Indice degli articoli

 

Studiamo Tanto ma Dobbiamo Imparare di Più

 

"Corriere della Sera" del 08-10-2011

Primo Piano

Pagina: 13

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Argomenti: Scuola
Sottotitolo: Il confronto sulle ore e il rendimento.

Abstract: «Aiuto, siamo messi come l' Italia e il Portogallo». Qualche settimana fa il magazine «Newsweek» ha pubblicato un' inchiesta dai toni affranti sul sistema scolastico americano. Analizzando i risultati del programma Pisa (Programme for International Student Assessment), una serie di prove condotte da studenti di 15 anni, il

Indignati e flessibili «Usiamo Twitter come in Africa»

"Corriere della Sera" del 08-10-2011

Primo Piano

Pagina: 12

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Argomenti: Scuola
Occhiello: I protagonisti.

Abstract: ROMA - Megafono in mano, sguardo che deve aver già fatto una discreta strage di ragazzine, felpa trasandata ma non troppo. Basta guardarlo negli occhi per capire che Nicolò Squartini è uno dei leader del corteo. «Produciamo conflitto per far sentire la nostra voce», dice quando il serpentone ha appena superato il

Scuola, tensione ai cortei Assalto a Moody' s

"Corriere della Sera" del 08-10-2011

Primo Piano

Pagina: 12

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Argomenti: Scuola
Sottotitolo: Cinquantamila ragazzi nelle piazze d' Italia.

Abstract: MILANO - Gli slogan oggi sono «Noi la crisi non la paghiamo», «Ora i conti li fate con noi», «Not our debt», «Riprendiamoci il futuro». Il resto del copione non cambia. Le maschere, gli scudi colorati come copertine dei libri, i fumogeni, la vernice, le uova e anche le monetine, quelle destinate alle

Siamo come Malta ed Estonia

 

"Corriere della Sera" del 08-10-2011

Primo Piano

Pagina: 5

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Argomenti: Scuola
Sottotitolo: Deficit inglese all' 8,8% ma conserva la tripla A. Confronti e paradossi del rating.

Abstract: MILANO - Perché la Gran Bretagna si porta a casa nove A di rating (AAA da Standard & Poor' s, AAA da Moody' s e AAA da Fitch), mentre l' Italia riesce a malapena a incassarne tre (A da Standard & Poor' s, A2 da Moody' s e A+ da Fitch)? Perché queste sei A di differenza, quando il Regno Unito dovrebbe chiudere il 2011 con un

A scuola di musica (gratis)

 

"Corriere della Sera (ed. Roma)" del 07-10-2011

Cronaca di Roma

Pagina: 9

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Torre Angela L' iniziativa della Fondazione Gabriele e Lidia Cusani. Si suona sempre in gruppo.
Sottotitolo: Già coinvolti 2.300 bambini. Domani raccolta di fondi.

Abstract: Tutto inizia nella scuola Basile. Siamo a Torre Angela, periferia sud della Capitale: è qui che la Fondazione Gabriele e Lidia Cusani ha avviato il progetto «La musica va a scuola» per insegnare l' educazione musicale ai bambini attraverso «El sistema», il metodo sperimentato in Venezuela dal direttore d' orchestra

NIENTE SCHERZI SUI FONDI EXPO

 

"Corriere della Sera" del 07-10-2011

Prima

Pagina: 1

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Argomenti: Scuola
Occhiello: MILANO E GLI IMPEGNI DI ROMA.
Sottotitolo: di CLAUDIO SCHIRINZI.

Abstract: V olete accendere un mutuo per comperare casa? Bene, andate in banca e chiedete l' applicazione della formula «Salvo disponibilità». Significa che voi vi impegnate a pagare le rate a condizione di trovare i soldi per farlo. Potete adottare lo stesso criterio anche per il pagamento dell' affitto, per le rate dell' auto, per le

Nel Pdl già finita la tregua Alfano-Verdini

 

"Corriere della Sera" del 07-10-2011

Primo Piano

Pagina: 19

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Le tensioni su gestione del partito e legge elettorale.

Abstract: ROMA - Si è rotta la tregua. Anzi, stando a qualche testimone, si è andati oltre tra Angelino Alfano e Denis Verdini: fino al dissenso, forte, anche se in tanti smentiscono i dissapori, anche se altri ancora dicono che i problemi del Pdl stanno altrove, puntando il dito contro Scajola, Formigoni, Alemanno. Ma un problema esiste,

Scuola, riparte la stagione delle proteste

 

"Corriere della Sera" del 07-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 5

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Studenti Il raduno stamane a Cairoli. Vanno in piazza anche gli universitari. Striscioni già apparsi agli ingressi degli istituti.
Sottotitolo: Oggi i primi cortei. Il tam tam degli studenti «convocati» su Facebook.

Abstract: La piazza è prenotata: partenza da Cairoli alle 9,30, capolinea in Prefettura. Primo corteo degli studenti, si apre la stagione delle proteste. Tutto è pronto. Striscioni, fischietti, vernice, megafoni, flash mob e «sanzionamenti». L' invito è arrivato nelle scuole superiori di Milano e provincia, i collettivi

Interventi & Repliche ANTENATI DEL MINISTRO GELMINI DE VECCHI E VALITUTTI

 

"Corriere della Sera" del 07-10-2011

Lettere

Pagina: 57

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Argomenti: Scuola

Abstract: Il referendum sulla legge elettorale Giornali, tv, « opinion leaders » sostengono che il referendum sulla legge elettorale cancellerebbe il « Porcellum » e reintrodurrebbe il precedente sistema. Sartori sul Corriere ha dimostrato che il referendum, come previsto dalla Costituzione, è abrogativo, cioè cancella.

Incidenti, video proiettati nelle scuole per insegnare a guidare più sicuri

 

"Corriere della Sera" del 07-10-2011

Cronache

Pagina: 29

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Argomenti: Scuola
Occhiello: L' iniziativa.

Abstract: ROMA - L' obiettivo di dimezzare gli incidenti stradali è a portata di mano. Tra il 2001 e il 2010 il calo è stato del 43,7%, rileva la Polizia stradale. Meno evidente ma comunque in discesa il numero delle vittime. Dai 7.100 morti del 2001 si è passati ai 3.998 dell' anno scorso. E i dati relativi ai primi 8 mesi del 2011

«Le notizie nascono sul web - Creare un sito di news» Il nuovo corso per i reporter del digitale

 

"Corriere della Sera" del 07-10-2011

Economia

Pagina: 50

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Università di Milano - Scuola di giornalismo Walter Tobagi.

Abstract: E' stato lanciato alla Scuola di giornalismo dell' Università degli Studi di Milano, il corso di aggiornamento professionale «Le notizie nascono sul web - Creare un sito di news». Il corso extracurriculare, promosso dalla Scuola di giornalismo Walter Tobagi, si rivolge ai giornalisti e ai professionisti dell' informazione

Bisconti: usare bici e bus è prova di senso civico Facciamo tutti qualcosa

 

"Corriere della Sera" del 06-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 3

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Argomenti: Scuola
Occhiello: L' intervista L' assessore: bisogna cambiare la mentalità.

Abstract: «La mia bimba non smette di tossire, s' è ammalata dopo due giorni di asilo». L' aria di Milano è un cocktail indigeribile di polveri, germi e batteri. «Stiamo soffocando». Una domenica a piedi ci salverà? «Ha una forte valenza culturale, ma ci serve altro. Un cambio di mentalità. Chi

Papà distratto lascia il figlio all' asilo sbagliato

 

"Corriere della Sera" del 06-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 6

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Sesto San Giovanni, aveva due figli da portare a scuola.

Abstract: Ha accompagnato i figli a scuola, cominciando dal più piccolo, appena iscritto alla materna. Da poco tempo residente a Sesto San Giovanni, l' uomo ha confuso la materna gestita dalla suore con quella pubblica, che nel quartiere sono molto vicine. Nemmeno la religiosa all' ingresso si è accorta, all' inizio, dell' errore del

Milano è una grande michetta

 

"Corriere della Sera" del 06-10-2011

Prima

Pagina: 1

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Triennale, Luca Doninelli presenta stasera il nuovo volume della sua ricerca.

Abstract: Raccontare Milano non è facile. Si concede poco, come una diva del cinema di una volta. Distilla le apparizioni. Sempre avvolta dalla nebbia dell' anima. In «Michetta addio. Milano: storie di una città madre» c' è tutto questo. Una nuova puntata della collezione «Le nuove meraviglie di Milano», curata

«Premio Acqui, scelta politica»

 

"Corriere della Sera" del 06-10-2011

Terza Pagina

Pagina: 39

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Polemiche/1 Ideologia o rigore: la vittoria del saggio sul Concilio divide la comunità scientifica.
Sottotitolo: Caso de Mattei, la Sissco critica i giurati. Che replicano: accuse ridicole di ANTONIO CARIOTI.

Abstract: S i allarga il fronte della polemica sul caso del premio Acqui Storia, dopo il gesto di rottura compiuto dal presidente della giuria per la sezione storico-scientifica, Guido Pescosolido, che si è dimesso per dissociarsi dalla decisione di assegnare il riconoscimento allo studioso tradizionalista Roberto de Mattei per il libro Il Concilio

«MARIA CONSOLATRICE» A scuola a piedi Una sommessa domanda alle mamme della scuola «Maria Consolatrice», che lamentano le difficoltà della sosta nei pressi di quell' istituto: ma accompagnare i figli a scuola a piedi, no? Bruno Faccini VIA NIEVO ...

 

"Corriere della Sera" del 05-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 9

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Ci scrivono.

Abstract: «MARIA CONSOLATRICE» A scuola a piedi Una sommessa domanda alle mamme della scuola «Maria Consolatrice», che lamentano le difficoltà della sosta nei pressi di quell' istituto: ma accompagnare i figli a scuola a piedi, no? Bruno Faccini VIA NIEVO Strada senza legge La via Nievo non è una via proprio famosa ma

Master alle «Frattocchie della Lega»

 

"Corriere del Veneto (ed. Vicenza)" del 04-10-2011

Primo Piano

Pagina: 2

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Scuola quadri.

Abstract: VENEZIA - Al suo sesto anno di vita, la Scuola di formazione leghista si sdoppia. Dal prossimo sabato, infatti, prenderà il via un percorso «di eccellenza» in 13 lezioni dedicato a 26 amministratori regionali e locali della Lega Nord, realizzato dal Gruppo consiliare leghista in collaborazione con la SDA Bocconi di Milano. Dal

Manzoni, pagelle ai docenti «Bocciato un prof su otto»

 

"Corriere della Sera" del 04-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 6

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Liceo Voto di studenti e genitori. Nuovi incarichi per la carenza di insegnanti.

Abstract: I tabelloni al liceo linguistico Manzoni si espongono anche ad ottobre ma le pagelle non sono per gli studenti, i voti li prendono i professori e la scuola, dalle segreterie al preside. Ieri mattina nell' atrio della nuova sede del liceo civico, in via Deledda, cerimonia ufficiale con i ragazzi, le famiglie, e un dirigente dell' assessorato. In

La Gelmini: i disabili? Ingiuste le accuse Più fondi al sostegno

 

"Corriere della Sera" del 04-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 6

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Il ministro in Regione.

Abstract: «La presenza degli insegnanti di sostegno è fondamentale ed è un fiore all' occhiello della scuola italiana», così ieri il ministro Mariastella Gelmini è intervenuta sulla questione degli studenti disabili e le condanne del Ministero per discriminazione. Rispondendo ai giornalisti la Gelmini ha spiegato:

Scuola e volontariato contro la «paura»

 

"Corriere della Sera" del 04-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 7

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Argomenti: Scuola
Occhiello: «LEONE XIII»

Abstract: Torna stamattina all' istituto Leone XIII con inizio alle 9 il Workshop del volontariato: occasione offerta ai circa 400 studenti del liceo per «superare la paura della diversità» - è il tema di quest' anno - attraverso l' esperienza del «servizio» proposta oggi da 22 associazioni. Il progetto dell' istituto

L' Irlanda sveglia gli azzurri Le pagelle Italia

 

"Corriere della Sera" del 03-10-2011

Sport

Pagina: 46

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Mondiale di rugby Ultima gara anche per il c.t. Mallett: «Non so che cosa farò adesso»
Sottotitolo: Dura poco l' illusione, torna a casa la solita Italia a metà dal nostro inviato a Dunedin.

Abstract: DAL NOSTRO INVIATO DUNEDIN - Un tempo di pura resistenza, come con l' Australia, poi la resa. Con gli australiani era finita 32-6, con l' Irlanda finisce 36-6. L' Italia conferma i suoi limiti: con le grandi ha mezza partita di autonomia, poi perde consistenza, si sfilaccia, commette peccati capitali e affonda. Era successo nella gara d' apertura

Non fate di Einaudi un pro-patrimoniale

 

"Corriere della Sera" del 03-10-2011

Lettere

Pagina: 35

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Argomenti: Scuola

Abstract: L' editore Chiarelettere ha ripubblicato in un libriccino, con una bella prefazione di Francesco Giavazzi, un articolo di Luigi Einaudi sull'«imposta patrimoniale». Bene: si riscopre Einaudi. Ma per non tramandare l' immagine dimezzata di un Einaudi, maestro del pensiero liberale e liberista, feroce tassatore dei patrimoni, come

Il governo sbaglia decreto Scuole cattoliche senza fondi

 

"Corriere del Veneto (ed. Vicenza)" del 02-10-2011

Prima

Pagina: 1

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Bloccati i 30 milioni attesi in Veneto: tutto da rifare. Allarme per le materne già indebitate.

Abstract: VENEZIA - Il governo sbaglia il decreto che distribuisce i fondi tra le scuole paritarie. Il ministero dell' Istruzione dovrà riscrivere tutto, a causa del mancato conteggio della quota riferita alle Province autonome di Trento e Bolzano. E il Veneto, che attendeva da Roma quasi 30 milioni di euro, sarà costretto ad attendere ancora

Il governo sbaglia, decreto da rifare Bloccati i fondi alle scuole cattoliche

 

"Corriere del Veneto (ed. Vicenza)" del 02-10-2011

Primo Piano

Pagina: 5

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Sociale Il Veneto attendeva da Roma 30 milioni di euro. Paritarie sempre più in affanno.
Sottotitolo: Relazione di Giorgetti, errore nella ripartizione dei soldi alle materne.

Abstract: VENEZIA - Scusateci tanto, ci siamo sbagliati. E intanto le materne chiudono, i Comuni non sanno più a che Santo votarsi, le liste d' attesa si allungano all' infinito e centinaia di mamme e papà veneti sono costretti ai salti mortali, perché i bambini da qualche parte dovranno pur stare, mentre loro vanno a lavorare. Il

«In classe coi tigrotti della matematica»

 

"Corriere della Sera (ed. Roma)" del 02-10-2011

Cronaca di Roma

Pagina: 7

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Il racconto Carlo ha studiato in Malesia. «Nelle materie scientifiche fanno il doppio delle nostre ore»

Abstract: Carlo Capotosti, 18 anni, ha studiato per dodici mesi in una scuola pubblica - la «Smk Alor Akar» - di Kuantan (la capitale dello stato di Pahang in Malesia). E la prima cosa che racconta è questa: «In quel paese straordinario etnie e religioni diverse convivono - dice Carlo - Durante una gita nella città storica di

Educatori dimezzati per i disabili a scuola Comune: fondi pronti

 

"Corriere della Sera" del 02-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 5

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Il disagio Merlo (Ledha): tagli e ritardi, genitori disorientati.
Sottotitolo: Una madre aveva pagato per l' assistenza.

Abstract: Una donazione alla scuola pubblica per permettere al figlio con un grave handicap di frequentare le lezioni. L' istituto, l' elementare Barozzi di via Bocconi, non ha ricevuto dal Comune i soldi per pagare l' assistenza e il preside all' inizio dell' anno ha dovuto parlare chiaro ai genitori degli alunni disabili: «Il servizio partirà

Londra, a scuola per imparare le (im)perfezioni

 

"Corriere della Sera" del 02-10-2011

Cronache

Pagina: 27

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Educazione L' iniziativa del ministero per gli studenti delle elementari. Saranno mostrate le immagini delle star ritoccate.

Abstract: LONDRA - Britney Spears in costume da bagno prima e dopo un intervento di correzione digitale: una foto in carne, l' altra snellita. È parte del materiale che verrà presentato ai ragazzini dell' ultima classe delle scuole elementari in Inghilterra grazie a un' iniziativa appoggiata dal ministero degli Interni che mira a ridurre l'

Alemanno promosso dal 57 per cento dei romani

 

"Corriere della Sera (ed. Roma)" del 02-10-2011

Cronaca di Roma

Pagina: 2

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Rilevazione Ispo Un campione di 800 cittadini intervistati il 26 e il 27 settembre.
Sottotitolo: Sondaggio di Mannheimer: «Giudizio molto positivo»

Abstract: Ai romani piace il sindaco Alemanno: per il 57 per cento degli intervistati il giudizio sul primo cittadino è positivo, per il 43 per cento negativo. È questo il risultato dell' ultimo sondaggio effettuato (tra il 26 e il 27 settembre) e commissionato dalla società Istituto di studi sulla pubblica opinione (Ispo), guidata da

Italiani si diventa Parola di volontario

 

"Corriere della Sera" del 02-10-2011

Pagina: 10

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Insegnanti pro bono.
Sottotitolo: Oltre mille i milanesi gratis in cattedra Ma nonostante ciò i fondi non bastano.

Abstract: L' Italiano è una lingua difficile, piena di irregolarità. Chi la insegna agli stranieri conosce la soddisfazione di aiutarli a orientarsi nella giungla di verbi e pronomi. Ma non è il piacere linguistico a spingere dietro a una cattedra migliaia di milanesi, che non sono insegnanti di professione, per spiegare agli immigrati

Il «basta» di Della Valle fa discutere Politici e imprenditori si dividono

 

"Corriere della Sera" del 02-10-2011

Primo Piano

Pagina: 10

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Argomenti: Scuola
Sottotitolo: Cicchitto: gli industriali vogliono far fuori i partiti. L' apertura di Pisanu.

Abstract: ROMA - L' appello di Diego Della Valle sui principali quotidiani italiani, «Politici ora basta», non poteva non creare reazioni. Ha spaccato trasversalmente la politica e fatto registrare alcune prese di distanza dal mondo delle imprese e del lavoro. Il Pd e il Pdl criticano la mossa del patron della Tod' s, mentre Pier Ferdinando

La prima campanella è suonata ormai da un paio di settimane ma non per tutti.

 

"Corriere della Sera" del 01-10-2011

Pagina: 47

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Argomenti: Scuola
Occhiello: In rete.

Abstract: La prima campanella è suonata ormai da un paio di settimane ma non per tutti. Ci sono bambini e ragazzi, dalle elementari alle superiori che a scuola possono andarci soltanto quando ci sono le condizioni: dal bidello che li accompagna in bagno e li aiuta a mangiare, al pullmino attrezzato per le sedie a rotelle, fino all' educatore e al

Il ministero mantiene segreti i dati su promossi e bocciati

 

"Corriere della Sera" del 01-10-2011

Cronache

Pagina: 29

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Scuola Non resi pubblici per il timore di un attacco alla Gelmini.
Sottotitolo: L' idea dell' ex portavoce: la severità può sembrare in calo.

Abstract: ROMA - Il nuovo anno scolastico è cominciato da venti giorni ma non sappiamo ancora come è andato quello passato. Non conosciamo, cioè, quanti sono stati i promossi e i bocciati, dalle elementari fino all' esame di maturità. Di solito quelle tabelle vengono rese pubbliche durante l' estate, intorno alla metà di

Autocritica alla kermesse pdl E oggi a Milano arriva Alfano

 

"Corriere della Sera" del 01-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 6

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Assemblea degli azzurri «Per rilanciare il partito, bisogna indire subito i congressi»
Sottotitolo: «C' è da preoccuparsi: ora ci accusa anche chi sta con noi»

Abstract: Quando si dice Freud. Per i politici lombardi del Pdl - primi in Italia a indire l' assemblea regionale degli eletti del partito, nell' attesa di un «congresso» ormai addirittura implorato - il tema del chi-dopo-Silvio è stato ufficialmente sdoganato ieri dalla risata liberatoria che ha accolto il lapsus del loro coordinatore,

Un miliardo per il Sud

 

"Corriere della Sera" del 01-10-2011

Cronache

Pagina: 29

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Università.

Abstract: ROMA - Arriva una «boccata di ossigeno» per gli atenei del Mezzogiorno: un miliardo e 161 milioni di euro per le infrastrutture e per finanziare i poli di eccellenza. L' annuncio è stato dato dai ministri dell' Istruzione, Mariastella Gelmini e degli Affari regionali, Raffaele Fitto, subito dopo la riunione del Cipe che ha dato

LA BOCCIATURA DEI NEUTRINI E ALTRE PROVE D' ESAME

 

"Corriere della Sera" del 01-10-2011

Lettere

Pagina: 61

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Risponde Sergio Romano.

Abstract: Che cosa pensa di questo elenco? Francesco de Sanctis, Benedetto Croce, Vittorio Emanuele Orlando, Luigi Credaro, Giovanni Gentile, Antonio Segni, Paolo Rossi, Aldo Moro, Oscar Luigi Scalfaro, Franco Maria Malfatti, Giovanni Spadolini, Tullio De Mauro e, per finire, Mariastella Gelmini... Paolo Pellegrini p.pelle@yahoo.it Caro Pellegrini, I l nome

La grande cultura torna a scuola

 

"Corriere della Sera (ed. Roma)" del 01-10-2011

Tempo Libero

Pagina: 15

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Argomenti: Scuola
Occhiello: Agorà Conferenze nei licei romani con studiosi e giornalisti.
Sottotitolo: Da gennaio al Tasso, Morgagni e Orazio di ANDREA CARANDINI.

Abstract: Qualcuno strabuzzò gli occhi, quella mattina (meglio, quella domenica) del 29 ottobre 2006, quando migliaia di persone si misero in fila per accaparrarsi un posto alla prima «Lezione di Storia» tenuta, all' Auditorium, da Andrea Carandini. Anche lì, c' era lo zampino degli Editori Laterza. Che tornano con una nuova


Articoli

 


Studiamo Tanto ma Dobbiamo Imparare di Più (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 08-10-2011

Primo Piano

Pagina: 13

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Argomenti: Scuola


Sottotitolo: Il confronto sulle ore e il rendimento.

«Aiuto, siamo messi come l' Italia e il Portogallo». Qualche settimana fa il magazine «Newsweek» ha pubblicato un' inchiesta dai toni affranti sul sistema scolastico americano. Analizzando i risultati del programma Pisa (Programme for International Student Assessment), una serie di prove condotte da studenti di 15 anni, il periodico statunitense giungeva a conclusioni sconsolanti: «La nostra scuola è congelata, completamente inadeguata a far fronte alle sfide della modernità. Nel test di matematica ci piazziamo addirittura tra Portogallo e Italia» e così via. Questo solo per dire che cosa pensano di noi gli americani quando si parla di studio e di qualità. La bandiera dell' Italia è un segnale d' allarme, una boa da non oltrepassare. In Europa, poi, il «caso italiano» non fa più testo da un pezzo. Difficile trovare qualche analista che, come accadeva nei decenni passati, si faccia incantare da etichette ormai sbiadite: «la solidità» delle elementari, «il carattere sperimentale» delle medie; «l' originalità» del liceo classico (o scientifico); la «capillarità» degli istituti tecnici e professionali. E anche la reputazione delle università italiane da tempo langue in posizioni di retroguardia nelle varie classifiche. Nell' Unione Europea, ormai, si guarda decisamente altrove. Al «modello finlandese», per esempio, cioè a uno stile di insegnamento (dalle elementari alle superiori) fondato su una fitta trama interattiva tra insegnanti, studenti e genitori. E come potrebbe essere diversamente? Basta guardare proprio «le pagelle» delle prove Pisa (condotte nel 2009), uno screening considerato significativo dagli esperti di tutto il mondo, perché offre un confronto omogeneo tra 65 nazioni, grandi e piccole, comprese le 34 dell' Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Noi siamo indietro su tutta la linea. Nel test «comprensione scritta», (la base minima e irrinunciabile della civilizzazione), i nostri studenti hanno chiuso con 486 punti, contro la media Ocse di 493. Gli altri grandi Stati sono nettamente più avanti: Regno Unito, 494; Francia,496; Germania, 497. Ci tiene mestamente compagnia la Spagna (481), mentre l' avanguardia finlandese vola con 536 punti. Gli Usa reggono bene con 500, mentre la sorpresa è Shanghai (Cina) con 556. Per noi le cose non cambiano se si passa dalle parole ai numeri: «Prova di cultura matematica». L' asticella Ocse è stavolta a 496 punti. Italia 483, Stati Uniti (dolenti) 487, Regno Unito 492. Tutti gli altri partner con cui è onesto confrontarsi sono dall' altra parte: Francia 497; Germania 513; Finlandia 541; Shanghai 600. Certo la graduatoria si presta a diverse contestazioni ed eccezioni. Una riguarda proprio l' Italia ed è giusto registrarla perché il nostro Paese detiene almeno un primato: il maggior «tasso di variabilità» (43%). Che cosa significa? Che le performance cambiano da una città all' altra, talvolta da un quartiere all' altro, come in nessun altro posto del mondo. Fermo restando che, se si ragiona sulle medie, è facile individuare la frattura di sempre: i ragazzi del Centro-Nord (Lombardia e Veneto in particolare) progrediscono rispetto all' ultima verifica (2006) e ormai toccano livelli sufficienti, con punte di eccellenza; mentre i coetanei del Sud (in generale) arrancano su standard paragonabili a quelli di Uruguay e Thailandia. Perché? Proviamo ancora a seguire il filo dei numeri, ricorrendo a un altro studio Ocse, «Education at a glance 2011» (Il sistema educativo in uno sguardo). I ragazzi italiani studiano meno degli altri? La risposta è no, almeno fino ai 14 anni. Anzi siamo, a sorpresa, al primo posto: circa 8.300 ore di lezione impartite tra elementari e medie, contro la media Ocse di circa 6.800. Ci può essere allora un problema di «qualità dell' insegnamento?». Domanda che incrocia le proteste degli studenti di questi giorni e chiama in causa l' azione del governo, tra tagli e riforme, investimenti al ribasso e professori malpagati. Prova a dare una risposta (che può essere uno spunto per andare avanti) Roger Abravanel, un consulente (ex McKinsey) interpellato anche dal ministro dell' Istruzione Mariastella Gelmini e che ha dedicato alla «qualità dell' apprendimento» una parte del suo libro «Meritocrazia» (Garzanti, 2008). «In Italia ci sono ottimi insegnanti, come pure di mediocri. Il problema è che non sappiamo dove lavorano gli uni e gli altri. Al di là delle polemiche sui criteri di misurazione, vorrei citare due esempi europei. Nel Regno Unito sono in servizio 1.100 ispettori che girano per le scuole, parlano con i professori, gli studenti, i genitori, si confrontano sui test. Se c' è qualcosa che non va bene, il ministro interviene e, come minimo, cambia il vertice dell' istituto. La stessa cosa fanno i 2.500 ispettori in Francia. In Italia? Ne abbiamo 80 e di fatto si muovono solo per emergenze che non riguardano la qualità dell' insegnamento». Giuseppe Sarcina RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Indignati e flessibili «Usiamo Twitter come in Africa» (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 08-10-2011

Primo Piano

Pagina: 12

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Argomenti: Scuola


Occhiello: I protagonisti.

ROMA - Megafono in mano, sguardo che deve aver già fatto una discreta strage di ragazzine, felpa trasandata ma non troppo. Basta guardarlo negli occhi per capire che Nicolò Squartini è uno dei leader del corteo. «Produciamo conflitto per far sentire la nostra voce», dice quando il serpentone ha appena superato il ministero dell' Istruzione (non si fermano, un' altra beffa). Linguaggio da anni Settanta? Niente affatto, sentite qua: «Siamo come la primavera africana: per scendere in piazza non abbiamo bisogno dei partiti che ci spiegano cosa pensiamo. Ci autoconvochiamo, usiamo Facebook e Twitter». E non è un dettaglio per smanettoni digitali. L' autunno del 2011 è un' onda che parte dal basso, che esce fuori dalle scuole e dalle università, che arriva fino ai precari, ai cassintegrati, ai disoccupati. E per questo è molto difficile da rinchiudere nel recinto della contestazione studentesca. Questi ragazzi non ce l' hanno solo con i tagli alla scuola o con la riforma dell' università. Non urlano solo contro la Gelmini o Berlusconi ma contro il modello di società nel quale i loro genitori li hanno tirati su. «Quel modello - dice pochi passi più in là Valerio Carocci, 19 anni - che nella migliore delle ipotesi ha pronto per noi un futuro da precari sottopagati». «Salvate la scuola non le banche», dice lo striscione retto da due ragazze che all' improvviso fanno dietro front. Ecco un altro dettaglio che non è un dettaglio. Se la polizia li ferma loro non provano a sfondare ma cambiano strada e bloccano un altro pezzo di città. Flessibili, proprio come il mercato vuole. Più che al '68, al '77 o alla Pantera, è agli indignados che bisogna guardare. A quel movimento radicale che da Madrid, con le tende di Puerta del Sol, ha passato il testimone ai ragazzi no future di Londra per poi puntare contro Wall Street, il simbolo di quel mondo che questi giovani contestano. Daniele Lanni è arrivato da San Benedetto del Tronto: «Siamo la prima generazione che sta peggio dei propri genitori» dice lisciandosi baffetti e pizzetto da matricola di Scienze politiche. «Ma siamo anche la prima generazione che torna in piazza dopo anni in cui giovani hanno pensato solo ai fatti loro». Adesso in testa al corteo c' è Sofia Sabatino, Rete degli studenti: «La crisi ha scardinato le poche certezze del nostro tempo. Prima c' era chi accettava lo sfruttamento perché sperava di salvarsi e uscire dal gruppo di quelli messi peggio. Adesso quest' illusione non c' è più e la gente torna in piazza». Sul corteo cominciano a scendere goccioloni grossi così. Loro non si scoraggiano. E, di nuovo flessibili, adattano lo slogan: «Piove, piove, piove / può anche nevicare / ma la nostra lotta / non si fermerà». Lorenzo Salvia lsalvia@corriere.it RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Scuola, tensione ai cortei Assalto a Moody' s (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 08-10-2011

Primo Piano

Pagina: 12

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Argomenti: Scuola


Sottotitolo: Cinquantamila ragazzi nelle piazze d' Italia.

MILANO - Gli slogan oggi sono «Noi la crisi non la paghiamo», «Ora i conti li fate con noi», «Not our debt», «Riprendiamoci il futuro». Il resto del copione non cambia. Le maschere, gli scudi colorati come copertine dei libri, i fumogeni, la vernice, le uova e anche le monetine, quelle destinate alle banche. E poi volantini, eredità del passato. E smartphone ormai sempre accesi, perché i cortei, gli scontri, i flash mob, tutto viene filmato e messo online, dal blitz a Moody' s dei milanesi al blocco alla stazione Ostiense. Diretta su Facebook e video su Youtube. Prima giornata in piazza dell' ennesimo autunno caldo. Cortei in decine di città, da Torino a Palermo, Bologna, Firenze. E a Roma e Milano anche momenti di tensione, i ragazzi - c' erano quelli delle superiori e c' erano gli universitari - di fronte alle forze dell' ordine. Con i caschetti da cantiere e gli scudi di polistirolo, i primi. Gli altri in tenuta antisommossa. Incontri ravvicinati, ma nessun ferito. Confusione e disagi sì, si sono fatti sentire ieri gli studenti. Contro i tagli, la riforma Gelmini, le classi pollaio, per il diritto allo studio, contro le banche, il governo, il mondo della finanza. A Roma decine gli studenti identificati, rischiano una denuncia per manifestazione non preavvisata e interruzione di pubblico servizio. Primo blitz all' alba con le sveglie davanti a Palazzo Chigi: «Per dire a questo governo che la loro ora è arrivata», riferiscono i leader della protesta. Alle dieci parte il corteo, dalla stazione Piramide verso il ministero dell' Istruzione. Tensione con le forze dell' ordine sul Lungotevere Ripa, i ragazzi tentano di sfondare il blocco della polizia, poi si ritirano e lanciano vernice, come all' Unicredit. Ultimo atto alla stazione Ostiense, con studenti che occupano i binari per qualche minuto. Milano parte alle nove da una piazza Cairoli che scoppia. Gli universitari raggiungono i più giovani e puntano al centro. In Porta Romana blitz dei collettivi nella sede dell' agenzia di rating Moody' s, gli studenti si presentano con sacchetti pieni di monetine rosse, oltre alle uova, i fumogeni e il resto. Li fermano nell' atrio, si accontentano di un sit-in. Più tardi un altro gruppo arriva davanti alla sede della Banca d' Italia per un flash mob: «chiusa» con il nastro rosso da cantiere. Secondo Retestudenti ai cortei hanno sfilato centocinquantamila ragazzi «per rivendicare sapere e futuro». Un terzo, secondo il Viminale. Molti, a Roma, saranno in piazza anche oggi con i lavoratori della Cgil. E poi avanti. Il 12 tocca alla Cisl; il 15 «giornata internazionale della rabbia», con corteo degli «indignados» nella capitale. E il 28 tocca alla Uil, con anteprima il 14 a Firenze e il 21 a Milano. Federica Cavadini fcavadini@rcs.it RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Siamo come Malta ed Estonia (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 08-10-2011

Primo Piano

Pagina: 5

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Argomenti: Scuola


Sottotitolo: Deficit inglese all' 8,8% ma conserva la tripla A. Confronti e paradossi del rating.

MILANO - Perché la Gran Bretagna si porta a casa nove A di rating (AAA da Standard & Poor' s, AAA da Moody' s e AAA da Fitch), mentre l' Italia riesce a malapena a incassarne tre (A da Standard & Poor' s, A2 da Moody' s e A+ da Fitch)? Perché queste sei A di differenza, quando il Regno Unito dovrebbe chiudere il 2011 con un disavanzo che vale, in percentuale, più del doppio di quello italiano (8,8% contro 3,7%)? E quando l' economia italiana, nel secondo trimestre dell' anno, è cresciuta più di quella britannica (+0,8% contro +0,6%)? 32 mila miliardi Delle motivazioni per la bocciatura del debito pubblico italiano a lungo termine, è stato ampiamente scritto. Ma quali sono le considerazioni che hanno portato alla promozione inglese? Prendiamo Standard & Poor' s, quartier generale europeo a Londra, nel distretto finanziario di Canary Wharf, poco lontano dal cuore economico (la City) e politico (Westminster) della Gran Bretagna. S&P' s - si legge sul sito - «è nota come una società indipendente che assegna rating (valutazioni, ndr) sul credito» e sotto la sua lente ci sono 32 mila miliardi di debito. Lo scorso tre ottobre ha confermato il suo trenta e lode al debito pubblico britannico (AAA e outlook stabile, meglio non si può), nonostante il boom del deficit, per «un' economia in salute, aperta e diversificata - ha scritto S&P' s - sostenuta da un sistema politico e da una struttura di misure macroeconomiche ben consolidati». «Un' economia - insomma - che può rispondere velocemente alle sfide». Nel dettaglio, gli analisti di S&P' s hanno lodato - per esempio - le strategie dell' esecutivo di Sua Maestà per ridurre il deficit, a cui si aggiunge «un grande e liquido mercato per i titoli di Stato». Poi ci sono - spulciando tra i dati - il debito, in salita ma più basso del nostro, o la crescita del Pil, che sta accelerando mentre noi rallentiamo. E alla fine, tra economia, politica e cascata di A, Londra paga sul suo debito un tasso d' interesse più basso di oltre tre punti percentuali rispetto a Roma. I confronti Sono invece sullo stesso livello - rating identico - l' Italia e la Spagna? No, Madrid ci batte su tutti e tre i fronti, conquistando, nelle diverse sfumature, la doppia A tanto di S&P' s quanto di Moody' s e Fitch. Allora forse il pareggio è con il Belgio, altro Stato dell' Eurozona con un debito non da poco? No, anche Bruxelles ci surclassa sei (A) a tre. Per arrivare a un Paese dell' Eurozona che abbia le stesse nostre pagelle bisogna scendere sotto la vicina Slovenia (anche qui è un sei a tre), la Slovacchia e l' Estonia (che ci battono per S&P' s e Moody' s, mentre per Fitch è pareggio). Ricordandoci - per esempio - che il Paese baltico ha un debito che vale solo il 6,7% del Pil (il nostro è quasi diciotto volte tanto). E poi, finalmente, si arriva all' Italia, a pari merito perfetto (stessi voti da tutti e tre i «maestri») con Malta. Con La Valletta, Roma spartisce la dodicesima e la tredicesima posizione su un totale di 17. In una classe, quella dell' Eurozona, in cui svettano la tripla-tripla A (AAA, AAA e AAA) di Austria, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Lussemburgo. I quali, dopo il declassamento estivo degli Stati Uniti da parte di Standard & Poor' s, battono anche Washington. Ansia da rating Che cosa succederà adesso? Difficile dirlo, visto che l' ultimo maxi declassamento di Moody' s ha «portato fortuna» tanto a Piazza Affari (la risposta sono state tre sedute frizzanti) quanto al debito (gli spread sui Bund tedeschi si sono assottigliati). Il motivo? Forse il mercato aveva già scontato la bocciatura, forse l'«ansia da rating» - tra gli investitori - non è più quella di una volta, o forse gli errori del passato delle agenzie fanno sperare, anche questa volta, in nuovi errori. E, magari, veloci revisioni al rialzo. Allora, per esempio su Lehman Brothers, alcuni voti si erano rivelati decisamente troppo generosi. Oggi potrebbe essere il contrario? L' ultima parola spetta al mercato: per ora, purtroppo, la risposta degli investitori sembra essere un chiaro no (basta vedere l' impennata dei tassi sui Btp decennali nell' ultimo anno). Le scintillanti parole della pagella britannica, insomma, sono ancora lontane. Giovanni Stringa RIPRODUZIONE RISERVATA.

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A scuola di musica (gratis) (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera (ed. Roma)" del 07-10-2011

Cronaca di Roma

Pagina: 9

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Torre Angela L' iniziativa della Fondazione Gabriele e Lidia Cusani. Si suona sempre in gruppo.
Sottotitolo: Già coinvolti 2.300 bambini. Domani raccolta di fondi.

Tutto inizia nella scuola Basile. Siamo a Torre Angela, periferia sud della Capitale: è qui che la Fondazione Gabriele e Lidia Cusani ha avviato il progetto «La musica va a scuola» per insegnare l' educazione musicale ai bambini attraverso «El sistema», il metodo sperimentato in Venezuela dal direttore d' orchestra Josè Antonio Abreu. Tradotto: suonare sempre in gruppo, giocando e sin da piccoli. I 640 alunni della Basile (dove si registra il 45% di bimbi stranieri) già lo fanno. E presto l' iniziativa sarà estesa alla media Pagano, situata sempre nel quartiere di Torre Angela, e in due elementari del Laurentino (la scuola «Ada Tagliacozzo» e l' istituto «Antonio Gramsci»). «Per un totale di 2 mila e 300 bambini che potranno imparare a suonare uno strumento musicale - spiega Dario Cusani che ha creato la Fondazione insieme al fratello Sergio - Così allunghiamo il ciclo degli alunni che seguiamo, dai 3 ai 13 anni. Riteniamo che sia un buon metodo per completare una solida formazione di base». Alla Fondazione, confessa Cusani, arrivano richieste da molte scuole romane: «Ma da soli non riusciamo a rispondere. Servono finanziamenti - continua il presidente Cusani - Abbiamo aperto un dialogo con il ministero della Pubblica istruzione per ottenere risorse. In Venezuela il governo finanzia da anni iniziative come la nostra». Per sostenere il programma di musica della Basile parte, domani, una iniziativa lanciata dall' azienda Frantoio Tuscus di Giampaolo Sodano con la collaborazione di Superelite e Sitcom: acquistando una speciale bottiglia di olio «DoReMi», due litri di extravergine biologico, si può contribuire a donare un violino ad uno dei bimbi di Torre Angela. Il Frantoio Tuscus e l' annessa azienda agricola l' Olivaia si trovano sulla via Cassia, in una zona - compresa tra l' anfiteatro romano di Sutri e l' antica via Francigena - particolarmente favorevole per la crescita dell' olivo. «Chi deciderà di acquistare l' olio "Doremì" farà una donazione concreta al nostro progetto - sottolinea il presidente della Fondazione Cusani - È un modo per noi di fare "fund raising", sperando in un maggiore aiuto da parte delle istituzioni». L' iniziativa viene presentata domani, alle 17, nel supermercato SuperElite di via Appia Nuova 472: «La musica può essere un importante veicolo di affermazione sociale - commenta Dario Cusani - non un ambito riservato a pochi che possono permettersi corsi a pagamento». Con la scuola italiana sempre a corto di fondi, l' impresa non sarà semplice. Ma alla Fondazione non si arrendono, anzi rilanciano: «Creeremo un' orchestra con i talenti che riusciamo a coltivare col nostro progetto - spiega Cusani - Nel sistema Abreu l' orchestra ha un ruolo molto importante». «El sistema» prevede un impegno (anche) a lunga scadenza: «I ragazzi - conclude Cusani - possono poi diventare formatori per i piccoli: è un modello fondamentale, quasi familiare, i più grandi che allenano i più piccoli creando continuità». Simona De Santis RIPRODUZIONE RISERVATA.

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NIENTE SCHERZI SUI FONDI EXPO (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 07-10-2011

Prima

Pagina: 1

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Argomenti: Scuola


Occhiello: MILANO E GLI IMPEGNI DI ROMA.
Sottotitolo: di CLAUDIO SCHIRINZI.

V olete accendere un mutuo per comperare casa? Bene, andate in banca e chiedete l' applicazione della formula «Salvo disponibilità». Significa che voi vi impegnate a pagare le rate a condizione di trovare i soldi per farlo. Potete adottare lo stesso criterio anche per il pagamento dell' affitto, per le rate dell' auto, per le bollette della luce, addirittura per le tasse. Vi impegnate a pagare, certo. Ma non garantite di avere al momento buono la disponibilità dei quattrini necessari. Se vi mettono la camicia di forza e vi ricoverano nell' ospedale psichiatrico più vicino, niente paura: spiegate che questa formula di pagamento non l' avete inventata voi, ma è quella che applica il governo per onorare i suoi debiti. Lo hanno scoperto non senza qualche sorpresa il sindaco Pisapia e il presidente della Regione Formigoni a proposito dei finanziamenti per la realizzazione delle infrastrutture indispensabili per l' Expo. Si parla di 870 milioni che il governo si è impegnato a mettere a disposizione per varie opere fra le quali la linea 4 della metropolitana. Tutte cose, ovviamente, che devono essere pronte entro il maggio del 2015. Quei quattrini il governo avrebbe già dovuto metterli da parte. E invece no. Non ci sono. Non subito, almeno. Ed ecco allora spuntare l' espressione «Salvo disponibilità» e la prospettiva che quei finanziamenti vengano erogati con il contagocce e in un arco di tempo che va ben al di là della data di inaugurazione dell' Expo: si parla addirittura del 2023. La crisi economica ci ha fatto conoscere termini un tempo riservati agli addetti ai lavori: ora sappiamo cos' è lo spread , che cosa sono i bund , che cos' è la volatilità dei mercati. Ma la formula «Salvo disponibilità», a pensarci bene, la conosciamo da sempre, ma con un altro nome: una volta, più semplicemente, si diceva «A babbo morto» e con questo il debitore si impegnava a pagare quando fosse venuto in possesso dell' eredità. E' diventato sinonimo di tempi lunghi ed esito incerto. «Salvo disponibilità» è più rassicurante ed elegante, ma la sostanza non cambia. Da tutto questo nascono due interrogativi e una considerazione. Il primo: che credibilità può avere un governo che onora i suoi impegni «A babbo morto»? Il secondo: è questo il federalismo che avrebbe dovuto portare autonomia agli enti locali liberandoli dalle viscosità dello Stato centralista? Le risposte a queste due domande rischiano di essere desolanti. Veniamo alla considerazione. In questi giorni abbiamo assistito al braccio di ferro sulla nomina del nuovo governatore della Banca d' Italia. La Lega ha sostenuto la candidatura di Vittorio Grilli che agli occhi del Senatur ha il grande merito di essere milanese. Se l' origine anagrafica fosse una virtù, un governo presieduto dal milanese Berlusconi e del quale fanno parte ministri lombardi come Bossi, Brambilla, Calderoli, Gelmini, Maroni, Romani e Tremonti oltre al milanese d' adozione La Russa, dovrebbe portare grandi vantaggi alla Lombardia. Non è così e le difficoltà di Expo ne sono una ulteriore dimostrazione. Con l' aggravante che al successo di Expo non è legato soltanto il prestigio di Milano: a metterci la faccia è l' Italia intera. clschiri@gmail.com RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Nel Pdl già finita la tregua Alfano-Verdini (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 07-10-2011

Primo Piano

Pagina: 19

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Le tensioni su gestione del partito e legge elettorale.

ROMA - Si è rotta la tregua. Anzi, stando a qualche testimone, si è andati oltre tra Angelino Alfano e Denis Verdini: fino al dissenso, forte, anche se in tanti smentiscono i dissapori, anche se altri ancora dicono che i problemi del Pdl stanno altrove, puntando il dito contro Scajola, Formigoni, Alemanno. Ma un problema esiste, eccome. I due, si sa, sono sempre stati diversi per carattere, provenienza geografica, vocazione politica. Ma fino a pochi giorni fa il siciliano neosegretario del Pdl e il toscano coordinatore avevano siglato un patto di non belligeranza «per il bene» del partito. Il primo, con il compito di rilanciare il Pdl e allargarlo (possibilmente all' Udc) nel quadro del Ppe. Il secondo, il più potente dei coordinatori pidiellini, gran gestore del partito e abile procacciatore di voti in Parlamento, continuando a occuparsi dell' organizzazione. E, soprattutto, rivendicando di essere stato lui a far vincere Silvio Berlusconi su Gianfranco Fini il 14 dicembre alla Camera, quando per soli tre voti si evitò una sicura crisi di governo. Ma ora che l' aria si fa nuovamente brutta e fortemente instabile per la maggioranza, rispuntano le vecchie differenze. Tanto per cominciare i due discutono di legge elettorale. Verdini, è noto, punta a un sistema che mantenga uno stretto schema bipolare in modo non da convincere ma da costringere l' Udc a riagganciarsi alla maggioranza, dovendo per forza scegliere da che parte stare (e non potendo mettersi con Di Pietro e Vendola). Alfano invece, è altrettanto noto, vuole procedere con Casini a piccoli passi per approdare a un patto stabile che guardi al Ppe e garantisca più margini di manovra anche nei rapporti con la Lega. Seconda questione: la gestione del partito. Al coordinatore, che conserva il suo ruolo nell' organizzazione, non piacerebbe come Alfano si sta muovendo sul territorio e ha paura che possa perdere consensi nei congressi locali. Inoltre si sarebbe non poco irritato di fronte all' ipotesi, ventilata qualche giorno fa, di un ufficio politico composto dallo stesso Alfano, Lupi, Fitto, Cicchitto e Scajola con l' obiettivo di recuperare alla causa pidiellina l' ex ministro, tentato dallo strappo. Sarebbero critici anche alcuni ex An, da Altero Matteoli a Ignazio La Russa, e persino Mariastella Gelmini che gli rimprovererebbe di affidarsi solo a una ristretta cerchia di amici. Ribattono gli alfaniani: «È lui» che scalpita perché non ha più lo spazio di una volta, perché non è più essenziale, perché al di là dell' ottimo rapporto con Berlusconi, ha solo pochi parlamentari che lo sostengono. E la battaglia sembra solo cominciata. Roberto Zuccolini RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Scuola, riparte la stagione delle proteste (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 07-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 5

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Occhiello: Studenti Il raduno stamane a Cairoli. Vanno in piazza anche gli universitari. Striscioni già apparsi agli ingressi degli istituti.
Sottotitolo: Oggi i primi cortei. Il tam tam degli studenti «convocati» su Facebook.

La piazza è prenotata: partenza da Cairoli alle 9,30, capolinea in Prefettura. Primo corteo degli studenti, si apre la stagione delle proteste. Tutto è pronto. Striscioni, fischietti, vernice, megafoni, flash mob e «sanzionamenti». L' invito è arrivato nelle scuole superiori di Milano e provincia, i collettivi hanno lavorato dentro e fuori licei e istituti, ieri striscioni con slogan vecchi e nuovi sono comparsi su facciate e portoni, dal Carlo Porta, al Puecher, all' Itsos. Soprattutto, la chiamata arriva online , su Facebook e sui siti dei gruppi. Oggi in piazza ci saranno anche gli universitari. Per loro, partenza programmata dalla Statale, in via Festa del Perdono. Uno «spezzone» che, poi, si unirà al corteo principale. «Verso il 14 ottobre», è il refrain di gruppi noti ed emergenti, come se la mobilitazione di oggi fosse una prova generale per il prossimo fine settimana, con manifestazioni il 14 e, il 15, a Roma e in tutta Europa: «Due giornate di movimento globale», annunciano i collettivi. Per il corteo di oggi si sono mobilitati il Coordinamento dei collettivi e l' Unione degli studenti. A Milano sfileranno anche i ragazzi di Laps, di Rete Studenti e altri collettivi autonomi. Fra gli universitari hanno annunciato la partecipazione anche i ragazzi di Lab out: «Noi non ci stiamo: diritto e reddito per tutti, dentro e fuori l' università», hanno scritto nei volantini. Ma l' appello dei coordinamenti di precari, ricercatori, associati è di organizzarsi da qui al 15, giorno della manifestazione «United for global change», dentro e fuori gli atenei con lezioni sulla crisi e referendum autogestiti, «per l' attacco subito dal mondo dei saperi portato avanti da questo governo». Sia i gruppi delle superiori, sia quelli delle università avevano già aperto la stagione della protesta in città nei giorni scorsi. L' altra settimana i ragazzi del Cantiere hanno «sanzionato» la Banca d' Italia con due striscioni appesi sul portone della sede in piazza Cordusio: «Investire sull' istruzione, ribellarsi al debito!»; «Not our debt, save school not banks!». Mentre gli universitari di Lab out mercoledì scorso hanno interrotto il Career day , giornata di incontro fra studenti e aziende, organizzato alla Statale: davanti al rettore Enrico Decleva hanno distribuito false banconote e appeso striscioni, perché «gli stage vanno pagati», era uno dei messaggi. Oggi scioperano anche insegnanti e personale Ata di Unicobas Scuola, con Usi e Usb, «in difesa della scuola pubblica». E dopo la giornata del 15 ottobre la protesta riprende. Il giorno 21 a scendere in piazza sarà la Uil, sciopero di tutto il pubblico impiego, quindi anche dei comparti Scuola, Università e Ricerca, contro le politiche del governo. Federica Cavadini RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Interventi & Repliche ANTENATI DEL MINISTRO GELMINI DE VECCHI E VALITUTTI (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 07-10-2011

Lettere

Pagina: 57

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Argomenti: Scuola

Il referendum sulla legge elettorale Giornali, tv, « opinion leaders » sostengono che il referendum sulla legge elettorale cancellerebbe il « Porcellum » e reintrodurrebbe il precedente sistema. Sartori sul Corriere ha dimostrato che il referendum, come previsto dalla Costituzione, è abrogativo, cioè cancella. È vero che la Corte costituzionale ha ammesso il taglia e cuci. Ma deve pur sempre venir fuori una norma operativa. E io mi chiedo come possa il referendum abrogare l' attuale legge e far sorgere come Minerva dalla testa di Giove un sistema nuovo. Quale? La legge attuale è proporzionale col premio di maggioranza. Quale taglia e cuci può far rivivere il « Mattarellum » che prevede collegi uninominali maggioritari per il 75 per cento e una quota proporzionale per il 25? Inutile ricordare- lo ha fatto Sartori sul Corriere del 3 ottobre - che la Corte non può accogliere un referendum che priva il Paese della legge elettorale, né può far rivivere una precedente legge abrogata. Epperò si continua, anche autorevolmente, ad affermare che col referendum se vincono i « sì » torna in vigore il Mattarellum. « Grande è la confusione sotto il cielo » !, avrebbe detto Mao. Giuseppe Tamburrano, Roma Assegnazione dei Nobel: i media Ho dedicato la mia vita alla ricerca e all' insegnamento nei laboratori del Cnr e della Scuola Normale di Pisa e sono molto rattristato dalla considerazione che i media, e soprattutto la tv, hanno dato all' assegnazione dei premi Nobel. Mi riferisco in particolare a quelli per la medicina e per la fisica. Al Tg1 delle ore 13.30 del 4 ottobre, che ho seguito per caso, il premio Nobel per la fisica non è stato neppure nominato, mentre si è speso gran parte del tempo sul processo di Perugia. Questo dà un' idea di come la scienza venga considerata. Lamberto Maffei Presidente dell' Accademia dei Lincei I finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo Gli articoli di Giovanni Caprara ( Corriere, 30 agosto) e Edoardo Segantini ( Corriere, 9 settembre) offrono spunti di grande interesse per comprendere i limiti del nostro Paese nel campo dell' innovazione tecnologica. In maniera condivisibile, i due articoli individuano nella carenza di investimenti pubblici in ricerca e sviluppo la causa prima della scarsa competitività dei nostri ricercatori in campo internazionale. In assenza del volano garantito dal finanziamento pubblico, il mondo della ricerca non può che coinvolgere il privato, ed è giusto immaginare- come proposto da Segantini- incentivi alle imprese che investono in ricerca e sviluppo in modo da raggiungere i livelli di spesa delle imprese propri dei principali Paesi europei. La ricerca di base è indispensabile nella fase di formazione dei dottorandi e dei ricercatori per il raggiungimento di una piena maturità scientifica: non per la gloria delle organizzazioni accademiche, ma per dare al Paese docenti preparati. Pertanto, le due forme di finanziamento, pubblico e privato, sono da ritenersi complementari e la seconda non può sostituirsi alla prima. Esiste una seconda chiave di lettura per la scarsa attitudine all' innovazione tecnologica dei ricercatori italiani. Brevettare e pubblicare sono agli antipodi. Un brevetto implica segretezza sui risultati della ricerca fino al trasferimento del prodotto sul mercato. Il mondo accademico italiano e il governo stesso mostrano scarso interesse verso questo « prodotto » della ricerca: la valutazione dei docenti nei concorsi è basata esclusivamente sul numero di pubblicazioni di ciascun ricercatore in riviste internazionali con « impact factor » . Nessuna meraviglia, quindi, se il brevetto rimarrà un prodotto marginale della ricerca italiana. Armando Carravetta Coordinamento nazionale Professori Associati La giudice vittima di un incidente Nell' articolo di ieri sull' udienza del processo Mediaset pubblicato a pagina 6, la giudice vittima di un incidente stradale è Irene Lupo e non la collega Maria Teresa Guadagnino indicata, invece, per errore nell' articolo e nella fotografia. Ci scusiamo con le interessate e con i lettori. ( g. gua.)

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Incidenti, video proiettati nelle scuole per insegnare a guidare più sicuri (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 07-10-2011

Cronache

Pagina: 29

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Argomenti: Scuola


Occhiello: L' iniziativa.

ROMA - L' obiettivo di dimezzare gli incidenti stradali è a portata di mano. Tra il 2001 e il 2010 il calo è stato del 43,7%, rileva la Polizia stradale. Meno evidente ma comunque in discesa il numero delle vittime. Dai 7.100 morti del 2001 si è passati ai 3.998 dell' anno scorso. E i dati relativi ai primi 8 mesi del 2011 parlano di un ulteriore calo del 10%. Il rispetto delle regole di sicurezza in auto comincia nelle scuole, tra futuri patentati: il presidente di Pirelli Tronchetti Provera, il ministro dell' Interno Maroni e quello dell' Istruzione Gelmini hanno siglato un accordo per iniziative congiunte. Si comincia da un video che verrà mostrato agli studenti delle superiori che insegna a leggere lo pneumatico, a rispettare gli spazi in frenata e a verificare la stabilità di un veicolo. «Ci sono solo 6 marche di pneumatici che ottengono l' omologazione in Europa, ma sono più di 100 quelle in circolazione in Italia», ha spiegato Tronchetti Provera: «Si tratta di prodotti che non hanno passato i test». Maroni ha annunciato che a breve la Camera discuterà sul reato di omicidio stradale. La stretta - ha osservato il ministro - è necessaria: nella fascia d' età tra i 14 e i 25 anni gli incidenti sono la prima causa di morte». Melania Di Giacomo RIPRODUZIONE RISERVATA.

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«Le notizie nascono sul web - Creare un sito di news» Il nuovo corso per i reporter del digitale (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 07-10-2011

Economia

Pagina: 50

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Università di Milano - Scuola di giornalismo Walter Tobagi.

E' stato lanciato alla Scuola di giornalismo dell' Università degli Studi di Milano, il corso di aggiornamento professionale «Le notizie nascono sul web - Creare un sito di news». Il corso extracurriculare, promosso dalla Scuola di giornalismo Walter Tobagi, si rivolge ai giornalisti e ai professionisti dell' informazione online. Il corso si articola in 25 ore di didattica frontale e simulazioni ed affronterà tematiche come la progettazione e il disegno di un sito di notizie, dal 19 al 21 ottobre 2011 presso la Scuola di Giornalismo «Walter Tobagi» dell' Università degli Studi di Milano. La domanda di partecipazione dovrà essere inviata alla Segreteria organizzativa del corso (fax: 02/50321732 - posta elettronica: giornalismo@unimi.it).

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Bisconti: usare bici e bus è prova di senso civico Facciamo tutti qualcosa (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 06-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 3

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Argomenti: Scuola


Occhiello: L' intervista L' assessore: bisogna cambiare la mentalità.

«La mia bimba non smette di tossire, s' è ammalata dopo due giorni di asilo». L' aria di Milano è un cocktail indigeribile di polveri, germi e batteri. «Stiamo soffocando». Una domenica a piedi ci salverà? «Ha una forte valenza culturale, ma ci serve altro. Un cambio di mentalità. Chi rinuncia all' auto compie un gesto di altissimo senso civico e rafforza i piani del Comune. Le buone prassi, per funzionare, devono essere accompagnate da una rivoluzione dei comportamenti individuali». Chiara Bisconti, 44 anni, tre figli, già manager Sanpellegrino, è assessore comunale alla Qualità della vita. Quante automobili avete in famiglia? «Una. Io mi sposto prevalentemente in bici, o coi mezzi pubblici. E cammino tanto». Assessore e testimonial. «Quando si parla di ambientalismo, di salvare Milano, io penso: inizia tu, mamma, a camminare! Scusi se mi scaldo...». Si figuri, capisco, è un tema sensibile. «Chiunque, oggi, dovrebbe riflettere bene prima di accendere l' auto, perché in questo momento compie un atto gravissimo. Posso darle un' altra immagine?». Ha carta bianca, assessore Bisconti. «I milanesi agiscono secondo un meccanismo istintivo. Piove? Salgono tutti in macchina. Male! Io prendo la mia bimba e la osservo saltellare nelle pozze con gli stivalini di gomma... L' ambiente urbano si tutela anche così, con piccoli gesti quotidiani». E le misure d' emergenza sono efficaci? L' Arpa ha bocciato blocchi e divieti estemporanei. «Le decisioni d' urgenza che stiamo prendendo rientrano in un piano più strutturato sulla mobilità e l' ambiente. Non solo. Stiamo lavorando a una visione che restituisca importanza ai quartieri e metta al centro le scuole». Che c' entrano le scuole con lo smog? «Apriremo gli istituti al pomeriggio per attività, sport, iniziative. Vogliamo costruire una città a distanza di passeggiata, vicina alle famiglie». La rete dei mezzi pubblici è adeguata? «Al momento, no. Vero. Rinunciare alla macchina significa, magari, metterci un quarto d' ora in più per raggiungere l' ufficio. Ma scardiniamo gli orari, proviamo a recuperare una dimensione più umana...». Mi perdoni, ma descrive una società più nordeuropea che milanese. «Sono stata a Stoccolma, quest' estate: è un manuale di buona amministrazione. Ma devo dire che il senso civico, lì, è altissimo. Le mamme col passeggino in tram, da noi, sembrano persino disturbare...». Lei dice: tocca ai cittadini. Ma è compito del Comune tutelare la salute e offrire alternative alla mobilità privata. «Io non sto dicendo che è tutto sulle spalle dei cittadini. La giunta, sul traffico, sta facendo proposte concrete. Ma devono essere sostenute. Noi possiamo anche costruire centinaia di chilometri di piste ciclabili, ma gli automobilisti non devono più parcheggiare in divieto sugli itinerari, sennò vanificano lo sforzo». Parliamo di Ecopass. Concederete deroghe, agevolazioni, sconti ai commercianti? «Da cittadino e da assessore auspico severità. Dobbiamo lanciare un segnale». I milanesi capiranno? «I nostri progetti saranno vanificati in assenza d' un moto urgente di responsabilità collettiva». Armando Stella RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Papà distratto lascia il figlio all' asilo sbagliato (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 06-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 6

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Sesto San Giovanni, aveva due figli da portare a scuola.

Ha accompagnato i figli a scuola, cominciando dal più piccolo, appena iscritto alla materna. Da poco tempo residente a Sesto San Giovanni, l' uomo ha confuso la materna gestita dalla suore con quella pubblica, che nel quartiere sono molto vicine. Nemmeno la religiosa all' ingresso si è accorta, all' inizio, dell' errore del papà, che è fuggito via subito per portare l' altra figlia alle elementari, per non farla arrivare in classe in ritardo. Quando però si è trattato di inserire il piccolo in una classe, non ricordandosi in quale esattamente, le religiose si sono accorte dello sbaglio. Il nome del bimbo, scritto sullo zainetto, non risultava nell' elenco degli iscritti. Ma non c' era nemmeno un numero di telefono da chiamare. Così le suore hanno allertato la polizia, temendo un abbandono. Gli agenti del commissariato di Sesto hanno mobilitato l' anagrafe comunale. Ma la famiglia non ha ancora la residenza, per cui le ricerche si sono dovute allargare ad altri territori. I poliziotti sono riusciti a risalire all' indirizzo giusto e al telefono della famiglia. Nel frattempo anche il papà aveva chiamato l' altra scuola, quella giusta, per capire come andava l' inserimento del piccolo. Ma venuto a conoscenza del fatto che suo figlio lì non ci fosse, l' uomo si è messo in contatto con la polizia. Ed è emersa la storia dell' errore. Con lieto fine: il bimbo, infatti, non si è accorto di nulla e ha giocato tranquillo con i suoi nuovi compagni di classe. Compagni soltanto per un giorno. Domani si ritorna in classe. Quella giusta, però. Ferdinando Baron RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Milano è una grande michetta (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 06-10-2011

Prima

Pagina: 1

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Triennale, Luca Doninelli presenta stasera il nuovo volume della sua ricerca.

Raccontare Milano non è facile. Si concede poco, come una diva del cinema di una volta. Distilla le apparizioni. Sempre avvolta dalla nebbia dell' anima. In «Michetta addio. Milano: storie di una città madre» c' è tutto questo. Una nuova puntata della collezione «Le nuove meraviglie di Milano», curata da Luca Doninelli, un progetto realizzato dal Centro Culturale di Milano. Ci sono i racconti selezionati tra gli scritti dei suoi studenti ai corsi di Etnografia all' Università Cattolica e dei partecipanti alla Scuola di scrittura creativa Flannery O' Connor. Storie di luoghi, di sapori. Di piazze e di persone. A PAGINA 15 Baroni.

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«Premio Acqui, scelta politica» (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 06-10-2011

Terza Pagina

Pagina: 39

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Polemiche/1 Ideologia o rigore: la vittoria del saggio sul Concilio divide la comunità scientifica.
Sottotitolo: Caso de Mattei, la Sissco critica i giurati. Che replicano: accuse ridicole di ANTONIO CARIOTI.

S i allarga il fronte della polemica sul caso del premio Acqui Storia, dopo il gesto di rottura compiuto dal presidente della giuria per la sezione storico-scientifica, Guido Pescosolido, che si è dimesso per dissociarsi dalla decisione di assegnare il riconoscimento allo studioso tradizionalista Roberto de Mattei per il libro Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta (Lindau). Un testo che Pescosolido considera viziato da uno spirito militante anticonciliare, incompatibile con i canoni dell' autentica storiografia. Come preannunciato da Alberto Melloni sul «Corriere» dell' altro ieri, al fianco di Pescosolido interviene ora il direttivo della Società per lo studio della storia contemporanea (Sissco), che «esprime apprezzamento» per le questioni sollevate dall' ex presidente della giuria. Il documento manifesta inoltre «preoccupazione» per le «influenze politiche ed ideologiche che orientano talvolta» l' assegnazione dei premi di storia, a discapito dei criteri scientifici, anche perché «è obbligatorio per legge tenere conto» dei premi stessi «nelle procedure di valutazione comparativa» per i concorsi universitari. Parole che suonano come una critica, nemmeno tanto implicita, ai giurati che hanno conferito il premio Acqui, la cui consegna è in programma il 22 ottobre, a de Mattei. La reazione dei diretti interessati è molto netta. «Noi membri della giuria - fa notare Massimo de Leonardis, docente alla Cattolica di Milano - apparteniamo a scuole e tradizioni culturali diverse. Lo stesso Pescosolido, pur non avendo votato de Mattei tra i finalisti, aveva approvato la motivazione con cui era stato inserito nella cinquina e il suo comportamento mi appare scorretto. Al contrario di quanto insinua la Sissco, abbiamo scelto il vincitore del premio Acqui non in base a considerazioni politico-ideologiche o religiose, ma scientifiche. Mi pare semmai che siano i dirigenti della Sissco a esprimersi in base a valutazioni sulle convinzioni religiose di de Mattei, a loro evidentemente sgradite». In effetti la Sissco vede tradizionalmente in maggioranza gli storici orientati a sinistra, ma attualmente il presidente è il cattolico Agostino Giovagnoli, noto per i suoi studi sulla Dc. Un altro cattolico nel direttivo è Adriano Roccucci, esperto dei rapporti tra Stato e Chiesa in Urss. I restanti cinque membri sono: Enrica Asquer, allieva di Paul Ginsborg; Marco Gervasoni, biografo di François Mitterrand; Emmanuel Betta, specialista di temi bioetici; Carmine Pinto, storico del socialismo italiano; Maria Malatesta, studiosa delle professioni. «Questa vicenda insensata mi conferma nella bontà della mia scelta di non iscrivermi alla Sissco», commenta un altro giurato dell' Acqui, Giuseppe Parlato, che insegna appunto Storia contemporanea e che peraltro, pur nell' impossibilità di partecipare alla riunione decisiva, non si è espresso in favore di de Mattei ma per il saggio di Federica Saini Fasanotti Etiopia 1936-1940 (Ussme) sulle operazioni di polizia militare in Abissinia. «Non vedo proprio - prosegue Parlato - che cosa c' entri la Sissco con un premio assegnato nel pieno rispetto delle procedure, attraverso una libera scelta della giuria». Sullo stesso concetto insiste Aldo A. Mola, biografo di Giolitti e storico della massoneria: «Ciascuno è libero di valutare le nostre scelte, delle quali ci siamo assunti la responsabilità. Il dibattito della giuria, nell' incontro del 25 settembre, è stato ampio e approfondito, nient' affatto scontato come sostiene Pescosolido. Quanto al documento della Sissco, preferisco non commentarlo, anche perché alcuni passi sono scritti in un italiano incomprensibile». Entra invece nel merito il direttore della rivista «Nuova Storia Contemporanea», Francesco Perfetti: «Il comunicato della Sissco è ridicolo quando richiama, per l' assegnazione di un premio letterario, le procedure di valutazione comparativa previste per i concorsi universitari. È capzioso quando suggerisce che l' Acqui Storia sia viziato da valutazioni ideologiche. Infine, è grottesco quando propone "solidarietà" a un giurato (come si trattasse di un perseguitato) che ha preferito dimettersi, anziché attenersi alle votazioni». Altrettanto duro il vicedirettore del Tg1 Gennaro Sangiuliano: «In seno alla giuria c' è stata una pacata dialettica, tutta culturale, lontana da ogni forma di influenza politica. L' ideologia e il pregiudizio li praticano coloro che vogliono negare alla maggioranza dei giurati il diritto di esprimere il loro libero punto di vista, forse nostalgici del periodo in cui nel nostro Paese per decenni sono state negate le foibe o i crimini di Stalin, e si giungeva a pubblicare in italiano i libri di Nicolae Ceausescu». RIPRODUZIONE RISERVATA.

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«MARIA CONSOLATRICE» A scuola a piedi Una sommessa domanda alle mamme della scuola «Maria Consolatrice», che lamentano le difficoltà della sosta nei pressi di quell' istituto: ma accompagnare i figli a scuola a piedi, no? Bruno Faccini VIA NIEVO ... (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 05-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 9

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Ci scrivono.

«MARIA CONSOLATRICE» A scuola a piedi Una sommessa domanda alle mamme della scuola «Maria Consolatrice», che lamentano le difficoltà della sosta nei pressi di quell' istituto: ma accompagnare i figli a scuola a piedi, no? Bruno Faccini VIA NIEVO Strada senza legge La via Nievo non è una via proprio famosa ma avvengono le cose più strane. In giugno viene asfaltata ma poiché ci sono molte auto parcheggiate l' asfaltatrice ci gira intorno e il lavoro non viene completato. In maggio viene rubata una moto e viene parcheggiata sul marciapiede, ma non certo nelle apposite strisce per le moto: sosta irregolare. La moto risulta rubata dal 16 maggio. A causa di un importante cantiere, enormi camion sfrecciano contromano, del tutto impuniti. La vie adiacenti sono strette ma un' auto viene tutti i giorni e da mesi parcheggiata a un incrocio, sulle strisce pedonali. A cento metri c' è un parcheggio per le auto del car sharing: per fortuna non ho fatto l' abbonamento, è sempre occupato da abusivi. Io penso che la via Nievo non subisca un trattamento particolare, forse tutta Milano è così. Non è un po' peccato? Carlo Corsi SCALO FARINI Lavori notturni sospesi In relazione alla lettera «I rumori molesti allo Scalo Farini. I lavori? Si possono fare di giorno» pubblicata sul giornale, vorremo fornire alcune precisazioni. A giugno Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Fs) ha effettuato lavori di potenziamento dei binari tra Milano Porta Garibaldi e il Ponte della Ghisolfa, che necessariamente dovevano svolgersi nelle ore notturne perché in quella fascia oraria non ci sono treni in circolazione. A luglio i lavori sono stati sospesi e riprenderanno a fine settembre. L' attività notturna non prevede più la movimentazione di materiali e quindi risulterà meno rumorosa. Ci scusiamo con i condomini per il disagio. Federico Fabretti Direttore centrale media Ferrovie dello Stato Italiane OCCUPAZIONI / 1 Beffato chi è in regola In merito alle affermazioni dell' assessore alla casa Lucia Castellano mi domando quale stato d' animo possono avere tutte quelle persone che hanno fatto regolare domanda e che sono magari in graduatoria da anni e a mio avviso li ci resteranno ancora per parecchi anni. Cosa succederà? Verrà fatta una ulteriore graduatoria su chi avrà il diritto di occupare l' alloggio popolare «per necessità?». Ho 65 anni e non mi stupisco più di nulla, le affermazioni dell' assessore Castellano non fanno altro che confermare il degrado morale, l' istigazione alla disobbedienza, il caos politico che stiamo vivendo. Aldo Bovi OCCUPAZIONI / 2 Impunità per l' abusivo Un' altra stupefacente affermazione di questa giunta in merito all' affermazione dell' assessore Castellano che giustifica l' occupazione abusiva se «dovuta a necessità», vorrei chiedere se ritiene giusto che la mia casa, occupata da 6 anni da una persona che non paga né affitto né spese, sia di fatto sequestrata al legittimo proprietario che ha pagato il mutuo, che paga le spese di condominio e riscaldamento ed ora anche le spese legali per tentare di tornarne in possesso. L' avvocato però mi ha già avvisato che sarà dura, perché la signora ha un figlio minorenne. È giusto? Forse la persona che la occupa senza pagare un centesimo è davvero bisognosa, ma perché devo farne le spese io? Sono un lavoratore dipendente, vivo del mio stipendio, e questa casa lasciatami dai miei genitori è l' unico bene che ho. Credo che la vera distinzione non sia tra chi ha bisogno e chi no, credo che la vera differenza sia la dignità, c' è purtroppo chi pensa di poter vivere alle spalle degli altri, ed è incurante dei sacrifici che molti fanno per vivere con onestà e seguendo le regole. Mantenendo un' intera schiera di cosiddetti «bisognosi», che spesso non hanno mai cercato un lavoro in vita loro. Mi spiace rilevare che affermazioni di questo tipo sono un ennesimo imbroglio per chi lavora, paga le tasse e cerca di non pesare sulla società. Maria Teresa B. ASL L' invalido sta in coda Sono purtroppo invalida ma fortunatamente negli ultimi anni gli ospedali e la stessa Asl danno la precedenza agli invalidi ed alle donne incinte. Però al laboratorio di via Ponti dell' ospedale San Raffaele nonostante 50 persone in fila, mancanza di posto a sedere ed una sola persona all' accettazione, si rifiutavano di riconoscere a chiunque la precedenza per invalidità pur essendoci persone in evidente stato di bisogno. Reputo che la stessa Asl dovrebbe imporre a tutti i loro convenzionati questo elementare diritto di civiltà e confido che solo il vostro aiuto possa sensibilizzare lo stesso San Raffaele attraverso la cui Urp non ho ottenuto nulla in merito. Paola Bernetti.

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Master alle «Frattocchie della Lega» (sezione: Scuola)

 

"Corriere del Veneto (ed. Vicenza)" del 04-10-2011

Primo Piano

Pagina: 2

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Scuola quadri.

VENEZIA - Al suo sesto anno di vita, la Scuola di formazione leghista si sdoppia. Dal prossimo sabato, infatti, prenderà il via un percorso «di eccellenza» in 13 lezioni dedicato a 26 amministratori regionali e locali della Lega Nord, realizzato dal Gruppo consiliare leghista in collaborazione con la SDA Bocconi di Milano. Dal 15 ottobre, invece, comincerà la Scuola Quadri «tradizionale», già ribattezzata «le Frattocchie padane», che quest' anno registra 206 iscritti per 3 lezioni. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Manzoni, pagelle ai docenti «Bocciato un prof su otto» (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 04-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 6

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Liceo Voto di studenti e genitori. Nuovi incarichi per la carenza di insegnanti.

I tabelloni al liceo linguistico Manzoni si espongono anche ad ottobre ma le pagelle non sono per gli studenti, i voti li prendono i professori e la scuola, dalle segreterie al preside. Ieri mattina nell' atrio della nuova sede del liceo civico, in via Deledda, cerimonia ufficiale con i ragazzi, le famiglie, e un dirigente dell' assessorato. In diretta i risultati dell' atteso bilancio. I bocciati non sono pochi ma meno dello scorso anno, non hanno raggiunto la sufficienza sedici prof su 130. Più clementi i genitori, anche loro coinvolti nell' iniziativa di valutazione dei docenti. Per le famiglie i prof «non idonei» sono nove e quelli che sono entrati nella categoria top, cioè con voti fra l' 8 e il 10, sono trentuno. Molto più severi gli studenti che hanno promosso a pieni voti soltanto ventotto insegnanti. I ragazzi hanno giudicato i loro docenti su tre parametri: come spieghi, come valuti e come ti relazioni con me. Sono rimasti appena oltre la sufficienza in quarantasei, voti più alti, fra il 7 e l' 8, li hanno meritati in quaranta. «È andata comunque meglio dello scorso anno ed è l' effetto pagella: tutti, all' interno della scuola si sono messi in discussione», sostiene il preside Giuseppe Polistena, giudicato anche lui, da studenti e genitori («Non ne faccio mistero, ho la media del 7, ho lievemente migliorato la mia performance rispetto al 2010»). «Il sistema della valutazione, un progetto che noi abbiamo avviato lo scorso anno, viene studiato con attenzione - spiega il dirigente scolastico -, dovrebbe arrivare anche nelle scuole statali». E al liceo Manzoni ieri si è sbloccata almeno in parte l' emergenza docenti. All' inizio dell' anno ne mancavano all' appello ventitrè, compresi i sei di cinese (lingua curriculare in questa scuola) difficilmente sostituibili. I genitori avevano scritto una lettera, pubblicata sul Corriere , ai ministri Gelmini e Tremonti: «Il Comune non può assumere i docenti perché violerebbe il patto di stabilità. Chi insegnerà ai nostri figli?». Il Comune ieri ha fatto sapere che intanto i professori di cinese hanno ricevuto l' incarico, «per garantire ai ragazzi l' attività scolastica nel segno della continuità». «Da metà settembre attendiamo la deroga dal parte del Governo per assumere i nuovi docenti - ha spiegato la vicesindaco e assessore all' Educazione e istruzione, Maria Grazia Guida -. Abbiamo trovato una soluzione provvisoria fino a dicembre per quelli di cinese. Auspichiamo che il Ministro risponda alle nostre richieste». Federica Cavadini RIPRODUZIONE RISERVATA.

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La Gelmini: i disabili? Ingiuste le accuse Più fondi al sostegno (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 04-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 6

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Il ministro in Regione.

«La presenza degli insegnanti di sostegno è fondamentale ed è un fiore all' occhiello della scuola italiana», così ieri il ministro Mariastella Gelmini è intervenuta sulla questione degli studenti disabili e le condanne del Ministero per discriminazione. Rispondendo ai giornalisti la Gelmini ha spiegato: «Siamo stati ingiustamente accusati di non aver avuto sufficiente attenzione al tema della disabilità. Invece quest' anno gli insegnanti sono oltre 94.000, quattromila in più rispetto agli anni scorsi, il numero più alto di sempre. Se poi in singole scuole c' è stato qualche errore è giusto che chi ha sbagliato paghi». Gelmini ieri a Milano ha presentato con il governatore Roberto Formigoni il bando da 118 milioni per ricerca e innovazione, finanziato in parti uguali da Regione e Miur. Centodiciotto milioni di euro per le imprese lombarde. Il bando, informatizzato, semplificato, con pagamenti online, marca da bollo compresa, pubblicato nelle scorse settimane è aperto fino al 23 novembre. Le piccole e medie imprese con gli organismi di ricerca (anche Irccs), possono presentare le domande di finanziamento, come prevede l' intesa Regione-Ministero dello scorso dicembre per sviluppare ricerca e innovazione in settori che vanno dall' Ict a moda e design, dalla metallurgia a energia e agroalimentare. F. C. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Scuola e volontariato contro la «paura» (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 04-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 7

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Argomenti: Scuola


Occhiello: «LEONE XIII»

Torna stamattina all' istituto Leone XIII con inizio alle 9 il Workshop del volontariato: occasione offerta ai circa 400 studenti del liceo per «superare la paura della diversità» - è il tema di quest' anno - attraverso l' esperienza del «servizio» proposta oggi da 22 associazioni. Il progetto dell' istituto è trasformarla per gradi in attività obbligatoria per tutti gli studenti.

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L' Irlanda sveglia gli azzurri Le pagelle Italia (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 03-10-2011

Sport

Pagina: 46

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Mondiale di rugby Ultima gara anche per il c.t. Mallett: «Non so che cosa farò adesso»
Sottotitolo: Dura poco l' illusione, torna a casa la solita Italia a metà dal nostro inviato a Dunedin.

DAL NOSTRO INVIATO DUNEDIN - Un tempo di pura resistenza, come con l' Australia, poi la resa. Con gli australiani era finita 32-6, con l' Irlanda finisce 36-6. L' Italia conferma i suoi limiti: con le grandi ha mezza partita di autonomia, poi perde consistenza, si sfilaccia, commette peccati capitali e affonda. Era successo nella gara d' apertura del Mondiale, è successo ieri nell' ultima, quella dell' addio alla Nuova Zelanda dentro un Otago Stadium colorato di verde per una festa di San Patrizio fuori stagione: 28 mila spettatori, 23 mila irlandesi. Troppi anche per Mallett, l' ormai ex c.t.: «Credo fossero neozelandesi con una maglia verde, non penso che così tanti irlandesi abbiano i soldi per venire fin quaggiù». L' Italia si era convinta di poter fare di meglio, di avere una possibilità. Ma l' Irlanda ha dominato dappertutto, confronto fisico compreso. La mischia azzurra, perso Castrogiovanni dopo 37', ha annaspato. O' Brien, l' uomo del match, ha aperto squarci spaventosi, O' Connell sembrava un gigante, O' Gara ha sbagliato solo un calcio (finito sul palo). Gli azzurri hanno risposto due volte agli irlandesi, poi sono stati cancellati dal campo all' inizio del secondo tempo, una dozzina di minuti d' inferno, due mete (nate da due placcaggi mancati di Bocchino, entrato per Orquera, stordito da una botta) e sipario. «Mi spiace ma siamo meglio di quello che si è visto qui a Dunedin» racconta Mallett che chiude il suo quadriennio con 9 vittorie e 42 sconfitte. «Non so cosa farò adesso, ma mi considero fortunato di aver allenato questi ragazzi, hanno tanta passione, sono ottime persone e non si arrendono mai». Parisse, il capitano, uscito qualche minuto prima della fine per un taglio alla tempia cucito con 5 punti, difende la squadra e non guarda avanti. «Siamo molto delusi, e non è il momento di pensare a quello che succederà». Quel che è successo, però, è che l' Italia resta un' altra volta fuori dai quarti, dalle prime otto del Mondiale, e se 4 anni fa a Saint Etienne aveva qualche buona ragione per recriminare e disperarsi, questa volta non può cercare scuse: gli altri sono stati migliori, e di parecchio. Da domani si apre un nuovo capitolo, toccherà a Jacques Brunel, il nuovo c.t., riprovarci nel 2015, in Inghilterra, ma nel rugby italiano dovranno cambiare un po' di cose. Mauro Bergamasco, 32 anni e quasi 90 partite con la nazionale, ha già vissuto serate come questa. A Saint Etienne, dopo la sconfitta con la Scozia, aveva parlato alla squadra come fosse il capitano. Ieri non lo ha fatto ma, spiega, «avrei voluto consolare tutti i miei compagni uno a uno. In Francia c' era frustrazione, adesso solo amarezza. Forse volevamo troppo, ci siamo creati troppe aspettative. È vero, avevo detto che questa era la nostra occasione, purtroppo l' Irlanda è stata perfetta, se gioca così può arrivare in fondo al Mondiale». Mauro non è soddisfatto della sua partita («Mi darei n.g., il voto che mi avevate dato a Twickenham quando ho giocato mediano di mischia»), è senza squadra ma non ha intenzione di arrendersi né di lasciare l' azzurro. E sul futuro ha le idee chiare: «Negli ultimi due anni sono arrivati giovani in gamba, speriamo ne arrivino altri. Brunel farà le sue scelte, io spero tanto di esserci ancora. Nei prossimi 4 anni può succedere tutto o niente, il rugby italiano deve mobilitarsi e seguire la strada che ha seguito a tratti in maniera più rigorosa. Sì, parlo delle franchigie, la crescita deve passare attraverso di loro, e tutti dovranno lavorare in armonia». Succederà? Forse. Di sicuro è l' unico modo per provare a evitare, tra 4 anni, di ritrovarsi battuti e abbattuti. Costretti a fare i soliti discorsi. Domenico Calcagno RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Non fate di Einaudi un pro-patrimoniale (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 03-10-2011

Lettere

Pagina: 35

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Argomenti: Scuola

L' editore Chiarelettere ha ripubblicato in un libriccino, con una bella prefazione di Francesco Giavazzi, un articolo di Luigi Einaudi sull'«imposta patrimoniale». Bene: si riscopre Einaudi. Ma per non tramandare l' immagine dimezzata di un Einaudi, maestro del pensiero liberale e liberista, feroce tassatore dei patrimoni, come sarebbe utile una rilettura dei suoi eleganti strali contro «i municipalizzatori, i nazionalizzatori, gli statizzatori, i socializzatori d' oggi». Che meraviglia quelle pagine, già raccolte in libri come Prediche inutili (Einaudi) o Il buongoverno (Laterza), intitolate «In lode del profitto» («sarebbe ora di finirla con l' affettato disprezzo per la ricerca del profitto come cosa repugnante e dannanda»). O quelle in cui depreca una tassazione asfissiante che «falcidia» la ricchezza allo scopo di «fornire entrate allo Stato» e accusa lo «spirito socialistico» di applicare in modo drastico il principio della «progressività livellatrice» nei tributi senza avvedersi che «v' ha un limite oltre il quale l' imposta distrugge la propria fonte» e uccide il benessere sociale. Si potrebbero compulsare con attenzione i saggi con cui Einaudi, in polemica con Benedetto Croce, sottolineava il valore del liberismo contro la «gran forza degli interventisti di tutte le razze» che «invocano il braccio forte dello Stato»: «La libertà non è capace di vivere in una società economica nella quale non esista una varia e ricca fioritura di vite umane vive per virtù propria, indipendenti le une dalle altre, non serve di un' unica volontà». Un po' d' ossigeno liberale, nelle pagine di Einaudi, altro che lo statalismo e il dirigismo di tanti adepti devoti della nuova religione che invoca la «patrimoniale». E si potrebbero leggere addirittura le pagine in cui Einaudi sferzava il «monopolio statale» della scuola perché la «parità di trattamento in un regime di libera scelta tra scuola pubblica e scuola privata» è la condizione della «libertà d' insegnamento», mentre il monopolio statale dell' istruzione è «sinonimo di stasi, di pigrizia mentale, di prepotere». Prendere Einaudi a spicchi, impossessarsi del tassello einaudiano che più conviene assorbire, costituirebbe perciò un tradimento di Einaudi. Un pasticcio culturale in cui oggi gli statalisti arruolano un liberista, così come Alleanza nazionale volle annettersi Gramsci glorificandolo nelle sue tesi congressuali, come il Pdl che ha tentato un po' goffamente di collocare sotto le sue insegne la lezione di Adriano Olivetti, o come la statua del democristiano Moro che i post-comunisti pugliesi hanno voluto raffigurare con l' Unità in mano. Un gioco di assimilazioni e di annessioni postume che confonde tradizioni culturali e ideali rimescolate senza criterio, o soltanto con il criterio di rifornire l' arsenale di citazioni da scagliare contro l' avversario. Sono giorni in cui i signori dell' oppressione fiscale hanno il vento dalla loro. Ma che almeno abbiano la delicatezza di lasciare in pace Luigi Einaudi. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Il governo sbaglia decreto Scuole cattoliche senza fondi (sezione: Scuola)

 

"Corriere del Veneto (ed. Vicenza)" del 02-10-2011

Prima

Pagina: 1

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Bloccati i 30 milioni attesi in Veneto: tutto da rifare. Allarme per le materne già indebitate.

VENEZIA - Il governo sbaglia il decreto che distribuisce i fondi tra le scuole paritarie. Il ministero dell' Istruzione dovrà riscrivere tutto, a causa del mancato conteggio della quota riferita alle Province autonome di Trento e Bolzano. E il Veneto, che attendeva da Roma quasi 30 milioni di euro, sarà costretto ad attendere ancora a lungo. «Le nostre scuole non meritano un governo così insensibile e pasticcione» commenta la deputata del Pd Simonetta Rubinato. A PAGINA 5 Bonet.

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Il governo sbaglia, decreto da rifare Bloccati i fondi alle scuole cattoliche (sezione: Scuola)

 

"Corriere del Veneto (ed. Vicenza)" del 02-10-2011

Primo Piano

Pagina: 5

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Sociale Il Veneto attendeva da Roma 30 milioni di euro. Paritarie sempre più in affanno.
Sottotitolo: Relazione di Giorgetti, errore nella ripartizione dei soldi alle materne.

VENEZIA - Scusateci tanto, ci siamo sbagliati. E intanto le materne chiudono, i Comuni non sanno più a che Santo votarsi, le liste d' attesa si allungano all' infinito e centinaia di mamme e papà veneti sono costretti ai salti mortali, perché i bambini da qualche parte dovranno pur stare, mentre loro vanno a lavorare. Il sottosegretario all' Economia Alberto Giorgetti si è presentato giovedì in commissione Bilancio alla Camera, per spiegare ai deputati che nel decreto del ministero dell' Istruzione che finalmente distribuisce i fondi alle scuole paritarie si annida un errore. Un errore capace di fare carta straccia dell' intero decreto, col risultato che il ministero dovrà riscriverlo e le materne, chissà per quanto, continueranno a non vedere il becco di un quattrino. Una pessima notizia, l' ennesima sul fronte, per il Veneto, che com' è noto accoglie nelle paritarie 93.850 bambini, ossia il 68% di quelli tra i 3 e i 6 anni, e che dal decreto a firma Gelmini attendeva la bellezza di 29,6 milioni di euro (su 245 milioni complessivamente stanziati), indispensabili per risollevare i conti in affanno. Il velo sul perché questi soldi, promessi e ripromessi, non arrivassero mai è stato strappato da un' interrogazione bipartisan, primo firmatario il pidiellino Gabriele Toccafondi, che vede tra i proponenti anche l' onorevole veneta del Pd Simonetta Rubinato. Giorgetti, come detto, s' è fatto portatore della risposta del governo, assai articolata tra commi di leggi varie che spaziano dal 1989 al maggio scorso, il cui sunto è: il decreto non tiene conto di quanto stabilito dalla legge finanziaria 2010, ovvero che i contributi spettanti alle istituzioni scolastiche non statali delle province autonome di Trento e Bolzano devono comunque essere conteggiati negli stanziamenti previsti dal ministero dell' Istruzione, anche se poi non verranno effettivamente erogati, dovendo tornare nelle casse dello Stato in virtù di una legge del 2009 che blocca alcuni trasferimenti a favore delle Province autonome. Dunque lo schema di decreto è stato bocciato dal ministero dell' Economia e va modificato, così come la tabella A, allegata al decreto interministeriale di attuazione, in cui dovranno essere inserite nell' importo totale anche le quote relative alle provincie autonome, con corrispondente riduzione delle quote previste per le altre Regioni, per una cifra che potrebbe aggirarsi attorno ai 5 milioni di euro). Dunque meno soldi per il Veneto, e pure in ritardo Commenta amara l' onorevole Rubinato: «E' scandaloso che i ministeri non abbiano concertato l' applicazione di una norma della finanziaria 2010 che già lo scorso anno aveva creato problemi nell' assegnazione dei contributi. La notizia getterà nel panico i gestori delle scuole paritarie visto che, come accade nel Veneto, si sono già dovuti indebitare per poter continuare a garantire il servizio alle famiglie. E tutto questo significa un ulteriore allungamento dei tempi di erogazione dei contributi, poiché l' iter dovrà ripartire da zero. Penso che le nostre scuole dell' infanzia paritarie non meritino un simile trattamento e abbiano tutte le ragioni per protestare contro un governo insensibile e pasticcione». Marco Bonet RIPRODUZIONE RISERVATA.

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«In classe coi tigrotti della matematica» (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera (ed. Roma)" del 02-10-2011

Cronaca di Roma

Pagina: 7

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Il racconto Carlo ha studiato in Malesia. «Nelle materie scientifiche fanno il doppio delle nostre ore»

Carlo Capotosti, 18 anni, ha studiato per dodici mesi in una scuola pubblica - la «Smk Alor Akar» - di Kuantan (la capitale dello stato di Pahang in Malesia). E la prima cosa che racconta è questa: «In quel paese straordinario etnie e religioni diverse convivono - dice Carlo - Durante una gita nella città storica di Melaka ho visto su una stessa piazza una moschea, una chiesa e un tempio buddista». In Malesia Carlo ha seguito lezioni di fisica, chimica, biologia, letteratura malese e cinese. Il suo inglese è notevolmente migliorato e «adesso parlo un po' di cinese e un po' di malese». «Anche i programmi delle materie scientifiche sono molto più approfonditi che da noi - continua Carlo che all' università frequenterà Fisica - Si fanno 10 ore di matematica a settimana (nel liceo scientifico italiano le ore, al biennio, sono passate da 5 a 4) e ci si specializza già alle superiori. La scuola è qualcosa di fondamentale. Il paese è in forte crescita e conta sulla formazione dei giovani: ragazzi come me vengono spediti a studiare all' estero con borse di studio, in Australia e in Nuova Zelanda, eppoi tornano in Malesia per lavorare». Due settimane in Borneo, l' accoglienza della «mia nuova famiglia di Kuantan» e le gite a Kuala Lampur hanno reso «unica questa esperienza»: «Sono cambiato - conclude Carlo - adesso guardo il mondo da un' altra prospettiva». S. D. S. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Educatori dimezzati per i disabili a scuola Comune: fondi pronti (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 02-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 5

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Il disagio Merlo (Ledha): tagli e ritardi, genitori disorientati.
Sottotitolo: Una madre aveva pagato per l' assistenza.

Una donazione alla scuola pubblica per permettere al figlio con un grave handicap di frequentare le lezioni. L' istituto, l' elementare Barozzi di via Bocconi, non ha ricevuto dal Comune i soldi per pagare l' assistenza e il preside all' inizio dell' anno ha dovuto parlare chiaro ai genitori degli alunni disabili: «Il servizio partirà a novembre e al 50% delle ore necessarie». Quindi: o a scuola senza assistenza o a casa. O, per chi può, la terza via: un versamento a favore dell' istituto per pagare gli assistenti. La mamma di Alessandro, 10 anni e in cura da otto per una grave malattia, prima ha scritto a sindaco e assessori poi è andata in Posta, ha fatto un bollettino di 1.280 euro per cinque settimane di servizio, e ha mandato suo figlio in classe, assistito. «Quando sono uscita dalla Posta avevo il nodo alla gola. Ma non avevo alternative». La sua denuncia è stata pubblicata ieri sulle pagine del Corriere . E oggi arriva la risposta della vicesindaco Maria Grazia Guida. I soldi ci sono, sono in arrivo. E dal prossimo anno saranno nelle casse delle scuole in tempo utile: «Stanziamo quattro milioni di euro, la delibera sarà approvata a giorni - assicura Guida -. E dal prossimo anno anticiperemo le nomine a giugno, prima che inizino le lezioni». I genitori di Alessandro si sono rivolti al Tar. «Noi abbiamo potuto pagare ma nella nostra scuola gli altri bambini disabili, con handicap gravi, sono in classe senza aiuti per diverse ore al giorno. Quando c' è una supplente libera viene mandata nelle loro classi. Ma non sono insegnanti specializzate e cambiano ogni ora. Altro che integrazione scolastica». «Dalla partenza dell' anno scolastico le segnalazioni sono decine - dice Giovanni Merlo, direttore della Ledha - Le famiglie sono disorientate. Alla carenza di risorse in alcuni casi si sommano problemi organizzativi, dalla mancata nomina degli insegnanti di sostegno ai fondi dei comuni che arrivano tardi. E per le superiori c' è il problema delle competenze, con comuni e province che litigano per non pagare il conto per trasporto ed educatori». In mezzo ci sono le famiglie con bambini e ragazzi disabili, sempre più numerose, il 15% in più quest' anno. A Milano sono tredicimila e trentamila in Lombardia. E per tutti la scuola è un diritto. Federica Cavadini fcavadini@corriere.it RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Londra, a scuola per imparare le (im)perfezioni (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 02-10-2011

Cronache

Pagina: 27

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Educazione L' iniziativa del ministero per gli studenti delle elementari. Saranno mostrate le immagini delle star ritoccate.

LONDRA - Britney Spears in costume da bagno prima e dopo un intervento di correzione digitale: una foto in carne, l' altra snellita. È parte del materiale che verrà presentato ai ragazzini dell' ultima classe delle scuole elementari in Inghilterra grazie a un' iniziativa appoggiata dal ministero degli Interni che mira a ridurre l' impatto di immagini mediatiche eccessivamente perfette sull' autostima dei giovanissimi. Le fotografie di Britney, distribuite dalla cantante stessa l' anno scorso per dimostrare che la perfezione non esiste, fanno parte di un pacchetto educativo messo insieme dalla società non profit Media Smart e presentato al pubblico dal governo: «Vogliamo incoraggiare i ragazzi fin da piccoli a capire che non è l' aspetto fisico a determinare quanto valiamo come persone», ha detto Lynne Featherstone, sottosegretario per le Pari opportunità. Potrebbe sembrare un esercizio futile, e c' è chi in Inghilterra precisa che sarebbe meglio se le scuole insegnassero a leggere, scrivere e contare, eppure ci sono ricerche che indicano che anche solo un' ora trascorsa a sfogliare una rivista abbassa l' autostima dell' 80% delle lettrici. Ecco le lezioni, quindi, sull' air-brushing, su quei click che in un secondo possono togliere cinque chili, allungare le gambe, cancellare le rughe. Oltre a Britney, i ragazzini tra i 10 e gli 11 anni studieranno le immagini di Keira Knightley con il seno maggiorato per il poster di un film e le campagne pubblicitarie di diverse linee cosmetiche, tra cui anche Dove e Benetton, che piuttosto che perfezionare modelle già prive di grossi difetti hanno utilizzato recentemente donne e ragazze di taglie, forme e colori diversi. Gli allievi, ha sottolineato Media Smart, verranno incoraggiati a imparare a modificare le fotografie e anche a scoprire gli errori: come una Carla Bruni artificialmente dimagrita male, al punto di risultare asimmetrica. Per Justine Roberts, co-fondatrice e amministratore delegato di Mumsnet, influente sito web utilizzato da mamme (nonché da politici, per dialogare con l' elettorato femminile con prole), «dare ai ragazzi la possibilità di leggere e capire queste immagini e come vengono realizzate contribuirà a dare loro la sicurezza necessaria per stare bene con il loro corpo e crescere felici». Per Nick Seaton, del gruppo Real Education Campaign, invece, è l' ennesimo caso «di correttezza politica impazzita». «È un' iniziativa che toglie tempo a materie serie come la storia, la matematica, la geografia». Paola De Carolis RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Alemanno promosso dal 57 per cento dei romani (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera (ed. Roma)" del 02-10-2011

Cronaca di Roma

Pagina: 2

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Rilevazione Ispo Un campione di 800 cittadini intervistati il 26 e il 27 settembre.
Sottotitolo: Sondaggio di Mannheimer: «Giudizio molto positivo»

Ai romani piace il sindaco Alemanno: per il 57 per cento degli intervistati il giudizio sul primo cittadino è positivo, per il 43 per cento negativo. È questo il risultato dell' ultimo sondaggio effettuato (tra il 26 e il 27 settembre) e commissionato dalla società Istituto di studi sulla pubblica opinione (Ispo), guidata da Renato Mannheimer. La ricerca aveva l' obiettivo di fare emergere il grado di conoscenza di Alemanno tra la popolazione e il giudizio generale sull' uomo politico. L' indagine ha coinvolto con interviste telefoniche 800 cittadini maggiorenni: il campione di tipo casuale stratificato per fasce d' età, professione, titolo di studio e zona di residenza. Il margine d' errore è del 3,5 per cento. Alla domanda: «Lei conosce, sa chi è Alemanno, il 77 per cento degli interpellati ha dichiarato di «sapere bene chi è», mentre il 20 per cento ha scelto la risposta: «So chi è, ma non lo conosco bene». Appena il 3 per cento dei romani, invece, dice di «avere solo sentito nominare Alemanno». Il cuore del sondaggio è nelle risposte al quesito sul giudizio generale sul «politico che ha assunto diversi incarichi candidandosi nell' area del centrodestra». Agli intervistati è stato chiesto, in particolare, di dare un voto da 1 a 10, come a scuola: il 21 per cento in pagella ha dato al sindaco un giudizio molto buono (tra 8 e 10), il 36 per cento, pur giudicandolo in modo positivo, gli ha assegnato un voto tra 6 e 7. Esaminando invece chi ha dato una opinione opposta su Alemanno, il 16 per cento dei romani lo vede molto negativamente (cioè gli ha assegnato un voto tra 1 e 3) e il restante 27 per cento «abbastanza negativamente», con un giudizio compreso tra 4 e 5. «Di solito si tende a criticare il sindaco in carica - ricorda Mannheimer - ma stavolta il giudizio generale su Alemanno mi sembra che dimostri un trend in netto miglioramento, soprattutto se si paragonano questi dati con quelli di altri recenti sondaggi». Pescando nell' archivio, in effetti, l' immagine del sindaco agli occhi dei romani ha subito notevoli oscillazioni: nel gennaio e nel giugno del 2009, in due diversi test, i consensi erano arrivati addirittura al 60 per cento. Nel primo caso grazie al lavoro nella gestione dell' emergenza maltempo che aveva fatto tremare la Capitale, che rischiava di vedere esondare il Tevere. Nella seconda rilevazione, invece, potrebbero avere influito gli interventi promossi dal Campidoglio soprattutto sul tema della sicurezza. Le vicende Atac e Ama, i precari equilibri interni alla giunta che hanno determinato due rimpasti, una recrudescenza di violenza e criminalità potrebbero essere stato all' origine di un calo di consensi registrato alcuni mesi fa. «La protesta di Alemanno contro i tagli della manovra potrebbe avere influito - spiega Mannheimer -. E comunque il giudizio sul sindaco appare davvero molto positivo». Francesco Di Frischia RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Italiani si diventa Parola di volontario (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 02-10-2011

Pagina: 10

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Insegnanti pro bono.
Sottotitolo: Oltre mille i milanesi gratis in cattedra Ma nonostante ciò i fondi non bastano.

L' Italiano è una lingua difficile, piena di irregolarità. Chi la insegna agli stranieri conosce la soddisfazione di aiutarli a orientarsi nella giungla di verbi e pronomi. Ma non è il piacere linguistico a spingere dietro a una cattedra migliaia di milanesi, che non sono insegnanti di professione, per spiegare agli immigrati il presente e il passato. Le ragioni sono più profonde e hanno a che fare con accoglienza e scambio. Finanziamenti in forse Lo spiega Carla Castelli, presidente dell' associazione Alfabeti, nata sei anni fa nel quadrilatero di edilizia popolare di San Siro: «Abbiamo incrociato due bisogni. Quello degli immigrati di imparare la nostra lingua e quello dei cittadini di entrare in relazione con loro». Insegnava anche lei, prima di avere due bambini. «Le classi mi mancano moltissimo», ammette. «A metà anno, quando il gruppo era affiatato, ci raccontavamo sempre le nostre vite: era un momento di vera emozione». La onlus funziona a pieno ritmo, ma sono in forse i finanziamenti di Consiglio Zona e Provincia: «Dovremo bussare ad altre porte, c' è l' affitto da pagare. In questi anni sono nate amicizie, non si può fermare un processo di integrazione così importante». L' Onu in periferia La pensa allo stesso modo Antonio Frigerio, direttore dell' associazione Ibva promotrice del centro «Italiano per tutti». «Conoscere la lingua è fondamentale, ma lo è ancora di più creare rapporti che restituiscano fiducia agli immigrati», spiega. «A luglio mi ha fermato una signora egiziana. Mi ha detto: non sudo più al colloquio con gli insegnanti di mio figlio. Era raggiante». Nel cortile della loro sede, in via Calatafimi, sembra di essere a un' assemblea Onu. «È vero, c' è tutto il mondo, sono rappresentate circa 40 nazionalità», dice Frigerio. «Quando siamo partiti, nel 2005, avevamo 35 iscritti. Ora veleggiamo intorno ai 500. Abbiamo diversi livelli, anche per chi non è alfabetizzato, e un corso solo per i cinesi, che devono imparare i caratteri latini». Punti deboli? «La domanda è altissima, data la gratuità, ma il problema è la discontinuità: per lasciare il corso basta poco, un nuovo lavoro, il cambio di casa, in inverno perfino la pioggia». Registrano il tutto esaurito anche i corsi di italiano «in chiesa»: 50 sedi, 600 insegnanti e un giro di 3000 studenti l' anno. «È una tradizione che affonda le radici negli anni Ottanta, con le prime ondate immigratorie. Le lezioni delle parrocchie del centro hanno indicato la strada», racconta Simona Beretta del Coordinamento diocesano scuole di Italiano per stranieri. Oggi è diverso: i nuovi immigrati abitano in periferia e le scuole sono distribuite nei quartieri più lontani e disagiati. Cambiano anche le esigenze: rispetto al passato c' è un aumento di richiesta di corsi per mamme. Per questo la Fondazione Verga, onlus nata per aiutare gli Italiani che negli anni Sessanta salivano dal Sud al Nord in cerca di lavoro e poi apripista dei corsi di lingua per gli extracomunitari, si è di recente concentrata sulla formazione femminile. Grazie al suo supporto tecnico e a fondi pubblici e privati è stata creata, in diverse elementari cittadine, la Scuola delle Mamme: le mamme straniere imparano la lingua mentre i bambini giocano nei nidi creati apposta. Il diploma arriva poi a fine anno a Palazzo Marino! Lezioni on line Entusiasmo per i risultati lo esprime Anna Busnelli, responsabile area immigrazione Acli della Provincia di Milano, che gestisce 42 corsi in 11 scuole sparse fra città e hinterland. «Chi arriva in Italia attraverso mille traversie, almeno nelle scuole di lingua deve trovare flessibilità e calore. Ed è ciò che il volontariato sta offrendo». La signora è però consapevole delle lacune del settore: «Siamo tanti ma non è ancora abbastanza. Bisogna offrire di più ai giovani e alle donne, creare nuove isole linguistiche per loro. Noi abbiamo attivato anche un corso online all' Internet point nella sede di via della Signora: la postazione è presa d' assalto, c' è una lista d' attesa perenne. Peccato non poter offrire di più». Marta Ghezzi pervoi@corriere.it RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Il «basta» di Della Valle fa discutere Politici e imprenditori si dividono (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 02-10-2011

Primo Piano

Pagina: 10

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Argomenti: Scuola


Sottotitolo: Cicchitto: gli industriali vogliono far fuori i partiti. L' apertura di Pisanu.

ROMA - L' appello di Diego Della Valle sui principali quotidiani italiani, «Politici ora basta», non poteva non creare reazioni. Ha spaccato trasversalmente la politica e fatto registrare alcune prese di distanza dal mondo delle imprese e del lavoro. Il Pd e il Pdl criticano la mossa del patron della Tod' s, mentre Pier Ferdinando Casini, leader dell' Udc apre e Fli considera il suo appello un colpo di «gong suonato al governo». Il Presidente del Pd, Rosy Bindi, scatta contro l' imprenditore. «Non si fa in questo modo», sbotta sventolando la pagina per farla vedere all' ex banchiere Alessandro Profumo, prima di un dibattito cui partecipano entrambi e nel corso del quale proprio ieri Profumo è definitivamente sceso in campo come «papa nero» dell' opposizione. E poi, rivolta idealmente allo stesso Della Valle: «Mi rispetti almeno come consumatore», mentre indicava le scarpe Tod' s ai suoi piedi. Bindi ha poi aggiunto ironica alludendo all' iniziativa di Beppe Grillo, che aveva manifestato con le cozze in mano davanti ai palazzi della politica: «Ora mi farò vedere con quella pagina e le Tod' s in mano da qualche parte. Si può chiedere a Della Valle se tra i pochi politici bravi è ancora convinto che ci sia Mastella, visto che è stato suo sostenitore?». Dopo l' effetto-sorpresa, Profumo ha commentato: «Non credo che quello di Della Valle sia un gesto molto apprezzato». E poi ha spiegato che «l' idea e il pensiero che la società civile sia così meglio della classe politica sono proprio sbagliati». Di diverso avviso il ministro dell' Interno, il leghista Roberto Maroni, che definisce quelle di Della Valle «parole pesanti ma almeno parzialmente condivisibili, il grido d' allarme di un imprenditore che tiene alto nel mondo il made in Italy e che non possiamo liquidare semplicemente, come invece mi pare abbia fatto la Bindi, con una battutaccia». E nel Pd, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia: «Bisogna cambiare e l' opposizione ha dimostrato alle Amministrative di saperlo fare». Dal mondo dell' imprenditoria, una presa di distanza dalle iniziative che si stanno moltiplicando in questi giorni da parte degli industriali arriva anche da John Elkann, presidente Fiat: «Non è tempo di proclami, di dichiarazioni o critiche generiche - ha dichiarato Elkann, che è sembrato riferirsi più al recente manifesto della Confindustria che non alla inserzione di Della Valle - il momento è grave: è importante essere concreti e avere senso di responsabilità». Secondo il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, l' inserzione-appello «è indicativa della difficoltà del Paese e del giudizio che gli imprenditori incontrano quando vanno all' estero», ma «c' è una precisa responsabilità del governo. È sbagliato dire che sono tutti uguali». Però, ha aggiunto, «bisogna stare attenti a scagliare la prima pietra». Pieno apprezzamento per Della Valle da parte di Casini: «È giusto che si faccia fronte comune» perché «ci sono una buona politica e una buona imprenditoria» che vengono chiamate ad «atti di corresponsabilità e unione per il Paese». Ancora: «È giusto che Della Valle abbia ricordato che non solo all' opposizione ma anche nella maggioranza ci sono persone che possono dare una mano». Antonio Di Pietro non si ritiene tra i destinatari delle critiche di Della Valle e anzi invita il patron della Tod' s e Luca Cordero di Montezemolo (che «pure avranno tutte le ragioni del mondo») a «sporcarsi le mani», mentre, nota che «ai banchetti del referendum non c' erano». Il Pdl, compatto, ha contrattaccato. Per Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera, «è evidente che lo sdegnoso rifiuto dei giovani industriali nei confronti della presenza di politici a Capri e adesso il manifesto di Della Valle esprimono una cosa precisa: il disegno di spazzar via le attuali forze politiche, sia quelle di centrodestra sia quelle di centrosinistra, dal Parlamento». E il suo vice, Massimo Corsaro, riferendosi complessivamente alle bacchettate degli imprenditori, li invita al senso di responsabilità ricordando che hanno «scudato 107 miliardi di euro riversandone meno di 5 nei capitali di quelle aziende per le quali si chiede quotidianamente un aiuto alle banche, allo Stato ed all' Ue». C' è chi «ha bisogno di fare inserzioni perché quando parla senza pagare non lo ascolta nessuno», ha affermato il ministro della Difesa La Russa. Dura anche il ministro Gelmini contro chi «acquista pagine dei giornali per sporcare la politica». «Penso che l' appello di della Valle meriti di essere letto con attenzione come tutte le voci autorevoli che si levano dal mondo dell' economia e della finanza italiana», ha dichiarato invece il presidente dell' Antimafia, Beppe Pisanu, punto di riferimento di un gruppetto di senatori di centrodestra, che si dice siano pronti a sfilarsi in occasione di prossimi appuntamenti parlamentari. Carmelo Briguglio, vicepresidente dei deputati di Fli, accomuna «la paginata di Della Valle» al «manifesto-ultimatum della Marcegaglia» e «all' uscita di Versace dal Pdl». M.Antonietta Calabrò mcalabro@corriere.it RIPRODUZIONE RISERVATA.

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La prima campanella è suonata ormai da un paio di settimane ma non per tutti. (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 01-10-2011

Pagina: 47

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Argomenti: Scuola


Occhiello: In rete.

La prima campanella è suonata ormai da un paio di settimane ma non per tutti. Ci sono bambini e ragazzi, dalle elementari alle superiori che a scuola possono andarci soltanto quando ci sono le condizioni: dal bidello che li accompagna in bagno e li aiuta a mangiare, al pullmino attrezzato per le sedie a rotelle, fino all' educatore e al maestro specializzato, di sostegno. Niente (o pochi) aiuti, niente (o poca) scuola. Così funziona l' integrazione scolastica ai tempi della crisi. La campanella è suonata ma per alcuni si cercano ancora soluzioni, si inventano, si media, si spalmano gli aiuti. E in tanti restano a casa. Alessandro, 9 anni, fa la quarta elementare alla statale Bocconi di Milano. Ha un handicap grave, «ritardo di sviluppo», avrebbe diritto all' insegnante di sostegno (tocca al Ministero) e agli educatori (tocca al Comune, che gira il denaro alle scuole per pagare le cooperative). Così è sulla carta. Ma le cose poi vanno diversamente: «A settembre mi chiama il preside, mi vergogno, dice mortificato, ma non ci sono i soldi per le cooperative, o paga lei o il bambino sta a casa fino a novembre», racconta la madre di Alessandro, che ha scritto al sindaco Pisapia («nessuna risposta»). «Allora ho fatto una donazione alla scuola e mio figlio adesso è con i suoi compagni. Certo, quando ho fatto il bollettino in Posta, 1.280 euro per cinque settimane di scuola, avevo il nodo alla gola. Ma non ci sono alternative». Come la mamma di Alessandro, in un angolo, da scacco matto, ci sono migliaia di genitori nelle scuole di Milano e di tutto il Paese. Sono forti, determinati, esausti, sempre propositivi. Se chiedi come si sentono danno tutti la stessa risposta. Soli. (Come si saranno sentiti i genitori della bambina down cancellata dalla foto di classe. Le scuse a quella famiglia sono arrivate quando la storia, l' altro giorno, è finita sui giornali). C' è il diritto allo studio e l' inclusione scolastica. Si possono fare, e vincere, cause e ricorsi. «Ormai ne presentiamo migliaia all' anno - dicono le associazioni -. Ma il problema resta». Il sistema non tiene più. È già crollato in Lombardia, dove quest' anno il numero delle certificazioni è salito del 15%, sono più di 30mila gli alunni disabili. E ci sono meno soldi, tagli ai fondi dell' Istruzione e a quelli degli enti locali. «Il numero degli insegnanti di sostegno è stato raddoppiato», dicono al Miur. Non basta. «I disabili hanno mediamente un' ora di sostegno al giorno», è il dato fornito dalla Ledha in un comunicato sullo «smantellamento dell' integrazione scolastica» dal titolo «Non ci stiamo» . «Non ci stiamo». Ormai è un movimento. Internet ha messo in rete le famiglie dei disabili, alle grandi associazioni si affiancano comitati, gruppi trasversali come i «genitori tosti», forum. Anche blogger. Come Barbara, mamma di Alexander, bimbo autistico di 7 anni, che in rete ( blackcat.bloggy-biz )racconta la sua storia da anni. Ha appena scritto che si vende la casa perché le spese per suo figlio sono tante e gli aiuti pochi. Ma è sulla scuola che dà battaglia. Alex frequenta le elementari in un paese vicino a Pavia. «Lo trattano come un paria, in classe con i compagni lo tengono al massimo un' ora al giorno, quando vado a prenderlo spesso lo ritrovo alla materna. L' integrazione? Quest' anno non so ancora quante ore avremo di sostegno e quale insegnante verrà». Ecco la testimonianza di Giovanna Laguaragnella, maestra di sostegno da 25 anni, oggi insegna alla Casa del sole, storica scuola elementare pubblica milanese. «Le famiglie sono abbandonate. Soltanto per i casi gravi è previsto il rapporto uno a uno quindi si chiedono insegnanti in deroga, per gli altri non c' è nulla e così salta la prevenzione per chi potrebbe recuperare. Noi abbiamo 24 disabili di cui otto gravi e la copertura c' è per nove». Ma l' emergenza non è legata soltanto al numero insufficiente degli insegnanti di sostegno. «Mancano formazione e aggiornamento e bisogna battere strade nuove, sperimentazioni - dice Laguaragnella -, dal metodo Feuerstein, Aba, Zardus, fino alla scuola online della Khan Achademy. Si può e si deve fare molto di più». «L' integrazione scolastica è una conquista del '68, un modello virtuoso che c' è soltanto in Italia e dobbiamo difenderlo. Ma così non sta in piedi - spiega Salvatore Nocera, vicepresidente della Fish, federazione superamento handicap -. Siamo disposti a ridurre i numeri del sostegno ma bisogna formare i docenti non specializzati affinché possano prendere in carico i disabili. E bisogna rispettare la legge: non più di venti alunni per classe se c' è un disabile. Finché queste condizioni non saranno garantite noi sosterremo le famiglie nei ricorsi». Come già succede. Ma tanti bambini e ragazzi, intanto, restano a casa. Federica Cavadini RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Il ministero mantiene segreti i dati su promossi e bocciati (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 01-10-2011

Cronache

Pagina: 29

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Scuola Non resi pubblici per il timore di un attacco alla Gelmini.
Sottotitolo: L' idea dell' ex portavoce: la severità può sembrare in calo.

ROMA - Il nuovo anno scolastico è cominciato da venti giorni ma non sappiamo ancora come è andato quello passato. Non conosciamo, cioè, quanti sono stati i promossi e i bocciati, dalle elementari fino all' esame di maturità. Di solito quelle tabelle vengono rese pubbliche durante l' estate, intorno alla metà di agosto, in ogni caso prima che la campanella torni a suonare con il rientro di settembre. Una consuetudine, una regola di trasparenza, un obbligo di legge. Come mai quest' anno non sappiamo nulla? Le tabelle sono pronte da settimane ma sono rimaste chiuse nei cassetti del ministero dell' Istruzione. Sulla decisione ha pesato moltissimo il no di Massimo Zennaro, l' ex portavoce di Mariastella Gelmini che si è dimesso dopo l' incredibile comunicato sul tunnel svizzero-abruzzese ma che al ministero è rimasto sulla poltrona di direttore e adesso fa pure il consulente di Barbara Berlusconi. Una scelta, quella di non rendere pubblici i dati, che ha creato imbarazzo fra gli stessi dirigenti del ministero, costretti ad accampare scuse ed allargare le braccia davanti alle ripetute richieste dei giornalisti. E che aveva fatto venire qualche dubbio alla stessa Gelmini che alla fine ha però accettato la scelta del suo portavoce. Dopo l' addio di Zennaro, è probabile che le tabelle vengano presto pubblicate. Ma perché sono rimaste per quasi due mesi nel cassetto, neanche fossero piani militari top secret? Il punto è che l' anno scorso c' è stato un calo nella percentuale delle bocciature. Una flessione minima, dello zero virgola. Ma sufficiente per non poter parlare di «conferma della linea del rigore», uno dei cavalli di battaglia del ministro Gelmini e soprattutto uno dei chiodi fissi nella strategia di comunicazione del suo ex portavoce. È stata proprio la paura che i dati venissero usati per attaccare il ministro a spingere Zennaro a chiudere quei fogli in un cassetto. Legittimo che un portavoce protegga il suo ministro dalle polemiche, in fondo è il suo mestiere. Ma per far questo è arrivato ad oscurare dati che vanno resi pubblici. Anche perché il «valore politico» dei quadri di fine anno è tutto da dimostrare. A decidere chi bocciare e chi promuovere non è il ministro e tanto meno il suo portavoce, ma quegli 800 mila insegnanti che ogni giorno entrano in classe, fanno lezione, interrogano, mettono i voti. E magari non pensano alla linea del rigore ma vogliono solo capire se un ragazzo è preparato oppure no. Anche di questo il ministro e il suo ex portavoce hanno discusso nel loro ultimo incontro, mercoledì sera, quando hanno firmato la separazione consensuale. Adesso Zennaro lavora pure per Barbara Berlusconi, la figlia del presidente del consiglio, una consulenza per curare la sua immagine nel campo della cultura. Lo farà a titolo gratuito, almeno fino a quando resterà responsabile della direzione per lo studente al ministero, contratto in scadenza poco prima della fine della legislatura. Ieri, dopo l' addio per la gaffe sul tunnel, diversi parlamentari avevano chiesto le sue dimissioni anche dall' incarico di direttore. Adesso che è venuta fuori la storia del lavoro per la figlia del premier, anche al ministero molti si chiedono se sia opportuno che resti ancora lì. Lorenzo Salvia lsalvia@corriere.it RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Autocritica alla kermesse pdl E oggi a Milano arriva Alfano (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 01-10-2011

Cronaca di Milano

Pagina: 6

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Assemblea degli azzurri «Per rilanciare il partito, bisogna indire subito i congressi»
Sottotitolo: «C' è da preoccuparsi: ora ci accusa anche chi sta con noi»

Quando si dice Freud. Per i politici lombardi del Pdl - primi in Italia a indire l' assemblea regionale degli eletti del partito, nell' attesa di un «congresso» ormai addirittura implorato - il tema del chi-dopo-Silvio è stato ufficialmente sdoganato ieri dalla risata liberatoria che ha accolto il lapsus del loro coordinatore, Mario Mantovani, il quale ha reso omaggio a un «uomo straordinario che ha fatto e farà storia» chiarendo naturalmente di riferirsi «al nostro leader Silvio Formig...»: «Chissà domani sui giornali», ha detto correggendosi. In realtà, tanto nel discorso iniziale del coordinatore quanto nei successivi interventi di numerosi coordinati, il Pdl lombardo ha ascoltato ieri più volte parole come «autocritica», l' auspicio di un «cursus honorum» per arrivare ai vertici e senza «amici o parenti candidati dall' alto», la preoccupazione per il fatto di «essere attaccati non più solo dai comunisti ma anche dal ceto medio, dai nostri stessi elettori che non si riconoscono più in noi», il desiderio di un partito che «discute al suo interno ma senza personalismi sui giornali, che se prestiamo il fianco si divertono a fare di noi carne di porco». Certo, di fronte alla «stagione congressuale e alle prossime amministrative» Mantovani ha richiamato tutti al «senso di appartenenza». Ma ha voluto ripetere che in futuro «anche per la scelta dei candidati sindaco, dal più piccolo al più grande dei Comuni, si ricorrerà a elezioni popolari». Davanti alle circa 500 persone sedute nella sala congressi dell' Atahotel di Pero - tra loro i ministri Mariastella Gelmini e Ignazio La Russa, i sottosegretari Laura Ravetto, Luigi Casero e Giacomo Caliendo - l' altra parola ricorrente è stata infatti «primarie». Un argomento che anche il governatore Roberto Formigoni, pur non presente ieri, aveva affrontato già in mattinata senza se e senza ma: «Con qualche mal di pancia il tema è stato ormai accettato da tutti, non possiamo assolutamente fare dei passi indietro e ci attendiamo dal segretario Angelino Alfano la conferma ufficiale che il metodo delle primarie è il nuovo volto del Pdl». La cosa sicura è che Alfano arriverà oggi. Più incerto, e anzi dato per «improbabile ma naturalmente non impossibile», un intervento magari telefonico o registrato di Berlusconi in persona. Tuttavia anche gli altri interventi di ieri dicono già molto del clima. Il coordinatore nazionale La Russa: «Un partito deve avere un orizzonte più lungo e più lontano della vita politica di un leader». Il numero due regionale Viviana Beccalossi: «Il partito non sarebbe mai nato senza Berlusconi ma dobbiamo dimostrare che sappiamo andare oltre». Fino alle seconde linee come Antonio Lamiranda, capogruppo pdl a Sesto San Giovanni: «Berlusconi non è eterno». Unica a distinguersi il sottosegretario Daniela Santanchè, che di primarie non vuol neanche sentir parlare: «Come si vince senza Berlusconi?». «La base deve contare di più», ha risposto tra gli altri l' ex presidente della Provincia e senatrice Ombretta Colli: «Il caso di Nicole Minetti, contro cui non ho nulla, deve insegnarci che a un seggio si arriva per militanza e non per amicizia. Dobbiamo dare la speranza che si fa politica per passione e carriera per merito». Paolo Foschini RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Un miliardo per il Sud (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 01-10-2011

Cronache

Pagina: 29

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Università.

ROMA - Arriva una «boccata di ossigeno» per gli atenei del Mezzogiorno: un miliardo e 161 milioni di euro per le infrastrutture e per finanziare i poli di eccellenza. L' annuncio è stato dato dai ministri dell' Istruzione, Mariastella Gelmini e degli Affari regionali, Raffaele Fitto, subito dopo la riunione del Cipe che ha dato il via libera al programma di investimenti. Le risorse provengono dal Piano per il Sud. «Un piano di interventi di straordinaria valenza - ha sottolineato la Gelmini - che servirà per rafforzare l' edilizia universitaria e valorizzare le eccellenze»: 150 milioni di euro, infatti, andranno a finanziare i tre Poli di eccellenza di Calabria/Sicilia, Campania e Puglia; gli altri 850 saranno destinati a infrastrutture universitarie. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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LA BOCCIATURA DEI NEUTRINI E ALTRE PROVE D' ESAME (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera" del 01-10-2011

Lettere

Pagina: 61

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Risponde Sergio Romano.

Che cosa pensa di questo elenco? Francesco de Sanctis, Benedetto Croce, Vittorio Emanuele Orlando, Luigi Credaro, Giovanni Gentile, Antonio Segni, Paolo Rossi, Aldo Moro, Oscar Luigi Scalfaro, Franco Maria Malfatti, Giovanni Spadolini, Tullio De Mauro e, per finire, Mariastella Gelmini... Paolo Pellegrini p.pelle@yahoo.it Caro Pellegrini, I l nome di Mariastella Gelmini, collocato dopo un ironico «per finire», è un' allusione, suppongo, al comunicato del ministro della Pubblica istruzione in cui si parla con orgoglioso compiacimento di un «tunnel dei neutrini» che collegherebbe la città svizzera di Ginevra, sede del Cern, con i Laboratori nazionali del Gran Sasso. La costruzione di questi laboratori cominciò nel 1982, grazie a una iniziativa del fisico Antonino Zichichi, e si compone di alcune lunghe stanze (in tutto qualche centinaio di metri) collocate sotto 1400 metri di roccia abruzzese. Vi sono anche laboratori esterni, ma quello sotterraneo permette di ridurre notevolmente il flusso dei raggi cosmici e di meglio rilevare alcune particelle come i neutrini. L' autore del comunicato ha preso un abbaglio e ha creduto nell' esistenza di un tunnel dalla Svizzera all' Italia centro-meridionale. Il ministro dell' Università e della Ricerca scientifica avrebbe dovuto sapere che tra gli enti di cui è indirettamente responsabile vi sono anche i Laboratori del Gran Sasso, appartenenti all' Istituto nazionale di Fisica nucleare. Ma non lo sapeva e ha fatto una gaffe che ha suscitato l' ilarità della pubblica opinione. Giusta punizione. Ma è davvero necessario conoscere il mondo dei neutrini per fare decorosamente il mestiere di ministro della Pubblica istruzione? Nella sua lettera, caro Pellegrini, lei ha citato alcuni studiosi prestati alla politica (Croce, Gentile, De Mauro), alcune persone che tennero un piede negli studi e l' altro nella politica (De Sanctis, Spadolini), uomini che ebbero cattedre universitarie, ma si dedicarono principalmente alla politica, come Aldo Moro, e altri totalmente politici. Le stesse ripartizioni valgono per altre personalità passate attraverso il palazzone di Trastevere durante il fascismo e la prima Repubblica: il quadrumviro De Bono, l' intellettuale Bottai, il commentatore dell' Osservatore Romano Gonella, la sindacalista Falcucci, l' imprenditrice Moratti, il rettore Berlinguer, i politici Bianco, Galloni, Malfatti, Mattarella, Pedini, Russo Iervolino, Sarti. Avevano competenze e origini diverse, ma tutti dovettero affrontare problemi organizzativi che rispecchiavano la crescita della popolazione italiana, la formazione di nuovi ceti sociali, le esigenze dell' economia nazionale, i limiti del bilancio, le pretese dei sindacati, la contestazione giovanile, i malumori delle famiglie. All' esame dei neutrini Mariastella Gelmini è stata bocciata. Ma la sua promozione, in ultima analisi, dipenderà dal modo in cui avrà saputo affrontare questi problemi. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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La grande cultura torna a scuola (sezione: Scuola)

 

"Corriere della Sera (ed. Roma)" del 01-10-2011

Tempo Libero

Pagina: 15

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Argomenti: Scuola


Occhiello: Agorà Conferenze nei licei romani con studiosi e giornalisti.
Sottotitolo: Da gennaio al Tasso, Morgagni e Orazio di ANDREA CARANDINI.

Qualcuno strabuzzò gli occhi, quella mattina (meglio, quella domenica) del 29 ottobre 2006, quando migliaia di persone si misero in fila per accaparrarsi un posto alla prima «Lezione di Storia» tenuta, all' Auditorium, da Andrea Carandini. Anche lì, c' era lo zampino degli Editori Laterza. Che tornano con una nuova iniziativa: «Agorà scuola aperta». Nove istituti superiori italiani - 3 nella Capitale: il liceo Tasso, il Morgagni e l' Orazio - aprono le porte, da ottobre a dicembre, per ospitare una serie di incontri con studiosi e giornalisti. «È esploso un fenomeno che porta tantissima gente a Modena al festival di Filosofia o al festival letterario di Gavoi - dice Giuseppe Laterza - Intendiamo sperimentare una forma di cultura condivisa non frequente nel nostro Paese. E la condivisione culturale è molto di più della divulgazione». Per presentare Agorà, ieri, nell' aula magna del Tasso è intervenuto proprio Andrea Carandini insieme a Luciana Castellina, Elena Stancanelli e all' assessore alla Scuola della Provincia di Roma, Paola Rita Stella. «Non è usuale - prosegue Giuseppe Laterza - che gli adulti vadano nelle scuole per incontrarsi e avendo i ragazzi come interlocutori: la scuola deve essere il centro pulsante della cultura e delle relazioni sociali». Per questo, da gennaio 2012, un pomeriggio a settimana, Tasso, Morgagni e Orazio proporranno altri 150 nuovi seminari che questa volta potranno essere seguiti sottoscrivendo una tessera: «È una scommessa - conclude Laterza - vogliamo che l' iniziativa sia sostenuta dai cittadini per creare una alleanza di centri, enti, persone che siano veramente interessate a far vivere la scuola come luogo pubblico». Soddisfatta la preside del Tasso, Maria Letizia Terrinoni: «Accompagniamo il lavoro quotidiano con un momento diverso e altrettanto ricco». Il primo appuntamento è proprio in via Sicilia: giovedì 20 ottobre, Ezio Mauro parla di «Informazione e democrazia». I tre licei romani si alternano fino al 15 dicembre (tutti gli incontri iniziano alle 18). Così, il 26 ottobre, il testimone passa all' Orazio con il dibattito su «Verità e condivisione della scienza» che vede protagonista Giulio Giorello (via Alberto Savinio 40). «La scuola - rilancia il preside dell' Orazio, Massimo Bonciolini - può rispondere al bisogno di partecipazione che la cultura massificata non soddisfa». Da Monteverde a Talenti: il Morgagni ospita, venerdì 4 novembre, Giancarlo De Cataldo e Miguel Gotor (via Fonteiana 125). «Si restituisce fiducia alla scuola - spiega la dirigente del Morgagni, Maria Luisa Michesi - in un momento in cui il rischio di scivolare nella strada senza uscita della decadenza è concreto». Seguono i dibattiti con Massimo Ammaniti e Concita De Gregorio (17 novembre, liceo Tasso), Alessandro Barbano e Giuseppe De Rita (9 novembre, liceo Orazio), Tullio De Mauro e Eric Jozsef (7 dicembre, liceo Orazio) e, al Morgagni, Giovanni Bietti (22 novembre) e Riccardo Iacona (13 dicembre). Chiude Agorà, il 15 dicembre al Tasso, il magistrato e scrittore Gianrico Carofiglio. Le registrazioni dei dibattiti - quelli in programma a Roma ma anche a Milano, Bologna, Bari, Altamura e Corato - saranno disponibili sul sito www.agorascuolalaterza.it. Simona De Santis RIPRODUZIONE RISERVATA.

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