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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “CLASS ACTION” |
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Crisi
e declino della scuola di Chicago america
( da "Riformista,
Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
e il
comportamento dei soggetti collettivi è il risultato delle azioni individuali.
Ma queste scelte non sono più razionali. Sono irrazionali. In questo caso,
l'intervento del governo ha lo scopo di immettere razionalità nel sistema.
Questa è la tesi di Brad Delong, professore di economia a Berkeley.
Mamme
contro Berlino
Argomenti: Class Action
Abstract:
1 Bambini
contesi Mamme contro Berlino «Rivogliamo i nostri figli» di BENEDETTA
ARGENTIERI «Insieme forse riusciremo a ottenere qualcosa». Marinella Colombo (
nel tondo) assieme ad altri tre genitori si prepara per cercare di riavere i
figli. Tutti in Germania. Non li vedono, non possono parlarci. «Pensiamo a una
class action». A PAGINA
Argomenti: Class Action
Abstract:
Cronaca di
Milano data: 02/06/2009 - pag: 7 Infanzia contesa Parte da Milano la class
action per «assistere i nostri bambini» «Non vediamo i nostri figli da anni»
Mamme contro la giustizia tedesca Altri genitori si sono uniti alla protesta di
Marinella Colombo: «Siamo disperati» Sono quattro genitori. Marinella, Daniela,
Marco e Paolo.
Doveva
essere l'arma dei consumatori, ma con Silvio Berlusconi è diventato un inutile
orpe... ( da "Unita, L'"
del 02-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
È la class
action, l'azione collettiva, quell'istituto giuridico che negli Stati Uniti
consente battaglie leggendarie di semplici cittadini contro le grandi
Corporation fin dagli anni '60. Il testo voluto dal governo ha così depotenziato
la misura che è assai probabile che le cause intentate dai consumatori si
affastelleranno sulle scrivanie dei giudici e resteranno lì.
Tre
denunciati per tentato furto ( da "Sicilia, La"
del 02-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
con la nostra
azione politica in Consiglio comunale". A che cosa fa riferimento Sonia
Migliore? "Mi riferisco - aggiunge - alla grande battaglia sulla questione
della "rotatoria di via Achille Grandi", che ha visto raggiungere il
grande risultato dell'approvazione di un atto condiviso dall'intero Consiglio e
che prevede la riqualificazione urbana dell'
Bonino
occupa la Rai
Argomenti: Class Action
Abstract:
La protesta
contro la rete nazionale è di ordine collettivo, fa sapere la Bonino: «Assieme
a ormai 50 parlamentari, dirigenti e militanti radicali, abbiamo iniziato uno
sciopero della sete per chiedere conto alla Rai del mancato rispetto delle
delibera dell'Autorità garante per le comunicazioni.
Il
liberismo non è un cliché ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 03-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
benessere
collettivo. © RIPRODUZIONE RISERVATA DOPO REAGAN E THATCHER L'attaccamento a un
paradigma astratto produce un'economia subordinata alla finanza: così crescono
le disuguaglianze invece del benessere collettivo L'AUTOSUFFICIENZA L'economia
ha guardato con sospetto alle relazioni sociali e politiche, considerate solo
come fonte di collusione o di distorsione Neoliberisti anni 80.
IERI
mattina una trentina di attivisti del Collettivo Sottotetto hanno occupato la
casa cantoniera d... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 03-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
9 IERI
mattina una trentina di attivisti del Collettivo Sottotetto hanno occupato la
casa cantoniera d... IERI mattina una trentina di attivisti del Collettivo
Sottotetto hanno occupato la casa cantoniera di via Martiri della Bettola.
Quella che una volta era la residenza provvisioria dei cosiddetti
"stradini", nell'idea degli occupanti dovrebbe diventare un ufficio-
I
consumatorie la loro tutelaincontro e diplomi
( da "Sicilia,
La" del 03-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
introduzione
dell'azione risarcitoria collettiva in Italia: il punto di vista del settore
dell'energia"); Giuseppe Rinaldi, Telecom Italia, ("L'azione
risarcitoria collettiva e le soluzioni extragiudiziali nel settore delle
telecomunicazioni"); Claudio Melchiorre dell'Adoc ("L'azione
risarcitoria collettiva e le aspettative disattese");
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione collettiva
dopo l'inchiesta della Finanza. L'avvocato conferma l'obbligo per i negozi
04/06/2009 LE STIME sono da brividi: «Usando molta cautela, sono almeno 30.000,
solo a Genova, i caschi non omologati in circolazione - dice Furio Truzzi,
presidente di Assoutenti - Significa che, a 30 centimetri di larghezza l'uno,
Il
pupazzo e il cittadino ( da "Corriere della Sera"
del 04-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
raccordandosi
con il più recente dibattito filosofico su ciò che rende le azioni «rette» e le
società «giuste». Nella seconda metà del libro Panebianco affronta un nodo
irrisolto nella contemporanea teoria sociale: il passaggio dal livello micro
delle azioni individuali a quello macro delle organizzazioni collettive e delle
istituzioni.
Pubblico
impiego: direttiva sull'utilizzo di internet sul luogo di lavoro
( da "AltaLex"
del 04-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
collettivi di
comparto (che dispongono sanzioni in caso di "negligenza nella cura dei
locali e dei beni mobìli o strumenti a lui affidati o sui quali, in relazione
alle sue responsabilità, debba espletare azione di vigilanza"), anche il
dettato del Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche
amministrazioni di cui al Decreto del Ministro per la funzione pubblica del 28
il
tribunale: no a una nuova discarica a serre
( da "Repubblica,
La" del 05-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
La discarica
aperta da Bertolaso nel territorio di Serre è chiusa per esaurimento dal 23
agosto 2008. «Per Macchia soprana ci sono stati danni incalcolabili. Peccato
che non ci sia la class action, altrimenti avrei sollecitato tutti i cittadini
a fare l´azione legale». (patrizia capua)
No
a dibattito sul G8, facoltà serrate
( da "Manifesto,
Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
collettivi e
laboratori di Roma Tre». Era previsto infatti prima un dibattito con il leader
dei Cobas, Piero Bernocchi, e un rappresentante di Attac Italia poi uno
spettacolo teatrale. In serata i ragazzi avrebbero lasciato la facoltà. Una
delibera interna emanata dieci giorni fa dal Senato accademico (e voluta dal
rettore Guido Fabiani)
VENERDI'
5 Poesia del '900 SALA LAUREE FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA, VIA SANT...
( da "Stampa,
La" del 06-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
installazione
con l'azione collettiva che conduce dalla "cura" - l'assorbimento
delle vitamine del succo degli agrumi - alla "scultura", composizione
etico-estetica di calotte colorate di arance e limoni. Info 011/3182235.
Famiglie PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 15,30 "Aria di festa":
feste di compleanno, feste di carnevale,
Argomenti: Class Action
Abstract:
sui giornali
dei banchetti di Azione Universitaria messi sottosopra al suono di «Fascisti
appesi per i piedi» e «Attenti che vi arrivano le molotov» o delle lettere di
insulti firmate dai collettivi che arrivavano negli uffici di un consigliere
comunale ex An. L'obiettivo, in primavera, diventano le sedi elettorali dei
partiti: alla Lega viene riservata una bottiglia incendiaria,
Orario
di lavoro maternità, asilo... Regole finanziarie e bancarie, norme
sull'immigrazione Ecco cosa deciderà l'Europarlamento che votiamo oggi
( da "Unita,
L'" del 07-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
abuso di
informazioni privilegiate e sulle manipolazioni del mercato, alle remunerazioni
dei manager e alla class action. Se poi venisse ratificato il Trattato di
Lisbona il Parlamento europeo aumenterà di molto i suoi poteri. Sarà così per
la politica agricola comune, che smista il grosso del bilancio comunitario, ma
anche per i Fondi regionali e di coesione.
di
PASQUALE BERGAMASCHI L'AVVOCATO Carlo Antonetti che, con il collega G...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
07-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
è il parere
collettivo (qualche sussurro è uscito pure dall'incontro con il sindaco Gaspari
e il team manager della Samb Calcio, Pierluigi Tassotti), che la prossima mossa
del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Pescara, sull'ordinanza
della Procura della Repubblica del Tribunale di Teramo, sarà proprio il
sequestro cautelativo delle azioni della Samb Calcio.
Torneo
dei Bar, eliminazioni eccellenti ( da "Corriere delle Alpi"
del 07-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
applauso ma
tante buone azioni collettive. La maggior parte delle partite si sono chiuse
con uno scarto ridotto, poche le goleade. Il primo match della poule vittoria
per raccogliere l'eredità della Sosta scatterà alle 13. Già da mezzogiorno
comunque il Foro Boario sarà teatro delle sfide per evitare l'ultimo posto, e
il trofeo conseguente: il cesso.
Siamo
un'Italia duale e ci costa caro ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
è stato il passaggio
dal coordinamento alla decisione collettiva: gli ultimi interventi europei,
all'interno dell'Europa o attraverso l'Europa nel G-20, sono stati via via
sempre più mirati verso forme di scelta collettiva. Il passaggio dei
passaggi,dal coordinamento al collettivo, avverrà comunque in modo completo
solo quando l'Europa deciderà di fare una politica comune d'
Le
nuove piazze del sapere ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 10-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva» che la biblioteca pubblica finisce per occupare anche un ruolo
sociale. Agnoli racconta queste cose con la competenza e la perizia che le
appartengono, animata dalla lusinga che «in un Paese sempre più ignorante, che
rischia di restare ai margini dell'economia della conoscenza, la biblioteca
pubblica deve diventare parte di un progetto di rinascita dell'
libertà
e responsabilità delle fondazioni - gustavo zagrebelsky
( da "Repubblica,
La" del 10-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
appartengono
a una dimensione della vita collettiva che non si lascia ridurre alla «grande
dicotomia» di cui parlava Norberto Bobbio, tra il pubblico, come gestione
autoritativa di interessi collettivi, e il privato, come libero perseguimento
di fini d´interesse individuale. In breve, si tratta (a) di soggetti giuridici
privati, (b) espressione di auto-organizzazione sociale,
L'automa
e lo spirito del nomade Panebianco
( da "Riformista,
Il" del 10-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
«Azioni
individuali, istituzioni, imprese collettive» chiamate a rapporto nel complesso
saggio dell'eclettico intellettuale. Richard Posner, Friedrich von Hayek,
Hernando de Soto di Alberto Mingardi Se gli studiosi si dividono fra stanziali,
che consacrano una vita di lavoro ad un unico tema, e nomadi,
Gheddafi,
una tenda e 3 giorni di proteste ( da "Corriere della Sera"
del 10-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
I Collettivi
autorganizzati e gli studenti dell'Onda hanno affisso lo striscione «Gheddafi,
Monteverde non ti vuole» all'ingresso della stazione ferroviaria in viale dei
Quattro Venti. Annunciate azioni dimostrative, volantinaggi e per domani una
partita di calcio a Villa Pamphili.
Convegno
del Centro Italiano Femminile Emilia - Romagna: la cronaca
( da "Sestopotere.com"
del 11-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
poiché un
processo collettivo di privatizzazione ne ha incrementato la frammentazione, il
disinteresse, le spinte consumistiche e la carenza partecipativa, ha
evidenziato come ci si ritrovi a dover riproporre obiettivi che sembravano
ormai scontati ma che di fatto non sono ancora entrati nella coscienza
collettiva, quali il diritto al lavoro e la cittadinanza politica.
<È Sbagliato fare troppoallarmismo>In
piazza gli operai della Ponticelli
( da "Secolo
XIX, Il" del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
A ciò si
aggiunge la preoccupazione sollevata dai sindaci per quel che riguarda il
timore di ricadute per via del maggior costo dei trasporti dei rifiuti a
Collette Ozzotto. L'ha espresso anche paolo Strescino, il nuovo sindaco,
incontrando anch'egli la delegazione dei lavoratori. N. F. .x/12/0906
Libri
online, gli Usa indagano sul colosso Google
( da "Riformista,
Il" del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
in una class
action che ha estorto a Google l'impegno di devolvere il 63% dei proventi della
messa online dei libri ai titolari dei diritti delle opere e 125 milioni di
dollari per chiudere la questione giudiziaria. Ma questo patto (che deve essere
ancora ratificato dalla giustizia americana) non ha azzerato le polemiche su
altri aspetti oscuri della faccenda.
Le
piazze del sapere Biblioteche e libertà
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
12-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
di azione
collettiva. La biblioteca pubblica, a lungo ignorata dalla politica e oggi
minacciata da internet nel suo ruolo informativo, può diventare un territorio
aperto a gruppi e associazioni, un centro di riflessione e di condivisione dei
saperi, il nodo centrale di una rete con altre istituzioni culturali.
Un
patto europeo contro i debiti ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
In caso
contrario si incorrerebbe nei noti problemi di "azione collettiva"
che hanno già prodotto, negli ultimi sei mesi, impulsi fiscali inferiori al
necessario, da parte di singoli governi che preferiscono attendere che siano
gli altri paesi a indebitarsi e a rilanciare la crescita. Non c'è dubbio che si
tratti di un problema politico, nel metodo e nella sostanza.
Interazione
temporale tra politica e controllo
( da "AltaLex"
del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Vi è una
difficoltà nella ottimizzazione collettiva delle informazioni, nel combinare
cultura e valori per una nuova ottimizzazione, necessita tempo per creare un
nuovo rapporto di fiducia, una leadership culturale e persuasiva, la fiducia
acquista la valenza di un capitale che permette di accelerare l?
Piazza
Affari negativa (-1%), ma Enel riesce a salire (+1%)
( da "Soldionline"
del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
di Interesse
Collettivo, ha emesso i provvedimenti autorizzativi necessari per la
realizzazione dell'operazione di fusione per incorporazione di Alleanza
Assicurazioni e Toro Assicurazioni nella stessa Generali. Intanto, secondo
quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il Credit Agricole starebbe studiando un
nuovo patto parasociale che sia accettato dai soci di IntesaSanpaolo e dall?
I
costruttori di Punta Perotti devono essere risarciti
( da "AltaLex"
del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
on ne peut être
puni pour une action ou une omission constituant une infraction pénale prévue
par la loi si, dans la commission des faits, l'auteur n'avait pas de conscience
et volonté (coscienza e volontà) ». La même règle est établie par l'article 3
de la loi du 25 novembre 1989 no 689 en ce qui concerne les infractions
administratives.
Sulla
condanna di una persona giuridica per illecito amministrativo ex lege 231/01
( da "AltaLex"
del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
collettivo e
per la produzione dell'evento lesivo del bene giuridico protetto. La
particolare struttura della fattispecie concorsuale comporta infine, quale
essenziale requisito, che il dolo del concorrente esterno investa, nei momenti
della rappresentazione e della volizione, sia tutti gli elementi essenziali
della figura criminosa tipica sia il contributo causale recato dal proprio
Equilibri
tra uomo e ambiente Forme e modi di adattabilità
( da "Stampa,
La" del 13-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva che si realizzerà durante il workshop tenuto dall'artista il 13 e il
14 giugno. Ad alcuni abitanti del quartiere sono stati chiesti abiti usati che
saranno, nel corso dei lavori, riempiti con il fieno ottenuto dallo spazio
aperto del Pav e che formeranno poi una serie di sedute per il giardino
interno.
Per
la class action disciplina da rivedere
( da "Sole
24 Ore, Il" del 13-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
posizioni
soggettive tutelabili e della legittimazione ad agire in giudizio» nell'azione
collettiva. Lo Presti ricorda anche che la disciplina dell'azione collettiva
già esiste e dovrebbe andare in vigore il 30 giugno: quindi, qualora il Ddl
sviluppo dovesse essere approvato successivamente, potrebbero presentarsi
«conseguenze pregiudizievoli sulle esigenze di certezza di diritto».
Azione
legale per lo straordinario ( da "Sicilia, La"
del 13-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Azione legale
per lo straordinario Hanno deciso di promuovere una azione legale al fine di
ottenere il pagamento delle loro spettanze economiche i sessanta lavoratori in
forza al "118" nei Comuni di Butera, Gela, Niscemi, Mazzarino,
Mussomeli, Serradifalco, Caltanissetta, Santa Caterina e Resuttano, che
svolgono le mansioni di autista.
Class
action Usa, avanti con calma ( da "ItaliaOggi Sette"
del 15-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
alle cause
contro le banche Parallelamente ai recenti sviluppi italiani in tema di class
action, che vedranno l'azione collettiva risarcitoria applicabile solo agli
illeciti commessi a partire dal 1° luglio di quest'anno, negli Stati Uniti
aumentano i casi di soggetti non Usa che si rivolgono ai tribunali americani
[...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati:
Anche
le formiche, in fondo, rischiano ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 15-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
alta finanza
assolve ad altri due compiti utili al nostro benessere economico collettivo: ci
induce a risparmiare, accumulare e investire promettendoci investimenti sicuri
e liquidi anche in periodi eccezionali, e ci induce a risparmiare e investire
come prerequisito per poter appagare il nostro amore per il gioco d'azzardo e
come sottoprodotto di quest'ultimo.
Tempi
bui per atleti e tifosi ennesi naccio
( da "Sicilia,
La" del 15-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
portare il
dibattito politico e partitico al centro delle attività consiliari e
dell'azione amministrativa, poiché crediamo fortemente che qualsiasi presa di
posizione non possa avvenire su un piano strettamente individuale e personale,
ma deve essere frutto di un'analisi e di una concertazione effettuati
all'interno di un gruppo politico».
Medici
specializzandiuna causa collettivaper i compensi negati
( da "Sicilia,
La" del 15-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
il Codacons
continua la più grande azione giudiziaria collettiva per circa 17.000 medici
siciliani rimasti senza compenso al fine di far avere loro quanto spettante. In
caso di vittoria a ciascuno dei ricorrenti spetterà una somma che oscilla tra
33.000 e 50.000 euro, a seconda del numero di anni previsto per la singola
scuola di specializzazione».
I
nove punti irrinunciabili ( da "Stampa, La"
del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
La class
action Da evitare anche i ritardi e gli impedimenti nella promozione di cause
collettive dei consumatori. 4. Parafarmacie Non vanno abolite: garantiscono
sconti fino al 22,5% alla loro clientela. 5. Assicurazioni Sarebbe sbagliato
cancellare la clausola annuale che di recesso.
Antitrust
avverte "I consumatori vanno tutelati"
( da "Stampa,
La" del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
voluta dal
governo Berlusconi) di congelare l'entrata in vigore della legge sulla class
action, un istituto che in Italia, «per la resistenza di pochi, stenta a
trovare giusta considerazione», ed è stato anche peggiorato nel percorso
parlamentare. E si conferma la scarsa efficacia della legge Frattini sul
conflitto d'interessi.
antitrust:
liberalizzazioni tradite - luisa grion
( da "Repubblica,
La" del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Class action
Antitrust: liberalizzazioni tradite "Stillicidio di leggi
anti-consumatori, reputazione compromessa per le banche" Catricalà sulle
banche:"Reputazione compromessa" Antitrust: addio alle riforme troppe
leggi anti-consumatori Ci sono continue iniziative parlamentari volte a
restaurare i vecchi equilibri e a svuotare le riforme Le aziende di credito
devono fare di più per
dietrofront
su polizze, credito e farmacie la controrivoluzione che penalizza i cittadini -
luca iezzi ( da "Repubblica, La"
del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
direttamente
per trasformare la Class action in "un´eterna promessa", il
meccanismo che dovrebbe difendere i consumatori dalle ingiustizie e dalle
truffe subite dalle imprese non solo non potrà più essere utilizzata per tutto
quello che è successo negli anni passati, ma dovrà aspettare l´approvazione
definitiva della legge per essere utilizzabile con un ritardo di tre anni dall´
Argomenti: Class Action
Abstract:
Catricalà ha
rivendicato un ruolo più incisivo dell'Antitrust nell'istituto della class
action», uno strumento che in Italia stenta a «trovare la giusta
considerazione». Ma soprattutto il presidente dell'Antitrust ha chiesto al
governo, senza nominarlo, di non staccare la spina alla class action,
rendendola una riforma inoffensiva.
L'Antitrust:
senza liberalizzazioni il Paese non potrà mai crescere
( da "Riformista,
Il" del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
da parte del
capo dell'Antirust, anche al problema irrisolto del conflitto di interessi e ai
peggioramenti apportati alla class action da questo governo. Catricalà ha
chiesto per sé «un ruolo più incisivo nell'istituto della class action che in
Italia, per la resistenza di pochi, stenta a trovare giusta considerazione».
17/06/2009
Class
action, pronta la ciambella ( da "Italia Oggi"
del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
la versione
attuale non consentirebbe di azionare una azione collettiva per far valere
illeciti plurioffensivi extracontrattuali». Con la proroga, ci sarebbe tutto il
tempo di rivedere la disciplina. L'atteso milleproroghe dovrebbe andare a uno
dei prossimi consigli dei ministri e, secondo indiscrezioni, conterrebbe anche
un altro slittamento importante: si tratta dell'
LA
DESTRA, LE CASTE E LA GRANDE RESTAURAZIONE
( da "Unita,
L'" del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
la class
action, le parafarmacie, la fornitura di energia elettrica e gas, le
comunicazioni, i trasporti. Insomma, approfittando della crisi in corso e della
moda anti-mercatista, seguita oggi anche da qualche riformista smarrito, il
Governo realizza a tappe forzate un altro capitolo del suo programma
fondamentale di sempre.
Antitrust:
non scaricare i costi della crisi sui consumatori
( da "Unita,
L'" del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
resistenza di
pochi ostacola la class action. Basta un paio di parole ad Antonio Catricalà
per fotografare il destino dell'azione collettiva nell'Italia berlusconiana.
Presentando la relazione annuale in Parlamento, il presidente dell'Antitrust
non risparmia critiche alle ultime decisioni del governo su questo nuovo
strumento giuridico che potrebbe dare più forza ai consumatori.
La
resistenza di pochi ostacola la class action. Basta un paio di parole ad
Antonio Catricalà p... ( da "Unita, L'"
del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
resistenza di
pochi ostacola la class action. Basta un paio di parole ad Antonio Catricalà
per fotografare il destino dell'azione collettiva nell'Italia berlusconiana.
Presentando la relazione annuale in Parlamento, il presidente dell'Antitrust
non risparmia critiche alle ultime decisioni del governo su questo nuovo
strumento giuridico che potrebbe dare più forza ai consumatori.
"luce
e gas, bollette troppo care colpa delle tasse più alte d'europa" - luca
iezzi ( da "Repubblica, La"
del 19-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
entrata in
vigore il 1 luglio prossimo delle misure sulla class action approvate con la
Finanziaria 2008». Il problema è sorto perché le norme che
"depotenziano" la Class action contenute nel ddl sviluppo ora
all´esame della Camera, rischiano di non entrare in vigore entro il 30 giugno
quando scadrà la sospensione della versione del governo Prodi decisa all´inizio
dell´anno.
Class
action verso un nuovo rinvio ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ambito
dell'azione collettiva i crac Cirio e Parmalat, e pure il default della vecchia
Alitalia, ma anche per la definizione dei tribunali competenti (11 sedi
regionali) e per la titolarità dell'azione, che riguarderebbe il singolo
rappresentante della "classe", oltre alla tipologia delle
obbligazioni da far valere in giudizio.
Trovata
la
Argomenti: Class Action
Abstract:
un collettivo
combattente necessariamente specializzato e ristretto, che si propone però fin
da subito l'obiettivo della costruzione del partito comunista combattente
rivolgendosi alle punte più avanzate della classe». Seguono riferimenti ad
altri documenti evidentemente corposi, sintomo di una produzione ideologica mai
interrotta,
Servizi
pubblici, riforma a metà ( da "Corriere della Sera"
del 19-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva », di cui i cittadini avrebbero potuto avvalersi per denunciare gli
inadempimenti delle amministrazioni pubbliche. Dulcis in fundo, una norma
nascosta tra le «finali e transitorie » esenta totalmente l'amministrazione
della presidenza del Consiglio dall'intera nuova disciplina: non sarà vincolata
né al principio della trasparenza totale,
VENERDI'
19 Giornata di studio CENTRO PIER GIORGIO FRASSATI, VIA DELLE ROSINE 15, ORE...
( da "Stampa,
La" del 20-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Hatha Yoga
nel parco PARCO DELLA COLLETTA, LUNGO DORA COLLETTA, ORE 18,30 Introduzione
all'Hatha Yoga nel verde del Parco Colletta. Necessario tappetino o stuoia per
la pratica. Consigliato prenotare entro il giorno precedente 349/8152051.
Essenze floreali ASSOCIAZIONE IBTG -SGT, VIA ANDREA DORIA 27, ORE 20-23 Inizia
un corso di approfondimento sui fiori del dott.
La
vera autonomia dell'Autorità che valuterà i servizi pubblici
( da "Corriere
della Sera" del 20-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
chiarì coram
populo e con dovizia di particolari, che la class action non era stata espunta
dal decreto per una volontà politica di non adempiere a questo punto della
legge delega ma per la necessità tecnica di sentire in una materia tanto
complessa e delicata il parere del Consiglio di Stato e dell'Avvocatura dello
Stato.
Esposizione
collettiva di Rossella Baccolini, Stefania Malferrari e Maurizio Pilò alla
Galleria comunale d'arte di Faenza
( da "Sestopotere.com"
del 20-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Esposizione
collettiva di Rossella Baccolini, Stefania Malferrari e Maurizio Pilò alla
Galleria comunale d?arte di Faenza (20/6/2009 16:40) | (Sesto Potere) - Faenza
- 20 giugno 2009 - Verrà inaugurata venerdì prossimo 26 giugno, alle ore 19.00,
l?esposizione collettiva degli artisti Rossella Baccolini, Stefania Malferrari
e Maurizio Pilò,
"Rilanciamo
le mense ecologiche" ( da "Stampa, La"
del 21-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Si tratta
quindi da questo punto di vista di una azione poco educativa nei confronti dei
giovanissimi utilizzatori delle mense ai quali arriva un messaggio
contraddittorio in termini di tutela ambientale». Tutto ciò comporta infine
evidenti aumenti di costo di smaltimento a carico della collettività.
ORIZZONTALI:
1. Borsetta rigida ad astuccio; 8. Riceve la Moldava; 11. Lo Stato di Mbabane;
19. Chi ... ( da "Stampa, La"
del 21-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Un famoso
esponente dell'«action painting»; 49. Giunzione articolata tra due pezzi; 51.
Contraddittore per partito preso; 53. Iniz. della Tebaldi; 55. Affluente della
Mosella; 57. Juventino; 58. Licenziamento del colono o del mezzadro; 61.
Maschera protettiva; 63. Dipinse «La persistenza della memoria»;
Manovra
d'estate con scudo fiscale ( da "Unita, L'"
del 21-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
sono in vista
nuove proroghe, come la class action. Proroga anche per la conversione dei bond
Alitalia, il cui termine è al 10 luglio. Il testo dovrebbe prevedere un
innalzamento del rimborso dall'attuale 30% al 70% del valore del titolo.
Provvedimento atteso in settimana. Regalo agli evasori con una aliquota tra il
5 e il 7%.
Loreo,
è il gran giorno della sagra del pane
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
21-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
è il gran giorno
della sagra del pane IL COMITATO d'Azione dei Lavoratori prepara un'azione
legale contro le lungaggini, le problematiche amministrative, le incertezze
giuridiche e le opposizioni che da quattro anni continuano a ritardare o,
peggio, a bloccare, la conversione della nuova centrale di Porto Tolle.
Questa
settimana il "Premio Polena" per l'articolo più interessante va a
Pietro Ichino con "Servizi pubblici, riforma a metà" pubblicato sul
Corriere della Sera di venerdì 19 giugn
( da "Riformista,
Il" del 21-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
collettiva» di cui i cittadini avrebbero potuto avvalersi per denunciare gli
inadempimenti delle amministrazioni pubbliche. Conclude Ichino: «Il ministro
Brunetta, sul terreno di questa riforma, aveva preso pubblicamente l'impegno a
dimettersi, piuttosto che accettare un depotenziamento grave del testo
legislativo.
Argomenti: Class Action
Abstract:
1 La zona
della movida assediata dagli spacciatori «Class action» dei residenti contro i
pusher del Ticinese I residenti di Porta Ticinese sono pronti a presentare una
denuncia collettiva in Procura contro vandalismi e spacciatori di droga: «È
sotto gli occhi di tutti il degrado causato da venditori abusivi di birra,
spacciatori e balordi.
Il
Paese che cambia colore ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
automa e lo
spirito- Azioni individuali, istituzioni, imprese collettive, un saggio
tutt'altro che divulgativo, il cui titolo deriva da Blaise Pascal. Si tratta di
un tentativo molto rigoroso di esplorare il percorso che dai «microfenomeni»,
legati all'azione del singolo individuo o di piccoli gruppi con una precisa
base locale,
La
promessa di sconto deve essere mantenuta
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
22-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
necessaria e sufficiente per pretendere l'adempimento dell'obbligazione
promessa. Il venditore, dal canto suo, potrà sottrarsi all'esecuzione di quanto
prospettato al pubblico solo dimostrando che il compimento dell'azione prevista
a carico dell'acquirente è avvenuta oltre il termine indicato, ovvero che tale
azione non è quella richiesta per la validità dell'
Crisi,
venerdì governo esamina decreto legge su imprese
( da "Reuters
Italia" del 22-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
entrata in
vigore della Class action versione Finanziaria 2008, prevista a partire dal
mese di luglio. "Il decreto sarà esaminato questo venerdì", ha detto
la fonte. A differenza di quanto avvenuto solitamente in passato, la manovra di
metà anno che accompagna il Dpef non dovrebbe prevedere forti interventi
restrittivi per il bilancio pubblico.
tasse
sul lavoro, italia prima in europa - roberto petrini
( da "Repubblica,
La" del 23-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
menù anche il
rimborso per gli obbligazionisti Alitalia e il rinvio della class action. Sul
piano più strettamente relativo ai conti pubblici misure dovrebbero essere
prese sui piani di rientro dei deficit sanitari delle cinque regioni in
questione (Lazio, Campania, Abruzzo, Molise e Sicilia). Mentre saranno
assicurati i finanziamenti delle missioni di pace e quelli per l´editoria.
eretici
- nello ajello ( da "Repubblica, La"
del 23-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Lucio
Colletti, vi ravvisa la speranza che si apra «anche nel Pci il periodo della
lotta politica palese». L´esordio è duro. Natoli parlerà di «mesi di angoscia».
E così li ricorderà Massimo Caprara: «Dell´esperienza del manifesto», si legge
nel suo volume Ritratti in rosso (Rubbettino, 1989), «mi rimarrà il nitore
pacato e costruttivo di certe discussioni dell´
Da
Barack a Silvio, che salto... Quando in tv vedo il presidente Obama, per la
classe ed il fasci... ( da "Unita, L'"
del 23-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Andrea
Terzano Due leggi, due misure Class action non retroattiva! Legge
anti-intercettazioni retroattiva! Come mai? Massimo, Terni Berlusconi al lavoro
Cara Unità, ma Berlusconi non diceva che lavorava per i suoi impegni politici e
sociali, più di quindici (15!) ore al giorno? Ma dove: ai festini napoletani?
Tremonti:
crisi, fatto tutto il possibile ( da "Corriere della Sera"
del 23-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Stop alla
class action ROMA Detassazione degli utili reinvestiti dalle imprese, bonus per
quelle che rinunciano ai licenziamenti e alla cassa integrazione, aumento delle
soglie di compensazione dei crediti d'imposta accompagnato da una stretta sui
controlli.
Filtro
alle grandi compensazioni ( da "Italia Oggi"
del 23-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Non è esclusa
una forma di risarcimento simbolica anche per gli azionisti. È, infine, in
arrivo un nuovo rinvio per l'azione collettiva risarcitoria a tutela dei
consumatori. L'entrata in vigore è attualmente prevista per luglio, ma
l'esecutivo interverrà con un nuovo rinvio per aspettare l'approvazione del ddl
sviluppo che contiene la riforma della disciplina.
Class
action da ritoccare ( da "Italia Oggi"
del 23-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Andrea
Mascolini parere consiglio di stato Class action da ritoccare Via libera del
Consiglio di Stato alla «azione collettiva» contro le inefficienze di
amministrazioni pubbliche e concessionari di servizi pubblici, anche con la
perdita automatica della retribuzione del dipendente responsabile, ma vengono
suggerite alcune modifiche per evitare problemi anche costituzionali.
E
le imprese avranno la detassazione degli utili
( da "Stampa,
La" del 24-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action.
Dopo mesi di polemiche, il governo sembrava intenzionato a modificarla per
farla entrare in vigore il 30 giugno, il sottosegretario allo Sviluppo Stefano
Saglia ha annunciato che se ne dovrà riparlare. Maurizio Sacconi, pronto a
introdurre un pacchetto di «premi all'occupazione», dovrà rinunciare alla norma
per evitare il licenziamento dei lavoratori con incentivi agli
Via
al piano impresa in un giorno Pronto anche il bonus innovazione
( da "Corriere
della Sera" del 24-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
pagamenti
della Pubblica amministrazione e il rinvio della class action (azione
collettiva). «Il decreto ha commentato la presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia conterrebbe una serie di misure che abbiamo chiesto e, se verranno
confermate, saranno utili per non far sentire sole le imprese ». Il
provvedimento «va nella giusta direzione» anche secondo il presidente di
Pirelli,
Si
parte dalla contestazione del conto corrente
( da "Italia
Oggi" del 25-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
dalla class
action e cioè l'azione collettiva risarcitoria, per ottenere l'accertamento del
diritto al risarcimento del danno e alla restituzione delle somme spettanti ai
singoli consumatori o utenti o in conseguenza di atti illeciti
extracontrattuali, di pratiche commerciali scorrette o di comportamenti
anticoncorrenziali.
"manovrina"
d'estate da 5-6 miliardi - roberto petrini
( da "Repubblica,
La" del 25-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
rinvio della
class action e dello sportello unico delle imprese. Vicino al traguardo anche
il Dpef. Il Documento di pro-grammazione economica e finanziaria, presentato
ieri dal mini-stro dell´Economia Tremonti e da Gianni Letta al Capo dello
Sta-to, sarà l´ultimo della serie: ieri infatti il Senato ha approvato la
riforma della contabilità pubblica che lo sostituisce con il Dfp (
Manovra,
Tremonti ci riprova Detassati gli utili reinvestiti
( da "Unita,
L'" del 25-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Rinvii in
vista anche per la class action e per la scadenza per la conversione dei bond
Alitalia. In un decreto legislativo apposito, verrà aggiustata la normativa che
riguarda le offerte pubbliche di acquisto, soprattutto quelle transfrontaliere.
In vista, dunque, favori alle imprese, e l'ennesimo condono fiscale.
Papi
rischia tutto Soldi alle imprese ( da "Manifesto, Il"
del 25-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class
action». Il taglio ai cosiddetti «enti inutili») dovrà avvenire «entro il
termine improcrastinabile del 30 giugno 2010». Rinviato al 1 gennaio 2011 anche
l'addio definitivo agli inquinanti sacchetti di plastica. Mentre dai decreti
legislativi (che in generale intervengono sulle norme sul riciclaggio) potrebbe
anche venire una buona cosa come l'
Bonus
e pagamenti più veloci alle imprese
( da "Corriere
della Sera" del 25-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
entrata in
vigore della class action, all'esecuzione degli sfratti nelle grandi città,
all'abolizione degli enti inutili, alla commercializzazione dei sacchetti di
plastica per la spesa. Mario Sensini Il ministro Giulio Tremonti Macchinari
Secondo una bozza del decreto la detassazione dovrebbe riguardare solo gli
utili reinvestiti in macchinari
Nucleare
e niente class action, ddl sviluppo verso l'approvazione
( da "CittadinoLex"
del 25-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Testo Il
provvedimento è giunto alla quarta lettura dopo numerose modifiche Nucleare e
niente class action, ddl sviluppo verso l'approvazione (Ddl Camera 1441-ter-C)
Si avvia a diventare legge il provvedimento in materia di industria ed energia,
che segna il ritorno del nucleare e abolisce definitivamente la retroattività
per la class action.
Forze
dell'ordine enti e istituzioni unite per difendere i cittadini ferraresi dalle
truffe ( da "Sestopotere.com"
del 25-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
immaginario
collettivo dei più, continua a mietere vittime e ad intascare euro in maniera
indebita. Nel 2007, nella nostra provincia, sono state registrate 657 truffe di
cui 283 a Ferrara. Alla luce di tali dati, la Prefettura di Ferrara, la
Provincia di Ferrara, la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri, la Guardia
di Finanza e la Polizia Municipale,
Manovra,
verso decreto da 2 miliardi domani in Cdm
( da "Reuters
Italia" del 25-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ennesima
sospensione della class action. Dovrebbe essere rinviato per ora il varo dello
scudo fiscale. Tra le varie misure, il decreto aumenterà dal 30-35% circa al
70% la quota di rimborso delle obbligazioni emesse dalla vecchia Alitalia,
oggetto di una offerta pubblica di scambio con titoli di Stato che scade il 10
luglio.
Ok
alla class action e ai contributi ai giornali
( da "Italia
Oggi" del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione
risarcitoria collettiva, proposta non accettata da maggioranza e governo. E non
condivisa dall'Idv: «Qui è ora che ognuno si prenda le sue responsabilità», ha
detto in aula Antonio Borghesi. Particolarmente criticata è stata la decisione
di non rendere la norma retroattiva e consentire così di utilizzarla anche ai
risparmiatori colpiti dal crac Parmalat e Cirio.
GLI
EPISODI DI cronaca registrano, ormai quasi quotidianamente, il verificarsi di...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
26-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
immaginario
collettivo dei più, continua a mietere vittime e ad intascare euro in maniera
indebita. Nel 2007, infatti, nella nostra provincia sono state registrate 657
truffe di cui 283 a Ferrara. Alla luce di tali dati, Prefettura, Provincia,
Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia
Municipale,
tra
gli indagati di riva ligure l'ingegnere dell'aurelia sbagliata
( da "Repubblica,
La" del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
re della
spazzatura e proprietario della discarica di Collette Ozotto di Arma di Taggia
la cui gestione, con ripetuti ampliamenti, ha spesso visto scendere in campo
l´ingegner Tetamo. Ed è probabilmente questa sua competenza nel settore, che
gli ha permesso di diventare direttore dei lavori del depuratore Secom,
l´impianto che serve i comuni di Arma di Taggia,
Per
uscire dall'angolo il protocollo Brunetta
( da "Riformista,
Il" del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
dalla class
action per la pubblica amministrazione alla detassazione dei buoni pasto.
Brunetta ha dimostrato con la sua azione personale che l'occupazione degli
spazi mediatici è possibile con una tecnica politica di iper-attività. Il
consiglio dei ministri di domani, dove sarà illustrato anche il Dpef e si
daranno le stime del governo sul Pil (
Non
lasciate sola la Bce ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
problema di
azione collettiva in cui la razionalità di ogni banchiere nell'evitare di
esporsi, si traduce in un fallimento collettivo. è proprio in queste circostanze
che un intervento di regolazione politica è indispensabile. Tra le altre, le
autorità francesi lo hanno già capito, hanno raccolto i banchieri attorno a un
tavolo e hanno indotto gli istituti di credito a ricapitalizzarsi,
6
9 ( da "Corriere della Sera"
del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
imprese che
assumono lavoratori in cassa integrazione o in mobilità: potranno incamerare i
sussidi pubblici non utilizzati dagli stessi lavoratori. 6 9 Nuova proroga di 6
mesi per la class action Secondo quanto trapelato, il decreto fiscale dovrebbe
contenere anche una nuova proroga di altri sei mesi per l'entrata in vigore
della legge sulla class action, prevista per il primo luglio.
Aiuti
alle imprese Ma il ministro prepara il condono
( da "Manifesto,
Il" del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ennesimo
rinvio della class action, che segue a stretto giro di posta (e non per caso)
quell'altra beffa sui rimborsi ridicoli per ex azionisti e obbligazionisti
Alitalia (che così non potranno rivalersi). Ma non è tutto: siccome le risorse
scarseggiano sembra che Tremonti stia pensando di tornare ad attingere a quel
pozzo senza fondo che sono i capitali illeciti spostati all'
Class
action, da decreto salta rinvio, in vigore da primi luglio
( da "Reuters
Italia" del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
previsto una
revisione delle norme della cosiddetta class action con articoli contenuti nel
ddl sviluppo che però non è stato ancora approvato alla Camera e che dovrà
tornare al Senato. Si era quindi deciso di inserire nel milleproproghe, che è
stato assorbito oggi nel decreto fiscale, un nuovo rinvio dell'entrata in
vigore della class action -- attualmente prevista ai primi di luglio -
Decreto
anticrisi, il comma del rimborso Alitalia
( da "CittadinoLex"
del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action
alle missioni di pace. Detassazione utili - Riedizione della legge Tremonti per
la detassazione degli utili reinvestiti, che diviene più selettiva perché gli
sgravi si limitano agli impianti produttivi al bonus per favorire l'occupazione
per le aziende che decideranno di non ricorrere alla cassa integrazione o che
assumeranno lavoratori già sospesi otterranno incentivi.
Decreto
anticrisi, l'articolo sulle commissioni bancarie
( da "CittadinoLex"
del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action
alle missioni di pace. Detassazione utili - Riedizione della legge Tremonti per
la detassazione degli utili reinvestiti, che diviene più selettiva perché gli
sgravi si limitano agli impianti produttivi al bonus per favorire l'occupazione
per le aziende che decideranno di non ricorrere alla cassa integrazione o che
assumeranno lavoratori già sospesi otterranno incentivi.
L'ok
del Codacons ad alcune misure del decreto anticrisi del Governo
( da "Sestopotere.com"
del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ennesimo
rinvio della class action. I rimborsi previsti in favore di obbligazionisti e
azionisti Alitalia rappresentano poco, ma sempre meglio del niente che si
prospettava finora per i possessori di tali titoli - spiega il Presidente
Codacons, Carlo Rienzi - I rimborsi, tuttavia, non devono in nessun caso essere
condizionati alla rinuncia,
Un
giorno sì e uno no escono questi numeri su deficit e calo del Pil Così è un
disastro ( da "Stampa, La"
del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Passa la
stretta alle compensazioni Iva e la proroga per altri sei mesi dell'entrata in
vigore della class action. Su quest'ultima durante la giornata si è consumato
un giallo: sembrava essere saltata dalla lista delle proroghe. In conferenza
stampa Tremonti chiarirà: l'azione collettiva slitta nuovamente.
Confermate
dal governo tutte le proroghe e gli slittamenti dei termini annunciati alla
vigilia. In p... ( da "Stampa, La"
del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Piccolo
giallo sulla class action: in un primo momento sembrava che il governo avesse
soprasseduto all'idea di rinviarne nuovamente l'entrata in vigore delle azioni
collettive, ma in conferenza stampa Tremonti ha confermato che il differimento
è nel decreto. In questo caso da luglio 2009 si passa a gennaio 2010.
Misure
per 2 miliardinel decreto anti-crisi
( da "Secolo
XIX, Il" del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
La social
card rimane com'è almeno per ora: il governo non ha ampliato la platea dei
beneficiari (famiglie e pensionati) rimandando la cosa a un atto
amministrativo. E slitta di altri sei mesi la class action, fra le proteste dei
consumatori. Michele Lombardi 27/06/2009
detassati
gli utili, cassintegrati recuperati - luisa grion
( da "Repubblica,
La" del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
è il rinvio
dell´entrata in vigore della class action e lo stop ai ticket per la medicina
specialistica; non c´è l´allargamento delle social card (arriverà per via
amministrativa, assicura il ministro Sacconi). Il decreto estivo del governo
Berlusconi aumenta i rimborsi a bond e azioni Alitalia, e il numero di soldati
nelle strade (1.
Provvedimenti
anti-crisi in una manovrina d'estate dal valore indefinito. Se non un...
( da "Unita,
L'" del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Singolare
anche la risposta del ministro sulla proroga del rinvio della class action. Nei
testi circolati non c'è, Tremonti ha detto «mi pare ci sia». Premesso questo,
nella manovrina brilla l'assenza di misure dirette a favore della famiglia o di
sostegno a redditi da lavoro o pensione, in forma di detassazione, detrazioni o
comunque di un fisco più leggero.
La
manovrina di Tremonti Senza aiuti a famiglie e redditi
( da "Unita,
L'" del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Singolare
anche la risposta del ministro sulla proroga del rinvio della class action. Nei
testi circolati non c'è, Tremonti ha detto «mi pare ci sia». Premesso questo,
nella manovrina brilla l'assenza di misure dirette a favore della famiglia o di
sostegno a redditi da lavoro o pensione, in forma di detassazione, detrazioni o
comunque di un fisco più leggero.
Palazzo
Chigi cala il sipario ( da "Manifesto, Il"
del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
alza le mano
e chiede con pertinenza: «E' vero che volete rinviare la class action? E quanto
costa il decreto che avete approvato?» Tremonti accetta il gioco democratico ma
risponde che non lo sa. Berlusconi fa per alzarsi. E di fronte alla mano in
sospeso del giornalista risponde: «Per caso lei vuole andare al bagno?
Tremonti
pensa all'impresa ma trascura i lavoratori
( da "Manifesto,
Il" del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action
rinviata Tremonti pensa all'impresa ma trascura i lavoratori Sara Farolfi ROMA
ROMA Via libera, ieri, del consiglio dei ministri al decreto legge che contiene
la finanziaria 2010. «Si devono rialzare i consumi», Silvio Berlusconi concorda
con Mario Draghi, ma a differenza del governatore della Banca d'Italia il
premier è convinto che quella in corso ora sia una crisi
Presentato
progetto contro le truffe a Ferrara
( da "Sestopotere.com"
del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
immaginario
collettivo dei più, continua a mietere vittime e ad intascare euro in maniera
indebita. Nel 2007, nella nostra provincia, sono state registrate 657 truffe di
cui 283 a Ferrara. Alla luce di tali dati, la Prefettura di Ferrara, la
Provincia di Ferrara, la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri, la Guardia
di Finanza e la Polizia Municipale,
Energia,
ticket sanitari e slittamento degli sfratti nel pacchetto famiglia
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
per i quali è
stato previsto il rinvio a fine anno della class action (azione collettiva).
Sul versante dell'energia, si prevede che Eni dovrà cedere alle società che
consumano più gas, 5 miliardi di metri cubi a prezzi medi di mercato e offrire
tariffe calmierate per operatori concorrenti e consorzi anche di consumatori.
I
caratteri più forti della trama ( da "Corriere della Sera"
del 28-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Associates di
New York intenta una colossale class action sostenuta da 5000 persone nei
confronti del potente e spietato uomo d'affari Arthur Frobisher (Ted Danson).
La serie ruota attorno al rapporto tra due donne diversissime, ma al contempo
uguali; lo spietato squalo di tribunale Patty Hewes (Glenn Close), pronta a
tutto pur di vincere una causa,
Responsabilità
in rosaPortopalo. ( da "Sicilia, La"
del 28-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
azione di
maggioranza e opposizione. «La presenza della donna in politica è garanzia di
qualità e in questo caso è un chiaro segnale di crescita di Portopalo. Adesso
mettiamoci a lavorare per dare risposte a tutta la collettività». Giovanni
Chiavaro ha sottolineato l'intento del gruppo di minoranza di essere
propositivi,
Nelle
strade di Baghdad ( da "Manifesto, Il"
del 29-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
ma ora gli
abitanti si sono organizzati con generatori collettivi, che comunque non
reggono i condizionatori d'aria necessari per sopportare la calura, la
temperatura non scende mai sotto i 40 gradi. E poi manca l'acqua, i trasporti
pubblici non esistono più, sono stati sostituiti da pullmini privati.
Sognatore
mazziniano della bella politica ( da "Stampa, La"
del 29-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Dopo l'8
settembre 1943, Dino e Duccio salgono a Madonna del Colletto sopra Valdieri.
Con loro ci sono Dante Livio Bianco e un pugno di altri ragazzi. Il fine è
comune, idee e modalità d'azione spingono l'intransigente avvocato ad
allontanarsi dal gruppo per entrare nella formazione autonoma Valle Pesio di
Piero Cosa.
Incubo
Caselle Volano solo ritardi e disagi
( da "Stampa,
La" del 29-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
sottoscrivere
a tutti un reclamo con richiesta di risarcimento per danni morali e materiali,
una sorta di class-action in miniatura. La raccolta firme «Ho raccolto tra le
60 e 70 firme - racconta - vogliamo dare un segnale e creare un precedente
perché così non si può andare avanti». Continua: «Paghiamo i biglietti, il mio
costava più di 200 euro, non per ricevere questo trattamento.
"Il
caso Torino è la spia di un intero sistema che stenta a decollare"
( da "Stampa,
La" del 29-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
vero che la
class action è stata dal governo rinviata, ma non mancano le denunce. E se c'è
bisogno di sentire qualcuno «informato sui fatti», basta sfogliare la raccolta
della Stampa degli ultimi mesi: un premio Oscar (Benigni), un segretario di partito
(Franceschini), un procuratore della Repubblica (Caselli), un assessore
regionale (
Alitalia
alza la quota dei rimborsi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 29-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
si interpreta
nel senso che per enti si intendono i soggetti giuridici collettivi, diversi
dallo Stato, che detengono la partecipazione sociale nell'ambito della propria
attività imprenditoriale ovvero per finalità di natura economica o finanziaria.
7. L'articolo 3, comma 12, lettera b) della legge 24 dicembre 2007, n.
Il
testo integrale del decreto anticrisi
( da "CittadinoLex"
del 29-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
proroghe di
termini dalla class action alle missioni di pace. Alitalia - Salgono dal 30% al
70,97% i rimborsi agli obbligazionisti di Alitalia, e verranno parzialmente
rimborsati anche gli azionisti. Le novità cono contenute nell'articolo 19 della
bozza del decreto approvato del Consiglio dei Ministri il 26 giugno.
Ripresa,
sinergie indispensabili ( da "Italia Oggi"
del 30-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
attraverso la
condivisione delle regole sui tempi, sui contenuti e sull'ambito della
contrattazione collettiva. Queste regole hanno appunto guidato la precedente
contrattazione tra Cnai e Cisal che ha introdotto istituti innovativi e
specifici per gli esercenti lavorazioni conto terzi, a façon, per gli edili,
per i contratti a chiamata, e per i co.
Londra
guida il fronte dei duri (aspettando il G8)
( da "Riformista,
Il" del 30-06-2009)
Argomenti: Class Action
Abstract:
arresto dei
funzionari e minacciando «risposte severe e collettive». «Il governo si gioca
molto, moltissimo in questa partita. Non dico che siamo all'assalto di una
leadership globale nei confronti dell'Iran ma certamente il vuoto politico
seguito in Occidente alle elezioni iraniane andava colmato e Miliband non ha
certo usato il fioretto.
( da "Riformista, Il"
del 02-06-2009)
Argomenti: Class Action
Crisi e declino
della scuola di Chicago america Lo stallo del conservatorismo americano
riguarda soprattutto le sue strutture ideologiche e quindi quella costellazione
di idee, teorie, opinioni che ne hanno rappresentato per 30 anni l'ossatura
dottrinale La crisi che accompagna il lento declino del conservatorismo
americano non si ferma alla sua parte visibile, cioè alle sue espressioni
politiche. Essa riguarda soprattutto le sue strutture ideologiche e quindi
quella costellazione di idee, teorie, opinioni che ne hanno rappresentato
l'ossatura dottrinale. Una di queste è senz'altro la cosiddetta "scuola di
Chicago", che prima ancora di essere un'istituzione è stata un archetipo
del pensiero conservatore in campo economico. Il pilastro intellettuale della
sua proposta economica sono il monetarismo, che sostiene che compito delle
banche centrali è mantenere in equilibrio la domanda e l'offerta di moneta, in
modo da stabilizzare i prezzi e prevenire l'inflazione. La principale
conseguenza di questa assunzione è che se i governi vogliono procedere ad una
politica espansiva, devono operare sulla leva fiscale, e non su quella
monetaria. Insieme al monetarismo, c'è poi la cosiddetta teoria delle scelte
razionali: l'economia è il risultato delle scelte di agenti e attori
individuali; questi si comportano razionalmente, cioè - di fronte ad un set di
alternative - tendono a scegliere l'opzione che massimizza i propri benefici e
diminuisce i relativi costi. Nel caso delle imprese, esse tendono a massimizzare
il profitto. L'egoismo (utilitarismo) che muove l'homo oeconomicus alla fine si
trasforma in un bene pubblico grazie al gioco delle forze contrapposte che si
bilanciano e trovano alla fine una composizione. In altre parole, il sistema
composto dalle azioni individuali trova un suo equilibrio naturale se lasciato
a se stesso. Sì, perché ciò che questo sistema ha bisogno è l'informazione, non
i limiti posti dal governo. L'informazione mette l'individuo nella posizione
migliore per procedere alla migliore delle scelte e contribuisce,
indirettamente, alla costruzione del bene comune; i limiti posti dal governo,
al contrario, distorcono il processo. Questo porta alla conclusione che il
mercato è meglio dello statalismo. O anche che l'economia basta a se stessa, e
non va regolata dalla politica. Il mercato è tanto più perfetto quanto più
l'informazione è completa e il governo latita. Insomma, la scuola di Chicago è
un peana all'individuo, un attestato di stima e fiducia alla sua capacità di
scegliere per il meglio, e quindi alla libertà di cui deve godere, e di cui
nessuno deve aver paura, e limitare. La libertà dell'individuo è buona cosa
perché porta alla costruzione del bene comune. Sembra l'uovo di Colombo: la
sommatoria degli egoismi che si trasforma magicamente nel bene comune. Ora, di
fronte allo scoppio della bolla finanziaria e alla depressione seguita alla
crisi dei subprime, è legittimo porsi la seguente domanda: le assunzioni della
Chicago School sono ancora valide? Richard Posner, uno dei più noti rappresentanti
della Chicago School of Economics, nel suo nuovo libro "A Failure of
Capitalism", risponde di sì. Egli sostiene che questa crisi è la prova
ultima e definitiva che l'egoismo e l'utilitarismo muovono il mondo. Ma se
Posner ha ragione, resta da spiegare perché l'egoismo individuale si sia
trasformato in un disastro collettivo, invece che nel bene comune. Se le
assunzioni della Chicago School restano valide, esse tuttavia non sembrano
portare alle conclusioni teoriche previste. Posner sostiene nel suo libro che
la colpa di questo insuccesso non è della teoria ma del governo. Agli inizi del
presente decennio, la politica avrebbe dovuto intervenire per bloccare le
innovazioni finanziarie che nel lustro successivo avrebbero travolto l'economia
reale. Il problema di Posner, e con lui dell'intera costruzione teorica della
Chicago School, è il seguente: per salvare l'ipotesi che gli individui
procedono razionalmente, deve venire a capo di un dato di realtà: quello della
crisi del mercato finanziario. In altre parole, per salvare la sovranità
dell'individuo, deve poi accettare l'imperfezione del mercato, e quindi la
necessità del governo e del suo intervento regolatore nell'economia. Insomma,
Posner deve ammettere che, lasciato a se stesso, il mercato fallisce.
Ovviamente, Posner aveva un'altra opzione a disposizione. Avrebbe potuto
cercare di salvare la sacralità del mercato, e la sua superiore efficienza
rispetto a quella del governo, ma soltanto al prezzo di dichiarare bancarotta
sulle teorie delle scelte razionali. In questa prospettiva, il mercato è
composto di individui, e il comportamento dei soggetti
collettivi è il risultato delle azioni individuali. Ma queste scelte non sono
più razionali. Sono irrazionali. In questo caso, l'intervento del governo ha lo
scopo di immettere razionalità nel sistema. Questa è la tesi di Brad Delong,
professore di economia a Berkeley. Che la crisi del mercato finanziario
sia da spiegare con una o l'altra delle deficienze della teoria della Chicago
School, il risultato finale è il suo declino, alla conclusione di un
trentennio, quello iniziato con la presidenza Reagan, in cui la essa ha goduto
di un assoluto predominio intellettuale sulla politica economica americana. di
Enrico Beltramini 02/06/2009
( da "Corriere della Sera"
del 02-06-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
sezione: PRIMA PAGINA data: 02/06/2009 - pag: class="hilite">1
Bambini contesi Mamme contro Berlino «Rivogliamo i nostri figli» di BENEDETTA
ARGENTIERI «Insieme forse riusciremo a ottenere qualcosa». Marinella Colombo (
nel tondo) assieme ad altri tre genitori si prepara per cercare di riavere i
figli. Tutti in Germania. Non li vedono, non possono parlarci. «Pensiamo a una class="term">class class="term">action». A PAGINA 7
( da "Corriere della Sera"
del 02-06-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
sezione: class="hilite">Cronaca di Milano
data: 02/06/2009 - pag: 7 Infanzia contesa Parte da Milano la class="term">class class="term">action per «assistere i nostri
bambini» «Non vediamo i nostri figli da anni» Mamme contro la giustizia tedesca
Altri genitori si sono uniti alla protesta di Marinella Colombo: «Siamo
disperati» Sono quattro genitori. Marinella, Daniela, Marco e Paolo. Si sono
cercati e trovati su internet. Quattro destini legati dalla tragedia di non
potere più vedere i propri figli. Perché si sono visti «strappare i bambini
dalla Germania». E ora hanno deciso di lottare insieme per «cercare di far
valere i nostri diritti. Come madri e padri, e come cittadini italiani. Faremo
una class="term">class
class="term">action ». Speranza e
frustrazione. E una consapevolezza: «Quando si sposa un tedesco bisogna essere
preparati. Soprattutto nel caso ci siano di mezzo dei figli. Lo Stato non
permette che vivano all'estero », spiega Marinella Colombo, mamma di Leonardo e
Nicolò sottratti da scuola l'8 maggio scorso su ordine del Tribunale dei
minori. «Non sono neanche riuscita a salutarli. Sto malissimo: sono 25 giorni
che non ho loro notizie. Il telefono del padre (Tobias Ritter ndr) squilla a
vuoto. Mi hanno detto che posso scrivere una mail all'indirizzo di uno studio.
Niente di più». Ma Marinella non si ferma. «Ho presentato un'istanza al
ministero della Giustizia. Vorrei che qualcuno si interessasse veramente al
caso dei miei bambini. Perché io voglio e devo rivederli ». Poi ha scritto una
petizione sul sito www.ceed-europa. eu e ha fondato un gruppo su Facebook, dove
altri genitori si sono fatti avanti per raccontare le loro storie, «le loro
tragedie». È così che ha conosciuto Daniela Limonta. Milanese, sposata in
Germania nel 1998. Anche lei con lo stesso problema. Sono sette anni che lo
Jugendamt (l'ufficio per i minori tedesco) le ha tolto l'affidamento della
figlia. Il suo inferno comincia nel 2002, quando decide di riportare la bambina
a Milano a vivere. «Il 4 ottobre me l'hanno tolta. Da quel giorno l'ho vista
sei volte». L'ultima nel dicembre 2008. «Da quel giorno non sono neanche più
riuscita a parlarle per telefono ». Non sono serviti gli avvocati («Ho buttato
30mila euro in spese legali»), nessuna udienza in tribunale («Non mi ha
ascoltata nessuno»), con Giada non può trascorrere più di due ore all'anno. «E
piuttosto di farla vivere in Italia, stavano per affidarla a un'altra
famiglia». Anche lei sta scrivendo al ministero di Grazia e Giustizia. Ma per
Olivier Karrer, che da dieci anni lotta contro le ingiustizie del Jugendamt,
«sarà tutto inutile. L'unica azione possibile è una class="term">class class="term">action
». Lui, e altri quattro genitori, ha fondato il sito ceedeuropa.eu nel 2002 per
cercare di «aiutare i genitori che si trovano ad affrontare difficoltà
giudiziarie per poter vedere i propri figli». Le statistiche parlano di 250
casi solo in Italia, ma «sono pronto a scommettere che sono molti di più. La
comunità italiana è la seconda più grande in Germania. Si parla di 330mila
persone. E se qualcuno pensa di tornare in Italia con i figli nati e cresciuti
in Germania, allora si scontrerà contro un muro». Lo stesso dei quattro
genitori milanesi. Benedetta Argentieri L'appello Marinella Colombo assieme a
Daniela Limonta. Entrambe combattono per riavere i propri figli «strappati
dalla Germania». Con loro anche altri genitori milanesi rivolgono un appello al
governo tedesco: «Qualcuno ci dia delle risposte»
( da "Unita, L'" del
02-06-2009)
Argomenti: Class Action
Doveva essere l'arma
dei consumatori, ma con Silvio Berlusconi è diventato un inutile orpello. class="hilite">È la class="term">class class="term">action,
l'azione collettiva, quell'istituto giuridico che
negli Stati Uniti consente battaglie leggendarie di semplici cittadini contro
le grandi Corporation fin dagli anni '60. Il testo voluto dal governo ha così
depotenziato la misura che è assai probabile che le cause intentate dai
consumatori si affastelleranno sulle scrivanie dei giudici e resteranno lì. Le associazioni
dei consumatori hanno bollato la proposta come «inapplicabile, dannosa per i
consumatori, avulsa dal Codice del Consumo e contraria alle indicazioni
provenienti dall'Ue». Bocciatura totale. Ma cosa ha fatto esattamente il
governo? Prima manovra: no alla retroattività. Si consente di utilizzare il
nuovo strumento solo per gli illeciti commesi dopo l'entrata in vigore della
legge, e non per tutti quelli ancora non prescritti. In un solo colpo si
salvano i responsabili dei crack Cirio e Parmalat e anche quelli che hanno
lasciato con un mucchio di carte in mano i piccolia zionisti Alitalia. ma la
beffa non finisce qui. Il testo prevede anche pesanti sanzioni per i cittadini
che avessero presentato una domanda giudicata poi inammissibile. Insomma, se
manca il «luogo a procedere i cittadini pagano. Una vera minaccia contro chi
intende ribellarsi per comportamenti fraudeolenti e vessatori. Ancora. la
possibilità di ricorrere è limitata a solo una decina di tribunali in tutto il
territorio. Napoli dovrà coprire gran parte del mezzogiorno, Roma il Lazio,
l'Abruzzo, l'Umbria e le Marche, Venezia anche il Trentino e il Friuli Venezia
Giulia. Insomma, solo provare a far causa è un'impresa ardua. D'altronde si
capì fin da quando fu approvata la prima stesura, con il governo Prodi, l'aria
che tirava. Confindustria parlò di «atto ostile». Non fu così una trentina
d'anni fa in California. La class="term">class class="term">action
più famosa è rimasta quella contro la Pacific Gas and Electric Company, che
portò nelle tasche di 360 cittadini 333 milioni di dollari. L'accusa (provata)
era pesantissima: inquinamento delle falde acquifere e rischio tumore per gli
abitanti. Ci volle una donna coraggiosa, Erin Brockovich, per ottenere
giustizia. In Italia non basterà né il coraggio né la voglia di lottare.
( da "Sicilia, La"
del 02-06-2009)
Argomenti: Class Action
attività delle
«volanti» Tre denunciati per tentato furto Anche i Socialisti, rappresentati in
aula da Sonia Migliore, hanno votato il Bilancio di previsione 2009 al
Consiglio comunale di Ragusa. Ma i Socialisti non facevano parte
dell'opposizione? E' la stessa Migliore a spiegare. "Durante l'analisi del
Bilancio - afferma - i Socialisti hanno ritenuto, e ritengono, che sia più
producente, per i cittadini, votare un atto in Consiglio comunale e poter
incidere su fatti che possono risolvere problemi alla città, anzichè bocciarlo
solo per posizioni di pregiudizio politico e far perdere importanti opportunità
alla collettività. Certo è chiaro ed evidente che alcune cose non le
condividiamo, altre le riteniamo poco condivisibili e altre ancora le riteniamo
valide, ma in questo contesto abbiamo voluto sottolineare il principio che,
dinanzi ad un Bilancio che sarebbe comunque stato approvato a maggioranza, è
più importante poter incidere positivamente almeno in un suo punto, con la nostra azione politica in Consiglio comunale". A che
cosa fa riferimento Sonia Migliore? "Mi riferisco - aggiunge - alla grande
battaglia sulla questione della "rotatoria di via Achille Grandi",
che ha visto raggiungere il grande risultato dell'approvazione di un atto
condiviso dall'intero Consiglio e che prevede la riqualificazione urbana dell'intero
asse viario di via Grandi, nel tratto che va da piazza Croce fino alla
rotatoria che insiste presso il centro commerciale, la cui realizzazione sarà
effettuata entro il 2009 con una nuova progettazione tecnica più organica e
definitiva. L'intera città conosce e sa benissimo quanto sia stato enorme
l'impegno dei Socialisti e mio personale (ricordo solo la petizione popolare di
4.000 firme, le delibere approvate e mai eseguite, interventi della Prefettura,
interrogazioni consiliari e parlamentari, occupazione dell'aula in segno di
protesta ed un'ultima interrogazione presentata qualche giorno fa in cui si
manifesta finalmente la volontà positiva dell'Amministrazione) affinchè si
raggiungesse questo importante risultato che sottolinea come sia stata fatta
giustizia su un vero sopruso ai danni della collettività: la famigerata
"rotatoria Killer" è stata, non solo, la causa di gravissimi
incidenti stradali, ma incarna nella sua sussistenza il principio di come si
possa privare la collettività del giusto uso pubblico di una strada, in favore
dell'uso privato". G. L.
( da "Riformista, Il"
del 03-06-2009)
Argomenti: Class Action
Bonino occupa la Rai
«Nessuna visibilità» radicali ed europee. La vicepresidente del Senato si
"insedia" in uno studio di Saxa Rubra: «Presto azioni penali. Viale
Mazzini viola la delibera del garante». di Daniela Di Iorio «Ho deciso di non
abbandonare gli studi della Rai, mentre ci prepariamo in queste ore a nuove
azioni legali, anche sul versante della giustizia penale»: così Emma Bonino ha
annunciato la sua occupazione dello studio di Saxa Rubra, dove ieri dopo le 13
si era appena conclusa la registrazione dello spazio di comunicazione politica
che l'aveva ospitata. In sciopero totale della fame e della sete dalla
mezzanotte di lunedì, l'esponente radicale ha comunicato al personale Rai
presente la sua decisione di iniziare un'occupazione nonviolenta dello studio.
Insieme alla Bonino, anche Marco Beltrandi, deputato radicale eletto nel Pd,
membro della commissione di Vigilanza Rai. La protesta
contro la rete nazionale è di ordine collettivo, fa sapere la Bonino: «Assieme
a ormai 50 parlamentari, dirigenti e militanti radicali, abbiamo iniziato uno
sciopero della sete per chiedere conto alla Rai del mancato rispetto delle
delibera dell'Autorità garante per le comunicazioni. Nonostante
l'intervento del presidente Zavoli, i vertici della Rai sembrano voler
continuare nella vera e propria truffa compiuta ai danni dei cittadini
italiani, del loro diritto a essere informati. Da nonviolenti gandhiani non
intendiamo restare inerti, né tollerare che sia perfezionato il sequestro di
conoscenza e di legalità in atto, né lasciare la sede di questa azienda fino a
quando non saranno realizzate azioni di immediata riparazione e interruzione
dell'attentato ai diritti civili e politici dei cittadini». La promotrice
dell'iniziativa ha anche voluto sottolineare che non si tratta di «protesta
radicale per la visibilità in tv, visto che è di tutta evidenza che si tratta
di qualcosa di più grave e serio», concludento: «Mi auguro che i grossi leader
politici di questo Paese non vorranno continuare a essere protagonisti e
complici di quanto sta accadendo. Per quanto ci riguarda, continuiamo a dar
corpo a una sete di verità e legalità che è, sempre più, anche quella del
popolo italiano». Viale Mazzini avrebbe fatto notare di aver rispettato le
indicazioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Ma la Lista
Bonino-Pannella ha replicato in una nota: «Nessuna ottemperanza è stata data
dalla Rai all'ordine dell'Autorità, che impone ai tg specifiche interviste di
riepilogo informativo per restituire agli italiani la conoscenza negata da 50
giorni di ostracismo nei confronti della Lista. I tg della rete Rai si sono
invece limitati a mandare un estratto di alcuni secondi della registrazione di
Emma Bonino. L'ordine Agcom impone ben altro, ovvero interviste ad hoc, di
alcuni minuti finalizzate a consentire agli italiani di conoscere le proposte
della lista Bonino-Pannella sino ad oggi censurate». 03/06/2009
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 03-06-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMO PIANO data: 2009-06-03 - pag: 2 autore: Il liberismo non è un
cliché Alla base della crisi autoregolamentazione spinta e modelli matematici
di Carlo Trigilia C he ruolo hanno giocato gli economisti nel favorire quelle
modalità di organizzazione delle attività economiche che hanno portato alla
crisi? La domanda può apparire a prima vista provocatoria e non ben fondata.
Dopotutto, gli economisti sono degli studiosi, degli analisti. Perché
dovrebbero aver avuto un ruolo importante nella crisi? In realtà, questo
interrogativo si giustifica se teniamo conto che gran parte delle attività che
caratterizzano la vita collettiva non sono organizzate
in un certo modo semplicemente perché quello è il modo più efficiente di farle,
ma anche perché è considerato il più appropriato dagli esperti dal ramo. In
altre parole, perché è giustificato e legittimato per ottenere certi risultati.
Molti economisti hanno derubricato la questione della crisi a errori tecnici e
a carenze dei regolatori. Ma non c'è bisogno di iscriversi al ristretto club
ideologico di quanti non vedono il ruolo positivo - e da mantenere - della
finanza nell'economia di mercato, per sostenere che questa valutazione è troppo
riduttiva. Gli economisti - quelli appartenenti al grosso della disciplina (il
mainstream), non importa quanto informati di finanza - hanno delle
responsabilità maggiori per quello che è successo negli ultimi decenni. Essi
hanno infatti dato legittimità a una grande trasformazione nell'ambito della
quale concreti interessi economici e politici hanno poi agito in certe
direzioni. Non solo.Nell'ambito di una crescente globalizzazione culturale, si
sono fatti paladini del modello del capitalismo anglosassone, presentandolo
come meta da raggiungere agli anchilosati capitalismi europei e a quello
giapponese. Anche in Italia - e a volte anche da questo giornale - sono spesso
venute convinte e severe prediche in questa direzione. Ma perché tutto questo è
accaduto? La risposta va cercata nell'attaccamento della maggior parte degli
economisti al paradigma centrale e originario della disciplina, per il quale
più ci si avvicina al modello dei mercati autoregolati e maggiori sono i
vantaggi per il benessere collettivo. Com'è noto, il ritorno all'egemonia forte
di questo paradigma risale alla svolta neoliberale di Ronald Reagan e Margaret
Thatcher per far fronte alle gravi difficoltà economiche dei rispettivi Paesi.
Tale svolta era stata sostenuta da alcune correnti affermatesi nel pensiero
economico, ma contribuì poi a rafforzare, a sua volta, l'influenza di tali
correnti più radicalmente "mercatiste" nel complesso delle business
schools, delle università e dei media specializzati. Da qui quel processo di
legittimazione crescente e di incoraggiamento concreto di nuove pratiche
nell'organizzare la finanza e le imprese di produzione. Quanto alla finanza, è
difficile credere che gli economisti non si rendessero conto di una serie di
rischi, molto più elevati del passato, che venivano assunti dalle istituzioni
finanziarie con la crescita della finanza strutturata. Tuttavia, in perfetta
buona fede ritenevano probabilmente che valesse la pena di correrli perché in
tal modo si estendeva la possibilità di accesso al credito a chi ne aveva
bisogno, con conseguenze positive sullo sviluppo e sul benessere collettivo. E
inoltre potevano essere soddisfatte le esigenze di assicurazione contro
l'incertezza sui tassi di interesse e sulle valute dei partecipanti a un
commercio internazionale in crescita. Ma c'è un secondo motivo piùastratto e
forse più importante. Sin da Adam Smith, l'economia ha guardato con sospetto
all'interferenza delle relazioni sociali e politiche, viste solo come fonte di
collusione o di distorsione. Da questo punto di vista i nuovi strumenti
finanziari sono apparsi come un modo di spersonalizzare la valutazione del
rischio di credito, liberandosi dalla valutazione diretta degli agenti come
persone, e quindi dalla componente fiduciaria non meramente calcolabile
probabilisticamente, nella convinzione che i mercati mossi dall'incentivo
dell'interesse potessero calcolare meglio e con più precisione i rischi.
Specie, come ha più volte notato Alan Greenspan, quanto meno fossero
intralciati da regolazioni che rischiavano di essere poco efficienti. Si è poi
visto che non è così, con le conseguenze che ne sono derivate. Nel frattempo,
però, le transazioni finanziarie erano aumentate molto più del commercio
internazionale e del Pil, segno che la finanza aveva creato occasioni di
profitto che drenavano capitali alla ricerca di alte remunerazioni a breve.
Insomma, il tentativo che attrae fatalmente gli economisti di spersonalizzare e
depoliticizzare le transazioni economiche ha mostrato dei chiari effetti
perversi su cui occorrerebbe riflettere. Tanto più che questi effetti si
aggiungono ad altri - non meno perversi - legati all'influenza della finanza
sulla governance delle imprese. Anche in questo caso, l'idea della creazione di
"valore per l'azionista" si giustifica - in astratto - col fatto che
il mercato può valutare meglio di strumenti personalizzati (soggetti a
distorsioni sociali) la performance dei manager. La proprietà delle imprese
deve essere quindi pienamente contendibile sui mercati azionari, in modo che i
manager sentano il fiato sul collo degli azionisti e si sforzino di creare
valore a breve, anche con bonus e stock option legate alla performance
dell'impresa. Diversamente, l'impresa perderà valore, e loro il posto. Il
risultato è che i manager orientano la gestione a breve,trascurano
l'innovazione a più lungo termine, investono di più in acquisizioni e attività
finanziarie, non considerano i lavoratori e la loro qualificazione un asset
centrale delle imprese, si fanno meno problemi a licenziare e incrementano le
disuguaglianze sociali. L'impresa infatti deve essere una "rete di
contratti" e non una "comunità di interessi diversi". Eppure,
questo è apparso - ed è stato presentato - come un modello più evoluto del vituperato
e appesantito capitalismo renano- nipponico, o dei sistemi locali di piccola
impresa italiani, troppo condizionati dalle famiglie e dalle comunità locali. I
risultati dell'industria manifatturiera americana, che vediamo anche in questi
giorni, non sembrano però confermare la sbandierata efficienza del capitalismo
anglosassone. Insomma, forse gli economisti dovrebbero appassionarsi meno al
problema della loro capacità di previsione della crisi e dovrebbero invece
riflettere di più su come l'attaccamento a un paradigma astratto - che vede
l'economia tanto più efficiente quanto più si spersonalizza e si separa dalla
società - rischia di produrre effetti contrastanti: un'economia subordinata
alla finanza in cui crescono le disuguaglianze invece del benessere
collettivo. © RIPRODUZIONE RISERVATA DOPO REAGAN E THATCHER L'attaccamento a un
paradigma astratto produce un'economia subordinata alla finanza: così crescono
le disuguaglianze invece del benessere collettivo L'AUTOSUFFICIENZA L'economia
ha guardato con sospetto alle relazioni sociali e politiche, considerate solo
come fonte di collusione o di distorsione Neoliberisti anni 80. Il
presidente Usa Ronald Reagan e il primo ministro britannico Margaret Thatcher
alla Casa Bianca nel febbraio 1985 si divertono con Lucy, il cane di Reagan, un
bovaro delle Fiandre CORBIS
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 03-06-2009)
Argomenti: Class Action
REGGIO pag. 9 IERI mattina una trentina di attivisti del Collettivo
Sottotetto hanno occupato la casa cantoniera d... IERI mattina una trentina di
attivisti del Collettivo Sottotetto hanno occupato la casa cantoniera di via
Martiri della Bettola. Quella che una volta era la residenza provvisioria dei
cosiddetti "stradini", nell'idea degli occupanti dovrebbe diventare
un ufficio-sportello aperto alla cittadinanza. La casa, di proprietà
della provincia, è rimasta vuota dal 1994. «Il leit-motiv di questa azione
consiste nel voler togliere spazi alla speculazione edilizia che negli ultimi
15 anni ha condannato la città di Reggio al cemento ed ai palazzinari -
scrivono i giovani disobbedienti - Soprattutto in questo momento di crisi, le
istituzioni politiche e sociali non danno risposte alle persone e alle famiglie
in emergenza abitativa, preferendo lasciare al degrado e all'abbandono un
cospicuo patrimonio immobiliare».
( da "Sicilia, La"
del 03-06-2009)
Argomenti: Class Action
I consumatori e la
loro tutela incontro e diplomi Domani, alle 16 nell'aula magna di Scienze
politiche tavola rotonda sul tema "La tutela del consumatore tra conflitto
e conciliazione", organizzata a chiusura delle attività del master
"Customer care e tutela del consumatore", coordinato dalla prof. Rita
Palidda (foto). Alla fine dell'incontro saranno infatti consegnati i diplomi
agli allievi che hanno superato l'esame finale del corso. Dopo i saluti del
preside della Facoltà Giuseppe Vecchio, interverranno Renata Villa dell'Enel,
("L'introduzione dell'azione risarcitoria collettiva in Italia: il punto di vista
del settore dell'energia"); Giuseppe Rinaldi, Telecom Italia,
("L'azione risarcitoria collettiva e le soluzioni extragiudiziali nel settore delle telecomunicazioni");
Claudio Melchiorre dell'Adoc ("L'azione risarcitoria collettiva e le aspettative
disattese"); chiuderà l'assessore alla Cultura del Comune di
Catania Fabio Fatuzzo su "Una formazione a tutela dei diritti dei
consumatori".
( da "Secolo XIX, Il"
del 04-06-2009)
Argomenti: Class Action
«Caschi non
omologati, rimborsi dai venditori» il caso Assoutenti promuove un'azione collettiva dopo l'inchiesta della Finanza. L'avvocato conferma l'obbligo
per i negozi 04/06/2009 LE STIME sono da brividi: «Usando molta cautela, sono
almeno 30.000, solo a Genova, i caschi non omologati in circolazione - dice
Furio Truzzi, presidente di Assoutenti - Significa che, a 30 centimetri di
larghezza l'uno, mettendoli in fila si raggiungerebbero quasi 90
chilometri: in pratica si arriverebbe alla Spezia». Eppure i codici di
omologazione a rischio sono stati ampiamente pubblicizzati dalla Guardia di
Finanza, che ha avviato l'inchiesta. Perché non sono stati riconsegnati? Lo
spiega Truzzi: «Portando il casco alle forze dell'ordine, o alla nostra
associazione, viene rilasciato un verbale che consente di chiedere il rimborso
ai negozianti che hanno venduto il casco: rispondono in solido anche loro,
rivalendosi semmai sul produttore. Ma spesso i negozianti fanno difficoltà, e
per evitare discussioni c'è chi preferisce conservare il proprio casco, che
magari esteticamente è pure bello». C'è un problema: «Il casco non omologato
non è sicuro - sottolinea Truzzi - Non solo si corrono pericoli di incolumità,
ma le assicurazioni potrebbero rifiutarsi di pagare il rimborso in caso di
incidenti, senza contare che in caso di controlli le forze dell'ordine
potrebbero non solo sequestrare il casco, ma anche fermare la moto, perché
senza protezione non si può guidare, e nei casi degli agenti più zelanti
possono pure elevare una sanzione amministrativi». Insomma, si arriva a
spendere più dei 100-150 euro del costo di un nuovo casco. «L'appello - insiste
il presidente di Assoutenti - è a consegnare i caschi non omologati, perché la
sicurezza viene prima di tutto». Senza contare che i negozianti sono tenuti a
rimborsare i caschi venduti con l'omologazione a rischio: «Certo occorre lo
scontrino - ammette Truzzi - o, quanto meno, una prova idonea: un testimone,
l'estratto conto di un bancomat o della carta di credito. O la fiducia concessa
dal negoziante. In ogni caso, intendiamo promuovere una azione collettiva rivolta nei confronti delle case produttrici; si
possono associare anche i rivenditori che si sentono vittime inconsapevoli, ma
per dimostrare la buona fede devono in primo luogo rimborsare». L'avvocato
Alessandro Monti Bragadin, che insieme ad Alessio Abbene per la parte civile,
cura la pratica, conferma: «È così, ma non posso aggiungere altro perché c'è
un'inchiesta in corso e rischierei di violare il segreto istruttorio». E se un
negoziante si rifiuta? «Lo portiamo in giudizio dal Giudice di Pace - avverte
Truzzi - Già due ingiunzioni sono partite, e altre dieci sono già in procinto
di partire». Giuliano Gnecco gnecco@ilsecoloxix.it 04/06/2009
( da "Corriere della Sera"
del 04-06-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
sezione: Cultura data: 04/06/2009 - pag: 45 Proposte Angelo Panebianco affronta
ne «L'automa e lo spirito» un tema classico del pensiero moderno. In difesa della
società aperta Il pupazzo e il cittadino Lo stile dei leader e le regole del
gioco che rendono libero l'individuo di MAURIZIO FERRERA G li individui sono
«automi eterodiretti», pesantemente condizionati dai contesti sociali e
istituzionali in cui operano, oppure sono «spiriti liberi», capaci di
effettuare scelte autonome e originali? In questo secondo caso, che cosa
orienta le loro scelte: le passioni, gli interessi, gli ideali? Intitolato,
appunto, L'automa e lo spirito (Il Mulino), il nuovo libro di Angelo Panebianco
affronta di petto il tema dell'azione individuale: le sue motivazioni,
caratteristiche, conseguenze. Si tratta di un brillante saggio di teoria
sociale, che intrattiene un dialogo serrato con i principali esponenti delle
contemporanee scienze sociali. Il taglio è piuttosto «tecnico», per addetti ai
lavori. Alcune tesi dell'autore sono però di grande interesse anche per la
discussione pubblica allargata e forniscono numerosi spunti a tutti coloro che
hanno a cuore i destini della società aperta e s'interrogano su come estendere,
al suo interno, gli spazi di autonomia e «individualità », per dirla con Stuart
Mill. Attingendo alle riflessioni di una vasta gamma di saperi (dall'economia
alla psicologia, dalla sociologia alla scienza politica) Panebianco guida
innanzitutto il lettore nei labirinti delle varie «teorie dell'azione »,
elaborate per caratterizzare e spiegare l'agire individuale. La teoria più
potente di cui oggi disponiamo è senz'altro quella della «scelta razionale»,
sviluppata nell'ambito dell'economia neo-classica. Gli individui sono attori
calcolanti, i quali cercano di massimizzare la realizzazione delle proprie
preferenze in funzione dei segnali che provengono dall'ambiente: pensiamo, per
tutti, alle scelte di un consumatore in un supermercato. Questa teoria consente
di spiegare molti fenomeni sociali, ma certo non tutti, soprattutto quando essa
assume che la motivazione dell'attore sia la difesa egoistica dei propri
interessi materiali. Come ha sottolineato buona parte della tradizione
sociologica del Novecento, gli individui possono infatti agire in base a molte
altre motivazioni: interessi «ideali», impegni morali, rispetto di norme e
lealtà di gruppo, puro e semplice altruismo. I noti esempi di Max Weber (il
capitano che non vuole abbandonare la sua nave e affonda con essa, Attilio
Regolo che va incontro alla morte per mantenere la parola data) rendono bene
l'idea di una razionalità rispetto al valore (o assiologica) che a volte
prevale sulla razionalità rispetto allo scopo (o strumentale). La psicologia
cognitiva ha dal canto suo osservato che la mente umana ha ridotte capacità di
attenzione e di gestione dell'informazione. La razionalità olimpica dell'homo
economicus è irraggiungibile nel mondo reale: persino quando siamo al supermercato
spesso ci accontentiamo di comprare il primo prodotto che ci sembra
«soddisfacente », senza sforzarci di passare in rassegna tutti gli scaffali.
Una volta riconosciuto che esistono diversi tipi di razionalità, soggetti in
egual misura a limiti di natura cognitiva, è possibile andare al di là di una
semplice lista e di mere caratterizzazioni ex post dell'agire intenzionato? La
proposta di Panebianco è quella di elaborare una prospettiva teorica in chiave
pluralista e soprattutto evoluzionista: gli individui perseguono una
molteplicità di scopi, ordinati in schemi mentali che si formano, si adattano e
si affinano sulla base dell'esperienza, per prove ed errori. Questa esperienza
è sempre situata in contesti sociali e istituzionali che plasmano desideri,
credenze e opportunità individuali. Pur subendo il condizionamento dei
contesti, noi non siamo però «pupazzi istituzionali»: manteniamo al contrario
buoni margini per esercitare una discrezionalità intenzionale basata su
pensiero razionale e passioni, che evolve nel tempo e che ci rende insieme
liberi e responsabili di ciò che facciamo. L'autore si ferma qui: ma è chiaro
che la riflessione potrebbe decollare a questo punto dal piano esplicativo a
quello normativo, raccordandosi con il più recente dibattito
filosofico su ciò che rende le azioni «rette» e le società «giuste». Nella
seconda metà del libro Panebianco affronta un nodo irrisolto nella
contemporanea teoria sociale: il passaggio dal livello micro delle azioni
individuali a quello macro delle organizzazioni collettive e delle istituzioni.
Nella sfera economica la transizione micro-macro non risulta particolarmente
problematica: l'istituzione «mercato» tende a emergere spontaneamente
dall'aggregazione di scelte individuali più o meno indipendenti fra loro. Ma
come spiegare gli ordini sociali «costruiti », assai diversi da quelli
«spontanei », come li chiamava Hayek? Come nascono, come stanno insieme, come
cambiano partiti, movimenti sociali, stati, chiese, gruppi d'interesse? Su
questi temi esistono intere biblioteche, ma pochissimi lavori offrono
spiegazioni capaci di connettere, sistematicamente, le caratteristiche e le
dinamiche del fenomeno in oggetto con le scelte degli individui che lo hanno
originato e lo alimentano giorno dopo giorno con il proprio agire. Alla sfida
della micro-fondazione Panebianco dedica i due capitoli più originali e densi
del libro. La sua proposta teorica è complessa e sofisticata e posso qui darne
solo un'idea sommaria. I «ponti» che collegano l'universo micro a quello macro
sono essenzialmente due: networks e leader. Date certe regole del gioco, sia i
«reticoli» che l'interazione fra leader producono effetti di composizione delle
azioni individuali in campi sociali caratterizzati da interdipendenza. Così, ad
esempio, il conflitto di classe e le organizzazioni politiche e sindacali ad
esso connesse (uno dei macro-fenomeni politici più rilevanti del XX secolo)
possono essere spiegati in base a pre-esistenti reticoli di aggregazione collettiva intorno a specifici interessi materiali e a
diverse visioni del mondo, a strategie di alleanza e confronto tra reticoli, su
iniziativa di broker sociali, nonché a deliberate operazioni di mobilitazione e
politicizzazione orchestrate da leader in cerca di potere. La natura aperta o
chiusa dei reticoli, la qualità e lo stile della leadership, il tipo di regole
del gioco sono aspetti cruciali per le transizioni dal micro al macro. In
questo libro, Panebianco ha intenti esclusivamente analitico-esplicativi. Il
suo ragionamento potrebbe essere però utilmente sviluppato anche in direzione
valutativa. Quali mix di razionalità e logiche d'azione individuale, quali
schemi mentali, quali regole del gioco favoriscono la formazione di networks
aperti, di forme di leadership efficaci ma non oppressive, di contesti
istituzionali capaci di evolvere tramite dinamiche trasparenti e partecipate di
apprendimento? Il tema è quello dei «ponti» verso la società aperta: i ponti
che già ci sono (che vanno identificati e studiati più da vicino) ma anche
quelli nuovi che si potrebbero costruire. Il libro di Panebianco fornisce una
cassetta degli attrezzi preziosissima a chi volesse approfondire questi temi.
Come auspica lo stesso autore alla fine dell'introduzione, c'è solo da sperare
«che a qualcuno venga voglia di provarci». BRUNO BRUDROVIC, «UOMINI SU UN PONTE
DISEGNATO» (CORBIS) Contributi Una prospettiva teorica in chiave pluralista e
soprattutto evoluzionista. Una cassetta degli attrezzi per il dibattito
pubblico
( da "AltaLex" del
04-06-2009)
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Pubblico impiego:
direttiva sull'utilizzo di internet sul luogo di lavoro Presidenza del
Consiglio dei Ministri, direttiva 26.05.2009 n° 2 Commenta | Stampa | Segnala |
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ad assicurare la funzionalità ed il corretto impiego degli strumenti ICT da
parte dei propri dipendenti, definendone le modalità di utilizzo
nell'organizzazione dell'attività lavorativa ed adottando le misure necessarie
a garantire la sicurezza, la disponibilità e l'integrità dei sistemi
informativi. E' quanto illustra la Direttiva 26 maggio 2009, n. 2 con la quale
il Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei
Ministri interviene in merito all'utilizzo di internet e della casella di posta
elettronica istituzionale sul luogo di lavoro. In particolare le P.A.
nell'esercizio del potere di controllo devono attenersi alle seguenti regole
generali: innanzitutto deve essere rispettato il principio di proporzionalità,
che si concreta nella pertinenza e non eccedenza delle attività di controllo.
Le limitazioni della libertà e dei diritti individuali devono, infatti, essere
proporzionate allo scopo perseguito; è in ogni caso esclusa l'ammissibilità di
controlli prolungati, costanti e indiscriminati; inoltre, l'introduzione di
tecnologie e di strumenti per il controllo sull'uso della rete e della posta
elettronica deve essere fatto rispettando le procedure di
informazione/consultazione delle rappresentanze dei lavoratori previste dai
contratti collettivi; infine, i lavoratori devono essere preventivamente
informati dell'esistenza di dispositivi di controllo atti a raccogliere i dati
personali. (Altalex, 4 giugno 2009) PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI,
DIRETTIVA N. 2/2009 Oggetto: Utilizzo di internet e della casella di posta
elettronica istituzionale sul luogo di lavoro. PREMESSA Le risorse ICT
costituiscono, ormai da tempo, il principale strumento di lavoro posto a
disposizione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni. L'ampia distribuzione
di tali risorse tra i dipendenti ne favorisce il diffuso utilizzo anche per
finalità diverse da quelle lavorative. La prassi, ancorché ben conosciuta dalle
Amministrazioni, è difficile da monitorare, sia per il costo dell'eventuale
attività di monitoraggio, sia per le implicazioni relative alla tutela della
riservatezza e dei dati personali. D'altronde, tale utilizzo non istituzionale
non provoca, di norma, costi aggiuntivi, tenuto conto della modalità di
pagamento "fìat" (non riferita, pertanto, al consumo) utilizzata
nella generalità dei casi dalle Amministrazioni per l'utilizzo di quasi tutte
le risorse ICT (postazioni di lavoro, connessioni di rete e posta elettronica).
In considerazione della delicatezza della materia, che tocca i diritti
individuali (quale il diritto alla segretezza della corrispondenza) e richiede,
pertanto, un giusto bilanciamento con il potere di controllo
dell'Amministrazione, si ritiene opportuno fornire indicazioni utili a
facilitare, da un lato, il corretto utilizzo degli strumenti ICT da parte dei
dipendenti e, dall'altro, il proporzionato esercizio del potere datoriale di
controllo da parte delle Amministrazioni in indirizzo. 1. Esercizio del potere
di controllo e doveri di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni
Le Pubbliche Amministrazioni, in quanto datori di lavoro, sono tenute ad
assicurare la funzionalità ed il corretto impiego degli strumenti ICT da parte
dei propri dipendenti, definendone le modalità di utilizzo nell'organizzazione
dell'attività lavorativa ed adottando le misure necessarie a garantire la
sicurezza, la disponibilità e l'integrità dei sistemi informativi.
Nell'esercizio del potere di controllo, le Amministrazioni devono attenersi ad
alcune regole e principi generali: innanzitutto deve essere rispettato il
principio di proporzionalità, che si concreta nella pertinenza e non eccedenza
delle attività di controllo. Le limitazioni della libertà e dei diritti
individuali devono, infatti, essere proporzionate allo scopo perseguito; è in
ogni caso esclusa l'ammissibilità di controlli prolungati, costanti e
indiscriminati; inoltre, l'introduzione di tecnologie e di strumenti per il
controllo sull'uso della rete e della posta elettronica deve essere fatto
rispettando le procedure di informazione/consultazione delle rappresentanze dei
lavoratori previste dai contratti collettivi; infine, i lavoratori devono
essere preventivamente informati dell'esistenza di dispositivi di controllo
atti a raccogliere i dati personali. A fronte del potere di controllo
dell'Amministrazione datore di lavoro, esiste in capo ai dipendenti l'obbligo,
sancito da norme di legge (anche di rilevanza penale) e di contratto, di
adottare comportamenti conformi al corretto espletamento della prestazione
lavorativa ed idonei a non causare danni o pericoli ai beni mobili ed agli
strumenti ad essi affidati, tra i quali vi sono le attrezzature ICT ed i
sistemi informativi messi a disposizione dall'Amministrazione. Al riguardo, si
ritiene opportuno ricordare, oltre alle disposizioni del Codice disciplinare
contenuto nei contratti collettivi di comparto (che
dispongono sanzioni in caso di "negligenza nella cura dei locali e dei
beni mobìli o strumenti a lui affidati o sui quali, in relazione alle sue
responsabilità, debba espletare azione di vigilanza"), anche il dettato
del Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di
cui al Decreto del Ministro per la funzione pubblica del 28 novembre
2000 che, ove richiamato dal Codice disciplinare dei CCNL dei diversi comparti,
costituisce, oltre che norma di valenza etico-comporamentale, anche vero e
proprio obbligo la cui inosservanza da parte dei dipendenti è passibile di
sanzione. In particolare, l'art. 10, comma 3, del Codice di comportamento
dispone che "Il dipendente non utilizza a finì privati materiale o
attrezzature di cui dispone per ragioni di ufficio. " Pertanto, l'utilizzo
delle risorse ICT da parte dei dipendenti, oltre a non dover compromettere la
sicurezza e la riservatezza del Sistema informativo, non deve pregiudicare ed
ostacolare le attività dell'Amministrazione od essere destinato al
perseguimento di interessi privati in contrasto con quelli pubblici. Anche la
giurisprudenza, in particolare quella della Corte dei conti (tra le altre, Sez.
giurisd. Piemonte, sent. 1856/2003, e Sez. giurisd. Basilicata, sent. n.
83/2006), ha sanzionato l'indebito utilizzo della connessione ad internet da
parte di un dipendente, statuendo che essa configura profili di responsabilità
a carico del medesimo per il danno patrimoniale cagionato all'Amministrazione,
consistente nel mancato svolgimento della prestazione lavorativa durante le ore
di connessione. Con riferimento al potere di controllo, la Corte ha, inoltre,
osservato come, a seguito di ripetute e significative anomalie (rilevate, ad
esempio, per la presenza di virus provenienti da siti non istituzionali),
l'Amministrazione possa svolgere verifiche ex post sui dati inerenti l'accesso
alla rete dei propri dipendenti. Per adempiere il proprio dovere di diligenza e
vigilanza nell'utilizzo dei beni e strumenti ad esso affidati, il dipendente
ha, pertanto, anche l'obbligo di impedire ad altri indebiti utilizzi della
propria apparecchiatura informatica, non rilevando, al fine del difetto di
responsabilità, il fatto che altri, in sua assenza, abbia potuto usare la
postazione lavorativa. In difetto, il comportamento del dipendente si configura
come negligente, inescusabile e gravemente colposo. 2.1 principi contenuti
nelle linee guida del Garante della protezione dei dati personali Con
deliberazione del 1° marzo 2007, n. 13 (pubblicato in G.U. n. 58 del 10 marzo
2007), il Garante della protezione dei dati personali ha fornito le linee guida
per l'utilizzo nei luoghi di lavoro della posta elettronica e di internet. Allo
stato, lasciando da parte i profili di illecito penale e/o disciplinare sopra
richiamati, tale deliberazione costituisce, in particolare per quanto attiene
alla disciplina del trattamento dei dati, sicuro punto di riferimento e
regolamentazione delle modalità di utilizzo del Sistema informativo delle
pubbliche amministrazioni da parte dei dipendenti nell'ambito del rapporto di
lavoro. La deliberazione, nel definire, per i datori di lavoro, le regole in
materia di trattamento dei dati personali raccolti in occasione delle attività
di verifica del corretto utilizzo della rete Internet e del sistema di posta
elettronica da parte dei lavoratori, fissa dei principi che non riguardano
esclusivamente la tutela della privacy ma riprendono anche le disposizioni
contenute nel "Codice dell'amministrazione digitale" (decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82 pubblicato in G.U. del 16 maggio 2005, n. 112 -
S.O. n. 93, aggiornato dal d.lgs. n. 159 del 4 aprile 2006, pubblicato in G.U.
del 29 aprile 2006, n. 99 - S.O. n. 105 recante "Disposizioni integrative
e correttive al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 recante codice
dell'amministrazione digitale"). In particolare, come definito anche dalle
linee guida del Garante, il datore di lavoro (secondo i poteri a lui affidati
dalle norme del codice civile, articoli 2086, 2087 e 2104), può riservarsi di
controllare l'effettivo adempimento della prestazione lavorativa ed il corretto
utilizzo degli strumenti di lavoro. Nell'esercizio di tali prerogative,
tuttavia, deve rispettare la libertà e la dignità dei lavoratori, tenendo
presente, al riguardo, quanto disposto dalle norme poste a tutela del
lavoratore (ci si riferisce, in particolare, al divieto di installare
"apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei
lavoratori" di cui all'art. 4 della legge n. 300 del 1970). Inoltre,
secondo i richiamati principi di pertinenza e non eccedenza, i mezzi e
l'ampiezza del controllo devono essere proporzionati allo scopo: in base a tale
considerazione il datore di lavoro potrebbe, ad esempio, verificare se vi è
stato indebito utilizzo della connessione ad internet da parte del dipendente
attraverso il controllo degli accessi e dei tempi di connessione, senza però
indagare sul contenuto dei siti visitati. I lavoratori devono essere posti in
grado di conoscere quali sono le attività consentite, a quali controlli sono
sottoposti, le modalità del trattamento dei dati e in quali sanzioni possono
incorrere nel caso di abusi. Al riguardo, viene raccomandata l'adozione di un
disciplinare interno adeguatamente pubblicizzato e di idonee misure di tipo
organizzativo. 3. Utilizzo della rete internet In capo all'Amministrazione
datore di lavoro, alla cui proprietà è riconducibile il Sistema informativo
(ivi inclusi le apparecchiature, i programmi ed i dati inviati, ricevuti e
salvati), è posto l'onere di predisporre misure per ridurre il rischio di usi
impropri di internet, consistenti in attività non correlate alla prestazione
lavorativa, quali la visione di siti non pertinenti, l'upload e il download di
files, l'uso di servizi di rete con finalità ludiche o comunque estranee
all'attività lavorativa. A tale proposito, si raccomanda alle Amministrazioni
di dotarsi di software idonei ad impedire l'accesso a siti internet aventi
contenuti e/o finalità vietati dalla legge. Inoltre, T Amministrazione, tenendo
conto delle peculiarità proprie di ciascuna organizzazione produttiva ed,
eventualmente, anche dei diversi profili professionali autorizzati all'uso
della rete, potrà adottare una o più delle misure indicate dalla citata
deliberazione del Garante' della privacy che, a mero titolo riepilogativo, si
riportano di seguito: individuazione di categorie di siti considerati correlati
o meno con la prestazione lavorativa; configurazione di sistemi o utilizzo di
filtri che prevengano determinate operazioni -reputate inconferenti con
l'attività lavorativa- quali Yupload o l'accesso a determinati siti (inseriti
in una sorta di Hack list-) e/o il download di file o software aventi
particolari caratteristiche (dimensionali o di tipologia di dato); trattamento
di dati in forma anonima o tale da precludere l'immediata identificazione di
utenti mediante loro opportune aggregazioni (ad es., con riguardo ai file di
log riferiti al traffico web, su base collettiva o per
gruppi sufficientemente ampi di lavoratori); eventuale conservazione nel tempo
dei dati strettamente limitata al perseguimento di finalità organizzative,
produttive e di sicurezza. Tuttavia, l'utilizzo di internet per svolgere
attività che non rientrano tra i compiti istituzionali potrebbe essere
regolamentato e, quindi, consentito ai dipendenti per assolvere incombenze
amministrative e burocratiche senza allontanarsi dal luogo di lavoro (ad
esempio, per effettuare adempimenti on line nei confronti di pubbliche
amministrazioni e di concessionari di servizi pubblici, ovvero per tenere
rapporti con istituti bancari e assicurativi). Tale modalità, purché contenuta
nei tempi strettamente necessari allo svolgimento delle transazioni, avrebbe,
inoltre, il vantaggio di contribuire a ridurre gli spostamenti delle persone e
gli oneri logistici e di personale per l'amministrazione che eroga il servizio,
favorendo, altresì, la dematerializzazione dei processi produttivi. 4. Utilizzo
della posta elettronica istituzionale Con riferimento all'utilizzo della
casella di posta elettronica istituzionale deve osservarsi che il contenuto dei
messaggi, come pure i file allegati e i dati esteriori delle comunicazioni,
riguardano forme di corrispondenza assistite da garanzie di segretezza tutelate
anche costituzionalmente, la cui ratio risiede nel proteggere il nucleo
essenziale della dignità umana e il pieno sviluppo della personalità nelle
formazioni sociali (qual è anche il luogo di lavoro); un'ulteriore protezione
deriva dalle norme penali a tutela dell'inviolabilità dei segreti (artt. 2 e 15
Cost.; Corte cost. 17 luglio 1998, n. 281 e 11 marzo 1993, n. 81; art. 616,
comma 4, c.p. ; art. 49 Codice dell'amministrazione digitale). * Reato di
violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza: "Agli effetti
delle disposizioni di questa sezione, per "corrispondenza"si intende
quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica, ovvero
effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza". Al fine di
contemperare le esigenze di corretto ed ordinato svolgimento della vita
lavorativa e di prevenzione di inutili intrusioni nella sfera personale dei
lavoratori e di violazioni della segretezza della corrispondenza, sarebbe,
pertanto, opportuno che le Amministrazioni esplicitassero regole e strumenti
per l'utilizzo della posta elettronica. Ciò consentirebbe, infatti, di evitare,
ovvero almeno limitare, l'insorgere di difficoltà in ordine all'utilizzo della
posta elettronica poiché, per la configurazione stessa dell'indirizzo e-mail,
nei singoli casi, può risultare dubbio se il lavoratore, in qualità di
destinatario o mittente, utilizzi la posta operando quale espressione
dell'Amministrazione o ne faccia, invece, un uso personale pur restando
nell'ambito lavorativo istituzionale. Si invitano, pertanto, le Amministrazioni
in indirizzo, attraverso i dirigenti responsabili, ad attuare tutte le misure
di informazione, controllo e verifica consentite al fine regolamentare la
fruizione delle risorse ICT e responsabilizzare i dipendenti nei confronti di
eventuali utilizzi non coerenti con la prestazione lavorativa e non conformi
alle norme che disciplinano il lavoro alle dipendenze delle pubbliche
amministrazioni. IL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E L'INNOVAZIONE Renato
Brunetta Commenta | Stampa | Segnala | Condividi |
( da "Repubblica, La"
del 05-06-2009)
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Pagina III - Napoli
L´ordinanza Il Tribunale: no a una nuova discarica a Serre Palmiro Cornetta,
sindaco di Serre, è un emotivo. E quasi si commuove leggendo il dispositivo del
tribunale civile di Salerno che gli dà ragione sulla discarica in località
Valle della Masseria. Lo sversatoio laggiù non s´ha da fare. Il giudice unico,
Antonio Valitutti, ha chiesto che la Corte costituzionale dichiari
l´illegittimità dell´articolo 4, comma 2 e 9, del decreto voluto dal governo
Berlusconi, numero 90 del maggio 2008, convertito in legge nel luglio
successivo, nella parte in cui autorizza la realizzazione della discarica.
Cornetta esulta:«è un atto che ristabilisce i diritti fondamentali dei
cittadini messi in discussione da Berlusconi. Ripristina la legalità e lo stato
di diritto». Il sindaco ricostruisce la vicenda giudiziaria. «Con l´avvocato
Raffaele Falce, abbiamo presentato il ricorso basato sul diritto alla salute
pubblica e all´ambiente salubre. Se Berlusconi dichiara che è finita
l´emergenza rifiuti, non vedo perché dovrebbe venire a Serre visto che abbiamo
già dato con la discarica di Macchia Soprana, che ha inghiottito 700 mila
tonnellate». class="hilite">La discarica
aperta da Bertolaso nel territorio di Serre è chiusa per esaurimento dal 23 agosto
2008. «Per Macchia soprana ci sono stati danni incalcolabili. Peccato che non
ci sia la class="term">class
class="term">action, altrimenti avrei
sollecitato tutti i cittadini a fare l´azione legale». (patrizia capua)
( da "Manifesto, Il"
del 05-06-2009)
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UNIVERSITA ROMA TRE
No a dibattito sul G8, facoltà serrate (giacomo russo spena) Sorpresa ieri
mattina per gli studenti e i docenti dell'università Roma Tre che si sono
trovati la facoltà di Scienze della Formazione chiusa con una catena. Un'azione
di protesta di qualcuno? Assolutamente no. A dare chiarimenti, il cartello
affisso fuori su cui è scritto nero su bianco: «L'ateneo si scusa per il
disagio procurato da cause di forza maggiore». Ovvero, la sede veniva bloccata
per impedire un'iniziativa su crisi finanziaria e G8 organizzata nel cortile
della sede dai «collettivi e laboratori di Roma Tre». Era
previsto infatti prima un dibattito con il leader dei Cobas, Piero Bernocchi, e
un rappresentante di Attac Italia poi uno spettacolo teatrale. In serata i ragazzi
avrebbero lasciato la facoltà. Una delibera interna emanata dieci giorni fa dal
Senato accademico (e voluta dal rettore Guido Fabiani) ha vietato
qualsiasi iniziativa politica all'interno dell'università. Soprattutto a quelli
di sinistra. «La decisione di Fabiani mina a imbavagliare le nostre attività -
dice Stefano, un attivista di Lettere - Forse ha deciso di accreditarsi agli
occhi del sindaco Alemanno». Sottolineando la diversa condotta del rettore da
quando siede al Campidoglio il nuovo primocittadino. Così gli studenti hanno
deciso di violare il diniego, mantenendo l'iniziativa già da tempo organizzata.
Ma, ieri mattina, tra lo stupore generale si sono trovati il cancello chiuso. E
non solo loro. «Una vergogna - esclama Matteo - avevo un esame. Ora che devo
fare?». «Forse sono impazziti?» si domanda invece Irene. Più composto, ma
altrettanto infuriato, il personale docente. Alla fine saltano undici esami e
molte lezioni. Con i collettivi che decidono di mantenere la giornata di
mobilitazione allestendo dibattito e spettacolo teatrale nello spazio
antistante la facoltà, blindato da tre blindati e la Digos. In serata gli
studenti affiggono anche uno striscione di fronte al rettorato: «I nostri
contenuti, le vostre catene».
( da "Stampa, La" del
06-06-2009)
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VENERDI' 5 Poesia
del '900 SALA LAUREE FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA, VIA SANT'OTTAVIO 20, ORE
9,30 Il convegno si propone di riprendere alcuni aspetti dell'opera e della
riflessione poetologica di alcuni importanti rappresentanti della cultura
novecentesca, soprattutto concentrata nell'arco degli Anni Sessanta e in
particolare sullo sfondo della Parigi e della Roma di quegli anni. Intervengono
Floriana Calitti, Bernhard Gross, Ricardo Morello, Ugo Perone, Eloisa Perone,
Marco Pistoia, Philippe Roger. Info anna.battaglia@unito.it. Politiche pubbliche
IRES PIEMONTE, VIA NIZZA 18, ORE 9,30 Convegno "Analisi e analisti delle
politiche pubbliche: stato dell'arte e prospettive", organizzato dal
Laboratorio di Politiche - Lapo del Corep, diretto da Luigi Bobbio.
L'iniziativa promuove un confronto tra studiosi, dirigenti pubblici e
professionisti sulle competenze professionali della Pubblica Amministrazione.
Info 011/6702604 o www.lapo.corep.it. Lezioni interattive OSPEDALE REGINA
MARGHERITA, PIAZA POLONIA 94, ORE 14,45 Inaugurazione della prima postazione multimediale
interattiva realizzata tra l'Ospedale Regina Margherita di Torino e l'Istituto
Comprensivo Fiano che consentirà ai piccoli malati di seguire le lezioni
scolastiche interagendo in tempo reale. Promessi Sposi BIBLIOTECA CIVICA TORINO
CENTRO, VIA DELLA CITTADELLA 5, ORE 11-13 Gruppo di lettura sull'opera di
Alessandro Manzoni, rivolto alle scuole secondarie di secondo grado. Info
011/4429826. Piemonte in cifre CENTRO CONGRESSI LINGOTTO, VIA NIZZA 280, ORE 11
Presentazione dell'edizione 2009 di Piemonte in Cifre, annuario statistico
regionale realizzato in collaborazione con Unionecamere Piemonte, Regione
Piemonte, Istat. Interverranno poi sul tema "Progetti per il Piemonte del
futuro", Giuseppe Berta, Stefano Filipazzi, Andrea Gavosto, Guido Ghisolfi,
Paolo Verri, Mario Virano, modera Francesco Antonioli. Info 011/6604284 o
info@piemonteincifre.it. Memorial Falcone-Borsellino STADIO OLIMPICO, CORSO
AGNELLI, ORE 16,30 Si disputano le partite della finale del 4° Torneo
Calcistico Memorial Falcone-Borsellino, organizzato in collaborazione col
Gruppo Fondiaria Sai nell'ambito delle attività di Responsabilità Sociale di
Impresa, istituito per ricordare le figure dei due magistrati uccisi dalla
criminalità organizzata in Sicilia. In campo poliziotti, carabinieri,
finanzieri, calciatori professionisti e tanti altri amici della giustizia. Il
geometra BIBLIOTECA CIVICA PRIMO LEVI, VIA LEONCAVALLO 17, ORE 16,45-19,45
"Il geometra risponde" servizio di consulenza gratuita al cittadino.
Info e prenotazione www.torinofacile.it/servizi o 011/4431262. Archeoastronomia
MUSEO REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE 17,45 Nell'ambito delle
iniziative sulla mostra "La scimmia nuda. Storia naturale
dell'umanità", CinemAmbiente e Arnica organizzano la conferenza "Il
cielo degli antichi", interviene Guido Cossard. Ingresso libero. Info
www.mrsntorino.it. Domande della follia SPAZZI, VIA VIRLE 21, ORE 18 Il ciclo
di incontri "Se ti manca un venerdì - Le Domande della Follia" è
organizzato dall'Associazione Arcobaleno onlus e rappresenta un'occasione di
confronto, una serie di incontri in cui la follia pone domande libere a diversi
importanti protagonisti della vita nazionale. Oggi interviene Massimo Rebotti.
Info e prenotazioni 011/3199790 o 011/4470154. In Libia CENTRO PANNUNZIO, VIA
MARIA VITTORIA 35/H, ORE 18 Rosella Boarino terrà una conferenza introduttiva
al viaggio in Libia, introdurrà Anna Ricotti. Info 011/8123023. Fantasmi a
Torino PALAZZO BAROLO, VIA DELLE ORFANE 7, ORE 19,50 Un itinerario alla
scoperta di noti fantasmi. Costo 10 euro. Info e prenotazioni 011/853670 o
www.barburin.com. Notte all'Egizio MUSEO DELLE ANTICHITA' EGIZIE, VIA ACCADEMIA
DELLE SCIENZE 6, ORE 20,10 Un egittologo esperto nella didattica museale per
l'infanzia accompagna, dopo il tramonto, bambini e genitori in un affascinante
viaggio nel tempo alla scoperta dei segreti più nascosti delle mummie
conservate al Museo. Partenze scaglionate alle 20,10; 20,30; 20,50; 21,10;
21,30 e 21,50. Costo 5 euro. Prenotazione obbligatoria. Info 011/4406903 o
info@museitorino.it. Percorsi piemontesi SALA CONGRESSI GAM, VIA MAGENTA 31,
ORE 20,30 Presentazione del volume "Percorsi piemontesi", in cui sono
stati pubblicati gli atti del convegno "Cambiamo Aria. Pratiche di
montagna terapia a confronto". L'evento, organizzato dall'Associazione
L'Ancora in parternariato al Centro Servizi per il Volontariato Idea Solidale è
un'occasione di confronto e discussione finalizzato a presentare le esperienze
di montagnaterapia, che si sono sviluppate negli ultimi anni sul territorio
piemontese. Info 011/0702110 o www.ideasolidale.org. Genetica CENTRO INCONTRI
REGIONE PIEMONE, CORSO STATI UNITI 23, ORE 21 Convegno "Terapia genica:
nuove prospettive", interviene Luigi Naldini, presentato dal Socio Paolo
Comoglio. Terapia genetica AULA MAGNA ACCADEMIA DI MEDICINA, VIA PO 18, ORE 21
Seduta scientifica dal titolo "Terapia genica: nuove prospettive",
interviene Luigi Naldini, presentato dal Socio Paolo Comoglio. Le sedute sono
pubbliche. Info www.accademiadimedicina.unito.it. Festivando 2009 CORTILI DELLA
CHIESA, VIA GERMONIO 27, ORE 21 Il Comitato Casalpina Col San Giovanni
organizza Festivando 2009: si balla con dj Mirko e il vocalist Andrea Latini.
SABATO 6 Diogene CORSO DUCA DEGLI ABRUZZI ANGOLO CORSO STATI UNITI, ORE 10 "La
Crocetta e le nuove funzioni ed espansioni lungo l'asse della "Spina
1". Progetti completati, progetti abbandonati. Il nuovo Politecnico, le
Officine ferroviarie, il progetto della Biblioteca Civica", accompagna
l'achitetto Maria Teresa Roli e il dottor Roberto Gnavi. Adesione libera e
gratuita. Info www.italianostra.to.it. Il notaio BIBLIOTECA CIVICA VILLA
AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 10-13 Servizio di consulenza gratuita al
cittadino a cura del Consiglio Notarile di Torino, dei distretti riuniti di Torino
e Pinerolo, in collaborazione con Assessorato al Bilancio e Assessorato alla
Cultura della Città di Torino. Info 011/4438604. Il geometra BIBLIOTECA CIVICA
ITALO CALVINO, LUNGO DORA AGRIGENTO 94, ORE 10-13 "Il geometra
risponde" servizio di consulenza gratuita al cittadino. Info e
prenotazione www.torinofacile.it/servizi. Raccolta differenziata SUPERMERCATO
SELF, VIA GENOVA 197, ORE 10-12 Stands appositamente allestiti dove animatori
coadiuvati da personale Amiat, in modo ludico, spiegheranno le dinamiche per la
gestione della raccolta differenziata integrata, meglio conosciuta come
"porta a porta". Distribuzione di gadgets, giochi e ballons art.
Madama Knit PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 10-12 Ultimo appuntamento
prima della pausa estiva per lavorare a maglia in uno spazio unico come Palazzo
Madama. Gli appuntamenti con Madama Knit riprenderanno il 5 settembre. Info
011/4429911. A casa di Kha MUSEO DELLE ANTICHITA' EGIZIE, VIA ACCADEMIA DELLE
SCIENZE 6, ORE 10,30 Percorso pensato per i più piccoli, che in compagnia dei
genitori verranno accompagnati da esperti egittologi alla scoperta della vita
quotidiana ai tempi dei faraoni. Costo 3,50 euro, è consigliata la
prenotazione. Info 011/4406903 o info@museitorino.it. Intorno alla mostra
PALAZZO BRICHERASIO, VIA LAGRANGE 20, ORE 15,30-18 "Arte bimbo",
atelier concepito con l'intento di far vivere il Museo come uno spazio
divertente ed emozionante dove è possibile scoprire i grandi capolavori
dell'arte attraverso il gioco. La merendina è gentilmente offerta dalla
Centrale del Latte di Torino. Per bambini e ragazzi dai 4 ai 12 anni. Info e
prenotazioni 011/5711820. Incontriamoci BIBLIOTECA CIVICA PRIMO LEVI, VIA
LEONCAVALLO 17, ORE 16 Appuntamenti periodici proposti dal Tavolo ex Ceat:
piccola festa della musica, in occasione dei 90 anni dalla morte di Ruggero
Leoncavallo. Info 011/4431262. Luigi Nervo MAUSOLEO DELLA BELA ROSIN, STRADA
CASTELLO DI MIRAFIORI 148/7, ORE 16 "Essere artisti secondo Luigi
Nervo", attività rivolta a ragazzi e famiglie con l'animazione di una
macchina-fiaba e un esperimento di laboratorio manuale su materiale carta, in
collaborazione con l'associazione Luigi Nervo. Info 011/4429847. Unitre Arte
2009 UNITRE, CORSO FRANCIA 27, ORE 16 Inaugurazione della mostra "Unitre
Arte 2009", allestita dagli allievi dei Corsi di Ceramica, Pittura,
Tecnica dell'Incisione e Tecniche Grafiche. La mostra resterà aperta sino a
venerdì 12 giugno, dal lunedì al venerdì, ore 9-12 e 15-18. Ingresso libero.
Conchiglie GAM, CORSO GALILEO FERRARIS 30, ORE 16 Presentazione
dell'installazione "Le conchiglie crescono: storie intrecciate",
risultato di un progetto realizzato dai Servizi Educativi della Fondazione
Torino Musei. Info 011/4429546. Trompe-l'oeil ACCADEMIA PICTOR, VIA PIETRO
MICCA 4, ORE 16-17,30 Presentazione del corso di Trompe-l'oeil e Aerografo, con
proiezione e dimostrazione pratica di un finto materiale. Ingresso libero. Info
011/5622969 o www.pictor.it. Teosofia SOCIETÀ TEOSOFICA ITALIANA, VIA PINELLI
78/A, ORE 17 Riunione con tema "Il Sutra del Cuore", a cura di Carla
Zocchi. Caramelle LEGOLIBRI, VIA MARIA VITTORIA 31, ORE 17 Presentazione del
romanzo "Caramelle" di Erminio Serniotti, con l'autore intervengono
Giorgio Barberi Squarotti e Claudia Peirone. Info 011/888975 o www.legolibri.it.
Piero Femore FNAC, VIA ROMA 56, ORE 18 La casa editrice Trauben pubblica un
libro intitolato e dedicato a Piero Femore, storico e celebre libraio torinese
scomparso quasi due anni fa. Intervengono a presentarlo Mauro Baudino ed Ettore
Boffano. Ingresso libero. Info 011/5516711. Orsi sotto la Mole ZIBARBA, VIA
SILVIO PELLICO 13/E, ORE 19-23 Serata orsina "Modello per un giorno"
con apericena. Tutti coloro fossero interessati a farsi fotografare e
partecipare al calendario 2010, troveranno a loro disposizione un fotografo che
saprà consigliarli. Fantasmi a Torino PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE
19,15 Un itinerario alla scoperta di noti fantasmi. Costo 10 euro. Info e
prenotazioni 011/853670 o www.barburin.com. Festivando 2009 CORTILI DELLA
CHIESA, VIA GERMONIO 27, ORE 21 Il Comitato Casalpina Col San Giovanni
organizza Festivando 2009: si balla con Luca e Sandro. DOMENICA 7 Astrologia
HOTEL CONCORD, VIA LAGRANGE 47, ORE 9,30-12,30 Seminario di Grazia Mirti
"Plutone in azione tra passato e futuro. Il suo incontro scontro con
Saturno e Urano. Grandi eventi attendono individui e collettività?". Info
011/4376192 o www.graziamirti.com. Mongiovani VIA MONGINEVRO TRA CORSO FERRUCCI
E PIAZZA SABOTINO, ORE 10,30-22,30 "E... state a Mongiovani", con
sfilata e mostra d'auto d'epoca, animazione, acrobazie circensi, spettacoli
musicali gratuiti e giochi per grandi e bambini. Intorno alla mostra PALAZZO
BRICHERASIO, VIA LAGRANGE 20, ORE 11-12,30 "Freud e l'uomo Mosè (parte
II)", secondo di quattro incontri di approfondimento con Franco Quesito e
Stefania Guido. Ingresso libero per i visitatori della mostra. Incontri Colline
Torinesi FNAC TORINO CENTRO, VIA ROMA 56, ORE 12 Incontri legati al Festival
delle Colline Torinesi, curati da Sergio Ariotti e Ave Fontana: Motus e Federico
León. Festivando 2009 CORTILI DELLA CHIESA, VIA GERMONIO 27, ORE 14,30 Il
Comitato Casalpina Col San Giovanni organizza Festivando 2009: pomeriggio di
giochi a premi per bambini, ragazzi e non solo. Alle 17,30 rinfresco
conclusivo. Regate & Canoe INFO POINT, MURAZZI DLE PO, ORE 14-18 Le
associazioni canoistiche consentiranno a tutti di provare il canottaggio e la
canoa e di vivere il fiume su imbarcazioni, adatte a rematori inesperti, a due
e a quattro posti. Sarà inoltre disponibile un "Dragon Boat", che
permetterà di effettuare un'uscita con dieci/quindici ragazzi su
un'imbarcazione di grande effetto scenico. Presso i Murazzi del Po sorgerà un
info point, aperto per tutta la giornata, presso il quale saranno raccolte le
adesioni per le uscite sul fiume, fornite informazioni sulle attività sportive
che si svolgono sul fiume e messe in mostra imbarcazioni per la pratica
agonistica e amatoriale della canoa. Voga sul Po FIUME PO, ZONA MURAZZI, ORE
15-18 Manifestazione remiera ludico-sportiva, con la possibilità, per tutta la
cittadinanza, di sperimentare gratuitamente la voga sulle acque del Po in
compagnia di esperti istruttori. La manifestazione è organizzata
dall'associazione sPOrt, in rappresentanza e con la collaborazione delle nove
società remiere associate. La manifestazione sarà vivacizzata da esibizioni di
contorno quali, tra l'altro, la partecipazione dei vogatori "alla
veneta", che si sfideranno sul tratto di Po antistante i Murazzi.
Giochiamo con Bes MUSEO DELLE ANTICHITA' EGIZIE, VIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE 6,
ORE 15 Laboratorio "Giochiamo con Bes", dedicato alle famiglie:
itinerario tematico seguito da un'attività di laboratorio, ciascuno della
durata di un'ora. Costo 6 euro + biglietto del Museo. Durante il laboratorio
verrà fornito un foglio di rame a testa, con il quale verrà creato un amuleto
con la tecnica dello sbalzo. I manufatti realizzati saranno lasciati in dono ai
partecipanti. Prenotazioni allo 011/4406903 o a info@museitorino.it. Self Bar
PAV, VIA GIORDANO BRUNO 31, ORE 15,30-17,30 A un anno dall'avvio del progetto
Self Bar di Michel Blazy viene rieditata l'installazione
con l'azione collettiva che
conduce dalla "cura" - l'assorbimento delle vitamine del succo degli
agrumi - alla "scultura", composizione etico-estetica di calotte
colorate di arance e limoni. Info 011/3182235. Famiglie PALAZZO MADAMA, PIAZZA
CASTELLO, ORE 15,30 "Aria di festa": feste di compleanno, feste di
carnevale, matrimoni, come venivano organizzate quando a Torino si
viaggiava in carrozza?. Info 011/4429911. Viaggio in Oriente MAO, VIA SAN
DOMENICO 9-11, ORE 16 "Viaggio in Oriente", visita guidata a tutte le
collezioni. È consigliata la prenotazione. Info 011/4436928. Visita guidata
PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 16 "Diciotto secoli d'arte",
visita al Palazzo ad ai capolavori delle collezioni. Info 011/4429911.
ColorLife FLUIDO, VIALE CAGNI 7, ORE 16 Il Fluido ospita per la prima volta
l'originale progetto fotografico Colorlife, che permette alla gente di essere
"vita o bugia": 24 colori scandiscono i mesi dell'anno, ogni colore
racchiude immagini di persone diverse che davanti ad esso potranno liberamente
apparire, camuffarsi, sbeffeggiarsi, raccontarsi ed essere liberi di raccontare
la loro "life" o "lie". Il fotografo sarà spettatore e fermerà
le loro espressioni o atteggiamenti in libertà. Info www.colorlife2009.it.
Intorno alla mostra PALAZZO BRICHERASIO, VIA LAGRANGE 20, ORE 16,30 Visite
fisse per famiglie. La visita non richiede prenotazione, massimo 25 persone.
Info 011/5711820. Julien Temple FNAC, VIA ROMA 56, ORE 18 Julien Temple
presenta "The Filth and the Fury. La vera storia dei Sex Pistols", lo
intervista Alberto Piccinini. Ingresso libero. Info 011/5516711. Templari
CHIESA SANTA CRISTINA, PIAZZA SAN CARLO, ORE 19,45 Tour lungo i misteri degli
antichi Custodi del Tempio, i Templari. Costo 10 euro. Info e prenotazioni
011/853670 o www.barburin.com. LUNEDI' 8 Buyer russi TORINO INCONTRA, VIA NINO
COSTA 8, ORE 9,15-18,30 La Camera di commercio di Torino promuove una giornata,
organizzata dal Centro Estero, per far conoscere alle grandi società russe
Intercos IV e ZMZ l'offerta di aziende piemontesi dei comparti:
stile/engineering, stampi metallo e pressofusione, componenti per motore. Info
011/6700687. Gian Luigi Marianini PALAZZO SORMANI, PIAZZA SOLFERINO 22, ORE
9,30-18 Annullo filatelico dedicato a Gian Luigi Marianini, in occasione della
giornata inaugurale dell'iniziativa culturale Invito in Giardino. Info
011/5757371. Caffè letterari CENTRO CONGRESSI, VIA FANTI 17, ORE 15 Incontro
condotto da Margherita Oggero dedicato al libro "Il vento dell'odio",
con l'intervento dell'autore Roberto Cotroneo. Durante l'incontro sarà
possibile acquistare il libro, posto in vendita alle particolari condizioni dei
Caffè Letterari. Democrazia BIBLIOTECA CIVICA LUIGI CARLUCCIO, VIA MONTE
ORTIGARA 95, ORE 15,30 "La democrazia contro se stessa",
presentazione del libro di Marcel Gauchet, a cura di Alfredo Lupo, in
collaborazione con l'associazione Il girasole. Info 011/4428790. Découpage
CENTRO SERVIZI, VIA TOSELLI 1, ORE 16-17,30 L'associazione Cultura del
Benessere organizza mini corsi gratuiti di Manualità e Decoupage, al fine di
trascorrere momenti di distensione e relax piacevolmente e convivialmente. Info
347/0666662. Luna di latte BIBLIOTECA CIVICA FALCHERA, PIAZZA FALCHERA 9, ORE
17 Gruppo di sostegno per l'allattamento al seno, in collaborazione con l'ASL
TO 2, Dipartimento materno infantile, rivolto a mamme, bambini, future mamme,
papà: svezzamento ed alimentazione del bambino. Info 011/2621659. Diogene
LIBRERIA LA TORRE DI ABELE, VIA PIETRO MICCA 22, ORE 18-19,30 Tavola rotonda
"Diogene e l'architettura urbana". Info www.italianostra.to.it.
Apertura gratuita CENTRO DELLA NORMA, VIA ASSISI 6, ORE 18-19 Centro aperto
gratuitamente per il "Progetto di sostegno, aiuto e di salvaguardia del
benessere di ciascuno". Ingresso gratuito. Sicurezza urbana CIRCOLO DEI
LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE 18 Il Centro Pannunzio organizza un incontro sul
tema "Sicurezza urbana. Le nuove frontiere della lotta alla
(micro)criminalità", intervengono Ilda Curti, Giuseppe Borgogno, Vincenzo
Basso, Antonio De Vita, Aldo Faraoni e Mauro Famigli, modera Orlando Perera.
Info 011/8123023 o www.centropannunzio.it. Pilates walk PARCO DELLA COLLETTA,
ORE 18,45 Pilates walk è un programma di Slim Pilates, ma in movimento, prevede
esercizi del Pilates classico prevalentemente in piedi o seduti, con camminata
ritmica ed energy walking. Incontro dimostrativo. Info 346/2412183. MARTEDI' 9
Agroalimentare SALA CERMET, VIA LIVORNO 60, ORE 9-13 E 14-17,15 Modulo "La
certificazione di prodotto per la valorizzazione e differenziazione dei
prodotti agro-alimentari", come ottenere, gestire e utilizzare la
certificazione volontaria, anche per ampliare il portafoglio clienti. A
pagamento, info 011/6700669. Sapere BIBLIOTECA CIVICA CESARE PAVESE, VIA
CANDIOLO 79, ORE 15 "Se non sai non sei", progetto a sostegno della
formazione permanente degli adulti, con laboratori di informatica per la terza
età a cura di Spi-Cgil, Auser. Info 011/6062203. Il notaio BIBLIOTECA CIVICA PRIMO
LEVI, VIA LEONCAVALLO 17, ORE 16,45-19,45 Servizio di consulenza gratuita al
cittadino a cura del Consiglio Notarile di Torino, dei distretti riuniti di
Torino e Pinerolo, in collaborazione con Assessorato al Bilancio e Assessorato
alla Cultura della Città di Torino. Info 011/4431262. Il geometra BIBLIOTECA
CIVICA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79, ORE 16,45-19,45 "Il geometra
risponde" servizio di consulenza gratuita al cittadino. Info e
prenotazione www.torinofacile.it/servizi o 011/4437080. Aracoeli BIBLIOTECA
CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 17 Le "creature" e le
loro voci nella narrazione di Elsa Morante: il rapporto creaturale per
eccellenza, quello con la madre, rivive attraverso la memoria e l'esperienza
del figlio/a, io narrante in tutti e tre i romanzi, a cura di Francesca Pilato,
letture di Rosaria Buonaiuto: "Aracoeli". Info 011/4438604. India
contemporanea EDUCATORIO DELLA PROVVIDENZA, CORSO GENERALE GOVONE 13/A, ORE 17
Presentazione di un progetto di ricerca del Cesmeo di ricerca e formazione
sull'India contemporanea, per universitari e imprenditori. Interviene
l'Ambasciatore dell'India a Roma Shahid Arif Khan, con lui saranno presenti, il
Coordinatore delle attività scientifiche e culturali del Cesmeo Irma Piovano,
il Vicepresidente Giuseppe Pichetto, il Consigliere Delegato per il Progetto di
Ricerca e Formazione sull'India Contemporanea Nicoletta Casiraghi. Alle 18
prende il via il seminario "I diritti fondamentali in India",
condotto da Mahendra Pal Singh, introdotto da Domenico Francavilla. Info
www.cesmeo.it. La tua voce CENTRO CONGRESSI UNIONE INDUSTRIALE, VIA VELA 17,
ORE 17 Ciro Imparato presenta il suo libro "La tua voce può cambiarti la
vita", introduce il presidente Gianfranco Carbonato. Visite guidate PALAZZO
MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 17, 18,30 E 21 Percorso teatrale: "1909-2009
la collezione di Leone Fontana donata alla città di Torino", percorso a
cura di CAST. Info 011/4429911. Immagine interiore BIBLIOTECA CIVICA VILLA
AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 17,30 Viaggio nella nostra personalità più
profonda: "Dal mito di Morfeo alla morfina: i disturbi del sonno", a
cura di Stefania Marello. Info 011/4438604. Raccontare BIBLIOTECA CIVICA LUIGI
CARLUCCIO, VIA MONTE ORTIGARA 95, ORE 17,30 Gruppo di lettura e scrittura per
esplorare insieme il mondo del racconto. Info 011/4428790. MirafuoriTv
BIBLIOTECA CIVICA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79, ORE 17,30-19,30 Mirafuori Tv
si apre al quartiere invitando tutti gli interessati a costituire un gruppo
redazionale e una troupe, con lo scopo di raccontare con piccole news il loro
punto di vista sul territorio. Incontri di redazione. Info 011/4437080.
Nucleare BIBLIOTECA CIVICA ITALO CALVINO, LUNGO DORA AGRIGENTO 94, ORE 18
"Ritorno al nucleare", nell'ambito della mostra allestita nell'atrio
della Biblioteca civica Centrale, un appuntamento per discutere sul futuro
energetico in collaborazione con Greenpeace. Info 011/4420740. Parlando d'Opera
SALA POLIVALENTE MARIO OPERTI, PIAZZA LIVIO BIANCO, ORE 18 Per le conferenze
sulla stagione d'opera del Teatro Regio "Aci, Galatea e Polifemo" di
Georg Friedrich Haendel, interviene Alessandro Mormile. Info 011/501960 o
011/4435237. Musica barocca CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE 18
Conferenza "Musica barocca e feste a Versailles", con Philippe
Beaussant, musicologo e scrittore francese. Ingresso libero fino a esaurimento
posti. L'indice puntato FNAC, VIA ROMA 56, ORE 18 Un giornalista, un giurista,
uno storico dialogano con Bianca Guidetti Serra e Santina Mobiglia, autrici di
"Bianca la rossa". Ingresso libero. Info 011/5516711. Festa
Portoghese LA CRICCA, VIA CARLO IGNAZIO GIULIO 25/BIS, ORE 19 Si festeggia
l'estate alla maniera portoghese, tra poesia popolare ed i colori
caratteristici di queste feste dedicate ai santi cari ai portoghesi. Info
http://associazionetucatula.wordpress.com. Il femminile MOOD LIBRI E CAFFE' 2,
VIA PO 35/B, ORE 20 Laboratorio interattivo del ciclo "Libera la
sensibilità del tuo femminile. ti dona la forza per essere te stessa":
"Come accettare ciò che non posso cambiare? Dal controllo alla resa; dal
capire al sentire; dalla mente al cuore", conduce Eija Tarkiainen. Info
011/5130820 o info@oasinaturale.org. Referendum SALA VSSP, VIA TOSELLI 1, ORE
20,45 Incontro "Referendum legge elettorale: le ragioni del si e del
no", partecipa Guido Ortona, introduce Gianpaolo Zara. Psicoespressione
SEDE UNITRE, CORSO FRANCIA 27, ORE 21 L'Associazione Esprimersi organizza
l'incontro "Ricerca di ogni partecipante della propria
psicoespressione", interviene Giuseppe A. Campra, coordina Patrizia Donà.
Ingresso libero. Info 011/4343700. Psicoanalisi LEGOLIBRI, VIA MARIA VITTORIA
31, ORE 21 Per il ciclo di conferenze dirette da Luciano Faioni
"Psicoanalisi clinica", appuntamento sul tema "La sessualità
femminile e il potere", interviene Beatrice Dall'Ara. Info 011/888975 o
www.legolibri.it. Glow Up! PAV, VIA GIORDANO BRUNO 31, ORE 22-24 Il percorso
Glow Up!, basato sul progetto ambientale in progress Immigration di Francesco
Mariotti, con la cura scientifica del biologo Giuseppe Camerini, completa la
fase di monitoraggio delle lucciole avvistate in spazi urbani dagli studenti e
dai cittadini di Torino e prosegue con l'organizzazione di gruppi di ricerca
dei coleotteri attraverso un sopralluogo notturno collettivo. Info e
prenotazioni 011/3182235 o lab@parcoartevivente.it. MERCOLEDI' 10 Vendita
internazionale CEIPIEMONTE, CROSO REGIO PARCO 27, ORE 9-13 Incontro "La
vendita internazionale", analisi del rapporto tra le esigenze
tecnico-commerciali e la tutela legale; consigli pratici per redigere e
stipulare di clausole personalizzate. Info 011/6700669. Non solo libri PUNTO
PRESTITO GABRIELE D'ANNUNZIO, VIA SACCARELLI 18, ORE 9,30 Incontri di lettura e
attività creative per adulti. Info 011/4439350. Inaugurazione GIARDINO MARIE
CURIE, VIA SERVAIS 158, ORE 10,30 Inaugurazione del nuovo Giardino dedicato a
Madame Curie, col coro Scuola Kennedy e lettura interpretata di un adattamento
e riduzione de "Il fuoco del Radio", dialoghi con Madame Curie, delle
classi VA e VB della S.E. Dewey e V D e V E della S.E. Kennedy. Il geometra
BIBLIOTECA CIVICA LUIGI CARLUCCIO, VIA MONTE ORTIGARA 95, ORE 16,45-19,45
"Il geometra risponde" servizio di consulenza gratuita al cittadino.
Info e prenotazione www.torinofacile.it/servizi o 011/4428790. Doppiaggio
BIBLIOTECA CIVICA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79, ORE 17 "Dubbing about -
pillole di doppiaggio", a cura di Denise Lo Turco: scopriamo come vengono
tradotti i dialoghi dall'inglese all'italiano: "Match point" di Woody
Allen. Info 011/4437080. BTC NH HOTEL SANTO STEFANO, VIA PORTA PALATINA 19, ORE
17 Roadshow "BTC accende i riflettori", occasione per fare il punto
sulle tendenze nella meeting and events industry e per scoprire le importanti
novità che Btc sta preparando. Info www.btc.it. Fiori e aromi BORGO MEDIEVALE,
PARCO DEL VALENTINO, ORE 17,30 Workshop "Fiori e aromi al giardino
medievale", lezione a cura di Edoardo Santoro "Pareti verdi, non solo
rampicanti". Info 011/4431714. Recitazione GRUPPO TEATRALE SCENATTIVA, VIA
PORRI 13, ORE 18 "Personaggi Shakespeariani al Femminile", stage in 4
incontri su alcuni dei principali e più affascinanti ruoli femminili di
Shakespeare, da Ofelia, a Lady Macbeth, da Cleopatra a Giulietta. Prenotazione
necessaria. Info 340/5263010. Sindone FNAC, VIA ROMA 56, ORE 18 Incontro "Sindone.
Destinazione Torino - Viaggio al centro del Mistero" di R.Rossotti, F.
Cordero di Pamparato. Cinque autori partono da diversi punti di vista per
raccontare la storia affascinante di un grande enigma. Ingresso libero. Info
011/6680580 o www.somewhere.it. Giorgio Caproni CENTRO PANNUNZIO, VIA MARIA
VITTORIA 35/H, ORE 18 Andrea Maia terrà una lettura poetica sul tema "Una
disperazione calma. L'opera poetica di Giorgio Caproni", introdurrà Dante
Giordanengo. Info 0118123023. In inglese BIBLIOTECA CIVICA A. PASSERIN
D'ENTRÈVES, VIA G. RENI 102, ORE 18,15 Incontri in lingua inglese, condotti da
Antonella Del Torchio. Info 011/4435290. Balon Mundial CAFFÉ BASAGLIA, VIA
MANTOVA 34, ORE 19 Presentazione della terza edizione del Balon Mundial
(www.balonmundial.it), il mondiale di calcio per migranti di Torino, che vede
al via 28 squadre in rappresentanza di altrettante comunità, con la
partecipazione di oltre 550 giocatori. Psicoaperitivo HAMMAM, VIA FIOCCHETTO
15, ORE 19,45 Psicoaperitivo "Imparare a dire no: come difendersi dalle
manipolazioni psicologiche", a cura di Ivan Bono e Francesca Pantò.
Ingresso a 10 euro. Info e prenotazione necessaria 328/0287813 o 347/0827861.
Meditazione Camminata PARCO FLUVIALE DEL PO, ORE 20,30 La Meditazione
Camminata, propria della tradizione tibetana è un sistema di rilassamento
psico-fisico che utilizza la deambulazione come pratica di concentrazione e
detossinamento. Verranno proposti semplici esercizi, anche per principianti
assoluti. Consigliato prenotare entro il giorno precedente. Info 349/8152051.
Sapori d'Egitto MUSEO DELLE ANTICHITA' EGIZIE, VIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE 6,
ORE 20,30 E 21,30 È un percorso serale in museo a porte chiuse che verte
sull'alimentazione nell'Antico Egitto. In compagnia di un'egittologa, si incontrano
tutti i reperti inerenti al tema. Al termine del percorso, nello Statuario, il
Mastro Birraio del Birrificio Torino offre una degustazione di birra egizia,
ispirata a quella dei faraoni e accompagnata da assaggi a tema. Prenotazioni
allo 011/4406903 o a info@museitorino.it. Grazia divina SOLELUNA ISTITUTO, VIA
ANDORNO 5, ORE 21 Incontro Settimanale "La Grazia Divina", conducono
Pragita Fusco e Chameli Innocenti; si riceverà una speciale energia in grado di
velocizzare il processo di risveglio dalla illusoria percezione di separazione.
Info 011/887950 o www.solelunaistituto.it. Il piacere di ascoltare ACI GALLERY,
CORSO NOVARA 20/F, ORE 21 Il piacere di ascoltare scrittori, poeti e artisti;
Anna Sciarrillo e Ermanno Eandi vi invitano a leggere e presentare i vostri
testi. Info e adesioni 011/2483717. Incontri CENTRO DELLA NORMA, VIA ASSISI 6,
ORE 21 Artisti del laboratorio, con Roberto Bertin, in "A cura
dell'artista". Ingresso gratuito. Leggere le montagne CIRCOLO DEI LETTORI,
VIA BOGINO 9, ORE 21 "Una lunga avventura, il K2", di e con Roberto
Mantovani, voce recitante Cesare Rasini, Coro Edelweiss del Cai Torino, Marta
Pidello all'arpa. Psicoterapia psicoanalitica LEGOLIBRI, VIA MARIA VITTORIA 31,
ORE 21 Presentazione della Scuola dell'Istituto di Psicoterapia Psicoanalitica
- IPP. Info 011/888975 o www.legolibri.it. Illusione d'amore CAFFE' ROMA, VIA
MAGENTA 49, ORE 21-23,30 Inizia corso di IdS - Ingegneria della Seduzione
tenuto dal dott. Massimo Taramasco che avrà come obiettivo quello di apprendere
tecniche innovative ed estremamente efficaci che vi permetteranno di superare
molte difficoltà della vita, come relazionarsi con l'altro sesso. Costo 20
euro. Info e adesioni centrostudicomunicazione@yahoo.it o 333/1511703. Angolo
dell'avventura SERMIG, VIA BORGO DORA 61, ORE 21,30 Proiezione di
"Sikkim-Bhutan", immagini di Patrizia Cesa. Info
www.angolodellavventuraroma.com/regioni/piemonte/piemonte.htm. GIOVEDI' 11
Diritti e doveri VSSP, VIA TOSELLI 1, ORE 15 Incontro su "Cittadini attivi
per la tutela sociale dei diritti e dei doveri", interviene il
coordinatore Cittadinanza Attiva Lino Scarcella. Ingresso gratuito. Info
339/4566095. Regio dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE
15,30 "Il Regio dietro le quinte - itinerari segreti di un grande teatro
d'Opera", visita guidata al teatro. Ingresso 5 euro. Info 011/8815557. Il
geometra BIBLIOTECA CIVICA DIETRICH BONHOEFFER, CORSO CORSICA 55, ORE
16,45-19,45 "Il geometra risponde" servizio di consulenza gratuita al
cittadino. Info e prenotazione www.torinofacile.it/servizi o 011/4435990.
Incontri del giovedì FONDAZIONE ACCORSI, VIA PO 55, ORE 17 Giorgio Dondi
interviene su "Alabarde e partigiane a Corte". Info 011/8376688 int.
3. Arte in movimento EX SCUDERIE LA TESORIERA, CORSO FRANCIA 192, ORE 17 Si
apre la seconda mostra collettiva della rassegna
"Piemonte.Arte in Movimento". Vernissage alle ore 21. Le opere
saranno visibili fino al 18 giugno, con orario 17-19,30 e 20,30-22,30. Info
348/5469658. Arte contemporanea BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO
ORBASSANO 200, ORE 17,30 Leggere l'arte contemporanea, in collaborazione con il
Castello di Rivoli Museo d'arte contemporanea incontri condotti da Alessia
Giorda: Arte povera. Info 011/4438604. Hortus Botanicus DIPARTIMENTO BIOLOGIA
VEGETALE, VIALE MATTIOLI 25, ORE 17,30 La Professoressa Rosanna Caramiello,
responsabile scientifico dell'Orto Botanico di Torino, presenterà il DVD
"Hortus Botanicus Taurinensis", recentemente realizzato dall'Orto
Botanico e dal Dipartimento di Biologia Vegetale in collaborazione con
HoldenArt. Interverrà alla presentazione l'Assessore alla Cultura del Comune di
Torino Fiorenzo Alfieri. Ora d'arte PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 18
Appuntamento settimanale per scoprire un'opera di Palazzo Madama raccontata da
chi è a quotidiano contatto con le collezioni: "Una scala verso il cielo:
progettare e realizzare la Torre Panoramica", con Diego Giachello,
architetto. Costo 3 euro. Info e prenotazioni 011/4429911. L'Opera CENTRO
PANNUNZIO, VIA MARIA VITTORIA 35/H, ORE 18 Paolo Gallarati terrà una conferenza
su "Come si ascolta l'Opera. Caratteri musicali e teatrali del
melodramma", introdurrà Anna Ricotti. Info 011/8123023. Inflazione FNAC,
VIA ROMA 56, ORE 18 Andrea De Marchi presenta il suo ultimo libro
"Inflazione malattia primaria", con intervento musicale de Le
Malecorde che presentano il loro nuovo album "Da ora". Interviene
Francesco Antonioli de il Sole 24 Ore. Ingresso libero. Info 011/5516711.
Streghe a Torino CHIESA SAN DOMENICO, VIA SAN DOMENICO, ORE 18,45 Un itinerario
tra Inquisizione, roghi, tribunali e forche. Costo 10 euro. Info e prenotazioni
011/853670 o www.barburin.com. Piramidi e papere MUSEO DELLE ANTICHITA' EGIZIE,
VIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE 6, ORE 20 E 22 È un percorso teatralizzato serale
in museo che vede un egittologo accompagnato dalla sua pittoresca assistente
guidare i visitatori in un tour fuori dal comune. Tra racconti di leggende e
rivelazioni di falsi miti, che preoccuperanno un turista un po' troppo curioso,
si possono scoprire le piramidi e le papere. Costo 15 euro. Prenotazioni allo
011/4406903 o a info@museitorino.it. Meditazione Camminata PARCO FLUVIALE DEL
PO, ORE 20,30 La Meditazione Camminata, propria della tradizione tibetana è un
sistema di rilassamento psico-fisico che utilizza la deambulazione come pratica
di concentrazione e detossinamento. Verranno proposti semplici esercizi, anche
per principianti assoluti. Consigliato prenotare entro il giorno precedente.
Info 349/8152051. Evoluti per caso MUSEO REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA
GIOLITTI 36, ORE 21 Nell'ambito della mostra "La scimmia nuda" si
terrà una conferenza - spettacolo condotta da Patrizio Roversi, in cui
intervengono Gabriele Gentile e Valerio Sbordoni: "Evoluti per caso. Sulle
tracce di Darwin". Ingresso libero. Info www.mrsntorino.it. Anoressia
LEGOLIBRI, VIA MARIA VITTORIA 31, ORE 21 Presentazione del libro "Il muro
dell'anoressia" di Domenico Cosenza, con l'autore intervengono Cesare
Albasi, Maria Zuccolin, Laura Ciccolini. Info 011/888975 o www.legolibri.it.
Capire la pittura CENTRO CONGRESSI, VIA FANTI 17, ORE 21,15 Incontro conclusivo
del ciclo di primavera con l'esperta Carla Falcone, che ci accompagnerà
"Tra Realismo caravaggesco e Seicento lombardo: Tanzio alla Pinacoteca di
Varallo". Come sempre in omaggio ai partecipanti il volume illustrato
sulle opera trattate nella conferenza. Reiki CENTRO STUDI OLISTICI BRAHMA
VIDYA, VIA VANDALINO 82/28, ORE 21,30 Sereata Reiki, il sistema di guarigione
di Mikao Usui. Serata a perta a tutti. Info 011/4119849, 334/3145040 o
brahmavidya06@yahoo.it. MOSTRE Montagne della frutta MUSEO NAZIONALE DELLA
MONTAGNA, PIAZZALE MONTE DEI CAPPUCCINI 7 La mostra "Le montagne della
frutta. Etichette 1900-1960" presenta una selezione di centosessanta
etichette di cassette per la frutta a tema montano, selezionate tra le duecentocinquanta
conservate tra le molte collezioni del Centro Documentazione del Museo
Nazionale della Montagna di Torino: un'angolazione inedita da cui osservare il
mondo dell'alta quota. La mostra è visitabile fino all'8 novembre, con orario
dalle 9 alle 19, dal martedì alla domenica. Info 011/6604104 o
www.museomontagna.org. Evoluzione dell'auto MUSEO NAZIONALE DELL'AUTOMOBILE,
CORSO MASSIMO D'AZEGLIO 15 La mostra "L'evoluzione dell'automobile",
un nuovo appuntamento dedicato alla storia dell'automobile, sarà visitabile
fino al 13 settembre, con orario, dal martedì alla domenica 10-18. Le domeniche
7 e 14 giugno i visitatori potranno effettuare alle ore 16 la visita guidata
alla mostra al costo di euro 3,50 a persona + il costo del biglietto
d'ingresso. Info 011/6599872. Tutte le mostre MUSEO REGIONALE DI SCIENZE
NATURALI, VIA GIOLITTI 36 La mostra "La scimmia nuda. Storia naturale
dell'umanità" è aperta fino al 10 gennaio; "Cosa sono le
nuvole?", fotografie di Mario Lanzardo, è stata prorogata fino al 29
giugno. Inoltre si possono visitare le mostre permanenti "Museo storico di
zoologia", "Arca" e "Mineralia 2". Orario 10-19 tutti
i giorni, chiuso il martedì. Info 011/4326354 o www.mrsntorino.it. Prova a
volare OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI, CORSO CASTELFIDARDO 18 La mostra
"Prova a volare. La simulazione di volo dai primi aeroplani
all'esplorazione spaziale" è visitabile fino al 14 giugno, con orario
10-19, ingresso a 5 euro, ridotto a 3 euro. Info 011/710049. Donna e Università
BIBLIOTECA FACOLTA' DI LETTERE E FILOSOFIA, VIA PO 17 La mostra evento "La
donna e l'Università. Un viaggio alla scoperta del mondo femminile: inserimento
nel contesto sociale, donne riformatrici, donne all'università, il rapporto tra
gli studenti", è visitabile fino al 19 giugno, con orario 9-17. Info
www.amiciunito.it o 011/6604284. I Piffetti MUSEO ACCORSI, VIA PO 55 Prorogata
fino al 14 giugno la mostra "I Piffetti della camera delle
meraviglie", due mobili inediti del "primo ebanista del Re"
provenienti dalla donazione Laura Volpi Ottolini. Orario da martedì a domenica,
ore 10-13 e 14-18,30; chiuso lunedì e il 2 giugno. Info 011/837688 int. 3.
Feste barocche PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO La mostra "Feste barocche.
Cerimonie e spettacoli alla corte dei Savoia tra Cinque e Settecento",
sarà visitabile fino al 5 luglio, con orario: martedì-sabato 10-18, domenica
10-20, chiuso lunedì. Info 011/4433501 o www.palazzomadamatorino.it e
www.fondazionetorinomusei.it. Costituzione MUSEO DIFFUSO DELLA RESISTENZA,
CORSO VALDOCCO 4/A La mostra "I giovani e la Costituzione. Disegni,
laboratori, performance e videoinstallazioni" sarà visitabile fino al 21
giugno, con orario martedì - domenica, ore 10-18; giovedì 14-22; lunedì chiuso.
Info www.museodiffusotorino.it. Vulcano di Fogo MUSEO DI VALSALICE, VIALE THOVEZ
37 La mostra tematica sul vulcano di Fogo, Capo Verde, "Conoscere per
convivere con il vulcano", è stata prorogata fino al 28 giugno, con orario
da lunedì a venerdì e sabato mattina, su prenotazione, 9-12,30 e 14,30-18,30;
nei pomeriggi di sabato, domenica e festivi non occorre prenotare. Info
011/6300611. Akhenaton PALAZZO BRICHERASIO, VIA LAGRANGE 20 Fino al 14 giugno
sarà visitabile la mostra "Akhenaton. Faraone del sole". Info
011/5711888 o www.palazzobricherasio.it.
( da "Riformista, Il"
del 06-06-2009)
Argomenti: Class Action
sfide molotov, atti
vandalici, insulti reciproci. i grandi partiti sonnecchiano ma la tensione sale
«Opposti squadrismi» La campagna di Bologna finisce in mano ai violenti
escalation. Scritte sul sacrario dei caduti della Resistenza, attentato
incendiario alla sede di Casapound. A destra e sinistra vince l'estremismo. di
Antonella Cardone L'ultimo, due notti fa: frasi inneggianti al duce e alla P2
sono state trovate sul sacrario dei caduti della Resistenza e della strage alla
stazione, in piazza Maggiore. Il più pericoloso, la notte prima: un attentato
incendiario contro la sede di un'organizzazione di estrema destra, Casapound,
dove dormivano due militanti tra cui una donna incinta rimasta lievemente
intossicata dal fumo. E' da settimane che a Bologna si susseguono episodi di
questo tipo, mentre in contemporanea la campagna elettorale per le
amministrative procede tra fuori programma solo goliardici come quello della
pornostar che al comizio di Dario Franceschini, giovedì sera, si è denudata per
sbeffeggiare il Pd, e spy story caserecce come quella del "corvo" che
vede indagati per violazione della privacy del candidato Pdl Alfredo Cazzola
due esponenti dell'entourage del casiniano Giorgio Guazzaloca. Sottotraccia,
però, la tensione è salita. E pensare che, alla presentazione delle liste, la
presenza di due candidati sindaco di estrema destra (don Giulio Tam per Forza
Nuova, Massimiliano Mazzanti, responsabile culturale di Casapound Bologna, per
La Fiamma Tricolore) nella roccaforte rossa non era stata considerata notizia
degna di nota se non nel mondo dei collettivi di estrema sinistra, i quali alla
partita delle comunali hanno schierato come candidato sindaco il rugbista ex
settantasettino Valerio Monteventi. Silenti anche i gruppi anarcoidi che pure
regolarmente - elezioni o no - emergono dal sottobosco con azioni come
l'imbrattamento delle macellerie o la messa all'indice mediatico, sui loro
siti, degli esponenti delle forze dell'ordine di cui rivelano volti, nomi,
indirizzi privati. La cronistoria dell'escalation comincia a novembre, quando
un commando naziskin, in piazza, picchia a sangue un giovane universitario che,
in uno scontro verbale, aveva difeso i partigiani e la Resistenza. E' l'epoca
delle proteste dell'Onda, e i bolognesi si ritrovano a leggere sui giornali dei banchetti di Azione Universitaria messi sottosopra al suono di «Fascisti appesi per
i piedi» e «Attenti che vi arrivano le molotov» o delle lettere di insulti
firmate dai collettivi che arrivavano negli uffici di un consigliere comunale
ex An. L'obiettivo, in primavera, diventano le sedi elettorali dei partiti: alla
Lega viene riservata una bottiglia incendiaria, a Guazzaloca la scritta
a spray rosso «Merda», alla Lega, di nuovo, letame e vernice rossa. La Fiamma
Tricolore denuncia che anche un luogo di ritrovo dei suoi simpatizzanti è stato
nottetempo preso di mira a sassate. La responsabilità morale dell'accaduto
viene subito ricondotta - è l'accusa di Mazzanti - all'area di Monteventi.
Infine, pochi giorni prima del tentato rogo in stile Primavalle (su cui la
magistratura per ora minimizza, avendo aperto un fascicolo con ipotesi di reato
di danni, incendio e trasporto di materiale infiammabile) la denuncia di un
nuovo episodio: un'aggressione a suon di spintoni e urla contro un'auto su cui
viaggiavano esponenti di Casapound. Sul fronte della sinistra, l'attacco si è
rivolto verso i simboli: in periferia vengono imbrattate e danneggiate due
lapidi in ricordo dei partigiani e tre bacheche del quotidiano l'Unità.
L'episodio più grave viene in assoluto considerato l'imbrattamento avvenuto in
piena piazza Maggiore, nel sacrario più caro ai bolognesi, dopo il comizio di
Franceschini. La Procura, senza aspettare l'informativa delle forze
dell'ordine, ieri ha subito aperto un'inchiesta per vilipendio delle forze
armate della Repubblica (i reparti organizzati dei partigiani, secondo la
legge, vanno considerati esattamente come le forze armate). «Le intimidazioni
alle persone, gli atti vandalici contro le sedi di partito e i simboli della
storia della democrazia, sono tutti episodi da condannare e da non
sottovalutare», avverte il sindaco Sergio Cofferati. «Opposti squadrismi -
valuta l'ex magistrato ora assessore alla Sicurezza, Libero Mancuso - tentano
di creare tensioni nella nostra città. E' necessario che Bologna sappia ancora
una volta isolare questi delinquenti». 06/06/2009
( da "Unita, L'" del
07-06-2009)
Argomenti: Class Action
Orario di lavoro
maternità, asilo... Regole finanziarie e bancarie, norme sull'immigrazione Ecco
cosa deciderà l'Europarlamento che votiamo oggi M. MON. Orario di lavoro
settimanale, congedo di maternità, regole della finanza e politiche
sull'immigrazione. I dossier che attendono i nuovi eurodeputati a Strasburgo
per la prossima legislatura non sono una passerella per veline. Possono
cambiare la via dei cittadini. Anche se per molti l'Unione europea resta un
concetto astratto le conseguenze delle elezioni rischiano di essere
pesantemente concrete. Sicuramente per i lavoratori che, in base ad una
direttiva europea, possono lavorare al massimo per 48 ore a settimana, mentre
in altri Paesi come la Gran Bretagna sono consentite delle eccezioni per
estendere l'orario a 60-65 ore. Ma le abitudini inglesi rischiano di fare
scuola e negli ultimi anni l'Europarlamento è stato impegnato un faticoso
negoziato per porre fine a queste eccezioni: 48 ore per tutti. Toccherà alla
prossima legislatura rincominciare da capo. Come per il congedo di maternità.
In Germania sono 14 settimane, in Gran Bretagna 52; la commissione Donne
dell'Europarlamento ha chiesto un minimo di 20 settimane, e il congedo di
paternità obbligatorio. Troppo per gli eurodeputati del Ppe, e hanno affondato
il negoziato. Sulla finanza poi il dossier è tra i più corposi, vista la crisi.
Entro l'anno prossimo deve essere varata la riforma della supervisione
finanziaria ispirata dall'ex direttore dell'Fmi Jacques de Larosière. Si
metterà mano alle regole dei prestiti bancari e su quelle dei prodotti
derivati, ad ottobre inizierà la revisione della direttiva sull'class="hilite">abuso di informazioni
privilegiate e sulle manipolazioni del mercato, alle remunerazioni dei manager
e alla class="term">class
class="term">action. Se poi venisse
ratificato il Trattato di Lisbona il Parlamento europeo aumenterà di molto i
suoi poteri. Sarà così per la politica agricola comune, che smista il grosso
del bilancio comunitario, ma anche per i Fondi regionali e di coesione. Infine
si inizierà a legiferare su giustizia e sicurezza, in materie delicatissime
come l'immigrazione, l'asilo, la cooperazione giudiziaria e di polizia. La
posta in gioco
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 07-06-2009)
Argomenti: Class Action
SAN BENEDETTO pag.
10 di PASQUALE BERGAMASCHI L'AVVOCATO Carlo Antonetti che, con il collega G...
di PASQUALE BERGAMASCHI L'AVVOCATO Carlo Antonetti che, con il collega
Gianfranco Iadecola, è il legale dei fratelli Franco, Giovanni e Marcello
Tormenti, ha assicurato: «La Sambenedettese Calcio non è assolutamente
coinvolta nella vicenda». Come dire: alla sede della società rossoblù, come è
stato fatto alla Navigo.it', non sono stati apposti i sigilli. Non sono state
neppure sequestrate le quote sociali di proprietà dei Tormenti. Fino ad oggi, poiché
è il parere collettivo (qualche sussurro è uscito pure
dall'incontro con il sindaco Gaspari e il team manager della Samb Calcio,
Pierluigi Tassotti), che la prossima mossa del Nucleo di Polizia Tributaria
della Guardia di Finanza di Pescara, sull'ordinanza della Procura della
Repubblica del Tribunale di Teramo, sarà proprio il sequestro cautelativo delle
azioni della Samb Calcio. Il motivo è semplice e lo ha sottolineato,
chiaramente, il dottor Franco Zazzetta, curatore fallimentare della Samb
Calcio, ai tempi dell'asta pubblica, vinta al secondo appello dai fratelli
Tormenti e custode giudiziario delle quote societarie del Centobuchi Calcio.
Perché il sequestro delle azioni della società rossoblù? «E' un iter
giustificato, poiché seguirà il controllo incrociato degli atti amministrativi
programmati dai fratelli Tormenti, dall'amministratore unico Giovanni a Franco
e Marcello. Inoltre l'analisi fiscale ha come obiettivo la tutela dell'Erario
dello Stato, danneggiato dall'ingente evasione fiscale che, a quanto ho letto,
sarebbe di 77 milioni di euro». Se dovesse essere confermato il sequestro
cautelativo o conservativo delle azioni della Samb Calcio, quale sarebbe la
successiva procedura? «Il giudice del Tribunale di Teramo, dopo il sequestro
cautelativo, nomina il custode giudiziario con il compito di conservare le
azioni fino alle decisioni della Magistratura, a conclusione degli interrogatori
dei Tormenti». Potrebbe agevolare la definizione della cessione acquisto della
Samb Calcio, avallando la firma dell'accordo tra i Tormenti e l'imprenditore
Sergio Spina? «Potrebbe, permettendo la firma della procura al neo vertice
della Samb Calcio per la gestione della società sportiva, ma l'ostacolo è che
l'amministratore unico è in carcere e che la sua firma non è delegabile». Cioè
è impossibile la vendita della Samb Calcio? «No, il giudice dovrà consentire la
firma della procura nella sede carceraria, con avvocati e notaio».
( da "Corriere delle Alpi"
del 07-06-2009)
Argomenti: Class Action
Torneo dei Bar, eliminazioni
eccellenti Mai dire Bar, Torrefazione e Birreria imbattute nel girone OGGI SI
ASSEGNA L'AMBITO TROFEO FELTRE. Torrefazione - Quadrifoglio, Mai dire Bar -
Corrà, Sosta - Tarà Tarà, Birreria Pedavena - Piccolo Diavolo. Sono questi gli
accoppiamenti dei quarti di finale del Torneo dei Bar di rugby a sette
organizzato dal Rugby Feltre al Foro Boario. Le prime due giornate di gara,
funestate per larghi tratti da una pioggia copiosa, hanno proposto numerose
sorprese. Fuori dalla poule vittoria tre delle prime otto della passata
edizione: Buca, Sant'Antonio e Locanda (quest'ultima con tre sconfitte e un
passivo di 2 mete segnate e 19 subite). Ad approfittarne, con pieno merito,
Piccolo Diavolo, Quadrifoglio e Tarà Tarà (squadra che schiera praticamente l'Under
17 granata). Quattro formazioni hanno chiuso imbattute i gironi eliminatori,
tre delle quali cogliendo solo successi (Mai dire Bar, Torrefazione, Birreria
Pedavena). Il sorteggio della fase finale ha posto agli antipodi le due
finaliste della scorsa edizione (Sosta e Mai dire Bar), mentre le due
principali candidate al successo finale (Sosta e Birreria Pedavena) potrebbero
trovarsi di fronte, vincendo il rispettivo quarto, già in semifinale. Tra i
giocatori, in evidenza Faggiotto, Pellizzari, Carayol, Dal Zotto, Marangon. Tra
i non giocatori, applausi in particolare per Nicola Lusa e Maurizio De
Giacometti. Nel complesso si è assistito a un buon livello di rugby, con poche
giocate singole d'applauso ma tante buone azioni
collettive. La maggior parte delle partite si sono chiuse con uno scarto
ridotto, poche le goleade. Il primo match della poule vittoria per raccogliere
l'eredità della Sosta scatterà alle 13. Già da mezzogiorno comunque il Foro
Boario sarà teatro delle sfide per evitare l'ultimo posto, e il trofeo
conseguente: il cesso. Questi gli accoppiamenti dei quarti della parte
bassa del tabellone: Barcelleria - Bar Duomo, La Buca - Lucky Corner,
Sant'Antonio - Principe, Mondo - Locanda. Dalle 15.20 alle 17.40, circa, il
torneo osserverà una pausa per consentire al pubblico di raggiungere il San
Marco di Mugnai, dove alle 15.30 il Rugby Feltre affronterà la Neroniana Anzio
nel ritorno dei playoff. In mattinata, infine, spazio al football americano.
(ip)
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-06-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-06-09 - pag: 19 autore: Siamo
un'Italia duale e ci costa caro Cambiamenti veri quando la Ue farà una politica
comune di investimenti pubblici di Giulio Tremonti u Continua da pagina 1 D al
2001 in poi, anche prima di assumere ruoli di governo, ho sostenuto per esempio
che l'allargamento dell'Unione Europea ai paesi dell'Est fosse giusto, ma che
fosse troppo breve il tempo della sua attuazione. Si può legittimamente
sostenere una cosa o l'altra, ma anche sostenere che fare la cosa giusta nel
momento sbagliato può produrre una cosa sbagliata. Quando sostenevo che i tempi
dell'allargamento erano troppo brevi, ero considerato euroscettico. Mi pare che
ora l'abbiano scritto e detto anche autorevolissimi rappresentanti italiani il
cui pensieroazione si esprime nella direzione opposta. La stessa reazione c'è stata
quando sostenevo che alcuni elementi del Patto di Stabilità e di Crescita
fossero discutibili. Allora, il patto era dominante, anche al margine dei
decimali. La mia tesi era considerata un argomento italiano per eludere le
regole europee, poi però e “autorevolmente” è stato detto che il patto era
stupido e per questo andava riscritto. Ed è stato così... Il professor Monti mi
ha contestato tante volte la misurazione chilometrica della Gazzetta ufficiale
europeae la citazione della più stravagante regolamentazione europea. Ma
l'ultima “direttiva” europea sulla quantità di sale consentita nei brÖtchen
tedeschi o nella baguette francese non mi sembra particolarmente intelligente.
Un altro esempio: l'ultimo rapporto di un gruppo di alto livello sul linguaggio
di genere utilizzabile in Europa per cancellare i differenziali di gender dice
che “uomo di Neanderthal” è una forma che si può ammettere, ma “uomo politico”e
“uomo di legge”no. Occupare intelligenze e funzioni in esercizi di questo tipo
non contribuisce certo a migliorare l'immagine dell'Europa, ma io credo –ripeto
–che il bilancio complessivo fatto anche in base alla crisi, sia ora fortemente
positivo. Rispetto a prima, viene fuori un'immagine utile e più umana
dell'Europa, più intelligente, meno rigida.E questa,oggi,è una componente
importante della forza dell'Europa. Ma di quale Europa?Immaginiamo cosa sarebbe
successo, in altri tempi, con una presidenza di semestre come quella della
Repubblica Ceca, con un governo nazionale che cade nel pieno del suo semestre
di presidenza e un presidente della Repubblica che dichiara che il tema di cui
noi stiamo discutendo,l'Unione monetaria, costituisce una forma di
“eurosocialismo”. E tuttavia è stata ed è una buona presidenza. In altri tempi
non sarebbe stato così. Oggi prevale invece l'immagine di un'Europa che è
riuscita a esprimere, di fronte alla crisi, un'immagine positiva piuttosto che
negativa. E la ragione dipende dai cambiamenti intervenuti in parallelo anche a
un altro livello, a livello hard. Qui, il dato più importante è che l'asse del
potere si è spostato dalla Commissione ai governi, dal metodo comunitario al
metodo intergovernativo, con un'accelerazione prodotta dalla crisi. è uno
spostamento che nonè collegato a considerazioni di carattere antropomorfico: la
Commissione “debole”.In realtà, non è la Commissione a essere divenuta più
debole:il punto è che i governi sono diven-tati, per effetto della crisi, più
forti. La sequenza dei vertici tra capi di Stato e di governo è l'espressione
del ritorno dei governi, anzi dello spostamento della forza politica dalla
commissione ai governi. Alcuni dei tanti vertici sono davvero pure sedute di
conoscenza o di autoscienza, altri però sono invece riunioni importanti, che
hanno effetti sostanziali di decisione e di spinta. Sia i primi che i secondi
sono nel complesso molto utili. Lo dimostra la successione dei provvedimenti
presi, sempre su impulso dei governi: a volte sono provvedimenti apparentemente
minori. Per esempio, nell'ultimo vertice europeo di primavera, si è discusso,
per la parte economica, sui criteri contabili. Il governo italiano ha fatto
notare che, dietro la contabilità, c'è l'ideologia e la politica, perché la
contabilità non è una fredda rappresentazione ragionieristica, ma riflette
l'idea che si ha della funzione dell'impresa: se l'impresa deve creare valore
per gli azionisti, o invece per chi sta nell'impresa. A seconda dei criteri
contabili che si applicano, si applica in realtà una certa idea del
capitalismo. Il mutamento che si è avuto sotto l'impulso della crisi
economico-finanziaria non è stato solo quello dal semplice coordinamento a un
coordinamento rafforzato. è stato il passaggio dal
coordinamento alla decisione collettiva: gli ultimi interventi europei, all'interno dell'Europa o
attraverso l'Europa nel G-20, sono stati via via sempre più mirati verso forme
di scelta collettiva. Il
passaggio dei passaggi,dal coordinamento al collettivo, avverrà comunque in
modo completo solo quando l'Europa deciderà di fare una politica comune d'investimenti
pubblici. E qui si apre il discorso di una nuova versione prima, e
dell'applicazione poi, del vecchio e glorioso piano Delors. Credo che una
politica di stimoli sia necessaria, in tempi di declino della domanda.E un vero
stimolo l'Europalo può dare solo se fa una politica industriale d'investimenti
pubblici collettivi:questa politica non è che la versione attuale del piano
Delors. Eppure,continuano a dominare –e si tratta di un limite evidente –
logiche nazionali.Alla richiesta di cominciare a studiare l'emissione di
eurobond, la reazione di parecchi governi europei è stata questa: gli eurobond
ci sono già e si chiamano Bund. è l'espressione di una visione non
particolarmente comunitaria, anche se viene dalla Germania e anche se non
cancella la nostra speranza di progredire verso l'obiettivo di bond europei.
Quanto all'immagine hard del nostro paese, dobbiamo tenere conto, nella realtà
sostanziale, di un primo aspetto: il differenziale italiano relativo al debito
pubblico. L'Italia è ancora un paese che ha un debito pubblico a tre cifre,
mentre gli altri lo hanno a due cifre, pur avendo una velocità di crescita del
debito maggiore della nostra. Questo dato di fatto ha marcato la nostra storia.L'Italia
cresce molto negli anni 60 e negli anni 70, fino a recuperare, negli anni 80,
il suo differenziale di crescita con l'Europa:ma lo fa da ultimo anche con la
spinta del debito pubblico. Quando l'Italia smette di seguire una politica di
spinta economica attraverso il debito pubblico, si apre il differenziale, e gli
altri paesi crescono più rapidamente: forse ci si dovrebbe chiedere se
l'effetto di crescita,negli altri paesi, sia davvero dipeso da riforme
strutturalio non piuttosto dal fatto che questi paesi stavano in realtà
accumulando enormi quantità di debito. Soltanto che in questi casi si trattava
di debiti privati, non pubblici; mentre oggi che i salvataggi pubblici prendono
la forma di un colossale “derivato pubblico”,si spostano i debiti derivati
tossici dal privato al pubblico. Ma alla fine sempre debito è, privato o
pubblico che sia. è per questo che credo sia necessario compiere una
riflessione approfondita sul rapporto tra debito e crescita. L'Italia ha un
grande debito pubblico, ma non ha un grosso indebitamento privato. Considerando
che ormai si tende a consolidare i due debiti, anche perché avvengono passaggi
dal privato al pubblico, il differenziale negativo risulta essere meno forte di
prima. Il secondo aspetto di cui tenere conto è la struttura industriale del
nostro paese: quattro milioni di partite Iva vuol dire quattro milioni di
imprese medio-piccole, di lavoratori autonomi, di persone che comunque lavorano
allo sviluppo economico del paese. è un dato fondamentale, al quale bisogna
aggiungerne un altro. Il nostro paese non ha solo export, ha anche una domanda
interna rilevante. L'Italia è insomma più equilibrata di altri paesi che hanno
una propensione dominante all'export, e probabilmente è anche più ricca. Se
questo non risulta dalle statistiche, e pur tenendo conto dell'evasione
fiscale,è per il peso di un fattore hard spesso trascurato. Molta parte del
sistema industriale italiano è legalmente posseduto attraverso holding estere
basate in Europa. Il che significa che larga parte dell'attività dei gruppi
industriali medi italiani è operata attraverso la struttura estera:per fare gli
investimenti nell'Est o nel Asia orientale, si opera attraverso la struttura
europea, utilizzando una holding europea. Cosa che per la verità non è illegale,
ma perfettamente conforme a un sistema giuridico che, integrandosi, consente di
trasferire la proprietà di un'attività in altri paesi europei, piuttosto che
nel paese di origine. La conseguenza, in ogni caso, è che una quota enorme
della ricchezza italiana non rientra nelle statistiche: non per illegalità,
ripeto, ma per la semplice applicazione di un particolare criterio di
organizzazione della proprietà. E, da Marx in poi, è la proprietà a contare, a
fare la differenza. In sostanza, la mia convinzione è che l'importo dei global
assets posseduti in proprio dall'industria italiana sia enormemente superiore a
quello che risulta dalle statistiche (e pur scontando l'evasione fiscale).
Tutto ciò spiega un elemento ulteriore:l'Italia è un paese duale, e purtroppo
lo è sempre di più. Dire che in base alle statistiche siamo sotto gli standard
di ricerca, di produttività o di altri indicatori è un modo assolutamente
arbitrario di leggere le statistiche. Per essere chiari, il Centro e il Nord
dell'Italia hanno livelli di ricchezza, strutturati da anni, comparabili a
quelli delle grandi aree europee –dalla Baviera all'Île de France
–corrispondenti al grande arco di ricchezza che un tempo veniva definito
“carolingio”. E non è possibile mantenere per tanto tempo questi livelli di
ricchezza senza avere un alto livello di ricerca scientifica, di produttività e
di tutti gli altri indicatori che invece nelle statistiche ci vedono
penalizzati. La verità è diversa da quella che ci raccontano gli esperti. E
consiste nel fatto che siamo un paese unico, sì, ma duale: fondamentale, in
senso negativo, è il divario crescente tra Nord e Sud. Se si considera questo
elemento hard, l'unica conclusione possibile è che la nostra strategia
fondamentale di permanenza in Europa dipende dal rilancio del Sud. Perché la
crescita di quel differenziale, fra Sud e Nord, è il fattore davvero critico
della nostra presenza in Europa. Dobbiamo quindi evitare che questo
differenziale cresca, e agire invece in modo che si riduca. è per questa ragione
che credo fortemente nel federalismo fiscale, espresso in questi termini: no
taxation without representation. Credo anche che questa sia la strategia per
evitare che un pezzo del paese finisca per differenziarsi troppo, e per
tutelare così il senso migliore di una sola parola essenziale: lo stato.
FEDERALISMO FISCALE Una scelta di politica economica che consente di ridurre il
differenziale tra le aree della penisola e di tutelare il senso migliore dello
stato ILLUSTRAZIONE DI UMBERTO GRATI
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 10-06-2009)
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CULTURA & SPETTACOLI
MARCHE pag. 22 Le nuove piazze del sapere La biblioteca pubblica luogo di
libertà e di creatività per ogni cittadino di PAOLO ANGELETTI PESARO «LA
BIBLIOTECA silenziosa, dove i libri sono lì in attesa dei lettori non esiste
più, e forse non è mai esistita». Lo scrive Antonella Agnoli, direttrice fino
al marzo 2008 della biblioteca San Giovanni di Pesaro (che ha progettato e
avviato), collaboratrice degli Idea Store di Londra, consulente di vari
architetti e di molte amministrazioni locali per la progettazione degli spazi e
dei servizi bibliotecari e per la formazione del personale, coordinatrice
dell'associazione Forum del Libro, collaboratrice di Artelibro a Bologna e
tante altre cose ancora. Un'esperienza trentennale e unica che ora ha sintetizzato
in un libro, Le piazze del sapere, appena uscito per i tipi di Laterza (pp.
176, euro 18). Il volume ovviamente dà una prospettiva alla biblioteca futura
(senza perdere di vista il presente) e ne disegna i contorni sottolineandone i
contenuti. «Oggi la biblioteca afferma la Agnoli è un luogo di molteplici
attività sociali e di scambi culturali, dove i cittadini vengono anche solo per
frequentare un corso di Ikebana, assistere ad una conferenza sulle piante da
terrazza, o vedere una mostra sull'effetto serra. Tutto questo senza sminuire
in nulla l'importanza delle collezioni di libri, giornali, risorse
elettroniche, film, cd musicali e quant'altro. Al contrario, l'unica via per
valorizzare le collezioni consiste nell'accettare la loro ricchezza e la loro complessità:
la letteratura è nata orale e i poeti hanno sempre letto i loro versi a
audience popolari e non elitari». Quella che descrive l'autrice nel suo libro
ricco di cifre, riferimenti e, soprattutto esperienza, è una «biblioteca
attiva», in cui i fruitori sono i veri protagonisti. Il vero patrimonio di una
biblioteca, a ben pensarci, non è la varietà dei libri o dei dvd e dei cd, ma
le persone che la frequentano e la rendono un luogo vivo, dove è possibile
scambiare opinioni e conoscenze: frutto dell'apprendimento accademico o, meglio
ancora, delle proprie esperienze personali. A QUESTA nuova dimensione
culturale' rispetto alla biblioteca di conservazione, dove il lettore ha
accesso solo al catalogo dei libri e per venirne in possesso deve rivolgersi al
personale, corrisponde un rinnovato uso e progettazione degli spazi che fanno
delle public libraries una possibile nuova piazza: non per lettori, ma per
cittadini. La Biblioetca San Giovanni di Pesaro ne è un esempio, come le
biblioteche di oltre 1000 metriquadri costruite in Spagna tra il 2001 e il
2006, o i 210 milioni di euro che Birmingham ha investito per la sua nuova
biblioteca. E' ripensando gli spazi urbani, sottraendoli alla
commercializzazione selvaggia per farne luoghi di incontro, di scambio, di «azione collettiva» che la biblioteca pubblica finisce per occupare anche un ruolo
sociale. Agnoli racconta queste cose con la competenza e la perizia che le
appartengono, animata dalla lusinga che «in un Paese sempre più ignorante, che
rischia di restare ai margini dell'economia della conoscenza, la biblioteca
pubblica deve diventare parte di un progetto di rinascita dell'Italia»
ma anche col disincanto consapevole di chi ha lavorato tra mille difficoltà,
fondi negati e promesse mancate. A proposito del San Giovanni scrive: «le
difficoltà maggiori nel nostro tentativo sono venute, come sempre in Italia,
dalla cultura d'impresa', cioè dal tentativo di coinvolgere il personale in
un'operazione ambiziosa. Se i giovani della cooperativa hanno sempre risposto
con entusiasmo alla promessa implicita' nelle atmosfere del San Giovanni, il
personale in organico, a cominciare dai livelli dirigenziali, non hai mai
veramente condiviso l'audacia del progetto».
( da "Repubblica, La"
del 10-06-2009)
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Pagina 33 - Commenti
LIBERTà E RESPONSABILITà DELLE FONDAZIONI GUSTAVO ZAGREBELSKY A dieci anni
dalla «riforma Ciampi» e a sei dalle sentenze della Corte costituzionale che ne
hanno fissata la natura, si può tentare, se non un bilancio, almeno qualche considerazione
generale circa la corrispondenza tra l´essere e il dover essere delle
fondazioni di origine bancaria: qualche considerazione generale destinata
principalmente a formulare domande, la risposte alle quali è di competenza di
coloro che del modo d´essere e di operare delle fondazioni portano, a qualche
titolo, la responsabilità. Le fondazioni sono il risultato della trasformazione
ope legis degli originari «enti conferenti» che, all´inizio degli anno 90,
hanno operato la trasformazione degli enti creditizi in società per azioni. Esse sono diventate
persone giuridiche private senza fine di lucro, la cui dotazione patrimoniale
consiste nei risultati economici dell´amministrazione dell´originaria
partecipazione azionaria al capitale delle società bancarie e sono chiamate a
perseguire « esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello
sviluppo economico «. Questi scopi sono assorbenti. Nulla residua, al di fuori
di essi. Non solo la destinazione del reddito derivante dagli investimenti del capitale
(le «erogazioni»), ma il capitale stesso è totalmente vincolato, e da questi
scopi sono radicalmente escluse le attività d´impresa o di finanziamento
diretto o indiretto di attività d´impresa, compresa, per esplicita e diretta
sottolineatura, l´attività creditizia. L´origine bancaria dovrebbe dunque oggi
essere solo il ricordo di una vicenda ormai chiusa, appartenente non alla
storia ma alla preistoria delle fondazioni volute dalla legge Ciampi. Le
«dismissioni» delle partecipazioni nel capitale delle società bancarie, imposte
per legge, avrebbero dovuto segnare, per l´appunto, la cesura tra preistoria e
storia attuale. Nel 2003, le fondazioni sono state oggetto di due sentenze
della Corte costituzionale che ne ha precisato il «posto istituzionale» che
compete loro., ascrivendole alla sfera delle «libertà sociali». Esse - è stato
detto - appartengono a una dimensione della vita collettiva che non si lascia ridurre
alla «grande dicotomia» di cui parlava Norberto Bobbio, tra il pubblico, come
gestione autoritativa di interessi collettivi, e il privato, come libero
perseguimento di fini d´interesse individuale. In breve, si tratta (a) di
soggetti giuridici privati, (b) espressione di auto-organizzazione sociale,
(c) dotati di un proprio patrimonio, gestito in modo non speculativo, (d)
operanti per la cura d´interessi non politici ma, ugualmente, generali o
collettivi, delle comunità di riferimento, al di fuori di qualsiasi intento o
scopo di lucro. Né stato né mercato, ma socialità. Così, le fondazioni sono
venute a collocarsi in uno spazio che ha un preciso significato costituzionale
cui si riferiscono gli artt. 2, 18, 41 e 43 della Costituzione, come
ispirazione generale di una «democrazia sociale»: ispirazione che, secondo
l´art. 118, assurge a criterio di organizzazione delle funzioni di rilevanza
pubblica. Le Fondazioni occupano dunque uno spazio che è tipico, ma è anche
precario perché esposto alle pressioni e alle tentazioni che vengono dai due
lati dell´esposizione, l´economia e la politica. Il raggiungimento e la difesa
dell´equilibrio tra l´una e l´altra sono tutt´altro che facili, in un contesto
come il nostro, dominato da stretti legami tra politica e finanza, entro i
quali le fondazioni sono chiamate a destreggiarsi. (...) Presso l´opinione pubblica
avvertita, che è quella che spesso risulta determinante tra i fattori di
pre-comprensione che guidano anche gli atteggiamenti dei giudici in materie
dove dominano fattori tecnici, come quello di cui ci stiamo occupando, non
risultano facilmente giustificabili, alla luce della posizione e dei compiti
che sono attribuiti alle nostre fondazioni - oggi si dice della loro mission -
comportamenti che sembrano pregiudicare negativamente la loro posizione sui due
versanti rispetto ai quali essa si gioca e nei confronti dei quali deve
preservarsi la loro autonomia. Noi non ignoriamo affatto che sempre, e
particolarmente in un momento come è l´attuale di crisi economica dalle pesanti
conseguenze sociali, tutti gli attori istituzionali devono cooperare per non
disperdere le energie e per concentrare le scarse risorse esistenti, in vista
di un interesse comune che li trascende tutti. Ma questo deve avvenire nel
rispetto dell´originalità dei ruoli rispettivi. Così, presso quell´opinione
pubblica avvertita, non giovano le contese politiche che accompagnano la vita
delle fondazione nei momenti di formazione dei loro organi e nei momenti
importanti della loro attività; contese da cui viene talora accreditata
l´impressione ch´esse siano concepite come enti strumentali delle
amministrazioni pubbliche locali, da occupare con i propri uomini. D´altra
parte, non giovano nemmeno i coinvolgimenti con le politiche finanziarie delle
banche da cui, pur al di là del rispetto formale delle norme di legge, sembra
risultare la perduranza di intrecci d´interesse con i quali le fondazioni
dovrebbero ormai avere sciolti i propri legami. Queste impressioni alimentano
l´idea che l´amministrazione dei grandi patrimoni delle fondazioni serva ad
altro che a fornire le rendite migliori per alimentare le proprie attività
erogative a favore della collettività, attività per le quali anche la struttura
organizzativa e funzionale - la governance, si dice oggi - non è adatta, e che
l´autonomia di cui gli enti gestori godono non sia, in pratica, giustificata
dal loro particolare legame di responsabilità sociale nei confronti delle
comunità di cui essi devono essere la rappresentazione, e sia invece uno
schermo per scelte politico-amministrative e imprenditoriali sottratte alla
responsabilità ora della politica, ora del mercato. (...) La strada per
consolidare la posizione delle fondazioni, riempirla di significato conforme
alla democrazia in senso sociale e sottrarla a quello che è stato definito il
pericolo della loro «autoreferenzialità» non può che essere di stabilire nessi
e collegamenti circolari di affidabilità e ricettività con l´ambiente in cui
esse operano, dove circolino informazioni, si esprimano bisogni, si formulino
progetti e domande, entro un sistema di «libertà sociali» accompagnate a «responsabilità
sociali». I due concetti di libertà e responsabilità sono naturalmente
correlati e la loro correlazione è condizione per poter parlare delle
fondazioni come soggetti appartenenti alle comunità territoriali di riferimento
e per far sì che le prime vengano sempre più percepite come elementi portanti
delle seconde. Non sovrappiù, aggiunte, sovrapposizioni, ma parti integranti,
anzi integratrici. L´autonomia delle fondazioni ha questo primario obbiettivo,
di formazione e tenuta del tessuto sociale. In questa direzione, può concorrere
la pubblicità dei loro progetti, alla cui realizzazione siano chiamati a
concorrere tutti i soggetti interessati, la selezione tra quali sia fatta con
criteri di trasparenza, oggettività e imparzialità, secondo procedure che
assicurino forme di partecipazione cooperativa; il diritto degli interessati
alla motivazione delle decisioni di diniego, utile particolarmente nel caso del
concorso di pluralità di domande d´accesso al medesimo finanziamento; procedure
di rimostranza presso organi di garanzia, dotati di autonomia funzionale, da
attivare in caso di decisioni che si ritengano discriminatorie (...); la
pubblicità preventiva dei progetti di finanziamenti di rilevante importo (...);
l´istituzione di una Autorità indipendente, cioè non governativa
eventualmente, in assenza di iniziativa legislativa in proposito, anche per
determinazione autonoma del sistema stesso delle fondazioni -, garante della
legalità, della trasparenza e della "buona gestione" - nell´interesse
dei soggetti terzi -
delle attività istituzionali delle Fondazioni e della destinazione dei loro
patrimoni. (Questo articolo è un ampio stralcio dell´intervento che l´autore
terrà oggi a Siena al congresso delle Fondazioni di origine bancaria)
( da "Riformista, Il"
del 10-06-2009)
Argomenti: Class Action
L'automa e lo
spirito del nomade Panebianco Scienze sociali. «Azioni individuali,
istituzioni, imprese collettive» chiamate a rapporto nel complesso saggio
dell'eclettico intellettuale. Richard Posner, Friedrich von Hayek, Hernando de
Soto di Alberto Mingardi Se gli studiosi si dividono fra stanziali, che
consacrano una vita di lavoro ad un unico tema, e nomadi, che invece
rincorrono prospettive le più diverse, Angelo Panebianco apre il suo ultimo
libro con una felice professione d'appartenenza alla seconda categoria.
Schiatta vieppiù minoritaria, in tempi nei quali le scienze sociali sono
transennate da specialismi, ma certo non ininfluente. Quello di Richard Posner
è solo il primo nome che torna alla mente. Panebianco è uno zingaro di lusso,
avendo dato contributi memorabili in tema di partiti politici, relazioni
internazionali, ed avendo all'attivo un importante libro di filosofia politica,
Il potere, lo stato, la libertà, uscito nel 2004 dal Mulino. Questo L'automa e
lo spirito (Il Mulino, pp.264, 25) è proprio scritto da un
nomade, che assieme tiene fermo l'ancoraggio alla sua disciplina di riferimento, la
scienza politica, ma vi unisce un certo gusto per l'eclettismo intellettuale,
andando a pescare laddove gli serve, con scarso riguardo agli steccati
disciplinari, intuizioni ed idee. Il risultato è un saggio di notevole complessità,
che sin dal sottotitolo programmatico intimorisce («azioni individuali,
istituzioni, imprese collettive»), e che esige anche dai lettori più avvertiti
un'attenzione totale e la flessibilità necessaria a ricorrere a biblioteche che
non hanno frequentato. È in tutta evidenza impossibile, nell'esiguità di
spazio, restituire poco di più di un sentore, della sfida intellettuale che
questo libro rappresenta. La questione fondamentale con cui Panebianco si
confronta è quella delle relazioni micro-macro nelle teorie sociali, del
rapporto fra relazioni, scambi e legami osservabili fra singoli individui, e
invece il comportamento degli attori collettivi - sovente antropomorfizzati,
trattati alla stregua di grandi individui il cui agire è immediatamente osservabile.
Per parlare di istituzioni e organizzazioni, Panebianco sceglie la strada
metodologicamente più corretta ma più difficile: cioè incamminarsi verso le
sorgenti della nostra idea di razionalità. Così come L'automa e lo spirito
offre uno spaccato illuminante dei diversi tipi di istituzionalismo, che non
solo presentati in rassegna ma mettono le teorie delle istituzioni a confronto
con i «dilemmi connessi alla diversità delle fonti di incertezza» (le
istituzioni sono «risposta allo stato di natura», sorgono per alleviare
l'incertezza), nei suoi primi capitoli esamina le diverse teorie dell'azione. A
Panebianco è cara la teoria evoluzionista della razionalità, quella di
Friedrich von Hayek e che dopo Hayek ha prodotto altre elaborazioni
interessanti. Nel saggio, autore molto citato è l'economista tedesco Viktor
Vanberg, che unisce alla prospettiva hayekiana un interesse per le istituzioni
che gli deriva dai suoi studi sulle scelte pubbliche. Questo filone di pensiero
discende da riflessioni di Hayek in un testo solo apparentemente marginale
nella sua bibliografia, L'ordine sensoriale, in cui vede la mente umana «come
un sistema di classificazione che cambia con l'esperienza». Questo sistema,
ricorda Panebianco, «cambia in rapporto ai problemi da affrontare e al successo
o all'insuccesso riportato in precedenti situazioni di fronte a problemi
simili. Ogni nostro comportamento è guidato, esplicitamente o implicitamente,
da convinzioni generali, connesse al nostro preesistente sistema di
classificazione degli eventi sul tipo di comportamento appropriato,ossia di
successo, nelle varie situazioni». Questa visione della mente è in realtà
cruciale per la teoria evoluzionista della razionalità, per cui essa non è un
dato quanto piuttosto un risultato. Ricorda Vanberg, «anziché supporre che i
singoli atti siano razionali o adattati a specifiche circostanze, una teoria
della razionalità plasmata dall'esperienza suppone che le regole di
comportamento delle persone vengano adattate al tipo di mondo in cui esse
vivono». Di qui la razionalità ecologica di Vernon Smith, e alcune delle ultime
suggestioni di Douglass North. Panebianco si inserisce in questo filone di
pensiero con grande autorevolezza, portandovi la sensibilità dello studioso di
scienza politica. Questo è un libro di teoria sociale, ma proprio per questo
pieno di indicazioni utili per comprendere meglio la realtà. Panebianco
discute, ad esempio,di come reti fiduciarie siano avvicinate o piuttosto
protette dalla politica in misura della credibilità delle istituzioni
pubbliche. Un'osservazione che s'incastra con quelle ben note di Hernando de
Soto, sulla formalizzazione o piuttosto sul ribollire nell'economia informale
dei diritti di proprietà, a seconda del contesto istituzionale. O ancora
Panebianco spiega bene la difficoltà dell'innovazione istituzionale, e i motivi
per cui le riforme spesso risultano in bricolage per nulla organico. E
distingue con insuperata chiarezza fra mercati politici e mercati-mercati,
evidenziando come il "knowledge problem" sia diverso nei due.
L'automa e lo spirito è il libro di un grande scienziato sociale. Fosse scritto
in inglese, alimenterebbe vasti dibattiti. Speriamo non gli nuoccia troppo, la
lingua del suo autore. 10/06/2009
( da "Corriere della Sera"
del 10-06-2009)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
sezione: Cronaca di Roma data: 10/06/2009 - pag: 6 Traffico Per il leader
libico chiusure mobili in città Gheddafi, una tenda e 3 giorni di proteste
L'Onda contesta, la gente mugugna Nuovi divieti per motivi di sicurezza per la
visita del leader libico Muammar Gheddafi che inizia questa mattina
all'aeroporto di Ciampino, per l'occasione blindato con tiratori scelti e unità
antisabotaggio. Da oggi a sabato, la Prefettura ha vietato manifestazioni,
spettacoli ed eventi nel parco di Villa Pamphili, fra via Aurelia Antica e via
Leone XIII, e ordinato la chiusura della Casa dei Teatri. Nell'area verde,
presidiata dalla polizia, è stata ultimata ieri l'installazione della tenda
beduina del presidente Gheddafi e le altre strutture che ospiteranno i suoi
incontri. Imponenti le misure di sicurezza: oltre mille uomini delle forze
dell'ordine vigileranno sul leader libico: i percorsi del corteo saranno
bonificati in centro, a Monteverde, all'Eur e al Flaminio, quartieri dove
Gheddafi è atteso per gli impegni istituzionali. Sono state disposte chiusure
«a soffietto», ma anche divieti di circolazione e di accesso ad alcune zone.
Non saranno insomma giornate semplici per l'ordine pubblico e per i disagi con
i quali i romani dovranno fare i conti. E anche per le proteste contro la
visita di Gheddafi. I Collettivi autorganizzati e gli
studenti dell'Onda hanno affisso lo striscione «Gheddafi, Monteverde non ti
vuole» all'ingresso della stazione ferroviaria in viale dei Quattro Venti.
Annunciate azioni dimostrative, volantinaggi e per domani una partita di calcio
a Villa Pamphili. «È inaccettabile che un bene pubblico venga
espropriato 'manu militari' per allestire un parco-giochi per potenti», hanno
spiegato i Collettivi. E tensione anche in Campidoglio, dove domani pomeriggio
Gheddafi incontrerà il sindaco Alemanno e pronuncierà un discorso di circa 20
minuti: quattro consiglieri comunali Pdl (Cassone, Aurigemma, Quarzo e Vannini)
hanno minacciato di disertare l'aula Giulio Cesare «se il premier si rifiuterà
di incontrare l'associazione degli italiani rimpatriati in Libia». Il
consigliere Pdl al XV Municipio, Augusto Santori, è andato oltre: «Si scusi con
gli esuli o manifesteremo ». L'incontro, come è stato annunciato ieri, dovrebbe
avvenire in forma privata e non ufficiale solo sabato mattina nella tenda di
Gheddafi. Critico il Pd: «Alemanno faccia una riunione di maggioranza prima di
una pesante gaffe internazionale», ha detto il consigliere Massimiliano
Valeriani. Giardino Uomini della sicurezza di Gheddafi nel giardino del Casino
Algardi Rinaldo Frignani
( da "Sestopotere.com"
del 11-06-2009)
Argomenti: Class Action
Convegno del Centro
Italiano Femminile Emilia - Romagna: la cronaca (11/6/2009 18:58) | (Sesto
Potere) - Bologna - 11 giugno 2009 - Il Cif regionale dellEmilia
Romagna ha organizzato a Bologna il 30 Maggio 2009 un interessante Convegno che
si poneva lobiettivo
di riflettere sulla valorizzazione dei principi ispiratori ed evoluzione
storica dellassociazionismo di ispirazione cristiana con particolare
riferimento al Centro Italiano Femminile. Tra le finalità del progetto
figuravano, infatti: ”far conoscere limpegno civile e politico del CIF a livello
locale, dal momento della fondazione associativa sino ai giorni nostri,
attraverso alcune figure altamente rappresentative” e “far emergere
lazione educativa, svolta dal CIF nel corso degli anni, quale spazio sociale importante per laccessibilità
alleguaglianza, al lavoro, alla cultura e formazione di base ed alla
partecipazione alla comunità”. La Presidente regionale Laura Serantoni ha
svolto una relazione introduttiva di presentazione del convegno ed ha ricordato come “oggi esiste il Forum
delle Associazioni non profit a livello regionale, ma occorre un tavolo di
lavoro di autentico dialogo fra associazioni ed enti per colmare grigie
confusioni di ruoli e di obiettivi e per chiarire il riconoscimento del valore
fondante delle associazioni che, in base alla propria identità, si prendono
cura della comunità per la costruzione di rapporti di coesione sociale o meglio
di un welfare di comunità che se viene meno, in questo momento di crisi
economica e conflitto generazionale rischia di togliere diritti di
cittadinanza, in particolar modo per le persone più fragili della società; Il
Prof. Alessandro Albertazzi – Docente di Storia presso lUniversità
degli Studi di Bologna - il quale ha tracciato le tappe più significative del percorso storico
associativo nel nostro Paese dai primi del secolo XX ad oggi, con particolare
riferimento al CIF bolognese, di cui in passato lo stesso docente ha curato ed
organizzato larchivio storico. Albertazzi, menzionando
alcuni importanti
documenti della Dottrina Sociale della Chiesa(dalla Rerum Novarum di Leone XIII
a Mater e Magistra sino a Deus caritas est e Spe salvi) ha ricordato il
pensiero di figure storiche importanti come Don Mazzolari e Don Luigi Sturzo,
il cui appello “ai liberi e ai forti” presupponeva ideali di giustizia e di
libertà, tesi alla realizzazione del bene comune. Soffermandosi poi sul ruolo
dellassociazionismo il docente bolognese ha considerato come tra
quelle entità che operano per il benessere dei cittadini rientrino, quali soggetti della
politica sociale, anche le famiglie e le associazioni in quanto interagenti con
altre istituzioni. Riconoscendo le difficoltà che lassociazionismo
incontra attualmente, poiché un processo collettivo di privatizzazione ne ha incrementato
la frammentazione, il disinteresse, le spinte consumistiche e la carenza
partecipativa, ha evidenziato come ci si ritrovi a dover riproporre obiettivi
che sembravano ormai scontati ma che di fatto non sono ancora entrati nella
coscienza collettiva, quali
il diritto al lavoro e la cittadinanza politica. LOn.
Aldo Preda (Presidente del Consorzio Servizi Sociali di Ravenna) ha
sottolineato, citando lultimo testo del Card. Dionigi Tettamanzi “Non
cè futuro senza solidarietà”, limportanza per i cattolici di
raccordarsi con le istituzioni in un momento in cui la politica pare non valorizzare il ruolo
socio-culturale e di azione concreta a favore della famiglia svolto dalle
stesse associazioni. Da qui la necessità di “essere presenti” e “fare squadra”
secondo valori condivisi e secondo uno spirito di “umanesimo familiare”, mirato
a riscoprire forme antiche e moderne di solidarietà quali i “gruppi di mutuo
aiuto” per far fronte ai differenziati e complessi bisogni emergenti .La
seconda parte del Convegno è stata contrassegnata dalla lettura scenica, con
accompagnamento musicale sul tema ”Tra passato e presente: un cammino di
impegno delle donne”, con la partecipazione delle carpigiane Maria Giulia
Campioli (attrice), Giulia Annovi (flauto) e Cecilia Annovi (chitarra). Le
giovani amiche hanno raccontato attraverso uno spettacolo la storia del CIF
(nazionale e bolognese) dalla sua fondazione fino ad oggi. La Storia che, si
dice, i giovani conoscono sempre meno ma che si può ravvivare e rievocare
attraverso i ricordi delle lettere conservate nei cassetti, nelle fotografie
sbiadite appese ai muri, nelle biblioteche private, negli archivi che solo
pochi storici vanno a consultare storie dove diventano importanti le singole
persone, i loro ideali, le loro lotte, i luoghi di incontro, le parole
scambiate, limpegno profuso. Una figura significativa del CIF dellEmilia
Romagna, sin dagli anni 50, è quella dellamica benemerita Angiola
Maria Stagni, (detta Malilla), classe 1915, la quale con il proprio impegno
fattivo e con i risultati ottenuti (fondatrice del Servizio accoglienza alla vita e del Centro dascolto
Cif a Bologna), rappresenta un concreto esempio, insieme con altre donne che
operano allinterno dellAssociazione, di azione mirata alla
realizzazione del bene comune. Floriano Roncarati
( da "Secolo XIX, Il"
del 12-06-2009)
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«È Sbagliato fare
troppoallarmismo» In piazza gli operai della Ponticelli l'incontro protesta per
la chiusura della discarica Occupati i giardini della Provincia. L'assessore
Bellotti: «Al sicuro il vostro posto di lavoro» nImperia. «Un confronto molto
sereno» viene definito l'incontro con i dipendenti in Provincia. Certo
l'assessore Bellotti e il direttore generale Negro hanno fatto il possibile
perchè lo fosse. «L'impegno dell'amministrazione provinciale - hanno detto - ad
autorizzare nel giro di pochi giorni l'ampliamento della discarica, in modo da
riattivare la gestione della stessa entro circa un mese, è assoluto.
Correttezza e sollecitudine nell'azione sono state caratteristiche innegabili
dell'atteggiamento della Provincia sulla vicenda. Le nostre garanzie ovviamente
sono propedeutiche ad un altrettanto corretto e sollecito atteggiamento da
parte dell'azienda nel mettere a norma l'attività». Anche il presidente Gianni
Giuliano ha commentato l'incontro: «Mi pare che da parte dei lavoratori ci sia
stato un allarmismo ingiustificato. Vorrei sottolineare che se si è arrivati
alla chiusura della discarica, le responsabilità non sono attribuibili
all'amministrazione provinciale. E comunque, qualsiasi imprenditore non può
pensare di poter proseguire un'attività se questa non rispetta la normativa
vigente. Il futuro impianto "separatore" risolverà comunque ogni
dissidio». Nulla è cambiato, insomma, rispetto ad una settimana fa quando venne
annunciata la chiusura. Da una parte la Provincia chiede il rispetto delle
prescrizioni nell'impermeabilizzazione del nuovo lotto. Dall'altra Ponticelli recrimina
persecuzioni e lentezza nelle procedure di autorizzazione nel tentativo di
mettere in atto le operazioni richieste. A ciò si aggiunge
la preoccupazione sollevata dai sindaci per quel che riguarda il timore di
ricadute per via del maggior costo dei trasporti dei rifiuti a Collette
Ozzotto. L'ha espresso anche paolo Strescino, il nuovo sindaco, incontrando
anch'egli la delegazione dei lavoratori. N. F. .x/12/0906
( da "Riformista, Il"
del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action
antitrust monopolio
e diritti d'autore della produzione letteraria su Internet Libri online, gli
Usa indagano sul colosso Google INCHIESTA. Nonostante diversi ex del motore di
ricerca facciano parte dell'amministrazione Obama, il ministero della Giustizia
americano vuole far luce sull'accordo tra l'azienda, editori e scrittori per la
digitalizzazione di 15 milioni di titoli. Tanti i punti oscuri: dal
"giusto uso" del copyright all'acquisizione di volumi di scrittori
stranieri senza consenso. di Antonello Guerrera A volte neanche essere a
stretto contatto con l'uomo più potente della Terra rende la vita più facile.
Il Ministero della Giustizia americano, infatti, ha formalmente avviato
un'indagine sull'accordo tra Google, editori e associazioni di scrittori americani,
stipulato lo scorso anno, per scannerizzare 15 milioni di libri dalle
biblioteche Usa e metterli a disposizione degli utenti su Internet. Una
rivoluzione digitale che, con l'avvento dell'E-Book, sta mettendo piede anche
nel mondo letterario, dopo aver modificato corposamente le strategie di mercato
di cinema e musica. Ma che ha fatto drizzare le orecchie dell'Antitrust Usa. E
gli strettissimi rapporti tra il colosso californiano e la Casa Bianca non sono
bastati per evitare l'inchiesta. Nonostante l'amministratore delegato di Google
Eric Schmidt sia consigliere personale di Barack Obama, nonostante il
Presidente sia stato eletto anche grazie alla risonanza avuta su Youtube
(gruppo Google). E nonostante, proprio in questi giorni, Andrew McLaughlin sia
stato solo l'ultimo dirigente del motore di ricerca più famoso del mondo ad
entrare nello staff della Casa Bianca dopo Katie Jacobs Staunton, Craig Mundie
e, ovviamente, lo stesso Schmidt. Già in maggio, tuttavia, da alcune fonti si
era appreso come il Dipartimento di Giustizia si stesse apprestando ad una
mossa simile. L'amministrazione Obama ha avviato le procedure del cosiddetto
Cid (Civil Investigative Demands) nei confronti di Google, editori ed autori
coinvolti nel patto stipulato che, in queste condizioni, in futuro potrebbe
subire uno stop dall'Antitrust. Il motivo scatenante dell'inchiesta sarebbe il
tentativo del colosso californiano di monopolizzare la digitalizzazione dei
libri. Dal 2004, infatti, Google ha messo gli occhi su saggi, enciclopedie e
romanzi, cominciando a scannerizzare su larga scala dalle biblioteche
americane, appellandosi al principio statunitense dell'"uso giusto" -
un po' come ha fatto l'artista Fairey del ritratto di Obama Hope, ricavato da
una foto dell'Ap. Ma la protesta di autori ed editori per violazione delle
regole di copyright è sfociata, un anno dopo, class="hilite">in
una class="term">class
class="term">action che ha estorto a
Google l'impegno di devolvere il 63% dei proventi della messa online dei libri
ai titolari dei diritti delle opere e 125 milioni di dollari per chiudere la
questione giudiziaria. Ma questo patto (che deve essere ancora ratificato dalla
giustizia americana) non ha azzerato le polemiche su altri aspetti oscuri della
faccenda. Innanzitutto, gli autori coinvolti nella digitalizzazione di Google
Books possono sì richiedere formalmente di rinunciare alla messa online della
propria opera. Ma se non lo faranno entro il 4 settembre - la deadline,
originariamente fissata per il 5 maggio, è stata ritardata dalla Corte Federale
di New York - perderanno i diritti digitali sulla loro opera. E poi c'è il
problema dei libri non protetti da copyright, che verrebbero adottati in massa
da Google Books. In questo modo la società californiana potrebbe porre una pietra
miliare per il monopolio dei libri su Internet. Senza contare che un'importante
quantità di volumi non americani, ma presenti nelle librerie Usa, è stata già
scannerizzata da Google Books senza il previo consenso dei detentori dei
diritti. Di qui le recenti proteste, anche governative e supportate
dall'annuncio di un'inchiesta della Commissione Europea, di Francia, Gran
Bretagna e Germania. Proprio gli autori tedeschi hanno lanciato il cosiddetto
"Appello di Heidelberg", per denunciare il furto di proprietà
intellettuale ai loro danni. Da parte sua Google, tramite il Ceo Schmidt e il
responsabile degli affari legali dell'azienda David Drummond, ha respinto le
accuse e ha semplicemente dichiarato che il gruppo è disposto «ad essere
sottoposto ad ispezioni, quale che sia il governo» e che farà di tutto per fare
luce sulla vicenda. Tuttavia, non è la prima volta che Google viene accusata di
monopolio in diversi ambiti del mercato mondiale. La stessa Microsoft di Bill
Gates, già multata una volta dall'Antitrust Ue, sta ora soffiando sul fuoco per
spingere gli organi di controllo a scrutinare i metodi con cui opera il colosso
della Rete. Senza contare le polemiche sulla supremazia degli annunci
pubblicitari sul Web da parte di Google, ultima quella correlata al "copia-incolla"
dei flash di agenzia che ha fatto infuriare l'Ap. La stessa amministrazione
Bush nel 2008, del resto, aveva già minacciato di bloccare Schmidt e compagni
nel caso in cui Google avesse stretto un accordo con Yahoo per la pubblicità.
La digitalizzazione di milioni di libri per soddisfare la sete di sapere degli
internauti di tutto il mondo avrebbe i suoi indubbi ed eruditi lati positivi.
Ma, ancora una volta, la superpotenza Internet ha messo spalle al muro i
produttori di cultura mondiali di musica, cinema, e ora anche libri. Che spesso
non sanno che pesci prendere, tra censura e libero sapere. Mentre in Francia
l'agognata legge antipirateria (quella della revoca di Internet in caso di
download casalinghi illegali) è stata dichiarata anticostituzionale,
Schwarzenegger in California chiede di digitalizzare in massa i libri
scolastici e in Svezia i pirati informatici hanno appena ottenuto un seggio nel
Parlamento Europeo. Una cosa è chiara: le battaglie legali per una chiara
regolamentazione di Internet e dei suoi prodotti dureranno ancora per molto.
12/06/2009
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action
PESARO pag. 9 Le
piazze del sapere Biblioteche e libertà La Agnoli torna a Pesaro con il suo
nuovo libro ANTONELLA Agnoli torna a Pesaro. E torna per parlare di
biblioteche, compresa la sua amata San Giovanni. L'appuntamento è per oggi
pomeriggio alle 18 a Palazzo Gradari quando, in collaborazione con il Circolo
della Stampa, presenterà il suo ultimo libro,Le piazze del sapere. Biblioteche
e libertà (Laterza, pp. 176 ; euro18). Accanto a lei Paolo Fabbri, semiologo,
professore presso il corso di Laurea in Arti Visive e dello Spettacolo della
facoltà di Design e Arti dello Iuav di Venezia; Pippo Ciorra, architetto,
professore presso la facoltà di Architettura dell'Università di Ascoli Piceno e
Paolo Angeletti, giornalista de il Resto del Carlino. Il libro realizzato dalla
Agnoli è un'attenta analisi del ruolo della biblioteca pubblica. «Ripensare gli
spazi urbani si legge nel risvolto di copertina , sottrarli alla
commercializzazione, farne luoghi di incontro, di scambio, di
azione collettiva. La
biblioteca pubblica, a lungo ignorata dalla politica e oggi minacciata da
internet nel suo ruolo informativo, può diventare un territorio aperto a gruppi
e associazioni, un centro di riflessione e di condivisione dei saperi, il nodo
centrale di una rete con altre istituzioni culturali. In un Paese sempre
più ignorante, che rischia di restare ai margini dell'economia della
conoscenza, la biblioteca pubblica deve diventare parte di un progetto di
rinascita dell'Italia, un luogo di libertà e di creatività per ogni cittadino».
LA AGNOLI è convinta che solo se la biblioteca diventa una «piazza del sapere»,
un luogo aperto al confronto e all'incontro e quindi pronta a svolgere anche un
ruolo sociale, ci sarà un futuro. Ma questo dimensione culturale' ha necessità
di una sua architettura, di un suo spazio fisico. Chiunque è passato almeno una
volta al San Giovanni ha chiaro il concetto di «biblioteca aperta» e di quanto
siano importanti anche l'arredo e l'uso degli ambienti. E a proposito del San
Giovanni nel libro ci sono ampi riferimenti alla sua esperienza pesarese
«misteriosamente» finita nella primavera dello scorso anno. Image:
20090612/foto/6262.jpg
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-06-12 - pag: 15 autore: Un patto
europeo contro i debiti Per dare credibilità al rientro dei disavanzi servono
riforme strutturali coordinate di Carlo Bastasin E ntro cinque anni nessun
paese del G-7, Canada escluso, avrà un debito inferiore al 90% del Pil. Entro
il 2014 la media del debito del G-20 potrebbe arrivare al 140 per cento. I
governi saranno ovunque sotto pressione nel gestire economie gravate da un
debito che in Europa, solo tra il 2008 e il 2010, aumenterà di 20 punti di Pil
e nel mondo crescerà del 35-60% entro cinque anni. Il tema della compatibilità
della democrazia con l'emergenza economica si è spostato dalla crisi alla sua
terapia: l'enorme indebitamento degli stati. Per evitare soluzioni traumatiche
nella gestione del debito, con tagli al welfare che distruggano il contratto
sociale o addirittura con chiusure dei confini economici o finanziari, la via
d'uscita sarà aumentare la crescita potenziale delle economie. In Europa questo
porrà il problema di nuove sedi politiche di coordinamento. Ma la soluzione
interessa l'Italia più di qualsiasi altro paese. Nessuno infatti quanto
l'Italia cumula tutti i problemi della gestione politica del debito: alto
livello del debito pubblico, bassa crescita potenziale dell'economia, grande
disparità interna tra creditori e debitori, e infine scarsa efficacia dei
meccanismi di decisione politica. Che il problema del debito tocchi gli
equilibri istituzionali delle democrazie, lo rivelano novità con cui alcuni
paesi stanno cercando di "legare le mani" alla politica. Due
settimane fa il governo tedesco ha integrato una norma costituzionale per
vincolare il Parlamento attraverso i "freni del debito" che dovranno
far scomparire i disavanzi tedeschi entro pochi anni. Berlino vorrebbe
estendere questa "exit strategy" a tutti i paesi Ue. Nei paesi del
Nord Europa si sta guardando invece all'esperienza olandese, che costringe il
Parlamento ad approvare solo manovre di bilancio compatibili con la sostenibilità
del debito ed estese all'intera durata della legislatura. Le piattaforme
elettorali devono specificare le intenzioni dei partiti nei confronti del
bilancio pubblico. In Gran Bretagna si studiano "codici di stabilità"
di almeno otto anni e quindi estesi su più legislature, indipendentemente dalle
preferenze politiche dei futuri Parlamenti eletti. Altri esperimenti sono già
in corso in Svizzera, con freni fiscali che limitano l'aumento della spesa
pubblica all'aumento atteso delle entrate; in Cile, attraverso regole che
disciplinano il bilancio strutturale; in Svezia e in molti altri paesi. Ma il
caso più rilevante è ancora lontano dalla consapevolezza politica: il più
importante meccanismo di disciplina delle finanze pubbliche nel mondo, il Patto
di stabilità europeo, dovrà essere ridisegnato. Ma come? Con più automatismi o
invece con più politica? La sfiducia nella politica è giustificata dal fatto
che tra il 1977 e il 2005, nella media dei paesi Ocse, il rapporto debito/Pil è
raddoppiato senza una vera giustificazione finanziaria. Non c'erano crisi
economiche da gestire ma solo decisioni d'opportunità politica. Solo la
pressione dei mercati finanziari - prima ancora dei meccanismi di regolazione
automatica dei bilanci - ha invertito la tendenza a indebitarsi. In una recente
conferenza sulla politica fiscale svoltasi a Washington all'Fmi, Charles
Wyplosz ha offerto una sintesi della situazione: nei casi d'emergenza le regole
non funzionano, i politici hanno comunque un'inclinazione a indebitarsi e
l'ipotesi di comitati tecnici che regolino la politica di bilancio (come fanno
i banchieri centrali con la moneta) non troverà mai sostegno, quindi bisogna
riuscire a tenere insieme valutazione politica e regole di disciplina. Il
terremoto della crisi ha aperto molte crepe nelle certezze sulla politica
fiscale. Economisti come Robert Barro sono convinti che l'effetto
moltiplicatore della spesa pubblica sulla crescita economica sia pari a zero.
Ma Christina Romer, consigliera della Casa Bianca, recentemente ha parlato di
un moltiplicatore di circa l'1,5%, altri hanno stime addirittura superiori. La
disputa ha riaperto la guerra tra economisti neoclassici e neokeynesiani. I
primi sostengono che l'aumento della spesa pubblica venga mal giudicato da
cittadini che prevedono l'aumento delle tasse, riducono quindi i consumi,
aumentano l'offerta di lavoro e ciò riduce i salari. In tal caso la spesa
pubblica non produce alcuno stimolo. I neokeynesiani, pur con differenze tra
loro, ritengono che la rigidità di prezzi e salari consenta alle imprese di
soddisfare l'aumento della domanda aggregata (derivante dalla spesa pubblica)
vendendo di più e quindi assumendo di più. In una tale incertezza, l'unico
consenso è sul fatto che garantire la sostenibilità di lungo termine del debito
sia indispensabile anche all'eventuale efficacia di breve termine della spesa
pubblica. Regole quindi? Ma che cosa succede se i mercati non dovessero credere
alle regole? Secondo stime della Commissione europea, un aumento di 150 punti
base del premio sul rischio dei titoli pubblici è in grado di annullare gli
effetti di uno stimolo fiscale dell'1% del Pil. L'intero impulso della Ue
potrebbe evaporare se l'indebitamento apparirà insostenibile. In una fase
protratta di caduta del prodotto potenziale dei paesi europei, la spesa
pubblica è indispensabile per fermare la chiusura delle imprese o il taglio
degli investimenti, ma senza un quadro di "coerenza temporale" nel
medio termine la po-litica di bilancio espansiva può essere addirittura
controproducente. Il quadro istituzionale è quindi ancora una volta essenziale
all'efficacia della politica. Le ricette tradizionali per un quadro di coerenza
temporale sono quelle di ridurre la spesa corrente. Secondo una stima
presentata all'Fmi, il valore attualizzato della spesa in pensioni e sanità è
dieci volte maggiore del costo della crisi. Ma è davvero possibile
politicamente convincere i pensionati o i malati che devono avere meno diritti
perché devono pagare le conseguenze di Wall Street? L'alternativa è quella di
aumentare la crescita potenziale delle economie. Su un orizzonte di dieci anni,
l'aumento della crescita dell'1% compenserebbe in buona parte l'aumento del
debito indotto dalla crisi attuale. Ma in Europa riforme simili dovrebbero
avvenire su impulso politico coordinato. In caso contrario
si incorrerebbe nei noti problemi di "azione collettiva" che hanno già prodotto, negli ultimi sei mesi, impulsi
fiscali inferiori al necessario, da parte di singoli governi che preferiscono
attendere che siano gli altri paesi a indebitarsi e a rilanciare la crescita.
Non c'è dubbio che si tratti di un problema politico, nel metodo e nella
sostanza. Non ci sono "regole" che possano indurre da sole i
Parlamenti a trovare la giusta combinazione di riforme strutturali e di
disciplina fiscale. Inoltre lasciare che siano i mercati finanziari, come in
passato, a esercitare la loro disciplina sui governi è troppo pericoloso dato i
rischi d'instabilità con debiti globali così alti. Troppo facile che i paesi
finiscano per scoprirsi insolventi. Troppo alti quindi anche i rischi di
contagio, perché l'azione politica non sia sovranazionale. Non resta dunque che
trasferire più politica a un livello diverso da quello dei Parlamenti nazionali
per garantire che la spesa pubblica ben coordinata faccia crescere l'economia e
sia sostenibile. Anche la necessità di evitare troppa competizione fiscale tra
i governi e di offrire un interlocutore alla Bce, in modo che la politica
monetaria possa accomodare i bilanci pubblici impegnati nelle riforme
strutturali, spinge nella stessa direzione: riformare il Patto di stabilità
europeo verso un organismo più politico in grado di favorire riforme
strutturali coordinate, che aumentino la crescita potenziale e diano
credibilità all'impegno al rientro dei debiti. carlo.bastasin@ilsole24ore.com ©
RIPRODUZIONE RISERVATA IN CONTINUA CRESCITA Si prevede che il rosso dei bilanci
dei paesi Ue aumenterà di 20 punti di Pil tra il 2008 e il 2010. Nel mondo del
35-60% in cinque anni PROBLEMA APERTO Non esistono regole in grado di costringere
i governi a trovare la corretta combinazione tra disciplina dei conti e
politiche di sviluppo L'unione fa la forza. Una performance durante il party
che si è svolto a Berlino per le scorse elezioni del Parlamento europeo AFP
( da "AltaLex" del
12-06-2009)
Argomenti: Class Action
Interazione
temporale tra politica e controllo Articolo di Sergio Sabetta 12.06.2009
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controllo di Sergio Sabetta Il tempo è una struttura della
possibilità (Heidegger) Heidegger configura la prassi politica come anelito alla promozione
del cambiamento, non semplice prescrizione normativa su una possibile
configurazione statica dello Stato, ma come ricognizione dei fondamenti per una
corretta ed effettiva messa in forma dellistituto. Deve perciò esservi la
capacità di comprensione della realtà nel superamento della mera sintassi,
ossia della semplice combinazione delle regole esistenti dove è insito il
rischio del pensare in autentico. La ricerca dellautenticità
normativa dellorganizzare
è propria della sfera intellettuale e conduce a comprendere il senso delle cose
e delle vicende in cui siamo immersi e di cui ne siamo pasta, una ricerca
ontologica del senso dellazione e dellaccaduto, un superamento
della settorialità e della frammentazione dellorganicità originaria del sapere.
Linterpretazione e lazione sono il portato della comprensione la
quale può tuttavia assumere una forma in autentica di cui ne saranno permeati
gli atti successivi, il falso che ne consegue non è altro che la perdita di contatto con laspetto
originario dellente. Deve quindi esservi un impegno non solamente al
miglioramento di situazioni spiacevoli quanto al cambiamento delle situazioni,
il tempo risulta essere un progetto di vita (Pastore). Se il compito della scienza è spiegare le
apparenze, le spiegazioni possono essere varie ognuna fornita di una propria
rigorosa storia, lo stesso accade per gli avvenimenti umani i quali possono
subire varie interpretazioni, gli stessi dati offrono nella loro apparente
univoca lucidità differenti letture, essi sono registrazioni di una delle
possibili configurazioni della storia stessa. Vi è una difficoltà nella
ottimizzazione collettiva delle informazioni, nel
combinare cultura e valori per una nuova ottimizzazione, necessita tempo per
creare un nuovo rapporto di fiducia, una leadership culturale e persuasiva, la
fiducia acquista la valenza di un capitale che permette di accelerare lazione,
di affidarsi alla percezione di ciò che è e sarà, di abbassare la percezione stessa del rischio nellanalisi
delle probabilità dellevento, si crea in altre parole unaspettativa
positiva (Barbour). La distruzione del rapporto di credibilità e quindi di
fiducia nel tessuto sociale è uno degli atti peggiori che la politica può attuare, ma è anche quello che può
venire a mancare nel controllo. Se noi consideriamo le organizzazioni come un organismo,
secondo un approccio sistemico, dobbiamo ammettere che queste
risultano essere aperte verso lambiente, si che appare importante il feedback negativo per una omeostasi
della struttura. Più vi è complessità sociale e tecnica maggiore dovrà essere lapporto
del controllo, sia nellacquisizione dei dati e della loro elaborazione
che nel livello di credibilità da gestire. La complessità strutturale è colta facendo uso dei
modelli interpretativi, se la gerarchia svolge una funzione di contenimento
della complessità riducendo la quantità di informazione necessaria al
funzionamento della struttura, in quanto ogni componente della stessa ha bisogno
di informazioni dettagliate per il suo funzionamento e solo riassuntive per gli
altri sovra sistemi, in una organizzazione articolata e resa flessibile dalle
necessità ambientali aumenta la necessità dellesigenza di
coordinamento al fine di mantenere lequilibrio tra lindipendenza completa
delle parti e la loro integrazione, aumenta quindi la quantità di informazioni
da elaborare. Occorre naturalmente ricercare lequilibrio individuando il
grado di coordinazione e controllo che minimizza i costi, secondo un modello cibernetico basato
sui meccanismi di controllo. Si è a lungo pensata lazione
burocratica in termini deterministici, in realtà si tratta di sistemi complessi
probabilistici, con comportamenti che possono essere descritti e previsti con
procedure statistiche,
più che alle singole unità sono i diagrammi di flusso relativi alle
informazioni, allenergia (capitale e lavoro) e ai materiali
che descrivono il livello operativo dellorganizzazione. Tuttavia in
questo scambio di informazioni tra lambiente e lorganizzazione gli attori
individuali o collettivi, allinterno di vincoli imposti dal sistema,
dispongono di margini di libertà che utilizzano strategicamente nelle loro
interazioni con gli altri trasformandolo in un potere autonomo che sfugge a qualsiasi regolazione e questo
potere è una ulteriore variabile del sistema (Croizier
Friedberg). In questottica può quindi anche leggersi la riforma del
controllo nata dalla L. 244/07, Finanziaria del 2008, con lart. 3 e
proseguita con la recente Legge 15/09, allart. 11, quale necessità di un progetto
possibile per una struttura articolata ma coerente alla complessità
organizzativa ambientale. Può quindi concludersi con laffermazione di
Heidegger per cui lintuizione del divenire è sempre un adesso, un istante presente.
______________ Bibliografia J. Barbour, La fine del tempo, Einaudi 2005; A.
Grandori, Organizzazione e comportamento economico, Il Mulino 1999; M.
Heidegger, Essere e tempo, Longanesi 1978; H. Mintzberg, La progettazione dellorganizzazione aziendale, Il Mulino 1996;
L. Pastore, LEuropa è la filosofia? Considerazioni
sullimpegno filosofico -politico di Martin Heidegger, in Il Giornale
della Filosofia, 28-37, VII, 2/2007. Commenta | Stampa | Segnala | Condividi |
( da "Soldionline"
del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action
Piazza Affari
negativa (-1%), ma Enel riesce a salire (+1%) I diritti relativi all'aumento di
capitale hanno guadagnato il 4,5% nel loro ultimo giorno di quotazione. Prevale
il segno meno per i petroliferi. Indici in territorio negativo a Piazza Affari
nell'ultima seduta della settimana. Le tags: enel Quotazioni: ENEL Commenta
l'articolo Edoardo Fagnani venerdì, 12 giugno 2009 - 17:05 Chiusura in rialzo
per Enel (+1,1% a 3,69 euro), mentre i diritti relativi allaumento
di capitale hanno guadagnato il 4,56% a 0,47 euro nel loro ultimo giorno di
quotazione. Loperazione
di ricapitalizzazione proseguirà, invece, unaltra settimana e
terminerà venerdì 19 giugno. Prevale il segno meno per i petroliferi, dopo che
a New York il prezzo del greggio è tornato sotto i 71 dollari al barile, dopo
un massimo a oltre 73 dollari nella seduta di ieri. Eni ha subito una flessione dell1,69%
a 18,04 euro, alla vigilia del lancio del prestito obbligazionario da un
miliardo di euro destinato al pubblico retail. In ribasso anche Saipem (-1,75%
a 19,09 euro) e Tenaris (-2,06% a 10,93 euro). A due velocità Erg (+0,3% a 10,17 euro) e Saras (-0,71%
a 2,1 euro). Male Terna (-1,81%), mentre Snam Rete Gas è riuscita a salire
(+0,41%). Tra le municipalizzate si segnalano i ribassi di A2A e Acea, che
hanno perso rispettivamente l1,98% e il 2,26%. Iride ha perso lo 0,58% a 1,372
euro. La municipalizzata ha ottenuto un prestito da 100 milioni di euro dalla
Cassa Depositi e Presiti. Il finanziamento avrà una durata di 5 anni e sarà
indicizzato al tasso Euribor. Indici in territorio negativo a Piazza Affari
nellultima seduta della settimana. In generale flessione i bancari e
gli assicurativi. Unicredit finisce nuovamente sotto i due euro. In rosso anche
Fiat, mentre Bulgari e Pirelli hanno beneficiato delle promozioni di Goldman
Sachs e di Deutsche Bank.
Il FTSEMib ha subito un ribasso dello 0,98% a 20.384 punti, mentre il FTSE
Italia AllShare ha perso lo 0,95% a 21.007 punti. Segno meno anche per il FTSE
Italia Mid Cap (-0,68%) e il FTSE Italia Star (-0,78%). Il controvalore degli
scambi nella seduta odierna si è attestato a 2,33 miliardi di euro, contro i
2,51 miliardi di ieri. Su 339 titoli trattati, 223 hanno terminato la giornata
con un ribasso, mentre le performance positive sono state 98. Invariate le
restanti 18 azioni. In frazionale calo anche le principali borse europee. Leuro
scende a quota 1,4 dollari. Prevalgono le vendite sui bancari. Unicredit non ha
resistito sopra quota 2 euro e ha chiuso la giornata con una flessione
dell1,33% a 1,998 euro. Performance peggiore per la Popolare di Milano (-4,24%). Male anche
IntesaSanpaolo (-1,59%). Il Banco Popolare ha subito una flessione dell1,17%
a 5,64 euro. Listituto ha siglato un accordo con la Banca Europea per gli
Investimenti per lo stanziamento di 300 milioni di euro, destinati alle piccole e medie imprese e agli enti
pubblici. Segno più anche per UBI Banca, che ha guadagnato lo 0,66%. Banca
Italease è scesa dello 0,07% a 1,493 euro. La Consob ha comunicato che tra il 4
giugno e il 10 giugno Ubs ha modificato la partecipazione detenuta nellistituto. Al momento la quota dellistituto
svizzero è sotto il 2% del capitale sociale di Banca Italease. In generale calo
anche gli assicurativi. Generali ha subito un ribasso dell1,49% a 15,88
euro. La compagnia assicurativa ha comunicato che l'ISVAP, l'Istituto per la Vigilanza sulle
Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo, ha emesso i provvedimenti
autorizzativi necessari per la realizzazione dell'operazione di fusione per
incorporazione di Alleanza Assicurazioni e Toro Assicurazioni nella stessa
Generali. Intanto, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il Credit
Agricole starebbe studiando un nuovo patto parasociale che sia accettato dai
soci di IntesaSanpaolo e dallAntitrust. Inoltre, il gruppo
francese non sembra intenzionato a cedere la quota detenuta nellistituto guidato da
Corrado Passera. Infine, Ing ha migliorato il giudizio su Generali e ora dice
di acquistarne le azioni. Gli esperti hanno anche incrementato il prezzo
obiettivo, portandolo a 19,5 euro. Performance peggiore per Fondiaria-Sai (-1,93%). Alleanza
(-1,42%) e Unipol (-1,08%) non si sono salvate dalle vendite. Qualche spunto
tra gli editoriali. Mediaset ha ceduto lo 0,24% a 4,135 euro. Il numero uno del
gruppo del Biscione, Fedele Confalonieri, ha dichiarato che nel secondo
trimestre del 2009 la raccolta pubblicitaria ha dato segnali di miglioramento,
anche se il trend del mercato resta incerto. Secondo Confalonieri, i risultati
dovrebbero registrare un miglioramento rispetto alla prima parte dellanno.
Il manager ha confermato
che è allo studio il progetto di creare con Mondadori (-2,27%) un
concessionario unico nel settore della pubblicità on-line. Segno meno anche per
RcsMediaGroup (-0,45%), Seat (-0,97%) e Telecom Italia Media (-3,53%). Gruppo lEspresso
ha ceduto lo 0,72% a
1,241 euro. Gli analisti di Equita sim hanno alzato a 1,32 euro per azione la
valutazione sulla società editoriale e hanno migliorato il giudizio sul titolo,
portandolo da “Reduce” (ridurre) a “Hold” (mantenere). --> Pagina: 1 2
( da "AltaLex" del
12-06-2009)
Argomenti: Class Action
I costruttori di Punta Perotti devono essere risarciti Corte Europea Diritti dell'Uomo , sez. XII, sentenza 20.01.2009 Stampa | Segnala | Condividi I costruttori di Punta Perotti devono essere risarciti, perché la confisca del terreno su cui sorgeva il bene che fu abbattuto nel 2006 era in contrasto con la Convenzione europea per i diritti dell'uomo e il diritto di proprietà. E' quanto stabilito dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo con la sentenza depositata il 20 gennaio scorso intervenendo sulla vicenda dell'ecomostro di Bari. (Altalex, 12 giugno 2009) COUR EUROPENNE DES DROITS DE L'HOMME DEUXIÈME SECTION AFFAIRE SUD FONDI SRL ET AUTRES c. ITALIE (Requête no 75909/01) ARRÊT STRASBOURG 20 janvier 2009 (Cet arrêt deviendra définitif dans les conditions définies à l'article 44 § 2 de la Convention). En l'affaire Sud Fondi srl et autres c. Italie, La Cour européenne des droits de l'homme (deuxième section), siégeant en une chambre composée de : Françoise Tulkens, présidente, Ireneu Cabral Barreto, Vladimiro Zagrebelsky, Danut Jo ien , Dragoljub Popovi , András Sajó, I_1l Karaka_, juges, et de Sally Dollé, greffière de section, Après en avoir délibéré en chambre du conseil le 16 décembre 2008, Rend l'arrêt que voici, adopté à cette date: PROCÉDURE 1. A l'origine de l'affaire se trouve une requête (no 75909/01) dirigée contre la République italienne et dont trois sociétés basées dans cet Etat, Sud Fondi srl, MABAR srl et IEMA srl (« les requérantes »), ont saisi la Cour le 25 septembre 2001 en vertu de l'article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l'homme et des libertés fondamentales (« la Convention »). Il ressort du dossier que la première requérante est en liquidation. 2. Les requérantes sont représentés par Me A. Giardina, Me Francesca Pietrangeli et Me Pasquale Medina, avocats à Rome. Le gouvernement italien (« le Gouvernement ») est représenté par son agent, Mme E. Spatafora, et par son coagent adjoint, M. N. Lettieri. 3. Les requérantes alléguaient en particulier que la confiscation dont elles ont fait l'objet est incompatible avec l'article 7 de la Convention et l'article 1 du Protocole no1. 4. Par une décision du 23 septembre 2004, la Cour a déclaré la requête partiellement irrecevable. Le 30 août 2007, la Cour a déclaré recevable le restant de la requête. 5. Tant les requérantes que le Gouvernement ont déposé des observations écrites sur le fond de l'affaire (article 59 § 1 du règlement). EN FAIT I. LES CIRCONSTANCES DE L'ESPÈCE 6. Les requérantes, trois sociétés ayant leur siège à Bari, étaient propriétaires des constructions et terrains objets de la requête. A. L'adoption des conventions de lotissement 7. La société Sud Fondi srl (infra « la première requérante ») était propriétaire d'un terrain sis à Bari, sur la côte de Punta Perotti, classé comme constructible par le plan général d'urbanisme (piano regolatore generale), et destiné à être utilisé dans le secteur tertiaire par les dispositions techniques du plan général d'urbanisme. 8. Par l'arrêté no 1042 du 11 mai 1992, le Conseil municipal de Bari approuva le projet de lotissement (piano di lottizzazione) présenté par cette société relativement à une partie de son terrain, dont la surface globale était de 58 410 mètres carrés. Ce projet qui avait été pré-adopté le 20 mars 1990 - prévoyait la construction d'un complexe multifonctionnel, à savoir d'habitations, bureaux et magasins. 9. Le 3 novembre 1993, la première requérante et la Mairie de Bari conclurent une convention de lotissement ayant pour objet la construction d'un complexe de 199 327 mètres cubes ; en contrepartie la requérante céderait à la municipalité 36 571 mètres carrés dudit terrain. 10. Le 19 octobre 1995, l'administration municipale de Bari délivra le permis de construire. 11. Le 14 février 1996, la première requérante entama les travaux de construction, qui furent en grande partie terminés avant le 17 mars 1997. 12. Par l'arrêté no 1034 du 11 mai 1992, le Conseil municipal de Bari approuva un projet de lotissement (qui avait été pré-adopté le 20 mars 1990) concernant la construction d'un complexe multifonctionnel à réaliser sur un terrain de 41 885 mètres carrés classé comme constructible par le plan général d'urbanisme et limitrophe à celui de propriété de la société Sud Fondi srl. Les sociétés MABAR srl et IMCAR srl étaient propriétaires, respectivement, de 13 095 mètres carrés et 2 726 mètres carrés de ce terrain. 13. Le 1er décembre 1993, la société MABAR srl (infra « la deuxième requérante ») conclut avec l'administration municipale de Bari une convention de lotissement prévoyant la construction d'habitations et bureaux pour 45 610 mètres cubes ; elle céderait à la municipalité 6 539 mètres carrés de terrain. 14. Le 3 octobre 1995, la Mairie de Bari délivra le permis de construire. 15. La deuxième requérante entama les travaux de construction ; il ressort du dossier qu'au 17 mars 1997, seules les fondations des bâtiments avaient été réalisées. 16. Le 21 juin 1993, la société IMCAR srl conclut avec l'administration municipale de Bari une convention de lotissement prévoyant la construction d'un complexe de 9 150 mètres cubes, ainsi que la cession à la municipalité de 1 319 mètres carrés de terrain. Le 28 mars 1994, la société IMCAR srl vendit son terrain à la société IEMA srl. 17. Le 14 juillet 1995, la Mairie de Bari délivra à la société IEMA srl (infra « la troisième requérante ») un permis de construire des habitations, des bureaux et un hôtel. 18. La troisième requérante entama les travaux de construction. Il ressort du dossier qu'au 17 mars 1997, une partie du complexe avait été terminée. 19. Entre-temps, le 10 février 1997, l'autorité nationale pour la protection du paysage (Sovrintendenza per i beni culturali e ambientali) s'était plainte auprès du maire de Bari de ce que les zones côtières soumises à une contrainte de paysage, telles qu'elles ressortaient des documents annexés au plan urbain de mise en uvre, ne coïncidaient pas avec les zones marquées en rouge sur la planimétrie qui avait été transmise en 1984. 20. Il ressort du dossier qu'au moment de l'approbation des projets de lotissement litigieux, aucun plan urbain de mise en uvre (piano di attuazione) du plan général d'urbanisme de Bari n'était en vigueur. En effet, le plan de mise en uvre du 9 septembre 1986, en vigueur au moment de la pré-adoption des projets, avait expiré le 9 septembre 1991. Antérieurement, la ville de Bari avait élaboré un autre plan urbain de mise en uvre, en vigueur du 29 décembre 1980 au 29 décembre 1985. B. La procédure pénale 21. A la suite de la publication d'un article de presse concernant les travaux de construction effectués à proximité de la mer à « Punta Perotti », le 27 avril 1996, le procureur de la République de Bari ouvrit une enquête pénale. 22. Le 17 mars 1997, le procureur de la République ordonna la saisie conservatoire de l'ensemble des constructions litigieuses. Par ailleurs, il inscrivit dans le registre des personnes faisant l'objet de poursuites pénales les noms de Michele Matarrese Senior, Domenico Andidero et Antonio Quiselli, en tant que représentants respectifs des sociétés Sud Fondi srl, MABAR srl et IEMA srl, ainsi que les noms de trois autres personnes, en tant que directeurs et responsables des travaux de construction. Le procureur de la République estimait que la localité dénommée « Punta Perotti » était un site naturel protégé et que, par conséquent, l'édification du complexe était illégale. 23. Les requérantes attaquèrent la mesure de saisie conservatoire devant la Cour de cassation. 24. Par une décision du 17 novembre 1997, la Cour de cassation annula cette mesure et ordonna la restitution de l'ensemble des constructions aux propriétaires, au motif que le site n'était frappé d'aucune interdiction de bâtir par le plan d'urbanisme. 25. Par un jugement du 10 février 1999, le tribunal de Bari reconnut le caractère illégal des immeubles à « Punta Perotti » puisque non conformes à la loi no 431 de 1985 (« loi Galasso »), qui interdisait de délivrer des permis de construire relatifs aux sites d'intérêt naturel, parmi lesquelles figurent les zones côtières. Toutefois, vu qu'en l'espèce l'administration locale avait bien délivré les permis de construire, et vu la difficulté de coordination entre la loi no 431 de 1985 et la législation régionale, qui présentait des lacunes, le tribunal estima qu'il ne pouvait être reproché aux accusés ni faute ni intention. Par conséquent, le tribunal acquitta tous les accusés à défaut d'élément moral (« perché il fatto non costituisce reato »). 26. Dans ce même jugement, estimant que les projets de lotissement étaient matériellement contraires à la loi no 47 de 1985 et de nature illégale, le tribunal de Bari ordonna, aux termes de l'article 19 de cette loi, la confiscation de l'ensemble des terrains lotis à « Punta Perotti », ainsi que des immeubles y construits, et leur acquisition au patrimoine de la Mairie de Bari. 27. Par un arrêté du 30 juin 1999, le Ministre du Patrimoine (« Ministro dei beni culturali ») décréta une interdiction de construire dans la zone côtière près de la ville de Bari, y compris « Punta Perotti », au motif qu'il s'agissait d'un site de haut intérêt naturel. Cette mesure fut annulée par le tribunal administratif régional l'année suivante. 28. Le Procureur de la République interjeta appel du jugement du tribunal de Bari, demandant la condamnation des accusés. 29. Par un arrêt du 5 juin 2000, la cour d'appel réforma la décision de première instance. Elle estima que la délivrance des permis de construire était légale, en l'absence d'interdictions de bâtir à « Punta Perotti » et vu l'absence d'apparente illégalité dans la procédure d'adoption et approbation des conventions de lotissement. 30. Par conséquent, la cour d'appel acquitta les accusés au motif que l'élément matériel de l'infrclass="term">action faisait défaut (« perché il fatto non sussiste ») et révoqua la mesure de confiscation de l'ensemble des constructions et terrains. 31. Le 27 octobre 2000, le Procureur de la République se pourvut en cassation. 32. Par un arrêt du 29 janvier 2001, déposé au greffe le 26 mars 2001, la Cour de cassation cassa sans renvoi la décision de la cour d'appel. Elle reconnut l'illégalité matérielle des projets de lotissement, au motif que les terrains concernés était frappés d'une interdiction absolue de construire et d'une contrainte de paysage, imposées par la loi. A cet égard, la cour releva qu'au moment de l'adoption des projets de lotissement (le 20 mars 1990), la loi régionale no 30 de 1990 en matière de protection du paysage n'était pas encore en vigueur. Par conséquent, les dispositions applicables en l'espèce étaient celles de la loi régionale no 56 de 1980 (en matière d'urbanisme) et la loi nationale no 431 de 1985 (en matière de protection du paysage). 33. Or, la loi no 56 de 1980 imposait une interdiction de construire au sens de l'article 51 F), à laquelle les circonstances de l'espèce ne permettaient pas de déroger. En effet, les projets de lotissement concernaient des terrains non situés dans l'agglomération urbaine. En outre, au moment de l'adoption des conventions de lotissement, les terrains concernés étaient inclus dans un plan urbain de mise en uvre du plan général d'urbanisme qui était postérieur à l'entrée en vigueur de la loi régionale no 56 de 1980. 34. Enfin, la Cour de cassation releva qu'en mars 1992, soit au moment de l'approbation des projets de lotissement, aucun programme urbain de mise en uvre n'était en vigueur. A cet égard la Cour rappela sa jurisprudence selon laquelle il fallait qu'un plan urbain de mise en uvre soit en vigueur au moment de l'approbation des projets de lotissement (Cour de cassation Section 3, 21.197, Volpe ; 9.6.97, Varvara ; 24.3.98, Lucifero). Ceci puisque toujours selon la jurisprudence une fois un plan urbain de mise en uvre expiré, l'interdiction de construire à laquelle le programme avait mis fin redéployait ses effets. Par conséquent, il fallait retenir l'existence de l'interdiction de construire sur les terrains en cause, au moment de l'approbation des projets de lotissement. 35. La Cour de cassation retint également l'existence d'une contrainte de paysage au sens de l'article 1 de la loi nationale no 431 de 1985. En l'espèce, l'avis de conformité avec la protection du paysage de la part des autorités compétentes faisait défaut (à savoir il n'y avait ni le nulla osta délivré par les autorités nationales et attestant de la conformité avec la protection du paysage - au sens de l'article 28 de la loi no 1150/1942 - ni l'avis préalable des autorités régionales selon les articles 21 et 27 de la loi no 1150/1942 ou l'avis du comité régional pour l'urbanisme prévu aux articles 21 et 27 de la loi régionale no 56/1980). 36. Enfin, la Cour de cassation releva que les projets de lotissement ne concernaient que 41 885 mètres carrés, alors que, selon les dispositions techniques du plan général d'urbanisme de la ville de Bari, la surface minimale était fixée à 50 000 mètres carrés. 37. A la lumière de ces considérations, la Cour de cassation retint donc le caractère illégal des projets de lotissement et des permis de construire délivrés. Elle acquitta les accusés au motif qu'il ne pouvait leur être reproché ni faute ni intention de commettre les faits délictueux et qu'ils avaient commis une « erreur inévitable et excusable » dans l'interprétation de dispositions régionales « obscures et mal formulées » et qui interféraient avec la loi nationale. La Cour de cassation prit également en compte le comportement des autorités administratives, et notamment le fait que, à l'obtention des permis de construire, les requérantes avaient été rassurés par le directeur du bureau communal compétent ; que les interdictions visant la protection des sites contre lesquelles le projet de construction se heurtait ne figuraient pas dans le plan d'urbanisme ; que l'administration nationale compétente n'était pas intervenue. Enfin, la Cour de cassation affirma qu'en l'absence d'une enquête portant sur les raisons des comportements tenus par les organes publics, il n'était pas permis de faire des suppositions. 38. Par le même arrêt, la Cour de cassation ordonna la confiscation de l'ensemble des constructions et des terrains, au motif que, conformément à sa jurisprudence, l'application de l'article 19 de la loi no 47 de 1985 était obligatoire en cas de lotissement illégal, même en l'absence d'une condamnation pénale des constructeurs. C. Les développements postérieurs à l'issue de la procédure pénale 39. Le 23 avril 2001, l'administration municipale communiqua aux requérantes qu'à la suite de l'arrêt de la Cour de cassation du 29 janvier 2001, la propriété des terrains dédites sociétés sis à « Punta Perotti » avait été transférée à la municipalité. 40. Le 27 juin 2001, l'administration municipale de Bari procéda à l'occupation matérielle des terrains. 41. Des tiers dont les terrains étaient concernés par le projet de lotissement se virent également privés des terrains par l'effet de la confiscation. 42. Les requérantes, ainsi que des tiers qui n'avaient jamais fait l'objet de poursuite pénale, introduisirent un recours en opposition pour tenter de bloquer l'exécution de l'arrêt de la Cour de cassation pénale, qui avait ordonné la confiscation. Le recours des requérantes fut rejeté par le tribunal de Bari et puis par la Cour de cassation le 27 janvier 2005. L'État introduisit également un recours en opposition pour éviter que des biens lui appartenant ne soient confisqués au bénéfice de la ville de Bari. Par une décision du 9 mai 2005, la Cour de cassation rejeta le recours, au motif que la confiscation devait frapper toute la zone concernée par le projet de lotissement, y compris les lots non construits et les lots qui n'avaient pas encore été vendus, étant donné que tous ces terrains avaient perdu leur vocation et destination d'origine à cause du projet de lotissement litigieux. 43. En avril 2006 les immeubles érigés par les requérantes furent démolis. 44. Entre-temps, le 28 janvier 2006, Sud Fondi avait saisi le tribunal civil de Bari d'une demande en dommages-intérêts dirigée contre le Ministère des biens culturels, la région des Pouilles et la ville de Bari, autorités auxquelles elle reprochait pour l'essentiel d'avoir accordé des permis de construire sans la diligence requise et d'avoir garanti que tout le dossier était conforme à la loi. La requérante demandait 150 000 000 EUR correspondant à la valeur actuelle du terrain confisqué, plus 134 530 910,69 EUR pour dommage ultérieur, 152 332 517,44 EUR pour manque à gagner et 25 822 844,95 EUR pour dommage immatériel. En outre, ses associés (Matarrese) demandaient un dédommagement pour atteinte à leur réputation. 45. Les parties ont indiqué que MABAR a intenté une procédure séparée pour demander les dommages à l'égard des mêmes autorités, et que IEMA n'a pas saisi les tribunaux nationaux, elle s'est bornée à envoyer un courrier aux autorités concernés. 46. Les 28 mars, 7 avril et 7 juin 2006, les requérantes ont déposé des articles de presse portant sur la démolition des bâtiments et mentionnant une procédure en dommages-intérêts intentée par la famille Matarrese. En particulier, un article paru le 26 avril 2006 dans La Stampa informait les lecteurs qu'une demande en dommages-intérêts à concurrence de 570 millions d'euros avait été adressée à la ville de Bari et que celle-ci avait répliqué en demandant en dédommagement à concurrence de 105 millions d'euros pour atteinte à l'image de la ville. 47. Le 10 mars 2008, le Gouvernement a transmis un article de presse, paru à une date non précisée, duquel il ressort qu'après la décision sur la recevabilité, la Cour a invité les parties à trouver un accord amiable ou à lui soumettre une demande en dommages-intérêts. L'article indique que « si Matarrese (Sud Fondi) semble avoir l'intention de réclamer quelques centaines de millions d'euros, le Gouvernement n'entend même pas faire une proposition (......). L'article indique ensuite : « Nous ne donnerons aucun euro et nous n'adhérons pas à la proposition » et puis : La défense du Gouvernement à Strasbourg (c'est un magistrat) se plaint de ne pas avoir reçu toute la documentation sur l'affaire (...). En particulier, la nouvelle qu'une procédure en dommages-intérêts au plan national avait été intentée ne lui serait pas parvenue. Autrement, cette nouvelle aurait pu amener la Cour à décider autrement sur la recevabilité de la requête. 48. Le 9 avril 2008, dans le cadre d'un procès pénal ne concernant pas les requérantes, la cour d'appel de Bari ayant pris bonne note de ce que la présente requête avait été déclarée recevable par la Cour a saisi la Cour constitutionnelle pour que celle-ci se prononce sur la légalité de la confiscation infligée automatiquement même dans le cas ou aucune responsabilité pénale n'a été constatée. II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS A. Les dispositions permettant d'apprécier le caractère abusif du lotissement La loi no 1497 de 1939 49. La protection des lieux pouvant être considérés comme sites naturels remarquables (bellezze naturali) est réglementée par la loi no 1497 du 29 juin 1939, qui prévoit le droit de l'Etat d'imposer une « contrainte de paysage » (vincolo paesaggistico) sur les sites à protéger. Le Décret du Président de la République no 616 de 1977 50. Par le Décret du Président de la République, DPR no 616 du 1977, l'Etat a délégué aux Régions les fonctions administratives en matière de protection des sites naturels remarquables. La loi no 431 de 8 août 1985 (Dispositions urgentes en matière des sites présentant un grand intérêt pour l'environnement). 51. L'article 1 de cette loi soumet à des « limitations visant à protéger le paysage et l'environnement au sens de la loi no 1497 de 1939 (vincolo paesaggistico ed ambientale), entre autres, les zones côtières situées à moins de 300 mètres de la ligne de brisement des vagues, même pour les terrains surplombant la mer. » Il en découle l'obligation de demander aux autorités compétentes un avis de conformité avec la protection du paysage de tout projet de modification des lieux. « Ces limitations ne s'appliquent pas aux terrains inclus dans les « zones urbaines A et B ». Pour les terrains inclus dans d'autres zones, ces limitations ne s'appliquent pas à ceux qui sont inclus dans un plan urbain de mise en uvre. » Par cette loi, le législateur a soumis le territoire à une protection généralisée. Celui qui ne respecte pas les contraintes prévues à l'article 1, est puni notamment aux termes de l'article 20 de la loi no 47 de 1985 (sanctions prévues en matière d'urbanisme, voir infra). La loi no 10 du 27 janvier 1977 (Dispositions en matière de constructibilité des sols) 52. La loi no 10 du 27 janvier 1977 prévoit à l'article 13 que les plans généraux d'urbanisme peuvent être réalisés à condition qu'un plan ou un programme urbain de mise en uvre (piano o programma di attuazione) existe. Ce programme de mise en uvre doit délimiter les zones dans lesquelles les dispositions des plans généraux d'urbanisme doivent être mises en uvre. Il incombe aux Régions de décider du contenu et de la procédure permettant d'aboutir à un plan urbain de mise en uvre et d'établir la liste des villes exonérées de l'obligation d'adopter un plan de mise en uvre. Lorsqu'une ville est obligée d'adopter un plan de mise en uvre, les permis de construire ne peuvent être délivrés par le maire que si les permis litigieux ne visent une zone incluse dans le programme de réalisation (sauf exceptions prévues par la loi) et que si le projet est conforme au plan général d'urbanisme. Aux termes de l'article 9, les villes exonérées de l'obligation d'adopter un plan de mise en uvre peuvent délivrer des permis de construire. La loi de la Région des Pouilles no 56 du 31 mai 1980 53. La loi régionale no 56 du 31 mai 1980, à son article 51 alinéa f), dispose : « ... Jusqu'à l'entrée en vigueur des plans d'urbanisme territoriaux... F) Il est interdit de construire à moins de 300 mètres de la limite avec le domaine maritime1 ou du point le plus élevé surplombant la mer. En cas de plan d'urbanisme (strumento urbanistico) déjà en vigueur ou adopté au moment de l'entrée en vigueur de cette loi, il est possible de construire seulement dans les zones A, B et C au sein des centres habités et au sein des installations touristiques. En outre, il est possible de construire des ouvrages publics et d'achever des installations industrielles et artisanales qui étaient en cours de construction à l'entrée en vigueur de cette loi » L'article 18 de la loi no 47 de 1985 54. La loi no 47 du 27 février 1985 (Dispositions en matière de contrôle de l'activité urbaine et de construction, sanctions, récupération et régularisation des ouvrages) définit le « lotissement abusif » à son article 18 : « Il y a lotissement abusif d'un terrain en vue de la construction, a) en cas de commencement d'ouvrages impliquant une transformation urbaine non conforme aux plans d'urbanisme (strumenti urbanistici), déjà en vigueur ou adoptés, ou en tout cas non conforme aux lois de l'Etat ou des Régions ou bien en l'absence de l'autorisation requise ; (...) » 55. Cette disposition a été interprétée dans un premier temps dans le sens d'exclure le caractère abusif d'un lotissement lorsque les autorités compétentes ont délivré les permis requis (Cour de cassation, Section 3, arrêt no 6094/1991, Ligresti ; 18 octobre 1988, Brulotti). Elle a ensuite été interprétée dans le sens que, même s'il est autorisé par les autorités compétentes, un lotissement non conforme aux dispositions urbaines en vigueur est abusif (voir l'arrêt de la Cour de cassation du cas d'espèce, précédé par Cour de cassation, section 3, 16 novembre 1995, Pellicani, et 13 mars 1987, Ginevoli ; confirmé par le Sections Réunies de la Cour de cassation, arrêt no 5115 de 2002, Spiga). B. La confiscation Principes généraux de droit pénal 56. a) L'article 27 § 1 de la Constitution italienne prévoit que « la responsabilité pénale est personnelle ». La Cour constitutionnelle a affirmé à plusieurs reprises qu'il ne peut y avoir de responsabilité objective en matière pénale (voir, parmi d'autres, Cour constitutionnelle, arrêt no 1 du 10 janvier 1997, et infra, « autres cas de confiscation ». L'article 27 § 3 de la Constitution prévoit que « les peines ...doivent tendre à la rééducation du condamné ». b) L'article 25 de la Constitution prévoit, à ses deuxième et troisième alinéas, que « personne ne peut être puni en l'absence d'une loi entrée en vigueur avant la commission des faits » et que « personne ne peut être sujette à une mesure de sureté sauf dans les cas prévus par la loi ». c) L'article 1 du code pénal prévoit que « personne ne peut être puni pour un fait qui n'est pas expressément prévu par la loi comme étant constitutif d'une infrclass="term">action pénale, et avec une peine qui n'est pas établie par la loi ». L'article 199 du code pénal, concernant les mesures de sureté, prévoit que personne ne peut être soumis à des mesures de sûreté non prévues par la loi et en dehors des cas prévus par la loi. d) L'article 42, 1er alinéa du code pénal prévoit que « l'class="hilite">on ne peut être puni pour une class="term">action ou une omission constituant une infrclass="term">action pénale prévue par la loi si, dans la commission des faits, l'auteur n'avait pas de conscience et volonté (coscienza e volontà) ». La même règle est établie par l'article 3 de la loi du 25 novembre 1989 no 689 en ce qui concerne les infrclass="term">actions administratives. e) L'article 5 du code pénal prévoit que « Nul ne peut se prévaloir de son ignorance de la loi pénale pour obtenir une excuse ». La Cour constitutionnelle (arrêt n.364 de 1988) a statué que ce principe ne s'applique pas quand il s'agit d'une erreur inévitable, de sorte que cet article doit désormais être lu comme suit : « Nul ne peut se prévaloir de son ignorance de la loi pénale pour obtenir une excuse, sauf s'il s'agit d'une erreur inévitable ». La Cour constitutionnelle a indiqué comme possible origine de l'inévitabilité objective de l'erreur sur la loi pénale l' « obscurité absolue de la loi », les « assurances erronées » de la part de personnes en position institutionnelle pour juger de la légalité des faits à accomplir, l'état « gravement chaotique » de la jurisprudence. La confiscation prévue par le code pénal 57. Aux termes de l'article 240 du code pénal : « 1er alinéa : En cas de condamnation, le juge peut ordonner la confiscation des choses qui ont servi ou qui furent destinées à la commission de l'infrclass="term">action, ainsi que les choses qui sont le produit ou le bénéfice de l'infrclass="term">action. 2ème alinéa : La confiscation est toujours ordonnée : 1. Pour les choses qui constituent le prix de l'infrclass="term">action ; 2. Pour les choses dont la fabrication, l'usage, le port, la détention ou l'aliénation sont pénalement interdites. 3ème alinéa : Dans les cas prévus au premier alinéa et au point 1 du deuxième alinéa, la confiscation ne peut frapper les tiers (« personnes étrangères à l'infrclass="term">action ») propriétaires des choses en question. 4ème alinéa : Dans le cas prévu au point 2 du deuxième alinéa, la confiscation ne peut frapper les tiers (« personnes étrangères à l'infrclass="term">action ») propriétaires lorsque la fabrication, l'usage, le port, la détention ou l'aliénation peuvent être autorisés par le biais d'une autorisation administrative. » 58. En tant que mesure de sûreté, la confiscation relève de l'article 199 du code pénal qui prévoit que « personne ne peut être soumis à des mesures de sûreté non prévues par la loi et en dehors des cas prévus par la loi ». Autres cas de confiscation / La jurisprudence de la Cour constitutionnelle 59. En matière de douanes et de contrebande, les dispositions applicables prévoient la possibilité de confisquer des biens matériellement illicites, même si ces derniers sont détenus par des tiers. Par l'arrêt no 229 de 1974, la Cour constitutionnelle a déclaré les dispositions pertinentes incompatibles avec la Constitution (notamment l'article 27), sur la base du raisonnement suivant : « Il peut y avoir des choses matériellement illicites, dont le caractère illicite ne dépend pas de la relation avec la personne qui en dispose. Ces choses doivent être confisquées auprès toute personne les détenant à n'importe quel titre (... ). Pour éviter que la confiscation obligatoire des choses appartenant à des tiers -étrangers à la contrebande - ne se traduise en une responsabilité objective à leur charge - à savoir une responsabilité du simple fait qu'ils sont propriétaires des choses impliquées - et pour éviter qu'ils subissent les conséquences patrimoniales des actes illicites commis par d'autres, il faut que l'on puisse reprocher à ces tiers un quid sans lequel l'infrclass="term">action (...) n'aurait pas eu lieu ou n'aurait pas été favorisée. En somme, il faut pouvoir reprocher à ces tiers un manque de vigilance. » 60. La Cour constitutionnelle a réitéré ce principe dans les arrêts no 1 de 1997 et no 2 de 1987, en matière de douanes et d'exportation d'uvres d'art. La confiscation du cas d'espèce (article 19 de la loi no 47 du 28 février 1985) 61. L'article 19 de la loi no 47 du 28 février 1985 prévoit la confiscation des ouvrages abusifs aussi bien que des terrains lotis de manière abusive, lorsque les juridictions pénales ont établi par un arrêt définitif que le lotissement est abusif. L'arrêt pénal est immédiatement transcrit dans les registres immobiliers. L'article 20 de la loi no 47 du 28 février 1985 62. Cette disposition prévoit des sanctions définies comme étant des « sanctions pénales ». La confiscation n'y figure pas. En cas de lotissement abusif - tel que défini à l'article 18 de cette même loi les sanctions prévues sont l'emprisonnement jusqu'à deux ans et l'amende jusqu'à 100 millions de lires italiennes (environ 516 460 euros). L'article 44 du code de la construction (DPR no 380 de 2001) 63. Le Décret de Président de la République no 380 du 6 juin 2001 (Testo unico delle disposizioni legislative et regolamentari in materia edilizia) a codifié les dispositions existantes notamment en matière de droit de bâtir. Au moment de la codification, les articles 19 et 20 de la loi no 47 de 1985 ci-dessus ont été unifiés en une seule disposition, à savoir l'article 44 du code, qui est ainsi titré : « Art. 44 (L) Sanctions pénales (...) 2. La confiscation des ouvrages abusifs aussi bien que des terrains lotis de manière abusive, lorsque les juridictions pénales ont établi par un arrêt définitif que le lotissement est illégal. » La jurisprudence relative à la confiscation pour lotissement abusif 64. Dans un premier temps, les juridictions nationales avaient classé la confiscation applicable en cas de lotissement abusif comme étant une sanction pénale. Dès lors, elle ne pouvait être appliquée qu'aux biens du prévenu reconnu coupable du délit de lotissement illégal, conformément à l'article 240 du code pénal (Cour de cassation, Sec. 3, 18 octobre 1988, Brunotti ; 8 mai 1991, Ligresti ; Sections Unies, 3 février 1990, Cancilleri). 65. Par un arrêt du 12 novembre 1990, la Section 3 de la Cour de cassation (affaire Licastro) affirma que la confiscation était une sanction administrative et obligatoire, indépendante de la condamnation au pénal. Elle pouvait donc être prononcée à l'égard de tiers, puisqu'à l'origine de la confiscation il y a une situation (une construction, un lotissement) qui doit être matériellement abusive, indépendamment de l'élément moral. De ce fait, la confiscation peut être ordonnée lorsque l'auteur est acquitté en raison de l'absence d'élément moral (« perché il fatto non costituisce reato »). Elle ne peut pas être ordonnée si l'auteur est acquitté en raison de la non matérialité des faits (« perché il fatto non sussiste »). 66. Cette jurisprudence fut largement suivie (Cour de Cassation, Section 3, arrêt du 16 novembre 1995, Besana ; no 12471, no 1880 du 25 juin 1999, Negro ; 15 mai 1997 no 331, Sucato ; 23 décembre 1997 no 3900, Farano ; no 777 du 6 mai 1999, Iacoangeli). Par l'ordonnance no 187 de 1998, la Cour constitutionnelle a reconnu la nature administrative de la confiscation. Tout en étant considérée comme étant une sanction administrative par la jurisprudence, la confiscation ne peut être annulée par un juge administratif, la compétence en la matière relevant uniquement du juge pénal (Cour de cassation, Sec. 3, arrêt 10 novembre 1995, Zandomenighi). La confiscation de biens se justifie puisque ceux-ci sont les « objets matériels de l'infrclass="term">action ». En tant que tels, les terrains ne sont pas « dangereux », mais ils le deviennent lorsqu'ils mettent en danger le pouvoir de décision qui est réservé à l'autorité administrative (Cour de cassation, Sec. 3, no 1298/2000, Petrachi et autres). Si l'administration régularise ex post le lotissement, la confiscation doit être révoquée (Cour de cassation, arrêt du 14 décembre 2000 no 12999, Lanza ; 21 janvier 2002, no 1966, Venuti). Le but de la confiscation est de rendre indisponible une chose dont on présume qu'on connaît la dangerosité : les terrains faisant l'objet d'un lotissement abusif et les immeuble abusivement construits. On évite ainsi la mise sur le marché immobilier de tels immeubles. Quant aux terrains, on évite la commission d'infrclass="term">actions ultérieures et on ne laisse pas de place à des pressions éventuelles sur les administrateurs locaux afin qu'ils régularisent la situation (Cour de cassation, Sec. 3, 8 février 2002, Montalto). EN DROIT I. SUR LES EXCEPTIONS PRÉLIMINAIRES DU GOUVERNEMENT 67. Dans ses observations du 5 décembre 2007, le Gouvernement a soulevé une exception de non-épuisement des voies de recours internes. Il aurait appris grâce à des articles de presse que Sud Fondi et MABAR, avant la décision sur la recevabilité, avaient engagé une procédure en dommages-intérêts au niveau national à l'encontre de la ville de Bari, de la région Pouilles et de l'Etat. Le Gouvernement a précisé que la requérante IEMA n'avait pas intenté de recours et qu'elle avait sommé l'administration publique de la dédommager à concurrence de 47 millions d'euros. D'après le Gouvernement, les procédures engagées sont identiques à celle intentée à Strasbourg tant pour le petitum que pour la causa petendi. La Cour devrait dès lors rayer la requête du rôle ou la déclarer irrecevable. 68. Le Gouvernement observe ensuite que « les requérantes sont porteuses de plusieurs vérités », car au niveau européen, elles revendiquent leur droit de bâtir alors qu'au niveau national elles admettent d'avoir commis une erreur causée par le comportement de l'administration. Il en découle que les requérantes demandent la déclaration de la responsabilité de l'Etat italien pour des motifs contradictoires entre eux devant la Cour et devant les juges nationaux. 69. Le 14 janvier 2008, le Gouvernent a dénoncé un abus de procédure des requérantes au motif que celles-ci n'avaient pas informé la Cour de ce qu'elles avaient réclamé des dommages-intérêts au niveau national. Elles auraien voulu cacher ces informations à la Cour, ce qui ne se concilie pas avec l'article 47 § 6 du Règlement de la Cour, d'après lequel les parties doivent informer cette dernière de tout fait pertinent pour l'examen de l'affaire. Vu que les requérantes ont transmis des communications incomplètes et donc trompeuses, la Cour devrait rayer la requête du rôle ou la déclarer irrecevable car abusive. Il se réfère sur ce point à l'affaire Hadrabova et autres c. République tchèque (déc.), 25 septembre 2007. 70. Le 10 mars 2008, le Gouvernement a dénoncé un deuxième abus des requérantes relatif à un article de presse (voir paragraphe 47 ci-dessus) publié à une date non connue. Selon lui, cet article révèle le non-respect de la confidentialité de la procédure de la part des requérantes et confirme le caractère abusif de la requête. 71. Les requérantes s'opposent aux arguments du Gouvernement. 72. S'agissant de l'exception de non-épuisement, elles observent que celle-ci est tardive, car le Gouvernement ne pouvait pas ignorer l'existence de ces procédures bien avant la décision sur la recevabilité vu que Sud Fondi et MABAR ont assigné en justice des organismes publics (la ville de Bari, le ministère des biens culturels et la région des Pouilles) en date du 28 janvier 2006. L'État a déposé un mémoire de constitution en réponse le 18 avril 2006. Ce n'est donc pas sérieux de la part du Gouvernement de soutenir qu'il n'était pas au courant de ces procédures avant la recevabilité. Par conséquent, elles demandent à la Cour de rejeter cette exception, vu qu'elle n'a été soulevée que le 5 décembre 2007. En tout état de cause, les requérantes observent que IEMA n'a pas intenté de recours et n'est donc pas concernée par cette exception. 73. En outre, les requérantes observent que le Gouvernement n'a pas montré l'accessibilité et efficacité des recours intentés par rapport aux violations alléguées. Elles soutiennent que la possibilité d'intenter un recours en dommages-intérêts comme elles l'ont fait n'existe que depuis l'arrêt de la Cour constitutionnelle no 204 de 2004. L'accès à ce remède étant inexistant au moment de l'introduction de la requête, ce remède n'est pas à épuiser. En outre, les requérantes ayant déjà épuisé la voie pénale, un recours civil n'est pas à épuiser. Ensuite, elles observent que les arguments soutenus par le Gouvernement devant le tribunal civil de Bari, à savoir l'absence de juridiction et la prescription du droit à réparation, ne se concilient pas avec l'argument soulevé devant la Cour, selon lequel le recours intenté est efficace et donc à épuiser. Enfin, les recours engagés au niveau national ne visent pas à doubler le recours engagé à Strasbourg car ils ne concernent pas la procédure pénale s'étant terminée par la confiscation des biens, et donc ne visent pas la réparation des violations de la Convention. Les recours nationaux se fondent sur la responsabilité extracontractuelle des administrations pour avoir pendant de longues années certifié la nature constructible des terrains en cause et pour avoir délivré des permis de construire. 74. Quant au prétendu caractère abusif de la requête, les requérantes observent que dans l'affaire Hadrabova citée par le Gouvernement, la partie requérante avait déjà obtenu au plan national un dédommagement pour le même motif invoqué devant la Cour et elle l'avait caché. Or, en l'espèce aucun dédommagement n'a été payé par l'État italien. En outre, les informations passées sous silence dans l'affaire Hadrabova concernaient l'existence d'une procédure ayant le même objet que celle pendante à Strasbourg, alors qu'en l'espèce il s'agit de deux procédures différentes. En outre, les requérantes observent qu'elles n'ont jamais eu l'intention de cacher à la Cour l'existence de ces procédures, dont, par ailleurs, il était fait mention dans les articles de presse qu'elles ont envoyés à la Cour. Tout simplement, vu que le but des procédures nationales n'est pas le même que celui de la procédure à Strasbourg, elles n'estimaient pas nécessaire d'envoyer un courrier ad hoc. 75. Quant à la prétendue divulgation d'informations confidentielles, les requérantes nient d'avoir fait de révélations à la presse concernant le fait que le Gouvernement avait refusé le règlement amiable, vu que le refus ne leur avait pas été notifié par les autorités italiennes. En tout état de cause, elles observent que les informations qui se trouvent dans la presse ne sont pas sous leur contrôle. 76. Enfin, les requérantes tiennent à critiquer la teneur de certains passages des observations du Gouvernement (paragraphes 97, 145 et 159 ci-dessous), qu'elles qualifient d'offensantes. Elles tiennent à souligner leur bonne foi, tant dans la procédure à Strasbourg qu'au niveau national. 77. La Cour rappelle qu'aux termes de l'article 55 de son règlement, « Si la Partie contractante défenderesse entend soulever une exception d'irrecevabilité, elle doit le faire, pour autant que la nature de l'exception et les circonstances le permettent, dans les observations écrites ou orales sur la recevabilité de la requête (...) ». 78. En l'espèce, la Cour estime qu'avant la décision sur la recevabilité du 30 août 2007, le Gouvernement ne pouvait pas ignorer les demandes en dommages-intérêts des requérantes dûment notifiées en 2006 à l'encontre d'organismes publics, dont le Ministère des biens culturels. Il y a donc forclusion pour ce qui est des exceptions ayant trait aux procédures en dommages-intérêts intentées au niveau national. 79. La Cour rappelle ensuite qu'elle peut rejeter une requête qu'elle considère comme irrecevable « à tout moment de la procédure » (article 35 § 4 de la Convention). Des faits nouveaux portés à sa connaissance peuvent la conduire, même au stade de l'examen du fond, à revenir sur la décision par laquelle la requête a été déclarée recevable et à la déclarer ultérieurement irrecevable, en application de l'article 35 § 4 de la Convention (voir, par exemple, Medeanu c. Roumanie (déc.), no 29958/96, du 8 avril 2003 ; 0lhan c. Turquie [GC], no 22277/93, § 52, CEDH 2000-VII ; Azinas c. Chypre [GC], no 56679/00, §§ 37-43, CEDH 2004-III). Elle peut aussi rechercher, même à un stade avancé de la procédure, si la requête se prête à l'application de l'article 37 de la Convention. Pour conclure que le litige a été résolu au sens de l'article 37 § 1 b) et que le maintien de la requête par le requérant ne se justifie donc plus objectivement, la Cour doit examiner, d'une part, la question de savoir si les faits dont le requérant tire directement grief persistent ou non et, d'autre part, si les conséquences qui pourraient résulter d'une éventuelle violation de la Convention à raison de ces faits ont également été effacées (Pisano c. Italie [GC] (radiation), no 36732/97, § 42, 24 octobre 2002). 80. En l'espèce, la Cour ne relève pas l'existence d'un « fait nouveau » survenu après la recevabilité qui pourrait l'amener à revenir sur sa décision quant à la recevabilité. En outre, elle note que le litige n'a pas été résolu de sorte qu'il n'y a pas lieu de rayer la requête du rôle. 81. La Cour rappelle enfin qu'une requête peut être rejetée comme étant abusive si elle a été fondée sciemment sur des faits erronés (voir, entre autres, Kérétchavili c. Géorgie, no 5667/02, 2 mai 2006 ; Varbanov c. Bulgarie, no 31365/96, § 37, CEDH 2000-X ; Akdivar et autres c. Turquie, 16 septembre 1996, §§ 53-54, Recueil des arrêts et décisions 1996-IV ; Xehàk c. République tchèque (déc.), no 67208/01, 18 mai 2004), en vue d'induire délibérément la Cour en erreur (Assenov et autres c. Bulgarie, décision de la Commission, no 24760/94, 27 juin 1996 ; Varbanov c. Bulgarie, no 31365/96, § 36, CEDH 2000-X). 82. La Cour, tout en regrettant que les requérantes n'aient pas formellement informé la Cour de leurs démarches auprès des tribunaux internes, ne considère pas établi qu'elles aient essayé de l'induire en erreur. La requête n'est donc pas abusive. 83. Partant, il y a lieu de rejeter les exceptions du Gouvernement. II. SUR LA VIOLATION ALLÉGUÉE DE L'ARTICLE 7 DE LA CONVENTION 84. Les requérantes dénoncent l'illégalité de la confiscation qui a frappé leurs biens au motif que cette sanction aurait été infligée dans un cas non prévu par la loi. Elles allèguent la violation de l'article 7 de la Convention, qui dispose : « 1. Nul ne peut être condamné pour une class="term">action ou une omission qui, au moment où elle a été commise, ne constituait pas une infrclass="term">action d'après le droit national ou international. De même il n'est infligé aucune peine plus forte que celle qui était applicable au moment où l'infrclass="term">action a été commise. 2. Le présent article ne portera pas atteinte au jugement et à la punition d'une personne coupable d'une class="term">action ou d'une omission qui, au moment où elle a été commise, était criminelle d'après les principes généraux de droit reconnus par les nations civilisées. » A. Sur l'applicabilité de l'article 7 de la Convention 85. La Cour rappelle que, dans sa décision du 30 août 2007, elle a estimé que la confiscation litigieuse s'analyse en une peine et que, partant, l'article 7 de la Convention trouve à s'appliquer. B. Sur l'observation de l'article 7 de la Convention 1. Arguments des requérantes 86. Les requérantes soutiennent que le caractère abusif du lotissement n'était pas « prévu par la loi ». Leurs doutes quant à l'accessibilité et à la prévisibilité des dispositions applicables seraient confirmés par l'arrêt de la Cour de cassation, ayant constaté que les accusés s'étaient trouvés dans une situations de « ignorance inévitable » ; ceux-ci ont été acquittés pour l'« erreur excusable » commise dans l'interprétation du droit applicable, compte tenu de la législation régionale obscure, de l'obtention des permis de construire, des assurances reçues de la part des autorités locales quant à la régularité de leurs projets et de l'inertie des autorités compétentes en matière de protection du paysage jusqu'en 1997. Sur le point de savoir si, une fois tous les permis de construire accordés, un lotissement pouvait être ou non qualifié d'abusif, la jurisprudence a en outre connu beaucoup d'hésitations qui n'ont été résolues que le 8 février 2002, par les Sections Réunies de la Cour de cassation. Ceci prouve donc que jusqu'en 2001 il y avait incertitude et que le fait d'avoir qualifié d'abusif le lotissement des requérantes, antérieurement au prononcé à sections réunies, constitue une interprétation non littérale, extensive, et donc imprévisible et incompatible avec l'article 7 de la Convention. 87. Les requérantes soutiennent ensuite qu'il n'y avait en tout cas pas d'illégalité matérielle en l'espèce, puisque les lotissements ne se heurtaient pas à des limitations frappant leurs terrains. Sur ce point, elles se réfèrent à l'arrêt de la cour d'appel de Bari, qui n'avait constaté aucune illégalité matérielle, estimant qu'aucune interdiction de construire ne frappait les terrains en cause. En outre, au fait que le ministère des biens culturels ait pris un arrêté le 30 juin 1999 soumettant les terrains en cause à des contraintes prouverait qu'antérieurement, aucune contrainte ne gravait sur lesdits terrains. Enfin, le plan d'urbanisme « territorial thématique du paysage », adopté le 15 décembre 2000 par décision du conseil régional des Pouilles no 1748, confirmerait qu'il n'y avait aucune interdiction de bâtir. 88. S'agissant de la légalité de la sanction qui leur a été infligée, les requérantes soutiennent que, pour être légale, une peine doit être prévisible, à savoir il doit être possible de prévoir raisonnablement au moment de la commission de l'infrclass="term">action les conséquences y afférentes au niveau de la sanction, aussi bien en ce qui concerne le type de sanction que la mesure de la sanction. En outre, pour être compatible avec l'article 7 de la Convention, une peine doit se rattacher à un comportement reprochable. Les requérantes estiment qu'aucune de ces conditions n'est remplie. 89. Au moment où les permis de construire ont été délivrés, et à l'époque de la construction des bâtiments, il était impossible pour les requérantes de prévoir l'application de la confiscation. En effet, la loi no 47 de 1985 ne prévoyant pas de manière explicite la possibilité de confisquer les biens de tiers en cas d'acquittement des accusés, la confiscation infligée dans le cas d'espèce serait « non prévue par la loi ». Pour infliger la confiscation, les juridictions nationales ont donné une interprétation non littérale de l'article 19 de la loi no 47/1985 et ceci est arbitraire puisqu'on est dans le domaine pénal et l'interprétation par analogie au détriment de l'intéressé ne peut pas être utilisée. En outre, une telle interprétation se heurte à l'article 240 du code pénal, qui établit le régime général des confiscations. 90. Même à supposer que l'interprétation ayant conduit à confisquer les biens d'une personne acquittée puisse être qualifiée d'interprétation littérale, il faut néanmoins encore démontrer que le caractère abusif du lotissement était effectivement prévu par la loi. Sur ce point, les requérantes rappellent que le caractère abusif du lotissement en question était loin d'être manifeste, vu l'acquittement au motif que la législation était tellement complexe que l'ignorance de la loi était inévitable et excusable. 91. Les requérantes observent ensuite que la sanction ne se rattache pas à un comportement reprochable, vu que la confiscation a été ordonnée à elles qui sont « tierces » par rapport aux accusés et compte tenu surtout de l'acquittement de ceux-ci et des motivations de l'acquittement. Les requérantes invoquent à cet égard le principe de la « responsabilité pénale personnelle » prévu par la Constitution, ce qui interdit de répondre pénalement du fait d'autrui. Ce principe n'est qu'un aspect complémentaire de l'interdiction de l'analogie in malam partem et de l'obligation d'énumérer de manière limitative les cas auxquels une sanction pénale s'applique (principio di tassatività). 92. Les requérantes rappellent enfin que, jusqu'en 1990, la confiscation avait été classée par les juridictions nationales parmi les sanctions pénales. De ce fait, elle pouvait frapper uniquement les biens de l'accusé (Cour de cassation, Section 3, 16 novembre 1995, Befana; 24 février 1999, Iacoangeli). Ce n'est qu'à partir de 1990 que la jurisprudence a évolué dans le sens de considérer la confiscation comme étant une sanction administrative et donc pouvant s'infliger indépendamment de la condamnation pénale et aussi à l'égard de tiers. Selon elles, un tel revirement de jurisprudence a eu lieu uniquement pour permettre la confiscation des biens de tiers en cas d'acquittement des accusés, comme en l'espèce. 93. Enfin, les requérantes observent que l'Etat soutient devant la Cour une thèse différente par rapport à celle soutenue au niveau national par les avocats ayant assumé la défense de la Région des Pouilles et de l'automobile club italien, qui a contesté la légalité de la confiscation à leur égard car infligée à des sujets étrangers à la procédure pénale. 94. En conclusion, la confiscation de l'espèce se heurte à l'interdiction de la responsabilité pénale pour fait d'autrui et est dès lors arbitraire. 95. De surcroît, les requérantes rappellent la jurisprudence de la Cour constitutionnelle selon laquelle une confiscation ne peut frapper les biens des tiers étrangers à l'infrclass="term">action que « lorsqu'à ceux-ci l'on peut reprocher un quid sans lequel l'infrclass="term">action n'aurait pas eu lieu ou n'aurait pas été favorisée ». Ensuite, les requérantes invoquent le principe selon lequel une personne morale ne peut pas être pénalement responsable (societas delinquere non potest). 2. Arguments du Gouvernement 96. Le Gouvernement soutient que tant l'infrclass="term">action que la confiscation étaient « prévues par la loi », à savoir par des dispositions accessibles et prévisibles. Aucun problème de rétroactivité ni d'interprétation extensive ne se pose en l'espèce. 97. Il y avait illégalité matérielle, car les terrains litigieux étaient frappés par les limitations ex lege, prévues, d'une part, par l'article 51 f) de la loi régionale no 56 de 1980 et, d'autre part, par la loi no 431 de 1985 en vigueur depuis le 15 septembre 1985. Ces contraintes existaient avant l'arrêté ministériel du 30 juin 1999 déclarant certaines parties du territoire de la ville de Bari comme étant d'intérêt remarquable pour le paysage. Elles étaient accessibles et prévisibles, car publiées. Elles devaient être claires pour les requérantes, vu qu'elles ne sont pas assimilables à un citadin quelconque mais sont des professionnels de la construction et donc une diligence spéciale pouvait être attendue d'elles (Chorherr c. Autriche, 25 août 1993, § 25, série A no 266-B ; Open Door et Dublin Well Woman c. Irlande, 29 octobre 1992, § 60, série A no 246-A). Le Gouvernement admet que l'administration s'est conduite comme si tout était dans l'ordre. Cependant, le comportement de celle-ci n'aurait pas été transparent et conforme aux normes de bonne administration. 98. S'agissant de la confiscation, celle-ci est prévue par l'article 19 de la loi no 47 de 1985. Cette disposition était accessible et prévisible. 99. Quant à l'interprétation de cette disposition par les juridictions nationales, selon le Gouvernement elle n'a pas été extensive au détriment des requérantes. En l'espèce, l'interprétation judiciaire a été cohérente avec la substance de l'infrclass="term">action et raisonnablement prévisible (sur ce point le Gouvernement se réfère notamment à S.W. c. Royaume-Uni, 22 novembre 1995, § 36, série A no 335-B ; Streletz, Kessler et Krenz c. Allemagne [GC], nos 34044/96, 35532/97 et 44801/98, § 82, CEDH 2001-II). A cet égard, le Gouvernement observe que l'article 19 de la loi no 47 de 1985 n'exige pas la condamnation de l'auteur de l'infrclass="term">action, mais seulement le constat du caractère illégal du lotissement. Si le législateur national avait voulu prévoir la confiscation seulement dans le cas d'un prévenu condamné, dans le texte de l'article 19 de la loi no 47/1985 après le mot « décision » il y aurait le mot « condamnation ». Le fait que cette disposition ne spécifie pas que la confiscation peut avoir lieu uniquement en cas de condamnation permet au juge pénal d'ordonner la confiscation dans le cas d'un acquittement où il a tout de même constaté le caractère matériellement illégal d'un lotissement. Il s'agit en effet d'une sanction réelle et non personnelle. Il est donc possible de confisquer dans le cas d'un acquittement comme celui de l'espèce, où l'élément moral fait défaut. En conclusion, il y a eu interprétation littérale de la loi, car en l'espèce, après avoir constaté l'élément matériel du crime, à savoir l'illégalité du lotissement, la confiscation est appliqué de manière légitime. 100. Le Gouvernement observe que la Convention n'impose pas qu'il y ait un lien nécessaire entre accusation en matière pénale et répercussions sur les droits patrimoniaux, à savoir rien n'empêche d'adopter des mesures de confiscation même si on les classe comme sanctions pénales résultant d'un acte qui n'a pas entraîné l'inculpation du sujet, étranger à la procédure pénale (n'ayant pas fait l'objet d'accusation pendant la procédure pénale). Sur ce point, le Gouvernement se réfère à trois arrêts de la Cour (AGOSI c. Royaume-Uni, 24 octobre 1986, série A no 108, Air Canada c. Royaume-Uni, 5 mai 1995, série A no 316-A et Bosphorus Hava Yollar1 Turizm ve Ticaret Anonim ^irketi c. Irlande [GC], no 45036/98, CEDH 2005-VI) et observe que dans ces affaires, les requérantes avaient subi la confiscation de leurs biens même si l'accusation pénale ne portait par contre eux et ils n'avaient commis aucune faute. 101. Selon le Gouvernement, la confiscation pourrait s'analyser en une « mesure de sûreté patrimoniale » relevant de l'article 240 du code pénal, deuxième alinéa, point 2. Cette disposition indique que « le juge ordonne toujours la confiscation des choses dont la fabrication, l'usage, le port, la détention ou l'aliénation constitue une infrclass="term">action pénale, même s'il n'y a pas eu de condamnation pénale ». Le Gouvernement observe que toute mesure de sûreté, comme toute peine, est ordonnée dans le respect du principe de légalité et renvoie à l'article 199 du code pénal, qui prévoit que « personne ne peut être soumis à des mesures de sûreté non prévues par la loi et en dehors des cas prévus par la loi ». La possibilité de confisquer les constructions abusives est prévue par l'article 240 du code pénal, 2ème alinéa, dans la mesure où ces constructions sont des « choses dont la fabrication est pénalement interdite ». Elle est également prévue par l'article 19 de la loi no 47 de 1985. La possibilité de confisquer les sols faisant l'objet d'un lotissement abusif est uniquement prévue par l'article 19 de la loi no 47 de 1985. En effet, les sols ne sont pas « intrinsèquement dangereux ». Le fait que la confiscation ait été ordonnée à l'égard des sociétés requérantes, tierces par rapport aux accusés, se justifie par la nature « réelle » de la sanction. Selon le Gouvernement, il n'y a pas de conflit avec le principe de « responsabilité personnelle » selon l'article 27 de la Constitution, au motif que la confiscation n'a pas une finalité répressive mais préventive. Il s'agit de rendre indisponible pour le possesseur une chose dont on présume ou on connaît la dangerosité, d'éviter de mettre sur le marché des constructions abusives, et d'empêcher la commission d'infrclass="term">actions ultérieures. 102. L'interprétation de l'article 19 de la loi no 47 de 1985 n'a pas été non plus imprévisible. A cet égard, le Gouvernement renvoie à l'abondante jurisprudence en la matière et soutient que la Cour de cassation avait déjà affirmé en 1987 (arrêt no 614 du 13 mars 1987, Ginevoli) qu'une construction autorisée mais non conforme aux dispositions sur l'urbanisme pouvait faire l'objet de saisie. En outre, l'arrêt Ligresti de 1991 de la Cour de cassation aurait affirmé que tout permis de construire doit faire l'objet d'un test de compatibilité et doit donc passer pour illicite et inexistant s'il s'avère contraire à la loi. Ensuite, le Gouvernement observe que s'il est vrai que l'interprétation judiciaire en matière pénale doit être raisonnablement prévisible, les revirements de jurisprudence constituent une matière soustraite à la juridiction de la Cour qui ne peut ni comparer les décisions rendues par les tribunaux nationaux ni interdir la possiblité d'un revirement jurisprudentiel. 103. De surcroît, le Gouvernement observe que depuis 2001 (décret législatif no 231/01), une société peut faire l'objet d'une mesure patrimoniale découlant d'un acte commis par son représentant légal. 104. En conclusion, le Gouvernement demande à la Cour de rejeter la requête comme étant « irrecevable et/ou mal fondée. » 3. Appréciation de la Cour a) Rappel des principes pertinents applicables 105. La garantie que consacre l'article 7, élément essentiel de la prééminence du droit, occupe une place primordiale dans le système de protection de la Convention, comme l'atteste le fait que l'article 15 n'y autorise aucune dérogation en temps de guerre ou autre danger public. Ainsi qu'il découle de son objet et de son but, on doit l'interpréter et l'appliquer de manière à assurer une protection effective contre les poursuites, les condamnations et les sanctions arbitraires (arrêts S.W. et C.R. c. Royaume-Uni du 22 novembre 1995, série A nos 335-B et 335-C, p. 41, § 34, et p. 68, § 32, respectivement). 106. L'article 7 § 1 consacre notamment le principe de la légalité des délits et des peines (nullum crimen, nulla poena sine lege). S'il interdit en particulier d'étendre le champ d'application des infrclass="term">actions existantes à des faits qui, antérieurement, ne constituaient pas des infrclass="term">actions, il commande en outre de ne pas appliquer la loi pénale de manière extensive au détriment de l'accusé, par exemple par analogie (voir, parmi d'autres, Coëme et autres c. Belgique, nos 32492/96, 32547/96, 32548/96, 33209/96 et 33210/96, § 145, CEDH 2000-VII). 107. Il s'ensuit que la loi doit définir clairement les infrclass="term">actions et les peines qui les répriment. Cette condition se trouve remplie lorsque le justiciable peut savoir, à partir du libellé de la disposition pertinente et au besoin à l'aide de l'interprétation qui en est donnée par les tribunaux, quels actes et omissions engagent sa responsabilité pénale. 108. La notion de « droit » (« law ») utilisée à l'article 7 correspond à celle de « loi » qui figure dans d'autres articles de la Convention ; elle englobe le droit d'origine tant législative que jurisprudentielle et implique des conditions qualitatives, entre autres celles de l'accessibilité et de la prévisibilité (Cantoni c. France, 15 novembre 1996, § 29, Recueil 1996-V ; S.W. c. Royaume-Uni, § 35, 22 novembre 1995 ; Kokkinakis c. Grèce, 25 mai 1993, §§ 40-41, série A no 260-A). Aussi clair que le libellé d'une disposition légale puisse être, dans quelque système juridique que ce soit, y compris le droit pénal, il existe immanquablement un élément d'interprétation judiciaire. Il faudra toujours élucider les points douteux et s'adapter aux changements de situation. D'ailleurs il est solidement établi dans la tradition juridique des Etats parties à la Convention que la jurisprudence, en tant que source du droit, contribue nécessairement à l'évolution progressive du droit pénal (Kruslin c. France, 24 avril 1990, § 29, série A no 176-A). On ne saurait interpréter l'article 7 de la Convention comme proscrivant la clarification graduelle des règles de la responsabilité pénale par l'interprétation judiciaire d'une affaire à l'autre, à condition que le résultat soit cohérent avec la substance de l'infrclass="term">action et raisonnablement prévisible (Streletz, Kessler et Krenz c. Allemagne [GC], nos 34044/96, 35532/97 et 44801/98, § 50, CEDH 2001-II). 109. La portée de la notion de prévisibilité dépend dans une large mesure du contenu du texte dont il s'agit, du domaine qu'il couvre ainsi que du nombre et de la qualité de ses destinataires. La prévisibilité d'une loi ne s'oppose pas à ce que la personne concernée soit amenée à recourir à des conseils éclairés pour évaluer, à un degré raisonnable dans les circonstances de la cause, les conséquences pouvant résulter d'un acte déterminé. Il en va spécialement ainsi des professionnels, habitués à devoir faire preuve d'une grande prudence dans l'exercice de leur métier. Aussi peut-on attendre d'eux qu'ils mettent un soin particulier à évaluer les risques qu'il comporte (Pessino c. France, no 40403/02, § 33, 10 octobre 2006). 110. La tâche qui incombe à la Cour est donc de s'assurer que, au moment où un accusé a commis l'acte qui a donné lieu aux poursuites et à la condamnation, il existait une disposition légale rendant l'acte punissable et que la peine imposée n'a pas excédé les limites fixées par cette disposition (Murphy c. Royaume-Uni, requête no 4681/70, décision de la Commission des 3 et 4 octobre 1972, Recueil de décisions 43 ; Coëme et autres, arrêt précité, § 145). b) L'application de ces principes dans la présente affaire 111. Dans leurs volumineuses observations, les parties se sont livrées à un échange d'arguments portant sur la « prévisibilité » du caractère abusif du lotissement litigieux ainsi que sur la prévisibilité de la confiscation au regard de l'évolution de la jurisprudence des cours nationales. La Cour n'estime pas devoir donner un compte-rendu détaillé des décisions citées dans le présent arrêt car il ne lui revient pas de juger du caractère imprevisible de l'infrclass="term">action in abstracto. En effet, elle va se fonder sur les conclusions de la Cour de cassation qui, dans le cas d'espèce, a prononcé un acquittement à l'égard des representants des sociétés requérantes, accusés de lotissement abusif. 112. Selon la Haute juridiction nationale, les prévenus ont commis une erreur inévitable et excusable dans l'interprétation des normes violées ; la loi régionale applicable en combinaison avec la loi nationale était « obscure et mal rédigée » ; son interférence avec la loi nationale en la matière avait produit une jurisprudence contradictoire; les responsables de la municipalité de Bari avaient autorisé le lotissement et avaient assuré les requérantes de sa régularité ; à tout cela s'était ajoutée l'inertie des autorités chargées de la tutelle de l'environnement. La présomption de connaissance de la loi (article 5 du code pénal) ne jouait plus et, en conformité avec l'arrêt n. 364 de 1988 de la Cour constitutionnelle (paragraphe 56 e) ci-dessus) et l'arrêt des Sections Unies de la même Cour de Cassation du 18 juillet 1994 n. 8154, l'élément moral de l'infrclass="term">action (articles 42 et suivants du code pénal) devait être exclu puisque, avant même qu'on puisse examiner l'existence du dol ou d'une faute par négligence ou imprudence, il fallait exclure la « conscience et volonté » de violer la loi pénale. Dans ce cadre à la fois légal et factuel, l'erreur des accusés sur la légalité du lotissement était, selon la Cour de Cassation, inévitable. 113. Il n'appartient pas à la Cour de conclure différemment et, encore moins, de se livrer à des hypothèses sur les raisons qui ont poussé l'administration communale de Bari à gérer de telle manière une question aussi importante ainsi que sur les motifs du défaut d'une enquête efficace à cet égard de la