PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli       Altri documenti


 

PICCOLA RASSEGNA

Indice

·         Dal Corriere della sera (15-12-06). Governo, Di Pietro minaccia di uscire. L'ira del ministro per la «sanatoria» sui reati contabili

·         Da La Stampa (15-12-2006). Colpo di spugna sui reati contabili

·         Da La Repubblica 14-12-2006. 1 - Nel maxiemendamento un comma che rivede i tempi di punibilità  1. Prescrizione reati contabili, l'Ulivo insorge "Il governo la faccia sparire dalla Finanziaria" 1

·         Da Il Sole 24 Ore 15-12-2006. L'automobile nel 2006 è costata agli italiani 160 miliardi di euro. 3

·         Da La Stampa 14-12-2006. Crui: "Governo minaccia sopravvivenza Università" 5

 


 

 

Dal Corriere della Sera (15-12-06). Governo, Di Pietro minaccia di uscire L'ira del ministro per la «sanatoria» sui reati contabili

 

«Dopo l'approvazione della manovra chiariamoci o lasciamo l'esecutivo. Qui c'è qualcuno che ha tradito la nostra buona fede»

 

ROMA - «Finanziaria serve al Paese e noi l'approveremo, ma, il giorno dopo, un chiarimento politico sul tema della legalità e della giustizia è improcrastinabile per il mantenimento stesso della nostra presenza in questa maggioranza. Perché qui c'è qualcuno che ha tradito la buona fede». A porre questa condizione come qualcosa che «va oltre l'ultimatum» è il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro che, intervistato dal quotidiano on-line Affaritaliani.it ritiene che «è un chiarimento politico irrinunciabile perché non siamo qui a farci prendere in giro da chi utilizza strumenti leciti per fini immorali».

L'ira di Di Pietro è contro «l'azione furbesca di qualcuno all'interno della maggioranza, e forse anche del governo, che ha inserito all'interno degli emendamenti un provvedimento disastroso per la credibilità dell'Unione, che è quello della prescrizione di fatto per i reati contabili commessi dalla Corte dei Conti». «È un emendamento - prosegue il j'accuse del leader dell'Idv - che porta l'Unione a comportarsi alla Berlusconi maniera. Io e l'Italia dei Valori abbiamo combattuto per cinque anni le leggi ad personam del governo Berlusconi e con un sotterfugio viene introdotta questa norma che di fatto impedisce allo Stato di recuperare le somme che funzionari e dipendenti corrotti dello Stato si erano appropriati. È grave soprattutto perché questo emendamento. prosegue - carpisce la buona fede di chi come me al governo si è fidato del fatto che il maxi-emendamento governativo fosse nel pieno rispetto del programma dell'Unione e che oggi si trova ad avere una responsabilità oggettiva per un emendamento non concordato, non voluto, che mai avremmo approvato e che mai approveremo».

Per questo «chiediamo un chiarimento politico al governo e alla maggioranza, non per questa Finanziaria che ormai è agli sgoccioli e di cui il Paese ha bisogno e che approveremo. Ma per rimanere noi stessi dell'Italia dei Valori all'interno di una maggioranza, che sui temi della giustizia scimmiotteggia troppo il centrodestra.

15 dicembre 2006

 


 

Da La Stampa 15/12/2006 (7:59) - FINANZIARIA

Colpo di spugna sui reati contabili

"A rischio metà dei processi per reati contro l'amministrazione"

ROMA
Per la Corte dei Conti è un vero e proprio «colpo di spugna» per i processi sui reati contabili. Per il presidente della Commissione giustizia del Senato, il ds Cesare Salvi, è una «norma inaccettabile, da eliminare». Un provvedimento ad personam, «peggiore dell’ex Cirielli» aggiunge il suo vice Roberto Manzione della Margherita. L’ultimo pasticcio della Finanziaria ieri ha prodotto una levata di scudi generale: una norma di appena tre righe al comma 1346. Che di fatto anticipa l’inizio della prescrizione del reato dal momento in cui si è «verificato il danno», ovvero l’erogazione dei soldi dello Stato, al momento in cui «è stata realizzata la condotta produttiva del danno», ovvero della delibera che dispone l’erogazione dei soldi. In pratica i tempi di prescrizione, fissati in 5 anni, vengono quasi dimezzati.

Un errore, l’ennesimo. Non di poco conto, se si considera che la «cabina di regia» maggioranza-governo aveva bocciato l’emendamento proposto dal senatore Pietro Fuda del Partito Democratico Meridionale e controfirmato tra gli altri dal vicecapogruppo dell’Ulivo Zanda e dai senatori Sinisi, Bruno, Boccia, Ladu e Iovene. Un «atto ordinamentale» che in Finanziaria non può essere inserito e che invece, «forse per leggerezza» spiega Manzione, è rimasto anche nel testo finale. Il perchè non si sa. I maligni suggeriscono che in questo modo il governo abbia cercato un po’ furbescamente di ingraziarsi Fuda, chiudendo un occhio sull’emendamento che stava tanto a cuore al senatore calabrese, allo scopo di ottenere un voto in più in Senato. La protesta durissima della Corte dei Conti, però, ha portato a galla la manovra costringendo tutti al dietrofront. In serata la capogruppo dell’Ulivo Anna Finocchiaro ha confermato il giudizio negativo della maggioranza («un’amnistia di fatto») impegnandosi a far cancellare la norma. In difesa Fuda: «Si sta equivocando e i termini della prescrizione non cambiano»
. Per la magistratura contabile, invece, almeno il 60% dei procedimenti pendenti (3.654 a fine 2005) rischia di cadere. Il colpo di spugna cancellerebbe molti processi in corso e costituirebbe un pericolo serio per quelli futuri, visto che in molti casi si arriverebbe «troppo tardi» a perseguire i reati commessi da dipendenti, funzionari e dirigenti della pubblica amministrazione e delle società della sfera pubblica.

Per questo il procuratore generale della Corte dei Conti Claudio De Rose ha preso carta e penna e ha scritto a Salvi per cercare un appoggio. Il senatore Ds ha sollevato la questione ieri mattina in aula sollecitando un intervento del presidente Marini: «Questa norma è pericolosa e inaccettabile. Va eliminata o stralciata». Dopo un pomeriggio di tensioni e imbarazzi, in serata la maggioranza ha proposto di riportare il maxiemendamento in Commissione Bilancio per correggere il testo, ma il «no» vincolante dell’opposizione lo ha impedito. Ora restano solo due strade: intervenire con un decreto, oppure correggere il comma 1364 alla Camera obbligando però i senatori a rivotare la Finanziaria dopo Natale. Renato Schifani di Forza Italia va all’attacco: «Capisco l’imbarazzo della presidente Finocchiaro ma le regole vanno rispettate. Inutile ricorrere a marchingegni». Duro anche Silvio Berlusconi: «Ci hanno accusato di fare delle leggi ad personam quando sono loro a farle».


 

Da La Repubblica 14-12-2006

Nel maxiemendamento un comma che rivede i tempi di punibilità
Secondo i parlamentari della maggioranza rischia di essere un colpo di
spugna

Prescrizione reati contabili, l'Ulivo insorge
"Il governo la faccia sparire dalla Finanziaria"

Palazzo Chigi disposto a tornare sui suoi passi, ma la procedura è molto complessa
Correggere la norma contestata rischia di obbligare la legge a una quarta lettura

 

ROMA - Nel suo accidentato cammino in Parlamento la Finanziaria rischia di dover fare i conti con un nuovo ostacolo imprevisto. Il governo dovrà cercare infatti di disinnescare gli effetti di una misura introdotta nel maxiemendamento che allarga le maglie della prescrizione per i reati di responsabilità contabile. Una norma che fa gridare al colpo di spugna la Corte dei Conti e che permette a Silvio Berlusconi di dire che non era certo lui a fare le leggi ad personam, ma che prima ancora ha provocato una levata di scudi da parte dei parlamentari della stessa maggioranza.

"Un errore grave, un'amnistia di fatto per tutti i reati amministrativi e contabili", ha accusato il presidente dei senatori dell'Ulivo Anna Finocchiaro. Il governo ha risposto alla protesta spiegando di essere disponibile a cancellare la misura, ma si è scontrato con l'opposizione di una parte della Casa delle libertà.

Nonostante la disponibilità arrivata anche da parte della presidenza del Senato, infatti, il testo alla fine resta invariato, perché senza l'assenso di tutti i gruppi Franco Marini non ha ritenuto di poter modificare il maxiemendamento. Il non semplice compito di trovare una via per neutralizzare il comma della discordia spetta quindi ora a Palazzo Chigi.

La norma, infilata nel maxiemendamento a firma del relatore, è stata al centro di una riunione pomeridiana del gruppo dell'Ulivo al Senato e ricalca un emendamento presentato dal senatore Pietro Fuda (del gruppo misto e primo firmatario) e da altri sei senatori dell'Ulivo, Luigi Zanda, Giannicola Sinisi, Franco Bruno, Antonio Boccia, Salvatore Ladu e Nuccio Iovene.

Mentre l'Ulivo ha attaccato compatto la misura, in serata Fuda è intervenuto per difenderla, sostenendo che si "sta equivocando" e che " il termine prescrizionale, introdotto dalla legge 20 del '94 per colmare la precedente lacuna normativa, era e resta di cinque anni".

Le rassicuranti parole di Fuda non hanno però convinto i senatori dell'Ulivo, che all'unanimità, nel corso della riunione di questo pomeriggio, hanno ribadito in maniera netta che in un modo o in un altro dovrà essere cancellata dal maxiemendamento, anche a costo di far tornare la finanziaria in quarta lettura, nel bel mezzo delle feste, al Senato. A farsi portavoce di questa esigenza con il governo è Anna Finocchiaro che, in molteplici contatti con il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti, avrebbe sottolineato la necessità di trovare una via d'uscita.

Un punto che non era d'altro canto sfuggito alla senatrice Ds: nei giorni scorsi, "il 12 dicembre - racconta conversando con i cronisti al termine della riunione - avevo verificato con i magistrati della Corte dei Conti che esisteva una giurisprudenza della Corte, avvalorata puntualmente dalla Cassazione, che di volta in volta ha respinto questo tentativo di una diversa individuazione dei tempi di prescrizione".

Se unanime è il consenso per far uscire la norma dalla finanziaria, più difficile è trovare il modo. Infatti, la quarta lettura, che finirebbe tra Natale e Capodanno, è molto rischiosa per la maggioranza, che ha bisogno della presenza compatta di tutti i suoi senatori. Appare più facile l'idea di un decreto, forse quello di fine anno. Unico ostacolo il fatto che, come sottolinea sempre Anna Finocchiaro, in questo caso vi sarebbe comunque una norma più favorevole al reo e che dunque potrebbe essere invocata dalla difesa, dal momento che il decreto arriverebbe solo dopo l'approvazione della manovra.

Tanto più difficile la soluzione dal momento che l'apertura del presidente del Senato Franco Marini a considerare lo stralcio si è scontrata con l'opposizione di alcuni gruppi del centrodestra. Non essendoci unanimità, quindi, Marini non ha potuto far altro che lasciare il testo com'è, invitando però il governo ad attivarsi visto che "ci sono gli strumenti" per risolvere la questione.

(14 dicembre 2006)


 

Da Il Sole 24 Ore 15-12-2006

         L'automobile nel 2006 è costata agli italiani 160 miliardi di euro

Acquistare un'auto nuova o mantenere quella già posseduta è costato agli italiani nel 2006 circa 160 miliardi di euro. L'auto rappresenta il 24% della spesa totale delle famiglie italiane, la terza voce nel bilancio dopo la casa e i consumi alimentari. La stima arriva dall'Unrae (l'associazione che raggruppa la case automobilistiche straniere) secondo cui nel solo acquisto di auto nuove (che nel 2006 sono ammontate a 2,3 milioni) gli italiani, comprese aziende e compagnie di noleggio, hanno sborsato 40,9 miliardi di euro con un aumento del 7,9% rispetto al 2005.

Malgrado i prezzi dei listini siano aumentati in linea con la crescita Istat infatti, gli italiani hanno scelto modelli più costosi tra cui i fuoristrada, le station wagon o i Suv. Novità invece sui costi di gestione. Per la prima volta, secondo l'Unrae i costi dell'assicurazione sono cresciuti dell'1,4%, a un ritmo inferiore al tasso di inflazione a quota 16,89 miliardi. «Ci aspettiamo una ulteriore riduzione - ha spiegato il direttore generale Unrae Gianni Filipponi - con il passaggio, dal prossimo primo febbraio, al risarcimento diretto che dovrebbe diminuire le truffe». Molto alto invece l'incremento dei costi di carburante che sono saliti del 6,7% a 37,1 miliardi. Stabili o in lieve crescita i costi di manutenzione o riparazione (+0,8% a 23,4 miliardi), i pedaggi autostradali (+1,1% a 3,5 miliardi) e le tasse automobilistiche (+1,8% a 4 miliardi). In decisa salita i costi degli pneumatici (+15,4% a 6,2 miliardi) e i parcheggi (+8,4% a 7,4 miliardi) che si sono estesi anche alle periferie e i piccoli centri. Aumentare il prezzo del carburante di 10 centesimi al litro in cambio dell'abolizione della tassa di proprietà per far pagare chi utilizza maggiormente l'automobile.

Questa la proposta avanzata dal presidente dell'Unrae (l'associazione che raggruppa le case automobilistiche straniere) Salvatore Pistola che ha proposto che gli incentivi alla rottamazione siano validi non solo per le vetture Euro 4 o 5 ma anche per le vetture Euro 3 usate. «I benefici della cancellazione della tassa di proprietà - ha spiegato nel corso della conferenza stampa di fine anno - vedono infatti una spesa correlata all'effettivo uso del veicolo, un contributo dei turisti ai costi di manutenzione delle strade e autostrade sostituendo così la tassa di soggiorno, una equità fiscale nei casi di blocco della circolazione e un maggior senso di responsabilità nell'uso del veicolo». «Adesso senza percorrere un metro - ha aggiunto - si pagano circa mille euro fra tasse, imposte e altri balzelli».

Per quanto riguarda gli incentivi il presidente dell'Unrae ha spiegato che avranno un effetto positivo sulle immatricolazioni nel 2007 ma ha criticato alcuni aspetti delle misure tra cui la limitazione alla categoria Euro 4 e 5 per chi rottama vetture Euro 0 o 1. «Sarebbe giusto proporre - ha spiegato - incentivi anche a chi passa a un usato Euro 3 che è molto vicino per inquinamento agli Euro 4 favorendo così il ricambio del parco circolante». In questo ambito comunque andrebbero diminuite le forti spese (ora pari a circa 4-500) per i passaggi di proprietà che di fatto 'bloccanò il mercato dell'usato italiano.

Infine, Pistola ha ricordato il 'pesò dei contributi all'Erario del sistema dell'auto pari al 21% delle entrate totali dello Stato. Un settore che dà lavoro a 200.000 dipendenti e che fattura 65 miliardi di euro l'anno. Secondo le stime Unrae, a dicembre il settore potrebbe invece registrare una flessione, scendendo a circa 139 mila immatricolazioni contro le 142.700 dello stesso mese del 2005.

Prospettive positive, invece, per il 2007: il rialzo previsto dall'Unrae per il settore dovrebbe attestarsi ad almeno 2,4 milioni, grazie soprattutto agli incentivi per la rottamazione previsti dalla Finanziaria. Perché senza queste misure, sottolinea l'associazione, ci sarebbe stato un calo a 2,25 milioni. Più nello specifico, l'Urae stima per il 2006 una crescita anche per il settore dei veicoli commerciali, + 9,5% la previsione su base annua. Un risultato ottenuto grazie alle 240 mila immatricolazioni, «frutto - ha sottolineato Pistola - di importanti commesse che hanno interessato il costruttore nazionale». In aumento anche le immatricolazioni dei veicoli industriali, che a fine anno dovrebbero far segnare 36.500 unità in incremento del 2,1%. Flessione, invece, per gli autobus (-2%), per caravan e autocaravan (-4,6%).

Soffermandosi sull'andamento delle immatricolazioni a livello mondiale nel 2006 Pistola stima un aumento del 3,2% a 55,1 milioni, un risultato al quale contribuiranno in particolare i Paesi emergenti a fronte di una stagnazione dei Paesi maturi. Gli Usa dovrebbero infatti chiudere l'anno con un calo del 2% delle consegne a 16,6 milioni, il Giappone con -1% a circa 4,7 milioni e il mercato europeo (inclusa l'area dell'Efta) in linea con gli oltre 15,2 milioni del 2006. Tuttàlatra musica per l'area Bric (Brasile, Russia, Cina e India) con il Brasile che ha segnato un progresso del 12,5% nei primi 11 mesi a 1,72 milioni, la Russia del 25% nei primi 10 mesi a 1,41 milioni, l'India che dovrebbe immatricolare nell'anno finanziario 1,14 milioni e la Cina oltre 7 milioni (+30% nei primi 11 mesi). Rilevando l'importante contributo del mondo dell'auto all'economia del nostro Paese, pari al 21% delle entrate fiscali complessive (76,2 miliardi di euro all'anno), oltre 200mila posti di lavoro, un fatturato annuale di 65 miliardi con una quota del Pil dell'8,5%, investimenti di 3,5 miliardi e spese in Ricerca e sviluppo di 2 miliardi, Pistola ha sottolineato che l'auto «èsempre al centro di manovre fiscali che ne compromettono lo sviluppo», mentre ha anche rilevato l'arretratezza dell'Italia nel trasporto pubblico (75 la rete di km della metropolitana per Milano contro i 408 di Londra e i 200 di Parigi, 1,6 taxi ogni 1000 km per la città lombarda contro i 9,9 di Barcellona e gli 8,3 di Londra), che obbliga il cittadino all'uso prevalente del trasporto privato.


 

Da La Stampa 14-12-2006

14/12/2006 (15:36) - FINANZIARIA

Crui: "Governo minaccia sopravvivenza Università"

I rettori: "Il contenuto del maxiemendamento alla Finanziaria dimostra la chiusura e la sordità del Governo nei confronti delle esigenze"

ROMA
Università precluse ai membri del governo Prodi: non devono più essere invitati negli atenei. È la singolara protesta che il Consiglio dei Rettori chiede alle Università, bocciando il testo del maxiemendamento alla finanziaria sul quale il governo ha posto la fiducia.

«Il contenuto del maxiemendamento alla Finanziaria - si legge in una nota della Conferenza dei rettori- dimostra la chiusura e la sordità del governo nei confronti delle esigenze di sola sopravvivenza delle Università. In segno di forte protesta oggi la Crui ha sospeso la seduta odierna dell’assemblea generale, ricordando che 1.800.000 studenti e migliaia di ricercatori rischiano di pagare sulla loro pelle il peso delle decisioni assunte». E pertanto, la Crui chiede agli atenei di «sospendere ogni invito a membri del governo a partecipare a significative manifestazioni nelle università».