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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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T ARTICOLI DEL  1-10 novembre 2008        #TOP



Report "Alitalia 2"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (250)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Come il sindacato è tornato sugli altari ( da "EUROPA ON-LINE" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dal clamoroso errore su Alitalia ? la corresponsabilità del fallimento della trattativa con Air France ? all?inserimento (nel sentimento generale ancor prima che nella saggistica) nella odiosa ?casta?, dalla proliferazione di nuove sigle alle divisioni sulla riforma del modello contrattuale, per Cgil Cisl e Uil le cose si stavano mettendo malissimo.

La norma salvamanager rientra dalla nestra. Opposizione in allarme ( da "EUROPA ON-LINE" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sparita dal decreto Alitalia dopo le prese di distanza del ministro Tremonti, torna in modo ancora più deflagrante in un altro provvedimento, questa volta presentato alla camera dallo stesso governo. Per questo motivo alcuni senatori ? Idv, Udc e Pd ? chiedono, con una mozione, presentata a palazzo Madama, al ministro dell?

la cai parte senza i piloti ( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: piloti Frenetiche trattative per salvare Alitalia, poi i confederali firmano ROMA - Cai ha presentato la proposta d´acquisto per Alitalia al temine di una giornata convulsa. Dopo aver ottenuto il via libera dei sindacati confederali, infatti, la cordata di imprenditori guidata da Roberto Colaninno si era scontrata con il "no" delle sigle autonome dei piloti e degli assistenti di volo.

cai presenta l'offerta per alitalia ma hostess e piloti non firmano - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina 2 - Economia Cai presenta l´offerta per Alitalia ma hostess e piloti non firmano Trattativa-thrilling, poi il via libera dei confederali Il premier aveva profetizzato: "Anche questa volta Letta ci salverà" LUCIO CILLIS ROMA - Solo quattro firme su nove, ma Cai va avanti lo stesso e Alitalia si salva sul filo di lana.

gli autonomi restano in trincea "carte cambiate, lunedì assemblea" - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: chiamate dirette» per le assunzioni nella Nuova Alitalia. Così la base diventa l´ultima trincea dei dissidenti: l´assemblea indetta per lunedì sarà il vero banco di prova per dimostrare che non possono essere lasciati ai margini. Nel merito i sindacati autonomi «confermano il giudizio negativo sul metodo del confronto».

berlusconi si gioca l'ultima carta "è l'ora di fare tutti un passo indietro" - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: arrivati a un passo dall´addio ad Alitalia in assenza di un ok a 360° dei sindacati confederali ai nuovi contratti di lavoro. La partita della Magliana ha rischiato ieri per qualche ora di trasformarsi in un boomerang da incubo per il governo, già alle prese con le proteste di piazza contro la riforma Gelmini.

"alitalia fallita, anzi no". fiumicino, altalena della paura ( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina I - Roma "Alitalia fallita, anzi no". Fiumicino, altalena della paura Una giornata da brivido, con l´incubo di nuovo del fallimento senza alternative: ieri i dipendenti dell´Alitalia hanno trattenuto il respiro per tutto il giorno in conseguenza della crisi nelle trattative generata dal "no" dei sindacati autonomi,

"il mio contratto scade oggi" ( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma ha idee precise: «La nostra azienda, in realtà, è in attivo» (Alitalia-Airport si occupa dei servizi a terra). «Ma se cade la Cai, crolliamo anche noi. Non ho troppa fiducia in questa cordata: si tratta di imprenditori che hanno interessi diversi da quelli di una compagnia area. Si doveva puntare prima su un vettore straniero».

altalena alitalia, lavoratori in ansia "per noi un domani ancora incerto" - carlo alberto bucci flaminia savelli ( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Roma Altalena Alitalia, lavoratori in ansia "Per noi un domani ancora incerto" A Fiumicino tra dipendenti, piloti e hostess dopo l´offerta Cai "Noi assistenti di volo siamo 4000, più gli 800-1000 di AirOne. Come avverrà la selezione?" CARLO ALBERTO BUCCI FLAMINIA SAVELLI «La cai non presenta più l´offerta per Alitalia?

il pressing di marrazzo sull'azienda "è il momento della responsabilità" - renata mambelli ( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Va convocato rapidamente il consiglio comunale di Roma: se la trattativa per Alitalia va a picco, le conseguenze per la città saranno drammatiche». Si ricordava poi che, secondo i dati forniti dal commissario della compagnia Augusto Fantozzi nell´incontro con i sindacati della settimana scorsa, l´Alitalia avrebbe liquidità sufficiente per un altro mese.

Gli impegni della cordata per la nuova compagnia ( da "Unita, L'" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 600è il numero dei dipendenti Alitalia che dovrebbe venire assorbito nella nuova compagnia. 137saranno gli aerei utiliz- zati dal nuovo vettore per raggiungere le 65 destinazioni previste dal «piano Fenice». 1,1miliardi è la ricapitalizzazio- ne decisa martedì dall'as- semblea dei soci di Cai.

Alitalia all'ultimo respiro ( da "Unita, L'" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ad investire oltre 1 miliardo di euro per ristrutturare e rilanciare il comparto aereo del Paese intorno ad Alitalia e Airone e definire i contenuti di un piano industriale ambizioso ma realistico». Che però potrebbe abortire sul nascere. «Chi pensa che la partita Alitalia si sia conclusa ieri sera sbaglia» ci dice una fonte sindacale. E forse è appena iniziato un nuovo capitolo.

La soluzione lodo Letta per i nuovi contratti ( da "Unita, L'" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sul contratto di lavoro dei dipendenti per la nuova Alitalia, firmato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti e Ugl. ESCLUSIONE DAL PROCESSO DI SELEZIONE«Cai potrà non assumere personale che nel periodo di fruizione degli ammortizzatori sociali maturi il diritto, sulla base del sistema vigente, ad un trattamento previdenziale».

Ma sul futuro pesa l'incognita dei sindacati divisi Confederali e Ugl firmano, mentre piloti e hostess si rifiutano di sottoscrivere l'accordo proposto da Cai Le condizioni per rip ( da "Unita, L'" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pazienza i futuri passeggeri della futura Alitalia. La compagnia aerea ha afferrato il salvagente del piano Fenice per galleggiare sulle acque della crisi, ma la ciambella potrebbe non bastare a superare le burrasche sindacali che l'attendono. Dopo tanto penare, Colaninno e soci hanno presentato l'offerta vincolante per acquistare l'azienda, ormai non si possono più tirare indietro.

Alitalia ad alto rischio Epifani: il governo sbaglia ( da "Unita, L'" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ad alto rischio Epifani: il governo sbaglia No di piloti e assistenti La Cai ritira l'offerta dopo la rottura, solo in extremis la ripresenta Intervista al leader Cgil: aiuti solo alle imprese e alle banche, ora tocca ai lavoratori e alle famiglie ALLA PAGINE 4-

La salva-manager è risorta. Tremonti l'ha firmata Ora si dimetta ( da "Unita, L'" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: fu infilato nel decreto Alitalia. Cancellato a furor di popolo, il salvacondotto per i manager sembrava un incidente destinato all'oblio. Invece no. Eccolo risuscitato, questa volta direttamente dal governo, nel disegno di legge che riordina la legislazione sulle crisi aziendali: primo firmatario il ministro dello Sviluppo economico Scajola.

sarno, bonifica low cost ma il generale anti sprechi adesso rischia il posto - (segue dalla prima pagina) dal nostro inviato ( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia o delle Ferrovie». Dorme in una caserma dei carabinieri, dall´alba del lunedì al tramonto del venerdì sale e scende dagli elicotteri per sorvolare fiumi e campagne, perlustra argini, controlla scavi, verifica come vanno gli ultimi lavori di recupero di quell´inferno che era il Sarno e la sua valle fino a qualche tempo fa.

Quasi due anni di lavoro sul filo della bancarotta ( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pagina 3 Quasi due anni di lavoro sul filo della bancarotta di Redazione 1 dicembre 2006 Il governo Prodi opta per la privatizzazione di Alitalia con la cessione del controllo della compagnia 21 dicembre 2007 Il cda di Alitalia sceglie Air France-Klm per la trattativa in esclusiva per la cessione del 49,9% 18 marzo 2008 Il presidente di Air France, Spinetta, annuncia gli esuberi.

Giornata al cardiopalma È iniziata alle 13 con il vertice a Palazzo Chigi ( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: «Per noi teoricamente la nuova Alitalia potrebbe partire subito. Abbiamo fatto "allenamento" nei mesi scorsi e con la crisi in corso prima si comincia meglio è». Vi fidate di Cai? «Non c'è nessuna pregiudiziale di carattere negativo. Ci auguriamo che vi sia una pratica di relazioni industriali.

Epifani fa l'irriducibile e pianifica l'autunno caldo ( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: impressione degli insider è che quello su Alitalia sia stato l'ultimo accordo chiuso con la Cgil di Epifani. E che adesso si apra una stagione molto simile a quella inaugurata da Sergio Cofferati, quella del sindacato guastatore e «antagonista». Come nel 2002, vicino ai movimenti, lontano dal governo, dalle aziende e dalle altre organizzazioni dei lavoratori.

TUTTI a terra. Anzi no. Schianto sfiorato per la flotta Alitalia. Che ha volato nel buio del fal... ( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Schianto sfiorato per la flotta Alitalia. Che ha volato nel buio del fallimento per almeno 6 ore. Poi i motori hanno ripreso a girare. E lo stop della Cai di Roberto Colaninno, dopo il dietro front degli autonomi, si è trasformato in un ponte verso il futuro, verso la Nuova Alitalia.

ROMA La nuova Alitalia può decollare: Cai ha presentato l'offerta vincolante per l'a... ( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi ROMA La nuova Alitalia può decollare: Cai ha presentato l'offerta vincolante per l'acquisizione al termine di una giornata in cui si è sfiorata la rottura. I sindacati confederali e l'Ugl hanno firmato l'accordo che regola i nuovi contratti. «No» dei piloti e degli assistenti di volo, che accusano i vertici della nuova aviolinea di aver stravolto l'

Offerta Cai, al via la nuova Alitalia ( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi Ore di tensione, sfiorata la rottura, poi la mediazione del governo sblocca la proposta d'acquisto Offerta Cai, al via la nuova Alitalia Confederali e Ugl firmano il contratto. No di piloti e hostess

Nelle fasi di crisi dell'economia, quando i consumi calano, quando la produzione langue, e con essa ... ( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e per molti aspetti clamoroso, il caso dei piloti Alitalia e del loro rifiuto in extremis di un accordo già raggiunto nelle grandi linee con la nuova compagnia di bandiera, dopo l'estenuante trattativa di poche settimane fa. Qui la politica c'entra poco. E parlare di logica sindacale sarebbe riduttivo e fuorviante.

La Cai di Roberto Colaninno aveva detto "no" inizialmente al cosidetto "lodo Letta... ( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: società riteneva che fosse necessaria la sigla da parte dei sindacati non solo del "lodo" proposto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma anche e sopratutto sul contratto. I confederali hanno accettato questa soluzione che sblocca la trattativa e che consente ad Alitalia di decollare. L'accordo con i sindacati era tra le condizioni sospensive previste dal Piano Fenice

Alitalia ad alta tensione, poi Cai presenta l'offerta ( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi Alitalia ad alta tensione, poi Cai presenta l'offerta Il presidente Colaninno: il commissario Fantozzi risponderà la prossima settimana

ROMA - La Compagnia aerea italiana (Cai) valuta Alitalia un miliardo di euro. Tondo tondo. Ma al com... ( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisizione degli asset di Alitalia e sul prestito-ponte da 300 milioni concessi ad aprile - non contenga oneri che ricadano sugli investitori della nuova Alitalia. L'altra condicio sine qua non è strettamente collegata alla precedente perchè riguarda l'avvento del "trustee", cioè del fiduciario indioendente che governo e Ue dovranno individuare di comune accordo.

ROMA - Una passeggiata in centro per sgranchirsi le gambe e prendere ... ( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia per sopravvivere sino all'arrivo di Cai, non ha però nessuna intenzione di rimettere mano alla legge Finanziaria e trovare nuove risorse per i colleghi Matteoli e La Russa che da giorni premono sul Cavaliere. Eppure, salvata Alitalia e arginata la crisi delle borse con un paio di decreti, rischia di aprirsi una questione sociale che la crisi delle borse sta scaricando sulle

ROMA - Potevamo concludere l'accordo prima coi sindacati: era imperativo data la ... ( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: era imperativo data la condizione in cui versa Alitalia. Il negoziato è durato più tempo del previsto». Così Rocco Sabelli commenta con Il Messaggero la lunghissima e a tratti kafkiana giornata che ha portato alla definizione dell'offerta vincolante per gli asset di Alitalia. La nuova Compagnia decollerà dal 1° dicembre utilizzando anche Air One, la società di carlo Toto:

Il rush finale sul destino di Alitalia infiamma lo scontro fra maggioranza e opposizione. Sacconi: con l'offerta Cai, smentiti i profeti di sventura ( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi Il rush finale sul destino di Alitalia infiamma lo scontro fra maggioranza e opposizione. Sacconi: con l'offerta Cai, smentiti i profeti di sventura

Con la crisi economica in pieno svolgimento e gli spettri di recessione sempre più c... ( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Inutile girarci attorno: gli aerei tricolori a terra avrebbero avuto un effetto devastante. Il fallimento della cordata Cai, infatti, più di ogni altra cosa avrebbe assestato un duro colpo all'immagine "vincente" del Cavaliere, oltre che - elemento che non può assolutamente essere sottovalutato - rappresentare una mazzata di enorme portata al sistema industriale italiano.

ROMA Dopo la firma dei sindacati confederali e l'offerta in extremis della Compagnia ae... ( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: offerta in extremis della Compagnia aerea italiana per rilevare l'Alitalia, come al solito, Silvio Berlusconi si mostra ottimista. «Sono convinto che allo scadere dei termini, alla mezzanotte di domani, avremo ancora una compagnia di bandiera italiana- assicura ai cronisti che lo intercettano in un negozio del centro- sono e resto, come sempre ottimista.

Alitalia ai privati, la Cai va avanti ( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il premier: sempre stato ottimista Alitalia ai privati, la Cai va avanti La Compagnia presenta l'offerta, ma resta il no di piloti e hostess ROMA — La Cai ha presentato l'offerta al commissario di Alitalia. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno firmato il contratto. No di piloti e hostess.

VETO È ROTTO ( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia l'obiettivo non dichiarato di piloti e hostess ed è perciò importante che i sindacati confederali abbiano scelto, seppur tra contraddizioni e ripensamenti, la privatizzazione. Vedremo se i lavoratori dell'Alitalia aderiranno al contratto offerto loro dalla Cai e vedremo anche se Anpac e Up si spingeranno fino a bloccare aerei e scali.

Alitalia, firma ad alta tensione Cai presenta l'offerta vincolante ( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia, firma ad alta tensione Cai presenta l'offerta vincolante Sì anche della Cgil, no dei piloti e delle hostess. Ora tocca a Fantozzi Colaninno: gli autonomi non firmano? Non succederà niente. La proposta scade il 30 novembre. Le condizioni ROMA —

L'offerta ( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 639 lavoratori tra Alitalia e AirOne. Mobilità e ammortizzatori L'accordo prevede procedure di mobilità e ammortizzatori sociali per i dipendenti in esubero di Alitalia e AirOne. Lock-up di cinque anni I soci della Compagnia aerea italiana si sono impegnati a non vendere le proprie azioni per un periodo di 5 anni.

Il commissario ( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 2 categoria: BREVI Il commissario Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, è chiamato a esprimersi sull'adeguatezza dell'offerta di Cai

E Sabelli: due sere fa ho pensato <è finita> ( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è riuscito a chiudere una trattativa con i sindacati che sembrava ormai persa, e a presentare l'offerta per Alitalia. «Sono stati due mesi di sofferenza ballati sul filo del precipizio — racconta il manager a cui Cai ha affidato la cloche della nuova compagnia di bandiera —. A volte dal fronte sindacale non si capiva che si stava camminando su un precipizio.

Bruxelles: da restituire i 300 milioni di prestito ( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, qualunque sia, si decide anche a Bruxelles, nel palazzo della Commissione europea guidata da José Manuel Barroso. Il dossier sulla compagnia di bandiera è da qualche settimana sulla scrivania del commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani ( foto), che lo sta studiando e che dovrà decidere se il piano di salvataggio e rilancio rispetta in tutto le regole della Ue:

I dubbi dei privati e la spinta di Intesa ( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: C'è stato un momento, a metà pomeriggio, in cui la questione Alitalia sembrava chiusa. Preso atto che mancavano le firme dei sindacati confederali sotto i contratti per la nuova Alitalia, i consiglieri di Cai si sono alzati dal tavolo. C'è chi ha pensato che l'avventura, durata forse anche troppo per alcuni, era finita.

<Ci prendono in giro, meglio Air France> ( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: hostess Alitalia da 17 anni, saluta i passeggeri che sbarcano e poi si dirige alla «navetta» che dal Leonardo da Vinci la porta a casa. Al varco equipaggi alcuni colleghi davanti alle bacheche sindacali la informano che la trattativa con Cai è saltata dopo che le sigle autonome hanno lasciato palazzo Chigi sbattendo la porta.

Notaro: gli aerei ora chi li pilota? I portabagagli? ( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Intanto vediamo se ci sarà Cai, se ci sarà Alitalia...». Ma guardi che Cai ha già presentato l'offerta... quindi... Massimo Notaro, leader dell'Up, il secondo sindacato dei piloti, apprende così la notizia della decisione assunta ieri sera alle 20 dai soci di Roberto Colaninno. «Ah, hanno fatto l'offerta?

Berlusconi: ho sempre creduto nel salvataggio ( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: governo informi urgentemente il Parlamento sullo stato della trattativa e su come intenda risolvere la crisi Alitalia ». Molto ruvida la reazione di Antonio Di Pietro (Italia dei valori): «La famosa cordata di Berlusconi altro non era che un maldestro tentativo di accaparrarsi i beni dell'Alitalia alle spalle dei lavoratori». Lorenzo Fuccaro

C olpisce ( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e le parole e l'accoglienza ricevuta ieri da Giorgio Napolitano all'Università Bocconi di Milano. Dipende certamente dal ruolo diverso svolto dal governo e dal presidente della Repubblica. Ma il capo dello Stato che incontra studenti, professori e rettori diventa la metafora di un dialogo che palazzo Chigi non riesce a far partire.

Silvio, i sondaggi e il <novembre caldo> ( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma se ieri fosse saltata la trattativa su Alitalia, il Cavaliere avrebbe «perso la faccia», come ha detto Umberto Bossi, e le ripercussioni sul governo sarebbero state pesanti. Perché sull'italianità della compagnia di bandiera aveva scommesso, e il fallimento di Az avrebbe provocato un pericoloso cortocircuito politico, amplificato mediaticamente —

4 aprile ( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 5 categoria: BREVI 4 aprile Il premier e la cordata Il presidente del consiglio Berlusconi chiede che Alitalia resti italiana e promuove il progetto di una cordata tricolore

3.250 Gli esuberi previsti dal piano della Cai, Compagnia aerea italiana ( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 5 categoria: BREVI 3.250 Gli esuberi previsti dal piano della Cai, Compagnia aerea italiana 158 Gli aerei a regime, secondo il piano Cai, dopo l'acquisizione di Alitalia

I metalmeccanici annunciano lo sciopero generale ( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Giudizio influenzato dall'atteggiamento tenuto dalla Cgil nella vicenda Alitalia. Seguito dalla bocciatura, che la Fiom aveva sostenuto con veemenza, della proposta confindustriale sul modello contrattuale. E dal no al contratto del pubblico impiego, anche quello invece sottoscritto da Cisl, Uil, Ugl (e Confsal).

Ora si conterà chi è davvero contro l'accordo ( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La trattativa Alitalia assume così un rilievo che va ben oltre alla stretta trattativa aziendale. I dipendenti Alitalia aderenti alle sigle autonome si trovano ora davanti ad un bivio: firmare individualmente il contratto, smentendo così i propri supposti rappresentanti, oppure autoescludersi dalla nuova azienda.

VENTI MESI DI LENTA AGONIA ( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quello che poteva mandare fuori pista Alitalia, il carrozzone che ogni santo giorno perde un milione. Che in un anno ne spreca 45 per trasportare e alloggiare a Milano i piloti romani che fanno base a Linate o Malpensa, più altri 7 per prelevarli o riportarli a casa in pulmino. Che manda gli equipaggi a dormire in alberghi con piscina, sauna,

La Cai va avanti: presentata l'offerta Confederali firmano, piloti e hostess no ( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi: "Alitalia si salverà, sono ottimista". Colaninno: "Non succederà niente. Se vogliono firmare... La compagnia comunque prosegue anche senza di loro" Milano - Alitalia, la Cai va avanti: i piloti no. L?offerta vincolante è stata presentata al commissario Augusto Fantozzi alla fine di una giornata da cardiopalmo,

Angeletti: "Epifani non è più un sindacalista" ( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, è soddisfatto? «Sì, perché l?obiettivo principale, salvare Alitalia, è stato raggiunto. C?è ancora da lavorare, non sarà semplice, ma l?Alitalia può tornare protagonista». Anche senza la firma dei sindacati autonomi? «Era preferibile che firmassero.

Splendido isolamento Epifani tentato ( da "EUROPA ON-LINE" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rafforzato nel ruolo di leader della protesta così come la gestione della vertenza Alitalia a settembre lo aveva aiutato ad emergere come negoziatore non disposto a ?svendere? i diritti dei propri iscritti. La Cgil cercherà di evitare la rottura (che ieri ha imputato a Cisl e Uil) ma non inseguirà gli altri sindacati confederali se questi dovessero cercare un accordo a tutti i costi.

Alitalia, decollo difficile per Cai ( da "Unita, L'" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, decollo difficile per Cai Avellino, prigionieri dell'amianto Tutu: a Gaza un nuovo Apartheid Nancy: non ci sono più epoche Libri, dischi, videogame e homevideo

Bonino contro Veltroni: Devi ammettere gli errori ( da "Unita, L'" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in particolare su Alitalia, «l'emblema di quello che non si dovrebbe fare, con 3 miliardi di debiti scaricati sugli italiani», ma dal palco del congresso dei Radicali di Chianciano Emma Bonino attacca soprattutto il Pd e Veltroni. «Tra noi non c'è una sinergia, un dialogo per guardare a medio termine.

Alitalia, un decollo faticoso Rischio blocchi a Fiumicino ( da "Unita, L'" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, un decollo faticoso Rischio blocchi a Fiumicino Caos Alitalia. Fini invita i piloti a una prova di responsabilità, Bossi chiama Berlusconi per scegliere il partner straniero, i sindacati autonomi preparano l'assemblea. E Bersani: la soluzione Cai è debole.

cai, ecco il piano pro air france bossi con lufthansa ( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina Alitalia, guerra autonomi-sindacati Cai, ecco il piano pro Air France Bossi con Lufthansa ROMA - Dopo aver presentato l´offerta per Alitalia, la Cai punta su Air France. Il piano della compagnia favorisce infatti l´ingresso dei francesi nell´azionariato.

alitalia, gli autonomi contro i sindacati la ue: il prestito è della bad company - aldo fontanarosa ( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Aerea Italiana di lasciare a terra tanti dipendenti di Alitalia, arrivano ora due telegrammi. Mittenti sono Fini e il ministro Sacconi che chiedono entrambi grande ragionevolezza. Si fa viva anche l´Ue in merito al prestito di 300 milioni che ha permesso ad Alitalia di sopravvivere, ad aprile. Non dovrà essere Cai a rimborsare i soldi - fa sapere Bruxelles - ma Alitalia (in quanto "

aerei, equipaggi e personale di terra il piano cai apre la porta ad air france - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ai 10 Boeing 777 e ai 6 B767 di Alitalia verranno affiancati 2 Airbus A330 oggi in forza ad Air One. Con la stagione estiva 2009, tra sei mesi, Alitalia-Air One potrà invece contare su 5 aerei in più (153 in totale), frutto dell´uscita di 11 Md80 e dell´ingresso di ulteriori 13 A320 mentre sul lungo raggio entreranno tre nuovi A330.

sabelli: "decolleremo a dicembre con a bordo piloti e partner estero" - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è un pezzo del sindacato in Alitalia che ha vissuto per anni in un mondo suo. E svegliarsi non è semplice». E adesso chi piloterà gli aerei Alitalia? «Io ritengo la fase sindacale chiusa. Grazie alla ragionevolezza e alla firma di confederali e Ugl abbiamo i criteri di selezione, i contratti e il lodo Letta, del quale tra l´altro spero non avremo bisogno.

"firma senza tentennamenti" la cgil lascia la trincea del no ( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che impone ai lavoratori clausole brutali discriminatorie e ai limiti della costituzionalità" ROMA - Quella per Alitalia non è mai stata una trattativa come tutte le altre. Vuoi per la presenza di nove sigle sindacali che si dividono le iscrizioni di piloti, assistenti di volo e personale di terra. Vuoi per il livello altissimo di scontro tra autonomi e confederali.

ragazzi allegri e burattini di legno - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: avvelenata tra le molte di questa settimana di passione è arrivata venerdì sera: il pasticcio Alitalia finisce con il rifiuto del personale navigante di firmare il protocollo contrattuale. Piloti e assistenti di volo contestano alcuni aspetti importanti dei loro contratti affermando che siano peggiorativi rispetto all´accordo-quadro accettato da tutti i sindacati venti giorni fa.

i piloti alitalia: "è il momento dello sciopero" - flaminia savelli ( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
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Abstract: Pagina VII - Roma I piloti Alitalia: "è il momento dello sciopero" FLAMINIA SAVELLI «Siamo pronti a scioperare», annuncia una delle hostess che ieri mattina, insieme con i colleghi steward e alcuni piloti, si è fermata a parlare davanti al Centro equipaggi di Fiumicino, il giorno dopo la proposta di acquisto della Cai.

Il prestito-ponte sarà rimborsato dalla <bad company> ( da "Giornale.it, Il" del 02-11-2008)
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Abstract: È un problema che riguarda la vecchia Alitalia. E siccome la vecchia Alitalia incasserà soldi da Cai il commissario potrà vendere aerei, proprietà di Alitalia, farà fronte e restituirà al governo italiano questi soldi». Quanto alla scelta di un partner straniero - che dovrebbe essere annunciata il 12 novembre, secondo indiscrezioni dei media francesi - Matteoli ha detto che «

alitalia, è protesta - flaminia savelli ( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
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Abstract: Pagina XX - Roma Alitalia, è protesta FLAMINIA SAVELLI e ra un vento di protesta e malcontento quello che soffiava tra gli assistenti di volo, i piloti e alcuni sindacalisti: «Non possiamo prendere alcuna decisione, vogliamo prima un incontro con tutti i lavoratori» ha ribattuto un delegato della Sdl, Francesco Straccioli.

ROMA A Bruxelles il parere è pronto. Il prestito di 300 milioni, concesso dallo Stato a... ( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Abstract: Il prestito di 300 milioni, concesso dallo Stato ad Alitalia prima dell'estate, è un «aiuto di Stato illegittimo». In compenso, ricadrà sulle spalle della vecchia compagnia e non di Cai perché viene riconosciuta la «discontinuità» tra le due società. Intanto i piloti e gli assistenti di volo fanno ancora muro.

LA SITUAZIONE Alitalia si modifica di ora in ora ma intanto non diminuisce la tension... ( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Abstract: Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi di MAURZIO COSTANZO LA SITUAZIONE Alitalia si modifica di ora in ora ma intanto non diminuisce la tensione sul fronte della scuola. Persino Beppe Grillo è stato contestato in una piazza. Si avvicina il momento del voto in America. I due candidati sono travolti da un rincorrersi di sondaggi conclusivi.

ROMA Il Paese non può più essere gestito con la logica dei veti corporativi . ... ( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Abstract: indomani della presentazione dell'offerta per rilevare l'Alitalia, il presidente della Cai, Roberto Colaninno, sollecita una svolta nelle relazioni industriali. In un colloquio con il Messaggero, Colaninno sottolinea come l'Alitalia non abbia futuro con la logica dei "no" e parla della difficile trattativa con i sindacati.

PIER Ferdinando Casini vede buio sul futuro dell'Alitalia ( Letta ha sfornato la sua crost... ( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Abstract: Novembre 2008 Chiudi PIER Ferdinando Casini vede buio sul futuro dell'Alitalia («Letta ha sfornato la sua crostata; però senza nulla togliere ai suoi meriti verso il Paese, più che un dolce è un pasticcio») e soprattutto, in una intervista al Messaggero, giudica assai negativamente le mosse di Berlusconi in questa fase così delicata di emergenza finanziaria: «Davvero non lo capisco.

Colaninno: basta veti ( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Abstract: Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi Il colloquio/Il presidente Cai: la nuova Alitalia non ha futuro con la logica dei no Colaninno: basta veti «Serve discontinuità a partire dalle relazioni industriali»

AIUTO DI STATO ILLEGITTIMO ( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Abstract: Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi AIUTO DI STATO ILLEGITTIMO Alitalia dovrà restituire i 300 milioni ma viene accolta la «discontinuità»

1 miliardo ( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Abstract: Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi LA VALUTAZIONE 1 miliardo E' la valutazione di Alitalia fatta da Cai. La società guidata da Colaninno verserà al commissario Fantozzi un acconto di 100 milioni

Parla il presidente della Cai all'indomani della presentazione dell'offerta vincolante per rilevare l'Alitalia ( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Abstract: Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi Parla il presidente della Cai all'indomani della presentazione dell'offerta vincolante per rilevare l'Alitalia

ROMA Il prestito ponte di 300 milioni è un aiuto di Stato illegittimo , ma ricadr&#... ( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Abstract: in modo di portare l'età media della flotta dai 12,4 anni attuali ad 8 a fine periodo. L'investimento previsto è di 1,7 miliardi di euro. Per la Nuova Alitalia sono così stimati in tutto 158 aerei al 2013 contro gli attuali 202 ora in carico ad Alitalia e AirOne, per un valore di circa 4,2 miliardi.

ROMA Credo che nessuno possa auspicare il fallimento di Alitalia. Il mio auspicio ... ( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
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Abstract: Credo che nessuno possa auspicare il fallimento di Alitalia. Il mio auspicio è che piloti e personale navigante, che rappresentano certo una risorsa, si assumano come gli altri una responsabilità e consentano la nascita della nuova compagnia ». Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini sulle vicende legate alle scelte delle varie sigle sindacali.

ROMA - Il giorno più lungo è alle spalle. Roberto Colaninno, il preside... ( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, è in partenza per il Vietnam dove inaugurerà uno stabilimento della Piaggio che rappresenta il più importante investimento italiano in quel Paese. Un giorno vissuto pericolosamente sul filo della rottura dove l'Alitalia è passata nello spazio di poche ore dal salvataggio al fallimento e poi ancora al salvataggio.

ROMA L'università italiana è un motore imballato. Può riprendere a funzionare l... ( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ci voleva molto meno e non si riusciva a trovare una cordata. Figuriamoci se si trova qualcuno disposto ad accollarsi anche un solo ateneo». Luigi Frati, che da domani si insedia come rettore della Sapienza, è ancora più esplicito: «Non solo non ci sono imprenditori con la capacità finanziaria di entrare in "società"

Appello di Fini: piloti Alitalia siate responsabili ( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: data: 2008-11-02 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Appello di Fini: piloti Alitalia siate responsabili Bossi: meglio il partner tedesco, il premier in campo Il commissario Fantozzi valuta il prezzo dell'offerta La Lega: temiamo i francesi, concorrenziali con noi sul turismo Duello tra autonomi e confederali ROMA —

Ma il governo è pronto anche alla precettazione ( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: troveranno conveniente aderire alla nuova Alitalia. In caso contrario infatti resterebbero senza sostegni al reddito. La fase che si apre prevede infatti che i dipendenti di Alitalia finiscano in cassa integrazione e da qui vengano assunti dalla Cai, la quale ottiene così i generosi benefici previsti dalla legge per le assunzioni di lavoratori dal bacino degli ammortizzatori sociali (

<Se ci chiamano uno per uno resteremo davvero uniti?> ( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E ora, poiché tu sei un dipendente Alitalia: vieni con noi, o no?», spiega Fabrizio Teresi, 36 anni, assistente di volo da 15 in Alitalia. Questa storia delle chiamate nominali scuote le sensibilità di molti. «In realtà, in un Paese normale, dovrebbe scuotere la sensibilità di tutti ».

Primo sì della Ue ai privati Prestito, rimborso allo Stato ( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, bollandolo come un illegittimo aiuto di Stato; ma questo prestito dovrà essere rimborsato da chi lo intascò, cioè appunto dalla «bad company» Alitalia in via di liquidazione con tutti i suoi debiti, e non dalla nuova Cai. In due parole: quando decollerà con i suoi aerei, la cordata guidata da Roberto Colaninno non avrà questa zavorra.

Partner 12 ( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Entro la stessa data l'Europa deciderà come valutare il prestito da 300 milioni dello Stato ad Alitalia Offerta Scade alla fine del mese l'offerta vincolante inviata venerdì dalla Cai al commissario straordinario Alitalia, Augusto Fantozzi. La risposta della bad company dovrà arrivare entro il 30 novembre novembre 30 novembre

ROMA Pier Ferdinando Casini vede buio sul futuro dell'Alitalia ( Non siamo profet... ( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia («Non siamo profeti di sventura, è positivo che Gianni Letta abbia sfornato la sua crostata; però più che un dolce è un pasticcio e si vedrà presto, senza nulla togliere ai suoi grandi meriti verso il Paese») e soprattutto giudica assai negativamente le mosse di Silvio Berlusconi in questa fase così delicata di emergenza finanziaria:

La terza via delle fondazioni ( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E poi le banche non sono l'Alitalia. Guadagnano ancora miliardi. Se per un anno o due riducono i dividendi o li distribuiscono come nuove azioni, ecco che la terza via diventa sostenibile. Del resto, se i titoli bancari fossero convenienti per lo Stato che, si dice, li potrebbe rivendere bene tra qualche anno, idem dicasi per le fondazioni.

Alta tensione a Fiumicino ( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Crisi Alitalia L'Avia: «3.000 posti a rischio, 1.500 esuberi» Alta tensione a Fiumicino Il sindacato degli steward: accordi stravolti «Testi stravolti rispetto a quanto concordato a settembre», un numero di esuberi che ora pare «enorme», «precari cancellati», «incertezze sull'utilizzo degli ammortizzatori sociali»,

Alitalia, torna la grande paura ( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è stato stravolto l'accordo di settembre, e i precari cancellati» Alitalia, torna la grande paura Il sindacato degli assistenti di volo: «1.500 esuberi, 3.000 a rischio» A Fiumicino è imminente la cancellazione di 9 voli intercontinentali, i posti a rischio «sono almeno 3 mila, precari cancellati» «Gli esuberi tra hostess e steward?

Radicali, attacco a Veltroni Bonino: <Un cumulo di errori> ( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: bugie colossali» sull'Alitalia, l'inutile detassazione degli straordinari, che nessuno farà più con la crisi economica, l'Ici abolita anche per chi guadagna bene, come i parlamentari. Ma l'obiettivo è puntato sul Pd, il partito che ha eletto nove radicali nelle sue liste, che è con i radicali negli stessi gruppi parlamentari.

Infrastrutture, Bossi: <Più pedaggi sulle strade> ( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aeroporto e il suo legame con la nuova Alitalia avevano nei giorni scorsi sollevato i mugugni di tutte le istituzioni lombarde, preoccupate dal fatto che i soci della Cai (la cordata che ne erediterà l'attività) non sembrano molto propensi a spostare traffico al Nord e pongono una serie di condizioni per garantire investimenti.

Così la Nuova Alitalia volerà "senza piloti" ( da "Giornale.it, Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La Nuova Alitalia, secondo il piano Fenice, avrà bisogno di 1550 piloti. 300 comandanti arrivano già da AirOne: dunque per Cai è necessario pescare 1250 piloti tra i 2100 attualmente in forza all?Alitalia. Ovviamente il discorso è più complicato: non tutti i piloti sono abilitati a guidare le macchine di cui si doterà la Cai.

Benvenuti nel club delle aquile tra auto blu e alberghi di lusso ( da "Giornale.it, Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: piloti Alitalia: un mondo a parte dove – in base al regolamento interno – tutti i mesi hanno 28 giorni, i giorni lavorativi durano sei ore e quelli di riposo 33. Siamo una categoria che non può permettersi di essere sfiorata dallo stress per non mettere a rischio la vita di chi è a bordo, motivo per il quale siamo riusciti a strappare condizioni di lavoro da nababbi.

"E se gli altri firmano, io che faccio?" ( da "Giornale.it, Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il giorno dopo la presentazione dell'offerta Cai per Alitalia e la firma dei contratti e dei criteri di assunzione da parte dei sindacati confederali, il personale di Alitalia vive con disagio il materializzarsi di una prospettiva finora sgradita. Le organizzazioni autonome (Anpac, Unione Piloti, Avia, Anpav e Sdl) si sono confinate sull?

Io non voto Obama ( da "Giornale.it, Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: questo post a un amico 04Sep 08 I conti su Alitalia Fate voi la somma. +Lo stato esce definitivamente dal trasporto aereo (Marrazzo permettendo) -Balla un miliardino di debiti che pagheranno i contribuenti +AirFrance chidedeva che i diritti di volo in Italia fossero solo suoi, ciò non è previsto dal nuovo progetto -Unire due debolezze (Ali e Air) amplifica una posizione dominante,

I tagli agli atenei finanziano le promesse elettorali ( da "Unita, L'" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ridotte agli atenei sono servite ad alimentare il decreto Ici e quello Alitalia. In buona sostanza: nulla di sociale. Molto di propagandistico. D'altronde, erano promesse elettorali. E il ministro di punta, quello che aziona le leve della finanza, ha eseguito perfettamente. Più tardi ci si è messa anche la crisi internazionale.

Piloti: mai con Cai A Fiumicino sarà il giorno dei ribelli ( da "Unita, L'" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oggi entra nel vivo anche l'esame dell'offerta di Cai da parte del commissario Fantozzi. L'intenzione è di fare in fretta, entro fine novembre, ma è da valutare il prezzo offerto da Cai con la stima degli advisor di Alitalia. BIANCA DI GIOVANNI ROMA bdigiovanni@unita.it

Gli editori: chiusure? No, ma crollo di affari Dopo l'allarme lanciato dall'Unità le case editrici in fermento Alcune lamentano l'allarmismo, altre troppi mesi di silenzio sul tema ( da "Unita, L'" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Ma parlare di sicuro fallimento mi sembra eccessivo; la salvezza dei soli editori "misti" mi sembra conseguenza non diretta e non necessaria del decreto. Per concludere non vorrei dare l'impressione di sottrarmi a un giudizio politico della vicenda: i tagli alla scuola e il blocco dei libri di testo mi sembrano due aspetti di una stessa idea (

L'ENERGUMENO SLANCIATO ( da "Unita, L'" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nuova Alitalia"); 9) i magistrati italiani sono in media i più produttivi d'Europa, anche se da anni i governi tagliano loro fondi e personale (-10 mila persone nell'ultimo triennio); 10) se "il 70% delle udienze finisce con un rinvio" non è per "gli errori procedurali dei magistrati", ma perché imputati, testimoni e avvocati non si fan trovare,

alitalia, autonomi denunciano la cai oggi le assemblee di piloti e hostess - lucio cillis e aldo fontanarosa a pagina 6 ( da "Repubblica, La" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina L´azienda replica: non abbiamo mai cambiato il numero degli esuberi Alitalia, autonomi denunciano la Cai oggi le assemblee di piloti e hostess lucio cillis e aldo fontanarosa a pagina 6 SEGUE A PAGINA

il fronte delle cinquecento mamme volanti "il contratto è pessimo, ma molte firmeranno" - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: comandante sul medio raggio di Alitalia. Venti anni passati alla cloche e tanta insoddisfazione: «L´accordo? Davvero pessimo, e non per la parte economica mi creda. è pessimo soprattutto se guardo ai colleghi che usciranno da Alitalia e resteranno fuori. Detto questo però, non me la sento di dire che non accetterò di lavorare con Cai.

"io, aggredito dai colleghi difendo l'intesa" ( da "Repubblica, La" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 30 anni in Alitalia da pilota. Nella veste di leader della Uil trasporto aereo, è stato aggredito verbalmente, con urla e insulti, da un gruppo di colleghi Alitalia all´indomani del via libera a Cai siglato a Palazzo Chigi. Un clima incandescente che rischia di far esplodere lo scontro all´interno delle stesse categorie di piloti e assistenti di volo.

alitalia, autonomi pronti a denunciare cai - aldo fontanarosa ( da "Repubblica, La" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina 6 - Economia Alitalia, autonomi pronti a denunciare Cai Oggi le assemblee di piloti e hostess. L´azienda: mai cambiati esuberi e selezioni ALDO FONTANAROSA ROMA - I 5 sindacati di base - gli arrabbiati di Alitalia - temono che la Cai voglia giocare sporco.

"niente aumenti in tredicesima ma premi alla produttività" - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anche le proteste dei sindacati autonomi di Alitalia sono legittime? «Considero la vicenda Alitalia chiusa: questi sono gli ultimi fuochi di una situazione che fa fatica ad essere metabolizzata, d´altronde i 15-20 anni di lassismo che hanno caratterizzato l´azienda non sono facili da cancellare».

Obama-McCain, comunque vada è una questione di cuore ( da "Giornale.it, Il" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Usa, la tragica ripicca di un popolo a lungo raggirato - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi -

Filarmonica, no dei tecnici Scala Rimini: subito un nuovo patto ( da "Corriere della Sera" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Che ricordano un po' la vicenda Alitalia. Il presidente dell'associazione della Filarmonica, Cesare Rimini sorride. Non gli va di commentare il paragone. Però dice di essere molto triste per la situazione. «Non voglio entrare nel merito o alimentare polemiche. Me lo impedisce il ruolo».

Alitalia, sale la protesta dei piloti Cai: ecco i criteri di assunzione ( da "Corriere della Sera" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia - data: 2008-11-03 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Alitalia, sale la protesta dei piloti Cai: ecco i criteri di assunzione Sdl: valutiamo azioni legali. La società: basta con accuse distorte «Niente discriminazioni per le donne. L'unica esclusione è per chi va in pensione» Assemblea a Fiumicino ROMA —

Il leader di Aquila selvaggia: non firmerei ( da "Corriere della Sera" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Formica minacciò di riassumere piloti in pensione o farli arrivare dall'estero. Una cosa simile a quella che tentò di fare nel 1995 Roberto Schisano, affittando aerei ed equipaggi dalla compagnia australiana Ansett: operazione che probabilmente contribuì a farlo saltare come un tappo di spumante dalla poltrona di amministratore delegato.

Sondaggio Sky-Tg24: bene l'offerta della cordata per 8 votanti su 10 ( da "Corriere della Sera" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bene il salvataggio Alitalia da parte di Cai. è il risultato del sondaggio quotidiano di Sky Tg24 che ieri, dopo che la cordata guidata da Roberto Colaninno ha deciso di presentare l'offerta per acquistare gli asset della vecchia Alitalia anche senza il sì delle sigle autonome, ha chiesto al proprio pubblico di votare.

Piloti, monta la protesta ( da "Corriere della Sera" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 03 num: - pag: 1 autore: di ALESSANDRO FULLONI categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia ORE DECISIVE Piloti, monta la protesta Oggi alle 15 assemblea a Fiumicino con piloti, assistenti di volo e personale di terra decisi a contrastare le proposte Cai. Una delle ipotesi è che prevalga la linea dura e si arrivi al blocco dei voli.

Nuova Alitalia, cresce il fronte del no ( da "Corriere della Sera" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fiumicino Oggi assemblea convocata dalle sigle autonome nel parcheggio: molti premono per la linea dura Nuova Alitalia, cresce il fronte del no Tensione e disservizi in aeroporto: addetti alle pulizie e autisti già fermi Alle 15 si riuniscono i piloti, gli assistenti di volo e il personale di terra più determinati a dare battaglia alle proposte Cai Fiumicino è una specie di polveriera.

Italia grande outlet: i nuovi poveri e i valori in svendita ( da "Corriere della Sera" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La svendita dell'Alitalia, di aziende un tempo gloriose, di interi settori dell'economia nazionale. Lo shopping degli stranieri, non solo di capi firmati ma soprattutto di lavoro, marchi, professionalità. La perdita di valore del denaro: anche la corsa folle dei prezzi è un aspetto del degrado dei contatti umani.

Crisi Alitalia? A Linate non è arrivata Al parroco "Una Ferrari in regalo" ( da "Giornale.it, Il" del 03-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 03 pagina 0 Crisi Alitalia? A Linate non è arrivata Al parroco "Una Ferrari in regalo" di Sabrina Cottone La foto choc pubblicata sulla rivista dello scalo milanese diretta dal sacerdote. Ma è giallo sul regalo da nababbi. La replica della Società aeroportuale: "E' solo un articolo ironico, legato alla diatriba per un posto auto" Milano -

cai, piloti in trincea "pronti a scioperare" ( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: composto dalle cinque sigle sindacali autonome dei lavoratori Alitalia, ha rifiutato l´accordo siglato il 31 ottobre a Palazzo Chigi tra la Cai e Cgil, Cisl, Uil e Ugl sui criteri di selezione del personale. La replica di Alitalia: l´offerta Cai è vincolante e irrevocabile fino al 30 novembre, l´accettazione sarà efficace solo se riferita alla stipulazione di tutti i contratti.

alitalia, autonomi sul piede di guerra - paolo g. brera ( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: replica di Alitalia: «L´offerta presentata da Cai per l´acquisto di complessi di beni e contratti di "Alitalia linee aeree italiane", di "Alitalia servizi", di "Alitalia express", di "Alitalia airport" e di Volare è vincolante e irrevocabile fino al 30 novembre, ed è unica e inscindibile per cui l´accettazione sarà efficace solo se riferita alla stipulazione di tutti i contratti»

tra i ribelli di fiumicino spintoni, lacrime e bimbi "pronti a bloccare i voli" - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Andrea non sembra interessato al destino di Alitalia. Eppure è lì anche lui, nella sala mensa di Fiumicino dove dalle 14,30 iniziano a confluire piloti in maniche di camicia, hostess in jeans attillati, dipendenti di terra con la passione della moto e il braccio infilato nel casco. C´è anche il personale in divisa che attende l´inizio dell´assemblea fissato per le 15.

le virtù della globalizzazione summit di economisti a frascati ( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non gli aiuti statali all´Alitalia, mascherati in tante forme e già visti negli anni Ottanta con il caso Alfa Romeo; non i tagli, che - come ha scritto - «applicati pro-quota colpiranno in egual misura un po´ tutti: sia le attività che sono puri sprechi sia quelle che dovrebbero essere potenziate».

alitalia, il no di punta raisi ( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Impegno del governo per aiutare gli addetti" Alitalia, il no di Punta Raisi Assemblea contro il taglio di cento dipendenti. Disagi ai check-in I dipendenti Alitalia di Palermo dicono no al piano di Cai: ieri i lavoratori hanno manifestato all´aeroporto Falcone Borsellino. Prima un´assemblea, poi la decisione di rallentare le operazioni di imbarco,

tagli a punta raisi scoppia la protesta cortei e disagi ai check-in - sara scarafia ( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ieri, per la prima volta, i dipendenti Alitalia di Palermo hanno manifestato all´aeroporto Falcone Borsellino per dire no al piano di Cai. Prima un´assemblea, poi la decisione di rallentare le operazioni di imbarco: per tutto il pomeriggio ha funzionato solo uno dei sette check-in solitamente aperti.

due secoli in duemila immagini - tiziana cozzi ( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Più di 1600 pagine complessive, trenta fotoreporter impegnati soltanto nell´ultimo volume (tra cui Tano D´amico, Luciano Ferrara, Claudio Corrivetti, Sergio Siano, Gianni Fiorito, Rino Barillari e agenzie storiche come Contrasto, Getty, Reuters, Reporters Associati) per un efficace memoriale per immagini che dalle lontane sequenze della guerra arriva fino ai ricordi più

Alitalia, è ancora scontro Piloti e hostess sulle barricate ( da "Unita, L'" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, è ancora scontro Piloti e hostess sulle barricate Sale la tensione tra piloti e assistenti di volo del «fronte del no», ieri riuniti a Fiumicino. Dopo tre ore l'assemblea ha votato due documenti che rigettano l'accordo del 31 ottobre di Palazzo Chigi.

una difesa targata inter per arrivare fino in vetta - luigi bolognini ( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia (autoironia o scarsa fiducia nei proprio mezzi? Comunque Alitalia va ben peggio), che ironicamente aveva quasi tutti gli stessi marcatori: proprio Conti, ma anche Maicon e Acquafresca, a cui aggiungere Bellucci. La differenza l´hanno fatta i voti dei giocatori che non hanno segnato, su tutti il 5 di Delvecchio.

ROMA Il fronte del no boccia l'accordo sui contratti tra Cai e sindacati per la n... ( da "Messaggero, Il" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Martedì 04 Novembre 2008 Chiudi ROMA Il fronte del «no» boccia l'accordo sui contratti tra Cai e sindacati per la nuova Alitalia. Piloti e assistenti di volo fanno scattare la mobilitazione. Il fronte però non sembra più compatto: l'Anpav ha abbandonato l'assemblea.

<Non è il '68. Contestazioni manovrate> ( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nelle generalizzazioni, l'Alitalia e l'università, i piloti degli aerei e i baroni». Chi li accusa dice che sia i piloti sia i baroni hanno i loro bei privilegi. E che privilegi. «Non siamo sullo stesso piano. A cominciare dagli stipendi...». Professore, gli atenei hanno ugualmente una lunga fila di guai.

Alitalia, si mobilita il fronte del no ( da "Messaggero, Il" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Martedì 04 Novembre 2008 Chiudi Piloti e hostess bocciano l'accordo. Ma l'Anpav lascia l'assemblea Alitalia, si mobilita il fronte del no

ANCHE la Roma, che inanella una sconfitta dopo l'altra e che tracolla verso la s... ( da "Messaggero, Il" del 04-11-2008)
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Abstract: Alitalia stenta a decollare, addirittura rischia di rimanere ferma nell'hangar, mentre la Roma ha sbagliato direzione di marcia e anziché verso Nord, va verso Sud; anziché salire, scende. Mentre il governo può intervenire o cercare di intervenire, sui problemi Alitalia, per quelli della Roma forse non vale nemmeno un viaggio della speranza a Lourdes.

Dottor Gervaso, tutti i suoi lettori aspettano con ansia di poter riprendere la lettura d... ( da "Messaggero, Il" del 04-11-2008)
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Abstract: fino alla penosa telenovela dell'Alitalia, allo tsunami borsistico, alle zuffe sulla riforma scolastica Gelmini. Ad aprile il Cavaliere aveva già vinto le elezioni con un'inequivocabile maggioranza. Le sorti del Campidoglio, invece, non erano ancora state decise. I pronostici aggiudicavano la palma a Rutelli, ma i quiriti lo hanno trombato.

Insulti e mozioni: tra i piloti del no in assemblea ( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)
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Abstract: REDAZIONALE Trattativa Alitalia Il racconto della riunione segreta dominata da Berti Insulti e mozioni: tra i piloti del no in assemblea ROMA — Insulti, spinte, tensione: l'assemblea del fronte del «no», vista dall'interno, è stata tutto questo, ma è stata anche un piccolo capolavoro del comandante Fabio Berti, gran capo dell'Anpac,

Il fronte del <no> resiste <Via l'accordo di ottobre> ( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)
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Abstract: esecuzione: la stipula dei contratti tra Cai e Atitech, e Cai e Alitalia Manutenzione. La Nuova Alitalia è disponibile infine ad assumere una partecipazione di minoranza nella società cui verrà ceduto il cargo. Rallenta invece il fronte delle alleanze: Air France-Klm resta in prima linea, ma l'offensiva della Lega si fa sentire.

12.566 ( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)
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Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-04 num: - pag: 8 categoria: BREVI 12.566 i dipendenti dell'Alitalia che verranno assunti dalla Cai e che confluiranno nella Nuova Alitalia dal 1Ë? dicembre

Urla e mozioni, poi Berti disse: trattiamo ( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)
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Abstract: Si entra solo mostrando un tesserino dell'Alitalia. Molti dipendenti senza la divisa, alcune hostess con i figlioletti in carrozzina. Primi interventi: Antonio Di Vietri, leader dell'Avia (assistenti di volo), che arringa e poi, posato il microfono, si volta e fa: «Oggi è la nostra linea del Piave.

Di Pietro capopopolo delle hostess. Ma Treu lo stoppa ( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)
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Abstract: ribelli» di Alitalia, è corsa la voce che il leader dell'Italia dei Valori stesse per unirsi ai lavoratori. La notizia si è rivelata poi infondata, ma è chiaro che Tonino deve aver lasciato il segno. Nelle lunghe giornate di settembre, quando le assemblee di piloti e hostess erano all'ordine del giorno, e poi quel giovedì 18,

Al sicuro i punti Millemiglia ( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)
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Abstract: compresi quelli relativi a «Alicorporate», che è dedicato ai dipendenti delle imprese che stipulino convenzioni con la compagnia. E a coloro che hanno comprato o compreranno un biglietto prima del decollo della Nuova Alitalia, per voli da effettuarsi successivamente a tale data, Cai garantisce la copertura.

Tor Vergata, insulti e sputi al pdl Bocchino ( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)
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Abstract: precari Alitalia, lavoratori dei call-center Atesia e metalmeccanici, per saldare la protesta e arrivare a «uno sciopero generale di tutte le categorie ». Sempre ieri, però, anche i giovani di Azione universitaria (An) sono scesi in campo. L'hanno fatto all'università di Roma Tre dove hanno occupato simbolicamente il rettorato (

Fiumicino, assemblea tesa in vista <agitazioni spontanee> ( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)
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Abstract: REDAZIONALE Crisi Alitalia Piloti e steward del «fronte del no» all'accordo con la Cai Fiumicino, assemblea tesa in vista «agitazioni spontanee» Minacciati blocchi sull'autostrada e malattie in massa La crisi dell'indotto: «Mentre noi stiamo qui a difendere il nostro posto di lavoro c'è già chi da 2 mesi sta senza stipendio» A Fiumicino comandanti,

Politecnico e Regione, altolà al governo ( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)
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Abstract: Spiccioli rispetto al salvataggio di Alitalia». Applausi. Poi è la volta di Formigoni: «è necessario razionalizzare, ma non si può tagliare allo stesso modo nelle università in cui ci sono sprechi e deficit e in quelle che riescono a far fronte alle spese». Meglio un sistema che premi gli atenei virtuosi: «C'è bisogno di una coraggiosa e organica riforma.

ROMA - Facoltà di Economia, Università La Sapienza di Roma. Se qualcuno pensa che ... ( da "Messaggero, Il" del 04-11-2008)
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Abstract: ex membro del Cda Alitalia, docente di Economia aziendale, Ballerini (Fondamenti di Matematica finanziaria), Blasi (complementi di Matematica generale), La Torre (Economia degli intermediari finanziari,e il professor Quattrociocchi. Un seminario si sarebeb tenuto a Bariloche, Patagonia, confine col Cile.

Sciopero, la Caporetto del sindacato ( da "Giornale.it, Il" del 04-11-2008)
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Abstract: Caporetto del sindacato di Redazione Sorpresa nel pubblico impiego: nove statali su dieci si ribellano a Cgil e Uil e vanno a lavorare Alitalia, si rompe il fronte del no: le hostess lasciano soli i piloti. Ecco la vera posta in palio Fallisce lo sciopero di Cgil e Uil: ieri hanno lavorato 9 statali su 10. Un plebiscito a favore di Brunetta: presenze da record persino nei ministeri.

Il retroscena Ecco le ragioni <inconfessabili> della rottura ( da "Giornale.it, Il" del 04-11-2008)
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Abstract: Alitalia era di 14,5 milioni di euro. Una cifra alla quale Cai ha reagito facendo marameo: l'Anpac ha chiesto otto distacchi, Cai è disposta a riconoscerne due, più i permessi di legge per tutte le nove sigle. I vertici sindacali dei piloti che hanno rotto le trattative non possono spiegare queste cose alla propria base.

boniek: "serve un manager con piano industriale" ( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L´ippica italiana somiglia all´Alitalia. «E forse sta peggio. Non date più soldi all´Unire, l´Unire va raso al suolo. Togliete la politica dall´ippica e affidatela a un manager con un piano industriale. Per me è un hobby, ma c´è gente che vive solo di questo». (c. z.)

"la finanziaria uccide i nostri atenei" l'allarme del rettore del politecnico - teresa monestiroli ( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: spiccioli rispetto al salvataggio di Alitalia» - sposato a sorpresa dal presidente della Lombardia Roberto Formigoni che, nel chiedere al governo un «ripensamento» lancia un appello: «Bisogna uscire alla logica dei finanziamenti a pioggia». Pur sottolineando la «necessità di una razionalizzazione della spesa», il governatore di centrodestra bacchetta l´esecutivo criticando «

LA LEZIONE CHE VIENE DALLA SCUOLA ( da "Giornale.it, Il" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E che chiede la stessa determinazione mostrata finora nel risolvere le emergenze (rifiuti, Alitalia...) ma anche un?accortezza particolare, una capacità di spiegarsi al Paese e di coinvolgere la maggioranza degli italiani, che questo cambiamento lo aspettano davvero. Che la scuola, dunque, serva da lezione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.

Piloti e hostess minacciano il blocco dei cieli ( da "Giornale.it, Il" del 04-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esito delle oltre 4 ore di assemblea indetta dai sindacati autonomi di Alitalia (Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl) che hanno rifiutato le proposte contrattuali di Colaninno & C. L'obiettivo è chiaro: costringere azienda e governo a riaprire le trattative e, in caso di mancata convocazione, indire uno sciopero generale dell'intero trasporto aereo.

1 novembre 2008 ( da "Foglio, Il" del 04-11-2008)
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Abstract: 1 novembre 2008 Adesso che il salvataggio di Alitalia torna in bilico, dopo il rifiuto dell?intesa da parte dei sindacati autonomi e il conseguente ritiro della Cai, Giulio Tremonti penserà di essere il solo, nella maggioranza, a poter dire di avere avuto ragione. Ma farà bene a non dirlo ad alta voce, perché in politica avere ragione non sempre è un vantaggio.

30 ottobre 2008 ( da "Foglio, Il" del 04-11-2008)
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Abstract: la risposta pronta al desiderio di sicurezza degli italiani e la vittoria su Alitalia, per il governo la scuola sembra l?unico piccolo neo in un contesto trionfale. Ma lo è davvero o piuttosto il Cav. fa bene a minimizzare, puntando invece ad approntare con rapidità gli strumenti adeguati per affrontare la crisi economica?

Con una tassa sui biglietti daremo a piloti e hostess ( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)
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Abstract: quella straordinaria e quella dei dipendenti Alitalia. Che in realtà è quella che si meriterebbe davvero l'appellativo di straordinaria: per la durata - sette anni complessivi - e per l'entità del trattamento economico, pari all'80% dello stipendio, garantito, peraltro, dai passeggeri, con la nuova tassa di imbarco di tre euro.

Stipendi d'oro ai comandanti grazie allo sconto sulle imposte ( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)
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Abstract: Alitalia l'indennità di volo come parte variabile rispetto alla paga base fu introdotta negli anni Novanta; oggi rappresenta la voce di gran lunga più importante, e può valere il triplo dello stipendio base. Negli anni è lievitata, e a sua volta si è scomposta in un minimo garantito e in una quota proporzionata all'impegno effettivo.

Colaninno: <Il problema è chiuso Non convochiamo i sindacati> ( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)
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Abstract: Uno dei tanti fronti ancora aperti riguarda il partner estero per la Nuova Alitalia. Si era detto che la scelta sarebbe scaturita dall'assemblea di Cai del 28 ottobre: così non è stato. Ieri Colaninno ha spostato la previsione alla fine di novembre, osservando che «sia Air France che Lufthansa hanno caratteristiche estremamente interessanti».

"sindacati confederali coraggiosi hanno salvato la compagnia" - roberto petrini ( da "Repubblica, La" del 05-11-2008)
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Abstract: nuova Alitalia, che è rappresentato dal fatto che l´Alitalia oggi gestita dal Commissario Fantozzi metterà in mobilità tutti i dipendenti, la gran parte dei quali sarà poi assunta dalla nuova Alitalia. Se dunque un qualsiasi dipendente dell´Alitalia messo in mobilità volesse cambiare mestiere o società ritenendo non soddisfacenti le condizioni dei nostri contratti di assunzione,

alitalia, aut aut del governo "niente cig a chi non firma" ( da "Repubblica, La" del 05-11-2008)
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Abstract: Pagina 17 - Economia Alitalia, aut aut del governo "Niente Cig a chi non firma" Cai: pronti ad assumere piloti Ryanair. Up: non si può

"alitalia, senza firma niente cig" ( da "Repubblica, La" del 05-11-2008)
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Abstract: Economia "Alitalia, senza firma niente Cig" Aut aut del governo. Cai: pronti ad assumere anche i piloti di Ryanair Damiano contesta il ministro. Il sindacato autonomo: anni per sostituirci Sacconi: il no a un lavoro analogo fa perdere il diritto agli ammortizzatori ROMA - Nessun ripensamento da parte di Compagnia aerea italiana,

i lavoratori alitalia vanno in piazza sui tagli a punta raisi è scontro nel pdl - sara scarafia ( da "Repubblica, La" del 05-11-2008)
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Abstract: Palermo I lavoratori Alitalia vanno in piazza sui tagli a Punta Raisi è scontro nel Pdl Cammarata: "Difendo lo scalo". Miccichè: "Niente allarmismi" La Cgil: "Il sindaco si sveglia tardi" Il Pd e la Provincia "Lombardo deve intervenire" SARA SCARAFIA Un sit-in a piazza Pretoria per chiedere certezze per il proprio futuro: stamattina i dipendenti dell´

Piano Pd: 8 milioni per le famiglie ( da "Unita, L'" del 05-11-2008)
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Abstract: Piano Pd: 8 milioni per le famiglie Alitalia, governo minaccia chi non firma Istat: al Sud povero un bambino su tre Grandes: infanzia triste sotto Franco Vince la Roma, l'Inter pareggia a Cipro

Alitalia, il governo minaccia: niente cassa integrazione per chi non firma ( da "Unita, L'" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: spiegare che non volano con nessuno dei modelli di aeroplani che attualmente ha in forza Alitalia e che i piloti della RyanAir sono quasi tutti pensionati o ragazzi di pochissima esperienza». Nonostante le minacce, comunque, il presidente Cai mostra ottimismo. Secondo Colaninno, entro novembre la Nuova Alitalia individuerà il partner straniero e per Natale sarà pronta a decollare.

Altro che socialista, Obama sarà un altro Bill Clinton ( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)
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Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Usa, la tragica ripicca di un popolo a lungo raggirato - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi -

Alitalia, senza firma niente Cig ( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)
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Abstract: Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi Scontro con piloti e hostess. Il governo e Cai: trattativa chiusa «Alitalia, senza firma niente Cig»

ROMA Braccio di ferro in Alitalia tra il "fronte del no", Cai e il governo. Gli autonomi ... ( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)
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Abstract: Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi ROMA Braccio di ferro in Alitalia tra il "fronte del no", Cai e il governo. Gli autonomi chiedono di riaprire la trattativa sui contratti, ma Colaninno risponde che non c'è più spazio per negoziare. Il ministro del Welfare Sacconi avverte: «Chi non firma non potrà usufruire della cassa integrazione, non è una minaccia, lo prevede la legge».

Graffiti, scuola e Croce Rossa: lo show di Bossi ( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Su Alitalia: «Bisogna che Berlusconi entri in campo, vedere da che parte tira 'sta Cai: se fa il filo ai francesi non va bene. Loro sono nostri concorrenti». Sulla preoccupazione che, lo ammette lui stesso, «cresce nel centrodestra» per le proteste del mondo della scuola: «Bisogna evitare che l'Università si metta insieme agli altri,

Colaninno: Alitalia, trattativa chiusa ( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)
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Abstract: Perché no» Colaninno: Alitalia, trattativa chiusa «Invieremo le lettere per le assunzioni nominative, secondo la legge» «Discriminazioni nei criteri di scelta del personale? Ho letto colossali stupidaggini» DAL NOSTRO INVIATO HANOI — Premette: «I piloti italiani sono tra i migliori al mondo».

<Chi rifiuta l'assunzione Cai perde la cassa integrazione> ( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)
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Abstract: Le prime lettere di messa in mobilità dei lavoratori di Alitalia, che preludono al licenziamento, sono arrivate ieri, inviate dal commissario straordinario Augusto Fantozzi. Riguardano 597 dipendenti di Alitalia Express e sono il primo vero atto di smobilitazione della vecchia compagnia. Ma ieri a preoccupare i lavoratori, in particolare quelli del «fronte del no»,

Muccioli, il leader degli assistenti di volo? Fa l'assicuratore ( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)
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Abstract: alludendo a tutti i dipendenti di Alitalia. Ma qualcuno già allora malignò che in realtà non volesse mandare a casa i suoi quattro dipendenti, qualora Alitalia gli avesse improvvisamente tagliato la convenzione. Malignità, appunto. Di certo, Muccioli nell'assemblea tenutasi lunedì scorso a Fiumicino,non è riuscito neppure a parlare, sommerso da un coro di fischi.

Gli occhi chiusi sui disabili ( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quasi contemporaneamente, mentre la trattativa Alitalia entrava nella stretta finale, il sindacato di base denunciava: «Non saranno riassunti i part time. Non saranno riassunti genitori affidatari unici di minori. Non saranno riassunti lavoratori invalidi in possesso dei requisiti di Legge 104.

Rutelli: fra i romani e il Pdl è finita la luna di miele ( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia alla Telecom. La maggioranza reagisce. «Livore e demagogia » per Dario Rossin, capogruppo del Pdl: «Rutelli non ha ancora assorbito la botta elettorale ». E il Pdl ricorda la sua scarsa presenza in aula Giulio Cesare. «Forse sta sottovalutando l'effetto boomerang - afferma l'assessore capitolino al Personale Enrico cavallari -

TALLEYRAND ( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: piloti e assistenti di volo Alitalia mi riportano alla mente questa frase (di Talleyrand, credo): «Ils n'ont rien compris, ni rien oublié». Lei forse sa a che proposito la disse? Cesare Cantoni Pradamano La frase «non hanno capito niente, non hanno dimenticato niente» sarebbe effettivamente di Talleyrand e sarebbe stata detta nel 1814 dopo il primo ritorno dei Borbone al potere.

ALITALIA E CAI ( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BREVI ALITALIA E CAI Domande dei clienti La nuova Alitalia volerà entro Natale, questa è una delle notizie di oggi sul caso Alitalia. Data ormai per scontata la soluzione Cai, sarebbe auspicabile che, sin da subito, la nuova compagnia (o chi per essa) chiarisse ai clienti almeno un paio di punti: i biglietti acquistati (ora) da Alitalia saranno validi per volare (

Pioggia scrosciante, vento a raffiche e allagamenti ovunque sul quadrante sud-ovest dell'area m... ( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia per Venezia delle 16,30. Punta massima del disagio per i passeggeri dell'Az diretto a Barcellona, decollati con un'ora e 35 di posticipo. Caos su tutte le strade in uscita dalla città. Poco dopo le 18,00 la Pontina è stata bloccata per un paio d'ore all'altezza di Castel Romano dove si sono abbattuti pini sulla carreggiata sia in corsia nord che in senso inverso.

Figli contesi. Anche dagli Stati ( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, sta combattendo un'estenuante battaglia con la madre di sua figlia Angela, che s'è portata la bambina in Danimarca, s'è risposata tre volte, i tribunali italiani hanno accertato che la piccola è stata coinvolta in una storia di abusi compiuti dal secondo marito di lei, e nonostante svariate sentenze e lettere personali inviate dal ministro degli Esteri italiano a quello

Ecco come Cai valuta gli asset della compagnia ( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi Ecco come Cai valuta gli asset della compagnia 900 milioni per Alitalia, 57 per Az servizi, il resto per le altre società. Tre rate fino al 2010

Alitalia, niente cassa integrazione per chi non firma ( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi «Alitalia, niente cassa integrazione per chi non firma» Sacconi: non è una minaccia ma la legge. Colaninno: potremo assumere i piloti Ryanair

ROMA - La Compagnia Aerea italiana (Cai) offre 900 milioni per Alitalia, 57 per A... ( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: offre 900 milioni per Alitalia, 57 per Az servizi, 7 per Alitalia Airport, 19 per Alitalia Express e 17 per Volare. In totale un miliardo esatto. Ma in contanti la nuova compagnia si impegna a versarne 285, salvo rettifiche e neanche tutti subito: 100 milioni al momento del closing (30 novembre), 92,5 milioni entro il 30 maggio 2009 e 92,

ROMA E' un braccio di ferro dall'epilogo francamente imprevedibile: da una parte ... ( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: cost irlandese che nei giorni scorsi si era detto disponibile ad assumere i "comandanti" di Alitalia. Replica secca dell'Up: «Colaninno dovrebbe farsi spiegare che i piloti di Ryanair non volano con nessuno dei modelli di aerei attualmente in forza in Alitalia». Quindi, quanto meno, dovrebbero sottoporsi a corsi di addestramento. Che, ovviamente, non potranno essere di breve durata.

E i piloti hanno pure la maxi-cassa integrazione ( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per i dipendenti Alitalia dichiarati in esubero lo Stato garantirà quattro di cassa integrazione e tre successivi di mobilità. E l'80% dello stipendio, calcolato sulla media degli ultimi 12 mesi, ma senza alcun «tetto» mensile. A coprire la differenza sarà il Fondo di integrazione al reddito, finanziato anche dai passeggeri,

Karlsson,ovvero gli alti e bassi del golf ( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Commenti Invia questo articolo a un amico 24Sep 08 Alitalia, piloti imbucati o in buca? Giusto un post-telegramma riguardo al titolo con cui abbiamo aperto il nostro Giornale martedì 23 Settembre:"Intanto i piloti giocano a golf". Dunque i piloti, gli stessi che hanno fatto saltare l'accordo con Cai hanno deciso di ingannare l'attesa del loro destino organizzando un torneo di golf.

<Alemanno non è capace di decidere> ( da "EUROPA ON-LINE" del 06-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per gli esuberi annunciati da tre soli gruppi: Unicredit, Telecom e Alitalia. Inoltre, l?occupazione in città risentirà per l?opposizione in Campidoglio anche sei tagli imposti dal governo nazionale al settore della cultura e dell?università, mentre negli alberghi sono già previsti per il 2008 un milione di pernottamenti in meno.

sapienza, blitz a fiumicino - laura mari ( da "Repubblica, La" del 06-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: hanno scritto gli studenti sul volantino distribuito ai dipendenti Alitalia e ai passeggeri - l´attacco del governo non riguarda solo la scuola, ma tutti i settori della società ed è per questo che è necessaria una risposta collettiva, uno sciopero generale coordinato e continuativo che blocchi la produzione fino a quando il governo non ritirerà i suoi provvedimenti».

dipendenti alitalia protesta all'ars ( da "Repubblica, La" del 06-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in Dipendenti Alitalia protesta all´Ars Oggi alle 9,30 di fronte a Palazzo dei Normanni, sede del parlamento regionale, i rappresentanti del settore trasporti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, insieme con i dipendenti di Alitalia e Aviation Services in servizio nell´aeroporto Falcone e Borsellino e ai lavoratori del call center Alicos,

"strade e ferrovie in ritardo la lombardia è penalizzata" - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 06-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: grado di risollevare Alitalia, ma anche la stessa Sea. In questo modo sarebbe possibile comprendere in che modo la società di gestione degli aeroporti lombardi è riuscita a tenere a galla tutti questi mesi lo scalo lombardo, garantendone i livelli di efficienza e di serietà, e quali sono le esigenze attuali, legate soprattutto all´assegnamento degli slot lasciati liberi da Alitalia»

alitalia, cai offre 1 miliardo i piloti sul piede di guerra - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 06-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per i beni e i contratti di Alitalia, il corrispettivo è di 900 milioni. E´ prevista una prima tranche di 275 milioni. Nel dettaglio per i beni e i contratti di Alitalia Servizi vengono offerti 57 milioni e per quelli di Alitalia Airport 7 milioni. Alitalia Express, invece vale 19 milioni e Volare 17 milioni.

<Strade, ferrovie e aeroporti Siamo agli ultimi posti in Italia> ( da "Corriere della Sera" del 06-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Grazie a loro tanti turisti arriveranno nel nostro Paese volando Alitalia. Perché, per Berlusconi «gli uffici Alitalia sono le prime agenzie di promozione turistica del-l'Italia nel mondo». Se invece avessimo svenduto la compagnia di bandiera «ai nostri cugini francesi, che conosciamo bene - aggiunge Berlusconi ditemi voi dove sarebbero andati a finire i nuovi ricchi di Cina,

<Alitalia, da Cai offerta di un miliardo> ( da "Corriere della Sera" del 06-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per i beni e i contratti di Alitalia Servizi l'offerta è di 57 milioni tra pagamenti in contante e accollo dei debiti. Con lo stesso meccanismo vengono offerti 7 milioni per Alitalia Airport, 19 milioni per Alitalia Express e 17 per Volare. Per quanto riguarda le somme da versare in denaro, ci saranno più tranche: la prima, di 100 milioni,

Il "fronte del no": alcuni ministri soffiano sul fuoco, disposti a firmare solo se cambiano i contratti Alitalia, i piloti pronti ad azioni di lotta Il commissario riceve l'offerta ( da "Messaggero, Il" del 06-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Giovedì 06 Novembre 2008 Chiudi Il "fronte del no": alcuni ministri soffiano sul fuoco, disposti a firmare solo se cambiano i contratti Alitalia, i piloti pronti ad azioni di lotta Il commissario riceve l'offerta Cai: un miliardo da pagare in più tranches

ROMA In attesa di una convocazione, che quasi certamente non arriverà, i piloti e gli ... ( da "Messaggero, Il" del 06-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: questione dei nuovi contratti della nuova Alitalia e la disponibilità a firmare un accordo «coerente con quanto sottoscritto con l'azienda a palazzo Chigi purchè vengano esplicitamente esclusi quei criteri di assunzione iniqui e discriminatori oggi presenti». Mancava la firma dell'Anpav (uno delle sigle degli assistenti di volo) contestata nell'infuocata assemblea di lunedì scorso.

<Raddoppiare Fiumicino anche senza Cai> ( da "Corriere della Sera" del 06-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 5 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia Il vertice «Raddoppiare Fiumicino anche senza Cai» Rivendicare la competitività di Fiumicino «che va raddoppiato nel 2009 anche senza Cai». Garantire adeguati ammortizzatori sociali. E costruire una piattaforma condivisa per il sistema aeroportuale del Lazio che includa anche Viterbo.

Massimo Tabacchiera è il nuovo presidente dell'Atac. L'attuale presidente di Federlaz... ( da "Messaggero, Il" del 06-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che tempo fa era anche stato protagonista del tentativo di organizzare una cordata di imprenditori romani che partecipasse all'operazione Cai-Alitalia: «Un ringraziamento sincero al sindaco di Roma Gianni Alemanno che mi ha scelto per un compito che considero certamente di grandissimo valore e responsabilità».

RHO (Milano) - E dopo gli studenti, tocca ai contestatori dell'Alta Velocità becca... ( da "Messaggero, Il" del 06-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e poi si spertica in elogi per gli imprenditori che fanno parte della cordata che dovrebbe salvare Alitalia: «Mi sono venuti i brividi quando sentivo lo slogan "meglio falliti che con i banditi" urlato da alcuni dipendenti Alitalia. Temevo che gli imprenditori se ne sarebbero lavate le mani. Invece sono rimasti lì, li vedrò tra qualche giorno».

La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli ( da "Giornale.it, Il" del 06-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro.

<Non c'è trasparenza. Ci vuole una gara per gli slot> ( da "Giornale.it, Il" del 06-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: «Primo: la procedura per la cessione dei beni di Alitalia deve osservare criteri di trasparenza. Ma noi abbiamo da tempo presentato un'offerta per acquisire asset, slot e personale e non abbiamo nemmeno ricevuto risposta». Forse è presto. «Lo spero. Ma da quanto si legge già a fine novembre ad Alitalia succederà Cai».

Nozze fatte. L'Open 2009 in casa Agnelli ( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Commenti Invia questo articolo a un amico 24Sep 08 Alitalia, piloti imbucati o in buca? Giusto un post-telegramma riguardo al titolo con cui abbiamo aperto il nostro Giornale martedì 23 Settembre:"Intanto i piloti giocano a golf". Dunque i piloti, gli stessi che hanno fatto saltare l'accordo con Cai hanno deciso di ingannare l'attesa del loro destino organizzando un torneo di golf.

Cai verso il decollo il primo dicembre dopo l'offerta da 1 miliardo ( da "Unita, L'" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisto del complesso dei beni e dei contratti Alitalia, e ha intascato il via libera della Iata, l'associazione mondiale delle compagnie aeree. Verserà una prima tranche di 275 milioni e si accollerà 625 milioni di debiti in più tranche. Nel dettaglio, per Alitalia Servizi vengono offerti 57 milioni, per Alitalia Airport 7 milioni, per Alitalia Express 19 e per Volare 17.

Piccola impresa tartassata dal governo e dalle banche ( da "Unita, L'" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: È un chiaro errore strategico il provvedimento sull'Ici e sull'Alitalia, che costerà molto di più di quanto dicono. Non solo. Le tasse su banche, petrolieri e assicurazioni alla fine non arriveranno: non ci sono più gli utili attesi a inizio anno. Intanto gli aiuti al paese reale non si vedono. Restano distorsioni assurde.

Calano i passeggeri Si aggrava la crisi di Linate e Malpensa ( da "Corriere della Sera" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia non c'è più (pressoché simbolici i 153 voli rimasti) e sui progetti di Cai sullo scalo varesino Sea nutre più di un dubbio. Senza contare che la compagnia aerea italiana uscirà dal traffico merci, concentrato in gran parte in Lombardia.

Comune, manovra da 160 milioni. <Niente tagli> ( da "Corriere della Sera" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: introiti della Sea dovuti al vecchio piano Alitalia e al nuovo piano Cai. «Sono amareggiata» attacca il sindaco Letizia Moratti che ieri ha presentato le linee guida del bilancio del 2009. Ma preferisce non attaccare frontalmente il suo nemico storico Giulio Tremonti: «Giusto non emendare la finanziaria, perché spesso le finanziare in passato sono state snaturate dai troppi emendamenti»

Malpensa, l'accusa di Bonomi ( da "Corriere della Sera" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per far fronte al «tradimento » di Alitalia — per ora nemmeno l'ombra. Ma Sea non si dà per vinta. Insieme con Emirates, ieri ha annunciato il raddoppio dal primo gennaio dei collegamenti da Malpensa per Dubai: da uno a due al giorno. L'ambizione del direttore generale di Emirates Italia, Massimo Massini, è di arrivare a tre.

Sotto la lente Alitalia, Air France più vicina ( da "Corriere della Sera" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BREVI Sotto la lente Alitalia, Air France più vicina (a. bac.) Alitalia manterrà la storica sigla di volo «Az». Lo ha confermato ieri l'amministratore delegato della Iata (organizzazione delle compagnie mondia-li), Giovanni Bisignani, ricevendo ieri l'amministratore di Cai, Rocco Sabelli, e il presidente dell'Enac, Vito Riggio.

ROMA Con la missione a Ginevra dei vertici Cai, un'altra tessera va al suo posto nel mosaico del ... ( da "Messaggero, Il" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Venerdì 07 Novembre 2008 Chiudi ROMA Con la missione a Ginevra dei vertici Cai, un'altra tessera va al suo posto nel mosaico del salvataggio di Alitalia: il via libera della Iata, l'associazione mondiale delle compagnie aeree. «È stato un incontro costruttivo e credo che ci avviamo ad un felice esito di questo passaggio tra Alitalia e Cai», ha detto Bisignani, numero uno Iata.

ROMA Parte ufficialmente la privatizzazione di Tirrenia, la cosiddetta "Alitalia dei mari”... ( da "Messaggero, Il" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia dei mari", la società di navigazione pubblica che per anni ha navigato con bilanci in rosso contando sulle risorse delle convenzioni pubbliche. Il Consiglio dei ministri ha infatti deliberato la definizione dei criteri di privatizzazione e delle modalità di dismissione della partecipazione detenuta indirettamente dal ministero dell'

MILANO - Riccardo Bruno si prepara allo sbarco in Clessidra. Il banchiere, fino al mese scorso co-he... ( da "Messaggero, Il" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: persona dossier importanti come Wind o Alitalia - di cui con Intesa Deutsche Bank ha curato l'ultima ricapitalizzazione - potrà mettere a frutto l'esperienza maturata a Roma dove gode di ottimi rapporti con il mondo finanziario e industriale della Capitale. In una fase storica che lo porterà sicuramente in prima linea anche nei processi di ristrutturazione di aziende nel Lazio e,

Prima linea ( da "Corriere della Sera" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-07 num: - pag: 4 categoria: BREVI Prima linea Fiumicino, epicentro della vertenza Alitalia ( foto Faraglia). A sinistra l'assessore Luigi Nieri

Lazio, cresce l'incertezza dei nuovi <lavoratori poveri> ( da "Corriere della Sera" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accelerazione della crisi: rischiamo la perdita di 30 mila posti di lavoro, tra crisi Alitalia, il piano industriale di Telecom e le crisi con avvio di mobilità in tutti i settori. Servono gli stati generali delle classi dirigenti istituzionali per un pacchetto di proposte anticrisi». Scartabellando nel rapporto, altri dati saltano agli occhi.

Il governo taglia, aumenti in vista: <Conti difficili, 160 milioni in meno> ( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pesano le ricadute di Alitalia e del nuovo piano Cai che per noi significano minori dividenti e quindi una perdita delle entrate di 35 milioni di euro. Sea, negli anni precedenti, aveva fatto un ottimo lavoro passando da 400 a oltre 500 milioni di euro di utile, ma questo lavoro è stato vanificato oltre che dal vecchio piano Alitalia dal nuovo piano Cai»

Battesimo dell'aria per Bondi: torna a volare dopo un corso ( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Tutto simulato, ma c'è la partenza e l'atterraggio e pure qualche vuoto d'aria. E magari solo per dar ragione a Spinoza («la paura non può essere senza speranza»), alla fine ce l'ha fatta. Un po' provato, certo. Perché quando s'è presentato al Cremlino per partecipare al bilaterale fra il governo italiano e quello russo i postumi delle quasi quattro ore di volo gli si leggevano

I traghetti Tirrenia verso i privati Ma il processo non sarà breve ( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: situazione del gruppo Tirrenia è completamente diversa da quella di Alitalia in quanto, a differenza della compagnia aerea, la Tirrenia ha un valore di mercato di oltre 1 miliardo di euro a fronte di un debito di circa 600 milioni». Secondo quanto hanno riferito alla Commissione i sindacati «per salvaguardare gli interessi dell'azienda, dei lavoratori, degli utenti e del Paese»,

cresta sul carburante degli aerei: un arresto e 8 denunce - gabriele isman ( da "Repubblica, La" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: un arresto e 8 denunce GABRIELE ISMAN Truffavano Alitalia, Wind Jet e Air One, caricando sugli aerei meno carburante del previsto, creando così una scorta occulta di prodotto petrolifero. Come questo surplus fosse poi utilizzato è ancora da chiarire, ma le indagini della Guardia di finanza che ha scoperto la truffa vanno avanti.

bolletta dell'acqua, pronta la stangata - giuseppina piano ( da "Repubblica, La" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E per la gestione della crisi Alitalia, visto che alla voce minori entrate ci sono anche 35 milioni di euro in meno di dividendi Sea: «Pesano le ricadute della crisi Alitalia e del nuovo piano Cai che per noi significano minori dividendi». Un 2009 di rincari? Questo il sindaco non lo dice.

scajola: "crollano le vendite di alitalia" ( da "Repubblica, La" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vendite di Alitalia" ROMA - La Iata garantisce «piena collaborazione» a Cai e alla nuova Alitalia. Giovanni Bisignani presidente dell´associazione assicura il proprio appoggio all´operazione. Nel frattempo, però, secondo il ministro Claudio Scajola, «le vendite dei biglietti di Alitalia» a causa delle tensioni con i sindacati autonomi di piloti e hostess starebbero crollando e «

i traghetti salpano verso i privati il governo dismetterà tirrenia ( da "Repubblica, La" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: assieme ad Alitalia e Ferrovie, è dunque pronto ad un percorso che lo traghetterà, anche se non a breve, lontano dalle braccia del Tesoro. Il Consiglio dei ministri ha deliberato la definizione dei criteri di privatizzazione e delle modalità di dismissione della partecipazione detenuta indirettamente dal ministero dell´Economia nel capitale della società.

Comune Mancano 160 milioni di euro: ( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: musei più cari per tappare il buco Sul bilancio pesano la crisi Alitalia , le scarse entrate dell'Ecopass e i tagli da Roma Il sindaco: «Manovra difficile, aumenti tariffe possibili». Assessori a caccia di sponsor Meno 160 milioni di euro. È con questa cifra che dovranno fare i conti a Palazzo Marino. Ieri la giunta ha approvato le linee guida per il bilancio di previsione del 2009.

Malpensa, battaglia di Sea per i diritti ( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma la Nuova Alitalia è ancora in attesa delle autorizzazioni di volo L'avvio della Nuova Alitalia il 1º dicembre, più volte preannunciato, risulta piuttosto improbabile. «Non c'è nulla di definito, visto che mancano ancora le necessarie autorizzazioni» ha detto ieri il responsabile della divisione corporate e investment banking di Intesa Sanpaolo,

Decreto sì, ma c'è una voglia bipartisan ( da "EUROPA ON-LINE" del 08-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: se si vuole evitare uno scenario tipo Alitalia», come ha detto ieri il democrat Enrico Letta alla Luiss, alla presentazione del libro di Giliberto Capano e Beppe Tognon (La crisi del potere accademico in Italia, Arel-Mulino). Certo, le tossine lasciate dal muro contro muro sulla scuola non aiutano la ripresa del confronto, nonostante l?

pininfarina non licenzia ma la cassa sarà lunga - marco trabucco ( da "Repubblica, La" del 08-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia non può essere sordo nei confronti di una azienda che vuole fare davvero innovazione. I lavoratori ci hanno anche chiesto di organizzare azioni davanti alle banche». Sullo stesso tono è Maurizio Peverati, segretario Uilm Piemonte: «L´azienda ha dichiarato la volontà di perseguire, in coerenza con l´accordo del 2007 la vocazione industriale e di rimanere sui mercati con prodotti

alitalia, autonomi sul piede di guerra voli rallentati con lo sciopero bianco - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 08-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina 23 - Economia Alitalia, autonomi sul piede di guerra voli rallentati con lo sciopero bianco British vuole intesa commerciale, Air France fa rotta su Austrian Ultimatum di piloti e steward a Cai: "Trattativa o da lunedì si rischia la paralisi dei cieli" I comandanti: "Ci atteniamo solo alle regole del manuale".

e a roma c'è una squadra dal cuore rosso - roma ( da "Repubblica, La" del 08-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: C´è un´assemblea dei lavoratori dell´Alitalia sotto le lamiere del cinodromo. «Ma sia chiaro, noi vogliamo fare del rugby corretto e di livello, non uno sport parrocchiale» dice Dario. Coinvolgeranno le scuole intorno per combinare sport popolare e crescita culturale e politica personale.

<Troppi bonus ai vertici Sea e Atm> ( da "Giornale.it, Il" del 08-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: arginare la crisi Alitalia». Un extra, appunto. Perché il cda dell'azienda gli ha riconosciuto un compenso pari a 87mila e 593 euro l'anno, oltre a un emolumento di 563mila euro legato al «raggiungimento di certi obiettivi». Da Sea ad Atm. L'azienda di trasporti pubblici ha di recente stretto la cinghia, intervenendo con una riduzione del 20 per cento delle retribuzioni dei top manager.

Alitalia, sciopero bianco dei piloti Il fronte del "no": il 25 stop ai voli ( da "Messaggero, Il" del 08-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sabato 08 Novembre 2008 Chiudi Alitalia, sciopero bianco dei piloti Il fronte del "no": il 25 stop ai voli Lettera a Cai: ridiscutere i contratti. British: sì a un'alleanza commerciale

ROMA I piloti insistono. Pressing su Cai (e anche sul governo) per riaprire il confronto su... ( da "Messaggero, Il" del 08-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per riaprire il confronto sui contratti della nuova Alitalia. E si muovono su un doppio fronte: della lotta e della diplomazia. Ieri hanno fatto scattare uno "sciopero bianco" che andrà avanti almeno sino a lunedì quando si riuniranno nuovamente in assemblea per fare il punto della situazione ed, eventualmente, proclamare uno sciopero.

La classe del Cav. ( da "Foglio, Il" del 08-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e oggi con i rettori) o altrimenti si sfarina. Il rigore paga e non solo mette con le spalle al muro le centrali corporative ma risveglia un orgoglio nel proprio lavoro in chi è richiamato alla responsabilità. Da qui discende il flop del rigurgito corporativo tentato dalla Cgil con lo sciopero fallito dei lavoratori statali.

alitalia, voli in ritardo per lo sciopero bianco - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, voli in ritardo per lo sciopero bianco Ma Cai non cede all´ultimatum degli autonomi. Attesa per la valutazione dell´offerta Rivolta dei passeggeri di un Roma-Cagliari, domani assemblea di piloti e steward ETTORE LIVINI MILANO - Primi disagi ai voli Alitalia per lo "sciopero bianco" indetto dai piloti di Anpac e Up mentre il fronte del no a Cai ?

Treni, tram, bus e metrò: sciopero di 24 ore per il nuovo contratto ( da "Unita, L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aereo in questa 24 ore di agitazioni è lo sciopero bianco dei piloti di Alitalia appartenenti ai sindacati Anpac e Up. La protesta - che da venerdì sta creando qualche disagio - punta a riaprire un nuovo tavolo di confronto con i vertici Cai e consiste nella rigida applicazione regole relative ai controlli che precedono il volo.

Vieno così definito quando i lavoratori anzichè astenersi dal lavoro applicano alla le... ( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi Vieno così definito quando i lavoratori anzichè astenersi dal lavoro applicano alla lettera i regolamenti causando disagi all'utenza. Nel caso Alitalia i piloti, per esempio, non collaborano spontaneamente alla predisposizione e alla messa in atto dei servizi svolti dal personale di terra.

Alitalia, sciopero bianco e voli in tilt ( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi I piloti continuano a rispettare rigidamente il regolamento. Domani nuova assemblea dei lavoratori a Fiumicino Alitalia, sciopero bianco e voli in tilt Ritardi fino a un'ora. Nei contratti Cai anche part time e telelavoro

ROMA Non chiamatelo sciopero bianco, per carità: i piloti precisano che dall'altr... ( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fatto è che da ieri gli aerei Alitalia stanno accumulando ritardi su ritardi: pochi minuti in mattinata che in serata hanno sfiorato l'ora su qualche tratta. Il rischio, ammesso anche dalla compagnia, è che, con il trascorrere delle ore, i ritardi possano provocare delle cancellazioni.

Ma con queste banche abbassare i tassi non serve ( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Usa, la tragica ripicca di un popolo a lungo raggirato - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi -

alitalia, la sfida dei piloti ( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina Cai non cede: trattativa chiusa, partono le assunzioni individuali. E oggi scattano anche le agitazioni di treni, bus e metro Alitalia, la sfida dei piloti Decisi 15 giorni di sciopero. Matteoli: il governo non si fa intimidire

"ma io con colaninno e soci non andrò mai a lavorare" - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Dice così perché lei andrà in pensione. Ma i piloti e gli assistenti più giovani che alternativa hanno? «Io non ho ancora i requisiti per andare in pensione, ma non sarò mai un dipendente di chi non rispetta il mio lavoro. Di chi non solo non rispetta la parola data, me nemmeno la firma che ha messo in calce a un accordo.

alitalia, nuova sfida dei piloti in arrivo 15 giorni di sciopero - barbara ardu ( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E lo stesso fanno i lavoratori Alitalia, che questa mattina si riuniranno di nuovo in assemblea a Fiumicino. Piloti e assistenti di volo sono decisi a rendere la vita difficile alla Nuova Alitalia. Il primo fermo sarà per il 25 novembre. Allo sciopero già indetto dai Cub hanno aderito tutti, ma i piloti vogliono tenere alta l´attenzione.

cai pronta a bruciare le tappe partono le assunzioni individuali - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia «deve ritenersi conclusa il 31 ottobre con la firma di tutti gli accordi e i contratti e del lodo Letta». Firmato: Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. La Cai ha rispedito ieri al mittente, con una letterina garbata di tre pagine inviate al "fronte del no" (Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl) la richiesta di piloti e hostess di un nuovo incontro per riaprire i negoziati sul futuro

s&p taglia il rating di aeroporti di roma pesano le incertezze sul futuro di fiumicino ( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L´agenzia Standard & Poor´s motiva la scelta con «l´attesa debolezza del business e del profilo finanziario» di Aeroporti, ma cita anche l´incognita Alitalia. A bilancio, Aeroporti di Roma ha ad esempio 50 milioni di crediti non pagati da Alitalia, di cui 36 per diritti d´atterraggio.

aspettando il socio estero - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che mostrano una faccia così feroce verso i nuovi padroni di Alitalia, devono essere convinti in cuor loro che in ogni caso la cordata di Colaninno e soci ce la farà a far decollare comunque quell´operazione Fenice che dovrebbe far rinascere dalle ceneri del fallimento di fatto la un tempo gloriosa compagnia di bandiera nazionale.

I piloti Alitalia sfidano Cai 14 giorni di stop entro maggio 2009 ( da "Unita, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alla Cai rimasta sorda alla richiesta di rivedere i criteri di assunzione nella nuova Alitalia. Quattordici giorni di sciopero, più uno. Praticamente una dichiarazione di guerra alla Cai di Roberto Colaninno e al governo che la sostiene. I sindacati autonomi di piloti e assistenti di volo di Alitalia non si danno per vinti e minacciano di mettere in ginocchio il trasporto aereo.

scontro al vertice di intesa passera e modiano ai ferri corti - paolo griseri ( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: operazione Alitalia mentre aveva pubblicamente definito «poco brillanti» i risultati del settore retail. Una indicazione piuttosto diretta sul pensiero dell´ad. Ufficialmente della questione non si è parlato ieri pomeriggio a Milano nel corso degli incontri preparatori che lo stesso Passera ha avuto con i dirigenti in vista del consiglio di gestione di domani.

cofferati: "paghe troppo alte così chiudono tutti i teatri" - luciano nigro bologna ( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Al loro confronto Alitalia era un´azienda florida. Sono tutti a rischio, ad eccezione, forse, della Scala. E molti potrebbero chiudere il sipario già nel 2009». Un allarme quasi disperato quello che Sergio Cofferati, primo cittadino di Bologna, quindi presidente della Fondazione del Teatro Comunale, e anche appassionato melomane,

gazebi e sezioni, la lega sbarca a roma - concetto vecchio ( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: un ex pilota Alitalia, una pr e lei, Claudia Bellocchi, 36 anni, l´ex modella che scappava dalle sfilate per andare ai comizi di Bossi. «I miei sono di destra, ma io sono sempre stata leghista, la pecora nera della famiglia». Un anno fa ha spontaneamente cominciato ad attaccare adesivi ai Parioli, il quartiere della Roma bene,

Alitalia, la sfida dei piloti ( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: un lunedì nero Alitalia, la sfida dei piloti Quattordici giorni di sciopero. Il governo: non ci spaventate MILANO — I sindacati autonomi di piloti e hostess all'attacco della Cai con l'annuncio di 14 giorni di sciopero. Il ministro dei Trasporti, Matteoli: «Il governo non si lascerà intimidire».

Alitalia, piloti in sciopero Il governo: non li temiamo ( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano - data: 2008-11-10 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia, piloti in sciopero Il governo: non li temiamo Il fronte del no: fermi 14 giorni. Replica Cai: trattativa chiusa La cordata di Colaninno dice no alla richiesta di incontro urgente dei 5 sindacati. Domani vertice con Cgil, Cisl, Uil e Ugl MILANO —

L'offerta della ( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-10 num: - pag: 2 categoria: BREVI L'offerta della Cai Cai ha offerto 1 miliardo per Alitalia: 900 milioni per la capogruppo (di cui 625 debiti), 100 milioni per le controllate

I ministri compatti: muro contro muro se non è un bluff ( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: maxi sciopero proclamato dalle sigle autonome di piloti e assistenti di volo di Alitalia, la reazione è compatta. «Stavolta basta», si dice. L'esecutivo non rincorrerà nessuno. è muro contro muro, anzi, sfida. Tanto più che nel governo, ormai, si comincia a dubitare anche della capacità degli autonomi, in questa situazione della compagnia aerea, di ottenere successo nell'iniziativa.

I piloti ( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-10 num: - pag: 2 autore: di LINA SOTIS categoria: REDAZIONALE Qui Lina I piloti e le hostess sperano che lo Stato non faccia fallire l'Alitalia. Sono fallite Swissair, Sabena, Varig, perché non l'Alitalia? Più che sciopero è suicidio lsotis@corriere.it

Scioperi ( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano - data: 2008-11-10 num: - pag: 3 categoria: BREVI Scioperi In deposito metro e tram Oggi sciopero di bus e metro con orari diversi da città a città Treni immobili per 24 ore I treni rimarranno fermi in stazione fino alle 21 di oggi Trasporti aerei bloccati il 25 Il 25 novembre scioperi in Alitalia, Meridiana e Eurofly

L'Osservatorio ( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il dubbio è sorto ad alcuni osservatori in relazione a vicende recenti, dal caso Alitalia alla trattativa sulla contrattazione. Nell'insieme, questi episodi hanno contribuito a sviluppare un dibattito sul ruolo e sulla funzione del sindacato, suscitando reazioni e pareri contrastanti e contribuendo a ridelineare la sua immagine tra i cittadini.

ROMA I sindacati autonomi dei piloti e degli assistenti di volo annunciano altri 14 giorni di sciop... ( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: chiesto a Cai di ridiscutere di contratti e selezione del personale per la Nuova Alitalia. In serata è arrivata la risposta dell'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli: le trattative si sono chiuse il 31 ottobre. Intanto, mentre il governo ribadisce che non si farà intimidire, il Garante dei pubblici servizi dice al Messaggero che l'annuncio di scioperi a raffica è illegittimo.

Alitalia, raffica di scioperi ( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi Piloti e hostess annunciano 15 stop fino a maggio. La Cai replica: trattativa chiusa Alitalia, raffica di scioperi Il governo: non ci faremo intimidire. Il garante Martone: protesta illegale

A dicembre 2006 il governo Prodi decide di privatizzare Alitalia. Dopo 16 mesi viene scelta Air F... ( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi A dicembre 2006 il governo Prodi decide di privatizzare Alitalia. Dopo 16 mesi viene scelta Air France che poi si ritira.

ROMA Per Antonio Martone, garante della legge sugli scioperi nei servizi pubblici, l'a... ( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: da parte dei piloti Alitalia è illegale. «La legge non consente di dichiarare scioperi in più date, la cosiddetta dichiarazione plurima», dice Martone al Messaggero. Che poi aggiunge: «Si tratta anche di un'osservazione logica: non ha senso fissare date di sciopero diversa dalla prima perché lavoratori e imprese possono raggiungere un accordo in ogni momento»

Alitalia, proclamati 15 scioperi fino a maggio ( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi Alitalia, proclamati 15 scioperi fino a maggio La Cai replica: siamo già venuti incontro alle richieste sindacali, trattative chiuse il 31 ottobre

ROMA Convocazione il 19 novembre e disponibilità a mettere intorno ad un tavolo tutti coloro c... ( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: impedire il decollo della nuova Alitalia. Il governo, afferma il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, «non si lascerà intimidire dalla dichiarazione di guerra» dei piloti che preannunciano 14 giorni di sciopero e alla vigilia del lunedì nero della mobilità dice chiaro e tondo, agli uni e agli altri, che è disposto ad «assumersi tutte le responsabilità e i provvedimenti necessari»

ROMA Cominciano il 25 novembre aderendo allo sciopero proclamato dalla Cub. E non si ferman... ( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, indebitata ed inefficiente». Il calendario degli scioperi che seguono quello del 25 novembre è già fatto: 6 dicembre, 7-16-27 gennaio dell'anno prossimo, poi 9 e 20 febbraio, 3-16 e 27 marzo, 7 e 20 aprile, 4-15 e 26 maggio. Giovedì piloti e assistenti di volo avevano chiesto un incontro alla società guidata da Colaninno per riaprire il tavolo di confronto su contratti

ROMA - Nessuno pensa che l'università vada difesa nella forma in cui si presenta ogg... ( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: impegno dei parlamenti locali che che si sono detti pronti a investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione della Regione Campania (che da sola ne ha stanziati 300 di milioni solo per le infrastrutture), ha chiesto «al Governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l'Alitalia». A. Ser.

A RISCHIO LA ROMA-FIUMICINO ( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi A RISCHIO LA ROMA-FIUMICINO Per protesta i dipendenti Alitalia potrebbero bloccare la via per l'aeroporto

Auto incolonnate, passeggeri in attesa di un'autobus o di un treno che non arriva, stazioni chi... ( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ferroviario si sommerà la protesta dei dipendenti Alitalia, il cosiddetto «Fronte del no» che ha raggiunto l'intesa con la Cai. Sono cinque infatti le sigle sindacali Anpac, Unione Piloti, Avia, Anpav e Sdl che hanno invitato i loro iscritti a raggiungere in auto la mensa di Fiumicino e a rallentare il traffico e potrebbero intasare ulteriormente il traffico e provocare ingorghi.

I piloti sfidano Alitalia: è sciopero La Cai resiste: "Ne assumeremo altri" ( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 10 pagina 0 I piloti sfidano Alitalia: è sciopero La Cai resiste: "Ne assumeremo altri" di Massimo Restelli Programmati 15 giorni di sciopero: le sigle paralizzano i cieli per difendere i privilegi nonostante l'azienda sia in crisi. Ma la Cai resiste all?assalto finale del "fronte del no": è pronta a chiamare dipendenti di altre compagnie.

L'OLIGARCHIA DELLA BRIOCHE ( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Ma ad una sola condizione. Che continuino a scioperare, a bloccare l?Italia, come hanno annunciato per i prossimi mesi. Che non mollino la loro intransigente posizione nei confronti di Cai, la nuova compagnia messa in piedi in un fiat da Colaninno.

<Fanno guerra a chi li ha salvati ( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E il governo non può consentire che si metta un veto a imprenditori che vogliono salvare un'azienda come Alitalia. Sarebbe un precedente pericoloso per tutti i governi, a prescindere dal colore». Ne ha discusso con il premier? «Ancora no, ma so bene d'interpretare anche il suo pensiero. Ne ho parlato invece con Gianni Letta, sconcertato come me e Maurizio Sacconi.


Articoli

Come il sindacato è tornato sugli altari (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Come il sindacato è tornato sugli altari Come nel ?94 e nel 2002 sono momenti di gloria per il sindacato in guerra contro il centrodestra. MARIO LAVIA Fa una certa impressione leggere sulle agenzie che, dopo aver tenuto il suo comizio dal palco della grandissima manifestazione sulla scuola, Guglielmo Epifani sia entrato ieri a palazzo Chigi fra gli applausi della gente. Ci sarà pure un po? d?enfasi giornalistica, ma è pure vero che si sono visti ragazzi dietro al palco chiamare a gran voce il segretario della Cgil come fosse uno di loro. Dunque quello che sembrava l?anno nero del movimento sindacale va chiudendosi in bellezza, anche perché è prevista un?ondata di mobilitazioni in cui spicca l?appuntamento del 5 dicembre dei metalmeccanici. Dal clamoroso errore su Alitalia ? la corresponsabilità del fallimento della trattativa con Air France ? all?inserimento (nel sentimento generale ancor prima che nella saggistica) nella odiosa ?casta?, dalla proliferazione di nuove sigle alle divisioni sulla riforma del modello contrattuale, per Cgil Cisl e Uil le cose si stavano mettendo malissimo. Poi, in queste ore, il clima è improvvisamente cambiato. Ma perché? Il punto di svolta è stata l?ultima tranche della vicenda Alitalia culminata con la firma anche della Cgil: Epifani apparve in grado di rientrare nella partita portando pure a casa alcuni risultati concreti: lì si è percepito un cambiamento nel rapporto politicopsicologico fra sindacato e opinione pubblica. In queste settimane poi c?è stata la bomba- scuola con le scelte di Berlusconi, Tremonti e Gelmini che hanno suscitato un vasto e nuovo movimento di protesta trasversale politicamente e generazionalmente incardinato su una linea concretissima e paradigmatica, i tagli. Come è risultato evidente nella giornata di ieri il sindacato ha saputo incanalare questa protesta. Ha saputo diventare il punto di riferimento, se vogliamo dir così, ?tecnico? di un movimento spontaneo. Ha saputo mescolare i suoi quadri e la sua esperienza in un fiume in piena. E ha saputo, sul punto, ritrovare una unità anche con sigle tradizionalmente lontane. Certo, non si deve esagerare. Perché in fondo siamo davanti ad un copione già visto in passato: per esempio nell?autunno del ?94, quando Berlusconi, a palazzo Chigi da pochi mesi (come adesso), mise in campo una riforma delle pensioni che il paese non accettava e che il sindacato mandò gambe all?aria insieme al governo che lo sosteneva. E però oggi c?è almeno una differenza non da poco su cui bisogna riflettere. Questa: nel ?94, e sotto certi aspetti nel 2002 (articolo 18), la sinistra e poi il centrosinistra affidarono proprio al sindacato il ruolo di opposizionepolitica tout court. Di fatto, nel ?94, ad innescare la miccia anti- Cavaliere furono Cofferati, Larizza e D?Antoni, e solamente l?anno successivo D?Alema, Gerardo Bianco, Dini ed altri spinsero sul palcoscenico della politica Romano Prodi e l?Ulivo. Nel 2002 fu ancora Cofferati (e Nanni Moretti) a rianimare le file smarrite di un centrosinistra uscito sconfitto da Berlusconi l?anno precedente. Oggi invece è in campo una forza come il Pd che non ha nessuna intenzione di delegare a soggetti altri il compito tutto politico di fare opposizione. Il che non esclude ? anzi ? la ricerca di una sintonia di fondo fra Veltroni ed Epifani, e magari Angeletti e Bonanni (e ? perché no? ? Renata Polverini). Ma in definitiva l?asse fra il leader del Pd e il capo della Cgil è costruito sull?idea, che vuole essere più nitida del passato, della distinzione dei ruoli. Il sindacato fa il sindacato, punto: Guglielmo Epifani non è Sergio Cofferati. E questa forse è una delle ragioni non ultime della ripresa del movimento sindacale.

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La norma salvamanager rientra dalla nestra. Opposizione in allarme (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

DDL SULLE CRISI AZIENDALI La norma salvamanager rientra dalla nestra. Opposizione in allarme L?opposizione lancia l?allarme: la norma ?salvamanager?, sparita dal decreto Alitalia dopo le prese di distanza del ministro Tremonti, torna in modo ancora più deflagrante in un altro provvedimento, questa volta presentato alla camera dallo stesso governo. Per questo motivo alcuni senatori ? Idv, Udc e Pd ? chiedono, con una mozione, presentata a palazzo Madama, al ministro dell?economia Tremonti di riferire urgentemente in parlamento. Il disegno di legge in questione è il ddl di ?Delega al governo per il riordino della legislazione in materia di gestione delle crisi aziendali?. Tecnicamente, l?effetto salvamanager si ha introducendo due ipotesi di equiparazione della dichiarazione di insolvenza a quella di fallimento: la prima riguarda la punibilità delle condotte indebite o ingiustificate tenute nel corso della procedura e le limita all?ipotesi di conversione dell?amministrazione straordinaria in fallimento; la seconda scatta nel caso in cui si riscontri la falsità dei presupposti per l?ammissione alla procedura, che sono la presenza di non meno di 200 dipendenti e l?ammontare dei debiti non inferiore ai due terzi dei ricavi. Duro l?attacco del Pd, per bocca del ministro ombra Lanfranco Tenaglia: «Si cerca di far rientrare dalla f inestra ciò che è uscito dalla porta. È una ignobile presa in giro ai danni del paese e di tutti quei cittadini truffati in scandali finanziari quali Cirio e Parmalat». Cosa ancor più grave dopo la crisi finanziaria scoppiata in questi mesi. «È vergognoso ? dice Tenaglia ? come il governo tenti nuovamente di sottrarre alla giustizia coloro che hanno derubato i risparmiatori. Siamo all?assurdo, perché quando in tutto il mondo si cerca di colpire i crimini finanziari da noi il governo cerca di garantire l?impunità per chi li commette. Anche questa volta Tremonti dirà «o io o la norma», dimenticandosi di essere l?autore della stessa?».

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la cai parte senza i piloti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)

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Pagina 1 - Prima Pagina Presentata la proposta d´acquisto dopo la rottura con Anpac e assistenti di volo. Mediazione di Letta a Palazzo Chigi La Cai parte senza i piloti Frenetiche trattative per salvare Alitalia, poi i confederali firmano ROMA - Cai ha presentato la proposta d´acquisto per Alitalia al temine di una giornata convulsa. Dopo aver ottenuto il via libera dei sindacati confederali, infatti, la cordata di imprenditori guidata da Roberto Colaninno si era scontrata con il "no" delle sigle autonome dei piloti e degli assistenti di volo. In serata, dopo la mediazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, la firma di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e quindi la decisione di Cai di procedere con l´offerta d´acquisto vincolante per la compagnia di bandiera. CILLIS, IEZZI E LIVINI ALLE PAGINE 2 E 3

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cai presenta l'offerta per alitalia ma hostess e piloti non firmano - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)

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Pagina 2 - Economia Cai presenta l´offerta per Alitalia ma hostess e piloti non firmano Trattativa-thrilling, poi il via libera dei confederali Il premier aveva profetizzato: "Anche questa volta Letta ci salverà" LUCIO CILLIS ROMA - Solo quattro firme su nove, ma Cai va avanti lo stesso e Alitalia si salva sul filo di lana. L´offerta vincolante che doveva essere presentata entro mezzanotte di ieri, è arrivata in serata sul tavolo del commissario straordinario della Magliana, Augusto Fantozzi dopo l´ennesima, estenuante maratona a Palazzo Chigi, con colpi di scena a ripetizione e indiscrezioni che hanno avvelenato l´ultimo giorno utile per chiudere la difficile trattativa. Alitalia quindi non fallisce anche se il clima all´interno del sindacato del settore aereo è pesantissimo e molti ostacoli restano sul cammino dell´operazione. Lunedì gli autonomi "ribelli" chiameranno a raccolta i propri iscritti per decidere quale strategia adottare nelle prossime settimane: aderire alla proposta di Cai come hanno fatto i colleghi confederali, oppure innescare una serie di proteste che potrebbero mettere in difficoltà il Paese. In calce all´accordo siglato davanti al sottosegretario alla presidenza Gianni Letta dai vertici di Compagnia aerea italiana, Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt e Ugl Trasporti, mancano le firme dei piloti di Anpac e Up, quelle degli assistenti di volo di Anpav, Avia e Sdl che non si sono presentate nella sede del governo entro le 22, termine ultimo fissato da Letta per chiudere la partita. Sono due le questioni nel mirino dei naviganti. E riguardano i criteri di esclusione dall´assunzione nella nuova compagnia, in particolare gli esoneri notturni per le mamme con bimbi piccoli (in questi casi il personale non può volare tra le 23 e le 6 del mattino) e sulle esenzioni dal lavoro per i dipendenti con familiari a carico affetti da gravi patologie. Forte del sì confederale Compagnia aerea italiana ha presentato al commissario di Alitalia Augusto Fantozzi l´offerta vincolante per l´acquisizione degli asset della compagnia di bandiera che scadrà il 30 novembre. Una scelta che, secondo Cai, era maturata già prima del cda pomeridiano che all´unanimità, ha dato il via alla proposta di acquisto. L´assenza dei rappresentanti di comandanti e hostess, dunque, non rappresenta un problema, anche se resta il giallo della firma apposta dai confederali in due tempi: il lodo Letta e i criteri di assunzione hanno avuto il placet confederale nel pomeriggio mentre la parte relativa ai contratti, ha incassato l´ok solo in serata. I primi segnali del "no" degli autonomi emergono intorno alle 15, con la presentazione da parte di Gianni Letta, di un lodo, un documento di premessa al contratto ed ai criteri di selezione del personale nella nuova Alitalia. Il testo proposto da Letta ottiene il via libera di confederali e Ugl ma non quello dei naviganti: Anpac, Anpav, Avia, Sdl, Unione Piloti si sfilano e dicono no. Cai, a questo punto, fa retromarcia: il presidente Roberto Colaninno e l´ad Rocco Sabelli lasciano Palazzo Chigi e danno il via al primo, drammatico cda di Compagnia aerea italiana. Le indiscrezioni che filtrano parlano di "offerta ritirata". Un colpo durissimo alla credibilità del governo e del premier Silvio Berlusconi che però si mostra sicuro del successo del sottosegretario, affermando: «Letta ci salverà». Le diplomazie, infatti, a metà pomeriggio, si rimettono in moto. Cai prosegue il cda e chiede ai confederali di siglare anche il testo sui contratti di lavoro. Incassata la firma il cda vara l´offerta vincolante, da oggi sotto la lente di advisor e legali del commissario Fantozzi che ieri ha confermato di aver ricevuto la richiesta condizionata al via libera Ue che si pronuncerà il 12 novembre. In ogni caso il presidente di Cai, Roberto Colaninno, non crede che la mancata firma dei sindacati autonomi sui nuovi contratti di Alitalia comporterà dei problemi ed anzi, apre la porta a eventuali ripensamenti della controparte: «Se vogliono firmare...». L´intesa, per l´ad di Cai Rocco Sabelli «è un primo passo, ora abbiamo quello che ci serve per passare alle fasi successive».

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gli autonomi restano in trincea "carte cambiate, lunedì assemblea" - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 2 - Economia Ma l´azienda è pronta a contattare singolarmente i piloti. Non escluso il ricorso a equipaggi esteri Gli autonomi restano in trincea "Carte cambiate, lunedì assemblea" LUCA IEZZI ROMA - Per piloti e hostess è stata una vera e propria notte delle streghe: Anpac, Unione Piloti, Sdl, Avia e Anpav hanno confermato il rifiuto dei contratti predisposti da Cai e ora si affidano alla reazione dei lavoratori. La rottura li lascia isolati, Cai e governo festeggiano "il salvataggio del tentativo di salvataggio" e si ritengono soddisfatti dell´appoggio dei confederali, come spiega la dichiarazione dell´ad di Cai Rocco Sabelli: «La firma dei confederali ha permesso a Cai di presentare un´offerta e di coagulare il consenso di forze rappresentative della base dei nostri futuri dipendenti». Già sono chiari i punti di forza con cui l´azienda farà pressione sui lavoratori: la possibilità di ingaggiare personale navigante all´estero e l´estrema libertà che i criteri di assunzione approvati ieri lasciano a chi procederà alle «chiamate dirette» per le assunzioni nella Nuova Alitalia. Così la base diventa l´ultima trincea dei dissidenti: l´assemblea indetta per lunedì sarà il vero banco di prova per dimostrare che non possono essere lasciati ai margini. Nel merito i sindacati autonomi «confermano il giudizio negativo sul metodo del confronto». In particolare accusano i manager Cai di aver presentato testi «non conformi» a quanto concordato e sottoscritto con l´azienda e con il Governo nel mese di settembre a Palazzo Chigi. «Ciò comporta, tra l´altro - puntualizzano in un comunicato - un deciso aggravio delle penalizzazioni in capo ai lavoratori sia in termini contrattuali che occupazionali, negando altresì ogni possibile prospettiva di lavoro alle migliaia di precari che operano nel settore». Il nuovo contratto sarebbe peggiorativo anche nelle parti in cui sono state utilizzate le norme applicate ai lavoratori Air One. Secondo le stime per piloti e hostess gli stipendi si ridurranno oltre il 7% previsto nell´accordo di Palazzo Chigi, con in più una riduzione delle tutele su riposi e limiti di utilizzo. Accuse anche al governo poiché al momento chi non verrà riassunto non ha la certezza che tutte le tutele promesse si materializzeranno: «A questo proposito ancora nulla si è concretizzato da parte del ministero del Lavoro in merito alle annunciate misure previdenziali orientate a favorire la gestione delle eccedenze di personale». Scontri anche sulla scelta dei criteri di assunzione per i 12.500 nuovi dipendenti di Alitalia: «Gravissima inoltre - scrivono le cinque sigle - risulta la permanenza tra i criteri di esclusione dall´assunzione in Cai, di quelli relativi a madri che accudiscono figli minori o a dipendenti che assistono un familiare con un disagio grave e protetti da specifiche leggi dello Stato. Altrettanto incomprensibile la discriminazione relativa a coloro che già usufruiscono del part-time, istituto che può anche essere utilizzato quale forma solidaristica tra i lavoratori senza oneri aggiuntivi per l´azienda».

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berlusconi si gioca l'ultima carta "è l'ora di fare tutti un passo indietro" - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 3 - Economia Frenetico giro di telefonate tra Palazzo Chigi e Colaninno per evitare il fallimento della compagnia Berlusconi si gioca l´ultima carta "è l´ora di fare tutti un passo indietro" La cordata: Ora basta con i ricatti L´ok definitivo della Ue ultimo vincolo Air France pronta a entrare al 20% A Lufthansa resta lo sfruttamento di Malpensa ETTORE LIVINI MILANO - Prima il no di piloti e hostess. Poi i dubbi dei soci Cai, arrivati a un passo dall´addio ad Alitalia in assenza di un ok a 360° dei sindacati confederali ai nuovi contratti di lavoro. La partita della Magliana ha rischiato ieri per qualche ora di trasformarsi in un boomerang da incubo per il governo, già alle prese con le proteste di piazza contro la riforma Gelmini. E solo un frenetico giro di telefonate tra Silvio Berlusconi e Roberto Colaninno e la diplomazia di Gianni Letta hanno consentito di evitare in zona Cesarini uno stop ai negoziati che avrebbe messo a terra in meno di 48 ore gli aerei della compagnia. Il pressing e le promesse del Cavaliere, che sulla partita Alitalia ha giocato un bel pezzo della sua credibilità, hanno convinto tutti a fare un passo indietro. Cgil, Cisl, Uil e Ugl ? che con il governo hanno più di un tavolo aperto ? hanno sottoscritto sia il lodo Letta che tutti i contratti già concordati un mese fa. E la loro firma ha convinto anche i soci più riottosi della Cai ? Riva e Aponte in testa ? a dare mandato a Colaninno per presentare al commissario Augusto Fantozzi un´offerta formale, allontanando lo spettro di un fallimento che per qualche ora era parso quasi inevitabile. Insomma i soci Cai vanno avanti e dicono «basta ai ricatti». La strada però è ancora in salita. E le trattative concitate di ieri non sono riuscite a sciogliere tutti i nodi per il salvataggio. Il primo, ovviamente, è quello di convincere piloti e hostess a firmare l´intesa con Cai. L´esecutivo, attraverso un Letta un po´ sorpreso dall´improvviso irrigidimento delle parti, si sarebbe impegnato a fare da mediatore. Ma Colaninno & C. ? in assenza di accordi ? sarebbero pronti a tirar dritto, arruolando il personale per far volare gli aerei delle nuova Alitalia tramite contratti individuali. Il secondo problema, forse l´ostacolo più alto, è l´ok definitivo della Ue, condizione vincolante posta da Cai per chiudere l´operazione. I venti soci del gruppo ? già alle prese con qualche problema di finanziamento ? non hanno alcuna intenzione di farsi carico dei 300 milioni di prestito ponte garantito dal governo alla Magliana, un onere che la cordata non può accollarsi. I legali sono però da mesi al lavoro per trovare una soluzione di discontinuità che separi per sempre i destini e i debiti della vecchia Alitalia (300 milioni compresi) ? destinati a gravare sulle spalle dello stato e dei cittadini ? dalla parte sana dell´azienda. Cai prenderà una nuova licenza, rileverà asset e non rami d´azienda, assumerà formalmente i singoli dipendenti, che dovrebbero essere costretti a insinuarsi al passivo della "bad company" per recuperare il loro Tfr. Per completare il quadro finanziario del Progetto fenice, poi, mancano l´accordo per rilevare le attività Air One ? alcuni soci della cordata avrebbero espresso dubbi sul valore attribuito a questi asset ? e la definizione del prezzo d´acquisto della nuova Alitalia. Banca Leonardo, advisor di Fantozzi, non avrebbe ancora presentato alcuna stima ufficiale sui business, anche se le prime valutazioni indicano cifre inferiori ai mille miliardi circolati come indiscrezioni nei giorni scorsi. Anche perché la crisi del trasporto aereo sta deprezzando giorno dopo giorno il valore degli aerei in portafoglio ad Alitalia. E i soci della Cai ? dopo la dimostrazione di buona volontà data ieri con l´ok all´offerta anche senza la firma di tutte le parti sociali ? sono convinti che sul prezzo da pagare non sarà difficile trovare un accordo. L´ultimo dilemma da sciogliere è quello dell´alleanza internazionale. Ma qui i giochi sembrano fatti. Air France e Lufthansa avrebbero raggiunto un tacito accordo per spartirsi i cieli dell´Europa del sud. Parigi dovrebbe entrare in Cai con una quota vicina al 20%. I tedeschi punteranno su Austrian e sulla Malpensa, dove intendono posizionare ? se ce ne saranno le condizioni ? il loro quarto hub. Questo armistizio non dichiarato potrebbe però creare qualche grattacapo proprio al governo Berlusconi. Air France e la Cai stanno spingendo per aprire il meno possibile i cieli lombardi ai tedeschi e avrebbero preteso impegni precisi dal premier. La Lega (che sull´argomento ha già mandato sotto il governo in aula una volta, votando un ordine del giorno Pd) è però pronta a fare le barricate per difendere Malpensa. E ha già chiesto assieme al sindaco di Milano Letizia Moratti e al governatore Roberto Formigoni quella liberalizzazione dei trattati bilaterali che consentirebbe a Lufthansa di riposizionare una serie di voli intercontinentali a Milano. Probabile che anche in questo caso il Cavaliere sia costretto ad affidarsi al paziente lavoro diplomatico di Letta per evitare che la partita Alitalia, già arrivata ieri a un soffio da un collasso dagli effetti imprevedibili per l´esecutivo, si trasformi di nuovo in una corsa ad ostacoli per la maggioranza.

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"alitalia fallita, anzi no". fiumicino, altalena della paura (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Roma "Alitalia fallita, anzi no". Fiumicino, altalena della paura Una giornata da brivido, con l´incubo di nuovo del fallimento senza alternative: ieri i dipendenti dell´Alitalia hanno trattenuto il respiro per tutto il giorno in conseguenza della crisi nelle trattative generata dal "no" dei sindacati autonomi, e della voce di un ritiro della Cai. Poi la retromarcia del gruppo guidato da Colaninno, ma tra i lavoratori resta la paura: «Per noi c´è un domani ancora incerto». E il presidente della Regione, Piero Marrazzo, in pressing sull´azienda: «è il momento della responsabilità». BUCCI E SAVELLI ALLE PAGINE IV E V

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"il mio contratto scade oggi" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Roma La storia "Il mio contratto scade oggi" Daniele stacca dal check-in di Fiumicino alle nove di sera. Poco dopo la Cai fa l´offerta per l´acquisto. Ma per lui non cambia nulla. «Perché il mio contratto scade proprio oggi. è la mia prima esperienza, e purtroppo è già finita» racconta il 22enne, 1.100 euro al mese di base («ma tanto gli straordinari non ce li fanno fare») per quattro mesi di lavoro. Lo stagionale ora torna a casa. Ma ha idee precise: «La nostra azienda, in realtà, è in attivo» (Alitalia-Airport si occupa dei servizi a terra). «Ma se cade la Cai, crolliamo anche noi. Non ho troppa fiducia in questa cordata: si tratta di imprenditori che hanno interessi diversi da quelli di una compagnia area. Si doveva puntare prima su un vettore straniero». (c.a.b.)

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altalena alitalia, lavoratori in ansia "per noi un domani ancora incerto" - carlo alberto bucci flaminia savelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Roma Altalena Alitalia, lavoratori in ansia "Per noi un domani ancora incerto" A Fiumicino tra dipendenti, piloti e hostess dopo l´offerta Cai "Noi assistenti di volo siamo 4000, più gli 800-1000 di AirOne. Come avverrà la selezione?" CARLO ALBERTO BUCCI FLAMINIA SAVELLI «La cai non presenta più l´offerta per Alitalia?». «Aspetta un attimo, ora ci dicono che invece lo fa». «E i sindacati autonomi di piloti e assistenti di volo, che decidono?» «Firmano come hanno fatto confederali e Ugl?». Sembra proprio di no, «ma non è detto, e poi si sono dati appuntamento per lunedì». Voci che si rincorrono, di volo in volo. E si posano a terra, si affastellano come gli striscioni e i cartelli scritti a mano che steward e hostess hanno appeso sul muro di cemento del loro posto di ritrovo all´aeroporto Leonardo da Vinci. Un giornata caotica quella di ieri per il destino della compagnia di bandiera. Un´incertezza che arriva come un vento gelido sulle facce stanche dei lavoratori Alitalia davanti al Centro equipaggi. Una voce comune, tra chi fatica in aria e ma anche tra i precari dei check-in: «Che errore! Dovevano venderci ad Air France». Poi a sera giunge la notizia che la Cai ci sta, la trattativa va avanti. Ma rimane la paura per un domani pieno di incertezze. E nessuna gioia. «Non era gioia quella che ci fece esultare quando fallì per la prima volta l´intesa. Ma un triste sospiro di sollievo, e la speranza di avere a che fare in futuro con un "padrone" che abbia cognizione di causa sul trasporto aereo», sibila Simona, bavero alzato, da 18 anni hostess full time. «Noi assistenti di volo siamo 4000, cui devi aggiungere gli 800-1000 di AirOne. Ebbene, la Cai ha detto che ne rimarranno 3300. Come faranno la selezione?». La domanda su chi lasceranno a terra se la pone anche «Antonello, «ma il nome vero non te lo dico, ho paura in questo momento di tagli» aggiunge lo steward, 35 anni, da 12 in Alitalia, il viso segnato dalla stanchezza dopo una giornata su e giù per l´Italia. «Gira voce che stanno facendo le schede di valutazione e chi si espone potrebbe saltare. La Cai sono mesi che ci mette sotto pressione, ma noi manteniamo la calma, non abbiamo fatto neanche un giorno di sciopero. Vogliamo una gara limpida e senza preclusioni per gli stranieri. E non ci stiamo a far pagare al Paese i 2 miliardi di buco». Il capo cabina Massimiliano Ercolani è delegato della sigla sindacale Sdl: «Alcuni punti dell´accordo sono inaccettabili. Primo fra tutti il criterio di assunzione e soprattutto la nota su chi usufruisce della legge 104», i permessi per chi ha ad esempio un familiare disabile. «è inaccettabile perché su 4000 assistenti di volo ne usufruiscono 165. Non è possibile che un numero così esiguo possa pesare così tanto nell´economia dell´azienda». Francesca Ferz ha 33 anni, è stata assunta nel 2007, «dopo sette anni di precariato». E oggi, appena sbarcata, alla domanda: «Quale futuro?», risponde scuotendo la testa «Noi non lo abbiamo, un futuro». Ancora più incerto quello di Lina. Si compre metà del nome scritto sulla divisa che incornicia il suo bel viso di ragazza del Sud. Ha 29 anni, una laurea in scienze politiche, una casa in affitto a Ostia, uno stipendio di 1.050 euro al mese. «Ma solo fino al 30 novembre, perché da dicembre siamo tutte disoccupate». Si riferisce a un´ottantina di stagionali come lei, hostess a tempo determinato. «è la terza stagione per me, e non so se ce ne sarà un´altra. Sono otto mesi che lavoro, senza neanche un giorno di ferie. E questo mese in busta paga ho trovato 970 euro». Sperava nell´Air France, Lina, arrabbiata «con chi non ha voluto i transalpini». E il domani? «Tornerò per un po´ a casa dei miei, ma poi sarò di nuovo qui. è qui il mio futuro».

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il pressing di marrazzo sull'azienda "è il momento della responsabilità" - renata mambelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Roma Il pressing di Marrazzo sull´azienda "è il momento della responsabilità" "In questi mesi Cai ha potuto contare su condizioni irripetibili" RENATA MAMBELLI Le notizie di ieri su una nuova rottura nella faticosa trattativa per l´Alitalia avevano diffuso preoccupazione e sconcerto a Roma e nel Lazio, dove vivono moltissimi lavoratori che operano nella compagnia aerea. Lo stop della Cai, prima del contrordine e della presentazione in serata dell´offerta, aveva nuovamente scatenato le reazioni di amministratori e politici. Il primo a intervenire e a fare pressing era stato il presidente della Regione, Piero Marrazzo, che chiedeva alla Cai di ripensarci e di presentare comunque l´offerta. «è il momento della responsabilità», diceva il governatore, «ritengo che, anche se alcuni sindacati hanno scelto di affossare un accordo già raggiunto da tutte le altre sigle sindacali, Cai debba puntare in ogni caso alla chiusura della trattativa». «In questi mesi», aggiungeva Marrazzo, «Cai ha potuto contare su condizioni irripetibili per l´acquisizione di un´azienda dalle grandi opportunità di sviluppo come Alitalia, ricevendola completamente depurata dai debiti e coperta da forti garanzie dal Governo e dalle principali sigle sindacali del Paese. E´ opportuno che si dia seguito a questa grande apertura di credito, senza tentare forzature né sui diritti dei lavoratori, né approfittando dell´irresponsabilità di qualche sindacato autonomo. In una fase economica già sufficientemente grave, è il momento che anche i capitani d´impresa mostrino coraggio e senso di responsabilità». Il segretario nazionale e capogruppo in Campidoglio di La Destra, Francesco Storace, da parte sua, aveva chiesto un consiglio comunale straordinario: «Va convocato rapidamente il consiglio comunale di Roma: se la trattativa per Alitalia va a picco, le conseguenze per la città saranno drammatiche». Si ricordava poi che, secondo i dati forniti dal commissario della compagnia Augusto Fantozzi nell´incontro con i sindacati della settimana scorsa, l´Alitalia avrebbe liquidità sufficiente per un altro mese. Sono circa 30 mila i lavoratori del Lazio coinvolti nella vicenda della compagnia di bandiera, e la concentrazione maggiore di essi vive proprio nella capitale. Dei ventimila dipendenti diretti, con contratto a tempo indeterminato ( 17 mila) o determinato (2.800), almeno i due terzi, cioè circa 14 mila persone, abitano infatti a Roma e nei dintorni. Ad essi vanno aggiunti i lavoratori dell´indotto, stimati intorno ai 19.500, di cui circa 15 mila vivono a Roma. Ai piloti, agli assistenti di volo, al personale di terra, vanno poi aggiunti i 4.262 dipendenti delle imprese di pulizia dell´aeroporto di Fiumicino, quelli dei catering, delle mense, dei free shop, dei bar, dei ristoranti e della sicurezza. E poi, ancora, i circa 2 mila impiegati nei trasporti, tra bus, taxi e navette aeroportuali, i quasi 3 mila dipendenti impegnati in altri servizi e alcune centinaia di lavoratori occupati nei comparti industriali dell´energia e della meccanica.

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Gli impegni della cordata per la nuova compagnia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Gli impegni della cordata per la nuova compagnia 12.600è il numero dei dipendenti Alitalia che dovrebbe venire assorbito nella nuova compagnia. 137saranno gli aerei utiliz- zati dal nuovo vettore per raggiungere le 65 destinazioni previste dal «piano Fenice». 1,1miliardi è la ricapitalizzazio- ne decisa martedì dall'as- semblea dei soci di Cai.

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Alitalia all'ultimo respiro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia all'ultimo respiro Una giornata ad alta tensione, tra rotture e mediazioni, fino alla presentazione dell'offerta finale di Cai. E intanto circolano voci di altri interessi: Geronzi, Della Valle, Lufthansa e perfino Consorte. Alla fine la Compagnia aerea italiana ha presentato l'offerta per Alitalia. La decisione è stata presa ieri in tarda serata dopo una giornata al cardiopalma, scandita da rotture, voci di nuove cordate e minacce di fallimento. La società di Roberto Colaninno ha deciso di andare avanti con il piano Fenice nonostante non sia stata raggiunta un'intesa definitiva con le associazioni dei piloti e degli assistenti di volo su contratti e criteri di selezione del personale. RETROMARCIA Eppure questa era una delle condizioni vincolanti all'offerta sulla quale, nel pomeriggio era saltata la trattativa a Palazzo Chigi. La retromarcia di Cai, sostiene una fonte industriale, ha una ragione: esiste un piano alternativo a quello presentato due mesi fa dalla società ed elaborato da Intesa Sanpaolo. Anzi, sul tavolo del Commissario straordinario Augusto Fantozzi, ce ne sarebbero due. Tutti e due italiani. Il primo con protagonista un pool di imprenditori del Nord. Ed è quello che sembrerebbe avere una solidità maggiore. «Questi industriali - sostiene la fonte - avrebbero intenzione di comprare tutta Alitalia», fornendo, tra l'altro, maggiori garanzie sindacali. Tra i nomi circolati ci sarebbe anche quello di Diego Della Valle. «Alle loro spalle una grande banca con sede a Milano, specializzata nella gestione e rilancio di imprese» e un partner straniero di tutto rispetto, come «Lufthansa». Il secondo piano raccoglierebbe invece sempre una cordata di imprenditori, ma anche di cooperatori, e sarebbe capeggiato dall'ex amministratore delegato di Unipol Giovanni Consorte e dalla sua banca d'affari Intermedia. IMPASSE Le due nuove proposte, vere o presunte, hanno avuto comunque il merito di sbloccare l'impasse che si era venuto a creare nel primo pomeriggio. Quando il tentativo di mediazione operato dal sottosegretario Gianni Letta era andato a vuoto. A Palazzo Chigi le sigle autonome di Alitalia si erano rifiutate di firmare, a differenza di Cgil, Cisl,Uil e Ugl, le sei pagine di intesa proposte dal governo. Secondo piloti e assistenti di volo, l'accordo presentato non garantiva equi criteri di selezione. Il punto che aveva fatto saltare il tavolo riguardava il capitolo dedicato alle «limitazioni di impiego» e cioè i criteri di selezione del personale. Nella stesura originale del documento Cai aveva ampia discrezionalità nello scegliere chi tra i 22mila lavoratori di Alitalia e AirOne assumere. Troppo per i sindacati che avevano fatto aggiungere due eccezioni: «le lavoratrici in astensione obbligatoria», e cioè le donne in maternità, e «i lavoratori e lavoratrici temporaneamente inidonei al servizio». Queste due eccezioni non includevano però tutti quei dipendenti che già usufruivano dell'esonero notturno (mamme, per la maggior parte) e chi già utilizzava la legge 104 (che garantisce agevolazioni per chi assiste parenti con handicap gravi). Ragione sufficiente per far saltare la firma degli autonomi. VOLARE? Ora la situazione è completamente ribaltata. La presentazione dell'offerta di Cai, vincolata al via libera dell'Europa al prestito ponte del governo e «irrevocabile fino al 30 novembre» stando al comunicato del commissario Fantozzi, è monca. Senza la firma degli autonomi, che rappresentano circa il 60% dei lavoratori Alitalia, l'accordo è carta straccia. «Aspettiamo di vedere cosa succede» ha detto Antonio Divietri dell'Avia. Intanto per lunedì è stata convocata un'assemblea a Fiumicino per tutti i lavoratori. Da oggi, comunque, piloti e assistenti di volo hanno una forza contrattuale notevole. Al limite potrebbero anche rifiutarsi di firmare e far fallire il progetto Cai. Tempo per una nuova trattativa in teoria c'è. Il commissario straordinario ha assicurato una liquidità per un mese. Fino a Natale, poi, la compagnia può sopravvivere con prestiti. Anche per la licenza di volo non c'è nessun problema. La minaccia dell'Enac di sospenderla in assenza di offerta non ha più senso. Guida Alitalia, dunque, è viva. «Sono ottimista», ha detto ieri sera un raggiante Silvio Berlusconi. Che nel pomeriggio aveva chiamato Colaninno al telefono subito dopo la rottura da parte di Cai. «L'Italia avrà ancora una compagnia di bandiera» ha continuato il premier. Resta da vedere chi la guiderà. Per ora la Compagnia aerea italiana. Una società, si legge nel comunicato diramato subito dopo la presentazione dell'offerta, che raccoglie «oltre venti gruppi imprenditoriali, disposti ad investire oltre 1 miliardo di euro per ristrutturare e rilanciare il comparto aereo del Paese intorno ad Alitalia e Airone e definire i contenuti di un piano industriale ambizioso ma realistico». Che però potrebbe abortire sul nascere. «Chi pensa che la partita Alitalia si sia conclusa ieri sera sbaglia» ci dice una fonte sindacale. E forse è appena iniziato un nuovo capitolo. Neanche tanto breve. ROBERTO ROSSI ROMA rrossi@unita.it

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La soluzione lodo Letta per i nuovi contratti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

La soluzione «lodo Letta» per i nuovi contratti Ecco i punti del "lodo Letta" sul contratto di lavoro dei dipendenti per la nuova Alitalia, firmato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti e Ugl. ESCLUSIONE DAL PROCESSO DI SELEZIONE«Cai potrà non assumere personale che nel periodo di fruizione degli ammortizzatori sociali maturi il diritto, sulla base del sistema vigente, ad un trattamento previdenziale». CRITERI DI SELEZIONE PROFESSIONALE Possesso di abilitazioni/certificazioni: verrà data priorità al possesso di specifici brevetti, abilitazioni, approvazioni, certificazioni, titoli di studio, attestati di specializzazione richiesti per utilizzo del personale nelle relative posizioni professionali. In particolare: per piloti e comandanti l'abilitazione alla condotta degli aeromobili operativi; per il personale navigante di cabina abilitazioni/certificazioni per gli aeromobili; per il personale di terra: per l'area manutenzioni il possesso delle certificazioni relative agli aeromobili operativi e delle abilitazioni/approvazioni/attestati di specializzazione necessarie allo svolgimento delle attività manutentive di Linea, Hangar, officine. CONTRATTI A TERMINE La Cai potrà procedere con assunzioni a tempo determinato, considerate le esigenze produttive correlate ai tempi di riqualificazione del personale collocato in Cigs/mobilità.

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Ma sul futuro pesa l'incognita dei sindacati divisi Confederali e Ugl firmano, mentre piloti e hostess si rifiutano di sottoscrivere l'accordo proposto da Cai Le condizioni per rip (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Ma sul futuro pesa l'incognita dei sindacati divisi Confederali e Ugl firmano, mentre piloti e hostess si rifiutano di sottoscrivere l'accordo proposto da Cai Le condizioni per ripartire non sono ancora definitive Si armino di santa pazienza i futuri passeggeri della futura Alitalia. La compagnia aerea ha afferrato il salvagente del piano Fenice per galleggiare sulle acque della crisi, ma la ciambella potrebbe non bastare a superare le burrasche sindacali che l'attendono. Dopo tanto penare, Colaninno e soci hanno presentato l'offerta vincolante per acquistare l'azienda, ormai non si possono più tirare indietro. Ma dovranno sudare parecchio per far funzionare una macchina i cui ingranaggi centrali promettono d'incepparsi ad ogni spirar di vento. Piloti e assistenti di volo non hanno firmato la proposta della Cai, nemmeno nella tarda serata di ieri, quando l'operazione era comunque cosa fatta. Ed ora dispongono di un notevole potere ricattatorio: i piloti iscritti ad Anpav e Up sono 1.200 su un totale di 3mila, tra gli autonomi Sdl ha 1.650 iscritti, mentre Avia e Anpav contano rispettivamente 300 e 500 hostess e steward. Senza il loro consenso, in Alitalia non si alza in volo nemmeno un aereo. I sindacati confederali sono tornati nella serata a Palazzo Chigi per perfezionare la sottoscrizione dei contratti collettivi, ma la loro firma potrebbe non bastare ad assicurare alla compagnia serene relazioni industriali. «Un segno di responsabilità e coraggio» ha sottolineato il segretario della Uiltrasporti Giuseppe Caronia. «Spero che ci si torni sopra» ha abbozzato Franco Nasso della Filt Cgil, immaginando di ritrovare prima o poi l'unità di tutte le rappresentanze, perchè quanto siglato ieri «rientra nella traccia dell'intesa firmata qualche settimana fa». Il più affidabile mediatore di cui Berlusconi dispone, il solito Gianni Letta, s'è anche preso il compito di dare interpretazione autentica a tutti i documenti, assumendosi la responsabilità di arbitrato in caso di controversie: più di questo - è il giudizio dei confederali e dell'Ugl - non si poteva fare. Non stupisce, dunque, il tono indispettito del segretario della Filt Cisl Claudio Claudiani: «Domani può nascere la nuova Alitalia e non capisco chi non ha firmato. Pensa che ci sia spazio per giocare o per rilanci? No, questo spazio non c'è». Evidentemente le sigle del personale di volo non la pensano così. Hanno ribadito la stroncatura di un piano che comporterebbe «un deciso aggravio delle penalizzazioni in capo ai lavoratori sia in termini contrattuali che occupazionali, negando altresi ogni possibile prospettiva di lavoro alle migliaia di precari che operano nel settore». E hanno indetto per lunedì a Fiumicino un'assemblea informativa di tutti i lavoratori coinvolti. Secondo il presidente dell'Anpac Fabio Berti «sono saltati i presupposti» dell'accordo trovato a Palazzo Chigi lo scorso settembre, in cui si faceva implicito riferimento al contratto di lavoro applicato all'Air One, per quanto non espressamente indicato nelle intese. Ieri invece sono apparsi «elementi estranei», che hanno peggiorato condizioni già «inesistenti in qualunque altra azienda», come criteri di discriminazione dei part-time e di esclusione dall'assunzione di madri che accudiscono figli minori e di dipendenti che assistono un familiare. Per il leader dell'Avia Giuseppe Divietri, addirittura, «i criteri di assunzione previsti da Cai producono mostri sociali», con una «discrezionalità assoluta» nelle scelte dell'azienda e con il sindacato relegato «al ruolo di notaio». Abbastanza da fare della nuova Alitalia «un'azienda arida, priva di etica e senza cuore». «E ancora nulla - hanno sottolineato Anpac, Up, Sdl, Avia e Anpav in una nota unitaria - si è visto dal Ministero del Lavoro per le annunciate misure previdenziali orientate a favorire la gestione delle eccedenze di personale». LUIGINA VENTURELLI MILANO lventurelli@unita.it

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Alitalia ad alto rischio Epifani: il governo sbaglia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia ad alto rischio Epifani: il governo sbaglia No di piloti e assistenti La Cai ritira l'offerta dopo la rottura, solo in extremis la ripresenta Intervista al leader Cgil: aiuti solo alle imprese e alle banche, ora tocca ai lavoratori e alle famiglie ALLA PAGINE 4-7

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La salva-manager è risorta. Tremonti l'ha firmata Ora si dimetta (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

La salva-manager è risorta. «Tremonti l'ha firmata Ora si dimetta» E due. Quindici giorni fa fu cancellata, ora la depenalizzazione dei reati fallimentari rispunta in un disegno di legge del governo. Pd e Idv: insostenibile l'impunità per i bancarottieri anche per il passato. Tremonti ha minacciato le dimissioni, Berlusconi non ne sapeva nulla. Sarà stato per un caso che, scoperto due settimane fa, il «lodo Cicolani» fu infilato nel decreto Alitalia. Cancellato a furor di popolo, il salvacondotto per i manager sembrava un incidente destinato all'oblio. Invece no. Eccolo risuscitato, questa volta direttamente dal governo, nel disegno di legge che riordina la legislazione sulle crisi aziendali: primo firmatario il ministro dello Sviluppo economico Scajola. E se, all'epoca, Cicolani sosteneva che «L'emendamento è mirato esclusivamente a tutelare le difficili scelte da parte dei commissari, operate in momenti oggettivamente straordinari, come è ad esempio nel caso di Fantozzi, che hanno l'esigenza di agire in modo certamente responsabile, ma discrezionale e flessibile», oggi la modifica del governo, perfettamente in linea con Cicolani, limita il salvacondotto manageriale proprio ai commissari, a meno che dall'amministrazione controllata non portino le aziende nel baratro del fallimento. Non risultano dimissioni tremontiane. Macché svista, è evidentemente una priorità di governo. Dopo l'allarme di Idv, Pd, Udc e del segretario Anm, Giuseppe Cascini, il ministro Scajola nega: «le norme della legge-delega si applicano solo ai commissari nominati dal governo dopo la dichiarazione dello stato di insolvenza e non ai manager precedenti e non prevedono alcuna impunità». Ribatte il ministro ombra del Pd, Lanfranco Tenaglia: dice Scajola stesso - «che la misura può essere applicato anche ai manager e non solo ai commissari. E le modifiche al reato di bancarotta avrebbero, come effetto, quello di garantire anche per il passato l'impunità ai bancarottieri». Incalza il senatore Li Gotti, primo firmatario della mozione dell'opposizione. Precisa che nella proposta governativa l'equiparazione della dichiarazione dello stato di insolvenza alla dichiarazione di fallimento in cui si dimostri la falsità dei presupposti per l'emissione di procedura, non può riguardare il commissario straordinario, come afferma il ministro, perché non ancora nominato, nella fase di verifica dei presupposti, ma i manager, i soli che possono commettere la falsità». Così, con un colpo di spugna, si cancellano tutte le condotte illecite che hanno determinato l'insolvenza. Scajola sostiene che il dibattito parlamentare chiarirà le cose (il testo dunque non è abbastanza chiaro?) e si augura anche «contributi delle opposizioni». Lo prende in parola, Tenaglia, purché si modifichino le norme, «sempre in attesa che Tremonti si dimetta, visto che la salva manager è sempre lì», anche con la sua firma. Il siparietto della finta cancellazione fu messo in scena quando iniziarono le ipotesi sul cui prodest? ed emerse il nome del ministro Fitto. Su cui pende la richiesta di rinvio a giudizio nel fallimento della Cedis srl. NEDO CANETTI ROMA nedo.canetti@senato.it

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sarno, bonifica low cost ma il generale anti sprechi adesso rischia il posto - (segue dalla prima pagina) dal nostro inviato (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 21 - Cronaca Sarno, bonifica low cost ma il generale anti sprechi adesso rischia il posto "Lavoro gratis e ho un difetto: risolvo i problemi" La rivolta dei sindaci: "Se va via Jucci tutto tornerà come prima: e sarà un disastro" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAL NOSTRO INVIATO attilio bolzoni Di sicuro però questa è una storia alla rovescia nell´Italia sciupona e cialtrona delle opere pubbliche che non finiscono mai. Il palcoscenico è quella Campania che è pozzo senza fondo dove hanno buttato i soldi - ottomila milioni di euro solo negli ultimi dieci anni - per la «monnezza» che è rimasta a lungo lì. Ma per raccontarvi cosa può accadere di insolito anche nei dintorni di Napoli basta andare dalle parti di Scafati e chiedere informazioni su Roberto Jucci, un generale in pensione. Cominciamo proprio da lui. Ex comandante dei carabinieri, ex capo del Servizio segreto militare, ex capo del Controspionaggio, ha quasi 83 anni e da cinque guida una squadra - un centinaio fra ingegneri e tecnici e amministrativi - che ha avuto il compito di «risanare» una valle a cavallo fra le province di Salerno e Avellino inzuppata di veleni e abitata da quasi un milione di abitanti. Cominciamo dallo stipendio del generale: zero euro. Dal 2003 al 2008 ha lavorato gratis per lo Stato italiano. Perché? «Mangio una volta al giorno e compro un vestito l´anno, sono un uomo delle istituzioni, ho di cosa vivere e non ho voluto compensi. E poi, se proprio dovessi chiedere una liquidazione per quello che ho fatto, non basterebbe certo quello che hanno gentilmente offerto ai manager dell´Alitalia o delle Ferrovie». Dorme in una caserma dei carabinieri, dall´alba del lunedì al tramonto del venerdì sale e scende dagli elicotteri per sorvolare fiumi e campagne, perlustra argini, controlla scavi, verifica come vanno gli ultimi lavori di recupero di quell´inferno che era il Sarno e la sua valle fino a qualche tempo fa. Con appena 650 milioni di euro - 250 ancora custoditi alla Banca d´Italia - c´è voluto un generale per fare il miracolo a Napoli. Ricorda: «All´inizio mi tremavano le vene e i polsi, poi però...». Poi però le cose sono andate come nessuno immaginava che potessero andare. è cominciato tutto in un piccolo ufficio al centro di Napoli. Il generale, un capitano dell´esercito specializzato in amministrazione, un ingegnere, due carabinieri autisti. «Era il 2003 e io venivo dalla Sicilia», racconta il generale che a Palermo ha fatto arrivare l´acqua in tutte le case dopo un anno e mezzo di guerra agli sceicchi dei pozzi e se n´è andato quando l´ex governatore Totò Cuffaro aveva cominciato a trovarlo troppo ingombrante. E poi è finito qui, dove dall´anno del colera - il 1973 - avevano già dissipato più di 2 mila miliardi di vecchie lire per provare a «lavare» il Sarno, dove altri quattro prefetti avevano fallito e dove ripulire quell´area fra le concerie e il mare sembrava davvero una missione impossibile. Un fiume lungo 28 chilometri di fanghi e detriti, colore del rosso dei pomodori in estate e del nero delle fogne d´inverno, trentanove paesi che vomitavano tutto là dentro e in altri cinque affluenti, scarichi civili e industriali, tutt´intorno capannoni, campagne bruciate, casbe di case. Emergenza geologica. Emergenza ambientale. Emergenza idrica. «Non si poteva bonificare il Sarno senza eliminare le cause del degrado, bisognava studiare un grande progetto, mettere insieme tanti pezzi di un mosaico, se un solo pezzo non fosse andato al posto giusto tutto il sistema di risanamento sarebbe crollato», ricostruisce oggi il generale Jucci nella sala comando del suo commissariato, uno stanzone negli uffici del provveditorato alle opere pubbliche di Napoli. Alle pareti ci sono mappe, schemi, le tabelle di avanzamento dei lavori cantiere per cantiere. E i suoi ingegneri tutti accanto, tutti ingaggiati dopo rigorose selezioni, tutti legati al vecchio generale da qualcosa di più del Sarno e dei suoi veleni da cacciare. E così sono partite le prime opere. I depuratori. Le reti fognarie allacciate con i collettori. L´allargamento dei fiumi. La cassa è sempre stata sotto controllo del generale, è il comandante e il ragioniere di questo piccolo esercito, controlla fino all´ultimo centesimo e fino all´ultima fattura. A Scafati c´è adesso uno dei depuratori più moderni d´Italia, è costato 67 milioni di euro e l´hanno costruito in cinque anni. Per quello che c´è a Napoli est ci sono voluti il doppio dei soldi e il triplo del tempo. Il collettore di San Marzano è lungo 12 chilometri, i lavori sono iniziati nel 2003 e la spesa ha sfiorato i 26 milioni di euro. A Napoli est con poco più di quei finanziamenti hanno fatto un collettore di appena 3 chilometri in cinque anni. A Solofra, nell´Alto Sarno, il vecchio depuratore perdeva più 300 mila euro al mese e aveva accumulato un deficit di oltre 6 milioni. Quando la gestione è passata sotto il generale commissario, le perdite mensili si sono azzerate e da gennaio il depuratore guadagnerà circa mille euro al giorno. «Ho il difetto di spendere poco e risolvere i problemi», dice Roberto Jucci mentre ripassa i suoi cinque anni nel Sarno e aspetta una chiamata da Roma che forse non arriverà mai. Alla fine di quest´anno gli scade il mandato di alto commissario, dalla presidenza del Consiglio non sono arrivati segnali per una sua riconferma, negli ultimi mesi c´è stata anche qualche frizione a distanza con il capo della Protezione civile. Gli ha fatto sapere Guido Bertolaso: «Il suo ufficio ha solo compiti di studi, al resto ci penso io». Se davvero il generale se ne andrà, il completamento delle opere nel Sarno e la loro gestione passerà alla Regione Campania. «E tutto rischia di tornare come prima: un disastro», risponde Franco Grimaldi, sindaco di San Marzano. «Ci stiamo organizzando per farlo restare», annuncia Angelo Pasqualino Aliberti, sindaco di Scafati. I 39 primi cittadini della valle del Sarno, quelli di centrodestra e quegli altri di centrosinistra si schierano tutti insieme - tranne un paio - per lanciare un appello al governo: non mandare via dalle loro terre il generale commissario. Una piccola e pacifica rivolta. Dopo i «progetti speciali» numero 1 e numero 2 e numero 3, dopo trent´anni di ruberie e scialo, non vogliono più tornare indietro. Non vogliono più gettare via denaro e vedere morire i loro campi. Meglio tenersi il generale che mangia una volta al giorno e compra un vestito l´anno.

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Quasi due anni di lavoro sul filo della bancarotta (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 262 del 2008-11-01 pagina 3 Quasi due anni di lavoro sul filo della bancarotta di Redazione 1 dicembre 2006 Il governo Prodi opta per la privatizzazione di Alitalia con la cessione del controllo della compagnia 21 dicembre 2007 Il cda di Alitalia sceglie Air France-Klm per la trattativa in esclusiva per la cessione del 49,9% 18 marzo 2008 Il presidente di Air France, Spinetta, annuncia gli esuberi. Si stima una cifra di oltre 5.000 dipendenti 2 aprile L'accordo con i sindacati non c'è: Air France si ritira 4 aprile Berlusconi chiede che Alitalia resti italiana e promuove il progetto di una cordata italiana 26 agosto Nasce la newco con i primi 16 soci, per dare vita alla Compagnia aerea italiana (Cai). Rocco Sabelli è nominato amministratore unico, Roberto Colaninno presidente 4 settembre Il governo e la Cai presentano il «piano Fenice» ai sindacati: gli esuberi saranno 3.250 25 settembre Raggiunto l'accordo a palazzo Chigi tra Cai e sindacati © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Giornata al cardiopalma È iniziata alle 13 con il vertice a Palazzo Chigi (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 262 del 2008-11-01 pagina 3 Giornata al cardiopalma È iniziata alle 13 con il vertice a Palazzo Chigi di Gian Maria De Francesco RomaClaudio Claudiani, segretario della Fit-Cisl, alla fine avete firmato? «Sappiamo bene che non abbiamo compiuto un atto di eroismo, ma un esercizio di responsabilità che ha consentito che oggi i libri non andassero in tribunale. In seguito alla nostra firma dei testi contrattuali, infatti, Cai ha formalizzato una proposta vincolante di acquisto». Ai colleghi dei sindacati autonomi quale messaggio rivolgete? «Confido molto in un momento di riflessione non emotiva da parte delle associazioni professionali tale da consentire anche la loro firma e l'adesione agli accordi». Ci sono novità rispetto agli accordi di settembre? «Abbiamo firmato il contratto unico che si articola con tre sezioni (terra, assistenti di volo e piloti) e poi il contratto dei comandanti dirigenti. Abbiamo firmato anche i criteri per l'assunzione del personale nel quale è inserita una norma di salvaguardia, il cosiddetto "lodo Letta"». Quindi, siete già pronti a partire? «Per noi teoricamente la nuova Alitalia potrebbe partire subito. Abbiamo fatto "allenamento" nei mesi scorsi e con la crisi in corso prima si comincia meglio è». Vi fidate di Cai? «Non c'è nessuna pregiudiziale di carattere negativo. Ci auguriamo che vi sia una pratica di relazioni industriali. Non chiediamo favoritismi ma coinvolgimento. C'è bisogno che il personale sia coinvolto: bisogna ricostruire l'azienda e questo si può fare solo con la massima partecipazione». Visto che avete aderito da subito vi aspettate qualche forma di «riconoscenza»? «I criteri da seguire per le assunzioni devono essere assolutamente trasparenti. Nessuno deve ammantarsi di discrezionalità, a noi serve oggettività. Ci saranno 12.500 unità e sappiamo che per chi resta cambiano i parametri e i paradigmi. Per chi non sarà in produzione abbiamo messo in campo strumenti di assoluto pregio sociale ed è un discorso molto diverso dall'attuale situazione. Per questo motivo serve assoluta trasparenza». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Epifani fa l'irriducibile e pianifica l'autunno caldo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 262 del 2008-11-01 pagina 4 Epifani fa l'irriducibile e pianifica l'autunno caldo di Antonio Signorini Il segretario si prepara alla battaglia come Cofferati nel 2002: vicino ai duri e puri, lontano da governo, imprese e sindacati RomaQuanto il clima sia cambiato lo dimostra il fatto che da qualche settimana persino lo schivo Guglielmo Epifani è andato a caccia di applausi. Gli ultimi li aveva raccolti giovedì pomeriggio mentre entrava a Palazzo Chigi per respingere il protocollo sul Pubblico impiego. Graditissimi i «tieni duro» che sono venuti dalla piazza studenti-insegnanti della manifestazione di Roma. Era tempo che il sindacato non raccoglieva consensi che non fossero di ultracinquantenni. E poco importa che gli ultimi battimani stiano venendo anche dalle ali estreme della politica e del sindacalismo. Anzi, la speranza del segretario generale della Cgil è quella di mieterne altri. Tutti, beninteso, legati ai «no» che la Cgil pronuncerà ai tavoli di confronto con il governo, agli incontri con Confindustria e anche - si comincia a temere in ambienti sindacali - quando si tratterà di rinnovare i contratti di lavoro e gli accordi aziendali. L'impressione degli insider è che quello su Alitalia sia stato l'ultimo accordo chiuso con la Cgil di Epifani. E che adesso si apra una stagione molto simile a quella inaugurata da Sergio Cofferati, quella del sindacato guastatore e «antagonista». Come nel 2002, vicino ai movimenti, lontano dal governo, dalle aziende e dalle altre organizzazioni dei lavoratori. Una stagione in cui sono sempre gli irriducibili a dettare la linea. Anche quando sono minoranza. Non è un caso che l'agenda dell'inverno caldo di Epifani l'abbiano dettata le categorie più spostate a sinistra: il pubblico impiego e i metalmeccanici. La Fiom Cgil ha proclamato uno sciopero generale il 12 dicembre contro il governo e contro Confindustria (che è anche la linea politica di Rifondazione comunista). In particolare contro la riforma della contrattazione avviata con un tavolo che Epifani aveva già fatto saltare. Esattamente un anno fa il segretario generale della Cgil aveva accusato le sue tute blu di non essere in grado di chiudere accordi. Si era parlato addirittura di una scissione degli «estremisti» della Fiom. Ieri Epifani li ha omaggiati con un significativo: «Cgil e Fiom sono la stessa cosa». Stesso discorso per la Funzione pubblica di Carlo Podda, che ha confermato i tre scioperi regionali del tre, quattro e 14 novembre, annunciando uno sciopero generale nei primi di dicembre con manifestazione a Roma. Tempi duri, quindi, per gli uffici pubblici, ma anche per le aziende che si ritroveranno in una tenaglia pericolosa da una parte la crisi economica, dall'altra un sindacato con una linea che corrisponde a quella delle ali più estreme. La mancata firma del contratto del commercio da parte della Cgil insomma, è solo un assaggio di quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi. Difficile che in questo clima sia possibile la riforma dei contratti. La trattativa tra Confindustria e i confederali su come sono regolati i rapporti economici tra aziende e dipendenti non avrà sicuramente il consenso della Cgil, nemmeno se gli altri andranno avanti. La nuova linea antagonista dovrebbe essere ufficializzata mercoledì prossimo all'assemblea dei quadri e dei delegati Cgil. Convocazione straordinaria, ufficialmente per discutere delle proposte per «uscire dalla crisi». In realtà per lanciare la nuova linea del segretario Epifani. Che molti in questi giorni hanno dato in contrasto con quella del Partito democratico di Walter Veltroni. Ma che in realtà è complementare. Il Pd ha un estremo bisogno di quelle che il leader del partito chiama «radicalità» per contrastare la concorrenza di Di Pietro. E il campo per combatterle scelto dalla sinistra è quello dei temi sociali. La crisi economica farà la sua parte. A Epifani toccherà catalizzare il malcontento. Un ruolo che, a quanto pare, gli toccherà mantenere fino al 2010. Sta infatti tramontando l'ipotesi di una candidatura alle europee. Nelle liste Pd dovrebbe finire solo il predecessore Cofferati, mentre Epifani dovrebbe saltare un turno. Condannato a stare in trincea. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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TUTTI a terra. Anzi no. Schianto sfiorato per la flotta Alitalia. Che ha volato nel buio del fal... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi di UMBERTO MANCINI TUTTI a terra. Anzi no. Schianto sfiorato per la flotta Alitalia. Che ha volato nel buio del fallimento per almeno 6 ore. Poi i motori hanno ripreso a girare. E lo stop della Cai di Roberto Colaninno, dopo il dietro front degli autonomi, si è trasformato in un ponte verso il futuro, verso la Nuova Alitalia. Adesso però, con l'offerta vincolante presentata a Fantozzi e l'intesa siglata con i confederali, la compagnia di bandiera fa un passo avanti decisivo. E affronta due nuove sfide: l'esame europeo e la scelta del partner estero. Air France è in "pole position".

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ROMA La nuova Alitalia può decollare: Cai ha presentato l'offerta vincolante per l'a... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi ROMA La nuova Alitalia può decollare: Cai ha presentato l'offerta vincolante per l'acquisizione al termine di una giornata in cui si è sfiorata la rottura. I sindacati confederali e l'Ugl hanno firmato l'accordo che regola i nuovi contratti. «No» dei piloti e degli assistenti di volo, che accusano i vertici della nuova aviolinea di aver stravolto l'intesa raggiunta a settembre a palazzo Chigi. Cai aveva prima rifiutato l'offerta, poi l'ha ripresentata a seguito della mediazione del governo. Berlusconi ottimista: irresponsabile chi non firma. Bersani replica: irresponsabile è il governo.

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Offerta Cai, al via la nuova Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi Ore di tensione, sfiorata la rottura, poi la mediazione del governo sblocca la proposta d'acquisto Offerta Cai, al via la nuova Alitalia Confederali e Ugl firmano il contratto. No di piloti e hostess

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Nelle fasi di crisi dell'economia, quando i consumi calano, quando la produzione langue, e con essa ... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)

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Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi Nelle fasi di crisi dell'economia, quando i consumi calano, quando la produzione langue, e con essa la domanda di lavoro, il compito dei sindacati si fa immediatamente più difficile. Devono, come impone il loro ruolo, difendere retribuzioni e occupazione, opponendo alle leggi del mercato, e in particolare a quelle del mercato del lavoro, tutti gli elementi di rigidità e di resistenza che sono riusciti a introdurvi nel corso degli anni a tutela dei loro organizzati. Ma devono, al tempo stesso, dar prova di elasticità tattica, tener conto della situazione reale, del contesto generale in cui si muovono: senza di che, come tante esperienze ci insegnano, vanno incontro a storiche sconfitte (come i lavoratori della Fiat in Italia nel 1980 o i minatori britannici nel 1984-85). Questa capacità, che non è mancata in altre occasioni significative, sembra ora far difetto ad alcune componenti del movimento sindacale italiano, che in questi giorni sembrano oscillare fra la difesa a oltranza delle posizioni acquisite e lo sterile rimpianto di un piccolo mondo antico travolto dai processi di globalizzazione ancor prima che dalla crisi: il mondo delle tutele erga omnes e delle certezze retributive e occupazionali. Lasciamo da parte l'agitazione nel mondo della scuola, dove i sindacati hanno sì difeso uno status quo che a molti appare insoddisfacente, ma si sono mossi compatti e hanno goduto dell'appoggio visibile di una parte consistente dell'opinione pubblica. Diverso è il caso della vertenza sul contratto degli statali, che ha visto la Cgil sacrificare le ragioni dell'unità con le altre confederazioni sull'altare dell'intransigenza assoluta: un'intransigenza che non rientra nelle tradizioni del maggior sindacato nazionale e che ha suscitato nei sindacati fratelli, e anche in alcune componenti del Partito democratico, domande inquietanti circa le effettive motivazioni del non possumus di Guglielmo Epifani. Tanto da spingere il segretario della Cisl Bonanni (non un dirigente di seconda fila) a chiedersi se il segretario della Cgil non stia obbedendo a logiche extrasindacali (leggi: di schieramento politico). Ancora diverso, e per molti aspetti clamoroso, il caso dei piloti Alitalia e del loro rifiuto in extremis di un accordo già raggiunto nelle grandi linee con la nuova compagnia di bandiera, dopo l'estenuante trattativa di poche settimane fa. Qui la politica c'entra poco. E parlare di logica sindacale sarebbe riduttivo e fuorviante. Stiamo parlando della resistenza corporativa di una categoria esigua e sino a ieri fortemente privilegiata, che difficilmente può invocare a sostegno delle sue richieste motivazioni di carattere generale e tanto meno può contare su un qualche sostegno diffuso nell'opinione pubblica. Una categoria che, anche prescindendo da qualsiasi altra considerazione (di carattere economico, funzionale o persino etico), non può ignorare il fatto di essere inserita in un mercato internazionale. I piloti non sono come gli insegnanti di scuola, non hanno bisogno di titoli di studio nazionali e di una perfetta conoscenza dell'italiano (la lingua del trasporto aereo è l'inglese): così come possono trovar lavoro in altri paesi, possono anche essere sostituiti da loro omologhi stranieri. Quello dei piloti, si dirà, è un caso limite sotto tutti i punti di vista. Ma è anche l'espressione di una tendenza più diffusa, e non solo in campo sindacale. La riluttanza a pensare la realtà in termini diversi da quelli cui si è abituati. La coazione a riproporre, in un contesto diverso, comportamenti e strategie dimostratisi efficaci in passato. L'attaccamento ai propri piccoli e grandi privilegi, considerati non solo in termini di vantaggio materiale, ma anche in funzione di antidoto all'insicurezza indotta dal mutamento. Sono, entro certi limiti, reazioni naturali e comprensibili. Ma non costituiscono certo la miglior risposta alle novità e alle difficoltà da cui, volenti o nolenti, siamo tutti investiti. Giovanni Sabbatucci

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La Cai di Roberto Colaninno aveva detto "no" inizialmente al cosidetto "lodo Letta... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)

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Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi La Cai di Roberto Colaninno aveva detto "no" inizialmente al cosidetto "lodo Letta". La società riteneva che fosse necessaria la sigla da parte dei sindacati non solo del "lodo" proposto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma anche e sopratutto sul contratto. I confederali hanno accettato questa soluzione che sblocca la trattativa e che consente ad Alitalia di decollare. L'accordo con i sindacati era tra le condizioni sospensive previste dal Piano Fenice

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Alitalia ad alta tensione, poi Cai presenta l'offerta (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)

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Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi Alitalia ad alta tensione, poi Cai presenta l'offerta Il presidente Colaninno: il commissario Fantozzi risponderà la prossima settimana

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ROMA - La Compagnia aerea italiana (Cai) valuta Alitalia un miliardo di euro. Tondo tondo. Ma al com... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)

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Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi ROMA - La Compagnia aerea italiana (Cai) valuta Alitalia un miliardo di euro. Tondo tondo. Ma al commissario Augusto Fantozzi staccherà a fine mese quando avverrà il closing, cioè il contratto definitivo col passaggio dei beni, un acconto di 100 milioni. Il conguaglio sarebbe previsto in due tempi: a sei mesi e a un anno. Questo il succo, secondo quanto risulta a Il Messaggero, dell'offerta vincolante decisa ieri dal cda e consegnata verso le 21 presso la sede romana di Intesa, all'avvocato Paparella, subcommissario della Magliana, da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. La Nuova Alitalia prenderà il volo dal 1° dicembre: nella notte precedente, per consentire il passaggio tra la vecchia e la nuova compagnia, gli aerei dovrebbero restare a terra. La proposta definita, rifinita e limata fino all'ultimo momento con l'ausilio dei legali dello studio Bonelli Erede Pappalardo, sarebbe un dossier di 45 pagine più qualche altro centinaio di allegati. Innanzitutto la valutazione e quindi il prezzo. Il miliardo messo sul tavolo comprende il marchio - Fantozzi ha insistito fino all'ultimo per tenerselo - 93 aeromobili in dotazione alla Magliana cui sommeranno i 55 che saranno acquistati da AirOne con efficacia sempre 1° dicembre. Nel prezzo ci sono gli accessori, i motori, i pezzi di ricambio, il magazzino. Poi circa 650 milioni di debiti ipotecari, cioè garantiti appunto da ipoteche, in essere sugli aeromobili e che la Cai si accollerà. Il resto comprende altri debiti in corso che riguardano le posizioni coi fornitori esteri e i biglietti prepagati: cioè i ticket prenotati e pagati dai passeggeri all'attuale Alitalia L'offerta contiene una serie di condizioni sospensive. Innanzitutto il via libera della comunità europea, attesa per il 12 novembre, priva di conseguenze a carico di Cai. Cioè l'autorizzazione della Commissione trasporti di Bruxelles alle due istruttorie in corso - sull'acquisizione degli asset di Alitalia e sul prestito-ponte da 300 milioni concessi ad aprile - non contenga oneri che ricadano sugli investitori della nuova Alitalia. L'altra condicio sine qua non è strettamente collegata alla precedente perchè riguarda l'avvento del "trustee", cioè del fiduciario indioendente che governo e Ue dovranno individuare di comune accordo. Palazzo Chigi indicherà una rosa di tre società di revisione internazionali all'interno della quale Bruxelles ne individuerà una. Il trustee non dovrà avere nulla da ridire sulle modalità dell'operazione. Cai subordina inoltre la validità della sua intenzione irrevocabile alla ricognizione sui motori nel senso che i circa 148 aeromobili da acquistare sia dotati dei rispettivi motori. Nel mondo delle compagnie aeree per ragioni di manutenzione, capita che un aeromobile voli utilizzando i motori di un altro aeromobile. Inoltre all'ootenimento delle nuove licenze richieste a Enac da Cai e dalle controllate Cai one e Cai two; al passaggio degli slot, all'ottenimento dei codici Iata, dell'Antitrust italiano riguardo l'assenza di pregiudizi a carico dei consumatiori. Infine sulla congruità del prezzo. r. dim.

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ROMA - Una passeggiata in centro per sgranchirsi le gambe e prendere ... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)

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Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi di MARCO CONTI ROMA - Una passeggiata in centro «per sgranchirsi le gambe» e prendere un po' d'aria dopo la non facile telefonata con il presidente di Cai Roberto Colaninno e l'amministratore delegato di Intesa SanPaolo Corrado Passera. Silvio Berlusconi la sua "missione" è riuscita a portarla a casa anche ieri sera convincendo la cordata di imprenditori di Cai a tornare al tavolo di palazzo Chigi e a firmare l'offerta vincolante. Il resto del lavoro lo ha svolto sino a tarda notte il sottosegretario Gianni Letta che da settimane segue passo-passo la vicenda, ma che ieri pomeriggio è dovuto nuovamente ricorrere alla "moral suasion" e all'ascendente che il Cavaliere ha sul gruppo di imprenditori. La crisi dei mercati e la conseguente crisi economica, stavano infatti spingendo nuovamente in alto mare la vicenda e più di un imprenditore sembrava voler cogliere l'occasione data dalla rigidità delle sigle sindacali autonome, per sfilarsi da un progetto che ora considerano ad alto rischio. Per Berlusconi, che ieri sera considerava positivamente il ruolo svolto dal Pd in queste ultime fasi di trattativa, il fallimento del piano di rilancio e di Alitalia sarebbero stati uno smacco troppo forte da sopportare. Alla fine, dopo un paio di vivaci telefonate, anche Cai è tornata a palazzo Chigi per firmare l'offerta e prepararsi ad avviare l'ultimo braccio di ferro con piloti e assistenti di volo, che mette anche in conto la chiamata diretta e l'azzeramento del ruolo delle sigle sindacali autonome. Un giretto per negozi e qualche acquisto sono bastati ieri a distrarre il premier, ma negli ultimi giorni l'umore del Cavaliere è notevolmente peggiorato e secondo un autorevole esponente della Pdl «i tentennamenti su come affrontare la crisi rischiano di offuscare il taglio decisionista del governo», mentre diventa sempre più difficile contenere le tensioni tra ministri alle prese con programmi che devono fare i conti con i tagli e le fosche previsioni per il 2009. L'applauso alla Gelmini in consiglio dei ministri è servito ieri mattina a Berlusconi a rincuorare un ministro da settimane sotto pressione, mentre l'invito del premier al ministro Brunetta a contenere l'intraprendenza, aveva invece l'obiettivo di non urtare nuovamente le sensibilità del ministro Tremonti che fatica a fare proprio l'accordo sipulato con gli statali dal collega, e non solo perchè a rimetterci sarebbero le forze dell'ordine. Il titolare dell'Economia anche ieri è rimasto fuori dalla trattativa per Alitalia, ma il pressing dei colleghi affinchè allenti i cordoni della borsa, è fortissimo. «Vedrete la Finanziaria verrà modificata», va dicendo da qualche giorno il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito ai parlamentari della Pdl. «Non c'è un euro da distribuire», ribatteva indirettamente ieri pomeriggio il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, mentre alla buvette di Montecitorio acquistava un paio di panini «da mangiare in aereo». Tremonti, che ha dovuto già conteggiare nel deficit pubblico i 300 milioni di euro dati ad Alitalia per sopravvivere sino all'arrivo di Cai, non ha però nessuna intenzione di rimettere mano alla legge Finanziaria e trovare nuove risorse per i colleghi Matteoli e La Russa che da giorni premono sul Cavaliere. Eppure, salvata Alitalia e arginata la crisi delle borse con un paio di decreti, rischia di aprirsi una questione sociale che la crisi delle borse sta scaricando sulle famiglie. Berlusconi ne è consapevole e teme che la "social card" voluta da Tremonti non sia sufficiente a contenere le attese, anche se nel frattempo ha dato mandato di preparare una serie di spot sull'argomento. Tantomeno ha però senso l'idea, poco consona al clima che si respira nel Paese, di un bonus bebè da restituire.

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ROMA - Potevamo concludere l'accordo prima coi sindacati: era imperativo data la ... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)

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Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi di ROSARIO DIMITO ROMA - «Potevamo concludere l'accordo prima coi sindacati: era imperativo data la condizione in cui versa Alitalia. Il negoziato è durato più tempo del previsto». Così Rocco Sabelli commenta con Il Messaggero la lunghissima e a tratti kafkiana giornata che ha portato alla definizione dell'offerta vincolante per gli asset di Alitalia. La nuova Compagnia decollerà dal 1° dicembre utilizzando anche Air One, la società di carlo Toto: almeno fino alla primavera prossima Alitalia e AirOne rimarranno separate, poi si procederà all'integrazione e al riassetto societario, visto che Cai controllerà Cai one e Cai two che avranno in pancia rispettivamente Express e Volare. L'offerta consegnata nella tarda serata di ieri all'avvocato Paparella, vice del commissario Augusto Fantozzi, è stata decisa nel tardo pomeriggio all'unanimità dal consiglio di Cai riunitosi a Roma presso la sede di Intesa Sanpaolo, azionista di peso e soprattutto coordinatore strategico del progetto. La riunione del board è cominciata poco prima delle 16, in ritardo di quasi un'ora a causa della coda avvenuta attorno a mezzogiorno a palazzo Chigi, quando le categorie di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno firmato solo il lodo-Letta e non il contratto. Il lodo è stato il punto di mediazione proposto dal sottosegretario alla presidenza del consiglio per trovare una via d'uscita rispetto alle posizioni divaricate delle nove sigle sindacali. I piloti di Anpac e Up e le associazioni degli assistenti di volo di Avia, Sdl e Anpav si sono rifiutate di sottoscrivere il contratto contenente i criteri di assunzioni e gli altri aspetti normativi. Letta poi sarebbe andato via convinto della firma dei contratti e del lodo contenente la disponibilità del governo di farsi carico di eventuali divergenze fra le parti. Ma solo quattro delle nove sigle hanno ratificato il lodo e non i contratti. Rientrati nella sede di Intesa dove iniziavano ad arrivare i vari consiglieri compresi Gaetano Miccichè e Corrado Passera - che non fa parte del board -, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, visibilmente delusi, sarebbero stati raggiunti da una serie di telefonate. Fra le quali quella di Silvio Berlusconi che avrebbe colloquiato a lungo col presidente della Nuova Alitalia. Dietro le quinte poi gli uomini del governo hanno iniziato a tessere i contatti con tutte e nove le sigle. Il cda di Cai al quale hanno preso parte tutti i 15 membri - Fausto Marchionni, Marco Tronchetti Provera erano collegati in conference call - ha inzialmente nominato Salvatore Mancuso vicepresidente. E ha dato i poteri all'amministratore delegato Sabelli. Rinviata la costituzione del comitato esecutivo, si sarebbe passato subito alla trattazione dell'argomento clou. Tronchetti e Gianluigi Aponte avrebbero, più degli altri consiglieri stigmatizzato l'atteggiamento dei sindacati. Verso le 17,30 quando ancora non era completamente maturata l'intenzione definitiva, una telefonata di Letta a Colaninno avrebbe sbloccato l'impasse. Il sottosegretario avrebbe comunicato che i quattro sindacati che avevano formato il lodo erano pronti a sottoscrivere anche il contratto. Era la fumata bianca perchè l'intero consiglio ha immediatamente approvato senza una voce contraria l'offerta vincolante (vedere altro articolo in pagina). E con la bozza non definitiva della proposta, Colaninno e Sabelli hanno attraversato via del Corso per entrare a palazzo Chigi. «Abbiamo gli strumenti per far decollare Alitalia» continua Sabelli, «i contratti ci consentiranno di rivolgere una proposta di lavoro a tutti i dipendenti, non solo a quelli aderenti alle sigle che hanno firmato. Abbiamo concluso a questo punto la fase sindacale: è un passaggio decisivo». Interpellato dalle agenzie di stampa, il futuro pilota di Alitalia, artefice del successo dell'operazione assieme a Colaninno, Passera e Miccichè, ha attribuito il merito per aver sbloccato l'ultimo nodo «ala regia del governo, importante nell'ultima fase, il momento era grave». Sabelli precisa che «sarebbe stato meglio avere le firme di tutti i sindacati, ma da un punto di vista tecnico abbiamo quello che ci serve». Ora, continua Sabelli, «le trattative sindacali sono terminate ma continueremo a lavorare nella logica del clima sindacale che ci sarà in azienda». Sabelli precisa che vuole «mettere mano all'organizzazione della nuova società e poi ci sono ancora da definire le nuove licenze con l'Enac e il partner estero, più altre incombenze». Sabelli non si sbilancia, ma l'alleato estero dovrebbe essere quasi certamente Air France. Potrebbe esserci uno scatto di reni a favore di Lufthansa: le cinque sigle dissidendi hanno in serbo un piano B basato proprio sull'arrivo della compagnia estera. E anche per questo nella tarda serata di ieri avrebbero preso contatto con Letta.

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Il rush finale sul destino di Alitalia infiamma lo scontro fra maggioranza e opposizione. Sacconi: con l'offerta Cai, smentiti i profeti di sventura (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)

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Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi Il rush finale sul destino di Alitalia infiamma lo scontro fra maggioranza e opposizione. Sacconi: con l'offerta Cai, smentiti i profeti di sventura

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Con la crisi economica in pieno svolgimento e gli spettri di recessione sempre più c... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)

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Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi Con la crisi economica in pieno svolgimento e gli spettri di recessione sempre più consistenti; l'Onda della protesta studentesca contro la legge Gelmini in atto; la ritrovata baldanza di Veltroni dopo la manifestazione del Circo Massimo e i dissapori in seno alla maggioranza evidenziati dall'accantonamento della riforma elettorale per le Europee, tutto poteva permettersi Silvio Berlusconi tranne che un passo falso su Alitalia. Inutile girarci attorno: gli aerei tricolori a terra avrebbero avuto un effetto devastante. Il fallimento della cordata Cai, infatti, più di ogni altra cosa avrebbe assestato un duro colpo all'immagine "vincente" del Cavaliere, oltre che - elemento che non può assolutamente essere sottovalutato - rappresentare una mazzata di enorme portata al sistema industriale italiano. Per questo palazzo Chigi si è speso fino all'ultimo pur di convincere Colaninno a presentare l'offerta d'acquisto, nonostante il niet delle sigle sindacali autonome di piloti e assistenti di volo. Ma in realtà il presidente del Consiglio - e proprio per le medesime considerazioni - sapeva di poter contare sulla non belligeranza dei Democratici (e dell'Udc): non a caso la Cgil che un mese fa era rientrata nella trattativa dopo essersene allontanata assieme agli autonomi, stavolta ha subito firmato i protocolli di accordo, "lodo Letta" compreso. Qual è l'interesse dei sindacati al fallimento dell'Alitalia? si è chiesto col solito pragmatismo Bossi. Risposta implicita: nessuno. Infatti. Dunque almeno per ora la vicenda si conclude positivamente, sia Palazzo Chigi che l'opposizione, esclusa l'Idv, seppur ciascuno a modo suo, possono appuntarsene il merito. Su un terreno scivoloso che poteva portare a risultati traumatici, il confronto tra schieramenti si è realizzato. Un segnale piccolo ma significativo per affrontare l'emergenza economica delle prossime settimane e mesi.

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ROMA Dopo la firma dei sindacati confederali e l'offerta in extremis della Compagnia ae... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 01-11-2008)

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Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi di CLAUDIA TERRACINA ROMA Dopo la firma dei sindacati confederali e l'offerta in extremis della Compagnia aerea italiana per rilevare l'Alitalia, come al solito, Silvio Berlusconi si mostra ottimista. «Sono convinto che allo scadere dei termini, alla mezzanotte di domani, avremo ancora una compagnia di bandiera italiana- assicura ai cronisti che lo intercettano in un negozio del centro- sono e resto, come sempre ottimista. Gianni Letta ce la farà». La partita però è tutt'altro che chiusa perchè i sindacati autonomi sono ancora sul piede di guerra. Per questo, Umberto Bossi si dichiara molto più scettico del premier sul futuro della Cai. «Se la vogliono fare fallire alla fine fallirà. Però non capisco l'interesse dei sindacati a farla fallire», riflette ad alta voce a margine della festa della Lega a Pecorara, nel Piacentino. «Mi auguro che invece trovino l'accordo - aggiunge- perchè non è solo un problema della faccia di Berlusconi che ce l'ha messa. Il problema è che la Compagnia di bandiera rischia davvero di fallire». E molto critica è l'opposizione. Per il ministro ombra dell'Economia del Pd, Pierluigi Bersani, «stiamo vivendo un passaggio che in ogni caso renderà più debole la soluzione. E' la dimostrazione della assoluta irresponsabilità politica di chi ha impostato dall'inizio questa vicenda». Il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, giudica «grave l'atteggiamento intimidatorio assunto dal Governo e dalla Cai nei confronti dei lavoratori» ed esprime solidarietà ai piloti, al personale di terra e agli assistenti di volo che pagano l'irresponsabilità dell'esecutivo». Michele Vietti dell'Udc dice di «augurarsi fino all'ultimo di non dover dire "l'avevamo detto". Ma purtroppo fin dalla campagna elettorale avevamo denunciato la strumentalità dell'operazione "Forza Italia" per la compagnia di bandiera, segnalando i limiti e le contraddizioni degli aiuti di Stato prima, e delle formule "caserecce" che il governo ha adottato per attribuire senza concorrenza gli asset dell'azienda alla cordata amica poi, scaricando sui contribuenti tutti i costi. Abbiamo continuato a ripetere - aggiunge- che senza un vettore internazionale non ci sarebbero state prospettive. Anche un recupero dell'ultima ora delle trattative, che per senso di responsabilità continuiamo ad augurarci, non eliminerebbe tutte queste criticità». Ancor più severo è il collega Luca Volontè, secondo il quale «siamo alla fine della pantomima,la drammatica tragedia era già scritta nelle settimane di campagna elettorale. Ora sia il premier e prendersi la responsabilità in toto della situazione. Piloti, hostess e bugie elettorali sono tutti i colpevoli della situazione odierna. Sia chiaro, da ora in poi i cittadini italiani non tireranno fuori un euro. Berlusconi - conclude - mantenga le promesse e paghi di tasca sua il bluff trasformato in tragedia». E il segretario nazionale de "la Destra", nonchè capogruppo in Campidoglio, mette in guardia sulle possibili ripercussioni sulla Capitale: «Va convocato rapidamente il consiglio comunale di Roma. Se la trattativa per Alitalia va a picco- avverte- le conseguenze per la città saranno drammatiche». Ma il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ribatte che «un altro significativo passo avanti è stato compiuto con il positivo concorso di tutte le grandi confederazioni sindacali, il ruolo fattivo del governo e la conferma della volontà di promuovere una nuova compagnia di bandiera da parte della società Cai, quindi, ancora una volta, i profeti di sventura sono stati smentiti». E il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli sottolinea che «alla fine è prevalso, come abbiamo sempre auspicato, il senso di responsabilità. Con la firma sui contratti e sull'accordo complessivo da parte di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, la nuova Alitalia potrà davvero decollare. Auspico che anche le altre sigle sindacali aggiungano la loro firma dimostrando analoga responsabilità».

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Alitalia ai privati, la Cai va avanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-01 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Ore di tensione, mediazione di Letta. Firmano Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Il premier: sempre stato ottimista Alitalia ai privati, la Cai va avanti La Compagnia presenta l'offerta, ma resta il no di piloti e hostess ROMA — La Cai ha presentato l'offerta al commissario di Alitalia. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno firmato il contratto. No di piloti e hostess. ALLE PAGINE 2, 3 e 5

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VETO È ROTTO (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-01 num: - pag: 1 autore: di DARIO DI VICO categoria: REDAZIONALE IL VETO è ROTTO è una prova di coraggio. La Cai, la cordata di imprenditori capeggiata da Roberto Colaninno, ha deciso di andare avanti nonostante il veto di piloti e hostess. E' una novità importante e insieme una sfida. Le antiche regole del consociativismo italiano fino a ieri prevedevano il contrario: in simili casi ci si fermava. Senza il consenso di tutte, ma proprio di tutte, le organizzazioni di rappresentanza si lasciava cadere la penna e ci si alzava dal tavolo. Stavolta no ed è importante che le tre grandi centrali sindacali più l'Ugl di Renata Polverini abbiano deciso di non far mancare la loro firma. Abbiano varcato il Rubicone. Le richieste di piloti e hostess sono semplicemente irragionevoli: non è possibile infatti che una società privata consenta 300 distacchi sindacali a tempo pieno, che permetta alle associazioni dei dipendenti di metter bocca sulle carriere e persino sulla politica degli acquisti. L'Anpac, l'Up e le altre sigle avevano firmato il contratto proposto dalla Cai— che riconosce la dirigenza ai comandanti — ma per rimettere tutto in gioco è bastato che a Fiumicino si facesse largo l'idea che il governo, dopo aver offerto aiuto alle banche, alla fine non avrebbe fatto fallire la compagnia di bandiera. è la nazionalizzazione del-l'Alitalia l'obiettivo non dichiarato di piloti e hostess ed è perciò importante che i sindacati confederali abbiano scelto, seppur tra contraddizioni e ripensamenti, la privatizzazione. Vedremo se i lavoratori dell'Alitalia aderiranno al contratto offerto loro dalla Cai e vedremo anche se Anpac e Up si spingeranno fino a bloccare aerei e scali. Il paragone con Ronald Reagan e con la storica battaglia contro i controllori di volo suona forse esagerato, ma sarebbe un errore sottovalutare il valore politico e civile del braccio di ferro che si aprirà nelle prossime ore. La verità è che il nostro è un Paese incredibile. Una porzione di mondo in cui è facilissimo distruggere, quasi impossibile costruire. Si parli della razionalizzazione della spesa scolastica, della lotta all'assenteismo o della chiusura del ciclo del consociativismo aereo, la dura realtà è che siamo un Paese che non vuole fare veramente i conti con la crisi. Continuiamo a prendere sotto gamba il crollo dei mercati finanziari e la lunga recessione che ci si prepara. Non vogliamo prendere atto che se l'America cade ha la capacità di riprendere a correre in poco tempo, ma se è l'Italia ad ammalarsi gravemente non esistono sufficienti anticorpi né animal spirits in grado di risollevarla. Gli storici argomenteranno che non possediamo un autentico spirito nazionale e che ciò rappresenta un nostro sempiterno handicap. Ma forse siamo già oltre, stanno venendo meno sentimenti come la solidarietà e la generosità che erano stati una componente fondamentale delle nostre migliori stagioni. Nella commedia tricolore c'è sempre qualcuno che pur di non rinunciare a una quota minima dei suoi privilegi preferisce mandare tutto a monte, dare un calcio al tavolo. Senza accorgersi che così prende a calci il futuro. ddivico@rcs.it

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Alitalia, firma ad alta tensione Cai presenta l'offerta vincolante (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia, firma ad alta tensione Cai presenta l'offerta vincolante Sì anche della Cgil, no dei piloti e delle hostess. Ora tocca a Fantozzi Colaninno: gli autonomi non firmano? Non succederà niente. La proposta scade il 30 novembre. Le condizioni ROMA — Sarebbe potuta essere davvero la notte delle streghe per Alitalia, quella del fallimento. Ma alla fine, alle 20, l'offerta di Cai è arrivata, dopo una giornata densa di colpi di scena, in cui 4 sindacati su 9, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, hanno firmato i documenti proposti. Fuori invece i sindacati dei piloti Anpac e Up, ma anche Sdl e, per gli assistenti di volo, Anpav e Avia. Ora toccherà al commissario Augusto Fantozzi comparare, forse nel giro di una settimana, l'offerta, che scade il 30 novembre, con le valutazioni dei consulenti Banca Leonardo e Rothschild. Se l'offerta apparirà congrua, dopo il via libera di Bruxelles, potrà esserci la cessione degli asset. L'offerta è condizionata al consenso dell'Antitrust, alla garanzia Ue che il prestito- ponte non venga rimborsato da Cai, che non si rilevino ipotesi di «aiuti di Stato» e che il Trustee europeo che vaglierà l'operazione, non sollevi obiezioni pregiudizievoli per Cai. La giornata è iniziata all'una, a palazzo Chigi, dove il sottosegretario Gianni Letta ha ricevuto le 9 sigle, il presidente di Cai, Roberto Colaninno, e l'amministratore Rocco Sabelli. è stato subito chiaro che l'offerta sarebbe stata «prendere o lasciare». «Siamo vicini al baratro — ha spiegato Letta —: senza l'accettazione dell'offerta Cai, a mezzanotte non ci sarà più Alitalia». è toccato a Fantozzi spiegare che il Tribunale non gli avrebbe autorizzato alcuna spesa se non si fosse presentato con un contratto di lavoro firmato. «Senza firma oggi, Cai è fuori» ha chiosato Colaninno. A questo punto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha proposto il «lodo Letta»: «Firmiamo. Se poi ci saranno elementi di dissonanza tra noi e l'azienda, si può affidare al sottosegretario il ruolo di garante e arbitro per interpretare le norme ». La proposta è stata accolta da confederali e Ugl che hanno firmato il lodo e i criteri di designazione degli assunti. Gli altri 5 sindacati si sono rifiutati. Colaninno e Sabelli si sono quindi spostati a pochi metri, nella sede di Intesa-Sanpaolo, dove il cda era riunito per deliberare l'offerta. Ma i primi segnali sono stati negativi: il consiglio, orientato a non presentare l'offerta, è stato sospeso. Si è sparsa la voce che la mancata adesione dei piloti avesse compromesso la decisione. Da questo momento in poi si sono incrociati vari contatti per recuperare l'offerta entro la mezzanotte: significativa la telefonata del premier Berlusconi a Colaninno. Poi una nuova convocazione dei sindacati ha prodotto la svolta. Letta in pratica ha lanciato un appello a tutti i sindacati perché accorressero, entro le 22, a firmare anche i contratti. Il rapido arrivo dei quattro sindacati ha sbloccato la situazione. Il cda ha deliberato l'offerta definitiva e ha nominato Salvatore Mancuso (Equinox) vicepresidente e Sabelli amministratore, rinviando la nomina del comitato esecutivo. I sindacati esclusi hanno convocato un'assemblea per lunedì. Sulla mancata firma, Colaninno ha detto: «Non succederà niente. Se vogliono firmare...». Antonella Baccaro

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L'offerta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 2 categoria: BREVI L'offerta Investimento di un miliardo Gli oltre 20 gruppi imprenditoriali soci in Cai investiranno oltre 1 miliardo per ristrutturare e rilanciare il comparto aereo italiano intorno ad Alitalia e AirOne La ricerca di un partner Cai punta ad allearsi con uno dei tre principali operatori mondiali, con la possibilità di un suo ingresso anche nell'azionariato Occupazione: 12.639 assunti Dopo l'accordo con i sindacati, ora Cai potrà procedere all'assunzione di complessivi 12.639 lavoratori tra Alitalia e AirOne. Mobilità e ammortizzatori L'accordo prevede procedure di mobilità e ammortizzatori sociali per i dipendenti in esubero di Alitalia e AirOne. Lock-up di cinque anni I soci della Compagnia aerea italiana si sono impegnati a non vendere le proprie azioni per un periodo di 5 anni.

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Il commissario (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 2 categoria: BREVI Il commissario Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, è chiamato a esprimersi sull'adeguatezza dell'offerta di Cai

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E Sabelli: due sere fa ho pensato <è finita> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il numero uno di Cai Il manager che dopo aver condotto la trattativa guiderà la compagnia E Sabelli: due sere fa ho pensato «è finita» MILANO — «Mercoledì sera, quando abbiamo interrotto la trattativa, ho pensato di aver speso ormai tutta la pazienza negoziale e che a quel punto era davvero finita ». E invece Rocco Sabelli c'è riuscito a chiudere una trattativa con i sindacati che sembrava ormai persa, e a presentare l'offerta per Alitalia. «Sono stati due mesi di sofferenza ballati sul filo del precipizio — racconta il manager a cui Cai ha affidato la cloche della nuova compagnia di bandiera —. A volte dal fronte sindacale non si capiva che si stava camminando su un precipizio. Ma Gianni Letta è stato utilissimo: è stato il vero motore della trattativa. Va anche dato atto a Cgil, Cisl, Uil e Ugl di aver gettato il cuore oltre l'ostacolo consentendoci di presentare l'offerta». Sabelli riconosce anche che per andare avanti è stata fondamentale «la perseveranza dei soci: ci ha spinto a insistere». E Silvio Berlusconi? Ripete che «i contatti in questi mesi sono stati sempre a livello istituzionale tramite il sottosegretario Letta». Però «qualche telefonata credo ci sia stata e ci sarà». L'unico rammarico del manager è non essere riuscito a ottenere tutte le firme sotto il contratto. Ma non dispera: «Il clima è migliorato — dice —. Adesso abbiamo un contratto e dei criteri di selezione del personale, criteri equilibrati e quello che non si è potuto fare ora si potrà fare dopo. Le distanze non sono molto significative e credo si possa trovare una convergenza di fatto». E i piloti, le hostess? «La fase squisitamente sindacale è alle spalle — dice Sabelli — . E' più importante ora coinvolgere le persone in questo nuovo progetto. Anche perché nasce un'azienda stabile, duratura con prospettive più concrete. Certo, tutto è migliorabile». Adesso che l'ostacolo principale è stato superato, per il manager inizia la fase più difficile. «Per Alitalia nulla è facile — ammette —. Sarà un lavoro complesso. Si tratta di integrare Air One e di fare una start-up. Ci serve anche fortuna. Ora ci vorrà qualche giorno perché il commissario Fantozzi si esprima. Siamo fiduciosi». Ma c'è un'altra incognita che rischia di rimettere tutto in ballo. L'Europa e quel prestito ponte da 300 milioni, su cui la Commissione Ue ha acceso un faro sospettando che si tratti di aiuti di Stato. Un'incognita che però Sabelli non teme: «Il prezzo offerto è di mercato. E il pregresso non riguarderà Cai». Federico De Rosa Rocco Sabelli \\ Per Alitalia nulla è facile ma ormai la fase sindacale è alle spalle: nasce un'azienda stabile duratura e con prospettive più concrete

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Bruxelles: da restituire i 300 milioni di prestito (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE La Ue Bruxelles: da restituire i 300 milioni di prestito DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES — La sorte di Cai-Alitalia, qualunque sia, si decide anche a Bruxelles, nel palazzo della Commissione europea guidata da José Manuel Barroso. Il dossier sulla compagnia di bandiera è da qualche settimana sulla scrivania del commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani ( foto), che lo sta studiando e che dovrà decidere se il piano di salvataggio e rilancio rispetta in tutto le regole della Ue: il verdetto è atteso per il 12 novembre, quando Tajani presenterà le sue conclusioni agli altri membri della Commissione, e verrà presa la decisione finale. E molto probabilmente, secondo le indiscrezioni trapelate in questi giorni, quella decisione si articolerà in due parti ben distinte fra loro: «no» al prestito-ponte di 300 milioni di euro, concesso dal governo italiano nella scorsa primavera, e cauta apertura sul resto del piano, purché vengano rispettate le regole del libero mercato e venga marcata chiaramente la «discontinuità» fra la vecchia Alitalia — con tutti i suoi pesi e debiti — e la nuova Cai. Secondo Tajani, finora c'è stata piena collaborazione fra Roma e Bruxelles, e dunque non dovrebbero esservi troppe possibilità di equivoco o di incomprensioni. Le ragioni del «no» al prestito-ponte sarebbero imperniate sulla normativa comunitaria che regola la libera concorrenza: quei 300 milioni di euro verrebbero considerati alla stregua di un aiuto di Stato, illegittimo e inammissibile anche perché porrebbe altri eventuali «competitors» italiani ed europei in una condizione di disparità. La Ue, sempre secondo le previsioni, si limiterà a dire dunque che questo prestito è inammissibile. E subito dopo, qualcuno dovrà rimborsarlo: o la «bad company», guidata dal commissario straordinario Fantozzi, o la nuova Cai della cordata Colaninno. Luigi Offeddu

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I dubbi dei privati e la spinta di Intesa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE La cordata I dubbi dei privati e la spinta di Intesa MILANO — C'è stato un momento, a metà pomeriggio, in cui la questione Alitalia sembrava chiusa. Preso atto che mancavano le firme dei sindacati confederali sotto i contratti per la nuova Alitalia, i consiglieri di Cai si sono alzati dal tavolo. C'è chi ha pensato che l'avventura, durata forse anche troppo per alcuni, era finita. Nelle orecchie risuonava ancora il pesante slogan «meglio falliti che in mano ai banditi» urlato dai dipendenti Alitalia all'indirizzo dei soci di Cai riuniti a Palazzo Clerici per costituire la cordata. Tuttavia il pressing di Intesa Sanpaolo e di Roberto Colaninno è riuscito a mantenere compatta la cordata che ieri, prima di chiudere la riunione, ha dato mandato al presidente di Cai di verificare la possibilità di ottenere le firme per presentare l'offerta entro i termini previsti. La situazione è stata sbloccata da una telefonata di Silvio Berlusconi a Colaninno, in cui sarebbe stata comunicata la disponibilità di Cgil, Cisl, Uil e Ugl a firmare, cosa che poco dopo hanno fatto, rimettendo le decisione se proseguire o no alla cordata, avvisata nel frattempo telefonicamente che la questione si era sbloccata. A quel punto l'offerta è partita. Adesso Cai può girare pagina e guardare avanti, alle prossime scadenze. La speranza di ottenere anche la firma dei sindacati autonomi non è morta. Se non arriverà, sarà un po' più difficile partire. Ma è solo una delle questioni aperte. L'altra, più importante, riguarda il partner estero. Fonti vicine a Cai assicurano che Air France, Lufthansa e British Airways sono tutte determinate a conquistare un posto nella nuova Alitalia. E, di conseguenza, nel consiglio di Cai. Non è tuttavia previsto al momento l'aumento del numero degli amministratori. E dunque è probabile che qualcuno dovrà alzarsi per lasciare il posto al partner estero. F. D. R.

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<Ci prendono in giro, meglio Air France> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE L'hostess «Ci prendono in giro, meglio Air France» «Due mesi di prese in giro, nient'altro che una buffonata. Ora siamo punto e a capo. Senza certezze». Volo Az 188, il Vienna-Fiumicino delle 21 e 45. Alexia Barbiero, hostess Alitalia da 17 anni, saluta i passeggeri che sbarcano e poi si dirige alla «navetta» che dal Leonardo da Vinci la porta a casa. Al varco equipaggi alcuni colleghi davanti alle bacheche sindacali la informano che la trattativa con Cai è saltata dopo che le sigle autonome hanno lasciato palazzo Chigi sbattendo la porta. «Era nell'aria — dice per nulla stupita l'assistente di volo —. C'era troppa incertezza nei criteri di assunzione, troppa discrezionalità a favore del datore di lavoro e nessuna garanzia per chi, come me, a questa compagnia ha regalato un bel pezzo di vita». Insomma meglio falliti che con la Cai? «E' innegabile che la speranza di molti è che questa trattativa non vada avanti. Sappiamo che le nuove assunzioni non supereranno le 12.500, mentre l'attuale personale Alitalia vede impiegate oltre 19 mila persone. La riduzione dello stipendio inoltre è drastica...». E voi fate un lavoro pesante... «Stamattina mi sono svegliata alle 5 e 30 e rincaserò verso le 23. Questa è la normalità dei turni di servizio, sia mia che dei miei colleghi. La gente ha un'idea sbagliata del nostro lavoro. Che è tremendamente stressante, faticoso. E che certo non ha le vantaggiose remunerazioni di 15 o 20 anni fa». Avesse una bacchetta magica, che compratore vorrebbe per Alitalia? «Io continuo a fare il tifo per Air France. Avevano presentato l'offerta migliore, tutelando la nostra dignità: esuberi contenuti e un piano di sviluppo capace di garantire, forse anche a breve termine, un ritorno alla competitività della compagnia». Ora che futuro vede? «Pieno di preoccupazione. So che domani sono di riserva. Ma non so che futuro avrà Alitalia». Alessandro Fulloni Hostess Alexia Barbiero

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Notaro: gli aerei ora chi li pilota? I portabagagli? (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Up Notaro: gli aerei ora chi li pilota? I portabagagli? ROMA — «Cosa faremo? Lo decideremo nei prossimi giorni. Non abbiamo voglia di litigare, ma possiamo farlo... Intanto vediamo se ci sarà Cai, se ci sarà Alitalia...». Ma guardi che Cai ha già presentato l'offerta... quindi... Massimo Notaro, leader dell'Up, il secondo sindacato dei piloti, apprende così la notizia della decisione assunta ieri sera alle 20 dai soci di Roberto Colaninno. «Ah, hanno fatto l'offerta? Bene, allora vuol dire che possono fare a meno del 90% dei piloti che noi con Anpac rappresentiamo. Li faranno volare con i bagaglisti gli aerei. Gli faccio tanti auguri». E voi che farete, un ripensamento a questo punto è possibile? «Neanche per sogno ci sarà un ripensamento. Io non ci parlo più con quelli che non rispettano ciò che firmano. Avevamo firmato un'intesa e loro non ne hanno tenuto conto. Incredibile ». Ce l'ha con qualcuno in particolare? «Bè, noi avevamo scritto a Colaninno una lettera privata per spiegargli la situazione. L'unica risposta è stata che ce la siamo trovata pubblicata sui giornali. E poi parla di "rapporto fiduciario"?». Ma cosa c'era di così inaccettabile nelle proposte di Cai? «I criteri di selezione per esempio. Questi signori si prendono 225 milioni di ammortizzatori sociali dalle tasche degli italiani, e li applicano con criteri discriminatori». Faccia un esempio. «Non sono assumibili le madri lavoratrici e tutti coloro che assistono i disabili, per esempio. Loro le chiamano "rigidità"...». Alla fine che cosa farete? «Aspettiamo lunedì, andiamo in assemblea». Scioperi, blocchi, boicottaggi? «Vedremo, adesso scusi, sono un po' stanco». A. Bac. Piloti Massimo Notaro leader dell'Up

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Berlusconi: ho sempre creduto nel salvataggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Berlusconi: ho sempre creduto nel salvataggio «Letta riuscirà a tutelare Alitalia». L'ottimismo di Sacconi: smentiti i profeti di sventura ROMA — «La Compagnia si salverà, sono ottimista. Continueremo ad avere una compagnia nazionale», dice Silvio Berlusconi. Cai non ha ancora annunciato ufficialmente la presentazione della proposta vincolante per rilevare Alitalia dopo la firma dei sindacati confederali e dell'Ugl, ma il capo del governo non riesce a trattenere la soddisfazione per l'esito di una trattativa che pareva nient'affatto positivo visto lo strappo delle cinque sigle autonome di piloti e assistenti di volo. Evidentemente il canale diretto con il sottosegretario Gianni Letta, che ha gestito la delicata trattativa, gli ha consentito di avere informazioni di prima mano. E infatti Berlusconi loda il suo collaboratore: «Letta riuscirà a salvare l'Alitalia ». La soddisfazione è espressa anche dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. «Ancora una volta i profeti di sventura sono stati smentiti», argomenta facendo notare che «un altro significativo passo avanti è stato compiuto con il concorso positivo delle grandi confederazioni sindacali, il ruolo fattivo del governo e la conferma della volontà di promuovere una nuova compagnia di bandiera da parte della società Cai». Pure il responsabile delle Infrastrutture, Altero Matteoli, tira un sospiro di sollievo:« Alla fine è prevalso come abbiamo sempre auspicato il senso di responsabilità, ora la nuova compagnia può decollare». Eppure nel pomeriggio sembrava che tutto potesse naufragare, dopo il rifiuto di sottoscrivere l'intesa da parte di piloti e assistenti di volo raccolti attorno ai cinque sindacati autonomi. «Non capisco il loro interesse a fare fallire l'Alitalia», si domandava il ministro delle Riforme, Umberto Bossi ricordando che «non è solo un problema della faccia di Berlusconi che ce l'ha messa. Il problema è che la compagnia rischia davvero di fallire». Un interrogativo che si era posto lo stesso Berlusconi dopo avere appreso del rifiuto degli autonomi. Infatti a quanti gli chiedevano un commento su chi fosse il responsabile di un eventuale tracollo di Alitalia il Cavaliere si era limitato a obiettare («Giudicate voi...»). Quello è stato un momento particolarmente delicato. E infatti le opposizioni sono subito insorte. Michele Meta (Pd) ha chiesto che il «governo informi urgentemente il Parlamento sullo stato della trattativa e su come intenda risolvere la crisi Alitalia ». Molto ruvida la reazione di Antonio Di Pietro (Italia dei valori): «La famosa cordata di Berlusconi altro non era che un maldestro tentativo di accaparrarsi i beni dell'Alitalia alle spalle dei lavoratori». Lorenzo Fuccaro

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C olpisce (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La Nota di Massimo Franco Ma per il premier parte un'imprevedibile corsa ad ostacoli C olpisce la distanza fra le convulsioni romane su Cai-Alitalia e le parole e l'accoglienza ricevuta ieri da Giorgio Napolitano all'Università Bocconi di Milano. Dipende certamente dal ruolo diverso svolto dal governo e dal presidente della Repubblica. Ma il capo dello Stato che incontra studenti, professori e rettori diventa la metafora di un dialogo che palazzo Chigi non riesce a far partire. E, al di là delle intenzioni, finisce per indicare due metodi diversi di fronte ad una conflittualità che tende ad autoalimentarsi. è come se il presidente della Repubblica si incaricasse di raffreddare la tensione che si è creata fra il mondo della scuola in agitazione e le istituzioni; e di ridurre le distanze fra loro: a costo di legittimare letture che esaltano la differenza con Silvio Berlusconi. Il modo in cui Napolitano ha parlato della protesta è stato rispettoso e insieme franco. Ha accennato agli scontri dell'altro giorno in piazza Navona, a Roma, fra estremisti di destra e di sinistra. Ma precisando subito che non riflettono e anzi falsano l'immagine di un movimento studentesco «molto ampio e piuttosto tumultuoso, in cui è abbastanza facile introdurre degli elementi devianti». Sembra un invito a non dare spazio con comportamenti irresponsabili ai gruppi di provocatori; ma anche un'esortazione a palazzo Chigi perché dialoghi. «L'elemento di maggior novità», ha spiegato il rettore della Statale di Milano, Enrico De Cleva, «è la preoccupazione, condivisa da Napolitano, per l'incattivimento del clima e il rischio che questo presenta»: rischio che va al di là della politica. Le piazze non possono mettere in pericolo la stabilità del governo. Eppure sembrano in grado di frenarlo, innervosirlo, e indurlo a qualche errore. La crisi economica costituisce uno sfondo che rende ogni decisione più difficile agli occhi dell'opinione pubblica; e provoca distinguo inediti nel centrodestra. Il primo segnale è arrivato quando il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha suggerito a Berlusconi di ridiscutere la legge elettorale europea. Poi ci sono stati gli accenti diversi fra premier e ministro dell'Economia sulla gravità della recessione. E ieri il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha definito fallimentare il modo in cui è stata spiegata la riforma proposta da Maria Stella Gelmini. Ma ha l'aria di una critica non tanto alla comunicazione di palazzo Chigi, quanto al metodo del decreto- legge. Sotto voce, nel governo si dice che la fretta di approvare la riforma ha catalizzato la protesta, unificando un fronte finora frastagliato. Ed ha messo Berlusconi sulla difensiva più di quanto fosse accaduto dall'inizio della legislatura. Le trattative in extremis sulla cordata italiana chiamata a rilevare e trasformare Alitalia hanno aggiunto un elemento di incertezza che comunque non giova all'immagine del premier. Così, dietro le preoccupazioni per le proteste e le incognite per uno sciopero generale, fa capolino la tentazione di ricalibrare almeno la tattica; e forse di rivedere i rapporti di forza nel Pdl. Implicitamente, significa anche analizzare gli effetti indesiderati del decisionismo berlusconiano, imitato in miniatura da alcuni esponenti del governo; e celebrato come tabù virtuoso da uno degli uomini più vicini al Cavaliere, Marcello Dell'Utri. Per Dell'Utri, il premier ha tutte le potenzialità per procedere come un carro armato, e «rimanere a palazzo Chigi per vent'anni». Le proteste sulla riforma Gelmini non sarebbero altro che un granello di sabbia in un ingranaggio perfetto e inarrestabile. è una visione amicale e pericolosamente celebrativa del potere berlusconiano. Conferma quell'eccesso di sicurezza che è all'origine di ostacoli rivelatisi più ostici del previsto proprio perché sono stati sottovalutati. \\ A Milano Napolitano cerca di ricucire fra protesta e ruolo delle istituzioni

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Silvio, i sondaggi e il <novembre caldo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Sette giorni E Tremonti stringe rapporti con i leader sindacali contrari alla «deriva massimalista» della Cgil Silvio, i sondaggi e il «novembre caldo» La linea del capo del governo: ora varare provvedimenti che smorzino la tensione SEGUE DALLA PRIMA Sapeva che sarebbe andato incontro a un autunno caldo e a un inverno rigido per i morsi dell'emergenza economica, l'aveva messo in conto già in campagna elettorale. Ma se ieri fosse saltata la trattativa su Alitalia, il Cavaliere avrebbe «perso la faccia», come ha detto Umberto Bossi, e le ripercussioni sul governo sarebbero state pesanti. Perché sull'italianità della compagnia di bandiera aveva scommesso, e il fallimento di Az avrebbe provocato un pericoloso cortocircuito politico, amplificato mediaticamente — agli occhi dell'opinione pubblica — dagli scioperi della scuola, degli statali e dei metalmeccanici. Raccontano che nelle ore più convulse Berlusconi abbia voluto capire se una «manina politica» si fosse inserita nei delicati equilibri della vertenza tra Cai e sindacati, e che l'incontro con Roberto Colaninno sia servito proprio a dissipare quei dubbi: il sospetto di «una trappola» scattata quando non ci sarebbe più stato il tempo per rimediare. Dubbi e sospetti che albergavano anche nella mente di Gianni Letta, a cui il premier aveva affidato il dossier. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio si attaccava al telefono, furente con «i sindacati confederali che fanno i furbi» e con quei «banchieri e industriali che ora si lamentano » per gli equilibri ai vertici della compagnia: «Ora, solo ora, dopo mesi che discutiamo... ». Nulla lasciava presagire simili rischi, se è vero che nei giorni scorsi Berlusconi aveva affrontato l'argomento con Bossi, offrendo «garanzie» sul partner straniero di Alitalia. «Anche Letizia Moratti è della stessa idea, bisogna puntare su Lufthansa», aveva chiesto il capo del Carroccio, e il Cavaliere lo aveva rassicurato. Insomma, non era questo il fronte che lo preoccupava, ed ormai erano lontani i giorni in cui nel governo aveva suscitato scalpore l'assenza di Giulio Tremonti dal tavolo della trattativa. «Se mi fossi seduto lì — aveva spiegato il ministro dell'Economia — avrei accreditato l'idea che lo Stato potesse intervenire per acquistare la compagnia». Erano e restano altre le emergenze che deve fronteggiare il premier, chiamato a dare risposte al Paese e alla sua maggioranza sulla crisi. Perciò non sono state casuali ieri le sortite dei capigruppo del Pdl, con Maurizio Gasparri che ha definito «prioritaria la difesa del potere d'acquisto per le famiglie » e Fabrizio Cicchitto che ha parlato di «misure allo studio da parte del governo ». Un classico gioco delle parti, con cui si punta a sgretolare il muro issato da Tremonti a tutela dei numeri della Finanziaria. Un'operazione combinata e assecondata da Berlusconi, convinto che l'unico modo per rispondere all'offensiva di piazza della Cgil e del Pd sia «varare misure che smorzino la tensione». è ormai chiaro che nel centrodestra si confrontano due modi diversi di approcciare la crisi, e Tremonti — conscio dell'accerchiamento — non è rimasto fermo. Da qualche tempo ha stretto rapporti con i leader sindacali contrari alla «deriva massimalista » della Cgil, ed è con loro che ha ragionato sul «nuovo mondo»: «Con il crollo del sistema siamo entrati in un mondo sconosciuto. L'impatto della crisi sul comparto produttivo sarà pesante e noi dovremo salvare il patrimonio umano». Evocando i lavoratori, Tremonti ha fatto presa sugli interlocutori, assicurando risorse al ministro del Welfare Maurizio Sacconi per la cassa integrazione. E Sacconi, insieme a Tremonti, è stato ospite del convegno organizzato dalla fondazione Nuova Italia di Gianni Alemanno per un dibattito sull'economia sociale di mercato. Chissà se il titolare di via XX settembre ha illustrato la sua visione del futuro anche a Massimo D'Alema, con cui coltiva un intenso rapporto culturale, è certo che ai sindacati ha promesso di impegnarsi a favore delle fasce più deboli, come i non auto- sufficienti. Renata Polverini dell'Ugl confida che «arrivino risposte concrete»: «Il confronto è utile, ed è importante che le proposte siano condivise prima». Tremonti è pronto alla contromossa, la prova sta nel breve intervento pronunciato ieri in Consiglio dei ministri: «Nel 2009 persino la Germania non crescerà. è con questo che dovremo fare i conti. Perciò, se pensassimo di muoverci con l'intento di invertire il ciclo economico, sappiate che il ciclo non lo invertiremo. Diverso è il ragionamento se volessimo muoverci per far vedere che cerchiamo di dare un po' di respiro alle famiglie, ai lavoratori». è il richiamo al «patrimonio umano da salvare». Ecco il modo in cui Tremonti mira a spezzare l'accerchiamento. Francesco Verderami Premier Berlusconi con le hostess Alitalia

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4 aprile (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 5 categoria: BREVI 4 aprile Il premier e la cordata Il presidente del consiglio Berlusconi chiede che Alitalia resti italiana e promuove il progetto di una cordata tricolore

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3.250 Gli esuberi previsti dal piano della Cai, Compagnia aerea italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 5 categoria: BREVI 3.250 Gli esuberi previsti dal piano della Cai, Compagnia aerea italiana 158 Gli aerei a regime, secondo il piano Cai, dopo l'acquisizione di Alitalia

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I metalmeccanici annunciano lo sciopero generale (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-01 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE I metalmeccanici annunciano lo sciopero generale Mobilitazione il 12 dicembre con corteo a Roma. La «copertura» di Epifani dopo mesi di gelo Rinaldini chiama a raccolta le «tute blu» contro la riforma del modello contrattuale proposta da Confindustria ROMA — Quattro giorni fa, dopo che la Fiom di Gianni Rinaldini aveva minacciato lo sciopero generale, il presidente della Federmeccanica Alberto Bombassei ironizzava: «La Fiom, come la Cina, non è più un fenomeno ma una certezza». E ieri, puntualmente, quella certezza si è materializzata. L'assemblea dei delegati del sindacato dei metalmeccanici della Cgil ha deciso per il 12 dicembre una giornata di sciopero generale con manifestazione a Roma. Bersaglio della mobilitazione delle tute blu, la riforma del modello contrattuale proposta da Confindustria e firmata da Cisl, Uil e Ugl (la Cgil di Guglielmo Epifani non l'ha sottoscritta, pur rimanendo al tavolo ora allargato alle altre organizzazioni imprenditoriali), ma anche la politica economica del governo. Una decisione niente affatto inattesa, viste le premesse. Come scontate sono apparse anche le motivazioni: respingere «l'attacco di Confindustria ai contratti nazionali che ha l'obiettivo di una ulteriore riduzione dei salari » e «l'attacco alla scuola, al lavoro e ai servizi pubblici». Ben più sorprendenti sono apparse invece le parole del segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani: «La Fiom e la Cgil sono la stessa cosa». Parole sorprendenti soprattutto per chi ricorda quale fosse soltanto qualche mese fa lo stato delle relazioni fra Epifani e Rinaldini. Negli ultimi due anni i rapporti fra Cgil e Fiom si erano andati via via deteriorando, tanto profonde e ripetute erano state le divisioni. A cominciare da quella dell'autunno del 2006, quando la Cgil prese apertamente le distanze dalla manifestazione sul precariato promossa dalla sinistra radicale, alla quale la Fiom invece aveva aderito: mobilitazione che fu interpretata come un atto di ostilità contro il governo di Romano Prodi, nel quale la stessa sinistra radicale era ben rappresentata. Qualche mese più tardi il sindacato guidato da Rinaldini arrivò a bocciare l'accordo sul welfare che Epifani aveva firmato con il governo, ed esponenti della Fiom non esitarono a fare propaganda nelle fabbriche perché quell'intesa venisse sconfessata dai lavoratori. Un comportamento che al segretario della Cgil non era andato giù. E aveva promesso il pugno di ferro: «Se una struttura vota contro un accordo approvato dalla maggioranza si pone un problema molto serio. Una intera struttura, una intera categoria non può stare in minoranza». La tensione era salita ancora dopo le elezioni politiche della scorsa primavera che avevano fatto sparire dalla scena parlamentare la sinistra radicale, di cui la Fiom è sempre stata punto di riferimento nel sindacato. Un episodio apparentemente marginale, a maggio, aveva originato un duro confronto fra i vertici della Fiom e quelli della Cgil. La sospensione per motivi disciplinari della segretaria della Fiom di Milano, Maria Sciancati, non era stata digerita da Rinaldini, che aveva pubblicamente riconfermato la propria fiducia alla sindacalista. E il quotidiano di Rifondazione comunista, Liberazione, aveva titolato in prima pagina: «Gulag Cgil». Poi però qualcosa è cambiato. Così almeno sembra pensarla Giorgio Cremaschi, espressione dell'ala più radicale del sindacato dei metalmeccanici, che un giorno ha detto al Riformista: «La Cgil sta cambiando dopo una lunga bonaccia moderata». Giudizio influenzato dall'atteggiamento tenuto dalla Cgil nella vicenda Alitalia. Seguito dalla bocciatura, che la Fiom aveva sostenuto con veemenza, della proposta confindustriale sul modello contrattuale. E dal no al contratto del pubblico impiego, anche quello invece sottoscritto da Cisl, Uil, Ugl (e Confsal). Dice Epifani: «Senza annullare la dialettica staremo in campo con un progetto condiviso. Un sindacato confederale non è un sindacato che non fa accordi ma ha un'idea e a questa resta attaccata: questa sarà la nostra forza». S. Riz. Sindacalista Gianni Rinaldini è attualmente segretario generale della Fiom-Cgil

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Ora si conterà chi è davvero contro l'accordo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)

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n. 262 del 2008-11-01 pagina 2 Ora si conterà chi è davvero contro l?accordo di Nicola Porro I dipendenti delle sigle autonome al bivio: accettare individualmente o autoescludersi. I piloti hanno giocato la partita con un unico scopo: la difesa dei vantaggi di cui godevano Sono stati messi ai margini. Le cinque sigle sindacali autonome (per lo più piloti e assistenti di volo) che nelle ultime ore avevano cercato di ribaltare il tavolo sono state bloccate. I tre sindacati confederali e la Ugl hanno ieri firmato il nuovo contratto di lavoro di Cai, dando così la possibilità a Colaninno e soci di presentare un?offerta vincolante per acquistare pezzi della vecchia Alitalia. Oggi in mano alla gestione commissariale di Augusto Fantozzi. Chi non ci sta è fuori. Finalmente. I quattro sindacati hanno firmato inoltre il cosiddetto «lodo Letta» che rappresenta anche un modello di nuove relazioni industriali piuttosto avanzata. La trattativa Alitalia assume così un rilievo che va ben oltre alla stretta trattativa aziendale. I dipendenti Alitalia aderenti alle sigle autonome si trovano ora davanti ad un bivio: firmare individualmente il contratto, smentendo così i propri supposti rappresentanti, oppure autoescludersi dalla nuova azienda. Dopo il primo accordo di fine settembre, era ormai chiaro che non c?erano più alternative per Alitalia: o l?offerta di Cai o il fallimento. Nei giorni scorsi le sigle sindacali autonome (avete presente Berti, Notaro, Tomaselli) hanno provato l?ultimo bluff. Ma governo, sindacati confederali e Colaninno hanno voluto guardare le carte: e il punto finale è stato a loro favore. Il contratto proposto è peggiorativo rispetto a quello a cui erano abituati i dipendenti Alitalia. Non quanto annunciato, ma certamente peggiorativo. A ciò si aggiunga una lunga lista di esuberi, anche se trattati con i guanti rispetto ad altri settori in cui si becca solo una pedata. Inoltre la soluzione trovata comporterà ulteriori costi per la collettività. è ancora difficile fornire una cifra esatta: ma è certo che la partita della liquidazione della vecchia Alitalia non si chiuderà alla pari. Fatte tutte queste premesse, l?alternativa per i dipendenti Alitalia era il fallimento. Nel giro di pochi giorni sarebbero stati messi in cassa integrazione e mobilità; gli aerei disposti a terra e i beni aziendali velocemente venduti al migliore offerente. Solo un pazzo con queste carte in mano gioca un bluff. Oppure la fa chi sa che fino ad ora gli è sempre andata bene o che ha un?alternativa. è il caso dei piloti, ben consci del fatto che non si creano professionalità come la loro da un giorno all?altro e che in giro per il mondo il loro è un mestiere richiesto. Altro che trattativa giocata per difendere i diritti dei più deboli (come ieri falsamente hanno detto alcuni sindacalisti autonomi), la partita di queste ore si giocava solo per difendere i privilegi dei più forti. A questo punto i dipendenti Alitalia, che sono persone fisiche e non numeri rappresentati dai sindacati, potranno individualmente aderire all?offerta di nuovo contratto messa sul tavolo. Governo, azienda e sindacati confederali hanno così l?opportunità di individuare la reale rappresentatività degli autonomi. Quanti li seguiranno nella loro corsa pazza fino al burrone? Quanti piloti e hostess si identificano in quell?urlo di giubilo che si ebbe al momento della prima rottura della trattativa? è auspicabile che l?atteggiamento all?après moi le deluge di questi sindacalisti della clientela verrà raso al suolo. Ma, chiusa la trattativa sindacale da domani si apre subito un nuovo fronte. L?azzardo di Berlusconi di insistere tenacemente per una cordata italiana non si chiude con l?offerta vincolante di ieri sera. Chi pretende molto (giustamente dal nostro punto di vista) dai lavoratori, deve pretendere ancor di più da se stesso. Adesso Colaninno e il suo amministratore delegato, Rocco Sabelli, debbono dimostrare di far funzionare il loro «giocattolo». E presto. La nuova Alitalia non si può più permettere di commettere alcun errore. Il livello del servizio deve essere migliorato. Puntualità e costi devono essere paragonati a quelli di operatori alternativi. La Cai ha già ottenuto il giusto dallo Stato, da oggi in poi non può e non deve azzardarsi a chiedere più un euro al contribuente. E anche la protezione antitrust che le è stata concessa sulla ricca rotta Milano-Roma non può essere usata come una clava per far girare i numeri del proprio bilancio. Per il rispetto dei contribuenti italiani, dei clienti della vecchia Alitalia e dei lavoratori che onestamente hanno fatto il proprio lavoro nel gruppo fino ad oggi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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VENTI MESI DI LENTA AGONIA (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)

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n. 262 del 2008-11-01 pagina 2 VENTI MESI DI LENTA AGONIA di Stefano Filippi Dai 45 milioni l'anno spesi per alloggiare a Milano i piloti romani, all'indennità lettino da 730 a 1.200 euro al mese La casta dei cieli batte un colpo, forse l'ultimo, quello che poteva mandare fuori pista Alitalia, il carrozzone che ogni santo giorno perde un milione. Che in un anno ne spreca 45 per trasportare e alloggiare a Milano i piloti romani che fanno base a Linate o Malpensa, più altri 7 per prelevarli o riportarli a casa in pulmino. Che manda gli equipaggi a dormire in alberghi con piscina, sauna, bagno turco, idromassaggio. Che coccola i sindacalisti immolando 13,5 milioni in permessi e distacchi. Che nel 2005 bruciò 520mila euro per modificare di un niente il logo della compagnia. Che manteneva un ufficio con 15 persone a Città del Messico mentre i collegamenti diretti erano soppressi da anni. Che stipendiava 20 persone per selezionare musiche e film per i voli: in questi giorni consigliabile «L'aereo più pazzo del mondo». Piloti e assistenti di volo tirano la corda. Avranno paura di perdere il record del minor numero di ore volate, 595 annue contro le 650 dei vicini di Air France e le 700 di Lufthansa. Oppure di farsi sfuggire l'indennità lettino (da 730 a 1200 euro al mese) per le trasvolate su apparecchi senza brande ma intascata anche da chi riposa comodo. O quella di volo che si somma a quella di terra. O ancora i 42 giorni di ferie dei comandanti, che lievitano a 49 per hostess e steward. O magari i giorni di riposo in trasferta, lunghi 33 ore anziché 24. Anche l'autunno caldo di Alitalia ha una durata abnorme, venti mesi, una lenta agonia. Era il 1° dicembre 2006 quando il governo Prodi decise di cedere il controllo. La compagnia aveva già avviato un certo dimagrimento: a metà degli anni Novanta i dipendenti erano scesi a 18.850, ma nel 2001 avevano superato i 23mila. Sfoggiando la stessa abilità di quando aveva svenduto l'Iri, Prodi colleziona una catena di fallimenti. In cabina sistema l'avvocato Berardino Libonati, membro di prestigiosi consigli di amministrazione tra cui quello di Nomisma, che lancia una gara per l'acquisto. Rispondono cinque cordate: Unicredit, Intesa-SanPaolo-AirOne, il fondo salva-imprese di Carlo De Benedetti più due fondi americani. La gara fallisce, Libonati cede il posto a Maurizio Prato, altro prodiano doc, ex manager Iri, il quale comincia col ridimensionare Malpensa e ottiene dal Tesoro un mandato a trattare direttamente con un partner straniero. Il 21 dicembre 2007 il cda Alitalia sceglie Air France-Klm per la contrattazione esclusiva. I francesi impiegano tre mesi per presentare l'offerta, e a quel punto scoppia la bagarre: i sindacati alzano le barricate contro i 2.100 esuberi annunciati, il titolo crolla in Borsa, il governo in campagna elettorale non offre sponde e la compagnia d'Oltralpe si ritira a due settimane dal voto. Intanto sui voli targati Az continua la sagra degli sprechi. Una bottiglietta di Coca-Cola viene pagata fino a 40 euro: troppo facile acquistarla direttamente in fabbrica, Alitalia preferisce coinvolgere appalti, grossisti, container. Le bibite per i voli dagli Stati Uniti vengono comprate in Italia, imbarcate sulle navi fino a Boston e lì smistate negli scali. I cestini da viaggio panino-insalata-minerale, che in qualsiasi autogrill non raggiungono i 10 euro, all'Alitalia ne costano 20. I carrelli con le bevande delle tratte interne (acqua, succhi, salatini o biscottini) valgono come un magnum di Dom Perignon: 500 euro. E i piloti che atterrano a Venezia si lamentano perché non sono più attesi da un motoscafo diretto a un cinque stelle del Lido, ma gli tocca andare a Treviso. Il resto è storia degli ultimi mesi: il prestito-ponte da 300 milioni di euro, il premier Berlusconi che promuove una cordata italiana, la nascita di Cai con i grandi nomi dell'imprenditoria, il commissariamento, l'inizio della trattativa sul piano Fenice. Più che una negoziazione, è una manfrina che i sindacati trascinano per settimane (con la Cgil sull'altalena tra firmare o non firmare) finché assistenti e piloti, sempre loro, sentenziano che la proposta è «carta straccia». Prima che la trattativa riprenda, mentre alcuni velivoli vengono messi a terra e scatta la cassa integrazione, centinaia di dipendenti Alitalia esultano perché la loro azienda è sull'orlo del fallimento. E chissà se, per queste ore cruciali, avevano messo altro spumante in frigo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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La Cai va avanti: presentata l'offerta Confederali firmano, piloti e hostess no (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)

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n. 262 del 2008-11-01 pagina 0 La Cai va avanti: presentata l'offerta Confederali firmano, piloti e hostess no di Laura Verlicchi Dopo la rottura sui contratti, il fallimento era a un passo. Poi la firma del lodo Letta. Berlusconi: "Alitalia si salverà, sono ottimista". Colaninno: "Non succederà niente. Se vogliono firmare... La compagnia comunque prosegue anche senza di loro" Milano - Alitalia, la Cai va avanti: i piloti no. L?offerta vincolante è stata presentata al commissario Augusto Fantozzi alla fine di una giornata da cardiopalmo, iniziata alle 15 con la rottura delle trattative da parte di piloti e hostess, e il rifiuto dei confederali di firmare, oltre al lodo Letta, anche i contratti, che aveva fatto temere il fallimento della compagnia, e conclusa cinque ore dopo con l?ok di Cai e dei sindacati confederali, mentre gli autonomi restano sulle loro posizioni e annunciano un?assemblea per lunedì. Ma per prendere la decisione, al cda del gruppo è bastato che quattro sigle - Filt- Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti eUgl Trasporti - sottoscrivessero i nuovi contratti di lavoro. L?assemblea dei soci di Cai, infatti, aveva dato mandato al consiglio di amministrazione di varare l?offerta vincolante in presenza dell?accordo con i sindacati e la firma da parte delle quattro sigle confederali di categoria soddisfa la condizione. Per un momento, però, tutto sembrava finito: dal cda di Cai era filtrata la notizia che il gruppo rinunciava a presentare l?offerta, in mancanza della firma sui contratti, il che avrebbe comportato la morte di Alitalia nel giro di un mese. A riannodare il filo della trattativa, un colloquio telefonico tra ilpremier Silvio Berlusconi e il presidente di Cai Roberto Colaninno, che di lì a poco è tornato insieme all?ad Rocco Sabelli a Palazzo Chigi, dove già attendevano i sindacati confederali, rispondendo all?appello del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta. Proprio nel lavoro di Letta il premieraveva detto di confidare, commentando la vicenda con i giornalisti: «Sono ottimista, l?Alitalia sopravviverà». E così è avvenuto: i segretari generali della Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt e Ugl trasporti, Franco Nasso, Claudio Claudiani, Giuseppe Caronia e Roberto Panella hanno firmato insieme a Colaninno e Sabelli i documenti mancanti per perfezionare l?intesa e presentare l?offerta vincolante e relativi ai contratti. In mattinata avevano già firmato, infatti, i criteri di selezione e il «lodo Letta», con il quale il sottosegretario si è fatto garante dell?intesa e della risoluzione di eventuali controversie sull?interpretazione del contratto. Tra i punti principali del documento, i criteri di selezione professionale, basati, oltre che sulle necessarie abilitazioni e certificazioni, anche sulla vicinanza della residenza del lavoratore alla base di destinazione, e sulla composizione del nucleo familiare, con precedenza alle situazioni più difficili. Sarà escluso dal processo di selezione chi maturerà il diritto alla pensionedurante il periodo di cassa integrazione. Infine, Cai potrà utilizzare contratti a termine, in alcuni casi particolari. Continuano a voltare le spalle alla Cai, invece, i piloti e gli assistenti di volo rappresentati da Anpac, Up, Anpav, Avia, Sdl. In un documento, le cinque sigleautonomestigmatizzano «l?evidente non conformità» dei testi di stesura predisposti e ritenuti «immodificabili» da Cai, con gli accordi di Palazzo Chigi. Alitalia, comunque, prosegue il suo cammino,anchesenzadi loro: «Non succederà niente. Se vogliono firmare...», ha commentato il presidente di Cai Colaninno, che prevede la risposta di Fantozzi per la settimana prossima. Tappa successiva, il 12 novembre. In quella data, infatti, si attende il responso della Ue sul prestito ponte da 300 milioni, varato ad aprile dal Tesoro, e sulla discontinuità tra la vecchia e la nuova compagnia aerea. E secondo indiscrezioni riportate dai media francesi, il 12 novembre dovrebbe essere anche il giorno in cui Cai annuncerà la scelta del partner straniero: in corsa sempre Air Francee Lufthansa, mentre sembra più lontana l?ipotesi di British Airways. D?altro canto ora la Cai ha una trentina di giorni per mettere a punto tutto i dettagli della nuova compagnia aerea: il commissario straordinario, Augusto Fantozzi,hainfatti detto di avere liquidità fino al primo dicembre.Afine settembre, ha comunicato ieri Alitalia, la liquidità era di 245 milioni (+7%) e il debito era calato a 1,199 miliardi. Alcuni adempimenti sono già stati compiuti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Angeletti: "Epifani non è più un sindacalista" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-11-2008)

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n. 262 del 2008-11-01 pagina 0 Angeletti: "Epifani non è più un sindacalista" di Gianni Pennacchi Il segretario della Uil scarica Epifani: "Non vuole fare accordi a prescindere ma noi andremo avanti da soli. L?unità tra le sigle è definitivamente tramontata". Epifani fa l'irriducibile e prepara l'autunno caldo Roma - Sorride con la convinzione che la Uil «ha fatto tutto il possibile», non solo per portare al salvataggio l?Alitalia, ma anche per non far tramontare l?unità sindacale, in sintonia con la Cisl di Bonanni. Ma Luigi Angeletti ha ormai maturato la convinzione, senza se e senza ma, che la Cgil «come sindacato» è finita, è un corpo morto. Stavolta sull?Alitalia però, la Cgil s?è mossa bene, senza colpi di scena e mantenendo la linea Veltroni? «No, niente colpi di scena. Anche se non è bello vedere che un sindacalista torna al tavolo contrattuale perché portato permano da un segretario di partito». Però con la Cgil siete ai ferri corti ugualmente. Conferma il duro giudizio su Epifani, che non fa più il sindacalista e si sta esercitando in altre funzioni? «Io non do giudizi, faccio una constatazione. Prima delle vacanze, dopo due anni di trattative, avevamo raggiunto un?intesa per il commercio, con risultati economici buoni a giudizio di tutti, anche della Cgil. La quale però, aggrappandosi ad un aspetto marginale che riguarda gli apprendisti, si è sottratta alla firma del contratto». Poi? «Stessa cosa con la Confindustria. Ora, Confcommercio e Confindustria rappresentano la gran parte del lavoro dipendente privato, in questo Paese: qualcosa come 7 milioni di lavoratori. E anche qui, a settembre hanno iniziato a dire che non c?erano le condizioni, finendo col rifiutare l?intesa». Dopodiché il pubblico impiego. «No, prima c?è stata la vicenda Alitalia e sappiamo tutti, non è un?illazione che se non interveniva Veltroni la Cgil restava sul rifiuto. Infine il contratto degli statali, ove la questione principale riguardava il decreto di luglio col quale il governo toglieva agli statali il salario accessorio, cioè quella parte di stipendio negoziata nella contrattazione di secondo livello: per recuperare quel valore, ci vogliono due contratti nazionali. Tutto si è concentrato su questo tema ovviamente, e quando abbiamo raggiunto l?accordo che reintegra totalmente quel taglio, dalla Cgil è venuto ancora un no». Preclusione politica al governo? «Peggio, magari si trattasse di un no al governo di destra o di sinistra. Purtroppo, il quadro è ormai chiaro: La Cgil non vuole fare accordi, a prescindere. E i sindacati che non fanno contratti, non esistono». Eppure Epifani ha una formazione socialista, come lei. Vi conoscete bene, dunque può rispondere: è colpa sua, o della struttura dirigente Cgil? «Di un segretario generale non si può dire che fa una politica che non condivide. Il vero problema è che dentro la Cgil, per vari processi politicie dinamiche interne, si è creata una situazione per cui l?unico modo di non dividersi è quello di non fare niente». Troppe anime politiche, troppo massimalismo? «La realtà è che pure quanti nella Cgil esprimono da sempre una linea riformista, non riescono più a formare una maggioranza per prendere decisioni». Veniamo all?Alitalia, è soddisfatto? «Sì, perché l?obiettivo principale, salvare Alitalia, è stato raggiunto. C?è ancora da lavorare, non sarà semplice, ma l?Alitalia può tornare protagonista». Anche senza la firma dei sindacati autonomi? «Era preferibile che firmassero. Ma è chiaro che non gli si può riconoscere il diritto di veto». Torniamo alla Cgil: esclude che coltivino la suggestione di supplire al vuoto che si è aperto a sinistra? Insomma, la voglia di far girare la cinghia di trasmissione all?inverso? «Questa è una suggestione che probabilmente la Cgil ha avuto negli anni ?90,quando i Ds vivevano una situazione più articolata. Ma con la costruzione del Partito democratico, qualunque sia il giudizio che se ne voglia dare, una cosa è certa: non ci sono spazi per supplenze. Non vedo alcuna possibilità per un sindacato/partito». Però l?altro ieri, sul palco di piazza del Popolo sulla scuola, Epifani e Veltroni hanno messo il cappello politico su tutti voi. «Che sia stata fatta un?operazione mediatica per caratterizzare la manifestazione, è fuori di dubbio». Bonanni è d?accordo con lei? «Con Bonanni abbiamo una convinzione comune: i sindacati nel XXI secolo possono sopravvivere solo se fanno bene il loro mestiere». A Epifani lo avete detto? «Da molti anni. Anche quando abbiamo cercato di convincerlo a fare l?accordo con la Confindustria, spiegandogli che sarebbe stata la costituzione del sindacato moderno». Insomma, la Uil molla la Cgil per non morire con lei? «Il diritto dei sindacati a esistere ed avere una qualche influenza, sta nel liberarsi il più possibile da forme di legittimazione politica. C?è tanta gente che ci vede come una variante della politica, e questo minala nostracredibilità. Chi si iscrive al sindacato, deve sapere che anche l?errore che tu fai è roba tua, non lo hai fatto per compiacere quel politico o quel partito». Addio unità sindacale? «Di certo ora, è scomparsa all?orizzonte». E Cisl e Uil andranno per conto proprio? «Finché dura così, è evidente. Che dobbiamo fare? Se l?alternativa è non fare nulla per stare con la Cgil che sta ferma, noi andiamo...». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Splendido isolamento Epifani tentato (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Splendido isolamento Epifani tentato Il governo spacca i sindacati per schiacciare la Cgil. Sperando che porti con sé il Pd. GIOVANNI COCCONI Dopo la clamorosa rottura sul rinnovo del contratto degli statali (è la prima volta che accade) tutto lascia pensare che un accordo sindacale unitario sul rinnovo del modello contrattuale sia un?impresa quasi impossibile. Firmare un rinnovo non è come riscrivere le regole delle relazioni sindacali, ma certo il rischio di una deriva solitaria della Cgil è da giovedì più concreto. Anche perché Guglielmo Epifani ora si sente più forte. Il bagno di folla della manifestazione per la scuola lo ha rafforzato nel ruolo di leader della protesta così come la gestione della vertenza Alitalia a settembre lo aveva aiutato ad emergere come negoziatore non disposto a ?svendere? i diritti dei propri iscritti. La Cgil cercherà di evitare la rottura (che ieri ha imputato a Cisl e Uil) ma non inseguirà gli altri sindacati confederali se questi dovessero cercare un accordo a tutti i costi. Lo scambio salari-produttività non è mai piaciuto a corso Italia che fino ad oggi ha fatto sponda con la Fiat, contraria a un accordo separato, secondo uno schema consolidato e rinnovato anche durante la presidenza Montezemolo. Oggi, però, le condizioni ?oggettive? sono diverse e i margini di manovra molto più stretti. Il governo gode di una maggioranza parlamentare senza precedenti, così come senza precedenti si annuncia la crisi economica che ha già iniziato a mordere le tasche dei lavoratori. Molto difficilmente Epifani potrà chiedere ulteriori ?sacrifici? alla propria base ottenendo in cambio accordi ?al ribasso? come quello firmato giovedì sul pubblico impiego, anche in nome di una necessaria modernizzazione delle relazioni sindacali, e con il rischio di spaccare la propria confederazione. Ieri Epifani ha rimarcato il fatto che «Fiom e Cgil sono la stessa cosa» e annunciato che «senza annullare la dialettica, staremo in campo con ragioni condivise ». Non è un mistero, poi, che una parte del governo (i ministri ?socialisti? del welfare Sacconi e della funzione pubblica Brunetta, meno Tremonti) spinga verso un accordo separato, e per favorirlo sarebbe disposta a mettere sul piatto risorse per premiare la contrattazione di secondo livello. L?incasso politico dell?operazione è evidente. Il rischio, naturalmente, sarebbe quello di una turbolenza sociale che forse un governo pur forte in tempi di recessione non può permettersi. Epifani, come è stato scritto, non è Cofferati e forse non ha neppure l?intenzione di cavalcare la protesta sociale ad ogni livello, anche se la ?prima? della scuola è stata un successo. Ma certamente il rischio di una replica della vicenda dell?articolo 18 spaventa molto di più Confindustria e gli altri sindacati. Chi non può permettersi lo splendido isolamento della Cgil è il Partito democratico per il quale un eventuale accordo separato rappresenterebbe una sciagura difficile da gestire. Per un partito riformista a vocazione maggioritaria il collateralismo a sinistra coinciderebbe con la condanna a un ruolo di testimonianza per anni. Il gruppo dirigente del Pd sembra averlo capito e da tempo cerca di scongiurare questa eventualità. I maligni dicono che molto dipenderà anche dalla partita personale che Epifani vorrà giocare proprio in quel partito nel quale le voci continuano a darlo come prossimo candidato alle europee.

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Alitalia, decollo difficile per Cai (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 02-11-2008)

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Alitalia, decollo difficile per Cai Avellino, prigionieri dell'amianto Tutu: a Gaza un nuovo Apartheid Nancy: non ci sono più epoche Libri, dischi, videogame e homevideo

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Bonino contro Veltroni: Devi ammettere gli errori (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Bonino contro Veltroni: «Devi ammettere gli errori» Non mancano stoccate al governo, in particolare su Alitalia, «l'emblema di quello che non si dovrebbe fare, con 3 miliardi di debiti scaricati sugli italiani», ma dal palco del congresso dei Radicali di Chianciano Emma Bonino attacca soprattutto il Pd e Veltroni. «Tra noi non c'è una sinergia, un dialogo per guardare a medio termine. Da parte del Pd è uno spreco, perdono un'occasione». C'è disagio tra le file dei radicali. «Non tentate di omologarci o di assorbirci», avverte la Bonino, «non vi riuscirà». Critiche anche sul referendum sulla scuola: «Su cosa lo facciamo, sul grembiule? Noi siamo da sempre referendari, il Pd avrebbe almeno dovuto studiarsi l'abc». E ancora, a Veltroni: «Capisco che non sia venuto qui, prima o poi dovrà ammettere i suoi errori, a partire dall'alleanza con Di Pietro. Bisognava fare l'impossibile per non andare alle elezioni, hai scambiato la tua fretta con un'urgenza del Paese. La tenuta di un governo impopolare era meglio di una consegna armi e bagagli a quello che c'è oggi. Non ci hai creduto». Replica Gentiloni: «Tra noi e i radicali c'è una collaborazione positiva». A.C.

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Alitalia, un decollo faticoso Rischio blocchi a Fiumicino (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia, un decollo faticoso Rischio blocchi a Fiumicino Caos Alitalia. Fini invita i piloti a una prova di responsabilità, Bossi chiama Berlusconi per scegliere il partner straniero, i sindacati autonomi preparano l'assemblea. E Bersani: la soluzione Cai è debole. Dopo lo strappo di hostess e piloti, sul fronte Alitalia comincia il pressing della politica. È un week end di attesa, ma anche di forte fibrillazione. Il «no» dell'altroieri non ferma il piano Fenice, che procede però a fatica. Umberto Bossi annuncia la discesa in campo di Silvio Berlusconi al fianco di Cai sulla questione del partner straniero. Domani il commissario Augusto Fantozzi comincerà ad esaminare la proposta Cai, che resta comunque condizionata all'ok sul prezzo, di Bruxelles e dell'Antitrust. An spinge perché i sindacati ribelli facciano un «gesto di responsabilità», chiesto anche dal presidente della Camera Gianfranco Fini. Più duro Maurizio Gasparri, che parla di «egosimi di parte» del personale di volo, mentre Daniele Capezzone accusa i piloti di ricatti. Sull'altro fronte l'opposizione attacca. «L'offerta Cai è troppo debole per risolvere le esigenze reali del lavoro e per garantire un servizio adeguato interno ed internazionale», dichiara Pier Luigi Bersani. Antonio Di Pietro parla di «ricatto politico ai danni dei lavoratori». Sotto il fuoco di fila della maggioranza politica, parte la replica delle associazioni dei piloti, mentre nasce un «Comitato di sciopero» a Fiumicino. «Sulla vertenza Alitalia è ricominciata una campagna mediatica vergognosa», scrivono Anpac, Unione Piloti, Avia Anpav ed Sdl, spiegando di aver detto «no» al piano Cai non per motivi relativi a permessi o distacchi sindacali (anzi, scrivono, sono proprio Cgil, Cisl, Uil e Ugl a godere «di un trattamento speciale in termini di diritti sindacali»), ma per il «numero enorme di esuberi previsti. Oltre a pretendere di operare come azienda privata con i soldi dello Stato, Cai non vuole assumere neanche chi è gravato da condizioni sociali particolari o di evidente disagio». I piloti non tornano indietro. Domani terranno l'assemblea con gli iscritti a Fiumicino: in quella sede potrebbe profilarsi una svolta. L'alternativa è solo che la nuova compagnia assuma singolarmente i lavoratori: saranno le sigle ad essere spazzate via. Non si fa attendere la replica dei confederali. «Abbiamo applicato l'intesa di settembre, comincia un percorso impegnativo», fanno sapere dalla Filt-Cgil. Uilt e Fit-Cisl chiedono agli autonomi di fare autocritica. Intanto comincia a muoversi qualche tassello sul fronte internazionale. L'Ue sarebbe orientata ad attribuire alla bad company il debito relativo ai 300 milioni del prestito-ponte erogato dallo Stato. La società-debito «incasserà soldi da Cai - ha spiegato ieri Altero Matteoli - potrà vendere aerei e proprietà di Alitalia e restituirà così i 300 milioni». Sulla scelta del partner internazionale il governo è in prima fila. «Abbiamo deciso che si faccia un tavolo tra Cai e i tedeschi (di Lufthansa,ndr) su Malpensa», ha rivelato Bossi. Al leader del Carroccio non piace affatto Air France (possibile azionista al 20%). «È concorrenziale con noi sul turismo - ha detto - Quindi è meglio essere certi che la Cai faccia un accordo con i tedeschi». BIANCA DI GIOVANNI ROMA bdigiovanni@unita.it

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cai, ecco il piano pro air france bossi con lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)

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Pagina 1 - Prima Pagina Alitalia, guerra autonomi-sindacati Cai, ecco il piano pro Air France Bossi con Lufthansa ROMA - Dopo aver presentato l´offerta per Alitalia, la Cai punta su Air France. Il piano della compagnia favorisce infatti l´ingresso dei francesi nell´azionariato. Un´ipotesi che però non è vista con favore dalla Lega. Bossi: meglio Lufthansa. è scontro intanto tra sindacati confederali e autonomi sul contratto di lavoro dei dipendenti. ALLE PAGINE 8 E 9

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alitalia, gli autonomi contro i sindacati la ue: il prestito è della bad company - aldo fontanarosa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 8 - Economia Alitalia, gli autonomi contro i sindacati La Ue: il prestito è della bad company Appello di Fini e del governo a chi non ha firmato l´accordo "L´offerta della Cai è troppo debole per garantire un servizio che impedisca l´aumento dei prezzi" ALDO FONTANAROSA ROMA - Ai 5 sindacati autonomi, che accusano la Compagnia Aerea Italiana di lasciare a terra tanti dipendenti di Alitalia, arrivano ora due telegrammi. Mittenti sono Fini e il ministro Sacconi che chiedono entrambi grande ragionevolezza. Si fa viva anche l´Ue in merito al prestito di 300 milioni che ha permesso ad Alitalia di sopravvivere, ad aprile. Non dovrà essere Cai a rimborsare i soldi - fa sapere Bruxelles - ma Alitalia (in quanto "bad company", azienda in disfacimento). Da Istanbul, dunque, si fa vivo Gianfranco Fini che chiede tre cose: responsabilità, responsabilità, responsabilità. Il presidente della Camera si rivolge proprio ai 5 sindacati autonomi, contrari alla Cai e forti di oltre 5.100 iscritti: «Sul campo ci sono tante sigle sindacali, agguerrite. Spero però che i piloti e gli assistenti di volo permettano alla Cai di decollare». Parole che il ministro del Lavoro Sacconi sottoscrive: «Nessuno discrimina i sindacati autonomi». Ma un sindacato esiste - aggiunge - finché esiste l´azienda dentro cui è nato. Se invece Alitalia fallisse... Anche Bossi, da Varese, prega i sindacati di «non esagerare» perché il naufragio di Alitalia e Malpensa sarebbe per loro uno «smacco enorme». Una volta nata la nuova compagnia, il ministro leghista scommette su un intervento di Berlusconi, finanziario sembra di capire, a sanare ogni crepa. Ma i 5 sindacati autonomi non si fermano e convocano, anzi, una assemblea informativa a Fiumicino, per domani alle 15. La tesi è che la Compagnia Aerea Italiana, nella sua offerta vincolante di acquisto, abbia tradito gli accordi sottoscritti a settembre. Le 5 sigle autonome sospettano che la Cai non voglia reclutare, ad esempio, le hostess Alitalia con figli piccoli (sono esonerate dal lavoro notturno in base alle legge 104). I precari e i cassintegrati poi non avrebbero garanzie di rientro in azienda, malgrado lo Stato assicuri alla Cai 200 milioni, incentivo per nuove assunzioni. «La resa incondizionata di Cgil, Cisl, Uil e Ugl alle pretese di Cai non è un atto di responsabilità», dicono dunque gli autonomi, «ma un´azione diretta contro i lavoratori». Bastonata dai sindacati autonomi, la Cai riceve un´ottima notizia da Bruxelles. Il rimborso del prestito-ponte da 300 milioni non spetta alla nuova compagnia (la Cai, appunto), semmai alla vecchia Alitalia. L´orientamento dell´Ue, confermato dal ministro Matteoli, «è una colossale fregatura», dice Antonio Di Pietro. Il leader dell´Italia dei Valori ricorda che Alitalia «non ha più una lira». Dunque sarà la collettività a farsi carico del prestito, mentre la cordata privata della Cai volerà felice. Arrabbiata è anche Emma Bonino perché l´intera operazione, così cara per lo Stato, darà vita a una micro-compagnia «che farà Roma-Milano, Milano-Roma» e niente di più. L´ex ministro Bersani (Pd) è sicuro che la Cai è così debole da avere ormai un destino segnato: «Incrocerà un grande operatore internazionale che prenderà il timone in mano». Pronostico che Casini condivide: «Abbiamo tirato un sospiro di sollievo dopo la proposta che Cai ha avanzato . Ma la crostata che Gianni Letta inforna a Palazzo Chigi non è buona. Troppe contraddizioni, che prima o dopo esploderanno».

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aerei, equipaggi e personale di terra il piano cai apre la porta ad air france - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 8 - Economia Aerei, equipaggi e personale di terra il piano Cai apre la porta ad Air France A Fiumicino il 70% dei dipendenti. Ma Bossi spinge per Lufthansa Il dossier Al Leonardo da Vinci sono previsti 9.000 addetti contro i 1.300 dei due scali milanesi Domani nella capitale una delegazione della British Airways LUCIO CILLIS ROMA - Altro che Malpensa. Il piano Cai, presentato solo pochi giorni fa, è sbilanciato, e non poco, su Fiumicino. Lo scalo che nei piani dei francesi - prima della rottura maturata in aprile - doveva imporsi come hub del Sud Europa, resta lo snodo più importante per il rilancio di Alitalia e il sospetto che Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France, cominci a tirare la volata in vantaggio su Wolfgang Mayrhuber, leader di Lufthansa, comincia a preoccupare i politici del Nord. Proprio ieri, il leader del Carroccio, Umberto Bossi, ha chiamato ancora una volta in causa la compagnia tedesca. Il Senatur è seriamente preoccupato dall´eventualità di una scelta favorevole ad Air France come partner internazionale di Alitalia: «Loro sono concorrenziali rispetto a noi sul turismo - taglia corto Bossi - quindi è meglio essere certi che la Cai faccia un accordo con i tedeschi perché non sono concorrenziali rispetto a noi. Con loro andremmo maggiormente d´accordo». Dieci giorni fa i manager di Cai e quelli di Air France-Klm, si sono confrontati a Roma sui numeri della possibile alleanza. Il progetto di partnership è stato poi affrontato da alcuni emissari di Lufthansa mentre da domani toccherà ai dirigenti di British Airways. Ma nonostante gli incontri con tutti i possibili acquirenti e il silenzio di Cai sul nome del partner estero, prende forza l´ipotesi franco-olandese. E sono i numeri dello schema di utilizzo di "flotta e organico" a dare consistenza alle indiscrezioni. Il progetto di Compagnia aerea italiana ufficializzato quattro giorni fa, prevede infatti che il 70% del totale dei lavoratori della Nuova Alitalia, presti servizio a Roma. Fiumicino, quindi, oggi e almeno per tutta la stagione invernale, tiene e terrà saldamente in mano voli e manutenzione. In particolare sono previsti al Leonardo da Vinci più di novemila dipendenti: 978 piloti, 2.100 assistenti di volo e 6.000 unità a terra, pari a sette lavoratori su dieci pronti ad operare nella Capitale. A Milano con due aeroporti, confluiranno in totale 1.343 addetti: 333 piloti e 700 hostess e steward, (oltre a 310 dipendenti di terra), pari ad un terzo di quelli con base a Roma. A Napoli, invece, ci saranno 400 dipendenti, 225 a Torino e 310 a Catania. Complessivamente saranno assunti da Cai 12.500 lavoratori, di questi 1.550 saranno piloti, 3.300 assistenti di volo e 7.650 impegnati a terra. Passando alla flotta, a partire da dicembre e per tutto l´autunno, la fusione tra Alitalia, Air One e Volare porterà ad un totale di 148 velivoli. Cai prevede di utilizzare sul breve-medio raggio 23 Md80, 74 Airbus A320, 17 Boeing 737, 6 Embraer 170 e 10 Bombardier Crj 900. Sul lungo raggio, invece, ai 10 Boeing 777 e ai 6 B767 di Alitalia verranno affiancati 2 Airbus A330 oggi in forza ad Air One. Con la stagione estiva 2009, tra sei mesi, Alitalia-Air One potrà invece contare su 5 aerei in più (153 in totale), frutto dell´uscita di 11 Md80 e dell´ingresso di ulteriori 13 A320 mentre sul lungo raggio entreranno tre nuovi A330. La flotta crescerà ancora fino a quota 158 nei prossimi tre anni. Ancora incerto però il peso del partner straniero che potrebbe mettere sul piatto di Alitalia un "rinforzo" di aerei non ancora chiarito e portare ad ulteriori assunzioni tra il personale di terra e naviganti.

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sabelli: "decolleremo a dicembre con a bordo piloti e partner estero" - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 9 - Economia I contratti L´offerta Il manager L´amministratore delegato della Cai: negli autonomi è prevalsa l´attitudine al rilancio continuo Sabelli: "Decolleremo a dicembre con a bordo piloti e partner estero" Andremo dai piloti uno a uno con i contratti, come faremo con tutti i lavoratori, a prescindere da chi sono rappresentati La cifra che metteremo sul piatto sarà più che congrua, in caso contrario la Ue potrebbe contestare gli aiuti di Stato ETTORE LIVINI MILANO - «La nuova Alitalia potrebbe partire il primo dicembre, anche perché quella è la data di scadenza della nostra offerta. Il prezzo? Penso non ci saranno problemi. Come sono ragionevolmente tranquillo anche sul fronte della Ue e dell´antitrust. E con i piloti mi auguro che al momento di stringere con le assunzioni ci si possa capire». Dopo una giornata al cardiopalma, in cui Alitalia sembrava arrivata a un passo dal fallimento, Rocco Sabelli si è concesso ieri un giorno di pausa a casa. Tirando un primo sospiro di sollievo: «La partita non è chiusa - ammette l´amministratore delegato della Cai - ma da oggi guardo alla mia agenda con un po´ più di tranquillità. E penso finalmente a come far decollare davvero la nuova compagnia». Eppure venerdì la trattativa sembrava saltata? «Sì. Ma devo dire la verità, ero il primo ad essere sorpreso. Con i piloti mi sembrava che fossimo arrivati a un passo da un accordo. Poi è prevalsa la solita attitudine al rilancio continuo, nel tentativo di riprendersi spazi chiusi a settembre su esuberi e sistemi previdenziali. Sperando forse di ottenere nuove concessioni dal governo». I piloti e le hostess vi hanno accusato di non aver rispettato gli impegni firmati a Palazzo Chigi, di tagliar fuori dalle assunzioni le madri in maternità e i disabili, di fare macelleria sociale. Cosa risponde? «Non voglio nemmeno commentare. Sono pure strumentalizzazioni. In primo luogo perché al riguardo esistono delle precise leggi dello Stato. Ma soprattutto perché noi abbiamo valori forti e non devono essere i sindacati a insegnarceli. Lo capiranno da soli quando sarà il momento di reclutare il personale e potranno giudicare il nostro comportamento. Comunque queste uscite danno l´idea di quanto poco ci fosse da discutere nel merito. La verità è che c´è un pezzo del sindacato in Alitalia che ha vissuto per anni in un mondo suo. E svegliarsi non è semplice». E adesso chi piloterà gli aerei Alitalia? «Io ritengo la fase sindacale chiusa. Grazie alla ragionevolezza e alla firma di confederali e Ugl abbiamo i criteri di selezione, i contratti e il lodo Letta, del quale tra l´altro spero non avremo bisogno. Andremo dai piloti uno a uno con questi contratti, come faremo con tutti i lavoratori, indipendentemente da chi sono rappresentati. Certo sarebbe stato meglio avere anche la loro firma. Ma sono convinto che alla fine imbarcheremo nell´avventura del rilancio di Alitalia anche loro». Quali sono le scadenze ora? «Il Commissario Augusto Fantozzi ha già in mano la nostra offerta. E tra pochi giorni dovremmo avere la sua risposta. Su Ue e antitrust sono ragionevolmente tranquillo. Novembre andrà via tutto, ma penso che per il primo dicembre si possa partire. La nostra offerta tra l´altro ha proprio quella scadenza». Si dice che gli advisor del governo abbiano valutato l´azienda mille miliardi e voi ne offriate 400? «C´è un po´ di confusione sulle cifre. La prima cosa da chiarire è che, per quanto ne so io, di perizie non ce ne sono ancora. La valutazione che si fa della nostra offerta, poi, considera solo la parte in contanti, non il debito che ci accolliamo. Sono convinto che la cifra che metteremo sul piatto sarà più che congrua, anche perché in caso contrario la Ue potrebbe intervenire contestando gli aiuti di stato». Chi sarà il partner estero e quando arriverà? «Arriverà a novembre o dicembre. Stiamo valutando la scelta e io ho il mandato di trovare la soluzione industriale migliore. L´unica cosa che voglio dire è che non esiste un´associazione tra l´alleato e l´hub prescelto. Air France non significa Fiumicino e Lufthansa non vuol dire Milano. Siamo liberi di disegnare le nostre strategie. Entrambi gli aeroporti hanno delle caratteristiche da sfruttare. E il futuro partner non metterà i bastoni tra le ruote anche perché Alitalia è un´opportunità che adesso è molto più interessante anche per i grandi vettori internazionali». E´ vero che ci sono problemi sulla valutazione degli asset Air One e con Toto? «No, con Toto abbiamo già un accordo da agosto. Stiamo completando la due diligence e non ci saranno problemi». Il crollo del petrolio e il momento nero dell´economia mondiale hanno cambiato il vostro piano industriale? «Facciamo fine tuning ogni giorno. Certo non tenendo conto dei dati attuali di Alitalia che in questa situazione sono disastrosi ma poco attendibili. Ma tra i segni più e quelli meno penso che il nostro progetto sia ancora valido. Anche perché per il primo anno non era certo aggressivo».

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"firma senza tentennamenti" la cgil lascia la trincea del no (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 9 - Economia Il caso Le posizioni Dopo la spaccatura sul contratto degli statali e sulla trattativa con Confindustria "Firma senza tentennamenti" la Cgil lascia la trincea del no Ma Cisl e Uil ribadiscono la fine dell´unità sindacale Ma Cremaschi non ci sta: "Va ridiscussa il via libera al diktat di Berlusconi, che impone ai lavoratori clausole brutali discriminatorie e ai limiti della costituzionalità" ROMA - Quella per Alitalia non è mai stata una trattativa come tutte le altre. Vuoi per la presenza di nove sigle sindacali che si dividono le iscrizioni di piloti, assistenti di volo e personale di terra. Vuoi per il livello altissimo di scontro tra autonomi e confederali. Un duello che si è ripetuto fino allo strappo di venerdì, alle ore convulse che hanno portato al lancio dell´offerta di Cai. è forse questo clima tesissimo ad aver ricompattato almeno su Alitalia Cgil, Cisl e Uil in un momento molto critico nella storia dei rapporti tra confederali. La convergenza sulla firma al protocollo di Palazzo Chigi, di questi tempi, appare quasi come un miracolo, visto che su altri temi caldissimi per i lavoratori, Guglielmo Epifani non ha seguito le scelte della Cisl di Raffaele Bonanni e della Uil guidata da Luigi Angeletti che ieri hanno criticato aspramente il percorso imboccato del leader Cgil. I "no" della Cgil alla riforma del modello contrattuale, ai contratti del commercio e a quello del pubblico impiego sanciscono una separazione netta che si è consumata nelle ultime ore. Separati in casa su (quasi) tutto, ma non quando si affronta il nodo del salvataggio di Alitalia. «Divisi? No. Siamo uniti. E lo siamo soprattutto quando si parla del mondo dei trasporti», sottolinea Franco Nasso, leader della Filt Cgil, il sindacalista che, in assenza di Epifani al tavolo, due giorni fa ha messo la firma all´accordo con Cai. Un via libera, rivela il sindacalista, dato senza tentennamenti: «Si trattava di portare a casa il migliore accordo possibile in questo momento. E così è stato». Nasso, un passato di aspre battaglie con un´altra categoria di quelle "toste", i ferrovieri, vuole fare chiarezza, smussare i contrasti. Anche se, dice, «la trattativa con Cai è stata e sarà ancora molto complicata». A dispetto delle apparenze «non è mai stata una normale vertenza sindacale». Anzi: «A settembre eravamo contrari alle loro proposte. E, cosa mai successa prima, ci siamo ritrovati a discutere per giorni con i rappresentanti legali di una società che non esisteva - Cai - e con quelli di una azienda - Alitalia - praticamente fallita. Mi sembra chiaro che gli avvocati non sappiano fare il mestiere del sindacalista o del capo del personale, che resta la controparte naturale in certi casi». La firma, alla fine, è arrivata, anche se al prezzo di uno scontro con piloti e hostess autonomi. «Loro - rilancia - non hanno letto ciò che noi abbiamo firmato. Nel testo finale non sono presenti passaggi che affrontino il nodo delle assunzioni in modo selvaggio. Noi siamo tranquilli: perché sappiamo quel che abbiamo firmato e gli autonomi no». Peccato però che dall´interno stesso della Cgil arriva Giorgio Cremaschi a rovinare questo scampolo di idillio confederale: «è necessario che la Cgil ridiscuta la firma apposta al diktat di Cai e Berlusconi, che impone ai lavoratori Alitalia clausole brutali discriminatorie e ai limiti della costituzionalità» taglia corto il segretario della Fiom. Ma Nasso, anche in questo caso, tira dritto: «No, per favore no. Almeno queste cose non me le fate commentare...». (lu.ci.)

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ragazzi allegri e burattini di legno - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)

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Pagina 23 - Commenti RAGAZZI ALLEGRI E BURATTINI DI LEGNO (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Lui farà probabilmente di tutto per non vedersi così, ma gli altri è così che lo vedranno e si aspetteranno un potere che abbatta le barriere tra gli uomini di buona volontà. E lui non potrà deluderli proprio perché lui il potere lo ama. * * * Torniamo a casa nel nostro piccolo cortile che amiamo di più. Giovedì mattina guardavo sfilare il corteo degli studenti e dei docenti in via Arenula, allo sbocco di Botteghe Oscure. Un corteo immenso, una fiumana giovanile frammista con capigliature grigie, mamme con bambini, maestre e professori che non perdevano di vista i loro ragazzi. Sembrava ed era un popolo insorto. Un passante mi ha riconosciuto e mi ha chiesto: «La solita ragazzata non è vero? Che ne pensa?». Ho risposto: «Quelle dei ragazzi sono sempre ragazzate ma a volte cambiano la storia». Pensavo alle ragazzate nell´Europa del 1848. E poi pensavo al Sessantotto dei «figli dei fiori», dai «campus» americani all´occupazione della Sorbonne e alla «Primavera» di Praga. Infine alla piazza di Tienamen, sotto le mura della Città Proibita. Ragazzate, certo. Giocose. A volte tragiche. Maremoti di emozioni e di vitalità dopo i quali alcuni luoghi del mondo furono diversi da prima. Non so se migliori, ma certo diversi e la diversità è comunque un segno di movimento e di allegria. I cortei dell´altro giorno erano allegri e imponenti. Apolitici? L´apolitico è indifferente per definizione. Non ha interesse alla «polis», cioè alla città, cioè alla «res publica». Ma quei ragazzi, quei maestri, quelle famiglie marciavano, gridavano, cantavano in nome della «res publica». Dicevano no ad uno scempio ma dicevano sì ad una riforma seria, ad una nuova città del sapere. I pessimisti hanno scritto che quelle ragazzate servono ai «baroni» per mantenere i loro detestabili privilegi. In realtà questi strani pessimisti scrivono ciò che sperano e quando parlano dell´occupazione delle scuole ci mettono due k invece di due c. Non credono a niente e non sperano niente. Sono i grilli parlanti di un mondo di burattini di legno. Quando i burattini diventano ragazzi in carne ed ossa i grilli parlanti perdono il loro ruolo e cessano di esistere. Io non credo che i ragazzi protagonisti di queste ragazzate coprano gli interessi dei baroni. Ma qui la questione si fa più complessa. Chi sono i baroni oggi nelle Università e nella scuola? Quali sono i malanni della scuola da estirpare e quali interessi la insidiano e vogliono impadronirsene? * * * La scuola elementare italiana è, complessivamente considerata, un punto di eccellenza in tutta Europa. Non ci sono fannulloni. Docenti e personale di servizio lavorano come e più dei loro consimili europei e con risultati migliori. Questo risulta da tutte le statistiche internazionali. I costi sono eguali alla media Ocse, ma i maestri sono pagati meno dei colleghi stranieri. Le aule sono insufficienti. Molti edifici scolastici, specie nel Sud, non sono a norma. Quale che sia il parere del deputato Bocchino e del ministro Gelmini, la moltiplicazione dei pani e dei pesci è un miracolo che ha compiuto soltanto Gesù di Nazareth. Se il tempo pieno è possibile oggi e si potrebbe utilmente estendere e migliorare, non sarà possibile dopo i previsti licenziamenti di massa. Non ci vuole molto a capirlo. Il vero malanno comincia con la scuola media e peggiora alle «superiori». Lì bisogna preparare una riforma, lì occorre convocare studenti, docenti, famiglie e lì il ministro deve esporre la sua visione culturale di una scuola nella quale entrano ragazzi di ogni ceto sociale e � ormai � di diverse etnie. Lì si affaccerà anche il federalismo con la necessità di coordinare i poteri di indirizzo dello Stato, la competenza regionale e comunale, l´autonomia degli istituti. Il bullismo è un problema serio ma dominarlo affidandosi soltanto ad una politica scolastica muscolare è pura illusione. Uno dei possibili modi per venirne a capo è quello dei «tutori» e del miglioramento della qualità didattica. Del fascino che una didattica intelligente può suscitare nella fantasia dei giovani. Questo è il contrario dei tagli poiché richiede semmai maggiori investimenti, controlli di qualità su insegnanti e istituti. Il miglioramento indispensabile della scuola secondaria e superiore comporterebbe di per sé un salto di qualità dei corsi universitari che sono attualmente alle prese con una massa di studenti impreparati ad affrontare l´università. Per risolvere problemi di questa complessità ci vuole grande esperienza e specializzazione fatta sul campo. Mi ha colpito quanto ha scritto in proposito su «Repubblica» Aldo Schiavone. Ha negato, citando autorevoli fonti statistiche, che l´università italiana sia di pessima qualità. Credo che piacerebbe ai lettori saperne di più in proposito, quella di Schiavone è una voce fuori dal coro. Può approfondire la questione? Gli studenti temono la privatizzazione delle università. Anche questo è un tema difficile. Le fondazioni comunque hanno caratteristiche in parte private ma in parte pubbliche. Negli Stati Uniti hanno dato risultati non omogenei, toccando punte di eccellenza e punte di mediocre livello. Certo vanno rivisti il numero eccessivo di corsi di laurea e il numero eccessivo delle università. I baroni? Esistono ancora ma il loro potere è in declino: la globalizzazione del sapere, specie di quello tecnico scientifico e medico, sta cambiando la struttura stessa della conoscenza applicata. Le baronie accademiche non hanno più la potenza di un tempo rispetto alla casta costituita dagli assessorati regionali e comunali in raccordo con le Asl e con i primariati ospedalieri o con gli appalti e i subappalti nei settori dell´urbanistica e dell´edilizia. E´ lì che bisogna incidere e tagliare. * * * Motivi di disagio ne esistono dunque a iosa in un mondo dove il lavoro non offre sbocchi sufficienti e la flessibilità si è ormai cristallizzata in precariato generazionale. Due intere generazioni, quelle nate negli anni Settanta e Ottanta, sono state di fatto confinate nella mediocrità dei redditi e nell´inesistenza delle carriere. I quarantenni di oggi sono umiliati e offesi. I ventenni insorgono. Questa è la novità. Non sono affatto apolitici anzi sono estremamente politicizzati ma non guardano ai partiti, guardano al loro problema, alla scuola e al lavoro, ai fatti e non alle parole. Ai fatti semplici e concreti. Le parole del governo alimentano la loro rabbia. Il decreto dei tagli è offensivo. La Gelmini è oggettivamente offensiva. Maroni, che proclama denunce, è oggettivamente offensivo dove l´avverbio serve a sottolineare la stupidità dei comportamenti di fronte alla serietà dei problemi. Questa situazione ha cominciato ad erodere il consenso berlusconista. Fino a poche settimane fa sembrava una muraglia non scalfibile, ma adesso molti mattoni hanno cominciato a cadere, qualche travatura è precipitata, l´intonaco si sbriciola ogni giorno di più. Avevo scritto domenica scorsa che la maggioranza silenziosa che gonfia i sondaggi berlusconiani si sta sfarinando in una serie di minoranze parlanti e protestanti. Scrivevo questo all´indomani della manifestazione del Partito democratico al Circo Massimo. Dopo la settimana studentesca questo sfarinamento della maggioranza silenziosa è ancora più vero e più evidente. La crisi economica morde ora la carne viva del ceto medio e dei lavoratori, allarma le imprese e gli artigiani. Il governo ha dissipato miliardi in provvedimenti senza senso a cominciare dall´abolizione dell´Ici sulle dimore degli abbienti. Non si è reso conto che tempesta finanziaria avrebbe prodotto recessione produttiva e crollo dei consumi ed è ancora lì che studia rappezzi senza una strategia che ricostruisca la fiducia. * * * L´ultima pillola avvelenata tra le molte di questa settimana di passione è arrivata venerdì sera: il pasticcio Alitalia finisce con il rifiuto del personale navigante di firmare il protocollo contrattuale. Piloti e assistenti di volo contestano alcuni aspetti importanti dei loro contratti affermando che siano peggiorativi rispetto all´accordo-quadro accettato da tutti i sindacati venti giorni fa. Può darsi che quel peggioramento vi sia anche se i sindacati confederali hanno firmato. Può darsi che l´aggravamento della crisi economica e il crollo delle prenotazioni di tutte le compagnie aeree abbiano suggerito a Colaninno di introdurre maggior rigore contrattuale. Ma è altrettanto evidente che i piloti e gli assistenti di volo non si sono minimamente dati carico della sorte del personale di terra che numericamente costituisce il grosso della compagnia e il vaso di coccio che sarebbe finito in frantumi se la Cai si fosse ritirata dal tavolo della trattativa. La famosa cordata tricolore, Europa permettendo, ha dunque passato la cruna dell´ago anche se dovrà ancora confrontarsi con gli equipaggi e con le loro iniziative di lotta sindacale. Siamo all´inizio dell´avventura della nuova Alitalia che lascia a carico dei contribuenti un onere di tre miliardi e dovrà sostenersi con l´appoggio di un socio straniero. Berlusconi canta vittoria, ma dov´è la vittoria? Non ha alcuna chioma da porgere al supposto vincitore. E´ rimasta, la vittoria, completamente calva. Si conclude così una pagliacciata durata sette mesi e ritorna Air France a condizioni assai peggiori per noi di quelle dell´aprile scorso. «Gianni Letta risolverà tutto» ha detto il premier lasciando Palazzo Chigi la sera di venerdì. Il suo vice è riuscito a convincere Colaninno da un lato e i confederali dall´altro. Ancora una volta l´ha salvato dal disastro facendo da levatrice ad un neonato rachitico, affidato alle cure d´una balia francese. Ho stima per Gianni Letta, ma ne avrei di più se smettesse di prendere in giro gli italiani vendendo loro le lucciole invece delle lanterne.

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i piloti alitalia: "è il momento dello sciopero" - flaminia savelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Roma I piloti Alitalia: "è il momento dello sciopero" FLAMINIA SAVELLI «Siamo pronti a scioperare», annuncia una delle hostess che ieri mattina, insieme con i colleghi steward e alcuni piloti, si è fermata a parlare davanti al Centro equipaggi di Fiumicino, il giorno dopo la proposta di acquisto della Cai. «Le proteste le dobbiamo organizzare qui, all´aeroporto, dove lavoriamo. Le dimostrazioni fatte in via degli Abruzzi non sono servite a nulla», dice un capo cabina. E incalza i rappresentanti dei sindacati autonomi contrari a questa vendita: «Dobbiamo organizzarci, e invece continuiamo ad aspettare». SEGUE A PAGINA XIV

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Il prestito-ponte sarà rimborsato dalla <bad company> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 263 del 2008-11-02 pagina 5 Il prestito-ponte sarà rimborsato dalla «bad company» di Laura Verlicchi I 300 milioni di «aiuto di Stato» non saranno a carico della Cai. Domani Fantozzi esaminerà l'offerta Il giorno dopo il salvataggio in extremis, su Alitalia la parola passa alla politica, aspettando le decisioni del commissario Augusto Fantozzi, che domani inizierà l'esame dell'offerta Cai, e di Bruxelles, che deve dare l'ok al prestito ponte da 300 milioni di cui la Compagnia aerea italiana non intende farsi carico. L'orientamento che emerge è quello di considerarlo aiuto di Stato «illegittimo», ma la cui restituzione spetta non a Cai, bensì alla «bad company». Questa è la proposta che la direzione generale dei Trasporti e dell'Energia della Commissione europea, diretta da Antonio Tajani, ha presentato al collegio dei commissari Ue, basata sul presupposto che fra la vecchia compagnia e quella che nascerà c'è «discontinuità». La cordata guidata da Roberto Colaninno sarebbe così libera da vincoli e verrebbe quindi soddisfatta una delle condizioni poste dalla Cai nella sua offerta vincolante per l'acquisto di Alitalia. Secondo quanto si apprende a Bruxelles, inoltre, gli altri servizi della Commissione finora non hanno sollevato obiezioni sull'orientamento della direzione Trasporti. Solamente gli uffici dell'Antitrust comunitario avrebbero chiesto «chiarimenti» circa il prezzo dell'operazione. Perplessità che, riferiscono tuttavia le stesse fonti, sarebbero state superate. Il prestito, poi, potrà venire rimborsato dalla «bad company» attraverso la cessione degli asset, come ha spiegato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli: «È un problema che riguarda la vecchia Alitalia. E siccome la vecchia Alitalia incasserà soldi da Cai il commissario potrà vendere aerei, proprietà di Alitalia, farà fronte e restituirà al governo italiano questi soldi». Quanto alla scelta di un partner straniero - che dovrebbe essere annunciata il 12 novembre, secondo indiscrezioni dei media francesi - Matteoli ha detto che «la compagnia straniera non può prendere più del 20%. È però «indispensabile che ci sia questo accordo», ma «non è un compito del governo stabilire con chi farlo». Dal canto suo, il leader della Lega e ministro delle Riforme, Umberto Bossi, spera che «l'accordo lo faranno con i tedeschi», auspicando anche che Berlusconi «scenda in campo e si faccia un tavolo il più rapidamente possibile con la Cai e i tedeschi per Malpensa». Intanto, si moltiplicano da parte del mondo politico gli appelli alla ragionevolezza, rivolti a piloti e hostess, che continuano a rifiutare l'accordo. «Il mio auspicio è che i piloti e il personale navigante, che rappresentano certamente una risorsa, si assumano al pari degli altri una responsabilità e consentano la nascita della nuova compagnia e il decollo di questa nuova fase del trasporto aereo», ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini. E il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi si appella ai sindacati autonomi «alla loro responsabilità, affinché vogliano accompagnare positivamente il percorso che resta per la costruzione della nuova compagnia». Italo Bocchino, presidente vicario del Pdl alla Camera, esorta piloti e hostess a accantonare «l'egoismo corporativo» e firmare. Dall'opposizione, invece, arrivano le critiche all'offerta di Cai: «Troppo debole», sostiene il responsabile dell'economia del Pd, Pierluigi Bersani. Mentre per Antonio Di Pietro, presidente dell'Italia dei valori, «gli unici a pagare saranno i contribuenti». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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alitalia, è protesta - flaminia savelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XX - Roma Alitalia, è protesta FLAMINIA SAVELLI e ra un vento di protesta e malcontento quello che soffiava tra gli assistenti di volo, i piloti e alcuni sindacalisti: «Non possiamo prendere alcuna decisione, vogliamo prima un incontro con tutti i lavoratori» ha ribattuto un delegato della Sdl, Francesco Straccioli. Poi dal governo è arrivata la notizia delle possibili chiamate ad personam per i piloti: «Se non ci dite cosa dobbiamo fare - ha sottolineato uno dei comandanti, come i suoi colleghi attento a non rilasciare nome e cognome - rischiamo di dividerci, l´unica possibilità che abbiamo è quella di restare uniti. Vogliamo una strategia comune e dobbiamo essere disposti anche a lasciare gli aerei a terra pur di essere ascoltati».

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ROMA A Bruxelles il parere è pronto. Il prestito di 300 milioni, concesso dallo Stato a... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi ROMA A Bruxelles il parere è pronto. Il prestito di 300 milioni, concesso dallo Stato ad Alitalia prima dell'estate, è un «aiuto di Stato illegittimo». In compenso, ricadrà sulle spalle della vecchia compagnia e non di Cai perché viene riconosciuta la «discontinuità» tra le due società. Intanto i piloti e gli assistenti di volo fanno ancora muro.

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LA SITUAZIONE Alitalia si modifica di ora in ora ma intanto non diminuisce la tension... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi di MAURZIO COSTANZO LA SITUAZIONE Alitalia si modifica di ora in ora ma intanto non diminuisce la tensione sul fronte della scuola. Persino Beppe Grillo è stato contestato in una piazza. Si avvicina il momento del voto in America. I due candidati sono travolti da un rincorrersi di sondaggi conclusivi. Per non farci mancare niente, Francesco Totti è tornato a soffrire al ginocchio. Molte Regioni italiane sono flagellate dal maltempo e tutti siamo indotti a pensare che presto o tardi le cose miglioreranno. Dobbiamo pensare questo per non cadere nello sconforto.

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ROMA Il Paese non può più essere gestito con la logica dei veti corporativi . ... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi ROMA «Il Paese non può più essere gestito con la logica dei veti corporativi». All'indomani della presentazione dell'offerta per rilevare l'Alitalia, il presidente della Cai, Roberto Colaninno, sollecita una svolta nelle relazioni industriali. In un colloquio con il Messaggero, Colaninno sottolinea come l'Alitalia non abbia futuro con la logica dei "no" e parla della difficile trattativa con i sindacati. «Berlusconi ha svolto un ruolo importante ma - dice - in questo caso la nostra scelta è stata figlia di una logica puramente industriale, che abbiamo condiviso fin dall'inizio con tutti i soci di Cai».

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PIER Ferdinando Casini vede buio sul futuro dell'Alitalia ( Letta ha sfornato la sua crost... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)

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Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi PIER Ferdinando Casini vede buio sul futuro dell'Alitalia («Letta ha sfornato la sua crostata; però senza nulla togliere ai suoi meriti verso il Paese, più che un dolce è un pasticcio») e soprattutto, in una intervista al Messaggero, giudica assai negativamente le mosse di Berlusconi in questa fase così delicata di emergenza finanziaria: «Davvero non lo capisco. Davanti alle difficoltà economiche e davanti alla disponibilità e alla solidarietà che l'opposizione - almeno nelle sue componenti più serie - gli ha dato per affrontare la crisi, il presidente del Consiglio non trova di meglio che rispondere con la politica degli insulti. Cercando di delegittimare l'opposizione, espropriando il Parlamento e dando così l'impressione di voler dividere il Paese».

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Colaninno: basta veti (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)

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Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi Il colloquio/Il presidente Cai: la nuova Alitalia non ha futuro con la logica dei no Colaninno: basta veti «Serve discontinuità a partire dalle relazioni industriali»

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AIUTO DI STATO ILLEGITTIMO (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)

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Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi AIUTO DI STATO ILLEGITTIMO Alitalia dovrà restituire i 300 milioni ma viene accolta la «discontinuità»

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1 miliardo (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)

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Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi LA VALUTAZIONE 1 miliardo E' la valutazione di Alitalia fatta da Cai. La società guidata da Colaninno verserà al commissario Fantozzi un acconto di 100 milioni

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Parla il presidente della Cai all'indomani della presentazione dell'offerta vincolante per rilevare l'Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)

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Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi Parla il presidente della Cai all'indomani della presentazione dell'offerta vincolante per rilevare l'Alitalia

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ROMA Il prestito ponte di 300 milioni è un aiuto di Stato illegittimo , ma ricadr&#... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)

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Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi di BARBARA CORRAO ROMA Il prestito ponte di 300 milioni è un «aiuto di Stato illegittimo», ma ricadrà sulle spalle di Alitalia e non di Cai perché viene riconosciuta la necessaria «discontinuità» tra le due società. E' questo il verdetto che arriva dalla direzione generale Trasporti, diretta dal commissario Tajani, e che sarà ora sottoposto il 12 novembre ai commissari europei per il via libera definitivo. Se sarà approvato l'indirizzo proposto da Tajani, i 300 milioni del prestito erogato prima dell'estate ad Alitalia per consentirle di sopravvivere, ricadranno sulle spalle della stessa bad company, guidata dal commissario straordinario Augusto Fantozzi. Il compromesso proposto da Tajani "salva" una delle condizioni poste da Colaninno e soci nell'offerta vincolante per l'acquisto della compagnia di bandiera, in linea con il percorso già sperimentato per il dossier Olympic Airways. L'Alitalia sarà comunque obbligata a restituire il prestito ricevuto illegittimamente, in base alle regole del mercato europeo, tanto che, in un comunicato, Antonio Di Pietro (Idv) attacca «l'ennesima fregatura per i contribuenti italiani, giacchè la bad company non ha un euro neanche per piangere, essendo rimasta di proprietà dello Stato ed essendosi caricata tutti i debiti contratti da Alitalia». Secondo l'agenzia Ansa, il parere della direzione Trasporti avrebbe ottenuto il consenso delle altre direzioni generali a Bruxelles e soltanto l'Antitrust avrebbe chiesto «chiarimenti» riguardo al prezzo pagato per l'operazione. Questa perplessità, tuttavia, sarebbero state superate. Conclusi i passaggi obbligatori a Bruxelles e ottenuto il via libera dall'Antitrust (una delle condizioni preliminari poste da Colaninno), la nuova Alitalia dovrà scegliere il partner estero e potrà imboccare la via del risanamento disegnata dal piano industrale Fenice. Gli obiettivi fondamentali sono tre: 137 rotte, 60 nuovi aerei entro il 2013, 2 milioni di passeggeri in più a partire dal 2009. Delle 137 destinazioni, 18 saranno intercontinentali con i nuovi scali di Rio De Janeiro, Dakar, Pechino, Shangai e Seul. Altre 64 saranno internazionali e 55 domestiche, con una quota del mercato nazionale del 55%. L'impatto positivo sui ricavi dell'aumento dei passeggeri è valutato da Cai in 400 milioni circa. Il rinnovo della flotta è previsto avvenire in tre o quattro anni quindi entro il 2013, in modo di portare l'età media della flotta dai 12,4 anni attuali ad 8 a fine periodo. L'investimento previsto è di 1,7 miliardi di euro. Per la Nuova Alitalia sono così stimati in tutto 158 aerei al 2013 contro gli attuali 202 ora in carico ad Alitalia e AirOne, per un valore di circa 4,2 miliardi.

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ROMA Credo che nessuno possa auspicare il fallimento di Alitalia. Il mio auspicio ... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)

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Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi ROMA «Credo che nessuno possa auspicare il fallimento di Alitalia. Il mio auspicio è che piloti e personale navigante, che rappresentano certo una risorsa, si assumano come gli altri una responsabilità e consentano la nascita della nuova compagnia ». Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini sulle vicende legate alle scelte delle varie sigle sindacali. Parole che il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi trova « tempestive e opportune poiché invitano al senso di responsabilità di fronte alla nuova sfida». «L'unico che può intervenire è Berlusconi, è lui che deve scendere in campo, e penso che lo farà», assicura invece Umberto Bossi a chi gli chiede se è vero che è indispensabile che un finanziatore internazionale intervenga a sostegno della Cai. C'è forte scetticismo invece sul fornte dell'opposione. L'offerta Cai «è troppo debole per rispondere alle esigenze reali del lavoro - dice il responsabile economico del Pd, Pierluigi Bersani.- Quando una situazione parte debole c'è da metterci una pezza tutti i mesi e credo che avremo ancora problemi. L'offerta Cai, sia dal punto di vista della capacità di investimento che del mestiere, è troppo debole anche per garantire un servizio adeguato interno e internazionale e per favorire una diminuzione dei prezzi. La svolta ci sarà quando ci sarà l'incrocio con una compagnia internazionale». «Cai volerà, perché non è consentito a nessuno di mettere veti a una possibilità imprenditoriale che salva 12.600 posti di lavoro», assicura invece il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Ma sulla linea del govenro va all'attacco Emma Bonino, per la quale «Alitalia è l'emblema di quello che non si dovrebbe fare. Il governo all'insegna dell'italianità ha detto bugie enormi, non so come andrà a finire. Unica cosa certa è che ci troviamo con 3 miliardi di debiti scaricati sugli italiani e con una piccola compagnia di bandiera». Parla a sua volta di ricatto, ovviamente a parti rovesciate, il leader Idv Antonio Di Pietro: «Ciò che sta accadendo intorno al contratto di Alitalia dimostra che c'è un ricatto politico che si sta portando avanti ai danni dei lavoratori di terra e di volo, costringendoli ad accettare condizioni capestro».

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ROMA - Il giorno più lungo è alle spalle. Roberto Colaninno, il preside... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)

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Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi di ROBERTO STIGLIANO ROMA - Il giorno più lungo è alle spalle. Roberto Colaninno, il presidente della Cai, la cordata di imprenditori privati che ha presentato l'offerta vincolante per rilevare l'Alitalia, è in partenza per il Vietnam dove inaugurerà uno stabilimento della Piaggio che rappresenta il più importante investimento italiano in quel Paese. Un giorno vissuto pericolosamente sul filo della rottura dove l'Alitalia è passata nello spazio di poche ore dal salvataggio al fallimento e poi ancora al salvataggio. Lo scontro con una parte del sindacato che rappresenta piloti ed assistenti di volo è stato duro. Il rischio che saltasse tutto, concreto: «Abbiamo voluto affermare - spiega Colaninno in un colloquio con il Messaggero - una rottura di schemi di relazioni industriali che guardano al passato. E soprattutto una rottura rispetto a rappresentazioni non vere della realtà dove dominano interessi corporativi con la "i" minuscola». Anche sull'Alitalia il sindacato alla fine si è diviso: Cgil, Cisl, Uil e Ugl, dopo la mediazione messa in campo da Palazzo Chigi, hanno apposto la loro firma sui fogli che contenevano l'ultimo ostacolo da superare, ovvero quello dei contratti di lavoro e dei criteri di assunzione dei dipendenti Alitalia e AirOne. I sindacati autonomi, invece, hanno detto no rifiutando di sottoscrivere l'intesa. «In questa vicenda - dice il presidente della Cai - è stato importante segnare la discontinuità con un sistema rappresentativo che non riguarda soltanto l'Alitalia, ma che è emblematico di tutto il Paese. Sarebbe stato impensabile, nel momento di crisi globale dell'economia che stiamo vivendo da diverso tempo, gestire l'azienda in modo corporativo. Da imprenditore - aggiunge ancora - ho sperimentato già in passato come sia nefasto un confronto con corporazioni che portano avanti solo interessi specifici, anche se importanti in termini di rappresentanza sindacale». Insomma, Cai è stata ad un passo dalla rinuncia alla presentazione dell'offerta per rilevare l'Alitalia e abbandonare definitivamente la partita aprendo per la compagnia aerea la porta del fallimento. Lo ha confermato l'amministratore delegato Rocco Sabelli («mercoledì sera, quando abbiamo interrotto la trattativa, ho pensato che era davvero finita») lo lascia capire Colaninno: «Imporre il veto dei sindacati autonomi a imprenditori privati che hanno deciso di fare un investimento così importante sarebbe stato non solo folle ma anche contraddittorio rispetto alla linea che abbiamo seguito fino ad ora con grande compattezza». E poi aggiunge: «Da cittadini, prima ancora che da imprenditori non possiamo concepire che il Paese sia gestito sulla base di interessi o fattori corporativi». Ma è vero che l'intervento di Berlusconi è stato determinante per sbloccare una situazione che sembrava ormai compromessa? «Il lavoro del premier - risponde Colaninno - è stato importante. Ma in questo caso la nostra scelta è stata figlia di una logica puramente industriale che abbiamo condiviso fin dall'inizio con tutti i soci di Cai». Sullo sfondo dei ragionamenti di Roberto Colaninno c'è anche la crisi economica mondiale che ha cambiato lo scenario all'interno del quale si muove anche la vicenda Alitalia: «I tempi ci educheranno: la crisi globale - conclude Colaninno - imporrà scelte diverse dal passato perchè spingerà tutti a dare finalmente il giusto valore al lavoro».

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ROMA L'università italiana è un motore imballato. Può riprendere a funzionare l... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)

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Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi di ANNA MARIA SERSALE ROMA L'università italiana è un motore imballato. Può riprendere a funzionare liberandosi del peso degli interessi accademici e di un sistema gerontocratico impermeabile al cambiamento. Ma la parola cambiamento si trascina dietro mille «polemiche». Studenti e professori hanno preso di mira l'articolo 16 della legge 133 (ex decreto 112 del 25 giugno scorso) che prevede la possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni. «Così - dicono gli studenti che hanno infiammato le piazze in questi giorni - si aprono le porte della privatizzazione» dal momento che le università potrebbero diventare organismi di diritto privato e trovarsi uno sponsor che le finanzi. Tre i rischi che secondo Nunzio Miraglia dell'Associazione nazionale docenti si profilano all'orizzonte: «L'aumento delle tasse, la nascita di università di eccellenza ricche e costose, e la rinuncia alla libertà didattica e di ricerca». Nelle intenzioni del ministro non c'è la privatizzazione spinta. Però la formulazione della legge, secondo i rettori, non mette argini: «La fondazione sostitutiva dell'ateneo pubblico sarà un colpo mortale». L'idea della fondazione scatena reazioni negative, ma ha illustri precedenti. L'economista Nicola Rossi, deputato del Pd, nel 2006 a fine legislatura presentò un disegno di legge analogo, che, per ammissione del ministro per l'Innovazione Renato Brunetta, ha ispirato l'attuale testo. La fondazione universitaria, dunque, trova sostegni anche a sinistra. Ma che cosa dice l'articolo 16? Davvero c'è la possibilità che l'ingresso dei privati trasformi l'università in azienda? Afferma Enrico De Cleva, capo dei rettori italiani: «La legge Gelmini prevede una privatizzazione totale, perfino per la titolarità dei beni. Verrebbero privatizzati anche i contratti di lavoro dei docenti e dei non docenti, secondo un modello americano molto diverso dalle fondazioni italiane che abbiamo costituito in questi ultimi anni, nate per essere collaterali all'attività accademica o per reperire fondi sempre con finalità pubbliche». Dunque, gli atenei vogliono i rapporti con le aziende, ma senza perdere la loro «indipendenza». «D'accordo, non è obbligatorio trasformare l'ateneo, è una possibilità - continua De Cleva -, ma se non abbiamo finanziamenti... Noi quella legge la consideriamo inattuabile, non ci sono atenei intenzionati a fare il salto. La verità è che la norma, così com'è, ha uno scopo, quello di dire: visto che non ci sono risorse arrangiatevi. Insomma, sono in arrivo tagli pesantissimi, 730 milioni di euro dal 2010 e 835 dal 2011. Le fondazioni ci vengono presentate come una chance, ma non è praticabile, nè generalizzabile. Tanto per cominciare cadrebbero i vincoli attuali. Gli studenti ora versano contributi che non superano il 20% del fondo di finanziamento ordinario dato dallo Stato agli atenei. Non sarebbe più così. Si creerebbero poche università ricche, con tasse elevate, privilegio di pochi. Le altre sarebbero in difficoltà». «L'Italia non è gli Stati Uniti - sostiene convinto Alessandro Finazzi Agrò, rettore uscente di Tor Vergata - Qui non c'è la cultura del mecenatismo che c'è Oltreoceano, nè ci sono i grandi gruppi economici che hanno dato vita a prestigiose fondazioni universitarie. Il sistema economico italiano è polverizzato. Nè ci sono potenzialità sufficienti per sostenere il mondo universitario che costa allo Stato 8 miliardi di euro l'anno. Per salvare l'Alitalia ci voleva molto meno e non si riusciva a trovare una cordata. Figuriamoci se si trova qualcuno disposto ad accollarsi anche un solo ateneo». Luigi Frati, che da domani si insedia come rettore della Sapienza, è ancora più esplicito: «Non solo non ci sono imprenditori con la capacità finanziaria di entrare in "società" con l'università, ma con la recessione che incombe secondo me non troviamo neppure uno disposto a dare un euro». Ma le fondazioni non ci sono già? «Sì, ma sono diverse da quelle che propone la Gelmini - Ferdinando Di Orio, rettore dell'Aquila, e coordinatore di una associazione delle dodici università italiane che hanno istituito fondazioni mai sostitutive dell'ateneo pubblico spiega - Sono contrario al meccanismo di privatizzazione. Sulla scorta di norme varate con la Finanziaria del 2001 abbiamo fatto esperienze molto positive ma senza rinunciare alla nostra indipendenza. Gli atenei che hanno istituito fondazioni lo hanno fatto solo per sostenere delle attività, abbiamo per esempio finanziato dei dottorati, o reperito fondi esterni da usare nella ricerca, inserendo l'ateneo nella rete territoriale fatta di enti e imprese». Il ministro Gelmini deve combattere gli sprechi ma anche trovare risorse nuove. Nella provincia di Trento, per esempio, le fondazioni hanno funzionato. Spiega Gianluca Salvatori, assessore all'Innovazione: «Due antichi Centri di ricerca, il San Michele all'Adige, che si occupa di agroalimentare, e l'Istituto Trentino di cultura, tecnologie dell'informazione, nel 2005 sono stati trasformati in fondazioni con grandi vantaggi. Superati i vincoli burocratici e gli ostacoli derivanti dalla loro natura pubblica sono diventati più competitivi. Continuano ad avere fondi pubblici, ma sono gestiti con logiche private. Modificati anche i contratti di lavoro, prima impedivano la differenziazione delle carriere, ora consentono incentivi e la valorizzazione del merito».

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Appello di Fini: piloti Alitalia siate responsabili (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-02 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Appello di Fini: piloti Alitalia siate responsabili Bossi: meglio il partner tedesco, il premier in campo Il commissario Fantozzi valuta il prezzo dell'offerta La Lega: temiamo i francesi, concorrenziali con noi sul turismo Duello tra autonomi e confederali ROMA — «Credo sia importante che tutti si assumano la responsabilità di consentire alla Cai di iniziare, salvando quindi Alitalia». Un appello, quello del presidente della Camera, Gianfranco Fini, a piloti e assistenti di volo, che domani si riuniscono in assemblea, affinché non scelgano la linea dello scontro. La settimana che si apre sarà decisiva per molti aspetti. Non c'è solo l'incognita sul fronte sindacale, ma si attende anche la decisione del commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, sull'offerta definitiva di acquisto presentata dalla Cai, la società guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. Se questa sarà ritenuta congrua, resterà un ultimo ostacolo, rappresentato dal via libera della Commissione europea. Ieri da Bruxelles è arrivata un'indiscrezione che segna un punto a favore della Cai: il prestito- ponte dovrebbe essere restituito allo Stato non dalla Cai ma da ciò che resterà della vecchia Alitalia. Se anche quest'ultimo scoglio sarà superato, Cai potrà puntare con decisione a far decollare i suoi aerei dal primo dicembre, non prima però di aver scelto il partner estero. In teoria, in gara restano le tre maggiori compagnie europee: Air France, British Airways e Lufthansa. Ma difficilmente Cai sceglierà da sola, almeno a sentire quello che ha detto ieri Umberto Bossi. Riferendo del suo incontro di giovedì scorso con il presidente del Consiglio, il leader della Lega ha detto che Silvio Berlusconi interverrà: «Si è deciso che scenda in campo e che si faccia un tavolo, il più rapidamente possibile, con Cai e i tedeschi per Malpensa». Bossi ha quindi aggiunto: «Temiamo i francesi, che sono concorrenziali con noi sul turismo. è meglio essere sicuri che la Cai faccia un accordo con i tedeschi, con loro andremmo maggiormente d'accordo». Dall'opposizione, invece, arrivano critiche che esprimono una crescente preoccupazione per le prospettive dell'operazione: «Il problema di fondo — dice Pier Luigi Bersani, ministro ombra dell'Economia — è che l'offerta Cai è troppo debole per garantire un servizio adeguato interno e internazionale». In sostanza, la domanda che si fa il Pd è se Cai possa reggere con una crisi economica di questa portata o se in poco tempo non sia costretta a passare la mano a favore di una grande compagnia estera. Perplesso è anche il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che non esita a criticare il sottosegretario alla Presidenza, Gianni Letta, regista dell'operazione: «Questa volta il nostro splendido amico non ha cucinato una buona crostata, ma un pasticcio le cui contraddizioni non tarderanno a rivelarsi. Si finirà in breve tempo nelle mani di una compagnia straniera». Critiche alle quali replica il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, accusando l'opposizione di giocare al «tanto peggio tanto meglio ». Ieri, infine, c'è stato uno scambio di accuse tra confederali e autonomi, che hanno votato no all'accordo con Cai per «l'enormità del numero degli esuberi e l'eccessiva discrezionalità nei criteri di assunzione». «Dicono cose completamente false, molto demagogiche, miopi e irresponsabili, giocano a fare il sindacato» ha detto riferendosi agli autonomi il segretario nazionale della Uil trasporti, Marco Veneziani, dopo le accuse ricevute di agire «contro i lavoratori». Enr. Ma.

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Ma il governo è pronto anche alla precettazione (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-02 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Retroscena Ma il governo è pronto anche alla precettazione ROMA — Ieri è stato il giorno della carota, ma se sarà necessario, il governo è pronto a usare anche il bastone. Nel caso i piloti e gli assistenti di volo dovessero decidere scioperi o altre forme di protesta tali da mettere a rischio il traffico aereo, scatterebbe la precettazione. Per ora il governo preferisce non parlarne e anzi tende la mano ai sindacati che non hanno firmato l'accordo con la Cai, la società guidata da Roberto Colaninno che ha presentato l'offerta d'acquisto per Alitalia. Questo il significato del richiamo alla ragionevolezza lanciato ieri dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Non solo. Ieri è intervenuto anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, con un appello al senso di responsabilità di piloti e hostess. L'auspicio delle istituzioni e del governo è che questi messaggi inducano sindacati e lavoratori che hanno in programma un'assemblea domani a evitare lo scontro. Anzi, nel governo circola la sensazione che, dopo la rottura di venerdì, i sindacati del no, o almeno parte di essi, possano imboccare un percorso di graduale rientro nel perimetro dell'accordo. «Conviene anche a loro — osserva un ministro della partita — perché questi sindacati, per loro natura, vivono del rapporto con l'azienda, senza il quale sono destinati a scomparire». Tuttavia, se nel fronte del no dovesse prevalere la scelta del conflitto, della protesta, del blocco del traffico, sia attraverso scioperi veri e propri sia attraverso stratagemmi ai quali il personale di volo è ricorso in passato (certificati di malattia, osservanza minuziosa di tutti i codici per ritardare o impedire i voli), la risposta dell'esecutivo sarebbe dura. è sufficiente ricordare, sottolineano in ambienti di governo, che anche l'altra volta, quando si concluse il primo accordo a Palazzo Chigi, e piloti e assistenti di volo minacciarono di paralizzare gli aeroporti, erano già pronte le precettazioni. Nel governo si punta però sul prevalere della ragionevolezza. E si osserva che, alla fine, gli stessi lavoratori troveranno conveniente aderire alla nuova Alitalia. In caso contrario infatti resterebbero senza sostegni al reddito. La fase che si apre prevede infatti che i dipendenti di Alitalia finiscano in cassa integrazione e da qui vengano assunti dalla Cai, la quale ottiene così i generosi benefici previsti dalla legge per le assunzioni di lavoratori dal bacino degli ammortizzatori sociali (si pagano contributi molto più leggeri). Ma la stessa legge prevede anche che, se il lavoratore in cassa integrazione rifiuta un'offerta per un lavoro paragonabile a quello precedente, perde il sussidio. Enrico Marro Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli Operazione Cig La cassa integrazione per quattro anni e la perdita dei diritti in caso di rifiuto

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<Se ci chiamano uno per uno resteremo davvero uniti?> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-02 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE A Fiumicino Verso l'assemblea «Se ci chiamano uno per uno resteremo davvero uniti?» «Non vogliono riassumere ragazze madri e hostess incinte» ROMA — Poco più di un mese, e di nuovo qui. Aeroporto di Fiumicino, varco equipaggi. è sempre un piccolo trauma entrare. Le hostess (va bene, certo: la definizione esatta è «assistenti di volo», ma tutti le chiamiamo hostess) che ormai hanno definitivamente messo via il sorriso d'ordinanza e ti vengono incontro con un ghigno che levati, falle passare. Gli steward: di solito belli e fonati, ora tesi e scapigliati. E poi ecco laggiù pure i piloti, i signori comandanti sempre affabili e abbronzati e che invece vengono avanti pallidi e polemici, però sicuri ai limiti della sfrontatezza. La scena è questa. E, per entrarci dentro come si deve, sia chiara anche la sensazione che, subito, fornisce: la rivolta degli iscritti alle cinque sigle sindacali autonome (Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl) è solida. Tutti si preparano all'assemblea convocata per domani nei locali della mensa ma è chiaro che la maggior parte delle hostess e degli steward è assai più nervosa della totalità dei piloti. La stanchezza provocata da questa vertenza infinita spiega qualcosa, non tutto. Punto primo: le hostess e gli steward temono che la Cai — non adesso, certo, ma relativamente presto — possa trovarsi nelle condizioni legali per cominciare a procedere con chiamate nominali. «Potrebbero iniziare a chiamarci, dicendo: le sigle sindacali autonome restano fuori, non firmano, ma chi se ne importa, perché noi intanto ci siamo legalmente costituiti. E ora, poiché tu sei un dipendente Alitalia: vieni con noi, o no?», spiega Fabrizio Teresi, 36 anni, assistente di volo da 15 in Alitalia. Questa storia delle chiamate nominali scuote le sensibilità di molti. «In realtà, in un Paese normale, dovrebbe scuotere la sensibilità di tutti ». Sembra citare Massimo D'Alema, quest'hostess in borghese, in felpa e pantalone militare, Francesca Busello, 33 anni, in azienda da 11. «La Cai ha cambiato le carte su cui, alla fine di settembre, sia pur tra molte difficoltà, ci eravamo ritrovati. Adesso non vogliono riassumere coloro che hanno in carico un handicappato, non vogliono le ragazze- madri, le hostess incinte, non vogliono chiunque sia affetto da una malattia lunga...». Gloria De Marchis, 51 anni, da 31 in Alitalia e sempre, si suppone, con

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Primo sì della Ue ai privati Prestito, rimborso allo Stato (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-02 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE L'Europa E' una delle condizioni fissate nella proposta per la nuova Alitalia Primo sì della Ue ai privati Prestito, rimborso allo Stato «Dovrà restituirlo la bad company, non la Cai» Bruxelles riconoscerebbe la «discontinuità» tra la vecchia società pubblica e la cordata DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES — Se non è un via libera alla Cai e alla rinascita della compagnia di bandiera, poco ci manca: la Commissione europea si prepara a bocciare il prestito-ponte di 300 milioni concesso da Roma all'Alitalia, bollandolo come un illegittimo aiuto di Stato; ma questo prestito dovrà essere rimborsato da chi lo intascò, cioè appunto dalla «bad company» Alitalia in via di liquidazione con tutti i suoi debiti, e non dalla nuova Cai. In due parole: quando decollerà con i suoi aerei, la cordata guidata da Roberto Colaninno non avrà questa zavorra. Tutto ciò dicono le indiscrezioni trapelate ieri da Bruxelles. Confermate anche dalle parole di Altero Matteoli, ministro alle Infrastrutture: il prestito-ponte, ha detto, «è un problema che riguarda la bad company, la vecchia Alitalia. Questa incasserà soldi dalla Cai, potrà vendere aerei e proprietà di Alitalia e restituirà così al governo italiano i 300 milioni di euro». D'accordo il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi: la Cai «è l'unica speranza perché la compagnia di bandiera abbia un futuro », Mentre Antonio Di Pietro attacca: «La bad company non ha neanche un euro per piangere, a pagare saranno i contribuenti». E se appunto la vendita degli «asset» non bastasse a coprire il debito? Potrebbe capitare, dicono ancora le fonti ufficiose di Bruxelles, ma il contenzioso resterebbe quello fra lo Stato e la vecchia Alitalia, o la Ue: la Cai sarebbe già fuori dal terreno minato. Il via libera che la Ue starebbe per darle si basa infatti su una parola- chiave: «discontinuità», fra la vecchia e la nuova compagnia. Alitalia e Cai sarebbero due entità societarie, amministrative e finanziarie completamente distinte e separate: ed è precisamente per questo, che i debiti della prima non potrebbero ricadere sulla seconda. Per sapere però se indiscrezioni e previsioni si avvereranno tutte, bisogna attendere il 12 novembre: sarà allora che il vicepresidente della Commissione europea e commissario ai Trasporti, Antonio Tajani, presenterà le sue conclusioni ai colleghi degli altri Paesi. Che, quasi certamente, le faranno proprie (ci sono altre compagnie della Ue in condizioni precarie, in questo campo nessuno sembra aver interesse alla fronda). Tajani e i suoi esperti della direzione generale Trasporti hanno avuto un modello da studiare, quello del caso Olympic Airways-Airlines, su cui avevano deliberato a metà settembre: la compagnia greca è stata condannata dalla Ue al rimborso di un prestito di 850 milioni ed è ora in via di privatizzazione, anche se fra mille convulsioni e proteste. Luigi Offeddu In alto, il commissario Alitalia Augusto Fantozzi e, a destra, il presidente Cai, Roberto Colaninno

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Partner 12 (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-02 num: - pag: 7 categoria: BREVI Partner 12 è la scadenza entro la quale Cai sceglierà il partner tra Air France e Lufthansa. Entro la stessa data l'Europa deciderà come valutare il prestito da 300 milioni dello Stato ad Alitalia Offerta Scade alla fine del mese l'offerta vincolante inviata venerdì dalla Cai al commissario straordinario Alitalia, Augusto Fantozzi. La risposta della bad company dovrà arrivare entro il 30 novembre novembre 30 novembre

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ROMA Pier Ferdinando Casini vede buio sul futuro dell'Alitalia ( Non siamo profet... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Domenica 02 Novembre 2008 Chiudi di CARLO FUSI ROMA Pier Ferdinando Casini vede buio sul futuro dell'Alitalia («Non siamo profeti di sventura, è positivo che Gianni Letta abbia sfornato la sua crostata; però più che un dolce è un pasticcio e si vedrà presto, senza nulla togliere ai suoi grandi meriti verso il Paese») e soprattutto giudica assai negativamente le mosse di Silvio Berlusconi in questa fase così delicata di emergenza finanziaria: «Guardi, davvero non lo capisco. Davanti alle difficoltà economiche e davanti alla disponibilità e alla solidarietà che l'opposizione - almeno nelle sue componenti più serie - gli ha dato per affrontare la crisi, il presidente del Consiglio non trova di meglio che rispondere con la politica degli insulti. Cercando dal mattino alla sera di delegittimare l'opposizione, espropriando il Parlamento, e offrendo così l'impressione di voler dividere il Paese. Il contrario di quel che oggi serve all'Italia, che ha assoluto bisogno di coesione». Secondo lei perché: è il frutto di una sindrome di autosufficienza del Cavaliere? «Autosufficienza? Mah, io penso che qui siamo al delirio di onnipotenza. Perchè qualsiasi responsabile della politica, in qualsiasi Paese occidentale, alla mano tesa dell'opposizione risponde con il dialogo, non certo con gli insulti. E lo fa nell'interesse in primo luogo dei cittadini, non solo di chi governa. Berlusconi ha ottenuto alle elezioni una grande vittoria. Poteva essere incoronato re, e invece con i comportamenti che ha assunto si ritrova con una parte dei cittadini che gli si ribella contro. Con il risultato che anche quelli che potevano essere fenomeni contenibili si trasformano in crepe sempre più ampie». Si riferisce alla scuola, evidentemente. Ma lei condivide la protesta degli studenti contro la legge Gelmini? «Sui contenuti del provvedimento io non sono contrario. Tuttavia constato con amarezza che il problema vero non sono quelle norme bensì i tagli decisi da Tremonti. Al di là del merito del provvedimento, dove ci sono cose che condivido, il vero elemento caratterizzante è la riduzione di finanziamenti decisa dal ministro dell'Economia. Noi abbiamo detto che faremo la nostra opposizione in Parlamento, non in piazza. Il primo elemento da garantire deve essere il rispetto dell'autonomia degli studenti. Per questo non mi piacciono i politici che vanno in piazza con gli studenti: dà l'idea che si voglia approfittare della protesta, che si voglia mettere un cappello di partito alle loro richieste. E debbo dire che anche il "vaffa" dei ragazzi di Bologna a Beppe Grillo è positivo. E' il segno che la società non è così disponibile a farsi abbindolare dai telepredicatori». Torniamo a Berlusconi. Voi gli offrite la mano tesa e lui vi insulta, lei dice. Forse è perché non si fida... «Noi dell'Udc la politica della mano tesa non l'abbiamo proclamata solo a chiacchiere: alle Camere ci siamo astenuti su moltissimi provvedimenti, legge Gelmini compresa. Abbiamo sostenuto il governo nell'azione di risanamento di Napoli dai rifiuti, e devo riconoscere che lo stesso Pd nella manifestazione del Circo Massimo non mi pare abbia usato toni barricaderi. A tutto questo si risponde - e faccio solo un esempio tra tanti - con l'abuso dei decreti. Scelta che chiaramente determina una spaccatura sociale nel Paese. Per questo lancio un appello: spero proprio che la Gelmini non faccia un decreto anche sull'Università». Insisto: perchè secondo lei il presidente del Consiglio è così sordo alle vostre offerte?«Berlusconi vuole fare tutto da solo. Ma è bene che comprenda che nessuno può governare così; ci vuole umiltà, tutti hanno bisogno degli altri. E non è che se uno chiede una mano o se dice grazie viene vulnerato nella sua leadership: i leader veri, infatti, sanno lavorare con gli altri, non si compiacciono di fare i solisti. Perchè poi il giorno in cui cambia il clima, e già si vede che sta cambiando, qual è il risultato? Che cresce la divaricazione nel Paese. Mentre quello che serve in un passaggio così difficile è l'unità, pur nella distinzione dei ruoli di ciascuno». Ma quale deve essere il ruolo di una opposizione non barricadera? «Uno innanzi tutto: evitare di seguire Di Pietro. Perché è palese che il più grande alibi a questi atteggiamenti autosufficienti e liquidatori di Berlusconi lo fornisce Di Pietro». E il Pd? «E' chiaro che c'è un discrimine tra noi e loro, altrimenti avremmo fatto le stesse scelte. Invece siamo in Parlamento per due percorsi diversi. Debbo tuttavia riconoscere che un elemento che ci unisce è la difesa delle prerogative del Parlamento. Io vedo che il presidente Fini continua a lamentare l'assenteismo dei deputati. Credo che faccia benissimo a fare questa battaglia, l'ho condotta a suo tempo io in prima persona e so quanto è difficile, gli auguro di avere maggiore fortuna. Però l'elemento vero è che i deputati sono assenteisti perché il Parlamento è un'assemblea di nominati che oltretutto viene costantemente bypassata. Per cui io mi aspetto che il presidente di Montecitorio, così come ha fatto con l'annuncio dello scrutinio segreto sulla legge elettorale e gliene do atto, allo stesso modo difenda la Camera evitando che se ne continui l'esproprio; ponendo un freno all'uso dei decreti e all'esorbitante ricorso al voto di fiducia. Peraltro voglio rilevare che sta emergendo una questione molto delicata anche dal punto di vista dei rapporti istituzionali: non si può sottoporre al capo dello Stato un decreto con un testo e poi stravolgerlo nel cammino parlamentare inserendo elementi che il Quirinale non ha potuto valutare». Presidente, sui rapporti col Pd vorrei fosse chiaro come lo è stato su Berlusconi. Per esempio: D'Alema ha detto che si vince al centro. Lo considera un proposta di alleanza? «Prima di tutto voglio sottolineare che mi rendo conto che il Pd è in momento delicato di costruzione del partito per cui assolutamente non voglio intervenire in loro questioni interne. Lo dico perchè prende corpo una aberrante politica dei sospetti per cui se parlo di D'Alema o di Rutelli sembra che io voglia complottare con loro. Io parlo con Veltroni che è il segretario, con lui ho motivi di assenso e di dissenso come è giusto e naturale. Ciò detto non voglio essere elusivo: che si vinca al centro, scusate, mi pare una grande ovvietà. E' chiaro che Berlusconi ha prevalso perchè ha attratto gran parte dell'elettorato centrista e moderato nonostante la defezione dei due milioni e passa di voti Udc. Aggiungo: bisogna riconoscere che il Pd ha fatto e sta facendo uno sforzo di cambiamento reale rispetto al passato». Ma è proprio per questo che molti nel Pd guardano all'Udc come possibile alleato... «Loro guardano a me e io guardo a Berlusconi. Sa perché? Perché voglio evitare che Berlusconi abbia il monopolio degli elettori moderati. Perché se gli si concede questo formidabile atout, un'alternativa vera e concreta di governo non si creerà mai. Ecco la ragione per cui noi in Abruzzo con una decisione, me lo lasci dire, ancora una volta coraggiosa, siamo andati da soli anche a costo di sacrificare un patrimonio politico. E' una scelta che impedisce a Berlusconi di poter dire: lo vedete, questi vanno a sinistra. Perchè sarebbe il più grande favore che potessimo fargli». E allora andiamo al dunque: sulla crisi economica, di fronte agli spettri di recessione, voi vi preparate ad appoggiare il governo sì o no? «Noi vogliamo che ci siano provvedimenti veri a favore delle famiglie, molte delle quali stanno scivolando sotto la soglia di povertà. Abbiamo proposto un bonus - non un prestito: le famiglie sono già abbastanza indebitate - di cento euro mensili per il primo figlio e di cinquanta per il secondo fino a 18 anni: è una misura che comporta spese elevate ma sostenibili. E' una grossa cifra lo so, ma un provvedimento di questo genere avrebbe un'immediata e positiva ricaduta sull'economia reale. Noi dell'Udc ci auguriamo che sul fronte delle famiglie, delle imprese e anche del Mezzogiorno si dia luogo ad una politica di incentivi fiscali e detassazioni. Ho apprezzato l'abolizione dell'Ici ma proprio per questo mi sento autorizzato a dire che è stata una operazione a favore dei redditi medio-alti: ora è il momento di misure a favore dei ceti medio-bassi che non ce la fanno. Tremonti ha sparso retorica a fiumi sulla Robin Hood tax, che doveva levare soldi alle banche. Adesso i soldi nelle banche ce li dobbiamo mettere per salvarle: è la conferma che tutti gli scienziati non esistono e che tutto questo acume non si è visto».

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La terza via delle fondazioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-11-02 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE A conti fatti di Massimo Mucchetti La terza via delle fondazioni V enerdì 31 ottobre, alla giornata del risparmio, si è capito chi è il punto di riferimento del sistema bancario italiano se davvero questo vuol conservare una natura privatistica ma non rapace. Davanti al ministro dell'Economia, che come i suoi colleghi europei offre l'aiuto dello Stato ma diversamente da loro ancora non stanzia un euro a copertura, e davanti al governatore della Banca d'Italia, che esorta le banche a rafforzare comunque i patrimoni non escludendo il soccorso pubblico ma lasciandolo all'ultimo posto, Giuseppe Guzzetti ha messo in campo le idee e la forza delle fondazioni bancarie. Le idee sono cinque: 1) se necessario, tutte le fondazioni faranno quanto han fatto le consorelle di Unicredit, e cioè parteciperanno, anche oltre le quote di pertinenza, alla ricapitalizzazione delle banche; 2) lo faranno a sostegno dei manager in carica perché questi hanno ben meritato nella concentrazione del settore alla quale le fondazioni hanno contribuito senza aspettare che la legge le obbligasse a scendere sotto il 50%; 3) le fondazioni non consentiranno che le banche siano ridotte a reti di raccolta del risparmio italiano con i centri decisionali trasferiti all'estero; 4) la corsa ai contributi pubblici (sgravi fiscali, rottamazioni, aiuti alle banche) non va bene: meglio che lo Stato usi le sue scarse risorse nel sociale, affinché non si allarghi il solco tra ricchi e poveri; 5) le banche contribuiranno facendo bene il loro mestiere, restando legate ai territori, consapevoli di essere un'infrastruttura del Paese che non insegue il mito del Roe, inteso come ritorno a breve degli investimenti. Mettendo i punti sulle i della storia, il presidente della Fondazione Cariplo e dell'Acri disegna la sua terza via, giocando il nazionalismo tremontiano contro il liberismo di Draghi e la propensione privatistica del governatore contro il colbertismo del ministro. Per uno di quei paradossi di cui la storia è ricca, proprio al leader delle fondazioni — le nuove Gepi, le nuove Iri, dicevano i critici — tocca erigere un baluardo contro un intervento dello Stato nel credito che porti a regolamenti di conti tra politici e banchieri e tra banchieri e banchieri. Fin dove è possibile, precisa Guzzetti. Ma l'uomo non è un profeta disarmato. La forza, dunque. Le principali fondazioni di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Monte dei Paschi, Carige hanno 15-20 miliardi non immobilizzati nelle banche d'origine. Non tutta la somma può essere riconvertita a sostegno delle banche, ma una buona parte sì. E poi le banche non sono l'Alitalia. Guadagnano ancora miliardi. Se per un anno o due riducono i dividendi o li distribuiscono come nuove azioni, ecco che la terza via diventa sostenibile. Del resto, se i titoli bancari fossero convenienti per lo Stato che, si dice, li potrebbe rivendere bene tra qualche anno, idem dicasi per le fondazioni. La terza via, probabilmente, non sarà praticata fino in fondo. Ma la sua esistenza limita le tentazioni dirigistiche e favorisce chi nel governo propende per soluzioni non invasive che aumentano il core Tier 1 con strumenti ibridi senza riportare le banche italiane, nessuna delle quali è a rischio di default, sotto l'egida del governo. mmucchetti@corriere.it \\ Guzzetti gioca il nazionalismo tremontiano contro il liberismo di Draghi

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Alta tensione a Fiumicino (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-11-02 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia L'Avia: «3.000 posti a rischio, 1.500 esuberi» Alta tensione a Fiumicino Il sindacato degli steward: accordi stravolti «Testi stravolti rispetto a quanto concordato a settembre», un numero di esuberi che ora pare «enorme», «precari cancellati», «incertezze sull'utilizzo degli ammortizzatori sociali», «nuove assunzioni caratterizzate da un'eccessiva discrezionalità»: a Fiumicino monta la protesta. Antonio Di Vietri, presidente dell'Avia, con i suoi quasi 1.200 iscritti il più rappresentativo sindacato degli assistenti di volo, spiega le ragioni per cui tutte le sigle autonome hanno lasciato Palazzo Chigi sbattendo la porta: «Gli esuberi tra hostess e steward? Tutti concentrati a Fiumicino. Saranno 1.500 circa, la maggior parte dei quali senza garanzie di pensione». A PAGINA 2 Alessandro Fulloni

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Alitalia, torna la grande paura (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-02 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE La crisi Tensione alta nello scalo romano: «è stato stravolto l'accordo di settembre, e i precari cancellati» Alitalia, torna la grande paura Il sindacato degli assistenti di volo: «1.500 esuberi, 3.000 a rischio» A Fiumicino è imminente la cancellazione di 9 voli intercontinentali, i posti a rischio «sono almeno 3 mila, precari cancellati» «Gli esuberi tra hostess e steward? Tutti concentrati a Fiumicino. Saranno 1500 circa, la maggior parte dei quali senza garanzie di pensione». Varco equipaggi del Leonardo da Vinci, mezzogiorno circa. Tensione altissima, volti scuri, le bandiere della Cgil staccate dalle bacheche e calpestate la sera prima sono ancora per terra, senza che nessuno le abbia tolte. Antonio Di Vietri, presidente dell'Avia, con i suoi quasi 1200 iscritti il più rappresentativo sindacato degli assistenti di volo, spiega al capannello dei colleghi le ragioni per cui tutte le sigle autonome hanno lasciato palazzo Chigi sbattendo la porta. In sintesi, «testi completamente stravolti rispetto a quanto concordato a settembre», un numero di esuberi che ora pare «enorme», «precari cancellati », «incertezze sull'utilizzo degli ammortizzatori sociali», «nuove assunzioni caratterizzate da un'eccessiva discrezionalità ». La falcidie prevista si abbatterà quasi esclusivamente a Fiumicino, perchè «Cai non vuole assumere gli steward pendolari». Quelli, in sostanza, che vivono a Roma ma fanno base a Milano, prendendo ogni mattina la «navetta» per Malpensa. «Sono i colleghi più anziani, tra i 45 e i 50 anni. Lo scivolo di 7 anni di mobilità non garantirà certo il diritto alla pensione» prosegue Di Vietri. L'elenco di chi rischia di non essere assunto nella «Nuova Alitalia» comprende anche il personale che usufruisce della legge 104 (3 giorni concessi per assistere familiari gravemente malati) e le hostess che hanno chiesto l'astensione facoltativa per maternità, volando solo di giorno. «Benefici previsti dalle norme e che Cai non vuole considerare - sbotta il sindacalista degli steward -. L'altra sera a palazzo Chigi me lo ha ribadito esplicitamente l'ad di Cai Rocco Sabelli, davanti al ministro del Lavoro che non ha mosso ciglio». La situazione resta tesissima. A Fiumicino è imminente la cancellazione di 9 voli intercontinentali, annunciata per ieri ma non ancora operativa. Una misura presa dal commissario liquidatore Augusto Fantozzi per ridurre i costi ma che avrà inevitabili conseguenze sull'indotto laziale dove i posti a rischio sono almeno 3 mila. Forniture per il catering, manutenzioni, spedizioni, il trasporto del personale. Sono molte le piccole aziende che in questi giorni stanno annunciando licenziamenti, cassa integrazione e che non pagano gli stipendi in attesa che Alitalia saldi le fatture bloccate da fine agosto. Scottanti argomenti di cui si discuterà il prossimo 5 novembre al «tavolo interistituzionale» convocato alla Regione Lazio. Ci saranno il governatore Marrazzo, il presidente della Provincia Zingaretti e i sindaci di Roma e Fiumicino Alemanno e Canapini. Alessandro Fulloni Capannelli Anche ieri sono state numerose le riunioni spontanee nello scalo di Fiumicino (Faraglia)

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Radicali, attacco a Veltroni Bonino: <Un cumulo di errori> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-02 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Il congresso Requisitoria anti-Pd dell'ex ministro: «Populismo che non porta da nessuna parte» Radicali, attacco a Veltroni Bonino: «Un cumulo di errori» «Sbagliato non far durare Prodi, sui referendum manca l'abc» L'affondo: caro Walter, da parte vostra c'è un grande sciupio, vi arroccate Gentiloni: spero che la collaborazione continui DAL NOSTRO INVIATO CHIANCIANO (Siena) — Alla fine Emma Bonino, vestita di verde, deve pur parlare dell'assenza bruciante: a Veltroni, io lo so perché non sei venuto al nostro congresso: in questa bella sala avresti dovuto ammettere i tuoi errori ». Tocca ad Emma, lucida e tagliente, il compito di fare un discorso politico, dopo che Pannella venerdì era aveva parlato per centosettanta minuti filati, soprattutto di storia radicale, Il Mondo di Pannunzio, Ernesto Rossi, aborto, divorzio, Rosa nel Pugno... «Walter — attacca Emma —. avresti dovuto dire: "Volevo andare da solo alle elezioni, poi un po' meno solo, poi male accompagnato da Di Pietro, poi non so più che fare". E ora ti trovi a rincorrere un populismo che non porta da nessuna parte. Avresti dovuto dire: "Era meglio garantire la tenuta dell'impopolare governo Prodi piuttosto che consegnarsi a ciò che viviamo ora". Caro Walter, hai scambiato la tua fretta con l'urgenza del Paese». E non è finita qui. C'è il referendum sulla scuola, che Veltroni ha lanciato mercoledì: «Potevi, Walter, almeno studiare l'abc dei referendum. Le materie finanziarie sono precluse, quindi su cosa lo facciamo: sul grembiule?». C'è la commissione di Vigilanza Rai: «Ci siamo battuti per la convocazione a oltranza e mi sento dire al segretario del nostro gruppo che i deputati Pd non vengono perché tanto non c'è l'accordo con la maggioranza? ». Insomma, caro Walter, «vedo da parte vostra un grande sciupìo, vi arroccate, come se aveste paura di contaminarvi con noi». Emma fa gli auguri a Giulia Innocenzi, candidata radicale alle primarie per il leader dei giovani del Pd, ma la invita: «Vinci, Giulia, te lo auguro! E il giorno dopo sciogli la sezione giovanile, basta con queste arcaiche strutture di partito!». E infine, un po' si loda, un po' minaccia: «Walter, potrei dare un'intervista al giorno contro di te, non l'ho fatto...». Certo, ce n'è anche per Berlusconi, le «bugie colossali» sull'Alitalia, l'inutile detassazione degli straordinari, che nessuno farà più con la crisi economica, l'Ici abolita anche per chi guadagna bene, come i parlamentari. Ma l'obiettivo è puntato sul Pd, il partito che ha eletto nove radicali nelle sue liste, che è con i radicali negli stessi gruppi parlamentari. Erano stati invitati al congresso Veltroni e Franceschini, ma il Pd ha mandato Paolo Fontanelli, responsabile degli enti locali. In serata, incassato l'intervento della Bonino, è Paolo Gentiloni a fare una dichiarazione che sa di aggiustamento: «Spero che continui la collaborazione positiva fra Pd e radicali ». E aggiunge: c'è un impegno comune per far approvare negli enti locali l'Anagrafe degli eletti, una battaglia radicale per dare trasparenza all'attività di tutti gli amministratori. I radicali avevano invitato i capigruppo di tutti i partiti. Non è venuto nessuno. Lo splendido isolamento continua. Andrea Garibaldi Vicepresidente del Senato Emma Bonino

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Infrastrutture, Bossi: <Più pedaggi sulle strade> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-11-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-11-02 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Varese Il capo leghista a Sesto Calende: preoccupazioni per Malpensa. E poi incontra anche una delegazione del Pd Infrastrutture, Bossi: «Più pedaggi sulle strade» DAL NOSTRO INVIATO SESTO CALENDE (Varese) — Umberto Bossi che propone più balzelli per il Nord. Possibile? «Sì, se servono a finanziare le infrastrutture. In quel caso la gente pagherebbe». é un senatur così anomalo, quello arrivato ieri pomeriggio a Sesto Calende per inaugurare la nuova sede della Lega Nord, da lasciarsi avvicinare persino da una delegazione locale del Partito democratico. I veltroniani di Sesto, facendosi largo tra i fan del Carroccio che stringono loro la mano e li accolgono da amici, gli consegnano una lettera in cui lo esortano a fare sul serio il federalismo fiscale e a intervenire presto sulle infrastrutture per il nord. Questo per dire come sono messi da queste parti e soprattutto come è messo anche il Pd. «Lo abbiamo fatto da persone appassionate di politica — spiega Roberto Caielli, ex sindaco di Sesto per il centrosinistra — e perchè crediamo che il confronto politico non debba essere fatto solo di insulti. Certo comunque che qui la questione legata a strade, aeroporti, ferrovie è pressante (vedi il futuro di Malpensa, che tiene tutti in apprensione) e si lega a filo doppio con quella delle risorse finanziarie. Domandano dalla folla che preme all'esterno della sede leghista: ma ci sono i soldi per fare le infrastrutture? «Se non ci sono — ribatte il ministro delle riforme — Tremonti non deve fare altro che dircelo, noi sapremo trovare una soluzione. Basta mettere ad esempio dei caselli d'ingresso: la gente pagherà i pedaggi volentieri, pur di vedere soddisfatti i suoi bisogni». Il pensiero di Bossi va alla Pedemontana, l'autostrada destinata a tagliare in due la regione, sempre in procinto di essere cominciata ma perennemente paralizzata da fondi insufficienti: «Se ci fosse quella — aggiunge il leader leghista — Malpensa sarebbe collegata meglio e raccoglierebbe più passeggeri. E in ogni caso occorrerà mettere ordine agli aeroporti del Nord: oggi ce ne sono troppi». Proprio l'aeroporto e il suo legame con la nuova Alitalia avevano nei giorni scorsi sollevato i mugugni di tutte le istituzioni lombarde, preoccupate dal fatto che i soci della Cai (la cordata che ne erediterà l'attività) non sembrano molto propensi a spostare traffico al Nord e pongono una serie di condizioni per garantire investimenti. «Noi auspichiamo un accordo con i tedeschi di Lufthansa — è il "paletto" messo da Bossi alla trattativa — piuttosto che con Air France perchè questi ultimi sono concorrenziali rispetto a noi per i flussi turistici. Credo comunque che Cai non possa fare a meno di Malpensa; qui, peraltro, più aerei arrivano meglio è per il futuro dello scalo». La presenza di Bossi a Sesto Calende è stata piuttosto rapida: il tempo di un breve discorso in cui giura che il federalismo arriverà «altrimenti milioni di persone si ribelleranno» e poi via con il taglio della torta e le foto di rito. Anche questa è politica. Claudio Del Frate Nuova sede Bossi al taglio del nastro verde

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Così la Nuova Alitalia volerà "senza piloti" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 02-11-2008)

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n. 263 del 2008-11-02 pagina 5 Così la Nuova Alitalia volerà "senza piloti" di Nicola Porro Una volta ottenuto il via libera dei sindacati confederali, Colaninno potrà ricorrere ad assunzioni dirette per il personale di cui ha bisogno. Chi stracciasse la nuova proposta si troverebbe subito senza lavoro. "E se gli altri firmano io che faccio?" Ad un certo punto la trattativa per salvare il trasporto aereo in Italia, 18mila posti di lavoro, le professionalità e bla bla bla si è arenata su un punto fondamentale: «E i posti auto?». E sì, parcheggiare all?aeroporto non è facile. E il personale di volo, non più dotato della navetta che li recuperava a casa, dove diavolo posteggiava la propria auto? Un bel problema davvero. L?Alitalia continua a perdere due milioni di euro al giorno di quattrini dei cittadini (che se hanno un macchina se la ficcano in tasca) e piloti e hostess subordinano la trattativa al posto auto (e ovviamente al suo costo). Certo è stato solo uno degli aspetti del lungo tira e molla tra sindacati e la Cai di Colaninno, ma dà l?idea del genere di obiezioni con cui i sindacati autonomi hanno portato avanti le proprie posizioni. Altro che interessi generali, altro che maternità, il problema è il posto auto. Questa incapacità di capire a che punto fosse arrivata la situazione, ha portato le cinque sigle sindacali autonome a non firmare. Una strategia di pazzi, anche dal punto di vista sindacale. Ora i loro rappresentati sono nell?angolo. Talmente nell?angolo che saranno costretti a firmare dopo le assemblee di lunedì i contratti già stipulati dalle sigle confederali. Altrimenti la strada è tracciata. Vediamo subito alcuni numeri che riguardano i piloti (discorso analogo vale per il restante personale di volo). La Nuova Alitalia, secondo il piano Fenice, avrà bisogno di 1550 piloti. 300 comandanti arrivano già da AirOne: dunque per Cai è necessario pescare 1250 piloti tra i 2100 attualmente in forza all?Alitalia. Ovviamente il discorso è più complicato: non tutti i piloti sono abilitati a guidare le macchine di cui si doterà la Cai. Ma insomma il filo del ragionamento può seguire, considerando inoltre il fatto che Anpac e Up (i due sindacati dei piloti) non rappresentano l?universo mondo dei dipendenti Alitalia. E dunque un bel gruzzoletto di piloti ha di fatto già sottoscritto il nuovo contratto di lavoro. Il punto è proprio questo. Se nei prossimi giorni gli autonomi non dovessero firmare il contratto, i propri iscritti si vedrebbero recapitata una richiesta molto semplice dalla Nuova Alitalia: «Questo è il nuovo contratto collettivo, firmato dalle organizzazioni sindacali confederali (Cgil, Cisl, Uil e Ugl). Vuole individualmente sottoscriverlo?». Chi stracciasse questo contratto, si troverebbe automaticamente senza lavoro: in mobilità o cassa integrazione. Per di più senza il paracadute sociale dei sette anni garantito dal governo per chi aderisce in toto all?accordo sindacale Alitalia. Se i rappresentanti sindacali possono portare avanti il bluff fino a perdere la camicia, ciò non vale evidentemente per un normale lavoratore. Il nuovo contratto dei piloti prevede una riduzione dello stipendio del 6-7 per cento e la possibilità di recuperare questa quota lavorando di più. Certo si perdono molti privilegi sindacali, ma questa è roba che riguarda i capetti della rivolta e non già i piloti che fanno semplicemente il proprio lavoro. Difficile pensare che i nuovi proprietari di Alitalia abbiano a questo punto difficoltà a reclutare 1250 piloti. E comunque sia la situazione, così come si è venuta a creare, crea un bel dilemma. La categoria infatti non è in grado di chiedere compattezza. Per il semplice motivo che non rappresenta tutti i piloti di Alitalia. E per il fatto che al suo interno c?è qualcuno che del dannato stipendio avrà pure bisogno. è una situazione davvero spiacevole per i dipendenti Alitalia. è incredibile pensare come i rappresentanti dei lavoratori abbiano giocato male questa partita. Come abbiano avuto la presunzione fino all?ultimo di essere determinanti. E come questa incapacità di leggere la realtà li abbia inchiodati in un angolo: non da soli, ma con tutti i propri rappresentati. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Benvenuti nel club delle aquile tra auto blu e alberghi di lusso (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 263 del 2008-11-02 pagina 0 Benvenuti nel club delle aquile tra auto blu e alberghi di lusso di Stefano Filippi Per i dipendenti della compagnia di bandiera i giorni lavorativi durano solo 6 ore, quelli di riposo ben 33. Per evitare gli stress, un comandante vola appena 580 ore l?anno. Il 20% in meno dei colleghi francesi e tedeschi Signori passeggeri, è il comandante che vi dà il benvenuto nel mondo dei piloti Alitalia: un mondo a parte dove – in base al regolamento interno – tutti i mesi hanno 28 giorni, i giorni lavorativi durano sei ore e quelli di riposo 33. Siamo una categoria che non può permettersi di essere sfiorata dallo stress per non mettere a rischio la vita di chi è a bordo, motivo per il quale siamo riusciti a strappare condizioni di lavoro da nababbi. Un pilota appena assunto guadagna 68mila euro ma l?anzianità gli consentirà di arrivare a 121mila, mentre un comandante va da 88mila a 174mila: una media complessiva di 120mila euro nel 2006, secondo l?Aea («Association of European Airlines»), più o meno come i colleghi di British Airways, ma meno di Iberia (147mila), Lufthansa (153mila), Air France(160mila euro). Ma noi lavoriamo meno: 580 ore per ciascun pilota Alitalia nel 2005. Peggio di noi soltanto i colleghi di Swiss, erede di Swissair, con 571 ore che però nel 2006 sono salite a 640 contro le 628 (641 nel 2006) di Air France, 644 (650) di Iberia, 674 (650) di Lufthansa. I piloti tedeschi, insomma, lavorano 100 ore più di noi, quasi il 20 per cento. Ma non bisogna fermarsi ai soldi per capire come funziona il nostro mondo di pascià dei cieli. Glistandard internazionali di sicurezza pongono un limite di 13 ore all?impiego giornaliero: significa che si può volare per 11ore complessive, diseguito o in due tratte. Noi di Alitalia invece abbiamo un limite di 8 ore, cioè non possiamo superare le 6 ore consecutive alla cloche. Significa, per esempio, che su un Roma-NewYork in cabina dobbiamo essere in tre, mentre nelle altre compagnie ne bastano due. E su tratte più brevi viaggiamo in coppia, quando nel resto del mondo basta un pilota solo. I più fortunati sono quelli del settore cargo, che Air France avrebbe chiuso per evitare una perdita di 71 milioni di euro annui: i 180 piloti in organico devono far volare cinque Md11. Sulle nostre buste paga influiscono poi una serie di «benefit» unici al mondo. C?è l?indennità di volo garantita a tutti, compreso chi sta a terra, e anche quella di non volo. Fino al 2005 compariva una voce soprannominata «indennità Bin Laden» per chi volava sul Medio Oriente. Oppure l?«indennità lettino» spettante ai 350 piloti dei quattro Boeing 767 posseduti da Alitalia, apparecchi privi di cuccetta per la pausa di riposo: disagio compensato con una somma che poteva arrivare a 1.800 euro mensili versata anche a ch iviaggiava su velivoli che la brandina ce l?avevano. Queste e altre voci sono state sostituite da un?unica indennità di volo giornaliera: 177 euro per un comandante di voli a lungo raggio, 164 a medio raggio, cui si aggiunge la diaria di 42 euro. Indennità percepite intere, anche se il pilota vola soltanto mezz?ora oppure è in volo di trasferimento. E queste voci sono tassate soltanto al 50 per cento. Siamo l?unica categoria di lavoratori dipendenti con l?auto blu. Prima di partire, la compagnia ci preleva nelle nostre case romane e ci riaccompagna da Fiumicino quando stacchiamo, per un esborso di 7 milioni di euro annui. Alitalia spende altri 45 milioni per trasferirci e alloggiarci a Milano quando l?indomani dobbiamo decollare da Linate o Malpensa: qualsiasi altra azienda ci trasferirebbe in Lombardia, la nostra no. Non possiamo essere sottoposti allo stress da trasloco, e nemmeno a quello da trasferimento: metà del tempo di volo tra Roma e Milano viene considerato orario di lavoro. Anche se siamo seduti in una poltrona di prima classe con le parole crociate, è come se fossimo alla cloche. Non sopportiamo neppure lo stress da albergo scomodo. Una volta potevamo segnalare, attraverso un gruppo di piloti di fiducia, gli alberghi di fiducia con cui stipulare convenzioni aziendali. Sbarcavamo a Venezia Tessera e un motoscafo ci portava al DesBains del Lido, cinque stelle lusso, mentre da Monfalcone ci scarrozzavano ai Duchid?Aosta di Trieste, proprio in piazza Unità. Ora dobbiamo andare a Treviso e Gorizia per fare meno strada, e di questo passo chissà dove andremo a finire. Ma intanto dobbiamo essere fieri dei nostri sindacati che ci hanno fatto conquistare 45 giorni di ferie. Per loro, per i distacchi e i permessi delle 9 sigle aziendali, Alitaliaspende13,5 milioni di euro l?anno, 5 volte più della media del settore. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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"E se gli altri firmano, io che faccio?" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 263 del 2008-11-02 pagina 4 "E se gli altri firmano, io che faccio?" di Gian Maria De Francesco Viaggio a Fiumicino per cogliere gli umori dei comandanti. La categoria teme lo spettro della disoccupazione. Una volta chiamati sarebbe difficile rifiutare la nuova offerta di lavoro nostro inviato a Fiumicino è un Ognissanti diverso quest?anno a Fiumicino. Il giorno dopo la presentazione dell'offerta Cai per Alitalia e la firma dei contratti e dei criteri di assunzione da parte dei sindacati confederali, il personale di Alitalia vive con disagio il materializzarsi di una prospettiva finora sgradita. Le organizzazioni autonome (Anpac, Unione Piloti, Avia, Anpav e Sdl) si sono confinate sull?Aventino del rifiuto trascinando con sé piloti e assistenti di volo e hanno costituito un «Comitato di sciopero e di lotta». Gli iscritti ai sindacati autonomi, però, cominciano a porsi degli interrogativi sul proprio futuro. In particolare, i «comandanti», categoria necessaria all'azienda, ma in maggioranza appartenente alle associazioni che rigettano la proposta di Colaninno & C. Quelle che fino a poco tempo fa sembravano granitiche certezze, adesso sembrano evidenziare qualche crepa. Soprattutto se, come probabile, Cai dovesse contattarli individualmente proponendo loro l'assunzione. C'è quasi una consegna del silenzio: i giornalisti si rivolgano al sindacato. La voglia di parlare è poca, ma se si pone ai piloti una domanda secca, qualche ammissione, anche a mezza bocca, si riesce a ottenerla. «Se Cai le sottoponesse il contratto, lei firmerebbe?», chiediamo. «Ci sono colleghi che hanno figli e il mutuo da pagare. Se quelli firmano, io poi che cosa faccio? è questa la nostra preoccupazione», risponde un comandante senza nascondere i propri timori. E la moral suasion dei colleghi di Cgil, Cisl, Uil e Ugl potrebbe alla fine rivelarsi determinante. Così fra un «Chiedete al sindacato» e un «Non voglio rispondere», ecco comparire un «non allineato». «Sono un rappresentante dei confederali - dice - ma se fossi iscritto ad Anpac o Unione Piloti firmerei perché il discorso sulla dignità professionale dei piloti si può anche fare dopo». Nel primo pomeriggio l'esterno del Centro equipaggi Alitalia sembra un campo di battaglia abbandonato. Sono rimaste le bandiere di Sdl legate ai pilastri, mentre sul muro dell?entrata sono attaccati volantini e ritagli di giornale e un paio di cartelloni realizzati con carta da pacchi. «Non mettiamoci gli uni contro gli altri», «Bonanni, 100 giorni da pecora sull?Alitalia», «Silvio, sei più bugiardo della Franzoni», si legge. L'attacco più duro è riservato alla collega Celletti che scrisse una lettera per convincere i piloti a firmare («Un ringraziamento alla comandante Celletti che ci ha fatto la predica»). A qualche decina di metri di distanza, al Terminal B, è in corso un?assemblea spontanea del personale di terra e degli assistenti di volo (domani invece ci sarà quella ufficiale). Un volantino di Mobasta ritrae il mago Silvan che tiene in mano un aereo e i toni non sono amichevoli («Cordate di banditi all'assalto della diligenza Alitalia»). Ma per i piloti la musica è diversa. «Ci sto pensando, questa ipotesi si sta materializzando e devo riflettere», risponde un comandante che sta prendendo servizio. Se lo chiamassero, forse non risponderebbe «no». Come invece altri colleghi sono pronti a fare. «Cai come oggetto sociale si occupa di passamaneria. Io non mi occupo di passamaneria. Tragga quindi lei le conclusioni», risponde un altro ricordando le origini della società veicolo utilizzata per l?offerta. La contrarietà non è tutta orientata dai sindacati autonomi. La rivendicazione delle prerogative del proprio ruolo può anche non avere bandiere. «Non credo proprio che firmerei. Non sono iscritto al sindacato. Non mi sento tutelato e, visto che ci sono opportunità di lavoro fuori, preferisco andare via dall'Italia», racconta un altro. C'è anche chi ha ancora voglia di scherzare: «Dipende dalla secante e dalla tangente e da che mediana si trova». Una convergenza parallela tra azienda e sindacato, quindi? «Esatto!». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Io non voto Obama (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 02-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Ma che palle sto Obama. Ma è mai possibile questo impazzimento per il candidato democratico? E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma impopolare e questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più impopolare nelle piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori, cari commensali. Perchè il centrodestra deve sempre aver paura. Deve sempre cadere nella fichizia progressista? Perchè non è mai in grado, come direbbe il popolare Moretti, di dire qualcosa di liberale? Si ha l'impressione che il meccanismo sociale che si è scatenato a favore di Obama è identico (anche se di segno opposto) a quello che ostracizza il Cavaliere. In nessun salotto chic sentirete qualcuno a favore del Cav e in nessun salotto chic sentirete qualcuno contro Obama. é la stessa identica forma mentis. Non si discutono i contenuti (andate a raccontare a un sin sin il fatto che Obama sia più duro di Bush sull'Iran), ma si danno i voti su quell'insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E cioè: sto con Obama. E io no. ps oggi provo a scrivere qualcosa di sensato e meno istintivo sul Giornale. Domani, lunedì, vedremo come è venuto Scritto in Varie Non commentato » (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Oct 08 Quando la stampa è democratica Scoop, e strascoop. Ecco i fatti. Due settimane fa il premier convoca nel palazzo presidenziale tutti i più importanti editori del paese, nessuno escluso. E chiede loro l'appoggio per le misure appena varate dal governo per contrastare la crisi finanziaria e per ottenere dalla stampa nazionale un'iniezione di fiducia e di ottimismo. Non vengono chiamati i direttori, ma addirittura coloro che gli pagano lo stipendio. Urca, roba forte. Ma Berlusconi è forse impazzito? Il solito regime, anche la libertà di stampa va a farsi benedire. In che paese viviamo! Roba da matti e da operetta. Andiamo tutti in piazza, manifestiamo davanti a Palazzo chigi. E poi come mai non abbiamo avuto nessuna nota sullo scandaloso comportamento sulla stampa. Opsss. Non è stato Berlusconi e manco Letta. Ma il nostro democratico vicino, bambi Zapatero. Il 13 ottobre scorso ha convocato Ignacio Polanco (gruppo Prisa, proprietario del Pais e non solo), Antonio Fernandez Galiano (Unedisa della Rizzoli che pubblica tra l'altro El Mundo), Diego de Alcazar (Vocento che pubblica Abc) e anche Maunel Lara (Razon). El Confindencial ci racconta in un bel articolo della riunione: Zapatero ha chiesto agli editori oltre a tutto ciò che abbiamo già detto, di limitare al massimo le critiche, visto il momento difficile. Non ci si può fidare più neanche dei sani democratici. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) » (4 votes, average: 4.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Oct 08 Anno Zero Due considerazioni sul "mostro". Sono stato invitato tre volte ad Anno Zero, da Michele Santoro. E per tre volte ci sono andato. Troppo poco per essere definito un amico di Santoro, troppo per non conoscere i meccanismi del programma. Santoro costruisce con abilità il programma su una tesi. Un po' come faceva l'adorato (da me) Giuliano Ferrrara ad 8emezzo (che oggi è diventato una schifezza, si intende il programma). Tra i due le distanze sono abissali, e non sto a ripetere chi mi è più congeniale. Però le critiche che gli sono state mosse ieri sera, sul fatto di non aver fatto parlare uno studente di destra, sono demenziali. Scusatemi: ma vogliamo forse un tribunale del popolo sulle ospitate tv? ma che cavolo di polemica è mai questa? Santoro non è fazioso è faziosissimo. e dunque, ovviamente, è più che criticabile per la gestione della trasmissione. Ma cerchiamo di essere seri. Ho ricevuto alcune proteste, affettuose, sulla mia partecipazione al programma. Non altrettante rimostranze mi sono arrivate per le mie comparsate ad Omnibus e a Raitre in contesti altrettanto poco lib. C'è evidentemente una ragione di numeri, visto che Santoro riesce a fare ascolti in modo ineguagliabile. Ma resta un tema di fondo: un giornalista lib-lib non deve partecipare a trasmissioni di sin-sin? e perchè? Ci sarebbe una sola buona ragione (e non è ovviamente detto che non capiti): non riuscire minimamente a dire la propria idea. Finora, nelle puntate di Anno Zero a cui ho partecipato, non è avvenuto. Ieri il leghista Cota ha parlato quanto Veltroni, se non di più. In un contesto decisamente ostile, ma per tutti. E ce lo siamo reciprocamente detti alla fine del programma. Il contesto è quello che è, è santoriano. ps: cari commensali, pensate alla "mitica" Gabanelli. A mio avviso il suo report è cento volte peggio di Anno Zero. la Gabba lavora a tesi, ma a differenza di Santoro, se le prepara e se le cucina da sola, senza neanche il più debole contradditorio. Altro che studende ablante di destra. Scritto in Varie Commenti ( 33 ) » (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 12Oct 08 La crisi della Robin Qualcuno si ricorda che in Italia, grazie all'intuizione molto pop di Julius, è stata introdotta una nuova imposta? Si chiama Robin tax. E l'idea geniale era quella di colpire quegli sfruttatori dei banchieri e dei petrolieri (con appendice di chi invece il petrolio lo brucia, come le compagnie elettriche). Ebbene ora ci troviamo nella paradossale situazione per la quale gli stati nazionali con una mano tassano le banche (in particolare gli interessi che riconoscono ai correntisti sono in parte indeducibili) e con l'altra restituiscono soldi alle banche più o meno nazionalizzandole. Nel frattempo il petrolio è sceso sotto 80 dollari e gli extraprofitti (intuizione socialista) evaporano. Mi chiedo se Julius, come dice, aveva previsto tutto, non poteva prevedere anche questo elementare paradosso? Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 46 ) » (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Oct 08 Chi ci salva dai salvatori? L'america ha adottato misure per contrastare la crisi da 850 miliardi di dollari. L'Europa si è vista a quattro e ha detto che nessuna banca europea verrà lasciata fallire. Tutti, me compreso, hanno sostenuto che in una fase eccezionale come l'attuale si possono adottare provvedimenti eccezionali, con il ritorno dell'intervento statale. Poi sulle tecnicalità si può discutere per anni, ma il principio è che lo Stato debba fare qualcosa. Ma se sbagliassimo? é questo il punto. Guardiamo alla "deficiente regola" volta ad azzerare le vendite allo scoperto, che più o meno tutte le Borse del mondo stanno adottando. Chi pensava che solo attraverso questo strumento di limitassero i ribassi delle azioni, si è sbagliato di grosso. Si introduce una fortissima distorsione al mercato e non si porta a casa neanche un risultato. ragionamento simile si può. forse provocatoriamente, fare per gli attuali interventi statali nell'economia. Non stanno risolvedno il problema borsistica e a ruota neanche quello di operatività delle banche. Come se non fossero stati fatti. In compenso ci troviamo le manone ingombranti della politica sui nostri affari. Speriamo di non dovercene pentire. Gli americani sanno liquidare l'intervento dello Stato in pochi anni. Noi Europei quando ci sediamo alla tavola del mercato, ci restiamo anche dopo il dessert. Scritto in finanza Commenti ( 57 ) » (9 votes, average: 3.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Sep 08 I conti su Alitalia Fate voi la somma. +Lo stato esce definitivamente dal trasporto aereo (Marrazzo permettendo) -Balla un miliardino di debiti che pagheranno i contribuenti +AirFrance chidedeva che i diritti di volo in Italia fossero solo suoi, ciò non è previsto dal nuovo progetto -Unire due debolezze (Ali e Air) amplifica una posizione dominante, ma non garantisce un buon servizio +I sindacati hanno le spalle al muro: o così o si muore -Sono inviatati al tavolo (passera dixit) per concordare il piano industriale +AirFrance in fondo, ma mica tanto, è una società pubblica (18% di Sarko') -Airfrance sa far fruttare una compagnia aerea e viaggia in tutto il mondo +Colaninno&co ci mettono il grano e si assumono un bel rischio (in Italia praticamente nessuno ha fatto quattrini con i voli di linea) -Aifrance avrebbe pagato qualcosa alle minoranze e allo Stato, mentre i nostri eroi oggi si assumono un rischio ma a prezzi ben più da saldo +E' stata Aifrance a rompere le trattative: aveva posto tre condizioni tra cui l'assenso dei sindacati al piano di vendita. Che ovviamente non c'è stato -E' stato l'adorato Cav, in campagna elettorale, a dare indirettamente man forte ai sindacati dicendo che la compagnia deve restare in mani italiane +Lufthansa e Airfrance e tutte le compagnie americane non possono essere acquistate da stranieri e dominano sui rispettivi mercati nazionali -Non è detto che il concetto di italinità o francesità corrisponda, alla fine, all'interesse molto concreto, dei cittadini-utenti La somma dei più e dei meno. cari commensali, che risultato dà? Scritto in Varie Commenti ( 141 ) » (11 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Aug 08 Alè Magno L'idea di Alè Magno di istituire una commissione, darla in mano a Giuliano Amato (quello che rinfaccia Craxi e forse anche lo scippo sui conti corrente) e discutere dei problemi de Roma, mi sembra una scemata pazzesca. Ogni stagione ha le commissioni di che si merita. Oggi con la moda dell'anticasta, si deve dunque dare una nobiltà ad una commissione che comunque non servirà a nulla. Voglio dire che senso ha per un amministratore cittadino inventarsi grandi temi di discussione. C'è bisogno di una Commissione per decidere ad esempio che l'acea debba essere privatizzata? assolutamente no. e di fatti, Alè magno non vuole venderla. C'è bisogno di una commissione per decidere di ampliare ed eventualmente liberalizzare le licenze dei tassisti romani? assolutamnete no. E di fatti Alè Magno è l'idoletto della corporazione dei tassisti. C'è bisogno di una commissione per spiegare ad un sindaco che se due suoi ospiti olandesi vengono stuprati e presi a mazzate tra i denti, è il caso almeno nel giorno del fattaccio di tenere la bocca chiusa o almeno aprirla per chiedere scusa a nome di una città anch'essa ferita? Scritto in Varie Commenti ( 40 ) » (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Aug 08 Julius ha visto la luce Il nostro Julius (Tremonti, per chi non lo sapesse) ha visto la luce. Già si capiva per la verità leggendo con attenzione un interessante fondo del convertito (alle ragioni ministeriali) Giannino, di un paio di giorni fa. Un liberale doc, a patto che non si discuta dell'operato di Julius. Ma ritorniamo alla luce. Su Libero leggevamo: "il Papa su questo la pensa come Giulio Tremonti, non come gli alfieri del mercato che sul Corriere della sera e Sole 24 ore da mesi ribattono che quelli contro i derivati sul petrolio e sul grano sono attacchi di irriducibili passatisti, di vecchi arnesi nostalgici del protezionismo. Ora si è capito ancor meglio, che i giudizi del Papa non sono poi coincidenze casuali, con Tremonti" . E poi oggi finalmente sul Corrierone una domanda (anzi una non domanda) infilata lì per caso: "A luglio il papa ha condannato la speculazione." E Julius, poco prima: "Come sempre, nei grandi passaggi della Storia, la visione della Chiesa è fondamentale per la comprensione dell'esistente". La lieta novella della parabola di Julius: "L'azione dei governi ha fermato la speculazione". Sintetizziamo il filo logico del ragionamento: la speculazione è la peste del secolo-tremonti ha convinto di ciò il papa- la Chiesa ha sempre una grande visione e la condivide con Julius-i governi, incalzati da Julius hanno bloccato il contagio malefico. Hip hip hurra. Per fortuna che abbiamo il nostro adorato Cav. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 84 ) » (7 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Jul 08 Obama e l'Italia Folla a Berlino. E poi a Parigi. E of course Londra. Niente visita in Italia. Il mitico Obama ci riporta con i piedi per terra. Non contiamo nulla, neanche una visitina, un saluto. Certo facendo jogging ieri a Berlino e intercettato da un'abile giornalista di Sky24, ha detto: primo o poi in Italia verrò. Deo gratias. Scritto in Varie Commenti ( 62 ) » (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jul 08 Il casco per i baresi e i mutui per gli americani Fannie e Freddie, nonostante i simpatici nomi, stanno affossando i mercati di tutto il mondo. Non sono banche e non sono neanche società per azioni tradizionali. Sono state create per agevolare il mercato immobiliare americano. In sintesi prestano i soldi alle banche che prestano i soldi ai clienti per accendere un mutuo. In questo modo le banche americane avevano sempre risorse fresche per alimentare il mercato dei prestiti immobiliare. Una volta comprati i mutui di terzi le due nostre li impacchettano in obligazioni che cedono sul mercato. Per questa loro caratteristica sociale (agevolare la proprietà edilizia) sono Gse (Governament sponsor enterprise) e dunque, pur quotate sul mercato, in ultima analisi sono agenzie governative (come d'altronde erano in origine). Questa garanzia statale ha permesso loro di raccogliere danaro a tassi molto vantaggiosi e dunque alimentare la bolla speculativa. Inoltre (toccherebbe ricordarlo a qualcuno) per statuto non finanziano mutui subprime.. E proprio per questo il mercato dei mutui subprime (quelli che hanno scatenato l'attuale crisi) è esploso: le banche tradizionali non riuscivano a fare concorrenza, visti i tassi superbassi, a Fannie e Freddie e dunque hanno cercato (colpevolmente) di andare su un mercato a queste precluso: quello dei debitori subprime, insomma non buoni. Qualche conclusione: 1. Freddie e Fannie, figlie di una concezione roosveltiana, non sono mai state sul mercato. 2. Sono diventate negli anni 70 un ibrido a noi molto ben conosciuto: privatizzano gli utili e socializzano le perdite 3. Il salvataggio di oggi è stato scritto ieri quando furono concepite 4. il fatto che prestassero troppo era noto da tempo (lo disse greenspan in un'audizione davanti al senato) 5. il loro fallimento non è un fallimento del mercato, ma del regolatore. che ha pensato di cavarsela quotandole sul mercato. E che ha alimentato per questa via la bolla immobiliare. 6. salvarle oggi è ragionevole, così come è ragionevole, secondo il sindaco di bari, regalare, a spese dei contribuenti, un casco ai motociclisti pizzicati senza. Scritto in pol economica Commenti ( 25 ) » (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. 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I tagli agli atenei finanziano le promesse elettorali (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-11-2008)

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I tagli agli atenei «finanziano» le promesse elettorali La manovra triennale riduce tutte le missioni di spesa. Rispetto al 2008 il fondo per il diritto allo studio - cioè per i prestiti d'onore e le borse di studio - perde il 60% della sua dotazione iniziale. Giulio Tremonti ha imposto all'Università e alla scuola una dieta molto rigida. Buona parte delle «calorie» ridotte agli atenei sono servite ad alimentare il decreto Ici e quello Alitalia. In buona sostanza: nulla di sociale. Molto di propagandistico. D'altronde, erano promesse elettorali. E il ministro di punta, quello che aziona le leve della finanza, ha eseguito perfettamente. Più tardi ci si è messa anche la crisi internazionale. Persino il decreto salva-banche ipotizza ulteriori tagli a Università e ricerca in caso di fallimento degli istituti. È solo una delle tante ipotesi (l'elenco dei tagli - solo ipotetici per ora - è lungo), ma Tremonti non si è lasciato scappare le voci «Università e ricerca». Dalle elaborazioni dei numeri di bilancio condotte dal servizio studi della Camera e dal Sole 24 Ore emergono cifre molto pesanti. I tagli più consistenti li subisce il Fondo per il finanziamento ordinario delle università, per il funzionamento degli atenei, le spese di professori, ricercatori e personale non docente e per l'ordinaria manutenzione delle strutture universitarie e della ricerca scientifica. La sforbiciata parte da un taglio di 702 milioni di euro nel 2010 e arriva a 835 l'anno dopo. «Tutta colpa dei tagli alla tabella C della Finanziaria, legati, a partire dal 2010, alla riduzione lineare del 6,85% degli stanziamenti - si legge sul Sole 24Ore - in ossequio al decreto Ici e a una ulteriore riduzione lineare di 30 milioni di euro imposta dal decreto Alitalia». In questo caso pagano anche le università non statali, che mettono sul piatto circa 60 milioni di euro. Oltre ai tagli della manovra, ci sono anche le riduzioni delle varie missioni di spesa. La voce «istruzione universitaria» cala da una dotazione di oltre 8 miliardi e mezzo nel 2009, a circa 7 miliardi nel 2011. Ma le riduzioni più forti si concentrano nel programma sistema universitario e formazione post-universitaria, che scende verticalmente da poco più di 8 miliardi di euro a 6,4 miliardi nel 2011: un miliardo e 600 milioni in meno. Va malissimo anche per i fondi per il diritto allo studio, cioè borse di studio, formazione post-universitaria, prestiti d'onore e contributi per gli alloggi. Rispetto alle previsioni del 2008 (cioè la finanziaria del vecchio governo) il fondo diminuirà del 60%. Più che dimezzato. BIANCA DI GIOVANNI ROMA bdigiovanni@unita.it

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Piloti: mai con Cai A Fiumicino sarà il giorno dei ribelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Piloti: mai con Cai A Fiumicino sarà il giorno dei ribelli Si preannuncia un'assemblea di fuoco. Intanto i Confederali smentiscono discriminazioni sulle riassunzioni denunciate dagli autonomi. «L'accordo è chiaro - spiegano - Le mamme single avranno la precedenza». I piloti tengono duro: mai con Cai. Il giorno prima dell'assemblea fissata per oggi alle 15 a Fiumicino, il fronte del «no» (le sigle autonome che rappresentano la maggioranza di hostess e piloti) tiene le sue posizioni. Il presidente dell'Unione piloti invita gli iscritti a non accettare le eventuali offerte di lavoro individuali della nuova compagnia. Chiusura totale. Ma è tattica pre-assemblea o guerra vera? Lo si capirà solo oggi. Molti prevedono un rapido cambio di fronte delle sigle ribelli, dopo la «bacchettata» dell'azienda. Intervistato da «Repubblica» Rocco Sabelli, amministratore delegato Cai, ha detto chiaro e tondo che punta a decollare a dicembre. Con chi c'è. Personale di volo che vorrà accettare e anche il partner straniero. Anche il management sembra tirare dritto. Ma molto dipenderà dai toni dell'assemblea di oggi: difficile governare un'azienda contro una base in tumulto. Soprattutto un'azienda di servizi. La via maestra è sempre l'intesa. Per ora, invece, lo scontro è ancora aperto. Tiene banco il tema del diritto al lavoro per le mamme sole o per chi ha un parente portatore di handicap. Piloti e hostess denunciano gravi discriminazioni nell'accordo siglato l'altra sera a Palazzo Chigi da Confederali e Ugl. I Confederali dal canto loro ribattono mostrando il testo. Nero su bianco, c'è scritto che per le riassunzioni si darà «precedenza al genitore di minore con handicap grave, a nuclei monoreddito e/o a presenza di minori in famiglia, comprese le situazioni di affido e adozioni». Nel punto successivo Cai si riserva di non assumere chi non si dichiara disponibile a turni anche notturni, ma esclude da questa fattispecie proprio «le lavoratrici in astensione obbligatoria» (cioè le donne incinte) o chi è «temporaneamente inidoneo al servizio». Insomma, stando al testo le denunce dei piloti sarebbero false. «Quelle limitazioni sono state corrette nell'ultima stesura - spiegano alla Filt - Per questo forse loro non le hanno lette». Un punto critico, invece, resta quello che prevede l'esclusione dall'assunzione di chi matura i requisiti per la pensione durante la cassa integrazione o la mobilità. Secondo alcuni, una norma renderebbe impossibile raggiungere i requisiti minimi durante la cassa integrazione. Ma su questo i sindacati si sono detti pronti ad aprire un tavolo con il Lavoro. Ma le carte non rassicurano gli autonomi. Anpac, Up, Sdl, Avia e Anpav si preparano ad un'assemblea che si preannuncia turbolenta. La gente è molto arrabbiata, si è vista calpestare i diritti», afferma Fabrizio Tomaselli di Sdl. Tomaselli annuncia che «saranno valutate azioni legali davanti al giudice del lavoro per stabilire la validità degli accordi Cai», diversi nella versione finale, secondo gli autonomi, da quanto pattuito a palazzo Chigi a settembre. Il presidente dell'Up, Massimo Notaro, auspica che «i comandanti non vadano a lavorare con Cai che non ha rispettato i patti. Io non lo farò», assicura. Più pacate Sdl e Avia. «Non inviteremo certo i lavoratori a non accettare il lavoro, non se lo possono permettere», dicono. Ma i lavoratori assicurano: «Siamo compatti». Il fronte del «no» respinge al mittente anche la definizione di Roberto Colaninno che a proposito dei sindacati dei piloti e hostess, ha parlato un'intervista al Sole 24 Ore di «casta che pone veti» e di «corporazione che non risponde a nessuno». Oggi entra nel vivo anche l'esame dell'offerta di Cai da parte del commissario Fantozzi. L'intenzione è di fare in fretta, entro fine novembre, ma è da valutare il prezzo offerto da Cai con la stima degli advisor di Alitalia. BIANCA DI GIOVANNI ROMA bdigiovanni@unita.it

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Gli editori: chiusure? No, ma crollo di affari Dopo l'allarme lanciato dall'Unità le case editrici in fermento Alcune lamentano l'allarmismo, altre troppi mesi di silenzio sul tema (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Gli editori: chiusure? No, ma crollo di affari Dopo l'allarme lanciato dall'Unità le case editrici in fermento Alcune lamentano l'allarmismo, altre troppi mesi di silenzio sul tema Tutte però criticano l'atteggiamento del governo su scuola e libri PLURALISMO? VEDI IL CATALOGO Ho letto l'articolo di Roberto Carnero "Professor Berlusconi", dove viene citata la casa editrice "Pearson" che rappresento e vorrei precisare quanto segue. Il nome della casa editrice, Pearson Paravia Bruno Mondadori, richiama tre importanti esperienze editoriali maturate nel settore scolastico e educativo, i duecento anni di Paravia, i sessanta di Bruno Mondadori, la tradizione internazionale di Pearson. Queste esperienze sono confluite in un'unica realtà editoriale, fondendo nel 2000 le storie di Paravia e di Bruno Mondadori e nel 2007 anche quella di Pearson Education Italia. La nostra attività si rivolge alla scuola, dalla Primaria all'Università: l'editoria scolastica e per la formazione è dunque il centro della nostra attività. Peraltro non ritengo che l'appartenenza all'editoria scolastica "pura" conferisca patenti di pluralismo e di garanzia di corretta gestione, come viene indicato nell'articolo. Sono piuttosto i cataloghi di un editore a parlare del suo profilo culturale, della capacità di interpretare il pluralismo come valore. Non ritengo che si faccia un buon servizio alla scuola con il blocco delle scelte dei libri per sei anni né che si dia un vantaggio economico alle famiglie con lo scarico da internet dei libri: si inaridisce la ricchezza di proposte, si aumenta la spesa per la stampa domestica di parti di libro. Ma non è un "Decreto Gelmini" che ci farà cambiare impostazione, non c'è nessun Governo che possa controllare il nostro operato, come si allude nell'articolo. (Roberto Gulli, ad Pearson Paravia Bruno Mondadori) NIENTE PARALISI, SPERIAMO Mi sembra che Carnero, disegni un futuro di paralisi totale nell'editoria scolastica che, per fortuna, non trova riscontro nel testo dell'art. 5 del decreto (ora legge) Gelmini, se interpretato in maniera corretta. È vero che vi sarà un rallentamento del nostro settore, non una paralisi. È vero che saranno in primo luogo danneggiate la libertà e la qualità dell'insegnamento. È vero che vi sarà contrazione dell'occupazione nelle case editrici, nelle agenzie di promozione nelle librerie, nelle tipografie. Occupazione della filiera e probabili esuberi hanno dimensioni non dissimili dall'Alitalia. Ma parlare di sicuro fallimento mi sembra eccessivo; la salvezza dei soli editori "misti" mi sembra conseguenza non diretta e non necessaria del decreto. Per concludere non vorrei dare l'impressione di sottrarmi a un giudizio politico della vicenda: i tagli alla scuola e il blocco dei libri di testo mi sembrano due aspetti di una stessa idea (sbagliata) del mondo: l'istruzione come inutile costo e non come premessa di sviluppo e di civiltà. (Federico Enriques, ad Zanichelli Editore). L'UNICA A PARLARNE L'Unità è l'unico giornale che ha scritto sull'assurdità del blocco delle adozioni e dei libri digitali. Grazie, perché stava passando l'idea di sparire quasi contenti di fare il bene della nazione. Voi avete toccato tutti i punti nefandi di queste Leggi dello Stato e gli effetti collaterali risultanti. (Mario Musso Cappelli editore - Nicola Milano editore) MOMENTO DELICATISSIMO Abbiamo gridato, urlato, chiesto aiuto a mezzo stampa e nei rapporti con le Istituzioni e i singoli parlamentari per far presente la difficoltà per il settore nel caso dell'approvazione del decreto Tremonti e del Dl Gelmini. Nessuno in Parlamento è intervenuto. Abbiamo lavorato a lungo con il Ministro, contenendo gli aumenti dei costi dei libri e proponendo un ripensamento degli interventi di sostegno che dal 1999 ad oggi non subiscono integrazioni. Abbiamo fatto presenti i problemi che potevano derivare dalla scaricabilità dei testi. Ora, sconcerto nello sconcerto: dal silenzio degli ultimi mesi passiamo ai riflettori e veniamo accusati di non aver messo in atto "adeguate iniziative di mobilitazione". Ma scherziamo?! Questo è un momento delicatissimo per il settore. Sono sicuro della compattezza della categoria. (Federico Motta Presidente Associazione Italiana Editori) ARGOMENTO importante I recenti provvedimenti del governo mettono a rischio l'intero settore produttivo ed educativo, accentuando pesantemente le difficoltà già introdotte da altri provvedimenti (anche di precedenti governi), senza distinzione di sorta tra grandi e piccoli editori. La crisi toccherà l'intero settore dei libri di scuola, compreso il suo indotto, e avrà ripercussioni negative anche per studenti e insegnanti. Nel testimoniarle, in sostanza, l'apprezzamento per l'articolo in questione, non posso tuttavia non rilevare l'improprietà di alcune osservazioni che riguardano persone, aziende o gruppi di aziende, in cui si avanza l'ipotesi che le recenti norme tendano ad avvantaggiare gli operatori più grandi, mentre gli effetti negativi si produrrebbero esclusivamente a danno delle imprese minori. (Girolamo Potesta, presidente casa editrice Principato)

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L'ENERGUMENO SLANCIATO (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-11-2008)

Argomenti: Alitalia

L'ENERGUMENO SLANCIATO Sommerso dalle risate di tutti gli addetti ai lavori (compresi gli on. avv. Ghedini e Bongiorno), il cosiddetto ministro Brunetta insiste con l'idea geniale dei tornelli nei tribunali. Molti esperti han provato a spiegargli che: 1) non spetta a lui occuparsi di amministrazione giudiziaria, ma all'eventuale ministro della Giustizia (per i mezzi) e al Csm (per tutto il resto); 2) se continua a impicciarsi in affari che non lo riguardano, rischia un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato alla Consulta; 3) se i pm non sono in ufficio è perché sono in tribunale a far le udienze, in carcere a interrogare, in giro a indagare, all'estero per le rogatorie; 4) se i giudici non sono in ufficio è perché molti non hanno un ufficio, per cui, terminate le udienze (alle 14: dopo mancano i cancellieri visto che il governo da anni non riempie gli organici e non paga gli straordinari), vanno a casa a studiare le carte e scrivere le sentenze sul proprio computer (che, diversamente da quelli forniti dal governo, funziona); 5) un fannullone può restare in ufficio anche 24 ore su 24, così fa contenti Brunetta e i suoi tornelli, e continuare indisturbato con la battaglia navale e le parole crociate (infatti il Csm calcola la produttività delle toghe non sulle ore lavorate, ma su indagini e processi effettivamente svolti); 6) con i tornelli, giudici e pm potrebbero lavorare 36 ore a settimana, secondo il contratto del pubblico impiego, ore 8-14 dal lunedì al venerdì, poi andarsene a spasso o restare in ufficio e guadagnare il doppio con gli straordinari; 7) i magistrati non possono avere orari fissi: se un criminale decide di confessare 30 omicidi, chi lo interroga non si sogna nemmeno di andarsene allo squillo della campanella, invitandolo a tornare un'altra volta: si batte il ferro finché è caldo, spesso fino a notte fonda; 8) dire che molti "lavorano 2-3 giorni a settimana" significa confondere i giorni di udienza con i giorni di lavoro ordinario, un po' come scambiare le ore di volo con le ore lavorate di piloti e hostess (s'è fatto anche questo, per dare dei fannulloni a chi osa mettersi di traverso alla "nuova Alitalia"); 9) i magistrati italiani sono in media i più produttivi d'Europa, anche se da anni i governi tagliano loro fondi e personale (-10 mila persone nell'ultimo triennio); 10) se "il 70% delle udienze finisce con un rinvio" non è per "gli errori procedurali dei magistrati", ma perché imputati, testimoni e avvocati non si fan trovare, o cambiano residenza, o fingono di essere impegnati in Parlamento (qualcuno Brunetta dovrebbe conoscerlo). Insomma, per dirla con l'Anm, «il ministro non sa di che parla: non è mai stato in un palazzo di giustizia» (strano, fra l'altro, per un socialista). Ma il simpatico misirizzi seguita a berciare: «io tiro diritto», «vado avanti», «non mi fermeranno». Chi lo critica è un servo del «potere dominante» (lui invece è Robin Hood). Insomma «me ne frego», come ha risposto elegantemente alla Cgil che pretendeva di partecipare al negoziato sugli statali. L'altro giorno D'Alema s'è scusato per averlo definito «energumeno tascabile». Assodato che Brunetta è un energumeno slanciato, è troppo chiedere che ora si scusi lui?

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alitalia, autonomi denunciano la cai oggi le assemblee di piloti e hostess - lucio cillis e aldo fontanarosa a pagina 6 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-11-2008)

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Pagina 1 - Prima Pagina L´azienda replica: non abbiamo mai cambiato il numero degli esuberi Alitalia, autonomi denunciano la Cai oggi le assemblee di piloti e hostess lucio cillis e aldo fontanarosa a pagina 6 SEGUE A PAGINA 6

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il fronte delle cinquecento mamme volanti "il contratto è pessimo, ma molte firmeranno" - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 6 - Economia I turni di notte al centro dello scontro tra i sindacati autonomi e l´azienda Il fronte delle cinquecento mamme volanti "Il contratto è pessimo, ma molte firmeranno" Uno steward: "Mi ritroverò a 53 anni disoccupato. Qualcuno ha truccato le carte" LUCIO CILLIS ROMA - Turnazioni con due o tre notti fuori casa quando va bene. Figli piccoli a cui badare. Accordi non mantenuti, secondo l´accusa, e un futuro incerto per chi andrà in cassa integrazione. Su questi temi si compatta il fronte del "no" sostenuto da molti assistenti di volo e piloti. Quello dei turni di notte, ad esempio, non è un problema dei soli lavoratori di Alitalia. Ma le sigle autonome della Magliana hanno girato le spalle a Cai e al sottosegretario del Consiglio Gianni Letta, garante dell´accordo, facendo esplodere il caso dell´impegno notturno da parte di chi ha dei bambini fino a 3 anni - fino a 12 anni nel caso di separazioni - oppure ha familiari a carico con gravi patologie. Cai ieri sera ha smentito queste voci rendendo pubblico il testo condiviso da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Ma gli autonomi insistono: chi usufruisce oggi degli esoneri notturni, domani rischia di non essere riassunto nella nuova Alitalia. La categoria delle mamme e dei papà naviganti che rientrano in questi casi particolari, arriva ad una quota molto elevata sul totale dei lavoratori: sono circa il 15% su oltre 4.000 hostess e steward. Ed è qui che si consuma lo scontro tra sindacati confederali e sigle autonome. Gli assistenti di volo esonerati dal servizio notturno tra le 23 e le 6, sono, infatti, poco meno di 600: 500 circa le mamme (e qualche papà) il resto sono dipendenti con familiari infermi a carico. La guerra del "no" al contratto di Compagnia aerea italiana lanciata dai rappresentanti di hostess e steward, in particolare, parte da qui, da questo gruppo di lavoratrici e lavoratori che per motivi familiari non affrontano le trasferte. Tra i dipendenti della Magliana, serpeggia, quindi, il malcontento. Per Luigi C., steward di Alitalia di 45 anni, contrario all´accordo raggiunto «qualcuno ha truccato le carte e il nostro contratto è diventato anche peggiore di quello firmato dai colleghi di Air One. Ci hanno svenduti. Per non parlare dei 7 anni di cig: io mi ritroverò a 53 anni disoccupato, dopo aver dato la vita per questa compagnia». Roberta R., la pensa allo stesso modo ma non dirà "no" ad una eventuale chiamata diretta da parte di Cai: «Non è un buon accordo. Creerà grandi spaccature all´interno della categoria. Ma chi può permettersi oggi di rinunciare ad un posto di lavoro? Parlo spesso con molti miei colleghi e sento parole di fuoco, tipo "non firmerò mai". Poi però ammettono: certo che se mi chiamano come farò a dire no?». Dello stesso avviso anche Paolo M. comandante sul medio raggio di Alitalia. Venti anni passati alla cloche e tanta insoddisfazione: «L´accordo? Davvero pessimo, e non per la parte economica mi creda. è pessimo soprattutto se guardo ai colleghi che usciranno da Alitalia e resteranno fuori. Detto questo però, non me la sento di dire che non accetterò di lavorare con Cai. Non me lo posso permettere».

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"io, aggredito dai colleghi difendo l'intesa" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 6 - Economia Parla il leader della Uil Trasporti "Io, aggredito dai colleghi difendo l´intesa" ROMA - Marco Veneziani, 53 anni, 30 anni in Alitalia da pilota. Nella veste di leader della Uil trasporto aereo, è stato aggredito verbalmente, con urla e insulti, da un gruppo di colleghi Alitalia all´indomani del via libera a Cai siglato a Palazzo Chigi. Un clima incandescente che rischia di far esplodere lo scontro all´interno delle stesse categorie di piloti e assistenti di volo. «Mi è capitato di peggio», dice Veneziani, «non è certo la prima volta che accade. Quelli che l´altro giorno mi hanno contestato sono degli "irriducibili". Ma negli ultimi mesi ho ricevuto delle minacce molto più pesanti di qualche urlaccio. Fatti che ho immediatamente trasformato in denuncia contro ignoti alla polizia postale». Dell´accordo che dice? Era davvero il migliore che si poteva portare a casa? «Sono il primo a non gioire. Ma questo, pur non essendo il migliore accordo, resta il migliore accordo possibile nelle condizioni attuali. L´alternativa era il fallimento, non una nuova puntata della trattativa». I naviganti criticano aspramente le condizioni che sarebbero riservate ai vostri colleghi separati con figli a carico o con familiari gravemente malati o handicappati. Il testo firmato prevede questo? «Assolutamente no. Anzi posso dire che proprio i casi più "pesanti" quelli che rientrano nella legge 104, avranno la precedenza nelle liste dei dipendenti da assumere. Per gli altri valgono le leggi in vigore in Italia e nella Ue». Comandanti e hostess dicono pure che voi non rappresentate la maggioranza delle categorie di lavoratori Alitalia. «Piloti, assistenti di volo, personale di terra, non sono iscritti solamente ad Anpac-Up, Avia, Anpav o Sdl. Anzi. Noi, e allargo lo sguardo ai confederali e all´Ugl, contiamo complessivamente su circa 7mila iscritti, rispetto ai 12.500 della nuova compagnia. Lo ripeto: non è un accordo che ci fa gioire ma se oggi Alitalia esiste ancora, e non ci sono 17.500 persone per strada alle quali aggiungo i 20 mila dell´indotto, è anche merito di questa firma sofferta». Lei che farà dal primo dicembre, data di decollo della nuova compagnia? «Io? Sono uno di quelli che uscirà dall´azienda nonostante i miei 53 anni. Andrò in cassa integrazione e dopo in pensione». (lu.ci.)

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alitalia, autonomi pronti a denunciare cai - aldo fontanarosa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 6 - Economia Alitalia, autonomi pronti a denunciare Cai Oggi le assemblee di piloti e hostess. L´azienda: mai cambiati esuberi e selezioni ALDO FONTANAROSA ROMA - I 5 sindacati di base - gli arrabbiati di Alitalia - temono che la Cai voglia giocare sporco. Da venerdì l´accusano, ad esempio, di non voler assumere le donne con figli piccoli. Peggio ancora: con figli che soffrano di un handicap. Pronte addirittura delle denunce. Ma la Compagnia Aerea Italiana, in una nota ufficiale, nega qualsiasi discriminazione. Anzi: le famiglie più deboli - assicura nella serata di ieri - avranno la precedenza. Nella sua nota, la Cai sottolinea che «le esigenze di carattere sociale non rappresentano motivo di esclusione. Anzi, verranno considerate elementi preferenziali di scelta» nelle assunzioni. A titolo di esempio, «si darà la precedenza a candidati con nuclei familiari; con presenza di minori con handicap; con presenza di minori, comprese situazioni di affido o adozioni; e ai nuclei monoreddito». La Cai ammette che le «limitazioni» all´impiego di una persona saranno considerate: ma come ultimo criterio e senza penalizzare «le lavoratrici madri oppure i lavoratori con inidoneità temporanea (tipo malattia) inferiore a un anno». La Cai sostiene, dunque, di non aver innalzato il tetto degli esuberi. Soprattutto la sua proposta di acquisto di Alitalia non tradisce gli impegni sottoscritti con i sindacati, a Palazzo Chigi, a settembre. La nota della Compagnia Aerea Italiana chiude una giornata di tensione, vigilia dell´assemblea che i sindacati autonomi (Anpac, Anpav, Avia, Sdl, Up) convocano per le 15 di oggi a Fiumicino. Piloti e assistenti di volo - iscritti ai 5 sindacati autonomi in lite con la Cai - le hanno pensate tutte: anche di ritardare qualche volo o di farlo cancellare ieri domenica, perché fosse chiaro il grado di arrabbiatura. Il comandante Antonio Divietri, presidente di Avia, il più forte sindacato degli assistenti di volo, racconta: «In queste ore stiamo lavorando soprattutto per mantenere calmi i lavoratori e per evitare azioni avventurose che non gioverebbero a nessuno: gli aerei devono continuare a volare e ad essere puntuali». Ma oggi è un altro giorno. Oggi «potranno anche uscire - pronostica Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale di Sdl - delle indicazioni di sciopero», se la nota della Cai non dovesse rasserenare gli animi. E sono pronte anche delle «denunce» davanti al Tribunale del Lavoro se gli accordi di settembre non fossero del tutto rispettati. Sul fronte politico, Rosy Bindi del Pd chiede alla Cai in mattinata quello che poi sarebbe arrivato in serata: la smentita di ogni penalizzazione per le lavoratrici madri. Felice Belisario, dell´Italia dei Valori, sposta il tiro e denuncia un problema di prezzi: «La nuova Cai opererà senza effettivi concorrenti. I biglietti saranno salatissimi e intanto la collettività si sarà fatta carico di tutti i debiti di Alitalia, del prestito ponte da 300 milioni, delle sanzioni europee, ormai in arrivo». Mentre Gasparri e La Russa (Pdl) sono certi: il cielo di Cai è ormai sgombro di nuvole.

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"niente aumenti in tredicesima ma premi alla produttività" - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-11-2008)

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Pagina 7 - Economia Imprese e salari Ultimi fuochi su Alitalia Il ministro: no ad interventi generalizzati "Niente aumenti in tredicesima ma premi alla produttività" Brunetta: non si sa perché la Cgil scioperi Aiuteremo le imprese con il sostegno al credito e i salari con i contratti di secondo livello Il caso Alitalia è chiuso, anche se vent´anni di lassismo non sono facili da cancellare LUCA IEZZI ROMA - «Non faremo interventi generalizzati sui salari e sulle tredicesime. Rigore e selettività, la politica economica del governo deve seguire questi due criteri. Fa bene Tremonti a ribadire che i saldi della Finanziaria devono rimanere invariati, e così sarà. Ciò non toglie che stiamo studiando gli interventi da fare, la crisi si combatte aiutando tutto ciò che aiuta la produttività e l´innovazione. Penso al sostegno al credito per le imprese, ai contratti di secondo livello, ai premi di produttività». Il ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta snocciola la ricetta del pacchetto anticrisi, assicurando che la linea Tremonti sull´impossibilità di interventi a ampio spettro per sostenere imprese e famiglie sarà osservata fino in fondo: «Impossibile fare diversamente, risorse non ce ne sono. La sinistra chiede interventi generalizzati per regalare sollevi impercettibili e devastare il bilancio pubblico. Come succederebbe con la detassazione delle tredicesime o abbassando l´Irpef». Gli interventi selettivi sono la risposta giusta anche con la recessione che diventa una realtà? Come cambierà la politica economica dopo che la Ue oggi rivedrà al ribasso le previsioni di crescita di tutti i paesi dell´Europa? «In questo senso possiamo dire "mal comune mezzo gaudio", nel senso che l´Italia finora ha pagato il fatto di crescere meno degli altri paesi della zona euro. Mi aspetto che l´Ue dia all´Italia una crescita zero o leggermente negativa per la prima metà del 2009. Il differenziale con gli altri Paesi dovrebbe ridursi o sparire». Solo che gli altri possono scegliere di far crescere il deficit per sostenere l´economia, noi non abbiamo gli stessi margini «Debito e deficit pubblico sono da sempre i nostri handicap. Se la crisi portasse ad allentare i criteri di Maastricht noi non potremmo adeguarci perché rimaniamo i sorvegliati speciali del mercato. Se aumentassimo il deficit saremmo puniti: gli spread sui nostri titoli del debito pubblico sono già troppo alti. Per fortuna la manovra di giugno ha messo in sicurezza i conti pubblici con 30 miliardi di tagli e 6 di nuove entrate. E dire che allora ci accusavano di essere stati troppo pessimisti». La selettività sembra una scelta obbligata, sarà anche efficace? «Selezionare gli interventi è una politica seguita da tutti i paesi europei, e per noi sarà ancora più utile visto che abbiamo ampie possibilità di generare efficienza, come ho sperimentato io stesso nella pubblica amministrazione. Un esempio concreto: solo con le riduzioni delle assenze per malattia nella scuola possiamo risparmiare 200-300 milioni in minori supplenza. Pensi a quanto si può fare allargando il discorso alla giustizia e in altri campi». Però rimane il disagio delle famiglie, riuscirete a convincere gli italiani che poche scelte mirate siano la strategia vincente? «Con la manovra di giugno si è visto l´effetto depressivo della strategia del governo, potremo definirli gli antibiotici per curare l´economia. Doveva essere approvato il disegno di legge sullo sviluppo, che sono le vitamine, per sostenerla. Purtroppo è ancora in Parlamento, ma arriverà entro fine anno. Ci sono misure che affrontano il disagio, come la social card, che sono in dirittura d´arrivo». Visto che le risorse sono poche si privilegeranno gli aiuti al sistema delle imprese o quelli sui salari? «Molte delle proposte di Confindustria sono ragionevoli e vanno vagliate con attenzione, ma non ci sarà competizione perché se si defiscalizzano gli aumenti salariali legati alla produttività si aiutano i lavoratori e le imprese». Per fare partire i contratti di secondo livello serve la collaborazione dei sindacati, ma il clima delle relazioni non è buono. «Serve la collaborazione dei lavoratori, e quella c´è. Nel pubblico impiego abbiamo, in maniera innovativa, fissato le risorse disponibili e poi abbiamo definito un protocollo in cui si stabilisce il principio secondo cui i risparmi ottenuti tornano ai lavoratori, in tutto in parte, sotto forma di premi». Però la Cgil sciopera lo stesso da oggi, sono lavoratori che non hanno capito? «Legittimo scioperare per loro e legittimo per noi andare avanti. Vedremo i numeri, anche se la Cgil deve spiegare contro cosa sciopera: vogliono più risorse per gli statali? Non ce ne sono: è scritto nella Finanziaria. E poi dovrebbe spiegare agli iscritti degli altri settori perché 70 euro lordi e 160 euro di una tantum non sono abbastanza per lavoratori che non rischiamo il posto di lavoro, quando nel settore privato, tipo i metalmeccanici o chimici, si rischiano licenziamenti e cassa integrazione e i contratti non si rinnovano». Anche le proteste dei sindacati autonomi di Alitalia sono legittime? «Considero la vicenda Alitalia chiusa: questi sono gli ultimi fuochi di una situazione che fa fatica ad essere metabolizzata, d´altronde i 15-20 anni di lassismo che hanno caratterizzato l´azienda non sono facili da cancellare».

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Obama-McCain, comunque vada è una questione di cuore (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-11-2008)

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Razionalmente l'esito delle presidenziali Usa è quasi scontato; lo ha ammesso persino il cinico Karl Rove che in un'intervista ha definito "molto, molto in salita la corsa di John McCain". Ma di elezione in elezione ci si accorge che la razionalità non basta per prevedere l'esito di un'elezione. Al contrario: gli aspetti subliminali, emotivi sono altrettanto e spesso ancor più importanti. Chi sceglie soppesando i pro e i contro di un programma? Una piccola minoranza; si vota per assecondare la propria identità politica o per simpatia o per interesse o ancora, soprattutto negli Stati Uniti, per identificazione con il candidato. Bush fu preferito a Kerry anche perché i suoi gusti e il suo comportamento erano simili a quelli dell'americano medio, soprattutto di quello che vive nei piccoli centri, in campagna o nelle aree suburbane. Anche questa è stata una campagna molto emotiva. Andando ai comizi di Obama e parlando con i suoi sostenitori si percepisce un entusiasmo genuino, travolgente, quasi messianico, il che può essere pericoloso per il leader democratico perchè genera attese irrealistiche. La mobilitazione c'è ed è senza precedenti: forse solo Reagan riusciva a suscitare passioni tanto intense. Ma anche i repubblicani voteranno con il cuore. Diciamolo francamente: l'eredità di Bush è talmente disastrosa che qualunque candidato sarebbe stato destinato alla sconfitta. John McCain era l'unico che potesse smarcarsi da questa ingombrante eredità e in parte lo ha fatto: peccato che nella fase finale della campagna si sia fatto condizionare dagli spin doctor cresciuti alla scuola di Karl Rove (ne riparleremo) e che, come ho già scritto, abbia scelto una vice come Sarah Palin che alla lunga gli ha portato più danni che benefici. Il sentimento a destra, però sovente, è di disagio. L'altro giorno una donna mi ha detto, in Ohio: "Sento qualcosa qui nel cuore che mi impedisce di votare per Obama". Ma cosa in preciso non me l'ha saputo spiegare. E come lei tanti elettori indecisi. Un po' è il colore della pelle, un po' le idee troppo liberal (di sinistra) di Obama, un po' il suo passato molto diverso da quello della maggior parte degli statunitensi e, nell'America di provincia, per le sue maniere sofisticate. E allora: prevarrà il cuore palpitante dell'America che invoca una svolta netta rispetto a Bush o quello diffidente di chi proprio non riesce a identificarsi con Barack? E' l'ultima incognita prima del voto; per il resto sappiamo ormai tutto. Scritto in democrazia, presidenziali usa Non commentato » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Oct 08 Bin Laden prepara un'altra sorpresa elettorale? La fonte è la tv americana Abc: diversi esperti dell'intelligence Usa ritengono sia imminente un messaggio di Osama Bin Laden prima o al limite subito dopo le elezioni. D'altronde non è la prima volta che capita: quattro anni fa, a pochi giorni dal voto, fu diffuso il filmato in cui camminava sulle montagne. E Bush trovò lo slancio per recuperare lo svantaggio su Kerry. Il bis sarebbe giustificato, spiegano gli analisti, dalla necessità per il capo di Al Qaida di inviare un segnale forte ai suoi e al mondo in un periodo cruciale. Come dire: ci sono ancora e dovere fare i conti con me. Negli ultimi giorni Al Qaida ha lanciato messaggi contraddittori: una decina di giorni fa ha lasciato intendere di preferire una vittoria di McCain, perchè con Obama presidente l'immagine degli Usa nel mondo migliorreebbe. Ieri, però, ha diffuso un video via Internet in cui uno dei suoi capi chiede all'Onnipotente che alle elezioni Bush e il partito repubblicano vengano umiliati. L'Abc non è stata ripresa dalla maggior parte dei media, ma sta circolando nella blogosfera americana sia tra i siti conservatori che tra quelli progressisti; c'è chi è preoccupato e chi teme cospirazioni. Vedremo se la notizia è fondata o se i servizi stanno semplicemente mettendo le mani avanti. Ammesso che Osama sia ancora vivo. Scritto in notizie nascoste, presidenziali usa Commenti ( 20 ) » (3 voti, il voto medio è: 2.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Oct 08 Una lezione ai supermanager di Wall Street (finalmente) Sarebbe stata l'ultima beffa: secondo diverse fonti di stampa i supermanager delle società finanziarie che hanno portato Wall Street e il mondo al collasso, si apprestavano a incassare bonus milionari previsti dai loro contratti, nonostante le società da loro gestite fossero tecnicamente fallite. Ma il procuratore generale di New York è Andrew Cuomo (figlio dell'ex governatore Mario), ha scritto a nove banche avvertendole che secondo le leggi dello Stato è illegale usare i fondi dei contribuenti per pagare tali bonus. Quali banche? le solite: Bank of America Corp , Bank of New York Mellon Corp , Citigroup Inc , Goldman Sachs Group Inc , JPMorgan Chase & Co , Merrill Lynch & Co Inc , Morgan Stanley , State Street Corp and Wells Fargo & Co. Non solo: Cuomo ha gestito il salvataggio del colosso assicurativo Aig e ha preteso l'annullamento di tutti i benefit, minacciando, in caso contrario, un'azione legale. Io dico: viva Cuomo. E che sia di esempio per tutti.. AGGIORNAMENTO:Mi viene richiesto un link di approfondimento e sono ben lieto di fornirlo. Il più completo è questo del New York Times. Ci sono due novità, una buona e una cattiva. Quella buona: Cuomo ha chiesto alle nove banche un rapporto completo sui bonus percepiti dai manager; quella cattiva, Cuomo si appella a una legge che gli dà il pretesto di bloccare i bonus, ma non la certezza. Si tratta di un codice che va interpretato. Ma ci prova e lancia un segnale forte. Cuomo non molla e chiede giustizia. Scritto in economia, globalizzazione Commenti ( 18 ) » (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Oct 08 Troppo miele su Obama (e la stampa è complice) La stampa europea da nove mesi fa il tifo per Obama, quella italiana ancor di più (con qualche eccezione): è estasiata. Obama è perfetto, Obama è imbattibile, Obama sarà un superpresidente. Purtroppo anche la stampa americana sta dando una pessima prova di sè. Dico purtroppo perchè vedo i media oscillare tra i due estremi: fino a un paio di anni fa si sono fatti abbindolare con sconcertante facilità dagli spin doctor di Bush, ora eccedono in senso opposto e tirano la volata al candidato democratico. Senza ammettere la propria partigianeria ovviamente. Due pesi e due misure: con John McCain sono stati severissimi, con Sarah Palin spietati, mentre a Barack Obama hanno perdonato tutto e hanno sorvolato volentieri sulle numerose gaffe di Joe Biden. Negli ultimi giorni il tifo è diventato palese. Il Los Angeles Times è entrato in posseso di un video in cui si vede Obama mentre brinda all'onore di un ex dirigente dell'Olp in una serata in cui alcuni palestinesi accusano Israel edi terrorismo, ma il quotidiano rifiuta di pubblicarlo. Eppure nessuno dice nulla, nessuno protesta, nessuno si indigna. I magistrati in Florida hanno appurato che gli attivisti del movimento progressista Acorn hanno registrato illegalmente diverse migliaia di elettori. Anche in questo caso silenzio. Il sito Drudge Report ha scoperto un'intervista radiofonia del 2001 in cui Obama critica la Corte Suprema e rivendica le virtù della redistribuzione della ricchezza, ma i grandi media l'hanno ignorata. Qualunque velina del partito democratico viene ripresa con entusiasmo. L'altro giorno lo staff di Obama ha annunciato un discorso storico, concludente, il colpo del Ko. In realtà ha ripetuto gli soliti slogan, ma la stragrande maggioranza dei media l'ha assecondato. Gli affondi di McCain invece sono stati relativizzati, sminuiti. E via su questo tono. Se Obama verrà eletto, il merito sarà in parte della stampa americana cosiddetta indipendente, che ha volontariamente abdicato ai principi di oggettività. Tra gli urrah di quella europea. Scritto in presidenziali usa, giornalismo Commenti ( 96 ) » (12 voti, il voto medio è: 3.58 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Oct 08 Vista da lontano: ma l'Italia è impazzita? Sono arrivato negli Stati Uniti pensando di trovare un Paese depresso, arrabbiato, sconvolto. Qui quasi un milione di famiglie sta perdendo la casa, decine di migliaia di persone sono sull'orlo del fallimento personale, un'intera generazione di pensionandi vede dimezzare, con il crollo di Wall Street, i risparmi di una vita e le aspettative di una vecchiaia serena. Negli Stati Uniti ci sarebbero davvero ottimi motivi per scendere in piazza e invece si tira avanti, talvolta col magone, ma senza pensare a una rivoluzione. Non ancora, perlomeno. Poi mio collego ai siti italiani e scopro immagini fortissime: piazza Duomo a Milano occupata dagli studenti, la sede di Assolombarda assaltata con fumogeni e i petardi, giovani che tentano un blitz all'auditorium di Roma. E tutto questo perchè? Per bloccare una riforma scolastica che, perlomeno per quel che concerne elementari e medie, propone misure di assoluto buon senso: il maestro unico, l'insegnamento dell'educazione civica, il voto in condotta. Prima di partire per gli Stati Uniti ho incontrato degli amici austriaci residenti a Milano che davvero non riuscivano a capire le ragioni di questa agitazione: a Vienna norme del genere sono normali, come in Francia, come in Germania, come in Svizzera. In Italia no. E per impedirle si provoca un nuovo Sessantotto. E tutto questo mentre il mondo sprofonda nella prima vera recessione globale, questa sì davvero spaventosa. Da lontano mi chiedo: ma l'Italia è impazzita? Ps: che tristezza vedere immagini come queste riportate da Youreporter Scritto in economia, democrazia, Italia Commenti ( 126 ) » (11 voti, il voto medio è: 3.73 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Oct 08 Sarah sta affossando McCain? Sono negli Usa per seguire le elezioni presidenziali. Due impressioni contrastanti: l'America profonda è sempre più perplessa nei confronti di Obama, come racconto in un reportage da Lincoln County, la contea del Missouri che da quasi 60 anni azzecca il nome del presidente. D'altro canto però, Sarah Palin sta provocando disastri. La base repubblicana, quella della destra religiosa e oltranzista continua ad adorarla, ma la maggior parte degli americani, inclusi gli elettori indipendenti, ne diffida. Le ultime novità certo non la aiutano: come governatore avrebbe addebitato allo Stato dell'Alaska viaggi in aereo e in alberghi di lusso per i figli (con un conto di oltre 20mila dollari). La stampa ha scoperto che il Partito repubblicano ha speso per vestire lei e la famiglia la bellezza di 150mila dollari in un mese e mezzo. E i dubbi di Colin Powell, che domenica aveva detto di non ritenere la Palin all'altezza della Casa Bianca, sono condivisi dal 55% degli elettori, secondo un sondaggio del Wall Street Journal. La maggior parte degli elettori è terrorizzata all'idea che la Palin possa diventare presidente se McCain, che ha passato i 70 anni e ha avuto problemi di salute, dovesse rinunciare all'incarico anzitempo. Sarah è simpatica, divertente, è un fenomeno mediatico. Ma politicamente è inconsistente. Era una risorsa, ora è diventata una zavorra. McCain perderà per colpa sua? Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 50 ) » (8 voti, il voto medio è: 3.38 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Oct 08 La sinistra vince nelle piazze ma perde alle urne? Ma basta riempire le piazze per vincere le elezioni? Obama, ovviamente, spera di sì: sabato c'erano centomila ad ascoltarlo a St Louis. A Denver, alla fine della convention, erano in 70mila, qualche settimana prima decine di migliaia di europei lo ascoltarono rapiti a Berlino. Sì, Barack sa mobilitare le folle, ma il sentimento della piazza corrisponde a quello della maggior parte dei cittadini? C'è da dubitarne: il candidato democratico perse molti consensi dopo Berlino e anche dopo Denver, (sebbene allora soprattutto a causa della discesa in campo di Sarah). Lo stesso potrebbe accadere ora: manifestazioni del genere producono spesso l'effetto opposto a quello desiderato, suscitando repulsione e diffidenza anziché adesione ed entusiasmo. In America, ma non solo. In Francia l'anno scorso Ségolène Royal raccolse una folla immensa per il suo ultimo comizio a Parigi, più del doppio rispetto a Sarkozy. Ma perse. In Italia il Partito comunista riusciva a portare in piazza centinaia di migliaia di persone, ma gli italiani, per fortuna, non gli diedero mai la maggioranza. Ora c'è molta attesa nella sinistra per la manifestazione di sabato prossimo contro il governo Berlusconi. Ieri Veltroni ha dichiarato: «L'opposizione si fa nelle piazze e non in tv». A me sembra che la buona politica si faccia formulando proposte convincenti ed essendo in sintonia con le esigenze più profonde del Paese. Requisiti che mancano al Pd. La sinistra continui così: vince nelle piazze ma, sempre più spesso, perdre alle urne. O sbaglio? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 38 ) » (10 voti, il voto medio è: 3.9 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Oct 08 Macchè capitalismo questo è "debitalismo". E ora torna Marx? L'altro giorno sul metro ho sentito un uomo sulla sessantina esclamare con aria soddisfatta: "Aveva ragione Marx, quando affermava che il capitalismo si sarebbe impiccato da sè". Oggi il radiogiornale di Radio 24 ha annunciato che in Germania le vendite de il Capitale di Marx sono triplicate nelle ultime settimane, proprio in coincidenza con la crisi dei subprime.. E forse siamo solo all'inizio. Intendiamoci: la casta finanziaria ha sbagliato generando la bomba dei derivati, gli imprenditori delle grandi multinazionali e delle banche hanno creato un sistema che consentiva loro di accumulare ricchezze immense e immeritate, senza mai pagare il prezzo degli errori che loro stesso commettevano, la classe politica non ha esercitato il proprio dovere di vigilanza e di controllo; anzi si è fatta coinvolgere e corrompere. Tutto questo va denunciato con chiarezza, ma Marx continua ad avere torto. Il libero mercato non è fallito, continua ad essere il miglior sistema possibile. Il problema è che il capitalismo è stato snaturato: il suo scopo è, da sempre, quello di favorire l'accumulo di capitale da parte dell'individuo, mentre le degenerazioni finanziarie degli ultimi vent'anni lo hanno trasformato in una cosa diversa: nel "debitalismo" ovvero nell'accumulo di debiti anziché di capitale. Per sopravvivere, per sostenere consumi al di sopra delle proprie disponibilità e dunque per drogare la crescita, creando non vero, solido benessere, basato sul risparmio e sul reddito reale, ma una ricchezza illusoria . Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna il debitalismo ha raggiunto proporzioni enormi, come ho ricordato in un post recente, noi europei continentali eravamo sulla stessa strada. Ora la bolla è scoppiata. Soffriremo, ma questa crisi può essere salutare e può permetterci di ripartire su basi più solide. I sistemi liberali riescono a correggere i propri errori, quelli comunisti no e per questo i "rossi" hanno perso la sfida con la storia. Di un revival di Marx non si sente proprio il bisogno. Scritto in economia, globalizzazione, democrazia Commenti ( 34 ) » (6 voti, il voto medio è: 3.17 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Oct 08 Classi per stranieri, perché tanto scandalo? Non riesco a capire le proteste indignate della sinistra contro l'emendamento della Lega che regolamenta l'accesso degli stranieri nelle scuole. In altri Paesi è una pratica normale e dettata dal buon senso. Alla radio ho sentito Fassino dire che istituendo classe separate si discriminano gli immigrati. A me sembra invece che sia vero il contrario: che senso ha mandare allo sbaraglio un bambino in una classe in cui non capisce una parola? Si sentirà subito diverso, verrà deriso dai compagni. Se invece per un anno segue un corso di italiano, quando verrà introdotto nei corsi regolari potrà facilmente integrarsi. E la qualità complessiva dell'insegnamento migliorerà. Questo è un altro punto dolente: quando ci sono tanti bambini stranieri il livello dei corsi si abbassa drasticamente. Lo so per esperienza personale: non lontano da casa mia alle elementari la percentuale di bimbi stranieri è superiore al 50%, i programmi non vengano rispettati perché gli insegnanti devono procedere molto lentamente, adeguano il ritmo a quello degli ultimi. Risultato: i genitori italiani tendono a togliere i propri figli dalla scuola pubblica e a metterli nella scuola privata. Perché un italiano deve essere privato di fatto del diritto di frequentare una scuola statale? Questa è un'ingiustizia. Il razzismo si diffonde anche così. Scritto in globalizzazione, democrazia, Italia, immigrazione Commenti ( 48 ) » (5 voti, il voto medio è: 3.4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Oct 08 Ma Sarko è succube di Carlà? Ieri stavo pensando di scrivere un post di elogio di Sarkozy, per la reattività dimostrata durante la crisi finanziaria: è stato dinamico, propositivo, flessibile. E' stato uno dei pochi leader europei (con Berlusconi e il premier britannico Gordon Brown) ad aver capito subito la gravità della situazione e nel ritenere che solo un'azione congiunta a livello europeo sarebbe stata efficace, contrariamente alla Merkel, che è stata costretta a rivedere le sue posizioni, dopo le disgraziate decisioni di una settimana fa, che hanno contribuito non poco a diffondere il panico. Bravo Sarko, dunque. Ma simultaneamente alla riunione europea a Parigi, il presidente francese ha annunciato che non avrebbe estradato la terrorista rossa Marina Petrella. " Per ragioni umanitarie" è la spiegazione ufficiale. A mio modo di vedere inaccettabile: la signora Petrella, sebbene gravemente malata, resta una brigatista condannata all'ergastolo. Spetta all'Italia decidere in merito alla grazia o alla sospensione della pena e dunque Parigi doveva estradarla, a meno che Sarko non si fidi dell'Italia e dunque lo consideri un Paese del Terzo Mondo. Prendendo in considerazione la variabile Carlà, però, tutto diventa chiaro: la Petrella è protetta da Valeria Bruni Tedeschi e da alcuni intellettuali di sinistra. Valeria ha sensibilizzato la sorella Carla, la quale, mentre il mondo era sull'oro del collasso si è rivolta al marito. A modo suo ovvero in pressing asfissiante, perché la signora Bruni ottiene sempre quel che vuole. E Sarko, verosimilmente esasperato, alla fine ha ceduto, contraddicendo la decisione presa due anni fa dal suo stesso governo che si era espresso a favore dell'estradizione. Insomma, ha preferito irritare l'Italia piuttosto che dire no a sua moglie e, tramite lei, alla sinistra radical-chic parigina, la stessa che difendeva l'altro terrorista Battisti. Che delusione. Qual è il vero Sarko, con o senza Carlà? Scritto in democrazia, Italia, francia Commenti ( 61 ) » (9 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (14) democrazia (37) economia (5) europa (4) francia (17) germania (3) giornalismo (40) gli usa e il mondo (36) globalizzazione (17) immigrazione (28) islam (13) Italia (116) medio oriente (8) notizie nascoste (30) presidenziali usa (17) russia (12) svizzera (3) turchia (12) Varie (15) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Se proprio mi... giovanni: hai ragione lino, un vero eroe, soprattutto per i risparmiatori di tutto il mondo. Ultime news Obama e McCain, è l'ultimo sprintButtiamo soldi per studiare le rondini del KatangaSecondigliano, agguato e spari contro ragazzini: 5 feritiIl Pd scarica Veltroni: "Il referendum? Meglio ripensarci"Hamilton Campione del mondo per un punto Massa vince l'ultimo gp, ma non bastaLa Balena bianca affonda: a secco di poltrone cerca il salvagente del Pdl"Graffiti, poesie, incisioni. Sul Carso ho trovato i testamenti dei nostri soldati"Ecco come in Africa la Cina sta creando un impero di schiaviInsinna: "Bella la Tv ma che nottate. 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Filarmonica, no dei tecnici Scala Rimini: subito un nuovo patto (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-03 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Polemiche L'ostilità delle maestranze contro i musicisti Fials. Salta la prima al Piermarini Filarmonica, no dei tecnici Scala Rimini: subito un nuovo patto Stasera il concerto al Conservatorio. «Grazie Borrelli» Il presidente della Filarmonica, Cesare Rimini: trovare una soluzione, qui si deve andare avanti Gli orchestrali erano pronti a suonare. I lavoratori che avrebbero dovuto mettere a posto il teatro no: «Per noi è un giorno di riposo». Così il concerto inaugurale della stagione (2008-2009) della Filarmonica della Scala, che si sarebbe dovuto tenere questa sera al teatro Piermarini, è saltato (si svolgerà al Conservatorio). Non era mai accaduto. Il motivo è noto, almeno a chi segue con passione le vicende della Scala e ha acquistato i biglietti. Il «niet» dei lavoratori nasconde lotte tra diverse sigle sindacali. Che ricordano un po' la vicenda Alitalia. Il presidente dell'associazione della Filarmonica, Cesare Rimini sorride. Non gli va di commentare il paragone. Però dice di essere molto triste per la situazione. «Non voglio entrare nel merito o alimentare polemiche. Me lo impedisce il ruolo». Di fatto l'associazione paga la Scala ma il teatro non è disponibile. Per questioni sindacali. Non è un paradosso? «In effetti noi paghiamo. Ma vede, adesso la cosa che più mi preme è porgere le scuse a chi ha acquistato i biglietti e non può vedere lo spettacolo ». La sala Verdi del Conservatorio tiene meno posti della Scala. Per questo i loggionisti sono rimasti fuori. «è a loro che mi rivolgo. Non solo rimborseremo il biglietto ma regaleremo anche un cd». Rimini è grato all'ex procuratore Francesco Saverio Borrelli, presidente del Conservatorio, che ha accettato di ospitare il concerto della Filarmonica. «Lo ringrazio di cuore ». In qualche modo, Borrelli ha rovinato la «vendetta» dei lavoratori. Soddisfatto Rimini? «Qui non si tratta di rispondere a vendette. Solo di cercare di trovare soluzioni. Perché così non si può andare avanti». La soluzione potrebbe essere la riduzione delle sigle sindacali? «Non voglio e non posso entrare in questioni di tale natura. All'interno dell'associazione ci sono diverse sigle. E una non ha firmato. Dico però che oggi noi dovevamo suonare alla Scala e non ci è stato possibile. Siamo reduci da una tour in Asia, trionfale. Siamo molto orgogliosi. Per questo il problema deve essere affrontato ». Come? «Stabilendo un nuovo patto. L'occasione è la discussione della nuova convenzione. Mi piacerebbe che nell'ambito del rispetto di tutti ci fossero sicurezze. Anche per noi. In modo tale che i concerti si possano svolgere regolarmente. Al momento mi sembra la classica situazione in cui il serpente si mangia la coda». Agostino Gramigna L'orchestra La Filarmonica in un concerto al Teatro alla Scala

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Alitalia, sale la protesta dei piloti Cai: ecco i criteri di assunzione (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-03 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Alitalia, sale la protesta dei piloti Cai: ecco i criteri di assunzione Sdl: valutiamo azioni legali. La società: basta con accuse distorte «Niente discriminazioni per le donne. L'unica esclusione è per chi va in pensione» Assemblea a Fiumicino ROMA — Tra i piloti e gli assistenti di volo dell'Alitalia, ieri all'aeroporto romano di Fiumicino la tensione era alta. Il clima era quello della protesta, della voglia di sciopero in vista dell'assemblea indetta per questo pomeriggio dai sindacati autonomi. Quei sindacati - Anpac e Up per i piloti, Avia, Anpav e Sdl per gli assistenti - che rompendo il fronte con Cgil, Cisl e Uil e Ugl hanno detto no alla proposta presentata da Cai, la società presieduta da Roberto Colaninno che si è offerta di rilevare la compagnia. E che oggi chiederanno appunto ai loro iscritti di pronunciarsi sulla linea da seguire. Più compatta la squadra dei piloti, soprattutto dei più giovani, più frastagliata quella degli assistenti fra i quali sono maggiori i timori per il posto di lavoro. Ed è soprattutto guardando a loro, alle perplessità sui criteri per la riassunzione nella Nuova Alitalia, giudicati troppo selettivi e penalizzanti, è stato per esempio detto, per le donne separate con figli che ieri la Cai ha diffuso una nota esplicativa. Nota che riprende e spiega i contenuti dell'accordo firmato da Cgil, Cisl, Uil e Ugl mettendo in guardia da «interpretazioni distorte e infondate ». Le limitazioni di impiego, dice la nota, «non riguarderanno nè le lavoratrici madri nè i lavoratori con inidoneità temporanea accertata inferiore ad un anno», fatte salve le norme sul collocamento obbligatorio. Inoltre le esigenze di carattere sociale «non saranno motivo di esclusione bensì elementi preferenziali » di scelta come la presenza nella famiglia del dipendente di minori (compresi gli affidi e le adozioni) di minori con handicap e del monoreddito. Per il resto, rileva ancora la nota, varranno i criteri professionali, organizzativi e di anzianità aziendale. L'unica reale esclusione riguarderà il personale che nel periodo di fruizione degli ammortizzatori sociali maturi il diritto alla pensione. Insomma «i livelli occupazionali e i criteri di selezione del personale della Nuova Alitalia sono esattamente quelli fissati negli Accordi di Palazzo Chigi del 14 settembre e sottoscritti da tutte le sigle sindacali». I sindacati non sono comunque molto convinti: «Valuteremo azioni legali sugli accordi Cai perché non sono conformi a quanto pattuito il 14 settembre » insite Sdl. «Gli aerei devono continuare a volare e ad essere puntuali» assicura invece il comandante Antonio Divietri

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Il leader di Aquila selvaggia: non firmerei (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-03 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La storia Il leader di Aquila selvaggia: non firmerei «Il nodo è il piano industriale, ma negli anni Settanta nessuno rischiò il posto» ROMA — Fosse dipeso da lui, probabilmente non sarebbe andata a finire così. Lui è Adalberto Pellegrino, capo storico dell'Anpac: un nome che fa tornare alla mente i tempi gloriosi, naturalmente per i piloti, di Aquila selvaggia. «La soluzione dell'acquisizione da parte di Air France era dura e pesante, certamente. Ma più seria. I debiti se li accollava l'acquirente e i costi non gravavano sui contribuenti. Soprattutto entravamo in una struttura internazionale che, a differenza della Cai, conosce il trasporto aereo», dice. Con il senno del poi. Ma tiene a sottolineare che se «oggi siamo arrivati a questo, non si può certamente addebitare ai piloti». Correva l'anno 1976. Anche per le pressioni, fortissime, che arrivavano dalla Cgil di Luciano Lama, stava passando ovunque la logica del contratto unico. «Pure i piloti dell'aviazione civile avevano un contratto separato. Dal 1949, ce l'avevamo. E c'era una logica, siamo sempre stati una categoria a parte. Così quando tentarono di imporlo anche a noi, decidemmo di resistere», racconta Pellegrino. Furono anni tremendi, quelli di Aquila selvaggia. E non soltanto per le agitazioni dei piloti. Memorabile fu lo sciopero di 45 giorni degli assistenti di volo, nel 1978. Altrettanto memorabile quello dei piloti del 1979, quando si arrivò a decidere l'impiego dei militari. Per non parlare di due anni dopo. Nel gennaio del 1981 uno sciopero di sette giorni proclamato dall'Anpac paralizzò il traffico aereo in Italia. Ma non bastò. Dopo quattro mesi, altri sette giorni di blocco totale. Vero è che allora non si volava come adesso, e nemmeno c'era la legge che regolamentava il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Ma il ministro dei Trasporti di allora, Rino Formica, esasperato, provò anche a fare la voce grossa. Minacciò «misure molto drastiche », più drastiche ancora della precettazione contro chi avanzava rivendicazioni economiche «pretestuose di 25 milioni aumento all'anno » e protestava per solidarietà con «un'azienda decotta e dissestata» . Quella azienda era l'Itavia: la compagnia a cui apparteneva il Dc9 abbattuto qualche mese prima sui cieli di Ustica con 81 persone a bordo, e che dopo quella vicenda fu smembrata e assorbita dall'Alitalia. Formica minacciò di riassumere piloti in pensione o farli arrivare dall'estero. Una cosa simile a quella che tentò di fare nel 1995 Roberto Schisano, affittando aerei ed equipaggi dalla compagnia australiana Ansett: operazione che probabilmente contribuì a farlo saltare come un tappo di spumante dalla poltrona di amministratore delegato. Ma le minacce e le precettazioni servirono a poco. Così, mentre negli Usa Ronald Reagan avviava la rivoluzione del trasporto aereo licenziando migliaia di controllori di volo, i piloti italiani vinsero il braccio di ferro ancora una volta. «Ma allora», afferma Pellegrino, «non avevamo i problemi dei licenziamenti e degli esuberi». Allora, lo Stato pagava comunque. E l'avrebbe fatto per molti e molti anni ancora. Soltanto negli ultimi dieci anni l'Alitalia ha perso 5,2 miliardi di euro. Tanto da far ammettere a Pelle grino: «Ora c'è una compagnia fallita da anni proprio per la conduzione scellerata da parte del potere politico, con manager politicamente condizionati, assunzioni inutili e organici gonfiati, acquiescenza al sindacato». Ne sa nulla quello dei piloti? «Quando parlo del sindacato mi riferisco anche al nostro, certamente ». E adesso? «Adesso c'è questa Cai, un gruppo di volenterosi industriali che hanno messo insieme una cordata per rilevare l'Alitalia al costo minimo possibile. A questo punto mi auguro un intervento politico radicale per rivedere a fondo i presupposti del piano Fenice », sostiene Pellegrino. Che dice di condividere «tentennamenti e perplessità dei piloti» che si oppongono all'accordo. Lasciando chiaramente intendere che nemmeno lui firmerebbe. Tentennamenti e perplessità, precisa, «motivati dal fatto che la nuova compagnia partirà in condizioni non equiparabili a quelle degli altri vettori internazionali». Pellegrino si dichiara «esterrefatto» per la circostanza che «nella nuova compagnia non c'è nessuno che abbia un'idea di che cosa significa trasporto aereo». E cita un particolare: «Dicono che la Nuova Alitalia sarà dislocata su sei o sette basi operative. Vuol dire che dovrà fare concorrenza a Ryan Air? » Insiste, l'ex capo di Aquila selvaggia, sul fatto che «uno dei provincialismi italiani è quello di non guardare a quello che accade negli altri Paesi. Diversamente sarebbe evidente che in tutto il mondo i piloti hanno un contratto separato». E se altrove, a differenza della compagnia di bandiera italiana, non hanno lo stesso potere di condizionamento aziendale, è perché «se esagerazione c'è stata, vuol dire che all'altra parte c'è stata una debolezza ». La stessa debolezza che per decenni ha fatto sì la fortuna dei piloti ma che alla fine ha portato l'Alitalia, per usare le parole di Pellegrino, «all'estrema unzione». Sergio Rizzo Nella foto d'archivio a sinistra l'assemblea di hostess e steward aderenti al «Comitato di lotta» durante gli scioperi del marzo del '79 Quello stesso anno dovette intervenire l'Aeronautica Militare per garantire i voli più urgenti (a destra)

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Sondaggio Sky-Tg24: bene l'offerta della cordata per 8 votanti su 10 (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-03 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE La privatizzazione Sondaggio Sky-Tg24: bene l'offerta della cordata per 8 votanti su 10 MILANO — Bene il salvataggio Alitalia da parte di Cai. è il risultato del sondaggio quotidiano di Sky Tg24 che ieri, dopo che la cordata guidata da Roberto Colaninno ha deciso di presentare l'offerta per acquistare gli asset della vecchia Alitalia anche senza il sì delle sigle autonome, ha chiesto al proprio pubblico di votare. Quasi 8 persone su 10, quindi circa il 79%, sono convinti che Cai abbia fatto bene. In netta minoranza, dunque, coloro secondo i quali la nuova compagnia avrebbe dovuto aspettare il sì di piloti e assistenti di volo per fare questo passo (il restante 21% di coloro che hanno deciso di intervenire). Il canale all news diretto da Emilio Carelli attraverso il servizio active e gli sms, consente quotidianamente, a chi lo voglia, di dare la propria opinione su una fra le principali notizie del giorno (nella foto Rocco Sabelli, ad di Cai).

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Piloti, monta la protesta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-11-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-11-03 num: - pag: 1 autore: di ALESSANDRO FULLONI categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia ORE DECISIVE Piloti, monta la protesta Oggi alle 15 assemblea a Fiumicino con piloti, assistenti di volo e personale di terra decisi a contrastare le proposte Cai. Una delle ipotesi è che prevalga la linea dura e si arrivi al blocco dei voli. E intanto gli addetti alle pulizie si sono fermati. A PAGINA 4

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Nuova Alitalia, cresce il fronte del no (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-11-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-03 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Fiumicino Oggi assemblea convocata dalle sigle autonome nel parcheggio: molti premono per la linea dura Nuova Alitalia, cresce il fronte del no Tensione e disservizi in aeroporto: addetti alle pulizie e autisti già fermi Alle 15 si riuniscono i piloti, gli assistenti di volo e il personale di terra più determinati a dare battaglia alle proposte Cai Fiumicino è una specie di polveriera. Oggi piloti, steward e personale di terra che rischiano il posto si riuniranno nell'assemblea generale convocata al parcheggio centrale del Leonardo da Vinci. I dipendenti Alitalia decideranno se optare per la «linea dura»: ovvero blocco dei voli e aerei a terra. Ma la situazione è tesissima anche nell'indotto, dove sono almeno 3 mila gli addetti in ansia per il futuro. I segnali preoccupanti si susseguono: da qualche giorno i lavoratori della Giaccheri (pulizie) hanno smesso il servizio alla palazzina del varco equipaggi (con la spazzatura che s'ammucchia ovunque). Giovedì gli autisti della Bracci, impresa di trasporti che al mattino preleva impiegati e dirigenti diretti alla Magliana, di punto in bianco hanno fermato le corriere. «Se non ci pagano non ripartiamo», è stata la minaccia. In serata il commissario liquidatore Augusto Fantozzi ha firmato i mandati. Sono sull'orlo della rivolta anche i conducenti della Coopsar, la cooperativa che raccoglie sotto casa comandanti e hostess: da due mesi senza stipendio, l'altra sera sono stati a un passo dallo sciopero improvviso che avrebbe impedito ai piloti di raggiungere gli aerei, fermando i voli. Ma a Fiumicino la protesta potrebbe incendiarsi già da oggi, in seguito alle decisioni che usciranno dall'assemblea indetta dai sindacati autonomi, quelli che rappresentano la maggioranza di piloti, assistenti di volo e il personale di terra più determinato a dare battaglia alle proposte Cai. Al varco equipaggi ieri non si parlava d'altro. «Stanno svendendo la compagnia», è sbottato Alessandro Valentini, quattro galloni dorati sulla giacca e 20 anni di servizio in Alitalia: «Non esiste un serio piano di rilancio. Siamo all'assurdo: ci sono aerei che volano in leasing, come gli Airbus 321, mentre altri, gli Md80, il grosso della flotta, sono bloccati incomprensibilmente a terra». è drastico l'invito di Massimo Notaro, presidente dell'Unione Piloti: «Spero che i miei colleghi non vadano a volare per Colaninno, che scelgano di restare magari senza impiego per qualche mese e poi di andare a lavorare per qualcuno che sappia rispettare i patti e sopratutto la parola data». Non che manchi chi vede in Cai la possibilità di salvezza per Alitalia, che in cassa ha circa 270 milioni di euro, «ossigeno » sufficiente per tirare avanti sino a fine novembre. Un comandante sui sessant'anni prima d'imbarcarsi per Londra ha tagliato corto: «Io sto con gli altri, con quelli della Uil (i confederali che hanno firmato l'accordo, ndr). Voglio mangiare, se non accettiamo le proposte di Colaninno non si porta la pagnotta a casa». Alessandro Fulloni \\ Alessandro Valentini Assurdo: ci sono aerei che volano in leasing ma il grosso della flotta è bloccato a terra \\ Massimo Notaro (Unione piloti) Spero che i miei colleghi scelgano di non volare per Colaninno

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Italia grande outlet: i nuovi poveri e i valori in svendita (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-11-03 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE Anteprima Aldo Cazzullo ha rivisto e aggiornato il suo saggio: viaggio in un Paese che cambia Italia grande outlet: i nuovi poveri e i valori in svendita di ALDO CAZZULLO O utlet è davvero la parola chiave dell'Italia di oggi. è impressionante quante insegne «outlet» si vedano. Sia percorrendo la lunga provincia italiana, sia il centro delle città. Alcuni «outlet» sono i centri commerciali di nuova generazione, che stanno sostituendo le piazze e i paesi come luogo di incontro; non a caso li fanno come paesi, finti ovviamente. Altri «outlet» sono semplici negozi, che il nome straniero rende appetibili e alla moda. Posti in cui si svendono capi firmati dell'anno prima o «capi difettati», come si chiamano in gergo. Ma nel nostro Paese sono in svendita beni più preziosi dei capi difettati. La svendita delle relazioni tra le persone, il degrado dei rapporti umani, è il fenomeno più importante ma anche il più sottovalutato dell'Italia di oggi. L'outlet segna il trasferimento della vita fuori dai luoghi di sempre, il centro storico, il paese, la chiesa, lo stadio, il cinema, la piazza; e mentre trasforma il centro delle città in deserto, porta i nuovi italiani nelle periferie, nelle multisala, nei parcheggi, nelle vecchie fabbriche dismesse, nei bowling, negli spacci aziendali, nei centri commerciali. Luoghi che possono essere molto tristi, ma talora anche molto gradevoli. Che vengono percepiti come più sicuri rispetto a città male illuminate e peggio frequentate. Che sono sentiti dai giovani come più adatti al fluire veloce e lieve dei corteggiamenti e dei rapporti, consumati in macchina persino al Pincio, nel centro neoclassico di Roma, figurarsi nelle aree postindustriali del Nord-Est. Svendita è una parola che può essere declinata in molti modi. La svendita dell'Alitalia, di aziende un tempo gloriose, di interi settori dell'economia nazionale. Lo shopping degli stranieri, non solo di capi firmati ma soprattutto di lavoro, marchi, professionalità. La perdita di valore del denaro: anche la corsa folle dei prezzi è un aspetto del degrado dei contatti umani. La retrocessione di intere categorie: dietro la rivolta dei tassisti, dei camionisti, delle hostess, delle tante corporazioni c'è anche la paura di vedere disconosciuto il proprio mestiere e il proprio ruolo sociale. Le classi dirigenti sembrano aver perso completamente il rapporto con la realtà e con i subordinati. Faticano a comprendere le rinunce e i timori di chi sta sotto di loro. Di un ceto medio impoverito e impaurito dalla globalizzazione, che si trova a pagare un pranzo in trattoria cinquanta euro e un pieno di benzina cento e deve quindi rinunciare a consumi e abitudini. E di un nuovo proletariato che combatte una guerra tra poveri con gli immigrati per il lavoro, per la casa, per il posto nell'asilo nido, per il letto in ospedale, financo per la sicurezza della propria persona, nell'indifferenza di chi gli immigrati chiama e talora sfrutta. Sino alla contraddizione estrema, il piccolo imprenditore leghista del Nord-Est, che tiene in fabbrica l'immigrato per dodici ore e gradirebbe che sparisse dalla circolazione nelle altre dodici. La prima cosa di cui parlano le persone che ho incontrato per discutere la prima edizione del libro - tutte, indipendentemente dalla fede politica, dal censo, dalla cultura - è l'immigrazione. Gli italiani sentono di aver subito un torto. Si percepiscono in pericolo. Faticano a vedere dietro il palese cambiamento delle loro città un fenomeno globale. Sembrano ignorarne le cause economiche, le necessità degli imprenditori, le convenienze degli sfruttatori. Considerano remote e vaghe le responsabilità dei trafficanti di uomini. Il problema sono loro, i maghrebini, i neri, gli ispanici. A volte prepotenti, sempre sentiti come invadenti. Il razzismo strisciante, alimentato da anni di immigrazione incontrollata, si manifesta in modo sempre più palese. I nuovi arrivati fanno paura. Paura fisica. Ispirano timore per l'incolumità personale. Mettono in discussione abitudini, appartenenze, sicurezze. è la globalizzazione che bussa alla porta di casa, questo male sottile che porta altrove il lavoro, che manda antiche professioni fuori mercato, che congela i salari, che fa aumentare i prezzi non solo del petrolio ma pure delle cose familiari, del pane, della pasta, della bottega sotto casa. La seconda cosa di cui parlano tutti è l'impoverimento. Queste tasse che non scendono mai: la sinistra le alza, la destra non le abbassa, si limita a strizzare l'occhio a chi può non pagarle. Questi consumi che parevano abituali, banali, scontati, e invece diventano un lusso. Questi stipendi che, con il mercato del lavoro fermo, con la meritocrazia predicata ma non praticata, con la concorrenza crescente degli stranieri, sono fermi da anni in termini nominali, e quindi sono drammaticamente diminuiti in termini reali. Ascoltati questi racconti, non era davvero difficile prevedere il risultato delle elezioni del 2008. Così come non è difficile prevedere che i sondaggi entusiasti sul nuovo governo Berlusconi sono destinati a mutare presto di segno; senza che la sinistra venga percepita come una reale alternativa. Il «Fashion District» di Valmontone, in provincia di Roma (Di Meo/Ansa)

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Crisi Alitalia? A Linate non è arrivata Al parroco "Una Ferrari in regalo" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-11-2008)

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n. 44 del 2008-11-03 pagina 0 Crisi Alitalia? A Linate non è arrivata Al parroco "Una Ferrari in regalo" di Sabrina Cottone La foto choc pubblicata sulla rivista dello scalo milanese diretta dal sacerdote. Ma è giallo sul regalo da nababbi. La replica della Società aeroportuale: "E' solo un articolo ironico, legato alla diatriba per un posto auto" Milano - Qualcuno ha regalato una Ferrari al cappellano di Linate? «Grazie Sea!» saluta don Giovanni Tremolada alla guida del bolide rosso fiammante. Quattro foto a colori sul numero di ottobre di Linate Flash City Airport, la rivista edita dal 1992 che si trova in tutte le colonnine dell?aeroporto milanese e di cui il sacerdote è direttore responsabile. Sea handling, società di gestione degli scali milanesi, ha circa mille dipendenti in cassa integrazione, divisi tra Linate e Malpensa, e in molti hanno strabuzzato gli occhi vedendo il cappellano in Ferrari: un regalo della Sea? E con quali soldi? «Uno scherzo da prete, siete dei boccaloni», risponde don Giovanni Tremolada al cellulare. E le foto? «Sì, quello sono io, ma chiunque può avere una Ferrari, anche lei o il suo direttore», risponde prima di chiudere la comunicazione e senza rivelare chi sia l?amico benestante che gli ha permesso di provare l?ebbrezza di trovarsi al volante di una Ferrari, con tanto di meccanico in divisa rossa come ai box di Maranello. Un gioco che lascia qualche dubbio, riportato in migliaia di copie e non da un ciclostile clandestino, ma su Linate Flash City Airport, rivista con redazione nella cappellanìa dell?aeroporto e diffusissima nello scalo, come avrà potuto notare chiunque atterri o decolli al Forlanini. Don Giovanni racconta nell?articolo che illustra le fotografie come la Ferrari sia un dono della Sea «per il suo cinquantesimo di sacerdozio, per il venticinquesimo di servizio all?aeroporto di Linate e per il suo settantacinquesimo compleanno». Di più, il cappellano ringrazia «il presidente, il consiglio d?amministrazione e i dirigenti della Sea per il dono tanto inaspettato quanto gradito, che lo ripaga di tutte le dimenticanze e le trascuratezze dei venticinque anni di servizio e prega per loro affinché il Signore e la Madonna di Loreto li ricambino come effettivamente meritano». Alla Sea, di fronte a una richiesta di chiarimenti, non ridono. «è un articolo ironico, legato alla vicenda di un posto auto. Dopo che la Sea gliene ha offerti tre, uno diverso dall?altro e nessuno andava bene, il cappellano è uscito fuori con questa storia», rispondono dopo molti no comment dalle relazioni esterne della società aeroportuale. Aggiunge il sacerdote che lui da anni chiedeva un posto macchina nel parcheggio coperto per la sua Golf Polo e che non gli è mai arrivato. Sul giornale, infatti, insiste: «Chissà se la Sea troverà un posto macchina fisso anche per il cappellano dopo ventiquattro anni di servizio!». «Per ora è sempre costretto a occupare un posto di emergenza, come Giuseppe e Maria, che per far nascere Gesù hanno dovuto riparare in una stalla “perché non c?era posto per loro nell?albergo!”» conclude. La rivista Linate Flash City Airport, stampata in migliaia di copie, unisce notizie religiose a cronache dell?aeroporto. Due pagine, dal titolo “Tra Sea e dintorni”, danno conto di quel che accade nell?aeroporto funestato dalla crisi Alitalia, dalla cassa integrazione e dalla progressiva diminuzione di passeggeri. E qui, in mezzo alla riapertura della Sala Vip Freccia Alata, il ristorante panoramico Gourmet e le news dalla piscina, spiccano le quattro foto della rossa Ferrari. Tra le pagine della rivista, don Tremolada trova il modo di dire grazie anche alle «gentili hostess» della Sea perché nella sala Vip custodiscono la chiave della sagrestia, sempre disponibile per i sacerdoti che volessero celebrare la messa. Ma il regalo aeroportuale più gradito, assicura il don, gli è arrivato da un senzatetto, che è andato a fargli visita mentre era malato: «Meno male che a Linate ci sono gli amici clochard». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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cai, piloti in trincea "pronti a scioperare" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)

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Pagina 1 - Prima Pagina Il fronte del no attacca il piano: il governo ci convochi subito Cai, piloti in trincea "Pronti a scioperare" ROMA - Il "fronte del no", composto dalle cinque sigle sindacali autonome dei lavoratori Alitalia, ha rifiutato l´accordo siglato il 31 ottobre a Palazzo Chigi tra la Cai e Cgil, Cisl, Uil e Ugl sui criteri di selezione del personale. La replica di Alitalia: l´offerta Cai è vincolante e irrevocabile fino al 30 novembre, l´accettazione sarà efficace solo se riferita alla stipulazione di tutti i contratti. La rottura delle trattative potrebbe portare all´astensione dal lavoro di piloti e assistenti di volo autonomi, che hanno chiesto un incontro immediato con il governo. BRERA E CILLIS A PAGINA 13

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alitalia, autonomi sul piede di guerra - paolo g. brera (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)

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Pagina 13 - Economia Alitalia, autonomi sul piede di guerra "Epifani ritiri la firma dall´accordo". Fantozzi: offerta Cai irrevocabile per un mese Il fronte del "no" si incrina: gli assistenti Anpav lasciano l´assemblea PAOLO G. BRERA ROMA - In quattro ore di «assemblea molto arrabbiata» il fronte del "no" all´offerta presentata dalla Cai per l´Alitalia perde il pistone dell´Anpav ma rilancia una battaglia che si annuncia durissima, minacciando di fatto la regolarità dei voli se il governo e la Compagnia aerea italiana non riapriranno immediatamente il tavolo delle trattative. Il documento finale, composto da due mozioni «votate all´unanimità» ieri pomeriggio nella mensa di Fiumicino da Up, Avia, Anpac e Sdl, non solo «rifiuta l´accordo del 31 ottobre» -trovato con la mediazione del governo - ma concede ampio mandato a «predisporre immediatamente ogni azione sindacale utile alla cancellazione» del lodo Letta. E l´assemblea indica la «necessità di indire frequenti assemblee per aggiornare i lavoratori sulla situazione e per prendere le decisioni conseguenti», una formula utilizzata in passato per eludere le regole rigidissime che disciplinano gli scioperi nel trasporto aereo. Sul documento manca la quinta sigla, l´Anpav: il presidente Massimo Muccioli è stato costretto a lasciare l´assemblea tra fischi e insulti di chi gli contestava d´aver firmato per primo, a settembre, l´accordo con Cai. «Hanno avuto un contratto vantaggioso - dice il presidente dell´Up, Massimo Notaro - più la defiscalizzazione e gli incentivi: com´è che Cai ha ancora bisogno di ridurre il costo del lavoro, già bassissimo? Questo è un progetto nano per un´Alitalia piccola in una nazione povera». Per questo contestano l´adesione della Cgil, chiedendole un passo indietro con il ritiro della firma in nome «delle dichiarazioni più volte rilasciate dal segretario Epifani» su «democrazia e rappresentanza sindacale». Chiedono il ripristino di «corrette relazioni industriali e sindacali con chi rappresenta realmente i piloti e degli assistenti di volo e di terra». Cioè proprio il fronte del "no": «Rappresentiamo il 90% di questi lavoratori - domanda il presidente dell´Anpac, Fabio Berti - com´è che sono state fatte scelte così devastanti escludendoci?». «Ogni forma di stesura dei contratti collettivi di lavoro unilaterale e non condivisa», avvisa l´assemblea, deve essere rigettata senza discussioni, e le trattative ripartano al più presto mirando «alla massima tutela occupazionale, anche con il ricorso a un esteso part-time». In serata arriva la replica di Alitalia: «L´offerta presentata da Cai per l´acquisto di complessi di beni e contratti di "Alitalia linee aeree italiane", di "Alitalia servizi", di "Alitalia express", di "Alitalia airport" e di Volare è vincolante e irrevocabile fino al 30 novembre, ed è unica e inscindibile per cui l´accettazione sarà efficace solo se riferita alla stipulazione di tutti i contratti». Anche quelli con i piloti e gli assistenti di volo riuniti nel fronte del "no", insomma, coi quali dunque è opportuno riaprire il dialogo. Se ciò non avverrà, i tempi cupi potrebbero estendersi ai passeggeri, come è accaduto ieri nello scalo palermitano Falcone-Borsellino in cui i dipendenti della ex compagnia di bandiera e di Alicos hanno bloccato i check-in per protesta contro i tagli annunciati da Cai, un centinaio dei 160 dipendenti nel capoluogo siciliano. «Palermo di fatto diventa un aeroporto di secondo livello», accusa Maurizio Calà (Cgil).

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tra i ribelli di fiumicino spintoni, lacrime e bimbi "pronti a bloccare i voli" - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)

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Pagina 13 - Economia Il pilota La hostess Il tecnico Le quattro ore di assemblea di piloti, hostess e personale di terra Tra i ribelli di Fiumicino spintoni, lacrime e bimbi "Pronti a bloccare i voli" Qui dobbiamo svegliarci, fare casino altrimenti "ce se magnano" Sono qui con mia figlia perché non posso certo lasciarla sola. E come me ci sono tante mamme volanti Il governo vuole mettere in ginocchio tutti i lavoratori d´Italia e non solo noi della Magliana LUCIO CILLIS ROMA - Andrea non sembra interessato al destino di Alitalia. Eppure è lì anche lui, nella sala mensa di Fiumicino dove dalle 14,30 iniziano a confluire piloti in maniche di camicia, hostess in jeans attillati, dipendenti di terra con la passione della moto e il braccio infilato nel casco. C´è anche il personale in divisa che attende l´inizio dell´assemblea fissato per le 15. Ci sono piloti con la camicia bianca e la giacca appoggiata su una sedia sgangherata, le hostess in tailleur verde che si salutano. Dietro i sorrisi, però, c´è rabbia, tensione. Le piste non sono lontane, e nonostante la crisi, sia pur con fatica, la ragnatela dei voli Alitalia regge. Alcuni dipendenti vanno di fretta, salutano alla spicciolata: «Prendo servizio tra poco, mi dispiace» dice ad un gruppetto di colleghi una assistente di volo sui trent´anni che trascina un trolley. Lei, capelli scuri e ben curati, quasi si commuove nell´imboccare l´uscita lasciando ad altri l´onere di una decisione. Andrea, nel frattempo, si muove freneticamente sul suo passeggino blu. Ha due anni. Come tanti compagni di avventure presenti lì, pensa solo a giocare mentre altri bimbi si rincorrono in uno spazio delimitato da tante mamme in divisa. Il piccolo piange, in mezzo al frastuono dei megafoni e delle voci di fondo di circa 2mila dipendenti della Magliana che a gruppetti divisi per categorie, discutono animatamente del loro incerto futuro. Ecco un´altra "mamma volante", di quelle che Cai, secondo l´accusa, preferirebbe non assumere per non avere problemi. Ha in braccio una bimba piccola: «Sta qui con me, certo, non potevo fare altrimenti...» dice. Piloti, hostess, steward e tecnici cominciano ad applaudire. Chiedono che inizi l´assemblea della resa dei conti, quella che deve sancire la separazione ormai conclamata con i confederali e spiegare cosa sta succedendo. Qui, nella mensa, uno stanzone vissuto e dall´igiene in bilico, con i tavoli di plastica consumata dal tempo, si sono viste decine di crisi Alitalia. Questa è anche l´assemblea che vuole scegliere in che modo rispondere a Cai e al governo. Magari con le maniere forti, come chiede qualcuno: «Aho - dice un pilota col fisico da rugbista, puntando il dito dritto sulla faccia di un collega - ma che cazzo dici? Calmi? Qui dobbiamo svegliarci, fare casino altrimenti ce se magnano. Capito?». La tensione è palpabile. E le mani ad un certo punto cominciano ad alzarsi e ci scappa, in mezzo alla calca, una mezza rissa, subito sedata. Segno di una rabbia e un malcontento di cui si dovrà tenere conto per evitare il collasso del sistema aereo nazionale. Qui, è bene dirlo, i giornalisti non sono ben visti, men che meno ammessi a partecipare. Sono quasi tutti relegati all´esterno. Qualcuno (una donna) urla: «Se ne trovate (giornalisti) fateli uscire a costo di spingerli per le scale, ci hanno disegnato come una categoria di privilegiati». No, non è così, e non possono certo fare scandalo i 1.300 euro al mese che in media - piloti esclusi - guadagna un dipendente Alitalia. Sono passate le 15.30 e finalmente inizia il confronto più aspro che la storia della Magliana possa ricordare. Uno ad uno, parlano tutti i rappresentanti delle sigle autonome che hanno girato le spalle a Berlusconi e agli schemi contrattuali proposti da Cai. Fischi e parolacce non mancano quando si parla dei confederali. Voci dal palco: «La Cgil? Ci deve ripensare, deve fare un passo indietro e venire con noi». Applausi a scena aperta. Ci sono due anime tra la folla che partecipa. C´è chi, tra gli arrabbiati, vorrebbe «il blocco entro 24 ore» e chi più freddo, dall´alto di una carriera decennale in cabina, chiede calma: «Quella calma che ci hanno insegnato a mettere in moto prima di reagire». Sul palco improvvisato, nascosto da centinaia di teste, prende posto Massimo Muccioli il presidente di Anpav, una sigla degli assistenti di volo. Non riesce a far sentire voce e ragioni: viene subissato da fischi e improperi. Allora urla anche lui per farsi sentire ma il dialogo è interrotto e lascia amareggiato la sala. Il fronte del no perde un pezzo su cinque sigle. Cominciano a fioccare gli interventi. Un addetto di terra, in particolare, punta l´indice sul governo Berlusconi «che vuole fare carne di porco della categoria e del lavoro in Italia, non solo qui alla Magliana». E lamenta anche «il totale disinteresse verso i colleghi precari e quelli dell´indotto che non percepiscono già dal mese scorso lo stipendio». Duro l´Sdl e anche i piloti Fabio Berti e Massimo Notaro, Antonio Divietri di Avia e tutti gli altri leader autonomi che riescono a tenere a bada, anche se per i capelli, l´assemblea. Ma alla fine, dopo 4 ore, il popolo di Alitalia è su una rotta ben definita: le parole magiche sono "mobilitazione", "assemblee", "condivisione" con i colleghi delle prossime mosse. Che si preannunciano amare per tutti, passeggeri compresi.

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le virtù della globalizzazione summit di economisti a frascati (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XIV - Roma Le virtù della globalizzazione summit di economisti a Frascati Appuntamento a Frascati. Perché non c´è solo il pensiero tremontiano. E il crollo delle merchant bank non è il fallimento della globalizzazione. Per due giorni, il 20 e 21 novembre, Glocus, il think tank democratico, di Linza Lanzillotta, già ministro di Prodi e assessore nelle due giunte Rutelli, ha deciso di riunire un gruppo di economisti, politici, banchieri, intellettuali per declinare la crisi mondiale senza i paradigmi del tremontismo. Va da sé che non ci sarà il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il quale, ormai sedotto dal revival dell´economia sociale di mercato, riscoperta - ma solo a parole - dal ministro di Via XX settembre, ha detto qualche giorno fa: «Dobbiamo liberarci dall´ideologia mercatista e guardare in faccia la realtà». E per guardare in faccia la realtà, ma da un altro punto di vista, Glocus ha chiamato a Frascati il bocconiano Francesco Giavazzi. Che a Tremonti ne ha perdonate poche: non i dazi e il protezionismo, amati dai neo-conservatori di ogni latitudine; non gli aiuti statali all´Alitalia, mascherati in tante forme e già visti negli anni Ottanta con il caso Alfa Romeo; non i tagli, che - come ha scritto - «applicati pro-quota colpiranno in egual misura un po´ tutti: sia le attività che sono puri sprechi sia quelle che dovrebbero essere potenziate». Accanto a Giavazzi, forse uno degli ultimi liberisti doc: Daniel Gros, direttore del Centro studi per le politiche europee di Bruxelles. Lui, di fronte all´attivismo di chi (compreso il nostro ministro dell´Economia) vorrebbe cambiare tutte le regole del gioco, è stato tranchant: «Bisognava pensarci prima. Adesso non serve più». Ora serve concretezza e meno ideologia. Anche quella "anti-mercatista". A Frascati è stato invitato pure Alessandro Profumo, numero uno di Unicredit, il banchiere poco "di sistema" e po´ anche di sinistra, che ha pagato più degli altri l´effetto domino dei subprime. Molto meno - certo - della fallita Lehman Brothers. Che ai Castelli, in qualche modo, ci sarà: con Francesco Caio, già vicepresidente della sezione internazionale della banca d´affari. E parlerà - appunto - di "buone e cattive notizie dalla globalizzazione". r.maniarepubblica.it

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alitalia, il no di punta raisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Palermo I sindacati: "Il piano declassa l´aeroporto". L´assessore ai Trasporti: "Impegno del governo per aiutare gli addetti" Alitalia, il no di Punta Raisi Assemblea contro il taglio di cento dipendenti. Disagi ai check-in I dipendenti Alitalia di Palermo dicono no al piano di Cai: ieri i lavoratori hanno manifestato all´aeroporto Falcone Borsellino. Prima un´assemblea, poi la decisione di rallentare le operazioni di imbarco, bloccando sei dei sette check-in solitamente aperti con inevitabili code. «Lo scalo palermitano è stato declassato da Cai ingiustamente - denunciano - perché i politici siciliani stanno a guardare?». I 42 dipendenti a tempo determinato non saranno confermati, mentre solo sessanta dei 174 lavoratori in pianta organica conserveranno il posto di lavoro. Il caso Palermo diventa anche un caso politico con il Pd che chiede a Regione e Comune di intervenire per salvare l´aeroporto. L´assessore ai Trasporti Giambattista Bufardeci assicura che sosterrà la vertenza dei lavoratori: «Sono al loro fianco». SARA SCARAFIA A PAGINA II

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tagli a punta raisi scoppia la protesta cortei e disagi ai check-in - sara scarafia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Palermo Tagli a Punta Raisi scoppia la protesta cortei e disagi ai check-in La paura dei lavoratori per i 100 esuberi annunciati Pd e Cgil: "Scalo declassato" SARA SCARAFIA I 42 dipendenti a tempo determinato sono di fatto già a casa, mentre solo sessanta dei 174 lavoratori in pianta organica conserveranno il posto di lavoro. Ieri, per la prima volta, i dipendenti Alitalia di Palermo hanno manifestato all´aeroporto Falcone Borsellino per dire no al piano di Cai. Prima un´assemblea, poi la decisione di rallentare le operazioni di imbarco: per tutto il pomeriggio ha funzionato solo uno dei sette check-in solitamente aperti. Tutte le altre postazioni sono state occupate dai lavoratori che chiedono tutele per il loro futuro: «Lo scalo palermitano è stato declassato da Cai ingiustamente - denunciano - perché i politici siciliani stanno a guardare?». Il caso Palermo diventa anche un caso politico con il Pd che chiede a Regione e Comune di intervenire per salvare l´aeroporto. L´assessore ai Trasporti e vice presidente della Regione Giambattista Bufardeci assicura che sosterrà la vertenza dei lavoratori: «Mi metterò subito in moto per cercare di aiutare sia i dipendenti dell´aeroporto che quelli del call center Alicos - dice Bufardeci - sono al loro fianco». All´aeroporto ieri il clima era teso. I passeggeri in partenza si muovevano tra bandiere e cori. Da un lato c´erano le hostess di terra e gli operai che si occupano delle operazioni di imbarco e di sbarco, dall´altro un gruppo di dipendenti Alicos che rappresentavano i 1.600 lavoratori del call center. Slogan, bandiere e cartelli per chiedere certezze nel futuro, mentre ai check-in c´erano lunghe code di passeggeri che, nonostante i disagi, hanno solidarizzato con i manifestanti. Del resto, nonostante fosse aperto un solo sportello, i voli per Roma e Milano sono partiti in orario. I dipendenti guardano a Cai - che subentrerà a Alitalia - con terrore: un centinaio di lavoratori, secondo il piano presentato dalla cordata, da dicembre sarà in cassa integrazione. «è inaccettabile - dice il segretario generale della Filt Giacomo Rota, che guida la protesta - Cai ha deciso che Palermo non sarà più uno scalo strategico con tutto quello che questo comporterà per i palermitani e per la Sicilia occidentale. Hanno deciso di trattare lo scalo palermitano come uno scalo turistico: la conseguenza sarà che solo sessanta dei 174 lavoratori conserveranno il posto di lavoro. Per non parlare poi dei precari: per anni, pur lavorando con contratti in perenne scadenza, hanno garantito i servizi». Oggi alle 4,30 del mattino i lavoratori saranno ancora una volta in aeroporto a manifestare «per cercare di intercettare i politici in partenza per Roma», mentre domani l´appuntamento è in piazza Pretoria davanti a Palazzo delle Aquile. Nunzio Vitale, operaio Alitalia, sta per sposarsi. «Lavoro da precario per la compagnia da sei anni - racconta - per ben dieci volte i contratti sono scaduti e mi sono stati rinnovati. Il 31 ottobre, però, è scaduto l´ultimo. Ma non ci sarà nessun rinnovo. Né per me, né per gli altri 41 operai a tempo determinato. è incredibile ritrovarsi da un giorno all´altro senza un lavoro». La paura attanaglia anche gli assunti che rischiano di passare il Natale in cassa integrazione. Michele La Rosa, padre di quattro figli, il più piccolo di appena quattro anni, lavora all´Alitalia dal 1996. «Dopo dodici anni di servizio non so se dal primo dicembre avrò ancora un lavoro», dice. Monia Maiorana, 29 anni, hostess di terra, è stata assunta ad aprile dopo otto anni di precariato. Sognava un futuro sereno, un matrimonio, dei figli. «Mi sentivo finalmente felice - dice - adesso di certo sarò tra le prime a finire in cassa integrazione». Anche Rosalba Vella ha ventinove anni. Lei è una dei 1.600 assunti all´Alicos, il call center della compagnia aerea. «Lavoro all´Alicos da sette anni - dice - adesso che ho quasi trent´anni rischio di perdere il lavoro. Io e miei colleghi cresciuti rispondendo ai viaggiatori Alitalia di tutto il mondo abbiamo diritto a un futuro sereno». Angela Biondi, segretario generale della Slc Cgil di Palermo, segue la vertenza degli operatori del call center. «Sul destino di questi lavoratori non è stata spesa nemmeno una parola - dice - nessuno si è preoccupato di spiegare che ne sarà di Alicos e dei suoi dipendenti, nonostante Alitalia abbia il 40 per cento delle azioni. I posti di lavoro vanno salvaguardati». Maurizio Calà, segretario della Camera del lavoro, chiede alle istituzioni di intervenire: «Bossi riesce a difendere Malpensa, la classe politica palermitana difenda l´aeroporto di Palermo e il call center». Ieri il Pd è sceso in campo a fianco dei dipendenti. Per Pino Apprendi, deputato regionale, «il governo regionale deve contrastare i tagli occupazionali», mentre il deputato nazionale Alessandra Siragusa ha presentato una interrogazione sul futuro dei dipendenti Alicos. Tonino Russo, vice presidente del Pd in Sicilia, chiede il rilancio dello scalo, mentre il consigliere comunale Maurizio Pellegrino proporrà una seduta straordinaria di Sala delle Lapidi dentro all´aeroporto. Ieri a protestare c´erano anche quattro lavoratrici della biglietteria Merdiana licenziate dopo che la compagnia ha ceduto il servizio a Gesap: «Gesap ci aveva assicurato il posto di lavoro - dice Teresa Venniro, che ha perso il lavoro dopo quindici anni mentre era in maternità - invece ci hanno dato il ben servito». Maria Valentina Catalano si è appena sposata: «Qualcuno ci aiuti».

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due secoli in duemila immagini - tiziana cozzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XIV - Napoli Due secoli in duemila immagini Presentata la "Storia Fotografica d´Italia" di Wanderlingh e Salwa Dalla guerra ?15-18 a Mani pulite, dal crollo del Muro di Berlino alle Torri gemelle TIZIANA COZZI C´è il racconto nero di un´Italia sfibrata dalla dittatura fascista e dalla guerra e la cronaca vibrante di un paese dilaniato dal sangue delle stragi mafiose, piegato dalle logiche del terrorismo. Quello di tangentopoli, delle piazze, dei girotondi e dell´economia globalizzata. Due secoli di fatti e oltre cento anni della nostra storia sono in mostra da domani e fino al 30 novembre alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri. Ventiquattro pannelli fotografici per un percorso cronologico negli eventi più rilevanti della cronaca italiana, a cui si mescolano decenni di cronistoria napoletana. Trenta le fotografie esposte, realizzate dai migliori reporter e scelte tra le 2000 immagini che compongono la "Storia Fotografica d´Italia", grande opera editoriale sugli episodi della storia che dai primi del Novecento arriva fino allo scorso agosto. Un progetto imponente portato a termine da un piccolo, storico editore come Intramoenia di Attilio Wanderlingh, che ne è anche curatore assieme a Ursula Salwa. Il filosofo Aldo Masullo ha inaugurato l´esposizione e presentato anche il quinto e ultimo volume della serie, dedicato agli ultimi ventidue anni di cronaca nazionale. Ad aprire e a chiudere il percorso temporale (dal 1986 al 2008) la scelta di due foto simbolo di altrettante proteste: la "pantera" degli anni Ottanta e la crisi dell´Alitalia. Più di 1600 pagine complessive, trenta fotoreporter impegnati soltanto nell´ultimo volume (tra cui Tano D´amico, Luciano Ferrara, Claudio Corrivetti, Sergio Siano, Gianni Fiorito, Rino Barillari e agenzie storiche come Contrasto, Getty, Reuters, Reporters Associati) per un efficace memoriale per immagini che dalle lontane sequenze della guerra arriva fino ai ricordi più recenti. In mostra una Palermo presidiata dai blindati della polizia alla fine degli anni Ottanta, ai tempi del maxi-processo alla mafia condotto dai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La pioggia di monetine su Bettino Craxi all´uscita dell´hotel Raphael. Il crollo del Muro di Berlino e la catastrofe di Chernobyl. Le stragi di mafia, i giorni di Genova, l´attacco alle Twin Towers, le sfilate per la pace nei Balcani, in Afghanistan e in Iraq. Le fotografie sono accompagnate a brani estratti dalle colonne dei quotidiani del tempo. La "Storia Fotografica d´Italia" si aggiunge alla raccolta dedicata a Napoli che lo scorso anno si è conclusa con la pubblicazione del nono volume. Un vero e proprio archivio fotografico della città che mostra un secolo di storia, grazie a scatti inediti che l´editore ha ricevuto dagli Archivi Troncone e Carbone, che restano un documento ben ordinato cronologicamente. Nel volume si ritrova anche la Napoli contemporanea, quella degli omicidi di camorra e quella delle cariche e dei pestaggi del Global Forum. L´obiettivo ha immortalato momenti simbolici come l´abbattimento delle ciminiere dell´Italsider (avvenuto nel 1998) ed eventi balzati alla ribalta della cronaca come la strage dello scorso agosto a Castelvolturno.

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Alitalia, è ancora scontro Piloti e hostess sulle barricate (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 04-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia, è ancora scontro Piloti e hostess sulle barricate Sale la tensione tra piloti e assistenti di volo del «fronte del no», ieri riuniti a Fiumicino. Dopo tre ore l'assemblea ha votato due documenti che rigettano l'accordo del 31 ottobre di Palazzo Chigi. «Con tutta questa discrezionalità sulle assunzioni, l'anzianità che conta e no per i piloti, lo sai alla fine il criterio di scelta quale sarà? La raccomandazione, perché qui mica stiamo in Svezia, stiamo in Italia». Per questo Claudia, impiegata 45enne di Alitalia ieri ha voluto dire no all'ultima proposta Cai, firmata il 31 ottobre dai confederali e Ugl. Ieri con altri 1500 lavoratori, ha partecipato all'assemblea delle sigle ribelli presso la sala mensa dell'aeroporto romano di Fiumicino. I lavoratori hanno fischiato chiunque nominasse la parola Cai, hanno battuto le mani ai sindacalisti che dicevano «Ora basta» e infine deciso di adottare la linea della fermezza: «O Cai riapre un tavolo o sarà protesta dura» ha detto Andrea Cavola dell'Sdl. Dopo quattro ore di lavori a porte chiuse, parole grosse contro i giornalisti-servi e il leader dell'Anpav Massimo Muccioli, costretto ad abbandonare la sala, l'assemblea di Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl, ha votato due mozioni all'unanimità. La prima voce della prima mozione dà mandato alle cinque sigle di intraprendere «tutte le azioni sindacali utili a cancellare l'accordo del 31 ottobre». Alle stesse sigle la mozione chiede di trattare con Cai e il governo per rimodulare il piano assunzioni in modo da contrattualizzare, anche usando il part time, quanti più lavoratori possibile. La seconda mozione, invece, chiede alla Cgil di ritirare la firma del 31 ottobre. Uno spiraglio per il dialogo c'è, dunque, ma è davvero l'ultimo. Altrimenti sarà sciopero. Bocciata la linea oltranzista che voleva mobilitazione subito e tra i lavoratori, a un certo punto, volano anche due schiaffi. Un giornalista vede: in 20 gli intimano a muso duro di allontanarsi. La linea che vorrebbe subito lo sciopero resta una proposta di pochi che non si traduce neppure in un foglio scritto e non arriva ai voti: «Non potevamo farci vedere divisi» - spiega una fonte sindacale. Dunque si finisce con due mozioni votate all'unanimità e il segretario generale dell'Sdl Andrea Cavola che con gli altri leader sindacali, dice no alla mediazione del governo chiedendo a Cai di tornare al tavolo: «Non è possibile che ogni volta si chiami zio Letta come arbitro, la Cai deve venire al tavolo con noi». Intorno hostess, steward, piloti. Non gli va giù che Cai applichi la legge 104 solo ai figli minori, o che Cai si impegni ad assumere solo donne e lavoratori, in congedo obbligatorio. «E poi - lamentano - non c'è il rispetto del contratto Air One a cui rimandavano gli accordi di settembre, per quanto riguarda le indennità di trasporto e le indennità notturne e i giorni di ferie». Ultima chiamata per Cai, urlata ieri da hostess e piloti. GIOIA SALVATORI ROMA gioiasalvatori@libero.it

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una difesa targata inter per arrivare fino in vetta - luigi bolognini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)

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Pagina XVIII - Milano Una difesa targata Inter per arrivare fino in vetta Il vincitore assoluto sarà premiato a fine campionato con una Fiat 500 Ogni martedì risultati e classifiche del campionato di calcio virtuale LUIGI BOLOGNINI SI può vincere al Fantacalcio anche avendo due insufficienze in squadra. Per informazioni chiedere a SqdFantarobby9, che vince la classifica di giornata per Milano e provincia con un bell´85 un po´ frenato dal 4 di Julio Cesar e dal 5,5 di Ferreira Pinto. Ma quando si hanno quattro gol in campo e un quinto ti entra dalla panchina c´è poco che può frenarti: Maicon, Cordoba, la doppietta di Acquafresca e in più Conti, subentrato a Montolivo. E la rete del centrocampista del Cagliari dà lo sprint decisivo per battere il team Come l´Alitalia (autoironia o scarsa fiducia nei proprio mezzi? Comunque Alitalia va ben peggio), che ironicamente aveva quasi tutti gli stessi marcatori: proprio Conti, ma anche Maicon e Acquafresca, a cui aggiungere Bellucci. La differenza l´hanno fatta i voti dei giocatori che non hanno segnato, su tutti il 5 di Delvecchio. A livello nazionale è duello tra Milano e Roma: se è in testa, con 778 punti la romana soulful, è vero che al secondo posto a quota 772 c´è la milanese Fantapippa03, che ovviamente è anche la primatista della provincia. Adesso bisogna già pensare all´undicesimo turno, quello che si disputerà nel prossimo fine settimana. Non prima, però, di un turno di Coppa che può regalare infortuni e turnover. Per questo fino alle 17.30 di sabato 8 (che è il termine ultimo anche per dare le formazioni per la nuova sfida) sarà possibile modificare la propria fanta-squadra, almeno per i 106mila fanta-presidenti che hanno iscritto una squadra al gioco di Repubblica. E chi non è iscritto? Non è mai troppo tardi. Basta registrarsi sul sito fantacalcio. repubblica. it e seguire le istruzioni per ricevere immediatamente un bonus di 68 punti per ogni turno già disputato. Iscrivendosi da oggi si parte da quota 680, quindi: un bottino mica male per concorrere non solo per le classifiche di turno, ma anche per quella generale (che a fine stagione premierà il manager campione con una Fiat 500). Da domani sul sito milano. repubblica. it saranno pubblicate tutte le graduatorie dei milanesi.

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ROMA Il fronte del no boccia l'accordo sui contratti tra Cai e sindacati per la n... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 04-11-2008)

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Martedì 04 Novembre 2008 Chiudi ROMA Il fronte del «no» boccia l'accordo sui contratti tra Cai e sindacati per la nuova Alitalia. Piloti e assistenti di volo fanno scattare la mobilitazione. Il fronte però non sembra più compatto: l'Anpav ha abbandonato l'assemblea.

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<Non è il '68. Contestazioni manovrate> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-04 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Gianni Puglisi, rettore Iulm «Non è il '68. Contestazioni manovrate» «Sono stato uno dei capi del '68. Non me ne vanto, almeno per intero. Comunque, dicevo, nel '68 c'ero. E c'ero nel '77, c'ero nell'88, ero preside di Facoltà... Proviamo a immaginare dove vuol arrivare: non è il caso di fare confronti tra queste e quelle contestazioni, tra questi giorni e quegli anni. «Io, oggi, un grande movimento studentesco, proprio non lo vedo. Anzi: i ragazzi vorrebbero creare un crescendo di iniziative. Qui, mi pare più uno smosciando ». E però qualcuno dice, a proposito dei contestatori: almeno questa benedetta gioventù considerata senz'anima e spina dorsale si fa sentire, si dà da fare, s'è svegliata. «Domanda: si sono svegliati o piuttosto sono stati svegliati?». Alla sua domanda, Gianni Puglisi non risponde («No, non spetta a me»). A Puglisi — rettore dello Iulm e vicepresidente Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane —, del resto, interessa dire, e sottolineare, una cosa soprattutto: «Di spazio per il dialogo, ce n'è». Esempio? «Molti giovani, spontaneamente, in passato, sono venuti da me, all'improvviso, per un confronto. Li ho ricevuti, abbiamo discusso. E non c'è stato nessun problema. Nessuno». Niente blitz, niente occupazioni... «Aspetti un attimo. Occupazioni... ripeto, io che nel '68 c'ero, insomma, le occupazioni sono un'altra cosa... Oppure prendiamo il Politecnico, ieri. Magari c'era qualcuno agitato, ma poi? è finita lì. Credo sia il caso da parte di tutti quanti di abbassare i toni. Di non accostare, nelle critiche, nelle offese, nelle generalizzazioni, l'Alitalia e l'università, i piloti degli aerei e i baroni». Chi li accusa dice che sia i piloti sia i baroni hanno i loro bei privilegi. E che privilegi. «Non siamo sullo stesso piano. A cominciare dagli stipendi...». Professore, gli atenei hanno ugualmente una lunga fila di guai... «Allora, c'è una questione-università? Bene. La politica ne prenda finalmente atto e inizi una seria concertazione. E, davvero, smettiamola di demonizzare gli atenei e chi ne fa parte. Nell'università ci sono i buoni e i cattivi, i talentuosi e quelli privi di talento, i bravi e i brocchi. Ovunque è così, in tutti i mestieri, e lei che fa il giornalista immagino mi capisca». Andrea Galli

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Alitalia, si mobilita il fronte del no (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 04-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Martedì 04 Novembre 2008 Chiudi Piloti e hostess bocciano l'accordo. Ma l'Anpav lascia l'assemblea Alitalia, si mobilita il fronte del no

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ANCHE la Roma, che inanella una sconfitta dopo l'altra e che tracolla verso la s... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 04-11-2008)

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Martedì 04 Novembre 2008 Chiudi di MAURIZIO COSTANZO ANCHE la Roma, che inanella una sconfitta dopo l'altra e che tracolla verso la serie "B", attiene all'attualità. L'Alitalia stenta a decollare, addirittura rischia di rimanere ferma nell'hangar, mentre la Roma ha sbagliato direzione di marcia e anziché verso Nord, va verso Sud; anziché salire, scende. Mentre il governo può intervenire o cercare di intervenire, sui problemi Alitalia, per quelli della Roma forse non vale nemmeno un viaggio della speranza a Lourdes. O ad altro santuario, a scelta. Non da improvvisatori, dato che li abbiamo già conosciuti.

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Dottor Gervaso, tutti i suoi lettori aspettano con ansia di poter riprendere la lettura d... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 04-11-2008)

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Martedì 04 Novembre 2008 Chiudi Dottor Gervaso, tutti i suoi lettori aspettano con ansia di poter riprendere la lettura delle sue risposte nella rubrica "A tu per tu". Ci dia un segnale. Buona convalescenza. Antonio Fantini Lanciano (CH) fantinil@libero.it Caro Dottor Gervaso, spero le possa giungere l'espressione della mia solidarietà, nonché l'augurio di rimettersi presto in piedi. Certo, alla nostra età, la ricarica delle batterie avviene più lentamente. Io stesso me ne sono accorto quando, mesi fa, ho dovuto farmi operare di ernia inguinale, per mia fortuna bilaterale, sicché, se non altro, grazie alla simmetria delle due cicatrici di dodici centimetri ciascuna, l'estetica non è stata compromessa. Auguri e un cordiale saluto. Antonio Benazzo abenazzo@hotmail.com - Caro Dottor Gervaso, spero che stia bene e torni presto a farci sorridere e riflettere ogni giorno con le sue pillole di vita vissuta. Antonella Izzo antonellaizzo1971@libero.it Grazie, cari amici. Lettere augurali e sollecitazioni a riprendere questa rubrica ne ho ricevute uno sterminio. Mi hanno fatto un immenso piacere e le custodirò come reliquie nel mio ormai sovraffollato archivio. Quando, alla fine di aprile, vi annunciai la sospensione provvisoria della rubrica, pensavo che in un paio di settimane avrei ripreso la penna in mano e sarei tornato fra voi. L'intervento cui dovevo sottopormi - una protesi totale al ginocchio - era delicato, sì, come tutti gli interventi, ma di routine (decine di migliaia d'italiani, non più nel fiore degli anni, lo subiscono). L'ortopedico cui mi sono affidato è un fuoriclasse e in sala operatoria tutto è filato liscio. Poi, le complicanze: un'importante anemia, seria e ostinata, mi ha costretto all'inattività per tutto questo tempo. Molto me ne ha portato via anche la riabilitazione. Oggi, a cose fatte, a fastidiosi imprevisti superati, dopo una lunga e meritata vacanza, rieccomi in sella, con un ginocchio nuovo, che non mi costringerà più ad appoggiarmi a un bastone, a un amico, a mia moglie. In caso di bisogno o d'incendio, potrò fuggire con le mie gambe. L'esperienza passata mi ha vieppiù convinto (ma, in fondo, lo sono sempre stato) che la "salute è uno stato provvisorio che non lascia presagire niente di buono". A parte i dolori al ginocchio e la difficoltà deambulatoria, prima di consegnarmi fiducioso al professor Cherubino, preside della Facoltà di Medicina di Varese, mi sentivo un leone. Avrei dovuto insospettirmi e, invece, ho pensato che questa condizione fosse normale. E così ho affrontato l'intervento a cuor leggero. Non lo farò più. Alle prime avvisaglie di benessere, mi metterò a letto e, se lo stato di grazia dovesse persistere, mi ricovererò. In questi mesi è successo di tutto, fino alla penosa telenovela dell'Alitalia, allo tsunami borsistico, alle zuffe sulla riforma scolastica Gelmini. Ad aprile il Cavaliere aveva già vinto le elezioni con un'inequivocabile maggioranza. Le sorti del Campidoglio, invece, non erano ancora state decise. I pronostici aggiudicavano la palma a Rutelli, ma i quiriti lo hanno trombato. Alemanno ce l'ha fatta, e ce l'ha fatta, come si dice, "alla grande". Il leader di Alleanza Nazionale, confluita con Forza Italia nel Popolo delle Libertà, ha capito quello che il "piacione Franciasco" non aveva capito: che i romani non ne potevano più di buonismo, che non è sinonimo di bontà e di altruismo. Non ne potevano più di permissivismo, di corriva tolleranza. Il delitto di Tor di Quinto (la signora Reggiani aggredita, stuprata, uccisa da un rom) li aveva turbati, preoccupati, indignati. L'Urbe, checché ne dicano i bardi e gli agit-prop degli ultimi due sindaci "progressisti", non è stata, sotto il loro "regno", un'oasi di ordine, di pulizia, di efficienza. E non me ne vogliano l'attuale leader del Partito Democratico, l'effimero Walter Veltroni, e l'ineffabile ex radicale, ex verde, ex tutto, Francesco Rutelli. Non che ai quiriti non piacciano le maratone, le notti bianche, i concerti in piazza, le chiacchiere e il fumo dei suoi ecumenici amministratori. Gli piacciono, ma a una condizione: che il resto funzioni, che il cittadino possa rientrare la sera a casa senza il rischio, anche in pieno centro, di essere scippato o rapinato. Non abbiamo niente contro gli immigrati che nella "Città Eterna" non si contano. Quelli con il permesso di soggiorno e un lavoro - l'abbiamo scritto mille volte - siano i benvenuti. I clandestini, no. O si mettono in regola o tornano a casa. La malavita nostrana ci basta e avanza. Non abbiamo bisogno di manodopera criminale forestiera. Queste cose Alemanno le ha capite e, ciò che più conta, le ha fatte capire ai romani. È un leader con fior di attributi, che non si perde in chiacchiere e non promette la luna nel pozzo. Se riuscirà a pelare tutte le gatte ereditate dai predecessori, non so. Quel che so è che ci proverà. Senza demagogiche ruffianerie, senza caramelloso evangelismo. atupertu@ilmessaggero.it

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Insulti e mozioni: tra i piloti del no in assemblea (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-04 num: - pag: 1 autore: di FABRIZIO RONCONE categoria: REDAZIONALE Trattativa Alitalia Il racconto della riunione segreta dominata da Berti Insulti e mozioni: tra i piloti del no in assemblea ROMA — Insulti, spinte, tensione: l'assemblea del fronte del «no», vista dall'interno, è stata tutto questo, ma è stata anche un piccolo capolavoro del comandante Fabio Berti, gran capo dell'Anpac, abile e spregiudicato. Parte all'attacco, poi frena. E la mozione finale unitaria apre alla trattativa. ALLE PAGINE 8 E 9 Baccaro

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Il fronte del <no> resiste <Via l'accordo di ottobre> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-04 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Il fronte del «no» resiste «Via l'accordo di ottobre» Ma l'Anpav si dissocia. La richiesta di riprendere i negoziati con Cai Pressing degli autonomi sulla Cgil contro il lodo Letta. Il commissario: l'offerta Cai è valida fino al 30 novembre ROMA — C'è anche lo sciopero tra gli strumenti di lotta che i quattro sindacati, Anpac, Up, Sdl e Avia, non firmatari degli accordi con Cai, hanno individuato nell'assemblea di oltre tre ore tenutasi, a porte chiuse, nella mensa di Fiumicino. Quanto alla quinta sigla che si era autoesclusa a Palazzo Chigi, l'Anpav, sindacato cui sono iscritti 545 assistenti di volo su 4 mila, il suo rappresentante, Massimo Muccioli, ha lasciato l'assemblea perché sommerso da fischi e insulti. Muccioli era stato il primo del fronte del no a firmare l'accordo- quadro proposto da Cai (Compagnia aerea italiana) a settembre. E sempre per aver firmato, sia pure in un secondo momento, sono stati fischiati anche gli altri quattro sindacati. Insomma l'assemblea ieri ha espresso posizioni molto intransigenti che non si sono tradotte però in un'azione di lotta precisa, forse per debolezza, forse per senso di responsabilità. I lavoratori hanno dato mandato ai sindacati di predisporre «ogni azione sindacale utile a cancellare l'accordo del 31 ottobre » contro cui il voto è stato unanime. Ma è passata anche una seconda mozione con cui si chiede alla Filt-Cgil di ritirare la firma al «lodo Letta», la formula che rimette al sottosegretario alla presidenza del Consiglio la mediazione sulle difformi interpretazioni degli accordi. Una manovra insidiosa, quella dell'assemblea, che sembra puntare a coltivare i forti malumori della categoria in seno al maggiore sindacato. Sempre ieri il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha fornito ulteriori informazioni sull'offerta Cai, «vincolante e irrevocabile fino al 30 novembre», giorno previsto per l'esecuzione della stessa. Corrispettivo, modalità e termini, però, rimarranno coperti finché il «perito indipendente», Banca Leonardo, non avrà trasmesso la propria valutazione. L'offerta riguarda beni, contratti, crediti e debiti. Tra i primi ci sono gli aerei, anche ipotecati, i motori, i macchinari e le automobili. Sono compresi anche i marchi, i nomi di dominio, le informazioni aziendali e il know-how tecnico-industriale, i sistemi informatici e le banche dati. C'è poi il capitolo dei diritti di atterraggio e decollo, utilizzati o meno (non si cederanno dunque, slot liberati), e tutti i diritti di sorvolo e di traffico, utilizzati o meno, tranne quelli del cargo. Per quanto attiene ai contratti, Cai assumerà tutti quelli necessari per assicurare «il trasporto aereo senza interruzioni », una spiegazione che sembra diretta a escludere che il trasferimento degli stessi prefiguri quella «continuità» su cui l'Ue indaga. I debiti sono quelli che derivano dalle ipoteche sugli aerei che verranno così cancellate. Secondo indiscrezioni ammonterebbero a 650 milioni. L'offerta prevede infine una serie di «operazioni preliminari » all'esecuzione: la stipula dei contratti tra Cai e Atitech, e Cai e Alitalia Manutenzione. La Nuova Alitalia è disponibile infine ad assumere una partecipazione di minoranza nella società cui verrà ceduto il cargo. Rallenta invece il fronte delle alleanze: Air France-Klm resta in prima linea, ma l'offensiva della Lega si fa sentire. Il 1Ë? dicembre, data di partenza convenzionale della Nuova Alitalia, la compagnia potrebbe partire con due alleanze opposte: la Skyteam che farebbe capo alla Vecchia Alitalia e la Star Alliance, portata in dote da Air One. Fischi alle firme Per protesta con le firme sull'accordo quadro con Cai, fischi all'Anpav e alle altre sigle sindacali Antonella Baccaro

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12.566 (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-04 num: - pag: 8 categoria: BREVI 12.566 i dipendenti dell'Alitalia che verranno assunti dalla Cai e che confluiranno nella Nuova Alitalia dal 1Ë? dicembre

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Urla e mozioni, poi Berti disse: trattiamo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-04 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE La storia Dentro l'assemblea Urla e mozioni, poi Berti disse: trattiamo Il capo dei piloti prima studia la platea, poi la frena. Dal palco: «Gli italiani non sono con noi» ROMA — Sono le sette della sera e andiamo via dal tanfo di questa enorme sala mensa, nell'area tecnica dello scalo respiriamo tutti finalmente l'odore buono della salsedine che arriva dal mare, da Fiumicino: sugli appunti, quattro ore di un'assemblea prima eccitata, nervosa, quasi irragionevole, che gridava all'insurrezione, allo sciopero, alle barricate, e poi però di colpo piatta, mansueta, e con gli incendiari spenti, a testa china, in un angolo. Andiamo via dopo aver votato una mozione assai diplomatica, moderata, quasi governativa, che vince con centinaia di voti a favore, quattordici contro e quattro, al massimo cinque (se quella mano laggiù non è di uno che sta salutando) astenuti. Abbiamo votato pure noi perché costretti, perché ad un certo — quando il comitato di lotta e quelli dei Cub han cominciato a fomentare la folla di piloti, assistenti di volo e personale di terra contro i mass-media — s'è scatenata la caccia al cronista infiltrato e allora in due o tre abbiamo davvero dovuto metterci nella parte, e fare i finti tonti. Ma adesso che usciamo la sensazione è precisa: quest'assemblea è stata un piccolo capolavoro del comandante Fabio Berti, il gran capo dell'Anpac, l'ex parà della Folgore (vicino, dicono, ad An) con moglie e tre figli e poi soprattutto con la faccia perfetta per una fiction televisiva; ma che — viene da scriverlo con una certa sicurezza — non è solo un fenomeno mediatico: all'opera, in un pomeriggio sindacale delicatissimo, Berti si dimostra infatti abile, spregiudicato e furbo. Anzi, furbissimo. Per capirci: l'assemblea comincia con toni tosti, a porte chiuse. Fotografi e telecamere fuori. Si entra solo mostrando un tesserino dell'Alitalia. Molti dipendenti senza la divisa, alcune hostess con i figlioletti in carrozzina. Primi interventi: Antonio Di Vietri, leader dell'Avia (assistenti di volo), che arringa e poi, posato il microfono, si volta e fa: «Oggi è la nostra linea del Piave. La Cai deve fare marcia indietro sia sui contratti, sia sui criteri di scelta del personale... Vedrete, prenderemo decisioni di lotta durissime...». Quindi tocca a Berti: che però parte piano, laconico. Racconta la dinamica degli avvenimenti, una cronaca asciutta, indecifrabile. Che, infatti, agita qualche animo. «Ci avete stufato!». Poi qualche brutta parola. Poi, davanti al tavolo della presidenza, si scatena, improvvisa, addirittura una piccola rissa. Fatta di spinte e insulti (con due schiaffi, forse). La Gloria De Marchis, 51 anni, hostess da 31 in azienda, sbuffa preoccupata: «Stiamo perdendo tempo. Parole inutili e litigi stupidi. Possibile non si riesca ad essere più propositivi e determinati?». Accontentata. Ecco il suo collega Roberto Valenti, che l'altro giorno ha fondato il comitato di lotta. Un tipo alto, i capelli biondi, la mascella larga (insomma il genere di steward che rende meno allarmanti certi vuoti d'aria): e però pure con un eloquio notevole, le idee chiare da Che Guevara dei cieli, i toni giusti. Infatti l'assemblea si scalda, ondeggia. Ci sono grida di evviva, la Cai deve andarsene a casa, «noi siamo tanti e incazzati...». Proposta: insorgere, scioperare, comunque fare casino. Prende la parola un tipo che parla lentamente: «Attenti... gli italiani... non sono... con noi». Ma la folla ascolta distrattamente. Si coglie una scarsa abitudine al rito dell'assemblea: ci sono facce già annoiate, c'è quello che telefona alla moglie, il comandante che chiama l'amante, le hostess si raccontano dell'ultimo volo a Osaka, e di come si mangia, divinamente, in quel tal ristorante. è a questo punto — in questo preciso, studiato momento dell'assemblea — che il comandante Berti si impossessa, nuovamente, della scena. è a questo punto che il burattinaio (a un sindacalista, suoni come un complimento) cala la maschera. Ora è assai meno laconico di prima. Ora urla. «Allora, cerchiamo di capirci! Io qui sento fare un mucchio di discorsi tosti, mi pare di capire che qui si chieda azione, azione pesante... e io vi dico va bene, certo... ma prima vi dico però anche un'altra cosa: io farò l'azione pesante (leggi, sott'inteso, lo sciopero, ndr) quando sarò sicuro di non avere solo vittime...». Lo ascoltano in silenzio. «Voglio dire: noi facciamo i duri, e va bene. Ma sapete Cai cosa fa? Comincia a chiamarci uno ad uno. E ci chiede: tu vieni, sì o no? E io, beh, non voglio arrivarci a questa lacerazione, a questa tragedia umana con dentro quelli che diranno sì e quelli che, invece, risponderanno no...». Perciò adesso votiamo, per alzata di mano, una mozione finale unitaria ma assai annacquata. Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl bocciano l'accordo sottoscritto a Palazzo Chigi da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. «E danno inoltre mandato, ai dirigenti sindacali, di continuare a trattare con...». Dovreste vedere lo sguardo di Berti. Lo sguardo di un pilota venuto via da una bufera e che dice: torre di controllo, passo... proseguiamo il volo. Nella sala mensa L'attacco dei Cub, in 600 nella sala mensa. Il leader dell'Avia: questa è la nostra linea del Piave Il leader «Sosterrò un'azione pesante (lo sciopero) quando sarò sicuro di non avere solo vittime...», annuncia il capo dell'Anpac L'assemblea L'incontro dei lavoratori ieri a Roma nella sala mensa dell'Alitalia Fabrizio Roncone

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Di Pietro capopopolo delle hostess. Ma Treu lo stoppa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-04 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Centrosinistra e proteste Di Pietro capopopolo delle hostess. Ma Treu lo stoppa ROMA — «C'è Di Pietro, c'è Di Pietro...». A un certo punto nella trasudante mensa di Fiumicino, dove si teneva l'assemblea a porte chiuse dei «ribelli» di Alitalia, è corsa la voce che il leader dell'Italia dei Valori stesse per unirsi ai lavoratori. La notizia si è rivelata poi infondata, ma è chiaro che Tonino deve aver lasciato il segno. Nelle lunghe giornate di settembre, quando le assemblee di piloti e hostess erano all'ordine del giorno, e poi quel giovedì 18, quando la folla dei dipendenti esplose in un boato alla notizia del ritiro dell'offerta da parte di Cai (Compagnia aerea italiana), lui c'era. Con tanto di megafono, in bilico su uno sgabello, l'ex pm arringava i presenti minacciando di ricorrere alla magistratura per «l'estorsione aggravata» tentata da Cai per quella che «non è una cordata ma un cappio al collo...». Allo stesso modo, venerdì scorso, dopo la rottura di piloti e hostess, mentre si consumava l'ennesimo dramma e l'assemblea Cai restava sospesa sul baratro, Di Pietro caricava: «è grave l'atteggiamento intimidatorio assunto dal governo e dalla Cai nei confronti dei lavoratori. L'Italia dei Valori esprime solidarietà ai piloti, al personale di terra e agli assistenti di volo che pagano l'irresponsabilità dell'esecutivo». Benzina sul fuoco. «è un'assurdità — commenta il senatore del Pd, Tiziano Treu, già ministro del Lavoro —. Noi democratici siamo stati storicamente contrari all'operazione Cai, ma ora andare dietro a questi rigurgiti corporativi, mi sembra davvero un atto populista». Pensa che Di Pietro voglia costituire il partito delle hostess? «Le hostess invero mi sembrano un po' strumentalizzate in questa vicenda — prosegue Treu — ma i piloti, bè, lì parliamo di corporazioni vere e proprie». Ma Di Pietro va avanti per la propria strada e sembra avere un solo schema: rompere gli schemi. E se adesso reclama un'asta pubblica che spazzi via la cordata Cai, a gennaio dell'anno scorso, ancora nelle vesti di ministro delle Infrastrutture, metteva in mora il collega dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, chiedendo che venisse revocata immediatamente la delega a trattare con Air France-Klm concessa all'amministratore delegato di Alitalia, Maurizio Prato. Obiettivo dichiarato: rimettere la trattativa in mani politiche e scongiurare l'abbandono di Malpensa. Chissà se a Fiumicino se lo ricordano... Le critiche di Treu (Pd) L'ex ministro del Lavoro, Treu: inseguire questi rigurgiti corporativi è populismo. Quando il leader dell'Italia dei Valori tifava per Malpensa Antonio Di Pietro A. Bac.

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Al sicuro i punti Millemiglia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-04 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE L'offerta Al sicuro i punti Millemiglia ROMA — I punti «Millemiglia » sono salvi. Cai ha assunto tutti gli obblighi del programma omonimo, compresi quelli relativi a «Alicorporate», che è dedicato ai dipendenti delle imprese che stipulino convenzioni con la compagnia. E a coloro che hanno comprato o compreranno un biglietto prima del decollo della Nuova Alitalia, per voli da effettuarsi successivamente a tale data, Cai garantisce la copertura.

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Tor Vergata, insulti e sputi al pdl Bocchino (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-04 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Il caso Azione universitaria (An) occupa «Roma Tre». No dai giovani di Forza Italia: gesto da condannare Tor Vergata, insulti e sputi al pdl Bocchino Il vicecapogruppo alla Camera: brutto clima, nessuna solidarietà dalla sinistra «democratica» ROMA — «C'erano 100 invasati intorno a me che gridavano di tutto. Il tragitto dall'aula al cortile, dove c'era la macchina che m'aspettava, è stato un inferno. Tra insulti, cori, sputi. Diciamo che mi sono sentito come può sentirsi il presidente della Lazio in mezzo a 100 romanisti... ». Ora prova a scherzarci su, Italo Bocchino, 41 anni, vicepresidente dei deputati del Pdl, ma ieri pomeriggio alla facoltà di Lettere dell'università romana di Tor Vergata è stato contestato duramente dal Collettivo «Lavori in corso» degli studenti. Lui era là per tenere un corso di comunicazione politica ai ragazzi, insieme al giornalista Enrico Cisnetto e al deputato del Pd Ermete Realacci. «Appena arrivato ricordo uno striscione: Fantozzi alle Finanze, Manganelli alla Polizia, Bocchino all'università, ma chi ci sta a governa'... — racconta — Poi i cori e gli insulti. Cisnetto allora s'è indignato, s'è alzato e se n'è andato. Realacci, da parte sua, ha cercato di calmare un po' gli animi, ma niente. In serata, mi hanno chiamato la Gelmini e il ministro Ronchi per esprimermi solidarietà, ma proprio nessuno della cosiddetta sinistra democratica e dialogante. Che brutto clima...». Il movimento studentesco contro la legge 133, però, non si ferma. «Il problema dell'onda è la risacca», si diceva ieri nell'assemblea di Fisica occupata a La Sapienza. Perciò, ecco il rilancio: oggi, 4 novembre, in occasione della Festa della vittoria, annunciati blitz cittadini («Sfileremo travestiti da clown contro le buffonate della guerra») e striscioni eloquenti («Tagliate le armi, non la ricerca»). E domani mattina, al PalaEur, alla riunione dei delegati della Cgil, ci saranno anche loro, gli universitari, con uno scopo preciso: «La generalizzazione della lotta». Coinvolgere, cioè, precari Alitalia, lavoratori dei call-center Atesia e metalmeccanici, per saldare la protesta e arrivare a «uno sciopero generale di tutte le categorie ». Sempre ieri, però, anche i giovani di Azione universitaria (An) sono scesi in campo. L'hanno fatto all'università di Roma Tre dove hanno occupato simbolicamente il rettorato («Contro gli sprechi e i concorsi truccati»). Ma il loro gesto ha aperto un caso nel centrodestra: «Quanto accaduto è da stigmatizzare e da condannare fermamente — ha dichiarato Alessandro Colorio, commissario romano di Forza Italia Giovani —. Benché le motivazioni che hanno spinto i ragazzi di Au a protestare siano condivisibili, è assurdo constatare che il modo per esprimerle sia così lontano dal nostro abituale comportamento politico. Il fine non può giustificare il mezzo». Fabrizio Caccia

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Fiumicino, assemblea tesa in vista <agitazioni spontanee> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-04 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia Piloti e steward del «fronte del no» all'accordo con la Cai Fiumicino, assemblea tesa in vista «agitazioni spontanee» Minacciati blocchi sull'autostrada e malattie in massa La crisi dell'indotto: «Mentre noi stiamo qui a difendere il nostro posto di lavoro c'è già chi da 2 mesi sta senza stipendio» A Fiumicino comandanti, hostess e dipendenti di terra si dicono «pronti a tutto per difendere le nostre ragioni». La mozione approvata ieri dal «fronte del no» prevede il rifiuto dell'accordo siglato tra Cai, sindacati confederali e Ugl e accende la tensione in aeroporto dove sono sempre più probabili «agitazioni spontanee». Durante l'assemblea alla mensa del Leonardo da Vinci c'è chi ha suggerito, raccogliendo urla d'approvazione, l'invio contemporaneo di certificati di malattia e il blocco improvviso della Roma-Fiumicino. Un'agitazione già praticata nel 2005 dagli operai della manutenzione che portò all'invio, da parte della procura di Civitavecchia, di 37 avvisi di garanzia per interruzione di pubblico servizio. Un precedente che almeno per ora non sembra spaventare i dipendenti Alitalia aderenti al fronte del «no» radunati per quattro ore nella palazzina- mensa di fronte agli hangar presidiati dalle camionette di carabinieri e polizia. Resta comunque in ballo anche «l'ipotesi di uno sciopero», dice il presidente di Avia (sindacato degli assistenti di volo) Antonio Di Vietri. Durante l'assemblea gli applausi dei circa mille tra piloti, steward e dipendenti di terra sono stati soprattutto a favore degli interventi più intransigenti e sino al termine del confronto è rimasta in bilico l'approvazione di una battagliera mozione, presentata da alcuni lavoratori non iscritti ai sindacati, che suggeriva una «mobilitazione senza precedenti» e il «blocco totale della attività» contro la Cai. L'Avia parla di «linea del Piave da difendere dopo la Caporetto del 31 ottobre» (con la firma dell'accordo da parte di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, ndr). Fabio Frati, dei Comitati unitari di base rappresentativi soprattutto del personale alla Magliana, si è preoccupato dell'indotto, che vede nell'immediato almeno 3 mila posti a rischio e che impiega, nel Lazio, non meno di 20 mila persone. «Mentre noi stiamo qui a difendere il nostro posto di lavoro c'è già chi da 2 mesi sta senza stipendio » ha detto il sindacalista riferendosi agli autisti che svolgono il servizio di prelievo per il personale di volo e che portano il personale di terra alla Magliana e che da agosto sono senza busta paga. L'elenco delle imprese in sofferenza per il ritardo nei pagamenti della compagnia sta aumentando paurosamente. Licenziamenti in vista in alcuni laboratori medici di Ostia convenzionati con Alitalia mentre all'Enac sanno di «fornitori anche importanti che non vengono liquidati da oltre un anno». A rischio persino i pasti alla mensa dove ieri si è svolta l'assemblea. «Ci è stato detto che dalla settimana prossima potremmo pagare noi il ticket dice una hostess di terra - altrimenti si salta il pranzo». «Pronti alla lotta» L'assemblea dei sindacati autonomi ieri pomeriggio a Fiumicino (foto Faraglia) Alessandro Fulloni

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Politecnico e Regione, altolà al governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-04 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE A Milano Blitz degli studenti di An contro i «baroni» durante l'inaugurazione dell'anno accademico Politecnico e Regione, altolà al governo Il rettore: tagli, rischiamo di chiudere. Formigoni: misure inaccettabili Quattro ragazzi di Azione universitaria irrompono con lo striscione «voi baroni preoccupati, noi studenti disoccupati» MILANO — Tagli all'università, l'attacco arriva da Nord. Dal Politecnico di Milano. Con un doppio fuoco incrociato. Primo affondo: del rettore Giulio Ballio che, toga e tocco per inaugurare il nuovo anno accademico, parla di delusione e rabbia «nel mondo accademico», aggiunge che «ridurre il finanziamento pubblico significa far morire gli atenei ». Fino a presagire: «Vorrà dire che chiuderemo». Anche il presidente lombardo Roberto Formigoni, intervenendo dallo stesso palco, non è tenero. Invita gli alleati di governo «a un ripensamento » sulla legge 133 e definisce «inaccettabili» i tagli indifferenziati. Il professore-ingegnere e il governatore ciellino. Il tecnico e il politico. D'accordo: «Le università vanno salvate». Dieci del mattino, comincia la cerimonia. Fuori dal Politecnico si celebra la contro-inaugurazione degli studenti del collettivo. Dentro, appena si spengono le luci, quattro ragazzi di Azione universitaria (An) irrompono con lo striscione «Voi baroni preoccupati, noi studenti disoccupati ». Sono invitati a uscire per poi essere identificati dalla polizia. Ma è questione di un attimo, tutti aspettano il discorso del rettore. Partenza: «Se non si terrà conto della produttività degli atenei, se il finanziamento statale non sarà sufficiente, dovremo rinunciare a perseguire i nostri obiettivi». Cioè? «Possiamo fare di tutto, anche chiudere ». Analisi sul sistema universitario lombardo: «è il più sottopagato », continua il rettore. Record del Politecnico: «In questi anni avremmo dovuto ricevere quasi 500 milioni di euro in più». Suggerimento: «Basterebbe investire qualche centinaio di milioni di euro. Spiccioli rispetto al salvataggio di Alitalia». Applausi. Poi è la volta di Formigoni: «è necessario razionalizzare, ma non si può tagliare allo stesso modo nelle università in cui ci sono sprechi e deficit e in quelle che riescono a far fronte alle spese». Meglio un sistema che premi gli atenei virtuosi: «C'è bisogno di una coraggiosa e organica riforma. Confido che il governo voglia muoversi in questa direzione. Invito a un ripensamento». Ovazione. E la stretta di mano del senatore pd Marilena Adamo che indica Formigoni come «paladino degli atenei lombardi ». A metà mattina (per problemi tecnici del Politecnico) arriva il messaggio di Mariastella Gelmini (assente «per impegni contingenti »): «Nel mondo dell'università servono riforme vere, non di facciata». Ma ormai è tardi, le parole del ministro saranno diffuse nel pomeriggio. E Formigoni esce dal Politecnico accolto dai giovani di Lista Aperta, vicini a Cl. «Bravi, state facendo un buon lavoro». Critiche Sopra, Roberto Formigoni A lato Giulio Ballio, rettore del Politecnico A. Sac.

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ROMA - Facoltà di Economia, Università La Sapienza di Roma. Se qualcuno pensa che ... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 04-11-2008)

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Martedì 04 Novembre 2008 Chiudi di CLAUDIO MARINCOLA ROMA - Facoltà di Economia, Università La Sapienza di Roma. Se qualcuno pensa che l'orizzonte si fermi alle colline della Sabina o tutt'al più a Sora si sbaglia. Dal 2002, l'Ateneo romano - che due anni fa festeggiò il primo secolo di vita e per numero di iscritti è tra i più grandi d'Europa - ha esteso i suoi confini oltreoceano : Argentina, Buenos Aires. E vai col Tango. Gronchi rosa. Poco importa se tra iscritti e immatricolati gli studenti "argentini" sono solo qualche decina. La sede della Facoltà italiana è presso l'"Universidad del Salvador". I nostri due corsi - Economia, finanza e diritto per la gestione d'impresa, ed Economia politica - sono sono sperimentali, perciò autorizzati a scendere e al di sotto della soglia minima di «numerosità», così si dice nel gergo universitario. Il primo corso, secondo la banca dati dove affluiscono le informazioni della Sapienza, nell'anno accademico 2006/2007 s'è fermato a 8. Quattro studenti immatricolati al primo anno e 4 iscritti. Ma se anche ci fosse un errore, se fossero di più, magari il doppio o il triplo, il numero di "Gronchi rosa" formati in questa facoltà contrasterebbe con lo sforzo che l' Ateneo fa per raggiungere questi studenti. Le spedizioni. Ogni anno si organizzano 10 viaggi che tecnicamente si chiamano " spedizioni". Dieci docenti della Facoltà, matematici, statistici, economisti, esperti di management, partono con un volo diretto Roma-Buenos Aires. Ogni modulo dura 15 giorni. Tutti e 15, vitto e alloggio compreso, sono a carico del ministero della Pubblica istruzione. Economia, certo, ma senza badare a spese. Lo studente Garcia. Gli allievi che frequentano i corsi sono italo-argentini o ispano-argentini. Si chiamano Garcia, Fatima, Romina, Chaparro. «Ridurre tutto ad una questione di costi - avverte il preside della Facoltà di Economia, Attilio Celant - oltre che riduttivo è anche molto pericoloso. I due corsi di laurea che abbiamo aperto nel 2002, dopo aver partecipato ad un bando, sono interamente a carico del ministero della Pubblica istruzione. Eppoi a me non risulta che gli studenti siano così pochi, certo non sono molti, diciamo una novantina». Piani strategici. I dati potrebbero non essere stati aggiornati. Ma la sostanza non cambia. In tempi in cui non si fa che parlare di tagli investire all'estero per formare pochi studenti argentini non è un controsenso? «Non lo è - obietta Celant - questo è un programma di internazionalizzazione che ha ricadute sulla nostra economia. Crea scambi, rapporti alle nostre imprese. La politica universitaria - è la tesi del professore - si fa con tre cose: i soldi, le idee e i piani strategici». I professori vengono scelti «in base alla loro disponibilità e al prestigio. I prof partono scaglionati per l'Argentina: Leone Barbieri, ex membro del Cda Alitalia, docente di Economia aziendale, Ballerini (Fondamenti di Matematica finanziaria), Blasi (complementi di Matematica generale), La Torre (Economia degli intermediari finanziari,e il professor Quattrociocchi. Un seminario si sarebeb tenuto a Bariloche, Patagonia, confine col Cile. Roba da Chatwin. I primi 5 discuteranno la tesi il prossimo 15 dicembre. Ma non sarebbe meglio lasciare il Rio de la Plata e la Pampa e invitare gli studenti da noi? «Ma anche gli ambasciatori costano tanto allo Stato italiano eppure continuiamo a mantenere le nostre sedi diplomatiche - è la risposta del preside di Economia - . Lo stesso vale per noi. I professori che vanno in Argentina allacciano rapporti e relazioni con le realtà economiche che operano tra i due Paesi. È un lavoro di politica estera, starei per dire. Ma ripeto: non si può ridurre tutto ad una questione di costi. In questo modo il sistema universitario italiano è destinato ad implodere». Lo scenario è cambiato. Tremonti e la Gelmini andranno avanti a colpi di taglim che per una riforma, dicono gli studenti, non è prioprop il massimo. E proprio ieri il neorettore della Sapienza Frati ha annunciato un giro di vite. Riguarderà i professori, la carriera, le proroghe per chi ha 70 anni e i corsi di laurea. Quelli "inutili" verrano eliminati. Sforbiciate. Ci sarà da sforbiciare. Specie nelle sedi periferiche, quelle che i comuni hanno fortissimamente voluto e che ora cominciano a pesare anche sulle loro casse. Qualche esempio: Ingegneria per l'ambiente e il territorio, sede di Rieti, nell'anno accademico 2006/2007, immatricolati solo 13 studenti. Il numero minimo consentito sarebbe stato di 20. Sempre a Rieti, stesso discorso per Ingegneria delle costruzioni al di sotto l'indice di numerosità. Un discorso a parte merita la teledidattica, dove spesso si finisce al di sotto del minimo consentito. Ingegneria delle telecomunicazioni, in teledicattica con il consorzio Nettuno ha messo insieme, sempre nell'anno accademico 2006/2007, 7 matricole e 33 iscritti. La soglia minima era 20; Ingegneria elettronica 17 immatricolazioni contro il limite di 20. Orizzonti. Nel 2010 insomma non centreremo quasi nessuno degli obiettivi fissati dalle strategie di Lisbona. Siamo sotto la media europea per il tasso di abbandono tra i 18 e i 24 anni. Sotto per gli investimenti in risorse umane in rapporto al Pil. Sotto per il numero di laureati che escono dalle nostre università. Siamo indebitati con le banche. E quasi il 60 per cento dei nostri docenti sta per compiere 60 anni. In compenso abbiamo sedi distaccate nell'altro emisfero. Guardiamo lontano. (3 - continua)

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Sciopero, la Caporetto del sindacato (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-11-2008)

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n. 264 del 2008-11-04 pagina 1 Sciopero, la Caporetto del sindacato di Redazione Sorpresa nel pubblico impiego: nove statali su dieci si ribellano a Cgil e Uil e vanno a lavorare Alitalia, si rompe il fronte del no: le hostess lasciano soli i piloti. Ecco la vera posta in palio Fallisce lo sciopero di Cgil e Uil: ieri hanno lavorato 9 statali su 10. Un plebiscito a favore di Brunetta: presenze da record persino nei ministeri. E si rompe nel frattempo il fronte del no al piano Alitalia: le hostess abbandonano i piloti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Il retroscena Ecco le ragioni <inconfessabili> della rottura (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 264 del 2008-11-04 pagina 6 Il retroscena Ecco le ragioni «inconfessabili» della rottura di Paolo Stefanato Anpac e la sua gregaria Up si sono incartate su se stesse, vittime di propri errori. Si sono pretestuosamente impuntate, tra l'altro, sui criteri di assunzione, quando gli accordi con Cai già prevedono priorità per i nuclei sociali più deboli o per i nuclei monoreddito. I temi di contrasto sono altri, a dispetto dei proclami di principio. 1. La sola Anpac godeva finora di cinque distacchi sindacali, oltre a 2.000 giorni di permessi; l'equivalente, in tutto, di 15 piloti pagati per fare i sindacalisti. Per tutte le nove sigle sindacali il costo a carico dell'Alitalia era di 14,5 milioni di euro. Una cifra alla quale Cai ha reagito facendo marameo: l'Anpac ha chiesto otto distacchi, Cai è disposta a riconoscerne due, più i permessi di legge per tutte le nove sigle. I vertici sindacali dei piloti che hanno rotto le trattative non possono spiegare queste cose alla propria base. 2. L'Anpac ha sempre detto, da un paio d'anni a questa parte, che mai nessun pilota sarebbe finito in cassa integrazione. In aprile la rottura con Air France s'imperniò anche su questo: per Jean Cyril Spinetta erano in eccesso circa 500 piloti, 300 solo nel cargo (che comunque sarebbe stato ceduto). Ma Parigi si impegnava anche a riassumere nel gruppo 180 piloti in tre anni, 60 all'anno. Allora Berti & C. sbatterono la porta. Come possono oggi, a distanza di sette mesi, accettare un piano più doloroso, con quasi 800 esuberi e senza un rigido piano di riassunzioni? 3. Le associazioni dei piloti avevano ottenuto da Cai, e ampiamente sbandierato, il contratto da dirigenti per i comandanti. Poiché un dirigente è meno tutelato e comunque licenziabile, l'Anpac aveva assicurato che la clausola della licenziabilità sarebbe stata tolta dal nuovo contratto. Ma nel corso delle settimane si è capito che tale clausola, tutt'altro che di poco conto, non avrebbe potuto essere depennata perché l'accordo di Palazzo Chigi, salvo quanto espressamente previsto in deroga, rinvia al contratto dirigenti. Anche per la licenziabilità. Sono questi i punti «inconfessabili» che hanno portato all'irrigidimento degli ultimi giorni, e dal quale è difficile trovare una via d'uscita. Il contratto, in sé, è apprezzato da molti piloti (e dalle sigle confederali): stesse ferie, 10 giorni di riposo al mese, stesso stipendio con aumento di produttività. Alla fine, quelli che hanno già firmato lo giudicano un contratto «normale». Né più né meno che «normale». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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boniek: "serve un manager con piano industriale" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 37 - Cronaca L´intervista Boniek: "Serve un manager con piano industriale" Zbigniew Boniek, uomo del calcio, ha una scuderia di otto cavalli sparsi tra Roma, Bologna e la Svezia. E una passione addolorata per l´ippica. «Ho sempre amato i puledri e seguo questa crisi con il cuore in lacrime. Oggi andrò anch´io a manifestare in piazza». Che cosa è successo all´ippica italiana, Boniek? «Le faccio io una domanda: può fallire un mondo che ogni anno fattura 2,2 miliardi di euro? No, eppure sta fallendo. La politica ha iniziato a costruire ippodromi nei luoghi più sperduti. In Italia ci sono 22 mila corse l´anno, in Francia 9 mila. Noi produciamo 2,5 miliardi di scommesse e loro 9 miliardi. Le nostre corse sono troppe e svendute. In Francia l´Iva è al 5,4 per cento, da noi al venti. E il nostro cuneo fiscale sfiora il 50 per cento. Ma lo sa che ci sono tre sigle per ogni associazione: allenatori, driver, allevatori?». L´ippica italiana somiglia all´Alitalia. «E forse sta peggio. Non date più soldi all´Unire, l´Unire va raso al suolo. Togliete la politica dall´ippica e affidatela a un manager con un piano industriale. Per me è un hobby, ma c´è gente che vive solo di questo». (c. z.)

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"la finanziaria uccide i nostri atenei" l'allarme del rettore del politecnico - teresa monestiroli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-11-2008)

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Pagina 14 - Interni "La Finanziaria uccide i nostri atenei" l´allarme del rettore del Politecnico Milano, irruzione di An. Formigoni: risparmi chi spreca TERESA MONESTIROLI MILANO - I tagli previsti dalla Finanziaria faranno «morire i nostri atenei» e renderanno «l´Italia vassalla degli altri paesi». Sono parole dure quelle scelte dal rettore del Politecnico di Milano, Giulio Ballio, per l´inaugurazione del 146° anno accademico. Parole piene di «rabbia e delusione» che prospettano un futuro disastroso per «la ricerca, l´innovazione scientifica e la tecnologia del nostro Paese», ma soprattutto per i giovani «costretti a fuggire all´estero». «Siamo sull´orlo del burrone - dice - se il finanziamento statale sarà confermato torneremo ad essere una scuoletta. Potremmo arrivare anche a chiudere il Politecnico». Un discorso preparato con cura in un clima di protesta che resta però lontana dall´aula, nel cortile dell´università, dove giovani di sinistra e di cielle si sono dati appuntamento con i loro striscioni. Un solo momento di tensione si registra quando uno studente di Azione universitaria (lista di An) interrompe la cerimonia srotolando lo striscione: «Voi baroni preoccupati noi studenti disoccupati». Un discorso durissimo quello di Ballio - «Per innescare un percorso virtuoso basterebbe investire in modo mirato qualche centinaio di milioni di euro, spiccioli rispetto al salvataggio di Alitalia» - sposato a sorpresa dal presidente della Lombardia Roberto Formigoni che, nel chiedere al governo un «ripensamento» lancia un appello: «Bisogna uscire alla logica dei finanziamenti a pioggia». Pur sottolineando la «necessità di una razionalizzazione della spesa», il governatore di centrodestra bacchetta l´esecutivo criticando «i tagli indifferenziati» che premiano «lo spreco, l´inefficienza e la diseconomia». Al contrario, secondo Formigoni, «l´università ha bisogno di una riforma coraggiosa e organica nell´ottica della qualità». «Confido - dice dal palco - che il governo voglia muoversi in questa direzione». Si conquista l´applauso di professori e ricercatori, ma soprattutto l´approvazione del centrosinistra. La senatrice del Pd, Marilena Adamo, gli stringe la mano. «Avrei voluto baciarlo. Si è fatto il paladino delle nostre università». Mentre il ministro dell´Istruzione Gelmini dà forfait, limitandosi a mandare una lettera - che arriva a cerimonia conclusa - così come il presidente del Senato Schifani e il sindaco Moratti, Formigoni - ciellino doc - lancia il suo affondo. Anche se all´uscita specifica: «Non ho attaccato il governo, ho detto solo che i tagli non devono essere indiscriminati. Non si può tagliare nello stesso modo le università dove ci sono sprechi e deficit e quelle che riescono a far fronte alle spese». E quelle lombarde «sono le più penalizzate». Sottofinanziate, spiega il rettore, di più di un miliardo di euro. Sul fronte delle scuole invece quattro studenti sono stati denunciati per avere organizzato un picchetto davanti a scuola, l´ex magistrale Agnesi, dove un gruppo di ragazzi ha bloccato gli ingressi per convincere i compagni a occupare. Poco prima delle 9 sono stati fermati dai carabinieri in borghese chiamati da un genitore. I quattro, dai 17 ai 19 anni, sono indagati per interruzione di pubblico servizio.

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LA LEZIONE CHE VIENE DALLA SCUOLA (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-11-2008)

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n. 264 del 2008-11-04 pagina 0 LA LEZIONE CHE VIENE DALLA SCUOLA di Mario Giordano Siamo convinti che il maestro unico sia un bene. E che sulla scuola siano state raccontate troppe balle in queste settimane, terrorizzando le mamme e strumentalizzando gli studenti, con l?unico obiettivo di difendere interessi di categoria. O, peggio, di partito. Abbiamo denunciato puntualmente le mistificazioni. Abbiamo svelato i trucchetti di chi per anni ha trasformato la scuola in un circo, e nelle ultime settimane addirittura in un Circo Massimo. Ma proprio per questo, oggi, ci sembra giusto dire con chiarezza che, anche per quanto riguarda il governo, qualcosa non ha funzionato. Ci sono stati degli errori. Errori di comunicazione, innanzitutto, perché evidentemente il ministero dell'Istruzione non ha saputo spiegare quello che stava facendo. Ma anche errori strategici, perché non è possibile farsi scatenare addosso un nuovo Sessantotto, con tutte le scuole, dagli asili alle università, in piazza, avendo varato niente più che una riforma del grembiulino... Nell?ultima settimana ho partecipato ad alcuni dibattiti tv. E ho assistito a situazioni paradossali, in cui i rappresentanti della maggioranza sembravano giustificarsi dicendo: «Non abbiamo fatto nulla». La lotta agli sprechi? Nel decreto Gelmini non c?è. La riorganizzazione dei corsi universitari? Nel decreto Gelmini non c?è. Le nuove superiori? Nel decreto Gelmini non se ne parla. Tutto vero, tutto giusto. Ma è possibile che la maggioranza più compatta e decisionista che il Paese ricordi debba difendersi dicendo: «Non abbiamo fatto nulla»? Sia chiaro: i tagli della Finanziaria sono necessari. E di sprechi da tagliare, come abbiamo visto in queste settimane, ce ne sono tanti nelle scuole e nelle università. Ma forse occorreva un progetto organico per spiegare come la nuova scuola, più meritocratica ed efficiente, può consentire servizi migliori a costi più bassi. Noi siamo sicuri che ciò sia possibile e che il governo sia in grado di farlo. Ma va raccontato agli italiani. Evitando di generare quei timori su cui poi hanno buon gioco i professionisti della strumentalizzazione. Strumentalizzazioni ce ne saranno sempre, è evidente. Ma proprio per questo bisogna evitare di creare le condizioni che le favoriscono. Procedere, dopo i tagli in Finanziaria, con quel decreto legge su maestri e grembiulini si è rivelata, a conti fatti, una scelta non tempestiva. Occorre tenerne conto. A questo governo gli italiani hanno affidato un compito fondamentale: quello di procedere con riforme importanti, dalla scuola alla giustizia, dal welfare alla pubblica amministrazione, eliminando privilegi, sprechi e inefficienze che si sono accumulati per decenni. è un?impresa ciclopica, che non ammette scivolate né svarioni. E che chiede la stessa determinazione mostrata finora nel risolvere le emergenze (rifiuti, Alitalia...) ma anche un?accortezza particolare, una capacità di spiegarsi al Paese e di coinvolgere la maggioranza degli italiani, che questo cambiamento lo aspettano davvero. Che la scuola, dunque, serva da lezione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Piloti e hostess minacciano il blocco dei cieli (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-11-2008)

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n. 264 del 2008-11-04 pagina 6 Piloti e hostess minacciano il blocco dei cieli di Gian Maria De Francesco Il fronte del "no" alla Cai chiede al governo e alla società di riaprire la trattativa, o sarà sciopero generale del trasporto aereo. Ma la compattezza si crepa: uno dei sindacati autonomi, l?Anpav, abbandona l?assemble. Il retroscena: le ragioni "incoffessabili" della rottura Roma - Un altolà al governo e a Cai finalizzato al ritiro degli accordi del 31 ottobre («lodo Letta» in primis) e un invito alla Cgil di Guglielmo Epifani a scavalcare nuovamente le barricate e a unirsi alla protesta. Questo, in sintesi, l'esito delle oltre 4 ore di assemblea indetta dai sindacati autonomi di Alitalia (Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl) che hanno rifiutato le proposte contrattuali di Colaninno & C. L'obiettivo è chiaro: costringere azienda e governo a riaprire le trattative e, in caso di mancata convocazione, indire uno sciopero generale dell'intero trasporto aereo. Eppure, le premesse erano ben diverse da quelle che sono state le conclusioni. Nella sala mensa dell'area tecnica di Fiumicino gli oltre mille partecipanti avevano iniziato la riunione con ben altro spirito applaudendo e manifestando consenso ogniqualvolta un rappresentante incitava allo sciopero tout court. «Siamo riusciti a contenere l'esasperazione dei lavoratori», spiega il presidente Avia, Antonio Divietri, a riunione finita. Ma il furore della folla una vittima, in senso metaforico, l'ha provocata. è Massimo Muccioli (Anpav) che, contestato dai partecipanti per aver siglato a settembre gli accordi di Palazzo Chigi, ha abbandonato l'assemblea lamentando di essere stato bersaglio di un «vero e proprio agguato». A poco sono valsi i tentativi del presidente Anpac Fabio Berti e di Divietri per riportarlo dentro, almeno in conferenza stampa. Niente da fare: il cosiddetto «fronte del no» ha dovuto registrare se non proprio una spaccatura, almeno un'incrinatura. In ogni caso, si è riusciti a fare approvare all?unanimità due mozioni. Con la prima i lavoratori di Alitalia e di Air One danno mandato ai rappresentanti di «predisporre ogni iniziativa per la cancellazione dell'accordo del 31 ottobre e il ripristino di corrette relazioni industriali» e di «trattare con Cai e governo per la tutela dell'occupazione anche mediante il ricorso a un esteso part-time e alla rimodulazione del piano industriale». La seconda mozione, invece, «sulla base delle dichiarazioni di Guglielmo Epifani» chiede a Filt-Cgil di ritirare la firma dal «lodo Letta». Non è un?«ipotesi peregrina», osservano fonti sindacali, giacché lo stesso Epifani in privato avrebbe incoraggiato le azioni degli autonomi, mentre nelle sue recenti dichiarazioni pubbliche alcuni leggono una sconfessione del collaborazionismo del segretario Filt, Franco Nasso. Anche qui l'obiettivo sembra quello di ricreare il fronte che incagliò la trattativa a settembre. «Se non ci riconvocano, la nostra risposta sarà adeguata e fermissima», ha dichiarato Andrea Cavola (Sdl). «Quegli accordi, che prevedevano sacrifici pesantissimi e che abbiamo accettato, non sono stati mantenuti», gli ha fatto eco Fabio Berti. Mentre il presidente Up, Massimo Notaro, si è chiesto «perché Cai, dopo gli accordi di settembre, abbia un ulteriore bisogno di ridurre il costo del lavoro. Forse vogliono fare extrautili sulla pelle delle persone?». Il discorso è sempre il medesimo: i criteri di assunzione sono considerati restrittivi e penalizzanti. Ironia della sorte l'assemblea si è svolta nello stesso giorno in cui il commissario straordinario di Alitalia Fantozzi ha iniziato a vagliare l'offerta di Cai «vincolante ed irrevocabile fino al 30 novembre 2008». La proposta «è unica e inscindibile, per cui l'accettazione sarà efficace solo se riferita alla stipulazione di tutti i contratti». I margini di manovra sono perciò limitati. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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1 novembre 2008 (sezione: Alitalia 2)

( da "Foglio, Il" del 04-11-2008)

Argomenti: Alitalia

1 novembre 2008 Adesso che il salvataggio di Alitalia torna in bilico, dopo il rifiuto dell?intesa da parte dei sindacati autonomi e il conseguente ritiro della Cai, Giulio Tremonti penserà di essere il solo, nella maggioranza, a poter dire di avere avuto ragione. Ma farà bene a non dirlo ad alta voce, perché in politica avere ragione non sempre è un vantaggio. Ed essere soli non lo è mai. Tanto meno quando all?orizzonte si profilano difficoltà come quelle che l?economia italiana si appresta a incontrare per le ricadute della crisi finanziaria internazionale (un altro argomento su cui Tremonti, saggiamente, ha smesso da tempo di vantare la propria lungimiranza). Avere messo agli atti la propria contrarietà ed essersi smarcato sin dall?inizio sarebbe dunque ben magra consolazione, dinanzi agli effetti che il fallimento di Alitalia potrebbe avere sul governo e sulla maggioranza.

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30 ottobre 2008 (sezione: Alitalia 2)

( da "Foglio, Il" del 04-11-2008)

Argomenti: Alitalia

30 ottobre 2008 Il dl Gelmini sembra avere sulla sinistra lo stesso effetto tonico ed ecumenico che seguì alla tentata abolizione dell?articolo 18. Ma durerà? Dopo i successi di Napoli, la risposta pronta al desiderio di sicurezza degli italiani e la vittoria su Alitalia, per il governo la scuola sembra l?unico piccolo neo in un contesto trionfale. Ma lo è davvero o piuttosto il Cav. fa bene a minimizzare, puntando invece ad approntare con rapidità gli strumenti adeguati per affrontare la crisi economica? In piazza il Partito democratico ritrova la sinistra radicale in tutte le sue declinazioni, l?Idv di Antonio Di Pietro e anche i sindacati – oggi in piazza con Veltroni per lo sciopero generale – che sembrano aver riscoperto il gusto dell?unità dopo le lacerazioni seguite al rinnovo del contratto degli statali e il caso Alitalia. Si prefigura una riedizione veltroniana dell?Unione di Prodi? Esegeti democratici e osservatori descrivono intorno alla protesta sulla scuola un Veltroni interessato a riattorcigliare il filo con la sinistra

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Con una tassa sui biglietti daremo a piloti e hostess (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 265 del 2008-11-05 pagina 14 Con una tassa sui biglietti daremo a piloti e hostess di Laura Verlicchi la maxi-cassa integrazione I dipendenti della compagnia avranno diritto all'80% dello stipendio per sette anni, sfuggendo al «tetto» previsto per gli altri lavoratori Di cassa integrazione non ce n'è una sola: esistono quella ordinaria, quella straordinaria e quella dei dipendenti Alitalia. Che in realtà è quella che si meriterebbe davvero l'appellativo di straordinaria: per la durata - sette anni complessivi - e per l'entità del trattamento economico, pari all'80% dello stipendio, garantito, peraltro, dai passeggeri, con la nuova tassa di imbarco di tre euro. Cioè molto di più, sia in termini di tempo che di denaro, dei normali «ammortizzatori» offerti ai lavoratori di aziende in crisi. Un trattamento decisamente record - come ricorda anche il Sole-24 ore, citando l'intesa raggiunta il 22 settembre tra Cai e i nove sindacati di categoria - che mette i dipendenti di Alitalia su un piano completamente diverso rispetto a quello degli altri lavoratori. O meglio, di quelli che alla cassa integrazione hanno diritto: perché per i dipendenti delle piccole e medie imprese - cioè la stragrande maggioranza - gli artigiani e i giovani precari questo strumento, in via ordinaria, non esiste. Solo in alcuni casi particolari, cosiddetti «in deroga», può essere applicata anche a questi lavoratori la cassa integrazione straordinaria, ma nei limiti dei fondi che lo Stato mette a disposizione delle Regioni per questo scopo e che in molti casi - ad esempio, Campania e Toscana - si stanno già esaurendo. Ma anche chi alla cassa integrazione normalmente ha diritto non gode certamente di trattamenti paragonabili al «paracadute» concesso ai dipendenti dell'Alitalia. Innanzitutto l'assegno percepito è decisamente più magro. L'importo infatti corrisponde all'80% della retribuzione, ma non può superare un tetto mensile che viene stabilito annualmente. Per il 2008 il limite è di 858,58 euro al mese, elevati a 1.031,93 se il lavoratore ha una retribuzione mensile superiore a 1.857,48 euro. Anche la durata dell'intervento è decisamente inferiore. In via ordinaria la cassa integrazione può essere concessa per un massimo di 13 settimane, più eventuali proroghe fino a 12 mesi, o al massimo 24 in alcune aree territoriali, perlopiù nel Mezzogiorno. Solo per chi lavora nel settore edile e lapideo (le cave di marmo, per esempio), si può arrivare a 52 settimane, e anche il limite dell'assegno mensile può essere elevato fino a 1.030,30 euro per la fascia più bassa e a 1.238,32 per quella più alta, se l'integrazione del guadagno è stata richiesta a causa di eventi meteorologici che impediscono di lavorare: tra l'altro, la cassa integrazione, a guerra appena finita, è nata proprio per questo motivo. La durata è maggiore nei casi di cassa integrazione straordinaria, cioè quando non si tratta di una difficoltà momentanea, dovuta per esempio a una crisi temporanea di mercato, ma a una vera e propria crisi aziendale: ed è il caso di Alitalia. Nel complesso comunque gli interventi di sostegno al reddito, sia ordinari che straordinari, non possono superare i 36 mesi in cinque anni: anche se più volte, in realtà, i limiti sono stati valicati, grazie a disposizioni di legge, sia pure a carattere transitorio. Per i dipendenti Alitalia dichiarati in esubero, invece, lo Stato garantirà per sette anni - quattro di cassa integrazione e tre successivi di mobilità - l'80% dello stipendio, calcolato sulla media degli ultimi 12 mesi, ma senza alcun «tetto» mensile. A coprire la differenza sarà il Fondo di integrazione al reddito, finanziato anche dai passeggeri, con l'aumento di tre euro del biglietto che sarà pagato dai viaggiatori di tutti gli aeroporti italiani. Un'altra «straordinaria» concessione, riservata a tutti i dipendenti dell'ex compagnia di bandiera, dal comandante in giù. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Stipendi d'oro ai comandanti grazie allo sconto sulle imposte (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 265 del 2008-11-05 pagina 14 Stipendi d'oro ai comandanti grazie allo sconto sulle imposte di Paolo Stefanato È l'indennità di volo a fare la differenza: solo metà è tassabile. Ma rappresenta la voce più ricca della retribuzione L'indennità di volo fa la differenza nella busta paga di piloti e comandanti: perché gode di un regime fiscale privilegiato che esenta da prelievi il 50% di quanto percepito. L'indennità di volo è di derivazione militare (come la gran parte delle regole dell'aeronautica civile) e trae origine dal concetto di rischio che viene, appunto, indennizzato con una specifica voce retributiva. Tutte le indennità riconosciute nei vari settori godono di un beneficio fiscale proprio per questa loro natura in qualche modo risarcitoria (indennità di maternità, di mensa, di trasferta, di esproprio, ecc.). All'Alitalia l'indennità di volo come parte variabile rispetto alla paga base fu introdotta negli anni Novanta; oggi rappresenta la voce di gran lunga più importante, e può valere il triplo dello stipendio base. Negli anni è lievitata, e a sua volta si è scomposta in un minimo garantito e in una quota proporzionata all'impegno effettivo. Il perché è semplice: grazie allo sconto sulle tasse permette di aumentare il netto in busta, con reciproco vantaggio per azienda e pilota. Se tutta la retribuzione fosse unificata nella paga base, l'aliquota fiscale salirebbe, il netto in busta si abbasserebbe, lo standard retributivo si deprezzerebbe rispetto ai riferimenti di confronto: la spirale continuerebbe con la richiesta di nuovi aumenti. Ricordiamo alcune cifre sulle retribuzioni. L'Alitalia considera il costo medio di un comandante 225mila euro all'anno, comprensivo di tasse e contributi. Il netto in busta va dai 6,5 mila euro al mese di un comandante di prima nomina, ai 9,5-10mila di un collega con la massima anzianità. I piloti guadagnano meno: tra i 3,5 e i 5mila euro al mese. Forse aiuta di più un esempio, la busta paga relativa a settembre di un comandante con 20 anni di anzianità: paga base, 2.600 euro; indennità di volo garantita, 6.800 euro; indennità di volo giornaliera (corrispondente a 10 giorni effettivamente volati), 1.700 euro; diarie (riconoscono le spese di vitto in trasferta, a 42 euro al giorno), 420; il totale lordo fa 11.520. Il netto in busta è di 8.350, grazie al fatto che dei 8.920 euro corrispondenti a indennità e diarie, è tassata solo la metà. L'indennità di volo, nella sua parte fissa, segue la logica che l'impegno contrattuale è di 900 ore all'anno, ma è poi l'azienda a programmare i voli. Se un pilota fosse chiamato a volare troppo poco, vedrebbe, suo malgrado, alleggerirsi la busta paga; e quindi gli è riconosciuto un minimo garantito, parametrato a grado e anzianità. L'indennità variabile, è calcolata a giornata, con valori tra i 120 e i 170 euro a giorno d'impegno. In passato era calcolata a ora di volo; ma può accadere che la programmazione preveda, in una giornata, solo 3-4 ore di volo, per 12 o 13 d'impegno, comprendendo le attese tra una tratta e l'altra. I piloti dissero: non possiamo intervenire sulla programmazione dell'azienda, quindi va riconosciuta la nostra reale disponibilità. Cai intende tornare al calcolo orario. E i piloti fanno capire che, su questo punto, si aprirà un nuovo contenzioso. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Colaninno: <Il problema è chiuso Non convochiamo i sindacati> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 265 del 2008-11-05 pagina 15 Colaninno: «Il problema è chiuso Non convochiamo i sindacati» di Redazione I ministri Matteoli e Sacconi avvertono: niente ammortizzatori per chi rifiuta il contratto. «Fronte del no» diviso, oggi i piloti da soli in assemblea Quanto al «fronte del no» e agli ultimi bellicosi spasmi sindacali, Colaninno ha escluso nuove convocazioni dei sindacati: «Il problema è chiuso», ha affermato in maniera definitiva. Da Roma gli hanno dato man forte non uno, non due ma tre ministri: prima quello alle attività produttive, Claudio Scajola, che ha dichiarato: «Non c'è più spazio per una mediazione». Poi quello dei Trasporti, Altero Matteoli, che ha rincarato: «Coloro che non firmano ho qualche dubbio che possano accedere alla cassa integrazione. La norma è chiara: se viene offerto un posto di lavoro, chi dice no non può accedere alla cassa». Infine, quello del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha confermato: «Non è né un'opinione, né una minaccia, né un ricatto. È la legge che così è stata voluta anche da governi diversi». Matteoli ha anche espresso vibranti parole di gratitudine: «Il governo non solo approva, ma ringrazia Cai per la decisione di andare avanti nonostante il no di alcune sigle sindacali». E veniamo a queste. I sindacati che hanno rifiutato gli accordi sottoscritti un mese fa - Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl e Cub - sanno di essersi cacciati in un cul de sac. L'Anpav - il sindacato degli assistenti di volo che lunedì ha abbandonato l'assemblea di Fiumicino - per bocca del suo presidente Massimo Muccioli fa sapere di essere alla «ricerca di soluzioni che possano determinare la condivisione degli accordi». Per oggi Anpac e Up (piloti) hanno convocato un'altra assemblea a Fiumicino, ma riservata ai propri iscritti, non alle altre categorie. «E questo la dice lunga - mette in evidenza Muccioli - sulla diversità di interessi presenti all'interno del "fronte del no"». Anpac e Up intendono illustrare agli iscritti le motivazioni del rifiuto degli accordi sui contratti firmati da Cai e dai sindacati confederali. Uno dei tanti fronti ancora aperti riguarda il partner estero per la Nuova Alitalia. Si era detto che la scelta sarebbe scaturita dall'assemblea di Cai del 28 ottobre: così non è stato. Ieri Colaninno ha spostato la previsione alla fine di novembre, osservando che «sia Air France che Lufthansa hanno caratteristiche estremamente interessanti». Ma la scelta, al di là delle dichiarazioni, sembra ormai caduta su Air France, che acquisterebbe il 20% di Cai reso disponibile da un aumento di capitale. Air France, che sarà a quel punto l'acquirente naturale di Alitalia allo scadere delle clausole di lock up sottoscritte dai soci di Cai, promette di essere un socio molto discreto; ma è inevitabile che la sua preferenza di Fiumicino rispetto a Malpensa pesi sui piani industriali, a dispetto di tutti i tentativi leghisti e lombardi di ridare fiato all'ex hub del Nord. Eurofly (46% Meridiana) ha fatto sapere ieri di essere pronta ad assumere piloti e ad acquistare slot da Alitalia. Un'offerta è stata presentata il 29 settembre al commissario ma non ha ancora ottenuto risposta. PStef © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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"sindacati confederali coraggiosi hanno salvato la compagnia" - roberto petrini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 17 - Economia L´alleato La crisi Il presidente della Cai: è assolutamente falso che non rispetteremo le figure più deboli "Sindacati confederali coraggiosi hanno salvato la compagnia" Colaninno: aggiungeremo tre nuove rotte per l´Oriente L´alleanza nasce sulla base di un giudizio industriale. Dovrà farci affrontare la concorrenza e soddisfare il cliente Credo ancora nella globalizzazione, Piaggio è una multinazionale con un occhio rivolto all´Asia da lì possiamo ripartire ROBERTO PETRINI DAL NOSTRO INVIATO HANOI - Dal nuovo stabilimento della Piaggio, in un distretto industriale nei pressi di Hanoi, nato con l´obiettivo di strappare quote di mercato nel settore degli scooter a giganti come Honda e Yamaha, Roberto Colaninno guarda alle sfide future. Nonostante le ultime grane con piloti e hostess, l´operazione Alitalia è ormai in porto e il leader della Cai comincia a tracciare i primi bilanci: riconosce ai sindacati confederali di aver «salvato l´Alitalia», mentre agli autonomi non concede nulla, tanto meno la riapertura delle trattative. E già vede operativa la nuova compagnia: «Manterremmo sostanzialmente lo stesso look, rispettando naturalmente le norme europee» annuncia, mentre sulla scelta dell´alleato si limita a dire che il criterio decisivo sarà la «soddisfazione del cliente». Ingegner Colaninno, la Piaggio apre un nuovo impianto nel Far East mentre c´è la crisi internazionale e sta per cambiare l´inquilino della Casa Bianca. La sfida continua? «Direi di sì, il mondo non è finito. Ci sono nuove variabili e la vittoria di Obama potrebbe essere un fattore molto positivo per l´intero globo». Lei ormai è un giocatore globale, dall´industria meccanica ai grandi servizi di autotrasporto: si può ancora scommettere sulla globalizzazione? «Il mondo è diventato piccolo e la comunità mondiale troverà solo beneficio da una maggiore integrazione. Piaggio è diventata multinazionale con un occhio rivolto all´Oriente, con impianti in Cina, India e Vietnam: è questa la zona da dove può partire un contrattacco delle nostre aziende. In Oriente ci sono circa 3,5 miliardi di persone che producono oggi più del 50% della ricchezza mondiale. Non credo che sia una scelta, ma una valutazione naturale. Anche per Alitalia? «La nuova Alitalia aumenterà le rotte intercontinentali, in particolare quelle verso l´Oriente. Aggiungeremo tra le nuove destinazioni della compagnia di bandiera Shangai, Pechino e Seul». Allora non è vero, come sospettano in molti, che il futuro di Alitalia sarà quello di una compagnia più piccola? «Rifiuto la logica del grande o del piccolo. Quello che conta è il successo di una compagnia e la capacità di soddisfare il cliente. Anche il piano industriale può evolversi e cambiare: partendo da quello su cui si è aggregata la cordata, si dovrà seguire il mercato. Tra tre anni, quindi, è possibile che il piano non sia più lo stesso. Abbiamo creato le premesse per avviare una nuova impresa, accettando una sfida complessa». Che ostacoli sono rimasti? «Ci sono da soddisfare le regole dell´Unione Europea: questo non lo considero un ostacolo ma un aspetto etico. Poi la questione del prezzo e il negoziato con il Commissario Fantozzi. Anche in questo caso non si tratta di un ostacolo: semplicemente la domanda e l´offerta devono trovare un punto d´incontro». Un ostacolo sono tuttavia i sindacati autonomi di piloti e hostess che sono in subbuglio. «Il gruppo di industriali che rappresento ha deciso di investire su un progetto basato sull´acquisto degli asset e dei beni dell´Alitalia. Abbiamo fissato e discusso con le organizzazioni sindacali le condizioni necessarie per sviluppare questo progetto, il numero e le categorie delle persone che andremo ad assumere, le condizioni dei contratti di lavoro. C´è un momento forte di discontinuità tra la vecchia e la nuova Alitalia, che è rappresentato dal fatto che l´Alitalia oggi gestita dal Commissario Fantozzi metterà in mobilità tutti i dipendenti, la gran parte dei quali sarà poi assunta dalla nuova Alitalia. Se dunque un qualsiasi dipendente dell´Alitalia messo in mobilità volesse cambiare mestiere o società ritenendo non soddisfacenti le condizioni dei nostri contratti di assunzione, è libero di farlo. Noi non ci sentiamo responsabili del fallimento dell´Alitalia di oggi, noi ci sentiamo responsabili dell´Alitalia che andremo a gestire. Noi diciamo al mercato che abbiamo bisogno di 12.635 persone. Potremmo assumere anche un pilota Ryanair�». I sindacati autonomi lamentano tuttavia che, in fase di assunzione, verranno penalizzate alcune figure deboli, come le madri con figli disabili. «E´ assolutamente falso. Noi rispetteremo la legge». Ci sono ancora possibilità di dialogo? «No. Abbiamo terminato la trattativa». E´ rimasto amareggiato dal rapporto con i sindacati? «In realtà non ho capito l´atteggiamento degli autonomi. I sindacati confederali invece hanno dimostrato molto coraggio e le loro decisioni hanno contribuito a salvare l´Alitalia. Devo aggiungere che il contratto di lavoro non è un rogito, non è immodificabile, può evolvere sulla base del mercato e dei risultati futuri della società». Resta la questione dell´alleato, ormai la scelta, prevista per fine mese, è imminente. Alcuni dicono che la scelta di dislocare la maggior parte del personale a Fiumicino presupponga l´opzione Air France. «L´alleanza industriale nasce sulla base di un giudizio industriale. Dovrà avere un effetto positivo per l´Alitalia e per la controparte: dovrà servire per affrontare meglio la concorrenza e soddisfare di più il cliente. Il resto non conta».

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alitalia, aut aut del governo "niente cig a chi non firma" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-11-2008)

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Pagina 17 - Economia Alitalia, aut aut del governo "Niente Cig a chi non firma" Cai: pronti ad assumere piloti Ryanair. Up: non si può

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"alitalia, senza firma niente cig" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-11-2008)

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Pagina 17 - Economia "Alitalia, senza firma niente Cig" Aut aut del governo. Cai: pronti ad assumere anche i piloti di Ryanair Damiano contesta il ministro. Il sindacato autonomo: anni per sostituirci Sacconi: il no a un lavoro analogo fa perdere il diritto agli ammortizzatori ROMA - Nessun ripensamento da parte di Compagnia aerea italiana, dice Roberto Colaninno. Il dossier contratti si è chiuso a Palazzo Chigi la settimana scorsa e neppure aquila selvaggia potrà forzare la mano. Anzi, per il presidente di Cai, (impegnato con alcuni imprenditori italiani in Vietnam) in alternativa ai comandanti italiani ribelli «si potrebbe pensare di assumere dei piloti di Ryanair». I piloti, però, precisano: le "macchine" usate dalla compagnia irlandese sono differenti dagli aerei Alitalia, «ci vogliono mesi per avere un brevetto su un modello di velivolo differente...». Anche il governo fa sentire la sua forte pressione su Anpac-Up, Sdl, Avia: la cassa integrazione non sarà concessa a chi rifiuterà l´offerta diretta di Cai. Un discorso, a sentire Altero Matteoli, ministro dei Trasporti, chiaro, che ha il sapore amaro dell´aut aut per il fronte del no autonomo: «Ho qualche dubbio che i piloti Alitalia che non sottoscriveranno il contratto con la Cai possano accedere alla cassa integrazione», dice Matteoli. La norma, sottolinea, «è molto chiara perché se viene offerto un posto di lavoro a chi è in cig e questi rifiuta perde il diritto al trattamento. Credo - prosegue Matteoli - che la Cai chiamerà i piloti e sottoporrà loro singolarmente il contratto». «L´eventuale rifiuto di un lavoro "equipollente" comporta la perdita degli ammortizzatori sociali, cioè cig o assegno di mobilità» conferma il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, nel corso di un´audizione parlamentare su Alitalia. «Non è un´opinione, non è una minaccia, non è un ricatto» per Sacconi, «ma è la legge voluta da diversi governi. L´ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, nello scorso esecutivo, ha sostenuto la necessità della sanzione che scatta non solo nel caso di rifiuto al lavoro ma anche il rifiuto della partecipazione a un corso di formazione». Pronta, e non in sintonia con quella dei due ministri di centrodestra, la replica di Damiano. Secondo l´ex ministro sono dichiarazioni che cozzano con la legislazione in vigore: «é l´azienda che chiede la cassa integrazione. Questa, a sua volta, viene applicata a tutti i lavoratori indipendentemente dalla loro adesione a questo o a quel sindacato». Quindi secondo Damiano, Cai «non può operare una discriminazione in base all´iscrizione a un sindacato». La cig, insomma, non è nominativa ma prevede esclusivamente un numero massimo di persone a cui applicarla. Ma al di là dello scontro politico i margini per arrivare ad una soluzione sembrano davvero lontani. Gli autonomi, e in particolare i piloti, dopo la drammatica assemblea di due giorni fa alla mensa di Fiumicino, lavorano lontano dai riflettori per arrivare ad una risposta dura oltre che unitaria al no di Colaninno alla riapertura di qualunque tavolo. Oggi i comandanti iscritti ad Anpac e Up terranno alle 14 un´assemblea allo scalo romano, per fare il punto con la categoria sugli ultimi sviluppi della vicenda Alitalia. Fonti sindacali spiegano che «sarà l´occasione per illustrare agli iscritti le motivazioni del "no" agli accordi sui contratti siglati da Cai e confederali». Secondo indiscrezioni, però, questa potrebbe anche essere la prima occasione per "testare" a fondo i mal di pancia della categoria e per provare a impostare il cammino di proteste delle prossime ore. (lu.ci.)

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i lavoratori alitalia vanno in piazza sui tagli a punta raisi è scontro nel pdl - sara scarafia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-11-2008)

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Pagina IV - Palermo I lavoratori Alitalia vanno in piazza sui tagli a Punta Raisi è scontro nel Pdl Cammarata: "Difendo lo scalo". Miccichè: "Niente allarmismi" La Cgil: "Il sindaco si sveglia tardi" Il Pd e la Provincia "Lombardo deve intervenire" SARA SCARAFIA Un sit-in a piazza Pretoria per chiedere certezze per il proprio futuro: stamattina i dipendenti dell´Alitalia manifesteranno davanti al Comune. Da due giorni il personale di terra della compagnia aerea è in stato di agitazione. Contesta la decisione di Cai di declassare lo scalo di Palermo, che non sarà più tra i sei aeroporti strategici. Solo sessanta dei 174 lavoratori a tempo indeterminato conserveranno il posto di lavoro, mentre i 42 precari non saranno confermati. Anche ieri i lavoratori hanno rallentato le operazioni di imbarco: ma le code al check-in non hanno causato ritardi nei voli. «Siamo arrivati in aeroporto all´alba per cercare di incontrare i politici in partenza per Roma - spiega il segretario generale della Filt Cgil Giacomo Rota - la nostra presenza in piazza Pretoria è una nuova richiesta di aiuto alle istituzioni». Il caso Palermo è diventato un caso politico. Ieri è sceso in campo il sindaco Diego Cammarata, che probabilmente oggi incontrerà la Cgil: «Chiamerò a raccolta i parlamentari eletti a Palermo per le valutazioni e le iniziative da assumere in difesa dell´aeroporto, della città e della sua economia - ha detto il sindaco - Abbiamo ricevuto assicurazione che lo scalo di Palermo, con il nuovo assetto, non avrebbe subito indebolimenti dal punto di vista delle attività e sotto il profilo occupazionale. Una diversa valutazione della situazione potrebbe condurre ad una forte penalizzazione dell´aeroporto». A Cammarata risponde il segretario regionale della Cgil Italo Tripi: «Purtroppo il declassamento dell´aeroporto di Palermo e la riduzione del personale nella nuova Alitalia sono una certezza negativa, il sindaco Diego Cammarata farebbe bene a informarsi». E lancia una stoccata al primo cittadino anche Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che chiede di non alimentare «allarmismi perché, a oggi, non c´è nessun documento ufficiale di Cai che prevede la marginalizzazione dello scalo di Punta Raisi». Sulla stessa linea anche Mario Valducci, presidente della Commissione Trasporti della Camera: «Solo quando verrà ufficializzata la strategia per lo sviluppo dello scalo di Punta Raisi la politica potrà intervenire in difesa del territorio e dei lavoratori palermitani». Sul caso Palermo interviene anche il presidente della Provincia Giovanni Avanti che chiede l´intervento di Palazzo d´Orleans: «Nella qualità di azionista della Gesap, la Provincia chiede che il presidente della Regione Raffaele Lombardo e la deputazione nazionale siciliana si facciano promotori di un incontro con i vertici della Cai». Una richiesta, quella dell´intervento di Lombardo, fatta anche dalla Cisl. E dal Pd, sceso in campo in difesa dei lavoratori. Il senatore Giuseppe Lumia parla «di pasticciaccio davvero brutto che rischia di concludersi con un costo altissimo per i lavoratori», il deputato nazionale Alessandra Siragusa chiede a Cai «di rivedere immediatamente i suoi piani», mentre il consigliere comunale Maurizio Pellegrino ribadisce la volontà di organizzare un Consiglio comunale al Falcone e Borsellino. Per il senatore Pd Costantino Garraffa «l´allarmismo del sindaco è tardivo», mentre per Fabio Giambrone, eletto a Palazzo Madama con Italia dei valori, «grazie al governo amico la Sicilia ha perso i fondi per le infrastrutture e le opere pubbliche, i fondi per i lavoratori precari e adesso è a rischio anche lo scalo di Punta Raisi». Il presidente della Camera di commercio, Roberto Helg, esprime «forte preoccupazione per le notizie circolate sul possibile disimpegno di Cai dall´aeroporto di Palermo, che ha portato i dipendenti di Alitalia a manifestare a seguito dei tagli di personale». Helg, vicepresidente della Gesap, chiarisce che nemmeno la società «è stata mai posta a conoscenza dei contenuti del Piano Fenice presentato da Cai».

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Piano Pd: 8 milioni per le famiglie (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-11-2008)

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Piano Pd: 8 milioni per le famiglie Alitalia, governo minaccia chi non firma Istat: al Sud povero un bambino su tre Grandes: infanzia triste sotto Franco Vince la Roma, l'Inter pareggia a Cipro

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Alitalia, il governo minaccia: niente cassa integrazione per chi non firma (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-11-2008)

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Alitalia, il governo minaccia: niente cassa integrazione per chi non firma Dopo l'ennesima rottura, Cai e ministri minacciano lo stop a qualsiasi negoziato, ma c'è il rischio di una risposta dura e di un ennesimo bagno di sangue politico per il governo e per Berlusconi. Per Alitalia non ci sarà più trattativa. Chi ci sta è dentro, chi non ci sta è fuori. «Sostituiti dai dipendenti di RyanAir», per il presidente della Compagnia italiana, Roberto Colaninno e «senza cassa integrazione», secondo il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e quello dei Trasporti Altero Matteoli. Lo scontro con le sigle autonome del gruppo, che lunedì hanno rigettato in toto il contratto di lavoro firmato dai confederali del 31 ottobre, sembra quindi acutizzarsi. Ma la faccia feroce mostrata dal governo e dall'azienda, che ha lanciato un'offerta irrevocabile sulla parte buona della compagnia, è poco credibile. Per due ordini di motivi. Il primo. Nell'assemblea andata in onda lo scorso lunedì i sindacati di piloti e assistenti di volo si sono mostrati decisi ad andare avanti nella loro lotta utilizzando tutti gli strumenti possibili. Scioperi compresi. Rischiare di mettere a terra il settore aereo in un momento così delicato per il Paese, ragiona un sindacalista, non è la soluzione politica migliore. Sacconi può anche minacciare, ma il rischio di erodere ulteriori consensi, dopo il bagno di sangue della scuola, il presidente del Consiglio non può permetterselo. Berlusconi, che si muove solo su sondaggi, lo sa. Il rischio , poi, è che la protesta si allarghi anche ai lavoratori delle altre compagnie. Se il modello contrattuale Cai dovesse passare con questa formula potrebbe scardinare gli altri contratti aziendali. Difficile pensare che, se si va a uno scontro, la protesta Alitalia rimanga quindi isolata. La seconda ragione che fa debole la minaccia congiunta la spiega il presidente dell'Unione Piloti, uno dei sindacati ribelli, Massimo Notaro: «Colaninno, se vuole prendere i piloti RyanAir, dovrebbe farsi spiegare che non volano con nessuno dei modelli di aeroplani che attualmente ha in forza Alitalia e che i piloti della RyanAir sono quasi tutti pensionati o ragazzi di pochissima esperienza». Nonostante le minacce, comunque, il presidente Cai mostra ottimismo. Secondo Colaninno, entro novembre la Nuova Alitalia individuerà il partner straniero e per Natale sarà pronta a decollare. «C'è da valutare quali sono gli effetti positivi delle varie combinazioni che si possono fare, devo dire che sia Air France che Lufthansa hanno delle caratteristiche estremamente interessanti. Faremo le nostre valutazioni e assieme all'assemblea e al consiglio di amministrazione decideremo penso entro novembre». Effetti positivi per Cai naturalmente. Perché, secondo l'Istituto Bruno Leoni, la mancata liberalizzazione del trasporto aereo intercontinentale, che permetterà a Cai di mantenere una posizione di oligopolio, costerà ai viaggiatori oltre 3 miliardi di euro in termini di prezzi più alti. ROBERTO ROSSI ROMA rrossi@unita.it

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Altro che socialista, Obama sarà un altro Bill Clinton (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)

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Non fatevi illusioni: Obama non è un visionario, è un politico ambizioso e soprattutto molto pragmatico. Mi auguro che si dimostri un grande presidente, capace di assecondare la voglia di riscatto da parte di un popolo che, sebbene ferito dalla crisi dei subprime, non indulge nel pessimismo (come ho raccontato in questo reportage). Ma per essere davvero in sintonia con l'anima profonda del Paese Obama non può permettersi di essere troppo "liberal"; dovrà correggere al centro, magari con qualche incursione conservatrice, come si è intuito negli ultimi giorni da alcuni accenti addirittura reaganiani colti nei suoi discorsi e come, peraltro, conferma la scelta dei suoi consulenti economici, tutt'altro che radicali. Non è un socialista, non è un rivoluzionario e forse nemmeno un Kennedy. E' potenzialmente un altro Bill Clinton. E allora mi chiedo se la sinistra, oggi giustamente euforica, lo sarà anche tra qualche mese e non mi stupirei se la destra, oggi depressa, si accorgesse che Obama in fondo non è tanto male. Intanto onore a John McCain per lo splendido discorso di accettazione della sconfitta, durante il quale ha invitato i suoi sostenitori a dimenticare i rancori della campagna e si è impegnato a collaborare con Obama per il bene del Paese invitando tutti a fare altrettanto. Non erano parole di circostanza, erano parole che sgorgavano dal cuore di un vero gentiluomo. Scritto in democrazia, presidenziali usa 1 Commento » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Nov 08 Obama-McCain, comunque vada è una questione di cuore Razionalmente l'esito delle presidenziali Usa è quasi scontato; lo ha ammesso persino il cinico Karl Rove che in un'intervista ha definito "molto, molto in salita la corsa di John McCain". Ma di elezione in elezione ci si accorge che la razionalità non basta per prevedere l'esito di un'elezione. Al contrario: gli aspetti subliminali, emotivi sono altrettanto e spesso ancor più importanti. Chi sceglie soppesando i pro e i contro di un programma? Una piccola minoranza; si vota per assecondare la propria identità politica o per simpatia o per interesse o ancora, soprattutto negli Stati Uniti, per identificazione con il candidato. Bush fu preferito a Kerry anche perché i suoi gusti e il suo comportamento erano simili a quelli dell'americano medio, soprattutto di quello che vive nei piccoli centri, in campagna o nelle aree suburbane. Anche questa è stata una campagna molto emotiva. Andando ai comizi di Obama e parlando con i suoi sostenitori si percepisce un entusiasmo genuino, travolgente, quasi messianico, il che può essere pericoloso per il leader democratico perchè genera attese irrealistiche. La mobilitazione c'è ed è senza precedenti: forse solo Reagan riusciva a suscitare passioni tanto intense. Ma anche i repubblicani voteranno con il cuore. Diciamolo francamente: l'eredità di Bush è talmente disastrosa che qualunque candidato sarebbe stato destinato alla sconfitta. John McCain era l'unico che potesse smarcarsi da questa ingombrante eredità e in parte lo ha fatto: peccato che nella fase finale della campagna si sia fatto condizionare dagli spin doctor cresciuti alla scuola di Karl Rove (ne riparleremo) e che, come ho già scritto, abbia scelto una vice come Sarah Palin che alla lunga gli ha portato più danni che benefici. Il sentimento a destra, però sovente, è di disagio. L'altro giorno una donna mi ha detto, in Ohio: "Sento qualcosa qui nel cuore che mi impedisce di votare per Obama". Ma cosa in preciso non me l'ha saputo spiegare. E come lei tanti elettori indecisi. Un po' è il colore della pelle, un po' le idee troppo liberal (di sinistra) di Obama, un po' il suo passato molto diverso da quello della maggior parte degli statunitensi e, nell'America di provincia, per le sue maniere sofisticate. E allora: prevarrà il cuore palpitante dell'America che invoca una svolta netta rispetto a Bush o quello diffidente di chi proprio non riesce a identificarsi con Barack? E' l'ultima incognita prima del voto; per il resto sappiamo ormai tutto. Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 34 ) » (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Oct 08 Bin Laden prepara un'altra sorpresa elettorale? La fonte è la tv americana Abc: diversi esperti dell'intelligence Usa ritengono sia imminente un messaggio di Osama Bin Laden prima o al limite subito dopo le elezioni. D'altronde non è la prima volta che capita: quattro anni fa, a pochi giorni dal voto, fu diffuso il filmato in cui camminava sulle montagne. E Bush trovò lo slancio per recuperare lo svantaggio su Kerry. Il bis sarebbe giustificato, spiegano gli analisti, dalla necessità per il capo di Al Qaida di inviare un segnale forte ai suoi e al mondo in un periodo cruciale. Come dire: ci sono ancora e dovere fare i conti con me. Negli ultimi giorni Al Qaida ha lanciato messaggi contraddittori: una decina di giorni fa ha lasciato intendere di preferire una vittoria di McCain, perchè con Obama presidente l'immagine degli Usa nel mondo migliorreebbe. Ieri, però, ha diffuso un video via Internet in cui uno dei suoi capi chiede all'Onnipotente che alle elezioni Bush e il partito repubblicano vengano umiliati. L'Abc non è stata ripresa dalla maggior parte dei media, ma sta circolando nella blogosfera americana sia tra i siti conservatori che tra quelli progressisti; c'è chi è preoccupato e chi teme cospirazioni. Vedremo se la notizia è fondata o se i servizi stanno semplicemente mettendo le mani avanti. Ammesso che Osama sia ancora vivo. Scritto in notizie nascoste, presidenziali usa Commenti ( 20 ) » (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Oct 08 Una lezione ai supermanager di Wall Street (finalmente) Sarebbe stata l'ultima beffa: secondo diverse fonti di stampa i supermanager delle società finanziarie che hanno portato Wall Street e il mondo al collasso, si apprestavano a incassare bonus milionari previsti dai loro contratti, nonostante le società da loro gestite fossero tecnicamente fallite. Ma il procuratore generale di New York è Andrew Cuomo (figlio dell'ex governatore Mario), ha scritto a nove banche avvertendole che secondo le leggi dello Stato è illegale usare i fondi dei contribuenti per pagare tali bonus. Quali banche? le solite: Bank of America Corp , Bank of New York Mellon Corp , Citigroup Inc , Goldman Sachs Group Inc , JPMorgan Chase & Co , Merrill Lynch & Co Inc , Morgan Stanley , State Street Corp and Wells Fargo & Co. Non solo: Cuomo ha gestito il salvataggio del colosso assicurativo Aig e ha preteso l'annullamento di tutti i benefit, minacciando, in caso contrario, un'azione legale. Io dico: viva Cuomo. E che sia di esempio per tutti.. AGGIORNAMENTO:Mi viene richiesto un link di approfondimento e sono ben lieto di fornirlo. Il più completo è questo del New York Times. Ci sono due novità, una buona e una cattiva. Quella buona: Cuomo ha chiesto alle nove banche un rapporto completo sui bonus percepiti dai manager; quella cattiva, Cuomo si appella a una legge che gli dà il pretesto di bloccare i bonus, ma non la certezza. Si tratta di un codice che va interpretato. Ma ci prova e lancia un segnale forte. Cuomo non molla e chiede giustizia. Scritto in economia, globalizzazione Commenti ( 18 ) » (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Oct 08 Troppo miele su Obama (e la stampa è complice) La stampa europea da nove mesi fa il tifo per Obama, quella italiana ancor di più (con qualche eccezione): è estasiata. Obama è perfetto, Obama è imbattibile, Obama sarà un superpresidente. Purtroppo anche la stampa americana sta dando una pessima prova di sè. Dico purtroppo perchè vedo i media oscillare tra i due estremi: fino a un paio di anni fa si sono fatti abbindolare con sconcertante facilità dagli spin doctor di Bush, ora eccedono in senso opposto e tirano la volata al candidato democratico. Senza ammettere la propria partigianeria ovviamente. Due pesi e due misure: con John McCain sono stati severissimi, con Sarah Palin spietati, mentre a Barack Obama hanno perdonato tutto e hanno sorvolato volentieri sulle numerose gaffe di Joe Biden. Negli ultimi giorni il tifo è diventato palese. Il Los Angeles Times è entrato in posseso di un video in cui si vede Obama mentre brinda all'onore di un ex dirigente dell'Olp in una serata in cui alcuni palestinesi accusano Israel edi terrorismo, ma il quotidiano rifiuta di pubblicarlo. Eppure nessuno dice nulla, nessuno protesta, nessuno si indigna. I magistrati in Florida hanno appurato che gli attivisti del movimento progressista Acorn hanno registrato illegalmente diverse migliaia di elettori. Anche in questo caso silenzio. Il sito Drudge Report ha scoperto un'intervista radiofonia del 2001 in cui Obama critica la Corte Suprema e rivendica le virtù della redistribuzione della ricchezza, ma i grandi media l'hanno ignorata. Qualunque velina del partito democratico viene ripresa con entusiasmo. L'altro giorno lo staff di Obama ha annunciato un discorso storico, concludente, il colpo del Ko. In realtà ha ripetuto gli soliti slogan, ma la stragrande maggioranza dei media l'ha assecondato. Gli affondi di McCain invece sono stati relativizzati, sminuiti. E via su questo tono. Se Obama verrà eletto, il merito sarà in parte della stampa americana cosiddetta indipendente, che ha volontariamente abdicato ai principi di oggettività. Tra gli urrah di quella europea. Scritto in presidenziali usa, giornalismo Commenti ( 96 ) » (12 voti, il voto medio è: 3.58 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Oct 08 Vista da lontano: ma l'Italia è impazzita? Sono arrivato negli Stati Uniti pensando di trovare un Paese depresso, arrabbiato, sconvolto. Qui quasi un milione di famiglie sta perdendo la casa, decine di migliaia di persone sono sull'orlo del fallimento personale, un'intera generazione di pensionandi vede dimezzare, con il crollo di Wall Street, i risparmi di una vita e le aspettative di una vecchiaia serena. Negli Stati Uniti ci sarebbero davvero ottimi motivi per scendere in piazza e invece si tira avanti, talvolta col magone, ma senza pensare a una rivoluzione. Non ancora, perlomeno. Poi mio collego ai siti italiani e scopro immagini fortissime: piazza Duomo a Milano occupata dagli studenti, la sede di Assolombarda assaltata con fumogeni e i petardi, giovani che tentano un blitz all'auditorium di Roma. E tutto questo perchè? Per bloccare una riforma scolastica che, perlomeno per quel che concerne elementari e medie, propone misure di assoluto buon senso: il maestro unico, l'insegnamento dell'educazione civica, il voto in condotta. Prima di partire per gli Stati Uniti ho incontrato degli amici austriaci residenti a Milano che davvero non riuscivano a capire le ragioni di questa agitazione: a Vienna norme del genere sono normali, come in Francia, come in Germania, come in Svizzera. In Italia no. E per impedirle si provoca un nuovo Sessantotto. E tutto questo mentre il mondo sprofonda nella prima vera recessione globale, questa sì davvero spaventosa. Da lontano mi chiedo: ma l'Italia è impazzita? Ps: che tristezza vedere immagini come queste riportate da Youreporter Scritto in economia, democrazia, Italia Commenti ( 126 ) » (11 voti, il voto medio è: 3.73 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Oct 08 Sarah sta affossando McCain? Sono negli Usa per seguire le elezioni presidenziali. Due impressioni contrastanti: l'America profonda è sempre più perplessa nei confronti di Obama, come racconto in un reportage da Lincoln County, la contea del Missouri che da quasi 60 anni azzecca il nome del presidente. D'altro canto però, Sarah Palin sta provocando disastri. La base repubblicana, quella della destra religiosa e oltranzista continua ad adorarla, ma la maggior parte degli americani, inclusi gli elettori indipendenti, ne diffida. Le ultime novità certo non la aiutano: come governatore avrebbe addebitato allo Stato dell'Alaska viaggi in aereo e in alberghi di lusso per i figli (con un conto di oltre 20mila dollari). La stampa ha scoperto che il Partito repubblicano ha speso per vestire lei e la famiglia la bellezza di 150mila dollari in un mese e mezzo. E i dubbi di Colin Powell, che domenica aveva detto di non ritenere la Palin all'altezza della Casa Bianca, sono condivisi dal 55% degli elettori, secondo un sondaggio del Wall Street Journal. La maggior parte degli elettori è terrorizzata all'idea che la Palin possa diventare presidente se McCain, che ha passato i 70 anni e ha avuto problemi di salute, dovesse rinunciare all'incarico anzitempo. Sarah è simpatica, divertente, è un fenomeno mediatico. Ma politicamente è inconsistente. Era una risorsa, ora è diventata una zavorra. McCain perderà per colpa sua? Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 50 ) » (8 voti, il voto medio è: 3.38 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Oct 08 La sinistra vince nelle piazze ma perde alle urne? Ma basta riempire le piazze per vincere le elezioni? Obama, ovviamente, spera di sì: sabato c'erano centomila ad ascoltarlo a St Louis. A Denver, alla fine della convention, erano in 70mila, qualche settimana prima decine di migliaia di europei lo ascoltarono rapiti a Berlino. Sì, Barack sa mobilitare le folle, ma il sentimento della piazza corrisponde a quello della maggior parte dei cittadini? C'è da dubitarne: il candidato democratico perse molti consensi dopo Berlino e anche dopo Denver, (sebbene allora soprattutto a causa della discesa in campo di Sarah). Lo stesso potrebbe accadere ora: manifestazioni del genere producono spesso l'effetto opposto a quello desiderato, suscitando repulsione e diffidenza anziché adesione ed entusiasmo. In America, ma non solo. In Francia l'anno scorso Ségolène Royal raccolse una folla immensa per il suo ultimo comizio a Parigi, più del doppio rispetto a Sarkozy. Ma perse. In Italia il Partito comunista riusciva a portare in piazza centinaia di migliaia di persone, ma gli italiani, per fortuna, non gli diedero mai la maggioranza. Ora c'è molta attesa nella sinistra per la manifestazione di sabato prossimo contro il governo Berlusconi. Ieri Veltroni ha dichiarato: «L'opposizione si fa nelle piazze e non in tv». A me sembra che la buona politica si faccia formulando proposte convincenti ed essendo in sintonia con le esigenze più profonde del Paese. Requisiti che mancano al Pd. La sinistra continui così: vince nelle piazze ma, sempre più spesso, perdre alle urne. O sbaglio? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 38 ) » (10 voti, il voto medio è: 3.9 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Oct 08 Macchè capitalismo questo è "debitalismo". E ora torna Marx? L'altro giorno sul metro ho sentito un uomo sulla sessantina esclamare con aria soddisfatta: "Aveva ragione Marx, quando affermava che il capitalismo si sarebbe impiccato da sè". Oggi il radiogiornale di Radio 24 ha annunciato che in Germania le vendite de il Capitale di Marx sono triplicate nelle ultime settimane, proprio in coincidenza con la crisi dei subprime.. E forse siamo solo all'inizio. Intendiamoci: la casta finanziaria ha sbagliato generando la bomba dei derivati, gli imprenditori delle grandi multinazionali e delle banche hanno creato un sistema che consentiva loro di accumulare ricchezze immense e immeritate, senza mai pagare il prezzo degli errori che loro stesso commettevano, la classe politica non ha esercitato il proprio dovere di vigilanza e di controllo; anzi si è fatta coinvolgere e corrompere. Tutto questo va denunciato con chiarezza, ma Marx continua ad avere torto. Il libero mercato non è fallito, continua ad essere il miglior sistema possibile. Il problema è che il capitalismo è stato snaturato: il suo scopo è, da sempre, quello di favorire l'accumulo di capitale da parte dell'individuo, mentre le degenerazioni finanziarie degli ultimi vent'anni lo hanno trasformato in una cosa diversa: nel "debitalismo" ovvero nell'accumulo di debiti anziché di capitale. Per sopravvivere, per sostenere consumi al di sopra delle proprie disponibilità e dunque per drogare la crescita, creando non vero, solido benessere, basato sul risparmio e sul reddito reale, ma una ricchezza illusoria . Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna il debitalismo ha raggiunto proporzioni enormi, come ho ricordato in un post recente, noi europei continentali eravamo sulla stessa strada. Ora la bolla è scoppiata. Soffriremo, ma questa crisi può essere salutare e può permetterci di ripartire su basi più solide. I sistemi liberali riescono a correggere i propri errori, quelli comunisti no e per questo i "rossi" hanno perso la sfida con la storia. Di un revival di Marx non si sente proprio il bisogno. Scritto in economia, globalizzazione, democrazia Commenti ( 34 ) » (6 voti, il voto medio è: 3.17 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Oct 08 Classi per stranieri, perché tanto scandalo? Non riesco a capire le proteste indignate della sinistra contro l'emendamento della Lega che regolamenta l'accesso degli stranieri nelle scuole. In altri Paesi è una pratica normale e dettata dal buon senso. Alla radio ho sentito Fassino dire che istituendo classe separate si discriminano gli immigrati. A me sembra invece che sia vero il contrario: che senso ha mandare allo sbaraglio un bambino in una classe in cui non capisce una parola? Si sentirà subito diverso, verrà deriso dai compagni. Se invece per un anno segue un corso di italiano, quando verrà introdotto nei corsi regolari potrà facilmente integrarsi. E la qualità complessiva dell'insegnamento migliorerà. Questo è un altro punto dolente: quando ci sono tanti bambini stranieri il livello dei corsi si abbassa drasticamente. Lo so per esperienza personale: non lontano da casa mia alle elementari la percentuale di bimbi stranieri è superiore al 50%, i programmi non vengano rispettati perché gli insegnanti devono procedere molto lentamente, adeguano il ritmo a quello degli ultimi. Risultato: i genitori italiani tendono a togliere i propri figli dalla scuola pubblica e a metterli nella scuola privata. Perché un italiano deve essere privato di fatto del diritto di frequentare una scuola statale? Questa è un'ingiustizia. Il razzismo si diffonde anche così. Scritto in globalizzazione, democrazia, Italia, immigrazione Commenti ( 49 ) » (5 voti, il voto medio è: 3.4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (14) democrazia (38) economia (5) europa (4) francia (17) germania (3) giornalismo (40) gli usa e il mondo (36) globalizzazione (17) immigrazione (28) islam (13) Italia (116) medio oriente (8) notizie nascoste (30) presidenziali usa (18) russia (12) svizzera (3) turchia (12) Varie (15) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Ma di certo chiunque sia penso che farà uan politica estera... 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Alitalia, senza firma niente Cig (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)

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Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi Scontro con piloti e hostess. Il governo e Cai: trattativa chiusa «Alitalia, senza firma niente Cig»

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ROMA Braccio di ferro in Alitalia tra il "fronte del no", Cai e il governo. Gli autonomi ... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)

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Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi ROMA Braccio di ferro in Alitalia tra il "fronte del no", Cai e il governo. Gli autonomi chiedono di riaprire la trattativa sui contratti, ma Colaninno risponde che non c'è più spazio per negoziare. Il ministro del Welfare Sacconi avverte: «Chi non firma non potrà usufruire della cassa integrazione, non è una minaccia, lo prevede la legge». Replica degli assistenti di volo di Avia: La cig non può essere tagliata se la prevista riduzione degli stipendi supera il 20%. Il ministro Matteoli: in caso di scioperi, valuteremo se far scattare la precettazione.

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Graffiti, scuola e Croce Rossa: lo show di Bossi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-05 num: - pag: 20 categoria: REDAZIONALE Critiche Il leader leghista: «Moratti bacchettona». E protesta con Letta contro i candidati «romani» alla Cri Graffiti, scuola e Croce Rossa: lo show di Bossi MILANO — Bossi arriva alla festa degli americani a Milano. Ed è subito show. Sui graffiti: «I muri sono il libro dei popoli, bisogna lasciarli stare». Su Alitalia: «Bisogna che Berlusconi entri in campo, vedere da che parte tira 'sta Cai: se fa il filo ai francesi non va bene. Loro sono nostri concorrenti». Sulla preoccupazione che, lo ammette lui stesso, «cresce nel centrodestra» per le proteste del mondo della scuola: «Bisogna evitare che l'Università si metta insieme agli altri, altrimenti vien fuori un nuovo '68». Persino sulla «mignottocrazia » di cui parla Paolo Guzzanti. Per liquidare la posizione del deputato azzurro con uno sbuffo: «Invidia. Chi non ha gli attrezzi giusti, pensa sempre che dietro ci sia chissaché». Umberto Bossi è di buon umore. è stato invitato dal consolato statunitense sulla base di una lunga consuetudine che risale addirittura all'inizio degli anni Novanta, quando gli Usa si chiedevano chi fossero questi nuovi arrivati sulla scena politica. Dopo un giro per la Banque, l'affollatissima discoteca scelta dal consolato per seguire l'election night, il capo leghista ripiega su un più tranquillo bar delle vicinanze. Ed è lì che sbotta: «certo che più bacchettona della Moratti, non ce n'è... ». In che senso? «Mah, adesso lei e Berlusconi si son messi in testa di colpire i "graffitomani". Ma dove c'è un popolo, lì c'è scrittura. I muri sono il libro dei popoli». Chiosa il deputato Matteo Salvini: «Intendiamo parlare dei graffiti sulle massicciate autostradali, non quelli sui muri cittadini». Sulle elezioni americane, Bossi non sembra scaldarsi: «Che il nuovo presidente sia bianco, nero o rosso, poco importa. Ci sarà continuità, perché la politica estera negli Stati uniti la fanno le grandi imprese. Non sarà un Obama a cambiare le cose». Comunque, annota, «Frattini ha cominciato a parlar bene di Obama, e non credo che sia stata un'iniziativa personale, si sarà consultato». Ma Bossi, e la Padania, ieri eran già partiti all'attacco. Per dire giù le mani dalla Croce rossa. Sul numero oggi in edicola del quotidiano leghista appare un lungo servizio dedicato agli avvicendamenti al vertice del più noto ente umanitario (non solo) italiano. Il fatto è che sui tavoli del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta già da alcune settimane ci sono i nomi dei nuovi vertici Cri. Il commissario in pectore è l'avvocato Francesco Rocca, già capo dipartimento della Croce rossa e ora dirigente dei Servizi sociali del Comune di Roma. Al posto di direttore generale invece è destinata Francesca Basilico, già braccio destro di Maurizio Scelli. Tecnici dall'esperienza specifica. Eppure, la provenienza interna all'ente potrebbe non essere sufficiente: il fatto è che entrambi i candidati sono schiettamente romani. Troppo, secondo i vertici del Carroccio. E difatti, il leader leghista ieri ha chiamato Gianni Letta per rappresentargli un punto di vista che la Padania oggi in edicola riporta in modo preciso. Ma che si può riassumere così: quasi due terzi dei volontari della Croce Rossa, oltre 90mila su circa 150 mila, si trovano al Nord. In compenso, la voragine nei conti dell'ente — secondo fonti leghiste compresa tra i 90 e i 100 milioni di euro — si può imputare soprattutto alla gestione delle regioni centro- meridionali. Insomma, ha detto Bossi, «la Lega non tollererà che la Padania risulti completamente tagliata fuori» dall'imminente tornata di designazioni. E a questo proposito, il senatùr ha anche segnalato una possibile candidatura a lui gradita. Si tratta di Maria Rosaria «Rosy» Parlanti, oggi presidente della Croce Rossa lombarda. Una realtà che, con i suoi 25mila volontari, incarna da sola un sesto del movimento nazionale. Ed è ancora Salvini che sottolinea le proteste locali che starebbero per scoppiare in numerosi comitati «nordisti»: «Il volontariato è una risorsa preziosa, che va curata e sostenuta. In un momento di diffusa crisi della partecipazione, l'umiliare le realtà più significative, e virtuose, della Croce rossa per designare non una ma addirittura due personalità lontane dai territori, sarebbe un ennesimo, intollerabile ceffone. Proprio nel momento in cui ai territori si chiedeanche lo sforzo di solidarietà ». Marco Cremonesi

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Colaninno: Alitalia, trattativa chiusa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-05 num: - pag: 34 categoria: REDAZIONALE Privatizzazione Il presidente Cai: i piloti italiani tra i migliori del mondo. «Prenderli da Ryanair? Perché no» Colaninno: Alitalia, trattativa chiusa «Invieremo le lettere per le assunzioni nominative, secondo la legge» «Discriminazioni nei criteri di scelta del personale? Ho letto colossali stupidaggini» DAL NOSTRO INVIATO HANOI — Premette: «I piloti italiani sono tra i migliori al mondo». Ovvio dunque che, «anche personalmente», Roberto Colaninno li consideri «strategicamente importanti » per il rilancio di Alitalia. Attenzione, però, a interpretare il riconoscimento come un tentativo di recuperarli a un tavolo che «basta, è chiuso, finito». Le «aquile» e gli assistenti di volo, gli autonomi dell'aria, minacciano nuove assemblee, mobilitazioni, scioperi a dispetto dei contratti firmati da Cgil, Cisl, Uil, Ugl? Facciano, dice il presidente Cai. Ma si illudono se pensano, in questo modo, di poter riaprire le trattative: «Quelle ci sono già state, lunghe ed estenuanti». Ora si parte, «con chi ci sta». Ed è inutile che chi si è rimesso sul piede di guerra agiti spettri del tipo: «Con chi li faranno volare gli aerei, con gli addetti ai bagagli?». Frasi così per Colaninno sono «colossali stupidaggini», per di più «offensive» verso il personale di terra. E peggio ancora per l'altra storia, la denuncia — da parte sempre degli autonomi — del fatto che nella nuova Alitalia non troveranno posto hostess incinte, madri single, parenti di portatori di handicap. Fosse vero, sarebbe una macroscopica violazione di qualsiasi diritto. Ed è perciò che il presidente di Compagnia Aerea Italiana su questo si inalbera. Non perde la calma su nessun altro aspetto della vicenda. Qui, non tollera insinuazioni o sospetti. Brutalmente: «Sono falsità mostruose». è ad Hanoi, Colaninno, e almeno per queste 48 ore vorrebbe occuparsi di Piaggio e basta. Sta inaugurando il maggior investimento italiano in Vietnam, al suo fianco ci sono il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola e il vicepresidente di Confindustria Paolo Zegna, tra la capitale e Ho Chi Minh City si muoveranno 160 imprese che, sulla scia delle Vespa, puntano ad aprirsi un nuovo, ricco mercato. Gli piacerebbe, insomma, parlare solo della sfida asiatica a Honda e Yamaha, spiegare che il gruppo è in fase di grande internazionalizzazione ma il suo baricentro produttivo rimane in Italia. E la gradirebbe, una «pausa» dalla compagnia aerea. Se non fosse che da Roma le notizie continuano a rimbalzare. Più tardi, rientrato ad Hanoi, non lancia strali. A chiedergli se davvero non ha mai pensato — a parte venerdì scorso — di mollare tutto, Alitalia e piloti e rilanci, la risposta è un dribbling di diplomazia. La sostanza dipinge un mondo a parte, un po' marziano. La forma dice che «certo è stato tutto molto faticoso ». Ma mollare? «Diciamo che in certi momenti mi sono sentito un po' confuso. La percezione era che le controparti non si rendessero conto — e per qualcuno vale evidentemente ancora adesso — che non stavamo facendo una trattativa "normale": il contesto non era un salvataggio, era l'acquisizione di un' azienda dichiarata insolvente. Insolvenza di cui non siamo noi i responsabili». Insomma: «Cai è una nuova società. Investiremo e faremo 12.635 assunzioni». Nominativamente, uno per uno? «Scusi, una nuova società come assume? Faremo quel che prevede la legge. Manderemo lettere e diremo, per esempio: gentile signora, vuole fare l'assistente di volo sul Milano- Boston? Idem per i piloti. Potremmo ricevere curriculum e fare assunzioni anche, chessò, da Ryanair». Quanto ai contratti che gli autonomi non firmano, il messaggio non ha equivoci: «Chi accetterà di lavorare per Alitalia, alle condizioni già siglate da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, potrà manifestare i propri interessi e trattare in futuro per i nuovi contratti. Ma se uno se ne sta fuori cosa fa? Si può andare a reclamare in casa d'altri?». Concetto chiarissimo. Con ulteriore messaggio: «Io da venerdì sera sono molto sereno». Perché è stato quello il momento-chiave: «E' la decisione che stavamo prendendo, quella di rinunciare all'offerta, che ha sbloccato la situazione. è lì che i confederali hanno capito: la compagnia era davvero ad un passo dal fallimento». Anche perciò nessuno ha brindato: «Il lavoro vero, e il più duro, comincia ora». Roberto Colaninno, presidente della Piaggio e della Cai Raffaella Polato

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<Chi rifiuta l'assunzione Cai perde la cassa integrazione> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-05 num: - pag: 35 categoria: REDAZIONALE Il negoziato Via alla lettera di mobilità per i dipendenti di Az Express «Chi rifiuta l'assunzione Cai perde la cassa integrazione» Sacconi: nessuna discriminazione. Assemblea a Fiumicino I sindacati autonomi dei piloti convocano una nuova riunione sull'offerta della Cai ROMA — Le prime lettere di messa in mobilità dei lavoratori di Alitalia, che preludono al licenziamento, sono arrivate ieri, inviate dal commissario straordinario Augusto Fantozzi. Riguardano 597 dipendenti di Alitalia Express e sono il primo vero atto di smobilitazione della vecchia compagnia. Ma ieri a preoccupare i lavoratori, in particolare quelli del «fronte del no», è stata piuttosto l'affermazione del ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, secondo cui chi non firma i contratti non ha diritto alla cassa integrazione. «Chi rifiuta un lavoro equipollente — ha spiegato poi il collega del Welfare, Maurizio Sacconi — perde il diritto gli ammortizzatori sociali », per i quali peraltro «non ci sono risorse aggiuntive», con questo facendo intendere ai sindacati, anche a quelli che hanno firmato, che la riforma previdenziale non verrà congelata per agevolare i pensionamenti in Alitalia. Affermazioni legittime, secondo Antonio Di Vietri, il presidente di Avia, parte del «fronte del no» che però osserva: «Le norme prevedono anche che un lavoratore non può percepire una retribuzione inferiore del 20% rispetto alla precedente e quella di Cai lo sarebbe di almeno il 25%». Di Vietri non pensa a uno sciopero perché «sarebbe diretto alla gestione del commissario» e non a Cai. Ma per Fabrizio Tomaselli di Sdl, altra sigla non firmataria, «è pensabile che si arrivi a un conflitto». «Bisogna reagire fermando gli aerei» ha incitato il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. Mentre il ministro-ombra del Pd, Pierluigi Bersani, ha invitato il governo a «non gettare benzina sul fuoco». Intanto le sigle dei piloti Anpac e Up, che non hanno sottoscritto i contratti, hanno convocato un'assemblea di settore a Fiumicino che si terrà oggi pomeriggio. Una mossa che, secondo alcuni, preluderebbe alla rottura del fronte del «no», dove in realtà gli interessi sono diversi. I piloti in particolare sembrano perseguire la linea della riapertura del dialogo perché ritengono, in quanto firmatari della prima bozza di contratto, di avere diritto a essere convocati. Matteoli, escludendo riaperture negoziali, invita tutti al buon senso e minaccia la precettazione in caso di scioperi: «I sindacati che non hanno firmato sbagliano anche se sono o si dicono vicini alla maggioranza» ha detto il ministro, alludendo alla presunta vicinanza dei piloti al suo partito: An. «L'azienda si è impegnata a 12.600 assunzioni — ha chiosato il leader della Uil, Luigi Angeletti — prescindendo dalle tessere sindacali». Intanto la compagnia Eurofly sostiene di voler assumere i piloti di Alitalia dopo averne acquisito alcuni slot, ma intanto annuncia di aver fatto ricorso all'Ue per «aiuti di Stato». Antonella Baccaro 750 l'obiettivo di ore totali all'anno che Cai vorrebbe applicare al contratto di lavoro dei piloti nella nuova Alitalia Avia «Il salario non può essere inferiore del 20% rispetto al precedente, quello di Cai lo è di almeno il 25%»

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Muccioli, il leader degli assistenti di volo? Fa l'assicuratore (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-05 num: - pag: 35 categoria: REDAZIONALE Il personaggio Muccioli, il leader degli assistenti di volo? Fa l'assicuratore ROMA — Uno scherzo del destino (o forse qualcosa di più) vuole che Massimo Muccioli, leader del più piccolo tra i sindacati degli assistenti di volo, l'Anpav (545 iscritti su 4 mila), che ha rotto il «fronte del no», sia oggi tra i creditori di Alitalia. Ma come è possibile? Muccioli, in pensione da qualche anno dopo aver lavorato nella compagnia, oggi fa l'assicuratore. Più precisamente è titolare di un'agenzia di assicurazioni, la B.M & C srl, con sede a via della Magliana, che fa capo al gruppo Sasa, e che da decenni, per sua stessa ammissione, gode di una convenzione con Alitalia. In pratica Muccioli assicura le macchine dei dipendenti della compagnia aerea che si rivolgono a lui, facendo loro uno sconto, frutto della convenzione stipulata qualche anno fa. La rata viene poi direttamente detratta in busta-paga, se il lavoratore acconsente. Muccioli, nato a Arlena di Castro, nel Viterbese, 56 anni, è stato protagonista di un'altra rottura di fronte, appena un mese fa. Fu lui ad acconsentire per primo di sottoscrivere l'accordo-quadro e la bozza di contratto proposti da Cai e fino allora firmati solo da Cisl, Uil e Ugl. «Lo faccio per non mandare 20 mila persone per strada» disse, alludendo a tutti i dipendenti di Alitalia. Ma qualcuno già allora malignò che in realtà non volesse mandare a casa i suoi quattro dipendenti, qualora Alitalia gli avesse improvvisamente tagliato la convenzione. Malignità, appunto. Di certo, Muccioli nell'assemblea tenutasi lunedì scorso a Fiumicino,non è riuscito neppure a parlare, sommerso da un coro di fischi. «Siamo alla ricerca di risposte » da Cai, ha fatto sapere ieri, puntualizzando che non farà «azioni per far risaltare il suo no», forse volendo intendere che la sua opposizione sarà ferma, quanto al risalto tra i sindacati, ne ha avuto abbastanza... A. Bac.

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Gli occhi chiusi sui disabili (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-11-05 num: - pag: 44 categoria: BREVI Gli occhi chiusi sui disabili H anno un figlio disabile? Peggio per loro. A leggere le cronache di queste settimane, pare di essere tornati indietro di secoli. Quando la nascita di un bambino focomelico, una paralisi alle gambe o la perdita della vista erano considerate la punizione di Dio per qualche peccato e Dante nell' Inferno descriveva l'epilettico come quei che cade, e non sa como, / per forza di demon ch'a terra il tira. A Venezia, come volevasi dimostrare, il ponte di Calatrava è stato aperto «prima» di essere attrezzato per i disabili, in linea con l'impronta iniziale data dal noto architetto spagnolo il quale, davanti alle prime polemiche sull'obbligo morale, civile e legale di tener conto dei portatori di handicap aveva sbuffato che senza quelle attrezzature l'opera avrebbe offerto «un impatto visivo certamente migliore». I lavori per l'adeguamento pare siano finalmente avviati, ma resta il punto: dopo 434 ponti veneziani costruiti nei secoli senza tener conto dei disabili, anche il 435Ë?è nato così. Quasi contemporaneamente, mentre la trattativa Alitalia entrava nella stretta finale, il sindacato di base denunciava: «Non saranno riassunti i part time. Non saranno riassunti genitori affidatari unici di minori. Non saranno riassunti lavoratori invalidi in possesso dei requisiti di Legge 104. Non saranno riassunti genitori con figli invalidi a carico. Non saranno riassunti lavoratori con familiari invalidi a carico... ». Poi la cosa pare essere stata almeno in parte corretta, però... Per finire, resterà indimenticabile la lettera aperta mandata a Napolitano, Berlusconi e Brunetta, dai padri e madri con figli disabili del «Gruppo Genitori Tosti». I quali, dopo aver invitato tutti ma soprattutto il ministro della Funzione pubblica a far visita a casa loro «tra sollevatori, passeggini ortopedici, carrozzine, busti, tutori, letti, pannoloni, piani di statica, ventilatori meccanici, sondini per la peg», spiegano di essere scandalizzati per il modo in cui è stato affrontato il tema di chi usa appunto quella legge 104 per assistere un familiare gravemente disabile. Certo, ci sono stati degli abusi. Ma perché fare di ogni erba un fascio accusando un po' tutti di «fannullonismo»? «Come genitori ci sentiamo doppiamente penalizzati, faremmo volentieri a meno di dover passare le nostre giornate tra Day Hospital, prenotazioni, fisioterapia, logopedia, visite specialistiche, incontri con insegnanti di sostegno, Dirigenti scolastici, assistenti sociali, insomma un lavoro extra oltre a quello che ci permette di mantenere la famiglia e oltre al lavoro di assistenza post scuola, notte compresa ». Quindi, lamentata la sventurata scelta compiuta dall'ultima Finanziaria tremontiana di fissare uno schema rigidissimo sugli insegnanti di sostegno (uno ogni due disabili «a prescindere dalla loro gravità»), i Genitori Tosti invitano a cercare meglio i buchi neri degli sprechi. A partire da certi contratti sconcertanti firmati dalle Asl. «Ministro Brunetta: un paio di scarpe su misura n. 32, con forti rigidi e plantari, viene pagato dal servizio sanitario 860 euro, una follia! Dei tutori per posizionare in maniera corretta le gambe o i piedi di un bambino con tetraparesi, vengono pagati 700 euro l'uno». E gli spreconi sarebbero i genitori? Quanto costerebbe allo Stato ogni bambino disabile, se non ci pensassero 24 ore al giorno il padre e la madre? \\ E il «Gruppo Genitori Tosti» invita a casa i ministri, tra busti e carrozzine Tuttifrutti di Gian Antonio Stella

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Rutelli: fra i romani e il Pdl è finita la luna di miele (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-05 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'opposizione L'ex sindaco all'attacco dell'amministrazione Rutelli: fra i romani e il Pdl è finita la luna di miele «La luna di miele con la città è finita». Dopo sei mesi di governo del centrodestra «l'opposizione ha il dovere di presentare il conto». è il messaggio di Francesco Rutelli alla giunta Alemanno. Un affondo, che non risparmia critiche ed innesta una lunga serie di repliche. Anche tra maggioranza e opposizione in Campidoglio il tempo del fair play è finito. «Io speriamo che me la cavo: potrebbe essere un buono slogan per l'amministrazione Alemanno », riferendosi alla festa privata all'Aranciera dell'assessore all'Ambiente Fabio De Lillo. L'attacco nella sede del gruppo del Pd in via delle Vergini: accanto il capogruppo in aula Giulio Cesare Umberto Marroni. «Il dovere dell'opposizione è dire con forza in che modo è sbagliata la direzione di marcia intrapresa - aggiunge Rutelli - che è senza risposte e strategie». La giunta Alemanno? «Ha l'ansia di cancellare le decisioni ereditate»; mostra «un certo indecisionismo». C'è «una crescente diffusione di prepotenza e intolleranza »; non c'è «controllo nella città», e di fronte a episodi di violenza «una certa povertà di risposta». Il traffico? «è peggiorato». Denuncia una «totale mancanza di pulizia». Sulle strisce blu «c'è stata una scelta politica poi rimangiata, come per la guerra degli architetti », intervenendo nel dibattito sulle opere di Massimiliano Fuksas e Renzo Piano all'Eur. E «nel 2008 avremo un milione di pernottamenti in meno negli alberghi». Contro le emergenze la terapia la presenta Umberto Marroni: «Prepareremo un documento - ha detto per affrontare la crisi economica che investe tutti i settori», dall'Alitalia alla Telecom. La maggioranza reagisce. «Livore e demagogia » per Dario Rossin, capogruppo del Pdl: «Rutelli non ha ancora assorbito la botta elettorale ». E il Pdl ricorda la sua scarsa presenza in aula Giulio Cesare. «Forse sta sottovalutando l'effetto boomerang - afferma l'assessore capitolino al Personale Enrico cavallari - Rutelli è già stato irrevocabilmente giudicato dai romani». «è come il Marchese del Grillo per Marco Di Cosimo, presidente della commissione Urbanistica - annuncia che s'è svegliato ». «L'amministrazione non ha mai dichiarato guerra agli architetti - replica l'assessore all'Urbanistica Marco Corsini - soprattutto se in grado di apportare beneficio alla qualità architettonica». «Polemiche strumentali» per l'assessore alla Mobilità Sergio Marchi. E il vicesindaco Mauro Cutrufo attacca sul Turismo: «Il famoso milione di stanze in meno per il 2008 - dice - fa parte del più volte sindaco Rutelli. In verità è di 350 mila, e quello che accade oggi nel turismo è il frutto del lavoro nello scorso anno». Leader Francesco Rutelli, capo del Pd capitolino L. Gar.

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TALLEYRAND (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-11-05 num: - pag: 45 categoria: BREVI TALLEYRAND Parole significative Caro Romano, le notizie che quotidianamente leggo sul comportamento di piloti e assistenti di volo Alitalia mi riportano alla mente questa frase (di Talleyrand, credo): «Ils n'ont rien compris, ni rien oublié». Lei forse sa a che proposito la disse? Cesare Cantoni Pradamano La frase «non hanno capito niente, non hanno dimenticato niente» sarebbe effettivamente di Talleyrand e sarebbe stata detta nel 1814 dopo il primo ritorno dei Borbone al potere.

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ALITALIA E CAI (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-11-05 num: - pag: 45 categoria: BREVI ALITALIA E CAI Domande dei clienti La nuova Alitalia volerà entro Natale, questa è una delle notizie di oggi sul caso Alitalia. Data ormai per scontata la soluzione Cai, sarebbe auspicabile che, sin da subito, la nuova compagnia (o chi per essa) chiarisse ai clienti almeno un paio di punti: i biglietti acquistati (ora) da Alitalia saranno validi per volare (poi) con la Cai? Il programma frequent flyer millemiglia sarà trasferito alla Cai e da questa riconosciuto integralmente? Questi chiarimenti, per quanto piccoli se paragonati ai diversi problemi legati alla vicenda, andrebbero dati anche nell'interesse della nuova compagnia, non solo per i viaggiatori. Bruno Carioti caribe@borntotravel.it

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Pioggia scrosciante, vento a raffiche e allagamenti ovunque sul quadrante sud-ovest dell'area m... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)

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Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi di GIULIO MANCINI Pioggia scrosciante, vento a raffiche e allagamenti ovunque sul quadrante sud-ovest dell'area metropolitana. Strade impraticabili e pericolose con ferrovie a singhiozzo hanno messo in difficoltà i pendolari. A Ciampino attimi di panico in via dei Laghi, al passaggio a livello di Casabianca, dove tre automobili sono rimaste incastrate tra binari e sede stradale completamente allagata. Per una di esse si è reso necessario l'intervento del carro attrezzi mentre per un'altra è stato necessario far uscire dai finestrini gli occupanti, tra i quali due bambini. Inevitabili anche i soccorsi ai veicoli bloccati nel metro d'acqua creatosi nel sottopasso di via Donizetti. Nell'altra città del volo, quella di Fiumicino, il nubifragio ha messo a dura prova l'operativo del "Leonardo da Vinci". Quasi tutte le partenze tra le 15,30 e le 17,30 hanno riportato ritardi medi di 40 minuti. L'Air One per Milano Linate delle 15,40 è partito un'ora e dieci dopo, come pure l'Alitalia per Venezia delle 16,30. Punta massima del disagio per i passeggeri dell'Az diretto a Barcellona, decollati con un'ora e 35 di posticipo. Caos su tutte le strade in uscita dalla città. Poco dopo le 18,00 la Pontina è stata bloccata per un paio d'ore all'altezza di Castel Romano dove si sono abbattuti pini sulla carreggiata sia in corsia nord che in senso inverso. I vigili del fuoco hanno dovuto lavorare a lungo per rimuovere i venticinque tronchi piegati dalla forza delle raffiche di vento. Fortunatamente non ci sono stati danni alle persone. Anche sulla provinciale Laurentina traffico ostruito dai rami e molto rallentato. Poco dopo le 18,30 è stata sgomberata via di Pratica di Mare rimasta inagibile nella corsia a ridosso del muro di cinta della tenuta presidenziale di Castel Porziano ingombrata dai rami caduti a terra. Due alberi abbattutisi intorno alle 16,30 sulla linea Roma-Pantano e sulla Roma-Lido tra Acilia e Ostia Antica, hanno creato problemi al funzionamento di entrambi i tracciati ferroviari. I treni della Roma-Pantano per due ore e mezzo hanno effettuato servizio solo tra Centocelle e capolinea Laziali di Termini mentre sulla Roma-Lido, i convogli hanno viaggiato per più di un'ora e mezza su binario unico. Alberi caduti sulla Roma-Nettuno, tra Aprilia e Padiglione. La circolazione ferroviaria è stata sospesa e il Gruppo FS ha istituito un servizio sostitutivo con bus. A Lido dei Pini la condotta comunale delle acque nere è esplosa allagando il parcheggio del campeggio Le Ginestre, la strada costiera e lo stabilimento Galapagos.

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Figli contesi. Anche dagli Stati (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-11-05 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE Il fenomeno è in costante aumento, spesso collegato con la fine del matrimonio. Ma all'origine ci sono anche ragioni religiose Figli contesi. Anche dagli Stati Il ministero La Farnesina segue tutti i casi. Frattini: «Molte resistenze nonostante le convenzioni firmate dai Paesi» 266 i bimbi italiani rapiti da un genitore straniero In Europa 6 casi su 10. Accordi internazionali violati F ilomena Perri, impiegata alle Poste a Milano, è andata al Cairo a riprendersi il piccolo Omar che il marito egiziano le aveva portato via per «farlo crescere come un vero musulmano». Un'infermiera, anche lei di Milano, invece, ha lottato quattro anni per riavere suo figlio, sottratto dal padre egiziano che l'aveva portato dai genitori nel suo Paese e poi era tornato in Italia a lavorare. Un artigiano di Treviso, s'è «mangiato» la casa e i risparmi per riportare a casa le due figlie avute da una giapponese. E c'era pure riuscito, ma la donna una volta rientrata con le bimbe in Italia ha ottenuto l'affido congiunto e, quasi subito, è partita di nuovo per il Giappone. Fabrizio Infante, pilota dell'Alitalia, sta combattendo un'estenuante battaglia con la madre di sua figlia Angela, che s'è portata la bambina in Danimarca, s'è risposata tre volte, i tribunali italiani hanno accertato che la piccola è stata coinvolta in una storia di abusi compiuti dal secondo marito di lei, e nonostante svariate sentenze e lettere personali inviate dal ministro degli Esteri italiano a quello danese, le autorità locali gli impediscono da anni di vedere la bambina, di sapere come sta. Sono tante le storie come queste, storie nelle quali padri o madri italiani, più spesso padri se la madre è europea o americana, più spesso madri se il padre è di religione musulmana, una volta finita la storia d'amore si vedono i figli sottratti, rapiti, costretti a cambiare Paese, a lasciare scuola, amici e parenti. Storie tutte uguali e tutte diverse, storie drammatiche dove il diritto internazionale viene schiacciato e vige la legge del più forte. O del più furbo. Ma dove le vittime sono sempre i bambini. Si chiama «sottrazione internazionale di minore», ma è un rapimento vero e proprio, anche se compiuto da un padre o da una madre. I casi trattati dal ministero degli Esteri italiano sono in aumento: nel 1998 erano 89, nel 2007 sono passati a 216, quest'anno sono balzati a 266. La maggior parte riguarda un genitore italiano, quasi sempre il papà, e una mamma europea. è l'Europa, infatti, che registra il maggior numero di bambini contesi: il 59 per cento del totale del 2007. Questo vuol dire che i conflitti tra genitori, spiega il ministro degli Esteri Franco Frattini, non avvengono soltanto per «marcate differenze di origine culturale o religiosa, ma sempre più all'interno di coppie miste europee». I matrimoni misti, del resto (dati Istat), sono in continuo aumento. Quasi il 9 per cento di tutti i matrimoni, con circa 30 mila celebrazioni l'anno. Sono molto più numerose, poi, le nozze tra uomini italiani e donne straniere (7 su 100 del totale dei matrimoni) e questo spiega anche perché la stragrande maggioranza dei bambini contesi (70 per cento) è figlio di un papà italiano e di una mamma straniera, soprattutto europea, talvolta americana o latinoamericana. Solo il 30 per cento ha il papà straniero, quasi sempre di religione musulmana. La Convenzione dell'Aja del 1980, che stabilisce il rientro del bambino nel Paese di residenza, è l'unico, debole strumento giuridico per aiutare i genitori che si vedono sottratto un figlio ad ottenerne il rimpatrio. Vi aderiscono più di 80 Paesi. Per l'Europa, però, c'è qualcosa in più: alla Convenzione si affianca il cosiddetto Bruxelles 2 bis, che lo stesso Frattini ha contribuito a far approvare quando era vicepresidente della Commissione europea. Vi aderiscono, dal primo marzo 2005, tutti gli Stati dell'Unione, tranne la Danimarca. Nonostante questo, il lieto fine in molti casi resta solo un sogno e se è vero, continua Frattini, che «nel 2007 siamo riusciti a risolvere positivamente più di 40 casi e per il 2008 speriamo di superare questo numero», è anche vero che «ci sono ancora delle resistenze da parte di diversi Paesi e a diversi livelli. Capita per esempio che il giudice interpellato del Paese in cui il bambino è stato portato non si limiti ad eseguire il rimpatrio ma decida di valutare il caso. Capita anche che nonostante il magistrato abbia ordinato il rimpatrio, questo poi non venga eseguito dalle forze di polizia, a volte a causa di connivenze locali». Per aiutare i genitori che vedono il figlio sparire all'estero, il ministero ha preparato una guida, «Bambini contesi, guida per i genitori». «Di fronte alla sottrazione di un minore è necessario agire in modo tempestivo — dice ancora il ministro — ed avvertire immediatamente le autorità di polizia e gli Affari esteri per permetterci di allertare immediatamente le nostre autorità consolari. Spesso, le situazioni più complesse sono proprio quelle in cui nelle fasi iniziali sono state commesse delle imprudenze». Sono quasi dieci anni che Paolo Pozza, presidente dell'associazione Figli sottratti, combatte per riavere le sue due figlie che sono state portate in Polonia dalla madre. Ma Figli sottratti non è l'unica associazione che dà una mano in questi casi. Ci sono anche Padri separati, Figli negati, Troviamo i bambini e altre associazioni. Tutte contattabili su internet. «Nel 2004 insieme ad altri genitori abbiamo fondato questa associazione perché da soli nessuno ci dava ascolto — racconta Pozza — mentre adesso siamo persino riusciti a presentare un progetto di legge per la cancellazione dell'articolo 574 del codice penale sulla sottrazione di persona incapace, che è quello che viene applicato in caso di sottrazione internazionale di minore ma che è troppo blando, anche nelle pene. Noi invece vogliamo sostituirlo con il 605 bis che riguarda il sequestro di minore con l'aggravante della parentela». Non tutti sono d'accordo a seguire questa strada e comunque fino ad oggi questa proposta di legge non è mai stata discussa in Parlamento, ma molti ritengono che la sottrazione di incapace non sia fattispecie adatta a chi sottrae un bambino al padre o alla madre e che occorra un reato specifico. Intanto, al ministero degli Esteri si sta facendo il possibile per rendere più efficaci gli strumenti già in possesso. «Sto creando con i colleghi di Giustizia e Interni — dice Frattini — una task force in modo che l'azione tempestiva e coordinata tra gli organismi competenti permetta di arrivare a una soluzione del caso. Che poi corrisponde al rimpatrio del minore». Mariolina Iossa

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Ecco come Cai valuta gli asset della compagnia (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)

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Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi Ecco come Cai valuta gli asset della compagnia 900 milioni per Alitalia, 57 per Az servizi, il resto per le altre società. Tre rate fino al 2010

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Alitalia, niente cassa integrazione per chi non firma (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)

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Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi «Alitalia, niente cassa integrazione per chi non firma» Sacconi: non è una minaccia ma la legge. Colaninno: potremo assumere i piloti Ryanair

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ROMA - La Compagnia Aerea italiana (Cai) offre 900 milioni per Alitalia, 57 per A... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)

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Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi di ROSARIO DIMITO ROMA - La Compagnia Aerea italiana (Cai) offre 900 milioni per Alitalia, 57 per Az servizi, 7 per Alitalia Airport, 19 per Alitalia Express e 17 per Volare. In totale un miliardo esatto. Ma in contanti la nuova compagnia si impegna a versarne 285, salvo rettifiche e neanche tutti subito: 100 milioni al momento del closing (30 novembre), 92,5 milioni entro il 30 maggio 2009 e 92,5 milioni entro il 30 novembre 2010. Il residuo, cioè 725 milioni, è rappresentato da accollo di debiti del commissario Augusto Fantozzi e crediti vantati da terzi. Sono questi, secondo quanto risulta a Il Messaggero, i termini economici dell'offerta consegnata venerdì sera da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli a Franco Paparella, sub commissario della Magliana. Due giorni fa Fantozzi ha reso noto i contenuti della proposta "unica e inscindibile" ricevuta dalla newco formata dagli investitori. tenendo coperti però i dettagli finanziari : "il corrispettivo dovuto ai venditori nonchè le modalità e i termini di pagamento saranno comunicati dopo che il perito indipendente (Banca Leonardo nominata dal ministero dello sviluppo economico, ndr) avrà trasmesso la perizia". Banca Leonardo guidata da Gerardo Braggiotti dovrebbe far conoscere ill suo punto di vista entro fine settimana, ma nelle prossime ore, secondo quel che trapela da ambienti vicini al venditore, Fantozzi, che è assistito dalla Rothschild e dallo studio legale Chiomenti, potrebbe mettersi in contatto con l'acquirente. Sull'attendibilità della perizia sembrano esserci pochi dubbi per la statura professionale del team di Braggiotti che farà premio sulle insinuazioni su potenziali conflitti di interesse legati alla presenza in Banca Leonardo e in Cai di qualche rappresentante di azionisti comuni. E comunque la valutazione fatta da Colaninno e Sabelli dei beni, contratti, crediti e debiti di Alitalia sarebbe leggermente più alta dei 950 milioni circa stimati dall'advisor sulla base dell'offerta preliminare, asseverata dalla Rothschild. L'offerta definitiva di Cai prevede che dei 900 milioni del prezzo di Alitalia, in contante ne vuol versare 275: i restanti 625 miloni rappresentano la somma algebrica di prestazioni individuati nei biglietti prepagati e, quindi incassati dalla procedura straordinaria di Fantozzi al 29 agosto, e che non sono stati ancora utilizzati dai passeggeri perchè si riferiscono a voli da effettuare sotto la gestione di Cai; di diritti di imbarco e altri debiti. I 57 milioni per Az servizi verranno pagati in contanti. Per Alitalia Airport il corrispettivo è fissato in 7 milioni con l'aggiunta di una somma da determinare relativa all'accollo di crediti maturati da controparti. Su Alitalia Express il prezzo è di 19 milioni più l'accollo di un differenziale di crediti-debiti. Infine Volare. Prezzo 17 milioni: 2 da pagare in contanti e 15 mediante l'accollo delle prestazioni legati ai biglietti venduti e pagati a Fantozzi e ai diritti di imbarco.

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ROMA E' un braccio di ferro dall'epilogo francamente imprevedibile: da una parte ... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)

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Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi di LUCIANO COSTANTINI ROMA E' un braccio di ferro dall'epilogo francamente imprevedibile: da una parte Cai e governo che chiudono ogni possibilità di riaprire la trattativa; dall'altro piloti e assistenti di volo del "fronte del no" determinati a ridiscutere i contratti o a far scattare la protesta. Posizioni, al momento, assolutamente inconciliabili. Neppure Gianni Letta, questa volta, potrà rimettere in pista la nuova Alitalia che pure Cai vorrebbe poter far decollare con il primo dicembre. Roberto Colaninno, in viaggio di lavoro in Vietnam, è stato chiarissimo: «Non c'è alcuna convocazione per gli autonomi. Il problema è chiuso». Insomma, non c'è più spazio per trattare: i piloti e gli assistenti di volo che non accetteranno di sottoscrivere il contratto, saranno chiamati singolarmente e potranno essere assunti, se lo vorranno. «Chi non accetta - ha avvertito il presidente di Cai - finirà fuori. Prenderemo i piloti di altre compagnie, magari quelli di Ryanair». Una evidente battuta in risposta al vettore low cost irlandese che nei giorni scorsi si era detto disponibile ad assumere i "comandanti" di Alitalia. Replica secca dell'Up: «Colaninno dovrebbe farsi spiegare che i piloti di Ryanair non volano con nessuno dei modelli di aerei attualmente in forza in Alitalia». Quindi, quanto meno, dovrebbero sottoporsi a corsi di addestramento. Che, ovviamente, non potranno essere di breve durata. Il "fronte del no" aspetta comunque una chiamata: se non arriverà farà scattare probabilmente una serie di scioperi. Anche se l'Anpac precisa: «Non prepariamo azioni, cerchiamo risposte». Per Antonio Di Pietro (Idv) «i lavoratori devono restare uniti anche fermando gli aerei, se necessario». Ma c'è il rischio molto alto che possa scattare la precettazione. «Esamineremo questa eventualità al momento opportuno. Certo uno sciopero bloccherebbe tutti gli aeroporti e non lo possiamo accettare», ha avvertito il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Che ha aggiunto: «E' impensabile che si possano mettere veti e perdere 18.000 posti di lavoro». In altre parole, da una parte e dall'altra si mostrano i muscoli. E il titolare del Welfare, Maurizio Sacconi, fa sapere che chi non firma il nuovo contratto non avrà diritto alla cassa integrazione: «Il lavoratore - ha spiegato in una audizione alla Camera - che singolarmente o con altri viene chiamato a svolgere un lavoro equipollente anche se non con lo stesso salario, perde i diritti agli ammortizzatori sociali se non lo accetta. Questa non è un'opinione, nè una minaccia, nè un ricatto. E' la legge». Replica dell'Avia: legittimo che chi rifiuta una proposta di lavoro non goda degli ammortizzatori sociali, ma le norme prevedono che un lavoratore non possa percepire una retribuzione inferiore del 20% mentre in questo sarebbe del 25%. Difficile immaginare una svolta positiva della vertenza, considerata la rigidità delle posizioni. Ieri l'altro il "fronte del no", oltre a chiedere la riapertura del tavolo negoziale, ha sollecitato anche la Cgil a ritirare la firma. Nessuna risposta formale, ma si sa che la confederazione di Epifani starebbe tentando, al contrario, di far rientrare i piloti e gli assistenti di volo in partita invitandoli - discretamente - a utilizzare il "lodo Letta" per rivendicare la giustezza delle loro richieste e comunque a denunciare (e a far rientrare) le presunte modifiche apportate da Cai all'accordo firmato il 14 settembre scorso a palazzo Chigi. Oggi nuova assemblea Anpac e Up a Fiumicino.

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E i piloti hanno pure la maxi-cassa integrazione (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)

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n. 265 del 2008-11-05 pagina 1 E i piloti hanno pure la maxi-cassa integrazione di Redazione La cassa integrazione dei piloti dura sette anni ed è l'80 per cento dello stipendio. È il salvagente d'oro dei super garantiti. Per i dipendenti Alitalia dichiarati in esubero lo Stato garantirà quattro di cassa integrazione e tre successivi di mobilità. E l'80% dello stipendio, calcolato sulla media degli ultimi 12 mesi, ma senza alcun «tetto» mensile. A coprire la differenza sarà il Fondo di integrazione al reddito, finanziato anche dai passeggeri, con l'aumento di tre euro del biglietto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Karlsson,ovvero gli alti e bassi del golf (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-11-2008)

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Lo faccio rararamente, come sapete, ma oggi vorrei girarvi uno stralcio del mio articolo sulla pagina del golf. Giusto per proporvi un nuovo tema di dibattito. Più importante e delicato di quanto si possa pensare. Leggete queste poche righe e poi, se volte leggete l'intero articolo e ancora, se credete, intervenite. Mi farà e ci farà piacere come al solito: "..... Scusate , ma vedere Robert Karlsson concludere la sua straordinaria stagione agonistica in vetta all'European Order of Merit, ci fa ridere. Sì, ridere. Perché, quando in un passato non troppo passato, a menar fendenti vittoriosi sui courses del mondo era un tappetto come il gallese Ian Woosnam, i soliti osservatori specializzati in expertise sui golfisti, sentenziarono, scomodando a sostegno delle loro teorie, persino la mela di Newton, che era tutto merito del baricentro. In altre parole, che sì, per l'amor del Cielo, Ian l'ex minatore dal carratterino spigoloso, era certamente un buon giocatore ma che, buona parte del suo score, la doveva al baricentro basso. Pensate un po': il baricentro basso come anticamera del successo. E adesso come la mettiamo con quello spilungone di Robert Karlsson, unmetroenovantesei centimetri entrocontenuti in 95 chili ? Come la mettiamo con la storia del baricentro basso? Perché bastasse essere alti o bassi nel golf, come in mille altre attività più o meno ludiche, allora il mondo avrebbe i contorni del successo molto meglio delineati. Ecco perché viene da ridere...." Scritto in Varie Non commentato » (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Nov 08 Troppi cialtroni nei club,provvedere prego Leonardo Lucchetti, che ha appena lasciato la direzione del Golf Club La Torre di Riolo , un amico di vecchia data che apprezzo e stimo per la sua professionalità e competenza se ne è uscito recentemente con una denuncia che va diritta al cuore del Golf . Come è possibile, si chiede Lucchetti, che alcuni club italiani abbiano assunto e stiano assumendo persone totalmente inesperte, prive spesso anche della minima preparazione tecnica per dirigere addirittura circoli che vantano un passato glorioso? Preciso e ricordo, incidentalmente, che per raggiungere la qualifica professionale di direttore o segretario di un circolo di golf occorre superare esami su materie che spaziano dal marketing alla ragioneria, dalle lingue, alla psicologia. E, naturalmente, bisogna dimostrare di conoscere a fondo le regole del golf. Visto che di ciarlatani e di cialtroni ne ho incontrati e ne sto incontarndo anch'io, allora mi associo : già, come è possibile, chiedo per esempio alla Fig, che tutto ciò accada? P.S. Al nuovo direttore del Golf Club La Torre di Riolo, Luca Quaglia, le mie congratulazioni e gli auguri di grandi soddisfazioni e successi Scritto in Varie Commenti ( 3 ) » (4 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Oct 08 E' la rivoluzione: lo slow golf non piace più Vogliamo sveltirlo questo gioco del golf?I nuovi arrivati nel mondo dello sport verde per eccellenza sono partiti lancia in resta con la loro rivoluzione. Vogliono che si fraseggi meno sul green, abbandonando il rituale del marcamento di palla e quella danza di passetti e passettini che somigliano a inchini e spezzano ulteriormente il ritmo di uno sport che, per i suoi detrattori, ritmo già non ne ha. E poi vogliono il loro handicap casalingo. Una sorta di lasciapassare che consenta di giocare subito. Almeno sul campo di casa senza bisogno di particolari svezzamenti da parte di commissioni sportive o maestri vari. Hanno ragione da vendere o hanno torto marcio? Vuoi vedere che la rivoluzione nel golf è già cominciata e io non ho niente da mettermi? Scritto in Varie Commenti ( 15 ) » (4 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Oct 08 O la Borsa o le quote. Di golf Borsa a picco, titoli tossici, obbligazioni, conti corrente a rischio e banche che falliscono:vi stiamo regalando da giorni tonnellate di notizie sul nostro quotidiano (anch'io nel mio piccolo ho contribuito a turbarvi ulteriormente i sonni con un servizio al giorno) Mi è venuto in mente che non abbiamo ancora affrontato l'argomento delle quote azionarie per appartenere a certi club più o meno storici. Pensate che siano ancora un buon investimento (sempre che lo sia mai stato)? O pensate che sia soltanto una gabella in più da versare?O che, in questi tempi di recessione, possano come dire, rappresentare addirittura un bene rifugio? Scritto in Varie Commenti ( 3 ) » (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Oct 08 Chimenti for president Rieletto per la terza volta al vertice della Federgolf e candidato alla presidenza del Coni. Però. Considerato che la sua Lazio è pure balzata in testa al Campionato si può ben dire che per Franco Chimenti è davvero un gran bel momento. Forte di un plebisicito che ha significato la conferma del suo imprinting nella conduzione federale e nella popolarizzazione del golf ora il professore gioca la sua carta più importante: la conquista della massima poltrona nel governo dello sport italiano. Ha davanti sette mesi visto che le elezioni si terranno nel Maggio 2009 per contare amici e nemici ma soprattutto per far pesare una piccola federazione e trascinarla per la prima volta così in alto da sorprendere tutti. Com'è che direbbero Greggio e Iacchetti? Ce la fa o non ce la fa? Lui, alle sfide ci ha preso gusto. Voi che ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 5 ) » (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Sep 08 Alitalia, piloti imbucati o in buca? Giusto un post-telegramma riguardo al titolo con cui abbiamo aperto il nostro Giornale martedì 23 Settembre:"Intanto i piloti giocano a golf". Dunque i piloti, gli stessi che hanno fatto saltare l'accordo con Cai hanno deciso di ingannare l'attesa del loro destino organizzando un torneo di golf. Ne vogliamo parlare? Certo, obietterà qualcuno, e io stesso l'ho scritto più volte, il golf aiuta a rilassarsi e a favorire il flusso di idee nuove e di progetti futuri.E chi gioca a golf non fa peccato tant'è che il nostro quotidiano da oltre vent'anni ospita una pagina dedicata al golf e ai golfisti. Ma da golfista posso anche aggiungere che ciò che sorprende è il tempismo con cui i protagonisti-chiave della trattativa Alitalia hanno deciso di decollare con il loro challenge sui faiways anzichè sulle piste . Magari avrebbero potuto rinviare la sfida . Visto che ne hanno già un'altra ,magari più pressante . Tutto qui. Che dite ? Scritto in Varie Commenti ( 9 ) » (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Sep 08 Nella testa delle svedesi.E degli svedesi Poi non rinfacciatemi che trovo ogni pretesto per parlare dell'altra metà del golf, quella in rosa. Ma questa ve la devo proprio raccontare perchè magari vi è sfuggita. Sapete che cosa ha recentemente affermato la proette finlandese Minea Blomqvist a proposito della sorprendente eccellenza nel golf dei giocatori e delle giocatrici svedesi? Ve la giro testualmente."Gli svedesi sono così bravi nel golf perchè in questo sport bisogna avere la mente libera e nella loro testa non c'è niente" . Guarda un po', e io che da anni vado scrivendo che è invece è merito della loro professionalità, del loro impegno, della loro serietà. E della serietà e del rigore che impongono loro gli sponsors e la federazione. Scritto in Varie Commenti ( 2 ) » (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Sep 08 Il giochino di Chiamparino Ricevo dall'onorevole Agostino Ghiglia presidente di An-Pdl per la provincia di Torino la seguente nota che pari pari metto a disposizione dei lettori perchè magari ci aiutino a trovare una risposta: " Caro Villa vorrei porre due domande semplici, semplici agli ineffabili amministratori del Comune di Torino: Chi si dimette? Chi paga i danni per un progetto da buttare nello Stura ? Apprendiamo, infatti, dalle dichiarazioni del Presidente dell'Ente Parco, Bevione, che per ottenere il via libera ad un campo da golf a Parco Stura, ben che vada, ci vorrebbero tre anni in quanto occorrerebbe un nuovo Piano d'Area o una legge regionale, senza contare i tempi per la bonifica del terreno e la realizzazione! Dalle suddette dichiarazioni, si evince che per oltre un anno Chiamparino e Borgogno han preso in giro i torinesi con un immaginifico progetto per "bonificare" Parco Stura attraverso la realizzazione di un fantasmagorico campo da golf.. Visto che è impossibile che l'Assessore Borgogno e il Sindaco Chiamparino ignorassero i vincoli imposti dalla legge è evidente che o il Presidente dell'Ente Parco è un cacciaballe è, quindi, va immediatamente commissariato o uno a scelta tra il Sindaco "rampicante"e l'Assessore alla Polizia, devono rassegnare le dimissioni per aver portato, al posto di un incantevole green, solo qualche piadina romagnola peraltro indigesta a causa degli enormi contributi pubblici serviti per farcirla..questa è l'ennesima, truffa ai danni di Torino e dei suoi cittadini." Scritto in Varie Commenti ( 6 ) » (4 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Aug 08 Ma guarda che ignoranti queste proettes Con una decisione che è destinata a suscitare mille e una polemica e che potrebbe finire nelle aule di tribunale innescando mille e una causa di discriminazione, Libba Galloway deputy commissioner della Lpga la massima organizzazione del golf professionistico femminile Usa ha allegramente annunciato che," entro il 2009, potranno venir escluse dal circuito le proettes che non sapranno esprimersi in un inglese corretto". Il provvedimento che, a quanto mi risulta non alcun precedente in alcuno sport è accompagnato dalla sua brava motivazione che citata testualmente suona così: "Per un atleta avere successo significa essere bravi in campo e fuori. Poter comunicare con i nostri sponsor e i nostri tifosi è altrettanto importante che saper giocare. Pensiamo che sia fondamentale, per le nostre ragazze sapersi esprimere in inglese". Ricordo, giusto per completezza d'informazione che, nella Lpga sono rappresentati 26 Paesi e che, solo la Corea del sud vanta 45 proettes molto delle quali occupano i primi posti in classifica ma in compenso faticano un po'con la lingua di Albione. Che si tratti di un provvedimento ad hoc per far fuori scomode avversarie? Com'è che si dice? A pensar male.. A proposito voi che cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) » (6 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Aug 08 Ciao Olimpiadi,ma i cinesi sono simpatici o antipatici? A parte gli interventi che si sono susseguiti nel Blog, mi sono arrivate per tutta la durata dei Giochi parecchie e-mails riguardo la simpatia o meno dei cinesi. Posto che la simpatia che può ispirare una persona è una sensazione assolutamente soggettiva, ho aspettato la conclusione delle Olimpiadi per ricordarvi che i cinesi hanno scoperto il golf. Non alle Olimpiadi, ovviamente, ma fuori. Hanno approfittato infatti del momento per rilanciare e pubblicizzare i loro tracciati. In meno di sei anni nella sola Pechino sono stati aperti sei courses, mentre il campo più prestigioso della Cina si trova a Shenzen . Qui i giocatori trovano a loro a disposizione un servizio in guanti bianchi con decine e decine di caddies e di inservienti pronti persino a tergere loro il sudore dalla fronte . Mi corre anche l'obbligo di ricordare però che l'iscrizione in questi club costa circa 7 mila euro l'anno ,ovvero la cifra che un lavoratore medio guadagna in Cina in tre anni. E adesso che hanno scoperto il golf come la mettiamo?I cinesi vi sono diventati più simpatici? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) » (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Gabriele Villa, inviato speciale al Giornale dal Maggio 1977. Nel 1984 ho inventato e proposto al mio direttore di allora, tale Indro Montanelli, una pagina settimanale sul Giornale dedicata al golf. Mi presi del “bischero” per l?arditezza della impresa. Ma ne è valsa la pena . Tutti gli articoli di Gabriele Villa su ilGiornale.it contatti Categorie Agonismo (22) News (5) Personaggi (9) Varie (66) Ultime discussioni vince: ....Anche il Golf avete corrotto!!!!!!!!!!Congratulati on! giuseppe: Ehhh, come rimpiango i tempi in cui noi ricchi non eravamo disturbati nei nostri giochi. P.s. Ma è... LUIGI PAOLO GORETTI: Beh credo di aver capito che si rivolge ai segretari ed ai presidenti la critica di cui al tuo... Gabriele Villa: Caro Carlo, la foto di Guevara è puramente didascalica nel senso che, dato l'argomento del... Carlo Meloni: Non so' cosa che Guevara stia facendo nel blog sportivo. Abito a 45 anni in Brasile e di... I più inviati Passo felino,approcci aggressivi - 5 Emails Il reality della sexy Sophie - 4 Emails Vergogna : ma perchè nel golf si litiga tanto? - 3 Emails Cercasi onestà sul green - 2 Emails Golf senza età, fidatevi! - 1 Emails A proposito di non più giovanissimi - 1 Emails Due milioni per l'Open, si accettano offerte - 1 Emails Quelli del Royal and Ancient - 1 Emails Figli d'arte/2 Anche bravi,per fortuna - 1 Emails Il golf in rosa? La lezione che arriva dalla Francia - 1 Emails Ultime news L'America cambia: OBAMA PRESIDENTEBarack a Chicago: "Nulla è impossibile in questo Paese"Vaticano: Dio lo illumini Berlusconi: "Aumenterà la nostra collaborazione"Scudo Usa, la Russia: "Missili a Kaliningrad"Pirata travolge 13 persone alla fermata del busBorse, l'Europa non crede nel cambiamento: ribassi Wall Street, giù i futures La Roma risorge col Chelsea Cruz salva l'Inter dall'AnorthosisLa prof di Vendola: "Io, assessore, spendo un milione per la pace"Real-Juve, Fiorentina-Bayern E' grande notte di ChampionsIl sesso funziona quando nasce in ufficio Siti amici Il Mondo del Golf La Federazione Lifeinthetrap World Golf Village Siti utili Alps Tour L'Open.Solo l'Open Ladies European Tour Le proettes del Tour americano PGA European site Pgatour Sunshine Tour The Royal and Ancient Golf Club Of St Andrews November 2008 M T W T F S S « Oct 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio degli articoli November 2008 (2) October 2008 (3) September 2008 (3) August 2008 (4) July 2008 (2) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (4) March 2008 (5) February 2008 (8) January 2008 (8) December 2007 (7) November 2007 (10) October 2007 (9) September 2007 (7) August 2007 (12) July 2007 (3) Trackback recenti Recent Posts Karlsson,ovvero gli alti e bassi del golf Troppi cialtroni nei club,provvedere prego E' la rivoluzione: lo slow golf non piace più O la Borsa o le quote. Di golf Chimenti for president Alitalia, piloti imbucati o in buca? Nella testa delle svedesi.E degli svedesi Il giochino di Chiamparino Ma guarda che ignoranti queste proettes Ciao Olimpiadi,ma i cinesi sono simpatici o antipatici? Pagine Biografia Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Ai Ferri Corti © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti

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<Alemanno non è capace di decidere> (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 06-11-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA   RUTELLI: «IL SINDACO NON HA UNA STRATEGIA D?USCITA DALLA CRISI» «Alemanno non è capace di decidere» r. f. c. «La luna di miele di Alemanno con la città è finita. Ora l?opposizione presenta il conto delle cose che non vanno». Francesco Rutelli lancia un duro j?accuse all?amministrazione capitolina, colpevole a suo dire di non avere «uno straccio d?idea per come attirare investimenti, creare occupazione e ricchezza per la città». Sono quattro, in particolare, le emergenze sulle quali si sofferma l?esponente del Pd: sviluppo economico, cura della città, crescita dell?intolleranza e traffico. A risentire dell?inefficacia dell?azione amministrativa della giunta di centrodestra per il Pd sono in particolare le periferie. «Roma ? spiega Rutelli ? quando in passato si sono verificate delle crisi economiche, ha sempre dimostrato una vitalità anticiclica, come a metà degli anni Novanta. Oggi invece non solo anche la Capitale è investita in pieno dalla crisi, ma non è stata elaborata da chi governa la città nemmeno una strategia d?uscita». Secondo il senatore del Pd, circa 15mila lavoratori romani hanno perso il lavoro nelle ultime settimane, per gli esuberi annunciati da tre soli gruppi: Unicredit, Telecom e Alitalia. Inoltre, l?occupazione in città risentirà per l?opposizione in Campidoglio anche sei tagli imposti dal governo nazionale al settore della cultura e dell?università, mentre negli alberghi sono già previsti per il 2008 un milione di pernottamenti in meno. E l?attrattività turistica risentirà nei prossimi mesi anche dal taglio di nove tratte internazionali già operato da Alitalia su Fiumicino dal primo novembre. «Di fronte a tutto questo ? accusa Rutelli ? non ci sono strategie per attirare nuovi investimenti». Una possibile risorsa potrebbe essere il turismo congressuale, a partire dal distretto previsto nella zona Eur-Fiumicino. «Ma invece di svilupparlo ? stigmatizza il senatore del Pd ? il sindaco sta a discutere della Nuvola di Fuksas (il centro congressi progettato dal grande architetto, ndr) pretendendo di intervenire sulle questioni tecniche che non gli competono. Ai problemi economici i Dem sommano quelli relativi al progressivo degrado che sta colpendo la città sul piano del decoro e della pulizia. «Sul trasporto pubblico ? aggiunge Rutelli ? l?amministrazione non sa dove mettere le mani, creando difficoltà ai pendolari e ai commercianti». Per di più, gli automobilisti soffrono la presenza di «cantieri gestiti male» e i continui «stop and go sulle strisce blu, con continue modifiche apportate senza aver presente un piano generale». Alla base di queste difficoltà il presidente del Copasir pone la scarsa capacità della giunta di intervenire tempestivamente per risolvere i problemi: «Alemanno ha l?ansia di cancellare i provvedimenti ereditati dalle precedenti amministrazioni. Quando però deve prendere decisioni importanti, nomina per ogni cosa una commissione. Quella presieduta da Marzano, per esempio, presenterà le sue linee per lo sviluppo a marzo, ma la crisi è adesso, nel frattempo che si fa?».

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sapienza, blitz a fiumicino - laura mari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XVII - Roma Sapienza, blitz a Fiumicino Studenti in aeroporto, slogan e volantini ai passeggeri LAURA MARI L´Onda prende il volo e la protesta atterra all´aeroporto di Fiumicino. Mentre infatti una delegazione di studenti della Sapienza ieri mattina ha preso parte al congresso della Cgil al Palalottomatica, una cinquantina di universitari del primo ateneo capitolino e di Roma Tre ha organizzato un blitz allo scalo Leonardo Da Vinci. «In questi giorni uno straordinario movimento ha attraversato la città - hanno scritto gli studenti sul volantino distribuito ai dipendenti Alitalia e ai passeggeri - l´attacco del governo non riguarda solo la scuola, ma tutti i settori della società ed è per questo che è necessaria una risposta collettiva, uno sciopero generale coordinato e continuativo che blocchi la produzione fino a quando il governo non ritirerà i suoi provvedimenti». E la medesima richiesta di sciopero generale è stata portata avanti, tra gli applausi del pubblico, dalla delegazione di studenti dell´Onda che ieri ha preso la parola nel corso del congresso della Cgil, chiedendo inoltre «che per la manifestazione universitaria nazionale del 14 novembre vengano messi a disposizione treni gratuiti per raggiungere la Capitale». Fervono intanto i preparativi per la manifestazione che domani vedrà tre cortei partire dalla Sapienza, dalla Piramide (dove si ritroveranno alle 10 gli studenti di Roma Tre) e da piazza Barberini, per poi ricongiungersi all´altezza di piazza Venezia. «Sarà una mobilitazione che ribadirà il nostro no al decreto 133 e ad una riforma che ha messo in ginocchio il sistema dell´istruzione» ribadisce Francesco Brancaccio, portavoce della facoltà di Scienze Politiche della Sapienza, i cui studenti ieri pomeriggio hanno organizzato una lezione in piazza davanti a Montecitorio. Questa mattina, invece, a studiare all´aria aperta saranno gli iscritti alla facoltà di Valle Giulia, che alle 10 si ritroveranno sotto l´Ara Pacis per seguire una lezione di architettura con il docente Riccardo D´Aquino. Poi, alle ore 15, Marco Travaglio terrà una lectio magistralis sull´informazione nell´Aula Magna della facoltà di Valle Giulia. Alle 21, infine, gli studenti di Filosofia si ritroveranno al pub O´Connor, in via dei Cartari, per una lezione notturna su "Dialogo e verità". E mentre nel dipartimento di Fisica del primo ateneo capitolino i docenti stanno riorganizzando la didattica in modo da consentire agli studenti di proseguire le proteste senza perdere l´anno accademico, gli studenti della facoltà di Ingegneria hanno inviato una lettera ai genitori «per informarli degli effetti devastanti che il decreto 133 avrà sulla Sapienza». Porte aperte per una «occupazione creativa e notturna che non disturbi la normale didattica» ieri sera a Roma Tre. E domani dalle 18 alle 23.30 nella facoltà di Scienze del terzo ateneo capitolino ci sarà la "Notte bianca della ricerca", con musica dal vivo, visite guidate per i bambini ai laboratori, osservazioni dal telescopio, reading di opere di Galileo Galilei e, alle 22, un convegno di Mario Tozzi sull´"Italia sotterranea".

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dipendenti alitalia protesta all'ars (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Palermo Il sit-in Dipendenti Alitalia protesta all´Ars Oggi alle 9,30 di fronte a Palazzo dei Normanni, sede del parlamento regionale, i rappresentanti del settore trasporti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, insieme con i dipendenti di Alitalia e Aviation Services in servizio nell´aeroporto Falcone e Borsellino e ai lavoratori del call center Alicos, terranno un sit-in contro il piano Cai che prevede licenziamenti nello scalo palermitano. I rappresentanti sindacali e una delegazione di lavoratori chiederanno un incontro con i presidenti dei gruppi parlamentari dell´Ars. Ieri i lavoratori hanno incontrato il sindaco Diego Cammarata.

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"strade e ferrovie in ritardo la lombardia è penalizzata" - andrea montanari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VI - Milano "Strade e ferrovie in ritardo la Lombardia è penalizzata" Appello di Moratti e Formigoni, ma Berlusconi non replica Il premier in Fiera: "Stiamo cercando la quadratura dei conti". Il sindaco: "Come infrastrutture siamo al quattordicesimo posto" ANDREA MONTANARI Nuovo appello al governo di Roberto Formigoni e Letizia Moratti sui finanziamenti per le infrastrutture. L´occasione è stata la presenza di Silvio Berlusconi all´inaugurazione della 66esima edizione della Fiera ciclo e motociclo in corso al polo fieristico di Rho-Pero. «La Lombardia è al quattordicesimo posto per dotazioni infrastrutturali - ha denunciato il sindaco - una situazione incompatibile con il ruolo trainante nell´economia nazionale». Le ha fatto eco il governatore lombardo: «Siamo al diciannovesimo posto per dimensione delle ferrovie e a metà classifica nel rapporto tra chilometri di autostrade per milione di abitanti. La nostra funzione non è quella del lamento, ma della proposta. Perché in Lombardia la maggior parte delle infrastrutture, come le nuove autostrade, vengono fatte in project financing, cioè totalmente autofinanziate». Un appello che per il momento è sembrato cadere nel vuoto. «Siete la regione più ricca d´Europa. Con la fiera più importante del mondo - ha replicato infatti dal palco il presidente del Consiglio prima di tuffarsi in un bagno di folla tra i padiglioni del Salone - un simbolo di cui siamo orgogliosi. Stiamo cercando di forzare la quadratura dei conti, ma con questa finanziaria abbiamo abolito gli assalti alla diligenza del passato. Abbiano stanziato 16 miliardi per le grandi opere. Come l´Alta velocità». Concetto che è stato poi ribadito anche durante un pranzo con gli imprenditori del settore. Ai quali il premier ha confidato: «Saremo sempre al fianco di quegli imprenditori che nonostante la crisi saranno pronti ad impegnare anche il materasso su cui dormono pur di investire nella loro attività». In precedenza, invece, Berlusconi aveva promesso dal palco al presidente di Confindustria Ancma, Guidalberto Guidi, che aveva chiesto «non la rottamazione, ma incentivi meno burocratici», ben «tredici miliardi di euro a favore dei veicoli meno inquinanti». Richiesta che ha «stupito» il capogruppo di Forza Italia in Regione Paolo Valentini: «La Regione ha fatto la sua parte, stanziando poche settimane fa 15 milioni di euro per gli incentivi legati alla campagna contro l´inquinamento». Dura anche la reazione del senatore del Pd Luigi Vimercati: «Berlusconi se la prenda con se stesso. Il primo nemico degli investimenti sulle infrastrutture è questo governo che non ha messo un euro nel bilancio 2009-2013 sull´alta velocità». Anche il capo delegazione della Lega al Pirellone, Davide Boni, incalza il premier, ma sul futuro di Malpensa. «Il presidente del Consiglio - spiega - non dovrebbe incontrare solo la cordata di imprenditori che hanno dato vita alla compagnia in grado di risollevare Alitalia, ma anche la stessa Sea. In questo modo sarebbe possibile comprendere in che modo la società di gestione degli aeroporti lombardi è riuscita a tenere a galla tutti questi mesi lo scalo lombardo, garantendone i livelli di efficienza e di serietà, e quali sono le esigenze attuali, legate soprattutto all´assegnamento degli slot lasciati liberi da Alitalia».

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alitalia, cai offre 1 miliardo i piloti sul piede di guerra - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-11-2008)

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Pagina 30 - Economia Alitalia, Cai offre 1 miliardo i piloti sul piede di guerra Fiumicino, Adr in credito fa sequestrare 3 aerei Fantozzi: proposto il pagamento in più tranches, in contanti e caricandosi debiti LUCIO CILLIS ROMA - Per chiudere la porta ad ulteriori indiscrezioni, il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi, su invito della Consob, alza il velo dall´offerta Cai. Sul piatto la società guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli mette un miliardo di euro. Sul valore degli asset in queste ore si sta concentrando il lavoro degli advisor Rothschild e Banca Leonardo. Il corrispettivo proposto da Cai, spiega il comunicato «sarà pagato, in più tranches» in denaro «e mediante accollo dei debiti assunti dall´acquirente nonché mediante il pagamento spettante del saldo algebrico tra specifiche partite debitorie e creditorie». Per i beni e i contratti di Alitalia, il corrispettivo è di 900 milioni. E´ prevista una prima tranche di 275 milioni. Nel dettaglio per i beni e i contratti di Alitalia Servizi vengono offerti 57 milioni e per quelli di Alitalia Airport 7 milioni. Alitalia Express, invece vale 19 milioni e Volare 17 milioni. «Per quanto riguarda le somme da versare in danaro � spiega Fantozzi - l´offerta di Cai prevede che il pagamento di un importo complessivo di 100 milioni, che sarà effettuato alla data del closing dell´operazione» il 30 novembre. Il piano industriale di Cai si sviluppa su 5 anni e prevede l´acquisto dei beni, dei rapporti giuridici, nonché di attività e passività del gruppo. Tra questi ci sono 64 aerei: 6 B777, 1 B767, 13 A321, 9 A320, 12 A319, 11 MD80 e 12 MD-82. Sono compresi i diritti di atterraggio e decollo e tutti i diritti di sorvolo e i diritti di traffico, utilizzati o meno, ad eccezione delle frequenze relative al trasporto merci "All Cargo", esternalizzato. Entreranno nella nuova società «tutti i marchi figurativi e denominativi i diritti d´autore e ogni altro diritto di sfruttamento economico». Cai, inoltre, subentrerà nei contratti di leasing di 29 aeromobili (4 B777, 5 B767, 6 ERJ-170, 10 A321, 2 A320 e 2 A320). Inclusi nell´operazione i contratti relativi al Programma "Millemiglia". In parallelo nelle ultime ore si è consumato però un sequestro di tre aerei Alitalia richiesto da Adr per recuperare diritti di navigazione pregressi, in scadenza. Il 31 ottobre il tribunale di Civitavecchia ha firmato l´autorizzazione al sequestro conservativo di aeromobili di lungo raggio concessi in leasing alla Magliana. Fonti vicine al dossier aggiungono però che il sequestro «è ormai superato». Infatti il tribunale di Roma, per assicurare il servizio pubblico garantito da Alitalia, ha concesso lo sblocco, sia pure a determinate condizioni. Fonti Adr, nel contempo, fanno sapere che queste azioni «sono state un normale presidio delle posizioni creditizie, atti dovuti per un amministratore. Con il commissario Fantozzi - precisano le fonti - stiamo lavorando da tempo per trovare le migliori soluzioni ai problemi sul tavolo, con l´obiettivo di far volare gli aerei e non creare disagi ai passeggeri». Resta, infine, l´incognita scioperi. Al termine di una infuocata assemblea i piloti Anpac e Up hanno dato pieno mandato ai vertici di categoria «per predisporre ogni azione sindacale, di lotta e legale ritenuta necessaria al raggiungimento degli obiettivi».

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<Strade, ferrovie e aeroporti Siamo agli ultimi posti in Italia> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-11-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-06 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE «Strade, ferrovie e aeroporti Siamo agli ultimi posti in Italia» Sindaco e governatore a Berlusconi: grandi opere, il governo deve intervenire «Bisogna capire che il trasporto in questa regione significa la competitività dell'intero Paese» La voglia di tornare a correre ce l'avrebbe anche, la locomotiva d'Italia. Di accelerare e sprintare come le moto e le bici esposte proprio lì, al Salone del ciclo e motociclo. Ma come si fa, se mancano strade, rotaie e pure rotte aeree? Lo dice il sindaco Letizia Moratti e lo ripete il governatore della Regione Roberto Formigoni. Milano e la Lombardia soffrono d'una malattia ormai cronica: la carenza d'infrastrutture. Lo dicono i numeri. «La Lombardia, presidente Berlusconi - dice il sindaco Letizia Moratti rivolta al premier Berlusconi, seduto in platea all'inaugurazione del Salone, ieri mattina alla Fiera di Rho-Pero - è quattordicesima fra le regioni d'Italia per infrastrutture. Vogliamo scalare qualche posizione, perché il trasporto in questa regione significa la competitività dell'intero Paese. Milano si propone come città amica dell'ambiente, ma anche città che deve e vuole essere competitiva». Formigoni affonda ancor più a fondo il dito nella piaga: «Il sindaco Moratti ha detto bene: siamo quattordicesimi in Italia come chilometri di autostrada per milione di abitanti. Ma addirittura diciannovesimi per chilometri di ferrovia rispetto ai residenti». E anche il governatore fa appello al Cavaliere: «Dobbiamo fare la locomotiva dell'economia italiana ed è un compito che i lombardi si assumono molto volentieri. Ma abbiamo bisogno che questa locomotiva possa correre a una velocità superiore rispetto ad oggi». Aggiunge, Formigoni, che la Regione non si è limitata a lamentarsi. Ricorda le strade e autostrade progettate in Lombardia che saranno realizzate grazie al project financing: la Brebemi, la tangenziale esterna di Milano, la Pedemontana. Annovera fra le grandi opere anche la stessa Fiera di Rho-Pero, frutto proprio degli sforzi congiunti di Regione e Governo. Come dire: se si vuole si può ( yes, we can, come dice quell'Obama al quale Silvio promette di dare presto «qualche consiglio»). Né la Moratti, né Formigoni lo dicono apertamente, ma è probabile che, quando parlano di infrastrutture, abbiano in mente anche la sorte degli aeroporti lombardi. Di Linate e Malpensa, in particolare. Berlusconi, dal palco, si limita a elogiare quei «coraggiosi imprenditori», che hanno tenuto duro «nonostante i cartelli "meglio falliti che con i banditi"» . Grazie a loro tanti turisti arriveranno nel nostro Paese volando Alitalia. Perché, per Berlusconi «gli uffici Alitalia sono le prime agenzie di promozione turistica del-l'Italia nel mondo». Se invece avessimo svenduto la compagnia di bandiera «ai nostri cugini francesi, che conosciamo bene - aggiunge Berlusconi ditemi voi dove sarebbero andati a finire i nuovi ricchi di Cina, India e Russia. Io non credo che li avrebbero portati nelle nostre città storiche». E, sottinteso, nemmeno a Milano. Di aeroporti, conferma Formigoni, si è parlato anche a tavola, nel brunch all'interno del Salone che ha visto il Cavaliere circondato anche da tanti imprenditori. «Sì, si è parlato di infrastrutture e di Malpensa - dice Formigoni lasciando il Salone - . Ma la tavola non è il luogo dove prendere impegni precisi». Ma alla domanda se sia più fiducioso sul futuro dello scalo varesino, la risposta è netta: «Sì». Del resto, il premier ha promesso che le grandi opere si faranno. Anche con la forza. Luca Angelini

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<Alitalia, da Cai offerta di un miliardo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-06 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE Il salvataggio Colloquio tra Catricalà e Sabelli. I piloti autonomi: pronti ad azioni legali sull'accordo «Alitalia, da Cai offerta di un miliardo» Fantozzi: 100 milioni cash a fine mese. Dubbi Antitrust sulla Roma-Milano ROMA — è di un miliardo l'offerta che Cai ha fatto per Alitalia. L'ha reso noto ieri sera sul tardi il commissario straordinario Augusto Fantozzi su richiesta della Consob, organismo che vigila sulla Borsa. Mentre prosegue la valutazione degli asset da parte degli advisor Banca Leonardo e Rothschild Fantozzi fa sapere che per i beni e i contratti di Alitalia Cai offre un miliardo: 900 milioni per la capogruppo, di cui 275 in contanti e 625 accollandosi i debiti della compagnia aerea in amministrazione straordinaria. In particolare, le ipoteche che gravano sugli aerei e i biglietti prepagati. Altri 100 milioni riguardano invece le controllate: per i beni e i contratti di Alitalia Servizi l'offerta è di 57 milioni tra pagamenti in contante e accollo dei debiti. Con lo stesso meccanismo vengono offerti 7 milioni per Alitalia Airport, 19 milioni per Alitalia Express e 17 per Volare. Per quanto riguarda le somme da versare in denaro, ci saranno più tranche: la prima, di 100 milioni, sarà versata al closing dell'operazione, cioè il 30 novembre. Entro 180 giorni dalla chiusura dell'operazione sarà pagato il corrispettivo di Alitalia Sevizi e Alitalia Airport mentre per Alitalia Express e Volare ci vorranno un anno e 180 giorni. Il commissario Fantozzi ha inoltre comunicato il perimetro dell'offerta di Cai. Rispetto a quello che già si sapeva, viene aggiunto il numero degli aerei, 64, che passeranno a Cai, e i contratti di leasing relativi a 29 aeromobili e ai relativi motori. Riguardo ai debiti, si viene a sapere che sussistono 7 finanziamenti ipotecari sugli aerei, alcuni presso la Banca popolare di Milano, altri presso Mps e altri presso banche internazionali, come GE Corporate banking Europe. Proprio questo insieme di debiti costituisce l'accollo più importante che Cai si assume per Alitalia. Ieri, l'amministratore Rocco Sabelli ha portato al garante Antitrust, Antonio Catricalà, la prenotifica dell'operazione perché questi possa farsene un'idea. Non è vero infatti che l'Autorità non potrà intervenire nella vicenda per i prossimi tre anni. Secondo il decreto Alitalia, Cai deve notificare al Garante le operazioni di concentrazione «unitamente alla proposta di misure comportamentali idonee a prevenire il rischio d'imposizione di prezzi o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose per i consumatori ». L'Autorità, entro 30 giorni, «prescrive le suddette misure con le modificazioni e integrazioni ritenute necessarie». Insomma Catricalà avrà tutta la possibilità di modificare il piano Cai con effetto obbligatorio. Intanto per i soci di Cai la prossima settimana potrebbe esserci un incontro con Silvio Berlusconi, che ieri ha detto di voler avere l'occasione di poterli ringraziare. Quanto ai piloti, Anpac e Up, ieri si sono riunite in assemblea per 5 ore. Nel confermare la propria posizione, i comandanti hanno deciso, tra l'altro, di passare a «azioni sindacali, di lotta e legali». Di sciopero non se ne parla, è più probabile che i piloti attivino i propri avvocati per ottenere la convocazione ai prossimi tavoli come firmatari delle intese di Palazzo Chigi. Antonella Baccaro

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Il "fronte del no": alcuni ministri soffiano sul fuoco, disposti a firmare solo se cambiano i contratti Alitalia, i piloti pronti ad azioni di lotta Il commissario riceve l'offerta (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 06-11-2008)

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Giovedì 06 Novembre 2008 Chiudi Il "fronte del no": alcuni ministri soffiano sul fuoco, disposti a firmare solo se cambiano i contratti Alitalia, i piloti pronti ad azioni di lotta Il commissario riceve l'offerta Cai: un miliardo da pagare in più tranches

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ROMA In attesa di una convocazione, che quasi certamente non arriverà, i piloti e gli ... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 06-11-2008)

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Giovedì 06 Novembre 2008 Chiudi di LUCIANO COSTANTINI ROMA In attesa di una convocazione, che quasi certamente non arriverà, i piloti e gli assistenti di volo del "fronte del no" sono intenzionati a tenere alta la guardia. Ieri circa 500 "comandanti" di Anpac e Up si sono riuniti a Fiumicino per una «assemblea informativa» in considerazione del fatto che molti colleghi lunedì scorso erano impegnati «nelle normali operazioni di volo». Al termine una nota in cui è stata deliberata un'azione legale «contro chiunque ha posto o tutt'ora sta ponendo in atto azioni omissive o lesive dei giusti interessi dei piloti». Quasi ovvio il riferimento a Cai e al commissario Fantozzi. Poi il mandato «a predisporre ogni azione sindacale di lotta e legale ritenuta necessaria al raggiungimento degli obiettivi». Dunque, possibili scioperi. Un segnale di tensione giunto poco prima che un comunicato del commissario straordinario Fantozzi ufficializzasse i termini dell'offerta di Cai. Come anticipato dal Messaggero, Cai ha proposto un corrispettivo complessivo di un miliardo, che sarà pagato in più tranches «in parte mediante regolamento in denaro, in parte mediante accollo dei debiti assunti dall'acquirente nonché mediante il pagamento spettante del saldo algebrico tra specifiche partite debitorie e creditorie». Nel primo pomeriggio in una nota congiunta di Anpac, Up, Avia e Sdl era stata ribadita la richiesta di un tavolo per riaprire il confronto sulla questione dei nuovi contratti della nuova Alitalia e la disponibilità a firmare un accordo «coerente con quanto sottoscritto con l'azienda a palazzo Chigi purchè vengano esplicitamente esclusi quei criteri di assunzione iniqui e discriminatori oggi presenti». Mancava la firma dell'Anpav (uno delle sigle degli assistenti di volo) contestata nell'infuocata assemblea di lunedì scorso. A dimostrazione che il "fronte del no" è incrinato, se non diviso. L'Anpav in un comunicato ha confermato la «contrarietà a qualsiasi iniziativa avventuristica», e l'impegno a chiedere gli «indispensabili elementi di tutela, certezze e garanzie per la categoria». Resta la mobilitazione in attesa di una chiamata al tavolo da parte di Cai. Difficile, molto difficile che arrivi, stando almeno alle dichiarazioni di Roberto Colaninno («La trattativa è finita») e di alcuni ministri. Matteoli e Sacconi hanno anche avvertito che chi non firma il contratto non potrà usufruire della cassa integrazione. «Dichiarazioni - hanno replicato piloti e assistenti di volo - che non fanno altro che gettare benzina sul fuoco». Il titolare delle Infrastrutture ha tuttavia precisato che i piloti Alitalia saranno chiamati da Cai anche senza aver sottoscritto il contratto: «Dire: se non firmate, allora assumiamo da un'altra parte, può succedere per altre categorie, non per i piloti, vista la loro specializzazione e il tempo necessario per la formazione». I sindacati, invece, incontreranno il commissario Fantozzi domani, ma non per riaprire la trattativa, semplicemente per fare il punto della situazione. Soprattutto finanziaria. Mentre ieri sera il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, ha visto l'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli: incontro interlocutorio in vista soprattutto di un approfondimento della questione delle nuove tariffe.

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<Raddoppiare Fiumicino anche senza Cai> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-11-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-06 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia Il vertice «Raddoppiare Fiumicino anche senza Cai» Rivendicare la competitività di Fiumicino «che va raddoppiato nel 2009 anche senza Cai». Garantire adeguati ammortizzatori sociali. E costruire una piattaforma condivisa per il sistema aeroportuale del Lazio che includa anche Viterbo. Sono i principi emersi ieri al termine al termine del tavolo iteristituzionale su Alitalia. All'incontro hanno partecipato il presidente della Regione, Piero Marrazzo, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, quello di Fiumicino, Mario Canapini, e l'assessore provinciale al Lavoro, Massimiliano Smeriglio. «è stata una riunione importante e all'insegna della condivisione - spiega Marrazzo - Abbiamo deciso di costruire un progetto da presentare al governo Berlusconi dopo il 12 novembre, ovvero dopo la decisione di Bruxelles sul prestito ponte, ma vogliamo dire fin da oggi che faremo una battaglia perché Fiumicino e Viterbo possano insieme essere un sistema aeroportuale competitivo». Al centro della proposta «ci sarà la questione Fiumicino - ricorda il governatore - perché non si salvaguardano i lavoratori se Fiumicino non è competitivo. Siamo molto preoccupati per i numeri che stanno emergendo: vogliamo verificare che le somme destinate agli ammortizzatori sociali siano adeguate». Alemanno ha sottolineato che «dobbiamo giocare bene le nostre carte affinché Fiumicino venga riconosciuta come lo scalo indispensabile, che rientra nell'interesse nazionale». E sul progetto del raddoppio dell'aeroporto di Fiumicino, presentato nei mesi scorsi, il sindaco ha fatto notare: «Bisogna fare in modo che il progetto sia in sintonia con quello della compagnia di bandiera, ma sta in piedi anche a prescindere, al limite, dalla compagnia di bandiera». F. D. F.

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Massimo Tabacchiera è il nuovo presidente dell'Atac. L'attuale presidente di Federlaz... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 06-11-2008)

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Giovedì 06 Novembre 2008 Chiudi Massimo Tabacchiera è il nuovo presidente dell'Atac. L'attuale presidente di Federlazio, già presidente dell'Ama quando il Campidoglio era guidato dal centro sinistra, va a prendere il posto che fu occupato da Filvio Vento. Ma per il trasporto pubblico locale non cambiano solo i titolari dei posti chiave. Come confermava ieri l'assessore alla Mobilità, Sergio Marchi, che sta lavorando in collaborazione con l'assessore al Bilancio, Ezio Castiglione, nei prossimi giorni sarà anche completata un riordino societario degli attuali tre soggetti: l'agenzia Atac e le società di trasporti, Met.Ro. e Trambus. Queste ultime dovrebbero confluire in un unico ente, mentre l'Atac avrà comunque una struttura più leggera. E anche la gestione della sosta tariffata, che attualmente fa capo all'Atac, passerà probabilmente alla nuova azienda che nascerà dalla fusione Trambus-Met.Ro. Sulla nomina di Tabacchiera, che quando era presidente dell'Ama aveva subito anche attacchi molto duri proprio dal centro destra, ieri si sono concentrati i commenti. Gianfranco Zambelli, consigliere comunale Pd: «Tabacchiera aveva già guidato in passato l'Ama e non aveva certo brillato per competenza e professionalità. Basti pensare alla vicenda dell'Ama Senegal, peraltro denunciata proprio da Alleanza nazionale. Ci chiediamo se il primo cittadino è la stessa persona che, proprio in occasione della denuncia del suo partito in merito alla vicenda Ama Senegal, chiese le dimissioni di Tabacchiera denunciandone la sua inadeguatezza». Fabio Rampelli, Pdl, precisa: «Ma Massimo Tabacchiera si è pentito, ora è una risorsa per la città». Sul concetto del pentimento non si esprime il sindaco Gianni Alemanno che invece spiega: «La nomina di Tabacchiera è un segnale di attenzione verso le imprese contro la logica dei potentati». Infine, il diretto interessato, che tempo fa era anche stato protagonista del tentativo di organizzare una cordata di imprenditori romani che partecipasse all'operazione Cai-Alitalia: «Un ringraziamento sincero al sindaco di Roma Gianni Alemanno che mi ha scelto per un compito che considero certamente di grandissimo valore e responsabilità».

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RHO (Milano) - E dopo gli studenti, tocca ai contestatori dell'Alta Velocità becca... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 06-11-2008)

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Giovedì 06 Novembre 2008 Chiudi di RENATO PEZZINI RHO (Milano) - E dopo gli studenti, tocca ai contestatori dell'Alta Velocità beccarsi le minacce di Berlusconi: «In caso di proteste faremo intervenire le forze dell'ordine». Non che nei cantieri - per ora ancora fermi - della Tav che attraversa la Val di Susa ci siano mobilitazioni in calendario, però non si sa mai: «E uno Stato» dice il Cavaliere «non può consentire a una minoranza di bloccare un cantiere o una opera pubblica di cui potranno beneficiare tutti i cittadini». E' il giorno della vittoria di Obama, ma il premier ha altro a cui pensare e soprattutto altro di cui parlare. E' venuto apposta da Roma a Milano per inaugurare il salone del "Ciclo e Motociclo" e ha portato con se un bagaglio di argomenti che sembrano quelli di un bilancio di fine anno. Le banche, l'Alitalia, l'Università e la riforma Gelmini, l'evasione fiscale e le infrastrutture, l'Alta Velocità e - appunto - la polizia da mobilitare in caso di proteste contro la costruzione del Corridoio 5, quel lungo asse ferroviario destinato a collegare il nord e il sud dell'Europa con un traforo che bucherà le Alpi all'altezza della Val di Susa. Però, prima ancora di dare il via all'elenco dei "temi governativi", Berlusconi non fa mancare a nessuno il consueto lamento per quella che lui definisce "disinformazione di giornali e tv". Disinformazione a suo danno, naturalmente, specie sulla vicenda dei tagli all'Università: «Anche nei talk show i presentatori sono tutti appecoronati sulla sinistra». Dice proprio così: "appecoronati". Ed è una parola che sembra messa sul piatto al solo scopo di scatenare la polemica. Infatti la polemica si accende in un attimo. Protesta qualche conduttore (Mentana, per esempio), protesta il sindacato dei giornalisti Rai (Carlo Verna: «E' un lapsus freudiano perché in realtà i conduttori lui li vorrebbe appecoronati sulla destra»), protestano soprattutto i parlamentari del centrosinistra. Per esempio la Melandri: «Greve nel linguaggio e grave nel contenuto». O il dipietrista Massimo Donati: «Un ennesimo intollerabile attacco alla libertà d'informazione in questo Paese, parole paradossali se pronunciate da chi è proprietario di giornali e televisioni». O Giorgio Merlo, Pd: «È davvero sconcertante che dopo le osservazioni del Garante delle Comunicazioni sulla sproporzionata presenza in video di governo e maggioranza su alcuni Tg, il premier affermi di sentirsi vittima di attacchi televisivi». Dopo aver buttato il sasso, Berlusconi è già oltre. Parla delle banche. Nessun rischio di fallimento in Italia, assicura. E dice che fra una settimana sarà pronto un provvedimento governativo di sostegno: «Lo Stato non intende entrare nelle banche con una partecipazione, ma con obbligazioni convertibili o azioni privilegiate». Però a condizione che gli istituti di credito beneficati dalla liquidità pubblica garantiscano poi un monte prestiti pari a quello precedente: «La mia proposta è che quando la banca avrà fatto ricorso a una liquidità esterna potrà essere chiamata ad aumentare i nuovi prestiti dell'uno, due, tre, quattro per cento». Già che c'è, brucia sul tempo Unicredit annunciando che «un'importante istituto bancario» metterà a disposizione un tesoretto da 5 miliardi di euro per finanziare le attività della piccola e media impresa, e poi si spertica in elogi per gli imprenditori che fanno parte della cordata che dovrebbe salvare Alitalia: «Mi sono venuti i brividi quando sentivo lo slogan "meglio falliti che con i banditi" urlato da alcuni dipendenti Alitalia. Temevo che gli imprenditori se ne sarebbero lavate le mani. Invece sono rimasti lì, li vedrò tra qualche giorno». Infine, per una volta, nessuna promessa di imminenti cali delle tasse. Anzi, questa volta il Cavaliere rispolvera un evergreen del centrosinistra e punta il dito contro chi le tasse non le paga: «Abbiamo una evasione troppo alta che ci costringe a una pressione fiscale più elevata». Aggiunge anche di esser convinto che il federalismo fiscale di là da venire potrebbe aggiustare, almeno un po', le cose: «Chi dovrà fare la dichiarazione dei redditi magari di una casa al mare o in montagna, la presenterà al Comune e forse diventerà rosso dalla vergogna, essendo conosciuto, a denunciare un tenore di vita inferiore a quello effettivo».

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La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-11-2008)

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Denunce di casi clamorosi, inchieste, commenti di lettori fra l'indignato e (purtroppo) il rassegnato: l'Italietta della concorsopoli universitaria è tornata a far notizia su tutti media con il Giornale che ha tirato la volata. Già, l'Italietta dei baroni e di quelli che "tengono famiglia" ancora una volta protagonista. concorsopoli, sprecopoli. l'importante che ci sia la cornucopia dei soldi pubblici (nostri) da cui poter attingere. Bel mondo, in questo strano Paese. Forse è davvero tempo di voltare pagina su questo andazzo, soprattutto in tempi di crisi prolungata. Ma soprattutto per una questione di equità, di rispetto dei cittadini e delle pari opportunità di chi concorrere a qualcosa. Il mondo universitario non ha dato buona prova, in questo. Ora il ministro Gelmini sembra intenzionato a bloccare i concorsi farsa. Speriamo ci riesca, mettendo i paletti in modo definitivo: regole precise e niente scappatoie all'italiana. Impresa non facile visto che il piano per l'assegnazione di 4mila cattedre e l'assunzione di 3mila ricercatori è già avviato. Ma un fatto è certo: così non si può più andare avanti. La credibilità della poolitica, di chi vuole davvero cambiare, si misura anche su questo terreno. Sarebbe un bel modo per dare un senso al concetto di "meritocrazia": bella parola, che piace a tutti, è davvero bipartisan. Basta riempirla di "contenuti" perchè altrimenti logora chi la usa solo come slogan. Scritto in Varie 1 Commento » (2 votes, average: 1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Oct 08 Delitto di leso Grillo. Capita anche questo nell'autunno dei cortei e delle occupazioni studentesche. Capita che alla protesta degli studenti arrivino politici e para-politici pronti amtterci - come si dice - il cappello sopra. Da Veltroni a Di Pietro, ai sindacati e ai comici-politici amanti delle piazze come Beppe Grillo. Tutti pronti ad accorrere al capezzale della scuola e dell'università che il governo secondo loro, vorrebbe distruggere. Fin qui nulla di straordinario, è la politica, bellezza. Ciascuno cerca di fare il proprio gioco e cavalcare il cavalcabile. Ma se si tocca Beppe Grillo. ci scappa una sorta di reato di lesa maestà comico-politica. Basta raccontare che è stato contestato a Bologna e sul sito grillesco arriva il video (girato dagli amici di Grillo, i ragazzi di Meet Up) che dovrebbe dimostrare che in realtà (in verità?) nessuno ha contestato il paladino del popolo (studentesco in questo caso) con allegato invito a scrivere e-mail per denunciare la propria indignazione al Giornale (leggi l'articolo) . ma anche al Tempo, al Resto del Carlino, Panorama, Corriere della Sera, Repubblica, agenzia di stampa AdnKronos. Tutta stampa prezzolata (da Berlusconi ovviamente) anche se erano lì inviati e corrispondenti, a Bologna a vedere, ascoltare, raccontare (nella foto Grillo circondato da giornalisti, fotografi e operatori tv a Bologna) . Per Grillo sono "barzellette dei giornali e di regime". Davvero Beppe è grande, anche stavolta non ha perso il senso dell'umorismo e della comicità. E' proprio vero, come scrisse Jonathan Swift, che la satira è uno specchio dove chi guarda vede i volti di tutti tranne che il suo. Scritto in Varie Commenti ( 43 ) » (17 votes, average: 2.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Oct 08 Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice Ci risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli studenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni", ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni". Leggi l'editoriale di Mario Giordano: "LETTERA APERTA AGLI STUDENTI" Aggiornamento. Veltroni ha presentato dieci proposte per l'università. Eccole. 1) concorsi più rapidi e più meritocratici, «meno nepotismi e obbismi». 2) Attivazione dell'agenzia nazionale di valutazione. 3) Finanziamenti statali sulla base del merito. 4) Finanziamenti alla ricerca con procedure trasparenti e internazionali. 5) Una governance più responsabile, efficace ed efficiente. 6) Valutazione periodica del lavoro e incentivi ai migliori. 7) Professori più giovani e precariato meno lungo. Innalzare la qualità dei dottorati di ricerca. 9) Protagonista il diritto allo studio per garantire più equità sociale. 10) Par condicio tra le università in materia di finanziamenti pubblici. Verità e bugie sul decreto Gelmni approvato in via definitva Scritto in Varie Commenti ( 300 ) » (104 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 123 ) » (58 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 68 ) » (46 votes, average: 3.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 164 ) » (58 votes, average: 3.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: «Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione». Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria «non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione». «Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori». Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) » (36 votes, average: 3.03 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) » (13 votes, average: 2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) » (21 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) » (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (52) Ultime discussioni ITALIANO: SI GRILLO LO DEVE FARE UN PARTITO, E' COSI FACILE IN ITALIA NON E' VERO? IL SUO CAPO LO... Roberto Sardella: la concorsopoli non interessa solo l'Università, ma anche e in forma ancor piu'... Alberto Taliani: Caro Formas, è la demagogia che mette a rischio la democrazia. Dico semplicemente che Grillo per... Alberto Taliani: Caro Stefano, attento, perchè sulla bellezza di Taliani rischia di mettere in gioco la sua... Alberto Taliani: Caro Italiano, si sbaglia. Obama è iscritto al Pd. ma anche ai radicali ed è il... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Ultime News Tassi, Bce e Bank of England tagliano E l'Europa sprofonda: torna la pauraFinanziaria, alt di Fini: deprecabile la fiduciaScuola, la Gelmini vuole bloccare i concorsi farsaDroga: boom della coca tra i giovanissimi Italia patria delle "canne"Obama nella storia: "Io sono il cambiamento"Del Piero è un galactico Mutu illude la FiorentinaCongo, allarme tra gli sfollati: "Si diffonde l'epidemia di colera"Google rompe con Yahoo Salta l'accordo pubblicitàSpagna, rissa in alto mare ucciso a coltellate un italianoManuale d?istruzione salva padre cercasi Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille November 2008 M T W T F S S « Oct 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post November 2008 (1) October 2008 (2) September 2008 (4) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Fattoriadellacomunicazione's Weblog: Lessico provvisorio (università 2008) Recent Posts La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli Delitto di leso Grillo. 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<Non c'è trasparenza. Ci vuole una gara per gli slot> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 266 del 2008-11-06 pagina 28 «Non c'è trasparenza. Ci vuole una gara per gli slot» di Redazione Arrabbiato? Chiediamo a Gianni Rossi, ad di Meridiana e della controllata Eurofly, che insieme sono il secondo operatore aeronautico italiano, con 750 milioni di fatturato e 6,5 milioni di passeggeri nel 2007. «Sì, e per due motivi». Quali? «Primo: la procedura per la cessione dei beni di Alitalia deve osservare criteri di trasparenza. Ma noi abbiamo da tempo presentato un'offerta per acquisire asset, slot e personale e non abbiamo nemmeno ricevuto risposta». Forse è presto. «Lo spero. Ma da quanto si legge già a fine novembre ad Alitalia succederà Cai». Puntate anche asset richiesti da Cai? «Non lo so. Le offerte, comunque, sono una cinquantina». Gli altri hanno avuto risposta? «Non mi risulta». Che cosa vorreste acquistare? «Parti di ricambio, motori e 20-30 slot su Milano Linate, assorbendo contestualmente del personale navigante. Quanto agli slot, rispondiamo anche a un'esigenza del sistema, perché Cai e Air One si troverebbero a operare 120 slot su 150. Non ci sono precedenti al mondo». Ma gli slot sono cedibili o vanno assegnati? «Questo è il secondo motivo per cui sono arrabbiato. Mentre aerei e asset sono vendibili dal commissario, gli slot e i diritti di Alitalia sui bilaterali non sono cedibili, perché sono stati acquisiti nel tempo con criteri che riguardavano "quella" specifica compagnia. Oggi è espressamente richiesta una discontinuità che rischia di non essere rispettata». Che cosa dovrebbe essere fatto? «Un atto trasparente: il commissario dica che cosa si libera, lo si metta a gara, chi vuole si presenti e vinca il migliore. Se eredita, tout court, quello che vuole, Cai non si presenta sul mercato con la "verginità" richiesta. Enac, Assoclearance, ministero, Iata e Commissione Ue devono esserne consapevoli». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Nozze fatte. L'Open 2009 in casa Agnelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Preparate bagagli zeppi di tifo per una trasferta a Torino, anzi a Venaria Reale. Nel recente consiglio federale è arrivata infatti la conferma dell'anticipazione che vi avevamo dato: L'Open d'Italia 2009 si giocherà dal 7 al 10 Maggio al Park Golf & Country Club di Torino. Addio quindi alla collaudata sede di Tolcinasco per andare incontro a nuove avventure. "Poter ospitare una manifestazione così prestigiosa, che vede la partecipazione dei più quotati professionisti a livello continentale, è motivo di grande orgoglio ga dichiarato l'amministratore delegato del circolo Andrea Agnelli: "Dopo aver ospitato una tappa del Challenge e l'edizione numero 26 dell'European Amateur Team Championship, siamo pronti ad affrontare questa nuova sfida, che richiederà grande impegno, dedizione e professionalità da parte di tutti noi. Faremo del nostro meglio per mettere a disposizione degli organizzatori una struttura efficiente e un campo in perfette condizioni. Sarà per noi come un esame di maturità, al quale ci prepariamo con grandi stimoli e motivazioni". Vi piace l'idea? Scritto in Varie Non commentato » (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Nov 08 Karlsson,ovvero gli alti e bassi del golf Lo faccio rararamente, come sapete, ma oggi vorrei girarvi uno stralcio del mio articolo sulla pagina del golf. Giusto per proporvi un nuovo tema di dibattito. Più importante e delicato di quanto si possa pensare. Leggete queste poche righe e poi, se volte leggete l'intero articolo e ancora, se credete, intervenite. Mi farà e ci farà piacere come al solito: "..... Scusate , ma vedere Robert Karlsson concludere la sua straordinaria stagione agonistica in vetta all'European Order of Merit, ci fa ridere. Sì, ridere. Perché, quando in un passato non troppo passato, a menar fendenti vittoriosi sui courses del mondo era un tappetto come il gallese Ian Woosnam, i soliti osservatori specializzati in expertise sui golfisti, sentenziarono, scomodando a sostegno delle loro teorie, persino la mela di Newton, che era tutto merito del baricentro. In altre parole, che sì, per l'amor del Cielo, Ian l'ex minatore dal carratterino spigoloso, era certamente un buon giocatore ma che, buona parte del suo score, la doveva al baricentro basso. Pensate un po': il baricentro basso come anticamera del successo. E adesso come la mettiamo con quello spilungone di Robert Karlsson, unmetroenovantesei centimetri entrocontenuti in 95 chili ? Come la mettiamo con la storia del baricentro basso? Perché bastasse essere alti o bassi nel golf, come in mille altre attività più o meno ludiche, allora il mondo avrebbe i contorni del successo molto meglio delineati. Ecco perché viene da ridere...." Scritto in Varie Commenti ( 3 ) » (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Nov 08 Troppi cialtroni nei club,provvedere prego Leonardo Lucchetti, che ha appena lasciato la direzione del Golf Club La Torre di Riolo , un amico di vecchia data che apprezzo e stimo per la sua professionalità e competenza se ne è uscito recentemente con una denuncia che va diritta al cuore del Golf . Come è possibile, si chiede Lucchetti, che alcuni club italiani abbiano assunto e stiano assumendo persone totalmente inesperte, prive spesso anche della minima preparazione tecnica per dirigere addirittura circoli che vantano un passato glorioso? Preciso e ricordo, incidentalmente, che per raggiungere la qualifica professionale di direttore o segretario di un circolo di golf occorre superare esami su materie che spaziano dal marketing alla ragioneria, dalle lingue, alla psicologia. E, naturalmente, bisogna dimostrare di conoscere a fondo le regole del golf. Visto che di ciarlatani e di cialtroni ne ho incontrati e ne sto incontarndo anch'io, allora mi associo : già, come è possibile, chiedo per esempio alla Fig, che tutto ciò accada? P.S. Al nuovo direttore del Golf Club La Torre di Riolo, Luca Quaglia, le mie congratulazioni e gli auguri di grandi soddisfazioni e successi Scritto in Varie Commenti ( 3 ) » (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Oct 08 E' la rivoluzione: lo slow golf non piace più Vogliamo sveltirlo questo gioco del golf?I nuovi arrivati nel mondo dello sport verde per eccellenza sono partiti lancia in resta con la loro rivoluzione. Vogliono che si fraseggi meno sul green, abbandonando il rituale del marcamento di palla e quella danza di passetti e passettini che somigliano a inchini e spezzano ulteriormente il ritmo di uno sport che, per i suoi detrattori, ritmo già non ne ha. E poi vogliono il loro handicap casalingo. Una sorta di lasciapassare che consenta di giocare subito. Almeno sul campo di casa senza bisogno di particolari svezzamenti da parte di commissioni sportive o maestri vari. Hanno ragione da vendere o hanno torto marcio? Vuoi vedere che la rivoluzione nel golf è già cominciata e io non ho niente da mettermi? Scritto in Varie Commenti ( 16 ) » (4 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Oct 08 O la Borsa o le quote. Di golf Borsa a picco, titoli tossici, obbligazioni, conti corrente a rischio e banche che falliscono:vi stiamo regalando da giorni tonnellate di notizie sul nostro quotidiano (anch'io nel mio piccolo ho contribuito a turbarvi ulteriormente i sonni con un servizio al giorno) Mi è venuto in mente che non abbiamo ancora affrontato l'argomento delle quote azionarie per appartenere a certi club più o meno storici. Pensate che siano ancora un buon investimento (sempre che lo sia mai stato)? O pensate che sia soltanto una gabella in più da versare?O che, in questi tempi di recessione, possano come dire, rappresentare addirittura un bene rifugio? Scritto in Varie Commenti ( 3 ) » (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Oct 08 Chimenti for president Rieletto per la terza volta al vertice della Federgolf e candidato alla presidenza del Coni. Però. Considerato che la sua Lazio è pure balzata in testa al Campionato si può ben dire che per Franco Chimenti è davvero un gran bel momento. Forte di un plebisicito che ha significato la conferma del suo imprinting nella conduzione federale e nella popolarizzazione del golf ora il professore gioca la sua carta più importante: la conquista della massima poltrona nel governo dello sport italiano. Ha davanti sette mesi visto che le elezioni si terranno nel Maggio 2009 per contare amici e nemici ma soprattutto per far pesare una piccola federazione e trascinarla per la prima volta così in alto da sorprendere tutti. Com'è che direbbero Greggio e Iacchetti? Ce la fa o non ce la fa? Lui, alle sfide ci ha preso gusto. Voi che ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 5 ) » (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Sep 08 Alitalia, piloti imbucati o in buca? Giusto un post-telegramma riguardo al titolo con cui abbiamo aperto il nostro Giornale martedì 23 Settembre:"Intanto i piloti giocano a golf". Dunque i piloti, gli stessi che hanno fatto saltare l'accordo con Cai hanno deciso di ingannare l'attesa del loro destino organizzando un torneo di golf. Ne vogliamo parlare? Certo, obietterà qualcuno, e io stesso l'ho scritto più volte, il golf aiuta a rilassarsi e a favorire il flusso di idee nuove e di progetti futuri.E chi gioca a golf non fa peccato tant'è che il nostro quotidiano da oltre vent'anni ospita una pagina dedicata al golf e ai golfisti. Ma da golfista posso anche aggiungere che ciò che sorprende è il tempismo con cui i protagonisti-chiave della trattativa Alitalia hanno deciso di decollare con il loro challenge sui faiways anzichè sulle piste . Magari avrebbero potuto rinviare la sfida . Visto che ne hanno già un'altra ,magari più pressante . Tutto qui. Che dite ? Scritto in Varie Commenti ( 9 ) » (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Sep 08 Nella testa delle svedesi.E degli svedesi Poi non rinfacciatemi che trovo ogni pretesto per parlare dell'altra metà del golf, quella in rosa. Ma questa ve la devo proprio raccontare perchè magari vi è sfuggita. Sapete che cosa ha recentemente affermato la proette finlandese Minea Blomqvist a proposito della sorprendente eccellenza nel golf dei giocatori e delle giocatrici svedesi? Ve la giro testualmente."Gli svedesi sono così bravi nel golf perchè in questo sport bisogna avere la mente libera e nella loro testa non c'è niente" . Guarda un po', e io che da anni vado scrivendo che è invece è merito della loro professionalità, del loro impegno, della loro serietà. E della serietà e del rigore che impongono loro gli sponsors e la federazione. Scritto in Varie Commenti ( 2 ) » (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Sep 08 Il giochino di Chiamparino Ricevo dall'onorevole Agostino Ghiglia presidente di An-Pdl per la provincia di Torino la seguente nota che pari pari metto a disposizione dei lettori perchè magari ci aiutino a trovare una risposta: " Caro Villa vorrei porre due domande semplici, semplici agli ineffabili amministratori del Comune di Torino: Chi si dimette? Chi paga i danni per un progetto da buttare nello Stura ? Apprendiamo, infatti, dalle dichiarazioni del Presidente dell'Ente Parco, Bevione, che per ottenere il via libera ad un campo da golf a Parco Stura, ben che vada, ci vorrebbero tre anni in quanto occorrerebbe un nuovo Piano d'Area o una legge regionale, senza contare i tempi per la bonifica del terreno e la realizzazione! Dalle suddette dichiarazioni, si evince che per oltre un anno Chiamparino e Borgogno han preso in giro i torinesi con un immaginifico progetto per "bonificare" Parco Stura attraverso la realizzazione di un fantasmagorico campo da golf.. Visto che è impossibile che l'Assessore Borgogno e il Sindaco Chiamparino ignorassero i vincoli imposti dalla legge è evidente che o il Presidente dell'Ente Parco è un cacciaballe è, quindi, va immediatamente commissariato o uno a scelta tra il Sindaco "rampicante"e l'Assessore alla Polizia, devono rassegnare le dimissioni per aver portato, al posto di un incantevole green, solo qualche piadina romagnola peraltro indigesta a causa degli enormi contributi pubblici serviti per farcirla..questa è l'ennesima, truffa ai danni di Torino e dei suoi cittadini." Scritto in Varie Commenti ( 6 ) » (4 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Aug 08 Ma guarda che ignoranti queste proettes Con una decisione che è destinata a suscitare mille e una polemica e che potrebbe finire nelle aule di tribunale innescando mille e una causa di discriminazione, Libba Galloway deputy commissioner della Lpga la massima organizzazione del golf professionistico femminile Usa ha allegramente annunciato che," entro il 2009, potranno venir escluse dal circuito le proettes che non sapranno esprimersi in un inglese corretto". Il provvedimento che, a quanto mi risulta non alcun precedente in alcuno sport è accompagnato dalla sua brava motivazione che citata testualmente suona così: "Per un atleta avere successo significa essere bravi in campo e fuori. Poter comunicare con i nostri sponsor e i nostri tifosi è altrettanto importante che saper giocare. Pensiamo che sia fondamentale, per le nostre ragazze sapersi esprimere in inglese". Ricordo, giusto per completezza d'informazione che, nella Lpga sono rappresentati 26 Paesi e che, solo la Corea del sud vanta 45 proettes molto delle quali occupano i primi posti in classifica ma in compenso faticano un po'con la lingua di Albione. Che si tratti di un provvedimento ad hoc per far fuori scomode avversarie? Com'è che si dice? A pensar male.. A proposito voi che cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) » (6 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Gabriele Villa, inviato speciale al Giornale dal Maggio 1977. Nel 1984 ho inventato e proposto al mio direttore di allora, tale Indro Montanelli, una pagina settimanale sul Giornale dedicata al golf. Mi presi del “bischero” per l?arditezza della impresa. Ma ne è valsa la pena . Tutti gli articoli di Gabriele Villa su ilGiornale.it contatti Categorie Agonismo (22) News (5) Personaggi (9) Varie (67) Ultime discussioni vince: Ogni "esperto" ha la sua teoria su come giocare al golf. Infatti, tutti quelli che insegnano il... Gabriele Villa: Caro Luigi, grazie intanto per i complimenti ma grazie anche e soprattutto per aver rinfrescato un... luigi paolo goretti: A silvia Cara silvia nel 1970,stavo giocando con l'amico Baldovino Dassu'l'open... luigi paolo goretti: Caro gabriele La storia è cosi"Il famoso baricentro basso,era una teoria del povero... vince: ....Anche il Golf avete corrotto!!!!!!!!!!Congratulati on! I più inviati Passo felino,approcci aggressivi - 5 Emails Il reality della sexy Sophie - 4 Emails Vergogna : ma perchè nel golf si litiga tanto? - 3 Emails Cercasi onestà sul green - 2 Emails Golf senza età, fidatevi! - 1 Emails A proposito di non più giovanissimi - 1 Emails Due milioni per l'Open, si accettano offerte - 1 Emails Quelli del Royal and Ancient - 1 Emails Figli d'arte/2 Anche bravi,per fortuna - 1 Emails Il golf in rosa? 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Cai verso il decollo il primo dicembre dopo l'offerta da 1 miliardo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 07-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Cai verso il decollo il primo dicembre dopo l'offerta da 1 miliardo Per far decollare il primo volo Alitalia targato Cai, annunciato il primo dicembre, la società guidata da Roberto Colaninno aspetta le autorizzazioni necessarie. Dopodichè, «saranno Colaninno e Sabelli (ad Cai, ndr) a decidere», dice Gaetano Miccichè, responsabile divisione Corporate di Intesa SanPaolo. Saranno sempre loro anche «a gestire la situazione con piloti e assistenti di volo: confido nella possibilità di un accordo». Nel frattempo, Cai ha messo sul tavolo 1 miliardo di euro per l'acquisto del complesso dei beni e dei contratti Alitalia, e ha intascato il via libera della Iata, l'associazione mondiale delle compagnie aeree. Verserà una prima tranche di 275 milioni e si accollerà 625 milioni di debiti in più tranche. Nel dettaglio, per Alitalia Servizi vengono offerti 57 milioni, per Alitalia Airport 7 milioni, per Alitalia Express 19 e per Volare 17. Al closing dell'operazione, il 30 novembre, saranno versati 100 milioni cash. Non manca di sottolinearlo il ministro Claudio Scajola (Sviluppo): «Cai sta prendendo un grosso rischio. Il marchio Alitalia si sta svalutando, le vendite dei biglietti stanno crollando. Se si facessero pure degli scioperi - continua - sarebbe una follia. Per Alitalia ci vuole una grande operazione di marketing».

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Piccola impresa tartassata dal governo e dalle banche (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 07-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Piccola impresa tartassata dal governo e dalle banche La denuncia del senatore Gian Carlo Sangalli, per anni ai vertici della Cna. Per la prima volta il numero di imprese diminuisce leggermente. La manovra? Hanno cancellato quel poco di buono che c'era. Ultimi segnali dalla piccola impresa: con la crisi non si aprono più nuove aziende. È la prima volta in Italia: il numero diminuisce leggermente. E ancora: forse la Lega si è dimenticata dei «suoi» piccoli imprenditori, commercianti, artigiani e agricoltori delle valli. Ieri, alle audizioni in commissione Industria del Senato sugli effetti della recessione, della maggioranza non c'era nessuno, a parte il presidente (obbligato dal regolamento). Che succede? «Semplice: il governo non solo non fa nulla, ma quello che fa aiuta la crisi in atto». In gergo si dice: fa misure pro-cicliche. Lo denuncia Gian Carlo Sangalli, oggi senatore del Pd, ma in passato ai vertici della Cna (Confederazione nazionale degli artigiani) per lunghi anni. «Come stanno le piccole imprese? Male, molto male», dichiara. In prima linea c'è il commercio al dettaglio, che langue nel deserto dei consumi. Poi c'è chi produce, incastrato tra la stretta del credito e l'immobilismo del governo. «Immobilismo? Peggio. Hanno fatto cose sbagliate - insiste Sangalli - Parlano tanto di piccole imprese, promettono un nuovo rapporto con la Pubblica Amministrazione (Brunetta, ndr), ma poi vanno indietro. Sa che con Prodi c'era la possibilità di compensare crediti e debiti fiscali, e loro hanno eliminato la norma? Così deve pagare anche chi è in credito con il fisco». Non solo. Promettono che si modifichi il meccanismo dell'Iva, invece non si fa nulla: i piccoli continuano ad anticipare anche quando il pagamento arriva dopo. «In altre parole, stanno funzionando da banche», denuncia ancora Sangalli. Contemporaneamente le banche non fanno il loro mestiere con i clienti più deboli. «Chiedono garanzie patrimoniali sempre più stringenti - spiega il senatore - Le aziend eitaliane sono tradizionalmente poco patrimonializzate, quindi spesso non riescono a ottener eprestiti. Per il momento gli istituti stanno chiedendo di rientrare degli extrafidi. Per ora ancora non siamo arrivati a chiusure, ma le difficoltà si sentono». Purtroppo si sentono di più dove il tessuto è più fragile: il sud. Eppure la Bce ha iniettato liquidità e il governo ha assicurato che nessuna banca fallirà. La stretta sul credito è davvero incomprensibile. Lo ha detto anche Mario Draghi. «Bene le rassicurazioni del governo sul sistema del credito - continua Sangalli - Ma malissimo sulla manovra». Eppure è stato un coro di congratulazioni a Tremonti per aver fatto tutot prima dell'estate. «Condivido solo l'aver fatto prima - dichiara il senatore - Ma nel merito non c'è nulla che vada bene. È un chiaro errore strategico il provvedimento sull'Ici e sull'Alitalia, che costerà molto di più di quanto dicono. Non solo. Le tasse su banche, petrolieri e assicurazioni alla fine non arriveranno: non ci sono più gli utili attesi a inizio anno. Intanto gli aiuti al paese reale non si vedono. Restano distorsioni assurde. Per esempio sull'energia i piccoli pagano molto di più dei grandi, perché le accise a un certo punto spariscono. Se si consuma di più il prelievo si cancella. Hanno persino cancellato gli sgravi per le assunzioni». Insomma, quel poco di utile che c'era è scomparso in nove minuti e mezzo. BIANCA DI GIOVANNI ROMA bdigiovanni@unita.it

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Calano i passeggeri Si aggrava la crisi di Linate e Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-11-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-07 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Calano i passeggeri Si aggrava la crisi di Linate e Malpensa Da gennaio nuovi lavoratori Sea in cassa integrazione Gli scali puntano sulla liberalizzazione degli slot Intanto la compagnia Emirates raddoppia i voli da Malpensa Ci si mette anche la crisi a peggiorare le cose. L'economia non gira e così si smette di volare. Meno 14 per cento di passeggeri a Linate. Per non parlare di Malpensa. Alitalia non c'è più (pressoché simbolici i 153 voli rimasti) e sui progetti di Cai sullo scalo varesino Sea nutre più di un dubbio. Senza contare che la compagnia aerea italiana uscirà dal traffico merci, concentrato in gran parte in Lombardia. E così la crisi degli scali milanesi si aggrava. La certificazione del peggioramento è contenuta in un documento condiviso da azienda e sindacati. In cui si constata anche la necessità di un maggiore ricorso per il 2009 alla cassa integrazione. A oggi dei 5.500 dipendenti di Sea in media 350-400 si alternano a casa in cassa. Da gennaio questo numero potrebbe salire. «E' il 2009 il potenziale anno orribile per Malpensa e per Sea — fa notare Nino Cortorillo, segretario generale della Filt Cgil della Lombardia —. Nei primi tre mesi del 2008 Alitalia operava ancora a pieno regime su Malpensa. Se non si darà la possibilità ad altre compagnie di entrare, rischiamo il disastro». Il problema immediato è ottenere il rifinanziamento della cassa integrazione «in deroga» che viene deciso anno per anno. E poi c'è la questione dei contratti a termine. «Nessuno pensi di far pagare la crisi ai tempi determinati», aggiunge Cortorillo. Le prospettive di Malpensa dipendono in gran parte dalla liberalizzazione dei diritti di volo sullo scalo. «Se Cai scegliesse Lufthansa come suo partner, il processo di trasformazione di Malpensa nel quinto hub della compagnia tedesca sarebbe accelerato», ha detto ieri il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi. L'occasione era felice: la presentazione del raddoppio (da uno a due) dei voli Emirates dallo scalo varesino per Dubai. Sea vorrebbe moltiplicare gli annunci di questo tipo. Sono decine le richieste di compagnie straniere che vorrebbero decollare da Malpensa. Ma la società che gestisce gli aeroporti milanesi ha le mani legate. Perché il governo — per ora— non ha dato seguito alla gran parte delle richieste di revisione degli accordi bilaterali tra Stati richesta da Sea nel febbraio scorso. «Molti vorrebbero attivare, per esempio, collegamenti diretti su Mosca. Ma gli attuali accordi bilaterali prevedono solo voli da Roma», esemplifica il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi. La partita resta aperta. Ma il fattore tempo diventa cruciale. Giuseppe Bonomi «Abbiamo richieste per nuovi collegamenti ma gli accordi prevedono solo voli da Roma» Rita Querzé rquerze@corriere.it

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Comune, manovra da 160 milioni. <Niente tagli> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-11-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-07 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Il bilancio Presentate le linee guida per il 2009. «Garantiti i servizi, ogni assessore però sarà libero di alzare le tariffe» Comune, manovra da 160 milioni. «Niente tagli» La Moratti: razionalizzazione delle spese. Ma si prepara l'aumento delle bollette dell'acqua Il sindaco: «Il governo ci hanno chiesto di ridurre i costi della politica». L'opposizione: «Non siano i deboli a pagare la crisi» Cinghia tirata per il bilancio 2009. Il Governo amico taglia 74 milioni di euro più 35 milioni di mancati introiti della Sea dovuti al vecchio piano Alitalia e al nuovo piano Cai. «Sono amareggiata» attacca il sindaco Letizia Moratti che ieri ha presentato le linee guida del bilancio del 2009. Ma preferisce non attaccare frontalmente il suo nemico storico Giulio Tremonti: «Giusto non emendare la finanziaria, perché spesso le finanziare in passato sono state snaturate dai troppi emendamenti». Si lascia andare però a una battuta: «Ci hanno chiesto di ridurre i costi della politica di 10 milioni. I costi di assessori, consiglieri e consiglieri di zona a Milano ammontano a 2 milioni». Manovra complessiva da 160 milioni di euro. Il sindaco assicura che non verranno tagliati i servizi o aumentate le tariffe. «Non vogliamo assolutamente penalizzare i cittadini. Con questa manovra non ci sono tagli ai servizi e non sono previsti aumenti delle tariffe. Abbiamo lasciato però gli assessori liberi di proporre aumenti delle tariffe». Discorso complicato. Che significa libertà di proporre aumenti? «Penso - continua la Moratti - a una differenziazione delle tariffe basata sul reddito. Sotto la soglia Isee non si paga niente, sopra sì». In Comune circola l'idea di aumentare la tariffa dell'acqua «la più bassa in Europa ». Centosessanta milioni da trovare: 15 milioni arrivano dall'avanzo di bilancio del 2007; 15 dal progetto di aggiornamento delle rendite catastali; 26 milioni dalle esternalizzazioni; 13 dal recupero dell'evasione su Ici e Cosap. C'è anche l'ulteriore taglio di incarichi e collaborazioni esterne. E poi il cuore della manovra: 37 milioni da recuperare in ogni assessorato. Si è deciso di ricorrere al consolidamento della spesa storica degli ultimi due anni. Ogni assessore riceverà la media dei soldi spesi negli ultimi due anni. Molti assessorati hanno speso meno di quanto stanziato nel bilancio preventivo. Ma con un vincolo: non si dovranno ridurre i servizi». Ogni assessore dovrà garantire la stessa quantità di servizi. Se i soldi non gli bastano, potrà proporre aumenti delle tariffe. La Moratti esclude che gli aumenti riguardino Ecopass, anche se la pollution charge, si è rivelata uno dei fattori che ha contribuito alle minori entrate del Comune: meno 11 rispetto alle previsioni. «Vuol dire che Ecopass ha funzionato ha detto la Moratti - Ma i proventi di Ecopass più le multe, pari a 43 milioni di euro serviranno per potenziare il trasporto pubblico». Conclusione: «Noi rispondiamo con una manovra che prosegue l'efficientamento e la razionalizzazione - chiude la Moratti - . Ma devo dire che è sempre più difficile, quando per anni si è fatta efficienza». Replica Majorino del Pd: «La crisi non la devono pagare i piu deboli. Ci aspettiamo tagli radicali sui soldi per dirigenti e consulenze ». Le consulenze Majorino, capogruppo del Pd: «Ci aspettiamo tagli radicali sui soldi per dirigenti e consulenze» Il sindaco Nuovi tagli dei fondi da parte del governo, l'amarezza di Letizia Moratti Maurizio Giannattasio

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Malpensa, l'accusa di Bonomi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-07 num: - pag: 39 categoria: REDAZIONALE Gli scali «L'esecutivo considera l'offerta Cai come la prosecuzione dell'operazione con Parigi» Malpensa, l'accusa di Bonomi «Basta ritardi. Il governo liberalizzi le rotte» «Decine di compagnie aeree straniere vorrebbero volare su Malpensa. Oggi siamo costretti a dir loro di no» MILANO — Tempi duri per Malpensa. E per Sea, la società controllata dal comune di Milano che gestisce lo scalo insieme con Linate. Il bilancio 2009 con ogni probabilità chiuderà in rosso, e niente dividendi per gli azionisti. La cassa integrazione va ad aumentare. E della liberalizzazione dei diritti di traffico — tante volte chiesta dal presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, per far fronte al «tradimento » di Alitalia — per ora nemmeno l'ombra. Ma Sea non si dà per vinta. Insieme con Emirates, ieri ha annunciato il raddoppio dal primo gennaio dei collegamenti da Malpensa per Dubai: da uno a due al giorno. L'ambizione del direttore generale di Emirates Italia, Massimo Massini, è di arrivare a tre. Per ora il raddoppio di Emirates su Dubai, assieme al volo Korean Air da Malpensa per Seoul, sono gli unici esiti positivi delle tante richieste di aggiornamento degli accordi bilaterali internazionali che Sea ha presentato all'esecutivo nel febbraio 2008. «Il governo considera l'operazione Cai come la prosecuzione dell'operazione Air France», ha detto ieri Bonomi. In altre parole: «Se prima il governo Prodi diceva che la liberalizzazione non si poteva fare perché avrebbe pregiudicato la trattativa con Air France, adesso il governo Berlusconi frena per non ostacolare quella con Cai». «Decine di compagnie aeree straniere vorrebbero volare su Malpensa. Oggi siamo costretti a dir loro di no — ha continuato il presidente di Sea —. Chiediamo che si metta a regime l'obbligatorietà per Enac al rilascio almeno delle autorizzazioni provvisorie ». Proprio quello che si stabiliva, tra l'altro, in un emendamento della Lega sul decreto Alitalia poi saltato quando l'esecutivo ha posto la fiducia. Intanto un verbale che sarà firmato oggi da azienda e sindacato certifica il peggioramento della situazione in Sea. In vista un aumento dei lavoratori in cassa. Perciò si chiede il finanziamento urgente dell'ammortizzatore sociale per il 2009. «Siamo preoccupati — sottolinea Nino Cortorillo, segretario generale della Filt Cgil della Lombardia —. Solo la liberalizzazione dei diritti di volo può cambiare le cose». Per quanto riguarda i conti, l'azienda metterà a bilancio 47 milioni di crediti inesigibili. Soldi che Alitalia deve alla società aeroportuale ma non ha mai pagato. Azioni di rivalsa? «Ci stiamo muovendo a 360 gradi», risponde sibillino Bonomi. Per quanto riguarda i crediti (non quantificati) di Air One verso Sea, «la compagnia ha proposto un piano di rientro che per ora sta onorando». Tirando le somme, Sea è convinta che le perdite «non saranno così rilevanti, grazie a una gestione oculata». Ma per il 2009 l'abilità del buon padre di famiglia non basterà. Senza cambi di scenario sarà vera emergenza. Aeroporto Il presidente Sea Giuseppe Bonomi Rita Querzé

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Sotto la lente Alitalia, Air France più vicina (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-07 num: - pag: 39 categoria: BREVI Sotto la lente Alitalia, Air France più vicina (a. bac.) Alitalia manterrà la storica sigla di volo «Az». Lo ha confermato ieri l'amministratore delegato della Iata (organizzazione delle compagnie mondia-li), Giovanni Bisignani, ricevendo ieri l'amministratore di Cai, Rocco Sabelli, e il presidente dell'Enac, Vito Riggio. Ma per Alitalia si avvicina anche un'altra conferma quella dell'alleato: Air France-Klm. L'annuncio dovrebbe essere dato la prossima settimana, subito dopo il via libera dell'Ue, previsto per mercoledì, e quello del commissario, Augusto Fantozzi, sulla congruità dell'offerta. Al closing con i francesi manca il nodo Malpensa: Cai vorrebbe che Air France-Klm assicurasse con i propri aerei la tenuta del piano che prevede almeno tre destinazioni in più rispetto a quelle che la stessa compagnia franco- olandese aveva offerto nella trattativa con il governo Prodi: Pechino, Shangai e Seoul. La disponibilità richiesta ai francesi ha un duplice scopo: servirà a Silvio Berlusconi per poter dire di aver piegato Air France- Klm alle proprie condizioni. Ma soprattutto sarà un modo per indennizzare Malpensa: Cai infatti non intende cedere a Lufthansa slot e accordi bilaterali che resteranno inutilizzati, proprio per questo deve cercare di conservare allo scalo varesino una massa critica di voli intercontinentali che giustifichi il sacrificio dell'opzione tedesca.

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ROMA Con la missione a Ginevra dei vertici Cai, un'altra tessera va al suo posto nel mosaico del ... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 07-11-2008)

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Venerdì 07 Novembre 2008 Chiudi ROMA Con la missione a Ginevra dei vertici Cai, un'altra tessera va al suo posto nel mosaico del salvataggio di Alitalia: il via libera della Iata, l'associazione mondiale delle compagnie aeree. «È stato un incontro costruttivo e credo che ci avviamo ad un felice esito di questo passaggio tra Alitalia e Cai», ha detto Bisignani, numero uno Iata.

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ROMA Parte ufficialmente la privatizzazione di Tirrenia, la cosiddetta "Alitalia dei mari”... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 07-11-2008)

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Venerdì 07 Novembre 2008 Chiudi ROMA Parte ufficialmente la privatizzazione di Tirrenia, la cosiddetta "Alitalia dei mari", la società di navigazione pubblica che per anni ha navigato con bilanci in rosso contando sulle risorse delle convenzioni pubbliche. Il Consiglio dei ministri ha infatti deliberato la definizione dei criteri di privatizzazione e delle modalità di dismissione della partecipazione detenuta indirettamente dal ministero dell'Economia nel capitale di Tirrenia di Navigazione. Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha sottolineato che «si tratta di un primo passo di una procedura che prevede tempi non brevi per essere completata». Intanto il governo «avanzerà alla Commissione europea una richiesta di proroga dell'attuale convenzione», come misura tampone in deroga alle norme Ue che imporrebbero una gara, per avere il tempo di «attuare il processo di privatizzazione». Con questo provvedimento entrano nel vivo le procedure per la liberalizzazione del trasporto marittimo. È dal 2000 che si parla della privatizzazione di Tirrenia. Ma il vero conto alla rovescia è partito nel 2007, con il via libera del Cipe alla bozza della nuova convenzione del gruppo Tirrenia. Ora l'obiettivo del governo Berlusconi è di arrivare alla vendita della società entro il 2009.

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MILANO - Riccardo Bruno si prepara allo sbarco in Clessidra. Il banchiere, fino al mese scorso co-he... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 07-11-2008)

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Venerdì 07 Novembre 2008 Chiudi MILANO - Riccardo Bruno si prepara allo sbarco in Clessidra. Il banchiere, fino al mese scorso co-head dell'investment banking di Deutsche Bank - secondo quanto risulta a Il Messaggero - starebbe per approdare alla corte di Claudio Sposito. Con una missione precisa: in qualità di senior partner di Clessidra, Bruno - che entrerà anche nel capitale della sgr - aprirà e guiderà la sede romana del fondo. Che dovrebbe avere i propri uffici a due passi dal Quirinale. Il banchiere che in Deutsche Bank ha seguito in prima persona dossier importanti come Wind o Alitalia - di cui con Intesa Deutsche Bank ha curato l'ultima ricapitalizzazione - potrà mettere a frutto l'esperienza maturata a Roma dove gode di ottimi rapporti con il mondo finanziario e industriale della Capitale. In una fase storica che lo porterà sicuramente in prima linea anche nei processi di ristrutturazione di aziende nel Lazio e, più in generale, in tutto il centro Italia. Con alle spalle un soggetto come Clessidra che, di recente, ha rilevato il 67% della sgr del Monte dei Paschi ed è in corsa in cordata con Bain Capital per l'acquisizione della Cerved. E che presto creerà un secondo fondo per il quale punta ad una raccolta di 1,5 miliardi. Bruno si lascia alle spalle otto anni in Deutsche Bank dove la poltrona lasciata vuota sarà occupata da Leopoldo Attolico, che sarà co-head al fianco di Marco Pracca, ex collega di Bruno. Attolico è uscito dall'investment banking della ex Lehman. Banca d'affari (fallita) dalla quale è venuto via anche Andrea Donzelli, che voci di mercato danno in arrivo alla sede romana del Credit Suisse. G.Leo.

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Prima linea (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-07 num: - pag: 4 categoria: BREVI Prima linea Fiumicino, epicentro della vertenza Alitalia ( foto Faraglia). A sinistra l'assessore Luigi Nieri

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Lazio, cresce l'incertezza dei nuovi <lavoratori poveri> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-11-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-07 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Rapporto sull'Economia Aumenta l'occupazione ma anche la precarietà Lazio, cresce l'incertezza dei nuovi «lavoratori poveri» Nieri: servono interventi a sostegno delle famiglie Più occupazione, ma anche più precarietà e più diseguaglianze sociali secondo lo studio di Sviluppo Lazio Più occupati, ma anche più poveri. Sono i lavoratori del Lazio, secondo il Rapporto sulla società e l'economia presentato dall'assessore della Pisana Luigi Nieri, realizzato da Sviluppo Lazio. Un rapporto con luci ed ombre. Perché è vero che, nella nostra regione, cresce l'occupazione (0,4%) e diminuisce la disoccupazione (-1,1%), ma è anche vero che la fotografia «testimonia una instabilità occupazionale che si accompagna spesso a situazioni di disagio economico, che investe una nuova categoria classificabile come "lavoratori poveri"». L'occupazione, infatti, non sempre è buona occupazione, con certezze e garanzie per il futuro. In alcuni casi, però, il lavoro manca proprio. E le maggiori sacche di disoccupazione sono le provincie di Viterbo e Frosinone, rispettivamente al 9,6% e all8,4%. Risultato? I cittadini laziali non ce la fanno a tirare avanti oppure lo fanno con molta fatica: il 9,6% delle famiglie si dichiara in ritardo col pagamento delle bollette, il 28,9% non sono in grado di affrontare spese inattese, il 32,1% è in difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Il Lazio risulta anche essere una delle regioni «a più alta diseguaglianza economica», superiore alla media nazionale, e inferiore soltanto a Sicilia e Campania. E tutto questo accade in un territorio nel quale non tutto va male: il tasso d'inflazione del 2007, ad esempio, è stato dell' 1,5%, inferiore cioè alla media nazionale (ma con agricoltura e industria al di sopra, rispettivamente del 4,2% e 3,3%). «Nonostante la crisi internazionale spiega Luigi Nieri, assessore al Bilancio della Regione - il Lazio tiene, ma crescono le diseguaglianze sociali sulle quali intervenire a sostegno del reddito delle famiglie». Come? «Siamo pronti - continua Nieri - a lanciare un grande piano per lo sviluppo: infrastrutture, ricerca, innovazione, ambiente ed energie rinnovabili». Un piano contenuto nel Dpefr (Documento di programmazione economica e finanziaria) varato dalla giunta nei giorni scorsi, nel quale vengono distribuiti 2,1 miliardi di euro di fondi nazionali, europei e regionali. «Il Lazio è una regione-cerniera tra nord e sud: capace di grandi tassi di crescita, ma anche di diseguaglianze che l'avvicinano al sud. Una misura di contrasto a tale disagio è stata realizzata dalla Regione con il Fondo per il microcredito, come strumento di lotta alla povertà e all'esclusione sociale». Dall'opposizione risponde Alfredo Pallone, capogruppo del Pdl alla Pisana: «La sinistra dovrebbe mettersi d'accordo: quando c'era Storace, e il Lazio avanzava, tutti osannavano il modello-Roma. Oggi, seguendo la stessa linea dovrebbero dire quanto è bravo Alemanno». Secondo Pallone, la situazione non è rosea: «Non capisco certi entusiasmi: la Regione e il Comune sono in difficoltà finanziaria, le industrie farmaceutiche, l'agricoltura, l'elettronica, il settore immobiliare sono in crisi. Come pensa di intervenire la Regione, parlando al futuro e usando il politichese? E gli indicatori sulla qualità della vita non sono certo positivi». Secondo Claudio Di Berardino, segretario della Cgil di Roma e Lazio, «i dati su occupazione e precariato sono resi già vecchi dall'accelerazione della crisi: rischiamo la perdita di 30 mila posti di lavoro, tra crisi Alitalia, il piano industriale di Telecom e le crisi con avvio di mobilità in tutti i settori. Servono gli stati generali delle classi dirigenti istituzionali per un pacchetto di proposte anticrisi». Scartabellando nel rapporto, altri dati saltano agli occhi. Il 9,8% dei lavoratori sono parasubordinati, in prevalenza con meno di 40 anni e con più laureati che nei lavoratori dipendenti. Tra le noti dolenti, l'usura: oltre 23 mila commercianti sono caduti tra le mani degli «strozzini ». Altro tallone d'Achille, il dato sui dipendenti denunciati: sono il 7,3% in tutto, la maggior parte nel settore della sanità. E aumentano le violazioni fiscali: +45,6% per Roma e +180% per il Lazio. Aumentano anche gli evasori totali. Tra le eccellenze, il numero delle imprese (578 mila, il 10% del sistema nazionale), il tasso di istruzione (il 20% delle persone tra i 25 e i 64 anni è laureato) e l'aumento dei passeggeri aeroportuali (Fiumicino, Ciampino e Civitavecchia sono in espansione). Ernesto Menicucci

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Il governo taglia, aumenti in vista: <Conti difficili, 160 milioni in meno> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)

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n. 267 del 2008-11-07 pagina 4 Il governo taglia, aumenti in vista: «Conti difficili, 160 milioni in meno» di Marta Bravi La Moratti chiede agli assessori di tirare la cinghia e li invita a trovare sponsor Quasi certi i rincari dei biglietti d'ingresso nei musei e della bolletta dell'acqua «Molto amareggiata», si definisce così il sindaco Letizia Moratti, con deleghe al Bilancio, presentando le linee guida di previsione per il 2009, che porta il segno meno davanti ai 160 milioni di euro. «Sono amareggiata perché non vedo premiato il merito - ha spiegato - questo è un tema culturale di fondo che va affrontato nel nostro Paese. Ecco allora che diventa sempre più difficile, quando per anni si è fatta efficienza. Noi siamo l'unico comune che ha abbassato le tasse locali del 4% contro un aumento medio dell'8%, e abbiamo le tariffe più basse d'Italia. Quando si è già fatta efficienza la manovra diventa sempre più difficile». Sul bilancio, infatti, pesano le ricadute di Alitalia e del nuovo piano Cai che per noi significano minori dividenti e quindi una perdita delle entrate di 35 milioni di euro. Sea, negli anni precedenti, aveva fatto un ottimo lavoro passando da 400 a oltre 500 milioni di euro di utile, ma questo lavoro è stato vanificato oltre che dal vecchio piano Alitalia dal nuovo piano Cai». Un quadro cupo, colpa anche dei mancati trasferimenti statali che incidono della metà sul «buco» di 160 milioni di euro: si parla di 74 milioni ripartiti tra eliminazione dell'Ici sulla prima casa (meno 39 milioni) e taglio dell'Irpef (meno 25 milioni). Il governo inoltre chiede un taglio dei costi della politica di 10 milioni, ma «gli emolumenti degli assessori e i gettoni per i consiglieri comunali e di zona ammontano in tutto a due milioni di euro, quindi ci vengono richiesti tagli sulla politica superiori agli effettivi costi politici che noi abbiamo - osserva piccata la Moratti -. È evidente che la rimanente parte dobbiamo andarla a prendere non sui costi della politica ma su altre spese». Su questo pesano poi anche le entrate dimezzate derivanti da Ecopass: 11 milioni di euro in meno del previsto. «Ma di questo siamo contenti, vuol dire che ci sono meno veicoli inquinanti in circolazione». Si è pensato di aumentare le tariffe del ticket d'ingresso per far quadrare i conti? «Assolutamente no». Almeno su questo i milanesi possono tirare un sospiro di sollievo. Come fare, allora? La manovra approvata ieri in giunta però conta sull'aggiornamento delle rendite catastali e sulla valorizzazione del patrimonio comunale che dovrebbero portare nelle casse di Palazzo Marino 45 milioni di euro, mentre grazie all'efficientamento, che tradotto significa tagli di 37 milioni di euro agli assessorati. Si apre ufficialmente la stagione della caccia allo sponsor. «Gli assessori sono liberi di ricorrere a sponsor o di proporre un aumento di tariffe, magari basate su una differenziazione di reddito - ha spiegato il primo cittadino - ma al momento attuale non sono previsti incrementi». C'è chi pensa di ricorrere a banche e fondazioni, c'è chi pensa di esternalizzare i servizi cimiteriali, come l'assessorato ai servizi Civici o le residenze per anziani del comune e alle scuole civiche, come l'assessore ai servizi sociali. Ma si potrebbe pensare anche di aumentare dei servizi: l'acqua milanese, infatti, è tra le migliori per qualità e per prezzo. la meno cara d'Europa. Così come i musei e le civiche raccolte, quasi gratuite, che potrebbero vedere aumentato il biglietto di ingresso. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Battesimo dell'aria per Bondi: torna a volare dopo un corso (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 267 del 2008-11-07 pagina 14 Battesimo dell'aria per Bondi: torna a volare dopo un corso di Redazione Tanta era la paura che due estati fa aveva deciso di andare a trovare moglie e figlio negli Stati Uniti a bordo di una nave transoceanica. E che, già ministro dei Beni culturali, aveva preferito il treno all'aereo per presenziare al Festival del cinema di Cannes. Nel primo caso, la scelta gli costò il totale isolamento dal mondo per quasi 24 ore, mentre da Villa Certosa a Milano si rincorrevano le voci sulla registrazione del marchio del Pdl ad opera di Michela Brambilla con conseguente e furibonda polemica. Nel secondo, invece, solo una certa lungaggine negli spostamenti - che per un ministro della Repubblica non sono proprio un problemino - e l'ironia di qualche collega di partito. Così, Sandro Bondi ci si è messo di buona lena al punto da frequentare pure un corso di «rieducazione al volo» organizzato da Alitalia. Tutto simulato, ma c'è la partenza e l'atterraggio e pure qualche vuoto d'aria. E magari solo per dar ragione a Spinoza («la paura non può essere senza speranza»), alla fine ce l'ha fatta. Un po' provato, certo. Perché quando s'è presentato al Cremlino per partecipare al bilaterale fra il governo italiano e quello russo i postumi delle quasi quattro ore di volo gli si leggevano in faccia. Ma la modestia è la stessa di sempre. «Ce l'ho fatta solo a metà - dice Bondi mostrando di non aver superato del tutto la sindrome di Lost - visto che ora devo affrontare il ritorno». E invece, prudenze a parte, la notizia di giornata per il ministro azzurro è il suo primo viaggio «on air» dopo oltre otto anni di stop. D'altra parte, anche l'ultima volta era stato per star dietro a Berlusconi («volai con lui, me lo ricordo ancora...»). Eppoi, chiosa prima di raggiungere la delegazione italiana, «come posso continuare a fare il ministro senza viaggiare in aereo?». AdSig © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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I traghetti Tirrenia verso i privati Ma il processo non sarà breve (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 267 del 2008-11-07 pagina 26 I traghetti Tirrenia verso i privati Ma il processo non sarà breve di Redazione Con questo provvedimento, ha detto il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, «entra nel vivo la fase operativa di liberalizzazione del cabotaggio marittimo disposta dalla Finanziaria 2007». Si tratta, aggiunge Matteoli, «di un primo passo di una procedura che prevede tempi non brevi per essere completata. Il governo avanzerà alla Commissione europea una richiesta di proroga dell'attuale convenzione per attuare il processo di privatizzazione». Preoccupazione da parte dei sindacati: «Occorre operare affinchè la mancata o tardiva soluzione riguardante la situazione del gruppo Tirrenia possa avviare una nuova crisi aziendale che crediamo nessuno possa sopportare, i lavoratori in primis ma neanche il Paese». È l'appello lanciato da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti nel corso dell'audizione, avvenuta ieri, di fronte alla commissione Trasporti della Camera. I rappresentanti delle tre organizzazioni sindacali di categoria hanno sottolineato come «sia concreto il rischio di un esito negativo e traumatico in assenza dei provvedimenti attesi, anche se la situazione del gruppo Tirrenia è completamente diversa da quella di Alitalia in quanto, a differenza della compagnia aerea, la Tirrenia ha un valore di mercato di oltre 1 miliardo di euro a fronte di un debito di circa 600 milioni». Secondo quanto hanno riferito alla Commissione i sindacati «per salvaguardare gli interessi dell'azienda, dei lavoratori, degli utenti e del Paese», il governo deve tra l'altro sottoscrivere la nuova convenzione Stato-impresa, prorogando, in linea col piano industriale, la convenzione con le società del gruppo fino a 2014, e stanziare le sovvenzioni necessarie ad assicurare tutti i collegamenti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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cresta sul carburante degli aerei: un arresto e 8 denunce - gabriele isman (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina X - Palermo In manette un autotrasportatore già rimesso in libertà., aveva sottratto da un carico 30 mila litri di kerosene. Il combustibile finiva al mercato nero Cresta sul carburante degli aerei: un arresto e 8 denunce GABRIELE ISMAN Truffavano Alitalia, Wind Jet e Air One, caricando sugli aerei meno carburante del previsto, creando così una scorta occulta di prodotto petrolifero. Come questo surplus fosse poi utilizzato è ancora da chiarire, ma le indagini della Guardia di finanza che ha scoperto la truffa vanno avanti. Intanto un autotrasportatore è stato arrestato - poi giudicato per direttissima e rimesso in libertà - perché sorpreso con un´autocisterna che aveva 30 mila litri in meno del dichiarato, e altre otto persone sono state denunciate. Il metodo scoperto dai finanzieri di Punta Raisi, guidati dal tenente Carmine Caliani, era elaborato e andava avanti da tempo. Sugli aerei, senza che i capitani se ne accorgessero e senza pregiudicare la sicurezza dei voli, erano caricate quantità di carburante inferiori a quelle previste: 200-300 litri in meno a tratta. A fine giornata, si creava una riserva di 20-30 mila litri di Avio Jet A1, il nome tecnico del kerosene per aerei. Chi partiva dal deposito Eni di Palermo con il kerosene per l´aeroporto veniva avvertito, e, lungo il percorso dalla città allo scalo Falcone-Borsellino, una quantità pari a quella raccolta con la truffa, spariva, probabilmente per finire sul mercato nero per il riscaldamento delle case o, opportunamente lavorata, per il trasporto privato. Le vittime della truffa erano le compagnie aeree che da tempo avevano notato strani ammanchi, con aerei che, partiti da Palermo, atterravano con meno Avio Jet A1 a bordo di quanto avrebbero dovuto. La chiusura dell´operazione dei finanzieri è di mercoledì della settimana scorsa. Nell´operazione sono state sequestrate l´autocisterna su cui viaggiava l´arrestato e tre dei cinque mezzi utilizzati al Falcone-Borsellino per caricare il carburante sui velivoli. Il generale Carlo Ricozzi, comandante provinciale dei finanzieri di Palermo, parla di «risultati rilevanti che testimoniano l´attenzione della Guardia di finanza a due beni pubblici fondamentali: l´interesse dell´erario e di tutti i cittadini al pagamento delle imposte sui carburanti, e la tutela delle regole del mercato».

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bolletta dell'acqua, pronta la stangata - giuseppina piano (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XIII - Milano Bolletta dell´acqua, pronta la stangata Buco di 160 milioni nel bilancio, la giunta studia tagli e rincari Moratti: "Aumenti per ora né previsti né esclusi" Su Ici e Sea gelo con il governo GIUSEPPINA PIANO Un 2009 a rischio una stangata sulle bollette dell´acquedotto. Il caro-acqua, infatti, è in cima alla lista delle ipotesi studiate in Comune per far quadrare il nuovo bilancio preventivo dove i conti non tornano: ci saranno qualcosa come 160 milioni di entrate in meno rispetto al 2008, un buco per metà dovuto a mancati trasferimenti dallo Stato a partire dalla copertura Ici. Tagli, austerity generale e aumenti di tariffe «non esclusi». Lei, il sindaco Letizia Moratti, si dice «amareggiata». Perché «non vedo premiato il merito». Dice il sindaco che «siamo l´unico Comune che ha abbassato le tasse locali, non abbiamo mai toccato le tariffe. Quando si è già fatto efficienza la manovra diventa sempre più difficile». Non cita il governo. Ma è chiaro che il destinatario dell´amarezza è anche Berlusconi per i mancati trasferimenti per coprire il taglio dell´Ici. E per la gestione della crisi Alitalia, visto che alla voce minori entrate ci sono anche 35 milioni di euro in meno di dividendi Sea: «Pesano le ricadute della crisi Alitalia e del nuovo piano Cai che per noi significano minori dividendi». Un 2009 di rincari? Questo il sindaco non lo dice. Ma ci va con i piedi di piombo: «Questa manovra è fattibile senza interventi sulle tariffe e senza tagli ai servizi», dice ieri alla fine della riunione di giunta che ha approvato le «linee guida» per il bilancio 2009. Però: «Abbiamo lasciato liberi gli assessorati di proporre un aumento delle tariffe, magari basate su una differenziazione di reddito. Ma al momento attuale incrementi di tariffe non sono stati né previsti né esclusi». Di certo c´è che bisogna ridurre di almeno 37 milioni di euro le spese, o aumentare le entrate per coprirle. Dall´opposizione, il Pd dice di essere preoccupato: «Non si aumentino le tariffe e non si scarichino i tagli sui più deboli. Ci aspettiamo piuttosto un taglio dei dirigenti comunali», manda a dire il capogruppo Pierfrancesco Majorino. Le tariffe pagate dai milanesi per l´acqua, che coprono i costi di acquedotto, fognature e depurazione, sono tra le più basse d´Italia. Da qui il ragionamento che stanno facendo a Palazzo Marino: c´è margine per aumentare gli incassi. Nel mirino dei rialzi, però, potrebbero finire anche «Gratta e sosta», oppure le mense e gli altri servizi che ancora non prevedono l´Isee ovvero il cosiddetto «riccometro»: il Comune vuole introdurlo, modulando i costi per fasce di reddito, una manovra che porterebbe per alcuni dei ribassi ma per altri degli aumenti.

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scajola: "crollano le vendite di alitalia" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-11-2008)

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Pagina 28 - Economia L´allarme Scajola: "Crollano le vendite di Alitalia" ROMA - La Iata garantisce «piena collaborazione» a Cai e alla nuova Alitalia. Giovanni Bisignani presidente dell´associazione assicura il proprio appoggio all´operazione. Nel frattempo, però, secondo il ministro Claudio Scajola, «le vendite dei biglietti di Alitalia» a causa delle tensioni con i sindacati autonomi di piloti e hostess starebbero crollando e «sarebbe una follia se si facessero proprio adesso degli scioperi».

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i traghetti salpano verso i privati il governo dismetterà tirrenia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 28 - Economia Il Consiglio dei ministri ha sbloccato i criteri della privatizzazione I traghetti salpano verso i privati il governo dismetterà Tirrenia Matteoli: "Così entra nel vivo la liberalizzazione del cabotaggio marittimo" ROMA - Via libera del Consiglio dei ministri alla privatizzazione di Tirrenia. L´altro grande malato del trasporto pubblico italiano, assieme ad Alitalia e Ferrovie, è dunque pronto ad un percorso che lo traghetterà, anche se non a breve, lontano dalle braccia del Tesoro. Il Consiglio dei ministri ha deliberato la definizione dei criteri di privatizzazione e delle modalità di dismissione della partecipazione detenuta indirettamente dal ministero dell´Economia nel capitale della società. La prima fase prevede che la delibera venga sottoposta al parere delle Commissioni parlamentari. «Con questo provvedimento», sottolinea il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, «entra nel vivo la fase operativa di liberalizzazione del cabotaggio marittimo disposta dalla Finanziaria 2007». Si tratta, aggiunge Matteoli, «di un primo passo di una procedura che prevede tempi non brevi per essere completata. Il governo avanzerà a Bruxelles una richiesta di proroga dell´attuale convenzione per poi attuare il processo di privatizzazione». Tirrenia con la sua flotta di 90 navi traghetto trasporta ogni anno 13 milioni di passeggeri, imbarca 2 milioni di auto al seguito e 6 milioni e mezzo di metri lineari di veicoli commerciali. La notizia arriva nel giorno dell´audizione davanti alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati dei rappresentanti sindacali. La Fit Cisl con Beniamino Leone, assieme a Filt Cgil e Uiltrasporti, chiede un «intervento rapido per evitare una nuova crisi aziendale». E questo nonostante la situazione di Tirrenia sia completamente diversa da altri: il gruppo marittimo ha un valore di mercato di oltre 1 miliardo di euro a fronte di un debito di circa 600 milioni. «Anche noi siamo d´accordo sull´avvio del processo» dice Silvia Velo del Pd, «ma occorre dar vita ad un percorso concordato con le Regioni che garantisca la continuità territoriale. E deve dire quali risorse intende mettere a disposizione del progetto e come vuole tutelare l´occupazione».

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Comune Mancano 160 milioni di euro: (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 267 del 2008-11-07 pagina 1 Comune Mancano 160 milioni di euro: di Redazione acqua e musei più cari per tappare il buco Sul bilancio pesano la crisi Alitalia , le scarse entrate dell'Ecopass e i tagli da Roma Il sindaco: «Manovra difficile, aumenti tariffe possibili». Assessori a caccia di sponsor Meno 160 milioni di euro. È con questa cifra che dovranno fare i conti a Palazzo Marino. Ieri la giunta ha approvato le linee guida per il bilancio di previsione del 2009. Quasi la metà degli introiti, però, deriva da mancate entrate statali: l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e dell'Irpef e il taglio richiesto dal governo ai costi della politica ammontano a 74 milioni di euro. Cui vanno aggiunte le ricadute della crisi Alitalia e del nuovo piano Cai «che per noi - ha sottolineato il sindaco - significano minori dividendi e quindi una perdita di entrate per 35 milioni di euro. A fronte di questa manovra che prevede minori entrate noi rispondiamo con la linea dell'efficientamento e della razionalizzazione». Come si recupereranno i 37 milioni di euro di tagli agli assessorati? Caccia agli sponsor e forse aumenti delle tariffe. In pole position ci sono l'acqua e gli ingressi ai musei. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Malpensa, battaglia di Sea per i diritti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 267 del 2008-11-07 pagina 26 Malpensa, battaglia di Sea per i diritti di Paolo Stefanato Bonomi chiede al governo di liberalizzare i collegamenti intercontinentali per dar fiato allo scalo del Nord Cai va a Ginevra in missione alla Iata, ma la Nuova Alitalia è ancora in attesa delle autorizzazioni di volo L'avvio della Nuova Alitalia il 1º dicembre, più volte preannunciato, risulta piuttosto improbabile. «Non c'è nulla di definito, visto che mancano ancora le necessarie autorizzazioni» ha detto ieri il responsabile della divisione corporate e investment banking di Intesa Sanpaolo, Gaetano Miccichè, l'eminenza grigia di tutta l'operazione Cai. «Comunque - ha aggiunto - sarà l'ad Rocco Sabelli a decidere i modi e i tempi delle iniziative, anche di comunicazione». Miccichè si è detto anche fiducioso per un accordo «a breve» con i piloti e il personale di terra ancora dissenziente. Da Mosca, gli ha fatto eco il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, secondo il quale uno sciopero in questo momento «sarebbe una follia». Ieri lo stesso Sabelli, accompagnato da Vito Riggio, presidente dell'Enac, e dal commissario Az Augusto Fantozzi, ha fatto visita al quartier generale della Iata, a Ginevra. Tra i vari temi, anche l'utilizzo da parte della Nuova Alitalia del codice Az, che identifica la compagnia italiana in tutto il mondo, e che dovrebbe essere trasferito con gli asset richiesti da Cai. La Iata ha tracciato un panorama drammatico del trasporto aereo mondiale: 30 compagnie fallite nel 2008 (sulle mille esistenti al mondo, di cui 230 iscritte alla Iata), perdite attese per 5,2 miliardi a fine anno. Su temi legati alla Nuova Alitalia si è soffermato ieri, con toni critici, il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi. La Sea vanta crediti per 47 milioni verso Alitalia, mentre in questa fase di commissariamento i servizi vengono pagati in anticipo. Mortificata Malpensa dal «de-hubbing» (gli slot operati a Malpensa da Alitalia furono 250 lo scorso anno, 90 l'estate scorsa e 45 nel mese in corso), la battaglia di Bonomi si è da tempo indirizzata su un altro fronte: quello dei diritti di volo internazionali che potrebbero, se liberalizzati, permettere a molte altre compagnie interessate di operare collegamenti intercontinentali dallo scalo. La proposta della Sea al governo è di una sorta di automatismo attraverso il quale, a fronte della richiesta di un vettore, sia possibile ottenere da Enac un'autorizzazione provvisoria per operare su una tratta in deroga ai rapporti bilaterali tra i due Paesi collegati (il secondo volo giornaliero di Emirates Malpensa-Dubai, presentato ieri, utilizza questo modello). La regolamentazione dei diritti è attualmente molto rigida, e rispecchia intenti protezionistici che oggi non hanno più ragione d'essere. Pare comunque scontato che il portafoglio diritti accompagnerà Alitalia dalla vecchia alla nuova fisionomia. Quello che non è ancora chiaro è che destino sarà riservato agli slot di Alitalia. La compagnia ha già predisposto richieste prudenziali in vista della conferenza Iata di Atene del 13 novembre ad Atene, ma visto che il passaggio a Cai non sarà ancora avvenuto, il programma sarà riveduto «in corso d'opera». Si tratterà anche di capire quanti e quali slot seguiranno la flotta prenotata da Cai al commissario; sulla loro quantità pesarenno anche gli accordi internazionali della compagnia, che potrebbe utilizzare le bande orarie anche grazie al partner straniero. Bonomi ieri ha detto che se venisse scelta Lufthansa, per Malpensa sarebbe un'accelerazione del piano Scala per il «re-hubbing». Ma i segnali ormai sono univoci: partner di Cai-Alitalia sarà Air France. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Decreto sì, ma c'è una voglia bipartisan (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPA ON-LINE" del 08-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Decreto sì, ma c?è una voglia bipartisan Sull?università la Gelmini eviterà di ripetere gli errori commessi sulla scuola? GIOVANNI COCCONI Ancora un decreto. Peccato perché sulla riforma dell?università c?è tanta voglia di un?intesa bipartisan. Ieri il consiglio dei ministri ha deciso di ricorrere ancora una volta a un intervento d?urgenza sui fondi per le università «virtuose», per ammorbidire il turn over e per modificare (in parte) le commissioni di concorso, ma il ministro Gelmini ha promesso che sarà l?ultima volta. Tutto lascia pensare che sull?università non si ripeterà lo stesso copione al quale abbiamo assistito sulla scuola. In qualche modo la protesta della piazza è servita, la lezione dei sondaggi pure e il governo ha deciso di inserire la retromarcia. Anche perché sulla ricetta per cambiare l?università italiana le distanze con il Partito democratico sembrano essere di sfumature più che di sostanza. Anche gli interventi decisi ieri trovano in parte il consenso dell?opposizione che riconosce però la necessità di una riforma profonda «se si vuole evitare uno scenario tipo Alitalia», come ha detto ieri il democrat Enrico Letta alla Luiss, alla presentazione del libro di Giliberto Capano e Beppe Tognon (La crisi del potere accademico in Italia, Arel-Mulino). Certo, le tossine lasciate dal muro contro muro sulla scuola non aiutano la ripresa del confronto, nonostante l?attivismo dei pontieri dei due schieramenti (Giuseppe Valditara e Luciano Modica). Oggi gli studenti ritorneranno in piazza a Roma e le occupazioni degli atenei non sono ancora rientrate del tutto. L?eventuale riforma bipartisan dovrà coinvolgere anche loro se si vorrà evitare l?impressione che sia calata dall?alto. Il Pd è preso tra la tentazione di incassare il passo indietro del governo e la voglia di incalzarlo per i pesanti tagli già decisi, che per il ministro saranno però resi «meno dolorosi» grazie ai risparmi che si potranno ottenere dalla «razionalizzazione dei corsi e dalla diminuzione delle sedi decentrate », in qualche modo ammettendo l?errore di impostazione. Ieri il Pd ha chiesto ancora il ritiro degli tagli come condizione per il dialogo e criticato il ricorso al decreto, ma il dissenso è più sul metodo che sul merito, anche perché il ministro ha confermato di voler coinvolgere lo stesso mondo universitario («ma senza concertazione») per la riforma vera e propria che dovrà rimettere mano alla governance degli atenei, al sistema di finanziamento, alle regole sul reclutamento, al diritto allo studio che, come ha riconosciuto ieri lo stesso Letta, «in Italia era un problema anche prima del decreto Gelmini ». Anche la conferenza dei rettori dice da tempo di riconoscere la necessità di un intervento anche urgente e chiede di essere coinvolta, ma ? come ha detto ieri il presidente Enrico Decleva ? «bisognerà vedere se passerà un atteggiamento terapeutico o solo giustizialista», più dolce o più radicale. Naturalmente questo potrà fare la differenza anche sul cammino parlamentare ma certo il governo ha bisogno di costruire un fronte comune contro il blocco più conservatore degli atenei e per rendere credibile la riforma agli occhi degli studenti, l?anello debole del sistema ma anche quello mediaticamente più potente. Il percorso è iniziato ieri con l?approvazione del disegno di legge sulle linee guida della riforma da parte del governo, «solo un documento programmatico e di legislatura, che offriamo al dibattito con il mondo accademico ma che sarà oggetto di discussione anche in parlamento, in commissione e in aula» ha precisato il ministro Gelmini. Difficile essere più chiari di così.

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pininfarina non licenzia ma la cassa sarà lunga - marco trabucco (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VI - Torino Pininfarina non licenzia ma la cassa sarà lunga Airaudo: probabili manifestazioni davanti alle banche L´azienda ai sindacati: puntiamo con forza sull´auto elettrica, però serviranno tre anni MARCO TRABUCCO Nessuna chiusura, nessun licenziamento, solo la richiesta al governo di poter proseguire con la cassa integrazione in deroga per gran parte dei dipendenti. Ci sarà una riduzione del personale, ma il taglio di 150/200 addetti avverrà facendo ricorso alla mobilità (su base volontaria) e con il blocco del turn over. Insomma la situazione di Pininfarina è difficile, ma per ora, in attesa dell´auto elettrica che dovrebbe entrare in produzione tra il 2010 e il 2012 e potrebbe togliere la storica carrozzeria torinese dalle secche della crisi, non sarà risolta con «macelleria» sociale. L´incontro di ieri mattina tra i vertici dell´azienda, guidati dal direttore generale Silvio Angori, che dopo la morte di Andrea Pininfarina ha assunto quasi tutte le deleghe operative, e i sindacati era molto atteso. Le indiscrezioni dei giorni scorsi avevano allarmato gli oltre 1700 dipendenti dei tre stabilimenti piemontesi del gruppo. La realtà è stata alla fine meno traumatica: l´azienda ha spiegato che la situazione, difficile sul piano finanziario, è aggravata dall´andamento del mercato dell´auto. Ha ricordato che è in corso la trattativa con le banche sull´indebitamento (che sfiora i 680 milioni di euro); trattativa che dovrebbe concludersi entro il 12 novembre quando il consiglio di amministrazione esaminerà la trimestrale del gruppo. Un nuovo incontro con i sindacati è stato fissato per il 20 novembre, mentre il 13 in tutti gli stabilimenti del gruppo, si terranno le assemblee dei lavoratori. Angori ha poi spiegato che la Pininfarina punta con forza sull´auto elettrica, presentata qualche settimana fa al salone dell´Auto di Parigi e che verrà sviluppata insieme al finanziere francese Vincent Bolloré. Auto che sarà prodotta negli stabilimenti del gruppo e che costituirà uno degli assi portanti delle strategie future della società. Purtroppo i tempi non saranno brevissimi: si parla di un anno per la preproduzione, (due esemplari al giorno potrebbero essere costruiti già da fine 2009), ma ce ne vorranno almeno tre per la definitiva messa a punto del prodotto. Ci sarebbero già in corso trattative per commesse pubbliche di un certo rilievo (si parla della francese Edf e della Regione Piemonte). «Se avessimo l´auto elettrica in produzione potremmo già venderne già 40 mila l´anno», è stato spiegato. Non è così e la produzione nel 2009 per Pininfarina non dovrebbe superare quella della parte finale di quest´anno che ha visto i lavoratori degli stabilimenti di Grugliasco, Bairo e San Giorgio impiegati per una settimana al mese. La cig in deroga però scadrà a fine anno, di qui la richiesta di una proroga al governo. La Pininfarina ha anche detto di prevedere lo svuotamento delle linee dello stabilimento di San Giorgio dove si montano le Alfa Brera e Spider. «è importante - commenta il segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo - che l´azienda abbia confermato l´intenzione di proseguire l´attività industriale, che non si licenzi e non si chiuda alcun stabilimento. Anche se una razionalizzazione della produzione sarà necessaria. Certo è grave che venga chiesto un ulteriore sacrificio ai lavoratori. Ma il senso di responsabilità che è stato mostrato finora dalla Pininfarina e dai dipendenti dovrà essere anche delle banche e delle istituzioni: certo c´è un debito ingente, ma c´è anche un progetto imprenditoriale di livello europeo. Le banche che chiedono aiuti pubblici, sarebbe assurdo poi strangolassero la Pininfarina. E così lo Stato che salva Alitalia non può essere sordo nei confronti di una azienda che vuole fare davvero innovazione. I lavoratori ci hanno anche chiesto di organizzare azioni davanti alle banche». Sullo stesso tono è Maurizio Peverati, segretario Uilm Piemonte: «L´azienda ha dichiarato la volontà di perseguire, in coerenza con l´accordo del 2007 la vocazione industriale e di rimanere sui mercati con prodotti innovativi come l´auto elettrica. Il tutto con l´obiettivo di mantenere vivi tutti i siti produttivi e gestendo con il sindacato questa fase particolarmente delicata. Saremo attenti e vigileremo al fine di mantenere l´occupazione». «La situazione sembrava drammatica - osserva Claudio Chiarle, segretario della Fim torinese - i problemi ci sono, ma ci sono anche le condizioni per affrontarli. Ora è indispensabile che il governo confermi la cassa in deroga, ma è anche importante il ruolo delle banche alle quali chiediamo di sostenere il progetto dell´auto elettrica».

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alitalia, autonomi sul piede di guerra voli rallentati con lo sciopero bianco - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 23 - Economia Alitalia, autonomi sul piede di guerra voli rallentati con lo sciopero bianco British vuole intesa commerciale, Air France fa rotta su Austrian Ultimatum di piloti e steward a Cai: "Trattativa o da lunedì si rischia la paralisi dei cieli" I comandanti: "Ci atteniamo solo alle regole del manuale". Il 25 blocco totale LUCIO CILLIS ROMA - Lo sciopero bianco dei piloti Alitalia è iniziato ieri. Voli rallentati, in alcuni casi, ma ancora nessun blocco. Da qui a lunedì, il quadro potrebbe però peggiorare ulteriormente per i passeggeri: se lo scenario sindacale non dovesse cambiare nelle prossime 48 ore si verificheranno forti disagi, con giornate molto pesanti, fatte di ritardi e cancellazioni. Fino al blocco previsto in occasione dello sciopero proclamato dai Cub e condiviso dagli autonomi, fissato per l´intera giornata di lunedì 25 novembre. Più o meno la data nella quale Cai toglierà il velo dal nome del partner estero. In pole position resta il gruppo Air France-Klm, che però sarebbe tornato all´attacco anche sul dossier Austrian. Nel contempo, British Airways ieri ha ribadito il «forte interesse per un´alleanza commerciale con la nuova Alitalia», come ha spiegato l´amministratore delegato Willie Walsh. British ha presentato a Cai «una proposta molto credibile e potenzialmente emozionante per la nuova società». Ma nei prossimi giorni sarà la strategia dei comandanti di Anpac e Up, degli assistenti di volo e degli addetti di terra delle altre sigle (Anpav, Avia ed Sdl) a ritmare gli ultimi giorni della "vecchia" compagnia di bandiera. «Noi ci atteniamo alle norme del manuale» dicono i piloti. «Nessuno sciopero selvaggio», avvertono «ma rigida applicazione delle regole». In queste ore si tratta solo di un assaggio, che in assenza di una convocazione da parte di Cai e governo potrebbe tramutarsi in una Caporetto dei cieli. Il fronte del no, infatti, ha inviato alle controparti la richiesta di un «incontro urgentissimo» per giungere ad una condivisione «dei contratti collettivi di lavoro». In sostanza, le sigle chiedono di discutere e firmare l´intesa raggiunta il 30 settembre, non l´ultima versione, siglata ad ottobre da confederali e Ugl a Palazzo Chigi. I leader autonomi mettono così il governo e il presidente di Cai Roberto Colaninno di fronte ad un bivio: o si torna a trattare oppure comincia a saltare la rete del trasporto aereo nazionale. La protesta degli equipaggi di Alitalia resterà confinata entro le regole di sicurezza. Ad esempio, il comandante di un volo appena atterrato non chiederà, come accade oggi, l´intervento della "rampa" ovvero l´addetto che in ogni scalo ha l´onere di far agganciare l´aereo al "trattore", alla scaletta o al finger usati per far uscire i passeggeri dal velivolo. Altro caso: così come avviene su strade ed autostrade per le comuni auto, anche gli aerei devono rispettare dei limiti di velocità sulle vie o sui raccordi che portano alla pista di decollo. è il cosiddetto "rullaggio di sicurezza", che in media dovrebbe avvenire attorno ai 20 nodi. Normalmente questo limite viene superato, sempre nel rispetto delle norme, per non rallentare l´alternanza dei decolli. Ma da lunedì prossimo, giorno di una nuova assemblea degli autonomi a Fiumicino, i ritardi accumulati dall´operativo nelle ultime ore potrebbero aumentare esponenzialmente, fino a bloccare diversi voli nel corso della settimana.

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e a roma c'è una squadra dal cuore rosso - roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 54 - Sport La All Reds nata attorno ad un centro sociale: stella sul petto e "Stalingrado..." come inno E a Roma c´è una squadra dal cuore rosso Gioca in serie C e non ha capitani:"Sport di destra? Questo è lo sport collettivo per eccellenza". Presto anche il logo dell´Anpi ROMA Un´ansa del Tevere, un cinodromo abbandonato, un centro sociale che ospita il coordinamento cittadino della lotta per la casa: qui è nato il cuore di un rugby rosso, la All Reds Rugby Roma. Principi del suo statuto di fondazione? Antifascismo, no al razzismo, no al sessismo. Maglia rossa con la stella rossa sul petto, in attesa di poter inserire anche il logo dell´Anpi. Il campionato è quello di serie C, le avversarie le piccole squadre del Lazio. I giocatori hanno sarchiato bene il vecchio prato in mezzo al cinodrono e adesso il campo è omologato anche dalla Federazione. Se il tempo è clemente non sale nebbia dal fiume, ci si allena dalle 7,30 di sera in poi per un paio d´ore. Sono un centinaio i giocatori più o meno coinvolti, una trentina quelli effettivamente della squadra, tanti di loro in osmosi con il centro sociale. La squadra non ha capitani. Chi più fa nei lavori necessari, nell´autofinanziamento, sarà più rispettato e forse sarà quello che potrà parlare all´arbitro. Sempre per democrazia, mentre nel rugby classico le maglie vanno dall´1 al 22, qui vanno dal 23 in poi, a testimoniare l´abolizione dei ruoli fissi. Una banda ska di Como, gli Atarassia, hanno scritto l´inno: «Stalingrado ogni campo sarà». Ma domenica, alla prima in casa, è arrivata una dolorosa sconfitta contro il Ceccano: però sulle tribune arrugginite c´erano quasi cinquecento persone. Il rugby, disciplina da sempre considerata di destra, ha una vena sotterranea che la porta dall´altra parte. «E´ lo sport collettivo per eccellenza, il fatto che devi sempre avere il sostegno del compagno per avanzare» dice Dario Piselli, tuttofare in tanti ruoli dei trequarti. Altri hanno sempre esaltato la brutalità della lotta e del contatto, qui invece c´è il richiamo alla solidarietà. «Il rugby è simbolo di aggregazione, non è individualista. I nostri valori di sinistra si rispecchiano fedelmente in questo sport». La tragedia ha anche attraversato la breve storia della All Reds. L´allenatore, Dario Biagetti, è fratello di Renato, ucciso in un agguato a Fidene due anni fa. Ma nonostante la loro fede dichiarata, la squadra si è guadagnata sempre il rispetto degli avversari, anche in Federazione sono stati sempre trattati con grande simpatia. Solo ad Ariccia subirono un´aggressione dei naziskin, ma furono respinti, niente a che vedere con le leggendarie risse degli anni ?70 della Stella Rossa di San Benedetto. I ragazzi giocano poi fanno politica. Sono stati insieme in gita a Cuba, Marzabotto. C´è un´assemblea dei lavoratori dell´Alitalia sotto le lamiere del cinodromo. «Ma sia chiaro, noi vogliamo fare del rugby corretto e di livello, non uno sport parrocchiale» dice Dario. Coinvolgeranno le scuole intorno per combinare sport popolare e crescita culturale e politica personale. E tra due settimane c´è da andare a sfidare fuoricasa la Garibaldina Aprilia. (c.s.)

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<Troppi bonus ai vertici Sea e Atm> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 268 del 2008-11-08 pagina 7 «Troppi bonus ai vertici Sea e Atm» di Enrico Lagattolla La Corte dei conti striglia il Comune La sezione regionale di controllo invita Palazzo Marino a tagliare gli stipendi di Catania e Bonomi: «Profili di criticità per il bilancio» Tre mesi d'oro, per Giuseppe Bonomi. Da gennaio a marzo di quest'anno, il presidente e amministratore delegato di Sea ha guadagnato qualcosa come 900 euro al giorno. Totale, 81mila euro. Indennizzo extra per «arginare la crisi Alitalia». Un extra, appunto. Perché il cda dell'azienda gli ha riconosciuto un compenso pari a 87mila e 593 euro l'anno, oltre a un emolumento di 563mila euro legato al «raggiungimento di certi obiettivi». Da Sea ad Atm. L'azienda di trasporti pubblici ha di recente stretto la cinghia, intervenendo con una riduzione del 20 per cento delle retribuzioni dei top manager. Nonostante questo, i dirigenti non navigano in cattive acque. Il consiglio d'amministrazione della società, infatti, ha deliberato il riconoscimento al proprio presidente Elio Catania di un emolumento pari a 87mila e 528 euro, salvo poi aggiungerne altri 292mila e 418 quale ulteriore parte fissa del compenso, e ancora 100mila come parte variabile legata al conseguimento dei target operativi. Troppo, per la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti della Lombardia, che ha esaminato la relazione redatta dal collegio dei revisori del Comune, relativa al bilancio di previsione 2008. E che, con la delibera 220 depositata mercoledì scorso, invita Palazzo Marino a intervenire con una drastica sforbiciata sulle risorse destinate ai manager delle due aziende pubbliche. Perché, scrivono i magistrati contabili, «la determinazione dei compensi riconosciuti agli amministratori della società Atm spa e Sea spa presenta profili di criticità». Anche perché, sia Bonomi che Catania, rivestono il doppio incarico di presidente e ad. Raddoppia la poltrona, cresce la retribuzione. Da Atm fanno sapere che «la delibera solleva un problema che riguarda il Comune più che l'azienda». E proprio per il Comune, la Corte sottolinea «l'obbligo di intervento». «I consigli di amministrazione di Atm spa e Sea spa - insistono infatti da via Marina - nell'assunzione delle loro decisioni dovevano rispettare il limite (di retribuzione, che deve corrispondere a una frazione dell'indennità del sindaco o del presidente della Provincia dell'ente di riferimento, ndr) e, comunque, avevano l'obbligo di comunicare al socio la decisione di riconoscere un ulteriore compenso all'amministratore delegato». Inoltre, «vi era e vi è tutt'ora un diritto-dovere del Comune di verificare che la decisione del Consiglio non violi la disciplina legislativa introdotta dalla legge finanziaria». Ma «sia che via sia stata la comunicazione - si legge ancora nella delibera -, sia che l'azionista di riferimento abbia avuto comunque conoscenza di una situazione che si pone in contrasto con le disposizioni di legge», esiste «un preciso e ineludibile obbligo del Comune di attivarsi affinché il compenso degli amministratori, anche dotati di particolari deleghe, venga ricondotto all'interno della previsione legislativa, peraltro ben conosciuta dagli stessi amministratori al momento della loro nomina e che, per questa ragione, non possono vantare alcun diritto soggettivo». Insomma, la Corte intravede il rischio che «lo strumento societario» nel caso delle spa a partecipazione pubblica venga «utilizzato in modo improprio e senza alcuno specifico controllo dei costi che può generare». Costi che «finiscono per gravare sui bilanci degli enti pubblici di riferimento, e quindi sulle risorse della collettività» aggiungono i magistrati. La conclusione, quindi, è che «ove il consiglio d'amministrazione non si attivi per ripristinare la situazione conforme a legge, si configura una grave violazione» tale da «arrecare pregiudizio non solo alla società ma allo stesso ente di riferimento che, pertanto, dovrà attivarsi nei confronti dei componenti del consiglio d'amministrazione». Tradotto, usare la forbice sugli stipendi d'oro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Alitalia, sciopero bianco dei piloti Il fronte del "no": il 25 stop ai voli (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 08-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Sabato 08 Novembre 2008 Chiudi Alitalia, sciopero bianco dei piloti Il fronte del "no": il 25 stop ai voli Lettera a Cai: ridiscutere i contratti. British: sì a un'alleanza commerciale

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ROMA I piloti insistono. Pressing su Cai (e anche sul governo) per riaprire il confronto su... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 08-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Sabato 08 Novembre 2008 Chiudi di LUCIANO COSTANTINI ROMA I piloti insistono. Pressing su Cai (e anche sul governo) per riaprire il confronto sui contratti della nuova Alitalia. E si muovono su un doppio fronte: della lotta e della diplomazia. Ieri hanno fatto scattare uno "sciopero bianco" che andrà avanti almeno sino a lunedì quando si riuniranno nuovamente in assemblea per fare il punto della situazione ed, eventualmente, proclamare uno sciopero. Questa volta vero, con tanto di stop del trasporto aereo. E intanto hanno annunciato (insieme alle sigle degli assistenti di volo) di aderire alla protesta - indetta dalla Cub - del 25 novembre prossimo. Ventiquattro ore di blocco totale che paralizzerebbe tutto il trasporto aereo. Anche se, molto probabilmente, partirebbe la precettazione. Comunque ieri i "comandanti" iscritti ad Anpac e Up hanno iniziato di attenersi scrupolosamente al mansionario. Svolgono cioè rigidamente quanto prescritto dal contratto di lavoro: nessuna attività spontanea e individuale, nessuna collaborazione con le altre strutture aeroportuali. Manterranno questo atteggiamento almeno fino a lunedì. La protesta ieri non ha provocato danni, nel senso che non si sono registrati ritardi e cancellazioni dell'operativo di Alitalia. Ma, con il trascorrere delle ore, la situazione potrebbe diventare assai delicata. Lo "sciopero bianco" durerà almeno per tutto il week end. Poi, lunedì, sarà un'assemblea a decidere il da farsi. Perchè nel frattempo potrebbe arrivare la convocazione di Cai, chiesta nei giorni scorsi, e sollecitata anche ieri con una lettera inviata al presidente Roberto Colaninno, al commissario Augusto Fantozzi e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Nella lettera piloti (e anche assistenti di volo) insistono per riaprire il tavolo sui contratti «con particolare riguardo alle norme di impiego e al sistema retributivo, coerenti con gli indirizzi di palazzo Chigi e con la tempistica di avvio dell'attività Cai». Assai difficile comunque che Colaninno riapra il confronto e, tanto meno, conceda qualcosa in più di quanto concordato con i sindacati confederali. Cai, invece, martedì incontrerà Cgil, Cisl, Uil e Ugl per la verifica applicativa dei contratti e dei criteri di selezione del personale della nuova Alitalia. Le stesse sigle hanno chiesto di vedere il ministro per lo Sviluppo Scajola («per valutare lo stato di avanzamento dei riflessi industriali contenuti nell'accordo») e del Welfare Sacconi («per una verifica sugli ammortizzatori sociali»). I confederali ieri pomeriggio hanno incontrato anche il commissario Fantozzi per discutere in particolare del passivo dei dipendenti. Per quanto riguarda le liquidazioni, i legali dell'aviolinea avrebbero parlato di circa cinque anni: l'iter prevederebbe, infatti, una ventina di udienze che solitamente hanno una scadenza trimestrale. Sul fronte delle alleanze c'è da segnalare il «forte interesse» della British. «Crediamo - ha precisato il numero uno della compagnia britannica, Willie Walsh - di aver fatto una proposta commerciale molto credibile. Sono molto soddisfatto dei colloqui avuti con Rocco Sabelli».

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La classe del Cav. (sezione: Alitalia 2)

( da "Foglio, Il" del 08-11-2008)

Argomenti: Alitalia

8 novembre 2008 La classe del Cav. Con la scuola il governo tenta un altro miracolo, ma Gelmini ora non deve mollare. Ecco perché La sacrosanta battaglia sui conti delle università italiane, intrapresa da Giulio Tremonti affiancato dall?intrepida Mariastella Gelmini, investe due ordini di questioni: intervenire su una fonte di sprechi non secondari nel quadro dello sforzo drammatico di tenere sotto controllo la contabilità nazionale in un periodo di crisi, e, insieme, iniziare a far emergere il drammatico groviglio di problemi che riguardano i nostri atenei per potere poi prendere iniziative di risanamento e rilancio. Lo slogan dei settori studenteschi in lotta “non pagheremo la vostra crisi” significa soltanto una cosa: chissenefrega degli altri, i nostri studi ce li paghino quei fessi dei contribuenti. Ed è accompagnato da una variante demenziale: “Le università le paghino gli evasori fiscali”. Ma la base strutturale dell?evasione fiscale è propria questa: che i costi di un servizio di cui usufruisci tu siano scaricati il più possibile sugli altri, anche se la tua famiglia è benestante. E? grave che tanti rettori coprano questa deriva demagogica, fa parte di una logica di un sistema che impone per lo più a chi ha deciso di fare carriera come “magnifico” di cercarsi a tutti i costi e in tutti i posti il consenso. La via del rigore che oggi raccoglie l?Italia competitiva (dalle imprese ai ceti medi ai lavoratori produttivi) dietro il centrodestra deve dimostrare di essere pronta a sfidare i poteri di blocco esistenti (in Campania e con i piloti dell?Alitalia e oggi con i rettori) o altrimenti si sfarina. Il rigore paga e non solo mette con le spalle al muro le centrali corporative ma risveglia un orgoglio nel proprio lavoro in chi è richiamato alla responsabilità. Da qui discende il flop del rigurgito corporativo tentato dalla Cgil con lo sciopero fallito dei lavoratori statali. Questa è la base decisiva per ripartire e, nel caso in esame, per affrontare il secondo corno del problema: la riforma vera e propria dell?università. I comportamenti rigorosi alla fine pagano. Questo è testimoniato anche dal fatto che fior fiore di intellettuali che votano a sinistra ma non vogliono chiudere gli occhi di fronte allo sfascio delle nostre università, ha scelto di schierarsi nella discussione pubblica contro il corporativismo, raccogliendo un seguito d?opinione singificativo. Così innanzi tutto Roberto Perotti, e poi Marco Santambrogio, Luca Ricolfi, Francesco Giavazzi, Claudia Mancina. A parte i bocconiani che saranno protetti dal loro libero ateneo, gli altri peraltro sono tutti esposti alle vendette corporative (alcune parole di qualche rettore già indicano ipotesi d?intimidazione) e meritano dunque il massimo rispetto. Il punto centrale nelle argomentazioni degli studiosi citati è che senza competizione gli studi universitari italiani non si possono rimettere sulla giusta carreggiata. Chiara è anche la via da perseguire: definire un centro di valutazione che certifichi la qualità della ricerca e della didattica, e subordinare a queste valutazioni sia gli investimenti in ricerca sia la concessione di nuove cattedre. C?era già bello e pronto un “Comitato di indirizzo nella valutazione della ricerca” messo su da Letizia Moratti. Fabio Mussi (che pure è in rapporto con la lobby della Normale di Pisa, uno dei pochi centri universitari integralmente meritocratico, seguiva una qualche logica risanatrice) per fare un?Agenzia più efficace ha bloccato tutto. Ora, Comitato o Agenzia, si deve rimettere in piedi un organismo che funzioni e subordinare alle sue conclusioni l?erogazione di almeno un venti per cento (nella prima fase, per poi arrivare anche fino al trenta per cento) della spesa statale per l?università. Santambrogio che da tempo studia il tema, indica i dipartimenti come terminale di questo sforzo. In effetti gli atenei spesso hanno logiche pachidermiche, la volontà di “potenza” dei rettori, la ricerca di grandi elettori per essere riconfermati, spinge anche a una disseminazione di sedi locali costosissime. “Certificare” i dipartimenti e concentrare su questi gli investimenti è probabilmente la via per mirare veramente alla “ricerca” e anche per innescare quel meccanismo di competizione che Santambrogio giudica decisivo (ed è più o meno sulla stessa linea, con un tocco di radicalità in più grazie anche al fatto di essere un docente della libera Bocconi, pure Perotti) per risolvere la questione del reclutamento: solo se ti becchi molti soldi (e in tanti casi contano ancora di più i riconoscimenti) quando sei molto efficiente, resisterai alle pressioni amicali, clientelari e familistiche, e sceglierai come collega chi aiuta a innalzare il voto al tuo dipartimento. Questa strada ha un vantaggio, è semplice, ha una logica che produce risultati senza complicate sovrastrutture su cui finirebbero per pesare tutti i poteri di veto corporativi, aiuta a preparare i successivi interventi. Giavazzi, com?è nel suo stile, vuole subito interventi risolutivi nel campo del reclutamento del corpo docente, denunciando la scandalosa organizzazione della prossima tornata di concorsi. Le sue osservazioni sono sacrosante ma hanno il difetto di indicare soluzioni che possono essere esercitate solo dall?alto, mentre oggi c?è bisogno di provvedimenti che frantumino dal basso la logica della solidarietà corporativa che, se non messa in crisi, paralizzerà tutto. Sono tante le questioni da risolvere: dal reclutamento alle tasse, dalle borse di studio alla governance degli atenei. Ma il problema è la leva su cui fare pressione: certificazioni più soldi per i dipartimenti, mi sembra la via non per indicare soluzioni astratte ma per aprire il processo che oggi è necessario. di Lodovico Festa

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alitalia, voli in ritardo per lo sciopero bianco - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 20 - Economia Alitalia, voli in ritardo per lo sciopero bianco Ma Cai non cede all´ultimatum degli autonomi. Attesa per la valutazione dell´offerta Rivolta dei passeggeri di un Roma-Cagliari, domani assemblea di piloti e steward ETTORE LIVINI MILANO - Primi disagi ai voli Alitalia per lo "sciopero bianco" indetto dai piloti di Anpac e Up mentre il fronte del no a Cai ? la cui richiesta di un incontro urgente con la cordata di Colaninno è rimasto per ora senza esito ? tornerà a riunirsi lunedì in assemblea per fare il punto della situazione. La decisione dei piloti di attenersi rigidamente «al manuale operativo», la prima forma di protesta "soft" varata dagli autonomi, ha portato ieri (specie in mattinata) a ritardi sulle partenze tra i 15 e i 40 minuti a Fiumicino. E ha provocato una vera e propria rivolta, con tanto di intervento della polizia, dei passeggeri del volo AZ1595 Roma-Cagliari, partito con circa due ore di ritardo. Il braccio di ferro inoltre potrebbe surriscaldarsi già da domani. E non solo perché l´agitazione sindacale sui manuali in un giorno feriale potrebbe avere ripercussioni più consistenti. La Cai infatti ha convocato per martedì i sindacati confederali ? con cui ha già firmato tutti i contratti ? ignorando le richieste d´appuntamento e gli ultimatum di piloti e hostess. E il fronte del no, davanti alla chiusura della cordata italiana, potrebbe inasprire da subito la vertenza varando nuove forme di lotta. La prossima settimana però non è decisiva solo dal punto di vista sindacale. L´offerta per l´acquisto di Alitalia affronterà infatti due bivi decisivi: il parere dei valutatori del governo e del commissario sul prezzo offerta da Colaninno & C. (mille miliardi compresi i debiti di cui si farebbe carico) e quello della Ue. Tra lunedì e martedì Rotschild e Banca Leonardo consegneranno il loro lavoro al mministro Claudio Scaiola e ad Augusto Fantozzi. Da quel momento l´amministratore straordinario potrà stringere per la chiusura degli accordi con la Cai, avviando anche le trattative per dare un futuro agli altri asset esclusi da quest´intesa. La Ue, invece, che avrebbe già dato un ok informale alla decisione di lasciare in carico allo Stato i 300 milioni del prestito ponte, una condizione vincolante nell´offerta Cai, dovrebbe pronunciarsi su tutti gli altri aspetti dell´accordo. L´obiettivo comunque è quello di arrivare a chiudere la cessione di Alitalia in tempi strettissimi, anche perché ogni giorno che passa rende sempre più difficile il lavoro di Fantozzi, costretto a tener buoni i fornitori con i soldi incassati dalle prenotazioni dei biglietti che ? assicurano fonti vicine al commissario ? non avrebbero avuto ancora contraccolpi pesanti dalla crisi. Allo scalo di Londra Heathrow ad esempio, i creditori di Alitalia avrebbero posticipato fino a domani sera un ultimatum sui pagamenti in ritardo di tre mesi, minacciando di far saltare non solo i voli da e per lo scalo londinese con i loro preziosissimi slot, ma anche le licenze di handling di Az Airport che in loco lavora per altre 22 compagnie. Fantozzi, insomma, sta lottando contro il tempo. La speranza resta quella di passare già dal 30 novembre (data di scadenza dell´offerta Cai) la cloche della parte sana della Magliana alla cordata di Colaninno. Sperando che l´inasprimento delle vertenza sindacali possibile nei prossimi giorni non faccia saltare la fragile impalcatura dell´operazione.

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Treni, tram, bus e metrò: sciopero di 24 ore per il nuovo contratto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Treni, tram, bus e metrò: sciopero di 24 ore per il nuovo contratto Giornata di passione, quella di domani, per chi deve spostarsi con i mezzi pubblici. Dalle 21 di stasera si fermano per 24 ore i treni. Domani tocca a bus, tram e metrò. La protesta è stata indetta da tutti i sindacati. Al via dalle 21 di questa sera lo sciopero di 24 ore dei trasporti. Si tratta della terza tornata nazionale di fermi indetta dai sindacati per sbloccare la vertenza sul contratto unico della mobilità. Dal 31 dicembre 2007, infatti, sono scaduti i contratti dei lavoratori del trasporto ferroviario e di quelli del trasporto locale. La piattaforma per il rinnovo, con la quale si propone l'accorpamento, è stata presentata nel febbraio scorso mentre la trattativa non è ancora partita. Per questo Filt-Cgil, Fit-Cils, Uilt, Ugl trasporti, Orsa trasporti, Faisa e Fast, hanno deciso un'altra giornata di blocchi. Perché «i lavoratori - affermano - hanno diritto ad un adeguamento del reddito che difenda il potere d'acquisto dei salari». Sarà un lunedì di caos, secondo le previsioni. Tuttavia verranno garantiti come previsto dalla legge i treni a lunga percorrenza e i servizi minimi del trasporto locale nelle ore di maggiore frequentazione. Mentre per quel che riguarda i treni nazionali e internazionali, è meglio informarsi telefonando al numero verde di Trenitalia (800.892.021) o consultando il sito www.ferroviedellostato.it. In città, autobus, metropolitane e tram, resteranno in deposito con modalità diverse (vedi box). A Roma verrà assicurato il collegamento tra l'aeroporto di Fiumicino e la stazione Termini. Ma ad aggravare le difficoltà di chi prende l'aereo in questa 24 ore di agitazioni è lo sciopero bianco dei piloti di Alitalia appartenenti ai sindacati Anpac e Up. La protesta - che da venerdì sta creando qualche disagio - punta a riaprire un nuovo tavolo di confronto con i vertici Cai e consiste nella rigida applicazione regole relative ai controlli che precedono il volo. Il che vuol dire attenersi al manuale operativo senza supplire in nessun modo alle carenze dell'organizzazione aeroportuale o aiutare in compiti non di loro specifica competenza. Sulla terra ferma, nel frattempo, non si sgonfia la polemica tra i sindacati e i rappresentanti delle associazioni che riuniscono le aziende di trasporto pubblico locale. Con il presidente dell'Asstra, Marcello Panettoni, che giudica la protesta «difficilmente giustificabile agli occhi dei cittadini. Perché le associazioni datoriali del settore da tempo sollecitano le organizzazioni sindacali ad aprire la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale ad oltre 116.000 autoferrotranvieri». Panettoni accusa i sindacati di volere una piattaforma di contratto unico, «il cui costo aggiuntivo per gli autoferrotranvieri sarebbe di circa il 20%, assolutamente insostenibile». «Falsità che non trovano alcun riscontro», ha replicato il segretario generale della Filt Cgil, Franco Nasso, che chiede alle istituzioni nazionali e locali di «intervenire per interrompere questa logica perversa di Asstra e Anav che alimenta il conflitto in attesa che Governo, regioni ed enti locali aprano i cordoni della borsa per finanziare un sistema refrattario a qualsiasi ipotesi di cambiamento e di riforma». GIUSEPPE VESPO MILANO g.vespo@gmail.com

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Vieno così definito quando i lavoratori anzichè astenersi dal lavoro applicano alla le... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi Vieno così definito quando i lavoratori anzichè astenersi dal lavoro applicano alla lettera i regolamenti causando disagi all'utenza. Nel caso Alitalia i piloti, per esempio, non collaborano spontaneamente alla predisposizione e alla messa in atto dei servizi svolti dal personale di terra.

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Alitalia, sciopero bianco e voli in tilt (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi I piloti continuano a rispettare rigidamente il regolamento. Domani nuova assemblea dei lavoratori a Fiumicino Alitalia, sciopero bianco e voli in tilt Ritardi fino a un'ora. Nei contratti Cai anche part time e telelavoro

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ROMA Non chiamatelo sciopero bianco, per carità: i piloti precisano che dall'altr... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi di LUCIANO COSTANTINI ROMA Non chiamatelo sciopero bianco, per carità: i piloti precisano che dall'altra mattina si attengono solo scrupolosamente alle mansioni previste dal contratto di lavoro. Niente di più e niente di meno di quello che loro spetta. Fatto è che da ieri gli aerei Alitalia stanno accumulando ritardi su ritardi: pochi minuti in mattinata che in serata hanno sfiorato l'ora su qualche tratta. Il rischio, ammesso anche dalla compagnia, è che, con il trascorrere delle ore, i ritardi possano provocare delle cancellazioni. Soprattutto se alla protesta silenziosa aderiranno anche gli assistenti di volo. Il tutto, comunque, nella massima regolarità contrattuale. Cioè i piloti non sono in sciopero. Domani mattina una nuova assemblea a Fiumicino, alla quale parteciperanno anche hostess e assistenti di volo, deciderà le future strategie: se proseguire nello sciopero bianco o proclamarne uno vero per i prossimi giorni. In effetti, il "fronte del no" ha già dato la propria adesione alla protesta proclamata dalla Cub per il 25 novembre e che potrebbe paralizzare completamente il trasporto aereo, ma i "comandanti" hanno la necessità di tenere alta la pressione sulla già infuocata questione dei contratti. Quindi potrebbero rilanciare utilizzando l'arma dello sciopero senza abbandonare però il canale della diplomazia. Ieri l'altro hanno scritto a Cai e al governo per chiedere un «incontro urgente». Difficile assai che Roberto Colaninno, dopo aver raggiunto un'intesa con i sindacati confederali, riapra il tavolo. Non sembra questa la volontà del presidente di Cai che rischierebbe, tra l'altro, il ritiro della firma da parte di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Lo schema dei nuovi contratti prvede accordi a termine, part time, di apprendistato e di telelavoro, inserimento di portatori di handicap, rispetto delle tutele per i lavoratori a tempo indeterminato (esclusi i piloti) per i quali sia accertato lo stato di tossicodipendenza e che vogliano accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione. E, ancora, permessi di studio (10 giorni l'anno non retribuiti a chi è iscritto all'università e permessi retribuiti per sostenere gli esami in aggiunta ai riposi mensili spettanti). A comandanti, piloti e assistenti di volo Cai viene riconosciuta una retribuzione per gli anni di anzianità maturati nell'azienda di provenienza. A parità di attività di volo effettuata mensilmente, al personale navigante compete un trattamento complessivo non inferiore al 93% di quello precedente. E in più una "indennità di volo ex ristrutturazione" per 12 mesi. Per il personale di terra, che potrà avere al massimo 7 anni di anzianità, le voci retributive del trattamento Alitalia prima dell'assunzione in Cai confluiranno in una singola voce "superminimo ristrutturazione" erogata per 12 mensilità e priva di effetti riflessi e di trascinamento. Cai prevede un'unica rappresentanza sindacale aziendale per i piloti ed un'altra per gli assistenti di volo. I rappresentanti delle Rsu avranno 3.000 ore di permessi retribuiti, quelli della Rsu assistenti di volo 700 giornate e quelli della Rsu piloti di 240 giornate. Ogni giornata di permesso del personale navigante sarà retribuita dividendo per 20 la retribuzione mensile. Ai componenti degli organi direttivi delle organizzazioni e associazioni professionali saranno concessi permessi nel limite annuo di 660 giornate da dividere fra le sigle.

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Ma con queste banche abbassare i tassi non serve (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Sul Giornale di oggi il mio collega Stefano Filippi spiega il paradosso di chi ha sottoscritto il mutuo variabile: i tassi sono scesi, ma la rata o è rimasta stabile o è diminuita marginalmente. Per una riduzione più significativa se ne parla a dicembre, forse. Il problema però, non è solo italiano. Altrove va anche peggio, a cominciare da Stati Uniti e Gran Bretagna. Negli Usa i i tassi della Banca centrale sono all'1,5%, ma per la maggior parte di chi è indebitato non è cambiato nulla. Come noto, uno dei problemi principali riguarda le carte di credito, che oltreoceano sono per lo più revolving ovvero con rimborso a rate. Ma siccome l'usura non è reato a livello federale, le banche impongono i tassi che vogliono. In passato ci sono stati incredibili addirittura del 250% (uno recentemente a che a Londra), ma mediamente i tassi sono altissimi, come ha rilevato recentemente Usa Today. Se sei un pagatore affidabile, mediamente del 10%, se hai un cattivo "record" almeno del 20%. In Italia il reato di usura esiste, ma la situazione non è molto migliore. Mediamente le carte revolving prevedono un tasso del 16% (dati di qualche settimana fa), che sale oltre il 20% per chi sceglie metodi flessibili. E allora mi chiedo: Perché gli istituti possono alzare rapidamente le rate quando i tassi salgono, ma non fanno altrettanto quando scendono? E che senso ha tagliare le tasse se poi l'economia reale non ne beneficia e continua a essere gravata da tassi reali spropositati? Se il tasso di sconto in Europa è al 3,25% è assurdo che gli istituti chiedano tassi sul debito privato di oltre il 15% e anche i tassi dei mutui mi sembrano esagerati. Questa situazione conviene solo alle banche ed è chiaro che in questo periodo tendano a raschiare dove è possibile, ma abbiamo già pagato un prezzo piuttosto alto per la loro avidità e sarebbe ora che venissero imposte norme più severe sul differenziale tra i tassi. O sbaglio? Scritto in economia, globalizzazione, Italia Non commentato » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Nov 08 Altro che socialista, Obama sarà un altro Bill Clinton. Non fatevi illusioni: Obama non è un visionario, è un politico ambizioso e soprattutto molto pragmatico. Mi auguro che si dimostri un grande presidente, capace di assecondare la voglia di riscatto da parte di un popolo che, sebbene ferito dalla crisi dei subprime, non indulge nel pessimismo (come ho raccontato in questo reportage). Ma per essere davvero in sintonia con l'anima profonda del Paese Obama non può permettersi di essere troppo "liberal"; dovrà correggere al centro, magari con qualche incursione conservatrice, come si è intuito negli ultimi giorni da alcuni accenti addirittura reaganiani colti nei suoi discorsi e come, peraltro, conferma la scelta dei suoi consulenti economici, tutt'altro che radicali. Non è un socialista, non è un rivoluzionario e forse nemmeno un Kennedy. E' potenzialmente un altro Bill Clinton. E allora mi chiedo se la sinistra, oggi giustamente euforica, lo sarà anche tra qualche mese e non mi stupirei se la destra, oggi depressa, si accorgesse che Obama in fondo non è tanto male. Intanto onore a John McCain per lo splendido discorso di accettazione della sconfitta, durante il quale ha invitato i suoi sostenitori a dimenticare i rancori della campagna e si è impegnato a collaborare con Obama per il bene del Paese invitando tutti a fare altrettanto. Non erano parole di circostanza, erano parole che sgorgavano dal cuore di un vero gentiluomo. Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 134 ) » (3 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Nov 08 Obama-McCain, comunque vada è una questione di cuore Razionalmente l'esito delle presidenziali Usa è quasi scontato; lo ha ammesso persino il cinico Karl Rove che in un'intervista ha definito "molto, molto in salita la corsa di John McCain". Ma di elezione in elezione ci si accorge che la razionalità non basta per prevedere l'esito di un'elezione. Al contrario: gli aspetti subliminali, emotivi sono altrettanto e spesso ancor più importanti. Chi sceglie soppesando i pro e i contro di un programma? Una piccola minoranza; si vota per assecondare la propria identità politica o per simpatia o per interesse o ancora, soprattutto negli Stati Uniti, per identificazione con il candidato. Bush fu preferito a Kerry anche perché i suoi gusti e il suo comportamento erano simili a quelli dell'americano medio, soprattutto di quello che vive nei piccoli centri, in campagna o nelle aree suburbane. Anche questa è stata una campagna molto emotiva. Andando ai comizi di Obama e parlando con i suoi sostenitori si percepisce un entusiasmo genuino, travolgente, quasi messianico, il che può essere pericoloso per il leader democratico perchè genera attese irrealistiche. La mobilitazione c'è ed è senza precedenti: forse solo Reagan riusciva a suscitare passioni tanto intense. Ma anche i repubblicani voteranno con il cuore. Diciamolo francamente: l'eredità di Bush è talmente disastrosa che qualunque candidato sarebbe stato destinato alla sconfitta. John McCain era l'unico che potesse smarcarsi da questa ingombrante eredità e in parte lo ha fatto: peccato che nella fase finale della campagna si sia fatto condizionare dagli spin doctor cresciuti alla scuola di Karl Rove (ne riparleremo) e che, come ho già scritto, abbia scelto una vice come Sarah Palin che alla lunga gli ha portato più danni che benefici. Il sentimento a destra, però sovente, è di disagio. L'altro giorno una donna mi ha detto, in Ohio: "Sento qualcosa qui nel cuore che mi impedisce di votare per Obama". Ma cosa in preciso non me l'ha saputo spiegare. E come lei tanti elettori indecisi. Un po' è il colore della pelle, un po' le idee troppo liberal (di sinistra) di Obama, un po' il suo passato molto diverso da quello della maggior parte degli statunitensi e, nell'America di provincia, per le sue maniere sofisticate. E allora: prevarrà il cuore palpitante dell'America che invoca una svolta netta rispetto a Bush o quello diffidente di chi proprio non riesce a identificarsi con Barack? E' l'ultima incognita prima del voto; per il resto sappiamo ormai tutto. Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 39 ) » (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Oct 08 Bin Laden prepara un'altra sorpresa elettorale? La fonte è la tv americana Abc: diversi esperti dell'intelligence Usa ritengono sia imminente un messaggio di Osama Bin Laden prima o al limite subito dopo le elezioni. D'altronde non è la prima volta che capita: quattro anni fa, a pochi giorni dal voto, fu diffuso il filmato in cui camminava sulle montagne. E Bush trovò lo slancio per recuperare lo svantaggio su Kerry. Il bis sarebbe giustificato, spiegano gli analisti, dalla necessità per il capo di Al Qaida di inviare un segnale forte ai suoi e al mondo in un periodo cruciale. Come dire: ci sono ancora e dovere fare i conti con me. Negli ultimi giorni Al Qaida ha lanciato messaggi contraddittori: una decina di giorni fa ha lasciato intendere di preferire una vittoria di McCain, perchè con Obama presidente l'immagine degli Usa nel mondo migliorreebbe. Ieri, però, ha diffuso un video via Internet in cui uno dei suoi capi chiede all'Onnipotente che alle elezioni Bush e il partito repubblicano vengano umiliati. L'Abc non è stata ripresa dalla maggior parte dei media, ma sta circolando nella blogosfera americana sia tra i siti conservatori che tra quelli progressisti; c'è chi è preoccupato e chi teme cospirazioni. Vedremo se la notizia è fondata o se i servizi stanno semplicemente mettendo le mani avanti. Ammesso che Osama sia ancora vivo. Scritto in notizie nascoste, presidenziali usa Commenti ( 20 ) » (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Oct 08 Una lezione ai supermanager di Wall Street (finalmente) Sarebbe stata l'ultima beffa: secondo diverse fonti di stampa i supermanager delle società finanziarie che hanno portato Wall Street e il mondo al collasso, si apprestavano a incassare bonus milionari previsti dai loro contratti, nonostante le società da loro gestite fossero tecnicamente fallite. Ma il procuratore generale di New York è Andrew Cuomo (figlio dell'ex governatore Mario), ha scritto a nove banche avvertendole che secondo le leggi dello Stato è illegale usare i fondi dei contribuenti per pagare tali bonus. Quali banche? le solite: Bank of America Corp , Bank of New York Mellon Corp , Citigroup Inc , Goldman Sachs Group Inc , JPMorgan Chase & Co , Merrill Lynch & Co Inc , Morgan Stanley , State Street Corp and Wells Fargo & Co. Non solo: Cuomo ha gestito il salvataggio del colosso assicurativo Aig e ha preteso l'annullamento di tutti i benefit, minacciando, in caso contrario, un'azione legale. Io dico: viva Cuomo. E che sia di esempio per tutti.. AGGIORNAMENTO:Mi viene richiesto un link di approfondimento e sono ben lieto di fornirlo. Il più completo è questo del New York Times. Ci sono due novità, una buona e una cattiva. Quella buona: Cuomo ha chiesto alle nove banche un rapporto completo sui bonus percepiti dai manager; quella cattiva, Cuomo si appella a una legge che gli dà il pretesto di bloccare i bonus, ma non la certezza. Si tratta di un codice che va interpretato. Ma ci prova e lancia un segnale forte. Cuomo non molla e chiede giustizia. Scritto in economia, globalizzazione Commenti ( 19 ) » (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Oct 08 Troppo miele su Obama (e la stampa è complice) La stampa europea da nove mesi fa il tifo per Obama, quella italiana ancor di più (con qualche eccezione): è estasiata. Obama è perfetto, Obama è imbattibile, Obama sarà un superpresidente. Purtroppo anche la stampa americana sta dando una pessima prova di sè. Dico purtroppo perchè vedo i media oscillare tra i due estremi: fino a un paio di anni fa si sono fatti abbindolare con sconcertante facilità dagli spin doctor di Bush, ora eccedono in senso opposto e tirano la volata al candidato democratico. Senza ammettere la propria partigianeria ovviamente. Due pesi e due misure: con John McCain sono stati severissimi, con Sarah Palin spietati, mentre a Barack Obama hanno perdonato tutto e hanno sorvolato volentieri sulle numerose gaffe di Joe Biden. Negli ultimi giorni il tifo è diventato palese. Il Los Angeles Times è entrato in posseso di un video in cui si vede Obama mentre brinda all'onore di un ex dirigente dell'Olp in una serata in cui alcuni palestinesi accusano Israel edi terrorismo, ma il quotidiano rifiuta di pubblicarlo. Eppure nessuno dice nulla, nessuno protesta, nessuno si indigna. I magistrati in Florida hanno appurato che gli attivisti del movimento progressista Acorn hanno registrato illegalmente diverse migliaia di elettori. Anche in questo caso silenzio. Il sito Drudge Report ha scoperto un'intervista radiofonia del 2001 in cui Obama critica la Corte Suprema e rivendica le virtù della redistribuzione della ricchezza, ma i grandi media l'hanno ignorata. Qualunque velina del partito democratico viene ripresa con entusiasmo. L'altro giorno lo staff di Obama ha annunciato un discorso storico, concludente, il colpo del Ko. In realtà ha ripetuto gli soliti slogan, ma la stragrande maggioranza dei media l'ha assecondato. Gli affondi di McCain invece sono stati relativizzati, sminuiti. E via su questo tono. Se Obama verrà eletto, il merito sarà in parte della stampa americana cosiddetta indipendente, che ha volontariamente abdicato ai principi di oggettività. Tra gli urrah di quella europea. Scritto in presidenziali usa, giornalismo Commenti ( 96 ) » (12 voti, il voto medio è: 3.58 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Oct 08 Vista da lontano: ma l'Italia è impazzita? Sono arrivato negli Stati Uniti pensando di trovare un Paese depresso, arrabbiato, sconvolto. Qui quasi un milione di famiglie sta perdendo la casa, decine di migliaia di persone sono sull'orlo del fallimento personale, un'intera generazione di pensionandi vede dimezzare, con il crollo di Wall Street, i risparmi di una vita e le aspettative di una vecchiaia serena. Negli Stati Uniti ci sarebbero davvero ottimi motivi per scendere in piazza e invece si tira avanti, talvolta col magone, ma senza pensare a una rivoluzione. Non ancora, perlomeno. Poi mio collego ai siti italiani e scopro immagini fortissime: piazza Duomo a Milano occupata dagli studenti, la sede di Assolombarda assaltata con fumogeni e i petardi, giovani che tentano un blitz all'auditorium di Roma. E tutto questo perchè? Per bloccare una riforma scolastica che, perlomeno per quel che concerne elementari e medie, propone misure di assoluto buon senso: il maestro unico, l'insegnamento dell'educazione civica, il voto in condotta. Prima di partire per gli Stati Uniti ho incontrato degli amici austriaci residenti a Milano che davvero non riuscivano a capire le ragioni di questa agitazione: a Vienna norme del genere sono normali, come in Francia, come in Germania, come in Svizzera. In Italia no. E per impedirle si provoca un nuovo Sessantotto. E tutto questo mentre il mondo sprofonda nella prima vera recessione globale, questa sì davvero spaventosa. Da lontano mi chiedo: ma l'Italia è impazzita? Ps: che tristezza vedere immagini come queste riportate da Youreporter Scritto in economia, democrazia, Italia Commenti ( 127 ) » (11 voti, il voto medio è: 3.73 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Oct 08 Sarah sta affossando McCain? Sono negli Usa per seguire le elezioni presidenziali. Due impressioni contrastanti: l'America profonda è sempre più perplessa nei confronti di Obama, come racconto in un reportage da Lincoln County, la contea del Missouri che da quasi 60 anni azzecca il nome del presidente. D'altro canto però, Sarah Palin sta provocando disastri. La base repubblicana, quella della destra religiosa e oltranzista continua ad adorarla, ma la maggior parte degli americani, inclusi gli elettori indipendenti, ne diffida. Le ultime novità certo non la aiutano: come governatore avrebbe addebitato allo Stato dell'Alaska viaggi in aereo e in alberghi di lusso per i figli (con un conto di oltre 20mila dollari). La stampa ha scoperto che il Partito repubblicano ha speso per vestire lei e la famiglia la bellezza di 150mila dollari in un mese e mezzo. E i dubbi di Colin Powell, che domenica aveva detto di non ritenere la Palin all'altezza della Casa Bianca, sono condivisi dal 55% degli elettori, secondo un sondaggio del Wall Street Journal. La maggior parte degli elettori è terrorizzata all'idea che la Palin possa diventare presidente se McCain, che ha passato i 70 anni e ha avuto problemi di salute, dovesse rinunciare all'incarico anzitempo. Sarah è simpatica, divertente, è un fenomeno mediatico. Ma politicamente è inconsistente. Era una risorsa, ora è diventata una zavorra. McCain perderà per colpa sua? Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 50 ) » (8 voti, il voto medio è: 3.38 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Oct 08 La sinistra vince nelle piazze ma perde alle urne? Ma basta riempire le piazze per vincere le elezioni? Obama, ovviamente, spera di sì: sabato c'erano centomila ad ascoltarlo a St Louis. A Denver, alla fine della convention, erano in 70mila, qualche settimana prima decine di migliaia di europei lo ascoltarono rapiti a Berlino. Sì, Barack sa mobilitare le folle, ma il sentimento della piazza corrisponde a quello della maggior parte dei cittadini? C'è da dubitarne: il candidato democratico perse molti consensi dopo Berlino e anche dopo Denver, (sebbene allora soprattutto a causa della discesa in campo di Sarah). Lo stesso potrebbe accadere ora: manifestazioni del genere producono spesso l'effetto opposto a quello desiderato, suscitando repulsione e diffidenza anziché adesione ed entusiasmo. In America, ma non solo. In Francia l'anno scorso Ségolène Royal raccolse una folla immensa per il suo ultimo comizio a Parigi, più del doppio rispetto a Sarkozy. Ma perse. In Italia il Partito comunista riusciva a portare in piazza centinaia di migliaia di persone, ma gli italiani, per fortuna, non gli diedero mai la maggioranza. Ora c'è molta attesa nella sinistra per la manifestazione di sabato prossimo contro il governo Berlusconi. Ieri Veltroni ha dichiarato: «L'opposizione si fa nelle piazze e non in tv». A me sembra che la buona politica si faccia formulando proposte convincenti ed essendo in sintonia con le esigenze più profonde del Paese. Requisiti che mancano al Pd. La sinistra continui così: vince nelle piazze ma, sempre più spesso, perdre alle urne. O sbaglio? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 38 ) » (10 voti, il voto medio è: 3.9 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Oct 08 Macchè capitalismo questo è "debitalismo". E ora torna Marx? L'altro giorno sul metro ho sentito un uomo sulla sessantina esclamare con aria soddisfatta: "Aveva ragione Marx, quando affermava che il capitalismo si sarebbe impiccato da sè". Oggi il radiogiornale di Radio 24 ha annunciato che in Germania le vendite de il Capitale di Marx sono triplicate nelle ultime settimane, proprio in coincidenza con la crisi dei subprime.. E forse siamo solo all'inizio. Intendiamoci: la casta finanziaria ha sbagliato generando la bomba dei derivati, gli imprenditori delle grandi multinazionali e delle banche hanno creato un sistema che consentiva loro di accumulare ricchezze immense e immeritate, senza mai pagare il prezzo degli errori che loro stesso commettevano, la classe politica non ha esercitato il proprio dovere di vigilanza e di controllo; anzi si è fatta coinvolgere e corrompere. Tutto questo va denunciato con chiarezza, ma Marx continua ad avere torto. Il libero mercato non è fallito, continua ad essere il miglior sistema possibile. Il problema è che il capitalismo è stato snaturato: il suo scopo è, da sempre, quello di favorire l'accumulo di capitale da parte dell'individuo, mentre le degenerazioni finanziarie degli ultimi vent'anni lo hanno trasformato in una cosa diversa: nel "debitalismo" ovvero nell'accumulo di debiti anziché di capitale. Per sopravvivere, per sostenere consumi al di sopra delle proprie disponibilità e dunque per drogare la crescita, creando non vero, solido benessere, basato sul risparmio e sul reddito reale, ma una ricchezza illusoria . Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna il debitalismo ha raggiunto proporzioni enormi, come ho ricordato in un post recente, noi europei continentali eravamo sulla stessa strada. Ora la bolla è scoppiata. Soffriremo, ma questa crisi può essere salutare e può permetterci di ripartire su basi più solide. I sistemi liberali riescono a correggere i propri errori, quelli comunisti no e per questo i "rossi" hanno perso la sfida con la storia. Di un revival di Marx non si sente proprio il bisogno. Scritto in economia, globalizzazione, democrazia Commenti ( 34 ) » (6 voti, il voto medio è: 3.17 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (14) democrazia (38) economia (6) europa (4) francia (17) germania (3) giornalismo (40) gli usa e il mondo (36) globalizzazione (18) immigrazione (28) islam (13) Italia (117) medio oriente (8) notizie nascoste (30) presidenziali usa (18) russia (12) svizzera (3) turchia (12) Varie (15) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Personalmente trovo molto più affini... federico: Caro Paolo, Mi sembra chiaro ed evidente che le nostre idee siano differenti, anche se guardando in... 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alitalia, la sfida dei piloti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 1 - Prima Pagina Cai non cede: trattativa chiusa, partono le assunzioni individuali. E oggi scattano anche le agitazioni di treni, bus e metro Alitalia, la sfida dei piloti Decisi 15 giorni di sciopero. Matteoli: il governo non si fa intimidire

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"ma io con colaninno e soci non andrò mai a lavorare" - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 2 - Economia Massimo Notaro, presidente dell´Unione piloti: posso dire che alle elezioni ho sbagliato voto "Ma io con Colaninno e soci non andrò mai a lavorare" ROBERTO MANIA ROMA - «Di certo io non andrò mai a lavorare per la Cai di Roberto Colaninno». Massimo Notaro, 54 anni, comandante di lungo raggio, è il presidente dell´Unione piloti, uno dei leader della protesta estrema all´Alitalia. Dice così perché lei andrà in pensione. Ma i piloti e gli assistenti più giovani che alternativa hanno? «Io non ho ancora i requisiti per andare in pensione, ma non sarò mai un dipendente di chi non rispetta il mio lavoro. Di chi non solo non rispetta la parola data, me nemmeno la firma che ha messo in calce a un accordo. Cercherò lavoro all´estero. Quanto ai miei colleghi, ciascuno deciderà in base alle proprie condizioni personali e familiari». Le sue sono accuse molto gravi. Diversamente da voi Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno firmato i nuovi contratti di lavoro della Cai. Sarebbero sindacalisti meno bravi o "venduti al padrone"? «Le ricordo che Bonanni è stato quello che ha detto "io firmo a prescindere". Le sembra un comportamento da leader sindacale? Se un sindacato non tratta a che serve? Le confederazioni hanno rinunciato alla loro funzione di base». Questo vale anche per la Cgil? «Mi dispiace, e lo dico con dolore, ma Epifani disse che non avrebbe firmato nulla che riguardasse i piloti perché non li rappresenta, poi ha fatto il contrario. è stata una delusione. Ma Epifani ne risponderà presto ai suoi iscritti». Ma le sembra ragionevole proclamare quindici giorni di sciopero, per quanto diluiti nel tempo, in una compagnia fallita che perde più o meno tre milioni di euro al giorno? «è ragionevole se si tiene conto almeno di due fattori: che il fallimento dell´Alitalia non dipende dal costo del lavoro, che è il più basso tra i suoi concorrenti; e che questo governo, il più forte, almeno nei numeri, dal dopoguerra a oggi, ha scelto la strada della tolleranza zero». Che c´entra questo con voi? «C´entra eccome. Questo governo ha deciso di non trattare con chiunque abbia opinioni diverse e una propria specificità, siano i piloti, gli studenti, i docenti universitari, i magistrati, i giornalisti. Il governo non tratta: si scontra. Ma il nostro sciopero è solo un modo per ottenere il dialogo». Ma il vostro interlocutore è la Compagnia aerea italiana, non il governo. «Ma se la Cai ogni volta che ha un problema si appella a "zio Letta"... «. Questa l´ha detta già Epifani. «Sì, ma è vero». Non rischiate di finire come i minatori inglesi ai tempi della Thatcher: sconfitti e con l´opinione pubblica contro? «è il governo che sta cercando la prova di forza. è come se volesse mettersi una medaglietta: ho distrutto i piloti». Parla come chi sa di andare incontro a una sconfitta. «Dico che sarà una battaglia molto dura». Il ministro Matteoli ha sostenuto che la vostra è "una dichiarazione di guerra". «La nostra è una presa d´atto della loro dichiarazione di guerra». Ma lei non è stato un elettore del centro-destra? Tutti ricordano la sua partecipazione a una manifestazione di Forza Italia in cui apprezzò pubblicamente la linea di Berlusconi contro l´ipotesi Air France. Ora ha cambiato idea? «Guardi, io ho incontrato Berlusconi, come Veltroni o Rutelli. Comunque ora posso dire che ho sbagliato a dare il mio voto». Resta il fatto che saranno i passeggeri dell´Alitalia a pagare per i vostri scioperi. «E me ne dispiace molto. Sono certo, però, che capiranno. Il piano della Cai è una bufala. Ci hanno messo con le spalle al muro, vogliono riempirci di schiaffi. La nostra è una reazione d´orgoglio perché non siamo i colpevoli di questa situazione».

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alitalia, nuova sfida dei piloti in arrivo 15 giorni di sciopero - barbara ardu (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 2 - Economia Alitalia, nuova sfida dei piloti in arrivo 15 giorni di sciopero Matteoli: "Non ci faremo intimidire, nessuno può avere diritto di veto" Le agitazioni verranno scaglionate tra il 25 novembre e il 26 maggio A rischio anche i voli a ridosso dell´8 dicembre, dell´Epifania e di Pasqua 2009 BARBARA ARDU BARBARA ARDù ROMA - è stato solo il primo assaggio lo sciopero bianco messo in atto dai piloti di Anpac e Up che, applicando il contratto alla lettera, hanno creato disagi e ritardi nei voli. Da novembre si cambia e incrociano le braccia davvero. Le date sono già state annunciate, 15 giorni (compreso quello già indetto del 25 novembre) alcuni scelti con cura perché cadono in giornate a ridosso di ponti o festività. E il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, replica che «il governo non si farà intimidire» e «garantirà i diritti dei viaggiatori». Il "fronte del no", però, è compatto. Apre le ostilità con Cai, che ha posizioni «troppo rigide» e con il governo «che le sostiene». In quella che chiamano Unità di crisi ci sono tutti: Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia, Sdl. Quelle sigle che Compagnia aerea italiana, ha ignorato. Colaninno sembra continuare dritto per la sua strada, forte della firma dei sindacati confederali. E lo stesso fanno i lavoratori Alitalia, che questa mattina si riuniranno di nuovo in assemblea a Fiumicino. Piloti e assistenti di volo sono decisi a rendere la vita difficile alla Nuova Alitalia. Il primo fermo sarà per il 25 novembre. Allo sciopero già indetto dai Cub hanno aderito tutti, ma i piloti vogliono tenere alta l´attenzione. E nel rispetto delle regole del trasporto aereo hanno programmato già le date, altre 14: sabato 6 dicembre, giornata che mette in difficoltà chi vuole partire per il Ponte dell´Immacolata. Il 7 (subito dopo l´Epifania), 16 e 27 gennaio 2009; il 9 e 20 febbraio; il 3-16 e 27 marzo e ancora il 7 e il 20 aprile (in mezzo c´è la settimana di Pasqua), per finire con il 4 maggio (rientro dal ponte della Festa dei lavoratori) e il 15 e 26 maggio. Sono i nuovi contratti Cai a muovere la protesta. Contratti «diversi» da quelli sottoscritti il 31 ottobre a Palazzo con la firma del lodo Letta. Le organizzazioni sindacali denunciano che l´accordo rappresenta «il punto più basso mai raggiunto in termini di rispetto della democrazia e della rappresentanza» sindacale. Le cose che non vanno, dicono, sono molte. I criteri di assunzione definiti «iniqui e non rispettosi delle anzianità aziendali». Il rifiuto «posto dalla Cai a utilizzare il part-time nelle assunzioni senza oneri aggiuntivi per l´azienda». Le eccedenze di personale «ingigantite» e che finiranno per rappresentare «costi aggiuntivi a carico della collettività». Un accordo tutto a spese dei lavoratori perché la Cai, al contrario, denuncia la nota sindacale, «beneficerà di enormi vantaggi in materia di decontribuzione previdenziale e defiscalizzazione». L´operazione finirà dunque per «generare paradossalmente un costo per i contribuenti superiore a quello della vecchia Alitalia indebitata e inefficiente». Annunci che lasciano «sconcertati», afferma il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, dichiarando che il governo non si lascerà intimidire e assumerà, al momento opportuno, tutti i provvedimenti necessari per non danneggiare i viaggiatori. Sulla stessa linea Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia. «Se questi signori pensano di poter ricattare il governo e la Cai con qualche sciopero selvaggio, si sbagliano». Una dichiarazione di guerra quella di piloti e assistenti di volo che non ferma la nascita della Nuova Alitalia. Oggi il commissario straordinario Augusto Fantozzi incontrerà le nove sigle sindacali sulla procedura di mobilità di oltre 16mila lavoratori. In settimana, sono attese le valutazioni degli advisor sugli asset di Alitalia e forse il parere di Fantozzi sull´offerta Cai. E mercoledì dovrebbe arrivare il parere dell´Europa: la Ue dovrà stabilire se l´offerta è in regola con le norme comunitarie e dare o negare l´ok al prestito ponte di 300 milioni.

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cai pronta a bruciare le tappe partono le assunzioni individuali - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 3 - Economia Cai pronta a bruciare le tappe partono le assunzioni individuali Sabelli gela il "fronte del no": la trattativa è conclusa Ma resta la grande incognita della decisione Ue sulla restituzione del prestito ponte ETTORE LIVINI MILANO - La trattativa sindacale per il rilancio di Alitalia «deve ritenersi conclusa il 31 ottobre con la firma di tutti gli accordi e i contratti e del lodo Letta». Firmato: Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. La Cai ha rispedito ieri al mittente, con una letterina garbata di tre pagine inviate al "fronte del no" (Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl) la richiesta di piloti e hostess di un nuovo incontro per riaprire i negoziati sul futuro della compagni. Nessuna convocazione in vista, nessuna marcia indietro della cordata davanti alle minacce di scioperi. Solo «l´auspicio di poter contare sulla convinta adesione di tutti al percorso tracciato e alla delicata fase applicativa che ci attende». Nella convinzione ? esplicitata nell´articolata missiva ? che gli accordi siglati dai sindacati confederali e rifiutati dagli autonomi sono «pienamente fedeli alle intese raggiunte e sottoscritte da tutti a settembre». Schermaglie epistolari a parte, il momento decisivo per verificare la tenuta del fronte del no ? al di là dell´assemblea di oggi ? arriverà la prossima settimana, quando Sabelli, futuro ad della compagnia, avvierà i contatti per le assunzioni. A tutti i piloti e le hostess verrà sottoposto singolarmente il contratto redatto in base ai parametri accettati dai confederali. E a quel punto saranno i singoli a dover decidere se imbarcarsi nella nuova avventura o resistere fino all´ultimo. Colaninno è certo che di fronte alla proposta concreta, molti alzeranno bandiera bianca accettando le condizioni offerte. L´alternativa (oltre a far volare i 200 piloti iscritti ai confederali e quelli "importati" da Air One) è quella di cercare altre professionalità sul mercato. Il braccio di ferro con gli autonomi non è però l´unico appuntamento chiave di questa settimana per Cai. Nei prossimi giorni si dovrebbero infatti sciogliere altri tre nodi: l´ok del Commissario straordinario Augusto Fantozzi all´offerta da mille miliardi, la nuova licenza e il parere della Ue sull´operazione, atteso per mercoledì. Sul primo fronte ? stando alle indiscrezioni ? non ci dovrebbero essere troppe difficoltà. Gli advisor sono al lavoro per valutare il prezzo proposto e tra due-tre giorni presenteranno le loro conclusioni, ma le loro stime sul valore degli asset oggetto dalla transazione non sarebbero distanti dalla somma proposta da Cai. A breve dovrebbe arrivare pure l´ok Enac alla nuova licenza di volo. Più spinosa è invece la questione Ue. Il governo nelle scorse settimane si è mostrato certo di un ok da Bruxelles, che dovrebbe lasciare i 300 milioni del prestito ponte in carico alla bad company di Fantozzi. Ma i tecnici restano ancora prudenti, anche perché non è facile, documenti alla mano, dimostrare una reale discontinuità tra la vecchia Alitalia ? quella avviata alla liquidazione ? e la nuova destinata a nascere dalle sue ceneri. Cosa succederà se l´Europa obbligherà Cai a farsi carico del rimborso del prestito? Il rischio è che salti l´acquisizione, anche perché la cordata italiana ha messo come condizione vincolante un ok della Ue che non la caricasse di extra-oneri. Dal cilindro però potrebbe spuntare un´altra soluzione: la Cai pagherebbe la Ue ma girerebbe subito il costo al commissario, deducendo i 300 milioni dal prezzo proposto per l´acquisto. Dopo la risposta di Bruxelles, Colaninno potrà stringere i tempi sul partner estero. E malgrado il timido pressing di British Airways e le avance di Lufthansa, la favorita numero uno resta ancora Air France. L´alleato internazionale verserà comunque circa 200 milioni nella cordata, per il 20% del capitale. Poi, forse già all´inizio di dicembre, la nuova Alitalia potrebbe finalmente decollare, lasciando sulle spalle del contribuente buona parte degli oneri del suo salvataggio.

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s&p taglia il rating di aeroporti di roma pesano le incertezze sul futuro di fiumicino (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 3 - Economia Il caso S&P taglia il rating di Aeroporti di Roma pesano le incertezze sul futuro di Fiumicino ROMA - L´agenzia Standard & Poor´s taglia il giudizio su Aeroporti di Roma: quello a lungo termine passa da BBB- a BB+, quello a breve da A/3 a B. Il declassamento può portare a forme di vigilanza esterna sui flussi di cassa, oltre a un incremento del costo del debito della società. L´agenzia Standard & Poor´s motiva la scelta con «l´attesa debolezza del business e del profilo finanziario» di Aeroporti, ma cita anche l´incognita Alitalia. A bilancio, Aeroporti di Roma ha ad esempio 50 milioni di crediti non pagati da Alitalia, di cui 36 per diritti d´atterraggio.

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aspettando il socio estero - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 24 - Commenti ASPETTANDO IL SOCIO ESTERO (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Evidentemente i rappresentanti dei piloti e degli assistenti di volo, che mostrano una faccia così feroce verso i nuovi padroni di Alitalia, devono essere convinti in cuor loro che in ogni caso la cordata di Colaninno e soci ce la farà a far decollare comunque quell´operazione Fenice che dovrebbe far rinascere dalle ceneri del fallimento di fatto la un tempo gloriosa compagnia di bandiera nazionale. E non basta: i medesimi esponenti sindacali devono essere anche altrettanto sicuri di potersi permettere una simile sfida perché muovono da una solida posizione di forza. In parole più semplici devono coltivare la certezza di essere indispensabili al funzionamento della nuova compagnia perché altrimenti quella che loro oggi brandiscono con grande sicumera potrebbe rivelarsi la classica pistola scarica. Le prossime settimane diranno se e quanto simili valutazioni degli scioperanti potranno rivelarsi fondate. Ovvero, in termini pratici, se il mercato dei piloti e degli assistenti di volo è oggi tale da impedire oppure consentire alla neonata Cai di guardare altrove nelle prossime assunzioni di personale indispensabile per l´operatività del trasporto aereo domestico. Questi sono, in estrema sintesi, i termini dell´ennesimo braccio di ferro che si è aperto sulla sorte della sventurata Alitalia. Il governo, per bocca del ministro Matteoli, si è limitato per ora ad affermare che non si lascerà intimorire da una simile protesta. Ma, com´è evidente, si tratta di una mera dichiarazione di circostanza. La sostanza del problema resta sempre quella: c´è il modo, il denaro e il tempo per circuitare la mossa dei sindacati autonomi oppure ci si è infilati in un classico «cul de sac» che porterà inesorabilmente a riaprire la trattativa con i renitenti? Finora, per volontà dei vertici della Cai ma con l´esplicito sostegno del governo, il rapporto negoziale con i sindacati è stato ispirato alla tattica ultimativa del prendere o lasciare. Una modalità che ha rivelato più debolezza che forza contrattuale nella posizione dell´interlocutore imprenditoriale. Par di capire che il colpo di coda dei sindacati autonomi sia proprio mirato a saggiare l´effettivo punto di non ritorno dell´estremo irrigidimento espresso dai soci della Cai con l´esplicito appoggio del governo. In questa situazione non sembra granché utile soffermarsi a stabilire se, come lamentano piloti e assistenti di volo, Colaninno e soci hanno oppure no cambiato le carte in tavola rispetto al tenore dei contratti di assunzione concordati nel negoziato di fine settembre. Ormai quella che si è aperta in proposito, aldilà del contenzioso messo in pubblico, sembra piuttosto una battaglia per definire in anticipo i rapporti di forza sindacale all´interno della nuova compagnia. Non solo e non tanto con riferimento a ciò che potrà accadere nei prossimi mesi, ma con lo sguardo spinto più avanti quando l´incombente, ma indispensabile, socio estero della nuova Alitalia finirà - inesorabilmente - per raccogliere l´eredità della sedicente cordata patriottica e diventare il vero e unico padrone della compagnia. Perciò il comune cittadino, nella sua doppia qualità di contribuente e talvolta di utente del servizio aereo nazionale, non può che assistere sconcertato e sempre più irritato a questo gioco delle parti che si sta svolgendo ormai da troppo tempo a spese del suo personale portafoglio. Dapprima i sindacati, abilmente sobillati da Silvio Berlusconi in prima persona, gli hanno spiegato che non si doveva accettare un´offerta di Air France con la quale lo Stato incassava un miliardo bello tondo e i francesi si caricavano tutti i debiti dell´azienda. Poi il governo del Cavaliere ha imposto che la salvezza del comando tricolore richiedesse a Pantalone di scucire altri 300 milioni a fondo perduto e di farsi carico della maggior parte dei debiti. Ora, infine, un negoziato sindacale condotto all´insegna della provocazione padronale e della protervia sindacale minaccia di allungare la lista degli oneri diretti e indiretti che ricadranno sulle tasche degli italiani. Che senso ha questo perverso accanimento terapeutico, non sarebbe meglio andare fino in fondo sulla strada già aperta del fallimento? Certo, il presidente del Consiglio ci perderebbe la faccia, ma quanti bei soldi in cambio risparmierebbero gli italiani.

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I piloti Alitalia sfidano Cai 14 giorni di stop entro maggio 2009 (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 10-11-2008)

Argomenti: Alitalia

I piloti Alitalia sfidano Cai 14 giorni di stop entro maggio 2009 Due settimane di sciopero più quello già deciso per il 25 novembre. I sindacati autonomi di hostess e piloti rispondono così alla Cai rimasta sorda alla richiesta di rivedere i criteri di assunzione nella nuova Alitalia. Quattordici giorni di sciopero, più uno. Praticamente una dichiarazione di guerra alla Cai di Roberto Colaninno e al governo che la sostiene. I sindacati autonomi di piloti e assistenti di volo di Alitalia non si danno per vinti e minacciano di mettere in ginocchio il trasporto aereo. Le due settimane di stop si sommano alla protesta già indetta per il 25 novembre: si prosegue il 6 dicembre, poi il 7, 16 e 27 gennaio; il 9 e 20 febbraio; 3, 16 e 27 marzo; 7 e 20 aprile e infine 4, 15, 26 maggio. Un semestre nero che suona come avvertimento a Compagnia aerea italiana, la cordata che sta per rilevare Alitalia. Un modo per dire che, comunque vada, dovrà vedersela con il fronte del No, cioè con Anpac, Unione piloti, Anpav, Avia e Sdl. Il guanto di sfida è stato lanciato ieri pomeriggio con una nota, dopo che nei giorni scorsi i piloti avevano protestato applicando alla lettera i regolamenti e accumulando ritardi su ritardi nell'operativo dei voli. Un inasprimento in parte atteso dopo che il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, aveva convocato per domani Cgil, Cisl e Uil, cioè i sindacati che hanno firmato il "lodo Letta" e che, a detta degli autonomi, si sono per questo resi «complici» dello stravolgimento dei contratti collettivi di lavoro già concordati e sottoscritti da tutti a settembre a Palazzo Chigi. Ma Cai ieri ha detto no all'incontro «urgentissimo» più volte chiesto dalle cinque sigle dissenzienti per riaprire il tavolo sui contratti e rivedere i criteri di assunzione nella nuova compagnia. Ieri sera l'ad dell'azienda, Rocco Sabelli, ha inviato loro una lettera con cui conferma lo stop alla trattativa: «Non possiamo che ribadire, conclusivamente, che la fase di definizione dei criteri di scelta e della disciplina collettiva per il personale è terminata lo scorso 31 ottobre». Una rigidità sostenuta dal governo. Chiaro il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli: «Siamo davvero sconcertati dagli annunci di scioperi, Il governo non si lascerà intimidire, adotteremo tutte le misure per non danneggiare i viaggiatori». Ancora: non verrà consentito «l'esercizio di veto contro un'impresa che vuole investire salvando più di 12.500 posti di lavoro». Oggi nella sala mensa dell'aeroporto di Fiumicino una nuova assemblea del dissenso. Si preannuncia partecipata e «dai toni di forte intensità», almeno così la vede Fabrizio Tomaselli di Sdl, «la situazione è molto delicata, per certi versi drammatica», spiega. Esasperazione che si somma a esasperazione: dato il concomitante sciopero di bus treni e metropolitane, i lavoratori di Alitalia sono stati invitati dal fronte del No a raggiungere l'assemblea in auto. Sempre per oggi, Augusto Fantozzi ha convocato tutte le sigle sindacali sulla procedura di mobilità di oltre 16mila lavoratori. FELICIA MASOCCO ROMA fmasocco@unita.it

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scontro al vertice di intesa passera e modiano ai ferri corti - paolo griseri (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 23 - Economia Scontro al vertice di Intesa Passera e Modiano ai ferri corti Direttore generale nel mirino, ma gli azionisti fanno quadrato L´ad non è soddisfatto dei risultati della divisione retail guidata dal dg PAOLO GRISERI TORINO - Il tam tam si è intensificato alla vigilia del consiglio di gestione dell´istituto in programma domani a Milano: i rumors vogliono che nelle prossime ore il direttore generale vicario di Intesa Sanpaolo, Pietro Modiano, venga sollevato dall´incarico. Una scelta che giungerebbe al termine di un lungo braccio di ferro tra lo stesso dg e l´amministratore delegato Corrado Passera. I risultati della trimestrale sull´andamento del settore retail affidato a Modiano avrebbero confermato Passera nelle sue convinzioni. Secondo le voci che circolavano con insistenza ieri a Torino, la delega del settore retail verrebbe assunta dall´amministratore delegato mentre nel ruolo di direttore generale rimarrebbe Francesco Micheli che già oggi ricopre la carica insieme a Modiano. L´eventuale allontanamento del responsabile del settore retail potrebbe aprire una fase di turbolenze nei rapporti tra gli azionisti e la banca. A cominciare dal principale, la Compagnia di San Paolo, che, trapelava ieri, non gradirebbe una scelta destinata a penalizzare il settore retail, la mission affidata al territorio torinese nella divisione dei compiti al momento della fusione tra la banca milanese e quella piemontese. Per lo stesso motivo l´allontanamento di Modiano «verrebbe vissuto come un atto ostile alla città». La dichiarazione, molto dura, è del sindaco di Torino. Chiamparino premette di «non voler assolutamente entrare nelle scelte che spettano alla banca. Ma non si potrebbe evitare di constatare che il ridimensionamento del retail finirebbe per penalizzare il territorio». Una partita, quella che riguarda il futuro del direttore generale, che sembra dunque solo agli inizi. Va riconosciuto che Passera aveva segnalato fin da settembre le sue perplessità. A Torino, in occasione della riunione annuale dei dirigenti, l´ad aveva elogiato Gaetano Micciché per l´operazione Alitalia mentre aveva pubblicamente definito «poco brillanti» i risultati del settore retail. Una indicazione piuttosto diretta sul pensiero dell´ad. Ufficialmente della questione non si è parlato ieri pomeriggio a Milano nel corso degli incontri preparatori che lo stesso Passera ha avuto con i dirigenti in vista del consiglio di gestione di domani. Ma secondo alcune indiscrezioni l´ad e Modiano avrebbero avuto un faccia a faccia già ieri sera e non sarebbe stato un incontro facile, con il direttore generale per nulla intenzionato a farsi da parte. I rumors non vengono commentati dai vertici torinesi della banca. Ma da piazza San Carlo trapela una certa irritazione per indiscrezioni che, comunque si concluda la vicenda, finiscono per far apparire le scelte dei vertici dell´istituto come conseguenza di indebite pressioni esterne. Il paradosso vuole che l´eventuale allontanamento di Modiano da Intesa Sanpaolo giunga poche settimane dopo le indiscrezioni che volevano il direttore generale in partenza per Unicredit a sostituire l´ad Alessandro Profumo in difficoltà per gli effetti della crisi dei mutui. Le stesse fonti ipotizzavano ieri il rientro a Torino di Alfonso Iozzo che aveva lasciato i vertici di Intesa Sanpaolo per andare a guidare la Cassa depositi e prestiti. Iozzo lascerebbe la Cassa per tornare nel consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo.

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cofferati: "paghe troppo alte così chiudono tutti i teatri" - luciano nigro bologna (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina 40 - Spettacoli Le retribuzioni La Scala Cofferati: "Paghe troppo alte così chiudono tutti i teatri" Dobbiamo concordare con i sindacati contratti e retribuzioni meno onerosi. Un provvedimento da prendere subito se no si muore Bisogna pensare un regime speciale per la Scala, presa come riferimento ha prodotto distorsioni per noi piccoli enti Il ministro Bondi prepara l´incontro con i tredici enti lirici: chiederà sacrifici a un settore in crisi. Ma il sindaco melomane gli dà ragione LUCIANO NIGRO BOLOGNA «I teatri lirici italiani? Al loro confronto Alitalia era un´azienda florida. Sono tutti a rischio, ad eccezione, forse, della Scala. E molti potrebbero chiudere il sipario già nel 2009». Un allarme quasi disperato quello che Sergio Cofferati, primo cittadino di Bologna, quindi presidente della Fondazione del Teatro Comunale, e anche appassionato melomane, lancia alla vigilia del vertice convocato per il 12 novembre dal ministro Sandro Bondi con i sindaci e i sovrintendenti. A Bologna il Comunale è a un passo dal commissariamento: da gennaio non riuscirà a garantire gli stipendi, nonostante la soppressione di due opere in cartellone e l´annunciata vendita di un terreno e di un capannone (forse anche un teatro, il Manzoni) per far fronte a 11 milioni di debiti. E gli altri non se la passano meglio. A far precipitare le cose è il taglio del Fondo unico per lo spettacolo. Ma, riconosce Cofferati, questa volta non basterà qualche spicciolo. «Di fronte a una malattia così grave - dice - non c´è medico peggiore di quello pietoso». Urge una terapia d´urto: robusti sgravi fiscali per gli investimenti privati e contratti di lavoro meno costosi da riscrivere con i sindacati. Davvero, Cofferati, la realtà è così terribile? «Purtroppo non c´è consapevolezza della drammaticità di una situazione che rischia di travolgere una delle attività più belle e importanti che, per la sua storia secolare, rappresenta l´immagine dell´Italia nel mondo. I tagli agiscono su una crisi già profonda. Il sistema non regge più: c´è uno squilibrio strutturale nelle fondazioni liriche tra costi crescenti ed entrate in calo». La legge scommetteva sui privati per compensare la diminuzione delle risorse statali. «La riforma ha fallito. A parte qualche raro filantropo nessuno dà soldi all´opera, oggi è più conveniente una sponsorizzazione di una donazione». E´ immaginabile che il governo tagli la scuola e la sanità non tocchi la lirica? Uno spettacolo costa 300 euro a spettatore: 220 vengono da denaro pubblico, 40 dal botteghino, il resto cade nel calderone dei debiti. Si può pensare che lo Stato aumenti i contributi? «No, nella maniera più assoluta. Il contributo statale è indispensabile per un´attività culturale che caratterizza l´identità del nostro paese. Però, lo lasci dire a un appassionato d´opera, siamo già al di sopra del punto di equilibrio». Se la faccenda è così grave, perché avete taciuto finora? «Tre anni fa il ministro Urbani convocò un vertice d´emergenza. La crisi era già strutturale. Ma le opinioni erano diverse. E un vicesindaco si impuntò perché la parola crisi non venisse neppure usata. Finì con un nulla di fatto». Polvere sotto il tappeto, poi il ministro Rutelli ha di nuovo aumentato i contributi. «L´intervento di Rutelli è stato utile, ma certo non risolutivo. E qualcuno si è illuso che la politica, al solito, ci avrebbe messo un pezza». Quale sarebbe la terapia, allora? «Non esiste un intervento risolutivo, ne occorrono diversi e forti. Per prima cosa va cambiata la legge introducendo significativi incentivi fiscali: se il melodramma non attrae investimenti privati, resterà assistito e il declino sarà inarrestabile. Bisogna poi prevedere un regime particolare per la Scala che ha rappresentato un riferimento improprio nella contrattazione, producendo distorsioni. Se Milano firmava un accordo, quello diventava un modello anche per i teatro più piccoli». Così oggi il 70% dei costi è assorbito dal personale. «Ecco perché si deve voltare pagina, togliendo i vincoli di legge sugli organici e intervenendo anche su contratti e retribuzioni. Occorre un regime profondamente diverso per il futuro, con dinamiche e costi compatibili con l´attività. E poiché una legge e un nuovo sistema contrattuale daranno frutti nel tempo, va concordato un regime transitorio che riduca le spese. Subito. Non tra dieci anni, perché nel frattempo si muore». L´ex leader della Cgil vuole ridurre il costo del lavoro e aumentare la produttività? «Certo, ed è necessaria la disponibilità dei sindacati. Conoscono la gravità della situazione. Da soggetti responsabili quali sono sanno che non ci sono alternative. Qui è persino peggio di Alitalia. Non se ne esce senza un accordo per ridurre i costi». Sacrifici inevitabili? «Da concordare, però. E il ruolo del governo è decisivo. Serve per tutti un piano transitorio di tre anni che preveda fondi e incentivi vincolati alla riduzione dei costi a breve. Altre strade possono soltanto prolungare l´agonia. E´ possibile che una città resista un po´ di più. Ma il blocco è vicino per tutti».

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gazebi e sezioni, la lega sbarca a roma - concetto vecchio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 10-11-2008)

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Pagina 12 - Interni Parteciperà con il proprio simbolo alle elezioni amministrative. A guidarla c´è un´ex modella che vive ai Parioli Gazebi e sezioni, la Lega sbarca a Roma Claudia Bellocchi: "A Latina 500 iscritti, la gente ci vuol bene, mi dicono Mejo lei de Calderoli" CONCETTO VECCHIO ROMA - Leghisti ai Parioli. Volantini con la scritta "Padroni a casa nostra" a sormontare l´effigie di Alberto da Giussano. Il movimento giovanile del Lazio che lancia il tesseramento al grido: «Ama la tua terra!». A Latina, dove si vota a giugno per le provinciali, pronta una lista con il simbolo Lega Nord. Idem a Sabaudia. Costituita la segreteria della Lega Roma, composta da quattro membri, tutti romani: un avvocato, un ex pilota Alitalia, una pr e lei, Claudia Bellocchi, 36 anni, l´ex modella che scappava dalle sfilate per andare ai comizi di Bossi. «I miei sono di destra, ma io sono sempre stata leghista, la pecora nera della famiglia». Un anno fa ha spontaneamente cominciato ad attaccare adesivi ai Parioli, il quartiere della Roma bene, «per vedere l´effetto che fa». Al partito nemmeno la conoscevano. Il presidente federale Angelo Alessandri ha preso nota del numero di cellulare indicato sul manifestino e l´ha chiamata. Oggi la Bellocchi è il primo soldato padano all´ombra del Cupolone. Cose da pazzi. Ancora sei mesi fa la Lega annunciava: «Più lontani da Roma, più vicini a te. Basta Roma!». E Bossi, sobriamente: «Con i fucili contro le canaglie romane». Tra qualche settimana i romani si ritroveranno un gazebo ad ogni fermata delle metro A e B. Punti di ascolto di militanti con il fazzoletto verde e la maglietta «la Lega ce l´ha duro». «è la nostra Onda, sfruttiamola», dice Alessandri. L´altro giorno nella sede romana, in via del Viminale, si sono presentati due falegnami di Ardea che chiedevano d´iscriversi. A Latina (500 iscritti) il partito è retto da una farmacista ex mussoliniana, Liliana D´Ottavi, detta Lilli. A Nettuno e Anzio ci sono due consiglieri fuoriusciti dalla Destra. A Manziana, vicino Bracciano, una sezione di trenta militanti coordinati da un ex generale legato ad An. Hanno telefonato da Viterbo: un gruppo di avvocati e imprenditori chiede di poter avviare il tesseramento 2009. A Cetrano (Frosinone) la Lega appoggia sessanta famiglie che si battono contro il nuovo casello. Perfino i tassisti capitolini si stanno convertendo al leghismo, assicura la Bellocchi, che ne piglia quattro al giorno: «Stravedono per Maroni». Ma è soprattutto nell´Agro Pontino, terra di immigrazione veneta e friulana, e dove talvolta anche le seconde generazioni parlano il dialetto dei padri, che si appuntano le maggiori speranze di proselitismo. Il presidente della locale associazione di veneti, Alessandro Panzarini, ammette i buoni rapporti di vicinato, ma aggiunge che il suo sodalizio non fa politica. La Bellocchi batte i quartieri palmo a palmo. L´accolgono con un «mejo lei de Calderoli». «La gente vuol vedere facce, persone in carne e ossa, e noi ci siamo: del resto questo è il modello che ci ha fatto vincere al Nord». La chiamano soprattutto ex forzitalioti, aennini delusi, storaciani in crisi. Un trionfo. Il rischio è che sfruttino furbescamente l´Onda. Nel quartiere Prati la cellula è costituita da una coppia uscita dal movimento giovanile di Forza Italia. La Bellocchi promette vigilanza: «Non siamo la stazione Termini».

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Alitalia, la sfida dei piloti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-10 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Mossa degli autonomi. La Cai: trattativa chiusa. Trasporti, un lunedì nero Alitalia, la sfida dei piloti Quattordici giorni di sciopero. Il governo: non ci spaventate MILANO — I sindacati autonomi di piloti e hostess all'attacco della Cai con l'annuncio di 14 giorni di sciopero. Il ministro dei Trasporti, Matteoli: «Il governo non si lascerà intimidire». Trasporti, oggi rischio caos. ALLE PAGINE 2 E 3 De Rosa, Piccolillo, Roncone, Sensini

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Alitalia, piloti in sciopero Il governo: non li temiamo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-10 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia, piloti in sciopero Il governo: non li temiamo Il fronte del no: fermi 14 giorni. Replica Cai: trattativa chiusa La cordata di Colaninno dice no alla richiesta di incontro urgente dei 5 sindacati. Domani vertice con Cgil, Cisl, Uil e Ugl MILANO — I sindacati autonomi dell'Alitalia dichiarano guerra alla Cai. Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl hanno annunciato 14 giorni di sciopero, oltre al 25 novembre come già annunciato, se da parte di Roberto Colaninno e soci persisterà l'atteggiamento «di rigida chiusura» peraltro «fortemente sostenuto dal governo», davanti alla richiesta di discutere i criteri di assunzione nella nuova compagnia. A stretto giro il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, ha risposto che «il governo non si lascerà intimidire» dalla «dichiarazione di guerra» di piloti e hostess. E Cai ha fatto sapere in serata che non ci sarà nessuna riapertura. Dunque si va al muro contro muro. In una nota Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl sono tornate a denunciare l'adozione di «criteri di assunzione iniqui, socialmente inaccettabili e non rispettosi delle anzianità aziendali maturate dai lavoratori» da parte di Cai, accusando Cgil, Cisl, Uil e Ugl di aver firmato a fine ottobre un documento che stravolge i contenuti dell'accordo quadro di Palazzo Chigi. E per questo la scorsa settimana i sindacati autonomi hanno scritto a Cai e governo chiedendo un «incontro urgentissimo ». Ieri sono tornati alla carica annunciando che se non ci sarà un'apertura incroceranno le braccia il 6 dicembre, il 7,16 e 27 gennaio, il 9 e 20 febbraio, il 3,16 e 27 marzo, il 7 e il 20 aprile e il 5,15 e 26 maggio del 2009. Cai, tuttavia, non intende tornare indietro e in una nota di risposta alla lettera dei sindacati ha ribadito ieri «che la fase di definizione dei criteri di scelta e della disciplina collettiva applicabile al personale dipendente della Cai deve ritenersi conclusa il 31 ottobre», respingendo così tutte le richieste. Discorso chiuso, quindi. L'unica soluzione è «aderire al percorso sin qui tracciato e alla delicata fase applicativa degli accordi». Sulla stessa linea il governo «Non possiamo consentire in alcun modo — ha detto Matteoli — che qualcuno possa avere ed esercitare una sorta di diritto di veto contro un'impresa che vuole investire salvando più di 12.500 posti di lavoro, che ha un valido piano industriale per rilanciare una compagnia, la quale diversamente sarebbe già fallita ». Oggi Anpac, Up, Anpav, Avia e Sdl terranno un'assemblea per fare il punto della situazione, mentre domani partiranno le verifiche tra Cai, Cgil, Cisl, Uil e Ugl sugli accordi per la nuova Alitalia. Federico De Rosa

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L'offerta della (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-10 num: - pag: 2 categoria: BREVI L'offerta della Cai Cai ha offerto 1 miliardo per Alitalia: 900 milioni per la capogruppo (di cui 625 debiti), 100 milioni per le controllate

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I ministri compatti: muro contro muro se non è un bluff (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-10 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Retroscena Esclusa ormai l'ipotesi di una nuova mediazione I ministri compatti: muro contro muro se non è un bluff ROMA — C'è chi è arrabbiato, e il primo è Altero Matteoli, chi incredulo, come Claudio Scajola, chi preoccupato, come Gianni Letta, e chi addirittura rassegnato, come Maurizio Sacconi. Nel governo gli stati d'animo sono diversi, ma davanti al maxi sciopero proclamato dalle sigle autonome di piloti e assistenti di volo di Alitalia, la reazione è compatta. «Stavolta basta», si dice. L'esecutivo non rincorrerà nessuno. è muro contro muro, anzi, sfida. Tanto più che nel governo, ormai, si comincia a dubitare anche della capacità degli autonomi, in questa situazione della compagnia aerea, di ottenere successo nell'iniziativa. A Palazzo Chigi, dove hanno accolto con una certa irritazione l'accusa dei sindacati di aver cambiato le carte in tavola per favorire i nuovi acquirenti della compagnia, una nuova mediazione viene comunque esclusa. Secondo il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, dopo aver ottenuto il via libera all'accordo con la Cai dei tre sindacati confederali, compreso quello faticosamente strappato alla Cgil, non si può certo riaprire la trattativa. E quella di Matteoli in risposta alla notizia dello sciopero è, in parole semplici, l'annuncio di una precettazione. Del resto nessuno vede margini per l'avvio di un negoziato. I sindacati autonomi di piloti e assistenti di volo, secondo il governo, contestano cose «già concordate e definite», come la questione del part-time e dei criteri di assunzione nella nuova compagnia. E, in ogni caso, a giudizio dell'esecutivo, si tratta di richieste impossibili da esaudire. A cominciare dagli interventi richiesti per migliorare il profilo previdenziale dei piloti. Tra il ministero del Welfare e quello dell'Economia si sono fatti due conti. E sono arrivati alla conclusione che quella sola clausola costerebbe la bellezza di 300 milioni. Che il governo non ha. E che, se mai avesse, visti i chiari di luna della crisi, non la spenderebbe per le pensioni dei piloti. A indisporre l'esecutivo ha contribuito anche la cadenza degli scioperi, quindici giorni spalmati nell'arco dei prossimi cinque mesi. Uno sciopero che comincerebbe nel corso della gestione commissariale, ma che continuerebbe anche oltre, con i nuovi azionisti privati che entro il 30 novembre dovranno formulare l'offerta definitiva per rilevare l'Alitalia dallo Stato. «Non si può impedire a un'impresa privata di intraprendere» sostiene il ministro delle Attività Produttive, Claudio Scajola. Probabile, dunque, che si arrivi alla sfida. Anche perché nel governo molti sono convinti che lo sciopero proclamato dagli autonomi sia un tentativo disperato. Se non addirittura un bluff, una scommessa fatta contando sull'appoggio delle altre categorie del personale Alitalia. Che al governo non sembra far paura. Mario Sensini Altero Matteoli

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I piloti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-10 num: - pag: 2 autore: di LINA SOTIS categoria: REDAZIONALE Qui Lina I piloti e le hostess sperano che lo Stato non faccia fallire l'Alitalia. Sono fallite Swissair, Sabena, Varig, perché non l'Alitalia? Più che sciopero è suicidio lsotis@corriere.it

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Scioperi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-10 num: - pag: 3 categoria: BREVI Scioperi In deposito metro e tram Oggi sciopero di bus e metro con orari diversi da città a città Treni immobili per 24 ore I treni rimarranno fermi in stazione fino alle 21 di oggi Trasporti aerei bloccati il 25 Il 25 novembre scioperi in Alitalia, Meridiana e Eurofly

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L'Osservatorio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 10-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-10 num: - pag: 3 categoria: BREVI L'Osservatorio di Renato Mannheimer Il sindacato rappresenta ancora la maggioranza dei lavoratori? Il dubbio è sorto ad alcuni osservatori in relazione a vicende recenti, dal caso Alitalia alla trattativa sulla contrattazione. Nell'insieme, questi episodi hanno contribuito a sviluppare un dibattito sul ruolo e sulla funzione del sindacato, suscitando reazioni e pareri contrastanti e contribuendo a ridelineare la sua immagine tra i cittadini. Da un verso i sindacati – o, di volta in volta, qualcuno tra essi – sono stati accusati di avere assunto spesso una funzione di freno per lo sviluppo economico e sociale del Paese. Dall'altro, secondo alcuni, le organizzazioni di rappresentanza non sarebbero in realtà più espressione della maggioranza "vera" dei lavoratori, ma ormai solo di una minoranza. Qual è l'opinione prevalente nel Paese? Si riscontrano atteggiamenti contraddittori: a) la maggioranza della popolazione ritiene che, malgrado tutto, il sindacato continui in generale a svolgere un ruolo essenziale per lo sviluppo. Ma questa opinione, espressa dal 49%, è solo poco più diffusa del parere opposto, secondo cui le scelte di alcuni sindacati finiscono, sempre più spesso, col costituire un ruolo di ostacolo alla crescita. La scelta tra l'una e l'altra opzione è, com'è ovvio, influenzata dall'orientamento politico: poco più del 60% dell'elettorato di Berlusconi sottolinea il ruolo di freno svolto da alcune

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ROMA I sindacati autonomi dei piloti e degli assistenti di volo annunciano altri 14 giorni di sciop... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)

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Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi ROMA I sindacati autonomi dei piloti e degli assistenti di volo annunciano altri 14 giorni di sciopero, fino a maggio 2009, oltre a quello già fissato per il 25 novembre. I sindacati avevano chiesto a Cai di ridiscutere di contratti e selezione del personale per la Nuova Alitalia. In serata è arrivata la risposta dell'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli: le trattative si sono chiuse il 31 ottobre. Intanto, mentre il governo ribadisce che non si farà intimidire, il Garante dei pubblici servizi dice al Messaggero che l'annuncio di scioperi a raffica è illegittimo. «La legge vieta di fissare contemporaneamente più date di stop», dice Martone.

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Alitalia, raffica di scioperi (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)

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Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi Piloti e hostess annunciano 15 stop fino a maggio. La Cai replica: trattativa chiusa Alitalia, raffica di scioperi Il governo: non ci faremo intimidire. Il garante Martone: protesta illegale

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A dicembre 2006 il governo Prodi decide di privatizzare Alitalia. Dopo 16 mesi viene scelta Air F... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)

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Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi A dicembre 2006 il governo Prodi decide di privatizzare Alitalia. Dopo 16 mesi viene scelta Air France che poi si ritira.

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ROMA Per Antonio Martone, garante della legge sugli scioperi nei servizi pubblici, l'a... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)

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Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi di DIODATO PIRONE ROMA Per Antonio Martone, garante della legge sugli scioperi nei servizi pubblici, l'annuncio dello "sciopero infinito" da parte dei piloti Alitalia è illegale. «La legge non consente di dichiarare scioperi in più date, la cosiddetta dichiarazione plurima», dice Martone al Messaggero. Che poi aggiunge: «Si tratta anche di un'osservazione logica: non ha senso fissare date di sciopero diversa dalla prima perché lavoratori e imprese possono raggiungere un accordo in ogni momento». Il garante chiarisce che i lavoratori dei servizi pubblici possono ovviamente scioperare ma rispettando le regole previste per i servizi essenziali: dalle ore di fasce protette al numero minimo di voli da garantire, alla distanza di giorni da una fermata e l'altra. E «devono annunciare uno sciopero alla volta», ribadisce. Quindi solo a partire dal 25 novembre, sciopero già annunciato, l'Anpac e gli altri sindacati autonomi di piloti e assistenti di volo potrebbero fissare un'altra data. Da Garante degli scioperi nei servizi pubblici Martone da anni verifica che nei settori trasporti e sanità vengono fatti molti meno scioperi di quelli annunciati. Con il risultato che disagi ai cittadini e alle aziende si creano comunque e i lavoratori non vengono penalizzati con la perdita di un giorno di paga. E quando si tratta di sanità, visite mediche o interventi chirurgici vengono generalmente rinviati. «Bisogna trovare un modo per superare le conseguenze dell'effetto annuncio - sottolinea Martone - Da tempo proponiamo di modificare la legge al fine di consentire uno sciopero solo dopo un referendum fra i lavoratori».

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Alitalia, proclamati 15 scioperi fino a maggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)

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Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi Alitalia, proclamati 15 scioperi fino a maggio La Cai replica: siamo già venuti incontro alle richieste sindacali, trattative chiuse il 31 ottobre

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ROMA Convocazione il 19 novembre e disponibilità a mettere intorno ad un tavolo tutti coloro c... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)

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Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi di BARBARA CORRAO ROMA Convocazione il 19 novembre e disponibilità a mettere intorno ad un tavolo tutti coloro che manifestano buona volontà. Linea dura nei confronti di chi pone «veti pretestuosi» che rischiano di bloccare i servizi pubblici o impedire il decollo della nuova Alitalia. Il governo, afferma il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, «non si lascerà intimidire dalla dichiarazione di guerra» dei piloti che preannunciano 14 giorni di sciopero e alla vigilia del lunedì nero della mobilità dice chiaro e tondo, agli uni e agli altri, che è disposto ad «assumersi tutte le responsabilità e i provvedimenti necessari». Il che significa: anche la precettazione. I sindacati dei trasporti, confederali e autonomi, scioperano per la terza volta. Chiedono il contratto unico. E dicono che finora nulla è stato fatto per aprire la trattativa. «Non è proprio così. Ho convocato i sindacati per il 19 novembre chiedendo di sospendere lo sciopero in attesa della riunione. Prima non potevo: la prossima settimana sarò all'estero, in Turchia e si sono accumulati una serie di impegni. Mauro Moretti delle Ferrovie e Marcello Panettoni dell'Asstra, l'associazione delle aziende di trasporto pubblico locale, mi avevano assicurato la loro disponibilità». E poi, cosa è successo? «Alcune sigle prima mi hanno detto sì e poi, evidentemente, hanno preso il sopravvento altre logiche. Se si chiede una mediazione, il governo dà la sua disponibilità e poi si sciopera lo stesso, si parte male. Comunque, la convocazione non la disdico. Spero che da qui ad allora si possano sospendere tutti gli scioperi e preparare il terreno per arrivare alla riunione in modo costruttivo». Insomma, lei chiede una tregua. L'Asstra dice che le richieste comportano un costo aggiuntivo per le aziende del 20%. «Lo vedremo. I sindacati dicono che non è così. Al tavolo unitario ha dato la sua disponibilità anche il ministro Sacconi. Potrà dare il suo contributo a stabilire l'incidenza del nuovo contratto». Si ricomincia con i trasporti a singhiozzo e viaggiatori a piedi? «Personalmente ho l'obbligo di garantire il servizio pubblico. In questa occasione, non ho ritenuto di dover ricorrere alla precettazione perché lo sciopero è un diritto dei lavoratori, quando viene attuato secondo le procedure previste. Ma se appare pretestuoso, allora è chiaro che non posso consentire l'interruzione di pubblico servizio. Vediamo di arrivare al 19 e di stabilire un punto d'incontro. Cercherò, nel frattempo, di parlare con le singole parti per arrivare all'appuntamento con un'agenda già avviata». Nel frattempo, si inasprisce lo scontro tra Cai, piloti e personale di volo. Hanno dichiarato 14 giorni di sciopero. «Resto veramente sconcertato. Ma contro chi scioperano? Contro la Cai che non ha ancora preso possesso dell'azienda? Contro Alitalia che è sotto commissariamento straordinario? O forse contro il governo che ha svolto una mediazione e che continua a farlo? O contro Letta che ha accettato di fare da garante sull'applicazione dell'accordo? E poi, scioperare addirittura fino a maggio! Proprio non riesco a capire». Forse anche la Compagnia italiana ha sottovalutato la reazione quando è andata avanti con la convocazione dei confederali che avevano già firmato... «La convocazione riguarda i sindacati che avevano firmato l'accordo, per definire meglio alcuni aspetti marginali, ancora da chiarire, sotto la supervisione del sottosegretario Letta. Ma qui, siamo di fronte ad un fatto nuovo. A me pare un'ubriacatura che non ha precedenti». Ora cosa può succedere? «Il governo non accetterà mai che sindacati autonomi, in rappresentanza di poche migliaia di persone, possano mettere il veto a venti imprenditori che vogliono salvare 12.500 posti di lavoro e creare sviluppo nel paese. Se sperano che assistiamo inerti, se lo scordano». Intende dire che ricorrerà alla precettazione? «Le dicevo, prima, che non assisteremo impassibili a tentativi di boicottaggio del servizio pubblico locale. A maggior ragione assumerò tutte le responsabilità che il mio ruolo mi assegna nei confronti di chi volesse impedire il salvataggio dell'Alitalia. Aspetteremo il parere del Garante per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Poi il governo adempirà ai suoi doveri e prenderà i provvedimenti del caso».

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ROMA Cominciano il 25 novembre aderendo allo sciopero proclamato dalla Cub. E non si ferman... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)

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Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi di ROSSELLA LAMA ROMA Cominciano il 25 novembre aderendo allo sciopero proclamato dalla Cub. E non si fermano. Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e SDl preannunciano anche altri quattordici giorni di astensione dal lavoro fino al 26 maggio del 2009. Piloti e assistenti di volo denunciano «il perpetuarsi dell'atteggiamento di rigida chiusura adottato dalla Cai», che non vuole riaprire la trattativa dopo aver già ottenuto la firma di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. E «l'adozione di criteri di assunzione iniqui, socialmente inaccettabili e non rispettosi delle anzianità aziendali maturate dai lavoratori», compreso il rifiuto posto dalla cordata guidata da Colaninno di utilizzare il part-time nelle assunzioni, «senza oneri aggiuntivi per l'azienda». Secondo il "fronte del no" l'operazione Cai «genererà paradossalmente un costo per i contribuenti superiore a quello della vecchia Alitalia, indebitata ed inefficiente». Il calendario degli scioperi che seguono quello del 25 novembre è già fatto: 6 dicembre, 7-16-27 gennaio dell'anno prossimo, poi 9 e 20 febbraio, 3-16 e 27 marzo, 7 e 20 aprile, 4-15 e 26 maggio. Giovedì piloti e assistenti di volo avevano chiesto un incontro alla società guidata da Colaninno per riaprire il tavolo di confronto su contratti e selezione del personale per la nuova Alitalia. Ieri sera è arrivata la risposta. Ed è un no. «Non possiamo che ribadire, conclusivamente, che la fase di definizione dei criteri di scelta e della disciplina collettiva applicabile al personale dipendente della Compagnia Aerea italiana deve ritenenrsi conclusa il 31 ottobre scorso». Nessuna riapertura della trattativa, dunque. L'accordo resta quello firmato a palazzo Chigi con Cgil, Cisl, Uil e Ugl, e che i sindacati autonomi non hanno voluto sottoscrivere. Nella lettera che porta la firma di Rocco Sabelli, l'amministratore delegato di Cai, si sottolinea che i 12.639 lavoratori che la nuova società assumerà «saranno selezionati in coerenza con le esigenze del nuovo progetto industriale». Che «si terrà contro, tra l'altro, anche dell'anzianità aziendale», e che «sarà favorità l'assunzione di chi è portatore di particolari esigenze di carattere sociale». Per questa mattina il commissario straordinario, Augusto Fantozzi ha convocato tutte e nove le sigle sindacali per avviare le procedure di mobilità di 16.075 dipendenti. I lavoratori sanno messi in cassa integrazione e da questo bacino attingerà la nuova Alitalia per procedere alle assunzioni, in nome di quella discontinuità aziendale chiesta dalla Ue che dopodomani dovrebbe pronunciarsi su tutta l'operazione. Contemporaneamente a Fiumicino il "fronte del no" tiene una nuova assemblea di lavoratori.

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ROMA - Nessuno pensa che l'università vada difesa nella forma in cui si presenta ogg... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)

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Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi ROMA - «Nessuno pensa che l'università vada difesa nella forma in cui si presenta oggi. Troppi sono gli sprechi, i feudi di potere, i concorsi poco trasparenti. Però i provvedimenti del governo si limitano ai tagli, si parla di quasi due miliardi di euro, e a spingere gli atenei a trasformarsi in Fondazioni private. Questa è una ricetta di liquidazione, non di rilancio», Francesco Mauriello, presidente dell'Adi, dell'Associazione dottorandi e dottori di ricerca, sintetizza così le ragioni che spingono studenti e professori a continuare la protesta, nonostante l'apertura del governo. E oggi inizia una nuova settimana di passione per l'università, che si prepara a scendere in piazza venerdì a Roma per lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria contro i tagli e la riforma Gelmini. Intanto in serata sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale il decreto legge varato giovedì dal Consiglio dei ministri: il testo sarà immediatamente in vigore perché modifica le regole dei concorsi, già banditi da tempo, le cui domande scadono proprio oggi. Ma il decreto prima di essere pubblicato dovrà essere firmato stamattina dal Capo dello Stato. Una corsa contro il tempo per poter mandare avanti la complessa macchina dei tanto attesi concorsi. Mentre il ministero è al lavoro per dare corpo alle linee guida che ispireranno la riforma gli studenti organizzano nuove forme di lotta. La Sapienza ieri ha riaperto le porte dei laboratori di fisica e chimica per far conoscere gli esperimenti ai bambini, oggi in alcune città i ricercatori andranno nei mercati rionali per spiegare alla gente che «l'università è alla frutta». Mentre domani, a Roma, sempre i giovani ricercatori andranno nelle Ambasciate per chiedere "asilo politico". «Qui non abbiamo prospettive», dicono. Dal mondo della politica arriva l'intervento di Antonio Di Pietro: «I soldi tolti alla scuola vanno restituiti, non si può lasciare la riforma dell'istruzione al ministro dell'Economia. Trovo positivo che il governo abbia deciso di travasare in un ddl ciò che era in un decreto, questo dimostra che è stato preso con le mani nella marmellata». La Rete degli Studenti, invece, ha chiesto alla maggioranza di ammettere i «propri errori e di ritirare i decreti su scuola e università. «Prima di tutto - sottolineano gli studenti - avvertiamo che non accetteremo nessuno scaricabarile da parte degli esponenti del governo, il ministro Gelmini è esecutrice di un progetto condiviso da tutta la maggioranza, e non sarà individuando in lei un capro espiatorio che la maggioranza di Governo riacquisterà consenso». Intanto, le regioni del Sud discutono sui problemi delle loro scuole. Dagli Stati Generali degli istituti del Mezzogiorno è arrivato l'impegno dei parlamenti locali che che si sono detti pronti a investire un miliardo e mezzo di euro in tre anni per qualificare la scuola nel Mezzogiorno. Corrado Gabriele, assessore all'Istruzione della Regione Campania (che da sola ne ha stanziati 300 di milioni solo per le infrastrutture), ha chiesto «al Governo di fare lo stesso sforzo fatto per salvare l'Alitalia». A. Ser.

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A RISCHIO LA ROMA-FIUMICINO (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)

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Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi A RISCHIO LA ROMA-FIUMICINO Per protesta i dipendenti Alitalia potrebbero bloccare la via per l'aeroporto

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Auto incolonnate, passeggeri in attesa di un'autobus o di un treno che non arriva, stazioni chi... (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 10-11-2008)

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Lunedì 10 Novembre 2008 Chiudi Auto incolonnate, passeggeri in attesa di un'autobus o di un treno che non arriva, stazioni chiuse. È lo scenario che si preannuncia per oggi. Ventiquattro ore di fuoco nel settore dei trasporti. Riguarderà i ferrovieri e gli addetti del trasporto pubblico locale che già da ieri hanno iniziato a incrociare le braccia per lo sciopero indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast. L'agitazione è a sostegno della vertenza per il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro della mobilità per gli addetti al trasporto locale, ferroviario e servizi. A Roma le sciopero è già iniziato dalle 21 di ieri con lo stop dei treni. Proseguirà oggi dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio per lo stop di autobus, tram e metropolitane. Sarà assicurata, dunque, la fascia di garanzia. Fronte del no. Sia chiaro, tutta la città può intendersi "a rischio", dalle periferie al centro storico. Ma la zona cui il "lunedì nero" dei trasporti potrebbe assumere tonalità ancora più scure sarà l'autostrada Roma-Fiumicino. Allo sciopero degli addetti al trasporto locale e ferroviario si sommerà la protesta dei dipendenti Alitalia, il cosiddetto «Fronte del no» che ha raggiunto l'intesa con la Cai. Sono cinque infatti le sigle sindacali Anpac, Unione Piloti, Avia, Anpav e Sdl che hanno invitato i loro iscritti a raggiungere in auto la mensa di Fiumicino e a rallentare il traffico e potrebbero intasare ulteriormente il traffico e provocare ingorghi. Una sorta di sciopero terra-aria che ha un unico precedente: la protesta dei conducenti dei Tir che bloccarono le autostrade italiane. Mobilitati i vigili. Si preannuncia, dunque, una giornata di passione per i romani. Ma anche per i vigili urbani che hanno rafforzato le pattuglie in servizio. Come avviene sempre in occasione di scioperi dei trasporti si potrà circolare liberamente, anche nella zona a traffico limitato. E saranno comunque garantiti i treni a lunga percorrenza e i servizi minimi del trasporto locale nelle fasce orarie di maggiore frequentazione previsti dalla legge. Inoltre sarà assicurato il collegamento tra Roma Termini e l'aeroporto di Fiumicino, attraverso il treno Leonardo Express o con autobus sostitutivi. Cantieri e deviazioni. Non bastassero gli scioperi ci si mettono anche i cantieri. Da oggi, per i lavori in corso su via Portuense, tra via Luigi Negrelli e via della Muratella, nel XV Municipio, è prevista la deviazione delle linee 701 (anche le corse limitate) e 808. Inoltre, potrà cambiare strada anche il collegamento 089. Lo comunica Atac. Più in dettaglio, i bus della 701 verso via Cristoforo Sabbadino, e della 808 verso via dei Capasso, seguiranno il normale itinerario sino a via della Muratella all'altezza di via Castel Malnome, per poi proseguire proprio per via di Castel Malnome, percorrere la bretella fino a via di Ponte Galeria, svoltare a destra per via di Ponte Galeria e poi tornare sul normale percorso su via Portuense. Infine, per il 701 saranno temporaneamente soppresse le fermate «Muratella/Castel Malnome» e «Portuense/Ponte Galeria Fm1». Per l'808 invece, durante il cantiere, previsto sino alla fine del mese, saranno soppresse le fermate «Portuense/Ex Dazio»,«Portuense/Ponte Galeria Fm1» e «Portuense Magliana». La fermata a trespolo delle linee 38, 80Express, 86, 88, 93 e 233 che si trova su viale Libia, in direzione del ponte delle Valli, vicino piazza Gondar, è stata temporaneamente soppressa. C.R.

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I piloti sfidano Alitalia: è sciopero La Cai resiste: "Ne assumeremo altri" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 45 del 2008-11-10 pagina 0 I piloti sfidano Alitalia: è sciopero La Cai resiste: "Ne assumeremo altri" di Massimo Restelli Programmati 15 giorni di sciopero: le sigle paralizzano i cieli per difendere i privilegi nonostante l'azienda sia in crisi. Ma la Cai resiste all?assalto finale del "fronte del no": è pronta a chiamare dipendenti di altre compagnie. Tra i partner favorita Air France: verserebbe 200 milioni per il 20% della nuova compagnia. Matteoli: "Il governo non si farà intimidire" Roma - Il «fronte del no» tenta l?assalto finale, ma Cai lascia a terra i sindacati autonomi di piloti e hostess ribadendo che il tempo delle trattative è scaduto il 31 ottobre. Lo scontro si è inasprito ieri, quando le sigle ribelli di Alitalia hanno annunciato una raffica di scioperi: Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl hanno invitato gli iscritti a incrociare le braccia per 15 giorni distribuiti dal 25 novembre al mese di maggio del prossimo anno. Hanno chiesto a Cai un incontro «urgentissimo» per riaprire il tavolo sui contratti e sui criteri di selezione del personale del nuovo gruppo, lamentando la «gravissima situazione» provocata dalla «rigida chiusura» di Cai. Una guerra di nervi, insufficiente però a mutare la rotta tracciata dalla cordata di imprenditori italiani disposti a salvare Alitalia rilevandone gran parte delle attività sotto la guida del presidente Roberto Colaninno. Dopo una giornata di contatti serrati con legali e consulenti, Cai ha infatti respinto ogni attacco in una dettagliata lettera indirizzata ai ribelli. Due pagine dal sapore giuridico (trasmesse anche alla presidenza del Consiglio e al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi) dove Colaninno e l?ad Rocco Sabelli ribadiscono «che la fase di definizione dei criteri di scelta e della disciplina collettiva applicabile al personale dipendente della Compagnia aerea italiana deve ritenersi conclusa il 31 ottobre scorso» con gli accordi sottoscritti a Palazzo Chigi. Nella missiva che risponde al carteggio sindacale del 6 novembre, Cai ricorda poi che assumerà 12.639 persone, selezionandole in base ad esigenze industriali e tenendo conto dell?anzianità aziendale. In sostanza secondo Cai il contratto sottoscritto con le quattro sigle confederali (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt trasporti e Ugl) rispecchia appieno l?accordo quadro precedente mentre alcune richieste sono state respinte perché superano tale spirito. Malgrado la porta del dialogo resti aperta, Colaninno va avanti. Pronto, in mancanza di un ripensamento della base, a utilizzare ogni mezzo. A scavalcare il muro dei sindacati procedendo alla chiamata nominativa dei piloti per convincerli o a cercare tra i concorrenti come Ryanair. La decisione potrebbe scattare non appena sarà completato l?iter dell?offerta vincolante (che scade a fine mese) e in ogni caso in tempo per rendere la nuova Alitalia operativa da dicembre. In settimana, intanto, è atteso il verdetto della Ue sull?offerta e sul prestito ponte (probabilmente mercoledì) e forse anche il parere di Fantozzi. Cui seguirà la scelta dell?alleato internazionale: quasi sicuramente Air France che verserebbe 200 milioni in cambio del 20% della nuova compagnia ma senza interferire nella gestione per alcuni anni (a differenza di quanto chiede invece l?altra pretendente Lufthansa). Colaninno vuole quindi rispettare l?agenda, a dispetto dell?assemblea convocata questa mattina dai sindacati ribelli a partire dalle ore 9 nella sala mensa di Fiumicino; con tanto di invito agli iscritti a raggiungere in auto un appuntamento che si preannuncia molto affollato così da aumentare ingorghi e disagi per le famiglie italiane già alle prese con lo stop di treni e mezzi pubblici. Gli autonomi sono saliti sulle barricate e «costantemente riuniti in una unità di crisi» denunciano «la gravissima situazione» provocata dal «perpetuarsi dell?atteggiamento di rigida chiusura adottato da Cai, fortemente sostenuta dal governo». Secondo i ribelli, Cai, «con la complicità di Cgil, Cisl, Uil e Ugl ha stravolto e disatteso i contratti collettivi di lavoro già concordati e sottoscritti a settembre a Palazzo Chigi da tutte le sigle sindacali e dal governo». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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L'OLIGARCHIA DELLA BRIOCHE (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)

Argomenti: Alitalia

n. 45 del 2008-11-10 pagina 0 L'OLIGARCHIA DELLA BRIOCHE di Nicola Porro Alla fine ci troveremo nell?incredibile condizione di dover ringraziare i piloti ribelli dell?Alitalia. Ma ad una sola condizione. Che continuino a scioperare, a bloccare l?Italia, come hanno annunciato per i prossimi mesi. Che non mollino la loro intransigente posizione nei confronti di Cai, la nuova compagnia messa in piedi in un fiat da Colaninno. Il loro indifendibile arroccamento potrà rappresentare uno spartiacque nelle relazioni industriali in Italia. Grazie a loro, finalmente, si potranno affermare alcuni principi semplici semplici. Vediamoli. In un?azienda il piano industriale lo fanno i manager e non i loro dipendenti. Lo sciopero è un diritto vitale per un lavoratore, ma il suo abuso lo svuota. Le imprese nascono per servire i propri clienti e non solo i propri lavoratori. E infine una gran parte dei contribuenti italiani non ha alcuna intenzione di pagare ancora il biglietto per una compagnia aerea che brucia ogni giorno due milioni di euro. Certo nei prossimi mesi occorrerà che tutti stringano la cinghia. Colaninno e soci debbono mantenere intatta la propria posizione: non si tratta più. Ciò comporterà ulteriori disagi. E il governo non deve retrocedere di un millimetro. E poi gli incolpevoli clienti del trasporto aereo: dovranno capire che in gioco non c?è solo il futuro di un?azienda e il proprio disagio personale. Il caso Alitalia vive la fortunata circostanza per la quale chi maggiormente si ribella è maggiormente retribuito. Non si tratta d?una battaglia per il minimo garantito. Ma di uno scontro per un pranzo al ristorante. Con i piloti, non si può identificare il lavoratore medio italiano. Le loro buste paga (in gran parte detassate come quelle dei parlamentari) rappresentano la plastica raffigurazione di un dipendente qualificato e dunque ben retribuito. E non già dell?operaio o dell?impiegato medio. Certo in un Paese in cui ancora gli studenti cercano solidarietà davanti ai cancelli di una fabbrica, tutto è possibile. Ma in ogni famiglia la crisi economica si è fatta sentire. Chi è più fortunato (si fa per dire) ha visto una porzione dei propri risparmi diminuire. Ma ci sono migliaia di lavoratori senza alcuna protezione e senza più lavoro. Nei primi 9 mesi del 2008 sono state chiuse 340mila imprese. La cassa integrazione ordinaria (quella che dura una decina di settimane e non già i 7 anni garantiti agli ex Alitalia) fa fatica ad essere rifinanziata. E i piloti che fanno? Alzano la posta e vanno alla «dura lotta». Lo facciano. Ogni regime, ogni piccola oligarchia ha bisogno delle proprie brioche per suicidarsi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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<Fanno guerra a chi li ha salvati (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 10-11-2008)

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n. 45 del 2008-11-10 pagina 2 «Fanno guerra a chi li ha salvati di Vincenzo La Manna Il governo non si farà intimidire» Il ministro dei trasporti: «Protesta sconcertante: il piano industriale è solido» La precettazione? «Siamo pronti a tutto per non danneggiare i viaggiatori» Roma«È sconcertante». Non la manda giù? «Da tanti anni mi occupo di politica e di scioperi generali ne ho visti parecchi. Ma non ho mai assistito a nulla del genere». Perché? «Perché si protesta sempre contro un'azienda viva, non contro una società che era morta». Ministro Matteoli, l'annuncio di Anpac, Up, Anpav, Sdl e Avia suona davvero come una «dichiarazione di guerra»? «Assolutamente sì». Come risponderà il governo? «Questo lo vedremo, anche perché al momento stiamo commentando un comunicato stampa. Aspettiamo che si arrivi ad un atto formale e che venga informato il Garante». E poi? «E poi prenderemo tutte le decisioni necessarie». Pensa anche a un'eventuale precettazione? «È presto, stiamo a vedere. Ma garantisco che mi assumerò tutte le responsabilità che mi spettano. E d'intesa con il ministro dell'Interno, nel caso si avvii uno sciopero selvaggio e si prefiguri un'interruzione di pubblico servizio, adotteremo i provvedimenti necessari per non danneggiare i viaggiatori». Linea dura? «La questione è semplice: non ci facciamo intimidire. E il governo non può consentire che si metta un veto a imprenditori che vogliono salvare un'azienda come Alitalia. Sarebbe un precedente pericoloso per tutti i governi, a prescindere dal colore». Ne ha discusso con il premier? «Ancora no, ma so bene d'interpretare anche il suo pensiero. Ne ho parlato invece con Gianni Letta, sconcertato come me e Maurizio Sacconi. Non ci si crede, man mano che mi leggevano le agenzie di stampa trasecolavo». Non se l'aspettava? «Non avrei mai pensato si potesse arrivare a tanto. E poi mi chiedo alcune cose». Cioè? «Dichiarano guerra, ma chi è il nemico? Annunciano quindici giorni di sciopero, ma contro chi lo fanno? Contro Cai, che non vi ha ancora messo piede? O contro il governo, che si è impegnato in maniera continua, senza pause, come ha riconosciuto pure la Cgil?». Se fosse Cai? «Direi che bisogna prendere atto di un dato fondamentale. E cioè, ora c'è finalmente una proprietà concreta, non più astratta. Con un piano industriale valido per rilanciare la compagnia, grazie al quale si salveranno più di 12.500 posti di lavoro». E se fosse il governo? «Ricorderei che io, Sacconi e Letta, siamo stati per settimane fuori dalla porta fino all'alba, sempre pronti a intervenire nel corso delle trattative tra imprenditori e sindacati. Ma non solo...». C'è dell'altro? «Sì, perché siamo andati anche oltre e abbiamo forse azzardato un po'». In che senso? «Il nostro impegno si è spinto al punto da garantire l'80% della retribuzione, per sette anni, a chi rimaneva fuori dalle assunzioni. E l'azzardo sta proprio lì, visto che anche altre aziende erano in crisi. Insomma, abbiamo fatto più del massimo». Ma pare non sia bastato. «Già, è incredibile. E adesso vogliono pure rinegoziare il part-time, dimenticandosi che per trovare l'accordo è stata necessaria una negoziazione di un mese. E che alla fine, la trattativa ha portato Cai all'assunzione di 139 piloti in più». Sì, ma gli autonomi contestano pure il «Lodo Letta». «E che c'entrano loro? Riguarda solo chi l'ha siglato». Dicono anche che l'operazione genererà un costo superiore per i contribuenti. «Certo, la cassa integrazione costa. Ma fra un po' ci verrà rinfacciata pure questo. E sarebbe il colmo, visto che parliamo di sindacalisti». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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