´esecutivo criticando «
LA
LEZIONE CHE VIENE DALLA SCUOLA ( da "Giornale.it, Il"
del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E che chiede
la stessa determinazione mostrata finora nel risolvere le emergenze (rifiuti,
Alitalia...) ma anche un?accortezza particolare, una capacità di spiegarsi al
Paese e di coinvolgere la maggioranza degli italiani, che questo cambiamento lo
aspettano davvero. Che la scuola, dunque, serva da lezione. © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G.
Piloti
e hostess minacciano il blocco dei cieli
( da "Giornale.it,
Il" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
esito delle
oltre 4 ore di assemblea indetta dai sindacati autonomi di Alitalia (Anpac, Up,
Avia, Anpav e Sdl) che hanno rifiutato le proposte contrattuali di Colaninno
& C. L'obiettivo è chiaro: costringere azienda e governo a riaprire le
trattative e, in caso di mancata convocazione, indire uno sciopero generale
dell'intero trasporto aereo.
1
novembre 2008 ( da "Foglio, Il"
del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
1 novembre
2008 Adesso che il salvataggio di Alitalia torna in bilico, dopo il rifiuto
dell?intesa da parte dei sindacati autonomi e il conseguente ritiro della Cai,
Giulio Tremonti penserà di essere il solo, nella maggioranza, a poter dire di
avere avuto ragione. Ma farà bene a non dirlo ad alta voce, perché in politica
avere ragione non sempre è un vantaggio.
30
ottobre 2008 ( da "Foglio, Il"
del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
la risposta
pronta al desiderio di sicurezza degli italiani e la vittoria su Alitalia, per
il governo la scuola sembra l?unico piccolo neo in un contesto trionfale. Ma lo
è davvero o piuttosto il Cav. fa bene a minimizzare, puntando invece ad
approntare con rapidità gli strumenti adeguati per affrontare la crisi
economica?
Con
una tassa sui biglietti daremo a piloti e hostess
( da "Giornale.it,
Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
quella
straordinaria e quella dei dipendenti Alitalia. Che in realtà è quella che si
meriterebbe davvero l'appellativo di straordinaria: per la durata - sette anni
complessivi - e per l'entità del trattamento economico, pari all'80% dello
stipendio, garantito, peraltro, dai passeggeri, con la nuova tassa di imbarco
di tre euro.
Stipendi
d'oro ai comandanti grazie allo sconto sulle imposte
( da "Giornale.it,
Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
l'indennità di volo come parte variabile rispetto alla paga base fu introdotta
negli anni Novanta; oggi rappresenta la voce di gran lunga più importante, e
può valere il triplo dello stipendio base. Negli anni è lievitata, e a sua
volta si è scomposta in un minimo garantito e in una quota proporzionata
all'impegno effettivo.
Colaninno:
<Il problema è chiuso Non convochiamo i sindacati>
( da "Giornale.it,
Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Uno dei tanti
fronti ancora aperti riguarda il partner estero per la Nuova Alitalia. Si era
detto che la scelta sarebbe scaturita dall'assemblea di Cai del 28 ottobre:
così non è stato. Ieri Colaninno ha spostato la previsione alla fine di
novembre, osservando che «sia Air France che Lufthansa hanno caratteristiche
estremamente interessanti».
"sindacati
confederali coraggiosi hanno salvato la compagnia" - roberto petrini
( da "Repubblica,
La" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nuova Alitalia,
che è rappresentato dal fatto che l´Alitalia oggi gestita dal Commissario
Fantozzi metterà in mobilità tutti i dipendenti, la gran parte dei quali sarà
poi assunta dalla nuova Alitalia. Se dunque un qualsiasi dipendente
dell´Alitalia messo in mobilità volesse cambiare mestiere o società ritenendo
non soddisfacenti le condizioni dei nostri contratti di assunzione,
alitalia,
aut aut del governo "niente cig a chi non firma"
( da "Repubblica,
La" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pagina 17 -
Economia Alitalia, aut aut del governo "Niente Cig a chi non firma"
Cai: pronti ad assumere piloti Ryanair. Up: non si può
"alitalia,
senza firma niente cig" ( da "Repubblica, La"
del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
"Alitalia, senza firma niente Cig" Aut aut del governo. Cai: pronti
ad assumere anche i piloti di Ryanair Damiano contesta il ministro. Il
sindacato autonomo: anni per sostituirci Sacconi: il no a un lavoro analogo fa
perdere il diritto agli ammortizzatori ROMA - Nessun ripensamento da parte di
Compagnia aerea italiana,
i
lavoratori alitalia vanno in piazza sui tagli a punta raisi è scontro nel pdl -
sara scarafia ( da "Repubblica, La"
del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Palermo I
lavoratori Alitalia vanno in piazza sui tagli a Punta Raisi è scontro nel Pdl
Cammarata: "Difendo lo scalo". Miccichè: "Niente
allarmismi" La Cgil: "Il sindaco si sveglia tardi" Il Pd e la
Provincia "Lombardo deve intervenire" SARA SCARAFIA Un sit-in a
piazza Pretoria per chiedere certezze per il proprio futuro: stamattina i
dipendenti dell´
Piano
Pd: 8 milioni per le famiglie ( da "Unita, L'"
del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Piano Pd: 8 milioni per le famiglie
Alitalia, governo minaccia chi non firma Istat: al Sud povero un bambino su tre
Grandes: infanzia triste sotto Franco Vince la Roma, l'Inter pareggia a Cipro
Alitalia, il governo minaccia: niente cassa integrazione
per chi non firma ( da "Unita, L'" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: spiegare che non volano con nessuno dei
modelli di aeroplani che attualmente ha in forza Alitalia e che i piloti della
RyanAir sono quasi tutti pensionati o ragazzi di pochissima esperienza».
Nonostante le minacce, comunque, il presidente Cai mostra ottimismo. Secondo
Colaninno, entro novembre la Nuova Alitalia individuerà il partner straniero e
per Natale sarà pronta a decollare.
Altro che socialista, Obama sarà un altro Bill Clinton ( da "Giornale.it, Il" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la
mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails
Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come
si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Usa, la tragica ripicca di un popolo
a lungo raggirato - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi -
Alitalia, senza firma niente Cig ( da "Messaggero, Il" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi Scontro
con piloti e hostess. Il governo e Cai: trattativa chiusa «Alitalia, senza
firma niente Cig»
ROMA Braccio di ferro in Alitalia tra il "fronte del
no", Cai e il governo. Gli autonomi ... ( da "Messaggero, Il" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi ROMA
Braccio di ferro in Alitalia tra il "fronte del no", Cai e il
governo. Gli autonomi chiedono di riaprire la trattativa sui contratti, ma
Colaninno risponde che non c'è più spazio per negoziare. Il ministro del
Welfare Sacconi avverte: «Chi non firma non potrà usufruire della cassa
integrazione, non è una minaccia, lo prevede la legge».
Graffiti, scuola e Croce Rossa: lo show di Bossi ( da "Corriere della Sera" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Su Alitalia: «Bisogna che Berlusconi entri
in campo, vedere da che parte tira 'sta Cai: se fa il filo ai francesi non va
bene. Loro sono nostri concorrenti». Sulla preoccupazione che, lo ammette lui
stesso, «cresce nel centrodestra» per le proteste del mondo della scuola:
«Bisogna evitare che l'Università si metta insieme agli altri,
Colaninno: Alitalia, trattativa chiusa ( da "Corriere della Sera" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Perché no» Colaninno: Alitalia, trattativa
chiusa «Invieremo le lettere per le assunzioni nominative, secondo la legge» «Discriminazioni
nei criteri di scelta del personale? Ho letto colossali stupidaggini» DAL
NOSTRO INVIATO HANOI — Premette: «I piloti italiani sono tra i migliori al
mondo».
<Chi rifiuta l'assunzione Cai perde la cassa integrazione> ( da "Corriere della Sera" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Le prime lettere di messa in mobilità dei
lavoratori di Alitalia, che preludono al licenziamento, sono arrivate ieri,
inviate dal commissario straordinario Augusto Fantozzi. Riguardano 597
dipendenti di Alitalia Express e sono il primo vero atto di smobilitazione
della vecchia compagnia. Ma ieri a preoccupare i lavoratori, in particolare
quelli del «fronte del no»,
Muccioli, il leader degli assistenti di volo? Fa
l'assicuratore ( da "Corriere della Sera" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: alludendo a tutti i dipendenti di Alitalia.
Ma qualcuno già allora malignò che in realtà non volesse mandare a casa i suoi
quattro dipendenti, qualora Alitalia gli avesse improvvisamente tagliato la
convenzione. Malignità, appunto. Di certo, Muccioli nell'assemblea tenutasi
lunedì scorso a Fiumicino,non è riuscito neppure a parlare, sommerso da un coro
di fischi.
Gli occhi chiusi sui disabili ( da "Corriere della Sera" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quasi contemporaneamente, mentre la
trattativa Alitalia entrava nella stretta finale, il sindacato di base
denunciava: «Non saranno riassunti i part time. Non saranno riassunti genitori
affidatari unici di minori. Non saranno riassunti lavoratori invalidi in
possesso dei requisiti di Legge 104.
Rutelli: fra i romani e il Pdl è finita la luna di miele ( da "Corriere della Sera" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia alla Telecom. La maggioranza
reagisce. «Livore e demagogia » per Dario Rossin, capogruppo del Pdl: «Rutelli
non ha ancora assorbito la botta elettorale ». E il Pdl ricorda la sua scarsa
presenza in aula Giulio Cesare. «Forse sta sottovalutando l'effetto boomerang -
afferma l'assessore capitolino al Personale Enrico cavallari -
TALLEYRAND ( da "Corriere della Sera" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: piloti e assistenti di volo Alitalia mi
riportano alla mente questa frase (di Talleyrand, credo): «Ils n'ont rien
compris, ni rien oublié». Lei forse sa a che proposito la disse? Cesare Cantoni
Pradamano La frase «non hanno capito niente, non hanno dimenticato niente»
sarebbe effettivamente di Talleyrand e sarebbe stata detta nel 1814 dopo il
primo ritorno dei Borbone al potere.
ALITALIA E CAI ( da "Corriere della Sera" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BREVI ALITALIA E CAI Domande dei clienti La
nuova Alitalia volerà entro Natale, questa è una delle notizie di oggi sul caso
Alitalia. Data ormai per scontata la soluzione Cai, sarebbe auspicabile che,
sin da subito, la nuova compagnia (o chi per essa) chiarisse ai clienti almeno
un paio di punti: i biglietti acquistati (ora) da Alitalia saranno validi per
volare (
Pioggia scrosciante, vento a raffiche e allagamenti
ovunque sul quadrante sud-ovest dell'area m... ( da "Messaggero, Il" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia per Venezia delle 16,30. Punta
massima del disagio per i passeggeri dell'Az diretto a Barcellona, decollati
con un'ora e 35 di posticipo. Caos su tutte le strade in uscita dalla città.
Poco dopo le 18,00 la Pontina è stata bloccata per un paio d'ore all'altezza di
Castel Romano dove si sono abbattuti pini sulla carreggiata sia in corsia nord
che in senso inverso.
Figli contesi. Anche dagli Stati ( da "Corriere della Sera" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, sta combattendo un'estenuante
battaglia con la madre di sua figlia Angela, che s'è portata la bambina in
Danimarca, s'è risposata tre volte, i tribunali italiani hanno accertato che la
piccola è stata coinvolta in una storia di abusi compiuti dal secondo marito di
lei, e nonostante svariate sentenze e lettere personali inviate dal ministro
degli Esteri italiano a quello
Ecco come Cai valuta gli asset della compagnia ( da "Messaggero, Il" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi Ecco come
Cai valuta gli asset della compagnia 900 milioni per Alitalia, 57 per Az
servizi, il resto per le altre società. Tre rate fino al 2010
Alitalia, niente cassa integrazione per chi non firma ( da "Messaggero, Il" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi «Alitalia,
niente cassa integrazione per chi non firma» Sacconi: non è una minaccia ma la
legge. Colaninno: potremo assumere i piloti Ryanair
ROMA - La Compagnia Aerea italiana (Cai) offre 900
milioni per Alitalia, 57 per A... ( da "Messaggero, Il" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: offre 900 milioni per Alitalia, 57 per Az
servizi, 7 per Alitalia Airport, 19 per Alitalia Express e 17 per Volare. In
totale un miliardo esatto. Ma in contanti la nuova compagnia si impegna a
versarne 285, salvo rettifiche e neanche tutti subito: 100 milioni al momento
del closing (30 novembre), 92,5 milioni entro il 30 maggio 2009 e 92,
ROMA E' un braccio di ferro dall'epilogo francamente
imprevedibile: da una parte ... ( da "Messaggero, Il" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: cost irlandese che nei giorni scorsi si era
detto disponibile ad assumere i "comandanti" di Alitalia. Replica
secca dell'Up: «Colaninno dovrebbe farsi spiegare che i piloti di Ryanair non
volano con nessuno dei modelli di aerei attualmente in forza in Alitalia».
Quindi, quanto meno, dovrebbero sottoporsi a corsi di addestramento. Che,
ovviamente, non potranno essere di breve durata.
E i piloti hanno pure la maxi-cassa integrazione ( da "Giornale.it, Il" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per i dipendenti Alitalia dichiarati in
esubero lo Stato garantirà quattro di cassa integrazione e tre successivi di
mobilità. E l'80% dello stipendio, calcolato sulla media degli ultimi 12 mesi,
ma senza alcun «tetto» mensile. A coprire la differenza sarà il Fondo di
integrazione al reddito, finanziato anche dai passeggeri,
Karlsson,ovvero gli alti e bassi del golf ( da "Giornale.it, Il" del
05-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Commenti Invia questo articolo a un amico
24Sep 08 Alitalia, piloti imbucati o in buca? Giusto un post-telegramma
riguardo al titolo con cui abbiamo aperto il nostro Giornale martedì 23
Settembre:"Intanto i piloti giocano a golf". Dunque i piloti, gli
stessi che hanno fatto saltare l'accordo con Cai hanno deciso di ingannare
l'attesa del loro destino organizzando un torneo di golf.
<Alemanno non è capace di decidere> ( da "EUROPA ON-LINE" del
06-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per gli esuberi annunciati da tre soli
gruppi: Unicredit, Telecom e Alitalia. Inoltre, l?occupazione in città
risentirà per l?opposizione in Campidoglio anche sei tagli imposti dal governo
nazionale al settore della cultura e dell?università, mentre negli alberghi
sono già previsti per il 2008 un milione di pernottamenti in meno.
sapienza, blitz a fiumicino - laura mari ( da "Repubblica, La" del
06-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: hanno scritto gli studenti sul volantino
distribuito ai dipendenti Alitalia e ai passeggeri - l´attacco del governo non
riguarda solo la scuola, ma tutti i settori della società ed è per questo che è
necessaria una risposta collettiva, uno sciopero generale coordinato e
continuativo che blocchi la produzione fino a quando il governo non ritirerà i
suoi provvedimenti».
dipendenti alitalia protesta all'ars ( da "Repubblica, La" del
06-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: in Dipendenti Alitalia protesta all´Ars Oggi
alle 9,30 di fronte a Palazzo dei Normanni, sede del parlamento regionale, i
rappresentanti del settore trasporti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, insieme con i
dipendenti di Alitalia e Aviation Services in servizio nell´aeroporto Falcone e
Borsellino e ai lavoratori del call center Alicos,
"strade e ferrovie in ritardo la lombardia è
penalizzata" - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del
06-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: grado di risollevare Alitalia, ma anche la
stessa Sea. In questo modo sarebbe possibile comprendere in che modo la società
di gestione degli aeroporti lombardi è riuscita a tenere a galla tutti questi
mesi lo scalo lombardo, garantendone i livelli di efficienza e di serietà, e
quali sono le esigenze attuali, legate soprattutto all´assegnamento degli slot
lasciati liberi da Alitalia»
alitalia, cai offre 1 miliardo i piloti sul piede di
guerra - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del
06-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per i beni e i contratti di Alitalia, il
corrispettivo è di 900 milioni. E´ prevista una prima tranche di 275 milioni.
Nel dettaglio per i beni e i contratti di Alitalia Servizi vengono offerti 57
milioni e per quelli di Alitalia Airport 7 milioni. Alitalia Express, invece
vale 19 milioni e Volare 17 milioni.
<Strade, ferrovie e aeroporti Siamo agli ultimi posti
in Italia> ( da "Corriere della Sera" del
06-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Grazie a loro tanti turisti arriveranno nel
nostro Paese volando Alitalia. Perché, per Berlusconi «gli uffici Alitalia sono
le prime agenzie di promozione turistica del-l'Italia nel mondo». Se invece
avessimo svenduto la compagnia di bandiera «ai nostri cugini francesi, che
conosciamo bene - aggiunge Berlusconi ditemi voi dove sarebbero andati a finire
i nuovi ricchi di Cina,
<Alitalia, da Cai offerta di un miliardo> ( da "Corriere della Sera" del
06-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per i beni e i contratti di Alitalia Servizi
l'offerta è di 57 milioni tra pagamenti in contante e accollo dei debiti. Con
lo stesso meccanismo vengono offerti 7 milioni per Alitalia Airport, 19 milioni
per Alitalia Express e 17 per Volare. Per quanto riguarda le somme da versare
in denaro, ci saranno più tranche: la prima, di 100 milioni,
Il "fronte del no": alcuni ministri soffiano
sul fuoco, disposti a firmare solo se cambiano i contratti Alitalia, i piloti
pronti ad azioni di lotta Il commissario riceve l'offerta ( da "Messaggero, Il" del
06-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Giovedì 06 Novembre 2008 Chiudi Il
"fronte del no": alcuni ministri soffiano sul fuoco, disposti a
firmare solo se cambiano i contratti Alitalia, i piloti pronti ad azioni di
lotta Il commissario riceve l'offerta Cai: un miliardo da pagare in più
tranches
ROMA In attesa di una convocazione, che quasi certamente
non arriverà, i piloti e gli ... ( da "Messaggero, Il" del
06-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: questione dei nuovi contratti della nuova
Alitalia e la disponibilità a firmare un accordo «coerente con quanto
sottoscritto con l'azienda a palazzo Chigi purchè vengano esplicitamente
esclusi quei criteri di assunzione iniqui e discriminatori oggi presenti».
Mancava la firma dell'Anpav (uno delle sigle degli assistenti di volo) contestata
nell'infuocata assemblea di lunedì scorso.
<Raddoppiare Fiumicino anche senza Cai> ( da "Corriere della Sera" del
06-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 5 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia Il
vertice «Raddoppiare Fiumicino anche senza Cai» Rivendicare la competitività di
Fiumicino «che va raddoppiato nel 2009 anche senza Cai». Garantire adeguati
ammortizzatori sociali. E costruire una piattaforma condivisa per il sistema
aeroportuale del Lazio che includa anche Viterbo.
Massimo Tabacchiera è il nuovo presidente dell'Atac.
L'attuale presidente di Federlaz... ( da "Messaggero, Il" del
06-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che tempo fa era anche stato protagonista
del tentativo di organizzare una cordata di imprenditori romani che
partecipasse all'operazione Cai-Alitalia: «Un ringraziamento sincero al sindaco
di Roma Gianni Alemanno che mi ha scelto per un compito che considero
certamente di grandissimo valore e responsabilità».
RHO (Milano) - E dopo gli studenti, tocca ai contestatori
dell'Alta Velocità becca... ( da "Messaggero, Il" del
06-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e poi si spertica in elogi per gli
imprenditori che fanno parte della cordata che dovrebbe salvare Alitalia: «Mi
sono venuti i brividi quando sentivo lo slogan "meglio falliti che con i
banditi" urlato da alcuni dipendenti Alitalia. Temevo che gli imprenditori
se ne sarebbero lavate le mani. Invece sono rimasti lì, li vedrò tra qualche
giorno».
La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli ( da "Giornale.it, Il" del
06-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti
Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il
sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia,
ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei
lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro.
<Non c'è trasparenza. Ci vuole una gara per gli
slot> ( da "Giornale.it, Il" del
06-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: «Primo: la procedura per la cessione dei
beni di Alitalia deve osservare criteri di trasparenza. Ma noi abbiamo da tempo
presentato un'offerta per acquisire asset, slot e personale e non abbiamo
nemmeno ricevuto risposta». Forse è presto. «Lo spero. Ma da quanto si legge
già a fine novembre ad Alitalia succederà Cai».
Nozze fatte. L'Open 2009 in casa Agnelli ( da "Giornale.it, Il" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Commenti Invia questo articolo a un amico
24Sep 08 Alitalia, piloti imbucati o in buca? Giusto un post-telegramma
riguardo al titolo con cui abbiamo aperto il nostro Giornale martedì 23
Settembre:"Intanto i piloti giocano a golf". Dunque i piloti, gli
stessi che hanno fatto saltare l'accordo con Cai hanno deciso di ingannare
l'attesa del loro destino organizzando un torneo di golf.
Cai verso il decollo il primo dicembre dopo l'offerta da
1 miliardo ( da "Unita, L'" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: acquisto del complesso dei beni e dei
contratti Alitalia, e ha intascato il via libera della Iata, l'associazione
mondiale delle compagnie aeree. Verserà una prima tranche di 275 milioni e si
accollerà 625 milioni di debiti in più tranche. Nel dettaglio, per Alitalia
Servizi vengono offerti 57 milioni, per Alitalia Airport 7 milioni, per
Alitalia Express 19 e per Volare 17.
Piccola impresa tartassata dal governo e dalle banche ( da "Unita, L'" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: È un chiaro errore strategico il
provvedimento sull'Ici e sull'Alitalia, che costerà molto di più di quanto
dicono. Non solo. Le tasse su banche, petrolieri e assicurazioni alla fine non
arriveranno: non ci sono più gli utili attesi a inizio anno. Intanto gli aiuti
al paese reale non si vedono. Restano distorsioni assurde.
Calano i passeggeri Si aggrava la crisi di Linate e
Malpensa ( da "Corriere della Sera" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia non c'è più (pressoché simbolici i
153 voli rimasti) e sui progetti di Cai sullo scalo varesino Sea nutre più di
un dubbio. Senza contare che la compagnia aerea italiana uscirà dal traffico
merci, concentrato in gran parte in Lombardia.
Comune, manovra da 160 milioni. <Niente tagli> ( da "Corriere della Sera" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: introiti della Sea dovuti al vecchio piano
Alitalia e al nuovo piano Cai. «Sono amareggiata» attacca il sindaco Letizia
Moratti che ieri ha presentato le linee guida del bilancio del 2009. Ma
preferisce non attaccare frontalmente il suo nemico storico Giulio Tremonti:
«Giusto non emendare la finanziaria, perché spesso le finanziare in passato
sono state snaturate dai troppi emendamenti»
Malpensa, l'accusa di Bonomi ( da "Corriere della Sera" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per far fronte al «tradimento » di Alitalia
— per ora nemmeno l'ombra. Ma Sea non si dà per vinta. Insieme con Emirates,
ieri ha annunciato il raddoppio dal primo gennaio dei collegamenti da Malpensa
per Dubai: da uno a due al giorno. L'ambizione del direttore generale di
Emirates Italia, Massimo Massini, è di arrivare a tre.
Sotto la lente Alitalia, Air France più vicina ( da "Corriere della Sera" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BREVI Sotto la lente Alitalia, Air France
più vicina (a. bac.) Alitalia manterrà la storica sigla di volo «Az». Lo ha
confermato ieri l'amministratore delegato della Iata (organizzazione delle
compagnie mondia-li), Giovanni Bisignani, ricevendo ieri l'amministratore di
Cai, Rocco Sabelli, e il presidente dell'Enac, Vito Riggio.
ROMA Con la missione a Ginevra dei vertici Cai, un'altra
tessera va al suo posto nel mosaico del ... ( da "Messaggero, Il" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Venerdì 07 Novembre 2008 Chiudi ROMA Con la
missione a Ginevra dei vertici Cai, un'altra tessera va al suo posto nel
mosaico del salvataggio di Alitalia: il via libera della Iata, l'associazione
mondiale delle compagnie aeree. «È stato un incontro costruttivo e credo che ci
avviamo ad un felice esito di questo passaggio tra Alitalia e Cai», ha detto
Bisignani, numero uno Iata.
ROMA Parte ufficialmente la privatizzazione di Tirrenia,
la cosiddetta "Alitalia dei mari”... ( da "Messaggero, Il" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia dei mari", la società di
navigazione pubblica che per anni ha navigato con bilanci in rosso contando
sulle risorse delle convenzioni pubbliche. Il Consiglio dei ministri ha infatti
deliberato la definizione dei criteri di privatizzazione e delle modalità di
dismissione della partecipazione detenuta indirettamente dal ministero dell'
MILANO - Riccardo Bruno si prepara allo sbarco in
Clessidra. Il banchiere, fino al mese scorso co-he... ( da "Messaggero, Il" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: persona dossier importanti come Wind o
Alitalia - di cui con Intesa Deutsche Bank ha curato l'ultima
ricapitalizzazione - potrà mettere a frutto l'esperienza maturata a Roma dove
gode di ottimi rapporti con il mondo finanziario e industriale della Capitale.
In una fase storica che lo porterà sicuramente in prima linea anche nei
processi di ristrutturazione di aziende nel Lazio e,
Prima linea ( da "Corriere della Sera" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - ROMA - sezione:
Cronaca di Roma - data: 2008-11-07 num: - pag: 4 categoria: BREVI Prima linea
Fiumicino, epicentro della vertenza Alitalia ( foto Faraglia). A sinistra
l'assessore Luigi Nieri
Lazio, cresce l'incertezza dei nuovi <lavoratori
poveri> ( da "Corriere della Sera" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: accelerazione della crisi: rischiamo la
perdita di 30 mila posti di lavoro, tra crisi Alitalia, il piano industriale di
Telecom e le crisi con avvio di mobilità in tutti i settori. Servono gli stati
generali delle classi dirigenti istituzionali per un pacchetto di proposte
anticrisi». Scartabellando nel rapporto, altri dati saltano agli occhi.
Il governo taglia, aumenti in vista: <Conti difficili,
160 milioni in meno> ( da "Giornale.it, Il" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: pesano le ricadute di Alitalia e del nuovo
piano Cai che per noi significano minori dividenti e quindi una perdita delle
entrate di 35 milioni di euro. Sea, negli anni precedenti, aveva fatto un
ottimo lavoro passando da
Battesimo dell'aria per Bondi: torna a volare dopo un
corso ( da "Giornale.it, Il" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Tutto simulato, ma c'è la partenza
e l'atterraggio e pure qualche vuoto d'aria. E magari solo per dar ragione a
Spinoza («la paura non può essere senza speranza»), alla fine ce l'ha fatta. Un
po' provato, certo. Perché quando s'è presentato al Cremlino per partecipare al
bilaterale fra il governo italiano e quello russo i postumi delle quasi quattro
ore di volo gli si leggevano
I traghetti Tirrenia verso i privati Ma il processo non
sarà breve ( da "Giornale.it, Il" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: situazione del gruppo Tirrenia è completamente
diversa da quella di Alitalia in quanto, a differenza della compagnia aerea, la
Tirrenia ha un valore di mercato di oltre 1 miliardo di euro a fronte di un
debito di circa 600 milioni». Secondo quanto hanno riferito alla Commissione i
sindacati «per salvaguardare gli interessi dell'azienda, dei lavoratori, degli
utenti e del Paese»,
cresta sul carburante degli aerei: un arresto e 8 denunce
- gabriele isman ( da "Repubblica, La" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: un arresto e 8 denunce GABRIELE ISMAN
Truffavano Alitalia, Wind Jet e Air One, caricando sugli aerei meno carburante
del previsto, creando così una scorta occulta di prodotto petrolifero. Come
questo surplus fosse poi utilizzato è ancora da chiarire, ma le indagini della
Guardia di finanza che ha scoperto la truffa vanno avanti.
bolletta dell'acqua, pronta la stangata - giuseppina
piano ( da "Repubblica, La" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E per la gestione della crisi Alitalia,
visto che alla voce minori entrate ci sono anche 35 milioni di euro in meno di
dividendi Sea: «Pesano le ricadute della crisi Alitalia e del nuovo piano Cai
che per noi significano minori dividendi». Un 2009 di rincari? Questo il
sindaco non lo dice.
scajola: "crollano le vendite di alitalia" ( da "Repubblica, La" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: vendite di Alitalia" ROMA - La Iata
garantisce «piena collaborazione» a Cai e alla nuova Alitalia. Giovanni
Bisignani presidente dell´associazione assicura il proprio appoggio
all´operazione. Nel frattempo, però, secondo il ministro Claudio Scajola, «le
vendite dei biglietti di Alitalia» a causa delle tensioni con i sindacati
autonomi di piloti e hostess starebbero crollando e «
i traghetti salpano verso i privati il governo dismetterà
tirrenia ( da "Repubblica, La" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: assieme ad Alitalia e Ferrovie, è dunque
pronto ad un percorso che lo traghetterà, anche se non a breve, lontano dalle
braccia del Tesoro. Il Consiglio dei ministri ha deliberato la definizione dei
criteri di privatizzazione e delle modalità di dismissione della partecipazione
detenuta indirettamente dal ministero dell´Economia nel capitale della società.
Comune Mancano 160 milioni di euro: ( da "Giornale.it, Il" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: musei più cari per tappare il buco Sul bilancio
pesano la crisi Alitalia , le scarse entrate dell'Ecopass e i tagli da Roma Il
sindaco: «Manovra difficile, aumenti tariffe possibili». Assessori a caccia di
sponsor Meno 160 milioni di euro. È con questa cifra che dovranno fare i conti
a Palazzo Marino. Ieri la giunta ha approvato le linee guida per il bilancio di
previsione del 2009.
Malpensa, battaglia di Sea per i diritti ( da "Giornale.it, Il" del
07-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma la Nuova Alitalia è ancora in attesa
delle autorizzazioni di volo L'avvio della Nuova Alitalia il 1º dicembre, più
volte preannunciato, risulta piuttosto improbabile. «Non c'è nulla di definito,
visto che mancano ancora le necessarie autorizzazioni» ha detto ieri il
responsabile della divisione corporate e investment banking di Intesa Sanpaolo,
Decreto sì, ma c'è una voglia bipartisan ( da "EUROPA ON-LINE" del
08-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: se si vuole evitare uno scenario tipo
Alitalia», come ha detto ieri il democrat Enrico Letta alla Luiss, alla
presentazione del libro di Giliberto Capano e Beppe Tognon (La crisi del potere
accademico in Italia, Arel-Mulino). Certo, le tossine lasciate dal muro contro
muro sulla scuola non aiutano la ripresa del confronto, nonostante l?
pininfarina non licenzia ma la cassa sarà lunga - marco
trabucco ( da "Repubblica, La" del
08-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia non può essere sordo nei confronti
di una azienda che vuole fare davvero innovazione. I lavoratori ci hanno anche
chiesto di organizzare azioni davanti alle banche». Sullo stesso tono è
Maurizio Peverati, segretario Uilm Piemonte: «L´azienda ha dichiarato la volontà
di perseguire, in coerenza con l´accordo del 2007 la vocazione industriale e di
rimanere sui mercati con prodotti
alitalia, autonomi sul piede di guerra voli rallentati
con lo sciopero bianco - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del
08-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina 23 - Economia Alitalia, autonomi sul
piede di guerra voli rallentati con lo sciopero bianco British vuole intesa
commerciale, Air France fa rotta su Austrian Ultimatum di piloti e steward a Cai:
"Trattativa o da lunedì si rischia la paralisi dei cieli" I
comandanti: "Ci atteniamo solo alle regole del manuale".
e a roma c'è una squadra dal cuore rosso - roma ( da "Repubblica, La" del
08-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: C´è un´assemblea dei lavoratori
dell´Alitalia sotto le lamiere del cinodromo. «Ma sia chiaro, noi vogliamo fare
del rugby corretto e di livello, non uno sport parrocchiale» dice Dario.
Coinvolgeranno le scuole intorno per combinare sport popolare e crescita
culturale e politica personale.
<Troppi bonus ai vertici Sea e Atm> ( da "Giornale.it, Il" del
08-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: arginare la crisi Alitalia». Un extra,
appunto. Perché il cda dell'azienda gli ha riconosciuto un compenso pari a
87mila e 593 euro l'anno, oltre a un emolumento di 563mila euro legato al
«raggiungimento di certi obiettivi». Da Sea ad Atm. L'azienda di trasporti
pubblici ha di recente stretto la cinghia, intervenendo con una riduzione del
20 per cento delle retribuzioni dei top manager.
Alitalia, sciopero bianco dei piloti Il fronte del
"no": il 25 stop ai voli ( da "Messaggero, Il" del
08-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sabato 08 Novembre 2008 Chiudi Alitalia,
sciopero bianco dei piloti Il fronte del "no": il 25 stop ai voli
Lettera a Cai: ridiscutere i contratti. British: sì a un'alleanza commerciale
ROMA I piloti insistono. Pressing su Cai (e anche sul
governo) per riaprire il confronto su... ( da "Messaggero, Il" del
08-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per riaprire il confronto sui contratti
della nuova Alitalia. E si muovono su un doppio fronte: della lotta e della
diplomazia. Ieri hanno fatto scattare uno "sciopero bianco" che andrà
avanti almeno sino a lunedì quando si riuniranno nuovamente in assemblea per
fare il punto della situazione ed, eventualmente, proclamare uno sciopero.
La classe del Cav. ( da "Foglio, Il" del
08-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e oggi con i rettori) o altrimenti
si sfarina. Il rigore paga e non solo mette con le spalle al muro le centrali
corporative ma risveglia un orgoglio nel proprio lavoro in chi è richiamato
alla responsabilità. Da qui discende il flop del rigurgito corporativo tentato
dalla Cgil con lo sciopero fallito dei lavoratori statali.
alitalia, voli in ritardo per lo sciopero bianco - ettore
livini ( da "Repubblica, La" del
09-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Alitalia, voli in ritardo per lo
sciopero bianco Ma Cai non cede all´ultimatum degli autonomi. Attesa per la
valutazione dell´offerta Rivolta dei passeggeri di un Roma-Cagliari, domani
assemblea di piloti e steward ETTORE LIVINI MILANO - Primi disagi ai voli
Alitalia per lo "sciopero bianco" indetto dai piloti di Anpac e Up
mentre il fronte del no a Cai ?
Treni, tram, bus e metrò: sciopero di 24 ore per il nuovo
contratto ( da "Unita, L'" del
09-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: aereo in questa 24 ore di agitazioni è lo
sciopero bianco dei piloti di Alitalia appartenenti ai sindacati Anpac e Up. La
protesta - che da venerdì sta creando qualche disagio - punta a riaprire un
nuovo tavolo di confronto con i vertici Cai e consiste nella rigida
applicazione regole relative ai controlli che precedono il volo.
Vieno così definito quando i lavoratori anzichè astenersi
dal lavoro applicano alla le... ( da "Messaggero, Il" del
09-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi Vieno così
definito quando i lavoratori anzichè astenersi dal lavoro applicano alla
lettera i regolamenti causando disagi all'utenza. Nel caso Alitalia i piloti,
per esempio, non collaborano spontaneamente alla predisposizione e alla messa
in atto dei servizi svolti dal personale di terra.
Alitalia, sciopero bianco e voli in tilt ( da "Messaggero, Il" del
09-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi I piloti
continuano a rispettare rigidamente il regolamento. Domani nuova assemblea dei
lavoratori a Fiumicino Alitalia, sciopero bianco e voli in tilt Ritardi fino a
un'ora. Nei contratti Cai anche part time e telelavoro
ROMA Non chiamatelo sciopero bianco, per carità: i piloti
precisano che dall'altr... ( da "Messaggero, Il" del
09-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Fatto è che da ieri gli aerei Alitalia
stanno accumulando ritardi su ritardi: pochi minuti in mattinata che in serata
hanno sfiorato l'ora su qualche tratta. Il rischio, ammesso anche dalla
compagnia, è che, con il trascorrere delle ore, i ritardi possano provocare
delle cancellazioni.
Ma con queste banche abbassare i tassi non serve ( da "Giornale.it, Il" del
09-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la
mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails
Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come
si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Usa, la tragica ripicca di un popolo
a lungo raggirato - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi -
alitalia, la sfida dei piloti ( da "Repubblica, La" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina Cai non cede:
trattativa chiusa, partono le assunzioni individuali. E oggi scattano anche le
agitazioni di treni, bus e metro Alitalia, la sfida dei piloti Decisi 15 giorni
di sciopero. Matteoli: il governo non si fa intimidire
"ma io con colaninno e soci non andrò mai a
lavorare" - roberto mania ( da "Repubblica, La" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Dice così perché lei andrà in
pensione. Ma i piloti e gli assistenti più giovani che alternativa hanno? «Io
non ho ancora i requisiti per andare in pensione, ma non sarò mai un dipendente
di chi non rispetta il mio lavoro. Di chi non solo non rispetta la parola data,
me nemmeno la firma che ha messo in calce a un accordo.
alitalia, nuova sfida dei piloti in arrivo 15 giorni di
sciopero - barbara ardu ( da "Repubblica, La" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E lo stesso fanno i lavoratori Alitalia, che
questa mattina si riuniranno di nuovo in assemblea a Fiumicino. Piloti e
assistenti di volo sono decisi a rendere la vita difficile alla Nuova Alitalia.
Il primo fermo sarà per il 25 novembre. Allo sciopero già indetto dai Cub hanno
aderito tutti, ma i piloti vogliono tenere alta l´attenzione.
cai pronta a bruciare le tappe partono le assunzioni
individuali - ettore livini ( da "Repubblica, La" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia «deve ritenersi conclusa il 31
ottobre con la firma di tutti gli accordi e i contratti e del lodo Letta».
Firmato: Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. La Cai ha rispedito ieri al
mittente, con una letterina garbata di tre pagine inviate al "fronte del
no" (Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl) la richiesta di piloti e hostess di un
nuovo incontro per riaprire i negoziati sul futuro
s&p taglia il rating di aeroporti di roma pesano le
incertezze sul futuro di fiumicino ( da "Repubblica, La" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: L´agenzia Standard & Poor´s motiva la
scelta con «l´attesa debolezza del business e del profilo finanziario» di
Aeroporti, ma cita anche l´incognita Alitalia. A bilancio, Aeroporti di Roma ha
ad esempio 50 milioni di crediti non pagati da Alitalia, di cui 36 per diritti
d´atterraggio.
aspettando il socio estero - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che mostrano una faccia così feroce verso i
nuovi padroni di Alitalia, devono essere convinti in cuor loro che in ogni caso
la cordata di Colaninno e soci ce la farà a far decollare comunque
quell´operazione Fenice che dovrebbe far rinascere dalle ceneri del fallimento
di fatto la un tempo gloriosa compagnia di bandiera nazionale.
I piloti Alitalia sfidano Cai 14 giorni di stop entro
maggio 2009 ( da "Unita, L'" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: alla Cai rimasta sorda alla richiesta di
rivedere i criteri di assunzione nella nuova Alitalia. Quattordici giorni di
sciopero, più uno. Praticamente una dichiarazione di guerra alla Cai di Roberto
Colaninno e al governo che la sostiene. I sindacati autonomi di piloti e
assistenti di volo di Alitalia non si danno per vinti e minacciano di mettere
in ginocchio il trasporto aereo.
scontro al vertice di intesa passera e modiano ai ferri
corti - paolo griseri ( da "Repubblica, La" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: operazione Alitalia mentre aveva
pubblicamente definito «poco brillanti» i risultati del settore retail. Una
indicazione piuttosto diretta sul pensiero dell´ad. Ufficialmente della
questione non si è parlato ieri pomeriggio a Milano nel corso degli incontri
preparatori che lo stesso Passera ha avuto con i dirigenti in vista del
consiglio di gestione di domani.
cofferati: "paghe troppo alte così chiudono tutti i
teatri" - luciano nigro bologna ( da "Repubblica, La" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Al loro confronto Alitalia era un´azienda
florida. Sono tutti a rischio, ad eccezione, forse, della Scala. E molti
potrebbero chiudere il sipario già nel 2009». Un allarme quasi disperato quello
che Sergio Cofferati, primo cittadino di Bologna, quindi presidente della
Fondazione del Teatro Comunale, e anche appassionato melomane,
gazebi e sezioni, la lega sbarca a roma - concetto vecchio ( da "Repubblica, La" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: un ex pilota Alitalia, una pr e lei, Claudia
Bellocchi, 36 anni, l´ex modella che scappava dalle sfilate per andare ai
comizi di Bossi. «I miei sono di destra, ma io sono sempre stata leghista, la
pecora nera della famiglia». Un anno fa ha spontaneamente cominciato ad
attaccare adesivi ai Parioli, il quartiere della Roma bene,
Alitalia, la sfida dei piloti ( da "Corriere della Sera" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: un lunedì nero Alitalia, la sfida dei piloti
Quattordici giorni di sciopero. Il governo: non ci spaventate MILANO — I
sindacati autonomi di piloti e hostess all'attacco della Cai con l'annuncio di
14 giorni di sciopero. Il ministro dei Trasporti, Matteoli: «Il governo non si
lascerà intimidire».
Alitalia, piloti in sciopero Il governo: non li temiamo ( da "Corriere della Sera" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Primo Piano - data: 2008-11-10 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Alitalia, piloti in sciopero Il governo: non li temiamo
Il fronte del no: fermi 14 giorni. Replica Cai: trattativa chiusa La cordata di
Colaninno dice no alla richiesta di incontro urgente dei 5 sindacati. Domani
vertice con Cgil, Cisl, Uil e Ugl MILANO —
L'offerta della ( da "Corriere della Sera" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione:
Primo Piano - data: 2008-11-10 num: - pag: 2 categoria: BREVI L'offerta della
Cai Cai ha offerto 1 miliardo per Alitalia: 900 milioni per la capogruppo (di
cui 625 debiti), 100 milioni per le controllate
I ministri compatti: muro contro muro se non è un bluff ( da "Corriere della Sera" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: maxi sciopero proclamato dalle sigle
autonome di piloti e assistenti di volo di Alitalia, la reazione è compatta.
«Stavolta basta», si dice. L'esecutivo non rincorrerà nessuno. è muro contro
muro, anzi, sfida. Tanto più che nel governo, ormai, si comincia a dubitare
anche della capacità degli autonomi, in questa situazione della compagnia
aerea, di ottenere successo nell'iniziativa.
I piloti ( da "Corriere della Sera" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione:
Primo Piano - data: 2008-11-10 num: - pag: 2 autore: di LINA SOTIS categoria:
REDAZIONALE Qui Lina I piloti e le hostess sperano che lo Stato non faccia
fallire l'Alitalia. Sono fallite Swissair, Sabena, Varig, perché non
l'Alitalia? Più che sciopero è suicidio lsotis@corriere.it
Scioperi ( da "Corriere della Sera" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Primo Piano - data: 2008-11-10 num: - pag: 3
categoria: BREVI Scioperi In deposito metro e tram Oggi sciopero di bus e metro
con orari diversi da città a città Treni immobili per 24 ore I treni rimarranno
fermi in stazione fino alle 21 di oggi Trasporti aerei bloccati il 25 Il 25
novembre scioperi in Alitalia, Meridiana e Eurofly
L'Osservatorio ( da "Corriere della Sera" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il dubbio è sorto ad alcuni osservatori in
relazione a vicende recenti, dal caso Alitalia alla trattativa sulla
contrattazione. Nell'insieme, questi episodi hanno contribuito a sviluppare un
dibattito sul ruolo e sulla funzione del sindacato, suscitando reazioni e pareri
contrastanti e contribuendo a ridelineare la sua immagine tra i cittadini.
ROMA I sindacati autonomi dei piloti e degli assistenti
di volo annunciano altri 14 giorni di sciop... ( da "Messaggero, Il" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: chiesto a Cai di ridiscutere di contratti e
selezione del personale per la Nuova Alitalia. In serata è arrivata la risposta
dell'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli: le trattative si sono
chiuse il 31 ottobre. Intanto, mentre il governo ribadisce che non si farà
intimidire, il Garante dei pubblici servizi dice al Messaggero che l'annuncio
di scioperi a raffica è illegittimo.
Alitalia, raffica di scioperi ( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi Piloti e
hostess annunciano 15 stop fino a maggio. La Cai replica: trattativa chiusa
Alitalia, raffica di scioperi Il governo: non ci faremo intimidire. Il garante
Martone: protesta illegale
A dicembre 2006 il governo Prodi decide di privatizzare
Alitalia. Dopo 16 mesi viene scelta Air F... ( da "Messaggero, Il" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi A dicembre
2006 il governo Prodi decide di privatizzare Alitalia. Dopo 16 mesi viene
scelta Air France che poi si ritira.
ROMA Per Antonio Martone, garante della legge sugli
scioperi nei servizi pubblici, l'a... ( da "Messaggero, Il" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: da parte dei piloti Alitalia è illegale. «La
legge non consente di dichiarare scioperi in più date, la cosiddetta
dichiarazione plurima», dice Martone al Messaggero. Che poi aggiunge: «Si
tratta anche di un'osservazione logica: non ha senso fissare date di sciopero
diversa dalla prima perché lavoratori e imprese possono raggiungere un accordo
in ogni momento»
Alitalia, proclamati 15 scioperi fino a maggio ( da "Messaggero, Il" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi Alitalia,
proclamati 15 scioperi fino a maggio La Cai replica: siamo già venuti incontro
alle richieste sindacali, trattative chiuse il 31 ottobre
ROMA Convocazione il 19 novembre e disponibilità a
mettere intorno ad un tavolo tutti coloro c... ( da "Messaggero, Il" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: impedire il decollo della nuova Alitalia. Il
governo, afferma il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, «non si lascerà
intimidire dalla dichiarazione di guerra» dei piloti che preannunciano 14
giorni di sciopero e alla vigilia del lunedì nero della mobilità dice chiaro e
tondo, agli uni e agli altri, che è disposto ad «assumersi tutte le
responsabilità e i provvedimenti necessari»
ROMA Cominciano il 25 novembre aderendo allo sciopero
proclamato dalla Cub. E non si ferman... ( da "Messaggero, Il" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, indebitata ed inefficiente». Il
calendario degli scioperi che seguono quello del 25 novembre è già fatto: 6
dicembre, 7-16-27 gennaio dell'anno prossimo, poi 9 e 20 febbraio, 3-16 e 27
marzo, 7 e 20 aprile, 4-15 e 26 maggio. Giovedì piloti e assistenti di volo
avevano chiesto un incontro alla società guidata da Colaninno per riaprire il
tavolo di confronto su contratti
ROMA - Nessuno pensa che l'università vada difesa nella
forma in cui si presenta ogg... ( da "Messaggero, Il" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: impegno dei parlamenti locali che che si
sono detti pronti a investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare
la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione della
Regione Campania (che da sola ne ha stanziati 300 di milioni solo per le
infrastrutture), ha chiesto «al Governo di fare lo stesso sforzo fatto per
salvare l'Alitalia». A. Ser.
A RISCHIO LA ROMA-FIUMICINO ( da "Messaggero, Il" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi A RISCHIO LA
ROMA-FIUMICINO Per protesta i dipendenti Alitalia potrebbero bloccare la via
per l'aeroporto
Auto incolonnate, passeggeri in attesa di un'autobus o di
un treno che non arriva, stazioni chi... ( da "Messaggero, Il" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ferroviario si sommerà la protesta dei
dipendenti Alitalia, il cosiddetto «Fronte del no» che ha raggiunto l'intesa
con la Cai. Sono cinque infatti le sigle sindacali Anpac, Unione Piloti, Avia,
Anpav e Sdl che hanno invitato i loro iscritti a raggiungere in auto la mensa
di Fiumicino e a rallentare il traffico e potrebbero intasare ulteriormente il
traffico e provocare ingorghi.
I piloti sfidano Alitalia: è sciopero La Cai resiste:
"Ne assumeremo altri" ( da "Giornale.it, Il" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 10 pagina 0 I piloti sfidano Alitalia: è
sciopero La Cai resiste: "Ne assumeremo altri" di Massimo Restelli
Programmati 15 giorni di sciopero: le sigle paralizzano i cieli per difendere i
privilegi nonostante l'azienda sia in crisi. Ma la Cai resiste all?assalto
finale del "fronte del no": è pronta a chiamare dipendenti di altre
compagnie.
L'OLIGARCHIA DELLA BRIOCHE ( da "Giornale.it, Il" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Ma ad una sola condizione. Che
continuino a scioperare, a bloccare l?Italia, come hanno annunciato per i
prossimi mesi. Che non mollino la loro intransigente posizione nei confronti di
Cai, la nuova compagnia messa in piedi in un fiat da Colaninno.
<Fanno guerra a chi li ha salvati ( da "Giornale.it, Il" del
10-11-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E il governo non può consentire che si metta
un veto a imprenditori che vogliono salvare un'azienda come Alitalia. Sarebbe
un precedente pericoloso per tutti i governi, a prescindere dal colore». Ne ha
discusso con il premier? «Ancora no, ma so bene d'interpretare anche il suo
pensiero. Ne ho parlato invece con Gianni Letta, sconcertato come me e Maurizio
Sacconi.
( da "EUROPA ON-LINE" del 01-11-2008)
Argomenti:
Alitalia
Come
il sindacato è tornato sugli altari Come nel ?94 e nel 2002 sono momenti di
gloria per il sindacato in guerra contro il centrodestra. MARIO LAVIA Fa una
certa impressione leggere sulle agenzie che, dopo aver tenuto il suo comizio
dal palco della grandissima manifestazione sulla scuola, Guglielmo Epifani sia
entrato ieri a palazzo Chigi fra gli applausi della gente. Ci sarà pure un po?
d?enfasi giornalistica, ma è pure vero che si sono visti ragazzi dietro al
palco chiamare a gran voce il segretario della Cgil come fosse uno di loro.
Dunque quello che sembrava l?anno nero del movimento sindacale va chiudendosi
in bellezza, anche perché è prevista un?ondata di mobilitazioni in cui spicca
l?appuntamento del 5 dicembre dei metalmeccanici. Dal clamoroso errore su Alitalia ? la corresponsabilità del fallimento della
trattativa con Air France ? all?inserimento (nel sentimento generale ancor
prima che nella saggistica) nella odiosa ?casta?, dalla proliferazione di nuove
sigle alle divisioni sulla riforma del modello contrattuale, per Cgil Cisl e
Uil le cose si stavano mettendo malissimo. Poi, in queste ore, il clima è
improvvisamente cambiato. Ma perché? Il punto di svolta è stata l?ultima
tranche della vicenda Alitalia culminata con la firma
anche della Cgil: Epifani apparve in grado di rientrare nella partita portando
pure a casa alcuni risultati concreti: lì si è percepito un cambiamento nel
rapporto politicopsicologico fra sindacato e opinione pubblica. In queste
settimane poi c?è stata la bomba- scuola con le scelte di Berlusconi, Tremonti
e Gelmini che hanno suscitato un vasto e nuovo movimento di protesta
trasversale politicamente e generazionalmente incardinato su una linea
concretissima e paradigmatica, i tagli. Come è risultato evidente nella
giornata di ieri il sindacato ha saputo incanalare questa protesta. Ha saputo
diventare il punto di riferimento, se vogliamo dir così, ?tecnico? di un
movimento spontaneo. Ha saputo mescolare i suoi quadri e la sua esperienza in
un fiume in piena. E ha saputo, sul punto, ritrovare una unità anche con sigle
tradizionalmente lontane. Certo, non si deve esagerare. Perché in fondo siamo
davanti ad un copione già visto in passato: per esempio nell?autunno del ?94,
quando Berlusconi, a palazzo Chigi da pochi mesi (come adesso), mise in campo una
riforma delle pensioni che il paese non accettava e che il sindacato mandò
gambe all?aria insieme al governo che lo sosteneva. E però oggi c?è almeno una
differenza non da poco su cui bisogna riflettere. Questa: nel ?94, e sotto
certi aspetti nel 2002 (articolo 18), la sinistra e poi il centrosinistra
affidarono proprio al sindacato il ruolo di opposizionepolitica tout court. Di
fatto, nel ?94, ad innescare la miccia anti- Cavaliere furono Cofferati,
Larizza e D?Antoni, e solamente l?anno successivo D?Alema, Gerardo Bianco, Dini
ed altri spinsero sul palcoscenico della politica Romano Prodi e l?Ulivo. Nel
2002 fu ancora Cofferati (e Nanni Moretti) a rianimare le file smarrite di un
centrosinistra uscito sconfitto da Berlusconi l?anno precedente. Oggi invece è
in campo una forza come il Pd che non ha nessuna intenzione di delegare a
soggetti altri il compito tutto politico di fare opposizione. Il che non
esclude ? anzi ? la ricerca di una sintonia di fondo fra Veltroni ed Epifani, e
magari Angeletti e Bonanni (e ? perché no? ? Renata Polverini). Ma in
definitiva l?asse fra il leader del Pd e il capo della Cgil è costruito
sull?idea, che vuole essere più nitida del passato, della distinzione dei
ruoli. Il sindacato fa il sindacato, punto: Guglielmo Epifani non è Sergio
Cofferati. E questa forse è una delle ragioni non ultime della ripresa del
movimento sindacale.
( da "EUROPA ON-LINE" del 01-11-2008)
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Alitalia
DDL
SULLE CRISI AZIENDALI La norma salvamanager rientra dalla nestra. Opposizione
in allarme L?opposizione lancia l?allarme: la norma ?salvamanager?, sparita dal
decreto Alitalia dopo le prese di distanza del
ministro Tremonti, torna in modo ancora più deflagrante in un altro
provvedimento, questa volta presentato alla camera dallo stesso governo. Per
questo motivo alcuni senatori ? Idv, Udc e Pd ? chiedono, con una mozione,
presentata a palazzo Madama, al ministro dell?economia Tremonti di riferire
urgentemente in parlamento. Il disegno di legge in questione è il ddl di
?Delega al governo per il riordino della legislazione in materia di gestione
delle crisi aziendali?. Tecnicamente, l?effetto salvamanager si ha introducendo
due ipotesi di equiparazione della dichiarazione di insolvenza a quella di
fallimento: la prima riguarda la punibilità delle condotte indebite o
ingiustificate tenute nel corso della procedura e le limita all?ipotesi di
conversione dell?amministrazione straordinaria in fallimento; la seconda scatta
nel caso in cui si riscontri la falsità dei presupposti per l?ammissione alla
procedura, che sono la presenza di non meno di 200 dipendenti e l?ammontare dei
debiti non inferiore ai due terzi dei ricavi. Duro l?attacco del Pd, per bocca
del ministro ombra Lanfranco Tenaglia: «Si cerca di far rientrare dalla f
inestra ciò che è uscito dalla porta. È una ignobile presa in giro ai danni del
paese e di tutti quei cittadini truffati in scandali finanziari quali Cirio e
Parmalat». Cosa ancor più grave dopo la crisi finanziaria scoppiata in questi
mesi. «È vergognoso ? dice Tenaglia ? come il governo tenti nuovamente di
sottrarre alla giustizia coloro che hanno derubato i risparmiatori. Siamo
all?assurdo, perché quando in tutto il mondo si cerca di colpire i crimini
finanziari da noi il governo cerca di garantire l?impunità per chi li commette.
Anche questa volta Tremonti dirà «o io o la norma», dimenticandosi di essere
l?autore della stessa?».
( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
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Alitalia
Pagina
1 - Prima Pagina Presentata la proposta d´acquisto dopo la rottura con Anpac e
assistenti di volo. Mediazione di Letta a Palazzo Chigi La Cai parte senza i piloti Frenetiche trattative per salvare Alitalia, poi i confederali firmano ROMA - Cai ha presentato la proposta
d´acquisto per Alitalia al temine di una giornata convulsa. Dopo aver ottenuto il via
libera dei sindacati confederali, infatti, la cordata di imprenditori guidata
da Roberto Colaninno si era scontrata con il "no" delle sigle
autonome dei piloti e degli assistenti di volo. In serata, dopo la
mediazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, la
firma di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e quindi la decisione di Cai di procedere con
l´offerta d´acquisto vincolante per la compagnia di bandiera. CILLIS, IEZZI E
LIVINI ALLE P
( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
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Alitalia
Pagina 2 - Economia Cai presenta l´offerta per Alitalia ma hostess e piloti
non firmano Trattativa-thrilling, poi il via libera dei confederali Il premier
aveva profetizzato: "Anche questa volta Letta ci salverà" LUCIO
CILLIS ROMA - Solo quattro firme su nove, ma Cai va avanti lo stesso e Alitalia si salva sul filo di
lana.
L´offerta vincolante che doveva essere presentata entro mezzanotte di ieri, è
arrivata in serata sul tavolo del commissario straordinario della Magliana,
Augusto Fantozzi dopo l´ennesima, estenuante maratona a Palazzo Chigi, con
colpi di scena a ripetizione e indiscrezioni che hanno avvelenato l´ultimo
giorno utile per chiudere la difficile trattativa. Alitalia
quindi non fallisce anche se il clima all´interno del sindacato del settore
aereo è pesantissimo e molti ostacoli restano sul cammino dell´operazione.
Lunedì gli autonomi "ribelli" chiameranno a raccolta i propri
iscritti per decidere quale strategia adottare nelle prossime settimane:
aderire alla proposta di Cai come hanno fatto i colleghi confederali, oppure
innescare una serie di proteste che potrebbero mettere in difficoltà il Paese.
In calce all´accordo siglato davanti al sottosegretario alla presidenza Gianni
Letta dai vertici di Compagnia aerea italiana, Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt e Ugl
Trasporti, mancano le firme dei piloti di Anpac e Up, quelle degli assistenti
di volo di Anpav, Avia e Sdl che non si sono presentate nella sede del governo
entro le 22, termine ultimo fissato da Letta per chiudere la partita. Sono due
le questioni nel mirino dei naviganti. E riguardano i criteri di esclusione
dall´assunzione nella nuova compagnia, in particolare gli esoneri notturni per
le mamme con bimbi piccoli (in questi casi il personale non può volare tra le
23 e le 6 del mattino) e sulle esenzioni dal lavoro per i dipendenti con
familiari a carico affetti da gravi patologie. Forte del sì confederale
Compagnia aerea italiana ha presentato al commissario di Alitalia
Augusto Fantozzi l´offerta vincolante per l´acquisizione degli asset della
compagnia di bandiera che scadrà il 30 novembre. Una scelta che, secondo Cai,
era maturata già prima del cda pomeridiano che all´unanimità, ha dato il via
alla proposta di acquisto. L´assenza dei rappresentanti di comandanti e
hostess, dunque, non rappresenta un problema, anche se resta il giallo della
firma apposta dai confederali in due tempi: il lodo Letta e i criteri di
assunzione hanno avuto il placet confederale nel pomeriggio mentre la parte
relativa ai contratti, ha incassato l´ok solo in serata. I primi segnali del
"no" degli autonomi emergono intorno alle 15, con la presentazione da
parte di Gianni Letta, di un lodo, un documento di premessa al contratto ed ai
criteri di selezione del personale nella nuova Alitalia.
Il testo proposto da Letta ottiene il via libera di confederali e Ugl ma non
quello dei naviganti: Anpac, Anpav, Avia, Sdl, Unione Piloti si sfilano e
dicono no. Cai, a questo punto, fa retromarcia: il presidente Roberto Colaninno
e l´ad Rocco Sabelli lasciano Palazzo Chigi e danno il via al primo, drammatico
cda di Compagnia aerea italiana. Le indiscrezioni che filtrano parlano di
"offerta ritirata". Un colpo durissimo alla credibilità del governo e
del premier Silvio Berlusconi che però si mostra sicuro del successo del
sottosegretario, affermando: «Letta ci salverà». Le diplomazie, infatti, a metà
pomeriggio, si rimettono in moto. Cai prosegue il cda e chiede ai confederali
di siglare anche il testo sui contratti di lavoro. Incassata la firma il cda
vara l´offerta vincolante, da oggi sotto la lente di advisor e legali del
commissario Fantozzi che ieri ha confermato di aver ricevuto la richiesta
condizionata al via libera Ue che si pronuncerà il 12 novembre. In ogni caso il
presidente di Cai, Roberto Colaninno, non crede che la mancata firma dei
sindacati autonomi sui nuovi contratti di Alitalia comporterà
dei problemi ed anzi, apre la porta a eventuali ripensamenti della controparte:
«Se vogliono firmare...». L´intesa, per l´ad di Cai Rocco Sabelli «è un primo
passo, ora abbiamo quello che ci serve per passare alle fasi successive».
( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
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Pagina
2 - Economia Ma l´azienda è pronta a contattare singolarmente i piloti. Non
escluso il ricorso a equipaggi esteri Gli autonomi restano in trincea
"Carte cambiate, lunedì assemblea" LUCA IEZZI ROMA - Per piloti e
hostess è stata una vera e propria notte delle streghe: Anpac, Unione Piloti,
Sdl, Avia e Anpav hanno confermato il rifiuto dei contratti predisposti da Cai
e ora si affidano alla reazione dei lavoratori. La rottura li lascia isolati,
Cai e governo festeggiano "il salvataggio del tentativo di
salvataggio" e si ritengono soddisfatti dell´appoggio dei confederali,
come spiega la dichiarazione dell´ad di Cai Rocco Sabelli: «La firma dei
confederali ha permesso a Cai di presentare un´offerta e di coagulare il
consenso di forze rappresentative della base dei nostri futuri dipendenti». Già
sono chiari i punti di forza con cui l´azienda farà pressione sui lavoratori:
la possibilità di ingaggiare personale navigante all´estero e l´estrema libertà
che i criteri di assunzione approvati ieri lasciano a chi procederà alle «chiamate dirette» per le assunzioni nella Nuova Alitalia. Così la base diventa l´ultima trincea dei dissidenti:
l´assemblea indetta per lunedì sarà il vero banco di prova per dimostrare che
non possono essere lasciati ai margini. Nel merito i sindacati autonomi «confermano
il giudizio negativo sul metodo del confronto». In particolare accusano
i manager Cai di aver presentato testi «non conformi» a quanto concordato e
sottoscritto con l´azienda e con il Governo nel mese di settembre a Palazzo
Chigi. «Ciò comporta, tra l´altro - puntualizzano in un comunicato - un deciso
aggravio delle penalizzazioni in capo ai lavoratori sia in termini contrattuali
che occupazionali, negando altresì ogni possibile prospettiva di lavoro alle
migliaia di precari che operano nel settore». Il nuovo contratto sarebbe
peggiorativo anche nelle parti in cui sono state utilizzate le norme applicate
ai lavoratori Air One. Secondo le stime per piloti e hostess gli stipendi si
ridurranno oltre il 7% previsto nell´accordo di Palazzo Chigi, con in più una
riduzione delle tutele su riposi e limiti di utilizzo. Accuse anche al governo
poiché al momento chi non verrà riassunto non ha la certezza che tutte le
tutele promesse si materializzeranno: «A questo proposito ancora nulla si è
concretizzato da parte del ministero del Lavoro in merito alle annunciate
misure previdenziali orientate a favorire la gestione delle eccedenze di
personale». Scontri anche sulla scelta dei criteri di assunzione per i 12.500
nuovi dipendenti di Alitalia: «Gravissima inoltre -
scrivono le cinque sigle - risulta la permanenza tra i criteri di esclusione
dall´assunzione in Cai, di quelli relativi a madri che accudiscono figli minori
o a dipendenti che assistono un familiare con un disagio grave e protetti da
specifiche leggi dello Stato. Altrettanto incomprensibile la discriminazione
relativa a coloro che già usufruiscono del part-time, istituto che può anche
essere utilizzato quale forma solidaristica tra i lavoratori senza oneri
aggiuntivi per l´azienda».
( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
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Pagina
3 - Economia Frenetico giro di telefonate tra Palazzo Chigi e Colaninno per
evitare il fallimento della compagnia Berlusconi si gioca l´ultima carta
"è l´ora di fare tutti un passo indietro" La cordata: Ora basta con i
ricatti L´ok definitivo della Ue ultimo vincolo Air France pronta a entrare al
20% A Lufthansa resta lo sfruttamento di Malpensa ETTORE LIVINI MILANO - Prima
il no di piloti e hostess. Poi i dubbi dei soci Cai, arrivati
a un passo dall´addio ad Alitalia in assenza di un ok a 360° dei sindacati confederali ai nuovi
contratti di lavoro. La partita della Magliana ha rischiato ieri per qualche
ora di trasformarsi in un boomerang da incubo per il governo, già alle prese
con le proteste di piazza contro la riforma Gelmini. E solo un frenetico
giro di telefonate tra Silvio Berlusconi e Roberto Colaninno e la diplomazia di
Gianni Letta hanno consentito di evitare in zona Cesarini uno stop ai negoziati
che avrebbe messo a terra in meno di 48 ore gli aerei della compagnia. Il
pressing e le promesse del Cavaliere, che sulla partita Alitalia
ha giocato un bel pezzo della sua credibilità, hanno convinto tutti a fare un
passo indietro. Cgil, Cisl, Uil e Ugl ? che con il governo hanno più di un
tavolo aperto ? hanno sottoscritto sia il lodo Letta che tutti i contratti già
concordati un mese fa. E la loro firma ha convinto anche i soci più riottosi
della Cai ? Riva e Aponte in testa ? a dare mandato a Colaninno per presentare
al commissario Augusto Fantozzi un´offerta formale, allontanando lo spettro di
un fallimento che per qualche ora era parso quasi inevitabile. Insomma i soci
Cai vanno avanti e dicono «basta ai ricatti». La strada però è ancora in
salita. E le trattative concitate di ieri non sono riuscite a sciogliere tutti
i nodi per il salvataggio. Il primo, ovviamente, è quello di convincere piloti
e hostess a firmare l´intesa con Cai. L´esecutivo, attraverso un Letta un po´
sorpreso dall´improvviso irrigidimento delle parti, si sarebbe impegnato a fare
da mediatore. Ma Colaninno & C. ? in assenza di accordi ? sarebbero pronti a
tirar dritto, arruolando il personale per far volare gli aerei delle nuova Alitalia tramite contratti individuali. Il secondo problema,
forse l´ostacolo più alto, è l´ok definitivo della Ue, condizione vincolante
posta da Cai per chiudere l´operazione. I venti soci del gruppo ? già alle
prese con qualche problema di finanziamento ? non hanno alcuna intenzione di
farsi carico dei 300 milioni di prestito ponte garantito dal governo alla
Magliana, un onere che la cordata non può accollarsi. I legali sono però da
mesi al lavoro per trovare una soluzione di discontinuità che separi per sempre
i destini e i debiti della vecchia Alitalia (300
milioni compresi) ? destinati a gravare sulle spalle dello stato e dei
cittadini ? dalla parte sana dell´azienda. Cai prenderà una nuova licenza,
rileverà asset e non rami d´azienda, assumerà formalmente i singoli dipendenti,
che dovrebbero essere costretti a insinuarsi al passivo della "bad
company" per recuperare il loro Tfr. Per completare il quadro finanziario
del Progetto fenice, poi, mancano l´accordo per rilevare le attività Air One ?
alcuni soci della cordata avrebbero espresso dubbi sul valore attribuito a
questi asset ? e la definizione del prezzo d´acquisto della nuova Alitalia. Banca Leonardo, advisor di Fantozzi, non avrebbe
ancora presentato alcuna stima ufficiale sui business, anche se le prime
valutazioni indicano cifre inferiori ai mille miliardi circolati come
indiscrezioni nei giorni scorsi. Anche perché la crisi del trasporto aereo sta
deprezzando giorno dopo giorno il valore degli aerei in portafoglio ad Alitalia. E i soci della Cai ? dopo la dimostrazione di
buona volontà data ieri con l´ok all´offerta anche senza la firma di tutte le
parti sociali ? sono convinti che sul prezzo da pagare non sarà difficile
trovare un accordo. L´ultimo dilemma da sciogliere è quello dell´alleanza
internazionale. Ma qui i giochi sembrano fatti. Air France e Lufthansa
avrebbero raggiunto un tacito accordo per spartirsi i cieli dell´Europa del
sud. Parigi dovrebbe entrare in Cai con una quota vicina al 20%. I tedeschi
punteranno su Austrian e sulla Malpensa, dove intendono posizionare ? se ce ne
saranno le condizioni ? il loro quarto hub. Questo armistizio non dichiarato
potrebbe però creare qualche grattacapo proprio al governo Berlusconi. Air
France e la Cai stanno spingendo per aprire il meno possibile i cieli lombardi
ai tedeschi e avrebbero preteso impegni precisi dal premier. La Lega (che
sull´argomento ha già mandato sotto il governo in aula una volta, votando un
ordine del giorno Pd) è però pronta a fare le barricate per difendere Malpensa.
E ha già chiesto assieme al sindaco di Milano Letizia Moratti e al governatore
Roberto Formigoni quella liberalizzazione dei trattati bilaterali che
consentirebbe a Lufthansa di riposizionare una serie di voli intercontinentali
a Milano. Probabile che anche in questo caso il Cavaliere sia costretto ad
affidarsi al paziente lavoro diplomatico di Letta per evitare che la partita Alitalia, già arrivata ieri a un soffio da un collasso dagli
effetti imprevedibili per l´esecutivo, si trasformi di nuovo in una corsa ad
ostacoli per la maggioranza.
( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
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Pagina I - Roma "Alitalia
fallita, anzi no". Fiumicino, altalena della paura Una giornata da
brivido, con l´incubo di nuovo del fallimento senza alternative: ieri i
dipendenti dell´Alitalia
hanno trattenuto il respiro per tutto il giorno in conseguenza della crisi
nelle trattative generata dal "no" dei sindacati autonomi, e della voce di un
ritiro della Cai. Poi la retromarcia del gruppo guidato da Colaninno, ma tra i
lavoratori resta la paura: «Per noi c´è un domani ancora incerto». E il
presidente della Regione, Piero Marrazzo, in pressing sull´azienda: «è il
momento della responsabilità». BUCCI E SAVELLI ALLE P
( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
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Pagina
IV - Roma La storia "Il mio contratto scade oggi" Daniele stacca dal
check-in di Fiumicino alle nove di sera. Poco dopo la Cai fa l´offerta per
l´acquisto. Ma per lui non cambia nulla. «Perché il mio contratto scade proprio
oggi. è la mia prima esperienza, e purtroppo è già finita» racconta il 22enne,
1.100 euro al mese di base («ma tanto gli straordinari non ce li fanno fare»)
per quattro mesi di lavoro. Lo stagionale ora torna a casa. Ma ha idee precise: «La nostra azienda, in realtà, è in attivo» (Alitalia-Airport si occupa dei servizi a terra). «Ma se cade la Cai,
crolliamo anche noi. Non ho troppa fiducia in questa cordata: si tratta di
imprenditori che hanno interessi diversi da quelli di una compagnia area. Si
doveva puntare prima su un vettore straniero». (c.a.b.)
( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
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Pagina
IV - Roma Altalena Alitalia,
lavoratori in ansia "Per noi un domani ancora incerto" A Fiumicino
tra dipendenti, piloti e hostess dopo l´offerta Cai "Noi assistenti di
volo siamo 4000, più gli 800-1000 di AirOne. Come avverrà la selezione?"
CARLO ALBERTO BUCCI FLAMINIA SAVELLI «La cai non presenta più l´offerta per Alitalia?». «Aspetta un attimo, ora ci dicono che invece lo fa».
«E i sindacati autonomi di piloti e assistenti di volo, che decidono?» «Firmano
come hanno fatto confederali e Ugl?». Sembra proprio di no, «ma non è detto, e
poi si sono dati appuntamento per lunedì». Voci che si rincorrono, di volo in
volo. E si posano a terra, si affastellano come gli striscioni e i cartelli
scritti a mano che steward e hostess hanno appeso sul muro di cemento del loro
posto di ritrovo all´aeroporto Leonardo da Vinci. Un giornata caotica quella di
ieri per il destino della compagnia di bandiera. Un´incertezza che arriva come
un vento gelido sulle facce stanche dei lavoratori Alitalia
davanti al Centro equipaggi. Una voce comune, tra chi fatica in aria e ma anche
tra i precari dei check-in: «Che errore! Dovevano venderci ad Air France». Poi
a sera giunge la notizia che la Cai ci sta, la trattativa va avanti. Ma rimane
la paura per un domani pieno di incertezze. E nessuna gioia. «Non era gioia
quella che ci fece esultare quando fallì per la prima volta l´intesa. Ma un
triste sospiro di sollievo, e la speranza di avere a che fare in futuro con un
"padrone" che abbia cognizione di causa sul trasporto aereo», sibila
Simona, bavero alzato, da 18 anni hostess full time. «Noi assistenti di volo
siamo 4000, cui devi aggiungere gli 800-1000 di AirOne. Ebbene, la Cai ha detto
che ne rimarranno 3300. Come faranno la selezione?». La domanda su chi
lasceranno a terra se la pone anche «Antonello, «ma il nome vero non te lo
dico, ho paura in questo momento di tagli» aggiunge lo steward, 35 anni, da
( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
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Pagina
V - Roma Il pressing di Marrazzo sull´azienda "è il momento della
responsabilità" "In questi mesi Cai ha potuto contare su condizioni
irripetibili" RENATA MAMBELLI Le notizie di ieri su una nuova rottura
nella faticosa trattativa per l´Alitalia avevano
diffuso preoccupazione e sconcerto a Roma e nel Lazio, dove vivono moltissimi
lavoratori che operano nella compagnia aerea. Lo stop della Cai, prima del
contrordine e della presentazione in serata dell´offerta, aveva nuovamente
scatenato le reazioni di amministratori e politici. Il primo a intervenire e a
fare pressing era stato il presidente della Regione, Piero Marrazzo, che
chiedeva alla Cai di ripensarci e di presentare comunque l´offerta. «è il
momento della responsabilità», diceva il governatore, «ritengo che, anche se
alcuni sindacati hanno scelto di affossare un accordo già raggiunto da tutte le
altre sigle sindacali, Cai debba puntare in ogni caso alla chiusura della
trattativa». «In questi mesi», aggiungeva Marrazzo, «Cai ha potuto contare su
condizioni irripetibili per l´acquisizione di un´azienda dalle grandi
opportunità di sviluppo come Alitalia, ricevendola
completamente depurata dai debiti e coperta da forti garanzie dal Governo e
dalle principali sigle sindacali del Paese. E´ opportuno che si dia seguito a
questa grande apertura di credito, senza tentare forzature né sui diritti dei
lavoratori, né approfittando dell´irresponsabilità di qualche sindacato
autonomo. In una fase economica già sufficientemente grave, è il momento che
anche i capitani d´impresa mostrino coraggio e senso di responsabilità». Il
segretario nazionale e capogruppo in Campidoglio di La Destra, Francesco
Storace, da parte sua, aveva chiesto un consiglio comunale straordinario: «Va convocato rapidamente il consiglio comunale di Roma: se la
trattativa per Alitalia va a picco, le conseguenze per la città saranno drammatiche». Si
ricordava poi che, secondo i dati forniti dal commissario della compagnia
Augusto Fantozzi nell´incontro con i sindacati della settimana scorsa, l´Alitalia avrebbe liquidità sufficiente per un altro mese. Sono
circa 30 mila i lavoratori del Lazio coinvolti nella vicenda della compagnia di
bandiera, e la concentrazione maggiore di essi vive proprio nella capitale. Dei
ventimila dipendenti diretti, con contratto a tempo indeterminato ( 17 mila) o
determinato (2.800), almeno i due terzi, cioè circa 14 mila persone, abitano
infatti a Roma e nei dintorni. Ad essi vanno aggiunti i lavoratori
dell´indotto, stimati intorno ai 19.500, di cui circa 15 mila vivono a Roma. Ai
piloti, agli assistenti di volo, al personale di terra, vanno poi aggiunti i
4.262 dipendenti delle imprese di pulizia dell´aeroporto di Fiumicino, quelli
dei catering, delle mense, dei free shop, dei bar, dei ristoranti e della
sicurezza. E poi, ancora, i circa 2 mila impiegati nei trasporti, tra bus, taxi
e navette aeroportuali, i quasi 3 mila dipendenti impegnati in altri servizi e
alcune centinaia di lavoratori occupati nei comparti industriali dell´energia e
della meccanica.
( da "Unita, L'" del 01-11-2008)
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Gli
impegni della cordata per la nuova compagnia 12.600è il
numero dei dipendenti Alitalia che dovrebbe venire assorbito nella nuova compagnia. 137saranno
gli aerei utiliz- zati dal nuovo vettore per raggiungere le 65 destinazioni
previste dal «piano Fenice». 1,1miliardi è la ricapitalizzazio- ne decisa
martedì dall'as- semblea dei soci di Cai.
( da "Unita, L'" del 01-11-2008)
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Alitalia all'ultimo respiro Una giornata ad alta tensione, tra
rotture e mediazioni, fino alla presentazione dell'offerta finale di Cai. E
intanto circolano voci di altri interessi: Geronzi, Della Valle, Lufthansa e
perfino Consorte. Alla fine la Compagnia aerea italiana ha presentato l'offerta
per Alitalia. La decisione è stata presa ieri in tarda
serata dopo una giornata al cardiopalma, scandita da rotture, voci di nuove
cordate e minacce di fallimento. La società di Roberto Colaninno ha deciso di
andare avanti con il piano Fenice nonostante non sia stata raggiunta un'intesa
definitiva con le associazioni dei piloti e degli assistenti di volo su
contratti e criteri di selezione del personale. RETROMARCIA Eppure questa era
una delle condizioni vincolanti all'offerta sulla quale, nel pomeriggio era
saltata la trattativa a Palazzo Chigi. La retromarcia di Cai, sostiene una
fonte industriale, ha una ragione: esiste un piano alternativo a quello
presentato due mesi fa dalla società ed elaborato da Intesa Sanpaolo. Anzi, sul
tavolo del Commissario straordinario Augusto Fantozzi, ce ne sarebbero due.
Tutti e due italiani. Il primo con protagonista un pool di imprenditori del
Nord. Ed è quello che sembrerebbe avere una solidità maggiore. «Questi
industriali - sostiene la fonte - avrebbero intenzione di comprare tutta Alitalia», fornendo, tra l'altro, maggiori garanzie
sindacali. Tra i nomi circolati ci sarebbe anche quello di Diego Della Valle.
«Alle loro spalle una grande banca con sede a Milano, specializzata nella
gestione e rilancio di imprese» e un partner straniero di tutto rispetto, come
«Lufthansa». Il secondo piano raccoglierebbe invece sempre una cordata di
imprenditori, ma anche di cooperatori, e sarebbe capeggiato dall'ex
amministratore delegato di Unipol Giovanni Consorte e dalla sua banca d'affari
Intermedia. IMPASSE Le due nuove proposte, vere o presunte, hanno avuto
comunque il merito di sbloccare l'impasse che si era venuto a creare nel primo
pomeriggio. Quando il tentativo di mediazione operato dal sottosegretario
Gianni Letta era andato a vuoto. A Palazzo Chigi le sigle autonome di Alitalia si erano rifiutate di firmare, a differenza di
Cgil, Cisl,Uil e Ugl, le sei pagine di intesa proposte dal governo. Secondo
piloti e assistenti di volo, l'accordo presentato non garantiva equi criteri di
selezione. Il punto che aveva fatto saltare il tavolo riguardava il capitolo
dedicato alle «limitazioni di impiego» e cioè i criteri di selezione del
personale. Nella stesura originale del documento Cai aveva ampia discrezionalità
nello scegliere chi tra i 22mila lavoratori di Alitalia
e AirOne assumere. Troppo per i sindacati che avevano fatto aggiungere due
eccezioni: «le lavoratrici in astensione obbligatoria», e cioè le donne in
maternità, e «i lavoratori e lavoratrici temporaneamente inidonei al servizio».
Queste due eccezioni non includevano però tutti quei dipendenti che già
usufruivano dell'esonero notturno (mamme, per la maggior parte) e chi già
utilizzava la legge 104 (che garantisce agevolazioni per chi assiste parenti
con handicap gravi). Ragione sufficiente per far saltare la firma degli
autonomi. VOLARE? Ora la situazione è completamente ribaltata. La presentazione
dell'offerta di Cai, vincolata al via libera dell'Europa al prestito ponte del
governo e «irrevocabile fino al 30 novembre» stando al comunicato del
commissario Fantozzi, è monca. Senza la firma degli autonomi, che rappresentano
circa il 60% dei lavoratori Alitalia, l'accordo è
carta straccia. «Aspettiamo di vedere cosa succede» ha detto Antonio Divietri
dell'Avia. Intanto per lunedì è stata convocata un'assemblea a Fiumicino per
tutti i lavoratori. Da oggi, comunque, piloti e assistenti di volo hanno una
forza contrattuale notevole. Al limite potrebbero anche rifiutarsi di firmare e
far fallire il progetto Cai. Tempo per una nuova trattativa in teoria c'è. Il
commissario straordinario ha assicurato una liquidità per un mese. Fino a
Natale, poi, la compagnia può sopravvivere con prestiti. Anche per la licenza
di volo non c'è nessun problema. La minaccia dell'Enac di sospenderla in
assenza di offerta non ha più senso. Guida Alitalia,
dunque, è viva. «Sono ottimista», ha detto ieri sera un raggiante Silvio
Berlusconi. Che nel pomeriggio aveva chiamato Colaninno al telefono subito dopo
la rottura da parte di Cai. «L'Italia avrà ancora una compagnia di bandiera» ha
continuato il premier. Resta da vedere chi la guiderà. Per ora la Compagnia
aerea italiana. Una società, si legge nel comunicato diramato subito dopo la
presentazione dell'offerta, che raccoglie «oltre venti gruppi imprenditoriali,
disposti ad investire oltre 1 miliardo di euro per
ristrutturare e rilanciare il comparto aereo del Paese intorno ad Alitalia e Airone e definire i contenuti di un piano industriale
ambizioso ma realistico». Che però potrebbe abortire sul nascere. «Chi pensa
che la partita Alitalia si sia conclusa ieri sera sbaglia» ci dice una fonte sindacale.
E forse è appena iniziato un nuovo capitolo. Neanche tanto breve.
ROBERTO ROSSI ROMA rrossi@unita.it
( da "Unita, L'" del 01-11-2008)
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La
soluzione «lodo Letta» per i nuovi contratti Ecco i punti del "lodo
Letta" sul contratto di lavoro dei dipendenti per la
nuova Alitalia, firmato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti e Ugl. ESCLUSIONE
DAL PROCESSO DI SELEZIONE«Cai potrà non assumere personale che nel periodo di
fruizione degli ammortizzatori sociali maturi il diritto, sulla base del
sistema vigente, ad un trattamento previdenziale». CRITERI DI SELEZIONE
PROFESSIONALE Possesso di abilitazioni/certificazioni: verrà data priorità al
possesso di specifici brevetti, abilitazioni, approvazioni, certificazioni,
titoli di studio, attestati di specializzazione richiesti per utilizzo del
personale nelle relative posizioni professionali. In particolare: per piloti e
comandanti l'abilitazione alla condotta degli aeromobili operativi; per il
personale navigante di cabina abilitazioni/certificazioni per gli aeromobili;
per il personale di terra: per l'area manutenzioni il possesso delle
certificazioni relative agli aeromobili operativi e delle
abilitazioni/approvazioni/attestati di specializzazione necessarie allo
svolgimento delle attività manutentive di Linea, Hangar, officine. CONTRATTI A
TERMINE La Cai potrà procedere con assunzioni a tempo determinato, considerate
le esigenze produttive correlate ai tempi di riqualificazione del personale
collocato in Cigs/mobilità.
( da "Unita, L'" del 01-11-2008)
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Alitalia
Ma sul
futuro pesa l'incognita dei sindacati divisi Confederali e Ugl firmano, mentre
piloti e hostess si rifiutano di sottoscrivere l'accordo proposto da Cai Le
condizioni per ripartire non sono ancora definitive Si armino di santa pazienza i futuri passeggeri della futura Alitalia. La compagnia aerea ha afferrato il salvagente del piano Fenice
per galleggiare sulle acque della crisi, ma la ciambella potrebbe non bastare a
superare le burrasche sindacali che l'attendono. Dopo tanto penare, Colaninno e
soci hanno presentato l'offerta vincolante per acquistare l'azienda, ormai non
si possono più tirare indietro. Ma dovranno sudare parecchio per far
funzionare una macchina i cui ingranaggi centrali promettono d'incepparsi ad
ogni spirar di vento. Piloti e assistenti di volo non hanno firmato la proposta
della Cai, nemmeno nella tarda serata di ieri, quando l'operazione era comunque
cosa fatta. Ed ora dispongono di un notevole potere ricattatorio: i piloti
iscritti ad Anpav e Up sono 1.200 su un totale di 3mila, tra gli autonomi Sdl
ha 1.650 iscritti, mentre Avia e Anpav contano rispettivamente 300 e 500 hostess
e steward. Senza il loro consenso, in Alitalia non si
alza in volo nemmeno un aereo. I sindacati confederali sono tornati nella
serata a Palazzo Chigi per perfezionare la sottoscrizione dei contratti
collettivi, ma la loro firma potrebbe non bastare ad assicurare alla compagnia
serene relazioni industriali. «Un segno di responsabilità e coraggio» ha
sottolineato il segretario della Uiltrasporti Giuseppe Caronia. «Spero che ci
si torni sopra» ha abbozzato Franco Nasso della Filt Cgil, immaginando di ritrovare
prima o poi l'unità di tutte le rappresentanze, perchè quanto siglato ieri
«rientra nella traccia dell'intesa firmata qualche settimana fa». Il più
affidabile mediatore di cui Berlusconi dispone, il solito Gianni Letta, s'è
anche preso il compito di dare interpretazione autentica a tutti i documenti,
assumendosi la responsabilità di arbitrato in caso di controversie: più di
questo - è il giudizio dei confederali e dell'Ugl - non si poteva fare. Non
stupisce, dunque, il tono indispettito del segretario della Filt Cisl Claudio
Claudiani: «Domani può nascere la nuova Alitalia e non
capisco chi non ha firmato. Pensa che ci sia spazio per giocare o per rilanci?
No, questo spazio non c'è». Evidentemente le sigle del personale di volo non la
pensano così. Hanno ribadito la stroncatura di un piano che comporterebbe «un
deciso aggravio delle penalizzazioni in capo ai lavoratori sia in termini
contrattuali che occupazionali, negando altresi ogni possibile prospettiva di
lavoro alle migliaia di precari che operano nel settore». E hanno indetto per
lunedì a Fiumicino un'assemblea informativa di tutti i lavoratori coinvolti.
Secondo il presidente dell'Anpac Fabio Berti «sono saltati i presupposti»
dell'accordo trovato a Palazzo Chigi lo scorso settembre, in cui si faceva
implicito riferimento al contratto di lavoro applicato all'Air One, per quanto
non espressamente indicato nelle intese. Ieri invece sono apparsi «elementi
estranei», che hanno peggiorato condizioni già «inesistenti in qualunque altra
azienda», come criteri di discriminazione dei part-time e di esclusione
dall'assunzione di madri che accudiscono figli minori e di dipendenti che
assistono un familiare. Per il leader dell'Avia Giuseppe Divietri, addirittura,
«i criteri di assunzione previsti da Cai producono mostri sociali», con una
«discrezionalità assoluta» nelle scelte dell'azienda e con il sindacato
relegato «al ruolo di notaio». Abbastanza da fare della nuova Alitalia «un'azienda arida, priva di etica e senza cuore». «E
ancora nulla - hanno sottolineato Anpac, Up, Sdl, Avia e Anpav in una nota
unitaria - si è visto dal Ministero del Lavoro per le annunciate misure
previdenziali orientate a favorire la gestione delle eccedenze di personale».
LUIGINA VENTURELLI MILANO lventurelli@unita.it
( da "Unita, L'" del 01-11-2008)
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Alitalia
Alitalia ad alto rischio
Epifani: il governo sbaglia No di piloti e assistenti La Cai ritira l'offerta
dopo la rottura, solo in extremis la ripresenta Intervista al leader Cgil:
aiuti solo alle imprese e alle banche, ora tocca ai lavoratori e alle famiglie
ALLA P
( da "Unita, L'" del 01-11-2008)
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Alitalia
La
salva-manager è risorta. «Tremonti l'ha firmata Ora si dimetta» E due. Quindici
giorni fa fu cancellata, ora la depenalizzazione dei reati fallimentari
rispunta in un disegno di legge del governo. Pd e Idv: insostenibile l'impunità
per i bancarottieri anche per il passato. Tremonti ha minacciato le dimissioni,
Berlusconi non ne sapeva nulla. Sarà stato per un caso che, scoperto due
settimane fa, il «lodo Cicolani» fu infilato nel decreto Alitalia. Cancellato a furor di popolo, il salvacondotto per i manager
sembrava un incidente destinato all'oblio. Invece no. Eccolo risuscitato,
questa volta direttamente dal governo, nel disegno di legge che riordina la
legislazione sulle crisi aziendali: primo firmatario il ministro dello Sviluppo
economico Scajola. E se, all'epoca, Cicolani sosteneva che
«L'emendamento è mirato esclusivamente a tutelare le difficili scelte da parte
dei commissari, operate in momenti oggettivamente straordinari, come è ad
esempio nel caso di Fantozzi, che hanno l'esigenza di agire in modo certamente
responsabile, ma discrezionale e flessibile», oggi la modifica del governo,
perfettamente in linea con Cicolani, limita il salvacondotto manageriale
proprio ai commissari, a meno che dall'amministrazione controllata non portino
le aziende nel baratro del fallimento. Non risultano dimissioni tremontiane.
Macché svista, è evidentemente una priorità di governo. Dopo l'allarme di Idv,
Pd, Udc e del segretario Anm, Giuseppe Cascini, il ministro Scajola nega: «le
norme della legge-delega si applicano solo ai commissari nominati dal governo
dopo la dichiarazione dello stato di insolvenza e non ai manager precedenti e
non prevedono alcuna impunità». Ribatte il ministro ombra del Pd, Lanfranco
Tenaglia: dice Scajola stesso - «che la misura può essere applicato anche ai
manager e non solo ai commissari. E le modifiche al reato di bancarotta
avrebbero, come effetto, quello di garantire anche per il passato l'impunità ai
bancarottieri». Incalza il senatore Li Gotti, primo firmatario della mozione
dell'opposizione. Precisa che nella proposta governativa l'equiparazione della
dichiarazione dello stato di insolvenza alla dichiarazione di fallimento in cui
si dimostri la falsità dei presupposti per l'emissione di procedura, non può
riguardare il commissario straordinario, come afferma il ministro, perché non
ancora nominato, nella fase di verifica dei presupposti, ma i manager, i soli
che possono commettere la falsità». Così, con un colpo di spugna, si cancellano
tutte le condotte illecite che hanno determinato l'insolvenza. Scajola sostiene
che il dibattito parlamentare chiarirà le cose (il testo dunque non è
abbastanza chiaro?) e si augura anche «contributi delle opposizioni». Lo prende
in parola, Tenaglia, purché si modifichino le norme, «sempre in attesa che
Tremonti si dimetta, visto che la salva manager è sempre lì», anche con la sua
firma. Il siparietto della finta cancellazione fu messo in scena quando
iniziarono le ipotesi sul cui prodest? ed emerse il nome del ministro Fitto. Su
cui pende la richiesta di rinvio a giudizio nel fallimento della Cedis srl.
NEDO CANETTI ROMA nedo.canetti@senato.it
( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
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Pagina
21 - Cronaca Sarno, bonifica low cost ma il generale anti sprechi adesso
rischia il posto "Lavoro gratis e ho un difetto: risolvo i problemi"
La rivolta dei sindaci: "Se va via Jucci tutto tornerà come prima: e sarà
un disastro" (SEGUE DALLA PRIMA P
( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)
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n. 262
del 2008-11-01 pagina 3 Quasi due anni di lavoro sul filo
della bancarotta di Redazione 1 dicembre 2006 Il governo Prodi opta per la
privatizzazione di Alitalia con la cessione del controllo della compagnia 21 dicembre 2007
Il cda di Alitalia sceglie Air France-Klm per la trattativa in esclusiva per la
cessione del 49,9% 18 marzo 2008 Il presidente di Air France, Spinetta,
annuncia gli esuberi. Si stima una cifra di oltre 5.000 dipendenti 2 aprile
L'accordo con i sindacati non c'è: Air France si ritira 4 aprile Berlusconi
chiede che Alitalia resti italiana e promuove il
progetto di una cordata italiana 26 agosto Nasce la newco con i primi 16 soci,
per dare vita alla Compagnia aerea italiana (Cai). Rocco Sabelli è nominato
amministratore unico, Roberto Colaninno presidente 4 settembre Il governo e la
Cai presentano il «piano Fenice» ai sindacati: gli esuberi saranno 3.250 25
settembre Raggiunto l'accordo a palazzo Chigi tra Cai e sindacati © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)
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n. 262
del 2008-11-01 pagina 3 Giornata al cardiopalma È iniziata alle 13 con il
vertice a Palazzo Chigi di Gian Maria De Francesco RomaClaudio Claudiani,
segretario della Fit-Cisl, alla fine avete firmato? «Sappiamo bene che non
abbiamo compiuto un atto di eroismo, ma un esercizio di responsabilità che ha
consentito che oggi i libri non andassero in tribunale. In seguito alla nostra
firma dei testi contrattuali, infatti, Cai ha formalizzato una proposta
vincolante di acquisto». Ai colleghi dei sindacati autonomi quale messaggio
rivolgete? «Confido molto in un momento di riflessione non emotiva da parte
delle associazioni professionali tale da consentire anche la loro firma e
l'adesione agli accordi». Ci sono novità rispetto agli accordi di settembre?
«Abbiamo firmato il contratto unico che si articola con tre sezioni (terra,
assistenti di volo e piloti) e poi il contratto dei comandanti dirigenti.
Abbiamo firmato anche i criteri per l'assunzione del personale nel quale è
inserita una norma di salvaguardia, il cosiddetto "lodo Letta"».
Quindi, siete già pronti a partire? «Per noi teoricamente
la nuova Alitalia potrebbe partire subito. Abbiamo fatto "allenamento"
nei mesi scorsi e con la crisi in corso prima si comincia meglio è». Vi fidate
di Cai? «Non c'è nessuna pregiudiziale di carattere negativo. Ci auguriamo che
vi sia una pratica di relazioni industriali. Non chiediamo favoritismi
ma coinvolgimento. C'è bisogno che il personale sia coinvolto: bisogna
ricostruire l'azienda e questo si può fare solo con la massima partecipazione».
Visto che avete aderito da subito vi aspettate qualche forma di «riconoscenza»?
«I criteri da seguire per le assunzioni devono essere assolutamente
trasparenti. Nessuno deve ammantarsi di discrezionalità, a noi serve
oggettività. Ci saranno 12.500 unità e sappiamo che per chi resta cambiano i
parametri e i paradigmi. Per chi non sarà in produzione abbiamo messo in campo
strumenti di assoluto pregio sociale ed è un discorso molto diverso dall'attuale
situazione. Per questo motivo serve assoluta trasparenza». © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)
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n. 262
del 2008-11-01 pagina 4 Epifani fa l'irriducibile e pianifica l'autunno caldo
di Antonio Signorini Il segretario si prepara alla battaglia come Cofferati nel
2002: vicino ai duri e puri, lontano da governo, imprese e sindacati RomaQuanto
il clima sia cambiato lo dimostra il fatto che da qualche settimana persino lo
schivo Guglielmo Epifani è andato a caccia di applausi. Gli ultimi li aveva
raccolti giovedì pomeriggio mentre entrava a Palazzo Chigi per respingere il
protocollo sul Pubblico impiego. Graditissimi i «tieni duro» che sono venuti
dalla piazza studenti-insegnanti della manifestazione di Roma. Era tempo che il
sindacato non raccoglieva consensi che non fossero di ultracinquantenni. E poco
importa che gli ultimi battimani stiano venendo anche dalle ali estreme della
politica e del sindacalismo. Anzi, la speranza del segretario generale della
Cgil è quella di mieterne altri. Tutti, beninteso, legati ai «no» che la Cgil
pronuncerà ai tavoli di confronto con il governo, agli incontri con Confindustria
e anche - si comincia a temere in ambienti sindacali - quando si tratterà di
rinnovare i contratti di lavoro e gli accordi aziendali. L'impressione
degli insider è che quello su Alitalia sia stato l'ultimo accordo
chiuso con la Cgil di Epifani. E che adesso si apra una stagione molto simile a
quella inaugurata da Sergio Cofferati, quella del sindacato guastatore e
«antagonista». Come nel 2002, vicino ai movimenti, lontano dal governo, dalle
aziende e dalle altre organizzazioni dei lavoratori. Una stagione in cui
sono sempre gli irriducibili a dettare la linea. Anche quando sono minoranza.
Non è un caso che l'agenda dell'inverno caldo di Epifani l'abbiano dettata le
categorie più spostate a sinistra: il pubblico impiego e i metalmeccanici. La
Fiom Cgil ha proclamato uno sciopero generale il 12 dicembre contro il governo
e contro Confindustria (che è anche la linea politica di Rifondazione
comunista). In particolare contro la riforma della contrattazione avviata con
un tavolo che Epifani aveva già fatto saltare. Esattamente un anno fa il
segretario generale della Cgil aveva accusato le sue tute blu di non essere in
grado di chiudere accordi. Si era parlato addirittura di una scissione degli
«estremisti» della Fiom. Ieri Epifani li ha omaggiati con un significativo:
«Cgil e Fiom sono la stessa cosa». Stesso discorso per la Funzione pubblica di
Carlo Podda, che ha confermato i tre scioperi regionali del tre, quattro e 14
novembre, annunciando uno sciopero generale nei primi di dicembre con
manifestazione a Roma. Tempi duri, quindi, per gli uffici pubblici, ma anche
per le aziende che si ritroveranno in una tenaglia pericolosa da una parte la
crisi economica, dall'altra un sindacato con una linea che corrisponde a quella
delle ali più estreme. La mancata firma del contratto del commercio da parte
della Cgil insomma, è solo un assaggio di quello che potrebbe accadere nei
prossimi mesi. Difficile che in questo clima sia possibile la riforma dei
contratti. La trattativa tra Confindustria e i confederali su come sono
regolati i rapporti economici tra aziende e dipendenti non avrà sicuramente il
consenso della Cgil, nemmeno se gli altri andranno avanti. La nuova linea
antagonista dovrebbe essere ufficializzata mercoledì prossimo all'assemblea dei
quadri e dei delegati Cgil. Convocazione straordinaria, ufficialmente per
discutere delle proposte per «uscire dalla crisi». In realtà per lanciare la
nuova linea del segretario Epifani. Che molti in questi giorni hanno dato in
contrasto con quella del Partito democratico di Walter Veltroni. Ma che in
realtà è complementare. Il Pd ha un estremo bisogno di quelle che il leader del
partito chiama «radicalità» per contrastare la concorrenza di Di Pietro. E il
campo per combatterle scelto dalla sinistra è quello dei temi sociali. La crisi
economica farà la sua parte. A Epifani toccherà catalizzare il malcontento. Un
ruolo che, a quanto pare, gli toccherà mantenere fino al 2010. Sta infatti
tramontando l'ipotesi di una candidatura alle europee. Nelle liste Pd dovrebbe
finire solo il predecessore Cofferati, mentre Epifani dovrebbe saltare un
turno. Condannato a stare in trincea. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
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Sabato
01 Novembre 2008 Chiudi di UMBERTO MANCINI TUTTI a terra. Anzi no. Schianto sfiorato per la flotta Alitalia. Che ha
volato nel buio del fallimento per almeno 6 ore. Poi i motori hanno ripreso a
girare. E lo stop della Cai di Roberto Colaninno, dopo il dietro front degli
autonomi, si è trasformato in un ponte verso il futuro, verso la Nuova Alitalia. Adesso però, con l'offerta vincolante presentata a
Fantozzi e l'intesa siglata con i confederali, la compagnia di bandiera fa un
passo avanti decisivo. E affronta due nuove sfide: l'esame europeo e la scelta
del partner estero. Air France è in "pole position".
( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
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Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi ROMA La nuova Alitalia può decollare: Cai
ha presentato l'offerta vincolante per l'acquisizione al termine di una
giornata in cui si è sfiorata la rottura. I sindacati confederali e l'Ugl hanno
firmato l'accordo che regola i nuovi contratti. «No» dei piloti e degli
assistenti di volo, che accusano i vertici della nuova aviolinea di aver
stravolto l'intesa raggiunta a settembre a palazzo Chigi. Cai aveva prima
rifiutato l'offerta, poi l'ha ripresentata a seguito della mediazione del
governo. Berlusconi ottimista: irresponsabile chi non firma. Bersani replica:
irresponsabile è il governo.
( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
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Alitalia
Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi Ore di tensione, sfiorata la
rottura, poi la mediazione del governo sblocca la proposta d'acquisto Offerta
Cai, al via la nuova Alitalia
Confederali e Ugl firmano il contratto. No di piloti e hostess
( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
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Sabato
01 Novembre 2008 Chiudi Nelle fasi di crisi dell'economia, quando i consumi
calano, quando la produzione langue, e con essa la domanda di lavoro, il
compito dei sindacati si fa immediatamente più difficile. Devono, come impone
il loro ruolo, difendere retribuzioni e occupazione, opponendo alle leggi del
mercato, e in particolare a quelle del mercato del lavoro, tutti gli elementi
di rigidità e di resistenza che sono riusciti a introdurvi nel corso degli anni
a tutela dei loro organizzati. Ma devono, al tempo stesso, dar prova di
elasticità tattica, tener conto della situazione reale, del contesto generale
in cui si muovono: senza di che, come tante esperienze ci insegnano, vanno
incontro a storiche sconfitte (come i lavoratori della Fiat in Italia nel 1980
o i minatori britannici nel 1984-85). Questa capacità, che non è mancata in
altre occasioni significative, sembra ora far difetto ad alcune componenti del
movimento sindacale italiano, che in questi giorni sembrano oscillare fra la
difesa a oltranza delle posizioni acquisite e lo sterile rimpianto di un
piccolo mondo antico travolto dai processi di globalizzazione ancor prima che
dalla crisi: il mondo delle tutele erga omnes e delle certezze retributive e
occupazionali. Lasciamo da parte l'agitazione nel mondo della scuola, dove i
sindacati hanno sì difeso uno status quo che a molti appare insoddisfacente, ma
si sono mossi compatti e hanno goduto dell'appoggio visibile di una parte
consistente dell'opinione pubblica. Diverso è il caso della vertenza sul
contratto degli statali, che ha visto la Cgil sacrificare le ragioni dell'unità
con le altre confederazioni sull'altare dell'intransigenza assoluta:
un'intransigenza che non rientra nelle tradizioni del maggior sindacato
nazionale e che ha suscitato nei sindacati fratelli, e anche in alcune
componenti del Partito democratico, domande inquietanti circa le effettive
motivazioni del non possumus di Guglielmo Epifani. Tanto da spingere il
segretario della Cisl Bonanni (non un dirigente di seconda fila) a chiedersi se
il segretario della Cgil non stia obbedendo a logiche extrasindacali (leggi: di
schieramento politico). Ancora diverso, e per molti aspetti
clamoroso, il caso dei piloti Alitalia e del loro rifiuto in
extremis di un accordo già raggiunto nelle grandi linee con la nuova compagnia
di bandiera, dopo l'estenuante trattativa di poche settimane fa. Qui la
politica c'entra poco. E parlare di logica sindacale sarebbe riduttivo e
fuorviante. Stiamo parlando della resistenza corporativa di una
categoria esigua e sino a ieri fortemente privilegiata, che difficilmente può
invocare a sostegno delle sue richieste motivazioni di carattere generale e
tanto meno può contare su un qualche sostegno diffuso nell'opinione pubblica. Una
categoria che, anche prescindendo da qualsiasi altra considerazione (di
carattere economico, funzionale o persino etico), non può ignorare il fatto di
essere inserita in un mercato internazionale. I piloti non sono come gli
insegnanti di scuola, non hanno bisogno di titoli di studio nazionali e di una
perfetta conoscenza dell'italiano (la lingua del trasporto aereo è l'inglese):
così come possono trovar lavoro in altri paesi, possono anche essere sostituiti
da loro omologhi stranieri. Quello dei piloti, si dirà, è un caso limite sotto
tutti i punti di vista. Ma è anche l'espressione di una tendenza più diffusa, e
non solo in campo sindacale. La riluttanza a pensare la realtà in termini
diversi da quelli cui si è abituati. La coazione a riproporre, in un contesto
diverso, comportamenti e strategie dimostratisi efficaci in passato.
L'attaccamento ai propri piccoli e grandi privilegi, considerati non solo in
termini di vantaggio materiale, ma anche in funzione di antidoto
all'insicurezza indotta dal mutamento. Sono, entro certi limiti, reazioni
naturali e comprensibili. Ma non costituiscono certo la miglior risposta alle
novità e alle difficoltà da cui, volenti o nolenti, siamo tutti investiti.
Giovanni Sabbatucci
( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
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Sabato
01 Novembre 2008 Chiudi La Cai di Roberto Colaninno aveva detto "no"
inizialmente al cosidetto "lodo Letta". La società
riteneva che fosse necessaria la sigla da parte dei sindacati non solo del
"lodo" proposto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma
anche e sopratutto sul contratto. I confederali hanno accettato questa
soluzione che sblocca la trattativa e che consente ad Alitalia di
decollare. L'accordo con i sindacati era tra le condizioni sospensive previste
dal Piano Fenice
( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
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Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi Alitalia
ad alta tensione, poi Cai presenta l'offerta Il presidente Colaninno: il
commissario Fantozzi risponderà la prossima settimana
( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
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Sabato
01 Novembre 2008 Chiudi ROMA - La Compagnia aerea italiana (Cai) valuta Alitalia un miliardo di euro. Tondo tondo. Ma al commissario
Augusto Fantozzi staccherà a fine mese quando avverrà il closing, cioè il
contratto definitivo col passaggio dei beni, un acconto di 100 milioni. Il
conguaglio sarebbe previsto in due tempi: a sei mesi e a un anno. Questo il
succo, secondo quanto risulta a Il Messaggero, dell'offerta vincolante decisa
ieri dal cda e consegnata verso le 21 presso la sede romana di Intesa,
all'avvocato Paparella, subcommissario della Magliana, da Roberto Colaninno e
Rocco Sabelli. La Nuova Alitalia prenderà il volo dal
1° dicembre: nella notte precedente, per consentire il passaggio tra la vecchia
e la nuova compagnia, gli aerei dovrebbero restare a terra. La proposta
definita, rifinita e limata fino all'ultimo momento con l'ausilio dei legali
dello studio Bonelli Erede Pappalardo, sarebbe un dossier di 45 pagine più
qualche altro centinaio di allegati. Innanzitutto la valutazione e quindi il
prezzo. Il miliardo messo sul tavolo comprende il marchio - Fantozzi ha
insistito fino all'ultimo per tenerselo - 93 aeromobili in dotazione alla
Magliana cui sommeranno i 55 che saranno acquistati da AirOne con efficacia
sempre 1° dicembre. Nel prezzo ci sono gli accessori, i motori, i pezzi di
ricambio, il magazzino. Poi circa 650 milioni di debiti ipotecari, cioè
garantiti appunto da ipoteche, in essere sugli aeromobili e che la Cai si
accollerà. Il resto comprende altri debiti in corso che riguardano le posizioni
coi fornitori esteri e i biglietti prepagati: cioè i ticket prenotati e pagati
dai passeggeri all'attuale Alitalia L'offerta contiene
una serie di condizioni sospensive. Innanzitutto il via libera della comunità
europea, attesa per il 12 novembre, priva di conseguenze a carico di Cai. Cioè
l'autorizzazione della Commissione trasporti di Bruxelles alle due istruttorie
in corso - sull'acquisizione degli asset di Alitalia e sul prestito-ponte da 300 milioni concessi ad aprile - non
contenga oneri che ricadano sugli investitori della nuova Alitalia. L'altra condicio sine qua non è strettamente collegata alla
precedente perchè riguarda l'avvento del "trustee", cioè del
fiduciario indioendente che governo e Ue dovranno individuare di comune
accordo. Palazzo Chigi indicherà una rosa di tre società di revisione
internazionali all'interno della quale Bruxelles ne individuerà una. Il trustee
non dovrà avere nulla da ridire sulle modalità dell'operazione. Cai subordina
inoltre la validità della sua intenzione irrevocabile alla ricognizione sui
motori nel senso che i circa 148 aeromobili da acquistare sia dotati dei
rispettivi motori. Nel mondo delle compagnie aeree per ragioni di manutenzione,
capita che un aeromobile voli utilizzando i motori di un altro aeromobile.
Inoltre all'ootenimento delle nuove licenze richieste a Enac da Cai e dalle controllate
Cai one e Cai two; al passaggio degli slot, all'ottenimento dei codici Iata,
dell'Antitrust italiano riguardo l'assenza di pregiudizi a carico dei
consumatiori. Infine sulla congruità del prezzo. r. dim.
( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
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Sabato
01 Novembre 2008 Chiudi di MARCO CONTI ROMA - Una passeggiata in centro «per
sgranchirsi le gambe» e prendere un po' d'aria dopo la non facile telefonata
con il presidente di Cai Roberto Colaninno e l'amministratore delegato di
Intesa SanPaolo Corrado Passera. Silvio Berlusconi la sua "missione"
è riuscita a portarla a casa anche ieri sera convincendo la cordata di
imprenditori di Cai a tornare al tavolo di palazzo Chigi e a firmare l'offerta
vincolante. Il resto del lavoro lo ha svolto sino a tarda notte il
sottosegretario Gianni Letta che da settimane segue passo-passo la vicenda, ma
che ieri pomeriggio è dovuto nuovamente ricorrere alla "moral
suasion" e all'ascendente che il Cavaliere ha sul gruppo di imprenditori.
La crisi dei mercati e la conseguente crisi economica, stavano infatti
spingendo nuovamente in alto mare la vicenda e più di un imprenditore sembrava
voler cogliere l'occasione data dalla rigidità delle sigle sindacali autonome,
per sfilarsi da un progetto che ora considerano ad alto rischio. Per
Berlusconi, che ieri sera considerava positivamente il ruolo svolto dal Pd in
queste ultime fasi di trattativa, il fallimento del piano di rilancio e di Alitalia sarebbero stati uno smacco troppo forte da
sopportare. Alla fine, dopo un paio di vivaci telefonate, anche Cai è tornata a
palazzo Chigi per firmare l'offerta e prepararsi ad avviare l'ultimo braccio di
ferro con piloti e assistenti di volo, che mette anche in conto la chiamata
diretta e l'azzeramento del ruolo delle sigle sindacali autonome. Un giretto
per negozi e qualche acquisto sono bastati ieri a distrarre il premier, ma
negli ultimi giorni l'umore del Cavaliere è notevolmente peggiorato e secondo
un autorevole esponente della Pdl «i tentennamenti su come affrontare la crisi
rischiano di offuscare il taglio decisionista del governo», mentre diventa
sempre più difficile contenere le tensioni tra ministri alle prese con
programmi che devono fare i conti con i tagli e le fosche previsioni per il
( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
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Sabato
01 Novembre 2008 Chiudi di ROSARIO DIMITO ROMA - «Potevamo concludere l'accordo
prima coi sindacati: era imperativo data la condizione in
cui versa Alitalia. Il negoziato è durato più tempo del previsto». Così Rocco
Sabelli commenta con Il Messaggero la lunghissima e a tratti kafkiana giornata
che ha portato alla definizione dell'offerta vincolante per gli asset di Alitalia. La nuova Compagnia decollerà dal 1° dicembre utilizzando anche
Air One, la società di carlo Toto: almeno fino alla primavera prossima Alitalia e AirOne rimarranno separate, poi si procederà
all'integrazione e al riassetto societario, visto che Cai controllerà Cai one e
Cai two che avranno in pancia rispettivamente Express e Volare. L'offerta
consegnata nella tarda serata di ieri all'avvocato Paparella, vice del
commissario Augusto Fantozzi, è stata decisa nel tardo pomeriggio all'unanimità
dal consiglio di Cai riunitosi a Roma presso la sede di Intesa Sanpaolo,
azionista di peso e soprattutto coordinatore strategico del progetto. La
riunione del board è cominciata poco prima delle
( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
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Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi Il rush finale sul destino di Alitalia infiamma lo scontro
fra maggioranza e opposizione. Sacconi: con l'offerta Cai, smentiti i profeti
di sventura
( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
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Sabato
01 Novembre 2008 Chiudi Con la crisi economica in pieno svolgimento e gli
spettri di recessione sempre più consistenti; l'Onda della protesta studentesca
contro la legge Gelmini in atto; la ritrovata baldanza di Veltroni dopo la
manifestazione del Circo Massimo e i dissapori in seno alla maggioranza
evidenziati dall'accantonamento della riforma elettorale per le Europee, tutto
poteva permettersi Silvio Berlusconi tranne che un passo falso su Alitalia. Inutile girarci attorno: gli aerei tricolori a terra avrebbero
avuto un effetto devastante. Il fallimento della cordata Cai, infatti, più di
ogni altra cosa avrebbe assestato un duro colpo all'immagine
"vincente" del Cavaliere, oltre che - elemento che non può
assolutamente essere sottovalutato - rappresentare una mazzata di enorme
portata al sistema industriale italiano. Per questo palazzo Chigi si è
speso fino all'ultimo pur di convincere Colaninno a presentare l'offerta
d'acquisto, nonostante il niet delle sigle sindacali autonome di piloti e
assistenti di volo. Ma in realtà il presidente del Consiglio - e proprio per le
medesime considerazioni - sapeva di poter contare sulla non belligeranza dei
Democratici (e dell'Udc): non a caso la Cgil che un mese fa era rientrata nella
trattativa dopo essersene allontanata assieme agli autonomi, stavolta ha subito
firmato i protocolli di accordo, "lodo Letta" compreso. Qual è
l'interesse dei sindacati al fallimento dell'Alitalia?
si è chiesto col solito pragmatismo Bossi. Risposta implicita: nessuno.
Infatti. Dunque almeno per ora la vicenda si conclude positivamente, sia
Palazzo Chigi che l'opposizione, esclusa l'Idv, seppur ciascuno a modo suo,
possono appuntarsene il merito. Su un terreno scivoloso che poteva portare a
risultati traumatici, il confronto tra schieramenti si è realizzato. Un segnale
piccolo ma significativo per affrontare l'emergenza economica delle prossime
settimane e mesi.
( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
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Sabato
01 Novembre 2008 Chiudi di CLAUDIA TERRACINA ROMA Dopo la firma dei sindacati
confederali e l'offerta in extremis della Compagnia aerea
italiana per rilevare l'Alitalia, come al solito, Silvio Berlusconi si mostra ottimista. «Sono
convinto che allo scadere dei termini, alla mezzanotte di domani, avremo ancora
una compagnia di bandiera italiana- assicura ai cronisti che lo intercettano in
un negozio del centro- sono e resto, come sempre ottimista. Gianni Letta
ce la farà». La partita però è tutt'altro che chiusa perchè i sindacati
autonomi sono ancora sul piede di guerra. Per questo, Umberto Bossi si dichiara
molto più scettico del premier sul futuro della Cai. «Se la vogliono fare
fallire alla fine fallirà. Però non capisco l'interesse dei sindacati a farla
fallire», riflette ad alta voce a margine della festa della Lega a Pecorara,
nel Piacentino. «Mi auguro che invece trovino l'accordo - aggiunge- perchè non
è solo un problema della faccia di Berlusconi che ce l'ha messa. Il problema è
che la Compagnia di bandiera rischia davvero di fallire». E molto critica è
l'opposizione. Per il ministro ombra dell'Economia del Pd, Pierluigi Bersani,
«stiamo vivendo un passaggio che in ogni caso renderà più debole la soluzione.
E' la dimostrazione della assoluta irresponsabilità politica di chi ha
impostato dall'inizio questa vicenda». Il leader dell'Italia dei valori,
Antonio Di Pietro, giudica «grave l'atteggiamento intimidatorio assunto dal
Governo e dalla Cai nei confronti dei lavoratori» ed esprime solidarietà ai
piloti, al personale di terra e agli assistenti di volo che pagano
l'irresponsabilità dell'esecutivo». Michele Vietti dell'Udc dice di «augurarsi
fino all'ultimo di non dover dire "l'avevamo detto". Ma purtroppo fin
dalla campagna elettorale avevamo denunciato la strumentalità dell'operazione "Forza
Italia" per la compagnia di bandiera, segnalando i limiti e le
contraddizioni degli aiuti di Stato prima, e delle formule
"caserecce" che il governo ha adottato per attribuire senza
concorrenza gli asset dell'azienda alla cordata amica poi, scaricando sui
contribuenti tutti i costi. Abbiamo continuato a ripetere - aggiunge- che senza
un vettore internazionale non ci sarebbero state prospettive. Anche un recupero
dell'ultima ora delle trattative, che per senso di responsabilità continuiamo
ad augurarci, non eliminerebbe tutte queste criticità». Ancor più severo è il
collega Luca Volontè, secondo il quale «siamo alla fine della pantomima,la
drammatica tragedia era già scritta nelle settimane di campagna elettorale. Ora
sia il premier e prendersi la responsabilità in toto della situazione. Piloti,
hostess e bugie elettorali sono tutti i colpevoli della situazione odierna. Sia
chiaro, da ora in poi i cittadini italiani non tireranno fuori un euro.
Berlusconi - conclude - mantenga le promesse e paghi di tasca sua il bluff
trasformato in tragedia». E il segretario nazionale de "la Destra",
nonchè capogruppo in Campidoglio, mette in guardia sulle possibili
ripercussioni sulla Capitale: «Va convocato rapidamente il consiglio comunale
di Roma. Se la trattativa per Alitalia va a picco-
avverte- le conseguenze per la città saranno drammatiche». Ma il ministro del
Welfare, Maurizio Sacconi, ribatte che «un altro significativo passo avanti è
stato compiuto con il positivo concorso di tutte le grandi confederazioni
sindacali, il ruolo fattivo del governo e la conferma della volontà di
promuovere una nuova compagnia di bandiera da parte della società Cai, quindi,
ancora una volta, i profeti di sventura sono stati smentiti». E il ministro
delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli sottolinea che «alla fine
è prevalso, come abbiamo sempre auspicato, il senso di responsabilità. Con la
firma sui contratti e sull'accordo complessivo da parte di Cgil, Cisl, Uil e
Ugl, la nuova Alitalia potrà davvero decollare.
Auspico che anche le altre sigle sindacali aggiungano la loro firma dimostrando
analoga responsabilità».
( da "Corriere della
Sera" del
01-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-01 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE Ore di tensione, mediazione di Letta. Firmano Cgil,
Cisl, Uil e Ugl. Il premier: sempre stato ottimista Alitalia ai privati, la Cai va avanti La Compagnia presenta l'offerta, ma
resta il no di piloti e hostess ROMA — La Cai ha presentato l'offerta al
commissario di Alitalia. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno firmato il contratto. No di piloti
e hostess. ALLE P
( da "Corriere della
Sera" del
01-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-01 num: - pag: 1
autore: di DARIO DI VICO categoria: REDAZIONALE IL VETO è ROTTO è una prova di
coraggio. La Cai, la cordata di imprenditori capeggiata da Roberto Colaninno,
ha deciso di andare avanti nonostante il veto di piloti e hostess. E' una
novità importante e insieme una sfida. Le antiche regole del consociativismo
italiano fino a ieri prevedevano il contrario: in simili casi ci si fermava.
Senza il consenso di tutte, ma proprio di tutte, le organizzazioni di
rappresentanza si lasciava cadere la penna e ci si alzava dal tavolo. Stavolta
no ed è importante che le tre grandi centrali sindacali più l'Ugl di Renata
Polverini abbiano deciso di non far mancare la loro firma. Abbiano varcato il
Rubicone. Le richieste di piloti e hostess sono semplicemente irragionevoli:
non è possibile infatti che una società privata consenta 300 distacchi
sindacali a tempo pieno, che permetta alle associazioni dei dipendenti di
metter bocca sulle carriere e persino sulla politica degli acquisti. L'Anpac,
l'Up e le altre sigle avevano firmato il contratto proposto dalla Cai— che
riconosce la dirigenza ai comandanti — ma per rimettere tutto in gioco è
bastato che a Fiumicino si facesse largo l'idea che il governo, dopo aver
offerto aiuto alle banche, alla fine non avrebbe fatto fallire la compagnia di
bandiera. è la nazionalizzazione del-l'Alitalia
l'obiettivo non dichiarato di piloti e hostess ed è perciò importante che i
sindacati confederali abbiano scelto, seppur tra contraddizioni e ripensamenti,
la privatizzazione. Vedremo se i lavoratori dell'Alitalia
aderiranno al contratto offerto loro dalla Cai e vedremo anche se Anpac e Up si
spingeranno fino a bloccare aerei e scali. Il paragone con Ronald Reagan
e con la storica battaglia contro i controllori di volo suona forse esagerato,
ma sarebbe un errore sottovalutare il valore politico e civile del braccio di
ferro che si aprirà nelle prossime ore. La verità è che il nostro è un Paese
incredibile. Una porzione di mondo in cui è facilissimo distruggere, quasi
impossibile costruire. Si parli della razionalizzazione della spesa scolastica,
della lotta all'assenteismo o della chiusura del ciclo del consociativismo
aereo, la dura realtà è che siamo un Paese che non vuole fare veramente i conti
con la crisi. Continuiamo a prendere sotto gamba il crollo dei mercati
finanziari e la lunga recessione che ci si prepara. Non vogliamo prendere atto
che se l'America cade ha la capacità di riprendere a correre in poco tempo, ma
se è l'Italia ad ammalarsi gravemente non esistono sufficienti anticorpi né
animal spirits in grado di risollevarla. Gli storici argomenteranno che non
possediamo un autentico spirito nazionale e che ciò rappresenta un nostro
sempiterno handicap. Ma forse siamo già oltre, stanno venendo meno sentimenti
come la solidarietà e la generosità che erano stati una componente fondamentale
delle nostre migliori stagioni. Nella commedia tricolore c'è sempre qualcuno
che pur di non rinunciare a una quota minima dei suoi privilegi preferisce
mandare tutto a monte, dare un calcio al tavolo. Senza accorgersi che così
prende a calci il futuro. ddivico@rcs.it
( da "Corriere della
Sera" del
01-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data:
2008-11-01 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia, firma ad
alta tensione Cai presenta l'offerta vincolante Sì anche della Cgil, no dei
piloti e delle hostess. Ora tocca a Fantozzi Colaninno: gli autonomi non
firmano? Non succederà niente. La proposta scade il 30 novembre. Le condizioni
ROMA — Sarebbe potuta essere davvero la notte delle streghe per Alitalia, quella del fallimento. Ma alla fine, alle
( da "Corriere della
Sera" del
01-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 2
categoria: BREVI L'offerta Investimento di un miliardo Gli oltre 20 gruppi
imprenditoriali soci in Cai investiranno oltre 1 miliardo per ristrutturare e
rilanciare il comparto aereo italiano intorno ad Alitalia
e AirOne La ricerca di un partner Cai punta ad allearsi con uno dei tre
principali operatori mondiali, con la possibilità di un suo ingresso anche
nell'azionariato Occupazione: 12.639 assunti Dopo l'accordo con i sindacati,
ora Cai potrà procedere all'assunzione di complessivi 12.639
lavoratori tra Alitalia e AirOne. Mobilità e ammortizzatori L'accordo prevede procedure
di mobilità e ammortizzatori sociali per i dipendenti in esubero di Alitalia e AirOne. Lock-up di cinque anni I soci della Compagnia aerea
italiana si sono impegnati a non vendere le proprie azioni per un periodo di 5
anni.
( da "Corriere della
Sera" del
01-11-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data:
2008-11-01 num: - pag: 2 categoria: BREVI Il commissario Il commissario
straordinario di Alitalia,
Augusto Fantozzi, è chiamato a esprimersi sull'adeguatezza dell'offerta di Cai
( da "Corriere della
Sera" del
01-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Il numero uno di Cai Il manager che dopo aver condotto
la trattativa guiderà la compagnia E Sabelli: due sere fa ho pensato «è finita»
MILANO — «Mercoledì sera, quando abbiamo interrotto la trattativa, ho pensato
di aver speso ormai tutta la pazienza negoziale e che a quel punto era davvero
finita ». E invece Rocco Sabelli c'è riuscito a chiudere
una trattativa con i sindacati che sembrava ormai persa, e a presentare
l'offerta per Alitalia. «Sono stati due mesi di sofferenza ballati sul filo del
precipizio — racconta il manager a cui Cai ha affidato la cloche della nuova
compagnia di bandiera —. A volte dal fronte sindacale non si capiva che si stava
camminando su un precipizio. Ma Gianni Letta è stato utilissimo: è stato
il vero motore della trattativa. Va anche dato atto a Cgil, Cisl, Uil e Ugl di
aver gettato il cuore oltre l'ostacolo consentendoci di presentare l'offerta».
Sabelli riconosce anche che per andare avanti è stata fondamentale «la
perseveranza dei soci: ci ha spinto a insistere». E Silvio Berlusconi? Ripete
che «i contatti in questi mesi sono stati sempre a livello istituzionale
tramite il sottosegretario Letta». Però «qualche telefonata credo ci sia stata
e ci sarà». L'unico rammarico del manager è non essere riuscito a ottenere
tutte le firme sotto il contratto. Ma non dispera: «Il clima è migliorato —
dice —. Adesso abbiamo un contratto e dei criteri di selezione del personale,
criteri equilibrati e quello che non si è potuto fare ora si potrà fare dopo.
Le distanze non sono molto significative e credo si possa trovare una
convergenza di fatto». E i piloti, le hostess? «La fase squisitamente sindacale
è alle spalle — dice Sabelli — . E' più importante ora coinvolgere le persone
in questo nuovo progetto. Anche perché nasce un'azienda stabile, duratura con
prospettive più concrete. Certo, tutto è migliorabile». Adesso che l'ostacolo
principale è stato superato, per il manager inizia la fase più difficile. «Per Alitalia nulla è facile — ammette —. Sarà un lavoro
complesso. Si tratta di integrare Air One e di fare una start-up. Ci serve
anche fortuna. Ora ci vorrà qualche giorno perché il commissario Fantozzi si
esprima. Siamo fiduciosi». Ma c'è un'altra incognita che rischia di rimettere
tutto in ballo. L'Europa e quel prestito ponte da 300 milioni, su cui la
Commissione Ue ha acceso un faro sospettando che si tratti di aiuti di Stato.
Un'incognita che però Sabelli non teme: «Il prezzo offerto è di mercato. E il
pregresso non riguarderà Cai». Federico De Rosa Rocco Sabelli \\ Per Alitalia nulla è facile ma ormai la fase sindacale è alle
spalle: nasce un'azienda stabile duratura e con prospettive più concrete
( da "Corriere della
Sera" del
01-11-2008)
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categoria: REDAZIONALE La Ue Bruxelles: da restituire i 300 milioni di prestito
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES — La sorte di Cai-Alitalia,
qualunque sia, si decide anche a Bruxelles, nel palazzo della Commissione
europea guidata da José Manuel Barroso. Il dossier sulla compagnia di bandiera
è da qualche settimana sulla scrivania del commissario europeo ai Trasporti,
Antonio Tajani ( foto), che lo sta studiando e che dovrà decidere se il piano
di salvataggio e rilancio rispetta in tutto le regole della Ue: il
verdetto è atteso per il 12 novembre, quando Tajani presenterà le sue
conclusioni agli altri membri della Commissione, e verrà presa la decisione
finale. E molto probabilmente, secondo le indiscrezioni trapelate in questi
giorni, quella decisione si articolerà in due parti ben distinte fra loro: «no»
al prestito-ponte di 300 milioni di euro, concesso dal governo italiano nella scorsa
primavera, e cauta apertura sul resto del piano, purché vengano rispettate le
regole del libero mercato e venga marcata chiaramente la «discontinuità» fra la
vecchia Alitalia — con tutti i suoi pesi e debiti — e
la nuova Cai. Secondo Tajani, finora c'è stata piena collaborazione fra Roma e
Bruxelles, e dunque non dovrebbero esservi troppe possibilità di equivoco o di
incomprensioni. Le ragioni del «no» al prestito-ponte sarebbero imperniate
sulla normativa comunitaria che regola la libera concorrenza: quei 300 milioni
di euro verrebbero considerati alla stregua di un aiuto di Stato, illegittimo e
inammissibile anche perché porrebbe altri eventuali «competitors» italiani ed
europei in una condizione di disparità. La Ue, sempre secondo le previsioni, si
limiterà a dire dunque che questo prestito è inammissibile. E subito dopo,
qualcuno dovrà rimborsarlo: o la «bad company», guidata dal commissario
straordinario Fantozzi, o la nuova Cai della cordata Colaninno. Luigi Offeddu
( da "Corriere della
Sera" del
01-11-2008)
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REDAZIONALE La cordata I dubbi dei privati e la spinta di Intesa MILANO — C'è stato un momento, a metà pomeriggio, in cui la questione Alitalia sembrava chiusa. Preso atto che mancavano le firme dei sindacati
confederali sotto i contratti per la nuova Alitalia, i
consiglieri di Cai si sono alzati dal tavolo. C'è chi ha pensato che
l'avventura, durata forse anche troppo per alcuni, era finita. Nelle
orecchie risuonava ancora il pesante slogan «meglio falliti che in mano ai
banditi» urlato dai dipendenti Alitalia all'indirizzo
dei soci di Cai riuniti a Palazzo Clerici per costituire la cordata. Tuttavia
il pressing di Intesa Sanpaolo e di Roberto Colaninno è riuscito a mantenere
compatta la cordata che ieri, prima di chiudere la riunione, ha dato mandato al
presidente di Cai di verificare la possibilità di ottenere le firme per
presentare l'offerta entro i termini previsti. La situazione è stata sbloccata
da una telefonata di Silvio Berlusconi a Colaninno, in cui sarebbe stata
comunicata la disponibilità di Cgil, Cisl, Uil e Ugl a firmare, cosa che poco
dopo hanno fatto, rimettendo le decisione se proseguire o no alla cordata,
avvisata nel frattempo telefonicamente che la questione si era sbloccata. A
quel punto l'offerta è partita. Adesso Cai può girare pagina e guardare avanti,
alle prossime scadenze. La speranza di ottenere anche la firma dei sindacati
autonomi non è morta. Se non arriverà, sarà un po' più difficile partire. Ma è
solo una delle questioni aperte. L'altra, più importante, riguarda il partner
estero. Fonti vicine a Cai assicurano che Air France, Lufthansa e British
Airways sono tutte determinate a conquistare un posto nella nuova Alitalia. E, di conseguenza, nel consiglio di Cai. Non è tuttavia
previsto al momento l'aumento del numero degli amministratori. E dunque è
probabile che qualcuno dovrà alzarsi per lasciare il posto al partner estero.
F. D. R.
( da "Corriere della
Sera" del
01-11-2008)
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categoria: REDAZIONALE L'hostess «Ci prendono in giro, meglio Air France» «Due
mesi di prese in giro, nient'altro che una buffonata. Ora siamo punto e a capo.
Senza certezze». Volo Az 188, il Vienna-Fiumicino delle 21 e 45. Alexia
Barbiero, hostess Alitalia da 17
anni, saluta i passeggeri che sbarcano e poi si dirige alla «navetta» che dal
Leonardo da Vinci la porta a casa. Al varco equipaggi alcuni colleghi davanti
alle bacheche sindacali la informano che la trattativa con Cai è saltata dopo
che le sigle autonome hanno lasciato palazzo Chigi sbattendo la porta.
«Era nell'aria — dice per nulla stupita l'assistente di volo —. C'era troppa
incertezza nei criteri di assunzione, troppa discrezionalità a favore del
datore di lavoro e nessuna garanzia per chi, come me, a questa compagnia ha
regalato un bel pezzo di vita». Insomma meglio falliti che con la Cai? «E'
innegabile che la speranza di molti è che questa trattativa non vada avanti.
Sappiamo che le nuove assunzioni non supereranno le 12.500, mentre l'attuale
personale Alitalia vede impiegate oltre 19 mila
persone. La riduzione dello stipendio inoltre è drastica...». E voi fate un
lavoro pesante... «Stamattina mi sono svegliata alle 5 e 30 e rincaserò verso
le 23. Questa è la normalità dei turni di servizio, sia mia che dei miei
colleghi. La gente ha un'idea sbagliata del nostro lavoro. Che è tremendamente
stressante, faticoso. E che certo non ha le vantaggiose remunerazioni di 15 o
20 anni fa». Avesse una bacchetta magica, che compratore vorrebbe per Alitalia? «Io continuo a fare il tifo per Air France.
Avevano presentato l'offerta migliore, tutelando la nostra dignità: esuberi
contenuti e un piano di sviluppo capace di garantire, forse anche a breve
termine, un ritorno alla competitività della compagnia». Ora che futuro vede?
«Pieno di preoccupazione. So che domani sono di riserva. Ma non so che futuro
avrà Alitalia». Alessandro Fulloni Hostess Alexia
Barbiero
( da "Corriere della
Sera" del
01-11-2008)
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categoria: REDAZIONALE Up Notaro: gli aerei ora chi li pilota? I portabagagli?
ROMA — «Cosa faremo? Lo decideremo nei prossimi giorni. Non abbiamo voglia di
litigare, ma possiamo farlo... Intanto vediamo se ci sarà
Cai, se ci sarà Alitalia...». Ma guardi che Cai ha già presentato l'offerta... quindi...
Massimo Notaro, leader dell'Up, il secondo sindacato dei piloti, apprende così
la notizia della decisione assunta ieri sera alle 20 dai soci di Roberto
Colaninno. «Ah, hanno fatto l'offerta? Bene, allora vuol dire che
possono fare a meno del 90% dei piloti che noi con Anpac rappresentiamo. Li
faranno volare con i bagaglisti gli aerei. Gli faccio tanti auguri». E voi che
farete, un ripensamento a questo punto è possibile? «Neanche per sogno ci sarà
un ripensamento. Io non ci parlo più con quelli che non rispettano ciò che
firmano. Avevamo firmato un'intesa e loro non ne hanno tenuto conto.
Incredibile ». Ce l'ha con qualcuno in particolare? «Bè, noi avevamo scritto a
Colaninno una lettera privata per spiegargli la situazione. L'unica risposta è
stata che ce la siamo trovata pubblicata sui giornali. E poi parla di
"rapporto fiduciario"?». Ma cosa c'era di così inaccettabile nelle
proposte di Cai? «I criteri di selezione per esempio. Questi signori si
prendono 225 milioni di ammortizzatori sociali dalle tasche degli italiani, e
li applicano con criteri discriminatori». Faccia un esempio. «Non sono
assumibili le madri lavoratrici e tutti coloro che assistono i disabili, per
esempio. Loro le chiamano "rigidità"...». Alla fine che cosa farete?
«Aspettiamo lunedì, andiamo in assemblea». Scioperi, blocchi, boicottaggi?
«Vedremo, adesso scusi, sono un po' stanco». A. Bac. Piloti Massimo Notaro
leader dell'Up
( da "Corriere della
Sera" del
01-11-2008)
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categoria: REDAZIONALE Berlusconi: ho sempre creduto nel salvataggio «Letta
riuscirà a tutelare Alitalia». L'ottimismo di Sacconi:
smentiti i profeti di sventura ROMA — «La Compagnia si salverà, sono ottimista.
Continueremo ad avere una compagnia nazionale», dice Silvio Berlusconi. Cai non
ha ancora annunciato ufficialmente la presentazione della proposta vincolante
per rilevare Alitalia dopo la firma dei sindacati
confederali e dell'Ugl, ma il capo del governo non riesce a trattenere la
soddisfazione per l'esito di una trattativa che pareva nient'affatto positivo
visto lo strappo delle cinque sigle autonome di piloti e assistenti di volo.
Evidentemente il canale diretto con il sottosegretario Gianni Letta, che ha
gestito la delicata trattativa, gli ha consentito di avere informazioni di
prima mano. E infatti Berlusconi loda il suo collaboratore: «Letta riuscirà a
salvare l'Alitalia ». La soddisfazione è espressa
anche dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. «Ancora una volta i profeti
di sventura sono stati smentiti», argomenta facendo notare che «un altro
significativo passo avanti è stato compiuto con il concorso positivo delle
grandi confederazioni sindacali, il ruolo fattivo del governo e la conferma
della volontà di promuovere una nuova compagnia di bandiera da parte della
società Cai». Pure il responsabile delle Infrastrutture, Altero Matteoli, tira un
sospiro di sollievo:« Alla fine è prevalso come abbiamo sempre auspicato il
senso di responsabilità, ora la nuova compagnia può decollare». Eppure nel
pomeriggio sembrava che tutto potesse naufragare, dopo il rifiuto di
sottoscrivere l'intesa da parte di piloti e assistenti di volo raccolti attorno
ai cinque sindacati autonomi. «Non capisco il loro interesse a fare fallire l'Alitalia», si domandava il ministro delle Riforme, Umberto
Bossi ricordando che «non è solo un problema della faccia di Berlusconi che ce
l'ha messa. Il problema è che la compagnia rischia davvero di fallire». Un
interrogativo che si era posto lo stesso Berlusconi dopo avere appreso del
rifiuto degli autonomi. Infatti a quanti gli chiedevano un commento su chi
fosse il responsabile di un eventuale tracollo di Alitalia
il Cavaliere si era limitato a obiettare («Giudicate voi...»). Quello è stato
un momento particolarmente delicato. E infatti le opposizioni sono subito
insorte. Michele Meta (Pd) ha chiesto che il «governo
informi urgentemente il Parlamento sullo stato della trattativa e su come
intenda risolvere la crisi Alitalia ». Molto ruvida la reazione
di Antonio Di Pietro (Italia dei valori): «La famosa cordata di Berlusconi
altro non era che un maldestro tentativo di accaparrarsi i beni dell'Alitalia alle spalle dei lavoratori». Lorenzo Fuccaro
( da "Corriere della
Sera" del
01-11-2008)
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categoria: REDAZIONALE La Nota di Massimo Franco Ma per il premier parte
un'imprevedibile corsa ad ostacoli C olpisce la distanza fra le convulsioni
romane su Cai-Alitalia e le parole e l'accoglienza ricevuta ieri da Giorgio Napolitano
all'Università Bocconi di Milano. Dipende certamente dal ruolo diverso svolto
dal governo e dal presidente della Repubblica. Ma il capo dello Stato che
incontra studenti, professori e rettori diventa la metafora di un dialogo che
palazzo Chigi non riesce a far partire. E, al di là delle intenzioni,
finisce per indicare due metodi diversi di fronte ad una conflittualità che
tende ad autoalimentarsi. è come se il presidente della Repubblica si
incaricasse di raffreddare la tensione che si è creata fra il mondo della
scuola in agitazione e le istituzioni; e di ridurre le distanze fra loro: a
costo di legittimare letture che esaltano la differenza con Silvio Berlusconi.
Il modo in cui Napolitano ha parlato della protesta è stato rispettoso e
insieme franco. Ha accennato agli scontri dell'altro giorno in piazza Navona, a
Roma, fra estremisti di destra e di sinistra. Ma precisando subito che non
riflettono e anzi falsano l'immagine di un movimento studentesco «molto ampio e
piuttosto tumultuoso, in cui è abbastanza facile introdurre degli elementi
devianti». Sembra un invito a non dare spazio con comportamenti irresponsabili
ai gruppi di provocatori; ma anche un'esortazione a palazzo Chigi perché dialoghi.
«L'elemento di maggior novità», ha spiegato il rettore della Statale di Milano,
Enrico De Cleva, «è la preoccupazione, condivisa da Napolitano, per
l'incattivimento del clima e il rischio che questo presenta»: rischio che va al
di là della politica. Le piazze non possono mettere in pericolo la stabilità
del governo. Eppure sembrano in grado di frenarlo, innervosirlo, e indurlo a
qualche errore. La crisi economica costituisce uno sfondo che rende ogni
decisione più difficile agli occhi dell'opinione pubblica; e provoca distinguo
inediti nel centrodestra. Il primo segnale è arrivato quando il presidente
della Camera, Gianfranco Fini, ha suggerito a Berlusconi di ridiscutere la
legge elettorale europea. Poi ci sono stati gli accenti diversi fra premier e
ministro dell'Economia sulla gravità della recessione. E ieri il ministro della
Difesa, Ignazio La Russa, ha definito fallimentare il modo in cui è stata
spiegata la riforma proposta da Maria Stella Gelmini. Ma ha l'aria di una
critica non tanto alla comunicazione di palazzo Chigi, quanto al metodo del
decreto- legge. Sotto voce, nel governo si dice che la fretta di approvare la
riforma ha catalizzato la protesta, unificando un fronte finora frastagliato.
Ed ha messo Berlusconi sulla difensiva più di quanto fosse accaduto dall'inizio
della legislatura. Le trattative in extremis sulla cordata italiana chiamata a
rilevare e trasformare Alitalia hanno aggiunto un
elemento di incertezza che comunque non giova all'immagine del premier. Così,
dietro le preoccupazioni per le proteste e le incognite per uno sciopero
generale, fa capolino la tentazione di ricalibrare almeno la tattica; e forse
di rivedere i rapporti di forza nel Pdl. Implicitamente, significa anche
analizzare gli effetti indesiderati del decisionismo berlusconiano, imitato in
miniatura da alcuni esponenti del governo; e celebrato come tabù virtuoso da
uno degli uomini più vicini al Cavaliere, Marcello Dell'Utri. Per Dell'Utri, il
premier ha tutte le potenzialità per procedere come un carro armato, e «rimanere
a palazzo Chigi per vent'anni». Le proteste sulla riforma Gelmini non sarebbero
altro che un granello di sabbia in un ingranaggio perfetto e inarrestabile. è
una visione amicale e pericolosamente celebrativa del potere berlusconiano.
Conferma quell'eccesso di sicurezza che è all'origine di ostacoli rivelatisi
più ostici del previsto proprio perché sono stati sottovalutati. \\ A Milano
Napolitano cerca di ricucire fra protesta e ruolo delle istituzioni
( da "Corriere della
Sera" del
01-11-2008)
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categoria: REDAZIONALE Sette giorni E Tremonti stringe rapporti con i leader
sindacali contrari alla «deriva massimalista» della Cgil Silvio, i sondaggi e
il «novembre caldo» La linea del capo del governo: ora varare provvedimenti che
smorzino la tensione SEGUE DALLA PRIMA Sapeva che sarebbe andato incontro a un
autunno caldo e a un inverno rigido per i morsi dell'emergenza economica,
l'aveva messo in conto già in campagna elettorale. Ma se
ieri fosse saltata la trattativa su Alitalia, il
Cavaliere avrebbe «perso la faccia», come ha detto Umberto Bossi, e le
ripercussioni sul governo sarebbero state pesanti. Perché sull'italianità della
compagnia di bandiera aveva scommesso, e il fallimento di Az avrebbe provocato
un pericoloso cortocircuito politico, amplificato mediaticamente — agli
occhi dell'opinione pubblica — dagli scioperi della scuola, degli statali e dei
metalmeccanici. Raccontano che nelle ore più convulse Berlusconi abbia voluto
capire se una «manina politica» si fosse inserita nei delicati equilibri della
vertenza tra Cai e sindacati, e che l'incontro con Roberto Colaninno sia
servito proprio a dissipare quei dubbi: il sospetto di «una trappola» scattata
quando non ci sarebbe più stato il tempo per rimediare. Dubbi e sospetti che
albergavano anche nella mente di Gianni Letta, a cui il premier aveva affidato
il dossier. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio si attaccava al
telefono, furente con «i sindacati confederali che fanno i furbi» e con quei
«banchieri e industriali che ora si lamentano » per gli equilibri ai vertici
della compagnia: «Ora, solo ora, dopo mesi che discutiamo... ». Nulla lasciava
presagire simili rischi, se è vero che nei giorni scorsi Berlusconi aveva
affrontato l'argomento con Bossi, offrendo «garanzie» sul partner straniero di Alitalia. «Anche Letizia Moratti è della stessa idea,
bisogna puntare su Lufthansa», aveva chiesto il capo del Carroccio, e il
Cavaliere lo aveva rassicurato. Insomma, non era questo il fronte che lo
preoccupava, ed ormai erano lontani i giorni in cui nel governo aveva suscitato
scalpore l'assenza di Giulio Tremonti dal tavolo della trattativa. «Se mi fossi
seduto lì — aveva spiegato il ministro dell'Economia — avrei accreditato l'idea
che lo Stato potesse intervenire per acquistare la compagnia». Erano e restano
altre le emergenze che deve fronteggiare il premier, chiamato a dare risposte
al Paese e alla sua maggioranza sulla crisi. Perciò non sono state casuali ieri
le sortite dei capigruppo del Pdl, con Maurizio Gasparri che ha definito
«prioritaria la difesa del potere d'acquisto per le famiglie » e Fabrizio
Cicchitto che ha parlato di «misure allo studio da parte del governo ». Un
classico gioco delle parti, con cui si punta a sgretolare il muro issato da
Tremonti a tutela dei numeri della Finanziaria. Un'operazione combinata e
assecondata da Berlusconi, convinto che l'unico modo per rispondere
all'offensiva di piazza della Cgil e del Pd sia «varare misure che smorzino la
tensione». è ormai chiaro che nel centrodestra si confrontano due modi diversi
di approcciare la crisi, e Tremonti — conscio dell'accerchiamento — non è
rimasto fermo. Da qualche tempo ha stretto rapporti con i leader sindacali
contrari alla «deriva massimalista » della Cgil, ed è con loro che ha ragionato
sul «nuovo mondo»: «Con il crollo del sistema siamo entrati in un mondo
sconosciuto. L'impatto della crisi sul comparto produttivo sarà pesante e noi
dovremo salvare il patrimonio umano». Evocando i lavoratori, Tremonti ha fatto
presa sugli interlocutori, assicurando risorse al ministro del Welfare Maurizio
Sacconi per la cassa integrazione. E Sacconi, insieme a Tremonti, è stato
ospite del convegno organizzato dalla fondazione Nuova Italia di Gianni
Alemanno per un dibattito sull'economia sociale di mercato. Chissà se il
titolare di via XX settembre ha illustrato la sua visione del futuro anche a
Massimo D'Alema, con cui coltiva un intenso rapporto culturale, è certo che ai
sindacati ha promesso di impegnarsi a favore delle fasce più deboli, come i non
auto- sufficienti. Renata Polverini dell'Ugl confida che «arrivino risposte
concrete»: «Il confronto è utile, ed è importante che le proposte siano condivise
prima». Tremonti è pronto alla contromossa, la prova sta nel breve intervento
pronunciato ieri in Consiglio dei ministri: «Nel 2009 persino la Germania non
crescerà. è con questo che dovremo fare i conti. Perciò, se pensassimo di
muoverci con l'intento di invertire il ciclo economico, sappiate che il ciclo
non lo invertiremo. Diverso è il ragionamento se volessimo muoverci per far
vedere che cerchiamo di dare un po' di respiro alle famiglie, ai lavoratori». è
il richiamo al «patrimonio umano da salvare». Ecco il modo in cui Tremonti mira
a spezzare l'accerchiamento. Francesco Verderami Premier Berlusconi con le
hostess Alitalia
( da "Corriere della
Sera" del
01-11-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data:
2008-11-01 num: - pag: 5 categoria: BREVI 4 aprile Il premier e la cordata Il
presidente del consiglio Berlusconi chiede che Alitalia
resti italiana e promuove il progetto di una cordata tricolore
( da "Corriere della
Sera" del
01-11-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data:
2008-11-01 num: - pag: 5 categoria: BREVI 3.250 Gli esuberi previsti dal piano
della Cai, Compagnia aerea italiana 158 Gli aerei a regime, secondo il piano
Cai, dopo l'acquisizione di Alitalia
( da "Corriere della
Sera" del
01-11-2008)
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categoria: REDAZIONALE I metalmeccanici annunciano lo sciopero generale
Mobilitazione il 12 dicembre con corteo a Roma. La «copertura» di Epifani dopo
mesi di gelo Rinaldini chiama a raccolta le «tute blu» contro la riforma del
modello contrattuale proposta da Confindustria ROMA — Quattro giorni fa, dopo
che la Fiom di Gianni Rinaldini aveva minacciato lo sciopero generale, il
presidente della Federmeccanica Alberto Bombassei ironizzava: «La Fiom, come la
Cina, non è più un fenomeno ma una certezza». E ieri, puntualmente, quella
certezza si è materializzata. L'assemblea dei delegati del sindacato dei
metalmeccanici della Cgil ha deciso per il 12 dicembre una giornata di sciopero
generale con manifestazione a Roma. Bersaglio della mobilitazione delle tute
blu, la riforma del modello contrattuale proposta da Confindustria e firmata da
Cisl, Uil e Ugl (la Cgil di Guglielmo Epifani non l'ha sottoscritta, pur
rimanendo al tavolo ora allargato alle altre organizzazioni imprenditoriali),
ma anche la politica economica del governo. Una decisione niente affatto
inattesa, viste le premesse. Come scontate sono apparse anche le motivazioni:
respingere «l'attacco di Confindustria ai contratti nazionali che ha
l'obiettivo di una ulteriore riduzione dei salari » e «l'attacco alla scuola,
al lavoro e ai servizi pubblici». Ben più sorprendenti sono apparse invece le
parole del segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani: «La Fiom e la Cgil
sono la stessa cosa». Parole sorprendenti soprattutto per chi ricorda quale
fosse soltanto qualche mese fa lo stato delle relazioni fra Epifani e
Rinaldini. Negli ultimi due anni i rapporti fra Cgil e Fiom si erano andati via
via deteriorando, tanto profonde e ripetute erano state le divisioni. A
cominciare da quella dell'autunno del 2006, quando la Cgil prese apertamente le
distanze dalla manifestazione sul precariato promossa dalla sinistra radicale,
alla quale la Fiom invece aveva aderito: mobilitazione che fu interpretata come
un atto di ostilità contro il governo di Romano Prodi, nel quale la stessa
sinistra radicale era ben rappresentata. Qualche mese più tardi il sindacato
guidato da Rinaldini arrivò a bocciare l'accordo sul welfare che Epifani aveva
firmato con il governo, ed esponenti della Fiom non esitarono a fare propaganda
nelle fabbriche perché quell'intesa venisse sconfessata dai lavoratori. Un
comportamento che al segretario della Cgil non era andato giù. E aveva promesso
il pugno di ferro: «Se una struttura vota contro un accordo approvato dalla
maggioranza si pone un problema molto serio. Una intera struttura, una intera
categoria non può stare in minoranza». La tensione era salita ancora dopo le
elezioni politiche della scorsa primavera che avevano fatto sparire dalla scena
parlamentare la sinistra radicale, di cui la Fiom è sempre stata punto di
riferimento nel sindacato. Un episodio apparentemente marginale, a maggio,
aveva originato un duro confronto fra i vertici della Fiom e quelli della Cgil.
La sospensione per motivi disciplinari della segretaria della Fiom di Milano,
Maria Sciancati, non era stata digerita da Rinaldini, che aveva pubblicamente
riconfermato la propria fiducia alla sindacalista. E il quotidiano di
Rifondazione comunista, Liberazione, aveva titolato in prima pagina: «Gulag
Cgil». Poi però qualcosa è cambiato. Così almeno sembra pensarla Giorgio
Cremaschi, espressione dell'ala più radicale del sindacato dei metalmeccanici,
che un giorno ha detto al Riformista: «La Cgil sta cambiando dopo una lunga
bonaccia moderata». Giudizio influenzato dall'atteggiamento
tenuto dalla Cgil nella vicenda Alitalia. Seguito
dalla bocciatura, che la Fiom aveva sostenuto con veemenza, della proposta
confindustriale sul modello contrattuale. E dal no al contratto del pubblico
impiego, anche quello invece sottoscritto da Cisl, Uil, Ugl (e Confsal).
Dice Epifani: «Senza annullare la dialettica staremo in campo con un progetto
condiviso. Un sindacato confederale non è un sindacato che non fa accordi ma ha
un'idea e a questa resta attaccata: questa sarà la nostra forza». S. Riz.
Sindacalista Gianni Rinaldini è attualmente segretario generale della Fiom-Cgil
( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)
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n. 262
del 2008-11-01 pagina 2 Ora si conterà chi è davvero contro l?accordo di Nicola
Porro I dipendenti delle sigle autonome al bivio: accettare individualmente o
autoescludersi. I piloti hanno giocato la partita con un unico scopo: la difesa
dei vantaggi di cui godevano Sono stati messi ai margini. Le cinque sigle
sindacali autonome (per lo più piloti e assistenti di volo) che nelle ultime
ore avevano cercato di ribaltare il tavolo sono state bloccate. I tre sindacati
confederali e la Ugl hanno ieri firmato il nuovo contratto di lavoro di Cai,
dando così la possibilità a Colaninno e soci di presentare un?offerta
vincolante per acquistare pezzi della vecchia Alitalia.
Oggi in mano alla gestione commissariale di Augusto Fantozzi. Chi non ci sta è
fuori. Finalmente. I quattro sindacati hanno firmato inoltre il cosiddetto
«lodo Letta» che rappresenta anche un modello di nuove relazioni industriali
piuttosto avanzata. La trattativa Alitalia assume
così un rilievo che va ben oltre alla stretta trattativa aziendale. I
dipendenti Alitalia aderenti alle sigle autonome si trovano ora davanti ad un bivio:
firmare individualmente il contratto, smentendo così i propri supposti
rappresentanti, oppure autoescludersi dalla nuova azienda. Dopo il primo
accordo di fine settembre, era ormai chiaro che non c?erano più alternative per
Alitalia: o l?offerta di Cai o il fallimento. Nei
giorni scorsi le sigle sindacali autonome (avete presente Berti, Notaro,
Tomaselli) hanno provato l?ultimo bluff. Ma governo, sindacati confederali e
Colaninno hanno voluto guardare le carte: e il punto finale è stato a loro
favore. Il contratto proposto è peggiorativo rispetto a quello a cui erano
abituati i dipendenti Alitalia. Non quanto annunciato,
ma certamente peggiorativo. A ciò si aggiunga una lunga lista di esuberi, anche
se trattati con i guanti rispetto ad altri settori in cui si becca solo una
pedata. Inoltre la soluzione trovata comporterà ulteriori costi per la
collettività. è ancora difficile fornire una cifra esatta: ma è certo che la
partita della liquidazione della vecchia Alitalia non
si chiuderà alla pari. Fatte tutte queste premesse, l?alternativa per i
dipendenti Alitalia era il fallimento. Nel giro di
pochi giorni sarebbero stati messi in cassa integrazione e mobilità; gli aerei
disposti a terra e i beni aziendali velocemente venduti al migliore offerente.
Solo un pazzo con queste carte in mano gioca un bluff. Oppure la fa chi sa che
fino ad ora gli è sempre andata bene o che ha un?alternativa. è il caso dei
piloti, ben consci del fatto che non si creano professionalità come la loro da
un giorno all?altro e che in giro per il mondo il loro è un mestiere richiesto.
Altro che trattativa giocata per difendere i diritti dei più deboli (come ieri
falsamente hanno detto alcuni sindacalisti autonomi), la partita di queste ore
si giocava solo per difendere i privilegi dei più forti. A questo punto i
dipendenti Alitalia, che sono persone fisiche e non
numeri rappresentati dai sindacati, potranno individualmente aderire
all?offerta di nuovo contratto messa sul tavolo. Governo, azienda e sindacati
confederali hanno così l?opportunità di individuare la reale rappresentatività
degli autonomi. Quanti li seguiranno nella loro corsa pazza fino al burrone?
Quanti piloti e hostess si identificano in quell?urlo di giubilo che si ebbe al
momento della prima rottura della trattativa? è auspicabile che l?atteggiamento
all?après moi le deluge di questi sindacalisti della clientela verrà raso al
suolo. Ma, chiusa la trattativa sindacale da domani si apre subito un nuovo
fronte. L?azzardo di Berlusconi di insistere tenacemente per una cordata
italiana non si chiude con l?offerta vincolante di ieri sera. Chi pretende
molto (giustamente dal nostro punto di vista) dai lavoratori, deve pretendere
ancor di più da se stesso. Adesso Colaninno e il suo amministratore delegato,
Rocco Sabelli, debbono dimostrare di far funzionare il loro «giocattolo». E
presto. La nuova Alitalia non si può più permettere di
commettere alcun errore. Il livello del servizio deve essere migliorato.
Puntualità e costi devono essere paragonati a quelli di operatori alternativi.
La Cai ha già ottenuto il giusto dallo Stato, da oggi in poi non può e non deve
azzardarsi a chiedere più un euro al contribuente. E anche la protezione
antitrust che le è stata concessa sulla ricca rotta Milano-Roma non può essere
usata come una clava per far girare i numeri del proprio bilancio. Per il
rispetto dei contribuenti italiani, dei clienti della vecchia Alitalia e dei lavoratori che onestamente hanno fatto il
proprio lavoro nel gruppo fino ad oggi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)
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n. 262
del 2008-11-01 pagina 2 VENTI MESI DI LENTA AGONIA di Stefano Filippi Dai 45
milioni l'anno spesi per alloggiare a Milano i piloti romani, all'indennità
lettino da
( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)
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n. 262
del 2008-11-01 pagina 0 La Cai va avanti: presentata l'offerta Confederali
firmano, piloti e hostess no di Laura Verlicchi Dopo la rottura sui contratti,
il fallimento era a un passo. Poi la firma del lodo Letta. Berlusconi: "Alitalia si salverà, sono ottimista". Colaninno:
"Non succederà niente. Se vogliono firmare... La compagnia comunque
prosegue anche senza di loro" Milano - Alitalia,
la Cai va avanti: i piloti no. L?offerta vincolante è stata presentata al
commissario Augusto Fantozzi alla fine di una giornata da cardiopalmo, iniziata
alle 15 con la rottura delle trattative da parte di piloti e hostess, e il
rifiuto dei confederali di firmare, oltre al lodo Letta, anche i contratti, che
aveva fatto temere il fallimento della compagnia, e conclusa cinque ore dopo
con l?ok di Cai e dei sindacati confederali, mentre gli autonomi restano sulle
loro posizioni e annunciano un?assemblea per lunedì. Ma per prendere la
decisione, al cda del gruppo è bastato che quattro sigle - Filt- Cgil,
Fit-Cisl, Uil Trasporti eUgl Trasporti - sottoscrivessero i nuovi contratti di
lavoro. L?assemblea dei soci di Cai, infatti, aveva dato mandato al consiglio
di amministrazione di varare l?offerta vincolante in presenza dell?accordo con
i sindacati e la firma da parte delle quattro sigle confederali di categoria soddisfa
la condizione. Per un momento, però, tutto sembrava finito: dal cda di Cai era
filtrata la notizia che il gruppo rinunciava a presentare l?offerta, in
mancanza della firma sui contratti, il che avrebbe comportato la morte di Alitalia nel giro di un mese. A riannodare il filo della
trattativa, un colloquio telefonico tra ilpremier Silvio Berlusconi e il
presidente di Cai Roberto Colaninno, che di lì a poco è tornato insieme all?ad
Rocco Sabelli a Palazzo Chigi, dove già attendevano i sindacati confederali,
rispondendo all?appello del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
Enrico Letta. Proprio nel lavoro di Letta il premieraveva detto di confidare,
commentando la vicenda con i giornalisti: «Sono ottimista, l?Alitalia
sopravviverà». E così è avvenuto: i segretari generali della Filt Cgil, Fit
Cisl, Uilt e Ugl trasporti, Franco Nasso, Claudio Claudiani, Giuseppe Caronia e
Roberto Panella hanno firmato insieme a Colaninno e Sabelli i documenti
mancanti per perfezionare l?intesa e presentare l?offerta vincolante e relativi
ai contratti. In mattinata avevano già firmato, infatti, i criteri di selezione
e il «lodo Letta», con il quale il sottosegretario si è fatto garante
dell?intesa e della risoluzione di eventuali controversie sull?interpretazione del
contratto. Tra i punti principali del documento, i criteri di selezione
professionale, basati, oltre che sulle necessarie abilitazioni e
certificazioni, anche sulla vicinanza della residenza del lavoratore alla base
di destinazione, e sulla composizione del nucleo familiare, con precedenza alle
situazioni più difficili. Sarà escluso dal processo di selezione chi maturerà
il diritto alla pensionedurante il periodo di cassa integrazione. Infine, Cai
potrà utilizzare contratti a termine, in alcuni casi particolari. Continuano a
voltare le spalle alla Cai, invece, i piloti e gli assistenti di volo
rappresentati da Anpac, Up, Anpav, Avia, Sdl. In un documento, le cinque
sigleautonomestigmatizzano «l?evidente non conformità» dei testi di stesura
predisposti e ritenuti «immodificabili» da Cai, con gli accordi di Palazzo
Chigi. Alitalia, comunque, prosegue il suo
cammino,anchesenzadi loro: «Non succederà niente. Se vogliono firmare...», ha
commentato il presidente di Cai Colaninno, che prevede la risposta di Fantozzi
per la settimana prossima. Tappa successiva, il 12 novembre. In quella data,
infatti, si attende il responso della Ue sul prestito ponte da 300 milioni,
varato ad aprile dal Tesoro, e sulla discontinuità tra la vecchia e la nuova
compagnia aerea. E secondo indiscrezioni riportate dai media francesi, il 12
novembre dovrebbe essere anche il giorno in cui Cai annuncerà la scelta del
partner straniero: in corsa sempre Air Francee Lufthansa, mentre sembra più
lontana l?ipotesi di British Airways. D?altro canto ora la Cai ha una trentina
di giorni per mettere a punto tutto i dettagli della nuova compagnia aerea: il
commissario straordinario, Augusto Fantozzi,hainfatti detto di avere liquidità
fino al primo dicembre.Afine settembre, ha comunicato ieri Alitalia,
la liquidità era di 245 milioni (+7%) e il debito era calato a 1,199 miliardi.
Alcuni adempimenti sono già stati compiuti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
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( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)
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n. 262
del 2008-11-01 pagina 0 Angeletti: "Epifani non è più un
sindacalista" di Gianni Pennacchi Il segretario della Uil scarica Epifani:
"Non vuole fare accordi a prescindere ma noi andremo avanti da soli.
L?unità tra le sigle è definitivamente tramontata". Epifani fa
l'irriducibile e prepara l'autunno caldo Roma - Sorride con la convinzione che
la Uil «ha fatto tutto il possibile», non solo per portare al salvataggio l?Alitalia, ma anche per non far tramontare l?unità sindacale,
in sintonia con la Cisl di Bonanni. Ma Luigi Angeletti ha ormai maturato la
convinzione, senza se e senza ma, che la Cgil «come sindacato» è finita, è un
corpo morto. Stavolta sull?Alitalia però, la Cgil s?è
mossa bene, senza colpi di scena e mantenendo la linea Veltroni? «No, niente
colpi di scena. Anche se non è bello vedere che un sindacalista torna al tavolo
contrattuale perché portato permano da un segretario di partito». Però con la
Cgil siete ai ferri corti ugualmente. Conferma il duro giudizio su Epifani, che
non fa più il sindacalista e si sta esercitando in altre funzioni? «Io non do
giudizi, faccio una constatazione. Prima delle vacanze, dopo due anni di
trattative, avevamo raggiunto un?intesa per il commercio, con risultati
economici buoni a giudizio di tutti, anche della Cgil. La quale però,
aggrappandosi ad un aspetto marginale che riguarda gli apprendisti, si è
sottratta alla firma del contratto». Poi? «Stessa cosa con la Confindustria.
Ora, Confcommercio e Confindustria rappresentano la gran parte del lavoro
dipendente privato, in questo Paese: qualcosa come 7 milioni di lavoratori. E
anche qui, a settembre hanno iniziato a dire che non c?erano le condizioni,
finendo col rifiutare l?intesa». Dopodiché il pubblico impiego. «No, prima c?è
stata la vicenda Alitalia e sappiamo tutti, non è
un?illazione che se non interveniva Veltroni la Cgil restava sul rifiuto.
Infine il contratto degli statali, ove la questione principale riguardava il
decreto di luglio col quale il governo toglieva agli statali il salario
accessorio, cioè quella parte di stipendio negoziata nella contrattazione di
secondo livello: per recuperare quel valore, ci vogliono due contratti
nazionali. Tutto si è concentrato su questo tema ovviamente, e quando abbiamo
raggiunto l?accordo che reintegra totalmente quel taglio, dalla Cgil è venuto
ancora un no». Preclusione politica al governo? «Peggio, magari si trattasse di
un no al governo di destra o di sinistra. Purtroppo, il quadro è ormai chiaro:
La Cgil non vuole fare accordi, a prescindere. E i sindacati che non fanno
contratti, non esistono». Eppure Epifani ha una formazione socialista, come
lei. Vi conoscete bene, dunque può rispondere: è colpa sua, o della struttura
dirigente Cgil? «Di un segretario generale non si può dire che fa una politica
che non condivide. Il vero problema è che dentro la Cgil, per vari processi
politicie dinamiche interne, si è creata una situazione per cui l?unico modo di
non dividersi è quello di non fare niente». Troppe anime politiche, troppo
massimalismo? «La realtà è che pure quanti nella Cgil esprimono da sempre una
linea riformista, non riescono più a formare una maggioranza per prendere decisioni».
Veniamo all?Alitalia, è soddisfatto? «Sì, perché
l?obiettivo principale, salvare Alitalia, è stato
raggiunto. C?è ancora da lavorare, non sarà semplice, ma l?Alitalia
può tornare protagonista». Anche senza la firma dei sindacati autonomi? «Era
preferibile che firmassero. Ma è chiaro che non gli si può riconoscere il
diritto di veto». Torniamo alla Cgil: esclude che coltivino la suggestione di
supplire al vuoto che si è aperto a sinistra? Insomma, la voglia di far girare
la cinghia di trasmissione all?inverso? «Questa è una suggestione che
probabilmente la Cgil ha avuto negli anni ?90,quando i Ds vivevano una
situazione più articolata. Ma con la costruzione del Partito democratico,
qualunque sia il giudizio che se ne voglia dare, una cosa è certa: non ci sono
spazi per supplenze. Non vedo alcuna possibilità per un sindacato/partito».
Però l?altro ieri, sul palco di piazza del Popolo sulla scuola, Epifani e
Veltroni hanno messo il cappello politico su tutti voi. «Che sia stata fatta
un?operazione mediatica per caratterizzare la manifestazione, è fuori di
dubbio». Bonanni è d?accordo con lei? «Con Bonanni abbiamo una convinzione
comune: i sindacati nel XXI secolo possono sopravvivere solo se fanno bene il
loro mestiere». A Epifani lo avete detto? «Da molti anni. Anche quando abbiamo
cercato di convincerlo a fare l?accordo con la Confindustria, spiegandogli che
sarebbe stata la costituzione del sindacato moderno». Insomma, la Uil molla la
Cgil per non morire con lei? «Il diritto dei sindacati a esistere ed avere una
qualche influenza, sta nel liberarsi il più possibile da forme di
legittimazione politica. C?è tanta gente che ci vede come una variante della
politica, e questo minala nostracredibilità. Chi si iscrive al sindacato, deve
sapere che anche l?errore che tu fai è roba tua, non lo hai fatto per
compiacere quel politico o quel partito». Addio unità sindacale? «Di certo ora,
è scomparsa all?orizzonte». E Cisl e Uil andranno per conto proprio? «Finché
dura così, è evidente. Che dobbiamo fare? Se l?alternativa è non fare nulla per
stare con la Cgil che sta ferma, noi andiamo...». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "EUROPA ON-LINE" del 02-11-2008)
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Splendido
isolamento Epifani tentato Il governo spacca i sindacati per schiacciare la
Cgil. Sperando che porti con sé il Pd. GIOVANNI COCCONI Dopo la clamorosa
rottura sul rinnovo del contratto degli statali (è la prima volta che accade)
tutto lascia pensare che un accordo sindacale unitario sul rinnovo del modello
contrattuale sia un?impresa quasi impossibile. Firmare un rinnovo non è come
riscrivere le regole delle relazioni sindacali, ma certo il rischio di una
deriva solitaria della Cgil è da giovedì più concreto. Anche perché Guglielmo
Epifani ora si sente più forte. Il bagno di folla della manifestazione per la
scuola lo ha rafforzato nel ruolo di leader della protesta così come la
gestione della vertenza Alitalia a settembre lo aveva
aiutato ad emergere come negoziatore non disposto a ?svendere? i diritti dei
propri iscritti. La Cgil cercherà di evitare la rottura (che ieri ha imputato a
Cisl e Uil) ma non inseguirà gli altri sindacati confederali se questi
dovessero cercare un accordo a tutti i costi. Lo scambio salari-produttività
non è mai piaciuto a corso Italia che fino ad oggi ha fatto sponda con la Fiat,
contraria a un accordo separato, secondo uno schema consolidato e rinnovato
anche durante la presidenza Montezemolo. Oggi, però, le condizioni ?oggettive?
sono diverse e i margini di manovra molto più stretti. Il governo gode di una
maggioranza parlamentare senza precedenti, così come senza precedenti si
annuncia la crisi economica che ha già iniziato a mordere le tasche dei
lavoratori. Molto difficilmente Epifani potrà chiedere ulteriori ?sacrifici?
alla propria base ottenendo in cambio accordi ?al ribasso? come quello firmato
giovedì sul pubblico impiego, anche in nome di una necessaria modernizzazione
delle relazioni sindacali, e con il rischio di spaccare la propria
confederazione. Ieri Epifani ha rimarcato il fatto che «Fiom e Cgil sono la
stessa cosa» e annunciato che «senza annullare la dialettica, staremo in campo con
ragioni condivise ». Non è un mistero, poi, che una parte del governo (i
ministri ?socialisti? del welfare Sacconi e della funzione pubblica Brunetta,
meno Tremonti) spinga verso un accordo separato, e per favorirlo sarebbe
disposta a mettere sul piatto risorse per premiare la contrattazione di secondo
livello. L?incasso politico dell?operazione è evidente. Il rischio,
naturalmente, sarebbe quello di una turbolenza sociale che forse un governo pur
forte in tempi di recessione non può permettersi. Epifani, come è stato
scritto, non è Cofferati e forse non ha neppure l?intenzione di cavalcare la
protesta sociale ad ogni livello, anche se la ?prima? della scuola è stata un
successo. Ma certamente il rischio di una replica della vicenda dell?articolo
18 spaventa molto di più Confindustria e gli altri sindacati. Chi non può
permettersi lo splendido isolamento della Cgil è il Partito democratico per il
quale un eventuale accordo separato rappresenterebbe una sciagura difficile da
gestire. Per un partito riformista a vocazione maggioritaria il collateralismo
a sinistra coinciderebbe con la condanna a un ruolo di testimonianza per anni.
Il gruppo dirigente del Pd sembra averlo capito e da tempo cerca di scongiurare
questa eventualità. I maligni dicono che molto dipenderà anche dalla partita
personale che Epifani vorrà giocare proprio in quel partito nel quale le voci
continuano a darlo come prossimo candidato alle europee.
( da "Unita, L'" del 02-11-2008)
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Alitalia, decollo difficile
per Cai Avellino, prigionieri dell'amianto Tutu: a Gaza un nuovo Apartheid
Nancy: non ci sono più epoche Libri, dischi, videogame e homevideo
( da "Unita, L'" del 02-11-2008)
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Bonino
contro Veltroni: «Devi ammettere gli errori» Non mancano stoccate al governo, in particolare su Alitalia,
«l'emblema di quello che non si dovrebbe fare, con 3 miliardi di debiti
scaricati sugli italiani», ma dal palco del congresso dei Radicali di
Chianciano Emma Bonino attacca soprattutto il Pd e Veltroni. «Tra noi non c'è
una sinergia, un dialogo per guardare a medio termine. Da parte del Pd è
uno spreco, perdono un'occasione». C'è disagio tra le file dei radicali. «Non
tentate di omologarci o di assorbirci», avverte la Bonino, «non vi riuscirà».
Critiche anche sul referendum sulla scuola: «Su cosa lo facciamo, sul
grembiule? Noi siamo da sempre referendari, il Pd avrebbe almeno dovuto
studiarsi l'abc». E ancora, a Veltroni: «Capisco che non sia venuto qui, prima
o poi dovrà ammettere i suoi errori, a partire dall'alleanza con Di Pietro.
Bisognava fare l'impossibile per non andare alle elezioni, hai scambiato la tua
fretta con un'urgenza del Paese. La tenuta di un governo impopolare era meglio
di una consegna armi e bagagli a quello che c'è oggi. Non ci hai creduto».
Replica Gentiloni: «Tra noi e i radicali c'è una collaborazione positiva». A.C.
( da "Unita, L'" del 02-11-2008)
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Alitalia, un decollo faticoso
Rischio blocchi a Fiumicino Caos Alitalia.
Fini invita i piloti a una prova di responsabilità, Bossi chiama Berlusconi per
scegliere il partner straniero, i sindacati autonomi preparano l'assemblea. E
Bersani: la soluzione Cai è debole. Dopo lo strappo di hostess e piloti, sul
fronte Alitalia comincia il pressing della politica. È
un week end di attesa, ma anche di forte fibrillazione. Il «no» dell'altroieri
non ferma il piano Fenice, che procede però a fatica. Umberto Bossi annuncia la
discesa in campo di Silvio Berlusconi al fianco di Cai sulla questione del
partner straniero. Domani il commissario Augusto Fantozzi comincerà ad
esaminare la proposta Cai, che resta comunque condizionata all'ok sul prezzo,
di Bruxelles e dell'Antitrust. An spinge perché i sindacati ribelli facciano un
«gesto di responsabilità», chiesto anche dal presidente della Camera Gianfranco
Fini. Più duro Maurizio Gasparri, che parla di «egosimi di parte» del personale
di volo, mentre Daniele Capezzone accusa i piloti di ricatti. Sull'altro fronte
l'opposizione attacca. «L'offerta Cai è troppo debole per risolvere le esigenze
reali del lavoro e per garantire un servizio adeguato interno ed
internazionale», dichiara Pier Luigi Bersani. Antonio Di Pietro parla di
«ricatto politico ai danni dei lavoratori». Sotto il fuoco di fila della
maggioranza politica, parte la replica delle associazioni dei piloti, mentre
nasce un «Comitato di sciopero» a Fiumicino. «Sulla vertenza Alitalia
è ricominciata una campagna mediatica vergognosa», scrivono Anpac, Unione
Piloti, Avia Anpav ed Sdl, spiegando di aver detto «no» al piano Cai non per
motivi relativi a permessi o distacchi sindacali (anzi, scrivono, sono proprio
Cgil, Cisl, Uil e Ugl a godere «di un trattamento speciale in termini di
diritti sindacali»), ma per il «numero enorme di esuberi previsti. Oltre a
pretendere di operare come azienda privata con i soldi dello Stato, Cai non
vuole assumere neanche chi è gravato da condizioni sociali particolari o di
evidente disagio». I piloti non tornano indietro. Domani terranno l'assemblea
con gli iscritti a Fiumicino: in quella sede potrebbe profilarsi una svolta.
L'alternativa è solo che la nuova compagnia assuma singolarmente i lavoratori:
saranno le sigle ad essere spazzate via. Non si fa attendere la replica dei
confederali. «Abbiamo applicato l'intesa di settembre, comincia un percorso
impegnativo», fanno sapere dalla Filt-Cgil. Uilt e Fit-Cisl chiedono agli
autonomi di fare autocritica. Intanto comincia a muoversi qualche tassello sul
fronte internazionale. L'Ue sarebbe orientata ad attribuire alla bad company il
debito relativo ai 300 milioni del prestito-ponte erogato dallo Stato. La
società-debito «incasserà soldi da Cai - ha spiegato ieri Altero Matteoli -
potrà vendere aerei e proprietà di Alitalia e
restituirà così i 300 milioni». Sulla scelta del partner internazionale il
governo è in prima fila. «Abbiamo deciso che si faccia un tavolo tra Cai e i
tedeschi (di Lufthansa,ndr) su Malpensa», ha rivelato Bossi. Al leader del
Carroccio non piace affatto Air France (possibile azionista al 20%). «È
concorrenziale con noi sul turismo - ha detto - Quindi è meglio essere certi
che la Cai faccia un accordo con i tedeschi». BIANCA DI GIOVANNI ROMA
bdigiovanni@unita.it
( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
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Alitalia
Pagina 1 - Prima Pagina Alitalia,
guerra autonomi-sindacati Cai, ecco il piano pro Air France Bossi con Lufthansa
ROMA - Dopo aver presentato l´offerta per Alitalia,
la Cai punta su Air France. Il piano della compagnia favorisce infatti
l´ingresso dei francesi nell´azionariato. Un´ipotesi che però non è vista con
favore dalla Lega. Bossi: meglio Lufthansa. è scontro intanto tra sindacati
confederali e autonomi sul contratto di lavoro dei dipendenti. ALLE P
( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
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Alitalia
Pagina
8 - Economia Alitalia, gli autonomi contro i sindacati
La Ue: il prestito è della bad company Appello di Fini e del governo a chi non
ha firmato l´accordo "L´offerta della Cai è troppo debole per garantire un
servizio che impedisca l´aumento dei prezzi" ALDO FONTANAROSA ROMA - Ai 5
sindacati autonomi, che accusano la Compagnia Aerea
Italiana di lasciare a terra tanti dipendenti di Alitalia, arrivano
ora due telegrammi. Mittenti sono Fini e il ministro Sacconi che chiedono
entrambi grande ragionevolezza. Si fa viva anche l´Ue in merito al prestito di
300 milioni che ha permesso ad Alitalia di sopravvivere, ad aprile.
Non dovrà essere Cai a rimborsare i soldi - fa sapere Bruxelles - ma Alitalia (in quanto "bad company", azienda in
disfacimento). Da Istanbul, dunque, si fa vivo Gianfranco Fini che chiede tre
cose: responsabilità, responsabilità, responsabilità. Il presidente della
Camera si rivolge proprio ai 5 sindacati autonomi, contrari alla Cai e forti di
oltre 5.100 iscritti: «Sul campo ci sono tante sigle sindacali, agguerrite.
Spero però che i piloti e gli assistenti di volo permettano alla Cai di
decollare». Parole che il ministro del Lavoro Sacconi sottoscrive: «Nessuno
discrimina i sindacati autonomi». Ma un sindacato esiste - aggiunge - finché
esiste l´azienda dentro cui è nato. Se invece Alitalia
fallisse... Anche Bossi, da Varese, prega i sindacati di «non esagerare» perché
il naufragio di Alitalia e Malpensa sarebbe per loro
uno «smacco enorme». Una volta nata la nuova compagnia, il ministro leghista
scommette su un intervento di Berlusconi, finanziario sembra di capire, a
sanare ogni crepa. Ma i 5 sindacati autonomi non si fermano e convocano, anzi,
una assemblea informativa a Fiumicino, per domani alle 15. La tesi è che la
Compagnia Aerea Italiana, nella sua offerta vincolante di acquisto, abbia
tradito gli accordi sottoscritti a settembre. Le 5 sigle autonome sospettano
che la Cai non voglia reclutare, ad esempio, le hostess Alitalia
con figli piccoli (sono esonerate dal lavoro notturno in base alle legge 104).
I precari e i cassintegrati poi non avrebbero garanzie di rientro in azienda,
malgrado lo Stato assicuri alla Cai 200 milioni, incentivo per nuove
assunzioni. «La resa incondizionata di Cgil, Cisl, Uil e Ugl alle pretese di
Cai non è un atto di responsabilità», dicono dunque gli autonomi, «ma un´azione
diretta contro i lavoratori». Bastonata dai sindacati autonomi, la Cai riceve
un´ottima notizia da Bruxelles. Il rimborso del prestito-ponte da 300 milioni
non spetta alla nuova compagnia (la Cai, appunto), semmai alla vecchia Alitalia. L´orientamento dell´Ue, confermato dal ministro
Matteoli, «è una colossale fregatura», dice Antonio Di Pietro. Il leader
dell´Italia dei Valori ricorda che Alitalia «non ha
più una lira». Dunque sarà la collettività a farsi carico del prestito, mentre
la cordata privata della Cai volerà felice. Arrabbiata è anche Emma Bonino
perché l´intera operazione, così cara per lo Stato, darà vita a una
micro-compagnia «che farà Roma-Milano, Milano-Roma» e niente di più. L´ex
ministro Bersani (Pd) è sicuro che la Cai è così debole da avere ormai un
destino segnato: «Incrocerà un grande operatore internazionale che prenderà il
timone in mano». Pronostico che Casini condivide: «Abbiamo tirato un sospiro di
sollievo dopo la proposta che Cai ha avanzato . Ma la crostata che Gianni Letta
inforna a Palazzo Chigi non è buona. Troppe contraddizioni, che prima o dopo esploderanno».
( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
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Pagina
8 - Economia Aerei, equipaggi e personale di terra il piano Cai apre la porta
ad Air France A Fiumicino il 70% dei dipendenti. Ma Bossi spinge per Lufthansa
Il dossier Al Leonardo da Vinci sono previsti 9.000 addetti contro i 1.300 dei
due scali milanesi Domani nella capitale una delegazione della British Airways
LUCIO CILLIS ROMA - Altro che Malpensa. Il piano Cai, presentato solo pochi
giorni fa, è sbilanciato, e non poco, su Fiumicino. Lo scalo che nei piani dei
francesi - prima della rottura maturata in aprile - doveva imporsi come hub del
Sud Europa, resta lo snodo più importante per il rilancio di Alitalia
e il sospetto che Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France, cominci a
tirare la volata in vantaggio su Wolfgang Mayrhuber, leader di Lufthansa,
comincia a preoccupare i politici del Nord. Proprio ieri, il leader del
Carroccio, Umberto Bossi, ha chiamato ancora una volta in causa la compagnia
tedesca. Il Senatur è seriamente preoccupato dall´eventualità di una scelta
favorevole ad Air France come partner internazionale di Alitalia:
«Loro sono concorrenziali rispetto a noi sul turismo - taglia corto Bossi -
quindi è meglio essere certi che la Cai faccia un accordo con i tedeschi perché
non sono concorrenziali rispetto a noi. Con loro andremmo maggiormente
d´accordo». Dieci giorni fa i manager di Cai e quelli di Air France-Klm, si
sono confrontati a Roma sui numeri della possibile alleanza. Il progetto di
partnership è stato poi affrontato da alcuni emissari di Lufthansa mentre da domani
toccherà ai dirigenti di British Airways. Ma nonostante gli incontri con tutti
i possibili acquirenti e il silenzio di Cai sul nome del partner estero, prende
forza l´ipotesi franco-olandese. E sono i numeri dello schema di utilizzo di
"flotta e organico" a dare consistenza alle indiscrezioni. Il
progetto di Compagnia aerea italiana ufficializzato quattro giorni fa, prevede
infatti che il 70% del totale dei lavoratori della Nuova Alitalia,
presti servizio a Roma. Fiumicino, quindi, oggi e almeno per tutta la stagione
invernale, tiene e terrà saldamente in mano voli e manutenzione. In particolare
sono previsti al Leonardo da Vinci più di novemila dipendenti: 978 piloti,
2.100 assistenti di volo e 6.000 unità a terra, pari a sette lavoratori su
dieci pronti ad operare nella Capitale. A Milano con due aeroporti,
confluiranno in totale 1.343 addetti: 333 piloti e 700 hostess e steward,
(oltre a 310 dipendenti di terra), pari ad un terzo di quelli con base a Roma.
A Napoli, invece, ci saranno 400 dipendenti,
( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
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Pagina
9 - Economia I contratti L´offerta Il manager L´amministratore delegato della
Cai: negli autonomi è prevalsa l´attitudine al rilancio continuo Sabelli:
"Decolleremo a dicembre con a bordo piloti e partner estero" Andremo
dai piloti uno a uno con i contratti, come faremo con tutti i lavoratori, a
prescindere da chi sono rappresentati La cifra che metteremo sul piatto sarà
più che congrua, in caso contrario la Ue potrebbe contestare gli aiuti di Stato
ETTORE LIVINI MILANO - «La nuova Alitalia potrebbe
partire il primo dicembre, anche perché quella è la data di scadenza della
nostra offerta. Il prezzo? Penso non ci saranno problemi. Come sono
ragionevolmente tranquillo anche sul fronte della Ue e dell´antitrust. E con i
piloti mi auguro che al momento di stringere con le assunzioni ci si possa
capire». Dopo una giornata al cardiopalma, in cui Alitalia
sembrava arrivata a un passo dal fallimento, Rocco Sabelli si è concesso ieri
un giorno di pausa a casa. Tirando un primo sospiro di sollievo: «La partita
non è chiusa - ammette l´amministratore delegato della Cai - ma da oggi guardo
alla mia agenda con un po´ più di tranquillità. E penso finalmente a come far
decollare davvero la nuova compagnia». Eppure venerdì la trattativa sembrava
saltata? «Sì. Ma devo dire la verità, ero il primo ad essere sorpreso. Con i
piloti mi sembrava che fossimo arrivati a un passo da un accordo. Poi è
prevalsa la solita attitudine al rilancio continuo, nel tentativo di
riprendersi spazi chiusi a settembre su esuberi e sistemi previdenziali.
Sperando forse di ottenere nuove concessioni dal governo». I piloti e le
hostess vi hanno accusato di non aver rispettato gli impegni firmati a Palazzo
Chigi, di tagliar fuori dalle assunzioni le madri in maternità e i disabili, di
fare macelleria sociale. Cosa risponde? «Non voglio nemmeno commentare. Sono
pure strumentalizzazioni. In primo luogo perché al riguardo esistono delle
precise leggi dello Stato. Ma soprattutto perché noi abbiamo valori forti e non
devono essere i sindacati a insegnarceli. Lo capiranno da soli quando sarà il
momento di reclutare il personale e potranno giudicare il nostro comportamento.
Comunque queste uscite danno l´idea di quanto poco ci fosse da discutere nel
merito. La verità è che c´è un pezzo del sindacato in Alitalia che ha vissuto per anni in un mondo suo. E svegliarsi non è
semplice». E adesso chi piloterà gli aerei Alitalia? «Io
ritengo la fase sindacale chiusa. Grazie alla ragionevolezza e alla firma di
confederali e Ugl abbiamo i criteri di selezione, i contratti e il lodo Letta,
del quale tra l´altro spero non avremo bisogno. Andremo dai piloti uno a
uno con questi contratti, come faremo con tutti i lavoratori, indipendentemente
da chi sono rappresentati. Certo sarebbe stato meglio avere anche la loro
firma. Ma sono convinto che alla fine imbarcheremo nell´avventura del rilancio
di Alitalia anche loro». Quali sono le scadenze ora?
«Il Commissario Augusto Fantozzi ha già in mano la nostra offerta. E tra pochi
giorni dovremmo avere la sua risposta. Su Ue e antitrust sono ragionevolmente
tranquillo. Novembre andrà via tutto, ma penso che per il primo dicembre si possa
partire. La nostra offerta tra l´altro ha proprio quella scadenza». Si dice che
gli advisor del governo abbiano valutato l´azienda mille miliardi e voi ne
offriate 400? «C´è un po´ di confusione sulle cifre. La prima cosa da chiarire
è che, per quanto ne so io, di perizie non ce ne sono ancora. La valutazione
che si fa della nostra offerta, poi, considera solo la parte in contanti, non
il debito che ci accolliamo. Sono convinto che la cifra che metteremo sul
piatto sarà più che congrua, anche perché in caso contrario la Ue potrebbe
intervenire contestando gli aiuti di stato». Chi sarà il partner estero e
quando arriverà? «Arriverà a novembre o dicembre. Stiamo valutando la scelta e
io ho il mandato di trovare la soluzione industriale migliore. L´unica cosa che
voglio dire è che non esiste un´associazione tra l´alleato e l´hub prescelto.
Air France non significa Fiumicino e Lufthansa non vuol dire Milano. Siamo
liberi di disegnare le nostre strategie. Entrambi gli aeroporti hanno delle
caratteristiche da sfruttare. E il futuro partner non metterà i bastoni tra le
ruote anche perché Alitalia è un´opportunità che
adesso è molto più interessante anche per i grandi vettori internazionali». E´
vero che ci sono problemi sulla valutazione degli asset Air One e con Toto?
«No, con Toto abbiamo già un accordo da agosto. Stiamo completando la due
diligence e non ci saranno problemi». Il crollo del petrolio e il momento nero
dell´economia mondiale hanno cambiato il vostro piano industriale? «Facciamo
fine tuning ogni giorno. Certo non tenendo conto dei dati attuali di Alitalia che in questa situazione sono disastrosi ma poco
attendibili. Ma tra i segni più e quelli meno penso che il nostro progetto sia
ancora valido. Anche perché per il primo anno non era certo aggressivo».
( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
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9 - Economia Il caso Le posizioni Dopo la spaccatura sul contratto degli
statali e sulla trattativa con Confindustria "Firma senza
tentennamenti" la Cgil lascia la trincea del no Ma Cisl e Uil ribadiscono
la fine dell´unità sindacale Ma Cremaschi non ci sta: "Va ridiscussa il
via libera al diktat di Berlusconi, che impone ai
lavoratori clausole brutali discriminatorie e ai limiti della
costituzionalità" ROMA - Quella per Alitalia non è mai
stata una trattativa come tutte le altre. Vuoi per la presenza di nove sigle
sindacali che si dividono le iscrizioni di piloti, assistenti di volo e
personale di terra. Vuoi per il livello altissimo di scontro tra autonomi e
confederali. Un duello che si è ripetuto fino allo strappo di venerdì,
alle ore convulse che hanno portato al lancio dell´offerta di Cai. è forse
questo clima tesissimo ad aver ricompattato almeno su Alitalia
Cgil, Cisl e Uil in un momento molto critico nella storia dei rapporti tra
confederali. La convergenza sulla firma al protocollo di Palazzo Chigi, di
questi tempi, appare quasi come un miracolo, visto che su altri temi caldissimi
per i lavoratori, Guglielmo Epifani non ha seguito le scelte della Cisl di
Raffaele Bonanni e della Uil guidata da Luigi Angeletti che ieri hanno
criticato aspramente il percorso imboccato del leader Cgil. I "no"
della Cgil alla riforma del modello contrattuale, ai contratti del commercio e
a quello del pubblico impiego sanciscono una separazione netta che si è
consumata nelle ultime ore. Separati in casa su (quasi) tutto, ma non quando si
affronta il nodo del salvataggio di Alitalia. «Divisi?
No. Siamo uniti. E lo siamo soprattutto quando si parla del mondo dei
trasporti», sottolinea Franco Nasso, leader della Filt Cgil, il sindacalista
che, in assenza di Epifani al tavolo, due giorni fa ha messo la firma
all´accordo con Cai. Un via libera, rivela il sindacalista, dato senza
tentennamenti: «Si trattava di portare a casa il migliore accordo possibile in
questo momento. E così è stato». Nasso, un passato di aspre battaglie con
un´altra categoria di quelle "toste", i ferrovieri, vuole fare
chiarezza, smussare i contrasti. Anche se, dice, «la trattativa con Cai è stata
e sarà ancora molto complicata». A dispetto delle apparenze «non è mai stata
una normale vertenza sindacale». Anzi: «A settembre eravamo contrari alle loro
proposte. E, cosa mai successa prima, ci siamo ritrovati a discutere per giorni
con i rappresentanti legali di una società che non esisteva - Cai - e con
quelli di una azienda - Alitalia - praticamente fallita.
Mi sembra chiaro che gli avvocati non sappiano fare il mestiere del
sindacalista o del capo del personale, che resta la controparte naturale in
certi casi». La firma, alla fine, è arrivata, anche se al prezzo di uno scontro
con piloti e hostess autonomi. «Loro - rilancia - non hanno letto ciò che noi
abbiamo firmato. Nel testo finale non sono presenti passaggi che affrontino il
nodo delle assunzioni in modo selvaggio. Noi siamo tranquilli: perché sappiamo
quel che abbiamo firmato e gli autonomi no». Peccato però che dall´interno
stesso della Cgil arriva Giorgio Cremaschi a rovinare questo scampolo di
idillio confederale: «è necessario che la Cgil ridiscuta la firma apposta al
diktat di Cai e Berlusconi, che impone ai lavoratori Alitalia
clausole brutali discriminatorie e ai limiti della costituzionalità» taglia
corto il segretario della Fiom. Ma Nasso, anche in questo caso, tira dritto:
«No, per favore no. Almeno queste cose non me le fate commentare...». (lu.ci.)
( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
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23 - Commenti RAGAZZI ALLEGRI E BURATTINI DI LEGNO (SEGUE DALLA PRIMA P
( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
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Pagina VII - Roma I piloti Alitalia:
"è il momento dello sciopero" FLAMINIA SAVELLI «Siamo pronti a
scioperare», annuncia una delle hostess che ieri mattina, insieme con i
colleghi steward e alcuni piloti, si è fermata a parlare davanti al Centro
equipaggi di Fiumicino, il giorno dopo la proposta di acquisto della Cai. «Le proteste le
dobbiamo organizzare qui, all´aeroporto, dove lavoriamo. Le dimostrazioni fatte
in via degli Abruzzi non sono servite a nulla», dice un capo cabina. E incalza
i rappresentanti dei sindacati autonomi contrari a questa vendita: «Dobbiamo
organizzarci, e invece continuiamo ad aspettare». SEGUE A P
( da "Giornale.it, Il" del 02-11-2008)
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n. 263
del 2008-11-02 pagina 5 Il prestito-ponte sarà rimborsato dalla «bad company»
di Laura Verlicchi I 300 milioni di «aiuto di Stato» non saranno a carico della
Cai. Domani Fantozzi esaminerà l'offerta Il giorno dopo il salvataggio in
extremis, su Alitalia la parola passa alla politica,
aspettando le decisioni del commissario Augusto Fantozzi, che domani inizierà
l'esame dell'offerta Cai, e di Bruxelles, che deve dare l'ok al prestito ponte
da 300 milioni di cui la Compagnia aerea italiana non intende farsi carico.
L'orientamento che emerge è quello di considerarlo aiuto di Stato
«illegittimo», ma la cui restituzione spetta non a Cai, bensì alla «bad
company». Questa è la proposta che la direzione generale dei Trasporti e
dell'Energia della Commissione europea, diretta da Antonio Tajani, ha
presentato al collegio dei commissari Ue, basata sul presupposto che fra la
vecchia compagnia e quella che nascerà c'è «discontinuità». La cordata guidata
da Roberto Colaninno sarebbe così libera da vincoli e verrebbe quindi
soddisfatta una delle condizioni poste dalla Cai nella sua offerta vincolante
per l'acquisto di Alitalia. Secondo quanto si apprende
a Bruxelles, inoltre, gli altri servizi della Commissione finora non hanno
sollevato obiezioni sull'orientamento della direzione Trasporti. Solamente gli
uffici dell'Antitrust comunitario avrebbero chiesto «chiarimenti» circa il
prezzo dell'operazione. Perplessità che, riferiscono tuttavia le stesse fonti,
sarebbero state superate. Il prestito, poi, potrà venire rimborsato dalla «bad
company» attraverso la cessione degli asset, come ha spiegato il ministro delle
Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli: «È un problema
che riguarda la vecchia Alitalia. E siccome la vecchia Alitalia incasserà
soldi da Cai il commissario potrà vendere aerei, proprietà di Alitalia, farà fronte e restituirà al governo italiano questi soldi».
Quanto alla scelta di un partner straniero - che dovrebbe essere annunciata il
12 novembre, secondo indiscrezioni dei media francesi - Matteoli ha detto che «la
compagnia straniera non può prendere più del 20%. È però «indispensabile che ci
sia questo accordo», ma «non è un compito del governo stabilire con chi farlo».
Dal canto suo, il leader della Lega e ministro delle Riforme, Umberto Bossi,
spera che «l'accordo lo faranno con i tedeschi», auspicando anche che
Berlusconi «scenda in campo e si faccia un tavolo il più rapidamente possibile
con la Cai e i tedeschi per Malpensa». Intanto, si moltiplicano da parte del
mondo politico gli appelli alla ragionevolezza, rivolti a piloti e hostess, che
continuano a rifiutare l'accordo. «Il mio auspicio è che i piloti e il
personale navigante, che rappresentano certamente una risorsa, si assumano al
pari degli altri una responsabilità e consentano la nascita della nuova compagnia
e il decollo di questa nuova fase del trasporto aereo», ha detto il presidente
della Camera, Gianfranco Fini. E il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi si
appella ai sindacati autonomi «alla loro responsabilità, affinché vogliano
accompagnare positivamente il percorso che resta per la costruzione della nuova
compagnia». Italo Bocchino, presidente vicario del Pdl alla Camera, esorta
piloti e hostess a accantonare «l'egoismo corporativo» e firmare.
Dall'opposizione, invece, arrivano le critiche all'offerta di Cai: «Troppo
debole», sostiene il responsabile dell'economia del Pd, Pierluigi Bersani.
Mentre per Antonio Di Pietro, presidente dell'Italia dei valori, «gli unici a
pagare saranno i contribuenti». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri
4 - 20123 Milano
( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
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Pagina XX - Roma Alitalia,
è protesta FLAMINIA SAVELLI e ra un vento di protesta e malcontento quello che
soffiava tra gli assistenti di volo, i piloti e alcuni sindacalisti: «Non
possiamo prendere alcuna decisione, vogliamo prima un incontro con tutti i
lavoratori» ha ribattuto un delegato della Sdl, Francesco Straccioli. Poi dal governo è
arrivata la notizia delle possibili chiamate ad personam per i piloti: «Se non
ci dite cosa dobbiamo fare - ha sottolineato uno dei comandanti, come i suoi
colleghi attento a non rilasciare nome e cognome - rischiamo di dividerci,
l´unica possibilità che abbiamo è quella di restare uniti. Vogliamo una
strategia comune e dobbiamo essere disposti anche a lasciare gli aerei a terra
pur di essere ascoltati».
( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Domenica
02 Novembre 2008 Chiudi ROMA A Bruxelles il parere è pronto. Il prestito di 300 milioni, concesso dallo Stato ad Alitalia prima dell'estate, è un «aiuto di Stato illegittimo». In
compenso, ricadrà sulle spalle della vecchia compagnia e non di Cai perché
viene riconosciuta la «discontinuità» tra le due società. Intanto i piloti e
gli assistenti di volo fanno ancora muro.
( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi di MAURZIO COSTANZO LA
SITUAZIONE Alitalia
si modifica di ora in ora ma intanto non diminuisce la tensione sul fronte
della scuola. Persino Beppe Grillo è stato contestato in una piazza. Si
avvicina il momento del voto in America. I due candidati sono travolti da un
rincorrersi di sondaggi conclusivi. Per non farci mancare niente, Francesco
Totti è tornato a soffrire al ginocchio. Molte Regioni italiane sono flagellate
dal maltempo e tutti siamo indotti a pensare che presto o tardi le cose
miglioreranno. Dobbiamo pensare questo per non cadere nello sconforto.
( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Domenica
02 Novembre 2008 Chiudi ROMA «Il Paese non può più essere gestito con la logica
dei veti corporativi». All'indomani della presentazione dell'offerta
per rilevare l'Alitalia, il presidente della Cai, Roberto Colaninno, sollecita una
svolta nelle relazioni industriali. In un colloquio con il Messaggero,
Colaninno sottolinea come l'Alitalia non abbia futuro con la
logica dei "no" e parla della difficile trattativa con i sindacati.
«Berlusconi ha svolto un ruolo importante ma - dice - in questo caso la nostra
scelta è stata figlia di una logica puramente industriale, che abbiamo
condiviso fin dall'inizio con tutti i soci di Cai».
( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Domenica
02 Novembre 2008 Chiudi PIER Ferdinando Casini vede buio
sul futuro dell'Alitalia («Letta ha sfornato la sua crostata; però senza nulla togliere
ai suoi meriti verso il Paese, più che un dolce è un pasticcio») e soprattutto,
in una intervista al Messaggero, giudica assai negativamente le mosse di
Berlusconi in questa fase così delicata di emergenza finanziaria: «Davvero non
lo capisco. Davanti alle difficoltà economiche e davanti alla
disponibilità e alla solidarietà che l'opposizione - almeno nelle sue componenti
più serie - gli ha dato per affrontare la crisi, il presidente del Consiglio
non trova di meglio che rispondere con la politica degli insulti. Cercando di
delegittimare l'opposizione, espropriando il Parlamento e dando così
l'impressione di voler dividere il Paese».
( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi Il colloquio/Il presidente Cai:
la nuova Alitalia
non ha futuro con la logica dei no Colaninno: basta veti «Serve discontinuità a
partire dalle relazioni industriali»
( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi AIUTO DI STATO ILLEGITTIMO Alitalia dovrà restituire i
300 milioni ma viene accolta la «discontinuità»
( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi LA VALUTAZIONE 1 miliardo E' la
valutazione di Alitalia
fatta da Cai. La società guidata da Colaninno verserà al commissario Fantozzi
un acconto di 100 milioni
( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi Parla il presidente della Cai
all'indomani della presentazione dell'offerta vincolante per rilevare l'Alitalia
( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Domenica
02 Novembre 2008 Chiudi di BARBARA CORRAO ROMA Il prestito ponte di 300 milioni
è un «aiuto di Stato illegittimo», ma ricadrà sulle spalle di Alitalia e non di Cai perché viene riconosciuta la
necessaria «discontinuità» tra le due società. E' questo il verdetto che arriva
dalla direzione generale Trasporti, diretta dal commissario Tajani, e che sarà
ora sottoposto il 12 novembre ai commissari europei per il via libera
definitivo. Se sarà approvato l'indirizzo proposto da Tajani, i 300 milioni del
prestito erogato prima dell'estate ad Alitalia per
consentirle di sopravvivere, ricadranno sulle spalle della stessa bad company,
guidata dal commissario straordinario Augusto Fantozzi. Il compromesso proposto
da Tajani "salva" una delle condizioni poste da Colaninno e soci
nell'offerta vincolante per l'acquisto della compagnia di bandiera, in linea
con il percorso già sperimentato per il dossier Olympic Airways. L'Alitalia sarà comunque obbligata a restituire il prestito
ricevuto illegittimamente, in base alle regole del mercato europeo, tanto che,
in un comunicato, Antonio Di Pietro (Idv) attacca «l'ennesima fregatura per i
contribuenti italiani, giacchè la bad company non ha un euro neanche per
piangere, essendo rimasta di proprietà dello Stato ed essendosi caricata tutti
i debiti contratti da Alitalia». Secondo l'agenzia
Ansa, il parere della direzione Trasporti avrebbe ottenuto il consenso delle
altre direzioni generali a Bruxelles e soltanto l'Antitrust avrebbe chiesto
«chiarimenti» riguardo al prezzo pagato per l'operazione. Questa perplessità,
tuttavia, sarebbero state superate. Conclusi i passaggi obbligatori a Bruxelles
e ottenuto il via libera dall'Antitrust (una delle condizioni preliminari poste
da Colaninno), la nuova Alitalia dovrà scegliere il
partner estero e potrà imboccare la via del risanamento disegnata dal piano
industrale Fenice. Gli obiettivi fondamentali sono tre: 137 rotte, 60 nuovi
aerei entro il 2013, 2 milioni di passeggeri in più a partire dal 2009. Delle
137 destinazioni, 18 saranno intercontinentali con i nuovi scali di Rio De
Janeiro, Dakar, Pechino, Shangai e Seul. Altre 64 saranno internazionali e 55
domestiche, con una quota del mercato nazionale del 55%. L'impatto positivo sui
ricavi dell'aumento dei passeggeri è valutato da Cai in 400 milioni circa. Il
rinnovo della flotta è previsto avvenire in tre o quattro anni quindi entro il
( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Domenica
02 Novembre 2008 Chiudi ROMA «Credo che nessuno possa
auspicare il fallimento di Alitalia. Il mio auspicio è che
piloti e personale navigante, che rappresentano certo una risorsa, si assumano
come gli altri una responsabilità e consentano la nascita della nuova compagnia
». Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini sulle vicende legate alle
scelte delle varie sigle sindacali. Parole che il ministro per
l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi trova « tempestive e opportune
poiché invitano al senso di responsabilità di fronte alla nuova sfida».
«L'unico che può intervenire è Berlusconi, è lui che deve scendere in campo, e
penso che lo farà», assicura invece Umberto Bossi a chi gli chiede se è vero
che è indispensabile che un finanziatore internazionale intervenga a sostegno
della Cai. C'è forte scetticismo invece sul fornte dell'opposione. L'offerta
Cai «è troppo debole per rispondere alle esigenze reali del lavoro - dice il
responsabile economico del Pd, Pierluigi Bersani.- Quando una situazione parte
debole c'è da metterci una pezza tutti i mesi e credo che avremo ancora
problemi. L'offerta Cai, sia dal punto di vista della capacità di investimento
che del mestiere, è troppo debole anche per garantire un servizio adeguato
interno e internazionale e per favorire una diminuzione dei prezzi. La svolta
ci sarà quando ci sarà l'incrocio con una compagnia internazionale». «Cai
volerà, perché non è consentito a nessuno di mettere veti a una possibilità
imprenditoriale che salva 12.600 posti di lavoro», assicura invece il ministro
delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Ma sulla linea del govenro va
all'attacco Emma Bonino, per la quale «Alitalia è
l'emblema di quello che non si dovrebbe fare. Il governo all'insegna
dell'italianità ha detto bugie enormi, non so come andrà a finire. Unica cosa
certa è che ci troviamo con 3 miliardi di debiti scaricati sugli italiani e con
una piccola compagnia di bandiera». Parla a sua volta di ricatto, ovviamente a
parti rovesciate, il leader Idv Antonio Di Pietro: «Ciò che sta accadendo
intorno al contratto di Alitalia dimostra che c'è un
ricatto politico che si sta portando avanti ai danni dei lavoratori di terra e
di volo, costringendoli ad accettare condizioni capestro».
( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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02 Novembre 2008 Chiudi di ROBERTO STIGLIANO ROMA - Il giorno più lungo è alle
spalle. Roberto Colaninno, il presidente della Cai, la cordata di imprenditori
privati che ha presentato l'offerta vincolante per rilevare l'Alitalia, è in partenza per il Vietnam dove inaugurerà uno stabilimento
della Piaggio che rappresenta il più importante investimento italiano in quel
Paese. Un giorno vissuto pericolosamente sul filo della rottura dove l'Alitalia è passata nello spazio di poche ore dal salvataggio al
fallimento e poi ancora al salvataggio. Lo scontro con una parte del
sindacato che rappresenta piloti ed assistenti di volo è stato duro. Il rischio
che saltasse tutto, concreto: «Abbiamo voluto affermare - spiega Colaninno in
un colloquio con il Messaggero - una rottura di schemi di relazioni industriali
che guardano al passato. E soprattutto una rottura rispetto a rappresentazioni
non vere della realtà dove dominano interessi corporativi con la "i"
minuscola». Anche sull'Alitalia il sindacato alla fine
si è diviso: Cgil, Cisl, Uil e Ugl, dopo la mediazione messa in campo da
Palazzo Chigi, hanno apposto la loro firma sui fogli che contenevano l'ultimo
ostacolo da superare, ovvero quello dei contratti di lavoro e dei criteri di
assunzione dei dipendenti Alitalia e AirOne. I
sindacati autonomi, invece, hanno detto no rifiutando di sottoscrivere
l'intesa. «In questa vicenda - dice il presidente della Cai - è stato
importante segnare la discontinuità con un sistema rappresentativo che non
riguarda soltanto l'Alitalia, ma che è emblematico di
tutto il Paese. Sarebbe stato impensabile, nel momento di crisi globale
dell'economia che stiamo vivendo da diverso tempo, gestire l'azienda in modo
corporativo. Da imprenditore - aggiunge ancora - ho sperimentato già in passato
come sia nefasto un confronto con corporazioni che portano avanti solo
interessi specifici, anche se importanti in termini di rappresentanza
sindacale». Insomma, Cai è stata ad un passo dalla rinuncia alla presentazione
dell'offerta per rilevare l'Alitalia e abbandonare
definitivamente la partita aprendo per la compagnia aerea la porta del
fallimento. Lo ha confermato l'amministratore delegato Rocco Sabelli
(«mercoledì sera, quando abbiamo interrotto la trattativa, ho pensato che era
davvero finita») lo lascia capire Colaninno: «Imporre il veto dei sindacati
autonomi a imprenditori privati che hanno deciso di fare un investimento così
importante sarebbe stato non solo folle ma anche contraddittorio rispetto alla
linea che abbiamo seguito fino ad ora con grande compattezza». E poi aggiunge:
«Da cittadini, prima ancora che da imprenditori non possiamo concepire che il
Paese sia gestito sulla base di interessi o fattori corporativi». Ma è vero che
l'intervento di Berlusconi è stato determinante per sbloccare una situazione
che sembrava ormai compromessa? «Il lavoro del premier - risponde Colaninno - è
stato importante. Ma in questo caso la nostra scelta è stata figlia di una
logica puramente industriale che abbiamo condiviso fin dall'inizio con tutti i
soci di Cai». Sullo sfondo dei ragionamenti di Roberto Colaninno c'è anche la
crisi economica mondiale che ha cambiato lo scenario all'interno del quale si
muove anche la vicenda Alitalia: «I tempi ci
educheranno: la crisi globale - conclude Colaninno - imporrà scelte diverse dal
passato perchè spingerà tutti a dare finalmente il giusto valore al lavoro».
( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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02 Novembre 2008 Chiudi di ANNA MARIA SERSALE ROMA L'università italiana è un
motore imballato. Può riprendere a funzionare liberandosi del peso degli
interessi accademici e di un sistema gerontocratico impermeabile al
cambiamento. Ma la parola cambiamento si trascina dietro mille «polemiche».
Studenti e professori hanno preso di mira l'articolo 16 della legge 133 (ex
decreto 112 del 25 giugno scorso) che prevede la possibilità di trasformare gli
atenei in fondazioni. «Così - dicono gli studenti che hanno infiammato le
piazze in questi giorni - si aprono le porte della privatizzazione» dal momento
che le università potrebbero diventare organismi di diritto privato e trovarsi
uno sponsor che le finanzi. Tre i rischi che secondo Nunzio Miraglia
dell'Associazione nazionale docenti si profilano all'orizzonte: «L'aumento
delle tasse, la nascita di università di eccellenza ricche e costose, e la
rinuncia alla libertà didattica e di ricerca». Nelle intenzioni del ministro
non c'è la privatizzazione spinta. Però la formulazione della legge, secondo i
rettori, non mette argini: «La fondazione sostitutiva dell'ateneo pubblico sarà
un colpo mortale». L'idea della fondazione scatena reazioni negative, ma ha
illustri precedenti. L'economista Nicola Rossi, deputato del Pd, nel
( da "Corriere della
Sera" del
02-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data:
2008-11-02 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Appello di Fini: piloti Alitalia siate responsabili Bossi: meglio il partner tedesco, il premier
in campo Il commissario Fantozzi valuta il prezzo dell'offerta La Lega: temiamo
i francesi, concorrenziali con noi sul turismo Duello tra autonomi e
confederali ROMA — «Credo sia importante che tutti si assumano la responsabilità
di consentire alla Cai di iniziare, salvando quindi Alitalia».
Un appello, quello del presidente della Camera, Gianfranco Fini, a piloti e
assistenti di volo, che domani si riuniscono in assemblea, affinché non
scelgano la linea dello scontro. La settimana che si apre sarà decisiva per
molti aspetti. Non c'è solo l'incognita sul fronte sindacale, ma si attende
anche la decisione del commissario straordinario di Alitalia,
Augusto Fantozzi, sull'offerta definitiva di acquisto presentata dalla Cai, la
società guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. Se questa sarà ritenuta
congrua, resterà un ultimo ostacolo, rappresentato dal via libera della
Commissione europea. Ieri da Bruxelles è arrivata un'indiscrezione che segna un
punto a favore della Cai: il prestito- ponte dovrebbe essere restituito allo
Stato non dalla Cai ma da ciò che resterà della vecchia Alitalia.
Se anche quest'ultimo scoglio sarà superato, Cai potrà puntare con decisione a
far decollare i suoi aerei dal primo dicembre, non prima però di aver scelto il
partner estero. In teoria, in gara restano le tre maggiori compagnie europee:
Air France, British Airways e Lufthansa. Ma difficilmente Cai sceglierà da
sola, almeno a sentire quello che ha detto ieri Umberto Bossi. Riferendo del suo
incontro di giovedì scorso con il presidente del Consiglio, il leader della
Lega ha detto che Silvio Berlusconi interverrà: «Si è deciso che scenda in
campo e che si faccia un tavolo, il più rapidamente possibile, con Cai e i
tedeschi per Malpensa». Bossi ha quindi aggiunto: «Temiamo i francesi, che sono
concorrenziali con noi sul turismo. è meglio essere sicuri che la Cai faccia un
accordo con i tedeschi, con loro andremmo maggiormente d'accordo».
Dall'opposizione, invece, arrivano critiche che esprimono una crescente
preoccupazione per le prospettive dell'operazione: «Il problema di fondo — dice
Pier Luigi Bersani, ministro ombra dell'Economia — è che l'offerta Cai è troppo
debole per garantire un servizio adeguato interno e internazionale». In sostanza,
la domanda che si fa il Pd è se Cai possa reggere con una crisi economica di
questa portata o se in poco tempo non sia costretta a passare la mano a favore
di una grande compagnia estera. Perplesso è anche il leader dell'Udc, Pier
Ferdinando Casini, che non esita a criticare il sottosegretario alla
Presidenza, Gianni Letta, regista dell'operazione: «Questa volta il nostro
splendido amico non ha cucinato una buona crostata, ma un pasticcio le cui
contraddizioni non tarderanno a rivelarsi. Si finirà in breve tempo nelle mani
di una compagnia straniera». Critiche alle quali replica il presidente dei
deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, accusando l'opposizione di giocare al
«tanto peggio tanto meglio ». Ieri, infine, c'è stato uno scambio di accuse tra
confederali e autonomi, che hanno votato no all'accordo con Cai per «l'enormità
del numero degli esuberi e l'eccessiva discrezionalità nei criteri di
assunzione». «Dicono cose completamente false, molto demagogiche, miopi e
irresponsabili, giocano a fare il sindacato» ha detto riferendosi agli autonomi
il segretario nazionale della Uil trasporti, Marco Veneziani, dopo le accuse
ricevute di agire «contro i lavoratori». Enr. Ma.
( da "Corriere della
Sera" del
02-11-2008)
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della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-02 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Retroscena Ma il governo è pronto anche alla
precettazione ROMA — Ieri è stato il giorno della carota, ma se sarà
necessario, il governo è pronto a usare anche il bastone. Nel caso i piloti e
gli assistenti di volo dovessero decidere scioperi o altre forme di protesta
tali da mettere a rischio il traffico aereo, scatterebbe la precettazione. Per
ora il governo preferisce non parlarne e anzi tende la mano ai sindacati che
non hanno firmato l'accordo con la Cai, la società guidata da Roberto Colaninno
che ha presentato l'offerta d'acquisto per Alitalia.
Questo il significato del richiamo alla ragionevolezza lanciato ieri dal
ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Non solo. Ieri è intervenuto anche il
presidente della Camera, Gianfranco Fini, con un appello al senso di
responsabilità di piloti e hostess. L'auspicio delle istituzioni e del governo
è che questi messaggi inducano sindacati e lavoratori che hanno in programma
un'assemblea domani a evitare lo scontro. Anzi, nel governo circola la
sensazione che, dopo la rottura di venerdì, i sindacati del no, o almeno parte
di essi, possano imboccare un percorso di graduale rientro nel perimetro
dell'accordo. «Conviene anche a loro — osserva un ministro della partita —
perché questi sindacati, per loro natura, vivono del rapporto con l'azienda,
senza il quale sono destinati a scomparire». Tuttavia, se nel fronte del no
dovesse prevalere la scelta del conflitto, della protesta, del blocco del
traffico, sia attraverso scioperi veri e propri sia attraverso stratagemmi ai
quali il personale di volo è ricorso in passato (certificati di malattia,
osservanza minuziosa di tutti i codici per ritardare o impedire i voli), la
risposta dell'esecutivo sarebbe dura. è sufficiente ricordare, sottolineano in
ambienti di governo, che anche l'altra volta, quando si concluse il primo
accordo a Palazzo Chigi, e piloti e assistenti di volo minacciarono di
paralizzare gli aeroporti, erano già pronte le precettazioni. Nel governo si
punta però sul prevalere della ragionevolezza. E si osserva che, alla fine, gli
stessi lavoratori troveranno conveniente aderire alla nuova
Alitalia. In caso contrario infatti resterebbero senza sostegni al
reddito. La fase che si apre prevede infatti che i dipendenti di Alitalia finiscano in cassa integrazione e da qui vengano assunti dalla
Cai, la quale ottiene così i generosi benefici previsti dalla legge per le
assunzioni di lavoratori dal bacino degli ammortizzatori sociali (si
pagano contributi molto più leggeri). Ma la stessa legge prevede anche che, se
il lavoratore in cassa integrazione rifiuta un'offerta per un lavoro
paragonabile a quello precedente, perde il sussidio. Enrico Marro Il ministro
delle Infrastrutture, Altero Matteoli Operazione Cig La cassa integrazione per
quattro anni e la perdita dei diritti in caso di rifiuto
( da "Corriere della
Sera" del
02-11-2008)
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categoria: REDAZIONALE A Fiumicino Verso l'assemblea «Se ci chiamano uno per
uno resteremo davvero uniti?» «Non vogliono riassumere ragazze madri e hostess
incinte» ROMA — Poco più di un mese, e di nuovo qui. Aeroporto di Fiumicino,
varco equipaggi. è sempre un piccolo trauma entrare. Le hostess (va bene,
certo: la definizione esatta è «assistenti di volo», ma tutti le chiamiamo
hostess) che ormai hanno definitivamente messo via il sorriso d'ordinanza e ti
vengono incontro con un ghigno che levati, falle passare. Gli steward: di
solito belli e fonati, ora tesi e scapigliati. E poi ecco laggiù pure i piloti,
i signori comandanti sempre affabili e abbronzati e che invece vengono avanti
pallidi e polemici, però sicuri ai limiti della sfrontatezza. La scena è
questa. E, per entrarci dentro come si deve, sia chiara anche la sensazione
che, subito, fornisce: la rivolta degli iscritti alle cinque sigle sindacali
autonome (Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl) è solida. Tutti si preparano
all'assemblea convocata per domani nei locali della mensa ma è chiaro che la
maggior parte delle hostess e degli steward è assai più nervosa della totalità
dei piloti. La stanchezza provocata da questa vertenza infinita spiega
qualcosa, non tutto. Punto primo: le hostess e gli steward temono che la Cai —
non adesso, certo, ma relativamente presto — possa trovarsi nelle condizioni
legali per cominciare a procedere con chiamate nominali. «Potrebbero iniziare a
chiamarci, dicendo: le sigle sindacali autonome restano fuori, non firmano, ma
chi se ne importa, perché noi intanto ci siamo legalmente costituiti. E ora, poiché tu sei un dipendente Alitalia: vieni
con noi, o no?», spiega Fabrizio Teresi, 36 anni, assistente di volo da
( da "Corriere della
Sera" del
02-11-2008)
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categoria: REDAZIONALE L'Europa E' una delle condizioni fissate nella proposta
per la nuova Alitalia Primo sì della Ue ai privati
Prestito, rimborso allo Stato «Dovrà restituirlo la bad company, non la Cai»
Bruxelles riconoscerebbe la «discontinuità» tra la vecchia società pubblica e
la cordata DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES — Se non è un via libera alla
Cai e alla rinascita della compagnia di bandiera, poco ci manca: la Commissione
europea si prepara a bocciare il prestito-ponte di 300 milioni concesso da Roma
all'Alitalia, bollandolo come un illegittimo aiuto di Stato; ma questo
prestito dovrà essere rimborsato da chi lo intascò, cioè appunto dalla «bad
company» Alitalia in via di liquidazione con tutti i suoi debiti, e non dalla
nuova Cai. In due parole: quando decollerà con i suoi aerei, la cordata guidata
da Roberto Colaninno non avrà questa zavorra. Tutto ciò dicono le
indiscrezioni trapelate ieri da Bruxelles. Confermate anche dalle parole di
Altero Matteoli, ministro alle Infrastrutture: il prestito-ponte, ha detto, «è
un problema che riguarda la bad company, la vecchia Alitalia.
Questa incasserà soldi dalla Cai, potrà vendere aerei e proprietà di Alitalia e restituirà così al governo italiano i 300 milioni
di euro». D'accordo il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco
Rotondi: la Cai «è l'unica speranza perché la compagnia di bandiera abbia un
futuro », Mentre Antonio Di Pietro attacca: «La bad company non ha neanche un
euro per piangere, a pagare saranno i contribuenti». E se appunto la vendita
degli «asset» non bastasse a coprire il debito? Potrebbe capitare, dicono
ancora le fonti ufficiose di Bruxelles, ma il contenzioso resterebbe quello fra
lo Stato e la vecchia Alitalia, o la Ue: la Cai
sarebbe già fuori dal terreno minato. Il via libera che la Ue starebbe per
darle si basa infatti su una parola- chiave: «discontinuità», fra la vecchia e
la nuova compagnia. Alitalia e Cai sarebbero due
entità societarie, amministrative e finanziarie completamente distinte e
separate: ed è precisamente per questo, che i debiti della prima non potrebbero
ricadere sulla seconda. Per sapere però se indiscrezioni e previsioni si
avvereranno tutte, bisogna attendere il 12 novembre: sarà allora che il
vicepresidente della Commissione europea e commissario ai Trasporti, Antonio
Tajani, presenterà le sue conclusioni ai colleghi degli altri Paesi. Che, quasi
certamente, le faranno proprie (ci sono altre compagnie della Ue in condizioni
precarie, in questo campo nessuno sembra aver interesse alla fronda). Tajani e
i suoi esperti della direzione generale Trasporti hanno avuto un modello da
studiare, quello del caso Olympic Airways-Airlines, su cui avevano deliberato a
metà settembre: la compagnia greca è stata condannata dalla Ue al rimborso di
un prestito di 850 milioni ed è ora in via di privatizzazione, anche se fra
mille convulsioni e proteste. Luigi Offeddu In alto, il commissario Alitalia Augusto Fantozzi e, a destra, il presidente Cai,
Roberto Colaninno
( da "Corriere della
Sera" del
02-11-2008)
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categoria: BREVI Partner 12 è la scadenza entro la quale Cai sceglierà il
partner tra Air France e Lufthansa. Entro la stessa data
l'Europa deciderà come valutare il prestito da 300 milioni dello Stato ad Alitalia Offerta Scade alla fine del mese l'offerta vincolante inviata
venerdì dalla Cai al commissario straordinario Alitalia, Augusto
Fantozzi. La risposta della bad company dovrà arrivare entro il 30 novembre
novembre 30 novembre
( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Domenica
02 Novembre 2008 Chiudi di CARLO FUSI ROMA Pier Ferdinando Casini vede buio sul
futuro dell'Alitalia («Non siamo profeti di sventura, è positivo che Gianni Letta
abbia sfornato la sua crostata; però più che un dolce è un pasticcio e si vedrà
presto, senza nulla togliere ai suoi grandi meriti verso il Paese») e
soprattutto giudica assai negativamente le mosse di Silvio Berlusconi in questa
fase così delicata di emergenza finanziaria: «Guardi, davvero non lo
capisco. Davanti alle difficoltà economiche e davanti alla disponibilità e alla
solidarietà che l'opposizione - almeno nelle sue componenti più serie - gli ha
dato per affrontare la crisi, il presidente del Consiglio non trova di meglio
che rispondere con la politica degli insulti. Cercando dal mattino alla sera di
delegittimare l'opposizione, espropriando il Parlamento, e offrendo così
l'impressione di voler dividere il Paese. Il contrario di quel che oggi serve
all'Italia, che ha assoluto bisogno di coesione». Secondo lei perché: è il
frutto di una sindrome di autosufficienza del Cavaliere? «Autosufficienza? Mah,
io penso che qui siamo al delirio di onnipotenza. Perchè qualsiasi responsabile
della politica, in qualsiasi Paese occidentale, alla mano tesa dell'opposizione
risponde con il dialogo, non certo con gli insulti. E lo fa nell'interesse in
primo luogo dei cittadini, non solo di chi governa. Berlusconi ha ottenuto alle
elezioni una grande vittoria. Poteva essere incoronato re, e invece con i
comportamenti che ha assunto si ritrova con una parte dei cittadini che gli si
ribella contro. Con il risultato che anche quelli che potevano essere fenomeni
contenibili si trasformano in crepe sempre più ampie». Si riferisce alla
scuola, evidentemente. Ma lei condivide la protesta degli studenti contro la
legge Gelmini? «Sui contenuti del provvedimento io non sono contrario. Tuttavia
constato con amarezza che il problema vero non sono quelle norme bensì i tagli
decisi da Tremonti. Al di là del merito del provvedimento, dove ci sono cose
che condivido, il vero elemento caratterizzante è la riduzione di finanziamenti
decisa dal ministro dell'Economia. Noi abbiamo detto che faremo la nostra
opposizione in Parlamento, non in piazza. Il primo elemento da garantire deve
essere il rispetto dell'autonomia degli studenti. Per questo non mi piacciono i
politici che vanno in piazza con gli studenti: dà l'idea che si voglia
approfittare della protesta, che si voglia mettere un cappello di partito alle
loro richieste. E debbo dire che anche il "vaffa" dei ragazzi di Bologna
a Beppe Grillo è positivo. E' il segno che la società non è così disponibile a
farsi abbindolare dai telepredicatori». Torniamo a Berlusconi. Voi gli offrite
la mano tesa e lui vi insulta, lei dice. Forse è perché non si fida... «Noi
dell'Udc la politica della mano tesa non l'abbiamo proclamata solo a
chiacchiere: alle Camere ci siamo astenuti su moltissimi provvedimenti, legge
Gelmini compresa. Abbiamo sostenuto il governo nell'azione di risanamento di
Napoli dai rifiuti, e devo riconoscere che lo stesso Pd nella manifestazione
del Circo Massimo non mi pare abbia usato toni barricaderi. A tutto questo si
risponde - e faccio solo un esempio tra tanti - con l'abuso dei decreti. Scelta
che chiaramente determina una spaccatura sociale nel Paese. Per questo lancio
un appello: spero proprio che la Gelmini non faccia un decreto anche
sull'Università». Insisto: perchè secondo lei il presidente del Consiglio è
così sordo alle vostre offerte?«Berlusconi vuole fare tutto da solo. Ma è bene
che comprenda che nessuno può governare così; ci vuole umiltà, tutti hanno
bisogno degli altri. E non è che se uno chiede una mano o se dice grazie viene
vulnerato nella sua leadership: i leader veri, infatti, sanno lavorare con gli
altri, non si compiacciono di fare i solisti. Perchè poi il giorno in cui
cambia il clima, e già si vede che sta cambiando, qual è il risultato? Che
cresce la divaricazione nel Paese. Mentre quello che serve in un passaggio così
difficile è l'unità, pur nella distinzione dei ruoli di ciascuno». Ma quale
deve essere il ruolo di una opposizione non barricadera? «Uno innanzi tutto:
evitare di seguire Di Pietro. Perché è palese che il più grande alibi a questi
atteggiamenti autosufficienti e liquidatori di Berlusconi lo fornisce Di
Pietro». E il Pd? «E' chiaro che c'è un discrimine tra noi e loro, altrimenti
avremmo fatto le stesse scelte. Invece siamo in Parlamento per due percorsi
diversi. Debbo tuttavia riconoscere che un elemento che ci unisce è la difesa
delle prerogative del Parlamento. Io vedo che il presidente Fini continua a
lamentare l'assenteismo dei deputati. Credo che faccia benissimo a fare questa
battaglia, l'ho condotta a suo tempo io in prima persona e so quanto è
difficile, gli auguro di avere maggiore fortuna. Però l'elemento vero è che i deputati
sono assenteisti perché il Parlamento è un'assemblea di nominati che oltretutto
viene costantemente bypassata. Per cui io mi aspetto che il presidente di
Montecitorio, così come ha fatto con l'annuncio dello scrutinio segreto sulla
legge elettorale e gliene do atto, allo stesso modo difenda la Camera evitando
che se ne continui l'esproprio; ponendo un freno all'uso dei decreti e
all'esorbitante ricorso al voto di fiducia. Peraltro voglio rilevare che sta
emergendo una questione molto delicata anche dal punto di vista dei rapporti
istituzionali: non si può sottoporre al capo dello Stato un decreto con un
testo e poi stravolgerlo nel cammino parlamentare inserendo elementi che il
Quirinale non ha potuto valutare». Presidente, sui rapporti col Pd vorrei fosse
chiaro come lo è stato su Berlusconi. Per esempio: D'Alema ha detto che si
vince al centro. Lo considera un proposta di alleanza? «Prima di tutto voglio
sottolineare che mi rendo conto che il Pd è in momento delicato di costruzione
del partito per cui assolutamente non voglio intervenire in loro questioni
interne. Lo dico perchè prende corpo una aberrante politica dei sospetti per
cui se parlo di D'Alema o di Rutelli sembra che io voglia complottare con loro.
Io parlo con Veltroni che è il segretario, con lui ho motivi di assenso e di
dissenso come è giusto e naturale. Ciò detto non voglio essere elusivo: che si
vinca al centro, scusate, mi pare una grande ovvietà. E' chiaro che Berlusconi
ha prevalso perchè ha attratto gran parte dell'elettorato centrista e moderato
nonostante la defezione dei due milioni e passa di voti Udc. Aggiungo: bisogna
riconoscere che il Pd ha fatto e sta facendo uno sforzo di cambiamento reale
rispetto al passato». Ma è proprio per questo che molti nel Pd guardano all'Udc
come possibile alleato... «Loro guardano a me e io guardo a Berlusconi. Sa
perché? Perché voglio evitare che Berlusconi abbia il monopolio degli elettori
moderati. Perché se gli si concede questo formidabile atout, un'alternativa
vera e concreta di governo non si creerà mai. Ecco la ragione per cui noi in
Abruzzo con una decisione, me lo lasci dire, ancora una volta coraggiosa, siamo
andati da soli anche a costo di sacrificare un patrimonio politico. E' una
scelta che impedisce a Berlusconi di poter dire: lo vedete, questi vanno a
sinistra. Perchè sarebbe il più grande favore che potessimo fargli». E allora
andiamo al dunque: sulla crisi economica, di fronte agli spettri di recessione,
voi vi preparate ad appoggiare il governo sì o no? «Noi vogliamo che ci siano
provvedimenti veri a favore delle famiglie, molte delle quali stanno scivolando
sotto la soglia di povertà. Abbiamo proposto un bonus - non un prestito: le
famiglie sono già abbastanza indebitate - di cento euro mensili per il primo
figlio e di cinquanta per il secondo fino a 18 anni: è una misura che comporta
spese elevate ma sostenibili. E' una grossa cifra lo so, ma un provvedimento di
questo genere avrebbe un'immediata e positiva ricaduta sull'economia reale. Noi
dell'Udc ci auguriamo che sul fronte delle famiglie, delle imprese e anche del
Mezzogiorno si dia luogo ad una politica di incentivi fiscali e detassazioni.
Ho apprezzato l'abolizione dell'Ici ma proprio per questo mi sento autorizzato
a dire che è stata una operazione a favore dei redditi medio-alti: ora è il
momento di misure a favore dei ceti medio-bassi che non ce la fanno. Tremonti
ha sparso retorica a fiumi sulla Robin Hood tax, che doveva levare soldi alle
banche. Adesso i soldi nelle banche ce li dobbiamo mettere per salvarle: è la
conferma che tutti gli scienziati non esistono e che tutto questo acume non si
è visto».
( da "Corriere della
Sera" del
02-11-2008)
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della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-11-02 num: - pag: 26
categoria: REDAZIONALE A conti fatti di Massimo Mucchetti La terza via delle
fondazioni V enerdì 31 ottobre, alla giornata del risparmio, si è capito chi è
il punto di riferimento del sistema bancario italiano se davvero questo vuol
conservare una natura privatistica ma non rapace. Davanti al ministro
dell'Economia, che come i suoi colleghi europei offre l'aiuto dello Stato ma
diversamente da loro ancora non stanzia un euro a copertura, e davanti al
governatore della Banca d'Italia, che esorta le banche a rafforzare comunque i
patrimoni non escludendo il soccorso pubblico ma lasciandolo all'ultimo posto,
Giuseppe Guzzetti ha messo in campo le idee e la forza delle fondazioni
bancarie. Le idee sono cinque: 1) se necessario, tutte le fondazioni faranno
quanto han fatto le consorelle di Unicredit, e cioè parteciperanno, anche oltre
le quote di pertinenza, alla ricapitalizzazione delle banche; 2) lo faranno a sostegno
dei manager in carica perché questi hanno ben meritato nella concentrazione del
settore alla quale le fondazioni hanno contribuito senza aspettare che la legge
le obbligasse a scendere sotto il 50%; 3) le fondazioni non consentiranno che
le banche siano ridotte a reti di raccolta del risparmio italiano con i centri
decisionali trasferiti all'estero; 4) la corsa ai contributi pubblici (sgravi
fiscali, rottamazioni, aiuti alle banche) non va bene: meglio che lo Stato usi
le sue scarse risorse nel sociale, affinché non si allarghi il solco tra ricchi
e poveri; 5) le banche contribuiranno facendo bene il loro mestiere, restando
legate ai territori, consapevoli di essere un'infrastruttura del Paese che non
insegue il mito del Roe, inteso come ritorno a breve degli investimenti.
Mettendo i punti sulle i della storia, il presidente della Fondazione Cariplo e
dell'Acri disegna la sua terza via, giocando il nazionalismo tremontiano contro
il liberismo di Draghi e la propensione privatistica del governatore contro il
colbertismo del ministro. Per uno di quei paradossi di cui la storia è ricca,
proprio al leader delle fondazioni — le nuove Gepi, le nuove Iri, dicevano i
critici — tocca erigere un baluardo contro un intervento dello Stato nel
credito che porti a regolamenti di conti tra politici e banchieri e tra
banchieri e banchieri. Fin dove è possibile, precisa Guzzetti. Ma l'uomo non è
un profeta disarmato. La forza, dunque. Le principali fondazioni di Intesa
Sanpaolo, Unicredit, Monte dei Paschi, Carige hanno 15-20 miliardi non
immobilizzati nelle banche d'origine. Non tutta la somma può essere
riconvertita a sostegno delle banche, ma una buona parte sì. E poi le banche non sono l'Alitalia.
Guadagnano ancora miliardi. Se per un anno o due riducono i dividendi o li
distribuiscono come nuove azioni, ecco che la terza via diventa sostenibile.
Del resto, se i titoli bancari fossero convenienti per lo Stato che, si dice,
li potrebbe rivendere bene tra qualche anno, idem dicasi per le fondazioni.
La terza via, probabilmente, non sarà praticata fino in fondo. Ma la sua
esistenza limita le tentazioni dirigistiche e favorisce chi nel governo
propende per soluzioni non invasive che aumentano il core Tier 1 con strumenti
ibridi senza riportare le banche italiane, nessuna delle quali è a rischio di
default, sotto l'egida del governo. mmucchetti@corriere.it \\ Guzzetti gioca il
nazionalismo tremontiano contro il liberismo di Draghi
( da "Corriere della
Sera" del
02-11-2008)
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della Sera - ROMA - sezione: PRIMA P
( da "Corriere della
Sera" del
02-11-2008)
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della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-02 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE La crisi Tensione alta nello scalo romano: «è stato stravolto l'accordo di settembre, e i precari cancellati»
Alitalia, torna la grande paura Il sindacato degli assistenti di volo:
«1.500 esuberi,
( da "Corriere della
Sera" del
02-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-02 num: - pag: 13
categoria: REDAZIONALE Il congresso Requisitoria anti-Pd dell'ex ministro:
«Populismo che non porta da nessuna parte» Radicali, attacco a Veltroni Bonino:
«Un cumulo di errori» «Sbagliato non far durare Prodi, sui referendum manca
l'abc» L'affondo: caro Walter, da parte vostra c'è un grande sciupio, vi
arroccate Gentiloni: spero che la collaborazione continui DAL NOSTRO INVIATO
CHIANCIANO (Siena) — Alla fine Emma Bonino, vestita di verde, deve pur parlare
dell'assenza bruciante: a Veltroni, io lo so perché non sei venuto al nostro
congresso: in questa bella sala avresti dovuto ammettere i tuoi errori ». Tocca
ad Emma, lucida e tagliente, il compito di fare un discorso politico, dopo che
Pannella venerdì era aveva parlato per centosettanta minuti filati, soprattutto
di storia radicale, Il Mondo di Pannunzio, Ernesto Rossi, aborto, divorzio,
Rosa nel Pugno... «Walter — attacca Emma —. avresti dovuto dire: "Volevo
andare da solo alle elezioni, poi un po' meno solo, poi male accompagnato da Di
Pietro, poi non so più che fare". E ora ti trovi a rincorrere un populismo
che non porta da nessuna parte. Avresti dovuto dire: "Era meglio garantire
la tenuta dell'impopolare governo Prodi piuttosto che consegnarsi a ciò che
viviamo ora". Caro Walter, hai scambiato la tua fretta con l'urgenza del
Paese». E non è finita qui. C'è il referendum sulla scuola, che Veltroni ha
lanciato mercoledì: «Potevi, Walter, almeno studiare l'abc dei referendum. Le
materie finanziarie sono precluse, quindi su cosa lo facciamo: sul grembiule?».
C'è la commissione di Vigilanza Rai: «Ci siamo battuti per la convocazione a
oltranza e mi sento dire al segretario del nostro gruppo che i deputati Pd non
vengono perché tanto non c'è l'accordo con la maggioranza? ». Insomma, caro
Walter, «vedo da parte vostra un grande sciupìo, vi arroccate, come se aveste
paura di contaminarvi con noi». Emma fa gli auguri a Giulia Innocenzi,
candidata radicale alle primarie per il leader dei giovani del Pd, ma la
invita: «Vinci, Giulia, te lo auguro! E il giorno dopo sciogli la sezione
giovanile, basta con queste arcaiche strutture di partito!». E infine, un po'
si loda, un po' minaccia: «Walter, potrei dare un'intervista al giorno contro
di te, non l'ho fatto...». Certo, ce n'è anche per Berlusconi, le «bugie colossali» sull'Alitalia,
l'inutile detassazione degli straordinari, che nessuno farà più con la crisi
economica, l'Ici abolita anche per chi guadagna bene, come i parlamentari. Ma
l'obiettivo è puntato sul Pd, il partito che ha eletto nove radicali nelle sue
liste, che è con i radicali negli stessi gruppi parlamentari. Erano
stati invitati al congresso Veltroni e Franceschini, ma il Pd ha mandato Paolo
Fontanelli, responsabile degli enti locali. In serata, incassato l'intervento
della Bonino, è Paolo Gentiloni a fare una dichiarazione che sa di
aggiustamento: «Spero che continui la collaborazione positiva fra Pd e radicali
». E aggiunge: c'è un impegno comune per far approvare negli enti locali
l'Anagrafe degli eletti, una battaglia radicale per dare trasparenza
all'attività di tutti gli amministratori. I radicali avevano invitato i
capigruppo di tutti i partiti. Non è venuto nessuno. Lo splendido isolamento
continua. Andrea Garibaldi Vicepresidente del Senato Emma Bonino
( da "Corriere della
Sera" del
02-11-2008)
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della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-11-02 num: - pag: 13
categoria: REDAZIONALE Varese Il capo leghista a Sesto Calende: preoccupazioni
per Malpensa. E poi incontra anche una delegazione del Pd Infrastrutture,
Bossi: «Più pedaggi sulle strade» DAL NOSTRO INVIATO SESTO CALENDE (Varese) —
Umberto Bossi che propone più balzelli per il Nord. Possibile? «Sì, se servono
a finanziare le infrastrutture. In quel caso la gente pagherebbe». é un senatur
così anomalo, quello arrivato ieri pomeriggio a Sesto Calende per inaugurare la
nuova sede della Lega Nord, da lasciarsi avvicinare persino da una delegazione
locale del Partito democratico. I veltroniani di Sesto, facendosi largo tra i
fan del Carroccio che stringono loro la mano e li accolgono da amici, gli
consegnano una lettera in cui lo esortano a fare sul serio il federalismo
fiscale e a intervenire presto sulle infrastrutture per il nord. Questo per
dire come sono messi da queste parti e soprattutto come è messo anche il Pd.
«Lo abbiamo fatto da persone appassionate di politica — spiega Roberto Caielli,
ex sindaco di Sesto per il centrosinistra — e perchè crediamo che il confronto
politico non debba essere fatto solo di insulti. Certo comunque che qui la
questione legata a strade, aeroporti, ferrovie è pressante (vedi il futuro di
Malpensa, che tiene tutti in apprensione) e si lega a filo doppio con quella
delle risorse finanziarie. Domandano dalla folla che preme all'esterno della
sede leghista: ma ci sono i soldi per fare le infrastrutture? «Se non ci sono —
ribatte il ministro delle riforme — Tremonti non deve fare altro che dircelo,
noi sapremo trovare una soluzione. Basta mettere ad esempio dei caselli
d'ingresso: la gente pagherà i pedaggi volentieri, pur di vedere soddisfatti i
suoi bisogni». Il pensiero di Bossi va alla Pedemontana, l'autostrada destinata
a tagliare in due la regione, sempre in procinto di essere cominciata ma
perennemente paralizzata da fondi insufficienti: «Se ci fosse quella — aggiunge
il leader leghista — Malpensa sarebbe collegata meglio e raccoglierebbe più
passeggeri. E in ogni caso occorrerà mettere ordine agli aeroporti del Nord:
oggi ce ne sono troppi». Proprio l'aeroporto e il suo
legame con la nuova Alitalia avevano nei giorni scorsi sollevato i mugugni di tutte le
istituzioni lombarde, preoccupate dal fatto che i soci della Cai (la cordata
che ne erediterà l'attività) non sembrano molto propensi a spostare traffico al
Nord e pongono una serie di condizioni per garantire investimenti. «Noi
auspichiamo un accordo con i tedeschi di Lufthansa — è il "paletto"
messo da Bossi alla trattativa — piuttosto che con Air France perchè questi
ultimi sono concorrenziali rispetto a noi per i flussi turistici. Credo
comunque che Cai non possa fare a meno di Malpensa; qui, peraltro, più aerei
arrivano meglio è per il futuro dello scalo». La presenza di Bossi a Sesto
Calende è stata piuttosto rapida: il tempo di un breve discorso in cui giura
che il federalismo arriverà «altrimenti milioni di persone si ribelleranno» e
poi via con il taglio della torta e le foto di rito. Anche questa è politica.
Claudio Del Frate Nuova sede Bossi al taglio del nastro verde
( da "Giornale.it, Il" del 02-11-2008)
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Alitalia
n. 263
del 2008-11-02 pagina 5 Così la Nuova Alitalia volerà
"senza piloti" di Nicola Porro Una volta ottenuto il via libera dei
sindacati confederali, Colaninno potrà ricorrere ad assunzioni dirette per il
personale di cui ha bisogno. Chi stracciasse la nuova proposta si troverebbe
subito senza lavoro. "E se gli altri firmano io che faccio?" Ad un
certo punto la trattativa per salvare il trasporto aereo in Italia, 18mila
posti di lavoro, le professionalità e bla bla bla si è arenata su un punto
fondamentale: «E i posti auto?». E sì, parcheggiare all?aeroporto non è facile.
E il personale di volo, non più dotato della navetta che li recuperava a casa,
dove diavolo posteggiava la propria auto? Un bel problema davvero. L?Alitalia continua a perdere due milioni di euro al giorno di
quattrini dei cittadini (che se hanno un macchina se la ficcano in tasca) e
piloti e hostess subordinano la trattativa al posto auto (e ovviamente al suo
costo). Certo è stato solo uno degli aspetti del lungo tira e molla tra
sindacati e la Cai di Colaninno, ma dà l?idea del genere di obiezioni con cui i
sindacati autonomi hanno portato avanti le proprie posizioni. Altro che
interessi generali, altro che maternità, il problema è il posto auto. Questa
incapacità di capire a che punto fosse arrivata la situazione, ha portato le
cinque sigle sindacali autonome a non firmare. Una strategia di pazzi, anche
dal punto di vista sindacale. Ora i loro rappresentati sono nell?angolo.
Talmente nell?angolo che saranno costretti a firmare dopo le assemblee di
lunedì i contratti già stipulati dalle sigle confederali. Altrimenti la strada
è tracciata. Vediamo subito alcuni numeri che riguardano i piloti (discorso analogo
vale per il restante personale di volo). La Nuova Alitalia,
secondo il piano Fenice, avrà bisogno di 1550 piloti. 300 comandanti arrivano
già da AirOne: dunque per Cai è necessario pescare 1250 piloti tra i 2100
attualmente in forza all?Alitalia. Ovviamente il
discorso è più complicato: non tutti i piloti sono abilitati a guidare le
macchine di cui si doterà la Cai. Ma insomma il filo del ragionamento può
seguire, considerando inoltre il fatto che Anpac e Up (i due sindacati dei
piloti) non rappresentano l?universo mondo dei dipendenti Alitalia.
E dunque un bel gruzzoletto di piloti ha di fatto già sottoscritto il nuovo
contratto di lavoro. Il punto è proprio questo. Se nei prossimi giorni gli
autonomi non dovessero firmare il contratto, i propri iscritti si vedrebbero
recapitata una richiesta molto semplice dalla Nuova Alitalia:
«Questo è il nuovo contratto collettivo, firmato dalle organizzazioni sindacali
confederali (Cgil, Cisl, Uil e Ugl). Vuole individualmente sottoscriverlo?».
Chi stracciasse questo contratto, si troverebbe automaticamente senza lavoro:
in mobilità o cassa integrazione. Per di più senza il paracadute sociale dei
sette anni garantito dal governo per chi aderisce in toto all?accordo sindacale
Alitalia. Se i rappresentanti sindacali possono
portare avanti il bluff fino a perdere la camicia, ciò non vale evidentemente
per un normale lavoratore. Il nuovo contratto dei piloti prevede una riduzione
dello stipendio del 6-7 per cento e la possibilità di recuperare questa quota
lavorando di più. Certo si perdono molti privilegi sindacali, ma questa è roba
che riguarda i capetti della rivolta e non già i piloti che fanno semplicemente
il proprio lavoro. Difficile pensare che i nuovi proprietari di Alitalia abbiano a questo punto difficoltà a reclutare 1250
piloti. E comunque sia la situazione, così come si è venuta a creare, crea un
bel dilemma. La categoria infatti non è in grado di chiedere compattezza. Per
il semplice motivo che non rappresenta tutti i piloti di Alitalia.
E per il fatto che al suo interno c?è qualcuno che del dannato stipendio avrà
pure bisogno. è una situazione davvero spiacevole per i dipendenti Alitalia. è incredibile pensare come i rappresentanti dei
lavoratori abbiano giocato male questa partita. Come abbiano avuto la presunzione
fino all?ultimo di essere determinanti. E come questa incapacità di leggere la
realtà li abbia inchiodati in un angolo: non da soli, ma con tutti i propri
rappresentati. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
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( da "Giornale.it, Il" del 02-11-2008)
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n. 263
del 2008-11-02 pagina 0 Benvenuti nel club delle aquile tra auto blu e alberghi
di lusso di Stefano Filippi Per i dipendenti della compagnia di bandiera i
giorni lavorativi durano solo 6 ore, quelli di riposo ben 33. Per evitare gli
stress, un comandante vola appena 580 ore l?anno. Il 20% in meno dei colleghi
francesi e tedeschi Signori passeggeri, è il comandante che vi dà il benvenuto
nel mondo dei piloti Alitalia: un mondo
a parte dove – in base al regolamento interno – tutti i mesi hanno 28 giorni, i
giorni lavorativi durano sei ore e quelli di riposo 33. Siamo una categoria che
non può permettersi di essere sfiorata dallo stress per non mettere a rischio
la vita di chi è a bordo, motivo per il quale siamo riusciti a strappare
condizioni di lavoro da nababbi. Un pilota appena assunto guadagna
68mila euro ma l?anzianità gli consentirà di arrivare a 121mila, mentre un
comandante va da 88mila a 174mila: una media complessiva di 120mila euro nel
2006, secondo l?Aea («Association of European Airlines»), più o meno come i
colleghi di British Airways, ma meno di Iberia (147mila), Lufthansa (153mila),
Air France(160mila euro). Ma noi lavoriamo meno: 580 ore per ciascun pilota Alitalia nel 2005. Peggio di noi soltanto i colleghi di
Swiss, erede di Swissair, con 571 ore che però nel 2006 sono salite a 640
contro le 628 (641 nel 2006) di Air France, 644 (650) di Iberia, 674 (650) di
Lufthansa. I piloti tedeschi, insomma, lavorano 100 ore più di noi, quasi il 20
per cento. Ma non bisogna fermarsi ai soldi per capire come funziona il nostro
mondo di pascià dei cieli. Glistandard internazionali di sicurezza pongono un
limite di 13 ore all?impiego giornaliero: significa che si può volare per 11ore
complessive, diseguito o in due tratte. Noi di Alitalia
invece abbiamo un limite di 8 ore, cioè non possiamo superare le 6 ore
consecutive alla cloche. Significa, per esempio, che su un Roma-NewYork in
cabina dobbiamo essere in tre, mentre nelle altre compagnie ne bastano due. E
su tratte più brevi viaggiamo in coppia, quando nel resto del mondo basta un
pilota solo. I più fortunati sono quelli del settore cargo, che Air France
avrebbe chiuso per evitare una perdita di 71 milioni di euro annui: i 180
piloti in organico devono far volare cinque Md11. Sulle nostre buste paga
influiscono poi una serie di «benefit» unici al mondo. C?è l?indennità di volo
garantita a tutti, compreso chi sta a terra, e anche quella di non volo. Fino
al 2005 compariva una voce soprannominata «indennità Bin Laden» per chi volava
sul Medio Oriente. Oppure l?«indennità lettino» spettante ai 350 piloti dei
quattro Boeing 767 posseduti da Alitalia, apparecchi
privi di cuccetta per la pausa di riposo: disagio compensato con una somma che
poteva arrivare a 1.800 euro mensili versata anche a ch iviaggiava su velivoli
che la brandina ce l?avevano. Queste e altre voci sono state sostituite da
un?unica indennità di volo giornaliera: 177 euro per un comandante di voli a
lungo raggio,
( da "Giornale.it, Il" del 02-11-2008)
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n. 263
del 2008-11-02 pagina 4 "E se gli altri firmano, io che faccio?" di
Gian Maria De Francesco Viaggio a Fiumicino per cogliere gli umori dei
comandanti. La categoria teme lo spettro della disoccupazione. Una volta
chiamati sarebbe difficile rifiutare la nuova offerta di lavoro nostro inviato
a Fiumicino è un Ognissanti diverso quest?anno a Fiumicino. Il giorno dopo la
presentazione dell'offerta Cai per Alitalia e la firma
dei contratti e dei criteri di assunzione da parte dei sindacati confederali,
il personale di Alitalia vive con disagio il
materializzarsi di una prospettiva finora sgradita. Le organizzazioni autonome
(Anpac, Unione Piloti, Avia, Anpav e Sdl) si sono confinate sull?Aventino del
rifiuto trascinando con sé piloti e assistenti di volo e hanno costituito un
«Comitato di sciopero e di lotta». Gli iscritti ai sindacati autonomi, però,
cominciano a porsi degli interrogativi sul proprio futuro. In particolare, i
«comandanti», categoria necessaria all'azienda, ma in maggioranza appartenente
alle associazioni che rigettano la proposta di Colaninno & C. Quelle che
fino a poco tempo fa sembravano granitiche certezze, adesso sembrano
evidenziare qualche crepa. Soprattutto se, come probabile, Cai dovesse
contattarli individualmente proponendo loro l'assunzione. C'è quasi una
consegna del silenzio: i giornalisti si rivolgano al sindacato. La voglia di
parlare è poca, ma se si pone ai piloti una domanda secca, qualche ammissione,
anche a mezza bocca, si riesce a ottenerla. «Se Cai le sottoponesse il contratto,
lei firmerebbe?», chiediamo. «Ci sono colleghi che hanno figli e il mutuo da
pagare. Se quelli firmano, io poi che cosa faccio? è questa la nostra
preoccupazione», risponde un comandante senza nascondere i propri timori. E la
moral suasion dei colleghi di Cgil, Cisl, Uil e Ugl potrebbe alla fine
rivelarsi determinante. Così fra un «Chiedete al sindacato» e un «Non voglio
rispondere», ecco comparire un «non allineato». «Sono un rappresentante dei
confederali - dice - ma se fossi iscritto ad Anpac o Unione Piloti firmerei
perché il discorso sulla dignità professionale dei piloti si può anche fare
dopo». Nel primo pomeriggio l'esterno del Centro equipaggi Alitalia
sembra un campo di battaglia abbandonato. Sono rimaste le bandiere di Sdl
legate ai pilastri, mentre sul muro dell?entrata sono attaccati volantini e
ritagli di giornale e un paio di cartelloni realizzati con carta da pacchi.
«Non mettiamoci gli uni contro gli altri», «Bonanni, 100 giorni da pecora sull?Alitalia», «Silvio, sei più bugiardo della Franzoni», si
legge. L'attacco più duro è riservato alla collega Celletti che scrisse una
lettera per convincere i piloti a firmare («Un ringraziamento alla comandante
Celletti che ci ha fatto la predica»). A qualche decina di metri di distanza,
al Terminal B, è in corso un?assemblea spontanea del personale di terra e degli
assistenti di volo (domani invece ci sarà quella ufficiale). Un volantino di
Mobasta ritrae il mago Silvan che tiene in mano un aereo e i toni non sono
amichevoli («Cordate di banditi all'assalto della diligenza Alitalia»).
Ma per i piloti la musica è diversa. «Ci sto pensando, questa ipotesi si sta
materializzando e devo riflettere», risponde un comandante che sta prendendo
servizio. Se lo chiamassero, forse non risponderebbe «no». Come invece altri
colleghi sono pronti a fare. «Cai come oggetto sociale si occupa di
passamaneria. Io non mi occupo di passamaneria. Tragga quindi lei le
conclusioni», risponde un altro ricordando le origini della società veicolo
utilizzata per l?offerta. La contrarietà non è tutta orientata dai sindacati
autonomi. La rivendicazione delle prerogative del proprio ruolo può anche non
avere bandiere. «Non credo proprio che firmerei. Non sono iscritto al
sindacato. Non mi sento tutelato e, visto che ci sono opportunità di lavoro
fuori, preferisco andare via dall'Italia», racconta un altro. C'è anche chi ha
ancora voglia di scherzare: «Dipende dalla secante e dalla tangente e da che
mediana si trova». Una convergenza parallela tra azienda e sindacato, quindi?
«Esatto!». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 02-11-2008)
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Ma che
palle sto Obama. Ma è mai possibile questo impazzimento per il candidato
democratico? E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma
impopolare e questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più
impopolare nelle piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori,
cari commensali. Perchè il centrodestra deve sempre aver paura. Deve sempre
cadere nella fichizia progressista? Perchè non è mai in grado, come direbbe il
popolare Moretti, di dire qualcosa di liberale? Si ha l'impressione che il
meccanismo sociale che si è scatenato a favore di Obama è identico (anche se di
segno opposto) a quello che ostracizza il Cavaliere. In nessun salotto chic
sentirete qualcuno a favore del Cav e in nessun salotto chic sentirete qualcuno
contro Obama. é la stessa identica forma mentis. Non si discutono i contenuti
(andate a raccontare a un sin sin il fatto che Obama sia più duro di Bush
sull'Iran), ma si danno i voti su quell'insopportabile ebbrezza che nasce dal
dire la cosa giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i
giusti. E cioè: sto con Obama. E io no. ps oggi provo a scrivere qualcosa di
sensato e meno istintivo sul Giornale. Domani, lunedì, vedremo come è venuto
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amico 26Oct 08 Quando la stampa è democratica Scoop, e strascoop. Ecco i fatti.
Due settimane fa il premier convoca nel palazzo presidenziale tutti i più importanti
editori del paese, nessuno escluso. E chiede loro l'appoggio per le misure
appena varate dal governo per contrastare la crisi finanziaria e per ottenere
dalla stampa nazionale un'iniezione di fiducia e di ottimismo. Non vengono
chiamati i direttori, ma addirittura coloro che gli pagano lo stipendio. Urca,
roba forte. Ma Berlusconi è forse impazzito? Il solito regime, anche la libertà
di stampa va a farsi benedire. In che paese viviamo! Roba da matti e da
operetta. Andiamo tutti in piazza, manifestiamo davanti a Palazzo chigi. E poi
come mai non abbiamo avuto nessuna nota sullo scandaloso comportamento sulla
stampa. Opsss. Non è stato Berlusconi e manco Letta. Ma il nostro democratico
vicino, bambi Zapatero. Il 13 ottobre scorso ha convocato Ignacio Polanco
(gruppo Prisa, proprietario del Pais e non solo), Antonio Fernandez Galiano
(Unedisa della Rizzoli che pubblica tra l'altro El Mundo), Diego de Alcazar
(Vocento che pubblica Abc) e anche Maunel Lara (Razon). El Confindencial ci
racconta in un bel articolo della riunione: Zapatero ha chiesto agli editori
oltre a tutto ciò che abbiamo già detto, di limitare al massimo le critiche,
visto il momento difficile. Non ci si può fidare più neanche dei sani
democratici. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) » (4 votes, average: 4.75 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 24Oct 08 Anno Zero Due considerazioni sul
"mostro". Sono stato invitato tre volte ad Anno Zero, da Michele Santoro.
E per tre volte ci sono andato. Troppo poco per essere definito un amico di
Santoro, troppo per non conoscere i meccanismi del programma. Santoro
costruisce con abilità il programma su una tesi. Un po' come faceva l'adorato
(da me) Giuliano Ferrrara ad 8emezzo (che oggi è diventato una schifezza, si
intende il programma). Tra i due le distanze sono abissali, e non sto a
ripetere chi mi è più congeniale. Però le critiche che gli sono state mosse
ieri sera, sul fatto di non aver fatto parlare uno studente di destra, sono
demenziali. Scusatemi: ma vogliamo forse un tribunale del popolo sulle ospitate
tv? ma che cavolo di polemica è mai questa? Santoro non è fazioso è
faziosissimo. e dunque, ovviamente, è più che criticabile per la gestione della
trasmissione. Ma cerchiamo di essere seri. Ho ricevuto alcune proteste,
affettuose, sulla mia partecipazione al programma. Non altrettante rimostranze
mi sono arrivate per le mie comparsate ad Omnibus e a Raitre in contesti
altrettanto poco lib. C'è evidentemente una ragione di numeri, visto che
Santoro riesce a fare ascolti in modo ineguagliabile. Ma resta un tema di
fondo: un giornalista lib-lib non deve partecipare a trasmissioni di sin-sin? e
perchè? Ci sarebbe una sola buona ragione (e non è ovviamente detto che non capiti):
non riuscire minimamente a dire la propria idea. Finora, nelle puntate di Anno
Zero a cui ho partecipato, non è avvenuto. Ieri il leghista Cota ha parlato
quanto Veltroni, se non di più. In un contesto decisamente ostile, ma per
tutti. E ce lo siamo reciprocamente detti alla fine del programma. Il contesto
è quello che è, è santoriano. ps: cari commensali, pensate alla
"mitica" Gabanelli. A mio avviso il suo report è cento volte peggio
di Anno Zero. la Gabba lavora a tesi, ma a differenza di Santoro, se le prepara
e se le cucina da sola, senza neanche il più debole contradditorio. Altro che
studende ablante di destra. Scritto in Varie Commenti ( 33 ) » (5 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 12Oct 08 La crisi della
Robin Qualcuno si ricorda che in Italia, grazie all'intuizione molto pop di
Julius, è stata introdotta una nuova imposta? Si chiama Robin tax. E l'idea
geniale era quella di colpire quegli sfruttatori dei banchieri e dei petrolieri
(con appendice di chi invece il petrolio lo brucia, come le compagnie
elettriche). Ebbene ora ci troviamo nella paradossale situazione per la quale
gli stati nazionali con una mano tassano le banche (in particolare gli
interessi che riconoscono ai correntisti sono in parte indeducibili) e con
l'altra restituiscono soldi alle banche più o meno nazionalizzandole. Nel
frattempo il petrolio è sceso sotto 80 dollari e gli extraprofitti (intuizione
socialista) evaporano. Mi chiedo se Julius, come dice, aveva previsto tutto,
non poteva prevedere anche questo elementare paradosso? Scritto in Berlusconi
IV Commenti ( 46 ) » (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di
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amico 06Oct 08 Chi ci salva dai salvatori? L'america ha adottato misure per
contrastare la crisi da 850 miliardi di dollari. L'Europa si è vista a quattro
e ha detto che nessuna banca europea verrà lasciata fallire. Tutti, me compreso,
hanno sostenuto che in una fase eccezionale come l'attuale si possono adottare
provvedimenti eccezionali, con il ritorno dell'intervento statale. Poi sulle
tecnicalità si può discutere per anni, ma il principio è che lo Stato debba
fare qualcosa. Ma se sbagliassimo? é questo il punto. Guardiamo alla
"deficiente regola" volta ad azzerare le vendite allo scoperto, che
più o meno tutte le Borse del mondo stanno adottando. Chi pensava che solo
attraverso questo strumento di limitassero i ribassi delle azioni, si è
sbagliato di grosso. Si introduce una fortissima distorsione al mercato e non
si porta a casa neanche un risultato. ragionamento simile si può. forse
provocatoriamente, fare per gli attuali interventi statali nell'economia. Non
stanno risolvedno il problema borsistica e a ruota neanche quello di
operatività delle banche. Come se non fossero stati fatti. In compenso ci
troviamo le manone ingombranti della politica sui nostri affari. Speriamo di
non dovercene pentire. Gli americani sanno liquidare l'intervento dello Stato
in pochi anni. Noi Europei quando ci sediamo alla tavola del mercato, ci
restiamo anche dopo il dessert. Scritto in finanza Commenti ( 57 ) » (9 votes,
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Sep 08 I
conti su Alitalia Fate voi la somma. +Lo stato esce definitivamente dal trasporto
aereo (Marrazzo permettendo) -Balla un miliardino di debiti che pagheranno i
contribuenti +AirFrance chidedeva che i diritti di volo in Italia fossero solo
suoi, ciò non è previsto dal nuovo progetto -Unire due debolezze (Ali e Air)
amplifica una posizione dominante, ma non garantisce un buon servizio +I
sindacati hanno le spalle al muro: o così o si muore -Sono inviatati al tavolo
(passera dixit) per concordare il piano industriale +AirFrance in fondo, ma
mica tanto, è una società pubblica (18% di Sarko') -Airfrance sa far fruttare
una compagnia aerea e viaggia in tutto il mondo +Colaninno&co ci mettono il
grano e si assumono un bel rischio (in Italia praticamente nessuno ha fatto
quattrini con i voli di linea) -Aifrance avrebbe pagato qualcosa alle minoranze
e allo Stato, mentre i nostri eroi oggi si assumono un rischio ma a prezzi ben
più da saldo +E' stata Aifrance a rompere le trattative: aveva posto tre
condizioni tra cui l'assenso dei sindacati al piano di vendita. Che ovviamente
non c'è stato -E' stato l'adorato Cav, in campagna elettorale, a dare
indirettamente man forte ai sindacati dicendo che la compagnia deve restare in
mani italiane +Lufthansa e Airfrance e tutte le compagnie americane non possono
essere acquistate da stranieri e dominano sui rispettivi mercati nazionali -Non
è detto che il concetto di italinità o francesità corrisponda, alla fine,
all'interesse molto concreto, dei cittadini-utenti La somma dei più e dei meno.
cari commensali, che risultato dà? Scritto in Varie Commenti ( 141 ) » (11
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Aug 08 Alè Magno
L'idea di Alè Magno di istituire una commissione, darla in mano a Giuliano
Amato (quello che rinfaccia Craxi e forse anche lo scippo sui conti corrente) e
discutere dei problemi de Roma, mi sembra una scemata pazzesca. Ogni stagione
ha le commissioni di che si merita. Oggi con la moda dell'anticasta, si deve
dunque dare una nobiltà ad una commissione che comunque non servirà a nulla.
Voglio dire che senso ha per un amministratore cittadino inventarsi grandi temi
di discussione. C'è bisogno di una Commissione per decidere ad esempio che l'acea
debba essere privatizzata? assolutamente no. e di fatti, Alè magno non vuole
venderla. C'è bisogno di una commissione per decidere di ampliare ed
eventualmente liberalizzare le licenze dei tassisti romani? assolutamnete no. E
di fatti Alè Magno è l'idoletto della corporazione dei tassisti. C'è bisogno di
una commissione per spiegare ad un sindaco che se due suoi ospiti olandesi
vengono stuprati e presi a mazzate tra i denti, è il caso almeno nel giorno del
fattaccio di tenere la bocca chiusa o almeno aprirla per chiedere scusa a nome
di una città anch'essa ferita? Scritto in Varie Commenti ( 40 ) » (7 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Aug 08 Julius ha
visto la luce Il nostro Julius (Tremonti, per chi non lo sapesse) ha visto la
luce. Già si capiva per la verità leggendo con attenzione un interessante fondo
del convertito (alle ragioni ministeriali) Giannino, di un paio di giorni fa.
Un liberale doc, a patto che non si discuta dell'operato di Julius. Ma
ritorniamo alla luce. Su Libero leggevamo: "il Papa su questo la pensa
come Giulio Tremonti, non come gli alfieri del mercato che sul Corriere della
sera e Sole 24 ore da mesi ribattono che quelli contro i derivati sul petrolio
e sul grano sono attacchi di irriducibili passatisti, di vecchi arnesi
nostalgici del protezionismo. Ora si è capito ancor meglio, che i giudizi del
Papa non sono poi coincidenze casuali, con Tremonti" . E poi oggi finalmente
sul Corrierone una domanda (anzi una non domanda) infilata lì per caso: "A
luglio il papa ha condannato la speculazione." E Julius, poco prima:
"Come sempre, nei grandi passaggi della Storia, la visione della Chiesa è
fondamentale per la comprensione dell'esistente". La lieta novella della
parabola di Julius: "L'azione dei governi ha fermato la
speculazione". Sintetizziamo il filo logico del ragionamento: la
speculazione è la peste del secolo-tremonti ha convinto di ciò il papa- la
Chiesa ha sempre una grande visione e la condivide con Julius-i governi,
incalzati da Julius hanno bloccato il contagio malefico. Hip hip hurra. Per
fortuna che abbiamo il nostro adorato Cav. Scritto in Berlusconi IV Commenti (
84 ) » (7 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro ©
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Obama e l'Italia Folla a Berlino. E poi a Parigi. E of course Londra. Niente
visita in Italia. Il mitico Obama ci riporta con i piedi per terra. Non contiamo
nulla, neanche una visitina, un saluto. Certo facendo jogging ieri a Berlino e
intercettato da un'abile giornalista di Sky24, ha detto: primo o poi in Italia
verrò. Deo gratias. Scritto in Varie Commenti ( 62 ) » (3 votes, average: 3.67
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Commenti Invia questo post a un amico 15Jul 08 Il casco per i baresi e i mutui
per gli americani Fannie e Freddie, nonostante i simpatici nomi, stanno
affossando i mercati di tutto il mondo. Non sono banche e non sono neanche
società per azioni tradizionali. Sono state create per agevolare il mercato
immobiliare americano. In sintesi prestano i soldi alle banche che prestano i
soldi ai clienti per accendere un mutuo. In questo modo le banche americane
avevano sempre risorse fresche per alimentare il mercato dei prestiti
immobiliare. Una volta comprati i mutui di terzi le due nostre li impacchettano
in obligazioni che cedono sul mercato. Per questa loro caratteristica sociale
(agevolare la proprietà edilizia) sono Gse (Governament sponsor enterprise) e
dunque, pur quotate sul mercato, in ultima analisi sono agenzie governative
(come d'altronde erano in origine). Questa garanzia statale ha permesso loro di
raccogliere danaro a tassi molto vantaggiosi e dunque alimentare la bolla
speculativa. Inoltre (toccherebbe ricordarlo a qualcuno) per statuto non
finanziano mutui subprime.. E proprio per questo il mercato dei mutui subprime
(quelli che hanno scatenato l'attuale crisi) è esploso: le banche tradizionali
non riuscivano a fare concorrenza, visti i tassi superbassi, a Fannie e Freddie
e dunque hanno cercato (colpevolmente) di andare su un mercato a queste
precluso: quello dei debitori subprime, insomma non buoni. Qualche conclusione:
1. Freddie e Fannie, figlie di una concezione roosveltiana, non sono mai state
sul mercato. 2. Sono diventate negli anni 70 un ibrido a noi molto ben
conosciuto: privatizzano gli utili e socializzano le perdite 3. Il salvataggio
di oggi è stato scritto ieri quando furono concepite 4. il fatto che
prestassero troppo era noto da tempo (lo disse greenspan in un'audizione
davanti al senato) 5. il loro fallimento non è un fallimento del mercato, ma
del regolatore. che ha pensato di cavarsela quotandole sul mercato. E che ha alimentato
per questa via la bolla immobiliare. 6. salvarle oggi è ragionevole, così come
è ragionevole, secondo il sindaco di bari, regalare, a spese dei contribuenti,
un casco ai motociclisti pizzicati senza. Scritto in pol economica Commenti (
25 ) » (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro ©
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precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al
Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su
ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (9) burocrazia (1) citazioni (2)
finanza (11) pol economica (21) Varie (39) Ultime discussioni tommasoliguori21:
Condivido il giudizio sulla la Gabanelli. Ho visto il suo servizio sulla crisi
finanziaria e mi è... dellelmodiscipio: Poiche' considero Zapatero un
governante demagogico e negativo per gli spagnoli, mi fa... federico fanucchi:
Premesso che Zapatero è sicuramente il più intelligente statista degli ultimi
20 anni in Europa,... paolo: non ho seguito la cosa,ma immagino se lo avesse
fatto questo governo apriti cielo da parte dei campioni di... Ernesto Salvi: Io
spero sempre che quella vergogna volante che e' l'Alitalia
muoia al piu'presto. Stasera le... I più inviati I "cagasotto" - 4
Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di
ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara - 1 Emails Il casco
per i baresi e i mutui per gli americani - 1 Emails I conti su Alitalia - 1 Emails Quando la stampa è democratica - 1
Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La
città dei liberi Libertysoldier rass.stamp 11min In prova Ecodiario November
( da "Unita, L'" del 03-11-2008)
Argomenti:
Alitalia
I
tagli agli atenei «finanziano» le promesse elettorali La manovra triennale
riduce tutte le missioni di spesa. Rispetto al 2008 il fondo per il diritto
allo studio - cioè per i prestiti d'onore e le borse di studio - perde il 60%
della sua dotazione iniziale. Giulio Tremonti ha imposto all'Università e alla
scuola una dieta molto rigida. Buona parte delle «calorie» ridotte
agli atenei sono servite ad alimentare il decreto Ici e quello Alitalia. In buona sostanza: nulla di sociale. Molto di propagandistico.
D'altronde, erano promesse elettorali. E il ministro di punta, quello che
aziona le leve della finanza, ha eseguito perfettamente. Più tardi ci si è
messa anche la crisi internazionale. Persino il decreto salva-banche
ipotizza ulteriori tagli a Università e ricerca in caso di fallimento degli
istituti. È solo una delle tante ipotesi (l'elenco dei tagli - solo ipotetici
per ora - è lungo), ma Tremonti non si è lasciato scappare le voci «Università
e ricerca». Dalle elaborazioni dei numeri di bilancio condotte dal servizio
studi della Camera e dal Sole 24 Ore emergono cifre molto pesanti. I tagli più
consistenti li subisce il Fondo per il finanziamento ordinario delle
università, per il funzionamento degli atenei, le spese di professori,
ricercatori e personale non docente e per l'ordinaria manutenzione delle
strutture universitarie e della ricerca scientifica. La sforbiciata parte da un
taglio di 702 milioni di euro nel 2010 e arriva a
( da "Unita, L'" del 03-11-2008)
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Piloti:
mai con Cai A Fiumicino sarà il giorno dei ribelli Si preannuncia un'assemblea
di fuoco. Intanto i Confederali smentiscono discriminazioni sulle riassunzioni
denunciate dagli autonomi. «L'accordo è chiaro - spiegano - Le mamme single
avranno la precedenza». I piloti tengono duro: mai con Cai. Il giorno prima
dell'assemblea fissata per oggi alle
( da "Unita, L'" del 03-11-2008)
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Gli
editori: chiusure? No, ma crollo di affari Dopo l'allarme lanciato dall'Unità
le case editrici in fermento Alcune lamentano l'allarmismo, altre troppi mesi
di silenzio sul tema Tutte però criticano l'atteggiamento del governo su scuola
e libri PLURALISMO? VEDI IL CATALOGO Ho letto l'articolo di Roberto Carnero
"Professor Berlusconi", dove viene citata la casa editrice
"Pearson" che rappresento e vorrei precisare quanto segue. Il nome
della casa editrice, Pearson Paravia Bruno Mondadori, richiama tre importanti
esperienze editoriali maturate nel settore scolastico e educativo, i duecento
anni di Paravia, i sessanta di Bruno Mondadori, la tradizione internazionale di
Pearson. Queste esperienze sono confluite in un'unica realtà editoriale,
fondendo nel 2000 le storie di Paravia e di Bruno Mondadori e nel 2007 anche
quella di Pearson Education Italia. La nostra attività si rivolge alla scuola,
dalla Primaria all'Università: l'editoria scolastica e per la formazione è
dunque il centro della nostra attività. Peraltro non ritengo che l'appartenenza
all'editoria scolastica "pura" conferisca patenti di pluralismo e di
garanzia di corretta gestione, come viene indicato nell'articolo. Sono
piuttosto i cataloghi di un editore a parlare del suo profilo culturale, della
capacità di interpretare il pluralismo come valore. Non ritengo che si faccia
un buon servizio alla scuola con il blocco delle scelte dei libri per sei anni
né che si dia un vantaggio economico alle famiglie con lo scarico da internet
dei libri: si inaridisce la ricchezza di proposte, si aumenta la spesa per la
stampa domestica di parti di libro. Ma non è un "Decreto Gelmini" che
ci farà cambiare impostazione, non c'è nessun Governo che possa controllare il
nostro operato, come si allude nell'articolo. (Roberto Gulli, ad Pearson
Paravia Bruno Mondadori) NIENTE PARALISI, SPERIAMO Mi sembra che Carnero,
disegni un futuro di paralisi totale nell'editoria scolastica che, per fortuna,
non trova riscontro nel testo dell'art. 5 del decreto (ora legge) Gelmini, se interpretato
in maniera corretta. È vero che vi sarà un rallentamento del nostro settore,
non una paralisi. È vero che saranno in primo luogo danneggiate la libertà e la
qualità dell'insegnamento. È vero che vi sarà contrazione dell'occupazione
nelle case editrici, nelle agenzie di promozione nelle librerie, nelle
tipografie. Occupazione della filiera e probabili esuberi hanno dimensioni non
dissimili dall'Alitalia. Ma parlare di sicuro fallimento mi sembra eccessivo; la
salvezza dei soli editori "misti" mi sembra conseguenza non diretta e
non necessaria del decreto. Per concludere non vorrei dare l'impressione di
sottrarmi a un giudizio politico della vicenda: i tagli alla scuola e il blocco
dei libri di testo mi sembrano due aspetti di una stessa idea (sbagliata)
del mondo: l'istruzione come inutile costo e non come premessa di sviluppo e di
civiltà. (Federico Enriques, ad Zanichelli Editore). L'UNICA A PARLARNE L'Unità
è l'unico giornale che ha scritto sull'assurdità del blocco delle adozioni e
dei libri digitali. Grazie, perché stava passando l'idea di sparire quasi
contenti di fare il bene della nazione. Voi avete toccato tutti i punti nefandi
di queste Leggi dello Stato e gli effetti collaterali risultanti. (Mario Musso
Cappelli editore - Nicola Milano editore) MOMENTO DELICATISSIMO Abbiamo
gridato, urlato, chiesto aiuto a mezzo stampa e nei rapporti con le Istituzioni
e i singoli parlamentari per far presente la difficoltà per il settore nel caso
dell'approvazione del decreto Tremonti e del Dl Gelmini. Nessuno in Parlamento
è intervenuto. Abbiamo lavorato a lungo con il Ministro, contenendo gli aumenti
dei costi dei libri e proponendo un ripensamento degli interventi di sostegno
che dal 1999 ad oggi non subiscono integrazioni. Abbiamo fatto presenti i problemi
che potevano derivare dalla scaricabilità dei testi. Ora, sconcerto nello
sconcerto: dal silenzio degli ultimi mesi passiamo ai riflettori e veniamo
accusati di non aver messo in atto "adeguate iniziative di
mobilitazione". Ma scherziamo?! Questo è un momento delicatissimo per il
settore. Sono sicuro della compattezza della categoria. (Federico Motta
Presidente Associazione Italiana Editori) ARGOMENTO importante I recenti
provvedimenti del governo mettono a rischio l'intero settore produttivo ed educativo,
accentuando pesantemente le difficoltà già introdotte da altri provvedimenti
(anche di precedenti governi), senza distinzione di sorta tra grandi e piccoli
editori. La crisi toccherà l'intero settore dei libri di scuola, compreso il
suo indotto, e avrà ripercussioni negative anche per studenti e insegnanti. Nel
testimoniarle, in sostanza, l'apprezzamento per l'articolo in questione, non
posso tuttavia non rilevare l'improprietà di alcune osservazioni che riguardano
persone, aziende o gruppi di aziende, in cui si avanza l'ipotesi che le recenti
norme tendano ad avvantaggiare gli operatori più grandi, mentre gli effetti
negativi si produrrebbero esclusivamente a danno delle imprese minori.
(Girolamo Potesta, presidente casa editrice Principato)
( da "Unita, L'" del 03-11-2008)
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L'ENERGUMENO
SLANCIATO Sommerso dalle risate di tutti gli addetti ai lavori (compresi gli
on. avv. Ghedini e Bongiorno), il cosiddetto ministro Brunetta insiste con
l'idea geniale dei tornelli nei tribunali. Molti esperti han provato a
spiegargli che: 1) non spetta a lui occuparsi di amministrazione giudiziaria,
ma all'eventuale ministro della Giustizia (per i mezzi) e al Csm (per tutto il
resto); 2) se continua a impicciarsi in affari che non lo riguardano, rischia
un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato alla Consulta; 3) se i pm
non sono in ufficio è perché sono in tribunale a far le udienze, in carcere a
interrogare, in giro a indagare, all'estero per le rogatorie; 4) se i giudici
non sono in ufficio è perché molti non hanno un ufficio, per cui, terminate le
udienze (alle 14: dopo mancano i cancellieri visto che il governo da anni non
riempie gli organici e non paga gli straordinari), vanno a casa a studiare le
carte e scrivere le sentenze sul proprio computer (che, diversamente da quelli
forniti dal governo, funziona); 5) un fannullone può restare in ufficio anche
24 ore su 24, così fa contenti Brunetta e i suoi tornelli, e continuare
indisturbato con la battaglia navale e le parole crociate (infatti il Csm
calcola la produttività delle toghe non sulle ore lavorate, ma su indagini e
processi effettivamente svolti); 6) con i tornelli, giudici e pm potrebbero
lavorare 36 ore a settimana, secondo il contratto del pubblico impiego, ore
8-14 dal lunedì al venerdì, poi andarsene a spasso o restare in ufficio e
guadagnare il doppio con gli straordinari; 7) i magistrati non possono avere
orari fissi: se un criminale decide di confessare 30 omicidi, chi lo interroga
non si sogna nemmeno di andarsene allo squillo della campanella, invitandolo a
tornare un'altra volta: si batte il ferro finché è caldo, spesso fino a notte
fonda; 8) dire che molti "lavorano 2-3 giorni a settimana" significa
confondere i giorni di udienza con i giorni di lavoro ordinario, un po' come
scambiare le ore di volo con le ore lavorate di piloti e hostess (s'è fatto
anche questo, per dare dei fannulloni a chi osa mettersi di traverso alla
"nuova Alitalia");
9) i magistrati italiani sono in media i più produttivi d'Europa, anche se da
anni i governi tagliano loro fondi e personale (-10 mila persone nell'ultimo
triennio); 10) se "il 70% delle udienze finisce con un rinvio" non è
per "gli errori procedurali dei magistrati", ma perché imputati,
testimoni e avvocati non si fan trovare, o cambiano residenza, o fingono
di essere impegnati in Parlamento (qualcuno Brunetta dovrebbe conoscerlo).
Insomma, per dirla con l'Anm, «il ministro non sa di che parla: non è mai stato
in un palazzo di giustizia» (strano, fra l'altro, per un socialista). Ma il
simpatico misirizzi seguita a berciare: «io tiro diritto», «vado avanti», «non
mi fermeranno». Chi lo critica è un servo del «potere dominante» (lui invece è
Robin Hood). Insomma «me ne frego», come ha risposto elegantemente alla Cgil
che pretendeva di partecipare al negoziato sugli statali. L'altro giorno
D'Alema s'è scusato per averlo definito «energumeno tascabile». Assodato che Brunetta
è un energumeno slanciato, è troppo chiedere che ora si scusi lui?
( da "Repubblica, La" del 03-11-2008)
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Pagina 1 - Prima Pagina L´azienda replica: non abbiamo mai
cambiato il numero degli esuberi Alitalia,
autonomi denunciano la Cai oggi le assemblee di piloti e hostess lucio cillis e
aldo fontanarosa a pagina 6 SEGUE A P
( da "Repubblica, La" del 03-11-2008)
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Pagina
6 - Economia I turni di notte al centro dello scontro tra i sindacati autonomi
e l´azienda Il fronte delle cinquecento mamme volanti "Il contratto è pessimo,
ma molte firmeranno" Uno steward: "Mi ritroverò a 53 anni
disoccupato. Qualcuno ha truccato le carte" LUCIO CILLIS ROMA - Turnazioni
con due o tre notti fuori casa quando va bene. Figli piccoli a cui badare.
Accordi non mantenuti, secondo l´accusa, e un futuro incerto per chi andrà in
cassa integrazione. Su questi temi si compatta il fronte del "no"
sostenuto da molti assistenti di volo e piloti. Quello dei turni di notte, ad
esempio, non è un problema dei soli lavoratori di Alitalia.
Ma le sigle autonome della Magliana hanno girato le spalle a Cai e al
sottosegretario del Consiglio Gianni Letta, garante dell´accordo, facendo
esplodere il caso dell´impegno notturno da parte di chi ha dei bambini fino a 3
anni - fino a 12 anni nel caso di separazioni - oppure ha familiari a carico
con gravi patologie. Cai ieri sera ha smentito queste voci rendendo pubblico il
testo condiviso da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Ma gli autonomi insistono: chi
usufruisce oggi degli esoneri notturni, domani rischia di non essere riassunto
nella nuova Alitalia. La categoria delle mamme e dei
papà naviganti che rientrano in questi casi particolari, arriva ad una quota
molto elevata sul totale dei lavoratori: sono circa il 15% su oltre 4.000
hostess e steward. Ed è qui che si consuma lo scontro tra sindacati confederali
e sigle autonome. Gli assistenti di volo esonerati dal servizio notturno tra le
23 e le 6, sono, infatti, poco meno di 600: 500 circa le mamme (e qualche papà)
il resto sono dipendenti con familiari infermi a carico. La guerra del
"no" al contratto di Compagnia aerea italiana lanciata dai
rappresentanti di hostess e steward, in particolare, parte da qui, da questo
gruppo di lavoratrici e lavoratori che per motivi familiari non affrontano le
trasferte. Tra i dipendenti della Magliana, serpeggia, quindi, il malcontento.
Per Luigi C., steward di Alitalia di 45 anni,
contrario all´accordo raggiunto «qualcuno ha truccato le carte e il nostro
contratto è diventato anche peggiore di quello firmato dai colleghi di Air One.
Ci hanno svenduti. Per non parlare dei 7 anni di cig: io mi ritroverò a 53 anni
disoccupato, dopo aver dato la vita per questa compagnia». Roberta R., la pensa
allo stesso modo ma non dirà "no" ad una eventuale chiamata diretta
da parte di Cai: «Non è un buon accordo. Creerà grandi spaccature all´interno
della categoria. Ma chi può permettersi oggi di rinunciare ad un posto di
lavoro? Parlo spesso con molti miei colleghi e sento parole di fuoco, tipo
"non firmerò mai". Poi però ammettono: certo che se mi chiamano come
farò a dire no?». Dello stesso avviso anche Paolo M. comandante
sul medio raggio di Alitalia. Venti anni passati alla cloche e tanta insoddisfazione:
«L´accordo? Davvero pessimo, e non per la parte economica mi creda. è pessimo
soprattutto se guardo ai colleghi che usciranno da Alitalia e
resteranno fuori. Detto questo però, non me la sento di dire che non accetterò
di lavorare con Cai. Non me lo posso permettere».
( da "Repubblica, La" del 03-11-2008)
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6 - Economia Parla il leader della Uil Trasporti "Io, aggredito dai
colleghi difendo l´intesa" ROMA - Marco Veneziani, 53 anni, 30 anni in Alitalia da pilota. Nella veste di leader della Uil trasporto aereo, è
stato aggredito verbalmente, con urla e insulti, da un gruppo di colleghi Alitalia all´indomani del via libera a Cai siglato a Palazzo Chigi. Un
clima incandescente che rischia di far esplodere lo scontro all´interno delle
stesse categorie di piloti e assistenti di volo. «Mi è capitato di
peggio», dice Veneziani, «non è certo la prima volta che accade. Quelli che
l´altro giorno mi hanno contestato sono degli "irriducibili". Ma
negli ultimi mesi ho ricevuto delle minacce molto più pesanti di qualche
urlaccio. Fatti che ho immediatamente trasformato in denuncia contro ignoti
alla polizia postale». Dell´accordo che dice? Era davvero il migliore che si
poteva portare a casa? «Sono il primo a non gioire. Ma questo, pur non essendo
il migliore accordo, resta il migliore accordo possibile nelle condizioni
attuali. L´alternativa era il fallimento, non una nuova puntata della
trattativa». I naviganti criticano aspramente le condizioni che sarebbero
riservate ai vostri colleghi separati con figli a carico o con familiari
gravemente malati o handicappati. Il testo firmato prevede questo?
«Assolutamente no. Anzi posso dire che proprio i casi più "pesanti"
quelli che rientrano nella legge 104, avranno la precedenza nelle liste dei
dipendenti da assumere. Per gli altri valgono le leggi in vigore in Italia e
nella Ue». Comandanti e hostess dicono pure che voi non rappresentate la
maggioranza delle categorie di lavoratori Alitalia.
«Piloti, assistenti di volo, personale di terra, non sono iscritti solamente ad
Anpac-Up, Avia, Anpav o Sdl. Anzi. Noi, e allargo lo sguardo ai confederali e
all´Ugl, contiamo complessivamente su circa 7mila iscritti, rispetto ai 12.500
della nuova compagnia. Lo ripeto: non è un accordo che ci fa gioire ma se oggi Alitalia esiste ancora, e non ci sono 17.500 persone per
strada alle quali aggiungo i 20 mila dell´indotto, è anche merito di questa
firma sofferta». Lei che farà dal primo dicembre, data di decollo della nuova
compagnia? «Io? Sono uno di quelli che uscirà dall´azienda nonostante i miei 53
anni. Andrò in cassa integrazione e dopo in pensione». (lu.ci.)
( da "Repubblica, La" del 03-11-2008)
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Pagina 6 - Economia Alitalia,
autonomi pronti a denunciare Cai Oggi le assemblee di piloti e hostess.
L´azienda: mai cambiati esuberi e selezioni ALDO FONTANAROSA ROMA - I 5
sindacati di base - gli arrabbiati di Alitalia
- temono che la Cai voglia giocare sporco. Da venerdì l´accusano, ad esempio, di
non voler assumere le donne con figli piccoli. Peggio ancora: con figli che
soffrano di un handicap. Pronte addirittura delle denunce. Ma la Compagnia
Aerea Italiana, in una nota ufficiale, nega qualsiasi discriminazione. Anzi: le
famiglie più deboli - assicura nella serata di ieri - avranno la precedenza.
Nella sua nota, la Cai sottolinea che «le esigenze di carattere sociale non
rappresentano motivo di esclusione. Anzi, verranno considerate elementi
preferenziali di scelta» nelle assunzioni. A titolo di esempio, «si darà la
precedenza a candidati con nuclei familiari; con presenza di minori con
handicap; con presenza di minori, comprese situazioni di affido o adozioni; e
ai nuclei monoreddito». La Cai ammette che le «limitazioni» all´impiego di una
persona saranno considerate: ma come ultimo criterio e senza penalizzare «le
lavoratrici madri oppure i lavoratori con inidoneità temporanea (tipo malattia)
inferiore a un anno». La Cai sostiene, dunque, di non aver innalzato il tetto
degli esuberi. Soprattutto la sua proposta di acquisto di Alitalia
non tradisce gli impegni sottoscritti con i sindacati, a Palazzo Chigi, a
settembre. La nota della Compagnia Aerea Italiana chiude una giornata di
tensione, vigilia dell´assemblea che i sindacati autonomi (Anpac, Anpav, Avia,
Sdl, Up) convocano per le 15 di oggi a Fiumicino. Piloti e assistenti di volo -
iscritti ai 5 sindacati autonomi in lite con la Cai - le hanno pensate tutte:
anche di ritardare qualche volo o di farlo cancellare ieri domenica, perché
fosse chiaro il grado di arrabbiatura. Il comandante Antonio Divietri,
presidente di Avia, il più forte sindacato degli assistenti di volo, racconta:
«In queste ore stiamo lavorando soprattutto per mantenere calmi i lavoratori e
per evitare azioni avventurose che non gioverebbero a nessuno: gli aerei devono
continuare a volare e ad essere puntuali». Ma oggi è un altro giorno. Oggi
«potranno anche uscire - pronostica Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale
di Sdl - delle indicazioni di sciopero», se la nota della Cai non dovesse
rasserenare gli animi. E sono pronte anche delle «denunce» davanti al Tribunale
del Lavoro se gli accordi di settembre non fossero del tutto rispettati. Sul
fronte politico, Rosy Bindi del Pd chiede alla Cai in mattinata quello che poi
sarebbe arrivato in serata: la smentita di ogni penalizzazione per le
lavoratrici madri. Felice Belisario, dell´Italia dei Valori, sposta il tiro e
denuncia un problema di prezzi: «La nuova Cai opererà senza effettivi
concorrenti. I biglietti saranno salatissimi e intanto la collettività si sarà
fatta carico di tutti i debiti di Alitalia, del
prestito ponte da 300 milioni, delle sanzioni europee, ormai in arrivo». Mentre
Gasparri e La Russa (Pdl) sono certi: il cielo di Cai è ormai sgombro di nuvole.
( da "Repubblica, La" del 03-11-2008)
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7 - Economia Imprese e salari Ultimi fuochi su Alitalia
Il ministro: no ad interventi generalizzati "Niente aumenti in tredicesima
ma premi alla produttività" Brunetta: non si sa perché la Cgil scioperi
Aiuteremo le imprese con il sostegno al credito e i salari con i contratti di
secondo livello Il caso Alitalia è chiuso, anche se
vent´anni di lassismo non sono facili da cancellare LUCA IEZZI ROMA - «Non
faremo interventi generalizzati sui salari e sulle tredicesime. Rigore e
selettività, la politica economica del governo deve seguire questi due criteri.
Fa bene Tremonti a ribadire che i saldi della Finanziaria devono rimanere
invariati, e così sarà. Ciò non toglie che stiamo studiando gli interventi da
fare, la crisi si combatte aiutando tutto ciò che aiuta la produttività e
l´innovazione. Penso al sostegno al credito per le imprese, ai contratti di
secondo livello, ai premi di produttività». Il ministro della pubblica
amministrazione Renato Brunetta snocciola la ricetta del pacchetto anticrisi,
assicurando che la linea Tremonti sull´impossibilità di interventi a ampio
spettro per sostenere imprese e famiglie sarà osservata fino in fondo:
«Impossibile fare diversamente, risorse non ce ne sono. La sinistra chiede
interventi generalizzati per regalare sollevi impercettibili e devastare il
bilancio pubblico. Come succederebbe con la detassazione delle tredicesime o
abbassando l´Irpef». Gli interventi selettivi sono la risposta giusta anche con
la recessione che diventa una realtà? Come cambierà la politica economica dopo
che la Ue oggi rivedrà al ribasso le previsioni di crescita di tutti i paesi
dell´Europa? «In questo senso possiamo dire "mal comune mezzo
gaudio", nel senso che l´Italia finora ha pagato il fatto di crescere meno
degli altri paesi della zona euro. Mi aspetto che l´Ue dia all´Italia una
crescita zero o leggermente negativa per la prima metà del 2009. Il
differenziale con gli altri Paesi dovrebbe ridursi o sparire». Solo che gli
altri possono scegliere di far crescere il deficit per sostenere l´economia,
noi non abbiamo gli stessi margini «Debito e deficit pubblico sono da sempre i
nostri handicap. Se la crisi portasse ad allentare i criteri di Maastricht noi
non potremmo adeguarci perché rimaniamo i sorvegliati speciali del mercato. Se
aumentassimo il deficit saremmo puniti: gli spread sui nostri titoli del debito
pubblico sono già troppo alti. Per fortuna la manovra di giugno ha messo in
sicurezza i conti pubblici con 30 miliardi di tagli e 6 di nuove entrate. E
dire che allora ci accusavano di essere stati troppo pessimisti». La
selettività sembra una scelta obbligata, sarà anche efficace? «Selezionare gli
interventi è una politica seguita da tutti i paesi europei, e per noi sarà
ancora più utile visto che abbiamo ampie possibilità di generare efficienza,
come ho sperimentato io stesso nella pubblica amministrazione. Un esempio
concreto: solo con le riduzioni delle assenze per malattia nella scuola
possiamo risparmiare 200-300 milioni in minori supplenza. Pensi a quanto si può
fare allargando il discorso alla giustizia e in altri campi». Però rimane il
disagio delle famiglie, riuscirete a convincere gli italiani che poche scelte
mirate siano la strategia vincente? «Con la manovra di giugno si è visto
l´effetto depressivo della strategia del governo, potremo definirli gli
antibiotici per curare l´economia. Doveva essere approvato il disegno di legge
sullo sviluppo, che sono le vitamine, per sostenerla. Purtroppo è ancora in
Parlamento, ma arriverà entro fine anno. Ci sono misure che affrontano il
disagio, come la social card, che sono in dirittura d´arrivo». Visto che le
risorse sono poche si privilegeranno gli aiuti al sistema delle imprese o
quelli sui salari? «Molte delle proposte di Confindustria sono ragionevoli e
vanno vagliate con attenzione, ma non ci sarà competizione perché se si
defiscalizzano gli aumenti salariali legati alla produttività si aiutano i
lavoratori e le imprese». Per fare partire i contratti di secondo livello serve
la collaborazione dei sindacati, ma il clima delle relazioni non è buono.
«Serve la collaborazione dei lavoratori, e quella c´è. Nel pubblico impiego
abbiamo, in maniera innovativa, fissato le risorse disponibili e poi abbiamo
definito un protocollo in cui si stabilisce il principio secondo cui i risparmi
ottenuti tornano ai lavoratori, in tutto in parte, sotto forma di premi». Però
la Cgil sciopera lo stesso da oggi, sono lavoratori che non hanno capito?
«Legittimo scioperare per loro e legittimo per noi andare avanti. Vedremo i
numeri, anche se la Cgil deve spiegare contro cosa sciopera: vogliono più
risorse per gli statali? Non ce ne sono: è scritto nella Finanziaria. E poi
dovrebbe spiegare agli iscritti degli altri settori perché 70 euro lordi e 160
euro di una tantum non sono abbastanza per lavoratori che non rischiamo il
posto di lavoro, quando nel settore privato, tipo i metalmeccanici o chimici,
si rischiano licenziamenti e cassa integrazione e i contratti non si
rinnovano». Anche le proteste dei sindacati autonomi di Alitalia sono legittime? «Considero la vicenda Alitalia chiusa:
questi sono gli ultimi fuochi di una situazione che fa fatica ad essere
metabolizzata, d´altronde i 15-20 anni di lassismo che hanno caratterizzato
l´azienda non sono facili da cancellare».
( da "Giornale.it, Il" del 03-11-2008)
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Razionalmente
l'esito delle presidenziali Usa è quasi scontato; lo ha ammesso persino il
cinico Karl Rove che in un'intervista ha definito "molto, molto in salita
la corsa di John McCain". Ma di elezione in elezione ci si accorge che la
razionalità non basta per prevedere l'esito di un'elezione. Al contrario: gli
aspetti subliminali, emotivi sono altrettanto e spesso ancor più importanti.
Chi sceglie soppesando i pro e i contro di un programma? Una piccola minoranza;
si vota per assecondare la propria identità politica o per simpatia o per
interesse o ancora, soprattutto negli Stati Uniti, per identificazione con il
candidato. Bush fu preferito a Kerry anche perché i suoi gusti e il suo
comportamento erano simili a quelli dell'americano medio, soprattutto di quello
che vive nei piccoli centri, in campagna o nelle aree suburbane. Anche questa è
stata una campagna molto emotiva. Andando ai comizi di Obama e parlando con i
suoi sostenitori si percepisce un entusiasmo genuino, travolgente, quasi
messianico, il che può essere pericoloso per il leader democratico perchè
genera attese irrealistiche. La mobilitazione c'è ed è senza precedenti: forse
solo Reagan riusciva a suscitare passioni tanto intense. Ma anche i
repubblicani voteranno con il cuore. Diciamolo francamente: l'eredità di Bush è
talmente disastrosa che qualunque candidato sarebbe stato destinato alla
sconfitta. John McCain era l'unico che potesse smarcarsi da questa ingombrante
eredità e in parte lo ha fatto: peccato che nella fase finale della campagna si
sia fatto condizionare dagli spin doctor cresciuti alla scuola di Karl Rove (ne
riparleremo) e che, come ho già scritto, abbia scelto una vice come Sarah Palin
che alla lunga gli ha portato più danni che benefici. Il sentimento a destra,
però sovente, è di disagio. L'altro giorno una donna mi ha detto, in Ohio:
"Sento qualcosa qui nel cuore che mi impedisce di votare per Obama".
Ma cosa in preciso non me l'ha saputo spiegare. E come lei tanti elettori
indecisi. Un po' è il colore della pelle, un po' le idee troppo liberal (di
sinistra) di Obama, un po' il suo passato molto diverso da quello della maggior
parte degli statunitensi e, nell'America di provincia, per le sue maniere
sofisticate. E allora: prevarrà il cuore palpitante dell'America che invoca una
svolta netta rispetto a Bush o quello diffidente di chi proprio non riesce a
identificarsi con Barack? E' l'ultima incognita prima del voto; per il resto
sappiamo ormai tutto. Scritto in democrazia, presidenziali usa Non commentato »
(Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Oct 08 Bin Laden prepara
un'altra sorpresa elettorale? La fonte è la tv americana Abc: diversi esperti
dell'intelligence Usa ritengono sia imminente un messaggio di Osama Bin Laden
prima o al limite subito dopo le elezioni. D'altronde non è la prima volta che
capita: quattro anni fa, a pochi giorni dal voto, fu diffuso il filmato in cui
camminava sulle montagne. E Bush trovò lo slancio per recuperare lo svantaggio
su Kerry. Il bis sarebbe giustificato, spiegano gli analisti, dalla necessità
per il capo di Al Qaida di inviare un segnale forte ai suoi e al mondo in un
periodo cruciale. Come dire: ci sono ancora e dovere fare i conti con me. Negli
ultimi giorni Al Qaida ha lanciato messaggi contraddittori: una decina di
giorni fa ha lasciato intendere di preferire una vittoria di McCain, perchè con
Obama presidente l'immagine degli Usa nel mondo migliorreebbe. Ieri, però, ha
diffuso un video via Internet in cui uno dei suoi capi chiede all'Onnipotente
che alle elezioni Bush e il partito repubblicano vengano umiliati. L'Abc non è
stata ripresa dalla maggior parte dei media, ma sta circolando nella blogosfera
americana sia tra i siti conservatori che tra quelli progressisti; c'è chi è
preoccupato e chi teme cospirazioni. Vedremo se la notizia è fondata o se i
servizi stanno semplicemente mettendo le mani avanti. Ammesso che Osama sia
ancora vivo. Scritto in notizie nascoste, presidenziali usa Commenti ( 20 ) »
(3 voti, il voto medio è: 2.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello
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31Oct 08 Una lezione ai supermanager di Wall Street (finalmente) Sarebbe stata
l'ultima beffa: secondo diverse fonti di stampa i supermanager delle società
finanziarie che hanno portato Wall Street e il mondo al collasso, si
apprestavano a incassare bonus milionari previsti dai loro contratti,
nonostante le società da loro gestite fossero tecnicamente fallite. Ma il
procuratore generale di New York è Andrew Cuomo (figlio dell'ex governatore
Mario), ha scritto a nove banche avvertendole che secondo le leggi dello Stato
è illegale usare i fondi dei contribuenti per pagare tali bonus. Quali banche?
le solite: Bank of America Corp , Bank of New York Mellon Corp , Citigroup Inc
, Goldman Sachs Group Inc , JPMorgan Chase & Co , Merrill Lynch & Co
Inc , Morgan Stanley , State Street Corp and Wells Fargo & Co. Non solo:
Cuomo ha gestito il salvataggio del colosso assicurativo Aig e ha preteso
l'annullamento di tutti i benefit, minacciando, in caso contrario, un'azione
legale. Io dico: viva Cuomo. E che sia di esempio per tutti.. AGGIORNAMENTO:Mi
viene richiesto un link di approfondimento e sono ben lieto di fornirlo. Il più
completo è questo del New York Times. Ci sono due novità, una buona e una
cattiva. Quella buona: Cuomo ha chiesto alle nove banche un rapporto completo
sui bonus percepiti dai manager; quella cattiva, Cuomo si appella a una legge
che gli dà il pretesto di bloccare i bonus, ma non la certezza. Si tratta di un
codice che va interpretato. Ma ci prova e lancia un segnale forte. Cuomo non
molla e chiede giustizia. Scritto in economia, globalizzazione Commenti ( 18 )
» (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 29Oct 08 Troppo miele su Obama (e la stampa è complice) La stampa
europea da nove mesi fa il tifo per Obama, quella italiana ancor di più (con
qualche eccezione): è estasiata. Obama è perfetto, Obama è imbattibile, Obama
sarà un superpresidente. Purtroppo anche la stampa americana sta dando una
pessima prova di sè. Dico purtroppo perchè vedo i media oscillare tra i due
estremi: fino a un paio di anni fa si sono fatti abbindolare con sconcertante facilità
dagli spin doctor di Bush, ora eccedono in senso opposto e tirano la volata al
candidato democratico. Senza ammettere la propria partigianeria ovviamente. Due
pesi e due misure: con John McCain sono stati severissimi, con Sarah Palin
spietati, mentre a Barack Obama hanno perdonato tutto e hanno sorvolato
volentieri sulle numerose gaffe di Joe Biden. Negli ultimi giorni il tifo è
diventato palese. Il Los Angeles Times è entrato in posseso di un video in cui
si vede Obama mentre brinda all'onore di un ex dirigente dell'Olp in una serata
in cui alcuni palestinesi accusano Israel edi terrorismo, ma il quotidiano
rifiuta di pubblicarlo. Eppure nessuno dice nulla, nessuno protesta, nessuno si
indigna. I magistrati in Florida hanno appurato che gli attivisti del movimento
progressista Acorn hanno registrato illegalmente diverse migliaia di elettori.
Anche in questo caso silenzio. Il sito Drudge Report ha scoperto un'intervista
radiofonia del
( da "Corriere della
Sera" del
03-11-2008)
Argomenti:
Alitalia
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-03 num: - pag:
5 categoria: REDAZIONALE Polemiche L'ostilità delle maestranze contro i
musicisti Fials. Salta la prima al Piermarini Filarmonica, no dei tecnici Scala
Rimini: subito un nuovo patto Stasera il concerto al Conservatorio. «Grazie
Borrelli» Il presidente della Filarmonica, Cesare Rimini: trovare una
soluzione, qui si deve andare avanti Gli orchestrali erano pronti a suonare. I
lavoratori che avrebbero dovuto mettere a posto il teatro no: «Per noi è un
giorno di riposo». Così il concerto inaugurale della stagione (2008-2009) della
Filarmonica della Scala, che si sarebbe dovuto tenere questa sera al teatro
Piermarini, è saltato (si svolgerà al Conservatorio). Non era mai accaduto. Il
motivo è noto, almeno a chi segue con passione le vicende della Scala e ha
acquistato i biglietti. Il «niet» dei lavoratori nasconde lotte tra diverse
sigle sindacali. Che ricordano un po' la vicenda Alitalia. Il presidente dell'associazione della Filarmonica, Cesare
Rimini sorride. Non gli va di commentare il paragone. Però dice di essere molto
triste per la situazione. «Non voglio entrare nel merito o alimentare
polemiche. Me lo impedisce il ruolo». Di fatto l'associazione paga la
Scala ma il teatro non è disponibile. Per questioni sindacali. Non è un
paradosso? «In effetti noi paghiamo. Ma vede, adesso la cosa che più mi preme è
porgere le scuse a chi ha acquistato i biglietti e non può vedere lo spettacolo
». La sala Verdi del Conservatorio tiene meno posti della Scala. Per questo i
loggionisti sono rimasti fuori. «è a loro che mi rivolgo. Non solo rimborseremo
il biglietto ma regaleremo anche un cd». Rimini è grato all'ex procuratore
Francesco Saverio Borrelli, presidente del Conservatorio, che ha accettato di
ospitare il concerto della Filarmonica. «Lo ringrazio di cuore ». In qualche
modo, Borrelli ha rovinato la «vendetta» dei lavoratori. Soddisfatto Rimini?
«Qui non si tratta di rispondere a vendette. Solo di cercare di trovare
soluzioni. Perché così non si può andare avanti». La soluzione potrebbe essere
la riduzione delle sigle sindacali? «Non voglio e non posso entrare in
questioni di tale natura. All'interno dell'associazione ci sono diverse sigle.
E una non ha firmato. Dico però che oggi noi dovevamo suonare alla Scala e non
ci è stato possibile. Siamo reduci da una tour in Asia, trionfale. Siamo molto
orgogliosi. Per questo il problema deve essere affrontato ». Come? «Stabilendo
un nuovo patto. L'occasione è la discussione della nuova convenzione. Mi
piacerebbe che nell'ambito del rispetto di tutti ci fossero sicurezze. Anche
per noi. In modo tale che i concerti si possano svolgere regolarmente. Al
momento mi sembra la classica situazione in cui il serpente si mangia la coda».
Agostino Gramigna L'orchestra La Filarmonica in un concerto al Teatro alla
Scala
( da "Corriere della
Sera" del
03-11-2008)
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Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data:
2008-11-03 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Alitalia, sale la
protesta dei piloti Cai: ecco i criteri di assunzione Sdl: valutiamo azioni
legali. La società: basta con accuse distorte «Niente discriminazioni per le
donne. L'unica esclusione è per chi va in pensione» Assemblea a Fiumicino ROMA
— Tra i piloti e gli assistenti di volo dell'Alitalia,
ieri all'aeroporto romano di Fiumicino la tensione era alta. Il clima era
quello della protesta, della voglia di sciopero in vista dell'assemblea indetta
per questo pomeriggio dai sindacati autonomi. Quei sindacati - Anpac e Up per i
piloti, Avia, Anpav e Sdl per gli assistenti - che rompendo il fronte con Cgil,
Cisl e Uil e Ugl hanno detto no alla proposta presentata da Cai, la società
presieduta da Roberto Colaninno che si è offerta di rilevare la compagnia. E
che oggi chiederanno appunto ai loro iscritti di pronunciarsi sulla linea da
seguire. Più compatta la squadra dei piloti, soprattutto dei più giovani, più
frastagliata quella degli assistenti fra i quali sono maggiori i timori per il
posto di lavoro. Ed è soprattutto guardando a loro, alle perplessità sui
criteri per la riassunzione nella Nuova Alitalia,
giudicati troppo selettivi e penalizzanti, è stato per esempio detto, per le
donne separate con figli che ieri la Cai ha diffuso una nota esplicativa. Nota
che riprende e spiega i contenuti dell'accordo firmato da Cgil, Cisl, Uil e Ugl
mettendo in guardia da «interpretazioni distorte e infondate ». Le limitazioni
di impiego, dice la nota, «non riguarderanno nè le lavoratrici madri nè i
lavoratori con inidoneità temporanea accertata inferiore ad un anno», fatte
salve le norme sul collocamento obbligatorio. Inoltre le esigenze di carattere
sociale «non saranno motivo di esclusione bensì elementi preferenziali » di
scelta come la presenza nella famiglia del dipendente di minori (compresi gli
affidi e le adozioni) di minori con handicap e del monoreddito. Per il resto,
rileva ancora la nota, varranno i criteri professionali, organizzativi e di
anzianità aziendale. L'unica reale esclusione riguarderà il personale che nel
periodo di fruizione degli ammortizzatori sociali maturi il diritto alla pensione.
Insomma «i livelli occupazionali e i criteri di selezione del personale della
Nuova Alitalia sono esattamente quelli fissati negli
Accordi di Palazzo Chigi del 14 settembre e sottoscritti da tutte le sigle
sindacali». I sindacati non sono comunque molto convinti: «Valuteremo azioni
legali sugli accordi Cai perché non sono conformi a quanto pattuito il 14
settembre » insite Sdl. «Gli aerei devono continuare a volare e ad essere
puntuali» assicura invece il comandante Antonio Divietri
( da "Corriere della
Sera" del
03-11-2008)
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Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-03 num: - pag: 10
categoria: REDAZIONALE La storia Il leader di Aquila selvaggia: non firmerei
«Il nodo è il piano industriale, ma negli anni Settanta nessuno rischiò il
posto» ROMA — Fosse dipeso da lui, probabilmente non sarebbe andata a finire
così. Lui è Adalberto Pellegrino, capo storico dell'Anpac: un nome che fa
tornare alla mente i tempi gloriosi, naturalmente per i piloti, di Aquila
selvaggia. «La soluzione dell'acquisizione da parte di Air France era dura e
pesante, certamente. Ma più seria. I debiti se li accollava l'acquirente e i
costi non gravavano sui contribuenti. Soprattutto entravamo in una struttura
internazionale che, a differenza della Cai, conosce il trasporto aereo», dice.
Con il senno del poi. Ma tiene a sottolineare che se «oggi siamo arrivati a
questo, non si può certamente addebitare ai piloti». Correva l'anno 1976. Anche
per le pressioni, fortissime, che arrivavano dalla Cgil di Luciano Lama, stava
passando ovunque la logica del contratto unico. «Pure i piloti dell'aviazione
civile avevano un contratto separato. Dal 1949, ce l'avevamo. E c'era una
logica, siamo sempre stati una categoria a parte. Così quando tentarono di
imporlo anche a noi, decidemmo di resistere», racconta Pellegrino. Furono anni
tremendi, quelli di Aquila selvaggia. E non soltanto per le agitazioni dei
piloti. Memorabile fu lo sciopero di 45 giorni degli assistenti di volo, nel
1978. Altrettanto memorabile quello dei piloti del 1979, quando si arrivò a
decidere l'impiego dei militari. Per non parlare di due anni dopo. Nel gennaio
del 1981 uno sciopero di sette giorni proclamato dall'Anpac paralizzò il
traffico aereo in Italia. Ma non bastò. Dopo quattro mesi, altri sette giorni
di blocco totale. Vero è che allora non si volava come adesso, e nemmeno c'era
la legge che regolamentava il diritto di sciopero nei servizi pubblici
essenziali. Ma il ministro dei Trasporti di allora, Rino Formica, esasperato,
provò anche a fare la voce grossa. Minacciò «misure molto drastiche », più
drastiche ancora della precettazione contro chi avanzava rivendicazioni
economiche «pretestuose di 25 milioni aumento all'anno » e protestava per
solidarietà con «un'azienda decotta e dissestata» . Quella azienda era
l'Itavia: la compagnia a cui apparteneva il Dc9 abbattuto qualche mese prima
sui cieli di Ustica con 81 persone a bordo, e che dopo quella vicenda fu
smembrata e assorbita dall'Alitalia. Formica minacciò di riassumere piloti in pensione o farli
arrivare dall'estero. Una cosa simile a quella che tentò di fare nel 1995
Roberto Schisano, affittando aerei ed equipaggi dalla compagnia australiana
Ansett: operazione che probabilmente contribuì a farlo saltare come un tappo di
spumante dalla poltrona di amministratore delegato. Ma le minacce e le
precettazioni servirono a poco. Così, mentre negli Usa Ronald Reagan avviava la
rivoluzione del trasporto aereo licenziando migliaia di controllori di volo, i
piloti italiani vinsero il braccio di ferro ancora una volta. «Ma allora», afferma
Pellegrino, «non avevamo i problemi dei licenziamenti e degli esuberi». Allora,
lo Stato pagava comunque. E l'avrebbe fatto per molti e molti anni ancora.
Soltanto negli ultimi dieci anni l'Alitalia ha perso
5,2 miliardi di euro. Tanto da far ammettere a Pelle grino: «Ora c'è una
compagnia fallita da anni proprio per la conduzione scellerata da parte del
potere politico, con manager politicamente condizionati, assunzioni inutili e
organici gonfiati, acquiescenza al sindacato». Ne sa nulla quello dei piloti?
«Quando parlo del sindacato mi riferisco anche al nostro, certamente ». E
adesso? «Adesso c'è questa Cai, un gruppo di volenterosi industriali che hanno
messo insieme una cordata per rilevare l'Alitalia al
costo minimo possibile. A questo punto mi auguro un intervento politico
radicale per rivedere a fondo i presupposti del piano Fenice », sostiene
Pellegrino. Che dice di condividere «tentennamenti e perplessità dei piloti»
che si oppongono all'accordo. Lasciando chiaramente intendere che nemmeno lui
firmerebbe. Tentennamenti e perplessità, precisa, «motivati dal fatto che la
nuova compagnia partirà in condizioni non equiparabili a quelle degli altri
vettori internazionali». Pellegrino si dichiara «esterrefatto» per la
circostanza che «nella nuova compagnia non c'è nessuno che abbia un'idea di che
cosa significa trasporto aereo». E cita un particolare: «Dicono che la Nuova Alitalia sarà dislocata su sei o sette basi operative. Vuol
dire che dovrà fare concorrenza a Ryan Air? » Insiste, l'ex capo di Aquila
selvaggia, sul fatto che «uno dei provincialismi italiani è quello di non
guardare a quello che accade negli altri Paesi. Diversamente sarebbe evidente
che in tutto il mondo i piloti hanno un contratto separato». E se altrove, a
differenza della compagnia di bandiera italiana, non hanno lo stesso potere di
condizionamento aziendale, è perché «se esagerazione c'è stata, vuol dire che
all'altra parte c'è stata una debolezza ». La stessa debolezza che per decenni
ha fatto sì la fortuna dei piloti ma che alla fine ha portato l'Alitalia, per usare le parole di Pellegrino, «all'estrema
unzione». Sergio Rizzo Nella foto d'archivio a sinistra l'assemblea di hostess
e steward aderenti al «Comitato di lotta» durante gli scioperi del marzo del
'79 Quello stesso anno dovette intervenire l'Aeronautica Militare per garantire
i voli più urgenti (a destra)
( da "Corriere della
Sera" del
03-11-2008)
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Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-03 num: - pag: 11
categoria: REDAZIONALE La privatizzazione Sondaggio Sky-Tg24: bene l'offerta
della cordata per 8 votanti su 10 MILANO — Bene il
salvataggio Alitalia da parte di Cai. è il risultato del sondaggio quotidiano di Sky
Tg24 che ieri, dopo che la cordata guidata da Roberto Colaninno ha deciso di
presentare l'offerta per acquistare gli asset della vecchia Alitalia anche senza il sì delle sigle autonome, ha chiesto al proprio
pubblico di votare. Quasi 8 persone su 10, quindi circa il 79%, sono
convinti che Cai abbia fatto bene. In netta minoranza, dunque, coloro secondo i
quali la nuova compagnia avrebbe dovuto aspettare il sì di piloti e assistenti
di volo per fare questo passo (il restante 21% di coloro che hanno deciso di
intervenire). Il canale all news diretto da Emilio Carelli attraverso il
servizio active e gli sms, consente quotidianamente, a chi lo voglia, di dare
la propria opinione su una fra le principali notizie del giorno (nella foto
Rocco Sabelli, ad di Cai).
( da "Corriere della
Sera" del
03-11-2008)
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Alitalia
Corriere
della Sera - ROMA - sezione: PRIMA P
( da "Corriere della
Sera" del
03-11-2008)
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Alitalia
Corriere
della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-03 num: - pag: 4
categoria: REDAZIONALE Fiumicino Oggi assemblea convocata
dalle sigle autonome nel parcheggio: molti premono per la linea dura Nuova Alitalia, cresce il fronte del no Tensione e disservizi in aeroporto:
addetti alle pulizie e autisti già fermi Alle 15 si riuniscono i piloti, gli
assistenti di volo e il personale di terra più determinati a dare battaglia
alle proposte Cai Fiumicino è una specie di polveriera. Oggi piloti,
steward e personale di terra che rischiano il posto si riuniranno
nell'assemblea generale convocata al parcheggio centrale del Leonardo da Vinci.
I dipendenti Alitalia decideranno se optare per la
«linea dura»: ovvero blocco dei voli e aerei a terra. Ma la situazione è
tesissima anche nell'indotto, dove sono almeno 3 mila gli addetti in ansia per
il futuro. I segnali preoccupanti si susseguono: da qualche giorno i lavoratori
della Giaccheri (pulizie) hanno smesso il servizio alla palazzina del varco
equipaggi (con la spazzatura che s'ammucchia ovunque). Giovedì gli autisti
della Bracci, impresa di trasporti che al mattino preleva impiegati e dirigenti
diretti alla Magliana, di punto in bianco hanno fermato le corriere. «Se non ci
pagano non ripartiamo», è stata la minaccia. In serata il commissario
liquidatore Augusto Fantozzi ha firmato i mandati. Sono sull'orlo della rivolta
anche i conducenti della Coopsar, la cooperativa che raccoglie sotto casa
comandanti e hostess: da due mesi senza stipendio, l'altra sera sono stati a un
passo dallo sciopero improvviso che avrebbe impedito ai piloti di raggiungere
gli aerei, fermando i voli. Ma a Fiumicino la protesta potrebbe incendiarsi già
da oggi, in seguito alle decisioni che usciranno dall'assemblea indetta dai
sindacati autonomi, quelli che rappresentano la maggioranza di piloti,
assistenti di volo e il personale di terra più determinato a dare battaglia
alle proposte Cai. Al varco equipaggi ieri non si parlava d'altro. «Stanno
svendendo la compagnia», è sbottato Alessandro Valentini, quattro galloni
dorati sulla giacca e 20 anni di servizio in Alitalia:
«Non esiste un serio piano di rilancio. Siamo all'assurdo: ci sono aerei che
volano in leasing, come gli Airbus 321, mentre altri, gli Md80, il grosso della
flotta, sono bloccati incomprensibilmente a terra». è drastico l'invito di
Massimo Notaro, presidente dell'Unione Piloti: «Spero che i miei colleghi non
vadano a volare per Colaninno, che scelgano di restare magari senza impiego per
qualche mese e poi di andare a lavorare per qualcuno che sappia rispettare i
patti e sopratutto la parola data». Non che manchi chi vede in Cai la
possibilità di salvezza per Alitalia, che in cassa ha
circa 270 milioni di euro, «ossigeno » sufficiente per tirare avanti sino a
fine novembre. Un comandante sui sessant'anni prima d'imbarcarsi per Londra ha
tagliato corto: «Io sto con gli altri, con quelli della Uil (i confederali che
hanno firmato l'accordo, ndr). Voglio mangiare, se non accettiamo le proposte
di Colaninno non si porta la pagnotta a casa». Alessandro Fulloni \\ Alessandro
Valentini Assurdo: ci sono aerei che volano in leasing ma il grosso della
flotta è bloccato a terra \\ Massimo Notaro (Unione piloti) Spero che i miei
colleghi scelgano di non volare per Colaninno
( da "Corriere della
Sera" del
03-11-2008)
Argomenti:
Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-11-03 num: - pag: 32
categoria: REDAZIONALE Anteprima Aldo Cazzullo ha rivisto e aggiornato il suo
saggio: viaggio in un Paese che cambia Italia grande outlet: i nuovi poveri e i
valori in svendita di ALDO CAZZULLO O utlet è davvero la parola chiave
dell'Italia di oggi. è impressionante quante insegne «outlet» si vedano. Sia
percorrendo la lunga provincia italiana, sia il centro delle città. Alcuni
«outlet» sono i centri commerciali di nuova generazione, che stanno sostituendo
le piazze e i paesi come luogo di incontro; non a caso li fanno come paesi,
finti ovviamente. Altri «outlet» sono semplici negozi, che il nome straniero
rende appetibili e alla moda. Posti in cui si svendono capi firmati dell'anno
prima o «capi difettati», come si chiamano in gergo. Ma nel nostro Paese sono
in svendita beni più preziosi dei capi difettati. La svendita delle relazioni
tra le persone, il degrado dei rapporti umani, è il fenomeno più importante ma
anche il più sottovalutato dell'Italia di oggi. L'outlet segna il trasferimento
della vita fuori dai luoghi di sempre, il centro storico, il paese, la chiesa,
lo stadio, il cinema, la piazza; e mentre trasforma il centro delle città in
deserto, porta i nuovi italiani nelle periferie, nelle multisala, nei
parcheggi, nelle vecchie fabbriche dismesse, nei bowling, negli spacci
aziendali, nei centri commerciali. Luoghi che possono essere molto tristi, ma
talora anche molto gradevoli. Che vengono percepiti come più sicuri rispetto a
città male illuminate e peggio frequentate. Che sono sentiti dai giovani come
più adatti al fluire veloce e lieve dei corteggiamenti e dei rapporti,
consumati in macchina persino al Pincio, nel centro neoclassico di Roma,
figurarsi nelle aree postindustriali del Nord-Est. Svendita è una parola che
può essere declinata in molti modi. La svendita dell'Alitalia, di aziende un tempo gloriose, di interi settori dell'economia
nazionale. Lo shopping degli stranieri, non solo di capi firmati ma soprattutto
di lavoro, marchi, professionalità. La perdita di valore del denaro: anche la
corsa folle dei prezzi è un aspetto del degrado dei contatti umani. La
retrocessione di intere categorie: dietro la rivolta dei tassisti, dei
camionisti, delle hostess, delle tante corporazioni c'è anche la paura di
vedere disconosciuto il proprio mestiere e il proprio ruolo sociale. Le classi
dirigenti sembrano aver perso completamente il rapporto con la realtà e con i
subordinati. Faticano a comprendere le rinunce e i timori di chi sta sotto di
loro. Di un ceto medio impoverito e impaurito dalla globalizzazione, che si
trova a pagare un pranzo in trattoria cinquanta euro e un pieno di benzina
cento e deve quindi rinunciare a consumi e abitudini. E di un nuovo
proletariato che combatte una guerra tra poveri con gli immigrati per il
lavoro, per la casa, per il posto nell'asilo nido, per il letto in ospedale,
financo per la sicurezza della propria persona, nell'indifferenza di chi gli
immigrati chiama e talora sfrutta. Sino alla contraddizione estrema, il piccolo
imprenditore leghista del Nord-Est, che tiene in fabbrica l'immigrato per
dodici ore e gradirebbe che sparisse dalla circolazione nelle altre dodici. La
prima cosa di cui parlano le persone che ho incontrato per discutere la prima
edizione del libro - tutte, indipendentemente dalla fede politica, dal censo,
dalla cultura - è l'immigrazione. Gli italiani sentono di aver subito un torto.
Si percepiscono in pericolo. Faticano a vedere dietro il palese cambiamento
delle loro città un fenomeno globale. Sembrano ignorarne le cause economiche,
le necessità degli imprenditori, le convenienze degli sfruttatori. Considerano
remote e vaghe le responsabilità dei trafficanti di uomini. Il problema sono
loro, i maghrebini, i neri, gli ispanici. A volte prepotenti, sempre sentiti
come invadenti. Il razzismo strisciante, alimentato da anni di immigrazione
incontrollata, si manifesta in modo sempre più palese. I nuovi arrivati fanno
paura. Paura fisica. Ispirano timore per l'incolumità personale. Mettono in
discussione abitudini, appartenenze, sicurezze. è la globalizzazione che bussa
alla porta di casa, questo male sottile che porta altrove il lavoro, che manda
antiche professioni fuori mercato, che congela i salari, che fa aumentare i
prezzi non solo del petrolio ma pure delle cose familiari, del pane, della
pasta, della bottega sotto casa. La seconda cosa di cui parlano tutti è
l'impoverimento. Queste tasse che non scendono mai: la sinistra le alza, la
destra non le abbassa, si limita a strizzare l'occhio a chi può non pagarle.
Questi consumi che parevano abituali, banali, scontati, e invece diventano un
lusso. Questi stipendi che, con il mercato del lavoro fermo, con la
meritocrazia predicata ma non praticata, con la concorrenza crescente degli
stranieri, sono fermi da anni in termini nominali, e quindi sono
drammaticamente diminuiti in termini reali. Ascoltati questi racconti, non era
davvero difficile prevedere il risultato delle elezioni del 2008. Così come non
è difficile prevedere che i sondaggi entusiasti sul nuovo governo Berlusconi
sono destinati a mutare presto di segno; senza che la sinistra venga percepita
come una reale alternativa. Il «Fashion District» di Valmontone, in provincia
di Roma (Di Meo/Ansa)
( da "Giornale.it, Il" del 03-11-2008)
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Alitalia
n. 44
del 2008-11-03 pagina 0 Crisi Alitalia? A Linate
non è arrivata Al parroco "Una Ferrari in regalo" di Sabrina Cottone
La foto choc pubblicata sulla rivista dello scalo milanese diretta dal
sacerdote. Ma è giallo sul regalo da nababbi. La replica della Società
aeroportuale: "E' solo un articolo ironico, legato alla diatriba per un
posto auto" Milano - Qualcuno ha regalato una Ferrari al cappellano
di Linate? «Grazie Sea!» saluta don Giovanni Tremolada alla guida del bolide
rosso fiammante. Quattro foto a colori sul numero di ottobre di Linate Flash
City Airport, la rivista edita dal 1992 che si trova in tutte le colonnine
dell?aeroporto milanese e di cui il sacerdote è direttore responsabile. Sea
handling, società di gestione degli scali milanesi, ha circa mille dipendenti
in cassa integrazione, divisi tra Linate e Malpensa, e in molti hanno
strabuzzato gli occhi vedendo il cappellano in Ferrari: un regalo della Sea? E
con quali soldi? «Uno scherzo da prete, siete dei boccaloni», risponde don
Giovanni Tremolada al cellulare. E le foto? «Sì, quello sono io, ma chiunque
può avere una Ferrari, anche lei o il suo direttore», risponde prima di
chiudere la comunicazione e senza rivelare chi sia l?amico benestante che gli
ha permesso di provare l?ebbrezza di trovarsi al volante di una Ferrari, con
tanto di meccanico in divisa rossa come ai box di Maranello. Un gioco che
lascia qualche dubbio, riportato in migliaia di copie e non da un ciclostile
clandestino, ma su Linate Flash City Airport, rivista con redazione nella
cappellanìa dell?aeroporto e diffusissima nello scalo, come avrà potuto notare
chiunque atterri o decolli al Forlanini. Don Giovanni racconta nell?articolo
che illustra le fotografie come la Ferrari sia un dono della Sea «per il suo
cinquantesimo di sacerdozio, per il venticinquesimo di servizio all?aeroporto
di Linate e per il suo settantacinquesimo compleanno». Di più, il cappellano
ringrazia «il presidente, il consiglio d?amministrazione e i dirigenti della
Sea per il dono tanto inaspettato quanto gradito, che lo ripaga di tutte le
dimenticanze e le trascuratezze dei venticinque anni di servizio e prega per
loro affinché il Signore e la Madonna di Loreto li ricambino come
effettivamente meritano». Alla Sea, di fronte a una richiesta di chiarimenti,
non ridono. «è un articolo ironico, legato alla vicenda di un posto auto. Dopo
che la Sea gliene ha offerti tre, uno diverso dall?altro e nessuno andava bene,
il cappellano è uscito fuori con questa storia», rispondono dopo molti no
comment dalle relazioni esterne della società aeroportuale. Aggiunge il sacerdote
che lui da anni chiedeva un posto macchina nel parcheggio coperto per la sua
Golf Polo e che non gli è mai arrivato. Sul giornale, infatti, insiste: «Chissà
se la Sea troverà un posto macchina fisso anche per il cappellano dopo
ventiquattro anni di servizio!». «Per ora è sempre costretto a occupare un
posto di emergenza, come Giuseppe e Maria, che per far nascere Gesù hanno
dovuto riparare in una stalla “perché non c?era posto per loro nell?albergo!”»
conclude. La rivista Linate Flash City Airport, stampata in migliaia di copie,
unisce notizie religiose a cronache dell?aeroporto. Due pagine, dal titolo “Tra
Sea e dintorni”, danno conto di quel che accade nell?aeroporto funestato dalla
crisi Alitalia, dalla cassa integrazione e dalla
progressiva diminuzione di passeggeri. E qui, in mezzo alla riapertura della
Sala Vip Freccia Alata, il ristorante panoramico Gourmet e le news dalla
piscina, spiccano le quattro foto della rossa Ferrari. Tra le pagine della
rivista, don Tremolada trova il modo di dire grazie anche alle «gentili
hostess» della Sea perché nella sala Vip custodiscono la chiave della
sagrestia, sempre disponibile per i sacerdoti che volessero celebrare la messa.
Ma il regalo aeroportuale più gradito, assicura il don, gli è arrivato da un
senzatetto, che è andato a fargli visita mentre era malato: «Meno male che a
Linate ci sono gli amici clochard». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano
( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
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Pagina
1 - Prima Pagina Il fronte del no attacca il piano: il governo ci convochi
subito Cai, piloti in trincea "Pronti a scioperare" ROMA - Il
"fronte del no", composto dalle cinque sigle
sindacali autonome dei lavoratori Alitalia, ha
rifiutato l´accordo siglato il 31 ottobre a Palazzo Chigi tra la Cai e Cgil,
Cisl, Uil e Ugl sui criteri di selezione del personale. La replica di Alitalia: l´offerta Cai è vincolante e irrevocabile fino al 30 novembre,
l´accettazione sarà efficace solo se riferita alla stipulazione di tutti i
contratti. La rottura delle trattative potrebbe portare all´astensione
dal lavoro di piloti e assistenti di volo autonomi, che hanno chiesto un
incontro immediato con il governo. BRERA E CILLIS A P
( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
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Pagina
13 - Economia Alitalia, autonomi sul piede di guerra
"Epifani ritiri la firma dall´accordo". Fantozzi: offerta Cai
irrevocabile per un mese Il fronte del "no" si incrina: gli
assistenti Anpav lasciano l´assemblea PAOLO G. BRERA ROMA - In quattro ore di
«assemblea molto arrabbiata» il fronte del "no" all´offerta
presentata dalla Cai per l´Alitalia perde il pistone
dell´Anpav ma rilancia una battaglia che si annuncia durissima, minacciando di
fatto la regolarità dei voli se il governo e la Compagnia aerea italiana non
riapriranno immediatamente il tavolo delle trattative. Il documento finale,
composto da due mozioni «votate all´unanimità» ieri pomeriggio nella mensa di
Fiumicino da Up, Avia, Anpac e Sdl, non solo «rifiuta l´accordo del 31 ottobre»
-trovato con la mediazione del governo - ma concede ampio mandato a
«predisporre immediatamente ogni azione sindacale utile alla cancellazione» del
lodo Letta. E l´assemblea indica la «necessità di indire frequenti assemblee
per aggiornare i lavoratori sulla situazione e per prendere le decisioni
conseguenti», una formula utilizzata in passato per eludere le regole
rigidissime che disciplinano gli scioperi nel trasporto aereo. Sul documento
manca la quinta sigla, l´Anpav: il presidente Massimo Muccioli è stato
costretto a lasciare l´assemblea tra fischi e insulti di chi gli contestava
d´aver firmato per primo, a settembre, l´accordo con Cai. «Hanno avuto un
contratto vantaggioso - dice il presidente dell´Up, Massimo Notaro - più la
defiscalizzazione e gli incentivi: com´è che Cai ha ancora bisogno di ridurre
il costo del lavoro, già bassissimo? Questo è un progetto nano per un´Alitalia piccola in una nazione povera». Per questo
contestano l´adesione della Cgil, chiedendole un passo indietro con il ritiro
della firma in nome «delle dichiarazioni più volte rilasciate dal segretario
Epifani» su «democrazia e rappresentanza sindacale». Chiedono il ripristino di
«corrette relazioni industriali e sindacali con chi rappresenta realmente i
piloti e degli assistenti di volo e di terra». Cioè proprio il fronte del
"no": «Rappresentiamo il 90% di questi lavoratori - domanda il
presidente dell´Anpac, Fabio Berti - com´è che sono state fatte scelte così
devastanti escludendoci?». «Ogni forma di stesura dei contratti collettivi di
lavoro unilaterale e non condivisa», avvisa l´assemblea, deve essere rigettata
senza discussioni, e le trattative ripartano al più presto mirando «alla
massima tutela occupazionale, anche con il ricorso a un esteso part-time». In
serata arriva la replica di Alitalia:
«L´offerta presentata da Cai per l´acquisto di complessi di beni e contratti di
"Alitalia linee aeree italiane", di "Alitalia
servizi", di "Alitalia express", di "Alitalia
airport" e di Volare è vincolante e irrevocabile fino al 30 novembre, ed è
unica e inscindibile per cui l´accettazione sarà efficace solo se riferita alla
stipulazione di tutti i contratti». Anche quelli con i piloti e gli
assistenti di volo riuniti nel fronte del "no", insomma, coi quali
dunque è opportuno riaprire il dialogo. Se ciò non avverrà, i tempi cupi
potrebbero estendersi ai passeggeri, come è accaduto ieri nello scalo
palermitano Falcone-Borsellino in cui i dipendenti della ex compagnia di
bandiera e di Alicos hanno bloccato i check-in per protesta contro i tagli
annunciati da Cai, un centinaio dei 160 dipendenti nel capoluogo siciliano.
«Palermo di fatto diventa un aeroporto di secondo livello», accusa Maurizio
Calà (Cgil).
( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
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13 - Economia Il pilota La hostess Il tecnico Le quattro ore di assemblea di
piloti, hostess e personale di terra Tra i ribelli di Fiumicino spintoni,
lacrime e bimbi "Pronti a bloccare i voli" Qui dobbiamo svegliarci,
fare casino altrimenti "ce se magnano" Sono qui con mia figlia perché
non posso certo lasciarla sola. E come me ci sono tante mamme volanti Il
governo vuole mettere in ginocchio tutti i lavoratori d´Italia e non solo noi
della Magliana LUCIO CILLIS ROMA - Andrea non sembra
interessato al destino di Alitalia. Eppure è lì anche lui,
nella sala mensa di Fiumicino dove dalle 14,30 iniziano a confluire piloti in
maniche di camicia, hostess in jeans attillati, dipendenti di terra con la
passione della moto e il braccio infilato nel casco. C´è anche il personale in
divisa che attende l´inizio dell´assemblea fissato per le 15. Ci sono
piloti con la camicia bianca e la giacca appoggiata su una sedia sgangherata,
le hostess in tailleur verde che si salutano. Dietro i sorrisi, però, c´è
rabbia, tensione. Le piste non sono lontane, e nonostante la crisi, sia pur con
fatica, la ragnatela dei voli Alitalia regge. Alcuni
dipendenti vanno di fretta, salutano alla spicciolata: «Prendo servizio tra
poco, mi dispiace» dice ad un gruppetto di colleghi una assistente di volo sui
trent´anni che trascina un trolley. Lei, capelli scuri e ben curati, quasi si
commuove nell´imboccare l´uscita lasciando ad altri l´onere di una decisione.
Andrea, nel frattempo, si muove freneticamente sul suo passeggino blu. Ha due
anni. Come tanti compagni di avventure presenti lì, pensa solo a giocare mentre
altri bimbi si rincorrono in uno spazio delimitato da tante mamme in divisa. Il
piccolo piange, in mezzo al frastuono dei megafoni e delle voci di fondo di
circa 2mila dipendenti della Magliana che a gruppetti divisi per categorie,
discutono animatamente del loro incerto futuro. Ecco un´altra "mamma
volante", di quelle che Cai, secondo l´accusa, preferirebbe non assumere
per non avere problemi. Ha in braccio una bimba piccola: «Sta qui con me,
certo, non potevo fare altrimenti...» dice. Piloti, hostess, steward e tecnici
cominciano ad applaudire. Chiedono che inizi l´assemblea della resa dei conti,
quella che deve sancire la separazione ormai conclamata con i confederali e
spiegare cosa sta succedendo. Qui, nella mensa, uno stanzone vissuto e
dall´igiene in bilico, con i tavoli di plastica consumata dal tempo, si sono
viste decine di crisi Alitalia. Questa è anche
l´assemblea che vuole scegliere in che modo rispondere a Cai e al governo.
Magari con le maniere forti, come chiede qualcuno: «Aho - dice un pilota col
fisico da rugbista, puntando il dito dritto sulla faccia di un collega - ma che
cazzo dici? Calmi? Qui dobbiamo svegliarci, fare casino altrimenti ce se
magnano. Capito?». La tensione è palpabile. E le mani ad un certo punto
cominciano ad alzarsi e ci scappa, in mezzo alla calca, una mezza rissa, subito
sedata. Segno di una rabbia e un malcontento di cui si dovrà tenere conto per
evitare il collasso del sistema aereo nazionale. Qui, è bene dirlo, i
giornalisti non sono ben visti, men che meno ammessi a partecipare. Sono quasi
tutti relegati all´esterno. Qualcuno (una donna) urla: «Se ne trovate
(giornalisti) fateli uscire a costo di spingerli per le scale, ci hanno
disegnato come una categoria di privilegiati». No, non è così, e non possono
certo fare scandalo i 1.300 euro al mese che in media - piloti esclusi -
guadagna un dipendente Alitalia. Sono passate le 15.30
e finalmente inizia il confronto più aspro che la storia della Magliana possa
ricordare. Uno ad uno, parlano tutti i rappresentanti delle sigle autonome che
hanno girato le spalle a Berlusconi e agli schemi contrattuali proposti da Cai.
Fischi e parolacce non mancano quando si parla dei confederali. Voci dal palco:
«La Cgil? Ci deve ripensare, deve fare un passo indietro e venire con noi».
Applausi a scena aperta. Ci sono due anime tra la folla che partecipa. C´è chi,
tra gli arrabbiati, vorrebbe «il blocco entro 24 ore» e chi più freddo,
dall´alto di una carriera decennale in cabina, chiede calma: «Quella calma che
ci hanno insegnato a mettere in moto prima di reagire». Sul palco improvvisato,
nascosto da centinaia di teste, prende posto Massimo Muccioli il presidente di
Anpav, una sigla degli assistenti di volo. Non riesce a far sentire voce e
ragioni: viene subissato da fischi e improperi. Allora urla anche lui per farsi
sentire ma il dialogo è interrotto e lascia amareggiato la sala. Il fronte del
no perde un pezzo su cinque sigle. Cominciano a fioccare gli interventi. Un
addetto di terra, in particolare, punta l´indice sul governo Berlusconi «che
vuole fare carne di porco della categoria e del lavoro in Italia, non solo qui
alla Magliana». E lamenta anche «il totale disinteresse verso i colleghi
precari e quelli dell´indotto che non percepiscono già dal mese scorso lo
stipendio». Duro l´Sdl e anche i piloti Fabio Berti e Massimo Notaro, Antonio
Divietri di Avia e tutti gli altri leader autonomi che riescono a tenere a
bada, anche se per i capelli, l´assemblea. Ma alla fine, dopo 4 ore, il popolo
di Alitalia è su una rotta ben definita: le parole
magiche sono "mobilitazione", "assemblee",
"condivisione" con i colleghi delle prossime mosse. Che si
preannunciano amare per tutti, passeggeri compresi.
( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
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XIV - Roma Le virtù della globalizzazione summit di economisti a Frascati
Appuntamento a Frascati. Perché non c´è solo il pensiero tremontiano. E il crollo
delle merchant bank non è il fallimento della globalizzazione. Per due giorni,
il 20 e 21 novembre, Glocus, il think tank democratico, di Linza Lanzillotta,
già ministro di Prodi e assessore nelle due giunte Rutelli, ha deciso di
riunire un gruppo di economisti, politici, banchieri, intellettuali per
declinare la crisi mondiale senza i paradigmi del tremontismo. Va da sé che non
ci sarà il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il quale, ormai sedotto dal
revival dell´economia sociale di mercato, riscoperta - ma solo a parole - dal
ministro di Via XX settembre, ha detto qualche giorno fa: «Dobbiamo liberarci
dall´ideologia mercatista e guardare in faccia la realtà». E per guardare in
faccia la realtà, ma da un altro punto di vista, Glocus ha chiamato a Frascati
il bocconiano Francesco Giavazzi. Che a Tremonti ne ha perdonate poche: non i
dazi e il protezionismo, amati dai neo-conservatori di ogni latitudine; non gli aiuti statali all´Alitalia,
mascherati in tante forme e già visti negli anni Ottanta con il caso Alfa
Romeo; non i tagli, che - come ha scritto - «applicati pro-quota colpiranno in
egual misura un po´ tutti: sia le attività che sono puri sprechi sia quelle che
dovrebbero essere potenziate». Accanto a Giavazzi, forse uno degli
ultimi liberisti doc: Daniel Gros, direttore del Centro studi per le politiche
europee di Bruxelles. Lui, di fronte all´attivismo di chi (compreso il nostro
ministro dell´Economia) vorrebbe cambiare tutte le regole del gioco, è stato
tranchant: «Bisognava pensarci prima. Adesso non serve più». Ora serve
concretezza e meno ideologia. Anche quella "anti-mercatista". A
Frascati è stato invitato pure Alessandro Profumo, numero uno di Unicredit, il
banchiere poco "di sistema" e po´ anche di sinistra, che ha pagato
più degli altri l´effetto domino dei subprime. Molto meno - certo - della
fallita Lehman Brothers. Che ai Castelli, in qualche modo, ci sarà: con
Francesco Caio, già vicepresidente della sezione internazionale della banca
d´affari. E parlerà - appunto - di "buone e cattive notizie dalla
globalizzazione". r.maniarepubblica.it
( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
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I - Palermo I sindacati: "Il piano declassa l´aeroporto". L´assessore
ai Trasporti: "Impegno del governo per aiutare gli
addetti" Alitalia, il no di Punta Raisi Assemblea contro il taglio di cento
dipendenti. Disagi ai check-in I dipendenti Alitalia di
Palermo dicono no al piano di Cai: ieri i lavoratori hanno manifestato
all´aeroporto Falcone Borsellino. Prima un´assemblea, poi la decisione di
rallentare le operazioni di imbarco, bloccando sei dei sette check-in
solitamente aperti con inevitabili code. «Lo scalo palermitano è stato
declassato da Cai ingiustamente - denunciano - perché i politici siciliani
stanno a guardare?». I 42 dipendenti a tempo determinato non saranno
confermati, mentre solo sessanta dei 174 lavoratori in pianta organica conserveranno
il posto di lavoro. Il caso Palermo diventa anche un caso politico con il Pd
che chiede a Regione e Comune di intervenire per salvare l´aeroporto.
L´assessore ai Trasporti Giambattista Bufardeci assicura che sosterrà la
vertenza dei lavoratori: «Sono al loro fianco». SARA SCARAFIA A P
( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
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II - Palermo Tagli a Punta Raisi scoppia la protesta cortei e disagi ai
check-in La paura dei lavoratori per i 100 esuberi annunciati Pd e Cgil:
"Scalo declassato" SARA SCARAFIA I 42 dipendenti a tempo determinato
sono di fatto già a casa, mentre solo sessanta dei 174 lavoratori in pianta
organica conserveranno il posto di lavoro. Ieri, per la
prima volta, i dipendenti Alitalia di Palermo hanno
manifestato all´aeroporto Falcone Borsellino per dire no al piano di Cai. Prima
un´assemblea, poi la decisione di rallentare le operazioni di imbarco: per
tutto il pomeriggio ha funzionato solo uno dei sette check-in solitamente
aperti. Tutte le altre postazioni sono state occupate dai lavoratori che
chiedono tutele per il loro futuro: «Lo scalo palermitano è stato declassato da
Cai ingiustamente - denunciano - perché i politici siciliani stanno a
guardare?». Il caso Palermo diventa anche un caso politico con il Pd che chiede
a Regione e Comune di intervenire per salvare l´aeroporto. L´assessore ai
Trasporti e vice presidente della Regione Giambattista Bufardeci assicura che
sosterrà la vertenza dei lavoratori: «Mi metterò subito in moto per cercare di
aiutare sia i dipendenti dell´aeroporto che quelli del call center Alicos -
dice Bufardeci - sono al loro fianco». All´aeroporto ieri il clima era teso. I
passeggeri in partenza si muovevano tra bandiere e cori. Da un lato c´erano le
hostess di terra e gli operai che si occupano delle operazioni di imbarco e di
sbarco, dall´altro un gruppo di dipendenti Alicos che rappresentavano i 1.600
lavoratori del call center. Slogan, bandiere e cartelli per chiedere certezze
nel futuro, mentre ai check-in c´erano lunghe code di passeggeri che,
nonostante i disagi, hanno solidarizzato con i manifestanti. Del resto,
nonostante fosse aperto un solo sportello, i voli per Roma e Milano sono
partiti in orario. I dipendenti guardano a Cai - che subentrerà a Alitalia - con terrore: un centinaio di lavoratori, secondo
il piano presentato dalla cordata, da dicembre sarà in cassa integrazione. «è
inaccettabile - dice il segretario generale della Filt Giacomo Rota, che guida
la protesta - Cai ha deciso che Palermo non sarà più uno scalo strategico con
tutto quello che questo comporterà per i palermitani e per la Sicilia
occidentale. Hanno deciso di trattare lo scalo palermitano come uno scalo
turistico: la conseguenza sarà che solo sessanta dei 174 lavoratori
conserveranno il posto di lavoro. Per non parlare poi dei precari: per anni,
pur lavorando con contratti in perenne scadenza, hanno garantito i servizi».
Oggi alle 4,30 del mattino i lavoratori saranno ancora una volta in aeroporto a
manifestare «per cercare di intercettare i politici in partenza per Roma»,
mentre domani l´appuntamento è in piazza Pretoria davanti a Palazzo delle
Aquile. Nunzio Vitale, operaio Alitalia, sta per
sposarsi. «Lavoro da precario per la compagnia da sei anni - racconta - per ben
dieci volte i contratti sono scaduti e mi sono stati rinnovati. Il 31 ottobre,
però, è scaduto l´ultimo. Ma non ci sarà nessun rinnovo. Né per me, né per gli
altri 41 operai a tempo determinato. è incredibile ritrovarsi da un giorno
all´altro senza un lavoro». La paura attanaglia anche gli assunti che rischiano
di passare il Natale in cassa integrazione. Michele La Rosa, padre di quattro
figli, il più piccolo di appena quattro anni, lavora all´Alitalia
dal 1996. «Dopo dodici anni di servizio non so se dal primo dicembre avrò
ancora un lavoro», dice. Monia Maiorana, 29 anni, hostess di terra, è stata
assunta ad aprile dopo otto anni di precariato. Sognava un futuro sereno, un
matrimonio, dei figli. «Mi sentivo finalmente felice - dice - adesso di certo
sarò tra le prime a finire in cassa integrazione». Anche Rosalba Vella ha
ventinove anni. Lei è una dei 1.600 assunti all´Alicos, il call center della
compagnia aerea. «Lavoro all´Alicos da sette anni - dice - adesso che ho quasi
trent´anni rischio di perdere il lavoro. Io e miei colleghi cresciuti
rispondendo ai viaggiatori Alitalia di tutto il mondo
abbiamo diritto a un futuro sereno». Angela Biondi, segretario generale della
Slc Cgil di Palermo, segue la vertenza degli operatori del call center. «Sul
destino di questi lavoratori non è stata spesa nemmeno una parola - dice -
nessuno si è preoccupato di spiegare che ne sarà di Alicos e dei suoi
dipendenti, nonostante Alitalia abbia il 40 per cento
delle azioni. I posti di lavoro vanno salvaguardati». Maurizio Calà, segretario
della Camera del lavoro, chiede alle istituzioni di intervenire: «Bossi riesce
a difendere Malpensa, la classe politica palermitana difenda l´aeroporto di
Palermo e il call center». Ieri il Pd è sceso in campo a fianco dei dipendenti.
Per Pino Apprendi, deputato regionale, «il governo regionale deve contrastare i
tagli occupazionali», mentre il deputato nazionale Alessandra Siragusa ha
presentato una interrogazione sul futuro dei dipendenti Alicos. Tonino Russo,
vice presidente del Pd in Sicilia, chiede il rilancio dello scalo, mentre il
consigliere comunale Maurizio Pellegrino proporrà una seduta straordinaria di
Sala delle Lapidi dentro all´aeroporto. Ieri a protestare c´erano anche quattro
lavoratrici della biglietteria Merdiana licenziate dopo che la compagnia ha
ceduto il servizio a Gesap: «Gesap ci aveva assicurato il posto di lavoro -
dice Teresa Venniro, che ha perso il lavoro dopo quindici anni mentre era in
maternità - invece ci hanno dato il ben servito». Maria Valentina Catalano si è
appena sposata: «Qualcuno ci aiuti».
( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
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XIV - Napoli Due secoli in duemila immagini Presentata la "Storia
Fotografica d´Italia" di Wanderlingh e Salwa Dalla guerra ?15-
( da "Unita, L'" del 04-11-2008)
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Alitalia, è ancora scontro
Piloti e hostess sulle barricate Sale la tensione tra piloti e assistenti di
volo del «fronte del no», ieri riuniti a Fiumicino. Dopo tre ore l'assemblea ha
votato due documenti che rigettano l'accordo del 31 ottobre di Palazzo Chigi. «Con tutta questa
discrezionalità sulle assunzioni, l'anzianità che conta e no per i piloti, lo
sai alla fine il criterio di scelta quale sarà? La raccomandazione, perché qui
mica stiamo in Svezia, stiamo in Italia». Per questo Claudia, impiegata 45enne
di Alitalia ieri ha voluto dire no all'ultima proposta
Cai, firmata il 31 ottobre dai confederali e Ugl. Ieri con altri 1500
lavoratori, ha partecipato all'assemblea delle sigle ribelli presso la sala
mensa dell'aeroporto romano di Fiumicino. I lavoratori hanno fischiato chiunque
nominasse la parola Cai, hanno battuto le mani ai sindacalisti che dicevano
«Ora basta» e infine deciso di adottare la linea della fermezza: «O Cai riapre
un tavolo o sarà protesta dura» ha detto Andrea Cavola dell'Sdl. Dopo quattro
ore di lavori a porte chiuse, parole grosse contro i giornalisti-servi e il
leader dell'Anpav Massimo Muccioli, costretto ad abbandonare la sala,
l'assemblea di Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl, ha votato due mozioni
all'unanimità. La prima voce della prima mozione dà mandato alle cinque sigle
di intraprendere «tutte le azioni sindacali utili a cancellare l'accordo del 31
ottobre». Alle stesse sigle la mozione chiede di trattare con Cai e il governo
per rimodulare il piano assunzioni in modo da contrattualizzare, anche usando
il part time, quanti più lavoratori possibile. La seconda mozione, invece,
chiede alla Cgil di ritirare la firma del 31 ottobre. Uno spiraglio per il
dialogo c'è, dunque, ma è davvero l'ultimo. Altrimenti sarà sciopero. Bocciata
la linea oltranzista che voleva mobilitazione subito e tra i lavoratori, a un
certo punto, volano anche due schiaffi. Un giornalista vede: in 20 gli intimano
a muso duro di allontanarsi. La linea che vorrebbe subito lo sciopero resta una
proposta di pochi che non si traduce neppure in un foglio scritto e non arriva
ai voti: «Non potevamo farci vedere divisi» - spiega una fonte sindacale.
Dunque si finisce con due mozioni votate all'unanimità e il segretario generale
dell'Sdl Andrea Cavola che con gli altri leader sindacali, dice no alla
mediazione del governo chiedendo a Cai di tornare al tavolo: «Non è possibile
che ogni volta si chiami zio Letta come arbitro, la Cai deve venire al tavolo
con noi». Intorno hostess, steward, piloti. Non gli va giù che Cai applichi la
legge 104 solo ai figli minori, o che Cai si impegni ad assumere solo donne e
lavoratori, in congedo obbligatorio. «E poi - lamentano - non c'è il rispetto
del contratto Air One a cui rimandavano gli accordi di settembre, per quanto
riguarda le indennità di trasporto e le indennità notturne e i giorni di
ferie». Ultima chiamata per Cai, urlata ieri da hostess e piloti. GIOIA
SALVATORI ROMA gioiasalvatori@libero.it
( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
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XVIII - Milano Una difesa targata Inter per arrivare fino in vetta Il vincitore
assoluto sarà premiato a fine campionato con una Fiat 500 Ogni martedì
risultati e classifiche del campionato di calcio virtuale LUIGI BOLOGNINI SI
può vincere al Fantacalcio anche avendo due insufficienze in squadra. Per
informazioni chiedere a SqdFantarobby9, che vince la classifica di giornata per
Milano e provincia con un bell´85 un po´ frenato dal 4 di Julio Cesar e dal 5,5
di Ferreira Pinto. Ma quando si hanno quattro gol in campo e un quinto ti entra
dalla panchina c´è poco che può frenarti: Maicon, Cordoba, la doppietta di
Acquafresca e in più Conti, subentrato a Montolivo. E la rete del
centrocampista del Cagliari dà lo sprint decisivo per battere il team Come l´Alitalia (autoironia o scarsa fiducia nei proprio mezzi? Comunque Alitalia va ben peggio), che ironicamente aveva quasi tutti gli stessi
marcatori: proprio Conti, ma anche Maicon e Acquafresca, a cui aggiungere
Bellucci. La differenza l´hanno fatta i voti dei giocatori che non hanno
segnato, su tutti il 5 di Delvecchio. A livello nazionale è duello tra
Milano e Roma: se è in testa, con 778 punti la romana soulful, è vero che al
secondo posto a quota 772 c´è la milanese Fantapippa03, che ovviamente è anche
la primatista della provincia. Adesso bisogna già pensare all´undicesimo turno,
quello che si disputerà nel prossimo fine settimana. Non prima, però, di un
turno di Coppa che può regalare infortuni e turnover. Per questo fino alle
17.30 di sabato 8 (che è il termine ultimo anche per dare le formazioni per la
nuova sfida) sarà possibile modificare la propria fanta-squadra, almeno per i
106mila fanta-presidenti che hanno iscritto una squadra al gioco di Repubblica.
E chi non è iscritto? Non è mai troppo tardi. Basta registrarsi sul sito
fantacalcio. repubblica. it e seguire le istruzioni per ricevere immediatamente
un bonus di 68 punti per ogni turno già disputato. Iscrivendosi da oggi si
parte da quota 680, quindi: un bottino mica male per concorrere non solo per le
classifiche di turno, ma anche per quella generale (che a fine stagione
premierà il manager campione con una Fiat 500). Da domani sul sito milano.
repubblica. it saranno pubblicate tutte le graduatorie dei milanesi.
( da "Messaggero, Il" del 04-11-2008)
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Martedì 04 Novembre 2008 Chiudi ROMA Il fronte del «no» boccia
l'accordo sui contratti tra Cai e sindacati per la nuova Alitalia. Piloti e assistenti
di volo fanno scattare la mobilitazione. Il fronte però non sembra più
compatto: l'Anpav ha abbandonato l'assemblea.
( da "Corriere della
Sera" del
04-11-2008)
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Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-04 num: - pag:
3 categoria: REDAZIONALE Gianni Puglisi, rettore Iulm «Non è il '68.
Contestazioni manovrate» «Sono stato uno dei capi del '68. Non me ne vanto,
almeno per intero. Comunque, dicevo, nel '68 c'ero. E c'ero nel '77, c'ero
nell'88, ero preside di Facoltà... Proviamo a immaginare dove vuol arrivare:
non è il caso di fare confronti tra queste e quelle contestazioni, tra questi
giorni e quegli anni. «Io, oggi, un grande movimento studentesco, proprio non
lo vedo. Anzi: i ragazzi vorrebbero creare un crescendo di iniziative. Qui, mi
pare più uno smosciando ». E però qualcuno dice, a proposito dei contestatori:
almeno questa benedetta gioventù considerata senz'anima e spina dorsale si fa
sentire, si dà da fare, s'è svegliata. «Domanda: si sono svegliati o piuttosto
sono stati svegliati?». Alla sua domanda, Gianni Puglisi non risponde («No, non
spetta a me»). A Puglisi — rettore dello Iulm e vicepresidente Crui, la
Conferenza dei rettori delle università italiane —, del resto, interessa dire,
e sottolineare, una cosa soprattutto: «Di spazio per il dialogo, ce n'è».
Esempio? «Molti giovani, spontaneamente, in passato, sono venuti da me,
all'improvviso, per un confronto. Li ho ricevuti, abbiamo discusso. E non c'è
stato nessun problema. Nessuno». Niente blitz, niente occupazioni... «Aspetti
un attimo. Occupazioni... ripeto, io che nel '68 c'ero, insomma, le occupazioni
sono un'altra cosa... Oppure prendiamo il Politecnico, ieri. Magari c'era
qualcuno agitato, ma poi? è finita lì. Credo sia il caso da parte di tutti
quanti di abbassare i toni. Di non accostare, nelle critiche, nelle offese, nelle generalizzazioni, l'Alitalia e
l'università, i piloti degli aerei e i baroni». Chi li accusa dice che sia i
piloti sia i baroni hanno i loro bei privilegi. E che privilegi. «Non siamo
sullo stesso piano. A cominciare dagli stipendi...». Professore, gli atenei
hanno ugualmente una lunga fila di guai... «Allora, c'è una
questione-università? Bene. La politica ne prenda finalmente atto e inizi una
seria concertazione. E, davvero, smettiamola di demonizzare gli atenei e chi ne
fa parte. Nell'università ci sono i buoni e i cattivi, i talentuosi e quelli
privi di talento, i bravi e i brocchi. Ovunque è così, in tutti i mestieri, e
lei che fa il giornalista immagino mi capisca». Andrea Galli
( da "Messaggero, Il" del 04-11-2008)
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Martedì 04 Novembre 2008 Chiudi Piloti e hostess bocciano
l'accordo. Ma l'Anpav lascia l'assemblea Alitalia,
si mobilita il fronte del no
( da "Messaggero, Il" del 04-11-2008)
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Martedì
04 Novembre 2008 Chiudi di MAURIZIO COSTANZO ANCHE la Roma, che inanella una
sconfitta dopo l'altra e che tracolla verso la serie "B", attiene
all'attualità. L'Alitalia stenta a decollare, addirittura rischia di rimanere ferma
nell'hangar, mentre la Roma ha sbagliato direzione di marcia e anziché verso
Nord, va verso Sud; anziché salire, scende. Mentre il governo può intervenire o
cercare di intervenire, sui problemi Alitalia, per
quelli della Roma forse non vale nemmeno un viaggio della speranza a Lourdes.
O ad altro santuario, a scelta. Non da improvvisatori, dato che li abbiamo già
conosciuti.
( da "Messaggero, Il" del 04-11-2008)
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Martedì
04 Novembre 2008 Chiudi Dottor Gervaso, tutti i suoi lettori aspettano con
ansia di poter riprendere la lettura delle sue risposte nella rubrica "A
tu per tu". Ci dia un segnale. Buona convalescenza. Antonio Fantini
Lanciano (CH) fantinil@libero.it Caro Dottor Gervaso, spero le possa giungere
l'espressione della mia solidarietà, nonché l'augurio di rimettersi presto in
piedi. Certo, alla nostra età, la ricarica delle batterie avviene più
lentamente. Io stesso me ne sono accorto quando, mesi fa, ho dovuto farmi
operare di ernia inguinale, per mia fortuna bilaterale, sicché, se non altro,
grazie alla simmetria delle due cicatrici di dodici centimetri ciascuna,
l'estetica non è stata compromessa. Auguri e un cordiale saluto. Antonio
Benazzo abenazzo@hotmail.com - Caro Dottor Gervaso, spero che stia bene e torni
presto a farci sorridere e riflettere ogni giorno con le sue pillole di vita
vissuta. Antonella Izzo antonellaizzo1971@libero.it Grazie, cari amici. Lettere
augurali e sollecitazioni a riprendere questa rubrica ne ho ricevute uno
sterminio. Mi hanno fatto un immenso piacere e le custodirò come reliquie nel
mio ormai sovraffollato archivio. Quando, alla fine di aprile, vi annunciai la
sospensione provvisoria della rubrica, pensavo che in un paio di settimane
avrei ripreso la penna in mano e sarei tornato fra voi. L'intervento cui dovevo
sottopormi - una protesi totale al ginocchio - era delicato, sì, come tutti gli
interventi, ma di routine (decine di migliaia d'italiani, non più nel fiore
degli anni, lo subiscono). L'ortopedico cui mi sono affidato è un fuoriclasse e
in sala operatoria tutto è filato liscio. Poi, le complicanze: un'importante
anemia, seria e ostinata, mi ha costretto all'inattività per tutto questo
tempo. Molto me ne ha portato via anche la riabilitazione. Oggi, a cose fatte,
a fastidiosi imprevisti superati, dopo una lunga e meritata vacanza, rieccomi
in sella, con un ginocchio nuovo, che non mi costringerà più ad appoggiarmi a
un bastone, a un amico, a mia moglie. In caso di bisogno o d'incendio, potrò
fuggire con le mie gambe. L'esperienza passata mi ha vieppiù convinto (ma, in
fondo, lo sono sempre stato) che la "salute è uno stato provvisorio che
non lascia presagire niente di buono". A parte i dolori al ginocchio e la
difficoltà deambulatoria, prima di consegnarmi fiducioso al professor
Cherubino, preside della Facoltà di Medicina di Varese, mi sentivo un leone.
Avrei dovuto insospettirmi e, invece, ho pensato che questa condizione fosse
normale. E così ho affrontato l'intervento a cuor leggero. Non lo farò più.
Alle prime avvisaglie di benessere, mi metterò a letto e, se lo stato di grazia
dovesse persistere, mi ricovererò. In questi mesi è successo di tutto, fino alla penosa telenovela dell'Alitalia, allo
tsunami borsistico, alle zuffe sulla riforma scolastica Gelmini. Ad aprile il
Cavaliere aveva già vinto le elezioni con un'inequivocabile maggioranza. Le
sorti del Campidoglio, invece, non erano ancora state decise. I pronostici
aggiudicavano la palma a Rutelli, ma i quiriti lo hanno trombato.
Alemanno ce l'ha fatta, e ce l'ha fatta, come si dice, "alla grande".
Il leader di Alleanza Nazionale, confluita con Forza Italia nel Popolo delle
Libertà, ha capito quello che il "piacione Franciasco" non aveva
capito: che i romani non ne potevano più di buonismo, che non è sinonimo di
bontà e di altruismo. Non ne potevano più di permissivismo, di corriva
tolleranza. Il delitto di Tor di Quinto (la signora Reggiani aggredita,
stuprata, uccisa da un rom) li aveva turbati, preoccupati, indignati. L'Urbe,
checché ne dicano i bardi e gli agit-prop degli ultimi due sindaci
"progressisti", non è stata, sotto il loro "regno", un'oasi
di ordine, di pulizia, di efficienza. E non me ne vogliano l'attuale leader del
Partito Democratico, l'effimero Walter Veltroni, e l'ineffabile ex radicale, ex
verde, ex tutto, Francesco Rutelli. Non che ai quiriti non piacciano le
maratone, le notti bianche, i concerti in piazza, le chiacchiere e il fumo dei
suoi ecumenici amministratori. Gli piacciono, ma a una condizione: che il resto
funzioni, che il cittadino possa rientrare la sera a casa senza il rischio,
anche in pieno centro, di essere scippato o rapinato. Non abbiamo niente contro
gli immigrati che nella "Città Eterna" non si contano. Quelli con il
permesso di soggiorno e un lavoro - l'abbiamo scritto mille volte - siano i
benvenuti. I clandestini, no. O si mettono in regola o tornano a casa. La
malavita nostrana ci basta e avanza. Non abbiamo bisogno di manodopera
criminale forestiera. Queste cose Alemanno le ha capite e, ciò che più conta,
le ha fatte capire ai romani. È un leader con fior di attributi, che non si
perde in chiacchiere e non promette la luna nel pozzo. Se riuscirà a pelare tutte
le gatte ereditate dai predecessori, non so. Quel che so è che ci proverà.
Senza demagogiche ruffianerie, senza caramelloso evangelismo.
atupertu@ilmessaggero.it
( da "Corriere della
Sera" del
04-11-2008)
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autore: di FABRIZIO RONCONE categoria: REDAZIONALE
Trattativa Alitalia Il racconto della riunione segreta dominata da Berti Insulti e
mozioni: tra i piloti del no in assemblea ROMA — Insulti, spinte, tensione:
l'assemblea del fronte del «no», vista dall'interno, è stata tutto questo, ma è
stata anche un piccolo capolavoro del comandante Fabio Berti, gran capo
dell'Anpac, abile e spregiudicato. Parte all'attacco, poi frena. E la
mozione finale unitaria apre alla trattativa. ALLE P
( da "Corriere della
Sera" del
04-11-2008)
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categoria: REDAZIONALE Il fronte del «no» resiste «Via l'accordo di ottobre» Ma
l'Anpav si dissocia. La richiesta di riprendere i negoziati con Cai Pressing
degli autonomi sulla Cgil contro il lodo Letta. Il commissario: l'offerta Cai è
valida fino al 30 novembre ROMA — C'è anche lo sciopero tra gli strumenti di
lotta che i quattro sindacati, Anpac, Up, Sdl e Avia, non firmatari degli
accordi con Cai, hanno individuato nell'assemblea di oltre tre ore tenutasi, a
porte chiuse, nella mensa di Fiumicino. Quanto alla quinta sigla che si era
autoesclusa a Palazzo Chigi, l'Anpav, sindacato cui sono iscritti 545
assistenti di volo su 4 mila, il suo rappresentante, Massimo Muccioli, ha
lasciato l'assemblea perché sommerso da fischi e insulti. Muccioli era stato il
primo del fronte del no a firmare l'accordo- quadro proposto da Cai (Compagnia
aerea italiana) a settembre. E sempre per aver firmato, sia pure in un secondo
momento, sono stati fischiati anche gli altri quattro sindacati. Insomma
l'assemblea ieri ha espresso posizioni molto intransigenti che non si sono
tradotte però in un'azione di lotta precisa, forse per debolezza, forse per
senso di responsabilità. I lavoratori hanno dato mandato ai sindacati di predisporre
«ogni azione sindacale utile a cancellare l'accordo del 31 ottobre » contro cui
il voto è stato unanime. Ma è passata anche una seconda mozione con cui si
chiede alla Filt-Cgil di ritirare la firma al «lodo Letta», la formula che
rimette al sottosegretario alla presidenza del Consiglio la mediazione sulle
difformi interpretazioni degli accordi. Una manovra insidiosa, quella
dell'assemblea, che sembra puntare a coltivare i forti malumori della categoria
in seno al maggiore sindacato. Sempre ieri il commissario straordinario Augusto
Fantozzi ha fornito ulteriori informazioni sull'offerta Cai, «vincolante e
irrevocabile fino al 30 novembre», giorno previsto per l'esecuzione della
stessa. Corrispettivo, modalità e termini, però, rimarranno coperti finché il
«perito indipendente», Banca Leonardo, non avrà trasmesso la propria
valutazione. L'offerta riguarda beni, contratti, crediti e debiti. Tra i primi
ci sono gli aerei, anche ipotecati, i motori, i macchinari e le automobili.
Sono compresi anche i marchi, i nomi di dominio, le informazioni aziendali e il
know-how tecnico-industriale, i sistemi informatici e le banche dati. C'è poi
il capitolo dei diritti di atterraggio e decollo, utilizzati o meno (non si
cederanno dunque, slot liberati), e tutti i diritti di sorvolo e di traffico,
utilizzati o meno, tranne quelli del cargo. Per quanto attiene ai contratti,
Cai assumerà tutti quelli necessari per assicurare «il trasporto aereo senza
interruzioni », una spiegazione che sembra diretta a escludere che il trasferimento
degli stessi prefiguri quella «continuità» su cui l'Ue indaga. I debiti sono
quelli che derivano dalle ipoteche sugli aerei che verranno così cancellate.
Secondo indiscrezioni ammonterebbero a 650 milioni. L'offerta prevede infine
una serie di «operazioni preliminari » all'esecuzione: la
stipula dei contratti tra Cai e Atitech, e Cai e Alitalia
Manutenzione. La Nuova Alitalia è disponibile infine ad assumere una partecipazione di minoranza
nella società cui verrà ceduto il cargo. Rallenta invece il fronte delle
alleanze: Air France-Klm resta in prima linea, ma l'offensiva della Lega si fa
sentire. Il 1Ë? dicembre, data di partenza convenzionale della Nuova Alitalia, la compagnia potrebbe partire con due alleanze
opposte: la Skyteam che farebbe capo alla Vecchia Alitalia
e la Star Alliance, portata in dote da Air One. Fischi alle firme Per protesta
con le firme sull'accordo quadro con Cai, fischi all'Anpav e alle altre sigle
sindacali Antonella Baccaro
( da "Corriere della
Sera" del
04-11-2008)
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categoria: BREVI 12.566 i dipendenti dell'Alitalia che
verranno assunti dalla Cai e che confluiranno nella Nuova Alitalia
dal 1Ë? dicembre
( da "Corriere della
Sera" del
04-11-2008)
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della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-04 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE La storia Dentro l'assemblea Urla e mozioni, poi Berti
disse: trattiamo Il capo dei piloti prima studia la platea, poi la frena. Dal
palco: «Gli italiani non sono con noi» ROMA — Sono le sette della sera e
andiamo via dal tanfo di questa enorme sala mensa, nell'area tecnica dello
scalo respiriamo tutti finalmente l'odore buono della salsedine che arriva dal
mare, da Fiumicino: sugli appunti, quattro ore di un'assemblea prima eccitata,
nervosa, quasi irragionevole, che gridava all'insurrezione, allo sciopero, alle
barricate, e poi però di colpo piatta, mansueta, e con gli incendiari spenti, a
testa china, in un angolo. Andiamo via dopo aver votato una mozione assai
diplomatica, moderata, quasi governativa, che vince con centinaia di voti a
favore, quattordici contro e quattro, al massimo cinque (se quella mano laggiù
non è di uno che sta salutando) astenuti. Abbiamo votato pure noi perché
costretti, perché ad un certo — quando il comitato di lotta e quelli dei Cub
han cominciato a fomentare la folla di piloti, assistenti di volo e personale
di terra contro i mass-media — s'è scatenata la caccia al cronista infiltrato e
allora in due o tre abbiamo davvero dovuto metterci nella parte, e fare i finti
tonti. Ma adesso che usciamo la sensazione è precisa: quest'assemblea è stata
un piccolo capolavoro del comandante Fabio Berti, il gran capo dell'Anpac, l'ex
parà della Folgore (vicino, dicono, ad An) con moglie e tre figli e poi
soprattutto con la faccia perfetta per una fiction televisiva; ma che — viene
da scriverlo con una certa sicurezza — non è solo un fenomeno mediatico:
all'opera, in un pomeriggio sindacale delicatissimo, Berti si dimostra infatti
abile, spregiudicato e furbo. Anzi, furbissimo. Per capirci: l'assemblea
comincia con toni tosti, a porte chiuse. Fotografi e telecamere fuori. Si entra solo mostrando un tesserino dell'Alitalia. Molti dipendenti senza la divisa, alcune hostess con i
figlioletti in carrozzina. Primi interventi: Antonio Di Vietri, leader
dell'Avia (assistenti di volo), che arringa e poi, posato il microfono, si
volta e fa: «Oggi è la nostra linea del Piave. La Cai deve fare marcia
indietro sia sui contratti, sia sui criteri di scelta del personale... Vedrete,
prenderemo decisioni di lotta durissime...». Quindi tocca a Berti: che però
parte piano, laconico. Racconta la dinamica degli avvenimenti, una cronaca
asciutta, indecifrabile. Che, infatti, agita qualche animo. «Ci avete
stufato!». Poi qualche brutta parola. Poi, davanti al tavolo della presidenza,
si scatena, improvvisa, addirittura una piccola rissa. Fatta di spinte e
insulti (con due schiaffi, forse). La Gloria De Marchis, 51 anni, hostess da
( da "Corriere della
Sera" del
04-11-2008)
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categoria: REDAZIONALE Centrosinistra e proteste Di Pietro capopopolo delle
hostess. Ma Treu lo stoppa ROMA — «C'è Di Pietro, c'è Di Pietro...». A un certo
punto nella trasudante mensa di Fiumicino, dove si teneva l'assemblea a porte
chiuse dei «ribelli» di Alitalia, è corsa
la voce che il leader dell'Italia dei Valori stesse per unirsi ai lavoratori.
La notizia si è rivelata poi infondata, ma è chiaro che Tonino deve aver
lasciato il segno. Nelle lunghe giornate di settembre, quando le assemblee di
piloti e hostess erano all'ordine del giorno, e poi quel giovedì 18,
quando la folla dei dipendenti esplose in un boato alla notizia del ritiro
dell'offerta da parte di Cai (Compagnia aerea italiana), lui c'era. Con tanto
di megafono, in bilico su uno sgabello, l'ex pm arringava i presenti
minacciando di ricorrere alla magistratura per «l'estorsione aggravata» tentata
da Cai per quella che «non è una cordata ma un cappio al collo...». Allo stesso
modo, venerdì scorso, dopo la rottura di piloti e hostess, mentre si consumava
l'ennesimo dramma e l'assemblea Cai restava sospesa sul baratro, Di Pietro
caricava: «è grave l'atteggiamento intimidatorio assunto dal governo e dalla
Cai nei confronti dei lavoratori. L'Italia dei Valori esprime solidarietà ai
piloti, al personale di terra e agli assistenti di volo che pagano
l'irresponsabilità dell'esecutivo». Benzina sul fuoco. «è un'assurdità —
commenta il senatore del Pd, Tiziano Treu, già ministro del Lavoro —. Noi
democratici siamo stati storicamente contrari all'operazione Cai, ma ora andare
dietro a questi rigurgiti corporativi, mi sembra davvero un atto populista».
Pensa che Di Pietro voglia costituire il partito delle hostess? «Le hostess
invero mi sembrano un po' strumentalizzate in questa vicenda — prosegue Treu —
ma i piloti, bè, lì parliamo di corporazioni vere e proprie». Ma Di Pietro va
avanti per la propria strada e sembra avere un solo schema: rompere gli schemi.
E se adesso reclama un'asta pubblica che spazzi via la cordata Cai, a gennaio
dell'anno scorso, ancora nelle vesti di ministro delle Infrastrutture, metteva
in mora il collega dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, chiedendo che venisse
revocata immediatamente la delega a trattare con Air France-Klm concessa
all'amministratore delegato di Alitalia, Maurizio
Prato. Obiettivo dichiarato: rimettere la trattativa in mani politiche e
scongiurare l'abbandono di Malpensa. Chissà se a Fiumicino se lo ricordano...
Le critiche di Treu (Pd) L'ex ministro del Lavoro, Treu: inseguire questi
rigurgiti corporativi è populismo. Quando il leader dell'Italia dei Valori
tifava per Malpensa Antonio Di Pietro A. Bac.
( da "Corriere della
Sera" del
04-11-2008)
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della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-04 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE L'offerta Al sicuro i punti Millemiglia ROMA — I punti
«Millemiglia » sono salvi. Cai ha assunto tutti gli obblighi del programma
omonimo, compresi quelli relativi a «Alicorporate», che è
dedicato ai dipendenti delle imprese che stipulino convenzioni con la
compagnia. E a coloro che hanno comprato o compreranno un biglietto prima del
decollo della Nuova Alitalia, per voli da effettuarsi successivamente a tale data, Cai
garantisce la copertura.
( da "Corriere della
Sera" del
04-11-2008)
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categoria: REDAZIONALE Il caso Azione universitaria (An) occupa «Roma Tre». No
dai giovani di Forza Italia: gesto da condannare Tor Vergata, insulti e sputi
al pdl Bocchino Il vicecapogruppo alla Camera: brutto clima, nessuna
solidarietà dalla sinistra «democratica» ROMA — «C'erano 100 invasati intorno a
me che gridavano di tutto. Il tragitto dall'aula al cortile, dove c'era la
macchina che m'aspettava, è stato un inferno. Tra insulti, cori, sputi. Diciamo
che mi sono sentito come può sentirsi il presidente della Lazio in mezzo a 100
romanisti... ». Ora prova a scherzarci su, Italo Bocchino, 41 anni,
vicepresidente dei deputati del Pdl, ma ieri pomeriggio alla facoltà di Lettere
dell'università romana di Tor Vergata è stato contestato duramente dal
Collettivo «Lavori in corso» degli studenti. Lui era là per tenere un corso di
comunicazione politica ai ragazzi, insieme al giornalista Enrico Cisnetto e al
deputato del Pd Ermete Realacci. «Appena arrivato ricordo uno striscione:
Fantozzi alle Finanze, Manganelli alla Polizia, Bocchino all'università, ma chi
ci sta a governa'... — racconta — Poi i cori e gli insulti. Cisnetto allora s'è
indignato, s'è alzato e se n'è andato. Realacci, da parte sua, ha cercato di
calmare un po' gli animi, ma niente. In serata, mi hanno chiamato la Gelmini e
il ministro Ronchi per esprimermi solidarietà, ma proprio nessuno della
cosiddetta sinistra democratica e dialogante. Che brutto clima...». Il movimento
studentesco contro la legge 133, però, non si ferma. «Il problema dell'onda è
la risacca», si diceva ieri nell'assemblea di Fisica occupata a La Sapienza.
Perciò, ecco il rilancio: oggi, 4 novembre, in occasione della Festa della
vittoria, annunciati blitz cittadini («Sfileremo travestiti da clown contro le
buffonate della guerra») e striscioni eloquenti («Tagliate le armi, non la
ricerca»). E domani mattina, al PalaEur, alla riunione dei delegati della Cgil,
ci saranno anche loro, gli universitari, con uno scopo preciso: «La
generalizzazione della lotta». Coinvolgere, cioè, precari Alitalia, lavoratori dei call-center Atesia e metalmeccanici, per saldare
la protesta e arrivare a «uno sciopero generale di tutte le categorie ». Sempre
ieri, però, anche i giovani di Azione universitaria (An) sono scesi in campo.
L'hanno fatto all'università di Roma Tre dove hanno occupato simbolicamente il
rettorato («Contro gli sprechi e i concorsi truccati»). Ma il loro gesto
ha aperto un caso nel centrodestra: «Quanto accaduto è da stigmatizzare e da
condannare fermamente — ha dichiarato Alessandro Colorio, commissario romano di
Forza Italia Giovani —. Benché le motivazioni che hanno spinto i ragazzi di Au
a protestare siano condivisibili, è assurdo constatare che il modo per
esprimerle sia così lontano dal nostro abituale comportamento politico. Il fine
non può giustificare il mezzo». Fabrizio Caccia
( da "Corriere della
Sera" del
04-11-2008)
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Corriere
della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-04 num: - pag: 4
categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia Piloti e
steward del «fronte del no» all'accordo con la Cai Fiumicino, assemblea tesa in
vista «agitazioni spontanee» Minacciati blocchi sull'autostrada e malattie in
massa La crisi dell'indotto: «Mentre noi stiamo qui a difendere il nostro posto
di lavoro c'è già chi da 2 mesi sta senza stipendio» A Fiumicino comandanti,
hostess e dipendenti di terra si dicono «pronti a tutto per difendere le nostre
ragioni». La mozione approvata ieri dal «fronte del no» prevede il rifiuto
dell'accordo siglato tra Cai, sindacati confederali e Ugl e accende la tensione
in aeroporto dove sono sempre più probabili «agitazioni spontanee». Durante
l'assemblea alla mensa del Leonardo da Vinci c'è chi ha suggerito, raccogliendo
urla d'approvazione, l'invio contemporaneo di certificati di malattia e il
blocco improvviso della Roma-Fiumicino. Un'agitazione già praticata nel 2005
dagli operai della manutenzione che portò all'invio, da parte della procura di
Civitavecchia, di 37 avvisi di garanzia per interruzione di pubblico servizio.
Un precedente che almeno per ora non sembra spaventare i dipendenti Alitalia aderenti al fronte del «no» radunati per quattro
ore nella palazzina- mensa di fronte agli hangar presidiati dalle camionette di
carabinieri e polizia. Resta comunque in ballo anche «l'ipotesi di uno
sciopero», dice il presidente di Avia (sindacato degli assistenti di volo)
Antonio Di Vietri. Durante l'assemblea gli applausi dei circa mille tra piloti,
steward e dipendenti di terra sono stati soprattutto a favore degli interventi
più intransigenti e sino al termine del confronto è rimasta in bilico
l'approvazione di una battagliera mozione, presentata da alcuni lavoratori non
iscritti ai sindacati, che suggeriva una «mobilitazione senza precedenti» e il
«blocco totale della attività» contro la Cai. L'Avia parla di «linea del Piave
da difendere dopo la Caporetto del 31 ottobre» (con la firma dell'accordo da
parte di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, ndr). Fabio Frati, dei Comitati unitari di base
rappresentativi soprattutto del personale alla Magliana, si è preoccupato dell'indotto,
che vede nell'immediato almeno 3 mila posti a rischio e che impiega, nel Lazio,
non meno di 20 mila persone. «Mentre noi stiamo qui a difendere il nostro posto
di lavoro c'è già chi da 2 mesi sta senza stipendio » ha detto il sindacalista
riferendosi agli autisti che svolgono il servizio di prelievo per il personale
di volo e che portano il personale di terra alla Magliana e che da agosto sono
senza busta paga. L'elenco delle imprese in sofferenza per il ritardo nei
pagamenti della compagnia sta aumentando paurosamente. Licenziamenti in vista
in alcuni laboratori medici di Ostia convenzionati con Alitalia
mentre all'Enac sanno di «fornitori anche importanti che non vengono liquidati
da oltre un anno». A rischio persino i pasti alla mensa dove ieri si è svolta
l'assemblea. «Ci è stato detto che dalla settimana prossima potremmo pagare noi
il ticket dice una hostess di terra - altrimenti si salta il pranzo». «Pronti
alla lotta» L'assemblea dei sindacati autonomi ieri pomeriggio a Fiumicino
(foto Faraglia) Alessandro Fulloni
( da "Corriere della
Sera" del
04-11-2008)
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della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-04 num: - pag: 13
categoria: REDAZIONALE A Milano Blitz degli studenti di An contro i «baroni»
durante l'inaugurazione dell'anno accademico Politecnico e Regione, altolà al
governo Il rettore: tagli, rischiamo di chiudere. Formigoni: misure
inaccettabili Quattro ragazzi di Azione universitaria irrompono con lo
striscione «voi baroni preoccupati, noi studenti disoccupati» MILANO — Tagli
all'università, l'attacco arriva da Nord. Dal Politecnico di Milano. Con un
doppio fuoco incrociato. Primo affondo: del rettore Giulio Ballio che, toga e
tocco per inaugurare il nuovo anno accademico, parla di delusione e rabbia «nel
mondo accademico», aggiunge che «ridurre il finanziamento pubblico significa far
morire gli atenei ». Fino a presagire: «Vorrà dire che chiuderemo». Anche il
presidente lombardo Roberto Formigoni, intervenendo dallo stesso palco, non è
tenero. Invita gli alleati di governo «a un ripensamento » sulla legge 133 e
definisce «inaccettabili» i tagli indifferenziati. Il professore-ingegnere e il
governatore ciellino. Il tecnico e il politico. D'accordo: «Le università vanno
salvate». Dieci del mattino, comincia la cerimonia. Fuori dal Politecnico si
celebra la contro-inaugurazione degli studenti del collettivo. Dentro, appena
si spengono le luci, quattro ragazzi di Azione universitaria (An) irrompono con
lo striscione «Voi baroni preoccupati, noi studenti disoccupati ». Sono
invitati a uscire per poi essere identificati dalla polizia. Ma è questione di
un attimo, tutti aspettano il discorso del rettore. Partenza: «Se non si terrà
conto della produttività degli atenei, se il finanziamento statale non sarà
sufficiente, dovremo rinunciare a perseguire i nostri obiettivi». Cioè?
«Possiamo fare di tutto, anche chiudere ». Analisi sul sistema universitario
lombardo: «è il più sottopagato », continua il rettore. Record del Politecnico:
«In questi anni avremmo dovuto ricevere quasi 500 milioni di euro in più».
Suggerimento: «Basterebbe investire qualche centinaio di milioni di euro. Spiccioli rispetto al salvataggio di Alitalia».
Applausi. Poi è la volta di Formigoni: «è necessario razionalizzare, ma non si
può tagliare allo stesso modo nelle università in cui ci sono sprechi e deficit
e in quelle che riescono a far fronte alle spese». Meglio un sistema che premi
gli atenei virtuosi: «C'è bisogno di una coraggiosa e organica riforma.
Confido che il governo voglia muoversi in questa direzione. Invito a un
ripensamento». Ovazione. E la stretta di mano del senatore pd Marilena Adamo
che indica Formigoni come «paladino degli atenei lombardi ». A metà mattina
(per problemi tecnici del Politecnico) arriva il messaggio di Mariastella
Gelmini (assente «per impegni contingenti »): «Nel mondo dell'università servono
riforme vere, non di facciata». Ma ormai è tardi, le parole del ministro
saranno diffuse nel pomeriggio. E Formigoni esce dal Politecnico accolto dai
giovani di Lista Aperta, vicini a Cl. «Bravi, state facendo un buon lavoro».
Critiche Sopra, Roberto Formigoni A lato Giulio Ballio, rettore del Politecnico
A. Sac.
( da "Messaggero, Il" del 04-11-2008)
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Martedì
04 Novembre 2008 Chiudi di CLAUDIO MARINCOLA ROMA - Facoltà di Economia,
Università La Sapienza di Roma. Se qualcuno pensa che l'orizzonte si fermi alle
colline della Sabina o tutt'al più a Sora si sbaglia. Dal
( da "Giornale.it, Il" del 04-11-2008)
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n. 264
del 2008-11-04 pagina 1 Sciopero, la Caporetto del
sindacato di Redazione Sorpresa nel pubblico impiego: nove statali su dieci si
ribellano a Cgil e Uil e vanno a lavorare Alitalia, si rompe
il fronte del no: le hostess lasciano soli i piloti. Ecco la vera posta in
palio Fallisce lo sciopero di Cgil e Uil: ieri hanno lavorato 9 statali su 10.
Un plebiscito a favore di Brunetta: presenze da record persino nei ministeri.
E si rompe nel frattempo il fronte del no al piano Alitalia:
le hostess abbandonano i piloti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 04-11-2008)
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n. 264
del 2008-11-04 pagina 6 Il retroscena Ecco le ragioni «inconfessabili» della
rottura di Paolo Stefanato Anpac e la sua gregaria Up si sono incartate su se
stesse, vittime di propri errori. Si sono pretestuosamente impuntate, tra
l'altro, sui criteri di assunzione, quando gli accordi con Cai già prevedono
priorità per i nuclei sociali più deboli o per i nuclei monoreddito. I temi di
contrasto sono altri, a dispetto dei proclami di principio. 1. La sola Anpac
godeva finora di cinque distacchi sindacali, oltre a 2.000 giorni di permessi;
l'equivalente, in tutto, di 15 piloti pagati per fare i sindacalisti. Per tutte
le nove sigle sindacali il costo a carico dell'Alitalia era di
14,5 milioni di euro. Una cifra alla quale Cai ha reagito facendo marameo:
l'Anpac ha chiesto otto distacchi, Cai è disposta a riconoscerne due, più i
permessi di legge per tutte le nove sigle. I vertici sindacali dei piloti che
hanno rotto le trattative non possono spiegare queste cose alla propria base.
( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
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Pagina
37 - Cronaca L´intervista Boniek: "Serve un manager con piano
industriale" Zbigniew Boniek, uomo del calcio, ha una scuderia di otto
cavalli sparsi tra Roma, Bologna e la Svezia. E una passione addolorata per
l´ippica. «Ho sempre amato i puledri e seguo questa crisi con il cuore in
lacrime. Oggi andrò anch´io a manifestare in piazza». Che cosa è successo
all´ippica italiana, Boniek? «Le faccio io una domanda: può fallire un mondo
che ogni anno fattura 2,2 miliardi di euro? No, eppure sta fallendo. La
politica ha iniziato a costruire ippodromi nei luoghi più sperduti. In Italia
ci sono 22 mila corse l´anno, in Francia 9 mila. Noi produciamo 2,5 miliardi di
scommesse e loro 9 miliardi. Le nostre corse sono troppe e svendute. In Francia
l´Iva è al 5,4 per cento, da noi al venti. E il nostro cuneo fiscale sfiora il
50 per cento. Ma lo sa che ci sono tre sigle per ogni associazione: allenatori,
driver, allevatori?». L´ippica italiana somiglia all´Alitalia. «E forse sta peggio. Non date più soldi all´Unire, l´Unire va
raso al suolo. Togliete la politica dall´ippica e affidatela a un manager con
un piano industriale. Per me è un hobby, ma c´è gente che vive solo di questo».
(c. z.)
( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
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Pagina
14 - Interni "La Finanziaria uccide i nostri atenei" l´allarme del
rettore del Politecnico Milano, irruzione di An. Formigoni: risparmi chi spreca
TERESA MONESTIROLI MILANO - I tagli previsti dalla Finanziaria faranno «morire
i nostri atenei» e renderanno «l´Italia vassalla degli altri paesi». Sono
parole dure quelle scelte dal rettore del Politecnico di Milano, Giulio Ballio,
per l´inaugurazione del 146° anno accademico. Parole piene di «rabbia e
delusione» che prospettano un futuro disastroso per «la ricerca, l´innovazione
scientifica e la tecnologia del nostro Paese», ma soprattutto per i giovani
«costretti a fuggire all´estero». «Siamo sull´orlo del burrone - dice - se il
finanziamento statale sarà confermato torneremo ad essere una scuoletta. Potremmo
arrivare anche a chiudere il Politecnico». Un discorso preparato con cura in un
clima di protesta che resta però lontana dall´aula, nel cortile
dell´università, dove giovani di sinistra e di cielle si sono dati appuntamento
con i loro striscioni. Un solo momento di tensione si registra quando uno
studente di Azione universitaria (lista di An) interrompe la cerimonia
srotolando lo striscione: «Voi baroni preoccupati noi studenti disoccupati». Un
discorso durissimo quello di Ballio - «Per innescare un percorso virtuoso
basterebbe investire in modo mirato qualche centinaio di milioni di euro, spiccioli rispetto al salvataggio di Alitalia» -
sposato a sorpresa dal presidente della Lombardia Roberto Formigoni che, nel
chiedere al governo un «ripensamento» lancia un appello: «Bisogna uscire alla
logica dei finanziamenti a pioggia». Pur sottolineando la «necessità di una
razionalizzazione della spesa», il governatore di centrodestra bacchetta
l´esecutivo criticando «i tagli indifferenziati» che premiano «lo spreco,
l´inefficienza e la diseconomia». Al contrario, secondo Formigoni,
«l´università ha bisogno di una riforma coraggiosa e organica nell´ottica della
qualità». «Confido - dice dal palco - che il governo voglia muoversi in questa
direzione». Si conquista l´applauso di professori e ricercatori, ma soprattutto
l´approvazione del centrosinistra. La senatrice del Pd, Marilena Adamo, gli
stringe la mano. «Avrei voluto baciarlo. Si è fatto il paladino delle nostre
università». Mentre il ministro dell´Istruzione Gelmini dà forfait, limitandosi
a mandare una lettera - che arriva a cerimonia conclusa - così come il
presidente del Senato Schifani e il sindaco Moratti, Formigoni - ciellino doc -
lancia il suo affondo. Anche se all´uscita specifica: «Non ho attaccato il
governo, ho detto solo che i tagli non devono essere indiscriminati. Non si può
tagliare nello stesso modo le università dove ci sono sprechi e deficit e
quelle che riescono a far fronte alle spese». E quelle lombarde «sono le più
penalizzate». Sottofinanziate, spiega il rettore, di più di un miliardo di
euro. Sul fronte delle scuole invece quattro studenti sono stati denunciati per
avere organizzato un picchetto davanti a scuola, l´ex magistrale Agnesi, dove
un gruppo di ragazzi ha bloccato gli ingressi per convincere i compagni a
occupare. Poco prima delle 9 sono stati fermati dai carabinieri in borghese
chiamati da un genitore. I quattro, dai 17 ai 19 anni, sono indagati per
interruzione di pubblico servizio.
( da "Giornale.it, Il" del 04-11-2008)
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n. 264
del 2008-11-04 pagina 0 LA LEZIONE CHE VIENE DALLA SCUOLA di Mario Giordano
Siamo convinti che il maestro unico sia un bene. E che sulla scuola siano state
raccontate troppe balle in queste settimane, terrorizzando le mamme e
strumentalizzando gli studenti, con l?unico obiettivo di difendere interessi di
categoria. O, peggio, di partito. Abbiamo denunciato puntualmente le
mistificazioni. Abbiamo svelato i trucchetti di chi per anni ha trasformato la
scuola in un circo, e nelle ultime settimane addirittura in un Circo Massimo.
Ma proprio per questo, oggi, ci sembra giusto dire con chiarezza che, anche per
quanto riguarda il governo, qualcosa non ha funzionato. Ci sono stati degli
errori. Errori di comunicazione, innanzitutto, perché evidentemente il
ministero dell'Istruzione non ha saputo spiegare quello che stava facendo. Ma
anche errori strategici, perché non è possibile farsi scatenare addosso un
nuovo Sessantotto, con tutte le scuole, dagli asili alle università, in piazza,
avendo varato niente più che una riforma del grembiulino... Nell?ultima
settimana ho partecipato ad alcuni dibattiti tv. E ho assistito a situazioni
paradossali, in cui i rappresentanti della maggioranza sembravano giustificarsi
dicendo: «Non abbiamo fatto nulla». La lotta agli sprechi? Nel decreto Gelmini
non c?è. La riorganizzazione dei corsi universitari? Nel decreto Gelmini non
c?è. Le nuove superiori? Nel decreto Gelmini non se ne parla. Tutto vero, tutto
giusto. Ma è possibile che la maggioranza più compatta e decisionista che il
Paese ricordi debba difendersi dicendo: «Non abbiamo fatto nulla»? Sia chiaro:
i tagli della Finanziaria sono necessari. E di sprechi da tagliare, come
abbiamo visto in queste settimane, ce ne sono tanti nelle scuole e nelle
università. Ma forse occorreva un progetto organico per spiegare come la nuova
scuola, più meritocratica ed efficiente, può consentire servizi migliori a
costi più bassi. Noi siamo sicuri che ciò sia possibile e che il governo sia in
grado di farlo. Ma va raccontato agli italiani. Evitando di generare quei
timori su cui poi hanno buon gioco i professionisti della strumentalizzazione.
Strumentalizzazioni ce ne saranno sempre, è evidente. Ma proprio per questo
bisogna evitare di creare le condizioni che le favoriscono. Procedere, dopo i
tagli in Finanziaria, con quel decreto legge su maestri e grembiulini si è
rivelata, a conti fatti, una scelta non tempestiva. Occorre tenerne conto. A
questo governo gli italiani hanno affidato un compito fondamentale: quello di
procedere con riforme importanti, dalla scuola alla giustizia, dal welfare alla
pubblica amministrazione, eliminando privilegi, sprechi e inefficienze che si
sono accumulati per decenni. è un?impresa ciclopica, che non ammette scivolate
né svarioni. E che chiede la stessa determinazione mostrata finora nel
risolvere le emergenze (rifiuti, Alitalia...) ma anche
un?accortezza particolare, una capacità di spiegarsi al Paese e di coinvolgere
la maggioranza degli italiani, che questo cambiamento lo aspettano davvero. Che
la scuola, dunque, serva da lezione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 04-11-2008)
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n. 264
del 2008-11-04 pagina 6 Piloti e hostess minacciano il blocco dei cieli di Gian
Maria De Francesco Il fronte del "no" alla Cai chiede al governo e
alla società di riaprire la trattativa, o sarà sciopero generale del trasporto
aereo. Ma la compattezza si crepa: uno dei sindacati autonomi, l?Anpav,
abbandona l?assemble. Il retroscena: le ragioni "incoffessabili"
della rottura Roma - Un altolà al governo e a Cai finalizzato al ritiro degli
accordi del 31 ottobre («lodo Letta» in primis) e un invito alla Cgil di
Guglielmo Epifani a scavalcare nuovamente le barricate e a unirsi alla
protesta. Questo, in sintesi, l'esito delle oltre 4 ore di
assemblea indetta dai sindacati autonomi di Alitalia (Anpac,
Up, Avia, Anpav e Sdl) che hanno rifiutato le proposte contrattuali di
Colaninno & C. L'obiettivo è chiaro: costringere azienda e governo a
riaprire le trattative e, in caso di mancata convocazione, indire uno sciopero
generale dell'intero trasporto aereo. Eppure, le premesse erano ben
diverse da quelle che sono state le conclusioni. Nella sala mensa dell'area
tecnica di Fiumicino gli oltre mille partecipanti avevano iniziato la riunione
con ben altro spirito applaudendo e manifestando consenso ogniqualvolta un
rappresentante incitava allo sciopero tout court. «Siamo riusciti a contenere
l'esasperazione dei lavoratori», spiega il presidente Avia, Antonio Divietri, a
riunione finita. Ma il furore della folla una vittima, in senso metaforico,
l'ha provocata. è Massimo Muccioli (Anpav) che, contestato dai partecipanti per
aver siglato a settembre gli accordi di Palazzo Chigi, ha abbandonato
l'assemblea lamentando di essere stato bersaglio di un «vero e proprio
agguato». A poco sono valsi i tentativi del presidente Anpac Fabio Berti e di
Divietri per riportarlo dentro, almeno in conferenza stampa. Niente da fare: il
cosiddetto «fronte del no» ha dovuto registrare se non proprio una spaccatura,
almeno un'incrinatura. In ogni caso, si è riusciti a fare approvare
all?unanimità due mozioni. Con la prima i lavoratori di Alitalia
e di Air One danno mandato ai rappresentanti di «predisporre ogni iniziativa
per la cancellazione dell'accordo del 31 ottobre e il ripristino di corrette
relazioni industriali» e di «trattare con Cai e governo per la tutela
dell'occupazione anche mediante il ricorso a un esteso part-time e alla
rimodulazione del piano industriale». La seconda mozione, invece, «sulla base
delle dichiarazioni di Guglielmo Epifani» chiede a Filt-Cgil di ritirare la
firma dal «lodo Letta». Non è un?«ipotesi peregrina», osservano fonti
sindacali, giacché lo stesso Epifani in privato avrebbe incoraggiato le azioni
degli autonomi, mentre nelle sue recenti dichiarazioni pubbliche alcuni leggono
una sconfessione del collaborazionismo del segretario Filt, Franco Nasso. Anche
qui l'obiettivo sembra quello di ricreare il fronte che incagliò la trattativa
a settembre. «Se non ci riconvocano, la nostra risposta sarà adeguata e
fermissima», ha dichiarato Andrea Cavola (Sdl). «Quegli accordi, che
prevedevano sacrifici pesantissimi e che abbiamo accettato, non sono stati
mantenuti», gli ha fatto eco Fabio Berti. Mentre il presidente Up, Massimo
Notaro, si è chiesto «perché Cai, dopo gli accordi di settembre, abbia un
ulteriore bisogno di ridurre il costo del lavoro. Forse vogliono fare extrautili
sulla pelle delle persone?». Il discorso è sempre il medesimo: i criteri di
assunzione sono considerati restrittivi e penalizzanti. Ironia della sorte
l'assemblea si è svolta nello stesso giorno in cui il commissario straordinario
di Alitalia Fantozzi ha iniziato a vagliare l'offerta
di Cai «vincolante ed irrevocabile fino al 30 novembre 2008». La proposta «è
unica e inscindibile, per cui l'accettazione sarà efficace solo se riferita
alla stipulazione di tutti i contratti». I margini di manovra sono perciò
limitati. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Foglio, Il" del 04-11-2008)
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1
novembre 2008 Adesso che il salvataggio di Alitalia
torna in bilico, dopo il rifiuto dell?intesa da parte dei sindacati autonomi e
il conseguente ritiro della Cai, Giulio Tremonti penserà di essere il solo,
nella maggioranza, a poter dire di avere avuto ragione. Ma farà bene a non
dirlo ad alta voce, perché in politica avere ragione non sempre è un vantaggio.
Ed essere soli non lo è mai. Tanto meno quando all?orizzonte si profilano
difficoltà come quelle che l?economia italiana si appresta a incontrare per le
ricadute della crisi finanziaria internazionale (un altro argomento su cui
Tremonti, saggiamente, ha smesso da tempo di vantare la propria lungimiranza).
Avere messo agli atti la propria contrarietà ed essersi smarcato sin
dall?inizio sarebbe dunque ben magra consolazione, dinanzi agli effetti che il
fallimento di Alitalia potrebbe avere sul governo e
sulla maggioranza.
( da "Foglio, Il" del 04-11-2008)
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30
ottobre 2008 Il dl Gelmini sembra avere sulla sinistra lo stesso effetto tonico
ed ecumenico che seguì alla tentata abolizione dell?articolo 18. Ma durerà?
Dopo i successi di Napoli, la risposta pronta al desiderio di sicurezza degli
italiani e la vittoria su Alitalia, per il governo la
scuola sembra l?unico piccolo neo in un contesto trionfale. Ma lo è davvero o
piuttosto il Cav. fa bene a minimizzare, puntando invece ad approntare con
rapidità gli strumenti adeguati per affrontare la crisi economica? In piazza il
Partito democratico ritrova la sinistra radicale in tutte le sue declinazioni,
l?Idv di Antonio Di Pietro e anche i sindacati – oggi in piazza con Veltroni
per lo sciopero generale – che sembrano aver riscoperto il gusto dell?unità
dopo le lacerazioni seguite al rinnovo del contratto degli statali e il caso Alitalia. Si prefigura una riedizione veltroniana
dell?Unione di Prodi? Esegeti democratici e osservatori descrivono intorno alla
protesta sulla scuola un Veltroni interessato a riattorcigliare il filo con la
sinistra
( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)
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n. 265
del 2008-11-05 pagina 14 Con una tassa sui biglietti daremo a piloti e hostess
di Laura Verlicchi la maxi-cassa integrazione I dipendenti della compagnia
avranno diritto all'80% dello stipendio per sette anni, sfuggendo al «tetto»
previsto per gli altri lavoratori Di cassa integrazione non ce n'è una sola:
esistono quella ordinaria, quella straordinaria e quella
dei dipendenti Alitalia. Che in realtà è quella che si meriterebbe davvero l'appellativo
di straordinaria: per la durata - sette anni complessivi - e per l'entità del
trattamento economico, pari all'80% dello stipendio, garantito, peraltro, dai
passeggeri, con la nuova tassa di imbarco di tre euro. Cioè molto di
più, sia in termini di tempo che di denaro, dei normali «ammortizzatori»
offerti ai lavoratori di aziende in crisi. Un trattamento decisamente record -
come ricorda anche il Sole-24 ore, citando l'intesa raggiunta il 22 settembre
tra Cai e i nove sindacati di categoria - che mette i dipendenti di Alitalia su un piano completamente diverso rispetto a quello
degli altri lavoratori. O meglio, di quelli che alla cassa integrazione hanno
diritto: perché per i dipendenti delle piccole e medie imprese - cioè la
stragrande maggioranza - gli artigiani e i giovani precari questo strumento, in
via ordinaria, non esiste. Solo in alcuni casi particolari, cosiddetti «in
deroga», può essere applicata anche a questi lavoratori la cassa integrazione
straordinaria, ma nei limiti dei fondi che lo Stato mette a disposizione delle
Regioni per questo scopo e che in molti casi - ad esempio, Campania e Toscana -
si stanno già esaurendo. Ma anche chi alla cassa integrazione normalmente ha
diritto non gode certamente di trattamenti paragonabili al «paracadute»
concesso ai dipendenti dell'Alitalia. Innanzitutto
l'assegno percepito è decisamente più magro. L'importo infatti corrisponde
all'80% della retribuzione, ma non può superare un tetto mensile che viene
stabilito annualmente. Per il 2008 il limite è di 858,58 euro al mese, elevati
a 1.031,93 se il lavoratore ha una retribuzione mensile superiore a 1.857,48
euro. Anche la durata dell'intervento è decisamente inferiore. In via ordinaria
la cassa integrazione può essere concessa per un massimo di 13 settimane, più
eventuali proroghe fino a 12 mesi, o al massimo
( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)
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n. 265
del 2008-11-05 pagina 14 Stipendi d'oro ai comandanti grazie allo sconto sulle
imposte di Paolo Stefanato È l'indennità di volo a fare la differenza: solo
metà è tassabile. Ma rappresenta la voce più ricca della retribuzione
L'indennità di volo fa la differenza nella busta paga di piloti e comandanti:
perché gode di un regime fiscale privilegiato che esenta da prelievi il 50% di
quanto percepito. L'indennità di volo è di derivazione militare (come la gran
parte delle regole dell'aeronautica civile) e trae origine dal concetto di
rischio che viene, appunto, indennizzato con una specifica voce retributiva.
Tutte le indennità riconosciute nei vari settori godono di un beneficio fiscale
proprio per questa loro natura in qualche modo risarcitoria (indennità di
maternità, di mensa, di trasferta, di esproprio, ecc.). All'Alitalia
l'indennità di volo come parte variabile rispetto alla paga base fu introdotta
negli anni Novanta; oggi rappresenta la voce di gran lunga più importante, e
può valere il triplo dello stipendio base. Negli anni è lievitata, e a sua
volta si è scomposta in un minimo garantito e in una quota proporzionata all'impegno
effettivo. Il perché è semplice: grazie allo sconto sulle tasse permette
di aumentare il netto in busta, con reciproco vantaggio per azienda e pilota.
Se tutta la retribuzione fosse unificata nella paga base, l'aliquota fiscale
salirebbe, il netto in busta si abbasserebbe, lo standard retributivo si
deprezzerebbe rispetto ai riferimenti di confronto: la spirale continuerebbe
con la richiesta di nuovi aumenti. Ricordiamo alcune cifre sulle retribuzioni.
L'Alitalia considera il costo medio di un comandante
225mila euro all'anno, comprensivo di tasse e contributi. Il netto in busta va
dai 6,5 mila euro al mese di un comandante di prima nomina, ai 9,5-10mila di un
collega con la massima anzianità. I piloti guadagnano meno: tra i 3,5 e i 5mila
euro al mese. Forse aiuta di più un esempio, la busta paga relativa a settembre
di un comandante con 20 anni di anzianità: paga base, 2.600 euro; indennità di
volo garantita, 6.800 euro; indennità di volo giornaliera (corrispondente a 10
giorni effettivamente volati), 1.700 euro; diarie (riconoscono le spese di
vitto in trasferta, a 42 euro al giorno), 420; il totale lordo fa 11.520. Il
netto in busta è di 8.350, grazie al fatto che dei 8.920 euro corrispondenti a
indennità e diarie, è tassata solo la metà. L'indennità di volo, nella sua
parte fissa, segue la logica che l'impegno contrattuale è di 900 ore all'anno,
ma è poi l'azienda a programmare i voli. Se un pilota fosse chiamato a volare
troppo poco, vedrebbe, suo malgrado, alleggerirsi la busta paga; e quindi gli è
riconosciuto un minimo garantito, parametrato a grado e anzianità. L'indennità
variabile, è calcolata a giornata, con valori tra i 120 e i 170 euro a giorno
d'impegno. In passato era calcolata a ora di volo; ma può accadere che la
programmazione preveda, in una giornata, solo 3-4 ore di volo, per 12 o 13
d'impegno, comprendendo le attese tra una tratta e l'altra. I piloti dissero:
non possiamo intervenire sulla programmazione dell'azienda, quindi va
riconosciuta la nostra reale disponibilità. Cai intende tornare al calcolo
orario. E i piloti fanno capire che, su questo punto, si aprirà un nuovo
contenzioso. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)
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n. 265
del 2008-11-05 pagina 15 Colaninno: «Il problema è chiuso Non convochiamo i
sindacati» di Redazione I ministri Matteoli e Sacconi avvertono: niente
ammortizzatori per chi rifiuta il contratto. «Fronte del no» diviso, oggi i
piloti da soli in assemblea Quanto al «fronte del no» e agli ultimi bellicosi
spasmi sindacali, Colaninno ha escluso nuove convocazioni dei sindacati: «Il
problema è chiuso», ha affermato in maniera definitiva. Da Roma gli hanno dato
man forte non uno, non due ma tre ministri: prima quello alle attività
produttive, Claudio Scajola, che ha dichiarato: «Non c'è più spazio per una
mediazione». Poi quello dei Trasporti, Altero Matteoli, che ha rincarato:
«Coloro che non firmano ho qualche dubbio che possano accedere alla cassa
integrazione. La norma è chiara: se viene offerto un posto di lavoro, chi dice
no non può accedere alla cassa». Infine, quello del Lavoro, Maurizio Sacconi,
che ha confermato: «Non è né un'opinione, né una minaccia, né un ricatto. È la
legge che così è stata voluta anche da governi diversi». Matteoli ha anche
espresso vibranti parole di gratitudine: «Il governo non solo approva, ma
ringrazia Cai per la decisione di andare avanti nonostante il no di alcune
sigle sindacali». E veniamo a queste. I sindacati che hanno rifiutato gli
accordi sottoscritti un mese fa - Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl e Cub - sanno di
essersi cacciati in un cul de sac. L'Anpav - il sindacato degli assistenti di
volo che lunedì ha abbandonato l'assemblea di Fiumicino - per bocca del suo
presidente Massimo Muccioli fa sapere di essere alla «ricerca di soluzioni che
possano determinare la condivisione degli accordi». Per oggi Anpac e Up
(piloti) hanno convocato un'altra assemblea a Fiumicino, ma riservata ai propri
iscritti, non alle altre categorie. «E questo la dice lunga - mette in evidenza
Muccioli - sulla diversità di interessi presenti all'interno del "fronte
del no"». Anpac e Up intendono illustrare agli iscritti le motivazioni del
rifiuto degli accordi sui contratti firmati da Cai e dai sindacati confederali.
Uno dei tanti fronti ancora aperti riguarda il partner
estero per la Nuova Alitalia. Si era detto che la scelta sarebbe scaturita dall'assemblea di
Cai del 28 ottobre: così non è stato. Ieri Colaninno ha spostato la previsione
alla fine di novembre, osservando che «sia Air France che Lufthansa hanno
caratteristiche estremamente interessanti». Ma la scelta, al di là delle
dichiarazioni, sembra ormai caduta su Air France, che acquisterebbe il 20% di
Cai reso disponibile da un aumento di capitale. Air France, che sarà a quel
punto l'acquirente naturale di Alitalia allo scadere
delle clausole di lock up sottoscritte dai soci di Cai, promette di essere un
socio molto discreto; ma è inevitabile che la sua preferenza di Fiumicino
rispetto a Malpensa pesi sui piani industriali, a dispetto di tutti i tentativi
leghisti e lombardi di ridare fiato all'ex hub del Nord. Eurofly (46%
Meridiana) ha fatto sapere ieri di essere pronta ad assumere piloti e ad
acquistare slot da Alitalia. Un'offerta è stata
presentata il 29 settembre al commissario ma non ha ancora ottenuto risposta.
PStef © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Repubblica, La" del 05-11-2008)
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Pagina
17 - Economia L´alleato La crisi Il presidente della Cai: è assolutamente falso
che non rispetteremo le figure più deboli "Sindacati confederali
coraggiosi hanno salvato la compagnia" Colaninno: aggiungeremo tre nuove
rotte per l´Oriente L´alleanza nasce sulla base di un giudizio industriale.
Dovrà farci affrontare la concorrenza e soddisfare il cliente Credo ancora
nella globalizzazione, Piaggio è una multinazionale con un occhio rivolto
all´Asia da lì possiamo ripartire ROBERTO PETRINI DAL NOSTRO INVIATO HANOI -
Dal nuovo stabilimento della Piaggio, in un distretto industriale nei pressi di
Hanoi, nato con l´obiettivo di strappare quote di mercato nel settore degli
scooter a giganti come Honda e Yamaha, Roberto Colaninno guarda alle sfide
future. Nonostante le ultime grane con piloti e hostess, l´operazione Alitalia è ormai in porto e il leader della Cai comincia a
tracciare i primi bilanci: riconosce ai sindacati confederali di aver «salvato
l´Alitalia», mentre agli autonomi non concede nulla,
tanto meno la riapertura delle trattative. E già vede operativa la nuova
compagnia: «Manterremmo sostanzialmente lo stesso look, rispettando
naturalmente le norme europee» annuncia, mentre sulla scelta dell´alleato si
limita a dire che il criterio decisivo sarà la «soddisfazione del cliente».
Ingegner Colaninno, la Piaggio apre un nuovo impianto nel Far East mentre c´è
la crisi internazionale e sta per cambiare l´inquilino della Casa Bianca. La
sfida continua? «Direi di sì, il mondo non è finito. Ci sono nuove variabili e
la vittoria di Obama potrebbe essere un fattore molto positivo per l´intero
globo». Lei ormai è un giocatore globale, dall´industria meccanica ai grandi
servizi di autotrasporto: si può ancora scommettere sulla globalizzazione? «Il
mondo è diventato piccolo e la comunità mondiale troverà solo beneficio da una
maggiore integrazione. Piaggio è diventata multinazionale con un occhio rivolto
all´Oriente, con impianti in Cina, India e Vietnam: è questa la zona da dove
può partire un contrattacco delle nostre aziende. In Oriente ci sono circa 3,5
miliardi di persone che producono oggi più del 50% della ricchezza mondiale.
Non credo che sia una scelta, ma una valutazione naturale. Anche per Alitalia? «La nuova Alitalia
aumenterà le rotte intercontinentali, in particolare quelle verso l´Oriente.
Aggiungeremo tra le nuove destinazioni della compagnia di bandiera Shangai,
Pechino e Seul». Allora non è vero, come sospettano in molti, che il futuro di Alitalia sarà quello di una compagnia più piccola? «Rifiuto
la logica del grande o del piccolo. Quello che conta è il successo di una
compagnia e la capacità di soddisfare il cliente. Anche il piano industriale
può evolversi e cambiare: partendo da quello su cui si è aggregata la cordata,
si dovrà seguire il mercato. Tra tre anni, quindi, è possibile che il piano non
sia più lo stesso. Abbiamo creato le premesse per avviare una nuova impresa,
accettando una sfida complessa». Che ostacoli sono rimasti? «Ci sono da soddisfare
le regole dell´Unione Europea: questo non lo considero un ostacolo ma un
aspetto etico. Poi la questione del prezzo e il negoziato con il Commissario
Fantozzi. Anche in questo caso non si tratta di un ostacolo: semplicemente la
domanda e l´offerta devono trovare un punto d´incontro». Un ostacolo sono
tuttavia i sindacati autonomi di piloti e hostess che sono in subbuglio. «Il
gruppo di industriali che rappresento ha deciso di investire su un progetto
basato sull´acquisto degli asset e dei beni dell´Alitalia.
Abbiamo fissato e discusso con le organizzazioni sindacali le condizioni
necessarie per sviluppare questo progetto, il numero e le categorie delle
persone che andremo ad assumere, le condizioni dei contratti di lavoro. C´è un
momento forte di discontinuità tra la vecchia e la nuova Alitalia, che è rappresentato dal fatto che l´Alitalia oggi
gestita dal Commissario Fantozzi metterà in mobilità tutti i dipendenti, la
gran parte dei quali sarà poi assunta dalla nuova Alitalia. Se
dunque un qualsiasi dipendente dell´Alitalia messo in
mobilità volesse cambiare mestiere o società ritenendo non soddisfacenti le
condizioni dei nostri contratti di assunzione, è libero di farlo. Noi
non ci sentiamo responsabili del fallimento dell´Alitalia
di oggi, noi ci sentiamo responsabili dell´Alitalia
che andremo a gestire. Noi diciamo al mercato che abbiamo bisogno di 12.635
persone. Potremmo assumere anche un pilota Ryanair�». I sindacati autonomi
lamentano tuttavia che, in fase di assunzione, verranno penalizzate alcune
figure deboli, come le madri con figli disabili. «E´ assolutamente falso. Noi
rispetteremo la legge». Ci sono ancora possibilità di dialogo? «No. Abbiamo
terminato la trattativa». E´ rimasto amareggiato dal rapporto con i sindacati?
«In realtà non ho capito l´atteggiamento degli autonomi. I sindacati
confederali invece hanno dimostrato molto coraggio e le loro decisioni hanno
contribuito a salvare l´Alitalia. Devo aggiungere che
il contratto di lavoro non è un rogito, non è immodificabile, può evolvere sulla
base del mercato e dei risultati futuri della società». Resta la questione
dell´alleato, ormai la scelta, prevista per fine mese, è imminente. Alcuni
dicono che la scelta di dislocare la maggior parte del personale a Fiumicino
presupponga l´opzione Air France. «L´alleanza industriale nasce sulla base di
un giudizio industriale. Dovrà avere un effetto positivo per l´Alitalia e per la controparte: dovrà servire per affrontare
meglio la concorrenza e soddisfare di più il cliente. Il resto non conta».
( da "Repubblica, La" del 05-11-2008)
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Pagina 17 - Economia Alitalia,
aut aut del governo "Niente Cig a chi non firma" Cai: pronti ad
assumere piloti Ryanair. Up: non si può
( da "Repubblica, La" del 05-11-2008)
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Pagina
17 - Economia "Alitalia, senza
firma niente Cig" Aut aut del governo. Cai: pronti ad assumere anche i
piloti di Ryanair Damiano contesta il ministro. Il sindacato autonomo: anni per
sostituirci Sacconi: il no a un lavoro analogo fa perdere il diritto agli
ammortizzatori ROMA - Nessun ripensamento da parte di Compagnia aerea italiana,
dice Roberto Colaninno. Il dossier contratti si è chiuso a Palazzo Chigi la
settimana scorsa e neppure aquila selvaggia potrà forzare la mano. Anzi, per il
presidente di Cai, (impegnato con alcuni imprenditori italiani in Vietnam) in
alternativa ai comandanti italiani ribelli «si potrebbe pensare di assumere dei
piloti di Ryanair». I piloti, però, precisano: le "macchine" usate
dalla compagnia irlandese sono differenti dagli aerei Alitalia,
«ci vogliono mesi per avere un brevetto su un modello di velivolo
differente...». Anche il governo fa sentire la sua forte pressione su Anpac-Up,
Sdl, Avia: la cassa integrazione non sarà concessa a chi rifiuterà l´offerta
diretta di Cai. Un discorso, a sentire Altero Matteoli, ministro dei Trasporti,
chiaro, che ha il sapore amaro dell´aut aut per il fronte del no autonomo: «Ho
qualche dubbio che i piloti Alitalia che non
sottoscriveranno il contratto con la Cai possano accedere alla cassa
integrazione», dice Matteoli. La norma, sottolinea, «è molto chiara perché se
viene offerto un posto di lavoro a chi è in cig e questi rifiuta perde il
diritto al trattamento. Credo - prosegue Matteoli - che la Cai chiamerà i
piloti e sottoporrà loro singolarmente il contratto». «L´eventuale rifiuto di
un lavoro "equipollente" comporta la perdita degli ammortizzatori
sociali, cioè cig o assegno di mobilità» conferma il ministro del Lavoro, Maurizio
Sacconi, nel corso di un´audizione parlamentare su Alitalia.
«Non è un´opinione, non è una minaccia, non è un ricatto» per Sacconi, «ma è la
legge voluta da diversi governi. L´ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano,
nello scorso esecutivo, ha sostenuto la necessità della sanzione che scatta non
solo nel caso di rifiuto al lavoro ma anche il rifiuto della partecipazione a
un corso di formazione». Pronta, e non in sintonia con quella dei due ministri
di centrodestra, la replica di Damiano. Secondo l´ex ministro sono
dichiarazioni che cozzano con la legislazione in vigore: «é l´azienda che
chiede la cassa integrazione. Questa, a sua volta, viene applicata a tutti i
lavoratori indipendentemente dalla loro adesione a questo o a quel sindacato».
Quindi secondo Damiano, Cai «non può operare una discriminazione in base
all´iscrizione a un sindacato». La cig, insomma, non è nominativa ma prevede
esclusivamente un numero massimo di persone a cui applicarla. Ma al di là dello
scontro politico i margini per arrivare ad una soluzione sembrano davvero
lontani. Gli autonomi, e in particolare i piloti, dopo la drammatica assemblea
di due giorni fa alla mensa di Fiumicino, lavorano lontano dai riflettori per
arrivare ad una risposta dura oltre che unitaria al no di Colaninno alla riapertura
di qualunque tavolo. Oggi i comandanti iscritti ad Anpac e Up terranno alle 14
un´assemblea allo scalo romano, per fare il punto con la categoria sugli ultimi
sviluppi della vicenda Alitalia. Fonti sindacali
spiegano che «sarà l´occasione per illustrare agli iscritti le motivazioni del
"no" agli accordi sui contratti siglati da Cai e confederali».
Secondo indiscrezioni, però, questa potrebbe anche essere la prima occasione
per "testare" a fondo i mal di pancia della categoria e per provare a
impostare il cammino di proteste delle prossime ore. (lu.ci.)
( da "Repubblica, La" del 05-11-2008)
Argomenti:
Alitalia
Pagina
IV - Palermo I lavoratori Alitalia vanno in
piazza sui tagli a Punta Raisi è scontro nel Pdl Cammarata: "Difendo lo
scalo". Miccichè: "Niente allarmismi" La Cgil: "Il sindaco
si sveglia tardi" Il Pd e la Provincia "Lombardo deve
intervenire" SARA SCARAFIA Un sit-in a piazza Pretoria per chiedere
certezze per il proprio futuro: stamattina i dipendenti dell´Alitalia manifesteranno davanti al Comune. Da due giorni il
personale di terra della compagnia aerea è in stato di agitazione. Contesta la
decisione di Cai di declassare lo scalo di Palermo, che non sarà più tra i sei
aeroporti strategici. Solo sessanta dei 174 lavoratori a tempo indeterminato
conserveranno il posto di lavoro, mentre i 42 precari non saranno confermati.
Anche ieri i lavoratori hanno rallentato le operazioni di imbarco: ma le code
al check-in non hanno causato ritardi nei voli. «Siamo arrivati in aeroporto
all´alba per cercare di incontrare i politici in partenza per Roma - spiega il
segretario generale della Filt Cgil Giacomo Rota - la nostra presenza in piazza
Pretoria è una nuova richiesta di aiuto alle istituzioni». Il caso Palermo è
diventato un caso politico. Ieri è sceso in campo il sindaco Diego Cammarata,
che probabilmente oggi incontrerà la Cgil: «Chiamerò a raccolta i parlamentari
eletti a Palermo per le valutazioni e le iniziative da assumere in difesa
dell´aeroporto, della città e della sua economia - ha detto il sindaco -
Abbiamo ricevuto assicurazione che lo scalo di Palermo, con il nuovo assetto,
non avrebbe subito indebolimenti dal punto di vista delle attività e sotto il
profilo occupazionale. Una diversa valutazione della situazione potrebbe
condurre ad una forte penalizzazione dell´aeroporto». A Cammarata risponde il segretario
regionale della Cgil Italo Tripi: «Purtroppo il declassamento dell´aeroporto di
Palermo e la riduzione del personale nella nuova Alitalia
sono una certezza negativa, il sindaco Diego Cammarata farebbe bene a
informarsi». E lancia una stoccata al primo cittadino anche Gianfranco
Miccichè, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che chiede di non
alimentare «allarmismi perché, a oggi, non c´è nessun documento ufficiale di
Cai che prevede la marginalizzazione dello scalo di Punta Raisi». Sulla stessa
linea anche Mario Valducci, presidente della Commissione Trasporti della
Camera: «Solo quando verrà ufficializzata la strategia per lo sviluppo dello
scalo di Punta Raisi la politica potrà intervenire in difesa del territorio e
dei lavoratori palermitani». Sul caso Palermo interviene anche il presidente
della Provincia Giovanni Avanti che chiede l´intervento di Palazzo d´Orleans:
«Nella qualità di azionista della Gesap, la Provincia chiede che il presidente
della Regione Raffaele Lombardo e la deputazione nazionale siciliana si
facciano promotori di un incontro con i vertici della Cai». Una richiesta,
quella dell´intervento di Lombardo, fatta anche dalla Cisl. E dal Pd, sceso in
campo in difesa dei lavoratori. Il senatore Giuseppe Lumia parla «di
pasticciaccio davvero brutto che rischia di concludersi con un costo altissimo
per i lavoratori», il deputato nazionale Alessandra Siragusa chiede a Cai «di
rivedere immediatamente i suoi piani», mentre il consigliere comunale Maurizio
Pellegrino ribadisce la volontà di organizzare un Consiglio comunale al Falcone
e Borsellino. Per il senatore Pd Costantino Garraffa «l´allarmismo del sindaco
è tardivo», mentre per Fabio Giambrone, eletto a Palazzo Madama con Italia dei
valori, «grazie al governo amico la Sicilia ha perso i fondi per le
infrastrutture e le opere pubbliche, i fondi per i lavoratori precari e adesso
è a rischio anche lo scalo di Punta Raisi». Il presidente della Camera di
commercio, Roberto Helg, esprime «forte preoccupazione per le notizie circolate
sul possibile disimpegno di Cai dall´aeroporto di Palermo, che ha portato i
dipendenti di Alitalia a manifestare a seguito dei
tagli di personale». Helg, vicepresidente della Gesap, chiarisce che nemmeno la
società «è stata mai posta a conoscenza dei contenuti del Piano Fenice
presentato da Cai».
( da "Unita, L'" del 05-11-2008)
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Alitalia
Piano Pd: 8 milioni per le famiglie Alitalia, governo minaccia
chi non firma Istat: al Sud povero un bambino su tre Grandes: infanzia triste
sotto Franco Vince la Roma, l'Inter pareggia a Cipro
( da "Unita, L'" del 05-11-2008)
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Alitalia, il governo minaccia: niente cassa integrazione per chi
non firma Dopo l'ennesima rottura, Cai e ministri minacciano lo stop a
qualsiasi negoziato, ma c'è il rischio di una risposta dura e di un ennesimo
bagno di sangue politico per il governo e per Berlusconi. Per Alitalia non ci sarà più trattativa. Chi ci sta è dentro,
chi non ci sta è fuori. «Sostituiti dai dipendenti di RyanAir», per il
presidente della Compagnia italiana, Roberto Colaninno e «senza cassa
integrazione», secondo il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e quello dei
Trasporti Altero Matteoli. Lo scontro con le sigle autonome del gruppo, che
lunedì hanno rigettato in toto il contratto di lavoro firmato dai confederali
del 31 ottobre, sembra quindi acutizzarsi. Ma la faccia feroce mostrata dal
governo e dall'azienda, che ha lanciato un'offerta irrevocabile sulla parte
buona della compagnia, è poco credibile. Per due ordini di motivi. Il primo.
Nell'assemblea andata in onda lo scorso lunedì i sindacati di piloti e
assistenti di volo si sono mostrati decisi ad andare avanti nella loro lotta
utilizzando tutti gli strumenti possibili. Scioperi compresi. Rischiare di
mettere a terra il settore aereo in un momento così delicato per il Paese,
ragiona un sindacalista, non è la soluzione politica migliore. Sacconi può
anche minacciare, ma il rischio di erodere ulteriori consensi, dopo il bagno di
sangue della scuola, il presidente del Consiglio non può permetterselo.
Berlusconi, che si muove solo su sondaggi, lo sa. Il rischio , poi, è che la
protesta si allarghi anche ai lavoratori delle altre compagnie. Se il modello
contrattuale Cai dovesse passare con questa formula potrebbe scardinare gli
altri contratti aziendali. Difficile pensare che, se si va a uno scontro, la
protesta Alitalia rimanga quindi isolata. La seconda
ragione che fa debole la minaccia congiunta la spiega il presidente dell'Unione
Piloti, uno dei sindacati ribelli, Massimo Notaro: «Colaninno, se vuole
prendere i piloti RyanAir, dovrebbe farsi spiegare che non
volano con nessuno dei modelli di aeroplani che attualmente ha in forza Alitalia e che i piloti della RyanAir sono quasi tutti pensionati o
ragazzi di pochissima esperienza». Nonostante le minacce, comunque, il
presidente Cai mostra ottimismo. Secondo Colaninno, entro novembre la Nuova Alitalia individuerà il partner straniero e per Natale sarà pronta a
decollare. «C'è da valutare quali sono gli effetti positivi delle varie
combinazioni che si possono fare, devo dire che sia Air France che Lufthansa
hanno delle caratteristiche estremamente interessanti. Faremo le nostre
valutazioni e assieme all'assemblea e al consiglio di amministrazione
decideremo penso entro novembre». Effetti positivi per Cai naturalmente.
Perché, secondo l'Istituto Bruno Leoni, la mancata liberalizzazione del
trasporto aereo intercontinentale, che permetterà a Cai di mantenere una
posizione di oligopolio, costerà ai viaggiatori oltre 3 miliardi di euro in
termini di prezzi più alti. ROBERTO ROSSI ROMA rrossi@unita.it
( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)
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Alitalia
Non
fatevi illusioni: Obama non è un visionario, è un politico ambizioso e
soprattutto molto pragmatico. Mi auguro che si dimostri un grande presidente,
capace di assecondare la voglia di riscatto da parte di un popolo che, sebbene
ferito dalla crisi dei subprime, non indulge nel pessimismo (come ho raccontato
in questo reportage). Ma per essere davvero in sintonia con l'anima profonda
del Paese Obama non può permettersi di essere troppo "liberal"; dovrà
correggere al centro, magari con qualche incursione conservatrice, come si è
intuito negli ultimi giorni da alcuni accenti addirittura reaganiani colti nei
suoi discorsi e come, peraltro, conferma la scelta dei suoi consulenti
economici, tutt'altro che radicali. Non è un socialista, non è un
rivoluzionario e forse nemmeno un Kennedy. E' potenzialmente un altro Bill
Clinton. E allora mi chiedo se la sinistra, oggi giustamente euforica, lo sarà
anche tra qualche mese e non mi stupirei se la destra, oggi depressa, si
accorgesse che Obama in fondo non è tanto male. Intanto onore a John McCain per
lo splendido discorso di accettazione della sconfitta, durante il quale ha
invitato i suoi sostenitori a dimenticare i rancori della campagna e si è
impegnato a collaborare con Obama per il bene del Paese invitando tutti a fare
altrettanto. Non erano parole di circostanza, erano parole che sgorgavano dal
cuore di un vero gentiluomo. Scritto in democrazia, presidenziali usa 1
Commento » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Nov 08
Obama-McCain, comunque vada è una questione di cuore Razionalmente l'esito
delle presidenziali Usa è quasi scontato; lo ha ammesso persino il cinico Karl
Rove che in un'intervista ha definito "molto, molto in salita la corsa di
John McCain". Ma di elezione in elezione ci si accorge che la razionalità
non basta per prevedere l'esito di un'elezione. Al contrario: gli aspetti
subliminali, emotivi sono altrettanto e spesso ancor più importanti. Chi
sceglie soppesando i pro e i contro di un programma? Una piccola minoranza; si
vota per assecondare la propria identità politica o per simpatia o per
interesse o ancora, soprattutto negli Stati Uniti, per identificazione con il
candidato. Bush fu preferito a Kerry anche perché i suoi gusti e il suo
comportamento erano simili a quelli dell'americano medio, soprattutto di quello
che vive nei piccoli centri, in campagna o nelle aree suburbane. Anche questa è
stata una campagna molto emotiva. Andando ai comizi di Obama e parlando con i
suoi sostenitori si percepisce un entusiasmo genuino, travolgente, quasi
messianico, il che può essere pericoloso per il leader democratico perchè
genera attese irrealistiche. La mobilitazione c'è ed è senza precedenti: forse
solo Reagan riusciva a suscitare passioni tanto intense. Ma anche i
repubblicani voteranno con il cuore. Diciamolo francamente: l'eredità di Bush è
talmente disastrosa che qualunque candidato sarebbe stato destinato alla
sconfitta. John McCain era l'unico che potesse smarcarsi da questa ingombrante
eredità e in parte lo ha fatto: peccato che nella fase finale della campagna si
sia fatto condizionare dagli spin doctor cresciuti alla scuola di Karl Rove (ne
riparleremo) e che, come ho già scritto, abbia scelto una vice come Sarah Palin
che alla lunga gli ha portato più danni che benefici. Il sentimento a destra,
però sovente, è di disagio. L'altro giorno una donna mi ha detto, in Ohio:
"Sento qualcosa qui nel cuore che mi impedisce di votare per Obama".
Ma cosa in preciso non me l'ha saputo spiegare. E come lei tanti elettori
indecisi. Un po' è il colore della pelle, un po' le idee troppo liberal (di
sinistra) di Obama, un po' il suo passato molto diverso da quello della maggior
parte degli statunitensi e, nell'America di provincia, per le sue maniere
sofisticate. E allora: prevarrà il cuore palpitante dell'America che invoca una
svolta netta rispetto a Bush o quello diffidente di chi proprio non riesce a
identificarsi con Barack? E' l'ultima incognita prima del voto; per il resto
sappiamo ormai tutto. Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 34 )
» (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello
Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
31Oct 08 Bin Laden prepara un'altra sorpresa elettorale? La fonte è la tv
americana Abc: diversi esperti dell'intelligence Usa ritengono sia imminente un
messaggio di Osama Bin Laden prima o al limite subito dopo le elezioni.
D'altronde non è la prima volta che capita: quattro anni fa, a pochi giorni dal
voto, fu diffuso il filmato in cui camminava sulle montagne. E Bush trovò lo
slancio per recuperare lo svantaggio su Kerry. Il bis sarebbe giustificato,
spiegano gli analisti, dalla necessità per il capo di Al Qaida di inviare un
segnale forte ai suoi e al mondo in un periodo cruciale. Come dire: ci sono
ancora e dovere fare i conti con me. Negli ultimi giorni Al Qaida ha lanciato
messaggi contraddittori: una decina di giorni fa ha lasciato intendere di
preferire una vittoria di McCain, perchè con Obama presidente l'immagine degli
Usa nel mondo migliorreebbe. Ieri, però, ha diffuso un video via Internet in
cui uno dei suoi capi chiede all'Onnipotente che alle elezioni Bush e il
partito repubblicano vengano umiliati. L'Abc non è stata ripresa dalla maggior
parte dei media, ma sta circolando nella blogosfera americana sia tra i siti
conservatori che tra quelli progressisti; c'è chi è preoccupato e chi teme
cospirazioni. Vedremo se la notizia è fondata o se i servizi stanno
semplicemente mettendo le mani avanti. Ammesso che Osama sia ancora vivo.
Scritto in notizie nascoste, presidenziali usa Commenti ( 20 ) » (4 voti, il voto
medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Oct 08 Una
lezione ai supermanager di Wall Street (finalmente) Sarebbe stata l'ultima
beffa: secondo diverse fonti di stampa i supermanager delle società finanziarie
che hanno portato Wall Street e il mondo al collasso, si apprestavano a
incassare bonus milionari previsti dai loro contratti, nonostante le società da
loro gestite fossero tecnicamente fallite. Ma il procuratore generale di New
York è Andrew Cuomo (figlio dell'ex governatore Mario), ha scritto a nove
banche avvertendole che secondo le leggi dello Stato è illegale usare i fondi
dei contribuenti per pagare tali bonus. Quali banche? le solite: Bank of America
Corp , Bank of New York Mellon Corp , Citigroup Inc , Goldman Sachs Group Inc ,
JPMorgan Chase & Co , Merrill Lynch & Co Inc , Morgan Stanley , State
Street Corp and Wells Fargo & Co. Non solo: Cuomo ha gestito il salvataggio
del colosso assicurativo Aig e ha preteso l'annullamento di tutti i benefit,
minacciando, in caso contrario, un'azione legale. Io dico: viva Cuomo. E che
sia di esempio per tutti.. AGGIORNAMENTO:Mi viene richiesto un link di
approfondimento e sono ben lieto di fornirlo. Il più completo è questo del New
York Times. Ci sono due novità, una buona e una cattiva. Quella buona: Cuomo ha
chiesto alle nove banche un rapporto completo sui bonus percepiti dai manager;
quella cattiva, Cuomo si appella a una legge che gli dà il pretesto di bloccare
i bonus, ma non la certezza. Si tratta di un codice che va interpretato. Ma ci
prova e lancia un segnale forte. Cuomo non molla e chiede giustizia. Scritto in
economia, globalizzazione Commenti ( 18 ) » (4 voti, il voto medio è: 4 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Oct 08 Troppo miele su Obama (e
la stampa è complice) La stampa europea da nove mesi fa il tifo per Obama,
quella italiana ancor di più (con qualche eccezione): è estasiata. Obama è
perfetto, Obama è imbattibile, Obama sarà un superpresidente. Purtroppo anche
la stampa americana sta dando una pessima prova di sè. Dico purtroppo perchè
vedo i media oscillare tra i due estremi: fino a un paio di anni fa si sono
fatti abbindolare con sconcertante facilità dagli spin doctor di Bush, ora
eccedono in senso opposto e tirano la volata al candidato democratico. Senza
ammettere la propria partigianeria ovviamente. Due pesi e due misure: con John
McCain sono stati severissimi, con Sarah Palin spietati, mentre a Barack Obama
hanno perdonato tutto e hanno sorvolato volentieri sulle numerose gaffe di Joe
Biden. Negli ultimi giorni il tifo è diventato palese. Il Los Angeles Times è
entrato in posseso di un video in cui si vede Obama mentre brinda all'onore di
un ex dirigente dell'Olp in una serata in cui alcuni palestinesi accusano
Israel edi terrorismo, ma il quotidiano rifiuta di pubblicarlo. Eppure nessuno
dice nulla, nessuno protesta, nessuno si indigna. I magistrati in Florida hanno
appurato che gli attivisti del movimento progressista Acorn hanno registrato
illegalmente diverse migliaia di elettori. Anche in questo caso silenzio. Il
sito Drudge Report ha scoperto un'intervista radiofonia del
( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)
Argomenti:
Alitalia
Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi Scontro con piloti e hostess.
Il governo e Cai: trattativa chiusa «Alitalia,
senza firma niente Cig»
( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)
Argomenti:
Alitalia
Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi ROMA Braccio di ferro in Alitalia tra il "fronte
del no", Cai e il governo. Gli autonomi chiedono di riaprire la trattativa
sui contratti, ma Colaninno risponde che non c'è più spazio per negoziare. Il
ministro del Welfare Sacconi avverte: «Chi non firma non potrà usufruire della
cassa integrazione, non è una minaccia, lo prevede la legge». Replica degli
assistenti di volo di Avia: La cig non può essere tagliata se la prevista
riduzione degli stipendi supera il 20%. Il ministro Matteoli: in caso di
scioperi, valuteremo se far scattare la precettazione.
( da "Corriere della
Sera" del
05-11-2008)
Argomenti:
Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-05 num: - pag: 20
categoria: REDAZIONALE Critiche Il leader leghista: «Moratti bacchettona». E
protesta con Letta contro i candidati «romani» alla Cri Graffiti, scuola e
Croce Rossa: lo show di Bossi MILANO — Bossi arriva alla festa degli americani
a Milano. Ed è subito show. Sui graffiti: «I muri sono il libro dei popoli,
bisogna lasciarli stare». Su Alitalia: «Bisogna
che Berlusconi entri in campo, vedere da che parte tira 'sta Cai: se fa il filo
ai francesi non va bene. Loro sono nostri concorrenti». Sulla preoccupazione
che, lo ammette lui stesso, «cresce nel centrodestra» per le proteste del mondo
della scuola: «Bisogna evitare che l'Università si metta insieme agli altri,
altrimenti vien fuori un nuovo '68». Persino sulla «mignottocrazia » di cui
parla Paolo Guzzanti. Per liquidare la posizione del deputato azzurro con uno
sbuffo: «Invidia. Chi non ha gli attrezzi giusti, pensa sempre che dietro ci
sia chissaché». Umberto Bossi è di buon umore. è stato invitato dal consolato
statunitense sulla base di una lunga consuetudine che risale addirittura
all'inizio degli anni Novanta, quando gli Usa si chiedevano chi fossero questi
nuovi arrivati sulla scena politica. Dopo un giro per la Banque,
l'affollatissima discoteca scelta dal consolato per seguire l'election night,
il capo leghista ripiega su un più tranquillo bar delle vicinanze. Ed è lì che
sbotta: «certo che più bacchettona della Moratti, non ce n'è... ». In che
senso? «Mah, adesso lei e Berlusconi si son messi in testa di colpire i
"graffitomani". Ma dove c'è un popolo, lì c'è scrittura. I muri sono
il libro dei popoli». Chiosa il deputato Matteo Salvini: «Intendiamo parlare
dei graffiti sulle massicciate autostradali, non quelli sui muri cittadini».
Sulle elezioni americane, Bossi non sembra scaldarsi: «Che il nuovo presidente
sia bianco, nero o rosso, poco importa. Ci sarà continuità, perché la politica
estera negli Stati uniti la fanno le grandi imprese. Non sarà un Obama a
cambiare le cose». Comunque, annota, «Frattini ha cominciato a parlar bene di
Obama, e non credo che sia stata un'iniziativa personale, si sarà consultato».
Ma Bossi, e la Padania, ieri eran già partiti all'attacco. Per dire giù le mani
dalla Croce rossa. Sul numero oggi in edicola del quotidiano leghista appare un
lungo servizio dedicato agli avvicendamenti al vertice del più noto ente
umanitario (non solo) italiano. Il fatto è che sui tavoli del sottosegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta già da alcune settimane ci sono i
nomi dei nuovi vertici Cri. Il commissario in pectore è l'avvocato Francesco
Rocca, già capo dipartimento della Croce rossa e ora dirigente dei Servizi
sociali del Comune di Roma. Al posto di direttore generale invece è destinata Francesca
Basilico, già braccio destro di Maurizio Scelli. Tecnici dall'esperienza
specifica. Eppure, la provenienza interna all'ente potrebbe non essere
sufficiente: il fatto è che entrambi i candidati sono schiettamente romani.
Troppo, secondo i vertici del Carroccio. E difatti, il leader leghista ieri ha
chiamato Gianni Letta per rappresentargli un punto di vista che la Padania oggi
in edicola riporta in modo preciso. Ma che si può riassumere così: quasi due
terzi dei volontari della Croce Rossa, oltre 90mila su circa 150 mila, si
trovano al Nord. In compenso, la voragine nei conti dell'ente — secondo fonti
leghiste compresa tra i 90 e i 100 milioni di euro — si può imputare
soprattutto alla gestione delle regioni centro- meridionali. Insomma, ha detto
Bossi, «la Lega non tollererà che la Padania risulti completamente tagliata
fuori» dall'imminente tornata di designazioni. E a questo proposito, il senatùr
ha anche segnalato una possibile candidatura a lui gradita. Si tratta di Maria
Rosaria «Rosy» Parlanti, oggi presidente della Croce Rossa lombarda. Una realtà
che, con i suoi 25mila volontari, incarna da sola un sesto del movimento
nazionale. Ed è ancora Salvini che sottolinea le proteste locali che starebbero
per scoppiare in numerosi comitati «nordisti»: «Il volontariato è una risorsa
preziosa, che va curata e sostenuta. In un momento di diffusa crisi della
partecipazione, l'umiliare le realtà più significative, e virtuose, della Croce
rossa per designare non una ma addirittura due personalità lontane dai territori,
sarebbe un ennesimo, intollerabile ceffone. Proprio nel momento in cui ai
territori si chiedeanche lo sforzo di solidarietà ». Marco Cremonesi
( da "Corriere della
Sera" del
05-11-2008)
Argomenti:
Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-05 num: - pag: 34
categoria: REDAZIONALE Privatizzazione Il presidente Cai: i piloti italiani tra
i migliori del mondo. «Prenderli da Ryanair? Perché no»
Colaninno: Alitalia, trattativa chiusa «Invieremo le lettere per le assunzioni
nominative, secondo la legge» «Discriminazioni nei criteri di scelta del
personale? Ho letto colossali stupidaggini» DAL NOSTRO INVIATO HANOI —
Premette: «I piloti italiani sono tra i migliori al mondo». Ovvio dunque
che, «anche personalmente», Roberto Colaninno li consideri «strategicamente
importanti » per il rilancio di Alitalia. Attenzione,
però, a interpretare il riconoscimento come un tentativo di recuperarli a un
tavolo che «basta, è chiuso, finito». Le «aquile» e gli assistenti di volo, gli
autonomi dell'aria, minacciano nuove assemblee, mobilitazioni, scioperi a
dispetto dei contratti firmati da Cgil, Cisl, Uil, Ugl? Facciano, dice il
presidente Cai. Ma si illudono se pensano, in questo modo, di poter riaprire le
trattative: «Quelle ci sono già state, lunghe ed estenuanti». Ora si parte,
«con chi ci sta». Ed è inutile che chi si è rimesso sul piede di guerra agiti
spettri del tipo: «Con chi li faranno volare gli aerei, con gli addetti ai
bagagli?». Frasi così per Colaninno sono «colossali stupidaggini», per di più
«offensive» verso il personale di terra. E peggio ancora per l'altra storia, la
denuncia — da parte sempre degli autonomi — del fatto che nella nuova Alitalia non troveranno posto hostess incinte, madri single,
parenti di portatori di handicap. Fosse vero, sarebbe una macroscopica
violazione di qualsiasi diritto. Ed è perciò che il presidente di Compagnia Aerea
Italiana su questo si inalbera. Non perde la calma su nessun altro aspetto
della vicenda. Qui, non tollera insinuazioni o sospetti. Brutalmente: «Sono
falsità mostruose». è ad Hanoi, Colaninno, e almeno per queste 48 ore vorrebbe
occuparsi di Piaggio e basta. Sta inaugurando il maggior investimento italiano
in Vietnam, al suo fianco ci sono il ministro delle Attività produttive Claudio
Scajola e il vicepresidente di Confindustria Paolo Zegna, tra la capitale e Ho
Chi Minh City si muoveranno 160 imprese che, sulla scia delle Vespa, puntano ad
aprirsi un nuovo, ricco mercato. Gli piacerebbe, insomma, parlare solo della
sfida asiatica a Honda e Yamaha, spiegare che il gruppo è in fase di grande
internazionalizzazione ma il suo baricentro produttivo rimane in Italia. E la
gradirebbe, una «pausa» dalla compagnia aerea. Se non fosse che da Roma le
notizie continuano a rimbalzare. Più tardi, rientrato ad Hanoi, non lancia
strali. A chiedergli se davvero non ha mai pensato — a parte venerdì scorso —
di mollare tutto, Alitalia e piloti e rilanci, la
risposta è un dribbling di diplomazia. La sostanza dipinge un mondo a parte, un
po' marziano. La forma dice che «certo è stato tutto molto faticoso ». Ma
mollare? «Diciamo che in certi momenti mi sono sentito un po' confuso. La
percezione era che le controparti non si rendessero conto — e per qualcuno vale
evidentemente ancora adesso — che non stavamo facendo una trattativa
"normale": il contesto non era un salvataggio, era l'acquisizione di
un' azienda dichiarata insolvente. Insolvenza di cui non siamo noi i
responsabili». Insomma: «Cai è una nuova società. Investiremo e faremo 12.635
assunzioni». Nominativamente, uno per uno? «Scusi, una nuova società come
assume? Faremo quel che prevede la legge. Manderemo lettere e diremo, per
esempio: gentile signora, vuole fare l'assistente di volo sul Milano- Boston?
Idem per i piloti. Potremmo ricevere curriculum e fare assunzioni anche,
chessò, da Ryanair». Quanto ai contratti che gli autonomi non firmano, il
messaggio non ha equivoci: «Chi accetterà di lavorare per Alitalia,
alle condizioni già siglate da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, potrà manifestare i
propri interessi e trattare in futuro per i nuovi contratti. Ma se uno se ne
sta fuori cosa fa? Si può andare a reclamare in casa d'altri?». Concetto
chiarissimo. Con ulteriore messaggio: «Io da venerdì sera sono molto sereno».
Perché è stato quello il momento-chiave: «E' la decisione che stavamo
prendendo, quella di rinunciare all'offerta, che ha sbloccato la situazione. è
lì che i confederali hanno capito: la compagnia era davvero ad un passo dal
fallimento». Anche perciò nessuno ha brindato: «Il lavoro vero, e il più duro,
comincia ora». Roberto Colaninno, presidente della Piaggio e della Cai
Raffaella Polato
( da "Corriere della
Sera" del
05-11-2008)
Argomenti:
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-05 num: - pag: 35
categoria: REDAZIONALE Il negoziato Via alla lettera di mobilità per i
dipendenti di Az Express «Chi rifiuta l'assunzione Cai perde la cassa
integrazione» Sacconi: nessuna discriminazione. Assemblea a Fiumicino I
sindacati autonomi dei piloti convocano una nuova riunione sull'offerta della
Cai ROMA — Le prime lettere di messa in mobilità dei
lavoratori di Alitalia, che preludono al licenziamento, sono arrivate ieri, inviate dal
commissario straordinario Augusto Fantozzi. Riguardano 597 dipendenti di Alitalia Express e sono il primo vero atto di smobilitazione della
vecchia compagnia. Ma ieri a preoccupare i lavoratori, in particolare quelli
del «fronte del no», è stata piuttosto l'affermazione del ministro dei
Trasporti, Altero Matteoli, secondo cui chi non firma i contratti non ha
diritto alla cassa integrazione. «Chi rifiuta un lavoro equipollente — ha
spiegato poi il collega del Welfare, Maurizio Sacconi — perde il diritto gli
ammortizzatori sociali », per i quali peraltro «non ci sono risorse
aggiuntive», con questo facendo intendere ai sindacati, anche a quelli che
hanno firmato, che la riforma previdenziale non verrà congelata per agevolare i
pensionamenti in Alitalia. Affermazioni legittime,
secondo Antonio Di Vietri, il presidente di Avia, parte del «fronte del no» che
però osserva: «Le norme prevedono anche che un lavoratore non può percepire una
retribuzione inferiore del 20% rispetto alla precedente e quella di Cai lo
sarebbe di almeno il 25%». Di Vietri non pensa a uno sciopero perché «sarebbe
diretto alla gestione del commissario» e non a Cai. Ma per Fabrizio Tomaselli
di Sdl, altra sigla non firmataria, «è pensabile che si arrivi a un conflitto».
«Bisogna reagire fermando gli aerei» ha incitato il leader dell'Idv, Antonio Di
Pietro. Mentre il ministro-ombra del Pd, Pierluigi Bersani, ha invitato il
governo a «non gettare benzina sul fuoco». Intanto le sigle dei piloti Anpac e
Up, che non hanno sottoscritto i contratti, hanno convocato un'assemblea di
settore a Fiumicino che si terrà oggi pomeriggio. Una mossa che, secondo
alcuni, preluderebbe alla rottura del fronte del «no», dove in realtà gli
interessi sono diversi. I piloti in particolare sembrano perseguire la linea
della riapertura del dialogo perché ritengono, in quanto firmatari della prima
bozza di contratto, di avere diritto a essere convocati. Matteoli, escludendo
riaperture negoziali, invita tutti al buon senso e minaccia la precettazione in
caso di scioperi: «I sindacati che non hanno firmato sbagliano anche se sono o
si dicono vicini alla maggioranza» ha detto il ministro, alludendo alla
presunta vicinanza dei piloti al suo partito: An. «L'azienda si è impegnata a
12.600 assunzioni — ha chiosato il leader della Uil, Luigi Angeletti —
prescindendo dalle tessere sindacali». Intanto la compagnia Eurofly sostiene di
voler assumere i piloti di Alitalia dopo averne
acquisito alcuni slot, ma intanto annuncia di aver fatto ricorso all'Ue per
«aiuti di Stato». Antonella Baccaro
( da "Corriere della
Sera" del
05-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-05 num: - pag: 35
categoria: REDAZIONALE Il personaggio Muccioli, il leader degli assistenti di
volo? Fa l'assicuratore ROMA — Uno scherzo del destino (o forse qualcosa di
più) vuole che Massimo Muccioli, leader del più piccolo tra i sindacati degli
assistenti di volo, l'Anpav (545 iscritti su 4 mila), che ha rotto il «fronte
del no», sia oggi tra i creditori di Alitalia. Ma come
è possibile? Muccioli, in pensione da qualche anno dopo aver lavorato nella
compagnia, oggi fa l'assicuratore. Più precisamente è titolare di un'agenzia di
assicurazioni, la B.M & C srl, con sede a via della Magliana, che fa capo
al gruppo Sasa, e che da decenni, per sua stessa ammissione, gode di una
convenzione con Alitalia. In pratica Muccioli assicura
le macchine dei dipendenti della compagnia aerea che si rivolgono a lui,
facendo loro uno sconto, frutto della convenzione stipulata qualche anno fa. La
rata viene poi direttamente detratta in busta-paga, se il lavoratore
acconsente. Muccioli, nato a Arlena di Castro, nel Viterbese, 56 anni, è stato
protagonista di un'altra rottura di fronte, appena un mese fa. Fu lui ad
acconsentire per primo di sottoscrivere l'accordo-quadro e la bozza di
contratto proposti da Cai e fino allora firmati solo da Cisl, Uil e Ugl. «Lo
faccio per non mandare 20 mila persone per strada» disse, alludendo
a tutti i dipendenti di Alitalia. Ma qualcuno già allora malignò che in realtà non volesse
mandare a casa i suoi quattro dipendenti, qualora Alitalia gli
avesse improvvisamente tagliato la convenzione. Malignità, appunto. Di certo,
Muccioli nell'assemblea tenutasi lunedì scorso a Fiumicino,non è riuscito
neppure a parlare, sommerso da un coro di fischi. «Siamo alla ricerca di
risposte » da Cai, ha fatto sapere ieri, puntualizzando che non farà «azioni
per far risaltare il suo no», forse volendo intendere che la sua opposizione
sarà ferma, quanto al risalto tra i sindacati, ne ha avuto abbastanza... A.
Bac.
( da "Corriere della
Sera" del
05-11-2008)
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della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-11-05 num: - pag: 44
categoria: BREVI Gli occhi chiusi sui disabili H anno un figlio disabile?
Peggio per loro. A leggere le cronache di queste settimane, pare di essere
tornati indietro di secoli. Quando la nascita di un bambino focomelico, una
paralisi alle gambe o la perdita della vista erano considerate la punizione di
Dio per qualche peccato e Dante nell' Inferno descriveva l'epilettico come quei
che cade, e non sa como, / per forza di demon ch'a terra il tira. A Venezia,
come volevasi dimostrare, il ponte di Calatrava è stato aperto «prima» di
essere attrezzato per i disabili, in linea con l'impronta iniziale data dal
noto architetto spagnolo il quale, davanti alle prime polemiche sull'obbligo
morale, civile e legale di tener conto dei portatori di handicap aveva sbuffato
che senza quelle attrezzature l'opera avrebbe offerto «un impatto visivo
certamente migliore». I lavori per l'adeguamento pare siano finalmente avviati,
ma resta il punto: dopo 434 ponti veneziani costruiti nei secoli senza tener
conto dei disabili, anche il 435Ë?è nato così. Quasi
contemporaneamente, mentre la trattativa Alitalia entrava
nella stretta finale, il sindacato di base denunciava: «Non saranno riassunti i
part time. Non saranno riassunti genitori affidatari unici di minori. Non
saranno riassunti lavoratori invalidi in possesso dei requisiti di Legge 104.
Non saranno riassunti genitori con figli invalidi a carico. Non saranno
riassunti lavoratori con familiari invalidi a carico... ». Poi la cosa pare
essere stata almeno in parte corretta, però... Per finire, resterà
indimenticabile la lettera aperta mandata a Napolitano, Berlusconi e Brunetta,
dai padri e madri con figli disabili del «Gruppo Genitori Tosti». I quali, dopo
aver invitato tutti ma soprattutto il ministro della Funzione pubblica a far
visita a casa loro «tra sollevatori, passeggini ortopedici, carrozzine, busti,
tutori, letti, pannoloni, piani di statica, ventilatori meccanici, sondini per
la peg», spiegano di essere scandalizzati per il modo in cui è stato affrontato
il tema di chi usa appunto quella legge 104 per assistere un familiare
gravemente disabile. Certo, ci sono stati degli abusi. Ma perché fare di ogni
erba un fascio accusando un po' tutti di «fannullonismo»? «Come genitori ci
sentiamo doppiamente penalizzati, faremmo volentieri a meno di dover passare le
nostre giornate tra Day Hospital, prenotazioni, fisioterapia, logopedia, visite
specialistiche, incontri con insegnanti di sostegno, Dirigenti scolastici, assistenti
sociali, insomma un lavoro extra oltre a quello che ci permette di mantenere la
famiglia e oltre al lavoro di assistenza post scuola, notte compresa ». Quindi,
lamentata la sventurata scelta compiuta dall'ultima Finanziaria tremontiana di
fissare uno schema rigidissimo sugli insegnanti di sostegno (uno ogni due
disabili «a prescindere dalla loro gravità»), i Genitori Tosti invitano a
cercare meglio i buchi neri degli sprechi. A partire da certi contratti
sconcertanti firmati dalle Asl. «Ministro Brunetta: un paio di scarpe su misura
n. 32, con forti rigidi e plantari, viene pagato dal servizio sanitario 860
euro, una follia! Dei tutori per posizionare in maniera corretta le gambe o i
piedi di un bambino con tetraparesi, vengono pagati 700 euro l'uno». E gli
spreconi sarebbero i genitori? Quanto costerebbe allo Stato ogni bambino
disabile, se non ci pensassero 24 ore al giorno il padre e la madre? \\ E il
«Gruppo Genitori Tosti» invita a casa i ministri, tra busti e carrozzine
Tuttifrutti di Gian Antonio Stella
( da "Corriere della
Sera" del
05-11-2008)
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Corriere
della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-05 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE L'opposizione L'ex sindaco all'attacco
dell'amministrazione Rutelli: fra i romani e il Pdl è finita la luna di miele
«La luna di miele con la città è finita». Dopo sei mesi di governo del
centrodestra «l'opposizione ha il dovere di presentare il conto». è il
messaggio di Francesco Rutelli alla giunta Alemanno. Un affondo, che non
risparmia critiche ed innesta una lunga serie di repliche. Anche tra
maggioranza e opposizione in Campidoglio il tempo del fair play è finito. «Io
speriamo che me la cavo: potrebbe essere un buono slogan per l'amministrazione
Alemanno », riferendosi alla festa privata all'Aranciera dell'assessore
all'Ambiente Fabio De Lillo. L'attacco nella sede del gruppo del Pd in via
delle Vergini: accanto il capogruppo in aula Giulio Cesare Umberto Marroni. «Il
dovere dell'opposizione è dire con forza in che modo è sbagliata la direzione
di marcia intrapresa - aggiunge Rutelli - che è senza risposte e strategie». La
giunta Alemanno? «Ha l'ansia di cancellare le decisioni ereditate»; mostra «un
certo indecisionismo». C'è «una crescente diffusione di prepotenza e
intolleranza »; non c'è «controllo nella città», e di fronte a episodi di
violenza «una certa povertà di risposta». Il traffico? «è peggiorato». Denuncia
una «totale mancanza di pulizia». Sulle strisce blu «c'è stata una scelta
politica poi rimangiata, come per la guerra degli architetti », intervenendo
nel dibattito sulle opere di Massimiliano Fuksas e Renzo Piano all'Eur. E «nel
2008 avremo un milione di pernottamenti in meno negli alberghi». Contro le
emergenze la terapia la presenta Umberto Marroni: «Prepareremo un documento -
ha detto per affrontare la crisi economica che investe tutti i settori», dall'Alitalia alla Telecom. La maggioranza reagisce. «Livore e demagogia » per
Dario Rossin, capogruppo del Pdl: «Rutelli non ha ancora assorbito la botta
elettorale ». E il Pdl ricorda la sua scarsa presenza in aula Giulio Cesare.
«Forse sta sottovalutando l'effetto boomerang - afferma l'assessore capitolino
al Personale Enrico cavallari - Rutelli è già stato irrevocabilmente
giudicato dai romani». «è come il Marchese del Grillo per Marco Di Cosimo,
presidente della commissione Urbanistica - annuncia che s'è svegliato ».
«L'amministrazione non ha mai dichiarato guerra agli architetti - replica
l'assessore all'Urbanistica Marco Corsini - soprattutto se in grado di
apportare beneficio alla qualità architettonica». «Polemiche strumentali» per
l'assessore alla Mobilità Sergio Marchi. E il vicesindaco Mauro Cutrufo attacca
sul Turismo: «Il famoso milione di stanze in meno per il 2008 - dice - fa parte
del più volte sindaco Rutelli. In verità è di 350 mila, e quello che accade
oggi nel turismo è il frutto del lavoro nello scorso anno». Leader Francesco
Rutelli, capo del Pd capitolino L. Gar.
( da "Corriere della
Sera" del
05-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-11-05 num: -
pag: 45 categoria: BREVI TALLEYRAND Parole significative Caro Romano, le
notizie che quotidianamente leggo sul comportamento di piloti
e assistenti di volo Alitalia mi riportano alla mente questa frase (di Talleyrand, credo):
«Ils n'ont rien compris, ni rien oublié». Lei forse sa a che proposito la
disse? Cesare Cantoni Pradamano La frase «non hanno capito niente, non hanno
dimenticato niente» sarebbe effettivamente di Talleyrand e sarebbe stata detta
nel 1814 dopo il primo ritorno dei Borbone al potere.
( da "Corriere della
Sera" del
05-11-2008)
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della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-11-05 num: -
pag: 45 categoria: BREVI ALITALIA E CAI Domande dei clienti
La nuova Alitalia volerà entro Natale, questa è una delle notizie di oggi sul caso
Alitalia. Data ormai per scontata la soluzione Cai, sarebbe auspicabile
che, sin da subito, la nuova compagnia (o chi per essa) chiarisse ai clienti
almeno un paio di punti: i biglietti acquistati (ora) da Alitalia saranno validi per volare (poi) con la Cai? Il programma
frequent flyer millemiglia sarà trasferito alla Cai e da questa riconosciuto
integralmente? Questi chiarimenti, per quanto piccoli se paragonati ai diversi
problemi legati alla vicenda, andrebbero dati anche nell'interesse della nuova
compagnia, non solo per i viaggiatori. Bruno Carioti caribe@borntotravel.it
( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)
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Mercoledì
05 Novembre 2008 Chiudi di GIULIO MANCINI Pioggia scrosciante, vento a raffiche
e allagamenti ovunque sul quadrante sud-ovest dell'area metropolitana. Strade
impraticabili e pericolose con ferrovie a singhiozzo hanno messo in difficoltà
i pendolari. A Ciampino attimi di panico in via dei Laghi, al passaggio a
livello di Casabianca, dove tre automobili sono rimaste incastrate tra binari e
sede stradale completamente allagata. Per una di esse si è reso necessario
l'intervento del carro attrezzi mentre per un'altra è stato necessario far
uscire dai finestrini gli occupanti, tra i quali due bambini. Inevitabili anche
i soccorsi ai veicoli bloccati nel metro d'acqua creatosi nel sottopasso di via
Donizetti. Nell'altra città del volo, quella di Fiumicino, il nubifragio ha
messo a dura prova l'operativo del "Leonardo da Vinci". Quasi tutte
le partenze tra le 15,30 e le 17,30 hanno riportato ritardi medi di 40 minuti.
L'Air One per Milano Linate delle 15,40 è partito un'ora e dieci dopo, come
pure l'Alitalia per Venezia delle 16,30. Punta massima del disagio per i
passeggeri dell'Az diretto a Barcellona, decollati con un'ora e 35 di
posticipo. Caos su tutte le strade in uscita dalla città. Poco dopo le 18,00 la
Pontina è stata bloccata per un paio d'ore all'altezza di Castel Romano dove si
sono abbattuti pini sulla carreggiata sia in corsia nord che in senso inverso.
I vigili del fuoco hanno dovuto lavorare a lungo per rimuovere i venticinque
tronchi piegati dalla forza delle raffiche di vento. Fortunatamente non ci sono
stati danni alle persone. Anche sulla provinciale Laurentina traffico ostruito
dai rami e molto rallentato. Poco dopo le 18,30 è stata sgomberata via di
Pratica di Mare rimasta inagibile nella corsia a ridosso del muro di cinta
della tenuta presidenziale di Castel Porziano ingombrata dai rami caduti a
terra. Due alberi abbattutisi intorno alle 16,30 sulla linea Roma-Pantano e
sulla Roma-Lido tra Acilia e Ostia Antica, hanno creato problemi al
funzionamento di entrambi i tracciati ferroviari. I treni della Roma-Pantano
per due ore e mezzo hanno effettuato servizio solo tra Centocelle e capolinea
Laziali di Termini mentre sulla Roma-Lido, i convogli hanno viaggiato per più
di un'ora e mezza su binario unico. Alberi caduti sulla Roma-Nettuno, tra
Aprilia e Padiglione. La circolazione ferroviaria è stata sospesa e il Gruppo
FS ha istituito un servizio sostitutivo con bus. A Lido dei Pini la condotta
comunale delle acque nere è esplosa allagando il parcheggio del campeggio Le
Ginestre, la strada costiera e lo stabilimento Galapagos.
( da "Corriere della
Sera" del
05-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-11-05 num: - pag: 18
categoria: REDAZIONALE Il fenomeno è in costante aumento, spesso collegato con
la fine del matrimonio. Ma all'origine ci sono anche ragioni religiose Figli
contesi. Anche dagli Stati Il ministero La Farnesina segue tutti i casi.
Frattini: «Molte resistenze nonostante le convenzioni firmate dai Paesi» 266 i
bimbi italiani rapiti da un genitore straniero In Europa 6 casi su 10. Accordi
internazionali violati F ilomena Perri, impiegata alle Poste a Milano, è andata
al Cairo a riprendersi il piccolo Omar che il marito egiziano le aveva portato
via per «farlo crescere come un vero musulmano». Un'infermiera, anche lei di
Milano, invece, ha lottato quattro anni per riavere suo figlio, sottratto dal
padre egiziano che l'aveva portato dai genitori nel suo Paese e poi era tornato
in Italia a lavorare. Un artigiano di Treviso, s'è «mangiato» la casa e i
risparmi per riportare a casa le due figlie avute da una giapponese. E c'era
pure riuscito, ma la donna una volta rientrata con le bimbe in Italia ha
ottenuto l'affido congiunto e, quasi subito, è partita di nuovo per il
Giappone. Fabrizio Infante, pilota dell'Alitalia, sta
combattendo un'estenuante battaglia con la madre di sua figlia Angela, che s'è
portata la bambina in Danimarca, s'è risposata tre volte, i tribunali italiani
hanno accertato che la piccola è stata coinvolta in una storia di abusi
compiuti dal secondo marito di lei, e nonostante svariate sentenze e lettere
personali inviate dal ministro degli Esteri italiano a quello danese, le
autorità locali gli impediscono da anni di vedere la bambina, di sapere come
sta. Sono tante le storie come queste, storie nelle quali padri o madri
italiani, più spesso padri se la madre è europea o americana, più spesso madri
se il padre è di religione musulmana, una volta finita la storia d'amore si
vedono i figli sottratti, rapiti, costretti a cambiare Paese, a lasciare
scuola, amici e parenti. Storie tutte uguali e tutte diverse, storie
drammatiche dove il diritto internazionale viene schiacciato e vige la legge
del più forte. O del più furbo. Ma dove le vittime sono sempre i bambini. Si
chiama «sottrazione internazionale di minore», ma è un rapimento vero e
proprio, anche se compiuto da un padre o da una madre. I casi trattati dal
ministero degli Esteri italiano sono in aumento: nel 1998 erano 89, nel 2007
sono passati a 216, quest'anno sono balzati a 266. La maggior parte riguarda un
genitore italiano, quasi sempre il papà, e una mamma europea. è l'Europa,
infatti, che registra il maggior numero di bambini contesi: il 59 per cento del
totale del 2007. Questo vuol dire che i conflitti tra genitori, spiega il
ministro degli Esteri Franco Frattini, non avvengono soltanto per «marcate
differenze di origine culturale o religiosa, ma sempre più all'interno di
coppie miste europee». I matrimoni misti, del resto (dati Istat), sono in
continuo aumento. Quasi il 9 per cento di tutti i matrimoni, con circa 30 mila
celebrazioni l'anno. Sono molto più numerose, poi, le nozze tra uomini italiani
e donne straniere (7 su 100 del totale dei matrimoni) e questo spiega anche
perché la stragrande maggioranza dei bambini contesi (70 per cento) è figlio di
un papà italiano e di una mamma straniera, soprattutto europea, talvolta
americana o latinoamericana. Solo il 30 per cento ha il papà straniero, quasi
sempre di religione musulmana. La Convenzione dell'Aja del 1980, che stabilisce
il rientro del bambino nel Paese di residenza, è l'unico, debole strumento
giuridico per aiutare i genitori che si vedono sottratto un figlio ad ottenerne
il rimpatrio. Vi aderiscono più di 80 Paesi. Per l'Europa, però, c'è qualcosa
in più: alla Convenzione si affianca il cosiddetto Bruxelles 2 bis, che lo
stesso Frattini ha contribuito a far approvare quando era vicepresidente della
Commissione europea. Vi aderiscono, dal primo marzo 2005, tutti gli Stati dell'Unione,
tranne la Danimarca. Nonostante questo, il lieto fine in molti casi resta solo
un sogno e se è vero, continua Frattini, che «nel 2007 siamo riusciti a
risolvere positivamente più di 40 casi e per il 2008 speriamo di superare
questo numero», è anche vero che «ci sono ancora delle resistenze da parte di
diversi Paesi e a diversi livelli. Capita per esempio che il giudice
interpellato del Paese in cui il bambino è stato portato non si limiti ad
eseguire il rimpatrio ma decida di valutare il caso. Capita anche che
nonostante il magistrato abbia ordinato il rimpatrio, questo poi non venga
eseguito dalle forze di polizia, a volte a causa di connivenze locali». Per
aiutare i genitori che vedono il figlio sparire all'estero, il ministero ha
preparato una guida, «Bambini contesi, guida per i genitori». «Di fronte alla
sottrazione di un minore è necessario agire in modo tempestivo — dice ancora il
ministro — ed avvertire immediatamente le autorità di polizia e gli Affari
esteri per permetterci di allertare immediatamente le nostre autorità
consolari. Spesso, le situazioni più complesse sono proprio quelle in cui nelle
fasi iniziali sono state commesse delle imprudenze». Sono quasi dieci anni che
Paolo Pozza, presidente dell'associazione Figli sottratti, combatte per riavere
le sue due figlie che sono state portate in Polonia dalla madre. Ma Figli
sottratti non è l'unica associazione che dà una mano in questi casi. Ci sono
anche Padri separati, Figli negati, Troviamo i bambini e altre associazioni.
Tutte contattabili su internet. «Nel 2004 insieme ad altri genitori abbiamo
fondato questa associazione perché da soli nessuno ci dava ascolto — racconta
Pozza — mentre adesso siamo persino riusciti a presentare un progetto di legge
per la cancellazione dell'articolo 574 del codice penale sulla sottrazione di
persona incapace, che è quello che viene applicato in caso di sottrazione
internazionale di minore ma che è troppo blando, anche nelle pene. Noi invece
vogliamo sostituirlo con il 605 bis che riguarda il sequestro di minore con
l'aggravante della parentela». Non tutti sono d'accordo a seguire questa strada
e comunque fino ad oggi questa proposta di legge non è mai stata discussa in
Parlamento, ma molti ritengono che la sottrazione di incapace non sia
fattispecie adatta a chi sottrae un bambino al padre o alla madre e che occorra
un reato specifico. Intanto, al ministero degli Esteri si sta facendo il
possibile per rendere più efficaci gli strumenti già in possesso. «Sto creando
con i colleghi di Giustizia e Interni — dice Frattini — una task force in modo
che l'azione tempestiva e coordinata tra gli organismi competenti permetta di
arrivare a una soluzione del caso. Che poi corrisponde al rimpatrio del
minore». Mariolina Iossa
( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)
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Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi Ecco come Cai valuta gli asset
della compagnia 900 milioni per Alitalia,
57 per Az servizi, il resto per le altre società. Tre rate fino al 2010
( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)
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Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi «Alitalia, niente cassa
integrazione per chi non firma» Sacconi: non è una minaccia ma la legge.
Colaninno: potremo assumere i piloti Ryanair
( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)
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Mercoledì
05 Novembre 2008 Chiudi di ROSARIO DIMITO ROMA - La Compagnia Aerea italiana
(Cai) offre 900 milioni per Alitalia, 57 per
Az servizi, 7 per Alitalia Airport, 19 per Alitalia Express e 17 per Volare. In
totale un miliardo esatto. Ma in contanti la nuova compagnia si impegna a
versarne 285, salvo rettifiche e neanche tutti subito: 100 milioni al momento
del closing (30 novembre), 92,5 milioni entro il 30 maggio 2009 e 92,5
milioni entro il 30 novembre 2010. Il residuo, cioè 725 milioni, è
rappresentato da accollo di debiti del commissario Augusto Fantozzi e crediti
vantati da terzi. Sono questi, secondo quanto risulta a Il Messaggero, i
termini economici dell'offerta consegnata venerdì sera da Roberto Colaninno e
Rocco Sabelli a Franco Paparella, sub commissario della Magliana. Due giorni fa
Fantozzi ha reso noto i contenuti della proposta "unica e
inscindibile" ricevuta dalla newco formata dagli investitori. tenendo coperti
però i dettagli finanziari : "il corrispettivo dovuto ai venditori nonchè
le modalità e i termini di pagamento saranno comunicati dopo che il perito
indipendente (Banca Leonardo nominata dal ministero dello sviluppo economico,
ndr) avrà trasmesso la perizia". Banca Leonardo guidata da Gerardo
Braggiotti dovrebbe far conoscere ill suo punto di vista entro fine settimana,
ma nelle prossime ore, secondo quel che trapela da ambienti vicini al
venditore, Fantozzi, che è assistito dalla Rothschild e dallo studio legale
Chiomenti, potrebbe mettersi in contatto con l'acquirente. Sull'attendibilità
della perizia sembrano esserci pochi dubbi per la statura professionale del
team di Braggiotti che farà premio sulle insinuazioni su potenziali conflitti
di interesse legati alla presenza in Banca Leonardo e in Cai di qualche
rappresentante di azionisti comuni. E comunque la valutazione fatta da
Colaninno e Sabelli dei beni, contratti, crediti e debiti di Alitalia
sarebbe leggermente più alta dei 950 milioni circa stimati dall'advisor sulla
base dell'offerta preliminare, asseverata dalla Rothschild. L'offerta
definitiva di Cai prevede che dei 900 milioni del prezzo di Alitalia,
in contante ne vuol versare 275: i restanti 625 miloni rappresentano la somma
algebrica di prestazioni individuati nei biglietti prepagati e, quindi
incassati dalla procedura straordinaria di Fantozzi al 29 agosto, e che non
sono stati ancora utilizzati dai passeggeri perchè si riferiscono a voli da
effettuare sotto la gestione di Cai; di diritti di imbarco e altri debiti. I 57
milioni per Az servizi verranno pagati in contanti. Per Alitalia
Airport il corrispettivo è fissato in 7 milioni con l'aggiunta di una somma da
determinare relativa all'accollo di crediti maturati da controparti. Su Alitalia Express il prezzo è di 19 milioni più l'accollo di
un differenziale di crediti-debiti. Infine Volare. Prezzo 17 milioni: 2 da
pagare in contanti e 15 mediante l'accollo delle prestazioni legati ai
biglietti venduti e pagati a Fantozzi e ai diritti di imbarco.
( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)
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Alitalia
Mercoledì
05 Novembre 2008 Chiudi di LUCIANO COSTANTINI ROMA E' un braccio di ferro
dall'epilogo francamente imprevedibile: da una parte Cai e governo che chiudono
ogni possibilità di riaprire la trattativa; dall'altro piloti e assistenti di
volo del "fronte del no" determinati a ridiscutere i contratti o a
far scattare la protesta. Posizioni, al momento, assolutamente inconciliabili.
Neppure Gianni Letta, questa volta, potrà rimettere in pista la nuova Alitalia che pure Cai vorrebbe poter far decollare con il
primo dicembre. Roberto Colaninno, in viaggio di lavoro in Vietnam, è stato
chiarissimo: «Non c'è alcuna convocazione per gli autonomi. Il problema è
chiuso». Insomma, non c'è più spazio per trattare: i piloti e gli assistenti di
volo che non accetteranno di sottoscrivere il contratto, saranno chiamati
singolarmente e potranno essere assunti, se lo vorranno. «Chi non accetta - ha
avvertito il presidente di Cai - finirà fuori. Prenderemo i piloti di altre
compagnie, magari quelli di Ryanair». Una evidente battuta in risposta al
vettore low cost irlandese che nei giorni scorsi si era
detto disponibile ad assumere i "comandanti" di Alitalia. Replica secca dell'Up: «Colaninno dovrebbe farsi spiegare che i
piloti di Ryanair non volano con nessuno dei modelli di aerei attualmente in
forza in Alitalia». Quindi, quanto meno, dovrebbero sottoporsi a corsi di
addestramento. Che, ovviamente, non potranno essere di breve durata. Il
"fronte del no" aspetta comunque una chiamata: se non arriverà farà
scattare probabilmente una serie di scioperi. Anche se l'Anpac precisa: «Non
prepariamo azioni, cerchiamo risposte». Per Antonio Di Pietro (Idv) «i
lavoratori devono restare uniti anche fermando gli aerei, se necessario». Ma
c'è il rischio molto alto che possa scattare la precettazione. «Esamineremo
questa eventualità al momento opportuno. Certo uno sciopero bloccherebbe tutti
gli aeroporti e non lo possiamo accettare», ha avvertito il ministro delle
Infrastrutture, Altero Matteoli. Che ha aggiunto: «E' impensabile che si
possano mettere veti e perdere 18.000 posti di lavoro». In altre parole, da una
parte e dall'altra si mostrano i muscoli. E il titolare del Welfare, Maurizio
Sacconi, fa sapere che chi non firma il nuovo contratto non avrà diritto alla
cassa integrazione: «Il lavoratore - ha spiegato in una audizione alla Camera -
che singolarmente o con altri viene chiamato a svolgere un lavoro equipollente
anche se non con lo stesso salario, perde i diritti agli ammortizzatori sociali
se non lo accetta. Questa non è un'opinione, nè una minaccia, nè un ricatto. E'
la legge». Replica dell'Avia: legittimo che chi rifiuta una proposta di lavoro
non goda degli ammortizzatori sociali, ma le norme prevedono che un lavoratore
non possa percepire una retribuzione inferiore del 20% mentre in questo sarebbe
del 25%. Difficile immaginare una svolta positiva della vertenza, considerata
la rigidità delle posizioni. Ieri l'altro il "fronte del no", oltre a
chiedere la riapertura del tavolo negoziale, ha sollecitato anche la Cgil a
ritirare la firma. Nessuna risposta formale, ma si sa che la confederazione di
Epifani starebbe tentando, al contrario, di far rientrare i piloti e gli
assistenti di volo in partita invitandoli - discretamente - a utilizzare il
"lodo Letta" per rivendicare la giustezza delle loro richieste e
comunque a denunciare (e a far rientrare) le presunte modifiche apportate da
Cai all'accordo firmato il 14 settembre scorso a palazzo Chigi. Oggi nuova
assemblea Anpac e Up a Fiumicino.
( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)
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n. 265
del 2008-11-05 pagina 1 E i piloti hanno pure la maxi-cassa integrazione di
Redazione La cassa integrazione dei piloti dura sette anni ed è l'80 per cento
dello stipendio. È il salvagente d'oro dei super garantiti. Per i dipendenti Alitalia dichiarati in esubero lo
Stato garantirà quattro di cassa integrazione e tre successivi di mobilità. E
l'80% dello stipendio, calcolato sulla media degli ultimi 12 mesi, ma senza
alcun «tetto» mensile. A coprire la differenza sarà il Fondo di integrazione al
reddito, finanziato anche dai passeggeri, con l'aumento di tre euro del
biglietto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)
Argomenti:
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Lo
faccio rararamente, come sapete, ma oggi vorrei girarvi uno stralcio del mio
articolo sulla pagina del golf. Giusto per proporvi un nuovo tema di dibattito.
Più importante e delicato di quanto si possa pensare. Leggete queste poche
righe e poi, se volte leggete l'intero articolo e ancora, se credete,
intervenite. Mi farà e ci farà piacere come al solito: "..... Scusate , ma
vedere Robert Karlsson concludere la sua straordinaria stagione agonistica in
vetta all'European Order of Merit, ci fa ridere. Sì, ridere. Perché, quando in
un passato non troppo passato, a menar fendenti vittoriosi sui courses del
mondo era un tappetto come il gallese Ian Woosnam, i soliti osservatori
specializzati in expertise sui golfisti, sentenziarono, scomodando a sostegno
delle loro teorie, persino la mela di Newton, che era tutto merito del
baricentro. In altre parole, che sì, per l'amor del Cielo, Ian l'ex minatore
dal carratterino spigoloso, era certamente un buon giocatore ma che, buona
parte del suo score, la doveva al baricentro basso. Pensate un po': il
baricentro basso come anticamera del successo. E adesso come la mettiamo con
quello spilungone di Robert Karlsson, unmetroenovantesei centimetri
entrocontenuti in 95 chili ? Come la mettiamo con la storia del baricentro
basso? Perché bastasse essere alti o bassi nel golf, come in mille altre
attività più o meno ludiche, allora il mondo avrebbe i contorni del successo
molto meglio delineati. Ecco perché viene da ridere...." Scritto in Varie
Non commentato » (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Nov
08 Troppi cialtroni nei club,provvedere prego Leonardo Lucchetti, che ha appena
lasciato la direzione del Golf Club La Torre di Riolo , un amico di vecchia
data che apprezzo e stimo per la sua professionalità e competenza se ne è
uscito recentemente con una denuncia che va diritta al cuore del Golf . Come è
possibile, si chiede Lucchetti, che alcuni club italiani abbiano assunto e
stiano assumendo persone totalmente inesperte, prive spesso anche della minima
preparazione tecnica per dirigere addirittura circoli che vantano un passato
glorioso? Preciso e ricordo, incidentalmente, che per raggiungere la qualifica
professionale di direttore o segretario di un circolo di golf occorre superare
esami su materie che spaziano dal marketing alla ragioneria, dalle lingue, alla
psicologia. E, naturalmente, bisogna dimostrare di conoscere a fondo le regole
del golf. Visto che di ciarlatani e di cialtroni ne ho incontrati e ne sto
incontarndo anch'io, allora mi associo : già, come è possibile, chiedo per
esempio alla Fig, che tutto ciò accada? P.S. Al nuovo direttore del Golf Club
La Torre di Riolo, Luca Quaglia, le mie congratulazioni e gli auguri di grandi
soddisfazioni e successi Scritto in Varie Commenti ( 3 ) » (4 votes, average: 5
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Invia questo articolo a un amico 19Oct 08 E' la rivoluzione: lo slow golf non
piace più Vogliamo sveltirlo questo gioco del golf?I nuovi arrivati nel mondo
dello sport verde per eccellenza sono partiti lancia in resta con la loro
rivoluzione. Vogliono che si fraseggi meno sul green, abbandonando il rituale
del marcamento di palla e quella danza di passetti e passettini che somigliano
a inchini e spezzano ulteriormente il ritmo di uno sport che, per i suoi
detrattori, ritmo già non ne ha. E poi vogliono il loro handicap casalingo. Una
sorta di lasciapassare che consenta di giocare subito. Almeno sul campo di casa
senza bisogno di particolari svezzamenti da parte di commissioni sportive o
maestri vari. Hanno ragione da vendere o hanno torto marcio? Vuoi vedere che la
rivoluzione nel golf è già cominciata e io non ho niente da mettermi? Scritto
in Varie Commenti ( 15 ) » (4 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri
Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 11Oct 08 O la Borsa o le quote. Di golf Borsa a picco, titoli tossici,
obbligazioni, conti corrente a rischio e banche che falliscono:vi stiamo
regalando da giorni tonnellate di notizie sul nostro quotidiano (anch'io nel
mio piccolo ho contribuito a turbarvi ulteriormente i sonni con un servizio al
giorno) Mi è venuto in mente che non abbiamo ancora affrontato l'argomento
delle quote azionarie per appartenere a certi club più o meno storici. Pensate
che siano ancora un buon investimento (sempre che lo sia mai stato)? O pensate
che sia soltanto una gabella in più da versare?O che, in questi tempi di
recessione, possano come dire, rappresentare addirittura un bene rifugio?
Scritto in Varie Commenti ( 3 ) » (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai
Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 02Oct 08 Chimenti for president Rieletto per la terza volta al vertice
della Federgolf e candidato alla presidenza del Coni. Però. Considerato che la
sua Lazio è pure balzata in testa al Campionato si può ben dire che per Franco
Chimenti è davvero un gran bel momento. Forte di un plebisicito che ha
significato la conferma del suo imprinting nella conduzione federale e nella
popolarizzazione del golf ora il professore gioca la sua carta più importante:
la conquista della massima poltrona nel governo dello sport italiano. Ha
davanti sette mesi visto che le elezioni si terranno nel Maggio 2009 per
contare amici e nemici ma soprattutto per far pesare una piccola federazione e
trascinarla per la prima volta così in alto da sorprendere tutti. Com'è che
direbbero Greggio e Iacchetti? Ce la fa o non ce la fa? Lui, alle sfide ci ha
preso gusto. Voi che ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 5 ) » (5 votes,
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Sep 08 Alitalia, piloti imbucati o in buca? Giusto un post-telegramma riguardo
al titolo con cui abbiamo aperto il nostro Giornale martedì 23
Settembre:"Intanto i piloti giocano a golf". Dunque i piloti, gli
stessi che hanno fatto saltare l'accordo con Cai hanno deciso di ingannare
l'attesa del loro destino organizzando un torneo di golf. Ne vogliamo
parlare? Certo, obietterà qualcuno, e io stesso l'ho scritto più volte, il golf
aiuta a rilassarsi e a favorire il flusso di idee nuove e di progetti futuri.E
chi gioca a golf non fa peccato tant'è che il nostro quotidiano da oltre
vent'anni ospita una pagina dedicata al golf e ai golfisti. Ma da golfista
posso anche aggiungere che ciò che sorprende è il tempismo con cui i
protagonisti-chiave della trattativa Alitalia hanno
deciso di decollare con il loro challenge sui faiways anzichè sulle piste .
Magari avrebbero potuto rinviare la sfida . Visto che ne hanno già un'altra
,magari più pressante . Tutto qui. Che dite ? Scritto in Varie Commenti ( 9 ) »
(5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Sep 08 Nella
testa delle svedesi.E degli svedesi Poi non rinfacciatemi che trovo ogni
pretesto per parlare dell'altra metà del golf, quella in rosa. Ma questa ve la
devo proprio raccontare perchè magari vi è sfuggita. Sapete che cosa ha
recentemente affermato la proette finlandese Minea Blomqvist a proposito della
sorprendente eccellenza nel golf dei giocatori e delle giocatrici svedesi? Ve
la giro testualmente."Gli svedesi sono così bravi nel golf perchè in
questo sport bisogna avere la mente libera e nella loro testa non c'è
niente" . Guarda un po', e io che da anni vado scrivendo che è invece è
merito della loro professionalità, del loro impegno, della loro serietà. E
della serietà e del rigore che impongono loro gli sponsors e la federazione.
Scritto in Varie Commenti ( 2 ) » (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai
Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 07Sep 08 Il giochino di Chiamparino Ricevo dall'onorevole Agostino
Ghiglia presidente di An-Pdl per la provincia di Torino la seguente nota che pari
pari metto a disposizione dei lettori perchè magari ci aiutino a trovare una
risposta: " Caro Villa vorrei porre due domande semplici, semplici agli
ineffabili amministratori del Comune di Torino: Chi si dimette? Chi paga i
danni per un progetto da buttare nello Stura ? Apprendiamo, infatti, dalle
dichiarazioni del Presidente dell'Ente Parco, Bevione, che per ottenere il via
libera ad un campo da golf a Parco Stura, ben che vada, ci vorrebbero tre anni
in quanto occorrerebbe un nuovo Piano d'Area o una legge regionale, senza
contare i tempi per la bonifica del terreno e la realizzazione! Dalle suddette
dichiarazioni, si evince che per oltre un anno Chiamparino e Borgogno han preso
in giro i torinesi con un immaginifico progetto per "bonificare"
Parco Stura attraverso la realizzazione di un fantasmagorico campo da golf..
Visto che è impossibile che l'Assessore Borgogno e il Sindaco Chiamparino
ignorassero i vincoli imposti dalla legge è evidente che o il Presidente
dell'Ente Parco è un cacciaballe è, quindi, va immediatamente commissariato o
uno a scelta tra il Sindaco "rampicante"e l'Assessore alla Polizia,
devono rassegnare le dimissioni per aver portato, al posto di un incantevole
green, solo qualche piadina romagnola peraltro indigesta a causa degli enormi
contributi pubblici serviti per farcirla..questa è l'ennesima, truffa ai danni
di Torino e dei suoi cittadini." Scritto in Varie Commenti ( 6 ) » (4
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Aug 08 Ma guarda che
ignoranti queste proettes Con una decisione che è destinata a suscitare mille e
una polemica e che potrebbe finire nelle aule di tribunale innescando mille e
una causa di discriminazione, Libba Galloway deputy commissioner della Lpga la
massima organizzazione del golf professionistico femminile Usa ha allegramente
annunciato che," entro il 2009, potranno venir escluse dal circuito le
proettes che non sapranno esprimersi in un inglese corretto". Il provvedimento
che, a quanto mi risulta non alcun precedente in alcuno sport è accompagnato
dalla sua brava motivazione che citata testualmente suona così: "Per un
atleta avere successo significa essere bravi in campo e fuori. Poter comunicare
con i nostri sponsor e i nostri tifosi è altrettanto importante che saper
giocare. Pensiamo che sia fondamentale, per le nostre ragazze sapersi esprimere
in inglese". Ricordo, giusto per completezza d'informazione che, nella
Lpga sono rappresentati 26 Paesi e che, solo la Corea del sud vanta 45 proettes
molto delle quali occupano i primi posti in classifica ma in compenso faticano
un po'con la lingua di Albione. Che si tratti di un provvedimento ad hoc per
far fuori scomode avversarie? Com'è che si dice? A pensar male.. A proposito
voi che cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) » (6 votes, average:
4.33 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 24Aug 08 Ciao Olimpiadi,ma i cinesi
sono simpatici o antipatici? A parte gli interventi che si sono susseguiti nel
Blog, mi sono arrivate per tutta la durata dei Giochi parecchie e-mails
riguardo la simpatia o meno dei cinesi. Posto che la simpatia che può ispirare
una persona è una sensazione assolutamente soggettiva, ho aspettato la
conclusione delle Olimpiadi per ricordarvi che i cinesi hanno scoperto il golf.
Non alle Olimpiadi, ovviamente, ma fuori. Hanno approfittato infatti del
momento per rilanciare e pubblicizzare i loro tracciati. In meno di sei anni nella
sola Pechino sono stati aperti sei courses, mentre il campo più prestigioso
della Cina si trova a Shenzen . Qui i giocatori trovano a loro a disposizione
un servizio in guanti bianchi con decine e decine di caddies e di inservienti
pronti persino a tergere loro il sudore dalla fronte . Mi corre anche l'obbligo
di ricordare però che l'iscrizione in questi club costa circa 7 mila euro
l'anno ,ovvero la cifra che un lavoratore medio guadagna in Cina in tre anni. E
adesso che hanno scoperto il golf come la mettiamo?I cinesi vi sono diventati
più simpatici? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) » (5 votes, average: 4.2 out of
5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Gabriele Villa,
inviato speciale al Giornale dal Maggio 1977. Nel 1984 ho inventato e proposto
al mio direttore di allora, tale Indro Montanelli, una pagina settimanale sul
Giornale dedicata al golf. Mi presi del “bischero” per l?arditezza della
impresa. Ma ne è valsa la pena . Tutti gli articoli di Gabriele Villa su
ilGiornale.it contatti Categorie Agonismo (22) News (5) Personaggi (9) Varie
(66) Ultime discussioni vince: ....Anche il Golf avete
corrotto!!!!!!!!!!Congratulati on! giuseppe: Ehhh, come rimpiango i tempi in
cui noi ricchi non eravamo disturbati nei nostri giochi. P.s. Ma è... LUIGI
PAOLO GORETTI: Beh credo di aver capito che si rivolge ai segretari ed ai
presidenti la critica di cui al tuo... Gabriele Villa: Caro Carlo, la foto di
Guevara è puramente didascalica nel senso che, dato l'argomento del... Carlo
Meloni: Non so' cosa che Guevara stia facendo nel blog sportivo. Abito a 45
anni in Brasile e di... I più inviati Passo felino,approcci aggressivi - 5
Emails Il reality della sexy Sophie - 4 Emails Vergogna : ma perchè nel golf si
litiga tanto? - 3 Emails Cercasi onestà sul green - 2 Emails Golf senza età,
fidatevi! - 1 Emails A proposito di non più giovanissimi - 1 Emails Due milioni
per l'Open, si accettano offerte - 1 Emails Quelli del Royal and Ancient - 1
Emails Figli d'arte/2 Anche bravi,per fortuna - 1 Emails Il golf in rosa? La
lezione che arriva dalla Francia - 1 Emails Ultime news L'America cambia: OBAMA
PRESIDENTEBarack a Chicago: "Nulla è impossibile in questo
Paese"Vaticano: Dio lo illumini Berlusconi: "Aumenterà la nostra
collaborazione"Scudo Usa, la Russia: "Missili a
Kaliningrad"Pirata travolge 13 persone alla fermata del busBorse, l'Europa
non crede nel cambiamento: ribassi Wall Street, giù i futures La Roma risorge
col Chelsea Cruz salva l'Inter dall'AnorthosisLa prof di Vendola: "Io,
assessore, spendo un milione per la pace"Real-Juve, Fiorentina-Bayern E'
grande notte di ChampionsIl sesso funziona quando nasce in ufficio Siti amici
Il Mondo del Golf La Federazione Lifeinthetrap World Golf Village Siti utili
Alps Tour L'Open.Solo l'Open Ladies European Tour Le proettes del Tour
americano PGA European site Pgatour Sunshine Tour The Royal and Ancient Golf
Club Of St Andrews November
( da "EUROPA ON-LINE" del 06-11-2008)
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ROMA
RUTELLI: «IL SINDACO NON HA UNA STRATEGIA D?USCITA DALLA CRISI»
«Alemanno non è capace di decidere» r. f. c. «La luna di miele di Alemanno con
la città è finita. Ora l?opposizione presenta il conto delle cose che non
vanno». Francesco Rutelli lancia un duro j?accuse all?amministrazione
capitolina, colpevole a suo dire di non avere «uno straccio d?idea per come
attirare investimenti, creare occupazione e ricchezza per la città». Sono
quattro, in particolare, le emergenze sulle quali si sofferma l?esponente del
Pd: sviluppo economico, cura della città, crescita dell?intolleranza e traffico.
A risentire dell?inefficacia dell?azione amministrativa della giunta di
centrodestra per il Pd sono in particolare le periferie. «Roma ? spiega Rutelli
? quando in passato si sono verificate delle crisi economiche, ha sempre
dimostrato una vitalità anticiclica, come a metà degli anni Novanta. Oggi
invece non solo anche la Capitale è investita in pieno dalla crisi, ma non è
stata elaborata da chi governa la città nemmeno una strategia d?uscita».
Secondo il senatore del Pd, circa 15mila lavoratori romani hanno perso il
lavoro nelle ultime settimane, per gli esuberi annunciati da tre soli gruppi:
Unicredit, Telecom e Alitalia. Inoltre, l?occupazione
in città risentirà per l?opposizione in Campidoglio anche sei tagli imposti dal
governo nazionale al settore della cultura e dell?università, mentre negli
alberghi sono già previsti per il 2008 un milione di pernottamenti in meno. E
l?attrattività turistica risentirà nei prossimi mesi anche dal taglio di nove
tratte internazionali già operato da Alitalia su Fiumicino
dal primo novembre. «Di fronte a tutto questo ? accusa Rutelli ? non ci sono
strategie per attirare nuovi investimenti». Una possibile risorsa potrebbe
essere il turismo congressuale, a partire dal distretto previsto nella zona
Eur-Fiumicino. «Ma invece di svilupparlo ? stigmatizza il senatore del Pd ? il
sindaco sta a discutere della Nuvola di Fuksas (il centro congressi progettato
dal grande architetto, ndr) pretendendo di intervenire sulle questioni tecniche
che non gli competono. Ai problemi economici i Dem sommano quelli relativi al
progressivo degrado che sta colpendo la città sul piano del decoro e della
pulizia. «Sul trasporto pubblico ? aggiunge Rutelli ? l?amministrazione non sa
dove mettere le mani, creando difficoltà ai pendolari e ai commercianti». Per
di più, gli automobilisti soffrono la presenza di «cantieri gestiti male» e i
continui «stop and go sulle strisce blu, con continue modifiche apportate senza
aver presente un piano generale». Alla base di queste difficoltà il presidente
del Copasir pone la scarsa capacità della giunta di intervenire tempestivamente
per risolvere i problemi: «Alemanno ha l?ansia di cancellare i provvedimenti
ereditati dalle precedenti amministrazioni. Quando però deve prendere decisioni
importanti, nomina per ogni cosa una commissione. Quella presieduta da Marzano,
per esempio, presenterà le sue linee per lo sviluppo a marzo, ma la crisi è
adesso, nel frattempo che si fa?».
( da "Repubblica, La" del 06-11-2008)
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Pagina
XVII - Roma Sapienza, blitz a Fiumicino Studenti in aeroporto, slogan e
volantini ai passeggeri LAURA MARI L´Onda prende il volo e la protesta atterra
all´aeroporto di Fiumicino. Mentre infatti una delegazione di studenti della
Sapienza ieri mattina ha preso parte al congresso della Cgil al
Palalottomatica, una cinquantina di universitari del primo ateneo capitolino e
di Roma Tre ha organizzato un blitz allo scalo Leonardo Da Vinci. «In questi
giorni uno straordinario movimento ha attraversato la città - hanno scritto gli studenti sul volantino distribuito ai
dipendenti Alitalia e ai passeggeri - l´attacco del governo non riguarda solo la
scuola, ma tutti i settori della società ed è per questo che è necessaria una
risposta collettiva, uno sciopero generale coordinato e continuativo che
blocchi la produzione fino a quando il governo non ritirerà i suoi
provvedimenti». E la medesima richiesta di sciopero generale è stata
portata avanti, tra gli applausi del pubblico, dalla delegazione di studenti
dell´Onda che ieri ha preso la parola nel corso del congresso della Cgil,
chiedendo inoltre «che per la manifestazione universitaria nazionale del 14
novembre vengano messi a disposizione treni gratuiti per raggiungere la
Capitale». Fervono intanto i preparativi per la manifestazione che domani vedrà
tre cortei partire dalla Sapienza, dalla Piramide (dove si ritroveranno alle 10
gli studenti di Roma Tre) e da piazza Barberini, per poi ricongiungersi
all´altezza di piazza Venezia. «Sarà una mobilitazione che ribadirà il nostro
no al decreto 133 e ad una riforma che ha messo in ginocchio il sistema
dell´istruzione» ribadisce Francesco Brancaccio, portavoce della facoltà di
Scienze Politiche della Sapienza, i cui studenti ieri pomeriggio hanno
organizzato una lezione in piazza davanti a Montecitorio. Questa mattina,
invece, a studiare all´aria aperta saranno gli iscritti alla facoltà di Valle
Giulia, che alle 10 si ritroveranno sotto l´Ara Pacis per seguire una lezione
di architettura con il docente Riccardo D´Aquino. Poi, alle ore 15, Marco
Travaglio terrà una lectio magistralis sull´informazione nell´Aula Magna della
facoltà di Valle Giulia. Alle 21, infine, gli studenti di Filosofia si
ritroveranno al pub O´Connor, in via dei Cartari, per una lezione notturna su
"Dialogo e verità". E mentre nel dipartimento di Fisica del primo
ateneo capitolino i docenti stanno riorganizzando la didattica in modo da
consentire agli studenti di proseguire le proteste senza perdere l´anno
accademico, gli studenti della facoltà di Ingegneria hanno inviato una lettera
ai genitori «per informarli degli effetti devastanti che il decreto 133 avrà
sulla Sapienza». Porte aperte per una «occupazione creativa e notturna che non
disturbi la normale didattica» ieri sera a Roma Tre. E domani dalle 18 alle
23.30 nella facoltà di Scienze del terzo ateneo capitolino ci sarà la "Notte
bianca della ricerca", con musica dal vivo, visite guidate per i bambini
ai laboratori, osservazioni dal telescopio, reading di opere di Galileo Galilei
e, alle 22, un convegno di Mario Tozzi sull´"Italia sotterranea".
( da "Repubblica, La" del 06-11-2008)
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IV - Palermo Il sit-in Dipendenti Alitalia protesta
all´Ars Oggi alle 9,30 di fronte a Palazzo dei Normanni, sede del parlamento
regionale, i rappresentanti del settore trasporti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl,
insieme con i dipendenti di Alitalia e Aviation Services in
servizio nell´aeroporto Falcone e Borsellino e ai lavoratori del call center
Alicos, terranno un sit-in contro il piano Cai che prevede licenziamenti
nello scalo palermitano. I rappresentanti sindacali e una delegazione di
lavoratori chiederanno un incontro con i presidenti dei gruppi parlamentari
dell´Ars. Ieri i lavoratori hanno incontrato il sindaco Diego Cammarata.
( da "Repubblica, La" del 06-11-2008)
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VI - Milano "Strade e ferrovie in ritardo la Lombardia è penalizzata"
Appello di Moratti e Formigoni, ma Berlusconi non replica Il premier in Fiera:
"Stiamo cercando la quadratura dei conti". Il sindaco: "Come
infrastrutture siamo al quattordicesimo posto" ANDREA MONTANARI Nuovo
appello al governo di Roberto Formigoni e Letizia Moratti sui finanziamenti per
le infrastrutture. L´occasione è stata la presenza di Silvio Berlusconi
all´inaugurazione della 66esima edizione della Fiera ciclo e motociclo in corso
al polo fieristico di Rho-Pero. «La Lombardia è al quattordicesimo posto per
dotazioni infrastrutturali - ha denunciato il sindaco - una situazione
incompatibile con il ruolo trainante nell´economia nazionale». Le ha fatto eco
il governatore lombardo: «Siamo al diciannovesimo posto per dimensione delle
ferrovie e a metà classifica nel rapporto tra chilometri di autostrade per
milione di abitanti. La nostra funzione non è quella del lamento, ma della
proposta. Perché in Lombardia la maggior parte delle infrastrutture, come le
nuove autostrade, vengono fatte in project financing, cioè totalmente
autofinanziate». Un appello che per il momento è sembrato cadere nel vuoto.
«Siete la regione più ricca d´Europa. Con la fiera più importante del mondo -
ha replicato infatti dal palco il presidente del Consiglio prima di tuffarsi in
un bagno di folla tra i padiglioni del Salone - un simbolo di cui siamo
orgogliosi. Stiamo cercando di forzare la quadratura dei conti, ma con questa
finanziaria abbiamo abolito gli assalti alla diligenza del passato. Abbiano
stanziato 16 miliardi per le grandi opere. Come l´Alta velocità». Concetto che
è stato poi ribadito anche durante un pranzo con gli imprenditori del settore.
Ai quali il premier ha confidato: «Saremo sempre al fianco di quegli
imprenditori che nonostante la crisi saranno pronti ad impegnare anche il
materasso su cui dormono pur di investire nella loro attività». In precedenza,
invece, Berlusconi aveva promesso dal palco al presidente di Confindustria Ancma,
Guidalberto Guidi, che aveva chiesto «non la rottamazione, ma incentivi meno
burocratici», ben «tredici miliardi di euro a favore dei veicoli meno
inquinanti». Richiesta che ha «stupito» il capogruppo di Forza Italia in
Regione Paolo Valentini: «La Regione ha fatto la sua parte, stanziando poche
settimane fa 15 milioni di euro per gli incentivi legati alla campagna contro
l´inquinamento». Dura anche la reazione del senatore del Pd Luigi Vimercati:
«Berlusconi se la prenda con se stesso. Il primo nemico degli investimenti
sulle infrastrutture è questo governo che non ha messo un euro nel bilancio
2009-2013 sull´alta velocità». Anche il capo delegazione della Lega al
Pirellone, Davide Boni, incalza il premier, ma sul futuro di Malpensa. «Il
presidente del Consiglio - spiega - non dovrebbe incontrare solo la cordata di
imprenditori che hanno dato vita alla compagnia in grado di
risollevare Alitalia, ma anche la stessa Sea. In questo modo sarebbe possibile
comprendere in che modo la società di gestione degli aeroporti lombardi è
riuscita a tenere a galla tutti questi mesi lo scalo lombardo, garantendone i
livelli di efficienza e di serietà, e quali sono le esigenze attuali, legate
soprattutto all´assegnamento degli slot lasciati liberi da Alitalia».
( da "Repubblica, La" del 06-11-2008)
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30 - Economia Alitalia, Cai offre 1 miliardo i piloti
sul piede di guerra Fiumicino, Adr in credito fa sequestrare 3 aerei Fantozzi:
proposto il pagamento in più tranches, in contanti e caricandosi debiti LUCIO
CILLIS ROMA - Per chiudere la porta ad ulteriori indiscrezioni, il commissario
straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi, su invito
della Consob, alza il velo dall´offerta Cai. Sul piatto la società guidata da
Roberto Colaninno e Rocco Sabelli mette un miliardo di euro. Sul valore degli
asset in queste ore si sta concentrando il lavoro degli advisor Rothschild e
Banca Leonardo. Il corrispettivo proposto da Cai, spiega il comunicato «sarà
pagato, in più tranches» in denaro «e mediante accollo dei debiti assunti
dall´acquirente nonché mediante il pagamento spettante del saldo algebrico tra
specifiche partite debitorie e creditorie». Per i beni e i
contratti di Alitalia, il corrispettivo è di 900 milioni. E´ prevista una prima
tranche di 275 milioni. Nel dettaglio per i beni e i contratti di Alitalia Servizi vengono offerti 57 milioni e per quelli di Alitalia Airport 7 milioni. Alitalia Express,
invece vale 19 milioni e Volare 17 milioni. «Per quanto riguarda le somme
da versare in danaro � spiega Fantozzi - l´offerta di Cai prevede che il
pagamento di un importo complessivo di 100 milioni, che sarà effettuato alla
data del closing dell´operazione» il 30 novembre. Il piano industriale di Cai
si sviluppa su 5 anni e prevede l´acquisto dei beni, dei rapporti giuridici,
nonché di attività e passività del gruppo. Tra questi ci sono 64 aerei: 6 B777,
1 B767, 13 A321, 9 A320, 12 A319, 11 MD80 e 12 MD-82. Sono compresi i diritti
di atterraggio e decollo e tutti i diritti di sorvolo e i diritti di traffico,
utilizzati o meno, ad eccezione delle frequenze relative al trasporto merci
"All Cargo", esternalizzato. Entreranno nella nuova società «tutti i
marchi figurativi e denominativi i diritti d´autore e ogni altro diritto di
sfruttamento economico». Cai, inoltre, subentrerà nei contratti di leasing di
29 aeromobili (4 B777, 5 B767, 6 ERJ-170, 10 A321, 2 A320 e 2 A320). Inclusi
nell´operazione i contratti relativi al Programma "Millemiglia". In
parallelo nelle ultime ore si è consumato però un sequestro di tre aerei Alitalia richiesto da Adr per recuperare diritti di
navigazione pregressi, in scadenza. Il 31 ottobre il tribunale di Civitavecchia
ha firmato l´autorizzazione al sequestro conservativo di aeromobili di lungo
raggio concessi in leasing alla Magliana. Fonti vicine al dossier aggiungono
però che il sequestro «è ormai superato». Infatti il tribunale di Roma, per
assicurare il servizio pubblico garantito da Alitalia,
ha concesso lo sblocco, sia pure a determinate condizioni. Fonti Adr, nel
contempo, fanno sapere che queste azioni «sono state un normale presidio delle
posizioni creditizie, atti dovuti per un amministratore. Con il commissario
Fantozzi - precisano le fonti - stiamo lavorando da tempo per trovare le migliori
soluzioni ai problemi sul tavolo, con l´obiettivo di far volare gli aerei e non
creare disagi ai passeggeri». Resta, infine, l´incognita scioperi. Al termine
di una infuocata assemblea i piloti Anpac e Up hanno dato pieno mandato ai
vertici di categoria «per predisporre ogni azione sindacale, di lotta e legale
ritenuta necessaria al raggiungimento degli obiettivi».
( da "Corriere della
Sera" del
06-11-2008)
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Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-06 num: - pag:
2 categoria: REDAZIONALE «Strade, ferrovie e aeroporti Siamo agli ultimi posti
in Italia» Sindaco e governatore a Berlusconi: grandi opere, il governo deve
intervenire «Bisogna capire che il trasporto in questa regione significa la
competitività dell'intero Paese» La voglia di tornare a correre ce l'avrebbe
anche, la locomotiva d'Italia. Di accelerare e sprintare come le moto e le bici
esposte proprio lì, al Salone del ciclo e motociclo. Ma come si fa, se mancano
strade, rotaie e pure rotte aeree? Lo dice il sindaco Letizia Moratti e lo
ripete il governatore della Regione Roberto Formigoni. Milano e la Lombardia
soffrono d'una malattia ormai cronica: la carenza d'infrastrutture. Lo dicono i
numeri. «La Lombardia, presidente Berlusconi - dice il sindaco Letizia Moratti
rivolta al premier Berlusconi, seduto in platea all'inaugurazione del Salone,
ieri mattina alla Fiera di Rho-Pero - è quattordicesima fra le regioni d'Italia
per infrastrutture. Vogliamo scalare qualche posizione, perché il trasporto in
questa regione significa la competitività dell'intero Paese. Milano si propone
come città amica dell'ambiente, ma anche città che deve e vuole essere
competitiva». Formigoni affonda ancor più a fondo il dito nella piaga: «Il
sindaco Moratti ha detto bene: siamo quattordicesimi in Italia come chilometri
di autostrada per milione di abitanti. Ma addirittura diciannovesimi per
chilometri di ferrovia rispetto ai residenti». E anche il governatore fa
appello al Cavaliere: «Dobbiamo fare la locomotiva dell'economia italiana ed è
un compito che i lombardi si assumono molto volentieri. Ma abbiamo bisogno che
questa locomotiva possa correre a una velocità superiore rispetto ad oggi».
Aggiunge, Formigoni, che la Regione non si è limitata a lamentarsi. Ricorda le
strade e autostrade progettate in Lombardia che saranno realizzate grazie al
project financing: la Brebemi, la tangenziale esterna di Milano, la
Pedemontana. Annovera fra le grandi opere anche la stessa Fiera di Rho-Pero,
frutto proprio degli sforzi congiunti di Regione e Governo. Come dire: se si
vuole si può ( yes, we can, come dice quell'Obama al quale Silvio promette di
dare presto «qualche consiglio»). Né la Moratti, né Formigoni lo dicono
apertamente, ma è probabile che, quando parlano di infrastrutture, abbiano in
mente anche la sorte degli aeroporti lombardi. Di Linate e Malpensa, in
particolare. Berlusconi, dal palco, si limita a elogiare quei «coraggiosi
imprenditori», che hanno tenuto duro «nonostante i cartelli "meglio
falliti che con i banditi"» . Grazie a loro tanti
turisti arriveranno nel nostro Paese volando Alitalia. Perché,
per Berlusconi «gli uffici Alitalia sono le prime agenzie di
promozione turistica del-l'Italia nel mondo». Se invece avessimo svenduto la
compagnia di bandiera «ai nostri cugini francesi, che conosciamo bene -
aggiunge Berlusconi ditemi voi dove sarebbero andati a finire i nuovi ricchi di
Cina, India e Russia. Io non credo che li avrebbero portati nelle nostre
città storiche». E, sottinteso, nemmeno a Milano. Di aeroporti, conferma
Formigoni, si è parlato anche a tavola, nel brunch all'interno del Salone che
ha visto il Cavaliere circondato anche da tanti imprenditori. «Sì, si è parlato
di infrastrutture e di Malpensa - dice Formigoni lasciando il Salone - . Ma la
tavola non è il luogo dove prendere impegni precisi». Ma alla domanda se sia
più fiducioso sul futuro dello scalo varesino, la risposta è netta: «Sì». Del
resto, il premier ha promesso che le grandi opere si faranno. Anche con la
forza. Luca Angelini
( da "Corriere della
Sera" del
06-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-06 num: - pag: 33
categoria: REDAZIONALE Il salvataggio Colloquio tra Catricalà e Sabelli. I
piloti autonomi: pronti ad azioni legali sull'accordo «Alitalia,
da Cai offerta di un miliardo» Fantozzi: 100 milioni cash a fine mese. Dubbi
Antitrust sulla Roma-Milano ROMA — è di un miliardo l'offerta che Cai ha fatto
per Alitalia. L'ha reso noto ieri sera sul tardi il
commissario straordinario Augusto Fantozzi su richiesta della Consob, organismo
che vigila sulla Borsa. Mentre prosegue la valutazione degli asset da parte
degli advisor Banca Leonardo e Rothschild Fantozzi fa sapere che per i beni e i
contratti di Alitalia Cai offre un miliardo: 900
milioni per la capogruppo, di cui
( da "Messaggero, Il" del 06-11-2008)
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Giovedì 06 Novembre 2008 Chiudi Il "fronte del no":
alcuni ministri soffiano sul fuoco, disposti a firmare solo se cambiano i
contratti Alitalia,
i piloti pronti ad azioni di lotta Il commissario riceve l'offerta Cai: un
miliardo da pagare in più tranches
( da "Messaggero, Il" del 06-11-2008)
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Giovedì
06 Novembre 2008 Chiudi di LUCIANO COSTANTINI ROMA In attesa di una
convocazione, che quasi certamente non arriverà, i piloti e gli assistenti di
volo del "fronte del no" sono intenzionati a tenere alta la guardia.
Ieri circa 500 "comandanti" di Anpac e Up si sono riuniti a Fiumicino
per una «assemblea informativa» in considerazione del fatto che molti colleghi
lunedì scorso erano impegnati «nelle normali operazioni di volo». Al termine
una nota in cui è stata deliberata un'azione legale «contro chiunque ha posto o
tutt'ora sta ponendo in atto azioni omissive o lesive dei giusti interessi dei
piloti». Quasi ovvio il riferimento a Cai e al commissario Fantozzi. Poi il
mandato «a predisporre ogni azione sindacale di lotta e legale ritenuta
necessaria al raggiungimento degli obiettivi». Dunque, possibili scioperi. Un
segnale di tensione giunto poco prima che un comunicato del commissario
straordinario Fantozzi ufficializzasse i termini dell'offerta di Cai. Come
anticipato dal Messaggero, Cai ha proposto un corrispettivo complessivo di un
miliardo, che sarà pagato in più tranches «in parte mediante regolamento in
denaro, in parte mediante accollo dei debiti assunti dall'acquirente nonché
mediante il pagamento spettante del saldo algebrico tra specifiche partite
debitorie e creditorie». Nel primo pomeriggio in una nota congiunta di Anpac,
Up, Avia e Sdl era stata ribadita la richiesta di un tavolo per riaprire il
confronto sulla questione dei nuovi contratti della nuova Alitalia e la disponibilità a firmare un accordo «coerente con quanto
sottoscritto con l'azienda a palazzo Chigi purchè vengano esplicitamente
esclusi quei criteri di assunzione iniqui e discriminatori oggi presenti».
Mancava la firma dell'Anpav (uno delle sigle degli assistenti di volo)
contestata nell'infuocata assemblea di lunedì scorso. A dimostrazione
che il "fronte del no" è incrinato, se non diviso. L'Anpav in un
comunicato ha confermato la «contrarietà a qualsiasi iniziativa
avventuristica», e l'impegno a chiedere gli «indispensabili elementi di tutela,
certezze e garanzie per la categoria». Resta la mobilitazione in attesa di una
chiamata al tavolo da parte di Cai. Difficile, molto difficile che arrivi,
stando almeno alle dichiarazioni di Roberto Colaninno («La trattativa è
finita») e di alcuni ministri. Matteoli e Sacconi hanno anche avvertito che chi
non firma il contratto non potrà usufruire della cassa integrazione.
«Dichiarazioni - hanno replicato piloti e assistenti di volo - che non fanno
altro che gettare benzina sul fuoco». Il titolare delle Infrastrutture ha
tuttavia precisato che i piloti Alitalia saranno
chiamati da Cai anche senza aver sottoscritto il contratto: «Dire: se non firmate,
allora assumiamo da un'altra parte, può succedere per altre categorie, non per
i piloti, vista la loro specializzazione e il tempo necessario per la
formazione». I sindacati, invece, incontreranno il commissario Fantozzi domani,
ma non per riaprire la trattativa, semplicemente per fare il punto della
situazione. Soprattutto finanziaria. Mentre ieri sera il presidente
dell'Antitrust, Antonio Catricalà, ha visto l'amministratore delegato di Cai,
Rocco Sabelli: incontro interlocutorio in vista soprattutto di un
approfondimento della questione delle nuove tariffe.
( da "Corriere della
Sera" del
06-11-2008)
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Corriere
della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-06 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia Il
vertice «Raddoppiare Fiumicino anche senza Cai» Rivendicare la competitività di
Fiumicino «che va raddoppiato nel 2009 anche senza Cai». Garantire adeguati
ammortizzatori sociali. E costruire una piattaforma condivisa per il sistema
aeroportuale del Lazio che includa anche Viterbo. Sono i principi emersi
ieri al termine al termine del tavolo iteristituzionale su Alitalia.
All'incontro hanno partecipato il presidente della Regione, Piero Marrazzo, il
sindaco di Roma, Gianni Alemanno, quello di Fiumicino, Mario Canapini, e
l'assessore provinciale al Lavoro, Massimiliano Smeriglio. «è stata una
riunione importante e all'insegna della condivisione - spiega Marrazzo -
Abbiamo deciso di costruire un progetto da presentare al governo Berlusconi
dopo il 12 novembre, ovvero dopo la decisione di Bruxelles sul prestito ponte,
ma vogliamo dire fin da oggi che faremo una battaglia perché Fiumicino e
Viterbo possano insieme essere un sistema aeroportuale competitivo». Al centro
della proposta «ci sarà la questione Fiumicino - ricorda il governatore -
perché non si salvaguardano i lavoratori se Fiumicino non è competitivo. Siamo
molto preoccupati per i numeri che stanno emergendo: vogliamo verificare che le
somme destinate agli ammortizzatori sociali siano adeguate». Alemanno ha
sottolineato che «dobbiamo giocare bene le nostre carte affinché Fiumicino
venga riconosciuta come lo scalo indispensabile, che rientra nell'interesse
nazionale». E sul progetto del raddoppio dell'aeroporto di Fiumicino,
presentato nei mesi scorsi, il sindaco ha fatto notare: «Bisogna fare in modo
che il progetto sia in sintonia con quello della compagnia di bandiera, ma sta
in piedi anche a prescindere, al limite, dalla compagnia di bandiera». F. D. F.
( da "Messaggero, Il" del 06-11-2008)
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Giovedì
06 Novembre 2008 Chiudi Massimo Tabacchiera è il nuovo presidente dell'Atac.
L'attuale presidente di Federlazio, già presidente dell'Ama quando il
Campidoglio era guidato dal centro sinistra, va a prendere il posto che fu
occupato da Filvio Vento. Ma per il trasporto pubblico locale non cambiano solo
i titolari dei posti chiave. Come confermava ieri l'assessore alla Mobilità,
Sergio Marchi, che sta lavorando in collaborazione con l'assessore al Bilancio,
Ezio Castiglione, nei prossimi giorni sarà anche completata un riordino
societario degli attuali tre soggetti: l'agenzia Atac e le società di
trasporti, Met.Ro. e Trambus. Queste ultime dovrebbero confluire in un unico
ente, mentre l'Atac avrà comunque una struttura più leggera. E anche la
gestione della sosta tariffata, che attualmente fa capo all'Atac, passerà
probabilmente alla nuova azienda che nascerà dalla fusione Trambus-Met.Ro.
Sulla nomina di Tabacchiera, che quando era presidente dell'Ama aveva subito
anche attacchi molto duri proprio dal centro destra, ieri si sono concentrati i
commenti. Gianfranco Zambelli, consigliere comunale Pd: «Tabacchiera aveva già
guidato in passato l'Ama e non aveva certo brillato per competenza e
professionalità. Basti pensare alla vicenda dell'Ama Senegal, peraltro
denunciata proprio da Alleanza nazionale. Ci chiediamo se il primo cittadino è
la stessa persona che, proprio in occasione della denuncia del suo partito in
merito alla vicenda Ama Senegal, chiese le dimissioni di Tabacchiera
denunciandone la sua inadeguatezza». Fabio Rampelli, Pdl, precisa: «Ma Massimo
Tabacchiera si è pentito, ora è una risorsa per la città». Sul concetto del
pentimento non si esprime il sindaco Gianni Alemanno che invece spiega: «La
nomina di Tabacchiera è un segnale di attenzione verso le imprese contro la
logica dei potentati». Infine, il diretto interessato, che
tempo fa era anche stato protagonista del tentativo di organizzare una cordata
di imprenditori romani che partecipasse all'operazione Cai-Alitalia: «Un ringraziamento sincero al sindaco di Roma Gianni Alemanno
che mi ha scelto per un compito che considero certamente di grandissimo valore
e responsabilità».
( da "Messaggero, Il" del 06-11-2008)
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Giovedì
06 Novembre 2008 Chiudi di RENATO PEZZINI RHO (Milano) - E dopo gli studenti,
tocca ai contestatori dell'Alta Velocità beccarsi le minacce di Berlusconi: «In
caso di proteste faremo intervenire le forze dell'ordine». Non che nei cantieri
- per ora ancora fermi - della Tav che attraversa la Val di Susa ci siano
mobilitazioni in calendario, però non si sa mai: «E uno Stato» dice il
Cavaliere «non può consentire a una minoranza di bloccare un cantiere o una
opera pubblica di cui potranno beneficiare tutti i cittadini». E' il giorno
della vittoria di Obama, ma il premier ha altro a cui pensare e soprattutto
altro di cui parlare. E' venuto apposta da Roma a Milano per inaugurare il
salone del "Ciclo e Motociclo" e ha portato con se un bagaglio di
argomenti che sembrano quelli di un bilancio di fine anno. Le banche, l'Alitalia, l'Università e la riforma Gelmini, l'evasione
fiscale e le infrastrutture, l'Alta Velocità e - appunto - la polizia da
mobilitare in caso di proteste contro la costruzione del Corridoio 5, quel
lungo asse ferroviario destinato a collegare il nord e il sud dell'Europa con
un traforo che bucherà le Alpi all'altezza della Val di Susa. Però, prima ancora
di dare il via all'elenco dei "temi governativi", Berlusconi non fa
mancare a nessuno il consueto lamento per quella che lui definisce
"disinformazione di giornali e tv". Disinformazione a suo danno,
naturalmente, specie sulla vicenda dei tagli all'Università: «Anche nei talk
show i presentatori sono tutti appecoronati sulla sinistra». Dice proprio così:
"appecoronati". Ed è una parola che sembra messa sul piatto al solo
scopo di scatenare la polemica. Infatti la polemica si accende in un attimo.
Protesta qualche conduttore (Mentana, per esempio), protesta il sindacato dei
giornalisti Rai (Carlo Verna: «E' un lapsus freudiano perché in realtà i
conduttori lui li vorrebbe appecoronati sulla destra»), protestano soprattutto
i parlamentari del centrosinistra. Per esempio la Melandri: «Greve nel
linguaggio e grave nel contenuto». O il dipietrista Massimo Donati: «Un
ennesimo intollerabile attacco alla libertà d'informazione in questo Paese,
parole paradossali se pronunciate da chi è proprietario di giornali e
televisioni». O Giorgio Merlo, Pd: «È davvero sconcertante che dopo le
osservazioni del Garante delle Comunicazioni sulla sproporzionata presenza in
video di governo e maggioranza su alcuni Tg, il premier affermi di sentirsi
vittima di attacchi televisivi». Dopo aver buttato il sasso, Berlusconi è già
oltre. Parla delle banche. Nessun rischio di fallimento in Italia, assicura. E
dice che fra una settimana sarà pronto un provvedimento governativo di
sostegno: «Lo Stato non intende entrare nelle banche con una partecipazione, ma
con obbligazioni convertibili o azioni privilegiate». Però a condizione che gli
istituti di credito beneficati dalla liquidità pubblica garantiscano poi un
monte prestiti pari a quello precedente: «La mia proposta è che quando la banca
avrà fatto ricorso a una liquidità esterna potrà essere chiamata ad aumentare i
nuovi prestiti dell'uno, due, tre, quattro per cento». Già che c'è, brucia sul
tempo Unicredit annunciando che «un'importante istituto bancario» metterà a
disposizione un tesoretto da 5 miliardi di euro per finanziare le attività
della piccola e media impresa, e poi si spertica in elogi
per gli imprenditori che fanno parte della cordata che dovrebbe salvare Alitalia: «Mi sono venuti i brividi quando sentivo lo slogan "meglio
falliti che con i banditi" urlato da alcuni dipendenti Alitalia. Temevo che gli imprenditori se ne sarebbero lavate le mani.
Invece sono rimasti lì, li vedrò tra qualche giorno». Infine, per una
volta, nessuna promessa di imminenti cali delle tasse. Anzi, questa volta il
Cavaliere rispolvera un evergreen del centrosinistra e punta il dito contro chi
le tasse non le paga: «Abbiamo una evasione troppo alta che ci costringe a una
pressione fiscale più elevata». Aggiunge anche di esser convinto che il federalismo
fiscale di là da venire potrebbe aggiustare, almeno un po', le cose: «Chi dovrà
fare la dichiarazione dei redditi magari di una casa al mare o in montagna, la
presenterà al Comune e forse diventerà rosso dalla vergogna, essendo
conosciuto, a denunciare un tenore di vita inferiore a quello effettivo».
( da "Giornale.it, Il" del 06-11-2008)
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Denunce
di casi clamorosi, inchieste, commenti di lettori fra l'indignato e (purtroppo)
il rassegnato: l'Italietta della concorsopoli universitaria è tornata a far
notizia su tutti media con il Giornale che ha tirato la volata. Già,
l'Italietta dei baroni e di quelli che "tengono famiglia" ancora una
volta protagonista. concorsopoli, sprecopoli. l'importante che ci sia la
cornucopia dei soldi pubblici (nostri) da cui poter attingere. Bel mondo, in
questo strano Paese. Forse è davvero tempo di voltare pagina su questo andazzo,
soprattutto in tempi di crisi prolungata. Ma soprattutto per una questione di
equità, di rispetto dei cittadini e delle pari opportunità di chi concorrere a
qualcosa. Il mondo universitario non ha dato buona prova, in questo. Ora il ministro
Gelmini sembra intenzionato a bloccare i concorsi farsa. Speriamo ci riesca,
mettendo i paletti in modo definitivo: regole precise e niente scappatoie
all'italiana. Impresa non facile visto che il piano per l'assegnazione di 4mila
cattedre e l'assunzione di 3mila ricercatori è già avviato. Ma un fatto è
certo: così non si può più andare avanti. La credibilità della poolitica, di
chi vuole davvero cambiare, si misura anche su questo terreno. Sarebbe un bel
modo per dare un senso al concetto di "meritocrazia": bella parola,
che piace a tutti, è davvero bipartisan. Basta riempirla di
"contenuti" perchè altrimenti logora chi la usa solo come slogan.
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post a un amico 31Oct 08 Delitto di leso Grillo. Capita anche questo
nell'autunno dei cortei e delle occupazioni studentesche. Capita che alla
protesta degli studenti arrivino politici e para-politici pronti amtterci -
come si dice - il cappello sopra. Da Veltroni a Di Pietro, ai sindacati e ai
comici-politici amanti delle piazze come Beppe Grillo. Tutti pronti ad
accorrere al capezzale della scuola e dell'università che il governo secondo
loro, vorrebbe distruggere. Fin qui nulla di straordinario, è la politica,
bellezza. Ciascuno cerca di fare il proprio gioco e cavalcare il cavalcabile.
Ma se si tocca Beppe Grillo. ci scappa una sorta di reato di lesa maestà
comico-politica. Basta raccontare che è stato contestato a Bologna e sul sito
grillesco arriva il video (girato dagli amici di Grillo, i ragazzi di Meet Up)
che dovrebbe dimostrare che in realtà (in verità?) nessuno ha contestato il
paladino del popolo (studentesco in questo caso) con allegato invito a scrivere
e-mail per denunciare la propria indignazione al Giornale (leggi l'articolo) .
ma anche al Tempo, al Resto del Carlino, Panorama, Corriere della Sera,
Repubblica, agenzia di stampa AdnKronos. Tutta stampa prezzolata (da Berlusconi
ovviamente) anche se erano lì inviati e corrispondenti, a Bologna a vedere,
ascoltare, raccontare (nella foto Grillo circondato da giornalisti, fotografi e
operatori tv a Bologna) . Per Grillo sono "barzellette dei giornali e di
regime". Davvero Beppe è grande, anche stavolta non ha perso il senso
dell'umorismo e della comicità. E' proprio vero, come scrisse Jonathan Swift,
che la satira è uno specchio dove chi guarda vede i volti di tutti tranne che
il suo. Scritto in Varie Commenti ( 43 ) » (17 votes, average: 2.59 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 15Oct 08 Il rito delle
"okkupazioni" e quel che il Pd non dice Ci risiamo, a ottobre come
sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli studenti scendono in
piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni", ormai
diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì
corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno
tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si
"okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via
andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina,
assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un
docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di
nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi
clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre.
L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra
meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve
della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco
degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto cosa
loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o
presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci sono
insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare:
loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un
altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il
Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il
ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma,
chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di
riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle
proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per
risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le
"okkupazioni". Leggi l'editoriale di Mario Giordano: "LETTERA
APERTA AGLI STUDENTI" Aggiornamento. Veltroni ha presentato dieci proposte
per l'università. Eccole. 1) concorsi più rapidi e più meritocratici, «meno
nepotismi e obbismi». 2) Attivazione dell'agenzia nazionale di valutazione. 3)
Finanziamenti statali sulla base del merito. 4) Finanziamenti alla ricerca con
procedure trasparenti e internazionali. 5) Una governance più responsabile,
efficace ed efficiente. 6) Valutazione periodica del lavoro e incentivi ai
migliori. 7) Professori più giovani e precariato meno lungo. Innalzare la
qualità dei dottorati di ricerca. 9) Protagonista il diritto allo studio per
garantire più equità sociale. 10) Par condicio tra le università in materia di
finanziamenti pubblici. Verità e bugie sul decreto Gelmni approvato in via
definitva Scritto in Varie Commenti ( 300 ) » (104 votes, average: 3.7 out of
5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema
furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è
arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa come noi.".
Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana
pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che
rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio
e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica
della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna
elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se
si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché
Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la
Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità
politica): scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi
Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo
di tutto perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la
leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì,
quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle
elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il
diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non
troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione
svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio
quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una
tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro apre
platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di
poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema
presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato
perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a
lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno
Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro
sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone
o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e
contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si
eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra
leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di
fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità
interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei
due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd)
critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale
(sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria:
"La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La
contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo?
Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di
Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 123 )
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amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i
risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai
sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei
lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma
soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il
dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli
imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl).
L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori.
L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che
anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa
del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da
Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi
attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello
di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto
che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione
dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del
Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario
Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie
Commenti ( 68 ) » (46 votes, average: 3.72 out of 5) Loading ... Il Blog di
Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo
l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale.
Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca
la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro
dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai
famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta
memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il
"galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di
democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così
(è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute
due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non
entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali
credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana
da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e
iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama
qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e
delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli
insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi
adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità
sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non
è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43
miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi)
con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo
reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato,
come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente
e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella
maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha
capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia
attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al
ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle
divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato
e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si
aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri,
del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia,
che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace
alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno
caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi
di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è
ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli
insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la
riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del
tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi:
"Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 164 )
» (58 votes, average: 3.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08
Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si
rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader
del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati.
Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini
per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per
concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non
italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede
dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare..
(basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per
come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia
collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto
nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la
sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco
arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce
l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al
Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova
occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista,
quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito
che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea
di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi
è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: «Il diritto di voto amministrativo per alcune
categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni
in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di
integrazione». Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i
cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune
gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria «non hanno dimostrato una
particolare volontà di integrazione». «Se si riconosce il diritto di voto ad
alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però
essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale
chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di
identità per i minori». Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli
immigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta
di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al
rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli
immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per
garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la
sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) »
(36 votes, average: 3.03 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08
Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di
vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere
il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò
il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà
aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home
page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per
ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) » (13
votes, average: 2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08
Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri
terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) » (21 votes, average: 2.95 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano,
gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini
radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) » (61 votes, average: 3.87
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RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (52) Ultime discussioni ITALIANO: SI
GRILLO LO DEVE FARE UN PARTITO, E' COSI FACILE IN ITALIA NON E' VERO? IL SUO
CAPO LO... Roberto Sardella: la concorsopoli non interessa solo l'Università,
ma anche e in forma ancor piu'... Alberto Taliani: Caro Formas, è la demagogia
che mette a rischio la democrazia. Dico semplicemente che Grillo per... Alberto
Taliani: Caro Stefano, attento, perchè sulla bellezza di Taliani rischia di
mettere in gioco la sua... Alberto Taliani: Caro Italiano, si sbaglia. Obama è
iscritto al Pd. ma anche ai radicali ed è il... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle
"okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Pensioni, a chi
gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2
Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La
Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? - 1 Emails Ultime News Tassi, Bce e Bank of England
tagliano E l'Europa sprofonda: torna la pauraFinanziaria, alt di Fini:
deprecabile la fiduciaScuola, la Gelmini vuole bloccare i concorsi farsaDroga:
boom della coca tra i giovanissimi Italia patria delle "canne"Obama
nella storia: "Io sono il cambiamento"Del Piero è un galactico Mutu
illude la FiorentinaCongo, allarme tra gli sfollati: "Si diffonde
l'epidemia di colera"Google rompe con Yahoo Salta l'accordo pubblicitàSpagna,
rissa in alto mare ucciso a coltellate un italianoManuale d?istruzione salva
padre cercasi Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca
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Alitalia
n. 266
del 2008-11-06 pagina 28 «Non c'è trasparenza. Ci vuole una gara per gli slot»
di Redazione Arrabbiato? Chiediamo a Gianni Rossi, ad di Meridiana e della
controllata Eurofly, che insieme sono il secondo operatore aeronautico
italiano, con 750 milioni di fatturato e 6,5 milioni di passeggeri nel 2007.
«Sì, e per due motivi». Quali? «Primo: la procedura per la
cessione dei beni di Alitalia deve osservare criteri di trasparenza. Ma noi abbiamo da tempo
presentato un'offerta per acquisire asset, slot e personale e non abbiamo
nemmeno ricevuto risposta». Forse è presto. «Lo spero. Ma da quanto si legge
già a fine novembre ad Alitalia succederà Cai». Puntate anche asset richiesti da Cai?
«Non lo so. Le offerte, comunque, sono una cinquantina». Gli altri hanno avuto
risposta? «Non mi risulta». Che cosa vorreste acquistare? «Parti di ricambio,
motori e 20-30 slot su Milano Linate, assorbendo contestualmente del personale
navigante. Quanto agli slot, rispondiamo anche a un'esigenza del sistema,
perché Cai e Air One si troverebbero a operare 120 slot su 150. Non ci sono
precedenti al mondo». Ma gli slot sono cedibili o vanno assegnati? «Questo è il
secondo motivo per cui sono arrabbiato. Mentre aerei e asset sono vendibili dal
commissario, gli slot e i diritti di Alitalia sui
bilaterali non sono cedibili, perché sono stati acquisiti nel tempo con criteri
che riguardavano "quella" specifica compagnia. Oggi è espressamente
richiesta una discontinuità che rischia di non essere rispettata». Che cosa
dovrebbe essere fatto? «Un atto trasparente: il commissario dica che cosa si
libera, lo si metta a gara, chi vuole si presenti e vinca il migliore. Se
eredita, tout court, quello che vuole, Cai non si presenta sul mercato con la
"verginità" richiesta. Enac, Assoclearance, ministero, Iata e Commissione
Ue devono esserne consapevoli». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)
Argomenti:
Alitalia
Preparate
bagagli zeppi di tifo per una trasferta a Torino, anzi a Venaria Reale. Nel
recente consiglio federale è arrivata infatti la conferma dell'anticipazione
che vi avevamo dato: L'Open d'Italia 2009 si giocherà dal 7 al 10 Maggio al
Park Golf & Country Club di Torino. Addio quindi alla collaudata sede di
Tolcinasco per andare incontro a nuove avventure. "Poter ospitare una
manifestazione così prestigiosa, che vede la partecipazione dei più quotati
professionisti a livello continentale, è motivo di grande orgoglio ga
dichiarato l'amministratore delegato del circolo Andrea Agnelli: "Dopo
aver ospitato una tappa del Challenge e l'edizione numero 26 dell'European
Amateur Team Championship, siamo pronti ad affrontare questa nuova sfida, che
richiederà grande impegno, dedizione e professionalità da parte di tutti noi.
Faremo del nostro meglio per mettere a disposizione degli organizzatori una
struttura efficiente e un campo in perfette condizioni. Sarà per noi come un
esame di maturità, al quale ci prepariamo con grandi stimoli e
motivazioni". Vi piace l'idea? Scritto in Varie Non commentato » (1 votes,
average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Nov 08 Karlsson,ovvero gli alti
e bassi del golf Lo faccio rararamente, come sapete, ma oggi vorrei girarvi uno
stralcio del mio articolo sulla pagina del golf. Giusto per proporvi un nuovo
tema di dibattito. Più importante e delicato di quanto si possa pensare.
Leggete queste poche righe e poi, se volte leggete l'intero articolo e ancora,
se credete, intervenite. Mi farà e ci farà piacere come al solito: ".....
Scusate , ma vedere Robert Karlsson concludere la sua straordinaria stagione
agonistica in vetta all'European Order of Merit, ci fa ridere. Sì, ridere.
Perché, quando in un passato non troppo passato, a menar fendenti vittoriosi
sui courses del mondo era un tappetto come il gallese Ian Woosnam, i soliti
osservatori specializzati in expertise sui golfisti, sentenziarono, scomodando
a sostegno delle loro teorie, persino la mela di Newton, che era tutto merito
del baricentro. In altre parole, che sì, per l'amor del Cielo, Ian l'ex
minatore dal carratterino spigoloso, era certamente un buon giocatore ma che,
buona parte del suo score, la doveva al baricentro basso. Pensate un po': il
baricentro basso come anticamera del successo. E adesso come la mettiamo con
quello spilungone di Robert Karlsson, unmetroenovantesei centimetri
entrocontenuti in 95 chili ? Come la mettiamo con la storia del baricentro
basso? Perché bastasse essere alti o bassi nel golf, come in mille altre
attività più o meno ludiche, allora il mondo avrebbe i contorni del successo
molto meglio delineati. Ecco perché viene da ridere...." Scritto in Varie
Commenti ( 3 ) » (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Nov
08 Troppi cialtroni nei club,provvedere prego Leonardo Lucchetti, che ha appena
lasciato la direzione del Golf Club La Torre di Riolo , un amico di vecchia
data che apprezzo e stimo per la sua professionalità e competenza se ne è
uscito recentemente con una denuncia che va diritta al cuore del Golf . Come è
possibile, si chiede Lucchetti, che alcuni club italiani abbiano assunto e
stiano assumendo persone totalmente inesperte, prive spesso anche della minima
preparazione tecnica per dirigere addirittura circoli che vantano un passato
glorioso? Preciso e ricordo, incidentalmente, che per raggiungere la qualifica
professionale di direttore o segretario di un circolo di golf occorre superare
esami su materie che spaziano dal marketing alla ragioneria, dalle lingue, alla
psicologia. E, naturalmente, bisogna dimostrare di conoscere a fondo le regole
del golf. Visto che di ciarlatani e di cialtroni ne ho incontrati e ne sto
incontarndo anch'io, allora mi associo : già, come è possibile, chiedo per
esempio alla Fig, che tutto ciò accada? P.S. Al nuovo direttore del Golf Club
La Torre di Riolo, Luca Quaglia, le mie congratulazioni e gli auguri di grandi
soddisfazioni e successi Scritto in Varie Commenti ( 3 ) » (6 votes, average: 5
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Invia questo articolo a un amico 19Oct 08 E' la rivoluzione: lo slow golf non
piace più Vogliamo sveltirlo questo gioco del golf?I nuovi arrivati nel mondo
dello sport verde per eccellenza sono partiti lancia in resta con la loro
rivoluzione. Vogliono che si fraseggi meno sul green, abbandonando il rituale
del marcamento di palla e quella danza di passetti e passettini che somigliano
a inchini e spezzano ulteriormente il ritmo di uno sport che, per i suoi
detrattori, ritmo già non ne ha. E poi vogliono il loro handicap casalingo. Una
sorta di lasciapassare che consenta di giocare subito. Almeno sul campo di casa
senza bisogno di particolari svezzamenti da parte di commissioni sportive o
maestri vari. Hanno ragione da vendere o hanno torto marcio? Vuoi vedere che la
rivoluzione nel golf è già cominciata e io non ho niente da mettermi? Scritto
in Varie Commenti ( 16 ) » (4 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri
Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 11Oct 08 O la Borsa o le quote. Di golf Borsa a picco, titoli tossici,
obbligazioni, conti corrente a rischio e banche che falliscono:vi stiamo
regalando da giorni tonnellate di notizie sul nostro quotidiano (anch'io nel
mio piccolo ho contribuito a turbarvi ulteriormente i sonni con un servizio al
giorno) Mi è venuto in mente che non abbiamo ancora affrontato l'argomento
delle quote azionarie per appartenere a certi club più o meno storici. Pensate
che siano ancora un buon investimento (sempre che lo sia mai stato)? O pensate
che sia soltanto una gabella in più da versare?O che, in questi tempi di
recessione, possano come dire, rappresentare addirittura un bene rifugio?
Scritto in Varie Commenti ( 3 ) » (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai
Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 02Oct 08 Chimenti for president Rieletto per la terza volta al vertice
della Federgolf e candidato alla presidenza del Coni. Però. Considerato che la
sua Lazio è pure balzata in testa al Campionato si può ben dire che per Franco
Chimenti è davvero un gran bel momento. Forte di un plebisicito che ha
significato la conferma del suo imprinting nella conduzione federale e nella
popolarizzazione del golf ora il professore gioca la sua carta più importante:
la conquista della massima poltrona nel governo dello sport italiano. Ha
davanti sette mesi visto che le elezioni si terranno nel Maggio 2009 per
contare amici e nemici ma soprattutto per far pesare una piccola federazione e
trascinarla per la prima volta così in alto da sorprendere tutti. Com'è che
direbbero Greggio e Iacchetti? Ce la fa o non ce la fa? Lui, alle sfide ci ha
preso gusto. Voi che ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 5 ) » (5 votes,
average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Sep 08 Alitalia, piloti imbucati o in buca? Giusto un post-telegramma riguardo
al titolo con cui abbiamo aperto il nostro Giornale martedì 23
Settembre:"Intanto i piloti giocano a golf". Dunque i piloti, gli
stessi che hanno fatto saltare l'accordo con Cai hanno deciso di ingannare
l'attesa del loro destino organizzando un torneo di golf. Ne vogliamo
parlare? Certo, obietterà qualcuno, e io stesso l'ho scritto più volte, il golf
aiuta a rilassarsi e a favorire il flusso di idee nuove e di progetti futuri.E
chi gioca a golf non fa peccato tant'è che il nostro quotidiano da oltre
vent'anni ospita una pagina dedicata al golf e ai golfisti. Ma da golfista
posso anche aggiungere che ciò che sorprende è il tempismo con cui i
protagonisti-chiave della trattativa Alitalia hanno
deciso di decollare con il loro challenge sui faiways anzichè sulle piste .
Magari avrebbero potuto rinviare la sfida . Visto che ne hanno già un'altra
,magari più pressante . Tutto qui. Che dite ? Scritto in Varie Commenti ( 9 ) »
(5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Sep 08 Nella
testa delle svedesi.E degli svedesi Poi non rinfacciatemi che trovo ogni pretesto
per parlare dell'altra metà del golf, quella in rosa. Ma questa ve la devo
proprio raccontare perchè magari vi è sfuggita. Sapete che cosa ha recentemente
affermato la proette finlandese Minea Blomqvist a proposito della sorprendente
eccellenza nel golf dei giocatori e delle giocatrici svedesi? Ve la giro
testualmente."Gli svedesi sono così bravi nel golf perchè in questo sport
bisogna avere la mente libera e nella loro testa non c'è niente" . Guarda
un po', e io che da anni vado scrivendo che è invece è merito della loro
professionalità, del loro impegno, della loro serietà. E della serietà e del
rigore che impongono loro gli sponsors e la federazione. Scritto in Varie
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Sep
08 Il giochino di Chiamparino Ricevo dall'onorevole Agostino Ghiglia presidente
di An-Pdl per la provincia di Torino la seguente nota che pari pari metto a
disposizione dei lettori perchè magari ci aiutino a trovare una risposta:
" Caro Villa vorrei porre due domande semplici, semplici agli ineffabili
amministratori del Comune di Torino: Chi si dimette? Chi paga i danni per un
progetto da buttare nello Stura ? Apprendiamo, infatti, dalle dichiarazioni del
Presidente dell'Ente Parco, Bevione, che per ottenere il via libera ad un campo
da golf a Parco Stura, ben che vada, ci vorrebbero tre anni in quanto
occorrerebbe un nuovo Piano d'Area o una legge regionale, senza contare i tempi
per la bonifica del terreno e la realizzazione! Dalle suddette dichiarazioni,
si evince che per oltre un anno Chiamparino e Borgogno han preso in giro i
torinesi con un immaginifico progetto per "bonificare" Parco Stura
attraverso la realizzazione di un fantasmagorico campo da golf.. Visto che è
impossibile che l'Assessore Borgogno e il Sindaco Chiamparino ignorassero i
vincoli imposti dalla legge è evidente che o il Presidente dell'Ente Parco è un
cacciaballe è, quindi, va immediatamente commissariato o uno a scelta tra il
Sindaco "rampicante"e l'Assessore alla Polizia, devono rassegnare le
dimissioni per aver portato, al posto di un incantevole green, solo qualche
piadina romagnola peraltro indigesta a causa degli enormi contributi pubblici
serviti per farcirla..questa è l'ennesima, truffa ai danni di Torino e dei suoi
cittadini." Scritto in Varie Commenti ( 6 ) » (4 votes, average: 4 out of
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questo articolo a un amico 29Aug 08 Ma guarda che ignoranti queste proettes Con
una decisione che è destinata a suscitare mille e una polemica e che potrebbe
finire nelle aule di tribunale innescando mille e una causa di discriminazione,
Libba Galloway deputy commissioner della Lpga la massima organizzazione del
golf professionistico femminile Usa ha allegramente annunciato che," entro
il 2009, potranno venir escluse dal circuito le proettes che non sapranno
esprimersi in un inglese corretto". Il provvedimento che, a quanto mi
risulta non alcun precedente in alcuno sport è accompagnato dalla sua brava
motivazione che citata testualmente suona così: "Per un atleta avere
successo significa essere bravi in campo e fuori. Poter comunicare con i nostri
sponsor e i nostri tifosi è altrettanto importante che saper giocare. Pensiamo
che sia fondamentale, per le nostre ragazze sapersi esprimere in inglese".
Ricordo, giusto per completezza d'informazione che, nella Lpga sono
rappresentati 26 Paesi e che, solo la Corea del sud vanta 45 proettes molto delle
quali occupano i primi posti in classifica ma in compenso faticano un po'con la
lingua di Albione. Che si tratti di un provvedimento ad hoc per far fuori
scomode avversarie? Com'è che si dice? A pensar male.. A proposito voi che cosa
ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) » (6 votes, average: 4.33 out of 5)
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questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Gabriele Villa,
inviato speciale al Giornale dal Maggio 1977. Nel 1984 ho inventato e proposto
al mio direttore di allora, tale Indro Montanelli, una pagina settimanale sul
Giornale dedicata al golf. Mi presi del “bischero” per l?arditezza della
impresa. Ma ne è valsa la pena . Tutti gli articoli di Gabriele Villa su ilGiornale.it
contatti Categorie Agonismo (22) News (5) Personaggi (9) Varie (67) Ultime
discussioni vince: Ogni "esperto" ha la sua teoria su come giocare al
golf. Infatti, tutti quelli che insegnano il... Gabriele Villa: Caro Luigi,
grazie intanto per i complimenti ma grazie anche e soprattutto per aver
rinfrescato un... luigi paolo goretti: A silvia Cara silvia nel 1970,stavo
giocando con l'amico Baldovino Dassu'l'open... luigi paolo goretti: Caro
gabriele La storia è cosi"Il famoso baricentro basso,era una teoria del
povero... vince: ....Anche il Golf avete corrotto!!!!!!!!!!Congratulati on! I
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contro abolizione delle nozze gayDroga: boom della coca tra i giovani e lo
"spaccio" spopola su internetIslam, Benedetto XVI: basta con le
persecuzioni in nome di DioCongo, un giornalista belga rapito dai guerriglieri
Mai-MaiManuale d?istruzione salva padre cercasi Siti amici Il Mondo del Golf La
Federazione Lifeinthetrap World Golf Village Siti utili Alps Tour L'Open.Solo
l'Open Ladies European Tour Le proettes del Tour americano PGA European site
Pgatour Sunshine Tour The Royal and Ancient Golf Club Of St Andrews November
( da "Unita, L'" del 07-11-2008)
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Alitalia
Cai
verso il decollo il primo dicembre dopo l'offerta da 1 miliardo Per far
decollare il primo volo Alitalia targato Cai,
annunciato il primo dicembre, la società guidata da Roberto Colaninno aspetta
le autorizzazioni necessarie. Dopodichè, «saranno Colaninno e Sabelli (ad Cai,
ndr) a decidere», dice Gaetano Miccichè, responsabile divisione Corporate di
Intesa SanPaolo. Saranno sempre loro anche «a gestire la situazione con piloti
e assistenti di volo: confido nella possibilità di un accordo». Nel frattempo,
Cai ha messo sul tavolo 1 miliardo di euro per l'acquisto
del complesso dei beni e dei contratti Alitalia, e ha
intascato il via libera della Iata, l'associazione mondiale delle compagnie
aeree. Verserà una prima tranche di 275 milioni e si accollerà 625 milioni di
debiti in più tranche. Nel dettaglio, per Alitalia Servizi
vengono offerti 57 milioni, per Alitalia Airport 7
milioni, per Alitalia Express 19 e per Volare 17. Al closing dell'operazione,
il 30 novembre, saranno versati 100 milioni cash. Non manca di sottolinearlo il
ministro Claudio Scajola (Sviluppo): «Cai sta prendendo un grosso rischio. Il
marchio Alitalia si sta svalutando, le vendite dei
biglietti stanno crollando. Se si facessero pure degli scioperi - continua -
sarebbe una follia. Per Alitalia ci vuole una grande
operazione di marketing».
( da "Unita, L'" del 07-11-2008)
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Alitalia
Piccola
impresa tartassata dal governo e dalle banche La denuncia del senatore Gian
Carlo Sangalli, per anni ai vertici della Cna. Per la prima volta il numero di
imprese diminuisce leggermente. La manovra? Hanno cancellato quel poco di buono
che c'era. Ultimi segnali dalla piccola impresa: con la crisi non si aprono più
nuove aziende. È la prima volta in Italia: il numero diminuisce leggermente. E
ancora: forse la Lega si è dimenticata dei «suoi» piccoli imprenditori,
commercianti, artigiani e agricoltori delle valli. Ieri, alle audizioni in
commissione Industria del Senato sugli effetti della recessione, della
maggioranza non c'era nessuno, a parte il presidente (obbligato dal
regolamento). Che succede? «Semplice: il governo non solo non fa nulla, ma quello
che fa aiuta la crisi in atto». In gergo si dice: fa misure pro-cicliche. Lo
denuncia Gian Carlo Sangalli, oggi senatore del Pd, ma in passato ai vertici
della Cna (Confederazione nazionale degli artigiani) per lunghi anni. «Come
stanno le piccole imprese? Male, molto male», dichiara. In prima linea c'è il
commercio al dettaglio, che langue nel deserto dei consumi. Poi c'è chi
produce, incastrato tra la stretta del credito e l'immobilismo del governo.
«Immobilismo? Peggio. Hanno fatto cose sbagliate - insiste Sangalli - Parlano
tanto di piccole imprese, promettono un nuovo rapporto con la Pubblica
Amministrazione (Brunetta, ndr), ma poi vanno indietro. Sa che con Prodi c'era
la possibilità di compensare crediti e debiti fiscali, e loro hanno eliminato
la norma? Così deve pagare anche chi è in credito con il fisco». Non solo.
Promettono che si modifichi il meccanismo dell'Iva, invece non si fa nulla: i
piccoli continuano ad anticipare anche quando il pagamento arriva dopo. «In
altre parole, stanno funzionando da banche», denuncia ancora Sangalli.
Contemporaneamente le banche non fanno il loro mestiere con i clienti più
deboli. «Chiedono garanzie patrimoniali sempre più stringenti - spiega il
senatore - Le aziend eitaliane sono tradizionalmente poco patrimonializzate,
quindi spesso non riescono a ottener eprestiti. Per il momento gli istituti
stanno chiedendo di rientrare degli extrafidi. Per ora ancora non siamo
arrivati a chiusure, ma le difficoltà si sentono». Purtroppo si sentono di più
dove il tessuto è più fragile: il sud. Eppure la Bce ha iniettato liquidità e
il governo ha assicurato che nessuna banca fallirà. La stretta sul credito è
davvero incomprensibile. Lo ha detto anche Mario Draghi. «Bene le
rassicurazioni del governo sul sistema del credito - continua Sangalli - Ma
malissimo sulla manovra». Eppure è stato un coro di congratulazioni a Tremonti
per aver fatto tutot prima dell'estate. «Condivido solo l'aver fatto prima -
dichiara il senatore - Ma nel merito non c'è nulla che vada bene. È un chiaro errore strategico il provvedimento sull'Ici e sull'Alitalia, che costerà molto di più di quanto dicono. Non solo. Le tasse
su banche, petrolieri e assicurazioni alla fine non arriveranno: non ci sono
più gli utili attesi a inizio anno. Intanto gli aiuti al paese reale non si
vedono. Restano distorsioni assurde. Per esempio sull'energia i piccoli
pagano molto di più dei grandi, perché le accise a un certo punto spariscono.
Se si consuma di più il prelievo si cancella. Hanno persino cancellato gli
sgravi per le assunzioni». Insomma, quel poco di utile che c'era è scomparso in
nove minuti e mezzo. BIANCA DI GIOVANNI ROMA bdigiovanni@unita.it
( da "Corriere della
Sera" del
07-11-2008)
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Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-07 num: - pag:
2 categoria: REDAZIONALE Calano i passeggeri Si aggrava la crisi di Linate e
Malpensa Da gennaio nuovi lavoratori Sea in cassa integrazione Gli scali
puntano sulla liberalizzazione degli slot Intanto la compagnia Emirates
raddoppia i voli da Malpensa Ci si mette anche la crisi a peggiorare le cose.
L'economia non gira e così si smette di volare. Meno 14 per cento di passeggeri
a Linate. Per non parlare di Malpensa. Alitalia non c'è
più (pressoché simbolici i 153 voli rimasti) e sui progetti di Cai sullo scalo
varesino Sea nutre più di un dubbio. Senza contare che la compagnia aerea
italiana uscirà dal traffico merci, concentrato in gran parte in Lombardia.
E così la crisi degli scali milanesi si aggrava. La certificazione del
peggioramento è contenuta in un documento condiviso da azienda e sindacati. In
cui si constata anche la necessità di un maggiore ricorso per il 2009 alla
cassa integrazione. A oggi dei 5.500 dipendenti di Sea in media 350-400 si
alternano a casa in cassa. Da gennaio questo numero potrebbe salire. «E' il
2009 il potenziale anno orribile per Malpensa e per Sea — fa notare Nino
Cortorillo, segretario generale della Filt Cgil della Lombardia —. Nei primi
tre mesi del 2008 Alitalia operava ancora a pieno
regime su Malpensa. Se non si darà la possibilità ad altre compagnie di
entrare, rischiamo il disastro». Il problema immediato è ottenere il
rifinanziamento della cassa integrazione «in deroga» che viene deciso anno per
anno. E poi c'è la questione dei contratti a termine. «Nessuno pensi di far
pagare la crisi ai tempi determinati», aggiunge Cortorillo. Le prospettive di
Malpensa dipendono in gran parte dalla liberalizzazione dei diritti di volo
sullo scalo. «Se Cai scegliesse Lufthansa come suo partner, il processo di
trasformazione di Malpensa nel quinto hub della compagnia tedesca sarebbe
accelerato», ha detto ieri il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi. L'occasione
era felice: la presentazione del raddoppio (da uno a due) dei voli Emirates
dallo scalo varesino per Dubai. Sea vorrebbe moltiplicare gli annunci di questo
tipo. Sono decine le richieste di compagnie straniere che vorrebbero decollare
da Malpensa. Ma la società che gestisce gli aeroporti milanesi ha le mani
legate. Perché il governo — per ora— non ha dato seguito alla gran parte delle
richieste di revisione degli accordi bilaterali tra Stati richesta da Sea nel
febbraio scorso. «Molti vorrebbero attivare, per esempio, collegamenti diretti
su Mosca. Ma gli attuali accordi bilaterali prevedono solo voli da Roma»,
esemplifica il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi. La partita resta aperta. Ma
il fattore tempo diventa cruciale. Giuseppe Bonomi «Abbiamo richieste per nuovi
collegamenti ma gli accordi prevedono solo voli da Roma» Rita Querzé
rquerze@corriere.it
( da "Corriere della
Sera" del
07-11-2008)
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Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-07 num: - pag:
7 categoria: REDAZIONALE Il bilancio Presentate le linee guida per il 2009.
«Garantiti i servizi, ogni assessore però sarà libero di alzare le tariffe»
Comune, manovra da 160 milioni. «Niente tagli» La Moratti: razionalizzazione
delle spese. Ma si prepara l'aumento delle bollette dell'acqua Il sindaco: «Il
governo ci hanno chiesto di ridurre i costi della politica». L'opposizione:
«Non siano i deboli a pagare la crisi» Cinghia tirata per il bilancio 2009. Il
Governo amico taglia 74 milioni di euro più 35 milioni di mancati introiti della Sea dovuti al vecchio piano Alitalia e al nuovo piano Cai. «Sono amareggiata» attacca il sindaco
Letizia Moratti che ieri ha presentato le linee guida del bilancio del 2009. Ma
preferisce non attaccare frontalmente il suo nemico storico Giulio Tremonti:
«Giusto non emendare la finanziaria, perché spesso le finanziare in passato
sono state snaturate dai troppi emendamenti». Si lascia andare però a
una battuta: «Ci hanno chiesto di ridurre i costi della politica di 10 milioni.
I costi di assessori, consiglieri e consiglieri di zona a Milano ammontano a 2
milioni». Manovra complessiva da 160 milioni di euro. Il sindaco assicura che
non verranno tagliati i servizi o aumentate le tariffe. «Non vogliamo
assolutamente penalizzare i cittadini. Con questa manovra non ci sono tagli ai
servizi e non sono previsti aumenti delle tariffe. Abbiamo lasciato però gli
assessori liberi di proporre aumenti delle tariffe». Discorso complicato. Che
significa libertà di proporre aumenti? «Penso - continua la Moratti - a una
differenziazione delle tariffe basata sul reddito. Sotto la soglia Isee non si
paga niente, sopra sì». In Comune circola l'idea di aumentare la tariffa
dell'acqua «la più bassa in Europa ». Centosessanta milioni da trovare: 15
milioni arrivano dall'avanzo di bilancio del 2007; 15 dal progetto di
aggiornamento delle rendite catastali; 26 milioni dalle esternalizzazioni; 13
dal recupero dell'evasione su Ici e Cosap. C'è anche l'ulteriore taglio di
incarichi e collaborazioni esterne. E poi il cuore della manovra: 37 milioni da
recuperare in ogni assessorato. Si è deciso di ricorrere al consolidamento
della spesa storica degli ultimi due anni. Ogni assessore riceverà la media dei
soldi spesi negli ultimi due anni. Molti assessorati hanno speso meno di quanto
stanziato nel bilancio preventivo. Ma con un vincolo: non si dovranno ridurre i
servizi». Ogni assessore dovrà garantire la stessa quantità di servizi. Se i
soldi non gli bastano, potrà proporre aumenti delle tariffe. La Moratti esclude
che gli aumenti riguardino Ecopass, anche se la pollution charge, si è rivelata
uno dei fattori che ha contribuito alle minori entrate del Comune: meno 11
rispetto alle previsioni. «Vuol dire che Ecopass ha funzionato ha detto la
Moratti - Ma i proventi di Ecopass più le multe, pari a 43 milioni di euro
serviranno per potenziare il trasporto pubblico». Conclusione: «Noi rispondiamo
con una manovra che prosegue l'efficientamento e la razionalizzazione - chiude
la Moratti - . Ma devo dire che è sempre più difficile, quando per anni si è
fatta efficienza». Replica Majorino del Pd: «La crisi non la devono pagare i
piu deboli. Ci aspettiamo tagli radicali sui soldi per dirigenti e consulenze
». Le consulenze Majorino, capogruppo del Pd: «Ci aspettiamo tagli radicali sui
soldi per dirigenti e consulenze» Il sindaco Nuovi tagli dei fondi da parte del
governo, l'amarezza di Letizia Moratti Maurizio Giannattasio
( da "Corriere della
Sera" del
07-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-07 num: - pag: 39
categoria: REDAZIONALE Gli scali «L'esecutivo considera l'offerta Cai come la
prosecuzione dell'operazione con Parigi» Malpensa, l'accusa di Bonomi «Basta
ritardi. Il governo liberalizzi le rotte» «Decine di compagnie aeree straniere
vorrebbero volare su Malpensa. Oggi siamo costretti a dir loro di no» MILANO —
Tempi duri per Malpensa. E per Sea, la società controllata dal comune di Milano
che gestisce lo scalo insieme con Linate. Il bilancio 2009 con ogni probabilità
chiuderà in rosso, e niente dividendi per gli azionisti. La cassa integrazione
va ad aumentare. E della liberalizzazione dei diritti di traffico — tante volte
chiesta dal presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, per far
fronte al «tradimento » di Alitalia — per ora nemmeno l'ombra.
Ma Sea non si dà per vinta. Insieme con Emirates, ieri ha annunciato il
raddoppio dal primo gennaio dei collegamenti da Malpensa per Dubai: da uno a
due al giorno. L'ambizione del direttore generale di Emirates Italia, Massimo
Massini, è di arrivare a tre. Per ora il raddoppio di Emirates su Dubai,
assieme al volo Korean Air da Malpensa per Seoul, sono gli unici esiti positivi
delle tante richieste di aggiornamento degli accordi bilaterali internazionali
che Sea ha presentato all'esecutivo nel febbraio 2008. «Il governo considera
l'operazione Cai come la prosecuzione dell'operazione Air France», ha detto
ieri Bonomi. In altre parole: «Se prima il governo Prodi diceva che la
liberalizzazione non si poteva fare perché avrebbe pregiudicato la trattativa
con Air France, adesso il governo Berlusconi frena per non ostacolare quella
con Cai». «Decine di compagnie aeree straniere vorrebbero volare su Malpensa.
Oggi siamo costretti a dir loro di no — ha continuato il presidente di Sea —.
Chiediamo che si metta a regime l'obbligatorietà per Enac al rilascio almeno
delle autorizzazioni provvisorie ». Proprio quello che si stabiliva, tra
l'altro, in un emendamento della Lega sul decreto Alitalia
poi saltato quando l'esecutivo ha posto la fiducia. Intanto un verbale che sarà
firmato oggi da azienda e sindacato certifica il peggioramento della situazione
in Sea. In vista un aumento dei lavoratori in cassa. Perciò si chiede il
finanziamento urgente dell'ammortizzatore sociale per il 2009. «Siamo
preoccupati — sottolinea Nino Cortorillo, segretario generale della Filt Cgil
della Lombardia —. Solo la liberalizzazione dei diritti di volo può cambiare le
cose». Per quanto riguarda i conti, l'azienda metterà a bilancio 47 milioni di
crediti inesigibili. Soldi che Alitalia deve alla società
aeroportuale ma non ha mai pagato. Azioni di rivalsa? «Ci stiamo muovendo a 360
gradi», risponde sibillino Bonomi. Per quanto riguarda i crediti (non
quantificati) di Air One verso Sea, «la compagnia ha proposto un piano di
rientro che per ora sta onorando». Tirando le somme, Sea è convinta che le
perdite «non saranno così rilevanti, grazie a una gestione oculata». Ma per il
( da "Corriere della
Sera" del
07-11-2008)
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Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-07 num: - pag: 39
categoria: BREVI Sotto la lente Alitalia, Air
France più vicina (a. bac.) Alitalia manterrà la storica sigla
di volo «Az». Lo ha confermato ieri l'amministratore delegato della Iata
(organizzazione delle compagnie mondia-li), Giovanni Bisignani, ricevendo ieri
l'amministratore di Cai, Rocco Sabelli, e il presidente dell'Enac, Vito Riggio.
Ma per Alitalia si avvicina anche un'altra conferma
quella dell'alleato: Air France-Klm. L'annuncio dovrebbe essere dato la
prossima settimana, subito dopo il via libera dell'Ue, previsto per mercoledì,
e quello del commissario, Augusto Fantozzi, sulla congruità dell'offerta. Al
closing con i francesi manca il nodo Malpensa: Cai vorrebbe che Air France-Klm
assicurasse con i propri aerei la tenuta del piano che prevede almeno tre
destinazioni in più rispetto a quelle che la stessa compagnia franco- olandese
aveva offerto nella trattativa con il governo Prodi: Pechino, Shangai e Seoul.
La disponibilità richiesta ai francesi ha un duplice scopo: servirà a Silvio
Berlusconi per poter dire di aver piegato Air France- Klm alle proprie
condizioni. Ma soprattutto sarà un modo per indennizzare Malpensa: Cai infatti
non intende cedere a Lufthansa slot e accordi bilaterali che resteranno
inutilizzati, proprio per questo deve cercare di conservare allo scalo varesino
una massa critica di voli intercontinentali che giustifichi il sacrificio
dell'opzione tedesca.
( da "Messaggero, Il" del 07-11-2008)
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Venerdì 07 Novembre 2008 Chiudi ROMA Con la missione a Ginevra
dei vertici Cai, un'altra tessera va al suo posto nel mosaico del salvataggio
di Alitalia:
il via libera della Iata, l'associazione mondiale delle compagnie aeree. «È
stato un incontro costruttivo e credo che ci avviamo ad un felice esito di
questo passaggio tra Alitalia
e Cai», ha detto Bisignani, numero uno Iata.
( da "Messaggero, Il" del 07-11-2008)
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Venerdì
07 Novembre 2008 Chiudi ROMA Parte ufficialmente la privatizzazione di
Tirrenia, la cosiddetta "Alitalia dei mari", la società di navigazione pubblica che per anni
ha navigato con bilanci in rosso contando sulle risorse delle convenzioni
pubbliche. Il Consiglio dei ministri ha infatti deliberato la definizione dei
criteri di privatizzazione e delle modalità di dismissione della partecipazione
detenuta indirettamente dal ministero dell'Economia nel capitale di
Tirrenia di Navigazione. Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha
sottolineato che «si tratta di un primo passo di una procedura che prevede
tempi non brevi per essere completata». Intanto il governo «avanzerà alla
Commissione europea una richiesta di proroga dell'attuale convenzione», come
misura tampone in deroga alle norme Ue che imporrebbero una gara, per avere il
tempo di «attuare il processo di privatizzazione». Con questo provvedimento
entrano nel vivo le procedure per la liberalizzazione del trasporto marittimo.
È dal 2000 che si parla della privatizzazione di Tirrenia. Ma il vero conto
alla rovescia è partito nel 2007, con il via libera del Cipe alla bozza della
nuova convenzione del gruppo Tirrenia. Ora l'obiettivo del governo Berlusconi è
di arrivare alla vendita della società entro il 2009.
( da "Messaggero, Il" del 07-11-2008)
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Venerdì
07 Novembre 2008 Chiudi MILANO - Riccardo Bruno si prepara allo sbarco in
Clessidra. Il banchiere, fino al mese scorso co-head dell'investment banking di
Deutsche Bank - secondo quanto risulta a Il Messaggero - starebbe per approdare
alla corte di Claudio Sposito. Con una missione precisa: in qualità di senior
partner di Clessidra, Bruno - che entrerà anche nel capitale della sgr - aprirà
e guiderà la sede romana del fondo. Che dovrebbe avere i propri uffici a due
passi dal Quirinale. Il banchiere che in Deutsche Bank ha seguito in prima persona dossier importanti come Wind o Alitalia - di cui
con Intesa Deutsche Bank ha curato l'ultima ricapitalizzazione - potrà mettere
a frutto l'esperienza maturata a Roma dove gode di ottimi rapporti con il mondo
finanziario e industriale della Capitale. In una fase storica che lo porterà
sicuramente in prima linea anche nei processi di ristrutturazione di aziende
nel Lazio e, più in generale, in tutto il centro Italia. Con alle spalle
un soggetto come Clessidra che, di recente, ha rilevato il 67% della sgr del
Monte dei Paschi ed è in corsa in cordata con Bain Capital per l'acquisizione
della Cerved. E che presto creerà un secondo fondo per il quale punta ad una
raccolta di 1,5 miliardi. Bruno si lascia alle spalle otto anni in Deutsche
Bank dove la poltrona lasciata vuota sarà occupata da Leopoldo Attolico, che
sarà co-head al fianco di Marco Pracca, ex collega di Bruno. Attolico è uscito
dall'investment banking della ex Lehman. Banca d'affari (fallita) dalla quale è
venuto via anche Andrea Donzelli, che voci di mercato danno in arrivo alla sede
romana del Credit Suisse. G.Leo.
( da "Corriere della
Sera" del
07-11-2008)
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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data:
2008-11-07 num: - pag: 4 categoria: BREVI Prima linea Fiumicino, epicentro
della vertenza Alitalia
( foto Faraglia). A sinistra l'assessore Luigi Nieri
( da "Corriere della
Sera" del
07-11-2008)
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Corriere
della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-07 num: - pag: 4
categoria: REDAZIONALE Rapporto sull'Economia Aumenta l'occupazione ma anche la
precarietà Lazio, cresce l'incertezza dei nuovi «lavoratori poveri» Nieri:
servono interventi a sostegno delle famiglie Più occupazione, ma anche più
precarietà e più diseguaglianze sociali secondo lo studio di Sviluppo Lazio Più
occupati, ma anche più poveri. Sono i lavoratori del Lazio, secondo il Rapporto
sulla società e l'economia presentato dall'assessore della Pisana Luigi Nieri,
realizzato da Sviluppo Lazio. Un rapporto con luci ed ombre. Perché è vero che,
nella nostra regione, cresce l'occupazione (0,4%) e diminuisce la
disoccupazione (-1,1%), ma è anche vero che la fotografia «testimonia una
instabilità occupazionale che si accompagna spesso a situazioni di disagio
economico, che investe una nuova categoria classificabile come "lavoratori
poveri"». L'occupazione, infatti, non sempre è buona occupazione, con
certezze e garanzie per il futuro. In alcuni casi, però, il lavoro manca
proprio. E le maggiori sacche di disoccupazione sono le provincie di Viterbo e
Frosinone, rispettivamente al 9,6% e all8,4%. Risultato? I cittadini laziali
non ce la fanno a tirare avanti oppure lo fanno con molta fatica: il 9,6% delle
famiglie si dichiara in ritardo col pagamento delle bollette, il 28,9% non sono
in grado di affrontare spese inattese, il 32,1% è in difficoltà ad arrivare
alla fine del mese. Il Lazio risulta anche essere una delle regioni «a più alta
diseguaglianza economica», superiore alla media nazionale, e inferiore soltanto
a Sicilia e Campania. E tutto questo accade in un territorio nel quale non
tutto va male: il tasso d'inflazione del 2007, ad esempio, è stato dell' 1,5%,
inferiore cioè alla media nazionale (ma con agricoltura e industria al di
sopra, rispettivamente del 4,2% e 3,3%). «Nonostante la crisi internazionale
spiega Luigi Nieri, assessore al Bilancio della Regione - il Lazio tiene, ma
crescono le diseguaglianze sociali sulle quali intervenire a sostegno del
reddito delle famiglie». Come? «Siamo pronti - continua Nieri - a lanciare un
grande piano per lo sviluppo: infrastrutture, ricerca, innovazione, ambiente ed
energie rinnovabili». Un piano contenuto nel Dpefr (Documento di programmazione
economica e finanziaria) varato dalla giunta nei giorni scorsi, nel quale
vengono distribuiti 2,1 miliardi di euro di fondi nazionali, europei e
regionali. «Il Lazio è una regione-cerniera tra nord e sud: capace di grandi
tassi di crescita, ma anche di diseguaglianze che l'avvicinano al sud. Una
misura di contrasto a tale disagio è stata realizzata dalla Regione con il
Fondo per il microcredito, come strumento di lotta alla povertà e
all'esclusione sociale». Dall'opposizione risponde Alfredo Pallone, capogruppo
del Pdl alla Pisana: «La sinistra dovrebbe mettersi d'accordo: quando c'era
Storace, e il Lazio avanzava, tutti osannavano il modello-Roma. Oggi, seguendo
la stessa linea dovrebbero dire quanto è bravo Alemanno». Secondo Pallone, la
situazione non è rosea: «Non capisco certi entusiasmi: la Regione e il Comune
sono in difficoltà finanziaria, le industrie farmaceutiche, l'agricoltura,
l'elettronica, il settore immobiliare sono in crisi. Come pensa di intervenire
la Regione, parlando al futuro e usando il politichese? E gli indicatori sulla
qualità della vita non sono certo positivi». Secondo Claudio Di Berardino,
segretario della Cgil di Roma e Lazio, «i dati su occupazione e precariato sono
resi già vecchi dall'accelerazione della crisi: rischiamo
la perdita di 30 mila posti di lavoro, tra crisi Alitalia, il piano
industriale di Telecom e le crisi con avvio di mobilità in tutti i settori.
Servono gli stati generali delle classi dirigenti istituzionali per un
pacchetto di proposte anticrisi». Scartabellando nel rapporto, altri dati
saltano agli occhi. Il 9,8% dei lavoratori sono parasubordinati, in
prevalenza con meno di 40 anni e con più laureati che nei lavoratori
dipendenti. Tra le noti dolenti, l'usura: oltre 23 mila commercianti sono
caduti tra le mani degli «strozzini ». Altro tallone d'Achille, il dato sui
dipendenti denunciati: sono il 7,3% in tutto, la maggior parte nel settore
della sanità. E aumentano le violazioni fiscali: +45,6% per Roma e +180% per il
Lazio. Aumentano anche gli evasori totali. Tra le eccellenze, il numero delle
imprese (578 mila, il 10% del sistema nazionale), il tasso di istruzione (il
20% delle persone tra i 25 e i 64 anni è laureato) e l'aumento dei passeggeri
aeroportuali (Fiumicino, Ciampino e Civitavecchia sono in espansione). Ernesto
Menicucci
( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)
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n. 267
del 2008-11-07 pagina 4 Il governo taglia, aumenti in vista: «Conti difficili,
160 milioni in meno» di Marta Bravi La Moratti chiede agli assessori di tirare
la cinghia e li invita a trovare sponsor Quasi certi i rincari dei biglietti
d'ingresso nei musei e della bolletta dell'acqua «Molto amareggiata», si
definisce così il sindaco Letizia Moratti, con deleghe al Bilancio, presentando
le linee guida di previsione per il 2009, che porta il segno meno davanti ai
160 milioni di euro. «Sono amareggiata perché non vedo premiato il merito - ha
spiegato - questo è un tema culturale di fondo che va affrontato nel nostro
Paese. Ecco allora che diventa sempre più difficile, quando per anni si è fatta
efficienza. Noi siamo l'unico comune che ha abbassato le tasse locali del 4%
contro un aumento medio dell'8%, e abbiamo le tariffe più basse d'Italia.
Quando si è già fatta efficienza la manovra diventa sempre più difficile». Sul
bilancio, infatti, pesano le ricadute di Alitalia e del nuovo piano Cai che per noi significano minori dividenti e
quindi una perdita delle entrate di 35 milioni di euro. Sea, negli anni
precedenti, aveva fatto un ottimo lavoro passando da
( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)
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n. 267
del 2008-11-07 pagina 14 Battesimo dell'aria per Bondi: torna a volare dopo un
corso di Redazione Tanta era la paura che due estati fa aveva deciso di andare
a trovare moglie e figlio negli Stati Uniti a bordo di una nave transoceanica.
E che, già ministro dei Beni culturali, aveva preferito il treno all'aereo per
presenziare al Festival del cinema di Cannes. Nel primo caso, la scelta gli
costò il totale isolamento dal mondo per quasi 24 ore, mentre da Villa Certosa
a Milano si rincorrevano le voci sulla registrazione del marchio del Pdl ad
opera di Michela Brambilla con conseguente e furibonda polemica. Nel secondo,
invece, solo una certa lungaggine negli spostamenti - che per un ministro della
Repubblica non sono proprio un problemino - e l'ironia di qualche collega di
partito. Così, Sandro Bondi ci si è messo di buona lena al punto da frequentare
pure un corso di «rieducazione al volo» organizzato da Alitalia. Tutto
simulato, ma c'è la partenza e l'atterraggio e pure qualche vuoto d'aria. E
magari solo per dar ragione a Spinoza («la paura non può essere senza
speranza»), alla fine ce l'ha fatta. Un po' provato, certo. Perché quando s'è
presentato al Cremlino per partecipare al bilaterale fra il governo italiano e
quello russo i postumi delle quasi quattro ore di volo gli si leggevano
in faccia. Ma la modestia è la stessa di sempre. «Ce l'ho fatta solo a metà -
dice Bondi mostrando di non aver superato del tutto la sindrome di Lost - visto
che ora devo affrontare il ritorno». E invece, prudenze a parte, la notizia di
giornata per il ministro azzurro è il suo primo viaggio «on air» dopo oltre
otto anni di stop. D'altra parte, anche l'ultima volta era stato per star
dietro a Berlusconi («volai con lui, me lo ricordo ancora...»). Eppoi, chiosa
prima di raggiungere la delegazione italiana, «come posso continuare a fare il
ministro senza viaggiare in aereo?». AdSig © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)
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n. 267
del 2008-11-07 pagina 26 I traghetti Tirrenia verso i privati Ma il processo
non sarà breve di Redazione Con questo provvedimento, ha detto il ministro dei
Trasporti, Altero Matteoli, «entra nel vivo la fase operativa di
liberalizzazione del cabotaggio marittimo disposta dalla Finanziaria 2007». Si
tratta, aggiunge Matteoli, «di un primo passo di una procedura che prevede
tempi non brevi per essere completata. Il governo avanzerà alla Commissione
europea una richiesta di proroga dell'attuale convenzione per attuare il
processo di privatizzazione». Preoccupazione da parte dei sindacati: «Occorre
operare affinchè la mancata o tardiva soluzione riguardante la situazione del
gruppo Tirrenia possa avviare una nuova crisi aziendale che crediamo nessuno
possa sopportare, i lavoratori in primis ma neanche il Paese». È l'appello
lanciato da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti nel corso dell'audizione,
avvenuta ieri, di fronte alla commissione Trasporti della Camera. I
rappresentanti delle tre organizzazioni sindacali di categoria hanno
sottolineato come «sia concreto il rischio di un esito negativo e traumatico in
assenza dei provvedimenti attesi, anche se la situazione
del gruppo Tirrenia è completamente diversa da quella di Alitalia in quanto, a differenza della compagnia aerea, la Tirrenia ha un
valore di mercato di oltre 1 miliardo di euro a fronte di un debito di circa 600
milioni». Secondo quanto hanno riferito alla Commissione i sindacati «per
salvaguardare gli interessi dell'azienda, dei lavoratori, degli utenti e del
Paese», il governo deve tra l'altro sottoscrivere la nuova convenzione
Stato-impresa, prorogando, in linea col piano industriale, la convenzione con
le società del gruppo fino a 2014, e stanziare le sovvenzioni necessarie ad
assicurare tutti i collegamenti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano
( da "Repubblica, La" del 07-11-2008)
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Pagina
X - Palermo In manette un autotrasportatore già rimesso in libertà., aveva
sottratto da un carico 30 mila litri di kerosene. Il combustibile finiva al
mercato nero Cresta sul carburante degli aerei: un arresto
e 8 denunce GABRIELE ISMAN Truffavano Alitalia, Wind Jet
e Air One, caricando sugli aerei meno carburante del previsto, creando così una
scorta occulta di prodotto petrolifero. Come questo surplus fosse poi
utilizzato è ancora da chiarire, ma le indagini della Guardia di finanza che ha
scoperto la truffa vanno avanti. Intanto un autotrasportatore è stato
arrestato - poi giudicato per direttissima e rimesso in libertà - perché
sorpreso con un´autocisterna che aveva 30 mila litri in meno del dichiarato, e
altre otto persone sono state denunciate. Il metodo scoperto dai finanzieri di
Punta Raisi, guidati dal tenente Carmine Caliani, era elaborato e andava avanti
da tempo. Sugli aerei, senza che i capitani se ne accorgessero e senza
pregiudicare la sicurezza dei voli, erano caricate quantità di carburante
inferiori a quelle previste: 200-
( da "Repubblica, La" del 07-11-2008)
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Pagina
XIII - Milano Bolletta dell´acqua, pronta la stangata Buco di 160 milioni nel
bilancio, la giunta studia tagli e rincari Moratti: "Aumenti per ora né
previsti né esclusi" Su Ici e Sea gelo con il governo GIUSEPPINA PIANO Un
( da "Repubblica, La" del 07-11-2008)
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Pagina
28 - Economia L´allarme Scajola: "Crollano le vendite
di Alitalia" ROMA - La Iata garantisce «piena collaborazione» a Cai e
alla nuova Alitalia. Giovanni Bisignani presidente dell´associazione assicura il
proprio appoggio all´operazione. Nel frattempo, però, secondo il ministro
Claudio Scajola, «le vendite dei biglietti di Alitalia» a causa
delle tensioni con i sindacati autonomi di piloti e hostess starebbero
crollando e «sarebbe una follia se si facessero proprio adesso degli
scioperi».
( da "Repubblica, La" del 07-11-2008)
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Pagina
28 - Economia Il Consiglio dei ministri ha sbloccato i criteri della
privatizzazione I traghetti salpano verso i privati il governo dismetterà
Tirrenia Matteoli: "Così entra nel vivo la liberalizzazione del cabotaggio
marittimo" ROMA - Via libera del Consiglio dei ministri alla
privatizzazione di Tirrenia. L´altro grande malato del trasporto pubblico
italiano, assieme ad Alitalia e
Ferrovie, è dunque pronto ad un percorso che lo traghetterà, anche se non a
breve, lontano dalle braccia del Tesoro. Il Consiglio dei ministri ha
deliberato la definizione dei criteri di privatizzazione e delle modalità di
dismissione della partecipazione detenuta indirettamente dal ministero
dell´Economia nel capitale della società. La prima fase prevede che la
delibera venga sottoposta al parere delle Commissioni parlamentari. «Con questo
provvedimento», sottolinea il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, «entra
nel vivo la fase operativa di liberalizzazione del cabotaggio marittimo
disposta dalla Finanziaria 2007». Si tratta, aggiunge Matteoli, «di un primo
passo di una procedura che prevede tempi non brevi per essere completata. Il
governo avanzerà a Bruxelles una richiesta di proroga dell´attuale convenzione
per poi attuare il processo di privatizzazione». Tirrenia con la sua flotta di
90 navi traghetto trasporta ogni anno 13 milioni di passeggeri, imbarca 2
milioni di auto al seguito e 6 milioni e mezzo di metri lineari di veicoli
commerciali. La notizia arriva nel giorno dell´audizione davanti alla
Commissione Trasporti della Camera dei Deputati dei rappresentanti sindacali.
La Fit Cisl con Beniamino Leone, assieme a Filt Cgil e Uiltrasporti, chiede un
«intervento rapido per evitare una nuova crisi aziendale». E questo nonostante
la situazione di Tirrenia sia completamente diversa da altri: il gruppo
marittimo ha un valore di mercato di oltre 1 miliardo di euro a fronte di un
debito di circa 600 milioni. «Anche noi siamo d´accordo sull´avvio del
processo» dice Silvia Velo del Pd, «ma occorre dar vita ad un percorso
concordato con le Regioni che garantisca la continuità territoriale. E deve
dire quali risorse intende mettere a disposizione del progetto e come vuole
tutelare l´occupazione».
( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)
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n. 267
del 2008-11-07 pagina 1 Comune Mancano 160 milioni di euro: di Redazione acqua
e musei più cari per tappare il buco Sul bilancio pesano la
crisi Alitalia , le scarse entrate dell'Ecopass e i tagli da Roma Il sindaco:
«Manovra difficile, aumenti tariffe possibili». Assessori a caccia di sponsor
Meno 160 milioni di euro. È con questa cifra che dovranno fare i conti a
Palazzo Marino. Ieri la giunta ha approvato le linee guida per il bilancio di
previsione del 2009. Quasi la metà degli introiti, però, deriva da
mancate entrate statali: l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e dell'Irpef e
il taglio richiesto dal governo ai costi della politica ammontano a 74 milioni
di euro. Cui vanno aggiunte le ricadute della crisi Alitalia
e del nuovo piano Cai «che per noi - ha sottolineato il sindaco - significano
minori dividendi e quindi una perdita di entrate per 35 milioni di euro. A
fronte di questa manovra che prevede minori entrate noi rispondiamo con la
linea dell'efficientamento e della razionalizzazione». Come si recupereranno i
37 milioni di euro di tagli agli assessorati? Caccia agli sponsor e forse
aumenti delle tariffe. In pole position ci sono l'acqua e gli ingressi ai
musei. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)
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n. 267
del 2008-11-07 pagina 26 Malpensa, battaglia di Sea per i diritti di Paolo
Stefanato Bonomi chiede al governo di liberalizzare i collegamenti intercontinentali
per dar fiato allo scalo del Nord Cai va a Ginevra in missione alla Iata, ma la Nuova Alitalia è ancora in attesa delle
autorizzazioni di volo L'avvio della Nuova Alitalia il 1º
dicembre, più volte preannunciato, risulta piuttosto improbabile. «Non c'è
nulla di definito, visto che mancano ancora le necessarie autorizzazioni» ha
detto ieri il responsabile della divisione corporate e investment banking di
Intesa Sanpaolo, Gaetano Miccichè, l'eminenza grigia di tutta
l'operazione Cai. «Comunque - ha aggiunto - sarà l'ad Rocco Sabelli a decidere
i modi e i tempi delle iniziative, anche di comunicazione». Miccichè si è detto
anche fiducioso per un accordo «a breve» con i piloti e il personale di terra
ancora dissenziente. Da Mosca, gli ha fatto eco il ministro dello Sviluppo
economico Claudio Scajola, secondo il quale uno sciopero in questo momento
«sarebbe una follia». Ieri lo stesso Sabelli, accompagnato da Vito Riggio,
presidente dell'Enac, e dal commissario Az Augusto Fantozzi, ha fatto visita al
quartier generale della Iata, a Ginevra. Tra i vari temi, anche l'utilizzo da
parte della Nuova Alitalia del codice Az, che
identifica la compagnia italiana in tutto il mondo, e che dovrebbe essere
trasferito con gli asset richiesti da Cai. La Iata ha tracciato un panorama
drammatico del trasporto aereo mondiale: 30 compagnie fallite nel 2008 (sulle
mille esistenti al mondo, di cui 230 iscritte alla Iata), perdite attese per
5,2 miliardi a fine anno. Su temi legati alla Nuova Alitalia
si è soffermato ieri, con toni critici, il presidente della Sea, Giuseppe
Bonomi. La Sea vanta crediti per 47 milioni verso Alitalia,
mentre in questa fase di commissariamento i servizi vengono pagati in anticipo.
Mortificata Malpensa dal «de-hubbing» (gli slot operati a Malpensa da Alitalia furono 250 lo scorso anno,
( da "EUROPA ON-LINE" del 08-11-2008)
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Decreto
sì, ma c?è una voglia bipartisan Sull?università la Gelmini eviterà di ripetere
gli errori commessi sulla scuola? GIOVANNI COCCONI Ancora un decreto. Peccato
perché sulla riforma dell?università c?è tanta voglia di un?intesa bipartisan.
Ieri il consiglio dei ministri ha deciso di ricorrere ancora una volta a un
intervento d?urgenza sui fondi per le università «virtuose», per ammorbidire il
turn over e per modificare (in parte) le commissioni di concorso, ma il
ministro Gelmini ha promesso che sarà l?ultima volta. Tutto lascia pensare che
sull?università non si ripeterà lo stesso copione al quale abbiamo assistito
sulla scuola. In qualche modo la protesta della piazza è servita, la lezione
dei sondaggi pure e il governo ha deciso di inserire la retromarcia. Anche
perché sulla ricetta per cambiare l?università italiana le distanze con il
Partito democratico sembrano essere di sfumature più che di sostanza. Anche gli
interventi decisi ieri trovano in parte il consenso dell?opposizione che
riconosce però la necessità di una riforma profonda «se si vuole evitare uno
scenario tipo Alitalia», come ha detto ieri il
democrat Enrico Letta alla Luiss, alla presentazione del libro di Giliberto
Capano e Beppe Tognon (La crisi del potere accademico in Italia, Arel-Mulino).
Certo, le tossine lasciate dal muro contro muro sulla scuola non aiutano la
ripresa del confronto, nonostante l?attivismo dei pontieri dei due schieramenti
(Giuseppe Valditara e Luciano Modica). Oggi gli studenti ritorneranno in piazza
a Roma e le occupazioni degli atenei non sono ancora rientrate del tutto.
L?eventuale riforma bipartisan dovrà coinvolgere anche loro se si vorrà evitare
l?impressione che sia calata dall?alto. Il Pd è preso tra la tentazione di
incassare il passo indietro del governo e la voglia di incalzarlo per i pesanti
tagli già decisi, che per il ministro saranno però resi «meno dolorosi» grazie
ai risparmi che si potranno ottenere dalla «razionalizzazione dei corsi e dalla
diminuzione delle sedi decentrate », in qualche modo ammettendo l?errore di
impostazione. Ieri il Pd ha chiesto ancora il ritiro degli tagli come
condizione per il dialogo e criticato il ricorso al decreto, ma il dissenso è
più sul metodo che sul merito, anche perché il ministro ha confermato di voler
coinvolgere lo stesso mondo universitario («ma senza concertazione») per la
riforma vera e propria che dovrà rimettere mano alla governance degli atenei,
al sistema di finanziamento, alle regole sul reclutamento, al diritto allo
studio che, come ha riconosciuto ieri lo stesso Letta, «in Italia era un
problema anche prima del decreto Gelmini ». Anche la conferenza dei rettori
dice da tempo di riconoscere la necessità di un intervento anche urgente e
chiede di essere coinvolta, ma ? come ha detto ieri il presidente Enrico
Decleva ? «bisognerà vedere se passerà un atteggiamento terapeutico o solo
giustizialista», più dolce o più radicale. Naturalmente questo potrà fare la
differenza anche sul cammino parlamentare ma certo il governo ha bisogno di
costruire un fronte comune contro il blocco più conservatore degli atenei e per
rendere credibile la riforma agli occhi degli studenti, l?anello debole del
sistema ma anche quello mediaticamente più potente. Il percorso è iniziato ieri
con l?approvazione del disegno di legge sulle linee guida della riforma da
parte del governo, «solo un documento programmatico e di legislatura, che
offriamo al dibattito con il mondo accademico ma che sarà oggetto di
discussione anche in parlamento, in commissione e in aula» ha precisato il
ministro Gelmini. Difficile essere più chiari di così.
( da "Repubblica, La" del 08-11-2008)
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Pagina
VI - Torino Pininfarina non licenzia ma la cassa sarà lunga Airaudo: probabili
manifestazioni davanti alle banche L´azienda ai sindacati: puntiamo con forza
sull´auto elettrica, però serviranno tre anni MARCO TRABUCCO Nessuna chiusura,
nessun licenziamento, solo la richiesta al governo di poter proseguire con la
cassa integrazione in deroga per gran parte dei dipendenti. Ci sarà una
riduzione del personale, ma il taglio di 150/200 addetti avverrà facendo
ricorso alla mobilità (su base volontaria) e con il blocco del turn over.
Insomma la situazione di Pininfarina è difficile, ma per ora, in attesa
dell´auto elettrica che dovrebbe entrare in produzione tra il 2010 e il 2012 e
potrebbe togliere la storica carrozzeria torinese dalle secche della crisi, non
sarà risolta con «macelleria» sociale. L´incontro di ieri mattina tra i vertici
dell´azienda, guidati dal direttore generale Silvio Angori, che dopo la morte
di Andrea Pininfarina ha assunto quasi tutte le deleghe operative, e i
sindacati era molto atteso. Le indiscrezioni dei giorni scorsi avevano
allarmato gli oltre 1700 dipendenti dei tre stabilimenti piemontesi del gruppo.
La realtà è stata alla fine meno traumatica: l´azienda ha spiegato che la
situazione, difficile sul piano finanziario, è aggravata dall´andamento del
mercato dell´auto. Ha ricordato che è in corso la trattativa con le banche
sull´indebitamento (che sfiora i 680 milioni di euro); trattativa che dovrebbe
concludersi entro il 12 novembre quando il consiglio di amministrazione
esaminerà la trimestrale del gruppo. Un nuovo incontro con i sindacati è stato
fissato per il 20 novembre, mentre il
( da "Repubblica, La" del 08-11-2008)
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Pagina 23 - Economia Alitalia,
autonomi sul piede di guerra voli rallentati con lo sciopero bianco British
vuole intesa commerciale, Air France fa rotta su Austrian Ultimatum di piloti e
steward a Cai: "Trattativa o da lunedì si rischia la paralisi dei
cieli" I comandanti: "Ci atteniamo solo alle regole del
manuale". Il 25 blocco totale LUCIO CILLIS ROMA - Lo sciopero bianco dei
piloti Alitalia è iniziato ieri. Voli rallentati, in
alcuni casi, ma ancora nessun blocco. Da qui a lunedì, il quadro potrebbe però
peggiorare ulteriormente per i passeggeri: se lo scenario sindacale non dovesse
cambiare nelle prossime 48 ore si verificheranno forti disagi, con giornate
molto pesanti, fatte di ritardi e cancellazioni. Fino al blocco previsto in occasione
dello sciopero proclamato dai Cub e condiviso dagli autonomi, fissato per
l´intera giornata di lunedì 25 novembre. Più o meno la data nella quale Cai
toglierà il velo dal nome del partner estero. In pole position resta il gruppo
Air France-Klm, che però sarebbe tornato all´attacco anche sul dossier
Austrian. Nel contempo, British Airways ieri ha ribadito il «forte interesse
per un´alleanza commerciale con la nuova Alitalia»,
come ha spiegato l´amministratore delegato Willie Walsh. British ha presentato
a Cai «una proposta molto credibile e potenzialmente emozionante per la nuova
società». Ma nei prossimi giorni sarà la strategia dei comandanti di Anpac e
Up, degli assistenti di volo e degli addetti di terra delle altre sigle (Anpav,
Avia ed Sdl) a ritmare gli ultimi giorni della "vecchia" compagnia di
bandiera. «Noi ci atteniamo alle norme del manuale» dicono i piloti. «Nessuno
sciopero selvaggio», avvertono «ma rigida applicazione delle regole». In queste
ore si tratta solo di un assaggio, che in assenza di una convocazione da parte
di Cai e governo potrebbe tramutarsi in una Caporetto dei cieli. Il fronte del
no, infatti, ha inviato alle controparti la richiesta di un «incontro
urgentissimo» per giungere ad una condivisione «dei contratti collettivi di
lavoro». In sostanza, le sigle chiedono di discutere e firmare l´intesa
raggiunta il 30 settembre, non l´ultima versione, siglata ad ottobre da
confederali e Ugl a Palazzo Chigi. I leader autonomi mettono così il governo e
il presidente di Cai Roberto Colaninno di fronte ad un bivio: o si torna a
trattare oppure comincia a saltare la rete del trasporto aereo nazionale. La
protesta degli equipaggi di Alitalia resterà confinata
entro le regole di sicurezza. Ad esempio, il comandante di un volo appena atterrato
non chiederà, come accade oggi, l´intervento della "rampa" ovvero
l´addetto che in ogni scalo ha l´onere di far agganciare l´aereo al
"trattore", alla scaletta o al finger usati per far uscire i
passeggeri dal velivolo. Altro caso: così come avviene su strade ed autostrade
per le comuni auto, anche gli aerei devono rispettare dei limiti di velocità
sulle vie o sui raccordi che portano alla pista di decollo. è il cosiddetto
"rullaggio di sicurezza", che in media dovrebbe avvenire attorno ai 20
nodi. Normalmente questo limite viene superato, sempre nel rispetto delle
norme, per non rallentare l´alternanza dei decolli. Ma da lunedì prossimo,
giorno di una nuova assemblea degli autonomi a Fiumicino, i ritardi accumulati
dall´operativo nelle ultime ore potrebbero aumentare esponenzialmente, fino a
bloccare diversi voli nel corso della settimana.
( da "Repubblica, La" del 08-11-2008)
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Pagina
54 - Sport La All Reds nata attorno ad un centro sociale: stella sul petto e
"Stalingrado..." come inno E a Roma c´è una squadra dal cuore rosso
Gioca in serie C e non ha capitani:"Sport di destra? Questo è lo sport
collettivo per eccellenza". Presto anche il logo dell´Anpi ROMA Un´ansa
del Tevere, un cinodromo abbandonato, un centro sociale che ospita il
coordinamento cittadino della lotta per la casa: qui è nato il cuore di un
rugby rosso, la All Reds Rugby Roma. Principi del suo statuto di fondazione?
Antifascismo, no al razzismo, no al sessismo. Maglia rossa con la stella rossa
sul petto, in attesa di poter inserire anche il logo dell´Anpi. Il campionato è
quello di serie C, le avversarie le piccole squadre del Lazio. I giocatori
hanno sarchiato bene il vecchio prato in mezzo al cinodrono e adesso il campo è
omologato anche dalla Federazione. Se il tempo è clemente non sale nebbia dal
fiume, ci si allena dalle 7,30 di sera in poi per un paio d´ore. Sono un centinaio
i giocatori più o meno coinvolti, una trentina quelli effettivamente della
squadra, tanti di loro in osmosi con il centro sociale. La squadra non ha
capitani. Chi più fa nei lavori necessari, nell´autofinanziamento, sarà più
rispettato e forse sarà quello che potrà parlare all´arbitro. Sempre per
democrazia, mentre nel rugby classico le maglie vanno dall´1 al 22, qui vanno
dal
( da "Giornale.it, Il" del 08-11-2008)
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n. 268
del 2008-11-08 pagina 7 «Troppi bonus ai vertici Sea e Atm» di Enrico
Lagattolla La Corte dei conti striglia il Comune La sezione regionale di
controllo invita Palazzo Marino a tagliare gli stipendi di Catania e Bonomi:
«Profili di criticità per il bilancio» Tre mesi d'oro, per Giuseppe Bonomi. Da
gennaio a marzo di quest'anno, il presidente e amministratore delegato di Sea
ha guadagnato qualcosa come 900 euro al giorno. Totale, 81mila euro. Indennizzo
extra per «arginare la crisi Alitalia». Un
extra, appunto. Perché il cda dell'azienda gli ha riconosciuto un compenso pari
a 87mila e 593 euro l'anno, oltre a un emolumento di 563mila euro legato al
«raggiungimento di certi obiettivi». Da Sea ad Atm. L'azienda di trasporti
pubblici ha di recente stretto la cinghia, intervenendo con una riduzione del
20 per cento delle retribuzioni dei top manager. Nonostante questo, i
dirigenti non navigano in cattive acque. Il consiglio d'amministrazione della società,
infatti, ha deliberato il riconoscimento al proprio presidente Elio Catania di
un emolumento pari a 87mila e 528 euro, salvo poi aggiungerne altri 292mila e
418 quale ulteriore parte fissa del compenso, e ancora 100mila come parte
variabile legata al conseguimento dei target operativi. Troppo, per la Sezione
regionale di controllo della Corte dei conti della Lombardia, che ha esaminato
la relazione redatta dal collegio dei revisori del Comune, relativa al bilancio
di previsione 2008. E che, con la delibera 220 depositata mercoledì scorso,
invita Palazzo Marino a intervenire con una drastica sforbiciata sulle risorse
destinate ai manager delle due aziende pubbliche. Perché, scrivono i magistrati
contabili, «la determinazione dei compensi riconosciuti agli amministratori
della società Atm spa e Sea spa presenta profili di criticità». Anche perché,
sia Bonomi che Catania, rivestono il doppio incarico di presidente e ad.
Raddoppia la poltrona, cresce la retribuzione. Da Atm fanno sapere che «la
delibera solleva un problema che riguarda il Comune più che l'azienda». E
proprio per il Comune, la Corte sottolinea «l'obbligo di intervento». «I
consigli di amministrazione di Atm spa e Sea spa - insistono infatti da via
Marina - nell'assunzione delle loro decisioni dovevano rispettare il limite (di
retribuzione, che deve corrispondere a una frazione dell'indennità del sindaco
o del presidente della Provincia dell'ente di riferimento, ndr) e, comunque,
avevano l'obbligo di comunicare al socio la decisione di riconoscere un
ulteriore compenso all'amministratore delegato». Inoltre, «vi era e vi è
tutt'ora un diritto-dovere del Comune di verificare che la decisione del
Consiglio non violi la disciplina legislativa introdotta dalla legge
finanziaria». Ma «sia che via sia stata la comunicazione - si legge ancora
nella delibera -, sia che l'azionista di riferimento abbia avuto comunque
conoscenza di una situazione che si pone in contrasto con le disposizioni di
legge», esiste «un preciso e ineludibile obbligo del Comune di attivarsi
affinché il compenso degli amministratori, anche dotati di particolari deleghe,
venga ricondotto all'interno della previsione legislativa, peraltro ben
conosciuta dagli stessi amministratori al momento della loro nomina e che, per
questa ragione, non possono vantare alcun diritto soggettivo». Insomma, la
Corte intravede il rischio che «lo strumento societario» nel caso delle spa a
partecipazione pubblica venga «utilizzato in modo improprio e senza alcuno
specifico controllo dei costi che può generare». Costi che «finiscono per
gravare sui bilanci degli enti pubblici di riferimento, e quindi sulle risorse
della collettività» aggiungono i magistrati. La conclusione, quindi, è che «ove
il consiglio d'amministrazione non si attivi per ripristinare la situazione
conforme a legge, si configura una grave violazione» tale da «arrecare
pregiudizio non solo alla società ma allo stesso ente di riferimento che,
pertanto, dovrà attivarsi nei confronti dei componenti del consiglio
d'amministrazione». Tradotto, usare la forbice sugli stipendi d'oro. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Messaggero, Il" del 08-11-2008)
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Sabato 08 Novembre 2008 Chiudi Alitalia,
sciopero bianco dei piloti Il fronte del "no": il 25 stop ai voli
Lettera a Cai: ridiscutere i contratti. British: sì a un'alleanza commerciale
( da "Messaggero, Il" del 08-11-2008)
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Sabato
08 Novembre 2008 Chiudi di LUCIANO COSTANTINI ROMA I piloti insistono. Pressing
su Cai (e anche sul governo) per riaprire il confronto sui
contratti della nuova Alitalia. E si muovono su un doppio fronte: della lotta e della
diplomazia. Ieri hanno fatto scattare uno "sciopero bianco" che andrà
avanti almeno sino a lunedì quando si riuniranno nuovamente in assemblea per
fare il punto della situazione ed, eventualmente, proclamare uno sciopero.
Questa volta vero, con tanto di stop del trasporto aereo. E intanto hanno
annunciato (insieme alle sigle degli assistenti di volo) di aderire alla
protesta - indetta dalla Cub - del 25 novembre prossimo. Ventiquattro ore di
blocco totale che paralizzerebbe tutto il trasporto aereo. Anche se, molto
probabilmente, partirebbe la precettazione. Comunque ieri i
"comandanti" iscritti ad Anpac e Up hanno iniziato di attenersi
scrupolosamente al mansionario. Svolgono cioè rigidamente quanto prescritto dal
contratto di lavoro: nessuna attività spontanea e individuale, nessuna
collaborazione con le altre strutture aeroportuali. Manterranno questo
atteggiamento almeno fino a lunedì. La protesta ieri non ha provocato danni,
nel senso che non si sono registrati ritardi e cancellazioni dell'operativo di Alitalia. Ma, con il trascorrere delle ore, la situazione
potrebbe diventare assai delicata. Lo "sciopero bianco" durerà almeno
per tutto il week end. Poi, lunedì, sarà un'assemblea a decidere il da farsi.
Perchè nel frattempo potrebbe arrivare la convocazione di Cai, chiesta nei
giorni scorsi, e sollecitata anche ieri con una lettera inviata al presidente
Roberto Colaninno, al commissario Augusto Fantozzi e al sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Nella lettera piloti (e anche assistenti
di volo) insistono per riaprire il tavolo sui contratti «con particolare
riguardo alle norme di impiego e al sistema retributivo, coerenti con gli
indirizzi di palazzo Chigi e con la tempistica di avvio dell'attività Cai».
Assai difficile comunque che Colaninno riapra il confronto e, tanto meno,
conceda qualcosa in più di quanto concordato con i sindacati confederali. Cai,
invece, martedì incontrerà Cgil, Cisl, Uil e Ugl per la verifica applicativa dei
contratti e dei criteri di selezione del personale della nuova Alitalia. Le stesse sigle hanno chiesto di vedere il
ministro per lo Sviluppo Scajola («per valutare lo stato di avanzamento dei
riflessi industriali contenuti nell'accordo») e del Welfare Sacconi («per una
verifica sugli ammortizzatori sociali»). I confederali ieri pomeriggio hanno
incontrato anche il commissario Fantozzi per discutere in particolare del
passivo dei dipendenti. Per quanto riguarda le liquidazioni, i legali
dell'aviolinea avrebbero parlato di circa cinque anni: l'iter prevederebbe,
infatti, una ventina di udienze che solitamente hanno una scadenza trimestrale.
Sul fronte delle alleanze c'è da segnalare il «forte interesse» della British.
«Crediamo - ha precisato il numero uno della compagnia britannica, Willie Walsh
- di aver fatto una proposta commerciale molto credibile. Sono molto
soddisfatto dei colloqui avuti con Rocco Sabelli».
( da "Foglio, Il" del 08-11-2008)
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8
novembre 2008 La classe del Cav. Con la scuola il governo tenta un altro
miracolo, ma Gelmini ora non deve mollare. Ecco perché La sacrosanta battaglia
sui conti delle università italiane, intrapresa da Giulio Tremonti affiancato
dall?intrepida Mariastella Gelmini, investe due ordini di questioni:
intervenire su una fonte di sprechi non secondari nel quadro dello sforzo
drammatico di tenere sotto controllo la contabilità nazionale in un periodo di
crisi, e, insieme, iniziare a far emergere il drammatico groviglio di problemi
che riguardano i nostri atenei per potere poi prendere iniziative di
risanamento e rilancio. Lo slogan dei settori studenteschi in lotta “non
pagheremo la vostra crisi” significa soltanto una cosa: chissenefrega degli
altri, i nostri studi ce li paghino quei fessi dei contribuenti. Ed è
accompagnato da una variante demenziale: “Le università le paghino gli evasori
fiscali”. Ma la base strutturale dell?evasione fiscale è propria questa: che i
costi di un servizio di cui usufruisci tu siano scaricati il più possibile
sugli altri, anche se la tua famiglia è benestante. E? grave che tanti rettori
coprano questa deriva demagogica, fa parte di una logica di un sistema che
impone per lo più a chi ha deciso di fare carriera come “magnifico” di cercarsi
a tutti i costi e in tutti i posti il consenso. La via del rigore che oggi
raccoglie l?Italia competitiva (dalle imprese ai ceti medi ai lavoratori
produttivi) dietro il centrodestra deve dimostrare di essere pronta a sfidare i
poteri di blocco esistenti (in Campania e con i piloti dell?Alitalia e oggi
con i rettori) o altrimenti si sfarina. Il rigore paga e non solo mette con le
spalle al muro le centrali corporative ma risveglia un orgoglio nel proprio
lavoro in chi è richiamato alla responsabilità. Da qui discende il flop del
rigurgito corporativo tentato dalla Cgil con lo sciopero fallito dei lavoratori
statali. Questa è la base decisiva per ripartire e, nel caso in esame,
per affrontare il secondo corno del problema: la riforma vera e propria
dell?università. I comportamenti rigorosi alla fine pagano. Questo è
testimoniato anche dal fatto che fior fiore di intellettuali che votano a
sinistra ma non vogliono chiudere gli occhi di fronte allo sfascio delle nostre
università, ha scelto di schierarsi nella discussione pubblica contro il
corporativismo, raccogliendo un seguito d?opinione singificativo. Così innanzi
tutto Roberto Perotti, e poi Marco Santambrogio, Luca Ricolfi, Francesco
Giavazzi, Claudia Mancina. A parte i bocconiani che saranno protetti dal loro
libero ateneo, gli altri peraltro sono tutti esposti alle vendette corporative
(alcune parole di qualche rettore già indicano ipotesi d?intimidazione) e
meritano dunque il massimo rispetto. Il punto centrale nelle argomentazioni
degli studiosi citati è che senza competizione gli studi universitari italiani
non si possono rimettere sulla giusta carreggiata. Chiara è anche la via da
perseguire: definire un centro di valutazione che certifichi la qualità della
ricerca e della didattica, e subordinare a queste valutazioni sia gli
investimenti in ricerca sia la concessione di nuove cattedre. C?era già bello e
pronto un “Comitato di indirizzo nella valutazione della ricerca” messo su da
Letizia Moratti. Fabio Mussi (che pure è in rapporto con la lobby della Normale
di Pisa, uno dei pochi centri universitari integralmente meritocratico, seguiva
una qualche logica risanatrice) per fare un?Agenzia più efficace ha bloccato
tutto. Ora, Comitato o Agenzia, si deve rimettere in piedi un organismo che
funzioni e subordinare alle sue conclusioni l?erogazione di almeno un venti per
cento (nella prima fase, per poi arrivare anche fino al trenta per cento) della
spesa statale per l?università. Santambrogio che da tempo studia il tema,
indica i dipartimenti come terminale di questo sforzo. In effetti gli atenei
spesso hanno logiche pachidermiche, la volontà di “potenza” dei rettori, la
ricerca di grandi elettori per essere riconfermati, spinge anche a una
disseminazione di sedi locali costosissime. “Certificare” i dipartimenti e
concentrare su questi gli investimenti è probabilmente la via per mirare
veramente alla “ricerca” e anche per innescare quel meccanismo di competizione
che Santambrogio giudica decisivo (ed è più o meno sulla stessa linea, con un
tocco di radicalità in più grazie anche al fatto di essere un docente della
libera Bocconi, pure Perotti) per risolvere la questione del reclutamento: solo
se ti becchi molti soldi (e in tanti casi contano ancora di più i
riconoscimenti) quando sei molto efficiente, resisterai alle pressioni amicali,
clientelari e familistiche, e sceglierai come collega chi aiuta a innalzare il
voto al tuo dipartimento. Questa strada ha un vantaggio, è semplice, ha una
logica che produce risultati senza complicate sovrastrutture su cui finirebbero
per pesare tutti i poteri di veto corporativi, aiuta a preparare i successivi
interventi. Giavazzi, com?è nel suo stile, vuole subito interventi risolutivi
nel campo del reclutamento del corpo docente, denunciando la scandalosa
organizzazione della prossima tornata di concorsi. Le sue osservazioni sono
sacrosante ma hanno il difetto di indicare soluzioni che possono essere
esercitate solo dall?alto, mentre oggi c?è bisogno di provvedimenti che
frantumino dal basso la logica della solidarietà corporativa che, se non messa
in crisi, paralizzerà tutto. Sono tante le questioni da risolvere: dal
reclutamento alle tasse, dalle borse di studio alla governance degli atenei. Ma
il problema è la leva su cui fare pressione: certificazioni più soldi per i
dipartimenti, mi sembra la via non per indicare soluzioni astratte ma per
aprire il processo che oggi è necessario. di Lodovico Festa
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
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Pagina
20 - Economia Alitalia, voli in
ritardo per lo sciopero bianco Ma Cai non cede all´ultimatum degli autonomi.
Attesa per la valutazione dell´offerta Rivolta dei passeggeri di un
Roma-Cagliari, domani assemblea di piloti e steward ETTORE LIVINI MILANO -
Primi disagi ai voli Alitalia per lo "sciopero bianco" indetto dai piloti di Anpac e
Up mentre il fronte del no a Cai ? la cui richiesta di un incontro
urgente con la cordata di Colaninno è rimasto per ora senza esito ? tornerà a
riunirsi lunedì in assemblea per fare il punto della situazione. La decisione
dei piloti di attenersi rigidamente «al manuale operativo», la prima forma di
protesta "soft" varata dagli autonomi, ha portato ieri (specie in
mattinata) a ritardi sulle partenze tra i 15 e i 40 minuti a Fiumicino. E ha
provocato una vera e propria rivolta, con tanto di intervento della polizia,
dei passeggeri del volo AZ1595 Roma-Cagliari, partito con circa due ore di
ritardo. Il braccio di ferro inoltre potrebbe surriscaldarsi già da domani. E
non solo perché l´agitazione sindacale sui manuali in un giorno feriale
potrebbe avere ripercussioni più consistenti. La Cai infatti ha convocato per
martedì i sindacati confederali ? con cui ha già firmato tutti i contratti ?
ignorando le richieste d´appuntamento e gli ultimatum di piloti e hostess. E il
fronte del no, davanti alla chiusura della cordata italiana, potrebbe inasprire
da subito la vertenza varando nuove forme di lotta. La prossima settimana però
non è decisiva solo dal punto di vista sindacale. L´offerta per l´acquisto di Alitalia affronterà infatti due bivi decisivi: il parere dei
valutatori del governo e del commissario sul prezzo offerta da Colaninno &
C. (mille miliardi compresi i debiti di cui si farebbe carico) e quello della
Ue. Tra lunedì e martedì Rotschild e Banca Leonardo consegneranno il loro
lavoro al mministro Claudio Scaiola e ad Augusto Fantozzi. Da quel momento
l´amministratore straordinario potrà stringere per la chiusura degli accordi
con la Cai, avviando anche le trattative per dare un futuro agli altri asset esclusi
da quest´intesa. La Ue, invece, che avrebbe già dato un ok informale alla
decisione di lasciare in carico allo Stato i 300 milioni del prestito ponte,
una condizione vincolante nell´offerta Cai, dovrebbe pronunciarsi su tutti gli
altri aspetti dell´accordo. L´obiettivo comunque è quello di arrivare a
chiudere la cessione di Alitalia in tempi
strettissimi, anche perché ogni giorno che passa rende sempre più difficile il
lavoro di Fantozzi, costretto a tener buoni i fornitori con i soldi incassati
dalle prenotazioni dei biglietti che ? assicurano fonti vicine al commissario ?
non avrebbero avuto ancora contraccolpi pesanti dalla crisi. Allo scalo di
Londra Heathrow ad esempio, i creditori di Alitalia avrebbero
posticipato fino a domani sera un ultimatum sui pagamenti in ritardo di tre
mesi, minacciando di far saltare non solo i voli da e per lo scalo londinese
con i loro preziosissimi slot, ma anche le licenze di handling di Az Airport
che in loco lavora per altre 22 compagnie. Fantozzi, insomma, sta lottando
contro il tempo. La speranza resta quella di passare già dal 30 novembre (data
di scadenza dell´offerta Cai) la cloche della parte sana della Magliana alla
cordata di Colaninno. Sperando che l´inasprimento delle vertenza sindacali
possibile nei prossimi giorni non faccia saltare la fragile impalcatura
dell´operazione.
( da "Unita, L'" del 09-11-2008)
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Treni,
tram, bus e metrò: sciopero di 24 ore per il nuovo contratto Giornata di
passione, quella di domani, per chi deve spostarsi con i mezzi pubblici. Dalle
21 di stasera si fermano per 24 ore i treni. Domani tocca a bus, tram e metrò.
La protesta è stata indetta da tutti i sindacati. Al via dalle 21 di questa
sera lo sciopero di 24 ore dei trasporti. Si tratta della terza tornata
nazionale di fermi indetta dai sindacati per sbloccare la vertenza sul
contratto unico della mobilità. Dal 31 dicembre 2007, infatti, sono scaduti i
contratti dei lavoratori del trasporto ferroviario e di quelli del trasporto
locale. La piattaforma per il rinnovo, con la quale si propone l'accorpamento,
è stata presentata nel febbraio scorso mentre la trattativa non è ancora
partita. Per questo Filt-Cgil, Fit-Cils, Uilt, Ugl trasporti, Orsa trasporti,
Faisa e Fast, hanno deciso un'altra giornata di blocchi. Perché «i lavoratori -
affermano - hanno diritto ad un adeguamento del reddito che difenda il potere
d'acquisto dei salari». Sarà un lunedì di caos, secondo le previsioni. Tuttavia
verranno garantiti come previsto dalla legge i treni a lunga percorrenza e i
servizi minimi del trasporto locale nelle ore di maggiore frequentazione.
Mentre per quel che riguarda i treni nazionali e internazionali, è meglio
informarsi telefonando al numero verde di Trenitalia (800.892.021) o
consultando il sito www.ferroviedellostato.it. In città, autobus, metropolitane
e tram, resteranno in deposito con modalità diverse (vedi box). A Roma verrà
assicurato il collegamento tra l'aeroporto di Fiumicino e la stazione Termini.
Ma ad aggravare le difficoltà di chi prende l'aereo in
questa 24 ore di agitazioni è lo sciopero bianco dei piloti di Alitalia appartenenti ai sindacati Anpac e Up. La protesta - che da
venerdì sta creando qualche disagio - punta a riaprire un nuovo tavolo di
confronto con i vertici Cai e consiste nella rigida applicazione regole
relative ai controlli che precedono il volo. Il che vuol dire attenersi
al manuale operativo senza supplire in nessun modo alle carenze
dell'organizzazione aeroportuale o aiutare in compiti non di loro specifica
competenza. Sulla terra ferma, nel frattempo, non si sgonfia la polemica tra i
sindacati e i rappresentanti delle associazioni che riuniscono le aziende di
trasporto pubblico locale. Con il presidente dell'Asstra, Marcello Panettoni,
che giudica la protesta «difficilmente giustificabile agli occhi dei cittadini.
Perché le associazioni datoriali del settore da tempo sollecitano le
organizzazioni sindacali ad aprire la trattativa per il rinnovo del contratto
nazionale ad oltre 116.000 autoferrotranvieri». Panettoni accusa i sindacati di
volere una piattaforma di contratto unico, «il cui costo aggiuntivo per gli
autoferrotranvieri sarebbe di circa il 20%, assolutamente insostenibile».
«Falsità che non trovano alcun riscontro», ha replicato il segretario generale
della Filt Cgil, Franco Nasso, che chiede alle istituzioni nazionali e locali
di «intervenire per interrompere questa logica perversa di Asstra e Anav che
alimenta il conflitto in attesa che Governo, regioni ed enti locali aprano i
cordoni della borsa per finanziare un sistema refrattario a qualsiasi ipotesi
di cambiamento e di riforma». GIUSEPPE VESPO MILANO g.vespo@gmail.com
( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)
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Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi Vieno così definito quando i
lavoratori anzichè astenersi dal lavoro applicano alla lettera i regolamenti
causando disagi all'utenza. Nel caso Alitalia i
piloti, per esempio, non collaborano spontaneamente alla predisposizione e alla
messa in atto dei servizi svolti dal personale di terra.
( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)
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Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi I piloti continuano a
rispettare rigidamente il regolamento. Domani nuova assemblea dei lavoratori a
Fiumicino Alitalia,
sciopero bianco e voli in tilt Ritardi fino a un'ora. Nei contratti Cai anche
part time e telelavoro
( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)
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Domenica
09 Novembre 2008 Chiudi di LUCIANO COSTANTINI ROMA Non chiamatelo sciopero
bianco, per carità: i piloti precisano che dall'altra mattina si attengono solo
scrupolosamente alle mansioni previste dal contratto di lavoro. Niente di più e
niente di meno di quello che loro spetta. Fatto è che da
ieri gli aerei Alitalia stanno accumulando ritardi su ritardi: pochi minuti in mattinata
che in serata hanno sfiorato l'ora su qualche tratta. Il rischio, ammesso anche
dalla compagnia, è che, con il trascorrere delle ore, i ritardi possano
provocare delle cancellazioni. Soprattutto se alla protesta silenziosa
aderiranno anche gli assistenti di volo. Il tutto, comunque, nella massima
regolarità contrattuale. Cioè i piloti non sono in sciopero. Domani mattina una
nuova assemblea a Fiumicino, alla quale parteciperanno anche hostess e
assistenti di volo, deciderà le future strategie: se proseguire nello sciopero
bianco o proclamarne uno vero per i prossimi giorni. In effetti, il
"fronte del no" ha già dato la propria adesione alla protesta
proclamata dalla Cub per il 25 novembre e che potrebbe paralizzare
completamente il trasporto aereo, ma i "comandanti" hanno la
necessità di tenere alta la pressione sulla già infuocata questione dei
contratti. Quindi potrebbero rilanciare utilizzando l'arma dello sciopero senza
abbandonare però il canale della diplomazia. Ieri l'altro hanno scritto a Cai e
al governo per chiedere un «incontro urgente». Difficile assai che Roberto
Colaninno, dopo aver raggiunto un'intesa con i sindacati confederali, riapra il
tavolo. Non sembra questa la volontà del presidente di Cai che rischierebbe,
tra l'altro, il ritiro della firma da parte di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Lo schema
dei nuovi contratti prvede accordi a termine, part time, di apprendistato e di
telelavoro, inserimento di portatori di handicap, rispetto delle tutele per i
lavoratori a tempo indeterminato (esclusi i piloti) per i quali sia accertato
lo stato di tossicodipendenza e che vogliano accedere ai programmi terapeutici
e di riabilitazione. E, ancora, permessi di studio (10 giorni l'anno non
retribuiti a chi è iscritto all'università e permessi retribuiti per sostenere
gli esami in aggiunta ai riposi mensili spettanti). A comandanti, piloti e
assistenti di volo Cai viene riconosciuta una retribuzione per gli anni di
anzianità maturati nell'azienda di provenienza. A parità di attività di volo
effettuata mensilmente, al personale navigante compete un trattamento
complessivo non inferiore al 93% di quello precedente. E in più una
"indennità di volo ex ristrutturazione" per 12 mesi. Per il personale
di terra, che potrà avere al massimo 7 anni di anzianità, le voci retributive
del trattamento Alitalia prima dell'assunzione in Cai
confluiranno in una singola voce "superminimo ristrutturazione"
erogata per 12 mensilità e priva di effetti riflessi e di trascinamento. Cai
prevede un'unica rappresentanza sindacale aziendale per i piloti ed un'altra
per gli assistenti di volo. I rappresentanti delle Rsu avranno 3.000 ore di
permessi retribuiti, quelli della Rsu assistenti di volo 700 giornate e quelli
della Rsu piloti di 240 giornate. Ogni giornata di permesso del personale
navigante sarà retribuita dividendo per 20 la retribuzione mensile. Ai
componenti degli organi direttivi delle organizzazioni e associazioni
professionali saranno concessi permessi nel limite annuo di 660 giornate da
dividere fra le sigle.
( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)
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Sul
Giornale di oggi il mio collega Stefano Filippi spiega il paradosso di chi ha
sottoscritto il mutuo variabile: i tassi sono scesi, ma la rata o è rimasta
stabile o è diminuita marginalmente. Per una riduzione più significativa se ne
parla a dicembre, forse. Il problema però, non è solo italiano. Altrove va
anche peggio, a cominciare da Stati Uniti e Gran Bretagna. Negli Usa i i tassi
della Banca centrale sono all'1,5%, ma per la maggior parte di chi è indebitato
non è cambiato nulla. Come noto, uno dei problemi principali riguarda le carte
di credito, che oltreoceano sono per lo più revolving ovvero con rimborso a
rate. Ma siccome l'usura non è reato a livello federale, le banche impongono i
tassi che vogliono. In passato ci sono stati incredibili addirittura del 250%
(uno recentemente a che a Londra), ma mediamente i tassi sono altissimi, come ha
rilevato recentemente Usa Today. Se sei un pagatore affidabile, mediamente del
10%, se hai un cattivo "record" almeno del 20%. In Italia il reato di
usura esiste, ma la situazione non è molto migliore. Mediamente le carte
revolving prevedono un tasso del 16% (dati di qualche settimana fa), che sale
oltre il 20% per chi sceglie metodi flessibili. E allora mi chiedo: Perché gli
istituti possono alzare rapidamente le rate quando i tassi salgono, ma non
fanno altrettanto quando scendono? E che senso ha tagliare le tasse se poi
l'economia reale non ne beneficia e continua a essere gravata da tassi reali
spropositati? Se il tasso di sconto in Europa è al 3,25% è assurdo che gli
istituti chiedano tassi sul debito privato di oltre il 15% e anche i tassi dei
mutui mi sembrano esagerati. Questa situazione conviene solo alle banche ed è
chiaro che in questo periodo tendano a raschiare dove è possibile, ma abbiamo
già pagato un prezzo piuttosto alto per la loro avidità e sarebbe ora che
venissero imposte norme più severe sul differenziale tra i tassi. O sbaglio?
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Invia questo articolo a un amico 05Nov 08 Altro che socialista, Obama sarà un
altro Bill Clinton. Non fatevi illusioni: Obama non è un visionario, è un
politico ambizioso e soprattutto molto pragmatico. Mi auguro che si dimostri un
grande presidente, capace di assecondare la voglia di riscatto da parte di un
popolo che, sebbene ferito dalla crisi dei subprime, non indulge nel pessimismo
(come ho raccontato in questo reportage). Ma per essere davvero in sintonia con
l'anima profonda del Paese Obama non può permettersi di essere troppo
"liberal"; dovrà correggere al centro, magari con qualche incursione
conservatrice, come si è intuito negli ultimi giorni da alcuni accenti
addirittura reaganiani colti nei suoi discorsi e come, peraltro, conferma la
scelta dei suoi consulenti economici, tutt'altro che radicali. Non è un
socialista, non è un rivoluzionario e forse nemmeno un Kennedy. E'
potenzialmente un altro Bill Clinton. E allora mi chiedo se la sinistra, oggi
giustamente euforica, lo sarà anche tra qualche mese e non mi stupirei se la
destra, oggi depressa, si accorgesse che Obama in fondo non è tanto male.
Intanto onore a John McCain per lo splendido discorso di accettazione della
sconfitta, durante il quale ha invitato i suoi sostenitori a dimenticare i
rancori della campagna e si è impegnato a collaborare con Obama per il bene del
Paese invitando tutti a fare altrettanto. Non erano parole di circostanza,
erano parole che sgorgavano dal cuore di un vero gentiluomo. Scritto in
democrazia, presidenziali usa Commenti ( 134 ) » (3 voti, il voto medio è: 4 su
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Nov 08 Obama-McCain,
comunque vada è una questione di cuore Razionalmente l'esito delle
presidenziali Usa è quasi scontato; lo ha ammesso persino il cinico Karl Rove
che in un'intervista ha definito "molto, molto in salita la corsa di John
McCain". Ma di elezione in elezione ci si accorge che la razionalità non
basta per prevedere l'esito di un'elezione. Al contrario: gli aspetti subliminali,
emotivi sono altrettanto e spesso ancor più importanti. Chi sceglie soppesando
i pro e i contro di un programma? Una piccola minoranza; si vota per
assecondare la propria identità politica o per simpatia o per interesse o
ancora, soprattutto negli Stati Uniti, per identificazione con il candidato.
Bush fu preferito a Kerry anche perché i suoi gusti e il suo comportamento
erano simili a quelli dell'americano medio, soprattutto di quello che vive nei
piccoli centri, in campagna o nelle aree suburbane. Anche questa è stata una
campagna molto emotiva. Andando ai comizi di Obama e parlando con i suoi
sostenitori si percepisce un entusiasmo genuino, travolgente, quasi messianico,
il che può essere pericoloso per il leader democratico perchè genera attese irrealistiche.
La mobilitazione c'è ed è senza precedenti: forse solo Reagan riusciva a
suscitare passioni tanto intense. Ma anche i repubblicani voteranno con il
cuore. Diciamolo francamente: l'eredità di Bush è talmente disastrosa che
qualunque candidato sarebbe stato destinato alla sconfitta. John McCain era
l'unico che potesse smarcarsi da questa ingombrante eredità e in parte lo ha
fatto: peccato che nella fase finale della campagna si sia fatto condizionare
dagli spin doctor cresciuti alla scuola di Karl Rove (ne riparleremo) e che,
come ho già scritto, abbia scelto una vice come Sarah Palin che alla lunga gli
ha portato più danni che benefici. Il sentimento a destra, però sovente, è di
disagio. L'altro giorno una donna mi ha detto, in Ohio: "Sento qualcosa
qui nel cuore che mi impedisce di votare per Obama". Ma cosa in preciso
non me l'ha saputo spiegare. E come lei tanti elettori indecisi. Un po' è il
colore della pelle, un po' le idee troppo liberal (di sinistra) di Obama, un
po' il suo passato molto diverso da quello della maggior parte degli
statunitensi e, nell'America di provincia, per le sue maniere sofisticate. E
allora: prevarrà il cuore palpitante dell'America che invoca una svolta netta
rispetto a Bush o quello diffidente di chi proprio non riesce a identificarsi
con Barack? E' l'ultima incognita prima del voto; per il resto sappiamo ormai
tutto. Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 39 ) » (3 voti, il
voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Oct
08 Bin Laden prepara un'altra sorpresa elettorale? La fonte è la tv americana
Abc: diversi esperti dell'intelligence Usa ritengono sia imminente un messaggio
di Osama Bin Laden prima o al limite subito dopo le elezioni. D'altronde non è
la prima volta che capita: quattro anni fa, a pochi giorni dal voto, fu diffuso
il filmato in cui camminava sulle montagne. E Bush trovò lo slancio per
recuperare lo svantaggio su Kerry. Il bis sarebbe giustificato, spiegano gli
analisti, dalla necessità per il capo di Al Qaida di inviare un segnale forte
ai suoi e al mondo in un periodo cruciale. Come dire: ci sono ancora e dovere
fare i conti con me. Negli ultimi giorni Al Qaida ha lanciato messaggi contraddittori:
una decina di giorni fa ha lasciato intendere di preferire una vittoria di
McCain, perchè con Obama presidente l'immagine degli Usa nel mondo
migliorreebbe. Ieri, però, ha diffuso un video via Internet in cui uno dei suoi
capi chiede all'Onnipotente che alle elezioni Bush e il partito repubblicano
vengano umiliati. L'Abc non è stata ripresa dalla maggior parte dei media, ma
sta circolando nella blogosfera americana sia tra i siti conservatori che tra
quelli progressisti; c'è chi è preoccupato e chi teme cospirazioni. Vedremo se
la notizia è fondata o se i servizi stanno semplicemente mettendo le mani
avanti. Ammesso che Osama sia ancora vivo. Scritto in notizie nascoste,
presidenziali usa Commenti ( 20 ) » (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo
di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 31Oct 08 Una lezione ai supermanager
di Wall Street (finalmente) Sarebbe stata l'ultima beffa: secondo diverse fonti
di stampa i supermanager delle società finanziarie che hanno portato Wall
Street e il mondo al collasso, si apprestavano a incassare bonus milionari
previsti dai loro contratti, nonostante le società da loro gestite fossero
tecnicamente fallite. Ma il procuratore generale di New York è Andrew Cuomo
(figlio dell'ex governatore Mario), ha scritto a nove banche avvertendole che
secondo le leggi dello Stato è illegale usare i fondi dei contribuenti per
pagare tali bonus. Quali banche? le solite: Bank of America Corp , Bank of New
York Mellon Corp , Citigroup Inc , Goldman Sachs Group Inc , JPMorgan Chase
& Co , Merrill Lynch & Co Inc , Morgan Stanley , State Street Corp and
Wells Fargo & Co. Non solo: Cuomo ha gestito il salvataggio del colosso
assicurativo Aig e ha preteso l'annullamento di tutti i benefit, minacciando,
in caso contrario, un'azione legale. Io dico: viva Cuomo. E che sia di esempio
per tutti.. AGGIORNAMENTO:Mi viene richiesto un link di approfondimento e sono
ben lieto di fornirlo. Il più completo è questo del New York Times. Ci sono due
novità, una buona e una cattiva. Quella buona: Cuomo ha chiesto alle nove
banche un rapporto completo sui bonus percepiti dai manager; quella cattiva,
Cuomo si appella a una legge che gli dà il pretesto di bloccare i bonus, ma non
la certezza. Si tratta di un codice che va interpretato. Ma ci prova e lancia
un segnale forte. Cuomo non molla e chiede giustizia. Scritto in economia,
globalizzazione Commenti ( 19 ) » (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di
5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 29Oct 08 Troppo miele su Obama (e la
stampa è complice) La stampa europea da nove mesi fa il tifo per Obama, quella
italiana ancor di più (con qualche eccezione): è estasiata. Obama è perfetto,
Obama è imbattibile, Obama sarà un superpresidente. Purtroppo anche la stampa
americana sta dando una pessima prova di sè. Dico purtroppo perchè vedo i media
oscillare tra i due estremi: fino a un paio di anni fa si sono fatti
abbindolare con sconcertante facilità dagli spin doctor di Bush, ora eccedono
in senso opposto e tirano la volata al candidato democratico. Senza ammettere
la propria partigianeria ovviamente. Due pesi e due misure: con John McCain
sono stati severissimi, con Sarah Palin spietati, mentre a Barack Obama hanno
perdonato tutto e hanno sorvolato volentieri sulle numerose gaffe di Joe Biden.
Negli ultimi giorni il tifo è diventato palese. Il Los Angeles Times è entrato
in posseso di un video in cui si vede Obama mentre brinda all'onore di un ex
dirigente dell'Olp in una serata in cui alcuni palestinesi accusano Israel edi
terrorismo, ma il quotidiano rifiuta di pubblicarlo. Eppure nessuno dice nulla,
nessuno protesta, nessuno si indigna. I magistrati in Florida hanno appurato
che gli attivisti del movimento progressista Acorn hanno registrato
illegalmente diverse migliaia di elettori. Anche in questo caso silenzio. Il
sito Drudge Report ha scoperto un'intervista radiofonia del
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
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Pagina 1 - Prima Pagina Cai non cede: trattativa chiusa, partono
le assunzioni individuali. E oggi scattano anche le agitazioni di treni, bus e
metro Alitalia,
la sfida dei piloti Decisi 15 giorni di sciopero. Matteoli: il governo non si
fa intimidire
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
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Pagina
2 - Economia Massimo Notaro, presidente dell´Unione piloti: posso dire che alle
elezioni ho sbagliato voto "Ma io con Colaninno e soci non andrò mai a
lavorare" ROBERTO MANIA ROMA - «Di certo io non andrò mai a lavorare per
la Cai di Roberto Colaninno». Massimo Notaro, 54 anni, comandante di lungo
raggio, è il presidente dell´Unione piloti, uno dei leader della protesta
estrema all´Alitalia. Dice così perché lei andrà in pensione. Ma i piloti e gli
assistenti più giovani che alternativa hanno? «Io non ho ancora i requisiti per
andare in pensione, ma non sarò mai un dipendente di chi non rispetta il mio
lavoro. Di chi non solo non rispetta la parola data, me nemmeno la firma che ha
messo in calce a un accordo. Cercherò lavoro all´estero. Quanto ai miei
colleghi, ciascuno deciderà in base alle proprie condizioni personali e
familiari». Le sue sono accuse molto gravi. Diversamente da voi Cgil, Cisl, Uil
e Ugl hanno firmato i nuovi contratti di lavoro della Cai. Sarebbero
sindacalisti meno bravi o "venduti al padrone"? «Le ricordo che
Bonanni è stato quello che ha detto "io firmo a prescindere". Le
sembra un comportamento da leader sindacale? Se un sindacato non tratta a che
serve? Le confederazioni hanno rinunciato alla loro funzione di base». Questo
vale anche per la Cgil? «Mi dispiace, e lo dico con dolore, ma Epifani disse
che non avrebbe firmato nulla che riguardasse i piloti perché non li
rappresenta, poi ha fatto il contrario. è stata una delusione. Ma Epifani ne
risponderà presto ai suoi iscritti». Ma le sembra ragionevole proclamare quindici
giorni di sciopero, per quanto diluiti nel tempo, in una compagnia fallita che
perde più o meno tre milioni di euro al giorno? «è ragionevole se si tiene
conto almeno di due fattori: che il fallimento dell´Alitalia
non dipende dal costo del lavoro, che è il più basso tra i suoi concorrenti; e
che questo governo, il più forte, almeno nei numeri, dal dopoguerra a oggi, ha
scelto la strada della tolleranza zero». Che c´entra questo con voi? «C´entra
eccome. Questo governo ha deciso di non trattare con chiunque abbia opinioni
diverse e una propria specificità, siano i piloti, gli studenti, i docenti
universitari, i magistrati, i giornalisti. Il governo non tratta: si scontra.
Ma il nostro sciopero è solo un modo per ottenere il dialogo». Ma il vostro
interlocutore è la Compagnia aerea italiana, non il governo. «Ma se la Cai ogni
volta che ha un problema si appella a "zio Letta"... «. Questa l´ha
detta già Epifani. «Sì, ma è vero». Non rischiate di finire come i minatori inglesi
ai tempi della Thatcher: sconfitti e con l´opinione pubblica contro? «è il
governo che sta cercando la prova di forza. è come se volesse mettersi una
medaglietta: ho distrutto i piloti». Parla come chi sa di andare incontro a una
sconfitta. «Dico che sarà una battaglia molto dura». Il ministro Matteoli ha
sostenuto che la vostra è "una dichiarazione di guerra". «La nostra è
una presa d´atto della loro dichiarazione di guerra». Ma lei non è stato un
elettore del centro-destra? Tutti ricordano la sua partecipazione a una
manifestazione di Forza Italia in cui apprezzò pubblicamente la linea di
Berlusconi contro l´ipotesi Air France. Ora ha cambiato idea? «Guardi, io ho
incontrato Berlusconi, come Veltroni o Rutelli. Comunque ora posso dire che ho
sbagliato a dare il mio voto». Resta il fatto che saranno i passeggeri dell´Alitalia a pagare per i vostri scioperi. «E me ne dispiace
molto. Sono certo, però, che capiranno. Il piano della Cai è una bufala. Ci
hanno messo con le spalle al muro, vogliono riempirci di schiaffi. La nostra è
una reazione d´orgoglio perché non siamo i colpevoli di questa situazione».
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
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2 - Economia Alitalia, nuova sfida dei piloti in
arrivo 15 giorni di sciopero Matteoli: "Non ci faremo intimidire, nessuno
può avere diritto di veto" Le agitazioni verranno scaglionate tra il 25
novembre e il 26 maggio A rischio anche i voli a ridosso dell´8 dicembre,
dell´Epifania e di Pasqua 2009 BARBARA ARDU BARBARA ARDù ROMA - è stato solo il
primo assaggio lo sciopero bianco messo in atto dai piloti di Anpac e Up che,
applicando il contratto alla lettera, hanno creato disagi e ritardi nei voli.
Da novembre si cambia e incrociano le braccia davvero. Le date sono già state
annunciate, 15 giorni (compreso quello già indetto del 25 novembre) alcuni
scelti con cura perché cadono in giornate a ridosso di ponti o festività. E il
ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, replica che «il governo non si farà
intimidire» e «garantirà i diritti dei viaggiatori». Il "fronte del
no", però, è compatto. Apre le ostilità con Cai, che ha posizioni «troppo
rigide» e con il governo «che le sostiene». In quella che chiamano Unità di
crisi ci sono tutti: Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia, Sdl. Quelle sigle che
Compagnia aerea italiana, ha ignorato. Colaninno sembra continuare dritto per
la sua strada, forte della firma dei sindacati confederali. E lo stesso fanno i lavoratori Alitalia, che
questa mattina si riuniranno di nuovo in assemblea a Fiumicino. Piloti e
assistenti di volo sono decisi a rendere la vita difficile alla Nuova Alitalia. Il primo fermo sarà per il 25 novembre. Allo sciopero già
indetto dai Cub hanno aderito tutti, ma i piloti vogliono tenere alta
l´attenzione. E nel rispetto delle regole del trasporto aereo hanno
programmato già le date, altre 14: sabato 6 dicembre, giornata che mette in
difficoltà chi vuole partire per il Ponte dell´Immacolata. Il 7 (subito dopo
l´Epifania), 16 e 27 gennaio 2009; il 9 e 20 febbraio; il 3-16 e 27 marzo e
ancora il 7 e il 20 aprile (in mezzo c´è la settimana di Pasqua), per finire
con il 4 maggio (rientro dal ponte della Festa dei lavoratori) e il 15 e 26
maggio. Sono i nuovi contratti Cai a muovere la protesta. Contratti «diversi»
da quelli sottoscritti il 31 ottobre a Palazzo con la firma del lodo Letta. Le
organizzazioni sindacali denunciano che l´accordo rappresenta «il punto più
basso mai raggiunto in termini di rispetto della democrazia e della
rappresentanza» sindacale. Le cose che non vanno, dicono, sono molte. I criteri
di assunzione definiti «iniqui e non rispettosi delle anzianità aziendali». Il
rifiuto «posto dalla Cai a utilizzare il part-time nelle assunzioni senza oneri
aggiuntivi per l´azienda». Le eccedenze di personale «ingigantite» e che
finiranno per rappresentare «costi aggiuntivi a carico della collettività». Un
accordo tutto a spese dei lavoratori perché la Cai, al contrario, denuncia la
nota sindacale, «beneficerà di enormi vantaggi in materia di decontribuzione
previdenziale e defiscalizzazione». L´operazione finirà dunque per «generare
paradossalmente un costo per i contribuenti superiore a quello della vecchia Alitalia indebitata e inefficiente». Annunci che lasciano
«sconcertati», afferma il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, dichiarando
che il governo non si lascerà intimidire e assumerà, al momento opportuno,
tutti i provvedimenti necessari per non danneggiare i viaggiatori. Sulla stessa
linea Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia. «Se questi signori pensano
di poter ricattare il governo e la Cai con qualche sciopero selvaggio, si
sbagliano». Una dichiarazione di guerra quella di piloti e assistenti di volo
che non ferma la nascita della Nuova Alitalia. Oggi il
commissario straordinario Augusto Fantozzi incontrerà le nove sigle sindacali
sulla procedura di mobilità di oltre 16mila lavoratori. In settimana, sono
attese le valutazioni degli advisor sugli asset di Alitalia
e forse il parere di Fantozzi sull´offerta Cai. E mercoledì dovrebbe arrivare
il parere dell´Europa: la Ue dovrà stabilire se l´offerta è in regola con le
norme comunitarie e dare o negare l´ok al prestito ponte di 300 milioni.
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
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3 - Economia Cai pronta a bruciare le tappe partono le assunzioni individuali
Sabelli gela il "fronte del no": la trattativa è conclusa Ma resta la
grande incognita della decisione Ue sulla restituzione del prestito ponte
ETTORE LIVINI MILANO - La trattativa sindacale per il rilancio di Alitalia «deve ritenersi conclusa il 31 ottobre con la firma di tutti gli
accordi e i contratti e del lodo Letta». Firmato: Roberto Colaninno e Rocco
Sabelli. La Cai ha rispedito ieri al mittente, con una letterina garbata di tre
pagine inviate al "fronte del no" (Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl) la
richiesta di piloti e hostess di un nuovo incontro per riaprire i negoziati sul
futuro della compagni. Nessuna convocazione in vista, nessuna marcia
indietro della cordata davanti alle minacce di scioperi. Solo «l´auspicio di
poter contare sulla convinta adesione di tutti al percorso tracciato e alla
delicata fase applicativa che ci attende». Nella convinzione ? esplicitata
nell´articolata missiva ? che gli accordi siglati dai sindacati confederali e
rifiutati dagli autonomi sono «pienamente fedeli alle intese raggiunte e
sottoscritte da tutti a settembre». Schermaglie epistolari a parte, il momento
decisivo per verificare la tenuta del fronte del no ? al di là dell´assemblea
di oggi ? arriverà la prossima settimana, quando Sabelli, futuro ad della
compagnia, avvierà i contatti per le assunzioni. A tutti i piloti e le hostess
verrà sottoposto singolarmente il contratto redatto in base ai parametri
accettati dai confederali. E a quel punto saranno i singoli a dover decidere se
imbarcarsi nella nuova avventura o resistere fino all´ultimo. Colaninno è certo
che di fronte alla proposta concreta, molti alzeranno bandiera bianca
accettando le condizioni offerte. L´alternativa (oltre a far volare i 200
piloti iscritti ai confederali e quelli "importati" da Air One) è
quella di cercare altre professionalità sul mercato. Il braccio di ferro con
gli autonomi non è però l´unico appuntamento chiave di questa settimana per
Cai. Nei prossimi giorni si dovrebbero infatti sciogliere altri tre nodi: l´ok
del Commissario straordinario Augusto Fantozzi all´offerta da mille miliardi,
la nuova licenza e il parere della Ue sull´operazione, atteso per mercoledì. Sul
primo fronte ? stando alle indiscrezioni ? non ci dovrebbero essere troppe
difficoltà. Gli advisor sono al lavoro per valutare il prezzo proposto e tra
due-tre giorni presenteranno le loro conclusioni, ma le loro stime sul valore
degli asset oggetto dalla transazione non sarebbero distanti dalla somma
proposta da Cai. A breve dovrebbe arrivare pure l´ok Enac alla nuova licenza di
volo. Più spinosa è invece la questione Ue. Il governo nelle scorse settimane
si è mostrato certo di un ok da Bruxelles, che dovrebbe lasciare i 300 milioni
del prestito ponte in carico alla bad company di Fantozzi. Ma i tecnici restano
ancora prudenti, anche perché non è facile, documenti alla mano, dimostrare una
reale discontinuità tra la vecchia Alitalia ? quella
avviata alla liquidazione ? e la nuova destinata a nascere dalle sue ceneri.
Cosa succederà se l´Europa obbligherà Cai a farsi carico del rimborso del
prestito? Il rischio è che salti l´acquisizione, anche perché la cordata
italiana ha messo come condizione vincolante un ok della Ue che non la
caricasse di extra-oneri. Dal cilindro però potrebbe spuntare un´altra
soluzione: la Cai pagherebbe la Ue ma girerebbe subito il costo al commissario,
deducendo i 300 milioni dal prezzo proposto per l´acquisto. Dopo la risposta di
Bruxelles, Colaninno potrà stringere i tempi sul partner estero. E malgrado il
timido pressing di British Airways e le avance di Lufthansa, la favorita numero
uno resta ancora Air France. L´alleato internazionale verserà comunque circa
200 milioni nella cordata, per il 20% del capitale. Poi, forse già all´inizio
di dicembre, la nuova Alitalia potrebbe finalmente
decollare, lasciando sulle spalle del contribuente buona parte degli oneri del
suo salvataggio.
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
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3 - Economia Il caso S&P taglia il rating di Aeroporti di Roma pesano le
incertezze sul futuro di Fiumicino ROMA - L´agenzia Standard & Poor´s
taglia il giudizio su Aeroporti di Roma: quello a lungo termine passa da BBB- a
BB+, quello a breve da A/3 a B. Il declassamento può portare a forme di
vigilanza esterna sui flussi di cassa, oltre a un incremento del costo del
debito della società. L´agenzia Standard & Poor´s
motiva la scelta con «l´attesa debolezza del business e del profilo
finanziario» di Aeroporti, ma cita anche l´incognita Alitalia. A
bilancio, Aeroporti di Roma ha ad esempio 50 milioni di crediti non pagati da Alitalia, di cui 36 per diritti d´atterraggio.
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
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24 - Commenti ASPETTANDO IL SOCIO ESTERO (SEGUE DALLA PRIMA P
( da "Unita, L'" del 10-11-2008)
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I
piloti Alitalia sfidano Cai 14 giorni di stop entro
maggio 2009 Due settimane di sciopero più quello già deciso per il 25 novembre.
I sindacati autonomi di hostess e piloti rispondono così alla
Cai rimasta sorda alla richiesta di rivedere i criteri di assunzione nella
nuova Alitalia. Quattordici giorni di sciopero, più uno. Praticamente una
dichiarazione di guerra alla Cai di Roberto Colaninno e al governo che la
sostiene. I sindacati autonomi di piloti e assistenti di volo di Alitalia non si danno per vinti e minacciano di mettere in ginocchio il
trasporto aereo. Le due settimane di stop si sommano alla protesta già
indetta per il 25 novembre: si prosegue il 6 dicembre, poi il 7, 16 e 27
gennaio; il 9 e 20 febbraio; 3, 16 e 27 marzo; 7 e 20 aprile e infine 4, 15, 26
maggio. Un semestre nero che suona come avvertimento a Compagnia aerea
italiana, la cordata che sta per rilevare Alitalia. Un
modo per dire che, comunque vada, dovrà vedersela con il fronte del No, cioè
con Anpac, Unione piloti, Anpav, Avia e Sdl. Il guanto di sfida è stato
lanciato ieri pomeriggio con una nota, dopo che nei giorni scorsi i piloti avevano
protestato applicando alla lettera i regolamenti e accumulando ritardi su
ritardi nell'operativo dei voli. Un inasprimento in parte atteso dopo che il
commissario straordinario di Alitalia, Augusto
Fantozzi, aveva convocato per domani Cgil, Cisl e Uil, cioè i sindacati che
hanno firmato il "lodo Letta" e che, a detta degli autonomi, si sono
per questo resi «complici» dello stravolgimento dei contratti collettivi di
lavoro già concordati e sottoscritti da tutti a settembre a Palazzo Chigi. Ma
Cai ieri ha detto no all'incontro «urgentissimo» più volte chiesto dalle cinque
sigle dissenzienti per riaprire il tavolo sui contratti e rivedere i criteri di
assunzione nella nuova compagnia. Ieri sera l'ad dell'azienda, Rocco Sabelli,
ha inviato loro una lettera con cui conferma lo stop alla trattativa: «Non
possiamo che ribadire, conclusivamente, che la fase di definizione dei criteri
di scelta e della disciplina collettiva per il personale è terminata lo scorso
31 ottobre». Una rigidità sostenuta dal governo. Chiaro il ministro dei
Trasporti, Altero Matteoli: «Siamo davvero sconcertati dagli annunci di
scioperi, Il governo non si lascerà intimidire, adotteremo tutte le misure per
non danneggiare i viaggiatori». Ancora: non verrà consentito «l'esercizio di
veto contro un'impresa che vuole investire salvando più di 12.500 posti di
lavoro». Oggi nella sala mensa dell'aeroporto di Fiumicino una nuova assemblea
del dissenso. Si preannuncia partecipata e «dai toni di forte intensità»,
almeno così la vede Fabrizio Tomaselli di Sdl, «la situazione è molto delicata,
per certi versi drammatica», spiega. Esasperazione che si somma a
esasperazione: dato il concomitante sciopero di bus treni e metropolitane, i
lavoratori di Alitalia sono stati invitati dal fronte
del No a raggiungere l'assemblea in auto. Sempre per oggi, Augusto Fantozzi ha
convocato tutte le sigle sindacali sulla procedura di mobilità di oltre 16mila
lavoratori. FELICIA MASOCCO ROMA fmasocco@unita.it
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
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23 - Economia Scontro al vertice di Intesa Passera e Modiano ai ferri corti
Direttore generale nel mirino, ma gli azionisti fanno quadrato L´ad non è
soddisfatto dei risultati della divisione retail guidata dal dg PAOLO GRISERI
TORINO - Il tam tam si è intensificato alla vigilia del consiglio di gestione
dell´istituto in programma domani a Milano: i rumors vogliono che nelle
prossime ore il direttore generale vicario di Intesa Sanpaolo, Pietro Modiano,
venga sollevato dall´incarico. Una scelta che giungerebbe al termine di un
lungo braccio di ferro tra lo stesso dg e l´amministratore delegato Corrado
Passera. I risultati della trimestrale sull´andamento del settore retail
affidato a Modiano avrebbero confermato Passera nelle sue convinzioni. Secondo
le voci che circolavano con insistenza ieri a Torino, la delega del settore
retail verrebbe assunta dall´amministratore delegato mentre nel ruolo di
direttore generale rimarrebbe Francesco Micheli che già oggi ricopre la carica
insieme a Modiano. L´eventuale allontanamento del responsabile del settore
retail potrebbe aprire una fase di turbolenze nei rapporti tra gli azionisti e
la banca. A cominciare dal principale, la Compagnia di San Paolo, che,
trapelava ieri, non gradirebbe una scelta destinata a penalizzare il settore
retail, la mission affidata al territorio torinese nella divisione dei compiti
al momento della fusione tra la banca milanese e quella piemontese. Per lo
stesso motivo l´allontanamento di Modiano «verrebbe vissuto come un atto ostile
alla città». La dichiarazione, molto dura, è del sindaco di Torino. Chiamparino
premette di «non voler assolutamente entrare nelle scelte che spettano alla
banca. Ma non si potrebbe evitare di constatare che il ridimensionamento del
retail finirebbe per penalizzare il territorio». Una partita, quella che
riguarda il futuro del direttore generale, che sembra dunque solo agli inizi.
Va riconosciuto che Passera aveva segnalato fin da settembre le sue
perplessità. A Torino, in occasione della riunione annuale dei dirigenti, l´ad
aveva elogiato Gaetano Micciché per l´operazione Alitalia mentre aveva pubblicamente definito «poco brillanti» i risultati
del settore retail. Una indicazione piuttosto diretta sul pensiero dell´ad.
Ufficialmente della questione non si è parlato ieri pomeriggio a Milano nel
corso degli incontri preparatori che lo stesso Passera ha avuto con i dirigenti
in vista del consiglio di gestione di domani. Ma secondo alcune
indiscrezioni l´ad e Modiano avrebbero avuto un faccia a faccia già ieri sera e
non sarebbe stato un incontro facile, con il direttore generale per nulla
intenzionato a farsi da parte. I rumors non vengono commentati dai vertici
torinesi della banca. Ma da piazza San Carlo trapela una certa irritazione per
indiscrezioni che, comunque si concluda la vicenda, finiscono per far apparire
le scelte dei vertici dell´istituto come conseguenza di indebite pressioni
esterne. Il paradosso vuole che l´eventuale allontanamento di Modiano da Intesa
Sanpaolo giunga poche settimane dopo le indiscrezioni che volevano il direttore
generale in partenza per Unicredit a sostituire l´ad Alessandro Profumo in
difficoltà per gli effetti della crisi dei mutui. Le stesse fonti ipotizzavano
ieri il rientro a Torino di Alfonso Iozzo che aveva lasciato i vertici di
Intesa Sanpaolo per andare a guidare la Cassa depositi e prestiti. Iozzo
lascerebbe la Cassa per tornare nel consiglio di sorveglianza di Intesa
Sanpaolo.
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
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40 - Spettacoli Le retribuzioni La Scala Cofferati: "Paghe troppo alte
così chiudono tutti i teatri" Dobbiamo concordare con i sindacati
contratti e retribuzioni meno onerosi. Un provvedimento da prendere subito se
no si muore Bisogna pensare un regime speciale per la Scala, presa come
riferimento ha prodotto distorsioni per noi piccoli enti Il ministro Bondi prepara
l´incontro con i tredici enti lirici: chiederà sacrifici a un settore in crisi.
Ma il sindaco melomane gli dà ragione LUCIANO NIGRO BOLOGNA «I teatri lirici
italiani? Al loro confronto Alitalia era
un´azienda florida. Sono tutti a rischio, ad eccezione, forse, della Scala. E
molti potrebbero chiudere il sipario già nel 2009». Un allarme quasi disperato
quello che Sergio Cofferati, primo cittadino di Bologna, quindi presidente
della Fondazione del Teatro Comunale, e anche appassionato melomane,
lancia alla vigilia del vertice convocato per il 12 novembre dal ministro
Sandro Bondi con i sindaci e i sovrintendenti. A Bologna il Comunale è a un
passo dal commissariamento: da gennaio non riuscirà a garantire gli stipendi,
nonostante la soppressione di due opere in cartellone e l´annunciata vendita di
un terreno e di un capannone (forse anche un teatro, il Manzoni) per far fronte
a 11 milioni di debiti. E gli altri non se la passano meglio. A far precipitare
le cose è il taglio del Fondo unico per lo spettacolo. Ma, riconosce Cofferati,
questa volta non basterà qualche spicciolo. «Di fronte a una malattia così
grave - dice - non c´è medico peggiore di quello pietoso». Urge una terapia
d´urto: robusti sgravi fiscali per gli investimenti privati e contratti di lavoro
meno costosi da riscrivere con i sindacati. Davvero, Cofferati, la realtà è
così terribile? «Purtroppo non c´è consapevolezza della drammaticità di una
situazione che rischia di travolgere una delle attività più belle e importanti
che, per la sua storia secolare, rappresenta l´immagine dell´Italia nel mondo.
I tagli agiscono su una crisi già profonda. Il sistema non regge più: c´è uno
squilibrio strutturale nelle fondazioni liriche tra costi crescenti ed entrate
in calo». La legge scommetteva sui privati per compensare la diminuzione delle
risorse statali. «La riforma ha fallito. A parte qualche raro filantropo
nessuno dà soldi all´opera, oggi è più conveniente una sponsorizzazione di una
donazione». E´ immaginabile che il governo tagli la scuola e la sanità non
tocchi la lirica? Uno spettacolo costa 300 euro a spettatore: 220 vengono da
denaro pubblico, 40 dal botteghino, il resto cade nel calderone dei debiti. Si
può pensare che lo Stato aumenti i contributi? «No, nella maniera più assoluta.
Il contributo statale è indispensabile per un´attività culturale che
caratterizza l´identità del nostro paese. Però, lo lasci dire a un appassionato
d´opera, siamo già al di sopra del punto di equilibrio». Se la faccenda è così
grave, perché avete taciuto finora? «Tre anni fa il ministro Urbani convocò un
vertice d´emergenza. La crisi era già strutturale. Ma le opinioni erano
diverse. E un vicesindaco si impuntò perché la parola crisi non venisse neppure
usata. Finì con un nulla di fatto». Polvere sotto il tappeto, poi il ministro
Rutelli ha di nuovo aumentato i contributi. «L´intervento di Rutelli è stato
utile, ma certo non risolutivo. E qualcuno si è illuso che la politica, al
solito, ci avrebbe messo un pezza». Quale sarebbe la terapia, allora? «Non
esiste un intervento risolutivo, ne occorrono diversi e forti. Per prima cosa
va cambiata la legge introducendo significativi incentivi fiscali: se il
melodramma non attrae investimenti privati, resterà assistito e il declino sarà
inarrestabile. Bisogna poi prevedere un regime particolare per la Scala che ha
rappresentato un riferimento improprio nella contrattazione, producendo
distorsioni. Se Milano firmava un accordo, quello diventava un modello anche
per i teatro più piccoli». Così oggi il 70% dei costi è assorbito dal
personale. «Ecco perché si deve voltare pagina, togliendo i vincoli di legge
sugli organici e intervenendo anche su contratti e retribuzioni. Occorre un
regime profondamente diverso per il futuro, con dinamiche e costi compatibili
con l´attività. E poiché una legge e un nuovo sistema contrattuale daranno
frutti nel tempo, va concordato un regime transitorio che riduca le spese.
Subito. Non tra dieci anni, perché nel frattempo si muore». L´ex leader della
Cgil vuole ridurre il costo del lavoro e aumentare la produttività? «Certo, ed
è necessaria la disponibilità dei sindacati. Conoscono la gravità della
situazione. Da soggetti responsabili quali sono sanno che non ci sono
alternative. Qui è persino peggio di Alitalia. Non se
ne esce senza un accordo per ridurre i costi». Sacrifici inevitabili? «Da
concordare, però. E il ruolo del governo è decisivo. Serve per tutti un piano
transitorio di tre anni che preveda fondi e incentivi vincolati alla riduzione
dei costi a breve. Altre strade possono soltanto prolungare l´agonia. E´
possibile che una città resista un po´ di più. Ma il blocco è vicino per
tutti».
( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
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12 - Interni Parteciperà con il proprio simbolo alle elezioni amministrative. A
guidarla c´è un´ex modella che vive ai Parioli Gazebi e sezioni, la Lega sbarca
a Roma Claudia Bellocchi: "A Latina 500 iscritti, la gente ci vuol bene,
mi dicono Mejo lei de Calderoli" CONCETTO VECCHIO ROMA - Leghisti ai
Parioli. Volantini con la scritta "Padroni a casa nostra" a
sormontare l´effigie di Alberto da Giussano. Il movimento giovanile del Lazio
che lancia il tesseramento al grido: «Ama la tua terra!». A Latina, dove si
vota a giugno per le provinciali, pronta una lista con il simbolo Lega Nord.
Idem a Sabaudia. Costituita la segreteria della Lega Roma, composta da quattro
membri, tutti romani: un avvocato, un ex pilota Alitalia, una pr e lei, Claudia Bellocchi, 36 anni, l´ex modella che
scappava dalle sfilate per andare ai comizi di Bossi. «I miei sono di destra,
ma io sono sempre stata leghista, la pecora nera della famiglia». Un anno fa ha
spontaneamente cominciato ad attaccare adesivi ai Parioli, il quartiere della
Roma bene, «per vedere l´effetto che fa». Al partito nemmeno la
conoscevano. Il presidente federale Angelo Alessandri ha preso nota del numero
di cellulare indicato sul manifestino e l´ha chiamata. Oggi la Bellocchi è il
primo soldato padano all´ombra del Cupolone. Cose da pazzi. Ancora sei mesi fa
la Lega annunciava: «Più lontani da Roma, più vicini a te. Basta Roma!». E
Bossi, sobriamente: «Con i fucili contro le canaglie romane». Tra qualche
settimana i romani si ritroveranno un gazebo ad ogni fermata delle metro A e B.
Punti di ascolto di militanti con il fazzoletto verde e la maglietta «la Lega
ce l´ha duro». «è la nostra Onda, sfruttiamola», dice Alessandri. L´altro
giorno nella sede romana, in via del Viminale, si sono presentati due falegnami
di Ardea che chiedevano d´iscriversi. A Latina (500 iscritti) il partito è
retto da una farmacista ex mussoliniana, Liliana D´Ottavi, detta Lilli. A Nettuno
e Anzio ci sono due consiglieri fuoriusciti dalla Destra. A Manziana, vicino
Bracciano, una sezione di trenta militanti coordinati da un ex generale legato
ad An. Hanno telefonato da Viterbo: un gruppo di avvocati e imprenditori chiede
di poter avviare il tesseramento
( da "Corriere della
Sera" del
10-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-10 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE Mossa degli autonomi. La Cai: trattativa chiusa.
Trasporti, un lunedì nero Alitalia, la sfida
dei piloti Quattordici giorni di sciopero. Il governo: non ci spaventate MILANO
— I sindacati autonomi di piloti e hostess all'attacco della Cai con l'annuncio
di 14 giorni di sciopero. Il ministro dei Trasporti, Matteoli: «Il governo non
si lascerà intimidire». Trasporti, oggi rischio caos. ALLE P
( da "Corriere della
Sera" del
10-11-2008)
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della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data:
2008-11-10 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia, piloti
in sciopero Il governo: non li temiamo Il fronte del no: fermi 14 giorni.
Replica Cai: trattativa chiusa La cordata di Colaninno dice no alla richiesta
di incontro urgente dei 5 sindacati. Domani vertice con Cgil, Cisl, Uil e Ugl
MILANO — I sindacati autonomi dell'Alitalia
dichiarano guerra alla Cai. Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl hanno
annunciato 14 giorni di sciopero, oltre al 25 novembre come già annunciato, se
da parte di Roberto Colaninno e soci persisterà l'atteggiamento «di rigida chiusura»
peraltro «fortemente sostenuto dal governo», davanti alla richiesta di
discutere i criteri di assunzione nella nuova compagnia. A stretto giro il
ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, ha risposto che «il governo non si
lascerà intimidire» dalla «dichiarazione di guerra» di piloti e hostess. E Cai
ha fatto sapere in serata che non ci sarà nessuna riapertura. Dunque si va al
muro contro muro. In una nota Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl sono tornate a
denunciare l'adozione di «criteri di assunzione iniqui, socialmente
inaccettabili e non rispettosi delle anzianità aziendali maturate dai
lavoratori» da parte di Cai, accusando Cgil, Cisl, Uil e Ugl di aver firmato a
fine ottobre un documento che stravolge i contenuti dell'accordo quadro di
Palazzo Chigi. E per questo la scorsa settimana i sindacati autonomi hanno
scritto a Cai e governo chiedendo un «incontro urgentissimo ». Ieri sono
tornati alla carica annunciando che se non ci sarà un'apertura incroceranno le
braccia il 6 dicembre, il 7,16 e 27 gennaio, il 9 e 20 febbraio, il 3,16 e 27
marzo, il 7 e il 20 aprile e il 5,15 e 26 maggio del 2009. Cai, tuttavia, non
intende tornare indietro e in una nota di risposta alla lettera dei sindacati
ha ribadito ieri «che la fase di definizione dei criteri di scelta e della
disciplina collettiva applicabile al personale dipendente della Cai deve
ritenersi conclusa il 31 ottobre», respingendo così tutte le richieste.
Discorso chiuso, quindi. L'unica soluzione è «aderire al percorso sin qui
tracciato e alla delicata fase applicativa degli accordi». Sulla stessa linea
il governo «Non possiamo consentire in alcun modo — ha detto Matteoli — che
qualcuno possa avere ed esercitare una sorta di diritto di veto contro
un'impresa che vuole investire salvando più di 12.500 posti di lavoro, che ha
un valido piano industriale per rilanciare una compagnia, la quale diversamente
sarebbe già fallita ». Oggi Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl terranno un'assemblea
per fare il punto della situazione, mentre domani partiranno le verifiche tra
Cai, Cgil, Cisl, Uil e Ugl sugli accordi per la nuova Alitalia.
Federico De Rosa
( da "Corriere della
Sera" del
10-11-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data:
2008-11-10 num: - pag: 2 categoria: BREVI L'offerta della Cai Cai ha offerto 1
miliardo per Alitalia:
900 milioni per la capogruppo (di cui 625 debiti), 100 milioni per le
controllate
( da "Corriere della
Sera" del
10-11-2008)
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della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-10 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Retroscena Esclusa ormai l'ipotesi di una nuova
mediazione I ministri compatti: muro contro muro se non è un bluff ROMA — C'è
chi è arrabbiato, e il primo è Altero Matteoli, chi incredulo, come Claudio
Scajola, chi preoccupato, come Gianni Letta, e chi addirittura rassegnato, come
Maurizio Sacconi. Nel governo gli stati d'animo sono diversi, ma davanti al maxi sciopero proclamato dalle sigle autonome di piloti e
assistenti di volo di Alitalia, la reazione è compatta. «Stavolta basta», si dice. L'esecutivo
non rincorrerà nessuno. è muro contro muro, anzi, sfida. Tanto più che nel
governo, ormai, si comincia a dubitare anche della capacità degli autonomi, in
questa situazione della compagnia aerea, di ottenere successo nell'iniziativa.
A Palazzo Chigi, dove hanno accolto con una certa irritazione l'accusa dei
sindacati di aver cambiato le carte in tavola per favorire i nuovi acquirenti
della compagnia, una nuova mediazione viene comunque esclusa. Secondo il
ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, dopo aver ottenuto il via libera
all'accordo con la Cai dei tre sindacati confederali, compreso quello
faticosamente strappato alla Cgil, non si può certo riaprire la trattativa. E
quella di Matteoli in risposta alla notizia dello sciopero è, in parole
semplici, l'annuncio di una precettazione. Del resto nessuno vede margini per
l'avvio di un negoziato. I sindacati autonomi di piloti e assistenti di volo,
secondo il governo, contestano cose «già concordate e definite», come la
questione del part-time e dei criteri di assunzione nella nuova compagnia. E,
in ogni caso, a giudizio dell'esecutivo, si tratta di richieste impossibili da
esaudire. A cominciare dagli interventi richiesti per migliorare il profilo
previdenziale dei piloti. Tra il ministero del Welfare e quello dell'Economia
si sono fatti due conti. E sono arrivati alla conclusione che quella sola
clausola costerebbe la bellezza di 300 milioni. Che il governo non ha. E che,
se mai avesse, visti i chiari di luna della crisi, non la spenderebbe per le
pensioni dei piloti. A indisporre l'esecutivo ha contribuito anche la cadenza
degli scioperi, quindici giorni spalmati nell'arco dei prossimi cinque mesi.
Uno sciopero che comincerebbe nel corso della gestione commissariale, ma che
continuerebbe anche oltre, con i nuovi azionisti privati che entro il 30
novembre dovranno formulare l'offerta definitiva per rilevare l'Alitalia dallo Stato. «Non si può impedire a un'impresa
privata di intraprendere» sostiene il ministro delle Attività Produttive,
Claudio Scajola. Probabile, dunque, che si arrivi alla sfida. Anche perché nel
governo molti sono convinti che lo sciopero proclamato dagli autonomi sia un
tentativo disperato. Se non addirittura un bluff, una scommessa fatta contando
sull'appoggio delle altre categorie del personale Alitalia.
Che al governo non sembra far paura. Mario Sensini Altero Matteoli
( da "Corriere della
Sera" del
10-11-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data:
2008-11-10 num: - pag: 2 autore: di LINA SOTIS categoria: REDAZIONALE Qui Lina
I piloti e le hostess sperano che lo Stato non faccia fallire l'Alitalia. Sono fallite
Swissair, Sabena, Varig, perché non l'Alitalia?
Più che sciopero è suicidio lsotis@corriere.it
( da "Corriere della
Sera" del
10-11-2008)
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2008-11-10 num: - pag: 3 categoria: BREVI Scioperi In deposito metro e tram
Oggi sciopero di bus e metro con orari diversi da città a città Treni immobili
per 24 ore I treni rimarranno fermi in stazione fino alle 21 di oggi Trasporti
aerei bloccati il 25 Il 25 novembre scioperi in Alitalia,
Meridiana e Eurofly
( da "Corriere della
Sera" del
10-11-2008)
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della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-10 num: - pag: 3
categoria: BREVI L'Osservatorio di Renato Mannheimer Il sindacato rappresenta
ancora la maggioranza dei lavoratori? Il dubbio è sorto ad
alcuni osservatori in relazione a vicende recenti, dal caso Alitalia alla trattativa sulla contrattazione. Nell'insieme, questi
episodi hanno contribuito a sviluppare un dibattito sul ruolo e sulla funzione
del sindacato, suscitando reazioni e pareri contrastanti e contribuendo a
ridelineare la sua immagine tra i cittadini. Da un verso i sindacati –
o, di volta in volta, qualcuno tra essi – sono stati accusati di avere assunto
spesso una funzione di freno per lo sviluppo economico e sociale del Paese.
Dall'altro, secondo alcuni, le organizzazioni di rappresentanza non sarebbero
in realtà più espressione della maggioranza "vera" dei lavoratori, ma
ormai solo di una minoranza. Qual è l'opinione prevalente nel Paese? Si
riscontrano atteggiamenti contraddittori: a) la maggioranza della popolazione
ritiene che, malgrado tutto, il sindacato continui in generale a svolgere un
ruolo essenziale per lo sviluppo. Ma questa opinione, espressa dal 49%, è solo
poco più diffusa del parere opposto, secondo cui le scelte di alcuni sindacati
finiscono, sempre più spesso, col costituire un ruolo di ostacolo alla
crescita. La scelta tra l'una e l'altra opzione è, com'è ovvio, influenzata
dall'orientamento politico: poco più del 60% dell'elettorato di Berlusconi
sottolinea il ruolo di freno svolto da alcune
( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
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Lunedì
10 Novembre 2008 Chiudi ROMA I sindacati autonomi dei piloti e degli assistenti
di volo annunciano altri 14 giorni di sciopero, fino a maggio 2009, oltre a
quello già fissato per il 25 novembre. I sindacati avevano chiesto
a Cai di ridiscutere di contratti e selezione del personale per la Nuova Alitalia. In serata è arrivata la risposta dell'amministratore delegato
di Cai, Rocco Sabelli: le trattative si sono chiuse il 31 ottobre. Intanto,
mentre il governo ribadisce che non si farà intimidire, il Garante dei pubblici
servizi dice al Messaggero che l'annuncio di scioperi a raffica è illegittimo.
«La legge vieta di fissare contemporaneamente più date di stop», dice Martone.
( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
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Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi Piloti e hostess annunciano 15
stop fino a maggio. La Cai replica: trattativa chiusa Alitalia, raffica di scioperi
Il governo: non ci faremo intimidire. Il garante Martone: protesta illegale
( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
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Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi A dicembre 2006 il governo Prodi
decide di privatizzare Alitalia.
Dopo 16 mesi viene scelta Air France che poi si ritira.
( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
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Lunedì
10 Novembre 2008 Chiudi di DIODATO PIRONE ROMA Per Antonio Martone, garante
della legge sugli scioperi nei servizi pubblici, l'annuncio dello
"sciopero infinito" da parte dei piloti Alitalia è illegale. «La legge non consente di dichiarare scioperi in più
date, la cosiddetta dichiarazione plurima», dice Martone al Messaggero. Che poi
aggiunge: «Si tratta anche di un'osservazione logica: non ha senso fissare date
di sciopero diversa dalla prima perché lavoratori e imprese possono raggiungere
un accordo in ogni momento». Il garante chiarisce che i lavoratori dei
servizi pubblici possono ovviamente scioperare ma rispettando le regole
previste per i servizi essenziali: dalle ore di fasce protette al numero minimo
di voli da garantire, alla distanza di giorni da una fermata e l'altra. E
«devono annunciare uno sciopero alla volta», ribadisce. Quindi solo a partire
dal 25 novembre, sciopero già annunciato, l'Anpac e gli altri sindacati
autonomi di piloti e assistenti di volo potrebbero fissare un'altra data. Da Garante
degli scioperi nei servizi pubblici Martone da anni verifica che nei settori
trasporti e sanità vengono fatti molti meno scioperi di quelli annunciati. Con
il risultato che disagi ai cittadini e alle aziende si creano comunque e i
lavoratori non vengono penalizzati con la perdita di un giorno di paga. E
quando si tratta di sanità, visite mediche o interventi chirurgici vengono
generalmente rinviati. «Bisogna trovare un modo per superare le conseguenze
dell'effetto annuncio - sottolinea Martone - Da tempo proponiamo di modificare
la legge al fine di consentire uno sciopero solo dopo un referendum fra i
lavoratori».
( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
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Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi Alitalia,
proclamati 15 scioperi fino a maggio La Cai replica: siamo già venuti incontro
alle richieste sindacali, trattative chiuse il 31 ottobre
( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
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Lunedì
10 Novembre 2008 Chiudi di BARBARA CORRAO ROMA Convocazione il 19 novembre e
disponibilità a mettere intorno ad un tavolo tutti coloro che manifestano buona
volontà. Linea dura nei confronti di chi pone «veti pretestuosi» che rischiano
di bloccare i servizi pubblici o impedire il decollo della
nuova Alitalia. Il governo, afferma il ministro dei Trasporti Altero Matteoli,
«non si lascerà intimidire dalla dichiarazione di guerra» dei piloti che
preannunciano 14 giorni di sciopero e alla vigilia del lunedì nero della
mobilità dice chiaro e tondo, agli uni e agli altri, che è disposto ad
«assumersi tutte le responsabilità e i provvedimenti necessari». Il che
significa: anche la precettazione. I sindacati dei trasporti, confederali e
autonomi, scioperano per la terza volta. Chiedono il contratto unico. E dicono
che finora nulla è stato fatto per aprire la trattativa. «Non è proprio così.
Ho convocato i sindacati per il 19 novembre chiedendo di sospendere lo sciopero
in attesa della riunione. Prima non potevo: la prossima settimana sarò
all'estero, in Turchia e si sono accumulati una serie di impegni. Mauro Moretti
delle Ferrovie e Marcello Panettoni dell'Asstra, l'associazione delle aziende
di trasporto pubblico locale, mi avevano assicurato la loro disponibilità». E
poi, cosa è successo? «Alcune sigle prima mi hanno detto sì e poi,
evidentemente, hanno preso il sopravvento altre logiche. Se si chiede una
mediazione, il governo dà la sua disponibilità e poi si sciopera lo stesso, si
parte male. Comunque, la convocazione non la disdico. Spero che da qui ad
allora si possano sospendere tutti gli scioperi e preparare il terreno per
arrivare alla riunione in modo costruttivo». Insomma, lei chiede una tregua.
L'Asstra dice che le richieste comportano un costo aggiuntivo per le aziende
del 20%. «Lo vedremo. I sindacati dicono che non è così. Al tavolo unitario ha
dato la sua disponibilità anche il ministro Sacconi. Potrà dare il suo
contributo a stabilire l'incidenza del nuovo contratto». Si ricomincia con i
trasporti a singhiozzo e viaggiatori a piedi? «Personalmente ho l'obbligo di
garantire il servizio pubblico. In questa occasione, non ho ritenuto di dover
ricorrere alla precettazione perché lo sciopero è un diritto dei lavoratori,
quando viene attuato secondo le procedure previste. Ma se appare pretestuoso,
allora è chiaro che non posso consentire l'interruzione di pubblico servizio.
Vediamo di arrivare al 19 e di stabilire un punto d'incontro. Cercherò, nel
frattempo, di parlare con le singole parti per arrivare all'appuntamento con
un'agenda già avviata». Nel frattempo, si inasprisce lo scontro tra Cai, piloti
e personale di volo. Hanno dichiarato 14 giorni di sciopero. «Resto veramente
sconcertato. Ma contro chi scioperano? Contro la Cai che non ha ancora preso possesso
dell'azienda? Contro Alitalia che è sotto
commissariamento straordinario? O forse contro il governo che ha svolto una
mediazione e che continua a farlo? O contro Letta che ha accettato di fare da
garante sull'applicazione dell'accordo? E poi, scioperare addirittura fino a
maggio! Proprio non riesco a capire». Forse anche la Compagnia italiana ha
sottovalutato la reazione quando è andata avanti con la convocazione dei
confederali che avevano già firmato... «La convocazione riguarda i sindacati
che avevano firmato l'accordo, per definire meglio alcuni aspetti marginali,
ancora da chiarire, sotto la supervisione del sottosegretario Letta. Ma qui,
siamo di fronte ad un fatto nuovo. A me pare un'ubriacatura che non ha
precedenti». Ora cosa può succedere? «Il governo non accetterà mai che
sindacati autonomi, in rappresentanza di poche migliaia di persone, possano
mettere il veto a venti imprenditori che vogliono salvare 12.500 posti di
lavoro e creare sviluppo nel paese. Se sperano che assistiamo inerti, se lo
scordano». Intende dire che ricorrerà alla precettazione? «Le dicevo, prima,
che non assisteremo impassibili a tentativi di boicottaggio del servizio
pubblico locale. A maggior ragione assumerò tutte le responsabilità che il mio
ruolo mi assegna nei confronti di chi volesse impedire il salvataggio dell'Alitalia. Aspetteremo il parere del Garante per gli scioperi
nei servizi pubblici essenziali. Poi il governo adempirà ai suoi doveri e
prenderà i provvedimenti del caso».
( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
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Lunedì
10 Novembre 2008 Chiudi di ROSSELLA LAMA ROMA Cominciano il 25 novembre
aderendo allo sciopero proclamato dalla Cub. E non si fermano. Anpac, Unione
Piloti, Anpav, Avia e SDl preannunciano anche altri quattordici giorni di
astensione dal lavoro fino al 26 maggio del 2009. Piloti e assistenti di volo
denunciano «il perpetuarsi dell'atteggiamento di rigida chiusura adottato dalla
Cai», che non vuole riaprire la trattativa dopo aver già ottenuto la firma di
Cgil, Cisl, Uil e Ugl. E «l'adozione di criteri di assunzione iniqui,
socialmente inaccettabili e non rispettosi delle anzianità aziendali maturate
dai lavoratori», compreso il rifiuto posto dalla cordata guidata da Colaninno
di utilizzare il part-time nelle assunzioni, «senza oneri aggiuntivi per
l'azienda». Secondo il "fronte del no" l'operazione Cai «genererà
paradossalmente un costo per i contribuenti superiore a quello della vecchia Alitalia, indebitata ed inefficiente». Il calendario degli scioperi che
seguono quello del 25 novembre è già fatto: 6 dicembre, 7-16-27 gennaio
dell'anno prossimo, poi 9 e 20 febbraio, 3-16 e 27 marzo, 7 e 20 aprile, 4-15 e
26 maggio. Giovedì piloti e assistenti di volo avevano chiesto un incontro alla
società guidata da Colaninno per riaprire il tavolo di confronto su contratti
e selezione del personale per la nuova Alitalia. Ieri
sera è arrivata la risposta. Ed è un no. «Non possiamo che ribadire,
conclusivamente, che la fase di definizione dei criteri di scelta e della
disciplina collettiva applicabile al personale dipendente della Compagnia Aerea
italiana deve ritenenrsi conclusa il 31 ottobre scorso». Nessuna riapertura
della trattativa, dunque. L'accordo resta quello firmato a palazzo Chigi con
Cgil, Cisl, Uil e Ugl, e che i sindacati autonomi non hanno voluto sottoscrivere.
Nella lettera che porta la firma di Rocco Sabelli, l'amministratore delegato di
Cai, si sottolinea che i 12.639 lavoratori che la nuova società assumerà
«saranno selezionati in coerenza con le esigenze del nuovo progetto
industriale». Che «si terrà contro, tra l'altro, anche dell'anzianità
aziendale», e che «sarà favorità l'assunzione di chi è portatore di particolari
esigenze di carattere sociale». Per questa mattina il commissario
straordinario, Augusto Fantozzi ha convocato tutte e nove le sigle sindacali
per avviare le procedure di mobilità di 16.075 dipendenti. I lavoratori sanno
messi in cassa integrazione e da questo bacino attingerà la nuova Alitalia per procedere alle assunzioni, in nome di quella
discontinuità aziendale chiesta dalla Ue che dopodomani dovrebbe pronunciarsi
su tutta l'operazione. Contemporaneamente a Fiumicino il "fronte del
no" tiene una nuova assemblea di lavoratori.
( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
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Lunedì
10 Novembre 2008 Chiudi ROMA - «Nessuno pensa che l'università vada difesa
nella forma in cui si presenta oggi. Troppi sono gli sprechi, i feudi di
potere, i concorsi poco trasparenti. Però i provvedimenti del governo si
limitano ai tagli, si parla di quasi due miliardi di euro, e a spingere gli
atenei a trasformarsi in Fondazioni private. Questa è una ricetta di liquidazione,
non di rilancio», Francesco Mauriello, presidente dell'Adi, dell'Associazione
dottorandi e dottori di ricerca, sintetizza così le ragioni che spingono
studenti e professori a continuare la protesta, nonostante l'apertura del
governo. E oggi inizia una nuova settimana di passione per l'università, che si
prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato
dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Intanto in
serata sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale il decreto legge varato giovedì
dal Consiglio dei ministri: il testo sarà immediatamente in vigore perché
modifica le regole dei concorsi, già banditi da tempo, le cui domande scadono
proprio oggi. Ma il decreto prima di essere pubblicato dovrà essere firmato
stamattina dal Capo dello Stato. Una corsa contro il tempo per poter mandare
avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Mentre il ministero è
al lavoro per dare corpo alle linee guida che ispireranno la riforma gli
studenti organizzano nuove forme di lotta. La Sapienza ieri ha riaperto le
porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai
bambini, oggi in alcune città i ricercatori andranno nei mercati rionali per
spiegare alla gente che «l'università è alla frutta». Mentre domani, a Roma,
sempre i giovani ricercatori andranno nelle Ambasciate per chiedere "asilo
politico". «Qui non abbiamo prospettive», dicono. Dal mondo della politica
arriva l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti,
non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo
positivo che il governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un
decreto, questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La
Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri
errori e di ritirare i decreti su scuola e università. «Prima di tutto -
sottolineano gli studenti - avvertiamo che non accetteremo nessuno
scaricabarile da parte degli esponenti del governo, il ministro Gelmini è
esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà
individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di Governo
riacquisterà consenso». Intanto, le regioni del Sud discutono sui problemi
delle loro scuole. Dagli Stati Generali degli istituti del Mezzogiorno è
arrivato l'impegno dei parlamenti locali che che si sono
detti pronti a investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per
qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione
della Regione Campania (che da sola ne ha stanziati 300 di milioni solo per le
infrastrutture), ha chiesto «al Governo di fare lo stesso sforzo fatto per
salvare l'Alitalia». A. Ser.
( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
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Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi A RISCHIO LA ROMA-FIUMICINO Per
protesta i dipendenti Alitalia potrebbero
bloccare la via per l'aeroporto
( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
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Lunedì
10 Novembre 2008 Chiudi Auto incolonnate, passeggeri in attesa di un'autobus o
di un treno che non arriva, stazioni chiuse. È lo scenario che si preannuncia
per oggi. Ventiquattro ore di fuoco nel settore dei trasporti. Riguarderà i
ferrovieri e gli addetti del trasporto pubblico locale che già da ieri hanno
iniziato a incrociare le braccia per lo sciopero indetto da Filt Cgil, Fit
Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast. L'agitazione è
a sostegno della vertenza per il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro
della mobilità per gli addetti al trasporto locale, ferroviario e servizi. A
Roma le sciopero è già iniziato dalle 21 di ieri con lo stop dei treni.
Proseguirà oggi dalle 8.30 alle 17 e dalle
( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)
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n. 45
del 2008-11-10 pagina 0 I piloti sfidano Alitalia: è sciopero
La Cai resiste: "Ne assumeremo altri" di Massimo Restelli Programmati
15 giorni di sciopero: le sigle paralizzano i cieli per difendere i privilegi
nonostante l'azienda sia in crisi. Ma la Cai resiste all?assalto finale del
"fronte del no": è pronta a chiamare dipendenti di altre compagnie.
Tra i partner favorita Air France: verserebbe 200 milioni per il 20% della
nuova compagnia. Matteoli: "Il governo non si farà intimidire" Roma -
Il «fronte del no» tenta l?assalto finale, ma Cai lascia a terra i sindacati
autonomi di piloti e hostess ribadendo che il tempo delle trattative è scaduto
il 31 ottobre. Lo scontro si è inasprito ieri, quando le sigle ribelli di Alitalia hanno annunciato una raffica di scioperi: Anpac,
Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl hanno invitato gli iscritti a incrociare le
braccia per 15 giorni distribuiti dal 25 novembre al mese di maggio del
prossimo anno. Hanno chiesto a Cai un incontro «urgentissimo» per riaprire il
tavolo sui contratti e sui criteri di selezione del personale del nuovo gruppo,
lamentando la «gravissima situazione» provocata dalla «rigida chiusura» di Cai.
Una guerra di nervi, insufficiente però a mutare la rotta tracciata dalla
cordata di imprenditori italiani disposti a salvare Alitalia
rilevandone gran parte delle attività sotto la guida del presidente Roberto
Colaninno. Dopo una giornata di contatti serrati con legali e consulenti, Cai
ha infatti respinto ogni attacco in una dettagliata lettera indirizzata ai
ribelli. Due pagine dal sapore giuridico (trasmesse anche alla presidenza del
Consiglio e al commissario straordinario di Alitalia,
Augusto Fantozzi) dove Colaninno e l?ad Rocco Sabelli ribadiscono «che la fase
di definizione dei criteri di scelta e della disciplina collettiva applicabile
al personale dipendente della Compagnia aerea italiana deve ritenersi conclusa
il 31 ottobre scorso» con gli accordi sottoscritti a Palazzo Chigi. Nella
missiva che risponde al carteggio sindacale del 6 novembre, Cai ricorda poi che
assumerà 12.639 persone, selezionandole in base ad esigenze industriali e
tenendo conto dell?anzianità aziendale. In sostanza secondo Cai il contratto
sottoscritto con le quattro sigle confederali (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt
trasporti e Ugl) rispecchia appieno l?accordo quadro precedente mentre alcune
richieste sono state respinte perché superano tale spirito. Malgrado la porta
del dialogo resti aperta, Colaninno va avanti. Pronto, in mancanza di un
ripensamento della base, a utilizzare ogni mezzo. A scavalcare il muro dei
sindacati procedendo alla chiamata nominativa dei piloti per convincerli o a
cercare tra i concorrenti come Ryanair. La decisione potrebbe scattare non
appena sarà completato l?iter dell?offerta vincolante (che scade a fine mese) e
in ogni caso in tempo per rendere la nuova Alitalia
operativa da dicembre. In settimana, intanto, è atteso il verdetto della Ue
sull?offerta e sul prestito ponte (probabilmente mercoledì) e forse anche il
parere di Fantozzi. Cui seguirà la scelta dell?alleato internazionale: quasi
sicuramente Air France che verserebbe 200 milioni in cambio del 20% della nuova
compagnia ma senza interferire nella gestione per alcuni anni (a differenza di
quanto chiede invece l?altra pretendente Lufthansa). Colaninno vuole quindi
rispettare l?agenda, a dispetto dell?assemblea convocata questa mattina dai
sindacati ribelli a partire dalle ore 9 nella sala mensa di Fiumicino; con
tanto di invito agli iscritti a raggiungere in auto un appuntamento che si
preannuncia molto affollato così da aumentare ingorghi e disagi per le famiglie
italiane già alle prese con lo stop di treni e mezzi pubblici. Gli autonomi
sono saliti sulle barricate e «costantemente riuniti in una unità di crisi»
denunciano «la gravissima situazione» provocata dal «perpetuarsi
dell?atteggiamento di rigida chiusura adottato da Cai, fortemente sostenuta dal
governo». Secondo i ribelli, Cai, «con la complicità di Cgil, Cisl, Uil e Ugl
ha stravolto e disatteso i contratti collettivi di lavoro già concordati e
sottoscritti a settembre a Palazzo Chigi da tutte le sigle sindacali e dal
governo». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)
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n. 45
del 2008-11-10 pagina
( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)
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Alitalia
n. 45
del 2008-11-10 pagina 2 «Fanno guerra a chi li ha salvati di Vincenzo La Manna
Il governo non si farà intimidire» Il ministro dei trasporti: «Protesta
sconcertante: il piano industriale è solido» La precettazione? «Siamo pronti a
tutto per non danneggiare i viaggiatori» Roma«È sconcertante». Non la manda
giù? «Da tanti anni mi occupo di politica e di scioperi generali ne ho visti
parecchi. Ma non ho mai assistito a nulla del genere». Perché? «Perché si
protesta sempre contro un'azienda viva, non contro una società che era morta».
Ministro Matteoli, l'annuncio di Anpac, Up, Anpav, Sdl e Avia suona davvero
come una «dichiarazione di guerra»? «Assolutamente sì». Come risponderà il
governo? «Questo lo vedremo, anche perché al momento stiamo commentando un
comunicato stampa. Aspettiamo che si arrivi ad un atto formale e che venga
informato il Garante». E poi? «E poi prenderemo tutte le decisioni necessarie».
Pensa anche a un'eventuale precettazione? «È presto, stiamo a vedere. Ma
garantisco che mi assumerò tutte le responsabilità che mi spettano. E d'intesa
con il ministro dell'Interno, nel caso si avvii uno sciopero selvaggio e si
prefiguri un'interruzione di pubblico servizio, adotteremo i provvedimenti
necessari per non danneggiare i viaggiatori». Linea dura? «La questione è
semplice: non ci facciamo intimidire. E il governo non può
consentire che si metta un veto a imprenditori che vogliono salvare un'azienda
come Alitalia. Sarebbe un precedente pericoloso per tutti i governi, a
prescindere dal colore». Ne ha discusso con il premier? «Ancora no, ma so bene
d'interpretare anche il suo pensiero. Ne ho parlato invece con Gianni Letta,
sconcertato come me e Maurizio Sacconi. Non ci si crede, man mano che mi
leggevano le agenzie di stampa trasecolavo». Non se l'aspettava? «Non avrei mai
pensato si potesse arrivare a tanto. E poi mi chiedo alcune cose». Cioè?
«Dichiarano guerra, ma chi è il nemico? Annunciano quindici giorni di sciopero,
ma contro chi lo fanno? Contro Cai, che non vi ha ancora messo piede? O contro
il governo, che si è impegnato in maniera continua, senza pause, come ha
riconosciuto pure la Cgil?». Se fosse Cai? «Direi che bisogna prendere atto di
un dato fondamentale. E cioè, ora c'è finalmente una proprietà concreta, non
più astratta. Con un piano industriale valido per rilanciare la compagnia,
grazie al quale si salveranno più di 12.500 posti di lavoro». E se fosse il
governo? «Ricorderei che io, Sacconi e Letta, siamo stati per settimane fuori
dalla porta fino all'alba, sempre pronti a intervenire nel corso delle
trattative tra imprenditori e sindacati. Ma non solo...». C'è dell'altro? «Sì,
perché siamo andati anche oltre e abbiamo forse azzardato un po'». In che
senso? «Il nostro impegno si è spinto al punto da garantire l'80% della
retribuzione, per sette anni, a chi rimaneva fuori dalle assunzioni. E
l'azzardo sta proprio lì, visto che anche altre aziende erano in crisi.
Insomma, abbiamo fatto più del massimo». Ma pare non sia bastato. «Già, è
incredibile. E adesso vogliono pure rinegoziare il part-time, dimenticandosi
che per trovare l'accordo è stata necessaria una negoziazione di un mese. E che
alla fine, la trattativa ha portato Cai all'assunzione di 139 piloti in più».
Sì, ma gli autonomi contestano pure il «Lodo Letta». «E che c'entrano loro?
Riguarda solo chi l'ha siglato». Dicono anche che l'operazione genererà un
costo superiore per i contribuenti. «Certo, la cassa integrazione costa. Ma fra
un po' ci verrà rinfacciata pure questo. E sarebbe il colmo, visto che parliamo
di sindacalisti». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
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