|
PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
|||
|
|
DOSSIER “ALITALIA” |
|
|
|
|
|
Alla fine sono scesi ai nastri anche due dirigenti di
Alitalia, si sono tolti la giacca e tirato su ... (
da "Messaggero, Il" del 01-08-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: voli Alitalia il cui
servizio è affidato alla società di handling Az Servizi (a Fiumicino ci sono altri tre handler, Eas che fa sempre parte
del gruppo Alitalia-Cai, Avia
Partner e Flight Care Italia e servono le altre compagnie aeree operanti). A
causare il disservizio la carenza di organico, quanto mai grave in questi
giorni in cui si raggiunge il picco massimo di passeggeri dell'
Quindici casi sull'aereo controlli a Fiumicino (
da "Corriere della Sera" del 01-08-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: a Fiumicino per i 161
passeggeri del volo Alitalia Az 8363, proveniente da Mykonos. La procedura (nella foto) è scattata dopo la
segnalazione del comandante circa la presenza a bordo di 15 casi di passeggeri
con sospetti sintomi collegabili all'influenza suina. Il canale sanitario è
normalmente attivato solo per i passeggeri in arrivo dai paesi a rischio
pandemia (
Il commento Ma quei quattrini devono... (
da "Giornale.it, Il"
del 01-08-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: indipendentemente dalla
sua ragionevolezza industriale per Alitalia) mette in discussione una delle più
grandi aziende lombarde (la Sea) che ha tre volte gli
occupati della fabbrica Fiat di Termini Imerese. Non
si tratta, in questo caso, di trovare forme di aiuto pubblico, basterebbe che
il governo si affrettasse a liberalizzare completamente le tratte aeree,
Scheda/ Decreto fiscale: dallo scudo alle pensioni (
da "Giornale.it, Il"
del 01-08-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia più rimborsi
per obligazionisti e azionisti Sale al 71% dal 35%
circa la quota di rimborso per i piccoli obbligazionisti Alitalia. Per gli
azionisti è previsto un rimborso pari al 50% del valore medio delle azioni nell?ultimo mese di quotazione.
Ma quei quattrini devono andare subito... (
da "Giornale.it, Il"
del 01-08-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: indipendentemente dalla
sua ragionevolezza industriale per Alitalia) mette in discussione una delle più
grandi aziende lombarde (la Sea) che ha tre volte gli
occupati della fabbrica Fiat di Termini Imerese. Non
si tratta, in questo caso, di trovare forme di aiuto pubblico, basterebbe che
il governo si affrettasse a liberalizzare completamente le tratte aeree,
( da "Messaggero, Il" del 01-08-2009)
Argomenti: Alitalia
Sabato
01 Agosto 2009 Chiudi Alla fine sono scesi ai nastri
anche due dirigenti di Alitalia, si sono tolti la
giacca e tirato su le maniche della camicia. E hanno cominciato anche loro a
scaricare le valigie, mentre dall'altra parte del nastro centinaia di
passeggeri inferociti aspettavano da quasi due ore la restituzione delle
valigie. Coinvolti in questa attesa-scandalo anche i passeggeri di una delle
rotte storiche di Alitalia, la Roma-New
York. Tutto è successo ieri all'aeroporto Leonardo da Vinci: due ore di attesa
al nastro bagagli per riavere la valigia. Il problema, non nuovo per Fiumicino
anche senza scomodare il caso dell'estate
( da "Corriere della Sera"
del 01-08-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera sezione: PRIMA P
( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2009)
Argomenti: Alitalia
articolo di sabato 01 agosto 2009 Il commento Ma quei quattrini
devono andare subito alle imprese di Nicola Porro C'è un paradosso riguardo la
questione meridionale. Anzi, per essere più chiari, riguardo ai quattrini che
da cinquanta anni copiosamente sono destinati a quest'area del Paese. Il
paradosso è che ciclicamente i politici del Sud chiedono risorse per fare ciò
che non è stato fatto, nonostante i finanziamenti ricevuti, da loro stessi. E
giustificano le richieste in virtù dei deficit strutturali dell'area in cui
vengono eletti. A questo paradosso se ne aggiunge un altro, che potremmo
definire la sindrome Bassolino. Nonostante lo sfascio delle sue
amministrazioni, dai rifiuti alla sanità, ha stravinto tre campagne elettorali.
Più o meno simile il meccanismo per il quale il governo è stato costretto a
nominare commissari della sanità quei politici, che in altra veste, hanno
contribuito a indebitarla. È ragionevole dunque il tentativo di rendere diverso
il meccanismo di elargizioni. Probabilmente anche Heidi si sarebbe resa conto
che continuare a pagare a piè di lista non avrebbe portato ad alcun beneficio.
Ciò non vuol dire negare la questione meridionale. L'incapacità delle
amministrazioni di gestire i quattrini pubblici non è una prerogativa della
politica meridionale, anche se questa può vantare un certo grado di
specializzazione. Il punto è che si deve individuare un meccanismo per saltare
un passaggio. Si deve cercare il modo per «disintermediare»
la politica il più possibile dall'erogazione dei fondi pubblici. Si deve
mettere in grado l'impresa del Sud, i professionisti del Sud e i cittadini
delle cinque regioni meno sviluppate, di trarre beneficio dai quattrini
pubblici senza dover bussare alla porta degli enti locali. Facciamo un esempio,
così da non far commercio con principi troppo alti. Un'azienda la si può
aiutare con risorse contrattate con la burocrazia pubblica: dalle finanziarie
regionali alle pratiche di aiuto pubblico. Oppure si può studiare un meccanismo
automatico. Buttiamo là una proposta, onerosa per le casse pubbliche, ma che dà
il senso di ciò che intendiamo. Si stabilisca che l'assurda Irap (una tassa che
si paga sul lavoro anche se l'azienda è in perdita)
non si paghi al Sud. O si riduca l'aliquota, come peraltro oggi avviene per il
settore agricolo. Insomma si dia una mano direttamente alla bottega e non si
obblighi l'imprenditore alla relazione con la politica. Si deve inoltre
scongiurare un nuovo rischio: aprire nuovi fronti di rivendicazione laddove la
crisi oggi morde maggiormente. E cioè nelle aree più produttive del Paese. Il
nostro sistema di welfare prevede degli stabilizzatori più o meno automatici,
che hanno una forza maggiore proprio al Nord. La cassa integrazione integra il
reddito evidentemente dove fino a ieri si è prodotto. Ma non basta. Ci sono
degli interventi che la politica deve velocemente mettere in campo per non
perdere il Nord. Due casi tra i tanti. L'abbandono di Malpensa (indipendentemente dalla sua ragionevolezza industriale per Alitalia) mette in discussione una delle più grandi aziende lombarde (la Sea) che ha tre volte gli occupati della fabbrica Fiat di
Termini Imerese. Non si tratta, in questo caso, di
trovare forme di aiuto pubblico, basterebbe che il governo si affrettasse a
liberalizzare completamente le tratte aeree, per permettere alle
compagnie estere di alimentare lo scalo varesino. E ancora. Gli studi di
settore. Ingabbiano le imprese in parametri che con la riduzione dell'attività
possono essere fiscalmente soffocanti. Un loro effettivo alleggerimento oggi
sarebbe una misura erga omnes, che nell'immediato
vale dieci delibere del Cipe. © IL GIORNALE ON LINE S.R.L. - Via G. Negri 4 - 20123 Milano - P.IVA 05524110961
( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2009)
Argomenti: Alitalia
articolo di sabato 01 agosto 2009 Scheda/ Decreto fiscale: dallo
scudo alle pensioni di Redazione Roma - Il Senato ha votato oggi la fiducia al
Decreto fiscale. Il Consiglio dei ministri si riunisce
però questa mattina per varare un decreto correttivo su alcune misure approvate
dallAula ma ritenute
contraddittore. La cosiddetta manovra estiva prevede interventi di stimolo alleconomia e, a differenza di quanto avvenuto
solitamente negli anni scorsi, non contiene manovre correttive sui saldi di
bilancio. Il
Dpef 2009-2013, infatti, fissa la stima di deficit al
5,3% del Pil nel 2009 e al 5% nel 2010 sia a livello tendenziale che
programmatico. Scudo fiscale, stretta sui paradisi Il
decreto introduce per la terza volta in Italia la sanatoria sui capitali illecitamente
esportati allestero.
Lemendamento prevede unimposta al 50% su un rendimento presunto
annuo del 2% negli ultimi 5 anni, con un prelievo quindi pari al 5% del
capitale. Lo scudo, che sana solo i reati di omessa dichiarazione e
dichiarazione infedele, consentirà la regolarizzazione delle attività detenute nellUnione europea e il rimpatrio
di quelle in Paesi extra Ue dal 15 settembre 2009 fino a metà aprile 2010. Il
governo ha detto che "lassoluta imprevedibilità del numero di
soggetti interessati" e "lindeterminabilità della
distribuzione temporale del gettito" fra 2009 e 2010 rende impossibile
fare previsioni sui ricavi per lErario. Secondo alcuni banchieri
daffari potrebbero emergere 50-100 miliardi di euro per un gettito di 2,5-5
miliardi. A
fronte della sanatoria, il decreto prevede una stretta sulle attività non
dichiarate detenute nei paradisi fiscali, che saranno considerate ai fini
fiscali frutto di evasione "salvo prova contraria". Giro di vite
anche sugli arbitraggi fiscali internazionali. Bonus su aumenti capitali Pmi , utili reinvestiti Arriva un
bonus fiscale per gli aumenti di capitale di piccole e medie imprese fino a
500.000 euro. Il decreto riconosce uno sconto sulle tasse pari al 3% dellaumento di capitale per cinque
anni. La misura
rientra nellambito del
negoziato tra Tesoro, Confindustria e Abi sulla moratoria di un anno dei
crediti in scadenza. Il decreto prevede poi la detassazione al 50% sugli utili
reinvestiti in nuovi macchinari e apparecchiature industriali fino al 30 giugno 2010, nota come
Tremonti ter. La detassazione si applicherà già sugli
investimenti del 2009 anche se il beneficio fiscale
sarà riconosciuto in sede di saldo delle imposte sui redditi, quindi a metà
2010. Pensioni: graduale aumento età Laccesso
generalizzato
alla pensione potrà essere adeguato alle aspettative di vita a partire dal
( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2009)
Argomenti: Alitalia
articolo di sabato 01 agosto 2009 Ma quei quattrini devono andare
subito alle imprese di Nicola Porro Cè un
paradosso riguardo la questione meridionale. Anzi, per essere più chiari,
riguardo ai quattrini che da cinquanta anni copiosamente sono destinati a questarea del Paese. Il paradosso è che
ciclicamente i politici del Sud chiedono risorse per fare ciò che non è stato
fatto, nonostante i finanziamenti ricevuti, da loro stessi. E giustificano le
richieste in virtù dei deficit strutturali dellarea in cui vengono eletti. A questo paradosso se ne
aggiunge un altro, che potremmo definire la sindrome Bassolino. Nonostante lo
sfascio delle sue amministrazioni, dai rifiuti alla sanità, ha stravinto tre
campagne elettorali. Più o meno simile il meccanismo per il quale il governo è
stato costretto a nominare commissari della sanità quei politici, che in altra
veste, hanno contribuito a indebitarla. è ragionevole
dunque il tentativo di rendere diverso il meccanismo di elargizioni.
Probabilmente anche Heidi si sarebbe resa conto che continuare a pagare a piè
di lista non avrebbe portato ad alcun beneficio. Ciò non vuol dire negare la
questione meridionale. Lincapacità delle
amministrazioni di gestire i quattrini pubblici non è una prerogativa della
politica meridionale, anche se questa può vantare un certo grado di specializzazione. Il
punto è che si deve individuare un meccanismo per saltare un passaggio. Si deve
cercare il modo per «disintermediare» la politica il
più possibile dallerogazione
dei fondi pubblici. Si deve mettere in grado limpresa del Sud, i
professionisti del Sud e i cittadini delle cinque regioni meno sviluppate, di
trarre beneficio dai quattrini pubblici senza dover bussare alla porta degli
enti locali. Facciamo un esempio, così da non far commercio con principi troppo
alti. Unazienda la si può aiutare con risorse contrattate
con la burocrazia pubblica: dalle finanziarie regionali alle pratiche di aiuto
pubblico. Oppure si può studiare un meccanismo automatico. Buttiamo là una
proposta, onerosa per le casse pubbliche, ma che dà il senso di ciò che intendiamo.
Si stabilisca che lassurda Irap (una tassa che si
paga sul lavoro anche se lazienda è in perdita)
non si paghi al Sud. O si riduca laliquota, come peraltro oggi avviene
per il settore agricolo. Insomma si dia una mano direttamente alla bottega e non si
obblighi limprenditore alla relazione con la politica. Si deve
inoltre scongiurare un nuovo rischio: aprire nuovi fronti di rivendicazione
laddove la crisi oggi morde maggiormente. E cioè nelle aree più produttive del Paese. Il nostro
sistema di welfare prevede degli stabilizzatori più o meno automatici, che
hanno una forza maggiore proprio al Nord. La cassa integrazione integra il
reddito evidentemente dove fino a ieri si è prodotto. Ma non basta. Ci sono
degli interventi che la politica deve velocemente mettere in campo per non
perdere il Nord. Due casi tra i tanti. Labbandono
di Malpensa (indipendentemente dalla sua ragionevolezza
industriale per Alitalia)
mette in discussione una delle più grandi aziende lombarde (la Sea) che ha tre volte gli occupati della fabbrica Fiat di
Termini Imerese. Non si tratta, in questo caso, di
trovare forme di aiuto pubblico, basterebbe che il governo si affrettasse a
liberalizzare completamente le tratte aeree, per permettere alle
compagnie estere di alimentare lo scalo varesino. E ancora. Gli studi di
settore. Ingabbiano le imprese in parametri che con la riduzione dellattività possono essere
fiscalmente soffocanti. Un loro effettivo alleggerimento oggi sarebbe una misura erga omnes, che nellimmediato vale dieci delibere del Cipe.
© IL GIORNALE ON LINE S.R.L. - Via G. Negri 4 - 20123
Milano - P.IVA 05524110961