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T ARTICOLI DEL 3 settembre 2008 #TOP
IN EVIDENZA
Alitalia, Marrazzo chiede
di entrare. Brunetta: non serve ok sindacato (La Repubblica
3-9-2008)
Colaninno ha avviato
stamane i primi incontri con la Ue
La regione Lazio chiede l'ingresso tra i soci della newco
Il ministro della Funzione
Pubblica critica le aperture dell'Ad di Intesa Passera
Ma Sacconi: "Bene confronto con sindacati. No ricollocazione degli esuberi
in P.A."
ROMA - Il presidente della Regione Lazio Piero
Marrazzo, durante il tavolo interistituzionali riunito nella sede della
Regione, ha annunciato di voler chiedere a nome della Regione di entrare nella
Cai, la newco istituita nell'ambito del piano per il salvataggio di Alitalia.
Intanto sul piano interviene anche il ministro della Funzione Pubblica Renato
Brunetta, che critica, all'indomani di un primo confronto con le nove sigle della compagnia aerea,
l'atteggiamento di disponibilità con le organizzazioni dei lavoratori
manifestato dall'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera.
"Io - ha sottolineato Brunetta, intervenendo a Omnibus Estate su
La7 - non avrei mai detto 'salta tutto se il sindacato non è d'accordo': per
niente, si va avanti!". "Vorrei ricordare - ha aggiunto il ministro-
che la situazione di Alitalia è il prodotto di cattiva politica certamente, ma
anche di cattivo sindacato".
Affermazioni che nello staff del ministro del Welfare vengono giudicate come
"una provocazione a titolo personale". Anche perchè Brunetta non
siede nel tavolo della trattativa e non ha titolo a parlarne.
Intanto stamane il presidente della Compagnia Aerea Italiana Roberto Colaninno
ha avviato gli incontri con i tecnici della Commissione Europea, per una nuova
valutazione del dossier Alitalia, alla luce dei recenti sviluppi.
Poco prima delle dichiarazioni di Brunetta, Sacconi aveva parlato ai microfoni
di "Panorama del giorno", la trasmissione di Maurizio Belpietro, con
toni opposti a quelli usati dal collega di governo responsabile della Funbzione
Pubblica. "Al tavolo - ha detto Sacconi - ho visto tutti i sindacati
disposti a entrare nel merito, preoccupati del fallimento di Alitalia e
consapevoli di avere pochi giorni davanti". Naturalmente, questo però non
elude la ferma richiesta, da parte degli stessi sindacati, "che sia un
confronto autentico e non un prendere o lasciare. Su questo vi è la nostra
disponibilità e anche quella dei nuovi acquirenti".
Il ministro del
Lavoro Maurizio Sacconi ha spiegato che non ci saranno aggravi per la Pubblica
Amministrazione. "Non abbiamo mai pensato che i lavoratori in esubero di
Alitalia potessero essere ricollocati nella Pubblica amministrazione, dove si
entra solo per concorso pubblico. Fin dal primo giorno abbiamo indicato il
settore privato" ha precisato Sacconi.
Quanto al numero preciso degli esuberi, Sacconi ha chiarito che "ancora
non c'è una definizione esatta di coloro che dovrebbero essere collocati in
attività diverse dal nuovo sistema Alitalia".
Intanto il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi conferma di
aver ricevuto l'offerta della Cai per l'acquisto degli asset Alitalia. "Il
commissario straordinario - si legge in una nota di Fantozzi - comunica di aver
ricevuto il primo settembre 2008 da Cai, Compagnia Aerea Italiana srl
un'offerta per l'acquisto di compendi aziendali costituenti parti significative
delle attività del gruppo Alitalia". Fantozzi rileva inoltre, "anche
se in via del tutto preliminare, che l'offerta ricevuta appare volta a soddisfare
le finalità di cui al decreto legge 23 dicembre 2003 n. 347, così come
recentemente modificato". L'amministratore unico della Cai, Rocco Sabelli,
si è detto fiducioso sull'operazione: lo ha ribadito uscendo dall'ufficio di
Fantozzi.
(3
settembre 2008)
·
Articoli
Alitalia 2 (44)
Tra Obama e McCain vince . la Coca-Cola
( da "Giornale.it,
Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)
Il
sindacato: <Confronto sugli esuberi Alitalia solo dopo l'ok al piano>
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia che inizierà domani. "Il confronto sugli esuberi in Alitalia sarà possibile solo dopo una "convergenza" sul piano industriale. Lo scrivono le nove sigle sindacali presenti in Alitalia dopo la riunione che si è tenuta ieri, convocata per l'esame del piano industriale previsto dall'offerta accettata dal commissario straordinario che finora ha ricevuto soltanto quella della
Atitech,
domani la verità "siamo pronti alla barricate" - roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: onda della paventata crisi Alitalia, e non solo, il Pd interviene duramente con il segretario regionale Tino Iannuzzi: "I pesanti tagli che Berlusconi ha previsto per la scuola ed il concreto pericolo per le attività dello stabilimento Atitech rappresentano due facce della stessa medaglia e smascherano la politica di questo esecutivo nei confronti della nostra regione e dell'
Ma
tre compagnie low cost puntano su bari e brindisi - lello parise
( da "Repubblica,
La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per fare in modo di consentire un decollo tranquillo alla Alitalia riveduta e corretta. La militarizzazione della newco, ricordate? E' la ragione per cui tre giorni fa Di Paola in un'intervista a Repubblica avvertiva: "Di Alitalia si può fare a meno, purché non ci impediscano di sviluppare alternative efficaci per i nostri aeroporti".
"tagli
ai trasporti, disegno criminale" - piero ricci
( da "Repubblica,
La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sandro Frisullo è stato in silenzio per un po' di giorni sulla vicenda Alitalia. E la prospettiva che il piano di salvataggio della compagnia di bandiera non lasci nemmeno le briciole alla Puglia, in termini di collegamenti, non ha che un unico responsabile: "La faccia tosta del centrodestra e in particolare del ministro Raffaele Fitto".
Trasporti,
puglia isolata ( da "Repubblica, La"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia Treni veloci che non esistono, tagli di rotte aeree. La giunta Vendola approva un documento per esprimere "la massima preoccupazione sulla questione della crisi dei trasporti: la Puglia rischia l'isolamento". Aspettando la nascita della newco Cai, la Compagnia aerea italiana, tre vettori low cost sarebbero interessati a sostituire l'
Aerei
in affitto, dipendenti nella cai così toto saluta airone e i debiti - luca
iezzi ( da "Repubblica, La"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Saranno infatti i suoi oltre 120 Airbus a far volare la nuova Alitalia e da loro l'imprenditore teatino otterrà il vero ritorno da questo affare. Il flusso dei canoni di leasing per una flotta tanto imponente valgono, ai prezzi di mercato attuali, più 1,6 miliardi di euro seppur da spalmare fino al 2017.
Geronzi,
profumo e i manager all'ultima guerra del capitalismo - (segue dalla prima
pagina) ( da "Repubblica, La"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: attraverso il sostegno al piano di restaurazione di Geronzi per Mediobanca (come attraverso il sostegno al Piano Fenice di Passera per Alitalia) cercano di accreditarsi presso il nuovo potere berlusconian-tremontiano. Un establishment debole e ricattato, pronto a scambiare piccole prebende con un governo che, per sentirsi finalmente forte e legittimato, gli elargisce grandi favori.
L'offerta
di colaninno: 400 milioni - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nello studio del neo-commissario straordinario di Alitalia l'attesa offerta, poco meno di 100 pagine, è arrivata lunedì in tarda serata. Appena il tempo di uscire dal primo incontro con le nove sigle sindacali di Alitalia e di rituffarsi nella lettura della proposta della Compagnia aerea italiana di Roberto Colaninno e Rocco Sabelli.
Bruxelles
apre sul piano alitalia i sindacati: più rotte internazionali - roberto mania
( da "Repubblica,
La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Bruxelles apre sul piano Alitalia I sindacati: più rotte internazionali La Marcegaglia: io in cordata a nome dell'industria Il ministro Sacconi: "C'è poco tempo, meglio pensare ai posti di lavoro salvati" ROBERTO MANIA ROMA - Il salvataggio dell'Alitalia è una sfida per il futuro del paese.
Mercoledì
- filippo ceccarelli ( da "Repubblica, La"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Cai dovrebbe chiamarsi la nuova Alitalia, nel senso di Compagnia Aerea Italiana. Acronimo di pronto e veloce impiego, a parte l'inesorabile cortocircuito con il Club Alpino Italiano: "il" Cai, però, al maschile, quindi pazienza. Sennonché esiste, o esisteva, una terza entità designata con l'ormai fatidica sigla, e neanche a farlo apposta ha a che fare con aerei,
Nubi
d'autunno ( da "Unita, L'"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non c'è solo l'Alitalia di mezzo, con il suo pesante carico di cosiddetti esuberi. È ancora la stessa Istat a segnalare un dissanguamento dei posti di lavoro nelle grandi aziende. Mentre è in aumento il ricorso di numerose imprese alla cassa integrazione con migliaia di lavoratori a casa, con buste paga ridotte.
La
crisi e la politica del freno a mano
( da "Unita,
L'" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: escogitata per Alitalia a svantaggio di utenti, contribuenti, lavoratori - ancora una volta si rivela a senso unico. Al servizio, cioè, di una visione "sultanesca", "probusiness" e "restauratrice" della politica italiana e di totale misconoscenza dell'interesse pubblico nazionale correttamente inteso, di cui è testimonianza anche il pasticcio Alitalia,
Il
mio contributo? Solo simbolico ( da "Unita, L'"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: soci della nuova Alitalia ribatte a quanti (Epifani in primis) hanno criticato la scelta motivandola con il 'conflitto di interessi precisando che non avrà nessun incarico nellasocietà. "Proprio il mio ruolo in Confindustria rafforza il carattere simbolico della mia partecipazione al fianco di un gruppo di imprenditori che crede in un progetto difficile e importante per il Paese"
Dai
conti dormienti, rimborso privilegiato
( da "Unita,
L'" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pista privilegiata per gli obbligazionisti di Alitalia trombati dal miracolo berlusconiano. Loro sì che possono arrabbiarsi sul serio e rovinare il coro mediatico che accompagna l'impresa di Colaninno e soci. Più o meno è questo il ragionamento che porta i risparmiatori traditi dalla vecchia compagnia di bandiera davanti a tutti nel risarcimento.
Intanto
Banca Intesa si prende la sua aerolinea cargo L'istituto di credito acquisisce
il 33 % di Alis, che fa trasporto merci. Con diritto di veto su tutte le
decisioni del Cda ( da "Unita, L'"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: infine, Alitalia Cargo. E siamo al punto. Alitalia Cargo tra breve non esisterà più. Nel piano di salvataggio di Alitalia, redatto e studiato da Intesa Sanpaolo (il piano Fenice), il cargo non dovrebbe entrare più a far parte del gruppo. Sarà tagliato, sacrificato per poter risollevare la compagnia.
A
ranghi sparsi in difesa di Linate, vittima designata Penati (Pd) e Perini
(Fiera) contro il ridimensionamento dello scalo milanese, ma il centrodestra
non si sbilancia ( da "Unita, L'"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Di Luigina Venturelli DESTINO Cambia il piano industriale Alitalia, cambia pure lo scalo da sacrificare al partner straniero, Malpensa o Linate che sia, a seconda dei giorni e delle occasio ni. Non stupisce che Milano protesti contro la roulette russa del destino della compagnia: gira il vento, ma nell'occhio del ciclone resta sempre il sistema aeroportuale cittadino.
Sindacati
uniti: non ci piace l'Alitalia regionale Per questo si tratta sulle rotte
intercontinentali e sugli aerei, altrimenti non vi sarebbe rilancio
( da "Unita,
L'" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Di Roberto Rossi / Roma INCONTRO Su Alitalia si tratta, ma a una condizione. Questa: il Piano Fenice va rivisto. Rotte e numero di aerei dovranno cambiare. Servono più collegamenti intercontinentali e un network più esteso. Perché Alitalia non può ridursi a una compagnia regiona- le.
Toto
dribbla i cronisti e non partecipa al Workshop Ambrosetti
( da "Giornale.it,
Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: prima gara per la cessione di Alitalia, e rimaneva con convinzione uno dei pochi candidati all'acquisto della compagnia del Tesoro. Oggi, invece, sta trattando la vendita della sua Air One alla Nuova Alitalia, quella creata dalla cordata italiana. Cambiano i tempi: da acquirente a venditore, e forse l'ultima scelta si rivelerà anche la più conveniente per il costruttore di Chieti.
Colaninno
vola a Bruxelles. Tajani: <Piano positivo>
( da "Giornale.it,
Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di Redazione da Milano Uno dei fronti della vicenda Alitalia è la Commissione europea, che dovrà valutare la corrispondenza del piano di salvataggio alla normativa europea. Oggi il presidente in pectore di Cai, Roberto Colaninno, (e futuro presidente della Nuova Alitalia) sarà a Bruxelles per illustrare le linee dell'operazione alla Commissione.
<Il
sindacato ha sempre bloccato ogni soluzione per Alitalia>
( da "Giornale.it,
Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il sindacato ha sempre bloccato ogni soluzione per Alitalia" di Laura Cesaretti da Roma La sfida di Epifani, che su Alitalia non vuole "prendere o lasciare"? "Il sindacato ha bloccato da anni ogni soluzione per Alitalia, spero che oggi si rendano conto che non c'è alternativa al prendere". L'"afasia" del Pd sulla politica industriale?
Non
sarà un settembre nero ( da "Tempo, Il"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: inserimento della proroga di cassa per le maestranze Finmek nel "decreto Alitalia". Intanto, come la stessa parlamentare ha avvertito, "in costante contatto con il Ministero delle Attività produttive ed il ministro Claudio Scajola si continua a lavorare intorno ad ipotesi varie di soluzione della vertenza, per salvaguardare e semmai anche accrescere i livelli occupazionali attuali,
Alitalia,
Europa e sindacati hanno tutto da guadagnare
( da "Tempo,
Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa Il futuro della compagnia aerea Alitalia, Europa e sindacati hanno tutto da guadagnare Il primo settembre è cominciata una doppia partita per portare a termine la ristrutturazione di Alitalia e di AirOne, la nascita della Compagnia Aerea Italiana, Cai, e la liquidazione del resto.
Esuberi
Alitalia, i sindacati fanno muro ( da "Corriere della Sera"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: le eccedenze discusse solo dopo il piano Esuberi Alitalia, i sindacati fanno muro Angeletti: ricollocare tutti i lavoratori. Colaninno a Bruxelles. Apertura di Tajani Secondo il commissario europeo, c'è la volontà di basarsi sui principi di mercato. Ma il giudizio resta sospeso ROMA - I sindacati fanno muro contro gli esuberi in Alitalia.
Marcegaglia:
<Un investimento simbolico>
( da "Corriere
della Sera" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ingresso in Alitalia a nome dell'industria". Le critiche personali di Alesina, i rilievi di Epifani "Il mio ruolo in Confindustria rafforza il carattere puramente dimostrativo della partecipazione" ROMA - Una partecipazione "simbolica a nome di tutta l'industria italiana, ma nella nuova società non avrò alcun ruolo quindi nessun conflitto di interesse"
Baretta:
dipendenti-soci e (con il duale) sindacato nel board
( da "Corriere
della Sera" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: partita del rilancio di Alitalia ci devono entrare come azionisti anche i lavoratori e il sindacato per aprire una nuova stagione del capitalismo italiano ". Pier Paolo Baretta, ex numero due della Cisl e ora deputato per il Partito democratico, lancia questa proposta nel mezzo del confronto tra le parti sociali per valutare l'impatto del piano industriale sugli esuberi del personale.
L'ultima
esitazione di Bonanni e poi la firma
( da "Corriere
della Sera" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: si sono riunite le 9 sigle sindacali di Alitalia. E c'è stato un piccolo giallo. Claudio Genovesi, della Fit Cisl, è stato il primo a lasciare il tavolo. "Altri impegni", ha spiegato. I sindacalisti rimasti hanno buttato giù un documento unitario per ribadire "la "ferma intenzione di negoziare i contenuti" del piano.
I
numeri del piano ( da "Corriere della Sera"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BREVI I numeri del piano Gli esuberi Il numero di esuberi previsti dal piano Alitalia dovrebbe essere compreso tra 5 e 7 mila L'offerta è di 400 milioni l'offerta che la Cai ha fatto al commissario per rilevare slot, aerei e attivi Il confronto Parte domani il confronto tra imprenditori, advisor e sindacati per rendere effettivo il piano di rilancio.
Le
opzioni ( da "Corriere della Sera"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 26 categoria: BREVI Le opzioni Per ora Air France-Klm prenderebbe una quota fino al 20% di Cai Lufthansa ha da sempre un interesse per l'Italia ed è alleata di Air One A sorpresa, British Airways potrebbe entrare nella partita Alitalia dopo l'Opa su Iberia.
E
l'esperto preferisce Lufthansa ( da "Corriere della Sera"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: uno dei 16 soci della newco per rilevare Alitalia, che se Air France entrasse nell'azionariato sarebbe "un errore fondamentale". Meglio "prima di tutto realizzare l'operazione, mettere Alitalia in condizioni ottimali di gestione e poi pensare a eventuali alleanze, nel senso di cooperazioni con altri soggetti", ha dichiarato l'armatore di Msc al Sole 24 Ore.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 27
categoria: ALT... ( da "Corriere della Sera"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 27 categoria: ALTRI OGGETTI 3 Il manager Sabelli Rocco Sabelli, amministratore unico della Cai, diventerà amministratore delegato della Nuova Alitalia. Il manager ha messo a punto il piano predisposto da Intesa, che prevede anche la fusione con Air One.
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e una curiosità Visitato l'aeroporto di Tel Aviv: eccellente. Una curiosità: come mai non si citano i dati e i problemi della compagnia di bandiera israeliana, per completezza, nei tanti discorsi sui guai dell'Alitalia? Alberto Arbasino L'indignazione della Napoli civile Sento l'esigenza di far sentire la voce della Napoli sportiva e civile che si indigna davanti agli episodi
Pallone:
Sul caso Alitalia c'è scontro ideologico
( da "Tempo,
Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sul caso Alitalia c'è scontro ideologico" "Le dichiarazioni di alcuni consiglieri del Pd sulla vicenda Alitalia confermano l'endemica inclinazione della sinistra allo scontro ideologico". Lo afferma in una nota Alfredo Pallone, presidente del gruppo Forza Italia verso il PdL, che prosegue: "Pur non conoscendo il piano industriale del governo per il salvataggio di Alitalia,
Alitalia,
Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati"
( da "Giornale.it,
Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che su Alitalia non vuole "prendere o lasciare"? "Il sindacato ha bloccato da anni ogni soluzione per Alitalia, spero che oggi si rendano conto che non c'è alternativa al prendere". L'"afasia" del Pd sulla politica industriale? "Manca una linea di fondo, troppo a lungo il centrosinistra non si è confrontato e contato sul serio su questo tema"
Il
Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret"
( da "Giornale.it,
Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati"Maroni: "Trasferte vietate ai tifosi del Napoli"L'assessore anti-lucciole fermato con le luccioleA Venezia tutti dalle vecchiette Il film di culto è quello più buonistaE il Pci ordinò: "A Canzonissima votate per il tenore sovietico"Google lancia la sfida a Microsoft Arriva il nuovo browser ChromeQuello che non sapete sul mercato
Trapianti
e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito
( da "Giornale.it,
Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati"Maroni: "Trasferte vietate ai tifosi del Napoli"L'assessore anti-lucciole fermato con le luccioleA Venezia tutti dalle vecchiette Il film di culto è quello più buonistaE il Pci ordinò: "A Canzonissima votate per il tenore sovietico"Google lancia la sfida a Microsoft Arriva il nuovo browser ChromeQuello che non sapete sul mercato
Avviso
urgente ai naviganti (dalla Spagna)
( da "Giornale.it,
Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati"Maroni: "Trasferte vietate ai tifosi del Napoli"L'assessore anti-lucciole fermato con le luccioleA Venezia tutti dalle vecchiette Il film di culto è quello più buonistaE il Pci ordinò: "A Canzonissima votate per il tenore sovietico"Google lancia la sfida a Microsoft Arriva il nuovo browser ChromeQuello che non sapete sul mercato
Tra
le novità del Meeting c'è "Ratzinger professore"
( da "Giornale.it,
Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati"Maroni: "Trasferte vietate ai tifosi del Napoli"L'assessore anti-lucciole fermato con le luccioleA Venezia tutti dalle vecchiette Il film di culto è quello più buonistaE il Pci ordinò: "A Canzonissima votate per il tenore sovietico"Google lancia la sfida a Microsoft Arriva il nuovo browser ChromeQuello che non sapete sul mercato
Alitalia,
Cisl e Uil lasciano sola la Cgil ( da "Tempo, Il"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, Cisl e Uil lasciano sola la Cgil Cgil sempre più isolata. Sulla vicenda Alitalia Cisl e Uil si stanno smarcando dal sindacato di Epifani. Mentre la Cgil si è arroccata su posizioni rigide prospettando una trattativa lunga, Cisl e Uil hanno mandato al governo segnali di disponibilità a rispettare i tempi stretti che il ministro del Lavoro Sacconi e il commissario straordinario
Alla
Waya come all'Alitalia ( da "Stampa, La"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: IN ATTESA DELL'ARRIVO DEL COMMISSARIO Alla Waya come all'Alitalia "Il sindacato fa il suo mestiere e difende i posti di lavoro dentro e fuori" La parabola della Way Assauto potrebbe stare in una battuta: dagli ammortizzatori per auto a quelli sociali. Ovvero, cassa integrazione e mobilità per i 240 ancora rimasti a libro paga.
SINDACATI,
LA DOPPIA PARTITA D'AUTUNNO ( da "Stampa, La"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Da un lato il negoziato sugli esuberi della ex Alitalia. Molti commentatori definirono una Caporetto del sindacato il giorno in cui Air France abbandonò la trattativa per l'acquisto di Alitalia. Vedremo come si svilupperà la nuova trattativa. Per la produttività del Paese è però più importante il secondo tavolo su cui sono in questi giorni impegnati i sindacati.
Io,
i porti e l'Alitalia ( da "Stampa, La"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Io, i porti e l'Alitalia" Basta telefonate promozionali DIARIO Nicoletti INTERVISTA DI Beria di Argentine Bellavista Caltagirone nella cordata Fenice Sanzioni del garante a chi viola la privacy.
Si
allontana il sogno del grande palazzo di Sanpaolo Intesa
( da "Stampa,
La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: anzi la gestione della vicenda Alitalia avrebbe fatto ritornare la sintonia tra i due banchieri, quando piuttosto da valutazioni di carattere economico. Certo i risultati della semestrale sono stati positivi. Però il quadro economico e finanziario non è dei più rosei e anche un gruppo in buona salute come Intesa Sanpaolo ha dovuto fare i salti mortali per fare quadrare il bilancio.
Sinistra
Democratica riparte dalla Sanità ( da "Stampa, La"
del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia alla borsa della spesa, il disastro che consuma il Paese e le famiglie giorno dopo giorno è sotto gli occhi di tutti". Ieri nella sede di viale Dante 47d si è parlato anche di altre iniziative. Nicola Fonzo è coordinatore provinciale di Sd e consigliere comunale a Novara: "La sconfitta alle elezioni politiche ci richiama a tornare,
( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Ancora qualche
spigolatura sulla campagna elettorale. A Denver la settimana ho ricevuto dagli
organizzatori una borsa nera con lo stemma della Convention democratica e
quello della Coca-Cola. A Minneapolis-St. Paul ho ricevuto la stessa borsa nera
con lo stemma della Convention repubblicana e. quello della Coca-Cola. Capito?
Entrambi i candidati promettono il rinnovamento e,via Internet, ricevono
milioni di dollari dai sostenitori. Ultimi dati: in luglio McCain 47 milioni,
Obama 50 milioni. Ma dietro le quinte l'influenza di K Steet, la via dei
lobbisti a Washington, continua ad essere pressante e molte grandi aziende
ancora una volta si cautelano sponsorizzando sia il partito dell'elefante sia
quello dell'asinello. A Denver, ad esempio, due grandi industrie dell'industria
della difesa hanno organizzato dei seminari per formare le nuove leve democratiche,
mentre un giornalista dell'Abc è stato arrestato mentre tentava di filmare
(stile le Iene) una riunione tra pezzi grossi del partito e un potente gruppo
di finanziatori. Niente male per un leader moralizzatore e progressista. A St.
Paul is business as usual: anche qui le lobbies imperano e nei corridoi della
Convention incontri le solite facce.. del clan Bush. Ma McCain non era un
anticonformista quasi indipendente? E' il sistema che li intrappola, come
d'altronde anche nelle altri grandi democrazie occidentali. La politica costa
troppo e rende prigionieri. Sono troppo pessimista se dico che anche questa
volta chi si aspetta un vero rinnovamento rimarrà deluso? Il metodo americano
non funziona e finisce per generare corruzione, quello italiano incentrato sul
finanziamento pubblico nemmeno. Tra i grandi Paesi non ne vedo alcuno
esemplare. Un problema senza soluzione? Scritto in democrazia, presidenziali
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Sep
08 L'uragano Gustav e gli errori dei media Usa Sono negli Stati Uniti, eppure
mi sento fuori dal mondo. Ero a Denver (Colorado) e ora sono a St.Paul
(Minnesota), ma da una decina di giorni non so più che cosa accade in Europa o
in Asia. O meglio: lo so perché grazie a Internet leggo i siti del Vecchio
Continente, ma guardando la Cnn americana e le altre tv, leggendo i giornali
locali e Usa Today non avrei avuto nemmeno l'eco degli ultimi sviluppi in
Georgia, né delle rinnovate polemiche tra Putin e l'Occidente. Il che mi
suggerisce alcune considerazioni: 1) In queste condizioni lo spin (ovvero
l'informazione condizionata o nei casi estremi manipolata) funziona benissimo e
con estrema facilità, perché al cittadino, quancdo scoppiano delle crisi,
mancano gli strumenti per valutare criticamente le notizie diramate dalla Casa
Bianca. Questo spiega (lo sapevo già, ma ne ho avuto conferma) perché
l'opinione pubblica americana ha impiegato molto più tempo di quella europea ad
accorgersi delle bugie sull'Irak. 2) L'informazione è troppo
americano-centrica, con alcune distorsioni clamorose. Da 24 ore pubbliche non
si parla che dell'uragano Gustav, nel timore che si ripeta quanto accaduto con
Kathrina tre anni. Il che è comprensibile, ma logica imporrebbe che si parlasse
anche dei paesi dove Gustav ha già colpito: la Repubblica domenicana, Haiti, la
Giamaica, Cuba. E con conseguenze tragiche: 70 morti, migliaia di feriti,
centinaia di migliaia senza tetto. E invece niente o quasi: poche righe, scarse
immagini televisive, non una parola di compassione o di semplice umana
solidarietà. . Le principali tv americane sono viste nella maggior parte di
questi Paese e sentirsi ignorati dalla superpotenza provoca rancore. Non mi meraviglio
che ciò accada; mi meraviglio, piuttosto, che gli Usa reiterino lo stesso
errore e non solo con Gustav. Accade in molte altre parti del mondo. E' un
meccanismo infernale, che peraltro non rispetta il sentimento dell'americano
medio, che una volta di più mi colpisce per la sua cordialità e la sua
cortesia, anche in tempi di crisi economica. Eppure nè il governo, nè i media
cambiano rotta. L'antiamericanismo nel mondo ha molte cause, ma i media Usa
danno il loro contributo e tutt'altro che secondario. Purtroppo. O sbaglio?
Scritto in gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 23 ) " (4 voti, il
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Aug
08 Barack Obama, una promessa o un'illusione? Visto dall'America, dove sono da
qualche giorno per seguire le convention democratica e repubblicana, un altro
Obama. L'opinione pubblica italiana, come quella europea, subisce ancora il
fascino del candidato democratico; qui invece si diffondono i dubbi. Sì ,
Barack è un grande parlatore ed è molto affascinante. Fino a oggi gli è bastato
promettere il cambiamento e invocare la speranza, per incantare gli elettori.
Ma in una campagna che dura nove mesi, l'ipnosi collettiva da sola non basta.
Occorre che Obama dia contenuto e spessore al proprio programma. Nei primi due
giorni della convention questo non è avvenuto e infatti i sondaggi danno i due
candidati alla pari. Domani notte Barack pronuncerà il discorso di accettazione:
vedremo se riuscirà a imprimere la svolta che molti strateghi invocano. Intanto
però la sua figura appare appannata. Nella sua biografia "i sogni di mio
padre" , ad esempio, ha raccontato tante frottole proprio su suo padre,
come spiego in questo articolo qualche giorno fa. Ma non solo: il mito di Obama
che superando le barriere razziali emerge eroicamente in un mondo politico
corrotto, appare esagerato e fuorviante. Esaminando l' attività politica svolta
finora nel Senato dell'Illinois e in quello del Congresso americano emerge il
profilo di un politico alquanto convenzionale; furbo e opportunista più che
innovatore. Come fa Obama a proporre un cambiamento che lui stesso non ha mai
applicato e, a quanto pare, al di là degli slogan nemmeno progettato? Intanto
McCain attacca con spot molto efficaci . Il dubbio c'è: Obama è una promessa o
un'illusione? AGGIORNAMENTO: Poco fa è terminato il discorso all'Invesco Field
di Denver, Oama è stato spettacolare e arrembante e finalmente ha formulato
proposte concrete, ma non ha sviluppato un discorso coerente. Anzi: è emersa la
sua anima liberal (socialdemocratica) che certo non gli gioverà: promette più
stato, più governo, e al contempo meno tasse per la classe media, ma i soldi
dove li trova? Ha pronunciato slogan accattivanti ma poco credibili sulla fine
della dipendenza dal petrolio entro dieci anni e ha sferrato attacchi troppo
duri contro McCain su un terreno a lui non favorevole, politica estera e
sicurezza. Infine: si è comportato da star in una scenografia hollywwodiana con
fuochi d'artificio finali, un trionfalismo inopportuno perché prematuto e
dunque arrogante. I dubbi su Obama aumentano. Intanto Veltroni e Rutelli vanno
a caccia di popolarità a Denver, con risvolti divertenti, come racconto in
questo articolo. Scritto in presidenziali usa Commenti ( 58 ) " (5 voti,
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Aug
08 L'educazione dei figli, tra utopie e piccolissime virtù E' capitato, in
qualche post, di parlare un tema fondamentale e delicato come quello
dell'educazione dei figli. Ora un caro amico, Giovanni Scirocco, mi segnala
questo brano di Natalia Ginzburg, che propongo sul blog perché offre molti
spunti di riflessione: Per quanto riguarda l'educazione dei figli, penso che si
debbano insegnar loro non le piccole virtù, ma le grandi. Non il risparmio, ma
la generosità e l'indifferenza al denaro; non la prudenza, ma il coraggio e lo
sprezzo del pericolo; non l'astuzia, ma la schiettezza e l'amore alla verità;
non la diplomazia, ma l'amore al prossimo e all'abnegazione; non il desiderio
del successo, ma il desiderio di essere e di sapere. Di solito invece facciamo
il contrario: ci affrettiamo a insegnare il rispetto per le piccole virtù,
fondando su di esse tutto il nostro sistema educativo. Scegliamo, in questo
modo, la via più comoda: perché le piccole virtù non racchiudono alcun pericolo
materiale, e anzi tengono al riparo dai colpi della fortuna (.) L'educazione
non è che un certo rapporto che stabiliamo fra noi e i nostri figli, un certo
clima in cui fioriscono i sentimenti, gli istinti, i pensieri. Ora io credo che
un clima tutto ispirato al rispetto per le piccole virtù maturi insensibilmente
al cinismo, o alla paura di vivere. Le piccole virtù, in se stesse, non hanno
nulla da fare col cinismo, o con la paura di vivere: ma tutte insieme, e senza
le grandi, generano un'atmosfera che porta a quelle conseguenze (.) Il modo di
esercitare le piccole virtù, in misura temperata e quando sia del tutto
indispensabile, l'uomo può trovarlo intorno a sé e berlo nell'aria: perché le
piccole virtù sono di un ordine assai comune e diffuso tra gli uomini. Ma le
grandi virtù, quelle non si respirano nell'aria: e debbono essere la prima
sostanza del nostro rapporto coi nostri figli, il primo fondamento
dell'educazione. Inoltre, il grande può anche contenere il piccolo: ma il
piccolo, per legge di natura, non può in alcun modo contenere il grande.
Domanda a tutti voi: la Ginzburg ha ragione? Personalmente ritengo la citazione
bella ma un po' troppo in bianco e nero. Seguendo quel che dice la Ginzburg si
rischia di far crescere dei piccoli esaltati, fuori dal mondo; d'accordo sulla
necessità di coltivare l'amore, la generosità, l'abnegazione, ma ritengo che
queste siano virtù ancora più grandi se abbinate all'equilibrio interiore e
all'armonia con se stessi. Questa è, secondo me, la vera sfida. Scritto in
Italia, Varie Commenti ( 27 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo
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Commenti Invia questo articolo a un amico 20Aug 08 L'America è debole e il
mondo ne approfitta. Per sempre? Dopo la Russia, altre brutte notizie per
l'Occidente. Il terrorismo islamico si è risvegliato: attentati in Algeria,
ripresa dei kamikaze in Irak, i talebani all'offensiva in Afghanistan, dove
hanno ucciso 10 soldati francesi, non sono mai stati così vicini alla capitale
Kabul. Intanto, in Pakistan gli Usa perdono il fido Musharraf e mentre il mondo
pensa alle Olimpiadi, la Cina prosegue la penetrazione in Africa. Come previsto
l'opposizione alla Russia in Georgia è risultata sterile e Mosca continua a
gestire la situazione a proprio piacimento (e infatti oggi l'Abkhazia ha
chiesto l'indipendenza). L'accordo firmato dalla Rice con la Polonia per la
fornitura di missili nell'ambito del progetto di scudo spaziale non proietta
un'immagine di forza, bensì, per la fretta che ha caratterizzato le ultime
trattative, di ansia. L'America è in disagio e la sua debolezza evidente: ho
l'impressione che molti dei suoi antagonisti ne stiano approfittando per
conquistare fette di potere o per rialzare la testa. Fino a dove si
spingeranno? La debolezza geostrategica americana è strutturale o transitoria?
Basterà un nuovo presidente a ridare lo smalto perduto? Come paiono lontani i
tempi dell'America arrembante, eppure era appena il 2003. Scritto in gli usa e
il mondo Commenti ( 65 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di
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Commenti Invia questo articolo a un amico 18Aug 08 Due sprechi (tutti italiani)
da eliminare Torno ad occuparmi un po' di vicende italiane, rilanciando qualche
riflessione. La prima: perché in Italia i cantieri autostradali durano in
eterno? Ad esempio sulla Milano-Genova i lavori di ampliamento per la terza
corsia sono in corso da molti anni. E' un'autostrada che percorro abbastanza
frequentemente in settimana, il sabato, la domenica, di giorno e la sera. Non
vedo mai operai al lavoro, sembra tutto fermo. e infatti i progressi sono
lentissimi. Negli altri Paesi a inizio lavori viene fissata una data per la
conclusione che, salvo imprevisti e documentati motivi, viene rispettata. In
Italia invece si sfora sui tempi e, naturalmente, sulla spesa. Domanda per
Tremonti e Brunetta che finora si stanno comportando molto bene a mio giudizio:
non è il caso di porre fine a questa indecenza? La seconda considerazione: sono
d'accordo che vengano tagliate le spese statali e, di conseguenza, anche quelle
agli enti locali. Ma perché punire tutti indiscriminatamente? Nella sanità, ad
esempio, ci sono alcune regioni che gestiscono bene i fondi a disposizione,
altre invece dove regna l'inefficienza e gli sprechi sono colossali. Perché non
introdurre una linea meritocratica anche in materia? I tagli dovrebbero colpire
soprattutto le regioni che sprecano, ho l'impressione che, se così, fosse,
diventerebbero improvvisamente più virtuose. Sbaglio? Scritto in Italia
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questo articolo a un amico 13Aug 08 La guerra è finita o inizia solo adesso?
Sì, i cannoni non sparano più in Georgia, ma se esaminiamo quel che è accaduto
in questi giorni da un punto di vista strategico, non c'è da stare allegri. La
guerra potrebbe essere solo agli inizi. Mi spiego: 1) Dal 1989 al 2004 gli
Stati Uniti hanno applicato una politica di accerchiamento della Russia,
facendo cadere sotto la propria influenza molti Stati nell'Europa dell'Est e
nell'Asia centrale, come spiego in questa analisi. 2) Dal 2004 Putin ha cercato
di contrastare gli Stati Uniti, ottenendo qualche successo, ma non riuscendo
mai a portare il colpo del Ko. In un approfondimento sostengo che la guerra in
Georgia segna una svolta. Il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo da
parte dell'Occidente legittima le pretese secessionistiche delle tante
minoranze russe sparse nell'ex impero sovietico. La questione etnica diventa
così il grimaldello strategico del Cremlino: è alquanto probabile che quanto
accaduto in Ossezia del Sud e in Abkhazia possa essere ripetuto in altri Stati.
Quali? Ucrania e Moldavia, ma attenzione ai Baltici e, all'occorrenza, anche
anche Kazakistan e Kirghizistan. La crisi, probabilmente, è solo agli inizi e
l'Occidente non sembra avere gli strumenti per prevenirla. L'America in queste
ore ha dato una triste dimostrazione di impotenza e la mediazione di Sarkozy in
realtà recepisce soprattutto le condizioni poste dal Cremlino (tema che ho
affrontato qui). Anzi, quando ieri il presidente francese ha affermato che
"Mosca ha diritto di proteggere le minoranze russe" ha di fatto
ulteriormente legittimato il ricorso all'arma "etnica" da parte della
Russia. Il modello Georgia rischia di fare scuola, mettendo in crisi il grande
piano Usa per il controllo dello scacchiere eurosiatico. Scritto in russia, gli
usa e il mondo Commenti ( 63 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Aug 08 Guerra nell'Ossezia del
Sud: un disastro per l'Occidente? In un'analisi pubblicata oggi sul Giornale
spiego le ragioni che hanno provocato la drammatica guerra nell'Ossezia del
Sud. L'Occidente sconta l'effetto Kosovo e la questione Nato: Nel febbraio 2008
Pristina si stacca dalla Serbia con la benedizione dell'Occidente. E il quadro
cambia. Putin protesta veementemente per "l'amputazione della
Serbia"; l'Occidente, però, lo snobba e lui rilancia annunciando la
reciprocità. Se il mondo si arroga il diritto di strappare il Kosovo, Mosca si
riserva di fare lo stesso con l'Ossezia del Sud e con l'altra repubblica ribelle
georgiana, l'Abkhazia. Altri due mesi e al vertice di Bucarest, la Nato, pur
evitando di avviare la procedura d'adesione, annuncia che in futuro la Georgia
e l'Ucraina, l'altro grande Stato uscito dall'orbita russa, potranno diventare
membri dell'Alleanza atlantica. Un'eventualità inaccettabile per il Cremlino,
che infatti riaccende le tensioni nel Caucaso. Chi ha provocato l'esclation
dell'altra notte? Verosimilmente il presidente georgiano Saakashvili, nel
tentativo di anticipare le mosse di Mosca e approfittando della distrazione del
mondo nel giorno dell'apertura dei Giochi Olimpici. Ma ha fatto male i conti, a
quanto pare. Militarmente la Russia è superiore e ora Saakashvili rischia di
perdere non solo il controllo dell'Ossezia del Sud, ma anche quello del suo
Paese. E se cadesse Tbilisi, l'Occidente vedrebbe svanire uno snodo cruciale
nello scacchiere euroasiastico, a favore, ovviamente, di Mosca. Valeva la pena
di rischiare? Perché Washington non ha imbrigliato il suo vulcanico alleato?
Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 60 ) " (7 voti, il voto
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Aug 08
Una buona idea per fermare i clandestini I clandestini continuano ad arrivare a
Lampedusa: siamo a quota 12500 di cui oltre tremila solo negli ultimi dieci
giorni. Il 125% in più rispetto al 2007. Come spiego in un articolo pubblicato
oggi, questo afflusso non è casuale, ma tollerato da Gheddafi che ha allentato
i controlli sulle coste per mettere sotto pressione l'Italia e strappare
accordi a lui favorevoli con il nostro governo e, più in generale, con l'Unione
europea. Un gioco al rialzo che sa tanto di ricatto. Ma Tripoli ospita
un'iniziativa davvero felice, di cui si parla poco e che rischia di concludersi
a breve. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (in inglese Iom), in
due anni è riuscita a far rimpatriare su base volontaria 2.500 migranti
bloccati nel Paese africano. Il meccanismo è semplice: anziché rimpatriarli con
la forza, ha offerto loro un incentivo per avviare una piccola attività
economia nel proprio Paese. La cifra a testa è irrisoria (400-5o0 euro), come
mi ha spiegato il capo missione Laurence Hart ma permette all'emigrante di
salvare l'onore rispetto alla propria famiglia e al propio clan e di restare in
patria con soddisfazione. Complessivamente - calcolando il biglietto aereo e le
spese burocratiche - il costo complessivo è di mille euro a persona; molto,
molto meno delle spese da sostenere per manetenere i clandestini nei Cpt per
settimane e poi, eventualmente, per espellerli. Questo programma rischia di
finire perché i fondi europei si stanno esaurendo; e dire che ci vogliono un
milione e duecentomila euro per arrivare alla fine del 2008. Io dico: è un'idea
eccellente ed è triste che lo Iom sia costretto a supplicare i governi per
ricevere finanziamenti. Questo programma è equo, umano, poco oneroso e dà
speranza nei Paesi africani. Dovrebbe diventare sistematico. O sbaglio? Scritto
in notizie nascoste, Italia, immigrazione Commenti ( 35 ) " (3 voti, il
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Aug 08 Le
Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù
Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato
posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi
italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti
da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene
intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli
strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto misure
analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le ragioni
note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni del
Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi come
Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono
blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha
stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori
schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di
più di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i
libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano
"purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il regime
chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le descrizioni di
massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in francese. Inaudito.
Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito vengono censurate, ora
invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che può rivendicare di
essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi occidentali) e
giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una grande manovra
di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche nostro: le
Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience
straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che
di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters
sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi,
due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi
(a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una
cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina
Commenti ( 36 ) " (8 voti, il voto medio è: 3.25 su un massimo di 5)
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Dietro la vicenda Alitalia
la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails
Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come
si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto
dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il
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per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2
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domino.... - 2 Emails Ultime discussioni Sonya: L'uranio del Tibet. Il tibet
era una zona pacifica, la repressione va vanti da dopo la seconda guerra...
simon shack: citando 'Paolo' : "L'occidente non rappresenta la perfezione,
ma per ora sul nostro... Alberto: Salve a tutti, vivo da un paio d'anni in USA;
quasi per caso ho scovato questo blog. Foa ha descritto... Franco Parpaiola:
Salve. appena visto, appena letto, così a caldo, God bless You Caterina.
Salutonen PS. per un poco... caterina: Direi che il meccanismo infernale non
rispetta i sentimenti di nessuno. Ritengo però altrettanto... Ultime news
Maroni: "Tifosi del Napoli, trasferte vietate per tutto il
campionato"Greggio in picchiata La benzina non scendeMarketing selvaggio,
stop dell'Authority alle telefonate molesteAbolizione dell'Ici: è boom di
divorzi fittizi"Roma non darà le basi per attacchi alla Libia"Caso
Tamim, arrestato un politico egiziano: mandante dell'omicidioIl comizio di
Bechis: "Racconto i superstiti del grande genocidio"Google lancia la
sfida a Microsoft Arriva il nuovo browser ChromeConto corrente: su internet si
risparmia fino al 40 per centoLuxuria: "Anch'io mi sono prostituita"
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( da "Secolo XIX, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il sindacato:
"Confronto sugli esuberi Alitalia solo dopo l'ok
al piano" vertenza difficile Il presidente designato della nuova società, Colaninno,
oggi alla Ue. Di Pietro: Berlusconi al limite dell'estorsione politica
03/09/2008 Roma. Risposta ufficiale diplomatica e portata al dialogo ma nella
sostanza il sindacato ritiene "ardua" la trattativa Alitalia che inizierà domani. "Il
confronto sugli esuberi in Alitalia sarà possibile solo dopo una "convergenza" sul piano
industriale. Lo scrivono le nove sigle sindacali presenti in Alitalia dopo la riunione che si è
tenuta ieri, convocata per l'esame del piano industriale previsto dall'offerta
accettata dal commissario straordinario che finora ha ricevuto soltanto quella
della Cai (Compagnia aerea italiana). "Le organizzazioni sindacali
e le associazioni professionali riunite oggi, ribadendo la completa
disponibilità al confronto, confermano la ferma intenzione di negoziare i
contenuti industriali della proposta che - si legge nel comunicato
intersindacale - sarà illustrata giovedì pomeriggio al Ministero del
Lavoro". Il giudizio delle nove sigle - Filt Cgil, Fit Cisl, Uil
Trasporti, Ugl, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl - "verterà
sull'orizzonte produttivo che il piano di impresa determinerà e non potrà
prescindere da elementi quali il dimensionamento della flotta, il presidio del
ciclo produttivo del trasporto aereo, qualità degli investimenti e un adeguato
modello organizzativo". Ma al di là del comunicato ufficiale, le singole
prese di posizioni sono di tenore diverso: "La trattativa
sarà"difficile perché la situazione è quella che è, quella di un'azienda
tecnicamente fallita in cui le risorse sono scarse", ha detto ad esempio
Luigi Angeletti, segretario generale della Uil. L'obiettivo sindacale è quello
di garantire ad Alitalia un futuro più profittevole e
ridurre il numero di esuberi. Precisa Angeletti: "Quanti siano, dovranno
tutti essere ricollocati". Nell'agenda Alitalia,
oggi è previsto l'incontro dei sindacti con gli enti locali. E, soprattutto,
c'è il confronto con la Commissione Europea, prevalentemente a livello tecnico,
al quale parteciperà il presidente designato della nuova compagnia, Roberto
Colaninno. A questo proposito la cordata di imprenditori che si è proposta per
dar vita alla nuova società conti molto sull'appoggio di Antonio Tajani,
Commissario europeo ai Trasporti, uno dei fedelissimi del Cavaliere, il quale
ha giudicato "positivamente" il piano della cordata italiana. Le voci
contrarie al Piano, tuttavia, non sono poche. I piloti dell'Anpac guardano
negativamente il taglio al numero degli aereomobili ("136 sono troppo
pochi" osserva il presidente Anpac Fabio Berti) e delle rotte
intercontinentali: "Se si perdono rotte e voli significa l'inizio della
fine". Sul versante politico non manca la voce di dura contrarietà del
leader Idv Antonio Di Pietro: "l'Aut-aut di Berlusconi rasenta gli estremi
dell'estorsione politica. Prima Berlusconi has impedito che Alitalia
fosse venduta a una compagnia che di mestiere fa trasporto aereo e che si
accollava sia debiti che lavoratori, Oggi, dopo averla messa nelle condizioni
di fallire, dice "o accettate la mia soluzione capestro oppure fallisce".
Diverso ovviamente il parere del portavoce di Forza Italia, Daniele Capezzone,
secondo il quale "il governo ha costruito un'opportunità unica".
Infine, il capitolo Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, la quale ha
annunciato una "partecipazione simbolica" del proprio gruppo al
progetto "Fenice" coordinato da Banca Intesa. "Conflitto di
interessi" ha accusato qualcuno. Replica la Marcegaglia: "Non avrò
alcun ruolo in questa operazione, il mio è un intervento a nome di tutta
l'industria italiana". 03/09/2008.
( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Napoli
Decisivo secondo round tra governo e sindacati. Nella morsa della crisi anche
Ales Atitech, domani la verità "Siamo pronti alla barricate" ROBERTO
FUCCILLO "QUESTO governo sta tagliando il futuro della Campania".
Sull'onda della paventata crisi Alitalia, e non solo, il Pd interviene duramente con il segretario
regionale Tino Iannuzzi: "I pesanti tagli che Berlusconi ha previsto per
la scuola ed il concreto pericolo per le attività dello stabilimento Atitech
rappresentano due facce della stessa medaglia e smascherano la politica di
questo esecutivo nei confronti della nostra regione e dell'intero
Mezzogiorno". In particolare su Atitech, dove i 750 dipendenti (più 150
nell'indotto) hanno minacciato reazioni mai viste, Iannuzzi nota che "si
sta mettendo in discussione il futuro di lavoratori altamente qualificati in
settori strategici. Se fossero confermati gli attuali orientamenti, verrebbero
penalizzati anche i collegamenti tra Capodichino e Linate, con l'effetto di
allontanare Napoli da Milano". Certo a Capodichino la quiete è carica di
tempesta. Dopo la manifestazione di lunedì, con corteo all'interno
dell'aeroporto, ora si attende in sostanza il secondo round fra governo e
sindacati nazionali, in calendario domani. "Rimaniamo in attesa di sapere
quale destino prevede per noi il nuovo piano aziendale - dice Antonio D'Auria
della Filt/Cgil - ma siamo pronti ad alzare le barricate se non avremo garanzie
occupazionali". Aggiunge Ottavio Vollero, della Sdl: "é un paradosso
sacrificare l'attività che, consentendo di mantenere alti gli standard di
sicurezza, fa la differenza tra Alitalia e le
compagnie low cost". E per Pasquale Cerza della Uiltrasporti "si sta
ripetendo lo stesso scenario della trattativa con Air France. La prospettiva è
che vogliano buttar via un'azienda che dal 1990 è tra i migliori poli della
manutenzione d'Europa". A favore di Atitech interviene anche Salvatore
Parisi, capogruppo comunale di Sinistra democratica, che chiede al sindaco
Iervolino e al Consiglio di "intervenire in maniera rapida presso il
governo nazionale". Atitech non è comunque l'unico punto di crisi in
queste ore. Resta grave la situazione anche di Finmek, nonostante il governo
abbia prorogato di un anno la cassa integrazione per i lavoratori di tutti gli
stabilimenti, compresi i 61 di Santa Maria Capua Vetere. E si riapre il caso di
Ales, la società che si occupa di formazione nel campo dei beni culturali. I
sindacati aziendali hanno indetto una assemblea permanente nella sede di via
Santa Brigida dopo l'annuncio della messa in mobilità per 430 lavoratori. Fra
le tante contestazioni, anche il fatto che "Italia lavoro", azionista
di maggioranza, pur manifestando di voler cedere le quote, ha continuato a
riversare proprio personale all'interno di Ales. Il presidio resterà finché non
si avrà un segnale da parte del ministro Sandro Bondi.
( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Bari Il
retroscena Le riduzioni della compagnia di bandiera aprirebbero la strada a
nuovi vettori Ma tre compagnie low cost puntano su Bari e Brindisi Numeri
record. E ci provano anche British e Lufthansa LELLO PARISE Si allunga l'elenco
dei pretendenti. Gli scali aerei di Bari e Brindisi che sarebbero snobbati
dalla nuova Alitalia, fanno gola almeno a tre vettori.
Quelli low cost, in particolare. Ma nessuno esclude che, alla fine, anche
British e Lufthansa potrebbero essere attratte dall'idea di piantare le tende
nel tacco d'Italia. Già alla fine d'agosto era saltata fuori l'indiscrezione
secondo cui gli americani di Skyone, quelli dei charter extralusso che vanno in
giro per il mondo scorrazzando vip in tournée, vorrebbero inaugurare un
quartier generale a stelle e strisce in quel di Palese: collegamenti nazionali
e internazionali, ancorché a medio raggio, sarebbero destinati a catapultare
passeggeri nel resto del Belpaese oppure a Londra o a Mosca. L'amministratore
unico di Aeroporti pugliesi Domenico Di Paola parla di "un'ipotesi di
lavoro", niente di più. A cui in queste ore se ne aggiungono un paio
giudicate altrettanto interessanti: due tra le principali low cost -
l'irlandese Ryanair e la Easyjet, il cui pacchetto di maggioranza è dell'uomo
d'affari greco-cipriota Stelios Haji Ioannou - come i concorrenti statunitensi
della Carolina del Sud non disdegnerebbero d'incrementare le rotte da e per la
Puglia. Come stanno le cose, con Ryanair da Bari è possibile raggiungere
Londra, Francoforte, Milano e Pisa. A bordo di un velivolo della Easyjet, il
capoluogo lombardo. Ad Aeroporti pugliesi fanno gli scongiuri. E' sufficiente,
mormorano un po' tutti, che il governo Berlusconi non decida di
"militarizzare" la Cai, la Compagnia aerea italiana. E, quindi, di
rendere la vita difficile a tutti i competitori. Così facendo, inevitabilmente,
le cose si metterebbero male per aeroporti come quelli nostrani, controllati
dalla Regione del comunista Nichi Vendola. Regione che concede aiuti - circa 50
euro per ogni passeggero - alle compagnie: questo, però, quando (era il 2005)
il prezzo del greggio risultava "di gran lunga inferiore" rispetto a
quello attuale. Ecco perché l'amministrazione regionale dovrebbe incrementare
le agevolazioni, per non rischiare che le stesse compagnie abbandonino il campo
addirittura prima della scadenza degli accordi pur di non perdere quantità
enormi di soldi. Tuttavia questi ritocchi potrebbero essere bloccati da Roma,
che non rinuncerebbe a sollevare obiezioni o osservazioni: per
fare in modo di consentire un decollo tranquillo alla Alitalia riveduta e corretta. La militarizzazione della newco, ricordate?
E' la ragione per cui tre giorni fa Di Paola in un'intervista a Repubblica
avvertiva: "Di Alitalia si può fare a meno, purché non ci impediscano di sviluppare
alternative efficaci per i nostri aeroporti". E tre giorni più
tardi Aeroporti pugliesi racconta, attraverso i numeri, il successo dei viaggi
low cost, che ormai riguardano il 60 per cento dei passeggeri da Bari o da
Brindisi. Passeggeri che, sulla base dei calcoli di Ap, avrebbero risparmiato
grazie alle tariffe promozionali qualcosa come quasi 4 milioni di euro - 3
milioni 400 mila, esattamente - "a fronte di contributi maturati a favore
del vettore per 1 milione 700 mila euro". E' evidente che qualora la
politica degli "aiutini" dovesse essere ridimensionata o fare flop,
addio cifre record nonché sogni di gloria. Compresi perfino quelli low cost.
( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Bari
"Tagli ai trasporti, disegno criminale" La Regione contro Fitto: ridicola
difesa del governo. Approvato un documento Il capogruppo di Forza Italia
definisce "strumentale" l'ordine del giorno PIERO RICCI Il vice
presidente della giunta regionale, Sandro Frisullo è stato
in silenzio per un po' di giorni sulla vicenda Alitalia. E la prospettiva che il piano di salvataggio della compagnia di
bandiera non lasci nemmeno le briciole alla Puglia, in termini di collegamenti,
non ha che un unico responsabile: "La faccia tosta del centrodestra e in
particolare del ministro Raffaele Fitto". Le accuse di Frisullo
esplodono pochi minuti prima di entrare nella prima riunione di giunta dopo le
ferie. E sono così pesanti da convincere il governatore Nichi Vendola,
l'assessore ai trasporti Mario Loizzo e tutti gli altri colleghi di governo, a
passare dalle parole ai fatti con un documento politico di sostegno all'ordine
del giorno presentato dal capogruppo del Pd, Antonio Maniglio, in cui si
esprime "la massima preoccupazione sulla questione della crisi dei
trasporti da e per la Puglia". Frisullo non lascia margine al dialogo:
"è davvero stupefacente l'impudenza del centrodestra pugliese. Dopo aver
sparso, nei mesi scorsi, demagogia a piene mani appena ritardava qualche volo
per e da Brindisi, adesso si assiste a un mutismo assordante di Fitto e a una
ridicola e disperata difesa del governo Berlusconi da parte di Palese". Il
vicegovernatore ricorda le agitazioni di piazza, le petizioni contro il governo
Prodi e la giunta Vendola contro "la presunta svendita ad Air
France". "Ed ora - attacca Frisullo - senza provare un briciolo di
vergogna, si scarica sulle casse pubbliche e sui contribuenti il debito di Alitalia, consentendo un colossale affare a una cordata di
società e banche alla faccia del mercato e stracciando le regole sulla
concorrenza e dell'antitrust". Il vicepresidente prende di mira il
ministro Fitto: "Il suo imbarazzante e penoso silenzio suona complicità
con questo disegno scellerato. Attendiamo dal ministro una elementare prova di
coerenza rispetto al Fitto raccoglitore di firme e battagliero oppositore non
solo sulla vicenda dei trasporti, ma anche rispetto ai parametri di riparto del
fondo sanitario che a lungo hanno penalizzato e continuano a punire la Puglia
rispetto alle Regioni del Centro Nord". Nell'ordine del giorno della giunta
si dice "preoccupata" che "la crisi di Alitalia,
secondo i piani finora resi noti, potrebbe tradursi nel taglio di rotte e di
posti da e per la Puglia e nell'aumento dei prezzi dei biglietti". Così
per la vicenda dei pendolini che Trenitalia vuole sostituire con i vecchi
intercity rimessi a nuovo: "Tutto questo - dice Loizzo - potrebbe, in
mancanza di interventi a tutti i livelli accrescere l'isolamento della nostra
regione". Dall'opposizione di centrodestra, insorge Rocco Palese, capogruppo
di Forza Italia al Consiglio regionale che prima definisce "bugiardo e
strumentale" l'ordine del giorno della giunta Vendola, poi ne presenta uno
con cui il Consiglio regionale dovrebbe impegnare la giunta a procedere entro
il 31 dicembre 2008 alla privatizzazione della Società Aeroporti di Puglia.
"Da tempi non sospetti - afferma Palese - diciamo a gran voce che l'unico
mezzo per garantire ai nostri aeroporti di essere attrattivi, competitivi e
moderni, è la privatizzazione della società di gestione. Atto per cui il nostro
governo regionale ha creato e lasciato in eredità tutti i presupposti".
Nel centrodestra, tocca ancora al neo coordinatore regionale di Forza Italia,
l'onorevole Antonio Distaso, invece imbastire la difesa del ministro agli
affari regionali e spostare la contesa sul piano politico:
"L'atteggiamento di questa sinistra è imbarazzante e squallido. Se Vendola
e compagni credono di poter scaricare da ora e per sempre sul governo
Berlusconi e sul ministro Fitto le colpe di tutte le loro inadempienze, sbagliano.
Se per il prossimo futuro - conclude Distaso - gli unici argomenti della
sinistra pugliese saranno gli stessi della scorsa campagna elettorale, ossia la
demonizzazione di Berlusconi e Fitto, possiamo considerare già vinte le
prossime elezioni amministrative, europee e regionali".
( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Bari
Preoccupazione della giunta regionale per il piano di salvataggio dell'azienda
in crisi e per i tagli annunciati dalle Ferrovie Trasporti, Puglia isolata Sos
di Vendola. Ma tre compagnie low cost pronte a sostituire l'Alitalia Treni veloci che non esistono, tagli di rotte aeree. La giunta
Vendola approva un documento per esprimere "la massima preoccupazione
sulla questione della crisi dei trasporti: la Puglia rischia
l'isolamento". Aspettando la nascita della newco Cai, la Compagnia aerea
italiana, tre vettori low cost sarebbero interessati a sostituire l'Alitalia negli scali di Bari e Brindisi. ALLE PAGINE II E
III.
( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La
compagnia scompare, resterà solo il servizio aerotaxi Aerei in affitto,
dipendenti nella Cai così Toto saluta AirOne e i debiti LUCA IEZZI ROMA - Carlo
Toto saluta i suoi tremila dipendenti, la livrea di AirOne e una piccola fetta
di debito (si stima circa 200 milioni su oltre 900), per trasformarsi in un
broker dei cieli. Saranno infatti i suoi oltre 120 Airbus a
far volare la nuova Alitalia e da loro l'imprenditore teatino otterrà il vero ritorno da
questo affare. Il flusso dei canoni di leasing per una flotta tanto imponente
valgono, ai prezzi di mercato attuali, più 1,6 miliardi di euro seppur da
spalmare fino al 2017. Toto ha accettato di farsi da parte nella
gestione della compagnia, di conferire gli asset della società che ha costruito
in vent'anni e non ha ancora deciso quanto investirà nella Cai, ma rimarrà
comunque uno dei principali tifosi dell'avventura del presidente Roberto
Colaninno e dell'ad Rocco Sabelli, visto che dai contratti di affitto di lungo
periodo serviranno a finire di pagare gli aerei da lui opzionati un anno fa e a
produrre utili. Non tutti i dettagli sono definiti, ma gran parte degli asset
attualmente presenti in Ap holding (società che controlla AirOne e formata per
tentare l'acquisto di Alitalia un anno fa) finiranno
nella Cai: sia la parte volo, sia la parte dei servizi a terra. Vale a dire
l'intera flotta attualmente utilizzata (60 aerei), tremila dipendenti, il
network e anche i debiti connessi all'attività, intorno ai 200 milioni. La
valutazione di AirOne si dovrebbe aggirare intorno ai 300 milioni. Gli ultimi
dati di bilancio del 2007 parlano di ricavi per 750 milioni e utili per 7. Nel
2008 gli analisti di settore si aspettano il superamento della quota di 800
milioni per i ricavi e un sostanziale pareggio (forse una piccola perdita). Il
prezzo effettivamente pagato dipenderà anche dall'esito della trattativa sugli
asset Alitalia fatta tra Colaninno e il commissario
Augusto Fantozzi. Così come è probabile che da quel prezzo dipenda la quota
reinvestita da Toto in Cai. Solo un anno fa, alla nascita di Ap Holdig, AirOne
era stata valutata 870 milioni di euro fruttando una plusvalenza da 800 milioni
al gruppo Toto spa (è attivo nelle costruzioni e ha una quota nell'Autostrada
dei parchi Roma-L'Aquila-Pescara). Più interessante ciò che rimane in Ap
holding: una piccola compagnia di aerotaxi (AirOne executive) e soprattutto le
opzioni per l'acquisto di settantuno A320, dodici A330 e dodici A350 che già
sono in via di consegna (gli A320 arrivano al ritmo di circa uno al mese).
Rimarranno anche più di 700 milioni, in gran parte connessi al maxi ordine di
aerei. Per onorarlo Toto si trasformerà da concorrente a fornitore di aeromobili
di Alitalia. Il piano di Sabelli e Intesa San Paolo
ricalca in pieno le previsioni di utilizzo della flotta fatte da Ap holding
quando tentò di acquistare la compagnia di bandiera dieci mesi fa. I dettagli
dei leasing saranno definiti solo dopo che Cai sarà entrata in attività e dopo
l'acquisto degli asset di Alitalia, ma l'intero
progetto non sarebbe mai arrivato a questo punto senza che Toto ottenesse delle
rassicurazioni dal suo cliente "designato". Stimare il costo di
sostituzione della flotta è impervio: un leasing di cinque anni per un A320
costa tra i 350-400 mila dollari al mese, quello per un A330 arriva a 750-850
mila. L'intera flotta da 95 aerei fornisce entrate potenziali che superano i
due miliardi e mezzo di dollari. Stime aleatorie viste le difficoltà del
settore, l'ampio lasso di tempo e la possibilità che Alitalia
ottenga contratti con durata maggiore dei cinque anni o a prezzi più contenuti.
Anche se Toto è famoso nell'ambiente per essere un negoziatore poco incline a
far sconti.
( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il presidente
Entro martedì lo show-down. Nella bozza Nagel cinque dirigenti nel consiglio
d'amministrazione Geronzi, Profumo e i manager all'ultima guerra del
capitalismo Ecco le condizioni per un "accordo condiviso" Si lavora
su una bozza di statuto, trasparente e con un forte bilanciamento Unicredit
vuole una soluzione concordata per votare a favore delle modifiche (SEGUE DALLA
PRIMA PAGINA) massimo giannini La sua "road-map" è molto precisa, e
si articola in due tappe. Prima tappa: l'abbandono del sistema di gestione
"duale" dell'Istituto (imperniato su un consiglio di sorveglianza nel
quale siedono i rappresentanti dei soci e un consiglio di gestione nel quale
comandano i manager) deve essere approvato dal board convocato il 18 settembre.
Seconda tappa: il nuovo statuto che ripristina il sistema di governance
"tradizionale" (imperniato sulla presenza di un cda, di un presidente
capo-azienda e di un team di manager cui vengono affidate deleghe definite e
ben delimitate) deve essere formalizzato all'assemblea annuale degli azionisti
convocata il 28 ottobre. La vulgata prevalente vuole che l'accordo sia ormai
fatto. La verità è un'altra. L'intesa non è ancora chiusa. E non è affatto
sicuro che si riesca a chiudere entro il 18 settembre. La posta in gioco è
troppo alta. Mediobanca, "un unicum che sta diventando un'anomalia"
secondo la felice definizione di Alessandro Profumo, Ceo di Unicredit, non può
più permettersi passi falsi. Nonostante l'appannamento di questi ultimi anni,
resta uno snodo di potere formidabile. Il passe-partout che apre le cassaforti
di Generali, Rcs, Telecom. Con "un uomo solo al comando" non regge
più. "Per questo - è la linea di alcuni soci che sostengono la battaglia
di Nagel e Pagliaro - Geronzi deve scendere a patti. Non può fare colpi di mano
né imposizioni. Deve negoziare, e deve cercare il consenso di tutti".
Sulla carta, la sfida sembra impari. Geronzi è considerato "l'uomo più
potente d'Italia". Un banchiere che ha scalato tutte le vette della
finanza italiana, e che nemmeno una richiesta di rinvio a giudizio e una
sentenza di condanna in primo grado riescono a far vacillare. I manager, da
soli, faticherebbero a contenere le mire espansionistiche del superbanchiere
romano, che passano proprio attraverso la retromarcia sul duale. L'unico che può
arginare Geronzi è Profumo, forte di quel 9% che fa di Unicredit il primo
azionista di Mediobanca. Per questo i manager hanno cercato il suo appoggio. E
l'hanno ottenuto. All'insegna del principio secondo il quale "bisogna
ridefinire i confini tra le funzioni strategiche dei soci e le competenze
operative dei manager", ma bisogna soprattutto "salvaguardare
l'autonomia di questi ultimi", Profumo ha mandato il suo presidente Dieter
Rampl a spiegare a Geronzi che "Unicredit "non accetterà
forzature", e che se alla fine non si troverà una soluzione condivisa da
tutti "Unicredit voterà no alla proposta di modifica della
governance". Forte di questa sponda, Nagel ha sottoposto la sua formula di
compromesso allo stesso Geronzi e al giurista Piergaetano Marchetti, che sta
lavorando a una nuova bozza di statuto, dopo la bocciatura di un primo testo
abbozzato prima dell'estate. è una formula che viene definita
"trasparente", e che punta a introdurre un forte "criterio di
bilanciamento" nella suddivisione dei poteri interni alla banca. Una
formula molto diversa da quella iniziale, "cucita" da Marchetti su
misura per la figura di Geronzi. Una formula che a regime, se passasse,
configurerebbe un assetto interno mai conosciuto nella storia quasi secolare di
Mediobanca. Il superamento della governance "duale" non si
tradurrebbe in un ritorno puro e semplice al sistema "tradizionale"
(comunque rigidamente autocratico e fortemente gerarchizzato) che Mediobanca ha
conosciito per 50 anni. Viceversa, si potrebbe addirittura arrivare a un
comitato esecutivo in mano ai manager, cinque dei quali entrerebbero
addirittura in consiglio di amministrazione. Una rivoluzione copernicana, per
un tempio finanziario nel quale ha sempre officiato un solo sommo sacerdote
(prima Cuccia, poi Maranghi, ora Geronzi) in nome e per conto di un
"capitalismo di relazione" inossidabile e inattaccabile. Dopo una
fase iniziale più "muscolare" della contesa, con accuse esplicite
alla dirigenza rea di non aver garantito un corretto flusso informativo al comitato
di sorveglianza e con stoccate velenose all'indirizzo di Profumo, reo di
"aver cambiato idea d'incanto sulla governance in una domenica di
luglio", il super-banchiere romano sembra ora più incline al negoziato.
Sente la pressione di Unicredit. Secondo le voci che circolano tra gli
azionisti dell'Istituto, "probabilmente anche il governatore della Banca
d'Italia Draghi gli ha fatto capire che è meglio non far saltare il
tavolo". E poi c'è un ipotetico "lodo Maccanico" anche per Piazzetta
Cuccia, proposto dall'anziano ma saggio ex ministro delle Comunicazioni ed ex
presidente della stessa Mediobanca sulle pagine del Sole 24 Ore, al quale
Geronzi non deve essere insensibile. Sta di fatto che la trattativa è in corso.
Ma una cosa è certa: Nagel e Pagliaro non vogliono trattare con la pistola alla
tempia. Questa partita è troppo delicata, e non si gioca solo in un mese.
"E' fatta di tattica e di resistenza", come riassume un interlocutore
autorevole molto addentro alle vicende dell'Istituto. "Noi - è la linea
dei manager, riferita da un azionista in contatto con le due parti - abbiamo
interesse a raggiungere un sistema di governance chiara e comprensibile, dentro
e fuori della banca. Se si può raggiungere un accordo entro il 18 settembre,
tanto meglio. In caso contrario, non si firma. Nessuno di noi ha interesse ad
accelerare i tempi a tutti i costi, anche al prezzo di accordarsi su un
pasticcio. Meno che mai abbiamo interesse a tenere la banca sotto una tenda
d'ossigeno per sei mesi". Da questo punto di vista, la stessa ipotesi di
un "congelamento" del quadro attuale è un rischio. Come ha spiegato
uno dei soci nelle conversazioni riservate di questi giorni, "una
Mediobanca non gestita non conviene a nessuno e non va da nessuna parte, perché
vende servizi finanziari, non scarpe, e così i dirigenti non sanno a chi
rispondere". Per questo serve "un'intesa vera, seria, che dia
tranquillità e certezze a tutti i soggetti coinvolti". Non sarà facile. Ma
secondo i ben informati, i manager sono pronti allo show-down. E non si
accontenterebbero della promessa di lasciare a Nagel la poltrona di
amministratore delegato, anche nel nuovo assetto di governance. "Questo lo
diamo per scontato", dicono fonti vicine a Unicredit. Il punto cruciale,
che lo stesso Nagel ha ribadito a Geronzi, è un altro: integrità della squadra
e chiarezza sulle modalità operative. Dunque deleghe, organi interni, materie e
rappresentanze in comitato esecutivo, dove tutte queste "pratiche"
devono obbligatoriamente transitare. Se queste richieste vengono recepite,
bene. Altrimenti noi se ne fa nulla. Non sappiamo quale sia stata e quale sarà
la risposta del Grande Vecchio. Ma sappiamo che tra lunedì e martedì tutto sarà
chiaro. E sappiamo comunque che questa è solo la prima battaglia di una guerra
di portata molto più ampia. Una guerra che riguarda la finanza: dal destino di
magnifiche prede come Generali e Telecom alla Yalta europea tra i francesi alla
Bollorè e i tedeschi di Allianz e Commerzbank. Ma è una guerra che incrocia
anche la politica: dal controllo di una "bocca di fuoco" come il
Corriere della Sera alla cooptazione di pezzi emergenti di establishment, che attraverso il sostegno al piano di restaurazione di Geronzi per
Mediobanca (come attraverso il sostegno al Piano Fenice di Passera per Alitalia) cercano di accreditarsi presso
il nuovo potere berlusconian-tremontiano. Un establishment debole e ricattato,
pronto a scambiare piccole prebende con un governo che, per sentirsi finalmente
forte e legittimato, gli elargisce grandi favori. Pur di trasformare
l'ex "salotto buono" nella sua ambita, e finalmente conquistata,
costituency elettorale.
( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il piano di
poco meno di cento pagine arrivato sul tavolo di Fantozzi. Dalla flotta Alitalia 80 aerei su 110 di proprietà L'offerta di
Colaninno: 400 milioni Fuori dalla newco amministrativi, manutenzione e call
center Su una sessantina di velivoli pesano delle ipoteche di primo grado. Via
il servizio cargo Atitech non prevista dal piano Per Ams possibile interesse di
Lufthansa Technik LUCIO CILLIS ROMA - Nello studio del
neo-commissario straordinario di Alitalia l'attesa offerta, poco meno di 100 pagine, è arrivata lunedì in
tarda serata. Appena il tempo di uscire dal primo incontro con le nove sigle
sindacali di Alitalia e di
rituffarsi nella lettura della proposta della Compagnia aerea italiana di
Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. Domani sarà già tempo di ripartire
con la durissima e, confidano fonti vicine ad Augusto Fantozzi, sofferta
trattativa con i sindacati che coinvolgerà per forza di cose i destini di molti
nuclei familiari. Fantozzi ieri mattina presto ha iniziato una minuziosa
analisi di come sarà la nuova Alitalia e, soprattutto,
di quanto della bad company la Cai avrà bisogno per decollare. L'offerta per
rilevare gli asset più appetibili arriva a circa 400 milioni, comprensivi delle
relative possibili esposizioni, ma al netto dei bond Mengozzi e dei 300 milioni
di prestito concesso dal governo nei mesi scorsi. Il nodo del personale è
centrale e si muove attorno al numero di velivoli utilizzati nei prossimi mesi
e al network attorno al quale ruoteranno le "macchine". Si va dai 139
aerei disponibili nel 2008 ai 153 richiesti per la piena operatività del
prossimo anno, con l'ingresso in flotta degli ordini di Air One. Cai prenderà
all'incirca 80 velivoli della flotta di Alitalia che
dispone al momento di 110 aerei di proprietà oltre ad altri in leasing. Su una
buona parte dei 170 aerei complessivi (58, un terzo del totale) pesano però
delle ipoteche di primo grado che andranno valutate. Altro tema quello degli
esuberi e delle esternalizzazioni. Un passaggio del piano e dell'offerta che
tocca anche diverse centinaia di contratti a termine di Alitalia,
precari che sono una fetta importante del lavoro quotidiano della compagnia. Il
numero di piloti e hostess necessari per far ripartire il nuovo gruppo va
ancora giocato al tavolo della trattativa sindacale. Ma ad oggi, ci sono 4.500
esuberi (500 piloti, 1.500 assistenti di volo e 2.500 dipendenti di terra),
tutto personale che uscirà dal ciclo produttivo. A questi andranno aggiunte le
esternalizzazioni dei servizi amministrativi e della manutenzione pesante. Alla
nuova Alitalia serviranno complessivamente 11-12 mila
dipendenti, contro i 18 mila di oggi e i 3mila di Air One. Az Fly al netto di
una parte di piloti e assistenti di volo, entrerà invece quasi interamente nel
perimetro della newco. Oggi le attività di volo di Alitalia
sono garantite da circa 2.100 piloti, 4.200 hostess e steward, ed una struttura
centrale di circa 3.800 persone. Nella nuova Magliana troveranno posto anche
parte delle disponibilità di immobili, come alcuni hangar e uffici. Az Servizi,
l'altro braccio operativo del gruppo, dispone di circa 7.500 dipendenti. Cai,
nell'offerta, chiede di poter disporre di una parte di Alitalia
Airport, di stanza a Roma e in altre basi minori, per provvedere ai servizi
bagagli e di terra, dei dipendenti della struttura centrale romana, della
manutenzione leggera e di linea, una minima parte dei servizi informatici
specializzati. Nella nuova Alitalia entreranno anche
vecchi oneri e debiti pregressi. Restano invece fuori il servizio cargo (al
netto di una possibile quota per una joint venture), gran parte dei
"servizi centralizzati" (call center, amministrazione e buste paga),
la manutenzione pesante, quella per i motori, i componenti e i carrelli. E
quindi la Atitech di Napoli e una parte di Ams su cui ci sarebbe già un
possibile interesse di Lufthansa Technik (partner di minoranza) per acquisire
la totalità del pacchetto.
( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Bruxelles apre sul piano Alitalia I sindacati: più
rotte internazionali La Marcegaglia: io in cordata a nome dell'industria Il
ministro Sacconi: "C'è poco tempo, meglio pensare ai posti di lavoro
salvati" ROBERTO MANIA ROMA - Il salvataggio dell'Alitalia è una sfida
per il futuro del paese. Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, rompe il silenzio e
spiega - in un'intervista all'Ansa - le ragioni che l'hanno portata a investire
uno quota simbolica (10 milioni di euro), "a nome dell'industria
italiana", nella nuova compagnia guidata da Roberto Colaninno. Una
risposta a quanti, il leader della Cgil Guglielmo Epifani in testa, hanno
giudicato sbagliata la sua partecipazione al capitale della Compagnia aerea
italiana per i possibili conflitti di interesse che potrebbe provocare.
"Per l'Alitalia - ha detto Marcegaglia - è
davvero l'ultima opportunità per continuare ad esistere. Ed è bene che nessuno
se lo dimentichi". Precisando nello stesso tempo, che lei non assumerà
alcun incarico nella newco. Nell'intervista, tuttavia, il presidente della Confindustria
non fa alcun riferimento alle norme sulle procedure fallimentari e sulla
sospensione delle regole concorrenziali, che sono state approvate ad hoc dal
governo la scorsa settimane per rendere possibile la privatizzazione dell'Alitalia. Ma proprio su questo diversi osservatori avevano
notato il silenzio di Viale dell'Astronomia sempre pronta, nel passato, a
richiamare i principi del mercato. Quella di ieri è stata una giornata
interlocutoria, di attesa per domani quando al ministero del Lavoro partirà la
trattativa vera e propria sul piano industriale. Le nove sigle sindacali si
sono riunite per concordare una linea negoziale. Chiedono al governo di
lasciare per ultimo il capitolo relativo agli esuberi. E poi il mantenimento
nel perimetro aziendale della manutenzione, investimenti di qualità e un
modello organizzativo efficiente. Ma soprattutto puntano sul rafforzamento
delle rotte internazionali per dare una prospettiva competitiva alla nuova
compagnia e salvare, per questa via, più posti di lavoro. Ed è questa la
questione ormai decisiva, destinata a irrompere nella trattativa però solo la
prossima settimana. Il progetto di riorganizzazione dell'azienda finirà per
coinvolgere intorno ai 4.500 lavoratori. A pagare il prezzo più alto dovrebbero
essere hostess e steward; i lavoratori di call center, servizi informatici e
amministrazione, infatti, dovrebbero andare in altre aziende, come potrebbe
avvenire per la maggior parte dei tecnici della manutenzione pesante. Il
ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ospite ieri di Repubblica Tv, non ha
confermato né smentito le ultime indiscrezioni. "Di fronte a una società
che ha un tempo limitato di sopravvivenza - ha detto - sarà più corretto
considerare i numeri di posti di lavoro che potranno essere ricostruiti rispetto
allo zero che il fallimento rappresenta". Oggi, informalmente, il dossier
Nuova Alitalia farà capolino sui tavoli della
Commissione di Bruxelles. Il presidente della Cai, Colaninno, incontrerà i
tecnici del commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani. Dal quale è
arrivato una prima significativa apertura: "Il piano presentato è positivo
dal punto di vista della partecipazione dei privati che favorisce il mercato e
la concorrenza. Positivo anche il principio di volere vendere gli asset a prezzo
di mercato".
( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
R2 MERCOLEDì IL
BALLETTO DELLE SIGLE FILIPPO CECCARELLI Le sigle ballano, le sigle scherzano, e
così succede che a volte rimandino, queste giocose e beffarde sigle, a un
passato misterioso e non esattamente commendevole. E insomma: Cai dovrebbe chiamarsi la nuova Alitalia, nel senso di Compagnia Aerea Italiana. Acronimo di pronto e
veloce impiego, a parte l'inesorabile cortocircuito con il Club Alpino
Italiano: "il" Cai, però, al maschile, quindi pazienza. Sennonché
esiste, o esisteva, una terza entità designata con l'ormai fatidica sigla, e
neanche a farlo apposta ha a che fare con aerei, voli e passeggeri: la
Compagnia Aeronautica Italiana, "la" Cai, al femminile, quasi gemella
della rinata Alitalia, "Alitalietta" o
"compagnia di bandierina" che dir si voglia. Bene: questa precedente
Cai è stata per almeno un ventennio e forse continua a essere la flottiglia
aerea dei servizi segreti italiani, strumento operativo indispensabile, ma
anche croce e delizia del potere, in bilico perenne tra inchieste giudiziarie e
comodi trasbordi di potenti nei week-end. Il più classico segreto di
Pulcinella, due o tre Falcon clamorosamente parcheggiati in un hangar di
Ciampino. Nel 1996 si fece addirittura credere che la Cai era stata sciolta, ma
nelle cronache se ne continuano a trovare le tracce. Con la nuova Cai la
confusione è pressoché garantita, un po' ridicola e un tantino cupa, come al
solito.
( da "Unita, L'" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Bruno Ugolini Che autunno
sarà? Le ipotesi sono diverse e mutano a seconda degli interlocutori. Spesso
gli aggettivi si sprecano. L'attuale ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi,
prima di andare in ferie, ha predetto un autunno responsabile. È molto
probabile che non volesse invocare il senso di responsabilità del governo. Era,
come al solito, un predicozzo preventivo rivolto ai sindacati, chiamati ad un
ruolo di moderazione da esercitare nei confronti del mondo del lavoro. Insomma
dovrebbero far da pompieri e non distrarre i governanti. Il fatto è che le nubi
che si addensano sull'autunno, dopo le tante sceneggiate estive, non sono
cariche di aggettivi ma di fatti reali. C'è innanzitutto una questione
salariale, riconosciuta da tutti, Confindustria in testa, fino a non molto
tempo fa. Ora le cifre dell'Istat su un aumento in un anno delle retribuzioni
contrattuali orarie, pari al 4,3%, potrebbero innescare un'irrealistica carica
d'ottimismo propagandistico. C'è intanto da osservare che i positivi aumenti
registrati sono via via cancellati dall'inflazione crescente. Nello stesso
tempo essi sono dovuti, come sottolinea la stessa Istat, dai buoni risultati
ottenuti attraverso i rinnovi dei contratti di lavoro. Quegli stessi contratti
che molti, nel governo e nella Confindustria, vorrebbero ridimensionare,
impoverire, attraverso le loro proposte di riforma contrattuale. E in attesa
del difficile negoziato di questo settembre. L'altra minacciosa nube
dell'autunno riguarda l'occupazione. Non c'è solo l'Alitalia di mezzo, con il suo pesante
carico di cosiddetti esuberi. È ancora la stessa Istat a segnalare un
dissanguamento dei posti di lavoro nelle grandi aziende. Mentre è in aumento il
ricorso di numerose imprese alla cassa integrazione con migliaia di lavoratori
a casa, con buste paga ridotte. Sono tutte componenti che tra l'altro
dicono come si vada erodendo il monte salari complessivo e che spiega perché si
stiano erodendo i consumi. I debiti delle famiglie sono passati in pochi anni,
ha spiegato Marco Venturi, presidente della Confesercenti, dal 20% al 30%.
Quasi un terzo dei redditi se ne va in rate e mutui per la casa, quasi il 50%
del reddito di una famiglia copre le spese per le bollette, la casa e la
salute. Sono le cifre del caso italiano al quale il centrodestra sembra rispondere
predicando appunto il senso di responsabilità ed elargendo ai poverissimi una
specie di carta annonaria che ricorda il dopo guerra. Oppure fissando un
ridicolo tetto d'inflazione programmata pari all'1,7 per cento. Un tetto atto
solo a comprimere i salari. C'è una terza nube autunnale. È quella dei precari,
spesso giovani proiettati come saltinbanchi nelle infinite odissee di un
"mercato" che alza e abbassa a piacimento crudeli saracinesche. Ma
che investe anche tanti cinquantenni cacciati dai processi produttivi e alla
vana ricerca di una nuova sistemazione. Per loro non è possibile parlare
nemmeno di modesti incrementi salariali. Sfuggono anche all'Istat. Sono tutti
"soggetti sociali" per i quali il centrosinistra aveva cominciato ad
adottare misure eque. Ora spesso rapidamente cancellate. Non è finita. Perché
tra le incognite dell'autunno c'è anche la massa dei contratti ancora da
rinnovare, cominciando da quelli del pubblico impiego. Sono in tutto oltre tre
milioni e mezzo di lavoratori. Per non parlare, in questa rapida rassegna di
quel che si agita all'orizzonte, di un dramma del lavoro che scava nelle
coscienze giorno dopo giorno. È di lunedì la nuova notizia di due morti a
Catania. Sono avvenimenti che scandiscono con orrore il nostro tempo. E può
capitare in questo nostro Paese che quando uno denuncia un malservizio, come è
capitato al ferroviere Dante De Angelis, venga licenziato. Oppure può capitare
che si vogliano ritoccare i provvedimenti anti-infortunistici assunti dal
centrosinistra, non per migliorare ma per renderli più "leggeri".
Eppure non bisogna arrendersi. Non c'è bisogno di aggettivi roboanti per
l'autunno ma di energie, di proposte e di movimenti senza separatismi, capaci
di parlare a tutti, capaci di durare e di ottenere risultati.
( da "Unita, L'" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Laura Pennacchi L e turbolenze
di mezza estate delle borse mondiali non accennano a placarsi, nonostante
sporadici e temporanei rialzi, e il mondo sta scivolando in difficoltà
economiche senza precedenti. Tanto più è impressionante l'inerzia del governo
di centro-destra - viceversa voracemente interventista in senso restauratore
nelle vicende personali e particolaristiche a tornaconto del premier - di
fronte all'aggravarsi della crisi finanziaria internazionale e al suo
progressivo trasformarsi in recessione vera e propria. Il "decisionismo
autoritario" di cui dà prova il duo Berlusconi-Tremonti - con la profonda
interconnessione tra misure in materia giudiziaria a beneficio del capo del
governo, anticipo di una manovra triennale di 36 miliardi di tagli a danno di tutti
i cittadini, soluzione da "compagnia di bandierina" escogitata per Alitalia a svantaggio di utenti, contribuenti, lavoratori - ancora una
volta si rivela a senso unico. Al servizio, cioè, di una visione
"sultanesca", "probusiness" e "restauratrice"
della politica italiana e di totale misconoscenza dell'interesse pubblico
nazionale correttamente inteso, di cui è testimonianza anche il pasticcio Alitalia, mediante il quale si
arriva a modificare la legge sui fallimenti industriali per consentirne la
svendita delle parti più redditizie e a decretare la sospensione a tempo della
normativa antitrust. Eppure la situazione che si sta profilando a livello
internazionale richiederebbe che ad essa venissero destinate tutte le energie,
con misure tempestive assai diverse dal mero gridare all'untore della
speculazione che finisce con l'esimere dal misurarsi con la ben altrimenti
seria e profonda complessità dei problemi aperti. Emerge, infatti la
vulnerabilità di un intero modello di sviluppo, quello che ha guidato la
crescita mondiale negli ultimi anni e che ha portato a concentrare negli Usa le
fonti di instabilità. La politica di alti tassi di interessi praticata dalla
Federal Reserve dal 2001 - con l'occhio alle esigenze poste da Wall Street dopo
lo scoppio della bolla "dot-com" - ha generato squilibri di ogni
tipo. Squilibri interni (eccesso di indebitamento delle famiglie americane con
quasi un quinto dei mutui andati a soggetti senza capacità di ripagare) ed
esterni (il deficit delle partite correnti Usa è passato dall'1,5% del Pil nel
1995 al 6% nel 2006), più un'inflazione in rapido aumento, anche in conseguenza
della svalutazione del dollaro e dell'esplosione dei prezzi del petrolio e dei
beni alimentari. La bassa inflazione degli anni immediatamente precedenti si
rivela un frutto, assai più che della credibilità ant-inflazionistica della
Fed, della globalizzazione che, con la complementarietà della crescita degli
Usa e di quella della Cina (verso cui sono state delocalizzate le produzioni),
ha consentito alle imprese americane una straordinaria riduzione dei costi di
produzione i cui effetti sono stati insufficientemente trasferiti ai
consumatori americani e hanno, invece, alimentato un eccezionalmente alto e
persistente incremento dei profitti. Sul fronte finanziario la proroga al 2010
del termine entro cui le banche potranno contabilizzare formalmente le
operazioni condotte "fuori bilancio" (ammontanti a 5000 miliardi di
dollari) dimostra che l'incertezza si protrarrà a lungo, emergendo in
particolare la preoccupazione che le operazioni gestite finora da società
veicolo al di fuori dei bilanci delle banche promotrici celino perdite ancora
più cospicue, tali da costringere la banche stesse a nuove ricapitalizzazioni,
il che aggraverà i già seri problemi di liquidità. Il sistema bancario,
infatti, dopo aver contribuito all'esplosione abnorme del mercato dei derivati
(in alcune annualità cresciuto del 113%), oggi sperimenta una crisi di fiducia
e i finanziamenti reciproci sono diventati più onerosi, mentre la banche
centrali - sotto accusa per le passate omissioni in materia di controlli,
trasparenza e vincoli regolamentari - stanno facendo ora ciò a cui avrebbero
dovuto ricorrere cinque o sei anni fa, cioè ridurre l'incremento della
liquidità. È in questa delicatissima situazione che si collocano l'attivismo
particolaristico-restauratore e l'inerzia verso il bene comune nazionale del
duo Berlusconi-Tremonti. Eppure, a far le spese della evoluzione internazionale
sono soprattutto l'Italia e l'Europa la quale vede oggi, per la prima volta da
quando esiste l'Euro, un decremento del Pil dello 0,2%. Proprio questo, dunque,
sarebbe il momento di adottare per l'Italia e per l'Europa - a dispetto di
tutto il sarcasmo che l'interventista a senso unico Tremonti riversa sul nome
di Keynes - una prospettiva "neo-keynesiana" a scala europea, in
grado di contrastare la finanziarizzazione dell'economia e di poggiare sulla
"domanda interna" per consumi e per investimenti. Una prospettiva
neo-keynesiana, di sobrietà finanziaria e di sviluppo sostenibile, su cui il
centrosinistra italiano dovrebbe puntare molto di più facendone la chiave della
ricostruzione di quel profilo ideativo, progettuale e culturale di cui c'è un
disperato bisogno. Una prospettiva neo-keynesiana che spinga domanda e offerta
all'elevamento della qualità della vita e che, quindi, faccia delle
potenzialità inespresse la leva per la trasformazione del modello di sviluppo:
risorse ambientali, beni culturali, servizi, tutti fattori per la cui
alimentazione l'Italia abbonda di prerequisiti ma scarseggia di determinazione
e di risorse. È ora di sfruttare maggiormente gli elementi rimasti fin qui
latenti della forza e della preveggenza del disegno dell'euro - tra i cui
ideatori vi furono personalità quali Delors e Ciampi - anche attraverso
l'emissione di obbligazioni europee e il ricorso a nuove forme non
particolaristiche-autoritarie di intervento pubblico (tra cui - perché no? - un
Fondo sovrano europeo).
( da "Unita, L'" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Il mio
contributo? Solo simbolico" "Ho deciso di partecipare a questa sfida
come imprenditrice, con una quota del tutto marginale sia rispetto al volume di
business del gruppo Marcegaglia, sia rispetto all'impegno finanziario della
cordata". Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, tra i soci della nuova Alitalia ribatte a quanti (Epifani in primis) hanno criticato la scelta
motivandola con il 'conflitto di interessi precisando che non avrà nessun
incarico nellasocietà. "Proprio il mio ruolo in Confindustria rafforza il
carattere simbolico della mia partecipazione al fianco di un gruppo di
imprenditori che crede in un progetto difficile e importante per il Paese".
( da "Unita, L'" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
I risparmiatori
traditi di Parmalat e Cirio possono attendere. In fondo hanno aspettatto già
tanto. Pista privilegiata per gli obbligazionisti di Alitalia trombati dal miracolo
berlusconiano. Loro sì che possono arrabbiarsi sul serio e rovinare il coro
mediatico che accompagna l'impresa di Colaninno e soci. Più o meno è questo il
ragionamento che porta i risparmiatori traditi dalla vecchia compagnia di
bandiera davanti a tutti nel risarcimento. A loro il ministro Tremonti
in persona potrebbe decidere di girare i primi 400 milioni che derivano dal
tesoretto dei conti dormienti: quei soldi cioè abbandonati nelle banche per
oltre dieci anni e che finiranno nelle tasche dello Stato. Quanto siano ancora
non sia sa: i pessimisti dicono meno di un miliardo di euro, gli ottimisti (e
furenti) consumatori 15 miliardi. Certa è la loro destinazione: rimborso a
tutte le vittime dei crack finanziari che in questi anni hanno toccato, in modo
poco trasparente, aziende e operatori bancari in Italia. Dalla Cirio alla
Parmalat, ai bond argentini. Oggi a loro si aggiunge il popolo dei
risparmiatori Alitalia: più freschi di bidonatura, più
arrabbiati, e quindi più disposti ad alzare la voce. A disturbare la quiete e i
sorrisi dei grandi salvatori. Tutti i risparmiatori insomma sono uguali. Ma
alcuni, parafrasando Orwell, sono più uguali degli altri.
( da "Unita, L'" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
/ Roma Intesa
Sanpaolo rileva il 33% di Alis Aerolinee Italiane, società attiva nel trasporto
aereo di merci e di proprietà di Alcide Leali. Messa così, la notizia segnalata
nel bollettino dell'Antitrust, potrebbe essere catalogata come una normale
operazione finanziaria. Eppure è qualcosa di più. Per la banca guidata da
Corrado Passera è un conflitto di interessi bello e buono. Che coinvolge Intesa
e il suo ruolo di primo piano nel salvataggio di Alitalia.
In breve. La società Alis Aerolinee è stata costituita nel luglio 2007 da
Alcide Leali, fondatore di Air Dolomiti (poi rivenduta a Lufthansa) ed è
focalizzata sul trasporto aereo di merci. I soci di Alis, ovvero lo stesso
Leali, attraverso Alis holding e l'istituto guidato da Passera hanno
sottoscritto un accordo di investimento secondo cui "Intesa Sanpaolo avrà
un diritto di veto in sede di cda su tutte le principali materie incidenti
sulla gestione strategica di Alis nonché, in sede assembleare, sulle delibere
aventi ad oggetto la nomina e la revoca del direttore generale".
L'ingresso di Intesa Sanpaolo nel capitale di Alis rientrerebbe nel progetto
strategico messo a punto mesi fa da Leali che, come affermato a febbraio
durante una conferenza stampa, punta "a un fatturato simile a quello di Alitalia" e a "partire subito con almeno cinque
macchine". Fino ad oggi la società ha realizzato una serie di attività
propedeutiche allo svolgimento dell'attività di vettore cargo e quindi non è
possibile attribuirle "nessuna quota di mercato", come si legge nel
bollettino Antitrust. L'obiettivo di Alis Aerolinee è svolgere attività di
trasporto aereo di merci per conto terzi anche su rotte a lungo raggio, assicurando
i collegamenti fra la propria base operativa in Lombardia e Stati Uniti,
Estremo Oriente, Medio Oriente e alcune destinazioni africane. Secondo
l'Antitrust, nel mercato in cui intende operare la società partecipata da Leali
(operativa in sei mesi circa) e Intesa Sanpaolo sono attive numerose imprese
come Lufthansa, Air France/Klm, Cargo Italia e, infine, Alitalia Cargo. E siamo al punto. Alitalia Cargo tra breve non esisterà
più. Nel piano di salvataggio di Alitalia, redatto e studiato da Intesa Sanpaolo (il piano Fenice), il
cargo non dovrebbe entrare più a far parte del gruppo. Sarà tagliato,
sacrificato per poter risollevare la compagnia. Scelta obbligata,
secondo i più, perché il cargo era in perdita. Forse. Ma è comunque strano.
Intesa Sanpaolo dice che la nuova Alitalia potrà fare
a meno del trasporto merci e intanto finanzia e, di fatto, controlla un nuovo
gruppo italiano attivo proprio sul trasporto merci. Quando si dice il caso.
ro.ro.
( da "Unita, L'" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di
Luigina Venturelli DESTINO Cambia il piano industriale Alitalia, cambia pure
lo scalo da sacrificare al partner straniero, Malpensa o Linate che sia, a
seconda dei giorni e delle occasio ni. Non stupisce che Milano protesti contro
la roulette russa del destino della compagnia: gira il vento, ma nell'occhio
del ciclone resta sempre il sistema aeroportuale cittadino. "Il ridimensionamento di
Linate è inaccettabile" si è fatto sentire il presidente della provincia Filippo
Penati, esponente di spicco del Partito democratico lombardo. Sintonia piena
con il presidente della Fiera Michele Perini, vicino al governatore Roberto
Formigoni, "assolutamente" contrario a una simile eventualità.
Infatti il progetto Fenice, nel caso di questi giorni, incombe sul Forlanini:
city airport a sette chilometri dalla madonnina del duomo, il preferito dai
meneghini, disgraziatamente finito nelle mire di Lufthansa (che non vuole
fastidiosa concorrenza su Malpensa, dove nel 2009 farà volare sei aerei e poi
chissà) e degli immobiliaristi, categoria ben rappresentata nella cordata
d'imprenditori della nuova Alitalia (l'area
circostante l'aeroporto costituisce boccone ghiotto in vista di futuri sviluppi
urbanistici). "Chiederò al governo di bloccare qualsiasi
ridimensionamento" ha dichiarato Penati, insistendo sulla
"liberalizzazione dei diritti di volo, in modo che se non sarà la nuova Alitalia a collegare Milano con i cinque continenti, lo
faranno altre compagnie". Questione spinosa, visto che quei diritti
rappresentano una delle poche carte vincenti su cui potrà puntare la compagnia
di bandiera per il rilancio. "La chiusura di Linate è un prezzo eccessivo
per l'area metropolitana" ha concluso il presidente della provincia.
"Milano non può, alla fine di tutta questa vicenda, essere servita peggio
di prima e avere anche prezzi più alti perché avremo un monopolista
piccolo". Con accenti più morbidi si è espresso Perini: "C'è da
chiarire il ruolo dello scalo milanese, un city airport estremamente comodo per
Milano. Evidentemente ha bisogno di una collocazione che sia compatibile con
Malpensa, ma che non porti assolutamente alla sua chiusura o a un suo
ridimensionamento". Che sui possibili guadagni che faranno gli
imprenditori della cordata di Alitalia con l'Expo 2015
(Fiera spa svolgerà un ruolo centrale nell'evento) ha aggiunto: "Se degli
imprenditori avranno un ritorno dall'Expo sarà un bene per il Paese in termini
di lavoro". E mentre l'opposizione di centrosinistra chiede la convocazione
di una riunione straordinaria del Consiglio regionale, il centrodestra rilascia
dichiarazione altalenanti: dopo aver annunciato fuoco e fiamme per difendere
Malpensa, la Lega Nord cerca di tenere il piede in due scarpe. An abbozza il
colpo per non disturbare Alemanno sulle barricate di Fiumicino.
( da "Unita, L'" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di
Roberto Rossi / Roma INCONTRO Su Alitalia si tratta, ma
a una condizione. Questa: il Piano Fenice va rivisto. Rotte e numero di aerei
dovranno cambiare. Servono più collegamenti intercontinentali e un network più
esteso. Perché Alitalia non può ridursi a una compagnia
regiona- le.
Perderebbe quote di mercato e, alla fine, farebbe molta fatica a sopravvivere.
E su questa condizione le nove sigle sindacali, che ieri si sono riunite a Roma
per delineare una strategia comune, imposteranno il confronto con il governo
che si aprirà domani alle 15. Se si riuscirà a trovare un'intesa sui contenuti
industriali poi potrà partire la discussione per definire la gestione delle
eventuali eccedenze di personale, "che - spiega un comunicato congiunto -
dovrà vedere una collocazione certa per il proprio futuro". Ma quanti se
ne andranno da Alitalia? Il numero è ancora incerto.
Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha promesso che non saranno più di
5mila, nel piano di salvataggio, formulato da Intesa Sanpaolo e da ieri nelle
mani del commissario straordinario Augusto Fantozzi, la cifra sarebbe più alta
(circa 6-7mila). La differenza non è poca. Ed è quella che potrebbe anche
decidere le sorti dell'intesa. Perché con 5mila esuberi, che potrebbero anche
essere limati, alcune organizzazioni sindacali non alzerebbero poi tante
barricate. Il numero degli esodi dipende, però, anche dal tipo di struttura che
Alitalia adotterà. E qui si torna al punto di
partenza. "Questo piano - ci dice un sindacalista di categoria - sarà
anche finanziariamente ineccepibile ma mi sembra formulato da giovani senza
esperienza di trasporto aereo". Il punto è che la strategia multibase, che
prevede la presenza di cinque o forse sei aeroporti di una certa dimensione,
sembra tarata per mantenere forza nel solo mercato interno. "Con questo
piano rischiamo - va avanti il sindacalista - di perdere il traffico di pregio,
quello intercontinentale". Mettendo a serio rischio anche lo sviluppo di
determinati aeroporti, ad esempio Malpensa. Perché, ragiona il sindacalista,
"un viaggiatore dovrebbe andare a prendere un volo intercontinentale a
Varese? È più facile che scelga un aeroporto più vicino, magari a Verona o
Brescia oppure Bergamo, e faccia scalo in un altro hub, come Francoforte".
Se il piano verrà rimesso in discussione sembra difficile che il confronto si
esaurisca nei dieci giorni previsti dal governo. Anche perché sul piatto della
trattativa c'è anche il problema degli ammortizzatori sociali. Secondo fonti
qualificate il Fondo speciale per il sostegno del reddito e dell'occupazione e
per la riqualificazione del personale del trasporto aereo, che dovrebbe
integrare lo stipendio in caso di cassa integrazione, sarebbe a secco. In cassa
mancherebbero circa 80 milioni, che la Finanziaria ha destinato altrove, e il
suo presidente, Giovanni Maria Ambroso, starebbe valutando anche le dimissioni.
Ma il tavolo di giovedì con i sindacati è solo un aspetto della questione. A
Bruxelles oggi sul piano Alitalia si aprirà il
confronto con la Commissione Ue. E il primo atto sarà una serie di incontri,
prevalentemente a livello tecnico, al quale è atteso il presidente designato
della Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno, che guida la cordata di
imprenditori italiani pronti a dar vita alla nuova società aerea in cui
confluirà anche Air One. Il commissario ai Trasporti Antonio Tajani sembra
ottimista. L'Europa non dovrebbe mettere il bastone fra le ruote al Piano
Fenice.
( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 210 del 2008-09-03
pagina 13 Toto dribbla i cronisti e non partecipa al Workshop Ambrosetti di
Redazione A differenza dello scorso anno, quando si aggirava leggiadro e
sorridente nei giardini di Villa D'Este, sabato Carlo Toto, proprietario di Air
One, dribblerà - salvo ripensamenti - il Workshop Ambrosetti, il tradizionale
appuntamento d'inizio stagione con l'imprenditoria italiana. Dodici mesi fa
Toto era già stato "finalista" alla prima gara
per la cessione di Alitalia,
e rimaneva con convinzione uno dei pochi candidati all'acquisto della compagnia
del Tesoro. Oggi, invece, sta trattando la vendita della sua Air One alla Nuova
Alitalia, quella creata
dalla cordata italiana. Cambiano i tempi: da acquirente a venditore, e forse
l'ultima scelta si rivelerà anche la più conveniente per il costruttore di
Chieti. Egli fu il primo, 13 anni fa, a spaccare il monopolio dell'Alitalia. Oggi, con l'aggregazione delle due compagnie, si
ricostituisce invece una forte leadership nazionale. Toto sta trattando di
prezzi, perimetri, quote, e sta decidendo quale sarà il suo impegno nella nuova
compagnia: andare a Villa D'Este vorrebbe dire essere assalito, senza
risparmio, dai giornalisti. Non se lo può permettere. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 210 del
2008-09-03 pagina 13 Colaninno vola a Bruxelles. Tajani: "Piano
positivo" di Redazione da Milano Uno dei fronti della
vicenda Alitalia è la
Commissione europea, che dovrà valutare la corrispondenza del piano di
salvataggio alla normativa europea. Oggi il presidente in pectore di Cai,
Roberto Colaninno, (e futuro presidente della Nuova Alitalia) sarà a Bruxelles per illustrare le linee dell'operazione alla
Commissione. Non vedrà il commissario ai Trasporti, Antonio Tajani, ma
avrà una serie di incontri tecnici, innanzitutto con il direttore generale dei
Trasporti, Matthias Ruete. Gli elementi su cui l'Ue andrà a fondo saranno
diversi, e rivolti in due direzioni: una è quella degli aiuti di Stato, l'altra
è il terreno della concorrenza. Sul primo punto, potranno esserci
approfondimenti sugli strumenti di garanzia per gli esuberi e sul destino delle
attività avviate alla bad company. Sul secondo punto, l'Antitrust europeo dovrà
esaminare la concentrazione che si creerà sulla tratta Milano-Roma con
l'integrazione tra i voli di Alitalia ed Air One. Se la
riforma della Marzano contiene deroghe Antitrust, queste valgono per il diritto
italiano; a livello comunitario, molti ritengono scontato che sarà aperta
un'indagine, ma pragmaticamente si fa notare che i tempi per qualunque
decisione sono lunghi (due, tre anni), e tali quindi da non inficiare il
cammino che intanto Alitalia avrà percorso.
Esattamente il modello di comportamento seguito per il prestito ponte da 300
milioni: la sua utilità, legata all'urgenza, ha già prodotto risultati, e l'Ue
non si è ancora pronunciata. Ieri, frattanto l'Enac, al termine di una riunione
con i responsabili dell'area operativa di Alitalia, ha
emesso un provvedimento a garanzia della piena operatività della compagnia, in
attesa della presentazione del piano industriale. Tajani domani non vedrà
Colaninno, ma ieri ha fatto dichiarazioni esplicite sul progetto di
salvataggio. Lo ha definito "positivo", apprezzandone la
"trasparenza". Da una prima lettura, ha spiegato, "il piano
presentato sembra andare nella giusta direzione, ed è positivo dal punto di
vista della partecipazione dei privati, che favorisce il mercato e la
concorrenza". Il commissario ha quindi sottolineato "il segnale di
grande rispetto delle istituzioni europee" dimostrato dal governo
italiano, che ha inviato il piano di rilancio di Alitalia
alla Commissione europea prima del suo varo da parte del Consiglio dei
ministri, notificando poi a Bruxelles il decreto che modifica la legge Marzano.
Da registrare ieri la replica di Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria,
a quanti avevano osservato l'inopportunità del coinvolgimento del capo degli
industriali in questa vicenda. Ieri sera la Marcegaglia ha fatto sapere che la
sua partecipazione "è del tutto marginale", e che lei non avrà
incarichi nella nuova società. "Il mio ruolo in Confindustria rafforza il
carattere puramente simbolico" dell'investimento. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 210 del
2008-09-03 pagina 13 "Il sindacato ha sempre bloccato
ogni soluzione per Alitalia"
di Laura Cesaretti da Roma La sfida di Epifani, che su Alitalia non vuole "prendere o
lasciare"? "Il sindacato ha bloccato da anni ogni soluzione per Alitalia, spero che oggi si rendano
conto che non c'è alternativa al prendere". L'"afasia" del Pd
sulla politica industriale? "Manca una linea di fondo, troppo a
lungo il centrosinistra non si è confrontato e contato sul serio su questo
tema". Nicola Rossi, economista liberal, parlamentare del Pd e - nella
fase pre-elettorale - consigliere di Walter Veltroni sulla politica economica,
è molto critico sull'operazione salvataggio della compagnia di bandiera varata
dal governo Berlusconi. Ma non risparmia severi rimbrotti alla sua parte
politica, e al ruolo dei sindacati. Senatore Rossi, oggi il segretario della Cgil
dice che sul caso Alitalia bisogna aprire una
trattativa "vera", altro che "prendere o lasciare". "I
sindacati dovrebbe fare autocritica: hanno bloccato per anni ogni soluzione, in
una sorta di coazione a ripetere. Ora mi auguro che si rendano conto che a
questo punto non c'è più alternativa: la richiesta Cgil di discutere il piano è
irragionevole. Spero che evitino nuovi errori, dopo tutti quelli che hanno
commesso". Sono corresponsabili della crisi Alitalia?
"Guardi, basta analizzare la composizione del CdA della compagnia da 25-30
anni in qua per averne l'evidenza chiara. Alitalia ha
avuto un management che non rispondeva a logiche gestionali e di mercato, ma
politiche e sindacali. La situazione di oggi è la conseguenza di questi errori
decennali. Ma anche il governo attuale ha serie responsabilità negative".
Quali? "Quella di essersi ficcato in un angolo che lo ha lasciato senza
alternative: in ogni trattativa di questo genere, il venditore deve avere più
opportunità per lucrare le condizioni migliori. Invece Berlusconi ha eliminato
l'unica alternativa che c'era, quella di Air France, e per ragioni
essenzialmente elettorali". Professor Rossi, non la intenerisce neppure la
questione dell'italianità salvata? "Ma per favore, evitiamo l'argomento.
Oppure chiamiamola "provincialità", che ha più senso. Le faccio una
previsione facile: alla fine, ci ritroveremo comunque con Alitalia
acquistata da una compagnia straniera: giustamente già la cordata italiana
parla di una alleanza estera in tempi brevi". Non le piace l'operazione,
ma apprezza la cordata? "Gli imprenditori fanno il loro mestiere, e lo
fanno bene. Hanno visto un'opportunità, hanno deciso di assumersi un rischio a
determinate condizioni e credo che quelle condizioni saranno soddisfatte".
C'è chi, anche a sinistra, lamenta che con questa operazione Berlusconi abbia
espugnato l'establishment economico... "Non credo che Berlusconi, che è
assai avvertito da questo punto di vista, farà l'errore compiuto anche da un
centrosinistra in cerca di legittimazione da altri: non è che con una
operazione del genere si "conquista" l'establishment. Gli
imprenditori non sono "amici" o meno: oggi trattano con questo
governo, domani faranno altre intese con altri governi". Il Pd è apparso
un po' incerto sulla questione Alitalia, colpa del
"caso Colaninno"? "La questione di un possibile "conflitto
di interessi" era facilmente prevedibile, e ci si poteva pensare prima.
L'afasia del Pd dipende da altro: su questi temi la sinistra riformista ragiona
da almeno 15 anni ma non si è mai contata sul serio, scegliendo una linea. Col
risultato che ad ogni crisi industriale si ritrova in difficoltà a definire una
propria posizione: è la strategia generale che manca". © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Tempo, Il" del 03-09-2008)
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SulmonaL'onorevole Paola Pelino e le vertenze occupazionali "Non sarà un settembre
nero" Giuseppe Fuggetta SULMONA "Non sarà un settembre nero":
questa la speranza espressa ieri dalla parlamentare Paola Pelino a proposito
dellee vertenze occupazionali. "Oggi la vertenza Finmek pare avviata su un
percorso che lascia ben sperare ed entro sei mesi il caso potrebbe avere
finalmente una conclusione positiva - ha sottolineato la Pelino - infatti
cominciano ad intravedersi soluzioni e hanno sortito effetto positivo quelle
iniziative e scelte da me sostenute fin dal primo momento, ascoltando le
richieste venute dai lavoratori e nonostante talune perplessità manifestate da
altri, questo lo dico senza intento polemico ma per onore della verità e sono
contenta che certe perplessità siano state infine superate". La Pelino ha
ricordato quindi l'inserimento della proroga di cassa per
le maestranze Finmek nel "decreto Alitalia". Intanto, come la stessa parlamentare ha avvertito,
"in costante contatto con il Ministero delle Attività produttive ed il
ministro Claudio Scajola si continua a lavorare intorno ad ipotesi varie di
soluzione della vertenza, per salvaguardare e semmai anche accrescere i livelli
occupazionali attuali, per risolvere la crisi in atto". Guardia
alta anche per la vertenza della Campari. "Anche in questo caso, dopo aver
ottenuto la proroga della cassa straordinaria, per la quale mi sono adoperata
fin da quando ero in opposizione presto sarà riattivato il tavolo ministeriale
- ha annunciato la Pelino - dunque lavoreremo sodo anche su questa vertenza,
intorno a soluzioni capaci di offrire un futuro più sereno ai lavoratori e alle
loro famiglie". Entro metà settembre sarà riattivato anche il confronto
sul destino della Sitindustrie. Infine resta aperta la sfida sulle zone franche
urbane. La Pelino ha scritto al ministro Claudio Scajola.
( da "Tempo, Il" del 03-09-2008)
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Il futuro della compagnia aerea Alitalia, Europa e
sindacati hanno tutto da guadagnare Il primo settembre è cominciata una doppia
partita per portare a termine la ristrutturazione di Alitalia e di AirOne,
la nascita della Compagnia Aerea Italiana, Cai, e la liquidazione del resto. Su un tavolo, il Governo ha come
controparte l'Ue e su un altro i sindacati. Gli obiettivi dei due giochi
paralleli sono distinti. Lo dovrebbe essere anche la strategia. Con l'Ue la
posta in ballo è la reputazione di essere ligi alle regole sin dalla firma del
Trattato di Roma. Il Commissario Joaquin Almunia è stato chiaro: la soluzione
deve essere in linea con le regole Ue e sta all'Italia dimostrare tale
compatibilità. Non basta farlo con dossier su "trasgressioni" delle
regole in casi in cui la Commissione Europea si è limitata ad abbaiare senza
mordere. La strategia negoziale è quella che, in termini di scienza delle
decisioni, si il "minimax", ossia minimizzare la massima perdita
possibile in termini di reputazione. Con i sindacati è in ballo quella che si può
chiamare l'incidenza, ossia la capacità di incidere su scelte basilari in
termini non solo d'esuberi e d'avviamento alla loro ricollocazione ma
soprattutto di contributo a quello "stato sociale di mercato" che
l'Esecutivo si pone come obiettivo di medio e lungo termine. La strategia
negoziale è quella del "maximin" nel significato massimizzare i
vantaggi di lungo periodo per le categorie con meno potenziale di nuova
occupazione, tenuto conto dei vincoli (principalmente di finanza pubblica). Vi
ricordate l'economista John Nash su cui è stato incentrato una decina d'anni fa
il film "A beautiful mind"? La doppia partita è un problema di teoria
dei giochi a più livelli, o su più tavoli, e della ricerca di un equilibrio
dinamico "alla Nash" (ossia tale da facilitare le soluzioni) in
termini tanto di reputazione quanto d'incidenza, utilizzando due strategie che
paiono contrapposte ("minimax" e "maximin") ma che sono
complementari. Gli economisti e i matematici sanno come sciogliere le
equazioni. Siamo, però, nella realtà effettuale di un doppio negoziato, non a
un esame universitario. L'Esecutivo è, inoltre, rappresentato da Ministri
differenti sui due tavoli. Che suggerire? In primo luogo, un coordinamento
forte e una stretta coesione (come i Ministri hanno già mostrato in questa
vicenda) in seno all'Esecutivo. In secondo luogo, tanto nella strategia
"maximin" sul tavolo Ue (in cui è in ballo la reputazione) quanto
nella strategia "minimax" in quello sindacale (dove cui posta è
l'incidenza), rendere molto espliciti costi, opportunità e opzioni reali -
ossia cosa si perde e nell'immediato e in termini di opportunità - se si
fallisce. Per l'Italia (e i sindacati) migliaia di posti di lavoro e di
potenziale tecnologico. Per l'Ue un contributo importante al riassetto
complessivo dell'aviazione civile europea. A fronte di queste prospettive, il
doppio poker non è certo. Ma ha buone possibilità.
( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE Il salvataggio Sul tavolo di Fantozzi l'offerta da 400 milioni. Le
confederazioni: le eccedenze discusse solo dopo il piano
Esuberi Alitalia, i
sindacati fanno muro Angeletti: ricollocare tutti i lavoratori. Colaninno a
Bruxelles. Apertura di Tajani Secondo il commissario europeo, c'è la volontà di
basarsi sui principi di mercato. Ma il giudizio resta sospeso ROMA - I
sindacati fanno muro contro gli esuberi in Alitalia. "Il numero deve essere ridotto il più possibile e
devono essere tutti ricollocati", ha dichiarato ieri Luigi Angeletti,
leader della Uil, annunciando che la "trattativa ci sarà e sarà difficile
perché la situazione è quella che è e l'azienda è tecnicamente fallita".
Intanto l'offerta della Compagnia aerea italiana è arrivata sul tavolo del
commissario straordinario Augusto Fantozzi: 400 milioni di euro per rilevare gli
asset individuati. La cifra deve però essere depurata da debiti, contratti
onerosi e altre partite minori. E in attesa che il piano industriale venga
presentato ai sindacati giovedì prossimo per avviare il negoziato-lampo per
scongiurare il fallimento, oggi Roberto Colaninno, presidente della nuova
compagnia, andrà a Bruxelles: presenterà agli uffici tecnici dell'Unione
Europea i termini dell'offerta e del piano. Una mossa per prevenire eventuali
richiami della Commissione quando l'offerta sarà notificata agli organismi di
vigilanza. Per adesso "il piano sembra andare nella giusta
direzione", ha detto il commissario ai Trasporti Ue, Antonio Tajani. I
sindacati però non accettano quello che ritengono un diktat del governo:
accettare senza poter dire no, cioè prendere o lasciare. E la Uil si è
allineata alla posizione espressa da Guglielmo Epifani, numero uno della Cgil
sul Corriere di ieri: "Si deve trattare su tutto". Maurizio Sacconi,
ministro al Welfare, ha invece escluso che sia già stato definito il numero degli
esuberi: "Ancora non abbiamo informazioni sufficienti sul piano
industriale per capire quanti posti di lavoro riusciremo a mantenere. I numeri
circolati in queste ore, prima 7.000, poi 4.500, sono soltanto illazioni".
Secondo Angeletti, in ogni caso, "bisognerà ascoltare i lavoratori".
Fonti sindacali riferiscono che ci sarebbero già stati contatti informali lungo
l'asse Colaninno-governo-sindacati confederali: "Ma senza entrare nel
merito dei dettagli del piano, solo per preparare il negoziato". Paolo Foschi.
( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Marcegaglia: "Un investimento simbolico" "Ingresso in Alitalia a nome dell'industria". Le critiche personali di Alesina, i
rilievi di Epifani "Il mio ruolo in Confindustria rafforza il carattere puramente
dimostrativo della partecipazione" ROMA - Una partecipazione
"simbolica a nome di tutta l'industria italiana, ma nella nuova società
non avrò alcun ruolo quindi nessun conflitto di interesse". Il
presidente di Confindustria Emma Marcegaglia precisa i termini dell'ingresso
del gruppo di famiglia nella cordata destinata a rilanciare Alitalia
e risponde alle critiche che in questi giorni le sono arrivate. "Ho deciso
di partecipare a questa sfida come imprenditrice, con una quota del tutto
marginale (10 milioni di euro, ndr) sia rispetto al volume del business del
gruppo di famiglia sia rispetto all'impegno finanziario della cordata". In
una intervista all'Ansa la Marcegaglia sottolinea "qualcuno dice che come
presidente di Confindustria non avrei dovuto far parte della cordata, credo che
ciò non sia vero". "Proprio il mio ruolo in Confindustria - precisa
rafforza il carattere puramente simbolico della mia partecipazione a fianco di
un gruppo di imprenditori che crede in un progetto difficile e importante per
il futuro del nostro Paese". Il leader degli imprenditori italiani ha
deciso di rompere il silenzio stampa mantenuto finora alla luce anche delle
ultime e personali critiche rivoltele dal segretario generale della Cgil
Guglielmo Epifani che in una intervista proprio al Corriere della Sera di ieri
le contestava di partecipare a una "progetto dove le regole sono state
fatte ad hoc". "I nostri imprenditori in questa fase - ha affermato
ancora Epifani - sono attenti più al loro tornaconto che alle regole".
Sempre Epifani su Repubblica l'altro giorno aveva accusato gli imprenditori di
essere "senza etica" e forti critiche sui componenti la cordata e la
loro commistione con la politica erano state espresse da Eugenio Scalfari. Ma
ieri una delle obiezione alla decisione della Marcegaglia si poteva leggere sul
quotidiano degli imprenditori Sole 24 ore. In un editoriale che partiva dalla
prima pagina l'economista Alberto Alesina ha evidenziato le differenze tra
interventi di salvataggio da parte dello Stato per le banche - necessari perché
c'è un rischio catena del sistema - da quelli per singole aziende come l'Alitalia sostenendo che "meglio sarebbe il fallimento
piuttosto di stravolgere le regole di mercato". "Ed esprimo sempre
un'opinione personale - ha affermato - a mio avviso il presidente di
Confindustria Emma Marcegaglia non doveva far parte della cordata". Il
numero uno degli imprenditori difende con forza la sua scelta. "Se Alitalia si trova nelle condizioni drammatiche di oggi -
spiega - è perché troppe volte in passato polemiche e veti di ogni tipo hanno
impedito operazioni di risanamento, noi vogliamo evitare che si ripeta questo
triste copione". E conclude con un monito: "Per Alitalia
è davvero l'ultima opportunità per continuare ad esistere, ed è bene che
nessuno se lo dimentichi ". Progetto difficile "Un progetto difficile
e importante per il futuro del Paese. Ma non avrò nessun ruolo nella
società" R. Ba.
( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE L'ex sindacalista Cisl Baretta: dipendenti-soci e (con il duale)
sindacato nel board ROMA - "In questa partita del
rilancio di Alitalia ci
devono entrare come azionisti anche i lavoratori e il sindacato per aprire una
nuova stagione del capitalismo italiano ". Pier Paolo Baretta, ex numero
due della Cisl e ora deputato per il Partito democratico, lancia questa
proposta nel mezzo del confronto tra le parti sociali per valutare l'impatto
del piano industriale sugli esuberi del personale. Una strada già
percorsa nel 1999 con scarso successo. "E' vero ma allora il contesto era
completamente diverso: il sindacato entrò per gestire la crisi e con forti
sacrifici per i lavoratori. Fare un paragone sarebbe un grosso errore. Oggi lo
scenario legislativo, con l'introduzione del modello duale, e in genere
culturale è cambiato e favorevole alla partecipazione dei lavoratori". In
che senso è diverso? "L'Alitalia dell'epoca era
già vicina al collasso, oggi la nuova compagnia nasce pulita, senza debiti e
con un progetto industriale. Non vedo perché, nella logica della
privatizzazione dei profitti, non ci debbano essere anche i lavoratori".
Ha già in testa come potrebbe realizzarsi questa partecipazione? "Per ora
è solo un'idea. Si potrebbe pensare di trasformarla in una vera e propria public
company con un programma di sostegno per favorire l'ingresso dei lavoratori che
volessero - per esempio - conferire il loro Tfr per arrivare almeno a una quota
del 5-10%". E il sindacato che ruolo dovrebbe avere? "Dovrebbe
entrare nella governance della nuova Alitalia. Il
modello duale, introdotto recentemente, consente l'ingresso nel consiglio di
sorveglianza come già avviene in Germania da lustri". Gli industriali e il
governo secondo lei sono favorevoli? "Il governo non lo so, però il
ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha sempre aderito a questo vecchio cavallo
di battaglia della Cisl. Ora lo aspetto alla prova. Per gli imprenditori
ricordo che fu proprio Roberto Colaninno, all'epoca dell'Opa sulla Telecom, che
si mostrò favorevole alla partecipazione dei dipendenti anche se alla fine non
se ne fece nulla". Lei sa, però, che la Cgil è contraria... "Lo so ma
molte cose possono cambiare. Questa è un'occasione storica per scrivere una
pagina nuova nella storia delle relazioni sindacali. Farsela sfuggire è un errore
madornale". Pier Paolo Baretta Roberto Bagnoli.
( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE La Cisl L'ultima esitazione di Bonanni e poi la firma Due ore di
suspense. Ieri a Roma, nella sede dell'Associazione piloti, si sono riunite le 9 sigle sindacali di Alitalia. E c'è stato un piccolo giallo. Claudio Genovesi, della Fit
Cisl, è stato il primo a lasciare il tavolo. "Altri impegni", ha
spiegato. I sindacalisti rimasti hanno buttato giù un documento unitario per
ribadire "la "ferma intenzione di negoziare i contenuti" del
piano. Il testo è stato allora sottoposto via fax a Genovesi, che ha
preso tempo. "Bonanni non vuole allinearsi a Epifani", hanno
insinuato alcuni fra i sindacalisti rimasti al tavolo. Dopo quasi due ore, sofferta,
è arrivata anche la firma della Cisl, che ha minimizzato: "Nessun
problema, solo un disguido". Pa.Fo.
( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 26 categoria: BREVI I numeri del piano Gli esuberi Il numero di esuberi
previsti dal piano Alitalia
dovrebbe essere compreso tra 5 e 7 mila L'offerta è di 400 milioni l'offerta
che la Cai ha fatto al commissario per rilevare slot, aerei e attivi Il
confronto Parte domani il confronto tra imprenditori, advisor e sindacati per
rendere effettivo il piano di rilancio.
( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 26
categoria: BREVI Le opzioni Per ora Air France-Klm prenderebbe una quota fino
al 20% di Cai Lufthansa ha da sempre un interesse per l'Italia ed è alleata di
Air One A sorpresa, British Airways potrebbe entrare nella partita Alitalia dopo l'Opa su
Iberia.
( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
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NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE Il dibattito sul partner Jarach: i campioni nazionali da soli non
possono sopravvivere E l'esperto preferisce Lufthansa MILANO - Sostiene
Gianluigi Aponte, uno dei 16 soci della newco per rilevare Alitalia, che se Air France entrasse
nell'azionariato sarebbe "un errore fondamentale". Meglio "prima
di tutto realizzare l'operazione, mettere Alitalia in condizioni ottimali di gestione e poi pensare a eventuali
alleanze, nel senso di cooperazioni con altri soggetti", ha dichiarato
l'armatore di Msc al Sole 24 Ore. Che si dice "personalmente
contrario a un qualsiasi ingresso azionario di una compagnia aerea ". Gli
risponde Francesco Bellavista Caltagirone, che pure ha prenotato un posto a
bordo della Compagnia aerea italiana (Cai): "Nessun problema se arriva
un'altra compagnia aerea, purché resti in minoranza". L'interesse di Air
France-Klm per una quota del 15-20%? "Positivo", afferma
l'imprenditore dell'Acqua Marcia che non vuole scegliere il partner ideale tra
Air France-Klm, Lufthansa e British Airways, perché "vanno tutte
bene". E spiega: "Con ognuna di queste compagnie possono esserci
sinergie utili. Anche tutte e tre nell'azionariato andrebbero bene. L'importante
è che la maggioranza resti in mano italiana. L'italianità è importante, perché
un Paese a vocazione turistica come l'Italia senza compagnia di bandiera
rinuncerebbe al suo futuro". Di fatto il presidente di Cai, Roberto
Colaninno, sta già trattando con tutti i potenziali partner stranieri, e
nell'incontro con il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha confermato che la lista
include British Airways, oltre al vettore francese e a quello tedesco. Che Alitalia non possa volare da sola lo dicono anche gli
esperti del settore aereo. "I campioni nazionali non hanno speranza di
sopravvivere nel breve o nel medio periodo in un contesto che diventa sempre
più complesso a causa del caro carburante e del rallentamento della crescita
economica globale ", afferma David Jarach, docente di marketing alla Sda
Bocconi e consulente nel trasporto aereo. Perfino l'australiana Quantas ha
dichiarato che nello scenario di mercato attuale difficilmente sopravviverà da
sola, spiega Jarach. E come partner ideale di Alitalia
sceglie Lufthansa. La compagnia tedesca, spiega, ha "una strategia
multipolare che sviluppa vari mercati in modo parallelo, centrata su tre hub:
Francoforte, Monaco e Zurigo, dopo l'acquisizione di Swiss, che in poco più di
due anni, nel 2007, è diventato il vettore più redditizio in Europa".
Quello delle cosiddette alleanze multi-ombrello è "un falso problema, non
ostacolano il consolidamento". L'esempio? "Negli Usa Continental è
uscita da SkyTeam ed è entrata in StarAlliance ". Perciò la penale di circa
150 milioni che Alitalia dovrebbe pagare se lasciasse
SkyTeam potrebbe essere meno pesante di quanto sembri se inquadrata in un
discorso di lungo periodo, argomenta Jarach. Detto questo, per il docente
"la discesa in campo di Air France-Klm, che punta chiaramente a una quota
tra il 15-20%, la pone in pole position". British Airways, invece, sembra
"molto impegnata su Iberia" e perciò un'ipotesi "più
lontana". Della necessità di un partner estero, però, non c'è dubbio.
"Il piano Fenice sviluppa sei basi operative sposando la politica del
punto a punto. Ma nel lungo raggio serve un hub: ecco perché Alitalia
ha bisogno di un partner straniero". Che poi sia preferibile un'alleanza
operativa all'ingresso nel capitale dipende dalle intenzione dei soci: se sono
industriali, serve una prospettiva molto più a lungo termine dei 5 anni
previsti nel piano. "Entrare oggi con il 15-20% mi sa tanto di
acquisizione fra cinque anni. L'alleanza operativa invece è meno vincolante: se
non funziona, il partner si può cambiare". David Jarach Giuliana Ferraino.
( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 27
categoria: ALTRI OGGETTI 3 Il manager Sabelli Rocco Sabelli, amministratore
unico della Cai, diventerà amministratore delegato della Nuova Alitalia. Il manager ha
messo a punto il piano predisposto da Intesa, che prevede anche la fusione con
Air One.
( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-03 num: - pag: 37
categoria: BREVI Interventi e Repliche I guai dell'Alitalia e una curiosità Visitato l'aeroporto di Tel Aviv: eccellente.
Una curiosità: come mai non si citano i dati e i problemi della compagnia di
bandiera israeliana, per completezza, nei tanti discorsi sui guai dell'Alitalia? Alberto Arbasino
L'indignazione della Napoli civile Sento l'esigenza di far sentire la voce
della Napoli sportiva e civile che si indigna davanti agli episodi che
si sono visti nei tg del weekend. Sentivo le notizie alla televisione e non
potevo crederci. Grazie all'impunità calcistica, come ha giustamente rilevato
Claudio Magris sul Corriere di ieri, ancora una volta un migliaio di
pregiudicati, delinquenti, feccia di Napoli ha dato l'immagine all'Italia
intera del tifoso napoletano. Tifoso? Il problema è che questi soggetti vengono
associati automaticamente al mondo del calcio, mentre dovrebbero essere affrontati
nel vero contesto: non come argomenti sportivi, ma di semplice cronaca nera.
Trattati così non solo dai giornali, ma soprattutto dalla polizia. Mi ha
indignato sentire che le Ferrovie hanno suggerito ai clienti, quelli che hanno
pagato il biglietto, che hanno fatto una prenotazione, di scendere e di trovare
una scelta alternativa per far salire quella massa di esagitati. Dov'è lo stato
di diritto? è questo il problema alla base, chi viola la legge non viene
colpito mai e poi si sente forte ogni volta di più. La Napoli vera, sincera,
non può essere sempre vittima e ostaggio di questa massa che vive sempre oltre
la legalità. Possibile che è così difficile in questa nazione tutelare le
persone perbene? Incominciamo a vietare ogni servizio dove è prevista l'esibizione
di un documento a chi si è macchiato di un reato negli ultimi 5 anni. Sarò
drastico, ma almeno ci sarebbe una speranza di recuperare un po' di credibilità
nel giro di un decennio. Sono napoletano e tifosissimo del Napoli e mi sento
offeso sia da questa gentaglia sia dalle reazioni inadeguate delle forze di
pubblica sicurezza. Guardare una partita anche in trasferta è un divertimento,
farsi una gita con amici, e sfottersi anche un po' con i tuoi vicini di posto
che tifano l'altra squadra e alla fine salutarsi con un arrivederci alla
prossima volta per la rivincita. Questo è sport e non accetto che mi venga
vietato da questa gentaglia! E come sempre in questi casi, oltre al danno c'è
la beffa! Basta leggere qualche forum o commento in rete e si leggono messaggi
di stampo discriminatorio per il Sud, per la Campania, per Napoli. Non
giustifico nulla e nessuno. Che chi sbaglia sia sempre punito. Ma faccio
appello alle persone intelligenti di questo Paese: non generalizzate mai!
Ernesto Manco mancer@libero.it Alcol e droghe al volante Sono mesi e mesi che
quotidiani e televisioni ripetono in modo capillare che bere alcolici, o
assumere droghe prima di mettersi alla guida, comporta il rischio concreto di
uccidere delle vittime innocenti. Chi sa di commettere potenzialmente un
omicidio e, anzi, lo compie, si rende responsabile di omicidio volontario. La
persona che ha provocato un investimento ad Anzio ha compiuto quindi due
omicidi volontari, perché ha ucciso due esseri viventi, guidando in stato
confusionale, quello di Nelly Gerardi e della bambina di 5 mesi che portava in
grembo. Penso sia urgente modificare la legge perché in questi casi non si è di
fronte a un omicidio colposo ma volontario, dato che ci si è messi
volontariamente nelle condizioni di compierlo. Prof. Arnaldo Cantani Università
Sapienza di Roma.
( da "Tempo, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Dalla Regione
Pallone: "Sul caso Alitalia c'è scontro ideologico" "Le dichiarazioni di alcuni
consiglieri del Pd sulla vicenda Alitalia confermano l'endemica inclinazione della sinistra allo scontro
ideologico". Lo afferma in una nota Alfredo Pallone, presidente del gruppo
Forza Italia verso il PdL, che prosegue: "Pur non conoscendo il piano
industriale del governo per il salvataggio di Alitalia, la sinistra infatti non esita a estremizzare il problema
e tenta di trasformarlo in una contrapposizione tra il presidente Berlusconi e
la Regione Lazio. Questa è una visione assolutamente miope della politica e del
problema stesso. Non si capisce, infatti, che in questo modo si agisce
esclusivamente sulla pelle dei lavoratori. La questione Alitalia
costituisce un problema comune che investe tutte le coscienze. Il piano di
intervento del governo costituisce uno strumento serio di rilancio della
compagnia. L'inasprimento del confronto e della terminologia usata dalla sinistra
non aiutano certamente il dibattito che andremo a fare giovedì prossimo in
occasione del consiglio straordinario su Alitalia. A
tal fine - conclude Pallone - invito tutti i colleghi capigruppo della
maggioranza a recuperare la necessaria serenità di giudizio, senza preconcetti
ideologici che possano compromettere il dibattito politico".
( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 210 del
2008-09-03 pagina 0 Alitalia, Rossi: "Soluzioni
bloccate dai sindacati" di Laura Cesaretti Per l'economista e senatore del
Pd non ci sono alternative al piano di Berlusconi: "La difesa
dell'italianità è provinciale. Alla fine si finirà in mani straniere".
Colaninno vola a Bruxelles. Tajani: "Piano positivo" Roma - La sfida
di Epifani, che su Alitalia non vuole "prendere o lasciare"? "Il sindacato ha
bloccato da anni ogni soluzione per Alitalia, spero che oggi si rendano conto che non c'è alternativa al
prendere". L'"afasia" del Pd sulla politica industriale?
"Manca una linea di fondo, troppo a lungo il centrosinistra non si è
confrontato e contato sul serio su questo tema". Nicola Rossi,
economista liberal, parlamentare del Pd e - nella fase pre-elettorale -
consigliere di Walter Veltroni sulla politica economica, è molto critico
sull'operazione salvataggio della compagnia di bandiera varata dal governo
Berlusconi. Ma non risparmia severi rimbrotti alla sua parte politica, e al
ruolo dei sindacati. Senatore Rossi, oggi il segretario della Cgil dice che sul
caso Alitalia bisogna aprire una trattativa
"vera", altro che "prendere o lasciare". "I sindacati
dovrebbe fare autocritica: hanno bloccato per anni ogni soluzione, in una sorta
di coazione a ripetere. Ora mi auguro che si rendano conto che a questo punto
non c'è più alternativa: la richiesta Cgil di discutere il piano è
irragionevole. Spero che evitino nuovi errori, dopo tutti quelli che hanno
commesso". Sono corresponsabili della crisi Alitalia?
"Guardi, basta analizzare la composizione del CdA della compagnia da 25-30
anni in qua per averne l'evidenza chiara. Alitalia ha
avuto un management che non rispondeva a logiche gestionali e di mercato, ma
politiche e sindacali. La situazione di oggi è la conseguenza di questi errori
decennali. Ma anche il governo attuale ha serie responsabilità negative".
Quali? "Quella di essersi ficcato in un angolo che lo ha lasciato senza
alternative: in ogni trattativa di questo genere, il venditore deve avere più
opportunità per lucrare le condizioni migliori. Invece Berlusconi ha eliminato
l'unica alternativa che c'era, quella di Air France, e per ragioni
essenzialmente elettorali". Professor Rossi, non la intenerisce neppure la
questione dell'italianità salvata? "Ma per favore, evitiamo l'argomento.
Oppure chiamiamola “provincialità”, che ha più senso. Le faccio una previsione
facile: alla fine, ci ritroveremo comunque con Alitalia
acquistata da una compagnia straniera: giustamente già la cordata italiana
parla di una alleanza estera in tempi brevi". Non le piace l'operazione,
ma apprezza la cordata? "Gli imprenditori fanno il loro mestiere, e lo
fanno bene. Hanno visto un'opportunità, hanno deciso di assumersi un rischio a
determinate condizioni e credo che quelle condizioni saranno soddisfatte".
C'è chi, anche a sinistra, lamenta che con questa operazione Berlusconi abbia
espugnato l'establishment economico... "Non credo che Berlusconi, che è
assai avvertito da questo punto di vista, farà l'errore compiuto anche da un
centrosinistra in cerca di legittimazione da altri: non è che con una
operazione del genere si “conquista” l'establishment. Gli imprenditori non sono
“amici” o meno: oggi trattano con questo governo, domani faranno altre intese
con altri governi". Il Pd è apparso un po' incerto sulla questione Alitalia, colpa del “caso Colaninno”? "La questione di
un possibile “conflitto di interessi” era facilmente prevedibile, e ci si poteva
pensare prima. L'afasia del Pd dipende da altro: su questi temi la sinistra
riformista ragiona da almeno 15 anni ma non si è mai contata sul serio,
scegliendo una linea. Col risultato che ad ogni crisi industriale si ritrova in
difficoltà a definire una propria posizione: è la strategia generale che
manca". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Con un commento a
firma di Lucetta Scaraffia, "L'Osservatore Romano" di interviene nel
dibattito esistente sulla definizione di morte in base all'assenza di attività
cerebrale, che proprio quarant'anni fa, con la dichiarazione di Harvard, mutò
nella comunità scientifica la precedente definizione di morte che fino a quel
momento si basava sull'assenza di attività cardiocircolatoria. Il quotidiano
vaticano offre spunti di discussione, non prende posizioni definite e, a causa
del montare della polemica, nella serata di ieri padre Federico Lombardi,
direttore della Sala Stampa vaticana, ha precisato che l'articolo, seppur
autorevole, non esprime in alcun modo la posizione della Santa Sede né di un
organismo vaticano. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre
questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine
all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare. Copio
e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo di
Lucetta Scaraffia. Scritto in Varie Commenti ( 2 ) " (1 votes, average: 5
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sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del
fenomeno dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste
ultime settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di
immigrazione irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del
Mediterraneo verso il continente europeo, visto come un approdo di speranza per
sfuggire a situazioni avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia;
quella avvenuta qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto
numero di vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della
storia dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni
tra popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi,
tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone,
nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze
regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della
migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento,
affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e
spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di
origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere
le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte
le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e
comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare
di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei
migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore
della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare
di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un
miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a
tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione
di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di
istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie
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articolo a un amico 28Aug 08 Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a
"Gesù di Nazaret" Ieri il Papa ha condannato le violenze nella
regione indiana dell'Orissa. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale.
Domani, venerdì 29 agosto, le scuole cattoliche di tutta l'India resteranno
chiuse per solidarietà con i cristiani vittime delle violenze degli ultimi
giorni. Mentre una giornata di preghiera e digiuno è stata indetta per il 7
settembre: il Papa sarà a Cagliari, per la visita pastorale di un giorno in
Sardegna. Ma sarebbe bello comunque aderire all'iniziativa dei vescovi indiani,
anche al di fuori dei confini del Paese asiatico. Vi ripropongo un reportage
illuminante sull'Orissa firmato alcuni mesi fa su Mondo e missione da Giorgio
Bernardelli. Intanto domani comincia a Castelgandolfo l'annuale riunione degli
allievi del professor Ratzinger: proprio a "Ratzinger professore" è
dedicato l'omonimo libro di Gianni Valente in uscita a settembre, che ho recensito
lunedì sul Giornale. Oggi il volume è stato recensito da Avvenire e dal
Corriere della Sera. Vi do, infine, una piccola notizia: lo Shuelerkreis,
l'incontro del Papa con gli ex allievi che inizia domani, non sarà dedicato a
Martin Lutero e la riforma protestante, come previsto e come ampiamente
annunciato, ma sarà il libro di Benedetto XVI "Gesù di Nazaret" e la
storicità dei vangeli. Un cambiamento deciso nelle ultime settimane. Scritto in
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articolo a un amico 25Aug 08 Persecuzioni dei cristiani in Orissa AsiaNews
informa che una donna è stata bruciata viva da gruppi di fondamentalisti indù
nel distretto di Bargarh (Orissa), che hanno assalito l'orfanotrofio cattolico
nel quale la donna lavorava. Lo ha confermato il sovrintendente della polizia
Ashok Biswall . Un sacerdote che era presente nell'orfanotrofio è rimasto
gravemente ferito ed è ora all'ospedale con profonde ustioni. Una suora, del
Centro sociale di Bubaneshwar è stata stuprata da gruppi di estremisti indù
prima di dar fuoco a tutto l'edificio. La lista delle violenze contro i
cristiani si allunga. Fonti di AsiaNews affermano che una sacerdote è stato ferito;
altri due sacerdoti sono stati rapiti. Da due giorni lo stato dell'Orissa
(nord- est dell'India) è scosso da violenze seguite all'uccisione di un leader
radicale indù, Swami Laxanananda Saraswati. Chiese, centri sociali, centri
pastorali, conventi e orfanotrofi sono stati assaliti ieri e oggi al grido di
"Uccidete i cristiani e distruggete le loro istituzioni". Scritto in
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questo articolo a un amico 24Aug 08 Se un teologo organizza il concorso di
bellezza per suore. Vi confesso che la notizia mi ha colpito. Mi chiedo a che
punto possa arrivare, seppure in buona fede, la voglia di visibilità, il
desiderio di apparire "moderni", l'intenzione di far conoscere con
questi mezzi la buona notizia cristiana. Leggo stamattina sul Corriere che un
prete teologo, giornalista e professore di filosofia nelle scuole, padre
Antonio Rungi, passionista di Mondragone (provincia di Caserta), ha organizzato
il concorso "Sister Italia" e intende raccogliere tramite il suo sito
web (sul quale però ancora non trovato traccia dell'iniziativa) le foto delle
religiose più belle. "Ma pensate davvero - ha dichiarato il religioso -
che le suore siano tutte anziane, rattrappite e funeree? Oggi non è più così,
grazie anche all'iniezione di gioventù e di vitalità portata nel nostro Paese
dalle ragazze straniere: ci sono suore dall'Africa e dall'America Latina che
sono davvero molto, molto carine. Le brasiliane soprattutto.". E ha
aggiunto: "Mi aspetto che siano almeno un migliaio le sorelle ad inviare
le foto, e mi piacerebbe che la prossima edizione non fosse solo virtuale,
magari potrebbe essere ospitata proprio durante Miss Italia. Con una passerella
per le suore, certamente". Non sono mai stato un fan di Miss Italia,
specie da quando, nel nome del politicamente corretto, la trasmissione si è
trasformata in un'interminabile sequenza di interviste con le aspiranti miss
che ripetono di volere la pace nel mondo e di credere nei valori della
famiglia. In ogni caso, la Tv e il costume hanno i loro riti e le loro
liturgie, e Miss Italia è tra queste. Mi chiedo (e vi chiedo): c'era davvero
bisogno di "importare" anche questa novità delle suore in passerella
(per quanto solo virtuale) al fine di "aprirsi al mondo"? Scritto in
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questo articolo a un amico 23Aug 08 Il "Leone di Munster" e i
cristiani antinazisti Ieri sera su Raitre, in prima serata, è andata in onda
un'eccezionale puntata della Grande Storia, la serie curata da Luigi Bizzarri,
interamente dedicata alla resistenza antinazista dei cristiani tedeschi. Due
ore di filmati e testimonianze inedite, per raccontare eventi poco conosciuti
al grande pubblico. Nella solita melassa di frivolezze estive in onda sui
nostri teleschermi, la documentata trasmissione della terza rete Rai è stata
come una boccata di ossigeno. Mi hanno colpito in particolare i filmati
propagandistici del regime hitleriano che giustificavano l'eutanasia e la
soppressione delle "vite improduttive", quelle degli handicappati e
dei malati mentali. Ho trovato quelle immagini tremendamente attuali, perché
argomentazioni simili a quelle tirate in ballo nei primi anni Quaranta
dall'orrenda ideologia razziale nazionalsocialista le sento richeggiare oggi da
ben altri pulpiti. Mi permetto però di segnalare quella che ai miei occhi è
apparsa come un'omissione piuttosto grave: nella prima parte della puntata si è
parlato del vescovo di Munster Clemens August von Galen, che papa Ratzinger ha
proclamato beato nell'ottobre 2005, autore delle coraggiose prediche
antinaziste contro il programma eutanasico denominato T4. Ebbene, non si è
spesa neanche una parola per ricordare che von Galen godeva dell'appoggio
incondizionato di Pio XII, il quale scrisse al coraggioso vescovo per
appoggiare i suoi interventi. "Le tre prediche del vescovo von Galen - sono
parole vergate dal Pontefice - procurano anche a noi, sulla via del dolore che
percorriamo insieme ai cattolici tedeschi, un conforto e una soddisfazione, che
da molto tempo non provavamo. Il vescovo ha scelto bene il momento per farsi
avanti con tanto coraggio". Non sono fatti sconosciuti o non provati, non
sono ipotesi: il carteggio esiste ed è pubblico (si può leggere tradotto
dall'originale tedesco nel bel libro di Stefania Falasca, Un vescovo contro
Hitler, edizioni San Paolo). Carta canta, insomma. L'idea che può essersi fatto
l'ignaro spettatore vedendo la puntata di ieri sera è che quel vescovo
coraggioso fosse isolato. Sostenuto sì dai suoi fedeli, ma non da Roma. Mentre
invece era direttamente e personalmente sostenuto da papa Pacelli, il quale - ma
questo è stato ricordato - lo fece cardinale nel suo primo concistoro, nel
1946. Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (7 votes, average: 3.86 out of
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Commenti Invia questo articolo a un amico 22Aug 08 Tra le novità del Meeting
c'è "Ratzinger professore" Tra i libri novità che saranno presentati
al Meeting di Rimini, che si apre domenica, c'è un volume scritto da Gianni
Valente, giornalista di "Trentagiorni", dedicato a Ratzinger professore
(edizioni San Paolo). Il volume arriverà in libreria a settembre, ma le prime
copie fresche di stampa saranno portate a Rimini. Posso assicurarvi che è un
volume che vale la pena leggere, per capire meglio Joseph Ratzinger, il suo
lavoro teologico, il suo sguardo sulla Chiesa. E anche per smentire certi
schemi che lo vorrebbero dipingere come un "pentito" del Concilio
Vaticano II. Questa è la recensione che oggi, 25 agosto, ho pubblicato sulle
pagine culturali del Giornale. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (6
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Buon Ferragosto con le parole di Papa Luciani Voglio augurare a tutti i
naviganti del blog una buona festa dell'Assunta. Sono tornato dalla Spagna, ma
non ho ancora ripreso a lavorare (due giorni fa ho pubblicato un'intervista a
mons. Negri sulla polemica di Famiglia Cristiana contro il governo Berlusconi,
che potete leggere cliccando nell'apposito link sotto la foto, ma era una
richiesta una tantum della direzione). Ieri sera ero a Canale d'Agordo, dove,
insieme alla collega ed amica Stefania Falsaca, giornalista di Trentagiorni,
abbiamo raccontato lo stato della causa di beatificazione di Papa Luciani.
L'incontro si è svolto nella chiesa parrocchiale, su invito del parroco don
Sirio e del sindaco. Come sapete sono molto legato alla figura di questo grande
Papa, l'importanza del cui pontificato - per usare le parole di Giovanni Paolo
II - è "inversamente proporzionale alla sua durata". Durante
un'udienza del mercoledì, Giovanni Paolo I disse: "Io rischio di dire uno
sproposito. ma lo dico. Il Signore ama tanto l'umiltà che a volte permette dei
peccati gravi. Perché? Perché quelli che li hanno comessi, questi peccati, dopo
pentiti, restino umili. Non vien voglia di credersi mezzi angeli quando si sa
di aver commesso delle mancanze gravi. Il Signore ha tanto raccomandato: siate
umili. Anche se avete fatto delle grandi cose dite: siamo servi inutili".
Scritto in Varie Commenti ( 170 ) " (15 votes, average: 4.2 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 03Aug 08 La messa in ambrosiano
antico: a Milano qualcosa si muove Interrompo il silenzio della vacanza grazie
a una gita di vetiquattr'ore a Barcellona (dove c'è facilità di collegamento)
per rilanciare una notizia che farà piacere a molti navigatori del blog. Grazie
al dialogo intrapreso tra il movimento liturgico benedettiano e la Curia di
Milano sta per iniziare una nuova celebrazione in rito ambrosiano antico
(secondo il messale del 1954) oltre a quella concessa a suo tempo dal cardinale
Martini e tutt'oggi celebrata la domenica nella chiesa del Gentilino. Scritto in
Varie Commenti ( 279 ) " (19 votes, average: 4.05 out of 5) Loading ... Il
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questo articolo a un amico 29Jul 08 Avviso urgente ai naviganti (dalla Spagna)
Cari amici, mi trovo in vacanza in una zona della Spagna dove c'è una copertura
scarsissima di rete e non riesco a collegarmi (ora lo sto facendo stando seduto
sui gradini della splendida cattedrale gotica di Girona, che ho appena
visitato): per questo non mi è possibile intervenire o sbloccare i commenti in
moderazione. Chiedo scusa a tutti e vi do appuntamento al 12 agosto, quando
sarò di ritorno! Scritto in Varie Commenti ( 80 ) " (7 votes, average:
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Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in
storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano
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Varie (236) Ultime discussioni bo,mario: Elianna ti avevo già perdonato. La
delicatezza con cui scrivi mi fà pensare che qualcosa di buono... elianna: @
Cherubino Senza contare che un sistema di controlli rigoroso, selettivo in
termini di sicurezza - che non... elianna: @ Cherubino Assodato il dovere di
ospitalità e caritatevole accoglienza, e tenendo conto dei rischi di...
Francesco.F.: Cara Marina, come fa a stimare uno come me, che, a suo parere,
porta la propria testa a spasso più che... Francesco.F.: "L'ondata di
xenofobia in atto" è solo una convenzione letteraria, che non porfta da...
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saprà difendere l'America"Rissia, un altro giornalista ucciso nel Caucaso
La polizia: "Aggredito"Alitalia, Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati"Maroni:
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fermato con le luccioleA Venezia tutti dalle vecchiette Il film di culto è
quello più buonistaE il Pci ordinò: "A Canzonissima votate per il tenore
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"How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in
it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares
Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere
Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli
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nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio,
la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime
di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo
storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà
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Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39
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un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Il "Leone di Munster"
e i cristiani antinazisti Tra le novità del Meeting c'è "Ratzinger
professore" Buon Ferragosto con le parole di Papa Luciani La messa in
ambrosiano antico: a Milano qualcosa si muove Avviso urgente ai naviganti
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( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Con un commento a
firma di Lucetta Scaraffia, "L'Osservatore Romano" di interviene nel
dibattito esistente sulla definizione di morte in base all'assenza di attività
cerebrale, che proprio quarant'anni fa, con la dichiarazione di Harvard, mutò
nella comunità scientifica la precedente definizione di morte che fino a quel
momento si basava sull'assenza di attività cardiocircolatoria. Il quotidiano
vaticano offre spunti di discussione, non prende posizioni definite e, a causa
del montare della polemica, nella serata di ieri padre Federico Lombardi,
direttore della Sala Stampa vaticana, ha precisato che l'articolo, seppur
autorevole, non esprime in alcun modo la posizione della Santa Sede né di un
organismo vaticano. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre
questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine
all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare.
Copio e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo
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sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del fenomeno
dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste ultime
settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di immigrazione
irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del Mediterraneo verso il
continente europeo, visto come un approdo di speranza per sfuggire a situazioni
avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia; quella avvenuta
qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto numero di
vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della storia
dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni tra
popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi,
tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone,
nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze
regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della
migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento,
affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e
spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di
origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere
le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte
le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e
comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare
di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei
migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore
della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare
di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un
miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a
tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione
di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di
istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie
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articolo a un amico 28Aug 08 Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a
"Gesù di Nazaret" Ieri il Papa ha condannato le violenze nella
regione indiana dell'Orissa. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul
Giornale. Domani, venerdì 29 agosto, le scuole cattoliche di tutta l'India
resteranno chiuse per solidarietà con i cristiani vittime delle violenze degli
ultimi giorni. Mentre una giornata di preghiera e digiuno è stata indetta per
il 7 settembre: il Papa sarà a Cagliari, per la visita pastorale di un giorno
in Sardegna. Ma sarebbe bello comunque aderire all'iniziativa dei vescovi
indiani, anche al di fuori dei confini del Paese asiatico. Vi ripropongo un
reportage illuminante sull'Orissa firmato alcuni mesi fa su Mondo e missione da
Giorgio Bernardelli. Intanto domani comincia a Castelgandolfo l'annuale
riunione degli allievi del professor Ratzinger: proprio a "Ratzinger
professore" è dedicato l'omonimo libro di Gianni Valente in uscita a
settembre, che ho recensito lunedì sul Giornale. Oggi il volume è stato
recensito da Avvenire e dal Corriere della Sera. Vi do, infine, una piccola
notizia: lo Shuelerkreis, l'incontro del Papa con gli ex allievi che inizia
domani, non sarà dedicato a Martin Lutero e la riforma protestante, come
previsto e come ampiamente annunciato, ma sarà il libro di Benedetto XVI
"Gesù di Nazaret" e la storicità dei vangeli. Un cambiamento deciso
nelle ultime settimane. Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (8 votes,
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dei cristiani in Orissa AsiaNews informa che una donna è stata bruciata viva da
gruppi di fondamentalisti indù nel distretto di Bargarh (Orissa), che hanno
assalito l'orfanotrofio cattolico nel quale la donna lavorava. Lo ha confermato
il sovrintendente della polizia Ashok Biswall . Un sacerdote che era presente
nell'orfanotrofio è rimasto gravemente ferito ed è ora all'ospedale con
profonde ustioni. Una suora, del Centro sociale di Bubaneshwar è stata stuprata
da gruppi di estremisti indù prima di dar fuoco a tutto l'edificio. La lista
delle violenze contro i cristiani si allunga. Fonti di AsiaNews affermano che
una sacerdote è stato ferito; altri due sacerdoti sono stati rapiti. Da due
giorni lo stato dell'Orissa (nord- est dell'India) è scosso da violenze seguite
all'uccisione di un leader radicale indù, Swami Laxanananda Saraswati. Chiese,
centri sociali, centri pastorali, conventi e orfanotrofi sono stati assaliti
ieri e oggi al grido di "Uccidete i cristiani e distruggete le loro
istituzioni". Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (9 votes, average:
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organizza il concorso di bellezza per suore. Vi confesso che la notizia mi ha
colpito. Mi chiedo a che punto possa arrivare, seppure in buona fede, la voglia
di visibilità, il desiderio di apparire "moderni", l'intenzione di
far conoscere con questi mezzi la buona notizia cristiana. Leggo stamattina sul
Corriere che un prete teologo, giornalista e professore di filosofia nelle
scuole, padre Antonio Rungi, passionista di Mondragone (provincia di Caserta),
ha organizzato il concorso "Sister Italia" e intende raccogliere
tramite il suo sito web (sul quale però ancora non trovato traccia
dell'iniziativa) le foto delle religiose più belle. "Ma pensate davvero -
ha dichiarato il religioso - che le suore siano tutte anziane, rattrappite e
funeree? Oggi non è più così, grazie anche all'iniezione di gioventù e di vitalità
portata nel nostro Paese dalle ragazze straniere: ci sono suore dall'Africa e
dall'America Latina che sono davvero molto, molto carine. Le brasiliane
soprattutto.". E ha aggiunto: "Mi aspetto che siano almeno un
migliaio le sorelle ad inviare le foto, e mi piacerebbe che la prossima
edizione non fosse solo virtuale, magari potrebbe essere ospitata proprio
durante Miss Italia. Con una passerella per le suore, certamente". Non
sono mai stato un fan di Miss Italia, specie da quando, nel nome del politicamente
corretto, la trasmissione si è trasformata in un'interminabile sequenza di
interviste con le aspiranti miss che ripetono di volere la pace nel mondo e di
credere nei valori della famiglia. In ogni caso, la Tv e il costume hanno i
loro riti e le loro liturgie, e Miss Italia è tra queste. Mi chiedo (e vi
chiedo): c'era davvero bisogno di "importare" anche questa novità
delle suore in passerella (per quanto solo virtuale) al fine di "aprirsi
al mondo"? Scritto in Varie Commenti ( 155 ) " (7 votes, average: 3.86
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Munster" e i cristiani antinazisti Ieri sera su Raitre, in prima serata, è
andata in onda un'eccezionale puntata della Grande Storia, la serie curata da
Luigi Bizzarri, interamente dedicata alla resistenza antinazista dei cristiani
tedeschi. Due ore di filmati e testimonianze inedite, per raccontare eventi
poco conosciuti al grande pubblico. Nella solita melassa di frivolezze estive
in onda sui nostri teleschermi, la documentata trasmissione della terza rete
Rai è stata come una boccata di ossigeno. Mi hanno colpito in particolare i
filmati propagandistici del regime hitleriano che giustificavano l'eutanasia e la
soppressione delle "vite improduttive", quelle degli handicappati e
dei malati mentali. Ho trovato quelle immagini tremendamente attuali, perché
argomentazioni simili a quelle tirate in ballo nei primi anni Quaranta
dall'orrenda ideologia razziale nazionalsocialista le sento richeggiare oggi da
ben altri pulpiti. Mi permetto però di segnalare quella che ai miei occhi è
apparsa come un'omissione piuttosto grave: nella prima parte della puntata si è
parlato del vescovo di Munster Clemens August von Galen, che papa Ratzinger ha
proclamato beato nell'ottobre 2005, autore delle coraggiose prediche
antinaziste contro il programma eutanasico denominato T4. Ebbene, non si è
spesa neanche una parola per ricordare che von Galen godeva dell'appoggio
incondizionato di Pio XII, il quale scrisse al coraggioso vescovo per
appoggiare i suoi interventi. "Le tre prediche del vescovo von Galen -
sono parole vergate dal Pontefice - procurano anche a noi, sulla via del dolore
che percorriamo insieme ai cattolici tedeschi, un conforto e una soddisfazione,
che da molto tempo non provavamo. Il vescovo ha scelto bene il momento per
farsi avanti con tanto coraggio". Non sono fatti sconosciuti o non
provati, non sono ipotesi: il carteggio esiste ed è pubblico (si può leggere tradotto
dall'originale tedesco nel bel libro di Stefania Falasca, Un vescovo contro
Hitler, edizioni San Paolo). Carta canta, insomma. L'idea che può essersi fatto
l'ignaro spettatore vedendo la puntata di ieri sera è che quel vescovo
coraggioso fosse isolato. Sostenuto sì dai suoi fedeli, ma non da Roma. Mentre
invece era direttamente e personalmente sostenuto da papa Pacelli, il quale -
ma questo è stato ricordato - lo fece cardinale nel suo primo concistoro, nel
1946. Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (7 votes, average: 3.86 out of
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Commenti Invia questo articolo a un amico 22Aug 08 Tra le novità del Meeting
c'è "Ratzinger professore" Tra i libri novità che saranno presentati
al Meeting di Rimini, che si apre domenica, c'è un volume scritto da Gianni
Valente, giornalista di "Trentagiorni", dedicato a Ratzinger
professore (edizioni San Paolo). Il volume arriverà in libreria a settembre, ma
le prime copie fresche di stampa saranno portate a Rimini. Posso assicurarvi
che è un volume che vale la pena leggere, per capire meglio Joseph Ratzinger,
il suo lavoro teologico, il suo sguardo sulla Chiesa. E anche per smentire
certi schemi che lo vorrebbero dipingere come un "pentito" del
Concilio Vaticano II. Questa è la recensione che oggi, 25 agosto, ho pubblicato
sulle pagine culturali del Giornale. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (6
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Buon Ferragosto con le parole di Papa Luciani Voglio augurare a tutti i
naviganti del blog una buona festa dell'Assunta. Sono tornato dalla Spagna, ma
non ho ancora ripreso a lavorare (due giorni fa ho pubblicato un'intervista a
mons. Negri sulla polemica di Famiglia Cristiana contro il governo Berlusconi,
che potete leggere cliccando nell'apposito link sotto la foto, ma era una
richiesta una tantum della direzione). Ieri sera ero a Canale d'Agordo, dove,
insieme alla collega ed amica Stefania Falsaca, giornalista di Trentagiorni,
abbiamo raccontato lo stato della causa di beatificazione di Papa Luciani.
L'incontro si è svolto nella chiesa parrocchiale, su invito del parroco don
Sirio e del sindaco. Come sapete sono molto legato alla figura di questo grande
Papa, l'importanza del cui pontificato - per usare le parole di Giovanni Paolo
II - è "inversamente proporzionale alla sua durata". Durante
un'udienza del mercoledì, Giovanni Paolo I disse: "Io rischio di dire uno
sproposito. ma lo dico. Il Signore ama tanto l'umiltà che a volte permette dei
peccati gravi. Perché? Perché quelli che li hanno comessi, questi peccati, dopo
pentiti, restino umili. Non vien voglia di credersi mezzi angeli quando si sa
di aver commesso delle mancanze gravi. Il Signore ha tanto raccomandato: siate
umili. Anche se avete fatto delle grandi cose dite: siamo servi inutili".
Scritto in Varie Commenti ( 170 ) " (15 votes, average: 4.2 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 03Aug 08 La messa in ambrosiano
antico: a Milano qualcosa si muove Interrompo il silenzio della vacanza grazie
a una gita di vetiquattr'ore a Barcellona (dove c'è facilità di collegamento) per
rilanciare una notizia che farà piacere a molti navigatori del blog. Grazie al
dialogo intrapreso tra il movimento liturgico benedettiano e la Curia di Milano
sta per iniziare una nuova celebrazione in rito ambrosiano antico (secondo il
messale del 1954) oltre a quella concessa a suo tempo dal cardinale Martini e
tutt'oggi celebrata la domenica nella chiesa del Gentilino. Scritto in Varie
Commenti ( 279 ) " (19 votes, average: 4.05 out of 5) Loading ... Il Blog
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articolo a un amico 29Jul 08 Avviso urgente ai naviganti (dalla Spagna) Cari
amici, mi trovo in vacanza in una zona della Spagna dove c'è una copertura
scarsissima di rete e non riesco a collegarmi (ora lo sto facendo stando seduto
sui gradini della splendida cattedrale gotica di Girona, che ho appena
visitato): per questo non mi è possibile intervenire o sbloccare i commenti in
moderazione. Chiedo scusa a tutti e vi do appuntamento al 12 agosto, quando
sarò di ritorno! Scritto in Varie Commenti ( 80 ) " (7 votes, average:
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Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in
storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano
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Varie (236) Ultime discussioni bo,mario: Elianna ti avevo già perdonato. La delicatezza
con cui scrivi mi fà pensare che qualcosa di buono... elianna: @ Cherubino
Senza contare che un sistema di controlli rigoroso, selettivo in termini di
sicurezza - che non... elianna: @ Cherubino Assodato il dovere di ospitalità e
caritatevole accoglienza, e tenendo conto dei rischi di... Francesco.F.: Cara
Marina, come fa a stimare uno come me, che, a suo parere, porta la propria
testa a spasso più che... Francesco.F.: "L'ondata di xenofobia in
atto" è solo una convenzione letteraria, che non porfta da... Gli articoli
più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don
Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra
S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima
parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Amato ai santi e il gesuita
spagnolo Ladaria al Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha
approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi
- 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in
Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5
Emails Ultime news Osservatore Romano riapre il dibattito: "La morte
cerebrale non è sufficiente"St Paul, finita la tregua Bush: "McCain
saprà difendere l'America"Rissia, un altro giornalista ucciso nel Caucaso
La polizia: "Aggredito"Alitalia, Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati"Maroni:
"Trasferte vietate ai tifosi del Napoli"L'assessore anti-lucciole
fermato con le luccioleA Venezia tutti dalle vecchiette Il film di culto è
quello più buonistaE il Pci ordinò: "A Canzonissima votate per il tenore
sovietico"Google lancia la sfida a Microsoft Arriva il nuovo browser
ChromeQuello che non sapete sul mercato dell'Inter Blog Amici Dio: pace
o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il
blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano
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Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede
il posto a "Gesù di Nazaret" Persecuzioni dei cristiani in Orissa Se
un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Il "Leone di
Munster" e i cristiani antinazisti Tra le novità del Meeting c'è
"Ratzinger professore" Buon Ferragosto con le parole di Papa Luciani
La messa in ambrosiano antico: a Milano qualcosa si muove Avviso urgente ai
naviganti (dalla Spagna) Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo
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( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Con un commento a
firma di Lucetta Scaraffia, "L'Osservatore Romano" di interviene nel
dibattito esistente sulla definizione di morte in base all'assenza di attività
cerebrale, che proprio quarant'anni fa, con la dichiarazione di Harvard, mutò
nella comunità scientifica la precedente definizione di morte che fino a quel
momento si basava sull'assenza di attività cardiocircolatoria. Il quotidiano
vaticano offre spunti di discussione, non prende posizioni definite e, a causa
del montare della polemica, nella serata di ieri padre Federico Lombardi,
direttore della Sala Stampa vaticana, ha precisato che l'articolo, seppur
autorevole, non esprime in alcun modo la posizione della Santa Sede né di un
organismo vaticano. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre
questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine
all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare.
Copio e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo
di Lucetta Scaraffia. Scritto in Varie Commenti ( 3 ) " (1 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Aug 08 Benedetto XVI
sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del
fenomeno dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste
ultime settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di immigrazione
irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del Mediterraneo verso il
continente europeo, visto come un approdo di speranza per sfuggire a situazioni
avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia; quella avvenuta
qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto numero di
vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della storia
dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni tra
popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi,
tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone,
nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze
regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della
migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento,
affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e
spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di
origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere
le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte
le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e
comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare
di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei
migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore
della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare
di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un
miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a
tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione
di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di
istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie
Commenti ( 117 ) " (6 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog
di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 28Aug 08 Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a
"Gesù di Nazaret" Ieri il Papa ha condannato le violenze nella
regione indiana dell'Orissa. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul
Giornale. Domani, venerdì 29 agosto, le scuole cattoliche di tutta l'India
resteranno chiuse per solidarietà con i cristiani vittime delle violenze degli
ultimi giorni. Mentre una giornata di preghiera e digiuno è stata indetta per
il 7 settembre: il Papa sarà a Cagliari, per la visita pastorale di un giorno
in Sardegna. Ma sarebbe bello comunque aderire all'iniziativa dei vescovi
indiani, anche al di fuori dei confini del Paese asiatico. Vi ripropongo un
reportage illuminante sull'Orissa firmato alcuni mesi fa su Mondo e missione da
Giorgio Bernardelli. Intanto domani comincia a Castelgandolfo l'annuale
riunione degli allievi del professor Ratzinger: proprio a "Ratzinger
professore" è dedicato l'omonimo libro di Gianni Valente in uscita a
settembre, che ho recensito lunedì sul Giornale. Oggi il volume è stato
recensito da Avvenire e dal Corriere della Sera. Vi do, infine, una piccola
notizia: lo Shuelerkreis, l'incontro del Papa con gli ex allievi che inizia
domani, non sarà dedicato a Martin Lutero e la riforma protestante, come previsto
e come ampiamente annunciato, ma sarà il libro di Benedetto XVI "Gesù di
Nazaret" e la storicità dei vangeli. Un cambiamento deciso nelle ultime
settimane. Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (8 votes, average: 4.38 out
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Commenti Invia questo articolo a un amico 25Aug 08 Persecuzioni dei cristiani
in Orissa AsiaNews informa che una donna è stata bruciata viva da gruppi di
fondamentalisti indù nel distretto di Bargarh (Orissa), che hanno assalito
l'orfanotrofio cattolico nel quale la donna lavorava. Lo ha confermato il
sovrintendente della polizia Ashok Biswall . Un sacerdote che era presente
nell'orfanotrofio è rimasto gravemente ferito ed è ora all'ospedale con
profonde ustioni. Una suora, del Centro sociale di Bubaneshwar è stata stuprata
da gruppi di estremisti indù prima di dar fuoco a tutto l'edificio. La lista
delle violenze contro i cristiani si allunga. Fonti di AsiaNews affermano che
una sacerdote è stato ferito; altri due sacerdoti sono stati rapiti. Da due
giorni lo stato dell'Orissa (nord- est dell'India) è scosso da violenze seguite
all'uccisione di un leader radicale indù, Swami Laxanananda Saraswati. Chiese,
centri sociali, centri pastorali, conventi e orfanotrofi sono stati assaliti
ieri e oggi al grido di "Uccidete i cristiani e distruggete le loro
istituzioni". Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (9 votes, average:
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organizza il concorso di bellezza per suore. Vi confesso che la notizia mi ha
colpito. Mi chiedo a che punto possa arrivare, seppure in buona fede, la voglia
di visibilità, il desiderio di apparire "moderni", l'intenzione di
far conoscere con questi mezzi la buona notizia cristiana. Leggo stamattina sul
Corriere che un prete teologo, giornalista e professore di filosofia nelle
scuole, padre Antonio Rungi, passionista di Mondragone (provincia di Caserta),
ha organizzato il concorso "Sister Italia" e intende raccogliere
tramite il suo sito web (sul quale però ancora non trovato traccia
dell'iniziativa) le foto delle religiose più belle. "Ma pensate davvero -
ha dichiarato il religioso - che le suore siano tutte anziane, rattrappite e
funeree? Oggi non è più così, grazie anche all'iniezione di gioventù e di
vitalità portata nel nostro Paese dalle ragazze straniere: ci sono suore
dall'Africa e dall'America Latina che sono davvero molto, molto carine. Le brasiliane
soprattutto.". E ha aggiunto: "Mi aspetto che siano almeno un
migliaio le sorelle ad inviare le foto, e mi piacerebbe che la prossima
edizione non fosse solo virtuale, magari potrebbe essere ospitata proprio
durante Miss Italia. Con una passerella per le suore, certamente". Non
sono mai stato un fan di Miss Italia, specie da quando, nel nome del
politicamente corretto, la trasmissione si è trasformata in un'interminabile
sequenza di interviste con le aspiranti miss che ripetono di volere la pace nel
mondo e di credere nei valori della famiglia. In ogni caso, la Tv e il costume
hanno i loro riti e le loro liturgie, e Miss Italia è tra queste. Mi chiedo (e
vi chiedo): c'era davvero bisogno di "importare" anche questa novità
delle suore in passerella (per quanto solo virtuale) al fine di "aprirsi
al mondo"? Scritto in Varie Commenti ( 155 ) " (7 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Aug 08 Il "Leone di
Munster" e i cristiani antinazisti Ieri sera su Raitre, in prima serata, è
andata in onda un'eccezionale puntata della Grande Storia, la serie curata da
Luigi Bizzarri, interamente dedicata alla resistenza antinazista dei cristiani
tedeschi. Due ore di filmati e testimonianze inedite, per raccontare eventi
poco conosciuti al grande pubblico. Nella solita melassa di frivolezze estive
in onda sui nostri teleschermi, la documentata trasmissione della terza rete
Rai è stata come una boccata di ossigeno. Mi hanno colpito in particolare i
filmati propagandistici del regime hitleriano che giustificavano l'eutanasia e
la soppressione delle "vite improduttive", quelle degli handicappati
e dei malati mentali. Ho trovato quelle immagini tremendamente attuali, perché
argomentazioni simili a quelle tirate in ballo nei primi anni Quaranta
dall'orrenda ideologia razziale nazionalsocialista le sento richeggiare oggi da
ben altri pulpiti. Mi permetto però di segnalare quella che ai miei occhi è
apparsa come un'omissione piuttosto grave: nella prima parte della puntata si è
parlato del vescovo di Munster Clemens August von Galen, che papa Ratzinger ha
proclamato beato nell'ottobre 2005, autore delle coraggiose prediche
antinaziste contro il programma eutanasico denominato T4. Ebbene, non si è
spesa neanche una parola per ricordare che von Galen godeva dell'appoggio
incondizionato di Pio XII, il quale scrisse al coraggioso vescovo per
appoggiare i suoi interventi. "Le tre prediche del vescovo von Galen -
sono parole vergate dal Pontefice - procurano anche a noi, sulla via del dolore
che percorriamo insieme ai cattolici tedeschi, un conforto e una soddisfazione,
che da molto tempo non provavamo. Il vescovo ha scelto bene il momento per
farsi avanti con tanto coraggio". Non sono fatti sconosciuti o non
provati, non sono ipotesi: il carteggio esiste ed è pubblico (si può leggere
tradotto dall'originale tedesco nel bel libro di Stefania Falasca, Un vescovo
contro Hitler, edizioni San Paolo). Carta canta, insomma. L'idea che può
essersi fatto l'ignaro spettatore vedendo la puntata di ieri sera è che quel
vescovo coraggioso fosse isolato. Sostenuto sì dai suoi fedeli, ma non da Roma.
Mentre invece era direttamente e personalmente sostenuto da papa Pacelli, il
quale - ma questo è stato ricordato - lo fece cardinale nel suo primo
concistoro, nel 1946. Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (7 votes,
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novità del Meeting c'è "Ratzinger professore" Tra i libri novità che
saranno presentati al Meeting di Rimini, che si apre domenica, c'è un volume
scritto da Gianni Valente, giornalista di "Trentagiorni", dedicato a
Ratzinger professore (edizioni San Paolo). Il volume arriverà in libreria a
settembre, ma le prime copie fresche di stampa saranno portate a Rimini. Posso
assicurarvi che è un volume che vale la pena leggere, per capire meglio Joseph
Ratzinger, il suo lavoro teologico, il suo sguardo sulla Chiesa. E anche per
smentire certi schemi che lo vorrebbero dipingere come un "pentito"
del Concilio Vaticano II. Questa è la recensione che oggi, 25 agosto, ho
pubblicato sulle pagine culturali del Giornale. Scritto in Varie Commenti ( 35
) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico 15Aug 08 Buon Ferragosto con le parole di Papa Luciani Voglio augurare a
tutti i naviganti del blog una buona festa dell'Assunta. Sono tornato dalla
Spagna, ma non ho ancora ripreso a lavorare (due giorni fa ho pubblicato
un'intervista a mons. Negri sulla polemica di Famiglia Cristiana contro il
governo Berlusconi, che potete leggere cliccando nell'apposito link sotto la
foto, ma era una richiesta una tantum della direzione). Ieri sera ero a Canale
d'Agordo, dove, insieme alla collega ed amica Stefania Falsaca, giornalista di
Trentagiorni, abbiamo raccontato lo stato della causa di beatificazione di Papa
Luciani. L'incontro si è svolto nella chiesa parrocchiale, su invito del
parroco don Sirio e del sindaco. Come sapete sono molto legato alla figura di
questo grande Papa, l'importanza del cui pontificato - per usare le parole di
Giovanni Paolo II - è "inversamente proporzionale alla sua durata".
Durante un'udienza del mercoledì, Giovanni Paolo I disse: "Io rischio di
dire uno sproposito. ma lo dico. Il Signore ama tanto l'umiltà che a volte
permette dei peccati gravi. Perché? Perché quelli che li hanno comessi, questi
peccati, dopo pentiti, restino umili. Non vien voglia di credersi mezzi angeli
quando si sa di aver commesso delle mancanze gravi. Il Signore ha tanto
raccomandato: siate umili. Anche se avete fatto delle grandi cose dite: siamo
servi inutili". Scritto in Varie Commenti ( 170 ) " (15 votes,
average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS
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in ambrosiano antico: a Milano qualcosa si muove Interrompo il silenzio della
vacanza grazie a una gita di vetiquattr'ore a Barcellona (dove c'è facilità di
collegamento) per rilanciare una notizia che farà piacere a molti navigatori
del blog. Grazie al dialogo intrapreso tra il movimento liturgico benedettiano
e la Curia di Milano sta per iniziare una nuova celebrazione in rito ambrosiano
antico (secondo il messale del 1954) oltre a quella concessa a suo tempo dal
cardinale Martini e tutt'oggi celebrata la domenica nella chiesa del Gentilino.
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(dalla Spagna) Cari amici, mi trovo in vacanza in una zona della Spagna dove
c'è una copertura scarsissima di rete e non riesco a collegarmi (ora lo sto
facendo stando seduto sui gradini della splendida cattedrale gotica di Girona,
che ho appena visitato): per questo non mi è possibile intervenire o sbloccare
i commenti in moderazione. Chiedo scusa a tutti e vi do appuntamento al 12
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1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo
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contatti Categorie Varie (236) Ultime discussioni Victor: Per quanto mi risulta
dai miei studi e dai miei aggiornamenti, la tesi di Lucetta Scaraffia non è
peregrina... bo,mario: Elianna ti avevo già perdonato. La delicatezza con cui
scrivi mi fà pensare che qualcosa di buono... elianna: @ Cherubino Senza
contare che un sistema di controlli rigoroso, selettivo in termini di sicurezza
- che non... elianna: @ Cherubino Assodato il dovere di ospitalità e
caritatevole accoglienza, e tenendo conto dei rischi di... Francesco.F.: Cara
Marina, come fa a stimare uno come me, che, a suo parere, porta la propria
testa a spasso più che... Gli articoli più inviati Il voto
"veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails
Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra S.Sede e lefebvriani,
conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in
rito antico - 8 Emails Amato ai santi e il gesuita spagnolo Ladaria al
Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6
Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia
finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5
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Romano riapre il dibattito: "La morte cerebrale non è sufficiente"St
Paul, finita la tregua Bush: "McCain saprà difendere
l'America"Rissia, un altro giornalista ucciso nel Caucaso La polizia:
"Aggredito"Alitalia,
Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati"Maroni: "Trasferte
vietate ai tifosi del Napoli"L'assessore anti-lucciole fermato con le
luccioleA Venezia tutti dalle vecchiette Il film di culto è quello più
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phalaris: sul Filioque, ma sui dogmi la sostanza cambia ben poco?? Grazie.
Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale.
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"How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in
it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares
Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere
Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli
I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione
nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio,
la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime
di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo
storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non
andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati
dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea -
39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes
Recent Posts Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito
Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede
il posto a "Gesù di Nazaret" Persecuzioni dei cristiani in Orissa Se
un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Il "Leone di
Munster" e i cristiani antinazisti Tra le novità del Meeting c'è
"Ratzinger professore" Buon Ferragosto con le parole di Papa Luciani
La messa in ambrosiano antico: a Milano qualcosa si muove Avviso urgente ai
naviganti (dalla Spagna) Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo
sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS
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( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Con un commento a firma
di Lucetta Scaraffia, "L'Osservatore Romano" di interviene nel
dibattito esistente sulla definizione di morte in base all'assenza di attività
cerebrale, che proprio quarant'anni fa, con la dichiarazione di Harvard, mutò
nella comunità scientifica la precedente definizione di morte che fino a quel
momento si basava sull'assenza di attività cardiocircolatoria. Il quotidiano
vaticano offre spunti di discussione, non prende posizioni definite e, a causa
del montare della polemica, nella serata di ieri padre Federico Lombardi,
direttore della Sala Stampa vaticana, ha precisato che l'articolo, seppur
autorevole, non esprime in alcun modo la posizione della Santa Sede né di un
organismo vaticano. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre
questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine
all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare.
Copio e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo
di Lucetta Scaraffia. Scritto in Varie Commenti ( 3 ) " (1 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Aug 08 Benedetto XVI
sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del
fenomeno dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste
ultime settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di
immigrazione irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del
Mediterraneo verso il continente europeo, visto come un approdo di speranza per
sfuggire a situazioni avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia;
quella avvenuta qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto
numero di vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della
storia dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni
tra popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi,
tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello
stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze regionali,
nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della migrazione
irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento, affinché
continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e spirito
umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di origine,
non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere le cause
di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte le forme
di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e comunque
quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare di comune
accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti
irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore della
propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare di
fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un
miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a
tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione
di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di
istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie
Commenti ( 117 ) " (6 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog
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articolo a un amico 28Aug 08 Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a
"Gesù di Nazaret" Ieri il Papa ha condannato le violenze nella
regione indiana dell'Orissa. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul
Giornale. Domani, venerdì 29 agosto, le scuole cattoliche di tutta l'India
resteranno chiuse per solidarietà con i cristiani vittime delle violenze degli
ultimi giorni. Mentre una giornata di preghiera e digiuno è stata indetta per
il 7 settembre: il Papa sarà a Cagliari, per la visita pastorale di un giorno
in Sardegna. Ma sarebbe bello comunque aderire all'iniziativa dei vescovi
indiani, anche al di fuori dei confini del Paese asiatico. Vi ripropongo un
reportage illuminante sull'Orissa firmato alcuni mesi fa su Mondo e missione da
Giorgio Bernardelli. Intanto domani comincia a Castelgandolfo l'annuale
riunione degli allievi del professor Ratzinger: proprio a "Ratzinger
professore" è dedicato l'omonimo libro di Gianni Valente in uscita a
settembre, che ho recensito lunedì sul Giornale. Oggi il volume è stato
recensito da Avvenire e dal Corriere della Sera. Vi do, infine, una piccola
notizia: lo Shuelerkreis, l'incontro del Papa con gli ex allievi che inizia
domani, non sarà dedicato a Martin Lutero e la riforma protestante, come
previsto e come ampiamente annunciato, ma sarà il libro di Benedetto XVI
"Gesù di Nazaret" e la storicità dei vangeli. Un cambiamento deciso
nelle ultime settimane. Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (8 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Aug 08
Persecuzioni dei cristiani in Orissa AsiaNews informa che una donna è stata
bruciata viva da gruppi di fondamentalisti indù nel distretto di Bargarh
(Orissa), che hanno assalito l'orfanotrofio cattolico nel quale la donna
lavorava. Lo ha confermato il sovrintendente della polizia Ashok Biswall . Un
sacerdote che era presente nell'orfanotrofio è rimasto gravemente ferito ed è
ora all'ospedale con profonde ustioni. Una suora, del Centro sociale di
Bubaneshwar è stata stuprata da gruppi di estremisti indù prima di dar fuoco a
tutto l'edificio. La lista delle violenze contro i cristiani si allunga. Fonti
di AsiaNews affermano che una sacerdote è stato ferito; altri due sacerdoti
sono stati rapiti. Da due giorni lo stato dell'Orissa (nord- est dell'India) è
scosso da violenze seguite all'uccisione di un leader radicale indù, Swami
Laxanananda Saraswati. Chiese, centri sociali, centri pastorali, conventi e
orfanotrofi sono stati assaliti ieri e oggi al grido di "Uccidete i
cristiani e distruggete le loro istituzioni". Scritto in Varie Commenti (
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amico 24Aug 08 Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Vi
confesso che la notizia mi ha colpito. Mi chiedo a che punto possa arrivare,
seppure in buona fede, la voglia di visibilità, il desiderio di apparire
"moderni", l'intenzione di far conoscere con questi mezzi la buona
notizia cristiana. Leggo stamattina sul Corriere che un prete teologo,
giornalista e professore di filosofia nelle scuole, padre Antonio Rungi,
passionista di Mondragone (provincia di Caserta), ha organizzato il concorso
"Sister Italia" e intende raccogliere tramite il suo sito web (sul
quale però ancora non trovato traccia dell'iniziativa) le foto delle religiose
più belle. "Ma pensate davvero - ha dichiarato il religioso - che le suore
siano tutte anziane, rattrappite e funeree? Oggi non è più così, grazie anche
all'iniezione di gioventù e di vitalità portata nel nostro Paese dalle ragazze
straniere: ci sono suore dall'Africa e dall'America Latina che sono davvero
molto, molto carine. Le brasiliane soprattutto.". E ha aggiunto: "Mi
aspetto che siano almeno un migliaio le sorelle ad inviare le foto, e mi
piacerebbe che la prossima edizione non fosse solo virtuale, magari potrebbe
essere ospitata proprio durante Miss Italia. Con una passerella per le suore,
certamente". Non sono mai stato un fan di Miss Italia, specie da quando,
nel nome del politicamente corretto, la trasmissione si è trasformata in
un'interminabile sequenza di interviste con le aspiranti miss che ripetono di
volere la pace nel mondo e di credere nei valori della famiglia. In ogni caso,
la Tv e il costume hanno i loro riti e le loro liturgie, e Miss Italia è tra
queste. Mi chiedo (e vi chiedo): c'era davvero bisogno di "importare"
anche questa novità delle suore in passerella (per quanto solo virtuale) al
fine di "aprirsi al mondo"? Scritto in Varie Commenti ( 155 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Aug
08 Il "Leone di Munster" e i cristiani antinazisti Ieri sera su
Raitre, in prima serata, è andata in onda un'eccezionale puntata della Grande
Storia, la serie curata da Luigi Bizzarri, interamente dedicata alla resistenza
antinazista dei cristiani tedeschi. Due ore di filmati e testimonianze inedite,
per raccontare eventi poco conosciuti al grande pubblico. Nella solita melassa
di frivolezze estive in onda sui nostri teleschermi, la documentata
trasmissione della terza rete Rai è stata come una boccata di ossigeno. Mi
hanno colpito in particolare i filmati propagandistici del regime hitleriano
che giustificavano l'eutanasia e la soppressione delle "vite
improduttive", quelle degli handicappati e dei malati mentali. Ho trovato
quelle immagini tremendamente attuali, perché argomentazioni simili a quelle
tirate in ballo nei primi anni Quaranta dall'orrenda ideologia razziale
nazionalsocialista le sento richeggiare oggi da ben altri pulpiti. Mi permetto
però di segnalare quella che ai miei occhi è apparsa come un'omissione
piuttosto grave: nella prima parte della puntata si è parlato del vescovo di
Munster Clemens August von Galen, che papa Ratzinger ha proclamato beato
nell'ottobre 2005, autore delle coraggiose prediche antinaziste contro il
programma eutanasico denominato T4. Ebbene, non si è spesa neanche una parola
per ricordare che von Galen godeva dell'appoggio incondizionato di Pio XII, il
quale scrisse al coraggioso vescovo per appoggiare i suoi interventi. "Le
tre prediche del vescovo von Galen - sono parole vergate dal Pontefice -
procurano anche a noi, sulla via del dolore che percorriamo insieme ai cattolici
tedeschi, un conforto e una soddisfazione, che da molto tempo non provavamo. Il
vescovo ha scelto bene il momento per farsi avanti con tanto coraggio".
Non sono fatti sconosciuti o non provati, non sono ipotesi: il carteggio esiste
ed è pubblico (si può leggere tradotto dall'originale tedesco nel bel libro di
Stefania Falasca, Un vescovo contro Hitler, edizioni San Paolo). Carta canta,
insomma. L'idea che può essersi fatto l'ignaro spettatore vedendo la puntata di
ieri sera è che quel vescovo coraggioso fosse isolato. Sostenuto sì dai suoi
fedeli, ma non da Roma. Mentre invece era direttamente e personalmente
sostenuto da papa Pacelli, il quale - ma questo è stato ricordato - lo fece
cardinale nel suo primo concistoro, nel 1946. Scritto in Varie Commenti ( 101 )
" (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico 22Aug 08 Tra le novità del Meeting c'è "Ratzinger professore"
Tra i libri novità che saranno presentati al Meeting di Rimini, che si apre
domenica, c'è un volume scritto da Gianni Valente, giornalista di
"Trentagiorni", dedicato a Ratzinger professore (edizioni San Paolo).
Il volume arriverà in libreria a settembre, ma le prime copie fresche di stampa
saranno portate a Rimini. Posso assicurarvi che è un volume che vale la pena
leggere, per capire meglio Joseph Ratzinger, il suo lavoro teologico, il suo
sguardo sulla Chiesa. E anche per smentire certi schemi che lo vorrebbero
dipingere come un "pentito" del Concilio Vaticano II. Questa è la
recensione che oggi, 25 agosto, ho pubblicato sulle pagine culturali del
Giornale. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (6 votes, average: 3.67 out
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Commenti Invia questo articolo a un amico 15Aug 08 Buon Ferragosto con le
parole di Papa Luciani Voglio augurare a tutti i naviganti del blog una buona
festa dell'Assunta. Sono tornato dalla Spagna, ma non ho ancora ripreso a
lavorare (due giorni fa ho pubblicato un'intervista a mons. Negri sulla
polemica di Famiglia Cristiana contro il governo Berlusconi, che potete leggere
cliccando nell'apposito link sotto la foto, ma era una richiesta una tantum
della direzione). Ieri sera ero a Canale d'Agordo, dove, insieme alla collega
ed amica Stefania Falsaca, giornalista di Trentagiorni, abbiamo raccontato lo
stato della causa di beatificazione di Papa Luciani. L'incontro si è svolto
nella chiesa parrocchiale, su invito del parroco don Sirio e del sindaco. Come
sapete sono molto legato alla figura di questo grande Papa, l'importanza del
cui pontificato - per usare le parole di Giovanni Paolo II - è
"inversamente proporzionale alla sua durata". Durante un'udienza del
mercoledì, Giovanni Paolo I disse: "Io rischio di dire uno sproposito. ma
lo dico. Il Signore ama tanto l'umiltà che a volte permette dei peccati gravi.
Perché? Perché quelli che li hanno comessi, questi peccati, dopo pentiti,
restino umili. Non vien voglia di credersi mezzi angeli quando si sa di aver
commesso delle mancanze gravi. Il Signore ha tanto raccomandato: siate umili.
Anche se avete fatto delle grandi cose dite: siamo servi inutili". Scritto
in Varie Commenti ( 170 ) " (15 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ...
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questo articolo a un amico 03Aug 08 La messa in ambrosiano antico: a Milano
qualcosa si muove Interrompo il silenzio della vacanza grazie a una gita di
vetiquattr'ore a Barcellona (dove c'è facilità di collegamento) per rilanciare
una notizia che farà piacere a molti navigatori del blog. Grazie al dialogo
intrapreso tra il movimento liturgico benedettiano e la Curia di Milano sta per
iniziare una nuova celebrazione in rito ambrosiano antico (secondo il messale
del 1954) oltre a quella concessa a suo tempo dal cardinale Martini e tutt'oggi
celebrata la domenica nella chiesa del Gentilino. Scritto in Varie Commenti (
279 ) " (19 votes, average: 4.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico 29Jul 08 Avviso urgente ai naviganti (dalla Spagna) Cari amici, mi trovo
in vacanza in una zona della Spagna dove c'è una copertura scarsissima di rete
e non riesco a collegarmi (ora lo sto facendo stando seduto sui gradini della
splendida cattedrale gotica di Girona, che ho appena visitato): per questo non
mi è possibile intervenire o sbloccare i commenti in moderazione. Chiedo scusa
a tutti e vi do appuntamento al 12 agosto, quando sarò di ritorno! Scritto in
Varie Commenti ( 80 ) " (7 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il
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questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il
vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca.
Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di
Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (236) Ultime
discussioni Victor: Per quanto mi risulta dai miei studi e dai miei
aggiornamenti, la tesi di Lucetta Scaraffia non è peregrina... bo,mario:
Elianna ti avevo già perdonato. La delicatezza con cui scrivi mi fà pensare che
qualcosa di buono... elianna: @ Cherubino Senza contare che un sistema di controlli
rigoroso, selettivo in termini di sicurezza - che non... elianna: @ Cherubino
Assodato il dovere di ospitalità e caritatevole accoglienza, e tenendo conto
dei rischi di... Francesco.F.: Cara Marina, come fa a stimare uno come me, che,
a suo parere, porta la propria testa a spasso più che... Gli articoli più
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S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima
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approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi
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Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5
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cerebrale non è sufficiente"St Paul, finita la tregua Bush: "McCain
saprà difendere l'America"Rissia, un altro giornalista ucciso nel Caucaso
La polizia: "Aggredito"Alitalia, Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati"Maroni:
"Trasferte vietate ai tifosi del Napoli"L'assessore anti-lucciole
fermato con le luccioleA Venezia tutti dalle vecchiette Il film di culto è
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( da "Tempo, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa il piano di
salvataggio Alitalia, Cisl e Uil
lasciano sola la Cgil Cgil sempre più isolata. Sulla vicenda Alitalia Cisl e Uil si stanno smarcando
dal sindacato di Epifani. Mentre la Cgil si è arroccata su posizioni rigide
prospettando una trattativa lunga, Cisl e Uil hanno mandato al governo segnali
di disponibilità a rispettare i tempi stretti che il ministro del Lavoro
Sacconi e il commissario straordinario Fantozzi hanno indicato. Anche le
sigle sindacali dei dipendenti della compagnia di bandiera che ieri si sono
riuniti per individuare una linea unitaria, sembrano pronti a assumere un
atteggiamento più morbido, consapevoli che alzare un muro vorrebbe dire portare
l'Alitalia alla liquidazione con danni incalcolabili
sul piano occupazionale. Al termine dell'incontro hanno diramato una nota nella
quale indicano la scaletta della trattativa: prima il via libera al piano
industriale poi la trattativa sugli esuberi. Una posizione condivisa anche dai
confederali. Il leader della Uil Angeletti è stato chiaro. "è un dovere
salvare i posti di lavoro. Non capisco perchè si debbano distruggere 20mila
posti quando si può salvarne la stragrande maggioranza". Angeletti
sottolinea la difficoltà della situazione ("L'azienda è tecnicamente
fallita, ha un commissario che deve liquidarla entro pochi giorni") ed è
d'accordo con il governo sulla necessità di chiudere la trattativa in tempi
brevi. Ed è una linea condivisa dal sindacato di categoria Uilt anch'esso
consapevole che in ballo ci sono 20.000 posti di lavoro. Quindi bisogna
arrivare subito a un accordo che però "va sottoposto al referendum tra i
lavoratori interessati". Intanto vengono fuori altre cifre sul piano di
salvataggio. Nella relazione tecnica al decreto si legge che costerà 30 milioni
l'anno l'accesso agli ammortizzatori sociali per gli esuberi. Per il 2009 i 30
milioni verranno dal Fondo per l'occupazione, per il 2010 da un taglio lineare
alle autorizzazioni di spesa della Finanziaria 2008 e per ciascuno degli anni
dal 2010 al 2014 con la riduzione del fondo per gli interventi strutturali di
politica economica.E sul nodo degli esuberi ieri è tornato anche il ministero
del Lavoro con una nota nella quale si chiede ai sindacati di valutare più i
posti salvati che i tagli. Quanto alle indiscrezioni sul numero di quanti
resterebbero fuori dalla nuova Alitalia, Sacconi ha
detto che prima di fare le cifre bisogna attendere l'acquisizione da parte del
commissario delle offerte. Le voci che continuano a circolare tra i sindacati
parlano di una base di 4.500 esuberi. A pagare il costo più elevato sarebbero
gli assistenti di volo con circa 1.500 esuberi. Per i piloti, circa 500, ed il
personale di terra, circa 2.500, gli esuberi sarebbero più in linea con
l'offerta di Air France-Klm che fu bocciata dai sindacati. Tra i sindacati c'è
chi ha fiducia sulla possibilità che al tavolo con il governo si possa arrivare
a ridurne il numero. Ad incidere sul numero degli esuberi per il personale
navigante sarebbero le nuove regole previste, sia da norme generali che dal
Piano Fenice, per la composizione degli equipaggi. Nuove norme generali
impedirebbero di ridurre sotto una certa soglia l'assunzione di piloti nella
newco. Esuberi non significativi per Airone. Criteri più stringenti anche per
la composizione degli equipaggi: in particolare, la decisione di tornare alla
figura del responsabile unico di cabina eliminando la presenza di due o tre responsabili
prevista oggi. Sulla questione Alitalia oggi si
riunirà alla Regione Lazio, il tavolo sindacati-enti locali.
( da "Stampa, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
INDUSTRIA. IN ATTESA DELL'ARRIVO DEL COMMISSARIO Alla Waya come all'Alitalia "Il sindacato fa il suo
mestiere e difende i posti di lavoro dentro e fuori" La parabola della Way
Assauto potrebbe stare in una battuta: dagli ammortizzatori per auto a quelli
sociali. Ovvero, cassa integrazione e mobilità per i 240 ancora rimasti a libro
paga. Nel frattempo sotto i capannoni, dove un tempo in tremila
producevano bulloni, catene, pedali, e ammortizzatori, i macchinari sono fermi.
Dovevano ripartire, ma le ferie alla Waya hanno il sapore dell'eutanasia. Le
ultime puntate delle triste commedia vedono l'uscita di scena nel ruolo del
"cattivo" di Diego Robella, l'imprenditore di Scurzolengo che tre
anni fa fu descritto e politicamente benedetto come il salvatore
dell'astigianità della fabbrica. Fugace anche la comparsa del "professor
Villa" nel ruolo dell'"ambasciator non porta pena" per conto di
innominati imprenditori milanesi. A questo punto gli operai (nel ruolo dei
creditori) hanno chiesto al tribunale civile un commissario. Pier Luigi
Guerrini ha seguito passo passo le vicende, a volte in scena a volte dietro le
quinte: la Uilm il suo sindacato è quello maggiormente rappresentativo tra i
"rimasti della Waya". Adesso sperate nel commissario? "E' una
strada obbligata, ma non basta. Le istituzioni e gli imprenditori, quelli seri,
devono fare la loro parte e battere un colpo, se ci sono". La vicenda
Waya, ricorda in piccolo quella dell'Alitalia, ma si troverà
una cordata per la new company e chi si accolla i debiti della bad company?
"Sia chiaro i lavoratori sono vittime di questa situazione. Noi ci
batteremo perché nessuno resti in mezzo ad una strada. A questo punto la nostra
difesa non è solo dei posti di lavoro alla Waya, ma di chi nella Waya ci è
rimasto che potrebbe benissimo essere impiegato altrove. La vicenda Alitalia ha aperto una strada, percorriamola anche ad
Asti". C'è chi accusa il sindacato di essere stato poco duttile e non aver
lasciato spazio tre anni fa ad altri progetti che potevano salvare la Waya.
"Leggiamo di queste cose. E' bene chiarire che al tavolo ufficiale altri
piani industriali non ne sono mai arrivati. La soluzione Robella era l'unica
che prevedeva il salvataggio dei posti di lavoro". Dunque voi non avete
ostacolato il siciliano Montante? "Il compito del sindacato è difendere i
posti di lavoro e la dignità dei lavoratori. Montante non è mai arrivato a
stringere trattative concrete". Però, con il senno di poi... "Con il
senno di poi la fabbrica negli Anni Settanta non avrebbe dovuto legarsi mani e
piedi alla produzione di ammortizzatori per auto. E' facile giudicare ora.
Certo Robella non ha rispettato i patti...". E allora? "Allora se ci
sono imprenditori veri che credono nel rilancio dell'azienda e della sua
produzione che è ancora tecnologicamente valida sul mercato internazionale, si
facciano avanti. Il sindacato non sarà certamente d'ostacolo, ma non
accetteremo i soliti furbi a caccia di denaro pubblico sulla pelle dei lavoratori".
( da "Stampa, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pietro Garibaldi
SINDACATI, LA DOPPIA PARTITA D'AUTUNNO Per i sindacati italiani l'autunno che
abbiamo davanti si appresta a essere caldo. In gioco non è solo qualche
rivendicazione salariale o qualche minaccia di sciopero. In gioco è invece il
ruolo stesso dei sindacati nella società italiana dei prossimi anni. In questi
giorni i sindacati sono infatti impegnati in due trattative molto diverse e
molto delicate. Da un lato il negoziato sugli esuberi della
ex Alitalia. Molti
commentatori definirono una Caporetto del sindacato il giorno in cui Air France
abbandonò la trattativa per l'acquisto di Alitalia. Vedremo come si svilupperà la nuova trattativa. Per la
produttività del Paese è però più importante il secondo tavolo su cui sono in
questi giorni impegnati i sindacati. È il tavolo della riforma del
sistema contrattuale. Il sindacato ha l'occasione per dimostrare al Paese di
essere una grande forza riformatrice. L'aumento estivo dell'inflazione e il
rallentamento della crescita economica hanno posto la difesa del potere
d'acquisto dei salari al centro delle preoccupazioni di milioni di lavoratori.
La ripresa del negoziato tra le parti sociali è quindi certo una buona notizia.
I dati sugli aumenti salariali fino a luglio sono fortunatamente confortanti.
Anche grazie al rinnovo di alcuni importanti contratti dei servizi, l'aumento
medio è risultato pari al 4,3%, poco superiore all'inflazione di agosto,
confermata al 4%. Alla luce di questi dati, la vera emergenza non è la perdita
del potere d'acquisto dei salari, quanto piuttosto la bassa crescita reale dei
salari e dell'intera economia. Per contribuire al rilancio della produttività,
sindacati e Confindustria si sono formalmente impegnati a concludere la riforma
delle relazioni industriali entro il 30 settembre. All'inizio dell'estate
alcuni passi avanti nel negoziato sono stati fatti, ma i due nodi del negoziato
stanno venendo al pettine. Innanzitutto vi è il problema di quale livello di
inflazione si deve prendere come base di riferimento per negoziare i futuri
aumenti contrattuali. L'inflazione programmata all'1,7 per cento stabilita dal
governo a luglio in sede di programmazione economica è oggettivamente
irrealistica alla luce di un'inflazione effettiva stabilmente vicina al 4 per
cento. Per superare lo stallo occorre guardare all'Europa e prendere come
àncora di riferimento l'obiettivo di inflazione della Banca Centrale Europea,
fissato al 2 per cento nei regolamenti ufficiali. Il secondo nodo del negoziato
riguarda il peso da dare alla contrattazione aziendale. La Confindustria
vorrebbe spostare la determinazione dei salari a livello di impresa in modo da
legare salario e produttività in ogni azienda. I sindacati sono in principio
d'accordo, ma molto più cauti. Da un lato sono preoccupati di perdere un ruolo
di primo piano in tutte le scelte importanti del Paese. Da un altro lato, e in
modo molto più condivisibile, sono preoccupati di tutelare i lavoratori delle
piccole imprese dove non esiste una rappresentanza formale dei lavoratori. Il
negoziato non sarà quindi facile. Il governo, dal canto suo, dovrebbe lavorare per
un mercato del lavoro in cui le regole valgono per tutti i lavoratori,
indipendentemente dalla dimensione dell'azienda e dal settore di provenienza.
L'esecutivo ha scelto a giugno di detassare in via provvisoria gli straordinari
e i recuperi di produttività. Personalmente considero questo provvedimento
discutibile, anche perché non semplifica la contabilità e l'amministrazione
aziendale e non va incontro alla necessità di aumentare l'offerta di lavoro
femminile. La detassazione degli straordinari ha però trovato il consenso di
tutte le parti sociali e rappresenta comunque una riduzione di pressione
fiscale. Anche per facilitare il negoziato sulla riforma del sistema
contrattuale, è opportuno che con la prossima finanziaria il governo chiarisca
in via definitiva il destino di questo provvedimento. Per quanto discutibile,
la detassazione degli straordinari rimane infatti un provvedimento che riguarda
l'intera economia e gli interessi di milioni di lavoratori di piccole e grandi
aziende. Il rilancio del Paese richiede davvero uno scatto d'orgoglio delle
parti sociali. L'insuccesso delle due trattative in corso rischierebbe di
portare il sindacato, già oggi in uno stato di chiara difficoltà, verso un
lento e inesorabile declino. Uno scenario che non vorremmo nemmeno considerare.
pietro.garibaldi@carloalberto.org.
( da "Stampa, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Io,
i porti e l'Alitalia" Basta telefonate
promozionali DIARIO Nicoletti INTERVISTA DI Beria di Argentine Bellavista
Caltagirone nella cordata Fenice Sanzioni del garante a chi viola la privacy.
( da "Stampa, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Alla vigilia della
seduta del consiglio comunale che finalmente dovrebbe dare il via libera
definitivo al grattacielo di Intesa-Sanpaolo da Milano rimbalzano voci di un
raffreddamento degli interessi dei vertici della banca per la sua
realizzazione. Un comportamento dettato questa volta non da dissidi tra le
visioni di Corrado Passera ed Enrico Salza, anzi la
gestione della vicenda Alitalia avrebbe fatto ritornare la sintonia tra i due banchieri, quando
piuttosto da valutazioni di carattere economico. Certo i risultati della
semestrale sono stati positivi. Però il quadro economico e finanziario non è
dei più rosei e anche un gruppo in buona salute come Intesa Sanpaolo ha dovuto
fare i salti mortali per fare quadrare il bilancio. E la frenata sul
grattacielo tanto voluto da Salza trova proprio origine nei nuvoloni della
congiuntura negativa che si addensano ancora nel cielo della congiuntura. Le
condizioni economiche, da quanto il progetto era stato ideato e poi portato
avanti, sono cambiate di molto. Con il petrolio che oscilla tra i 140 e 110
dollari al barile il costo delle materie prime è lievitato. In maniera
eccessiva, è il ragionamento che vien fatto sul fronte Intesa. Già nel corso
delle discussioni sull'opportunità di realizzare il grattacielo si era passati
da un preventivo iniziale di 190 milioni di euro ad una spesa di 350 milioni.
Adesso da Milano rimbalzano le voci di una spesa di 600 milioni. Troppi, seppur
se diluiti in tre anni, anche in vista dell'operazione di salvataggio della
compagnia aerea. E i ragionamenti economici avrebbero fatto risalire
all'interno della banca le quotazioni di chi invoca, quantomeno, una pausa di riflessione.
Certo la macchina per la realizzazione del progetto è già avviata: l'architetto
Renzo Piano ha presentato il progetto, l'area è stata recintata e i consulenti
di Intesa-Sanpaolo sono già ai blocchi partenza per far decollare il
grattacielo. Il Comune, per permettere la costruzione entro il 2011, ha
concesso alla banca di iniziare i lavori di scavo appena approvata la variante.
Teoricamente la gara per l'appalto potrebbe partire fra pochi mesi. Solo per la
costruzione delle fondamenta se ne andranno 18 milioni. Teoricamente, appunto.
Già perché un tentativo di congelare il progetto c'era già stato prima
dell'estate quando c'era ancora incertezza sui risultati semestrali della
banca. Voci raccolte nei palazzi della politica di Torino parlano di un colloquio
tra il presidente della Compagnia di San Paolo, Angelo Benessia, e il
presidente del Comitato di Sorveglianza della Banca, Enrico Salza, per capire
se la costruzione del grattacielo era ancora una priorità. La risposta sarebbe
stata affermativa anche perché Salza avrebbe messo sul tavolo il destino dei
tremila dipendenti che si dovrebbero trasferire nel grattacielo e riaprire le
polemiche politiche sul ruolo secondario di Torino nei confronti di Milano. Poi
l'impegno di Passera nell'operazione di salvataggio di Alitalia
e i positivi risultati della banca avrebbero fatto passare in secondo piano la
questione. Certo la consistenza di queste voci potrebbe far leggere in chiave
diversa il continuo rinvio dell'approvazione da parte del consiglio comunale
della variante che avrebbe dato il via ai lavori per il grattacielo. Tra giugno
e luglio le assenze di tanti consiglieri, malgrado l'accordo politico tra il Pd
e la sinistra radicale, hanno più volte fatto mancare il numero legale in Sala
Rossa. Allora si parlò di sviste. Il 10 settembre quando il consiglio comunale
si riunirà con all'ordine del giorno l'approvazione della variante si saprà se
quell'interpretazione era corretta oppure no.
( da "Stampa, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia
INIZIATIVE.MANIFESTI
E INCONTRI Sinistra Democratica riparte dalla Sanità Prima puntata: che cosa
non sarà più gratis nella Sanità a causa dei tagli del Governo Berlusconi. I
manifesti intitolati "Controinformazione democratica", tendenza Anni
70 ma grafica e slogan di oggi, avranno cadenza periodica variabile "ma
soltanto perché marcheremo stretto il centrodestra e il Governo". L'idea è
partita dal consigliere regionale di Sinistra Democratica, Sergio Cavallaro,
novarese, medico. Mille manifesti sono già affissi nel Novarese e altri 2 mila
sui muri del Piemonte. Presto uscirà il secondo numero: "Sarà
sull'economia, sulla crisi incalzante - anticipa Cavallaro - e sul calo della
qualità della vita di tanti italiani. Dall'Alitalia alla borsa della spesa, il disastro che consuma il Paese e le
famiglie giorno dopo giorno è sotto gli occhi di tutti". Ieri nella sede
di viale Dante 47d si è parlato anche di altre iniziative. Nicola Fonzo è
coordinatore provinciale di Sd e consigliere comunale a Novara: "La
sconfitta alle elezioni politiche ci richiama a tornare, più che mai, ad
ascoltare i cittadini: pongono domande e necessità che sono la casa, i giovani
in crescenti difficoltà, anziani che non arrivano a fine mese, scuole e sanità
tartassate, poveri che aumentano. Abbiamo fatto proposte in Comune: vediamo se
la giunta Giordano e la maggioranza capiranno. Vogliamo anche riscoprire e
difendere la Costituzione assieme a tanti cittadini: ci sono minacce crescenti
alle libertà personali. Sinistra democratica regionale ristamperà e regalerà la
Costituzione. A Novara faremo incontri con esperti". Un capitolo sul quale
Fonzo punta l'attenzione è quello degli appalti con l'allarme lanciato dal
sindaco: "Se Giordano parla, e non è con battuta al bar ma con uscita
pubblica, vuol dire che si deve approfondire seriamente. Facciamo una commissione
d'inchiesta, più che un osservatorio non ben definito: lo statuto del Comune
già ci fornisce gli strumenti per agire".\.