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Quel
partito nuovo ( da "Giornale.it, Il"
del 03-02-2008)
Abstract: ma soltanto
dormiente. Contro il Partito democratico si è subito scatenato un fuoco di
sbarramento proprio dalle postazioni comuniste e da quelle contigue. Fausto
Bertinotti, uomo delle istituzioni ma pur sempre subcomandante non si sa di che
cosa, ha affermato che il Pd "ha un debito nei confronti della Resistenza
per cui voglio sperare che si tratti di un'
( da "Giornale.it, Il" del
03-02-2008)
Di Salvatore Scarpino - domenica 03 febbraio 2008, 07:00
Il Partito democratico, così ansioso di mostrarsi moderno, futurista e
futuribile, nel redigere nei giorni scorsi il suo "Manifesto dei
valori", una sorta di magna charta, ha omesso il
richiamo alla Resistenza e al suo substrato politico, l'antifascismo rituale e
immarcescibile. Il partito che Veltroni guida puntava, pare, sul XXI secolo,
sulle sfide di un futuro di sinistra e tuttavia senza soffrire l'handicap di
parole pesanti come pietre che giungono direttamente dal "secolo
breve", il Novecento di ferro e di fuoco. Ebbene, un simile volo verso gli
orizzonti di un progressismo europeo liberato dalle sue fascinazioni
totalitarie, non è piaciuto alla sinistra che si sdraia sulla linea passatista
di un comunismo per i suoi seguaci non proprio morto, ma
soltanto dormiente. Contro il Partito democratico si è subito scatenato un
fuoco di sbarramento proprio dalle postazioni comuniste e da quelle contigue.
Fausto Bertinotti, uomo delle istituzioni ma pur sempre subcomandante non si sa
di che cosa, ha affermato che il Pd "ha un debito nei confronti della
Resistenza per cui voglio sperare che si tratti di un'omissione che
verrà corretta immediatamente". Franco Giordano, sub-sub-comandante,
è più drastico e intransigente. "Il Partito democratico - giudica senza
attenuanti il segretario Prc - colloca le proprie radici distanti dai valori
dell'antifascismo e della Resistenza su cui si fonda la storia della sinistra
italiana". E di conseguenza lancia l'appello alla formazione di una
sinistra "unitaria e plurale" che metta a posto anche gli
avventuristi e gli smemorati del Partito democratico. Anche Cesare Salvi,
senatore di Sd ha sparato contro il partito di
Veltroni. "Il Pd - ha detto - ritiene forse che sia pura retorica
appellarsi ai valori della Resistenza e che nella svolta non solo
politica, ma anche culturale e morale, non ci sia spazio per la
Resistenza e l'antifascismo". E il senatore conclude: abbiamo fatto bene a
non entrare nel nuovo partito. È curioso che le critiche al manifesto del Pd
siano venute da quelle frazioni di sinistra che della neonata formazione non
vogliono fare parte, ma è ancora più singolare che le
loro critiche abbiano esercitato un formidabile potere d'interdizione su
Veltroni - sedicente uomo nuovo molto legato al vecchio - e sul gruppo
dirigente del Pd. Il buon Walter, quando ha saputo delle critiche che gli si
muovevano da sinistra, si è affrettato a scrivere una lettera ad Alfredo Reichlin, uno dei protagonisti della commissione incaricata
di redigere il manifesto dei valori. Reichlin è così
nuovo che dirigeva l'Unità.