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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL   22-24 maggio 2008        #TOP



Report "Costi dei politici"

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (43)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Un Paese in panne al bivio della storia ( da "Cittadino, Il" del 22-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stella e Rizzo, è un percorso impietoso e lucido tra burocrazia, politica e degrado sociale Èdedicato "a tutti quelli che in questo paese vogliono credere ancora" la nuova inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che, dopo aver denunciato privilegi, arroganza e potere de La casta, arriva oggi in libreria e mostra come il nostro paese sia rimasto bloccato e negli ultimi 15

Denunciati Liguori e l'ex consiglio ( da "Citta' di Salerno, La" del 22-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di aver percepito l'indennitá di funzione pur se consapevoli di svolgere un numero inferiore di commissioni e sedute di consiglio. Infatti l'obiettivo per sostituire il cosiddetto gettone di presenza con l'indennitá di funzione è di produrre un risparmio per l'ente: in altre parole, se il numero dei gettoni di presenza da percepire sulla base del numero di sedute da effettuare

La richiesta dell'assessore Messina ( da "Citta' di Salerno, La" del 22-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Verificato che quell'esborso corrispondeva al pagamento della indennitá di funzione, e che il numero di sedute di consiglio e commissioni non era tale da giustificare il pagamento della indennitá, ma solo quella di un gettone di presenza, l'ente inviò lettere agli allora consiglieri, alcuni rieletti alle ultime amministrative.

L'Informagiovani arriverá in altri 16 comuni cilentani ( da "Citta' di Salerno, La" del 22-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: " Allargata, infine, anche la copertura della Young Card, la speciale carta dedicata ai giovani, che permette agevolazioni negli esercizi commerciali convenzionati. Al cinema, per esempio, si otterrá uno sconto del biglietto di 2 euro. Marco Rizzo.

Traffico in via Aspromonte Adesso spunta un progetto ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 22-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: alla fine di questa legislatura comunale i cinque "parlamentini" per abbattere i costi della politica. In un anno di riunioni un consigliere riscuote dall'amministrazione 83 euro che, tolte le tasse, arrivano circa 60 euro. Al presidente invece spettano 800 euro se non dispone di altri redditi di lavoro. Altrimenti la cifra è dimezzata.

Ora l'obiettivo è ridimensionare i costi della politica ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Regione "Ora l'obiettivo è ridimensionare i costi della politica" GALASSO (PDL) Punta sul debito Daniele Galasso, capogruppo del PdL. "La passata Giunta è stata fortunata quanto a entrate tributarie, ma in realtà ha solo ricorso meno al debito più che ridurlo veramente". Pronti - ha detto - a "ridurre i costi della politica".

Anci: via l'ici, ora dateci più risorse ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Belluno, Novara, La Spezia, Alessandria e Asti Costi della politica. I sindaci hanno apprezzato l'impegno assunto dal presidente Tondo sul fronte della riduzione dei costi della politica, esigenza espressa con forza dai cittadini. E' un'azione condivisibile che deve vedere impegnate tutte le istituzioni.

Un posto in Parlamento: il reddito vola ( da "Corriere della Sera" del 22-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il reddito vola Per chi viene eletto lo scatto dei guadagni è del 78% di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella alle pagine 10 e 11 Cultura Mode&Modi Nautica La figlia di Raymond Aron e i due relativismi La stagione delle regate una passione italiana un inserto di 16 pagine di Sergio Romano a pagina 47 Richiedetelo all'edicolante.

Interventi \ne Repliche ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 22-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: costo ingiustificabili" con la penna di chi è responsabile di realtà quali quella dell'Asia che, parole del Sole-24 Ore, è l'azienda di rifiuti più finanziata in Italia e solo nel 2007 ha 45 milioni di euro di buco. Come può chi governa da sette anni la città di Napoli dirsi preoccupato di possibili sperequazioni di servizi sociali quando già sono tutti al di sotto dei minimi termini

Circoscrizioni: il Comune stanzia 32mila euro ( da "Libertà" del 22-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Si tratta di soldi indispensabili per l'attività dei Quartieri, in particolare per la messa in campo di iniziative che generalmente sono rivolte agli anziani e ai bambini. Dalla cifra sono ovviamente escluse le indennità per i quattro presidenti e i gettoni di presenza dei restanti 56 consiglieri. 22/05/2008.

E' stato ripetuto ieri mattina il consiglio comunale di Ferentino del 29 aprile annullato per un err ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 22-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In pratica si chiede a tutti i consiglieri comunali di rinunciare ai gettoni di presenza ed agli amministratori (sindaco, assessori e presidente del consiglio) di dimezzare i loro compensi. Vedremo quale sarà la decisione. Il consiglio ha poi nominato il presidente del consiglio proprio nella persona di Giuseppe Iorio ed il suo vice, Stefano Vellucci.

I candidati per il consiglio comunale ( da "Sicilia, La" del 22-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rizza Giovanni, Sciuto Salvatore, Gargano Giuseppe. LO STRAPPO Finocchiaro Salvatore, Sorbello Rosario detto Saro, Cutuli Alfio, Motta Giovanni, Chiarenza Giuseppe, Quattrocchi Concettina, Cutuli Maurizio Carmelo, Panebianco Salvatore, Torrisi Salvatore, Fiamingo Giovanni Innocenzo, De Luca Francesco,

Società partecipate, Pighi al veleno Mai usate per incarichi di comodo ( da "Gazzetta di Modena,La" del 23-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ci sono stati numerosi tentativi delle amministrazioni pubbliche di gestire fette di mercati non rilevanti per le finalità dell'ente. Sono costi molto pesanti, ben diversi dai gettoni di presenza di noi consiglieri. Bisogna rendersi conto che molte strutture non rispondono alle logiche di efficienza che vorremmo".

Penso che noi italiani dovremmo essere riconoscenti a Stella e Rizzo per la loro denuncia del declin ( da "Giorno, Il (Milano)" del 23-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 20 Penso che noi italiani dovremmo essere riconoscenti a Stella e Rizzo per la loro denuncia del declin... Penso che noi italiani dovremmo essere riconoscenti a Stella e Rizzo per la loro denuncia del declino morale e materiale del Paese. Grazie a Stella e Rizzo qualcosa già si muove nelle coscienze della gente, con qualche segnale emerso già il 14 aprile.

Anche in pianura vogliono la comunità montana ( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: prosegue Zorzenone citando il caso sollevato dal libro La casta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella - se nella campagna di Taranto è attiva da anni la Comunità montana di Palagiano che si trova a soli trentanove metri di altezza sul mare...". Al momento i comitati sono al lavoro per predisporre lo statuto e definire i confini della Comunità montana.

Perché in italia sono pochi i pannelli solari - corrado augias ( da "Repubblica, La" del 23-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: anche nel Lazio (leggo ne 'La Deriva' di Stella e Rizzo) la sovrintendente ha bloccato tutti gli impianti fotovoltaici "in attesa che il Comitato di settore elabori uno schema di norma di indirizzo a valore per tutto il territorio nazionale". A parte le contorsioni linguistiche un bel guaio che significa: fermi tutti, niente sole.

E oggi in delegazione da Giorgetti ( da "Tribuna di Treviso, La" del 23-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: una perdita pari a un quarto di tutte le risorse del mio Comune, a fronte di una tempestività nel diminuire del 10% i redditi e i gettoni di presenza di consiglieri e assessori o sindaco che, come è noto, con questi non pagano, in molti casi, neppure le spese vive. In compenso crescono però in misura esponenziale i costi del sociale interamente a carico dei Comuni"

PENSO che dovremmo essere riconoscenti a Stella e Rizzo per la loro denuncia del declino mor ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 23-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Serve che tali forme di denuncia civile e impegno sociale tornino, come in passato, a riempire le cronache dei media. Abbiamo bisogno per risalire la china di tanti Stella e Rizzo, non di demagoghi come Grillo! Rolando De Cesaris, Ascoli Piceno.

Stop all'ici comuni in affanno - mario centorrino ( da "Repubblica, La" del 23-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Abbiamo visto le resistenze emerse sulla riduzione dei costi della politica. Sono resistenze che possono aver gioco favorevole fin quando non saranno messe a confronto con sacrifici obbligati da tagli di servizi assistenziali. Paradossalmente, è proprio interesse degli apparati politici aver mano leggera nella compressione della spesa.

Un topo ci insegna a leggere e ridicolizza i falsi pedagoghi ( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sarebbero andate davvero così come sono andate senza il milione di copie del libro intitolato La casta di Rizzo e Stella? E i "figli di un dio minore" avrebbero davvero cambiato statuto anagrafico, senza i libri di Pansa? Si celebrano i cento anni dalla nascita di Giovannino Guareschi: quali furono gli esiti elettorali indotti da libri come Mondo piccolo e Italia provvisoria?

Provincia: sì al confronto ma no alla demagogia ( da "Tirreno, Il" del 23-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei "costi della politica" - si legge in una nota - abbiamo apprezzato il giudizio positivo espresso dalla parte sindacale rispetto al processo adottato dall'ente in merito alla stabilizzazione del lavoro precario. Si sottolinea inoltre che, nell'ambito del confronto in atto, l'amministrazione ha risposto a molte delle richieste avanzate dalla Rsu nella proposta condivisa anche da

Premiare chi prende il tram penalizzare chi usa l'auto - nicola giuliano ( da "Repubblica, La" del 23-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: le pagine dei giornali stranieri che ne parlano, come qualcosa di nuovo, di bello che viene dalla capitale delle ferite. Provate a immaginare un sindaco, un politico che resiste alla protesta per un provvedimento impopolare ma importante. Forse è di questo che abbiamo bisogno, ritrovare la forza di immaginare una realtà differente e cominciare a realizzare i progetti per attuarla.

Occasione unica per rifare il Paese ( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quasi tutto il Governo, compreso Silvio Berlusconi, le massime cariche dello Stato, i sindacalisti. La Marcegaglia elenca le scelte "non più rinviabili ", a partire dalla politica. Servono le riforme istituzionali: più poteri al premier, nuova legge elettorale, bicameralismo perfetto. Vanno ridotti i costi della politica.

La deriva dei commissari per le emergenze ( da "Centro, Il" del 23-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Di Carlo Pace La "deriva" dei Commissari per le emergenze Nell'ultimo libro di Stella e Rizzo "La deriva" c'è, tra l'altro, un capitolo dedicato alla figura dei Commissari per le emergenze, proliferati in questi ultimi anni, e di cui poco si conosce pur se amministrano cospicue somme pubbliche in regime di pressocché monopolio.

Sussidiarietà e taglio dei costi: ecco i principi della legge ( da "Varesenews" del 23-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: componenti di diritto dell'assemblea ed elettori della giunta), riduzione di almeno il 70% del gettone di presenza per il presidente e i membri dell'esecutivo. Queste alcune delle novità introdotte dal progetto di legge "Riordino delle Comunità montane della Lombardia, disciplina delle Unioni di Comuni lombarde e sostegno all'esercizio associato di funzioni e servizi comunali"

Chi di spada ferisce ( da "Opinione, L'" del 23-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: seller "La Casta" di Stella e Rizzo. Del resto: chi non lo sapeva che il sistema-Paese non decolla "anche" a causa delle relazioni sindacali più di stampo sovietico che occidentale? Vedi le recenti vicende di Alitalia e la fuga di tutti i compratori esteri che hanno osato sfidare i sindacati dei piloti e del personale di volo.

"La deriva" di Gian Antonio Stella ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 23-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: scritto ancora una volta con il collega del "Corriere della Sera" Sergio Rizzo.Introdurrà la serata e coordinerà il dibattito il giornalista Antonio Stefani. Dopo il clamoroso successo de La casta, la nuova inchiesta di Stella e Rizzo mostra come il nostro Paese sia rimasto bloccato e sia ormai il fanalino di coda dell'Europa.

Province, l'Unione pronta a lasciare Udine ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 23-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ufficio di presidenza cui andrebbe, come per quelli del consiglio direttivo, solo il gettone di presenza previsto dalla normativa regionale di circa 116 euro".Nell'agenda di Gherghetta, inoltre, la riduzione delle consulenze esterne e del costo del personale, per arrivare progressivamente al dimezzamento dell'attuale bilancio Upi,

L'Italia è un Paese alla deriva ( da "Sicilia, La" del 23-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la nuova inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo L'Italia è un Paese alla deriva Paolo Petroni È dedicato "a tutti quelli che in questo paese vogliono credere ancora" "La deriva" (Rizzoli, pp. 308 - 19,50 euro) la nuova inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che, dopo aver denunciato privilegi, arroganza e potere de "La casta",

POVERA ITALIA ALLA DERIVA ( da "Azione, L'" del 24-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E questo fa infuriare i giornalisti del Corriere della Sera Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. I quali, dopo aver raccontato nel libro "La Casta" come la classe politica abbia trasformato le istituzioni in un mezzo per perpetuare il proprio potere, sono tornati in libreria con "La Deriva" sottotitolo: "Perché l'Italia rischia il naufragio".

Cedolino Europa ( da "Italia Oggi (Lavoro e Previdenza)" del 24-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che il principio di gradualità ci impone innanzitutto di realizzare il Cedolino Italia. All'uopo, dice, sto già in contatto con gli esperti della nuova maggioranza. Chissà che non sia la volta buona! "Se non ora, quando?", così conclude La deriva, il nuovo, bellissimo libro di Stella e Rizzo, Rizzoli Editore.

Firme contro le consulenze ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 24-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della presente, desiderano esprimere la loro legittima richiesta che consiste nel richiedere di ridurre il numero dei consulenti e/o consulenze e di tagliare i "super stipendi" dei dirigenti". L'iniziativa promossa dal fondatore del Comitato, Ivano Piccinini, si inquadra tra quelle che vogliono "smantellare" la casta legata alla politica.

Quanto costerà? Molto già costa Un'opera inutile e faraonica ( da "Unita, L'" del 24-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 000 euro annui di stipendio) lievitò la spesa "emolumenti e gettoni di presenza degli amministratori" e gli stipendi dei dipendenti da 1.453.000 euro del 2002 a 6.590.000 euro del 2006. Certo, nel 2002 i dipendenti erano 36, nel 2006 erano diventati 102. E l'attività lavorativa, in quegli anni, non deve essere stata particolarmente fervida.

VIAREGGIO HA PROVATO e riprovato. Ma poi ha dovuto arrendersi. & ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 24-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 4 gettoni di presenza), è previdibile l'utilizzo di Piemontese in prima linea a fianco di Agodirin. In ogni caso anche il tecnico Rambaudi ha confermato di aspettarsi molto dalla squadra chiamata ad un ultimo assalto di questa stagione. Per i tifosi bianconeri i biglietti non sono in vendita alla Zattera ma allo stadio dei Pini.

Viabilità, un cavalcavia sulla tangenziale est ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 24-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la realizzazione di un cavalcavia sulla tangenziale est all'incrocio di viale Porta Po e della rotatoria sottostante. Il piano conta sul completo finanziamento da parte dell'Anas per rotatoria e cavalcavia, mentre le opere di collegamento con le due aree della Fattoria e del Tredici dovrebbero essere realizzate a carico dei proprietari delle aree.

Gian Antonio Stella racconta "La deriva" ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 24-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: scritto ancora una volta con il collega del Corriere della Sera Sergio Rizzo. Introdurrà la serata e coordinerà il dibattito il giornalista Antonio Stefani. Dopo il clamoroso successo de La casta, la nuova inchiesta di Stella e Rizzo mostra come il nostro Paese sia rimasto bloccato e sia ormai il fanalino di coda dell'Europa.

Doveva essere la Stu, l'avveniristica società di trasformazione urbana pensata per cambiar ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 24-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è l'inutilità di una seduta che avrebbe potuto essere evitata, con relativo risparmio per le tasche dei teramani in quanto a gettoni di presenza per il toccata e fuga dei consiglieri. Chiarezza invece è fatta per quanto riguarda la querelle sulla deroga del 2 giugno che aveva fatto insorgere le associazioni di categoria,

Delegati Ecco l'ipotesi salva-indennità ( da "Corriere del Veneto" del 24-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: amministrazione veneziana da parte del ministero: i delegati non potranno più percepire gli 800 euro lordi di indennità ma si dovranno accontentare dei 36 euro (sempre lordi) del gettone di presenza. Così si chiude, avevano risposto a caldo i diretti interessati, chiedendo al più presto quello che sulla carta dovrebbe essere il primo di una serie di incontri.

Comunità montane: Piacenza contro i tagli ( da "Libertà" del 24-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La "casta" non abita di certo in montagna, essendo i gettoni di presenza assegnati ai consiglieri di importo davvero contenuto. Non solo, l'accorparmento dei rappresentanti rischia di turbare un buon equilibrio raggiunto nella composizione dei consigli, e che finora ha consentito di far remare tutti nella stessa direzione,

La formula del prestito facile che vale 235mila euro l'anno - stefano parola ( da "Repubblica, La" del 24-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per motivi riconducibili alla diminuzione dei consumi dovuta all'aumento del costo della vita. Uno strumento utile ed efficace, da usare comunque soppesando al meglio i possibili rischi. Perché, in generale, se da un lato aumentano i prestiti al consumo, dall'altro cresce anche il numero delle famiglie che fatica a fronteggiarne il peso.

I delegati non saranno più consiglieri - michele bugliari ( da "Nuova Venezia, La" del 24-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: possibilità per i consiglieri comunali e municipali di prendere le indennità di funzione. A questo punto, secondo la Prefettura, i consiglieri del Comune e delle Municipalità potranno prendere solo i gettoni di presenza alle riunioni di consiglio e di commissione. Non è stato però abrogato il comma dell'articolo 82, in cui si prevede la possibilità di usufruire dell'indennità di funzione,

<La deriva> di Stella e Rizzo in vetta ( da "Sicilia, La" del 24-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Stella e Rizzo in vetta I libri più venduti della settimana. I PIÙ VENDUTI IN ASSOLUTO 1) STELLA-RIZZO: La deriva (Rizzoli) 2) FALETTI: Pochi inutili nascondigli (Baldini Castoldi Dalai) 3) SCALFARI: L'uomo che non credeva in Dio (Einaudi) NARRATIVA ITALIANA 1) FALETTI: Pochi inutili nascondigli (Baldini Castoldi Dalai) 2)

<Municipalità: o scatta il rilancio oppure si chiude> ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: opera di "volontariato", con il solo gettone di presenza (36 euro lordi) per la partecipazione alle sedute del consiglio. L'ipotesi avanzata da Calligaro, che però ha bisogno di una verifica tecnico-giuridica, è che i delegati si dimettano da consiglieri di Municipalità ed entrino nell'esecutivo da esterni: in questo caso l'indennità potrebbe essere possibile.


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Un Paese in panne al bivio della storia (sezione: Costi dei politici)

( da "Cittadino, Il" del 22-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

"La deriva" , scritto da Stella e Rizzo, è un percorso impietoso e lucido tra burocrazia, politica e degrado sociale Èdedicato "a tutti quelli che in questo paese vogliono credere ancora" la nuova inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che, dopo aver denunciato privilegi, arroganza e potere de La casta, arriva oggi in libreria e mostra come il nostro paese sia rimasto bloccato e negli ultimi 15 anni sia diventato per questo il fanalino di coda dell'Unione Europea.A dimostrare come poco o nulla si muova anche quando il rumore e l'attenzione è tanta, gli autori nelle prime pagine tornano anche su una delle denunce che avevano fatto più rumore dopo l'uscita del libro precedente, i costi del Quirinale: "Dopo essersi lagnato dei paragoni con Buckingham Palace, che costa un quarto, non ha aperto che una fessura nella segreta dei propri conti. La Regina Elisabetta ha preso così sul serio l'impegno di tagliare che, dopo aver ridotto del 61 per cento in 15 anni le sue spese in termini reali, tiene a stecchetto i dipendenti pagando perfino Sir Alan Reid, custode del Tesoro, 225mila ero e cioè meno di quanto prende uno stenografo del nostro Senato. Forse il Colle, chiamato a dare il buon esempio a tutti, poteva tagliare un po' più del 3 per mille". E gli esempi sulla "Casta" sono ancora tanti, dagli stipendi dei manager che - dicono Stella e Rizzo - si impennano in un paese che affonda, all'emendamento del decreto "milleproroghe" del febbraio 2006, che prevede si effettuino i versamenti del finanziamento pubblico ai partiti per tutta la legislatura anche se questa finisce anticipatamente. Ma il tema del nuovo libro sono soprattutto i lacci e lacciuoli, i procedimenti farraginosi e gli interessi, che ci fanno arrancare, come i ritardi nell'informatica. Nel 2004 eravamo alla pari con l'Irlanda per numero di computer usati in famiglia, nel 2007 siamo dietro tutti, comprese Estonia, Slovacchia, Lettonia e Lituania, "quanto agli sportelli elettronici che consentono un collegamento reale diretto tra il cittadino e la pubblica amministrazione, siamo penultimi. Dietro di noi c'é solo la Grecia".Persino per quel che riguarda il flusso turistico, il paese con più ricchezze artistiche del mondo, che nel 1970 era in testa a tutte le classifiche per visitatori, nel 2004 "a forza di rapinare gli stranieri sparando conti astronomici nei ristoranti e di devastare limoneti e aranceti per tirare su quelle mostruose palazzine abusive che infestano le nostre coste meridionali, eravamo scivolati al quinto posto". Prima di noi ora ci sono nell'ordine la Francia, poi la Spagna, quindi gli Usa e infine la Cina.Insomma siamo un paese che avendo i comandi bloccati va alla deriva e "rischia il naufragio", come si legge sin dalla copertina del libro; un paese che in passato ha dimostrato di sapere fare cose egregie (solo 270 giorni per stilare e approvare la Costituzione, otto anni per collegare Milano e Napoli con l'Autosole), ma un un paese di poeti e naviganti che ha visto la cultura, che pure è elemento trainante, e porti e trasporti declinare rovinosamente; un paese in cui è bloccata la giustizia (record di 35 anni di rinvii per un fallimento) ma anche l'imprenditorialità (per aprire una trattoria ci vogliono 71 timbri, per una licenza edile 27 mesi) e ogni neonato nasce con un debito pensionistico di 250mila euro. "Siamo a un bivio", ammoniscono gli autori sin dal titolo del primo capitolo, e per cambiare rotta bisogna slegare e riprendere in mano il timone. "Per rimettersi in moto l'Italia ha bisogno, prima di qualunque programma, ha bisogno di una grande operazione verità", ha scritto recentemente Galli della Loggia: con La casta e La deriva Stella e Rizzo hanno fatto la loro parte. Bisogna che da un'altra parte qualcuno cominci a vergognarsi: un sentimento e un valore che sembra perduto.Paolo PetroniGIAN ANTONIO STELLA e SERGIO RIZZO, La derivaRizzoli, Milano 2008, pp. 308, 19,50 euro.

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Denunciati Liguori e l'ex consiglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Citta' di Salerno, La" del 22-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Abuso d'ufficio e truffa per le indennitá di presenza Indagine della Finanza L'unico escluso è Gerardo Motta " Trentatrè denunciati a piede libero per reati che vanno dall'abuso d'ufficio alla truffa ai danni dello Stato. A finire nel mirino della Guardia di finanza, l'ex sindaco di Battipaglia, e attuale consigliere comunale, Alfredo Liguori, e tutti i consiglieri della passata consiliatura. L'accusa è di aver percepito in maniera indebita un'indennitá di funzione al posto del gettone di presenza, ovvero senza un numero idoneo di sedute di consiglio e di commissione. " I trentadue denunciati - unica eccezione Gerardo Motta, allora presidente dell'assise, che non percepì l'indennitá - sono, oltre a Liguori, Raffaele Adesso, Salvatore Anzalone, Domenico Balestrieri, Giovanni Capodanno, Antonio Carbone, Fabio Citro, Ivan Corrado, Gianfranco D'Alessandro, Antonio Dell'Aglio, Francesco Falcone, Enrico Garofano, Vincenzo Inverso, Alfonso La Terza, Romeo Leo, Gaetano Longobardi, Cosimo Mancino, Francesco Manzi, Angelo Marsico, Michele Milano, Antonio Mondillo, Ermanno Ostuni, Antonio Paciello, Ornella Petrone, Liberato Pumpo, Pietro Rocco, Giuseppe Sica, Sergio Somma, Ugo Tozzi, Fernando Zara e Domenico Zottoli. Per l'ex sindaco l'ipotesi di reato è di abuso d'ufficio, per i consiglieri, diversi dei quali attualmente consiglieri di maggioranza e opposizione, è truffa ai danni dello Stato. " Quando, qualche mese fa, si diffuse la notizia, il personale della Guardia di finanza relazionò il pubblico ministero, il dottore Lo Mastro, il quale ha deciso di procedere nei confronti dei consiglieri comunali e dell'allora primo cittadino. Così ieri mattina i finanzieri, guidati dal tenente Dario Ridolfo, hanno provveduto a raggiungere Palazzo di Cittá e ad identificare i consiglieri in attivitá con Liguori. " La notizia si è diffusa rapidamente: i consiglieri sarebbero responsabili di aver percepito l'indennitá di funzione pur se consapevoli di svolgere un numero inferiore di commissioni e sedute di consiglio. Infatti l'obiettivo per sostituire il cosiddetto gettone di presenza con l'indennitá di funzione è di produrre un risparmio per l'ente: in altre parole, se il numero dei gettoni di presenza da percepire sulla base del numero di sedute da effettuare è superiore o almeno uguale al valore fissato per l'indennitá di funzione, allora la scelta di percepire l'indennitá è finalizzata all'economicitá e al risparmio della pubblica amministrazione. E' appunto questa la consapevolezza che dovrebbe spingere i consiglieri a richiedere l'indennitá piuttosto che il gettone di presenza. Annalisa Spera.

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La richiesta dell'assessore Messina (sezione: Costi dei politici)

( da "Citta' di Salerno, La" del 22-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

IL RETROSCENA La richiesta dell'assessore Messina " La questione relativa alle indennitá indebitamente percepite è venuta fuori diversi mesi fa, quando l'assessore alle finanze, Matteo Messina, per tentare di recuperare denaro per le casse in rosso di Palazzo di Cittá trovò un esborso di poco meno di cinquecentomila euro, circa un miliardo di lire, finito nelle tasche dei consiglieri comunali della consiliatura Liguori. Verificato che quell'esborso corrispondeva al pagamento della indennitá di funzione, e che il numero di sedute di consiglio e commissioni non era tale da giustificare il pagamento della indennitá, ma solo quella di un gettone di presenza, l'ente inviò lettere agli allora consiglieri, alcuni rieletti alle ultime amministrative. " Messina chiedeva la restituzione del denaro per una cifra che per alcuni consiglieri raggiungeva anche i cinquemila euro. Da questa diffusione di notizie la Finanza ha dato il via all'attivitá, fino a notiziare della vicenda il pm di turno, Lo Mastro, che ha aperto un fascicolo. (a.s.).

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L'Informagiovani arriverá in altri 16 comuni cilentani (sezione: Costi dei politici)

( da "Citta' di Salerno, La" del 22-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Protocollo d'intesa a Vallo della Lucania per l'estensione della rete " Siglato il protocollo d'intesa tra l'Informagiovani di Vallo della Lucania e l'assessorato provinciale al lavoro, rappresentato da Massimo Cariello. Scenario dell'accordo, presentato martedì, l'aula consiliare del comune cilentano, con la partecipazione degli studenti delle quinte classi degli istituti superiori vallesi - oltre 200. accompagnati dai dirigenti scolastici e dai docenti - che hanno preso conoscenza della serie di iniziative che prenderanno forma grazie al protocollo d'intesa. " Prevista l'estensione della rete informagiovani di Vallo ad altri 16 comuni del territorio (Ascea, Casal Velino, Cannalonga, Castelnuovo Cilento, Ceraso, Gioi Cilento, Moio della Civitella, Orria, Perito, Pisciotta, Salento, San Mauro La Bruca, Sessa Cilento, Stella Cilento e Stio Cilento) rappresentati nell'incontro dai rispettivi sindaci. Comuni che fanno parte del Distretto scolastico 60, con Vallo della Lucania come centro capofila. I " l protocollo d'intesa prevede poi l'individuazione di azioni integrate per la realizzazione di attivitá di condivisione e circolazione in ambito locale di tutte le informazioni inerenti il campo dell'occupazione, per agevolare i giovani, orientarli con servizi informativi specialistici e guidarli verso la scelta professionale adeguata. " Allargata, infine, anche la copertura della Young Card, la speciale carta dedicata ai giovani, che permette agevolazioni negli esercizi commerciali convenzionati. Al cinema, per esempio, si otterrá uno sconto del biglietto di 2 euro. Marco Rizzo.

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Traffico in via Aspromonte Adesso spunta un progetto (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 22-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

LECCO E HINTERLAND pag. 4 Traffico in via Aspromonte Adesso spunta un progetto Il piano per risolvere l'emergenza discusso al Cdz di GIANNI RIVA ? LECCO ? UN CITTADINO dal cuore d'oro. Un cittadino, del tutto gratuitamente, ha redatto un progetto per riqualificare il tratto di via Aspromonte nei pressi della scuola materna San Giuseppe. Il problema è che manca il finanziamento da parte del Comune. La vicenda è emersa nell'ultima riunione del Consiglio di zona 1 - sotto la cui giurisdizione, appunto, rientra la zona. La via Aspromonte è particolarmente trafficata e la presenza della scuola materna acuisce i disagi in occasione degli orari di entrata e uscita dei bimbi. IL PROGETTO è stato presentato dalla presidente dello stesso Consiglio di zona 1 ai colleghi del parlamentino. "Un cittadino mi ha consegnato un progetto che dovrebbe migliorare la zona - spiega Giovanna Oddono -. Si tratta di una sua iniziativa personale che ho voluto anche sottoporre agli uffici comunali preposti alla viabilità. Loro stessi l'hanno ritenuto proposta intelligente e per questo hanno voluto prendere in considerazione il progetto". Secondo quanto illustrato, l'intervento prevede nel lato dove si trova la scuola il posizionamento di paletti con catenelle. QUESTO PER EVITARE la sosta selvaggia di mamme e papà che se ne infischiano dei passanti e parcheggiano sul marciapiede. Il secondo intervento prevederebbe l'arretramento di circa un metro e mezzo della cancellata del vicino parco, così da ricavare 17 posti-auto. Il progetto per il momento è in stand-by per la mancanza di fondi comunali ma l'intera circoscrizione è favorevole all'iniziativa proposta dal professionista. "LE CIRCOSCRIZIONI, e ne abbiamo avuto la prova con questo gesto - fa notare la presidente Oddono - debbono rimanere perché sono espressione di democrazia e sono punto d'incontro per i cittadini". In questo senso, i consiglieri hanno approvato un documento preparato dai colleghi della zona 5. Il documento del Cdz 5, che chiede di mantenere in vita gli organismi rionali, messi in dubbio dalla nuova Finanziaria è stato inviato al sindaco. Secondo le nuove direttive, alla fine di questa legislatura comunale i cinque "parlamentini" per abbattere i costi della politica. In un anno di riunioni un consigliere riscuote dall'amministrazione 83 euro che, tolte le tasse, arrivano circa 60 euro. Al presidente invece spettano 800 euro se non dispone di altri redditi di lavoro. Altrimenti la cifra è dimezzata.

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Ora l'obiettivo è ridimensionare i costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Regione "Ora l'obiettivo è ridimensionare i costi della politica" GALASSO (PDL) Punta sul debito Daniele Galasso, capogruppo del PdL. "La passata Giunta è stata fortunata quanto a entrate tributarie, ma in realtà ha solo ricorso meno al debito più che ridurlo veramente". Pronti - ha detto - a "ridurre i costi della politica".

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Anci: via l'ici, ora dateci più risorse (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Mano tesa alle Province per il federalismo e le norme urbanistiche E sulla sicurezza ripartire dal patto dei sindaci del Nord Anci: via l'Ici, ora dateci più risorse L'assemblea regionale plaude ai tagli, ma teme di dover aumentare le tasse I COMUNI UDINE. Il Pacchetto sicurezza, l'Ici, la revisioni delle leggi sull'Urbanistica, il trasferimento di competenze agli enti locali (ruolo delle Province) e i costi della politica sono stati al centro del Comitato esecutivo dell'Anci che il presidente Gianfranco Pizzolitto ha convocato ieri a Udine. Sull'Ici è stata colta con soddisfazione la notizia che prevede l'abolizione della tassa per la prima casa "a patto però - è stata la posizione unanime - che il Governo nazionale preveda una adeguata compensazione delle entrate che verranno a mancare nelle casse dei comuni e senza le quali sono a rischio i bilanci delle amministrazioni comunali stesse e di conseguenza parte dei servizi che danno ai cittadini". E, ancora, "a patto che il calcolo della compensazione non prenda a riferimento il gettito Ici 2007, ma una pluralità di annate al fine di scongiurare il rischio di punire i comuni più virtuosi, cioè quelli che avevano già ridotto al massimo l'aliquota sull'Ici". Sicurezza. In attesa di conoscere nel dettaglio il decreto Maroni i sindaci si dichiarano d'accordo nel dare risposte più incisive ai cittadini, anche in termini di rischio percepito, e ai piccoli reati, lavorando tutti assieme per ricostruire nelle città un clima più sereno. A questo proposito l'Anci sottolinea come proprio dai comuni del Nord Italia di tutti gli schieramenti siano partite le prime iniziative volte a migliorare la sicurezza e soprattutto l'organizzazione delle forze di polizia e municipali. 13 sindaci di città medio-piccole del Nord Italia il 18 aprile a Parma hanno infatti sottoscritto la "Carta della sicurezza urbana", elaborata dall'Anci. Le città sono quelle di Parma, Padova, Verona, Treviso, Modena, Como, Cremona, Pavia, Belluno, Novara, La Spezia, Alessandria e Asti Costi della politica. I sindaci hanno apprezzato l'impegno assunto dal presidente Tondo sul fronte della riduzione dei costi della politica, esigenza espressa con forza dai cittadini. E' un'azione condivisibile che deve vedere impegnate tutte le istituzioni. L'Anci a questo proposito dichiara di ritrovarsi "assolutamente in linea con i contenuti del Patto interistituzionale tra la Regione, le Province, i Comuni e le comunità Montane del Fvg per il contenimento del costo delle istituzioni e che può - se il presidente Tondo lo considererà ancora attuale - costituire un ottima base di confronto". Urbanistica e deleghe. Ogni riforma federalista deve partire dal basso, dall'istituzione più prossima ai cittadini: nel nostro ordinamento i comuni. Su questo assunto l'Anci è unito e compatto. Anche in questo caso vi è una larga intesa fra Province e Comuni sintetizzata dal documento congiunto del 2005 firmato per l'Anci da Pizzolitto e per l'Upi da De Anna, allora presidente dell'Upi. Secondo l'Anci sia per la legge sull'urbanistica sia per le deleghe che la Regione intende trasferire a Province e Comuni sarebbe auspicabile una riflessione complessiva, che parta dal basso altrimenti il rischio che corrono sia i comuni sia le province e di assistere a una "scaricamento" di competenze più che un trasferimento consapevole e condiviso. Anci si è comunque attivata per convocare un incontro con l'Upi.

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Un posto in Parlamento: il reddito vola (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 22-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-05-22 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Focus Un posto in Parlamento: il reddito vola Per chi viene eletto lo scatto dei guadagni è del 78% di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella alle pagine 10 e 11 Cultura Mode&Modi Nautica La figlia di Raymond Aron e i due relativismi La stagione delle regate una passione italiana un inserto di 16 pagine di Sergio Romano a pagina 47 Richiedetelo all'edicolante.

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Interventi \ne Repliche (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 22-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2008-05-22 num: - pag: 17 categoria: BREVI Interventi e Repliche Non può essere Cardillo Caro direttore, ma è sicuro che l'intervento sul federalismo fiscale pubblicato ieri sia proprio di Enrico Cardillo? Non posso credere che l'assessore alle Risorse strategiche del Comune di Napoli, che senza apprensione alcuna chiede da anni ai cittadini napoletani il massimo possibile di tutte le tasse, imposte e tariffe esistenti, possa avere paura di inasprire la pressione fiscale. Né riesco a conciliare la manifestata esigenza di "evitare sprechi" e di rimuovere "differenziali di costo ingiustificabili" con la penna di chi è responsabile di realtà quali quella dell'Asia che, parole del Sole-24 Ore, è l'azienda di rifiuti più finanziata in Italia e solo nel 2007 ha 45 milioni di euro di buco. Come può chi governa da sette anni la città di Napoli dirsi preoccupato di possibili sperequazioni di servizi sociali quando già sono tutti al di sotto dei minimi termini e non hanno mai retto il confronto con il Centro-Nord? Può mai essere che chi gestisce il Comune più sovrafinanziato d'Italia si erga a paladino degli enti locali tartassati dai governi? E può mai essere preoccupato degli eccessivi tagli ai costi della politica locale un amministratore pubblico della regione che ha "il maggior numero di incarichi d'oro" ( Sole-24 Ore)? Più ci penso e meno riesco a convicermi che un tecnico esperto come l'assessore Enrico Cardillo, che adopera agilmente mutui, finanza derivata, partecipazioni societarie e operazioni immobiliari, possa derubricare a "capestro" il patto di stabilità interno, strumento centrale nella gestione della spesa pubblica più ampia ed inefficiente d'Europa, magari perfettibile, ma comunque fondamentale. Caro direttore, controlli bene, c'è un errore: l'autore è qualcun altro, non può essere l'assessore Cardillo. Raffaele Fiume Ordinario di Economia aziendale Università degli Studi di Napoli "Parthenope".

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Circoscrizioni: il Comune stanzia 32mila euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Libertà" del 22-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

(mir) Con una determina dirigenziale il Comune ha stanziato alle quattro Circoscrizioni cittadine i fondi per l'attività 2008. In totale, si tratta di quasi trentaduemila euro, suddivisi in sei voci differenti. I fondi promozionali assorbono la quota maggiore, per complessivi 27mila euro: 7mila 20 euro andranno ai Quartieri 1 e 2, mentre 6mila 480 ai numeri 3 e 4. Somma identica per tutti, invece, per quanto concerne i fondi economali: 469 euro, per un totale di mille 876 euro. C'è poi la fetta dedicata ai trasferimenti per la piccola manutenzione, che resta comunque in capo per la stragrande maggioranza al Comune. Per quella degli asili nido la Circoscrizione 1 non riceverà nulla, la due 126 euro, la tre 142 e la quattro 257, mentre per le scuole materne alla uno toccheranno 163 euro, alla due 58, alla tre 105 e alla quattro 199. Capitolo elementari: al Quartiere 1 finiranno 378 euro, al due 108, al tre 117 e al quattro 297. Infine, i soldi per la sistemazione dei campi gioco: zero euro alla Circoscrizione uno, 360 alla due, 203 alla tre e 562 alla quattro. Si tratta di soldi indispensabili per l'attività dei Quartieri, in particolare per la messa in campo di iniziative che generalmente sono rivolte agli anziani e ai bambini. Dalla cifra sono ovviamente escluse le indennità per i quattro presidenti e i gettoni di presenza dei restanti 56 consiglieri. 22/05/2008.

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E' stato ripetuto ieri mattina il consiglio comunale di Ferentino del 29 aprile annullato per un err (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 22-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ore nella trascrizione dei voti dei candidati a consigliere comunale e quelli delle liste. Errore che aveva portato all'errata designazione di Giuseppe Iorio della Lista Fiorletta quale consigliere anziano al posto di Franco Martini del Pd. In pratica si era tenuto conto solo dei voti personali e non di quelli di lista uniti a quelli personali. Ieri, durante i lavori del consiglio comunale, l'opposizione ha attaccato duramente la maggioranza. "Si tratta di dilettanti allo sbaraglio" ha spiegato Leonida Zaccari della Dca che ha polemizzato anche con la segretaria comunale. La minoranza ha anche presentato una proposta che verrà votata nel prossimo consiglio. In pratica si chiede a tutti i consiglieri comunali di rinunciare ai gettoni di presenza ed agli amministratori (sindaco, assessori e presidente del consiglio) di dimezzare i loro compensi. Vedremo quale sarà la decisione. Il consiglio ha poi nominato il presidente del consiglio proprio nella persona di Giuseppe Iorio ed il suo vice, Stefano Vellucci. Oggi alle 18 all'aula consiliare Amedeo Mariani del Pd, assessore all'urbanistica, presenterà il programma urbanistico alla città. Em. Pap.

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I candidati per il consiglio comunale (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 22-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

I candidati per il consiglio comunale SINISTRA UNITA Aprile Alberto, Basile Giuseppa detta Giusy, Cannavò Agatino Giovanni, D'Antoni Salvatore, Di Prima Mariangela, Guardo Giovanni Luca, Licciardello Graziella Ileana Maria detta Ileana, Lizzio Salvatore, Lo Bianco Valeria, Magra Maria Catena Letizia detta Maria, Orfila Basilio, Pappalardo Luigia Anna Piera detta Lisa, Pizzuto Giuseppe, Scandurra Carmela detta Lina, Torrisi Salvatore. PARTITO DEMOCRATICO Tringali Marco Antonino, Sfilio Laura Giovanna, Botta Enzo, Inguaggiato Gaetano, Ardita Nunzio, Carmeci Giuseppe, Valenza Anna Ivana, Genuino Laura, Tortorici Francesco, Pistone Rachele, Santi Christian, Santoro Maurizio Alfio Giuseppe, Valenti Gaetano. CON OLIVERI PER ACICATENA - DK Oliveri Sebastiano detto Nello, Albani Salvatore Valerio, Basile Venera, Bella Claudio, Bonanno Gaetano, Buttò Cristina, Caruso Enrico Giuseppe, Costanzo Vincenzo, Cracolici Antonino, Finocchiaro Giuseppe, Cascino Giuseppa, Grasso Vincenzo, Leocata Camillo, Longo Giuseppe, Nuccio Caterina, Pennisi Massimo, Oliveri Lucia, Scadura Petronilla detta Nilla, Spoto Antonio detto Antonello. POPOLO DELLA LIBERTÀ Barbagallo Giuseppe Mauro, Caponetto Giuseppe, Carastro Mario, Fichera Ignazio, Grasso Giovanni, Pulvirenti Giovanni, Strano Sebastiano, Torrisi Salvatore, Urso Giuseppe, Cannavò Angelo, Coco Michele, Di Stefano Carmelo, Falco Caterina, Finocchiaro Gaetano, Giunta Carmelo, Leonardi Salvatore, Morsellino Patrizia, Romeo Giuseppe, Sciuto Giuseppe Luciano, Campochiaro Ettore. MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA Bonfiglio Giancarlo, Calì Giovanni, Ferro Martino Orazio, Fiamingo Mario, Grancagnolo Gianluca detto Luca, Russo Angelo, Sapuppo Venerando, Cantarella Santo, Catalano Alessandro, Costa Salvatore, Frezza Giuseppe, Giuffrida Rossella, Giurato Grazia, Grasso Maura Antonia Grazia detta Maura, Lumia Flavio, Palma Dario Domenico, Papa Gaetano Loris, Rigano Angelo, Scalia Alfia detta Alfina, Tosto Antonino. UDC CASINI Cutuli Salvatore detto Turi, Bonaccorso Giuseppe Concetto detto Pippo, Bottino Giuseppe, Cantarella Tiziana, Caponigro Astorina Alessandra Giuliana detta Astorina Alessandra, Cavallaro Giuseppe, Fichera Alfio, Garozzo Giuseppe, Giuffrida Mario, Impellizzeri Sebastiano, Lanza Vincenzo, Messina Cosimo, Mirabella Carmelo, Pellegrino Massimo, Puglisi Michele, Sorrenti Marcello, Sciacca Aurelio, Spina Salvatore Filippo, Trovato Salvatore, Vitello Vincenzo. LA STELLA DEL GIORNO UNITI PER ACICATENA Sciacca Giuseppe detto Pippo, Drago Laura, Cammalleri Luciano detto Lucio, Mirabella Antonino detto Nino, Cordova Salvatore detto Turi, Aleo Mario Alfio, Ferlito Stefano Orazio, Sgrò Benedetto, Lombardo Vincenzo, Valenti Rita, Rapisarda Maria Grazia, Fichera Pietro, Pappalardo Francesca, Strano Vincenzo detto Enzo, Patanè Orazio, Messina Vito, Brancato Gaetano Alessandro, Maimone Carmelo, Caponetto Francesco, Barbagallo Concetta. ALLEANZA TRICOLORE Aleo Giuseppe, Barbagallo Salvatore, Barresi Davide, Bonaccorso Sarah Maria Simona, Caffo Orazio, Calabretta Rosario, Cavallaro Mario, Coppola Alfio, De Marco Eriberto, Di Mauro Gaetano, D'Urso Domenico, Fagone Francesco, Gorgone Nunzio, Grasso Sebastiano, Leonardi Annalisa, Mingrino Luca, Russo Gabriella, Seminara Rosario detto Saro, Sudano Ernesto Alessandro, Squillaci Orazio. CON MAESANO Catania Valentina Deborah, Confalone Sebastiana, Lizzio Silvana, Aloisi Antonino, Ardita Massimo, Battiato Antonino, Fiamingo Orazio, Grancagnolo Francesco, Ingalisi Michele, La Spina Filippo Venero Innocenzo, Liuzzo Giuseppe detto Pippo, Lombardo Felice, Maesano Antonino, Maugeri Antonio, Messina Salvatore, Murabito Giuseppe, Richichi Antonio, Rizza Giovanni, Sciuto Salvatore, Gargano Giuseppe. LO STRAPPO Finocchiaro Salvatore, Sorbello Rosario detto Saro, Cutuli Alfio, Motta Giovanni, Chiarenza Giuseppe, Quattrocchi Concettina, Cutuli Maurizio Carmelo, Panebianco Salvatore, Torrisi Salvatore, Fiamingo Giovanni Innocenzo, De Luca Francesco, Regolo Luca, Coco Rosario, Freni Biagio, Franceschino Alfio Francesco, Pulvirenti Luigi Orazio, Scavo Filippo Giuseppe, Grimaldi Massimiliano, La Porta Epifanio, Sorbello Michele. CENTRO MODERATO CATENOTO Andronico Alfio, Calogero Fabio Mauro, Cannavò Maria Catena, Coco Giuseppe, Grasso Domenico detto Mimmo, Grasso Simone, Greco Giuseppe Mario, Leonardi Francesco, Leotta Sebastiana Liliana, Licciardello Carmelo, Marino Angelo, Musmeci Grazia, Pappalardo Dario Erminio, Patanè Alberto, Pecoraio Nunzio, Quattrocchi Michele, Spoto Orazio Salvatore, Trentino Sebastiano. LISTA CIVICA VOTACI Badalà Salvatore detto Turi, Bella Rosa, Bergancini Carmelo, Calderone Mario, Di Bartolo Orazio, Fichera Giuseppe detto Pippo, Giannetto Francesco detto Franco, Grasso Francesco, Marletta Luca, Micalizzi Nunzio, Napoli Lucio, Pace Antonino, Petitto Antonino, Piazzi Gaetana Maria, Puleo Cataldo, Schillaci Gavino Riccardo, Strano Salvatore detto Turi, Rezoagli Maria, Russo Leonardo, Zimbili Angelo. CDC CENTRO DEMOCRATICO CATENOTO Castagna Mantarro Alfio, Sciacca Venero, D'Anna Alfio, Bonadonna Ignazio, Castro Antonella Valentina, Egitto Maria Luisa, Franco Antonino detto Nino, Hallacher Davide, Li Pira Angelo, Lo Presti Giuseppe, Marino Fabio, Napolitano Felicia, Reina Maria Grazia, Rovito Raffaele, Marra Giovanna Maria. SICILIA FORTE E LIBERA LOMBARDO PRESIDENTE Arrigo Angelo, Barbagallo Angelo, Blanco Elio, Casella Giuseppe, Cittadino Carmelo, Gambitta Sebastiano Orazio, Giannone Graziella, Guarnera Giuseppe, Laudani Vincenzo Fabio, Lizzio Mario Rosario Camillo, Lucchesi Luigi, Maccarone Carmelo, Milazzo Livio Carmelo Ernesto, Nicotra Domenico, Oliveri Rosario, Pulvirenti Antonino, Raciti Giovanni Carlo detto Giancarlo, Sorbello Rosario detto Saro, Strano Enrico Giovanni, Ventura Fabio.

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Società partecipate, Pighi al veleno Mai usate per incarichi di comodo (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 23-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Società partecipate, Pighi al veleno "Mai usate per incarichi di comodo" Il sindaco duro nel replicare a Baldo Flori che aggiunge "Ci sono evidenti costi inutili" "Le società nelle quali il Comune di Modena detiene partecipazioni non sono mai state utilizzate come aree di parcheggio per chicchessia. Quello che noi facciamo è valutare l'interesse dei cittadini e il modo di offrire loro un servizio di qualità a un costo minore". Lo ha detto il Sindaco di Modena Giorgio Pighi rispondendo in Consiglio comunale all'interrogazione di Baldo Flori (Modena a colori), poi trasformata in interpellanza. "Persone indicate per appartenenza più che per competenza", ha ribadito il consigliere Flori nel suo attacco alla gestione dell'amministrazione. Flori ha presentato la sua istanza affermando "checi sono evidentemente dei costi inutili della politica. Chiediamo al Sindaco se intende ottemperare all'obbligo di semplificazione imposto dalla legge nazionale per quanto riguarda le Società costruite e partecipate dal Comune per attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessari al perseguimento delle proprie finalità istituzionali. Bisogna chiedersi cosa è da salvaguardare e cosa, invece, da disboscare. Abbiamo cercato di individuare alcuni elementi, leggendo anche il rapporto sugli obiettivi delle società partecipate trasmesso dall'assessore Guerzoni. Emerge una realtà molto differenziata, con linee di indirizzo anche confuse, una crescita cumulativa nel tempo sulla base di scelte fatte caso per caso. Sono realtà nei cui organi decisionali siedono esclusivamente rappresentanti delle forze di maggioranza, e persone indicate per la loro appartenenza più che per la competenza". Il sindaco Pighi ha precisato che "stando al merito dell'articolo 3 della Finanziaria 2008, il fine della norma sulle partecipazioni societarie degli enti pubblici non è tanto ridurre i costi della politica, ma tutelare la concorrenza e il mercato. E' sempre ammessa però la creazione o la partecipazione in società che operano per motivi di carattere generale. Il Comune di Modena non ha società che vanno molto oltre le nostre finalità istituzionali. In sostanza, c'è un disegno di legge regionale che si muove nell'ottica di distinguere, per quanto riguarda le società che gestiscono servizi e interessi pubblici, fra la gestione e il potere di indirizzo e controllo. Comune e Provincia hanno poi avviato seminari e momenti formativi per comprendere in che modo applicare la legge. E' necessario, ad esempio, individuare quali sono i servizi di interesse generale, detti anche servizi pubblici, facendo riferimento al testo unico degli enti locali. Quest'ultimo assegna al Comune funzioni molto ampie, in particolare per i servizi legati alla persona". Dante Mazzi ha osservato: "Credo che l'impianto dell'articolo della Finanziaria nei suoi vari commi non punti solamente a rafforzare e tutelare la concorrenza, ma anche a ridurre i costi della politica, con una serie di avvertimenti perché le spese pubbliche possano essere più contenute. Ricade in questo anche tutto il discorso sulle consulenze, che riguarda enti locali ma anche società partecipate a maggioranza pubblica. Si parla di riduzione dei Cda, degli emolumenti, e di tetti per le retribuzioni". Flori ha ribadito: "Ho trovato la risposta molto burocratica e giuridica mentre questa materia è politica. Ci sono stati numerosi tentativi delle amministrazioni pubbliche di gestire fette di mercati non rilevanti per le finalità dell'ente. Sono costi molto pesanti, ben diversi dai gettoni di presenza di noi consiglieri. Bisogna rendersi conto che molte strutture non rispondono alle logiche di efficienza che vorremmo".

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Penso che noi italiani dovremmo essere riconoscenti a Stella e Rizzo per la loro denuncia del declin (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 23-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

LETTERE & COMMENTI pag. 20 Penso che noi italiani dovremmo essere riconoscenti a Stella e Rizzo per la loro denuncia del declin... Penso che noi italiani dovremmo essere riconoscenti a Stella e Rizzo per la loro denuncia del declino morale e materiale del Paese. Grazie a Stella e Rizzo qualcosa già si muove nelle coscienze della gente, con qualche segnale emerso già il 14 aprile. Ma non basta. Serve che tali forme di denuncia civile e impegno sociale tornino sulle cronache dei giornali. Per risalire la china abbiamo bisogno di tanti Stella e Rizzo, non di demagoghi come Grillo! Rolando De Cesaris.

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Anche in pianura vogliono la comunità montana (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Luciano Zorzenone del Cordicom: visto che lo Stato e la Regione ci hanno abbandonato, vogliamo valorizzare le peculiarità del territorio in un modo più efficace Anche in pianura vogliono la Comunità montana Raccolta di firme dei comitati spontanei di Cargnacco, Lumignacco, Risano, Terenzano e Paparotti di CRISTIAN RIGO PAVIA DI UDINE. Una raccolta di firme per costituire la Comunità montana di Lumignacco, Cargnacco, Terenzano, Risano e Paparotti. Così i comitati spontanei del territorio intendono proseguire nella loro battaglia per tutelare l'ambiente e la qualità della vita. I componenti di tutti i comitati spontanei che in questi anni hanno lottato contro i "disagi ambientali" provocati sul territorio da discariche e aziende, si sentono "abbandonati dalle istituzioni e traditi dalla legge". Ma non intendono arrendersi. E così hanno deciso di lanciare quella che considerano una proposta provocazione. Con l'obiettivo di andare fino in fondo. "Sfruttando quelle stesse deroghe e sanatorie che in tutti questi anni ci hanno costretto a inghiottire bocconi amari - spiega Luciano Zorzenone, referente del Cordicom, il Coordinamento dei Comitati del Friuli Venezia Giulia - intendiamo costituire una Comunità montana per valorizzare le peculiarità di questo territorio che ha caratteristiche di grande pregio dal punto di vista naturalistico e si trova a ben 68 metri di altezza sul livello del mare". Come dire insomma che i requisiti per diventare una Comunità montana, ci sono tutti. "Del resto - prosegue Zorzenone citando il caso sollevato dal libro La casta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella - se nella campagna di Taranto è attiva da anni la Comunità montana di Palagiano che si trova a soli trentanove metri di altezza sul mare...". Al momento i comitati sono al lavoro per predisporre lo statuto e definire i confini della Comunità montana. La prossima mossa sarà quella di coinvolgere nell'iniziativa i Comuni di Udine, di Pavia di Udine e di Pozzuolo del Friuli. "Tutti e tre - sottolinea Zorzenone - sono interessati in quanto il territorio della futura Comunità ricade entro i lori specifici confini. Coinvolgeremo i sindaci, il Consorzio Ziu e poi faremo partire un volantinaggio per promuovere la raccolta di firme". I referenti dei comitati sono convinti che la Comunità potrebbe risolvere i problemi dell'area preservando il territorio e favorendo uno sviluppo sostenibile in armonia con l'ambiente. "Il primo obiettivo - conclude Zorzenone - è quello di portare all'attenzione della Provincia e della Regione le difficoltà che stiamo vivendo da troppo tempo. Né i comuni né gli altri soggetti presenti sono riusciti a risolvere i problemi che di fatto sono rimasti irrisolti. La Comunità montana forse potrebbe risolverli".

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Perché in italia sono pochi i pannelli solari - corrado augias (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 23-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

C aro Dottor Augias, senta questa mia recente esperienza. Possiedo una vecchia casa molto grande in provincia di Benevento, Solopaca, alle falde del Parco Regionale del Taburno, volevo aderire al piano di risparmio energetico, predisposto dal Governo Prodi, che incentiva la produzione di energia elettrica da impianti solari, e dunque far installare sul tetto un bel pannello per l'elettricità ad uso domestico. Una cooperativa di giovani ingegneri ha avviato una pratica da cui si evince chiaramente: 1) il pannello è di 16 metri quadrati su un totale di tetti di circa 650; 2) il pannello verrebbe sistemato, con integrazione architettonica, su un tetto che dà su un cortile interno e non si vedrebbe da nessun punto del paese né della campagna circostante. Malgrado ciò, la Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Caserta ha annullato l'autorizzazione, concessa dal Comune, richiamando l'art. 7 del Piano Territoriale Paesistico del Taburno che detta l'inamovibilità delle tegole anche se quelle di casa mia non sono originali ma tegole moderne posate nel 1986 dopo il terremoto. Ricordo che quasi la metà del territorio campano si trova nelle mie condizioni, cioè sottoposto a vincoli paesistici. Non le pare che per i pannelli fotovoltaici si potrebbe concedere una deroga, tanto più in luoghi in cui l'abuso edilizio è regola? Marina Cusani paoluzi@uniroma2.it L a logica della norma è chiara. Le tegole non si toccano perché quel digradare di tetti bruno rossastri, è una delle caratteristiche più tipiche e affettuose dei nostri borghi. Ma le tegole costano e molti rifanno i tetti con materiali più economici e più brutti (bandone, addirittura). Villaggi e cittadine perdono così una delle loro caratteristiche. Non tirerei nemmeno in ballo il fatto che in Campania la violazione delle norme urbanistiche (e di molte altre) è quasi regola. L'amministrazione dello Stato deve applicare la legge non stare dietro alla prassi. Qui però viene il punto. Come deve applicare la legge? Ad occhi aperti, non bendati. Siamo un popolo di divoratori di energia. Ne bruciamo quanto Turchia, Polonia, Romania e Austria che, messe insieme, fanno 136 milioni di abitanti. Abbiamo un'autonomia energetica del 12%; il resto lo compriamo dall'estero. In gran parte dalle centrali nucleari estere che noi abbiamo spensieratamente cancellato 20 anni fa. Con il sole la Germania, dico la Germania, produce 2 mila gigawattore di elettricità; noi che saremmo o' paese d'o sole, 35, cioè 57 volte di meno. Non solo in Campania, anche nel Lazio (leggo ne 'La Deriva' di Stella e Rizzo) la sovrintendente ha bloccato tutti gli impianti fotovoltaici "in attesa che il Comitato di settore elabori uno schema di norma di indirizzo a valore per tutto il territorio nazionale". A parte le contorsioni linguistiche un bel guaio che significa: fermi tutti, niente sole. Intanto continuiamo a pagare una bolletta di 30 miliardi di euro all'anno di solo petrolio. Forse bisognerebbe cominciare a pensare alla faccenda dei pannelli.

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E oggi in delegazione da Giorgetti (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 23-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

In prefettura a Padova l'incontro con il sottosegretario alle Finanze Puppato: "Situazione ormai drammatica servono risposte concrete e urgenti da parte del governo" PADOVA. Una delegazione dei sindaci trevigiani promotori della proposta di legge sul federalismo fiscale è attesa per oggi, alle ore 15.30, alla Prefettura di Padova. Sarà composta da Laura Puppato (Montebelluna), Antonio Guadagnini (vicesindaco di Crespano), Alberto Maniero (Conegliano), Daniele Ferrazza (Asolo) e Maria Gomierato (Castelfranco). Ad accoglierli il sottosegretario alle Finanze Alberto Giorgetti, a cui la delegazione spiegherà la proposta di federalismo fiscale partita da un drappello di primi cittadini del Veneto. Ossia: a partire dal gennaio 2009, il 20% del gettito Irpef deve restare nelle casse dei Comuni, senza prendere la strada per Roma. I firmatari l'hanno definita "una vera rivoluzione" dato che, come ricorda la Puppato, "in alcuni Comuni i trasferimenti dallo Stato ammontano all'1 per cento del budget municipale". "La media dei trasferimenti in un Comune veneto - aggiunge Guadagnini - è di 140 euro procapite contro i 300 della Campania". Sempre la Puppato ricorda che "dal 2002 è in atto una sistematica e progressiva erosione delle risorse di sopravvivenza dei Comuni. Un esempio? Nei 5 anni del governo Berlusconi-ter, a Montebelluna ci sono arrivati 50 euro in meno per ogni abitante, una perdita pari a un quarto di tutte le risorse del mio Comune, a fronte di una tempestività nel diminuire del 10% i redditi e i gettoni di presenza di consiglieri e assessori o sindaco che, come è noto, con questi non pagano, in molti casi, neppure le spese vive. In compenso crescono però in misura esponenziale i costi del sociale interamente a carico dei Comuni". Una situazione drammatica, a dire dei sindaci, che deve raggiungere il tavolo del governo. E al più presto, visto il taglio dell'Ici sulla prima casa.

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PENSO che dovremmo essere riconoscenti a Stella e Rizzo per la loro denuncia del declino mor (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 23-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

LETTERE E COMMENTI pag. 40 PENSO che dovremmo essere riconoscenti a Stella e Rizzo per la loro denuncia del declino mor... PENSO che dovremmo essere riconoscenti a Stella e Rizzo per la loro denuncia del declino morale e materiale del Paese, addebitabile a una classe dirigente (partiti e parti sociali) molto al di sotto dei compiti istituzionali. I due giornalisti con 'La casta' e 'La deriva' hanno messo nero su bianco lo stato comatoso in cui è stata fatta sprofondare l'Italia, ma senza cadere nel generico e nel qualunquismo e senza sconti per nessuno, con un rigoroso lavoro di indagine. Grazie a loro qualcosa già si muove nelle coscienze della gente, con qualche segnale emerso già il 14 aprile. Ma non basta. Serve che tali forme di denuncia civile e impegno sociale tornino, come in passato, a riempire le cronache dei media. Abbiamo bisogno per risalire la china di tanti Stella e Rizzo, non di demagoghi come Grillo! Rolando De Cesaris, Ascoli Piceno.

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Stop all'ici comuni in affanno - mario centorrino (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 23-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina XIII - Palermo STOP ALL'ICI COMUNI IN AFFANNO MARIO CENTORRINO S e lo Stato toglie con una mano l'Ici ma con l'altra concede ai comuni la necessaria compensazione non si otterrà alcun effetto sul piano della pressione fiscale. In sostanza, i proprietari di case in quanto tali vedranno aumentare il loro reddito disponibile salvo a vederlo poi intaccato da altre imposte aggiuntive che saranno chiamati a pagare in quanto, ad esempio, professionisti o imprenditori. è materialmente impossibile, e per tanti aspetti non c'è da augurarselo, che il gettito ridotto dell'Ici possa essere sostenuto, ai fini dell'equilibrio del bilancio, da tagli nella spesa pubblica. Le prime stime di caduta del gettito, rispetto all'Ici, già ridotta da Prodi, vanno da 1,7 a 2,1 miliardi di euro. Non è un attentato alla stabilità del sistema ma viene da chiedersi se rendere felici l'80 per cento degli italiani (tanti sono quelli che pagano l'Ici sulla prima casa) non sia unicamente effimera "illusione tributaria". Abbiamo visto le resistenze emerse sulla riduzione dei costi della politica. Sono resistenze che possono aver gioco favorevole fin quando non saranno messe a confronto con sacrifici obbligati da tagli di servizi assistenziali. Paradossalmente, è proprio interesse degli apparati politici aver mano leggera nella compressione della spesa. Tenuto conto che questa non è mai neutrale ma comporta "lacrime e sangue" in qualche settore. Lo Stato, per riprendere l'alternativa, potrebbe obbligare i comuni a ripianare con alcune misure l'affievolirsi delle entrate. Anche in questo caso, pur tenendo conto che i costi della politica a livello comunale sono irrilevanti non si capisce proprio dove, nel breve periodo, i comuni dovrebbero recuperarsi le risorse necessarie. Ancor più in Sicilia dove i bilanci comunali soffrono la debolezza economica del territorio. C'è poi un altro tranello da considerare. Ogni comune, come dicevamo, determina la misura delle aliquote dell'Ici, la gradua, la adatta a diverse situazioni sociali, cerca comunque di tenersi lontano, per ovvie ragioni, dall'aliquota massima. Ne deriva che più un comune ha provato a non penalizzare i suoi cittadini tanto meno si vedrà rimborsare dallo Stato. Più un comune li ha tartassati tanto più avrà da non rimpiangere l'abolizione dell'Ici. Un'ultima considerazione. In tempi di passione per il federalismo fiscale, l'abolizione dell'Ici rappresenta un secchio d'acqua gelata sui furori dell'autosufficienza finanziaria degli enti locali. è più che prevedibile che il minor gettito dei comuni sarà compensato, come dicevamo, con trasferimenti dal centro. Ma, a ben vedere, l'Ici è un'autentica imposta coerente col modello federalista. Come dicono gli esperti, è un'imposta che si auto-controlla. Ogni sindaco infatti deve soppesare la popolarità resa dai servizi finanziati attraverso l'Ici con l'impopolarità che gli deriva dalla più pesante imposta comunale. Un trasferimento, che è solo una forma mascherata di sussidio, per definizione non è mai sufficiente sul piano politico anche perché si presta subito a odiosi paragoni territoriali. Come tale genera dunque una domanda unanime di incremento alimentando tensioni tra centro e periferia. Al tempo stesso, si crea una selezione avversa che costituisce la negazione del federalismo. Il miglior sindaco, per l'opinione pubblica, non è l'amministratore che riesce ad assicurare rispetto alle risorse disponibili la più alta efficienza alla spesa che gestisce. Piuttosto, quello più abile a ottenere la maggior quantità di risorse salvo a impiegarle senza alcuna efficienza o addirittura dando luogo a fenomeni di puro spreco. Sono in molti a farsi una domanda con risposta obbligata, per cosi dire. Perché Berlusconi inaugura il suo governo con questa illusione da mago di periferia? Meno scontata è la risposta a un altro quesito: perché il Partito democratico, sulla questione, non sembra aver voglia di dire alcunché?.

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Un topo ci insegna a leggere e ridicolizza i falsi pedagoghi (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-05-23 num: - pag: 56 categoria: REDAZIONALE Bestseller "Firmino" di Sam Savage: romanzi e saggi aiutano a crescere e influiscono nella vita sociale Un topo ci insegna a leggere e ridicolizza i falsi pedagoghi di ANTONIO FAETI L a speciale attrazione che esercita su di me un libro come Firmino di Sam Savage deriva da molte ragioni, ma una prevale sulle altre: è la scoperta di un modo di amare i libri che è proprio il mio, del resto, penso, a partire dal fatto che io e l'autore abbiamo quasi la stessa età. Così Timore e tremore di Kierkegaard è posto accanto a Cittadino della galassia di Heinlein e a tutti i libri di Grace Metalious, e questa è proprio la biblioteca ideale di uno come me, ovvero di un bambino poverissimo cresciuto fra i libri, ma non secondo ordinamenti dedotti da una solenne logica bibliotecaria, solo in base a una preziosa - e avventurosa- casualità in cui un fondamentale testo filosofico si colloca accanto alla meravigliosa avventura di un Kim che non attraversa l'India ma un'intera galassia, o alle sofferenze di una condizione femminile scrutata con lo sguardo dolente e minuzioso che appartenne all'autrice del libro I peccati di Peyton Place. Quando, nel 1986, fu edito il mio In trappola col topo, molti mi fecero notare che Topolino era un pretesto perché in verità volevo passare in rassegna una biblioteca, la mia di bambino e di adolescente, senza subire i controlli che sono di pertinenza dei critici, degli storici della letteratura e di altri personaggi orwelliani. Il topo orrendo di Sam Savage vive tra miserie, putredine, fetori, alcolismo, sporcizia, squallore, ma così acquista sia la capacità visionaria che gli consente di immaginare Pound chiuso a Pisa come un topo in gabbia, sia la pertinenza affettiva con cui ritrova Lenny e il suo topo in Uomini e topi di Steinbeck. Firmino mi commuove anche perché mi riporta all'ottobre del 1959, quasi mezzo secolo fa, al mio ingresso nella scuola elementare come maestro di ruolo, dopo il concorso, e alla prima scoperta realizzata subito: fra i miei bambini si sarebbero salvati solo i lettori perché gli altri sarebbero stati sommersi da quel mare di fanghiglia che la vita getta su chi non segue Marlowe nella sua ricerca di Kurtz. Così mi occupo di pedagogia della lettura da cinquanta anni e, come Firmino, mescolo sempre il "Caso" alla "Necessità ". Ho letto a tante classi di bambini, ad alta voce, L'isola del tesoro, ma non ho mai rifiutato la proposta dei miei scolari di accostare al fascino del vecchio filibustiere creato da Tusitala, le contingenti peripezie del signor Teffan, un investigatore svedese che li faceva impazzire di gioia e che è scomparso per sempre, come se fosse stato inghiottito da Firmino. Ho sentito dire tante volte dal "Fighetto Pedagogico" di turno che la lettura non serviva più a nulla, che il libro era un medium superato, che bisognava navigare, ma non con Melville, in quell'altro modo tanto attuale. Poi, con in mano Firmino, penso invece alle elezioni. Sarebbero andate davvero così come sono andate senza il milione di copie del libro intitolato La casta di Rizzo e Stella? E i "figli di un dio minore" avrebbero davvero cambiato statuto anagrafico, senza i libri di Pansa? Si celebrano i cento anni dalla nascita di Giovannino Guareschi: quali furono gli esiti elettorali indotti da libri come Mondo piccolo e Italia provvisoria? Forse il "Fighetto Pedagogico ", ridicolizzato dalle urne, sommerso, molto più di Firmino, da immondizie vicine e lontane, potrebbe provare a leggere, chissà, adesso ha anche del tempo, in televisione lo chiameranno meno. Legga La capanna dello zio Tom, legga Le mie prigioni, legga Ho scelto la libertà. E legga La fattoria degli animali, un libro dove si parla di lui. Con passione, tenerezza, dolore, malinconia, fervore, un topo di Boston ci invita a leggere, a leggere, a leggere. E ci dice che dall'immondizia può nascere la speranza, come nelle parabole del Vangelo. (ILLUSTRAZIONE DI KATHLEEN NIXON, CORBIS).

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Provincia: sì al confronto ma no alla demagogia (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 23-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Replica ai sindacati su lavoro e costi della politica Provincia: sì al confronto ma no alla demagogia PISA. Replica della Provincia ai sindacati, che l'altro giorno, attraverso un comunicato, pur esprimendo un giudizio positivo sull'impegno anti-precariato dell'amministrazione, chiedevano la riorganizzazione di alcuni servizi e un contenimento dei cosiddetti costi della politica. L'ente ribatte: "Disponibili come sempre al confronto, ma, per favore, senza polemiche demagogiche". "In riferimento al comunicato di Rsu, Cgil Fp, Uil Fpl e Sulpm sulle questioni dei livelli occupazionali e dei "costi della politica" - si legge in una nota - abbiamo apprezzato il giudizio positivo espresso dalla parte sindacale rispetto al processo adottato dall'ente in merito alla stabilizzazione del lavoro precario. Si sottolinea inoltre che, nell'ambito del confronto in atto, l'amministrazione ha risposto a molte delle richieste avanzate dalla Rsu nella proposta condivisa anche da Cgil Uil e Diccap: l'ente infatti ha assunto un impegno per incrementare i processi di valorizzazione delle professionalità interne e per rivedere l'assetto organizzativo, con attenzione particolare ai settori ritenuti maggiormente in sofferenza". Sul tema del fabbisogno triennale e del piano assunzioni, prosegue l'amministrazione, "si sono svolti sino ad oggi cinque incontri e uno ulteriore è fissato per oggi, a testimonianza dell'attenzione al tema e della volontà dell'ente di trovare una soluzione condivisa con le organizzazioni sindacali". "Evidenziamo però - puntualizza la Provincia - che per le materie di cui parlano le organizzazioni non c'è necessità di un accordo con gli stessi sindacati, ma è piuttosto l'amministrazione che vuole confrontarsi con un sindacato maturo, anche per la crescita delle professionalità interne, che non passa dall'esclusione degli incarichi fiduciari. Ed è ancora l'amministrazione provinciale che vuole sapere se anche il sindacato si siede ad un tavolo con lo spirito di lavorare per un serio confronto sulle questioni o se invece con quello, manifestato da qualcuno, di alimentare una polemica demagogica fondata su elementi falsi e delegittimanti: forse ai cittadini interessa più il tema della produttività e dell'efficienza dei dipendenti pubblici, anche della Provincia".

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Premiare chi prende il tram penalizzare chi usa l'auto - nicola giuliano (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 23-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina XV - Napoli PREMIARE CHI PRENDE IL TRAM PENALIZZARE CHI USA L'AUTO NICOLA GIULIANO Q ualche mese fa il costo del biglietto del trasporto pubblico è aumentato di 10 centesimi. Chi paga questo aumento? Salite su un autobus, in metropolitana. Ci troverete soprattutto studenti, anziani, extracomunitari. La classe debole. E infatti questo aumento è arrivato senza reazioni o proteste. La classe debole non è corporativa. Provate invece a togliere dieci centesimi a un tassista, un farmacista e, Bersani docet, ve li ritrovate tutti in strada. Quelli che non si spostano in auto e che di fatto permettono a una città prossima al collasso per smog, rifiuti e traffico di non esplodere definitivamente, sostengono e finanziano quindi il trasporto pubblico oltre a sopportarne, per quello su gomma, le difficoltà e i ritardi causati dal traffico. Quanto ricava l'Anm dalla vendita di biglietti e abbonamenti in un anno? Quanto costerebbe all'anno a ogni cittadino (o meglio automobilista) farsi carico di quell'importo? Perché non si prova, saremmo forse i primi al mondo, a rivoluzionare il punto di vista, e cioè premiare il comportamento virtuoso (l'uso dei mezzi) e penalizzare quello socialmente costoso (l'uso dell'auto che inquina e intasa la città)? Perché il trasporto pubblico non può diventare gratuito per chi lo usa e a pagamento per chi non lo usa, preferendo l'auto per i suoi spostamenti? Tecnicamente non sarebbe difficile. Ogni auto dovrebbe esibire sul parabrezza un bollino annuale. Se vi è mai capitato di andare in Svizzera in macchina, anche di passaggio o per un giorno solo, avete pagato per il famoso bollino verde. Certo c'è chi dell'auto non può fare a meno, e si sentirebbe vessato da una nuova tassa, ma mi piacerebbe sapere, e non credo sia difficile calcolarlo, quanto dovrebbe pagare ogni automobile in un anno per consentire al suo proprietario, alla sua famiglia e a tutti i suoi concittadini di spostarsi liberamente e gratuitamente con i mezzi pubblici. Provo a buttarmi: 50 euro? 100? 120? Cioè 10 euro al mese? I continui aumenti di pedaggio della tangenziale, l'unica a pagamento, non si sa perché, fra le grandi città italiane, non potrebbero finanziare in parte questo progetto? Non sarebbe per di più una straordinaria "cosa di sinistra" (e per di più verde)? Peraltro, all'entrata in funzione della linea 6, con il ripristino del tram alla Riviera di Chiaia e soprattutto con l'inaugurazione delle nuove stazioni della linea 1, Napoli potrà vantare un servizio di trasporto pubblico eccellente. Quale iniziativa migliore per valorizzarlo? Si dirà che è impossibile, che non si può fare. Niente si può fare in questa città se non amministrare il declino e cercare un altro buco da riempire di immondizia. Ma provate a immaginare autobus e tram pieni di gente, che filano, in una città che vive un perenne ferragosto di scorrevolezza, più bella da vedere, più sana da respirare. Provate a immaginare le pagine dei giornali stranieri che ne parlano, come qualcosa di nuovo, di bello che viene dalla capitale delle ferite. Provate a immaginare un sindaco, un politico che resiste alla protesta per un provvedimento impopolare ma importante. Forse è di questo che abbiamo bisogno, ritrovare la forza di immaginare una realtà differente e cominciare a realizzare i progetti per attuarla.

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Occasione unica per rifare il Paese (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-23 - pag: 3 autore: "Occasione unica per rifare il Paese" Marcegaglia: crescita zero malattia dell'Italia ma con tenacia e ottimismo si può farla rinascere Nicoletta Picchio ROMA Un messaggio alla politica: "Chi ha l'onore e l'onere di governare compia le scelte necessarie, senza farsi condizionare dal consenso di breve periodo che porta all'immobilismo". E un messaggio alle confederazioni sindacali: "Possiamo chiudere una lunga stagione di antagonismo. Ai sindacati chiediamo di negoziare nell'interesse vero dei lavoratori e non di qualche superata ideologia". C'è da combattere quella che Emma Marcegaglia, al suo debutto come presidente di Confindustria, definisce la "malattia dell'Italia": è la "crescita zero", figlia di riforme non fatte,di un'espansione della spesa, fisco eccessivo, tagli agli investimenti ad infrastrutture, scuola, giustizia. Ma la nuova leader degli industriali è "ottimista", animata da una "straordinaria passione per l'Italia". Vede nel Paese uno "scenario nuovo e irripetibile ". Nella politica, dove non ci sono più in Parlamento "quelle forze portatrici di una cultura anti-industriale" e dove vede una "significativa semplificazione del sistema". E nel sindacato, che ha messo a punto una piattaforma per riformare i con-tratti: "Possiamo raggiungere un'intesa entro settembre". Insomma, non è facile, ma si può fare. "Possiamo far rinascere il Paese, sono sicura che non sprecheremo questa occasione ". Ha concluso così la relazione di 36 pagine: e per la Marcegaglia sono arrivati due minuti di applausi, da un auditorium stracolmo di imprenditori con, in prima fila, quasi tutto il Governo, compreso Silvio Berlusconi, le massime cariche dello Stato, i sindacalisti. La Marcegaglia elenca le scelte "non più rinviabili ", a partire dalla politica. Servono le riforme istituzionali: più poteri al premier, nuova legge elettorale, bicameralismo perfetto. Vanno ridotti i costi della politica. Con il Governo, la Marcegaglia vuole instaurare un rapporto di "collaborazione e stimolo", ma nella piena autonomia, che vuole dire "essere fuori dai partiti e rappresentare le ragioni della crescita ". Sì al primato della politica, "ma la politica deve meritarselo, con i risultati". E quindi servono investimenti, "sbloccando quelli che sono pronti a partire". Occorre una politica energetica e ambientale che realizzi il nucleare, e che non preveda "un'adozione unilaterale del protocollo di Kyoto". Basta poi con il "diritto di veto" di pochi, che "tengono in scacco il Paese, magari lasciando la gente in mezzo ai rifiuti". Applausi. E poi lo Stato. La platea esplodequando la presidente degli industriali denuncia lo "scandalo nazionale" dell'assenteismo nel pubblico impiego, "un insulto verso i lavoratori onesti pubblici e privati". Serve uno Stato "leggero, rigoroso ed efficiente ". Il Governo ha annunciato che i fannulloni verranno licenziati? "Siamo d'accordo,a patto che alle parole seguano i fatti". E la politica deve uscire dall'amministrazione, tornando a definire le strategie del pubblico. "Non ha senso aver abbandonato i panettoni di Stato per avere un esercito di software house comunali ", ha detto la Marcegaglia, condannando il "neostatalismo " municipale. Serve un federalismo fiscale, per realizzare il circolo virtuoso "pago-controllo-esigo", bisogna continuare nel taglio ad Ires e Irap, perché la pressione fiscale italiana è ancora "la più alta d'Europa". Va rivisto il mercato del lavoro, verso quella flexicurity sostenuta da Massimo D'Antona e Marco Biagi, che "per innovare hanno perso la vita". Applausi ancora. E non può funzionare uno squilibrio della spesa pubblica verso la previdenza:"L'età della pensione andrebbe indicizzata all'aumento della speranza di vita". Serve un welfare diverso, con più donne al lavoro: con un'occupazione femminile ai tassi Ue, il nostro Pil sarebbe più alto di quasi il 7 per cento. Non ci può essere una crescita durevole, nemmeno se non si rimette in moto il Mezzogiorno. Ma c'è un altro aspetto che la Marcegaglia ha sottolineato, riflettendo sulla crisi dei mercati finanziari, ancora lontana dalla fine: "La favola del credito ad alto profitto e senza rischi è stata smascherata. è tempo di tornare alla vecchia e solida realtà dei finanziamenti all'attività produttiva e agli investimenti ". Per le banche italiane, un'opportunità per "mettere ancora più al centro il rapporto con le imprese". Le aziende sono pronte a fare il proprio sforzo. La Marcegaglia ha indicato quattro punti: primo la sicurezza. E la platea ha applaudito quando ha ricordato "con profonda tristezza" Mario Di Girolamo, morto l'altro ieri in una delle fabbriche del suo gruppo. Poi gli investimenti in ricerca e formazione, l'energia, la lotta per la legalità. IMAGOECONOMICA L'esordio. Il neo-presidente di Confindustria Emma Marcegaglia: è la prima donna alla guida dell'associazione.

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La deriva dei commissari per le emergenze (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 23-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Carlo Pace La "deriva" dei Commissari per le emergenze Nell'ultimo libro di Stella e Rizzo "La deriva" c'è, tra l'altro, un capitolo dedicato alla figura dei Commissari per le emergenze, proliferati in questi ultimi anni, e di cui poco si conosce pur se amministrano cospicue somme pubbliche in regime di pressocché monopolio. In Abruzzo sin dal 9 marzo 2006 si è insediato un Commissario, l'architetto Adriano Goio, nominato con ordinanza del presidente del Consiglio, su indicazione del presidente della Regione, per fronteggiare la crisi di natura socio-economica-ambientale determinatasi nell'asta fluviale dell'Aterno-Pescara. Per la finalità di cui sopra il Commissario delegato è stato incaricato di predisporre un programma di interventi che prevede: la realizzazione delle opere di regolazione della portata del fiume al fine di assicurare il deflusso minimo vitale nonché consentire l'utilizzo di acque superficiali per usi multipli; la realizzazione delle opere di collettamento degli scarichi civili ed industriali e degli impianti depurativi, nonché l'adeguamento di quelli esistenti, al fine di ridurre il livello di inquinamento; l'espletamento di tutte le altre iniziative necessarie al superamento del contesto emergenziale, con particolare riferimento a quelle funzionali alla sicurezza idraulica ed al ripristino ambientale. Per questo scopo sono stati finanziati dalla Protezione Civile diverse decine di milioni di euro. Il Commissario ha chiesto ed ottenuto la possibilità di nominare diversi organi istituzionali, per collaborare; in particolare: un comitato tecnico-scientifico, composto da 9 (nove) tecnici esperti per la valutazione dei progetti, nonché per garantire il necessario supporto tecnico alle attività che devono essere eseguite per il superamento dell'emergenza. Due consulenti, per le esigenze connesse al superamento dell'emergenza, di elevata e comprovata professionalità, con specifiche competenze tecniche e/o scientifiche nelle materie di interesse. Otto collaboratori per le esigenze connesse al superamento dell'emergenza. Inoltre, per fronteggiare la crisi del bacino dell'Aterno-Pescara il Commissario delegato ha bandito una gara per l'affidamento dei servizi tecnico-professionali di supporto per la definizione e successiva implementazione tecnica dal programma di interventi urgenti di cui all'ordinanza del Consiglio dei ministri numero 3504 del 9 marzo 2006. E i consulenti a che servono? Tutto doveva completarsi entro e non oltre il 31 dicembre 2006, altrimenti che emergenza è! Invece per fatti non meglio identificati (anche perché le emergenze del nostro fiume sono ben note da decenni), il Commissario e tutto lo staff ottiene una proroga di un anno, cioè dal 31 dicembre 2006 al 31 dicembre 2007. Ma non basta, perché è spuntata un'altra improvvisa emergenza: le famose discariche di Bussi: altra proroga di tutto lo staff, con aggiunta di un altro esperto, sino al 31 dicembre 2009. Bastera? Sono, anzi siamo (perché i soldi sono pubblici) in attesa di sapere quanto è stato sinora speso per i lavori di superamento delle emergenze dei tre punti previsti dall'incarico di marzo 2006 e quanto è costata tutta la organizzazione degli uffici del commissariato.

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Sussidiarietà e taglio dei costi: ecco i principi della legge (sezione: Costi dei politici)

( da "Varesenews" del 23-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Milano - Il provvedimento, voluto dal governatore Formigoni, abbatterà i gettoni di presenza e ridurrà da 2.000 a 500 i rappresentanti di giunte e assemblee Sussidiarietà e taglio dei costi: ecco i principi della legge Riduzione del numero delle Comunità montane da 30 a 23, riduzione dei componenti degli organi (assemblea e giunta esecutiva) e valorizzazione della figura dei sindaci (componenti di diritto dell'assemblea ed elettori della giunta), riduzione di almeno il 70% del gettone di presenza per il presidente e i membri dell'esecutivo. Queste alcune delle novità introdotte dal progetto di legge "Riordino delle Comunità montane della Lombardia, disciplina delle Unioni di Comuni lombarde e sostegno all'esercizio associato di funzioni e servizi comunali", approvato dalla Giunta regionale su proposta del presidente Roberto Formigoni di concerto con l'assessore alle Risorse, Finanze e Rapporti istituzionali Romano Colozzi. Un decisivo taglio ai "costi" della politica pari a 4.345.403 euro (un terzo del contributo ordinario). "Questa doverosa e importante opera di riorganizzazione ? spiega il presidente Formigoni - garantisce un risparmio notevole per la pubblica amministrazione e segna un'altra tappa fondamentale della nostra Regione sulla strada dell'eccellenza dei servizi per i cittadini. E' necessario però sottolineare che la genesi di questo provvedimento non si colloca nell'esigenza di eliminare, come accade in altre aree del Paese, casi di Comunità montane intese quali "scatole vuote" e create solo a fini politici. Al contrario, in Lombardia le Comunità montane si sono distinte per una efficace gestione dei servizi fondamentali e per la tutela del territorio". "Il testo di legge approvato dalla Giunta regionale ? spiega l'assessore Colozzi - è fortemente ispirato al principio della sussidiarietà in quanto conferisce una nuova centralità al ruolo e all'autodeterminazione dei Comuni, che rappresentano il fondamentale punto di contatto della pubblica amministrazione con i cittadini e le imprese. L'importanza dei Comuni si concretizza all'interno degli organi delle Comunità montane (i cui rappresentanti nelle assemblee e Giunte esecutive scendono da 2.000 a 500 circa) attraverso la presenza dei sindaci, proprio in quanto eletti direttamente dalla popolazione. Saranno inoltre le stesse Comunità montane a scegliersi la denominazione e la sede". Non potendo intervenire con legge regionale sulla quantificazione dei Comuni montani, essendo la materia definita da legge nazionale, la riorganizzazione del territorio montano della Lombardia (vasto il 42% del totale) in 23 zone omogenee rappresenta il giusto punto di equilibrio fra l'esigenza di razionalizzare i costi, la vastità del territorio stesso e le importanti funzioni esercitate dalle Comunità montane. Queste coinvolgono 558 comuni, il 39,7% dei quali con meno di 3.000 abitanti. I residenti complessivi sono poco più di 1 milione e 200 mila. Le funzioni principali delle Comunità montane spaziano dalla prevenzione del rischio idrogeologico, allo sviluppo e tutela del territorio, alla prevenzione degli incendi boschivi e organizzazione di squadre antincendi, oltre ad altre attività legate all'agricoltura, alle foreste ecc. Proprio grazie a questo provvedimento, Regione Lombardia intende indirizzare le proprie politiche nella direzione del sostegno all'eccellenza comunale attraverso l'incentivazione alla gestione associata di funzioni e servizi tramite le 'Unioni di Comuni' al fine di garantire servizi migliori per i cittadini a costi minori per la pubblica amministrazione.   Il provvedimento giunge al termine di un lungo lavoro e di un serrato e proficuo confronto con i rappresentanti delle Comunità montane, dei Comuni e delle Province. Le nuove Comunità montane saranno valorizzate sia in quanto riceveranno in gestione funzioni regionali (il DPEFR elencherà tutte le funzioni esercitate) sia in quanto livello ottimale per la gestione delle funzioni comunali in forma associata nei territori montani (diventano, insieme alle Unioni dei Comuni, destinatarie di finanziamenti con priorità). L'assemblea sarà composta dai sindaci dei Comuni facenti parte della Comunità, mentre l'organo esecutivo (denominato giunta esecutiva) è a composizione variabile secondo il numero dei comuni: 5 per le CM con un numero di Comuni fino a 35, 7 per le CM con più di 35 comuni. Con l'art. 17 viene sancita la libera scelta del Comune che ha la facoltà di aderire a più forme associative a seconda delle caratteristiche del servizio che si intende associare. Una volta aderito ad una forma associativa, il Comune non può partecipare ad altre iniziative associative per quel determinato servizio. Se un Comune partecipa ad un'Unione non può aderire ad un'altra Unione anche se le due Unioni esercitano servizi diversi. L'esclusività dell'adesione, inoltre, rafforza la singola Unione. L'art. 18 detta la disciplina delle Unioni nella Regione Lombardia, chiamate Unioni di Comuni lombarde. I Comuni che costituiranno Unioni disporranno di una legislazione che ne rafforza il ruolo e la stabilità. Le Unioni già costituite si adegueranno alla nuova legislazione. Per incrementare la funzione dell'Unione si prevede che esse debbano esercitare almeno tre servizi da scegliere tra quelli che maggiormente garantiscono la coesione e la continuità dell'esperienza associativa. Come ogni ente locale, anche l'Unione si dota di uno proprio atto fondamentale, lo statuto, che viene approvato dai Consigli comunali dei Comuni aderenti. Nello statuto vengono stabilite le funzioni che i Comuni trasferiscono alle Unioni, le competenze e le modalità di elezione degli organi. Viene fissato il termine di dieci anni quale durata minima dell'Unione. Lunedi 19 Maggio 2008.

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Chi di spada ferisce (sezione: Costi dei politici)

( da "Opinione, L'" del 23-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Oggi è Ven, 23 Mag 2008 Edizione 102 del 23-05-2008 Chi di spada ferisce... di Maurizio Bonanni "L'Altra Casta", di Stefano Livadiotti, si incastra ed allunga i confini - relativamente alle lobbies sindacali - di quelli esplorati, a tutto campo, nel best-seller "La Casta" di Stella e Rizzo. Del resto: chi non lo sapeva che il sistema-Paese non decolla "anche" a causa delle relazioni sindacali più di stampo sovietico che occidentale? Vedi le recenti vicende di Alitalia e la fuga di tutti i compratori esteri che hanno osato sfidare i sindacati dei piloti e del personale di volo. Sul tema Livadiotti è addirittura spietato, andando a scavare negli aberranti privilegi di cui godono piloti ed assistenti di volo della compagnia di bandiera corresponsabili dello spaventoso "buco" di Alitalia, costato nel tempo decine di miliardi di euro al contribuente italiano. Livadiotti, come Stella e Rizzo, non ama i proclami alla Grillo, ma va giù duro e spietato con gli strumenti comparativi del buon giornalismo d'inchiesta di un tempo, prendendo come metro di misura anche ciò che avviene fuori dall'Italia, visto che Air One ha costi decisamente inferiori e produttività ben più elevata della "rottamanda" Alitalia. Come in un fronte drammaticamente ampio, Livadiotti affronta l'Idra sindacale cercando di tagliarle una testa per volta. Ovvero, di mostrarle finalmente al pubblico queste teste. Il problema è che tutte, ma proprio tutte, hanno il volto di Medusa: chi osa sfidarle, guardandole dritte negli occhi, viene tramutato in statua di pietra. Si parte dalla concertazione, degenerata a diritto di veto, per passare immediatamente all'esame del core business della Triplice (per D'Alema, i Tre Porcellini) in cui prevalgono gli aspetti della difesa ad oltranza del potere d'acquisto e della sicurezza dei lavoratori che il lavoro ce l'hanno già. I giovani invece, quelli no, non interessano granché. Stanno sui manifesti, negli slogan per le elezioni ma poi, di fatto, il peso della tutela è tutto spostato verso i pensionati, che sono il 50% di iscritti, contro una media europea del 20%! I giovani non vanno ad impinguare le già traboccanti casse della Triplice, il cui bilancio attuale (stimato per difetto, in quanto - qui la denuncia più ferma di Livadiotti - il sindacato italiano non è obbligato ad avere bilanci consolidati!) vale alcuni miliardi di euro, di cui almeno uno ad appannaggio della sola Cgil. Da dove proviene questo fiume di denaro? In minima parte dalle quote di iscrizione e principalmente dalle casse dell'erario, sotto varie forme e sembianze. Molti di questi aspetti sono occulti o "indiretti". Ma i conti, in fondo, sono presto fatti. Basta andare a sommare, come fa il giornalista, cifra dopo cifra, quanto riceve ognuna delle principali sigle. E chi ha provato a toccare certi fili, o c'è rimasto secco, oppure ha dovuto far finta che scherzava. Possibile? Direte voi. Possibile e normale, risponde Livadiotti, in un Paese alla deriva come il nostro. Provate voi a scalzare privilegi sindacali sistemici come quello della delega senza scadenza per cui le Aziende svolgono le funzioni di esattori del sindacato, con trattenute automatiche sulla busta paga. Non solo, nel bottino dei privilegi normativi dei sindacati italiani rientra anche quella cosina paradossale del fatto che loro non rischiano -come tutti i datori di lavoro- il reintegro dei propri dipendenti licenziati. E nemmeno sono soggetti a tassazione né per quanto riguarda donazioni ed eredità, né per il pagamento delle imposte sul loro immenso patrimonio immobiliare, graziosamente donato, a costo zero, dallo Stato a seguito dello smantellamento delle ex corporazioni fasciste. Il problema è: quale rimedio? A parole sono in molti a rendersi conto di come le chiusure sindacali blocchino l'ascensore sociale, a causa degli ostacoli frapposti ad ogni forma di meritocrazia, che fa del nostro Paese la cenerentola del Primo Mondo. Tuttavia, come si fa a tagliare le unghie a chi vanta un numero di iscritti tali da entrare comodamente nel tinello di casa, paralizza il sistema dei trasporti, indicendo scioperi che poi vengono revocati all'ultimo momento, quando la frittata ormai è fatta e le principali compagnie aeree hanno già cancellato centinaia di voli, precipitando il trasporto aereo nel caos? Be', un rimedio ci sarebbe pure. Basta prendere le mosse dall'esempio storico di Margaret Thatcher che, all'inizio degli anni '80, regolò i conti con il potere delle Trade Unions, puntando diritto al loro sistema di finanziamento. Già, solo che da noi la lobby sindacale vanta dei puntelli formidabili in tutti i gangli istituzionali che contano, avendo al vertice delle istituzioni importanti esponenti della politica di questo Paese. Chi ci salverà allora dal Dragone? Il S. Giorgio della bancarotta? Non lo escluderei?.

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"La deriva" di Gian Antonio Stella (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 23-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

VICENZA "La deriva" di Gian Antonio Stella VICENZA - Lunedì prossimo al Centro Congressi Assoartigiani di via Fermi a Vicenza (ore 21, ingresso libero) Gian Antonio Stella (nella foto) tornerà a incontrare il pubblico dei suoi lettori concittadini per presentare il nuovo libro "La deriva, perché l'Italia rischia il naufragio" (Rizzoli) scritto ancora una volta con il collega del "Corriere della Sera" Sergio Rizzo.Introdurrà la serata e coordinerà il dibattito il giornalista Antonio Stefani. Dopo il clamoroso successo de La casta, la nuova inchiesta di Stella e Rizzo mostra come il nostro Paese sia rimasto bloccato e sia ormai il fanalino di coda dell'Europa. Sanità, giustizia, scuole, grandi opere: attraverso l'analisi di tanti diversi aspetti, gli autori mettono a nudo lo stato dell'Italia servendosi anche di una serie di confronti con altri Paesi. Al centro del libro, tutti i problemi che i cittadini vivono ogni giorno: burocrazia, lentezze, imprecisioni, cavilli e sotterfugi che continuano a tenere l'Italia inchiodata a un costante ritardo.

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Province, l'Unione pronta a lasciare Udine (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 23-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il presidente in carica, l'isontino Gherghetta, ha predisposto il programma per il suo anno di mandato e propone ai colleghi il taglio delle indennità di carica Province, l'Unione pronta a lasciare Udine "Siamo un sindacato ed è opportuno avere la sede a Trieste dove il Consiglio regionale provvede a varare le leggi" UdineCambio di sede per l'Upi Friuli Venezia Giulia. L'Unione delle province, infatti, a breve lascerà palazzo Veneziano di Udine - dove ha sede pure l'Anci - per trasferirsi negli spazi del Consiglio regionale di Trieste.Un trasferimento politico e non solo logistico, quello deciso dal neo presidente goriziano Enrico Gherghetta, deciso a ridare all'Unione la sua vocazione originaria, "quella di essere cioè il sindacato delle Province, piuttosto che la quinta provincia. Per questo - spiega - lo spostamento in Consiglio regionale è strategico, potremo esercitare meglio il nostro ruolo là dove si fanno le leggi".Il programma del suo anno di presidenza Gherghetta lo presenterà a breve al consiglio direttivo, dove arriverà con decisioni già assunte e proposte ponderate. "Sarò un presidente a costo zero, per cui ho rinunciato all'indennità mensile di 2 mila euro e ad ogni rimborso spese. Nel marzo dello scorso anno avevo già declinato i mille euro lordi al mese che mi sarebbero spettati come componente dell'ufficio di presidenza".Si tratta di una scelta personale che, assicura, è unica in Italia, ma egli auspica che l'Upi la faccia diventare permanente e che accolga la proposta di riduzione dei costi anche per gli altri componenti, "eliminando l'indennità mensile per tutti i membri dell'ufficio di presidenza cui andrebbe, come per quelli del consiglio direttivo, solo il gettone di presenza previsto dalla normativa regionale di circa 116 euro".Nell'agenda di Gherghetta, inoltre, la riduzione delle consulenze esterne e del costo del personale, per arrivare progressivamente al dimezzamento dell'attuale bilancio Upi, che si attesta sul milione di euro.Sì, invece, ad un forte piano della comunicazione, "per rendere l'ente trasparente, offrendo tutte le informazioni sulle funzioni e il ruolo delle province" e potenziamento del supporto giuridico che l'Upi deve poter dare sia al legislatore, sia agli enti intermedi, perché "il sistema normativo è in continua evoluzione e abbiamo bisogno di una consulenza adeguata".Gherghetta, insomma, è deciso a "non volere una super provincia, ma un sindacato vicino ai cittadini".Antonella Lanfrit.

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L'Italia è un Paese alla deriva (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 23-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

"La deriva" la nuova inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo L'Italia è un Paese alla deriva Paolo Petroni È dedicato "a tutti quelli che in questo paese vogliono credere ancora" "La deriva" (Rizzoli, pp. 308 - 19,50 euro) la nuova inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che, dopo aver denunciato privilegi, arroganza e potere de "La casta", mostra come il nostro paese sia rimasto bloccato e, negli ultimi quindici anni, sia diventato per questo il fanalino di coda dell'Unione Europea. A dimostrare come poco o nulla si muova anche quando il rumore e l'attenzione è tanta, gli autori nelle prime pagine tornano anche su una delle denunce che avevano fatto più rumore dopo l'uscita del libro precedente, i costi del Quirinale: "dopo essersi lagnato dei paragoni con Buckingham Palace, che costa un quarto, non ha aperto che una fessura nella segreta dei propri conti. La Regina Elisabetta ha preso così sul serio l'impegno di tagliare che, dopo aver ridotto del 61% in quindici anni le sue spese in termini reali, tiene a stecchetto i dipendenti pagando perfino Sir Alan Reid, custode del Tesoro, 225.000 ero e cioè meno di quanto prende uno stenografo del nostro Senato. Forse il Colle, chiamato a dare il buon esempio a tutti, poteva tagliare un po' più del 3 per mille". E gli esempi sulla Casta sono ancora tanti, dagli stipendi dei manager che - dicono Stella e Rizzo - si impennano in un paese che affonda, all'emendamento del decreto 'milleproroghe' del febbraio 2006, che prevede si effettuino i versamenti del finanziamento pubblico ai partiti per tutta la legislatura anche se questa finisce anticipatamente. Ma il tema del nuovo libro sono soprattutto i lacci e lacciuoli, i procedimenti farraginosi e gli interessi, che ci fanno arrancare, come i ritardi nell'informatica. Nel 2004 eravamo alla pari con l'Irlanda per numero di computer usati in famiglia, nel 2007 siamo dietro tutti, comprese Estonia, Slovacchia, Lettonia e Lituania, "quanto agli sportelli elettronici che consentono un collegamento reale diretto tra il cittadino e la pubblica amministrazione, siamo penultimi: dietro di noi c'è solo la Grecia". Persino per quel che riguarda il flusso turistico, il paese con più ricchezze artistiche del mondo, che nel 1970 era in testa a tutte le classifiche per visitatori, nel 2004 "a forza di rapinare gli stranieri sparando conti astronomici nei ristoranti e di devastare limoneti e aranceti per tirar su quelle mostruose palazzine abusive che infestano le nostre coste meridionali, eravamo scivolati al quinto posto". Prima di noi ora ci sono nell'ordine la Francia, poi la Spagna, quindi gli Usa e infine la Cina. Insomma siamo un paese che avendo i comandi bloccati va alla deriva e "rischia il naufragio", come si legge sin dalla copertina del libro; un paese che ha dimostrato di saper fare cose egregie (solo 270 giorni per stilare e approvare la Costituzione, otto anni per collegare Milano e Napoli con l'Autosole), ma un un paese di poeti e naviganti che ha visto la cultura, che pure è elemento trainante, e porti e trasporti declinare rovinosamente; un paese in cui è bloccata la giustizia (record di 35 anni di rinvii per un fallimento) ma anche l'imprenditorialità (per aprire una trattoria ci vogliono 71 timbri, per una licenza edile 27 mesi) e ogni neonato nasce con un debito pensionistico di 250.000 euro. "Siamo a un bivio", annunciano gli autori sin dal titolo del primo capitolo, e per cambiare rotta bisogna slegare e riprendere in mano il timone. "Per rimettersi in moto l'Italia, prima di qualunque programma, ha bisogno di una grande operazione verità", ha scritto recentemente Galli della Loggia: con 'La casta' e 'La derivà Stella e Rizzo hanno fatto la loro parte. Bisogna che da un'altra parte qualcuno cominci a vergognarsi, un sentimento, un valore che sembra perduto.

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POVERA ITALIA ALLA DERIVA (sezione: Costi dei politici)

( da "Azione, L'" del 24-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'AZIONE - Articoli - Povera italia alla deriva POVERA ITALIA ALLA DERIVA Federico Citron L'Italia è un Paese che, come i suoi studenti, dà molto meno di quello che potrebbe dare. E questo fa infuriare i giornalisti del Corriere della Sera Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. I quali, dopo aver raccontato nel libro "La Casta" come la classe politica abbia trasformato le istituzioni in un mezzo per perpetuare il proprio potere, sono tornati in libreria con "La Deriva" sottotitolo: "Perché l'Italia rischia il naufragio". Nel nuovo libro Stella e Rizzo dimostrano che l'esercito di politici italiani (179.485, secondo i due giornalisti!) non solo ha elargito a se stesso privilegi vergognosi (questo era l'oggetto de "La Casta"), ma ha pure governato male l'Italia provocandone il declino. I dati impietosi del decadimento, raccolti ne "La Deriva", Stella li ha riassunti venerdì scorso all'ex Filanda di Santa Lucia di Piave in un dibattito promosso dalla Università delle Tre Età. Ad ascoltarlo tanta gente, all'incirca seicento persone, segno che il sentimento di indignazione non si è dissolto, come qualcuno sostiene, con le elezioni. E allora vediamoli questi dati. Tra il 2001 e il 2006 il Pil per ora lavorata, cioè la produttività del lavoro, è cresciuto dell'1 per cento. Nello stesso periodo la Spagna è cresciuta 5 volte di più, l'Olanda 12, la Polonia 20, la Grecia 22, l'Estonia 40. Nel settore turistico negli anni '70 eravamo i primi in Europa, ora siamo i quinti. Fummo i primi a costruire un'autostrada, la Milano-Laghi, ora la nostra rete autostradale è al dodicesimo posto nella classifica europea. L'autostrada del Sole venne costruita al ritmo di 94 chilometri l'anno; per fare gli ultimi 4 chilometri dell'A28 (Godega-Conegliano) servono tre anni. Nel campo del trasporto su rotaia, abbiamo inventato e costruito per primi il Pendolino, ma i treni ad alta velocità corrono oggi su 562 chilometri, contro i 1.300 della Germania e i 1.900 della Spagna. Per non dire dei porti. Sono in costruzione 400 navi in grado di trasportare 1 3-14 mila container l'una, ma non potranno entrare in alcun porto italiano salvo Trieste, che però ha la città che incombe sulle strutture portuali. Oggi Rotterdam da solo fa più container di tutti i porti italiani messi insieme e fra tre anni anche Tangeri (Marocco) movimenterà più container di tutto il sistema portuale italiano. Ma è alla scuola che Stella dedica le parole più dure. La situazione nell'Italia del sud è disperata, la Sicilia ha una fascia di somari superiore di quattro volte a quella dell'Azerbaijan. Tra le prime 150 università del mondo non ce n'è una italiana. Si diventa insegnanti non per concorso ma per sanatoria. Dei professori che insegnano matematica solo il 17% è laureato in matematica. Per Stella questa situazione è stata causata dall'abolizione del merito, sia per gli studenti che per gli insegnanti. Gli unici due ministri che tentarono di cambiare davvero il sistema, Giovanni Gentile e Luigi Berlinguer, furono censurati e delegittimati dalla stessa parte politica che li aveva scelti. C'è ancora una speranza per venir fuori dalla fanghiglia in cui il Paese sta sprofondando? "Sì - secondo Stella - con riforme serie. Le cose possono cambiare, quanto è successo alla Fiat e alla Parmalat sono lì a dimostrarlo". Ma le resistenze da vincere sono tante, il nostro è un Paese fatto di zone "protette", basti pensare agli ordini professionali, e i diritti acquisiti "sono più sacri del dogma della Verginità di Maria". Per questo Stella non vede male un accordo tra destra e sinistra per realizzare alcune riforme. Basta che l'accordo non diventi "inciucio", come quello che permise di approvare, con il consenso di tutti, la leggina che consente ai partiti di ottenere finanziamenti per tutta la legislatura (5 anni) anche se il Parlamento viene sciolto anzitempo!.

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Cedolino Europa (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi (Lavoro e Previdenza)" del 24-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Lavoro e Previdenza Numero 123, pag. 45 del 24/5/2008 Autore: Valfrido Paoli consulente del lavoro valfrido@asspaoli.com Visualizza la pagina in PDF       Storie di Lavoro Cedolino Europa Ne abbiamo parlato con esperti della vecchia maggioranza. Milioni di lavoratori, di tutte le razze (meglio: etnie), girano ogni giorno nel nostro paese, ma un Cedolino Italia, che tutti possano leggere con facilità ancora non c'è. La busta paga è ancora un "fai-da-te" difficile da sconfiggere. Ogni azienda ne fa uno, diverso dall'altro, e i lavoratori, specie immigrati, non riescono a leggerlo. Ma nessuno ci ha dato retta. Ora ne stiamo parlando con esperti della nuova maggioranza. Noi consulenti, gli diciamo, abbiamo proposto il Cedolino Italia a Firenze, nell'altro millennio, ma niente si è mosso. Convinti come siamo che chi lavora debba essere facilitato al massimo nella comprensione di ciò che guadagna e di ciò che gli viene trattenuto dalla Previdenza, dal Fisco o dal altri, siamo andati a sostenere l'idea presso il collega Giuseppe Innocenti di Bologna che, nell'altro millennio, propose con lungimiranza proprio a Firenze, il Cedolino Italia, a nome dei consulenti del lavoro. L'idea del Cedolino Italia è ormai superata, ci ha cortesemente risposto il Beppe, ormai i lavoratori di ogni etnia vanno su e giù non solo per l'Italia, ma per questa entità in continua crescita, di mezzo miliardo di persone, chiamata Europa. Ci vuole il Cedolino Europa, che tutti possano leggere, dalla Penisola iberica ai confini della Russia. E dovrà essere scritto in due lingue: in inglese e nella lingua del luogo dove risiede l'azienda. Va da sé, aggiunge Innocenti, che il principio di gradualità ci impone innanzitutto di realizzare il Cedolino Italia. All'uopo, dice, sto già in contatto con gli esperti della nuova maggioranza. Chissà che non sia la volta buona! "Se non ora, quando?", così conclude La deriva, il nuovo, bellissimo libro di Stella e Rizzo, Rizzoli Editore.

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Firme contro le consulenze (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 24-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

SASSUOLO pag. 19 Firme contro le consulenze DALLE ore 9.00 alle 19.00 di oggi, in Piazza Garibaldi a Sassuolo, il Comitato "Conto anch'io a Sassuolo" raccoglierà le firme per la seguente petizione popolare: "I cittadini firmatari , della presente, desiderano esprimere la loro legittima richiesta che consiste nel richiedere di ridurre il numero dei consulenti e/o consulenze e di tagliare i "super stipendi" dei dirigenti". L'iniziativa promossa dal fondatore del Comitato, Ivano Piccinini, si inquadra tra quelle che vogliono "smantellare" la casta legata alla politica.

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Quanto costerà? Molto già costa Un'opera inutile e faraonica (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 24-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del IL CASOLa bocciatura di Strasburgo: non è una priorità dell'Europa Quanto costerà? Molto già costa "Un'opera inutile e faraonica" / Roma Ritorna il Ponte. Già, ma chi paga? Quasi impossibile riacchiappare per la coda i finanziamenti europei, quelli per cui combattè strenuamente Berlusconi al suo primo governo. Inserita di malavoglia tra i 22 progetti prioritari per l'Europa nel 2003, al 13esimo posto, la condizione fu: soldi solo se verrà garantita la sostenibilità ambientale e un immediato inizio dei lavori. A novembre 2003 la decisione shock: il Ponte sullo stretto non è una priorità , soprattutto perché non facilita i contatti tra Italia e Europa, semmai tra Italia e Italia. Già allora Lunardi fece spallucce: il piano finanziario è pronto, andremo avanti. Come spesso accade, dietro la cortina delle dichiarazioni non c'era neanche il fumo. E così il Ponte ha agonizzato fino al marzo del 2004 quando è diventato oggetto di un'altra battaglia europea. Allora furono due senatori forzisti a scoprire che la Finanziaria aveva cancellato tutte le opere di ammodernamento ferroviario nel Sud. Seconda bocciatura annunciata. In più nel 2005 l'Europa ha avviato una procedura d'infrazione perché il progetto presentato dal Governo "non è stato fatto correttamente". Caduto il governo Berlusconi, sotto il governo Prodi il Ponte, considerato un'opera inutile e faraonica, si è inabissato per riemergere a fior d'acqua: grazie alla polemica che contrappose i verdi - strenuamente avversi all'opera - e il ministro alle infrastrutture, Antonio Di Pietro. Che invece di sciogliere la società Stretto di Messina Spa a un passo dalla chiusura, come era stato deciso dall'Unione, le concesse un'estrema boccata d'ossigeno. Perché? Ora, forse, arriverà la risposta. Intanto le spese della società, ormai gravante sull'Anas, corrono. Non solo, come scrissero in un'interrogazione i senatori Paolo Brutti e Felice Casson, perché sotto il presidente Ciucci (700.000 euro annui di stipendio) lievitò la spesa "emolumenti e gettoni di presenza degli amministratori" e gli stipendi dei dipendenti da 1.453.000 euro del 2002 a 6.590.000 euro del 2006. Certo, nel 2002 i dipendenti erano 36, nel 2006 erano diventati 102. E l'attività lavorativa, in quegli anni, non deve essere stata particolarmente fervida. Però bisognava star pronti. Già in campagna elettorale il Pdl aveva rispolverato il progetto. Raffaele Lombardo, fondatore dell'Mpa, sostenne: "Il ponte è una priorità europea, perché è un'infrastruttura che fa parte del corridoio che collega la Sicilia a Berlino"; anche se l'Europa non sembra d'accordo. Poi aveva spiegato: "Non costerebbe nulla alle casse dello stato, perché sui sei miliardi, tre li pagherebbero le Ferrovie, che in 30 anni grazie ha quest'opera risparmierebbero 30 miliardi: il resto lo investono i privati, un 10-20% l'Europa". L'Europa no, come si è visto. Si potrebbe contestare anche all'ormai governatore della Sicilia che le Ferrovie pesano, e come, sulle casse dello stato, e peserebbero anche quei tre miliardi. Quanto ai privati, si spera che non siano magari gli stessi impegnati nella cordata Alitalia.

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VIAREGGIO HA PROVATO e riprovato. Ma poi ha dovuto arrendersi. & (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 24-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

SPORT VERSILIA pag. 25 ? VIAREGGIO ? HA PROVATO e riprovato. Ma poi ha dovuto arrendersi. &... ? VIAREGGIO ? HA PROVATO e riprovato. Ma poi ha dovuto arrendersi. "Non ce la faccio". Vitaliano Bonuccelli alza bandiera bianca per la gara di domani contro la Viterbese. "Nella gamba, allo stesso punto in cui avevo rimediato la frattura contro il Sansovino, c'è un'altra infrazione: peccato. Mi sarebbe piaciuto essere in campo ma sono convinto che i ragazzi daranno l'anima per conquista la salvezza. Sì, anche io andrò in ritiro con la squadra: voglio far parte dell'ambiente in queste ore decisive per il nostro futuro" ha detto il capitano bianconero, costretto ad adbicare a favore di Belluomini, che quasi certamente ? sono indisponibili anche le altre due punte Fumarolo e Rovella ? sostituirà Bonuccelli al centro dell'attacco. Aglietti ha fatto buon viso a cattiva sorte, ha toccato ferro (senza Bonuccelli, il Viareggio spesso ha balbettato), ma si aspetta un surplus di impegno da parte degli altri giocatori che scenderanno in campo. PER LA DIFESA si profila la conferma dello schieramento di domenica scorsa, nonostante Barsotti abbia finito di scontare la classifica. Leonardo Massoni giocherà quindi al centro della difesa, con Gabriele Gemignani sull'esterno di sinistra. Fra i pali, il baby Carpita prenderà il posto dello squalificato Russo. Per il resto tutto confermato, con particolare attenzione alla formula offensiva della Viterbese, che giocandosi il tutto per tutto, potrebbe davvero creare qualche grattacapo alla formazione bianconera. Sarà fondamentale il gioco di Costantino e Fusi, bravissimi, a tratto devastanti a Viterbo, con un comportamento a organetto, pronti a dare il sostegno alle punte ma anche a ripiegare a metà campo per affiancare Reccolani e Fommei. NELLA VITERBESE, a parte il ritorno in campo del portiere Eros Faveretto (per lui, in questa stagione, 4 gettoni di presenza), è previdibile l'utilizzo di Piemontese in prima linea a fianco di Agodirin. In ogni caso anche il tecnico Rambaudi ha confermato di aspettarsi molto dalla squadra chiamata ad un ultimo assalto di questa stagione. Per i tifosi bianconeri i biglietti non sono in vendita alla Zattera ma allo stadio dei Pini.

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Viabilità, un cavalcavia sulla tangenziale est (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 24-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

ROVIGO pag. 4 Viabilità, un cavalcavia sulla tangenziale est Sorgerà all'altezza dell'incrocio di viale Porto Po IL PROGETTO era stato 'congelato' per i costi troppo elevati, ma ora torna sul piatto. Anas, infatti, avrebbe deciso di intervenire sulla statale 16, a Borsea, per realizzare il cavalcavia e la rotatoria tra viale Porta Po e la tangenziale est. Un progetto al quale la società aveva già lavorato negli scorsi anni: l'ipotesi iniziale, per la precisione, era quella di un sottopasso, che sarebbe venuto a costare circa 1 milione di euro. Ipotesi poi scartata e sostituita dall'attuale progetto, certo più costoso: circa 12 milioni di euro, tutti a carico di Anas. Il progetto, che attende la fase esecutiva, risale al 2003 e prevede, appunto, la realizzazione di un cavalcavia sulla tangenziale est all'incrocio di viale Porta Po e della rotatoria sottostante. Il piano conta sul completo finanziamento da parte dell'Anas per rotatoria e cavalcavia, mentre le opere di collegamento con le due aree della Fattoria e del Tredici dovrebbero essere realizzate a carico dei proprietari delle aree. Collegate a questo progetto, potrebbero tornare in ballo alcune ipotesi, come quella di una bretella parallela alla tangenziale e del costo presumibile di 5/600mila euro per mettere in comunicazione i collegamenti tra via Urandi e via Concilio Vaticano II, tra via Concilio ed il sottopasso di via Fermi e tra via Pizzarda e via Marchioni, con una pista ciclabile che percorrerebbe tutto il tragitto. Potrebbe essere eliminato, inoltre, il semaforo sulla tangenziale all'altezza di Borsea verso via Savonarola, consentendo l'accesso in paese solo per chi proviene da Ferrara. m.c. Image: 20080524/foto/7240.jpg.

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Gian Antonio Stella racconta "La deriva" (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 24-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

INCONTRI. LUNEDÌ SERA ALL'ASSOARTIGIANI Gian Antonio Stella racconta "La deriva" Lunedì 26 al Centro Congressi Assoartigiani di via Fermi a Vicenza (ore 21, ingresso libero) Gian Antonio Stella tornerà a incontrare il pubblico dei suoi lettori concittadini per presentare il nuovo libro La deriva, perché l'Italia rischia il naufragio (Rizzoli) scritto ancora una volta con il collega del Corriere della Sera Sergio Rizzo. Introdurrà la serata e coordinerà il dibattito il giornalista Antonio Stefani. Dopo il clamoroso successo de La casta, la nuova inchiesta di Stella e Rizzo mostra come il nostro Paese sia rimasto bloccato e sia ormai il fanalino di coda dell'Europa. Sanità, giustizia, scuole, grandi opere: attraverso l'analisi di tanti diversi aspetti, gli autori mettono a nudo lo stato dell'Italia servendosi anche di una serie di confronti con altri Paesi. Al centro del libro, tutti i problemi che i cittadini vivono ogni giorno: burocrazia, lentezze, imprecisioni, cavilli e sotterfugi che continuano a tenere l'Italia inchiodata a un costante ritardo. E, a proposito di burocrazia, nel volume vengono citati anche i dati dell'Ufficio Studi di Confartigianato su costi ritardi e inefficienze della macchina pubblica.

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Doveva essere la Stu, l'avveniristica società di trasformazione urbana pensata per cambiar (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 24-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di PATRIZIA LOMBARDI Doveva essere la Stu, l'avveniristica società di trasformazione urbana pensata per cambiare il volto della città, la protagonista della seduta di consiliare di ieri. Ed invece, a sorpresa ma non tanto, l'ambizioso strumento urbanistico è scivolato, e ci si è incagliato, in un ritardo di una di una manciata di minuti che ha pesato sulla consegna della delibera. Una documentazione corposa, questo studio di fattibilità, di un centinaio di pagine su cui sarebbe stato improbabile che l'opposizione riuscisse, in così poco tempo, a studiare e prepararsi all'altezza. Di Stu si tornerà quindi a parlare solo il 15 giugno ma in sala consiliare la vis polemica di rimando non è mancata. Ha retto comunque la maggioranza allo scivolone del ritardo degli uffici, forte di un'arringa dell'assessore all'Urbanistica, Enrico Mazzarelli: "Non è un successo politico per l'opposizione - ha stigmatizzato con classe davanti alla difficoltà - ma un accontentarsi di una ribalta mediatica. Non può ruotare tutto attorno ad un ritardo di un'ora degli uffici, vedremo comunque quali saranno, a giugno, i risultati della preparazione della minoranza". Dai banchi parte intanto la richiesta, per voce di Gianluca Rapagna, di chiarezza su numero e qualità delle Commissioni che avrebbero avuto, finora, per oggetto la Stu, questione che vede maggioranza e minoranza discordi. Quel che resta, e che ben ha evidenziato il coordinatore Lino Befacchia, è l'inutilità di una seduta che avrebbe potuto essere evitata, con relativo risparmio per le tasche dei teramani in quanto a gettoni di presenza per il toccata e fuga dei consiglieri. Chiarezza invece è fatta per quanto riguarda la querelle sulla deroga del 2 giugno che aveva fatto insorgere le associazioni di categoria, puntando il dito contro le certezze che il centro commerciale aveva preventivamente affidato a volantini pubblicitari. Dalla consultazione tra sindaco e assessore al Commercio è arrivato, dunque, il no definitivo a spazzare le ombre. Amareggiato l'assessore al Commercio, l' incompreso Giorgio D'Ignazio: "La deroga che non c'è conferma come il provvedimento contestato non ci fosse. La convocazione a Confesercenti e Confcommercio era dovuta solo alla volontà di recuperare la giornata di mercato sfumata in modo che anche i negozi ne avessero beneficio. Questo in un clima di aperto confronto".

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Delegati Ecco l'ipotesi salva-indennità (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 24-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIA - data: 2008-05-24 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Municipalità Delegati Ecco l'ipotesi salva-indennità VENEZIA - Una proposta c'è. Ed è stata avanzata dallo stesso capo di gabinetto del sindaco Maurizio Calligaro. Per ovviare al problema dei tagli alle indennità dei mini-assessori si potrebbe far sì che una volta nominati, i delegati si dimettano da consiglieri. La domanda più forte però sembra essere un'altra: al di là di tutto che cosa ne facciamo delle municipalità? Ieri pomeriggio, prima della giunta, a Ca' Farsetti c'è stato il primo incontro tra lo stesso Calligaro e i presidenti delle varie municipalità. Riunione convocata velocemente dopo la risposta data all'amministrazione veneziana da parte del ministero: i delegati non potranno più percepire gli 800 euro lordi di indennità ma si dovranno accontentare dei 36 euro (sempre lordi) del gettone di presenza. Così si chiude, avevano risposto a caldo i diretti interessati, chiedendo al più presto quello che sulla carta dovrebbe essere il primo di una serie di incontri. "La riunione avuta con Calligaro" dice Massimo Venturini, presidente di Mestre centro "è stata interlocutoria. Ci è stata prospettata un'ipotesi di soluzione ma i problemi sono ben altri. Dobbiamo decidere una volta per tutte e in fretta il destino delle municipalità. Il sindaco, ad esempio - si chiede Venturini - che cosa ne pensa? E' favorevole o contrario? Chi lo sa. Per questo chiedo che prima possibile venga organizzato un tavolo tra noi e Cacciari. Dobbiamo chiudere? Ce lo dica". Gabriele Scaramuzza, presidente di Favaro, precisa: "Prima vediamo se l'ipotesi di Calligaro è percorribile, se cioè le deleghe possono rimanere facendo uscire i mini-assessori dal Consiglio (anche se ho qualche dubbio, l'operazione sarebbe più costosa) facendo una verifica tecnico-giuridica, poi incontriamo il sindaco, certo. Questo è indispensabile". Ma. Co.

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Comunità montane: Piacenza contro i tagli (sezione: Costi dei politici)

( da "Libertà" del 24-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Agguerriti i presidenti dei due enti sopravvissuti: "La "casta" non si trova certamente in montagna" piacenza - Riforma delle Comunità montane, Piacenza non ci sta. Il progetto di legge regionale, dettato dalle indicazioni dell'ultima Finanziaria, che porterà alla scomparsa della Comunità montana della Valtidone, e ad una drastica cura dimagrante per quelle dell'Appennino Piacentino e Valli Nure e Arda, non va giù ai presidenti degli enti interessati, Mauro Guarnieri e Gianluigi Molinari. Il motivo? La "casta" non abita di certo in montagna, essendo i gettoni di presenza assegnati ai consiglieri di importo davvero contenuto. Non solo, l'accorparmento dei rappresentanti rischia di turbare un buon equilibrio raggiunto nella composizione dei consigli, e che finora ha consentito di far remare tutti nella stessa direzione, al di là dei giochi politici. Risparmio di 340 euro - "La Regione Emilia Romagna giustifica questa operazione con un risparmio prospettato di 7 milioni di euro, ma i costi dei consiglieri delle Comunità montane sono poco esosi", fa notare Gianluigi Molinari, a capo della Comunità montana Valli Nure e Arda, la più popolosa di Piacenza, e che comprende 7 Comuni: Bettola, Farini, Ferriere, Gropparello, Lugagnano, Marasso, Vernasca. "Secondo la riforma, il nostro consiglio dovrebbe scendere da 21 consiglieri a 16 - spiega Molinari - questo significa che, con il costo di 17 euro a seduta, per 4 sedute all'anno, la Regione riuscirà a risparmiare 340 euro". Deficit di rappresentanza - "Questa è una falsa riforma, che punta ad impoverire le Comunità, il cui ruolo è quello di essere i catalizzatori dei bisogni della montagna, dove per forza - fa notare - i servizi sono più costosi". La riforma regionale è stata al centro della riunione della Comunità montana dell'Appennino piacentino, tenutasi nella serata di ieri. Il parlamentino che rappresenta 8 Comuni, Zerba, Ottone, Cerignale, Corte Brugnatella, Coli, Bobbio, Travo, Piozzano, ha licenziato un ordine del giorno da inviare alla Regione Emilia Romagna. La protesta a bologna - "La riforma sarà affrontata anche nella giornata di lunedì a Bologna, quando si riunirà la sezione Uncem (unione nazionale Comuni, Comunità, enti montani) dell'Emilia Romagna, anticipa Mauro Guarnieri, presidente della Comunità dell'Appennino Piacentino e vice presidente regionale Uncem - così come sempre nella prossima settimana incontreremo l'assessore provinciale Alberto Borghi". "La riduzione dei consiglieri, e ad esempio noi passeremo da 24 a 13 rappresentanti, porrà seriamente il problema della rappresentanza dei diversi territori", sottolinea Guarnieri. "Fino ad ora siamo sempre riusciti a mantenere un buon equilibrio, con tre rappresentanti per Comune, due di maggioranza e uno di minoranza. Il dimezzamento dei nostri consiglieri rischia invece di rendere predominanti logiche di bandiera politica a discapito dell'attività amministrativa. E anche l'opzione di far coincidere buona parte dei consiglieri con i sindaci non risolve il problema". Paola Pinotti 24/05/2008.

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La formula del prestito facile che vale 235mila euro l'anno - stefano parola (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 24-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina V - Torino Il Piemonte si piazza al sesto posto nella classifica nazionale La formula del prestito facile che vale 235mila euro l'anno Boom fino al 2005 poi la frenata dei consumi STEFANO PAROLA (segue dalla prima di cronaca) Una quantità di flussi che piazza la regione al sesto posto a livello nazionale, in una classifica che vede nelle prime posizioni la Sicilia (617 milioni) e la Campania (559 milioni. Si parla approssimativamente di 13.600 dipendenti piemontesi che hanno scelto questa formula, se si tiene conto del fatto che mediamente gli italiani utilizzano il metodo per farsi prestare importi medi di 17.200 euro. Insomma, a livello regionale la cessione del quinto dello stipendio piace alla famiglie, anche se inizia a mostrare il fianco dopo alcuni anni di autentico boom. In Piemonte la formula ha avuto dinamiche simili al resto d'Italia: un incremento vertiginoso soprattutto tra il 2000 e il 2005 (con picchi anche del 30 per cento), mentre negli ultimi tre anni il tasso di crescita ha subìto un sensibile rallentamento, rimanendo comunque positivo (si parla di un più 10 per cento circa nel 2007). Anche nei primi mesi del 2008 si registra una lieve frenata, per motivi riconducibili alla diminuzione dei consumi dovuta all'aumento del costo della vita. Uno strumento utile ed efficace, da usare comunque soppesando al meglio i possibili rischi. Perché, in generale, se da un lato aumentano i prestiti al consumo, dall'altro cresce anche il numero delle famiglie che fatica a fronteggiarne il peso. Per Ernesto Ramojno, presidente della Fondazione anti-usura Crt, non è solo questione di caro-vita: "Molte volte - dice - le persone comprano senza pensare al domani e purtroppo capita che il costo della cessione del quinto dello stipendio diventi enorme perché si inseriscono finanziarie che chiedono anche 3-4 mila euro di commissione". Lo speciale sportello presieduto da Ramojno negli ultimi anni ha visto aumentare costantemente il numero delle consulenze offerte (sono 4 mila, tutte gratuite) ma anche quello delle fidejussioni bancarie garantite (600, per un valore totale di 8 milioni di euro). Insomma, c'è il rischio che ci si lasci prendere la mano e si tiri troppo la corda, per poi entrare nella cosiddetta "povertà grigia": "è la situazione - spiega Cesare Chiesa, direttore dell'Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo - in cui le persone iniziano ad avere le prime difficoltà, in cui cominciano a sentire il fiato sul collo. Istituti come il nostro devono essere d'aiuto prima che la situazione precipiti".

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I delegati non saranno più consiglieri - michele bugliari (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 24-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Finanziaria e decentramento. Calligaro: "Serve la modifica dello statuto" I delegati non saranno più consiglieri è il solo modo, dice il Comune, per garantire le indennità alle Municipalità MICHELE BUGLIARI Una modifica allo statuto comunale, per togliere la qualifica di consiglieri ai "mini-assessori" delle Municipalità, potrebbe consentire ai membri degli esecutivi municipali di percepire ancora gli stipendi. Ieri a Ca' Farsetti, Maurizio Calligaro, capo di gabinetto del sindaco, ha illustrato ai sei presidenti delle Municipalità la via, che potrebbe permettere ai delegati municipali di prendere ancora le indennità di funzione, negate dall'interpretazione data dal Prefetto e dal Ministero degli esteri alla legge Finanziaria. "Il diritto alle indennità di funzione - ha detto Calligaro - è stato negato ai delegati, per il fatto, che essi sono anche consiglieri. Così, è stato prospettato ai presidenti la possibilità di eliminare l'elemento che impedisce di dare loro gli "stipendi". Togliendo ai delegati la funzione di consigliere, con una modifica dello statuto comunale, sarà possibile tornare a far percepire ai "mini-assessori" le indennità. La possibilità è stata accolta positivamente dai presidenti delle Municipalità, quindi, sarà rimessa nei prossimi giorni alla volontà della giunta comunale. Dal punto di vista tecnico-giuridico la questione è stata studiata attentamente. Quindi, potrebbe trovare applicazione, senza problemi. Lunedì scorso è stato reso pubblico il documento con cui la Prefettura, sentito il ministero dell'Interno, ha risposto negativamente al quesito comunale sulla possibilità di mantenere le indennità dei delegati, nonostante la nuova Finanziaria. La legge ha abrogato una parte dell'articolo 82 del testo unico sugli enti locali, che prevedeva la possibilità per i consiglieri comunali e municipali di prendere le indennità di funzione. A questo punto, secondo la Prefettura, i consiglieri del Comune e delle Municipalità potranno prendere solo i gettoni di presenza alle riunioni di consiglio e di commissione. Non è stato però abrogato il comma dell'articolo 82, in cui si prevede la possibilità di usufruire dell'indennità di funzione, per i membri degli esecutivi comunali e municipali. Così, il capo di gabinetto del sindaco sostiene che una volta che i delegati non saranno più consiglieri, non ci saranno ostacoli alla retribuzione. "E' un'assurdità pensare che la lotta ai costi della politica - tuona il presidente della Municipalità di Mestre Massimo Venturini - vada fatta prendendosela con i delegati, che avevano diritto prima della Finanziaria a 400 miseri euro al mese. Perché non tagliamo le super-indennità di certi consigli di amministrazione o gli alti stipendi di certi funzionari pubblici? Comunque, non mi interessa discutere solo di questo, che è solo il sintomo di un malessere generale. Chiedo un tavolo con la giunta sul futuro delle Municipalità, che non hanno ricevuto il personale e le funzioni. Vogliamo sapere se ci sono ancora le condizioni per far vivere il decentramento o se le Municipalità dovranno essere chiuse".

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<La deriva> di Stella e Rizzo in vetta (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 24-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

I libri più venduti "La deriva" di Stella e Rizzo in vetta I libri più venduti della settimana. I PIÙ VENDUTI IN ASSOLUTO 1) STELLA-RIZZO: La deriva (Rizzoli) 2) FALETTI: Pochi inutili nascondigli (Baldini Castoldi Dalai) 3) SCALFARI: L'uomo che non credeva in Dio (Einaudi) NARRATIVA ITALIANA 1) FALETTI: Pochi inutili nascondigli (Baldini Castoldi Dalai) 2) SCALFARI: L'uomo che non credeva in Dio (Einaudi) 3) SAVIANO: Gomorra (Mondaori) NARRATIVA STRANIERA 1) SAVAGE: Firmino (Einaudi) 2) BARBERY: L'eleganza del riccio (E/O) 3) HOSSEINY: Il cacciatore di aquiloni (Piemme) SAGGISTICA 1) STELLA-RIZZO: La Deriva (Rizzoli) 2) TREMONTI: La paura e la speranza (Mondadori) 3) LIVADIOTTI: L'altra casta (Bompiani).

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<Municipalità: o scatta il rilancio oppure si chiude> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Vertice a Ca' Farsetti dei sei presidenti. Per i mini-assessori l'ipotesi di un incarico esterno che consentirebbe il pagamento dell'indennità "Municipalità: o scatta il rilancio oppure si chiude" Si sono trovati a Ca' Farsetti per parlare delle indennità vietate ai mini-assessori, ma l'incontro è servito soprattutto per lanciare un monito all'amministrazione comunale sull'effettivo ruolo degli organismi decentrati. Perché, al di là degli "stipendi" ai delegati, le Municipalità continuano a lamentare di non avere personale e deleghe. È così che Massimo Venturini, presidente di Mestre-Carpenedo, è arrivato a lanciare l'ultimatum: "O si rilanciano le Municipalità sul serio, oppure tanto vale chiudere tutto".All'incontro con il capo di Gabinetto del sindaco, Maurizio Calligaro, hanno partecipato Enzo Castelli (Venezia), Massimo Venturini (Mestre), Maria Teresa Dini (Chirignano), Gabriele Scaramuzza (Favaro), Renato Panciera (Marghera), Giovanni Gusso (Lido) e il consigliere comunale, delegato del sindaco per il decentramento, Ivano Berto.Prima questione: le indennità. Come confermato dal ministero dell'Interno, la Finanziaria 2008 ha escluso infatti lo "stipendio" fisso per i delegati, tanto che i mini-assessori ora dovranno restituire quanto percepito da gennaio ad oggi. Conteggi a parte, è stato fatto presente che i delegati devono spostarsi sul territorio, che il loro impegno è essenziale alle Municipalità e che non si può chiedere loro un'opera di "volontariato", con il solo gettone di presenza (36 euro lordi) per la partecipazione alle sedute del consiglio. L'ipotesi avanzata da Calligaro, che però ha bisogno di una verifica tecnico-giuridica, è che i delegati si dimettano da consiglieri di Municipalità ed entrino nell'esecutivo da esterni: in questo caso l'indennità potrebbe essere possibile. Ma la verifica è necessaria, anche perché il Comune di Venezia, con meno di 300mila abitanti, non ha potuto attuare i Municipi delle altre città metropolitane. In ogni caso, sarebbe necessaria una modifica dello statuto per introdurre la distinzione tra consiglieri e delegati.La seconda questione affrontata nella riunione è stata di natura politica e ha riguardato il ruolo effettivo delle Municipalità. Chi più chi meno, tutti i presidenti hanno lamentato il fatto che a questi organismi decentrati non sono stati dati tutti i mezzi (soprattutto in termini di personale) e tutte le deleghe di cui si era parlato. Tutti hanno invocato un rilancio, Venturini è arrivato all'aut-aut: "Se non si rilancia, tanto vale chiudere". Un'eventualità da rifuggire, per Scaramuzza: "Ha senso, in tempi di proclami sul federalismo, esaurire le nostre esperienze di decentramento?".E poi si è parlato di numeri: le attuali Municipalità resteranno sei o saranno ridotte a tre (una per Venezia e isole, due per la terraferma)? E sarà ridotto il numero dei consiglieri? La riunione è stata aggiornata con l'impegno di trovarsi con il sindaco Massimo Cacciari.

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