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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DEL  3 settembre 2008       #TOP


IN EVIDENZA

Alitalia, Marrazzo chiede di entrare. Brunetta: non serve ok sindacato (La Repubblica 3-9-2008)

Colaninno ha avviato stamane i primi incontri con la Ue
La regione Lazio chiede l'ingresso tra i soci della newco

Il ministro della Funzione Pubblica critica le aperture dell'Ad di Intesa Passera
Ma Sacconi: "Bene confronto con sindacati. No ricollocazione degli esuberi in P.A."

 


ROMA - Il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, durante il tavolo interistituzionali riunito nella sede della Regione, ha annunciato di voler chiedere a nome della Regione di entrare nella Cai, la newco istituita nell'ambito del piano per il salvataggio di Alitalia. Intanto sul piano interviene anche il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, che critica, all'indomani di un
primo confronto con le nove sigle della compagnia aerea, l'atteggiamento di disponibilità con le organizzazioni dei lavoratori manifestato dall'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. "Io - ha sottolineato Brunetta, intervenendo a Omnibus Estate su La7 - non avrei mai detto 'salta tutto se il sindacato non è d'accordo': per niente, si va avanti!". "Vorrei ricordare - ha aggiunto il ministro- che la situazione di Alitalia è il prodotto di cattiva politica certamente, ma anche di cattivo sindacato".

Affermazioni che nello staff del ministro del Welfare vengono giudicate come "una provocazione a titolo personale". Anche perchè Brunetta non siede nel tavolo della trattativa e non ha titolo a parlarne.

Intanto stamane il presidente della Compagnia Aerea Italiana Roberto Colaninno ha avviato gli incontri con i tecnici della Commissione Europea, per una nuova valutazione del dossier Alitalia, alla luce dei recenti sviluppi.

Poco prima delle dichiarazioni di Brunetta, Sacconi aveva parlato ai microfoni di "Panorama del giorno", la trasmissione di Maurizio Belpietro, con toni opposti a quelli usati dal collega di governo responsabile della Funbzione Pubblica. "Al tavolo - ha detto Sacconi - ho visto tutti i sindacati disposti a entrare nel merito, preoccupati del fallimento di Alitalia e consapevoli di avere pochi giorni davanti". Naturalmente, questo però non elude la ferma richiesta, da parte degli stessi sindacati, "che sia un confronto autentico e non un prendere o lasciare. Su questo vi è la nostra disponibilità e anche quella dei nuovi acquirenti".


Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha spiegato che non ci saranno aggravi per la Pubblica Amministrazione. "Non abbiamo mai pensato che i lavoratori in esubero di Alitalia potessero essere ricollocati nella Pubblica amministrazione, dove si entra solo per concorso pubblico. Fin dal primo giorno abbiamo indicato il settore privato" ha precisato Sacconi.

Quanto al numero preciso degli esuberi, Sacconi ha chiarito che "ancora non c'è una definizione esatta di coloro che dovrebbero essere collocati in attività diverse dal nuovo sistema Alitalia".

Intanto il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi conferma di aver ricevuto l'offerta della Cai per l'acquisto degli asset Alitalia. "Il commissario straordinario - si legge in una nota di Fantozzi - comunica di aver ricevuto il primo settembre 2008 da Cai, Compagnia Aerea Italiana srl un'offerta per l'acquisto di compendi aziendali costituenti parti significative delle attività del gruppo Alitalia". Fantozzi rileva inoltre, "anche se in via del tutto preliminare, che l'offerta ricevuta appare volta a soddisfare le finalità di cui al decreto legge 23 dicembre 2003 n. 347, così come recentemente modificato". L'amministratore unico della Cai, Rocco Sabelli, si è detto fiducioso sull'operazione: lo ha ribadito uscendo dall'ufficio di Fantozzi.
(3 settembre 2008)



Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (44)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Tra Obama e McCain vince . la Coca-Cola ( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)

Il sindacato: <Confronto sugli esuberi Alitalia solo dopo l'ok al piano> ( da "Secolo XIX, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia che inizierà domani. "Il confronto sugli esuberi in Alitalia sarà possibile solo dopo una "convergenza" sul piano industriale. Lo scrivono le nove sigle sindacali presenti in Alitalia dopo la riunione che si è tenuta ieri, convocata per l'esame del piano industriale previsto dall'offerta accettata dal commissario straordinario che finora ha ricevuto soltanto quella della

Atitech, domani la verità "siamo pronti alla barricate" - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: onda della paventata crisi Alitalia, e non solo, il Pd interviene duramente con il segretario regionale Tino Iannuzzi: "I pesanti tagli che Berlusconi ha previsto per la scuola ed il concreto pericolo per le attività dello stabilimento Atitech rappresentano due facce della stessa medaglia e smascherano la politica di questo esecutivo nei confronti della nostra regione e dell'

Ma tre compagnie low cost puntano su bari e brindisi - lello parise ( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per fare in modo di consentire un decollo tranquillo alla Alitalia riveduta e corretta. La militarizzazione della newco, ricordate? E' la ragione per cui tre giorni fa Di Paola in un'intervista a Repubblica avvertiva: "Di Alitalia si può fare a meno, purché non ci impediscano di sviluppare alternative efficaci per i nostri aeroporti".

"tagli ai trasporti, disegno criminale" - piero ricci ( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sandro Frisullo è stato in silenzio per un po' di giorni sulla vicenda Alitalia. E la prospettiva che il piano di salvataggio della compagnia di bandiera non lasci nemmeno le briciole alla Puglia, in termini di collegamenti, non ha che un unico responsabile: "La faccia tosta del centrodestra e in particolare del ministro Raffaele Fitto".

Trasporti, puglia isolata ( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Treni veloci che non esistono, tagli di rotte aeree. La giunta Vendola approva un documento per esprimere "la massima preoccupazione sulla questione della crisi dei trasporti: la Puglia rischia l'isolamento". Aspettando la nascita della newco Cai, la Compagnia aerea italiana, tre vettori low cost sarebbero interessati a sostituire l'

Aerei in affitto, dipendenti nella cai così toto saluta airone e i debiti - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Saranno infatti i suoi oltre 120 Airbus a far volare la nuova Alitalia e da loro l'imprenditore teatino otterrà il vero ritorno da questo affare. Il flusso dei canoni di leasing per una flotta tanto imponente valgono, ai prezzi di mercato attuali, più 1,6 miliardi di euro seppur da spalmare fino al 2017.

Geronzi, profumo e i manager all'ultima guerra del capitalismo - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: attraverso il sostegno al piano di restaurazione di Geronzi per Mediobanca (come attraverso il sostegno al Piano Fenice di Passera per Alitalia) cercano di accreditarsi presso il nuovo potere berlusconian-tremontiano. Un establishment debole e ricattato, pronto a scambiare piccole prebende con un governo che, per sentirsi finalmente forte e legittimato, gli elargisce grandi favori.

L'offerta di colaninno: 400 milioni - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nello studio del neo-commissario straordinario di Alitalia l'attesa offerta, poco meno di 100 pagine, è arrivata lunedì in tarda serata. Appena il tempo di uscire dal primo incontro con le nove sigle sindacali di Alitalia e di rituffarsi nella lettura della proposta della Compagnia aerea italiana di Roberto Colaninno e Rocco Sabelli.

Bruxelles apre sul piano alitalia i sindacati: più rotte internazionali - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Bruxelles apre sul piano Alitalia I sindacati: più rotte internazionali La Marcegaglia: io in cordata a nome dell'industria Il ministro Sacconi: "C'è poco tempo, meglio pensare ai posti di lavoro salvati" ROBERTO MANIA ROMA - Il salvataggio dell'Alitalia è una sfida per il futuro del paese.

Mercoledì - filippo ceccarelli ( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cai dovrebbe chiamarsi la nuova Alitalia, nel senso di Compagnia Aerea Italiana. Acronimo di pronto e veloce impiego, a parte l'inesorabile cortocircuito con il Club Alpino Italiano: "il" Cai, però, al maschile, quindi pazienza. Sennonché esiste, o esisteva, una terza entità designata con l'ormai fatidica sigla, e neanche a farlo apposta ha a che fare con aerei,

Nubi d'autunno ( da "Unita, L'" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non c'è solo l'Alitalia di mezzo, con il suo pesante carico di cosiddetti esuberi. È ancora la stessa Istat a segnalare un dissanguamento dei posti di lavoro nelle grandi aziende. Mentre è in aumento il ricorso di numerose imprese alla cassa integrazione con migliaia di lavoratori a casa, con buste paga ridotte.

La crisi e la politica del freno a mano ( da "Unita, L'" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: escogitata per Alitalia a svantaggio di utenti, contribuenti, lavoratori - ancora una volta si rivela a senso unico. Al servizio, cioè, di una visione "sultanesca", "probusiness" e "restauratrice" della politica italiana e di totale misconoscenza dell'interesse pubblico nazionale correttamente inteso, di cui è testimonianza anche il pasticcio Alitalia,

Il mio contributo? Solo simbolico ( da "Unita, L'" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: soci della nuova Alitalia ribatte a quanti (Epifani in primis) hanno criticato la scelta motivandola con il 'conflitto di interessi precisando che non avrà nessun incarico nellasocietà. "Proprio il mio ruolo in Confindustria rafforza il carattere simbolico della mia partecipazione al fianco di un gruppo di imprenditori che crede in un progetto difficile e importante per il Paese"

Dai conti dormienti, rimborso privilegiato ( da "Unita, L'" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pista privilegiata per gli obbligazionisti di Alitalia trombati dal miracolo berlusconiano. Loro sì che possono arrabbiarsi sul serio e rovinare il coro mediatico che accompagna l'impresa di Colaninno e soci. Più o meno è questo il ragionamento che porta i risparmiatori traditi dalla vecchia compagnia di bandiera davanti a tutti nel risarcimento.

Intanto Banca Intesa si prende la sua aerolinea cargo L'istituto di credito acquisisce il 33 % di Alis, che fa trasporto merci. Con diritto di veto su tutte le decisioni del Cda ( da "Unita, L'" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: infine, Alitalia Cargo. E siamo al punto. Alitalia Cargo tra breve non esisterà più. Nel piano di salvataggio di Alitalia, redatto e studiato da Intesa Sanpaolo (il piano Fenice), il cargo non dovrebbe entrare più a far parte del gruppo. Sarà tagliato, sacrificato per poter risollevare la compagnia.

A ranghi sparsi in difesa di Linate, vittima designata Penati (Pd) e Perini (Fiera) contro il ridimensionamento dello scalo milanese, ma il centrodestra non si sbilancia ( da "Unita, L'" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di Luigina Venturelli DESTINO Cambia il piano industriale Alitalia, cambia pure lo scalo da sacrificare al partner straniero, Malpensa o Linate che sia, a seconda dei giorni e delle occasio ni. Non stupisce che Milano protesti contro la roulette russa del destino della compagnia: gira il vento, ma nell'occhio del ciclone resta sempre il sistema aeroportuale cittadino.

Sindacati uniti: non ci piace l'Alitalia regionale Per questo si tratta sulle rotte intercontinentali e sugli aerei, altrimenti non vi sarebbe rilancio ( da "Unita, L'" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di Roberto Rossi / Roma INCONTRO Su Alitalia si tratta, ma a una condizione. Questa: il Piano Fenice va rivisto. Rotte e numero di aerei dovranno cambiare. Servono più collegamenti intercontinentali e un network più esteso. Perché Alitalia non può ridursi a una compagnia regiona- le.

Toto dribbla i cronisti e non partecipa al Workshop Ambrosetti ( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: prima gara per la cessione di Alitalia, e rimaneva con convinzione uno dei pochi candidati all'acquisto della compagnia del Tesoro. Oggi, invece, sta trattando la vendita della sua Air One alla Nuova Alitalia, quella creata dalla cordata italiana. Cambiano i tempi: da acquirente a venditore, e forse l'ultima scelta si rivelerà anche la più conveniente per il costruttore di Chieti.

Colaninno vola a Bruxelles. Tajani: <Piano positivo> ( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Redazione da Milano Uno dei fronti della vicenda Alitalia è la Commissione europea, che dovrà valutare la corrispondenza del piano di salvataggio alla normativa europea. Oggi il presidente in pectore di Cai, Roberto Colaninno, (e futuro presidente della Nuova Alitalia) sarà a Bruxelles per illustrare le linee dell'operazione alla Commissione.

<Il sindacato ha sempre bloccato ogni soluzione per Alitalia> ( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il sindacato ha sempre bloccato ogni soluzione per Alitalia" di Laura Cesaretti da Roma La sfida di Epifani, che su Alitalia non vuole "prendere o lasciare"? "Il sindacato ha bloccato da anni ogni soluzione per Alitalia, spero che oggi si rendano conto che non c'è alternativa al prendere". L'"afasia" del Pd sulla politica industriale?

Non sarà un settembre nero ( da "Tempo, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: inserimento della proroga di cassa per le maestranze Finmek nel "decreto Alitalia". Intanto, come la stessa parlamentare ha avvertito, "in costante contatto con il Ministero delle Attività produttive ed il ministro Claudio Scajola si continua a lavorare intorno ad ipotesi varie di soluzione della vertenza, per salvaguardare e semmai anche accrescere i livelli occupazionali attuali,

Alitalia, Europa e sindacati hanno tutto da guadagnare ( da "Tempo, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Il futuro della compagnia aerea Alitalia, Europa e sindacati hanno tutto da guadagnare Il primo settembre è cominciata una doppia partita per portare a termine la ristrutturazione di Alitalia e di AirOne, la nascita della Compagnia Aerea Italiana, Cai, e la liquidazione del resto.

Esuberi Alitalia, i sindacati fanno muro ( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: le eccedenze discusse solo dopo il piano Esuberi Alitalia, i sindacati fanno muro Angeletti: ricollocare tutti i lavoratori. Colaninno a Bruxelles. Apertura di Tajani Secondo il commissario europeo, c'è la volontà di basarsi sui principi di mercato. Ma il giudizio resta sospeso ROMA - I sindacati fanno muro contro gli esuberi in Alitalia.

Marcegaglia: <Un investimento simbolico> ( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ingresso in Alitalia a nome dell'industria". Le critiche personali di Alesina, i rilievi di Epifani "Il mio ruolo in Confindustria rafforza il carattere puramente dimostrativo della partecipazione" ROMA - Una partecipazione "simbolica a nome di tutta l'industria italiana, ma nella nuova società non avrò alcun ruolo quindi nessun conflitto di interesse"

Baretta: dipendenti-soci e (con il duale) sindacato nel board ( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: partita del rilancio di Alitalia ci devono entrare come azionisti anche i lavoratori e il sindacato per aprire una nuova stagione del capitalismo italiano ". Pier Paolo Baretta, ex numero due della Cisl e ora deputato per il Partito democratico, lancia questa proposta nel mezzo del confronto tra le parti sociali per valutare l'impatto del piano industriale sugli esuberi del personale.

L'ultima esitazione di Bonanni e poi la firma ( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si sono riunite le 9 sigle sindacali di Alitalia. E c'è stato un piccolo giallo. Claudio Genovesi, della Fit Cisl, è stato il primo a lasciare il tavolo. "Altri impegni", ha spiegato. I sindacalisti rimasti hanno buttato giù un documento unitario per ribadire "la "ferma intenzione di negoziare i contenuti" del piano.

I numeri del piano ( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BREVI I numeri del piano Gli esuberi Il numero di esuberi previsti dal piano Alitalia dovrebbe essere compreso tra 5 e 7 mila L'offerta è di 400 milioni l'offerta che la Cai ha fatto al commissario per rilevare slot, aerei e attivi Il confronto Parte domani il confronto tra imprenditori, advisor e sindacati per rendere effettivo il piano di rilancio.

Le opzioni ( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 26 categoria: BREVI Le opzioni Per ora Air France-Klm prenderebbe una quota fino al 20% di Cai Lufthansa ha da sempre un interesse per l'Italia ed è alleata di Air One A sorpresa, British Airways potrebbe entrare nella partita Alitalia dopo l'Opa su Iberia.

E l'esperto preferisce Lufthansa ( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: uno dei 16 soci della newco per rilevare Alitalia, che se Air France entrasse nell'azionariato sarebbe "un errore fondamentale". Meglio "prima di tutto realizzare l'operazione, mettere Alitalia in condizioni ottimali di gestione e poi pensare a eventuali alleanze, nel senso di cooperazioni con altri soggetti", ha dichiarato l'armatore di Msc al Sole 24 Ore.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 27 categoria: ALT... ( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 27 categoria: ALTRI OGGETTI 3 Il manager Sabelli Rocco Sabelli, amministratore unico della Cai, diventerà amministratore delegato della Nuova Alitalia. Il manager ha messo a punto il piano predisposto da Intesa, che prevede anche la fusione con Air One.

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e una curiosità Visitato l'aeroporto di Tel Aviv: eccellente. Una curiosità: come mai non si citano i dati e i problemi della compagnia di bandiera israeliana, per completezza, nei tanti discorsi sui guai dell'Alitalia? Alberto Arbasino L'indignazione della Napoli civile Sento l'esigenza di far sentire la voce della Napoli sportiva e civile che si indigna davanti agli episodi

Pallone: Sul caso Alitalia c'è scontro ideologico ( da "Tempo, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sul caso Alitalia c'è scontro ideologico" "Le dichiarazioni di alcuni consiglieri del Pd sulla vicenda Alitalia confermano l'endemica inclinazione della sinistra allo scontro ideologico". Lo afferma in una nota Alfredo Pallone, presidente del gruppo Forza Italia verso il PdL, che prosegue: "Pur non conoscendo il piano industriale del governo per il salvataggio di Alitalia,

Alitalia, Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati" ( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che su Alitalia non vuole "prendere o lasciare"? "Il sindacato ha bloccato da anni ogni soluzione per Alitalia, spero che oggi si rendano conto che non c'è alternativa al prendere". L'"afasia" del Pd sulla politica industriale? "Manca una linea di fondo, troppo a lungo il centrosinistra non si è confrontato e contato sul serio su questo tema"

Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" ( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati"Maroni: "Trasferte vietate ai tifosi del Napoli"L'assessore anti-lucciole fermato con le luccioleA Venezia tutti dalle vecchiette Il film di culto è quello più buonistaE il Pci ordinò: "A Canzonissima votate per il tenore sovietico"Google lancia la sfida a Microsoft Arriva il nuovo browser ChromeQuello che non sapete sul mercato

Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito ( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati"Maroni: "Trasferte vietate ai tifosi del Napoli"L'assessore anti-lucciole fermato con le luccioleA Venezia tutti dalle vecchiette Il film di culto è quello più buonistaE il Pci ordinò: "A Canzonissima votate per il tenore sovietico"Google lancia la sfida a Microsoft Arriva il nuovo browser ChromeQuello che non sapete sul mercato

Avviso urgente ai naviganti (dalla Spagna) ( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati"Maroni: "Trasferte vietate ai tifosi del Napoli"L'assessore anti-lucciole fermato con le luccioleA Venezia tutti dalle vecchiette Il film di culto è quello più buonistaE il Pci ordinò: "A Canzonissima votate per il tenore sovietico"Google lancia la sfida a Microsoft Arriva il nuovo browser ChromeQuello che non sapete sul mercato

Tra le novità del Meeting c'è "Ratzinger professore" ( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati"Maroni: "Trasferte vietate ai tifosi del Napoli"L'assessore anti-lucciole fermato con le luccioleA Venezia tutti dalle vecchiette Il film di culto è quello più buonistaE il Pci ordinò: "A Canzonissima votate per il tenore sovietico"Google lancia la sfida a Microsoft Arriva il nuovo browser ChromeQuello che non sapete sul mercato

Alitalia, Cisl e Uil lasciano sola la Cgil ( da "Tempo, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Cisl e Uil lasciano sola la Cgil Cgil sempre più isolata. Sulla vicenda Alitalia Cisl e Uil si stanno smarcando dal sindacato di Epifani. Mentre la Cgil si è arroccata su posizioni rigide prospettando una trattativa lunga, Cisl e Uil hanno mandato al governo segnali di disponibilità a rispettare i tempi stretti che il ministro del Lavoro Sacconi e il commissario straordinario

Alla Waya come all'Alitalia ( da "Stampa, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: IN ATTESA DELL'ARRIVO DEL COMMISSARIO Alla Waya come all'Alitalia "Il sindacato fa il suo mestiere e difende i posti di lavoro dentro e fuori" La parabola della Way Assauto potrebbe stare in una battuta: dagli ammortizzatori per auto a quelli sociali. Ovvero, cassa integrazione e mobilità per i 240 ancora rimasti a libro paga.

SINDACATI, LA DOPPIA PARTITA D'AUTUNNO ( da "Stampa, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Da un lato il negoziato sugli esuberi della ex Alitalia. Molti commentatori definirono una Caporetto del sindacato il giorno in cui Air France abbandonò la trattativa per l'acquisto di Alitalia. Vedremo come si svilupperà la nuova trattativa. Per la produttività del Paese è però più importante il secondo tavolo su cui sono in questi giorni impegnati i sindacati.

Io, i porti e l'Alitalia ( da "Stampa, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Io, i porti e l'Alitalia" Basta telefonate promozionali DIARIO Nicoletti INTERVISTA DI Beria di Argentine Bellavista Caltagirone nella cordata Fenice Sanzioni del garante a chi viola la privacy.

Si allontana il sogno del grande palazzo di Sanpaolo Intesa ( da "Stampa, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: anzi la gestione della vicenda Alitalia avrebbe fatto ritornare la sintonia tra i due banchieri, quando piuttosto da valutazioni di carattere economico. Certo i risultati della semestrale sono stati positivi. Però il quadro economico e finanziario non è dei più rosei e anche un gruppo in buona salute come Intesa Sanpaolo ha dovuto fare i salti mortali per fare quadrare il bilancio.

Sinistra Democratica riparte dalla Sanità ( da "Stampa, La" del 03-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia alla borsa della spesa, il disastro che consuma il Paese e le famiglie giorno dopo giorno è sotto gli occhi di tutti". Ieri nella sede di viale Dante 47d si è parlato anche di altre iniziative. Nicola Fonzo è coordinatore provinciale di Sd e consigliere comunale a Novara: "La sconfitta alle elezioni politiche ci richiama a tornare,


Articoli

Tra Obama e McCain vince . la Coca-Cola (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Ancora qualche spigolatura sulla campagna elettorale. A Denver la settimana ho ricevuto dagli organizzatori una borsa nera con lo stemma della Convention democratica e quello della Coca-Cola. A Minneapolis-St. Paul ho ricevuto la stessa borsa nera con lo stemma della Convention repubblicana e. quello della Coca-Cola. Capito? Entrambi i candidati promettono il rinnovamento e,via Internet, ricevono milioni di dollari dai sostenitori. Ultimi dati: in luglio McCain 47 milioni, Obama 50 milioni. Ma dietro le quinte l'influenza di K Steet, la via dei lobbisti a Washington, continua ad essere pressante e molte grandi aziende ancora una volta si cautelano sponsorizzando sia il partito dell'elefante sia quello dell'asinello. A Denver, ad esempio, due grandi industrie dell'industria della difesa hanno organizzato dei seminari per formare le nuove leve democratiche, mentre un giornalista dell'Abc è stato arrestato mentre tentava di filmare (stile le Iene) una riunione tra pezzi grossi del partito e un potente gruppo di finanziatori. Niente male per un leader moralizzatore e progressista. A St. Paul is business as usual: anche qui le lobbies imperano e nei corridoi della Convention incontri le solite facce.. del clan Bush. Ma McCain non era un anticonformista quasi indipendente? E' il sistema che li intrappola, come d'altronde anche nelle altri grandi democrazie occidentali. La politica costa troppo e rende prigionieri. Sono troppo pessimista se dico che anche questa volta chi si aspetta un vero rinnovamento rimarrà deluso? Il metodo americano non funziona e finisce per generare corruzione, quello italiano incentrato sul finanziamento pubblico nemmeno. Tra i grandi Paesi non ne vedo alcuno esemplare. Un problema senza soluzione? Scritto in democrazia, presidenziali usa Non commentato " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Sep 08 L'uragano Gustav e gli errori dei media Usa Sono negli Stati Uniti, eppure mi sento fuori dal mondo. Ero a Denver (Colorado) e ora sono a St.Paul (Minnesota), ma da una decina di giorni non so più che cosa accade in Europa o in Asia. O meglio: lo so perché grazie a Internet leggo i siti del Vecchio Continente, ma guardando la Cnn americana e le altre tv, leggendo i giornali locali e Usa Today non avrei avuto nemmeno l'eco degli ultimi sviluppi in Georgia, né delle rinnovate polemiche tra Putin e l'Occidente. Il che mi suggerisce alcune considerazioni: 1) In queste condizioni lo spin (ovvero l'informazione condizionata o nei casi estremi manipolata) funziona benissimo e con estrema facilità, perché al cittadino, quancdo scoppiano delle crisi, mancano gli strumenti per valutare criticamente le notizie diramate dalla Casa Bianca. Questo spiega (lo sapevo già, ma ne ho avuto conferma) perché l'opinione pubblica americana ha impiegato molto più tempo di quella europea ad accorgersi delle bugie sull'Irak. 2) L'informazione è troppo americano-centrica, con alcune distorsioni clamorose. Da 24 ore pubbliche non si parla che dell'uragano Gustav, nel timore che si ripeta quanto accaduto con Kathrina tre anni. Il che è comprensibile, ma logica imporrebbe che si parlasse anche dei paesi dove Gustav ha già colpito: la Repubblica domenicana, Haiti, la Giamaica, Cuba. E con conseguenze tragiche: 70 morti, migliaia di feriti, centinaia di migliaia senza tetto. E invece niente o quasi: poche righe, scarse immagini televisive, non una parola di compassione o di semplice umana solidarietà. . Le principali tv americane sono viste nella maggior parte di questi Paese e sentirsi ignorati dalla superpotenza provoca rancore. Non mi meraviglio che ciò accada; mi meraviglio, piuttosto, che gli Usa reiterino lo stesso errore e non solo con Gustav. Accade in molte altre parti del mondo. E' un meccanismo infernale, che peraltro non rispetta il sentimento dell'americano medio, che una volta di più mi colpisce per la sua cordialità e la sua cortesia, anche in tempi di crisi economica. Eppure nè il governo, nè i media cambiano rotta. L'antiamericanismo nel mondo ha molte cause, ma i media Usa danno il loro contributo e tutt'altro che secondario. Purtroppo. O sbaglio? Scritto in gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 23 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Aug 08 Barack Obama, una promessa o un'illusione? Visto dall'America, dove sono da qualche giorno per seguire le convention democratica e repubblicana, un altro Obama. L'opinione pubblica italiana, come quella europea, subisce ancora il fascino del candidato democratico; qui invece si diffondono i dubbi. Sì , Barack è un grande parlatore ed è molto affascinante. Fino a oggi gli è bastato promettere il cambiamento e invocare la speranza, per incantare gli elettori. Ma in una campagna che dura nove mesi, l'ipnosi collettiva da sola non basta. Occorre che Obama dia contenuto e spessore al proprio programma. Nei primi due giorni della convention questo non è avvenuto e infatti i sondaggi danno i due candidati alla pari. Domani notte Barack pronuncerà il discorso di accettazione: vedremo se riuscirà a imprimere la svolta che molti strateghi invocano. Intanto però la sua figura appare appannata. Nella sua biografia "i sogni di mio padre" , ad esempio, ha raccontato tante frottole proprio su suo padre, come spiego in questo articolo qualche giorno fa. Ma non solo: il mito di Obama che superando le barriere razziali emerge eroicamente in un mondo politico corrotto, appare esagerato e fuorviante. Esaminando l' attività politica svolta finora nel Senato dell'Illinois e in quello del Congresso americano emerge il profilo di un politico alquanto convenzionale; furbo e opportunista più che innovatore. Come fa Obama a proporre un cambiamento che lui stesso non ha mai applicato e, a quanto pare, al di là degli slogan nemmeno progettato? Intanto McCain attacca con spot molto efficaci . Il dubbio c'è: Obama è una promessa o un'illusione? AGGIORNAMENTO: Poco fa è terminato il discorso all'Invesco Field di Denver, Oama è stato spettacolare e arrembante e finalmente ha formulato proposte concrete, ma non ha sviluppato un discorso coerente. Anzi: è emersa la sua anima liberal (socialdemocratica) che certo non gli gioverà: promette più stato, più governo, e al contempo meno tasse per la classe media, ma i soldi dove li trova? Ha pronunciato slogan accattivanti ma poco credibili sulla fine della dipendenza dal petrolio entro dieci anni e ha sferrato attacchi troppo duri contro McCain su un terreno a lui non favorevole, politica estera e sicurezza. Infine: si è comportato da star in una scenografia hollywwodiana con fuochi d'artificio finali, un trionfalismo inopportuno perché prematuto e dunque arrogante. I dubbi su Obama aumentano. Intanto Veltroni e Rutelli vanno a caccia di popolarità a Denver, con risvolti divertenti, come racconto in questo articolo. Scritto in presidenziali usa Commenti ( 58 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Aug 08 L'educazione dei figli, tra utopie e piccolissime virtù E' capitato, in qualche post, di parlare un tema fondamentale e delicato come quello dell'educazione dei figli. Ora un caro amico, Giovanni Scirocco, mi segnala questo brano di Natalia Ginzburg, che propongo sul blog perché offre molti spunti di riflessione: Per quanto riguarda l'educazione dei figli, penso che si debbano insegnar loro non le piccole virtù, ma le grandi. Non il risparmio, ma la generosità e l'indifferenza al denaro; non la prudenza, ma il coraggio e lo sprezzo del pericolo; non l'astuzia, ma la schiettezza e l'amore alla verità; non la diplomazia, ma l'amore al prossimo e all'abnegazione; non il desiderio del successo, ma il desiderio di essere e di sapere. Di solito invece facciamo il contrario: ci affrettiamo a insegnare il rispetto per le piccole virtù, fondando su di esse tutto il nostro sistema educativo. Scegliamo, in questo modo, la via più comoda: perché le piccole virtù non racchiudono alcun pericolo materiale, e anzi tengono al riparo dai colpi della fortuna (.) L'educazione non è che un certo rapporto che stabiliamo fra noi e i nostri figli, un certo clima in cui fioriscono i sentimenti, gli istinti, i pensieri. Ora io credo che un clima tutto ispirato al rispetto per le piccole virtù maturi insensibilmente al cinismo, o alla paura di vivere. Le piccole virtù, in se stesse, non hanno nulla da fare col cinismo, o con la paura di vivere: ma tutte insieme, e senza le grandi, generano un'atmosfera che porta a quelle conseguenze (.) Il modo di esercitare le piccole virtù, in misura temperata e quando sia del tutto indispensabile, l'uomo può trovarlo intorno a sé e berlo nell'aria: perché le piccole virtù sono di un ordine assai comune e diffuso tra gli uomini. Ma le grandi virtù, quelle non si respirano nell'aria: e debbono essere la prima sostanza del nostro rapporto coi nostri figli, il primo fondamento dell'educazione. Inoltre, il grande può anche contenere il piccolo: ma il piccolo, per legge di natura, non può in alcun modo contenere il grande. Domanda a tutti voi: la Ginzburg ha ragione? Personalmente ritengo la citazione bella ma un po' troppo in bianco e nero. Seguendo quel che dice la Ginzburg si rischia di far crescere dei piccoli esaltati, fuori dal mondo; d'accordo sulla necessità di coltivare l'amore, la generosità, l'abnegazione, ma ritengo che queste siano virtù ancora più grandi se abbinate all'equilibrio interiore e all'armonia con se stessi. Questa è, secondo me, la vera sfida. Scritto in Italia, Varie Commenti ( 27 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Aug 08 L'America è debole e il mondo ne approfitta. Per sempre? Dopo la Russia, altre brutte notizie per l'Occidente. Il terrorismo islamico si è risvegliato: attentati in Algeria, ripresa dei kamikaze in Irak, i talebani all'offensiva in Afghanistan, dove hanno ucciso 10 soldati francesi, non sono mai stati così vicini alla capitale Kabul. Intanto, in Pakistan gli Usa perdono il fido Musharraf e mentre il mondo pensa alle Olimpiadi, la Cina prosegue la penetrazione in Africa. Come previsto l'opposizione alla Russia in Georgia è risultata sterile e Mosca continua a gestire la situazione a proprio piacimento (e infatti oggi l'Abkhazia ha chiesto l'indipendenza). L'accordo firmato dalla Rice con la Polonia per la fornitura di missili nell'ambito del progetto di scudo spaziale non proietta un'immagine di forza, bensì, per la fretta che ha caratterizzato le ultime trattative, di ansia. L'America è in disagio e la sua debolezza evidente: ho l'impressione che molti dei suoi antagonisti ne stiano approfittando per conquistare fette di potere o per rialzare la testa. Fino a dove si spingeranno? La debolezza geostrategica americana è strutturale o transitoria? Basterà un nuovo presidente a ridare lo smalto perduto? Come paiono lontani i tempi dell'America arrembante, eppure era appena il 2003. Scritto in gli usa e il mondo Commenti ( 65 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Aug 08 Due sprechi (tutti italiani) da eliminare Torno ad occuparmi un po' di vicende italiane, rilanciando qualche riflessione. La prima: perché in Italia i cantieri autostradali durano in eterno? Ad esempio sulla Milano-Genova i lavori di ampliamento per la terza corsia sono in corso da molti anni. E' un'autostrada che percorro abbastanza frequentemente in settimana, il sabato, la domenica, di giorno e la sera. Non vedo mai operai al lavoro, sembra tutto fermo. e infatti i progressi sono lentissimi. Negli altri Paesi a inizio lavori viene fissata una data per la conclusione che, salvo imprevisti e documentati motivi, viene rispettata. In Italia invece si sfora sui tempi e, naturalmente, sulla spesa. Domanda per Tremonti e Brunetta che finora si stanno comportando molto bene a mio giudizio: non è il caso di porre fine a questa indecenza? La seconda considerazione: sono d'accordo che vengano tagliate le spese statali e, di conseguenza, anche quelle agli enti locali. Ma perché punire tutti indiscriminatamente? Nella sanità, ad esempio, ci sono alcune regioni che gestiscono bene i fondi a disposizione, altre invece dove regna l'inefficienza e gli sprechi sono colossali. Perché non introdurre una linea meritocratica anche in materia? I tagli dovrebbero colpire soprattutto le regioni che sprecano, ho l'impressione che, se così, fosse, diventerebbero improvvisamente più virtuose. Sbaglio? Scritto in Italia Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Aug 08 La guerra è finita o inizia solo adesso? Sì, i cannoni non sparano più in Georgia, ma se esaminiamo quel che è accaduto in questi giorni da un punto di vista strategico, non c'è da stare allegri. La guerra potrebbe essere solo agli inizi. Mi spiego: 1) Dal 1989 al 2004 gli Stati Uniti hanno applicato una politica di accerchiamento della Russia, facendo cadere sotto la propria influenza molti Stati nell'Europa dell'Est e nell'Asia centrale, come spiego in questa analisi. 2) Dal 2004 Putin ha cercato di contrastare gli Stati Uniti, ottenendo qualche successo, ma non riuscendo mai a portare il colpo del Ko. In un approfondimento sostengo che la guerra in Georgia segna una svolta. Il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo da parte dell'Occidente legittima le pretese secessionistiche delle tante minoranze russe sparse nell'ex impero sovietico. La questione etnica diventa così il grimaldello strategico del Cremlino: è alquanto probabile che quanto accaduto in Ossezia del Sud e in Abkhazia possa essere ripetuto in altri Stati. Quali? Ucrania e Moldavia, ma attenzione ai Baltici e, all'occorrenza, anche anche Kazakistan e Kirghizistan. La crisi, probabilmente, è solo agli inizi e l'Occidente non sembra avere gli strumenti per prevenirla. L'America in queste ore ha dato una triste dimostrazione di impotenza e la mediazione di Sarkozy in realtà recepisce soprattutto le condizioni poste dal Cremlino (tema che ho affrontato qui). Anzi, quando ieri il presidente francese ha affermato che "Mosca ha diritto di proteggere le minoranze russe" ha di fatto ulteriormente legittimato il ricorso all'arma "etnica" da parte della Russia. Il modello Georgia rischia di fare scuola, mettendo in crisi il grande piano Usa per il controllo dello scacchiere eurosiatico. Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 63 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Aug 08 Guerra nell'Ossezia del Sud: un disastro per l'Occidente? In un'analisi pubblicata oggi sul Giornale spiego le ragioni che hanno provocato la drammatica guerra nell'Ossezia del Sud. L'Occidente sconta l'effetto Kosovo e la questione Nato: Nel febbraio 2008 Pristina si stacca dalla Serbia con la benedizione dell'Occidente. E il quadro cambia. Putin protesta veementemente per "l'amputazione della Serbia"; l'Occidente, però, lo snobba e lui rilancia annunciando la reciprocità. Se il mondo si arroga il diritto di strappare il Kosovo, Mosca si riserva di fare lo stesso con l'Ossezia del Sud e con l'altra repubblica ribelle georgiana, l'Abkhazia. Altri due mesi e al vertice di Bucarest, la Nato, pur evitando di avviare la procedura d'adesione, annuncia che in futuro la Georgia e l'Ucraina, l'altro grande Stato uscito dall'orbita russa, potranno diventare membri dell'Alleanza atlantica. Un'eventualità inaccettabile per il Cremlino, che infatti riaccende le tensioni nel Caucaso. Chi ha provocato l'esclation dell'altra notte? Verosimilmente il presidente georgiano Saakashvili, nel tentativo di anticipare le mosse di Mosca e approfittando della distrazione del mondo nel giorno dell'apertura dei Giochi Olimpici. Ma ha fatto male i conti, a quanto pare. Militarmente la Russia è superiore e ora Saakashvili rischia di perdere non solo il controllo dell'Ossezia del Sud, ma anche quello del suo Paese. E se cadesse Tbilisi, l'Occidente vedrebbe svanire uno snodo cruciale nello scacchiere euroasiastico, a favore, ovviamente, di Mosca. Valeva la pena di rischiare? Perché Washington non ha imbrigliato il suo vulcanico alleato? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 60 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Aug 08 Una buona idea per fermare i clandestini I clandestini continuano ad arrivare a Lampedusa: siamo a quota 12500 di cui oltre tremila solo negli ultimi dieci giorni. Il 125% in più rispetto al 2007. Come spiego in un articolo pubblicato oggi, questo afflusso non è casuale, ma tollerato da Gheddafi che ha allentato i controlli sulle coste per mettere sotto pressione l'Italia e strappare accordi a lui favorevoli con il nostro governo e, più in generale, con l'Unione europea. Un gioco al rialzo che sa tanto di ricatto. Ma Tripoli ospita un'iniziativa davvero felice, di cui si parla poco e che rischia di concludersi a breve. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (in inglese Iom), in due anni è riuscita a far rimpatriare su base volontaria 2.500 migranti bloccati nel Paese africano. Il meccanismo è semplice: anziché rimpatriarli con la forza, ha offerto loro un incentivo per avviare una piccola attività economia nel proprio Paese. La cifra a testa è irrisoria (400-5o0 euro), come mi ha spiegato il capo missione Laurence Hart ma permette all'emigrante di salvare l'onore rispetto alla propria famiglia e al propio clan e di restare in patria con soddisfazione. Complessivamente - calcolando il biglietto aereo e le spese burocratiche - il costo complessivo è di mille euro a persona; molto, molto meno delle spese da sostenere per manetenere i clandestini nei Cpt per settimane e poi, eventualmente, per espellerli. Questo programma rischia di finire perché i fondi europei si stanno esaurendo; e dire che ci vogliono un milione e duecentomila euro per arrivare alla fine del 2008. Io dico: è un'idea eccellente ed è triste che lo Iom sia costretto a supplicare i governi per ricevere finanziamenti. Questo programma è equo, umano, poco oneroso e dà speranza nei Paesi africani. Dovrebbe diventare sistematico. O sbaglio? Scritto in notizie nascoste, Italia, immigrazione Commenti ( 35 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Aug 08 Le Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto misure analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le ragioni note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di più di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano "purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le descrizioni di massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in francese. Inaudito. Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una grande manovra di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi, due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi (a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina Commenti ( 36 ) " (8 voti, il voto medio è: 3.25 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (14) democrazia (25) europa (3) francia (16) germania (2) giornalismo (38) gli usa e il mondo (29) globalizzazione (8) immigrazione (25) islam (12) Italia (104) medio oriente (8) notizie nascoste (28) presidenziali usa (11) russia (11) svizzera (3) turchia (12) Varie (15) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Ritengo però altrettanto... 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Il sindacato: <Confronto sugli esuberi Alitalia solo dopo l'ok al piano> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il sindacato: "Confronto sugli esuberi Alitalia solo dopo l'ok al piano" vertenza difficile Il presidente designato della nuova società, Colaninno, oggi alla Ue. Di Pietro: Berlusconi al limite dell'estorsione politica 03/09/2008 Roma. Risposta ufficiale diplomatica e portata al dialogo ma nella sostanza il sindacato ritiene "ardua" la trattativa Alitalia che inizierà domani. "Il confronto sugli esuberi in Alitalia sarà possibile solo dopo una "convergenza" sul piano industriale. Lo scrivono le nove sigle sindacali presenti in Alitalia dopo la riunione che si è tenuta ieri, convocata per l'esame del piano industriale previsto dall'offerta accettata dal commissario straordinario che finora ha ricevuto soltanto quella della Cai (Compagnia aerea italiana). "Le organizzazioni sindacali e le associazioni professionali riunite oggi, ribadendo la completa disponibilità al confronto, confermano la ferma intenzione di negoziare i contenuti industriali della proposta che - si legge nel comunicato intersindacale - sarà illustrata giovedì pomeriggio al Ministero del Lavoro". Il giudizio delle nove sigle - Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl - "verterà sull'orizzonte produttivo che il piano di impresa determinerà e non potrà prescindere da elementi quali il dimensionamento della flotta, il presidio del ciclo produttivo del trasporto aereo, qualità degli investimenti e un adeguato modello organizzativo". Ma al di là del comunicato ufficiale, le singole prese di posizioni sono di tenore diverso: "La trattativa sarà"difficile perché la situazione è quella che è, quella di un'azienda tecnicamente fallita in cui le risorse sono scarse", ha detto ad esempio Luigi Angeletti, segretario generale della Uil. L'obiettivo sindacale è quello di garantire ad Alitalia un futuro più profittevole e ridurre il numero di esuberi. Precisa Angeletti: "Quanti siano, dovranno tutti essere ricollocati". Nell'agenda Alitalia, oggi è previsto l'incontro dei sindacti con gli enti locali. E, soprattutto, c'è il confronto con la Commissione Europea, prevalentemente a livello tecnico, al quale parteciperà il presidente designato della nuova compagnia, Roberto Colaninno. A questo proposito la cordata di imprenditori che si è proposta per dar vita alla nuova società conti molto sull'appoggio di Antonio Tajani, Commissario europeo ai Trasporti, uno dei fedelissimi del Cavaliere, il quale ha giudicato "positivamente" il piano della cordata italiana. Le voci contrarie al Piano, tuttavia, non sono poche. I piloti dell'Anpac guardano negativamente il taglio al numero degli aereomobili ("136 sono troppo pochi" osserva il presidente Anpac Fabio Berti) e delle rotte intercontinentali: "Se si perdono rotte e voli significa l'inizio della fine". Sul versante politico non manca la voce di dura contrarietà del leader Idv Antonio Di Pietro: "l'Aut-aut di Berlusconi rasenta gli estremi dell'estorsione politica. Prima Berlusconi has impedito che Alitalia fosse venduta a una compagnia che di mestiere fa trasporto aereo e che si accollava sia debiti che lavoratori, Oggi, dopo averla messa nelle condizioni di fallire, dice "o accettate la mia soluzione capestro oppure fallisce". Diverso ovviamente il parere del portavoce di Forza Italia, Daniele Capezzone, secondo il quale "il governo ha costruito un'opportunità unica". Infine, il capitolo Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, la quale ha annunciato una "partecipazione simbolica" del proprio gruppo al progetto "Fenice" coordinato da Banca Intesa. "Conflitto di interessi" ha accusato qualcuno. Replica la Marcegaglia: "Non avrò alcun ruolo in questa operazione, il mio è un intervento a nome di tutta l'industria italiana". 03/09/2008.

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Atitech, domani la verità "siamo pronti alla barricate" - roberto fuccillo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Napoli Decisivo secondo round tra governo e sindacati. Nella morsa della crisi anche Ales Atitech, domani la verità "Siamo pronti alla barricate" ROBERTO FUCCILLO "QUESTO governo sta tagliando il futuro della Campania". Sull'onda della paventata crisi Alitalia, e non solo, il Pd interviene duramente con il segretario regionale Tino Iannuzzi: "I pesanti tagli che Berlusconi ha previsto per la scuola ed il concreto pericolo per le attività dello stabilimento Atitech rappresentano due facce della stessa medaglia e smascherano la politica di questo esecutivo nei confronti della nostra regione e dell'intero Mezzogiorno". In particolare su Atitech, dove i 750 dipendenti (più 150 nell'indotto) hanno minacciato reazioni mai viste, Iannuzzi nota che "si sta mettendo in discussione il futuro di lavoratori altamente qualificati in settori strategici. Se fossero confermati gli attuali orientamenti, verrebbero penalizzati anche i collegamenti tra Capodichino e Linate, con l'effetto di allontanare Napoli da Milano". Certo a Capodichino la quiete è carica di tempesta. Dopo la manifestazione di lunedì, con corteo all'interno dell'aeroporto, ora si attende in sostanza il secondo round fra governo e sindacati nazionali, in calendario domani. "Rimaniamo in attesa di sapere quale destino prevede per noi il nuovo piano aziendale - dice Antonio D'Auria della Filt/Cgil - ma siamo pronti ad alzare le barricate se non avremo garanzie occupazionali". Aggiunge Ottavio Vollero, della Sdl: "é un paradosso sacrificare l'attività che, consentendo di mantenere alti gli standard di sicurezza, fa la differenza tra Alitalia e le compagnie low cost". E per Pasquale Cerza della Uiltrasporti "si sta ripetendo lo stesso scenario della trattativa con Air France. La prospettiva è che vogliano buttar via un'azienda che dal 1990 è tra i migliori poli della manutenzione d'Europa". A favore di Atitech interviene anche Salvatore Parisi, capogruppo comunale di Sinistra democratica, che chiede al sindaco Iervolino e al Consiglio di "intervenire in maniera rapida presso il governo nazionale". Atitech non è comunque l'unico punto di crisi in queste ore. Resta grave la situazione anche di Finmek, nonostante il governo abbia prorogato di un anno la cassa integrazione per i lavoratori di tutti gli stabilimenti, compresi i 61 di Santa Maria Capua Vetere. E si riapre il caso di Ales, la società che si occupa di formazione nel campo dei beni culturali. I sindacati aziendali hanno indetto una assemblea permanente nella sede di via Santa Brigida dopo l'annuncio della messa in mobilità per 430 lavoratori. Fra le tante contestazioni, anche il fatto che "Italia lavoro", azionista di maggioranza, pur manifestando di voler cedere le quote, ha continuato a riversare proprio personale all'interno di Ales. Il presidio resterà finché non si avrà un segnale da parte del ministro Sandro Bondi.

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Ma tre compagnie low cost puntano su bari e brindisi - lello parise (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Bari Il retroscena Le riduzioni della compagnia di bandiera aprirebbero la strada a nuovi vettori Ma tre compagnie low cost puntano su Bari e Brindisi Numeri record. E ci provano anche British e Lufthansa LELLO PARISE Si allunga l'elenco dei pretendenti. Gli scali aerei di Bari e Brindisi che sarebbero snobbati dalla nuova Alitalia, fanno gola almeno a tre vettori. Quelli low cost, in particolare. Ma nessuno esclude che, alla fine, anche British e Lufthansa potrebbero essere attratte dall'idea di piantare le tende nel tacco d'Italia. Già alla fine d'agosto era saltata fuori l'indiscrezione secondo cui gli americani di Skyone, quelli dei charter extralusso che vanno in giro per il mondo scorrazzando vip in tournée, vorrebbero inaugurare un quartier generale a stelle e strisce in quel di Palese: collegamenti nazionali e internazionali, ancorché a medio raggio, sarebbero destinati a catapultare passeggeri nel resto del Belpaese oppure a Londra o a Mosca. L'amministratore unico di Aeroporti pugliesi Domenico Di Paola parla di "un'ipotesi di lavoro", niente di più. A cui in queste ore se ne aggiungono un paio giudicate altrettanto interessanti: due tra le principali low cost - l'irlandese Ryanair e la Easyjet, il cui pacchetto di maggioranza è dell'uomo d'affari greco-cipriota Stelios Haji Ioannou - come i concorrenti statunitensi della Carolina del Sud non disdegnerebbero d'incrementare le rotte da e per la Puglia. Come stanno le cose, con Ryanair da Bari è possibile raggiungere Londra, Francoforte, Milano e Pisa. A bordo di un velivolo della Easyjet, il capoluogo lombardo. Ad Aeroporti pugliesi fanno gli scongiuri. E' sufficiente, mormorano un po' tutti, che il governo Berlusconi non decida di "militarizzare" la Cai, la Compagnia aerea italiana. E, quindi, di rendere la vita difficile a tutti i competitori. Così facendo, inevitabilmente, le cose si metterebbero male per aeroporti come quelli nostrani, controllati dalla Regione del comunista Nichi Vendola. Regione che concede aiuti - circa 50 euro per ogni passeggero - alle compagnie: questo, però, quando (era il 2005) il prezzo del greggio risultava "di gran lunga inferiore" rispetto a quello attuale. Ecco perché l'amministrazione regionale dovrebbe incrementare le agevolazioni, per non rischiare che le stesse compagnie abbandonino il campo addirittura prima della scadenza degli accordi pur di non perdere quantità enormi di soldi. Tuttavia questi ritocchi potrebbero essere bloccati da Roma, che non rinuncerebbe a sollevare obiezioni o osservazioni: per fare in modo di consentire un decollo tranquillo alla Alitalia riveduta e corretta. La militarizzazione della newco, ricordate? E' la ragione per cui tre giorni fa Di Paola in un'intervista a Repubblica avvertiva: "Di Alitalia si può fare a meno, purché non ci impediscano di sviluppare alternative efficaci per i nostri aeroporti". E tre giorni più tardi Aeroporti pugliesi racconta, attraverso i numeri, il successo dei viaggi low cost, che ormai riguardano il 60 per cento dei passeggeri da Bari o da Brindisi. Passeggeri che, sulla base dei calcoli di Ap, avrebbero risparmiato grazie alle tariffe promozionali qualcosa come quasi 4 milioni di euro - 3 milioni 400 mila, esattamente - "a fronte di contributi maturati a favore del vettore per 1 milione 700 mila euro". E' evidente che qualora la politica degli "aiutini" dovesse essere ridimensionata o fare flop, addio cifre record nonché sogni di gloria. Compresi perfino quelli low cost.

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"tagli ai trasporti, disegno criminale" - piero ricci (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Bari "Tagli ai trasporti, disegno criminale" La Regione contro Fitto: ridicola difesa del governo. Approvato un documento Il capogruppo di Forza Italia definisce "strumentale" l'ordine del giorno PIERO RICCI Il vice presidente della giunta regionale, Sandro Frisullo è stato in silenzio per un po' di giorni sulla vicenda Alitalia. E la prospettiva che il piano di salvataggio della compagnia di bandiera non lasci nemmeno le briciole alla Puglia, in termini di collegamenti, non ha che un unico responsabile: "La faccia tosta del centrodestra e in particolare del ministro Raffaele Fitto". Le accuse di Frisullo esplodono pochi minuti prima di entrare nella prima riunione di giunta dopo le ferie. E sono così pesanti da convincere il governatore Nichi Vendola, l'assessore ai trasporti Mario Loizzo e tutti gli altri colleghi di governo, a passare dalle parole ai fatti con un documento politico di sostegno all'ordine del giorno presentato dal capogruppo del Pd, Antonio Maniglio, in cui si esprime "la massima preoccupazione sulla questione della crisi dei trasporti da e per la Puglia". Frisullo non lascia margine al dialogo: "è davvero stupefacente l'impudenza del centrodestra pugliese. Dopo aver sparso, nei mesi scorsi, demagogia a piene mani appena ritardava qualche volo per e da Brindisi, adesso si assiste a un mutismo assordante di Fitto e a una ridicola e disperata difesa del governo Berlusconi da parte di Palese". Il vicegovernatore ricorda le agitazioni di piazza, le petizioni contro il governo Prodi e la giunta Vendola contro "la presunta svendita ad Air France". "Ed ora - attacca Frisullo - senza provare un briciolo di vergogna, si scarica sulle casse pubbliche e sui contribuenti il debito di Alitalia, consentendo un colossale affare a una cordata di società e banche alla faccia del mercato e stracciando le regole sulla concorrenza e dell'antitrust". Il vicepresidente prende di mira il ministro Fitto: "Il suo imbarazzante e penoso silenzio suona complicità con questo disegno scellerato. Attendiamo dal ministro una elementare prova di coerenza rispetto al Fitto raccoglitore di firme e battagliero oppositore non solo sulla vicenda dei trasporti, ma anche rispetto ai parametri di riparto del fondo sanitario che a lungo hanno penalizzato e continuano a punire la Puglia rispetto alle Regioni del Centro Nord". Nell'ordine del giorno della giunta si dice "preoccupata" che "la crisi di Alitalia, secondo i piani finora resi noti, potrebbe tradursi nel taglio di rotte e di posti da e per la Puglia e nell'aumento dei prezzi dei biglietti". Così per la vicenda dei pendolini che Trenitalia vuole sostituire con i vecchi intercity rimessi a nuovo: "Tutto questo - dice Loizzo - potrebbe, in mancanza di interventi a tutti i livelli accrescere l'isolamento della nostra regione". Dall'opposizione di centrodestra, insorge Rocco Palese, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale che prima definisce "bugiardo e strumentale" l'ordine del giorno della giunta Vendola, poi ne presenta uno con cui il Consiglio regionale dovrebbe impegnare la giunta a procedere entro il 31 dicembre 2008 alla privatizzazione della Società Aeroporti di Puglia. "Da tempi non sospetti - afferma Palese - diciamo a gran voce che l'unico mezzo per garantire ai nostri aeroporti di essere attrattivi, competitivi e moderni, è la privatizzazione della società di gestione. Atto per cui il nostro governo regionale ha creato e lasciato in eredità tutti i presupposti". Nel centrodestra, tocca ancora al neo coordinatore regionale di Forza Italia, l'onorevole Antonio Distaso, invece imbastire la difesa del ministro agli affari regionali e spostare la contesa sul piano politico: "L'atteggiamento di questa sinistra è imbarazzante e squallido. Se Vendola e compagni credono di poter scaricare da ora e per sempre sul governo Berlusconi e sul ministro Fitto le colpe di tutte le loro inadempienze, sbagliano. Se per il prossimo futuro - conclude Distaso - gli unici argomenti della sinistra pugliese saranno gli stessi della scorsa campagna elettorale, ossia la demonizzazione di Berlusconi e Fitto, possiamo considerare già vinte le prossime elezioni amministrative, europee e regionali".

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Trasporti, puglia isolata (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Bari Preoccupazione della giunta regionale per il piano di salvataggio dell'azienda in crisi e per i tagli annunciati dalle Ferrovie Trasporti, Puglia isolata Sos di Vendola. Ma tre compagnie low cost pronte a sostituire l'Alitalia Treni veloci che non esistono, tagli di rotte aeree. La giunta Vendola approva un documento per esprimere "la massima preoccupazione sulla questione della crisi dei trasporti: la Puglia rischia l'isolamento". Aspettando la nascita della newco Cai, la Compagnia aerea italiana, tre vettori low cost sarebbero interessati a sostituire l'Alitalia negli scali di Bari e Brindisi. ALLE PAGINE II E III.

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Aerei in affitto, dipendenti nella cai così toto saluta airone e i debiti - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La compagnia scompare, resterà solo il servizio aerotaxi Aerei in affitto, dipendenti nella Cai così Toto saluta AirOne e i debiti LUCA IEZZI ROMA - Carlo Toto saluta i suoi tremila dipendenti, la livrea di AirOne e una piccola fetta di debito (si stima circa 200 milioni su oltre 900), per trasformarsi in un broker dei cieli. Saranno infatti i suoi oltre 120 Airbus a far volare la nuova Alitalia e da loro l'imprenditore teatino otterrà il vero ritorno da questo affare. Il flusso dei canoni di leasing per una flotta tanto imponente valgono, ai prezzi di mercato attuali, più 1,6 miliardi di euro seppur da spalmare fino al 2017. Toto ha accettato di farsi da parte nella gestione della compagnia, di conferire gli asset della società che ha costruito in vent'anni e non ha ancora deciso quanto investirà nella Cai, ma rimarrà comunque uno dei principali tifosi dell'avventura del presidente Roberto Colaninno e dell'ad Rocco Sabelli, visto che dai contratti di affitto di lungo periodo serviranno a finire di pagare gli aerei da lui opzionati un anno fa e a produrre utili. Non tutti i dettagli sono definiti, ma gran parte degli asset attualmente presenti in Ap holding (società che controlla AirOne e formata per tentare l'acquisto di Alitalia un anno fa) finiranno nella Cai: sia la parte volo, sia la parte dei servizi a terra. Vale a dire l'intera flotta attualmente utilizzata (60 aerei), tremila dipendenti, il network e anche i debiti connessi all'attività, intorno ai 200 milioni. La valutazione di AirOne si dovrebbe aggirare intorno ai 300 milioni. Gli ultimi dati di bilancio del 2007 parlano di ricavi per 750 milioni e utili per 7. Nel 2008 gli analisti di settore si aspettano il superamento della quota di 800 milioni per i ricavi e un sostanziale pareggio (forse una piccola perdita). Il prezzo effettivamente pagato dipenderà anche dall'esito della trattativa sugli asset Alitalia fatta tra Colaninno e il commissario Augusto Fantozzi. Così come è probabile che da quel prezzo dipenda la quota reinvestita da Toto in Cai. Solo un anno fa, alla nascita di Ap Holdig, AirOne era stata valutata 870 milioni di euro fruttando una plusvalenza da 800 milioni al gruppo Toto spa (è attivo nelle costruzioni e ha una quota nell'Autostrada dei parchi Roma-L'Aquila-Pescara). Più interessante ciò che rimane in Ap holding: una piccola compagnia di aerotaxi (AirOne executive) e soprattutto le opzioni per l'acquisto di settantuno A320, dodici A330 e dodici A350 che già sono in via di consegna (gli A320 arrivano al ritmo di circa uno al mese). Rimarranno anche più di 700 milioni, in gran parte connessi al maxi ordine di aerei. Per onorarlo Toto si trasformerà da concorrente a fornitore di aeromobili di Alitalia. Il piano di Sabelli e Intesa San Paolo ricalca in pieno le previsioni di utilizzo della flotta fatte da Ap holding quando tentò di acquistare la compagnia di bandiera dieci mesi fa. I dettagli dei leasing saranno definiti solo dopo che Cai sarà entrata in attività e dopo l'acquisto degli asset di Alitalia, ma l'intero progetto non sarebbe mai arrivato a questo punto senza che Toto ottenesse delle rassicurazioni dal suo cliente "designato". Stimare il costo di sostituzione della flotta è impervio: un leasing di cinque anni per un A320 costa tra i 350-400 mila dollari al mese, quello per un A330 arriva a 750-850 mila. L'intera flotta da 95 aerei fornisce entrate potenziali che superano i due miliardi e mezzo di dollari. Stime aleatorie viste le difficoltà del settore, l'ampio lasso di tempo e la possibilità che Alitalia ottenga contratti con durata maggiore dei cinque anni o a prezzi più contenuti. Anche se Toto è famoso nell'ambiente per essere un negoziatore poco incline a far sconti.

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Geronzi, profumo e i manager all'ultima guerra del capitalismo - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il presidente Entro martedì lo show-down. Nella bozza Nagel cinque dirigenti nel consiglio d'amministrazione Geronzi, Profumo e i manager all'ultima guerra del capitalismo Ecco le condizioni per un "accordo condiviso" Si lavora su una bozza di statuto, trasparente e con un forte bilanciamento Unicredit vuole una soluzione concordata per votare a favore delle modifiche (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) massimo giannini La sua "road-map" è molto precisa, e si articola in due tappe. Prima tappa: l'abbandono del sistema di gestione "duale" dell'Istituto (imperniato su un consiglio di sorveglianza nel quale siedono i rappresentanti dei soci e un consiglio di gestione nel quale comandano i manager) deve essere approvato dal board convocato il 18 settembre. Seconda tappa: il nuovo statuto che ripristina il sistema di governance "tradizionale" (imperniato sulla presenza di un cda, di un presidente capo-azienda e di un team di manager cui vengono affidate deleghe definite e ben delimitate) deve essere formalizzato all'assemblea annuale degli azionisti convocata il 28 ottobre. La vulgata prevalente vuole che l'accordo sia ormai fatto. La verità è un'altra. L'intesa non è ancora chiusa. E non è affatto sicuro che si riesca a chiudere entro il 18 settembre. La posta in gioco è troppo alta. Mediobanca, "un unicum che sta diventando un'anomalia" secondo la felice definizione di Alessandro Profumo, Ceo di Unicredit, non può più permettersi passi falsi. Nonostante l'appannamento di questi ultimi anni, resta uno snodo di potere formidabile. Il passe-partout che apre le cassaforti di Generali, Rcs, Telecom. Con "un uomo solo al comando" non regge più. "Per questo - è la linea di alcuni soci che sostengono la battaglia di Nagel e Pagliaro - Geronzi deve scendere a patti. Non può fare colpi di mano né imposizioni. Deve negoziare, e deve cercare il consenso di tutti". Sulla carta, la sfida sembra impari. Geronzi è considerato "l'uomo più potente d'Italia". Un banchiere che ha scalato tutte le vette della finanza italiana, e che nemmeno una richiesta di rinvio a giudizio e una sentenza di condanna in primo grado riescono a far vacillare. I manager, da soli, faticherebbero a contenere le mire espansionistiche del superbanchiere romano, che passano proprio attraverso la retromarcia sul duale. L'unico che può arginare Geronzi è Profumo, forte di quel 9% che fa di Unicredit il primo azionista di Mediobanca. Per questo i manager hanno cercato il suo appoggio. E l'hanno ottenuto. All'insegna del principio secondo il quale "bisogna ridefinire i confini tra le funzioni strategiche dei soci e le competenze operative dei manager", ma bisogna soprattutto "salvaguardare l'autonomia di questi ultimi", Profumo ha mandato il suo presidente Dieter Rampl a spiegare a Geronzi che "Unicredit "non accetterà forzature", e che se alla fine non si troverà una soluzione condivisa da tutti "Unicredit voterà no alla proposta di modifica della governance". Forte di questa sponda, Nagel ha sottoposto la sua formula di compromesso allo stesso Geronzi e al giurista Piergaetano Marchetti, che sta lavorando a una nuova bozza di statuto, dopo la bocciatura di un primo testo abbozzato prima dell'estate. è una formula che viene definita "trasparente", e che punta a introdurre un forte "criterio di bilanciamento" nella suddivisione dei poteri interni alla banca. Una formula molto diversa da quella iniziale, "cucita" da Marchetti su misura per la figura di Geronzi. Una formula che a regime, se passasse, configurerebbe un assetto interno mai conosciuto nella storia quasi secolare di Mediobanca. Il superamento della governance "duale" non si tradurrebbe in un ritorno puro e semplice al sistema "tradizionale" (comunque rigidamente autocratico e fortemente gerarchizzato) che Mediobanca ha conosciito per 50 anni. Viceversa, si potrebbe addirittura arrivare a un comitato esecutivo in mano ai manager, cinque dei quali entrerebbero addirittura in consiglio di amministrazione. Una rivoluzione copernicana, per un tempio finanziario nel quale ha sempre officiato un solo sommo sacerdote (prima Cuccia, poi Maranghi, ora Geronzi) in nome e per conto di un "capitalismo di relazione" inossidabile e inattaccabile. Dopo una fase iniziale più "muscolare" della contesa, con accuse esplicite alla dirigenza rea di non aver garantito un corretto flusso informativo al comitato di sorveglianza e con stoccate velenose all'indirizzo di Profumo, reo di "aver cambiato idea d'incanto sulla governance in una domenica di luglio", il super-banchiere romano sembra ora più incline al negoziato. Sente la pressione di Unicredit. Secondo le voci che circolano tra gli azionisti dell'Istituto, "probabilmente anche il governatore della Banca d'Italia Draghi gli ha fatto capire che è meglio non far saltare il tavolo". E poi c'è un ipotetico "lodo Maccanico" anche per Piazzetta Cuccia, proposto dall'anziano ma saggio ex ministro delle Comunicazioni ed ex presidente della stessa Mediobanca sulle pagine del Sole 24 Ore, al quale Geronzi non deve essere insensibile. Sta di fatto che la trattativa è in corso. Ma una cosa è certa: Nagel e Pagliaro non vogliono trattare con la pistola alla tempia. Questa partita è troppo delicata, e non si gioca solo in un mese. "E' fatta di tattica e di resistenza", come riassume un interlocutore autorevole molto addentro alle vicende dell'Istituto. "Noi - è la linea dei manager, riferita da un azionista in contatto con le due parti - abbiamo interesse a raggiungere un sistema di governance chiara e comprensibile, dentro e fuori della banca. Se si può raggiungere un accordo entro il 18 settembre, tanto meglio. In caso contrario, non si firma. Nessuno di noi ha interesse ad accelerare i tempi a tutti i costi, anche al prezzo di accordarsi su un pasticcio. Meno che mai abbiamo interesse a tenere la banca sotto una tenda d'ossigeno per sei mesi". Da questo punto di vista, la stessa ipotesi di un "congelamento" del quadro attuale è un rischio. Come ha spiegato uno dei soci nelle conversazioni riservate di questi giorni, "una Mediobanca non gestita non conviene a nessuno e non va da nessuna parte, perché vende servizi finanziari, non scarpe, e così i dirigenti non sanno a chi rispondere". Per questo serve "un'intesa vera, seria, che dia tranquillità e certezze a tutti i soggetti coinvolti". Non sarà facile. Ma secondo i ben informati, i manager sono pronti allo show-down. E non si accontenterebbero della promessa di lasciare a Nagel la poltrona di amministratore delegato, anche nel nuovo assetto di governance. "Questo lo diamo per scontato", dicono fonti vicine a Unicredit. Il punto cruciale, che lo stesso Nagel ha ribadito a Geronzi, è un altro: integrità della squadra e chiarezza sulle modalità operative. Dunque deleghe, organi interni, materie e rappresentanze in comitato esecutivo, dove tutte queste "pratiche" devono obbligatoriamente transitare. Se queste richieste vengono recepite, bene. Altrimenti noi se ne fa nulla. Non sappiamo quale sia stata e quale sarà la risposta del Grande Vecchio. Ma sappiamo che tra lunedì e martedì tutto sarà chiaro. E sappiamo comunque che questa è solo la prima battaglia di una guerra di portata molto più ampia. Una guerra che riguarda la finanza: dal destino di magnifiche prede come Generali e Telecom alla Yalta europea tra i francesi alla Bollorè e i tedeschi di Allianz e Commerzbank. Ma è una guerra che incrocia anche la politica: dal controllo di una "bocca di fuoco" come il Corriere della Sera alla cooptazione di pezzi emergenti di establishment, che attraverso il sostegno al piano di restaurazione di Geronzi per Mediobanca (come attraverso il sostegno al Piano Fenice di Passera per Alitalia) cercano di accreditarsi presso il nuovo potere berlusconian-tremontiano. Un establishment debole e ricattato, pronto a scambiare piccole prebende con un governo che, per sentirsi finalmente forte e legittimato, gli elargisce grandi favori. Pur di trasformare l'ex "salotto buono" nella sua ambita, e finalmente conquistata, costituency elettorale.

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L'offerta di colaninno: 400 milioni - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il piano di poco meno di cento pagine arrivato sul tavolo di Fantozzi. Dalla flotta Alitalia 80 aerei su 110 di proprietà L'offerta di Colaninno: 400 milioni Fuori dalla newco amministrativi, manutenzione e call center Su una sessantina di velivoli pesano delle ipoteche di primo grado. Via il servizio cargo Atitech non prevista dal piano Per Ams possibile interesse di Lufthansa Technik LUCIO CILLIS ROMA - Nello studio del neo-commissario straordinario di Alitalia l'attesa offerta, poco meno di 100 pagine, è arrivata lunedì in tarda serata. Appena il tempo di uscire dal primo incontro con le nove sigle sindacali di Alitalia e di rituffarsi nella lettura della proposta della Compagnia aerea italiana di Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. Domani sarà già tempo di ripartire con la durissima e, confidano fonti vicine ad Augusto Fantozzi, sofferta trattativa con i sindacati che coinvolgerà per forza di cose i destini di molti nuclei familiari. Fantozzi ieri mattina presto ha iniziato una minuziosa analisi di come sarà la nuova Alitalia e, soprattutto, di quanto della bad company la Cai avrà bisogno per decollare. L'offerta per rilevare gli asset più appetibili arriva a circa 400 milioni, comprensivi delle relative possibili esposizioni, ma al netto dei bond Mengozzi e dei 300 milioni di prestito concesso dal governo nei mesi scorsi. Il nodo del personale è centrale e si muove attorno al numero di velivoli utilizzati nei prossimi mesi e al network attorno al quale ruoteranno le "macchine". Si va dai 139 aerei disponibili nel 2008 ai 153 richiesti per la piena operatività del prossimo anno, con l'ingresso in flotta degli ordini di Air One. Cai prenderà all'incirca 80 velivoli della flotta di Alitalia che dispone al momento di 110 aerei di proprietà oltre ad altri in leasing. Su una buona parte dei 170 aerei complessivi (58, un terzo del totale) pesano però delle ipoteche di primo grado che andranno valutate. Altro tema quello degli esuberi e delle esternalizzazioni. Un passaggio del piano e dell'offerta che tocca anche diverse centinaia di contratti a termine di Alitalia, precari che sono una fetta importante del lavoro quotidiano della compagnia. Il numero di piloti e hostess necessari per far ripartire il nuovo gruppo va ancora giocato al tavolo della trattativa sindacale. Ma ad oggi, ci sono 4.500 esuberi (500 piloti, 1.500 assistenti di volo e 2.500 dipendenti di terra), tutto personale che uscirà dal ciclo produttivo. A questi andranno aggiunte le esternalizzazioni dei servizi amministrativi e della manutenzione pesante. Alla nuova Alitalia serviranno complessivamente 11-12 mila dipendenti, contro i 18 mila di oggi e i 3mila di Air One. Az Fly al netto di una parte di piloti e assistenti di volo, entrerà invece quasi interamente nel perimetro della newco. Oggi le attività di volo di Alitalia sono garantite da circa 2.100 piloti, 4.200 hostess e steward, ed una struttura centrale di circa 3.800 persone. Nella nuova Magliana troveranno posto anche parte delle disponibilità di immobili, come alcuni hangar e uffici. Az Servizi, l'altro braccio operativo del gruppo, dispone di circa 7.500 dipendenti. Cai, nell'offerta, chiede di poter disporre di una parte di Alitalia Airport, di stanza a Roma e in altre basi minori, per provvedere ai servizi bagagli e di terra, dei dipendenti della struttura centrale romana, della manutenzione leggera e di linea, una minima parte dei servizi informatici specializzati. Nella nuova Alitalia entreranno anche vecchi oneri e debiti pregressi. Restano invece fuori il servizio cargo (al netto di una possibile quota per una joint venture), gran parte dei "servizi centralizzati" (call center, amministrazione e buste paga), la manutenzione pesante, quella per i motori, i componenti e i carrelli. E quindi la Atitech di Napoli e una parte di Ams su cui ci sarebbe già un possibile interesse di Lufthansa Technik (partner di minoranza) per acquisire la totalità del pacchetto.

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Bruxelles apre sul piano alitalia i sindacati: più rotte internazionali - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Bruxelles apre sul piano Alitalia I sindacati: più rotte internazionali La Marcegaglia: io in cordata a nome dell'industria Il ministro Sacconi: "C'è poco tempo, meglio pensare ai posti di lavoro salvati" ROBERTO MANIA ROMA - Il salvataggio dell'Alitalia è una sfida per il futuro del paese. Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, rompe il silenzio e spiega - in un'intervista all'Ansa - le ragioni che l'hanno portata a investire uno quota simbolica (10 milioni di euro), "a nome dell'industria italiana", nella nuova compagnia guidata da Roberto Colaninno. Una risposta a quanti, il leader della Cgil Guglielmo Epifani in testa, hanno giudicato sbagliata la sua partecipazione al capitale della Compagnia aerea italiana per i possibili conflitti di interesse che potrebbe provocare. "Per l'Alitalia - ha detto Marcegaglia - è davvero l'ultima opportunità per continuare ad esistere. Ed è bene che nessuno se lo dimentichi". Precisando nello stesso tempo, che lei non assumerà alcun incarico nella newco. Nell'intervista, tuttavia, il presidente della Confindustria non fa alcun riferimento alle norme sulle procedure fallimentari e sulla sospensione delle regole concorrenziali, che sono state approvate ad hoc dal governo la scorsa settimane per rendere possibile la privatizzazione dell'Alitalia. Ma proprio su questo diversi osservatori avevano notato il silenzio di Viale dell'Astronomia sempre pronta, nel passato, a richiamare i principi del mercato. Quella di ieri è stata una giornata interlocutoria, di attesa per domani quando al ministero del Lavoro partirà la trattativa vera e propria sul piano industriale. Le nove sigle sindacali si sono riunite per concordare una linea negoziale. Chiedono al governo di lasciare per ultimo il capitolo relativo agli esuberi. E poi il mantenimento nel perimetro aziendale della manutenzione, investimenti di qualità e un modello organizzativo efficiente. Ma soprattutto puntano sul rafforzamento delle rotte internazionali per dare una prospettiva competitiva alla nuova compagnia e salvare, per questa via, più posti di lavoro. Ed è questa la questione ormai decisiva, destinata a irrompere nella trattativa però solo la prossima settimana. Il progetto di riorganizzazione dell'azienda finirà per coinvolgere intorno ai 4.500 lavoratori. A pagare il prezzo più alto dovrebbero essere hostess e steward; i lavoratori di call center, servizi informatici e amministrazione, infatti, dovrebbero andare in altre aziende, come potrebbe avvenire per la maggior parte dei tecnici della manutenzione pesante. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ospite ieri di Repubblica Tv, non ha confermato né smentito le ultime indiscrezioni. "Di fronte a una società che ha un tempo limitato di sopravvivenza - ha detto - sarà più corretto considerare i numeri di posti di lavoro che potranno essere ricostruiti rispetto allo zero che il fallimento rappresenta". Oggi, informalmente, il dossier Nuova Alitalia farà capolino sui tavoli della Commissione di Bruxelles. Il presidente della Cai, Colaninno, incontrerà i tecnici del commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani. Dal quale è arrivato una prima significativa apertura: "Il piano presentato è positivo dal punto di vista della partecipazione dei privati che favorisce il mercato e la concorrenza. Positivo anche il principio di volere vendere gli asset a prezzo di mercato".

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Mercoledì - filippo ceccarelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

R2 MERCOLEDì IL BALLETTO DELLE SIGLE FILIPPO CECCARELLI Le sigle ballano, le sigle scherzano, e così succede che a volte rimandino, queste giocose e beffarde sigle, a un passato misterioso e non esattamente commendevole. E insomma: Cai dovrebbe chiamarsi la nuova Alitalia, nel senso di Compagnia Aerea Italiana. Acronimo di pronto e veloce impiego, a parte l'inesorabile cortocircuito con il Club Alpino Italiano: "il" Cai, però, al maschile, quindi pazienza. Sennonché esiste, o esisteva, una terza entità designata con l'ormai fatidica sigla, e neanche a farlo apposta ha a che fare con aerei, voli e passeggeri: la Compagnia Aeronautica Italiana, "la" Cai, al femminile, quasi gemella della rinata Alitalia, "Alitalietta" o "compagnia di bandierina" che dir si voglia. Bene: questa precedente Cai è stata per almeno un ventennio e forse continua a essere la flottiglia aerea dei servizi segreti italiani, strumento operativo indispensabile, ma anche croce e delizia del potere, in bilico perenne tra inchieste giudiziarie e comodi trasbordi di potenti nei week-end. Il più classico segreto di Pulcinella, due o tre Falcon clamorosamente parcheggiati in un hangar di Ciampino. Nel 1996 si fece addirittura credere che la Cai era stata sciolta, ma nelle cronache se ne continuano a trovare le tracce. Con la nuova Cai la confusione è pressoché garantita, un po' ridicola e un tantino cupa, come al solito.

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Nubi d'autunno (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Bruno Ugolini Che autunno sarà? Le ipotesi sono diverse e mutano a seconda degli interlocutori. Spesso gli aggettivi si sprecano. L'attuale ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, prima di andare in ferie, ha predetto un autunno responsabile. È molto probabile che non volesse invocare il senso di responsabilità del governo. Era, come al solito, un predicozzo preventivo rivolto ai sindacati, chiamati ad un ruolo di moderazione da esercitare nei confronti del mondo del lavoro. Insomma dovrebbero far da pompieri e non distrarre i governanti. Il fatto è che le nubi che si addensano sull'autunno, dopo le tante sceneggiate estive, non sono cariche di aggettivi ma di fatti reali. C'è innanzitutto una questione salariale, riconosciuta da tutti, Confindustria in testa, fino a non molto tempo fa. Ora le cifre dell'Istat su un aumento in un anno delle retribuzioni contrattuali orarie, pari al 4,3%, potrebbero innescare un'irrealistica carica d'ottimismo propagandistico. C'è intanto da osservare che i positivi aumenti registrati sono via via cancellati dall'inflazione crescente. Nello stesso tempo essi sono dovuti, come sottolinea la stessa Istat, dai buoni risultati ottenuti attraverso i rinnovi dei contratti di lavoro. Quegli stessi contratti che molti, nel governo e nella Confindustria, vorrebbero ridimensionare, impoverire, attraverso le loro proposte di riforma contrattuale. E in attesa del difficile negoziato di questo settembre. L'altra minacciosa nube dell'autunno riguarda l'occupazione. Non c'è solo l'Alitalia di mezzo, con il suo pesante carico di cosiddetti esuberi. È ancora la stessa Istat a segnalare un dissanguamento dei posti di lavoro nelle grandi aziende. Mentre è in aumento il ricorso di numerose imprese alla cassa integrazione con migliaia di lavoratori a casa, con buste paga ridotte. Sono tutte componenti che tra l'altro dicono come si vada erodendo il monte salari complessivo e che spiega perché si stiano erodendo i consumi. I debiti delle famiglie sono passati in pochi anni, ha spiegato Marco Venturi, presidente della Confesercenti, dal 20% al 30%. Quasi un terzo dei redditi se ne va in rate e mutui per la casa, quasi il 50% del reddito di una famiglia copre le spese per le bollette, la casa e la salute. Sono le cifre del caso italiano al quale il centrodestra sembra rispondere predicando appunto il senso di responsabilità ed elargendo ai poverissimi una specie di carta annonaria che ricorda il dopo guerra. Oppure fissando un ridicolo tetto d'inflazione programmata pari all'1,7 per cento. Un tetto atto solo a comprimere i salari. C'è una terza nube autunnale. È quella dei precari, spesso giovani proiettati come saltinbanchi nelle infinite odissee di un "mercato" che alza e abbassa a piacimento crudeli saracinesche. Ma che investe anche tanti cinquantenni cacciati dai processi produttivi e alla vana ricerca di una nuova sistemazione. Per loro non è possibile parlare nemmeno di modesti incrementi salariali. Sfuggono anche all'Istat. Sono tutti "soggetti sociali" per i quali il centrosinistra aveva cominciato ad adottare misure eque. Ora spesso rapidamente cancellate. Non è finita. Perché tra le incognite dell'autunno c'è anche la massa dei contratti ancora da rinnovare, cominciando da quelli del pubblico impiego. Sono in tutto oltre tre milioni e mezzo di lavoratori. Per non parlare, in questa rapida rassegna di quel che si agita all'orizzonte, di un dramma del lavoro che scava nelle coscienze giorno dopo giorno. È di lunedì la nuova notizia di due morti a Catania. Sono avvenimenti che scandiscono con orrore il nostro tempo. E può capitare in questo nostro Paese che quando uno denuncia un malservizio, come è capitato al ferroviere Dante De Angelis, venga licenziato. Oppure può capitare che si vogliano ritoccare i provvedimenti anti-infortunistici assunti dal centrosinistra, non per migliorare ma per renderli più "leggeri". Eppure non bisogna arrendersi. Non c'è bisogno di aggettivi roboanti per l'autunno ma di energie, di proposte e di movimenti senza separatismi, capaci di parlare a tutti, capaci di durare e di ottenere risultati.

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La crisi e la politica del freno a mano (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Laura Pennacchi L e turbolenze di mezza estate delle borse mondiali non accennano a placarsi, nonostante sporadici e temporanei rialzi, e il mondo sta scivolando in difficoltà economiche senza precedenti. Tanto più è impressionante l'inerzia del governo di centro-destra - viceversa voracemente interventista in senso restauratore nelle vicende personali e particolaristiche a tornaconto del premier - di fronte all'aggravarsi della crisi finanziaria internazionale e al suo progressivo trasformarsi in recessione vera e propria. Il "decisionismo autoritario" di cui dà prova il duo Berlusconi-Tremonti - con la profonda interconnessione tra misure in materia giudiziaria a beneficio del capo del governo, anticipo di una manovra triennale di 36 miliardi di tagli a danno di tutti i cittadini, soluzione da "compagnia di bandierina" escogitata per Alitalia a svantaggio di utenti, contribuenti, lavoratori - ancora una volta si rivela a senso unico. Al servizio, cioè, di una visione "sultanesca", "probusiness" e "restauratrice" della politica italiana e di totale misconoscenza dell'interesse pubblico nazionale correttamente inteso, di cui è testimonianza anche il pasticcio Alitalia, mediante il quale si arriva a modificare la legge sui fallimenti industriali per consentirne la svendita delle parti più redditizie e a decretare la sospensione a tempo della normativa antitrust. Eppure la situazione che si sta profilando a livello internazionale richiederebbe che ad essa venissero destinate tutte le energie, con misure tempestive assai diverse dal mero gridare all'untore della speculazione che finisce con l'esimere dal misurarsi con la ben altrimenti seria e profonda complessità dei problemi aperti. Emerge, infatti la vulnerabilità di un intero modello di sviluppo, quello che ha guidato la crescita mondiale negli ultimi anni e che ha portato a concentrare negli Usa le fonti di instabilità. La politica di alti tassi di interessi praticata dalla Federal Reserve dal 2001 - con l'occhio alle esigenze poste da Wall Street dopo lo scoppio della bolla "dot-com" - ha generato squilibri di ogni tipo. Squilibri interni (eccesso di indebitamento delle famiglie americane con quasi un quinto dei mutui andati a soggetti senza capacità di ripagare) ed esterni (il deficit delle partite correnti Usa è passato dall'1,5% del Pil nel 1995 al 6% nel 2006), più un'inflazione in rapido aumento, anche in conseguenza della svalutazione del dollaro e dell'esplosione dei prezzi del petrolio e dei beni alimentari. La bassa inflazione degli anni immediatamente precedenti si rivela un frutto, assai più che della credibilità ant-inflazionistica della Fed, della globalizzazione che, con la complementarietà della crescita degli Usa e di quella della Cina (verso cui sono state delocalizzate le produzioni), ha consentito alle imprese americane una straordinaria riduzione dei costi di produzione i cui effetti sono stati insufficientemente trasferiti ai consumatori americani e hanno, invece, alimentato un eccezionalmente alto e persistente incremento dei profitti. Sul fronte finanziario la proroga al 2010 del termine entro cui le banche potranno contabilizzare formalmente le operazioni condotte "fuori bilancio" (ammontanti a 5000 miliardi di dollari) dimostra che l'incertezza si protrarrà a lungo, emergendo in particolare la preoccupazione che le operazioni gestite finora da società veicolo al di fuori dei bilanci delle banche promotrici celino perdite ancora più cospicue, tali da costringere la banche stesse a nuove ricapitalizzazioni, il che aggraverà i già seri problemi di liquidità. Il sistema bancario, infatti, dopo aver contribuito all'esplosione abnorme del mercato dei derivati (in alcune annualità cresciuto del 113%), oggi sperimenta una crisi di fiducia e i finanziamenti reciproci sono diventati più onerosi, mentre la banche centrali - sotto accusa per le passate omissioni in materia di controlli, trasparenza e vincoli regolamentari - stanno facendo ora ciò a cui avrebbero dovuto ricorrere cinque o sei anni fa, cioè ridurre l'incremento della liquidità. È in questa delicatissima situazione che si collocano l'attivismo particolaristico-restauratore e l'inerzia verso il bene comune nazionale del duo Berlusconi-Tremonti. Eppure, a far le spese della evoluzione internazionale sono soprattutto l'Italia e l'Europa la quale vede oggi, per la prima volta da quando esiste l'Euro, un decremento del Pil dello 0,2%. Proprio questo, dunque, sarebbe il momento di adottare per l'Italia e per l'Europa - a dispetto di tutto il sarcasmo che l'interventista a senso unico Tremonti riversa sul nome di Keynes - una prospettiva "neo-keynesiana" a scala europea, in grado di contrastare la finanziarizzazione dell'economia e di poggiare sulla "domanda interna" per consumi e per investimenti. Una prospettiva neo-keynesiana, di sobrietà finanziaria e di sviluppo sostenibile, su cui il centrosinistra italiano dovrebbe puntare molto di più facendone la chiave della ricostruzione di quel profilo ideativo, progettuale e culturale di cui c'è un disperato bisogno. Una prospettiva neo-keynesiana che spinga domanda e offerta all'elevamento della qualità della vita e che, quindi, faccia delle potenzialità inespresse la leva per la trasformazione del modello di sviluppo: risorse ambientali, beni culturali, servizi, tutti fattori per la cui alimentazione l'Italia abbonda di prerequisiti ma scarseggia di determinazione e di risorse. È ora di sfruttare maggiormente gli elementi rimasti fin qui latenti della forza e della preveggenza del disegno dell'euro - tra i cui ideatori vi furono personalità quali Delors e Ciampi - anche attraverso l'emissione di obbligazioni europee e il ricorso a nuove forme non particolaristiche-autoritarie di intervento pubblico (tra cui - perché no? - un Fondo sovrano europeo).

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Il mio contributo? Solo simbolico (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Il mio contributo? Solo simbolico" "Ho deciso di partecipare a questa sfida come imprenditrice, con una quota del tutto marginale sia rispetto al volume di business del gruppo Marcegaglia, sia rispetto all'impegno finanziario della cordata". Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, tra i soci della nuova Alitalia ribatte a quanti (Epifani in primis) hanno criticato la scelta motivandola con il 'conflitto di interessi precisando che non avrà nessun incarico nellasocietà. "Proprio il mio ruolo in Confindustria rafforza il carattere simbolico della mia partecipazione al fianco di un gruppo di imprenditori che crede in un progetto difficile e importante per il Paese".

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Dai conti dormienti, rimborso privilegiato (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

I risparmiatori traditi di Parmalat e Cirio possono attendere. In fondo hanno aspettatto già tanto. Pista privilegiata per gli obbligazionisti di Alitalia trombati dal miracolo berlusconiano. Loro sì che possono arrabbiarsi sul serio e rovinare il coro mediatico che accompagna l'impresa di Colaninno e soci. Più o meno è questo il ragionamento che porta i risparmiatori traditi dalla vecchia compagnia di bandiera davanti a tutti nel risarcimento. A loro il ministro Tremonti in persona potrebbe decidere di girare i primi 400 milioni che derivano dal tesoretto dei conti dormienti: quei soldi cioè abbandonati nelle banche per oltre dieci anni e che finiranno nelle tasche dello Stato. Quanto siano ancora non sia sa: i pessimisti dicono meno di un miliardo di euro, gli ottimisti (e furenti) consumatori 15 miliardi. Certa è la loro destinazione: rimborso a tutte le vittime dei crack finanziari che in questi anni hanno toccato, in modo poco trasparente, aziende e operatori bancari in Italia. Dalla Cirio alla Parmalat, ai bond argentini. Oggi a loro si aggiunge il popolo dei risparmiatori Alitalia: più freschi di bidonatura, più arrabbiati, e quindi più disposti ad alzare la voce. A disturbare la quiete e i sorrisi dei grandi salvatori. Tutti i risparmiatori insomma sono uguali. Ma alcuni, parafrasando Orwell, sono più uguali degli altri.

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Intanto Banca Intesa si prende la sua aerolinea cargo L'istituto di credito acquisisce il 33 % di Alis, che fa trasporto merci. Con diritto di veto su tutte le decisioni del Cda (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

/ Roma Intesa Sanpaolo rileva il 33% di Alis Aerolinee Italiane, società attiva nel trasporto aereo di merci e di proprietà di Alcide Leali. Messa così, la notizia segnalata nel bollettino dell'Antitrust, potrebbe essere catalogata come una normale operazione finanziaria. Eppure è qualcosa di più. Per la banca guidata da Corrado Passera è un conflitto di interessi bello e buono. Che coinvolge Intesa e il suo ruolo di primo piano nel salvataggio di Alitalia. In breve. La società Alis Aerolinee è stata costituita nel luglio 2007 da Alcide Leali, fondatore di Air Dolomiti (poi rivenduta a Lufthansa) ed è focalizzata sul trasporto aereo di merci. I soci di Alis, ovvero lo stesso Leali, attraverso Alis holding e l'istituto guidato da Passera hanno sottoscritto un accordo di investimento secondo cui "Intesa Sanpaolo avrà un diritto di veto in sede di cda su tutte le principali materie incidenti sulla gestione strategica di Alis nonché, in sede assembleare, sulle delibere aventi ad oggetto la nomina e la revoca del direttore generale". L'ingresso di Intesa Sanpaolo nel capitale di Alis rientrerebbe nel progetto strategico messo a punto mesi fa da Leali che, come affermato a febbraio durante una conferenza stampa, punta "a un fatturato simile a quello di Alitalia" e a "partire subito con almeno cinque macchine". Fino ad oggi la società ha realizzato una serie di attività propedeutiche allo svolgimento dell'attività di vettore cargo e quindi non è possibile attribuirle "nessuna quota di mercato", come si legge nel bollettino Antitrust. L'obiettivo di Alis Aerolinee è svolgere attività di trasporto aereo di merci per conto terzi anche su rotte a lungo raggio, assicurando i collegamenti fra la propria base operativa in Lombardia e Stati Uniti, Estremo Oriente, Medio Oriente e alcune destinazioni africane. Secondo l'Antitrust, nel mercato in cui intende operare la società partecipata da Leali (operativa in sei mesi circa) e Intesa Sanpaolo sono attive numerose imprese come Lufthansa, Air France/Klm, Cargo Italia e, infine, Alitalia Cargo. E siamo al punto. Alitalia Cargo tra breve non esisterà più. Nel piano di salvataggio di Alitalia, redatto e studiato da Intesa Sanpaolo (il piano Fenice), il cargo non dovrebbe entrare più a far parte del gruppo. Sarà tagliato, sacrificato per poter risollevare la compagnia. Scelta obbligata, secondo i più, perché il cargo era in perdita. Forse. Ma è comunque strano. Intesa Sanpaolo dice che la nuova Alitalia potrà fare a meno del trasporto merci e intanto finanzia e, di fatto, controlla un nuovo gruppo italiano attivo proprio sul trasporto merci. Quando si dice il caso. ro.ro.

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A ranghi sparsi in difesa di Linate, vittima designata Penati (Pd) e Perini (Fiera) contro il ridimensionamento dello scalo milanese, ma il centrodestra non si sbilancia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Luigina Venturelli DESTINO Cambia il piano industriale Alitalia, cambia pure lo scalo da sacrificare al partner straniero, Malpensa o Linate che sia, a seconda dei giorni e delle occasio ni. Non stupisce che Milano protesti contro la roulette russa del destino della compagnia: gira il vento, ma nell'occhio del ciclone resta sempre il sistema aeroportuale cittadino. "Il ridimensionamento di Linate è inaccettabile" si è fatto sentire il presidente della provincia Filippo Penati, esponente di spicco del Partito democratico lombardo. Sintonia piena con il presidente della Fiera Michele Perini, vicino al governatore Roberto Formigoni, "assolutamente" contrario a una simile eventualità. Infatti il progetto Fenice, nel caso di questi giorni, incombe sul Forlanini: city airport a sette chilometri dalla madonnina del duomo, il preferito dai meneghini, disgraziatamente finito nelle mire di Lufthansa (che non vuole fastidiosa concorrenza su Malpensa, dove nel 2009 farà volare sei aerei e poi chissà) e degli immobiliaristi, categoria ben rappresentata nella cordata d'imprenditori della nuova Alitalia (l'area circostante l'aeroporto costituisce boccone ghiotto in vista di futuri sviluppi urbanistici). "Chiederò al governo di bloccare qualsiasi ridimensionamento" ha dichiarato Penati, insistendo sulla "liberalizzazione dei diritti di volo, in modo che se non sarà la nuova Alitalia a collegare Milano con i cinque continenti, lo faranno altre compagnie". Questione spinosa, visto che quei diritti rappresentano una delle poche carte vincenti su cui potrà puntare la compagnia di bandiera per il rilancio. "La chiusura di Linate è un prezzo eccessivo per l'area metropolitana" ha concluso il presidente della provincia. "Milano non può, alla fine di tutta questa vicenda, essere servita peggio di prima e avere anche prezzi più alti perché avremo un monopolista piccolo". Con accenti più morbidi si è espresso Perini: "C'è da chiarire il ruolo dello scalo milanese, un city airport estremamente comodo per Milano. Evidentemente ha bisogno di una collocazione che sia compatibile con Malpensa, ma che non porti assolutamente alla sua chiusura o a un suo ridimensionamento". Che sui possibili guadagni che faranno gli imprenditori della cordata di Alitalia con l'Expo 2015 (Fiera spa svolgerà un ruolo centrale nell'evento) ha aggiunto: "Se degli imprenditori avranno un ritorno dall'Expo sarà un bene per il Paese in termini di lavoro". E mentre l'opposizione di centrosinistra chiede la convocazione di una riunione straordinaria del Consiglio regionale, il centrodestra rilascia dichiarazione altalenanti: dopo aver annunciato fuoco e fiamme per difendere Malpensa, la Lega Nord cerca di tenere il piede in due scarpe. An abbozza il colpo per non disturbare Alemanno sulle barricate di Fiumicino.

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Sindacati uniti: non ci piace l'Alitalia regionale Per questo si tratta sulle rotte intercontinentali e sugli aerei, altrimenti non vi sarebbe rilancio (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Roberto Rossi / Roma INCONTRO Su Alitalia si tratta, ma a una condizione. Questa: il Piano Fenice va rivisto. Rotte e numero di aerei dovranno cambiare. Servono più collegamenti intercontinentali e un network più esteso. Perché Alitalia non può ridursi a una compagnia regiona- le. Perderebbe quote di mercato e, alla fine, farebbe molta fatica a sopravvivere. E su questa condizione le nove sigle sindacali, che ieri si sono riunite a Roma per delineare una strategia comune, imposteranno il confronto con il governo che si aprirà domani alle 15. Se si riuscirà a trovare un'intesa sui contenuti industriali poi potrà partire la discussione per definire la gestione delle eventuali eccedenze di personale, "che - spiega un comunicato congiunto - dovrà vedere una collocazione certa per il proprio futuro". Ma quanti se ne andranno da Alitalia? Il numero è ancora incerto. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha promesso che non saranno più di 5mila, nel piano di salvataggio, formulato da Intesa Sanpaolo e da ieri nelle mani del commissario straordinario Augusto Fantozzi, la cifra sarebbe più alta (circa 6-7mila). La differenza non è poca. Ed è quella che potrebbe anche decidere le sorti dell'intesa. Perché con 5mila esuberi, che potrebbero anche essere limati, alcune organizzazioni sindacali non alzerebbero poi tante barricate. Il numero degli esodi dipende, però, anche dal tipo di struttura che Alitalia adotterà. E qui si torna al punto di partenza. "Questo piano - ci dice un sindacalista di categoria - sarà anche finanziariamente ineccepibile ma mi sembra formulato da giovani senza esperienza di trasporto aereo". Il punto è che la strategia multibase, che prevede la presenza di cinque o forse sei aeroporti di una certa dimensione, sembra tarata per mantenere forza nel solo mercato interno. "Con questo piano rischiamo - va avanti il sindacalista - di perdere il traffico di pregio, quello intercontinentale". Mettendo a serio rischio anche lo sviluppo di determinati aeroporti, ad esempio Malpensa. Perché, ragiona il sindacalista, "un viaggiatore dovrebbe andare a prendere un volo intercontinentale a Varese? È più facile che scelga un aeroporto più vicino, magari a Verona o Brescia oppure Bergamo, e faccia scalo in un altro hub, come Francoforte". Se il piano verrà rimesso in discussione sembra difficile che il confronto si esaurisca nei dieci giorni previsti dal governo. Anche perché sul piatto della trattativa c'è anche il problema degli ammortizzatori sociali. Secondo fonti qualificate il Fondo speciale per il sostegno del reddito e dell'occupazione e per la riqualificazione del personale del trasporto aereo, che dovrebbe integrare lo stipendio in caso di cassa integrazione, sarebbe a secco. In cassa mancherebbero circa 80 milioni, che la Finanziaria ha destinato altrove, e il suo presidente, Giovanni Maria Ambroso, starebbe valutando anche le dimissioni. Ma il tavolo di giovedì con i sindacati è solo un aspetto della questione. A Bruxelles oggi sul piano Alitalia si aprirà il confronto con la Commissione Ue. E il primo atto sarà una serie di incontri, prevalentemente a livello tecnico, al quale è atteso il presidente designato della Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno, che guida la cordata di imprenditori italiani pronti a dar vita alla nuova società aerea in cui confluirà anche Air One. Il commissario ai Trasporti Antonio Tajani sembra ottimista. L'Europa non dovrebbe mettere il bastone fra le ruote al Piano Fenice.

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Toto dribbla i cronisti e non partecipa al Workshop Ambrosetti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 210 del 2008-09-03 pagina 13 Toto dribbla i cronisti e non partecipa al Workshop Ambrosetti di Redazione A differenza dello scorso anno, quando si aggirava leggiadro e sorridente nei giardini di Villa D'Este, sabato Carlo Toto, proprietario di Air One, dribblerà - salvo ripensamenti - il Workshop Ambrosetti, il tradizionale appuntamento d'inizio stagione con l'imprenditoria italiana. Dodici mesi fa Toto era già stato "finalista" alla prima gara per la cessione di Alitalia, e rimaneva con convinzione uno dei pochi candidati all'acquisto della compagnia del Tesoro. Oggi, invece, sta trattando la vendita della sua Air One alla Nuova Alitalia, quella creata dalla cordata italiana. Cambiano i tempi: da acquirente a venditore, e forse l'ultima scelta si rivelerà anche la più conveniente per il costruttore di Chieti. Egli fu il primo, 13 anni fa, a spaccare il monopolio dell'Alitalia. Oggi, con l'aggregazione delle due compagnie, si ricostituisce invece una forte leadership nazionale. Toto sta trattando di prezzi, perimetri, quote, e sta decidendo quale sarà il suo impegno nella nuova compagnia: andare a Villa D'Este vorrebbe dire essere assalito, senza risparmio, dai giornalisti. Non se lo può permettere. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Colaninno vola a Bruxelles. Tajani: <Piano positivo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 210 del 2008-09-03 pagina 13 Colaninno vola a Bruxelles. Tajani: "Piano positivo" di Redazione da Milano Uno dei fronti della vicenda Alitalia è la Commissione europea, che dovrà valutare la corrispondenza del piano di salvataggio alla normativa europea. Oggi il presidente in pectore di Cai, Roberto Colaninno, (e futuro presidente della Nuova Alitalia) sarà a Bruxelles per illustrare le linee dell'operazione alla Commissione. Non vedrà il commissario ai Trasporti, Antonio Tajani, ma avrà una serie di incontri tecnici, innanzitutto con il direttore generale dei Trasporti, Matthias Ruete. Gli elementi su cui l'Ue andrà a fondo saranno diversi, e rivolti in due direzioni: una è quella degli aiuti di Stato, l'altra è il terreno della concorrenza. Sul primo punto, potranno esserci approfondimenti sugli strumenti di garanzia per gli esuberi e sul destino delle attività avviate alla bad company. Sul secondo punto, l'Antitrust europeo dovrà esaminare la concentrazione che si creerà sulla tratta Milano-Roma con l'integrazione tra i voli di Alitalia ed Air One. Se la riforma della Marzano contiene deroghe Antitrust, queste valgono per il diritto italiano; a livello comunitario, molti ritengono scontato che sarà aperta un'indagine, ma pragmaticamente si fa notare che i tempi per qualunque decisione sono lunghi (due, tre anni), e tali quindi da non inficiare il cammino che intanto Alitalia avrà percorso. Esattamente il modello di comportamento seguito per il prestito ponte da 300 milioni: la sua utilità, legata all'urgenza, ha già prodotto risultati, e l'Ue non si è ancora pronunciata. Ieri, frattanto l'Enac, al termine di una riunione con i responsabili dell'area operativa di Alitalia, ha emesso un provvedimento a garanzia della piena operatività della compagnia, in attesa della presentazione del piano industriale. Tajani domani non vedrà Colaninno, ma ieri ha fatto dichiarazioni esplicite sul progetto di salvataggio. Lo ha definito "positivo", apprezzandone la "trasparenza". Da una prima lettura, ha spiegato, "il piano presentato sembra andare nella giusta direzione, ed è positivo dal punto di vista della partecipazione dei privati, che favorisce il mercato e la concorrenza". Il commissario ha quindi sottolineato "il segnale di grande rispetto delle istituzioni europee" dimostrato dal governo italiano, che ha inviato il piano di rilancio di Alitalia alla Commissione europea prima del suo varo da parte del Consiglio dei ministri, notificando poi a Bruxelles il decreto che modifica la legge Marzano. Da registrare ieri la replica di Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, a quanti avevano osservato l'inopportunità del coinvolgimento del capo degli industriali in questa vicenda. Ieri sera la Marcegaglia ha fatto sapere che la sua partecipazione "è del tutto marginale", e che lei non avrà incarichi nella nuova società. "Il mio ruolo in Confindustria rafforza il carattere puramente simbolico" dell'investimento. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Il sindacato ha sempre bloccato ogni soluzione per Alitalia> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 210 del 2008-09-03 pagina 13 "Il sindacato ha sempre bloccato ogni soluzione per Alitalia" di Laura Cesaretti da Roma La sfida di Epifani, che su Alitalia non vuole "prendere o lasciare"? "Il sindacato ha bloccato da anni ogni soluzione per Alitalia, spero che oggi si rendano conto che non c'è alternativa al prendere". L'"afasia" del Pd sulla politica industriale? "Manca una linea di fondo, troppo a lungo il centrosinistra non si è confrontato e contato sul serio su questo tema". Nicola Rossi, economista liberal, parlamentare del Pd e - nella fase pre-elettorale - consigliere di Walter Veltroni sulla politica economica, è molto critico sull'operazione salvataggio della compagnia di bandiera varata dal governo Berlusconi. Ma non risparmia severi rimbrotti alla sua parte politica, e al ruolo dei sindacati. Senatore Rossi, oggi il segretario della Cgil dice che sul caso Alitalia bisogna aprire una trattativa "vera", altro che "prendere o lasciare". "I sindacati dovrebbe fare autocritica: hanno bloccato per anni ogni soluzione, in una sorta di coazione a ripetere. Ora mi auguro che si rendano conto che a questo punto non c'è più alternativa: la richiesta Cgil di discutere il piano è irragionevole. Spero che evitino nuovi errori, dopo tutti quelli che hanno commesso". Sono corresponsabili della crisi Alitalia? "Guardi, basta analizzare la composizione del CdA della compagnia da 25-30 anni in qua per averne l'evidenza chiara. Alitalia ha avuto un management che non rispondeva a logiche gestionali e di mercato, ma politiche e sindacali. La situazione di oggi è la conseguenza di questi errori decennali. Ma anche il governo attuale ha serie responsabilità negative". Quali? "Quella di essersi ficcato in un angolo che lo ha lasciato senza alternative: in ogni trattativa di questo genere, il venditore deve avere più opportunità per lucrare le condizioni migliori. Invece Berlusconi ha eliminato l'unica alternativa che c'era, quella di Air France, e per ragioni essenzialmente elettorali". Professor Rossi, non la intenerisce neppure la questione dell'italianità salvata? "Ma per favore, evitiamo l'argomento. Oppure chiamiamola "provincialità", che ha più senso. Le faccio una previsione facile: alla fine, ci ritroveremo comunque con Alitalia acquistata da una compagnia straniera: giustamente già la cordata italiana parla di una alleanza estera in tempi brevi". Non le piace l'operazione, ma apprezza la cordata? "Gli imprenditori fanno il loro mestiere, e lo fanno bene. Hanno visto un'opportunità, hanno deciso di assumersi un rischio a determinate condizioni e credo che quelle condizioni saranno soddisfatte". C'è chi, anche a sinistra, lamenta che con questa operazione Berlusconi abbia espugnato l'establishment economico... "Non credo che Berlusconi, che è assai avvertito da questo punto di vista, farà l'errore compiuto anche da un centrosinistra in cerca di legittimazione da altri: non è che con una operazione del genere si "conquista" l'establishment. Gli imprenditori non sono "amici" o meno: oggi trattano con questo governo, domani faranno altre intese con altri governi". Il Pd è apparso un po' incerto sulla questione Alitalia, colpa del "caso Colaninno"? "La questione di un possibile "conflitto di interessi" era facilmente prevedibile, e ci si poteva pensare prima. L'afasia del Pd dipende da altro: su questi temi la sinistra riformista ragiona da almeno 15 anni ma non si è mai contata sul serio, scegliendo una linea. Col risultato che ad ogni crisi industriale si ritrova in difficoltà a definire una propria posizione: è la strategia generale che manca". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Non sarà un settembre nero (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa SulmonaL'onorevole Paola Pelino e le vertenze occupazionali "Non sarà un settembre nero" Giuseppe Fuggetta SULMONA "Non sarà un settembre nero": questa la speranza espressa ieri dalla parlamentare Paola Pelino a proposito dellee vertenze occupazionali. "Oggi la vertenza Finmek pare avviata su un percorso che lascia ben sperare ed entro sei mesi il caso potrebbe avere finalmente una conclusione positiva - ha sottolineato la Pelino - infatti cominciano ad intravedersi soluzioni e hanno sortito effetto positivo quelle iniziative e scelte da me sostenute fin dal primo momento, ascoltando le richieste venute dai lavoratori e nonostante talune perplessità manifestate da altri, questo lo dico senza intento polemico ma per onore della verità e sono contenta che certe perplessità siano state infine superate". La Pelino ha ricordato quindi l'inserimento della proroga di cassa per le maestranze Finmek nel "decreto Alitalia". Intanto, come la stessa parlamentare ha avvertito, "in costante contatto con il Ministero delle Attività produttive ed il ministro Claudio Scajola si continua a lavorare intorno ad ipotesi varie di soluzione della vertenza, per salvaguardare e semmai anche accrescere i livelli occupazionali attuali, per risolvere la crisi in atto". Guardia alta anche per la vertenza della Campari. "Anche in questo caso, dopo aver ottenuto la proroga della cassa straordinaria, per la quale mi sono adoperata fin da quando ero in opposizione presto sarà riattivato il tavolo ministeriale - ha annunciato la Pelino - dunque lavoreremo sodo anche su questa vertenza, intorno a soluzioni capaci di offrire un futuro più sereno ai lavoratori e alle loro famiglie". Entro metà settembre sarà riattivato anche il confronto sul destino della Sitindustrie. Infine resta aperta la sfida sulle zone franche urbane. La Pelino ha scritto al ministro Claudio Scajola.

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Alitalia, Europa e sindacati hanno tutto da guadagnare (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Il futuro della compagnia aerea Alitalia, Europa e sindacati hanno tutto da guadagnare Il primo settembre è cominciata una doppia partita per portare a termine la ristrutturazione di Alitalia e di AirOne, la nascita della Compagnia Aerea Italiana, Cai, e la liquidazione del resto. Su un tavolo, il Governo ha come controparte l'Ue e su un altro i sindacati. Gli obiettivi dei due giochi paralleli sono distinti. Lo dovrebbe essere anche la strategia. Con l'Ue la posta in ballo è la reputazione di essere ligi alle regole sin dalla firma del Trattato di Roma. Il Commissario Joaquin Almunia è stato chiaro: la soluzione deve essere in linea con le regole Ue e sta all'Italia dimostrare tale compatibilità. Non basta farlo con dossier su "trasgressioni" delle regole in casi in cui la Commissione Europea si è limitata ad abbaiare senza mordere. La strategia negoziale è quella che, in termini di scienza delle decisioni, si il "minimax", ossia minimizzare la massima perdita possibile in termini di reputazione. Con i sindacati è in ballo quella che si può chiamare l'incidenza, ossia la capacità di incidere su scelte basilari in termini non solo d'esuberi e d'avviamento alla loro ricollocazione ma soprattutto di contributo a quello "stato sociale di mercato" che l'Esecutivo si pone come obiettivo di medio e lungo termine. La strategia negoziale è quella del "maximin" nel significato massimizzare i vantaggi di lungo periodo per le categorie con meno potenziale di nuova occupazione, tenuto conto dei vincoli (principalmente di finanza pubblica). Vi ricordate l'economista John Nash su cui è stato incentrato una decina d'anni fa il film "A beautiful mind"? La doppia partita è un problema di teoria dei giochi a più livelli, o su più tavoli, e della ricerca di un equilibrio dinamico "alla Nash" (ossia tale da facilitare le soluzioni) in termini tanto di reputazione quanto d'incidenza, utilizzando due strategie che paiono contrapposte ("minimax" e "maximin") ma che sono complementari. Gli economisti e i matematici sanno come sciogliere le equazioni. Siamo, però, nella realtà effettuale di un doppio negoziato, non a un esame universitario. L'Esecutivo è, inoltre, rappresentato da Ministri differenti sui due tavoli. Che suggerire? In primo luogo, un coordinamento forte e una stretta coesione (come i Ministri hanno già mostrato in questa vicenda) in seno all'Esecutivo. In secondo luogo, tanto nella strategia "maximin" sul tavolo Ue (in cui è in ballo la reputazione) quanto nella strategia "minimax" in quello sindacale (dove cui posta è l'incidenza), rendere molto espliciti costi, opportunità e opzioni reali - ossia cosa si perde e nell'immediato e in termini di opportunità - se si fallisce. Per l'Italia (e i sindacati) migliaia di posti di lavoro e di potenziale tecnologico. Per l'Ue un contributo importante al riassetto complessivo dell'aviazione civile europea. A fronte di queste prospettive, il doppio poker non è certo. Ma ha buone possibilità.

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Esuberi Alitalia, i sindacati fanno muro (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE Il salvataggio Sul tavolo di Fantozzi l'offerta da 400 milioni. Le confederazioni: le eccedenze discusse solo dopo il piano Esuberi Alitalia, i sindacati fanno muro Angeletti: ricollocare tutti i lavoratori. Colaninno a Bruxelles. Apertura di Tajani Secondo il commissario europeo, c'è la volontà di basarsi sui principi di mercato. Ma il giudizio resta sospeso ROMA - I sindacati fanno muro contro gli esuberi in Alitalia. "Il numero deve essere ridotto il più possibile e devono essere tutti ricollocati", ha dichiarato ieri Luigi Angeletti, leader della Uil, annunciando che la "trattativa ci sarà e sarà difficile perché la situazione è quella che è e l'azienda è tecnicamente fallita". Intanto l'offerta della Compagnia aerea italiana è arrivata sul tavolo del commissario straordinario Augusto Fantozzi: 400 milioni di euro per rilevare gli asset individuati. La cifra deve però essere depurata da debiti, contratti onerosi e altre partite minori. E in attesa che il piano industriale venga presentato ai sindacati giovedì prossimo per avviare il negoziato-lampo per scongiurare il fallimento, oggi Roberto Colaninno, presidente della nuova compagnia, andrà a Bruxelles: presenterà agli uffici tecnici dell'Unione Europea i termini dell'offerta e del piano. Una mossa per prevenire eventuali richiami della Commissione quando l'offerta sarà notificata agli organismi di vigilanza. Per adesso "il piano sembra andare nella giusta direzione", ha detto il commissario ai Trasporti Ue, Antonio Tajani. I sindacati però non accettano quello che ritengono un diktat del governo: accettare senza poter dire no, cioè prendere o lasciare. E la Uil si è allineata alla posizione espressa da Guglielmo Epifani, numero uno della Cgil sul Corriere di ieri: "Si deve trattare su tutto". Maurizio Sacconi, ministro al Welfare, ha invece escluso che sia già stato definito il numero degli esuberi: "Ancora non abbiamo informazioni sufficienti sul piano industriale per capire quanti posti di lavoro riusciremo a mantenere. I numeri circolati in queste ore, prima 7.000, poi 4.500, sono soltanto illazioni". Secondo Angeletti, in ogni caso, "bisognerà ascoltare i lavoratori". Fonti sindacali riferiscono che ci sarebbero già stati contatti informali lungo l'asse Colaninno-governo-sindacati confederali: "Ma senza entrare nel merito dei dettagli del piano, solo per preparare il negoziato". Paolo Foschi.

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Marcegaglia: <Un investimento simbolico> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Marcegaglia: "Un investimento simbolico" "Ingresso in Alitalia a nome dell'industria". Le critiche personali di Alesina, i rilievi di Epifani "Il mio ruolo in Confindustria rafforza il carattere puramente dimostrativo della partecipazione" ROMA - Una partecipazione "simbolica a nome di tutta l'industria italiana, ma nella nuova società non avrò alcun ruolo quindi nessun conflitto di interesse". Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia precisa i termini dell'ingresso del gruppo di famiglia nella cordata destinata a rilanciare Alitalia e risponde alle critiche che in questi giorni le sono arrivate. "Ho deciso di partecipare a questa sfida come imprenditrice, con una quota del tutto marginale (10 milioni di euro, ndr) sia rispetto al volume del business del gruppo di famiglia sia rispetto all'impegno finanziario della cordata". In una intervista all'Ansa la Marcegaglia sottolinea "qualcuno dice che come presidente di Confindustria non avrei dovuto far parte della cordata, credo che ciò non sia vero". "Proprio il mio ruolo in Confindustria - precisa rafforza il carattere puramente simbolico della mia partecipazione a fianco di un gruppo di imprenditori che crede in un progetto difficile e importante per il futuro del nostro Paese". Il leader degli imprenditori italiani ha deciso di rompere il silenzio stampa mantenuto finora alla luce anche delle ultime e personali critiche rivoltele dal segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani che in una intervista proprio al Corriere della Sera di ieri le contestava di partecipare a una "progetto dove le regole sono state fatte ad hoc". "I nostri imprenditori in questa fase - ha affermato ancora Epifani - sono attenti più al loro tornaconto che alle regole". Sempre Epifani su Repubblica l'altro giorno aveva accusato gli imprenditori di essere "senza etica" e forti critiche sui componenti la cordata e la loro commistione con la politica erano state espresse da Eugenio Scalfari. Ma ieri una delle obiezione alla decisione della Marcegaglia si poteva leggere sul quotidiano degli imprenditori Sole 24 ore. In un editoriale che partiva dalla prima pagina l'economista Alberto Alesina ha evidenziato le differenze tra interventi di salvataggio da parte dello Stato per le banche - necessari perché c'è un rischio catena del sistema - da quelli per singole aziende come l'Alitalia sostenendo che "meglio sarebbe il fallimento piuttosto di stravolgere le regole di mercato". "Ed esprimo sempre un'opinione personale - ha affermato - a mio avviso il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia non doveva far parte della cordata". Il numero uno degli imprenditori difende con forza la sua scelta. "Se Alitalia si trova nelle condizioni drammatiche di oggi - spiega - è perché troppe volte in passato polemiche e veti di ogni tipo hanno impedito operazioni di risanamento, noi vogliamo evitare che si ripeta questo triste copione". E conclude con un monito: "Per Alitalia è davvero l'ultima opportunità per continuare ad esistere, ed è bene che nessuno se lo dimentichi ". Progetto difficile "Un progetto difficile e importante per il futuro del Paese. Ma non avrò nessun ruolo nella società" R. Ba.

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Baretta: dipendenti-soci e (con il duale) sindacato nel board (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE L'ex sindacalista Cisl Baretta: dipendenti-soci e (con il duale) sindacato nel board ROMA - "In questa partita del rilancio di Alitalia ci devono entrare come azionisti anche i lavoratori e il sindacato per aprire una nuova stagione del capitalismo italiano ". Pier Paolo Baretta, ex numero due della Cisl e ora deputato per il Partito democratico, lancia questa proposta nel mezzo del confronto tra le parti sociali per valutare l'impatto del piano industriale sugli esuberi del personale. Una strada già percorsa nel 1999 con scarso successo. "E' vero ma allora il contesto era completamente diverso: il sindacato entrò per gestire la crisi e con forti sacrifici per i lavoratori. Fare un paragone sarebbe un grosso errore. Oggi lo scenario legislativo, con l'introduzione del modello duale, e in genere culturale è cambiato e favorevole alla partecipazione dei lavoratori". In che senso è diverso? "L'Alitalia dell'epoca era già vicina al collasso, oggi la nuova compagnia nasce pulita, senza debiti e con un progetto industriale. Non vedo perché, nella logica della privatizzazione dei profitti, non ci debbano essere anche i lavoratori". Ha già in testa come potrebbe realizzarsi questa partecipazione? "Per ora è solo un'idea. Si potrebbe pensare di trasformarla in una vera e propria public company con un programma di sostegno per favorire l'ingresso dei lavoratori che volessero - per esempio - conferire il loro Tfr per arrivare almeno a una quota del 5-10%". E il sindacato che ruolo dovrebbe avere? "Dovrebbe entrare nella governance della nuova Alitalia. Il modello duale, introdotto recentemente, consente l'ingresso nel consiglio di sorveglianza come già avviene in Germania da lustri". Gli industriali e il governo secondo lei sono favorevoli? "Il governo non lo so, però il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha sempre aderito a questo vecchio cavallo di battaglia della Cisl. Ora lo aspetto alla prova. Per gli imprenditori ricordo che fu proprio Roberto Colaninno, all'epoca dell'Opa sulla Telecom, che si mostrò favorevole alla partecipazione dei dipendenti anche se alla fine non se ne fece nulla". Lei sa, però, che la Cgil è contraria... "Lo so ma molte cose possono cambiare. Questa è un'occasione storica per scrivere una pagina nuova nella storia delle relazioni sindacali. Farsela sfuggire è un errore madornale". Pier Paolo Baretta Roberto Bagnoli.

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L'ultima esitazione di Bonanni e poi la firma (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE La Cisl L'ultima esitazione di Bonanni e poi la firma Due ore di suspense. Ieri a Roma, nella sede dell'Associazione piloti, si sono riunite le 9 sigle sindacali di Alitalia. E c'è stato un piccolo giallo. Claudio Genovesi, della Fit Cisl, è stato il primo a lasciare il tavolo. "Altri impegni", ha spiegato. I sindacalisti rimasti hanno buttato giù un documento unitario per ribadire "la "ferma intenzione di negoziare i contenuti" del piano. Il testo è stato allora sottoposto via fax a Genovesi, che ha preso tempo. "Bonanni non vuole allinearsi a Epifani", hanno insinuato alcuni fra i sindacalisti rimasti al tavolo. Dopo quasi due ore, sofferta, è arrivata anche la firma della Cisl, che ha minimizzato: "Nessun problema, solo un disguido". Pa.Fo.

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I numeri del piano (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 26 categoria: BREVI I numeri del piano Gli esuberi Il numero di esuberi previsti dal piano Alitalia dovrebbe essere compreso tra 5 e 7 mila L'offerta è di 400 milioni l'offerta che la Cai ha fatto al commissario per rilevare slot, aerei e attivi Il confronto Parte domani il confronto tra imprenditori, advisor e sindacati per rendere effettivo il piano di rilancio.

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Le opzioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 26 categoria: BREVI Le opzioni Per ora Air France-Klm prenderebbe una quota fino al 20% di Cai Lufthansa ha da sempre un interesse per l'Italia ed è alleata di Air One A sorpresa, British Airways potrebbe entrare nella partita Alitalia dopo l'Opa su Iberia.

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E l'esperto preferisce Lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE Il dibattito sul partner Jarach: i campioni nazionali da soli non possono sopravvivere E l'esperto preferisce Lufthansa MILANO - Sostiene Gianluigi Aponte, uno dei 16 soci della newco per rilevare Alitalia, che se Air France entrasse nell'azionariato sarebbe "un errore fondamentale". Meglio "prima di tutto realizzare l'operazione, mettere Alitalia in condizioni ottimali di gestione e poi pensare a eventuali alleanze, nel senso di cooperazioni con altri soggetti", ha dichiarato l'armatore di Msc al Sole 24 Ore. Che si dice "personalmente contrario a un qualsiasi ingresso azionario di una compagnia aerea ". Gli risponde Francesco Bellavista Caltagirone, che pure ha prenotato un posto a bordo della Compagnia aerea italiana (Cai): "Nessun problema se arriva un'altra compagnia aerea, purché resti in minoranza". L'interesse di Air France-Klm per una quota del 15-20%? "Positivo", afferma l'imprenditore dell'Acqua Marcia che non vuole scegliere il partner ideale tra Air France-Klm, Lufthansa e British Airways, perché "vanno tutte bene". E spiega: "Con ognuna di queste compagnie possono esserci sinergie utili. Anche tutte e tre nell'azionariato andrebbero bene. L'importante è che la maggioranza resti in mano italiana. L'italianità è importante, perché un Paese a vocazione turistica come l'Italia senza compagnia di bandiera rinuncerebbe al suo futuro". Di fatto il presidente di Cai, Roberto Colaninno, sta già trattando con tutti i potenziali partner stranieri, e nell'incontro con il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha confermato che la lista include British Airways, oltre al vettore francese e a quello tedesco. Che Alitalia non possa volare da sola lo dicono anche gli esperti del settore aereo. "I campioni nazionali non hanno speranza di sopravvivere nel breve o nel medio periodo in un contesto che diventa sempre più complesso a causa del caro carburante e del rallentamento della crescita economica globale ", afferma David Jarach, docente di marketing alla Sda Bocconi e consulente nel trasporto aereo. Perfino l'australiana Quantas ha dichiarato che nello scenario di mercato attuale difficilmente sopravviverà da sola, spiega Jarach. E come partner ideale di Alitalia sceglie Lufthansa. La compagnia tedesca, spiega, ha "una strategia multipolare che sviluppa vari mercati in modo parallelo, centrata su tre hub: Francoforte, Monaco e Zurigo, dopo l'acquisizione di Swiss, che in poco più di due anni, nel 2007, è diventato il vettore più redditizio in Europa". Quello delle cosiddette alleanze multi-ombrello è "un falso problema, non ostacolano il consolidamento". L'esempio? "Negli Usa Continental è uscita da SkyTeam ed è entrata in StarAlliance ". Perciò la penale di circa 150 milioni che Alitalia dovrebbe pagare se lasciasse SkyTeam potrebbe essere meno pesante di quanto sembri se inquadrata in un discorso di lungo periodo, argomenta Jarach. Detto questo, per il docente "la discesa in campo di Air France-Klm, che punta chiaramente a una quota tra il 15-20%, la pone in pole position". British Airways, invece, sembra "molto impegnata su Iberia" e perciò un'ipotesi "più lontana". Della necessità di un partner estero, però, non c'è dubbio. "Il piano Fenice sviluppa sei basi operative sposando la politica del punto a punto. Ma nel lungo raggio serve un hub: ecco perché Alitalia ha bisogno di un partner straniero". Che poi sia preferibile un'alleanza operativa all'ingresso nel capitale dipende dalle intenzione dei soci: se sono industriali, serve una prospettiva molto più a lungo termine dei 5 anni previsti nel piano. "Entrare oggi con il 15-20% mi sa tanto di acquisizione fra cinque anni. L'alleanza operativa invece è meno vincolante: se non funziona, il partner si può cambiare". David Jarach Giuliana Ferraino.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 27 categoria: ALT... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-03 num: - pag: 27 categoria: ALTRI OGGETTI 3 Il manager Sabelli Rocco Sabelli, amministratore unico della Cai, diventerà amministratore delegato della Nuova Alitalia. Il manager ha messo a punto il piano predisposto da Intesa, che prevede anche la fusione con Air One.

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Interventi e Repliche (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-03 num: - pag: 37 categoria: BREVI Interventi e Repliche I guai dell'Alitalia e una curiosità Visitato l'aeroporto di Tel Aviv: eccellente. Una curiosità: come mai non si citano i dati e i problemi della compagnia di bandiera israeliana, per completezza, nei tanti discorsi sui guai dell'Alitalia? Alberto Arbasino L'indignazione della Napoli civile Sento l'esigenza di far sentire la voce della Napoli sportiva e civile che si indigna davanti agli episodi che si sono visti nei tg del weekend. Sentivo le notizie alla televisione e non potevo crederci. Grazie all'impunità calcistica, come ha giustamente rilevato Claudio Magris sul Corriere di ieri, ancora una volta un migliaio di pregiudicati, delinquenti, feccia di Napoli ha dato l'immagine all'Italia intera del tifoso napoletano. Tifoso? Il problema è che questi soggetti vengono associati automaticamente al mondo del calcio, mentre dovrebbero essere affrontati nel vero contesto: non come argomenti sportivi, ma di semplice cronaca nera. Trattati così non solo dai giornali, ma soprattutto dalla polizia. Mi ha indignato sentire che le Ferrovie hanno suggerito ai clienti, quelli che hanno pagato il biglietto, che hanno fatto una prenotazione, di scendere e di trovare una scelta alternativa per far salire quella massa di esagitati. Dov'è lo stato di diritto? è questo il problema alla base, chi viola la legge non viene colpito mai e poi si sente forte ogni volta di più. La Napoli vera, sincera, non può essere sempre vittima e ostaggio di questa massa che vive sempre oltre la legalità. Possibile che è così difficile in questa nazione tutelare le persone perbene? Incominciamo a vietare ogni servizio dove è prevista l'esibizione di un documento a chi si è macchiato di un reato negli ultimi 5 anni. Sarò drastico, ma almeno ci sarebbe una speranza di recuperare un po' di credibilità nel giro di un decennio. Sono napoletano e tifosissimo del Napoli e mi sento offeso sia da questa gentaglia sia dalle reazioni inadeguate delle forze di pubblica sicurezza. Guardare una partita anche in trasferta è un divertimento, farsi una gita con amici, e sfottersi anche un po' con i tuoi vicini di posto che tifano l'altra squadra e alla fine salutarsi con un arrivederci alla prossima volta per la rivincita. Questo è sport e non accetto che mi venga vietato da questa gentaglia! E come sempre in questi casi, oltre al danno c'è la beffa! Basta leggere qualche forum o commento in rete e si leggono messaggi di stampo discriminatorio per il Sud, per la Campania, per Napoli. Non giustifico nulla e nessuno. Che chi sbaglia sia sempre punito. Ma faccio appello alle persone intelligenti di questo Paese: non generalizzate mai! Ernesto Manco mancer@libero.it Alcol e droghe al volante Sono mesi e mesi che quotidiani e televisioni ripetono in modo capillare che bere alcolici, o assumere droghe prima di mettersi alla guida, comporta il rischio concreto di uccidere delle vittime innocenti. Chi sa di commettere potenzialmente un omicidio e, anzi, lo compie, si rende responsabile di omicidio volontario. La persona che ha provocato un investimento ad Anzio ha compiuto quindi due omicidi volontari, perché ha ucciso due esseri viventi, guidando in stato confusionale, quello di Nelly Gerardi e della bambina di 5 mesi che portava in grembo. Penso sia urgente modificare la legge perché in questi casi non si è di fronte a un omicidio colposo ma volontario, dato che ci si è messi volontariamente nelle condizioni di compierlo. Prof. Arnaldo Cantani Università Sapienza di Roma.

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Pallone: Sul caso Alitalia c'è scontro ideologico (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-09-2008)

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Stampa Dalla Regione Pallone: "Sul caso Alitalia c'è scontro ideologico" "Le dichiarazioni di alcuni consiglieri del Pd sulla vicenda Alitalia confermano l'endemica inclinazione della sinistra allo scontro ideologico". Lo afferma in una nota Alfredo Pallone, presidente del gruppo Forza Italia verso il PdL, che prosegue: "Pur non conoscendo il piano industriale del governo per il salvataggio di Alitalia, la sinistra infatti non esita a estremizzare il problema e tenta di trasformarlo in una contrapposizione tra il presidente Berlusconi e la Regione Lazio. Questa è una visione assolutamente miope della politica e del problema stesso. Non si capisce, infatti, che in questo modo si agisce esclusivamente sulla pelle dei lavoratori. La questione Alitalia costituisce un problema comune che investe tutte le coscienze. Il piano di intervento del governo costituisce uno strumento serio di rilancio della compagnia. L'inasprimento del confronto e della terminologia usata dalla sinistra non aiutano certamente il dibattito che andremo a fare giovedì prossimo in occasione del consiglio straordinario su Alitalia. A tal fine - conclude Pallone - invito tutti i colleghi capigruppo della maggioranza a recuperare la necessaria serenità di giudizio, senza preconcetti ideologici che possano compromettere il dibattito politico".

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Alitalia, Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)

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N. 210 del 2008-09-03 pagina 0 Alitalia, Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati" di Laura Cesaretti Per l'economista e senatore del Pd non ci sono alternative al piano di Berlusconi: "La difesa dell'italianità è provinciale. Alla fine si finirà in mani straniere". Colaninno vola a Bruxelles. Tajani: "Piano positivo" Roma - La sfida di Epifani, che su Alitalia non vuole "prendere o lasciare"? "Il sindacato ha bloccato da anni ogni soluzione per Alitalia, spero che oggi si rendano conto che non c'è alternativa al prendere". L'"afasia" del Pd sulla politica industriale? "Manca una linea di fondo, troppo a lungo il centrosinistra non si è confrontato e contato sul serio su questo tema". Nicola Rossi, economista liberal, parlamentare del Pd e - nella fase pre-elettorale - consigliere di Walter Veltroni sulla politica economica, è molto critico sull'operazione salvataggio della compagnia di bandiera varata dal governo Berlusconi. Ma non risparmia severi rimbrotti alla sua parte politica, e al ruolo dei sindacati. Senatore Rossi, oggi il segretario della Cgil dice che sul caso Alitalia bisogna aprire una trattativa "vera", altro che "prendere o lasciare". "I sindacati dovrebbe fare autocritica: hanno bloccato per anni ogni soluzione, in una sorta di coazione a ripetere. Ora mi auguro che si rendano conto che a questo punto non c'è più alternativa: la richiesta Cgil di discutere il piano è irragionevole. Spero che evitino nuovi errori, dopo tutti quelli che hanno commesso". Sono corresponsabili della crisi Alitalia? "Guardi, basta analizzare la composizione del CdA della compagnia da 25-30 anni in qua per averne l'evidenza chiara. Alitalia ha avuto un management che non rispondeva a logiche gestionali e di mercato, ma politiche e sindacali. La situazione di oggi è la conseguenza di questi errori decennali. Ma anche il governo attuale ha serie responsabilità negative". Quali? "Quella di essersi ficcato in un angolo che lo ha lasciato senza alternative: in ogni trattativa di questo genere, il venditore deve avere più opportunità per lucrare le condizioni migliori. Invece Berlusconi ha eliminato l'unica alternativa che c'era, quella di Air France, e per ragioni essenzialmente elettorali". Professor Rossi, non la intenerisce neppure la questione dell'italianità salvata? "Ma per favore, evitiamo l'argomento. Oppure chiamiamola “provincialità”, che ha più senso. Le faccio una previsione facile: alla fine, ci ritroveremo comunque con Alitalia acquistata da una compagnia straniera: giustamente già la cordata italiana parla di una alleanza estera in tempi brevi". Non le piace l'operazione, ma apprezza la cordata? "Gli imprenditori fanno il loro mestiere, e lo fanno bene. Hanno visto un'opportunità, hanno deciso di assumersi un rischio a determinate condizioni e credo che quelle condizioni saranno soddisfatte". C'è chi, anche a sinistra, lamenta che con questa operazione Berlusconi abbia espugnato l'establishment economico... "Non credo che Berlusconi, che è assai avvertito da questo punto di vista, farà l'errore compiuto anche da un centrosinistra in cerca di legittimazione da altri: non è che con una operazione del genere si “conquista” l'establishment. Gli imprenditori non sono “amici” o meno: oggi trattano con questo governo, domani faranno altre intese con altri governi". Il Pd è apparso un po' incerto sulla questione Alitalia, colpa del “caso Colaninno”? "La questione di un possibile “conflitto di interessi” era facilmente prevedibile, e ci si poteva pensare prima. L'afasia del Pd dipende da altro: su questi temi la sinistra riformista ragiona da almeno 15 anni ma non si è mai contata sul serio, scegliendo una linea. Col risultato che ad ogni crisi industriale si ritrova in difficoltà a definire una propria posizione: è la strategia generale che manca". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)

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Con un commento a firma di Lucetta Scaraffia, "L'Osservatore Romano" di interviene nel dibattito esistente sulla definizione di morte in base all'assenza di attività cerebrale, che proprio quarant'anni fa, con la dichiarazione di Harvard, mutò nella comunità scientifica la precedente definizione di morte che fino a quel momento si basava sull'assenza di attività cardiocircolatoria. Il quotidiano vaticano offre spunti di discussione, non prende posizioni definite e, a causa del montare della polemica, nella serata di ieri padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha precisato che l'articolo, seppur autorevole, non esprime in alcun modo la posizione della Santa Sede né di un organismo vaticano. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare. Copio e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo di Lucetta Scaraffia. Scritto in Varie Commenti ( 2 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Aug 08 Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste ultime settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di immigrazione irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del Mediterraneo verso il continente europeo, visto come un approdo di speranza per sfuggire a situazioni avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia; quella avvenuta qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto numero di vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della storia dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni tra popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi, tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento, affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie Commenti ( 117 ) " (6 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Aug 08 Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" Ieri il Papa ha condannato le violenze nella regione indiana dell'Orissa. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Domani, venerdì 29 agosto, le scuole cattoliche di tutta l'India resteranno chiuse per solidarietà con i cristiani vittime delle violenze degli ultimi giorni. Mentre una giornata di preghiera e digiuno è stata indetta per il 7 settembre: il Papa sarà a Cagliari, per la visita pastorale di un giorno in Sardegna. Ma sarebbe bello comunque aderire all'iniziativa dei vescovi indiani, anche al di fuori dei confini del Paese asiatico. Vi ripropongo un reportage illuminante sull'Orissa firmato alcuni mesi fa su Mondo e missione da Giorgio Bernardelli. Intanto domani comincia a Castelgandolfo l'annuale riunione degli allievi del professor Ratzinger: proprio a "Ratzinger professore" è dedicato l'omonimo libro di Gianni Valente in uscita a settembre, che ho recensito lunedì sul Giornale. Oggi il volume è stato recensito da Avvenire e dal Corriere della Sera. Vi do, infine, una piccola notizia: lo Shuelerkreis, l'incontro del Papa con gli ex allievi che inizia domani, non sarà dedicato a Martin Lutero e la riforma protestante, come previsto e come ampiamente annunciato, ma sarà il libro di Benedetto XVI "Gesù di Nazaret" e la storicità dei vangeli. Un cambiamento deciso nelle ultime settimane. Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (8 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Aug 08 Persecuzioni dei cristiani in Orissa AsiaNews informa che una donna è stata bruciata viva da gruppi di fondamentalisti indù nel distretto di Bargarh (Orissa), che hanno assalito l'orfanotrofio cattolico nel quale la donna lavorava. Lo ha confermato il sovrintendente della polizia Ashok Biswall . Un sacerdote che era presente nell'orfanotrofio è rimasto gravemente ferito ed è ora all'ospedale con profonde ustioni. Una suora, del Centro sociale di Bubaneshwar è stata stuprata da gruppi di estremisti indù prima di dar fuoco a tutto l'edificio. La lista delle violenze contro i cristiani si allunga. Fonti di AsiaNews affermano che una sacerdote è stato ferito; altri due sacerdoti sono stati rapiti. Da due giorni lo stato dell'Orissa (nord- est dell'India) è scosso da violenze seguite all'uccisione di un leader radicale indù, Swami Laxanananda Saraswati. Chiese, centri sociali, centri pastorali, conventi e orfanotrofi sono stati assaliti ieri e oggi al grido di "Uccidete i cristiani e distruggete le loro istituzioni". Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (9 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Aug 08 Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Vi confesso che la notizia mi ha colpito. Mi chiedo a che punto possa arrivare, seppure in buona fede, la voglia di visibilità, il desiderio di apparire "moderni", l'intenzione di far conoscere con questi mezzi la buona notizia cristiana. Leggo stamattina sul Corriere che un prete teologo, giornalista e professore di filosofia nelle scuole, padre Antonio Rungi, passionista di Mondragone (provincia di Caserta), ha organizzato il concorso "Sister Italia" e intende raccogliere tramite il suo sito web (sul quale però ancora non trovato traccia dell'iniziativa) le foto delle religiose più belle. "Ma pensate davvero - ha dichiarato il religioso - che le suore siano tutte anziane, rattrappite e funeree? Oggi non è più così, grazie anche all'iniezione di gioventù e di vitalità portata nel nostro Paese dalle ragazze straniere: ci sono suore dall'Africa e dall'America Latina che sono davvero molto, molto carine. Le brasiliane soprattutto.". E ha aggiunto: "Mi aspetto che siano almeno un migliaio le sorelle ad inviare le foto, e mi piacerebbe che la prossima edizione non fosse solo virtuale, magari potrebbe essere ospitata proprio durante Miss Italia. Con una passerella per le suore, certamente". Non sono mai stato un fan di Miss Italia, specie da quando, nel nome del politicamente corretto, la trasmissione si è trasformata in un'interminabile sequenza di interviste con le aspiranti miss che ripetono di volere la pace nel mondo e di credere nei valori della famiglia. In ogni caso, la Tv e il costume hanno i loro riti e le loro liturgie, e Miss Italia è tra queste. Mi chiedo (e vi chiedo): c'era davvero bisogno di "importare" anche questa novità delle suore in passerella (per quanto solo virtuale) al fine di "aprirsi al mondo"? Scritto in Varie Commenti ( 155 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Aug 08 Il "Leone di Munster" e i cristiani antinazisti Ieri sera su Raitre, in prima serata, è andata in onda un'eccezionale puntata della Grande Storia, la serie curata da Luigi Bizzarri, interamente dedicata alla resistenza antinazista dei cristiani tedeschi. Due ore di filmati e testimonianze inedite, per raccontare eventi poco conosciuti al grande pubblico. Nella solita melassa di frivolezze estive in onda sui nostri teleschermi, la documentata trasmissione della terza rete Rai è stata come una boccata di ossigeno. Mi hanno colpito in particolare i filmati propagandistici del regime hitleriano che giustificavano l'eutanasia e la soppressione delle "vite improduttive", quelle degli handicappati e dei malati mentali. Ho trovato quelle immagini tremendamente attuali, perché argomentazioni simili a quelle tirate in ballo nei primi anni Quaranta dall'orrenda ideologia razziale nazionalsocialista le sento richeggiare oggi da ben altri pulpiti. Mi permetto però di segnalare quella che ai miei occhi è apparsa come un'omissione piuttosto grave: nella prima parte della puntata si è parlato del vescovo di Munster Clemens August von Galen, che papa Ratzinger ha proclamato beato nell'ottobre 2005, autore delle coraggiose prediche antinaziste contro il programma eutanasico denominato T4. Ebbene, non si è spesa neanche una parola per ricordare che von Galen godeva dell'appoggio incondizionato di Pio XII, il quale scrisse al coraggioso vescovo per appoggiare i suoi interventi. "Le tre prediche del vescovo von Galen - sono parole vergate dal Pontefice - procurano anche a noi, sulla via del dolore che percorriamo insieme ai cattolici tedeschi, un conforto e una soddisfazione, che da molto tempo non provavamo. Il vescovo ha scelto bene il momento per farsi avanti con tanto coraggio". Non sono fatti sconosciuti o non provati, non sono ipotesi: il carteggio esiste ed è pubblico (si può leggere tradotto dall'originale tedesco nel bel libro di Stefania Falasca, Un vescovo contro Hitler, edizioni San Paolo). Carta canta, insomma. L'idea che può essersi fatto l'ignaro spettatore vedendo la puntata di ieri sera è che quel vescovo coraggioso fosse isolato. Sostenuto sì dai suoi fedeli, ma non da Roma. Mentre invece era direttamente e personalmente sostenuto da papa Pacelli, il quale - ma questo è stato ricordato - lo fece cardinale nel suo primo concistoro, nel 1946. Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Aug 08 Tra le novità del Meeting c'è "Ratzinger professore" Tra i libri novità che saranno presentati al Meeting di Rimini, che si apre domenica, c'è un volume scritto da Gianni Valente, giornalista di "Trentagiorni", dedicato a Ratzinger professore (edizioni San Paolo). Il volume arriverà in libreria a settembre, ma le prime copie fresche di stampa saranno portate a Rimini. Posso assicurarvi che è un volume che vale la pena leggere, per capire meglio Joseph Ratzinger, il suo lavoro teologico, il suo sguardo sulla Chiesa. E anche per smentire certi schemi che lo vorrebbero dipingere come un "pentito" del Concilio Vaticano II. Questa è la recensione che oggi, 25 agosto, ho pubblicato sulle pagine culturali del Giornale. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Aug 08 Buon Ferragosto con le parole di Papa Luciani Voglio augurare a tutti i naviganti del blog una buona festa dell'Assunta. Sono tornato dalla Spagna, ma non ho ancora ripreso a lavorare (due giorni fa ho pubblicato un'intervista a mons. Negri sulla polemica di Famiglia Cristiana contro il governo Berlusconi, che potete leggere cliccando nell'apposito link sotto la foto, ma era una richiesta una tantum della direzione). Ieri sera ero a Canale d'Agordo, dove, insieme alla collega ed amica Stefania Falsaca, giornalista di Trentagiorni, abbiamo raccontato lo stato della causa di beatificazione di Papa Luciani. L'incontro si è svolto nella chiesa parrocchiale, su invito del parroco don Sirio e del sindaco. Come sapete sono molto legato alla figura di questo grande Papa, l'importanza del cui pontificato - per usare le parole di Giovanni Paolo II - è "inversamente proporzionale alla sua durata". Durante un'udienza del mercoledì, Giovanni Paolo I disse: "Io rischio di dire uno sproposito. ma lo dico. Il Signore ama tanto l'umiltà che a volte permette dei peccati gravi. Perché? Perché quelli che li hanno comessi, questi peccati, dopo pentiti, restino umili. Non vien voglia di credersi mezzi angeli quando si sa di aver commesso delle mancanze gravi. Il Signore ha tanto raccomandato: siate umili. Anche se avete fatto delle grandi cose dite: siamo servi inutili". Scritto in Varie Commenti ( 170 ) " (15 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Aug 08 La messa in ambrosiano antico: a Milano qualcosa si muove Interrompo il silenzio della vacanza grazie a una gita di vetiquattr'ore a Barcellona (dove c'è facilità di collegamento) per rilanciare una notizia che farà piacere a molti navigatori del blog. Grazie al dialogo intrapreso tra il movimento liturgico benedettiano e la Curia di Milano sta per iniziare una nuova celebrazione in rito ambrosiano antico (secondo il messale del 1954) oltre a quella concessa a suo tempo dal cardinale Martini e tutt'oggi celebrata la domenica nella chiesa del Gentilino. Scritto in Varie Commenti ( 279 ) " (19 votes, average: 4.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Jul 08 Avviso urgente ai naviganti (dalla Spagna) Cari amici, mi trovo in vacanza in una zona della Spagna dove c'è una copertura scarsissima di rete e non riesco a collegarmi (ora lo sto facendo stando seduto sui gradini della splendida cattedrale gotica di Girona, che ho appena visitato): per questo non mi è possibile intervenire o sbloccare i commenti in moderazione. Chiedo scusa a tutti e vi do appuntamento al 12 agosto, quando sarò di ritorno! Scritto in Varie Commenti ( 80 ) " (7 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (236) Ultime discussioni bo,mario: Elianna ti avevo già perdonato. La delicatezza con cui scrivi mi fà pensare che qualcosa di buono... elianna: @ Cherubino Senza contare che un sistema di controlli rigoroso, selettivo in termini di sicurezza - che non... elianna: @ Cherubino Assodato il dovere di ospitalità e caritatevole accoglienza, e tenendo conto dei rischi di... Francesco.F.: Cara Marina, come fa a stimare uno come me, che, a suo parere, porta la propria testa a spasso più che... Francesco.F.: "L'ondata di xenofobia in atto" è solo una convenzione letteraria, che non porfta da... 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E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" Persecuzioni dei cristiani in Orissa Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Il "Leone di Munster" e i cristiani antinazisti Tra le novità del Meeting c'è "Ratzinger professore" Buon Ferragosto con le parole di Papa Luciani La messa in ambrosiano antico: a Milano qualcosa si muove Avviso urgente ai naviganti (dalla Spagna) Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Con un commento a firma di Lucetta Scaraffia, "L'Osservatore Romano" di interviene nel dibattito esistente sulla definizione di morte in base all'assenza di attività cerebrale, che proprio quarant'anni fa, con la dichiarazione di Harvard, mutò nella comunità scientifica la precedente definizione di morte che fino a quel momento si basava sull'assenza di attività cardiocircolatoria. Il quotidiano vaticano offre spunti di discussione, non prende posizioni definite e, a causa del montare della polemica, nella serata di ieri padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha precisato che l'articolo, seppur autorevole, non esprime in alcun modo la posizione della Santa Sede né di un organismo vaticano. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare. Copio e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo di Lucetta Scaraffia. Scritto in Varie Commenti ( 2 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Aug 08 Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste ultime settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di immigrazione irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del Mediterraneo verso il continente europeo, visto come un approdo di speranza per sfuggire a situazioni avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia; quella avvenuta qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto numero di vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della storia dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni tra popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi, tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento, affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie Commenti ( 117 ) " (6 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Aug 08 Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" Ieri il Papa ha condannato le violenze nella regione indiana dell'Orissa. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Domani, venerdì 29 agosto, le scuole cattoliche di tutta l'India resteranno chiuse per solidarietà con i cristiani vittime delle violenze degli ultimi giorni. Mentre una giornata di preghiera e digiuno è stata indetta per il 7 settembre: il Papa sarà a Cagliari, per la visita pastorale di un giorno in Sardegna. Ma sarebbe bello comunque aderire all'iniziativa dei vescovi indiani, anche al di fuori dei confini del Paese asiatico. Vi ripropongo un reportage illuminante sull'Orissa firmato alcuni mesi fa su Mondo e missione da Giorgio Bernardelli. Intanto domani comincia a Castelgandolfo l'annuale riunione degli allievi del professor Ratzinger: proprio a "Ratzinger professore" è dedicato l'omonimo libro di Gianni Valente in uscita a settembre, che ho recensito lunedì sul Giornale. Oggi il volume è stato recensito da Avvenire e dal Corriere della Sera. Vi do, infine, una piccola notizia: lo Shuelerkreis, l'incontro del Papa con gli ex allievi che inizia domani, non sarà dedicato a Martin Lutero e la riforma protestante, come previsto e come ampiamente annunciato, ma sarà il libro di Benedetto XVI "Gesù di Nazaret" e la storicità dei vangeli. Un cambiamento deciso nelle ultime settimane. Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (8 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Aug 08 Persecuzioni dei cristiani in Orissa AsiaNews informa che una donna è stata bruciata viva da gruppi di fondamentalisti indù nel distretto di Bargarh (Orissa), che hanno assalito l'orfanotrofio cattolico nel quale la donna lavorava. Lo ha confermato il sovrintendente della polizia Ashok Biswall . Un sacerdote che era presente nell'orfanotrofio è rimasto gravemente ferito ed è ora all'ospedale con profonde ustioni. Una suora, del Centro sociale di Bubaneshwar è stata stuprata da gruppi di estremisti indù prima di dar fuoco a tutto l'edificio. La lista delle violenze contro i cristiani si allunga. Fonti di AsiaNews affermano che una sacerdote è stato ferito; altri due sacerdoti sono stati rapiti. Da due giorni lo stato dell'Orissa (nord- est dell'India) è scosso da violenze seguite all'uccisione di un leader radicale indù, Swami Laxanananda Saraswati. Chiese, centri sociali, centri pastorali, conventi e orfanotrofi sono stati assaliti ieri e oggi al grido di "Uccidete i cristiani e distruggete le loro istituzioni". Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (9 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Aug 08 Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Vi confesso che la notizia mi ha colpito. Mi chiedo a che punto possa arrivare, seppure in buona fede, la voglia di visibilità, il desiderio di apparire "moderni", l'intenzione di far conoscere con questi mezzi la buona notizia cristiana. Leggo stamattina sul Corriere che un prete teologo, giornalista e professore di filosofia nelle scuole, padre Antonio Rungi, passionista di Mondragone (provincia di Caserta), ha organizzato il concorso "Sister Italia" e intende raccogliere tramite il suo sito web (sul quale però ancora non trovato traccia dell'iniziativa) le foto delle religiose più belle. "Ma pensate davvero - ha dichiarato il religioso - che le suore siano tutte anziane, rattrappite e funeree? Oggi non è più così, grazie anche all'iniezione di gioventù e di vitalità portata nel nostro Paese dalle ragazze straniere: ci sono suore dall'Africa e dall'America Latina che sono davvero molto, molto carine. Le brasiliane soprattutto.". E ha aggiunto: "Mi aspetto che siano almeno un migliaio le sorelle ad inviare le foto, e mi piacerebbe che la prossima edizione non fosse solo virtuale, magari potrebbe essere ospitata proprio durante Miss Italia. Con una passerella per le suore, certamente". Non sono mai stato un fan di Miss Italia, specie da quando, nel nome del politicamente corretto, la trasmissione si è trasformata in un'interminabile sequenza di interviste con le aspiranti miss che ripetono di volere la pace nel mondo e di credere nei valori della famiglia. In ogni caso, la Tv e il costume hanno i loro riti e le loro liturgie, e Miss Italia è tra queste. Mi chiedo (e vi chiedo): c'era davvero bisogno di "importare" anche questa novità delle suore in passerella (per quanto solo virtuale) al fine di "aprirsi al mondo"? Scritto in Varie Commenti ( 155 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... 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Ho trovato quelle immagini tremendamente attuali, perché argomentazioni simili a quelle tirate in ballo nei primi anni Quaranta dall'orrenda ideologia razziale nazionalsocialista le sento richeggiare oggi da ben altri pulpiti. Mi permetto però di segnalare quella che ai miei occhi è apparsa come un'omissione piuttosto grave: nella prima parte della puntata si è parlato del vescovo di Munster Clemens August von Galen, che papa Ratzinger ha proclamato beato nell'ottobre 2005, autore delle coraggiose prediche antinaziste contro il programma eutanasico denominato T4. Ebbene, non si è spesa neanche una parola per ricordare che von Galen godeva dell'appoggio incondizionato di Pio XII, il quale scrisse al coraggioso vescovo per appoggiare i suoi interventi. "Le tre prediche del vescovo von Galen - sono parole vergate dal Pontefice - procurano anche a noi, sulla via del dolore che percorriamo insieme ai cattolici tedeschi, un conforto e una soddisfazione, che da molto tempo non provavamo. Il vescovo ha scelto bene il momento per farsi avanti con tanto coraggio". Non sono fatti sconosciuti o non provati, non sono ipotesi: il carteggio esiste ed è pubblico (si può leggere tradotto dall'originale tedesco nel bel libro di Stefania Falasca, Un vescovo contro Hitler, edizioni San Paolo). Carta canta, insomma. L'idea che può essersi fatto l'ignaro spettatore vedendo la puntata di ieri sera è che quel vescovo coraggioso fosse isolato. Sostenuto sì dai suoi fedeli, ma non da Roma. Mentre invece era direttamente e personalmente sostenuto da papa Pacelli, il quale - ma questo è stato ricordato - lo fece cardinale nel suo primo concistoro, nel 1946. Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... 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Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Aug 08 Buon Ferragosto con le parole di Papa Luciani Voglio augurare a tutti i naviganti del blog una buona festa dell'Assunta. Sono tornato dalla Spagna, ma non ho ancora ripreso a lavorare (due giorni fa ho pubblicato un'intervista a mons. Negri sulla polemica di Famiglia Cristiana contro il governo Berlusconi, che potete leggere cliccando nell'apposito link sotto la foto, ma era una richiesta una tantum della direzione). Ieri sera ero a Canale d'Agordo, dove, insieme alla collega ed amica Stefania Falsaca, giornalista di Trentagiorni, abbiamo raccontato lo stato della causa di beatificazione di Papa Luciani. L'incontro si è svolto nella chiesa parrocchiale, su invito del parroco don Sirio e del sindaco. Come sapete sono molto legato alla figura di questo grande Papa, l'importanza del cui pontificato - per usare le parole di Giovanni Paolo II - è "inversamente proporzionale alla sua durata". Durante un'udienza del mercoledì, Giovanni Paolo I disse: "Io rischio di dire uno sproposito. ma lo dico. Il Signore ama tanto l'umiltà che a volte permette dei peccati gravi. Perché? Perché quelli che li hanno comessi, questi peccati, dopo pentiti, restino umili. Non vien voglia di credersi mezzi angeli quando si sa di aver commesso delle mancanze gravi. Il Signore ha tanto raccomandato: siate umili. Anche se avete fatto delle grandi cose dite: siamo servi inutili". Scritto in Varie Commenti ( 170 ) " (15 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Aug 08 La messa in ambrosiano antico: a Milano qualcosa si muove Interrompo il silenzio della vacanza grazie a una gita di vetiquattr'ore a Barcellona (dove c'è facilità di collegamento) per rilanciare una notizia che farà piacere a molti navigatori del blog. Grazie al dialogo intrapreso tra il movimento liturgico benedettiano e la Curia di Milano sta per iniziare una nuova celebrazione in rito ambrosiano antico (secondo il messale del 1954) oltre a quella concessa a suo tempo dal cardinale Martini e tutt'oggi celebrata la domenica nella chiesa del Gentilino. Scritto in Varie Commenti ( 279 ) " (19 votes, average: 4.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Jul 08 Avviso urgente ai naviganti (dalla Spagna) Cari amici, mi trovo in vacanza in una zona della Spagna dove c'è una copertura scarsissima di rete e non riesco a collegarmi (ora lo sto facendo stando seduto sui gradini della splendida cattedrale gotica di Girona, che ho appena visitato): per questo non mi è possibile intervenire o sbloccare i commenti in moderazione. Chiedo scusa a tutti e vi do appuntamento al 12 agosto, quando sarò di ritorno! Scritto in Varie Commenti ( 80 ) " (7 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (236) Ultime discussioni bo,mario: Elianna ti avevo già perdonato. La delicatezza con cui scrivi mi fà pensare che qualcosa di buono... elianna: @ Cherubino Senza contare che un sistema di controlli rigoroso, selettivo in termini di sicurezza - che non... elianna: @ Cherubino Assodato il dovere di ospitalità e caritatevole accoglienza, e tenendo conto dei rischi di... Francesco.F.: Cara Marina, come fa a stimare uno come me, che, a suo parere, porta la propria testa a spasso più che... Francesco.F.: "L'ondata di xenofobia in atto" è solo una convenzione letteraria, che non porfta da... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Amato ai santi e il gesuita spagnolo Ladaria al Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Ultime news Osservatore Romano riapre il dibattito: "La morte cerebrale non è sufficiente"St Paul, finita la tregua Bush: "McCain saprà difendere l'America"Rissia, un altro giornalista ucciso nel Caucaso La polizia: "Aggredito"Alitalia, Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati"Maroni: "Trasferte vietate ai tifosi del Napoli"L'assessore anti-lucciole fermato con le luccioleA Venezia tutti dalle vecchiette Il film di culto è quello più buonistaE il Pci ordinò: "A Canzonissima votate per il tenore sovietico"Google lancia la sfida a Microsoft Arriva il nuovo browser ChromeQuello che non sapete sul mercato dell'Inter Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella il blog di Riccardo Bonacina Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it Sussidiario.net September 2008 M T W T F S S " Aug 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post September 2008 (1) August 2008 (8) July 2008 (17) June 2008 (17) May 2008 (19) April 2008 (16) March 2008 (15) February 2008 (15) January 2008 (14) December 2007 (13) November 2007 (18) October 2007 (16) September 2007 (18) August 2007 (19) July 2007 (30) Trackback recenti phalaris: sul Filioque, ma sui dogmi la sostanza cambia ben poco?? Grazie. Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale. it/tornielli/2008/07/02/roma-e -fraternita-san-pio-x-il-dialo go-va-avanti/Read "How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" Persecuzioni dei cristiani in Orissa Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Il "Leone di Munster" e i cristiani antinazisti Tra le novità del Meeting c'è "Ratzinger professore" Buon Ferragosto con le parole di Papa Luciani La messa in ambrosiano antico: a Milano qualcosa si muove Avviso urgente ai naviganti (dalla Spagna) Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Avviso urgente ai naviganti (dalla Spagna) (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Con un commento a firma di Lucetta Scaraffia, "L'Osservatore Romano" di interviene nel dibattito esistente sulla definizione di morte in base all'assenza di attività cerebrale, che proprio quarant'anni fa, con la dichiarazione di Harvard, mutò nella comunità scientifica la precedente definizione di morte che fino a quel momento si basava sull'assenza di attività cardiocircolatoria. Il quotidiano vaticano offre spunti di discussione, non prende posizioni definite e, a causa del montare della polemica, nella serata di ieri padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha precisato che l'articolo, seppur autorevole, non esprime in alcun modo la posizione della Santa Sede né di un organismo vaticano. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare. Copio e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo di Lucetta Scaraffia. Scritto in Varie Commenti ( 3 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Aug 08 Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste ultime settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di immigrazione irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del Mediterraneo verso il continente europeo, visto come un approdo di speranza per sfuggire a situazioni avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia; quella avvenuta qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto numero di vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della storia dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni tra popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi, tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento, affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie Commenti ( 117 ) " (6 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Aug 08 Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" Ieri il Papa ha condannato le violenze nella regione indiana dell'Orissa. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Domani, venerdì 29 agosto, le scuole cattoliche di tutta l'India resteranno chiuse per solidarietà con i cristiani vittime delle violenze degli ultimi giorni. Mentre una giornata di preghiera e digiuno è stata indetta per il 7 settembre: il Papa sarà a Cagliari, per la visita pastorale di un giorno in Sardegna. Ma sarebbe bello comunque aderire all'iniziativa dei vescovi indiani, anche al di fuori dei confini del Paese asiatico. Vi ripropongo un reportage illuminante sull'Orissa firmato alcuni mesi fa su Mondo e missione da Giorgio Bernardelli. Intanto domani comincia a Castelgandolfo l'annuale riunione degli allievi del professor Ratzinger: proprio a "Ratzinger professore" è dedicato l'omonimo libro di Gianni Valente in uscita a settembre, che ho recensito lunedì sul Giornale. Oggi il volume è stato recensito da Avvenire e dal Corriere della Sera. Vi do, infine, una piccola notizia: lo Shuelerkreis, l'incontro del Papa con gli ex allievi che inizia domani, non sarà dedicato a Martin Lutero e la riforma protestante, come previsto e come ampiamente annunciato, ma sarà il libro di Benedetto XVI "Gesù di Nazaret" e la storicità dei vangeli. Un cambiamento deciso nelle ultime settimane. Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (8 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Aug 08 Persecuzioni dei cristiani in Orissa AsiaNews informa che una donna è stata bruciata viva da gruppi di fondamentalisti indù nel distretto di Bargarh (Orissa), che hanno assalito l'orfanotrofio cattolico nel quale la donna lavorava. Lo ha confermato il sovrintendente della polizia Ashok Biswall . Un sacerdote che era presente nell'orfanotrofio è rimasto gravemente ferito ed è ora all'ospedale con profonde ustioni. Una suora, del Centro sociale di Bubaneshwar è stata stuprata da gruppi di estremisti indù prima di dar fuoco a tutto l'edificio. La lista delle violenze contro i cristiani si allunga. Fonti di AsiaNews affermano che una sacerdote è stato ferito; altri due sacerdoti sono stati rapiti. Da due giorni lo stato dell'Orissa (nord- est dell'India) è scosso da violenze seguite all'uccisione di un leader radicale indù, Swami Laxanananda Saraswati. Chiese, centri sociali, centri pastorali, conventi e orfanotrofi sono stati assaliti ieri e oggi al grido di "Uccidete i cristiani e distruggete le loro istituzioni". Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (9 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Aug 08 Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Vi confesso che la notizia mi ha colpito. Mi chiedo a che punto possa arrivare, seppure in buona fede, la voglia di visibilità, il desiderio di apparire "moderni", l'intenzione di far conoscere con questi mezzi la buona notizia cristiana. Leggo stamattina sul Corriere che un prete teologo, giornalista e professore di filosofia nelle scuole, padre Antonio Rungi, passionista di Mondragone (provincia di Caserta), ha organizzato il concorso "Sister Italia" e intende raccogliere tramite il suo sito web (sul quale però ancora non trovato traccia dell'iniziativa) le foto delle religiose più belle. "Ma pensate davvero - ha dichiarato il religioso - che le suore siano tutte anziane, rattrappite e funeree? Oggi non è più così, grazie anche all'iniezione di gioventù e di vitalità portata nel nostro Paese dalle ragazze straniere: ci sono suore dall'Africa e dall'America Latina che sono davvero molto, molto carine. Le brasiliane soprattutto.". E ha aggiunto: "Mi aspetto che siano almeno un migliaio le sorelle ad inviare le foto, e mi piacerebbe che la prossima edizione non fosse solo virtuale, magari potrebbe essere ospitata proprio durante Miss Italia. Con una passerella per le suore, certamente". Non sono mai stato un fan di Miss Italia, specie da quando, nel nome del politicamente corretto, la trasmissione si è trasformata in un'interminabile sequenza di interviste con le aspiranti miss che ripetono di volere la pace nel mondo e di credere nei valori della famiglia. In ogni caso, la Tv e il costume hanno i loro riti e le loro liturgie, e Miss Italia è tra queste. Mi chiedo (e vi chiedo): c'era davvero bisogno di "importare" anche questa novità delle suore in passerella (per quanto solo virtuale) al fine di "aprirsi al mondo"? Scritto in Varie Commenti ( 155 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Aug 08 Il "Leone di Munster" e i cristiani antinazisti Ieri sera su Raitre, in prima serata, è andata in onda un'eccezionale puntata della Grande Storia, la serie curata da Luigi Bizzarri, interamente dedicata alla resistenza antinazista dei cristiani tedeschi. Due ore di filmati e testimonianze inedite, per raccontare eventi poco conosciuti al grande pubblico. Nella solita melassa di frivolezze estive in onda sui nostri teleschermi, la documentata trasmissione della terza rete Rai è stata come una boccata di ossigeno. Mi hanno colpito in particolare i filmati propagandistici del regime hitleriano che giustificavano l'eutanasia e la soppressione delle "vite improduttive", quelle degli handicappati e dei malati mentali. Ho trovato quelle immagini tremendamente attuali, perché argomentazioni simili a quelle tirate in ballo nei primi anni Quaranta dall'orrenda ideologia razziale nazionalsocialista le sento richeggiare oggi da ben altri pulpiti. Mi permetto però di segnalare quella che ai miei occhi è apparsa come un'omissione piuttosto grave: nella prima parte della puntata si è parlato del vescovo di Munster Clemens August von Galen, che papa Ratzinger ha proclamato beato nell'ottobre 2005, autore delle coraggiose prediche antinaziste contro il programma eutanasico denominato T4. Ebbene, non si è spesa neanche una parola per ricordare che von Galen godeva dell'appoggio incondizionato di Pio XII, il quale scrisse al coraggioso vescovo per appoggiare i suoi interventi. "Le tre prediche del vescovo von Galen - sono parole vergate dal Pontefice - procurano anche a noi, sulla via del dolore che percorriamo insieme ai cattolici tedeschi, un conforto e una soddisfazione, che da molto tempo non provavamo. Il vescovo ha scelto bene il momento per farsi avanti con tanto coraggio". Non sono fatti sconosciuti o non provati, non sono ipotesi: il carteggio esiste ed è pubblico (si può leggere tradotto dall'originale tedesco nel bel libro di Stefania Falasca, Un vescovo contro Hitler, edizioni San Paolo). Carta canta, insomma. L'idea che può essersi fatto l'ignaro spettatore vedendo la puntata di ieri sera è che quel vescovo coraggioso fosse isolato. Sostenuto sì dai suoi fedeli, ma non da Roma. Mentre invece era direttamente e personalmente sostenuto da papa Pacelli, il quale - ma questo è stato ricordato - lo fece cardinale nel suo primo concistoro, nel 1946. Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Aug 08 Tra le novità del Meeting c'è "Ratzinger professore" Tra i libri novità che saranno presentati al Meeting di Rimini, che si apre domenica, c'è un volume scritto da Gianni Valente, giornalista di "Trentagiorni", dedicato a Ratzinger professore (edizioni San Paolo). Il volume arriverà in libreria a settembre, ma le prime copie fresche di stampa saranno portate a Rimini. Posso assicurarvi che è un volume che vale la pena leggere, per capire meglio Joseph Ratzinger, il suo lavoro teologico, il suo sguardo sulla Chiesa. E anche per smentire certi schemi che lo vorrebbero dipingere come un "pentito" del Concilio Vaticano II. Questa è la recensione che oggi, 25 agosto, ho pubblicato sulle pagine culturali del Giornale. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... 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Come sapete sono molto legato alla figura di questo grande Papa, l'importanza del cui pontificato - per usare le parole di Giovanni Paolo II - è "inversamente proporzionale alla sua durata". Durante un'udienza del mercoledì, Giovanni Paolo I disse: "Io rischio di dire uno sproposito. ma lo dico. Il Signore ama tanto l'umiltà che a volte permette dei peccati gravi. Perché? Perché quelli che li hanno comessi, questi peccati, dopo pentiti, restino umili. Non vien voglia di credersi mezzi angeli quando si sa di aver commesso delle mancanze gravi. Il Signore ha tanto raccomandato: siate umili. Anche se avete fatto delle grandi cose dite: siamo servi inutili". Scritto in Varie Commenti ( 170 ) " (15 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... 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Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (236) Ultime discussioni Victor: Per quanto mi risulta dai miei studi e dai miei aggiornamenti, la tesi di Lucetta Scaraffia non è peregrina... bo,mario: Elianna ti avevo già perdonato. La delicatezza con cui scrivi mi fà pensare che qualcosa di buono... elianna: @ Cherubino Senza contare che un sistema di controlli rigoroso, selettivo in termini di sicurezza - che non... elianna: @ Cherubino Assodato il dovere di ospitalità e caritatevole accoglienza, e tenendo conto dei rischi di... Francesco.F.: Cara Marina, come fa a stimare uno come me, che, a suo parere, porta la propria testa a spasso più che... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Amato ai santi e il gesuita spagnolo Ladaria al Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Ultime news Osservatore Romano riapre il dibattito: "La morte cerebrale non è sufficiente"St Paul, finita la tregua Bush: "McCain saprà difendere l'America"Rissia, un altro giornalista ucciso nel Caucaso La polizia: "Aggredito"Alitalia, Rossi: "Soluzioni bloccate dai sindacati"Maroni: "Trasferte vietate ai tifosi del Napoli"L'assessore anti-lucciole fermato con le luccioleA Venezia tutti dalle vecchiette Il film di culto è quello più buonistaE il Pci ordinò: "A Canzonissima votate per il tenore sovietico"Google lancia la sfida a Microsoft Arriva il nuovo browser ChromeQuello che non sapete sul mercato dell'Inter Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella il blog di Riccardo Bonacina Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it Sussidiario.net September 2008 M T W T F S S " Aug 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post September 2008 (1) August 2008 (8) July 2008 (17) June 2008 (17) May 2008 (19) April 2008 (16) March 2008 (15) February 2008 (15) January 2008 (14) December 2007 (13) November 2007 (18) October 2007 (16) September 2007 (18) August 2007 (19) July 2007 (30) Trackback recenti phalaris: sul Filioque, ma sui dogmi la sostanza cambia ben poco?? Grazie. Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale. it/tornielli/2008/07/02/roma-e -fraternita-san-pio-x-il-dialo go-va-avanti/Read "How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Il Papa e l'Orissa. 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Tra le novità del Meeting c'è "Ratzinger professore" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-09-2008)

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Con un commento a firma di Lucetta Scaraffia, "L'Osservatore Romano" di interviene nel dibattito esistente sulla definizione di morte in base all'assenza di attività cerebrale, che proprio quarant'anni fa, con la dichiarazione di Harvard, mutò nella comunità scientifica la precedente definizione di morte che fino a quel momento si basava sull'assenza di attività cardiocircolatoria. Il quotidiano vaticano offre spunti di discussione, non prende posizioni definite e, a causa del montare della polemica, nella serata di ieri padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha precisato che l'articolo, seppur autorevole, non esprime in alcun modo la posizione della Santa Sede né di un organismo vaticano. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare. Copio e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo di Lucetta Scaraffia. Scritto in Varie Commenti ( 3 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Aug 08 Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste ultime settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di immigrazione irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del Mediterraneo verso il continente europeo, visto come un approdo di speranza per sfuggire a situazioni avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia; quella avvenuta qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto numero di vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della storia dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni tra popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi, tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento, affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie Commenti ( 117 ) " (6 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Aug 08 Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" Ieri il Papa ha condannato le violenze nella regione indiana dell'Orissa. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Domani, venerdì 29 agosto, le scuole cattoliche di tutta l'India resteranno chiuse per solidarietà con i cristiani vittime delle violenze degli ultimi giorni. Mentre una giornata di preghiera e digiuno è stata indetta per il 7 settembre: il Papa sarà a Cagliari, per la visita pastorale di un giorno in Sardegna. Ma sarebbe bello comunque aderire all'iniziativa dei vescovi indiani, anche al di fuori dei confini del Paese asiatico. Vi ripropongo un reportage illuminante sull'Orissa firmato alcuni mesi fa su Mondo e missione da Giorgio Bernardelli. Intanto domani comincia a Castelgandolfo l'annuale riunione degli allievi del professor Ratzinger: proprio a "Ratzinger professore" è dedicato l'omonimo libro di Gianni Valente in uscita a settembre, che ho recensito lunedì sul Giornale. Oggi il volume è stato recensito da Avvenire e dal Corriere della Sera. Vi do, infine, una piccola notizia: lo Shuelerkreis, l'incontro del Papa con gli ex allievi che inizia domani, non sarà dedicato a Martin Lutero e la riforma protestante, come previsto e come ampiamente annunciato, ma sarà il libro di Benedetto XVI "Gesù di Nazaret" e la storicità dei vangeli. Un cambiamento deciso nelle ultime settimane. Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (8 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Aug 08 Persecuzioni dei cristiani in Orissa AsiaNews informa che una donna è stata bruciata viva da gruppi di fondamentalisti indù nel distretto di Bargarh (Orissa), che hanno assalito l'orfanotrofio cattolico nel quale la donna lavorava. Lo ha confermato il sovrintendente della polizia Ashok Biswall . Un sacerdote che era presente nell'orfanotrofio è rimasto gravemente ferito ed è ora all'ospedale con profonde ustioni. Una suora, del Centro sociale di Bubaneshwar è stata stuprata da gruppi di estremisti indù prima di dar fuoco a tutto l'edificio. La lista delle violenze contro i cristiani si allunga. Fonti di AsiaNews affermano che una sacerdote è stato ferito; altri due sacerdoti sono stati rapiti. Da due giorni lo stato dell'Orissa (nord- est dell'India) è scosso da violenze seguite all'uccisione di un leader radicale indù, Swami Laxanananda Saraswati. Chiese, centri sociali, centri pastorali, conventi e orfanotrofi sono stati assaliti ieri e oggi al grido di "Uccidete i cristiani e distruggete le loro istituzioni". Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (9 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Aug 08 Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Vi confesso che la notizia mi ha colpito. Mi chiedo a che punto possa arrivare, seppure in buona fede, la voglia di visibilità, il desiderio di apparire "moderni", l'intenzione di far conoscere con questi mezzi la buona notizia cristiana. Leggo stamattina sul Corriere che un prete teologo, giornalista e professore di filosofia nelle scuole, padre Antonio Rungi, passionista di Mondragone (provincia di Caserta), ha organizzato il concorso "Sister Italia" e intende raccogliere tramite il suo sito web (sul quale però ancora non trovato traccia dell'iniziativa) le foto delle religiose più belle. "Ma pensate davvero - ha dichiarato il religioso - che le suore siano tutte anziane, rattrappite e funeree? Oggi non è più così, grazie anche all'iniezione di gioventù e di vitalità portata nel nostro Paese dalle ragazze straniere: ci sono suore dall'Africa e dall'America Latina che sono davvero molto, molto carine. Le brasiliane soprattutto.". E ha aggiunto: "Mi aspetto che siano almeno un migliaio le sorelle ad inviare le foto, e mi piacerebbe che la prossima edizione non fosse solo virtuale, magari potrebbe essere ospitata proprio durante Miss Italia. Con una passerella per le suore, certamente". Non sono mai stato un fan di Miss Italia, specie da quando, nel nome del politicamente corretto, la trasmissione si è trasformata in un'interminabile sequenza di interviste con le aspiranti miss che ripetono di volere la pace nel mondo e di credere nei valori della famiglia. In ogni caso, la Tv e il costume hanno i loro riti e le loro liturgie, e Miss Italia è tra queste. Mi chiedo (e vi chiedo): c'era davvero bisogno di "importare" anche questa novità delle suore in passerella (per quanto solo virtuale) al fine di "aprirsi al mondo"? Scritto in Varie Commenti ( 155 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Aug 08 Il "Leone di Munster" e i cristiani antinazisti Ieri sera su Raitre, in prima serata, è andata in onda un'eccezionale puntata della Grande Storia, la serie curata da Luigi Bizzarri, interamente dedicata alla resistenza antinazista dei cristiani tedeschi. Due ore di filmati e testimonianze inedite, per raccontare eventi poco conosciuti al grande pubblico. Nella solita melassa di frivolezze estive in onda sui nostri teleschermi, la documentata trasmissione della terza rete Rai è stata come una boccata di ossigeno. Mi hanno colpito in particolare i filmati propagandistici del regime hitleriano che giustificavano l'eutanasia e la soppressione delle "vite improduttive", quelle degli handicappati e dei malati mentali. Ho trovato quelle immagini tremendamente attuali, perché argomentazioni simili a quelle tirate in ballo nei primi anni Quaranta dall'orrenda ideologia razziale nazionalsocialista le sento richeggiare oggi da ben altri pulpiti. Mi permetto però di segnalare quella che ai miei occhi è apparsa come un'omissione piuttosto grave: nella prima parte della puntata si è parlato del vescovo di Munster Clemens August von Galen, che papa Ratzinger ha proclamato beato nell'ottobre 2005, autore delle coraggiose prediche antinaziste contro il programma eutanasico denominato T4. Ebbene, non si è spesa neanche una parola per ricordare che von Galen godeva dell'appoggio incondizionato di Pio XII, il quale scrisse al coraggioso vescovo per appoggiare i suoi interventi. "Le tre prediche del vescovo von Galen - sono parole vergate dal Pontefice - procurano anche a noi, sulla via del dolore che percorriamo insieme ai cattolici tedeschi, un conforto e una soddisfazione, che da molto tempo non provavamo. Il vescovo ha scelto bene il momento per farsi avanti con tanto coraggio". Non sono fatti sconosciuti o non provati, non sono ipotesi: il carteggio esiste ed è pubblico (si può leggere tradotto dall'originale tedesco nel bel libro di Stefania Falasca, Un vescovo contro Hitler, edizioni San Paolo). Carta canta, insomma. L'idea che può essersi fatto l'ignaro spettatore vedendo la puntata di ieri sera è che quel vescovo coraggioso fosse isolato. Sostenuto sì dai suoi fedeli, ma non da Roma. Mentre invece era direttamente e personalmente sostenuto da papa Pacelli, il quale - ma questo è stato ricordato - lo fece cardinale nel suo primo concistoro, nel 1946. Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Aug 08 Tra le novità del Meeting c'è "Ratzinger professore" Tra i libri novità che saranno presentati al Meeting di Rimini, che si apre domenica, c'è un volume scritto da Gianni Valente, giornalista di "Trentagiorni", dedicato a Ratzinger professore (edizioni San Paolo). Il volume arriverà in libreria a settembre, ma le prime copie fresche di stampa saranno portate a Rimini. Posso assicurarvi che è un volume che vale la pena leggere, per capire meglio Joseph Ratzinger, il suo lavoro teologico, il suo sguardo sulla Chiesa. E anche per smentire certi schemi che lo vorrebbero dipingere come un "pentito" del Concilio Vaticano II. Questa è la recensione che oggi, 25 agosto, ho pubblicato sulle pagine culturali del Giornale. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Aug 08 Buon Ferragosto con le parole di Papa Luciani Voglio augurare a tutti i naviganti del blog una buona festa dell'Assunta. Sono tornato dalla Spagna, ma non ho ancora ripreso a lavorare (due giorni fa ho pubblicato un'intervista a mons. Negri sulla polemica di Famiglia Cristiana contro il governo Berlusconi, che potete leggere cliccando nell'apposito link sotto la foto, ma era una richiesta una tantum della direzione). Ieri sera ero a Canale d'Agordo, dove, insieme alla collega ed amica Stefania Falsaca, giornalista di Trentagiorni, abbiamo raccontato lo stato della causa di beatificazione di Papa Luciani. L'incontro si è svolto nella chiesa parrocchiale, su invito del parroco don Sirio e del sindaco. Come sapete sono molto legato alla figura di questo grande Papa, l'importanza del cui pontificato - per usare le parole di Giovanni Paolo II - è "inversamente proporzionale alla sua durata". Durante un'udienza del mercoledì, Giovanni Paolo I disse: "Io rischio di dire uno sproposito. ma lo dico. Il Signore ama tanto l'umiltà che a volte permette dei peccati gravi. Perché? Perché quelli che li hanno comessi, questi peccati, dopo pentiti, restino umili. Non vien voglia di credersi mezzi angeli quando si sa di aver commesso delle mancanze gravi. Il Signore ha tanto raccomandato: siate umili. Anche se avete fatto delle grandi cose dite: siamo servi inutili". Scritto in Varie Commenti ( 170 ) " (15 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Aug 08 La messa in ambrosiano antico: a Milano qualcosa si muove Interrompo il silenzio della vacanza grazie a una gita di vetiquattr'ore a Barcellona (dove c'è facilità di collegamento) per rilanciare una notizia che farà piacere a molti navigatori del blog. Grazie al dialogo intrapreso tra il movimento liturgico benedettiano e la Curia di Milano sta per iniziare una nuova celebrazione in rito ambrosiano antico (secondo il messale del 1954) oltre a quella concessa a suo tempo dal cardinale Martini e tutt'oggi celebrata la domenica nella chiesa del Gentilino. Scritto in Varie Commenti ( 279 ) " (19 votes, average: 4.05 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Jul 08 Avviso urgente ai naviganti (dalla Spagna) Cari amici, mi trovo in vacanza in una zona della Spagna dove c'è una copertura scarsissima di rete e non riesco a collegarmi (ora lo sto facendo stando seduto sui gradini della splendida cattedrale gotica di Girona, che ho appena visitato): per questo non mi è possibile intervenire o sbloccare i commenti in moderazione. Chiedo scusa a tutti e vi do appuntamento al 12 agosto, quando sarò di ritorno! Scritto in Varie Commenti ( 80 ) " (7 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (236) Ultime discussioni Victor: Per quanto mi risulta dai miei studi e dai miei aggiornamenti, la tesi di Lucetta Scaraffia non è peregrina... bo,mario: Elianna ti avevo già perdonato. La delicatezza con cui scrivi mi fà pensare che qualcosa di buono... elianna: @ Cherubino Senza contare che un sistema di controlli rigoroso, selettivo in termini di sicurezza - che non... elianna: @ Cherubino Assodato il dovere di ospitalità e caritatevole accoglienza, e tenendo conto dei rischi di... Francesco.F.: Cara Marina, come fa a stimare uno come me, che, a suo parere, porta la propria testa a spasso più che... 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Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale. it/tornielli/2008/07/02/roma-e -fraternita-san-pio-x-il-dialo go-va-avanti/Read "How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Il Papa e l'Orissa. 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Alitalia, Cisl e Uil lasciano sola la Cgil (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa il piano di salvataggio Alitalia, Cisl e Uil lasciano sola la Cgil Cgil sempre più isolata. Sulla vicenda Alitalia Cisl e Uil si stanno smarcando dal sindacato di Epifani. Mentre la Cgil si è arroccata su posizioni rigide prospettando una trattativa lunga, Cisl e Uil hanno mandato al governo segnali di disponibilità a rispettare i tempi stretti che il ministro del Lavoro Sacconi e il commissario straordinario Fantozzi hanno indicato. Anche le sigle sindacali dei dipendenti della compagnia di bandiera che ieri si sono riuniti per individuare una linea unitaria, sembrano pronti a assumere un atteggiamento più morbido, consapevoli che alzare un muro vorrebbe dire portare l'Alitalia alla liquidazione con danni incalcolabili sul piano occupazionale. Al termine dell'incontro hanno diramato una nota nella quale indicano la scaletta della trattativa: prima il via libera al piano industriale poi la trattativa sugli esuberi. Una posizione condivisa anche dai confederali. Il leader della Uil Angeletti è stato chiaro. "è un dovere salvare i posti di lavoro. Non capisco perchè si debbano distruggere 20mila posti quando si può salvarne la stragrande maggioranza". Angeletti sottolinea la difficoltà della situazione ("L'azienda è tecnicamente fallita, ha un commissario che deve liquidarla entro pochi giorni") ed è d'accordo con il governo sulla necessità di chiudere la trattativa in tempi brevi. Ed è una linea condivisa dal sindacato di categoria Uilt anch'esso consapevole che in ballo ci sono 20.000 posti di lavoro. Quindi bisogna arrivare subito a un accordo che però "va sottoposto al referendum tra i lavoratori interessati". Intanto vengono fuori altre cifre sul piano di salvataggio. Nella relazione tecnica al decreto si legge che costerà 30 milioni l'anno l'accesso agli ammortizzatori sociali per gli esuberi. Per il 2009 i 30 milioni verranno dal Fondo per l'occupazione, per il 2010 da un taglio lineare alle autorizzazioni di spesa della Finanziaria 2008 e per ciascuno degli anni dal 2010 al 2014 con la riduzione del fondo per gli interventi strutturali di politica economica.E sul nodo degli esuberi ieri è tornato anche il ministero del Lavoro con una nota nella quale si chiede ai sindacati di valutare più i posti salvati che i tagli. Quanto alle indiscrezioni sul numero di quanti resterebbero fuori dalla nuova Alitalia, Sacconi ha detto che prima di fare le cifre bisogna attendere l'acquisizione da parte del commissario delle offerte. Le voci che continuano a circolare tra i sindacati parlano di una base di 4.500 esuberi. A pagare il costo più elevato sarebbero gli assistenti di volo con circa 1.500 esuberi. Per i piloti, circa 500, ed il personale di terra, circa 2.500, gli esuberi sarebbero più in linea con l'offerta di Air France-Klm che fu bocciata dai sindacati. Tra i sindacati c'è chi ha fiducia sulla possibilità che al tavolo con il governo si possa arrivare a ridurne il numero. Ad incidere sul numero degli esuberi per il personale navigante sarebbero le nuove regole previste, sia da norme generali che dal Piano Fenice, per la composizione degli equipaggi. Nuove norme generali impedirebbero di ridurre sotto una certa soglia l'assunzione di piloti nella newco. Esuberi non significativi per Airone. Criteri più stringenti anche per la composizione degli equipaggi: in particolare, la decisione di tornare alla figura del responsabile unico di cabina eliminando la presenza di due o tre responsabili prevista oggi. Sulla questione Alitalia oggi si riunirà alla Regione Lazio, il tavolo sindacati-enti locali.

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Alla Waya come all'Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

INDUSTRIA. IN ATTESA DELL'ARRIVO DEL COMMISSARIO Alla Waya come all'Alitalia "Il sindacato fa il suo mestiere e difende i posti di lavoro dentro e fuori" La parabola della Way Assauto potrebbe stare in una battuta: dagli ammortizzatori per auto a quelli sociali. Ovvero, cassa integrazione e mobilità per i 240 ancora rimasti a libro paga. Nel frattempo sotto i capannoni, dove un tempo in tremila producevano bulloni, catene, pedali, e ammortizzatori, i macchinari sono fermi. Dovevano ripartire, ma le ferie alla Waya hanno il sapore dell'eutanasia. Le ultime puntate delle triste commedia vedono l'uscita di scena nel ruolo del "cattivo" di Diego Robella, l'imprenditore di Scurzolengo che tre anni fa fu descritto e politicamente benedetto come il salvatore dell'astigianità della fabbrica. Fugace anche la comparsa del "professor Villa" nel ruolo dell'"ambasciator non porta pena" per conto di innominati imprenditori milanesi. A questo punto gli operai (nel ruolo dei creditori) hanno chiesto al tribunale civile un commissario. Pier Luigi Guerrini ha seguito passo passo le vicende, a volte in scena a volte dietro le quinte: la Uilm il suo sindacato è quello maggiormente rappresentativo tra i "rimasti della Waya". Adesso sperate nel commissario? "E' una strada obbligata, ma non basta. Le istituzioni e gli imprenditori, quelli seri, devono fare la loro parte e battere un colpo, se ci sono". La vicenda Waya, ricorda in piccolo quella dell'Alitalia, ma si troverà una cordata per la new company e chi si accolla i debiti della bad company? "Sia chiaro i lavoratori sono vittime di questa situazione. Noi ci batteremo perché nessuno resti in mezzo ad una strada. A questo punto la nostra difesa non è solo dei posti di lavoro alla Waya, ma di chi nella Waya ci è rimasto che potrebbe benissimo essere impiegato altrove. La vicenda Alitalia ha aperto una strada, percorriamola anche ad Asti". C'è chi accusa il sindacato di essere stato poco duttile e non aver lasciato spazio tre anni fa ad altri progetti che potevano salvare la Waya. "Leggiamo di queste cose. E' bene chiarire che al tavolo ufficiale altri piani industriali non ne sono mai arrivati. La soluzione Robella era l'unica che prevedeva il salvataggio dei posti di lavoro". Dunque voi non avete ostacolato il siciliano Montante? "Il compito del sindacato è difendere i posti di lavoro e la dignità dei lavoratori. Montante non è mai arrivato a stringere trattative concrete". Però, con il senno di poi... "Con il senno di poi la fabbrica negli Anni Settanta non avrebbe dovuto legarsi mani e piedi alla produzione di ammortizzatori per auto. E' facile giudicare ora. Certo Robella non ha rispettato i patti...". E allora? "Allora se ci sono imprenditori veri che credono nel rilancio dell'azienda e della sua produzione che è ancora tecnologicamente valida sul mercato internazionale, si facciano avanti. Il sindacato non sarà certamente d'ostacolo, ma non accetteremo i soliti furbi a caccia di denaro pubblico sulla pelle dei lavoratori".

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SINDACATI, LA DOPPIA PARTITA D'AUTUNNO (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pietro Garibaldi SINDACATI, LA DOPPIA PARTITA D'AUTUNNO Per i sindacati italiani l'autunno che abbiamo davanti si appresta a essere caldo. In gioco non è solo qualche rivendicazione salariale o qualche minaccia di sciopero. In gioco è invece il ruolo stesso dei sindacati nella società italiana dei prossimi anni. In questi giorni i sindacati sono infatti impegnati in due trattative molto diverse e molto delicate. Da un lato il negoziato sugli esuberi della ex Alitalia. Molti commentatori definirono una Caporetto del sindacato il giorno in cui Air France abbandonò la trattativa per l'acquisto di Alitalia. Vedremo come si svilupperà la nuova trattativa. Per la produttività del Paese è però più importante il secondo tavolo su cui sono in questi giorni impegnati i sindacati. È il tavolo della riforma del sistema contrattuale. Il sindacato ha l'occasione per dimostrare al Paese di essere una grande forza riformatrice. L'aumento estivo dell'inflazione e il rallentamento della crescita economica hanno posto la difesa del potere d'acquisto dei salari al centro delle preoccupazioni di milioni di lavoratori. La ripresa del negoziato tra le parti sociali è quindi certo una buona notizia. I dati sugli aumenti salariali fino a luglio sono fortunatamente confortanti. Anche grazie al rinnovo di alcuni importanti contratti dei servizi, l'aumento medio è risultato pari al 4,3%, poco superiore all'inflazione di agosto, confermata al 4%. Alla luce di questi dati, la vera emergenza non è la perdita del potere d'acquisto dei salari, quanto piuttosto la bassa crescita reale dei salari e dell'intera economia. Per contribuire al rilancio della produttività, sindacati e Confindustria si sono formalmente impegnati a concludere la riforma delle relazioni industriali entro il 30 settembre. All'inizio dell'estate alcuni passi avanti nel negoziato sono stati fatti, ma i due nodi del negoziato stanno venendo al pettine. Innanzitutto vi è il problema di quale livello di inflazione si deve prendere come base di riferimento per negoziare i futuri aumenti contrattuali. L'inflazione programmata all'1,7 per cento stabilita dal governo a luglio in sede di programmazione economica è oggettivamente irrealistica alla luce di un'inflazione effettiva stabilmente vicina al 4 per cento. Per superare lo stallo occorre guardare all'Europa e prendere come àncora di riferimento l'obiettivo di inflazione della Banca Centrale Europea, fissato al 2 per cento nei regolamenti ufficiali. Il secondo nodo del negoziato riguarda il peso da dare alla contrattazione aziendale. La Confindustria vorrebbe spostare la determinazione dei salari a livello di impresa in modo da legare salario e produttività in ogni azienda. I sindacati sono in principio d'accordo, ma molto più cauti. Da un lato sono preoccupati di perdere un ruolo di primo piano in tutte le scelte importanti del Paese. Da un altro lato, e in modo molto più condivisibile, sono preoccupati di tutelare i lavoratori delle piccole imprese dove non esiste una rappresentanza formale dei lavoratori. Il negoziato non sarà quindi facile. Il governo, dal canto suo, dovrebbe lavorare per un mercato del lavoro in cui le regole valgono per tutti i lavoratori, indipendentemente dalla dimensione dell'azienda e dal settore di provenienza. L'esecutivo ha scelto a giugno di detassare in via provvisoria gli straordinari e i recuperi di produttività. Personalmente considero questo provvedimento discutibile, anche perché non semplifica la contabilità e l'amministrazione aziendale e non va incontro alla necessità di aumentare l'offerta di lavoro femminile. La detassazione degli straordinari ha però trovato il consenso di tutte le parti sociali e rappresenta comunque una riduzione di pressione fiscale. Anche per facilitare il negoziato sulla riforma del sistema contrattuale, è opportuno che con la prossima finanziaria il governo chiarisca in via definitiva il destino di questo provvedimento. Per quanto discutibile, la detassazione degli straordinari rimane infatti un provvedimento che riguarda l'intera economia e gli interessi di milioni di lavoratori di piccole e grandi aziende. Il rilancio del Paese richiede davvero uno scatto d'orgoglio delle parti sociali. L'insuccesso delle due trattative in corso rischierebbe di portare il sindacato, già oggi in uno stato di chiara difficoltà, verso un lento e inesorabile declino. Uno scenario che non vorremmo nemmeno considerare. pietro.garibaldi@carloalberto.org.

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Io, i porti e l'Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Io, i porti e l'Alitalia" Basta telefonate promozionali DIARIO Nicoletti INTERVISTA DI Beria di Argentine Bellavista Caltagirone nella cordata Fenice Sanzioni del garante a chi viola la privacy.

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Si allontana il sogno del grande palazzo di Sanpaolo Intesa (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Alla vigilia della seduta del consiglio comunale che finalmente dovrebbe dare il via libera definitivo al grattacielo di Intesa-Sanpaolo da Milano rimbalzano voci di un raffreddamento degli interessi dei vertici della banca per la sua realizzazione. Un comportamento dettato questa volta non da dissidi tra le visioni di Corrado Passera ed Enrico Salza, anzi la gestione della vicenda Alitalia avrebbe fatto ritornare la sintonia tra i due banchieri, quando piuttosto da valutazioni di carattere economico. Certo i risultati della semestrale sono stati positivi. Però il quadro economico e finanziario non è dei più rosei e anche un gruppo in buona salute come Intesa Sanpaolo ha dovuto fare i salti mortali per fare quadrare il bilancio. E la frenata sul grattacielo tanto voluto da Salza trova proprio origine nei nuvoloni della congiuntura negativa che si addensano ancora nel cielo della congiuntura. Le condizioni economiche, da quanto il progetto era stato ideato e poi portato avanti, sono cambiate di molto. Con il petrolio che oscilla tra i 140 e 110 dollari al barile il costo delle materie prime è lievitato. In maniera eccessiva, è il ragionamento che vien fatto sul fronte Intesa. Già nel corso delle discussioni sull'opportunità di realizzare il grattacielo si era passati da un preventivo iniziale di 190 milioni di euro ad una spesa di 350 milioni. Adesso da Milano rimbalzano le voci di una spesa di 600 milioni. Troppi, seppur se diluiti in tre anni, anche in vista dell'operazione di salvataggio della compagnia aerea. E i ragionamenti economici avrebbero fatto risalire all'interno della banca le quotazioni di chi invoca, quantomeno, una pausa di riflessione. Certo la macchina per la realizzazione del progetto è già avviata: l'architetto Renzo Piano ha presentato il progetto, l'area è stata recintata e i consulenti di Intesa-Sanpaolo sono già ai blocchi partenza per far decollare il grattacielo. Il Comune, per permettere la costruzione entro il 2011, ha concesso alla banca di iniziare i lavori di scavo appena approvata la variante. Teoricamente la gara per l'appalto potrebbe partire fra pochi mesi. Solo per la costruzione delle fondamenta se ne andranno 18 milioni. Teoricamente, appunto. Già perché un tentativo di congelare il progetto c'era già stato prima dell'estate quando c'era ancora incertezza sui risultati semestrali della banca. Voci raccolte nei palazzi della politica di Torino parlano di un colloquio tra il presidente della Compagnia di San Paolo, Angelo Benessia, e il presidente del Comitato di Sorveglianza della Banca, Enrico Salza, per capire se la costruzione del grattacielo era ancora una priorità. La risposta sarebbe stata affermativa anche perché Salza avrebbe messo sul tavolo il destino dei tremila dipendenti che si dovrebbero trasferire nel grattacielo e riaprire le polemiche politiche sul ruolo secondario di Torino nei confronti di Milano. Poi l'impegno di Passera nell'operazione di salvataggio di Alitalia e i positivi risultati della banca avrebbero fatto passare in secondo piano la questione. Certo la consistenza di queste voci potrebbe far leggere in chiave diversa il continuo rinvio dell'approvazione da parte del consiglio comunale della variante che avrebbe dato il via ai lavori per il grattacielo. Tra giugno e luglio le assenze di tanti consiglieri, malgrado l'accordo politico tra il Pd e la sinistra radicale, hanno più volte fatto mancare il numero legale in Sala Rossa. Allora si parlò di sviste. Il 10 settembre quando il consiglio comunale si riunirà con all'ordine del giorno l'approvazione della variante si saprà se quell'interpretazione era corretta oppure no.

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Sinistra Democratica riparte dalla Sanità (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-09-2008)

Argomenti: Alitalia

INIZIATIVE.MANIFESTI E INCONTRI Sinistra Democratica riparte dalla Sanità Prima puntata: che cosa non sarà più gratis nella Sanità a causa dei tagli del Governo Berlusconi. I manifesti intitolati "Controinformazione democratica", tendenza Anni 70 ma grafica e slogan di oggi, avranno cadenza periodica variabile "ma soltanto perché marcheremo stretto il centrodestra e il Governo". L'idea è partita dal consigliere regionale di Sinistra Democratica, Sergio Cavallaro, novarese, medico. Mille manifesti sono già affissi nel Novarese e altri 2 mila sui muri del Piemonte. Presto uscirà il secondo numero: "Sarà sull'economia, sulla crisi incalzante - anticipa Cavallaro - e sul calo della qualità della vita di tanti italiani. Dall'Alitalia alla borsa della spesa, il disastro che consuma il Paese e le famiglie giorno dopo giorno è sotto gli occhi di tutti". Ieri nella sede di viale Dante 47d si è parlato anche di altre iniziative. Nicola Fonzo è coordinatore provinciale di Sd e consigliere comunale a Novara: "La sconfitta alle elezioni politiche ci richiama a tornare, più che mai, ad ascoltare i cittadini: pongono domande e necessità che sono la casa, i giovani in crescenti difficoltà, anziani che non arrivano a fine mese, scuole e sanità tartassate, poveri che aumentano. Abbiamo fatto proposte in Comune: vediamo se la giunta Giordano e la maggioranza capiranno. Vogliamo anche riscoprire e difendere la Costituzione assieme a tanti cittadini: ci sono minacce crescenti alle libertà personali. Sinistra democratica regionale ristamperà e regalerà la Costituzione. A Novara faremo incontri con esperti". Un capitolo sul quale Fonzo punta l'attenzione è quello degli appalti con l'allarme lanciato dal sindaco: "Se Giordano parla, e non è con battuta al bar ma con uscita pubblica, vuol dire che si deve approfondire seriamente. Facciamo una commissione d'inchiesta, più che un osservatorio non ben definito: lo statuto del Comune già ci fornisce gli strumenti per agire".\.

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