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DOSSIER “MONNEZZE”

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NAPOLI L'ex manifattura tabacchi, a Napoli, è idonea a ( da "Tempo, Il" del 04-02-2008)

Abstract: Il sindaco Iervolino, intanto, ripete che il supercommissario ha un ruolo difficilissimo e invoca un punto di equilibrio fra il diritto della città ad essere pulita e la doverosa solidarietà alla provincia. La reazione della gente è in qualche caso immediata: mille persone a Marigliano organizzano una fiaccolata,

Rifiuti, vedrai che è colpa degli antichi romani ( da "Tempo, Il" del 04-02-2008)

Abstract: se così fosse, avremmo finalmente trovato i responsabili dello sconquasso attuale e non ci resterebbe che congratularci con il Governatore Bassolino e, perché no?, con il sindaco di Napoli Iervolino, per aver salvato i napoletani; in fondo grazie a loro "non è morto nessuno". Vai alla homepage 04/02/2008.

Di ALESSANDRO FARRUGGIA GLI INCENDI dei mucchi di rifiuti liberano dioss ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 05-02-2008) + 1 altra fonte

Abstract: terre saccheggiate dalle ecomafie che via hanno sversato decine di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici provenienti dal resto d'Italia, si moltiplicarono i sequestri di allevamenti di bufale. E il problema non sono solo le bufale. Due ricerche condotte dall'Ispaam-Cnr nel 2007 su allevamenti di pecore esposte a bassi e alti livelli di diossine hanno mostrato dati preoccupanti.

La campania non è più una sola - paolo frascani ( da "Repubblica, La" del 05-02-2008)

Abstract: a Napoli con Pomicino e Di Donato e poi con Bassolino e Iervolino. Di questa città, diventata centro e punto di riferimento politico ed economico dell'intero sistema regionale, De Mita ha dovuto tener conto, soprattutto negli ultimi tempi, ma più nell'ambito di una necessaria contrattazione politica che di una reale comunicazione simpatetica e culturale.

Ostriche e medici per gli 80 anni di de mita ( da "Repubblica, La" del 05-02-2008)

Abstract: Bassolino è arrivato con sua moglie, la senatrice Carloni. Il sindaco Iervolino non ha preso parte alla festa. C'era il suo vice, Tino Santangelo. Presenti i rettori universitari Trombetti, Ciriello, Pasquino, Rossi. Una festa a cui ha preso parte tutto il vertice regionale del Partito democratico, a cominciare dal segretario Tino Iannuzzi,

Il film sulla munnezza che nessuno vuole pag.1 ( da "Giornale.it, Il" del 05-02-2008)

Abstract: di ecomafia e di criminalità organizzata: drammatiche attualità, che non restano fuori dal campo visivo, tanto per non disturbare il manovratore. "Immagini tremende, che conosco bene. Mi hanno colpito soprattutto le testimonianze umili e dolenti dei pastori, che si vedono avvelenare l'erba ed è ovvia la responsabilità politica della sinistra e di Bassolino"

Che angoscia tra carcasse e rifiuti tossici ( da "Giornale.it, Il" del 05-02-2008)

Abstract: educatore ambientale in lotta con l'ecomafia campana, fa da voce narrante, guidando la cinepresa nella dura realtà del territorio, come un Virgilio nell'inferno di quella che fu la Campania felix. Sotto i tendoni delle piantagioni di frutta, un contadino indica le pesche contaminate dalle polveri delle 1200 discariche abusive, presenti in Campania.

Campania, fuga dall'udeur mastella perde metà dei consiglieri - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 06-02-2008)

Abstract: A Napoli la maggioranza del partito non vuole uscire dalla Giunta Iervolino. A Caserta il partito si è diviso fra i pro e i contro a restare nel centrosinistra che governa Provincia e Comune. Anche a Avellino il partito locale si è pronunciato per proseguire l'esperienza amministrativa.

Prezzi di favore e appalti di facciata così lo stato si arrese alla camorra - carlo bonini ( da "Repubblica, La" del 06-02-2008)

Abstract: del resto, che, nella sola Campania, i lavoratori dei rifiuti abbiano loro piccoli sindacati. Che Cgil, Cisl e Uil, nelle discariche non mettano piede. Non va meglio con la raccolta. Qui, dove il "privato" continua ad essere soggetto unico del mercato, la condizione che viene posta è quella dell'appalto.

Udeur, lo strappo dei consiglieri - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 06-02-2008)

Abstract: San Giacomo dove molti esponenti napoletani del partito non hanno mai inteso mettere in dubbio la loro partecipazione alla amministrazione Iervolino. Una svolta. Che coinvolge metà del gruppo (oltre ai già citati Ferraro e Errico ci sono poi la presidente Lonardo e l'ex ds Angelo Brancaccio). Alla vigilia di una seduta comunque non facile, e aperta alle polemiche dell'opposizione.

30 ( da "Corriere della Sera" del 06-02-2008)

Abstract: Bassolino o della Iervolino ". Allora di chi è? "Io so solo che i commissari che si sono avvicendati sono stati nominati sia da Berlusconi che da Prodi. E poi in questa vicenda non va dimenticato un particolare importante: le persone che protestavano per la realizzazione degli inceneritori sono le stesse che oggi si vedono in tv che si oppongono alla riapertura delle discariche.

Lo scopo di Marini: temporeggiare ( da "Padania, La" del 06-02-2008)

Abstract: Bassolino, Iervolino ed altri, e lasciando fare all'Italia una figura di m&a a livello planetario? c - perché quando è successo il fattaccio della Sapienza, il Presidente Napolitano non ha preso la sua Lancia Flaminia e non è andato a prendere il Papa per accompagnarLo di persona alla cerimonia inaugurale,

La vendetta di pulcinella - aldo loris rossi ( da "Repubblica, La" del 07-02-2008)

Abstract: smaltimento della produzione giornaliera di rifiuti solidi urbani di circa 1200-1300 tonnellate, dall'esercizio di una sola discarica autorizzata (Pianura) che rischia di essere rapidamente saturata anche per il conferimento a essa dei rifiuti di altri comuni". Tale discarica fu aperta nel 1953 da Lauro occupando lo splendido vulcano Senga, ricoperto di boschi e con resti archeologici.

Brevi, schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La" del 07-02-2008)

Abstract: Uno strano approccio all'esistenza cristiana" di Luigi Giussani. Ne parlano Giancarlo Cesana e Pierpaolo Donati. GUERRA DEI RIFIUTI Alle 18 a la Feltrinelli di piazza Ravegnana 1 Maurizio Montaldo presenta il suo libro "La guerra dei rifiuti" sull'emergenza campana e le ecomafie.

Antonio cianciullo ( da "Repubblica, La" del 07-02-2008)

Abstract: una potenziale fonte di guadagno per le ecomafie", osserva Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente. "Ed è inaccettabile che metà dei rifiuti vada ancora in discarica". Anche per il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio dal disastro rifiuti si esce solo rilanciando la raccolta differenziata e togliendo l'umido dai rifiuti per traformarlo in compost o terriccio.

Regione, l'eclisse dell'udeur - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)

Abstract: La questione Venanzoni rischia peraltro di aprire falle nella giunta Iervolino: spaccato il gruppo (Venanzoni e Migliaccio da un lato, Nino Funaro e Alvino, nominato subito commissario del partito in città, dall'altro), anche in giunta è probabile che Bruno Terracciano resti accanto al sindaco mentre Donata Rizzo D'Abundo, mastelliana doc, lasci.

LETTERE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-02-2008)

Abstract: Salvatore Iervolino - SAN GENNARO VESUVIANO (NA) 'O pino gigante e secolare / stampato ncopp'a mille cartuline / pur'isso è scumparzo mmiez' 'o mare. / 'O Vesuvio 'o veco stanco, triste e cupo / senza tenè 'o pennacchio 'ncapo. / 'E chilli dduje sunature 'e cuncertino / ca lassarono San Pietro 'mparaviso / nisciuno ne parla.


Articoli

NAPOLI L'ex manifattura tabacchi, a Napoli, è idonea a (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 04-02-2008)

 

NAPOLI L'ex manifattura tabacchi, a Napoli, è idonea a ospitare un sito di ecoballe, perchè "non c'è traccia di amianto". Via libera anche a Marigliano, stessa funzione, nel Napoletano, e alla discarica di Villaricca. Quest'ultima però non sarà ampliata. Home Interni Esteri prec succ Contenuti correlati Napolitano, via alle consultazioni Rino Tommasi NAPOLI ... Nei giorni scorsi era a Napoli nei panni del più classico ... Rino Tommasi NAPOLI Per fortuna ci ... Il nuovo Napoli ci prova con l'Udinese Crescono gli spettatori grazie a Juve e Napoli Anzi, l'impegno è di chiuderla, dopo aver conferito 30 mila tonnellate di frazione organica. De Gennaro va avanti insomma, con il suo piano. "Il tempo deve bastare - ha detto a "Che tempo che fa" Siamo ancora in una fase difficile, di organizzazione, di miglioramento del sistema. Ma cento giorni (quelli prima della scadenza del suo mandato) devono bastare perchè una crisi non può durare di più". Il sindaco Iervolino, intanto, ripete che il supercommissario ha un ruolo difficilissimo e invoca un punto di equilibrio fra il diritto della città ad essere pulita e la doverosa solidarietà alla provincia. La reazione della gente è in qualche caso immediata: mille persone a Marigliano organizzano una fiaccolata, e i comitati civici annunciano una resistenza a oltranza, "no a decisioni calate dall'alto". Ostinazione e sorpresa: perchè il commissario decide? "Non sono ancora conclusi i rilievi sulle falde acquifere". A Santa Maria la Fossa (Caserta), invece, c'è attesa: la cittadinanza ha chiesto di poter ridurre le quantità di rifiuti destinate a Ferrandelle: sperano di ottenere che arrivino solo quelli del Casertano. La scorsa notte, dopo gli scontri di sabato, con otto feriti, la gente ha ripulito pure le strade. Attendono anche i cittadini di Ariano Irpino (Avellino), per il sito di Difesa Grande: dove gli accertamenti sono in corso. Napoli ha invece fatto un esperimento, con la domenica ecologica della raccolta differenziata. Nelle dieci municipalità sono stati allestiti posti di raccolta straordinaria per vetro, carta, alluminio e plastica con iniziative di sensibilizzazione alla separazione dei rifiuti. Si sono chiesti consigli alla gente, "senza collaborazione non decollerà la differenziata", hanno spiegato i promotori dell'iniziativa, che per il sindaco ha esito positivo. "Per noi - ha sottolineato - raccogliere l'immondizia non è mai stato un problema. Il problema è sversarla". è stata anche la domenica di Carnevale: per le strade del centro di Napoli, che in questi giorni finalmente respirano, si sono visti a terra i coriandoli. Ma nella periferia, l'immondizia - accumulata da mesi - è stata "raccolta" dai carri della festa. è ingrediente feroce di scherno e di satira. A Barra si consegnano virtualmente megatapiri a Bassolino e a Pecoraro Scanio. Vai alla homepage 04/02/2008.

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Rifiuti, vedrai che è colpa degli antichi romani (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 04-02-2008)

 

Mentre le condizioni di vita della popolazione peggiorano di giorno in giorno, mentre dalle strade della città devono essere asportate ancora 7mila tonnellate di spazzatura, in aumento progressivo, il sindaco di Napoli, l'ineffabile Iervolino (foto), continua a difendere l'indifendibile e rifiuta le dimissioni perché non vuole essere il "capro espiatorio" , tanto, dice, "non è morto nessuno". Home prec succ Contenuti correlati Pizzi...cati al Senato USA, aspettando il "Super Tuesday" Funerali solenni per l'ex dittatore Suharto Roma, scegli il tuo candidato sindaco Aggredito a colpi di cric da quattro giovani "ACQUAVITE ITALIA" A Perugia si degusta il meglio dei ... La colpa è di chi l'ha preceduta. Anche il Presidente della Regione, Bassolino, che responsabilità per il dissesto della Regione e della città di Napoli ne ha più di lei, non solo respinge la richiesta dei suoi elettori di dimettersi, ma compare e discetta in tv, scrive lettere ai giornali. Del resto anche lui ebbe a dichiarare in tv da Vespa, "mi dimetterei se sapessi che servisse a qualcosa". E poi anche per lui la colpa è di chi l'ha preceduto. Proprio per questo una giovane studentessa di Lettere nell'Università di Napoli ha ricordato a un mio amico la seguente frase, tratta dalle Satire Menippee, di M. Terenzio Varrone, nella quale la giovane intravede, non a torto, un'attualità sconcertante: "Perciò allora in Roma vivevano parcamente e puramente, con sentimento di rispetto. O Patria! Ora siamo nel caos". M. Terenzio Varrone, grande erudito formatosi presso il filologo romano Lucius Aelius Stilo e successivamente ad Atene nell'accademia del filosofo Antioco di Ascalona, scontava allora sulla sua pelle una situazione certamente più grave di quella che oggi viviamo noi, cioè la guerra civile fra Cesare e Pompeo, che lo portò nelle liste di proscrizione di Cesare, dalle quali poi lo salvò Ottaviano Augusto, probabilmente con la mediazione di Mecenate. Ma la vita di M. Terenzio Varrone presenta un altro curioso avvenimento, che ci richiama le recenti vicende di Neapoils e della Campania felix. Nel 59 a.C. egli fece parte della Commissione dei Venti, incaricata di varare un grande progetto di riassestamento di Capua e della Campania. Forse qualche studioso sa quali provvedimenti furono assunti in esito al piano varato dalla Commissione dei Venti, ma noi - dopo l'esperienza dei giorni nostri - siamo subito portati a pensare se e quali misure quella Commissione di venti saggi abbia assunto per lo smaltimento dei rifiuti. Non sarà che la situazione attuale affondi "veramente" le radici nell'ignavia degli antichi? Non vorremmo che il dissesto odierno dipendesse dall'inefficienza di M. Terenzio Varrone e dei suoi colleghi. Non sarà che i romani antichi avevano già allora contratto illeciti accordi con la camorra? Certo, se così fosse, avremmo finalmente trovato i responsabili dello sconquasso attuale e non ci resterebbe che congratularci con il Governatore Bassolino e, perché no?, con il sindaco di Napoli Iervolino, per aver salvato i napoletani; in fondo grazie a loro "non è morto nessuno". Vai alla homepage 04/02/2008.

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Di ALESSANDRO FARRUGGIA GLI INCENDI dei mucchi di rifiuti liberano dioss (sezione: Monnezze)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 05-02-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

 

Di ALESSANDRO FARRUGGIA "GLI INCENDI dei mucchi di rifiuti liberano diossine e diffondono l'inquinamento in zone già critiche e anche in aree dove queste sostanze non erano presenti a livelli significativi. E quindi per le popolazioni campane l'invito è quello di diversificare la dieta e non assumere quantità elevate di grassi perché è innanzitutto consumando grassi che l'uomo può assumere queste sostanze". Il professor Leopoldo Iannuzzi dell'Ispaam-Cnr di Napoli non è mai stato un catastrofista, ma con i roghi che si moltiplicano il principio di precauzione è d'obbligo. Le diossine sono infatti una sostanza molto insidiosa: una volta entrata nelle cellule, si legano a dei recettori attraverso i quali riesce ad entrare nel nucleo cellulare, andando, così, ad interagire con alcuni geni coinvolti nel sistema endocrino ponendo le basi per alterazioni dello stesso. "Le diossine ? spiega Iannuzzi ? sono bioaccumulabili e il nostro organismo necessita di un periodo compreso tra i sette e gli undici anni per riuscire a smaltirle almeno in parte". In Campania la grande emergenza diossine scoppiò nel 2003. Tra l'agro aversano e il litorale dominio, terre saccheggiate dalle ecomafie che via hanno sversato decine di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici provenienti dal resto d'Italia, si moltiplicarono i sequestri di allevamenti di bufale. E il problema non sono solo le bufale. Due ricerche condotte dall'Ispaam-Cnr nel 2007 su allevamenti di pecore esposte a bassi e alti livelli di diossine hanno mostrato dati preoccupanti. "Le due ricerche ? osserva Iannuzzi ? hanno evidenziato una notevole fragilità cromosomica delle pecore: 4 volte maggiore del normale in quelle esposte a bassi livelli e da 8 a 14 volte in quelle esposte ad alti livelli. E infatti in pochi anni la mortalità negli allevamenti contaminati a superato i mille capi in pochi anni". IN QUESTI ANNI si è lavorato soprattutto sul settore allevamenti, importando mangime dalla Puglia, dalla Basilicata e da altre regioni, e in quello lattiero-caseario. "Da quando esiste l'emergenza diossine ? spiega il professor Iannuzzi ? il servizio veterinario delle Asl di competenza svolge i controlli presso gli allevamenti. Periodicamente si compiono negli allevamenti prelievi di latte, successivamente, se il campione risulta positivo alle analisi, si dispone il sequestro giudiziario. Da questo punto di vista i controlli sono efficaci e mi sento di dire che le probabilità che le diossine passino all'uomo sono minime. Purtroppo però la situazione è molto delicata, la Regione risulta gravemente contaminata soprattutto in alcune aree e quindi è necessario avviare studi anche sull'uomo". Dopo uno studio pilota condotto dall'Asl di Caserta e dall'istituto zooprofilattico di Teramo su pochi volontari, ora è stata avviata una grande ricerca che verrà condotta dal Cnr di Pisa e che coinvolgerà 750 soggetti, tra i quali 50 donne incinte: sono infatti loro a particolare rischio. "Una donna che venisse trovata con 20pg/g di grasso di diossine ? spiega Iannuzzi ? attraverso il latte darebbe al proprio bambino una quantità di diossine che è da 60 a 120 volte quella suggerita dalle organizzazioni mondiali della sanità". Nel frattempo la parola chiave è: prudenza. Nessuna demonizzazione delle mozzarelle casertane (anche nel picco della crisi del 2003 ben l'81% dei campioni risultò assolutamente in regola e gli altri mostrarono un livello di contaminazione bassa), ma è meglio una sana diversificazione. - -->.

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La campania non è più una sola - paolo frascani (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 05-02-2008)

 

Pagina VIII - Napoli La Campania non è più una sola PAOLO FRASCANI (segue dalla prima di cronaca) Ovvero l'Irpinia di Guido Dorso e Fiorentino Sullo. Ben prima e meglio di quanto avvenuto nella Salerno del sindaco Conte, o nella Benevento di Mastella, l'Irpinia di De Mita è riuscita a far convivere le pratiche del notabilato politico con la buona amministrazione delle comunità municipali. E lo ha fatto anche grazie alla dialettica di un confronto, spesso aspro, con un Partito comunista, poi democratico di sinistra e, infine, "cosa rossa", irriducibile, a partire dagli anni '70, nella sua opposizione al signore di Nusco, ma permeato dello stesso forte spirito di identità provinciale. Una via allo sviluppo locale fatta non solo di "attenzioni" benevolmente elargite durante la Prima Repubblica, ma anche di tenace operosità e rispetto delle elementari regole del vivere civile. Qualcosa di profondamente diverso, nei i suoi tratti storici e culturali, da quello che negli stessi anni si verificava, sia a livello politico che sociale, a Napoli con Pomicino e Di Donato e poi con Bassolino e Iervolino. Di questa città, diventata centro e punto di riferimento politico ed economico dell'intero sistema regionale, De Mita ha dovuto tener conto, soprattutto negli ultimi tempi, ma più nell'ambito di una necessaria contrattazione politica che di una reale comunicazione simpatetica e culturale. In questo modo si è assicurato posizioni chiave nel sistema di potere regionale ma, bisogna riconoscerlo, ha anche interpretato stati d'animo e atteggiamenti culturali ben radicati nella sua terra di origine. Gli abitanti della verde Irpinia, anche quando si fermano a Napoli per studiare o lavorare, entrano difficilmente in sintonia con l'ambiente locale. Non ne comprendono le irrimediabili sperequazioni sociali e guardano con apprensione a rischi e pericoli espressi da uno stato di illegalità meno diffuso nella loro provincia. Punti di vista che possiamo decidere di ignorare, ma che risultano condivisi anche a Benevento e, soprattutto, a Salerno, assurta, ora, a modello antagonista di buon governo municipale. Quando oggi colleghiamo le fratture e le separazioni emerse nella trama della geografia della regione al detonatore del piano per lo smaltimento dei rifiuti pronunciamo, dunque, una parziale verità. Sviati dallo sguardo Napoli centrico, ci accorgiamo di qualcosa che i dimostranti delle piazze di Ariano Irpino o di Serre hanno reso ora visibile: l'esistenza di profonde disomogeneità economiche e culturali nei connotati sociali dei cittadini della Campania. Le loro origini affondano, certo, in una storia di subordinazioni ed egemonie intercorse tra le aree interne e l'antica capitale, ma hanno acquistato una nuova concretezza per effetto delle diverse traiettorie intraprese dai processi di sviluppo del dopoguerra. In questi ultimi trent'anni si è spezzato, inoltre, il legame che teneva avvinte le province alla città nel modello di formazione delle sue classi dirigenti. La costruzione del sistema universitario campano ha sancito, anche per le sinergie stabilite tra Salerno e Avellino, un distacco destinato a diventare ben più profondo di quanto non ci dica la contabilità fondata sull'afferenza a questo o quell'ateneo. Oggi, mentre la politica regionale sembra voler risorgere, come la fenice, dalle ceneri della sua non brillante esperienza, dovremmo essere consapevoli dell'esistenza di due, se non di tre, Campanie, tra loro separate. E, per non mettere solo toppe sul tessuto lacerato della nostra identità regionale, ripensare le differenze regionali in termini diversi da quelli posti da una "governabilità" che è riuscita solo a nasconderle sotto il manto della pax politica tra antichi contendenti. Sappiamo che non è facile muoversi in questa direzione. L'iniziativa spetterebbe a un Partito Democratico mai come ora in difficoltà su questo come su tanti problemi che intaccano le fondamenta stesse della sua consistenza elettorale. Eppure, nel momento in cui sta per decollare una nuova stagione di interventi legati alle risorse messe in campo dai fondi europei, sarebbe auspicabile una franca riflessione sugli aspetti culturali e sociali che dovrebbero garantirne gli esiti; tra questi, va messo in primo piano il riequilibrio di ruoli e funzioni tra Napoli e gli altri capoluoghi provinciali. Prima ancora che sugli avveniristici ponti gettati al di là del Mediterraneo, il destino metropolitano della città si costruisce sulle connessioni istituzionali e culturali capaci di abbattere gli steccati, anche culturali, che la separano dal resto del territorio.

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Ostriche e medici per gli 80 anni di de mita (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 05-02-2008)

 

Pagina II - Napoli LA FESTA In 500 al ricevimento a Posillipo Ostriche e medici per gli 80 anni di De Mita Ottant'anni e due giorni. Celebrati da Ciriaco De Mita sotto braccio con Antonio Bassolino, e portando alla giacca lo spillino con lo storico simbolo della vecchia Dc. Libertas. "Avere ottant'anni dà anche un certo vantaggio. Venti anni fa, l'Unità mi accusava di essermi arricchito con il terremoto; a distanza di tempo D'Alema e Geremicca mi hanno chiesto scusa", racconta con soddisfazione l'ex presidente del Consiglio al governatore, in disparte, tra gli oltre 500 invitati alla festa posillipina, la terza in tre giorni. Il più affollato dei ricevimenti, ultimo capitolo della "trilogia" delle celebrazioni, aperta sabato a Roma con una cena ristretta e proseguita domenica a Nusco. Per il party posillipino a Villa Lanzillotta, ieri sera intorno all'ex presidente del Consiglio s'è radunato tutto il mondo per il quale De Mita non fa mistero di avere un debole. Quello della medicina. Gli inviti sono stati spediti direttamente da Angelo Montemarano, l'assessore regionale alla Sanità. Inviti a cui hanno risposto in tanti: Giovanni Persico, preside del Nuovo Policlinico; il chirurgo cardiovascolare Giancarlo Bracale; Luigi Muto, manager del Vecchio Policlinico; Remigio Prudente, direttore sanitario della Asl Napoli 1; Franco Salvatore, del Ceinge; Marco Salvatore, direttore del dipartimento di radiologia alla Federico II; Franco Corcione, primario chirurgo al Monaldi; Guido De Sena, primario chirurgo al Cardarelli. E ancora Nunzio Tricarico, Paolo Purri, Carmine Petrone. Olive all'ascolana, bruschette, ostriche, parmigiano. Così sono stati accolti gli invitati all'ingresso della villa. Bassolino è arrivato con sua moglie, la senatrice Carloni. Il sindaco Iervolino non ha preso parte alla festa. C'era il suo vice, Tino Santangelo. Presenti i rettori universitari Trombetti, Ciriello, Pasquino, Rossi. Una festa a cui ha preso parte tutto il vertice regionale del Partito democratico, a cominciare dal segretario Tino Iannuzzi, il deputato salernitano da tempo politicamente vicino all'area di De Mita. E con lui il vicepresidente della giunta regionale, Antonio Valiante. Così come il presidente regionale del partito, Graziella Pagano. E ancora Ossorio, Andria, Amato, Tessitore, Mosella, il segretario regionale della Cgil Gravano. Tra gli invitati presenti a Villa Lanzillotta anche l'ex ministro all'Innovazione, Luigi Nicolais. I dirigenti regionali del Partito democratico hanno regalato all'ex leader dc un'opera dell'artista statunitense Mary Obering, "Piazza Armerina".

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Il film sulla munnezza che nessuno vuole pag.1 (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 05-02-2008)

 

Il film sulla munnezza che nessuno vuole di Cinzia Romani - martedì 05 febbraio 2008, 10:01 Già, le scuole e la questione educativa, invocati a proposito del pompato documentario In fabbrica, presentato con grande enfasi e dispendio di soldi pubblici dalla Rai, melenso prodotto di Francesca Comencini: qualcosa di allineato, che Raitre manderà in onda a mezzanotte, a San Valentino, quando i ragazzi non vegliano davanti al piccolo schermo, per un film sulla classe operaia, che non va più in paradiso, ma brucia direttamente in fabbrica. E non in fabbriche-modello, come la Brembo, l'unica immortalata dalla Comencini, che agli operai in colorata t-shirt aziendale fa dire battute come: "L'operaio è quello che si dà da fare", oppure: "Ok, sono stanco, ma ho dato il meglio di me ed è bello". Nessuna piaggeria, invece, in Biùtiful cauntri, dove, con filologico rigore, è questione di amianto e di animali morti, di ecomafia e di criminalità organizzata: drammatiche attualità, che non restano fuori dal campo visivo, tanto per non disturbare il manovratore. "Immagini tremende, che conosco bene. Mi hanno colpito soprattutto le testimonianze umili e dolenti dei pastori, che si vedono avvelenare l'erba ed è ovvia la responsabilità politica della sinistra e di Bassolino", spiega il presidente di Legambiente Ermete Realacci, uno che, certo, non vota a destra.

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Che angoscia tra carcasse e rifiuti tossici (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 05-02-2008)

 

Di Redazione - martedì 05 febbraio 2008, 07:00 Va in scena il massacro del territorio campano, in Biutiful cauntri, sessantamila euro di budget, un anno di riprese e mille intimidazioni ai danni dei talentuosi registi Ruggiero (di Legambiente Campania) D'Ambrosio (autore di Pesci combattenti) e Calabria (quest'ultima, anche montatrice di Romanzo criminale), che rischiano di diventare i Saviano del grande schermo, data la forza della loro denuncia. Sullo sfondo del docufilm, tra allevatori che vedono crepare di diossina le proprie greggi, la camorra gestisce lo smaltimento dei rifiuti tossici, con la complicità delle istituzioni, intanto che Raffaele Del Giudice, educatore ambientale in lotta con l'ecomafia campana, fa da voce narrante, guidando la cinepresa nella dura realtà del territorio, come un Virgilio nell'inferno di quella che fu la Campania felix. Sotto i tendoni delle piantagioni di frutta, un contadino indica le pesche contaminate dalle polveri delle 1200 discariche abusive, presenti in Campania. "Queste sono su terreni invasi dal percolato, il mefitico liquame di discariche che si fingono regolari e tutti gli amministratori lo sanno. Ma questi politici? Ma che cosa fanno? Io penso che sono implicati pure loro", s'interroga, amareggiato, il lavoratore. Un altro coltivatore mostra un campicello di pomodori, invaso dall'alluminio. "Questa non è la Campania, questa è l'Italia. I prodotti, dalle mozzarelle ai pomodori, finiscono sulle nostre tavole. I liquami li mandano nei fiumi", si sente dire. Assestando un pugno allo stomaco via l'altro, la regia indugia su chilometri di rifiuti, sacchi di spazzatura e pezzi di ferro, amianto e carcasse di animali in decomposizione. Il fetore si avverte e, quasi, si respira, quando, alla sera, un camion passa a raccogliere carogne di baracca in baracca: di giorno, i bambini giocano con gli agnellini, stecchiti perché insieme al latte materno, hanno succhiato diossina. Ma non c'è orrore, stupore negli occhi, nei gesti del camionista, che caricando le bufale avvelenate, chiacchiera familiarmente con l'allevatrice delle bestie, morte per eccesso di diossina.

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Campania, fuga dall'udeur mastella perde metà dei consiglieri - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 06-02-2008)

 

I quattro rappresentanti pronti a uscire dal partito se il consiglio nazionale deciderà di andare nel centrodestra Campania, fuga dall'Udeur Mastella perde metà dei consiglieri "Non possiamo accettare che il capogruppo Barbato attacchi Bassolino" ROBERTO FUCCILLO NAPOLI - L'Udeur si spacca. Proprio in Campania, nella sua roccaforte. Quattro degli otto consiglieri regionali si ribellano all'ipotesi di un partito che cambi alleanze e giurano fedeltà al centrosinistra di Antonio Bassolino. I quattro sono Nicola Caputo, Salvatore Arena, Giuseppe Maisto e Vittorio Insigne. Insieme hanno firmato ieri un documento nel quale affermano che "oggi più che mai occorre rilanciare l'attività della Giunta e del Consiglio, superando l'impasse causata dalle recenti vicende politiche e non". Una scelta di campo netta. Che contrasta con i messaggi mandati lunedì da Sandra Lonardo Mastella all'atto del suo rientro negli uffici di presidenza del Consiglio regionale. "Restiamo nel centrosinistra a meno che non ci cacciano", aveva detto Lonardo. Ma aveva anche detto "mai dire mai" alla ipotesi di una sua candidatura col centrodestra. Di fatto l'Udeur ha già rinunciato all'idea di fornire a Bassolino due nomi in sostituzione degli assessori dimissionari e ancora agli arresti domiciliari (Andrea Abbamonte e Luigi Nocera). Inoltre è in attesa del Consiglio nazionale, che Clemente Mastella ha convocato sabato prossimo a Arpaise, paesino a pochi chilometri dalla sua Ceppaloni. Lì dovrebbero essere sancite le decisioni per la tornata elettorale. I quattro consiglieri regionali comunque non si spostano da dove sono. E spiega Maisto, uno dei quattro: "Basta con questo dentro e fuori dalla maggioranza. Non possiamo continuare ad assistere a questo atteggiamento ondivago, con Barbato che oggi attacca Bassolino e con una scarsa chiarezza sulla nostra collocazione". Il Barbato in questione è proprio il capogruppo al Senato, l'uomo del litigio con Cusumano. Ancora ieri ha definito Bassolino "smemorato di Collegno" per il suo appoggio al piano rifiuti di De Gennaro e per la censura del presidente a "chi sobilla le proteste per interessi ed egoismi localistici". Maisto comunque è chiaro: "Non ci sta bene che qualcuno decida anche per noi. Se l'Udeur sabato sancisce l'alleanza con il centrodestra noi siamo pronti ad uscire dal partito". Dopo la mazzata giudiziaria, l'Udeur sarebbe così virtualmente senza gruppo consiliare. Altri due eletti, Fernando Errico e Nicola Ferraro, hanno ancora l'obbligo di dimora disposto dai magistrati. Di "ortodossi" resterebbero soltanto la stessa Lonardo e Angelo Brancaccio. Ma il malessere è anche più diffuso. A Napoli la maggioranza del partito non vuole uscire dalla Giunta Iervolino. A Caserta il partito si è diviso fra i pro e i contro a restare nel centrosinistra che governa Provincia e Comune. Anche a Avellino il partito locale si è pronunciato per proseguire l'esperienza amministrativa.

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Prezzi di favore e appalti di facciata così lo stato si arrese alla camorra - carlo bonini (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 06-02-2008)

 

Cronaca Dalla nascita del commissariato straordinario all'arrivo di Impregilo, 14 anni di compromessi Prezzi di favore e appalti di facciata così lo Stato si arrese alla camorra CARLO BONINI NAPOLI - Il Grande Progetto campano dei rifiuti coltivava una doppia illusione. Fare della munnezza, oro. Liberarsi dell'abbraccio della Camorra, sottraendole un business naturale. L'idea era semplice. Tirare dentro il ciclo dello smaltimento un grande soggetto industriale come Impregilo avrebbe consegnato il servizio alle mani di pochi e forti interlocutori. Una grande azienda, il Commissario, il Governo di Roma. Escludendo così le interferenze del crimine organizzato. Accadrà esattamente il contrario. E per comprenderne le ragioni è necessario fare un passo indietro. Al 1994. Nasce il commissario all'emergenza mentre la Camorra ha il pieno controllo sia della raccolta che dello smaltimento dei rifiuti, che assicura in discariche di sua proprietà. Lo Stato decide di aprirne di pubbliche, immaginando di creare così una diga di legalità "a valle" del ciclo. L'operazione è nobile, "gli strumenti sono velleitari", come riconoscono oggi a Napoli ex funzionari che nel tempo hanno lavorato al commissariato per l'emergenza. I prefetti che si succedono tra il '94 e il '99 riescono infatti ad acquisire o ad aprire meno discariche di quante ne prevede il piano (18). Non solo. Nella transizione dal "privato" (Camorra) al "pubblico" non viene aggredito nessuno dei meccanismi che rendano effettivo il passaggio. Accade infatti che le nuove discariche "pubbliche" ereditino in blocco sia la forza lavoro che sin lì aveva assicurato il servizio, sia le attrezzature necessarie a farle funzionare. Insomma - come documenteranno le inchieste condotte da Carabinieri e Corpo forestale - nelle nuove discariche lavora esattamente chi vi lavorava prima all'ombra della Camorra. E ogni singola attrezzatura, fosse anche una pala meccanica per il movimento terra, un muletto, sono affittate "a caldo" (con il singolo lavoratore in grado di farle funzionare) da chi prima gestiva l'intero ciclo. Non è un caso, del resto, che, nella sola Campania, i lavoratori dei rifiuti abbiano loro piccoli sindacati. Che Cgil, Cisl e Uil, nelle discariche non mettano piede. Non va meglio con la raccolta. Qui, dove il "privato" continua ad essere soggetto unico del mercato, la condizione che viene posta è quella dell'appalto. Entra cioè in discarica solo chi vince una regolare gara per la raccolta. E' una foglia di fico. Agli appalti partecipano solo aziende "presentabili". Dopodiché, a riempire i loro camion targati Napoli o Caserta, pensano i soliti. Con qualunque tipo di rifiuto. Da dovunque venga. Tanto, in discarica non controllerà nessuno. Tra il '94 e il '99, il peso della Camorra rimane dunque intatto. Ciò che è peggio, tutti tacciono. Per almeno due buoni motivi. Il primo è nella reciproca convenienza. Perché ai comuni, le aziende controllate dalla Camorra possono proporre prezzi fuori mercato. Nel '99, parliamo di qualcosa come 52 lire al chilo, contro le 140 su scala nazionale, fino ad arrivare a punte di 10 lire al chilo. Il secondo lo si legge negli atti parlamentari (commissione di inchiesta "Barbieri"): "Le politiche di gestione del ciclo dei rifiuti vengono impropriamente utilizzate come ammortizzatori sociali". Nel circuito illegale, in quello legale (Bassolino assumerà 2000 lavoratori per un piano di smaltimento che deve ancora vedere la luce). Questa la situazione, quando, è il '99, Impregilo arriva in Campania. Il governo (centro-sinistra) dovrebbe sapere che il Grande Progetto non può muovere un passo se l'intero ciclo tradizionale dei rifiuti è nelle mani delle cosche. Il prefetto Giuseppe Romano, da commissario straordinario, ha provato a spiegarlo ("Il 90 per cento delle ditte che lavorano nei rifiuti è della Camorra o sotto la sua influenza"). Ha dimostrato nei fatti che ogni tentativo di acquisire nuove discariche (Andretta, Terzigno, Contursi, Villa Literno) fallisce. La soluzione del Governo è dimenticare le discariche. Abbandonarne la ricerca (salvo, oggi, riprenderla con affanno). Peggio, promettere ciò che non può essere mantenuto: che non un solo nuovo buco verrà aperto in Campania. Impregilo-Fibe entra in una tonnara. Non avendo mezzi propri per lavorare al ciclo dei rifiuti, si affida ad aziende che la Camorra controlla. Quando deve cercare discariche di servizio per le "ecoballe", "scopre" che i terreni che compra a 100 sono stati acquistati dal venditore, soltanto 24 ore prima, a un prezzo di "1" dall'originario proprietario. Ricorda l'ex subcommissario Giulio Facchi: "Nel 2002, viene chiusa a Giugliano la discarica dove sono state sin lì stoccate le ecoballe. Quella di Raffaele Giuliani, uomo di Camorra. Impregilo-Fibe ne acquisisce un'altra, sempre a Giugliano, che, curiosamente, anche negli atti ufficiali, viene definita "cava Bianco". Peccato che quello non sia il nome del suo proprietario. Perché definirla così? Perché non trattare mai direttamente con chi davvero possiede i terreni?". Già, perché? Il Sisde decide di metterci il naso. Facchi viene avvicinato e condotto in un appartamento sicuro di Gaeta. Dove un magnetofono registra ore e ore di testimonianza. Lui racconta della Camorra, del traffico dei terreni, di Impregilo prigioniera di aziende gialle che la asfissiano, ma nulla accade. "Non ho idea cosa il Servizio abbia fatto di quel materiale. Se qualcuno al Viminale (ministro Claudio Scajola ndr.) ne abbia mai avuto cognizione. So quello che pensai allora e continuo a pensare oggi. Che con la Camorra tutti finirono per considerare inevitabile un appeasement. Lo stesso Bassolino. Ricordo le sue parole, almeno per il significato di resa che io volli attribuirgli, a inizio del 2004, pochi giorni prima che rassegnasse le sue dimissioni da commissario straordinario. Eravamo a cena a casa di Massimo Paolucci, commissario vicario. Antonio disse: "Dobbiamo mollare. Qui ci vuole un generale, un militare, un poliziotto. Perché se continuiamo a provarci noi, o finiamo in galera o finiamo falliti". Il poliziotto è arrivato. Insieme alla bancarotta.

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Udeur, lo strappo dei consiglieri - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 06-02-2008)

 

Pagina V - Napoli Caputo, Arena, Maisto e Insigne firmano un documento che sancisce un probabile addio al Campanile Udeur, lo strappo dei consiglieri Regione: in 4 decidono di non seguire Mastella e restare a sinistra Nell'ordine del giorno di domani e venerdì non figura la nomina dei nuovi vertici Corecom Nella nota si legge: "Occorre rilanciare giunta e Consiglio superando l'impasse causato da vicende politiche e non" ROBERTO FUCCILLO L'Udeur si spacca. Azzoppato dalla inchiesta giudiziaria, da ieri il partito ha un gruppo consiliare che prende le distanze dalle mosse di Mastella. Quattro consiglieri (Nicola Caputo, Salvatore Arena, Giuseppe Maisto e Vittorio Insigne) firmano un documento che taglia fuori qualsiasi possibile cambio di alleanze. I quattro esprimono solidarietà agli amici ancora in difficoltà, ovvero Fernando Errico e Nicola Ferraro, tuttora sottoposti a obbligo di dimora domiciliari. Ma affermano che "questo è il tempo di scelte nette e inderogabili. Oggi più che mai occorre rilanciare l'attività della giunta e del Consiglio, superando l'impasse causata dalle recenti vicende politiche e no". Sicché "non faremo mancare il nostro contributo per il rilancio politico-istituzionale". è di fatto un accoglimento dell'appello a un rinnovato sforzo fatto a suo tempo dal presidente Antonio Bassolino. Ed è anche l'affermazione che il loro destino è e resta dentro il centrosinistra. Alla vigilia di un Consiglio nazionale che dovrebbe decidere il contrario, sabato ad Arpaise, è quasi un preannuncio di addio al Campanile. Uno strappo, che potrebbe allungarsi anche in altre sedi, ad esempio quel Palazzo San Giacomo dove molti esponenti napoletani del partito non hanno mai inteso mettere in dubbio la loro partecipazione alla amministrazione Iervolino. Una svolta. Che coinvolge metà del gruppo (oltre ai già citati Ferraro e Errico ci sono poi la presidente Lonardo e l'ex ds Angelo Brancaccio). Alla vigilia di una seduta comunque non facile, e aperta alle polemiche dell'opposizione. Guida l'assalto il capogruppo di An Franco D'Ercole, che ribadisce come la riunione rischi di essere inutile se il centrosinistra non chiarisce prima il quadro politico, e intanto piazza un altro colpo sulla giunta: "Il Tar ha annullato il piano regionale per le attività estrattive. è una nuova sberla per Bassolino e il suo assessore Enzo De Luca. L'avevamo detto: quel piano non poteva avere il via libera attraverso una semplice ordinanza della giunta". La risposta da Santa Lucia è burocratica: si sta valutando con l'avvocatura il possibile ricorso al Consiglio di Stato. Comunque il quadro è scivoloso. Se n'è accorta anche la presidente Sandra Lonardo ieri mattina in sede di capigruppo. Nell'ordine del giorno per domani e venerdì non figura un provvedimento al quale lei tiene molto, la nomina dei nuovi vertici Corecom. Nella terna da sottoporre all'aula c'è anche Felice Casucci, già consigliere giuridico della stessa presidente. Il problema è che Casucci è tra quanti nei mesi scorsi sono stati chiamati a deporre proprio sui tentativi di "raccomandazione" che sono alla base della ipotesi di accusa contro la Lonardo. Lo stesso Casucci avrebbe ammesso di avere fatto una segnalazione a favore di un medico, ma senza che la presidente ne sapesse nulla. Fato sta che gli altri consiglieri presenti alla riunione ieri hanno rilevato come fosse meglio accantonare l'argomento, magari rimandarlo a dopo le elezioni. A proposito di elezioni, da ieri si scaldano i motori per le liste. I problemi maggiori sono a sinistra. Il Pd vivrà un momento decisivo a metà febbraio. L'assembla nazionale è infatti chiamata a ratificare lo statuto, il cui testo prevede che non sia più candidabile chi ha già tre legislature alle spalle, piene e consecutive. A meno di deroghe, la vittima principale sarebbe Ciriaco De Mita, fresco reduce dalla tre giorni di feste per gli ottanta anni. Con lui salterebbero di sicuro anche Antonio Maccanico, Gerardo Bianco e Umberto Ranieri. Resta poi l'incognita Bassolino. A Roma certo non bramano di andare al voto sotto il segno dei rifiuti. Lo stesso Bassolino è a un bivio: procurarsi un paracadute in Parlamento nel caso che la Regione imploda in autunno oppure tentare fino in fondo la carta del rilancio per presentarsi poi alle europee del 2009. Intorno a lui però è quasi certa la candidatura di Teresa Armato nel Pd. Possibile anche quella del socialista Marco Di Lello. Più difficile quella di Corrado Gabriele con Rifondazione: i posti per la sinistra appaiono in contrazione, l'assessore dovrebbe scalzare qualcuno degli uscenti. Comunque il quadro elettorale, comprese le possibili candidature di alcuni consiglieri, suggerisce un ricambio di giunta più ampio della copertura delle sole due caselle lasciate dagli assessori Udeur. Meno problemi a destra, dove si mette in preventivo anche qualche eletto in più. Dunque via libera agli uscenti, come criterio generale. In più, in Forza Italia dovrebbe tornare Giuseppe Gargani, che ha ottenuto la deroga per gli europarlamentari. Due arrivi dai Circoli, Massimo Nicolucci per quelli di Michela Vittoria Brambilla e Nicola Formichello per quelli di Dell'Utri. Pende poi una richiesta per Giulio Di Donato. In An, oltre agli uscenti, ci saranno Luigi Bobbio e Salvatore Ronghi, vicepresidente del Consiglio regionale. Dalla Regione potrebbero arrivare anche Franco D'Ercole ad Avellino e Salvatore Gagliano a Salerno.

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30 (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 06-02-2008)

 

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-02-06 num: - pag: 51 categoria: REDAZIONALE Il personaggio Torna alle origini il creatore del "neapolitan power" con un album triplo che ripercorre le sue tappe più importanti Daniele Ricomincio da 30 "E riformo la band con cui ho iniziato" ROMA - Due foto. Con gli stessi personaggi e un mucchio di tempo trascorso tra il primo e il secondo scatto. "E io sono l'unico ad avere i capelli bianchi", sorride Pino Daniele dopo essere riuscito finalmente a "sottrarsi" ai flash. "Il fatto è che a me non va di fare la star", spiega Pino mentre afferra la sua chitarra e si avvia verso l'uscita dello studio fotografico. Pose, obbiettivi, luci, effetti speciali: niente di più distante dal "mascalzone latino". Ma questa volta il gioco vale la candela perché il messaggio alla gente deve arrivare forte e chiaro: Pino Daniele torna a suonare con quel gruppo che nel lontano 1981 radunò in piazza del Plebiscito, a Napoli, circa duecentomila persone. Succederà a luglio, allo stadio San Paolo, con il concerto "Vai mo' 2008" (dopo il 10 febbraio sarà attivo un omonimo sito internet). Ma non è tutto qui: insieme con Tullio De Piscopo, Tony Esposito, James Senese, Rino Zurzolo e Joe Amoruso, l'"uomo in blues" è tornato in sala per registrare tre cd con il meglio della sua storia musicale: da "Terra mia" a "Che Dio ti benedica", da "Napule è" a "Yes I know my way", da "'Na tazzulella 'e cafè" a "'O scarrafone". L'album (nei negozi a maggio, ma anticipato da un singolo in radio da aprile) conterrà quattro inediti (anche in napoletano) e inoltre vedrà la collaborazione di Al Di Meola e Chiara Civello. Titolo del cofanetto? ""Ricomincio da 30"". Chiaro riferimento a... "Massimo Troisi. Quest'anno festeggio trent'anni di carriera e voglio dedicarli al mio amico". Scusi, ma quando cantava "Je so' pazzo" era una sorta di outing? "Perché?". Ma come, per anni ha detto che la stagione del "neapolitan power" era finita, che non avrebbe avuto più senso tornare con il vecchio gruppo (colpa anche di attriti e dissapori), che non aveva più voglia di comporre in napoletano... E adesso? "Allora sì, so' pazzo". Meno sinteticamente? "Mi piace l'idea di fare qualcosa di positivo, di rimescolare un po' le carte, di ripercorrere la mia storia e dimostrare che si possono mettere in piedi eventi che non hanno nulla a che vedere con il marketing". Però sarà difficile tenere alla larga l'effetto nostalgia. "Se qualcuno sentirà questo sentimento, libero di provarlo. A me quest'operazione serve a ben altro". Si può dire? "Certo. Innanzi tutto a darmi la forza di non abbassare mai la guardia. E poi ho una gran voglia di lasciare ai miei figli, soprattutto ai tre più piccoli, qualcosa di importante". Già, perché loro non hanno l'età per ricordarsi del papà che riempiva piazza del Plebiscito con il suo supergruppo. E vivendo a Roma, sanno poco anche di Napoli... "Ecco, tra un po' arriva la domanda sulla monnezza". Impossibile non fargliela: lei è napoletano e già trent'anni fa cantava "Napule è 'na carta sporca e nisciuno se ne importa". "Aver composto quella canzone non è mica un vanto. Sarebbe stato più bello scrivere "Napule è 'na carta dorata..."". Resta il fatto che la città è sull'orlo del collasso. "Ma io che posso fare! Sono solo un musicista. Se qualcuno mi dicesse: "Pino, se vai a suonare gratis in piazza del Plebiscito per una settimana di seguito risolviamo il problema", non ci penserei su due volte e mi precipiterei a Napoli". è vero, lei può fare ben poco per il disastro dell'immondizia, però altri avrebbero potuto evitare questo scempio. "Alt, non incominciamo con la storia che la colpa è di Bassolino o della Iervolino ". Allora di chi è? "Io so solo che i commissari che si sono avvicendati sono stati nominati sia da Berlusconi che da Prodi. E poi in questa vicenda non va dimenticato un particolare importante: le persone che protestavano per la realizzazione degli inceneritori sono le stesse che oggi si vedono in tv che si oppongono alla riapertura delle discariche. Basta fare due conti...". Qual è la cosa che più detesta di Napoli? "La scarsa volontà dei napoletani di aiutarsi tra di loro e l'incapacità di ribellarsi in modo costruttivo allo stato delle cose: non ho mai amato gli arruffapopoli o quelli che danno la colpa al destino". Se la sente di dare un giudizio sul governo che è andato a casa? "Il fatto è che non mi riconosco più in questa sinistra". Che fa, sterza a destra? "Questo è impossibile, perché le mie radici non le abbandono. Di certo non mi sento un comunista. Mi definirei un socialista che non guarda più ai partiti ma alle persone". E in questo momento chi le piace? "Bobo Craxi. Ogni tanto ci vediamo, è un grande intenditore di musica. Lo vedrei bene come ministro della cultura". Torniamo al suo mestiere: cos'è che le ha fatto venir voglia di tornare a scrivere in napoletano? "Il nuovo film di Alessandro Siani, La seconda volta non si scorda mai, di cui ho scritto la colonna sonora. Alessandro è bravo, e anche Elisabetta Canalis che recita con lui non sfigura". Siani le ricorda Troisi? "Purtroppo il paragone sarà la sua croce, ma lui deve guardare avanti". Perché tiene tanto alla sua fama di antipatico? Scherzando con il pubblico, lo ha ribadito anche durante un suo recente concerto al teatro Smeraldo di Milano. "Un po' perché è il mio carattere, e un po' perché ho sempre combattuto lo stereotipo del napoletano fanfarone e simpatico a tutti i costi". C'è un brano che non è mai presente nei suoi show, "T'aggia vede' morta" (Ti devo vedere morta): come mai? "Il testo è di Massimo (Troisi, ndr). Ricordo perfettamente che eravamo in macchina e lui buttò giù le parole. Non riesco proprio a cantarlo, la malinconia mi strozzerebbe le parole in gola". 2008 Pasquale Elia.

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Lo scopo di Marini: temporeggiare (sezione: Monnezze)

( da "Padania, La" del 06-02-2008)

 

Pur di ritardare le elezioni attivata anche la Triplice sindacale Quello che sta accadendo ha del ridicolo, se non fosse che chi si esprime in questi termini è ormai ben conosciuto dai cittadini. Ora questi personaggi, che desiderano un governo transitorio per modificare la legge elettorale, è evidente che lo fanno per esclusivi interessi politici della loro parte. Noi invece che non accettiamo il loro progetto e vogliamo andare a votare per un motivo molto semplice e democratico, e cioè che quasi i tre quarti del Paese non li vuole più vedere, noi non avremmo a cuore le sorti dell' Italia. Ma chi credono di essere costoro? Questi sono quelli che hanno portato l'antipolitica al potere, sono i professionisti del disordine civile, che odiano le nostre imprese, il benessere raggiunto, la nostra cultura, la nostra civiltà. Progettano di cancellarne le ricchezze storiche, culturali e religiose. Lo hanno dimostrato in quasi due anni di governo ... mica sono bugie! Volutamente il mio è un grido civile e democratico, al voto al voto non ho scritto Alle armi, Alle armi! Antonio, Treviso Ma che bravo il Presidente Napolitano! Il saggio, l'illuminato (a detta dei soliti tromboni ) Presidente Napolitano ha partorito & l'incarico di verificare la possibilità di consenso su una riforma della legge elettorale& A parte l'italiano ridondante e la necessità di un traduttore, lo stesso Presidente ha definito questa sua & una decisione non rituale... Infatti la Costituzione della Repubblica italiana (alla quale come al solito i tromboni politi fanno riferimento) non prevede e non contempla una decisione di tal fatta. Allora, io semplice cittadino italiano, chiedo: a) perché il Presidente Napoletano non ha adottato una decisione irrituale, anche quando il disastroso Prodi ha incassato la prima sfiducia alcuni mesi fa? b) perché nella sua qualità di Presidente del Csm, il Presidente Napolitano non si è mai peritato di intervenire irritualmente sul disastro dei rifiuti in Campania, lasciando al loro posto gente come Pecoraro Scanio, Bassolino, Iervolino ed altri, e lasciando fare all'Italia una figura di m&a a livello planetario? c - perché quando è successo il fattaccio della Sapienza, il Presidente Napolitano non ha preso la sua Lancia Flaminia e non è andato a prendere il Papa per accompagnarLo di persona alla cerimonia inaugurale, invece di lasciare che il ministro Amato (quel signore che in una notte di alcuni anni fa rapinò in banca tutti gli italiani), suggerisse al Papa di farsi venire l'influenza? Vi sono purtroppo moltissimi altri casi in cui il Signor Presidente avrebbe potuto intervenire, seppure irritualmente, ma tant'è, questo purtroppo è il Presidente che ci dobbiamo sorbire e soprattutto a quale prezzo! Giuseppe Corrad Non capisco perché il Presidente della Repubblica non abbia sciolto le Camere; quando un governo va in crisi, il Parlamento va sciolto e questo non è successo. Sappiamo che Napolitano è un comunista doc, ateo, da giovane appoggiava l'Urss e le purghe staliniane e allora la Lega Nord ha fatto bene a non votarlo. Per me non è il mio Presidente e si è dimostrato dalla parte del governo di centro sinistra; non è superpartes e non ha dimostrato saggezza ma solo indecisione. Detto questo, mi auguro che il presidente incaricato Marini lasci l'incarico perché mi pare tutta una sceneggiata voluta dalla sinistra che ha paura delle elezioni anticipate. Mi danno nausea i verdi, i comunisti come Giordano o Rizzo che denunciano ingerenza del Vaticano sulla crisi di governo; la solita scemenza non sapendo a chi scaricare la colpa. Sono certo comunque che vincerà il centro destra alla grande e Veltroni e i suoi accoliti non andranno più al governo per molti molti anni. Boscolo Bartolomeo, Venezia Trovo particolarmente odioso che siano stati ricevuti da Marini sindacati e referendari. In questo modo i "semplici" cittadini hanno un solo rappresentante nei confronti del governo, quelli iscritti al sindacato due e se hanno anche firmato per il referendum addirittura tre! Ma possibile che nessuno ci abbia pensato? Giuliano Boscaino, Negrar (VR) Ormai è chiarissimo: la funzione di Marini è quella di temporeggiare, fare melina fino a quando i sondaggi siano favorevoli al Cavaliere, mentre, qualora ci dovesse essere una inversione a U nell'opinione pubblica, allora le elezioni ci diranno quale sarebbe la giusta soluzione e, a tal uopo, il minculpop della stampa italiana si sarà già tutto mobilitato. Si è attivata perfino la Triplice sindacale dopo aver tirato fuori dagli scantinati gli striscioni pronti ad essere utilizzati contro il futuro governo Berlusconi. VIncenzo De Leo Visto che per Veltroni la situazione si sta complicando, in quanto Marini non ce la fa, mi permetto di suggerirgli il nome di Veronica Lario da proporre al Presidente della Repubblica come premier di un 'Governo di Pacificazione' (o meglio di un 'Governo di Veronica'). La Lario è infatti l'unica personalità a cui il Berlusca non potrebbe dire di no. Per supportare tale candidatura, potrebbero darle la Tessera numero 'zero' del Partito Democratico, e nel programma di governo, per prolungarne la durata, inserire altre riforme costituzionali, di cui sono certo Veltroni direbbe 'il ppaese e ha veramente bisogno', come sostituire il Tricolore con la Bandiera del Napoli. Abbiamogiadato59, Trezzano Rosa MI La prima regola da seguire quando si finisce nelle sabbie mobili è di limitare i movimenti al minimo per non peggiorare le cose. Non pare che sia il caso del Pd che si inventa all'ultima ora soluzioni di ogni tipo per evitare la debacle delle elezioni anticipate. L'ultima è l'appoggio del partito ai promotori del referendum, adesso stanno scoprendo di tutto e di più, perfino la salvaguardia di quei 800mila che andarono a votare mentre prima erano contrari per non mettere in fibrillazione i loro alleati di estrema sinistra. Una buona notizia forse ci sarà: Rutelli smetterà di fare del male a tutto il Paese limitando i danni delle sue incapacità ai suoi concittadini di Roma (RI) proponendosi come sindaco. Incomincio a pensare che fare il sindaco a Roma non richiede delle specifiche capacità visti gli ultimi due sindaci ma siano sufficienti i soliti intrallazzi di "Roma ladrona" per continuare nella spartizione delle sovvenzioni a fondo perduto da sempre pagate dai cittadini del nord con il loro lavoro e con le loro tasse. Tornerà a tempo pieno nel suo "frenetico" ambiente e tra un cappuccino/cornetto e l'altro cercherà di ricuperare le forze spese senza risparmio nei gravosi adempimenti mondani del suo (ex) ministero. Paolo, Torino Il settanta per cento del popolo chiede elezioni anticipate, il sessanta per cento delle forze politiche chiede elezioni anticipate, e il Presidente comunista della Repubblica, quello super partes che viene dal partito che difendeva il popolo, in particolare i lavoratori cosa fa? Ascolta la Confindustria, lo shampato stramiliardario, gli ex presidenti mummificati che dopo i danni perpetrati quando erano in carica continuano imperterriti a farli al Senato, e soprattutto gli sfigati poltronisti della sua parte politica, in primis il Veltroni, che dopo le figure di merda dei suoi compari al governo, in politica estera e interna, le sevizie fiscali, l'impoverimento del potere d'acquisto e aver aumentato tutto l' aumentabile, spera che fra qualche mese i fessi i tagliani abbiano dimenticato lo scempio. E' questo che sperano Napolitano e i suoi: altro che la legge elettorale ! E' una ecopalla. una palla di merda. Anzi è un golpe di merda. In piazza. Giuliano Citterio, Milano Leggo da Televideo quanto detto da Pecoraro: "Il presidente Marini parta dalla maggioranza che ha confermato la fiducia e dalle forze che non hanno tradito per giungere ad una legge elettorale". Onorevole Pecoraro, "ma che vor dì"? Ammesso che intervenga mago Telman per riportare due, tre senatori (presi non so dove!) ad appoggiare l'armata Brancaleone (faccia Lei i conti elementari della serva per capire cosa viene fuori), Le sembra normale fare una riforma elettorale così? Bene, poi non si lamenti se il centrodestra dovesse vincere e facesse da solo tutte le riforme! Sia cortese, in momenti come questi, con tutto quello che è accaduto, non Le sembra fuori luogo che anche Lei dica la sua? Sa che il silenzio è meglio del parlare? Sia gentile, stia zitto ed apprezzi quanto gentili e rispettosi verso di lei sono stati molti elettori di Napoli e della Campania: pensi, non hanno scalfito un capello né a Lei né a Suo fratello, che Lei ha fatto eleggere Senatore, proprio con questa "porcata" di legge, senza preferenze e per volontà dei vertici del partito "verde" che lo ha messo in lista. L. C. Guerrieri, Roseto degli Abruzzi (Teramo) Napolitano, già funzionario ed esponente del Pcd-Pds-Ds, eletto presidente con i soli voti delle sinistre, ha "risolto" la crisi affidando il governo ad un esponente del Pd, raccogliendo di fatto la "richiesta" che gli aveva fatto Veltroni, leader del Pd. Dice che è stata una scelta "difficile". Difficile perché? Forse perché avrebbe preferito affidare direttamente l'incarico a Veltroni? Il pievano Arlotto L articolato della Costituzione, nelle funzioni assegnate al Presidente della Repubblica non si esprime mai con pre, invece, con una certa perentorietà, dice che il Presidente indice le elezioni delle nuove Camere... fissa... autorizza... promulga... ecc. Delle due l una: o il pre va inteso come anteriorità oppure come maggior significato. Dunque se il senso è il primo il Quirinale, dopo la conclamata pausa di riflessione, si fermerebbe solo ad una pre diagnosi della crisi governativa, se invece il senso è il secondo la diagnosi è completa, ma tutti e due i significati portano a rafforzare la compagine che sosteneva il governo caduto perché hanno l effetto di allontanare lo scioglimento delle Camere. Mai come ora si avverte nel Popolo, al di là delle ideologie di ciascuno, che - certificata la spaccatura in Parlamento - deve sì contare di più, andando alle urne ove il cittadino esercita la sua libertà democratica. Noi, uomini liberi, vogliamo elezioni subito per il voto, mai vorremmo un pre voto. Giuseppe Turco - Udine [Data pubblicazione: 03/02/2008].

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La vendetta di pulcinella - aldo loris rossi (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 07-02-2008)

 

Pagina XIV - Napoli La vendetta di Pulcinella ALDO LORIS ROSSI (segue dalla prima di cronaca) Tra i principali elementi del Piano vi erano: la definizione delle caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti; la valutazione della loro pericolosità e la scelta dei più idonei sistemi di trattamento; la delimitazione dei bacini di raccolta e di conferimento; la individuazione dei siti dove realizzare gli impianti; la raccolta e il trattamento differenziato dei vari tipi di residui; l'incentivazione alla riutilizzazione dei materiali e lo sviluppo di un apposito mercato tendente: a diminuire i quantitativi da inviare allo smaltimento; e a stimolare lo sviluppo di nuove tecnologie mirante a tale scopo. Niente di tutto ciò. Mentre per svariati anni si è omesso di redigere il piano, si è puntato solo all'utilizzo delle esistenti discariche, non sempre adeguate alle norme di sicurezza imposte per prevenire inquinamenti secondari (infiltrazione dei percolati nelle falde idriche). Il risultato è che al giorno d'oggi la città dipende, per lo smaltimento della produzione giornaliera di rifiuti solidi urbani di circa 1200-1300 tonnellate, dall'esercizio di una sola discarica autorizzata (Pianura) che rischia di essere rapidamente saturata anche per il conferimento a essa dei rifiuti di altri comuni". Tale discarica fu aperta nel 1953 da Lauro occupando lo splendido vulcano Senga, ricoperto di boschi e con resti archeologici. Dopo 43 anni di sversamenti fu chiusa il 12 gennaio '96 dal commissariato istituito nel '94 con l'impegno di bonificarla. In 12 anni non è stata bonificata e, ora, la si vorrebbe riaprire. Operazione disastrosa perché ha accolto, oltre i rifiuti urbani, migliaia di tonnellate di tossici delle industrie del Nord, anche con l'autorizzazione della Provincia di Napoli favorita da un assessore all'Ambiente (Pli) arrestato per corruzione. In realtà, nella prima repubblica nessun partito si è opposto allo sversamento dei rifiuti tossici a Pianura, né ha mai tentato di attuare un moderno ciclo di rifiuti. La settimana scorsa abbiamo ricordato questa vicenda a Radio Radicale. Pochi giorni dopo i carabinieri hanno sequestrato alla Provincia un primo elenco (anni '88-'91) delle industrie inesistenti nel Sud, responsabili di tale delittuosa operazione. Questa è stata confermata dall'assessore all'Ambiente del Piemonte, Nicola De Ruggiero: "A Pianura sono arrivate almeno 800 mila tonnellate dei rifiuti di Cengio (Acna), azienda per noi emblematica del disastro ambientale causato dal Piemonte" (Repubblica, 22 gennaio). L'invio di rifiuti tossici dal nord è documentato, peraltro, da un incidente clamoroso. Il 4 febbraio '91 è ricoverato al Cardarelli un camionista italo-argentino per ustioni bio-chimiche, sintomi di asfissia e perdita totale della vista. Proviene da Cuneo "dove aveva prelevato 571 fusti da un'azienda piemontese specializzata nello smaltimento dei rifiuti tossici" (A. Iacuelli, 2007) per scaricarli di notte nell'area vesuviana. Dunque, senza l'aiuto della camorra. Per accorciare il viaggio esce a Capua dirigendosi verso Lago Patria dove scarica i fusti. Ma uno di essi si rompe accecandolo con il suo micidiale contenuto (Mattino, 6, 7 , 8 febbraio '91). Le conseguenze di queste azioni criminali emergono dal '96 quando in località Pantano di Acerra, dove sorgerà il termovalorizzatore, inizia la moria di ovini e la nascita di pecore deformi. Il 23 dicembre '98, con il commissario di destra si conclude il concorso per la costruzione dell'inceneritore vinto dalla Fibe che s'impegna a terminare i lavori il 31 dicembre 2000. Ma l'anno seguente esplode il bubbone dei rifiuti tossici ad Acerra. Nell'ottobre 2001 l'Arpac (Azienda regionale protezione ambientale) in una verifica di routine individua 25 pozzi avvelenati. Le analisi sono confermate dall'Asl 4, quindi la stessa Arpac e la Polizia Ecologica scoprono 13 discariche abusive di eternit e di amianto. Da allora vengono alla luce innumerevoli discariche illegali di rifiuti tossici, nella fascia compresa tra il Volturno e l'Asse Mediano (circa 15x30km), mentre aumentano le morti sia di animali che di abitanti (dell'84%) per malformazioni e tumori, denunciati anche dalla prestigiosa rivista The Lancet Oncology (2004). Si diffonde il panico al punto che la gente confonde ormai la pericolosità dei rifiuti tossici e la innocuità di quelli domestici. Intanto nel 2001 è ratificato il progetto Fibe dal nuovo commissario di sinistra che dà il via alla costruzione dell'inceneritore e dei sette impianti di Cdr. Ma la scoperta che la località Pantano è "massimamente inquinata" da rifiuti tossici illegali e la costruzione dell'inceneritore di rifiuti legali sulla stessa area entrano in collisione perché la Fibe, responsabile della localizzazione, non ha effettuato la Verifica di impatto ambientale (Via) prevista dalla legge. Questo autorizza il sindaco a sospendere i lavori facendo esplodere l'intero ciclo dei rifiuti che svela un mix inestricabile di errori tecnici, irresponsabilità imprenditoriale, connivenze politiche e camorristiche intese a violare il dl 22/97 (legge Ronchi) e la direttiva europea 156/91. Il disegno della Fibe è semplice: "se non si fa la raccolta differenziata dei rifiuti, più ce n'è da smaltire e più ci guadagna chi gestisce l'impianto" (R. Raimondi, 2006); cioè, la stessa Fibe. Di qui i quattro vizi capitali programmati nel ciclo dei rifiuti. 1 - Mancata raccolta differenziata (i 2.316 assunti allo scopo sono nullafacenti) al fine di legittimare la costruzione del più grande inceneritore d'Europa. Esso è dimensionato per bruciare 750.000 tonnellate l'anno; cioè più di dieci volte quelli medi italiani (70.000 ton./anno); sette volte quelli francesi; cinque volte quelli belgi. 2 - Tecnologia obsoleta dell'inceneritore: "fu giudicata rimontare a oltre 30 anni prima" (Relazione commissione Via, 20 dicembre '99). 3 - Produzione di "ecoballe" non bruciabili e loro stoccaggio, contro le direttive europee, in faraoniche piramidi maleodoranti. 4 - Ubicazione sconsiderata dell'inceneritore in "località già massimamente inquinata". Questo ha prodotto un capolavoro di ingegneria criminale: cronicizzare l'emergenza. Il risultato è il massimo della spazzatura nelle strade facendo pagare ai cittadini il massimo di tasse sulla stessa. Dunque, Acerra ha svelato il meccanismo perverso del progetto della più grande impresa del Nord. Un Nord che da 30 anni scarica in Campania rifiuti tossici nocivi. Ma i tecnocrati padani hanno commesso un altro errore. Hanno ubicato l'inceneritore ad Acerra ignorando l'imponderabile potenza simbolica del genius loci. Non sapevano che Acerra è il paese natio di Pulcinella il quale, benché vittima di ogni sopruso, si è dimostrato ancora una volta capace di una vendetta beffarda e imprevedibile: precipitare l'Impregilo e l'intera classe dirigente nel ridicolo e consegnarli alla giustizia.

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Brevi, schede e richiami 2 (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 07-02-2008)

 

VECCHI E LE POVERTA' Alle 20.45 al Cinema Galliera (via Matteotti 25) "Le nuove povertà: relazioni tra pari e tra generazioni" con monsignor Ernesto Vecchi. Partecipano i giornalisti sportivi Gianfranco Civolani e Sabrina Orlandi. DEMOCRAZIA E SICUREZZA Alle 17.15 alla Fondazione Gramsci (via Galliera 26) per il laboratorio di analisi politica "Gli orizzonti della democrazia", incontro con Massimo Pavarini e Giuseppe Sciortino su "Democrazia e sicurezza". LIBRO DI GIUSSANI Alle 21 alla Sala Europa (piazza Costituzione 5/c) presentazione del libro "Si può vivere così? Uno strano approccio all'esistenza cristiana" di Luigi Giussani. Ne parlano Giancarlo Cesana e Pierpaolo Donati. GUERRA DEI RIFIUTI Alle 18 a la Feltrinelli di piazza Ravegnana 1 Maurizio Montaldo presenta il suo libro "La guerra dei rifiuti" sull'emergenza campana e le ecomafie.

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Antonio cianciullo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 07-02-2008)

 

Cronaca Il rapporto Apat: la raccolta in contenitori diversi raggiunge solo il 25,8% ANTONIO CIANCIULLO ROMA - La pratica virtuosa della raccolta differenziata cresce, ma l'ondata dei consumi corre più veloce. E così la massa dei rifiuti continua a gonfiarsi, nonostante gli allarmi, nonostante le direttive europee, nonostante le leggi in vigore. Nel 2006 abbiamo prodotto 32,5 milioni di tonnellate di rifiuti urbani: 860 mila tonnellate oltre il livello 2005 (più 2,7 per cento) contro le 700 mila tonnellate guadagnate dalla raccolta differenziata che arriva al 25,8 per cento, molto lontano dalla quota obbligatoria del 40 per cento. Questi numeri, contenuti nel rapporto 2007 dell'Apat (Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici), ci fanno capire perché si moltiplicano le procedure d'infrazione comunitarie a carico dell'Italia in materia ambientale. Dovremmo ridurre la produzione di rifiuti e dovremmo portare la raccolta differenziata al 40 per cento: con 550 chili pro capite (il record negativo in Toscana, 704 kg) , siamo lontani da entrambi gli obiettivi. Rientrare nella legge è possibile e lo provano le città virtuose dove la raccolta differenziata va molto oltre la quota obbligatoria: Novara è al 68,0 per cento, Verbania al 66,4, Asti al 61,9, Belluno al 57,2, Rovigo al 50,5 per cento. Una performance condivisa da alcune regioni che hanno tirato la volata alla crescita della raccolta differenziata saltando oltre la soglia del 40 per cento: Trentino Alto Adige, Lombardia, Veneto e Piemonte (ma è da notare il salto della Sardegna schizzata in un anno dal 10 al 20 per cento). E mentre la media della Campania si ferma a un drammatico 11,3 per cento, le province di Salerno e di Avellino viaggiano attorno al 20 per cento. Ma se il problema dei rifiuti urbani è il più visibile, dal punto di vista numerico l'impatto maggiore viene dai cosiddetti speciali: altri 107,5 milioni di tonnellate che comprendono 46 milioni di tonnellate di rifiuti da costruzione e demolizione e 5,9 milioni di tonnellate di rifiuti speciali pericolosi. Di questi solo 101,6 milioni di tonnellate risultano gestiti. "I 6 milioni di tonnellate che sfuggono all'appello rappresentano una minaccia per la sicurezza del paese e una potenziale fonte di guadagno per le ecomafie", osserva Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente. "Ed è inaccettabile che metà dei rifiuti vada ancora in discarica". Anche per il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio dal disastro rifiuti si esce solo rilanciando la raccolta differenziata e togliendo l'umido dai rifiuti per traformarlo in compost o terriccio. E per il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, bisogna puntare sul recupero: "Riciclando vetro e alluminio si risparmiano 4,3 milioni di tonnellate di petrolio, l'equivalente di 3 centrali nucleari da mille megawatt".

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Regione, l'eclisse dell'udeur - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 08-02-2008)

 

Pagina VI - Napoli Espulsi dal Campanile i tre consiglieri che restano nel centrosinistra. E il partito perde pezzi Regione, l'eclisse dell'Udeur Ma il consiglio salta per mancanza del numero legale Cacciato anche il capogruppo in Comune Venanzoni. Lascia il portavoce Funaro Possibile uscita dalla giunta comunale della mastelliana Donata Rizzo D'Abundo ROBERTO FUCCILLO L'Udeur si sfarina. E il centrosinistra campano, per dirla alla Woody Allen, non si sente tanto meglio. è la cronaca di una giornata nella quale il partito di Mastella espelle ben quattro vertici, fra cui tre dei quattro consiglieri regionali che avevano osato dichiarare due giorni fa che sarebbero rimasti comunque con il centrosinistra. Centrosinistra che però poi in aula non riesce a tenere il numero legale (solo 28 i presenti) e viene impietosamente infilato in contropiede dalla Cdl al grido di "vogliamo vedere se c'è ancora una maggioranza o no". A giudicare dall'esito di ieri, la risposta dovrebbe essere "la seconda che hai detto", tanto più che in aula al momento della verifica mancavano fra gli altri sia il presidente della giunta Bassolino che quello dell'aula, Sandra Lonardo Mastella, con buona pace degli importantissimi provvedimenti che andavano discussi. Legge sui rifiuti, statuto e decentramento devono attendere ora la seduta odierna. Ma il clima è quello che è. Segnato dal decreto di espulsione per gli udeurrini ribelli: Nicola Caputo, Vittorio Insigne e Giuseppe Maisto, nonché il segretario napoletano e capogruppo in Comune, Diego Venanzoni. Motivo: "Abbiamo assistito in questi ultimi giorni - dice l'estensore Antonio Fantini, segretario regionale - proprio nel momento in cui è necessaria la massima coesione del partito, ad episodi e dichiarazioni di alcuni che, o provenienti da altri raggruppamenti o subentrati nelle istituzioni in quanto gli eletti sono stati chiamati a superiori incarichi, hanno leso la dignità stessa dei Popolari-Udeur". Primo commento: "Espulsi per libertà di opinione", nota sarcastico Maisto. Ancora più ironico Caputo: "Prima di uscire dal partito, Fantini spenga la luce. è rimasto solo lui". Ha invece preso le distanze il quarto consigliere, Salvatore Arena, di fatto smentendo di aver partecipato a quel documento che costituiva comunque l'anticamera dell'abbandono. "L'idea di lasciare l'Udeur non mi ha mai minimamente toccato - spiega Arena - Sono e resto dell'Udeur, e sono espressione della sua classe dirigente salernitana, con la quale aspetteremo l'esito dell'esecutivo nazionale di domani". Quanto basta perché Fantini lo abbia salvato. Non così gli altri tre, accusati peraltro di essere arrivati in consiglio un po' per grazia ricevuta: Maisto e Insigne erano subentrati a due parlamentari eletti, Pisacane e Barbato; Caputo era addirittura entrato in quota Udc, al posto del dimissionario Zinzi, per poi passare al Campanile. Quanto a Venanzoni, il quarto bersaglio, ecco il suo commento: "Non c'è nulla di politico, da tempo Fantini non mi sopporta". La questione Venanzoni rischia peraltro di aprire falle nella giunta Iervolino: spaccato il gruppo (Venanzoni e Migliaccio da un lato, Nino Funaro e Alvino, nominato subito commissario del partito in città, dall'altro), anche in giunta è probabile che Bruno Terracciano resti accanto al sindaco mentre Donata Rizzo D'Abundo, mastelliana doc, lasci. Come se non bastasse, ci sono state anche le dimissioni di Pietro Funaro da portavoce regionale: "Motivi personali", ha laconicamente fatto sapere lui. Se l'Udeur piange, la Cdl, guidata dal suo capo in aula Franco D'Ercole, fa festa: il missile lanciato ieri contro il centrosinistra è andato talmente a bersaglio che, sospesa la seduta, i capi dei vari partiti di opposizione si sono fatti fare una foto ricordo in consiglio, uno accanto all'altro, modello nazionale dopo la conquista della Coppa del mondo. Sull'altro fronte, ecco la minaccia del leader verde Alfonso Pecoraro Scanio di fronte alla scelta di Veltroni di andare al voto da solo: "Se il Pd rompe l'alleanza, saremo anche noi sciolti da obblighi di coalizione e in molte situazioni non sopporteremo più cose insopportabili", Campania compresa.

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LETTERE (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-02-2008)

 

Lettere Proteste in versi Silvano Forte - NAPOLI Ci sono città nelle quali al risveglio / si aprono tende per vedere se le strade / sono libere dalla neve. / A Napoli si aprono finestre / per vedere se le strade / sono libere dall'immondizia. / Ci sono città dove puoi passeggiare / tra il verde degli alberi e dei prati. / A Napoli porti in giro i bambini / tra il bianco, nero e grigio / dei sacchetti e del contenuto che deborda. / Verdure, poche. / Ci sono città nelle quali / puoi camminare guardando in alto. / A Napoli si consigliano occhi a terra / per evitare escrementi canini / spesso freschi di giornata. / Ci sono città nelle quali / la raccolta è differenziata. / A Napoli siamo indifferenti. / Ci sono città. / Napoli no. * * * Salvatore Iervolino - SAN GENNARO VESUVIANO (NA) 'O pino gigante e secolare / stampato ncopp'a mille cartuline / pur'isso è scumparzo mmiez' 'o mare. / 'O Vesuvio 'o veco stanco, triste e cupo / senza tenè 'o pennacchio 'ncapo. / 'E chilli dduje sunature 'e cuncertino / ca lassarono San Pietro 'mparaviso / nisciuno ne parla... chist'è 'o destino. / Mo 'o posto 'e sti bellezze / nce stanno cumule 'e munnezza / si ancora nisciuno piglia 'a via / nun po' mancà na brutta malatia. / Pirciò nun stammo accussì, senza fa' niente, / 'o ttenimmo 'o sanghe dint' 'e vvene? /Aunimmoce 'nzieme, tutte quante / pulezzammo 'sti strade puzzulente / facimmo tunrà Napule / bella e sorridente. Bassolino ha tolto altre immondizie Michele Fiorenza - POMPEI (NA) Prima che Bassolino facesse il sindaco di Napoli, non ricordo se c'era l'immondizia per le strade, ma ricordo che ce n'era tanta sui volti dei napoletani, sulle insegne abusive dei negozi e nel mare di auto del parcheggio di piazza Plebiscito, tra il Palazzo Reale, la Prefettura e il Comiliter. Grazie per averci lasciato solo quella delle strade. Una difesa del presidente: rara, in questi giorni, dopo tanti osanna negli anni passati. Paese che vai disagi che trovi Vittorio Scuderi - NAPOLI In un tratto del carattere di noi napoletani c'è che per ogni disservizio troviamo per prima la preoccupazione per un'eventuale "brutta figura" con i turisti stranieri, e solo dopo, la giusta denuncia dei disagi. È venuta a trovarmi una mia amica da Sheffield, insegna geometria nell'università. Abbiamo fatto un giro per Napoli. Parla molto bene l'italiano. In effetti le inglesi non ridono molto e mi è capitato di sentirla ridere solo due volte. Ha riso quando le ho chiesto se voleva accompagnarmi alla Posta a fare una raccomandata. Ha trovato buffa questa parola e che una lettera dovesse essere "raccomandata" e non, ad esempio, registrata. La seconda volta ha riso mentre stavamo in autobus e sono saliti, con fare deciso e in sincronia, tre controllori, uno per ogni porta. Non ho capito perché ridesse tanto, mi è sembrato che ridesse in inglese. Riferendosi ai controllori, ha detto, seria: "Credo che il loro lavoro sia molto difficile". Le inglesi non ridono molto. Fortunatamente. Forse la mia amica aveva tutte le ragioni per ridere di più. A Napoli ci sono tantissime ragioni per farlo. La morale è: non cercare in casa d'altri, quello che trovi a casa tua, se no ti vien da ridere. E ridere poco o tanto è solo una questione di educazione. Un amico mi ha raccontato delle sue risate quando a Londra, in un albergo a quattro stelle, lui e sua moglie hanno cercato nel bagno quell'accessorio col nome francese, che qui tutti abbiamo in casa. Paese che vai, usanze che trovi. O peggio, disagi che trovi. Questa lettera del dottor Scuderi è emersa da un mucchio di posta dispersa nei computer, come purtroppo capita, e ce ne dispiace. È sempre attuale, solo che adesso c'è ancora meno da ridere. Un cane nordista odia neri e cinesi Pietro Paolo Antonucci - VERONA Sono nato nel reame, a Popoli in Abruzzo. Da anni vivo a Verona, che mette duramente alla prova l'immigrato che non si comporti o secondo il folkloristico adattamento di numerosi meridionali che già il giorno dopo si sentono settentrionali; o come chi non si sente attratto dalla "cultura" degli indigeni. Il mio lavoro d'insegnante mi ha portato a contatto con migliaia di allievi, le loro famiglie e decine di colleghi. Il quadro che emerge può far ricredere quanti pensano che una persona possa cambiare col miglioramento economico. Se si viene educati alla cultura "del servo e del padrone", servi si resta pur se si impianta la fabbrichetta di pandori e tortellini. Forse diminuisce il numero di quanti occorre servire, ma la propensione al disprezzo di chi sta peggio e il luccichio degli occhi quando si incontra un "sior" non vengono scalfiti. Ero in un bar in zona Ponte Pietra, centro storico, per un caffè, quando entra una persona di mezza età con cane grande, grosso e nero; ordina un bicchiere di vino bianco. Entra un ragazzo nero, chiede educatamente una informazione alla barista, lei risponde dandogli del tu. Il ragazzo ringrazia ed esce; il padrone del cane dice in dialetto veronese: "Quando il mio cane vede un negro inizia a innervosirsi, penso che sia la puzza di questi qua". E la barista: "Il mio cane si innervosisce non solo coi negri, ma anche con i cinesi". Bisognerebbe che gli abitanti del Sud rispedissero, come non graditi, tutti i pandori e i tortellini che ci inviano nei supermercati. Nonostante tutto Napoli è una speranza Nello Margiotta - NAPOLI Per molti anni la mia principale preoccupazione è stata quella di evitare di costruirmi un'esistenza lontano da Napoli; anche quando ho dovuto soggiornare per lavoro in altre città, è avvenuto per un tempo breve, sentendomi addosso la precarietà che dà la condizione di emigrante, benchè di lusso; ho evitato di porre le condizioni per una lunga permanenza. E quando ho avuto la prospettiva di vivere in un altro continente, il dubbio è durato poco, non lasciando rimpianti. Ritengo un privilegio vivere a Napoli, più che un luogo una condizione dell'anima. Esistono aspetti inaccettabili, ma se consideriamo che il traffico esiste da 50 anni e la città ne ha 2500, che ciò che la criminalità combina non è paragonabile ai soprusi e alle angherie che la popolazione ha dovuto sopportare lungo la sua storia, si può ancora affermare che Napoli, col suo ribollire di vitalità e la sua antimodernità, rappresenti una realtà rassicurante e una speranza per l'umanità. Se si riuscisse a superare depressione sociale e autolesionismo che ci spingono a fuggire piuttosto che a restare per amare e migliorare noi stessi e il contesto, forse riusciremmo a cogliere a pieno il senso di tale speranza e lavoreremmo meglio per realizzarla per noi e per i nostri figli. Pur avendo condiviso la scelta di restare, gentile signor Margiotta, le invidio il resistente ottimismo. Il parco giochi è solo cemento Carlotta Giaquinto - NAPOLI Abito al Vomero, via Domenico Fontana, parco Orofino. Fino a qualche anno fa alle spalle del mio edificio c'era uno spazio verde, con numerosi alberi di agrumi. L'area era di un privato che poco distante aveva un parcheggio all'aperto di auto, per cui custodiva la zona giorno e notte, curava il verde e provvedeva a illuminare. Il Comune l'ha espropriata per creare un parco giochi per i bambini. Invito a vedere cosa è stato fatto: un ammasso di cemento informe e niente più. E la zona ora è priva di luce, sporca, abbandonata. Conseguenza: negli ultimi due anni ho subìto due furti in casa, e non sono la sola. Chiedo al Comune e alla Municipalità: volete spendere i nostri soldi per fare l'opera pubblica promessa o preferite spendereli per pagare i danni che stiamo per chiedere? "Sono sotto sfratto e non ho un euro" Giovanni Di Leo - NAPOLI Sono ormai vicino allo sfratto, non ho un euro, non so dove andare. Ho una pensione di 248 euro al mese, da fame, e cercare un avvocato gratis è un'impresa, nessuno fa niente per nulla. Cosà farò quando verranno a buttarmi fuori con i miei due bambini e mia moglie? Chi può aiutarmi, si faccia avanti, non posso che ringraziarlo in questa mia misericordia celeste. Non posso campare più. Questa dolente lettera era indirizzata anche all'"egregio Stato italiano". Se c'è qualche patrocinio gratuito, il signor Di Leo risponderà al 340.2959812. Il Bottazzi va salvato Claudia Turrà Rizzuto - NAPOLI Preg.mo dottor Gargano, alla Asl 5 Napoli il dottor D'Auria - senza consultare malati e base dei lavoratori - ha ordinato la chiusura del laboratorio di analisi Bottazzi di Torre del Greco. Questa struttura serve un territorio vastissimo, da San Giorgio a Castellammare. Medici, tecnici e infermieri la rendono efficiente, al servizio dei malati e di utenti particolari: trapiantati, tossicodipendenti, cardiopatici e diabetici. Sono una trapiantata e preferisco venire al Bottazzi da Napoli, dopo avere sperimentato in città; come me altri. È l'ennesimo taglio in nome di un aleatorio risparmio quando invece sarebbe necessario investire. Ci si lascia prendere da sacri furori d'economia proprio nei confronti di un caso raro di ottima sanità? Se non s'interverrà in tempo, a farne le spese saranno centinaia d'ammalati. Tanti altri tipi di pena di morte Giovanni Migliori - PORTICI (NA) Nel nostro "bel" Paese, se uccidi qualcuno con la tua auto al massimo ti danno gli arresti domiciliari, con tanto di vista sul mare e la possibilità di sponsorizzare un prodotto commerciale. Se commetti un reato di qualsiasi tipo, non ne pagherai mai le conseguenze, perchè tra prescrizioni, indulto e via dicendo tutto si annulla. I parlamentari sono impegnati a partorire nuove leggi, senza preoccuparsi del fatto che non c'è ancora chi si occupa di far rispettare quelle esistenti. Nonostante tutto ciò, c'è un governo che ha il coraggio di vantarsi di aver ottenuto la sospensione della pena di morte nel mondo, ben sapendo di non averla ancora abolita qui da noi, dove viene inflitta agli operai delle fabbriche e dei cantieri, già di per se condannati a lavorare per mille euro al mese e molto spesso senza diritti, e a chi si trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato, dato il notevole numero di proiettili vaganti. Però teniamo ben distinti gli argomenti: la moratoria sulla pena di morte è una grande conquista civile. Piazza Nolana tornata nel caos Danilo De Luca - NAPOLI Ad agosto un ineccepibile coordinamento di polizia, carabinieri, vigili, operatori ecologici, ha restituito decoro a piazza Nolana e al relativo tratto del corso Garibaldi, sottraendo agli ambulanti abusivi gli spazi estorti; la legge è stata applicata con severità fino a settembre. Ora piazza Nolana è di nuovo preda degli abusivi e dell'inciviltà: rifiuti, improvvisati bazar sui marciapiedi, i vicoletti fetidi orinatoi. Chiedo che il presidente della Municipalità, Alberto Patruno, e il sindaco, mettano fine allo scempio di una delle piazze più esposte al giudizio dei turisti. La morte alberga all'interno di noi Vincenzo Cantalupo - BELLIZZI (SA) Caro dottor Gargano, su Internet foto agghiaccianti: una bambina morta sotto un marciapiede mentre la gente passava indifferente, finchè non è arrivata la forza pubblica che ha messo quel corpicino in una busta e lo ha buttato nella spazzatura. In Cina. Orrore e pietà; anche in Italia corpi di bambini nei cassonetti. Ma ci chiediamo le cause e le responsabilità? La morte data in questo orrendo modo avviene perché qualche genitore, impazzito, decide di sopprimere il figlio? Ci sono anche questi casi, ma la morte è innanzitutto nel cuore di tanta gente. M'interesso della Caritas del paese in cui vivo e non immaginavo che potessero esserci tanta miseria e disperazione. Non sono solo gli extracomunitari a chiedere lavoro o aiuti, ma tanti italiani e che, pur forniti di titoli di studio, non riescono a trovare lavoro, se non al nero e sottopagato. Sono un pensionato da 1.440 euro al mese, ma mi sento un privilegiato; e sono arrabbiato con coloro che guadagnano sempre di più e per lo più sulla pelle dei più deboli. La morte sta dentro di noi da un bel po' di tempo, come tante morti bianche sulla coscienza di coloro che hanno le "barche". Io non sono un grande credente, pur frequentando la Caritas, ma il Padreterno deve esistere. Proprio dalla più cruda consapevolezza del male può nascere la voglia di cambiare, ciascuno nel suo minimo. Continui il lavoro alla Caritas, caro signor Cantalupo. Perché vanno via i giovani del Sud Guglielmo Cannarile - S. GIORGIO A CREMANO (NA) Caro amico Gargano, perché i giovani del Sud fuggono verso il ricco Nord? Quando un giovane attende da anni un posto di lavoro e non lo trova, cosa deve fare? Vivere alle spalle dei genitori, finché essi vivono. E poi? L'amato presidente Napolitano disse: "La politica deve fare la sua parte per evitare a voi ragazzi di essere costretti a lasciare Napoli". Sante parole. Ma cosa possono fare i politici e gli imprenditori per arginare la fuga? Gli spazi occupazionali sono di labile consistenza. Allora, questa gioventù dove troverà lavoro? Nelle maglie della camorra, negli scippi, in altre attività illecite? La strada sicura è prendere il freno, armati della valigia e di tanto coraggio per andare al Nord, sistemarsi, formare una famiglia. Questo calvario l'ho percorso anch'io tanti anni fa, partendo dalla Calabria e andando a Torino, dove, grazie a Dio, ho trovato lavoro, amici e serenità. È come dice lei, gentile signor Cannarile, però resta intollerabile. Anche la politica riparta dalla scuola Antonio Turco - CERCOLA (NA) Sulla crisi della società, e dunque della politica, da dieci anni lavoro nelle scuole per rispondere in modo positivo, ricordando una frase di Croce: "Succede sempre quello che non può non succedere". I più avvertiti dovrebbero operare come quelli della classe di Giorgio Amendola che trasformarono in pochi anni la Napoli arretrata degli anni '30 e '40 in quella avanzata degli anni '60 e '70. Allora si puntò sulla fabbrica, oggi bisogna scegliere la scuola dove si incontrano i soggetti interessati al cambiamento. Quelli che hanno dieci anni non ancora irretiti dal consumismo se ben guidati possono imboccare la strada per la rinascita. Il signor Turco scrive a nome della Fondazione Ibsen.

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